Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...
Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...
Oggi tutti in abito scuro. A rimboccarci le maniche. - Associazione ...
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
Poste Italiane Edizione A.P. 70% BS I.P.<br />
Periodico dell’economia a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />
euro 4,00<br />
AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />
LUGLIO duemilanove<br />
<strong>in</strong> primo piano<br />
Brunetta,<br />
l’obiettivo è<br />
aumentare del 50%<br />
la produttività nella PA<br />
Marcegaglia,<br />
quattro priorità<br />
assolute: credito, pace<br />
socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />
Dal<strong>le</strong>ra:<br />
abbiamo il dovere di<br />
resistere e lottare<br />
per ridare slancio alla<br />
volontà di <strong>in</strong>traprendere
LUGLIOduemilanove<br />
EUROPA&<br />
Piero Costa<br />
impresa<br />
Gianfranco Fabi<br />
ITALIA&impresa<br />
Salvatore Carrubba<br />
Adalberto Migliorati<br />
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita<br />
settembre sarà il mese della verità<br />
Luca Paolazzi<br />
Il paradosso della crisi: poco credito al<strong>le</strong> imprese<br />
troppa liquidità agli speculatori<br />
Achil<strong>le</strong> Fornas<strong>in</strong>i<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Gruppo Giovani AIB, Francesco Uberto<br />
e<strong>le</strong>tto nuovo presidente under 40<br />
Nicola Mott<strong>in</strong>elli<br />
Morand<strong>in</strong>i: credito e sovrapproduzione<br />
<strong>le</strong> due grandi sfide per <strong>le</strong> Pmi<br />
Francesco Barbieri<br />
Marniga: “Il rilancio della Piccola Velocità a Brescia<br />
chiave per la competitività”<br />
Roberto Ragazzi<br />
Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto, Territorio, Tecnologia:<br />
eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />
Francesco Barbieri<br />
Rapporto AIB-Prometeia, punti di forza e limiti del “made<br />
<strong>in</strong> Brescia” tra crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />
Francesco Barbieri<br />
“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”,<br />
ecco <strong>le</strong> chances per uscire dalla crisi<br />
Francesco Barbieri<br />
Brunetta, l’obiettivo è aumentare del 50%<br />
la produttività nella PA<br />
Massimo Tedeschi<br />
Concretezza e produttività del<br />
manifatturiero “antidoti” contro la crisi<br />
Massimo Cortesi<br />
Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere di resistere e lottare<br />
per ridare slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />
Matteo Meneghello<br />
Marcegaglia, quattro priorità assolute:<br />
credito, pace socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />
A<strong>le</strong>ssandro Cheula<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Produttività e solidità gli “asset” del<strong>le</strong> fonderie di<br />
metalli <strong>le</strong>ggeri e non ferrosi<br />
Davide Fedregh<strong>in</strong>i<br />
Madda<strong>le</strong>na: figli e lavoro, impresa possibi<strong>le</strong><br />
Magda Biglia<br />
DONNA & IMPRESA<br />
sommario<br />
3<br />
5<br />
7<br />
9<br />
12<br />
15<br />
22<br />
24<br />
28<br />
32<br />
38<br />
42<br />
48<br />
52<br />
56<br />
60<br />
64<br />
75
Il patrimonio umano ed economico<br />
del<strong>le</strong> imprese<br />
È dovere comune impegnarsi per uscire dalla crisi. Come? Ogni giorno i<br />
consessi <strong>in</strong>ternazionali, nazionali e locali sono l’occasione per ribadire <strong>le</strong> priorità<br />
e per ripensare <strong>le</strong> “rego<strong>le</strong>”.<br />
Rego<strong>le</strong> per riaffermare l’economia di mercato e il capitalismo, strumenti<br />
straord<strong>in</strong>ariamente efficaci di creazione di nuove idee e di competizione, alla<br />
ricerca di sempre nuovi sbocchi commerciali. È così che nascono <strong>le</strong> opportunità<br />
e la ricchezza, sia degli <strong>in</strong>dividui, sia del<strong>le</strong> nazioni.<br />
È lo Stato a dover rimettere <strong>in</strong> carreggiata <strong>le</strong> economie e ridef<strong>in</strong>ire, appunto,<br />
<strong>le</strong> rego<strong>le</strong>. Per poi rientrare nei suoi conf<strong>in</strong>i e lasciare all’impresa e al mercato il<br />
compito di guidare gli <strong>in</strong>vestimenti, l’<strong>in</strong>novazione, la creazione di ricchezza. I<br />
protagonisti, <strong>in</strong>fatti, sono gli imprenditori. Quando hanno successo, v<strong>in</strong>cono<br />
per sé e per la comunità nella qua<strong>le</strong> operano.<br />
Se vogliamo tornare a crescere, già oggi dobbiamo proiettarci oltre la crisi.<br />
Per prepararci alla ripresa che verrà, dobbiamo <strong>in</strong>dividuare i motori dello sviluppo<br />
futuro: <strong>in</strong>novazione tecnologica - <strong>in</strong> particolare quella dei prodotti per l’energia<br />
e per l’ambiente; maggiore <strong>in</strong>tegrazione nell’economia mondia<strong>le</strong> dei Paesi emergenti;<br />
un quadro di politiche chiaro, senza <strong>in</strong>utili v<strong>in</strong>coli e costi <strong>in</strong>sostenibili.<br />
Piero Costa<br />
editoria<strong>le</strong><br />
Aspetti dei quali abbiamo parlato anche durante la nostra Assemb<strong>le</strong>a Genera<strong>le</strong> di f<strong>in</strong>e maggio. Tra <strong>le</strong> altre<br />
cose, abbiamo condannato gli eccessi della f<strong>in</strong>anza e richiesto un ritorno all'economia rea<strong>le</strong>; abbiamo <strong>in</strong>sistito<br />
su adeguate forme di welfare e abbiamo ricordato l’importanza e l’essenza del ruolo dell’imprenditore. A tal<br />
proposito, vorrei richiamare oggi la recente enciclica di Papa Benedetto XVI “Caritas <strong>in</strong> veritate”, che <strong>in</strong> alcuni<br />
paragrafi si sofferma sull’impresa, sugli <strong>in</strong>vestimenti, sul mercato e sul profitto: «Le attuali d<strong>in</strong>amiche economiche<br />
<strong>in</strong>ternazionali, caratterizzate da gravi distorsioni e disfunzioni, richiedono profondi cambiamenti anche nel<br />
modo d'<strong>in</strong>tendere l'impresa». Un’impresa con responsabilità sempre più forti «nei confronti dei portatori<br />
d'<strong>in</strong>teressi, quali i lavoratori, i fornitori, i consumatori, l'ambiente e la più ampia società circostante, a vantaggio<br />
degli azionisti, che non sono <strong>le</strong>gati a uno spazio specifico e godono qu<strong>in</strong>di di ampia libertà d'azione». Un'impresa,<br />
dunque, che deve creare valore non solo per gli azionisti, ma per <strong>tutti</strong> gli stakeholders. In un periodo così<br />
diffici<strong>le</strong> come quello che stiamo vivendo, gli imprenditori hanno ben chiara l'importanza vita<strong>le</strong> di <strong>tutti</strong> coloro<br />
che lavorano nel<strong>le</strong> loro aziende e con <strong>le</strong> loro aziende, dipendenti, clienti, fornitori e soci. È un patrimonio<br />
umano ed economico da difendere.<br />
A essere <strong>in</strong> gioco, oggi, non sono concetti a volte <strong>in</strong>tesi come astratti o lontani, quali ad esempio, la ancora<br />
poco compresa “responsabilità socia<strong>le</strong>” o teorie economiche, spesso comprensibili ai soli addetti ai lavori; sono<br />
<strong>in</strong> gioco la libertà e la dignità degli uom<strong>in</strong>i che hanno fondato e fanno vivere <strong>le</strong> imprese, col lavoro di ogni<br />
giorno. Dalla sopravvivenza e dal successo dell’impresa, <strong>in</strong> questa partita così diffici<strong>le</strong>, dipende la capacità di<br />
produrre reddito per <strong>tutti</strong>.<br />
Anche <strong>le</strong> imprese bresciane purtroppo risentono della crisi, alcune molto pesantemente. Al contempo, si<br />
respira voglia di andare avanti, tenacia, capacità di “tenere duro”, d<strong>in</strong>amismo, volontà di farsi trovare pronti<br />
alla ripresa, per tornare a competere sui mercati.<br />
Ma <strong>le</strong> imprese non possono essere lasciate so<strong>le</strong> <strong>in</strong> questo gravoso impegno: serve che la politica e <strong>le</strong> istituzioni<br />
garantiscano tutto il sostegno necessario per il rilancio dell’economia. A noi, anche, il compito di vigilare<br />
costantemente, aff<strong>in</strong>ché <strong>le</strong> richieste del mondo del<strong>le</strong> imprese non rimangano <strong>in</strong>ascoltate o parzialmente ascoltate.<br />
Nessuno sconto a chi è chiamato a promuovere e attuare politiche economiche per la ripresa. Ne andrebbe<br />
del bene dell’<strong>in</strong>tera società.<br />
14<br />
LUGLIO 2009 3
Dal primo luglio la presidenza dell’Unione Europea, seguendo<br />
l’ormai consolidata turnazione semestra<strong>le</strong>, è passata alla Svezia e<br />
qu<strong>in</strong>di al suo premier Fredrick Re<strong>in</strong>feldt che guida un governo di<br />
centro-destra. Al di là degli aspetti più strettamente politici, che<br />
peraltro dovrebbero essere sempre più labili <strong>in</strong> un contesto economico<br />
e socia<strong>le</strong> che richiede una dose altrettanto forte di pragmatismo e di<br />
efficienza, resta tuttavia <strong>in</strong> prospettiva una grande scelta di fondo<br />
per un’Europa che si trova ad affrontare la più grave crisi economica<br />
dalla sua fondazione. Con due scuo<strong>le</strong> di pensiero che si confrontano<br />
e che sono state costantemente presenti nella storia dell’Unione<br />
Europea, ma che <strong>in</strong> questa fase assumono una va<strong>le</strong>nza particolarmente<br />
importante.<br />
Da una parte <strong>in</strong>fatti sta la visione fortemente comunitaria che<br />
auspica un ruolo più attivo della Ue sul fronte del peso politico nel<br />
confronto tra <strong>le</strong> grandi potenze economiche mondiali, anche <strong>in</strong> vista<br />
dell’adozione di forti rego<strong>le</strong> di controllo e garanzia sui movimenti<br />
f<strong>in</strong>anziari, dall’altra una visione che si limita al coord<strong>in</strong>amento del<strong>le</strong><br />
politiche economiche nazionali,<br />
soprattutto nell’ottica di evitare<br />
misure <strong>in</strong> qualche modo<br />
protezionistiche o che prevedano<br />
l’al<strong>le</strong>ntamento dei v<strong>in</strong>coli di<br />
equilibrio sui conti pubblici.<br />
La presidenza svedese sposerà<br />
verosimilmente questa seconda<br />
impostazione, anche perché sembra<br />
rispondere agli <strong>in</strong>teressi nazionali di<br />
un Paese em<strong>in</strong>entemente esportatore<br />
e che non ha particolari prob<strong>le</strong>mi<br />
sul fronte dei conti pubblici. Il<br />
bilancio stata<strong>le</strong> negli ultimi anni si<br />
è chiuso quasi regolarmente con un<br />
surplus e il debito pubblico è così<br />
sceso dal 73% del 1995 al 35% dello<br />
scorso anno. Per il 2009 il Governo<br />
di Stoccolma ha previsto un<br />
allargamento della spesa pubblica <strong>in</strong><br />
funzione anti-ciclica, ma<br />
privi<strong>le</strong>giando <strong>in</strong> particolare gli<br />
<strong>in</strong>vestimenti nel risanamento<br />
ambienta<strong>le</strong> e nella ricerca: lo Stato<br />
svedese ha previsto di <strong>in</strong>vestire l’1% del Pil <strong>in</strong> ricerca e con il contributo<br />
dal<strong>le</strong> società svedesi la dimensione degli <strong>in</strong>vestimenti potrà salire<br />
approssimativamente a oltre il 4% del Pil.<br />
È qu<strong>in</strong>di verosimilmente diffici<strong>le</strong> pensare che nei prossimi mesi<br />
l’Europa, <strong>in</strong>tesa come Unione, possa prendere qualche decisione<br />
unitaria e coraggiosa sul fronte di una manovra, o anche solo di una<br />
presenza, unitaria, contro la crisi. Anche perché non bisogna<br />
dimenticare che è tutt’altro che concluso il travaglio istituziona<strong>le</strong>,<br />
dato che non si è ancora concluso, a causa del no irlandese, il processo<br />
di ratifica di quel Trattato di Lisbona che avrebbe dovuto sostituire,<br />
recependone almeno <strong>in</strong> parte i contenuti, la Costituzione europea<br />
bocciata nel 2005 dai voti popolari <strong>in</strong> Francia e Olanda. Mentre lo<br />
stesso consenso popolare verso l’Europa sembra pericolosamente<br />
EUROPA&impresa<br />
Nei prossimi mesi<br />
difficilmente l’Europa<br />
adotterà misure unitarie<br />
e coraggiose contro la crisi<br />
Gianfranco Fabi *<br />
<strong>in</strong>taccato, almeno stando alla<br />
partecipazione, particolarmente deludente,<br />
al<strong>le</strong> e<strong>le</strong>zioni di giugno per il r<strong>in</strong>novo del<br />
Parlamento.<br />
Si allontanano qu<strong>in</strong>di <strong>le</strong> ipotesi di<br />
quanti (come il M<strong>in</strong>istro italiano<br />
dell’Economia Giulio Tremonti) avrebbero<br />
voluto che l’Europa si dotasse dei mezzi<br />
e degli strumenti necessari per avviare un<br />
vasto programma di sostegno e rilancio<br />
economico nell’ottica di quanto già<br />
del<strong>in</strong>eato nel 1993 dal tanto citato, quanto<br />
mai realizzato, piano Delors “per<br />
promuovere la crescita, la competitività e<br />
l’occupazione”.<br />
Come si ricorderà dopo la decisione,<br />
presa a Maastricht nel 1991, di costruire<br />
l’Unione monetaria,<br />
l’allora Presidente della<br />
Commissione,<br />
Jacques Delors, sp<strong>in</strong>se<br />
perché sulla base<br />
della raggiunta<br />
stabilità monetaria e<br />
f<strong>in</strong>anziaria dei Paesi<br />
europei, si aggiungesse<br />
un sostegno molto<br />
forte ad affrontare <strong>le</strong><br />
sfide esterne come<br />
quel<strong>le</strong> provenienti dai<br />
Paesi più d<strong>in</strong>amici<br />
tecnologicamente,<br />
come gli Stati Uniti e<br />
il Giappone e quelli<br />
emergenti del Terzo<br />
mondo, con un basso<br />
costo del lavoro.<br />
L’Europa avrebbe<br />
dovuto rispondere<br />
alla sfida della<br />
globalizzazione non<br />
r<strong>in</strong>chiudendosi <strong>in</strong> una fortezza, ma<br />
aumentando la produttività e la<br />
competitività del suo sistema economico.<br />
L’obiettivo esplicito del Piano era quello<br />
di creare nuovi posti di lavoro migliorando<br />
<strong>le</strong> condizioni di competitività del<strong>le</strong> imprese<br />
attraverso una serie <strong>in</strong>gente di <strong>in</strong>vestimenti<br />
nel<strong>le</strong> reti transnazionali di trasporto e di<br />
comunicazione (canali navigabili,<br />
autostrade, ferrovie ad alta velocità, reti a<br />
banda larga).<br />
Non si pensava allora, nei primi anni<br />
’90, che il mondo <strong>in</strong>dustrializzato potesse<br />
14<br />
LUGLIO 2009 5
EUROPA&impresa<br />
entrare <strong>in</strong> una fase di crisi come l’attua<strong>le</strong>,<br />
una crisi determ<strong>in</strong>ata dagli squilibri<br />
f<strong>in</strong>anziari, ma che ha rapidamente<br />
co<strong>in</strong>volto la fiducia, <strong>le</strong> decisioni di spesa,<br />
i consumi, i flussi commerciali. Ma l’attua<strong>le</strong><br />
crisi si <strong>in</strong>nesta tuttavia su quegli stessi<br />
prob<strong>le</strong>mi di competitività che sono stati<br />
affrontati solo <strong>in</strong> parte, e <strong>in</strong> maniera diversa<br />
tra Stato e Stato, negli ultimi anni.<br />
Il Consiglio europeo di Bruxel<strong>le</strong>s del<br />
dicembre 1993 approvò <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea di<br />
pr<strong>in</strong>cipio il Piano Delors. Tuttavia, di<br />
quel<strong>le</strong> proposte, i Paesi europei realizzarono<br />
solo un mercato del lavoro più f<strong>le</strong>ssibi<strong>le</strong>.<br />
I 26 progetti nel<strong>le</strong> reti transeuropee<br />
vennero drasticamente ridotti oppure<br />
abbandonati. Così come abbandonato fu<br />
il progetto della creazione di quello che<br />
avrebbe potuto essere un “fondo sovrano<br />
europeo” che avrebbe potuto costituire un<br />
polmone f<strong>in</strong>anziario importante<br />
soprattutto nei momenti, come l’attua<strong>le</strong>,<br />
di forte ral<strong>le</strong>ntamento congiuntura<strong>le</strong>.<br />
(*) Vicedirettore vicario “Il So<strong>le</strong> - 24 Ore”<br />
e Direttore di “Radio 24”
La sostanza che emerge dalla bol<strong>le</strong>nte (<strong>in</strong> <strong>tutti</strong> i sensi) stagione<br />
politica che ci lasciamo al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong> sta nella preoccupazione che l’azione<br />
di governo riesca a recuperare slancio con l’obiettivo di contenere gli<br />
effetti della crisi economica e di assicurare <strong>le</strong> condizioni per la ripresa.<br />
Governo e maggioranza non hanno alibi, dopo il triplice voto di<br />
primavera. L’opposizione, <strong>in</strong>fatti, ne è uscita ulteriormente e<br />
gravemente ridimensionata, come hanno ammesso, all’<strong>in</strong>terno dello<br />
stesso Pd, esponenti s<strong>in</strong>ceri e realisti: al loro giudizio non potevano<br />
fare velo la tenuta a Bologna e Firenze o l’<strong>in</strong>dubbio scarto tra i risultati<br />
effettivi e <strong>le</strong> previsioni imprudentemente annunciate prima del voto<br />
da Silvio Berlusconi.<br />
Le dis<strong>in</strong>volte frequentazioni del Presidente del Consiglio, che<br />
anche alcuni dei suoi amici più accorti hanno dovuto stigmatizzare<br />
(a me fanno specie, più che quel<strong>le</strong> con donne adulte, consenzienti<br />
o professioniste, <strong>le</strong> altre con maschi improbabili ed affaristi), e la<br />
poderosa campagna di stampa che ne è seguita, pur viziata da toni<br />
strumentali, ipocriti e morbosi, non sono state dunque considerate<br />
dagli italiani motivo sufficiente per<br />
ritirare la cambia<strong>le</strong> di fiducia<br />
conferita un anno fa e regolarmente<br />
confermata dai sondaggi nei mesi<br />
scorsi. Non è questa la sede per<br />
approfondire lo squarcio che questa<br />
sostanzia<strong>le</strong> <strong>in</strong>differenza apre sulla<br />
sostanza della coscienza col<strong>le</strong>ttiva<br />
della nazione: guardando <strong>in</strong>vece agli<br />
equilibri della politica, è <strong>in</strong>dubbio<br />
che proprio la scarsa, e confermata,<br />
credibilità dell’opposizione ha<br />
depotenziato la vio<strong>le</strong>nza di una<br />
campagna che, certo, <strong>in</strong> altri sistemi,<br />
avrebbe potuto avere esiti<br />
destabilizzanti.<br />
Ribadisco qu<strong>in</strong>di un’esigenza più<br />
volte espressa su queste colonne:<br />
quanto più l’opposizione è debo<strong>le</strong>,<br />
tanto più una democrazia è<br />
azzoppata. Dovremmo ricordarcene<br />
proprio noi italiani che abbiamo<br />
fatto l’esperienza ultra-quarantenna<strong>le</strong><br />
di un’opposizione (peraltro assai<br />
La forte <strong>le</strong>adership<br />
di Berlusconi nel Pdl<br />
rende improbabi<strong>le</strong> l’ipotesi<br />
di governi tecnici<br />
che sovvertano<br />
il risultato del<strong>le</strong> urne<br />
Salvatore Carrubba *<br />
autorevo<strong>le</strong> e muscolare) vanificata dalla “conventio ad excludendum”<br />
che lasciava la Dc e i suoi al<strong>le</strong>ati monopolisti del potere. Sappiamo<br />
com’è andata a f<strong>in</strong>ire.<br />
La peculiarità italiana è poi sottol<strong>in</strong>eata dal ruolo unico e<br />
<strong>in</strong>sostituibi<strong>le</strong> che Silvio Berlusconi svolge nei confronti del partito<br />
al qua<strong>le</strong> lui stesso ha dato vita, il Pdl: partito persona<strong>le</strong> e cesaristico,<br />
nel qua<strong>le</strong> non sono prevedibili congressi-tranello, complotti notturni<br />
e cambi di casacca.<br />
Tutto ciò rende altamente improbabi<strong>le</strong> l’illusione, coltivata da<br />
qualche esponente dell’opposizione, di una svolta che ripercorra <strong>le</strong><br />
esperienze della metà degli anni ‘90, affidate alla formazione di<br />
governi tecnici, di sostanzia<strong>le</strong> emanazione quir<strong>in</strong>alizia, che rimpiazz<strong>in</strong>o<br />
quelli politici usciti dal<strong>le</strong> urne.<br />
ITALIA& impresa<br />
Le condizioni di oggi sono<br />
sideralmente lontane da allora. Al<br />
Quir<strong>in</strong>a<strong>le</strong> siede un galantuomo che, senza<br />
r<strong>in</strong>unciare al proprio ri<strong>le</strong>vante e delicato<br />
ruolo di magistratura mora<strong>le</strong>, non <strong>in</strong>tende<br />
certo sovvertire l’<strong>in</strong>equivoco risultato<br />
emerso dal<strong>le</strong> urne l’anno scorso. I partiti<br />
possono piacere ancora meno rispetto a<br />
quelli di allora (a me piacciono meno),<br />
ma non sono altrettanto de<strong>le</strong>gittimati; e<br />
la maggioranza, dotata di un <strong>le</strong>ader<br />
all’<strong>in</strong>terno <strong>in</strong>discusso, non potrebbe certo<br />
accettare docilmente di essere messa da<br />
parte per un governo tecnico. Inf<strong>in</strong>e, e lo<br />
dico con dispiacere <strong>in</strong> questa sede, la<br />
cosiddetta “società civi<strong>le</strong>”, vista allora<br />
come un baluardo per il r<strong>in</strong>novo della<br />
politica, risulta oggi<br />
meno autorevo<strong>le</strong> e<br />
credibi<strong>le</strong>, non<br />
foss’altro perché presa,<br />
<strong>in</strong> gran parte,<br />
dall’esigenza di<br />
affrontare la crisi.<br />
Auguriamoci<br />
dunque che i prossimi<br />
mesi riport<strong>in</strong>o a<br />
palazzo Grazioli e<br />
nel<strong>le</strong> residenze sparse<br />
del premier quello<br />
sti<strong>le</strong> di vita e quella<br />
sobrietà di<br />
comportamenti che si<br />
addicono al suo ruolo;<br />
al governo e alla<br />
maggioranza la<br />
capacità di def<strong>in</strong>ire<br />
ulteriori <strong>in</strong>terventi<br />
(dopo quelli di f<strong>in</strong>e<br />
giugno) per affrontare<br />
la crisi, sia dal punto<br />
di vista del<strong>le</strong> aziende che dei cittad<strong>in</strong>i; e<br />
all’opposizione di prepararsi a un<br />
congresso che non suoni come conferma<br />
di vecchi vizi ma segni un autentico nuovo<br />
<strong>in</strong>izio, dal qua<strong>le</strong> non potrebbe che<br />
avvantaggiarsi tutta la politica. Meditando<br />
magari, l’opposizione, su come<br />
riconquistare credibilità, voce e fiducia<br />
nel Nord del Paese, oggi unanime, <strong>in</strong> tutte<br />
<strong>le</strong> sue diverse articolazioni sociali, nel<br />
voltar<strong>le</strong> <strong>le</strong> spal<strong>le</strong>.<br />
14<br />
LUGLIO 2009 7<br />
(*) Direttore strategie editoriali “Il So<strong>le</strong> - 24 Ore”
Il commento più schietto dell’esito della tornata e<strong>le</strong>ttora<strong>le</strong> di<br />
giugno, a Brescia, è riassunto nel<strong>le</strong> sue l<strong>in</strong>ee portanti dalla articolazione<br />
della nuova Giunta Molgora, esponente di punta della Lega, <strong>in</strong>sediatasi<br />
sabato 4 luglio <strong>in</strong> Bro<strong>le</strong>tto.<br />
Il voto europeo è un voto em<strong>in</strong>entemente politico-naziona<strong>le</strong>,<br />
corretto dalla scarsa percezione del valore del Parlamento europeo<br />
e dalla disaffezione al<strong>le</strong> urne. Il voto nei Comuni è comp<strong>le</strong>sso da<br />
decodificare, per la marea di liste civiche presentate nei 154 Comuni<br />
bresciani chiamati a r<strong>in</strong>novare Consigli e S<strong>in</strong>daci. Tra gli e<strong>le</strong>menti<br />
di rif<strong>le</strong>ssione del risultato spicca che il centrodestra v<strong>in</strong>ca nei c<strong>in</strong>que<br />
Comuni andati al<strong>le</strong> urne che superano i qu<strong>in</strong>dicimila abitanti:<br />
Chiari, Lumezzane, Palazzolo, Ghedi e anche Montichiari nonostante<br />
la vertica<strong>le</strong> spaccatura <strong>in</strong>terna. Strappa al centros<strong>in</strong>istra comuni come<br />
Manerbio, Mazzano, Rodengo Saiano, Fiesse, Villa Carc<strong>in</strong>a, Coccaglio,<br />
Gavardo, Gussago, Bedizzo<strong>le</strong>… Il centros<strong>in</strong>istra resiste <strong>in</strong> centri<br />
importanti come Gardone Valtrompia, Concesio, Rezzato, Bottic<strong>in</strong>o,<br />
Castenedolo, Vobarno, Bovezzo, Sarezzo, Verolavecchia…, sottrae<br />
al centrodestra Iseo e, sia pure per<br />
soli due voti che <strong>in</strong>nestano il ricorso<br />
di verifica dei conteggi, Orz<strong>in</strong>uovi.<br />
La Lega, che sicuramente partiva da<br />
un numero contenuto di s<strong>in</strong>daci,<br />
f<strong>in</strong>isce quasi per triplicarli. E siamo<br />
al nocciolo della vicenda: la crescita<br />
impetuosa del Carroccio anche nel<br />
bresciano.<br />
Se si considera il voto per la<br />
Prov<strong>in</strong>cia, che è un voto politico<br />
temperato dall’e<strong>le</strong>mento territoria<strong>le</strong>,<br />
il Pdl bresciano tocca il 27%<br />
superando i 175mila voti comp<strong>le</strong>ssivi<br />
e ottenendo oltre 11mila voti <strong>in</strong> più<br />
rispetto alla precedente consultazione<br />
del 2004. La Lega sfiora il 26,5%,<br />
<strong>in</strong>cassando oltre 171mila voti rispetto<br />
ai neppure 76mila del 2004. Il Pd<br />
è al 20,20% con quasi 131mila voti<br />
che sono 1.500 <strong>in</strong> più di quelli<br />
ottenuti nel 2004 sommando Ds e<br />
Margherita. Pdl e Lega esprimono<br />
<strong>in</strong>sieme la maggioranza consiliare,<br />
BRESCIA&impresa Loggia e Bro<strong>le</strong>tto<br />
riusciranno a collaborare<br />
<strong>in</strong> modo efficace<br />
solo se condivideranno<br />
<strong>le</strong> priorità programmatiche<br />
da attuare<br />
Adalberto Migliorati *<br />
22 consiglieri, divisa esattamente a metà: undici ciascuno.<br />
La crescita impetuosa della Lega, e l’uscita dell’Udc dalla coalizione<br />
maggioritaria <strong>in</strong> Bro<strong>le</strong>tto, hanno modificato radicalmente la<br />
composizione della Giunta Molgora rispetto alla precedente presieduta<br />
da Alberto Cavalli. Per capirci: Forza Italia e Al<strong>le</strong>anza naziona<strong>le</strong>, oltre<br />
al presidente Cavalli, esprimevano sette assessori prov<strong>in</strong>ciali; la Lega<br />
contava sul vicepresidente e due assessori; l’Udc contava su due<br />
assessori. La nuova Giunta guidata dall’on. Danie<strong>le</strong> Molgora,<br />
sottosegretario di Tremonti, è bicolore: formata solo da Pdl e Lega.<br />
Attualmente è formata da 11 assessori, ma entro f<strong>in</strong>e anno salirà a<br />
12. E non si tratterà di una presenza di contorno: per ora il presidente<br />
ha trattenuto <strong>le</strong> de<strong>le</strong>ghe pesanti al bilancio, cultura e turismo. Toccherà<br />
a lui scegliere a chi affidar<strong>le</strong> nei prossimi mesi.<br />
Perché una soluzione <strong>in</strong> due tempi?<br />
Gli undici attuali assessori sono sei di<br />
<strong>in</strong>dicazione Pdl, c<strong>in</strong>que di provenienza<br />
Carroccio. Formalmente il Pdl mantiene<br />
la maggioranza degli assessori, come<br />
chiedeva <strong>in</strong> forza dell’aver accondisceso<br />
alla candidatura a presidente di un<br />
esponente del Carroccio e per essere<br />
comunque, pur per un cesto di voti, il<br />
partito maggioritario nella coalizione.<br />
La Lega, sommando il presidente<br />
Molgora ai c<strong>in</strong>que assessori, pareggia il<br />
conto, come domandava <strong>in</strong> ragione della<br />
sua avanzata e<strong>le</strong>ttora<strong>le</strong>, della parità di<br />
consiglieri prov<strong>in</strong>ciali, del sostegno dato<br />
all’e<strong>le</strong>zione, lo scorso anno, di Paroli a<br />
s<strong>in</strong>daco della città. Aggiungiamo: il<br />
dodicesimo assessore<br />
risponderà direttamente<br />
