17.05.2013 Visualizzazioni

Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...

Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...

Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

Poste Italiane Edizione A.P. 70% BS I.P.<br />

Periodico dell’economia a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />

euro 4,00<br />

AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />

LUGLIO duemilanove<br />

<strong>in</strong> primo piano<br />

Brunetta,<br />

l’obiettivo è<br />

aumentare del 50%<br />

la produttività nella PA<br />

Marcegaglia,<br />

quattro priorità<br />

assolute: credito, pace<br />

socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />

Dal<strong>le</strong>ra:<br />

abbiamo il dovere di<br />

resistere e lottare<br />

per ridare slancio alla<br />

volontà di <strong>in</strong>traprendere


LUGLIOduemilanove<br />

EUROPA&<br />

Piero Costa<br />

impresa<br />

Gianfranco Fabi<br />

ITALIA&impresa<br />

Salvatore Carrubba<br />

Adalberto Migliorati<br />

LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita<br />

settembre sarà il mese della verità<br />

Luca Paolazzi<br />

Il paradosso della crisi: poco credito al<strong>le</strong> imprese<br />

troppa liquidità agli speculatori<br />

Achil<strong>le</strong> Fornas<strong>in</strong>i<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Gruppo Giovani AIB, Francesco Uberto<br />

e<strong>le</strong>tto nuovo presidente under 40<br />

Nicola Mott<strong>in</strong>elli<br />

Morand<strong>in</strong>i: credito e sovrapproduzione<br />

<strong>le</strong> due grandi sfide per <strong>le</strong> Pmi<br />

Francesco Barbieri<br />

Marniga: “Il rilancio della Piccola Velocità a Brescia<br />

chiave per la competitività”<br />

Roberto Ragazzi<br />

Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto, Territorio, Tecnologia:<br />

eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />

Francesco Barbieri<br />

Rapporto AIB-Prometeia, punti di forza e limiti del “made<br />

<strong>in</strong> Brescia” tra crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />

Francesco Barbieri<br />

“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”,<br />

ecco <strong>le</strong> chances per uscire dalla crisi<br />

Francesco Barbieri<br />

Brunetta, l’obiettivo è aumentare del 50%<br />

la produttività nella PA<br />

Massimo Tedeschi<br />

Concretezza e produttività del<br />

manifatturiero “antidoti” contro la crisi<br />

Massimo Cortesi<br />

Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere di resistere e lottare<br />

per ridare slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />

Matteo Meneghello<br />

Marcegaglia, quattro priorità assolute:<br />

credito, pace socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />

A<strong>le</strong>ssandro Cheula<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Produttività e solidità gli “asset” del<strong>le</strong> fonderie di<br />

metalli <strong>le</strong>ggeri e non ferrosi<br />

Davide Fedregh<strong>in</strong>i<br />

Madda<strong>le</strong>na: figli e lavoro, impresa possibi<strong>le</strong><br />

Magda Biglia<br />

DONNA & IMPRESA<br />

sommario<br />

3<br />

5<br />

7<br />

9<br />

12<br />

15<br />

22<br />

24<br />

28<br />

32<br />

38<br />

42<br />

48<br />

52<br />

56<br />

60<br />

64<br />

75


Il patrimonio umano ed economico<br />

del<strong>le</strong> imprese<br />

È dovere comune impegnarsi per uscire dalla crisi. Come? Ogni giorno i<br />

consessi <strong>in</strong>ternazionali, nazionali e locali sono l’occasione per ribadire <strong>le</strong> priorità<br />

e per ripensare <strong>le</strong> “rego<strong>le</strong>”.<br />

Rego<strong>le</strong> per riaffermare l’economia di mercato e il capitalismo, strumenti<br />

straord<strong>in</strong>ariamente efficaci di creazione di nuove idee e di competizione, alla<br />

ricerca di sempre nuovi sbocchi commerciali. È così che nascono <strong>le</strong> opportunità<br />

e la ricchezza, sia degli <strong>in</strong>dividui, sia del<strong>le</strong> nazioni.<br />

È lo Stato a dover rimettere <strong>in</strong> carreggiata <strong>le</strong> economie e ridef<strong>in</strong>ire, appunto,<br />

<strong>le</strong> rego<strong>le</strong>. Per poi rientrare nei suoi conf<strong>in</strong>i e lasciare all’impresa e al mercato il<br />

compito di guidare gli <strong>in</strong>vestimenti, l’<strong>in</strong>novazione, la creazione di ricchezza. I<br />

protagonisti, <strong>in</strong>fatti, sono gli imprenditori. Quando hanno successo, v<strong>in</strong>cono<br />

per sé e per la comunità nella qua<strong>le</strong> operano.<br />

Se vogliamo tornare a crescere, già oggi dobbiamo proiettarci oltre la crisi.<br />

Per prepararci alla ripresa che verrà, dobbiamo <strong>in</strong>dividuare i motori dello sviluppo<br />

futuro: <strong>in</strong>novazione tecnologica - <strong>in</strong> particolare quella dei prodotti per l’energia<br />

e per l’ambiente; maggiore <strong>in</strong>tegrazione nell’economia mondia<strong>le</strong> dei Paesi emergenti;<br />

un quadro di politiche chiaro, senza <strong>in</strong>utili v<strong>in</strong>coli e costi <strong>in</strong>sostenibili.<br />

Piero Costa<br />

editoria<strong>le</strong><br />

Aspetti dei quali abbiamo parlato anche durante la nostra Assemb<strong>le</strong>a Genera<strong>le</strong> di f<strong>in</strong>e maggio. Tra <strong>le</strong> altre<br />

cose, abbiamo condannato gli eccessi della f<strong>in</strong>anza e richiesto un ritorno all'economia rea<strong>le</strong>; abbiamo <strong>in</strong>sistito<br />

su adeguate forme di welfare e abbiamo ricordato l’importanza e l’essenza del ruolo dell’imprenditore. A tal<br />

proposito, vorrei richiamare oggi la recente enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas <strong>in</strong> veritate”, che <strong>in</strong> alcuni<br />

paragrafi si sofferma sull’impresa, sugli <strong>in</strong>vestimenti, sul mercato e sul profitto: «Le attuali d<strong>in</strong>amiche economiche<br />

<strong>in</strong>ternazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono profondi cambiamenti anche nel<br />

modo d'<strong>in</strong>tendere l'impresa». Un’impresa con responsabilità sempre più forti «nei confronti dei portatori<br />

d'<strong>in</strong>teressi, quali i lavoratori, i fornitori, i consumatori, l'ambiente e la più ampia società circostante, a vantaggio<br />

degli azionisti, che non sono <strong>le</strong>gati a uno spazio specifico e godono qu<strong>in</strong>di di ampia libertà d'azione». Un'impresa,<br />

dunque, che deve creare valore non solo per gli azionisti, ma per <strong>tutti</strong> gli stakeholders. In un periodo così<br />

diffici<strong>le</strong> come quello che stiamo vivendo, gli imprenditori hanno ben chiara l'importanza vita<strong>le</strong> di <strong>tutti</strong> coloro<br />

che lavorano nel<strong>le</strong> loro aziende e con <strong>le</strong> loro aziende, dipendenti, clienti, fornitori e soci. È un patrimonio<br />

umano ed economico da difendere.<br />

A essere <strong>in</strong> gioco, oggi, non sono concetti a volte <strong>in</strong>tesi come astratti o lontani, quali ad esempio, la ancora<br />

poco compresa “responsabilità socia<strong>le</strong>” o teorie economiche, spesso comprensibili ai soli addetti ai lavori; sono<br />

<strong>in</strong> gioco la libertà e la dignità degli uom<strong>in</strong>i che hanno fondato e fanno vivere <strong>le</strong> imprese, col lavoro di ogni<br />

giorno. Dalla sopravvivenza e dal successo dell’impresa, <strong>in</strong> questa partita così diffici<strong>le</strong>, dipende la capacità di<br />

produrre reddito per <strong>tutti</strong>.<br />

Anche <strong>le</strong> imprese bresciane purtroppo risentono della crisi, alcune molto pesantemente. Al contempo, si<br />

respira voglia di andare avanti, tenacia, capacità di “tenere duro”, d<strong>in</strong>amismo, volontà di farsi trovare pronti<br />

alla ripresa, per tornare a competere sui mercati.<br />

Ma <strong>le</strong> imprese non possono essere lasciate so<strong>le</strong> <strong>in</strong> questo gravoso impegno: serve che la politica e <strong>le</strong> istituzioni<br />

garantiscano tutto il sostegno necessario per il rilancio dell’economia. A noi, anche, il compito di vigilare<br />

costantemente, aff<strong>in</strong>ché <strong>le</strong> richieste del mondo del<strong>le</strong> imprese non rimangano <strong>in</strong>ascoltate o parzialmente ascoltate.<br />

Nessuno sconto a chi è chiamato a promuovere e attuare politiche economiche per la ripresa. Ne andrebbe<br />

del bene dell’<strong>in</strong>tera società.<br />

14<br />

LUGLIO 2009 3


Dal primo luglio la presidenza dell’Unione Europea, seguendo<br />

l’ormai consolidata turnazione semestra<strong>le</strong>, è passata alla Svezia e<br />

qu<strong>in</strong>di al suo premier Fredrick Re<strong>in</strong>feldt che guida un governo di<br />

centro-destra. Al di là degli aspetti più strettamente politici, che<br />

peraltro dovrebbero essere sempre più labili <strong>in</strong> un contesto economico<br />

e socia<strong>le</strong> che richiede una dose altrettanto forte di pragmatismo e di<br />

efficienza, resta tuttavia <strong>in</strong> prospettiva una grande scelta di fondo<br />

per un’Europa che si trova ad affrontare la più grave crisi economica<br />

dalla sua fondazione. Con due scuo<strong>le</strong> di pensiero che si confrontano<br />

e che sono state costantemente presenti nella storia dell’Unione<br />

Europea, ma che <strong>in</strong> questa fase assumono una va<strong>le</strong>nza particolarmente<br />

importante.<br />

Da una parte <strong>in</strong>fatti sta la visione fortemente comunitaria che<br />

auspica un ruolo più attivo della Ue sul fronte del peso politico nel<br />

confronto tra <strong>le</strong> grandi potenze economiche mondiali, anche <strong>in</strong> vista<br />

dell’adozione di forti rego<strong>le</strong> di controllo e garanzia sui movimenti<br />

f<strong>in</strong>anziari, dall’altra una visione che si limita al coord<strong>in</strong>amento del<strong>le</strong><br />

politiche economiche nazionali,<br />

soprattutto nell’ottica di evitare<br />

misure <strong>in</strong> qualche modo<br />

protezionistiche o che prevedano<br />

l’al<strong>le</strong>ntamento dei v<strong>in</strong>coli di<br />

equilibrio sui conti pubblici.<br />

La presidenza svedese sposerà<br />

verosimilmente questa seconda<br />

impostazione, anche perché sembra<br />

rispondere agli <strong>in</strong>teressi nazionali di<br />

un Paese em<strong>in</strong>entemente esportatore<br />

e che non ha particolari prob<strong>le</strong>mi<br />

sul fronte dei conti pubblici. Il<br />

bilancio stata<strong>le</strong> negli ultimi anni si<br />

è chiuso quasi regolarmente con un<br />

surplus e il debito pubblico è così<br />

sceso dal 73% del 1995 al 35% dello<br />

scorso anno. Per il 2009 il Governo<br />

di Stoccolma ha previsto un<br />

allargamento della spesa pubblica <strong>in</strong><br />

funzione anti-ciclica, ma<br />

privi<strong>le</strong>giando <strong>in</strong> particolare gli<br />

<strong>in</strong>vestimenti nel risanamento<br />

ambienta<strong>le</strong> e nella ricerca: lo Stato<br />

svedese ha previsto di <strong>in</strong>vestire l’1% del Pil <strong>in</strong> ricerca e con il contributo<br />

dal<strong>le</strong> società svedesi la dimensione degli <strong>in</strong>vestimenti potrà salire<br />

approssimativamente a oltre il 4% del Pil.<br />

È qu<strong>in</strong>di verosimilmente diffici<strong>le</strong> pensare che nei prossimi mesi<br />

l’Europa, <strong>in</strong>tesa come Unione, possa prendere qualche decisione<br />

unitaria e coraggiosa sul fronte di una manovra, o anche solo di una<br />

presenza, unitaria, contro la crisi. Anche perché non bisogna<br />

dimenticare che è tutt’altro che concluso il travaglio istituziona<strong>le</strong>,<br />

dato che non si è ancora concluso, a causa del no irlandese, il processo<br />

di ratifica di quel Trattato di Lisbona che avrebbe dovuto sostituire,<br />

recependone almeno <strong>in</strong> parte i contenuti, la Costituzione europea<br />

bocciata nel 2005 dai voti popolari <strong>in</strong> Francia e Olanda. Mentre lo<br />

stesso consenso popolare verso l’Europa sembra pericolosamente<br />

EUROPA&impresa<br />

Nei prossimi mesi<br />

difficilmente l’Europa<br />

adotterà misure unitarie<br />

e coraggiose contro la crisi<br />

Gianfranco Fabi *<br />

<strong>in</strong>taccato, almeno stando alla<br />

partecipazione, particolarmente deludente,<br />

al<strong>le</strong> e<strong>le</strong>zioni di giugno per il r<strong>in</strong>novo del<br />

Parlamento.<br />

Si allontanano qu<strong>in</strong>di <strong>le</strong> ipotesi di<br />

quanti (come il M<strong>in</strong>istro italiano<br />

dell’Economia Giulio Tremonti) avrebbero<br />

voluto che l’Europa si dotasse dei mezzi<br />

e degli strumenti necessari per avviare un<br />

vasto programma di sostegno e rilancio<br />

economico nell’ottica di quanto già<br />

del<strong>in</strong>eato nel 1993 dal tanto citato, quanto<br />

mai realizzato, piano Delors “per<br />

promuovere la crescita, la competitività e<br />

l’occupazione”.<br />

Come si ricorderà dopo la decisione,<br />

presa a Maastricht nel 1991, di costruire<br />

l’Unione monetaria,<br />

l’allora Presidente della<br />

Commissione,<br />

Jacques Delors, sp<strong>in</strong>se<br />

perché sulla base<br />

della raggiunta<br />

stabilità monetaria e<br />

f<strong>in</strong>anziaria dei Paesi<br />

europei, si aggiungesse<br />

un sostegno molto<br />

forte ad affrontare <strong>le</strong><br />

sfide esterne come<br />

quel<strong>le</strong> provenienti dai<br />

Paesi più d<strong>in</strong>amici<br />

tecnologicamente,<br />

come gli Stati Uniti e<br />

il Giappone e quelli<br />

emergenti del Terzo<br />

mondo, con un basso<br />

costo del lavoro.<br />

L’Europa avrebbe<br />

dovuto rispondere<br />

alla sfida della<br />

globalizzazione non<br />

r<strong>in</strong>chiudendosi <strong>in</strong> una fortezza, ma<br />

aumentando la produttività e la<br />

competitività del suo sistema economico.<br />

L’obiettivo esplicito del Piano era quello<br />

di creare nuovi posti di lavoro migliorando<br />

<strong>le</strong> condizioni di competitività del<strong>le</strong> imprese<br />

attraverso una serie <strong>in</strong>gente di <strong>in</strong>vestimenti<br />

nel<strong>le</strong> reti transnazionali di trasporto e di<br />

comunicazione (canali navigabili,<br />

autostrade, ferrovie ad alta velocità, reti a<br />

banda larga).<br />

Non si pensava allora, nei primi anni<br />

’90, che il mondo <strong>in</strong>dustrializzato potesse<br />

14<br />

LUGLIO 2009 5


EUROPA&impresa<br />

entrare <strong>in</strong> una fase di crisi come l’attua<strong>le</strong>,<br />

una crisi determ<strong>in</strong>ata dagli squilibri<br />

f<strong>in</strong>anziari, ma che ha rapidamente<br />

co<strong>in</strong>volto la fiducia, <strong>le</strong> decisioni di spesa,<br />

i consumi, i flussi commerciali. Ma l’attua<strong>le</strong><br />

crisi si <strong>in</strong>nesta tuttavia su quegli stessi<br />

prob<strong>le</strong>mi di competitività che sono stati<br />

affrontati solo <strong>in</strong> parte, e <strong>in</strong> maniera diversa<br />

tra Stato e Stato, negli ultimi anni.<br />

Il Consiglio europeo di Bruxel<strong>le</strong>s del<br />

dicembre 1993 approvò <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea di<br />

pr<strong>in</strong>cipio il Piano Delors. Tuttavia, di<br />

quel<strong>le</strong> proposte, i Paesi europei realizzarono<br />

solo un mercato del lavoro più f<strong>le</strong>ssibi<strong>le</strong>.<br />

I 26 progetti nel<strong>le</strong> reti transeuropee<br />

vennero drasticamente ridotti oppure<br />

abbandonati. Così come abbandonato fu<br />

il progetto della creazione di quello che<br />

avrebbe potuto essere un “fondo sovrano<br />

europeo” che avrebbe potuto costituire un<br />

polmone f<strong>in</strong>anziario importante<br />

soprattutto nei momenti, come l’attua<strong>le</strong>,<br />

di forte ral<strong>le</strong>ntamento congiuntura<strong>le</strong>.<br />

(*) Vicedirettore vicario “Il So<strong>le</strong> - 24 Ore”<br />

e Direttore di “Radio 24”


La sostanza che emerge dalla bol<strong>le</strong>nte (<strong>in</strong> <strong>tutti</strong> i sensi) stagione<br />

politica che ci lasciamo al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong> sta nella preoccupazione che l’azione<br />

di governo riesca a recuperare slancio con l’obiettivo di contenere gli<br />

effetti della crisi economica e di assicurare <strong>le</strong> condizioni per la ripresa.<br />

Governo e maggioranza non hanno alibi, dopo il triplice voto di<br />

primavera. L’opposizione, <strong>in</strong>fatti, ne è uscita ulteriormente e<br />

gravemente ridimensionata, come hanno ammesso, all’<strong>in</strong>terno dello<br />

stesso Pd, esponenti s<strong>in</strong>ceri e realisti: al loro giudizio non potevano<br />

fare velo la tenuta a Bologna e Firenze o l’<strong>in</strong>dubbio scarto tra i risultati<br />

effettivi e <strong>le</strong> previsioni imprudentemente annunciate prima del voto<br />

da Silvio Berlusconi.<br />

Le dis<strong>in</strong>volte frequentazioni del Presidente del Consiglio, che<br />

anche alcuni dei suoi amici più accorti hanno dovuto stigmatizzare<br />

(a me fanno specie, più che quel<strong>le</strong> con donne adulte, consenzienti<br />

o professioniste, <strong>le</strong> altre con maschi improbabili ed affaristi), e la<br />

poderosa campagna di stampa che ne è seguita, pur viziata da toni<br />

strumentali, ipocriti e morbosi, non sono state dunque considerate<br />

dagli italiani motivo sufficiente per<br />

ritirare la cambia<strong>le</strong> di fiducia<br />

conferita un anno fa e regolarmente<br />

confermata dai sondaggi nei mesi<br />

scorsi. Non è questa la sede per<br />

approfondire lo squarcio che questa<br />

sostanzia<strong>le</strong> <strong>in</strong>differenza apre sulla<br />

sostanza della coscienza col<strong>le</strong>ttiva<br />

della nazione: guardando <strong>in</strong>vece agli<br />

equilibri della politica, è <strong>in</strong>dubbio<br />

che proprio la scarsa, e confermata,<br />

credibilità dell’opposizione ha<br />

depotenziato la vio<strong>le</strong>nza di una<br />

campagna che, certo, <strong>in</strong> altri sistemi,<br />

avrebbe potuto avere esiti<br />

destabilizzanti.<br />

Ribadisco qu<strong>in</strong>di un’esigenza più<br />

volte espressa su queste colonne:<br />

quanto più l’opposizione è debo<strong>le</strong>,<br />

tanto più una democrazia è<br />

azzoppata. Dovremmo ricordarcene<br />

proprio noi italiani che abbiamo<br />

fatto l’esperienza ultra-quarantenna<strong>le</strong><br />

di un’opposizione (peraltro assai<br />

La forte <strong>le</strong>adership<br />

di Berlusconi nel Pdl<br />

rende improbabi<strong>le</strong> l’ipotesi<br />

di governi tecnici<br />

che sovvertano<br />

il risultato del<strong>le</strong> urne<br />

Salvatore Carrubba *<br />

autorevo<strong>le</strong> e muscolare) vanificata dalla “conventio ad excludendum”<br />

che lasciava la Dc e i suoi al<strong>le</strong>ati monopolisti del potere. Sappiamo<br />

com’è andata a f<strong>in</strong>ire.<br />

La peculiarità italiana è poi sottol<strong>in</strong>eata dal ruolo unico e<br />

<strong>in</strong>sostituibi<strong>le</strong> che Silvio Berlusconi svolge nei confronti del partito<br />

al qua<strong>le</strong> lui stesso ha dato vita, il Pdl: partito persona<strong>le</strong> e cesaristico,<br />

nel qua<strong>le</strong> non sono prevedibili congressi-tranello, complotti notturni<br />

e cambi di casacca.<br />

Tutto ciò rende altamente improbabi<strong>le</strong> l’illusione, coltivata da<br />

qualche esponente dell’opposizione, di una svolta che ripercorra <strong>le</strong><br />

esperienze della metà degli anni ‘90, affidate alla formazione di<br />

governi tecnici, di sostanzia<strong>le</strong> emanazione quir<strong>in</strong>alizia, che rimpiazz<strong>in</strong>o<br />

quelli politici usciti dal<strong>le</strong> urne.<br />

ITALIA& impresa<br />

Le condizioni di oggi sono<br />

sideralmente lontane da allora. Al<br />

Quir<strong>in</strong>a<strong>le</strong> siede un galantuomo che, senza<br />

r<strong>in</strong>unciare al proprio ri<strong>le</strong>vante e delicato<br />

ruolo di magistratura mora<strong>le</strong>, non <strong>in</strong>tende<br />

certo sovvertire l’<strong>in</strong>equivoco risultato<br />

emerso dal<strong>le</strong> urne l’anno scorso. I partiti<br />

possono piacere ancora meno rispetto a<br />

quelli di allora (a me piacciono meno),<br />

ma non sono altrettanto de<strong>le</strong>gittimati; e<br />

la maggioranza, dotata di un <strong>le</strong>ader<br />

all’<strong>in</strong>terno <strong>in</strong>discusso, non potrebbe certo<br />

accettare docilmente di essere messa da<br />

parte per un governo tecnico. Inf<strong>in</strong>e, e lo<br />

dico con dispiacere <strong>in</strong> questa sede, la<br />

cosiddetta “società civi<strong>le</strong>”, vista allora<br />

come un baluardo per il r<strong>in</strong>novo della<br />

politica, risulta oggi<br />

meno autorevo<strong>le</strong> e<br />

credibi<strong>le</strong>, non<br />

foss’altro perché presa,<br />

<strong>in</strong> gran parte,<br />

dall’esigenza di<br />

affrontare la crisi.<br />

Auguriamoci<br />

dunque che i prossimi<br />

mesi riport<strong>in</strong>o a<br />

palazzo Grazioli e<br />

nel<strong>le</strong> residenze sparse<br />

del premier quello<br />

sti<strong>le</strong> di vita e quella<br />

sobrietà di<br />

comportamenti che si<br />

addicono al suo ruolo;<br />

al governo e alla<br />

maggioranza la<br />

capacità di def<strong>in</strong>ire<br />

ulteriori <strong>in</strong>terventi<br />

(dopo quelli di f<strong>in</strong>e<br />

giugno) per affrontare<br />

la crisi, sia dal punto<br />

di vista del<strong>le</strong> aziende che dei cittad<strong>in</strong>i; e<br />

all’opposizione di prepararsi a un<br />

congresso che non suoni come conferma<br />

di vecchi vizi ma segni un autentico nuovo<br />

<strong>in</strong>izio, dal qua<strong>le</strong> non potrebbe che<br />

avvantaggiarsi tutta la politica. Meditando<br />

magari, l’opposizione, su come<br />

riconquistare credibilità, voce e fiducia<br />

nel Nord del Paese, oggi unanime, <strong>in</strong> tutte<br />

<strong>le</strong> sue diverse articolazioni sociali, nel<br />

voltar<strong>le</strong> <strong>le</strong> spal<strong>le</strong>.<br />

14<br />

LUGLIO 2009 7<br />

(*) Direttore strategie editoriali “Il So<strong>le</strong> - 24 Ore”


Il commento più schietto dell’esito della tornata e<strong>le</strong>ttora<strong>le</strong> di<br />

giugno, a Brescia, è riassunto nel<strong>le</strong> sue l<strong>in</strong>ee portanti dalla articolazione<br />

della nuova Giunta Molgora, esponente di punta della Lega, <strong>in</strong>sediatasi<br />

sabato 4 luglio <strong>in</strong> Bro<strong>le</strong>tto.<br />

Il voto europeo è un voto em<strong>in</strong>entemente politico-naziona<strong>le</strong>,<br />

corretto dalla scarsa percezione del valore del Parlamento europeo<br />

e dalla disaffezione al<strong>le</strong> urne. Il voto nei Comuni è comp<strong>le</strong>sso da<br />

decodificare, per la marea di liste civiche presentate nei 154 Comuni<br />

bresciani chiamati a r<strong>in</strong>novare Consigli e S<strong>in</strong>daci. Tra gli e<strong>le</strong>menti<br />

di rif<strong>le</strong>ssione del risultato spicca che il centrodestra v<strong>in</strong>ca nei c<strong>in</strong>que<br />

Comuni andati al<strong>le</strong> urne che superano i qu<strong>in</strong>dicimila abitanti:<br />

Chiari, Lumezzane, Palazzolo, Ghedi e anche Montichiari nonostante<br />

la vertica<strong>le</strong> spaccatura <strong>in</strong>terna. Strappa al centros<strong>in</strong>istra comuni come<br />

Manerbio, Mazzano, Rodengo Saiano, Fiesse, Villa Carc<strong>in</strong>a, Coccaglio,<br />

Gavardo, Gussago, Bedizzo<strong>le</strong>… Il centros<strong>in</strong>istra resiste <strong>in</strong> centri<br />

importanti come Gardone Valtrompia, Concesio, Rezzato, Bottic<strong>in</strong>o,<br />

Castenedolo, Vobarno, Bovezzo, Sarezzo, Verolavecchia…, sottrae<br />

al centrodestra Iseo e, sia pure per<br />

soli due voti che <strong>in</strong>nestano il ricorso<br />

di verifica dei conteggi, Orz<strong>in</strong>uovi.<br />

La Lega, che sicuramente partiva da<br />

un numero contenuto di s<strong>in</strong>daci,<br />

f<strong>in</strong>isce quasi per triplicarli. E siamo<br />

al nocciolo della vicenda: la crescita<br />

impetuosa del Carroccio anche nel<br />

bresciano.<br />

Se si considera il voto per la<br />

Prov<strong>in</strong>cia, che è un voto politico<br />

temperato dall’e<strong>le</strong>mento territoria<strong>le</strong>,<br />

il Pdl bresciano tocca il 27%<br />

superando i 175mila voti comp<strong>le</strong>ssivi<br />

e ottenendo oltre 11mila voti <strong>in</strong> più<br />

rispetto alla precedente consultazione<br />

del 2004. La Lega sfiora il 26,5%,<br />

<strong>in</strong>cassando oltre 171mila voti rispetto<br />

ai neppure 76mila del 2004. Il Pd<br />

è al 20,20% con quasi 131mila voti<br />

che sono 1.500 <strong>in</strong> più di quelli<br />

ottenuti nel 2004 sommando Ds e<br />

Margherita. Pdl e Lega esprimono<br />

<strong>in</strong>sieme la maggioranza consiliare,<br />

BRESCIA&impresa Loggia e Bro<strong>le</strong>tto<br />

riusciranno a collaborare<br />

<strong>in</strong> modo efficace<br />

solo se condivideranno<br />

<strong>le</strong> priorità programmatiche<br />

da attuare<br />

Adalberto Migliorati *<br />

22 consiglieri, divisa esattamente a metà: undici ciascuno.<br />

La crescita impetuosa della Lega, e l’uscita dell’Udc dalla coalizione<br />

maggioritaria <strong>in</strong> Bro<strong>le</strong>tto, hanno modificato radicalmente la<br />

composizione della Giunta Molgora rispetto alla precedente presieduta<br />

da Alberto Cavalli. Per capirci: Forza Italia e Al<strong>le</strong>anza naziona<strong>le</strong>, oltre<br />

al presidente Cavalli, esprimevano sette assessori prov<strong>in</strong>ciali; la Lega<br />

contava sul vicepresidente e due assessori; l’Udc contava su due<br />

assessori. La nuova Giunta guidata dall’on. Danie<strong>le</strong> Molgora,<br />

sottosegretario di Tremonti, è bicolore: formata solo da Pdl e Lega.<br />

Attualmente è formata da 11 assessori, ma entro f<strong>in</strong>e anno salirà a<br />

12. E non si tratterà di una presenza di contorno: per ora il presidente<br />

ha trattenuto <strong>le</strong> de<strong>le</strong>ghe pesanti al bilancio, cultura e turismo. Toccherà<br />

a lui scegliere a chi affidar<strong>le</strong> nei prossimi mesi.<br />

Perché una soluzione <strong>in</strong> due tempi?<br />

Gli undici attuali assessori sono sei di<br />

<strong>in</strong>dicazione Pdl, c<strong>in</strong>que di provenienza<br />

Carroccio. Formalmente il Pdl mantiene<br />

la maggioranza degli assessori, come<br />

chiedeva <strong>in</strong> forza dell’aver accondisceso<br />

alla candidatura a presidente di un<br />

esponente del Carroccio e per essere<br />

comunque, pur per un cesto di voti, il<br />

partito maggioritario nella coalizione.<br />

La Lega, sommando il presidente<br />

Molgora ai c<strong>in</strong>que assessori, pareggia il<br />

conto, come domandava <strong>in</strong> ragione della<br />

sua avanzata e<strong>le</strong>ttora<strong>le</strong>, della parità di<br />

consiglieri prov<strong>in</strong>ciali, del sostegno dato<br />

all’e<strong>le</strong>zione, lo scorso anno, di Paroli a<br />

s<strong>in</strong>daco della città. Aggiungiamo: il<br />

dodicesimo assessore<br />

risponderà direttamente<br />

a Molgora, si tratti<br />

di un uomo del<br />

suo partito già<br />

politicamente attivo o<br />

di un tecnico d’area.<br />

Nella Giunta<br />

Molgora sono c<strong>in</strong>que<br />

gli assessori uscenti:<br />

quattro di<br />

provenienza Pdl, uno,<br />

l’ex vicepresidente<br />

Aristide Peli, <strong>le</strong>ghista.<br />

Sui 36 consiglieri<br />

prov<strong>in</strong>ciali, 30 sono<br />

debuttanti. Bisognerà<br />

verificare il loro modo<br />

di <strong>in</strong>terpretare la<br />

nuova responsabilità<br />

politica. Bro<strong>le</strong>tto e<br />

Loggia mantengono<br />

la doppia conduzione<br />

di centrodestra<br />

realizzatasi dopo l’e<strong>le</strong>zione di Paroli a<br />

s<strong>in</strong>daco, ma ora la Lega è titolare dell’altro<br />

vertice istituziona<strong>le</strong> territoria<strong>le</strong>.<br />

Storicamente i due enti hanno pa<strong>le</strong>sato<br />

una non piccola concorrenzialità. In<br />

questo caso la diversificata titolarità di<br />

partito potrebbe, nel<strong>le</strong> <strong>in</strong>tenzioni, aiutare.<br />

