GUIDA ALLA CONCIMAZIONE - Regione Campania

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GUIDA ALLA CONCIMAZIONE - Regione Campania

Guida I bozza prima parte:capitolo 1 09/11/12 09:52 Pagina 15

parte generale guida alla concimazione

turale, determinabile dall’incrocio dei valori delle tre frazioni granulometriche.

La sabbia conferisce scioltezza al terreno, facilita le lavorazioni e l’infiltrazione

dell’acqua, ma allo stesso tempo determina una certa povertà

chimica, perché trattiene scarsamente gli elementi nutritivi. L’argilla è

di certo la parte più attiva per ciò che riguarda la reattività chimica, la

nutrizione dei vegetali e la capacità di trattenere l’acqua, ma un’eccessiva

presenza comporta ostacolo alla circolazione dell’acqua e dell’aria e

maggiore difficoltà nelle lavorazioni, soprattutto con terreno non “in

tempera”. Il limo, infine, presenta caratteristiche intermedie tra la sabbia

fine e l’argilla, non conferisce struttura, anzi intasa e determina una

bassa permeabilità dei terreni, che si presentano polverosi allo stato

secco e fangosi allo stato umido; inoltre i terreni limosi sono generalmente

poveri di elementi nutritivi e risultano produttivi solo con buone

concimazioni organiche e chimiche.

Il terreno ottimale per la coltivazione è quello franco, caratterizzato

da un equilibrio tra le particelle (75-80% di sabbia, 10-15% di limo, 5-

10% di argilla) e con un contenuto in sostanza organica compreso tra il

3 e il 5%.

La struttura del suolo si riferisce al modo con cui le particelle primarie

(sabbia, limo e argilla) si aggregano tra loro in particelle composte

(aggregati) separate dalle particelle composte adiacenti da superfici di

rottura [12].

A differenza della tessitura, la struttura è una proprietà dinamica

del terreno, variabile da stagione a stagione, o anche da mese a mese

[5], perché le particelle mostrano una differente tendenza ad aggregarsi

o a disperdersi, a seconda dello stato in cui si trova il terreno.

Infatti gli aggregati si originano sotto l’azione di agenti specifici di formazione

e conservano una determinata configurazione grazie alle

forze di coesione, che variano in funzione di diversi fattori: tessitura,

umidità, etc.

Alla tessitura e alla struttura sono collegate anche altre proprietà del

terreno, quali:

tenacità o coesione, intesa come la resistenza del suolo a penetrazione

e schiacciamento e, quindi, all’avanzamento degli organi lavoranti;

essa diminuisce all’aumentare dell’umidità e, a parità del contenuto

di umidità, è massima nei suoli argillosi e minima in quelli sabbiosi;

plasticità, ossia la capacità di cambiare forma in maniera continua

sotto l’azione di una forza esterna e di mantenerla anche dopo che la

forza ha finito di agire; quindi è indicativa della lavorabilità di un terreno;

essa aumenta con il tenore in argilla e con l’umidità fino ad un

massimo oltre il quale si ha lo stato fluido, allorquando sparisce l’ef-

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