a Molgora, si tratti<br />
di un uomo del<br />
suo partito già<br />
politicamente attivo o<br />
di un tecnico d’area.<br />
Nella Giunta<br />
Molgora sono c<strong>in</strong>que<br />
gli assessori uscenti:<br />
quattro di<br />
provenienza Pdl, uno,<br />
l’ex vicepresidente<br />
Aristide Peli, <strong>le</strong>ghista.<br />
Sui 36 consiglieri<br />
prov<strong>in</strong>ciali, 30 sono<br />
debuttanti. Bisognerà<br />
verificare il loro modo<br />
di <strong>in</strong>terpretare la<br />
nuova responsabilità<br />
politica. Bro<strong>le</strong>tto e<br />
Loggia mantengono<br />
la doppia conduzione<br />
di centrodestra<br />
realizzatasi dopo l’e<strong>le</strong>zione di Paroli a<br />
s<strong>in</strong>daco, ma ora la Lega è titolare dell’altro<br />
vertice istituziona<strong>le</strong> territoria<strong>le</strong>.<br />
Storicamente i due enti hanno pa<strong>le</strong>sato<br />
una non piccola concorrenzialità. In<br />
questo caso la diversificata titolarità di<br />
partito potrebbe, nel<strong>le</strong> <strong>in</strong>tenzioni, aiutare.<br />
Le casse pubbliche, statali e locali, soffrono<br />
di ristrettezze. Loggia e Bro<strong>le</strong>tto non fanno<br />
eccezione.<br />
La rivendicata opportunità di avere a<br />
capo dei parlamentari – l’on. Adriano<br />
Paroli <strong>in</strong> Comune e gli on. Danie<strong>le</strong><br />
14<br />
LUGLIO 2009 9
BRESCIA&impresa<br />
Molgora e il sue vice on. Giuseppe Rome<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong> Prov<strong>in</strong>cia - per agevolare l’accesso alla<br />
normativa regolamentare e al<strong>le</strong> assegnazioni<br />
nazionali, <strong>in</strong> attesa di un federalismo che<br />
andrà a regime <strong>in</strong> tempi medio-lunghi, va<br />
alla verifica dello sdoganamento di alcune<br />
onerose strozzature. Con una postilla decisiva:<br />
i due enti tireranno nella stessa direzione solo<br />
se condivideranno <strong>le</strong> priorità programmatiche<br />
da attuare e <strong>le</strong> scelte da tenere <strong>in</strong> seconda<br />
battuta.<br />
Insomma, la concorrenzialità che<br />
fisiologicamente appartiene ad una coalizione,<br />
e che tornerà apertamente a manifestarsi nel<br />
voto regiona<strong>le</strong> del prossimo anno, dovrà<br />
trovare corrette modalità di espressione. Per<br />
non f<strong>in</strong>ire, al riparo dal<strong>le</strong> spuntate <strong>in</strong>sidie di<br />
m<strong>in</strong>oranze ristrette nella operatività da numeri<br />
penalizzanti, per scaricarsi su una permanente<br />
guerriglia <strong>in</strong>terna.<br />
Loggia, Bro<strong>le</strong>tto, Pirellone, Governo<br />
naziona<strong>le</strong> sono politicamente all<strong>in</strong>eate. Onori<br />
e oneri hanno nomi e cognomi.<br />
(*) Inviato “Il Giorna<strong>le</strong> di Brescia”
La congiuntura<br />
economica<br />
12<br />
15<br />
Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita:<br />
settembre sarà il mese della<br />
verità<br />
Il paradosso della crisi:<br />
poco credito al<strong>le</strong> imprese<br />
troppa liquidità agli speculatori
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
Ripresa <strong>in</strong> vista, ma <strong>in</strong> salita:<br />
settembre sarà il mese della verità<br />
Partita dalla f<strong>in</strong>anza, la crisi è diventata <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>, determ<strong>in</strong>ando un’enorme sovracapacità produttiva.<br />
I rischi maggiori ora sono sul fronte dell’occupazione<br />
Luca Paolazzi*<br />
La crisi ha colpito <strong>le</strong> economie <strong>in</strong> modo s<strong>in</strong>cronico ma non<br />
uniforme. Rispetto al precedente picco di attività, <strong>le</strong> f<strong>le</strong>ssioni del<br />
Pil maggiori si sono avute <strong>in</strong> Giappone (-8,4%), Germania (-6,9%)<br />
e Italia (-6%).<br />
Più contenute, anche se sempre<br />
molto ampie, <strong>le</strong> riduzioni osservate<br />
<strong>in</strong> Usa, Francia e Spagna (attorno<br />
al 3%) e nel Regno Unito (circa<br />
- 4%). Hanno patito di più <strong>le</strong> nazioni<br />
più manifatturiere e più fortemente<br />
vocate all’export: partita dalla<br />
f<strong>in</strong>anza, la crisi è diventata <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />
determ<strong>in</strong>ando un’enorme<br />
sovracapacità produttiva; il crollo<br />
del commercio mondia<strong>le</strong> (-17% tra<br />
ottobre e gennaio) ne è stato il<br />
pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> diffusore.<br />
Le differenze si attenuano se<br />
<strong>in</strong>vece di guardare al<strong>le</strong> dim<strong>in</strong>uzioni<br />
<strong>in</strong> sé del Pil <strong>le</strong> mettiamo <strong>in</strong> relazione<br />
ai trend pre-crisi.<br />
La differenza tra <strong>le</strong> prime e i secondi è di 10 punti percentuali<br />
<strong>in</strong> Giappone, 8,1 <strong>in</strong> Germania, 7,1 <strong>in</strong> Italia, 6,7 nel Regno Unito,<br />
6,4 <strong>in</strong> Spagna, 5,6 <strong>in</strong> Usa e 5 <strong>in</strong> Francia. Magra consolazione,<br />
12<br />
comunque, visto che <strong>le</strong> altre nazioni<br />
europee (Germania esclusa) e gli Usa<br />
hanno vissuto una stagione di crescita<br />
molto più e<strong>le</strong>vata di quella italiana.<br />
L’apice della caduta<br />
dell’attività produttiva è<br />
stato raggiunto <strong>in</strong> marzo.<br />
Da allora si sono<br />
moltiplicati un po’<br />
ovunque i segnali di<br />
recupero se non di vera e<br />
propria svolta. Sia <strong>in</strong> Usa<br />
sia <strong>in</strong> Europa sia<br />
soprattutto <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a e<br />
India.<br />
Queste ultime sono<br />
tornate a espandersi,<br />
dopo aver rapidamente<br />
recuperato i livelli di<br />
produzione pre-crisi.<br />
La ripresa, che sarà<br />
evidente nel corso dell’estate, si del<strong>in</strong>ea<br />
molto <strong>le</strong>nta e diffici<strong>le</strong> nei Paesi avanzati.<br />
La <strong>le</strong>ntezza è dovuta a una serie di ostacoli
oltre che al passo struttura<strong>le</strong> ridotto di alcune economie, anzitutto<br />
l’Italia.<br />
Gli ostacoli sono pr<strong>in</strong>cipalmente quattro. Primo, la difficoltà<br />
di erogazione dei prestiti da parte del sistema bancario, che sta<br />
dim<strong>in</strong>uendo la <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria, deve risanare i bilanci (non <strong>in</strong> Italia)<br />
e si cautela da perdite dovute al<strong>le</strong> difficoltà del<strong>le</strong> imprese. Secondo,<br />
il protrarsi dello sgonfiamento dei prezzi del<strong>le</strong> case, che prolungherà<br />
la difficoltà del<strong>le</strong> costruzioni; l’aggiustamento di quei prezzi appare<br />
ormai alla f<strong>in</strong>e <strong>in</strong> Usa, dove era com<strong>in</strong>ciato prima, ma è lontano<br />
<strong>in</strong> molte nazioni europee.<br />
Terzo, la necessità per <strong>le</strong> famiglie americane di risparmiare di<br />
più per restituire i debiti a fronte del netto ridimensionamento<br />
della loro ricchezza (tornata <strong>in</strong> rapporto al reddito ai livelli dei<br />
primi anni ‘90). Quarto, <strong>le</strong> gravi difficoltà f<strong>in</strong>anziarie dell’Est<br />
Europa, che hanno messo <strong>in</strong> g<strong>in</strong>occhio quell’economia, f<strong>in</strong>o a pochi<br />
trimestri fa florido mercato di sbocco, <strong>in</strong> particolare per il made<br />
<strong>in</strong> Italy.<br />
Il pericolo maggiore viene dal grande divario che si è creato tra<br />
la capacità produttiva esistente e quella effettivamente utilizzata.<br />
In alcuni settori, il crollo della produzione ha superato un terzo<br />
dei livelli pre-crisi, arrivando a sfiorare il 50% <strong>in</strong> certi comparti.<br />
Che saranno proprio quelli che beneficeranno <strong>in</strong> ritardo della<br />
ripresa: beni di <strong>in</strong>vestimento (macch<strong>in</strong>ari, mezzi di trasporto<br />
pesante), beni di consumo durevoli. È chiaro che <strong>le</strong> imprese che<br />
operano <strong>in</strong> questi settori, se non ci sarà un rimbalzo consistente<br />
della domanda, di cui non vi è traccia ancora, saranno costrette a<br />
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
ridimensionare il loro potenzia<strong>le</strong>,<br />
ritarandosi su un break-even più basso,<br />
o addirittura a cessare l’attività.<br />
Settembre sarà il mese della verità.<br />
Allora conosceremo l’<strong>in</strong>tensità della<br />
ripresa. Allora sapremo quante aziende<br />
non riapriranno i battenti dopo <strong>le</strong> ferie.<br />
Il rischio di distruzione di capacità,<br />
non solo nel<strong>le</strong> aziende meno efficienti<br />
ma anche <strong>in</strong> quel<strong>le</strong> che hanno fatto<br />
<strong>in</strong>vestimenti per migliorare la<br />
competitività globa<strong>le</strong>, è e<strong>le</strong>vato.<br />
E altrettanto quello di ampie perdite<br />
di posti di lavoro. Le misure di politica<br />
economica f<strong>in</strong> qui varate vanno nella<br />
giusta direzione.<br />
Ma peccano per <strong>le</strong>ntezza di attuazione<br />
e stazza contenuta (dall’alto debito<br />
pubblico). In autunno bisognerà<br />
verificare quali altri <strong>in</strong>terventi dovranno<br />
essere messi <strong>in</strong> campo.<br />
E <strong>in</strong> fretta.<br />
(*) Direttore Centro Studi Conf<strong>in</strong>dustria<br />
LUGLIO 2009 13
LA CONGIUNTURA LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
Il paradosso della crisi: poco credito al<strong>le</strong><br />
imprese, troppa liquidità agli speculatori<br />
L’osservatorio “Scenari & Tendenze” mette <strong>in</strong> luce <strong>le</strong> contraddizioni della crisi: mentre l’economia<br />
rea<strong>le</strong> langue, la speculazione f<strong>in</strong>anziaria risorge e sp<strong>in</strong>ge al rialzo i prezzi del<strong>le</strong> materie prime.<br />
Achil<strong>le</strong> Fornas<strong>in</strong>i*<br />
Con l’<strong>in</strong>contro dell’8 luglio scorso si è comp<strong>le</strong>tato il primo ciclo di<br />
sem<strong>in</strong>ari dell’osservatorio congiuntura<strong>le</strong> Scenari & Tendenze promosso dal<br />
Comitato Piccola Industria e dal Gruppo Giovani Imprenditori<br />
dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana, che hanno <strong>in</strong>teso così sostenere la<br />
s<strong>in</strong>ergia tra ISFOR 2000 e lo Studio Ambrosetti di Milano nel campo<br />
dell’<strong>in</strong>formazione economicof<strong>in</strong>anziaria<br />
dest<strong>in</strong>ata al<strong>le</strong> imprese.<br />
Nel suo <strong>in</strong>tervento di apertura<br />
Francesco Uberto, presidente del<br />
Gruppo Giovani, evidenzia come<br />
l’opportunità di essere aggiornati<br />
sull’andamento dei mercati e sugli<br />
scenari dell’economia rappresenti<br />
una condizione basilare per affrontare<br />
<strong>le</strong> scelte aziendali con razioc<strong>in</strong>io e<br />
maggiore consapevo<strong>le</strong>zza. Le<br />
<strong>in</strong>certezze e i cont<strong>in</strong>ui cambiamenti<br />
<strong>in</strong>nescati da quella che ormai può<br />
essere considerata la peggiore congiuntura della storia economica moderna<br />
richiedono, <strong>in</strong>fatti, una persistente <strong>in</strong>formazione sui fatti <strong>in</strong> grado di <strong>in</strong>cidere<br />
sul<strong>le</strong> prospettive del<strong>le</strong> imprese. Francesco Franceschetti, presidente del<br />
Comitato Piccola Industria, comp<strong>le</strong>ta l’<strong>in</strong>troduzione ai lavori con <strong>le</strong> sue<br />
osservazioni concernenti gli effetti della recessione sull’attività del<strong>le</strong> aziende<br />
di m<strong>in</strong>ori dimensioni. L’<strong>in</strong>tensa crisi f<strong>in</strong>anziaria e la conseguente depressione<br />
economica globa<strong>le</strong> si manifestano con la forte<br />
contrazione degli scambi <strong>in</strong>ternazionali e della<br />
produzione manifatturiera che si abb<strong>in</strong>ano,<br />
proprio <strong>in</strong> questo periodo, con l’anomala<br />
crescita dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime. Una<br />
situazione preoccupante:<br />
com’è possibi<strong>le</strong> che<br />
aument<strong>in</strong>o i prezzi del<strong>le</strong><br />
commodities <strong>in</strong>dustriali <strong>in</strong><br />
concomitanza del crollo<br />
generalizzato della<br />
domanda e della paurosa<br />
f<strong>le</strong>ssione della produzione<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>? Questa è<br />
dunque la prima domanda<br />
alla qua<strong>le</strong> gli analisti sono<br />
chiamati a fornire una<br />
risposta.<br />
Le contraddizioni dei mercati<br />
Se si osserva l’andamento degli <strong>in</strong>dici<br />
generali dei pr<strong>in</strong>cipali mercati azionari mondiali<br />
(Figura 1), si nota come la loro caduta, <strong>in</strong>iziata<br />
LUGLIO 2009 15
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
a metà 2007, si sia arrestata tra i mesi di novembre 2008 e febbraio 2009<br />
con performance negative impressionanti: -53,7% il Dow-Jones di Wall<br />
Street, -61,4% il Nikkei giapponese, -61,6% l’Eurostoxx, s<strong>in</strong>tesi dei list<strong>in</strong>i<br />
europei, e -71,9% il Composite di Shanghai. Si tratta di ribassi che, acce<strong>le</strong>rati<br />
dalla crisi f<strong>in</strong>anziaria esplosa nel settembre 2008, confermano la portata<br />
storica della fase recessiva del ciclo economico sottostante. Nei primi mesi<br />
del 2009 prende peraltro corpo un poderoso rimbalzo degli <strong>in</strong>dici americano<br />
(+34,4%), nipponico (+43,7%) ed europeo (+38%), seguito da una moderata<br />
correzione nel mese di giugno. Solo l’<strong>in</strong>dice azionario c<strong>in</strong>ese prosegue la sua<br />
corsa ascendente (+80,9%).<br />
Del tutto analogo è il comportamento del<strong>le</strong> materie prime. La figura<br />
2 raffronta <strong>le</strong> d<strong>in</strong>amiche altamente concordanti del Commodity Index<br />
(scala di destra) e dell’<strong>in</strong>dice Lmex (scala di s<strong>in</strong>istra): il primo <strong>in</strong>tercetta<br />
l’andamento dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime trattate sui mercati a term<strong>in</strong>e<br />
d’oltre Atlantico, il secondo cattura <strong>in</strong>vece l’evoluzione media dei metalli<br />
non ferrosi scambiati al London Metal Exchange. Come si può osservare,<br />
entrambi i parametri dapprima crollano rispettivamente del 57,1% e del<br />
63,2% per poi recuperare del 26,4% e del 58%. Solo nella seconda metà<br />
del mese di giugno i due <strong>in</strong>dicatori, all<strong>in</strong>eandosi con i list<strong>in</strong>i azionari<br />
occidentali, evidenziano una fase correttiva tuttora <strong>in</strong> corso di sviluppo.<br />
Anche i prezzi del petrolio, materia prima strettamente <strong>le</strong>gata al<strong>le</strong> sorti<br />
dell’economia, si all<strong>in</strong>eano al<strong>le</strong> evoluzioni mobiliari e dei metalli. La figura<br />
3 illustra appunto la d<strong>in</strong>amica del<strong>le</strong> quotazioni della qualità Brent dell’oro<br />
nero quotato a Londra <strong>in</strong> dollari al bari<strong>le</strong> (scala di destra) <strong>in</strong> relazione al<br />
contestua<strong>le</strong> andamento del rapporto di cambio Euro/Dollaro (scala di<br />
s<strong>in</strong>istra). Anche <strong>in</strong> questo caso si assiste alla vertig<strong>in</strong>osa scivolata del secondo<br />
semestre 2008 (-76,2%), a una crescita repent<strong>in</strong>a tra gennaio e metà giugno<br />
(+107,8%) e, <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e, al corrente ripiegamento.<br />
Si tratta ora di verificare come si conciliano queste evoluzioni con l’analisi<br />
16<br />
FIGURA 1<br />
di Andrea Beretta Zanoni di Ambrosetti,<br />
secondo cui i segnali congiunturali sono<br />
timidamente positivi, <strong>in</strong>dicando<br />
semplicemente un ral<strong>le</strong>ntamento della caduta.<br />
Sono da considerarsi orientati <strong>in</strong> tal senso la<br />
stabilizzazione dei mercati f<strong>in</strong>anziari e della<br />
domanda dei nuc<strong>le</strong>i famigliari statunitensi, il<br />
contesto dis<strong>in</strong>flazionistico che migliora il<br />
potere d’acquisto dei consumatori, l’arresto<br />
della discesa vertica<strong>le</strong> della produzione<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> nei Paesi Ocse favoriti dai sostegni<br />
fiscali e monetari e il recupero della produzione<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> c<strong>in</strong>ese oltre i livelli pre-crisi. Ma<br />
non v’è alcun dubbio che la ripresa sarà <strong>le</strong>nta<br />
e probabilmente molto travagliata: il calo degli<br />
<strong>in</strong>vestimenti è stato drammaticamente vio<strong>le</strong>nto<br />
e gli e<strong>le</strong>menti d’<strong>in</strong>certezza sono ancora troppo<br />
numerosi. A essere molto ottimisti la ripresa<br />
potrà favorire un robusto recupero dei livelli<br />
produttivi tra la f<strong>in</strong>e del 2010 e l’<strong>in</strong>izio del<br />
2011. Come spiegare, dunque, l’evidente<br />
<strong>in</strong>coerenza tra lo stato dell’economia rea<strong>le</strong><br />
del<strong>in</strong>eato da Beretta Zanoni e il<br />
comportamento dei mercati f<strong>in</strong>anziari? Molto<br />
probabilmente la causa risiede nella gigantesca<br />
<strong>in</strong>iezione di liquidità voluta dai governi e dal<strong>le</strong><br />
banche centrali f<strong>in</strong>alizzata a scongiurare il<br />
collasso del sistema bancario e f<strong>in</strong>anziario<br />
<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>.
Prendiamo il caso del greggio: il vistoso recupero dei suoi prezzi si è<br />
determ<strong>in</strong>ato <strong>in</strong> circostanze che lasciano <strong>in</strong>tuire un fenomeno tutto <strong>in</strong>terno<br />
ai mercati f<strong>in</strong>anziari. Non è un caso che si assista alla forte e <strong>in</strong>consueta<br />
concordanza evolutiva tra borse mobiliari e petrolio, <strong>in</strong> concomitanza del<br />
progressivo <strong>in</strong>debolimento del dollaro rispetto alla divisa europea e al<strong>le</strong> altre<br />
pr<strong>in</strong>cipali valute. L'e<strong>le</strong>vato livello del<strong>le</strong> scorte strategiche di petrolio, ovunque<br />
ai massimi storici a causa di una domanda globa<strong>le</strong> ancora molto debo<strong>le</strong>,<br />
dovrebbe deprimerne i prezzi. Così come <strong>le</strong> preoccupanti prospettive del<strong>le</strong><br />
società quotate dovrebbero scoraggiare gli <strong>in</strong>vestimenti azionari e sp<strong>in</strong>gere<br />
gli operatori a temporeggiare <strong>in</strong> attesa di chiari segnali di ripresa dell’economia<br />
rea<strong>le</strong>. E <strong>in</strong>vece l’enorme massa di liquidità immessa nel sistema tra la f<strong>in</strong>e<br />
del 2008 e gli <strong>in</strong>izi del 2009 preferisce dirigersi, <strong>in</strong> assenza di alternative<br />
d’<strong>in</strong>vestimento risk free a rendimenti ritenuti accettabili, verso i mercati<br />
f<strong>in</strong>anziari, attizzando l’ennesima “bolla” basata su fragili e forzate aspettative.<br />
Con la conseguenza di mettere <strong>in</strong> difficoltà <strong>le</strong> imprese già co<strong>in</strong>volte nell’attua<strong>le</strong><br />
profonda crisi recessiva.<br />
Il gioco al rialzo sul<strong>le</strong> materie prime e sui mercati azionari è alimentato<br />
dagli Exchange Traded Fund facilitati dalla liquidità resa loro disponibi<strong>le</strong><br />
a tassi tendenti a zero. Tra questi fondi comuni d’<strong>in</strong>vestimento si dist<strong>in</strong>guono<br />
gli Etf Ultrashort e gli Etf Ultralong operanti su mercati future. I primi,<br />
connotati da un’operatività ribassista, si sono dist<strong>in</strong>ti nel 2° semestre 2008<br />
quando contribuirono ad affossare i titoli bancari e f<strong>in</strong>anziari. I secondi,<br />
concentrati su scommesse di natura rialzista, sono <strong>in</strong>vece i protagonisti<br />
dell’ascesa dei list<strong>in</strong>i azionari e dei prezzi del<strong>le</strong> materie prime nel primo<br />
semestre 2009. Gli Etf sfruttano l’effetto “<strong>le</strong>va” assicurato dagli strumenti<br />
f<strong>in</strong>anziari derivati, che consentono di moltiplicare gli effetti a term<strong>in</strong>e del<strong>le</strong><br />
loro scommesse, enfatizzando così movimenti di mercato anomali e <strong>in</strong>coerenti<br />
con i fondamentali del<strong>le</strong> aziende e dell’economia. Un’attività che assicura<br />
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
buoni esiti solo se confortata da coerenti<br />
d<strong>in</strong>amiche fondamentali, altrimenti scattano<br />
<strong>le</strong> ricoperture con conseguenti repent<strong>in</strong>i<br />
rovesciamenti del<strong>le</strong> posizioni. È proprio ciò<br />
che sta accadendo da metà giugno:<br />
diffondendosi la percezione che la ripresa sarà<br />
più <strong>le</strong>nta e lontana del previsto, gli Etf<br />
smantellano <strong>le</strong> loro posizioni, provocando <strong>le</strong><br />
correzioni correnti e il fata<strong>le</strong> ritorno della<br />
volatilità sui mercati.<br />
Sembra dunque che la crisi f<strong>in</strong>anziaria<br />
dell’anno scorso non abbia <strong>in</strong>segnato nulla:<br />
buona parte della liquidità pompata nel sistema<br />
non si è diretta al sostegno del<strong>le</strong> imprese o<br />
all’acquisto di materie prime allo stato fisico,<br />
bensì verso i famigerati strumenti f<strong>in</strong>anziari<br />
derivati. E’ paradossa<strong>le</strong> che si cont<strong>in</strong>u<strong>in</strong>o a<br />
<strong>in</strong>vocare maggiori disponibilità liquide per<br />
limitare gli effetti del credit crunch e per oliare<br />
il sistema dei pagamenti, che stanno mettendo<br />
<strong>in</strong> g<strong>in</strong>occhio l’attività del<strong>le</strong> imprese, quando<br />
di liquidità <strong>in</strong> giro ce n’è pers<strong>in</strong>o troppa. Il<br />
vero prob<strong>le</strong>ma è che ce n’è poca a disposizione<br />
del<strong>le</strong> imprese e moltissima per <strong>le</strong> scommesse<br />
f<strong>in</strong>anziarie!<br />
Scenari di breve e medio term<strong>in</strong>e<br />
Riguardo ai prezzi del<strong>le</strong> materie prime, <strong>le</strong><br />
FIGURA 2<br />
14<br />
LUGLIO 2009 17
prospettive sono di un loro ridimensionamento nel breve term<strong>in</strong>e. Anche gli<br />
Etf si stanno accorgendo che l’accumulo di scorte presso i magazz<strong>in</strong>i ufficiali<br />
del London Metal Exchange lascia presagire un <strong>le</strong>ntissimo processo di destock<strong>in</strong>g.<br />
Nel corso del primo semestre 2009, <strong>in</strong>fatti, <strong>le</strong> scorte sono aumentate <strong>in</strong> modo<br />
straord<strong>in</strong>ario: si va dal +39,1% dello z<strong>in</strong>co al +121,2% dello stagno. L’unico<br />
metallo che ha visto dim<strong>in</strong>uire <strong>le</strong> giacenze è il rame (-21%), oggetto di cospicui<br />
acquisti da parte della C<strong>in</strong>a. Il colosso asiatico è impegnato <strong>in</strong> un programma<br />
di ristoccaggio f<strong>in</strong>alizzato a <strong>in</strong>crementare <strong>le</strong> scorte di metalli base, carbone e<br />
m<strong>in</strong>era<strong>le</strong> di ferro. Gli acquisti di rame, <strong>in</strong> particolare, sono motivati dai bassi<br />
livelli di scorte rispetto alla domanda <strong>in</strong>terna alimentata dai fabbisogni crescenti<br />
provenienti dal settore del<strong>le</strong> costruzioni, dell’automotive e della produzione di<br />
cavi per l’energia. Del tutto <strong>in</strong>giustificati, <strong>in</strong>vece, sono i rialzi dell’allum<strong>in</strong>io e<br />
del nickel: il primo perché ha visto accumularsi <strong>le</strong> giacenze <strong>in</strong> modo straord<strong>in</strong>ario,<br />
s<strong>in</strong>tomo di una generalizzata carenza di domanda, il secondo perché il mercato<br />
dell’acciaio <strong>in</strong>ossidabi<strong>le</strong>, pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> <strong>in</strong>tercettore del metallo, si mantiene <strong>in</strong> uno<br />
stato di profonda sofferenza.<br />
Se si eccettua il rame, dunque, per i metalli <strong>in</strong>dustriali si prefigura un periodo<br />
di ribassi a meno che la debo<strong>le</strong>zza del dollaro, ovvero la valuta <strong>in</strong> cui essi sono<br />
trattati sui mercati, non ne sostenga <strong>le</strong> quotazioni. La divisa americana, <strong>in</strong> effetti,<br />
sta attraversando un periodo di debo<strong>le</strong>zza: dopo il rapido decl<strong>in</strong>o contro Euro<br />
(-10,1% tra apri<strong>le</strong> e maggio), il dollaro si assesta e fluttua <strong>in</strong>torno a quota 1,40.<br />
La valuta europea si riposiziona dunque su livelli medi superiori a quelli del<br />
primo trimestre 2009 a seguito della progressiva perdita di appeal del biglietto<br />
verde, che cont<strong>in</strong>uerà a soffrire sia i tassi bassissimi voluti dalla Federal Reserve,<br />
con il conseguente spostamento di capitali su divise a rendimento più e<strong>le</strong>vato,<br />
sia <strong>le</strong> attese <strong>in</strong>flazionistiche provocate dall’aumento del debito pubblico Usa.<br />
Il progressivo deprezzamento del dollaro rischia dunque di alimentare gli<br />
<strong>in</strong>giustificati rialzi del<strong>le</strong> materie prime che, a loro volta, sono <strong>in</strong> grado di<br />
deprimere la crescita economica e, nel contempo, generare il pericolo di sp<strong>in</strong>te<br />
FIGURA 3<br />
LA CONGIUNTURA ECONOMICA<br />
<strong>in</strong>flazionistiche.<br />
L’esperto dello Studio Ambrosetti segnala<br />
<strong>in</strong>f<strong>in</strong>e i rischi connessi alla tempistica con cui i<br />
governi e <strong>le</strong> banche centrali riusciranno a gestire<br />
gli impatti del<strong>le</strong> misure di sostegno fisca<strong>le</strong> e<br />
monetario <strong>in</strong>traprese durante la crisi f<strong>in</strong>anziaria:<br />
stimoli generati da politiche di bilancio molto<br />
espansive, che potrebbero non sortire benefici<br />
effetti moltiplicativi nei tempi giusti per la loro<br />
tradiziona<strong>le</strong> <strong>le</strong>ntezza di trasmissione. In tal caso<br />
assisteremo quantomeno all’allungamento della<br />
stagnazione f<strong>in</strong>o al 2011 e al riaffacciarsi dei<br />
pericoli deflazionistici. Se il sostegno all’economia<br />
rea<strong>le</strong> e il governo della liquidità si rive<strong>le</strong>ranno<br />
<strong>in</strong>vece efficaci e tempestivi, la fase recessiva del<br />
ciclo economico si esaurirebbe nel 2009<br />
prospettando l’avvio della ripresa già nel primo<br />
semestre 2010.<br />
Comunque vada a f<strong>in</strong>ire, questa che stiamo<br />
vivendo è una crisi “meritocratica”, che colpirà<br />
i settori <strong>in</strong>dustriali <strong>in</strong> modo differenziato,<br />
accanendosi soprattutto sui comparti e sul<strong>le</strong><br />
imprese che erano <strong>in</strong> difficoltà ben prima<br />
dell’autunno 2008. Ma per limitare i danni è<br />
auspicabi<strong>le</strong> che la speculazione f<strong>in</strong>anziaria sia<br />
progressivamente marg<strong>in</strong>alizzata e meglio<br />
regolamentata.<br />