Le casse pubbliche, statali e locali, soffrono<br />

di ristrettezze. Loggia e Bro<strong>le</strong>tto non fanno<br />

eccezione.<br />

La rivendicata opportunità di avere a<br />

capo dei parlamentari – l’on. Adriano<br />

Paroli <strong>in</strong> Comune e gli on. Danie<strong>le</strong><br />

14<br />

LUGLIO 2009 9


BRESCIA&impresa<br />

Molgora e il sue vice on. Giuseppe Rome<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong> Prov<strong>in</strong>cia - per agevolare l’accesso alla<br />

normativa regolamentare e al<strong>le</strong> assegnazioni<br />

nazionali, <strong>in</strong> attesa di un federalismo che<br />

andrà a regime <strong>in</strong> tempi medio-lunghi, va<br />

alla verifica dello sdoganamento di alcune<br />

onerose strozzature. Con una postilla decisiva:<br />

i due enti tireranno nella stessa direzione solo<br />

se condivideranno <strong>le</strong> priorità programmatiche<br />

da attuare e <strong>le</strong> scelte da tenere <strong>in</strong> seconda<br />

battuta.<br />

Insomma, la concorrenzialità che<br />

fisiologicamente appartiene ad una coalizione,<br />

e che tornerà apertamente a manifestarsi nel<br />

voto regiona<strong>le</strong> del prossimo anno, dovrà<br />

trovare corrette modalità di espressione. Per<br />

non f<strong>in</strong>ire, al riparo dal<strong>le</strong> spuntate <strong>in</strong>sidie di<br />

m<strong>in</strong>oranze ristrette nella operatività da numeri<br />

penalizzanti, per scaricarsi su una permanente<br />

guerriglia <strong>in</strong>terna.<br />

Loggia, Bro<strong>le</strong>tto, Pirellone, Governo<br />

naziona<strong>le</strong> sono politicamente all<strong>in</strong>eate. Onori<br />

e oneri hanno nomi e cognomi.<br />

(*) Inviato “Il Giorna<strong>le</strong> di Brescia”


La congiuntura<br />

economica<br />

12<br />

15<br />

Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita:<br />

settembre sarà il mese della<br />

verità<br />

Il paradosso della crisi:<br />

poco credito al<strong>le</strong> imprese<br />

troppa liquidità agli speculatori


LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita:<br />

settembre sarà il mese della verità<br />

Partita dalla f<strong>in</strong>anza, la crisi è diventata <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>, determ<strong>in</strong>ando un’enorme sovracapacità produttiva.<br />

I rischi maggiori ora sono sul fronte dell’occupazione<br />

Luca Paolazzi*<br />

La crisi ha colpito <strong>le</strong> economie <strong>in</strong> modo s<strong>in</strong>cronico ma non<br />

uniforme. Rispetto al precedente picco di attività, <strong>le</strong> f<strong>le</strong>ssioni del<br />

Pil maggiori si sono avute <strong>in</strong> Giappone (-8,4%), Germania (-6,9%)<br />

e Italia (-6%).<br />

Più contenute, anche se sempre<br />

molto ampie, <strong>le</strong> riduzioni osservate<br />

<strong>in</strong> Usa, Francia e Spagna (attorno<br />

al 3%) e nel Regno Unito (circa<br />

- 4%). Hanno patito di più <strong>le</strong> nazioni<br />

più manifatturiere e più fortemente<br />

vocate all’export: partita dalla<br />

f<strong>in</strong>anza, la crisi è diventata <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />

determ<strong>in</strong>ando un’enorme<br />

sovracapacità produttiva; il crollo<br />

del commercio mondia<strong>le</strong> (-17% tra<br />

ottobre e gennaio) ne è stato il<br />

pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> diffusore.<br />

Le differenze si attenuano se<br />

<strong>in</strong>vece di guardare al<strong>le</strong> dim<strong>in</strong>uzioni<br />

<strong>in</strong> sé del Pil <strong>le</strong> mettiamo <strong>in</strong> relazione<br />

ai trend pre-crisi.<br />

La differenza tra <strong>le</strong> prime e i secondi è di 10 punti percentuali<br />

<strong>in</strong> Giappone, 8,1 <strong>in</strong> Germania, 7,1 <strong>in</strong> Italia, 6,7 nel Regno Unito,<br />

6,4 <strong>in</strong> Spagna, 5,6 <strong>in</strong> Usa e 5 <strong>in</strong> Francia. Magra consolazione,<br />

12<br />

comunque, visto che <strong>le</strong> altre nazioni<br />

europee (Germania esclusa) e gli Usa<br />

hanno vissuto una stagione di crescita<br />

molto più e<strong>le</strong>vata di quella italiana.<br />

L’apice della caduta<br />

dell’attività produttiva è<br />

stato raggiunto <strong>in</strong> marzo.<br />

Da allora si sono<br />

moltiplicati un po’<br />

ovunque i segnali di<br />

recupero se non di vera e<br />

propria svolta. Sia <strong>in</strong> Usa<br />

sia <strong>in</strong> Europa sia<br />

soprattutto <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a e<br />

India.<br />

Queste ultime sono<br />

tornate a espandersi,<br />

dopo aver rapidamente<br />

recuperato i livelli di<br />

produzione pre-crisi.<br />

La ripresa, che sarà<br />

evidente nel corso dell’estate, si del<strong>in</strong>ea<br />

molto <strong>le</strong>nta e diffici<strong>le</strong> nei Paesi avanzati.<br />

La <strong>le</strong>ntezza è dovuta a una serie di ostacoli


oltre che al passo struttura<strong>le</strong> ridotto di alcune economie, anzitutto<br />

l’Italia.<br />

Gli ostacoli sono pr<strong>in</strong>cipalmente quattro. Primo, la difficoltà<br />

di erogazione dei prestiti da parte del sistema bancario, che sta<br />

dim<strong>in</strong>uendo la <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria, deve risanare i bilanci (non <strong>in</strong> Italia)<br />

e si cautela da perdite dovute al<strong>le</strong> difficoltà del<strong>le</strong> imprese. Secondo,<br />

il protrarsi dello sgonfiamento dei prezzi del<strong>le</strong> case, che prolungherà<br />

la difficoltà del<strong>le</strong> costruzioni; l’aggiustamento di quei prezzi appare<br />

ormai alla f<strong>in</strong>e <strong>in</strong> Usa, dove era com<strong>in</strong>ciato prima, ma è lontano<br />

<strong>in</strong> molte nazioni europee.<br />

Terzo, la necessità per <strong>le</strong> famiglie americane di risparmiare di<br />

più per restituire i debiti a fronte del netto ridimensionamento<br />

della loro ricchezza (tornata <strong>in</strong> rapporto al reddito ai livelli dei<br />

primi anni ‘90). Quarto, <strong>le</strong> gravi difficoltà f<strong>in</strong>anziarie dell’Est<br />

Europa, che hanno messo <strong>in</strong> g<strong>in</strong>occhio quell’economia, f<strong>in</strong>o a pochi<br />

trimestri fa florido mercato di sbocco, <strong>in</strong> particolare per il made<br />

<strong>in</strong> Italy.<br />

Il pericolo maggiore viene dal grande divario che si è creato tra<br />

la capacità produttiva esistente e quella effettivamente utilizzata.<br />

In alcuni settori, il crollo della produzione ha superato un terzo<br />

dei livelli pre-crisi, arrivando a sfiorare il 50% <strong>in</strong> certi comparti.<br />

Che saranno proprio quelli che beneficeranno <strong>in</strong> ritardo della<br />

ripresa: beni di <strong>in</strong>vestimento (macch<strong>in</strong>ari, mezzi di trasporto<br />

pesante), beni di consumo durevoli. È chiaro che <strong>le</strong> imprese che<br />

operano <strong>in</strong> questi settori, se non ci sarà un rimbalzo consistente<br />

della domanda, di cui non vi è traccia ancora, saranno costrette a<br />

LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

ridimensionare il loro potenzia<strong>le</strong>,<br />

ritarandosi su un break-even più basso,<br />

o addirittura a cessare l’attività.<br />

Settembre sarà il mese della verità.<br />

Allora conosceremo l’<strong>in</strong>tensità della<br />

ripresa. Allora sapremo quante aziende<br />

non riapriranno i battenti dopo <strong>le</strong> ferie.<br />

Il rischio di distruzione di capacità,<br />

non solo nel<strong>le</strong> aziende meno efficienti<br />

ma anche <strong>in</strong> quel<strong>le</strong> che hanno fatto<br />

<strong>in</strong>vestimenti per migliorare la<br />

competitività globa<strong>le</strong>, è e<strong>le</strong>vato.<br />

E altrettanto quello di ampie perdite<br />

di posti di lavoro. Le misure di politica<br />

economica f<strong>in</strong> qui varate vanno nella<br />

giusta direzione.<br />

Ma peccano per <strong>le</strong>ntezza di attuazione<br />

e stazza contenuta (dall’alto debito<br />

pubblico). In autunno bisognerà<br />

verificare quali altri <strong>in</strong>terventi dovranno<br />

essere messi <strong>in</strong> campo.<br />

E <strong>in</strong> fretta.<br />

(*) Direttore Centro Studi Conf<strong>in</strong>dustria<br />

LUGLIO 2009 13


LA CONGIUNTURA LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

Il paradosso della crisi: poco credito al<strong>le</strong><br />

imprese, troppa liquidità agli speculatori<br />

L’osservatorio “Scenari & Tendenze” mette <strong>in</strong> luce <strong>le</strong> contraddizioni della crisi: mentre l’economia<br />

rea<strong>le</strong> langue, la speculazione f<strong>in</strong>anziaria risorge e sp<strong>in</strong>ge al rialzo i prezzi del<strong>le</strong> materie prime.<br />

Achil<strong>le</strong> Fornas<strong>in</strong>i*<br />

Con l’<strong>in</strong>contro dell’8 luglio scorso si è comp<strong>le</strong>tato il primo ciclo di<br />

sem<strong>in</strong>ari dell’osservatorio congiuntura<strong>le</strong> Scenari & Tendenze promosso dal<br />

Comitato Piccola Industria e dal Gruppo Giovani Imprenditori<br />

dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana, che hanno <strong>in</strong>teso così sostenere la<br />

s<strong>in</strong>ergia tra ISFOR 2000 e lo Studio Ambrosetti di Milano nel campo<br />

dell’<strong>in</strong>formazione economicof<strong>in</strong>anziaria<br />

dest<strong>in</strong>ata al<strong>le</strong> imprese.<br />

Nel suo <strong>in</strong>tervento di apertura<br />

Francesco Uberto, presidente del<br />

Gruppo Giovani, evidenzia come<br />

l’opportunità di essere aggiornati<br />

sull’andamento dei mercati e sugli<br />

scenari dell’economia rappresenti<br />

una condizione basilare per affrontare<br />

<strong>le</strong> scelte aziendali con razioc<strong>in</strong>io e<br />

maggiore consapevo<strong>le</strong>zza. Le<br />

<strong>in</strong>certezze e i cont<strong>in</strong>ui cambiamenti<br />

<strong>in</strong>nescati da quella che ormai può<br />

essere considerata la peggiore congiuntura della storia economica moderna<br />

richiedono, <strong>in</strong>fatti, una persistente <strong>in</strong>formazione sui fatti <strong>in</strong> grado di <strong>in</strong>cidere<br />

sul<strong>le</strong> prospettive del<strong>le</strong> imprese. Francesco Franceschetti, presidente del<br />

Comitato Piccola Industria, comp<strong>le</strong>ta l’<strong>in</strong>troduzione ai lavori con <strong>le</strong> sue<br />

osservazioni concernenti gli effetti della recessione sull’attività del<strong>le</strong> aziende<br />

di m<strong>in</strong>ori dimensioni. L’<strong>in</strong>tensa crisi f<strong>in</strong>anziaria e la conseguente depressione<br />

economica globa<strong>le</strong> si manifestano con la forte<br />

contrazione degli scambi <strong>in</strong>ternazionali e della<br />

produzione manifatturiera che si abb<strong>in</strong>ano,<br />

proprio <strong>in</strong> questo periodo, con l’anomala<br />

crescita dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime. Una<br />

situazione preoccupante:<br />

com’è possibi<strong>le</strong> che<br />

aument<strong>in</strong>o i prezzi del<strong>le</strong><br />

commodities <strong>in</strong>dustriali <strong>in</strong><br />

concomitanza del crollo<br />

generalizzato della<br />

domanda e della paurosa<br />

f<strong>le</strong>ssione della produzione<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>? Questa è<br />

dunque la prima domanda<br />

alla qua<strong>le</strong> gli analisti sono<br />

chiamati a fornire una<br />

risposta.<br />

Le contraddizioni dei mercati<br />

Se si osserva l’andamento degli <strong>in</strong>dici<br />

generali dei pr<strong>in</strong>cipali mercati azionari mondiali<br />

(Figura 1), si nota come la loro caduta, <strong>in</strong>iziata<br />

LUGLIO 2009 15


LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

a metà 2007, si sia arrestata tra i mesi di novembre 2008 e febbraio 2009<br />

con performance negative impressionanti: -53,7% il Dow-Jones di Wall<br />

Street, -61,4% il Nikkei giapponese, -61,6% l’Eurostoxx, s<strong>in</strong>tesi dei list<strong>in</strong>i<br />

europei, e -71,9% il Composite di Shanghai. Si tratta di ribassi che, acce<strong>le</strong>rati<br />

dalla crisi f<strong>in</strong>anziaria esplosa nel settembre 2008, confermano la portata<br />

storica della fase recessiva del ciclo economico sottostante. Nei primi mesi<br />

del 2009 prende peraltro corpo un poderoso rimbalzo degli <strong>in</strong>dici americano<br />

(+34,4%), nipponico (+43,7%) ed europeo (+38%), seguito da una moderata<br />

correzione nel mese di giugno. Solo l’<strong>in</strong>dice azionario c<strong>in</strong>ese prosegue la sua<br />

corsa ascendente (+80,9%).<br />

Del tutto analogo è il comportamento del<strong>le</strong> materie prime. La figura<br />

2 raffronta <strong>le</strong> d<strong>in</strong>amiche altamente concordanti del Commodity Index<br />

(scala di destra) e dell’<strong>in</strong>dice Lmex (scala di s<strong>in</strong>istra): il primo <strong>in</strong>tercetta<br />

l’andamento dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime trattate sui mercati a term<strong>in</strong>e<br />

d’oltre Atlantico, il secondo cattura <strong>in</strong>vece l’evoluzione media dei metalli<br />

non ferrosi scambiati al London Metal Exchange. Come si può osservare,<br />

entrambi i parametri dapprima crollano rispettivamente del 57,1% e del<br />

63,2% per poi recuperare del 26,4% e del 58%. Solo nella seconda metà<br />

del mese di giugno i due <strong>in</strong>dicatori, all<strong>in</strong>eandosi con i list<strong>in</strong>i azionari<br />

occidentali, evidenziano una fase correttiva tuttora <strong>in</strong> corso di sviluppo.<br />

Anche i prezzi del petrolio, materia prima strettamente <strong>le</strong>gata al<strong>le</strong> sorti<br />

dell’economia, si all<strong>in</strong>eano al<strong>le</strong> evoluzioni mobiliari e dei metalli. La figura<br />

3 illustra appunto la d<strong>in</strong>amica del<strong>le</strong> quotazioni della qualità Brent dell’oro<br />

nero quotato a Londra <strong>in</strong> dollari al bari<strong>le</strong> (scala di destra) <strong>in</strong> relazione al<br />

contestua<strong>le</strong> andamento del rapporto di cambio Euro/Dollaro (scala di<br />

s<strong>in</strong>istra). Anche <strong>in</strong> questo caso si assiste alla vertig<strong>in</strong>osa scivolata del secondo<br />

semestre 2008 (-76,2%), a una crescita repent<strong>in</strong>a tra gennaio e metà giugno<br />

(+107,8%) e, <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e, al corrente ripiegamento.<br />

Si tratta ora di verificare come si conciliano queste evoluzioni con l’analisi<br />

16<br />

FIGURA 1<br />

di Andrea Beretta Zanoni di Ambrosetti,<br />

secondo cui i segnali congiunturali sono<br />

timidamente positivi, <strong>in</strong>dicando<br />

semplicemente un ral<strong>le</strong>ntamento della caduta.<br />

Sono da considerarsi orientati <strong>in</strong> tal senso la<br />

stabilizzazione dei mercati f<strong>in</strong>anziari e della<br />

domanda dei nuc<strong>le</strong>i famigliari statunitensi, il<br />

contesto dis<strong>in</strong>flazionistico che migliora il<br />

potere d’acquisto dei consumatori, l’arresto<br />

della discesa vertica<strong>le</strong> della produzione<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> nei Paesi Ocse favoriti dai sostegni<br />

fiscali e monetari e il recupero della produzione<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> c<strong>in</strong>ese oltre i livelli pre-crisi. Ma<br />

non v’è alcun dubbio che la ripresa sarà <strong>le</strong>nta<br />

e probabilmente molto travagliata: il calo degli<br />

<strong>in</strong>vestimenti è stato drammaticamente vio<strong>le</strong>nto<br />

e gli e<strong>le</strong>menti d’<strong>in</strong>certezza sono ancora troppo<br />

numerosi. A essere molto ottimisti la ripresa<br />

potrà favorire un robusto recupero dei livelli<br />

produttivi tra la f<strong>in</strong>e del 2010 e l’<strong>in</strong>izio del<br />

2011. Come spiegare, dunque, l’evidente<br />

<strong>in</strong>coerenza tra lo stato dell’economia rea<strong>le</strong><br />

del<strong>in</strong>eato da Beretta Zanoni e il<br />

comportamento dei mercati f<strong>in</strong>anziari? Molto<br />

probabilmente la causa risiede nella gigantesca<br />

<strong>in</strong>iezione di liquidità voluta dai governi e dal<strong>le</strong><br />

banche centrali f<strong>in</strong>alizzata a scongiurare il<br />

collasso del sistema bancario e f<strong>in</strong>anziario<br />

<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>.


Prendiamo il caso del greggio: il vistoso recupero dei suoi prezzi si è<br />

determ<strong>in</strong>ato <strong>in</strong> circostanze che lasciano <strong>in</strong>tuire un fenomeno tutto <strong>in</strong>terno<br />

ai mercati f<strong>in</strong>anziari. Non è un caso che si assista alla forte e <strong>in</strong>consueta<br />

concordanza evolutiva tra borse mobiliari e petrolio, <strong>in</strong> concomitanza del<br />

progressivo <strong>in</strong>debolimento del dollaro rispetto alla divisa europea e al<strong>le</strong> altre<br />

pr<strong>in</strong>cipali valute. L'e<strong>le</strong>vato livello del<strong>le</strong> scorte strategiche di petrolio, ovunque<br />

ai massimi storici a causa di una domanda globa<strong>le</strong> ancora molto debo<strong>le</strong>,<br />

dovrebbe deprimerne i prezzi. Così come <strong>le</strong> preoccupanti prospettive del<strong>le</strong><br />

società quotate dovrebbero scoraggiare gli <strong>in</strong>vestimenti azionari e sp<strong>in</strong>gere<br />

gli operatori a temporeggiare <strong>in</strong> attesa di chiari segnali di ripresa dell’economia<br />

rea<strong>le</strong>. E <strong>in</strong>vece l’enorme massa di liquidità immessa nel sistema tra la f<strong>in</strong>e<br />

del 2008 e gli <strong>in</strong>izi del 2009 preferisce dirigersi, <strong>in</strong> assenza di alternative<br />

d’<strong>in</strong>vestimento risk free a rendimenti ritenuti accettabili, verso i mercati<br />

f<strong>in</strong>anziari, attizzando l’ennesima “bolla” basata su fragili e forzate aspettative.<br />

Con la conseguenza di mettere <strong>in</strong> difficoltà <strong>le</strong> imprese già co<strong>in</strong>volte nell’attua<strong>le</strong><br />

profonda crisi recessiva.<br />

Il gioco al rialzo sul<strong>le</strong> materie prime e sui mercati azionari è alimentato<br />

dagli Exchange Traded Fund facilitati dalla liquidità resa loro disponibi<strong>le</strong><br />

a tassi tendenti a zero. Tra questi fondi comuni d’<strong>in</strong>vestimento si dist<strong>in</strong>guono<br />

gli Etf Ultrashort e gli Etf Ultralong operanti su mercati future. I primi,<br />

connotati da un’operatività ribassista, si sono dist<strong>in</strong>ti nel 2° semestre 2008<br />

quando contribuirono ad affossare i titoli bancari e f<strong>in</strong>anziari. I secondi,<br />

concentrati su scommesse di natura rialzista, sono <strong>in</strong>vece i protagonisti<br />

dell’ascesa dei list<strong>in</strong>i azionari e dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime nel primo<br />

semestre 2009. Gli Etf sfruttano l’effetto “<strong>le</strong>va” assicurato dagli strumenti<br />

f<strong>in</strong>anziari derivati, che consentono di moltiplicare gli effetti a term<strong>in</strong>e del<strong>le</strong><br />

loro scommesse, enfatizzando così movimenti di mercato anomali e <strong>in</strong>coerenti<br />

con i fondamentali del<strong>le</strong> aziende e dell’economia. Un’attività che assicura<br />

LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

buoni esiti solo se confortata da coerenti<br />

d<strong>in</strong>amiche fondamentali, altrimenti scattano<br />

<strong>le</strong> ricoperture con conseguenti repent<strong>in</strong>i<br />

rovesciamenti del<strong>le</strong> posizioni. È proprio ciò<br />

che sta accadendo da metà giugno:<br />

diffondendosi la percezione che la ripresa sarà<br />

più <strong>le</strong>nta e lontana del previsto, gli Etf<br />

smantellano <strong>le</strong> loro posizioni, provocando <strong>le</strong><br />

correzioni correnti e il fata<strong>le</strong> ritorno della<br />

volatilità sui mercati.<br />

Sembra dunque che la crisi f<strong>in</strong>anziaria<br />

dell’anno scorso non abbia <strong>in</strong>segnato nulla:<br />

buona parte della liquidità pompata nel sistema<br />

non si è diretta al sostegno del<strong>le</strong> imprese o<br />

all’acquisto di materie prime allo stato fisico,<br />

bensì verso i famigerati strumenti f<strong>in</strong>anziari<br />

derivati. E’ paradossa<strong>le</strong> che si cont<strong>in</strong>u<strong>in</strong>o a<br />

<strong>in</strong>vocare maggiori disponibilità liquide per<br />

limitare gli effetti del credit crunch e per oliare<br />

il sistema dei pagamenti, che stanno mettendo<br />

<strong>in</strong> g<strong>in</strong>occhio l’attività del<strong>le</strong> imprese, quando<br />

di liquidità <strong>in</strong> giro ce n’è pers<strong>in</strong>o troppa. Il<br />

vero prob<strong>le</strong>ma è che ce n’è poca a disposizione<br />

del<strong>le</strong> imprese e moltissima per <strong>le</strong> scommesse<br />

f<strong>in</strong>anziarie!<br />

Scenari di breve e medio term<strong>in</strong>e<br />

Riguardo ai prezzi del<strong>le</strong> materie prime, <strong>le</strong><br />

FIGURA 2<br />

14<br />

LUGLIO 2009 17


prospettive sono di un loro ridimensionamento nel breve term<strong>in</strong>e. Anche gli<br />

Etf si stanno accorgendo che l’accumulo di scorte presso i magazz<strong>in</strong>i ufficiali<br />

del London Metal Exchange lascia presagire un <strong>le</strong>ntissimo processo di destock<strong>in</strong>g.<br />

Nel corso del primo semestre 2009, <strong>in</strong>fatti, <strong>le</strong> scorte sono aumentate <strong>in</strong> modo<br />

straord<strong>in</strong>ario: si va dal +39,1% dello z<strong>in</strong>co al +121,2% dello stagno. L’unico<br />

metallo che ha visto dim<strong>in</strong>uire <strong>le</strong> giacenze è il rame (-21%), oggetto di cospicui<br />

acquisti da parte della C<strong>in</strong>a. Il colosso asiatico è impegnato <strong>in</strong> un programma<br />

di ristoccaggio f<strong>in</strong>alizzato a <strong>in</strong>crementare <strong>le</strong> scorte di metalli base, carbone e<br />

m<strong>in</strong>era<strong>le</strong> di ferro. Gli acquisti di rame, <strong>in</strong> particolare, sono motivati dai bassi<br />

livelli di scorte rispetto alla domanda <strong>in</strong>terna alimentata dai fabbisogni crescenti<br />

provenienti dal settore del<strong>le</strong> costruzioni, dell’automotive e della produzione di<br />

cavi per l’energia. Del tutto <strong>in</strong>giustificati, <strong>in</strong>vece, sono i rialzi dell’allum<strong>in</strong>io e<br />

del nickel: il primo perché ha visto accumularsi <strong>le</strong> giacenze <strong>in</strong> modo straord<strong>in</strong>ario,<br />

s<strong>in</strong>tomo di una generalizzata carenza di domanda, il secondo perché il mercato<br />

dell’acciaio <strong>in</strong>ossidabi<strong>le</strong>, pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> <strong>in</strong>tercettore del metallo, si mantiene <strong>in</strong> uno<br />

stato di profonda sofferenza.<br />

Se si eccettua il rame, dunque, per i metalli <strong>in</strong>dustriali si prefigura un periodo<br />

di ribassi a meno che la debo<strong>le</strong>zza del dollaro, ovvero la valuta <strong>in</strong> cui essi sono<br />

trattati sui mercati, non ne sostenga <strong>le</strong> quotazioni. La divisa americana, <strong>in</strong> effetti,<br />

sta attraversando un periodo di debo<strong>le</strong>zza: dopo il rapido decl<strong>in</strong>o contro Euro<br />

(-10,1% tra apri<strong>le</strong> e maggio), il dollaro si assesta e fluttua <strong>in</strong>torno a quota 1,40.<br />

La valuta europea si riposiziona dunque su livelli medi superiori a quelli del<br />

primo trimestre 2009 a seguito della progressiva perdita di appeal del biglietto<br />

verde, che cont<strong>in</strong>uerà a soffrire sia i tassi bassissimi voluti dalla Federal Reserve,<br />

con il conseguente spostamento di capitali su divise a rendimento più e<strong>le</strong>vato,<br />

sia <strong>le</strong> attese <strong>in</strong>flazionistiche provocate dall’aumento del debito pubblico Usa.<br />

Il progressivo deprezzamento del dollaro rischia dunque di alimentare gli<br />

<strong>in</strong>giustificati rialzi del<strong>le</strong> materie prime che, a loro volta, sono <strong>in</strong> grado di<br />

deprimere la crescita economica e, nel contempo, generare il pericolo di sp<strong>in</strong>te<br />

FIGURA 3<br />

LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />

<strong>in</strong>flazionistiche.<br />

L’esperto dello Studio Ambrosetti segnala<br />

<strong>in</strong>f<strong>in</strong>e i rischi connessi alla tempistica con cui i<br />

governi e <strong>le</strong> banche centrali riusciranno a gestire<br />

gli impatti del<strong>le</strong> misure di sostegno fisca<strong>le</strong> e<br />

monetario <strong>in</strong>traprese durante la crisi f<strong>in</strong>anziaria:<br />

stimoli generati da politiche di bilancio molto<br />

espansive, che potrebbero non sortire benefici<br />

effetti moltiplicativi nei tempi giusti per la loro<br />

tradiziona<strong>le</strong> <strong>le</strong>ntezza di trasmissione. In tal caso<br />

assisteremo quantomeno all’allungamento della<br />

stagnazione f<strong>in</strong>o al 2011 e al riaffacciarsi dei<br />

pericoli deflazionistici. Se il sostegno all’economia<br />

rea<strong>le</strong> e il governo della liquidità si rive<strong>le</strong>ranno<br />

<strong>in</strong>vece efficaci e tempestivi, la fase recessiva del<br />

ciclo economico si esaurirebbe nel 2009<br />

prospettando l’avvio della ripresa già nel primo<br />

semestre 2010.<br />

Comunque vada a f<strong>in</strong>ire, questa che stiamo<br />

vivendo è una crisi “meritocratica”, che colpirà<br />

i settori <strong>in</strong>dustriali <strong>in</strong> modo differenziato,<br />

accanendosi soprattutto sui comparti e sul<strong>le</strong><br />

imprese che erano <strong>in</strong> difficoltà ben prima<br />

dell’autunno 2008. Ma per limitare i danni è<br />

auspicabi<strong>le</strong> che la speculazione f<strong>in</strong>anziaria sia<br />

progressivamente marg<strong>in</strong>alizzata e meglio<br />

regolamentata.<br />

(*) Amm<strong>in</strong>istratore de<strong>le</strong>gato di ISFOR 2000<br />

14<br />

LUGLIO 2009 19


AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />

Dossier<br />

22<br />

24<br />

28<br />

32<br />

38<br />

42<br />

48<br />

52<br />

56<br />

60<br />

Gruppo Giovani AIB, Francesco<br />

Uberto e<strong>le</strong>tto nuovo<br />

presidente under 40<br />

Morand<strong>in</strong>i: credito e<br />

sovrapproduzione<br />

<strong>le</strong> due grandi sfide Pmi<br />

Marniga: “Il rilancio della Piccola<br />

Velocità a Brescia chiave per la<br />

competitività”<br />

Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto,<br />

Territorio, Tecnologia,<br />

eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />

Rapporto AIB-Prometeia, punti di<br />

forza e limiti del “made <strong>in</strong> Brescia”<br />

tra crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />

“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente<br />

e futuro”, ecco <strong>le</strong> chances per<br />

uscire dalla crisi<br />

Brunetta: l’obiettivo è<br />

aumentare del 50% la<br />

produttività nella PA<br />

Concretezza e produttività<br />

del manifatturiero “antidoti”<br />

contro la crisi<br />

Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere di<br />

resistere e lottare per ridare<br />

slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />

Marcegaglia, quattro priorità<br />

assolute: credito, pace socia<strong>le</strong>,<br />

scuola, energia


Gruppo Giovani AIB, Francesco Uberto<br />

e<strong>le</strong>tto nuovo presidente under 40<br />

Cambio al vertice dopo il quadriennio di Francesco Franceschetti. “Co<strong>in</strong>volgimento, ascolto,<br />

programmazione, valore e s<strong>in</strong>tesi” <strong>le</strong> paro<strong>le</strong> d’ord<strong>in</strong>e del neo <strong>le</strong>ader dei giovani imprenditori<br />

