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DAL 1825 AL 1864 - Santannavallecrosia.it

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1<br />

Suor Maria Grazia Traverso – Suor Maria Domenica Fagnola<br />

“LA NOSTRA STORIA”<br />

SUORE DELLA CARITÀ<br />

DELLA PROVINCIA del “PIEMONTE”


TENDA (FRANCIA)<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ANDREA VERCELLI<br />

PONT S. MARTIN (AO)<br />

2<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ANDREA VERCELLI<br />

<strong>1825</strong>/<strong>1864</strong><br />

VOLUME I<br />

SAVIGLIANO (CN)<br />

ISTITUTO “S. VINCENZO”TORTONA (<strong>AL</strong>)<br />

BASILICA SANT’ANDREA VERCELLI<br />

ISTITUTO “S. VINCENZO”TORTONA (<strong>AL</strong>)


3<br />

PRESENTAZIONE<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à della Provincia Italia Nord intendono ripartire dalle fonti, dalle loro radici, per<br />

risentirsi pervadere da una linfa nuova, ripercorrere il passato, per leggere con occhi nuovi il futuro.<br />

Questo lavoro di ricerca era iniziato quasi per caso, quando Suor Maria Grazia Traverso<br />

aveva avuto l’incarico di raccogliere una documentazione utile e sufficientemente completa, in<br />

occasione della Beatificazione di Suor Nemesia Valle.<br />

Dall’Archivio Diocesano di Tortona, frequentato per due anni, emergevano, con sorpresa, man<br />

mano, documenti ined<strong>it</strong>i, lettere delle prime Suore della Car<strong>it</strong>à che avevano iniziato l’avventura<br />

della Provincia del Piemonte nel lontano <strong>1825</strong>; era una corrispondenza f<strong>it</strong>ta con Monsignor<br />

Giovanni Negri, Vescovo di Tortona (<strong>AL</strong>) per 41 anni e, già, Direttore Spir<strong>it</strong>uale e grande<br />

benefattore delle Suore della Car<strong>it</strong>à, a Vercelli.<br />

Circa trecento lettere: di Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen, di Suor Antoinette Rollier, di Suor Sofia<br />

Frechet, di Sr. Cecilia Guinard ecc. diventavano documentazione di un’altra storia, scr<strong>it</strong>ta non con<br />

la penna ma con la v<strong>it</strong>a, dalle prime Suore che il 17 luglio <strong>1825</strong> erano approdate all’Ospedale<br />

“Sant’Andrea” e all’ “Ospizio dei Poveri” di Vercelli.<br />

E dall’Archivio Diocesano e Comunale di Tortona (<strong>AL</strong>) si passava a quello di Stato di Torino<br />

(un’autentica miniera!), a quello di Collegno (TO), a quello di Cuneo, di Alessandria, di Asti, di<br />

Voghera, di Casale, a quelli privati di tanti Ospedali, Carceri, Asili, Case di Riposo, Orfanotrofi, e<br />

la ricerca riempiva scatoloni di materiale prezioso che non poteva rimanere soltanto nell’Archivio<br />

di Vercelli con la semplice indicazione: “Comun<strong>it</strong>à soppresse”.<br />

Intanto, la Superiora Provinciale, Suor Battistina Ferraris, andava ripetendo: “dobbiamo<br />

pensare alla Storia della Provincia”…ma il timore e l’incertezza sembravano prevalere … Come?<br />

Quando? Ci si augurava che questo onore e questo “onere” toccassero ad altri, invece il 17 luglio<br />

2009 Suor Maria Grazia Traverso che, molto aveva lavorato alla raccolta e alla redazione del<br />

materiale reper<strong>it</strong>o nei più svariati Archivi del Piemonte e della Lombardia, e Suor Maria Domenica<br />

Fagnola che si era offerta per dare semplicemente una mano nella sistemazione dell’Archivio di<br />

Vercelli, essendo venuta a mancare Suor Maria Chiara Rogatti, si sono trovate attorno ad un tavolo<br />

per accettare un’obbedienza e incominciare un lavoro che ancora non sapevano dove le avrebbe<br />

portate…<br />

Il lavoro in èquipe, sia pure a due, richiedeva tempo, fatica, spostamenti, collaborazione e,<br />

soprattutto, entusiasmo: quello che, però, ogni Suora della Car<strong>it</strong>à prova quando viene a contatto con<br />

le sue “gloriose”radici!<br />

La Superiora Provinciale, con la sua presenza e con le sue riflessioni di ordine pratico,<br />

interpretativo e metodologico, dava inizio ad un grande evento.<br />

L’avventura della ricerca dà la gioia di incontrare non carte ma esperienze, volti, storie, vissuti di<br />

sorelle che con la loro v<strong>it</strong>a hanno permesso al mondo dei poveri di ogni ceto e di ogni tempo di<br />

incontrare il cuore di Cristo..<br />

A stendere le prime 90 pagine era stata un’altra presenza, non meno operosa e fattiva, quella di<br />

Suor Maria Chiara Rogatti di cui ogni riga esprimeva il linguaggio e lo stile inconfondibile.<br />

A Lei, che ora aiuta dal Cielo, un grazie per aver posto la prima pietra nella costruzione<br />

dell’edificio e.grazie a Suor Battistina e al suo Consiglio che hanno intu<strong>it</strong>o l’importanza di questo<br />

lavoro e lo hanno promosso.<br />

Il cr<strong>it</strong>erio della scansione storica si è basato sul mandato delle Superiore Provinciali.<br />

I volumi sono diventati quattro:<br />

I primi due tracciano la storia di un’unica Provincia: quella del “Piemonte”<br />

I VOL. dal <strong>1825</strong> al <strong>1864</strong> : mandato di Suor Cecilia Guinard e di Suor Melania Mantelli<br />

II VOL. dal 1865 al 1902: mandato di Suor Leopoldina Montemerlo e di Suor Adele Gianetti


Poi le Province diventano due:<br />

4<br />

III VOL. dal 1903 al 1940: per la Provincia di Vercelli :<br />

mandato di Suor Sigismonda Franzini , di Suor Anastasia Penna e di<br />

Suor Maria Rosaria Nascimbene.<br />

per la Provincia di Torino (appena nata, con sede in Borgaro Torinese)<br />

mandato di Suor Eusebia Fontana, di Suor Davidina Magni e di<br />

Suor Margher<strong>it</strong>a Basso<br />

IV VOL. dal 1940 al 23 maggio 2002: si segue lo sviluppo parallelo di tre Province:<br />

Per la Provincia di Vercelli: mandato di Suor Raimonda Ferretti,<br />

di Suor Ermengarda Fontana, di Suor Adelaide Formenti, di Suor<br />

Maria Assunta Manzoni, di Suor Maria Chiara Rogatti e di Suor<br />

Anna Maria Pela.<br />

Per la Provincia di Torino: mandato di Suor Margher<strong>it</strong>a Basso, di<br />

SuorVirginia Bolla, di Suor M. Costanza Mirone, di Suor Maddalena<br />

Pavese, di Suor Rosangela Ruatta, di Suor Maria Giuseppina Viola e<br />

e di Suor Jole Stradoni.<br />

Per la Provincia di Brescia (aperta nel 1940): mandato di Suor Maria<br />

Rosaria Nascimbene,di Suor Domenica Costantini, di Suor Teresa<br />

Amiotti, di Suor Giuseppina Nobile, di Suor Geltrude Galli, di Suor<br />

Giuseppina Nobile e di Suor Maria Alfonsina Gatti.<br />

Ad ogni volume è premessa un’introduzione con sfondo storico; vengono indicate le date di<br />

apertura delle comun<strong>it</strong>à per ordine cronologico, le principali caratteristiche delle Opere, le<br />

motivazioni che hanno indotto sia all’apertura che alla soppressione della medesime.<br />

Si è cercato di evidenziare il percorso storico in cui vengono inser<strong>it</strong>e le opere che<br />

rispondono concretamente alle necess<strong>it</strong>à dei tempi. Le Suore della Car<strong>it</strong>à mantengono la loro<br />

caratteristica di umiltà, semplic<strong>it</strong>à e car<strong>it</strong>à; sono capaci di s<strong>it</strong>uarsi in ogni ambiente ed a favore di<br />

ogni persona di cui riconoscono la dign<strong>it</strong>à e la central<strong>it</strong>à.<br />

Il materiale di riferimento ha le sue fonti storiche reper<strong>it</strong>e nei vari Archivi di Stato,<br />

Comunali e Diocesani e in quelle degli Archivi delle tre Case Provinciali soppresse al 23 maggio<br />

2002, e riun<strong>it</strong>i a Vercelli presso il Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a”, prima sede della Casa Provinciale<br />

della Provincia Piemonte e ora sede della Provincia Italia Nord..<br />

Il lavoro è stato condotto in modo da far emergere più lo spir<strong>it</strong>o del servizio e della missione<br />

che il numero delle Case aperte e delle Suore ivi impegnate e viene offerto come contributo per<br />

ulteriori approfondimenti.<br />

Nell’arco di tempo preso in considerazione: <strong>1825</strong>-2002, nel Nord Italia, sono state aperte<br />

più di 500 Case, con chiusure e aperture varie, in relazione all’evolvesi dei tempi e alle necess<strong>it</strong>à<br />

dell’Ist<strong>it</strong>uto.


5<br />

INTRODUZIONE<br />

La storia della Provincia Religiosa del “ Piemonte” 1 , fin dagli inizi, presenta difficoltà e<br />

compless<strong>it</strong>à nel suo radicarsi ed espandersi.<br />

Impossibile distinguere le motivazioni car<strong>it</strong>ative da quelle religiose, pol<strong>it</strong>iche e sociali.<br />

La s<strong>it</strong>uazione socio economica e religiosa, in Piemonte, nella prima metà dell’ottocento risentiva<br />

infatti dei grandi sconvolgimenti degli ultimi quindici – vent’anni del secolo precedente: una gran<br />

parte delle Diocesi era senza Vescovo o con Vescovo non presente; la Predicazione e la Catechesi<br />

erano alquanto trascurate: un gran numero di Chiese danneggiate e spogliate; conventi e case<br />

religiose avevano sofferto espropri e manomissioni e la povera gente viveva nella miseria morale e<br />

materiale.<br />

Dall’esilio, in Sardegna, dopo dodici anni, r<strong>it</strong>orna in Piemonte, nel 1814, V<strong>it</strong>torio Emanuele<br />

I ed inizia un’opera di ricostruzione dei beni perduti.<br />

A Lui e ai suoi successori, soprattutto al Re Carlo Alberto, si deve il mer<strong>it</strong>o di aver voluto e<br />

promosso la diffusione delle Suore di Car<strong>it</strong>à dette ”Suore Bigie” 2 in tutte (o quasi) le opere<br />

assistenziali del Regno Sabaudo. 3<br />

Alla paterna collaborazione dei Vescovi del Piemonte il mer<strong>it</strong>o di aver guidato e sorretto con<br />

illuminata saggezza le Suore, nelle gravi difficoltà morali ed economiche che hanno attraversato,<br />

talora in circostanze davvero drammatiche: moti rivoluzionari, guerre d’Indipendenza, epidemie di<br />

ogni genere.<br />

Autor<strong>it</strong>à civili e nobili famiglie hanno sovente dato un prezioso contributo per avviare e<br />

sostenere certe opere assistenziali che, di volta in volta, si rendevano necessarie.<br />

Questa s<strong>it</strong>uazione giustifica il proliferare delle opere socio - assistenziali delle Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à. L’analfabetismo dilagante (soprattutto in campo femminile), la mancanza di un’adeguata<br />

assistenza degli infermi negli ospedali, l’inadeguatezza di Ist<strong>it</strong>uti per accogliere gli orfani, ridotti<br />

sovente all’accattonaggio, e l’assistenza agli anziani: sono come tante mani che si levano verso<br />

l’Alto, in una sorda invocazione di aiuto, perché le piaghe dello Spir<strong>it</strong>o sono più gravi di quelle del<br />

corpo.<br />

La storia della Provincia inizia con la fondazione della comun<strong>it</strong>à dell’Ospedale “ S. Andrea”<br />

in Vercelli e dell’Ospizio dei Poveri ad opera di Giovanna Antida stessa nel <strong>1825</strong>/1826 alla fine<br />

della sua esistenza terrena.<br />

A queste comun<strong>it</strong>à dedicheremo uno spazio particolare come alla pietra su cui si sono poste<br />

le fondamenta della diffusione delle Suore della Car<strong>it</strong>à in Piemonte, Liguria, Sardegna ( Regno di<br />

Piemonte e Sardegna), Lombardia e Veneto.<br />

1 PROVINCIA “PIEMONTE”: tale denominazione è da mettere in relazione col terr<strong>it</strong>orio geografico del Regno Sabaudo<br />

che comprendeva il Piemonte e la Savoia e così risulta dai Registri dell’Archivio della Casa Provinciale in Vercelli<br />

2 - Felice Musso – Torino 24.09.1824 – Segretario dell’Ospedale S. Giovanni Battista di Torino al<br />

Marchese Dionigi di Gattinara “ Per notizia preliminare conviene sapere che esistono in Francia di<br />

queste Suore della Car<strong>it</strong>à ;alcune chiamate Suore Grise; altre della Congregazione di Névers e altre<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à” - ACPV ( Archivio Casa provinciale - Vercelli ) – 4.4. A<br />

3 L’Ospedale di Vercelli, fondato nel 1224 dal Cardinal Guala Bichieri, nel 1824 poteva assistere oltre 200 ammalati


6<br />

Non esiste s<strong>it</strong>uazione storica o emergenza san<strong>it</strong>aria, che non abbiano visto, sempre in prima<br />

linea, disponibili e pronte ad affrontare pericoli e difficoltà ( talora anche mortali) le Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à., onorando quel nome che è sempre stato per loro un programma di v<strong>it</strong>a.<br />

Il cammino della storia della Provincia del Piemonte è segnato da una grande fior<strong>it</strong>ura di<br />

vocazioni; infatti nella prima metà del ‘900, conta più di 300 comun<strong>it</strong>à che rende necessaria una<br />

suddivisione; nel 1903 nasce la Provincia Religiosa di Torino e la ex Provincia del Piemonte<br />

diventa Provincia Religiosa di Vercelli che nel 1940 dà v<strong>it</strong>a ad una nuova realtà: la Provincia<br />

Religiosa di Brescia.<br />

La storia ci insegna che ai tempi della nasc<strong>it</strong>a succede la pienezza della matur<strong>it</strong>à a cui<br />

segue la durezza della prova con il passaggio obbligato al Mistero Pasquale che è Mistero di Morte<br />

e di Risurrezione: è l’esperienza di ogni storia umana, dei popoli e delle nazioni, e, di conseguenza,<br />

anche delle Congregazioni religiose che da piccolo seme passano a grande albero per ridonare, nei<br />

fiori e nei frutti, linfa alle radici, in attesa di una nuova fecond<strong>it</strong>à che, nella sua divers<strong>it</strong>à, passa i<br />

mari ed arriva ai quattro Continenti, senza sminuire la forza della Car<strong>it</strong>à che scorre nel suo tessuto<br />

v<strong>it</strong>ale.<br />

Non abbiamo la pretesa, anche se sarebbe utile ed interessante, di scrivere la storia delle<br />

centinaia e centinaia di Case che, nel volgere degli anni, sono state aperte nel Nord d’Italia per<br />

riversare sui poveri un po’ di quella car<strong>it</strong>à che la Fondatrice ha iscr<strong>it</strong>to nel programma di v<strong>it</strong>a delle<br />

sue Suore, ma solo di evidenziare in parte, il bene che è stato fatto dalle nostre Sorelle.<br />

Il lavoro che qui si presenta è in gran parte una “memoria”: ci permette di rivivere avvenimenti<br />

passati che ancora oggi eserc<strong>it</strong>ano su di noi il loro benefico influsso.<br />

“Ricordare il passato è forse cercare una nuova strada” 1<br />

2<br />

1<br />

MONSIGNOR C. <strong>AL</strong>IPRANDI - VESCOVO DI CUNEO -<br />

2<br />

ARCHIVIO VATICANO – dalla Supplica al Papa Pio IX per la riconferma della Madre Generale M. Carolina Chambrot e<br />

per scagionare le cr<strong>it</strong>iche al suo Governo – 1865<br />

- Suor Leopoldina Montemerlo si firma SUPERIORA PROVINCI<strong>AL</strong>E DEL PIEMONTE -


7<br />

Madre Giovanna Antida Thouret<br />

da NAPOLI si preoccupa per VERCELLI<br />

<strong>1825</strong> – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S. ANDREA<br />

1826 – OSPIZIO DEI POVERI<br />

Dionigi Arborio Gattinara<br />

Suor Basile Prince<br />

Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen<br />

e dal CIELO VEGLIA sul NASCERE<br />

della NUOVA PROVINCIA<br />

1828 - IL REGIO MANICOMIO di TORINO<br />

1830 - IL MONASTERO per le SUORE di CARITA’<br />

“S. MARGHERITA” - VERCELLI


8<br />

L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S. ANDREA di VERCELLI<br />

CINQUE SUORE di CARITA’ DA THONON A VERCELLI<br />

L’ Ospedale Sant’Andrea di Vercelli era il più importante nosocomio del Regno Sabaudo.<br />

Nel 1824 l’Ospedale era però in difficoltà e c’era il pericolo di provvedimenti restr<strong>it</strong>tivi per il<br />

ricovero e la cura dei malati.<br />

Grandine, brina e sicc<strong>it</strong>à avevano diminu<strong>it</strong>e le rend<strong>it</strong>e delle proprietà agricole, le frequenti<br />

inondazioni del fiume Sesia avevano richiesto costosi lavori di arginatura delle sponde, guerre ed<br />

epidemie avevano procurato spese straordinarie.<br />

L’idea di interpellare le Suore della Car<strong>it</strong>à fu senz’altro del Marchese Dionigi Arborio di<br />

Gattinara che, essendo Ispettore di Polizia a Thonon dal 21 ottobre 1819 al 1822, aveva molto<br />

apprezzato l’attiv<strong>it</strong>à delle Figlie di S. Vincenzo de Paoli nel locale Ospedale dove prestavano la loro<br />

opera fin dal 1810 e si era interessato alla storia della loro Fondatrice: Giovanna Antida Thouret.<br />

“Per la più economica amministrazione poi, nell’interno dell’opera, informati i regolatori de’<br />

grandi vantaggi recati a vari Ospedali dalle premurose cure delle Figlie della Car<strong>it</strong>à, ossia Suore<br />

sotto la invocazione del preclarissimo San Vincenzo de Paoli, deliberò ed ottenne di chiamarne a<br />

servizio in questo pio luogo” 1 .<br />

Prima ancora che il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Maggiore di Vercelli<br />

discutesse a fondo le decisioni da prendere, egli si era messo in contatto, a t<strong>it</strong>olo personale, con<br />

Suor Basile Prince, Superiora dell’Ospedale di Thonon.<br />

1 ASV – AAG – ARCHIVIO DI STATO VERCELLI – ARCHIVIO ARBORIO DI GATTINARA, FASCICOLO SUORE DELLA<br />

CARITÀ.<br />

TAV. 16 VEDUTA INTERNA DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di VERCELLI CON MONUMENTO <strong>AL</strong> CARD. GU<strong>AL</strong>A BICHIERI<br />

FONDATORE - ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – V4 - FOTO


9<br />

Giovanna Antida, guidò maternamente, da Napoli, l’operazione e Sr. Basile la seguì con<br />

intelligenza, amore, volontà e sacrificio.<br />

A questo propos<strong>it</strong>o sono significative le seguenti lettere:<br />

Thonon, 16 ottobre 1824 Suor Basile Prince al Marchese di Gattinara<br />

Signore,<br />

l’amministratrice, signora Duperier, ha avuto la bontà di comunicarmi il vostro<br />

desiderio di stabilire nella vostra c<strong>it</strong>tà la nostra Congregazione.<br />

Io sono lusingata, Signore, che vi siete degnato di pensare a noi con preferenza su tante<br />

altre; noi non saremmo punto lontane dall’idea di fondare delle case in Piemonte e fra qualche<br />

mese avremmo anche le Suore disponibili per servire un ospedale di duecento ammalati.<br />

Se prevedete che un simile progetto possa essere realizzato, vi prego di inviarci una copia<br />

del Regolamento del vostro Ospedale e, se tale Regolamento non contiene nulla di contrario alle<br />

nostre Sante Regole, saremo liete di poter renderci utili nel servizio dei poveri ammalati.<br />

Dal canto mio ho l’onore di trasmettervi le nostre Sante Regole ed il Regolamento per gli<br />

Ospedali, al completo: esaminate se il nostro programma e il nostro metodo possono esservi<br />

convenienti.<br />

Esaminate inoltre le nostre Sante Regole per tutto il tempo che crederete e quando le<br />

rest<strong>it</strong>uirete, consegnatele al Signor Nuphy a Torino: è lui che ha l’incarico di consegnarvele<br />

presentemente.<br />

In attesa, noi poniamo tutto nelle mani della Divina Provvidenza che ci è sempre stata<br />

madre.<br />

Sono con profondo rispetto, la vostra umilissima e devota serva.<br />

Suor Basile Prince Suora della Car<strong>it</strong>à” 1<br />

Il 12 del successivo mese di novembre, Suor Basile scrive ancora al Marchese di Gattinara<br />

Signor Marchese,<br />

la Signora Duperier ha avuto la bontà di farmi avere la nuova richiesta nella<br />

quale esprimete il desiderio di avere un ist<strong>it</strong>uto della nostra Congregazione nella vostra c<strong>it</strong>tà; voi<br />

chiedete le nostre Sante Regole: io già mi affrettai a corrispondere alla vostra lungimiranza<br />

trasmettendo le nostre Cost<strong>it</strong>uzioni con una lettera a voi indirizzata, tram<strong>it</strong>e il Signor Cavalier<br />

Nuphy, che partì per Torino il 16 ottobre scorso.<br />

Lo pregai di farvele avere prontamente e oggi la Signora Duperier mi informa che non vi<br />

sono pervenute. Ciò mi preoccupa molto.<br />

Se per caso non aveste ricevuto nulla, vi segnalo l’indirizzo del signor de Nuphy.<br />

Vi prego dunque, Signore, di assicurare i Signori Amministratori che noi non ci rifiuteremo<br />

di aderire alle loro richieste e di avere degli stabilimenti in Piemonte.<br />

Aggiungo qui un preventivo sommario di quanto ci è richiesto per le nostre prestazioni<br />

nell’Ospedale: 120 franchi per vestiario a persona e noi forniremo la nostra biancheria personale.<br />

Per le scuole di car<strong>it</strong>à occorre una somma sufficiente per vivere e mantenersi<br />

modestamente, circa 300 franchi o secondo la quant<strong>it</strong>à dei viveri in natura.<br />

Vi parlo con franchezza, conosco la vostra bontà, degnatevi Signore di gradire tutta la mia<br />

riconoscenza e quella di tutte le mie Suore.<br />

Ho l’onore di firmarmi con il più profondo rispetto, vostra umile e devota serva”...<br />

Suor Basile Prince Suora della Car<strong>it</strong>à” 2<br />

Il 24 dicembre 1824 fu convocato il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale.<br />

1<br />

ASV – AAG – ARCHIVIO DI STATO VERCELLI – ARCHIVIO ARBORIO DI GATTINARA, FASCICOLO SUORE DELLA<br />

CARITÀ<br />

2<br />

ASV – AAG – ARCHIVIO DI STATO VERCELLI – ARCHIVIO ARBORIO DI GATTINARA, FASCICOLO SUORE DELLA<br />

CARITÀ


10<br />

Il marchese Dionigi - oltre che riferire le informazioni avute da Suor Basile Prince - esibì ai colleghi<br />

una lettera, con relativi allegati, ricevuta da Don Domenico Rossi, rettore ed economo<br />

dell’Ospedale San Giovanni Battista di Torino al quale il 13 ottobre 1824, si era rivolto per avere<br />

informazioni.<br />

Scrive Don Rossi:<br />

“Mentre io mi trovava in villeggiatura, ricevetti la lettera direttami da V. S .Ill.ma e non ho<br />

in allora potuto rispondere perché non sapevo quali istruzioni io ancora possedessi riguardanti le<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à (si tratta delle Suore della Car<strong>it</strong>à di Nevèrs) onde, ora, per la presente, le<br />

significo che tengo alcuni scr<strong>it</strong>ti relativi alle suddette, sia riguardo alle convenzioni passate con la<br />

Congregazione dell’Ospedale, come pure riguardo alla istallazione e queste carte volentieri le<br />

trasmetto ma per persona sicura, affine possa poi di nuovo, a suo comodo, rest<strong>it</strong>uirle.<br />

Le debbo poi far osservare che queste figlie erano di grande vantaggio allo Ospedale sia<br />

per il bene delli ammalati dei quali avevano somma cura ed attenzione ed anche per la somma<br />

pulizia ed economia nello stesso tempo, onde io le ho sempre credute vantaggiose e sempre<br />

desidero che vi fossero ancora … intanto attendo la persona sicura per rimetterle quanto sopra, ho<br />

il bene di riaffermarmi distintamente<br />

Di vostra S. Ill.ma Dev. Mo serv<strong>it</strong>ore<br />

Avv.to Domenico Rossi, Rettore dell’ospedale ed Economo” 1<br />

Fra gli altri provvedimenti, nella predetta seduta del 24 dicembre, fu dunque deliberato di<br />

inviare formale richiesta alla Superiora Generale della Congregazione di poter ottenere alcune<br />

Suore a servizio dei malati dell’Ospedale, previo il consenso del Ministro dell’Interno.<br />

Nel testo dell’Ordinato dell’Ospedale Maggiore di Vercelli, leggiamo.<br />

“L’anno del Signore 1824 ed alli 24 del mese di dicembre, nella sol<strong>it</strong>a sala delle Congreghe, (...)<br />

Il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale ebbe più volte ad osservare il grave sbilancio che<br />

esiste nell’entrata ed usc<strong>it</strong>a dello Spedale, dacchè la diminu<strong>it</strong>a coltura dei risi, rese di poco frutto<br />

per lui le acque preziose, parte del suo patrimonio, e non poche terre mal adatte ad altra cultura<br />

per la loro sfertil<strong>it</strong>à..., risolta di tentare ogni via per la riduzione dell’usc<strong>it</strong>a, prima di ridurre il<br />

numero dei letti - ciò che a lei sarebbe dolorosissima ed a queste popolazioni tristissimo -<br />

conoscendo quanto abbia ad altri ospizi giovato lo zelo delle Suore della Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo De<br />

Paoli, ella ha deliberato di valersi (ove ottenere se ne potessero alcune ) dell’opera loro nel<br />

trattamento degli infermi in queste infermerie..<br />

Che delle pie cure di dette Suore puossi sperare una più vigile e più religiosa assistenza agli<br />

infermi ricoverati.<br />

Che la loro assidua attenzione farà meglio, che qualunque altro mezzo, cessare i piccoli abusi che<br />

ad ogni momento si introducono nelle grandi comun<strong>it</strong>à con loro dispendio.<br />

Che ne risulterà un risparmio notevole negli effetti di biancheria, distribuzioni e generi di consumo.<br />

Che si potrà successivamente ottenere una diminuzione nuova negli stipendi, che poco nell’attuale<br />

stato si possono diminuire, e si avrà, riducendone il numero, meno difficoltà di trovare serventi.<br />

Che finalmente le limosine più copiose suppliranno più facilmente ai bisogni della casa.<br />

Tanto più facilmente ella prende questa deliberazione in quanto già altro Civico Corpo ne prese<br />

una analoga con votare, per l’entrante anno, una somma destinando al mantenimento di alcune<br />

religiose, che tengano pubblica Scuola alle ragazze povere, finora mancanti affatto di car<strong>it</strong>atevole<br />

istruzione …Prima però di fare defin<strong>it</strong>iva formale richiesta alla Superiora Generale di detto<br />

Ordine, dei soggetti che abbisognano, essa pensa di rassegnare la cosa al Conte di Cholez,<br />

1 ASV – AAG – ARCHIVIO DI STATO VERCELLI – ARCHIVIO ARBORIO DI GATTINARA, FASCICOLO SUORE DELLA<br />

CARITÀ


11<br />

Ministro degli Interni, e dove egli creda, per mezzo suo a Sua Maestà accertandosi che<br />

l’aggradimento che spera di riportare, distruggerà gli ostacoli che per caso potessero impedire la<br />

felice riusc<strong>it</strong>a del disegno suo.” 1<br />

La prima serie di adempimenti è ormai avviata in modo soddisfacente: incomincia il lungo<br />

cammino delle Suore della Car<strong>it</strong>à della Provincia di Piemonte prima e della Provincia di Vercelli<br />

poi.<br />

L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “PIU BELLO ” 2 DEL REGNO SABAUDO ASPETTA LE SUORE<br />

Il testo dell’autorizzazione del “Ministro dell’Interno Conte Cholex, scr<strong>it</strong>to il 1° gennaio, fu letto<br />

nella riunione del Consiglio di Amministrazione, il 13 gennaio <strong>1825</strong>”. 3<br />

“Non si ha cosa in contrario da questa Regia Segreteria di Stato, che dalle SS .VV. Ill.me si<br />

tratti con le benemer<strong>it</strong>e Suore di Car<strong>it</strong>à onde vogliano assumersi l’incarico di venire a prestare<br />

l’opera loro di assistenza e conforto dei poveri ammalati in codesto Ospedale; anzi si loda e<br />

vivamente comandasi un tale divisamento.<br />

Nel porgere questo riscontro al pregiato foglio delle SS. VV. Ill.me del 26 dicembre ultimo scorso,<br />

ho l’onore di protestarmi colla più distinta stima.” 4<br />

Il Marchese Dionigi di Gattinara fu incaricato ufficialmente di interpellare la direttrice<br />

dell’Ospedale di Thonon per sapere quali sarebbero state le spese a carico dell’Amministrazione.<br />

Suor Basile Prince rispose nel mese di marzo<br />

“… L’amministratrice, signora Duperier, mi ha consegnato la vostra lettera del 13 marzo,<br />

ultimo scorso, alla quale mi affretto a rispondere oggi nel primo momento che ho a disposizione:<br />

1° - Voi mi chiedete se possiamo inviare cinque Suore per il vostro Ospedale: sì, Signore, noi<br />

possiamo destinarle.<br />

2° - Quanto al prezzo del viaggio e del trasporto noi crediamo che siano sufficienti 600 franchi,<br />

tuttavia si potrà dare una risposta precisa soltanto dopo aver parlato col vetturale.<br />

3° - Se fosse possibile ev<strong>it</strong>are che alcune Suore debbano venire a Vercelli a trattare sia con Mons.<br />

Arcivescovo sia con i signori amministratori , noi saremo liete, ma se codesto viaggio diventerà<br />

necessario, domanderemo ancora 400 franchi di indennizzo.<br />

4° - Quanto a trattare con Mons. Arcivescovo il nostro Ist<strong>it</strong>uto prescrive come nostro superiore il<br />

Vescovo della diocesi in cui siamo stabil<strong>it</strong>e: con gli Amministratori siamo tenute a rendere loro la<br />

contabil<strong>it</strong>à di tutte le entrate e le usc<strong>it</strong>e.<br />

5° - Io mi offro volentieri ad organizzare i servizi interni del vostro Ospedale e sono disposta a<br />

fermarmi a Vercelli qualche mese, fino a quando tutto procederà, secondo la nostra Santa Regola.<br />

Quando verrà presa una decisione in mer<strong>it</strong>o, preghiamo gli Amministratori di volerci scrivere<br />

ufficialmente.<br />

Voi ci troverete sempre disposte ad assecondare le vostre religiose intenzioni e, attendendo<br />

il momento designato dalla Provvidenza, vi prego di accettare l’omaggio dei nostri rispettosi<br />

sentimenti con i quali ho l’onore di firmarmi.<br />

La vostra obbediente serva Suor Basile Prince” 5<br />

1<br />

Ospedale Maggiore Vercelli, Archivio Storico , Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

2<br />

ACPV - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA” - ARMADIO 1<br />

– 1.3 -1. 4 , pag. 181 “c’est le plus beau de la Savoie” Lettera del 16 maggio <strong>1825</strong> di Suor V. Bartholemot<br />

3<br />

ACPV - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA” - ARMADIO 1<br />

– 1.3 -1. 4 , pag. 179<br />

4<br />

ACPV - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA” - ARMADIO 1<br />

– 1.3 -1. 4 , pag. 93 - AOV. (Archivio Ospedale “ Sant’Andrea” Vercelli) Ordinato n° 1, gennaio <strong>1825</strong>, in<br />

Ordinati 1822/27, vol. 20<br />

5<br />

OMV. ARCHIVIO STORICO - SUORE DELLA CARITÀ


12<br />

Nell’Assemblea del 2 maggio <strong>1825</strong>, gli Amministratori dell’Ospedale, sent<strong>it</strong>e le<br />

informazioni di Suor Basile, incaricano il signor V<strong>it</strong>torio Mandelli e il Marchese Dionigi di<br />

Gattinara di aprire le trattative.<br />

Il 15 maggio, scrivono a Suor Basile che “ l’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore dei<br />

malati della c<strong>it</strong>tà di Vercelli, presieduta dall’Illustre Prelato che governa la Diocesi, Monsignor<br />

Arcivescovo, ha deliberato il 2 maggio corrente mese, quanto segue:<br />

1° - di fondare un ist<strong>it</strong>uto provvisorio di Suore della Car<strong>it</strong>à alle quali affidare dei malati, se esse<br />

accetteranno tale incarico;<br />

2° -A tale effetto ha nominato due membri dell’Amministrazione, il Signor Mandelli e il Marchese<br />

Dionigi Arborio di Gattinara, incaricandoli in modo specifico di fare direttamente domanda a voi,<br />

come superiora e rettrice di un analogo ist<strong>it</strong>uto a Thonon, di trattare a questo riguardo un progetto<br />

di convenzione che dovrà essere sottoposto in segu<strong>it</strong>o, all’approvazione del Consiglio di<br />

Amministrazione.<br />

In esecuzione di codesto onorevole incarico, e dopo le istruzioni che abbiamo ricevuto,<br />

abbiamo l’onore, Signora, di pregarvi di farci sapere se potete disporre di cinque Suore del vostro<br />

Ist<strong>it</strong>uto, ivi compresa la superiora, che vogliano occuparsi dei malati ricoverati in questo Ospedale<br />

ed assisterli nella loro disgrazia.<br />

Sebbene non ignoriamo che è impossibile entrare in dettagli minuziosi senza avere un’esatta<br />

conoscenza delle condizioni, tuttavia perché i voti del Consiglio di Amministrazione possano<br />

realizzarsi senza dilazioni, è necessario che voi abbiate la compiacenza di trasmetterci un progetto<br />

di convenzione che contenga i punti principali su cui poter trattare; questo progetto tuttavia non<br />

dovrà essere in contrasto con gli antichi Statuti di questo Ospedale che abbiamo già avuto l’onore<br />

di inviarvi, perché l’Amministrazione dell’Ospedale non potrebbe ignorarli senza violare le<br />

intenzioni dei suoi fondatori.<br />

Permettete, Signora, di farvi presente che il Consiglio di Amministrazione desidererebbe<br />

che questa convenzione fosse provvisoria e per la durata di tre anni, affinché l’esperimento ci<br />

faccia conoscere reciprocamente le basi pos<strong>it</strong>ive su cui fondare un ist<strong>it</strong>uto defin<strong>it</strong>ivo. nella<br />

speranza, signora, di avere una sollec<strong>it</strong>a risposta favorevole che acceleri l’esecuzione della<br />

deliberazione votata dal Consiglio, abbiamo l’onore di essere con rispetto i vostri umili e<br />

obbedienti servi<br />

Gli Amministratori delegati”. 1<br />

Suor Basile si affrettò ad informare la Madre Generale a Napoli e Suor V<strong>it</strong>toria Bartholemot<br />

che dopo alcune settimane, il 6 giugno, sarebbe stata nominata Superiora della Provincia religiosa<br />

della Savoia con “lettera di Giovanna Antida del 22 maggio <strong>1825</strong>.” 2<br />

Anche Suor V<strong>it</strong>toria, scrivendo a Santa Giovanna Antida, il 16 maggio trattò la questione<br />

di Vercelli.<br />

Dice infatti: “...Io non so se Suor Basile vi ha informata circa la richiesta ufficiale degli<br />

Amministratori di Vercelli per avere nostre Suore nel loro Ospedale, che è il più bello della<br />

Savoia, e che ci favorirà molto perché ce ne aprirà parecchi altri. Abbiamo ricevuto la domanda da<br />

due giorni e vorrebbero avere le Suore per il 15 giugno prossimo...” 3<br />

La risposta pos<strong>it</strong>iva di Suor Basile, concordata con la Madre Generale, fu sollec<strong>it</strong>a.<br />

1<br />

OMV. ARCHIVIO STORICO - SUORE DELLA CARITÀ<br />

2<br />

ACPV - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA” - ARMADIO 1<br />

– 1.3 -1.4, pag. 179<br />

3 OMV – SUORE DELLA CARITÀ


13<br />

Da Thonon, il 27 maggio essa scrive ai Signori Mandelli e Gattinara, delegati<br />

dell’Amministrazione dell’Ospedale di Vercelli:<br />

“Ho ricevuto con vera soddisfazione e con grande riconoscenza la comunicazione ufficiale<br />

del giorno 15 di questo mese, con la quale mi avvisate che l’Amministrazione dell’Ospedale<br />

Maggiore di Vercelli, ha deliberato di stabilire un ist<strong>it</strong>uto provvisorio di Suore della Car<strong>it</strong>à per<br />

assistere i malati dell’Ospedale; che voi siete stati incaricati di prendere accordi con me e di<br />

studiare, di comune accordo, un progetto di convenzione che dovrà essere successivamente<br />

sottoposto all’approvazione di Codesta Amministrazione ed io avrò ricevuto il consenso del nostro<br />

Vescovo a segu<strong>it</strong>o della richiesta del vostro illustre e venerabile Prelato.<br />

In attesa di questa felice conclusione, che auspico con tutto il cuore, vi prego di accettare i<br />

sensi della più viva riconoscenza e devozione. Vostra umile e obbediente serva<br />

Superiora delle Figlie della Car<strong>it</strong>à dell’ospedale di Thonon<br />

Suor Basile Prince” 1<br />

UN PROGETTO di CONVENZIONE<br />

Da Thonon, il 27 maggio <strong>1825</strong> viene sped<strong>it</strong>o, ai Signori Amministratori dell’Ospedale<br />

Maggiore degli infermi della c<strong>it</strong>tà di Vercelli, detto di Sant’Andrea, un progetto di convenzione.<br />

“Signori,<br />

in segu<strong>it</strong>o alla lettera ufficiale che ci venne scr<strong>it</strong>ta il 15 di questo mese dai Signori V<strong>it</strong>torio<br />

Mandelli e Marchese Dionigi Arborio di Gattinara, nelle loro qual<strong>it</strong>à di Delegati della<br />

Congregazione dell’Ospedale Maggiore della c<strong>it</strong>tà di Vercelli per domandarci cinque Suore del<br />

nostro Ist<strong>it</strong>uto, compresavi la superiora, per assistere gli ammalati ricevuti in detto Ospedale, la<br />

nostra Congregazione accetta con riconoscenza l’onore che voi volete farle alle seguenti<br />

condizioni:<br />

1° - L’assistenza degli ammalati che saranno ricevuti nell’Ospedale Maggiore di Vercelli,<br />

detto di sant’Andrea, sarà affidata per tre anni a decorrere dalla data di questa convenzione<br />

provvisoria, a cinque Suore della Car<strong>it</strong>à sotto l’invocazione di san Vincenzo de’ Paoli, compresavi<br />

la Superiora, nonché Monsignor Arcivescovo di Annecy ne sia prevenuto da Monsignor<br />

Arcivescovo di Vercelli.<br />

2° - Le Suore della Car<strong>it</strong>à saranno incaricate della distribuzione dei medicinali, della<br />

cucina, della biancheria, della cantina, e della custodia di tutte le provviste destinate al giornaliero<br />

consumo. Esse dovranno far conoscere ogni settimana al Signor Economo della Casa i bisogni<br />

dello stabilimento, e sugli stati che esse presenteranno, saranno rilasciati dei buoni per tutti gli<br />

oggetti di cui esse domanderanno la distribuzione.<br />

Alla fine di ciascun mese la Superiora renderà conto all’Amministrazione dell’impiego di<br />

ciò che sarà stato messo a sua disposizione dall’economo e questi presenterà dal suo canto le<br />

richieste che avranno serv<strong>it</strong>o di base ai buoni da lui rilasciati.<br />

Confrontando questi stati e quelli del movimento dell’Ospedale, l’Amministrazione sarà in<br />

grado di giudicare se la spesa non abbia oltrepassato i lim<strong>it</strong>i di una saggia economia.<br />

3° - Le Suore della Car<strong>it</strong>à avranno sotto i loro ordini gli infermieri, le infermiere ed i<br />

salariati della casa; esse potranno in caso di disobbedienza, infliggere loro la pena degli arresti<br />

per la durata di 24 ore, con l’obbligo di renderne conto all’Amministrazione Nel caso che si<br />

trattasse di una pena più grave, o del licenziamento defin<strong>it</strong>ivo, esse ne riferiranno sempre al<br />

Direttore che deciderà, oppure, secondo il caso, ne riferirà all’Amministrazione perché statuisca<br />

sui fatti in questione.<br />

4° - La pulizia della casa e delle sale degli ammalati spetta alle Suore che veglieranno<br />

specialmente a che gli estranei non si introducano nella casa salvo nei giorni e nelle ore<br />

1<br />

OMV. ARCHIVIO STORICO - SUORE DELLA CARITÀ


14<br />

determinate dall’Amministrazione; a che non si porti agli infermi alcun alimento di fuori e che la<br />

nettezza regni nelle sale e queste siano sempre convenientemente areate.<br />

Cureranno che gli ammalati ricevano i prescr<strong>it</strong>ti medicinali nella qual<strong>it</strong>à e dose ordinate<br />

dai Medici e Chirurghi dell’Ospedale. Faranno conoscere al Direttore bimestrale ed anche<br />

all’Amministrazione gli abusi da reprimere da esse osservati in rapporto ai regolamenti<br />

dell’Ospedale attualmente in vigore, e che potranno essere stabil<strong>it</strong>i dall’Amministrazione, che le<br />

Suore osserveranno e faranno osservare.<br />

5° - Tutti gli oggetti affidati alle Suore della Car<strong>it</strong>à, saranno ad esse rimessi mediante<br />

inventario fatto in doppio al loro ingresso nello stabilimento.<br />

6° - All’Economo Ricev<strong>it</strong>ore Generale dell’Ospedale resterà l’incarico del rilascio di tutti i<br />

buoni per la consumazione giornaliera della casa, della sorveglianza delle riparazioni occorrenti<br />

alla fabbrica e veglierà a che le derrate rimesse alle Suore sopra loro richiesta, siano di buona<br />

qual<strong>it</strong>à; ciò che non toglierà il dir<strong>it</strong>to alla Superiora di portare le sue lagnanze all’Amministratore<br />

bimestrale ed anche all’Amministrazione, quando riconoscesse che vi è deficienza nel peso o difetto<br />

nella qual<strong>it</strong>à.<br />

7° - Le Suore della Car<strong>it</strong>à saranno alloggiate ed avranno lume, nutrimento, riscaldamento e<br />

bucato nell’ospedale; esse potranno servirsi del mobilio della casa, della biancheria da tavola,<br />

asciugamani, grembiali di tela durante il lavoro.<br />

La rammendatura e riparazioni della loro biancheria personale e dei loro vestimenti, il<br />

porto delle loro lettere e pacchi, saranno a carico dell’Ospedale.<br />

Il refettorio, il dorm<strong>it</strong>orio e l’infermeria ad uso delle Suore non saranno comuni ai<br />

domestici, agli ammalati o ad altre persone.<br />

Le Suore non saranno assoggettate a certi lavori faticosi, come: attingere acqua, fare bucato, fare<br />

pane e vegliare a turno gli ammalati. Sono eccettuati il r<strong>it</strong>ardo nell’ora di coricarsi e l’obbligo di<br />

rilevarsi nella notte per l’assistenza generale degli ammalati.<br />

L’Amministratore pagherà la somma di 120 lire nuove per il vestiario di ciascuna Suora e<br />

l’ammontare ne sarà rimesso ogni anno alla Superiora o sua rappresentante.<br />

8° - L’Amministratore bimestrale continuerà ad essere il Soprintendente generale<br />

dell’Ospedale, lo vis<strong>it</strong>erà ciascun giorno, risolverà sommariamente le piccole difficoltà, ne renderà<br />

conto all’Amministrazione e si assicurerà che i regolamenti siano esattamente osservati.<br />

9° - Niente è cambiato nella gestione della farmacia, sulla quale l’Amministratore<br />

bimestrale e quello incaricato dell’ispezione, continueranno ad eserc<strong>it</strong>are esclusivamente la loro<br />

speciale sorveglianza.<br />

10° - L’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore di Vercelli si incaricherà di pagare tutte<br />

le spese di viaggio delle cinque Suore che si recheranno a Vercelli accompagnate dalla loro<br />

superiora e tutte le spese di r<strong>it</strong>orno di questa; oppure, se l’Amministrazione lo giudicasse più<br />

conveniente, pagherà per tale doppio oggetto la somma di settecento lire nuove.<br />

11° - Il governo spir<strong>it</strong>uale delle Suore della Car<strong>it</strong>à apparterrà a Mons. Arcivescovo di<br />

Vercelli, che esse si faranno un dovere di considerare come loro Superiore immediato.<br />

12° - Questa convenzione non è che provvisoria e considerata come semplice esperimento.<br />

Le condizioni sopra enumerate saranno tuttavia osservate per tre anni consecutivi a partire dal<br />

giorno in cui questa convenzione sarà reciprocamente accettata. Scaduto questo termine, le parti si<br />

riserveranno il dir<strong>it</strong>to di trattare defin<strong>it</strong>ivamente e di introdurvi le modifiche che l’esperienza avrà<br />

dimostrato necessarie. Se poi, contro ogni attesa, lo stabilimento delle Suore della Car<strong>it</strong>à non<br />

diventasse allora defin<strong>it</strong>ivo, per fatto proprio dell’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore di<br />

Vercelli, questa sarà r<strong>it</strong>enuta ad un indennizzo che sarà di buon accordo fissato per le spese di<br />

r<strong>it</strong>orno.<br />

13° - Allorché Monsignor Arcivescovo di Vercelli avrà ottenuto l’assenso di Monsignor<br />

Vescovo di Annecy per questo progetto di stabilimento, le presenti convenzioni saranno accettate<br />

dall’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore degli Infermi della c<strong>it</strong>tà di Vercelli e queste due


15<br />

approvazioni ci saranno state notificate, noi ci obblighiamo di renderci entro dieci giorni a Vercelli<br />

insieme alle cinque Suore destinate a prestar servizio in detto ospedale.<br />

Fatto e stabil<strong>it</strong>o a Thonon in Chiablese, il giorno ed anno di cui sopra.<br />

La Superiora delle Figlie della Car<strong>it</strong>à di Thonon sotto l’invocazione di San Vincenzo de’ Paoli<br />

Firmato – Suor Basile Prince” 1<br />

Nella seduta dell’11 giugno <strong>1825</strong> il Regolatore dell’Ospedale Marchese Dionigi Arborio di<br />

Gattinara presenta ai Consiglieri il suddetto progetto di Convenzione che viene approvato<br />

all’unanim<strong>it</strong>à.<br />

Suor Basile pensa di fermarsi due o tre mesi, il tempo necessario per avviare il servizio e<br />

introdurre le suore nei loro comp<strong>it</strong>i specifici.<br />

Suor Eulalia avrebbe poi dovuto assumere le funzioni di superiora e Suor Anastasia curare la<br />

corrispondenza e la contabil<strong>it</strong>à. In effetti si vedrà che le cose si svolsero in modo diverso.<br />

ARRIVANO LE SUORE<br />

“La sera del 28 luglio dell’anno <strong>1825</strong> arrivano a Vercelli, accompagnate da Sr. Basile Prince:<br />

Suor Eulalia Geantele - Martina Duchene – Anastasia Huot – Germana Pasquier – Agostina<br />

Bovier” 2<br />

Il 9 agosto Suor Basile scrive alla Madre Generale, Giovanna Antida<br />

“Mia Reverenda Madre,<br />

la presente è per informarci della vostra salute e nello stesso tempo per inviarvi notizie<br />

dettagliate dell’Ospedale di Vercelli. Suor V<strong>it</strong>toria, nostra superiora ha destinato per codesta casa<br />

Suor Eulalia, Suor Anastasia, Suor Germana, una giovane novizia che ha la vista molto debole e si<br />

chiama Suor Agostina e una quinta novizia: Suor Martina.<br />

Delle cinque solo Suor Anastasia e suor Germana sanno scrivere. Suor Eulalia e le altre<br />

due non possono né leggere, né firmare... Le mansioni che ci vogliono affidare sono: tenere la<br />

contabil<strong>it</strong>à dei malati (ossia il movimento delle entrate, delle nasc<strong>it</strong>e, dei decessi), la cura della<br />

biancheria e il granaio, la elencazione dettagliata delle distribuzioni giornaliere, di tutto ciò che si<br />

può usare nella casa, ed infine sorvegliare tutto il personale circa la pulizia, la sicurezza; in più<br />

tenere i registri.<br />

Purtroppo, nessuna di noi sa una parola di piemontese e perciò siamo in gravi difficoltà e<br />

costrette a ricorrere a voi, carissima Madre, pregandovi e scongiurandovi di avere pietà di noi in<br />

questo momento cr<strong>it</strong>ico e di venire in nostro soccorso inviandoci due suore francesi che siano in<br />

grado di aiutarci, almeno per un anno, al fine di mettere lo stabilimento in grado di svolgere bene<br />

il suo lavoro. Non rifiutateci questo favore, per piacere, o qui tutto è perduto...” 3<br />

Suor V<strong>it</strong>toria, il 22 agosto aggiunge le sue richieste a quelle di Suor Basile in favore di<br />

Vercelli.<br />

“Sapete che questa casa ci ha messo nelle buone grazie di Mons. Vescovo di Annecy,<br />

quando venne a sapere che fu Mons. Arcivescovo a chiedere le nostre Suore per la sua c<strong>it</strong>tà.<br />

Ohimè! cara Madre, quanto abbiamo sofferto e lottato con lui (il Vescovo di Annecy). Non ve ne<br />

abbiamo parlato, temendo di inasprire le vostre sofferenze, già abbastanza grandi, ma ora tutto va<br />

1 ASV - AAB – Fascicolo Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

2 ACPV - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA” – pag. 184 -<br />

ARMADIO 1 – 1.3 -1.4 - AOV. Ordinato n. 30 del <strong>1825</strong> – 3 agosto<br />

3<br />

AGSCR- “Lettres et Documents” - Vol . IV, pag. 910<br />

N.B. La spesa del viaggio è risultata più modesta del previsto: £. 250 ( comprensiva di vettura, sosta,<br />

pernottamento e varie)


16<br />

bene a motivo della casa che è il primo ospedale del Regno di Sardegna ...; bisogna dunque, venire<br />

in nostro soccorso, dandoci due buone Suore francesi che sono con voi, per metterle alla testa di<br />

questa casa.<br />

Se non potete fare il sacrificio di due, mandatecene almeno una, senza di che saremo<br />

costrette ad abbandonare tutto: le nostre Suore dopo aver fatto le spese del viaggio per Vercelli,<br />

sarebbero obbligate a rinnovarle per il r<strong>it</strong>orno nella povera Savoia.<br />

Abbiamo spogliato l’Ospedale di Thonon, abbiamo preso quanto vi era di meglio e di più preparato<br />

tra il personale e questo non può ancora andare... A Thonon rimangono solo cinque giovani Suore,<br />

che non sono all’altezza della casa. Io sono costretta ad andarvi di tanto in tanto, per dare aiuto.<br />

Giudicate, cara Madre, quanto siano in disagio le due case: questa, quando io sono costretta a<br />

rimanere a Thonon, quella, per l’assenza di Suor Basile. Quanto prima non oserò più presentarmi<br />

agli Amministratori che continuano a chiedermi se presto arriverà Suor Basile” 1<br />

Il 24 settembre anche Suor Basile, di nuovo scrive supplicando la Madre di mandare<br />

qualche Suora in suo aiuto, dopo averle raccontato in quale modo è avvenuta la richiesta delle<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à per il servizio nell’Ospedale di Vercelli, ricorda le difficoltà che il Marchese di<br />

Gattinara ebbe per farle accettare :<br />

“...Egli si sentì in dovere di convincere i suoi colleghi a chiamare delle religiose del nostro<br />

Ordine nel loro Ospedale e vi è riusc<strong>it</strong>o con fatica per il seguente motivo: durante l’appartenenza<br />

del Piemonte alla Francia, il Prefetto di Torino aveva introdotto le Suore della car<strong>it</strong>à di Névèrs<br />

all’ospedale S. Giovanni Battista (a quel tempo la Superiora dell’Ordine si chiamava Suor<br />

Anastasia Montmaya e quella di Torino Suor Scolastica). Essendo protette dal Prefetto e dal<br />

Governo, comandavano a bacchetta ed avevano una retribuzione ragguardevole, e ciò non garbava<br />

ai piemontesi, i quali al momento favorevole, cioè alla restaurazione dei Savoia, le rimandarono in<br />

Francia …<br />

Se saranno contenti di noi, il signor Marchese assicura che si farà molto bene ...<br />

Sono io, carissima Madre che vi supplico di mandarci delle Suore, non sapendo quelle che<br />

attualmente sono qui, capire la lingua del luogo e dirigere questa casa: suor Eulalia non sa né<br />

leggere né scrivere, Suor Anastasia è giovane e ingenua ...” 2<br />

Le Suore si preoccupano per la loro inadeguata istruzione e per le responsabil<strong>it</strong>à che si sono<br />

addossate, ma gli Amministratori non sono di questo avviso, tanto che “il Cav. Alessandro Arborio<br />

Mella, nuovo Regolatore di governo dell’Ospedale, in sost<strong>it</strong>uzione del marchese Dionigi Arborio di<br />

Gattinara, scrive alla Signora Thouret, superiora generale delle Figlie della Car<strong>it</strong>à a Napoli,” 3<br />

una lettera elogiativa, con nuove richieste fin dal 31 agosto <strong>1825</strong>.<br />

“L’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore di Vercelli di cui ho l’onore di far parte,<br />

avendo avuto come scopo di introdurre un sistema di stretta economia e di assicurare una sempre<br />

migliore assistenza ai poveri malati, fissò la sua attenzione alla Congregazione che voi presiedete<br />

degnamente e manifestò a questo scopo di avere alcune Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di<br />

San Vincenzo de’ Paoli.<br />

Avete avuto la bontà di esaudire la nostra richiesta e le Suore in numero di sei, arrivarono a<br />

Vercelli il 28 luglio ultimo scorso, quando io ero a metà del mio bimestre di servizio, che per<br />

quanto riguarda l’ispezione delle Infermerie e dell’interno è così ripart<strong>it</strong>a tra i sei amministratori.<br />

Fin dai primi giorni in cui le Suore incominciarono ad eserc<strong>it</strong>are le loro car<strong>it</strong>atevoli<br />

funzioni, l’Amministrazione vide con intima compiacenza che poteva essere completamente<br />

1<br />

AGSCR - “Lettres et Documents” Vol. IV, pag 912<br />

2<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV, pag 915<br />

3<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV , pag 913


17<br />

soddisfatta nelle sue attese e così non es<strong>it</strong>ò a pregarle di incaricarsi anche di una parte del<br />

servizio economico dell’interno.<br />

Certo un mese di esperienza è breve per giudicare, tuttavia l’Amministrazione è convinta<br />

che da un buon inizio si può aspettare tutto il bene. Noi abbiamo anche la consolazione di vedere<br />

che tutta la c<strong>it</strong>tà apprezza questa scelta.<br />

Lo zelo e l’intelligenza con le quali queste Suore si adoperano nelle loro funzioni ci<br />

spingerebbe ad affidare loro altri comp<strong>it</strong>i conformi alle vostre sante Regole, ma ci trattiene il<br />

timore di sovraccaricarle. Vediamo con molta pena che Suor Basile, la quale presiede a questo<br />

stabilimento in modo superiore ad ogni elogio e con vero vantaggio per l’Ospedale, è destinata a<br />

svolgere questo comp<strong>it</strong>o in modo provvisorio ...Vi chiedo a nome dei miei colleghi, di accordarci<br />

che Suor Prince vi sia defin<strong>it</strong>ivamente destinata in qual<strong>it</strong>à di direttrice ...<br />

Nella speranza che vogliate aderire alla richiesta che ho l’onore di fare a nome<br />

dell’Amministrazione, vi esprimo i sensi dei miei più sinceri auguri affinché la vostra<br />

Congregazione possa estendersi nel nostro Piemonte che abbonda di Ist<strong>it</strong>uti di beneficenza e noi<br />

saremo doppiamente felici di avere dato l’esempio chiamando la vostra Congregazione e di averne<br />

sperimentato per primi i vantaggi ...” 1 .<br />

Da Napoli, il 3 ottobre, Madre Giovanna Antida Thouret risponde al Cav. Alessandro Arborio<br />

Mella circa questa richiesta di confermare Suor Basile come direttrice dell’Ospedale di Vercelli.<br />

