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preparato da Thomas Bishop<br />

(adattamento italiano <strong>di</strong> Elisa Borghi)<br />

Capitolo 8<br />

Il sistema monetario<br />

internazionale,<br />

1870–1973


Anteprima<br />

• Obiettivi delle politiche macroeconomiche<br />

• Gold standard<br />

• Gli anni tra le due guerre<br />

• Il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

• Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

• Effetti internazionali delle politiche<br />

macroeconomiche degli USA<br />

Copyright © 2007 Paravia Bruno Mondadori E<strong>di</strong>tori. All rights reserved.. 8-2


Obiettivi macroeconomici<br />

• “Equilibrio interno” è il nome dato agli obiettivi<br />

macroeconomici <strong>di</strong> pieno impiego (o<br />

produzione normale) e stabilità dei prezzi (o<br />

bassa inflazione).<br />

♦ La sovraoccupazione tende a portare a prezzi maggiori e la<br />

sottooccupazione tende a portare a prezzi inferiori.<br />

♦ Domanda aggregata e produzione instabili tendono a creare<br />

prezzi volatili.<br />

♦ L’inflazione inattesa re<strong>di</strong>stribuisce il red<strong>di</strong>to dai cre<strong>di</strong>tori ai<br />

debitori e rende più <strong>di</strong>fficile la pianificazione per il futuro.<br />

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Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

• “Equilibrio esterno” è il nome dato ad un saldo<br />

del conto corrente che non è “troppo”<br />

negativo o “troppo” positivo.<br />

♦ Un ampio deficit <strong>di</strong> conto corrente può far pensare<br />

agli stranieri che un’economia non possa ripagare i<br />

suoi debiti e perciò può indurli a fermare i prestiti,<br />

causando una crisi finanziaria.<br />

♦ Un ampio surplus <strong>di</strong> conto corrente può causare<br />

pressioni protezionistiche o altre pressioni politiche<br />

da parte dei governi stranieri (es: la pressione sul<br />

Giappone negli anni 80 e sulla Cina negli anni<br />

2000).<br />

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Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

• “Equilibrio esterno” può anche significare un<br />

equilibrio della bilancia dei pagamenti:<br />

♦ Un saldo <strong>di</strong> conto corrente (più il conto capitale)<br />

uguale al saldo del conto finanziario nelle voci non<br />

relative a riserve in un dato periodo, <strong>di</strong> modo che<br />

le riserve ufficiali internazionali non cambiano.<br />

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Il gold standard rivisitato<br />

• Il gold standard dal 1870 al 1914 e dopo il 1918<br />

aveva meccanismi che impe<strong>di</strong>vano che i flussi<br />

<strong>di</strong> riserve in oro (la bilancia dei pagamenti)<br />

<strong>di</strong>ventassero troppo positivi o troppo negativi.<br />

♦ I prezzi tendevano ad aggiustarsi secondo la<br />

quantità <strong>di</strong> oro circolante in un’economia, cosa che<br />

aveva effetti sui flussi <strong>di</strong> beni e servizi: il conto<br />

corrente.<br />

♦ Le banche centrali influenzavano i flussi <strong>di</strong> capitale<br />

finanziario, <strong>di</strong> modo che la parte non a riserva del<br />

conto finanziario era uguale al saldo del conto<br />

corrente, riducendo pertanto i flussi <strong>di</strong> oro in entrata<br />

o in uscita.<br />

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Il gold standard rivisitato (segue)<br />

• Il meccanismo price-specie-flow è l’aggiustamento<br />

dei prezzi quando l’oro (“specie”) entra o esce da un<br />

paese, causando un aggiustamento nel flusso <strong>di</strong> beni.<br />

♦ Un flusso <strong>di</strong> oro in entrata tende a gonfiare i prezzi.<br />

♦ Un flusso <strong>di</strong> oro in uscita tende a ridurre i prezzi.<br />

♦ Se il paese domestico ha un avanzo <strong>di</strong> conto corrente<br />

superiore al conto finanziario non rappresentato da riserve,<br />

l’oro guadagnato con le esportazioni entra nel paese –<br />

facendo aumentare i prezzi in quel paese e riducendoli nei<br />

paesi stranieri.<br />

I beni del paese domestico <strong>di</strong>ventano cari e i beni dei paesi esteri<br />

<strong>di</strong>ventano economici, e ciò riduce l’avanzo <strong>di</strong> conto corrente del<br />

paese domestico e i <strong>di</strong>savanzi dei paesi stranieri.<br />

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Il gold standard rivisitato (segue)<br />