(*) Amm<strong>in</strong>istratore de<strong>le</strong>gato di ISFOR 2000<br />
14<br />
LUGLIO 2009 19
AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />
Dossier<br />
22<br />
24<br />
28<br />
32<br />
38<br />
42<br />
48<br />
52<br />
56<br />
60<br />
Gruppo Giovani AIB, Francesco<br />
Uberto e<strong>le</strong>tto nuovo<br />
presidente under 40<br />
Morand<strong>in</strong>i: credito e<br />
sovrapproduzione<br />
<strong>le</strong> due grandi sfide Pmi<br />
Marniga: “Il rilancio della Piccola<br />
Velocità a Brescia chiave per la<br />
competitività”<br />
Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto,<br />
Territorio, Tecnologia,<br />
eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />
Rapporto AIB-Prometeia, punti di<br />
forza e limiti del “made <strong>in</strong> Brescia”<br />
tra crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />
“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente<br />
e futuro”, ecco <strong>le</strong> chances per<br />
uscire dalla crisi<br />
Brunetta: l’obiettivo è<br />
aumentare del 50% la<br />
produttività nella PA<br />
Concretezza e produttività<br />
del manifatturiero “antidoti”<br />
contro la crisi<br />
Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere di<br />
resistere e lottare per ridare<br />
slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />
Marcegaglia, quattro priorità<br />
assolute: credito, pace socia<strong>le</strong>,<br />
scuola, energia
Gruppo Giovani AIB, Francesco Uberto<br />
e<strong>le</strong>tto nuovo presidente under 40<br />
Cambio al vertice dopo il quadriennio di Francesco Franceschetti. “Co<strong>in</strong>volgimento, ascolto,<br />
programmazione, valore e s<strong>in</strong>tesi” <strong>le</strong> paro<strong>le</strong> d’ord<strong>in</strong>e del neo <strong>le</strong>ader dei giovani imprenditori<br />
Nicola Mott<strong>in</strong>elli*<br />
22<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Il passaggio di testimone è avvenuto lo scorso 29 apri<strong>le</strong> <strong>in</strong> occasione<br />
dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong>, quando Francesco Franceschetti ha<br />
ufficialmente concluso il suo quadriennio alla guida del Gruppo<br />
Giovani Imprenditori dell’AIB ed è com<strong>in</strong>ciata l’avventura del nuovo<br />
presidente Francesco Uberto,<br />
consigliere de<strong>le</strong>gato di Aso Siderurgica<br />
srl di Ospita<strong>le</strong>tto, già vicepresidente<br />
del GGI.<br />
“Le nostre <strong>in</strong>iziative ad ampio<br />
raggio – ha detto Franceschetti<br />
all’apertura dei lavori – hanno<br />
permesso di far crescere<br />
numericamente il nostro Gruppo con<br />
nuovi iscritti. Un Gruppo che <strong>in</strong><br />
questi anni ha ricevuto e cont<strong>in</strong>ua a<br />
ricevere il plauso dei col<strong>le</strong>ghi di altre<br />
associazioni territoriali. La presenza<br />
e la partecipazione al<strong>le</strong> <strong>in</strong>iziative<br />
regionali e nazionali ha <strong>le</strong>gato il nostro<br />
nome a garanzia di <strong>in</strong>traprendenza,<br />
attivismo e, come nella migliore<br />
tradizione del territorio, di laboriosità e concretezza”.<br />
Il Presidente uscente ha qu<strong>in</strong>di ricordato <strong>le</strong> pr<strong>in</strong>cipali <strong>in</strong>iziative<br />
messe <strong>in</strong> campo durante i quattro anni al timone degli imprenditori<br />
bresciani “under 40”, a com<strong>in</strong>ciare<br />
dall’attività promossa dalla Commissione<br />
scientifica. In primo piano qu<strong>in</strong>di l’ormai<br />
tradiziona<strong>le</strong> convegno di primavera<br />
“IMW”, giunto quest’anno<br />
all’edizione numero undici<br />
dedicata al futuro della<br />
scuola e dell’Università<br />
italiana e che, tra i molti<br />
ospiti, ha visto <strong>in</strong>tervenire<br />
anche il m<strong>in</strong>istro della<br />
Pubblica istruzione<br />
Mariastella Gelm<strong>in</strong>i. Di<br />
grande respiro anche i<br />
temi affrontati ai<br />
precedenti “IMW” della<br />
presidenza Franceschetti.<br />
Nel 2008 si è discusso<br />
<strong>in</strong>fatti di etica e impresa,<br />
nel 2007 di materie<br />
prime e nel 2006 di<br />
<strong>in</strong>ternazionalizzazione.<br />
La Commissione scientifica dei<br />
“Giovani” ha poi promosso numerosi
<strong>in</strong>contri su tematiche di grande attualità, come quelli dell’osservatorio<br />
congiuntura<strong>le</strong> “Scenari & Tendenze” <strong>in</strong> collaborazione con la “Piccola”<br />
di AIB, Isfor 2000 e The European House Ambrosetti, e il concorso<br />
“Realizza <strong>le</strong> tue idee <strong>in</strong>novative – Diventa imprenditore anche tu!”<br />
nato per stimolare l’imprenditoria giovani<strong>le</strong>.<br />
Attivissima <strong>in</strong> questi anni pure la Commissione scuola con il<br />
“Management Game”, giunto alla diciassettesima edizione, quest’anno<br />
con un’importante novità: per la prima volta il gioco si svolgerà anche<br />
a livello naziona<strong>le</strong> con una f<strong>in</strong>a<strong>le</strong> <strong>in</strong> programma a Roma <strong>in</strong> settembre.<br />
Successo anche per gli <strong>in</strong>contri del progetto “A scuola d’impresa”,<br />
che lo scorso autunno hanno co<strong>in</strong>volto ben 21 istituti e 1.100 studenti.<br />
Intensa è stata <strong>in</strong>oltre l’attività della Commissione associativa,<br />
con <strong>le</strong> visite aziendali, il “Progetto Cultura” e la partecipazione ai<br />
meet<strong>in</strong>g nazionali di Santa Margherita Ligure e Capri, così come<br />
quella della Commissione comunicazione, che cura i contenuti del<br />
r<strong>in</strong>novato sito del Gruppo e la pubblicazione del periodico “News”.<br />
Franceschetti ha poi citato altre <strong>in</strong>iziative promosse negli ultimi<br />
quattro anni (dalla missione <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a al recente viaggio-studio <strong>in</strong><br />
Giappone alla scoperta del<strong>le</strong> più <strong>in</strong>novative realtà <strong>in</strong>dustriali del Sol<br />
Levante), augurando “buon lavoro” al nuovo Consiglio direttivo<br />
(composto da Marta Bonomi - vicepresidente Commissione<br />
comunicazione, Eugenio Gall<strong>in</strong>a - vicepresidente Commissione<br />
associativa, Stefano Iorio - vicepresidente Commissione scientifica,<br />
Paola Palazzani - vicepresidente Commissione scuola, e i consiglieri<br />
Carlotta Anton<strong>in</strong>i, Paola Cittad<strong>in</strong>i, Alberto<br />
Faganelli, Federico Ghid<strong>in</strong>i, Tomaso Maffioli,<br />
Mauro T<strong>in</strong><strong>in</strong><strong>in</strong>i, Matteo Vagli).<br />
Ci sono <strong>in</strong>oltre quattro membri aggiunti:<br />
Stefano Consoli, A<strong>le</strong>ssandro De Marchi,<br />
Ottavio Gama<strong>le</strong>ro e Andrea Zanetti.<br />
Inf<strong>in</strong>e, l’<strong>in</strong>vito del presidente uscente al<br />
suo successore a “non dimenticare mai il<br />
ruolo che è chiamato a svolgere e la Territoria<strong>le</strong><br />
per la qua<strong>le</strong> lo svolgerà”.<br />
Uberto ha qu<strong>in</strong>di preso la parola<br />
ricordando subito <strong>le</strong> c<strong>in</strong>que paro<strong>le</strong> d’ord<strong>in</strong>e<br />
che caratterizzeranno il lavoro del Gruppo:<br />
co<strong>in</strong>volgimento, ascolto, programmazione,<br />
valore, s<strong>in</strong>tesi.<br />
L’assemb<strong>le</strong>a si è chiusa con un dibattito<br />
sull’<strong>in</strong>novazione, durante il qua<strong>le</strong> Uberto e<br />
Franceschetti hanno dialogato con Emanue<strong>le</strong><br />
Bertoli (amm<strong>in</strong>istratore unico di Berbrand<br />
srl), Fausto Lucà (Manag<strong>in</strong>g Director di F<strong>le</strong>x<br />
spa) e Andrea Venturelli (amm<strong>in</strong>istratore<br />
unico di Invatec spa).<br />
(*) Ufficio Stampa AIB<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
LUGLIO 2009 23
Morand<strong>in</strong>i: credito e sovrapproduzione<br />
<strong>le</strong> due grandi sfide per <strong>le</strong> Pmi<br />
Il numero uno della “Piccola” di Conf<strong>in</strong>dustria parla della diffici<strong>le</strong> congiuntura economica e si rivolge<br />
al<strong>le</strong> banche: i temi urgenti sono la r<strong>in</strong>egoziazione dei tassi e un ritorno alla territorialità degli istituti<br />
Francesco Barbieri*<br />
24<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
L’atteso <strong>in</strong>tervento del Presidente del Consiglio Centra<strong>le</strong> Piccola<br />
Industria di Conf<strong>in</strong>dustria, Giuseppe Morand<strong>in</strong>i, al term<strong>in</strong>e<br />
dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong> della<br />
“Piccola” AIB lo scorso maggio,<br />
si è aperto con due sentiti<br />
r<strong>in</strong>graziamenti. Il primo,<br />
rivolto a <strong>tutti</strong> i partecipanti,<br />
all’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong><br />
Bresciana e alla città di Brescia:<br />
“Da voi abbiamo sempre avuto<br />
contributi <strong>in</strong>dimenticabili <strong>in</strong><br />
term<strong>in</strong>i di confronto, di<br />
sol<strong>le</strong>citazione, di sforzi, ma<br />
questa volta vi siete superati -<br />
ha esordito -. L’<strong>in</strong>contro di oggi<br />
ha avuto un effetto terapeutico.<br />
Ci avete fatto ascoltare la voce<br />
di otto imprenditori che fanno<br />
capire che senza ottimismo non<br />
si fa niente. Otto imprenditori<br />
che parlano di tecnologia, di<br />
territorio, di un nuovo modello di sviluppo economico, quello che<br />
dovrà uscire dal dopocrisi, quello su cui noi <strong>tutti</strong> dobbiamo concentrare<br />
i nostri sforzi”.<br />
Il secondo r<strong>in</strong>graziamento è andato ad<br />
Alberta Marniga la qua<strong>le</strong> “è la<br />
dimostrazione che<br />
essere classe dirigente<br />
vuol dire avere il<br />
coraggio di dedicare<br />
parte del proprio tempo<br />
agli altri. Alberta lo ha<br />
fatto con grande<br />
impegno, con grande<br />
passione e per questo<br />
va r<strong>in</strong>graziata”. Nel<br />
prosieguo del suo<br />
<strong>in</strong>tervento Morand<strong>in</strong>i<br />
ha voluto ricordare i<br />
risultati ottenuti negli<br />
ultimi mesi, dal<br />
riconoscimento del<strong>le</strong><br />
spese di rappresentanza<br />
agli straord<strong>in</strong>ari, dalla<br />
rivalutazione dei cespiti<br />
al rif<strong>in</strong>anziamento del fondo di garanzia<br />
ed al bonus fisca<strong>le</strong>. “Nel modello<br />
economico che sarà, il valore umano,
ovvero l’esperienza e la capacità dei nostri uom<strong>in</strong>i e del<strong>le</strong> nostre<br />
donne, sarà il fattore prioritario per il successo. Si vedrà meno credito<br />
ma un credito più se<strong>le</strong>ttivo. La piccola impresa si troverà di fronte<br />
a due grandi sfide, quella dell’accesso al credito e quella della<br />
sovrapproduzione, e su questi due temi si è concentrata la nostra<br />
attività”.<br />
Parlando della prima del<strong>le</strong> due sfide il presidente si è soffermato<br />
sull’importanza dei Tremonti-bond, una buona idea che è stata recepita<br />
solo da pochi istituti di credito e che giustifica il press<strong>in</strong>g <strong>in</strong> corso<br />
sul<strong>le</strong> altre banche che non ne hanno ancora usufruito perché “è<br />
assurdo che ci siano 10-12 miliardi di euro di denaro pubblico a<br />
disposizione e che <strong>le</strong> banche non li utilizz<strong>in</strong>o”. Sul conseguimento<br />
del rif<strong>in</strong>anziamento del fondo di garanzia Morand<strong>in</strong>i ha sottol<strong>in</strong>eato<br />
come sia giusto che <strong>le</strong> banche, oggi, rischiando meno, facciano calare<br />
di conseguenza il costo del denaro. Il <strong>le</strong>ader della Piccola ha <strong>in</strong>vitato<br />
qu<strong>in</strong>di <strong>le</strong> imprese ad utilizzare l’importante strumento della<br />
rivalutazione dei cespiti, immobili strumentali e qu<strong>in</strong>di capannoni<br />
e terreni, che è ancora a disposizione nel 2009. Strumento tramite<br />
il qua<strong>le</strong>, con un costo di 30mila euro, si riesce a mettere a patrimonio<br />
un milione di euro che consente un più agevo<strong>le</strong> accesso al credito.<br />
Nota do<strong>le</strong>nte <strong>in</strong>vece il mancato ottenimento della deducibilità<br />
degli <strong>in</strong>teressi passivi, battaglia che cont<strong>in</strong>uerà <strong>in</strong>cessantemente ma<br />
sulla qua<strong>le</strong> non c’è alcuna possibi<strong>le</strong> apertura.<br />
Alla domanda “Che cosa manca per capitalizzare <strong>le</strong> imprese?”<br />
Morand<strong>in</strong>i ha semplicemente risposto che è diffici<strong>le</strong> parlare di<br />
capitalizzazione quando la Banca Mondia<strong>le</strong> ci dice che il prelievo<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
fisca<strong>le</strong> italiano sugli utili societari, tra<br />
imposte dirette ed <strong>in</strong>dirette, ammonta al<br />
63,4%. Occorre qu<strong>in</strong>di “fare una battaglia<br />
sulla detassazione degli utili aziendali e<br />
per una compensazione automatica fisca<strong>le</strong><br />
tra il dare e l’avere”.<br />
Un importante tema sul qua<strong>le</strong> poi,<br />
secondo Morand<strong>in</strong>i, è uti<strong>le</strong> soffermarsi è<br />
quello della se<strong>le</strong>zione natura<strong>le</strong> che avverrà<br />
al term<strong>in</strong>e della crisi e che potrebbe<br />
<strong>in</strong>teressare <strong>le</strong> picco<strong>le</strong> aziende con <strong>le</strong> spal<strong>le</strong><br />
non sufficientemente solide. “Da qui<br />
l’importanza - ha osservato Morand<strong>in</strong>i -<br />
del bonus d’aggregazione, altro e<strong>le</strong>mento<br />
di cui non si conosce l’eventua<strong>le</strong><br />
disponibilità <strong>in</strong> futuro. Se non ci si<br />
razionalizza <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di costi aziendali,<br />
se non ci si mette assieme non ce la si farà<br />
ad uscire dalla crisi. Il bonus ci consente<br />
di avere una rivalutazione gratuita del<br />
patrimonio f<strong>in</strong>o a 5 milioni di euro, 5<br />
milioni di liquidità che si possono mettere<br />
a bilancio gratis per aziende che nascono<br />
dalla fusione di due, o più, picco<strong>le</strong> aziende.<br />
A questo si aggiunge più economia di<br />
scala e miglior gestione della clientela.<br />
LUGLIO 2009 25
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Francesco Franceschetti alla guida del<br />
Comitato Piccola AIB: “Situazione diffici<strong>le</strong>,<br />
ma <strong>le</strong> imprese hanno voglia di fare”<br />
L’ex presidente dei Giovani succede ad Alberta Marniga<br />
Proseguire sulla strada tracciata con<br />
grande impegno e capacità da<br />
Alberta Marniga. È la promessa di<br />
Francesco Franceschetti, ex<br />
presidente del Gruppo Giovani AIB<br />
e direttore genera<strong>le</strong> della VTC Synco<br />
srl di Corte Franca, e<strong>le</strong>tto lo scorso<br />
11 maggio alla guida del Comitato<br />
Piccola Industria dell’<strong>Associazione</strong>,<br />
al term<strong>in</strong>e di un’assemb<strong>le</strong>a che ha<br />
fatto registrare il tutto esaurito con<br />
quasi 400 imprenditori <strong>in</strong>tervenuti<br />
per dare il loro voto. Franceschetti<br />
resterà <strong>in</strong> carica per il quadriennio<br />
2009-2013 e al suo fianco è già al<br />
lavoro il nuovo Consiglio direttivo<br />
formato da Pia Cittad<strong>in</strong>i<br />
(vicepresidente), Roberto Z<strong>in</strong>i<br />
(vicepresidente), Mauro Esposto,<br />
Luca Roda, Pietro Sbara<strong>in</strong>i ed Elisa<br />
Torchiani.<br />
“La strada tracciata da Alberta è<br />
molto impegnativa – ha esordito<br />
Francescetti nel suo primo<br />
<strong>in</strong>tervento –. A <strong>le</strong>i, ai past president<br />
e a <strong>tutti</strong> coloro che mi hanno<br />
<strong>in</strong>segnato ad essere presidente, prima<br />
dei Giovani e ora della Piccola,<br />
dedico questo succcesso”.<br />
Franceschetti ha anche r<strong>in</strong>graziato<br />
Alberta Marniga per la costante<br />
vic<strong>in</strong>anza mostrata nei confronti del<br />
Gruppo Giovani e ha garantito al<strong>le</strong><br />
imprese associate “il più ampio<br />
co<strong>in</strong>volgimento” nei prossimi<br />
quattro anni di mandato. Poi,<br />
rivolgendosi direttamente al <strong>le</strong>ader<br />
della Piccola di Conf<strong>in</strong>dustria<br />
Giuseppe Morand<strong>in</strong>i, il nuovo<br />
presidente ha lanciato un appello:<br />
“A Brescia stiamo vivendo una<br />
situazione particolarmente diffici<strong>le</strong>.<br />
Gli imprenditori sono molto<br />
preoccupati, anche se non si<br />
scoraggiano e cont<strong>in</strong>uano ad aver<br />
voglia di fare. Noi, <strong>in</strong>somma, ci<br />
siamo e oggi, più che mai, abbiamo<br />
il dovere di far sentire la voce e il<br />
valore di Conf<strong>in</strong>dustria”.
Occorre prepararsi al nuovo modello economico, visti anche la velocità<br />
nella qua<strong>le</strong> viviamo e la vita media dei prodotti”.<br />
Un ultimo pensiero il presidente l’ha riservato al<strong>le</strong> banche. “La<br />
Banca Centra<strong>le</strong> Europea ha portato il costo del denaro all’1%.<br />
Qualcuno tra di voi se ne è accorto? I temi importanti da affrontare<br />
con <strong>le</strong> banche sono pr<strong>in</strong>cipalmente due. Il primo riguarda la<br />
r<strong>in</strong>egoziazione dei tassi, il secondo la territorialità degli istituti. <strong>Oggi</strong><br />
va di moda tra tutte <strong>le</strong> banche dichiararsi <strong>le</strong>gate al territorio ma poi<br />
gli uom<strong>in</strong>i che si <strong>in</strong>contrano dietro gli sportelli, o dietro <strong>le</strong> scrivanie,<br />
cambiano sempre. E si pone qu<strong>in</strong>di la domanda: dove vengono prese<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
<strong>le</strong> decisioni? Noi chiediamo uom<strong>in</strong>i che<br />
prendano decisioni sul territorio, che<br />
magari vengano <strong>in</strong> azienda come facevano<br />
una volta, sfruttando anche <strong>le</strong> qualità che oggi<br />
non mancano loro quali <strong>le</strong> esperienze fatte anche<br />
<strong>in</strong> giro per il mondo”.<br />
(*) Giornalista di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />
LUGLIO 2009 27
Marniga: “Il rilancio della Piccola Velocità<br />
a Brescia chiave per la competitività”<br />
Il presidente del Piccola Industria AIB, prima donna a guidare una struttura dell’<strong>Associazione</strong>, chiude<br />
il proprio mandato. Quattro anni dedicati anche a cultura, welfare e pari opportunità: “Abbiamo fatto<br />
molti passi avanti, ma c’è ancora molto lavoro da fare per valorizzare <strong>le</strong> capacità femm<strong>in</strong>ili sul lavoro”.<br />
28<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Roberto Ragazzi*<br />
Logistica, <strong>in</strong>frastrutture, ma anche welfare, pari opportunità,<br />
cultura dell’<strong>in</strong>novazione e aggregazione: sono i punti card<strong>in</strong>e attraverso<br />
i quali si sono sviluppati i quattro anni di Alberta Marniga ai vertici<br />
del Comitato Piccola Industria di Brescia. All’assemb<strong>le</strong>a dello scorso<br />
11 maggio sono stati 385 gli imprenditori che hanno partecipato<br />
all’e<strong>le</strong>zione del nuovo Consiglio direttivo.<br />
Più del doppio rispetto a quattro anni<br />
fa. Un dato che fa s<strong>in</strong>tesi del grande lavoro<br />
fatto nel corso di questi quattro anni.<br />
Dott.ssa Marniga <strong>le</strong>i ha rotto un tabù:<br />
quello di essere stata la prima donna<br />
a guidare una del<strong>le</strong> strutture<br />
dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana.<br />
Ancor prima di Emma Marcegaglia ai<br />
vertici di Conf<strong>in</strong>dustria e Federica Guidi<br />
alla presidenza naziona<strong>le</strong> dei Giovani.<br />
Come è cambiato <strong>in</strong> questi anni il ruolo<br />
della donna nel mondo del<strong>le</strong> imprese?<br />
Nell’<strong>in</strong>dustria <strong>le</strong> donne ci sono sempre state, solo che non erano<br />
visibili. Sono state pilastri importanti di molte aziende, ma all’ombra<br />
dei mariti.<br />
<strong>Oggi</strong> i tempi sono cambiati: <strong>le</strong> donne<br />
hanno acquisito competenze e professionalità<br />
<strong>in</strong> <strong>tutti</strong> i settori, anche quelli più<br />
tradizionalmente maschili, consapevo<strong>le</strong>zza<br />
del<strong>le</strong> loro capacità ed autonomia senza per<br />
questo sacrificare il loro<br />
ruolo di madri all’<strong>in</strong>terno<br />
della famiglia. Sono caduti<br />
<strong>tutti</strong> i muri che impedivano<br />
al<strong>le</strong> figlie dell’imprenditore<br />
di conquistare ruoli<br />
strategici all’<strong>in</strong>terno del<strong>le</strong><br />
società. Quanto a<br />
Conf<strong>in</strong>dustria, Emma<br />
Marcegaglia e Federica<br />
Guidi sono <strong>le</strong> due figure<br />
femm<strong>in</strong>ili più visibili, ma<br />
<strong>in</strong> realtà sta crescendo il<br />
numero del<strong>le</strong> donne che<br />
siedono <strong>in</strong> Giunta a Roma nonché di quel<strong>le</strong><br />
che a vario titolo ricoprono <strong>in</strong>carichi nel<br />
sistema.
L’AIB ha una gloriosa storia al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong>: nata più di 110 anni fa,<br />
ha contribuito alla nascita del sistema conf<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> italiano e con<br />
esso è stata l<strong>in</strong>fa vita<strong>le</strong> per la crescita del Paese. Insomma Brescia<br />
storicamente fa da “apri-pista” su molte questioni, su un tema come<br />
quello “femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong>” a che punto siamo?<br />
Anche <strong>in</strong> AIB i tempi sono cambiati e la mia e<strong>le</strong>zione come presidente<br />
del Comitato Piccola Industria ne è stata la conferma. Questa ventata<br />
di novità ha anche permesso che venisse costituito all’<strong>in</strong>terno di AIB<br />
un gruppo di lavoro denom<strong>in</strong>ato Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> Plura<strong>le</strong>, composto da una<br />
quarant<strong>in</strong>a di imprenditrici associate che, mettendo a fattor comune<br />
ciascuna <strong>le</strong> proprie esperienze, si propone di affrontare il tema della<br />
conciliazione vita-lavoro nel<strong>le</strong> nostre aziende. Abbiamo fatto molti<br />
passi avanti, ma c’è ancora molto lavoro da fare al f<strong>in</strong>e di favorire un<br />
cambiamento cultura<strong>le</strong> che co<strong>in</strong>volga anche gli uom<strong>in</strong>i e qu<strong>in</strong>di<br />
promuova politiche che valorizz<strong>in</strong>o <strong>le</strong> capacità femm<strong>in</strong>ili sul lavoro e<br />
stimol<strong>in</strong>o una serie di <strong>in</strong>terventi, sia per quanto riguarda i servizi sociali,<br />
sia sulla <strong>le</strong>gislazione.<br />
Ripercorrendo i quattro anni del suo mandato. Qua<strong>le</strong> è il progetto<br />
di cui va maggiormente orgogliosa?<br />
Senz’altro l’essere riuscita a sbloccare il progetto della Prov<strong>in</strong>cia di<br />
Brescia relativo alla riqualifica dello scalo merci ferroviario <strong>in</strong> via<br />
Dalmazia, il cosiddetto scalo della Piccola Velocità. Quello della<br />
<strong>in</strong>termodalità, e dunque della logistica e del trasporto del<strong>le</strong> merci, è<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
uno dei punti chiave per la competitività<br />
del<strong>le</strong> imprese, soprattutto quel<strong>le</strong> che hanno<br />
una clientela <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> e che qu<strong>in</strong>di<br />
devono organizzare il trasporto del<strong>le</strong> loro<br />
merci a lungo raggio. E lo scalo di Brescia<br />
per l’<strong>in</strong>terscambio di merci ferrovia-gomma,<br />
proprio per la sua posizione baricentrica<br />
nel Nord Italia, avrà importanti ricadute,<br />
non solo a livello loca<strong>le</strong>, ma anche sul<br />
territorio naziona<strong>le</strong>.<br />
Qua<strong>le</strong> <strong>in</strong>vece il rammarico di Alberta<br />
Marniga? C’è un progetto, una <strong>in</strong>iziativa,<br />
che avrebbe voluto veder concluso, o<br />
avviato, prima della f<strong>in</strong>e del suo mandato?<br />
Il rammarico maggiore è essermi<br />
ritrovata a f<strong>in</strong>e mandato a dover sol<strong>le</strong>citare<br />
i rappresentanti del Governo sul<strong>le</strong> stesse<br />
identiche cose che si richiedevano 4 anni<br />
fa. Qualcosa è cambiato, ma se tutte <strong>le</strong><br />
richieste di Conf<strong>in</strong>dustria, AIB <strong>in</strong> testa,<br />
fossero state almeno prese <strong>in</strong> considerazione,<br />
oggi ci troveremmo con molti prob<strong>le</strong>mi<br />
risolti.<br />
LUGLIO 2009 29
L’abolizione dell’Irap, piuttosto che la semplificazione di molti<br />
adempimenti amm<strong>in</strong>istrativi sono <strong>le</strong> cose che avrei voluto vedere<br />
attuate <strong>in</strong> questi 4 anni. Vede, la semplificazione è un tema gigantesco.<br />
Purtroppo abbiamo verificato sulla nostra pel<strong>le</strong> che l’accanimento<br />
burocratico è a decorrenza immediata, mentre <strong>le</strong> misure di<br />
semplificazione sono a data da dest<strong>in</strong>arsi. In Italia c’è bisogno di un<br />
fisco più moderno e giusto, al passo con l’evoluzione cultura<strong>le</strong> che<br />
<strong>in</strong> materia hanno fatto tante nostre imprese.<br />
Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e Tecnologia. Sono state <strong>le</strong> paro<strong>le</strong> chiave<br />
del progetto 3T, che si <strong>in</strong>serisce nel più ampio filone dell’<strong>in</strong>novazione<br />
per il qua<strong>le</strong> la Piccola Industria <strong>in</strong> questi quattro anni ha <strong>in</strong>vestito<br />
energie e risorse. Nel corso del suo mandato Lei ha cercato di<br />
valorizzare <strong>le</strong> aziende <strong>in</strong>novative, offrendo stimoli ed opportunità<br />
agli imprenditori. Qua<strong>le</strong> è il bilancio persona<strong>le</strong> che si può trarre da<br />
questa esperienza? Ma soprattutto qua<strong>le</strong> giudizio si può dare sulla<br />
realtà economica bresciana sotto questo punto di vista? In altre<br />
paro<strong>le</strong> “cambiare per crescere” e <strong>le</strong> imprese bresciane a che punto<br />
sono?<br />
Il progetto 3T è stato uno dei più riusciti del mio Consiglio<br />
direttivo. Ci hanno lavorato con entusiasmo <strong>tutti</strong>, ma soprattutto<br />
due persone: Silvio Zucchi <strong>in</strong> fase di ideazione e Roberto Z<strong>in</strong>i che<br />
ha sviluppato magistralmente il progetto. Soprattutto la terza fase,<br />
quella del Territorio, ci ha permesso di scoprire aziende che<br />
dell’<strong>in</strong>novazione hanno fatto uno dei pilastri pr<strong>in</strong>cipali della loro<br />
crescita e che senza questo progetto non avremmo mai conosciuto<br />
così nell’<strong>in</strong>timo. Gli imprenditori ci hanno aperto con estrema<br />
generosità <strong>le</strong> porte del<strong>le</strong> loro aziende e ci hanno permesso di<br />
“apprendere” sul campo. Credo che questo sia uno dei modi migliori<br />
per fare formazione. E la stessa cosa abbiamo fatto attraverso il viaggio<br />
<strong>in</strong> Giappone, dove abbiamo toccato con mano la tecnologia ed il<br />