“Signor Cavaliere,<br />

dieci giorni fa ricevetti la vostra in data 31 agosto ultimo scorso che mi fa molto onore. Vi<br />

scorgo con molta soddisfazione le buone testimonianze che avete la bontà di darmi a propos<strong>it</strong>o<br />

delle nostre care sorelle che rispondono all’onore della vostra fiducia come a quella dei vostri<br />

colleghi.<br />

E’ vero che la cara Suor Basile è capacissima di dirigere una casa come la vostra, ed è per<br />

questo che la designai per accompagnarvi le nostre Sorelle e per dirigerle provvisoriamente. In<br />

capo a tre settimane, quando ne ebbe presa conoscenza, mi scrisse che non potendo assentarsi a<br />

lungo da Thonon, era necessario che io le inviassi una o due sorelle francesi per venire incontro al<br />

bisogno urgente in cui si trovava, che gliene serviva necessariamente una per dirigere il vostro<br />

stabilimento.<br />

Le risposi sub<strong>it</strong>o, per tranquillizzarla e sollevarla, che stavo preparandone due. Ma era<br />

necessario che ella mi mandasse un vetturale di mia conoscenza, il quale deve venire dalla Savoia<br />

per portarci alcune aspiranti al nostro stato. Al suo r<strong>it</strong>orno egli condurrebbe le due Suore che ho<br />

destinato per Vercelli.<br />

Anche la nostra cara Suor V<strong>it</strong>toria, quella a cui abbiamo dato parte della nostra autor<strong>it</strong>à<br />

per rappresentarci in quel paese, ci scrisse supplicandoci di mandargliene: non aspetto altro che<br />

l’arrivo del vetturale per dare prova della mia buona volontà sperando di fare cosa a voi grad<strong>it</strong>a.<br />

Non so se la cara Suor Basile vi ha sottoposto questo progetto prima di scrivermi, ecco perché<br />

vorrei essere assicurata, da voi o da lei, dell’approvazione dell’Amministrazione.<br />

Quanto alla domanda che ci fate di lasciarvi Suor Basile come direttrice del vostro ente, vi prego di<br />

credere che ve l’accorderei di tutto cuore se dipendesse soltanto dalla mia volontà, ma io penso,<br />

poiché me ne parla la nostra cara Suor V<strong>it</strong>toria, che i signori Amministratori della c<strong>it</strong>tà di Thonon<br />

non vorranno acconsentire al suo allontanamento, essi amano il bene e la propagazione del nostro<br />

Ist<strong>it</strong>uto ed è per questi motivi che hanno acconsent<strong>it</strong>o alla sua assenza momentanea. Sarebbe ora<br />

una specie di ingiustizia se si volesse toglierla.<br />

1 AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV , pag 913


18<br />

Quella delle due che ci proponiamo di inviarvi per sost<strong>it</strong>uire Suor Basile, è una persona di<br />

età matura, ricca di qual<strong>it</strong>à e di intelligenza. Credo che vi compenserà della perd<strong>it</strong>a di Suor Basile<br />

e che sarete soddisfatto non appena ella sarà al corrente della s<strong>it</strong>uazione dello stabilimento.<br />

Sono commossa per gli auguri che mi fate per la propagazione del nostro Ist<strong>it</strong>uto nel<br />

Piemonte, ammiro la pietà, lo zelo e la devozione della vostra rispettabile Amministrazione per il<br />

bene degli infelici: un così nobile esempio avrà degli im<strong>it</strong>atori. Sì, voi siete il primo strumento di<br />

cui Dio si è serv<strong>it</strong>o per introdurre la nostra Congregazione in Piemonte. Spero che vi farà dei<br />

progressi. Da parte mia non trascuro nulla per corrispondere ai disegni di Dio e alla fiducia delle<br />

persone rispettabili di cui Egli si serve per operare il bene.<br />

Vogliate gradire l’omaggio della mia perfetta grat<strong>it</strong>udine e quella del più profondo rispetto<br />

col quale ho l’onore di essere la vostra umilissima e obbedientissima serva<br />

Suor Giovanna Antida Thouret<br />

Superiora Generale delle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di San Vincenzo de Paoli” . 1<br />

Alla presente segue risposta di Suor Basile che ribadisce la richiesta e sottolinea le reali difficoltà<br />

esistenti in data 5 ottobre, e poiché l’arrivo delle Suore richieste a Napoli si fa attendere, sembra<br />

utile informare gli Amministratori di Thonon delle trattative in corso per la sost<strong>it</strong>uzione di Suor<br />

Basile che tornerà sub<strong>it</strong>o dopo l’arrivo di questa Suora già designata. Se ne incarica il cav. Paolo<br />

Avogadro di Casanova, regolatore dell’Ospedale in carica. La Madre, Giovanna Antida, non perde<br />

tempo. Le Suore da lei designate per Vercelli, partiranno il 16 novembre. Il giorno 14 ella scrive<br />

all’Arcivescovo, raccomandando alla sua protezione e benevolenza le Suore che operano<br />

nell’Ospedale.<br />

“Monsignore, desideravo da molto tempo compiere il mio dovere presso vostra Eccellenza.<br />

Approf<strong>it</strong>to quindi della felice occasione di due delle nostre figlie che vengono nella vostra Diocesi e<br />

precisamente nella c<strong>it</strong>tà in cui risiedete, per eserc<strong>it</strong>are, con il consenso dei rispettabili<br />

Amministratori del grande Ospedale S. Andrea, le pie funzioni alle quali il nostro santo stato ci<br />

chiama. Parecchie nostre sorelle venute dalla Savoia, le quali fanno una stretta un<strong>it</strong>à con noi, vi si<br />

trovano già occupate da alcuni mesi con grande soddisfazione dell’Amministrazione dalla quale<br />

abbiamo ricevuti encomi soddisfacenti.<br />

Una di quelle che inviamo di qui, è destinata ad essere a capo dell’opera e dirigere le altre<br />

Sorelle; ha già una buona età ed è esperta, ben consolidata nella sua vocazione e zelante nel<br />

proprio dovere. Spero che ella e tutte le altre che sono virtuose giovani, completamente dedicate al<br />

bene degli sfortunati, non daranno ad<strong>it</strong>o ad alcun scontento.<br />

Le raccomando alla protezione e benevolenza di Vostra Eccellenza che esse considerano<br />

come loro padre e superiore speciale, secondo la nostra Regola approvata dal nostro Santo Padre<br />

il Papa Pio VII, di felice memoria.<br />

Esse sono quindi non solo vostre diocesane, ma anche vostre figlie rispettose e sottomesse<br />

che prego di guardare con occhio paterno: con questa speranza imploro su di esse e su di me la<br />

vostra benedizione mentre vi supplico di gradire l’omaggio rispettoso con il quale ho l’onore di<br />

essere la vostra umilissima e obbedientissima serva.<br />

Suor Giovanna Antida Thouret<br />

Superiora Generale delle Figlie della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli” 2<br />

1<br />

AGSCR - “Lettres et Documents” Vol. IV, pag. 917<br />

2<br />

AGSCR -“ Lettres et Documents” vol. IV, pag 920 – la denominazione Figlie della Car<strong>it</strong>à e Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

ricorre in modo indifferenziato per indicare la Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di<br />

S. Vincenzo de’ Paoli.


SUOR BRIGITTE CAYEN LA PRIMA SUPERIORA DEL SANT’ANDREA<br />

19<br />

Finalmente il 17 novembre, Madre Giovanna Antida Thouret, annuncia ufficialmente al Cav.<br />

Alessandro Arborio Mella, la designazione di Suor Brigida Cayen come Superiora dell’Ospedale e<br />

la sua partenza per Vercelli. “L’altra Suora è Suor Antonietta Rollier”. 1<br />

Il viaggio da Napoli a Vercelli prosegue felicemente, come l’attesta una lettera di Suor Brigida del<br />

25 novembre da Firenze. Le Suore non vedono l’ora di arrivare a destinazione “per avere la gioia<br />

di ricevere notizie della Madre: sarà l’unico mezzo per consolarci di avere lasciato una Madre<br />

tanto buona, che amiamo più di noi stesse”. 2<br />

A Roma non sono potute andare alla chiesa di San Paolo per lucrare l’indulgenza del<br />

giubileo <strong>1825</strong>. Il padre di una Suora “che non le lascia tutto il giorno è stato di impedimento,<br />

facendo fare a loro mille <strong>it</strong>inerari per portarle in altra parte”...Suor Brigida aggiunge :” Dicevo tra<br />

me che se non fossi stata religiosa, avrei scelto di farlo, tanto gli uomini sono noiosi ...”. “Il nostro<br />

vetturale è sempre il medesimo e di una dolcezza e pazienza a tutta prova...Bisogna che lo prenda a<br />

modello ...” 3<br />

La Madre che avrebbe desiderato accompagnare le Suore a Vercelli, segue “con il cuore e<br />

con lo spir<strong>it</strong>o tutto il loro viaggio”. Il 6 dicembre scrive a Suor Brigida:<br />

“Credo che mentre vi scrivo siate già arrivata da due giorni a Vercelli ed abbiate avuto la<br />

consolazione di trovarvi ancora la nostra buona Suor Basilia, come ho appena appreso dal signor<br />

Cavalier Mella, uno dei vostri rispettabili e zelanti Amministratori.<br />

Ella vi metterà, dunque, al corrente della casa e vi darà tutti i suggerimenti di cui potete<br />

aver bisogno. Coraggio, figlia mia, sperate in Dio e non lasciatevi intimidire. Spero di ricevere<br />

anche da voi buone attestazioni, come quelle di coloro che vi hanno preceduto. Ho ricevuto con<br />

grande soddisfazione le due vostre lettere, la prima da Roma, l’altra da Firenze; nutrivo grande<br />

fiducia che avreste fatto un viaggio eccellente e che la vostra salute avrebbe potuto fortificarsi ed<br />

anche ristabilirsi interamente, ma quello che voi stessa mi comunicate, mi susc<strong>it</strong>a grande<br />

consolazione e spero che Dio vi ridarà una buona salute per servirlo e procurare la sua gloria.<br />

Attendo ancora vostre notizie, prima dell’ultima vostra destinazione e dopo alcuni giorni di<br />

soggiorno a Vercelli, come eravamo rimaste d’accordo: attendo notizie interessanti ...<br />

Suor Giovanna Antida Thouret Superiora Generale delle Figlie<br />

della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli”. 4<br />

Suor Brigida arrivando a Vercelli consegnerà alle Suore una lettera che la Madre ha scr<strong>it</strong>to per loro.<br />

Si tratta di presentare loro la superiora e di dare alcuni orientamenti che potranno dare un tono allo<br />

stile di v<strong>it</strong>a e di servizio della nuova comun<strong>it</strong>à .<br />

“ Mie figlie carissime,<br />

questa lettera vi sarà consegnata dalla nostra carissima Suor Brigida Cayen che vi inviamo<br />

per rappresentarci presso di voi e per dirigere l’Ospedale di S. Andrea di Vercelli, dove già<br />

risiedete. E’ dunque nostro desiderio che la consideriate come tale e le siate sottomesse e<br />

1<br />

AGSCR - “Lettres et Documents” Vol. IV - pag . 922<br />

2<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV - pag. 925<br />

3<br />

AGSCR - “Lettres et Documents” Vol. IV - pag. 927<br />

4<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol IV - pag. 921


20<br />

rispettose. Ella ha l’età e l’esperienza per dirigervi; avrà pure per voi, tutta la car<strong>it</strong>à e la bontà<br />

necessarie; provvederà ai vostri bisogni con tutte le sue possibil<strong>it</strong>à.<br />

Vivete in buona unione e nella santa pace del Signore. Serv<strong>it</strong>e Gesù Cristo nella persona dei<br />

poveri. Abbiate sempre pur<strong>it</strong>à di intenzione nei vostri impieghi e in tutte le vostre azioni. Vegliate<br />

continuamente su voi stesse perché vi trovate in mezzo al mondo che osserva tutte le vostre azioni.<br />

Impegnatevi ad essere modelli di edificazione le une verso le altre e solo il profumo delle vostre<br />

virtù si diffonda all’esterno.<br />

Abbiamo la consolazione di annunciarvi che, fino ad oggi, abbiamo ricevuto attestazioni di<br />

soddisfazione; continuate dunque, mie care figlie, a comportarvi nella stessa maniera per procurare<br />

sempre più la gloria di Dio e la vostra santificazione.<br />

Elevo continuamente voti a Dio per tutte voi ed imploro da Lui su ciascuna di voi e sui<br />

vostri lavori, le sue abbondanti benedizioni”.<br />

Suor Giovanna Antida Thouret<br />

Superiora Generale delle Figlie della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli 1<br />

Il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale verbalizza la nomina della nuova Superiora<br />

in data 13 dicembre <strong>1825</strong>:<br />

… “il sottoscr<strong>it</strong>to segretario dell’Ospedale Maggiore avendo dato lettura degli otto articoli<br />

contenuti nel sovradetto ordinato relativi allo stabilimento defin<strong>it</strong>ivo delle Molto Rev.de Suore della<br />

car<strong>it</strong>à… Suor Basile Prince Organizzatrice e Suor Brigide (sic) Cayen Superiora destinata a<br />

rimanere in quest’Ospedale, le medesime hanno dichiarato di accettare i suddetti articoli<br />

nell’interesse delle loro consorelle e si sono sottoscr<strong>it</strong>te<br />

Soeur Basile Prince<br />

Soeur Brig<strong>it</strong>te Cayen<br />

V<strong>it</strong>torio Mandelli Segretario” 2<br />

Si tratta di un aggiornamento della prima Convenzione approvata con ordinato dell’11 giugno.<br />

Esso prevede l’aumento del numero delle Suore (da sette ad undici) e definisce la<br />

suddivisione dei comp<strong>it</strong>i.<br />

Suor Basile rientra a Thonon-les-Bains dopo l’arrivo di Suor Brigida Cayen. La sua<br />

presenza ed il lavoro da lei svolto a Vercelli, sono da considerarsi fondamentali non soltanto per lo<br />

sviluppo della Comun<strong>it</strong>à all’interno dell’Ospedale, ma per il futuro della Congregazione che per<br />

darle un contrassegno della stima che ha concep<strong>it</strong>o delle sue virtù e della riconoscenza la prega di<br />

accettare una somma con medaglie rappresentanti le effigi del Patrono della Diocesi S. Eusebio e<br />

della Beata Emilia, nipote del Cardinale fondatore di questa Pia Opera. Le è pure consegnata una<br />

reliquia di S. Eusebio con autentica di Mons. Arcivescovo. 3<br />

Dopo i ringraziamenti ufficiali del 16 dicembre, da parte dell’Amministrazione<br />

dell’Ospedale, Suor Basile Prince, rimanda la partenza da Vercelli al 2 gennaio 1826. Suor Brigida<br />

l’accompagna fino a Torino e il 16 gennaio, si prende cura di darne notizia alla Madre Giovanna<br />

Antida. Le quattro Suore tanto attese arriveranno all’Ospedale il 17 giugno provenienti da Thonon.<br />

1<br />

ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ<br />

2 ACPV - ARMADIO 1 – 1.3 -1.4 - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA<br />

IN IT<strong>AL</strong>IA”, pag. 281 - fotocopia originale ordinato n. 46 del <strong>1825</strong>, 13 dicembre, AOV – Ordinati 1822/27<br />

vol. 20, pag. 151<br />

3 Reliquia che si trova nel Reliquiario - Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” Vercelli Via A. Cagna, 19


21<br />

Frattanto il Cavalier Alessandro Arborio Mella - membro dell’Amministrazione<br />

dell’Ospedale – il 26 aprile invia alla Superiora Generale Madre Boucon , notizie di Suor Germaine<br />

e allega l’estratto di una pubblicazione che interessa le Suore di Vercelli.<br />

“All’Ospedale Maggiore Suor Germaine ci ha fatto temere per la sua v<strong>it</strong>a, all’inizio dell’anno.<br />

Abbiamo ora il piacere di sapere che questa brava Suora ha ripreso l’esercizio delle sue<br />

funzioni: si deve anzi moderare molto il suo zelo per timore di una ricaduta.<br />

Che il buon Dio voglia accordare alle vostre figlie molta salute: per il resto vi assicuro che<br />

partecipo con il più grande piacere alla dolce soddisfazione che dovete provare quando chi vi<br />

parla apertamente, assicura “che tutto va bene”.<br />

A questo riguardo mi prendo la libertà di trascrivervi qui, letteralmente , la conclusione di<br />

alcune osservazioni che abbiamo scr<strong>it</strong>to circa la fondazione dell’Ospedale (1220) e del suo<br />

sviluppo successivo fino alla decisione presa nel <strong>1825</strong> di chiamarvi le vostre Suore.<br />

Queste osservazioni sono state inser<strong>it</strong>e nel Calendario dei Regi Stati e quindi posti<br />

all’attenzione di S.M. che s’interessa molto a tutto ciò che attiene agli stabilimenti di beneficenza.<br />

Scusate Signora, se vi ho annoiata con questa lunga lettera: ora sono incalzato dalla<br />

partenza del corriere e dalle cure che devo dare ad uno dei miei bambini che è ammalato. Ecco dei<br />

dettagli di famiglia in tutta libertà !<br />

Vogliate essere certa di tutta la mia sollec<strong>it</strong>udine in vantaggio del vostro Ist<strong>it</strong>uto. Ho l’onore<br />

di essere rispettosamente vostro umilissimo ed obbedientissimo serv<strong>it</strong>ore<br />

Alessandro Arborio Mella” 1<br />

IL PLAUSO DEI VERCELLESI<br />

Allegata alla lettera, trascr<strong>it</strong>ta a mano vi è la parte delle “osservazioni” stampate sul Calendario dei<br />

Regi Stati, riguardanti le Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

“Esse nell’Ospedale a guisa di vigilanti madri in seno a private famiglie, servono,<br />

assistono, consolano chi soffre; distribuiscono e tengono esatto conto del più minuto oggetto di<br />

giornaliero consumo ed impiego, sino e compresa l’oculatezza sulli granai.<br />

Evidente è il vantaggio, e tanto più in un ampio stabilimento che dall’adatto uso delle cose<br />

ne proviene e dal risparmio dei disperdimenti, e così succede essendo da esse tutto minutamente<br />

registrato, con adatto metodo verificato e sottoposto ad esatto controllo tra l’Economo - Cassiere e<br />

questa Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à, mediante opportuni vaglia spiccati a matrice.<br />

Il vero spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à cristiana che dirige ogni azione delle edificanti Suore, è un<br />

argomento non fallace onde poter presumere che si ovvierà mercè la loro vigilanza alla<br />

introduzione di abusi nella domestica economia.<br />

Piaccia quindi al Dator di ogni bene di far prosperare le campagne e conservare tempi<br />

tranquilli nei felici dominii del nostro Religiosissimo Sovrano. Si manterrà così nel patrimonio<br />

dell’Ospedale il necessario equilibro tra la cassa degli intro<strong>it</strong>i e quella delle usc<strong>it</strong>e, moltissime<br />

delle quali essendo obbligatorie per imposta soddisfazione di pii legati, dotazioni di fanciulle ed<br />

altri pesi perpetui, ascendono a tale somma da non lasciare che quanto è strettamente necessario a<br />

compiere lo scopo che il Pio Ist<strong>it</strong>utore Cardinale Bicchieri già da più di sei secoli stabiliva<br />

1 ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ


22<br />

fondando questo Spedale: “Ad substentationem pauperum; ut pauperes infirmi curentur et<br />

reficiantur.” 1<br />

I Regolatori dell’Ospedale, hanno ottenuto di avere la sost<strong>it</strong>uzione delle Suore ammalate.<br />

Ora chiedono anche la sost<strong>it</strong>uzione di Suor Eulalia.<br />

“Signora, abbiamo appreso dalla vostra onoratissima lettera dell’11 corrente mese che le<br />

religiose da voi proposte in sost<strong>it</strong>uzione di Suor Rosalia e di Suor Giustina saranno di forte<br />

cost<strong>it</strong>uzione fisica, tale da sopportare le faticose funzioni inerenti alla loro professione e dotate<br />

delle stesse qual<strong>it</strong>à delle loro consorelle.<br />

Resta inteso che le spese del viaggio non saranno a carico dell’Ospedale.<br />

Nello stesso tempo devo informarvi, che Suor Eulalia, disgraziatamente malata da qualche mese,<br />

chiede di potersi r<strong>it</strong>irare in Savoia, sulla qual cosa, gli Amministratori, seppure molto soddisfatti<br />

dei suoi servigi, non potendo rifiutarsi, vi prego di scegliere un’altra religiosa robusta e di inviarla<br />

con le due segnalate nella vostra lettera.<br />

Le cure che prendete per il benessere del nostro Ospedale mi fanno certo che darete<br />

disposizioni favorevoli ”. 2<br />

Un ultimo Ordinato di quest’anno, rifer<strong>it</strong>o alle Suore, segnala un piccolo provvedimento per<br />

alleviare la loro fatica .<br />

Leggiamo che il 25 agosto, “sebbene non sia stato ancora possibile ottenere il cambio delle<br />

Suore di cui all’Ordinato del 20 luglio scorso, le Suore hanno incominciato la vigilanza alla<br />

distribuzione delle medicine, secondo le istruzioni provvisoriamente adottate.<br />

Gli amministratori, per alleviare alquanto le loro fatiche e perché siano in grado di<br />

svolgere il nuovo servizio, accordano loro che per un giorno alla settimana la pul<strong>it</strong>ura delle<br />

verdure venga fatta da un infermiere soprannumerario ...” 3<br />

RICHIESTA DI SOSTITUZIONE DELLE SUORE M<strong>AL</strong>ATE …<br />

Il 23 luglio il Direttore bimestrale dell’Ospedale Maggiore chiede direttamente alla Superiora<br />

provinciale della Savoia, la sost<strong>it</strong>uzione di due Suore ammalate .<br />

“Signora,<br />

La Suora superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à addette a questo stabilimento, ci ha fatto<br />

osservare che le Suore Giustina e Rosalia essendo di debole cost<strong>it</strong>uzione e quindi di salute così<br />

cagionevole che le obbliga sovente a restare a letto, non sono più in grado di svolgere il servizio<br />

generale, soprattutto in questa stagione che ha un maggior numero di ammalati ed anche in<br />

considerazione che il Consiglio di Amministrazione ha determinato, a vantaggio degli stessi, di<br />

incaricare le Suore della distribuzione delle medicine.<br />

In considerazione di ciò vi prego Signora, anche a nome dei miei colleghi, di volerci<br />

procurare la sost<strong>it</strong>uzione delle due suddette Suore, nel più breve tempo possibile, sicuro che ci<br />

invierete Suore di forte cost<strong>it</strong>uzione, robuste”. 4<br />

1<br />

ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ “per il sostegno dei poveri; affinché i malati poveri siano<br />

curati e nutr<strong>it</strong>i”<br />

2<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ<br />

3<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ<br />

4<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ - ORDINATI 1830


23<br />

Bisogna infatti arrivare al 20 luglio per trovare negli “Ordinati” dell’Ospedale Sant’Andrea,<br />

la richiesta della sost<strong>it</strong>uzione di tre Suore.<br />

“La Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à avendo rappresentato che le Suore sono<br />

sgraziatamente in stato di così debole salute che necessario sarebbe ottenerne il cambio, affinché<br />

non ne soffra il servizio dell’opera, massime in questo momento in cui dalla congregazione si<br />

adotta in massima di applicare alcune Suore alla distribuzione dei rimedi e bib<strong>it</strong>e agli infermi<br />

dell’interno del che se ne farà esperienza come riservasi adottarne il regolamento come parte del<br />

generale riordinamento del servizio delle infermerie che si sta compilando.<br />

La Congregazione delibera che si debba, a spese dell’Ospedale, procurare il cambio<br />

suddetto sollec<strong>it</strong>ando affinché vengano destinate a questo pio luogo tre Suore di robusta<br />

cost<strong>it</strong>uzione onde il servizio proceda regolarmente ... il servizio generale possa essere svolto al<br />

completo. Le spese del cambio saranno a carico dell’ospedale. Le circostanze sono così urgenti che<br />

un qualche r<strong>it</strong>ardo sarebbe di pregiudizio, ed è per questo che io confido, Signora, nella vostra<br />

car<strong>it</strong>à per l’uman<strong>it</strong>à sofferente, che ci procurerete il cambio di giorno in giorno ...” 1<br />

Ma Suor Victoire, Superiora Provinciale, non può aderire alla richiesta del Direttore<br />

dell’Ospedale Sant’Andrea. Il 2 agosto da Saint Paul scrive:<br />

“Signori Amministratori, sono profondamente affl<strong>it</strong>ta di non potere, per il momento, fare il<br />

cambiamento richiesto, né la sost<strong>it</strong>uzione delle due Suore che loro signori chiedono, data la<br />

penuria di soggetti che ho a disposizione per ora, essendomi impegnata con il Signor Prefetto della<br />

c<strong>it</strong>tà di Meau in Francia ad assegnargli nostre Suore per tre stabilimenti e non posso mancare di<br />

parola visto che tutto è pronto. Accettate dunque, Signori, i miei umili rispetti e credete al mio<br />

dispiacere di non poter rispondere ai vostri progetti.<br />

Vostra umilissima serva Suor Victoire Bartholemot” 1<br />

L’Amministratore bimestrale dell’Ospedale non si dà per vinto. Scrive il 10 agosto<br />

rammaricandosi per la mancata sost<strong>it</strong>uzione delle Suore, ma spera che ciò avvenga presto.<br />

“I miei colleghi e Amministratori a cui ho comunicato la vostra onoratissima lettera del 2<br />

agosto corrente, hanno appreso con dispiacere che per il momento non vi è possibile operare la<br />

sost<strong>it</strong>uzione richiesta di due Suore, tanto più che il numero degli ammalati in questa stagione<br />

aumenta di giorno in giorno e che le Suore sono state incaricate della distribuzione delle medicine.<br />

Essi sperano tuttavia, che voi procurerete nel più breve tempo, dei soggetti robusti, affinché<br />

il servizio dell’Ospedale possa continuare onorabilmente. Vogliate gradire, Signora, i sentimenti di<br />

considerazione e rispetto con cui ho l’onore di firmarmi.<br />

Vostro obbedientissimo servo l’Amministratore bimestrale”. 2<br />

Dagli Ordinati del 21 agosto siamo informate delle nuove mansioni aggiunte alle Suore<br />

dell’Ospedale ed abbiamo un’idea del modo di svolgersi dei servizi.<br />

“1° - Tre Suore della Car<strong>it</strong>à scelte tra le più abili, verranno destinate ad assistere alla<br />

distribuzione ordinaria delle medicine, che si fa mattino e sera, dagli allievi farmacisti, preceduta<br />

dal suono del campanello.<br />

2° - Le medesime Suore dirigeranno poi la distribuzione straordinaria e individuale delle<br />

medicine, come è stata prescr<strong>it</strong>ta da ogni dottore o chirurgo.<br />

1<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ - ORDINATI 1830<br />

2 OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ - ORDINATI 1830


24<br />

3°- Il capo farmacista o il facente funzione, indicherà per iscr<strong>it</strong>to, su ogni caraffa o<br />

pacchetto di polvere e di pillole il modo di prendere la medicina e il tempo prescr<strong>it</strong>to dai medici o<br />

chirurghi.<br />

4° - A questo scopo sarà conservata espressamente, ogni giorno e fino alla distribuzione<br />

della minestra, una quant<strong>it</strong>à sufficiente di brodo da distribuire individualmente e anche molte volte,<br />

se la necess<strong>it</strong>à lo richiede, ai malati che hanno preso la medicina, per facil<strong>it</strong>arne l’azione ...” 1<br />

LA STORIA DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ANDREA ARRIVA FINO <strong>AL</strong> 28 LUGLIO 2003<br />

CON <strong>AL</strong>TERNE VICENDE:<br />

VECCHIO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SANT’ANDREA “<br />

come appare oggi<br />

“Dagli Ordinati dell'Ospedale Maggiore di Vercelli, spolverati e<br />

sapientemente interrogati da quel preciso e minuzioso archivista<br />

che è il Prof Faccio, veniamo a saper che:<br />

Il 1° gennaio <strong>1825</strong> l'Assemblea Generale dell'Ospedale si riunisce<br />

nell' Arcivescovado e delibera di aprire trattative con le Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à di Antida Thouret allo scopo di diminuire le spese<br />

dell'Ospedale (vol. XX pag. 110):<br />

l'Il giugno <strong>1825</strong> l'Amministrazione dell'Ospedale approva il progetto di Convenzione con le Suore<br />

inviato dalla Superiora di Thonon, Sr. Basile Prince (pag. 127)<br />

il 28 luglio <strong>1825</strong> giungono a Vercelli le cinque Suore di Car<strong>it</strong>à: Suor Eulalia Gentilet, Suor Martina<br />

Duchen. Suor Anastasia Huot (che sarà poi Superiora dell'Ospizio ), Suor Germana Pasquin e Suor<br />

Pasqualina Boner. Sono accompagnate da Suor Basile Prince, che ha l'ordine di fermarsi finché le<br />

Suore siano ben istru<strong>it</strong>e nei servizi ospedalieri ( pag. 127 e seguenti ).<br />

Suor Basile Prince è talmente apprezzata nella sua opera di direzione che l'Amministrazione in<br />

data 6 ottobre <strong>1825</strong> chiede alla Madre Generale, Suor Antida Thouret, di trattenerla defin<strong>it</strong>ivamente a<br />

Vercelli, ma la Madre Generale risponde che, per particolari motivi, Suor Basile Prince non può<br />

restare più a lungo assente dalla Savoia: il suo posto lo prenderà Suor Brigida Cayen la quale parte da<br />

Napoli accompagnata da una Suora il 16 novembre <strong>1825</strong>, e giunge a Vercelli il 3 dicembre con la spesa<br />

di viaggio di 19 Luigi d'oro ( pag 138 e seguenti).<br />

Suor Brigida Cayen è la prima Superiora effettiva dell'Ospedale Maggiore di Vercelli. Rimarrà<br />

in carica dal <strong>1825</strong> al 1840. Seguono: Suor Felic<strong>it</strong>a Lndry dal 1840 al 1851; Suor Sofia Frechet dal<br />

1851 al 1880; Suor Faustina Roccatagliata dal 1880 al 1923; Suor Artemia Legnani dal 1923 al 1929;<br />

Suor Petronilla Frigerio dal 1929 al 1940; Suor Romilde Colli dal 1940 al. 1948.<br />

Di Suor Brigida Cayen abbiamo un solo cenno della sua bella figura di Superiora. Nel volume<br />

IV degli Ordinati si dice: (pag. 256 )"Sulla rappresentanza della Superiora delle Suore di Car<strong>it</strong>à<br />

addette a questo Ospedale, aver dovuto sostenere gravi spese, per l'ultima malattia e sepoltura della<br />

già Superiora Suor Brigida Cayen, la quale erasi trasfer<strong>it</strong>a in Alessandria, sperando nel cambiamento<br />

di clima. La Congregazione sebbene creda di non essere in alcun modo tenuta alle spese delle Suore,<br />

quando esse si trasportano fuori di questo Ospedale, ciò nondimeno, per un particolare contrassegno di<br />

riconoscenza ai servizi resi in questo Ospedale dalla fu Superiora Suor Brigida Cayen, manda a<br />

pagarsi, per detto t<strong>it</strong>olo, L. 360 - 5 gennaio 1841".<br />

Di Suor Felic<strong>it</strong>a Landry, la seconda Superiora, sappiamo solo che si dimise dalla carica per<br />

malattia, r<strong>it</strong>irandosi nel Monastero di Santa Margher<strong>it</strong>a.<br />

Delle altre Superiore ci sarebbe molto da scrivere, ma, per mancanza di spazio, ci lim<strong>it</strong>iamo a<br />

compendiare le loro opere in due parole, che vogliono essere la caratteristica del loro operato, quale ci<br />

risulta attraverso le dichiarazioni ver<strong>it</strong>iere delle Consorelle, e, in parte, dalla nostra constatazione<br />

personale:<br />

Sr. Sofia Frechet : un pugno di ferro in un guanto di velluto<br />

1 OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ - ORDINATI 1830


25<br />

Sr. Faustina Roccatagliata: una perla preziosa alla portata di tutte le mani Sr.<br />

Artemia Legnani : un cuore d'oro in uno scrigno d'acciaio<br />

Sr. Petronilla Frigerio : un candelabro r<strong>it</strong>to sull'altare e sempre acceso Sr.<br />

Romilde Colli: un fiore delicato sotto un groviglio di spine<br />

Al comando e sotto la guida di queste otto Superiore, hanno marciato, in 125 anni, circa 550<br />

Suore. Un battaglione di 50 file considerando ciascuna fila composta di 11 Suore: di quante, cioè,<br />

all'inizio, prestarono servizio nell'Ospedale.<br />

Le Suore delle prime cinque file sono quasi tutte francesi; tutte <strong>it</strong>aliane quelle delle altre 45<br />

file. Però, fin dal <strong>1825</strong>, troviamo nelle file di avanguardia, due piemontesi: Sr. Alessandrina<br />

Teresoglio da Casale e Suor Angelica Curano da Tortona. Sono esse il piccolo liev<strong>it</strong>o che<br />

fermenterà poi la gran massa di farina delle giovani che, a f<strong>it</strong>te schiere verranno dal Piemonte,<br />

dalla Liguria, dal Veneto e particolarmente dalla Lombardia al segu<strong>it</strong>o di Madre Giovanna Antida<br />

Thouret.<br />

Ben ottocentomila sono gli ammalati che in 125 anni le Suore di Car<strong>it</strong>à hanno serv<strong>it</strong>o,<br />

vegliato, assist<strong>it</strong>o, confortato nel nostro Ospedale. E, che cosa è rimasto di queste Suore che per il<br />

prossimo hanno rinunciato alla Patria, alla casa, alla famiglia e a se stesse ?<br />

E' rimasto un nome scr<strong>it</strong>to su pagine ingiall<strong>it</strong>e dalla ruggine ..... Purtroppo, il tempo può giungere<br />

a cancellarlo quel nome, non importa, anche allora rimarrà di quelle Suore qualche cosa, anzi, il<br />

più, il palp<strong>it</strong>o del loro cuore nell'orma dei loro passi per le corsie e nell'impronta delle loro mani<br />

sui capezzali. In quest'orma e in questa impronta, tracce del loro amore per gli infermi, tutte, a<br />

cominciare da S. Giovanna Antida, hanno scr<strong>it</strong>to un nome che è incancellabile: il nome di. "Suora<br />

della Car<strong>it</strong>à". Ed è inconfondibile questo nome .<br />

Così noi, e con noi gli onesti, vediamo e abbiamo visto le Suore dell'Ospedale.<br />

Così Sr. Elvetra la burbera benefica; così Sr. Emiliana, la buona samar<strong>it</strong>ana; così Sr. Emilia, la<br />

Suora del conforto e del consiglio.; così Sr. Marta, la veneranda" nonna dell 'Ospedale": e nel<br />

ricordarla, chi non sente che ha dei deb<strong>it</strong>i di grat<strong>it</strong>udine verso questa santa Suora ?<br />

Credo che a Vercelli non ci sia casa ove non ci sia entrata un po' della sua grande bontà, della sua<br />

inesauribile car<strong>it</strong>à. Aveva 87 anni, quando è morta, di tanti anni non ne ha serbato uno per sé, tutti<br />

per Iddio e per il prossimo. E, come lei, quante altre!<br />

Le Figlie di Giovanna Antida continueranno serene le loro opere di car<strong>it</strong>à, anche se le<br />

attende, prima l'oblio del mondo, poi la prepotenza del tempo che cancellerà anche il loro nome<br />

dalle pagine che ha ingiall<strong>it</strong>o: sanno queste Suore che il loro nome è scr<strong>it</strong>to in Cielo e a loro<br />

questo basta.! 1<br />

Quasi un secolo dopo nel 1921 il numero delle suore aumenta e troviamo “un elenco … di<br />

30 Suore, ”. 2 L’opera iniziata a favore degli infermi ha trovato sempre nuove energie pronte a<br />

chinarsi sulle fer<strong>it</strong>e del corpo e dello spir<strong>it</strong>o ma il contesto storico e pol<strong>it</strong>ico dopo le due grandi<br />

guerre è cambiato, le esigenze sociali sono diverse e la Suora della Car<strong>it</strong>à è presente in un altro<br />

modo.<br />

Nel 1945 è in atto un ammodernamento organizzativo per il quale si richiedono Suore che<br />

abbiano il t<strong>it</strong>olo di Puericultura la, allora, Superiora Provinciale Suor Raimonda Ferretti risponde<br />

(9 novembre 1945) che sono disponibili solo Capo Sala che stanno terminando gli studi.<br />

Questo dice l’esigenza della preparazione professionale che avanza nella sua tipologia di<br />

specializzazione sempre più specifica e settoriale.<br />

1 RIVISTA “LA NOSTRA STELLA “ ANNO IX N.2 pag. 137/141 dall’EUSEBIANO” GIORN<strong>AL</strong>E DIOCESANO – in<br />

occasione del 150° dell’ist<strong>it</strong>uto - ORDINATI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE DI VERCELLI – 11 APRILE 1950 -<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA - V 4 - 1


26<br />

“Il 17 novembre 1948 inizia ad insinuarsi uno spir<strong>it</strong>o considerato, dall’Arcivescovo di<br />

Vercelli Monsignor Francesco Imberti, anticlericale e antireligioso” 1 che si manifesta<br />

apertamente nel tentativo di assumere personale laico in luogo di quello religioso.<br />

Dopo dieci anni r<strong>it</strong>ornano ancora le stesse riflessioni, da parte dello stesso Arcivescovo<br />

quale membro dell’Amministrazione. Intanto anche<br />

l’edificio prim<strong>it</strong>ivo dell’Ospedale Sant’Andrea diventa<br />

insufficiente ed inadeguato e sarà ricostru<strong>it</strong>o in altra sede<br />

negli anni ’60<br />

Viene inaugurato nel novembre 1962 e le suore<br />

continueranno il loro servizio in una struttura che<br />

osp<strong>it</strong>erà anche la Scuola per Infermiere Professionali ad<br />

iniziare dall’anno scolastico 1963/64 e vedrà le Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à in prima linea nella persona delle Direttrici<br />

che si avvicendano: Suor Cesarina Manni, Suor<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SANT’ANDREA “ VERCELLI<br />

Teresina Pinciroli e Suor Chiara Bonomini.<br />

I nomi delle Suore che hanno dedicato le loro competenze alle allieve e organizzato la v<strong>it</strong>a<br />

VISITA di MADRE MARIA CANDIDA TORCHIO 5 MAGGIO 1965 – ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE – V4 -<br />

della comun<strong>it</strong>à religiosa sarebbero molte, il loro ricordo è rimasto nel cuore di tante persone che le<br />

hanno conosciute a perenne memoria.<br />

Mer<strong>it</strong>o della Superiora Provinciale Suor Adelaide Formenti è stato l’interesse specifico alla<br />

formazione professionale delle Suore secondo i t<strong>it</strong>oli e le abil<strong>it</strong>à richieste dalle disposizioni di legge.<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA - V 4 - 1 dattiloscr<strong>it</strong>to datato 9.12.1921


27<br />

“L’Ente si impegna ad affidare alle nuove suore mansioni corrispondenti al t<strong>it</strong>olo posseduto” 1<br />

come comprova la Convenzione firmata il 20 febbraio 1976 dal Presidente Prof. Luigi Corradino e<br />

dal Direttore Amministrativo Dott. Mario Noielli.<br />

Ma nel 1980 la crisi vocazionale è evidente, con lettera del 1° luglio, la Superiora<br />

Provinciale Suor Maria Assunta Manzoni esprime il rammarico di dover interrompere il rapporto<br />

di Convenzione che “esiste da più di 150 anni tra l’Ospedale Sant’Andrea e la mia Congregazione,<br />

ma la carenza di Suore mi spinge a questa decisione”. 2 Quindi la comun<strong>it</strong>à delle Suore passerà in<br />

Via Bengasi il 7 novembre dello stesso anno continuando la presenza in ospedale, regolamentato<br />

da regolare inserimento in ruolo per t<strong>it</strong>oli ed esami.<br />

Non sono mai mancati i riconoscimenti e le medaglie d’oro, il tempo darà ampia conferma<br />

anche per il futuro di questa presenza che ha retto nei secoli ed ancora resta ricordo incancellabile<br />

per chi è passato ed ha incontrato il cuore di una Suora della Car<strong>it</strong>à accanto al dolore e alla morte.<br />

Il servizio delle Suore della car<strong>it</strong>à che ha raggiunto i 178 anni termina in modo formale il 28<br />

luglio 2003 e conclude una gloriosa presenza iniziata il 28 luglio <strong>1825</strong>!<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA - V 4 - 1 - CONVENZIONE – Registrata 9021 – AGGIUNTIVA<br />

Registrata 9324 sottoscr<strong>it</strong>ta IL 30.05.1977<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA - V 4 - 1 - CONVENZIONE – Registrata 9021 – AGGIUNTIVA<br />

Registrata 9324 sottoscr<strong>it</strong>ta IL 30.05.1977


28<br />

QUESTI I PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO PARTICOLARE RILIEVO<br />

NELL’INSERIMENTO DELLE SUORE DI CARITÀ NELLA STORIA DEL<br />

SANT’ANDREA E DEL PIEMONTE IN GENER<strong>AL</strong>E:<br />

DIONIGI ARBORIO GATTINARA, marchese di Gattinara, appartenente ad una delle più<br />

nobili casate vercellesi. Figlio di Mecurino Giuseppe e di Angelica Vallea, fratello di Feliciano<br />

(fondatore e benefattore dell’Ist<strong>it</strong>uto delle Belle Arti di Vercelli), era stato cap<strong>it</strong>ano della Darsena<br />

di Alessandria, Ispettore di Polizia (prima a Chiavari e poi a Thonon), membro della R.<br />

Deputazione di Storia Patria. Pubblicò una storia del beato Warmondo Arborio.<br />

CIMITERO DI VERCELLI -<br />

MONUMENTO FUNEBRE –<br />

DIONIGI ARBORIO di GATTINARA<br />

e provincia , ma anche in altre local<strong>it</strong>à degli Stati Sardi.<br />

Morì il 24 settembre<br />

1841. E’ sepolto nel cim<strong>it</strong>ero<br />

“Biliemme” di Vercelli,<br />

campo San Warmondo, in<br />

una bella cappella di<br />

laterizio, opera<br />

dell’arch<strong>it</strong>etto vercellese<br />

Giuseppe Locarni. Il suo<br />

busto in marmo di Carrara<br />

ed il gruppo monumentale è<br />

opera del Simonetta,<br />

scultore piemontese<br />

dell’ottocento. La figura del<br />

marchese Dionigi<br />

campeggia su tutte le altre<br />

personal<strong>it</strong>à civili del periodo<br />

delle origini delle Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à a Vercelli. La<br />

sua corrispondenza con<br />

Suor Basile Prince, con la<br />

Madre Giovanna Antida e<br />

poi con Suor Géneviève<br />

Boucon, attestano il suo<br />

“insost<strong>it</strong>uibile apporto allo<br />

sviluppo degli stabilimenti<br />

religiosi delle Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à” 1 non solo in Vercelli<br />

Accanto a Lui ecco SUOR BASILE PRINCE Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

nell’Ospedale di Thonon-les-Bains, c<strong>it</strong>tà della Savoia, dipartimento Lemano, che è all’origine della<br />

fondazione di Thonon e di Vercelli. Nata in Franca Contea nel 1778, entra nella nascente<br />

Comun<strong>it</strong>à nel 1805 e fa professione nel 1810. La Madre Giovanna Antida le affida la responsabil<strong>it</strong>à<br />

del piccolo gruppo di Suore in partenza da Besançon per la Savoia nel maggio del 1810. Nel 1824<br />

iniziano con lei le trattative per l’invio delle Suore a Vercelli richieste per il servizio nell’ospedale<br />

Sant’Andrea. Accompagna personalmente le prime Suore nel <strong>1825</strong>. Muore nel 1833. Le lunghe<br />

sofferenze della sua malattia, oltre ad aver contribu<strong>it</strong>o alla fecond<strong>it</strong>à di tutta la sua attiv<strong>it</strong>à, hanno<br />

“impiantato” le Suore della Car<strong>it</strong>à in Savoia e in Piemonte e Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>uendola<br />

diventa la prima Superiora dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli.<br />

1 AGSCR - SUOR BASILE PRINCE A GIOVANNA ANTIDA in “Lettres et Documents”, vol. IV


29<br />

SUOR BRIGITTE CAYEN al fonte battesimale Regina è nata a Lione il 24 marzo 1780 da<br />

Giorgio Cayen e da Claudia Bruno. Il padre forse funzionario dell’Impero di Francia, fu inviato a<br />

Napoli durante il regno di Gioachino Murat e vi portò tutta la famiglia. La giovane viene a<br />

contatto con le Suore francesi ed entra nel Monastero di Regina Coeli, in Napoli, il 13 febbraio<br />

1813. La sua entrata coincide con l’apertura del Noviziato. Avrà come Maestra Suor Genoveffa<br />

Boucon. Per dieci anni, dopo una breve permanenza (nel 1814) al Collegio Reale dei Miracoli,<br />

Suor Brigida eserc<strong>it</strong>a la sua attiv<strong>it</strong>à e mette a frutto i suoi talenti a Regina Coeli; probabilmente ha<br />

lavorato come infermiera o con un altro comp<strong>it</strong>o, all’Ospedale degli Incurabili e questa esperienza<br />

le sarà molto utile più tardi, all’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli. La v<strong>it</strong>a di Suor Brigida dunque,<br />

si sta svolgendo felicemente a Napoli, ma la fondazione realizzata in Piemonte, a Vercelli, nel <strong>1825</strong><br />

viene a sconvolgere questa tranquill<strong>it</strong>à. In Piemonte c’è assolutamente bisogno di Lei e Giovanna<br />

Antida, persuasa che la chiamata dei poveri è la chiamata di Dio stesso, decide di separarsi da<br />

Suor Brigida.<br />

L’11 novembre <strong>1825</strong> Suor Brigida e la compagna che le sarà affiancata, Suor Antonietta<br />

Rollier, firmano il contratto con il vetturiere che le deve condurre da Napoli a Vercelli per la<br />

somma di 19 Luigi d’oro.<br />

La partenza ebbe luogo il 16 novembre <strong>1825</strong> e fu molto commovente: a Napoli Suor Brigida<br />

lasciava due persone a lei molto care la mamma e Giovanna Antida, si separava dalle sue<br />

compagne da tutto un passato a cui era molto legata.<br />

Il 3 dicembre le suore arrivano a Vercelli. Il 2 gennaio 1826, Suor Basilia, lascia Vercelli<br />

per tornare a Thonon e Suor Brigida diventa la Sorella Servente della comun<strong>it</strong>à di Vercelli.<br />

Accompagna Suor Basilia fino a Torino e si presentano insieme al Ministro dell’Interno che le<br />

riceve molto bene e assicura la sua protezione. Fin dall’inizio la sua missione la mette in rapporto<br />

diretto con Suor V<strong>it</strong>toria Bartelemot, ma tra le due nascono delle discordanze nel modo di gestire<br />

le varie s<strong>it</strong>uazioni. 1 “L’attiv<strong>it</strong>à di Suor Brigida non conosce soste e confini; è lei che gestisce<br />

l’ordine interno dell’Ospedale Sant’Andrea, ma anche prende contatto con Ministri e Sovrani, è<br />

ancora lei che organizza le nuove fondazioni: Torino, Novara, Alessandria ecc...<br />

Intanto un male oscuro negli ultimi anni, aveva molto indebol<strong>it</strong>o la sua salute causandole atroci<br />

mal di testa. Nella speranza di poter in qualche modo alleviare i suoi mali, negli ultimi mesi,<br />

all’inizio del 1840, viene mandata nella comun<strong>it</strong>à di S. Maria di Castello ad Alessandria dove<br />

muore il 22 luglio del 1840 a 60 anni di età. Viene sepolta nel Cim<strong>it</strong>ero delle Suore Orsoline della<br />

stessa c<strong>it</strong>tà”. 2<br />

Ecco le parole della Superiora provinciale Suor Cécile Guinard all’Amministrazione<br />

dell’Ospedale di Vercelli in data , 23 luglio 1840.<br />

“Al Consiglio di Amministrazione Ospedale S. Andrea Vercelli,<br />

Allo scorgere le infin<strong>it</strong>e attenzioni usate da codesta<br />

ven. le Amministrazione in ogni tempo avute verso la testè defunta nostra suor Brigida, non solo nel<br />

corso della sua carriera mortale, ma ben anche dopo il suo passaggio da questa v<strong>it</strong>a col chiedere<br />

perfino le ceneri mortali, non possiamo trattenerci dallo ammirare tanta e sì preclara bontà e colla<br />

più sent<strong>it</strong>a riconoscenza, umiliare i più vivi ringraziamenti, benché a tanto non giunga la penna di<br />

adeguare al mer<strong>it</strong>o dei pii benefattori, né ai sensi del cuore di chi tutta ne senta la grandezza dei<br />

compart<strong>it</strong>i favori.<br />

Dobbiamo non pertanto sottomettere alla car<strong>it</strong>à di codesta Ill.ma Amministrazione, come<br />

già da alcuni giorni sono, il Vescovo di Alessandria prevedendo l’imminente decesso di tale Suora,<br />

1 ACPV – LA PROVINCIA di VERCELLI – LE ORIGINI: 1824 – 1830 - Lettere e Documenti raccolti dal Prof.<br />

GIOVANNI ROSSO di VERCELLI e ordinati da SUOR MARIA CHIARA ROGATTI - Storia Origini provincia di<br />

Vercelli - Armadio 4 -4.3 –<br />

2 SUOR ANTOINE DE PADOUE DUFFET – LA PRIME COMPAGNE di GIOVANNA ANTIDA - SUORE DELLA<br />

CARITA’ 1966 – Stamperia Artigiana CASCINE STRA – VERCELLI pag. 355 e seguenti


30<br />

siasi graziosamente offerto per farla deporre nella chiesa del venerando Monastero delle Orsoline,<br />

il quale favore, con animo riconoscente venne accettato.<br />

Quindi è che se l’Ill.ma Amministrazione assolutamente decidesse di farne costì trasportare<br />

il cadavere, non avrebbe che a darne segno a S. E. Monsignore l’Arcivescovo di Alessandria, che<br />

certamente, non saprà negare cosa alcuna.<br />

Umilissima e devotissima serva<br />

Suor Cecilia Guinard<br />

Superiora Provinciale Suore della Car<strong>it</strong>à” 1<br />

L’OSPIZIO DEI POVERI: SUOR CECILIA GUINARD E LA SUA GIOVANE COMPAGNA<br />

Ed è proprio Suor Brigida che il 25 gennaio scrive alla Madre Giovanna Antida:<br />

“Vi avevo comunicato la mia speranza di vedere propagato l’Ist<strong>it</strong>uto in questa c<strong>it</strong>tà: non mi<br />

sono sbagliata! Oggi stesso, il Cav. Mella vi scrive per chiedervi due Suore per l’Ospizio di Car<strong>it</strong>à<br />

di questa c<strong>it</strong>tà. Ecco come sono andate le cose: il Marchese di Gattinara ha sent<strong>it</strong>o dire nei primi<br />

giorni del mese, che la direttrice di questo Ospizio se ne andava. Ha commentato il fatto solo con<br />

queste parole: “bisognerebbe sost<strong>it</strong>uirla con le Suore”. 2 Le trattative procedono in fretta: il 18<br />

gennaio la Congregazione dell’Ospizio decide di introdurre le Suore.<br />

“Nella circostanza che l’attuale Direttrice Irene Lupini sarebbe prossima a collocarsi in<br />

matrimonio per il caso che il medesimo si effettui dovendosi provvedere per la di lei surrogazione<br />

la Congregazione richiede … di trattare con le M. Rev.de Monache della Car<strong>it</strong>à per ottenere lo<br />

stabilimento di due di esse Monache per la direzione delle figlie ricoverate nell’ospizio con<br />

riferirne quindi alla Congregazione per la defin<strong>it</strong>iva risoluzione”. 3 Il 23 gennaio e il 21 febbraio si<br />

riunisce di nuovo per concludere sulle modifiche necessarie al regolamento “la congregazione ha<br />

esaminato li articoli medesimi e trovati conformi al propostosi vantaggioso fine li ha approvati per<br />

essere trasmessi alla Superiora Generale di Napoli per servirle di norma e previa lettura e<br />

conferma sono sottoscr<strong>it</strong>ti”. 4<br />

Suor Brigida va anche a vedere l’Ospizio e ne fa una descrizione ottimista.<br />

“Venerdì 20 corrente ho visto l’Ospizio. Le ragazze sono completamente separate dai<br />

ragazzi e sono in numero di 76. Si insegna loro a leggere e a scrivere, viene un maestro una volta<br />

la settimana, il rettore fa loro catechismo ogni due giorni. L’ho visto ed è stato molto gentile. Io<br />

credo che le Suore saranno molto contente . Saranno incaricate della cura della biancheria di tutta<br />

la casa, di farla raccomodare dalle loro piccole che accompagneranno nelle passeggiate e in<br />

chiesa, quantunque nella casa ci sia una cappella e si celebri la messa ogni giorno.<br />

Il Marchese di Gattinara sarebbe contento che una Suora fosse francese. So bene che il cav.<br />

Mella lascerà scegliere alla vostra saggia discrezione e prudenza, ma poiché è il Marchese di<br />

Gattinara, che fa ogni cosa per diffondere i vostri stabilimenti dappertutto, ho pensato di<br />

1 ACPV - LA PROVINCIA di VERCELLI – LE ORIGINI: 1824 – 1830 - Lettere e Documenti raccolti dal Prof.<br />

GIOVANNI ROSSO di VERCELLI e ordinati da SUOR MARIA CHIARA ROGATTI - Storia Origini provincia di<br />

Vercelli - Armadio 4 -4.3 –<br />

2 LA PROVINCIA di VERCELLI – LE ORIGINI: 1824 – 1830 - Lettere e Documenti raccolti dal Prof. GIOVANNI<br />

ROSSO di VERCELLI e ordinati da SUOR MARIA CHIARA ROGATTI - Storia Origini provincia di Vercelli -<br />

Armadio 4 -4.3 –<br />

3 ACPV - ARMADIO 1 – 1.3 -1. 4 - FAGNOLA LORENZA - TESI di LAUREA – “L’OPERA di S. GIOVANNA ANTIDA<br />

IN IT<strong>AL</strong>IA”, pag. 213 - ordinato n. 1 del 1826, 1° gennaio, AECAV – Ordinati 1819/35 vol. V, pag. 106<br />

4 Ibidem pag. 214 – AECAV – ordinato n. 3, 21 febbraio 1826, Ordinati 1819/35, vol. V, pag. 109


31<br />

comunicarvi questo suo desiderio ... E sempre quello che si interessa maggiormente di noi ... Dice<br />

che dopo San Vincenzo, è lui che ama di più il nostro ordine ...” 1<br />

Cosi il 24 maggio 1826 all’Ospizio dei Poveri arrivano Suor Cecilia Guinard e Suor<br />

Caterina Felicia Quezelle provenienti da Napoli.<br />

Scrive Suor Brigida a Santa Giovanna Antida il 27 maggio:<br />

“Carissima Madre, abbiamo avuto il piacere di ricevere la cara Suor Cecilia, con la sua<br />

compagna, il 24 corrente, alle sei di sera, dopo essere andate due volte ad attenderle. Eravamo sul<br />

punto di andare ancora una volta quando lei è arrivata. Ne fui felicissima e le resi tutti gli onori<br />

che mer<strong>it</strong>a...<br />

Mi resta solo un rammarico, cioè di non averla fatta rimanere con noi qualche giorno,<br />

come voi pensavate (a quanto mi ha detto Suor Cecilia) ed i nostri Amministratori lo avrebbero<br />

certamente accordato. L’accompagnammo in vettura e costatammo che fu ricevuta molto bene. Gli<br />

Amministratori sono lietissimi della vostra scelta e troppo felici di avere una simile Suora. Faranno<br />

tutto quanto sarà possibile per accontentarla. Il giorno seguente rendemmo vis<strong>it</strong>a all’Arcivescovo<br />

che ci assicurò la sua continua assistenza nonostante che gli Amministratori gli tolgano il piacere<br />

di esserci utile perché pensano loro a tutto... Spero che Suor Cecilia sarà contenta come lo sono io<br />

...Gli inizi sono difficili per tutti ... Anch’io ho avuto le mie piccole pene ma, grazie a Dio, tutto<br />

procede bene. Faccio quanto è possibile per sostenerla ... Non prenderemo nessun diversivo senza<br />

averla inv<strong>it</strong>ata...” 2<br />

Pochi giorni dopo il suo arrivo a Vercelli, il 7 giugno, Suor Cecilia scrive alla Madre una<br />

lettera accorata. Ha preso visione della s<strong>it</strong>uazione e nota che “la casa è molto umida, le ragazze<br />

spesso sono ammalate; in quel momento non ve ne sono di gravi, quattro sono convalescenti ,ma<br />

ogni anno la morte ne coglie più di una: tutte muoiono di mal di petto.”<br />

… POCA S<strong>AL</strong>UTE E TANTO LAVORO<br />

A Suor Cecilia non sfugge che“queste povere ragazze non sono nutr<strong>it</strong>e a sufficienza”. Come<br />

possono esserlo se “la mattina hanno una pagnotta di pane oscuro, una zuppa e un’altra pagnotta,<br />

a pranzo - le grandi ne hanno due, le piccole una e null’altro - un frutto e del pane la sera ?”<br />

“Quando è festa solenne, ricevono una porzione di boll<strong>it</strong>o, un poco di vino; la domenica e in questo<br />

periodo estivo ne hanno tre volte la settimana.<br />

Si alzano regolarmente alle cinque; mezz’ora dopo ascoltano la Messa, dopo Messa un<br />

breve quarto d’ora di dottrina: un giorno la spiega il sig. Rettore, l’altro giorno io stessa. Quindi si<br />

pettinano: le grandi pettinano le piccole, e si mettono al lavoro.<br />

La loro attiv<strong>it</strong>à consiste nel filare, confezionare calze: non si porta nulla da cucire ed io non<br />

ho visto ancora nulla di quel lavoro. Vi sono due registri su cui si annota tutto quello che si<br />

accomoda, il nome e il cognome di chi porta il lavoro, la qual<strong>it</strong>à dell’opera, il prezzo, mentre<br />

l’altro registro riguarda le ragazze alle quali è stato consegnato il lavoro da eseguire. Per<br />

ciascuna di loro è annotato quanto viene compiuto cosicché il lavoro possa essere pagato: le<br />

ragazze percepiscono il quarto del ricavato.<br />

Vi è una cuciniera, una donna anziana, assist<strong>it</strong>a da due ragazze grandi che a turno<br />

attendono alla cucina ed anche all’infermeria: ve ne sono di tutte le età. Quelle che non trovano<br />

una sistemazione vi rimangono tutta la v<strong>it</strong>a. Mostrano tutte una grande docil<strong>it</strong>à, ma sono prive di<br />

educazione. Trovammo la casa indecente: non posso descriverla … si incomincia con l’imbiancarla<br />