Nicola Mott<strong>in</strong>elli*<br />

22<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Il passaggio di testimone è avvenuto lo scorso 29 apri<strong>le</strong> <strong>in</strong> occasione<br />

dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong>, quando Francesco Franceschetti ha<br />

ufficialmente concluso il suo quadriennio alla guida del Gruppo<br />

Giovani Imprenditori dell’AIB ed è com<strong>in</strong>ciata l’avventura del nuovo<br />

presidente Francesco Uberto,<br />

consigliere de<strong>le</strong>gato di Aso Siderurgica<br />

srl di Ospita<strong>le</strong>tto, già vicepresidente<br />

del GGI.<br />

“Le nostre <strong>in</strong>iziative ad ampio<br />

raggio – ha detto Franceschetti<br />

all’apertura dei lavori – hanno<br />

permesso di far crescere<br />

numericamente il nostro Gruppo con<br />

nuovi iscritti. Un Gruppo che <strong>in</strong><br />

questi anni ha ricevuto e cont<strong>in</strong>ua a<br />

ricevere il plauso dei col<strong>le</strong>ghi di altre<br />

associazioni territoriali. La presenza<br />

e la partecipazione al<strong>le</strong> <strong>in</strong>iziative<br />

regionali e nazionali ha <strong>le</strong>gato il nostro<br />

nome a garanzia di <strong>in</strong>traprendenza,<br />

attivismo e, come nella migliore<br />

tradizione del territorio, di laboriosità e concretezza”.<br />

Il Presidente uscente ha qu<strong>in</strong>di ricordato <strong>le</strong> pr<strong>in</strong>cipali <strong>in</strong>iziative<br />

messe <strong>in</strong> campo durante i quattro anni al timone degli imprenditori<br />

bresciani “under 40”, a com<strong>in</strong>ciare<br />

dall’attività promossa dalla Commissione<br />

scientifica. In primo piano qu<strong>in</strong>di l’ormai<br />

tradiziona<strong>le</strong> convegno di primavera<br />

“IMW”, giunto quest’anno<br />

all’edizione numero undici<br />

dedicata al futuro della<br />

scuola e dell’Università<br />

italiana e che, tra i molti<br />

ospiti, ha visto <strong>in</strong>tervenire<br />

anche il m<strong>in</strong>istro della<br />

Pubblica istruzione<br />

Mariastella Gelm<strong>in</strong>i. Di<br />

grande respiro anche i<br />

temi affrontati ai<br />

precedenti “IMW” della<br />

presidenza Franceschetti.<br />

Nel 2008 si è discusso<br />

<strong>in</strong>fatti di etica e impresa,<br />

nel 2007 di materie<br />

prime e nel 2006 di<br />

<strong>in</strong>ternazionalizzazione.<br />

La Commissione scientifica dei<br />

“Giovani” ha poi promosso numerosi


<strong>in</strong>contri su tematiche di grande attualità, come quelli dell’osservatorio<br />

congiuntura<strong>le</strong> “Scenari & Tendenze” <strong>in</strong> collaborazione con la “Piccola”<br />

di AIB, Isfor 2000 e The European House Ambrosetti, e il concorso<br />

“Realizza <strong>le</strong> tue idee <strong>in</strong>novative – Diventa imprenditore anche tu!”<br />

nato per stimolare l’imprenditoria giovani<strong>le</strong>.<br />

Attivissima <strong>in</strong> questi anni pure la Commissione scuola con il<br />

“Management Game”, giunto alla diciassettesima edizione, quest’anno<br />

con un’importante novità: per la prima volta il gioco si svolgerà anche<br />

a livello naziona<strong>le</strong> con una f<strong>in</strong>a<strong>le</strong> <strong>in</strong> programma a Roma <strong>in</strong> settembre.<br />

Successo anche per gli <strong>in</strong>contri del progetto “A scuola d’impresa”,<br />

che lo scorso autunno hanno co<strong>in</strong>volto ben 21 istituti e 1.100 studenti.<br />

Intensa è stata <strong>in</strong>oltre l’attività della Commissione associativa,<br />

con <strong>le</strong> visite aziendali, il “Progetto Cultura” e la partecipazione ai<br />

meet<strong>in</strong>g nazionali di Santa Margherita Ligure e Capri, così come<br />

quella della Commissione comunicazione, che cura i contenuti del<br />

r<strong>in</strong>novato sito del Gruppo e la pubblicazione del periodico “News”.<br />

Franceschetti ha poi citato altre <strong>in</strong>iziative promosse negli ultimi<br />

quattro anni (dalla missione <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a al recente viaggio-studio <strong>in</strong><br />

Giappone alla scoperta del<strong>le</strong> più <strong>in</strong>novative realtà <strong>in</strong>dustriali del Sol<br />

Levante), augurando “buon lavoro” al nuovo Consiglio direttivo<br />

(composto da Marta Bonomi - vicepresidente Commissione<br />

comunicazione, Eugenio Gall<strong>in</strong>a - vicepresidente Commissione<br />

associativa, Stefano Iorio - vicepresidente Commissione scientifica,<br />

Paola Palazzani - vicepresidente Commissione scuola, e i consiglieri<br />

Carlotta Anton<strong>in</strong>i, Paola Cittad<strong>in</strong>i, Alberto<br />

Faganelli, Federico Ghid<strong>in</strong>i, Tomaso Maffioli,<br />

Mauro T<strong>in</strong><strong>in</strong><strong>in</strong>i, Matteo Vagli).<br />

Ci sono <strong>in</strong>oltre quattro membri aggiunti:<br />

Stefano Consoli, A<strong>le</strong>ssandro De Marchi,<br />

Ottavio Gama<strong>le</strong>ro e Andrea Zanetti.<br />

Inf<strong>in</strong>e, l’<strong>in</strong>vito del presidente uscente al<br />

suo successore a “non dimenticare mai il<br />

ruolo che è chiamato a svolgere e la Territoria<strong>le</strong><br />

per la qua<strong>le</strong> lo svolgerà”.<br />

Uberto ha qu<strong>in</strong>di preso la parola<br />

ricordando subito <strong>le</strong> c<strong>in</strong>que paro<strong>le</strong> d’ord<strong>in</strong>e<br />

che caratterizzeranno il lavoro del Gruppo:<br />

co<strong>in</strong>volgimento, ascolto, programmazione,<br />

valore, s<strong>in</strong>tesi.<br />

L’assemb<strong>le</strong>a si è chiusa con un dibattito<br />

sull’<strong>in</strong>novazione, durante il qua<strong>le</strong> Uberto e<br />

Franceschetti hanno dialogato con Emanue<strong>le</strong><br />

Bertoli (amm<strong>in</strong>istratore unico di Berbrand<br />

srl), Fausto Lucà (Manag<strong>in</strong>g Director di F<strong>le</strong>x<br />

spa) e Andrea Venturelli (amm<strong>in</strong>istratore<br />

unico di Invatec spa).<br />

(*) Ufficio Stampa AIB<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

LUGLIO 2009 23


Morand<strong>in</strong>i: credito e sovrapproduzione<br />

<strong>le</strong> due grandi sfide per <strong>le</strong> Pmi<br />

Il numero uno della “Piccola” di Conf<strong>in</strong>dustria parla della diffici<strong>le</strong> congiuntura economica e si rivolge<br />

al<strong>le</strong> banche: i temi urgenti sono la r<strong>in</strong>egoziazione dei tassi e un ritorno alla territorialità degli istituti<br />

Francesco Barbieri*<br />

24<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

L’atteso <strong>in</strong>tervento del Presidente del Consiglio Centra<strong>le</strong> Piccola<br />

Industria di Conf<strong>in</strong>dustria, Giuseppe Morand<strong>in</strong>i, al term<strong>in</strong>e<br />

dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong> della<br />

“Piccola” AIB lo scorso maggio,<br />

si è aperto con due sentiti<br />

r<strong>in</strong>graziamenti. Il primo,<br />

rivolto a <strong>tutti</strong> i partecipanti,<br />

all’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong><br />

Bresciana e alla città di Brescia:<br />

“Da voi abbiamo sempre avuto<br />

contributi <strong>in</strong>dimenticabili <strong>in</strong><br />

term<strong>in</strong>i di confronto, di<br />

sol<strong>le</strong>citazione, di sforzi, ma<br />

questa volta vi siete superati -<br />

ha esordito -. L’<strong>in</strong>contro di oggi<br />

ha avuto un effetto terapeutico.<br />

Ci avete fatto ascoltare la voce<br />

di otto imprenditori che fanno<br />

capire che senza ottimismo non<br />

si fa niente. Otto imprenditori<br />

che parlano di tecnologia, di<br />

territorio, di un nuovo modello di sviluppo economico, quello che<br />

dovrà uscire dal dopocrisi, quello su cui noi <strong>tutti</strong> dobbiamo concentrare<br />

i nostri sforzi”.<br />

Il secondo r<strong>in</strong>graziamento è andato ad<br />

Alberta Marniga la qua<strong>le</strong> “è la<br />

dimostrazione che<br />

essere classe dirigente<br />

vuol dire avere il<br />

coraggio di dedicare<br />

parte del proprio tempo<br />

agli altri. Alberta lo ha<br />

fatto con grande<br />

impegno, con grande<br />

passione e per questo<br />

va r<strong>in</strong>graziata”. Nel<br />

prosieguo del suo<br />

<strong>in</strong>tervento Morand<strong>in</strong>i<br />

ha voluto ricordare i<br />

risultati ottenuti negli<br />

ultimi mesi, dal<br />

riconoscimento del<strong>le</strong><br />

spese di rappresentanza<br />

agli straord<strong>in</strong>ari, dalla<br />

rivalutazione dei cespiti<br />

al rif<strong>in</strong>anziamento del fondo di garanzia<br />

ed al bonus fisca<strong>le</strong>. “Nel modello<br />

economico che sarà, il valore umano,


ovvero l’esperienza e la capacità dei nostri uom<strong>in</strong>i e del<strong>le</strong> nostre<br />

donne, sarà il fattore prioritario per il successo. Si vedrà meno credito<br />

ma un credito più se<strong>le</strong>ttivo. La piccola impresa si troverà di fronte<br />

a due grandi sfide, quella dell’accesso al credito e quella della<br />

sovrapproduzione, e su questi due temi si è concentrata la nostra<br />

attività”.<br />

Parlando della prima del<strong>le</strong> due sfide il presidente si è soffermato<br />

sull’importanza dei Tremonti-bond, una buona idea che è stata recepita<br />

solo da pochi istituti di credito e che giustifica il press<strong>in</strong>g <strong>in</strong> corso<br />

sul<strong>le</strong> altre banche che non ne hanno ancora usufruito perché “è<br />

assurdo che ci siano 10-12 miliardi di euro di denaro pubblico a<br />

disposizione e che <strong>le</strong> banche non li utilizz<strong>in</strong>o”. Sul conseguimento<br />

del rif<strong>in</strong>anziamento del fondo di garanzia Morand<strong>in</strong>i ha sottol<strong>in</strong>eato<br />

come sia giusto che <strong>le</strong> banche, oggi, rischiando meno, facciano calare<br />

di conseguenza il costo del denaro. Il <strong>le</strong>ader della Piccola ha <strong>in</strong>vitato<br />

qu<strong>in</strong>di <strong>le</strong> imprese ad utilizzare l’importante strumento della<br />

rivalutazione dei cespiti, immobili strumentali e qu<strong>in</strong>di capannoni<br />

e terreni, che è ancora a disposizione nel 2009. Strumento tramite<br />

il qua<strong>le</strong>, con un costo di 30mila euro, si riesce a mettere a patrimonio<br />

un milione di euro che consente un più agevo<strong>le</strong> accesso al credito.<br />

Nota do<strong>le</strong>nte <strong>in</strong>vece il mancato ottenimento della deducibilità<br />

degli <strong>in</strong>teressi passivi, battaglia che cont<strong>in</strong>uerà <strong>in</strong>cessantemente ma<br />

sulla qua<strong>le</strong> non c’è alcuna possibi<strong>le</strong> apertura.<br />

Alla domanda “Che cosa manca per capitalizzare <strong>le</strong> imprese?”<br />

Morand<strong>in</strong>i ha semplicemente risposto che è diffici<strong>le</strong> parlare di<br />

capitalizzazione quando la Banca Mondia<strong>le</strong> ci dice che il prelievo<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

fisca<strong>le</strong> italiano sugli utili societari, tra<br />

imposte dirette ed <strong>in</strong>dirette, ammonta al<br />

63,4%. Occorre qu<strong>in</strong>di “fare una battaglia<br />

sulla detassazione degli utili aziendali e<br />

per una compensazione automatica fisca<strong>le</strong><br />

tra il dare e l’avere”.<br />

Un importante tema sul qua<strong>le</strong> poi,<br />

secondo Morand<strong>in</strong>i, è uti<strong>le</strong> soffermarsi è<br />

quello della se<strong>le</strong>zione natura<strong>le</strong> che avverrà<br />

al term<strong>in</strong>e della crisi e che potrebbe<br />

<strong>in</strong>teressare <strong>le</strong> picco<strong>le</strong> aziende con <strong>le</strong> spal<strong>le</strong><br />

non sufficientemente solide. “Da qui<br />

l’importanza - ha osservato Morand<strong>in</strong>i -<br />

del bonus d’aggregazione, altro e<strong>le</strong>mento<br />

di cui non si conosce l’eventua<strong>le</strong><br />

disponibilità <strong>in</strong> futuro. Se non ci si<br />

razionalizza <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di costi aziendali,<br />

se non ci si mette assieme non ce la si farà<br />

ad uscire dalla crisi. Il bonus ci consente<br />

di avere una rivalutazione gratuita del<br />

patrimonio f<strong>in</strong>o a 5 milioni di euro, 5<br />

milioni di liquidità che si possono mettere<br />

a bilancio gratis per aziende che nascono<br />

dalla fusione di due, o più, picco<strong>le</strong> aziende.<br />

A questo si aggiunge più economia di<br />

scala e miglior gestione della clientela.<br />

LUGLIO 2009 25


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Francesco Franceschetti alla guida del<br />

Comitato Piccola AIB: “Situazione diffici<strong>le</strong>,<br />

ma <strong>le</strong> imprese hanno voglia di fare”<br />

L’ex presidente dei Giovani succede ad Alberta Marniga<br />

Proseguire sulla strada tracciata con<br />

grande impegno e capacità da<br />

Alberta Marniga. È la promessa di<br />

Francesco Franceschetti, ex<br />

presidente del Gruppo Giovani AIB<br />

e direttore genera<strong>le</strong> della VTC Synco<br />

srl di Corte Franca, e<strong>le</strong>tto lo scorso<br />

11 maggio alla guida del Comitato<br />

Piccola Industria dell’<strong>Associazione</strong>,<br />

al term<strong>in</strong>e di un’assemb<strong>le</strong>a che ha<br />

fatto registrare il tutto esaurito con<br />

quasi 400 imprenditori <strong>in</strong>tervenuti<br />

per dare il loro voto. Franceschetti<br />

resterà <strong>in</strong> carica per il quadriennio<br />

2009-2013 e al suo fianco è già al<br />

lavoro il nuovo Consiglio direttivo<br />

formato da Pia Cittad<strong>in</strong>i<br />

(vicepresidente), Roberto Z<strong>in</strong>i<br />

(vicepresidente), Mauro Esposto,<br />

Luca Roda, Pietro Sbara<strong>in</strong>i ed Elisa<br />

Torchiani.<br />

“La strada tracciata da Alberta è<br />

molto impegnativa – ha esordito<br />

Francescetti nel suo primo<br />

<strong>in</strong>tervento –. A <strong>le</strong>i, ai past president<br />

e a <strong>tutti</strong> coloro che mi hanno<br />

<strong>in</strong>segnato ad essere presidente, prima<br />

dei Giovani e ora della Piccola,<br />

dedico questo succcesso”.<br />

Franceschetti ha anche r<strong>in</strong>graziato<br />

Alberta Marniga per la costante<br />

vic<strong>in</strong>anza mostrata nei confronti del<br />

Gruppo Giovani e ha garantito al<strong>le</strong><br />

imprese associate “il più ampio<br />

co<strong>in</strong>volgimento” nei prossimi<br />

quattro anni di mandato. Poi,<br />

rivolgendosi direttamente al <strong>le</strong>ader<br />

della Piccola di Conf<strong>in</strong>dustria<br />

Giuseppe Morand<strong>in</strong>i, il nuovo<br />

presidente ha lanciato un appello:<br />

“A Brescia stiamo vivendo una<br />

situazione particolarmente diffici<strong>le</strong>.<br />

Gli imprenditori sono molto<br />

preoccupati, anche se non si<br />

scoraggiano e cont<strong>in</strong>uano ad aver<br />

voglia di fare. Noi, <strong>in</strong>somma, ci<br />

siamo e oggi, più che mai, abbiamo<br />

il dovere di far sentire la voce e il<br />

valore di Conf<strong>in</strong>dustria”.


Occorre prepararsi al nuovo modello economico, visti anche la velocità<br />

nella qua<strong>le</strong> viviamo e la vita media dei prodotti”.<br />

Un ultimo pensiero il presidente l’ha riservato al<strong>le</strong> banche. “La<br />

Banca Centra<strong>le</strong> Europea ha portato il costo del denaro all’1%.<br />

Qualcuno tra di voi se ne è accorto? I temi importanti da affrontare<br />

con <strong>le</strong> banche sono pr<strong>in</strong>cipalmente due. Il primo riguarda la<br />

r<strong>in</strong>egoziazione dei tassi, il secondo la territorialità degli istituti. <strong>Oggi</strong><br />

va di moda tra tutte <strong>le</strong> banche dichiararsi <strong>le</strong>gate al territorio ma poi<br />

gli uom<strong>in</strong>i che si <strong>in</strong>contrano dietro gli sportelli, o dietro <strong>le</strong> scrivanie,<br />

cambiano sempre. E si pone qu<strong>in</strong>di la domanda: dove vengono prese<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

<strong>le</strong> decisioni? Noi chiediamo uom<strong>in</strong>i che<br />

prendano decisioni sul territorio, che<br />

magari vengano <strong>in</strong> azienda come facevano<br />

una volta, sfruttando anche <strong>le</strong> qualità che oggi<br />

non mancano loro quali <strong>le</strong> esperienze fatte anche<br />

<strong>in</strong> giro per il mondo”.<br />

(*) Giornalista di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />

LUGLIO 2009 27


Marniga: “Il rilancio della Piccola Velocità<br />

a Brescia chiave per la competitività”<br />

Il presidente del Piccola Industria AIB, prima donna a guidare una struttura dell’<strong>Associazione</strong>, chiude<br />

il proprio mandato. Quattro anni dedicati anche a cultura, welfare e pari opportunità: “Abbiamo fatto<br />

molti passi avanti, ma c’è ancora molto lavoro da fare per valorizzare <strong>le</strong> capacità femm<strong>in</strong>ili sul lavoro”.<br />

28<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Roberto Ragazzi*<br />

Logistica, <strong>in</strong>frastrutture, ma anche welfare, pari opportunità,<br />

cultura dell’<strong>in</strong>novazione e aggregazione: sono i punti card<strong>in</strong>e attraverso<br />

i quali si sono sviluppati i quattro anni di Alberta Marniga ai vertici<br />

del Comitato Piccola Industria di Brescia. All’assemb<strong>le</strong>a dello scorso<br />

11 maggio sono stati 385 gli imprenditori che hanno partecipato<br />

all’e<strong>le</strong>zione del nuovo Consiglio direttivo.<br />

Più del doppio rispetto a quattro anni<br />

fa. Un dato che fa s<strong>in</strong>tesi del grande lavoro<br />

fatto nel corso di questi quattro anni.<br />

Dott.ssa Marniga <strong>le</strong>i ha rotto un tabù:<br />

quello di essere stata la prima donna<br />

a guidare una del<strong>le</strong> strutture<br />

dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana.<br />

Ancor prima di Emma Marcegaglia ai<br />

vertici di Conf<strong>in</strong>dustria e Federica Guidi<br />

alla presidenza naziona<strong>le</strong> dei Giovani.<br />

Come è cambiato <strong>in</strong> questi anni il ruolo<br />

della donna nel mondo del<strong>le</strong> imprese?<br />

Nell’<strong>in</strong>dustria <strong>le</strong> donne ci sono sempre state, solo che non erano<br />

visibili. Sono state pilastri importanti di molte aziende, ma all’ombra<br />

dei mariti.<br />

<strong>Oggi</strong> i tempi sono cambiati: <strong>le</strong> donne<br />

hanno acquisito competenze e professionalità<br />

<strong>in</strong> <strong>tutti</strong> i settori, anche quelli più<br />

tradizionalmente maschili, consapevo<strong>le</strong>zza<br />

del<strong>le</strong> loro capacità ed autonomia senza per<br />

questo sacrificare il loro<br />

ruolo di madri all’<strong>in</strong>terno<br />

della famiglia. Sono caduti<br />

<strong>tutti</strong> i muri che impedivano<br />

al<strong>le</strong> figlie dell’imprenditore<br />

di conquistare ruoli<br />

strategici all’<strong>in</strong>terno del<strong>le</strong><br />

società. Quanto a<br />

Conf<strong>in</strong>dustria, Emma<br />

Marcegaglia e Federica<br />

Guidi sono <strong>le</strong> due figure<br />

femm<strong>in</strong>ili più visibili, ma<br />

<strong>in</strong> realtà sta crescendo il<br />

numero del<strong>le</strong> donne che<br />

siedono <strong>in</strong> Giunta a Roma nonché di quel<strong>le</strong><br />

che a vario titolo ricoprono <strong>in</strong>carichi nel<br />

sistema.


L’AIB ha una gloriosa storia al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong>: nata più di 110 anni fa,<br />

ha contribuito alla nascita del sistema conf<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> italiano e con<br />

esso è stata l<strong>in</strong>fa vita<strong>le</strong> per la crescita del Paese. Insomma Brescia<br />

storicamente fa da “apri-pista” su molte questioni, su un tema come<br />

quello “femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong>” a che punto siamo?<br />

Anche <strong>in</strong> AIB i tempi sono cambiati e la mia e<strong>le</strong>zione come presidente<br />

del Comitato Piccola Industria ne è stata la conferma. Questa ventata<br />

di novità ha anche permesso che venisse costituito all’<strong>in</strong>terno di AIB<br />

un gruppo di lavoro denom<strong>in</strong>ato Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> Plura<strong>le</strong>, composto da una<br />

quarant<strong>in</strong>a di imprenditrici associate che, mettendo a fattor comune<br />

ciascuna <strong>le</strong> proprie esperienze, si propone di affrontare il tema della<br />

conciliazione vita-lavoro nel<strong>le</strong> nostre aziende. Abbiamo fatto molti<br />

passi avanti, ma c’è ancora molto lavoro da fare al f<strong>in</strong>e di favorire un<br />

cambiamento cultura<strong>le</strong> che co<strong>in</strong>volga anche gli uom<strong>in</strong>i e qu<strong>in</strong>di<br />

promuova politiche che valorizz<strong>in</strong>o <strong>le</strong> capacità femm<strong>in</strong>ili sul lavoro e<br />

stimol<strong>in</strong>o una serie di <strong>in</strong>terventi, sia per quanto riguarda i servizi sociali,<br />

sia sulla <strong>le</strong>gislazione.<br />

Ripercorrendo i quattro anni del suo mandato. Qua<strong>le</strong> è il progetto<br />

di cui va maggiormente orgogliosa?<br />

Senz’altro l’essere riuscita a sbloccare il progetto della Prov<strong>in</strong>cia di<br />

Brescia relativo alla riqualifica dello scalo merci ferroviario <strong>in</strong> via<br />

Dalmazia, il cosiddetto scalo della Piccola Velocità. Quello della<br />

<strong>in</strong>termodalità, e dunque della logistica e del trasporto del<strong>le</strong> merci, è<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

uno dei punti chiave per la competitività<br />

del<strong>le</strong> imprese, soprattutto quel<strong>le</strong> che hanno<br />

una clientela <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> e che qu<strong>in</strong>di<br />

devono organizzare il trasporto del<strong>le</strong> loro<br />

merci a lungo raggio. E lo scalo di Brescia<br />

per l’<strong>in</strong>terscambio di merci ferrovia-gomma,<br />

proprio per la sua posizione baricentrica<br />

nel Nord Italia, avrà importanti ricadute,<br />

non solo a livello loca<strong>le</strong>, ma anche sul<br />

territorio naziona<strong>le</strong>.<br />

Qua<strong>le</strong> <strong>in</strong>vece il rammarico di Alberta<br />

Marniga? C’è un progetto, una <strong>in</strong>iziativa,<br />

che avrebbe voluto veder concluso, o<br />

avviato, prima della f<strong>in</strong>e del suo mandato?<br />

Il rammarico maggiore è essermi<br />

ritrovata a f<strong>in</strong>e mandato a dover sol<strong>le</strong>citare<br />

i rappresentanti del Governo sul<strong>le</strong> stesse<br />

identiche cose che si richiedevano 4 anni<br />

fa. Qualcosa è cambiato, ma se tutte <strong>le</strong><br />

richieste di Conf<strong>in</strong>dustria, AIB <strong>in</strong> testa,<br />

fossero state almeno prese <strong>in</strong> considerazione,<br />

oggi ci troveremmo con molti prob<strong>le</strong>mi<br />

risolti.<br />

LUGLIO 2009 29


L’abolizione dell’Irap, piuttosto che la semplificazione di molti<br />

adempimenti amm<strong>in</strong>istrativi sono <strong>le</strong> cose che avrei voluto vedere<br />

attuate <strong>in</strong> questi 4 anni. Vede, la semplificazione è un tema gigantesco.<br />

Purtroppo abbiamo verificato sulla nostra pel<strong>le</strong> che l’accanimento<br />

burocratico è a decorrenza immediata, mentre <strong>le</strong> misure di<br />

semplificazione sono a data da dest<strong>in</strong>arsi. In Italia c’è bisogno di un<br />

fisco più moderno e giusto, al passo con l’evoluzione cultura<strong>le</strong> che<br />

<strong>in</strong> materia hanno fatto tante nostre imprese.<br />

Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e Tecnologia. Sono state <strong>le</strong> paro<strong>le</strong> chiave<br />

del progetto 3T, che si <strong>in</strong>serisce nel più ampio filone dell’<strong>in</strong>novazione<br />

per il qua<strong>le</strong> la Piccola Industria <strong>in</strong> questi quattro anni ha <strong>in</strong>vestito<br />

energie e risorse. Nel corso del suo mandato Lei ha cercato di<br />

valorizzare <strong>le</strong> aziende <strong>in</strong>novative, offrendo stimoli ed opportunità<br />

agli imprenditori. Qua<strong>le</strong> è il bilancio persona<strong>le</strong> che si può trarre da<br />

questa esperienza? Ma soprattutto qua<strong>le</strong> giudizio si può dare sulla<br />

realtà economica bresciana sotto questo punto di vista? In altre<br />

paro<strong>le</strong> “cambiare per crescere” e <strong>le</strong> imprese bresciane a che punto<br />

sono?<br />

Il progetto 3T è stato uno dei più riusciti del mio Consiglio<br />

direttivo. Ci hanno lavorato con entusiasmo <strong>tutti</strong>, ma soprattutto<br />

due persone: Silvio Zucchi <strong>in</strong> fase di ideazione e Roberto Z<strong>in</strong>i che<br />

ha sviluppato magistralmente il progetto. Soprattutto la terza fase,<br />

quella del Territorio, ci ha permesso di scoprire aziende che<br />

dell’<strong>in</strong>novazione hanno fatto uno dei pilastri pr<strong>in</strong>cipali della loro<br />

crescita e che senza questo progetto non avremmo mai conosciuto<br />

così nell’<strong>in</strong>timo. Gli imprenditori ci hanno aperto con estrema<br />

generosità <strong>le</strong> porte del<strong>le</strong> loro aziende e ci hanno permesso di<br />

“apprendere” sul campo. Credo che questo sia uno dei modi migliori<br />

per fare formazione. E la stessa cosa abbiamo fatto attraverso il viaggio<br />

<strong>in</strong> Giappone, dove abbiamo toccato con mano la tecnologia ed il<br />

modello organizzativo “kaizen”, attraverso la visita a quattro aziende.<br />

Mi sento di dire che il sistema del<strong>le</strong> imprese bresciane è sulla<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

strada giusta. La sfida è ancora aperta e<br />

l’<strong>in</strong>novazione è certamente una del<strong>le</strong> vie<br />

per uscire dalla crisi. Ma a mio parere<br />

bisogna affiancare questo aspetto a due<br />

cambiamenti fondamentali: uno è<br />

l’approccio organizzativo, l’azienda dovrà<br />

sempre più essere snella, sul modello<br />

giapponese.<br />

E l’altro è la crescita patrimonia<strong>le</strong>: <strong>le</strong><br />

imprese devono prepararsi ad aumentare<br />

f<strong>in</strong> da ora la patrimonializzazione e andare<br />

verso un sistema di picco<strong>le</strong> e medie<br />

imprese più capitalizzato.<br />

Dopo quattro anni alla guida della<br />

Piccola cosa farà?<br />

Mi riposerò e riprenderò un ruolo più<br />

attivo <strong>in</strong> azienda ed <strong>in</strong> famiglia, anche se<br />

mi sono impegnata a dare una mano al<br />

nuovo Consiglio per alcuni mesi nel lavoro<br />

di rappresentanza da svolgere a Roma. In<br />

questi anni penso di non aver mai negato<br />

impegno all’organizzazione che ho avuto<br />

l’onore di guidare. Allo stesso tempo penso<br />

tuttavia di aver ricevuto, dal punto di vista<br />

persona<strong>le</strong>, molto: per <strong>le</strong> conoscenze fatte,<br />

i confronti avuti, <strong>le</strong> esperienze accumulate.<br />

A Francesco Franceschetti, che è un amico<br />

oltre che un buon imprenditore, faccio i<br />

migliori auguri di quattro anni all’<strong>in</strong>segna<br />

della crescita e dello sviluppo.<br />

(*) Giornalista “Il Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />

LUGLIO 2009 31


Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e<br />

Tecnologia: eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />

I rappresentanti di otto aziende bresciane di successo raccontano la loro esperienza imprenditoria<strong>le</strong><br />

32<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Francesco Barbieri*<br />

La parte pubblica dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong> del Comitato Piccola<br />