modello organizzativo “kaizen”, attraverso la visita a quattro aziende.<br />
Mi sento di dire che il sistema del<strong>le</strong> imprese bresciane è sulla<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
strada giusta. La sfida è ancora aperta e<br />
l’<strong>in</strong>novazione è certamente una del<strong>le</strong> vie<br />
per uscire dalla crisi. Ma a mio parere<br />
bisogna affiancare questo aspetto a due<br />
cambiamenti fondamentali: uno è<br />
l’approccio organizzativo, l’azienda dovrà<br />
sempre più essere snella, sul modello<br />
giapponese.<br />
E l’altro è la crescita patrimonia<strong>le</strong>: <strong>le</strong><br />
imprese devono prepararsi ad aumentare<br />
f<strong>in</strong> da ora la patrimonializzazione e andare<br />
verso un sistema di picco<strong>le</strong> e medie<br />
imprese più capitalizzato.<br />
Dopo quattro anni alla guida della<br />
Piccola cosa farà?<br />
Mi riposerò e riprenderò un ruolo più<br />
attivo <strong>in</strong> azienda ed <strong>in</strong> famiglia, anche se<br />
mi sono impegnata a dare una mano al<br />
nuovo Consiglio per alcuni mesi nel lavoro<br />
di rappresentanza da svolgere a Roma. In<br />
questi anni penso di non aver mai negato<br />
impegno all’organizzazione che ho avuto<br />
l’onore di guidare. Allo stesso tempo penso<br />
tuttavia di aver ricevuto, dal punto di vista<br />
persona<strong>le</strong>, molto: per <strong>le</strong> conoscenze fatte,<br />
i confronti avuti, <strong>le</strong> esperienze accumulate.<br />
A Francesco Franceschetti, che è un amico<br />
oltre che un buon imprenditore, faccio i<br />
migliori auguri di quattro anni all’<strong>in</strong>segna<br />
della crescita e dello sviluppo.<br />
(*) Giornalista “Il Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />
LUGLIO 2009 31
Progetto 3T - Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e<br />
Tecnologia: eccel<strong>le</strong>nze a confronto<br />
I rappresentanti di otto aziende bresciane di successo raccontano la loro esperienza imprenditoria<strong>le</strong><br />
32<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Francesco Barbieri*<br />
La parte pubblica dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong> del Comitato Piccola<br />
Industria dell’AIB è stata dedicata ad una tavola rotonda sul tema<br />
“Progetto 3T – Ta<strong>le</strong>nto, Territorio e Tecnologia <strong>in</strong>gredienti per<br />
l’<strong>in</strong>novazione”.<br />
L’<strong>in</strong>iziativa ha voluto fare il punto su di un ampio percorso<br />
sviluppato nell’arco di tre anni per<br />
approfondire temi centrali per lo<br />
sviluppo d’impresa quali appunto il<br />
ta<strong>le</strong>nto, argomento trattato nel 2007,<br />
il territorio, trattato nel 2008, e la<br />
tecnologia, trattata quest’anno. Nel<br />
corso del dibattito, moderato da<br />
Roberto Z<strong>in</strong>i della Farco srl, hanno<br />
parlato della loro esperienza<br />
imprenditoria<strong>le</strong> Giovanni Pas<strong>in</strong>i di<br />
Agroittica Lombarda spa, Miche<strong>le</strong><br />
Maltese di Invatec Italia srl, Augusto<br />
Mensi di Lucch<strong>in</strong>i RS spa, A<strong>le</strong>ssandro<br />
Nocivelli di Luceat spa, Renato Zanca<br />
di Mesdan spa, Umberto Isoli di Tatti<strong>le</strong><br />
srl, Tarcisio Serventi di Timken Italia<br />
spa e Paolo Bertuzzi di Turboden srl.<br />
A livello <strong>in</strong>troduttivo, Roberto Z<strong>in</strong>i ha voluto ricordare come il<br />
progetto 3T sia stato promosso per esam<strong>in</strong>are il ta<strong>le</strong>nto qua<strong>le</strong><br />
valorizzazione del<strong>le</strong> risorse umane, il territorio come realtà ed<br />
<strong>in</strong>terazione <strong>in</strong> cui l’azienda opera e la<br />
tecnologia qua<strong>le</strong> e<strong>le</strong>mento impresc<strong>in</strong>dibi<strong>le</strong><br />
per il futuro sviluppo. “Nel corso del<br />
2008- ha detto Z<strong>in</strong>i - abbiamo <strong>in</strong>contrato<br />
alcuni imprenditori per parlare con loro<br />
di questi tre fattori<br />
predom<strong>in</strong>anti. Il metodo<br />
è stato quello di uscire dal<br />
palazzo per andare da<br />
loro”.<br />
stato Giovanni Pas<strong>in</strong>i di<br />
Agroittica Lombarda, il<br />
qua<strong>le</strong> ha illustrato come<br />
sia stato possibi<strong>le</strong> passare,<br />
o meglio affiancare,<br />
l’esperienza siderurgica a<br />
quella dell’al<strong>le</strong>vamento del<br />
pesce. “Questa avventura<br />
nasce nel 1974 quando<br />
abbiamo deciso di<br />
<strong>in</strong>stallare un’acciaieria a<br />
Calvisano. A Calvisano c’è<br />
una grande presenza di acqua, e<strong>le</strong>mento<br />
<strong>in</strong>dispensabi<strong>le</strong> per smaltire la grande<br />
quantità di calore che viene generata
dall’impianto. La contemporanea presenza di acqua e di fonti di<br />
calore ha fatto sì che un’azienda di Padova, specializzata nella<br />
produzione di torri per dispersione, ci suggerisse di utilizzare il calore<br />
<strong>in</strong> eccesso per alzare la<br />
temperatura dell’acqua di falda<br />
e consentire così l’al<strong>le</strong>vamento<br />
di specie ittiche che altrimenti<br />
sarebbe stato impossibi<strong>le</strong>.<br />
Abbiamo <strong>in</strong>iziato prima con<br />
<strong>le</strong> anguil<strong>le</strong> e poi, nel 1981,<br />
abbiamo <strong>in</strong>serito l’al<strong>le</strong>vamento<br />
dello storione. La produzione<br />
di cavia<strong>le</strong> è com<strong>in</strong>ciata nel<br />
1998 ed oggi ammonta a 20<br />
tonnellate annue. Per dare una<br />
dimensione del fenomeno<br />
basti dire che oggi siamo il più<br />
grande produttore mondia<strong>le</strong><br />
con una quota del 30% del<br />
cavia<strong>le</strong> prodotto <strong>in</strong> tutto il<br />
mondo da storioni al<strong>le</strong>vati”.<br />
L’esperienza di Miche<strong>le</strong><br />
Maltese e di Invatec narra<br />
<strong>in</strong>vece di una crescita annua<strong>le</strong><br />
del 35% nel settore<br />
biomedica<strong>le</strong>, di un’azienda<br />
nata <strong>in</strong> una mansarda di proprietà di Andrea Venturelli, su un’idea<br />
del padre Gigi, e che oggi vanta 3 stabilimenti ed un centro di ricerca<br />
<strong>in</strong> Italia con 650 dipendenti, un altro stabilimento <strong>in</strong> Svizzera con<br />
altri 250 dipendenti, uffici di rappresentanza <strong>in</strong> ben 80 Paesi del<br />
mondo. Iniziata casualmente con una storia di operatività conto terzi,<br />
nel 1996 un partner tedesco porta <strong>in</strong> azienda un catetere per<br />
angioplastica vascolare e su<br />
questo prodotto, al qua<strong>le</strong> se ne<br />
aggiungeranno nel tempo<br />
molti altri, parte uno sviluppo<br />
di grande portata. “Il pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong><br />
prob<strong>le</strong>ma che abbiamo oggi <strong>in</strong><br />
Italia, mentre fortunatamente<br />
all’estero si presenta <strong>in</strong> maniera<br />
molto più sfumata, - ha<br />
sottol<strong>in</strong>eato Maltese - è quello<br />
dei lunghi tempi di pagamento<br />
da parte del<strong>le</strong> strutture<br />
pubbliche. La media dei<br />
pagamenti da parte degli<br />
ospedali si aggira sui 238<br />
giorni, ma alcune realtà parlano<br />
di pagamenti a 3 anni”.<br />
L’<strong>in</strong>gegner Augusto Mensi<br />
è il direttore genera<strong>le</strong> di<br />
Lucch<strong>in</strong>i RS, un’azienda che fa parte del prestigioso gruppo e che<br />
nel 2008 ha consolidato un fatturato pari a 290 milioni di euro con<br />
1.200 dipendenti solo <strong>in</strong> Italia. <strong>Oggi</strong> l’azienda è uno dei players<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
pr<strong>in</strong>cipali per materia<strong>le</strong> ferroviario, ruote<br />
ed assi <strong>in</strong> primis, ma anche getti fusi ed<br />
oggetti da forgia.<br />
“Il sito operativo<br />
pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> è a Lovereha<br />
ricordato Mensima<br />
ce ne sono altri<br />
adibiti pr<strong>in</strong>cipalmente<br />
al<strong>le</strong> prove. Abbiamo<br />
avviato nel 2007 un<br />
<strong>in</strong>vestimento che<br />
si comp<strong>le</strong>terà nel<br />
2009 e porterà<br />
all’<strong>in</strong>augurazione di<br />
un nuovo lam<strong>in</strong>atoio<br />
ruote ta<strong>le</strong> da ampliare<br />
la produzione<br />
ferroviaria”.<br />
In rappresentanza<br />
della Luceat era<br />
presente A<strong>le</strong>ssandro<br />
Nocivelli, che ha<br />
descritto una piccola<br />
azienda dal<strong>le</strong> grandi<br />
aspettative e dal<strong>le</strong><br />
grandi prospettive nel<br />
campo del<strong>le</strong> fibre ottiche per<br />
te<strong>le</strong>comunicazioni: “Per i primi 4 anni<br />
l’azienda ha dovuto programmare una<br />
politica di <strong>in</strong>vestimenti e solo dopo è<br />
<strong>in</strong>iziato il ritorno economico grazie alla<br />
commercializzazione dei prodotti. Al<br />
momento esistono<br />
tanti altri progetti di<br />
ricerca <strong>in</strong> cantiere che<br />
vedono però la<br />
collaborazione di altre<br />
aziende del settore e<br />
di vari istituti<br />
universitari e di<br />
ricerca”.<br />
M e s d a n ,<br />
rappresentata da<br />
Renato Zanca, è attiva<br />
nel campo della<br />
produzione di<br />
dispositivi di<br />
giunzione di filati<br />
senza nodi. L’azienda<br />
nasce nel 1952 a Salò,<br />
<strong>in</strong> una realtà nella<br />
qua<strong>le</strong> non mancano <strong>le</strong> presenze tessili.<br />
“Una del<strong>le</strong> operazioni più gravose - ha<br />
detto Zanca - era quella di annodare i fili<br />
14<br />
LUGLIO 2009 33
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
34
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
14<br />
LUGLIO 2009 35
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
che si strappavano durante il processo di produzione. Da qui nasceva<br />
l’esigenza di creare una macch<strong>in</strong>a che annodasse automaticamente i<br />
fili sostituendo l’azione umana. <strong>Oggi</strong> vantiamo 84 dipendenti <strong>in</strong><br />
Italia, abbiamo del<strong>le</strong> controllate <strong>in</strong> C<strong>in</strong>a ed <strong>in</strong> India ed il 40-45%<br />
del mercato mondia<strong>le</strong> all’<strong>in</strong>terno di una realtà che <strong>in</strong> tota<strong>le</strong> presenta<br />
solo due altre aziende nostre concorrenti”.<br />
Umberto Isoli ha descritto la Tatti<strong>le</strong> srl, azienda specializzata nella<br />
produzione di sistemi <strong>in</strong>tegrati di visione <strong>in</strong>telligente quali, ad esempio,<br />
<strong>le</strong> te<strong>le</strong>camere sul<strong>le</strong> autostrade ed i controlli semaforici sul rosso. “Oltre<br />
alla collaborazione con Società Autostrade, con la qua<strong>le</strong> abbiamo<br />
sviluppato progetti laterali - ha spiegato Isoli - ci stiamo occupando<br />
anche dei controlli per freni dei treni. Tatti<strong>le</strong> è nata 21 anni fa e oggi<br />
conta 100 dipendenti ed un fatturato di 100 milioni di euro”.<br />
Per Timken Italia spa, ramo nostrano dell’omonima mult<strong>in</strong>aziona<strong>le</strong>,<br />
c’era <strong>in</strong>vece Tarcisio Serventi: “La nostra attività è oggi suddivisa su<br />
due divisioni, quella concernente la produzione dei cusc<strong>in</strong>etti e quella<br />
più genericamente rivolta all’acciaio. Lo stabilimento di Brescia fattura<br />
140 milioni di euro per una produzione che è dest<strong>in</strong>ata all’esportazione<br />
nella misura del 95 per cento”.<br />
L’ad di Turboden, Paolo Bertuzzi, ha presentato la sua azienda<br />
specializzata <strong>in</strong> fonti di energia r<strong>in</strong>novabi<strong>le</strong> e, più <strong>in</strong> particolare, di<br />
turbogeneratori per la produzione di energia e calore. “La società,<br />
fondata dal professor Mario Gaia alla f<strong>in</strong>e degli anni ’80, ha sviluppato<br />
s<strong>in</strong>o a metà degli anni ’90 la ricerca sui cicli organici per la produzione<br />
di energia e calore, e poi è passata dalla ricerca alla produzione. <strong>Oggi</strong><br />
abbiamo un tasso di crescita pari al 30-<br />
35% e tra il nostro persona<strong>le</strong> è e<strong>le</strong>vata la<br />
presenza di laureati e di <strong>in</strong>gegneri <strong>in</strong><br />
particolare”.<br />
Roberto Z<strong>in</strong>i ha qu<strong>in</strong>di <strong>in</strong>trodotto il<br />
secondo giro di tavolo che verteva sulla<br />
scelta di una parola, ritenuta<br />
particolarmente significativa per la propria<br />
attività azienda<strong>le</strong>, da parte di ogni<br />
rappresentante.<br />
Nocivelli ha scelto la parola “costruire”<br />
anche <strong>in</strong> ricordo del padre il qua<strong>le</strong><br />
sosteneva che “Il mondo cambia ma<br />
costruire significa ‘costruire conoscenza’<br />
ottenendola anche non seguendo <strong>le</strong> l<strong>in</strong>ee<br />
tradizionali. Costruire conoscenza<br />
nell’azienda e fuori creando un effetto<br />
benefico sulla società. E ‘costruire’ significa<br />
anche cooperazione, cosa di cui oggi<br />
sembra diffici<strong>le</strong> parlare <strong>in</strong> Italia ma non<br />
tanto all’estero dove abbiamo ben 27<br />
aziende con <strong>le</strong> quali abbiamo sviluppato<br />
rapporti di collaborazione”.<br />
Mensi ha scelto “territorio” <strong>in</strong> quanto<br />
la sua azienda, per Lovere, ha un grosso
impatto sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di manodopera che di rapporto ambienta<strong>le</strong>.<br />
Nel 1856 l’Azienda fu fondata per i camuni e fu da subito un grande<br />
punto d’orgoglio per i nonni e per i padri che lavorarono per la<br />
famiglia Lucch<strong>in</strong>i,<br />
sviluppando un’<strong>in</strong>fluenza<br />
non solo di carattere<br />
economico ma anche di<br />
carattere socia<strong>le</strong>. Il primo<br />
beneficio che si registrò<br />
fu la crescita della<br />
competenza ‘<strong>in</strong> loco’ ed<br />
il secondo, anch’esso di<br />
carattere reciproco, fu<br />
rappresentato dalla<br />
solidità azienda<strong>le</strong>. Un<br />
terzo beneficio è<br />
rappresentato da<br />
ambiente e sicurezza.<br />
Un’Azienda certificata Iso<br />
14000, dichiarata azienda<br />
pilota dalla Comunità<br />
Europea, ha il dovere<br />
civico di formare una<br />
coscienza della sicurezza.<br />
Un ulteriore aspetto<br />
positivo è r<strong>in</strong>tracciabi<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong> ambito socia<strong>le</strong> perché<br />
la vita non è solamente<br />
vita lavorativa. La<br />
Lucch<strong>in</strong>i supporta qu<strong>in</strong>di<br />
<strong>in</strong>iziative di carattere<br />
socia<strong>le</strong> come quella di una<br />
onlus che punta a far<br />
<strong>in</strong>contrare i ragazzi<br />
disabili e lo sport. Maltese ha scelto <strong>in</strong>vece la parola “de<strong>le</strong>ga” e ha<br />
spiegato questa scelta partendo dalla storia azienda<strong>le</strong>, nata con<br />
un’<strong>in</strong>izia<strong>le</strong> gestione famigliare da persone che avevano ta<strong>le</strong>nto e<br />
tecnologie, e poi ha visto gradatamente sviluppare i processi produttivi.<br />
“Nel 1996 c’era un solo prodotto ed oggi disponiamo di 30 l<strong>in</strong>ee di<br />
produzione e di oltre 70 progetti <strong>in</strong> corso di attuazione. Tutto questo<br />
non può più essere gestito dal<strong>le</strong> stesse persone ma deve essere oggetto<br />
di de<strong>le</strong>ghe”.<br />
Pas<strong>in</strong>i ha scelto la “perseveranza”. “Alcune produzioni necessitano<br />
di anni per venire alla luce, a volte anche 10 o 12. Qualche anno fa,<br />
per esempio, abbiamo affiancato al nostro storione bianco,<br />
<strong>in</strong>troducendolo nei nostri al<strong>le</strong>vamenti, lo storione Beluga. Questi ci<br />
darà il pregiatissimo cavia<strong>le</strong> solo dopo 20 anni e questo è un primo<br />
esempio di perseveranza. Un secondo deriva dall’attività di <strong>in</strong>formazione<br />
che abbiamo dovuto <strong>in</strong>cessantemente svolgere per conv<strong>in</strong>cere il<br />
consumatore che il cavia<strong>le</strong> d’al<strong>le</strong>vamento non è meno buono di quello<br />
ricavato allo stato selvaggio. Il prodotto <strong>in</strong> realtà è migliore, ma il<br />
processo di conv<strong>in</strong>cimento è stato lungo e diffici<strong>le</strong>. E la perseveranza<br />
è una dote che l’imprenditore deve avere per poter <strong>in</strong>vestire a lungo<br />
term<strong>in</strong>e”.<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Zanca ha parlato di “proprietà<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>”. La sua azienda, <strong>in</strong>fatti, “ha<br />
depositato i primi brevetti nel 1952 e da<br />
allora i brevetti sono sempre<br />
stati un pall<strong>in</strong>o azienda<strong>le</strong>.<br />
Ad oggi abbiamo depositato<br />
già 40 brevetti che sono stati<br />
estesi ai pr<strong>in</strong>cipali Paesi con<br />
produzione tessi<strong>le</strong>. Nella<br />
nostra storia è stata<br />
importantissima, soprattutto<br />
a partire dai primi anni ’80,<br />
la difesa della proprietà<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In anni di grandi<br />
cambiamenti essa è stata<br />
strategica e ci ha consentito<br />
di avere oggi marchi<br />
depositati <strong>in</strong> India e C<strong>in</strong>a”.<br />
“Attenzione” è il term<strong>in</strong>e<br />
su cui ha posto l’accento<br />
Isoli, perchè “porre<br />
attenzione all’errore, per<br />
un’azienda che si occupa di<br />
controlli, ancora più che per<br />
altre, è fondamenta<strong>le</strong>”.<br />
Serventi ha scelto la<br />
parola “multiculturalità”.<br />
“Una del<strong>le</strong> prime cose<br />
che mi sono state dette - ha<br />
raccontato - è che <strong>le</strong> risorse<br />
umane sono una ricchezza<br />
per l’azienda e qu<strong>in</strong>di mi<br />
piace l’idea di un’impresa <strong>in</strong><br />
cui diverse culture apport<strong>in</strong>o<br />
nuove idee. Timken ha clienti <strong>in</strong> tutto il<br />
mondo, ha fornitori <strong>in</strong> tutto il mondo e<br />
qu<strong>in</strong>di capire gli altri è fondamenta<strong>le</strong> per<br />
farla funzionare meglio”.<br />
“Energia d<strong>in</strong>amica” è il concetto chiave<br />
sul qua<strong>le</strong> <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e ha <strong>in</strong>sistito Bertuzzi.<br />
“L’energia d<strong>in</strong>amica rappresenta il nostro<br />
bus<strong>in</strong>ess e quella che negli anni ’80<br />
sembrava una pazzia oggi è un settore <strong>in</strong><br />
rapido sviluppo, dal<strong>le</strong> variazioni veloci.<br />
Ed è <strong>in</strong>oltre un comparto che va di moda”.<br />
Al term<strong>in</strong>e dei lavori, l’appello di Z<strong>in</strong>i<br />
con l’auspicio che anche il nuovo direttivo<br />
<strong>in</strong>tenda r<strong>in</strong>novare l’esperienza di queste<br />
visite <strong>in</strong> azienda rivelatesi assai fruttuose.<br />
(*) Giornalista “Italia <strong>Oggi</strong>”<br />
14<br />
LUGLIO 2009 37
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Rapporto AIB-Prometeia, punti di forza<br />
e limiti del “made <strong>in</strong> Brescia” tra<br />
crisi e nuove possibilità di sviluppo<br />
Istituzioni, mondo accademico e imprenditori a confronto durante il convegno dedicato a presente e<br />
futuro del nostro sistema <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />
Francesco Barbieri*<br />
In occasione dell’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong> dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong><br />
Bresciana, svoltasi lo scorso 25 maggio alla Camera di Commercio,<br />
si è tenuto il Convegno “L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”<br />
organizzato da AIB e Prometeia <strong>in</strong> collaborazione con The European<br />
House-Ambrosetti.<br />
L’atteso evento ha visto la<br />
partecipazione di nomi illustri del<br />
mondo politico, economico,<br />
imprenditoria<strong>le</strong> e accademico.<br />
Introducendo i lavori Franco<br />
Tambur<strong>in</strong>i, presidente uscente<br />
dell’<strong>Associazione</strong> dopo i quattro anni<br />
di mandato, ha voluto r<strong>in</strong>graziare <strong>tutti</strong><br />
i partecipanti e quanti hanno condiviso<br />
il suo percorso direttivo con sagacia<br />
e puntualità.<br />
Al m<strong>in</strong>istro della Pubblica<br />
amm<strong>in</strong>istrazione, Renato Brunetta,<br />
che avrebbe preso la parola subito<br />
dopo, Tambur<strong>in</strong>i ha voluto manifestare il suo apprezzamento per il<br />
lavoro svolto: “Il nostro mondo è con <strong>le</strong>i, la semplificazione<br />
38<br />
amm<strong>in</strong>istrativa, il riconoscimento del<br />
merito e l’efficienza del sistema pubblico<br />
per noi sono importantissimi. Mi auguro<br />
che la sua azione sia fortemente funziona<strong>le</strong><br />
al superamento della crisi<br />
<strong>in</strong> atto. Altrettanto<br />
importante quanto <strong>le</strong><br />
<strong>in</strong>iziative immediatamente<br />
f<strong>in</strong>alizzate all’erogazione<br />
di risorse economiche e<br />
f<strong>in</strong>anziarie a sostegno<br />
dell’attività del<strong>le</strong> imprese”.<br />
Brunetta ha esordito<br />
sostenendo che “dopo 15<br />
anni di risentimento e<br />
di frustrazione nei<br />
confronti della Pubblica<br />
amm<strong>in</strong>istrazione oggi,<br />
f<strong>in</strong>almente, ci sono<br />
consensi per il lavoro del m<strong>in</strong>istro. Ed io<br />
ho usato questo consenso per togliere <strong>le</strong>
<strong>in</strong>crostazioni. L’obiettivo è quello di aumentare del 50% la produttività<br />
del sistema”.<br />
Secondo il m<strong>in</strong>istro, <strong>in</strong> questi quattro trimestri è successo tutto<br />
e niente. La crisi è costata all’Italia meno di 400mila posti di lavoro<br />
su oltre 14 milioni di lavoratori<br />
i cui redditi sono cresciuti <strong>in</strong><br />
media del 3%. Ma questi soldi<br />
non sono stati <strong>in</strong>vestiti. Lo stesso<br />
hanno fatto 16 milioni di<br />
pensionati andando a creare una<br />
ri<strong>le</strong>vante area di risparmio, mentre<br />
i guai maggiori sono stati<br />
sopportati da autonomi ed<br />
imprese. La soluzione della crisi<br />
arriverà da un augurabi<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong>vestimento dei risparmi dei 30<br />
milioni di lavoratori e pensionati<br />
e dal rilancio dell’edilizia, scelta<br />
dal Governo come “booster<br />
dell’economia”.<br />
Brunetta ha poi lasciato il<br />
campo a due illustri esperti di<br />
economia: il presidente<br />
dell’Observatoire Francaise de<br />
Conjonctures Economiques, Jean<br />
Paul Fitoussi, e il professore<br />
emerito di Economia della<br />
Oxford University, Andrea<br />
Boltho.<br />
Il primo, <strong>in</strong>tervenuto ai lavori<br />
<strong>in</strong> videoconferenza, ha <strong>in</strong>quadrato la crisi <strong>in</strong> uno scenario mondia<strong>le</strong><br />
puntando il dito contro <strong>le</strong> speculazioni, tipo quella petrolifera, e<br />
contro i Paesi che hanno sempre mantenuto tassi di <strong>in</strong>teressi bassi<br />
favorendo l’<strong>in</strong>debitamento di milioni di persone. Un sistema non<br />
sostenibi<strong>le</strong> a lungo. Per l’economista nel 2009 il tasso di crescita<br />
mondia<strong>le</strong> sarà pari a -1,5%, -3,3% nella zona euro, -2,5% negli Usa,<br />
-3,9% <strong>in</strong> Italia (peggio della Francia ma meglio di Gran Bretagna e<br />
Germania). La causa della mancata rapida ripresa del sistema Italia,<br />
che oggi si regge grazie al<strong>le</strong> famiglie che aiutano i giovani, è da<br />
ricercare <strong>in</strong> una politica fisca<strong>le</strong> debo<strong>le</strong>. Nell’Unione Europea, che<br />
reagisce troppo <strong>le</strong>ntamente alla crisi con un ritardo medio di quasi<br />
sei mesi, il prob<strong>le</strong>ma è che non c’è un governo unitario e operano<br />
agenzie <strong>in</strong>dipendenti con un potere enorme come la Bce che a luglio<br />
2008 aumentava ancora i tassi di <strong>in</strong>teresse. Secondo l’economista la<br />
crisi durerà ancora almeno un anno, la disoccupazione aumenterà<br />
e si fa sempre più pressante la necessità che l’Europa vari subito un<br />
piano.<br />
Andrea Boltho ha tracciato, senza eufemismi, un quadro<br />
preoccupato ma non privo di speranza riguardo l’impatto della crisi<br />
sul tessuto <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In parte è vero, ha sostenuto, che il peso<br />
dell’<strong>in</strong>dustria nel Pil dim<strong>in</strong>uisca a favore della quota riservata alla<br />
produzione di servizi, mentre è assolutamente vero che la location<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> si sposti sempre più dai Paesi ricchi a quelli emergenti e<br />
che la produzione <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> abbia andamenti ciclici più pronunciati<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
di quelli dei servizi. Le proiezioni di<br />
Boltho vedono un -4,5% per il Pil italiano,<br />
contro un -3,1% degli Usa, un -5,55 del<br />
Giappone, un -5,2% della Germania e la<br />
r<strong>in</strong>ascita di forti tendenze<br />
protezionistiche. Alla<br />
domanda se sia veramente<br />
possibi<strong>le</strong> fare del<strong>le</strong> vere<br />
riforme <strong>in</strong> Italia, Boltho<br />
risponde di si, ma solo <strong>in</strong><br />
un periodo di crisi acuta<br />
perché s<strong>in</strong>o ad oggi non<br />
c’è stato un vero senso<br />
della crisi.<br />
La parola è poi passata<br />
al vicepresidente di AIB<br />
per l’Area Economia e<br />
Centro Studi, Arturo<br />
Medegh<strong>in</strong>i, il qua<strong>le</strong> ha<br />
<strong>in</strong>iziato ad entrare nello<br />
specifico della nostra realtà<br />
loca<strong>le</strong>.<br />
“Brescia - ha detto - è<br />
una realtà imprenditoria<strong>le</strong><br />
che dà lustro all’Italia <strong>in</strong><br />
Europa. È una realtà<br />
attenta, coraggiosa,<br />
motivata, moderna ed<br />
<strong>in</strong>novativa. Brescia non è<br />
immune da questa crisi<br />
che ha un impatto ri<strong>le</strong>vante sul<strong>le</strong> nostre<br />
imprese. Dopo aver visto <strong>in</strong> poco tempo<br />
la nostra operatività passare dal miglior<br />
mondo possibi<strong>le</strong> <strong>in</strong> cui agire al peggiore,<br />
abbiamo com<strong>in</strong>ciato a rif<strong>le</strong>ttere non solo<br />
su come superare questa crisi ma anche<br />
su come comportarci <strong>in</strong> quel dopocrisi<br />
che ci auguriamo giunga al più presto.<br />
Per questo abbiamo messo a punto questo<br />
studio con Prometeia, uno studio che ha<br />
evidenziato due future possibili alternative,<br />
due scenari contenuti all’<strong>in</strong>terno del<br />
Rapporto”.<br />
Di un 2009 caratterizzato da una fase<br />
di recessione drammatica e di un 2010<br />
ancora di crisi ha parlato A<strong>le</strong>ssandra Lanza,<br />
responsabi<strong>le</strong> Analisi e Ricerca Economica<br />
di Prometeia, prevedendo poi per il<br />
periodo 2011-2013 una ripresa,<br />
comunque <strong>in</strong>sufficiente per tornare ai<br />
livelli del 2007.<br />
Giuseppe<br />
14<br />
Schirone, Senior Manager<br />
di Prometeia, ha voluto illustrare il<br />
percorso seguito nell’esecuzione del lavoro.<br />
LUGLIO 2009 39