1<br />

2<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – SUORE DELLA CARITÀ – pag. 947<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV, pag. 982


32<br />

... Suor Felicia non sta bene. Le persone che la vedono chiedono se è ammalata. Fa quello che può.<br />

Ma quanta fatica a capire queste ragazze! Parlano tutte il piemontese: che brutta lingua!” 1<br />

Anche Suor Brigida scrivendo alla Madre il 9 giugno dice che la giovane Suor Felicia “fa<br />

veramente impressione per il suo pallore, le labbra smorte, è senza vivac<strong>it</strong>à: bisogna sperare che il<br />

buon Dio le rest<strong>it</strong>uisca la salute e che Suor Cecilia possa conservarla con tutto il cuore ...” 2<br />

Suor Brigida non accetta la proposta che le fa Suor Cecilia di accogliere la giovane all’Ospedale e<br />

di sost<strong>it</strong>uirla con un’altra, col pretesto che gli Amministratori vogliono Suore sane e robuste. In<br />

realtà se all’Ospizio il lavoro non manca e la s<strong>it</strong>uazione non è facile, tra l’altro bisogna andare a<br />

tutti i funerali e processioni, lo stile di v<strong>it</strong>a per le Suore dell’Ospedale è esigente. Scrive Suor<br />

Brigida il 24 luglio:<br />

“ … Su una notte buona ne hanno due piuttosto pesanti perché bisogna che quella che è di<br />

“guardia” si alzi alle 4 del mattino e la “guardia” dura fino a mezzanotte. Quando lei va a letto si<br />

alza la Suora che è di “mezza guardia” da mezzanotte alle 4 e così di segu<strong>it</strong>o: sempre una è di<br />

“guardia” e una di “mezza guardia”... Di segu<strong>it</strong>o, ogni mattina le Suore devono essere presenti<br />

alla vis<strong>it</strong>a dei medici, rifare i letti con gli infermieri, distribuire il brodo alle 8, il pranzo alle 10” 3<br />

Forse questa giovane Suora che sembra non ab<strong>it</strong>uarsi al clima di Vercelli potrebbe essere mandata a<br />

Thonon... Ma Giovanna Antida non è di questo parere.<br />

Aveva già detto l’8 maggio :“C’è da sperare bene nella sua giovinezza ... Non è sciocca ... Ha più<br />

giudizio di quanto sembri ... Maturerà ... Occorre dolcezza per incoraggiarla ...” 4<br />

Il 27 giugno 1826 esprime ancora la fiducia nelle sue possibil<strong>it</strong>à : “bisogna sperare che con<br />

il tempo e con l’età supererà le sue attuali difficoltà ...” 5<br />

E’ questa l’ultima lettera della Madre<br />

Giovanna Antida inviata a Vercelli. In otto mesi, dal novembre <strong>1825</strong> al giugno 1826, ne ha inviate<br />

diciotto . Il 24 agosto, a Napoli, nel Monastero di Regina Coeli si conclude la sua v<strong>it</strong>a terrena.<br />

Ad un anno solo di permanenza, l’Amministrazione esprime, alla nuova Madre Generale<br />

Suor Genoveffa Boucon, la sua soddisfazione per l’operato delle religiose e manifesta<br />

rincrescimento per il previsto cambiamento di Suor Cécile che non è stato possibile revocare:<br />

“la Congregazione non può fare a meno di esternare il rincrescimento se venisse ad essere questo<br />

ospizio privato delle vigili ed utilissime cure già sperimentate nella persona della benemer<strong>it</strong>a Suor<br />

Cécile massime che l’ottima Sr. Felix gode ben poca salute per cui non può prestarvi con tanto<br />

vantaggio com’ella vorrebbe”. 6<br />

Di Suor Felice ne parla anche Monsignor Negri nella sua lettera indirizzata a M. Boucon in<br />

data 21 maggio 1829, dove lamenta il trasferimento di Suor Cécile, anche se apprezza le doti di Sr.<br />

Luisa che l’ha sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a. La s<strong>it</strong>uazione della salute della suora vien descr<strong>it</strong>ta come peggiorata ed<br />

anche il clima della Savoia non le è confacente e parla di un suo probabile inserimento della stessa<br />

al Seminario di Vercelli dove c’è una scuola e dove potrebbe fare molto bene per la sua fermezza e<br />

buone maniere e r<strong>it</strong>orna all’idea di trattenerla all’Ospedale fino alla prossima apertura del<br />

Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a”. Sr. Cecilia da Torino il 9 agosto 1828, ormai lontana da Vercelli,<br />

all’Ospizio dei Pazzerelli, comunica a Mons. Negri oltre alla sua gioia per aver finalmente ricevuto<br />

1<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV, pag 986<br />

2<br />

AGSCR – “Lettres et Documents” Vol. IV, pag . 988<br />

3<br />

AGSCR - “Lettres et Documents” Vol. IV, pag . 994<br />

4<br />

AGSCR “Lettres et Documents” Vol. IV, pag . 973<br />

5<br />

AGSCR “Lettres et Documents” Vol. IV, pag . 992 (Suor Felicia Quezelle tornerà a Napoli nel 1829. AGSCR-<br />

AG)<br />

6 AGSCR “Lettres et Documents” Vol. IV, pag . 992


33<br />

una lettera dalla Superiora Generale di Napoli anche l’interessamento alle s<strong>it</strong>uazioni personali delle<br />

consorelle là conosciute e lasciate.<br />

“Mi dice che tornerà a Napoli per i primi di ottobre e che non ha nessuna intenzione di lasciarmi<br />

qui e che se avessi qualche occasione di partire per Napoli di farglielo sapere. Essa aspetta anche<br />

alcune giovani dalla Francia, se io non trovo qualche altra occasione sicura, esse passeranno di<br />

qui per prendermi; la Superiora mi dice che è preoccupata per la mia salute”... Ancora racconta di<br />

“trascorrere giornate tanto penose: c’è, con le Suore, in guardaroba un’ammalata molto pesante,<br />

che ha avuto un grande passato, perché un tempo “non era folle”, ed essa se ne ricorda ancora…<br />

Chiede notizie della salute di Sr. Felice: “Ma pet<strong>it</strong>e Soeur Felice, comment se porte elle ? Elle m’a<br />

écr<strong>it</strong> une fois” e Domenica e Alessandrina mi dicono che Sr. Brigida non l’hanno più vista, io<br />

vorrei sapere perché essa non va più all’Ospizio, se Sr.V<strong>it</strong>toria glielo ha proib<strong>it</strong>o: questo mi<br />

stupisce molto.<br />

firmato: Sr. Cecilia” 1<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à, ded<strong>it</strong>e a quest’opera, aumenteranno e passeranno dalla filatura, ai<br />

lavori femminili, all’istruzione, cercando di adeguarsi alle mutate condizioni della donna,<br />

impartiranno alle giovani, da esse educate, quegli insegnamenti atti ad inserirle nel mondo<br />

lavorativo e sociale, cercando di dare quell’educazione che, per vari motivi, la famiglia non aveva<br />

dato loro.<br />

Dal 1995 i minori dell’ex Ospizio si trasferiscono, a motivo di adeguamento dei locali<br />

nell’Ex Educandato “S. Margher<strong>it</strong>a” in Vercelli e vi sono accolti con regolare convenzione fino al<br />

2002 quando il Comune di Vercelli in data 4 marzo comunica che “ha risolto diversamente le<br />

problematiche per le quali aveva richiesto il prolungamento dell’uso dei locali in oggetto e di aver<br />

provveduto allo scombero dei mobili e del materiale utilizzato per l’attiv<strong>it</strong>à del Centro Diurno ex<br />

Ospizio di Vercelli, rest<strong>it</strong>uendo in data 25 febbraio u.s. tram<strong>it</strong>e il Dott. Mauro Beccati, ex direttore<br />

della Struttura, le chiavi dell’edificio alla Vs. economa… si ringrazia per la fattiva collaborazione<br />

e per la disponibil<strong>it</strong>à evidenziate nel corso degli anni di attiv<strong>it</strong>à del Centro.<br />

Distinti saluti<br />

IL DIRETTORE DEL SETTORE POLITICHE SOCI<strong>AL</strong>I<br />

Firmato Dott.ssa Luciana Berruto” 2<br />

In questo modo si chiudeva un’ist<strong>it</strong>uzione benefica che per più di un secolo molto aveva fatto per<br />

l’educazione di ragazzi poveri e “a rischio”.<br />

UN BENEFATTORE INSIGNE: MONSIGNOR GIOVANNI<br />

NEGRI.<br />

Chi era questo personaggio che all’inizio di queste fondazioni<br />

aveva avuto tanto peso sulla v<strong>it</strong>a di Suor Cécile e delle Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à in genere e che compare tanto frequentemente nel ricco<br />

Epistolario di Suor Brig<strong>it</strong>te?<br />

Nacque a Fontanetto Po (VC) il 14 novembre 1788 dal<br />

medico Giovanni Battista e da Margher<strong>it</strong>a De Bernardi Quindicenne,<br />

entrò nel Seminario di Casale, dove vestì l’ab<strong>it</strong>o clericale e compì gli<br />

studi di Retorica e Filosofia; per la Teologia passò al Seminario di<br />

1 ARCHIVIO DIOCESANO DI TORTONA – CORRISPONDENZA MONS. GIOVANNI NEGRI -<br />

2 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - V. 5 - OSPIZIO DEI POVERI - CORRISPONDENZA -<br />

Mons. Giovanni Negri<br />

Archivio Vesc. Tortona


Vercelli. Appena ordinato Sacerdote, gli fu assegnata la cattedra di Teologia.<br />

34<br />

L’Odinazione Sacerdotale avvenne ad Ivrea il 12 giugno 1813 per mano dell’Arcivescovo<br />

Monsignor Maria Grimaldi. Appena trentenne, divenne Pen<strong>it</strong>enziere Metropol<strong>it</strong>ano e tenne la<br />

Pen<strong>it</strong>enzeria per 14 anni, occupandosi con vivo interesse delle Suore di Car<strong>it</strong>à a cui l’Arcivescovo,<br />

Monsignor Grimaldi, pregato dalla Fondatrice stessa, le aveva affidate. Nel 1833 il Re Carlo<br />

Alberto propose al Canonico Giovanni Negri la vacante sede Vescovile di Tortona.<br />

Egli inutilmente supplicò il Papa di volerlo dispensare dal “peso di una Diocesi così vasta e<br />

scabrosa”. Ma le sue suppliche non furono ascoltate.<br />

Prese possesso della Diocesi l’8 settembre 1833, giorno della nativ<strong>it</strong>à di Maria. Ebbe un<br />

attaccamento assoluto alla Santa Sede e al Papa.<br />

Ottantunenne trovò la forza per partecipare al Concilio Vaticano I. Il Pontefice Pio IX<br />

parve apprezzare particolarmente la sua presenza e, mentre tutti gli altri Vescovi Italiani stavano<br />

in piedi, chiamato espressamente per nome Monsignor Negri e presolo per mano, con squis<strong>it</strong>a<br />

bontà gli disse. “ Noi che siamo vecchi, sediamoci!” e lo fece sedere accanto a sé. ( Can. André –<br />

Orazione funebre – Archivio Vescovile di Tortona).<br />

Il vercellese Monsignor Giovanni Negri, Vescovo di Tortona per 41 anni, morì il 19 gennaio<br />

1874, a 86 anni fu sepolto nella Cattedrale della sua Diocesi.<br />

“Per più di 50 anni egli fu un costante punto di riferimento e una saggia guida delle<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à del Nord d’Italia”, come ebbe a scrivere, in segu<strong>it</strong>o, la Madre Carolina<br />

Chambrot.<br />

Lo comprovano le 470 lettere a lui indirizzate 1 e conservate in originale nell’Archivio Vescovile<br />

di Tortona.<br />

1 ARCHIVIO VESCOVILE DI TORTONA - FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ.


SUOR ANTOINETTE ROLLIER - UNA DONNA FORTE <strong>D<strong>AL</strong></strong> CUORE GRANDE<br />

35<br />

Venuta a Vercelli con le prime Suore inviate<br />

dalla Madre Giovanna Antida, Consigliera<br />

Provinciale con Suor Cécile Guinard<br />

1<br />

prende le redini dell’Ospizio di cui sarà<br />

Superiora stimata e rimpianta, di Lei resta,<br />

al cim<strong>it</strong>ero di Vercelli, imper<strong>it</strong>ura memoria,<br />

il suo nome inciso nella lapide della tomba,<br />

dove hanno avuto sepoltura le prime Suore<br />

di Car<strong>it</strong>à dal 1832. Solo alcuni tratti di una<br />

personal<strong>it</strong>à forte, decisa e capace di dare se<br />

stessa per essere madre di tanti orfani e di<br />

tanti bambini privati in tenera età degli<br />

affetti più cari, si possono dedurre da<br />

alcune lettere scr<strong>it</strong>te a Monsignor Negri<br />

quali il resoconto della sua missione a Cagliari dove accompagna le Suore per il servizio nelle<br />

carceri. Il resto è silenzio che avvolge tante donne, come lei, capaci di gratu<strong>it</strong>à e vissute<br />

incarnando le virtù raccomandate da S. Vincenzo de Paoli: semplic<strong>it</strong>à, car<strong>it</strong>à e umiltà.<br />

Nata a Thonon (Savoia) 2 maggio 1807al fonte battesimale Stefanina,lascia questa terra il 13<br />

settembre 1867, muore all’Ospizio di car<strong>it</strong>à in Vercelli dove ha lasciato tutto di sé.<br />

1 – CIMITERO DI VERCELLI – BILIEMME – TOMBA SUORE DELLA CARITA’ - LAPIDI<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à vengono chiamate a Torino per iniziativa di S. M. il Re Carlo Felice<br />

a sost<strong>it</strong>uire le Sorelle della Confratern<strong>it</strong>a del S. Sudario.<br />

1


LA MOVIMENTATA STORIA DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DEI “PAZZERELLI”:TORINO 24 giugno<br />

1828<br />

36<br />

Il regio Ospizio dei Pazzerelli “era stato fondato a Torino presso la Confratern<strong>it</strong>a S. Sudario,<br />

accanto alla Chiesa, in Via Depos<strong>it</strong>o, nell’anno 1728 per accogliere malati di mente di entrambi i<br />

sessi”. 1<br />

“ Molte furono le difficoltà incontrate fin dall’inizio … Nel 1826, in segu<strong>it</strong>o ad inconvenienti<br />

verificatesi fu anche riformata la pianta organica dei medici, stabilendo che un medico ed un<br />

chirurgo avessero residenza e dimora permanente nell’interno dello stabilimento … fu pure<br />

aumentato il numero degli infermieri, migliorato il sistema curativo ed alimentario, ordinato il<br />

servizio interno, prescrivendo agli infermieri regole severe perché i ricoverati fossero assist<strong>it</strong>i e<br />

trattati con uman<strong>it</strong>à e dolcezza, pena, in caso di maltrattamenti o di atti ingiuriosi contro di essi,<br />

l’immediato licenziamento, di cui si ebbero parecchi esempi salutari.<br />

Ma una delle più importanti innovazioni di questo periodo fu certamente quello di aver<br />

chiamato a presiedere al servizio, nel reparto femminile, le Suore della Car<strong>it</strong>à dell’Ordine di S.<br />

Vincenzo lo zelo delle quali era fin d’allora universalmente riconosciuto ed apprezzato e che<br />

fecero il loro ingresso nell’Ospedale il 24 giugno 1828 in numero di cinque provenienti dalla Casa<br />

Madre di Thonon e di due della Casa Provinciale di Vercelli (una è Suor Cécile Guinard che viene<br />

dall’Ospizio dei Poveri) iniziando così quel mirabile apostolato di car<strong>it</strong>à e di assistenza che da<br />

cento anni dura tuttora ininterrotto” 2 .<br />

Il Marchese Dionigi di Gattinara, ai primi di marzo 1828, scrive alla Superiora Provinciale Suor<br />

Victoire Bartholemot trattando di due questioni principali: secondo il suo modo di vedere, egli è<br />

convinto che Suor Cecilia Guinard sia la sola Suora proponibile per la direzione dello stabilimento<br />

delle Suore all’Ospedale psichiatrico di Torino ed inoltre r<strong>it</strong>iene necessario far conoscere la<br />

Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à, attraverso un compendio delle loro Cost<strong>it</strong>uzioni.<br />

“Signora provinciale,<br />

conformemente alle riserve contenute nella mia ultima lettera, ed avendo ancora<br />

riflettuto su quello che vi siete degnata di scrivermi in risposta alla mia del 7 del corrente mese,<br />

non posso fare a meno di perseverare nell’opinione che mi sono permesso di esporvi.<br />

In effetti, considerando che “voi siete molto imbarazzata nel poter dare una Superiora<br />

come si dovrebbe a Torino” e non ignorando che nessuna delle nostre Suore, ad eccezione di Suor<br />

Brigida Cayen, che l’Amministrazione certamente non consentirebbe a lasciar partire, vista la<br />

molteplic<strong>it</strong>à dei conti che ella tiene e la difficoltà a formarne un’altra senza un tempo materiale,<br />

il che sarebbe molto nocivo all’ospedale e molto penoso per la persona che ne sarebbe incaricata,<br />

sono così sempre più convinto che attualmente c’è solo Suor Cecilia Guinard che potrebbe essere<br />

incaricata di una missione tanto delicata e onorifica, poiché ella sa unire la dign<strong>it</strong>à alla dolcezza<br />

e dirigere il tutto con i talenti che la distinguono, con sangue freddo e giudizio. Ma per non<br />

compromettere gli interessi della vostra Congregazione, sarebbe urgentissimo che la cosa fosse<br />

fatta al più presto possibile:<br />

1) Scrivendo una lettera al Consiglio di Amministrazione dell’Ospizio dei Poveri per<br />

pregarlo di non opporsi al fatto che Suor Cecilia adempia una missione particolare della più<br />

grande importanza, facendogli osservare che potrebbe rivolgersi sia alla Consiglio dell’Ospedale<br />

Maggiore degli Infermi, sia alla Superiora Suor Brigida, per avere quella Suora che ella crede più<br />

conveniente per una sost<strong>it</strong>uzione provvisoria .<br />

1 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E DI TORINO – MISCELLANEA – OPERE PIE II<br />

2 IL REGIO MANICOMIO DI TORINO NEL SUO SECONDO CENTENARIO – MISCELLANEA - OPERE PIE -<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E DI TORINO


37<br />

2) Nello stesso tempo, scrivete pressappoco negli stessi termini, agli Amministratori<br />

dell’Ospedale Maggiore per sollec<strong>it</strong>arli a cedere momentaneamente una Suora, per trasferirla<br />

all’Ospizio dei Poveri, assicurandoli che la sost<strong>it</strong>uirete sicuramente.<br />

Sarebbe forse anche utile scrivere a Suor Cecilia per disporla ad accettare l’incarico che le<br />

verrà proposto. Sono molto convinto, conoscendo a fondo le sue virtù, la sua modestia come il<br />

sacrificio che ella fa della sua propria volontà, che non ci sarà nessuna difficoltà da parte sua.<br />

Tuttavia mi sembra conveniente che questa eccellente Suora che ha già fatto il sacrificio di<br />

lasciare Napoli e che è destinata in un ufficio che non è certamente conforme alla sua esperienza,<br />

mi sembra conveniente dico, usare per lei dei riguardi dovuti alla sua virtù, alle sue doti, al suo<br />

carattere ...<br />

Eccovi, Signora, il mio modo di vedere, ma è alla vostra prudenza che io affido il mio<br />

pensiero chiedendovi di conservare il silenzio.<br />

Mi rimane ancora da farvi un’osservazione ed è che ci sono dei personaggi che<br />

desiderano, col tempo, fondare nuovi stabilimenti. Tra questi, un gentiluomo della camera di Sua<br />

Maestà a Fossano e direttore di questo ospedale. Sembra anche che ci sia qualche signorina che si<br />

deciderebbe ad entrare nel vostro ordine, ma tanto gli uni che le altre desidererebbero conoscere<br />

prima le vostre Regole.<br />

Se fosse imprudente rendere pubbliche per intero le vostre Cost<strong>it</strong>uzioni, mi sembra tuttavia<br />

che sarebbe giusto e nell’interesse della vostra Congregazione, far conoscere, in riassunto, gli<br />

articoli che concernono le Amministrazioni, il servizio negli ospedali, le condizioni, nonché le<br />

scuole ed educandati, così pure ciò che si esige dalle postulanti, ciò che riguarda il mantenimento<br />

delle Suore ed infine gli orari perché non vengano distolte senza necess<strong>it</strong>à, dai loro doveri<br />

particolari.<br />

Sarebbe dunque urgente che voi ve ne occupiate seriamente, se lo credete, di un argomento<br />

della più grande importanza, perché venga formato, d’accordo con la vostra Superiora Generale,<br />

un piccolo estratto che possa dare l’idea del vostro Ist<strong>it</strong>uto, relativamente al servizio dei poveri e<br />

all’accettazione delle novizie, ev<strong>it</strong>ando con cura ogni dettaglio, per non concedere nulla agli<br />

innovatori.<br />

Degnatevi di perdonarmi se ho osato entrare in questioni che non sono di mia competenza<br />

e attribu<strong>it</strong>e, vi prego, Signora, il mio eccesso di zelo al rispettoso attaccamento che ho devotamente<br />

per il vostro santo ordine e accettate, ve ne supplico, l’omaggio della mia alta considerazione con<br />

cui ho l’onore di essere il vostro umilissimo servo.<br />

Marchese Dionigi Arborio di Gattinara” 1<br />

Frattanto la Superiora Provinciale Suor Victoire Bartholemot, che è stata interessata<br />

direttamente, non perde tempo. Dalla Savoia, il 16 marzo, scrive chiedendo agli Amministratori<br />

dell’Ospedale, il passaggio di Suor Luigia all’Ospizio dei Poveri al fine di poter assegnare Suor<br />

Cecilia Guinard all’ospedale degli alienati di Torino.<br />

“Signori,<br />

devo informarvi che mi è stata fatta richiesta di cinque Suore per un ospedale di 120<br />

donne alienate, che ha sede in Torino.<br />

Questa inattesa richiesta mi mette nella necess<strong>it</strong>à di scegliere fra le nostre Suore, almeno<br />

una persona che sappia l’<strong>it</strong>aliano. Non posso naturalmente trovare questa Suora in una delle<br />

nostre casa in Savoia e sono dunque costretta a cercare al di là dei monti. Conosco troppo il<br />

vostro zelo per gli ist<strong>it</strong>uti di car<strong>it</strong>à ed ho troppe prove della vostra bontà per la nostra<br />

Congregazione per dub<strong>it</strong>are un istante dei sacrifici che sono nella necess<strong>it</strong>à di domandarvi.<br />

1 ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ


38<br />

Le circostanze attuali mi costringono dunque a sost<strong>it</strong>uire con Suor Luigia Greniger, che è<br />

in servizio presso il vostro ospedale, Suor Cecilia Guinard che io chiedo a mezzo corriere ai<br />

signori Amministratori dell’Ospizio dei Poveri, poiché la designo come direttrice di un ospedale<br />

importante per l’uman<strong>it</strong>à e nello stesso tempo per la nostra Congregazione.<br />

Perdonate, Signori, un cambiamento che non farei se non fossi costretta e vi prego di<br />

credere che farò tutto ciò che dipende da me per ben servire il vostro ospedale con delle Suore<br />

capaci. Per il momento vi destinerò una Suora che potrà sost<strong>it</strong>uire quella che mi propongo di<br />

togliervi, le cui spese di viaggio saranno a mio carico.<br />

Vi prego Signori, di accettare l’espressione della mia viva riconoscenza e l’omaggio del<br />

profondo rispetto col quale sono la vostra umilissima e obbedientissima serva<br />

Suor Victoire Bartholemot<br />

Superiora Provinciale” 1<br />

Gli Amministratori dell’Ospedale aderiscono al trasferimento di Suor Luigia presso l’Ospizio. Nel<br />

libro degli “ordinati” in data 26 marzo, si legge:<br />

“Letta pure l’altra lettera del 16 corrente mese scr<strong>it</strong>ta da Saint Paul dalla Superiora<br />

provinciale delle molto reverende Suore della Car<strong>it</strong>à con la quale notificando la richiesta passatale<br />

di cinque Suore per l’assistenza delle donne ricoverate nell’Ospedale dei Pazzarelli di Torino, fa<br />

sentire a questa Congregazione l’intenzione sua di traslocare da questo Ospedale la Suor Luigia<br />

per rimpiazzare presso l’Ospizio dei Poveri di questa c<strong>it</strong>tà, la Suor Cecilia destinata a detto nuovo<br />

stabilimento di Torino.<br />

La Congregazione mossa dagli addotti motivi di vantaggio all’uman<strong>it</strong>à e alla<br />

propagazione del benemer<strong>it</strong>o car<strong>it</strong>atevole ist<strong>it</strong>uto delle Suore, aderisce al proposto traslocamento,<br />

quale seguendo, prega la prelodata superiora a procurare a quest’ospedale il rimpiazzamento<br />

della Suor Luigia, con altro soggetto di abil<strong>it</strong>à e robustezza necessaria per le car<strong>it</strong>atevoli funzioni a<br />

cui è destinata, richiedendo al Signor Regolatore di Governo di rispondere in conform<strong>it</strong>à di questa<br />

deliberazione e con che le spese del rimpiazzamento siano come in detta lettera, a carico<br />

dell’Ist<strong>it</strong>uto”. 2<br />

Il Marchese Dionigi di Gattinara ha avuto parte importantissima nella fondazione della casa di<br />

Torino: ha vigilato, è intervenuto personalmente, ha consigliato, ha difeso le Suore da alcune accuse<br />

ingiustificate.<br />

Abbiamo una nuova lettera del 21 aprile 1828 che egli indirizza alla Superiora Generale:<br />

“Ho tardato fino ad oggi a rispondere alla lettera che mi avete fatto l’onore di scrivermi<br />

l’11 ultimo marzo e che ho ricevuto a Torino dove ho dimorato per più di in mese, nella speranza di<br />

avere una risposta dalla Madre Provinciale Suor Victoire Bartholemot, per essere in grado di dirvi<br />

qualcosa di pos<strong>it</strong>ivo circa la nuova fondazione da fare nella Cap<strong>it</strong>ale..<br />

In effetti, ieri ho avuto la fortuna di avere una lettera d’Evian, proveniente da Saint Paul,<br />

ma essa non mi segnala nulla per il momento, per cui io vedo sempre lo stesso stato di incertezza<br />

che l’interesse della vostra santa Congregazione esigerebbe tuttavia di far cessare il più presto<br />

possibile.<br />

Io non entrerò in nessun dettaglio intorno a ciò che ho già detto e fatto per appianare tutte<br />

le difficoltà poste alle vostre Suore e soprattutto per allontanare la falsa idea che si è formata su di<br />

loro, ossia che esse non cerchino altro che di impadronirsi di tutte le proprietà, trovate ovunque,<br />

1<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO<br />

2<br />

OMV – ORDINATI 1828


39<br />

persino del mobilio degli stabilimenti di beneficenza affidati alle loro cure e che esse non<br />

riconoscono alcuna autor<strong>it</strong>à sia ecclesiastica, sia civile.<br />

Non dub<strong>it</strong>o che ciò sia stato completamente inventato ed è ingiusto, come vi ha informata la<br />

nostra eccellente Superiora Suor Brigida alla quale ho indirizzato copia della nostra<br />

corrispondenza..<br />

Mi compiaccio dunque di osservarvi che l’Amministrazione reale dell’Ospedale Psichiatrico<br />

di Torino, con deliberazione del 23 marzo ultimo, ha defin<strong>it</strong>ivamente deciso di introdurre le Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à nel detto Ospedale, e che il giorno seguente non ha trascurato di scrivere alla Madre<br />

Provinciale per pregarla di assegnare tre o cinque Suore alle stesse condizioni convenute con<br />

l’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, ad eccezione di tre articoli che sono stati interamene omessi, di<br />

modo che le vostre Suore saranno, per ora, meno oberate di lavoro.<br />

La richiesta di questo nuovo stabilimento è una delle più favorevoli per il vostro santo<br />

Ist<strong>it</strong>uto perché l’Ospedale Reale degli Alienati avrà continui, notevoli sviluppi.<br />

Sua Maestà si è degnata recentemente di approvare il piano presentatogli<br />

dall’Amministratore della C<strong>it</strong>tà di Torino, per accelerarne l’esecuzione, ha accordato<br />

gratu<strong>it</strong>amente sette giornate di terreno: per conseguenza la vostra Congregazione può in questa<br />

circostanza rendere dei grandi servigi, distinguersi e cattivarsi i suffragi di persone di tutte le<br />

classi. Ma è urgente che questo stabilimento sia formato nel più breve tempo possibile, perché ogni<br />

r<strong>it</strong>ardo potrebbe mostrarsi controproducente per voi e dare tempo ai vostri nemici di fare le loro<br />

macchinazioni, ciò che è maggiormente importante ev<strong>it</strong>are con il più grande impegno.<br />

Vi prego dunque, Signora, di voler impartire in mer<strong>it</strong>o gli ordini più precisi e sarei anche<br />

dell’avviso per la prosper<strong>it</strong>à del vostro Ist<strong>it</strong>uto, per la sua propagazione, e per il bene dell’uman<strong>it</strong>à<br />

sofferente, che voi inv<strong>it</strong>iate la vostra Provinciale, Signora Bartholemot, a formare essa stessa<br />

questo stabilimento, se per qualche circostanza Suor Cecilia fosse indecisa, cosa che spero non<br />

accada, oppure che essa non sentisse il coraggio di intraprendere una simile organizzazione<br />

perché, parlandovi confidenzialmente, con tutta franchezza, io preferirei che Suor Cecilia trovasse<br />

un modo ragionevole per sottrarsi all’impegno di Torino, piuttosto che lasciar intravedere<br />

scoraggiamento quando essa sarà arrivata, come è accaduto quando è arrivata tra noi. Degnatevi<br />

tuttavia di tenere segreto questo consiglio.<br />

Infine, non perdete di vista, ve ne supplico, che se riuscirete a piacere a Torino, il vostro<br />

ordine può considerarsi stabil<strong>it</strong>o solidamente in Piemonte: in caso contrario scomparirà anche da<br />

Vercelli, e di ciò Dio ci guardi.<br />

Lavorate dunque per formarlo nel più breve tempo possibile e scegliete soprattutto i<br />

soggetti di più alto mer<strong>it</strong>o.<br />

Relativamente alle vostre Sante Regole, credo di non essermi spiegato con chiarezza, motivo<br />

per cui se aveste potuto farvi una giusta idea sulla mia richiesta, avreste ben cap<strong>it</strong>o che non volevo<br />

assolutamente apportare la benché minima variazione o cambiamento; non ignoro che le vostre<br />

Regole sono il frutto di molte veglie e delle più ponderate med<strong>it</strong>azioni come un lavoro della più<br />

grande esperienza, dettato dalla saggezza e approvato dal Santo Padre; ma avrei desiderato che<br />

voi, Signora, aveste permesso di farne un estratto molto conciso e soltanto degli articoli che<br />

riguardano le Amministrazioni degli stabilimenti di beneficenza, delle scuole di car<strong>it</strong>à e delle<br />

condizioni che si esigono ..., infine ciò che concerne la distribuzione delle ore per le Suore, senza<br />

tuttavia entrare in materia circa la loro attiv<strong>it</strong>à.<br />

Questo estratto mi pareva indispensabile per tranquillizzare tutti gli spir<strong>it</strong>i e per mettervi al<br />

sicuro da ogni sorpresa. Del resto sarà mio dovere spiegarmi meglio quando la vostra Provinciale<br />

verrà in Piemonte. Degnatevi di continuare a farmi oggetto della vostra bontà, Signora: io non


40<br />

trascurerò nulla da parte mia per mer<strong>it</strong>arla. Accettate i miei ringraziamenti con l’assicurazione<br />

del mio rispetto con cui ho l’onore di essere il vostro umilissimo e obbedientissimo serv<strong>it</strong>ore.<br />

Dionigi Arborio Gattinara di Gattinara” 1<br />

LA FONDAZIONE DI TORINO STA A CUORE ANCHE <strong>AL</strong>LA MADRE BOUCON<br />

Il 28 maggio, anche Madre Boucon scrive a Suor Victoire sollec<strong>it</strong>andola a portare a termine la<br />

progettata“fondazione” di Torino.<br />

“Sono stata informata come voi lo siete stata più direttamente, che l’invio delle Suore a<br />

Torino è deciso in maniera defin<strong>it</strong>iva poiché le autor<strong>it</strong>à in carica hanno chiesto le Suore e hanno<br />

stabil<strong>it</strong>o le condizioni simili a quelle di Vercelli.<br />

So che siete informata di tutto e che avete scr<strong>it</strong>to all’amministrazione per la sost<strong>it</strong>uzione di<br />

Suor Cecilia con Suor Luisa dell’Ospedale, ma non so se potrete condurre voi stessa le altre Suore<br />

per sost<strong>it</strong>uire quelle che formeranno il nuovo stabilimento.<br />

Aspetto di poterlo sapere perché avevo scr<strong>it</strong>to a Suor Brigida che voi non potevate<br />

assolutamente dare tutte le Suore. Noi faremmo il sacrificio di mandarne due, ma finché non sono<br />

sicura delle vostre possibil<strong>it</strong>à non posso muovermi in nulla... Per questo desidero che voi abbiate<br />

un po’ più di esattezza nell’informarmi su ciò che decidete di fare affinché possiamo andare avanti<br />

in armonia e in buona e santa unione che preferisco ad ogni altro bene sulla terra.<br />

Mi sembra che fareste bene, e ve ne do consiglio, ad approf<strong>it</strong>tare dell’occasione favorevole<br />

di questo stabilimento di Torino per cercare di affermarvi in questa cap<strong>it</strong>ale. Non vi mancheranno<br />

aiuti di persone zelanti come il marchese di Gattinara che è pieno di attenzioni per il nostro<br />

Ist<strong>it</strong>uto. Farete infin<strong>it</strong>amente meglio in questo paese che nelle vostre montagne e anche nella stessa<br />

Thonon. Ag<strong>it</strong>e con prudenza consigliandovi con dei veri amici e non lasciatevi sfuggire<br />

un’occasione che sembra favorevole.<br />

La buona riusc<strong>it</strong>a del nuovo stabilimento darà coraggio per altre case. Sono contenta che si<br />

possa fare uscire Suor Cecilia dal suo Ospizio. Essa è una buona colonna di edificio sulla quale vi<br />

potete appoggiare, poiché non ve la cediamo defin<strong>it</strong>ivamente. Ella desidera, come del resto anche<br />

noi lo desideriamo, di riunirsi a noi, in segu<strong>it</strong>o, qui a Napoli...” 2<br />

Fra le attese e le speranze legate alla nuova fondazione nella cap<strong>it</strong>ale del Piemonte, non mancano<br />

difficoltà tra le Suore a Vercelli. Madre Boucon ne è informata. Sa che il Marchese di Gattinara è<br />

amareggiato e scrivendogli da Napoli il 26 novembre, esprime il suo rammarico:<br />

“Signor Marchese, ho saputo dalla nostra Provinciale che siete amareggiato nel vedere<br />

che i nostri stabilimenti in Piemonte, non prendono tutta la consistenza che potrebbero avere se le<br />

Suore addette avessero un po’ più di zelo e di coraggio per compiere i doveri della loro santa<br />

vocazione.<br />

Ma io vi dirò chiaramente, Signor Marchese, che noi, per nostra parte non abbiamo<br />

trascurato nulla per rianimare il coraggio abbattuto della nostra povera Suor Cecilia e che<br />

malgrado tutte le nostre giustificazioni essa non ci ha dato tregua finché non le abbiamo permesso<br />

di tornare a Napoli.<br />

Ora che l’abbiamo lasciata nella completa libertà di tornare è apparsa più serena e vede da<br />

sola gli inconvenienti che produrrebbe un suo allontanamento tanto precip<strong>it</strong>oso; essa ha dunque<br />

deciso di rimanere fino a quando si sarà trovato il soggetto capace di sost<strong>it</strong>uirla.<br />

1<br />

AGSCR – AG 1828<br />

2 ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ


41<br />

Ne sono lieta e desidero sinceramente che possa fare in questo modo, perché noi ci<br />

priveremmo di rivederla purché essa procuri la gloria di Dio e il bene dei poveri nel vostro paese.<br />

Circa Suor Brigida, che possiede doti eccellenti, non dub<strong>it</strong>o punto che si conformi a ciò che<br />

le viene chiesto, cioè il cambiamento di Suor Antonietta, in quanto questo fatto potrà procurare la<br />

pace e il buon accordo tra le Suore dell’Ospedale.<br />

Soffro molto Signor Marchese, credetemi, di questa lontananza che ci impedisce di vedere<br />

direttamente codesti stabilimenti e di apportarvi tutti i cambiamenti necessari. Se Dio volesse, farei<br />

volentieri questo viaggio per appianare tutte queste piccole difficoltà, poiché queste non sono<br />

veramente che piccole contrarietà che cesserebbero sub<strong>it</strong>o con un po’ più di sottomissione, di<br />

rinuncia alla propria volontà e di amore per la santa vocazione e per il bene dei poveri.<br />

Spero che tutto questo si rianimerà fra le nostre buone Suore e che avrete la consolazione di<br />

veder fiorire questo Ist<strong>it</strong>uto per il quale avete fatto tante fatiche e avete avuto tanta sollec<strong>it</strong>udine.<br />

Non dimentico certamente quanto voi fate al presente per ottenere una casa e una dotazione<br />

alla nostra Congregazione per la formazione di Suore e per estendere con più facil<strong>it</strong>à e successo il<br />

Regno di Dio: tutti questi segni di particolare benevolenza non saranno mai dimenticati nei nostri<br />

cuori e il Signore saprà ricompensarvi dei progetti car<strong>it</strong>atevoli che vi animano per procurare la<br />

sua gloria ed il sollievo dell’uman<strong>it</strong>à.<br />

Con questi sentimenti vi prego di ricevere l’assicurazione della nostra perpetua grat<strong>it</strong>udine<br />

e del profondo rispetto con cui ho l’onore di firmarmi, vostra umilissima e obbedientissima serva<br />

UNA NUOVA SUPERIORA <strong>AL</strong>L’OSPIZIO DEI POVERI<br />

Suor Géneviève Boucon<br />

Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à” 1<br />

Dal Libro degli Ordinati sappiamo che il 28 giugno “a norma della deliberazione presa il 26<br />

marzo, Suor Luigia si è trasfer<strong>it</strong>a a dirigere provvisoriamente le fanciulle ricoverate nell’Ospizio<br />

dei Poveri ed è stata rimpiazzata da Suor Emilia, accompagnata all’Ospedale dalla Superiora<br />

Provinciale Suor Victoire Bartholemot, di passaggio a Vercelli.” 2<br />

Sempre lo stesso Libro ci informa che le Suore furono ricevute dai Reali, il Re Carlo Felice e la<br />

Regina Maria Carolina, durante la loro vis<strong>it</strong>a alla Basilica di Sant’Andrea :<br />

“Essendosi esse raccomandate alla protezione sovrana, il Re si degnò di esternare i sensi<br />

della sua soddisfazione per la loro attiv<strong>it</strong>à negli Ospedali esprimendosi in questi precisi termini.<br />

“...Je sais le bien ce que vous fa<strong>it</strong>es, vous pouvez donc compter sur notre protection”. 3<br />

Sr. Cecilia è stata accompagnata dalla buona Sr. V<strong>it</strong>toria a Torino il 24 giugno 1828, a dirigere la<br />

nuova Comun<strong>it</strong>à del “Regio Manicomio”.<br />

LE PRIME DIFFICOLTA’<br />

Quella che, Suor Cecilia, scrive al suo Direttore Spir<strong>it</strong>uale, Monsignor Giovanni Negri, è una<br />

1<br />

ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ<br />

2<br />

OMV - ARCHIVIO STORICO- ORDINATI 1828, N. 18<br />

3<br />

OMV – ARCHIVIO STORICO – ORDINATI 1828 N. 26


42<br />

lettera piena di angoscia e di paura e ci permette di capire come andavano le cose a quei tempi, in<br />

certi “ospedali”<br />

“Mio Reverendo Padre in G.C.<br />

Vi prego tanto di perdonarmi per il r<strong>it</strong>ardo con cui vi scrivo<br />

ma non ho potuto fare diversamente. Penso che Sr. Brigida vi abbia detto tutto; non so se posso<br />

esprimervi il gran disagio che provo nel trovarmi in questo posto, non so se potrò resistere a<br />

r<strong>it</strong>rovarmi sola, in compagnia soltanto di queste povere pazze ... E’ vero che ci sono le Sorelle, ma<br />

sono Novizie: due sono state vest<strong>it</strong>e per venire qui, due è già degli anni che sono religiose, ma<br />

sono come le prime: senza esperienza, non comprendono niente, e questo non sarebbe niente se si<br />

dovesse trattare con delle persone ragionevoli ...<br />

C’è bisogno di un’altra persona perché siamo quasi sempre nelle camerate delle povere<br />

malate (pazze); mi avevano fatto credere che non sarei stata obbligata ad andare tanto sovente da<br />

loro, ma vi passo la maggior parte del tempo e soprattutto bisogna essere molto attente perché ci<br />

possono fare del gran male; fino a questo momento non mi è accaduto niente, ma forse è perché<br />

stanno facendo la cura dei bagni. Hanno iniziato qualche giorno dopo che siamo arrivate qui e vi<br />

sottopongono soprattutto le ammalate furiose.<br />

Vi lascio comprendere la pena che ci fanno; almeno fossero più vicine ai bagni, invece<br />

bisogna calarle dal terzo piano; fossero almeno sempre legate, soprattutto adesso che il caldo le<br />

rende più furiose … andiamo proprio incontro ad una brutta stagione. Siccome il locale è tanto<br />

ristretto, sono vicina ad una assai cattiva; ho timore di fare una brutta fine …<br />

Bisogna che pensi sempre al passato per poter riflettere: quella che permette il Signore è<br />

una bella pen<strong>it</strong>enza, ma è ancora troppo poco per scontare il passato, purché la mia testa resista.<br />

Però, Padre, mi avevate tanto raccomandato l’osservanza della nostra S. Regola, ma fino ad ora<br />

non abbiamo potuto fare niente, spero che quando si conosceranno tutte le usanze della Casa, si<br />

avrà più tempo per osservarla. Mi permetto di ricordarvi la promessa che faceste di venire costì;<br />

procurateci il modo di confessarci, ve ne prego, questa poveretta lo desidera ardentemente..<br />

Monsignore ci ha dato un degnissimo Direttore, le mie Sorelle “lodano”la sua bontà, mer<strong>it</strong>a la<br />

nostra fiducia …<br />

Sono tanto stanca (disorientata) che non ho più voglia di niente. Non so che cosa abbia fatto<br />

la Provinciale (Sr. V<strong>it</strong>toria Bartholemot) con quei Signori, dissero che aveva loro promesso una<br />

terza Suora, ma proprio non so come potrà fare perché è piuttosto scarsa di soggetti ed io qui non<br />

ci voglio restare. Sr. Germana andrebbe bene per qui ed anche Sr. Eulalia farebbe bene, anche se<br />

non sarebbe possibile per i motivi che voi sapete.. (allude alla sua incapac<strong>it</strong>à ad occuparsi di<br />

pratiche amministrative), Da tanto non ricevo posta da Napoli e proprio non so che cosa pensare.<br />

La Provinciale e Suor Eulalia sono part<strong>it</strong>e (da Vercelli) se aspettava ancora un po’ veniva<br />

ammalata per il troppo caldo di là, faceva davvero pena.<br />

Mi lasciarono di presentarvi i loro omaggi. Desidererei sapere come se la passano le<br />

Sorelle dell’Ospizio. Domenica e Alessandrina mi hanno scr<strong>it</strong>to e mi sembra che Suor Felice sia<br />

piena di fastidi. Io ve lo dicevo sempre che non si sarebbe intesa con Suor Luisa e voi la conoscete<br />

bene … Caro Padre, vi prego, di grazia, non abbandonatele! Avete avuto tanta car<strong>it</strong>à per me e<br />

sono certa che l’avrete anche per loro …<br />

Vostra affezionatissima figlia Sr. Cecilia”. 1<br />

1<br />

ARCHIVIO DIOCESANO DI TORTONA – CORRISPONDENZA MONS. GIOVANNI NEGRI


43<br />

LA RAPIDA E PROGRESSIVA EVOLUZIONE DEL REGIO MANICOMIO DI TORINO<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à nel 1828 erano state chiamate per la direzione interna di un Ospedale<br />

Psichiatrico, sezione femminile, con 120 malate, ma ben presto i locali erano diventati insufficienti<br />

e le Suore già nel 1834, passavano nel nuovo, grandioso nosocomio di Via Giulio, 22 (All’ombra<br />

del santuario della Consolata): i ricoverati erano 685. Il continuo, vertiginoso aumento dei degenti<br />

che in pochi anni aveva superato il numero di 500, mentre la capac<strong>it</strong>à dei locali era di soli 400,<br />

rendeva sempre più intollerabile la s<strong>it</strong>uazione e a nulla erano serv<strong>it</strong>i i tentativi di diminuirne<br />

l’affluenza. Fu allora che dall’Amministrazione si incominciò a ventilare l’idea di un trasloco totale<br />

o parziale del manicomio fuori dalla c<strong>it</strong>tà.<br />

Il nuovo ospedale avrebbe dovuto sorgere nelle vicinanze della c<strong>it</strong>tà ed avere attigua una<br />

cascina o un vasto podere per potervi impiegare i ricoverati tranquilli in lavori agricoli a scopo<br />

curativo. “Il locale che più di ogni altro sembrava prestarsi allo stabilimento sarebbe stato quello<br />

della Certosa di Collegno che, posta a sole tre milia da questa cap<strong>it</strong>ale, presso la grande strada di<br />

Francia, presenta un recinto murato di 80 giornate circa ed un sistema di ab<strong>it</strong>azioni isolate, con<br />

piccoli giardini, da cui si potrebbe trarre un gran part<strong>it</strong>o per i pensionati agiati.” 1<br />

I Frati Certosini erano venuti a stabilirsi a Collegno nel 1641 chiamati dalla reggente “Madama<br />

Cristina”. In segu<strong>it</strong>o all’occupazione francese, il governo provvisorio aveva destinato a scopo di<br />

beneficenza od istruzione i beni delle soppresse corporazioni religiose e la Certosa era divenuta<br />

proprietà dell’Univers<strong>it</strong>à di Torino.<br />

Nel 1850 le Suore di Car<strong>it</strong>à sono chiamate a prestare servizio anche nella nuova sede del<br />

Manicomio di Collegno. I malati erano davvero molti: 1.686 uomini più 319 donne.<br />

Il problema purtroppo col passare degli anni risultò non del tutto risolto.<br />

Nel 1913 sorse un Ricovero Provinciale per donne alienate croniche povere (n. 550) a Pianezza<br />

(TO) e fu richiesta la presenza delle Suore. Nello stesso anno fu aperta una succursale a Savonera<br />

(TO) e naturalmente le suore della Car<strong>it</strong>à prestarono la loro opera. Il problema resta. Nel 1928<br />

venne acquistato un ampio appezzamento di terreno a Grugliasco (TO) e le Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

presero servizio anche nel nuovo Nosocomio.<br />

Il totale dei ricoverati a quest’epoca superava il numero di 3.500. Intanto a Torino nel 1901<br />

era stata anche aperta una casa di Convalescenza per le donne dimesse dall’Ospedale psichiatrico:<br />

quattro Suore della Car<strong>it</strong>à ne assunsero la Direzione (Casa di patrocinio).Il Regio Manicomio di<br />

Torino vedrà partire le suore quando la legislazione civile (Legge Basaglia) e le mutate s<strong>it</strong>uazioni<br />

sociali cercheranno altre modal<strong>it</strong>à di servizio per questo genere di povertà e di turbe psichiatriche.<br />

1 IL REGIO MANICOMIO DI TORINO NEL SUO SECONDO CENTENARIO – MISCELLANEA - OPERE PIE -<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E DI TORINO


UNA SUORA, UNA STORIA, UNA MEDAGLIA<br />

Una persona di particolare rilievo in questo contesto risulta essere:<br />

44<br />

“SUOR CRISTINA PASQUIER – 1830/1865 – Superiora per 35 anni al Regio Manicomio di<br />

Torino” 1 in sost<strong>it</strong>uzione di Suor Cécile Guinard chiamata al Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” come<br />

Superiora Provinciale.<br />

Nata a Bellevaux - Savoia nel mese di ottobre 1799, da Thonon viene inviata in sost<strong>it</strong>uzione<br />

di Suor Cécile Guinard al Regio Manicomio di Torino nel 1830 .<br />

Nel 1847 in agosto vien nominata Consigliera di Suor Melania Mantelli eletta Superiora<br />

Provinciale alla morte di Suor Cécile Guinard. Madre Chambrot ha di lei una grande stima, e<br />

quando ordina alla Superiora di Vercelli di vis<strong>it</strong>are le case della Provincia nel 1860, la obbliga ad<br />

ascoltare i suggerimenti di Suor Cristina Pasquier.<br />

Il dolore per la sua morte colpisce al cuore la Madre Generale che in lei perde un<br />

importante appoggio per la Provincia Piemontese.<br />

Si conclude la sua esistenza dopo un’intesa v<strong>it</strong>a di car<strong>it</strong>à che aveva susc<strong>it</strong>ato il plauso dell’intera<br />

c<strong>it</strong>tadinanza di Torino e degli stessi membri di Casa Savoia, come attesta la medaglia confer<strong>it</strong>a<br />

dalla Direzione del manicomio che così rec<strong>it</strong>a:<br />

“Direzione del Manicomio di Torino<br />

interprete della pubblica<br />

riconoscenza<br />

MDCCCLX”<br />

A Suor Cristina Pasquier<br />

per viril senno, per car<strong>it</strong>à intelligente, operosa, instancabile,<br />

angelica in XXX anni di governo e nelle più tremende epidemie, segnalatissima”. 2<br />

Questa onorificenza è stata giudicata degna di essere menzionata in una recente pubblicazione in<br />

cui si illustrano le medaglie concesse all’onor civile e i mer<strong>it</strong>i attribu<strong>it</strong>i ai vari personaggi che<br />

hanno dato lustro al nostro Paese, a livello nazionale.<br />

“Suor Cristina Pasquier, mancata a Vercelli - Monastero S. Margher<strong>it</strong>a - il 12 agosto 1865<br />

in età di anni 65 e 10 mesi” 3 fu sepolta a Torino dopo solenni funerali a cui parteciparono anche i<br />

Rappresentanti della Famiglia Reale. Il Comune di Torino volle che le sue spoglie fossero tumulate<br />

accanto a quelle di Silvio Pellico, nel Cim<strong>it</strong>ero di Torino.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - T 3 e T4 – TORINO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PSICHIATRICO – REGIO MANICOMIO<br />

2<br />

ACPV – armadio Medaglie commemorative – 1.<br />

3<br />

REGISTRO SORELLE DECESSE in PIEMONTE N.223 – ARMADIO 3 – 3.3 – REGISTRI 1832/2002 – VC


45<br />

1830<br />

L’ANTICO MONASTERO “S. MARGHERITA” DIVENTA NOVIZIATO<br />

INIZIO delle PRATICHE PER LA FONDAZIONE DELLA CASA PROVINCI<strong>AL</strong>E di<br />

VERCELLI * (PROVINCIA PIEMONTE) * 1<br />

Il mer<strong>it</strong>o, anche se molto interessato, va ancora agli Amministratori dell’Ospedale. Una casa<br />

a Vercelli, dove possano sussistere un buon numero di Suore destinate a sost<strong>it</strong>uire in ogni evenienza<br />

quelle che servono nel Pio Luogo, fa molto comodo. La loro presenza risolve molti problemi, è<br />

diventata indispensabile.<br />

Per questo motivo viene formulata una petizione da presentare al Re, tram<strong>it</strong>e il Ministro degli<br />

Interni, il 27 agosto 1826<br />

“ Eccellenza , il vivo interesse che V.E. suole prendere per tutto ciò che ha per iscopo di far<br />

fiorire la nostra santa religione e di sollevare la misera uman<strong>it</strong>à languente, ispira la più fondata<br />

speranza alli Regolatori di questo venerando Ospedale Maggiore degli Infermi, ch’ella degnerà<br />

favorevolmente accogliere la supplica che hanno l’onore di rassegnarle qui compiegata, di<br />

prenderla sotto il di lei auspicio, ed avvalorarla con la sua protezione nel porgerla al nostro<br />

munificentissimo Sovrano.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à degne figlie di S. Vincenzo de Paoli, i Regolatori sottoscr<strong>it</strong>ti, gli<br />

sventurati soccorsi e questa Provincia tutta, professano ognora la più ossequiosa riconoscenza<br />

verso l’E.V. e non cessano di indirizzare al Cielo i più fervidi voti per la di lei prosper<strong>it</strong>à ...” 2<br />

1 ACPV - T<strong>AL</strong>E E’ LA DENOMINAZIONE NEI REGISTRI DEL TEMPO – avvallata anche dall’ARCHIVIO VATICANO<br />

2 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973<br />

MONASTERO “S. MARGHERITA” 2009


46<br />

Nel testo della petizione rivolta al Re, si puntualizza la motivazione che ha determinato i<br />

Regolatori dell’Ospedale a chiamare le Suore: sorvegliare l’intera economia della Pia opera.<br />

“Alcune di esse giunsero da Thonon sul finire di luglio <strong>1825</strong> ed essendo in breve tempo<br />

risultati ad evidenza i vantaggi di vario genere che mercé le provvide loro cure trasse l’ospedale, si<br />

pensò di aumentarne di alcune il numero onde poter loro affidare maggiori incarichi ...<br />

La Congregazione ha motivo di essere assai soddisfatta dei servizi delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

e le Pubbliche Autor<strong>it</strong>à, nonché la C<strong>it</strong>tà e Provincia rendono loro gli attestati d’elogio che si vanno<br />

mer<strong>it</strong>ando.<br />

Se l’esperienza ci convince di una siffatta reale util<strong>it</strong>à del Pio Luogo e dei vantaggi<br />

spir<strong>it</strong>uali e temporali che ne traggono i poveri infermi mediante la disinteressata vigilanza e<br />

car<strong>it</strong>atevoli assistenze di tali Suore, sarebbe da desiderarsi di ottenere un mezzo, che in caso di<br />

bisogno assicuri la presenza di Suore della Car<strong>it</strong>à per surrogare le attuali allorché per causa di<br />

malattie croniche o per avanzamento in età si renderanno queste inabili a proseguire nei loro<br />

penosi uffici, tanto più che, se ogni volta ricorrere si dovesse alle case di tale Ist<strong>it</strong>uto esistenti in<br />

Savoia o nel Regno di Napoli ed altrove, le spese dei viaggi sminuirebbero a gran segno i vantaggi<br />

di economia che gradatamente se ne sarebbero ottenuti ...” 1<br />

Dopo queste considerazioni, anche per offrire una casa dove a t<strong>it</strong>olo di convalescenza o di<br />

temporaneo riposo, possano essere accolte quelle che hanno affievol<strong>it</strong>o la loro salute nel servizio<br />

degli infermi, “gli Amministratori supplicano S. R. M. a nome dell’uman<strong>it</strong>à languente a voler<br />

erogare tra i vari stabili amministrati dal R. Economato Generale dei beni esistenti in questa<br />

Provincia, quel fondo fruttante che piacerà alla Maestà Vostra, assegnando nel tempo stesso una<br />

casa religiosa esistente in questa c<strong>it</strong>tà per erigervi uno stabilimento per l’oggetto sovrindicato...”<br />

Se tale casa verrà concessa, gli Amministratori assicurano il Re che le Suore non rimarranno<br />

inoperose, ma procurerebbero un vantaggio“non lieve alla c<strong>it</strong>tà, quello cioè di aprire delle Scuole<br />

di Car<strong>it</strong>à a beneficio delle figlie povere; ed in tal modo, con una regolare educazione religiosa di<br />

tale classe di giovani persone, purtroppo assai spesso poco custod<strong>it</strong>e, si raffrenerebbe in parte il<br />

vizio e si verrebbero notabilmente a migliore i pubblici costumi, formandosi successivamente nella<br />

industriosa classe degli artigiani ed anche dei campagnoli, delle buone madri di famiglia,<br />

sufficientemente istru<strong>it</strong>e e si procurerebbe in conseguenza allo Stato ottimi sudd<strong>it</strong>i perché formati<br />

alla pura scuola della Religione.” 2<br />

Si lusingano gli Amministratori di avere risposta favorevole conoscendo i sentimenti di<br />

pietà del Re, tanto più che in Provincia esistono vari beni disponibili, non ancora assegnati alle<br />

Corporazioni . La loro richiesta si fa precisa, chiaramente esprimono il loro desiderio:<br />

“Poiché esiste, tutt’ora libero, in questa c<strong>it</strong>tà il Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a, eretto e<br />

dotato nel 1255 dalla Beata Emilia Bicchieri, vercellese di preziosa ricordanza, nipote dell’Illustre<br />

Cardinale Guala Bicchieri quale, precedentemente, a tale epoca aveva fondato l’Ospedale degli<br />

infermi sotto il t<strong>it</strong>olo di S. Andrea, ... gli amministratori attuali, fedelissimi sudd<strong>it</strong>i della maestà<br />

Vostra, implorano tale grazia ...” 3<br />

Il Monastero è quello che risponde meglio alle loro intenzioni.<br />

1 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973<br />

2 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973<br />

3 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973


47<br />

Seguono le firme tra le quali notiamo quella di Dionigi Arborio di Gattinara, di Alessandro Arborio<br />