Industria dell’AIB è stata dedicata ad una tavola rotonda sul tema<br />

“Progetto 3T – Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e Tecnologia <strong>in</strong>gredienti per<br />

l’<strong>in</strong>novazione”.<br />

L’<strong>in</strong>iziativa ha voluto fare il punto su di un ampio percorso<br />

sviluppato nell’arco di tre anni per<br />

approfondire temi centrali per lo<br />

sviluppo d’impresa quali appunto il<br />

ta<strong>le</strong>nto, argomento trattato nel 2007,<br />

il territorio, trattato nel 2008, e la<br />

tecnologia, trattata quest’anno. Nel<br />

corso del dibattito, moderato da<br />

Roberto Z<strong>in</strong>i della Farco srl, hanno<br />

parlato della loro esperienza<br />

imprenditoria<strong>le</strong> Giovanni Pas<strong>in</strong>i di<br />

Agroittica Lombarda spa, Miche<strong>le</strong><br />

Maltese di Invatec Italia srl, Augusto<br />

Mensi di Lucch<strong>in</strong>i RS spa, A<strong>le</strong>ssandro<br />

Nocivelli di Luceat spa, Renato Zanca<br />

di Mesdan spa, Umberto Isoli di Tatti<strong>le</strong><br />

srl, Tarcisio Serventi di Timken Italia<br />

spa e Paolo Bertuzzi di Turboden srl.<br />

A livello <strong>in</strong>troduttivo, Roberto Z<strong>in</strong>i ha voluto ricordare come il<br />

progetto 3T sia stato promosso per esam<strong>in</strong>are il ta<strong>le</strong>nto qua<strong>le</strong><br />

valorizzazione del<strong>le</strong> risorse umane, il territorio come realtà ed<br />

<strong>in</strong>terazione <strong>in</strong> cui l’azienda opera e la<br />

tecnologia qua<strong>le</strong> e<strong>le</strong>mento impresc<strong>in</strong>dibi<strong>le</strong><br />

per il futuro sviluppo. “Nel corso del<br />

2008- ha detto Z<strong>in</strong>i - abbiamo <strong>in</strong>contrato<br />

alcuni imprenditori per parlare con loro<br />

di questi tre fattori<br />

predom<strong>in</strong>anti. Il metodo<br />

è stato quello di uscire dal<br />

palazzo per andare da<br />

loro”.<br />

stato Giovanni Pas<strong>in</strong>i di<br />

Agroittica Lombarda, il<br />

qua<strong>le</strong> ha illustrato come<br />

sia stato possibi<strong>le</strong> passare,<br />

o meglio affiancare,<br />

l’esperienza siderurgica a<br />

quella dell’al<strong>le</strong>vamento del<br />

pesce. “Questa avventura<br />

nasce nel 1974 quando<br />

abbiamo deciso di<br />

<strong>in</strong>stallare un’acciaieria a<br />

Calvisano. A Calvisano c’è<br />

una grande presenza di acqua, e<strong>le</strong>mento<br />

<strong>in</strong>dispensabi<strong>le</strong> per smaltire la grande<br />

quantità di calore che viene generata


dall’impianto. La contemporanea presenza di acqua e di fonti di<br />

calore ha fatto sì che un’azienda di Padova, specializzata nella<br />

produzione di torri per dispersione, ci suggerisse di utilizzare il calore<br />

<strong>in</strong> eccesso per alzare la<br />

temperatura dell’acqua di falda<br />

e consentire così l’al<strong>le</strong>vamento<br />

di specie ittiche che altrimenti<br />

sarebbe stato impossibi<strong>le</strong>.<br />

Abbiamo <strong>in</strong>iziato prima con<br />

<strong>le</strong> anguil<strong>le</strong> e poi, nel 1981,<br />

abbiamo <strong>in</strong>serito l’al<strong>le</strong>vamento<br />

dello storione. La produzione<br />

di cavia<strong>le</strong> è com<strong>in</strong>ciata nel<br />

1998 ed oggi ammonta a 20<br />

tonnellate annue. Per dare una<br />

dimensione del fenomeno<br />

basti dire che oggi siamo il più<br />

grande produttore mondia<strong>le</strong><br />

con una quota del 30% del<br />

cavia<strong>le</strong> prodotto <strong>in</strong> tutto il<br />

mondo da storioni al<strong>le</strong>vati”.<br />

L’esperienza di Miche<strong>le</strong><br />

Maltese e di Invatec narra<br />

<strong>in</strong>vece di una crescita annua<strong>le</strong><br />

del 35% nel settore<br />

biomedica<strong>le</strong>, di un’azienda<br />

nata <strong>in</strong> una mansarda di proprietà di Andrea Venturelli, su un’idea<br />

del padre Gigi, e che oggi vanta 3 stabilimenti ed un centro di ricerca<br />

<strong>in</strong> Italia con 650 dipendenti, un altro stabilimento <strong>in</strong> Svizzera con<br />

altri 250 dipendenti, uffici di rappresentanza <strong>in</strong> ben 80 Paesi del<br />

mondo. Iniziata casualmente con una storia di operatività conto terzi,<br />

nel 1996 un partner tedesco porta <strong>in</strong> azienda un catetere per<br />

angioplastica vascolare e su<br />

questo prodotto, al qua<strong>le</strong> se ne<br />

aggiungeranno nel tempo<br />

molti altri, parte uno sviluppo<br />

di grande portata. “Il pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong><br />

prob<strong>le</strong>ma che abbiamo oggi <strong>in</strong><br />

Italia, mentre fortunatamente<br />

all’estero si presenta <strong>in</strong> maniera<br />

molto più sfumata, - ha<br />

sottol<strong>in</strong>eato Maltese - è quello<br />

dei lunghi tempi di pagamento<br />

da parte del<strong>le</strong> strutture<br />

pubbliche. La media dei<br />

pagamenti da parte degli<br />

ospedali si aggira sui 238<br />

giorni, ma alcune realtà parlano<br />

di pagamenti a 3 anni”.<br />

L’<strong>in</strong>gegner Augusto Mensi<br />

è il direttore genera<strong>le</strong> di<br />

Lucch<strong>in</strong>i RS, un’azienda che fa parte del prestigioso gruppo e che<br />

nel 2008 ha consolidato un fatturato pari a 290 milioni di euro con<br />

1.200 dipendenti solo <strong>in</strong> Italia. <strong>Oggi</strong> l’azienda è uno dei players<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

pr<strong>in</strong>cipali per materia<strong>le</strong> ferroviario, ruote<br />

ed assi <strong>in</strong> primis, ma anche getti fusi ed<br />

oggetti da forgia.<br />

“Il sito operativo<br />

pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> è a Lovereha<br />

ricordato Mensima<br />

ce ne sono altri<br />

adibiti pr<strong>in</strong>cipalmente<br />

al<strong>le</strong> prove. Abbiamo<br />

avviato nel 2007 un<br />

<strong>in</strong>vestimento che<br />

si comp<strong>le</strong>terà nel<br />

2009 e porterà<br />

all’<strong>in</strong>augurazione di<br />

un nuovo lam<strong>in</strong>atoio<br />

ruote ta<strong>le</strong> da ampliare<br />

la produzione<br />

ferroviaria”.<br />

In rappresentanza<br />

della Luceat era<br />

presente A<strong>le</strong>ssandro<br />

Nocivelli, che ha<br />

descritto una piccola<br />

azienda dal<strong>le</strong> grandi<br />

aspettative e dal<strong>le</strong><br />

grandi prospettive nel<br />

campo del<strong>le</strong> fibre ottiche per<br />

te<strong>le</strong>comunicazioni: “Per i primi 4 anni<br />

l’azienda ha dovuto programmare una<br />

politica di <strong>in</strong>vestimenti e solo dopo è<br />

<strong>in</strong>iziato il ritorno economico grazie alla<br />

commercializzazione dei prodotti. Al<br />

momento esistono<br />

tanti altri progetti di<br />

ricerca <strong>in</strong> cantiere che<br />

vedono però la<br />

collaborazione di altre<br />

aziende del settore e<br />

di vari istituti<br />

universitari e di<br />

ricerca”.<br />

M e s d a n ,<br />

rappresentata da<br />

Renato Zanca, è attiva<br />

nel campo della<br />

produzione di<br />

dispositivi di<br />

giunzione di filati<br />

senza nodi. L’azienda<br />

nasce nel 1952 a Salò,<br />

<strong>in</strong> una realtà nella<br />

qua<strong>le</strong> non mancano <strong>le</strong> presenze tessili.<br />

“Una del<strong>le</strong> operazioni più gravose - ha<br />

detto Zanca - era quella di annodare i fili<br />

14<br />

LUGLIO 2009 33


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

34


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

14<br />

LUGLIO 2009 35


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

che si strappavano durante il processo di produzione. Da qui nasceva<br />

l’esigenza di creare una macch<strong>in</strong>a che annodasse automaticamente i<br />

fili sostituendo l’azione umana. <strong>Oggi</strong> vantiamo 84 dipendenti <strong>in</strong><br />

Italia, abbiamo del<strong>le</strong> controllate <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a ed <strong>in</strong> India ed il 40-45%<br />

del mercato mondia<strong>le</strong> all’<strong>in</strong>terno di una realtà che <strong>in</strong> tota<strong>le</strong> presenta<br />

solo due altre aziende nostre concorrenti”.<br />

Umberto Isoli ha descritto la Tatti<strong>le</strong> srl, azienda specializzata nella<br />

produzione di sistemi <strong>in</strong>tegrati di visione <strong>in</strong>telligente quali, ad esempio,<br />

<strong>le</strong> te<strong>le</strong>camere sul<strong>le</strong> autostrade ed i controlli semaforici sul rosso. “Oltre<br />

alla collaborazione con Società Autostrade, con la qua<strong>le</strong> abbiamo<br />

sviluppato progetti laterali - ha spiegato Isoli - ci stiamo occupando<br />

anche dei controlli per freni dei treni. Tatti<strong>le</strong> è nata 21 anni fa e oggi<br />

conta 100 dipendenti ed un fatturato di 100 milioni di euro”.<br />

Per Timken Italia spa, ramo nostrano dell’omonima mult<strong>in</strong>aziona<strong>le</strong>,<br />

c’era <strong>in</strong>vece Tarcisio Serventi: “La nostra attività è oggi suddivisa su<br />

due divisioni, quella concernente la produzione dei cusc<strong>in</strong>etti e quella<br />

più genericamente rivolta all’acciaio. Lo stabilimento di Brescia fattura<br />

140 milioni di euro per una produzione che è dest<strong>in</strong>ata all’esportazione<br />

nella misura del 95 per cento”.<br />

L’ad di Turboden, Paolo Bertuzzi, ha presentato la sua azienda<br />

specializzata <strong>in</strong> fonti di energia r<strong>in</strong>novabi<strong>le</strong> e, più <strong>in</strong> particolare, di<br />

turbogeneratori per la produzione di energia e calore. “La società,<br />

fondata dal professor Mario Gaia alla f<strong>in</strong>e degli anni ’80, ha sviluppato<br />

s<strong>in</strong>o a metà degli anni ’90 la ricerca sui cicli organici per la produzione<br />

di energia e calore, e poi è passata dalla ricerca alla produzione. <strong>Oggi</strong><br />

abbiamo un tasso di crescita pari al 30-<br />

35% e tra il nostro persona<strong>le</strong> è e<strong>le</strong>vata la<br />

presenza di laureati e di <strong>in</strong>gegneri <strong>in</strong><br />

particolare”.<br />

Roberto Z<strong>in</strong>i ha qu<strong>in</strong>di <strong>in</strong>trodotto il<br />

secondo giro di tavolo che verteva sulla<br />

scelta di una parola, ritenuta<br />

particolarmente significativa per la propria<br />

attività azienda<strong>le</strong>, da parte di ogni<br />

rappresentante.<br />

Nocivelli ha scelto la parola “costruire”<br />

anche <strong>in</strong> ricordo del padre il qua<strong>le</strong><br />

sosteneva che “Il mondo cambia ma<br />

costruire significa ‘costruire conoscenza’<br />

ottenendola anche non seguendo <strong>le</strong> l<strong>in</strong>ee<br />

tradizionali. Costruire conoscenza<br />

nell’azienda e fuori creando un effetto<br />

benefico sulla società. E ‘costruire’ significa<br />

anche cooperazione, cosa di cui oggi<br />

sembra diffici<strong>le</strong> parlare <strong>in</strong> Italia ma non<br />

tanto all’estero dove abbiamo ben 27<br />

aziende con <strong>le</strong> quali abbiamo sviluppato<br />

rapporti di collaborazione”.<br />

Mensi ha scelto “territorio” <strong>in</strong> quanto<br />

la sua azienda, per Lovere, ha un grosso


impatto sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di manodopera che di rapporto ambienta<strong>le</strong>.<br />

Nel 1856 l’Azienda fu fondata per i camuni e fu da subito un grande<br />

punto d’orgoglio per i nonni e per i padri che lavorarono per la<br />

famiglia Lucch<strong>in</strong>i,<br />

sviluppando un’<strong>in</strong>fluenza<br />

non solo di carattere<br />

economico ma anche di<br />

carattere socia<strong>le</strong>. Il primo<br />

beneficio che si registrò<br />

fu la crescita della<br />

competenza ‘<strong>in</strong> loco’ ed<br />

il secondo, anch’esso di<br />

carattere reciproco, fu<br />

rappresentato dalla<br />

solidità azienda<strong>le</strong>. Un<br />

terzo beneficio è<br />

rappresentato da<br />

ambiente e sicurezza.<br />

Un’Azienda certificata Iso<br />

14000, dichiarata azienda<br />

pilota dalla Comunità<br />

Europea, ha il dovere<br />

civico di formare una<br />

coscienza della sicurezza.<br />

Un ulteriore aspetto<br />

positivo è r<strong>in</strong>tracciabi<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong> ambito socia<strong>le</strong> perché<br />

la vita non è solamente<br />

vita lavorativa. La<br />

Lucch<strong>in</strong>i supporta qu<strong>in</strong>di<br />

<strong>in</strong>iziative di carattere<br />

socia<strong>le</strong> come quella di una<br />

onlus che punta a far<br />

<strong>in</strong>contrare i ragazzi<br />

disabili e lo sport. Maltese ha scelto <strong>in</strong>vece la parola “de<strong>le</strong>ga” e ha<br />

spiegato questa scelta partendo dalla storia azienda<strong>le</strong>, nata con<br />

un’<strong>in</strong>izia<strong>le</strong> gestione famigliare da persone che avevano ta<strong>le</strong>nto e<br />

tecnologie, e poi ha visto gradatamente sviluppare i processi produttivi.<br />

“Nel 1996 c’era un solo prodotto ed oggi disponiamo di 30 l<strong>in</strong>ee di<br />

produzione e di oltre 70 progetti <strong>in</strong> corso di attuazione. Tutto questo<br />

non può più essere gestito dal<strong>le</strong> stesse persone ma deve essere oggetto<br />

di de<strong>le</strong>ghe”.<br />

Pas<strong>in</strong>i ha scelto la “perseveranza”. “Alcune produzioni necessitano<br />

di anni per venire alla luce, a volte anche 10 o 12. Qualche anno fa,<br />

per esempio, abbiamo affiancato al nostro storione bianco,<br />

<strong>in</strong>troducendolo nei nostri al<strong>le</strong>vamenti, lo storione Beluga. Questi ci<br />

darà il pregiatissimo cavia<strong>le</strong> solo dopo 20 anni e questo è un primo<br />

esempio di perseveranza. Un secondo deriva dall’attività di <strong>in</strong>formazione<br />

che abbiamo dovuto <strong>in</strong>cessantemente svolgere per conv<strong>in</strong>cere il<br />

consumatore che il cavia<strong>le</strong> d’al<strong>le</strong>vamento non è meno buono di quello<br />

ricavato allo stato selvaggio. Il prodotto <strong>in</strong> realtà è migliore, ma il<br />

processo di conv<strong>in</strong>cimento è stato lungo e diffici<strong>le</strong>. E la perseveranza<br />

è una dote che l’imprenditore deve avere per poter <strong>in</strong>vestire a lungo<br />

term<strong>in</strong>e”.<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Zanca ha parlato di “proprietà<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>”. La sua azienda, <strong>in</strong>fatti, “ha<br />

depositato i primi brevetti nel 1952 e da<br />

allora i brevetti sono sempre<br />

stati un pall<strong>in</strong>o azienda<strong>le</strong>.<br />

Ad oggi abbiamo depositato<br />

già 40 brevetti che sono stati<br />

estesi ai pr<strong>in</strong>cipali Paesi con<br />

produzione tessi<strong>le</strong>. Nella<br />

nostra storia è stata<br />

importantissima, soprattutto<br />

a partire dai primi anni ’80,<br />

la difesa della proprietà<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In anni di grandi<br />

cambiamenti essa è stata<br />

strategica e ci ha consentito<br />

di avere oggi marchi<br />

depositati <strong>in</strong> India e C<strong>in</strong>a”.<br />

“Attenzione” è il term<strong>in</strong>e<br />

su cui ha posto l’accento<br />

Isoli, perchè “porre<br />

attenzione all’errore, per<br />

un’azienda che si occupa di<br />

controlli, ancora più che per<br />

altre, è fondamenta<strong>le</strong>”.<br />

Serventi ha scelto la<br />

parola “multiculturalità”.<br />

“Una del<strong>le</strong> prime cose<br />

che mi sono state dette - ha<br />

raccontato - è che <strong>le</strong> risorse<br />

umane sono una ricchezza<br />

per l’azienda e qu<strong>in</strong>di mi<br />

piace l’idea di un’impresa <strong>in</strong><br />

cui diverse culture apport<strong>in</strong>o<br />

nuove idee. Timken ha clienti <strong>in</strong> tutto il<br />

mondo, ha fornitori <strong>in</strong> tutto il mondo e<br />

qu<strong>in</strong>di capire gli altri è fondamenta<strong>le</strong> per<br />

farla funzionare meglio”.<br />

“Energia d<strong>in</strong>amica” è il concetto chiave<br />

sul qua<strong>le</strong> <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e ha <strong>in</strong>sistito Bertuzzi.<br />

“L’energia d<strong>in</strong>amica rappresenta il nostro<br />

bus<strong>in</strong>ess e quella che negli anni ’80<br />

sembrava una pazzia oggi è un settore <strong>in</strong><br />

rapido sviluppo, dal<strong>le</strong> variazioni veloci.<br />

Ed è <strong>in</strong>oltre un comparto che va di moda”.<br />

Al term<strong>in</strong>e dei lavori, l’appello di Z<strong>in</strong>i<br />

con l’auspicio che anche il nuovo direttivo<br />

<strong>in</strong>tenda r<strong>in</strong>novare l’esperienza di queste<br />

visite <strong>in</strong> azienda rivelatesi assai fruttuose.<br />

(*) Giornalista “Italia <strong>Oggi</strong>”<br />

14<br />

LUGLIO 2009 37


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Rapporto AIB-Prometeia, punti di forza<br />

e limiti del “made <strong>in</strong> Brescia” tra<br />

crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />

Istituzioni, mondo accademico e imprenditori a confronto durante il convegno dedicato a presente e<br />

futuro del nostro sistema <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />

Francesco Barbieri*<br />

In occasione dell’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong> dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong><br />

Bresciana, svoltasi lo scorso 25 maggio alla Camera di Commercio,<br />

si è tenuto il Convegno “L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”<br />

organizzato da AIB e Prometeia <strong>in</strong> collaborazione con The European<br />

House-Ambrosetti.<br />

L’atteso evento ha visto la<br />

partecipazione di nomi illustri del<br />

mondo politico, economico,<br />

imprenditoria<strong>le</strong> e accademico.<br />

Introducendo i lavori Franco<br />

Tambur<strong>in</strong>i, presidente uscente<br />

dell’<strong>Associazione</strong> dopo i quattro anni<br />

di mandato, ha voluto r<strong>in</strong>graziare <strong>tutti</strong><br />

i partecipanti e quanti hanno condiviso<br />

il suo percorso direttivo con sagacia<br />

e puntualità.<br />

Al m<strong>in</strong>istro della Pubblica<br />

amm<strong>in</strong>istrazione, Renato Brunetta,<br />

che avrebbe preso la parola subito<br />

dopo, Tambur<strong>in</strong>i ha voluto manifestare il suo apprezzamento per il<br />

lavoro svolto: “Il nostro mondo è con <strong>le</strong>i, la semplificazione<br />

38<br />

amm<strong>in</strong>istrativa, il riconoscimento del<br />

merito e l’efficienza del sistema pubblico<br />

per noi sono importantissimi. Mi auguro<br />

che la sua azione sia fortemente funziona<strong>le</strong><br />

al superamento della crisi<br />

<strong>in</strong> atto. Altrettanto<br />

importante quanto <strong>le</strong><br />

<strong>in</strong>iziative immediatamente<br />

f<strong>in</strong>alizzate all’erogazione<br />

di risorse economiche e<br />

f<strong>in</strong>anziarie a sostegno<br />

dell’attività del<strong>le</strong> imprese”.<br />

Brunetta ha esordito<br />

sostenendo che “dopo 15<br />

anni di risentimento e<br />

di frustrazione nei<br />

confronti della Pubblica<br />

amm<strong>in</strong>istrazione oggi,<br />

f<strong>in</strong>almente, ci sono<br />

consensi per il lavoro del m<strong>in</strong>istro. Ed io<br />

ho usato questo consenso per togliere <strong>le</strong>


<strong>in</strong>crostazioni. L’obiettivo è quello di aumentare del 50% la produttività<br />

del sistema”.<br />

Secondo il m<strong>in</strong>istro, <strong>in</strong> questi quattro trimestri è successo tutto<br />

e niente. La crisi è costata all’Italia meno di 400mila posti di lavoro<br />

su oltre 14 milioni di lavoratori<br />

i cui redditi sono cresciuti <strong>in</strong><br />

media del 3%. Ma questi soldi<br />

non sono stati <strong>in</strong>vestiti. Lo stesso<br />

hanno fatto 16 milioni di<br />

pensionati andando a creare una<br />

ri<strong>le</strong>vante area di risparmio, mentre<br />

i guai maggiori sono stati<br />

sopportati da autonomi ed<br />

imprese. La soluzione della crisi<br />

arriverà da un augurabi<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong>vestimento dei risparmi dei 30<br />

milioni di lavoratori e pensionati<br />

e dal rilancio dell’edilizia, scelta<br />

dal Governo come “booster<br />

dell’economia”.<br />

Brunetta ha poi lasciato il<br />

campo a due illustri esperti di<br />

economia: il presidente<br />

dell’Observatoire Francaise de<br />

Conjonctures Economiques, Jean<br />

Paul Fitoussi, e il professore<br />

emerito di Economia della<br />

Oxford University, Andrea<br />

Boltho.<br />

Il primo, <strong>in</strong>tervenuto ai lavori<br />

<strong>in</strong> videoconferenza, ha <strong>in</strong>quadrato la crisi <strong>in</strong> uno scenario mondia<strong>le</strong><br />

puntando il dito contro <strong>le</strong> speculazioni, tipo quella petrolifera, e<br />

contro i Paesi che hanno sempre mantenuto tassi di <strong>in</strong>teressi bassi<br />

favorendo l’<strong>in</strong>debitamento di milioni di persone. Un sistema non<br />

sostenibi<strong>le</strong> a lungo. Per l’economista nel 2009 il tasso di crescita<br />

mondia<strong>le</strong> sarà pari a -1,5%, -3,3% nella zona euro, -2,5% negli Usa,<br />

-3,9% <strong>in</strong> Italia (peggio della Francia ma meglio di Gran Bretagna e<br />

Germania). La causa della mancata rapida ripresa del sistema Italia,<br />

che oggi si regge grazie al<strong>le</strong> famiglie che aiutano i giovani, è da<br />

ricercare <strong>in</strong> una politica fisca<strong>le</strong> debo<strong>le</strong>. Nell’Unione Europea, che<br />

reagisce troppo <strong>le</strong>ntamente alla crisi con un ritardo medio di quasi<br />

sei mesi, il prob<strong>le</strong>ma è che non c’è un governo unitario e operano<br />

agenzie <strong>in</strong>dipendenti con un potere enorme come la Bce che a luglio<br />

2008 aumentava ancora i tassi di <strong>in</strong>teresse. Secondo l’economista la<br />

crisi durerà ancora almeno un anno, la disoccupazione aumenterà<br />

e si fa sempre più pressante la necessità che l’Europa vari subito un<br />

piano.<br />

Andrea Boltho ha tracciato, senza eufemismi, un quadro<br />

preoccupato ma non privo di speranza riguardo l’impatto della crisi<br />

sul tessuto <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In parte è vero, ha sostenuto, che il peso<br />

dell’<strong>in</strong>dustria nel Pil dim<strong>in</strong>uisca a favore della quota riservata alla<br />

produzione di servizi, mentre è assolutamente vero che la location<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> si sposti sempre più dai Paesi ricchi a quelli emergenti e<br />

che la produzione <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> abbia andamenti ciclici più pronunciati<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

di quelli dei servizi. Le proiezioni di<br />

Boltho vedono un -4,5% per il Pil italiano,<br />

contro un -3,1% degli Usa, un -5,55 del<br />

Giappone, un -5,2% della Germania e la<br />

r<strong>in</strong>ascita di forti tendenze<br />

protezionistiche. Alla<br />

domanda se sia veramente<br />

possibi<strong>le</strong> fare del<strong>le</strong> vere<br />

riforme <strong>in</strong> Italia, Boltho<br />

risponde di si, ma solo <strong>in</strong><br />

un periodo di crisi acuta<br />

perché s<strong>in</strong>o ad oggi non<br />

c’è stato un vero senso<br />

della crisi.<br />

La parola è poi passata<br />

al vicepresidente di AIB<br />

per l’Area Economia e<br />

Centro Studi, Arturo<br />

Medegh<strong>in</strong>i, il qua<strong>le</strong> ha<br />

<strong>in</strong>iziato ad entrare nello<br />

specifico della nostra realtà<br />

loca<strong>le</strong>.<br />

“Brescia - ha detto - è<br />

una realtà imprenditoria<strong>le</strong><br />

che dà lustro all’Italia <strong>in</strong><br />

Europa. È una realtà<br />

attenta, coraggiosa,<br />

motivata, moderna ed<br />

<strong>in</strong>novativa. Brescia non è<br />

immune da questa crisi<br />

che ha un impatto ri<strong>le</strong>vante sul<strong>le</strong> nostre<br />

imprese. Dopo aver visto <strong>in</strong> poco tempo<br />

la nostra operatività passare dal miglior<br />

mondo possibi<strong>le</strong> <strong>in</strong> cui agire al peggiore,<br />

abbiamo com<strong>in</strong>ciato a rif<strong>le</strong>ttere non solo<br />

su come superare questa crisi ma anche<br />

su come comportarci <strong>in</strong> quel dopocrisi<br />

che ci auguriamo giunga al più presto.<br />

Per questo abbiamo messo a punto questo<br />

studio con Prometeia, uno studio che ha<br />

evidenziato due future possibili alternative,<br />

due scenari contenuti all’<strong>in</strong>terno del<br />

Rapporto”.<br />

Di un 2009 caratterizzato da una fase<br />

di recessione drammatica e di un 2010<br />

ancora di crisi ha parlato A<strong>le</strong>ssandra Lanza,<br />

responsabi<strong>le</strong> Analisi e Ricerca Economica<br />

di Prometeia, prevedendo poi per il<br />

periodo 2011-2013 una ripresa,<br />

comunque <strong>in</strong>sufficiente per tornare ai<br />

livelli del 2007.<br />

Giuseppe<br />

14<br />

Schirone, Senior Manager<br />

di Prometeia, ha voluto illustrare il<br />

percorso seguito nell’esecuzione del lavoro.<br />

LUGLIO 2009 39


Il Rapporto si è basato su un’analisi settoria<strong>le</strong> del manifatturiero<br />

bresciano, articolato nel<strong>le</strong> sue dieci pr<strong>in</strong>cipali filiere di specializzazione,<br />

cercando di valutare tutte <strong>le</strong> eccel<strong>le</strong>nze e <strong>le</strong> criticità per <strong>in</strong>dividuare<br />

alcune piste strategiche. “Nei primi<br />

anni duemila - ha spiegato - l’export<br />

bresciano è cresciuto a ritmi doppi<br />

rispetto alla media naziona<strong>le</strong>. La<br />

redditività è stata migliore di un<br />

punto percentua<strong>le</strong> rispetto all’Italia<br />

e chi ha <strong>in</strong>ternazionalizzato ha avuto<br />

performance anche migliori. Il<br />

manifatturiero bresciano pesa 47<br />

miliardi di fatturato, quanto tutto il<br />

tessi<strong>le</strong> italiano, ha 192mila addetti<br />

<strong>in</strong> Italia e 35.000 all’estero. C’è stato<br />

però un forte ricorso al credito e il<br />

40% del<strong>le</strong> aziende bresciane ha un<br />

<strong>in</strong>debitamento superiore alla media<br />

italiana. <strong>Oggi</strong> il sistema può<br />

proseguire su questa l<strong>in</strong>ea o mettere<br />

a segno un nuovo scatto rafforzando<br />

la presenza sui mercati più d<strong>in</strong>amici,<br />

valutando <strong>le</strong> occasioni irripetibili di<br />

crescita dimensiona<strong>le</strong> attraverso shopp<strong>in</strong>g e fusioni, aumentando il<br />

contenuto di servizi e dando la caccia al<strong>le</strong> <strong>in</strong>efficienze <strong>in</strong>terne. Con<br />

un’avvertenza: ci vorranno quattro anni per recuperare quello che si<br />

è perso <strong>in</strong> due. E non è detto che si recuperi tutto”.<br />

Giorgio Barba Navaretti, professore di Economia <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong><br />

e dello sviluppo all’Università degli Studi di Milano ha voluto parlare<br />

di alcune direttrici di sviluppo per l’<strong>in</strong>dustria mondia<strong>le</strong> e di possibili<br />

rif<strong>le</strong>ssi sul manifatturiero bresciano. “Bisogna <strong>in</strong>nanzitutto chiedersi<br />

che cosa ci sia dietro il crollo del commercio <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. La prima<br />

spiegazione che viene <strong>in</strong> mente è che esso crolli perché crolla la<br />

domanda globa<strong>le</strong>. Ma questa non è una spiegazione sufficiente.<br />

Bisogna tenere conto di due altri fattori. Il primo è la frammentazione<br />

della produzione: 1/3 del commercio mondia<strong>le</strong> avviene attraverso<br />

scambi tra diverse filiali della stessa impresa. Un secondo punto da<br />

considerare è che il cana<strong>le</strong> attraverso cui crolla il commercio<br />

<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> è quello f<strong>in</strong>anziario”.<br />

Navaretti ha concluso il suo ragionamento <strong>in</strong>sistendo sul fatto<br />

che “<strong>le</strong> imprese globali riescono ad essere presenti <strong>in</strong> più mercati e<br />

dal Rapporto di Prometeia emerge come la strategia di consolidamento<br />

globa<strong>le</strong> cont<strong>in</strong>ui ad essere quella v<strong>in</strong>cente”.<br />

Va<strong>le</strong>rio De Molli, Manag<strong>in</strong>g Partner di The European House-<br />