• Perciò, il meccanismo price-specie-flow del<br />

gold standard poteva ridurre l’avanzo o il<br />

<strong>di</strong>savanzo <strong>di</strong> conto corrente, ottenendo una<br />

misura <strong>di</strong> equilibrio esterno per tutti i paesi.<br />

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Il gold standard rivisitato (segue)<br />

• Le “regole del gioco” in regime <strong>di</strong> gold standard si<br />

riferiscono ad un altro processo <strong>di</strong> aggiustamento che<br />

era teoricamente gestito dalle banche centrali:<br />

♦ Ven<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> attività domestiche quando l’oro esce dal paese per<br />

pagare le importazioni. Ciò riduce l’offerta <strong>di</strong> moneta e<br />

incrementa i tassi <strong>di</strong> interesse, attraendo flussi <strong>di</strong> capitale<br />

finanziario per compensare il deficit <strong>di</strong> conto corrente,<br />

riducendo i flussi <strong>di</strong> oro in uscita.<br />

♦ Acquisto <strong>di</strong> attività domestiche quando l’oro entra nel paese<br />

come red<strong>di</strong>to da esportazioni. Ciò incrementa l’offerta <strong>di</strong><br />

moneta e riduce i tassi <strong>di</strong> interesse, riducendo i flussi <strong>di</strong><br />

capitale finanziario in entrata per compensare il saldo <strong>di</strong> conto<br />

corrente, riducendo i flussi <strong>di</strong> oro in entrata.<br />

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Il gold standard rivisitato (segue)<br />

• Le banche con riserve in oro decrescenti avevano un<br />

forte incentivo a praticare le regole del gioco: non<br />

potevano convertire la valuta senza una sufficiente<br />

quantità <strong>di</strong> oro.<br />

• Le banche con riserve in oro crescenti avevano un<br />

debole incentivo a praticare le regole del gioco: l’oro<br />

non fruttava interesse, ma le attività domestiche sì.<br />

• In pratica, le banche centrali con riserve in oro in<br />

crescita raramente seguivano le regole.<br />

• E le banche centrali spesso sterilizzavano i flussi <strong>di</strong><br />

oro, cercando <strong>di</strong> evitare ogni effetto sull’offerta <strong>di</strong><br />

moneta e sui prezzi.<br />

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Il gold standard rivisitato (segue)<br />

• I risultati del gold standard nell’ottenere<br />

l’equilibrio interno sono incerti.<br />

♦ Gli USA soffrirono la deflazione e la depressione<br />

negli anni ‘70 e ‘80 del 1800 dopo aver aderito al<br />

gold standard: i prezzi (e la produzione) si<br />

ridussero dopo l’inflazione durante gli anni 60.<br />

♦ Il tasso <strong>di</strong> <strong>di</strong>soccupazione USA fu in me<strong>di</strong>a del<br />

6,8% dal 1890 al 1913, ma ebbe una me<strong>di</strong>a<br />

inferiore al 5,7% dal 1946 al 1992.<br />

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Gli anni tra le guerre: 1918–1939<br />

• Il gold standard fu interrotto nel 1914 a causa della<br />

guerra, ma dopo il 1918 fu provato ancora.<br />

♦ Gli USA ripristinarono il gold standard dal 1919 al 1933 a<br />

$20,67 l’oncia e dal 1934 al 1944 a $35,00 l’oncia (una<br />

svalutazione del dollaro).<br />

♦ Il Regno Unito ristabilì il gold standard dal 1925 al 1931.<br />

• Ma i paesi che aderirono al gold standard per più<br />

tempo, senza svalutare la carta-moneta, soffrirono <strong>di</strong><br />

più la deflazione e la riduzione della produzione negli<br />

anni 30.<br />

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Il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods: 1944–1973<br />

• Nel luglio 1944, 44 paesi si incontrarono a Bretton<br />

Woods, New Hampshire.<br />

♦ Per una lezione <strong>di</strong> storia:<br />

http://en.wikipe<strong>di</strong>a.org/wiki/Bretton_Woods_system<br />

• Istituirono il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods: cambi fissi contro<br />

il dollaro USA e un prezzo fisso del dollaro in termini <strong>di</strong><br />

oro ($35 l’oncia).<br />

• Fondarono anche altre istituzioni:<br />

1. Il Fondo Monetario Internazionale<br />

2. La Banca Mon<strong>di</strong>ale<br />

3. L’Accordo Generale sui Dazi e sul Commercio (GATT), il<br />

predecessore dell’Organizzazione Mon<strong>di</strong>ale del Commercio<br />

(OMC).<br />

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Il Fondo Monetario Internazionale<br />