Mella, di Paolo Avogadro di Casanova. Ma la risposta è negativa.<br />

“Il Congresso ha rilevato che trattandosi di un Ist<strong>it</strong>uto Pio, ma non di una vera corporazione<br />

ecclesiastica e regolare, non sarebbe conforme alle massime di distrarre i fondi dell’asse<br />

ecclesiastico a favore del medesimo.<br />

Inoltre essendo quell’Ospedale in possesso di un dovizioso patrimonio, potrebbero quei<br />

signori Regolatori eseguire la loro ottima intenzione, senza estendere le loro viste al patrimonio<br />

della Chiesa assai tenue in vista dei molteplici e più urgenti bisogni della medesima.” 1<br />

Gli Amministratori non disarmano: dopo tale risposta, con una nuova deliberazione in data 13<br />

dicembre 1826, presentano una nuova istanza; scrivono ancora al Ministro, ripetono la richiesta di<br />

ottenere<br />

“ in favore delle Suore della Car<strong>it</strong>à una casa per il noviziato ed una qualche dotazione onde<br />

erigere scuole gratu<strong>it</strong>e per le povere figlie del basso popolo i costumi delle quali vanno purtroppo<br />

peggiorando tutto dì ...<br />

Se la prima supplica inoltrata incontrò qualche ostacolo poiché detto Ist<strong>it</strong>uto non era<br />

considerato come corporazione religiosa, oggi la Congregazione osa lusingarsi che l’umile di lei<br />

domanda possa essere benignamente accolta poiché corredata da copia autentica del Breve<br />

Pontificio del 23 luglio 1819 col quale S.S. ha approvato canonicamente l’Ist<strong>it</strong>uto di dette Suore<br />

...” 2<br />

Il 14 dicembre 1826 viene presentata al Re una nuova istanza. Si ripetono le richieste: una<br />

dotazione, una casa per stabilirvi alcune Suore che potrebbero sost<strong>it</strong>uire quelle in servizio<br />

nell’Ospedale e nel frattempo fare scuola alle fanciulle povere.<br />

Anche al Re, gli Amministratori fanno presente che l’Ist<strong>it</strong>uto è approvato dal Papa con le<br />

Regole e Cost<strong>it</strong>uzioni.<br />

Essi sperano che “con l’appoggio di tale documento sia tolto l’ostacolo che solo, pare, si<br />

opponesse alla loro domanda”. 3<br />

Sarà vero ?<br />

SI INCONTRANO NOTEVOLI DIFFICOLTÀ PERCHÉ LA SITUAZIONE NON È<br />

CHIARA E NON BASTA A CHIARIRLA NEPPURE LA COPIA AUTENTICA DEL BREVE PONTIFICIO<br />

DEL 23 LUGLIO 1819<br />

All’inizio del nuovo anno si aspetta una risposta pos<strong>it</strong>iva circa la concessione di una casa<br />

per il noviziato delle Suore della Car<strong>it</strong>à a Vercelli.<br />

Ma il 18 gennaio l’Arcivescovo di Torino comunica la deliberazione del 2 gennaio: il<br />

Congresso permanente sugli Affari Ecclesiastici dà parere negativo a propos<strong>it</strong>o del nuovo ricorso<br />

presentato dai Regolatori dell’Ospedale Sant’Andrea per l’assegnazione di un monastero e di uno<br />

dei benefici ecclesiastici vacanti, alle Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

Torino 2 gennaio 1827<br />

“Il Breve Pontificio un<strong>it</strong>o al nuovo ricorso dei Regolatori dell’Ospedale Maggiore di Vercelli,<br />

contiene bensì l’approvazione del Pio Ist<strong>it</strong>uto delle Figlie della Car<strong>it</strong>à, sì e come si suole ottenere<br />

l’approvazione di altri Pii Ist<strong>it</strong>uti di giurisdizione mista, ma non è sufficiente a classificare il<br />

medesimo tra le vere corporazioni religiose e di regolare osservanza.<br />

1 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973<br />

2 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973<br />

3 AGSCR, “Lettres et Documents” Vol. IV, pag .973


48<br />

D’altronde tale Ist<strong>it</strong>uto non richiede voti perpetui né regolare clausura, anzi le Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à ancorché professe, non cessano di essere soggette nello spir<strong>it</strong>uale al proprio Parroco,<br />

sebbene raccomandate alla direzione dei Missionari, che però il Congresso in vista di tali riflessi<br />

ed eziandio del dovizioso patrimonio dello Spedale predetto, nonché della ristrettezza dei fondi<br />

dell’asse ecclesiastico da applicarsi ai più urgenti bisogni della Chiesa che verranno indicati come<br />

tali dai Vescovi, insiste nella precedente sua deliberazione e opina non potersi far luogo al<br />

richiesto assegno di dotazione delle Figlie della Car<strong>it</strong>à già stabil<strong>it</strong>e a servizio degli infermi dello<br />

stesso Ospedale.” 1<br />

Ci sarebbero diverse osservazioni da fare sul contenuto di questo testo, dove si evidenzia la<br />

non conoscenza della differenza tra le Figlie della Car<strong>it</strong>à di San Vincenzo e le Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ ANDREA ACCOGLIE LE PRIME NOVIZIE<br />

Poiché permangono le difficoltà per l’ist<strong>it</strong>uzione di una Casa Provinciale in Vercelli, il<br />

Consiglio di Amministrazione accoglie la proposta fatta dalle Suore per l’accettazione delle novizie<br />

presso l’Ospedale stesso.<br />

Il 20 giugno 1827 “... la Congregazione maturatamente ponderata la cosa, desiderando di<br />

coadiuvare alla propagazione di tale utilissimo Ist<strong>it</strong>uto, concordemente però agli interessi del Pio<br />

Luogo, delibera:<br />

1) Che le Suore della Car<strong>it</strong>à addette a questo Ospedale possano accettare in esso due<br />

novizie e non più, sia per deficienza di locale, sia per non distogliere le molto reverende Suore<br />

dalle loro opere a vantaggio dell’Ospedale.<br />

2) Che dette novizie debbano provvedersi il letto, mobili e lingerie personalmente<br />

necessarie.<br />

3) Che corrispondano all’Ospedale lire 30 mensili cadauna mediante quale pensione<br />

verranno mantenute alla tavola delle Suore, curate in caso di malattia come si usa per le Suore<br />

medesime.<br />

4) Che la Superiora Generale delle Suore debba preferibilmente applicare a questo<br />

Ospedale, ove così richieda il bisogno, quelle Suore che vi avranno fatto il noviziato.” 2<br />

Nonostante tutte le difficoltà, il Marchese di Gattinara coltiva il suo progetto per il futuro<br />

dell’Ist<strong>it</strong>uto. Da Napoli, su sua richiesta , viene inviata una copia del fascicolo “Regolamento per<br />

l’Educandario delle Sorelle della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di San Vincenzo de Paoli nel Monistero<br />

di Regina Coeli di Napoli” 3<br />

<strong>AL</strong>LA FINE I MOLTI TENTATIVI E LE MOLTE PREGHIERE OTTENNERO IL<br />

SUCCESSO SPERATO<br />

Dopo la comunicazione della deliberazione negativa del Congresso permanente sugli<br />

Affari Ecclesiastici, fatta da parte dell’Arcivescovo di Torino il 18 gennaio 1827, non appaiono<br />

documenti ufficiali che provino i tentativi fatti per ottenere “una casa e una dotazione alla<br />

Congregazione”, ma certamente ci sono. Madre Boucon scrivendo al Marchese di Gattinara il 26<br />

novembre 1828 assicura di “non dimenticare quanto egli fa al presente” per raggiungere questo<br />

1<br />

AST – SEZ. 1 – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ<br />

2<br />

AOV – ORDINATI 1827, N. 217<br />

3<br />

NAPOLI – RE<strong>AL</strong>E TIPOGRAFIA DI GUERRA -


49<br />

scopo. A sua volta il “Marchese Dionigi Arborio di Gattinara, il 16 maggio 1829” 1 annuncia alla<br />

Madre Generale, in Napoli, la donazione del Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a di Vercelli.<br />

La Madre fin dal 3 maggio, è informata da Suor Brigida Cayen che il Marchese le scriverà<br />

una lettera a propos<strong>it</strong>o del Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a, “convento del quale vi ho parlato in diverse<br />

lettere … Senza entrare in dettagli particolari, spero che le notizie che vi darà vi faranno piacere<br />

…” 2<br />

Il Marchese scrive “E’ con la più grande premura che ho l’onore di preannunciarvi che il<br />

nostro Monsignor Arcivescovo ha voluto fare donazione alle vostre Suore dell’ex monastero di<br />

Santa Margher<strong>it</strong>a, uno dei più vasti costru<strong>it</strong>i nella nostra c<strong>it</strong>tà, alle seguenti condizioni:<br />

1) che il Monastero sarà sempre rest<strong>it</strong>uibile all’arcivescovo di Vercelli nel caso che le<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à per qualunque motivo od evenienza, come se la Congregazione venisse<br />

soppressa o cessasse di esistere nella nostra diocesi.<br />

2) che le Sorelle non possono allontanare dal Monastero le religiose delle Corporazioni<br />

religiose soppresse alle quali Monsignor Arcivescovo ha voluto accordare osp<strong>it</strong>al<strong>it</strong>à per tutta la<br />

loro v<strong>it</strong>a; tuttavia esse non hanno alcun rapporto diretto o indiretto con le Suore della Car<strong>it</strong>à,<br />

neppure l’entrata in Monastero. Attualmente esse sono ancora sedici.<br />

3) le Suore devono fondare, nel più breve tempo possibile, una casa provinciale con<br />

noviziato ed obbligarsi per mezzo delle loro allieve di fornire di preferenza le Suore che potranno<br />

essere necessarie all’Ospedale Maggiore e all’Ospizio dei Poveri di Vercelli.<br />

4) infine di aprire le Scuole di Car<strong>it</strong>à per l’insegnamento gratu<strong>it</strong>o delle fanciulle povere che<br />

saranno ammesse da Monsignor Vescovo, su segnalazione dei signori parroci. S. E. il Ministro<br />

dell’Interno con suo dispaccio del 4 maggio corrente ha fatto conoscere che S. Maestà si è degnato<br />

di approvare il progetto di Monsignore e di autorizzarlo a stabilire provvisoriamente le vostre<br />

Suore, riservandosi di impartire i suoi ordini per l’exequatur delle vostre Cost<strong>it</strong>uzioni come del<br />

Breve di S.S. Sant<strong>it</strong>à, appena l’esperienza avrà provato che la vostra comun<strong>it</strong>à si svilupperà e<br />

prospererà nella nostra c<strong>it</strong>tà...<br />

Sono persuaso che coopererete con tutti i vostri mezzi per organizzare al più presto la<br />

vostra nuova casa ed in questa circostanza non posso fare a meno di significarvi che è<br />

assolutamente necessario che voi destiniate per Provinciale o per lo meno incaricarla del<br />

noviziato, una Suora a tutta prova sia per le sue doti, ossia per prudenza, età, maniere, perché voi<br />

non ignorate, Signora, che tutto dipende dagli inizi. Non posso per il momento dirvi di più.<br />

Bisognerebbe che potessi parlarvi a viva voce, cosa un po’ difficile ora ...<br />

Non posso specificarvi la rend<strong>it</strong>a della casa che l’Arcivescovo vi dona, ma se devo riferirmi<br />

a ciò che mi assicurano potrete contare su una rend<strong>it</strong>a di 200 franchi all’anno oltre l’alloggio per<br />

la vostra comun<strong>it</strong>à, ma occorrerà provvedere un fondo per le prime urgenti necess<strong>it</strong>à.<br />

In questo momento il nostro Augusto Sovrano dev’essere a Napoli: farete una cosa molto<br />

vantaggiosa per la vostra Congregazione, se potrete ottenere un’udienza particolare, dopo aver<br />

cercato di farvi raccomandare in modo particolare sia per ringraziare Sua Maestà Sarda<br />

dell’accoglienza che ha fatto alle vostre Suore durante la sua vis<strong>it</strong>a a Vercelli lo scorso anno, nel<br />

mese di settembre, sia per la bontà che ha avuto ultimamente a stabilirvi e a formare un noviziato.<br />

Potrete contemporaneamente implorare i suoi favori per essere in grado di far fronte alle<br />

prime spese; è inutile dirvi che occorrerà fare le stesse richieste alla Regina e che sarà necessario<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829<br />

2<br />

AGSCR – AG 1829


50<br />

farvi raccomandare al primo incaricato di Gabinetto, il Conte Avogadro di Collobiano,<br />

personaggio importante, molto buono e portato a rendere servizio ... Vi prego di credere nel vivo<br />

interesse che ho per il vostro benefico Ist<strong>it</strong>uto e dei sentimenti di riconoscenza che il mio cuore<br />

nutre per voi e per le vostre mer<strong>it</strong>evoli Suore. Ho l’onore di essere con rispetto, il vostro<br />

umilissimo, obbedientissimo servo,<br />

Dionigi Arborio di Gattinara Soprintendente” 1<br />

LA NUOVA SUPERIORA “PROVINCI<strong>AL</strong>E” di VERCELLI<br />

Due giorni dopo, 18 maggio, il conte Carlo Pietro Cantono riferisce al Marchese Dionigi Mercurino<br />

di Gattinara il risultato di una sua missione privata presso Suor Cecilia Guinard a Torino (direttrice<br />

dell’Ospedale Psichiatrico) che si progettava di designare superiora della futura casa provinciale di<br />

Vercelli. Si voleva sentire quale fosse la sua disponibil<strong>it</strong>à, ma non in modo ufficiale “… giusta il<br />

concerto preso con V.S. Ill.ma, ieri sera, appena arrivato, vis<strong>it</strong>ai Suor Cecilia che non aveva<br />

notizia alcuna delle sorelle destinate dalla Superiora Provinciale per gli stabilimenti di Vercelli.<br />

Credeva che già vi fossero giunte passando per la strada del Sempione.<br />

Presa detta alle strette onde esternasse in modo pos<strong>it</strong>ivo i suoi sentimenti intorno alla<br />

desiderata sua traslocazione, mi rispose che quantunque amasse molto meglio un posto<br />

subalterno pur faticoso potesse essere, piuttosto che vedersi chiamata al governo delle altre, ciò<br />

nulla meno si sarebbe pienamente sottomessa agli ordini in propos<strong>it</strong>o della sua Superiora<br />

Generale alla quale aveva già promesso formalmente che non avrebbe né direttamente, né<br />

indirettamente posto nessun ostacolo e che già, a tale riguardo, aveva ella medesima scr<strong>it</strong>to in<br />

segu<strong>it</strong>o alla missione ultima fatta dalla S. V. Ill. ma.<br />

Interrogata se mai tra le sorelle che qui ha come compagne ve ne fosse stata alcuna che<br />

avrebbe potuto rimpiazzare Suor Luisa, mi rispose che quantunque siano tutte di distinta pietà e<br />

car<strong>it</strong>à, nessuna avrebbe riun<strong>it</strong>o le qual<strong>it</strong>à per essere direttrice e per la nostra casa di educazione<br />

essa è pure di avviso che la sola che ci possa a tale riguardo, nelle circostanze convenire, sia Suor<br />

Eulalia.<br />

Nel porgerle dietro l’incarico di cui ella volle onorarmi, queste notizie, la prego di gradire<br />

l’espressione dei più rispettosi sentimenti con cui mi dichiaro obbedientissimo e devotissimo servo<br />

Carlo Pietro Cantono”. 2<br />

L’incalzare delle notizie ci dice l’importanza che tutti riconoscevano nella possibil<strong>it</strong>à di<br />

avere una casa a Vercelli, una Superiora Provinciale, un noviziato.<br />

Il 23 maggio Suor Brigida scrive a Madre Boucon comunicandole che sono arrivate quattro<br />

Suore dalla Savoia. Una potrà sost<strong>it</strong>uire Suor Eulalia sulla quale tutti fondano buone speranze<br />

mentre essa è ammalata e dovrà rientrare in Savoia per curarsi....Suor Antonietta dall’Ospedale<br />

passerà all’Ospizio dove ci sono problemi: “dopo la partenza di Suor Cecilia per Torino si chiede il<br />

cambiamento di Suor Felicia che è sempre ammalata,” 3<br />

Suor Luisa non soddisfa perché non sa<br />

imporsi alle ragazze più difficili. Suor Brigida propone di farsi carico delle spese per curare la<br />

povera Suor Felicia al fine di tranquillizzare l’Amministrazione dell’Ospizio. Poi passa alla<br />

comunicazione importante:<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829<br />

1<br />

ASV - AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ<br />

2<br />

di SR. FELICIA si parla in L. D. 447 - 451


51<br />

“... Come voi sapete il nostro Arcivescovo ci ha accordato uno stabilimento solido avendoci<br />

donato il Monastero soppresso di S . Margher<strong>it</strong>a, uno dei più belli della c<strong>it</strong>tà. Come il Marchese di<br />

Gattinara vi avrà scr<strong>it</strong>to, egli attende con premura la vostra risposta soprattutto per quanto<br />

riguarda l’autorizzazione ad una vostra Suora di firmare l’atto di accettazione...” 1<br />

MADRE BOUCON, MENTRE GIOISCE PER IL DONO DELLA CASA , SOGNA UN FIORENTE<br />

NOVIZIATO<br />

Il 9 giugno Madre Boucon risponde a Suor Brigida: “... Mi parlate del bel Monastero Santa<br />

Margher<strong>it</strong>a donato da Monsignore per farvi un noviziato. Non posso che ammirare la bontà di Dio<br />

in questo tratto della sua provvidenza e ringraziarlo per i favori particolari di cui non cessa di<br />

onorare il nostro povero Ist<strong>it</strong>uto...<br />

Ho ricevuto effettivamente una lettera del Marchese il quale mi dà tutte le informazioni<br />

relative a questa donazione. Non mi parla di questo atto di accettazione che si deve firmare. Poiché<br />

la lontananza e le occupazioni non mi permettono di venire di persona sul posto e non avendo<br />

neppure la possibil<strong>it</strong>à di mandarvi altre, non ho potuto fare altro che scrivere a Suor Victoire<br />

Bartholemot perché venga lei stessa ad organizzare questa nuova casa dove potrà stabilire il suo<br />

noviziato e per conseguenza la sua residenza ed essere nella possibil<strong>it</strong>à di venire incontro ai<br />

bisogni delle case. Spero che non troverà impedimenti e che la cosa potrà realizzarsi al più presto<br />

possibile ... A riguardo di Suor Felicia sempre malata, la potete mandare a Napoli quando ci sarà<br />

un’occasione ...Non si può farla viaggiare da sola ...” 2<br />

Ma Suor Victoire ha delle difficoltà: la sua salute le impedisce di viaggiare, non sa neppure<br />

se potrà continuare a svolgere il comp<strong>it</strong>o che le è stato assegnato. Comunque un noviziato in Savoia<br />

dovrà sempre funzionare. Scrive Suor V<strong>it</strong>toria a Madre Boucon il 4 luglio 1829 sottolineando le<br />

difficoltà esistenti e prevedendone altre.<br />

“Credo di dovervi prevenire che i signori Piemontesi mi hanno detto che non vogliono che<br />

sia ammessa al loro noviziato nessuna giovane di qui e che se ce ne fosse qualcuna che manifesti<br />

vocazione per il nostro stato, venga mandata in Savoia. Ciò dimostra chiaramente che un postulato<br />

e un noviziato dovranno sussistere in Savoia. Questo richiede molta prudenza. Ci sarà molto da<br />

fare per le mie forze di cui dub<strong>it</strong>o.<br />

D’altra parte i gen<strong>it</strong>ori delle ragazze non vorrebbero esporsi a spese inutili mandando le<br />

loro figlie in Piemonte senza sapere se veramente sono chiamate alla v<strong>it</strong>a religiosa.<br />

Penso che Suor Cecilia potrebbe sbrogliarsi con minor difficoltà di qualsiasi altra Suora.<br />

Conosce il paese, sa come trattare con questi signori, conosce lo spir<strong>it</strong>o che li anima, sa<br />

perfettamente anche la lingua ...Cose che non convengono ad una persona ammalata come me ...<br />

Penso che potrete prendere una Suora di Vercelli per mandarla a Torino a sost<strong>it</strong>uire Suor Cecilia<br />

Guinard ...” 3<br />

In questo clima di attesa , di speranze, di ricerca di soluzioni, qualche cosa turba la seren<strong>it</strong>à.<br />

Infatti l’8 luglio, Suor Brigida manda alla Madre una lettera che il Marchese di Gattinara le ha<br />

scr<strong>it</strong>to (lettera che non possediamo). Poiché non sa come rispondere, chiede alla Madre un<br />

consiglio: “Da un certo tempo vedevo questo rispettabile Marchese inquieto, si faceva vedere di<br />

rado, ma non avrei mai pensato che avesse preso questa determinazione per causa mia: lo ripeto<br />

1<br />

AGSCR – AG - 1829<br />

2<br />

AGSCR – AG – 1829<br />

3<br />

AGSCR – AG - 1829


52<br />

sono estremamente penata ... Nella sua ultima lettera il Marchese ha dimenticato di parlarvi a<br />

propos<strong>it</strong>o della firma per l’atto di accettazione di Santa Margher<strong>it</strong>a ed egli stesso mi consigliò di<br />

parlarvene”. 1<br />

LE GIUSTIFICATE PREOCCUPAZIONI DEL MARCHESE DI GATTINARA<br />

Il 20 luglio il Marchese Dionigi Arborio di Gattinara, che osserva da vicino, teme che il<br />

buon nome della Congregazione, a motivo del comportamento di alcune Suore, sia compromesso.<br />

Chiede, di prendere alcuni provvedimenti necessari al buon andamento delle comun<strong>it</strong>à delle Suore<br />

di Vercelli.<br />

“Signora Superiora Generale.<br />

ho l’onore di trasmetterle, in allegato, copia del verbale in data 16<br />

corrente mese, mediante il quale il nostro Mons. Arcivescovo si è degnato di cedere al vostro<br />

Ist<strong>it</strong>uto l’ex Monastero di Santa Margher<strong>it</strong>a alla condizione che vengano aperti il noviziato e le<br />

scuole di car<strong>it</strong>à per l’istruzione delle fanciulle povere di questa c<strong>it</strong>tà.<br />

Monsignor Arcivescovo ha desiderato che almeno due delle vostre Suore firmassero il<br />

verbale, formal<strong>it</strong>à da osservare, perché voi non ignorate, Signora, che non esiste atto di donazione<br />

senza la persona che accetta. Suor Brigida si è sottratta per quanto ha potuto alle formal<strong>it</strong>à<br />

suddette dicendo che non aveva nessuna procura, infine sono riusc<strong>it</strong>o a persuaderla sia con una<br />

lettera che le ho inviato il 15 corrente mese, sia in quanto le ho osservato che la sua firma, come<br />

quella della sua consorella non erano che semplici formal<strong>it</strong>à poiché nello stesso verbale è detto che<br />

si sarebbe procurato il vostro assenso nel più breve tempo possibile, come potete costatare nel<br />

primo paragrafo che precede le condizioni.<br />

Vi prego dunque, Signora, nel caso abbiate nulla in contrario, di inviare sollec<strong>it</strong>amente una<br />

procura ad hoc a Suor Brigida, oppure il vostro consenso formale con atto autentico che sarà<br />

inser<strong>it</strong>o nel verbale in questione.<br />

Approf<strong>it</strong>to di questa circostanza per rilevare che l’interesse della vostra Congregazione<br />

esige imperiosamente che affidiate una parte di autor<strong>it</strong>à a una delle Suore della nostra c<strong>it</strong>tà,<br />

affinché essa possa rappresentarvi almeno nei casi urgenti, altrimenti prevedo dei fatti spiacevoli.<br />

Non debbo più tacervi oltre, il poco affiatamento e la poca sottomissine tra le Suore: esse<br />

non riconoscono alcuna Superiora, all’Ospizio dei Poveri vi sono state alcune baruffe e<br />

all’Ospedale si è riscontrata qualche insubordinazione per cui si è r<strong>it</strong>enuto necessario qualche<br />

cambiamento negli incarichi: tuttavia, tra noi la cosa è rimasta all’interno della comun<strong>it</strong>à. Ma<br />

all’Ospizio dei Poveri, il fatto è venuto all’orecchio degli Amministratori e del pubblico, ciò che mi<br />

fa molto dispiacere, tanto più che un tale contrattempo diede coraggio ai vostri nemici e non fu<br />

possibile trovare un rimedio.<br />

Vi supplico quindi, Signora, per l’interesse che ho per il vostro Ist<strong>it</strong>uto, di impartire<br />

disposizioni che autorizzino Suor Brigida, donna veramente prudente, oppure Suor Cecilia, nota<br />

per le sue capac<strong>it</strong>à a risolvere le questioni ed anche ad operare i cambiamenti che saranno<br />

necessari al momento, salvo a rendervi conto delle loro decisioni, altrimenti vi dico francamente<br />

che credo, soprattutto per l’Ospizio dei Poveri, che possano essere prese determinazioni poco<br />

favorevoli alla vostra Congregazione, cosa che è da ev<strong>it</strong>are in modo urgentissimo.<br />

D’altronde ci sono state assegnate tre o quattro Suore nell’impossibil<strong>it</strong>à di svolgere bene i<br />

loro incarichi, ciò che ha molto indisposto gli amministratori, tanto più che, dopo dieci anni,<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829


53<br />

saranno obbligati a tenerle ciò che causerebbe spese inutili agli stabilimenti, senza leg<strong>it</strong>timo<br />

motivo.<br />

Se ci tenete al Piemonte, se vi degnate di accordarmi la vostra confidenza, ascoltate le<br />

preghiere del vostro devoto serv<strong>it</strong>ore, procurate di mettere ordine tra le vostre Suore, di risvegliare<br />

in loro la buona armonia assegnando una superiora, fate tutto ciò che dipende da voi per<br />

organizzare al più presto la vostra Casa, il Noviziato, le scuole di car<strong>it</strong>à, altrimenti l’edificio<br />

crollerà rovinosamente prima di essere interamente costru<strong>it</strong>o.<br />

Vi parlo schiettamente per il grande desiderio che ho di veder prosperare la vostra<br />

Congregazione nelle nostre Contee, per la gloria di Dio e per il bene dell’uman<strong>it</strong>à sofferente.<br />

Scusate la mia ingenu<strong>it</strong>à e degnatevi di rispondermi in breve.<br />

Desidererei anche conoscere se vi siete presentata al nostro Sovrano, il Re di Sardegna e<br />

alla sua Augusta sposa. Mi raccomando alle vostre sante preghiere. Ho l’onore di essere con<br />

rispetto il vostro umilissimo e obbedientissimo servo.<br />

Dionigi Arborio Gattinara” 1<br />

M. BOUCON DELEGA <strong>AL</strong>LA FIRMA SR. BRIGIDA PER L’ATTO di DONAZIONE DEL<br />

MONASTERO<br />

Decreto della Commissione Apostolica di conferma dell’assegnazione defin<strong>it</strong>iva del Monastero:<br />

16 luglio 1829<br />

“Noi, Giovanni Maria Grimaldi 2 ,<br />

per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica,<br />

Arcivescovo di Vercelli e Conte.<br />

Visto il decreto dell’Eminetissima ed Eccellentissima Commissione<br />

delli 14 ottobre incaricata dell’esecuzione del Breve Pontificio delli 14<br />

maggio precedente, con cui è stato messo a nostra disposizione il<br />

Monastero detto di Santa Margher<strong>it</strong>a s<strong>it</strong>o in questa C<strong>it</strong>tà , per farne<br />

quell’uso pio che avessimo nel Signore creduto più conducente alla gloria<br />

di Dio e alla salute dei fedeli.<br />

Visto il rilascio fatto dall’Illustrissimo, Reverendissimo Signor<br />

Abate Palazzi, R. Economo Generale Apostolico, con patenti 26 scorso<br />

novembre, firmate Palazzi e contrassegnate Ferrero, Segretario, Regis. pag<br />

119 rilasci.<br />

Visto il Decreto della Prefata Apostolica Commissione delli 13 marzo1829 corrente di<br />

conferma ed assegnazione defin<strong>it</strong>iva del detto Monastero per l’uso sovrindicato<br />

Considerando quale precipuo vantaggio si ottenne dalle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la<br />

protezione di san Vincenzo de Paoli, da pochi anni fatte venire dalla Savoia e dal Regno di Napoli,<br />

onde prestassero l’efficace loro opera all’Ospedale maggiore ed all’Ospizio dei Poverelli di questa<br />

C<strong>it</strong>tà e che un consimile giovamento ne provò pure il Manicomio di Torino ove vennero applicate<br />

nell’anno scorso a sollievo delle misere donne ivi ricoverate, come ne fanno fede le testimonianze<br />

loro rese dal Regio Ispettore ed Amministrazione di detto Regio Stabilimento nonchè le lodi loro<br />

testè esternate dal Chiarissimo Dott. Trompes, medico ordinario di quel filantropico Ist<strong>it</strong>uto<br />

nell’erud<strong>it</strong>o suo rendiconto clinico dell’anno 1828, reso pubblico con le stampe del tipografo<br />

Favale e che si vende per conto di detto Regio Manicomio.<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829<br />

2 La foto ovale è tratta dalla Cronotassi dei Vescovi di Vercelli - www.arcidiocesi.vc.<strong>it</strong>/ - originale nella Sala<br />

Cap<strong>it</strong>olare dell’Arcivescovado di Vercelli - Joannes Maria - (1817 - 1830) – Arcivescovo di Vercelli


54<br />

Considerando che per facil<strong>it</strong>are ed assicurare in modo perenne e generale ai vari<br />

stabilimenti di pubblica e particolare beneficenza eretti nel Piemonte di procurarsi dette Suore<br />

senza esporsi alla spesa di costosi viaggi, essere conveniente che vi fosse pure nelle nostre<br />

contrade una casa Principale con noviziato.<br />

Considerando essere egualmente necessario il gran bisogno di stabilire delle scuole dove si<br />

insegnino il Catechismo, il leggere, i primi elementi dell’ar<strong>it</strong>metica ed i lavori donneschi<br />

proporzionati all’età e al bisogno delle figlie povere che sono in gran numero e per lo più<br />

abbandonate.<br />

Sollec<strong>it</strong>ati anche da molti ragguardevoli personaggi di questa C<strong>it</strong>tà commendevoli per il<br />

loro zelo di Religione e di promuovere la pietà cristiana e l’assistenza ai poveri, di destinare il<br />

predetto Monastero per un noviziato delle Suore della Car<strong>it</strong>à e per una scuola gratu<strong>it</strong>a ed utile alle<br />

povere figlie e di ricorrere a Sua Maestà per ottenere il Sovrano suo aggradimento.<br />

Visto il dispaccio Ministeriale (Interni) delli 4 maggio 1829, numero 4869, ufficio terzo N.<br />

2031 a noi diretto, significandoci essere stato benignamente accolte da S. S. Reale maestà le<br />

nostre suppliche a tal oggetto, ci fa noto essersi la prelodata Maestà S. degnata di concederne ivi<br />

provvisoriamente l’erezione, con espressa sua riserva di elevare poi tale corporazione al grado di<br />

Collegio, lec<strong>it</strong>o, riconosciuto ed approvato dalle leggi, conferendole così una perpetua esistenza,<br />

allorquando fatto siasi un sufficiente esperimento del modo in cui la medesima verrebbe a<br />

prendere avviamento ed a prosperare.<br />

Aderendo alla Sovrana grazia ed in obbedienza alla medesima circa le restrizioni delle<br />

condizioni assegnate alla Regia Segreteria di Stato (Interni) il primo stesso marzo<br />

Noi,<br />

per le presenti, abbiamo rilasciato e rilasciamo a favore della Congregazione delle molto<br />

Reverende Suore della Car<strong>it</strong>à e particolarmente di quelle che verranno stabil<strong>it</strong>e in questa C<strong>it</strong>tà, il<br />

predetto locale dell’ex Monastero di Santa Margher<strong>it</strong>a, Parrocchia di San Lorenzo sotto sua<br />

notoria coerenza, tal quale fu posseduto dalle Ex Monache e quindi dall’Economo Generale e nello<br />

stato in cui ora si trova senza veruna altra pretesa, colle condizioni fin qui poste, accettando per la<br />

Congregazione le infrasottoscr<strong>it</strong>te Suore della Car<strong>it</strong>à rappresentati la medesima Suor Brigida<br />

Cayen e Suor Eulalia Gantelet le quali si possono considerare per delegate e si obbligano ad<br />

ottenere fra il più breve termine possibile la speciale approvazione della loro primaria Superiora.<br />

LE CONDIZIONI POSTE<br />

Condizione prima: Detto rilascio dovrà r<strong>it</strong>enersi temporario, finché la corporazione<br />

troverassi elevata al grado di Collegio permanente ed approvato giusta le Sovrane riserve, nel<br />

qual caso solo sarà perpetuo per uso di detta Congregazione in modo obbligatorio a noi e nostri<br />

successori, pro tempore, senza peso però di veruna ristorazione.<br />

2° - Sarà detto Monastero reversibile alla Mensa Arcivescovile ogni volta che per un<br />

motivo qualunque cesserà detta Corporazione ed Ist<strong>it</strong>uto ad aver luogo in questa C<strong>it</strong>tà.<br />

3° - Intanto tutti li pesi inerenti a tal uso gratu<strong>it</strong>o, di riparazioni, contribuzioni od altro<br />

saranno a carico della Corporazione.<br />

4° - Farassi uno stato regolare del locale concesso acciò sempre sia conservato anzi in<br />

lodevole trattenimento e cosi evenendo il caso, rest<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o. Tale descrizione si farà dal Sig. Prete<br />

Provana, nostro economo e sottoeconomo dei benefici vacanti ed economo della nostra mensa, dal<br />

Marchese Dionigi Arborio di Gattinara Intendente Generale incaricati come infra.


55<br />

5° - Le monache soppresse, ivi già da noi ricoverate gratu<strong>it</strong>amente, continueranno ad v<strong>it</strong>am<br />

ad ab<strong>it</strong>arvi nei modi che verranno da noi disposti e determinati.<br />

6° - Le Suddette Suore della Car<strong>it</strong>à erigeranno fra il più breve termine possibile in detto<br />

Monastero di S. Margher<strong>it</strong>a una casa principale con noviziato, obbligandosi col tempo, di<br />

provvedere quel numero di Suore che potrebbero essere necessarie per i pii stabilimenti della C<strong>it</strong>tà<br />

di Vercelli, ove vennero già più di tre anni introdotte, cioè quello dell’Ospedale maggiore degli<br />

infermi e quello dell’Ospizio della car<strong>it</strong>à.<br />

7° - Che quando avranno soggetti bastanti e di discreta capac<strong>it</strong>à debbano a tenore delle<br />

loro S. Regole stabilire nello stesso locale e Monastero, in luogo adatto le Scuole di Car<strong>it</strong>à per<br />

insegnare gratu<strong>it</strong>amente e prima di ogni cosa il catechismo e le orazioni delle mattina e sera, poi<br />

a leggere e a scrivere, almeno ad alcuna, ed a codeste le prime nozioni di ar<strong>it</strong>metica, ed<br />

essenzialmente a tutte i lavori donneschi proporzionati all’età, capac<strong>it</strong>à delle povere figlie della<br />

c<strong>it</strong>tà, cioè a quelle che dietro attestato dei RR. Parroci vi saranno ammesse dall’Ordinario a<br />

scanso di confusione e di numero sovrabbondante.<br />

Dopo un certo tempo, visto il progresso della pia ist<strong>it</strong>uzione, ci riserviamo di nuovamente<br />

aver ricorso a Sua Maestà per l’erezione di questa Corporazione al grado di Collegio fisso e dalle<br />

leggi approvato previe le deb<strong>it</strong>e presentazioni al Real Senato delle Regole dell’accennato Inst<strong>it</strong>uto<br />

e del relativo Breve Pontificio di approvazione pel R. Exequatur.<br />

Mandiamo inser<strong>it</strong>i nel presente verbale copia dei decreti dell’Eminentissima ed<br />

Eccellentissima Commissione Apostolica dell’atto di rilascio del Regio Economato, li nostri<br />

cap<strong>it</strong>oli di condizioni rassegnate a Sua Maestà, per la Regia Segreteria di Stato nonchè del<br />

dispaccio Ministeriale (Interni) 4 maggio 1829, per li ricorsi all’occorrenza.<br />

E le presenti osservansi senz’altra formal<strong>it</strong>à, con riserva di ridurre ogni cosa in diffin<strong>it</strong>iva<br />

in atto pubblico, qualora lo rendano necessario le veglianti leggi.<br />

Intanto siccome vi sono riparazioni a farsi, mobili diversi a provvedere, contratti di<br />

aff<strong>it</strong>tamento a stabilire per ricavarne un prof<strong>it</strong>to da quella parte del locale non necessaria all’uso<br />

delle Suore, a procurare per mezzo di oblazioni car<strong>it</strong>ative un fondo per mantenere, per il momento,<br />

le suddette e simili,<br />

Ed essendo a noi noti lo zelo ed interesse che li sovranominati Signori priore Giuseppe<br />

Provana e Marchese Dionigi Arborio di Gattinara prendono tanto per l’Ist<strong>it</strong>uto delle Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à che per l’educazione a vantaggio dei poverelli, li incarichiamo ed accordiamo loro per un<br />

anno, o altro tempo maggiore che giudicheranno, la facoltà di prendere concordemente tutte le<br />

deliberazioni che stimeranno in propos<strong>it</strong>o per il buon cominciamento di quest’opera, sottoponendo<br />

però alla nostra approvazione le Opere principali.<br />

E previa la lettura ad alta ed intelligibile voce del presente verbale fatto a doppio originale,<br />

da potersi insinuare a beneplac<strong>it</strong>o dalle parti ed anche da una sola senza l’intervento dell’altra, le<br />

signore parti e testimoni di sono con noi sottoscr<strong>it</strong>ti. Fatto e chiuso il giorno, mese, anno come<br />

sopra . Sottoscr<strong>it</strong>ti all’originale:<br />

Giovanni Maria Grimaldi - Arcivescovo 1<br />

Soeur Brig<strong>it</strong>te Cayen<br />

Soeur Eulalie Gantelet<br />

Priore Giuseppe Provana<br />

Dionigi Arborio di Gattinara<br />

Canonico Francesco Eusebio -teste<br />

Canonico Carlo Luigi Gays<br />

Colli.....apostolico...Cancell.....” 2<br />

1 www.arcidiocesi.vc.<strong>it</strong>/ - Joannes Maria - (1817 - 1830) – Arcivescovo di Vercelli<br />

2 ARCHIVIO di STATO - VERCELLI - 1829( Conforme all’originale )


LE PREOCCUPAZIONI DI UNA MADRE<br />

56<br />

Il 22 luglio Madre Boucon scrive al Marchese Dionigi scusandosi per non aver meglio corrisposto<br />

alle aspettative da lui riposte nella Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à .<br />

Questa non è la risposta alla precedente che il Marchese ha scr<strong>it</strong>to da Vercelli il 20 luglio, ossia due<br />

giorni prima. Può essere invece una comunicazione fatta in segu<strong>it</strong>o alla lettera che Suor Brigida, ha<br />

mandato l’8 luglio alla Madre.<br />

“Signor Marchese,<br />

nonostante il desiderio che avevo di rispondere senza indugio ai pressanti inv<strong>it</strong>i che<br />

la vostra bontà ed il vostro straordinario zelo per il nostro Ist<strong>it</strong>uto non cessano di manifestarci con<br />

il più vivo e sincero interesse, non ho potuto farlo perché aspettavo la risposta della nostra cara<br />

Suor Victoire come ho avuto l’onore di dirvi nella mia ultima del 1° giugno che spero vi sia<br />

pervenuta.<br />

Mi affretto dunque a rispondervi nello stesso momento in cui ho ricevuto la risposta di Suor<br />

Victoire: essa mi dice che si presterebbe volentieri a venire ad aprire ed avviare il noviziato a<br />

Vercelli se non si trovasse dallo scorso anno in uno stato cagionevole di salute che non le permette<br />

di applicarsi a nulla. I medici le proibiscono di fare viaggi anche se brevi, perché non può<br />

sopportare la carrozza che l’affatica e la riduce in stato di instabil<strong>it</strong>à.<br />

Voi potreste credere, Signor Marchese, che queste sono giustificazioni o pretesti e che noi<br />

potremmo in una maniera o nell’altra eseguire più celermente l’opera che il Signore si degna<br />

offrirci per vostro mezzo.<br />

Ma vi assicuro che soffro molto nel sapere in sospeso un’opera per la quale vi siete<br />

adoperato con tanta sollec<strong>it</strong>udine: non mi è stato possibile provvedere con maggior prontezza.<br />

Vi prego Signor Marchese, di osservare e di non meravigliarvi, perché tutte le opere del<br />

Signore sono contrastate; se non ci sono dei nemici, ci sono degli impedimenti che ne r<strong>it</strong>ardano<br />

l’esecuzione. Non dobbiamo dunque scoraggiarci, ma piuttosto riprendere un nuovo ardore;<br />

nonostante che per parte nostra la lontananza, i nostri impegni, la mancanza di vocazioni ci<br />

impediscano di provvedere, Suor V<strong>it</strong>toria non potendo essa stessa venire per le sue inferm<strong>it</strong>à , ci<br />

offre dei soggetti per iniziare e sviluppare il noviziato.<br />

Al presente non c’è che una Suora che possa dirigere ed io non vedo altre più adatte di<br />

Suor Cecilia che occorrerà r<strong>it</strong>irare dallo stabilimento di Torino e trasferire a Vercelli, facendola<br />

sost<strong>it</strong>uire da qualche altra sorella di Vercelli o della Savoia. Non vedo altra decisione e spero che<br />

essa non porrà alcun ostacolo per assumere questo nuovo incarico.<br />

Al fine di non dilazionare oltre l’iniziativa, la nostra cara Suor Brigida potrà, con<br />

riguardo ai vostri saggi consigli, firmare l’atto di accettazione del convento Santa Margher<strong>it</strong>a a<br />

nome della Comun<strong>it</strong>à, a segu<strong>it</strong>o della procura che le trasmettiamo.<br />

Apprendo intanto con pena dalla nostra cara Suor Brigida che siete molto amareggiato ed<br />

affl<strong>it</strong>to nel vedere che assecondiamo così poco le vostre buone disposizioni per il nostro Ist<strong>it</strong>uto e lo<br />

zelo che vi anima per il bene degli infelici. Ma vi prego di credere, Signor Marchese, che non ci è<br />

stato possibile fare meglio ed essere più attive: la negligenza o l’indifferenza non vi hanno parte<br />

alcuna. Siamo veramente mortificate e confuse di sapervi così demoralizzato circa l’affermarsi del<br />

nostro Ist<strong>it</strong>uto e di non poter corrispondere come vorremmo.<br />

Secondo il vostro suggerimento, non abbiamo mancato di raccomandare alle loro Maestà<br />

Sarde i nostri stabilimenti esistenti nei loro Stati e di far menzione della donazione fatta al nostro<br />

Ist<strong>it</strong>uto del Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a che sua maestà il Re ha voluto autorizzare. Le loro<br />

Maestà parvero molto disposte a proteggere ed a sostenere nei loro stati il nostro Ist<strong>it</strong>uto.


57<br />

Spero che esponendo loro più in dettaglio le urgenti necess<strong>it</strong>à di riparazioni da farsi nel<br />

Monastero, esse si degneranno di accordare qualche soccorso.<br />

Vi devo manifestare ancora Signor Marchese, la mia sincera grat<strong>it</strong>udine per il nuovo segno<br />

di interesse e di benevolenza che ci avete dimostrato raccogliendo un compendio delle nostre<br />

Regole per far conoscere più facilmente al pubblico, gli scopi e l’util<strong>it</strong>à dell’Ist<strong>it</strong>uto.<br />

Spero, Signor Marchese, che continuerete ad accordarci la vostra bontà e la vostra<br />

protezione che apprezziamo infin<strong>it</strong>amente e che vi persuaderete della nostra buona volontà. E’ con<br />

questi sentimenti che vi prego di accettare gli omaggi rispettosi e riconoscenti la vostra umilissima<br />

e obbedientissima serva.<br />

Suor Géneviève Boucon<br />

Superiora Generale delle Suore della Car<strong>it</strong>à” 1<br />

Il 23 luglio Madre Boucon scrive a Suor Brigida comunicandole che a causa della sua<br />

malferma salute, Suor Victoire non può venire a Vercelli. “ Per non tardare oltre questo affare, vi<br />

autorizzo a firmare l’atto di accettazione di questo convento, a nome dell’Ist<strong>it</strong>uto. Ho scr<strong>it</strong>to a<br />

Suor Cecilia perché venga ad organizzarvi il noviziato, ma bisognerà sost<strong>it</strong>uirla a Torino . Vedrete<br />

se potrete farlo voi o se si dovrà far venire qualcuna dalla Savoia... Ho scr<strong>it</strong>to al Marchese , spero<br />

che si tranquillizzi. L’ho ringraziato per la premura con cui si è adoperato per fare una riassunto<br />

della nostra Regola”. 2<br />

Il 28 luglio la Madre scrive all’Arcivescovo di Vercelli per ringraziarlo e al tempo stesso per<br />

scusarsi del r<strong>it</strong>ardo della sua risposta motivato dalle difficoltà a trovare le persone adatte per dare<br />

inizio all’opera che sta tanto a cuore a tutti: il noviziato e la casa provinciale.<br />

“Monsignor Arcivescovo di Vercelli,<br />

avrei dovuto manifestare da molto tempo a V. E. la mia riconoscenza per l’interesse tutto<br />

particolare che Ella ha manifestato in favore del nostro Ist<strong>it</strong>uto e per la protezione accordatagli.<br />

Mi riferisco alla donazione del Monastero di Santa Margher<strong>it</strong>a fatta al nostro Ist<strong>it</strong>uto per<br />

aprire un noviziato che possa fornire più facilmente dei soggetti ai diversi stabilimenti già esistenti<br />

e che potranno esserci in futuro.<br />

Spero che V. E. perdonerà il mio r<strong>it</strong>ardo a scrivere, avendo io differ<strong>it</strong>o soltanto per rendere<br />

conto con maggior precisione delle decisioni addotte per realizzare immediatamente l’apertura del<br />

noviziato. In effetti non potendo inviare da Napoli nessun soggetto, abbiamo scr<strong>it</strong>to in Savoia per<br />

averne e soprattutto per avere un soggetto capace di organizzare tale noviziato.<br />

Poiché il soggetto su cui contavamo non può trasferirsi per motivi di salute, abbiamo rivolto<br />

la nostra attenzione sulla nostra buona Suor Cecilia che attualmente si trova a Torino. Spero che<br />

ella non troverà nessun impedimento da parte degli Amministratori del suo stabilimento e che verrà<br />

a Vercelli per eseguire gli ordini che riceverà da V. E. per la fondazione del noviziato.<br />

Essa sarà coadiuvata da qualche elemento che arriverà dalla Savoia. Abbiamo inoltre<br />

incaricata la nostra cara Suor Brigida, per non procrastinare troppo l’affare, di firmare l’atto di<br />

accettazione della donazione del Monastero di Santa Margher<strong>it</strong>a al nostro Ist<strong>it</strong>uto.<br />

Mi sembra di non aver trascurato nulla per la pronta esecuzione del pio progetto di V. E.<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829<br />

2<br />

AGSCR – AG 1829


58<br />

Possa esso avere un felice risultato quale voi auspicate e che noi stesse speriamo fiduciose della<br />

corrispondenza che le Suore metteranno per assecondare le sagge vedute e lo zelo che vi guidano<br />

per il bene dell’Ist<strong>it</strong>uto e il sollievo dell’uman<strong>it</strong>à.<br />

Con questi sentimenti vi prego di accettare i rispettosi omaggi e la devozione sincera con<br />

cui mi dico vostra umilissima e obbedientissima serva.<br />

Suor Geneviève Boucon” 1<br />

Le settimane passano ma la soluzione voluta per realizzare il progetto, non si vede ancora.<br />

SUOR CECILIA ACCETTA di VENIRE AD AVVIARE IL NOVIZIATO DI VERCELLI …<br />

Il 20 agosto Madre Boucon comunica a Suor Brigida di aver ricevuto la risposta di Suor<br />

Cecilia decisa a venire a Vercelli per iniziare il noviziato, sperando che gli Amministratori di<br />

Torino non si oppongano.<br />

“Bisogna vedere come sost<strong>it</strong>uirla. Potrete dare, voi di Vercelli, una Suora o bisognerà<br />

aspettarla dalla Savoia? Pensateci, parlatene tra voi e comunicate con Suor V<strong>it</strong>toria come anche<br />

per avere qualche Suora da affiancare a Suor Cecilia perché non sia sola in questa nuova casa.<br />

Fate tutto il possibile per aiutarla! E’ necessario sostenerci a vicenda. Il vostro buon Marchese<br />

certamente l’aiuterà...” 2<br />

Nella stessa data la Madre scrive al Marchese di Gattinara. E’ una lettera più serena. Torna<br />

sugli stessi argomenti della sost<strong>it</strong>uzione di Suor Cecilia all’Ospedale Psichiatrico e delle note<br />

difficoltà.<br />

“Signor Marchese, non ho potuto rispondere sub<strong>it</strong>o alla onorevolissima vostra, in cui si<br />

parla della conferma dell’atto di donazione e di accettazione del Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a,<br />

perché avevo già inviato una lettera che poteva servire di risposta alla vostra. Tuttavia per<br />

eseguire il mio dovere e per non lasciarvi nell’incertezza sul ricevimento della lettera in questione e<br />

dell’atto di donazione, assolvo oggi il mio comp<strong>it</strong>o.<br />

Sono molto soddisfatta nel sapere che avete impegnato le nostre Suore a firmare l’atto di<br />

accettazione del Monastero perché era una delle formal<strong>it</strong>à indispensabili. Nell’ultima lettera che<br />

inviai a Suor Brigida l’autorizzavo a farlo. Se devo inviare un’autorizzazione più in regola, si avrà<br />

la bontà di avvisarmi.<br />

Infine ho appena ricevuto una risposta decisiva della nostra buona Suor Cecilia che accetta<br />

di venire a Vercelli. Essa spera che i signori amministratori del suo Ospizio non si oppongano,<br />

tanto più che anche loro desiderano l’apertura del noviziato: noi comunque, abbiamo loro scr<strong>it</strong>to<br />

per dovere di convenienza e per pregarli di aderire al cambiamento di Suor Cecilia per il motivo<br />

precisato.<br />

Non rimane dunque che trovare una sost<strong>it</strong>uzione per l’Ospizio di Torino: è possibile che<br />

tale soggetto si possa prendere a Vercelli, altrimenti si dovrà attingere in Savoia.<br />

Ora vi prego caldamente di voler assistere con le vostre premure paterne ed i vostri<br />

consigli car<strong>it</strong>atevoli la nostra buona Suor Cecilia nella sua nuova posizione. Essa è piena di buona<br />

volontà, ma ha bisogno di essere aiutata, sostenuta, incoraggiata.<br />

Spero che il Signore benedirà questa impresa frutto del vostro lavoro, del vostro zelo, della<br />

vostra costanza.<br />

1<br />

AGSCR – AG 1829<br />

2<br />

AGSCR – AG 1829


59<br />

Infine non ho bisogno di raccomandarvi altro e non posso che testimoniarvi, per tanti<br />

benefici, la più sincera e viva grat<strong>it</strong>udine. E’ con questi sentimenti che ho l’onore di essere con gli<br />

omaggi più rispettosi, la vostra umilissima e obbedientissima serva<br />

Suor Géneviève Boucon<br />

Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à” 1<br />

Il 16 settembre Suor Brigida scrive di nuovo alla Madre. La s<strong>it</strong>uazione non è molto<br />

cambiata. Suor Cecilia è venuta a Vercelli e vi è rimasta per dieci giorni. Possiamo solo immaginare<br />

gli scambi di idee e di informazioni, di preoccupazioni e di speranze, avvenuti tra queste sorelle.<br />

“Sarà ben difficile sost<strong>it</strong>uirla a Torino: tra le nostre Suore ci sarebbe solo Suor Eulalia e<br />

Suor Celestina, ma poiché non sanno troppo scrivere, credo che sarà impossibile. Suor Eulalia si è<br />

già pronunciata di non poter accettare per questo motivo e le ragioni che porta sono tanto giuste<br />

che non si sa che cosa rispondere. Credo che Suor Celestina mi darà la stessa risposta...” 2<br />

SACRIFICI NECESSARI PER CONSERVARE LO STABILIMENTO DI TORINO.<br />

Il 22 settembre Madre Boucon scrive a Suor Brigida:<br />

“ Ho ricevuto una lettera dall’Ispettore Reale dell’Ospedale degli Alienati di Torino, il<br />

quale in risposta ad una lettera che gli ho mandato, chiede di sost<strong>it</strong>uire Suor Cecilia con Suor<br />

Eulalia che si trova nel vostro Ospedale.<br />

Desidero dunque che voi facciate il sacrificio di questa Suora per conservare lo<br />

stabilimento di Torino che ha bisogno di essere diretto da una Suora anziana che ha esperienza di<br />

questa specie di case. Parlatene ai vostri Amministratori e soprattutto al buon Marchese. Spero che<br />

non si opporranno. Si desidera che Suor Eulalia vada a Torino prima della partenza di Suor<br />

Cecilia per essere messa al corrente della s<strong>it</strong>uazione della casa. A Suor V<strong>it</strong>toria chiederete una<br />

Suora per il vostro Ospedale. Ne deve mandare sia per aiutare Suor Cecilia sia per sost<strong>it</strong>uirla a<br />

Torino, ma se a Torino andrà Suor Eulalia terrete la Suora con voi.<br />

Dateci notizie della casa di Santa Margher<strong>it</strong>a: credo che ormai non si aspetti altro che<br />

l’arrivo di Suor Cecilia. Tutte vi salutano.<br />

Con l’affetto più sincero, sono la vostra affezionatissima madre in G.C.<br />

Suor Géneviève Boucon » 3<br />

Il 27 novembre, da Napoli, Suor Rosalia Thouret, a nome della madre Boucon, scrive a<br />

Suor Brigida, annunciando l’arrivo delle Suore part<strong>it</strong>e da Vercelli. Sono state trattenute undici<br />

giorni a Roma, a “motivo dei loro passaporti”. Tra queste Suore vi è anche Suor Felicia “che,<br />

grazie a Dio, da quando è arrivata, sta bene.”<br />

L’aveva mandata a Vercelli, insieme a Suor Cecilia Guinard, la Madre Giovanna Antida<br />

stessa che l’8 maggio 1826 scriveva :<br />

“ C’è da sperare bene nella sua giovinezza per la sua salute e formazione. Non è sciocca:<br />

ha più giudizio di quanto appaia: occorre solo dolcezza per incoraggiarla: essendo timida, se si<br />

accorge che la si disprezza, che non ci si interessa di lei, perde la sicurezza d’animo, assume<br />

un’aria intont<strong>it</strong>a, si mette a piangere...” 4<br />

1<br />

ASV – AAG – Fascicolo Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

2<br />

AGSCR – AG 1829<br />

3<br />

AGSCR – AG 1829<br />

4<br />

Lettere e Documenti, pag. 448


60<br />

E ancora il 27 giugno 1826, poiché la salute della giovane Suora preoccupa, la Madre<br />

Giovanna Antida interviene scrivendo :<br />

“Non sono affatto del parere che la si invii a Thonon : bisogna sperare che con il tempo e<br />

l’età supererà le sue attuali debolezze”. 1<br />

Ma dopo tre anni si deve decidere di rimandarla a Napoli. Questo era stato anche il consiglio del<br />

Canonico Negri, che già il 21 maggio aveva scr<strong>it</strong>to a madre Boucon:<br />

“ Se la si vuole mandare in Savoia, cercate delle case che non siano troppo lontane ...<br />

R<strong>it</strong>engo che il clima della Savoia sia troppo freddo per lei. Poiché c’è stata una richiesta di Suore<br />

per un seminario e per fare scuola, qui in Vercelli, mi sembrerebbe una cosa naturale mettervi<br />

Suor Felicia la quale, con le sue buone maniere ed anche con una certa fermezza che essa ha<br />

dimostrato nell’ultimo anno all’Ospizio, potrà fare bene per la scuola. Questo era anche il disegno<br />

del Signor marchese di Gattinara, e si pensava di trattenerla in Ospedale sotto la protezione di<br />

quella ist<strong>it</strong>uzione, fino all’apertura della casa di Santa Margher<strong>it</strong>a.” 2<br />

SI INCOMINCIA A PARLARE DI SCUOLE GRATUITE<br />

Le ultime notizie rifer<strong>it</strong>e alla nuova casa di Santa Margher<strong>it</strong>a, in quest’anno 1829, sono del<br />

26 dicembre. Sono contenute in una lettera del Cav. Alessandro Arborio Mella indirizzata alla<br />

Madre. Fa gli elogi delle Suore dell’Ospedale il cui numero è inalterato e di quelle dell’Ospizio<br />

che “dirigono la casa con il modo fermo ed attivo introdotto dall’incomparabile Suor Cecilia e che<br />

Suor Felicia, nella sua giovane età, assecondava molto bene ... Speriamo di vedere in primavera,<br />

per le cure delle vostre Suore, l’inizio delle scuole gratu<strong>it</strong>e che si apriranno nell’antico Monastero<br />

Santa Margher<strong>it</strong>a ... Siamo stati molto preoccupati per la malattia dalla quale si sta<br />

faticosamente riprendendo il Marchese di Gattinara. Certamente il tempo che ha dovuto passare a<br />

letto e in convalescenza, ha nuociuto molto alla celer<strong>it</strong>à con la quale si doveva dare inizio alla<br />

nuova casa.<br />

Ma Dio non lascerà imperfetta l’eccellente opera che sarà di grande util<strong>it</strong>à per la nostra<br />

C<strong>it</strong>tà. Le vostre preghiere e quelle delle vostre sante Suore ci otterranno questo favore: spero che<br />

in primavera Suor Cecilia potrà raggiungere la destinazione dove l’aspettiamo con impazienza.<br />

Anche il nostro Arcivescovo non sta bene: con grande dolore vediamo la sua v<strong>it</strong>a<br />

approssimarsi alla fine... Alessandro Arborio Mella” 3<br />

Difatti l’anno 1830 si apre con un evento doloroso: la morte dell’Arcivescovo, Mons.<br />