Ambrosetti, ha subito affermato che la crisi che stiamo vivendo è<br />

senza precedenti per due motivi: la sua velocità di realizzazione e la<br />

sua corposità: “È <strong>le</strong>cito porsi la domanda: siamo <strong>in</strong> un periodo di<br />

crisi congiuntura<strong>le</strong> o struttura<strong>le</strong>? Se si parla del secondo caso <strong>le</strong> mosse<br />

da compiere devono essere di grande discont<strong>in</strong>uità. Non si può certo<br />

riproporre ciò che abbiamo fatto ieri con successo o che stiamo<br />

facendo oggi. È vero che ci sono Paesi che stanno stanziando trilioni<br />

di dollari per affrontare la crisi ma, prima o poi, questo denaro dovrà<br />

essere ripagato”.<br />

Affrontando successivamente lo scenario bresciano De Molli ha<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

parlato di una “realtà imprenditoria<strong>le</strong> con<br />

un tasso di crescita, negli ultimi dieci<br />

anni, sempre superiore alla media<br />

naziona<strong>le</strong>, negli ultimi seisette<br />

due volte sopra la<br />

media lombarda e tre volte<br />

quella italiana. Si parla di<br />

una propensione all’export<br />

tra <strong>le</strong> più alte del Paese con<br />

eccel<strong>le</strong>nze nell’hi-tech<br />

perché è la prov<strong>in</strong>cia che,<br />

dopo Milano, ha il più alto<br />

numero di aziende e di<br />

brevetti <strong>in</strong> questo<br />

comparto. Si parla però di<br />

una prov<strong>in</strong>cia che ha una<br />

bassa attrattività di<br />

<strong>in</strong>vestimenti, la<br />

diciottesima a livello<br />

naziona<strong>le</strong>.<br />

Di una prov<strong>in</strong>cia che<br />

ha un basso livello di<br />

acculturazione tra i propri<br />

occupati, più basso della media lombarda.<br />

Restano <strong>le</strong> quattro paro<strong>le</strong> fondamentali<br />

per superare la crisi: f<strong>le</strong>ssibilità, velocità,<br />

<strong>in</strong>novazione e risorse umane”.<br />

L’<strong>in</strong>tervento del vicepresidente di<br />

Conf<strong>in</strong>dustria per <strong>le</strong> Politiche territoriali<br />

e i Distretti <strong>in</strong>dustriali, Aldo Bonomi, si<br />

è soffermato sul<strong>le</strong> politiche per <strong>le</strong> imprese.<br />

“I dati di Prometeia sp<strong>in</strong>gono a rif<strong>le</strong>ttere<br />

ma rafforzano un mio persona<strong>le</strong><br />

conv<strong>in</strong>cimento: bisogna tornare a porre<br />

<strong>le</strong> imprese manifatturiere al centro dei<br />

nostri ragionamenti. La crescita<br />

competitiva del nostro manifatturiero è<br />

l’unica via di uscita dalla crisi. Non si può<br />

più immag<strong>in</strong>are di seguire modelli basati<br />

sulla de<strong>in</strong>dustrializzazione che hanno<br />

drammaticamente dimostrato i loro limiti<br />

nei Paesi anglosassoni”. La chiusura dei<br />

lavori è stata affidata al presidente di<br />

Prometeia, Angelo Tantazzi, il qua<strong>le</strong> ha<br />

sostenuto che tutte <strong>le</strong> strategie messe <strong>in</strong><br />

campo dal<strong>le</strong> aziende risulteranno efficaci<br />

solo se saranno riformate <strong>le</strong> rego<strong>le</strong> globali<br />

dell’economia. “I Governi devono passare<br />

dalla fase del<strong>le</strong> paro<strong>le</strong> a quella dei fatti. Il<br />

G20 è chiamato a ridisegnare l’economia<br />

<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. Allora si potrà ricostruire<br />

su nuove fondamenta”.<br />

14<br />

(*) Giornalista di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />

LUGLIO 2009 41


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”,<br />

ecco <strong>le</strong> chances per uscire dalla crisi<br />

Lo studio AIB-Prometeia sul manifatturiero traccia due possibili scenari, uno “<strong>in</strong>erzia<strong>le</strong>” l’altro “reattivo”,<br />

attraverso i quali il nostro sistema produttivo potrà superare questo diffici<strong>le</strong> momento economico.<br />

Francesco Barbieri*<br />

Durante l’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong> dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />

è stato presentato il rapporto “L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e<br />

futuro”, uno studio preparato da Prometeia <strong>in</strong> collaborazione con<br />

AIB e teso a sviluppare un’analisi settoria<strong>le</strong> del manifatturiero bresciano,<br />

articolato nel<strong>le</strong> sue dieci pr<strong>in</strong>cipali filiere di specializzazione.<br />

L’<strong>in</strong>dustria manifatturiera bresciana si trova di fronte ad una sfida<br />

senza precedenti. La velocità e<br />

l’<strong>in</strong>tensità con cui si è propagata la<br />

recessione hanno creato un<br />

comprensibi<strong>le</strong> disorientamento del<strong>le</strong><br />

imprese. In pochi mesi si è passati da<br />

una situazione molto favorevo<strong>le</strong><br />

caratterizzata da livelli di domanda ai<br />

massimi storici, che garantivano il<br />

quasi pieno utilizzo della capacità<br />

produttiva, ad una recessione che<br />

sembrava mettere <strong>in</strong> discussione tutte<br />

<strong>le</strong> scelte operate negli anni.<br />

Giocoforza si è passati rapidamente<br />

dal<strong>le</strong> rif<strong>le</strong>ssioni sui “perché”, sul<br />

“quanto” e sul “quando”, alla questione<br />

fondamenta<strong>le</strong>, quella relativa al “come” prepararsi al meglio per<br />

competere nello scenario post-crisi. In parecchie aziende c’è la<br />

consapevo<strong>le</strong>zza che molto è cambiato e che, conseguentemente,<br />

42<br />

”<br />

occorre rivedere il posizionamento del<br />

proprio bus<strong>in</strong>ess rispetto al passato anche<br />

recente. Il Rapporto affronta proprio la<br />

questione fondamenta<strong>le</strong> della “forma<br />

dell’uscita” dalla crisi e configura due<br />

“futuri possibili” per il manifatturiero<br />

bresciano. La differenza<br />

fondamenta<strong>le</strong> fra i due<br />

scenari del<strong>in</strong>eati consiste<br />

nella diversa “capacità di<br />

reazione” del sistema<br />

bresciano di fronte alla<br />

crisi. In uno scenario di<br />

base si ipotizza <strong>in</strong>fatti che<br />

si riproducano <strong>in</strong> futuro<br />

i comportamenti che già<br />

nel recente passato hanno<br />

consentito al<strong>le</strong> imprese<br />

della prov<strong>in</strong>cia di ottenere<br />

risultati mediamente<br />

migliori rispetto al<strong>le</strong><br />

rispettive filiere nazionali. Questo scenario<br />

prevede che tali differenziali di<br />

performance si riproducano anche nei


prossimi anni ma che il futuro del manifatturiero prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> sia<br />

determ<strong>in</strong>ato dal quadro comp<strong>le</strong>ssivo che è oggi possibi<strong>le</strong> del<strong>in</strong>eare<br />

per l’<strong>in</strong>dustria manifatturiera italiana nel suo <strong>in</strong>sieme. Riguardo<br />

queste recenti “storie di successo” disponiamo ora di numerose<br />

evidenze statistico-economiche. Tali evidenze hanno a che fare con<br />

l’<strong>in</strong>novazione di processo, con l’<strong>in</strong>novazione di prodotto, con<br />

l’allungamento orizzonta<strong>le</strong> verso nuovi mercati, con l’allungamento<br />

vertica<strong>le</strong> del<strong>le</strong> filiere. Tali attività hanno consentito al manifatturiero<br />

bresciano di consolidare il proprio ruolo di <strong>le</strong>adership nell’ambito<br />

del manifatturiero naziona<strong>le</strong> con oltre 47 miliardi di euro di fatturato<br />

(dei quali quasi 1/3 generato da esportazioni), 20mila imprese e circa<br />

190mila addetti. Sul fronte dell’export, soprattutto nei primi anni<br />

2000, non sono mancate <strong>le</strong> difficoltà dovute ad un’eccessiva<br />

focalizzazione sui mercati europei tradizionali. Da queste difficoltà<br />

ha preso <strong>le</strong> mosse un processo di ridef<strong>in</strong>izione del mix geografico<br />

con un aumento del peso relativo dei Paesi emergenti accompagnato<br />

da un sensibi<strong>le</strong> <strong>in</strong>nalzamento della qualità media dei prodotti.<br />

Nel secondo percorso possibi<strong>le</strong> si ipotizza <strong>in</strong>vece che l’<strong>in</strong>dustria<br />

bresciana compia un nuovo “scatto <strong>in</strong> avanti” ridef<strong>in</strong>endo <strong>le</strong> proprie<br />

modalità di stare sul mercato. In questo scenario la crisi attua<strong>le</strong> sp<strong>in</strong>ge<br />

<strong>le</strong> imprese a ricercare nuovi e più convenienti posizionamenti<br />

competitivi <strong>in</strong> un percorso supportato da significative ricapitalizzazioni.<br />

Le aziende <strong>in</strong>tervengono sui fattori di mercato organizzativi, tecnologici<br />

ed esterni, per riaffermare i propri vantaggi competitivi rispetto ai<br />

concorrenti e operano per superare alcune criticità come quel<strong>le</strong> <strong>le</strong>gate<br />

ai modelli di governance ed ai comportamenti organizzativi. Il<br />

rapporto del<strong>in</strong>ea il risultato possibi<strong>le</strong> di questa corsa verso l’eccel<strong>le</strong>nza,<br />

ma non <strong>in</strong>dica percorsi più o meno obbligati per <strong>le</strong> imprese e per <strong>le</strong><br />

filiere, perché non esistono pozioni magiche. Le piste strategiche a<br />

disposizione del<strong>le</strong> imprese sono molteplici e ciascuna realtà è chiamata<br />

a trovare <strong>le</strong> soluzioni più adatte. Non dovrà venire meno il supporto<br />

f<strong>in</strong>anziario e <strong>le</strong> banche dovranno valutare sempre più il ‘merito di<br />

credito’ <strong>in</strong> base ai s<strong>in</strong>goli piani <strong>in</strong>dustriali. Le soluzioni prospettate<br />

nel rapporto trattano di crescita dimensiona<strong>le</strong> e di rafforzamento<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

del<strong>le</strong> reti d’impresa, di <strong>in</strong>novazione di<br />

prodotto e di consolidamento del<strong>le</strong><br />

relazioni di clientela. Quello che cambia<br />

rispetto al passato ha a che fare con la<br />

velocità e l’<strong>in</strong>tensità con cui su questi<br />

aspetti si sapranno ottenere miglioramenti,<br />

e con la capacità di <strong>in</strong>dividuare <strong>le</strong><br />

<strong>in</strong>efficienze più nascoste ed <strong>in</strong>sidiose<br />

perché <strong>le</strong>gate al<strong>le</strong> rout<strong>in</strong>e aziendali. Un<br />

altro e<strong>le</strong>mento che farà la differenza negli<br />

scenari competitivi post-crisi sarà la<br />

dotazione di capita<strong>le</strong> umano sulla qua<strong>le</strong><br />

<strong>le</strong> aziende potranno fare affidamento.<br />

Sotto questo aspetto negli ultimi anni<br />

l’occupazione nell’<strong>in</strong>dustria ha subito un<br />

calo di “appeal” rispetto a quella nel<br />

terziario. La crisi attua<strong>le</strong>, che ha ribadito<br />

l’importanza del manifatturiero, dovrebbe<br />

riportare l’attenzione dei giovani su questa<br />

scelta lavorativa. Sarà fondamenta<strong>le</strong><br />

rimettere mano ai programmi di<br />

formazione tecnica moltiplicando anche<br />

<strong>le</strong> esperienze di scuola <strong>in</strong> azienda. Nella<br />

preparazione del rapporto sono stati<br />

fondamentali i colloqui con <strong>le</strong> imprese<br />

bresciane. In queste conversazioni <strong>le</strong><br />

competenze economico-consu<strong>le</strong>nziali di<br />

Prometeia e la profonda conoscenza del<br />

tessuto manifatturiero prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> del<br />

Centro Studi di AIB sono state calate a<br />

livello azienda<strong>le</strong>. Nella sua versione<br />

<strong>in</strong>tegra<strong>le</strong> il Rapporto è suddiviso <strong>in</strong> sei<br />

capitoli. Nel primo si s<strong>in</strong>tetizzano i<br />

pr<strong>in</strong>cipali risultati della ricerca condotta,<br />

14<br />

LUGLIO 2009 43


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

che ha affrontato i temi dell’<strong>in</strong>ternazionalizzazione del<strong>le</strong> imprese<br />

bresciane, dell’<strong>in</strong>novazione e del<strong>le</strong> performance economico-f<strong>in</strong>anziarie.<br />

Nel secondo viene presentato lo scenario macroeconomico ed<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. Il terzo si focalizza sull’analisi struttura<strong>le</strong> e sul<strong>le</strong> variabili<br />

demografiche. Il quarto è dedicato all’analisi del<strong>le</strong> attività estere del<strong>le</strong><br />

imprese bresciane, sia dal lato del<strong>le</strong> esportazioni che <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di<br />

<strong>in</strong>vestimenti esteri diretti. Il qu<strong>in</strong>to si concentra sull’analisi economicof<strong>in</strong>anziaria<br />

ed analizza lo stato di salute con cui <strong>le</strong> imprese bresciane<br />

hanno potuto affrontare la crisi <strong>in</strong> corso. Il sesto affronta <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e il<br />

tema della def<strong>in</strong>izione degli scenari futuri.<br />

Risulta ormai evidente la natura globa<strong>le</strong> e s<strong>in</strong>cronizzata della crisi,<br />

dal momento che la caduta della domanda nei Paesi avanzati e <strong>le</strong><br />

difficoltà di f<strong>in</strong>anziamento sui mercati <strong>in</strong>ternazionali si stanno<br />

ripercuotendo <strong>in</strong> un netto <strong>in</strong>debolimento del<strong>le</strong> aree emergenti. Sono<br />

particolarmente colpite <strong>le</strong> economie più dipendenti dal<strong>le</strong> esportazioni,<br />

che scontano la forte contrazione subita dal commercio <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong><br />

negli ultimi mesi del 2008. Inoltre l’acuirsi della crisi f<strong>in</strong>anziaria ha<br />

sensibilmente ridimensionato la disponibilità di credito. Queste<br />

<strong>in</strong>formazioni impongono una decisa revisione al ribasso del<strong>le</strong> stime<br />

per il Pil mondia<strong>le</strong> nel prossimo qu<strong>in</strong>quennio, ma non sembrano<br />

44<br />

ancora sufficienti a formulare uno scenario<br />

di profonda depressione dell’attività<br />

economica e di deflazione dei prezzi.<br />

L’<strong>in</strong>flazione di base non mostra alcun<br />

particolare ridimensionamento e si assiste<br />

ad una sia pure marg<strong>in</strong>a<strong>le</strong> ripresa dei<br />

prezzi <strong>in</strong>ternazionali del<strong>le</strong> materie prime<br />

e del petrolio. Com<strong>in</strong>ciano ad emergere<br />

i primi segni di attenuazione della caduta<br />

produttiva. La ripresa dell’economia<br />

mondia<strong>le</strong> procederà tuttavia molto più<br />

gradualmente di quanto sperimentato nei<br />

precedenti episodi recessivi. Il 2010 sarà<br />

un anno di sostanzia<strong>le</strong> stagnazione<br />

economica <strong>in</strong> Europa, negli Stati Uniti e<br />

<strong>in</strong> Giappone, e solo dal 2011 prenderà<br />

avvio un progressivo recupero dei livelli<br />

produttivi. A rafforzare l’ipotesi di una<br />

uscita <strong>le</strong>nta dalla recessione concorre anche<br />

la possibilità di un mutamento di segno<br />

del<strong>le</strong> politiche fiscali e monetarie già a


partire dalla f<strong>in</strong>e del 2010. Le autorità monetarie, al f<strong>in</strong>e di prevenire<br />

il ritorno a tassi di <strong>in</strong>flazione e<strong>le</strong>vati, si impegneranno a riassorbire<br />

parte della liquidità immessa dopo lo scoppio della crisi f<strong>in</strong>anziaria.<br />

Analogamente la politica di bilancio sarà <strong>in</strong>dirizzata al gradua<strong>le</strong><br />

rientro dei debiti pubblici. Questa debo<strong>le</strong>zza prospettata per la ripresa,<br />

troverà evidenza nel qu<strong>in</strong>quennio di previsione <strong>in</strong> una crescita media<br />

annua del Pil mondia<strong>le</strong> nell’ord<strong>in</strong>e del 2%, decisamente modesta<br />

anche <strong>in</strong> prospettiva storica. Per ritrovare un analogo ritmo di<br />

espansione occorre risalire al periodo 1979/1983, ossia agli anni della<br />

recessione <strong>in</strong>nescata dal secondo shock petrolifero. Le imprese italiane<br />

si troveranno a muovere <strong>in</strong> uno scenario molto deteriorato rispetto<br />

a quello sperimentato nel qu<strong>in</strong>quennio 2003/2007 e nella prima<br />

parte del 2008. Comunque non mancheranno opportunità per <strong>le</strong><br />

nostre imprese, soprattutto per quel<strong>le</strong> che negli anni precedenti la<br />

crisi hanno dimostrato capacità di reazione e di adattamento al<br />

mutato contesto competitivo a livello mondia<strong>le</strong>. A livello settoria<strong>le</strong><br />

sono i comparti dei mezzi di trasporto e dell’e<strong>le</strong>ttromeccanica a<br />

mostrare i più diffusi segnali di riposizionamento.<br />

L’<strong>in</strong>ternazionalizzazione, che ha imposto sforzi ri<strong>le</strong>vanti ai soggetti<br />

di m<strong>in</strong>ori dimensioni, ha portato la nostra <strong>in</strong>dustria ad ampliare<br />

significativamente il numero dei mercati serviti e ad aumentare<br />

l’esposizione sui mercati emergenti. Pur sostenendo la crescita del<strong>le</strong><br />

esportazioni e permettendo di arrestare la fase di deterioramento del<br />

contributo estero a partire dal 2006, la diversificazione degli sbocchi<br />

commerciali nei Paesi emergenti ha però accresciuto significativamente<br />

l’esposizione sui mercati ad alto rischio.<br />

A ogni modo, il successo competitivo di un sistema <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

maturo non potrà che poggiare sulla<br />

capacità di rafforzare i fattori immateriali,<br />

dall’<strong>in</strong>novazione di prodotto alla ricerca<br />

e sviluppo, dalla forza dei marchi a<br />

un’efficiente gestione del<strong>le</strong> reti produttive<br />

allargate su scala <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. Una volta<br />

superata la fase più profonda della crisi,<br />

non potrà che ritornare di attualità il<br />

dibattito sul fattore dimensiona<strong>le</strong> e sul<br />

rafforzamento della dotazione del sistemapaese,<br />

sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di <strong>in</strong>frastrutture<br />

fisiche (reti di trasporto efficienti, costi<br />

energetici, reti di te<strong>le</strong>comunicazioni a<br />

banda larga) sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di capita<strong>le</strong><br />

umano dove la sfida sarà quella di<br />

preservare il know-how produttivo<br />

artigiana<strong>le</strong> di molte del<strong>le</strong> nostre<br />

produzioni con <strong>le</strong> nuove esigenze, <strong>in</strong><br />

term<strong>in</strong>i di crescente domanda, di laureati<br />

<strong>in</strong> materie scientifiche e tecnologiche.<br />

Si è detto che l’<strong>in</strong>dustria manifatturiera<br />

bresciana affronta la crisi attua<strong>le</strong> al term<strong>in</strong>e<br />

di un periodo molto favorevo<strong>le</strong>. Nel<br />

biennio 2006/2007 si sono <strong>in</strong>fatti ottenuti<br />

risultati produttivi ed economicof<strong>in</strong>anziari<br />

molto positivi che hanno<br />

LUGLIO 2009 45


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

confermato <strong>le</strong> posizioni di <strong>le</strong>adership bresciane nel panorama naziona<strong>le</strong><br />

del<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>ce a vocazione <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In term<strong>in</strong>i di articolazione<br />

per occupati quasi la metà del<strong>le</strong> vendite comp<strong>le</strong>ssive sono ascrivibili<br />

alla filiera dei metalli; un 16% deriva<br />

dal contributo dell’<strong>in</strong>dustria meccanica<br />

ed una quota analoga è associabi<strong>le</strong> ai<br />

settori tipici del Made <strong>in</strong> Italy<br />

(agroalimentare e sistema moda); dalla<br />

componentistica automotive e dalla<br />

filiera gomma-plastica si genera un<br />

ulteriore 11%. Fra il 2001 ed il 2006<br />

il contributo relativo dell’<strong>in</strong>dustria<br />

bresciana all’occupazione manifatturiera<br />

è risultato <strong>in</strong> crescita sia <strong>in</strong> ambito<br />

regiona<strong>le</strong> che naziona<strong>le</strong>. È da queste<br />

posizioni di <strong>in</strong>dubbia forza che<br />

l’<strong>in</strong>dustria bresciana si è trovata, dal<br />

2008, ad affrontare la sfida più<br />

diffici<strong>le</strong>: ripensare e riorganizzare sé<br />

stessa per rimanere competitiva nello<br />

scenario macroeconomico ed<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> che si sta del<strong>in</strong>eando per il dopo-crisi.<br />

In term<strong>in</strong>i di numero assoluto di addetti Brescia si conferma<br />

come la prov<strong>in</strong>cia più <strong>in</strong>dustrializzata d’Italia dopo Milano e Tor<strong>in</strong>o.<br />

Rispetto all’occupazione tota<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> la quota manifatturiera<br />

risulta, <strong>in</strong>vece, <strong>in</strong> sensibi<strong>le</strong> calo (38% nel 2006 rispetto al 44% del<br />

2001) ma la tenuta e la ristrutturazione del tessuto manifatturiero<br />

loca<strong>le</strong> sembrerebbe essersi configurata come condizione essenzia<strong>le</strong><br />

allo sviluppo del terziario. Le aziende bresciane hanno compiuto sia<br />

uno sforzo vertica<strong>le</strong> teso ad allungare a monte e a val<strong>le</strong> il momento<br />

manifatturiero, sia uno sforzo orizzonta<strong>le</strong> sul fronte<br />

dell’<strong>in</strong>ternazionalizzazione. In questo<br />

ambito si sono ottenuti risultati<br />

importanti sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di export<br />

che di <strong>in</strong>vestimenti diretti all’estero.<br />

Considerando <strong>le</strong> prime dieci prov<strong>in</strong>ce<br />

italiane per valore del<strong>le</strong> esportazioni,<br />

Brescia è l’unica che nell’ultimo<br />

decennio mostra una crescita. Un<br />

e<strong>le</strong>mento di novità nel processo di<br />

<strong>in</strong>ternazionalizzazione dell’<strong>in</strong>dustria<br />

bresciana negli anni recenti riguarda<br />

<strong>le</strong> dimensioni del<strong>le</strong> aziende co<strong>in</strong>volte,<br />

con il progressivo aumento del peso<br />

del<strong>le</strong> medie e, soprattutto, del<strong>le</strong> picco<strong>le</strong><br />

imprese. In base a studi recenti Brescia<br />

risulta la seconda prov<strong>in</strong>cia <strong>in</strong><br />

Lombardia per numero di imprese<br />

nei settori <strong>in</strong>novativi e la prima per<br />

utilizzo di robot. In term<strong>in</strong>i di attività<br />

brevetta<strong>le</strong> la prov<strong>in</strong>cia è stabilmente<br />

al secondo posto del rank<strong>in</strong>g lombardo, ma con una quota naziona<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong> costante crescita. Nell’arco di un decennio si è <strong>in</strong>fatti passati dal<br />

3,3% al 5,6%. In aumento anche l’<strong>in</strong>cidenza sul fatturato del<strong>le</strong> spese<br />

46<br />

per <strong>in</strong>novazione: dal 3% circa del 2005<br />

si è raggiunto il 4,3% nel 2007 (di cui<br />

2% per <strong>in</strong>novazione di prodotto, 1,9%<br />

per <strong>in</strong>novazione di processo e<br />

0,4% per <strong>in</strong>novazioni di tipo<br />

organizzativo). Il sistema<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> bresciano ha<br />

evidenziato miglioramenti anche<br />

sul fronte della produttività del<br />

lavoro, che ha mostrato un<br />

aumento dell’ord<strong>in</strong>e del 7%<br />

rispetto all’<strong>in</strong>izio del decennio, un<br />

risultato <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con la media<br />

manifatturiera naziona<strong>le</strong>.<br />

L’analisi dei bilanci di campioni<br />

ampiamente rappresentativi del<strong>le</strong><br />

varie filiere bresciane consente di<br />

verificare gli effetti degli andamenti<br />

già descritti, qualificando<br />

ulteriormente i tratti dist<strong>in</strong>tivi<br />

dell’<strong>in</strong>dustria loca<strong>le</strong> rispetto ai<br />

settori nazionali di riferimento. Una prima<br />

importante evidenza fa riferimento alla<br />

capacità del<strong>le</strong> filiere bresciane di riuscire<br />

a mantenere la propria attività <strong>in</strong> crescita<br />

dall’<strong>in</strong>izio del decennio. A livello di filiera<br />

i risultati più brillanti, rispetto al<strong>le</strong> medie<br />

nazionali, hanno riguardato soprattutto<br />

siderurgia, componenti automotive,<br />

gomma e plastica, agroalimentare e<br />

meccanica. Solo nel caso del tessi<strong>le</strong>abbigliamento<br />

si sono<br />

confermati risultati più<br />

prob<strong>le</strong>matici per <strong>le</strong> imprese della<br />

prov<strong>in</strong>cia rispetto ai dati<br />

nazionali, <strong>in</strong> modo particolare<br />

nel<strong>le</strong> fasi più a monte della<br />

filiera.<br />

Per il manifatturiero<br />

bresciano, nel suo comp<strong>le</strong>sso,<br />

la redditività operativa a f<strong>in</strong>e<br />

2007 ha oltrepassato il 10%,<br />

livello superiore di ben 2,8 punti<br />

rispetto a quello di <strong>in</strong>izio<br />

decennio. Le quattro filiere di<br />

siderurgia, metallurgia non<br />

ferrosa, e<strong>le</strong>ttromeccanica e<br />

meccanica di precisione al<br />

contempo hanno ottenuto i più<br />

consistenti <strong>in</strong>crementi di<br />

redditività operativa rispetto al<br />

2000 e marcato <strong>le</strong> più notevoli distanze<br />

rispetto al benchmark naziona<strong>le</strong>. Da<br />

notare che <strong>le</strong> imprese con fatturato


superiore ai 50 milioni di euro hanno evidenziato una redditività<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> quasi doppia (superiore dell’80%) rispetto al<strong>le</strong> aziende<br />

al di sotto di ta<strong>le</strong> soglia. Il generalizzato miglioramento del<strong>le</strong> condizioni<br />

di redditività nel biennio<br />

2006/2007 ha contribuito<br />

ad aumentare la capacità di<br />

autof<strong>in</strong>anziamento del<strong>le</strong><br />

imprese, consentendo<br />

loro di rafforzare la<br />

patrimonializzazione rispetto<br />

ai bassi livelli di <strong>in</strong>izio<br />

decennio. Le imprese<br />

bresciane, però, pur avendo<br />

potuto mettere fieno <strong>in</strong><br />

casc<strong>in</strong>a grazie al<strong>le</strong><br />

performance reddituali del<br />

2006/2007, scontano ora<br />

e<strong>le</strong>vati rischi connessi<br />

all’emergenza di forti<br />

squilibri f<strong>in</strong>anziari dovuti al<br />

restr<strong>in</strong>gimento dell’accesso<br />

al credito. Le imprese sono<br />

<strong>in</strong>fatti entrate <strong>in</strong> recessione<br />

con un’esposizione<br />

f<strong>in</strong>anziaria relativamente<br />

e<strong>le</strong>vata e con bassi livelli di<br />

patrimonializzazione,<br />

<strong>in</strong>feriori al già contenuto<br />

dato naziona<strong>le</strong>. Questi<br />

e<strong>le</strong>menti di fragilità<br />

f<strong>in</strong>anziaria costituiscono <strong>in</strong> def<strong>in</strong>itiva l’eredità più difficilmente<br />

gestibi<strong>le</strong> della prima parte di un decennio che, nei restanti ratios<br />

economico-f<strong>in</strong>anziari, evidenza la presenza di numerosi punti di<br />

forza microeconomici dell’<strong>in</strong>dustria bresciana.<br />

Sulla base del<strong>le</strong> previsioni generali sono stati elaborati due futuri<br />

possibili scenari per il manifatturiero bresciano. Il primo, def<strong>in</strong>ito<br />

di base, o “<strong>in</strong>erzia<strong>le</strong>”, si fonda sull’ipotesi che l’<strong>in</strong>dustria prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong><br />

non sia <strong>in</strong> grado di effettuare nuovi scatti <strong>in</strong> avanti di magnitudo<br />

almeno analoga a quella dei primi anni 2000 e che si limiti <strong>in</strong>vece<br />

a riproporre anche nel prossimo futuro <strong>le</strong> strategie ed i comportamenti<br />

attuali con alcuni fisiologici miglioramenti. Comportamenti che<br />

hanno comunque consentito di ottenere risultati mediamente migliori<br />

rispetto ai competitors nazionali <strong>in</strong> molte filiere. Il secondo scenario<br />

alternativo è def<strong>in</strong>ito “reattivo” e vede <strong>le</strong> imprese bresciane trasformare<br />

i punti di forza <strong>in</strong> nuove opportunità evitando che <strong>le</strong> debo<strong>le</strong>zze<br />

competitive attuali gener<strong>in</strong>o <strong>in</strong>colmabili gap concorrenziali e al<br />

contempo rispondano alla crisi attuando tutte <strong>le</strong> misure opportune<br />

per aumentare la propria forza competitiva sul mercato. Tali <strong>in</strong>terventi<br />

vanno dagli <strong>in</strong>vestimenti, alla ricerca di nuovi mercati, al rafforzamento<br />

patrimonia<strong>le</strong>, alla diversificazione/riqualificazione del mix produttivo,<br />

f<strong>in</strong>o ad arrivare a modifiche della struttura societaria, per esempio<br />

attraverso operazioni di fusione e acquisizione. Nello scenario di base<br />

<strong>le</strong> difficoltà <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di d<strong>in</strong>amiche produttive saranno particolarmente<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