Il Rapporto si è basato su un’analisi settoria<strong>le</strong> del manifatturiero<br />
bresciano, articolato nel<strong>le</strong> sue dieci pr<strong>in</strong>cipali filiere di specializzazione,<br />
cercando di valutare tutte <strong>le</strong> eccel<strong>le</strong>nze e <strong>le</strong> criticità per <strong>in</strong>dividuare<br />
alcune piste strategiche. “Nei primi<br />
anni duemila - ha spiegato - l’export<br />
bresciano è cresciuto a ritmi doppi<br />
rispetto alla media naziona<strong>le</strong>. La<br />
redditività è stata migliore di un<br />
punto percentua<strong>le</strong> rispetto all’Italia<br />
e chi ha <strong>in</strong>ternazionalizzato ha avuto<br />
performance anche migliori. Il<br />
manifatturiero bresciano pesa 47<br />
miliardi di fatturato, quanto tutto il<br />
tessi<strong>le</strong> italiano, ha 192mila addetti<br />
<strong>in</strong> Italia e 35.000 all’estero. C’è stato<br />
però un forte ricorso al credito e il<br />
40% del<strong>le</strong> aziende bresciane ha un<br />
<strong>in</strong>debitamento superiore alla media<br />
italiana. <strong>Oggi</strong> il sistema può<br />
proseguire su questa l<strong>in</strong>ea o mettere<br />
a segno un nuovo scatto rafforzando<br />
la presenza sui mercati più d<strong>in</strong>amici,<br />
valutando <strong>le</strong> occasioni irripetibili di<br />
crescita dimensiona<strong>le</strong> attraverso shopp<strong>in</strong>g e fusioni, aumentando il<br />
contenuto di servizi e dando la caccia al<strong>le</strong> <strong>in</strong>efficienze <strong>in</strong>terne. Con<br />
un’avvertenza: ci vorranno quattro anni per recuperare quello che si<br />
è perso <strong>in</strong> due. E non è detto che si recuperi tutto”.<br />
Giorgio Barba Navaretti, professore di Economia <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong><br />
e dello sviluppo all’Università degli Studi di Milano ha voluto parlare<br />
di alcune direttrici di sviluppo per l’<strong>in</strong>dustria mondia<strong>le</strong> e di possibili<br />
rif<strong>le</strong>ssi sul manifatturiero bresciano. “Bisogna <strong>in</strong>nanzitutto chiedersi<br />
che cosa ci sia dietro il crollo del commercio <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. La prima<br />
spiegazione che viene <strong>in</strong> mente è che esso crolli perché crolla la<br />
domanda globa<strong>le</strong>. Ma questa non è una spiegazione sufficiente.<br />
Bisogna tenere conto di due altri fattori. Il primo è la frammentazione<br />
della produzione: 1/3 del commercio mondia<strong>le</strong> avviene attraverso<br />
scambi tra diverse filiali della stessa impresa. Un secondo punto da<br />
considerare è che il cana<strong>le</strong> attraverso cui crolla il commercio<br />
<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> è quello f<strong>in</strong>anziario”.<br />
Navaretti ha concluso il suo ragionamento <strong>in</strong>sistendo sul fatto<br />
che “<strong>le</strong> imprese globali riescono ad essere presenti <strong>in</strong> più mercati e<br />
dal Rapporto di Prometeia emerge come la strategia di consolidamento<br />
globa<strong>le</strong> cont<strong>in</strong>ui ad essere quella v<strong>in</strong>cente”.<br />
Va<strong>le</strong>rio De Molli, Manag<strong>in</strong>g Partner di The European House-<br />
Ambrosetti, ha subito affermato che la crisi che stiamo vivendo è<br />
senza precedenti per due motivi: la sua velocità di realizzazione e la<br />
sua corposità: “È <strong>le</strong>cito porsi la domanda: siamo <strong>in</strong> un periodo di<br />
crisi congiuntura<strong>le</strong> o struttura<strong>le</strong>? Se si parla del secondo caso <strong>le</strong> mosse<br />
da compiere devono essere di grande discont<strong>in</strong>uità. Non si può certo<br />
riproporre ciò che abbiamo fatto ieri con successo o che stiamo<br />
facendo oggi. È vero che ci sono Paesi che stanno stanziando trilioni<br />
di dollari per affrontare la crisi ma, prima o poi, questo denaro dovrà<br />
essere ripagato”.<br />
Affrontando successivamente lo scenario bresciano De Molli ha<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
parlato di una “realtà imprenditoria<strong>le</strong> con<br />
un tasso di crescita, negli ultimi dieci<br />
anni, sempre superiore alla media<br />
naziona<strong>le</strong>, negli ultimi seisette<br />
due volte sopra la<br />
media lombarda e tre volte<br />
quella italiana. Si parla di<br />
una propensione all’export<br />
tra <strong>le</strong> più alte del Paese con<br />
eccel<strong>le</strong>nze nell’hi-tech<br />
perché è la prov<strong>in</strong>cia che,<br />
dopo Milano, ha il più alto<br />
numero di aziende e di<br />
brevetti <strong>in</strong> questo<br />
comparto. Si parla però di<br />
una prov<strong>in</strong>cia che ha una<br />
bassa attrattività di<br />
<strong>in</strong>vestimenti, la<br />
diciottesima a livello<br />
naziona<strong>le</strong>.<br />
Di una prov<strong>in</strong>cia che<br />
ha un basso livello di<br />
acculturazione tra i propri<br />
occupati, più basso della media lombarda.<br />
Restano <strong>le</strong> quattro paro<strong>le</strong> fondamentali<br />
per superare la crisi: f<strong>le</strong>ssibilità, velocità,<br />
<strong>in</strong>novazione e risorse umane”.<br />
L’<strong>in</strong>tervento del vicepresidente di<br />
Conf<strong>in</strong>dustria per <strong>le</strong> Politiche territoriali<br />
e i Distretti <strong>in</strong>dustriali, Aldo Bonomi, si<br />
è soffermato sul<strong>le</strong> politiche per <strong>le</strong> imprese.<br />
“I dati di Prometeia sp<strong>in</strong>gono a rif<strong>le</strong>ttere<br />
ma rafforzano un mio persona<strong>le</strong><br />
conv<strong>in</strong>cimento: bisogna tornare a porre<br />
<strong>le</strong> imprese manifatturiere al centro dei<br />
nostri ragionamenti. La crescita<br />
competitiva del nostro manifatturiero è<br />
l’unica via di uscita dalla crisi. Non si può<br />
più immag<strong>in</strong>are di seguire modelli basati<br />
sulla de<strong>in</strong>dustrializzazione che hanno<br />
drammaticamente dimostrato i loro limiti<br />
nei Paesi anglosassoni”. La chiusura dei<br />
lavori è stata affidata al presidente di<br />
Prometeia, Angelo Tantazzi, il qua<strong>le</strong> ha<br />
sostenuto che tutte <strong>le</strong> strategie messe <strong>in</strong><br />
campo dal<strong>le</strong> aziende risulteranno efficaci<br />
solo se saranno riformate <strong>le</strong> rego<strong>le</strong> globali<br />
dell’economia. “I Governi devono passare<br />
dalla fase del<strong>le</strong> paro<strong>le</strong> a quella dei fatti. Il<br />
G20 è chiamato a ridisegnare l’economia<br />
<strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. Allora si potrà ricostruire<br />
su nuove fondamenta”.<br />
14<br />
(*) Giornalista di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />
LUGLIO 2009 41
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
“L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e futuro”,<br />
ecco <strong>le</strong> chances per uscire dalla crisi<br />
Lo studio AIB-Prometeia sul manifatturiero traccia due possibili scenari, uno “<strong>in</strong>erzia<strong>le</strong>” l’altro “reattivo”,<br />
attraverso i quali il nostro sistema produttivo potrà superare questo diffici<strong>le</strong> momento economico.<br />
Francesco Barbieri*<br />
Durante l’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong> dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />
è stato presentato il rapporto “L’<strong>in</strong>dustria bresciana fra presente e<br />
futuro”, uno studio preparato da Prometeia <strong>in</strong> collaborazione con<br />
AIB e teso a sviluppare un’analisi settoria<strong>le</strong> del manifatturiero bresciano,<br />
articolato nel<strong>le</strong> sue dieci pr<strong>in</strong>cipali filiere di specializzazione.<br />
L’<strong>in</strong>dustria manifatturiera bresciana si trova di fronte ad una sfida<br />
senza precedenti. La velocità e<br />
l’<strong>in</strong>tensità con cui si è propagata la<br />
recessione hanno creato un<br />
comprensibi<strong>le</strong> disorientamento del<strong>le</strong><br />
imprese. In pochi mesi si è passati da<br />
una situazione molto favorevo<strong>le</strong><br />
caratterizzata da livelli di domanda ai<br />
massimi storici, che garantivano il<br />
quasi pieno utilizzo della capacità<br />
produttiva, ad una recessione che<br />
sembrava mettere <strong>in</strong> discussione tutte<br />
<strong>le</strong> scelte operate negli anni.<br />
Giocoforza si è passati rapidamente<br />
dal<strong>le</strong> rif<strong>le</strong>ssioni sui “perché”, sul<br />
“quanto” e sul “quando”, alla questione<br />
fondamenta<strong>le</strong>, quella relativa al “come” prepararsi al meglio per<br />
competere nello scenario post-crisi. In parecchie aziende c’è la<br />
consapevo<strong>le</strong>zza che molto è cambiato e che, conseguentemente,<br />
42<br />
”<br />
occorre rivedere il posizionamento del<br />
proprio bus<strong>in</strong>ess rispetto al passato anche<br />
recente. Il Rapporto affronta proprio la<br />
questione fondamenta<strong>le</strong> della “forma<br />
dell’uscita” dalla crisi e configura due<br />
“futuri possibili” per il manifatturiero<br />
bresciano. La differenza<br />
fondamenta<strong>le</strong> fra i due<br />
scenari del<strong>in</strong>eati consiste<br />
nella diversa “capacità di<br />
reazione” del sistema<br />
bresciano di fronte alla<br />
crisi. In uno scenario di<br />
base si ipotizza <strong>in</strong>fatti che<br />
si riproducano <strong>in</strong> futuro<br />
i comportamenti che già<br />
nel recente passato hanno<br />
consentito al<strong>le</strong> imprese<br />
della prov<strong>in</strong>cia di ottenere<br />
risultati mediamente<br />
migliori rispetto al<strong>le</strong><br />
rispettive filiere nazionali. Questo scenario<br />
prevede che tali differenziali di<br />
performance si riproducano anche nei
prossimi anni ma che il futuro del manifatturiero prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> sia<br />
determ<strong>in</strong>ato dal quadro comp<strong>le</strong>ssivo che è oggi possibi<strong>le</strong> del<strong>in</strong>eare<br />
per l’<strong>in</strong>dustria manifatturiera italiana nel suo <strong>in</strong>sieme. Riguardo<br />
queste recenti “storie di successo” disponiamo ora di numerose<br />
evidenze statistico-economiche. Tali evidenze hanno a che fare con<br />
l’<strong>in</strong>novazione di processo, con l’<strong>in</strong>novazione di prodotto, con<br />
l’allungamento orizzonta<strong>le</strong> verso nuovi mercati, con l’allungamento<br />
vertica<strong>le</strong> del<strong>le</strong> filiere. Tali attività hanno consentito al manifatturiero<br />
bresciano di consolidare il proprio ruolo di <strong>le</strong>adership nell’ambito<br />
del manifatturiero naziona<strong>le</strong> con oltre 47 miliardi di euro di fatturato<br />
(dei quali quasi 1/3 generato da esportazioni), 20mila imprese e circa<br />
190mila addetti. Sul fronte dell’export, soprattutto nei primi anni<br />
2000, non sono mancate <strong>le</strong> difficoltà dovute ad un’eccessiva<br />
focalizzazione sui mercati europei tradizionali. Da queste difficoltà<br />
ha preso <strong>le</strong> mosse un processo di ridef<strong>in</strong>izione del mix geografico<br />
con un aumento del peso relativo dei Paesi emergenti accompagnato<br />
da un sensibi<strong>le</strong> <strong>in</strong>nalzamento della qualità media dei prodotti.<br />
Nel secondo percorso possibi<strong>le</strong> si ipotizza <strong>in</strong>vece che l’<strong>in</strong>dustria<br />
bresciana compia un nuovo “scatto <strong>in</strong> avanti” ridef<strong>in</strong>endo <strong>le</strong> proprie<br />
modalità di stare sul mercato. In questo scenario la crisi attua<strong>le</strong> sp<strong>in</strong>ge<br />
<strong>le</strong> imprese a ricercare nuovi e più convenienti posizionamenti<br />
competitivi <strong>in</strong> un percorso supportato da significative ricapitalizzazioni.<br />
Le aziende <strong>in</strong>tervengono sui fattori di mercato organizzativi, tecnologici<br />
ed esterni, per riaffermare i propri vantaggi competitivi rispetto ai<br />
concorrenti e operano per superare alcune criticità come quel<strong>le</strong> <strong>le</strong>gate<br />
ai modelli di governance ed ai comportamenti organizzativi. Il<br />
rapporto del<strong>in</strong>ea il risultato possibi<strong>le</strong> di questa corsa verso l’eccel<strong>le</strong>nza,<br />
ma non <strong>in</strong>dica percorsi più o meno obbligati per <strong>le</strong> imprese e per <strong>le</strong><br />
filiere, perché non esistono pozioni magiche. Le piste strategiche a<br />
disposizione del<strong>le</strong> imprese sono molteplici e ciascuna realtà è chiamata<br />
a trovare <strong>le</strong> soluzioni più adatte. Non dovrà venire meno il supporto<br />
f<strong>in</strong>anziario e <strong>le</strong> banche dovranno valutare sempre più il ‘merito di<br />
credito’ <strong>in</strong> base ai s<strong>in</strong>goli piani <strong>in</strong>dustriali. Le soluzioni prospettate<br />
nel rapporto trattano di crescita dimensiona<strong>le</strong> e di rafforzamento<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
del<strong>le</strong> reti d’impresa, di <strong>in</strong>novazione di<br />
prodotto e di consolidamento del<strong>le</strong><br />
relazioni di clientela. Quello che cambia<br />
rispetto al passato ha a che fare con la<br />
velocità e l’<strong>in</strong>tensità con cui su questi<br />
aspetti si sapranno ottenere miglioramenti,<br />
e con la capacità di <strong>in</strong>dividuare <strong>le</strong><br />
<strong>in</strong>efficienze più nascoste ed <strong>in</strong>sidiose<br />
perché <strong>le</strong>gate al<strong>le</strong> rout<strong>in</strong>e aziendali. Un<br />
altro e<strong>le</strong>mento che farà la differenza negli<br />
scenari competitivi post-crisi sarà la<br />
dotazione di capita<strong>le</strong> umano sulla qua<strong>le</strong><br />
<strong>le</strong> aziende potranno fare affidamento.<br />
Sotto questo aspetto negli ultimi anni<br />
l’occupazione nell’<strong>in</strong>dustria ha subito un<br />
calo di “appeal” rispetto a quella nel<br />
terziario. La crisi attua<strong>le</strong>, che ha ribadito<br />
l’importanza del manifatturiero, dovrebbe<br />
riportare l’attenzione dei giovani su questa<br />
scelta lavorativa. Sarà fondamenta<strong>le</strong><br />
rimettere mano ai programmi di<br />
formazione tecnica moltiplicando anche<br />
<strong>le</strong> esperienze di scuola <strong>in</strong> azienda. Nella<br />
preparazione del rapporto sono stati<br />
fondamentali i colloqui con <strong>le</strong> imprese<br />
bresciane. In queste conversazioni <strong>le</strong><br />
competenze economico-consu<strong>le</strong>nziali di<br />
Prometeia e la profonda conoscenza del<br />
tessuto manifatturiero prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> del<br />
Centro Studi di AIB sono state calate a<br />
livello azienda<strong>le</strong>. Nella sua versione<br />
<strong>in</strong>tegra<strong>le</strong> il Rapporto è suddiviso <strong>in</strong> sei<br />
capitoli. Nel primo si s<strong>in</strong>tetizzano i<br />
pr<strong>in</strong>cipali risultati della ricerca condotta,<br />
14<br />
LUGLIO 2009 43
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
che ha affrontato i temi dell’<strong>in</strong>ternazionalizzazione del<strong>le</strong> imprese<br />
bresciane, dell’<strong>in</strong>novazione e del<strong>le</strong> performance economico-f<strong>in</strong>anziarie.<br />
Nel secondo viene presentato lo scenario macroeconomico ed<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. Il terzo si focalizza sull’analisi struttura<strong>le</strong> e sul<strong>le</strong> variabili<br />
demografiche. Il quarto è dedicato all’analisi del<strong>le</strong> attività estere del<strong>le</strong><br />
imprese bresciane, sia dal lato del<strong>le</strong> esportazioni che <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di<br />
<strong>in</strong>vestimenti esteri diretti. Il qu<strong>in</strong>to si concentra sull’analisi economicof<strong>in</strong>anziaria<br />
ed analizza lo stato di salute con cui <strong>le</strong> imprese bresciane<br />
hanno potuto affrontare la crisi <strong>in</strong> corso. Il sesto affronta <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e il<br />
tema della def<strong>in</strong>izione degli scenari futuri.<br />
Risulta ormai evidente la natura globa<strong>le</strong> e s<strong>in</strong>cronizzata della crisi,<br />
dal momento che la caduta della domanda nei Paesi avanzati e <strong>le</strong><br />
difficoltà di f<strong>in</strong>anziamento sui mercati <strong>in</strong>ternazionali si stanno<br />
ripercuotendo <strong>in</strong> un netto <strong>in</strong>debolimento del<strong>le</strong> aree emergenti. Sono<br />
particolarmente colpite <strong>le</strong> economie più dipendenti dal<strong>le</strong> esportazioni,<br />
che scontano la forte contrazione subita dal commercio <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong><br />
negli ultimi mesi del 2008. Inoltre l’acuirsi della crisi f<strong>in</strong>anziaria ha<br />
sensibilmente ridimensionato la disponibilità di credito. Queste<br />
<strong>in</strong>formazioni impongono una decisa revisione al ribasso del<strong>le</strong> stime<br />
per il Pil mondia<strong>le</strong> nel prossimo qu<strong>in</strong>quennio, ma non sembrano<br />
44<br />
ancora sufficienti a formulare uno scenario<br />
di profonda depressione dell’attività<br />
economica e di deflazione dei prezzi.<br />
L’<strong>in</strong>flazione di base non mostra alcun<br />
particolare ridimensionamento e si assiste<br />
ad una sia pure marg<strong>in</strong>a<strong>le</strong> ripresa dei<br />
prezzi <strong>in</strong>ternazionali del<strong>le</strong> materie prime<br />
e del petrolio. Com<strong>in</strong>ciano ad emergere<br />
i primi segni di attenuazione della caduta<br />
produttiva. La ripresa dell’economia<br />
mondia<strong>le</strong> procederà tuttavia molto più<br />
gradualmente di quanto sperimentato nei<br />
precedenti episodi recessivi. Il 2010 sarà<br />
un anno di sostanzia<strong>le</strong> stagnazione<br />
economica <strong>in</strong> Europa, negli Stati Uniti e<br />
<strong>in</strong> Giappone, e solo dal 2011 prenderà<br />
avvio un progressivo recupero dei livelli<br />
produttivi. A rafforzare l’ipotesi di una<br />
uscita <strong>le</strong>nta dalla recessione concorre anche<br />
la possibilità di un mutamento di segno<br />
del<strong>le</strong> politiche fiscali e monetarie già a
partire dalla f<strong>in</strong>e del 2010. Le autorità monetarie, al f<strong>in</strong>e di prevenire<br />
il ritorno a tassi di <strong>in</strong>flazione e<strong>le</strong>vati, si impegneranno a riassorbire<br />
parte della liquidità immessa dopo lo scoppio della crisi f<strong>in</strong>anziaria.<br />
Analogamente la politica di bilancio sarà <strong>in</strong>dirizzata al gradua<strong>le</strong><br />
rientro dei debiti pubblici. Questa debo<strong>le</strong>zza prospettata per la ripresa,<br />
troverà evidenza nel qu<strong>in</strong>quennio di previsione <strong>in</strong> una crescita media<br />
annua del Pil mondia<strong>le</strong> nell’ord<strong>in</strong>e del 2%, decisamente modesta<br />
anche <strong>in</strong> prospettiva storica. Per ritrovare un analogo ritmo di<br />
espansione occorre risalire al periodo 1979/1983, ossia agli anni della<br />
recessione <strong>in</strong>nescata dal secondo shock petrolifero. Le imprese italiane<br />
si troveranno a muovere <strong>in</strong> uno scenario molto deteriorato rispetto<br />
a quello sperimentato nel qu<strong>in</strong>quennio 2003/2007 e nella prima<br />
parte del 2008. Comunque non mancheranno opportunità per <strong>le</strong><br />
nostre imprese, soprattutto per quel<strong>le</strong> che negli anni precedenti la<br />
crisi hanno dimostrato capacità di reazione e di adattamento al<br />
mutato contesto competitivo a livello mondia<strong>le</strong>. A livello settoria<strong>le</strong><br />
sono i comparti dei mezzi di trasporto e dell’e<strong>le</strong>ttromeccanica a<br />
mostrare i più diffusi segnali di riposizionamento.<br />
L’<strong>in</strong>ternazionalizzazione, che ha imposto sforzi ri<strong>le</strong>vanti ai soggetti<br />
di m<strong>in</strong>ori dimensioni, ha portato la nostra <strong>in</strong>dustria ad ampliare<br />
significativamente il numero dei mercati serviti e ad aumentare<br />
l’esposizione sui mercati emergenti. Pur sostenendo la crescita del<strong>le</strong><br />
esportazioni e permettendo di arrestare la fase di deterioramento del<br />
contributo estero a partire dal 2006, la diversificazione degli sbocchi<br />
commerciali nei Paesi emergenti ha però accresciuto significativamente<br />
l’esposizione sui mercati ad alto rischio.<br />
A ogni modo, il successo competitivo di un sistema <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
maturo non potrà che poggiare sulla<br />
capacità di rafforzare i fattori immateriali,<br />
dall’<strong>in</strong>novazione di prodotto alla ricerca<br />
e sviluppo, dalla forza dei marchi a<br />
un’efficiente gestione del<strong>le</strong> reti produttive<br />
allargate su scala <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. Una volta<br />
superata la fase più profonda della crisi,<br />
non potrà che ritornare di attualità il<br />
dibattito sul fattore dimensiona<strong>le</strong> e sul<br />
rafforzamento della dotazione del sistemapaese,<br />
sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di <strong>in</strong>frastrutture<br />
fisiche (reti di trasporto efficienti, costi<br />
energetici, reti di te<strong>le</strong>comunicazioni a<br />
banda larga) sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di capita<strong>le</strong><br />
umano dove la sfida sarà quella di<br />
preservare il know-how produttivo<br />
artigiana<strong>le</strong> di molte del<strong>le</strong> nostre<br />
produzioni con <strong>le</strong> nuove esigenze, <strong>in</strong><br />
term<strong>in</strong>i di crescente domanda, di laureati<br />
<strong>in</strong> materie scientifiche e tecnologiche.<br />
Si è detto che l’<strong>in</strong>dustria manifatturiera<br />
bresciana affronta la crisi attua<strong>le</strong> al term<strong>in</strong>e<br />
di un periodo molto favorevo<strong>le</strong>. Nel<br />
biennio 2006/2007 si sono <strong>in</strong>fatti ottenuti<br />
risultati produttivi ed economicof<strong>in</strong>anziari<br />
molto positivi che hanno<br />
LUGLIO 2009 45
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
confermato <strong>le</strong> posizioni di <strong>le</strong>adership bresciane nel panorama naziona<strong>le</strong><br />
del<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>ce a vocazione <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>. In term<strong>in</strong>i di articolazione<br />
per occupati quasi la metà del<strong>le</strong> vendite comp<strong>le</strong>ssive sono ascrivibili<br />
alla filiera dei metalli; un 16% deriva<br />
dal contributo dell’<strong>in</strong>dustria meccanica<br />
ed una quota analoga è associabi<strong>le</strong> ai<br />
settori tipici del Made <strong>in</strong> Italy<br />
(agroalimentare e sistema moda); dalla<br />
componentistica automotive e dalla<br />
filiera gomma-plastica si genera un<br />
ulteriore 11%. Fra il 2001 ed il 2006<br />
il contributo relativo dell’<strong>in</strong>dustria<br />
bresciana all’occupazione manifatturiera<br />
è risultato <strong>in</strong> crescita sia <strong>in</strong> ambito<br />
regiona<strong>le</strong> che naziona<strong>le</strong>. È da queste<br />
posizioni di <strong>in</strong>dubbia forza che<br />
l’<strong>in</strong>dustria bresciana si è trovata, dal<br />
2008, ad affrontare la sfida più<br />
diffici<strong>le</strong>: ripensare e riorganizzare sé<br />
stessa per rimanere competitiva nello<br />
scenario macroeconomico ed<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> che si sta del<strong>in</strong>eando per il dopo-crisi.<br />
In term<strong>in</strong>i di numero assoluto di addetti Brescia si conferma<br />
come la prov<strong>in</strong>cia più <strong>in</strong>dustrializzata d’Italia dopo Milano e Tor<strong>in</strong>o.<br />
Rispetto all’occupazione tota<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong> la quota manifatturiera<br />
risulta, <strong>in</strong>vece, <strong>in</strong> sensibi<strong>le</strong> calo (38% nel 2006 rispetto al 44% del<br />
2001) ma la tenuta e la ristrutturazione del tessuto manifatturiero<br />
loca<strong>le</strong> sembrerebbe essersi configurata come condizione essenzia<strong>le</strong><br />
allo sviluppo del terziario. Le aziende bresciane hanno compiuto sia<br />
uno sforzo vertica<strong>le</strong> teso ad allungare a monte e a val<strong>le</strong> il momento<br />
manifatturiero, sia uno sforzo orizzonta<strong>le</strong> sul fronte<br />
dell’<strong>in</strong>ternazionalizzazione. In questo<br />
ambito si sono ottenuti risultati<br />
importanti sia <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di export<br />
che di <strong>in</strong>vestimenti diretti all’estero.<br />
Considerando <strong>le</strong> prime dieci prov<strong>in</strong>ce<br />
italiane per valore del<strong>le</strong> esportazioni,<br />
Brescia è l’unica che nell’ultimo<br />
decennio mostra una crescita. Un<br />
e<strong>le</strong>mento di novità nel processo di<br />
<strong>in</strong>ternazionalizzazione dell’<strong>in</strong>dustria<br />
bresciana negli anni recenti riguarda<br />
<strong>le</strong> dimensioni del<strong>le</strong> aziende co<strong>in</strong>volte,<br />
con il progressivo aumento del peso<br />
del<strong>le</strong> medie e, soprattutto, del<strong>le</strong> picco<strong>le</strong><br />
imprese. In base a studi recenti Brescia<br />
risulta la seconda prov<strong>in</strong>cia <strong>in</strong><br />
Lombardia per numero di imprese<br />
nei settori <strong>in</strong>novativi e la prima per<br />
utilizzo di robot. In term<strong>in</strong>i di attività<br />
brevetta<strong>le</strong> la prov<strong>in</strong>cia è stabilmente<br />
al secondo posto del rank<strong>in</strong>g lombardo, ma con una quota naziona<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong> costante crescita. Nell’arco di un decennio si è <strong>in</strong>fatti passati dal<br />
3,3% al 5,6%. In aumento anche l’<strong>in</strong>cidenza sul fatturato del<strong>le</strong> spese<br />
46<br />
per <strong>in</strong>novazione: dal 3% circa del 2005<br />
si è raggiunto il 4,3% nel 2007 (di cui<br />
2% per <strong>in</strong>novazione di prodotto, 1,9%<br />
per <strong>in</strong>novazione di processo e<br />
0,4% per <strong>in</strong>novazioni di tipo<br />
organizzativo). Il sistema<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> bresciano ha<br />
evidenziato miglioramenti anche<br />
sul fronte della produttività del<br />
lavoro, che ha mostrato un<br />
aumento dell’ord<strong>in</strong>e del 7%<br />
rispetto all’<strong>in</strong>izio del decennio, un<br />
risultato <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con la media<br />
manifatturiera naziona<strong>le</strong>.<br />
L’analisi dei bilanci di campioni<br />
ampiamente rappresentativi del<strong>le</strong><br />
varie filiere bresciane consente di<br />
verificare gli effetti degli andamenti<br />
già descritti, qualificando<br />
ulteriormente i tratti dist<strong>in</strong>tivi<br />
dell’<strong>in</strong>dustria loca<strong>le</strong> rispetto ai<br />
settori nazionali di riferimento. Una prima<br />
importante evidenza fa riferimento alla<br />