Giovanni Maria Grimaldi (avvenuta 1° gennaio), il generoso, sollec<strong>it</strong>o, fedele sosten<strong>it</strong>ore delle<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à in Vercelli.<br />

Egli era nativo di Moncalieri e venne nominato Arcivescovo di Vercelli il 1 ottobre 1817,<br />

dopo essere stato Vescovo di Pinerolo e successivamente di Ivrea. 4<br />

1<br />

Lettere e Documenti, pag. 451<br />

2<br />

Archivio Vescovile Tortona – Fascicolo Suore della Car<strong>it</strong>à. Mons. Giovanni Negri fu nominato Vescovo di<br />

Tortona nel 1833 e sempre accompagnò le Suore della Car<strong>it</strong>à di Vercelli che gli erano state affidate al loro<br />

arrivo nell’Ospedale S. Andrea nel <strong>1825</strong><br />

3<br />

AGSCR – AG 1829<br />

4<br />

Il Vescovado di Vercelli fu elevato a sede Arcivescovile nel 1817, quindi Mons. Grimaldi fu il primo<br />

Arcivescovo di Vercelli - “Necrologie e biografie Arcivescovi “ Archivio Cap<strong>it</strong>olare - Vercelli


61<br />

Fu sepolto in Duomo nella cappella di S. Filippo Neri, dove è anche riposta l’urna che<br />

contiene le reliquie della Beata Emilia Bicchieri. Sulla lapide sepolcrale, in stile neoclassico, vi è<br />

incisa la seguente iscrizione:<br />

“In aevum memoriae<br />

JOANNES MARIA GRIM<strong>AL</strong>DI 1<br />

Summo genere et animi dotibus clari<br />

cuius laus divinum auxisse cultum<br />

pro aris consulto fort<strong>it</strong>erque pugnasse<br />

aedem Euseb. praecipuo ibi sacror. administros<br />

et sanctiori adolescentium disciplinae domicilium<br />

in spem Ecclesiae invisse opibus<br />

Com<strong>it</strong>ate ac benefactis innumeris sibi devinxisse.<br />

Kal. Jan. A. DCCXXX vix<strong>it</strong><br />

nat.an. LXXVI<br />

----------------<br />

” 2<br />

Hic tumulus I° Archiep. Vercelli<br />

6 MARZO 1830:<br />

LE SUORE FANNO IL LORO INGRESSO NEL MONASTERO S. MARGHERITA<br />

Circa otto mesi dopo l’atto di donazione, le Suore della Car<strong>it</strong>à , il 6 marzo , entrano nel Monastero<br />

Santa Margher<strong>it</strong>a, ma non possono rimanervi. Scrive Suor Brigida alla Madre Boucon il 29 marzo<br />

1830:<br />

“Il 6 di questo mese, come saprete, Suor Cecilia e Suor Amedea sono arrivate a Vercelli.<br />

Qualche giorno prima del loro arrivo ho chiesto ai nostri rispettabili Amministratori il permesso di<br />

riceverle all’Ospedale perché a Santa Margher<strong>it</strong>a ci sono solo le quattro mura … Questa nostra<br />

cara Suora è rimasta qui fino a questa mattina alle 7.30 quando è part<strong>it</strong>a di qui per andare alla sua<br />

nuova casa con Suor Anastasia e Suor Maddalena.<br />

Non posso pagare il viaggio di r<strong>it</strong>orno in Savoia di Suor Amedea perché ho dato a Suor<br />

Cecilia 600 lire che da tempo cercavo di mettere da parte ... Ho così dato fondo a tutte le mie<br />

riserve per venire incontro alle necess<strong>it</strong>à della nuova casa ... Le ho dato ancora vest<strong>it</strong>i e biancheria<br />

(12 camicie, 12 fazzoletti, 12 fazzoletti da collo, 12 cuffie, 12 colletti ...) Eppure che cos’è tutto<br />

questo in paragone a quello che ci vorrebbe ? Dio è buono e sa che i bisogni sono immensi...” 3<br />

Intanto Suor Brigida informa la Madre anche del matrimonio del Marchese di Gattinara<br />

avvenuto il 23 febbraio. Egli si trova a Torino con la sua signora, dopo 19 giorni dalla sua partenza.<br />

La casa religiosa iniziò dunque la sua v<strong>it</strong>a nel marzo del 1830, ma “Suor Cecilia Guinard<br />

ebbe la nomina a Superiora Provinciale solo l’anno seguente”. 4<br />

PRATICHE RIVOLTE <strong>AL</strong> SOVRANO PER OTTENERE SOVVENZIONI<br />

Il problema del mantenimento delle novizie si fa sentire, è quindi necessario chiedere aiuto.<br />

In data 18 giugno 1831 Suor Brigida scrive a Napoli a Madre Boucon e la informa<br />

1 www.arcidiocesi.vc.<strong>it</strong>/ - Joannes Maria - (1817 - 1830) – Arcivescovo di Vercelli<br />

2 ARCHIVIO STORICO OSP. S. ANDREA<br />

3<br />

AGSCR - AG 1830<br />

4<br />

AGSCR - AG 1830


sull’util<strong>it</strong>à del suo viaggio a Torino.<br />

62<br />

Essendo da poco sal<strong>it</strong>o al trono il Re Carlo Alberto, il Marchese di Gattinara insisteva<br />

perché le Suore andassero a presentarsi e ad ossequiarlo, Suor Brigida dice alla Madre che lei<br />

proprio non avrebbe voluto farlo perché toccava a Suor Cecilia la quale, però, era part<strong>it</strong>a per<br />

Genova. Tuttavia accetta e parte con Suor Eulalia; si intrattengono a Torino per alcuni giorni e<br />

sono amabilmente ricevute sia dal Re che dalla Regina: hanno modo di esporre tutti i loro problemi.<br />

Il re assicura il suo aiuto concreto e la sua protezione.<br />

Seguono lettere di intercessione da parte di persone che hanno un certo peso pol<strong>it</strong>ico.<br />

La presente rivela quanto stia a cuore il noviziato di Vercelli e la conseguente opera delle Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à.<br />

“Suore della Car<strong>it</strong>à dette Suore Bigie<br />

Servizio Interno degli Ospedali<br />

SIRE<br />

Vostra Maestà sapendo quanto bene fanno le Suore di Car<strong>it</strong>à e quanto siano stimate mi ha ordinato<br />

di far loro sapere che Ella vuole che siano introdotte negli Ospedali di Torino ed io ho<br />

comunicato a Mons. Arcivescovo la Volontà del Nostro Sovrano.<br />

Non ci sarebbe nessuna difficoltà se il Noviziato di Vercelli il solo che esiste negli<br />

Stati di Vostra Maestà potesse fornire il numero di Suore di cui ci sarebbe bisogno, ma non ne resta<br />

che una, dopo che parecchie di esse sono state chiamate all’Ospedale dei Cavalieri dei Santi<br />

Maurizio e Lazzaro per ordine di Vostra Maestà. In poco tempo si preparerebbero delle Novizie, se<br />

il Convento di Vercelli potesse nutrirle. Ma ridotto al massimo a 1500 lire di rend<strong>it</strong>a, esso ha un<br />

deb<strong>it</strong>o di 27.000 lire da pagare. Quantunque questa somma sia conciliabile, mi sembra<br />

indispensabile che V. M. se ne faccia carico, se vuole che le Suore della Car<strong>it</strong>à si facciano carico<br />

del mantenimento e della sorveglianza dei poveri e si occupino del servizio dei malati di parecchi<br />

Ospedali dei Vostri Stati e anche di quello di S. Giovanni di Torino.<br />

L’opinione di Vostra Maestà è più che chiara ed è inutile che io mi arroghi l’onore<br />

di assicurare, dopo l’esperienza fatta in questi cinque anni di sorveglianza e di servizio delle Suore<br />

in Ospedale che non ho mai sent<strong>it</strong>o fare lamentele contro il regime delle Suore e che si sono<br />

ricreduti anche coloro che erano contrari al fatto che si chiamassero delle Religiose non claustrali.<br />

Ho anche sent<strong>it</strong>o dire che la loro assistenza nelle corsie degli uomini, anche dei<br />

soldati, avrebbe potuto dar luogo a degli inconvenienti, che esse sarebbero state insultate; in tutta<br />

ver<strong>it</strong>à la Superiora, non manca mai di associare una Suora giovane ad un’altra più anziana e di<br />

eserc<strong>it</strong>are su tutte due una grande vigilanza.<br />

Quantunque io sia stato incaricato degli Ospedali da Vostra Maestà, mi sembra che<br />

la liberal<strong>it</strong>à che ho l’onore di consigliare rientri nelle attribuzioni di Vostra Maestà che si interessa<br />

di ciò che riguarda le Corporazioni Religiose.<br />

Sono con il più profondo rispetto di Vostra Maestà L’Umil. mo ed Obb.mo Serv<strong>it</strong>ore<br />

1 ARCHIVIO DI STATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I MAURIZIANI - TORINO<br />

firma poco leggibile: Conte della Scarena” 1


63<br />

Non manca la risposta da parte dello stesso Re Carlo Alberto che accorda le 27.000 lire<br />

all’udienza del 24 settembre e incarica il Primo Ministro Conte Barbaroux di sentire prima la<br />

Superiora e di riferirglielo ed ecco la risposta dell’avvenuto incontro:<br />

Udienza del 27 settembre 1831<br />

“SIRE<br />

Ho avuto, secondo gli ordini di Vostra Maestà., un<br />

incontro con la Superiora delle Suore di Car<strong>it</strong>à dette Suore Bigie.<br />

Esse sono 18 negli Stati di V. M. Gli Ospedali in cui si trovano le impegnano interamente; il<br />

Noviziato è s<strong>it</strong>uato in una casa gravata da un deb<strong>it</strong>o di 27.000 lire: vi è una sola Religiosa che vive<br />

di elemosina e nessuna Novizia quantunque se ne presentino parecchie, perché non si sa come<br />

mantenerle. Fino ad ora sono vissute con le 2.000 lire donate dal Re Carlo Felice e le 1.000 donate<br />

da Vostra Maestà e con le 1.500 lire di dote che esse hanno portato dalle loro case ma di cui si<br />

devono oggi servire per pagare gli interessi del deb<strong>it</strong>o contratto (27.000 lire spese per la<br />

ristrutturazione della Casa.) ecc. ecc”. 1<br />

Risultato: data la presenza delle Suore di Car<strong>it</strong>à dette “Suore Bigie” in numero di 18 negli<br />

Ospedali, ed essendo il Noviziato gravato di un deb<strong>it</strong>o pari a £. 27.000, nel compromesso si arriva<br />

ad aumentare la cifra di dotazione provvisoria a £. 3.000, la precedente era pari a £. 1.500 e si<br />

aggiunge quindi, come da risposta Ufficiale di S. M. Carlo Alberto di concedere la famosa somma<br />

di £. 27.000 per pagare i deb<strong>it</strong>i dovuti alla ristrutturazione della casa.<br />

Il Guardasigilli al 28 di settembre 1831 rivolgendosi alle Suore di Car<strong>it</strong>à riferisce<br />

dell’udienza:<br />

“Suore di Car<strong>it</strong>à - In udienza di ieri il Re ha comandato al sottoscr<strong>it</strong>to, primo Segretario di Stato<br />

per gli Affari dell’Interno di far sapere all’ill.mo e Col. mo Signor Conte Barbaroux Ministro di<br />

Stato e Guardasigilli di S. M. essere sua intenzione sovrana di concedere alle Suore della Car<strong>it</strong>à,<br />

chiamate eziandio Suore Bigie un annua dote provinciale di 3.000 lire (tremila) pel mantenimento<br />

del loro Noviziato nella c<strong>it</strong>tà di Vercelli; ed oltre a ciò per una volta sola ed in contanti, ventisette<br />

mila lire colle quali siano elleno poste in grado di soddisfare ai deb<strong>it</strong>i, che hanno dovuto<br />

contrarre per restaurare l’edificio che loro è stato assegnato, come per provvedere al loro<br />

sostentamento.<br />

Nel mentre che il sottoscr<strong>it</strong>to dà per questo modo eseguimento ai cenni sovrani, si pregia di<br />

porgere all’ill. mo Signor Conte Barbaroux il tributo del suo distintissimo ossequio.” 2<br />

1 ARCHIVIO DI STATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I MAURIZIANI - TORINO<br />

2 ARCHIVIO DI STATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I MAURIZIANI - TORINO


65<br />

Nella lettera del 29 ottobre 1831 avviene, da parte del guardasigilli di S. Maestà la defin<strong>it</strong>iva<br />

assicurazione dell’attuazione dei predetti provvedimenti economici. Si conferma l’assegnazione<br />

annua delle 3.000 Lire e “A compimento delle benefiche determinazioni da S. M. manifestate<br />

rispetto a quelle Suore, si è pure trasmesso l’ordine al Signor Economo Generale di far loro<br />

pagare, metà in questo, e metà l’anno venturo, la somma di lire 27.000 affinché possano estinguere<br />

i deb<strong>it</strong>i contratti così pelle riparazioni e l’adattamento ad uso di Noviziato della casa di S.<br />

Margher<strong>it</strong>a, ond’erano già state provvedute, come per supplire alle spese del proprio<br />

sostentamento. Il sottoscr<strong>it</strong>to si dà l’onore di rendere inteso di queste disposizioni l’Ill. mo Signor<br />

Conte della Scarena, primo Segretario di Stato di S. M. per gli affari Interni, in riscontro alla<br />

pregiatissima sua nota del 28 p. v. Settembre ( Ufficio 2 V 137), e si vale dell’opportun<strong>it</strong>à che<br />

nuovamente gli procura l’onore di protestare all’Ill. mo Signor Conte il suo distintissimno<br />

ossequio.<br />

Barbaroux” 1<br />

“Il Conte risponde con la presente: Uff. 2 N. 316 R. IV<br />

Ill. mo signor Conte Barbaroux<br />

Guardasigilli di S. M.<br />

addì 2 novembre 1831<br />

Il sottoscr<strong>it</strong>to primo Segretario di Stato per gli Affari dell’Interno si reca a<br />

doverosa premura di pregare l’Ill. mo Signor Conte Barbaroux, Ministro di Stato e Guardasigilli di<br />

Sua Maestà: che voglia gradire i ringraziamenti che gli porge di avere provveduto, e dato effetto<br />

alle Sovrane intenzioni per rispetto alla dote data al Noviziato delle Suore Bigie di Vercelli, e al<br />

pagamento delle 27 mila lire che la pietosa liberal<strong>it</strong>à del Re ha alle medesime concesse, affinché<br />

potessero pagare i deb<strong>it</strong>i che hanno dovuto contrarre.<br />

Il sottoscr<strong>it</strong>to si pregia ad un tempo di rinnovare all’Ecc. mo ed Ill. mo Signor Conte<br />

Barbaroux il tributo del suo distintissimo ossequio.<br />

Conte Scarena” 2<br />

1° NOVEMBRE 1830: VIENE APERTA LA 1^ SCUOLA GRATUITA FEMMINILE<br />

In ottemperanza alle condizioni poste da Mons. Grimaldi, il 1° novembre viene aperta la scuola<br />

gratu<strong>it</strong>a femminile. 3<br />

Gli studi e le pubblicazioni sullo sviluppo dell’educazione e istruzione popolare di Sua<br />

Maestà Sarda, prima della legge Casati ed anche successivamente, non sempre rilevano l’apporto<br />

delle Suore della Car<strong>it</strong>à come insegnanti educatrici e spesso dirette fondatrici di scuole.<br />

Esse operarono in molte scuole che ebbero v<strong>it</strong>a in comun<strong>it</strong>à povere, in tempi in cui mancava<br />

personale preparato e, cosa altrettanto importante, senza gravare sul magro bilancio pubblico.<br />

Negli asili, dopo i primi anni di attiv<strong>it</strong>à semplicemente assistenziale, venne adottato a lungo<br />

il metodo Aportiano e nelle scuole elementari il metodo fonico-sillabico.<br />

Le “Regole” della scuola gratu<strong>it</strong>a femminile a Vercelli, sono attinte, almeno in parte, o<br />

adattate a quelle adottate nelle scuole savoiarde e francesi dirette dalle Suore della Car<strong>it</strong>à e poi<br />

proposte per le scuole di Napoli, come si legge nella lettera di Santa Giovanna Antida del 31<br />

gennaio 1813 , indirizzata al Ministro degli Interni del Regno di Napoli 4 e così il metodo.<br />

1 ARCHIVIO DI STATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I MAURIZIANI - TORINO<br />

2 ARCHIVIO DI STATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I MAURIZIANI - TORINO<br />

3<br />

ACPV - ARMADIO N. 4 - 4.5 EDCANDATO “S. MARGHERITA”<br />

4<br />

GIOVANNA ANTIDA <strong>AL</strong> RE DI NAPOLI, LD 215/219


66<br />

La minuta delle “Regole” vercellesi, pubblicata in un opuscolo a stampa del 12 luglio 1830<br />

nei tipici Ceretti di Vercelli, è del Marchese Dionigi di Gattinara . 1<br />

Esse iniziano con una premessa che, tra l’altro, fissa la data di apertura delle scuole: 1°<br />

novembre 1830.<br />

E’ da rilevare che le Scuole Comunali femminili verranno aperte solo vent’anni dopo quelle<br />

delle Suore. Infatti il Regolamento delle Scuole Comunali fu discusso e approvato dal Consiglio<br />

Comunale nella tornata autunnale 1849 e quindi, previe alcune modifiche che vi furono inser<strong>it</strong>e su<br />

parere del Consiglio Generale per l’Istruzione elementare, sanzionato dal Ministero dell’Istruzione<br />

Pubblica il 12 dicembre 1849.<br />

Tale Regolamento, fu poi pubblicato in un opuscolo dalla Tipografia Guglielmone nel 1850.<br />

Tornando alle Regole per la scuola gratu<strong>it</strong>a diretta dalle Suore della Car<strong>it</strong>à di Vercelli, dopo la<br />

Premessa, viene specificata la suddivisione delle classi, il programma, il calendario. Il programma<br />

è diretto all’istruzione strumentale, lettura, scr<strong>it</strong>tura, far di conto, lavoro femminile, ma sopratutto<br />

alla formazione cristiana delle fanciulle, mediante l’educazione morale, l’istruzione catechistica, le<br />

pratiche di pietà.<br />

Le Regole comprendono inoltre i cr<strong>it</strong>eri di scelta per l’ammissione alla scuola, le modal<strong>it</strong>à<br />

per la domanda, l’organizzazione interna della scuola, l’orario giornaliero e la disciplina da<br />

osservare. E’ un Regolamento organico che dimostra una notevole conoscenza della materia. 2<br />

LE SCUOLE ELEMENTARI E L’EDUCANDATO PER LE FANCIULLE AGIATE<br />

Tali Scuole ebbero inizio poco dopo le scuole gratu<strong>it</strong>e. Le elementari a pagamento avevano<br />

lo stesso programma delle scuole gratu<strong>it</strong>e. L’educandato, oltre il corso elementare, comprendeva<br />

l’insegnamento della lingua e letteratura <strong>it</strong>aliana e francese, della musica e di quelle discipline che<br />

venivano richieste dalle famiglie delle alunne.<br />

Cinquant’anni dopo l’inizio delle scuole e dell’educandato il Can. Canetti (in Ist<strong>it</strong>uti di<br />

Istruzione ed Educazione a Vercelli - 1877) così sintetizza l’opera delle Suore della Car<strong>it</strong>à in campo<br />

scolastico.: “ Così è ormai mezzo secolo da che queste buone religiose attendono in Vercelli alla<br />

istruzione della gioventù delle varie classi sociali, senza altro aiuto che quello della car<strong>it</strong>à e del<br />

prodotto delle loro fatiche. Che, se al presente e per legge, e per volontà delle amministrazioni<br />

municipali si pensa e si provvede alla istruzione primaria, torna di gran lode a queste umili Figlie<br />

della Car<strong>it</strong>à l’aver provveduto a questa deficienza in tempo in cui, pur troppo l’istruzione era<br />

trascurata.<br />

La qual cosa dimostra con sempre maggior evidenza quanti siano ingiusti coloro che<br />

tacciano la Chiesa di osteggiare la popolare istruzione: né a dire che anche al presente non torni<br />

molto utile l’opera loro, e perché fornisce ai gen<strong>it</strong>ori il mezzo di scegliere fra i vari ist<strong>it</strong>uti quello<br />

che da essi è giudicato il migliore ed anche perché viene in grande soccorso allo stesso Municipio,<br />

al cui carico è posta l’istruzione elementare, del quale peso viene in parte sollevato per lo zelo e<br />

le disinteressate fatiche di queste Figlie della Car<strong>it</strong>à. Il numero delle educande a santa Margar<strong>it</strong>a<br />

(S. Margher<strong>it</strong>a) ascendeva nell’anno scolastico 1875-1876 a 41 e le scuole furono frequentate da<br />

41 conv<strong>it</strong>trici, da 75 alunne esterne a pagamento e da 214 alunne gratu<strong>it</strong>e: così in complesso, da<br />

330 alunne.<br />

1<br />

ASV – AAG – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ<br />

2 ACPV –EDUCANDATO E SCUOLA “S. MARGHERITA” VERCELLI - Armadio 4 – 4.5 -


67<br />

Le medesime Suore hanno pure la direzione di due altre classi di privata fondazione per<br />

fanciulle povere, per comodo specialmente della parrocchia di Sant’Eusebio, nel cui distretto<br />

possibilmente debbono essere aperte. Queste due classi, nell’anno decorso erano frequentate da 63<br />

allieve, che un<strong>it</strong>e alle 330 che frequentano Santa Margher<strong>it</strong>a danno un numero totale di 339<br />

alunne che ricevono l’istruzione primaria dalle Suore della Car<strong>it</strong>à senza il menomo soccorso né<br />

del municipio, né di altre pubbliche amministrazioni.” 1<br />

Nei primi mesi del 1830, si direbbe che non ci sono altri problemi o interessi oltre a quelli<br />

rifer<strong>it</strong>i allo stabilirsi delle Suore della Car<strong>it</strong>à nel Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a, all’apertura della<br />

scuola gratu<strong>it</strong>a, dell’educandato e del noviziato autorizzato dallo stesso Re Carlo Alberto.<br />

LA VITA DEL MONASTERO SI ORGANIZZA A FATICA …<br />

ARRIVANO LE PRIME NOVIZIE!.<br />

Tutta l’estate si spende a fare pulizia e riparazioni. Il 3 ottobre Suor Cecilia scrive a Madre Boucon<br />

che la scuola è incominciata ma non ancora il noviziato. Ella chiede aiuti:<br />

“Tutte le riparazioni sono terminate. La spesa ammonta a 33.000 franchi. Ne abbiamo dati<br />

tremila. Il Governo ce ne dà duemila e niente più. Siamo tre Suore. La scuola di car<strong>it</strong>à incomincerà<br />

il mese prossimo. Abbiamo la scuola per signorine. Per il momento sono poche, ma all’apertura<br />

dell’anno scolastico saranno di più...”<br />

Chiede alla Madre di mandarle almeno due Suore di cui una sappia l’<strong>it</strong>aliano.<br />

“Il Signor Marchese incomincia a perdere interesse per noi: da oltre un mese non è più<br />

venuto in Monastero. Mi ha fatto ben capire che se voi non gli scrivete di interessarsi di questa<br />

casa, non ne vuole più sapere ... Non abbiamo ancora novizie e neppure pensionanti. Ne arriverà<br />

una la prossima settimana che pagherà trenta franchi al mese ... Le signorine che vengono a scuola<br />

ne pagano sei. Questo ci ha aiutato a vivere fino al presente. Le famiglie sono molto esigenti: per<br />

questo abbiate la bontà di mandarci delle Suore” 2<br />

Presto il noviziato si aprirà. Le vocazioni arriveranno numerose. Il 30 giugno dell’anno<br />

successivo Suor Cecilia chiede l’autorizzazione di dare l’ab<strong>it</strong>o ad una novizia entrata un anno<br />

prima, per la festa di San Vincenzo: “Ce ne sono sei entrate da tre mesi...” 3<br />

La corrispondenza di Suor Cecilia permette di seguire la progressione numerica delle Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à nel Monastero Santa Margher<strong>it</strong>a. Nell’anno 1833 le Suore sono 28. Solo tre anni prima<br />

erano tre! Quando Suor Cecilia era arrivata a Vercelli il 24 maggio 1826 il numero totale delle<br />

Suore presenti in c<strong>it</strong>tà era di otto. Agli inizi del 1834 con il generoso contributo da parte della<br />

Savoia erano sessanta e nel dicembre dello stesso anno se ne contavano settanta.<br />

Alla morte di Suor Cecilia, nel settembre del 1846 le suore erano centosettantasette. 4<br />

1<br />

ASV – FASCICOLO SUORE DELLA CARITÀ.<br />

2<br />

AGSCR – AG 1830<br />

3 AGSCR – AG 1830<br />

4 AGSCR – REGISTRI SUORE ENTRATE IN COMUNITÀ – Notizie ampie sulla personal<strong>it</strong>à e l’opera di Sr Cecilia<br />

Guinard, Cfr. “LE PRIME COMPAGNE DI GIOVANNA ANTIDA” ED. PIEMME – CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>)


68<br />

UN BREVE PROFILO DI SUOR CÉCILE GUINARD: UMILE E DOLCE, FERMA E DECISA<br />

Fu la prima Superiora Provinciale della Provincia Religiosa di Vercelli e contribuì<br />

coraggiosamente alla rapida diffusione dell’Ist<strong>it</strong>uto in tutto il Piemonte. Nata il 1° gennaio 1790 fu<br />

battezzata lo stesso giorno col nome di Maria Serafina nella Parrocchia di Guyans – Vennes, paese<br />

che si trova ad una cinquantina di chilometri da Besançon e a una ventina di chilometri a sud – est<br />

di Sancey. Entra nel Noviziato delle Suore di Car<strong>it</strong>à a Besançon il 6 ottobre 1804 e vi riceve il<br />

nome di Suor Cecilia. Nel 1806 è inviata all’Ospedale Mil<strong>it</strong>are della stessa c<strong>it</strong>tà che proprio in<br />

quel tempo ha chiesto l’opera delle Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

In questo ambiente materialmente e moralmente penoso, la novizia di 16 anni si eserc<strong>it</strong>a in<br />

un tirocinio concreto: impara quanto il servizio dei poveri può comportare di più duro e<br />

sconcertante. L’anno seguente però Giovanna Antida, che forse ha avuto compassione della sua<br />

giovinezza la manda a Bour – Ampresse a far scuola alle bambine povere e trascorre tre anni felici.<br />

Le capac<strong>it</strong>à e le virtù della giovane suora in questo periodo si evidenziano. Così Giovanna<br />

Antida nell’estate del 1810 la chiama per la fondazione di Napoli. A vent’anni l’ignoto non le fa<br />

paura! Il suo primo servizio a Napoli fu all’Ospedale degli Incurabili e poi, quando si aprirono le<br />

scuole gratu<strong>it</strong>e in Regina Coeli, (1813) Suor Cecilia che aveva già fatto esperienza di insegnante, vi<br />

fu assegnata. Successivamente viene inviata come Responsabile della Scuola di Tagliacozzo<br />

nell’autunno del 1818. Dopo cinque anni di noviziato emette i primi voti nel 1809 ed i voti perpetui<br />

nel 1820.<br />

Richiamata a Napoli vi riprende l’insegnamento. Viene a Vercelli per l’Ospizio di Car<strong>it</strong>à<br />

per le ragazze povere il 24 maggio 1826. Madre Thouret scrive all’Arcivescovo di Vercelli: “Suor<br />

Cecilia ha tutte le qual<strong>it</strong>à necessarie: è uno dei nostri migliori soggetti, è una delle nostre buone<br />

suore anziane” (ha soltanto 36 anni)…<br />

E così, con due suore (a lei si era un<strong>it</strong>a la giovane Suor Caterina Queselle che ha preso il<br />

posto di Suor Felice De Gaetano ed è nota come Suor Felicia) scelte all’ultimo momento, mal<br />

preparate e che ignorano la realtà del Piemonte, si prepara l’avvenire di tre grandi Province!” 1<br />

Nel 1828 sarà scelta per la Direzione (della prima importante fondazione di Torino)<br />

dell’Ospedale dei “pazzerelli” ed infine nel 1831 sarà la prima Provinciale di Vercelli. Di fronte<br />

alle responsabil<strong>it</strong>à, ai successi e complimenti, Suor Cecilia, resta l’umile figlia di S. Vincenzo, la<br />

povera contadina che il Signore ha scelto per diffondere la car<strong>it</strong>à in Piemonte. Muore il 3<br />

settembre 1846 all’età di anni 55 e 8 mesi tra il vivo rimpianto delle sue suore. Fu sepolta nella<br />

cappella del Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a”.<br />

“Questa fu la prima superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à dell’Italia del Nord: una donna che<br />

viveva nell’attiv<strong>it</strong>à piena rimanendo nella pace, una donna povera e generosa, umile e fiduciosa in<br />

Dio: un buon strumento al servizio del REGNO” 2<br />

Alla sua morte si contano 48 comun<strong>it</strong>à e 177 suore.<br />

“La Provincia di Vercelli va avanti segnando di tombe la sua strada, la sua sal<strong>it</strong>a. I vuoti<br />

sono presto colmati quanto al numero” 1<br />

1<br />

M. ANTOINE de Padoue DUFFET S.D.C - SUOR CECILIA GUINARD – ed<strong>it</strong>o a VERCELLI 1989 SUORE DELLA<br />

CARITÀ<br />

2<br />

M. ANTOINE de Padoue DUFFET S.D.C “LE PRIME COMPAGNE DI GIOVANNA ANTIDA” ED PIEMME –<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) - pag. 206


Novizie entrate dal 1829 al 1846 n. 111<br />

sorelle defunte dal 1832/ al 1846 per età totale 53 di cui:<br />

dai 17 ai 20 n. 3 dai 26 ai 29 n. 7<br />

dai 21 ai 25 n. 23 dai 30 ai 35 n. 8<br />

dai 36 ai 45 n. 3 dai 46 ai 56 n. 2<br />

fino ai 59 n. 1<br />

20<br />

15<br />

10<br />

69<br />

LE ORIGINI DEL MONASTERO “S. MARGHERITA”<br />

LA BEATA EMILIA BICCHIERI è fondatrice delle Suore Domenicane e del Monastero S.<br />

Margher<strong>it</strong>a. “Il 29 settembre, festa della dedicazione di San Michele Arcangelo, nell’anno 1256, la<br />

nobile Emilia Bicchieri,<br />

pronipote del famoso<br />

Cardinale fondatore della<br />

Basilica di Sant’Andrea e<br />

dell’omonimo ospedale, con<br />

altre fanciulle della c<strong>it</strong>tà, chi<br />

dice venti, chi dice di più,<br />

lasciò defin<strong>it</strong>ivamente la sua<br />

casa per entrare nel<br />

monastero da lei fondato<br />

l’anno precedente, presso<br />

Porta Aralda, fuori dalle mura<br />

della c<strong>it</strong>tà. Qui ella visse per<br />

58 anni.<br />

Nel 1378 le monache<br />

domenicane si trasferirono<br />

nell’attuale Monastero Santa<br />

Margher<strong>it</strong>a collocato nelle<br />

prossime vicinanze del centro<br />

storico della c<strong>it</strong>tà. Pare che la<br />

scelta fosse determinata<br />

dall’insicurezza in cui si<br />

trovava un monastero posto fuori dalle mura in un’epoca che conosceva invasioni straniere,<br />

accompagnate da saccheggi e rovine. Qui le Suore domenicane continuarono la loro v<strong>it</strong>a fino al 28<br />

termidoro dell’anno X (16 agosto 1802) data in cui il monastero fu soppresso, dal noto decreto<br />

1 M. ANTOINE de Padoue DUFFET S.D.C “LE PRIME COMPAGNE DI GIOVANNA ANTIDA” ED PIEMME –<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) - pag. 205<br />

5<br />

0<br />

1829 1832 1834 1836 1838 1840 1842 1844 1846<br />

BEATA<br />

EMILIA<br />

BICCHIERI<br />

tela<br />

presente<br />

nel<br />

Monastero<br />

“S.<br />

Margher<strong>it</strong>a<br />

Vercelli<br />

novizie


70<br />

napoleonico. Esso fu provvidenzialmente conservato per osp<strong>it</strong>are le religiose anche di altre<br />

Congregazioni che avessero desiderato continuare la v<strong>it</strong>a di comun<strong>it</strong>à. Abbiamo visto nel<br />

documento di donazione del Monastero alle Suore della Car<strong>it</strong>à, anche quella di continuare ad<br />

osp<strong>it</strong>are le 16 monache ancora presenti nel 1829.<br />

I resti mortali della Beata Emilia, vennero traslati in Monastero nel 1537 e qui rimasero<br />

fino al 1802. Ora sono custod<strong>it</strong>i in Duomo in un’urna posta sotto la pala dell’altare dedicato a S.<br />

Filippo Neri, accanto alla cappella della Madonna dello schiaffo.<br />

Alcuni quadri raffigurano la beata nelle chiese della c<strong>it</strong>tà… Nella cappella adiacente alla<br />

chiesa interna del Monastero S. Margher<strong>it</strong>a, una grande tela la raffigura in adorazione del<br />

Crocifisso. Intorno alla scena centrale, in vignette ell<strong>it</strong>tiche, sono ricordati, simili ad ex voto,<br />

alcuni miracoli che le furono attribu<strong>it</strong>i.<br />

IERI E OGGI …<br />

“Il grandioso edificio, parzialmente ricostru<strong>it</strong>o su quello antico, ampliato in varie epoche,<br />

ha sempre conservato l’idea prim<strong>it</strong>iva. Esso risale al 1378 anno in cui fu ultimato e reso agibile per<br />

accogliere le Suore domenicane che passavano, per motivi di sicurezza dal monastero posto fuori<br />

dalle mura a questo in c<strong>it</strong>tà. La Beata era già defunta da 56 anni.<br />

Dell’antico monastero non rimangono che alcuni locali prossimi alla chiesa e alcuni<br />

frammenti di affreschi molto deteriorati. Scarse sono le notizie sul Monastero moderno. Da una<br />

planimetria dell’arch<strong>it</strong>etto Michele Richiardi del 1° novembre 1769, si sa che quella data risulta<br />

già costru<strong>it</strong>a tutta la parte prospiciente l’attuale Via Cagna, solo parzialmente i fabbricati verso il<br />

Molinazzo e verso il monastero dell’Annunziata, mentre l’ala verso via De Amicis , non era ancora<br />

fabbricata. Da alcune notizie ricavate dai “mastri” del Monastero si sa che il capomastro Michele<br />

Nervi tra il 29 marzo 1758 e l’11 novembre dello stesso anno, eseguì importanti lavori nella<br />

chiesa. Nel 1758 – 1759 venne pure costru<strong>it</strong>o il nuovo coro la cui cantoria è opera di Giuseppe<br />

Demagistris e Cristoforo Balocco. Il 22 aprile 1771 risulta pagato il p<strong>it</strong>tore Carlo Gorsio per<br />

l’ancona della beata Emilia e sei quadri a forma ovale rappresentanti i suoi miracoli. In data 5<br />

febbraio 1773, 11 giugno 1773, 25 aprile 1775 risulta pagato anche l’Arch. Michele Richiardi<br />

sotto la cui direzione si svolsero lavori di ampliamento. Nel 1860 fu ristrutturato l’ingresso in via<br />

Cagna (Progetto Ing. Antonio Malinverni). Negli anni 1898 e 1899 venne ulteriormente ampliata la<br />

chiesa: affrescata la volta, edificata la cupola per dare luce al presb<strong>it</strong>eri. Una lapide ricorda<br />

l’avvenimento:<br />

A DIO OTTIMO MASSIMO<br />

In onore di San Vincenzo de Paoli<br />

e di Santa Margher<strong>it</strong>a V. M.<br />

il X aprile MDCCCXCIX<br />

MONS . CARLO LORENZO PAMPIRIO dei P.P.<br />

Arcivescovo di Vercelli<br />

consacrava questa cappella<br />

delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

della Provincia vercellese,<br />

ampliata, restaurata, abbell<strong>it</strong>a,<br />

per la ricorrenza del primo centenario del loro Ist<strong>it</strong>uto<br />

fondato dalla Madre Giovanna Antida Thouret<br />

li XI aprile MDCCXCIX.<br />

Successivamente vennero esegu<strong>it</strong>i affreschi e la doratura della cupola. Nell’anno 1985 si rese<br />

necessaria la posa di un nuovo pavimento, oltre il completo rifacimento del presb<strong>it</strong>erio, parete<br />

eucaristica, altare, ambone, sostegno cero pasquale per adeguare l’insieme alle norme l<strong>it</strong>urgiche<br />

indicate dal Concilio Vaticano II (Progetto dell’Arch<strong>it</strong>etto Suor Michelangela Ballan delle Pie<br />

Discepole). Il nuovo altare venne consacrato da Mons. Albino Mensa il 14 gennaio 1986. La


71<br />

lapide venne quindi completata con l’aggiunta: Dedicazione del nuovo altare Il XIV gennaio<br />

MCMLXXXVI” 1<br />

Il Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” è stato sede di Noviziato per più di cento anni fino al 1972<br />

quando inizierà (1972/73) il Noviziato Interprovinciale a Roma. E’ stato il centro dove si fissa la<br />

prima Curia provincializia delle Suore della Car<strong>it</strong>à nel Nord d’Italia fino al 1903 quando le<br />

Province religiose saranno due e poi nel 1944 tre: Torino prima e Brescia poi e rimarrà sede della<br />

Provincia di Vercelli e il 14 luglio 2002 sede della Provincia Italia Nord con Suor Battistina<br />

Ferraris Superiora Provinciale.<br />

LE SUPERIORE PROVINCI<strong>AL</strong>I della PROVINCIA PIEMONTE - 1830/1903<br />

Dopo Suor Cécile Guinard prima Superiora Provinciale dal 1831 al 1846 la successione non è<br />

facile “Madre Boucon desolata da questa morte, scelse dapprima Suor Rosalia Thouret che accettò<br />

e venne a Vercelli, dove fu bene accolta. Ma il Duca di Modena, scontento della sua partenza, ne<br />

ottenne il rientro in Emilia Romagna” 2<br />

Dal 1847 sarà Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli che “probabilmente per<br />

trasferimento della famiglia, (il padre era di Solero (<strong>AL</strong>) conobbe Giovanna Antida negli anni<br />

della sua v<strong>it</strong>a” 3 . E’ nominata nell’agosto dello stesso anno e ha come Consigliere Suor Antoinette<br />

Rollier che muore il 13 settembre all’Ospizio di Car<strong>it</strong>à all’età di 60 anni di cui 44 di V<strong>it</strong>a religiosa<br />

ed è sepolta al cim<strong>it</strong>ero di Vercelli; Suor Clarice Mantelli sua sorella, Suor Agathe Quiblier e<br />

Suor Cristina Pasquier Superiora al Manicomio di Torino. Di Suor Melania Monsignor<br />

Arcivescovo di Vercelli Alessandro D’Angennes ebbe a dire, scrivendo a Napoli a Madre Boucon,<br />

che si dimostrava superiore alle difficoltà, assolveva i suoi comp<strong>it</strong>i in modo lodevole. Ma ben<br />

presto si scoprono lacune: “le vis<strong>it</strong>e alle comun<strong>it</strong>à sono affidate a Suor Antonietta Rollier e, alla<br />

nomina di Madre Chambrot proprio dal 1858 iniziano i problemi di rapporto con la Provinciale<br />

del Piemonte che pone resistenza alla Madre Generale, la quale a sua volta ha sentore di un mal<br />

governo ...<br />

Madre Chambrot obbliga Suor Melania a vis<strong>it</strong>are le comun<strong>it</strong>à nel 1860 (le comun<strong>it</strong>à erano<br />

80) e nel 1863 arriva a Vercelli e con Consiglio del 4 dicembre <strong>1864</strong> depone Suor Melania da<br />

Provinciale e Suor Clarice da Maestra delle novizie.<br />

Hanno l’opportun<strong>it</strong>à di scegliere se andare a Lecce o ad Amalfi e optano per quest’ultima”. 4<br />

In questo clima, alla morte della fedele Suor Cristina Pasquier, Madre Chambrot nomina<br />

Superiora Provinciale la allora Superiora dell’Ospedale Mauriziano di Torino:<br />

SUOR LEOPOLDINA MONTEMERLO: è la donna capace di prendersi le sue<br />

responsabil<strong>it</strong>à in comunione con la Madre Generale e in lei Madre Carolina “trova la Superiora<br />

secondo il suo cuore”. 5 Vercelli è in buone mani. “Suor Leopoldina nasce a Tortona (<strong>AL</strong>) il 12<br />

settembre 1824, inizia la sua v<strong>it</strong>a religiosa il 21 giugno 1846, muore il 22 settembre 1885 a Vercelli<br />

Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” all’età di 61 anni di cui 39 di v<strong>it</strong>a religiosa” 6 , viene sepolta nel<br />

Cim<strong>it</strong>ero di Vercelli.<br />

Di lei scrisse la nuova Provinciale Suor Adele Gianetti dimostrando dolore e costernazione<br />

“Ricordiamo che la Carissima, la cui perd<strong>it</strong>a sì ne strazia, per la bella pace trovava dolce ogni<br />

1 ACPV - STORIA DELLA PROVINCIA di VERCELLI - SUOR MARIA CHIARA ROGATTI – ARMADIO 4 – 4.3<br />

2 M. ANTOINE de Padoue DUFFET S.D.C “Le prime Compagne di Giovanna Antida” Ed Piemme – Casale<br />

pag. 206 -)<br />

3 ACPV - ARMADIO 4 – 4.3 - M. ANTOINE de Padoue DUFFET S.D.C - Storia dell’Ist<strong>it</strong>uto - testi originali -<br />

4 Ibidem - Relazione al cardinale Ghenga 14 giugno 1859<br />

5 Ibidem - Relazione al cardinale Ghenga 14 giugno 1859<br />

6 REGISTRO SORELLE DECESSE IN PIEMONTE N. 449 – ARMADIO 3 – 3.3 – REGISTRI 1832/2002 – VC


72<br />

pena, qualsiasi abnegazione: quante volte ella ripeteva: “Io non potrei riposare una notte se<br />

sapessi che alcuno è un po’ di malanimo per me” 1<br />

SUOR ADELE GIANETTI Superiora Provinciale dal 1885 al 1901 nasce a Saronno (VA)<br />

il 14 settembre 1840 e muore nel Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” il 3 aprile 1902, è sepolta nel<br />

Cim<strong>it</strong>ero di Vercelli. Aveva 61 anni di età e 6 mesi con 45 anni V<strong>it</strong>a Religiosa e sei mesi era entrata<br />

nel noviziato di Vercelli il 28 settembre 1856, nelle sue Circolari ins<strong>it</strong>e sul “non giudicare” e<br />

sull’amore alla propria vocazione invocando la protezione della Madonna. Unisce sempre i saluti<br />

della Madre Generale alla quale dimostra cordiale dipendenza.<br />

SUOR SIGISMONDA FRANZINI (1902- 1917) prepara ed organizza la nuova Provincia<br />

di Borgaro cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a nel 1903 con atto giuridico della Madre Generale Ildegarde Zmiglio<br />

16<br />

14<br />

12<br />

10<br />

8<br />

6<br />

4<br />

2<br />

0<br />

Case aperte da Suor Cécile Guinard<br />

SUPERIORA PROVINCI<strong>AL</strong>E <strong>D<strong>AL</strong></strong> 1830 al 1846<br />

1831 Alessandria: una Scuola per ragazze povere a S. Maria di Castello<br />

Torino: l’Ospedale Mauriziano<br />

1832 Novara: Ospedale Maggiore<br />

Alessandria: L’Orfanotrofio “S. Giuseppe”<br />

1834 Savigliano (CN): Ospedale Maggiore<br />

Alessandria: Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

Pallanza (Verbania): Carceri, 1839 Asilo<br />

1835 Costigliole Saluzzo (CN): Scuola, Ospedale, Ricovero<br />

Asti: Ospedale Mil<strong>it</strong>are e Scuole “S. Carlo”<br />

Lanzo Torinese: Spedale dell’Ordine Mauriziano e Scuole<br />

1836 Valenza (<strong>AL</strong>): Carceri<br />

1837 Susa (TO): Ospedale, Ospizio e Scuole “S. Carlo”<br />

1838 Torino: Ergastolo<br />

1826 1831 1833 1846<br />

Biella (BI) : Ospedale<br />

Torino: “Ospizio di Car<strong>it</strong>à”<br />

1839 Varallo Sesia (VC): “Ist<strong>it</strong>uto S. Vincenzo” Educandato e Scuole<br />

Tortona (<strong>AL</strong>:) “Ist<strong>it</strong>uto S. Vincenzo” Educandato e Scuole<br />

Masserano (VC): Ospedale,<br />

Masserano (VC): Scuola Parrocchiale, Asilo<br />

1 ACPV – ARMADIO 5 – 5.3 – Circolari Superiore Provinciali 1885/1917 – manoscr<strong>it</strong>ta -<br />

ospedali<br />

scuole<br />

ospizi<br />

carceri<br />

manicomi<br />

osp. Anziani<br />

Osp. Sc.


Asti: Ospedale Civile “S. Luigi”<br />

1840 Voghera (PV): Scuole di Beneficenza annesse all’Ospedale<br />

Sarzana (La Spezia):Ospedale e Scuole<br />

73<br />

Intra (Verbania): Scuole e Asilo<br />

1841 Arona (NO): Ospedale<br />

Borgomanero (NO): Ospedale<br />

Saluzzo (CN): Asilo “Regina Margher<strong>it</strong>a”<br />

Saluzzo: Orfanatrofio<br />

1842 Sospello(TO): Ospedale e Scuole,<br />

Cagliari: Ospedale Mil<strong>it</strong>are,<br />

Cuneo: Ospizio Car<strong>it</strong>à di S. Teresa<br />

1843 Cherasco (CN): Ospedale Civile<br />

Fossano (CN): Ospizio di Car<strong>it</strong>à<br />

Torino: Carceri Senatorie<br />

1844 Arena Po (<strong>AL</strong>:) Ospedale e Scuole<br />

Alba (CN): Carcere Giudiziario<br />

Asti: Carcere Giudiziario<br />

1845 Aosta: Ospedale<br />

Solero (<strong>AL</strong>): Scuola<br />

Vigevano (PV): Ospedale e Ricovero<br />

Veneria Reale (TO): Ospedale<br />

Veneria Reale(TO): Scuole,<br />

Cuneo: Asilo Cattolico<br />

Fossano (CN): Ospedale<br />

1846 Casale (<strong>AL</strong>): Carceri Senatorie<br />

Alba (CN): Ospedale<br />

Tenda(CN): Scuola e Asilo<br />

Valenza(<strong>AL</strong>): Ospedale Mauriziano<br />

Rapporto tra il numero delle Case e delle Suore


Suore:<br />

Case:<br />

180<br />

160<br />

140<br />

120<br />

100<br />

80<br />

60<br />

40<br />

20<br />

0<br />

74<br />

1826 1831 1833 1834 1846<br />

8 17 28 70 177<br />

2 7 9 11 48<br />

suore<br />

Nel 1831 si aprono due case: Alessandria: una Scuola per ragazze povere a S. Maria<br />

di Castello, Torino: l’Ospedale Mauriziano<br />

19 luglio 1831 <strong>AL</strong>ESSANDRIA: SCUOLA PER RAGAZZE POVERE - S. MARIA di CASTELLO<br />

“Esiste, nella parte più antica della c<strong>it</strong>tà di Alessandria, la Chiesa parrocchiale di S. Maria di<br />

Castello, una bella Chiesa romanico-gotica che risale al 1107. Ad essa è un<strong>it</strong>o un convento, con un<br />

chiostro stupendo, che, fino al 1127, era stato ab<strong>it</strong>ato da un Cap<strong>it</strong>olo di Canonici del clero secolare<br />

che ufficiavano la Chiesa. Dal 1127 al 1476 la Chiesa fu retta dai Canonici cosidetti “Mortarini”,<br />

ai quali successero i Canonici Lateranensi che vi restarono fino al 1798, quando la loro<br />

Congregazione fu soppressa in tutti gli Stati del Re del Piemonte.<br />

Nel 1803 il Governo Francese, con decreto del 23 germinale anno 110, requisì il Convento<br />

e lo destinò a caserma mil<strong>it</strong>are. Terminata la dominazione francese, nel 1823 il Convento fu dato<br />

dal Governo del Re in dotazione ai Padri Somaschi, ma questi, per le difficoltà che incontravano<br />

nell’amministrare a distanza il Convento, e per le gravi spese della manutenzione dell’edificio,<br />

decisero di vendere l’immobile e di acquistare altri beni nella c<strong>it</strong>tà di Casale dove risiedevano.<br />

Fu allora, che il Vescovo D’Angennes decise di acquistare il Convento di S. Maria di<br />

Castello, per il Seminario, versando il prezzo di £. 41.000. Era il 15 febbraio dell’anno 1827” 1 .<br />

Mons. Alessandro D’Angennes sentiva forte il problema dell’istruzione popolare e viveva il<br />

dramma di una popolazione quasi interamente analfabeta. Lo storico Berta “ precisa che nel 1830<br />

l’analfabetismo, ad Alessandria, era molto elevato (erano analfabete il 182% delle donne e il 68%<br />

degli uomini ).Venuto in possesso dei locali dell’ex Convento di S. Maria di Castello, li destinava<br />

1 ACPV – ARMADIO 4 – 4.4 - CARTELLA STORIA ISTITUTO - SR. MARIA GRAZIA TRAVERSO<br />

case


75<br />

“per scuola d’istruzione cristiana e civile per le figlie povere della c<strong>it</strong>tà”e ne affidava il comp<strong>it</strong>o<br />

alle Suore di Car<strong>it</strong>à di Vercelli.<br />

Dice il Berta, nell’opera c<strong>it</strong>ata, “Il 19 luglio (festa di S. Vincenzo !) 1831, le Suore grigie della<br />

Car<strong>it</strong>à chiamate dal Vescovo per l’istruzione gratu<strong>it</strong>a delle z<strong>it</strong>elle (fanciulle) povere, previa<br />

funzione religiosa a S. Maria di Castello e breve allocuzione di Mons. D’Angennes, presero<br />

possesso dell’ex Convento Lateranense annesso a S. Maria di Castello.” 1<br />

L’incarico di sostenere le spese per quest’ Opera fu dato al Seminario che attingeva i fondi<br />

dalla cosi detta “ered<strong>it</strong>à Mons. De Rossi” ( di qui il nome di “Opera Pia De Rossi”).<br />

Nel 1848 (prima guerra d’indipendenza), l’Amministrazione Mil<strong>it</strong>are prendeva in aff<strong>it</strong>to dal<br />

Seminario il Convento in questione per alloggiarvi alcuni reparti di truppa e definiva la somma<br />

d’aff<strong>it</strong>to in lire 1.300 annue. Nel 1866 il Convento fu requis<strong>it</strong>o e passò al Demanio Pubblico.<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à operarono dunque a S. Maria di Castello dal 1831 al 1848.<br />

Il 22 luglio dell’anno 1840 moriva, in questa Casa, a 54 anni di età, Suor Brigida<br />

Cayen, la prima Suora che Giovanna Antida Thouret Fondatrice delle Suore di Car<strong>it</strong>à, aveva<br />

inviato da Napoli a Vercelli, e precisamente all’Ospedale Maggiore S. Andrea, per fondare la<br />

prima Opera nel Nord Italia.<br />

(L’Atto di morte ci dice anche che fu sepolta nel cim<strong>it</strong>ero delle Monache Orsoline di questa C<strong>it</strong>tà). 2<br />

Ad Alessandria il 19 luglio 1831 era stata fatta la solenne inaugurazione della “Scuola per<br />

ragazze povere” fortemente voluta da Mons. D’Angennes che vedeva nell’alto tasso di<br />

analfabetismo delle classi sociali più povere e specialmente di quelle femminili che arrivavano al<br />

82,5% e maschili al 68,5% un grave pericolo per il tessuto sociale nella sua moral<strong>it</strong>à.<br />

Le Suore Orsoline si occupavano di una scuola a pagamento, riservata quindi ad una classe<br />

sociale più elevata.<br />

La scuola aveva la sua sede a S. Maria di Castello uno dei rioni più antichi della c<strong>it</strong>tà, con<br />

annessa una Parrocchia di circa 4.000 ab<strong>it</strong>anti.<br />

Monsignor Alessandro d’Angennes fu un Vescovo che sentì forte il problema<br />

dell’educazione e dell’istruzione popolare per questo non es<strong>it</strong>ò a chiamare da Vercelli le Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à per aprire una scuola gratu<strong>it</strong>a per ragazze povere nell’ex Convento Lateranense annesso<br />

appunto a S. Maria di Castello.<br />

L’incarico di sostenere le spese per quest’opera fu dato al Seminario Diocesano.<br />

Purtroppo il vasto immobile nel 1848 fu requis<strong>it</strong>o dal Governo e messo a disposizione delle<br />

truppe mil<strong>it</strong>ari allestendolo come ricovero dei fer<strong>it</strong>i.<br />

Qui trascorrerà l’ultimo periodo della sua esistenza terrena Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen.<br />

<strong>AL</strong>ESSANDRO D’ANGENNES: un Vescovo, un padre, un<br />

educatore.<br />

Il Papa Pio VII, su proposta di V<strong>it</strong>torio Emanuele 1° il 16<br />

marzo 1818 elevava alla sede Episcopale Alessandro d’Angennes<br />

che aveva 37 anni e apparteneva a una nobile famiglia torinese, col<br />

t<strong>it</strong>olo di Barone, fu un Vescovo che sentì forte il problema<br />

dell’educazione e dell’istruzione popolare e proprio per questo volle<br />

la riapertura del Monastero delle Orsoline.<br />

Nel 1824 egli stabiliva le “Regole” del Monastero di S.<br />

Orsola e tracciava con chiarezza il programma educativo a cui<br />

dovevano attenersi le loro scuole; è un programma che passa in<br />

1 CENNI DI CRONISTORIA <strong>AL</strong>ESSANDRINA” 1168 - 1900 - <strong>AL</strong>. TIP. G. JACQUEMOD - FIGLI 1903<br />

2 ACPV – ARMADIO 4 – 4.4 - CARTELLA STORIA ISTITUTO - SR. MARIA GRAZIA TRAVERSO


76<br />

rassegna tutte le materie e ne fissa i contenuti con saggezza illuminata. Veramente interessanti<br />

sono i suggerimenti che egli dà alle maestre sulla necess<strong>it</strong>à di conoscere l’allieva nella sua<br />

autentica psicologia.<br />

Ma la scuola delle Orsoline era a pagamento; restava quindi il problema dell’educazione<br />

popolare. Il problema era grave, se si pensa che almeno l’82,5% della popolazione femminile in<br />

quegli anni, sul terr<strong>it</strong>orio di Alessandria, era analfabeta e lo era il 68,5% di quella di sesso<br />

maschile.<br />

Monsignor D’Angennes nel 1831 chiamava da Vercelli le Suore della Car<strong>it</strong>à dette “Bigie”<br />

e con loro apriva una scuola gratu<strong>it</strong>a per le fanciulle povere a S. Maria di Castello, obbligando<br />

però le suore Orsoline ad accogliere “quelle figliole” che, per la distanza, non potessero recarsi<br />

costì.” 1 nel 1832 veniva trasfer<strong>it</strong>o nella Diocesi di Vercelli 2 e qui aveva modo<br />

di continuare la sua opera di Pastore e di guida paterna ed illuminata nei<br />

riguardi delle Suore di Car<strong>it</strong>à appianando loro la strada nei momenti<br />

più difficili. Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen si rivolge a Lui per raggiungere<br />

l’obiettivo di aprire la comun<strong>it</strong>à dell’Ospedale Maggiore di Novara.<br />

A Lui si appoggia la prima Superiora Provinciale di Vercelli e le<br />

successive che continuano ad avere un rapporto di benevola<br />

attenzione da parte sua.<br />

Monsignor d’Angennes era tenuto in grande considerazione<br />

da Carlo Alberto che avrebbe voluto nominarlo Senatore, ma egli non<br />

volle accettare.<br />

Nel 1862 gli fu proposta la Diocesi di Torino. Egli rifiutò<br />

ancora, e stavolta per l’età: aveva ormai 81 anni, essendo nato a Torino<br />

nel 1781.<br />

19 settembre 1831 - L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO di TORINO E LA SUA STORIA<br />

Il 19 settembre 1831 il Signor Conte Giuseppe Galleani d’Aliano Grande Spedaliere<br />

dell’Ospedale Mauriziano di Torino si rivolge al Direttore temporaneo dell’Ospedale Sant’Andrea<br />

di Vercelli per chiedere le Suore di Car<strong>it</strong>à.<br />

“Illustrissimo Signore,<br />

essendo intenzione precisa di S. M. il Re, siano stabil<strong>it</strong>e nello Spedale dei<br />

Cavalieri dell’ordine Religioso e Mil<strong>it</strong>are dei Santi Maurizio e Lazzaro, le Suore di car<strong>it</strong>à, al<br />

soggetto di assistere gli infermi ivi ricoverati, pari essendo altresì la somma mia premura di<br />

assicurare così benefiche e sovrane cure a pro degli infelici, io mi fo pregio di dirigere a V. S. Ill.<br />

ma acciò sia compiacente di accordare tosto un temporario congedo alla Suora Superiora, od a chi<br />

ne esercisce le attuali funzioni appò codesto ospedale Maggiore di Sant’Andrea, perché tosto ella si<br />

rechi costì con quel numero disponibile di religiose sue compagne … nell’organizzazione di così<br />

importante servizio.<br />

Nella certezza che sarà V. S. Ill. ma cortese di accondiscendere ad una tale mia sollec<strong>it</strong>a<br />

istanza, la prego a volerne gradire le anticipate mie grazie, mentre io mi prevalgo ad un tempo<br />

dell’opportun<strong>it</strong>à per rassegnarmi con distinta stima e pari considerazione di V. S. Ill. ma<br />

Dev.mo Obl.mo Serv<strong>it</strong>ore<br />

Il Grande Spedaliere d’Aliano” 3<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – A 8<br />