<strong>in</strong>tense nel 2009, con un gradua<strong>le</strong> ritorno<br />

a variazioni positive dei livelli di attività<br />

a partire dalla seconda parte del 2010.<br />

Solo nel triennio<br />

2011/2013 la<br />

crescita del<br />

manifatturiero<br />

tornerà ad essere<br />

più sostenuta, pur<br />

senza ritrovare i<br />

ritmi del biennio<br />

2006/2007, e<br />

stentando a<br />

recuperare gli<br />

e<strong>le</strong>vati livelli di<br />

attività pre-crisi.<br />

L’<strong>in</strong>sieme del<strong>le</strong><br />

ipotesi qualiquantitative<br />

ci<br />

permette di<br />

del<strong>in</strong>eare uno<br />

scenario reattivo<br />

<strong>in</strong> cui la crescita<br />

del fatturato a<br />

prezzi correnti a<br />

partire dal 2010<br />

sarà di 1-1,5<br />

punti percentuali<br />

all’anno superiore<br />

a quello dello<br />

scenario base. In questo futuro possibi<strong>le</strong><br />

mostreranno una d<strong>in</strong>amica più sostenuta<br />

la filiera dei metalli, meccanica ed<br />

e<strong>le</strong>ttromeccanica, componentistica<br />

automotive e gomma e plastica;<br />

all’opposto cont<strong>in</strong>ueranno a stare al di<br />

sotto della media i settori tipici del Made<br />

<strong>in</strong> Italy.<br />

Gli anni a venire vedranno la necessità<br />

di rafforzare la propria presenza sui mercati<br />

che torneranno ad essere più d<strong>in</strong>amici<br />

per crescita demografica e del prodotto<br />

pro-capite unitamente a rischi contenuti.<br />

Si manifesta oggi più che mai un’occasione<br />

forse irripetibi<strong>le</strong> <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di crescita<br />

dimensiona<strong>le</strong> soprattutto per via esterna.<br />

Occorre qu<strong>in</strong>di guardare con attenzione<br />

al<strong>le</strong> occasioni di acquisizione anche, e<br />

soprattutto, all’estero, dati i valori del<strong>le</strong><br />

imprese fortemente “convenienti”.<br />

(*) Giornalista<br />

14<br />

di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />

LUGLIO 2009 47


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Brunetta: l’obiettivo è aumentare<br />

del 50% la produttività nella PA<br />

Il m<strong>in</strong>istro ospite alla matt<strong>in</strong>ata di convegno promossa da AIB <strong>in</strong> occasione dell’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong><br />

rivendica i risultati della propria azione e <strong>in</strong>cassa il sostegno del<strong>le</strong> imprese: «Il nostro mondo – ha<br />

affermato il presidente Tambur<strong>in</strong>i - è tutto con <strong>le</strong>i».<br />

Massimo Tedeschi*<br />

È il m<strong>in</strong>istro più amato dagli italiani. E quello – probabilmente–<br />

meno amato dai giornalisti. Con i primi ha stabilito un feel<strong>in</strong>g<br />

immediato grazie alla battaglia (e relativo decreto) contro i fannulloni<br />

nella pubblica amm<strong>in</strong>istrazione. Con<br />

i secondi ha <strong>in</strong>gaggiato veri e propri<br />

duelli: Gianantonio Stella – tanto per<br />

citarne uno – s’è sentito annunciare<br />

una querela <strong>in</strong> diretta durante<br />

un’<strong>in</strong>tervista radiofonica, complice<br />

un dato sbagliato (secondo il<br />

m<strong>in</strong>istro) citato dall’<strong>in</strong>tervistatore.<br />

Ma anche Daria Bignardi, durante<br />

l’<strong>in</strong>tervista te<strong>le</strong>visiva per “L’era<br />

glacia<strong>le</strong>”, ha sudato freddo dopo esser<br />

stata colta impreparata dal m<strong>in</strong>istro<br />

sul nome corretto e sulla ri<strong>le</strong>vanza<br />

storica del fu m<strong>in</strong>istro del Lavoro<br />

Giacomo Brodol<strong>in</strong>i.<br />

Renato Brunetta, docente di<br />

economia, classe 1950, figlio m<strong>in</strong>ore di un ambulante veneto, oggi<br />

m<strong>in</strong>istro della Pubblica amm<strong>in</strong>istrazione e Innovazione, è uno dei<br />

volti più popolari del governo Berlusconi. I suoi tic enfatizzati da<br />

48<br />

imitatori e vignettisti hanno solo giovato<br />

alla sua popolarità. La sua statura è oggetto<br />

di tormentoni sul web che hanno<br />

f<strong>in</strong>ito per accrescerne la<br />

notorietà. La sua azione<br />

moralizzatrice (e fustigatrice)<br />

contro abusi, sperperi,<br />

<strong>in</strong>efficienze e diseconomie<br />

del “pubblico” è stata una<br />

del<strong>le</strong> azioni-bandiera<br />

dell’<strong>in</strong>izio di <strong>le</strong>gislatura.<br />

Poi, come spesso<br />

accade, queste <strong>in</strong>iziative<br />

sono state offuscate da<br />

altri temi, da altre<br />

emergenze, e la sua azione<br />

s’è un po’ appannata tanto<br />

che ha dovuto m<strong>in</strong>acciare<br />

<strong>le</strong> dimissioni per ottenere<br />

che la sua riforma della pubblica<br />

amm<strong>in</strong>istrazione venisse dis<strong>in</strong>cagliata dal<strong>le</strong><br />

secche parlamentari. Nonostante questo,


quando Renato Brunetta s’è presentato al convegno dell’AIB <strong>in</strong><br />

concomitanza con l’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong>, la sua stella brillava alta nel<br />

firmamento della politica italiana, e l’attesa per il suo <strong>in</strong>tervento era<br />

alta.<br />

A parte un paio di tic “alla Brunetta”, come quando nel foyer<br />

della Camera di Commercio ha mandato non metaforicamente a<br />

quel paese alcuni s<strong>in</strong>dacalisti Cisl (che l’hanno ricambiato accusandolo<br />

di “arroganza gratuita”), quando ha spostato <strong>le</strong> bottiglie d’acqua dal<br />

tavolo dei relatori a beneficio dei flash che i fotografi gli sparavano<br />

a ripetizione, quando ha zittito d’imperio il brusio che disturbava il<br />

suo <strong>in</strong>tervento, il Brunetta visto a Brescia è stato soprattutto il<br />

professore di Economia prima ancora che il m<strong>in</strong>istro d’assalto, e il<br />

suo <strong>in</strong>tervento è stata una <strong>le</strong>zione più che un programma m<strong>in</strong>isteria<strong>le</strong>.<br />

Anche perché uno dei temi più “caldi” e attesi dagli imprenditori–<br />

ovvero i tempi di pagamento da parte della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione–<br />

non è <strong>in</strong> realtà di competenza di Brunetta ma del suo col<strong>le</strong>ga<br />

all’Economia Giulio Tremonti, che <strong>in</strong>fatti nel<strong>le</strong> settimane successive<br />

l’ha affrontato.<br />

Brunetta al convegno <strong>in</strong> Camera di commercio sapeva peraltro<br />

di giocare su un terreno amico e il presidente uscente di AIB lo ha<br />

confermato a voce alta: «Il nostro mondo – ha chiarito Franco<br />

Tambur<strong>in</strong>i rivolgendosi a Brunetta – è tutto con <strong>le</strong>i: la semplificazione<br />

amm<strong>in</strong>istrativa, il riconoscimento del merito e l’efficienza del sistema<br />

pubblico per noi sono importantissimi».<br />

Brunetta è partito proprio dalla sua azione più popolare, il decreto<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

antifannulloni, e ha rivendicato la<br />

riduzione del 40% dell’assenteismo negli<br />

uffici pubblici. Una misura che<br />

probabilmente sta avendo effetti anche<br />

fuori dal comparto di stretta competenza:<br />

«Non ho dati, ma credo ci sia stato un<br />

effetto-alone anche nel privato» ha<br />

sostenuto il m<strong>in</strong>istro. Che ha anche<br />

po<strong>le</strong>mizzato, dal palco, con il segretario<br />

genera<strong>le</strong> della Cisl Enrico Bonanni, che<br />

il giorno prima l’aveva accusato di<br />

«ma<strong>le</strong>ducazione politica».<br />

«Con la mia azione ho ottenuto un<br />

consenso che ha sorpreso anche me – ha<br />

spiegato il m<strong>in</strong>istro – e allora ho usato<br />

questo consenso per rompere <strong>le</strong><br />

<strong>in</strong>crostazioni che vengono dalla cattiva<br />

politica e dal cattivo s<strong>in</strong>dacato. Questa è<br />

forse ma<strong>le</strong>ducazione politica? Ebbene sì,<br />

allora sono un ma<strong>le</strong>ducato, ma solo perchè<br />

mi batto contro un cattivo s<strong>in</strong>dacato che<br />

si impadronisce di ruoli che non ha».<br />

L’azione contro i fannulloni, per<br />

recuperare efficienza (e prestigio) alla<br />

Pubblica amm<strong>in</strong>istrazione, è stata tuttavia<br />

LUGLIO 2009 49


sottratta alla cont<strong>in</strong>genza della po<strong>le</strong>mica politica e collocata dal suo<br />

artefice <strong>in</strong> un contesto più ampio, di spessore storico. «Il mio – ha<br />

scandito Brunetta – non è solo un lavoro settoria<strong>le</strong>: è una riforma<br />

di tipo cultura<strong>le</strong> che <strong>in</strong>cide su tutto il sistema-Paese». L’<strong>in</strong>efficienza<br />

della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione – ha spiega il m<strong>in</strong>istro – <strong>in</strong> Italia è<br />

un dato storico. «Ma f<strong>in</strong>ché <strong>in</strong>flazione e svalutazioni competitive<br />

tenevano alto il tasso di sviluppo, nessuno protestava più di tanto.<br />

Dall’<strong>in</strong>izio degli anni ’90, con i cambi fissi e poi l’euro, i tassi di<br />

crescita <strong>in</strong> Italia hanno com<strong>in</strong>ciato a scendere sotto la media europea».<br />

È da lì che si sono com<strong>in</strong>ciate ad avvertire <strong>le</strong> <strong>in</strong>efficienze della pubblica<br />

amm<strong>in</strong>istrazione come zavorra <strong>in</strong>accettabi<strong>le</strong> per l’<strong>in</strong>tera economia.<br />

Come un lusso che l’Italia non poteva più permettersi. «Il consenso<br />

che ho <strong>in</strong>contrato – ha sostenuto Brunetta – è proporziona<strong>le</strong><br />

all’<strong>in</strong>cazzatura vera del<strong>le</strong> famiglie e del<strong>le</strong> imprese».<br />

Il m<strong>in</strong>istro ha snocciolato qualche dato a sostegno della sua tesi: «La<br />

pubblica amm<strong>in</strong>istrazione comporta 300 miliardi di spesa, di cui<br />

192 miliardi di stipendi. Io non tocco <strong>le</strong> cifre, voglio aumentare del<br />

50% la produttività. Perchè proprio del 50%? Semplice, me lo sono<br />

<strong>in</strong>ventato». Brunetta – a parità di spesa – vuo<strong>le</strong> assicurare «il 50%<br />

<strong>in</strong> più di educazione, università, giustizia, sanità, sicurezza agli<br />

italiani». Come? «Semplice: con il bastone e la carota. Premiando il<br />

merito e tagliando <strong>le</strong> assenze per malattia. Perchè proprio quel<strong>le</strong>?<br />

Perchè da qualche parte bisognava com<strong>in</strong>ciare». Ma la battaglia non<br />

si ferma: «Stiamo def<strong>in</strong>endo l’ultima fase dei decreti <strong>le</strong>gislativi. Tutto<br />

sarà operativo prima dell’estate». La corsa contro il tempo prosegue.<br />

Poi Brunetta ha ribadito una tesi che gli è cara, che ha enunciato<br />

per primo con conv<strong>in</strong>zione e argomentazioni str<strong>in</strong>genti, e che ben<br />

presto è diventata una l<strong>in</strong>ea di tutto il governo. È, <strong>in</strong> s<strong>in</strong>tesi, il<br />

paradosso della crisi che non c’è. O che addirittura a un bel pezzo<br />

del Paese… fa bene. «In tempi di crisi – ha spiegato Brunetta – 19<br />

milioni di lavoratori dipendenti e 16 di pensionati italiani hanno un<br />

reddito costante o aumentato. La d<strong>in</strong>amica salaria<strong>le</strong>, figlia del passato,<br />

ha portato a una crescita del 3-4% dei salari, mentre i prezzi sono<br />

crollati. La disoccupazione equiva<strong>le</strong>nte ha <strong>in</strong>teressato non più di 3-<br />

400.000 unità». L’area che ha assorbito la crisi «non è quella del<br />

lavoro dipendente e dei pensionati, e <strong>in</strong>fatti non c’è stata crisi socia<strong>le</strong>.<br />

L’area che ha assorbito la crisi è quella degli imprenditori, dei<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

professionisti, degli artigiani, che ha più<br />

elasticità e capacità di resistere». A questo<br />

punto lo scatto di reni è chiesto alla parte<br />

più <strong>in</strong>traprendente del Paese mentre i<br />

lavoratori dipendenti e i pensionati (con<br />

costi di carburanti, tariffe e bol<strong>le</strong>tte <strong>in</strong><br />

calo) non hanno visto erodere<br />

m<strong>in</strong>imamente il loro reddito e il loro<br />

tenore di vita. Anzi.<br />

Tutto bene, dunque? Naturalmente<br />

no. In un consesso chiamato a <strong>in</strong>terrogarsi<br />

su cause, durata ed effetti della crisi,<br />

Brunetta non è <strong>in</strong>tervenuto per fare il<br />

bastian contrario. Semmai ha offerto un<br />

punto di vista spiazzante e ha <strong>in</strong>dicato<br />

una possibi<strong>le</strong> ricetta, ristretta naturalmente<br />

al mercato <strong>in</strong>terno. Se l’analisi di Brunetta<br />

è giusta, <strong>in</strong>fatti, il prob<strong>le</strong>ma è sbloccare<br />

i risparmi di quei 35 milioni di italiani<br />

«tutelati» che per paura della crisi sono<br />

f<strong>in</strong>iti «congelati». La strategia del governo<br />

è stata illustrata e difesa con foga dal<br />

m<strong>in</strong>istro: «Puntiamo a rilanciare il settore<br />

dell’edilizia, cioè convertire i risparmi <strong>in</strong><br />

consumi durevoli e <strong>in</strong>vestimenti». Ma<br />

neanche il governo della supermaggioranza<br />

parlamentare, e della fiducia<br />

cont<strong>in</strong>ua, da solo ce la fa. Da qui l’appello<br />

f<strong>in</strong>a<strong>le</strong> agli imprenditori: «Dateci una<br />

mano, con la vostra lobby, a far passare<br />

il Piano casa: quello potrebbe essere il<br />

ponte per superare la crisi <strong>in</strong> Italia <strong>in</strong><br />

attesa della ripresa globa<strong>le</strong>. Una quantità<br />

ri<strong>le</strong>vantissima di risorse può essere<br />

sbloccata. Ripeto: Piano casa, Piano casa,<br />

Piano casa».<br />

(*) Giornalista “Bresciaoggi”<br />

LUGLIO 2009 51


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Concretezza e produttività del<br />

manifatturiero “antidoti” contro la crisi<br />

Al convegno AIB-Prometeia dedicato all’<strong>in</strong>dustria bresciana, Aldo Bonomi e Arturo Medegh<strong>in</strong>i del<strong>in</strong>eano<br />

<strong>le</strong> strategie per riagganciare la ripresa.<br />

Massimo Cortesi*<br />

Un futuro c’è sempre, ma sono gli scenari che esso potrebbe<br />

presentarci a porre <strong>in</strong>terrogativi ai quali è importante cercare di dare<br />

risposte <strong>le</strong> più aderenti possibili al<strong>le</strong> realtà ed al<strong>le</strong> possibilità a nostra<br />

disposizione. Certamente a questa necessità si è ispirato il Convegno<br />

AIB-Prometeia che ha affrontato alla Camera di Commercio il tema<br />

de “L’Industria Bresciana tra Presente<br />

e Futuro” e, ancor più certamente, <strong>in</strong><br />

ta<strong>le</strong> contesto hanno avuto particolare<br />

rilievo gli <strong>in</strong>terventi proprio dei relatori<br />

bresciani, come Arturo Medegh<strong>in</strong>i ed<br />

Aldo Bonomi, i quali, al di là dei loro<br />

ruoli all’<strong>in</strong>terno del sodalizio<br />

imprenditoria<strong>le</strong>, hanno solidi titoli,<br />

grazie alla loro esperienza diretta, per<br />

mettere sotto la <strong>le</strong>nte la nostra realtà<br />

produttiva, che essi conoscono<br />

dall’<strong>in</strong>terno.<br />

Medegh<strong>in</strong>i, vicepresidente AIB per<br />

l’Area economia Centro studi, ha preso<br />

la parola per primo affrontando proprio<br />

il tema centra<strong>le</strong> del convegno: “Brescia e la sua <strong>in</strong>dustria – ha subito<br />

ricordato – danno lustro all’Italia <strong>in</strong> ambito europeo, ma la crisi che<br />

stiamo attraversando è pandemica, come l’<strong>in</strong>fluenza e, soprattutto,<br />

ha prodotto notevoli contraccolpi proprio per la sua velocità. Il<br />

52<br />

fenomeno è sembrato pers<strong>in</strong>o poter<br />

sfuggire di mano, ma per fortuna c’è stata<br />

una reazione a <strong>tutti</strong> i livelli, a com<strong>in</strong>ciare<br />

da quello imprenditoria<strong>le</strong>, tanto che oggi<br />

possiamo dire che da livelli eccezionali di<br />

difficoltà oggi siamo<br />

passati a <strong>le</strong>ggere segnali<br />

di <strong>in</strong>versione di<br />

tendenza”.<br />

Tra <strong>le</strong> strade<br />

conoscitive scelte, ha<br />

sottol<strong>in</strong>eato Medegh<strong>in</strong>i,<br />

“particolarmente uti<strong>le</strong> si<br />

è rivelata l’<strong>in</strong>dag<strong>in</strong>e<br />

Prometeia, che, attraverso<br />

i numeri, ha fornito valide<br />

<strong>in</strong>dicazioni al<strong>le</strong> aziende<br />

bresciane su come<br />

prepararsi ad essere<br />

competitivi nel momento<br />

post-crisi, <strong>in</strong>dipendentemente dai tempi<br />

con cui si concretizzerà la ripresa. E l’uso<br />

migliore del<strong>le</strong> <strong>in</strong>dicazioni scaturite dal<br />

rapporto non sarà quello numerico-


quantitativo, ma quello decisiona<strong>le</strong>, ad ogni livello”.<br />

Fondamenta<strong>le</strong> perciò, ri<strong>le</strong>va Medegh<strong>in</strong>i, è rif<strong>le</strong>ttere su alcune<br />

scelte strategiche, <strong>in</strong>dividuando due scenari di base. Nel primo di<br />

questi, conservativo, l’<strong>in</strong>dustria bresciana può scegliere di non cercare<br />

scatti <strong>in</strong> avanti, limitandosi a<br />

riproporre strategie e<br />

comportamenti recenti<br />

contando su risultati migliori<br />

rispetto ai competitors italiani.<br />

Il secondo scenario, più<br />

reattivo, comporta l’aumento<br />

degli <strong>in</strong>vestimenti, la ricerca<br />

di nuovi mercati, lo sviluppo<br />

di un nuovo mix produttivo<br />

s<strong>in</strong>o a giungere a modifiche<br />

alla struttura societaria, <strong>in</strong> un<br />

arco di tempo ipotizzabi<strong>le</strong> tra<br />

il 2009 ed il 2013. Il secondo<br />

scenario – giudica il<br />

vicepresidente AIB – è<br />

“realistico ma impegnativo ed<br />

ovviamente ciascun<br />

imprenditore opterà per <strong>le</strong><br />

l<strong>in</strong>ee più adatte a lui,<br />

valutando se necessario anche<br />

un doloroso percorso di<br />

consolidamento”. Non<br />

esistono dunque ricette uniche<br />

di sicuro successo: crescita<br />

dimensiona<strong>le</strong>, <strong>in</strong>novazione del<br />

prodotto e rapporti con la<br />

clientela, “non c’è nulla di nuovo da fare, ma c’è molto da fare” –<br />

sottol<strong>in</strong>ea efficacemente Medegh<strong>in</strong>i – “perché quello che cambia è<br />

soprattutto la velocità con cui accadono i cambiamenti”. E se nei<br />

colloqui di Prometeia sono emersi aspetti anche sconosciuti della<br />

nostra <strong>in</strong>dustria – conclude – una cosa è certa “la crisi planetaria<br />

non è nata nel<strong>le</strong> aziende, ma noi abbiamo braccia forti per affrontarla,<br />

come del resto è natura<strong>le</strong> per Brescia, la terra del maglio”.<br />

“Le politiche per <strong>le</strong> imprese” sono <strong>in</strong>vece state al centro<br />

dell’<strong>in</strong>tervento di Aldo Bonomi, Vice Presidente di Conf<strong>in</strong>dustria<br />

per <strong>le</strong> Politiche territoriali ed i Distretti <strong>in</strong>dustriali. Bonomi ha<br />

immediatamente <strong>in</strong>dividuato nella necessità di mettere la manifattura<br />

al centro dell’attenzione uno dei card<strong>in</strong>i del progetto naziona<strong>le</strong> per<br />

affrontare e sconfiggere la crisi, perché “concretezza e produttività<br />

danno certezza”.<br />

E a fronte della drastica restrizione dell’offerta di credito da parte<br />

della banche, dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica<br />

Amm<strong>in</strong>istrazione e del calo della domanda, Conf<strong>in</strong>dustria ha<br />

rapidamente scelto di <strong>in</strong>tervenire nei confronti del Governo e del<strong>le</strong><br />

Istituzioni, chiedendo misure “urgenti e trasversali” per garantire<br />

livelli m<strong>in</strong>imi di operatività per <strong>tutti</strong> gli associati. Ed alcuni risultati<br />

oggettivi sono stati ottenuti come la dest<strong>in</strong>azione di 1.600 milioni<br />

di euro al Fondo di garanzia, per agevolare l’accesso al credito<br />

soprattutto del<strong>le</strong> imprese di m<strong>in</strong>ori dimensioni, il riconoscimento<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

della “ponderazione zero” agli <strong>in</strong>terventi<br />

del Fondo (<strong>le</strong> banche, <strong>in</strong> tal modo,<br />

rischiano meno e qu<strong>in</strong>di dovrebbe essere<br />

favorita una riduzione del costo del<br />

denaro) e l’<strong>in</strong>nalzamento<br />

dell’importo massimo<br />

garantito da 500mila euro a<br />

1,5 milioni per <strong>le</strong> operazioni<br />

di ristrutturazione del<br />

debito ed il sostegno agli<br />

<strong>in</strong>vestimenti.<br />

Serrato è poi – ha detto<br />

Bonomi – il confronto col<br />

Governo per affrontare<br />

almeno il tema dei ritardati<br />

pagamenti della Pa, mentre<br />

si lavora anche per ottenere<br />

da Governo e Regioni<br />

<strong>in</strong>terventi per il welfare che<br />

dovrebbero garantire il potere<br />

di acquisto dei redditi dei<br />

lavoratori.<br />

Esam<strong>in</strong>ando lo studio di<br />

Prometeia e richiamandosi<br />

a quanto esam<strong>in</strong>ato da<br />

Medegh<strong>in</strong>i, Bonomi ha detto<br />

di essere nettamente a favore<br />

dello scenario più reattivo,<br />

che miri ad aumentare la<br />

forza competitiva “perché ta<strong>le</strong><br />

scenario risponde più<br />

fedelmente alla nostra storia ed al nostro<br />

modo di fare impresa”. “Non è un auspicio<br />

– ha precisato il vicepresidente naziona<strong>le</strong><br />

– ma l’unico modo per riprendere il<br />

camm<strong>in</strong>o momentaneamente <strong>in</strong>terrotto<br />

dalla crisi <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>”. E Conf<strong>in</strong>dustria<br />

<strong>in</strong> ta<strong>le</strong> direzione si muove, nei campi della<br />

ricerca e dell’<strong>in</strong>novazione, a sostegno, ad<br />

esempio dell’<strong>in</strong>iziativa Industria 2015 ed<br />

organizzando (sia con la presidenza<br />

Montezemolo, sia con la presidenza<br />

Marcegaglia) importanti missioni<br />

<strong>in</strong>ternazionali a cui hanno partecipato<br />

migliaia di imprese.<br />

Se c’è un vero difetto nell’<strong>in</strong>dustria<br />

italiana – ri<strong>le</strong>va però Bonomi– questo sta<br />

certo nella sua eccessiva frammentarietà,<br />

a cui si può ovviare “attraverso <strong>le</strong> fusioni<br />

o attraverso <strong>le</strong> aggregazioni, che<br />

consentono ad ogni impresa di mantenere<br />

la propria <strong>in</strong>dividualità<br />

14<br />

all’<strong>in</strong>terno di un<br />

sistema, senza r<strong>in</strong>unciare alla propria<br />

identità, ma semplicemente imparando<br />

LUGLIO 2009 53


a fare squadra. Il sistema produttivo italiano – analizza l’oratore – è<br />

caratterizzato dalla concentrazione del<strong>le</strong> imprese <strong>in</strong> particolari ambiti<br />

territoriali, i cosiddetti “distretti <strong>in</strong>dustriali”: la vic<strong>in</strong>anza del<strong>le</strong> aziende<br />

ha <strong>in</strong>dubbiamente garantito vantaggi <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di logistica,<br />

approvvigionamento ed energia, oltre che per la formazione dei<br />

lavoratori specializzati. Ma “negli anni ’80 e ’90 il mondo politico<br />

italiano ha cercato di <strong>in</strong>quadrare a propri f<strong>in</strong>i questi fenomeni<br />

spontanei, provando (ed il tentativo è purtroppo ancora <strong>in</strong> corso) a<br />

creare sovrastrutture para pubbliche come <strong>le</strong> agenzie, attraverso <strong>le</strong><br />

quali passare per accedere ad <strong>in</strong>centivi e contributi, ma di fatto del<br />

tutto <strong>in</strong>utili”.<br />

A questa situazione però, hanno cercato di porre rimedio i m<strong>in</strong>istri<br />

dell’Industria (Bersani prima e Scajola poi) riconoscendo i Distretti<br />

come contesto favorevo<strong>le</strong> allo sviluppo del<strong>le</strong> attività d’impresa<br />

(<strong>in</strong>frastrutture, logistica, formazione, ecc.) ed al tempo stesso favorendo<br />

<strong>le</strong> “reti di impresa” come forme di libera aggregazione tra soggetti<br />

privati su cui veicolare gli <strong>in</strong>terventi per <strong>le</strong> imprese (<strong>in</strong>centivi,<br />

agevolazioni, semplificazioni, ecc.). “Questa nuova impostazione –<br />

ha ri<strong>le</strong>vato Bonomi – ha trovato una recente apertura nei provvedimenti<br />

anticrisi varati dal Governo <strong>in</strong> cui è stata <strong>in</strong>trodotta la def<strong>in</strong>izione<br />

di ‘contratto di rete’, <strong>in</strong> cui <strong>le</strong> imprese cooperano rispetto ad un<br />

obiettivo comune. L’<strong>in</strong>tenzione del m<strong>in</strong>istero dello Sviluppo<br />

Economico è quella di dare al<strong>le</strong> reti la possibilità di accedere a<br />

semplificazioni burocratiche. Strumenti f<strong>in</strong>anziari ed <strong>in</strong>centivi”.<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Proprio <strong>in</strong> questa direzione si è attivata<br />

Conf<strong>in</strong>dustria, con alcuni progetti specifici<br />

per verificare sul campo opportunità e<br />

criticità del Contratto di rete <strong>in</strong><br />

collaborazione con il M<strong>in</strong>istero, per creare<br />

piattaforme Itc per <strong>le</strong> aggregazioni di<br />

imprese e per def<strong>in</strong>ire un rat<strong>in</strong>g di filiera<br />

sperimentando un modello di valutazione<br />

del<strong>le</strong> performance nel<strong>le</strong> reti e nei distretti.<br />

Perciò – ha concluso Bonomi – è con<br />

<strong>le</strong>gittimo orgoglio che si può guardare al<br />

futuro <strong>in</strong> primo luogo dell’impresa<br />

bresciana, che, uscita dalla prima parte<br />

del decennio <strong>in</strong> posizione di forza, non è<br />

stata a guardare e si è rimboccata <strong>le</strong><br />

<strong>maniche</strong>, “ribattendo sul campo nel<br />

biennio 2006-2007 ad alcune tesi<br />

decl<strong>in</strong>iste che vedevano come <strong>in</strong>eluttabi<strong>le</strong><br />

anche a Brescia un processo di<br />

de<strong>in</strong>dustrializzazione”.<br />

(*) Giornalista “Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />

LUGLIO 2009 55


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere<br />

di resistere e lottare per ridare<br />

slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />

Il neopresidente riceve il testimone da Franco Tambur<strong>in</strong>i, che lo scorso 25 maggio ha chiuso il proprio mandato<br />

quadrienna<strong>le</strong> alla guida di un’<strong>Associazione</strong> forte, autorevo<strong>le</strong> e sempre <strong>in</strong> prima l<strong>in</strong>ea per lo sviluppo del “Sistema<br />

Brescia”, come testimonia l’esperienza di Abem per il rilancio dell’aeroporto di Montichiari.<br />

Matteo Meneghello*<br />

Un passaggio di testimone nel segno del manifatturiero puro,<br />

della voglia di fare impresa e di contribuire allo sviluppo dell'economia<br />

rea<strong>le</strong>. Franco Tambur<strong>in</strong>i dà il cambio a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, ma l'assetto<br />

della squadra degli <strong>in</strong>dustriali bresciani<br />

non cambia. La partita prosegue <strong>in</strong><br />

attacco, e il modulo è sempre<br />

offensivo.<br />

Quattro anni fa, quando<br />

l’imprenditore di Mazzano prese <strong>in</strong><br />

mano <strong>le</strong> red<strong>in</strong>i dell'AIB, era stato forte<br />

il richiamo all'orgoglio di fare<br />

l'impresa, all'"eredità" mora<strong>le</strong> dei<br />

genitori, alla voglia di economia rea<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong> un labir<strong>in</strong>to di castelli di carta di<br />

derivati, certificati, speculazioni di<br />

varia natura. Quattro anni dopo, la<br />

storia dà ragione alla "old" economy<br />

bresciana: il terziario creativo viene<br />

spazzato dalla tempesta dei mutui subprime. Soffre però, e<br />

pesantemente, anche la manifattura. Ma non è un cumulo di macerie<br />

quello che Franco Tambur<strong>in</strong>i consegna a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra. "La<br />