capacità del<strong>le</strong> filiere bresciane di riuscire<br />
a mantenere la propria attività <strong>in</strong> crescita<br />
dall’<strong>in</strong>izio del decennio. A livello di filiera<br />
i risultati più brillanti, rispetto al<strong>le</strong> medie<br />
nazionali, hanno riguardato soprattutto<br />
siderurgia, componenti automotive,<br />
gomma e plastica, agroalimentare e<br />
meccanica. Solo nel caso del tessi<strong>le</strong>abbigliamento<br />
si sono<br />
confermati risultati più<br />
prob<strong>le</strong>matici per <strong>le</strong> imprese della<br />
prov<strong>in</strong>cia rispetto ai dati<br />
nazionali, <strong>in</strong> modo particolare<br />
nel<strong>le</strong> fasi più a monte della<br />
filiera.<br />
Per il manifatturiero<br />
bresciano, nel suo comp<strong>le</strong>sso,<br />
la redditività operativa a f<strong>in</strong>e<br />
2007 ha oltrepassato il 10%,<br />
livello superiore di ben 2,8 punti<br />
rispetto a quello di <strong>in</strong>izio<br />
decennio. Le quattro filiere di<br />
siderurgia, metallurgia non<br />
ferrosa, e<strong>le</strong>ttromeccanica e<br />
meccanica di precisione al<br />
contempo hanno ottenuto i più<br />
consistenti <strong>in</strong>crementi di<br />
redditività operativa rispetto al<br />
2000 e marcato <strong>le</strong> più notevoli distanze<br />
rispetto al benchmark naziona<strong>le</strong>. Da<br />
notare che <strong>le</strong> imprese con fatturato
superiore ai 50 milioni di euro hanno evidenziato una redditività<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> quasi doppia (superiore dell’80%) rispetto al<strong>le</strong> aziende<br />
al di sotto di ta<strong>le</strong> soglia. Il generalizzato miglioramento del<strong>le</strong> condizioni<br />
di redditività nel biennio<br />
2006/2007 ha contribuito<br />
ad aumentare la capacità di<br />
autof<strong>in</strong>anziamento del<strong>le</strong><br />
imprese, consentendo<br />
loro di rafforzare la<br />
patrimonializzazione rispetto<br />
ai bassi livelli di <strong>in</strong>izio<br />
decennio. Le imprese<br />
bresciane, però, pur avendo<br />
potuto mettere fieno <strong>in</strong><br />
casc<strong>in</strong>a grazie al<strong>le</strong><br />
performance reddituali del<br />
2006/2007, scontano ora<br />
e<strong>le</strong>vati rischi connessi<br />
all’emergenza di forti<br />
squilibri f<strong>in</strong>anziari dovuti al<br />
restr<strong>in</strong>gimento dell’accesso<br />
al credito. Le imprese sono<br />
<strong>in</strong>fatti entrate <strong>in</strong> recessione<br />
con un’esposizione<br />
f<strong>in</strong>anziaria relativamente<br />
e<strong>le</strong>vata e con bassi livelli di<br />
patrimonializzazione,<br />
<strong>in</strong>feriori al già contenuto<br />
dato naziona<strong>le</strong>. Questi<br />
e<strong>le</strong>menti di fragilità<br />
f<strong>in</strong>anziaria costituiscono <strong>in</strong> def<strong>in</strong>itiva l’eredità più difficilmente<br />
gestibi<strong>le</strong> della prima parte di un decennio che, nei restanti ratios<br />
economico-f<strong>in</strong>anziari, evidenza la presenza di numerosi punti di<br />
forza microeconomici dell’<strong>in</strong>dustria bresciana.<br />
Sulla base del<strong>le</strong> previsioni generali sono stati elaborati due futuri<br />
possibili scenari per il manifatturiero bresciano. Il primo, def<strong>in</strong>ito<br />
di base, o “<strong>in</strong>erzia<strong>le</strong>”, si fonda sull’ipotesi che l’<strong>in</strong>dustria prov<strong>in</strong>cia<strong>le</strong><br />
non sia <strong>in</strong> grado di effettuare nuovi scatti <strong>in</strong> avanti di magnitudo<br />
almeno analoga a quella dei primi anni 2000 e che si limiti <strong>in</strong>vece<br />
a riproporre anche nel prossimo futuro <strong>le</strong> strategie ed i comportamenti<br />
attuali con alcuni fisiologici miglioramenti. Comportamenti che<br />
hanno comunque consentito di ottenere risultati mediamente migliori<br />
rispetto ai competitors nazionali <strong>in</strong> molte filiere. Il secondo scenario<br />
alternativo è def<strong>in</strong>ito “reattivo” e vede <strong>le</strong> imprese bresciane trasformare<br />
i punti di forza <strong>in</strong> nuove opportunità evitando che <strong>le</strong> debo<strong>le</strong>zze<br />
competitive attuali gener<strong>in</strong>o <strong>in</strong>colmabili gap concorrenziali e al<br />
contempo rispondano alla crisi attuando tutte <strong>le</strong> misure opportune<br />
per aumentare la propria forza competitiva sul mercato. Tali <strong>in</strong>terventi<br />
vanno dagli <strong>in</strong>vestimenti, alla ricerca di nuovi mercati, al rafforzamento<br />
patrimonia<strong>le</strong>, alla diversificazione/riqualificazione del mix produttivo,<br />
f<strong>in</strong>o ad arrivare a modifiche della struttura societaria, per esempio<br />
attraverso operazioni di fusione e acquisizione. Nello scenario di base<br />
<strong>le</strong> difficoltà <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di d<strong>in</strong>amiche produttive saranno particolarmente<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
<strong>in</strong>tense nel 2009, con un gradua<strong>le</strong> ritorno<br />
a variazioni positive dei livelli di attività<br />
a partire dalla seconda parte del 2010.<br />
Solo nel triennio<br />
2011/2013 la<br />
crescita del<br />
manifatturiero<br />
tornerà ad essere<br />
più sostenuta, pur<br />
senza ritrovare i<br />
ritmi del biennio<br />
2006/2007, e<br />
stentando a<br />
recuperare gli<br />
e<strong>le</strong>vati livelli di<br />
attività pre-crisi.<br />
L’<strong>in</strong>sieme del<strong>le</strong><br />
ipotesi qualiquantitative<br />
ci<br />
permette di<br />
del<strong>in</strong>eare uno<br />
scenario reattivo<br />
<strong>in</strong> cui la crescita<br />
del fatturato a<br />
prezzi correnti a<br />
partire dal 2010<br />
sarà di 1-1,5<br />
punti percentuali<br />
all’anno superiore<br />
a quello dello<br />
scenario base. In questo futuro possibi<strong>le</strong><br />
mostreranno una d<strong>in</strong>amica più sostenuta<br />
la filiera dei metalli, meccanica ed<br />
e<strong>le</strong>ttromeccanica, componentistica<br />
automotive e gomma e plastica;<br />
all’opposto cont<strong>in</strong>ueranno a stare al di<br />
sotto della media i settori tipici del Made<br />
<strong>in</strong> Italy.<br />
Gli anni a venire vedranno la necessità<br />
di rafforzare la propria presenza sui mercati<br />
che torneranno ad essere più d<strong>in</strong>amici<br />
per crescita demografica e del prodotto<br />
pro-capite unitamente a rischi contenuti.<br />
Si manifesta oggi più che mai un’occasione<br />
forse irripetibi<strong>le</strong> <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di crescita<br />
dimensiona<strong>le</strong> soprattutto per via esterna.<br />
Occorre qu<strong>in</strong>di guardare con attenzione<br />
al<strong>le</strong> occasioni di acquisizione anche, e<br />
soprattutto, all’estero, dati i valori del<strong>le</strong><br />
imprese fortemente “convenienti”.<br />
(*) Giornalista<br />
14<br />
di “Italia<strong>Oggi</strong>”<br />
LUGLIO 2009 47
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Brunetta: l’obiettivo è aumentare<br />
del 50% la produttività nella PA<br />
Il m<strong>in</strong>istro ospite alla matt<strong>in</strong>ata di convegno promossa da AIB <strong>in</strong> occasione dell’assemb<strong>le</strong>a genera<strong>le</strong><br />
rivendica i risultati della propria azione e <strong>in</strong>cassa il sostegno del<strong>le</strong> imprese: «Il nostro mondo – ha<br />
affermato il presidente Tambur<strong>in</strong>i - è tutto con <strong>le</strong>i».<br />
Massimo Tedeschi*<br />
È il m<strong>in</strong>istro più amato dagli italiani. E quello – probabilmente–<br />
meno amato dai giornalisti. Con i primi ha stabilito un feel<strong>in</strong>g<br />
immediato grazie alla battaglia (e relativo decreto) contro i fannulloni<br />
nella pubblica amm<strong>in</strong>istrazione. Con<br />
i secondi ha <strong>in</strong>gaggiato veri e propri<br />
duelli: Gianantonio Stella – tanto per<br />
citarne uno – s’è sentito annunciare<br />
una querela <strong>in</strong> diretta durante<br />
un’<strong>in</strong>tervista radiofonica, complice<br />
un dato sbagliato (secondo il<br />
m<strong>in</strong>istro) citato dall’<strong>in</strong>tervistatore.<br />
Ma anche Daria Bignardi, durante<br />
l’<strong>in</strong>tervista te<strong>le</strong>visiva per “L’era<br />
glacia<strong>le</strong>”, ha sudato freddo dopo esser<br />
stata colta impreparata dal m<strong>in</strong>istro<br />
sul nome corretto e sulla ri<strong>le</strong>vanza<br />
storica del fu m<strong>in</strong>istro del Lavoro<br />
Giacomo Brodol<strong>in</strong>i.<br />
Renato Brunetta, docente di<br />
economia, classe 1950, figlio m<strong>in</strong>ore di un ambulante veneto, oggi<br />
m<strong>in</strong>istro della Pubblica amm<strong>in</strong>istrazione e Innovazione, è uno dei<br />
volti più popolari del governo Berlusconi. I suoi tic enfatizzati da<br />
48<br />
imitatori e vignettisti hanno solo giovato<br />
alla sua popolarità. La sua statura è oggetto<br />
di tormentoni sul web che hanno<br />
f<strong>in</strong>ito per accrescerne la<br />
notorietà. La sua azione<br />
moralizzatrice (e fustigatrice)<br />
contro abusi, sperperi,<br />
<strong>in</strong>efficienze e diseconomie<br />
del “pubblico” è stata una<br />
del<strong>le</strong> azioni-bandiera<br />
dell’<strong>in</strong>izio di <strong>le</strong>gislatura.<br />
Poi, come spesso<br />
accade, queste <strong>in</strong>iziative<br />
sono state offuscate da<br />
altri temi, da altre<br />
emergenze, e la sua azione<br />
s’è un po’ appannata tanto<br />
che ha dovuto m<strong>in</strong>acciare<br />
<strong>le</strong> dimissioni per ottenere<br />
che la sua riforma della pubblica<br />
amm<strong>in</strong>istrazione venisse dis<strong>in</strong>cagliata dal<strong>le</strong><br />
secche parlamentari. Nonostante questo,
quando Renato Brunetta s’è presentato al convegno dell’AIB <strong>in</strong><br />
concomitanza con l’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong>, la sua stella brillava alta nel<br />
firmamento della politica italiana, e l’attesa per il suo <strong>in</strong>tervento era<br />
alta.<br />
A parte un paio di tic “alla Brunetta”, come quando nel foyer<br />
della Camera di Commercio ha mandato non metaforicamente a<br />
quel paese alcuni s<strong>in</strong>dacalisti Cisl (che l’hanno ricambiato accusandolo<br />
di “arroganza gratuita”), quando ha spostato <strong>le</strong> bottiglie d’acqua dal<br />
tavolo dei relatori a beneficio dei flash che i fotografi gli sparavano<br />
a ripetizione, quando ha zittito d’imperio il brusio che disturbava il<br />
suo <strong>in</strong>tervento, il Brunetta visto a Brescia è stato soprattutto il<br />
professore di Economia prima ancora che il m<strong>in</strong>istro d’assalto, e il<br />
suo <strong>in</strong>tervento è stata una <strong>le</strong>zione più che un programma m<strong>in</strong>isteria<strong>le</strong>.<br />
Anche perché uno dei temi più “caldi” e attesi dagli imprenditori–<br />
ovvero i tempi di pagamento da parte della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione–<br />
non è <strong>in</strong> realtà di competenza di Brunetta ma del suo col<strong>le</strong>ga<br />
all’Economia Giulio Tremonti, che <strong>in</strong>fatti nel<strong>le</strong> settimane successive<br />
l’ha affrontato.<br />
Brunetta al convegno <strong>in</strong> Camera di commercio sapeva peraltro<br />
di giocare su un terreno amico e il presidente uscente di AIB lo ha<br />
confermato a voce alta: «Il nostro mondo – ha chiarito Franco<br />
Tambur<strong>in</strong>i rivolgendosi a Brunetta – è tutto con <strong>le</strong>i: la semplificazione<br />
amm<strong>in</strong>istrativa, il riconoscimento del merito e l’efficienza del sistema<br />
pubblico per noi sono importantissimi».<br />
Brunetta è partito proprio dalla sua azione più popolare, il decreto<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
antifannulloni, e ha rivendicato la<br />
riduzione del 40% dell’assenteismo negli<br />
uffici pubblici. Una misura che<br />
probabilmente sta avendo effetti anche<br />
fuori dal comparto di stretta competenza:<br />
«Non ho dati, ma credo ci sia stato un<br />
effetto-alone anche nel privato» ha<br />
sostenuto il m<strong>in</strong>istro. Che ha anche<br />
po<strong>le</strong>mizzato, dal palco, con il segretario<br />
genera<strong>le</strong> della Cisl Enrico Bonanni, che<br />
il giorno prima l’aveva accusato di<br />
«ma<strong>le</strong>ducazione politica».<br />
«Con la mia azione ho ottenuto un<br />
consenso che ha sorpreso anche me – ha<br />
spiegato il m<strong>in</strong>istro – e allora ho usato<br />
questo consenso per rompere <strong>le</strong><br />
<strong>in</strong>crostazioni che vengono dalla cattiva<br />
politica e dal cattivo s<strong>in</strong>dacato. Questa è<br />
forse ma<strong>le</strong>ducazione politica? Ebbene sì,<br />
allora sono un ma<strong>le</strong>ducato, ma solo perchè<br />
mi batto contro un cattivo s<strong>in</strong>dacato che<br />
si impadronisce di ruoli che non ha».<br />
L’azione contro i fannulloni, per<br />
recuperare efficienza (e prestigio) alla<br />
Pubblica amm<strong>in</strong>istrazione, è stata tuttavia<br />
LUGLIO 2009 49
sottratta alla cont<strong>in</strong>genza della po<strong>le</strong>mica politica e collocata dal suo<br />
artefice <strong>in</strong> un contesto più ampio, di spessore storico. «Il mio – ha<br />
scandito Brunetta – non è solo un lavoro settoria<strong>le</strong>: è una riforma<br />
di tipo cultura<strong>le</strong> che <strong>in</strong>cide su tutto il sistema-Paese». L’<strong>in</strong>efficienza<br />
della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione – ha spiega il m<strong>in</strong>istro – <strong>in</strong> Italia è<br />
un dato storico. «Ma f<strong>in</strong>ché <strong>in</strong>flazione e svalutazioni competitive<br />
tenevano alto il tasso di sviluppo, nessuno protestava più di tanto.<br />
Dall’<strong>in</strong>izio degli anni ’90, con i cambi fissi e poi l’euro, i tassi di<br />
crescita <strong>in</strong> Italia hanno com<strong>in</strong>ciato a scendere sotto la media europea».<br />
È da lì che si sono com<strong>in</strong>ciate ad avvertire <strong>le</strong> <strong>in</strong>efficienze della pubblica<br />
amm<strong>in</strong>istrazione come zavorra <strong>in</strong>accettabi<strong>le</strong> per l’<strong>in</strong>tera economia.<br />
Come un lusso che l’Italia non poteva più permettersi. «Il consenso<br />
che ho <strong>in</strong>contrato – ha sostenuto Brunetta – è proporziona<strong>le</strong><br />
all’<strong>in</strong>cazzatura vera del<strong>le</strong> famiglie e del<strong>le</strong> imprese».<br />
Il m<strong>in</strong>istro ha snocciolato qualche dato a sostegno della sua tesi: «La<br />
pubblica amm<strong>in</strong>istrazione comporta 300 miliardi di spesa, di cui<br />
192 miliardi di stipendi. Io non tocco <strong>le</strong> cifre, voglio aumentare del<br />
50% la produttività. Perchè proprio del 50%? Semplice, me lo sono<br />
<strong>in</strong>ventato». Brunetta – a parità di spesa – vuo<strong>le</strong> assicurare «il 50%<br />
<strong>in</strong> più di educazione, università, giustizia, sanità, sicurezza agli<br />
italiani». Come? «Semplice: con il bastone e la carota. Premiando il<br />
merito e tagliando <strong>le</strong> assenze per malattia. Perchè proprio quel<strong>le</strong>?<br />
Perchè da qualche parte bisognava com<strong>in</strong>ciare». Ma la battaglia non<br />
si ferma: «Stiamo def<strong>in</strong>endo l’ultima fase dei decreti <strong>le</strong>gislativi. Tutto<br />
sarà operativo prima dell’estate». La corsa contro il tempo prosegue.<br />
Poi Brunetta ha ribadito una tesi che gli è cara, che ha enunciato<br />
per primo con conv<strong>in</strong>zione e argomentazioni str<strong>in</strong>genti, e che ben<br />
presto è diventata una l<strong>in</strong>ea di tutto il governo. È, <strong>in</strong> s<strong>in</strong>tesi, il<br />
paradosso della crisi che non c’è. O che addirittura a un bel pezzo<br />
del Paese… fa bene. «In tempi di crisi – ha spiegato Brunetta – 19<br />
milioni di lavoratori dipendenti e 16 di pensionati italiani hanno un<br />
reddito costante o aumentato. La d<strong>in</strong>amica salaria<strong>le</strong>, figlia del passato,<br />
ha portato a una crescita del 3-4% dei salari, mentre i prezzi sono<br />
crollati. La disoccupazione equiva<strong>le</strong>nte ha <strong>in</strong>teressato non più di 3-<br />
400.000 unità». L’area che ha assorbito la crisi «non è quella del<br />
lavoro dipendente e dei pensionati, e <strong>in</strong>fatti non c’è stata crisi socia<strong>le</strong>.<br />
L’area che ha assorbito la crisi è quella degli imprenditori, dei<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
professionisti, degli artigiani, che ha più<br />
elasticità e capacità di resistere». A questo<br />
punto lo scatto di reni è chiesto alla parte<br />
più <strong>in</strong>traprendente del Paese mentre i<br />
lavoratori dipendenti e i pensionati (con<br />
costi di carburanti, tariffe e bol<strong>le</strong>tte <strong>in</strong><br />
calo) non hanno visto erodere<br />
m<strong>in</strong>imamente il loro reddito e il loro<br />
tenore di vita. Anzi.<br />
Tutto bene, dunque? Naturalmente<br />
no. In un consesso chiamato a <strong>in</strong>terrogarsi<br />
su cause, durata ed effetti della crisi,<br />
Brunetta non è <strong>in</strong>tervenuto per fare il<br />
bastian contrario. Semmai ha offerto un<br />
punto di vista spiazzante e ha <strong>in</strong>dicato<br />
una possibi<strong>le</strong> ricetta, ristretta naturalmente<br />
al mercato <strong>in</strong>terno. Se l’analisi di Brunetta<br />
è giusta, <strong>in</strong>fatti, il prob<strong>le</strong>ma è sbloccare<br />
i risparmi di quei 35 milioni di italiani<br />
«tutelati» che per paura della crisi sono<br />
f<strong>in</strong>iti «congelati». La strategia del governo<br />
è stata illustrata e difesa con foga dal<br />
m<strong>in</strong>istro: «Puntiamo a rilanciare il settore<br />
dell’edilizia, cioè convertire i risparmi <strong>in</strong><br />
consumi durevoli e <strong>in</strong>vestimenti». Ma<br />
neanche il governo della supermaggioranza<br />
parlamentare, e della fiducia<br />
cont<strong>in</strong>ua, da solo ce la fa. Da qui l’appello<br />
f<strong>in</strong>a<strong>le</strong> agli imprenditori: «Dateci una<br />
mano, con la vostra lobby, a far passare<br />
il Piano casa: quello potrebbe essere il<br />
ponte per superare la crisi <strong>in</strong> Italia <strong>in</strong><br />
attesa della ripresa globa<strong>le</strong>. Una quantità<br />
ri<strong>le</strong>vantissima di risorse può essere<br />
sbloccata. Ripeto: Piano casa, Piano casa,<br />
Piano casa».<br />
(*) Giornalista “Bresciaoggi”<br />
LUGLIO 2009 51
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Concretezza e produttività del<br />
manifatturiero “antidoti” contro la crisi<br />
Al convegno AIB-Prometeia dedicato all’<strong>in</strong>dustria bresciana, Aldo Bonomi e Arturo Medegh<strong>in</strong>i del<strong>in</strong>eano<br />
<strong>le</strong> strategie per riagganciare la ripresa.<br />
Massimo Cortesi*<br />
Un futuro c’è sempre, ma sono gli scenari che esso potrebbe<br />
presentarci a porre <strong>in</strong>terrogativi ai quali è importante cercare di dare<br />
risposte <strong>le</strong> più aderenti possibili al<strong>le</strong> realtà ed al<strong>le</strong> possibilità a nostra<br />
disposizione. Certamente a questa necessità si è ispirato il Convegno<br />
AIB-Prometeia che ha affrontato alla Camera di Commercio il tema<br />
de “L’Industria Bresciana tra Presente<br />
e Futuro” e, ancor più certamente, <strong>in</strong><br />
ta<strong>le</strong> contesto hanno avuto particolare<br />
rilievo gli <strong>in</strong>terventi proprio dei relatori<br />
bresciani, come Arturo Medegh<strong>in</strong>i ed<br />
Aldo Bonomi, i quali, al di là dei loro<br />
ruoli all’<strong>in</strong>terno del sodalizio<br />
imprenditoria<strong>le</strong>, hanno solidi titoli,<br />
grazie alla loro esperienza diretta, per<br />
mettere sotto la <strong>le</strong>nte la nostra realtà<br />
produttiva, che essi conoscono<br />
dall’<strong>in</strong>terno.<br />
Medegh<strong>in</strong>i, vicepresidente AIB per<br />
l’Area economia Centro studi, ha preso<br />
la parola per primo affrontando proprio<br />
il tema centra<strong>le</strong> del convegno: “Brescia e la sua <strong>in</strong>dustria – ha subito<br />
ricordato – danno lustro all’Italia <strong>in</strong> ambito europeo, ma la crisi che<br />
stiamo attraversando è pandemica, come l’<strong>in</strong>fluenza e, soprattutto,<br />
ha prodotto notevoli contraccolpi proprio per la sua velocità. Il<br />
52<br />
fenomeno è sembrato pers<strong>in</strong>o poter<br />
sfuggire di mano, ma per fortuna c’è stata<br />
una reazione a <strong>tutti</strong> i livelli, a com<strong>in</strong>ciare<br />
da quello imprenditoria<strong>le</strong>, tanto che oggi<br />
possiamo dire che da livelli eccezionali di<br />
difficoltà oggi siamo<br />
passati a <strong>le</strong>ggere segnali<br />
di <strong>in</strong>versione di<br />
tendenza”.<br />
Tra <strong>le</strong> strade<br />
conoscitive scelte, ha<br />
sottol<strong>in</strong>eato Medegh<strong>in</strong>i,<br />
“particolarmente uti<strong>le</strong> si<br />
è rivelata l’<strong>in</strong>dag<strong>in</strong>e<br />
Prometeia, che, attraverso<br />
i numeri, ha fornito valide<br />
<strong>in</strong>dicazioni al<strong>le</strong> aziende<br />
bresciane su come<br />
prepararsi ad essere<br />
competitivi nel momento<br />
post-crisi, <strong>in</strong>dipendentemente dai tempi<br />
con cui si concretizzerà la ripresa. E l’uso<br />
migliore del<strong>le</strong> <strong>in</strong>dicazioni scaturite dal<br />
rapporto non sarà quello numerico-
quantitativo, ma quello decisiona<strong>le</strong>, ad ogni livello”.<br />
Fondamenta<strong>le</strong> perciò, ri<strong>le</strong>va Medegh<strong>in</strong>i, è rif<strong>le</strong>ttere su alcune<br />
scelte strategiche, <strong>in</strong>dividuando due scenari di base. Nel primo di<br />
questi, conservativo, l’<strong>in</strong>dustria bresciana può scegliere di non cercare<br />
scatti <strong>in</strong> avanti, limitandosi a<br />
riproporre strategie e<br />
comportamenti recenti<br />
contando su risultati migliori<br />
rispetto ai competitors italiani.<br />
Il secondo scenario, più<br />
reattivo, comporta l’aumento<br />
degli <strong>in</strong>vestimenti, la ricerca<br />
di nuovi mercati, lo sviluppo<br />
di un nuovo mix produttivo<br />
s<strong>in</strong>o a giungere a modifiche<br />
alla struttura societaria, <strong>in</strong> un<br />
arco di tempo ipotizzabi<strong>le</strong> tra<br />
il 2009 ed il 2013. Il secondo<br />
scenario – giudica il<br />
vicepresidente AIB – è<br />
“realistico ma impegnativo ed<br />
ovviamente ciascun<br />
imprenditore opterà per <strong>le</strong><br />
l<strong>in</strong>ee più adatte a lui,<br />
valutando se necessario anche<br />
un doloroso percorso di<br />
consolidamento”. Non<br />
esistono dunque ricette uniche<br />
di sicuro successo: crescita<br />
dimensiona<strong>le</strong>, <strong>in</strong>novazione del<br />
prodotto e rapporti con la<br />
clientela, “non c’è nulla di nuovo da fare, ma c’è molto da fare” –<br />
sottol<strong>in</strong>ea efficacemente Medegh<strong>in</strong>i – “perché quello che cambia è<br />
soprattutto la velocità con cui accadono i cambiamenti”. E se nei<br />
colloqui di Prometeia sono emersi aspetti anche sconosciuti della<br />
nostra <strong>in</strong>dustria – conclude – una cosa è certa “la crisi planetaria<br />
non è nata nel<strong>le</strong> aziende, ma noi abbiamo braccia forti per affrontarla,<br />
come del resto è natura<strong>le</strong> per Brescia, la terra del maglio”.<br />
“Le politiche per <strong>le</strong> imprese” sono <strong>in</strong>vece state al centro<br />
dell’<strong>in</strong>tervento di Aldo Bonomi, Vice Presidente di Conf<strong>in</strong>dustria<br />
per <strong>le</strong> Politiche territoriali ed i Distretti <strong>in</strong>dustriali. Bonomi ha<br />
immediatamente <strong>in</strong>dividuato nella necessità di mettere la manifattura<br />
al centro dell’attenzione uno dei card<strong>in</strong>i del progetto naziona<strong>le</strong> per<br />
affrontare e sconfiggere la crisi, perché “concretezza e produttività<br />
danno certezza”.<br />
E a fronte della drastica restrizione dell’offerta di credito da parte<br />
della banche, dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica<br />
Amm<strong>in</strong>istrazione e del calo della domanda, Conf<strong>in</strong>dustria ha<br />
rapidamente scelto di <strong>in</strong>tervenire nei confronti del Governo e del<strong>le</strong><br />
Istituzioni, chiedendo misure “urgenti e trasversali” per garantire<br />
livelli m<strong>in</strong>imi di operatività per <strong>tutti</strong> gli associati. Ed alcuni risultati<br />
oggettivi sono stati ottenuti come la dest<strong>in</strong>azione di 1.600 milioni<br />
di euro al Fondo di garanzia, per agevolare l’accesso al credito<br />
soprattutto del<strong>le</strong> imprese di m<strong>in</strong>ori dimensioni, il riconoscimento<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
della “ponderazione zero” agli <strong>in</strong>terventi<br />
del Fondo (<strong>le</strong> banche, <strong>in</strong> tal modo,<br />
rischiano meno e qu<strong>in</strong>di dovrebbe essere<br />
favorita una riduzione del costo del<br />
denaro) e l’<strong>in</strong>nalzamento<br />
dell’importo massimo<br />
garantito da 500mila euro a<br />
1,5 milioni per <strong>le</strong> operazioni<br />
di ristrutturazione del<br />
debito ed il sostegno agli<br />
<strong>in</strong>vestimenti.<br />
Serrato è poi – ha detto<br />
Bonomi – il confronto col<br />
Governo per affrontare<br />
almeno il tema dei ritardati<br />
pagamenti della Pa, mentre<br />
si lavora anche per ottenere<br />
da Governo e Regioni<br />
<strong>in</strong>terventi per il welfare che<br />
dovrebbero garantire il potere<br />
di acquisto dei redditi dei<br />
lavoratori.<br />
Esam<strong>in</strong>ando lo studio di<br />
Prometeia e richiamandosi<br />
a quanto esam<strong>in</strong>ato da<br />
Medegh<strong>in</strong>i, Bonomi ha detto<br />
di essere nettamente a favore<br />
dello scenario più reattivo,<br />
che miri ad aumentare la<br />
forza competitiva “perché ta<strong>le</strong><br />
scenario risponde più<br />
fedelmente alla nostra storia ed al nostro<br />
modo di fare impresa”. “Non è un auspicio<br />
– ha precisato il vicepresidente naziona<strong>le</strong><br />
– ma l’unico modo per riprendere il<br />
camm<strong>in</strong>o momentaneamente <strong>in</strong>terrotto<br />
dalla crisi <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>”. E Conf<strong>in</strong>dustria<br />
<strong>in</strong> ta<strong>le</strong> direzione si muove, nei campi della<br />
ricerca e dell’<strong>in</strong>novazione, a sostegno, ad<br />
esempio dell’<strong>in</strong>iziativa Industria 2015 ed<br />
organizzando (sia con la presidenza<br />
Montezemolo, sia con la presidenza<br />
Marcegaglia) importanti missioni<br />
<strong>in</strong>ternazionali a cui hanno partecipato<br />
migliaia di imprese.<br />
Se c’è un vero difetto nell’<strong>in</strong>dustria<br />
italiana – ri<strong>le</strong>va però Bonomi– questo sta<br />
certo nella sua eccessiva frammentarietà,<br />