• Il FMI fu istituito per concedere prestiti ai paesi con<br />

<strong>di</strong>savanzi della bilancia dei pagamenti persistenti (o<br />

<strong>di</strong>savanzo <strong>di</strong> conto corrente) e per approvare le<br />

svalutazioni.<br />

♦ I prestiti erano erogati da un fondo pagato dai membri in oro e<br />

valute.<br />

♦ Ogni paese aveva una quota, che determinava il suo contributo<br />

al fondo e l’ammontare massimo che poteva prendere a prestito.<br />

♦ L’erogazione dei gran<strong>di</strong> prestiti era con<strong>di</strong>zionale alla<br />

supervisione delle politiche interne da parte del FMI:<br />

con<strong>di</strong>zionalità del FMI.<br />

♦ Potevano esserci svalutazioni se il FMI decideva che l’economia<br />

stava assistendo ad un “<strong>di</strong>sequilibrio strutturale”.<br />

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Il Fondo Monetario Internazionale<br />

(segue)<br />

• Grazie ai prestiti e alle svalutazioni<br />

occasionali, si riteneva che il FMI desse ai<br />

paesi sufficiente flessibilità per raggiungere<br />

l’equilibrio esterno, permettendo loro tuttavia <strong>di</strong><br />

mantenere l’equilibrio interno e la stabilità dei<br />

cambi fissi nel sistema <strong>di</strong> Bretton Woods.<br />

♦ La volatilità dei tassi <strong>di</strong> cambio nel periodo 1918–<br />

1939, causata dalle svalutazioni e dalla mancanza<br />

<strong>di</strong> un costante gold standard, era vista come causa<br />

<strong>di</strong> instabilità economica.<br />

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Il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods : 1944–1973<br />

• Per evitare improvvise variazioni nel conto finanziario<br />

(che possono causare una crisi della bilancia dei<br />

pagamenti), i paesi nel sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

spesso ostacolavano i flussi <strong>di</strong> capitale finanziario tra<br />

paesi.<br />

• Tuttavia, incoraggiavano i flussi <strong>di</strong> beni e servizi<br />

secondo l’idea che il commercio beneficia tutte le<br />

economie.<br />

♦ Le valute furono gradualmente rese convertibili (scambiabili)<br />

tra i paesi membri per incoraggiare il commercio <strong>di</strong> beni e<br />

servizi prezzati in <strong>di</strong>verse valute.<br />

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Il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods : 1944–1973<br />

(segue)<br />

• In un sistema a cambi fissi, tutti i paesi tranne<br />

gli USA avevano politiche monetarie inefficaci<br />

ai fini dell’equilibrio interno.<br />

• Lo strumento principale per l’equilibrio interno<br />

era la politica fiscale (spesa pubblica o<br />

imposte).<br />

• Gli strumenti principali per l’equilibrio esterno<br />

erano il prestito dal FMI, le restrizioni al<br />

capitale finanziario e le rare mo<strong>di</strong>fiche ai tassi<br />

<strong>di</strong> cambio.<br />

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Obiettivi macroeconomici<br />

• Supponiamo che nel breve periodo si abbia l’equilibrio<br />

interno quando la produzione in pieno impiego è<br />

uguale alla domanda aggregata:<br />

Y f = C(Y f – T) + I + G + CA(EP*/P, Y f – T)<br />

• Un aumento della spesa pubblica (o una <strong>di</strong>minuzione<br />

delle tasse) accresce la domanda aggregata e la<br />

produzione oltre il livello <strong>di</strong> pieno impiego.<br />

• Per ristabilire l’equilibrio interno nel breve periodo,<br />

deve esserci una rivalutazione (una riduzione <strong>di</strong> E).<br />

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Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

• Supponiamo che ci sia equilibrio esterno nel breve<br />

periodo quando il saldo <strong>di</strong> conto corrente raggiunge<br />

un certo valore X:<br />

CA(EP*/P, Y – T) = X<br />

• Un aumento della spesa pubblica (o una <strong>di</strong>minuzione<br />

delle tasse) fa aumentare la domanda aggregata, la<br />

produzione e il red<strong>di</strong>to, riducendo il saldo del conto<br />

corrente.<br />

• Per ristabilire l’equilibrio esterno nel breve periodo,<br />

deve esserci una svalutazione (un aumento <strong>di</strong> E).<br />

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Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