56<br />

gravità della crisi - ha spiegato il presidente<br />

uscente - sta costr<strong>in</strong>gendo numerose<br />

imprese <strong>in</strong>dustriali a rivedere i progetti<br />

di <strong>in</strong>vestimento<br />

programmati e a congelare<br />

quelli già <strong>in</strong> atto, e ciò<br />

determ<strong>in</strong>a ri<strong>le</strong>vanti e<br />

negativi cambiamenti e<br />

ridimensionamenti<br />

strutturali <strong>in</strong> quasi <strong>tutti</strong> i<br />

settori produttivi e<br />

comparti merceologici.<br />

Ma anche dopo questa<br />

<strong>in</strong>evitabi<strong>le</strong> fase i<br />

fondamentali del nostro<br />

apparato produttivo<br />

saranno sani e ciò proprio<br />

<strong>in</strong> conseguenza<br />

dell'<strong>in</strong>tenso processo di ristrutturazione,<br />

di riorganizzazione, di ammodernamento<br />

tecnologico a cui <strong>le</strong> nostre imprese hanno


dovuto fare fronte nei primi anni di questo decennio".<br />

Allo stesso modo, anche Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, salutando per la prima<br />

volta da presidente l'Assemb<strong>le</strong>a degli <strong>in</strong>dustriali bresciani, ha evocato<br />

l'immag<strong>in</strong>e dei "denari di P<strong>in</strong>occhio" il buratt<strong>in</strong>o nato dalla fantasia<br />

di Collodi "gabbato dal gatto e la volpe con la promessa che,<br />

sem<strong>in</strong>ando monete, sarebbe nata una pianta, e sarebbe diventato<br />

ricco senza lavorare. Senza lavoro e senza impresa - ha ammonito il<br />

presidente - non si va da nessuna parte, e da nessuna parte si va<br />

spostando carta, così come molti hanno fatto negli anni passati".<br />

Anche se, come <strong>in</strong>segna la <strong>le</strong>zione del past president di Conf<strong>in</strong>dustria<br />

Luigi Lucch<strong>in</strong>i, non esiste una contrapposizione tra f<strong>in</strong>anza e impresa.<br />

"La prima è al servizio della seconda - ha precisato Dal<strong>le</strong>ra - e nel<br />

lungo term<strong>in</strong>e procederanno <strong>in</strong>sieme".<br />

L'AIB consegnata da Tambur<strong>in</strong>i, ha confermato Dal<strong>le</strong>ra, è "forte,<br />

autorevo<strong>le</strong>, ben organizzata, ascoltata sia a livello loca<strong>le</strong> che naziona<strong>le</strong>:<br />

un'<strong>Associazione</strong> che si colloca ai primi posti del sistema conf<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />

e che ha saputo <strong>in</strong> questi anni svolgere un importante ruolo di<br />

stimolo, di proposta, di <strong>le</strong>adership, nei confronti dell'<strong>in</strong>tera comunità<br />

economica e socia<strong>le</strong> della città e della prov<strong>in</strong>cia".<br />

In questa direzione, lo stesso Tambur<strong>in</strong>i ha ricordato il ruolo<br />

dell'AIB nella costituzione del "tavolo anticrisi", e ha rivendicato il<br />

ruolo dell’<strong>Associazione</strong> nella modernizzazione del territorio di<br />

riferimento, lungo quel "filo rosso" ben s<strong>in</strong>tetizzato dal<strong>le</strong> piattaforme<br />

programmatiche lanciate da via Cefalonia alla vigilia del r<strong>in</strong>novo dei<br />

vertici <strong>in</strong> Loggia. "In quel<strong>le</strong> pag<strong>in</strong>e, pubblicate sulla stampa loca<strong>le</strong><br />

e raccolte <strong>in</strong> uno specifico dossier - ha spiegato Tambur<strong>in</strong>i - abbiamo<br />

condensato <strong>le</strong> nostre proposte <strong>in</strong> materia di energia, di <strong>in</strong>frastrutture,<br />

di <strong>in</strong>novazione, di formazione, di lavoro, di semplificazione<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

amm<strong>in</strong>istrativa, di promozione e<br />

<strong>in</strong>ternazionalizzazione, di politica fisca<strong>le</strong>,<br />

di ambiente". Un filo rosso che va<br />

dall'energia nuc<strong>le</strong>are alla Brebemi f<strong>in</strong>o al<br />

raccordo autostrada<strong>le</strong> della Valtrompia,<br />

e soprattutto all'aeroporto di Montichiari,<br />

per il qua<strong>le</strong>, ha ricordato Tambur<strong>in</strong>i, gli<br />

imprenditori bresciani non si sono limitati<br />

a chiedere a paro<strong>le</strong> lo sviluppo, ma "hanno<br />

trovato la forza e la determ<strong>in</strong>azione di<br />

scendere direttamente <strong>in</strong> campo con<br />

proprie risorse, con un proprio piano<br />

<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>, con una propria strategia, per<br />

chiedere la concessione per la gestione<br />

autonoma dell'aeroporto bresciano".<br />

La stessa determ<strong>in</strong>azione che, a questo<br />

punto, ha sottol<strong>in</strong>eato Dal<strong>le</strong>ra, impone<br />

all'imprenditore bresciano di "non gettare<br />

la spugna, o abdicare al nostro dovere di<br />

cont<strong>in</strong>uare a resistere e a lottare. Ma, come<br />

abbiamo avuto modo di ripetere nel corso<br />

di questi mesi, non possiamo essere lasciati<br />

soli: abbiamo bisogno di essere considerati<br />

per ciò che siamo e per ciò che abbiamo<br />

realizzato nella storia più o meno recente<br />

del nostro Paese".<br />

Per il presidente, però, gli imprenditori<br />

bresciani hanno anche il dovere di<br />

LUGLIO 2009 57


cambiare, "dobbiamo saperci <strong>in</strong>novare - ha detto - re<strong>in</strong>vestire nell'etica,<br />

nella nostra cultura imprenditoria<strong>le</strong>, nel rapporto con <strong>le</strong> istituzioni<br />

e con <strong>le</strong> organizzazioni s<strong>in</strong>dacali. Un’<strong>in</strong>novazione nel comportamento<br />

- ha aggiunto - del nostro essere uom<strong>in</strong>i fra gli uom<strong>in</strong>i, del nostro<br />

essere anche soggetti responsabili dello sviluppo della comunità<br />

economica e socia<strong>le</strong> <strong>in</strong> cui viviamo".<br />

Sul tema della formazione, <strong>in</strong> particolare, il presidente ha affermato<br />

di vo<strong>le</strong>re "non solo cont<strong>in</strong>uare sulla strada già percorsa dagli altri<br />

presidenti, ma rafforzare, se possibi<strong>le</strong>, il ruolo di AIB. Resto conv<strong>in</strong>to<br />

del fatto che la formazione, sempre più qualificata, dei nostri giovaniha<br />

detto - sia la più importante forma e pratica di <strong>in</strong>vestimento a<br />

cui dobbiamo tendere per <strong>in</strong>nalzare il livello di qualità, e qu<strong>in</strong>di di<br />

competitività, non solo del sistema economico, ma anche dell'<strong>in</strong>tera<br />

struttura socia<strong>le</strong>, della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione e del mondo del<strong>le</strong><br />

professioni. L'<strong>in</strong>dustria - ha proseguito il presidente - ha bisogno di<br />

tecnici e di operai specializzati, di <strong>in</strong>gegneri, di laureati <strong>in</strong> economia<br />

e commercio che conoscano prodotti f<strong>in</strong>anziari sempre più sofisticati,<br />

di matematici, di fisici, di <strong>in</strong>formatici. Abbiamo bisogno di tecnici<br />

dei materiali che conoscano <strong>le</strong> l<strong>in</strong>gue, che abbiano la valigia <strong>in</strong> mano,<br />

pronti ad andare dove si apre il mercato e ad affrontarlo. Questo <strong>le</strong><br />

nostre imprese domandano alla scuola, all'università, e qu<strong>in</strong>di alla<br />

politica".<br />

Un capitolo importante del discorso di <strong>in</strong>sediamento di Dal<strong>le</strong>ra<br />

è stato <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e dedicato al<strong>le</strong> relazioni s<strong>in</strong>dacali, tema che il neopresidente<br />

ha seguito qua<strong>le</strong> vicepresidente di Tambur<strong>in</strong>i e ai tavoli nazionali<br />

qua<strong>le</strong> vicepresidente di Federmeccanica. Dal<strong>le</strong>ra ha parlato di<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

"scommessa" a proposito dei recenti<br />

accordi firmati (senza la Cgil) sulla riforma<br />

del contratto, ricordando a <strong>tutti</strong> "che<br />

retribuzioni più e<strong>le</strong>vate saranno possibili<br />

solo migliorando l'efficienza, la redditività,<br />

la produttività e la competitività del<strong>le</strong><br />

aziende. Perché è nell’efficienza del<br />

manifatturiero - ha aggiunto - che vanno<br />

ricercati i mezzi per rimettere <strong>in</strong> equilibrio<br />

l’economia. Dobbiamo farci carico di<br />

proporre un nuovo progetto per la ripresa<br />

produttiva del<strong>le</strong> fabbriche, un progetto<br />

con cui affrontare i prob<strong>le</strong>mi del costo<br />

del lavoro e della produttività, del<strong>le</strong> ore<br />

lavorate e della f<strong>le</strong>ssibilità, dell’utilizzo<br />

degli impianti e della conflittualità,<br />

dell’assenteismo e della disaffezione al<br />

lavoro. Un progetto che - ha s<strong>in</strong>tetizzato<br />

Dal<strong>le</strong>ra <strong>in</strong>terpretando il pensiero di gran<br />

parte degli imprenditori <strong>in</strong> sala - possa<br />

f<strong>in</strong>almente ridare slancio alla volontà di<br />

<strong>in</strong>traprendere».<br />

(*) Giornalista “Il So<strong>le</strong> 24 Ore”<br />

LUGLIO 2009 59


SPECIALE ASSEMBLEE<br />

Marcegaglia, quattro priorità assolute:<br />

credito, pace socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />

Rego<strong>le</strong> per i mercati, lavoro, professionalità, specializzazione e capacità di guardare oltre il breve<br />

term<strong>in</strong>e saranno i nuovi motori della crescita secondo la presidente di Conf<strong>in</strong>dustria<br />

A<strong>le</strong>ssandro Cheula*<br />

C’è una costante nella più che secolare vicenda della Conf<strong>in</strong>dustria:<br />

la sua ost<strong>in</strong>ata unità, al di là degli avvicendamenti politici e istituzionali.<br />

La Conf<strong>in</strong>dustria italiana è sempre rimasta unita, al di sopra della<br />

dia<strong>le</strong>ttica <strong>in</strong>terna e dei differenti gruppi di <strong>in</strong>teresse che ne costituiscono<br />

la struttura associativa e organizzativa. In ogni momento della sua<br />

storia, <strong>in</strong> ogni svolta «epoca<strong>le</strong>», sia politica che istituziona<strong>le</strong>, sia di<br />

cultura che di costume - si veda la<br />

«rifondazione» del dopoguerra con<br />

Angelo Costa, la «svolta» riformista<br />

del ’68 col «Rapporto Pirelli», la<br />

parentesi «tecnica» con la presidenza<br />

di Guido Carli, l’agreement con<br />

Luciano Lama sulla scala mobi<strong>le</strong> ai<br />

tempi della presidenza di Gianni<br />

Agnelli, il ritorno alla centralità<br />

dell’impresa con Luigi Lucch<strong>in</strong>i -<br />

Conf<strong>in</strong>dustria ha sempre trovato<br />

l’unità attraverso la mediazione del<strong>le</strong><br />

diversità al suo <strong>in</strong>terno. Si dirà che<br />

la conciliazione degli <strong>in</strong>teressi è più<br />

faci<strong>le</strong> della composizione degli ideali,<br />

ma non basta. Poichè se gli <strong>in</strong>teressi<br />

senza valori sono miopi, i valori senza <strong>in</strong>teressi sono presbiti. Gli uni<br />

e gli altri, per garantire l’unità di <strong>in</strong>tenti di cui si parlava <strong>in</strong> premessa,<br />

60<br />

devono andare di pari passo: uniti sono<br />

v<strong>in</strong>centi, divisi sono perdenti.<br />

Le quattro priorità.<br />

Emma Marcegaglia è, <strong>in</strong> ord<strong>in</strong>e di<br />

tempo, l’ultima conferma di ta<strong>le</strong> filosofia.<br />

Non tanto perchè è stata<br />

e<strong>le</strong>tta con un p<strong>le</strong>biscito di<br />

consensi pressoché<br />

unanime, quanto perchè<br />

è riuscita nella non faci<strong>le</strong><br />

impresa di garantire unità<br />

d’<strong>in</strong>tenti e coesione<br />

rappresentativa anche <strong>in</strong><br />

tempi di crisi come quelli<br />

che stiamo attraversando.<br />

Lo si è visto <strong>in</strong> occasione<br />

dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong><br />

dell’<strong>Associazione</strong><br />

Industria<strong>le</strong> Bresciana.<br />

Quattro <strong>le</strong> «priorità<br />

assolute», tra i numerosi<br />

temi affrontati <strong>in</strong> quella sede dalla<br />

presidente della maggiore organizzazione


<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> italiana. Il credito al<strong>le</strong> imprese, con un appello quasi<br />

accorato a Corrado Faissola, il presidente dell’ABI presente <strong>in</strong> sala,<br />

a non far mancare «l’ossigeno all’economia»; la pace socia<strong>le</strong>, con un<br />

auspicio alla Cgil - «s<strong>in</strong>dacato di gente seria, una grande forza socia<strong>le</strong><br />

che rispettiamo e apprezziamo, pur nella libertà di critica» - a farsi<br />

carico della coesione socia<strong>le</strong> tornando al tavolo della trattativa sulla<br />

riforma della contrattazione; scuola e formazione, con un elogio alla<br />

m<strong>in</strong>istra Gelm<strong>in</strong>i («bresciana come voi») e <strong>in</strong>sieme un appello a fare<br />

di più. Inf<strong>in</strong>e l’energia, con un esplicito r<strong>in</strong>graziamento a Brescia e<br />

al presidente di Federacciai,<br />

Giuseppe Pas<strong>in</strong>i («anche lui<br />

bresciano») per aver posto tra i<br />

primi il tema del ritorno al<br />

nuc<strong>le</strong>are.<br />

Elaborazione e comunicazione.<br />

Fair play e determ<strong>in</strong>azione.<br />

Gr<strong>in</strong>ta e glamour. Ragione e<br />

passione. Orgoglio e decisione.<br />

Emma Marcegaglia, chiudendo<br />

nel tardo pomeriggio l’affollata<br />

assemb<strong>le</strong>a dell’Aib, è stata ancora<br />

una volta la conferma che la<br />

borghesia produttiva, quando è<br />

davvero ta<strong>le</strong>, è anche<br />

oggettivamente propulsiva e<br />

progressiva, come deve essere chi<br />

vuo<strong>le</strong> farsi carico dell’<strong>in</strong>teresse<br />

genera<strong>le</strong>. Un discorso, quello della<br />

presidente di Conf<strong>in</strong>dustria, ad<br />

alta <strong>in</strong>tensità concettua<strong>le</strong> (ha<br />

toccato <strong>tutti</strong> i temi dell’agenda<br />

socioeconomica) ed e<strong>le</strong>vata densità comunicaziona<strong>le</strong> (ha saputo<br />

comunicare col pubblico toccando <strong>le</strong> corde giuste, trasmettendo<br />

mozioni ed emozioni senza mai scadere nella retorica demagogica,<br />

nell’enfasi discorsiva o nel compiacimento autoreferenzia<strong>le</strong>).<br />

Meritatissima, dunque, la lunga ovazione di una platea, gli imprenditori<br />

bresciani, non avvezzi ai facili entusiasmi.<br />

L’impresa al tempo della crisi.<br />

«Il peggio è al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong> - ha esordito Marcegaglia - ma la crisi non<br />

è f<strong>in</strong>ita, il percorso sarà lungo, doloroso e diffici<strong>le</strong>». Che fare per<br />

<strong>in</strong>tercettare la prossima ripresa? «Nuove rego<strong>le</strong> della f<strong>in</strong>anza - ha<br />

proseguito la presidente di Conf<strong>in</strong>dustria - ma evitando gli eccessi<br />

prociclici di Basi<strong>le</strong>a 2 e sopratutto esortando banche e banchieri a<br />

tornare al loro mestiere di sostegno al sistema economico». Al secondo<br />

posto l’Europa, per la qua<strong>le</strong> serve più coord<strong>in</strong>amento e più coesione<br />

(«noi siamo per un’Europa forte»); il rapporto Stato-mercato («dopo<br />

la crisi non si deve tornare al primato dello Stato ma deve restare la<br />

centralità del mercato»). Quali i nuovi motori della crescita? Le<br />

rego<strong>le</strong>, il lavoro, la professionalità, la specializzazione. Gestire<br />

l’emergenza ma guardando oltre il breve term<strong>in</strong>e. A questo punto la<br />

relatrice ha ricordato una del<strong>le</strong> tre «priorità assolute» citate <strong>in</strong> premessa:<br />

il credito alla imprese. «A te Corrado (Faissola, ndr) chiedo di fare<br />

SPECIALE ASSEMBLEE<br />

tutto il possibi<strong>le</strong>, tutto quanto è <strong>in</strong> tuo<br />

potere aff<strong>in</strong>ché <strong>le</strong> banche non facciano<br />

mancare l’ossigeno al<strong>le</strong> aziende». Col<strong>le</strong>gata<br />

al prob<strong>le</strong>ma della liquidità la «vergogna<br />

naziona<strong>le</strong>» dei 70-80 miliardi di crediti<br />

del<strong>le</strong> imprese verso la Pubblica<br />

Amm<strong>in</strong>istrazione.<br />

Investimenti, <strong>in</strong>frastrutture, riforme.<br />

Marcegaglia è stata tassativa<br />

sull’esigenza di «aprire<br />

subito i cantieri». Moratoria<br />

ai licenziamenti? «Noi lo<br />

stiamo già facendo, più che<br />

appelli astratti chiediamo<br />

l’allungamento della Cig<br />

ord<strong>in</strong>aria». Partecipazione<br />

dei lavoratori? «Nessun<br />

pregiudizio ideologico, ma<br />

occorre un s<strong>in</strong>dacato meno<br />

conflittua<strong>le</strong>». L’ospite ha<br />

<strong>in</strong>serito a questo punto,<br />

dopo l’omaggio ad Aldo<br />

Bonomi, vicepresidente per<br />

i distretti <strong>in</strong>dustriali, un<br />

s<strong>in</strong>cero tributo a Bombassei,<br />

vicepresidente di<br />

Conf<strong>in</strong>dustria per i rapporti<br />

s<strong>in</strong>dacali, con il qua<strong>le</strong><br />

«siamo andati avanti sulla<br />

riforma della contrattazione<br />

nonostante l’opposizione<br />

della Cgil».<br />

Concludendo, Marcegaglia ha<br />

ricordato tre priorità contro la crisi.<br />

«Rendere operativi i provvedimenti già<br />

presi; detassazione degli utili re<strong>in</strong>vestiti e<br />

sgravi fiscali a chi <strong>in</strong>veste; subito <strong>le</strong> grandi<br />

riforme che servono al Paese come il taglio<br />

degli enti <strong>in</strong>utili e <strong>le</strong> liberalizzazioni».<br />

L’appello f<strong>in</strong>a<strong>le</strong>, non retorico ma<br />

autentico come tutto il tono del suo<br />

<strong>in</strong>tervento, la signora Marcegaglia l’ha<br />

dedicato a un concetto semplice e chiaro.<br />

«Dalla crisi si esce <strong>tutti</strong> <strong>in</strong>sieme», ha detto<br />

rivolta a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, neopresidente<br />

dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana,<br />

che <strong>in</strong> chiusura del suo discorso di<br />

<strong>in</strong>sediamento aveva esortato a guardare<br />

la crisi col «realismo dell’<strong>in</strong>telligenza» ma<br />

reagendo nel contempo con «l’ottimismo<br />

della volontà».<br />

14<br />

(*) Giornalista “Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />

LUGLIO 2009 61


L’<strong>in</strong>dustria<br />

bresciana settore<br />

per settore<br />

I settori<br />

64<br />

Produttività e solidità<br />

gli “asset” del<strong>le</strong> fonderie di metalli<br />

<strong>le</strong>ggeri e non ferrosi


L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Produttività e solidità gli “asset”<br />

del<strong>le</strong> fonderie di metalli <strong>le</strong>ggeri e non ferrosi<br />

Davide Fedregh<strong>in</strong>i*<br />

Le caratteristiche strutturali del settore<br />

Le fonderie di metalli <strong>le</strong>ggeri e altri metalli non ferrosi ricoprono<br />

un ruolo sempre più importante nell’<strong>in</strong>dustria metallurgica, grazie<br />

alla forte <strong>in</strong>tegrazione con il settore meccanico e con quello del<strong>le</strong><br />

costruzioni, che rappresentano i “motori” della nostra economia.<br />

Le imprese del settore a livello naziona<strong>le</strong> sono oltre 1.200 e<br />

occupano circa 21.400 addetti.<br />

La prov<strong>in</strong>cia di Brescia è il polo più importante a livello italiano,<br />

grazie a una quota del 28% degli<br />

addetti e del 21% del<strong>le</strong> imprese, seguita<br />

dal<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>ce di Milano, Tor<strong>in</strong>o,<br />

Bergamo, Vicenza e Varese. Si tratta<br />

di un settore caratterizzato qu<strong>in</strong>di da<br />

una forte concentrazione: non solo <strong>le</strong><br />

prime due prov<strong>in</strong>ce per importanza<br />

contribuiscono per quasi il 40% degli<br />

addetti, ma vi è anche una marcata<br />

specializzazione geografica, dato che<br />

i pr<strong>in</strong>cipali operatori del comparto<br />

sono localizzati nel settentrione del<br />

nostro Paese e per lo più lungo l’asse<br />

Tor<strong>in</strong>o-Venezia.<br />

Per quanto riguarda la dimensione<br />

azienda<strong>le</strong>, <strong>le</strong> micro imprese (sotto i 10<br />

dipendenti) sono quasi il 60% del tota<strong>le</strong>, ma poco meno del 15% dal<br />

punto di vista degli occupati; <strong>le</strong> picco<strong>le</strong> imprese rappresentano il 33%<br />

64<br />

del tota<strong>le</strong> e la corrispondente quota degli<br />

addetti è pari al 40%; <strong>le</strong> medie imprese<br />

sono soltanto il 6%, ma <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i<br />

occupazionali contano per quasi il 34%;<br />

<strong>in</strong>f<strong>in</strong>e, <strong>le</strong> grandi imprese non sono neanche<br />

l’1% dell’universo, ma con riferimento agli<br />

addetti pesano per il 12%.<br />

Dal punto di vista della forma giuridica,<br />

<strong>le</strong> società di capitali<br />

detengono una quota del<br />

41% del<strong>le</strong> imprese e del<br />

75% degli occupati.<br />

Considerevo<strong>le</strong> è la presenza<br />

di forme societarie più<br />

semplici, come l’impresa<br />

<strong>in</strong>dividua<strong>le</strong> (circa 18%) e<br />

la società di persone<br />

(40%), ma è limitato a un<br />

comp<strong>le</strong>ssivo 25% il loro<br />

peso dal punto di vista<br />

occupaziona<strong>le</strong>.<br />

Significativa è la<br />

presenza di imprese<br />

artigiane (58% circa del<strong>le</strong><br />

imprese), ma il loro contributo al tota<strong>le</strong><br />

degli occupati non raggiunge il 25%.


Tabella 1 – Le dimensioni del settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri<br />

e altri metalli non ferrosi <strong>in</strong> Italia<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Istat, Censimento Industria e<br />

Servizi, 2001.<br />

Per quanto riguarda nello specifico la prov<strong>in</strong>cia di Brescia, il<br />

settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri e di altri metalli non ferrosi<br />

si caratterizza per la presenza di alcuni fra i pr<strong>in</strong>cipali operatori a<br />

livello naziona<strong>le</strong>. La dimensione media azienda<strong>le</strong> (23 addetti) è <strong>in</strong>fatti<br />

superiore alla media naziona<strong>le</strong> (17); maggiore risulta <strong>in</strong>oltre l’<strong>in</strong>cidenza<br />

della grande impresa (16% per quanto riguarda gli addetti) e più<br />

limitata è la quota di occupati nel<strong>le</strong> micro imprese (poco meno del<br />

10%).<br />

Dal punto di vista della stratificazione per forma societaria emerge<br />

una maggiore <strong>in</strong>cidenza del<strong>le</strong> società di capitali (48% del<strong>le</strong> imprese)<br />

e del<strong>le</strong> società di persone (44%) rispetto al dato naziona<strong>le</strong> e un<br />

contestua<strong>le</strong> m<strong>in</strong>ore peso dell’impresa <strong>in</strong>dividua<strong>le</strong> (poco meno 8%<br />

contro il 18% tota<strong>le</strong>).<br />

La quota del<strong>le</strong> imprese artigiane e dei relativi addetti è <strong>in</strong>vece <strong>in</strong><br />

l<strong>in</strong>ea con la media italiana.<br />

Tabella 2 – Le dimensioni del settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri<br />

e altri metalli non ferrosi <strong>in</strong> prov<strong>in</strong>cia di Brescia<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Istat, Censimento Industria e<br />

Servizi, 2001<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Il campione di analisi<br />

L’analisi della d<strong>in</strong>amica economica e<br />

f<strong>in</strong>anziaria del<strong>le</strong> imprese del settore<br />

riguarda un campione di 165 società di<br />

capitali (di cui 46 con sede <strong>in</strong> prov<strong>in</strong>cia<br />

di Brescia) per <strong>le</strong> quali è stato possibi<strong>le</strong><br />

recuperare i bilanci relativi al periodo<br />

2005-2007. Il tasso di copertura<br />

dell’universo del<strong>le</strong> società di capitali è<br />

significativo, <strong>in</strong> quanto il campione<br />

rappresenta il 35,94% del<strong>le</strong> imprese con<br />

sede nella nostra prov<strong>in</strong>cia e il 32,16%<br />

di quel<strong>le</strong> nazionali.<br />

Nel periodo considerato, <strong>le</strong> imprese<br />

del settore hanno registrato una notevo<strong>le</strong><br />

crescita del fatturato, dovuta non tanto<br />

all’aumento del volume degli affari, ma<br />

al forte <strong>in</strong>cremento del prezzo del<strong>le</strong><br />

materie prime. Per il campione naziona<strong>le</strong>,<br />

<strong>le</strong> vendite sono passate da 2,4 miliardi di<br />

euro del 2005 a 3,1 del 2007; <strong>in</strong> ambito<br />

bresciano si è passati dai 717 milioni di<br />

euro del 2005 ai 1.040 milioni del 2007.<br />

Ta<strong>le</strong> risultato è stato conseguito, come si<br />

vedrà di seguito, migliorando marg<strong>in</strong>i<br />

sul<strong>le</strong> vendite: l’uti<strong>le</strong> netto aggregato è<br />

<strong>in</strong>fatti cresciuto ribaltando nel 2007 i<br />

valori negativi riscontrati nel biennio<br />

precedente. Per <strong>le</strong> imprese bresciane l’uti<strong>le</strong><br />

si è <strong>in</strong>crementato di circa il 400% dal<br />

2005 al 2007, mettendo a segno una<br />

performance assolutamente ri<strong>le</strong>vante.<br />

La redditività<br />

Riguardo a ta<strong>le</strong> aspetto, <strong>le</strong> imprese del<br />

settore presentano un andamento<br />

estremamente diversificato. Da una parte<br />

è possibi<strong>le</strong> <strong>in</strong>dividuare il cluster del<br />

sottocampione bresciano, caratterizzato<br />

da buoni valori degli <strong>in</strong>dicatori di<br />

redditività; dall’altra troviamo gli operatori<br />

nazionali, che evidenziano <strong>in</strong>dici il più<br />

del<strong>le</strong> volte assolutamente <strong>in</strong>sufficienti. In<br />

altre paro<strong>le</strong>, <strong>le</strong> imprese della nostra<br />

prov<strong>in</strong>cia si caratterizzano per una<br />

redditività positiva, crescente e<br />

ampiamente superiore alla media<br />

naziona<strong>le</strong>.<br />

Nello specifico, la redditività del<br />

capita<strong>le</strong> proprio (misurata dal ROE,<br />

Return On Equity) nel 2007 ha<br />

consolidato il<br />

14<br />

balzo realizzato nel 2006 e<br />

si è attestata su valori di tutto rilievo,<br />

nettamente superiori sia rispetto ai tassi<br />

LUGLIO 2009 65


L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Tabella 3 – Alcuni s<strong>in</strong>tetici dati d bilancio<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

no risk percepibili <strong>in</strong> <strong>in</strong>vestimenti potenzialmente alternativi, sia nei<br />

confronti dei valori che lo stesso <strong>in</strong>dice assume relativamente agli<br />

operatori non bresciani; <strong>in</strong> questo caso la d<strong>in</strong>amica del ROE risulta<br />

<strong>in</strong> forte crescita, ma i valori riscontrati nel 2005 e nel 2006 sono<br />

ampiamente <strong>in</strong>feriori a zero e quello registrato nel 2007 è positivo,<br />

ma comunque tutt’altro che esaltante.<br />

Paral<strong>le</strong>lamente alla redditività netta, anche quella operativa<br />

(misurata dal ROA – Return On Asset) evidenzia, per il campione<br />

bresciano, una d<strong>in</strong>amica positiva e nettamente superiore rispetto alla<br />

media naziona<strong>le</strong>.<br />

Ta<strong>le</strong> differenzia<strong>le</strong> di performance trova spiegazione nei maggiori<br />

valori del ROS (Return On Sa<strong>le</strong>s, <strong>in</strong>dicatore della redditività del<strong>le</strong><br />

vendite) e della Rotazione del Capita<strong>le</strong> Investito (proxy della<br />