2 dal 1832 al 1869 è ARCIVESCOVO DI VERCELLI – la foto ovale è tratta dalla Cronotassi dei Vescovi di<br />

Vercelli - www.arcidiocesi.vc.<strong>it</strong>/ - originale nella Sala Cap<strong>it</strong>olare dell’Arcivescovado di Vercelli -<br />

3 ARCHIVO STORICO SANT’ANDREA VERCELLI


77<br />

La Superiora Provinciale di Vercelli aderisce alla richiesta e vengono inviate a Torino cinque<br />

suore. Le Suore di Car<strong>it</strong>à furono dunque chiamate a Torino dal magnanimo Carlo Alberto. Una<br />

sua lettera del 9 settembre1831 al Conte Giuseppe Galleani d’Aliano è documento preciso delle<br />

sue generose intenzioni e del suo interessamento per l’ist<strong>it</strong>uto:<br />

“Je désire que l’Op<strong>it</strong>al de l’Ordre de Saint Maurice so<strong>it</strong> posé sur le plus grande pierre de<br />

perfection possible, qu’il deviene un model in son genre; non seulment pur les soins qu’on y<br />

donnera aux maldes, pour toutes moiyens, les rémedes qu’on y emploira pour leur gherison; mai<br />

aussi pour la nurr<strong>it</strong>our qu’il receveront , et pour l’estreme proprieté qui devra y regner, qui devra,<br />

si se peut etre possible, etre porté jusque au luxe.<br />

L’Ospedale dell’Ordine di S. Maurizio sarà interamente consacrato alle malattie<br />

chirurgiche, soprattutto alle fratture; si faranno immediatamente venire delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

per curare i malati. Una dozzina di camere ben ammobiliate saranno messe a disposizione per<br />

ricevere con pensione o senza pensione, assecondando il desiderio di coloro che se ne serviranno<br />

siano essi viaggiatori o persone agiate per ogni sorta di malattia.<br />

Un equal numero di camere saranno offerte a vecchi gentiluomini caduti nell’indigenza che<br />

saranno a carico dell’Ordine. A ore fisse dei Chirurghi, dipendenti dall’Ordine, offriranno consulti<br />

gratis ai poveri che vi ricorreranno e se saranno operati essi dovranno in segu<strong>it</strong>o fare loro una o<br />

due vis<strong>it</strong>e a domicilio.<br />

Firmato Carlo Alberto” 1<br />

Nell’anno in cui vennero chiamate le Suore della Car<strong>it</strong>à il numero dei ricoverati ammontava a 40.<br />

A ciascuna delle Suore viene affidato un comp<strong>it</strong>o specifico:<br />

Una fu addetta alla contabil<strong>it</strong>à<br />

Due al servizio di infermeria<br />

Una alla sorveglianza della cucina<br />

Una alla custodia della biancheria<br />

Allo scopo di regolare i rapporti tra il Gran Magistero dell’Ordine Mauriziano e la Casa Provinciale<br />

della Suore della Car<strong>it</strong>à si redige una convenzione – aprile del 1933 in cui si precisa che:<br />

“2) … l’Ordine somministrerà alle Suore ivi stabil<strong>it</strong>e l’alloggio, il v<strong>it</strong>to, la legna pendente<br />

d’inverno ed il bucato dei propri panni e delle loro biancherie, avranno in uso i mobili riputati<br />

necessari al proprio servizio, la biancheria da tavola, da letto ecc. li grembiali di tela per il lavoro,<br />

il racconciamento delle masserizie e vestimenta. Le spese delle lettere sono a carico del Pio Ist<strong>it</strong>uto<br />

3) Le Suore di Car<strong>it</strong>à cadute inferme sono parimenti curate a spese del medesimo<br />

4) L’alloggio loro destinato non sarà comune con quello degli Uffiziali ed Inservienti<br />

nonché delle altre persone di entrambi i sessi ivi ricoverate.<br />

5) Non andranno soggette ad opere malagevole e faticose, come di vegliare<br />

quotidianamente la notte gli infermi, attingere acqua, fare il bucato,il pane ecc.<br />

6) Le spese di viaggio delle Suore di Car<strong>it</strong>à, ogni qual volta saranno richieste o permutate a<br />

segu<strong>it</strong>o di inv<strong>it</strong>azione avanzata dal Grande Spedaliere, alla Suora di Car<strong>it</strong>à Provinciale,<br />

un<strong>it</strong>amente a quelle della suora che le accompagna. A lim<strong>it</strong>arsi però da Vercelli a Torino e<br />

viceversa.<br />

7) Paga il Venerando Ospedale Maggiore la somma annuale di £. 120 per il vestiario delle<br />

Suore di Car<strong>it</strong>à.<br />

8) In caso di decesso di qualche Suora di Car<strong>it</strong>à avvenuto nel Pio Ist<strong>it</strong>uto, sarà detta a spese<br />

del medesimo una Messa cantata presente cadavere. Riguardo al luogo di seppellimento si<br />

1 ACPV - MEMORIE STORICHE - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO – Suor Virginia Bolla - nel 1° Centenario –<br />

Comun<strong>it</strong>à Soppresse – Cartella T 5


78<br />

prenderanno in allora dall’autor<strong>it</strong>à Superiore li dovuti concerti con Monsignor Arcivescovo e le<br />

relative spese saranno sempre a carico del Venerando Ospedale Maggiore.<br />

9) Il Governo Spir<strong>it</strong>uale delle Suore di Car<strong>it</strong>à apparterrà elusivamente a Monsignor<br />

Arcivescovo e loro immediato Ecclesiastico Superiore...” 1<br />

La durata della Convenzione era triennale e rinnovabile e modificabile da ambo le parti.<br />

La prima Superiora fu Suor Colomba Challemel che rimase in carica dal 7 novembre 1831<br />

al 28 febbraio 1865 data della sua morte. Pare che essa, nei 35 anni di governo dell’Ospedale, con<br />

la sua avvedutezza e prudenza abbia riportato l’opera a floridissimo stato lasciando un ricordo<br />

incancellabile nelle Suore e malati di ogni ceto e condizione.<br />

Nel 1831 le suore sono 5 ed i ricoverati 41 successivamente la s<strong>it</strong>uazione si evolve: guerre<br />

e calam<strong>it</strong>à fanno aumentare il numero dei degenti, durante il primo confl<strong>it</strong>to mondiale 1915/1918 si<br />

arriva a 700 letti con 48 Suore della Car<strong>it</strong>à. Nel 1974 le suore diminuiscono a nove. Con lettera<br />

del 30 agosto 1979 viene chiesto l’aggiornamento della convenzione in ordine all’aspetto<br />

remunerativo “si propone di aggiornare lo stipendio delle singole suore” 2 . Dal 1983 un regolare<br />

contratto di locazione ad uso ab<strong>it</strong>azione è stipulato per sei persone, le Suore lasciano quindi la<br />

struttura Ospedaliera.<br />

Le Suore inser<strong>it</strong>e a t<strong>it</strong>olo personale man mano concludono il loro rapporto di lavoro e nel<br />

1987 con lettera del 3 giugno l’allora Superiora Provinciale Suor Maria Giuseppina Viola<br />

comunica il termine del servizio per quattro suore.<br />

La soppressione della comun<strong>it</strong>à porta la data del 4 giugno 1992 e la dichiara canonicamente<br />

soppressa a partire dalla fine di settembre 1992<br />

La gloriosa storia della car<strong>it</strong>à scr<strong>it</strong>ta a più mani si conclude il 14 settembre 1992 Festa della<br />

Croce, simbolo di morte e di Risurrezione, per restare seme dell’Amore di Dio in una molt<strong>it</strong>udine<br />

immensa di uomini e donne che sono giunti alle soglie del dolore e della morte e là hanno<br />

incontrato la Car<strong>it</strong>à di Cristo nel gesto e nel volto di una figlia di S. Giovanna Antida Thouret.<br />

Nel 1832 si aprono due comun<strong>it</strong>à : l’Ospedale di Novara, e l’Orfanatrofio “S.<br />

Giuseppe” di Alessandria<br />

aprile 1832 - L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE di NOVARA: UNA FONDAZIONE DIFFICILE<br />

In data 14 febbraio 1831 una 1ettera del Vescovo di Novara, Cardinal Giuseppe Morozzo,<br />

rimprovera l’Amministrazione dell’Ospedale, di cui è Presidente il Conte Giuseppe Tornielli<br />

sostenendo che in detto Ospedale manca l’assistenza spir<strong>it</strong>uale e che bisogna far tornare i Frati<br />

Cappuccini. ripristinando il loro convento. L’assistenza spir<strong>it</strong>uale prestata da un Sacerdote<br />

Diocesano sembra essere assolutamente insufficiente perché l’Ospedale ha, per ora, 100 letti ma<br />

potranno presto diventare 500 e, inoltre, vi è affiancato un Ospizio con 80 ragazze povere.<br />

Il Conte Tornielli, vorrebbe avere le Suore di Car<strong>it</strong>à ma incontra dapprima, l’ostil<strong>it</strong>à del<br />

Vescovo che, trattandosi di Suore, preferirebbe avere le Suore Giuseppine perché hanno una casa in<br />

loco, e poi, quella dell’Amministrazione che gli scrive: “adottare le Suore di Car<strong>it</strong>à aumenterebbe<br />

la spesa del luogo Pio senza speranza di avere una migliore economia e una migliore assistenza<br />

agli infermi” 3<br />

1 ACPV - CONVENZIONE IN ORIGIN<strong>AL</strong>E – COMUNITÀ SOPPRESSE – CARTELLA T 5<br />

2 ACPV - CONVENZIONE IN ORIGIN<strong>AL</strong>E – COMUNITÀ SOPPRESSE – CARTELLA T 5<br />

3 ARCHIVIO di STATO di TORINO — Monache di diversi Paesi per A e B - VERCELLI mazzo 19— SUORE di<br />

CARITA’ —3° FASCICOLO.


79<br />

Ecco la risposta inviatagli dall’Ufficio di Gabinetto del Re Carlo Alberto: ... R. N. 538 R. 1V<br />

“Ecc. mo Signor Conte Tornielli Grande di Corona<br />

17 dicembre 1831<br />

Ill. mo ed Ecc. mo Signore,<br />

mi è, a tempo deb<strong>it</strong>o, pervenuta la river<strong>it</strong>a lettera che Vostra Reverenza mi<br />

scriveva il giorno 11 di questo mese per rispondere al desiderio che avrebbero gli Amministratori<br />

di codesto Spedale di fare senza delle Suore Bigie e questo desiderio mi sono io fatto carico di<br />

riferirlo al Re. Ho in pertanto l’onore di significarle che S. M. persiste nella fatta risoluzione di<br />

introdurre esse Suore dappertutto dove sarà possibile oltre di che la presenza delle Suore Bigie<br />

non sarà né onerosa, né superflua in codesta c<strong>it</strong>tà imperciocché elleno lavoreranno, guideranno,<br />

ammaestreranno le z<strong>it</strong>elle (orfanelle) dello Spedale al buon servizio così della cucina come della<br />

biancheria, cose entrambe che sono suscettive di essere migliorate.<br />

L’esperienza poi è ed è stata sempre per ogni dove favorevolissima ad esse Suore ed il loro<br />

ministero ha recato vantaggi ed util<strong>it</strong>à infin<strong>it</strong>e. Ancora Elleno (le Suore) con modi tanto soavi ad<br />

alleviar gli infermi colla consolazione della nostra santa religione e che anche per questo rispetto<br />

sono oltremodo grad<strong>it</strong>e a Sua Maestà avendo con ciò soddisfatto ai Sovrani comandi e fatta ad un<br />

tempo risposta all’accurata sua lettera r<strong>it</strong>engo di potermi firmare” 1 .<br />

firma illeggibile<br />

Dal Ministero dell’Interno di Torino nel contempo, per ordine espresso del Re, arriva<br />

un’altra lettera al Cardinale Morozzo Vescovo di Novara in cui, girando un po’ alla larga si inizia<br />

col dire che il Re desidera avere una conoscenza approfond<strong>it</strong>a della s<strong>it</strong>uazione degli Ist<strong>it</strong>uti<br />

Assistenziali del Regno per veder quali sono ben amministrati e ristabilire l’ordine là dove occorre.<br />

Una delegazione verrà anche in vis<strong>it</strong>a all’Ospedale di Novara guidata dal Conte Tornielli nominato<br />

da Sua Maestà Carlo Alberto in data 11 ottobre 1831. Al suo r<strong>it</strong>orno presenterà un rapporto.<br />

Nella lettera si esprime in modo esplic<strong>it</strong>o che il Re vorrebbe che la Direzione interna degli<br />

Ist<strong>it</strong>uti che osp<strong>it</strong>ano dei poveri e dei malati fosse affidata a delle Religiose che non siano claustrali e<br />

che vedrebbe con piacere fossero le Suore di Car<strong>it</strong>à il cui noviziato avrebbe assicurato sempre forze<br />

nuove.<br />

Suor Brigida dal canto suo si attiva. Ha ricevuto la vis<strong>it</strong>a del Conte Tornielli che le ha<br />

espresso con insistenza il desiderio di avere quattro suore per il 19 marzo, giorno designato.<br />

Suor Brigida non sa più a chi rivolgersi e scrive ad Alessandria a Monsignor D’Angennes. La sua<br />

arguzia non ha confini, invia una letterina al buon Vescovo di Alessandria (già nominato per la sede<br />

di Vercelli) al momento giusto e per una causa giusta e gli dice: “io desidero con tutto il cuore che<br />

questa fondazione si faccia, e con successo, cioè con delle Suore che sappiano corrispondere alla<br />

degna richiesta che ci viene fatta. Per fare questa scelta, però avremmo bisogno di suore che ci<br />

sost<strong>it</strong>uiscano: se non arrivano dei rinforzi, come si può fare? Io non so se Suor Cecilia vorrà<br />

prendersi la responsabil<strong>it</strong>à di fare ciò che in simili circostanze hanno fatto le nostre Superiore, cioè<br />

di dare l’ab<strong>it</strong>o a delle novizie da poco entrate. Oh! Se vostra Eccellenza fosse qui, tutto andrebbe a<br />

posto, ne sono sicura, ma poiché noi siamo ancora prive della vostra presenza, basterà forse una<br />

vostra parola a portare ad una conclusione anche questo affare e Suor Cecilia, lo so con certezza,<br />

l’accoglierebbe sub<strong>it</strong>o.<br />

Se Vostra Eccellenza lo giudica quindi a propos<strong>it</strong>o, si potrebbe vestire del Santo ab<strong>it</strong>o<br />

quattro novizie del nuovo gruppo e si potrebbero mandare nelle case già in funzione: ciascuna di<br />

1 ARCHIVIO di STATO di TORINO — Monache di diversi Paesi per A e B - VERCELLI mazzo 19— SUORE di<br />

CARITA’ —3° FASCICOLO.


80<br />

esse si formerebbe sotto la direzione delle suore anziane con cui viene a trovarsi; di questo ho già<br />

parlato più volte a Suor Cecilia, ma faccia essa come meglio crederà, per quel che mi riguarda, io<br />

mi presto più che posso e non riesco veramente di più... ho l’onore di essere<br />

Umilissima in Gesù Cristo<br />

Suor Brigida Cayen” 1<br />

Da parte sua la Superiora Provinciale, Suor Cecilia Guinard, scrive al Vescovo di Novara<br />

una lettera costernata “nella penosa circostanza quale il cuore amaramente mi trafigge in cui mi<br />

trovo di non poter adempire esattamente come avevo promesso all’impegno preso con S. Eccellenza<br />

il Signor Conte Tornielli a nome dell’Amministrazione di codesto ospedale non mi resta altro<br />

sollievo che ricorrere al di lei cuore paterno esponendole che avendo incaricato la sorella Brigida,<br />

quasi un mese fa di andare a Torino per condurre a Vercelli una sorella delle più pratiche che sta<br />

al Regio Manicomio, avendole mandato a suo luogo una novizia che può bastare con le altre più<br />

esperte e di fare il giro di Alessandria per cambiare una figlia, la quale è tanto adatta per una<br />

scuola quanto per età e qual<strong>it</strong>à personali ed è meno conveniente per un Ospedale, con un’altra che<br />

sta alla scuola di Alessandria ma r<strong>it</strong>ornò senza aver potuto né l’una né l’altra cosa, perché la<br />

sorella del Manicomio è ammalata e anche la sorella Brigida si è ammalata”“e quindi decide di<br />

andare lei ad Alessandria nell’attesa che la Suora di Torino guarisca e venga una dalla Savoia “è<br />

difficile provvedere e provvedere a tutto”e nella speranza di concludere pos<strong>it</strong>ivamente il tutto si<br />

firma di Vostra Eminenza Reverendissima Umilissima obbed. Serva<br />

Vercelli 12 marzo 1832 Suor Cecilia Guinard Sorella della car<strong>it</strong>à” 2<br />

Il 2 aprile 1832 all’Ospedale Maggiore di Novara si stanno facendo i preparativi per lo<br />

“stabilimento delle suore bigie”. Al Ministro degli Interni Conte Scarena, il Conte Giuseppe<br />

Tornielli scrive: “spero che l’arrivo delle medesime avrà luogo tra pochi giorni come concertato<br />

con il Signor Cardinale Vescovo Morozzo e non dub<strong>it</strong>o dei buoni risultati” 3<br />

Le Suore che arrivano sono quattro compresa la Superiora. Il compenso sarà di £. 120<br />

annue caduna per il vestiario; riceveranno v<strong>it</strong>to ed alloggio ed eventuali spese di viaggio saranno a<br />

carico dell’Amministrazione come rec<strong>it</strong>a la Convenzione dettagliata del 14 febbraio 1832 che porta<br />

la firma di “Suor Cecilia Guinard e del Conte Tornelli” 4 . In data 5 novembre 1833 il Consiglio di<br />

amministrazione esprime a Sua Maestà l’auspicio di affidare alla Suore Bigie anche l’Ospizio delle<br />

figlie esposte ( orfane) e la cosa risulta oltremodo grad<strong>it</strong>a a Sua maestà che approva con lettera<br />

datata “30 novembre 1833” 5 .<br />

Nel 1922 il numero delle suore sale a 28. Nel 1947 il problema delle Convenzioni e della<br />

loro ent<strong>it</strong>à di corrispondenza si fa sentire.<br />

Successivamente il calo delle vocazioni diventa forte Suor Raimonda Ferretti Superiora<br />

Provinciale il 15 aprile 1952 rimpiange i tempi in cui “si poteva disporre di Suore con una certa<br />

larghezza … mi trovo in condizioni cr<strong>it</strong>iche”. 6 Ma ancora nuove aperture e nuovi posti di<br />

responsabil<strong>it</strong>à attendono le Suore della Car<strong>it</strong>à, infatti nel 1960 in data 30 agosto si chiede una<br />

Suora per dirigere la Scuola Conv<strong>it</strong>to professionale per Infermiere religiose e Laiche di prossima<br />

apertura. (1° novembre p. v) “Con decreto in data 21 giugno u.s. il Ministero della San<strong>it</strong>à ha<br />

1<br />

ARCHIVIO STORICO DIOCESANO di <strong>AL</strong>ESSANDRIA<br />

2<br />

ACPV – STORIA DELLA PROVINCIA di VERCELLI (NO) – F 4.4 – raccolta all’ARCHIVIO di STATO di NOVARA<br />

3<br />

ACPV – STORIA DELLA PROVINCIA di VERCELLI (NO) – F 4.4 – raccolta all’ARCHIVIO di STATO di NOVARA<br />

4<br />

ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - N 2 – cartella 1<br />

5<br />

ARCHIVIO di STATO di TORINO — Monache di diversi Paesi per A e B - VERCELLI mazzo 19— SUORE di<br />

CARITA’ —3° FASCICOLO.<br />

6<br />

ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - N 2 – cartella 1


81<br />

autorizzato questo ospedale ad ist<strong>it</strong>uire una Scuola Conv<strong>it</strong>to professionale per Infermiere religiose<br />

e Laiche.<br />

L’art. 7 del regolamento della Scuola stabilisce che la Suora Direttrice è nominata dal<br />

Consiglio Direttivo e scelta in accordo con l’Ordine religioso che presta la sua normale assistenza<br />

in Ospedale … La Suora Direttrice dovrebbe assumere le sue funzioni presso questo ospedale dal<br />

1° ottobre p.v., dovendo pronunciarsi sull’ammissione delle allieve e predisporre quanto di sua<br />

competenza per l’apertura del Conv<strong>it</strong>to” . 1 Inizialmente tocca a Suor Maria Caterina Bosotti dare<br />

l’avvio poi, il Presidente dell’Ospedale Maggiore della Car<strong>it</strong>à di Novara comunica, solo in data 1°<br />

febbraio 1961, la nomina di Suor Cesarina Manni alla Superiora Provinciale Suor Ermengarda<br />

Fontana e successivamente sarà il turno di Suor Teresina Pinciroli.<br />

Le problematiche pol<strong>it</strong>iche che si riversano sul settore socio assistenziale ospedaliero<br />

portano a mutare i rapporti di dipendenza, si passa dalle Convenzioni all’inserimento in ruolo con<br />

tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. Un diverso modo di essere presenti, per le Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à, nel segno dell’incarnazione nel tessuto sociale, conduce a scelte di ordine lavorativo e di<br />

ab<strong>it</strong>azione diverso.<br />

La Superiora Provinciale Suor Adelaide Formenti a norma dell’Art. 128 del D. P. R.<br />

27/03/1969 n. 30 con comunicazione del 28 marzo 1974 propone la partecipazione di sei suore al<br />

Concorso riservato al personale religioso. Per le altre permane il rapporto di Convenzione.<br />

Nel 1986 si lamenta il r<strong>it</strong>iro delle Suore dall’Ospedale Maggiore (Lettera del 14.11.1986 –<br />

Regione Piemonte – Un<strong>it</strong>à San<strong>it</strong>aria Locale 51 – firmato Giancarlo Barberi) 2<br />

Con lettera del 4 gennaio 1990 la Superiora Provinciale Suor Maria Chiara Rogatti comunica al<br />

Presidente dell’Ospedale Maggiore di Novara: “motivi strettamente legati alla v<strong>it</strong>a della Comun<strong>it</strong>à<br />

religiosa ci determinano a trasferire l’ab<strong>it</strong>azione delle Suore che attualmente si trova all’interno<br />

dell’Ospedale, in un’altra s<strong>it</strong>uata nella c<strong>it</strong>tà. ( Sarà in Vicolo Canonica)<br />

Pertanto gli ambienti dell’Ospedale occupati dalla comun<strong>it</strong>à religiosa, saranno liberi a partire<br />

dal 31 gennaio 1990.” 3<br />

La comun<strong>it</strong>à canonicamente è decretata Chiusa il 31 marzo 1996. Le Suore<br />

continueranno la loro opera di presenza in c<strong>it</strong>tà, successivamente in Via Magnani Ricotti a livello di<br />

Volontariato e di assistenza infermieristica sul terr<strong>it</strong>orio. Il cuore non si chiude mai alle esigenze<br />

dei fratelli se ha un’apertura all’infin<strong>it</strong>o. La car<strong>it</strong>à è davvero creativa e chi si lascia prendere è<br />

trasportato ad operare grandi cose perché sostenuto da Colui che ne è la forza: Cristo Signore.<br />

28 luglio 1832: <strong>AL</strong>ESSANDRIA L’ORFANOTROFIO “S. GIUSEPPE”<br />

“Monsignor Alessandro D’Angennes Vescovo di Alessandria, il 28 luglio 1832 – come risulta dal<br />

verbali Amministrativi dell’orfanotrofio – la Congregazione della Car<strong>it</strong>à dell’Ist<strong>it</strong>uto formata da<br />

Monsignor Giovanni Desteffanio, Presidente e dai Consiglieri:<br />

Cav. D. Giuseppe Maria Ferdinando Lanzavecchia,<br />

Coll. Burri (comandante il Forte della c<strong>it</strong>tà),<br />

Cav. Bianchino (Intendente Generale della C<strong>it</strong>tà),<br />

Cav. D. Giuseppe Agosti ( Prefetto del tribunale di Prefettura),<br />

Signor D. Ambrogio Bolla (Protonotario Apostolico),<br />

Marchese D. Luigi Faà di Bruno (Sindaco di prima classe della c<strong>it</strong>tà di Alessandria),<br />

Cav. Filippo Pirattoni (Sindaco di seconda classe), Barone Senatore Galimberti<br />

(Avvocato dei poveri presso il tribunale di Alessandria), Cav. D. Luigi Sappa De’<br />

1 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - N 2 – cartella 1<br />

2 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - N 2 – cartella 1<br />

3 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE - N 2 – cartella 1


82<br />

Milanesi,” 1 decideva di assumere le Suore di Car<strong>it</strong>à per la Direzione dell’Ospizio “S.<br />

Giuseppe”. “Si trattava di un grande caseggiato affiancato da una Chiesa sulla cui<br />

FOTO DELL’EPOCA – SUORE DELLA CARITA’ E BAMBINE<br />

facciata spiccava la bella figura di S. Giuseppe. Due porte scure portavano la scr<strong>it</strong>ta: Orfanotrofio<br />

femminile – Orfanotrofio Maschile. Al suono di una campanella appariva la Signora Margher<strong>it</strong>a<br />

con un bel sorriso. L’entrata era piuttosto tetra: il corridoio era tappezzato di lapidi marmoree, a<br />

ricordo di Benefattori insigni; un giardinetto immetteva in un ampio cortile” 2 .<br />

L’Orfanotrofio era gest<strong>it</strong>o dalla Provincia: aveva un Presidente, un Economo e degli<br />

Amministratori. Le Suore della Car<strong>it</strong>à che diedero inizio a quest’opera insigne furono di nuovo tre.<br />

Solo nel 1855 fu richiesta una suora in più per l’insegnamento nella Scuola interna.<br />

Lo zelo delle suore è attestato dal Verbale del 1863 nei seguenti termini:<br />

“Il Regio Ospizio è destinato a ricoverare povere figlie, particolarmente orfane di gen<strong>it</strong>ori che<br />

sono attualmente n°75. Alla loro educazione fisica, morale, intellettuale e industriale<br />

sovaintendono, da più anni, quattro Suore di Car<strong>it</strong>à che, come è già stato notato, compiono il loro<br />

ufficio con lodevole zelo ed ammirevole spir<strong>it</strong>o di sacrificio”. 3<br />

La prima Superiora, Suor Maria Perotti, rimase all’Ospizio dalla data della prima assunzione,<br />

cioè dal 1832 al 1843. A lei successe nel 1844 Suor Eugenia Gariboldi che continuò la sua<br />

missione per ben cinquant’anni.<br />

Dice testualmente il Verbale redatto dalla Giunta dell’Ospizio nell’anno 1893:<br />

“R<strong>it</strong>enuta l’avanzatissima età dell’attuale Madre Superiora, la quale, anche per la sua malferma<br />

salute, non potrebbe attendere con quell’energia di cui ha sempre dato prova, all’andamento di<br />

questo Ospizio, e allo scopo di procurarle un sollievo nel disbrigo delle sue mansioni, si<br />

renderebbe necessario l’aiuto e la cooperazioni di una nuova suora” 4<br />

A Sr. Eugenia Gariboldi successe Sr. Irenea Ferro: donna forte e di animo generoso, trovò<br />

nella sua grande fede la forza per superare, con serena calma, dolorosissime prove.<br />

Nel 1872 il Consiglio di Amministrazione, composto dal Presidente Avv. Margiocchi e dai<br />

1<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di <strong>AL</strong>ESSANDRIA – CENNI DI CRONISTORIA <strong>AL</strong>ESSANDRINA – BERTA – TIP.<br />

G. JACQUEMOD - 1903<br />

2<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di <strong>AL</strong>ESSANDRIA – STORIA DELL’ORFANATROFIO S. GIUSEPPE<br />

3<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di <strong>AL</strong>ESSANDRIA – STORIA DELL’ORFANATROFIO S. GIUSEPPE<br />

4<br />

REGIO OSPIZIO S. GIUSEPPE – REGOLAMENTO INTERNO – TIP. PAOLO RAGAZZONE 1884


83<br />

Consiglieri Signori: Sirombro Cav. geom. Pietro, Barbieri avv. Ottaviano e dal Cav. Darnerio<br />

Conte Di Groppello tributava pubblico encomio alle Suore dell’Ospizio nei seguenti termini:<br />

“ L’Ispettorato scolastico ha dato incarico all’Amministra;ione dell’Ospizio di esprimere il suo<br />

pieno gradimento e di tributare i dovuti encomi e ringraziamenti ed una parola di lode alle due<br />

Maestre e specialmente a Sr Balbina, direttrice principale delle scuole”. 1 “.<br />

Più tardi le stesse parole furono indirizzate all’insegnante Suor Robertina Quaglino divenuta poi<br />

Assistente Generale della Congregazione.<br />

Ma, purtroppo, i nemici del bene, avrebbero voluto affidare gli Orfani d’ambo i sessi a<br />

personale laico e non trascurarono di muovere false accuse contro le Suore.<br />

Nel 1901 l’allora Presidente Avv. Brezzi propose di licenziare le Suore di Car<strong>it</strong>à e di<br />

inviare le alunne alle scuole pubbliche comunali, ma il Prefetto si oppose e dichiarò di non<br />

approvare il licenziamento fino a che non si fosse assicurato un ulteriore regolare servizio interno.<br />

Il Presidente riconfermò le Suore di Car<strong>it</strong>à con una nuova Convenzione, in data 9 gennaio<br />

1902 e la Superiora Sr. Irenea Ferro fu sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da Sr. M. Margher<strong>it</strong>a Brusco che, nella sua<br />

instancabile opera educativa, si propose di formare le giovani alla v<strong>it</strong>a, educandole allo spir<strong>it</strong>o di<br />

sacrificio e di soda pietà.<br />

Le giovani, che accompagnava con il suo affetto anche quando erano usc<strong>it</strong>e<br />

dall’Orfanotrofio, serbavano per lei la più viva riconoscenza e sentivano il bisogno di cercare<br />

l’aiuto della sua parola e del suo consiglio. L’ottima Sr. M. Margher<strong>it</strong>a avrebbe voluto chiudere la<br />

sua carriera mortale fra le sue Orfanelle ma, ammalatasi di tubercolosi, fu costretta ad allontanarsi<br />

da esse.<br />

Nei verbali di una vis<strong>it</strong>a ispettiva del 1906 si trova espresso un giudizio molto pos<strong>it</strong>ivo<br />

sull’andamento dell’Ist<strong>it</strong>uto e sull’operato delle Suore. Le Orfane sono n. 105.<br />

Nel 1907 si verifica un piccolo terremoto. In segu<strong>it</strong>o al decesso improvviso di una delle<br />

ragazze osp<strong>it</strong>i, parte una denuncia di ignoti a cui fa segu<strong>it</strong>o un’inchiesta di cui sono conservate tutte<br />

le testimonianze oculari che scagionano le Suore nel modo più assoluto.<br />

Qualcuno ha fatto strane denunce in cui si parla di maltrattamenti e di castighi pesanti che<br />

sarebbero stati infl<strong>it</strong>ti dalle Suore e dal personale di assistenza. Il medico aggiunge una diagnosi in<br />

realtà poco chiara, che parla di due sorelle morte di tubercolosi e suppone qualcosa del genere, ma<br />

esclude in modo perentorio che si possa trattare di maltrattamenti. In questo periodo la Superiora è,<br />

come abbiamo visto, Sr. M. Margher<strong>it</strong>a Brusco; la vice si chiama Sr. Celerina Quaglia; altri nomi<br />

ricorrenti sono quelli di Sr. Costanza Abrasio e di Sr. Miradio Giraudi.<br />

Dalle varie deposizioni esaminate si deduce che il castigo più grosso sarebbe stato quello<br />

infl<strong>it</strong>to ad una delle ragazze, sui vent’anni, che, usc<strong>it</strong>a in permesso il giorno di Natale, rientrò alla<br />

sera in stato di ubriachezza. Non fu ammessa con le altre, ma fermata in una “saletta” in cui rimase<br />

per due giorni ricevendo solo pane, acqua e minestra. Tale castigo era previsto dal Regolamento<br />

dell’ Ist<strong>it</strong>uto.<br />

Nel luglio del 1908 fu nuovamente proposto al Commissario prefettizio il licenziamento<br />

delle Suore ma, dopo una proroga fino a dicembre, esse furono riconfermate dall’allora Presidente<br />

Jemini in data 23 dicembre dello stesso anno. E’dell’anno 1929 una lettera della Superiora<br />

Provinciale Sr. Margher<strong>it</strong>a Basso indirizzata al signor Prefetto, che denuncia la nomina di un<br />

“Direttore” interno all’Ist<strong>it</strong>uto, mentre tale carica spetta di dir<strong>it</strong>to alla Superiora delle Suore, come<br />

da “Regolamento”.<br />

Da una delibera del Consiglio di Amministrazione, in data 29 febbraio 1932, si rileva che,<br />

come da richiesta, è stata fatta una nuova Convenzione tra le Suore di Car<strong>it</strong>à e l’Ist<strong>it</strong>uto che<br />

1 REGIO OSPIZIO S. GIUSEPPE – REGOLAMENTO INTERNO – TIP. PAOLO RAGAZZONE 1884


porta il “compenso” delle Suore Maestre (mun<strong>it</strong>e di regolare diploma) a lire 500 annue.<br />

Segue un’interessante tabella degli stipendi che qui riportiamo:<br />

Direttore = £. 8.000<br />

Economo = “ 3.200<br />

Applicato = “ 1.200<br />

84<br />

Nel 1942 le Suore presenti sono 14 e tra di esse vi è Sr. Maria Candida Torchio che diventerà<br />

Superiora Generale della Congregazione nell’anno 1965!<br />

Nel frattempo alla sezione femminile è stata aggiunta anche quella maschile.<br />

Gli Orfani di sesso maschile rimangono fino a 20 anni; le ragazze fino a 21 anni e anche oltre, in<br />

caso di necess<strong>it</strong>à. Gli uni e le altre, terminata l’istruzione di base (scuola elementare), imparano un<br />

mestiere che permetta loro di guadagnarsi onorevolmente la v<strong>it</strong>a.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à continuano la loro opera di educatrici sagge e materne fino al 1966:<br />

sono questi gli anni in cui gli Orfanotrofi cedono il passo ad altre forme di assistenza.<br />

Ma gli anni trascorsi nel Collegio sono vivi nei cuori di brave mamme e papà usc<strong>it</strong>i da<br />

quella benedetta casa dove il Signore aveva susc<strong>it</strong>ato anche molte buone vocazioni religiose.<br />

Nel 1834 si aprono due case: ad Alessandria l’Ospedale Mil<strong>it</strong>are e a Savigliano<br />

(CN) l’Ospedale.<br />

15 marzo 1834 : <strong>AL</strong>ESSANDRIA - L’ OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE<br />

Il servizio delle Suore della Car<strong>it</strong>à tra i mil<strong>it</strong>ari inizia il 15 marzo 1834. Una Convenzione<br />

datata 4 giugno 1833 stabilisce di affidare alle Suore di Car<strong>it</strong>à il servizio nell’ospedale mil<strong>it</strong>are di<br />

Torino, a nome di Sua Maestà, a decorrere dal 1° luglio c. a. e precisa:<br />

“ … ART. 2 Saranno ad esse affidati, per ora, gli incarichi seguenti; cioè:<br />

1° L’amministrazione, la custodia e la distribuzione delle lingerie<br />

2° la contabil<strong>it</strong>à e la vigilanza dei magazzini d’effetti, derrate ecc.<br />

3° la direzione pel servizio di pulizia e spurghi<br />

4°la direzione del servizio nelle cure dei malati, e la vigilanza e direzione di quello degli infermieri<br />

addetti alle stesse<br />

5° la direzione della Cucina<br />

ART. 3° Tutti questi incarichi come dal Regolamento dello Stabilimento saranno retribu<strong>it</strong>i mese<br />

per mese o a trimestre come deciderà la Suora Superiora.<br />

L’ufficiale contabile sarà puntuale nei suoi conti di tali pagamenti mediante stato formato<br />

mensilmente o trimestralmente che a detti si effettueranno; dovranno esistervi le quietanze delle<br />

Suore riceventi.<br />

Torino il dì 4 giugno 1833<br />

D’ordine di Sua Maestà il Luogotenente Generale Primo Segretario di Guerra e Marina<br />

Sottoscr<strong>it</strong>to Di Villamarina” 1<br />

In effetti, pur rifacendosi a tale Convenzione nella suddivisione di mansioni ed incarichi, tuttavia<br />

sarà il Regio Governo della Divisione di Alessandria, che ha il mandato da Sua Maestà, a porre in<br />

atto le trattative:<br />

“ Regio Governo della Divisione di Alessandria N. 18<br />

Alla Molto Rev. da Signora Madre e Superiora delle Suore di Car<strong>it</strong>à di Alessandria<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA A. 7 – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE – fotocopie -


85<br />

Alessandria li 6 febbraio 1834<br />

Sua Maestà secondando la proposta statole rassegnata, dietro alle deliberazioni della Giunta<br />

Mil<strong>it</strong>are di san<strong>it</strong>à di questa Divisione, di cost<strong>it</strong>uire in uffizio presso questo Ospedale Mil<strong>it</strong>are le<br />

Suore di Car<strong>it</strong>à già stabil<strong>it</strong>e in questa C<strong>it</strong>tà, si è degnata in udienza del 4 andante febbraio di<br />

determinare:<br />

1° Che sieno stabil<strong>it</strong>e nello Spedale suddetto quattro Suore di Car<strong>it</strong>à di quelle esistenti in<br />

questa C<strong>it</strong>tà a S. Maria del Castello e poste sotto la direzione di V. S. M.to rev.da<br />

2° Che a ciascuna di dette quattro Suore sia assegnato uno stipendio annuale di<br />

cinquecento lire il quale venga mensilmente pagato dall’Amministrazione dello Spedale, ovvero<br />

trimestralmente secondo che meglio loro aggradisca.<br />

3° Che mediante un tale stipendio, le Suore suddette non abbiano ragione a ricevere<br />

nessuna somministrazione di viveri in natura, od altro, tranne quella dei letti completi i quali ben<br />

anzi verranno provveduti come altresì una camera nello Spedale per le due Suore che<br />

esclusivamente dovranno di notte tempo star di guardia nello Spedale, beninteso che durante il<br />

giorno dovranno tutte quattro prestarvi servizio ed attendere alle incombenze loro affidate.<br />

4° Che debbano le suddette Suore conformarsi alle prescrizioni delle Regie Determinazioni<br />

del 2-9-1833 per lo Spedale Mil<strong>it</strong>are in Savoia, nell’adempimento dei loro doveri e delle loro<br />

incombenze, delle quali gliene trasmetto copia *(vedi art. 2 e 3 del 4.06.1833) come altresì a quelle<br />

altre disposizioni Superiori che col segu<strong>it</strong>o venissero fatte.<br />

5° Che allorquando nello Spedale Mil<strong>it</strong>are vi sia opportun<strong>it</strong>à di alloggiare tutte quattro le<br />

anzidette Suore, ed a provvederle di quanto è prescr<strong>it</strong>to dall’ord. 16 delle R. Determinazioni pure<br />

anzi c<strong>it</strong>ate del 2 novembre 1833, si debba ridurre a lire 120 per ciascuna all’anno …<br />

6° Finalmente che le Religiose entrino in esercizio delle funzioni nel dì 15 del prossimo mese di<br />

marzo.<br />

Nel comunicare a V. S. Molto Rev.da queste Sovrane risoluzioni, statemi rese note<br />

con Dispaccio Ministeriale del 5 corr. N. 416, pregandola di raccomandare alle suore che saranno<br />

designate a tali uffizi di uniformarvisi strettamente, le porgo l’assicuranza della distinta mia<br />

considerazione.<br />

Il Governatore Galateri” 1<br />

Sr. Brigida Cayen in una lettera del 9 febbraio 1834 dice al Vescovo di Tortona che sono<br />

state chieste le Suore anche per l’Ospedale Mil<strong>it</strong>are di Alessandria e che Sr. V<strong>it</strong>toria ha promesso a<br />

Sr. Cecilia che ne manderà dalla Savoia. Conosciamo i nomi di due di queste prime Suore: una certa<br />

Suor Susanna che, a quanto dice il Regolamento della Casa, ne fu l’animatrice generosa per ben 46<br />

anni, dal 1834 al 1880 e Suor Giacinta Vachez, Sorella Servente dal 1880 al 1914 e instancabile<br />

infermiera dal 1858.<br />

LE SUORE NEGLI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I DA CAMPO DURANTE LA<br />

1^ E LA 2^ GUERRA DI INDIPENDENZA<br />

Suor Giacinta Vachez diede soprattutto prova della sua abnegazione e della sua car<strong>it</strong>à<br />

assistendo i soldati fer<strong>it</strong>i, sul campo di battaglia, nella seconda e terza guerra d’Indipendenza.<br />

Dimentica di sé, affrontò sacrifici e pericoli, non solo lavorando indefessamente negli ospedali da<br />

campo, ma accorrendo anche là dove ferveva la mischia, per curare un fer<strong>it</strong>o o dire una parola di<br />

Fede e di conforto a un moribondo. Presso il letto dei soldati fer<strong>it</strong>i la sua car<strong>it</strong>à era tale che, durante<br />

una vis<strong>it</strong>a di V<strong>it</strong>torio Emanuele Il e di Napoleone III, quest’ultimo, pieno di ammirazione, le si<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA A. 7 – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE – fotocopie


86<br />

avvicinò e le disse: “Coraggio, buona Sorella, la vostra car<strong>it</strong>à paziente avrà un premio” 1 .<br />

Cinquant’anni dopo, nel 1909, qualcuno si ricordò dei mer<strong>it</strong>i di questa piccola-grande Suora. Le<br />

Autor<strong>it</strong>à civili e mil<strong>it</strong>ari la decorarono di medaglia d’oro, con questa motivazione. “A Sr. Giacinta<br />

Vachez, Madre Superiora dell’Ospedale Mil<strong>it</strong>are di Alessandria, per le sue cure prestate ai fer<strong>it</strong>i<br />

nella battaglia dei 1859 sui campi di Palestro, Magenta, Solferino e San Martino”.<br />

In questa meravigliosa opera di assistenza ai soldati, sui campi di battaglia durante la<br />

seconda guerra d’Indipendenza, le era stata compagna Suor Gaudenzia Toné (Martina, nata a<br />

Valduggia (VC il 21 febbraio 1840 entrata al “Monastero S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli il 5 febbraio<br />

1857 mancata a Voghera - Ospedale il 28 giugno 1907) 2 , distaccata dall’Ospedale civile di<br />

Voghera ed insign<strong>it</strong>a, a sua volta, di alte onorificenze da parte del Governo Francese e di quello<br />

Sabaudo. In una lettera alla Madre Chambrot, Sr. V<strong>it</strong>toria Bartholemot le ricorda che una Suora, ad<br />

Alessandria, era morta per le conseguenze riportate da questi eccessi di dedizione, negli ospedali da<br />

campo.<br />

Nel 1914 Sr. Giacinta Vachez (Maria nata a Ravoire (Savoia) il 2 giugno 1830 entrata al<br />

Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a di Vercelli” il 17 agosto 1857) 3 lascerà questa povera terra il 4 aprile<br />

1914 al Mil<strong>it</strong>are di Alessandria e andrà a ricevere il premio da lei più amb<strong>it</strong>o; le succederà un’altra<br />

grande figura di donna e di Religiosa: Sr. Agata Sozzi, destinata, a sua volta a scrivere una lunga<br />

pagina di storia imprezios<strong>it</strong>a da autentici atti di eroismo. Sta per iniziare la “grande guerra”.<br />

Quando, nel 1915, l’Italia entrò in guerra, l’Ospedale mil<strong>it</strong>are di Alessandria fu cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o sede<br />

centrale di tutta l’organizzazione terapica, farmaceutica e di vettovagliamento di 30 Ospedali,<br />

capaci della forza giornaliera di circa 10.000 degenti.<br />

La distribuzione quotidiana veniva esegu<strong>it</strong>a dalle Suore e tutto era scrupolosamente<br />

registrato e contabilizzato. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1916 scoppiò la grande polveriera<br />

nei pressi di Valenza (<strong>AL</strong>) e le Suore furono le prime ad accorrere in soccorso ai più di 300 fer<strong>it</strong>i<br />

gravi. Nel 1917 la forte fibra di Sr. Agata ebbe qualche contraccolpo e fu costretta a letto per tre<br />

mesi. Tornò però tosto al suo lavoro con rinnovato ardore: sorella e madre. Sempre. E per tutti.<br />

Il lungo servizio di Sr. Agata sembrò non finire mai: 41 anni di esercizio di una car<strong>it</strong>à che la<br />

rendeva presente ovunque. Ebbe modo di vivere molto da vicino (trattandosi di un ospedale<br />

mil<strong>it</strong>are!) le due guerre mondiali, vedendone tutti gli orrori. Poi, dopo la Liberazione, nel 1945,<br />

l’Ospedale si dispose ad accogliere i soldati fer<strong>it</strong>i, reduci dal fronte greco. La car<strong>it</strong>à delle Suore<br />

ebbe modo di allargare ancora i suoi orizzonti: tra alterne vicende il Nosocomio di Alessandria<br />

continuò a dare il meglio di sé fino al 1987, quando il Ministero ne ordinò la chiusura.<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à avevano operato tra le sue mura, medicando fer<strong>it</strong>e di ordine fisico e<br />

psichico, per ben 153 lunghi anni! 4<br />

6 agosto 1834 - SAVIGLIANO (CN) - L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE<br />

La prima Convenzione tra le Suore di Car<strong>it</strong>à e l’Ospedale Maggiore di Savigliano viene stipulata<br />

il 6 agosto 1834 a firma della Superiora Provinciale Sr. Cecilia Guinard. Le Suore che prendono<br />

servizio sono cinque e sono state introdotte per espressa disposizione dell’Autor<strong>it</strong>à Sovrana da cui<br />

1<br />

LA DONNA NELLA BENEFICENZA IT<strong>AL</strong>IANA – VOLUME I PAG. 215, TORINO 1909<br />

2<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – n.327 - ARMADIO PROVINCIA<br />

di TORINO - sorelle defunte 1903/2002 –<br />

3<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – n. 341 - ARMADIO PROVINCIA<br />

di TORINO - sorelle defunte 1903/2002 –<br />

4 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – CARTELLA A7 – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE – dattiloscr<strong>it</strong>to Suor Maria Grazia<br />

Traverso -


87<br />

l’Ospedale non può prescindere.<br />

Nell’agosto del 1835, in c<strong>it</strong>tà, scoppia un’epidemia di colera e viene predisposto un<br />

“Lazzaretto”; una Suora, Sr. Anthelma Bussières, viene staccata dall’Ospedale per occuparsi degli<br />

ammalati di colera.<br />

Superiora dell’Ospedale è Sr. Emilia Salomon che rimarrà in carica fino al 1° luglio 1861,<br />

quando verrà richiesta la sua presenza in un altro Nosocomio.<br />

Una lettera della Superiora Provinciale - 10 giugno 1844 - dice che le forze di Sr. Antelma e di Sr.<br />

Tecla sono allo stremo perché il lavoro è molto aumentato e che si r<strong>it</strong>iene necessario inviare in aiuto<br />

un’altra Suora, anche rinunciando al modesto stipendio di £. 120 annue.<br />

Le suore sono portate al numero di sette ( due di esse fanno la notte).<br />

E’ del 20 maggio <strong>1864</strong> una lettera della Superiora Generale Sr. Carolina Chambrot che si<br />

rivolge al Presidente il quale pretende l’immediato trasferimento di una Suora perché<br />

temporaneamente inferma, in questi termini:<br />

“Vercelli 20 maggio <strong>1864</strong><br />

Ill. mo Signor Presidente<br />

Con grandissimo mio dispiacere sentii dalla preg. ma sua del<br />

7 corr. Mese che la Suora Virginia Bocca per essere da qualche tempo malferma in salute, non può<br />

più attendere al proprio dovere. Mi permetta la S. V. Ill. ma che le faccia osservare come l’Ist<strong>it</strong>uto<br />

nostro, nonché ogni classe di lavoro nella società, assumendo gli impegni con le Amministrazioni,<br />

non possono garantire della salute delle persone.<br />

D’altronde, se codesto Stabilimento ha una Suora soprannumeraria - come dice - il servizio<br />

non può soffrirne...<br />

Ma, quanto prima io mi recherò costì, in vis<strong>it</strong>a alle mie Suore e allora potrò concertare<br />

meglio su di ciò colla S. V. Ill. ma.<br />

Intanto, ringraziandola vivamente delle molte bontà che si degna avere per le mie Figlie, le<br />

raccomando alla continuazione della sua preziosa protezione e ho l’onore di riaffermarmi, coi<br />

sentimenti della più distinta considerazione<br />

Umil. ma Dev. ma Serva<br />

Suor Carolina Chambrot S. G.” 1<br />

Un biglietto anonimo- trovato in Archivio 2 datato 7 maggio <strong>1864</strong> dice:<br />

“Scrivere alla Superiora Generale delle Suore di Car<strong>it</strong>à nel Monastero di S. Margher<strong>it</strong>a di Vercelli<br />

chiedendo il cambio della Suora Virginia Bocca, adducendo per motivo, che per la cagionevole sua<br />

salute non può più servire, insistendo per un cambio sollec<strong>it</strong>o.<br />

Cagione reale: del cambio si è che quella Suora é oltremodo ringhiosa, non contenta i malati<br />

trattandoli con rustichezza ed è pure giudicata tale dai Curanti, i quali fecero lagnanze.” 3<br />

Madre Chambrot aveva ben cap<strong>it</strong>o che si trattava di altro e non di salute e voleva vederci<br />

chiaro!!!<br />

19 dicembre 1870: la Superiora Provinciale, Sr. Leopoldina Montemerlo si dichiara insoddisfatta<br />

per le disposizioni date dall’Amministrazione che dice contrarie ai “nostri Regolamenti” e lamenta<br />

1<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di SAVIGLIANO (CN)<br />

2<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di SAVIGLIANO (CN) - parole scr<strong>it</strong>te da un Medico o dal Direttore del<br />

Nosocomio stesso?<br />

3<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di SAVIGLIANO (CN) N.B. Un biglietto allegato alla lettera r<strong>it</strong>rovata in<br />

Archivio - certamente scr<strong>it</strong>to dal Presidente dice quale era il vero motivo per cui L’Amministrazione<br />

chiedeva il cambiamento della Suora, motivo che in qualche modo era stato intu<strong>it</strong>o dalla vigile Madre<br />

Carolina Chambrot


88<br />

il fatto di essersi recata a Savigliano e di non aver potuto conferire con il Presidente.<br />

Il Consiglio di Amministrazione licenzia tre infermiere laiche.<br />

La Superiora Generale osserva che il lavoro delle Suore è eccessivo e propone di “portare a 10 il<br />

numero delle Religiose, in caso contrario le Suore lasceranno l’Ospedale 1 ’: febbraio1877.<br />

La proposta non viene accettata e le Suore lasciano l’Ospedale di Savigliano il 31 ottobre<br />

1877. Saranno sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e dalle Figlie della Car<strong>it</strong>à.<br />

Nel 1835 si aprono quattro comun<strong>it</strong>à: Pallanza (Verbania) Carceri e Asilo 1839,<br />

Costigliole Saluzzo (CN) Scuola, Ospedale, Ricovero, Asti Ospedale Mil<strong>it</strong>are e<br />

Scuole “S. Carlo”, Lanzo Torinese Ospedale dell’Ordine Mauriziano e Scuole<br />

QUATTRO NUOVE FONDAZIONI:<br />

15 febbraio 1835 P<strong>AL</strong>LANZA (VERBANIA) - CARCERI E ASILO INFANTILE<br />

Il 15 febbraio 1835 vengono inviate tre Suore per il servizio interno delle Carceri e una quarta<br />

suora inizierà il servizio educativo presso l’ASILO INFANTILE. 2<br />

Nel 1834 si era aperta la questione delle carceri e si era cap<strong>it</strong>o che le religiose avrebbero<br />

potuto essere utili ed assolvere al meglio tale servizio.<br />

Una lettera datata 14 novembre e indirizzata al Conte Segretario di Stato di S. M. per gli<br />

Affari Esteri di Torino dice di voler, al più presto, realizzare tale opera con “le tre Religiose di<br />

quelle che hanno il Noviziato a Vercelli coll’assegno di lire duemila” 3 di cui 1.800 per le suore e £.<br />

200 per una donna che si occupi dei lavori più pesanti e questo a partire dal 1° gennaio.<br />

Il 19 dicembre si r<strong>it</strong>orna sullo stesso argomento “Sono riconsentissimo a S. M. che si è<br />

degnato di parteciparmi quanto concerne lo stabilimento delle detenute nelle carceri di Pallanza;<br />

debbo però accennarle che non sono le Suore di S. Giuseppe, ma quelle della Car<strong>it</strong>à che hanno il<br />

Noviziato a Vercelli e che sono all’ospedale dei Pazzi di Torino, le quali vi saranno deputate.” 4<br />

Si specifica pure la motivazione della scelta, quelle di S. Giuseppe sono più adatte<br />

all’educazione che alla cura dei malati e dei delinquenti.<br />

Per il fatto che le Suore parlino il francese si aggiunge che il Confessore verrà scelto<br />

tenendo conto di questo particolare, anche se deve venire da Domodossola (NO)<br />

Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen scrivendo a Monsignor Negri nella lettera del 30 novembre 1834 dice;<br />

“V. E. saprà che verso la fine dell’anno si apriranno questi nuovi Stabilimenti: quello di Pallanza,<br />

di Savigliano, di Asti: sono necessarie 11 Suore per iniziare, una di esse sta per arrivare dalla<br />

Savoia; temo che Suor Cecilia voglia toccarne qualcuna dell’Ospedale. Temo per Suor Sofia: mi ha<br />

detto una parola che poteva essere sugger<strong>it</strong>a da Suor Cecilia” 5 .<br />

La conferma non tarda a giungere.<br />

Nella lettera del 12 dicembre Suor Brig<strong>it</strong>te informa il suo Direttore Spir<strong>it</strong>uale della sua pronta<br />

obbedienza alla Superiora Provinciale: “il giorno stesso in cui ho ricevuto la vostra preziosa lettera<br />

è venuta Suor Cecilia a chiedermi una suora (è una Piemontese)” 6 e nuovamente con lettera del 14<br />

gennaio 1835 ci è dato di sapere che “è tornata Suor Cecilia e che alla fine del mese accompagna le<br />

Suore a Pallanza: a capo ci sarà Suor Eufrosina, sua supplente sarà Suor Costanza e senza dubbio<br />

1 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di SAVIGLIANO (CN)<br />

2 a cui si annettono le Suore per il servizio educativo all’ ASILO nel 1839<br />

3 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE P. 1 – P<strong>AL</strong>LANZA<br />

4 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE P. 1 – P<strong>AL</strong>LANZA<br />

5 ACPV - ARMADIO 4 – 4.4 - SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO – STORIA DELL’ISTITUTO - pag. 79 -<br />

6 ACPV - ARMADIO 4 – 4.4 - SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO – STORIA DELL’ISTITUTO - pag. 79


89<br />

la terza sarà una Novizia piemontese … Esiste già la sost<strong>it</strong>uta di Suor Eufrosina per il Mil<strong>it</strong>are di<br />

Alessandria”. 1<br />

Che in segu<strong>it</strong>o si aprano: un Asilo, un carcere e una Scuola, lo sappiamo dalla rubrica degli<br />

intro<strong>it</strong>i; la somma è corrisposta alla Superiora, che fino al 1837 risulta essere Suor Eufrosina<br />

Michou, troppo buona per le detenute, viene poi sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da un’altra suora.<br />

Il 10 febbraio 1836 in forma ufficiale ci si rivolge in lingua francese a:<br />

“Madame la Supérieure des Soeurs de la Char<strong>it</strong>é - VERCEIL” da parte della “Regia Segreteria<br />

di Stato per gli affari dell’Interno” Torino<br />

Madame,<br />

… Sua Maestà ha giudicata conveniente la richiesta di aumentare di uno il<br />

numero delle Suore della Car<strong>it</strong>à alle quali é affidata la direzione della Casa centrale di detenzione<br />

delle donne di Pallanza poiché risponde perfettamente alle attese del Re, voi potrete di<br />

conseguenza fare la scelta della religiosa che r<strong>it</strong>enete conveniente e chiederle di recarsi in detto<br />

stabilimento.<br />

Devo farvi presente a tale riguardo che essa è chiamata soprattutto per l’istruzione delle<br />

detenute. sarà incaricata di dare lezioni di lettura almeno due volte la settimana in <strong>it</strong>aliano e due<br />

volte in francese a quelle che vorranno assistervi volontariamente ed inoltre dovrà mettere tutta la<br />

cura ad imparare a montare e a smontare. Ad aggiustare gli strumenti (les métiers ?) per poter<br />

essere in grado col tempo di dirigere i laboratori che saranno sottoposti alla sua speciale<br />

ispezione.<br />

A questo fine gli impresari delle manifatture della suddetta casa. I fratelli Varini,<br />

manderanno una buona e onesta maestra per insegnare alla Suora che voi manderete tutto quello<br />

che si riferisce alla tess<strong>it</strong>ura da loro introdotta nello stabilimento di cui è questione.<br />

Il Governo corrisponderà alla Suora la somma annuale, come è stata stabil<strong>it</strong>a per le altre<br />

tre nell’art. 4 delle patenti reali del 20 dicembre 1834. …<br />

F.to per il Segretario di Stato - Lazzari” 2<br />

Il 24 febbraio 1834 il Direttore del Carcere pen<strong>it</strong>enziario di Pallanza chiede una Suora<br />

infermiera.<br />

Per l’Asilo in data 27 giugno 1839 “si osa sperare di avere una delle Suore della Car<strong>it</strong>à …<br />

dalla casa Madre di Vercelli … che dimorerebbe colle Suore direttrici del Carcere centrale delle<br />

donne” 3<br />

La domanda è rivolta al S. E. il Primo Segretario di Stato Interni – Torino<br />

“Eccellenza, è nato presso di alcune persone benemer<strong>it</strong>e della c<strong>it</strong>tà il desiderio di stabilire un Asilo<br />

Infantile, la cui direzione vorrebbesi poi dalle medesime affidare ad una delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

sotto il t<strong>it</strong>olo di S. Vincenzo de’ Paoli, … e che qui verrebbe a dimorare colle Suore Direttrici del<br />

Carcere Centrale delle donne.” 4<br />

Si vuole essere certi del consenso prima di attivarsi e maggiormente ci si attiene alla legal<strong>it</strong>à<br />

e regolar<strong>it</strong>à. La risposta è pos<strong>it</strong>iva e non si fa attendere: è senz’altro desiderio di Sua Maestà che la<br />

direzione dell’Asilo venga attribu<strong>it</strong>a ad una Suora della Car<strong>it</strong>à ed inoltre si chiarisce sub<strong>it</strong>o che la<br />

1<br />

ACPV - ARMADIO 4 – 4.4 - SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO – STORIA DELL’ISTITUTO - pag. 79<br />

2<br />

AST - SEZ 1 OPERE PIE mazzo 172 ult. Add. – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE . CART. P 1<br />

P<strong>AL</strong>LANZA (VERBANIA)<br />

3<br />

AST - SEZ 1 OPERE PIE mazzo 172 ult. Add. – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - P 1 P<strong>AL</strong>LANZA<br />

(VERBANIA) 27 giugno 1839<br />

4<br />

AST - SEZ 1 OPERE PIE mazzo 172 ult. Add. – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - P 1 P<strong>AL</strong>LANZA<br />

(VERBANIA) – N.B. si tratta di una comun<strong>it</strong>à polivalente e siamo nel 1839!