Tasso <strong>di</strong><br />

cambio, E<br />

L’equilibrio esterno è raggiunto:<br />

Il saldo del conto corrente è al livello desiderato<br />

1<br />

Espansione fiscale<br />

(G↑ o T↓)<br />

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XX<br />

II<br />

L’equilibrio interno è<br />

raggiunto: la produzione<br />

è al livello <strong>di</strong> pieno impiego


Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

• Ma con il sistema <strong>di</strong> cambi fissi <strong>di</strong> Bretton Woods, si<br />

supponeva che le svalutazioni fossero rare e che la<br />

politica fiscale fosse il principale strumento <strong>di</strong> politica<br />

per ottenere sia l’equilibrio interno che quello esterno.<br />

• Ma in generale, la politica fiscale non può ottenere<br />

l’equilibrio interno e quello esterno allo stesso tempo.<br />

• Tuttavia, una svalutazione può raggiungere sia<br />

l’equilibrio interno che quello esterno<br />

contemporaneamente.<br />

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Svalutazione che<br />

porta all’equilibrio<br />

interno e esterno:<br />

rendendo più<br />

economici i beni<br />

domestici, la<br />

domanda<br />

aggregata, la<br />

produzione e il<br />

saldo <strong>di</strong> conto<br />

corrente<br />

aumentano.<br />

Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

Tasso <strong>di</strong><br />

cambio, E<br />

Politica fiscale che porta all’equilibrio interno o esterno:<br />

riducendo la domanda <strong>di</strong> importazioni e la produzione o<br />

incrementando la domanda <strong>di</strong> importazioni e la produzione.<br />

4<br />

2<br />

Espansione fiscale<br />

(G↑ o T↓)<br />

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1<br />

3<br />

XX<br />

II<br />

Al punto 2, l’economia<br />

è sotto II e XX: ha<br />

bassa produzione e<br />

basso saldo <strong>di</strong> conto<br />

corrente.


Obiettivi macroeconomici (segue)<br />

• Nel sistema <strong>di</strong> Bretton Woods, le autorità <strong>di</strong><br />

politica economica generalmente usavano la<br />

politica fiscale per cercare <strong>di</strong> raggiungere<br />

l’equilibrio interno per ragioni politiche.<br />

• Perciò, l’incapacità <strong>di</strong> adeguare i tassi <strong>di</strong><br />

cambio col passare del tempo espose i paesi<br />

a squilibri esterni.<br />

♦ Le rare svalutazioni o rivalutazioni aiutavano a<br />

ripristinare l’equilibrio esterno ed interno, ma gli<br />

speculatori cercavano <strong>di</strong> anticiparli, causando<br />

maggiori squilibri interni ed esterni.<br />

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Equilibrio esterno ed interno degli USA<br />

• Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods fu<br />

causato principalmente dagli squilibri degli<br />

USA negli anni ‘60 e ‘70.<br />

♦ L’avanzo <strong>di</strong> conto corrente degli USA <strong>di</strong>venne un<br />

<strong>di</strong>savanzo nel 1971.<br />

♦ Una spesa pubblica in rapida crescita incrementò<br />

la domanda aggregata e la produzione, così come<br />

i prezzi.<br />

♦ Un livello dei prezzi e un’offerta monetaria in<br />

rapida crescita resero il dollaro sopravvalutato in<br />

termini <strong>di</strong> oro e delle valute straniere.<br />

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Equilibrio esterno ed interno degli USA<br />

(segue)<br />

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Equilibrio esterno ed interno degli USA<br />

(segue)<br />

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Problemi <strong>di</strong> un tasso <strong>di</strong> cambio fisso, una<br />

rivisitazione<br />

• Un altro problema era che quando le economie estere<br />

crescevano, il loro fabbisogno <strong>di</strong> riserve ufficiali<br />

internazionali cresceva.<br />

• Ma questo tasso <strong>di</strong> crescita era superiore al tasso <strong>di</strong><br />

crescita delle riserve in oro che le banche centrali<br />

detenevano.<br />

♦ L’offerta <strong>di</strong> oro proveniente dalla scoperta <strong>di</strong> nuovi giacimenti<br />