a cui si può ovviare “attraverso <strong>le</strong> fusioni<br />
o attraverso <strong>le</strong> aggregazioni, che<br />
consentono ad ogni impresa di mantenere<br />
la propria <strong>in</strong>dividualità<br />
14<br />
all’<strong>in</strong>terno di un<br />
sistema, senza r<strong>in</strong>unciare alla propria<br />
identità, ma semplicemente imparando<br />
LUGLIO 2009 53
a fare squadra. Il sistema produttivo italiano – analizza l’oratore – è<br />
caratterizzato dalla concentrazione del<strong>le</strong> imprese <strong>in</strong> particolari ambiti<br />
territoriali, i cosiddetti “distretti <strong>in</strong>dustriali”: la vic<strong>in</strong>anza del<strong>le</strong> aziende<br />
ha <strong>in</strong>dubbiamente garantito vantaggi <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di logistica,<br />
approvvigionamento ed energia, oltre che per la formazione dei<br />
lavoratori specializzati. Ma “negli anni ’80 e ’90 il mondo politico<br />
italiano ha cercato di <strong>in</strong>quadrare a propri f<strong>in</strong>i questi fenomeni<br />
spontanei, provando (ed il tentativo è purtroppo ancora <strong>in</strong> corso) a<br />
creare sovrastrutture para pubbliche come <strong>le</strong> agenzie, attraverso <strong>le</strong><br />
quali passare per accedere ad <strong>in</strong>centivi e contributi, ma di fatto del<br />
tutto <strong>in</strong>utili”.<br />
A questa situazione però, hanno cercato di porre rimedio i m<strong>in</strong>istri<br />
dell’Industria (Bersani prima e Scajola poi) riconoscendo i Distretti<br />
come contesto favorevo<strong>le</strong> allo sviluppo del<strong>le</strong> attività d’impresa<br />
(<strong>in</strong>frastrutture, logistica, formazione, ecc.) ed al tempo stesso favorendo<br />
<strong>le</strong> “reti di impresa” come forme di libera aggregazione tra soggetti<br />
privati su cui veicolare gli <strong>in</strong>terventi per <strong>le</strong> imprese (<strong>in</strong>centivi,<br />
agevolazioni, semplificazioni, ecc.). “Questa nuova impostazione –<br />
ha ri<strong>le</strong>vato Bonomi – ha trovato una recente apertura nei provvedimenti<br />
anticrisi varati dal Governo <strong>in</strong> cui è stata <strong>in</strong>trodotta la def<strong>in</strong>izione<br />
di ‘contratto di rete’, <strong>in</strong> cui <strong>le</strong> imprese cooperano rispetto ad un<br />
obiettivo comune. L’<strong>in</strong>tenzione del m<strong>in</strong>istero dello Sviluppo<br />
Economico è quella di dare al<strong>le</strong> reti la possibilità di accedere a<br />
semplificazioni burocratiche. Strumenti f<strong>in</strong>anziari ed <strong>in</strong>centivi”.<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Proprio <strong>in</strong> questa direzione si è attivata<br />
Conf<strong>in</strong>dustria, con alcuni progetti specifici<br />
per verificare sul campo opportunità e<br />
criticità del Contratto di rete <strong>in</strong><br />
collaborazione con il M<strong>in</strong>istero, per creare<br />
piattaforme Itc per <strong>le</strong> aggregazioni di<br />
imprese e per def<strong>in</strong>ire un rat<strong>in</strong>g di filiera<br />
sperimentando un modello di valutazione<br />
del<strong>le</strong> performance nel<strong>le</strong> reti e nei distretti.<br />
Perciò – ha concluso Bonomi – è con<br />
<strong>le</strong>gittimo orgoglio che si può guardare al<br />
futuro <strong>in</strong> primo luogo dell’impresa<br />
bresciana, che, uscita dalla prima parte<br />
del decennio <strong>in</strong> posizione di forza, non è<br />
stata a guardare e si è rimboccata <strong>le</strong><br />
<strong>maniche</strong>, “ribattendo sul campo nel<br />
biennio 2006-2007 ad alcune tesi<br />
decl<strong>in</strong>iste che vedevano come <strong>in</strong>eluttabi<strong>le</strong><br />
anche a Brescia un processo di<br />
de<strong>in</strong>dustrializzazione”.<br />
(*) Giornalista “Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />
LUGLIO 2009 55
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Dal<strong>le</strong>ra: abbiamo il dovere<br />
di resistere e lottare per ridare<br />
slancio alla volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />
Il neopresidente riceve il testimone da Franco Tambur<strong>in</strong>i, che lo scorso 25 maggio ha chiuso il proprio mandato<br />
quadrienna<strong>le</strong> alla guida di un’<strong>Associazione</strong> forte, autorevo<strong>le</strong> e sempre <strong>in</strong> prima l<strong>in</strong>ea per lo sviluppo del “Sistema<br />
Brescia”, come testimonia l’esperienza di Abem per il rilancio dell’aeroporto di Montichiari.<br />
Matteo Meneghello*<br />
Un passaggio di testimone nel segno del manifatturiero puro,<br />
della voglia di fare impresa e di contribuire allo sviluppo dell'economia<br />
rea<strong>le</strong>. Franco Tambur<strong>in</strong>i dà il cambio a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, ma l'assetto<br />
della squadra degli <strong>in</strong>dustriali bresciani<br />
non cambia. La partita prosegue <strong>in</strong><br />
attacco, e il modulo è sempre<br />
offensivo.<br />
Quattro anni fa, quando<br />
l’imprenditore di Mazzano prese <strong>in</strong><br />
mano <strong>le</strong> red<strong>in</strong>i dell'AIB, era stato forte<br />
il richiamo all'orgoglio di fare<br />
l'impresa, all'"eredità" mora<strong>le</strong> dei<br />
genitori, alla voglia di economia rea<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong> un labir<strong>in</strong>to di castelli di carta di<br />
derivati, certificati, speculazioni di<br />
varia natura. Quattro anni dopo, la<br />
storia dà ragione alla "old" economy<br />
bresciana: il terziario creativo viene<br />
spazzato dalla tempesta dei mutui subprime. Soffre però, e<br />
pesantemente, anche la manifattura. Ma non è un cumulo di macerie<br />
quello che Franco Tambur<strong>in</strong>i consegna a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra. "La<br />
56<br />
gravità della crisi - ha spiegato il presidente<br />
uscente - sta costr<strong>in</strong>gendo numerose<br />
imprese <strong>in</strong>dustriali a rivedere i progetti<br />
di <strong>in</strong>vestimento<br />
programmati e a congelare<br />
quelli già <strong>in</strong> atto, e ciò<br />
determ<strong>in</strong>a ri<strong>le</strong>vanti e<br />
negativi cambiamenti e<br />
ridimensionamenti<br />
strutturali <strong>in</strong> quasi <strong>tutti</strong> i<br />
settori produttivi e<br />
comparti merceologici.<br />
Ma anche dopo questa<br />
<strong>in</strong>evitabi<strong>le</strong> fase i<br />
fondamentali del nostro<br />
apparato produttivo<br />
saranno sani e ciò proprio<br />
<strong>in</strong> conseguenza<br />
dell'<strong>in</strong>tenso processo di ristrutturazione,<br />
di riorganizzazione, di ammodernamento<br />
tecnologico a cui <strong>le</strong> nostre imprese hanno
dovuto fare fronte nei primi anni di questo decennio".<br />
Allo stesso modo, anche Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, salutando per la prima<br />
volta da presidente l'Assemb<strong>le</strong>a degli <strong>in</strong>dustriali bresciani, ha evocato<br />
l'immag<strong>in</strong>e dei "denari di P<strong>in</strong>occhio" il buratt<strong>in</strong>o nato dalla fantasia<br />
di Collodi "gabbato dal gatto e la volpe con la promessa che,<br />
sem<strong>in</strong>ando monete, sarebbe nata una pianta, e sarebbe diventato<br />
ricco senza lavorare. Senza lavoro e senza impresa - ha ammonito il<br />
presidente - non si va da nessuna parte, e da nessuna parte si va<br />
spostando carta, così come molti hanno fatto negli anni passati".<br />
Anche se, come <strong>in</strong>segna la <strong>le</strong>zione del past president di Conf<strong>in</strong>dustria<br />
Luigi Lucch<strong>in</strong>i, non esiste una contrapposizione tra f<strong>in</strong>anza e impresa.<br />
"La prima è al servizio della seconda - ha precisato Dal<strong>le</strong>ra - e nel<br />
lungo term<strong>in</strong>e procederanno <strong>in</strong>sieme".<br />
L'AIB consegnata da Tambur<strong>in</strong>i, ha confermato Dal<strong>le</strong>ra, è "forte,<br />
autorevo<strong>le</strong>, ben organizzata, ascoltata sia a livello loca<strong>le</strong> che naziona<strong>le</strong>:<br />
un'<strong>Associazione</strong> che si colloca ai primi posti del sistema conf<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong><br />
e che ha saputo <strong>in</strong> questi anni svolgere un importante ruolo di<br />
stimolo, di proposta, di <strong>le</strong>adership, nei confronti dell'<strong>in</strong>tera comunità<br />
economica e socia<strong>le</strong> della città e della prov<strong>in</strong>cia".<br />
In questa direzione, lo stesso Tambur<strong>in</strong>i ha ricordato il ruolo<br />
dell'AIB nella costituzione del "tavolo anticrisi", e ha rivendicato il<br />
ruolo dell’<strong>Associazione</strong> nella modernizzazione del territorio di<br />
riferimento, lungo quel "filo rosso" ben s<strong>in</strong>tetizzato dal<strong>le</strong> piattaforme<br />
programmatiche lanciate da via Cefalonia alla vigilia del r<strong>in</strong>novo dei<br />
vertici <strong>in</strong> Loggia. "In quel<strong>le</strong> pag<strong>in</strong>e, pubblicate sulla stampa loca<strong>le</strong><br />
e raccolte <strong>in</strong> uno specifico dossier - ha spiegato Tambur<strong>in</strong>i - abbiamo<br />
condensato <strong>le</strong> nostre proposte <strong>in</strong> materia di energia, di <strong>in</strong>frastrutture,<br />
di <strong>in</strong>novazione, di formazione, di lavoro, di semplificazione<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
amm<strong>in</strong>istrativa, di promozione e<br />
<strong>in</strong>ternazionalizzazione, di politica fisca<strong>le</strong>,<br />
di ambiente". Un filo rosso che va<br />
dall'energia nuc<strong>le</strong>are alla Brebemi f<strong>in</strong>o al<br />
raccordo autostrada<strong>le</strong> della Valtrompia,<br />
e soprattutto all'aeroporto di Montichiari,<br />
per il qua<strong>le</strong>, ha ricordato Tambur<strong>in</strong>i, gli<br />
imprenditori bresciani non si sono limitati<br />
a chiedere a paro<strong>le</strong> lo sviluppo, ma "hanno<br />
trovato la forza e la determ<strong>in</strong>azione di<br />
scendere direttamente <strong>in</strong> campo con<br />
proprie risorse, con un proprio piano<br />
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong>, con una propria strategia, per<br />
chiedere la concessione per la gestione<br />
autonoma dell'aeroporto bresciano".<br />
La stessa determ<strong>in</strong>azione che, a questo<br />
punto, ha sottol<strong>in</strong>eato Dal<strong>le</strong>ra, impone<br />
all'imprenditore bresciano di "non gettare<br />
la spugna, o abdicare al nostro dovere di<br />
cont<strong>in</strong>uare a resistere e a lottare. Ma, come<br />
abbiamo avuto modo di ripetere nel corso<br />
di questi mesi, non possiamo essere lasciati<br />
soli: abbiamo bisogno di essere considerati<br />
per ciò che siamo e per ciò che abbiamo<br />
realizzato nella storia più o meno recente<br />
del nostro Paese".<br />
Per il presidente, però, gli imprenditori<br />
bresciani hanno anche il dovere di<br />
LUGLIO 2009 57
cambiare, "dobbiamo saperci <strong>in</strong>novare - ha detto - re<strong>in</strong>vestire nell'etica,<br />
nella nostra cultura imprenditoria<strong>le</strong>, nel rapporto con <strong>le</strong> istituzioni<br />
e con <strong>le</strong> organizzazioni s<strong>in</strong>dacali. Un’<strong>in</strong>novazione nel comportamento<br />
- ha aggiunto - del nostro essere uom<strong>in</strong>i fra gli uom<strong>in</strong>i, del nostro<br />
essere anche soggetti responsabili dello sviluppo della comunità<br />
economica e socia<strong>le</strong> <strong>in</strong> cui viviamo".<br />
Sul tema della formazione, <strong>in</strong> particolare, il presidente ha affermato<br />
di vo<strong>le</strong>re "non solo cont<strong>in</strong>uare sulla strada già percorsa dagli altri<br />
presidenti, ma rafforzare, se possibi<strong>le</strong>, il ruolo di AIB. Resto conv<strong>in</strong>to<br />
del fatto che la formazione, sempre più qualificata, dei nostri giovaniha<br />
detto - sia la più importante forma e pratica di <strong>in</strong>vestimento a<br />
cui dobbiamo tendere per <strong>in</strong>nalzare il livello di qualità, e qu<strong>in</strong>di di<br />
competitività, non solo del sistema economico, ma anche dell'<strong>in</strong>tera<br />
struttura socia<strong>le</strong>, della pubblica amm<strong>in</strong>istrazione e del mondo del<strong>le</strong><br />
professioni. L'<strong>in</strong>dustria - ha proseguito il presidente - ha bisogno di<br />
tecnici e di operai specializzati, di <strong>in</strong>gegneri, di laureati <strong>in</strong> economia<br />
e commercio che conoscano prodotti f<strong>in</strong>anziari sempre più sofisticati,<br />
di matematici, di fisici, di <strong>in</strong>formatici. Abbiamo bisogno di tecnici<br />
dei materiali che conoscano <strong>le</strong> l<strong>in</strong>gue, che abbiano la valigia <strong>in</strong> mano,<br />
pronti ad andare dove si apre il mercato e ad affrontarlo. Questo <strong>le</strong><br />
nostre imprese domandano alla scuola, all'università, e qu<strong>in</strong>di alla<br />
politica".<br />
Un capitolo importante del discorso di <strong>in</strong>sediamento di Dal<strong>le</strong>ra<br />
è stato <strong>in</strong>f<strong>in</strong>e dedicato al<strong>le</strong> relazioni s<strong>in</strong>dacali, tema che il neopresidente<br />
ha seguito qua<strong>le</strong> vicepresidente di Tambur<strong>in</strong>i e ai tavoli nazionali<br />
qua<strong>le</strong> vicepresidente di Federmeccanica. Dal<strong>le</strong>ra ha parlato di<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
"scommessa" a proposito dei recenti<br />
accordi firmati (senza la Cgil) sulla riforma<br />
del contratto, ricordando a <strong>tutti</strong> "che<br />
retribuzioni più e<strong>le</strong>vate saranno possibili<br />
solo migliorando l'efficienza, la redditività,<br />
la produttività e la competitività del<strong>le</strong><br />
aziende. Perché è nell’efficienza del<br />
manifatturiero - ha aggiunto - che vanno<br />
ricercati i mezzi per rimettere <strong>in</strong> equilibrio<br />
l’economia. Dobbiamo farci carico di<br />
proporre un nuovo progetto per la ripresa<br />
produttiva del<strong>le</strong> fabbriche, un progetto<br />
con cui affrontare i prob<strong>le</strong>mi del costo<br />
del lavoro e della produttività, del<strong>le</strong> ore<br />
lavorate e della f<strong>le</strong>ssibilità, dell’utilizzo<br />
degli impianti e della conflittualità,<br />
dell’assenteismo e della disaffezione al<br />
lavoro. Un progetto che - ha s<strong>in</strong>tetizzato<br />
Dal<strong>le</strong>ra <strong>in</strong>terpretando il pensiero di gran<br />
parte degli imprenditori <strong>in</strong> sala - possa<br />
f<strong>in</strong>almente ridare slancio alla volontà di<br />
<strong>in</strong>traprendere».<br />
(*) Giornalista “Il So<strong>le</strong> 24 Ore”<br />
LUGLIO 2009 59
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
Marcegaglia, quattro priorità assolute:<br />
credito, pace socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />
Rego<strong>le</strong> per i mercati, lavoro, professionalità, specializzazione e capacità di guardare oltre il breve<br />
term<strong>in</strong>e saranno i nuovi motori della crescita secondo la presidente di Conf<strong>in</strong>dustria<br />
A<strong>le</strong>ssandro Cheula*<br />
C’è una costante nella più che secolare vicenda della Conf<strong>in</strong>dustria:<br />
la sua ost<strong>in</strong>ata unità, al di là degli avvicendamenti politici e istituzionali.<br />
La Conf<strong>in</strong>dustria italiana è sempre rimasta unita, al di sopra della<br />
dia<strong>le</strong>ttica <strong>in</strong>terna e dei differenti gruppi di <strong>in</strong>teresse che ne costituiscono<br />
la struttura associativa e organizzativa. In ogni momento della sua<br />
storia, <strong>in</strong> ogni svolta «epoca<strong>le</strong>», sia politica che istituziona<strong>le</strong>, sia di<br />
cultura che di costume - si veda la<br />
«rifondazione» del dopoguerra con<br />
Angelo Costa, la «svolta» riformista<br />
del ’68 col «Rapporto Pirelli», la<br />
parentesi «tecnica» con la presidenza<br />
di Guido Carli, l’agreement con<br />
Luciano Lama sulla scala mobi<strong>le</strong> ai<br />
tempi della presidenza di Gianni<br />
Agnelli, il ritorno alla centralità<br />
dell’impresa con Luigi Lucch<strong>in</strong>i -<br />
Conf<strong>in</strong>dustria ha sempre trovato<br />
l’unità attraverso la mediazione del<strong>le</strong><br />
diversità al suo <strong>in</strong>terno. Si dirà che<br />
la conciliazione degli <strong>in</strong>teressi è più<br />
faci<strong>le</strong> della composizione degli ideali,<br />
ma non basta. Poichè se gli <strong>in</strong>teressi<br />
senza valori sono miopi, i valori senza <strong>in</strong>teressi sono presbiti. Gli uni<br />
e gli altri, per garantire l’unità di <strong>in</strong>tenti di cui si parlava <strong>in</strong> premessa,<br />
60<br />
devono andare di pari passo: uniti sono<br />
v<strong>in</strong>centi, divisi sono perdenti.<br />
Le quattro priorità.<br />
Emma Marcegaglia è, <strong>in</strong> ord<strong>in</strong>e di<br />
tempo, l’ultima conferma di ta<strong>le</strong> filosofia.<br />
Non tanto perchè è stata<br />
e<strong>le</strong>tta con un p<strong>le</strong>biscito di<br />
consensi pressoché<br />
unanime, quanto perchè<br />
è riuscita nella non faci<strong>le</strong><br />
impresa di garantire unità<br />
d’<strong>in</strong>tenti e coesione<br />
rappresentativa anche <strong>in</strong><br />
tempi di crisi come quelli<br />
che stiamo attraversando.<br />
Lo si è visto <strong>in</strong> occasione<br />
dell’assemb<strong>le</strong>a annua<strong>le</strong><br />
dell’<strong>Associazione</strong><br />
Industria<strong>le</strong> Bresciana.<br />
Quattro <strong>le</strong> «priorità<br />
assolute», tra i numerosi<br />
temi affrontati <strong>in</strong> quella sede dalla<br />
presidente della maggiore organizzazione
<strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> italiana. Il credito al<strong>le</strong> imprese, con un appello quasi<br />
accorato a Corrado Faissola, il presidente dell’ABI presente <strong>in</strong> sala,<br />
a non far mancare «l’ossigeno all’economia»; la pace socia<strong>le</strong>, con un<br />
auspicio alla Cgil - «s<strong>in</strong>dacato di gente seria, una grande forza socia<strong>le</strong><br />
che rispettiamo e apprezziamo, pur nella libertà di critica» - a farsi<br />
carico della coesione socia<strong>le</strong> tornando al tavolo della trattativa sulla<br />
riforma della contrattazione; scuola e formazione, con un elogio alla<br />
m<strong>in</strong>istra Gelm<strong>in</strong>i («bresciana come voi») e <strong>in</strong>sieme un appello a fare<br />
di più. Inf<strong>in</strong>e l’energia, con un esplicito r<strong>in</strong>graziamento a Brescia e<br />
al presidente di Federacciai,<br />
Giuseppe Pas<strong>in</strong>i («anche lui<br />
bresciano») per aver posto tra i<br />
primi il tema del ritorno al<br />
nuc<strong>le</strong>are.<br />
Elaborazione e comunicazione.<br />
Fair play e determ<strong>in</strong>azione.<br />
Gr<strong>in</strong>ta e glamour. Ragione e<br />
passione. Orgoglio e decisione.<br />
Emma Marcegaglia, chiudendo<br />
nel tardo pomeriggio l’affollata<br />
assemb<strong>le</strong>a dell’Aib, è stata ancora<br />
una volta la conferma che la<br />
borghesia produttiva, quando è<br />
davvero ta<strong>le</strong>, è anche<br />
oggettivamente propulsiva e<br />
progressiva, come deve essere chi<br />
vuo<strong>le</strong> farsi carico dell’<strong>in</strong>teresse<br />
genera<strong>le</strong>. Un discorso, quello della<br />
presidente di Conf<strong>in</strong>dustria, ad<br />
alta <strong>in</strong>tensità concettua<strong>le</strong> (ha<br />
toccato <strong>tutti</strong> i temi dell’agenda<br />
socioeconomica) ed e<strong>le</strong>vata densità comunicaziona<strong>le</strong> (ha saputo<br />
comunicare col pubblico toccando <strong>le</strong> corde giuste, trasmettendo<br />
mozioni ed emozioni senza mai scadere nella retorica demagogica,<br />
nell’enfasi discorsiva o nel compiacimento autoreferenzia<strong>le</strong>).<br />
Meritatissima, dunque, la lunga ovazione di una platea, gli imprenditori<br />
bresciani, non avvezzi ai facili entusiasmi.<br />
L’impresa al tempo della crisi.<br />
«Il peggio è al<strong>le</strong> spal<strong>le</strong> - ha esordito Marcegaglia - ma la crisi non<br />
è f<strong>in</strong>ita, il percorso sarà lungo, doloroso e diffici<strong>le</strong>». Che fare per<br />
<strong>in</strong>tercettare la prossima ripresa? «Nuove rego<strong>le</strong> della f<strong>in</strong>anza - ha<br />
proseguito la presidente di Conf<strong>in</strong>dustria - ma evitando gli eccessi<br />
prociclici di Basi<strong>le</strong>a 2 e sopratutto esortando banche e banchieri a<br />
tornare al loro mestiere di sostegno al sistema economico». Al secondo<br />
posto l’Europa, per la qua<strong>le</strong> serve più coord<strong>in</strong>amento e più coesione<br />
(«noi siamo per un’Europa forte»); il rapporto Stato-mercato («dopo<br />
la crisi non si deve tornare al primato dello Stato ma deve restare la<br />
centralità del mercato»). Quali i nuovi motori della crescita? Le<br />
rego<strong>le</strong>, il lavoro, la professionalità, la specializzazione. Gestire<br />
l’emergenza ma guardando oltre il breve term<strong>in</strong>e. A questo punto la<br />
relatrice ha ricordato una del<strong>le</strong> tre «priorità assolute» citate <strong>in</strong> premessa:<br />
il credito alla imprese. «A te Corrado (Faissola, ndr) chiedo di fare<br />
SPECIALE ASSEMBLEE<br />
tutto il possibi<strong>le</strong>, tutto quanto è <strong>in</strong> tuo<br />
potere aff<strong>in</strong>ché <strong>le</strong> banche non facciano<br />
mancare l’ossigeno al<strong>le</strong> aziende». Col<strong>le</strong>gata<br />
al prob<strong>le</strong>ma della liquidità la «vergogna<br />
naziona<strong>le</strong>» dei 70-80 miliardi di crediti<br />
del<strong>le</strong> imprese verso la Pubblica<br />
Amm<strong>in</strong>istrazione.<br />
Investimenti, <strong>in</strong>frastrutture, riforme.<br />
Marcegaglia è stata tassativa<br />
sull’esigenza di «aprire<br />
subito i cantieri». Moratoria<br />
ai licenziamenti? «Noi lo<br />
stiamo già facendo, più che<br />
appelli astratti chiediamo<br />
l’allungamento della Cig<br />
ord<strong>in</strong>aria». Partecipazione<br />
dei lavoratori? «Nessun<br />
pregiudizio ideologico, ma<br />
occorre un s<strong>in</strong>dacato meno<br />
conflittua<strong>le</strong>». L’ospite ha<br />
<strong>in</strong>serito a questo punto,<br />
dopo l’omaggio ad Aldo<br />
Bonomi, vicepresidente per<br />
i distretti <strong>in</strong>dustriali, un<br />
s<strong>in</strong>cero tributo a Bombassei,<br />
vicepresidente di<br />
Conf<strong>in</strong>dustria per i rapporti<br />
s<strong>in</strong>dacali, con il qua<strong>le</strong><br />
«siamo andati avanti sulla<br />
riforma della contrattazione<br />
nonostante l’opposizione<br />
della Cgil».<br />
Concludendo, Marcegaglia ha<br />
ricordato tre priorità contro la crisi.<br />
«Rendere operativi i provvedimenti già<br />
presi; detassazione degli utili re<strong>in</strong>vestiti e<br />
sgravi fiscali a chi <strong>in</strong>veste; subito <strong>le</strong> grandi<br />
riforme che servono al Paese come il taglio<br />
degli enti <strong>in</strong>utili e <strong>le</strong> liberalizzazioni».<br />
L’appello f<strong>in</strong>a<strong>le</strong>, non retorico ma<br />
autentico come tutto il tono del suo<br />
<strong>in</strong>tervento, la signora Marcegaglia l’ha<br />
dedicato a un concetto semplice e chiaro.<br />
«Dalla crisi si esce <strong>tutti</strong> <strong>in</strong>sieme», ha detto<br />
rivolta a Giancarlo Dal<strong>le</strong>ra, neopresidente<br />
dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana,<br />
che <strong>in</strong> chiusura del suo discorso di<br />
<strong>in</strong>sediamento aveva esortato a guardare<br />
la crisi col «realismo dell’<strong>in</strong>telligenza» ma<br />
reagendo nel contempo con «l’ottimismo<br />
della volontà».<br />
14<br />
(*) Giornalista “Giorna<strong>le</strong> di Brescia”<br />
LUGLIO 2009 61
L’<strong>in</strong>dustria<br />
bresciana settore<br />
per settore<br />
I settori<br />
64<br />
Produttività e solidità<br />
gli “asset” del<strong>le</strong> fonderie di metalli<br />
<strong>le</strong>ggeri e non ferrosi
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Produttività e solidità gli “asset”<br />
del<strong>le</strong> fonderie di metalli <strong>le</strong>ggeri e non ferrosi<br />
Davide Fedregh<strong>in</strong>i*<br />
Le caratteristiche strutturali del settore<br />
Le fonderie di metalli <strong>le</strong>ggeri e altri metalli non ferrosi ricoprono<br />
un ruolo sempre più importante nell’<strong>in</strong>dustria metallurgica, grazie<br />
alla forte <strong>in</strong>tegrazione con il settore meccanico e con quello del<strong>le</strong><br />
costruzioni, che rappresentano i “motori” della nostra economia.<br />
Le imprese del settore a livello naziona<strong>le</strong> sono oltre 1.200 e<br />
occupano circa 21.400 addetti.<br />
La prov<strong>in</strong>cia di Brescia è il polo più importante a livello italiano,<br />
grazie a una quota del 28% degli<br />
addetti e del 21% del<strong>le</strong> imprese, seguita<br />
dal<strong>le</strong> prov<strong>in</strong>ce di Milano, Tor<strong>in</strong>o,<br />
Bergamo, Vicenza e Varese. Si tratta<br />
di un settore caratterizzato qu<strong>in</strong>di da<br />
una forte concentrazione: non solo <strong>le</strong><br />
prime due prov<strong>in</strong>ce per importanza<br />
contribuiscono per quasi il 40% degli<br />
addetti, ma vi è anche una marcata<br />
specializzazione geografica, dato che<br />
i pr<strong>in</strong>cipali operatori del comparto<br />
sono localizzati nel settentrione del<br />
nostro Paese e per lo più lungo l’asse<br />
Tor<strong>in</strong>o-Venezia.<br />
Per quanto riguarda la dimensione<br />
azienda<strong>le</strong>, <strong>le</strong> micro imprese (sotto i 10<br />
dipendenti) sono quasi il 60% del tota<strong>le</strong>, ma poco meno del 15% dal<br />
punto di vista degli occupati; <strong>le</strong> picco<strong>le</strong> imprese rappresentano il 33%<br />
64<br />
del tota<strong>le</strong> e la corrispondente quota degli<br />
addetti è pari al 40%; <strong>le</strong> medie imprese<br />
sono soltanto il 6%, ma <strong>in</strong> term<strong>in</strong>i<br />
occupazionali contano per quasi il 34%;<br />
<strong>in</strong>f<strong>in</strong>e, <strong>le</strong> grandi imprese non sono neanche<br />
l’1% dell’universo, ma con riferimento agli<br />
addetti pesano per il 12%.<br />
Dal punto di vista della forma giuridica,<br />
<strong>le</strong> società di capitali<br />
detengono una quota del<br />
41% del<strong>le</strong> imprese e del<br />
75% degli occupati.<br />
Considerevo<strong>le</strong> è la presenza<br />
di forme societarie più<br />
semplici, come l’impresa<br />
<strong>in</strong>dividua<strong>le</strong> (circa 18%) e<br />
la società di persone<br />
(40%), ma è limitato a un<br />
comp<strong>le</strong>ssivo 25% il loro<br />
peso dal punto di vista<br />
occupaziona<strong>le</strong>.<br />
Significativa è la<br />
presenza di imprese<br />
artigiane (58% circa del<strong>le</strong><br />
imprese), ma il loro contributo al tota<strong>le</strong><br />
degli occupati non raggiunge il 25%.