90<br />

retribuzione della Suora dell’Asilo non va a pesare e a togliere qualcosa alle carceri.<br />

“Ill. mo<br />

E’ sen:a dubbio lodevole il divisamento in cui sono entrate alcune car<strong>it</strong>atevoli persone di<br />

codesta C<strong>it</strong>tà di formare una Società per lo stabilimento di un Asilo Infantile pei ragazzi delle<br />

famiglie meno agiate.<br />

Mi è grato dunque il poter significare alla S. V. Ill. ma in risposta della river<strong>it</strong>a di lei lettera<br />

del 27 dell’ultimo scorso, che nulla si oppone per parte del Governo all’effettuazione di un tale<br />

progetto, il quale si trova per ogni verso consentaneo alla massima di una ben intesa ed inluminata<br />

car<strong>it</strong>à mentre forma un giusto t<strong>it</strong>olo d’encomio alle benemer<strong>it</strong>e persone che l’hanno ideato.<br />

La Società adunque per questa utile ist<strong>it</strong>uzione potrà formarsi senza ostacolo, tanto più che<br />

vedo essere di lei intenzione di riempire (di seguire) la condizione da Sua Maestà apposta<br />

all’approvazione di questi stabilimenti, quella cioè di affidare la direzione dell’Asilo alle Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à valendosi di quelle della Casa Madre stabil<strong>it</strong>a in Vercelli.<br />

A questo propos<strong>it</strong>o peraltro vorrei tornare su quello che ella mi ha detto: di voler affidare<br />

l’insegnamento e la custodia dei fanciulli dell’Asilo ad una Suora che convive, con quelle che sono<br />

preposte alla direzione del Carcere Centrale delle donne: temere che l’inserimento di una suora nel<br />

locale destinato a quelle del Carcere non sia per incontrare ostacolo per la ristrettezza dello stesso<br />

locale..<br />

Imperciocché quando ciò fosse ci giova riflettere che i fondi destinati al Carcere non<br />

dovrebbero per nulla essere erogati nel procurare il mezzo di alloggiare la Suora destinata<br />

all’Asilo e d’altra parte che bisogna ev<strong>it</strong>are alle dette Suore ogni pretesto di elevare lagnanze sulla<br />

ristrettezza dell’alloggio loro assegnato dal Governo.<br />

Un altro punto essenziale quantunque di minore considerazione rimane da far presente a<br />

V. S. .... circa le spese di mantenimento della Suora destinata all’Asilo, le quali spese dovrebbero<br />

essere regolate in modo che nella contabil<strong>it</strong>à dell’Amministrazione delle Carceri colle Suore non<br />

solo non potessero fare applicazione, ma nemmeno lasciare supporre che alle volte qualche<br />

fondo delle Carceri contribuisse in qualche modo, anche in minima parte al mantenimento della<br />

Suora dell’Asilo, le spese della quale devono essere per intero a carico dell’ist<strong>it</strong>uzione.” 1<br />

Le esigenze sono sempre superiori alla disponibil<strong>it</strong>à delle persone ma le persone sono donne<br />

coraggiose che hanno imparato a rispondere al sogno di Dio nell’obbedire a chi le invia.<br />

Nel 1850 si chiude l’asilo; le Suore vengono r<strong>it</strong>irate dalle carceri che diventano Pen<strong>it</strong>enziario.<br />

1835 - COSTIGLIOLE S<strong>AL</strong>UZZO (CN): UNA SCUOLA, UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E, UN RICOVERO<br />

Verso la metà del mese di settembre dell’anno 1835 partono da Vercelli, dirette a Costigliole, tre<br />

Suore: Sr. Françoise Musy, Sr. Martina e Sr. Rosalia: una di esse dovrà iniziare l’insegnamento<br />

nella scuola per “le figlie povere” e farà la prima elementare, (la 2^ classe avrà inizio solo nel 1850;<br />

la scuola per l’infanzia vedrà la luce nel 1860), le altre due Suore svolgeranno la loro opera<br />

infermieristica nell’annesso Ospedale.<br />

In segu<strong>it</strong>o all’apertura di nuove classi e dell’Asilo, fu aumentato il numero delle Suore<br />

“Nessun ostacolo si oppose alla Fondazione, poiché impellente se ne riconosceva il bisogno, sia<br />

dalle Autor<strong>it</strong>à civili che da quelle Religiose.” 2<br />

Le persone che cooperarono alla fondazione dell’Ist<strong>it</strong>uto, perché essi stessi lo vollero,<br />

furono il Rev.do Don Giovanni Battista Bima, Parroco del luogo e il Signor Sindaco G. Battista<br />

1<br />

AST - SEZ 1 OPERE PIE mazzo 172 ult. Add. – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - P 1 P<strong>AL</strong>LANZA<br />

(VERBANIA) 27 giugno 1839<br />

2<br />

ARCHIVIO PARROCCHI<strong>AL</strong>E “STORIA DELL’ASILO - DELLA SCUOLA E DEL RICOVERO – COSTIGLIOLE S<strong>AL</strong>UZZO<br />

(CN)


91<br />

Giriodi.<br />

La prima Superiora a cui fu affidata la direzione dello Stabilimento fu Suor Francesca<br />

Musy (1835 - 1880 ). Essa assunse la direzione interna dell’Ospedale, a dieci anni dalla sua<br />

fondazione, quando esso, provvisto di poche suppellettili e di poca biancheria, era affidato ad un<br />

uomo e ad una donna di età avanzata che ne erano i custodi, e non aveva ancora un funzionamento<br />

regolare.<br />

Nei primi anni erano pochi gli ammalati, poiché gli ab<strong>it</strong>anti del paese si mostravano restii a<br />

farsi curare fuori dalle loro case, ma Sr. Francesca Musy seppe ben presto imprimere ordine e<br />

disciplina nel piccolo ambiente ospedaliero e, eserc<strong>it</strong>ando una ammirevole assistenza, riuscì ad<br />

attirarsi la generale fiducia e confidenza, ponendo fine a quella r<strong>it</strong>rosia che sembrava voler<br />

persistere nei riguardi dell’Ospedale.<br />

Quando, nel 1836, scoppiò il colera e l’Ospedale fu trasformato in lazzaretto, Sr. Francesca ,<br />

coadiuvata da altre Suore, attese all’assistenza dei poveri colerosi, senza mai perdere la calma,<br />

ispirando in tutti fiducia e conforto.<br />

Grazie alla sua saggia direzione interna e alla sua attiv<strong>it</strong>à costante e intelligente, l’Ospedale<br />

poté ampliarsi e si svilupparono anche le Scuole Elementari pubbliche (femminili) e la Scuola<br />

infantile di entrambi i sessi. “Verso i Superiori dello Stabilimento Sr. Francesca ebbe umile<br />

sottomissione, dipendenza ed arrendevolezza senza pari” 1 .<br />

Colp<strong>it</strong>a nell’ottantesimo anno di età da paralisi alle gambe e al braccio sinistro, conservò<br />

però sempre la fermezza della sua intelligenza e continuò a dirigere l’Opera con sorprendente<br />

attiv<strong>it</strong>à. Dopo due anni di sofferenza, spirò placidamente la sera del 13 novembre 1880: aveva 82<br />

anni di età ed era a Costigliole (CN) da 45 anni.<br />

Le succedettero nella direzione dello Stabilimento, in ordine cronologico: Sr. Tecla<br />

Molinari (1880 - 1902) che si distinse per il suo spir<strong>it</strong>o di preghiera e la sua umiltà, Sr.<br />

Bonaventura Stalla (1902-1918 ) che, già da tempo impegnata nella Scuola, diede impulso, nel<br />

1898, al Ricreatorio festivo ottenendo ottimi risultati; le Autor<strong>it</strong>à didattiche, apprezzando le sue non<br />

comuni capac<strong>it</strong>à e la sua dedizione all’opera educativa la decorarono di medaglia di bronzo nel<br />

1900 e di medaglia d’oro nel 1919. Fu la persona buona, illuminata e saggia a cui fecero<br />

riferimento più generazioni di ex allieve.<br />

… SEGUONO <strong>AL</strong>TRE OPERE<br />

Nel 1929 era stato aperto anche un Ricovero per sole donne.<br />

I rapporti con le Autor<strong>it</strong>à sia religiose che civili risultano essere sempre stati ottimi, come pure le<br />

relazioni che le varie Opere ebbero con pubblici Personaggi; apprezzabilissima la protezione che<br />

tanto le Suore che lo Stabilimento ebbero a godere da parte di S. E. l’Ammiraglio Leone Reynaudi,<br />

senatore del Regno.<br />

Le molte lettere trovate nell’Archivio vescovile dicono quale sia stata la larga protezione di<br />

cui le suddette Suore godettero presso il buon Vescovo Mons. A. Gianotti che le seguiva<br />

personalmente nel loro cammino spir<strong>it</strong>uale e a cui si rivolgevano con tutta semplic<strong>it</strong>à per le<br />

necess<strong>it</strong>à temporali e per consigli.<br />

Degna di nota l’opera di car<strong>it</strong>à che le Suore tutte, sia infermiere che insegnanti svolsero nel<br />

1913 in occasione dell’epidemia di vaiolo; una di esse, la buona Sr. Annunziata Bolamperti rimase<br />

per 60 giorni rinchiusa in isolamento coi poveri vaiolosi, prodigando loro le cure più tenere e<br />

privandosi, per tutto questo tempo, di tutti i conforti religiosi, compresa la Comunione quotidiana.<br />

1 AST - SEZ 1 OPERE PIE mazzo 172 ult. Add. – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - P 1 P<strong>AL</strong>LANZA<br />

(VERBANIA) 27 giugno 1839


92<br />

Il 26 novembre 1952 venne inaugurato anche un Laboratorio femminile e fu nominata<br />

Direttrice Sr. M. Teresa Massano (nata ad Asti il 24-10-1923 ): le venne assegnato uno stipendio<br />

mensile di £. 2.500 più v<strong>it</strong>to e alloggio come per le Suore dell’Asilo, dell’Ospedale e delle Scuole<br />

parificate. La retta delle ragazze è di £. 600 mensili. Le ragazze, come dagli elenchi, sono 43.<br />

Una “Cap<strong>it</strong>olazione” tra gli Amministratori dell’Ospedale della Congregazione di<br />

Car<strong>it</strong>à di Costigliole e le Sorelle di Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de’ Paoli in data<br />

24 dicembre 1848 (tale “Convenzione” si rinnovava ogni sei anni) precisava quanto segue:<br />

“1)° Tre Suore del suddetto Ist<strong>it</strong>uto, restano incaricate dell’assistenza degli ammalati di<br />

questo Ospedale e della Scuola delle figlie povere, il di cui servizio ed insegnamento avrà per<br />

norma le regole del loro Ordine, in conform<strong>it</strong>à a quanto hanno fino adesso praticato.<br />

Sarà perciò a loro carico 1’economia interna dell’Ospedale, vale a dire la spesa giornaliera, la<br />

preparazione e distribuzione delle vivande ai poveri infermi, nonché la cura delle suppellettili e<br />

della lingeria.<br />

2)° Una delle tre Suore sarà particolarmente incaricata della Scuola delle figlie povere, la<br />

quale sarà diretta dal Signor Prevosto un<strong>it</strong>amente a questo Consiglio<br />

3)° La Superiora od un’altra Suora sotto la sua responsabil<strong>it</strong>à resta incaricata di fare e<br />

rinnovare ogni anno l’inventario di tutti gli utensili e mobili di casa, specialmente della lingeria e<br />

presentarlo agli Amministratori, se richiesto. Di più, terrà il conto di ogni minuta spesa dandone il<br />

dettaglio estratto dal libro originale a chi verrà autorizzato a verifìcarlo per la spedizione dei<br />

rispettivi mandati di pagamento.<br />

4)° La Superiora suddetta, un<strong>it</strong>amente alle altre Suore, restano pure incaricate del registro<br />

degli ammalati e della s<strong>it</strong>uazione giornaliera dei medesimi; invigileranno a che non si introduca<br />

verun abuso per parte degli infermi né di altri e non permetteranno che venga esportato, sotto<br />

qualsiasi pretesto lingeria, vestimenta e mobili senza l’autorizzazione del Rettore o di uno degli<br />

Amministratori di quest’Opera pia.<br />

5)° Riguardo al servizio personale degli Infermi le Suore saranno solo tenute a prestarsi in<br />

tutto ciò che non è contrario al loro stato; non saranno tenute di ab<strong>it</strong>ualmente vegliare gli Infermi,<br />

di dormire nell’infermeria, né coab<strong>it</strong>are con persone esterne e che non siano del loro Ist<strong>it</strong>uto.<br />

In quanto ai lavori faticosi e contrari allo stato delle Suore, la Congregazione di Car<strong>it</strong>à<br />

si obbliga a tenere all’Ospedale una persona la quale adempirà agli accennati servizi; detta<br />

persona non sarà salariata dall’Opera pia, ma bensì mantenuta.<br />

6)° Le Suore, avendo la cura morale degli infermi, faranno fare le preghiere della<br />

mattina e della sera, avanti e dopo le distribuzioni, e soprattutto useranno la più grande diligenza<br />

nel far loro amministrare i S.S. Sacramenti dopo aver procurato di disporli nel miglior modo<br />

possibile<br />

7)° Nel regime interno dell’Ospedale le Suore dipenderanno dal Rettore, nonché dal<br />

Presidente e dagli Amministratori mensili della Congregazione di Car<strong>it</strong>à.<br />

8)° La Congregazione di car<strong>it</strong>à si obbliga a pagare £. 120 a trimestri maturati per caduna<br />

delle tre Suore, di provvedere al loro mantenimento, sane od ammalate,come pure<br />

all’imbiancamento della lingeria, alla somministranza di alcuni grembiuli di tela bleu per loro uso<br />

attorno agli ammalati e nella circostanza di decesso, alle spese funerarie.<br />

9)° Sarà facoltativo alla Congregazione di car<strong>it</strong>à quando lo r<strong>it</strong>errà opportuno chiedere il<br />

rimpiazzamento di qualche Suora e la Superiora Provinciale sarà tenuta ad accondiscendere a tale<br />

ragionevole domanda, nel qual caso le spese di viaggio, tanto della Suora che parte, quanto di<br />

quella che giunge saranno a carico dell’opera pia.<br />

10)° E’ pure facoltativo alla Superiora Provinciale di vis<strong>it</strong>are le Suore e sarà dovere della<br />

congregazione di car<strong>it</strong>à di provvedere l’occorrente durante il suo soggiorno nello Stabilimento.<br />

11)° la presente Cap<strong>it</strong>olazione avrà la durata di anni tre: dal prossimo mese di Gennaio


93<br />

1849 all’ultimo dicembre 1851 e si intende progressiva per altri tre anni qualora non vi sia<br />

diffìdamento per iscr<strong>it</strong>to di alcuna delle parti contraenti, quattro mesi prima dell’epoca della<br />

scadenza. Le spese di viaggio saranno supportate dalla parte da cui fu dato il diffidamento.” 1<br />

Col passare degli anni il numero delle Suore andò sempre aumentando, agli inizi de 1900<br />

erano sei; nella seconda metà del ‘900 erano in numero di otto: le classi delle Suole Elementari<br />

Femminili - divenute para-statali - erano cinque.<br />

Il 16 agosto 1980, l’età avanzata delle suore e la mancanza di nuove vocazioni costrinsero<br />

i Superiori ad abbandonare un’opera che tanto bene aveva fatto alla c<strong>it</strong>tà intera e che aveva dato alla<br />

Congregazione molte valide vocazioni.<br />

1° gennaio 1835: ASTI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE e SCUOLE “S. CARLO”<br />

Tre Suore di Car<strong>it</strong>à entrarono nell’Ospedale degli Incurabili senz’altro il 1° gennaio 1835, come<br />

documenta il registro dell’Archivio della casa Provinciale che elenca anche, “per l’Ospedale degli<br />

Incurabili”, i cinque nomi delle prime Superiore che si sono succedute fino al 29 agosto 1865:<br />

“Suor Giustina, Suor Alessandrina, Suor Filomena, Suor Carolina e Suor Maria Pellice”. Suor<br />

Giustina resta in carica fino all’8 maggio <strong>1864</strong> ” 2 .<br />

Dell’Ospedale si precisa che: “Al loro ingresso esso contava più di ottanta persone di ambo<br />

i sessi e di diversa età. Le suore sotto la dipendenza del Direttore avevano per mansione, oltre la<br />

direzione interna dell’Ospedale per ciò che riguardava l’ordine e la nettezza dalla casa,<br />

l’istruzione religiosa l’insegnamento elementare e dei lavori in genere, compatibili con l’età e<br />

capac<strong>it</strong>à di ognuno.<br />

Più tardi, nel gennaio 1838, la Congregazione riconobbe la necess<strong>it</strong>à di elevare a quattro il<br />

numero delle suore essendo impossibile a tre sole il disimpegno delle molteplici e gravose<br />

incombenze<br />

Nel 1840 per desiderio di numerose famiglie della c<strong>it</strong>tà vennero annesse all’Ospizio le<br />

prime due classi elementari, vi era una suora insegnante che in segu<strong>it</strong>o fu coadiuvata da<br />

un’altra”. 3<br />

Nel 1865 compaiono in elenco 10 suore:<br />

1. la Superiora Suor Maria Pellice<br />

2. Suor Lucia Bufi<br />

3. Suor V<strong>it</strong>toria Duvrey<br />

4. Suor Fiorenza Motta scuola<br />

5. Suor Vincenza Auglesi<br />

6. Suor Isabella Missago scuola<br />

7. Suor Margher<strong>it</strong>a Place<br />

8. Suor Feliciana Riva<br />

9. Suor Bernardina Motero<br />

10. Suor Artemia Morra 4<br />

L’Ist<strong>it</strong>uto porta l’intestazione “Ospedale Mil<strong>it</strong>are S. Carlo e Scuole” ma l’anno successivo non è<br />

più in elenco, da questo si deduce che ci sia stata un’evoluzione dell’Opera.<br />

Le condizioni, delineate come dolorose, nella storia della comun<strong>it</strong>à, hanno determinato il<br />

r<strong>it</strong>iro provvisorio delle Suore richiamate alla Casa Provinciale di Vercelli a fine anno 1875 anche<br />

se i fatti non sono documentati in modo dettagliato.<br />

1 Ibidem<br />

2 ACPV – RUBRICA ed ELENCO DELLE CASE 1865- CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869<br />

3 ACPV – STORIA DELLA COMUNITA’ - COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA A 10<br />

4 ACPV – RUBRICA ed ELENCO DELLE CASE Febbraio 1865- CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869


94<br />

1° luglio, 1835 LANZO (TO) – “SPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E” DELL’ORDINE MAURIZIANO E SCUOLE”<br />

L’inizio della prima opera porta la data del 1° luglio 1835.<br />

La comun<strong>it</strong>à è composta da due sole Suore, successivamente il numero delle suore<br />

aumenterà e vi si aggiungeranno quattro Suore per le Scuole che saranno aperte il 5 novembre<br />

1858.<br />

L’Ospedale ha origine in parte da un munifico atto del Maresciallo Conte Giuseppe<br />

Cacherano Osasco della Rocca, il quale intendendo fondare in Lanzo un luogo per infermi ed<br />

avendo il consenso di S. M. il Re, nell’anno 1769 lo poneva sotto le dipendenze dell’Ordine<br />

Mauriziano.<br />

Uno scr<strong>it</strong>to di Suor Brigida del 10 giugno 1834 annuncia a Monsignor Negri la partenza<br />

delle due Suore che dovranno aprire la Comun<strong>it</strong>à di Lanzo e precisa che “Sr. Maria sarà la<br />

responsabile, L’altra sarà Sr. V<strong>it</strong>torina che vorrebbe tanto che fosse lei ad accompagnarle ... Poi<br />

c’è qualche cambiamento di programma e, per Lanzo, si parte solo il 20 luglio: Sr. Brigida vi<br />

accompagna Sr. Maria e Sr. Maddalena Curnel. A Lanzo le Suore prendevano servizio<br />

nell’Ospedale Mauriziano; ad aiutare le prime due sarà presto inviata Sr. Atanasia. Si aprirà<br />

anche la scuola; Sr. Plautilla e Sr. Albertina si occuperanno dell’insegnamento e saranno molto<br />

amate ed apprezzate. Una bella lettera del Can. Albert, in segu<strong>it</strong>o Fondatore di una<br />

Congregazione ed oggi Beato, ne tesse elogi lusinghieri e manifesta il suo desiderio di fare di Sr.<br />

Plautilla la Direttrice dell’Ist<strong>it</strong>uto che Egli vorrebbe fondare per accogliere le povere Orfanelle...<br />

Un’altra Suora della Car<strong>it</strong>à al tempo di Madre Chambrot sarà all’origine della Fondazione delle<br />

Suore Albertine.<br />

Già un manoscr<strong>it</strong>to, firmato dallo stesso Re Carlo Alberto in data 30 maggio 1834 parla di<br />

una sost<strong>it</strong>uzione del personale laico con le Suore e così si esprime:<br />

“ Il Re di Sardegna, di Cipro, e di Gerusalemme, Duca di Savoia, di Monferrato, e di Genova,<br />

principe di Piemonte, Generale gran Maestro, Consigliere della Sacra Religione ed Ordine<br />

Mil<strong>it</strong>are dei Santi Maurizio e Lazzaro. Avendo noi preso in conveniente riguardo il contenuto della<br />

vostra deliberazione del 16 corrente … vi diciamo di aver grad<strong>it</strong>o quanto ivi a tale oggetto è<br />

proposto epperciò abbiamo determinato quanto segue:…<br />

Art. 2 – L’attuale personale di quel Pio Ist<strong>it</strong>uto sarà rimpiazzato da due suore di S.<br />

Vincenzo, nel modo, e con le condizioni accennate nella prec<strong>it</strong>ata vostra deliberazione.<br />

Torino il 30 maggio 1834 firmato Carlo Alberto Controfirmato Fornietti per<br />

copia conforme estratta dall’originale …Cortina” 2<br />

Uno scr<strong>it</strong>to del 10 agosto 1838 fa riferimento ad un “ biglietto 12 marzo corr. Anno con cui<br />

Sua Maestà si è degnata approvare un nuovo regolamento… Il capo secondo della parte seconda<br />

del medesimo concerne le Reali disposizioni relative a quella parte di servizio, a cui le Suore di<br />

car<strong>it</strong>à, delle Suore grigie, sotto l’invocazione di S. Vincenzo de Paoli, debbono sovraintendere e<br />

vegliare.<br />

Dev.mo obl. mo Il Conte Bosco di Ruffino dei Direttori” 3<br />

Dieci anni dopo, in data 20 agosto 1838, una lettera scr<strong>it</strong>ta in lingua francese prende in<br />

considerazione il fatto che, le Suore non più abili nel servizio, possano rimanere nella medesima<br />

1<br />

ACPV - CORRISPONDENZA MONSIGNOR NEGRI - FOTOCOPIE 1826/1836 – ARMADIO 4 piano 4.4 – pag.<br />

75 e 76<br />

2<br />

ACPV. COMUNITA’ SOPPRESSE – L. 4 – LANZO (TO) – Copia conforme all’Originale<br />

3<br />

ACPV. COMUNITA’ SOPPRESSE – L. 4 – LANZO (TO - originale<br />

” 1


95<br />

struttura e r<strong>it</strong>ornano le 120 £. annue di retribuzione per ognuna.<br />

“L’Ospedale capace di pochi letti, venne completamente rifatto nel 1852 con un nuovo edificio<br />

di maestosa struttura e reso capace di 36 letti, oltre a quelli riservati all’annesso Ospizio “V<strong>it</strong>torio<br />

Emanuele”. Tra le prime Suore venute da Vercelli si ricordano: Suor Maddalena Curnel, Suor<br />

V<strong>it</strong>toria Deciey,Suor Enrichetta, Suor Atanasia, Suor Verina, nonché Suor Guglielmina e Suor<br />

Luigia, addetta alla scuola; negli anni 1898 - 1938 si ricorda Suor Eurosia Bossi venuta a Lanzo<br />

dal Mauriziano di Torino, in qual<strong>it</strong>à di Superiora, segnalata per la sua umiltà, car<strong>it</strong>à e<br />

imparzial<strong>it</strong>à. Nel 1926 Suor Eurosia veniva insign<strong>it</strong>a della medaglia di benemerenza per i 40 anni<br />

di servizio a conforto dei sofferenti.<br />

Nel periodo bellico, l’Ospedale aumentò la sua attiv<strong>it</strong>à, accogliendo sfollati dall’Ospedale<br />

Mauriziano di Torino (Reparto Medicina).<br />

Frattanto la crisi di vocazioni si faceva sentire, i Superiori cercavano di conservare la presenza<br />

delle Suore in Lanzo il più possibile, tenendo conto che era un servizio utile per le zone montane<br />

prive di assistenza, ma nel 1993 si giunse alla determinazione di r<strong>it</strong>irare la Comun<strong>it</strong>à. Rimase<br />

ancora Suor Anna Priano al Pronto Soccorso, affiancata da un personale per assicurare la<br />

continu<strong>it</strong>à del servizio che faceva capo alla Comun<strong>it</strong>à di Borgaro …<br />

Il 30 settembre 1993 cessò la presenza nell’Ospedale dove per oltre 100 anni le figlie di S.<br />

Giovanna Antida avevano prestato il loro servizio con tanta generos<strong>it</strong>à.” 1<br />

La scuola cessa la sua attiv<strong>it</strong>à alla fine dell’anno scolastico 1868. (Elenco degli Stabilimenti<br />

della Provincia di Piemonte coll’epoca della loro fondazione ed i nomi delle Suore che vi si trovano<br />

nel febbraio 1868 – n. 9 - Lanzo - Scuole ed Asilo … nomi delle Suore e a lato : Chiuso. Decessa<br />

Suor Albertina Peroni Superiora”. 2<br />

1836 - NUOVI APPELLI E NUOVE RISPOSTE - Valenza (<strong>AL</strong>) Carceri, Susa (TO)<br />

Ospedale - Ospizio e Scuole “S. Carlo”-<br />

1836 - LE CARCERI di V<strong>AL</strong>ENZA (<strong>AL</strong>)<br />

Per quanto riguarda le carceri è difficile ricostruire storie precise per le difficoltà che si<br />

incontrano nel reperire documenti riservati.<br />

In questo caso poi anche nei registri dell’Archivio di casa provinciale non figurano nomi<br />

precisi di suore, di date, di convenzioni e di durata del servizio. Solo una lettera di Suor Cecilia,<br />

c<strong>it</strong>ata da Mère Antoine, parlando della medesima ne fa menzione: “Le nostre Suore che si trovano<br />

nella prigione di Valenza – scrive Suor Cecilia – hanno corrisposto bene all’intenzione di Sua<br />

Maestà, che ce ne richiedono per quella di Torino (1836)” 3 . Quindi anche se il tempo di<br />

permanenza fosse stato breve,fino al 1865, tuttavia è serv<strong>it</strong>o per altre aperture successive nello<br />

stesso campo.<br />

1° Novembre 1836: OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - OSPIZIO E SCUOLE “S. CARLO”- SUSA (TO)<br />

11 28 ottobre 1836 tre Suore della Car<strong>it</strong>à partivano da Vercelli dirette a Susa, le<br />

accompagnava la Superiora Provinciale, Sr. Cecilia Guinard .<br />

1 ACPV. COMUNITA’ SOPPRESSE – L. 4 – LANZO (TO - dattiloscr<strong>it</strong>to con cenni sulla storia della Comun<strong>it</strong>à<br />

2 VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869<br />

3 Suor ANTOINE de PADOUE DUFFET – LE PRIME COMPAGNE di GIOVANNA ANTIDA – Artigiana S. Giuseppe<br />

Lavoratore Coop. Sociale Cascine di Strà – VERCELLI - 1977 pag. 201<br />

N.B. La comun<strong>it</strong>à è chiusa senz’altro prima del 1865 perché non è più in elenco


96<br />

Si stabilisce una“… Convenzione per lo stabilimento di tre suore della Car<strong>it</strong>à del Monastero<br />

S. Margher<strong>it</strong>a di Vercelli. L’anno del Signore milleottocentotrentasei, alli trenta di ottobre in Susa<br />

nel Palazzo delle Congreghe presenti … dopo aver superato tutte le difficoltà in ordine alla loro<br />

venuta che si preannunciavano nel precedente mese di agosto per intavolar la pratica … finalmente<br />

alle modificazioni sugger<strong>it</strong>e dalla stessa congregazione col che sarebbero spianate le sole difficoltà<br />

che ostacolavano alla loro introduzione il proponente non es<strong>it</strong>ò punto di dare le opportune<br />

disposizioni perché sospeso ogni r<strong>it</strong>ardo (seguendo in propos<strong>it</strong>o le sagge mire del Governo) dirette<br />

in questa c<strong>it</strong>tà … giunsero di fatti l’altro ieri accompagnate dalla Suora Cecilia Guinard Superiora<br />

Provinciale recatesi espressamente ancora per stipulare con questa Congregazione i convenuti<br />

accordi … si stabiliscono quindi le regole circa le spese che si arroga l’Ente £. 20 annue per la<br />

posta, spese per il funerale, primo viaggio anche di chi accompagna, e successivi cambiamenti<br />

spettanti alla Superiora o richiesti dagli Amministratori, sono esonerate da gravi lavori come<br />

sarebbe l’attingere acqua, lavare il bucato, vegliare ab<strong>it</strong>ualmente la notte e altri consimili lavori<br />

contrari al loro Stato … si assicura una conveniente ab<strong>it</strong>azione, mobili e biancheria …<br />

imbiancamento della lingeria” 1 tra le firme quella della<br />

Superiora provinciale Cecilia Guinard<br />

del il Vescovo Pietro Antonio Preside<br />

oltre al Comandante, il Prefetto, il Sindaco, Prevosto, Medico e Segretario.<br />

Conosciamo i nomi delle Suore : Sr. Clementina Delemilières, Sr. Cherubina Cantamessa e<br />

Sr. Clemenza Brandini.<br />

Esse andavano a prendere il loro posto nel locale Ospedale civile che, dall’anno 1800, aveva<br />

preso il nome di “Regio Spedale di Car<strong>it</strong>à” ed aveva 60 posti-letto.<br />

Dall’inizio dell’anno 1837, le Suore di Car<strong>it</strong>à risultano fiduciarie dell’economia interna ed<br />

incaricate dell’assistenza degli infermi.<br />

La Superiora riceve il compenso pattu<strong>it</strong>o ad iniziare dal 1° novembre 1837 £. 300<br />

cumulativo di Ospedale e Scuole. L’Ospedale civile di Susa è stato fondato dall’autor<strong>it</strong>à<br />

ecclesiastica la quale ha avuto sempre giurisdizione sull’Opera, presieduta dal Vescovo diocesano.<br />

Nel 1859 l’Ospedale degli infermi servì come ospedale mil<strong>it</strong>are per le truppe francesi che<br />

venivano in aiuto del Piemonte contro gli Austriaci, nella seconda guerra di Indipendenza e diede<br />

ricovero a più di 300 soldati.<br />

Con lettera del 24 ottobre 1839 Suor Cecilia Guinard preannuncia il desiderio di poter<br />

effettuare l’invio di Suore per la scuola che al momento pare ostacolato:”I danni che le dirotte e<br />

l’ingrandir delle acque che cagionano ai ponti … paiono impedirmi il condurre costì per l’epoca<br />

prefissa le suore per la scuola, destinate a ciò” 2 e questo a motivo dell’interrotto ponte di Casale<br />

Monf. (<strong>AL</strong>) che impedisce alle Suore provenienti da Alessandria di arrivare a Vercelli per partire<br />

per Susa.<br />

Conclude “… dal canto mio onde al più presto effettuare quest’opera, che la r. v. alla<br />

maggior gloria di Dio ed al bene delle anime … unico scopo per cui il nostro ist<strong>it</strong>uto esiste” 3 ,<br />

Una nota del 10 settembre 1846 testimonia che tre Suore operavano nella Scuola<br />

Elementare e per loro “ la sottoscr<strong>it</strong>ta chiede la permissione locale prescr<strong>it</strong>ta dall’art. 17 delle<br />

Regie Patenti 13 gennaio 1846: Suor Giulia Aceto, Suor Maria Manacorda, Suor Efigenia Gavarel.<br />

La sottoscr<strong>it</strong>ta dichiara che le sudette Suore appartengono all’ist<strong>it</strong>uto religioso delle Suore Bigie di<br />

S. Vincenzo de Paoli, e che diedero già saggio della loro idone<strong>it</strong>à all’ufficio cui sono preposte …<br />

firma all’originale<br />

Suor Melania Mantelli<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA S. 11 – Ospedale di SUSA (TO) – originale manoscr<strong>it</strong>to<br />

2 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA S. 11 – Ospedale di SUSA (TO) - fotocopia<br />

3 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA S. 11 – Ospedale di SUSA (TO) - fotocopia


97<br />

Superiora Provinciale” 1<br />

Il 31 ottobre 1839 altre due Suore di Car<strong>it</strong>à partono alla volta di Susa per aprirvi una<br />

scuola. considerando che uno dei mali peggiori è, per tutti, l’ignoranza, ma lo è soprattutto quando<br />

si tratta di fanciulle povere ed inesperte.<br />

L’una e l’altra Opera continuarono la loro preziosa attiv<strong>it</strong>à per più di 150 anni.<br />

La soppressione della comun<strong>it</strong>à avviene in data 1° marzo 2000.<br />

1° maggio 1838 - L’ERGASTOLO A TORINO<br />

A Torino “Vi convivono due mondi diversi, più estranei che ostili, contrassegnati anche da<br />

differenti ambienti urbani. Torino, cap<strong>it</strong>ale del regno di Sardegna vuole offrire al vis<strong>it</strong>atore<br />

l’aspetto di una c<strong>it</strong>tà attiva e laboriosa, fiera più che di antich<strong>it</strong>à storiche, del suo aspetto moderno,<br />

ordinato, regolare, salubre. Mette in mostra i suoi magnifici caffè, arredati con lusso. Dopo il<br />

1848 i caffé diventano il centro della v<strong>it</strong>a pol<strong>it</strong>ica torinese e i luoghi dove si incontrano<br />

aristocratici e borghesi.<br />

La popolazione più povera e numerosa vive ammassata nel reticolo di viuzze intorno a<br />

via Roma e al Municipio. in un notevole stato di degrado sociale e ambientale: contrade strette e<br />

tortuose. con case piccole e anner<strong>it</strong>e dal tempo. con cortiletti angusti e ballatoi di legno: sono<br />

queste le zone più povere e malfamate, dove pullulano accattoni, prost<strong>it</strong>ute e devianti di tutte le<br />

qual<strong>it</strong>à”. 2<br />

Altro quartiere povero è il borgo Moschino, s<strong>it</strong>uato lungo il Po. I torinesi nel 1838 sono<br />

n. 117.072.<br />

Il furto è il reato più frequente commesso dalle donne e comportava la pena di morte.<br />

Carlo Alberto abolisce, nel 1831, la pena di morte per furti semplici e furti domestici.<br />

Altro grosso problema: la prost<strong>it</strong>uzione arginata con la reclusione di queste donne alle Torri<br />

Palatine e dal 1836 si aggiungono un “correzionale” per donne di mal affare alla Generala<br />

(carcere ) e, poco dopo, un Correzionale delle Prost<strong>it</strong>ute e l’Ospizio Celtico (per persone affette<br />

da malattie veneree, contagiose).<br />

In via Nizza, a due chilometri da Torino, sorgeva un edifico ad uso dei “Padri della<br />

Missione (Vincenziani) per Esercizi Spir<strong>it</strong>uali, acquistato dal Governo, fu adib<strong>it</strong>o nel 1838 a casa<br />

di pena”. 3<br />

Ecco quanto si legge in un documento del 1840 relativo alle ist<strong>it</strong>uzioni Pen<strong>it</strong>enziarie:<br />

“Terminati i lavori, si aprì nell’agosto dell’anno 1838 lo stabilimento, e si soppresse ad un tempo,<br />

l’Ospizio celtico che era nel caseggiato del Martinetto fuori Porta Susa ...<br />

Adottandosi quella massima essenziale che le carceri ed i ricoveri femminili debbono essere<br />

governati e custod<strong>it</strong>i da donne, convinti che ogni riforma radicale deve fondarsi sulla Religione, la<br />

Direzione di questo doppio stabilimento fu data a otto Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S.<br />

Vincenzo de’ Paoli, dette le Suore bigie le quali hanno sotto di loro per la custodia del<br />

Correzionale sei guardiane e per l’assistenza dell’Ospizio Celtico quattro infermiere. Esse tutte<br />

hanno alloggio nell’interno del fabbricato, ove uno speciale e ben adatto appartamento fu<br />

assegnato alle suore” 4<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA S. 11 – Ospedale di SUSA (TO) - fotocopia<br />

2<br />

G. POMBA – 1840 – ISTITUZIONI PENITENZIARIE “Descrizione di Torino” BIBLIOTECA CARCERE “LE<br />

NUOVE” TORINO<br />

3<br />

CENNI INTORNO <strong>AL</strong> CORREZION<strong>AL</strong>E ED OSPIZIO CELTICO – ESTRATTO <strong>D<strong>AL</strong></strong> C<strong>AL</strong>ENDARIO GENER<strong>AL</strong>E 1838 –<br />

corredato di planimetria dove si possono collocare le camere date in uso per le Suore di Car<strong>it</strong>à – Tav. 3 -<br />

4<br />

G. POMBA – 1840 – ISTITUZIONI PENITENZIARIE “Descrizione di Torino” BIBLIOTECA CARCERE “LE<br />

NUOVE” TORINO


98<br />

Il Correzionale, capace di trecento detenute, era provvisto di telai, arcolai posti negli ampi<br />

sotterranei, al pian terreno telai da panno, telai per tappeti, officina per le sarte e dorm<strong>it</strong>orio.<br />

Altre pubblicazioni precisano ancora che: “Le Suore della Car<strong>it</strong>à, sotto la protezione di S.<br />

Vincenzo, sovraintendono all’economia interna e alla disciplina “ed aggiungono, “le recluse sono<br />

obbligate ai lavori del tessere e del cucire. Le Suore alloggiano in modo da “… condursi nella<br />

riservata tribuna della Cappella.” 1<br />

“Che le Ergastolane, sotto la guida sapiente delle Suore, sapessero fare cose di grande<br />

pregio lo provano i magnifici paramenti mandati in dono alla Casa Provinciale di Torino, nel<br />

1904, in occasione della posa della prima pietra della Cappella” 2<br />

Nel 1910 si chiude l’ergastolo e le recluse sono trasfer<strong>it</strong>e nella casa di pena di Perugia.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à abbandonano il campo, ma il seme gettato per<br />

contrastare il male e far fiorire piccole o grandi gocce di bene resta a testimonianza del non detto.<br />

Nel 1839 si aprono cinque comun<strong>it</strong>à importanti: Biella (BI) Ospedale Maggiore,<br />

Torino “Ospizio di Car<strong>it</strong>à”, Tortona (<strong>AL</strong>) Ist<strong>it</strong>uto “S: Vincenzo”, Varallo Sesia<br />

(VC) Ist<strong>it</strong>uto “S: Vincenzo”, e Masserano (VC) un Ospedale, una Scuola, un Asilo.<br />

Un Ospedale, due Ist<strong>it</strong>uti Scolastici, un Ospizio che raccoglie orfani, trovatelli, persone<br />

abbandonate, una molt<strong>it</strong>udine di anziani e una Ist<strong>it</strong>uzione per una polivalenza di servizi.<br />

1839: l’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di BIELLA – UNA STORIA UN PO’ COMPLICATA<br />

Un progetto di Convenzione datato il 10 agosto 1838 ed inviato alla Superiora Provinciale di<br />

Vercelli viene da lei modificato nella parte riguardante l’assistenza degli infermi e la direzione del<br />

personale laico di pertinenza delle Suore. Infatti l’Amministrazione affidava alle Suore la<br />

sovrintendenza dell’Ospedale.<br />

La durata della convenzione è triennale “ … questa Convenzione si fa per un triennio in<br />

prova e le condizioni sovra espresse saranno scrupolosamente osservate dalle parti pendenti tre<br />

anni consecutivi a principiare dal primo gennaio 1839 e fino di alli 31 dicembre 1841… Fin qui i<br />

cap<strong>it</strong>oli presentati dall’Amministrazione ed accettati li sette levante dalla Suor Cecilia Guinard<br />

provinciale nel Monastero S. Margher<strong>it</strong>a di Vercelli . Seguono i Cap<strong>it</strong>oli presentati dalla suddetta<br />

Superiora e dalla Amministrazione accettati” 3 .<br />

Si tratta di 8 Cap<strong>it</strong>oli. La Superiora Provinciale vi aggiunge la parte riguardante il<br />

compenso e quanto concerne v<strong>it</strong>to, alloggio, spese di viaggi, inferm<strong>it</strong>à e vecchiaia a carico<br />

dell’Ospedale “ Dopo dieci anni consecutivi di servizio … le sorelle che diverranno inabili, sia per<br />

inferm<strong>it</strong>à, sia per vecchiezza vi stanzieranno interamente a carico di esso, e se desiderano<br />

rientrare nella Casa provinciale lo stabilimento somministrerà loro ogni anno, fino al termine di<br />

loro giorni, una pensione individuale di centocinquanta franchi…<br />

Le sost<strong>it</strong>uzioni ed i cambiamenti delle Suore sono riservati alla Superiora Provinciale; si<br />

precisa inoltre che non competono alle suore: “certe fatiche penose, come andar a prendere acqua,<br />

colare e lavare il bucato, fare il pane, coltivare il giardino, vegliare continuamente la notte in<br />

qualunque tempo siansi, ne(sic) fare cose contrarie al loro stato…<br />

1 CENNI INTORNO <strong>AL</strong> CORREZION<strong>AL</strong>E ED OSPIZIO CELTICO, pag. 6<br />

2 Tali paramenti sono custod<strong>it</strong>i a BORGARO (TO) nella Sala Verde in appos<strong>it</strong>o armadio<br />

3 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA B. 6 – Originale manoscr<strong>it</strong>to - BIELLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E


99<br />

La Superiora Generale sarà libera di vis<strong>it</strong>are le sorelle quando lo giudicherà opportuno, e<br />

passare alcuni giorni nello stabilimento per vedere se tutto è in ordine, essa resterà nella casa<br />

durante il soggiorno …<br />

Biella Ospedale delle Congreghe dieci agosto milleottocentotrentotto in duplice originale<br />

Giov. Pietro Vescovo<br />

Canonico Gasparro Antonio<br />

Canonico Fortunato Bora<br />

Cancelliere … Masandono<br />

Felice Coppa<br />

Avv. … Bagnavano<br />

Visti ed esaminati i presenti Cap<strong>it</strong>oli … pienamente accetto a nome della Veneranda<br />

Congregazione dell’Ist<strong>it</strong>uto delle Suore della Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo de’ Paoli e per esporre la ver<strong>it</strong>à<br />

mi sono qui segnata – Dato a Vercelli Monastero S. Margher<strong>it</strong>a lì 13 agosto 1838<br />

Suor Cecilia Guinard Superiora Provinciale” 1<br />

L’ingresso delle Suore viene datato, dai Registri presenti nell’Archivio di Vercelli, al 1°<br />

gennaio 1839 data c<strong>it</strong>ata nel decorrere dell’attuazione della Convenzione stessa.<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à che entrano nello Stabilimento Ospedaliero all’inizio sono in tre,<br />

compresa la Superiora.<br />

L’ospedale dispone di 47 letti: di cui 40 per gli infermi e 7 per gli incurabili: 30 letti in<br />

medicina e 10 in chirurgia.<br />

A distanza di sette anni, la Superiora Provinciale, Sr. Cecilia Guinard, nella lettera datata 18<br />

febbraio 1845, si lamenta con il Consiglio di Amministrazione per le eccessive fatiche a cui<br />

vengono sottoposte le Suore: una di esse è morta e l’altra è gravemente inferma.<br />

L’Amministrazione dell’Ospedale risponde che non sono le fatiche del loro ministero che<br />

fanno ammalare le Suore ma la loro gracile salute “mi si esprima che il suo stato attuale (si riferisce<br />

alla salute) non è dipendente dalle affaticate mansioni, sapendo anzi di più, che non veniva<br />

incrinato salvo delle più leggieri” 2 .<br />

Fino al 1926 tutto scorre nella normal<strong>it</strong>à della reciproca intesa ma un comunicato dell’8<br />

settembre 1926 parla di licenziamento dell’intera comun<strong>it</strong>à c<strong>it</strong>ando lo scr<strong>it</strong>to del 27 agosto della<br />

Madre Generale Anna Lapierre, in vis<strong>it</strong>a alla provincia di Torino, che scrive al Presidente<br />

dell’Ospedale di Biella, Commendatore Cerreti, parlando del cambiamento di una suora della Sala<br />

Operatoria “fui edotta che il lungo abboccamento ch’Esse (Suora Assistente e Superiora provinciale<br />

di Torino) tennero ieri nel pomeriggio con la S. V. Ill.ma, in mer<strong>it</strong>o alla nota vertenza esistente tra<br />

noi e codesta Benemer<strong>it</strong>a Amministrazione, non poté avere un risultato defin<strong>it</strong>ivo, quale d’ambe le<br />

parti si sperava. … V. S. Ill.ma attende ancora una mia parola. …<br />

Ma, derogherei dalle nostre consuetudini disciplinari e non sarebbe dign<strong>it</strong>oso per la nostra<br />

Ist<strong>it</strong>uzione, la quale sempre agisce con saggio e retto fine, ed ha bisogno di essere libera nelle<br />

disposizioni riguardo a’ suoi soggetti quando bisogni reali e ragioni giuste richiedono il trasloco<br />

di qualcuno di essi, che sempre viene surrogato con la massima convenienza. … con mio<br />

grandissimo rammarico, sono nella necess<strong>it</strong>à di non rinviar la suora traslocata e pregare … si<br />

compiacciano accogliere il provvedimento designato. … il buon accordo torni a rallegrar le corsie<br />

del dolore e chi si sacrifica per il sollievo dei sofferenti e dei poveri. Distintamente ossequio e<br />

riverisco.<br />

La Superiora Generale<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA B. 6 – Originale manoscr<strong>it</strong>to - BIELLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

2 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA B. 6 – Originale manoscr<strong>it</strong>to - BIELLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E


100<br />

Suor Anna Lapierre” 1<br />

La suora in questione aveva avuto il trasferimento all’Ospedale di Voghera (PV); il Primario<br />

della Sala operatoria di Biella però, non voleva rinunciare alla sua presenza, ed eserc<strong>it</strong>ando una<br />

notevole influenza su tutto l’Ospedale era riusc<strong>it</strong>o a convincere il Consiglio di Amministrazione<br />

della necess<strong>it</strong>à di Suor Emilia 2 per il buon andamento dell’Ospedale stesso.<br />

A nulla servì però l’insistenza dell’Ospedale che aveva cercato appoggio anche nell’Autor<strong>it</strong>à<br />

ecclesiastica: i Superiori rimasero fermi nella loro decisione e non vollero creare dei precedenti.<br />

La Suora venne d’ufficio trasfer<strong>it</strong>a a Voghera (PV) e prese servizio in Sala Operatoria.<br />

Gli Amministratori, come presa di posizione, rinunciarono alla presenza di tutte le suore.<br />

Il Presidente rivolgendosi a Suor Davidina Magni Superiora Provinciale conclude in modo<br />

drastico la sua risposta: “Per nostra norma e secondo la convenzione pregola comunicarmi con<br />

cortese sollec<strong>it</strong>udine per quanto Ella vorrà provvedere al r<strong>it</strong>iro delle Suore in servizio.<br />

Col massimo rispetto mi professo<br />

firmato Il Presidente<br />

Silvio Cerreti” 3<br />

A due anni di distanza nel marzo 1928 viene r<strong>it</strong>irata la comun<strong>it</strong>à, con il rincrescimento di<br />

dover lasciare un’opera a favore dei sofferenti.<br />

Il r<strong>it</strong>iro è sollec<strong>it</strong>ato ancora il 24 settembre 1926 e il 3 marzo 1927, avendo- l’Ospedale -<br />

già potuto provvedere alla sost<strong>it</strong>uzione con un altro Ordine di Suore.<br />

Dopo quasi un secolo di permanenza le Suore della Car<strong>it</strong>à lasciavano con dign<strong>it</strong>à e fermezza<br />

il posto ad altri nel servizio dei malati.<br />

23 marzo 1839 L’OSPIZIO di CARITA’ a TORINO<br />

Suor Brigida Cayen, in una delle sue lettere a Mons. Negri annuncia qualcosa che le sembra<br />

del tutto impossibile. Gli dice “ ho incontrato stamattina la cara Suor Cecilia che mi ha detto che a<br />

Torino chiedono 23 nostre Suore per un Ospizio di Car<strong>it</strong>à in cui si trovano 1.300 pazienti … e<br />

conclude dicendo Je ne crois rien de tout: c’est impossible” 4<br />

Ma anche le cose che sembrano impossibili qualche volta diventano “possibili” se Dio lo<br />

vuole.<br />

L’origine dell’Ospizio, di cui sopra, risale al Duca Carlo Emanuele che nel 1627 “ allo<br />

scopo di arrestare l’accattonaggio in Torino approvava l’erezione di un Ospizio per mendicanti,<br />

casamento denominato Lazzaretto. poco distante da Torino oltre la Dora.<br />

Cresciuto poi il numero dei ricoverati, veniva in segu<strong>it</strong>o trasfer<strong>it</strong>o in local<strong>it</strong>à più adatte, …<br />

Il Duca V<strong>it</strong>torio Amedeo II nel 1662 concedeva all’Ospedale di Car<strong>it</strong>à in piena proprietà, il terreno<br />

e l’isolato di S. Maurizio, nell’attuale Via Po, ove rimase fino al 1887 e di lì si trasferì in Corso<br />

Stupinigi, 220 in cui si trova attualmente.” 5<br />

Nel 1717 lo stesso Duca ne approva lo Statuto, S. M. il Re Carlo Alberto ne regola la<br />

questione finanziaria con decreto Ministeriale datato 10 Settembre 1836.<br />

Il 19 dicembre del 1838 alla Consulta del Regio Spedale si sollec<strong>it</strong>a l’arrivo delle Suore di<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA B. 6 – Originale manoscr<strong>it</strong>to - BIELLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – lettera<br />

2 Le doti di Suor Emilia che avevano riscosso il favore dell’Ospedale di Biella prima, saranno riconosciute<br />

anche a Voghera (PV) dal personale medico e paramedico e dagli ammalati. Il Dott. Cebrelli – allora giovane<br />

chirurgo - a distanza di anni, mostra, con commozione, il ricordino di Suor Emilia da lui conservato nel<br />

taschino che ha trattenuto la scheggia che doveva colpirlo mortalmente nella guerra di Russia (Seconda<br />

Guerra Mondiale)<br />

3 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA B. 6 – Originale manoscr<strong>it</strong>to - BIELLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – lettera<br />

4 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’<br />

5 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’


101<br />

Car<strong>it</strong>à e ci si augura che “l’entrata delle Suore non venga protratta oltre il mese di marzo” 1 .<br />

Il 23 marzo – giorno stabil<strong>it</strong>o da entrambe le parti - il Direttore dell’Ospizio chiede alla<br />

Superiora di volergli precisare l’ora dell’arrivo: “volermi accennare a posta corrente non solo l’ora<br />

ad un di presso che giungeranno, ma ancora a quanto loro potrà occorrere al loro arrivo per<br />

renderle a quel maggior possibile sollievo … anche a trovarsi apparecchiata la cena a tenore dei<br />

suoi r<strong>it</strong>i. …<br />

Firmato<br />

Il Direttore di Segreteria e Tesoreria<br />

Bosco di Ruffino” 2<br />

Nell’Ospizio di Car<strong>it</strong>à le suore trovano una duplice realtà: molti anziani che tendono loro le<br />

mani per avere una car<strong>it</strong>à fatta non di solo pane e centinaia di orfane che dalle suore aspettano un<br />

aiuto psicologico, morale, intellettuale e materiale.<br />

Gli inizi sono sempre un po’ difficili tanto più che l’Amministrazione avrebbe la pretesa di<br />

avere due Superiore una nominata dalla Congregazione e l’altra dal Consiglio di Amministrazione<br />

che teneva presenti soprattutto le qual<strong>it</strong>à specifiche: competenza ospedaliera, spir<strong>it</strong>o di<br />

organizzazione ecc. Si propone però la possibil<strong>it</strong>à di una terza via: quella di fare una nomina di<br />

comune accordo 3 scegliendo la persona che unisca in sé, nei lim<strong>it</strong>i del possibile, tali capac<strong>it</strong>à.<br />

L’anno successivo, in una lettera del 29 luglio 1839 il Direttore dell’ospizio esprime alla<br />

Superiora Provinciale, Reverenda Suor Cecilia Guinard Madre Superiora delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

in Santa Margher<strong>it</strong>a – Vercelli le sue sent<strong>it</strong>e condoglianze per la morte di Suor Isabella e lo fa con<br />

cordial<strong>it</strong>à, gentilezza e con sentimenti di fede “Dominus ded<strong>it</strong>, Dominus abstul<strong>it</strong> 4 … e, con una<br />

lettera più formale, con timbro di ricevuta del 30 luglio, mette in evidenza l’operato delle Suore:<br />

“La Congregazione di questo Spedale nella sua adunanza di ieri di cui la comp<strong>it</strong>issima<br />

lettera le è stata cortese esprime dolore per la perd<strong>it</strong>a della Suor Isabella, di cui l’ottima salute<br />

prometteva una lunga v<strong>it</strong>a, è profondamente sent<strong>it</strong>a da questo Ist<strong>it</strong>uto soprattutto dalla<br />

Congregazione qual vera calam<strong>it</strong>à. In mezzo a questa sventura gode l’animo della direzione nel<br />

vedere, che le ottime ed amatissime Suore della Car<strong>it</strong>à abbiano riconosciuta nella Direzione lo<br />

spontaneo e vivo desiderio di loro attestare la più alta stima e la più vera grat<strong>it</strong>udine.<br />

firmata Il di D. re … L. di Piossasco” 5<br />

In data 7 maggio 1844 Suor Irene Perego ottiene dall’Arcivescovo il permesso di “… conservare<br />

nell’indicata cappella il SS. Sacramento” e il Direttore stesso del Regio Ospizio Alessandro di<br />

Netro trova la Cappella “conforme al prescr<strong>it</strong>to delle leggi …” essendovi stato incaricato dallo<br />

stesso Arcivescovo “ di vis<strong>it</strong>are la Cappella privata posta nell’interno dell’ab<strong>it</strong>azione delle Mm.<br />

RR. Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli (dette Biggie)” 6<br />

V<strong>it</strong>torio Emanuele II, con decreto 19 marzo 1852 nomina una nuova amministrazione “in<br />

surrogazione di quella alla quale la Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à aveva intesa la<br />

convenzione del 20 agosto 1838 firmata dalla suora Cecilia Guinard. Il regolamento organico per<br />

l’Ospizio approvato da S. M. con decreto del 18 dicembre corrente anno, il quale ho l’onore di<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’ – originale firmato il Direttore di<br />

Segreteria e Tesoreria.<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’– originale firmato Direttore<br />

dell’Interno del Regio Ospedale di Car<strong>it</strong>à.<br />

3<br />

La storia ha dimostrato valida questa ipotesi<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’- originale firmato L. di Piossasco.<br />

5<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’<br />

6<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’


102<br />

trasmettere a V. S. Ill.ma e M. Reale ammette l’opera delle suore religiose pel servizio della Pia<br />

opera senza determinare a quale Congregazione esse abbiano ad appartenere.<br />

Firmato Carlo Solaro Presidente dell’Amministrazione. ” 1<br />

Continua ad essere presente il problema della denominazione della Congregazione, in realtà<br />

non ben defin<strong>it</strong>a, in Piemonte. Suor Melania Mantelli nel 14 dicembre 1853 n. 8141 viene defin<strong>it</strong>a<br />

Superiora della Congregazione della Suore della Car<strong>it</strong>à – Vercelli.<br />

“La benefica Pia Ist<strong>it</strong>uzione, sostenuta da cospicue elargizioni poté progredire sempre più<br />

e far sentire la sua car<strong>it</strong>atevole influenza a un numero sempre più grande dei poveri vecchi dell’uno<br />

e dell’altro sesso, fino a raggiungere la bella cifra di 2.200” . 2<br />

Una Convenzione, in duplice copia, del 13 dicembre 1853 attesta la regolamentazione dei<br />

rapporti e l’organizzazione dell’insieme.<br />

Nel 1860 suor Irene lasciava la carica e veniva a sost<strong>it</strong>uirla suor Ottavia Ercole.<br />

“Si conserva ancora un bellissimo paramentale nero, di cui ogni capo è fregiato con<br />

medaglione, stemma della Casa pregevolissimo lavoro di ricamo esegu<strong>it</strong>o alla perfezione dalle<br />

Suore di quell’epoca; e da una lettera di suor Irene si comprende quanto l’Amministrazione abbia<br />

grad<strong>it</strong>o il lavoro, se ha tenuto doveroso corrispondere, offrendo alle suore un magnifico pendolo in<br />

bronzo, che tuttora si conserva, sormontato dalla statua del nostro Padre Vincenzo, con targhetta<br />

commemorativa: L’Amministrazione riconoscente 1856” . 3<br />

A Suor Irene succede Suor Ottavia in ottimi rapporti con la Casa Reale dei Savoia che<br />

l’amputazione di una gamba obbligò a lasciare l’Ospizio e a r<strong>it</strong>irarsi a Casteggio (PV) 4 .<br />

Le successe Suor Ildegarde Zmiglio ( 1886/1892) che sarà eletta Superiora Generale della<br />

Congregazione (1900/1916) e mancherà improvvisamente a Milano il 2 settembre 1916; è sepolta<br />

nel cim<strong>it</strong>ero di Vercelli.<br />

A Suor Ildegarde toccò affrontare il problema della laicizzazione dell’Opera, che il<br />

momento storico stava attraversando, e alla quale si oppose con fermezza e con coraggio dicendo<br />

che se le Suore dovevano andar via, lei sarebbe rimasta anche da sola per assicurare la continu<strong>it</strong>à<br />

della presenza religiosa presso i poveri malati. E’ rimasto famoso il suo slogan :“una Suora con<br />

me” che sta ad indicare che le sarebbe bastata la compagnia di una Consorella per rimanere al suo<br />

posto..<br />

In effetti ci fu una riduzione: le Suore passarono da 20 a 9. Ci fu pure il cambio di sede<br />

dell’Ospizio :da Via Po a Corso Stupinigi.<br />

Durante la guerra del 1915/18 una parte dell’Ospizio divenne Ospedale di riserva.<br />

Ci fu pure una mossa alquanto discutibile da parte del Presidente e giustamente contrastata da<br />

Suor Delfina, allora Superiora: si tentò di rimandare i poveri vecchi nelle loro famiglie.<br />

L’Ospizio accoglieva pure le orfanelle che, in questo periodo, erano ridotte a 25.<br />

Durante la 2^ Guerra Mondiale l’edificio fu colp<strong>it</strong>o dai bombardamenti e tra il 1943/45 “vi fu<br />

lo sfollamento a Chiusa di Pesio, nella Certosa, per i sani, mentre gli ammalati furono trasportati<br />

nel Castello di Stupinigi; le Suore subirono pene a causa dei Tedeschi. Questi trasformarono la<br />

Certosa in schuderia e la Superiora, Suor Eusebia Porta, fu costretta a conservar le Sacre Specie<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’ 20 novembre 1853 N. 8083<br />

2 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’– storia della Comun<strong>it</strong>à -<br />

3 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’<br />

4 La buona Suor Ottavia era regolarmente accompagnata agli esercizi Spir<strong>it</strong>uali a Borgaro (TO) dalla beata<br />

Suor Nemesia che la sorreggeva e medicava con estrema delicatezza.