cresceva lentamente.<br />

♦ L’alternativa era detenere attività denominate in dollari.<br />

• Ad un certo punto, le attività denominate in dollari detenute<br />

dalle banche centrali straniere sarebbero state maggiori<br />

dell’ammontare <strong>di</strong> oro detenuto dalla Federal Reserve.<br />

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Problemi <strong>di</strong> un tasso <strong>di</strong> cambio fisso, una<br />

rivisitazione (segue)<br />

• Gli USA col tempo non avrebbero avuto abbastanza<br />

oro: gli stranieri avrebbero perso fiducia nella capacità<br />

della Federal Reserve <strong>di</strong> mantenere fisso il prezzo<br />

dell’oro a $35/oncia, e perciò si sarebbero affrettati a<br />

convertire le loro attività in dollari prima che l’oro<br />

finisse.<br />

♦ Questo problema è simile a quello che ogni banca centrale<br />

può trovarsi ad affrontare quando cerca <strong>di</strong> mantenere un<br />

cambio fisso.<br />

♦ Se i mercati si accorgono che la banca centrale non ha<br />

abbastanza riserve ufficiali internazioni per mantenere un<br />

cambio fisso, una crisi della bilancia dei pagamenti è<br />

inevitabile.<br />

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Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

• Gli USA non volevano ridurre la spesa pubblica o<br />

aumentare le tasse in modo significativo, né ridurre la<br />

crescita dell’offerta <strong>di</strong> moneta.<br />

• Queste politiche avrebbero ridotto la produzione e<br />

l’inflazione e aumentato la <strong>di</strong>soccupazione.<br />

♦ Gli USA avrebbero potuto ottenere una parvenza <strong>di</strong> equilibrio<br />

esterno al costo <strong>di</strong> un’economia più lenta.<br />

• Tuttavia una svalutazione avrebbe potuto evitare i<br />

costi <strong>di</strong> una bassa produzione e <strong>di</strong> un’alta<br />

<strong>di</strong>soccupazione e raggiungere comunque l’equilibrio<br />

esterno (saldo del conto corrente e riserve ufficiali<br />

internazionali maggiori).<br />

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Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

(segue)<br />

• Gli squilibri degli USA, a loro volta, causarono<br />

speculazioni sul valore del dollaro, causando<br />

squilibri in altri paesi e rendendo più <strong>di</strong>fficile il<br />

mantenimento del sistema <strong>di</strong> cambi fissi.<br />

♦ I mercati finanziari ebbero la percezione che<br />

l’economia USA stesse vivendo uno “squilibrio<br />

strutturale” e che si sarebbe resa necessaria una<br />

svalutazione.<br />

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Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

(segue)<br />

• In primo luogo, la speculazione su una svalutazione<br />

del dollaro generò nei mercati massicci acquisti <strong>di</strong><br />

oro.<br />

♦ La Federal Reserve vendette enormi quantità <strong>di</strong> oro nel<br />

marzo 1968, ma successivamente chiuse i mercati.<br />

♦ Quin<strong>di</strong>, agli investitori non era più permesso riscattare oro<br />

dalla Federal Reserve o da altre banche centrali.<br />

♦ La Federal Reserve avrebbe venduto solo alle altre banche<br />

centrali a $35 l’oncia.<br />

♦ Ma anche questo accordo non funzionò: gli USA svalutarono<br />

il dollaro in termini <strong>di</strong> oro nel <strong>di</strong>cembre 1971 a $38 l’oncia.<br />

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Il crollo del sistema <strong>di</strong> Bretton Woods<br />

(segue)<br />

• Secondo, la speculazione sulla svalutazione del dollaro<br />

in termini delle altre valute generò massicci acquisti <strong>di</strong><br />

attività in valuta estera.<br />

♦ Nel <strong>di</strong>cembre 1971 si verificò una svalutazione coor<strong>di</strong>nata del<br />

dollaro contro le valute estere <strong>di</strong> circa l’8%<br />

♦ Si generò una speculazione su un’altra svalutazione: le banche<br />

centrali europee vendettero enormi quantità <strong>di</strong> valuta agli inizi <strong>di</strong><br />

febbraio 1973, ma chiusero successivamente i mercati.<br />

♦ Le banche centrali in Giappone e in Europa smisero <strong>di</strong> vendere<br />

le loro valute e <strong>di</strong> acquistare dollari nel marzo 1973, e permisero<br />

alla domanda e all’offerta <strong>di</strong> valuta <strong>di</strong> spingere al ribasso il valore<br />

del dollaro.<br />

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Effetti internazionali delle politiche<br />

macroeconomiche USA<br />

• Ricordate dal capitolo 17 che la politica<br />

monetaria del paese che possiede la valuta <strong>di</strong><br />

riserva è in grado <strong>di</strong> influenzare le altre<br />

economie in un sistema con valuta <strong>di</strong> riserva.<br />

• In effetti, l’accelerazione <strong>di</strong> inflazione che si<br />

verificò negli USA alla fine degli anni 60 si<br />

verificò anche a livello internazionale in quel<br />

periodo.<br />

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Effetti internazionali delle politiche<br />

macroeconomiche USA (segue)<br />

Fonte: Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.<br />

Aumento percentuale annuo negli in<strong>di</strong>ci dei prezzi al consumo.<br />