Tabella 4 – La redditività<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

66<br />

produttività del capita<strong>le</strong>). Riguardo a<br />

questi <strong>in</strong>dicatori, gli <strong>in</strong>dici del<strong>le</strong> imprese<br />

bresciane non risultano straord<strong>in</strong>ari, ma<br />

comunque significativamente e<br />

costantemente migliori rispetto a quel<strong>le</strong><br />

con sede fuori dalla nostra prov<strong>in</strong>cia.<br />

Inf<strong>in</strong>e, l’<strong>in</strong>dice Ebitda marg<strong>in</strong> presenta<br />

valori piuttosto omogenei sia <strong>in</strong> ambito<br />

tempora<strong>le</strong> sia <strong>in</strong> quello territoria<strong>le</strong>, anche<br />

se cont<strong>in</strong>ua a essere evidente la migliore<br />

performance del<strong>le</strong> imprese bresciane.<br />

La struttura e la solidità f<strong>in</strong>anziaria<br />

Gli <strong>in</strong>dici relativi alla struttura e alla<br />

solidità f<strong>in</strong>anziaria mostrano un sufficiente<br />

grado di capitalizzazione del<strong>le</strong> imprese<br />

bresciane: essa risulta costantemente<br />

superiore, per <strong>tutti</strong> gli <strong>in</strong>dicatori analizzati,<br />

rispetto al<strong>le</strong> imprese italiane.<br />

In dettaglio, l’Indice di <strong>in</strong>dipendenza<br />

f<strong>in</strong>anziaria del<strong>le</strong> imprese locali si è<br />

mantenuto nel triennio 2005-2007 su<br />

valori <strong>in</strong>torno al 30%, circa 3 punti <strong>in</strong><br />

più della media naziona<strong>le</strong>.<br />

Sempre per quanto riguarda il<br />

campione bresciano, l’Indice di struttura<br />

primario e secondario confermano il<br />

sufficiente livello di capitalizzazione<br />

precedentemente evidenziato. Per quanto<br />

riguarda <strong>le</strong> imprese al di fuori della nostra<br />

prov<strong>in</strong>cia, tali <strong>in</strong>dici mettono <strong>in</strong>vece <strong>in</strong><br />

evidenza l’<strong>in</strong>capacità dei mezzi propri e<br />

dei debiti a lungo term<strong>in</strong>e di “coprire” <strong>le</strong><br />

immobilizzazioni; ciò è dovuto non solo<br />

al già citato <strong>in</strong>feriore grado di<br />

patrimonializzazione, ma anche alla<br />

m<strong>in</strong>ore f<strong>le</strong>ssibilità dell’attivo e alla<br />

contestua<strong>le</strong> maggiore <strong>in</strong>cidenza del<strong>le</strong><br />

immobilizzazioni.<br />

Le imprese del campione bresciano si<br />

caratterizzano, <strong>in</strong>oltre, per una struttura<br />

debitoria <strong>in</strong> cui la componente a breve è<br />

piuttosto e<strong>le</strong>vata, ma costantemente<br />

<strong>in</strong>feriore rispetto alla media naziona<strong>le</strong>;<br />

nettamente maggiore risulta <strong>in</strong>vece il<br />

ricorso ai debiti di natura bancaria, nel<br />

caso bresciano di poco <strong>in</strong>feriori al 40%<br />

rispetto a valori <strong>in</strong>torno al 30% per quanto<br />

riguarda <strong>le</strong> altre prov<strong>in</strong>ce.<br />

Tuttavia la maggiore esposizione verso<br />

gli istituti di credito non sembra destare<br />

eccessive preoccupazioni: l’<strong>in</strong>dice Debiti<br />

verso <strong>le</strong> banche / Fatturato appare <strong>in</strong>fatti<br />

sotto controllo, anche grazie alla forte


Tabella 5 – La struttura e la solidità f<strong>in</strong>anziaria<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

crescita del denom<strong>in</strong>atore nel periodo considerato. Tuttavia ta<strong>le</strong><br />

<strong>in</strong>dice potrebbe subire un <strong>in</strong>cremento a causa della recessione che<br />

si prevede durerà tutto il biennio 2008-2009 e che provocherà una<br />

dim<strong>in</strong>uzione del valore del<strong>le</strong> vendite.<br />

Il relativamente maggiore peso dei debiti bancari sul tota<strong>le</strong> del<strong>le</strong><br />

fonti di terzi non si è tradotto per <strong>le</strong> imprese bresciane <strong>in</strong> maggiori<br />

oneri f<strong>in</strong>anziari sul fatturato. Questi risultano anzi sensibilmente<br />

Tabella 6 – La scomposizione della <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

<strong>in</strong>feriori alla media naziona<strong>le</strong> e stabili su<br />

valori di sostanzia<strong>le</strong> tranquillità.<br />

Coerente col quadro sopra descritto<br />

è l’andamento dell’<strong>in</strong>dice Interest<br />

coverage: <strong>le</strong> imprese bresciane evidenziano<br />

un ottimo equilibrio fra Reddito operativo<br />

e Oneri f<strong>in</strong>anziari; comunque positivo,<br />

ma molto meno brillante è l’andamento<br />

di ta<strong>le</strong> <strong>in</strong>dicatore per <strong>le</strong> imprese con sede<br />

al di fuori della nostra prov<strong>in</strong>cia, il qua<strong>le</strong><br />

ha assunto nel 2005 un valore solo di<br />

poco maggiore di zero.<br />

La <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria<br />

Il campione bresciano, oltre a essere<br />

maggiormente capitalizzato, risulta più<br />

efficiente della media naziona<strong>le</strong> anche<br />

nell’utilizzo della <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria.<br />

Infatti i valori dell’Effetto semplice di<br />

<strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria, dato dalla differenza fra<br />

il ROI (Return On Investment) e il Costo<br />

apparente del debito (misurato dal<br />

rapporto fra Oneri f<strong>in</strong>anziari e Debiti<br />

f<strong>in</strong>anziari) sono, per gli operatori locali,<br />

sempre positivi e addirittura, per quanto<br />

riguarda l’ultimo biennio, di poco <strong>in</strong>feriori<br />

al 7%. Ciò significa che la redditività<br />

operativa del<strong>le</strong> imprese bresciane del<br />

settore è più che sufficiente a coprire gli<br />

esborsi monetari necessari a remunerare<br />

i prestatori di capita<strong>le</strong> esterni al<strong>le</strong> stesse.<br />

I valori sotto l’unità del Leverage mitigano,<br />

almeno <strong>in</strong> parte, gli effetti che l’Effetto<br />

semplice di <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria produrrebbe<br />

sulla redditività netta.<br />

Si riscontra <strong>in</strong>vece una situazione<br />

nettamente opposta nel caso del<strong>le</strong> imprese<br />

non bresciane: nel triennio 2005-2007<br />

il Costo apparente del debito è<br />

costantemente maggiore del ROI, per cui<br />

la redditività operativa risulta <strong>in</strong>sufficiente<br />

a far fronte al costo del debito; <strong>in</strong> altre<br />

paro<strong>le</strong>, l’<strong>in</strong>debitamento non si traduce <strong>in</strong><br />

ricchezza, ma genera perdite. Ta<strong>le</strong><br />

meccanismo viene accentuato dai valori<br />

del Leverage, non particolarmente e<strong>le</strong>vati,<br />

ma comunque tali da amplificare, anche<br />

se solo <strong>in</strong> m<strong>in</strong>ima parte, questo processo<br />

creatore di disvalore.<br />

La liquidità<br />

La capacità<br />

14<br />

del<strong>le</strong> imprese del settore<br />

di far fronte agli impegni di breve periodo<br />

appare sufficiente, anche se non esaltante.<br />

LUGLIO 2009 67


Frigerio: la vera ripresa? È <strong>le</strong>gata<br />

esclusivamente ai grandi <strong>in</strong>vestimenti<br />

“Ripartiamo da noi stessi” è il messaggio forte e chiaro lanciato dal presidente di Assofond e consigliere<br />

AIB, che agli imprenditori suggerisce di rivedere organizzazione, dimensioni, struttura e comportamenti<br />

di mercato del<strong>le</strong> loro aziende.<br />

Giovanni Arman<strong>in</strong>i*<br />

«Ripartiamo da noi stessi». Un<br />

messaggio forte e chiaro, quello di<br />

Alberto Frigerio, presidente di<br />

Assofond (l’associazione aderente a<br />

Conf<strong>in</strong>dustria che riunisce <strong>le</strong><br />

fonderie), componente e<strong>le</strong>tto nella<br />

Giunta e nel Consiglio direttivo AIB<br />

e presidente del<strong>le</strong> Fonderie di<br />

Torbo<strong>le</strong>.<br />

Nessuna richiesta particolare di<br />

<strong>in</strong>tervento pubblico, anche se f<strong>in</strong><br />

qui <strong>le</strong> misure (ma è op<strong>in</strong>ione<br />

condivisa da più parti) sono<br />

assolutamente <strong>in</strong>utili, nessun alibi,<br />

se non la motivata preoccupazione<br />

di una situazione di rapporti bancaimpresa<br />

oltremodo penalizzante.<br />

Frigerio suggerisce agli imprenditori<br />

di ripartire da se stessi, rivedere <strong>le</strong> loro<br />

organizzazioni, <strong>le</strong> dimensioni, <strong>le</strong><br />

strutture, il modo di stare sul mercato.<br />

Come a dire, <strong>in</strong>direttamente, che<br />

anche nella crisi più drammatica del<br />

nuovo mil<strong>le</strong>nnio l’arte di saper trovare<br />

autonomamente soluzioni rimane la<br />

migliore a cui uniformarsi.<br />

Una questione di gap<br />

Per il presidente Assofond sarà<br />

fondamenta<strong>le</strong>: «ragionare sul<strong>le</strong><br />

dimensioni aziendali. Era il<br />

prob<strong>le</strong>ma prioritario un anno fa,<br />

alla vigilia della crisi. È rimasto il<br />

pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> e<strong>le</strong>mento con cui<br />

confrontarsi, anche perchè la<br />

riduzione del volume d’affari non<br />

può essere contrastata con <strong>le</strong> armi<br />

consuete: produzione, qualità,<br />

<strong>in</strong>vestimenti, occupazione. Si sono<br />

<strong>in</strong>vertite molte situazioni e sul<br />

campo bisognerà lasciare il numero<br />

m<strong>in</strong>ore di morti possibi<strong>le</strong>».<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Limitare i danni, qu<strong>in</strong>di, ma non<br />

solo: «È fondamenta<strong>le</strong> fare questo<br />

passo - cont<strong>in</strong>ua Frigerio - anche se<br />

spesso è lontano dalla nostra<br />

mentalità. Sono segnali di<br />

cambiamento da dare al mercato<br />

assolutamente decisivi, lo potrebbero<br />

essere anche nel rapporto con <strong>le</strong><br />

banche». La <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria del resto<br />

cont<strong>in</strong>ua ad essere quella che<br />

drammaticamente condiziona<br />

maggiormente la capacità del<strong>le</strong><br />

imprese di affrontare la crisi: «Ci<br />

troviamo davanti ad un paradosso:<br />

va <strong>in</strong> difficoltà chi f<strong>in</strong>o a questo<br />

momento ha <strong>in</strong>vestito mettendo <strong>in</strong><br />

moto un circolo vizioso. Le mutate<br />

condizioni rendono davvero diffici<strong>le</strong><br />

la conciliazione fra <strong>le</strong> difficoltà di<br />

fatturato e gli oneri f<strong>in</strong>anziari».<br />

L’orizzonte tuttavia si presenta meno<br />

o<strong>scuro</strong> di quel che si potrebbe<br />

pensare. «Chi è col<strong>le</strong>gato<br />

all’automotive, nel nostro settore,<br />

sta avendo un segna<strong>le</strong> importante<br />

di ripresa. Si tratta di un ambito che<br />

sta costituendo un’eccezione: la<br />

ripresa c’è. C’è grossissima difficoltà<br />

<strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di risultati sul 2009, ma<br />

l’automotive ha dimostrato la sua<br />

forza politica ottenendo<br />

f<strong>in</strong>anziamenti. Siamo al 75-80% del<br />

fatturato su base annua, molto<br />

meglio di chi sta viaggiando anche<br />

sotto il 50%». Segnali spesso<br />

discordanti e difficili da <strong>in</strong>terpretare:<br />

«La preoccupazione di <strong>tutti</strong> è che<br />

alcune ipotesi di ripresa <strong>in</strong> realtà<br />

non abbiano tenuta, ma allo stesso<br />

momento è vero che i magazz<strong>in</strong>i dei<br />

clienti sono ormai vuoti e l’effetto<br />

può essere <strong>in</strong>dotto da questa<br />

situazione».<br />

La ripresa vera?<br />

«È <strong>le</strong>gata esclusivamente ai grandi<br />

<strong>in</strong>vestimenti. Vero è che al contempo<br />

questi devono essere sostenuti da<br />

una situazione favorevo<strong>le</strong>: pagamenti<br />

sicuri e tempi certi <strong>in</strong> primis. È assurdo<br />

che sia lo stesso Stato a mettere <strong>in</strong> crisi<br />

<strong>le</strong> aziende, che alla f<strong>in</strong>e devono<br />

sommare ritardi a ritardi, perchè anche<br />

<strong>le</strong> grandi aziende stanno imponendo<br />

tempi lunghissimi per i pagamenti».<br />

Una situazione <strong>in</strong>tricata <strong>in</strong> cui <strong>le</strong> ultime<br />

politiche <strong>in</strong>dustriali sono quel<strong>le</strong> del<br />

piano Industria 2015 dell’ex m<strong>in</strong>istro<br />

Bersani. «Un quadro che forse<br />

andrebbe ri<strong>le</strong>tto alla luce di quello che<br />

è successo nell’ultimo anno. Un vertice<br />

di tutte <strong>le</strong> parti <strong>in</strong> causa per verificare<br />

gli orientamenti da mettere <strong>in</strong> atto a<br />

livello politico e macroeconomico <strong>in</strong><br />

questa fase mi sembra auspicabi<strong>le</strong>».<br />

(*) Giornalista “Bresciaoggi”


Tabella 7 – La liquidità<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

Per quanto riguarda gli operatori bresciani, il Current Ratio si<br />

attesta su valori <strong>in</strong>torno a 1,30 mentre il Quick Ratio (al netto del<strong>le</strong><br />

Rimanenze) ruota <strong>in</strong>torno a 0,90. La Durata del Ciclo Commercia<strong>le</strong><br />

ha una d<strong>in</strong>amica positiva e assolutamente <strong>in</strong> equilibrio risulta la<br />

gestione comb<strong>in</strong>ata dei crediti verso i clienti e dei debiti verso i<br />

fornitori.<br />

Moderatamente più affannata la situazione della liquidità per <strong>le</strong><br />

imprese con sede al di fuori della nostra prov<strong>in</strong>cia: se i valori del<br />

Quick Ratio appaiono del tutto normali, il Current Ratio presenta<br />

una d<strong>in</strong>amica non particolarmente brillante, sebbene non vi siano<br />

gli estremi per eccessive preoccupazioni. La Durata del Ciclo<br />

Tabella 8 – La produttività<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

Commercia<strong>le</strong>, pur <strong>in</strong> peggioramento nel<br />

triennio 2005-2007, è da ritenersi<br />

comunque più che adeguata.<br />

La produttività<br />

Le imprese bresciane si caratterizzano<br />

per una più e<strong>le</strong>vata produttività rispetto<br />

alla media naziona<strong>le</strong>. I Ricavi pro capite<br />

del<strong>le</strong> imprese locali sono fortemente<br />

cresciuti nel 2006 per poi stabilizzarsi nel<br />

2007 e attestarsi <strong>in</strong>torno ai 400mila euro.<br />

Lo stesso <strong>in</strong>dicatore per <strong>le</strong> imprese non<br />

bresciane presenta valori nettamente<br />

<strong>in</strong>feriori, anche se il trend di crescita non<br />

sembra essersi esaurito nel 2006, anzi è<br />

proseguito anche nel 2007, anno <strong>in</strong> cui<br />

ha raggiunto il valore massimo di 283mila<br />

euro, comunque oltre 100mila euro<br />

<strong>in</strong>feriore al dato bresciano.<br />

La maggiore produttività dei players<br />

bresciani è confermata dall’andamento<br />

del Valore aggiunto pro capite, che nel<br />

triennio considerato ha addirittura<br />

<strong>in</strong>crementato la forbice nei confronti del<strong>le</strong><br />

media naziona<strong>le</strong>.<br />

È opportuno però sottol<strong>in</strong>eare che<br />

l’andamento degli <strong>in</strong>dici di produttività<br />

è stato significativamente <strong>in</strong>fluenzato<br />

dall’aumento dei prezzi del<strong>le</strong> materie<br />

prime, <strong>in</strong> particolare dei metalli.<br />

A conferma di una sorta di “effetto<br />

prezzo”, che ha gonfiato i fatturati ma<br />

non i reali volumi d’affari né la rea<strong>le</strong><br />

produttività degli operatori del comparto,<br />

è il fatto che il Costo del lavoro pro capite<br />

è rimasto <strong>in</strong>variato nel triennio 2005-<br />

2007, su valori fra l’altro <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con la<br />

media del settore metalmeccanico.<br />

L’acce<strong>le</strong>razione dei prezzi del<strong>le</strong> materie<br />

prime rispetto agli altri costi operativi,<br />

quali quelli del lavoro, ha comportato la<br />

riduzione dell’<strong>in</strong>cidenza del costo del<br />

persona<strong>le</strong> sul comp<strong>le</strong>sso dei costi operativi<br />

e il contestua<strong>le</strong> <strong>in</strong>cremento dell’<strong>in</strong>dice<br />

Rendimento dipendenti.<br />

La fiscalità<br />

Per quanto riguarda <strong>le</strong> imprese<br />

bresciane, l’Aliquota media effettiva,<br />

calcolata sul<strong>le</strong> aziende con un Risultato<br />

prima del<strong>le</strong> imposte non <strong>in</strong>feriore a zero,<br />

risulta al 2007<br />

14<br />

di circa sette punti<br />

percentuali superiore rispetto a quella<br />

nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong>, sebbene risulti <strong>in</strong> netto calo<br />

LUGLIO 2009 71


Tabella 9 – La fiscalità<br />

Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />

rispetto ai valori assunti nel biennio precedente. Questi ultimi tuttavia<br />

appaiono eccessivamente e<strong>le</strong>vati, considerando il fatto che <strong>le</strong> logiche<br />

L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />

di calcolo dell’IRAP, pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> “imputato”<br />

per la forbice fra aliquota nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong> ed<br />

effettiva, tendono di norma a penalizzare<br />

i processi produttivi a più alta <strong>in</strong>tensità<br />

di lavoro.<br />

Le aliquote effettive per <strong>le</strong> imprese<br />

nazionali presentano un andamento non<br />

del tutto <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con il campione<br />

bresciano e si caratterizzano per i valori<br />

sensibilmente <strong>in</strong>feriori riscontrati nel 2005<br />

e nel 2007, anno <strong>in</strong> cui l’aliquota effettiva<br />

risulta addirittura <strong>in</strong>feriore a quella<br />

nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong>.<br />

(*) Centro Studi AIB<br />

LUGLIO 2009 73


DONNA & IMPRESA<br />

Madda<strong>le</strong>na: figli e lavoro, impresa possibi<strong>le</strong><br />

“Anche <strong>in</strong> Italia una donna deve essere nel<strong>le</strong> condizioni di conciliare famiglia e attività professiona<strong>le</strong>–<br />

spiega Madda<strong>le</strong>na Nocivelli, che nel 2000 ha fondato la S4w<strong>in</strong> -. All’estero è diverso, hanno capito ta<strong>le</strong><br />

necessità. Proprio questo sarà uno degli impegni di AIB Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> Plura<strong>le</strong>”.<br />

Magda Biglia*<br />

Spirito <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>, grande apertura, irruenza, entusiasmo.<br />

Sono <strong>le</strong> cifre che caratterizzano il racconto autobiografico di Madda<strong>le</strong>na<br />

Nocivelli, imprenditrice da d<strong>in</strong>astia ma <strong>in</strong> proprio <strong>in</strong> un settore<br />

<strong>in</strong>novativo. La sua S4w<strong>in</strong>, fondata nel 2000, certificata ISO 9001,<br />

fornisce prodotti e servizi Internet al<strong>le</strong> medie imprese che vogliono<br />

progettare nuove soluzioni di<br />

bus<strong>in</strong>ess.<br />

Proveniente dal market<strong>in</strong>g e<br />

dalla comunicazione, con<br />

esperienze all’estero, Madda<strong>le</strong>na<br />

ha avviato la sua avventura<br />

<strong>in</strong>formatica dando<strong>le</strong> nel tempo<br />

un taglio sempre più tecnologico.<br />

“Un prodotto che sta nella mente<br />

e nella capacità di comunicarlo”.<br />

Fra <strong>le</strong> esperienze non è<br />

mancato il passaggio con il padre<br />

Luigi, scomparso fratello del past<br />

president di Aib Gian Franco<br />

Nocivelli, ma il suo futuro se l’è<br />

voluto costruire da sola. “Con<br />

mio padre ho avuto scontri alla<br />

f<strong>in</strong>e costruttivi ma pesanti, forse<br />

perché gli assomiglio molto”. Da<br />

lui ha appreso la cultura <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> di stampo bresciano, ma anche<br />

“la ricchezza menta<strong>le</strong>, i mil<strong>le</strong> <strong>in</strong>teressi”.<br />

In particolare quello per l’arte. “Abitava<br />

a Verolanuova, erano i tempi della Ocean,<br />

aveva una vera passione per la basilica del<br />

‘600, a cui ha dedicato studi e risorse. È<br />

stato tra i 200 del nuc<strong>le</strong>o<br />

<strong>in</strong>izia<strong>le</strong> del Fai”. Ora la<br />

figlia segue lo stesso<br />

percorso di grande amore<br />

per il mondo dell’arte.<br />

“Anche tramite alcune<br />

amicizie, sono entrata <strong>in</strong><br />

quell’universo così<br />

differente dal nostro, che<br />

mi attira, fa uscire la parte<br />

creativa che ho dentro<br />

nascosta. Con la mamma<br />

stiamo pensando ad un<br />

premio per gli artisti, un<br />

modo per sostenerli e<br />

<strong>in</strong>centivarli”.<br />

Il prologo <strong>in</strong><br />

Università è alla facoltà di<br />

Filosofia alla Cattolica,<br />

“mi è servita a dilatare il pensiero, ad<br />

LUGLIO 2009 75


DONNA & IMPRESA<br />

acquisire un metodo”. “Mi piace andare a fondo, <strong>in</strong>dagare. Avendo<br />

seguito l’<strong>in</strong>dirizzo Mora<strong>le</strong> e del Diritto, avendo dato esami di Legge,<br />

mi è venuta voglia di passare dalla teoria alla prassi e mi sono iscritta<br />

a Giurispudenza”. Il passo successivo è stato un anno e mezzo di<br />

praticantato al Tribuna<strong>le</strong> di Milano. “Lì ho capito che non era la mia<br />

strada, si è spento il sogno di vedermi avvocato civi<strong>le</strong>, <strong>in</strong> campo<br />

commercia<strong>le</strong>. Il mio approccio idealistico, fresco di pag<strong>in</strong>a, si è<br />

scontrato con la realtà quotidiana, con i processi che durano qu<strong>in</strong>dici<br />

anni, con l’arduo dialogo fra avvocati e parte giudiziaria, con il senso<br />

di impotenza, di impossibilità di <strong>in</strong>fluire. Non faceva per una come<br />

me col bisogno di controllo sul<strong>le</strong> cose”. L’aria che si respira <strong>in</strong> una<br />

casa imprenditoria<strong>le</strong> non è <strong>in</strong>nocua.<br />

Dopo sette anni vissuti fuori, <strong>in</strong> Germania soprattutto, dopo<br />

lavori <strong>in</strong> ambito cosmetico, degli e<strong>le</strong>ttrodomestici, del beverage, è<br />

tornata. “Ero partita, pur essendo già sposata, con l’approvazione un<br />

po’ obtorto collo del partner”. È tornata, ha fatto due figli e messo<br />

su un’azienda. Gabrie<strong>le</strong> ha otto anni e Miche<strong>le</strong> quattro. “Sono stata<br />

aiutata, da mio marito Luca bravissimo padre, dai miei collaboratori<br />

che mi accettavano con bamb<strong>in</strong>o al seguito, con <strong>le</strong> pause per<br />

l’allattamento”. Non si spaventava certo per due figli, nata da famiglia<br />

numerosa, <strong>in</strong> cui “si rigava diritto”. “Mio padre era severo e mia<br />

madre, friulana doc, pure. La prima macch<strong>in</strong>a, di seconda mano,<br />

non l’ho avuta ai diciott’anni ma ce l’hanno regalata i miei suoceri<br />

a ventiquattro, quando ci siamo sposati. Noi fratelli non eravamo<br />

viziati ma ho dei ricordi bellissimi. È vita<strong>le</strong> il confronto, impari a<br />

tenere conto degli altri; anche i litigi, ti<br />

preparano alla vita”.<br />

“Ai miei figli dedico sempre il f<strong>in</strong>e<br />

settimana, viaggiamo assieme nel<strong>le</strong><br />

vacanze, li sp<strong>in</strong>go allo sport, uno solo,<br />

bene; sono un po’ tedesca con loro, li<br />

stresso ma li abbraccio tanto”. “Non tutte<br />

<strong>le</strong> lavoratrici madri hanno la mia fortuna.<br />

È fondamenta<strong>le</strong> che il sistema consenta<br />

ad una donna di portare avanti serena <strong>le</strong><br />

due esperienze, il lavoro e la famiglia.<br />

Occorre trovare un modo di conciliazione,<br />

con un distacco dall’occupazione meno<br />

lungo ma con supporti adeguati. Fra i<br />

miei dieci dipendenti, ci sono quattro<br />

donne: al momento spero che si trovi una<br />

soluzione. All’estero è diverso, hanno<br />

capito la necessità di sostegni alla<br />

maternità che non priv<strong>in</strong>o l’economia di<br />

un apporto prezioso e la nazione del<strong>le</strong><br />

necessarie nascite. Quando stavo <strong>in</strong><br />

Germania, al sabato matt<strong>in</strong>a si vedevano<br />

<strong>in</strong> giro un sacco di pancioni, di carrozz<strong>in</strong>e,<br />

era una meraviglia a vedersi, rispetto a<br />

qui”. Questo sarà uno degli impegni del


gruppo ‘Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> plura<strong>le</strong>’ <strong>in</strong> <strong>Associazione</strong>. “Dobbiamo farci<br />

portavoce di queste esigenze, non per noi ma per tutte, per il Paese<br />

stesso”. Madda<strong>le</strong>na è nel team che si occupa della comunicazione,<br />

di un nuovo sito e di altri strumenti tipo news<strong>le</strong>tter. Fra i suoi progetti<br />

c’è una scuola <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. “Una scuola di respiro spazioso, volta<br />

all'apprendimento del<strong>le</strong> l<strong>in</strong>gue e del<strong>le</strong> culture, pur mantenendo<br />

l’attenzione alla nostra cultura. Una simi<strong>le</strong> partirà proprio quest’anno<br />

a Bottic<strong>in</strong>o, ma penso che ci sia possibilità per altre proposte”.<br />

Mamma Nocivelli ci crede talmente che tutte <strong>le</strong> matt<strong>in</strong>e parte da<br />

Manerba, dove abita, porta Gabrie<strong>le</strong> alla scuola <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> di<br />

Verona poi arriva a Roncadel<strong>le</strong> a lavorare.<br />

“Una preparazione <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> è determ<strong>in</strong>ante per un<br />

imprenditore, i nostri piani di formazione devono andare <strong>in</strong> quella<br />

direzione. I bresciani non hanno paura di uscire, esportano parecchio.<br />

Tuttavia manca ancora la sp<strong>in</strong>ta alla conoscenza, non solo della<br />

l<strong>in</strong>gua, di tutto quanto sta dietro, manca la propensione allo scambio<br />

reciproco con i vari saperi. Perché, per esempio, non att<strong>in</strong>gere<br />

persona<strong>le</strong> preparato dall’estero, non assumere manager? Sei vai solo<br />

per il bus<strong>in</strong>ess e non entri <strong>in</strong> quella mentalità alla f<strong>in</strong>e fai fatica a<br />

promuovere il tuo prodotto. Il radicamento nel territorio non deve<br />

rappresentare una barriera. Io sono molto curiosa, so due l<strong>in</strong>gue, ne<br />

vorrei imparare altre avendone il tempo. Ho già tentato col c<strong>in</strong>ese.<br />

Forse approfitterò del momento diffici<strong>le</strong><br />

che stiamo vivendo”.<br />

“Meno domanda, restr<strong>in</strong>gimento del<br />

credito. È dura anche per noi. Se prima<br />

il cliente era <strong>in</strong>vogliato a migliorare i<br />

processi, adesso cerca di sopravvivere,<br />

rimanda o fa a puntate. Alcune aziende<br />

però hanno capito che con Internet hanno<br />

una resa maggiore, che il futuro sta nel<strong>le</strong><br />

nuove tecnologie. L’e-commerce è poco<br />

sviluppato anche per l’età media<br />

dell’imprenditoria italiana, però col<br />

ricambio generaziona<strong>le</strong> tutto cambierà e<br />

chi si sarà portato avanti, sarà già<br />

consolidato e pronto. Mio padre diceva<br />

sempre ‘dal progresso non si torna<br />

<strong>in</strong>dietro’. Il progresso è evoluzione<br />

menta<strong>le</strong>. Certo lo devi gestire, devi<br />

avvic<strong>in</strong>arti <strong>in</strong> modo critico, ma non si<br />

torna <strong>in</strong>dietro”.<br />

(*) Giornalista “Il Giorno”<br />

DONNA & IMPRESA<br />

LUGLIO 2009 77


Poste Italiane Edizione A.P. 70% BS I.P.<br />

Periodico dell’economia a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />

euro 4,00 LUGLIO duemilanove<br />

AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />

<strong>in</strong> primo piano<br />

Brunetta,<br />

l’obiettivo è<br />

aumentare del 50%<br />

la produttività nella PA<br />

Marcegaglia,<br />

quattro priorità<br />

assolute: credito, pace<br />

socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />

Dal<strong>le</strong>ra:<br />

abbiamo il dovere di<br />

resistere e lottare<br />

per ridare slancio alla<br />

volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />

Autorizzazione del Tribuna<strong>le</strong> di Brescia<br />

N. 38/1990 del 21/07/1990<br />

Spedizione <strong>in</strong> abbonamento posta<strong>le</strong> 70%<br />

Chiuso <strong>in</strong> redazione il 20/07/2009<br />

luglio 2009<br />

14<br />

n. 14 - luglio 2009<br />

Periodico dell’economia<br />

a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />

Direttore Responsabi<strong>le</strong><br />

Piero Costa<br />

Comitato di direzione<br />

Marco Band<strong>in</strong>i, Sandro Bertoli,<br />

Pia Cittad<strong>in</strong>i, Francesco Franceschetti,<br />

Francesco Viscardi, Roberto Z<strong>in</strong>i,<br />

Silvio Zucchi<br />

Coord<strong>in</strong>amento redaziona<strong>le</strong><br />

Francesca Peroni<br />

Editrice<br />

Assoservizi Srl<br />

Via Cefalonia, 60 - Brescia<br />

Direzione, redazione, amm<strong>in</strong>istrazione<br />

Via Cefalonia, 60 - 25124 Brescia<br />

Tel. 030 2292351 - Fax 030 2426017<br />

stampa@aib.bs.it<br />

Progetto grafico e realizzazione<br />

Ellisse Srl<br />

Via Belvedere, 10/h - 25124 Brescia<br />

Tel. 030 3531950 - fax 030 3531947<br />

ellisse@ellisse.it<br />

Fotografie<br />

Foto Eden,<br />

Archivi Aib e Ellisse srl<br />

Concessionaria della pubblicità<br />

Emmedigi Pubblicità<br />

Via Malta 10 - 25125 Brescia<br />

Tel. 030 224121 - Fax. 030 226031<br />

Stampa<br />

Grafica FG<br />

Via Cefalonia, 60 - 25124 Brescia

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!