Tabella 1 – Le dimensioni del settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri<br />
e altri metalli non ferrosi <strong>in</strong> Italia<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Istat, Censimento Industria e<br />
Servizi, 2001.<br />
Per quanto riguarda nello specifico la prov<strong>in</strong>cia di Brescia, il<br />
settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri e di altri metalli non ferrosi<br />
si caratterizza per la presenza di alcuni fra i pr<strong>in</strong>cipali operatori a<br />
livello naziona<strong>le</strong>. La dimensione media azienda<strong>le</strong> (23 addetti) è <strong>in</strong>fatti<br />
superiore alla media naziona<strong>le</strong> (17); maggiore risulta <strong>in</strong>oltre l’<strong>in</strong>cidenza<br />
della grande impresa (16% per quanto riguarda gli addetti) e più<br />
limitata è la quota di occupati nel<strong>le</strong> micro imprese (poco meno del<br />
10%).<br />
Dal punto di vista della stratificazione per forma societaria emerge<br />
una maggiore <strong>in</strong>cidenza del<strong>le</strong> società di capitali (48% del<strong>le</strong> imprese)<br />
e del<strong>le</strong> società di persone (44%) rispetto al dato naziona<strong>le</strong> e un<br />
contestua<strong>le</strong> m<strong>in</strong>ore peso dell’impresa <strong>in</strong>dividua<strong>le</strong> (poco meno 8%<br />
contro il 18% tota<strong>le</strong>).<br />
La quota del<strong>le</strong> imprese artigiane e dei relativi addetti è <strong>in</strong>vece <strong>in</strong><br />
l<strong>in</strong>ea con la media italiana.<br />
Tabella 2 – Le dimensioni del settore della fusione di metalli <strong>le</strong>ggeri<br />
e altri metalli non ferrosi <strong>in</strong> prov<strong>in</strong>cia di Brescia<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Istat, Censimento Industria e<br />
Servizi, 2001<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Il campione di analisi<br />
L’analisi della d<strong>in</strong>amica economica e<br />
f<strong>in</strong>anziaria del<strong>le</strong> imprese del settore<br />
riguarda un campione di 165 società di<br />
capitali (di cui 46 con sede <strong>in</strong> prov<strong>in</strong>cia<br />
di Brescia) per <strong>le</strong> quali è stato possibi<strong>le</strong><br />
recuperare i bilanci relativi al periodo<br />
2005-2007. Il tasso di copertura<br />
dell’universo del<strong>le</strong> società di capitali è<br />
significativo, <strong>in</strong> quanto il campione<br />
rappresenta il 35,94% del<strong>le</strong> imprese con<br />
sede nella nostra prov<strong>in</strong>cia e il 32,16%<br />
di quel<strong>le</strong> nazionali.<br />
Nel periodo considerato, <strong>le</strong> imprese<br />
del settore hanno registrato una notevo<strong>le</strong><br />
crescita del fatturato, dovuta non tanto<br />
all’aumento del volume degli affari, ma<br />
al forte <strong>in</strong>cremento del prezzo del<strong>le</strong><br />
materie prime. Per il campione naziona<strong>le</strong>,<br />
<strong>le</strong> vendite sono passate da 2,4 miliardi di<br />
euro del 2005 a 3,1 del 2007; <strong>in</strong> ambito<br />
bresciano si è passati dai 717 milioni di<br />
euro del 2005 ai 1.040 milioni del 2007.<br />
Ta<strong>le</strong> risultato è stato conseguito, come si<br />
vedrà di seguito, migliorando marg<strong>in</strong>i<br />
sul<strong>le</strong> vendite: l’uti<strong>le</strong> netto aggregato è<br />
<strong>in</strong>fatti cresciuto ribaltando nel 2007 i<br />
valori negativi riscontrati nel biennio<br />
precedente. Per <strong>le</strong> imprese bresciane l’uti<strong>le</strong><br />
si è <strong>in</strong>crementato di circa il 400% dal<br />
2005 al 2007, mettendo a segno una<br />
performance assolutamente ri<strong>le</strong>vante.<br />
La redditività<br />
Riguardo a ta<strong>le</strong> aspetto, <strong>le</strong> imprese del<br />
settore presentano un andamento<br />
estremamente diversificato. Da una parte<br />
è possibi<strong>le</strong> <strong>in</strong>dividuare il cluster del<br />
sottocampione bresciano, caratterizzato<br />
da buoni valori degli <strong>in</strong>dicatori di<br />
redditività; dall’altra troviamo gli operatori<br />
nazionali, che evidenziano <strong>in</strong>dici il più<br />
del<strong>le</strong> volte assolutamente <strong>in</strong>sufficienti. In<br />
altre paro<strong>le</strong>, <strong>le</strong> imprese della nostra<br />
prov<strong>in</strong>cia si caratterizzano per una<br />
redditività positiva, crescente e<br />
ampiamente superiore alla media<br />
naziona<strong>le</strong>.<br />
Nello specifico, la redditività del<br />
capita<strong>le</strong> proprio (misurata dal ROE,<br />
Return On Equity) nel 2007 ha<br />
consolidato il<br />
14<br />
balzo realizzato nel 2006 e<br />
si è attestata su valori di tutto rilievo,<br />
nettamente superiori sia rispetto ai tassi<br />
LUGLIO 2009 65
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Tabella 3 – Alcuni s<strong>in</strong>tetici dati d bilancio<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
no risk percepibili <strong>in</strong> <strong>in</strong>vestimenti potenzialmente alternativi, sia nei<br />
confronti dei valori che lo stesso <strong>in</strong>dice assume relativamente agli<br />
operatori non bresciani; <strong>in</strong> questo caso la d<strong>in</strong>amica del ROE risulta<br />
<strong>in</strong> forte crescita, ma i valori riscontrati nel 2005 e nel 2006 sono<br />
ampiamente <strong>in</strong>feriori a zero e quello registrato nel 2007 è positivo,<br />
ma comunque tutt’altro che esaltante.<br />
Paral<strong>le</strong>lamente alla redditività netta, anche quella operativa<br />
(misurata dal ROA – Return On Asset) evidenzia, per il campione<br />
bresciano, una d<strong>in</strong>amica positiva e nettamente superiore rispetto alla<br />
media naziona<strong>le</strong>.<br />
Ta<strong>le</strong> differenzia<strong>le</strong> di performance trova spiegazione nei maggiori<br />
valori del ROS (Return On Sa<strong>le</strong>s, <strong>in</strong>dicatore della redditività del<strong>le</strong><br />
vendite) e della Rotazione del Capita<strong>le</strong> Investito (proxy della<br />
Tabella 4 – La redditività<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
66<br />
produttività del capita<strong>le</strong>). Riguardo a<br />
questi <strong>in</strong>dicatori, gli <strong>in</strong>dici del<strong>le</strong> imprese<br />
bresciane non risultano straord<strong>in</strong>ari, ma<br />
comunque significativamente e<br />
costantemente migliori rispetto a quel<strong>le</strong><br />
con sede fuori dalla nostra prov<strong>in</strong>cia.<br />
Inf<strong>in</strong>e, l’<strong>in</strong>dice Ebitda marg<strong>in</strong> presenta<br />
valori piuttosto omogenei sia <strong>in</strong> ambito<br />
tempora<strong>le</strong> sia <strong>in</strong> quello territoria<strong>le</strong>, anche<br />
se cont<strong>in</strong>ua a essere evidente la migliore<br />
performance del<strong>le</strong> imprese bresciane.<br />
La struttura e la solidità f<strong>in</strong>anziaria<br />
Gli <strong>in</strong>dici relativi alla struttura e alla<br />
solidità f<strong>in</strong>anziaria mostrano un sufficiente<br />
grado di capitalizzazione del<strong>le</strong> imprese<br />
bresciane: essa risulta costantemente<br />
superiore, per <strong>tutti</strong> gli <strong>in</strong>dicatori analizzati,<br />
rispetto al<strong>le</strong> imprese italiane.<br />
In dettaglio, l’Indice di <strong>in</strong>dipendenza<br />
f<strong>in</strong>anziaria del<strong>le</strong> imprese locali si è<br />
mantenuto nel triennio 2005-2007 su<br />
valori <strong>in</strong>torno al 30%, circa 3 punti <strong>in</strong><br />
più della media naziona<strong>le</strong>.<br />
Sempre per quanto riguarda il<br />
campione bresciano, l’Indice di struttura<br />
primario e secondario confermano il<br />
sufficiente livello di capitalizzazione<br />
precedentemente evidenziato. Per quanto<br />
riguarda <strong>le</strong> imprese al di fuori della nostra<br />
prov<strong>in</strong>cia, tali <strong>in</strong>dici mettono <strong>in</strong>vece <strong>in</strong><br />
evidenza l’<strong>in</strong>capacità dei mezzi propri e<br />
dei debiti a lungo term<strong>in</strong>e di “coprire” <strong>le</strong><br />
immobilizzazioni; ciò è dovuto non solo<br />
al già citato <strong>in</strong>feriore grado di<br />
patrimonializzazione, ma anche alla<br />
m<strong>in</strong>ore f<strong>le</strong>ssibilità dell’attivo e alla<br />
contestua<strong>le</strong> maggiore <strong>in</strong>cidenza del<strong>le</strong><br />
immobilizzazioni.<br />
Le imprese del campione bresciano si<br />
caratterizzano, <strong>in</strong>oltre, per una struttura<br />
debitoria <strong>in</strong> cui la componente a breve è<br />
piuttosto e<strong>le</strong>vata, ma costantemente<br />
<strong>in</strong>feriore rispetto alla media naziona<strong>le</strong>;<br />
nettamente maggiore risulta <strong>in</strong>vece il<br />
ricorso ai debiti di natura bancaria, nel<br />
caso bresciano di poco <strong>in</strong>feriori al 40%<br />
rispetto a valori <strong>in</strong>torno al 30% per quanto<br />
riguarda <strong>le</strong> altre prov<strong>in</strong>ce.<br />
Tuttavia la maggiore esposizione verso<br />
gli istituti di credito non sembra destare<br />
eccessive preoccupazioni: l’<strong>in</strong>dice Debiti<br />
verso <strong>le</strong> banche / Fatturato appare <strong>in</strong>fatti<br />
sotto controllo, anche grazie alla forte
Tabella 5 – La struttura e la solidità f<strong>in</strong>anziaria<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
crescita del denom<strong>in</strong>atore nel periodo considerato. Tuttavia ta<strong>le</strong><br />
<strong>in</strong>dice potrebbe subire un <strong>in</strong>cremento a causa della recessione che<br />
si prevede durerà tutto il biennio 2008-2009 e che provocherà una<br />
dim<strong>in</strong>uzione del valore del<strong>le</strong> vendite.<br />
Il relativamente maggiore peso dei debiti bancari sul tota<strong>le</strong> del<strong>le</strong><br />
fonti di terzi non si è tradotto per <strong>le</strong> imprese bresciane <strong>in</strong> maggiori<br />
oneri f<strong>in</strong>anziari sul fatturato. Questi risultano anzi sensibilmente<br />
Tabella 6 – La scomposizione della <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
<strong>in</strong>feriori alla media naziona<strong>le</strong> e stabili su<br />
valori di sostanzia<strong>le</strong> tranquillità.<br />
Coerente col quadro sopra descritto<br />
è l’andamento dell’<strong>in</strong>dice Interest<br />
coverage: <strong>le</strong> imprese bresciane evidenziano<br />
un ottimo equilibrio fra Reddito operativo<br />
e Oneri f<strong>in</strong>anziari; comunque positivo,<br />
ma molto meno brillante è l’andamento<br />
di ta<strong>le</strong> <strong>in</strong>dicatore per <strong>le</strong> imprese con sede<br />
al di fuori della nostra prov<strong>in</strong>cia, il qua<strong>le</strong><br />
ha assunto nel 2005 un valore solo di<br />
poco maggiore di zero.<br />
La <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria<br />
Il campione bresciano, oltre a essere<br />
maggiormente capitalizzato, risulta più<br />
efficiente della media naziona<strong>le</strong> anche<br />
nell’utilizzo della <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria.<br />
Infatti i valori dell’Effetto semplice di<br />
<strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria, dato dalla differenza fra<br />
il ROI (Return On Investment) e il Costo<br />
apparente del debito (misurato dal<br />
rapporto fra Oneri f<strong>in</strong>anziari e Debiti<br />
f<strong>in</strong>anziari) sono, per gli operatori locali,<br />
sempre positivi e addirittura, per quanto<br />
riguarda l’ultimo biennio, di poco <strong>in</strong>feriori<br />
al 7%. Ciò significa che la redditività<br />
operativa del<strong>le</strong> imprese bresciane del<br />
settore è più che sufficiente a coprire gli<br />
esborsi monetari necessari a remunerare<br />
i prestatori di capita<strong>le</strong> esterni al<strong>le</strong> stesse.<br />
I valori sotto l’unità del Leverage mitigano,<br />
almeno <strong>in</strong> parte, gli effetti che l’Effetto<br />
semplice di <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria produrrebbe<br />
sulla redditività netta.<br />
Si riscontra <strong>in</strong>vece una situazione<br />
nettamente opposta nel caso del<strong>le</strong> imprese<br />
non bresciane: nel triennio 2005-2007<br />
il Costo apparente del debito è<br />
costantemente maggiore del ROI, per cui<br />
la redditività operativa risulta <strong>in</strong>sufficiente<br />
a far fronte al costo del debito; <strong>in</strong> altre<br />
paro<strong>le</strong>, l’<strong>in</strong>debitamento non si traduce <strong>in</strong><br />
ricchezza, ma genera perdite. Ta<strong>le</strong><br />
meccanismo viene accentuato dai valori<br />
del Leverage, non particolarmente e<strong>le</strong>vati,<br />
ma comunque tali da amplificare, anche<br />
se solo <strong>in</strong> m<strong>in</strong>ima parte, questo processo<br />
creatore di disvalore.<br />
La liquidità<br />
La capacità<br />
14<br />
del<strong>le</strong> imprese del settore<br />
di far fronte agli impegni di breve periodo<br />
appare sufficiente, anche se non esaltante.<br />
LUGLIO 2009 67
Frigerio: la vera ripresa? È <strong>le</strong>gata<br />
esclusivamente ai grandi <strong>in</strong>vestimenti<br />
“Ripartiamo da noi stessi” è il messaggio forte e chiaro lanciato dal presidente di Assofond e consigliere<br />
AIB, che agli imprenditori suggerisce di rivedere organizzazione, dimensioni, struttura e comportamenti<br />
di mercato del<strong>le</strong> loro aziende.<br />
Giovanni Arman<strong>in</strong>i*<br />
«Ripartiamo da noi stessi». Un<br />
messaggio forte e chiaro, quello di<br />
Alberto Frigerio, presidente di<br />
Assofond (l’associazione aderente a<br />
Conf<strong>in</strong>dustria che riunisce <strong>le</strong><br />
fonderie), componente e<strong>le</strong>tto nella<br />
Giunta e nel Consiglio direttivo AIB<br />
e presidente del<strong>le</strong> Fonderie di<br />
Torbo<strong>le</strong>.<br />
Nessuna richiesta particolare di<br />
<strong>in</strong>tervento pubblico, anche se f<strong>in</strong><br />
qui <strong>le</strong> misure (ma è op<strong>in</strong>ione<br />
condivisa da più parti) sono<br />
assolutamente <strong>in</strong>utili, nessun alibi,<br />
se non la motivata preoccupazione<br />
di una situazione di rapporti bancaimpresa<br />
oltremodo penalizzante.<br />
Frigerio suggerisce agli imprenditori<br />
di ripartire da se stessi, rivedere <strong>le</strong> loro<br />
organizzazioni, <strong>le</strong> dimensioni, <strong>le</strong><br />
strutture, il modo di stare sul mercato.<br />
Come a dire, <strong>in</strong>direttamente, che<br />
anche nella crisi più drammatica del<br />
nuovo mil<strong>le</strong>nnio l’arte di saper trovare<br />
autonomamente soluzioni rimane la<br />
migliore a cui uniformarsi.<br />
Una questione di gap<br />
Per il presidente Assofond sarà<br />
fondamenta<strong>le</strong>: «ragionare sul<strong>le</strong><br />
dimensioni aziendali. Era il<br />
prob<strong>le</strong>ma prioritario un anno fa,<br />
alla vigilia della crisi. È rimasto il<br />
pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> e<strong>le</strong>mento con cui<br />
confrontarsi, anche perchè la<br />
riduzione del volume d’affari non<br />
può essere contrastata con <strong>le</strong> armi<br />
consuete: produzione, qualità,<br />
<strong>in</strong>vestimenti, occupazione. Si sono<br />
<strong>in</strong>vertite molte situazioni e sul<br />
campo bisognerà lasciare il numero<br />
m<strong>in</strong>ore di morti possibi<strong>le</strong>».<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Limitare i danni, qu<strong>in</strong>di, ma non<br />
solo: «È fondamenta<strong>le</strong> fare questo<br />
passo - cont<strong>in</strong>ua Frigerio - anche se<br />
spesso è lontano dalla nostra<br />
mentalità. Sono segnali di<br />
cambiamento da dare al mercato<br />
assolutamente decisivi, lo potrebbero<br />
essere anche nel rapporto con <strong>le</strong><br />
banche». La <strong>le</strong>va f<strong>in</strong>anziaria del resto<br />
cont<strong>in</strong>ua ad essere quella che<br />
drammaticamente condiziona<br />
maggiormente la capacità del<strong>le</strong><br />
imprese di affrontare la crisi: «Ci<br />
troviamo davanti ad un paradosso:<br />
va <strong>in</strong> difficoltà chi f<strong>in</strong>o a questo<br />
momento ha <strong>in</strong>vestito mettendo <strong>in</strong><br />
moto un circolo vizioso. Le mutate<br />
condizioni rendono davvero diffici<strong>le</strong><br />
la conciliazione fra <strong>le</strong> difficoltà di<br />
fatturato e gli oneri f<strong>in</strong>anziari».<br />
L’orizzonte tuttavia si presenta meno<br />
o<strong>scuro</strong> di quel che si potrebbe<br />
pensare. «Chi è col<strong>le</strong>gato<br />
all’automotive, nel nostro settore,<br />
sta avendo un segna<strong>le</strong> importante<br />
di ripresa. Si tratta di un ambito che<br />
sta costituendo un’eccezione: la<br />
ripresa c’è. C’è grossissima difficoltà<br />
<strong>in</strong> term<strong>in</strong>i di risultati sul 2009, ma<br />
l’automotive ha dimostrato la sua<br />
forza politica ottenendo<br />
f<strong>in</strong>anziamenti. Siamo al 75-80% del<br />
fatturato su base annua, molto<br />
meglio di chi sta viaggiando anche<br />
sotto il 50%». Segnali spesso<br />
discordanti e difficili da <strong>in</strong>terpretare:<br />
«La preoccupazione di <strong>tutti</strong> è che<br />
alcune ipotesi di ripresa <strong>in</strong> realtà<br />
non abbiano tenuta, ma allo stesso<br />
momento è vero che i magazz<strong>in</strong>i dei<br />
clienti sono ormai vuoti e l’effetto<br />
può essere <strong>in</strong>dotto da questa<br />
situazione».<br />
La ripresa vera?<br />
«È <strong>le</strong>gata esclusivamente ai grandi<br />
<strong>in</strong>vestimenti. Vero è che al contempo<br />
questi devono essere sostenuti da<br />
una situazione favorevo<strong>le</strong>: pagamenti<br />
sicuri e tempi certi <strong>in</strong> primis. È assurdo<br />
che sia lo stesso Stato a mettere <strong>in</strong> crisi<br />
<strong>le</strong> aziende, che alla f<strong>in</strong>e devono<br />
sommare ritardi a ritardi, perchè anche<br />
<strong>le</strong> grandi aziende stanno imponendo<br />
tempi lunghissimi per i pagamenti».<br />
Una situazione <strong>in</strong>tricata <strong>in</strong> cui <strong>le</strong> ultime<br />
politiche <strong>in</strong>dustriali sono quel<strong>le</strong> del<br />
piano Industria 2015 dell’ex m<strong>in</strong>istro<br />
Bersani. «Un quadro che forse<br />
andrebbe ri<strong>le</strong>tto alla luce di quello che<br />
è successo nell’ultimo anno. Un vertice<br />
di tutte <strong>le</strong> parti <strong>in</strong> causa per verificare<br />
gli orientamenti da mettere <strong>in</strong> atto a<br />
livello politico e macroeconomico <strong>in</strong><br />
questa fase mi sembra auspicabi<strong>le</strong>».<br />
(*) Giornalista “Bresciaoggi”
Tabella 7 – La liquidità<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
Per quanto riguarda gli operatori bresciani, il Current Ratio si<br />
attesta su valori <strong>in</strong>torno a 1,30 mentre il Quick Ratio (al netto del<strong>le</strong><br />
Rimanenze) ruota <strong>in</strong>torno a 0,90. La Durata del Ciclo Commercia<strong>le</strong><br />
ha una d<strong>in</strong>amica positiva e assolutamente <strong>in</strong> equilibrio risulta la<br />
gestione comb<strong>in</strong>ata dei crediti verso i clienti e dei debiti verso i<br />
fornitori.<br />
Moderatamente più affannata la situazione della liquidità per <strong>le</strong><br />
imprese con sede al di fuori della nostra prov<strong>in</strong>cia: se i valori del<br />
Quick Ratio appaiono del tutto normali, il Current Ratio presenta<br />
una d<strong>in</strong>amica non particolarmente brillante, sebbene non vi siano<br />
gli estremi per eccessive preoccupazioni. La Durata del Ciclo<br />
Tabella 8 – La produttività<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
Commercia<strong>le</strong>, pur <strong>in</strong> peggioramento nel<br />
triennio 2005-2007, è da ritenersi<br />
comunque più che adeguata.<br />
La produttività<br />
Le imprese bresciane si caratterizzano<br />
per una più e<strong>le</strong>vata produttività rispetto<br />
alla media naziona<strong>le</strong>. I Ricavi pro capite<br />
del<strong>le</strong> imprese locali sono fortemente<br />
cresciuti nel 2006 per poi stabilizzarsi nel<br />
2007 e attestarsi <strong>in</strong>torno ai 400mila euro.<br />
Lo stesso <strong>in</strong>dicatore per <strong>le</strong> imprese non<br />
bresciane presenta valori nettamente<br />
<strong>in</strong>feriori, anche se il trend di crescita non<br />
sembra essersi esaurito nel 2006, anzi è<br />
proseguito anche nel 2007, anno <strong>in</strong> cui<br />
ha raggiunto il valore massimo di 283mila<br />
euro, comunque oltre 100mila euro<br />
<strong>in</strong>feriore al dato bresciano.<br />
La maggiore produttività dei players<br />
bresciani è confermata dall’andamento<br />
del Valore aggiunto pro capite, che nel<br />
triennio considerato ha addirittura<br />
<strong>in</strong>crementato la forbice nei confronti del<strong>le</strong><br />
media naziona<strong>le</strong>.<br />
È opportuno però sottol<strong>in</strong>eare che<br />
l’andamento degli <strong>in</strong>dici di produttività<br />
è stato significativamente <strong>in</strong>fluenzato<br />
dall’aumento dei prezzi del<strong>le</strong> materie<br />
prime, <strong>in</strong> particolare dei metalli.<br />
A conferma di una sorta di “effetto<br />
prezzo”, che ha gonfiato i fatturati ma<br />
non i reali volumi d’affari né la rea<strong>le</strong><br />
produttività degli operatori del comparto,<br />
è il fatto che il Costo del lavoro pro capite<br />
è rimasto <strong>in</strong>variato nel triennio 2005-<br />
2007, su valori fra l’altro <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con la<br />
media del settore metalmeccanico.<br />
L’acce<strong>le</strong>razione dei prezzi del<strong>le</strong> materie<br />
prime rispetto agli altri costi operativi,<br />
quali quelli del lavoro, ha comportato la<br />
riduzione dell’<strong>in</strong>cidenza del costo del<br />
persona<strong>le</strong> sul comp<strong>le</strong>sso dei costi operativi<br />
e il contestua<strong>le</strong> <strong>in</strong>cremento dell’<strong>in</strong>dice<br />
Rendimento dipendenti.<br />
La fiscalità<br />
Per quanto riguarda <strong>le</strong> imprese<br />
bresciane, l’Aliquota media effettiva,<br />
calcolata sul<strong>le</strong> aziende con un Risultato<br />
prima del<strong>le</strong> imposte non <strong>in</strong>feriore a zero,<br />
risulta al 2007<br />
14<br />
di circa sette punti<br />
percentuali superiore rispetto a quella<br />
nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong>, sebbene risulti <strong>in</strong> netto calo<br />
LUGLIO 2009 71
Tabella 9 – La fiscalità<br />
Fonte: elaborazioni Centro Studi AIB su dati Bureau Van Dijk (AIDA).<br />
rispetto ai valori assunti nel biennio precedente. Questi ultimi tuttavia<br />
appaiono eccessivamente e<strong>le</strong>vati, considerando il fatto che <strong>le</strong> logiche<br />
L’INDUSTRIA BRESCIANA / SETTORE PER SETTORE<br />
di calcolo dell’IRAP, pr<strong>in</strong>cipa<strong>le</strong> “imputato”<br />
per la forbice fra aliquota nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong> ed<br />
effettiva, tendono di norma a penalizzare<br />
i processi produttivi a più alta <strong>in</strong>tensità<br />
di lavoro.<br />
Le aliquote effettive per <strong>le</strong> imprese<br />
nazionali presentano un andamento non<br />
del tutto <strong>in</strong> l<strong>in</strong>ea con il campione<br />
bresciano e si caratterizzano per i valori<br />
sensibilmente <strong>in</strong>feriori riscontrati nel 2005<br />
e nel 2007, anno <strong>in</strong> cui l’aliquota effettiva<br />
risulta addirittura <strong>in</strong>feriore a quella<br />
nom<strong>in</strong>a<strong>le</strong>.<br />
(*) Centro Studi AIB<br />
LUGLIO 2009 73
DONNA & IMPRESA<br />
Madda<strong>le</strong>na: figli e lavoro, impresa possibi<strong>le</strong><br />
“Anche <strong>in</strong> Italia una donna deve essere nel<strong>le</strong> condizioni di conciliare famiglia e attività professiona<strong>le</strong>–<br />
spiega Madda<strong>le</strong>na Nocivelli, che nel 2000 ha fondato la S4w<strong>in</strong> -. All’estero è diverso, hanno capito ta<strong>le</strong><br />
necessità. Proprio questo sarà uno degli impegni di AIB Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> Plura<strong>le</strong>”.<br />
Magda Biglia*<br />
Spirito <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>, grande apertura, irruenza, entusiasmo.<br />
Sono <strong>le</strong> cifre che caratterizzano il racconto autobiografico di Madda<strong>le</strong>na<br />
Nocivelli, imprenditrice da d<strong>in</strong>astia ma <strong>in</strong> proprio <strong>in</strong> un settore<br />
<strong>in</strong>novativo. La sua S4w<strong>in</strong>, fondata nel 2000, certificata ISO 9001,<br />
fornisce prodotti e servizi Internet al<strong>le</strong> medie imprese che vogliono<br />
progettare nuove soluzioni di<br />
bus<strong>in</strong>ess.<br />
Proveniente dal market<strong>in</strong>g e<br />
dalla comunicazione, con<br />
esperienze all’estero, Madda<strong>le</strong>na<br />
ha avviato la sua avventura<br />
<strong>in</strong>formatica dando<strong>le</strong> nel tempo<br />
un taglio sempre più tecnologico.<br />
“Un prodotto che sta nella mente<br />
e nella capacità di comunicarlo”.<br />
Fra <strong>le</strong> esperienze non è<br />
mancato il passaggio con il padre<br />
Luigi, scomparso fratello del past<br />
president di Aib Gian Franco<br />
Nocivelli, ma il suo futuro se l’è<br />
voluto costruire da sola. “Con<br />
mio padre ho avuto scontri alla<br />
f<strong>in</strong>e costruttivi ma pesanti, forse<br />
perché gli assomiglio molto”. Da<br />
lui ha appreso la cultura <strong>in</strong>dustria<strong>le</strong> di stampo bresciano, ma anche<br />
“la ricchezza menta<strong>le</strong>, i mil<strong>le</strong> <strong>in</strong>teressi”.<br />
In particolare quello per l’arte. “Abitava<br />
a Verolanuova, erano i tempi della Ocean,<br />
aveva una vera passione per la basilica del<br />
‘600, a cui ha dedicato studi e risorse. È<br />
stato tra i 200 del nuc<strong>le</strong>o<br />
<strong>in</strong>izia<strong>le</strong> del Fai”. Ora la<br />
figlia segue lo stesso<br />
percorso di grande amore<br />
per il mondo dell’arte.<br />
“Anche tramite alcune<br />
amicizie, sono entrata <strong>in</strong><br />
quell’universo così<br />
differente dal nostro, che<br />
mi attira, fa uscire la parte<br />
creativa che ho dentro<br />
nascosta. Con la mamma<br />
stiamo pensando ad un<br />
premio per gli artisti, un<br />
modo per sostenerli e<br />
<strong>in</strong>centivarli”.<br />
Il prologo <strong>in</strong><br />
Università è alla facoltà di<br />
Filosofia alla Cattolica,<br />
“mi è servita a dilatare il pensiero, ad<br />
LUGLIO 2009 75
DONNA & IMPRESA<br />
acquisire un metodo”. “Mi piace andare a fondo, <strong>in</strong>dagare. Avendo<br />
seguito l’<strong>in</strong>dirizzo Mora<strong>le</strong> e del Diritto, avendo dato esami di Legge,<br />
mi è venuta voglia di passare dalla teoria alla prassi e mi sono iscritta<br />
a Giurispudenza”. Il passo successivo è stato un anno e mezzo di<br />
praticantato al Tribuna<strong>le</strong> di Milano. “Lì ho capito che non era la mia<br />
strada, si è spento il sogno di vedermi avvocato civi<strong>le</strong>, <strong>in</strong> campo<br />
commercia<strong>le</strong>. Il mio approccio idealistico, fresco di pag<strong>in</strong>a, si è<br />
scontrato con la realtà quotidiana, con i processi che durano qu<strong>in</strong>dici<br />
anni, con l’arduo dialogo fra avvocati e parte giudiziaria, con il senso<br />
di impotenza, di impossibilità di <strong>in</strong>fluire. Non faceva per una come<br />
me col bisogno di controllo sul<strong>le</strong> cose”. L’aria che si respira <strong>in</strong> una<br />
casa imprenditoria<strong>le</strong> non è <strong>in</strong>nocua.<br />
Dopo sette anni vissuti fuori, <strong>in</strong> Germania soprattutto, dopo<br />
lavori <strong>in</strong> ambito cosmetico, degli e<strong>le</strong>ttrodomestici, del beverage, è<br />
tornata. “Ero partita, pur essendo già sposata, con l’approvazione un<br />
po’ obtorto collo del partner”. È tornata, ha fatto due figli e messo<br />
su un’azienda. Gabrie<strong>le</strong> ha otto anni e Miche<strong>le</strong> quattro. “Sono stata<br />
aiutata, da mio marito Luca bravissimo padre, dai miei collaboratori<br />
che mi accettavano con bamb<strong>in</strong>o al seguito, con <strong>le</strong> pause per<br />
l’allattamento”. Non si spaventava certo per due figli, nata da famiglia<br />
numerosa, <strong>in</strong> cui “si rigava diritto”. “Mio padre era severo e mia<br />
madre, friulana doc, pure. La prima macch<strong>in</strong>a, di seconda mano,<br />
non l’ho avuta ai diciott’anni ma ce l’hanno regalata i miei suoceri<br />
a ventiquattro, quando ci siamo sposati. Noi fratelli non eravamo<br />
viziati ma ho dei ricordi bellissimi. È vita<strong>le</strong> il confronto, impari a<br />
tenere conto degli altri; anche i litigi, ti<br />
preparano alla vita”.<br />
“Ai miei figli dedico sempre il f<strong>in</strong>e<br />
settimana, viaggiamo assieme nel<strong>le</strong><br />
vacanze, li sp<strong>in</strong>go allo sport, uno solo,<br />
bene; sono un po’ tedesca con loro, li<br />
stresso ma li abbraccio tanto”. “Non tutte<br />
<strong>le</strong> lavoratrici madri hanno la mia fortuna.<br />
È fondamenta<strong>le</strong> che il sistema consenta<br />
ad una donna di portare avanti serena <strong>le</strong><br />
due esperienze, il lavoro e la famiglia.<br />
Occorre trovare un modo di conciliazione,<br />
con un distacco dall’occupazione meno<br />
lungo ma con supporti adeguati. Fra i<br />
miei dieci dipendenti, ci sono quattro<br />
donne: al momento spero che si trovi una<br />
soluzione. All’estero è diverso, hanno<br />
capito la necessità di sostegni alla<br />
maternità che non priv<strong>in</strong>o l’economia di<br />
un apporto prezioso e la nazione del<strong>le</strong><br />
necessarie nascite. Quando stavo <strong>in</strong><br />
Germania, al sabato matt<strong>in</strong>a si vedevano<br />
<strong>in</strong> giro un sacco di pancioni, di carrozz<strong>in</strong>e,<br />
era una meraviglia a vedersi, rispetto a<br />
qui”. Questo sarà uno degli impegni del
gruppo ‘Femm<strong>in</strong>i<strong>le</strong> plura<strong>le</strong>’ <strong>in</strong> <strong>Associazione</strong>. “Dobbiamo farci<br />
portavoce di queste esigenze, non per noi ma per tutte, per il Paese<br />
stesso”. Madda<strong>le</strong>na è nel team che si occupa della comunicazione,<br />
di un nuovo sito e di altri strumenti tipo news<strong>le</strong>tter. Fra i suoi progetti<br />
c’è una scuola <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong>. “Una scuola di respiro spazioso, volta<br />
all'apprendimento del<strong>le</strong> l<strong>in</strong>gue e del<strong>le</strong> culture, pur mantenendo<br />
l’attenzione alla nostra cultura. Una simi<strong>le</strong> partirà proprio quest’anno<br />
a Bottic<strong>in</strong>o, ma penso che ci sia possibilità per altre proposte”.<br />
Mamma Nocivelli ci crede talmente che tutte <strong>le</strong> matt<strong>in</strong>e parte da<br />
Manerba, dove abita, porta Gabrie<strong>le</strong> alla scuola <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> di<br />
Verona poi arriva a Roncadel<strong>le</strong> a lavorare.<br />
“Una preparazione <strong>in</strong>ternaziona<strong>le</strong> è determ<strong>in</strong>ante per un<br />
imprenditore, i nostri piani di formazione devono andare <strong>in</strong> quella<br />
direzione. I bresciani non hanno paura di uscire, esportano parecchio.<br />
Tuttavia manca ancora la sp<strong>in</strong>ta alla conoscenza, non solo della<br />
l<strong>in</strong>gua, di tutto quanto sta dietro, manca la propensione allo scambio<br />
reciproco con i vari saperi. Perché, per esempio, non att<strong>in</strong>gere<br />
persona<strong>le</strong> preparato dall’estero, non assumere manager? Sei vai solo<br />
per il bus<strong>in</strong>ess e non entri <strong>in</strong> quella mentalità alla f<strong>in</strong>e fai fatica a<br />
promuovere il tuo prodotto. Il radicamento nel territorio non deve<br />
rappresentare una barriera. Io sono molto curiosa, so due l<strong>in</strong>gue, ne<br />
vorrei imparare altre avendone il tempo. Ho già tentato col c<strong>in</strong>ese.<br />
Forse approfitterò del momento diffici<strong>le</strong><br />
che stiamo vivendo”.<br />
“Meno domanda, restr<strong>in</strong>gimento del<br />
credito. È dura anche per noi. Se prima<br />
il cliente era <strong>in</strong>vogliato a migliorare i<br />
processi, adesso cerca di sopravvivere,<br />
rimanda o fa a puntate. Alcune aziende<br />
però hanno capito che con Internet hanno<br />
una resa maggiore, che il futuro sta nel<strong>le</strong><br />
nuove tecnologie. L’e-commerce è poco<br />
sviluppato anche per l’età media<br />
dell’imprenditoria italiana, però col<br />
ricambio generaziona<strong>le</strong> tutto cambierà e<br />
chi si sarà portato avanti, sarà già<br />
consolidato e pronto. Mio padre diceva<br />
sempre ‘dal progresso non si torna<br />
<strong>in</strong>dietro’. Il progresso è evoluzione<br />
menta<strong>le</strong>. Certo lo devi gestire, devi<br />
avvic<strong>in</strong>arti <strong>in</strong> modo critico, ma non si<br />
torna <strong>in</strong>dietro”.<br />
(*) Giornalista “Il Giorno”<br />
DONNA & IMPRESA<br />
LUGLIO 2009 77
Poste Italiane Edizione A.P. 70% BS I.P.<br />
Periodico dell’economia a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />
euro 4,00 LUGLIO duemilanove<br />
AIB, <strong>le</strong> assemb<strong>le</strong>e<br />
<strong>in</strong> primo piano<br />
Brunetta,<br />
l’obiettivo è<br />
aumentare del 50%<br />
la produttività nella PA<br />
Marcegaglia,<br />
quattro priorità<br />
assolute: credito, pace<br />
socia<strong>le</strong>, scuola, energia<br />
Dal<strong>le</strong>ra:<br />
abbiamo il dovere di<br />
resistere e lottare<br />
per ridare slancio alla<br />
volontà di <strong>in</strong>traprendere<br />
Autorizzazione del Tribuna<strong>le</strong> di Brescia<br />
N. 38/1990 del 21/07/1990<br />
Spedizione <strong>in</strong> abbonamento posta<strong>le</strong> 70%<br />
Chiuso <strong>in</strong> redazione il 20/07/2009<br />
luglio 2009<br />
14<br />
n. 14 - luglio 2009<br />
Periodico dell’economia<br />
a cura dell’<strong>Associazione</strong> Industria<strong>le</strong> Bresciana<br />
Direttore Responsabi<strong>le</strong><br />
Piero Costa<br />
Comitato di direzione<br />
Marco Band<strong>in</strong>i, Sandro Bertoli,<br />
Pia Cittad<strong>in</strong>i, Francesco Franceschetti,<br />
Francesco Viscardi, Roberto Z<strong>in</strong>i,<br />
Silvio Zucchi<br />
Coord<strong>in</strong>amento redaziona<strong>le</strong><br />
Francesca Peroni<br />
Editrice<br />
Assoservizi Srl<br />
Via Cefalonia, 60 - Brescia<br />
Direzione, redazione, amm<strong>in</strong>istrazione<br />
Via Cefalonia, 60 - 25124 Brescia<br />
Tel. 030 2292351 - Fax 030 2426017<br />
stampa@aib.bs.it<br />
Progetto grafico e realizzazione<br />
Ellisse Srl<br />
Via Belvedere, 10/h - 25124 Brescia<br />
Tel. 030 3531950 - fax 030 3531947<br />
ellisse@ellisse.it<br />
Fotografie<br />
Foto Eden,<br />
Archivi Aib e Ellisse srl<br />
Concessionaria della pubblicità<br />
Emmedigi Pubblicità<br />
Via Malta 10 - 25125 Brescia<br />
Tel. 030 224121 - Fax. 030 226031<br />
Stampa<br />
Grafica FG<br />
Via Cefalonia, 60 - 25124 Brescia