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Effetti internazionali delle politiche<br />

macroeconomiche USA (segue)<br />

• I dati mostrano che il tasso <strong>di</strong> crescita<br />

dell’offerta <strong>di</strong> moneta negli altri paesi fu<br />

ad<strong>di</strong>rittura superiore al tasso degli USA.<br />

• Ciò può essere dovuto all’effetto della<br />

speculazione nei mercati dei cambi.<br />

♦ Le banche centrali furono costrette ad acquistare<br />

gran<strong>di</strong> quantità <strong>di</strong> dollari per mantenere fissi i<br />

cambi, aumentando l’offerta <strong>di</strong> moneta ad un tasso<br />

più elevato <strong>di</strong> quanto accadesse negli USA.<br />

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Effetti internazionali delle politiche<br />

macroeconomiche USA (segue)<br />

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Sommario<br />

1. Equilibrio interno significa che l’economia gode <strong>di</strong><br />

produzione e occupazione normali e stabilità dei prezzi.<br />

2. Equilibrio esterno significa approssimativamente un<br />

livello costante <strong>di</strong> riserve ufficiali internazionali o un<br />

saldo del conto corrente che non è troppo positivo o<br />

troppo negativo.<br />

3. Il gold standard aveva due meccanismi che aiutavano ad<br />

evitare squilibri esterni<br />

♦ Meccanismo price-specie-flow: aggiustamento automatico dei<br />

prezzi con i flussi d’oro in entrata o in uscita da un paese.<br />

♦ Regole del gioco: acquisto o ven<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> attività domestiche da<br />

parte delle banche centrali per influenzare i flussi <strong>di</strong> capitale<br />

finanziario.<br />

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Sommario (segue)<br />

1. L’accordo <strong>di</strong> Bretton Woods nel 1944 istituì i cambi<br />

fissi, usando il dollaro come valuta <strong>di</strong> riserva.<br />

2. Fu anche fondato il FMI per offrire ai paesi<br />

finanziamenti dei <strong>di</strong>savanzi della bilancia dei<br />

pagamenti e per giu<strong>di</strong>care se erano necessari<br />

cambiamenti dei cambi fissi.<br />

3. Con il sistema <strong>di</strong> Bretton Woods, si usava la politica<br />

fiscale per ottenere sia l’equilibrio interno che<br />

esterno, ma questa politica non è in grado <strong>di</strong><br />

ottenere entrambi gli obiettivi simultaneamente, e ciò<br />

ha portato spesso a squilibri esterni.<br />

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Sommario (segue)<br />

1. Gli squilibri interni ed esterni degli USA –<br />

causati dalla rapida crescita della spesa<br />

pubblica e dell’offerta <strong>di</strong> moneta – e la<br />

speculazione sul valore del dollaro in oro e<br />

altre valute alla fine fece cadere il sistema <strong>di</strong><br />

Bretton Woods.<br />

2. L’alta inflazione generata dalle politiche<br />

macroeconomiche USA si trasferì agli altri<br />

paesi verso la fine del sistema <strong>di</strong> Bretton<br />

Woods.<br />

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Effetto <strong>di</strong> un aumento<br />

del livello dei prezzi<br />

esteri P* sull'equilibrio<br />

interno ed esterno.<br />

Dopo l'aumento <strong>di</strong> P*, il<br />

punto 1 è nella zona 1<br />

(sovraoccupazione e<br />

avanzo eccessivo). La<br />

rivalutazione (una<br />

riduzione <strong>di</strong> E)<br />

ristabilisce<br />

imme<strong>di</strong>atamente<br />

l'equilibrio, muovendo<br />

l'economia dal punto 1 al<br />

punto 2.<br />

Distanza =<br />

E∆P*/P*<br />

Tasso <strong>di</strong><br />

cambio, E<br />

Espansione fiscale<br />

(G↑ o T↓)<br />

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