103<br />

col permesso del Vescovo di Cuneo”. 1<br />

Sr. Eusebia Porta, mun<strong>it</strong>a di Diploma Magistrale, faceva scuola alle orfanelle dell’Ospizio<br />

della Car<strong>it</strong>à di Torino; era nata a Trino Vercellese il 24 febbraio 1883 e morirà a Sanremo (IM)<br />

“Ist<strong>it</strong>uto Marsaglia” il 16 maggio 1959, in età di anni 76 di cui 56 di v<strong>it</strong>a religiosa: era stata una<br />

delle Novizie più care e più segu<strong>it</strong>e dalla Beata Sr. Nemesia Valle.<br />

L’Ospizio della Car<strong>it</strong>à diventerà in segu<strong>it</strong>o un vero e proprio Ospedale Geriatrico.<br />

Alla fine dell’anno 1984 Suor Maria Giuseppina Viola, in una comunicazione dell’8<br />

novembre dimostra rincrescimento per non poter protrarre oltre la presenza delle suore : “il r<strong>it</strong>iro<br />

sarà graduale, ma entro il termine massimo del 15 novembre p.v.” 2 avverrà la soppressione<br />

defin<strong>it</strong>iva della comun<strong>it</strong>à. (15/11/1984): si tratta esattamente di 150 anni di presenza delle Suore<br />

che i torinesi avevano soprannominato “Bigie” tanto da creare qualche problema di ident<strong>it</strong>à nel<br />

riferimento alla Congregazione.<br />

Queste Suore, incarnate nel tempo e nella storia avevano condiviso il quotidiano, le<br />

viciss<strong>it</strong>udini, i passaggi epocali, si erano chinate sui piccoli e sugli anziani per portare la luce della<br />

speranza e la certezza dell’Amore di Dio per ogni creatura.<br />

1° novembre 1839 ai piedi del SACRO MONTE: L’ISTITUTO “S. VINCENZO” di<br />

VAR<strong>AL</strong>LO<br />

<br />

VAR<strong>AL</strong>LO SESIA (VC) – CHIESA PARROCCHI<strong>AL</strong>E - davanti sulla sinistra<br />

l’ISTITUTO “S. VINCENZO”<br />

Un diario redatto a più mani in modo ordinato e<br />

puntuale ne riporta le origini e sottolinea lo scopo di<br />

fondazione avvenuta nel 1839: “ist<strong>it</strong>uire un asilo per i<br />

bimbi, ed una scuola per le fanciulle agiate della c<strong>it</strong>tà.<br />

Fu la pia Signora varallese Lana Ermenegilda,<br />

d’accordo col prevosto Giuseppe Neri, che volle affidare<br />

l’opera benefica alle Suore di Car<strong>it</strong>à; anzi più tardi ne<br />

indossò il S. Ab<strong>it</strong>o, rimanendo valido aiuto ed appoggio<br />

nella Casa s<strong>it</strong>uata negli ambienti che erano appartenuti<br />

alle Orsoline. L’opera si mantenne agli inizi mediante<br />

sussidi della pia Signora, un<strong>it</strong>amente ad un assegno del<br />

Conte Carelli Benedetto e con le retribuzioni mensili delle scolare. Le prime Suore furono: Sr.<br />

Cécile Pasquier, Suor Ermenegilda Lana, Suor Blessilla Eusebione, Suor Giud<strong>it</strong>ta Ivaldi” 3 “nata<br />

ad Alessandria e mancata a Varallo il 28 ottobre 1865. ” 4<br />

“Nel 1868, acquistata dalla Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à, la Casa del Conte<br />

Carelli, vennero ivi trasfer<strong>it</strong>i asilo e scuole ed ebbe inizio l’Educandato e le migliori famiglie<br />

dell’alta e bassa Valsesia fecero a gara nell’affidare alle cure delle suore le loro figlie … tra le<br />

prime educande le Contessine Giulia e Teresa Carelli …; si poté avere la Cappellina con il SS.<br />

Sacramento … non bastando si pensò ad una più ampia” 5<br />

Il disegno e la cura per la costruzione a t<strong>it</strong>olo gratu<strong>it</strong>o fu curata dal Cav. Tomaso Magni, il<br />

p<strong>it</strong>tore Rodolfo Gambino di Alessandria ne eseguì la decorazione e nel 1898 era pronta.<br />

I contributi della gente non mancavano per provvedere alle suppellettili per il culto.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T. 4 – OSPIZIO di CARITA’<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA V. 6 – VAR<strong>AL</strong>LO (VC) “S. VINCENZO”– Cronistoria -<br />

manoscr<strong>it</strong>to<br />

4<br />

Registri sorelle defunte dal 1832 – armadio 3 – 3.3 – n.226<br />

5<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA V. 6 – VAR<strong>AL</strong>LO (VC) “S. VINCENZO”–


104<br />

Nel 1899 si apre l’Oratorio e il ricreatorio Festivo femminile in locale appos<strong>it</strong>o concesso<br />

dalla Superiora Provinciale Suor Adele Gianetti che viene elencata tra le successive Superiore dopo<br />

Suor Cecilia Pasquier.<br />

Nel 1901 è la volta dell’Orfanatrofio Immacolata. “Un car<strong>it</strong>atevole signore di Varallo, il<br />

Cav. Giovanni De Toma impietos<strong>it</strong>o della sorte di alcune bambine lasciate in abbandono, che<br />

incontrava per le strade … si rivolse alle Suore della Car<strong>it</strong>à “Ist<strong>it</strong>uto S. Vincenzo” proponendo<br />

loro di aprire un piccolo orfanatrofio” 1<br />

Avuti i deb<strong>it</strong>i permessi, della Madre Generale e Provinciale Suor Adele Gianetti, la prima<br />

bambina che si presentò fu alla festa dell’Immacolata – 8 dicembre 1901. Per questo fu data tale<br />

denominazione. Dopo sei mesi erano n. 5 furono affidate alla Suora che teneva la prima elementare.<br />

Non disponendo di un dorm<strong>it</strong>orio si usavano le camere attigue all’educandato.<br />

Divenne luogo a cui affidare le bambine per varie evenienze e per brevi periodi e ci si aprì<br />

ad accogliere orfanelle da altri luoghi come Arona (NO), Busto Arsizio (VA), Gallarate (VA).<br />

Dal 1907 l’organizzazione migliora: le orfanelle passarono da 10 a 15 e frequentarono<br />

sempre la scuola elementare tenuta dalle Suore e così si continuerà fino alla chiusura dell’Opera.<br />

Nel 1940 un decreto prefettizio fissa un sussidio annuale di £. 2.000 per le Orfane.<br />

Tra le vis<strong>it</strong>e celebri vengono annoverati: nel 1856 i Principini Umberto ed Amedeo di Savoia, S.M.<br />

la Regina Margher<strong>it</strong>a 1892, S. E. il Cardinal Ferrari, tutti pellegrini al Santuario della Madonna di<br />

Varallo.<br />

Il 4 agosto del 1946 si ha la vis<strong>it</strong>a della Madre Generale Aldegonda Gizzi che si ferma fino<br />

al 9 agosto.<br />

Nel 1947 la scuola elementare diventa parificata e gli esami si svolgono all’interno della<br />

scuola stessa.<br />

Si festeggia solennemente il 2° Cinquantesimo di Fondazione della Congregazione.<br />

La scuola Elementare Parificata finisce la sua opera di educazione ed istruzione tanto<br />

apprezzata dai varallesi e dalle famiglie con una fattiva collaborazione e partecipazione nel giugno<br />

1976. La riconoscenza degli ex alunni nei confronti delle Suore Insegnanti dura nel tempo finché<br />

restano in v<strong>it</strong>a le suore che per ciascuno di loro si sono prodigate con competenza, esperienza<br />

didattica ineccepibile e soprattutto amore ed accoglienza, nella logica della car<strong>it</strong>à fattiva ed operosa<br />

che le ha animate.<br />

Il 1° gennaio 1977 inizia il servizio a domicilio e dal 1976 due Suore della Casa di Riposo<br />

“Vietti” appartengono alla comun<strong>it</strong>à dell’Ist<strong>it</strong>uto “S. Vincenzo”.<br />

La trasformazione dell’opera è in atto e le successive vis<strong>it</strong>e delle Madri Generali (aprile<br />

1977 Madre Antoine de Padoue Duffet, giugno 1983 Madre Mariacarla Aletti) determinano una<br />

condivisione dell’adeguamento alle circostanze e alle esigenze più impellenti, vista la necess<strong>it</strong>à del<br />

ridimensionamento e della ristrutturazione che i vari Cap<strong>it</strong>oli e Conferenze Provinciali prendono in<br />

seria considerazione.<br />

Il diario registra una ulteriore perd<strong>it</strong>a, il 23 settembre 1986 “ triste giorno per la Comun<strong>it</strong>à<br />

e per tutta la Congregazione … La nostra Carissima Suor Cecilia Ferraris era part<strong>it</strong>a stamane per<br />

il suo paese natio: Ottilio Monferrato(<strong>AL</strong>), ma alle diciassette di questa sera nel r<strong>it</strong>orno, … è fin<strong>it</strong>a<br />

sotto un autocarro a rimorchio di Marano Ticino.” 2<br />

Il dolore, l’accettazione di una volontà che va oltre le nostre comuni considerazioni diventa<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA V. 6 – VAR<strong>AL</strong>LO (VC) “S. VINCENZO”– manoscr<strong>it</strong>to allegato<br />

2 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA V. 6 – VAR<strong>AL</strong>LO (VC) “S. VINCENZO”– - quaderno<br />

manoscr<strong>it</strong>to – bella copia.


105<br />

per tutta la Provincia Religiosa di Vercelli un atto di fede ed una promessa di speranza, sempre<br />

mantenuta, perché il mistero della Provvidenza ci avvolge.<br />

Il trascorrere degli anni porta attiv<strong>it</strong>à ed impegni, una v<strong>it</strong>a che è segnata dal r<strong>it</strong>mo della<br />

donazione agli altri, dall’ascolto attento degli appelli della Chiesa e del contesto socio culturale. I<br />

nomi sono molti, di qui partono persone che avranno ruoli di responsabil<strong>it</strong>à nella Congregazione.<br />

L’ultima annotazione al 3 dicembre 1988 c<strong>it</strong>a la Superiora Provinciale Suor Maria Chiara<br />

Rogatti che avrà il triste comp<strong>it</strong>o di procedere alla chiusura prima, al Contratto di comodato che<br />

riguarda i locali della scuola Materna dal 1994/1999 poi, all’idea della vend<strong>it</strong>a dello stabile che si<br />

concluderà defin<strong>it</strong>ivamente in tempi successivi.<br />

Il decreto di soppressione della comun<strong>it</strong>à è datato 2 settembre 1996. Ricordi e memorie<br />

portano con sé ciò che la storia non è in grado di esprimere.<br />

1° novembre 1839 - MASSERANO (VC) una SCUOLA per le PARROCCHIE di S. CARLO<br />

e di S. TEONESTO e un OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

Il Signor Pietro Antonio Taglia di Masserano presenta al Sindaco datato 2 maggio 1838 un<br />

Progetto per stabilirvi una scuola parrocchiale per fanciulle povere. “Il sottoscr<strong>it</strong>to presenta … un<br />

progetto di tutto vantaggio alla popolazione di queste due parrocchie di S. Carlo e S. Teonesto. Sia<br />

per l’incremento della Civilizzazione, che per quello della morale religiosa, per la formazione di<br />

sagge Madri di famiglia. La scuola deve essere: in questo Borgo … rivolta alle ragazze povere di<br />

due Parrocchie, del leggere e dello scrivere dei lavori dell’ago e di maglia ed altri che convengono<br />

alle donne onde togliere più quanto sia possibile l’ignoranza e la rozzezza nella Classe inferiore<br />

del popolo, e procurarle con tal mezzo una via per giungere all’incivilimento tanto desiderato in<br />

questi luoghi, e quel che più vale istruirla nella Religione Cattolica” 1<br />

A tal scopo occorrono persone preparate da retribuire e per questo con un giro di parole si<br />

arriva a consigliare al “Signor Sindaco di Masserano una memoria all’ill.mo Monsignor<br />

Arcivescovo di Vercelli acciò voglia concedere per maggiore util<strong>it</strong>à dello Stabilimento, due delle<br />

così dette Soeur de la Char<strong>it</strong>é come capacissime dell’istruzione delle fanciulle, quale scuola<br />

intende, che abbia il suo incominciamento al principio di novembre e debba terminare alla metà<br />

di settembre di cadun anno… il compenso di £. 300 sarà sempre pagato a meno che non venga<br />

sospesa per guerra o per altra calam<strong>it</strong>à o addir<strong>it</strong>tura soppressa. Nel caso comunque sia riaperta la<br />

cifra non cambia. Attendo intanto … un’adeguata risposta dalla S. V. Ill.ma, onde mandar ad<br />

effetto quanto prima il progetto pre accennato con quelle formal<strong>it</strong>à e sicurezze che verranno<br />

superiormente sugger<strong>it</strong>e.<br />

Masserano il 2 maggio 1838 firmato Pietro Antò Taglia” 2<br />

Il 10 giugno 1838 il Sindaco si rivolge all’Arcivescovo e presenta il Progetto che<br />

menziona, in tutte le sue parti, come l’aveva presentato il Sig. Pietro Antonio Taglia ed attende a<br />

sua volta un favorevole assenso. La risposta risulta favorevole perché dal 1° novembre dell’anno<br />

successivo appare il nome di Suor Clotilde Grati come Superiora con a fianco segnata la somma di<br />

£. 48 nel marzo 1840.” 3 In effetti nel 1865 le suore risultano, come voleva il progetto, due.<br />

I tempi cambiano e la scuola Parrocchiale diventa Asilo. Nel 1883 viene stampato uno<br />

STATUTO ORGANICO dello ASILO di MASSERANO 4 e questo sta a significare la valenza e<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA – M. 4 – ASILO MASSERANO (VC)<br />

2<br />

ibidem<br />

3<br />

ACPV – RUBRICA ed ELENCO DELLE CASE Febbraio 1865- CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869<br />

4<br />

STATUTO ORGANICO dello ASILO di MASSERANO – TIPOGRAFIA di Giacomo Perino 1886 porta la firma del<br />

Ministero dell’Interno visto d’ordine di S.M. Depretis


106<br />

l’aggiornamento delle Suore a livello didattico ed educativo come pure il rispetto per la corrente<br />

legislazione scolastica nel settore specifico.<br />

La corrispondenza successiva fa riferimento ad un Presidente.<br />

Nel 1938 compare la questione dell’iscrizione al Monte Pensioni, alla quale legge il<br />

Comune si adegua, anche per le Suore, con lettera Prot. 230 del 24 agosto 1938. Negli anni a venire<br />

il Presidente, con lettera dell’8 agosto 1957, sottolinea l’impossibil<strong>it</strong>à di adeguarsi alle Leggi<br />

Ministeriali per la retribuzione e considera che l’Ente non ne è obbligato.<br />

Altro problema: la surroga delle suore che si fa stringente.<br />

Nel 1970 le suore dell’Asilo rimangono due e la Superiora Provinciale Suor Adelaide<br />

Formenti chiede un incontro per spostare le due Suore all’Infermeria “S. Carlo” “per fare delle due<br />

una sola comun<strong>it</strong>à” 1 La sost<strong>it</strong>uzione di Suor Luciana Fumagalli “avviene con la Signorina Achino<br />

Luisella. … detta nomina è in via provvisoria fino al 31/07/1971, avendo in animo questo Ente di<br />

indire regolare concorso”. 2<br />

Ma i rapporti con il Presidente diventano più tesi nel trasferimento di una seconda suora<br />

ancora da sost<strong>it</strong>uirsi con una laica e il 16 marzo 1971 i toni sono piuttosto aspri ma la Superiora<br />

Provinciale che, con calma, il 24 marzo 1971, spiega le motivazioni che la portano a tale scelta e<br />

sottolinea il rispetto avuto nei confronti dell’Ente Asilo Infantile richiamando la sua dell’8 marzo<br />

1971 dove: “notifico all’Amministrazione … cinque mesi prima ( mentre nella Convenzione del<br />

1953 sono richiesti tre mesi prima)… il r<strong>it</strong>iro completo delle Suore col benestare di S. E. Mons.<br />

Arcivescovo. La ringrazio ancora per le gentilezze usate alle mie Suore”. 3<br />

Si evince quindi che l’8 agosto 1971 è la data della chiusura della comun<strong>it</strong>à dell’Asilo.<br />

Oltre i 130 anni di presenza hanno educato generazioni e segnato il cuore e le coscienze di tanti<br />

bambini e bambine che, fatti grandi, hanno continuato una tradizione ed il seme della Parola ha<br />

attraversato i tempi.<br />

Resta la presenza all’Infermeria “S. Carlo” dove al 1° di novembre 1839 erano presenti due<br />

Suore.<br />

L’Ospedale aveva cambiato sede nel 1850 “Le attuali Suore ora residenti in questo Borgo<br />

si recheranno ad ab<strong>it</strong>are in un appartamento del nuovo Ospedale, che loro verrà assegnato, nulla<br />

innovando alla Convenzione e retribuzione stabil<strong>it</strong>a con ist<strong>it</strong>uto passato del fu pio Benefattore<br />

Taglia, con obbligo della scuola come per lo passato” 4 Le due realtà viaggiavano insieme. La<br />

Convenzione nei 12 articoli è simile sia nel linguaggio che nel contenuto a tutte le convenzioni<br />

degli Ospedali Piemontesi varia la somma di £. 400 e si apre nell’art 2 con una richiesta “si dovrà<br />

aggiungere una suora onde poter accudire i malati e l’amministrazione pagherà oltre il trattamento<br />

già fissato … in £. 400 altre annue £. 400 pagate anticipatamente a semestri. …<br />

Masserano il 13 giugno 1850 firmata da tutta l’Amministrazione e in calce<br />

Suor Melania Mantelli Prov. le delle Suore di Car<strong>it</strong>à” 5<br />

I rapporti permangono buoni, c’è reciproca soddisfazione come testimonia la corrispondenza<br />

intercorsa tra l’Amministrazione e le varie Superiore Provinciali che si sono avvicendate “So con<br />

quanta bontà apprezzate l’umile opera delle nostre Suore, perciò confido di essere benevolmente<br />

accolta, nonostante qualche difficoltà” 6<br />

Non mancano problemi che però si risolvono nella reciproca collaborazione infatti il 25.10.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA – M. 4 – ASILO MASSERANO - lettera - 20/11/1970 Superiora<br />

Provinciale Suor Adelaide Formenti<br />

2<br />

Ibidem - 1° dicembre 1970<br />

3<br />

Ibidem – 24/3/971 – prot. N. 467<br />

4<br />

Ibidem - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MASSERANO – Proposizione dell’Amministrazione dell’Ospedale di Masserano -<br />

5<br />

Ibidem una seconda copia manoscr<strong>it</strong>ta datata 1° luglio 1850 datata<br />

6<br />

Ibidem biglietto dell’11 dicembre 1944 Superiora Provinciale Suor Raimonda Ferretti


107<br />

1946 è l’Amministrazione a chiedere il trasferimento di una suora concesso dalla Superiora<br />

Provinciale e ancora il 3 settembre 1947 l’Infermeria S. Carlo, chiamata anche Ospedale, chiede<br />

una Suora in più, il che è preso in considerazione. Il rinnovo delle Convenzioni avviene a scadenze<br />

prefissate (annualmente) ma conservando gli stessi articoli e la stessa stesura, pur prevedendo<br />

l’aggiornamento e il cambiamento.<br />

Una lettera del 12 maggio 1955 chiede di rinnovare la Convenzione “Infatti teniamo una<br />

forma di convenzione in data 2 maggio 1838 e volentieri presento un “Abbozzo di Convenzione”<br />

che mantenendo le antiche condizioni, si conforma alle esigenze presenti. Voglia compiacersi di<br />

osservarle, disposta a qualche modifica se V. S. giudicherà opportuno, previo cordiale accordo.<br />

Permetta che resti in attesa di cortese cenno al riguardo, mentre con tutto l’ossequio, mi rassegno.<br />

Dev.ma Suor Ermengarda Fontana Superiora Provinciale” 1<br />

Nel 1957 le suore erano quattro ne viene richiesta un’altra ma la risposta all’Ospedale S. Carlo è di<br />

aumentare il personale “quattro Suore per 20 ricoverati, potrebbero essere sufficienti con un<br />

personale” e si lascia aperto il cuore alla speranza. ( 29 gennaio 1957),<br />

Ben presto però le circostanze cambiano si inizia a ventilare il r<strong>it</strong>iro progressivo delle<br />

Suore dal 20 agosto 1969, poi si addiviene a formare un’unica comun<strong>it</strong>à con le suore dell’asilo e<br />

l’appuntamento per la realizzazione è fissato al 23 novembre 1970.<br />

La Superiora dell’Infermeria sarà la stessa per l’Asilo. Ancora nell’ottobre 1978 si lamenta<br />

la carenza di personale laico e se “ la presente s<strong>it</strong>uazione dovesse continuare a lungo, sarò costretta<br />

a prendere delle decisioni” … ed il 23 ottobre “per la fine dell’anno in corso (1979), tutte le mie<br />

Suore lasceranno l’Infermeria S. Carlo, sebbene sia grande in noi la sofferenza di dover<br />

abbandonare gli anziani.” 2 ; mancano le forze per venire incontro alle necess<strong>it</strong>à dei ricoverati.<br />

C’è ancora una suora che presta la sua opera in Asilo e vi è rimasta come aiuto in<br />

guardaroba. Nel 1981 le suore sono cinque gli assist<strong>it</strong>i 58 il personale laico in n. 7. Una<br />

convenzione a t<strong>it</strong>olo di volontariato permette la, permanenza delle Suore, che ormai hanno<br />

raggiunto i lim<strong>it</strong>i di età e sono pensionate è<br />

"firmata il 12.2.1988 – il Presidente della Infermeria S. Carlo<br />

e la Superiora Provinciale Suor Maria Chiara Rogatti” 3<br />

che in data 23.08. 1994 ringrazia “ per la stima e la fiducia accordate alle Suore in tutti questi<br />

lunghi anni di presenza (dal 1839)” 4 e si augura che il r<strong>it</strong>iro delle suore non crei troppi problemi<br />

dopo averlo preparato da tempo.<br />

Nella relazione lasciata, in vis<strong>it</strong>a alla comun<strong>it</strong>à, al 17 ottobre 1994 la Superiora Provinciale,<br />

dopo aver constatato una s<strong>it</strong>uazione che si evolve in modo inatteso, data da ragioni di salute e di età<br />

delle suore, conclude non senza amarezza “oggi, lasciamo defin<strong>it</strong>ivamente quest’opera, dopo 155<br />

anni. Al Signore affidiamo il bene compiuto da tante sorelle, affidiamo i “poveri” perché non si<br />

sentano più poveri e più soli e gli offriamo la sofferenza nostra e di tutti<br />

Suor Maria Chiara Rogatti.” 5<br />

Il Decreto di soppressione è datato il 27 settembre 1994 e la soppressione defin<strong>it</strong>iva è a<br />

partire dal mese di ottobre.<br />

1° novembre 1839<br />

TORTONA: UN ISTITUTO – UNA SCUOLA – UN ORFANOTROFIO e … molto di più! -<br />

Tortona è antica c<strong>it</strong>tà romana (Dertona) fondata dai Liguri tra il IV e III secolo a. C. Il suo nome<br />

1<br />

Ibidem in allegato Copia della Convenzione a firma del 13/09/1955<br />

2<br />

Ibidem 14.10.1978 Superiora Provinciale Suor Maria Assunta Manzoni<br />

3<br />

Ibidem 12.02.1988 Suor Maria Chiara Rogatti<br />

4<br />

Ibidem 23.08-1994<br />

5<br />

Ibidem 17 ottobre 1994 - Quaderno relazioni vis<strong>it</strong>e alla Comun<strong>it</strong>à


108<br />

significa “casa che sta in alto” ( ancora si chiama “Castello” la parte alta della c<strong>it</strong>tà.)<br />

Venne costru<strong>it</strong>a sui suoi sette colli, di qui l’appellativo di “parva Roma”. Il maggior periodo di<br />

splendore Tortona lo attraversò verso il secolo XII, con 200.000 ab<strong>it</strong>anti, poi si trovò a dover<br />

fronteggiare, da sola, il terribile Federico Barbarossa e, dopo due mesi di assedio, dovette<br />

arrendersi. Il primo Vescovo di Tortona fu S. Marziano, morto martire verso il 120 d. C.<br />

Le suore di Car<strong>it</strong>à arrivarono a Tortona nel 1839 chiamate dal Vescovo Monsignor<br />

Giovanni Negri (già loro stimatissimo Direttore Spir<strong>it</strong>uale ed amato Protettore a Vercelli).<br />

La Fondazione fu preparata con cura: mentre a Tortona il Vescovo Negri da una parte, e la Giunta<br />

Municipale dall’altra si danno da fare per riadattare un edificio adiacente al Seminario e di proprietà<br />

dello stesso, spinti dal desiderio di poter avere presto la prima scuola gratu<strong>it</strong>a per le fanciulle<br />

povere, a Vercelli si cercano con cura le persone a cui affidare il delicato comp<strong>it</strong>o di accontentare<br />

un Vescovo a cui le Suore di Car<strong>it</strong>à sanno di dovere molto!<br />

Sr. Brigida Cayen - come apprendiamo da alcune sue lettere autografe (2 novembre 1838 -<br />

9 ottobre 1839 - 28 dicembre 1839) - informata dalla Superiora Provinciale Sr.Cecilia Guinard,<br />

caldeggia l’iniziativa e si dichiara disposta a sacrificare qualcuna delle sue migliori collaboratrici:<br />

Sr. Sofia Fréchet, sua segretaria all’Ospedale S. Andrea, sarà infatti la nuova Superiora della<br />

Scuola di Tortona!<br />

In data 2 novembre Suor Brigida scrive a Monsignor Negri e manifesta tutto il suo<br />

entusiasmo:<br />

“Monsignore,<br />

questa mattina ho ricevuto la lettera che avete avuto la bontà di scrivermi il 17 e mi<br />

affretto a rispondervi sub<strong>it</strong>o. Appena vedrò Suor Cecilia, e credo che sarà domani, cercherò di<br />

assolvere il mio comp<strong>it</strong>o; le ho già detto qualcosa ma cercherò di spingere oltre il discorso,<br />

impegnandola a pensare di preparare delle buone suore, quelle di cui ha proprio bisogno Vostra<br />

Eccellenza. Oh!, se dipendesse solo dal mio zelo il muovere Suor Cecilia a fare una scelta doverosa<br />

– e chi può dimenticare la bontà di Vostra Eccellenza? – credetemi, je serai toute de feu (sarei<br />

tutta di fuoco) giacché sarei davvero contenta se Ella fosse serv<strong>it</strong>a come si deve e, se nel numero<br />

delle mie suore ce ne fosse qualcuna adatta, la cederei volentieri, con piacere …” 1<br />

Suor Brigida è dunque in affanno per la casa di Tortona, in data 9 ottobre 1839 scrive ancora a<br />

Monsignor Negri:<br />

“ Monsignore,<br />

malgrado le piogge eccessive, per corrispondere alla vostra intenzione le suore<br />

dovevano partire domani, la carrozza era già preparata per questo, ma siccome il Po, ieri si è<br />

molto ingrossato, il Signor Conte Mella, nostro Regolatore, ci ha consigliato di non partire.<br />

Quanto a me, Monsignore, mi sembra che il Buon Dio voglia chiedermi il più grande dei sacrifici:<br />

il cattivo tempo vuole privarmi della gioia di incontrarvi. Se io dessi ascolto solo al mio cuore,<br />

niente potrebbe fermarmi, ma, vista la mia malferma salute, tutti mi dicono di non muovermi, in<br />

una stagione così piovosa. Suor Sofia, finalmente se n’è resa conto: che ragazza, quando si tratta di<br />

1 ARCHIVIO VESCOVILE di TORTONA (<strong>AL</strong>) – Epistolario Suore di Car<strong>it</strong>à – Monsignor Negri – fotocopie – 2. 11.<br />

1838 - ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T 2 - TORTONA (<strong>AL</strong>)


109<br />

Tortona … Le Suore partiranno giovedì, se farà bello e se il Po lo permetterà.” 1<br />

Ma il Po non lo permise e le Suore dovettero ancora attendere!<br />

In data 23 dicembre 1839 la Superiora Provinciale inviando gli auguri al Vescovo, gli annuncia<br />

che “ben presto saranno costì le addimandate Suore, essendo pressocchè fin<strong>it</strong>i i giorni di r<strong>it</strong>iro<br />

spir<strong>it</strong>uale che alla partenza dalla casa principale devono sempre precedere” 2<br />

Suor Brigida prepara in fretta una lettera da mandare a mano: latrice della presente sarà niente meno<br />

che Suor Sofia che sta finalmente per partire per Tortona, in compagnia di altre tre suore.<br />

“ Monsignore,<br />

Domani Suor Sofia parte con tre suore; mi dispiace molto di non poter fare parte<br />

della brigata … Suor Sofia ha l’incarico di elencare a Vostra Eccellenza tutti i motivi che mi<br />

impediscono di farlo. Monsignore, il piccolo plico che allego è stato scr<strong>it</strong>to dalla mano di Suor<br />

Sofia, r<strong>it</strong>engo che V. E. non lo r<strong>it</strong>errà inopportuno, conoscendo la sua grafia. Desidero tanto che<br />

Monsignore sia contento delle Suore, io ho cercato di fare tutto ciò che ho potuto a questo<br />

riguardo, e Suor Cecilia non aveva altra preoccupazione che quella di accontentare V. E. …<br />

Ho l’onore di essere di V. E. l’umile figlia in Gesù Cristo” 3<br />

Suor Brigida Cayen<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à arrivano dunque a Tortona alla fine dell’anno 1839. I lavori di ristrutturazione<br />

dell’edificio, di proprietà del Seminario, sono stati fatti a spese del Comune che non ha es<strong>it</strong>ato a<br />

ricorrere a delle “aste” per raggranellare le 975 Lire che servivano al caso. 4<br />

In data 14 gennaio 1840 le suore chiedono all’Ordinario Diocesano l’autorizzazione per<br />

aprire una Cappella privata e ottengono il permesso.<br />

Viene stabil<strong>it</strong>o un “Regolamento per le Scuole gratu<strong>it</strong>e delle Fanciulle povere”, a stampa, con<br />

ampia documentazione dei vari corsi: Scuola per l’Infanzia – Scuole Elementari di tre classi – Corsi<br />

di : musica, p<strong>it</strong>tura e catechesi.<br />

L’8 dicembre 1850 il Canonico Don Antonio Mejninger, colp<strong>it</strong>o dalla richiesta a lui fatta da<br />

un’umile fanciulla, incontrata un giorno per la strada, la quale gli aveva detto “per noi povere<br />

orfane non pensate di fare niente?” 5 decise di fondare un Orfanotrofio detto delle<br />

“Immacolatine”.<br />

Di detto Orfanotrofio, annesso all’Ist<strong>it</strong>uto ma gest<strong>it</strong>o dal Seminario, un ampio Manoscr<strong>it</strong>to 6<br />

elenca le final<strong>it</strong>à e le rend<strong>it</strong>e e dichiara che la Direzione delle orfane è affidata alle Suore di Car<strong>it</strong>à.<br />

L’Orfanotrofio si prefiggeva di accogliere le ragazze abbandonate o orfane di Tortona e dintorni per<br />

toglierle dai pericoli del mondo e dare loro una sana educazione. Arrivò ad osp<strong>it</strong>are una trentina di<br />

orfane alle quali, con l’aiuto di Dio e, in segu<strong>it</strong>o, grazie alla car<strong>it</strong>à materna di Suor Nemesia, non<br />

mancò mai il necessario.<br />

A richiesta delle più ragguardevoli famiglie della c<strong>it</strong>tà, nel 1870 si iniziò un corso di<br />

perfezionamento, per dare alle giovani benestanti una buona cultura e quasi contemporaneamente<br />

sorse l’Educandato che, ben presto, diventò fiorente. In questo terreno le suore della car<strong>it</strong>à<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T 2 - TORTONA (<strong>AL</strong>) – 9.10.1839<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T 2 - TORTONA (<strong>AL</strong>) – 23.12.1839<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T 2 - TORTONA (<strong>AL</strong>) – 28.12.1839 – non si firma perché ormai<br />

è molto malata.<br />

4<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di TORTONA (<strong>AL</strong>)<br />

5<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di TORTONA (<strong>AL</strong>)<br />

6<br />

ARCHIVIO VESCOVILE TORTONA (<strong>AL</strong>)- 1891 Canonico Giovanni Spadini


110<br />

trovarono ampio campo nel quale esplicare il loro zelo e la loro attiv<strong>it</strong>à a gloria di Dio e a vantaggio<br />

della cara gioventù. A Suor Sofia Fréchet in qual<strong>it</strong>à di Superiora, successe nel 1855 Suor<br />

Leopoldina Montemerlo 1 nativa della stessa Tortona, la quale rese fiorente la benefica ist<strong>it</strong>uzione<br />

con soddisfazione di tutti.<br />

Questa Superiora, dotata di mente e di cuore non comune, fu un astro fulgido della<br />

Comun<strong>it</strong>à, portando in sé il vero distintivo di Cristo: dolcezza, clemenza, car<strong>it</strong>à.<br />

A lei succedettero nel 1865, a breve distanza l’una dall’altra, Suor Fortunata Vaccarini, Suor<br />

Blandina Trotta e Suor Julienne Duprez la quale fu anima veramente di Dio, tutta fatta di<br />

preghiera e di fervore, tanto che un Monsignore parlando di lei, ebbe a dire: “Non so se il suo posto<br />

in cielo abbia ad essere a fianco della serafica Santa Teresa o fra il coro dei Serafini”. A lei spettò<br />

il comp<strong>it</strong>o di accogliere nel 1868 una giovane Suora di nome Nemesia Valle. L’accolse con cuore<br />

di madre, la capì con l’intelligenza delle anime sante, la promosse facendola crescere spir<strong>it</strong>ualmente<br />

ed intellettualmente. Vide per tempo in lei la persona che poteva prendere il suo posto.<br />

A lei successe infatti nel 1886 Suor Nemesia Valle che si fermò a Tortona fino al 1903 e<br />

che tutti ricordano come santa. E lo fu veramente!<br />

Rimasta a Tortona 36 anni, prima come educatrice e poi come Sorella Servente, seppe nei<br />

giorni di prova che per lei non furono pochi, ascendere con fede e generosa fortezza il doloroso<br />

Calvario a cui Gesù Cristo stesso la inv<strong>it</strong>ava; m<strong>it</strong>e, paziente e tollerante, sapeva attendere che il<br />

lavorio segreto della grazia penetrasse nelle anime che doveva condurre al bene.<br />

Grandi furono i tesori di bontà, di zelo, di conforto, che riversò sull’aristocrazia tortonese,<br />

con i suoi insegnamenti, consigli ed esempi; incalcolabile quelli che profuse nelle alunne e nei<br />

poveri che in vario modo si studiava di aiutare.<br />

Non si può dire di quale amore materno amasse le care orfanelle che veramente erano “la<br />

pupilla dei suoi occhi”.<br />

Il suo cuore insomma, arso di car<strong>it</strong>à verso Dio e verso il prossimo e la sua luce affascinante,<br />

dopo essersi diffusa nel mondo civile, doveva tutta concentrarsi a beneficio dell’amata Comun<strong>it</strong>à.<br />

Durante il suo governo si iniziò la vera scuola Media, sotto il nome di Complementare, che,<br />

per più anni ebbe, come sede d’esame, l’Ist<strong>it</strong>uto stesso.<br />

Nel 1891 le suore furono anche addette al Seminario per la cucina e guardaroba.<br />

Alla benemer<strong>it</strong>a Suor Nemesia successe per alcuni mesi Suor Martina, sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a poi, nel<br />

1903, da Suor Maria Elvira Gaj, religiosa di soda pietà e di rett<strong>it</strong>udine. Di essa si può dire<br />

giustamente che fu la “donna forte” e che camminò costantemente nelle vie del dovere sostenuta<br />

dalla fede e dal totale abbandono al Divino Volere.<br />

Essa ebbe molto a lottare per sostenere l’Ist<strong>it</strong>uto.<br />

Dotata di non comuni abil<strong>it</strong>à di amministrazione, seppe rialzare le sorti dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

In questo tempo la Scuola Complementare, venne sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a dalla Tecnica. Mancata Suor Maria<br />

Elvira, nel 1925, prese la Direzione dell’ist<strong>it</strong>uto Suor Alexine Dupraux, e la Scuola Tecnica si<br />

trasformò in Scuola Magistrale attraverso lotte e difficoltà, specialmente da parte delle Autor<strong>it</strong>à<br />

Scolastiche, le quali da principio si mostrarono restie ad approvare detta scuola, mentre in segu<strong>it</strong>o<br />

dopo appos<strong>it</strong>e ispezioni, ne ebbe ampia facoltà non solo, ma approvazioni ed incoraggiamenti.<br />

Lo scoppio della guerra (1940 - 1945) riversò a Tortona gli sfollati della Liguria; le classi<br />

della Media, divisa in due sezioni, rigurg<strong>it</strong>avano, mancavano le Insegnanti e si compirono veri<br />

1 Superiora provinciale dal <strong>1864</strong> al 1885


111<br />

sacrifici a vantaggio delle alunne.<br />

Nel periodo più acuto delle incursioni, il Rev.mo Canonico Leidi offrì il suo villino rustico<br />

sul Castello alle orfane perché vi si potessero recare per trascorrere le notti, mentre le Suore si<br />

accontentarono di un solaio-stanzone offerto da parenti della portinaia.<br />

Fu insigne benefattrice la Signora Coppi di Castellania, la quale con generos<strong>it</strong>à mise a<br />

disposizione delle Suore la sua casa. Durante tutto il periodo estivo, le suore, a turno di 6 -8 per<br />

volta poterono, dopo tante ansie e veglie, riposare tranquille nell’umile paesello. Anche qui<br />

cercarono di eserc<strong>it</strong>are il loro apostolato di bene in mezzo alla popolazione e alla gioventù di ambo i<br />

sessi.<br />

Nel dicembre 1943, alla vigilia del primo venerdì, si scatenò un orrendo bombardamento a<br />

tappeto sul piccolo paese di Villavernia. Non si possono narrare le scene pietose, gli spettacoli<br />

raccapriccianti del momento.<br />

In questo triste periodo di sofferenze morali e di carestia, l’ist<strong>it</strong>uto sentì vivamente la<br />

protezione della Divina Provvidenza e se non soffrì privazioni, poté ringraziare l’abil<strong>it</strong>à dell’ottima<br />

Superiora Suor Alexine Dupraux, la quale aveva fatto buone provviste, intuendo quanto avrebbe<br />

dovuto accadere. E’ pure da elogiare grandemente l’opera compiuta dalla economa Suor Leopoldina<br />

Uggè, che tanto si prodigò perché nulla venisse a mancare e che seppe sfruttare tutte le occasioni<br />

per affrontare la dura s<strong>it</strong>uazione del momento incurante di sé stessa e delle fatiche a cui si<br />

sottoponeva.<br />

La Provvidenza mandò pure qualche immediato, piccolo conforto (gioia soprattutto delle<br />

piccole orfane): cioccolato e dolci regalati dai soldati brasiliani, che entravano nel cortile, alla<br />

buona, da veri amici. Anche i Tedeschi che dapprima erano entrati nel locale con vero cipiglio, si<br />

erano ammans<strong>it</strong>i alla presenza delle care orfane e davano loro pane bianco, burro e cioccolato.<br />

A sua volta l’ist<strong>it</strong>uto non mancò di aiutare i bisognosi e i persegu<strong>it</strong>ati. Parecchi soldati,<br />

minacciati di deportazione, riuscirono a fuggire calandosi dalle finestre del Seminario nel cortile<br />

della scuola per prendere poi la via d’usc<strong>it</strong>a. Cinque giovani ricercati, furono per 15 giorni tenuti<br />

nascosti, cibati ed aiutati dalla Superiora: Suor Clotilde Crispini.<br />

Nell’Ist<strong>it</strong>uto furono pure ricoverate una quindicina di donne, vecchie e ammalate, sfollate da<br />

Mentone. Esse ricevano assistenza e cure dalle suore.<br />

Dopo la guerra l’ist<strong>it</strong>uto riprese poco per volta il suo normale r<strong>it</strong>mo di v<strong>it</strong>a.<br />

Fin dal 1937 la parifica della Scuola Magistrale aveva fatto affluire numerose alunne, le quali<br />

aumentarono nel dopoguerra. Ne conseguì la necess<strong>it</strong>à di ampliare il locale. L’impareggiabile<br />

Madre Aldegonda Gizzi, a cui stava<br />

sommamente a cuore lo sviluppo<br />

dell’Opera, ove tanto aveva lavorato<br />

la Serva di Dio Suor Nemesia Valle,<br />

autorizzò l’ampliamento e, dal 1951<br />

al 1953, il vecchio fabbricato fu<br />

demol<strong>it</strong>o e riedificato più ampio per<br />

l’annessione di stabili adiacenti,<br />

acquistati da privati.<br />

La demolizione avvenne a lotti<br />

e le più disagiate furono le Suore, che<br />

a quel tempo erano una trentina.<br />

A dormire, invece, si andava<br />

in un unico e gigantesco dorm<strong>it</strong>orio<br />

dell’adiacente Seminario, gentilmente


112<br />

concesso per mer<strong>it</strong>o di Don Carlo Ferrari e Don Aldo Delmonte, poi successivamente consacrati<br />

Vescovi. Ogni sera dunque, per andare a riposare, come brave educande, insieme, le Suore<br />

passavano il famoso “tunnel”, percorso tante volte dalla “Serva di Dio”, Suor Nemesia Valle.<br />

Prima della demolizione, nell’ist<strong>it</strong>uto San Vincenzo, parlava tutto di lei e, nelle traversie non<br />

indifferenti sembrava di convivere con lei, l’amore da lei vissuto per le Suore, per le orfanelle, per<br />

le Educande.<br />

E’ rimasta impressa la car<strong>it</strong>à delle Suore: attenzione l’una per l’altra, collaborazione negli<br />

svariati impieghi tra cui l’assistenza alle educande, la v<strong>it</strong>a di preghiera molto curata; momenti forti<br />

della Chiesa erano vissuti, celebrando già allora, la L<strong>it</strong>urgia delle Ore.<br />

Il nuovo edificio ebbe piena approvazione delle autor<strong>it</strong>à scolastiche avendo un aspetto maestoso<br />

e sereno. Vi accedevano numerose le alunne delle varie Scuole dalla Materna alle Magistrali, alla<br />

Ragioneria. In più osp<strong>it</strong>ava 30 orfane in accogliente ed appos<strong>it</strong>o locale. Esse erano mantenute ed<br />

educate dall’Ist<strong>it</strong>uto, seguendo la car<strong>it</strong>ativa tradizione di oltre un secolo, poiché le orfane<br />

occupavano un grande posto nel cuore della Superiora Suor Nemesia Valle.<br />

Per parecchi anni resse l’ist<strong>it</strong>uto in qual<strong>it</strong>à di Preside l’ottima Suor M. Candida Torchio,<br />

ideale di educatrice dalle fervide iniziative, quali gli incontri, ben preparati, con le mamme, con le<br />

ex allieve: la “tre giorni” di r<strong>it</strong>iro annuali al Santuario di Montespineto, luogo ameno e raccolto<br />

dove le giovani potevano concentrarsi e gustare la bellezza della v<strong>it</strong>a cristianamente vissuta.<br />

Nel 1954 Suor M. Candida fu chiamata a Borgaro, in qual<strong>it</strong>à di Assistente della Superiora<br />

Provinciale, e nel 1961 fu nominata Superiora Provinciale della Provincia di Roma<br />

Suor Maddalena Pavese resse l’Ist<strong>it</strong>uto in qual<strong>it</strong>à di Superiora dal 1954 al 1961 anno in cui<br />

fu eletta Superiora Regionale della Liguria.<br />

Nel 1975 la gestione della Scuola, eccettuate le elementari, passò alla Diocesi; la Ragioneria<br />

fu incorporata all’ist<strong>it</strong>uto cattolico “Dante Alighieri”: le Suore erano ancora tredici; cinque erano le<br />

maestre t<strong>it</strong>olari della Scuola Elementare parificata: due insegnavano nella Scuola Secondaria<br />

Statale: due nella Scuola superiore del Santa Chiara: tre erano impegnate nei servizi della Casa.<br />

Le Suore erano anche inser<strong>it</strong>e nelle attiv<strong>it</strong>à pastorali della Diocesi e in tre diverse<br />

Parrocchie...<br />

L’anno 1984-85 segnò il grande esodo: la Comun<strong>it</strong>à delle suore fu ridotta a quattro. Una suora, la<br />

sola rimasta nelle elementari, faceva la pendolare da Medassino ( PV), un’ altra continuava ad<br />

insegnare nelle scuole superiori.<br />

Nel 1990 la comun<strong>it</strong>à fu soppressa: le due suore insegnanti: suor Carla Chiotti (elementari)<br />

e suor M. Grazia Traverso (superiori) facevano le pendolari: una da Medassino (PV), l’altra da<br />

Voghera (PV).<br />

Nel 1992 venne riaperta la Comun<strong>it</strong>à con quattro suore: la Sorella Servente che continuò<br />

l’insegnamento a Tortona, mentre le altre erano impegnate in Parrocchia e nell’ambulatorio della<br />

Car<strong>it</strong>as.<br />

Nel 1996 le Suore ormai erano ridotte a due.<br />

Alla fine del 1997 si chiuse defin<strong>it</strong>ivamente la Comun<strong>it</strong>à di Tortona e suor M. Grazia<br />

Traverso, trasfer<strong>it</strong>a nella Comun<strong>it</strong>à di Voghera, continuò un servizio di volontariato a Tortona<br />

(sempre insegnando filosofia) e dedicando il resto del tempo alla pastorale parrocchiale.<br />

E’ la fine della presenza delle Suore della Car<strong>it</strong>à che hanno scr<strong>it</strong>to una lunga pagina di storia


113<br />

1839 - 1997 nel glorioso “Ist<strong>it</strong>uto S. Vincenzo”, alla vigilia della Beatificazione di quella Suor<br />

Nemesia che qui ha passato 35 anni di apostolato tra la gioventù. 1<br />

DUE SUORE CHE HANNO FATTO GRANDE L’ISTITUTO di TORTONA<br />

SR. NEMESIA V<strong>AL</strong>LE: IL VOLTO DELLA BONTÀ<br />

Giulia; cosi é chiamata al fonte battesimale, nasce ad Aosta il 26 giugno 1847 e con lei, dopo il<br />

dolore dei due fratellini morti precocemente, torna la gioia in famiglia.<br />

Ben presto però il dolore bussa a questo tenero e ancor fragile cuore: la sua mamma<br />

muore quando lei non ha ancora compiuto cinque anni e il suo fratellino Vincenzo non ne ha<br />

ancora tre. Giulia imparerà presto a correre in Chiesa "a parlare con il Buon Dio che ha con sé<br />

la mamma”. Il papà é molto occupato nel lavoro e i due fratellini vengono affidati alle cure dei<br />

nonni e di una zia.<br />

A 11 anni Giulia viene messa in collegio, a Bésançon, in Francia, in un pensionato delle<br />

Suore di Car<strong>it</strong>à, per completare la sua educazione. Sente molto la lontananza dai suoi e,<br />

soprattutto, soffre per la<br />

mancanza del fratellino, ma tutto sopporta volentieri con la speranza di tornare presto da<br />

loro. Impara perfettamente il francese e, soprattutto, si eserc<strong>it</strong>a in quella bontà che diventerà la<br />

caratteristica della sua v<strong>it</strong>a.<br />

A 16 anni, Giulia torna a casa dal Collegio ma l'attende un nuovo dolore: il papà é passato a<br />

seconde nozze e la ragazza si accorge ben presto che la nuova matrigna mal sopporta la<br />

presenza dei due figliastri; lei soffre, prega e tace, per non accrescere il dolore del papà, ma il<br />

fratello, non potendone più,<br />

lascia la famiglia e va<br />

lontano in cerca di un<br />

lavoro.. Nessuno avrà mai<br />

più sue notizie. Intanto la<br />

grazia di Dio bussa<br />

insistentemente al cuore di<br />

Giulia e la chiama a<br />

diventare la mamma di tanti<br />

bambini che la mamma non<br />

ce l 'hanno più.<br />

A 19 anni, Giulia,<br />

vincendo il disappunto del<br />

padre, parte per il Noviziato<br />

di Vercelli e, dopo un anno di<br />

preparazione, riceve l'ab<strong>it</strong>o<br />

religioso e un nome nuovo:<br />

Suor Nemesia.<br />

Interno ( prima delle ristrutturazioni)<br />

CAPPELLA MONASTERO “S. MARGHERITA – VERCELLI – qui<br />

SUOR NEMESIA V<strong>AL</strong>LE - RICEVE L’ABITO RELIGIOSO<br />

1 ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – CARTELLA T 2 – TORTONA (<strong>AL</strong>) – ISTITUTO “S. VINCENZO”


114<br />

Consegue il diploma di maestra e viene inviata a Tortona dove erano stati aperti: una<br />

scuola gratu<strong>it</strong>a e un orfanotrofio: qui Sr. Nemesia trova il terreno adatto per dare colore, volto e<br />

cuore alla sua car<strong>it</strong>à. Diventa ben presto l'anima della Casa e il punto di riferimento per ogni<br />

2<br />

2 – SUOR NEMESIA V<strong>AL</strong>LE a TORTONA<br />

iniziativa apostolica. E' dovunque: dove c'é un lavoro umile da svolgere, dove c'é una sofferenza<br />

da lenire, dove c'é fatica, dove c'é dolore, là arriva il cuore di Sr. Nemesia.<br />

Le Suore, le orfane, le alunne, la gente di Tortona, le famiglie, i conoscenti, le reclute, i chierici, i<br />

poveri: tutti fanno riferimento a Lei per 35 lunghi anni...<br />

L'11 maggio 1903 i Superiori la chiamano a Borgaro (TO) per affidarle la cura delle<br />

Novizie: con il cuore straziato dal dolore del distacco dalla sua Tortona, Sr. Nemesia risponde:<br />

eccomi! Il suo metodo sarà sempre lo stesso: la Bontà. Qualcuno non capirà, e lei aggiungerà<br />

sofferenza a sofferenza usando con tutti dolcezza e bontà. E così per altri 13 anni.<br />

La sua tempra di valdostana si va però indebolendo e una brutta polmon<strong>it</strong>e la riduce in fin<br />

di v<strong>it</strong>a in otto giorni. Muore il 18 dicembre 1916 e nella camera in cui é deposta si diffonde un<br />

delicato profumo di fiori: é il profumo della sua sant<strong>it</strong>à!<br />

La sua sant<strong>it</strong>à é fatta di laborios<strong>it</strong>à instancabile, di fedeltà al dovere, di pazienza, di car<strong>it</strong>à,<br />

di donazione totale a Dio e ai fratelli: anche noi la possiamo im<strong>it</strong>are!<br />

"La sant<strong>it</strong>à non consiste nel fare molte cose, né a farne di grandi, bensì nel fare ciò che<br />

Dio domanda da noi". (Sr. Nemesia)<br />

Il 25 Aprile dell’anno 2004, la Chiesa, riconoscendo le sue virtù, la elevava all'onore<br />

degli Altari proclamandola BEATA!


115<br />

SUOR MARIA CANDIDA TORCHIO: UNO SGUARRDO LUNGIMIRANTE<br />

Al Fonte Battesimale "Maria", nacque a Paderna (<strong>AL</strong>) il 17-12 -1908, da una famiglia<br />

profondamente cristiana e di una discreta agiatezza economica; primogen<strong>it</strong>a di quattro fratelli,<br />

fu allieva e collegiale dell’Ist<strong>it</strong>uto “S. Vincenzo”; consegu<strong>it</strong>o il diploma magistrale, ebbe modo di<br />

eserc<strong>it</strong>are la sua professione per qualche anno in una scuola statale, in un paese di montagna,<br />

maturando, nella preghiera, la sua vocazione.<br />

Nell'estate del 1931, durante un triduo di Esercizi Spir<strong>it</strong>uali ( 13-14-15 luglio), ai piedi<br />

della Madonna di Oropa, così scriveva: "In ricordo delle grazie numerose ottenutami dalla<br />

Mamma Celeste nel suo Santuario di Oropa, pregandola a tenermi sempre stretta al suo cuore<br />

materno e a farmi morire piuttosto che abbia a lasciarla”: era anche la sua decisione a<br />

rispondere alla chiamata del Signore, a seguirlo nella V<strong>it</strong>a Religiosa.<br />

Dopo il Noviziato, fu inviata all'Orfanotrofio "S. Giuseppe" di Alessandria come<br />

insegnante ella Scuola Elementare interna.<br />

Le sue belle doti di mente e di cuore consigliarono ai Superiori di inviarla a Castelnuovo<br />

Fogliani (PC) sede staccata dell'Univers<strong>it</strong>à Cattolica “S. Cuore” di Milano, per continuare gli<br />

studi.<br />

Conseguì, senza problemi, la laurea in Pedagogia, Filosofia, materia che ebbe modo di<br />

insegnare con notevole successo, all'Ist<strong>it</strong>uto Magistrale "S. Vincenzo" di Tortona (<strong>AL</strong>).<br />

Idee profonde, chiare e precise, singolari capac<strong>it</strong>à di comunicazione, una grande uman<strong>it</strong>à con tutti<br />

e un animo giovanile, amante del bene e del bello, le conquistarono il favore delle Consorelle,<br />

delle Colleghe e delle alunne.<br />

Quando ormai tutto l'Ist<strong>it</strong>uto “S. Vincenzo” sembrava grav<strong>it</strong>are attorno alla sua persona,<br />

venne dai Superiori chiamata ad altri incarichi: a Borgaro c'era bisogno di una persona<br />

preparata che affiancasse la Superiora<br />

Provinciale: si era nell'autunno dell'anno 1954 e<br />

dovevano cominciare per lei gli anni più difficili:<br />

alle normali difficoltà, si aggiunsero quelle di una<br />

mortificazione continua delle sue belle doti,<br />

dovendo cedere sempre il passo a chi le<br />

camminava accanto e che non sempre<br />

condivideva, soprattutto le sue ansie, per la<br />

preparazione delle giovani Suore.<br />

Nel 1961 venne chiamata a reggere la<br />

grande Provincia Religiosa di Roma.<br />

Si occupò delle molte sue Suore con cuore di<br />

madre: diede grande spazio alla loro preparazione<br />

professionale (oltre che a quella spir<strong>it</strong>uale) e<br />

divenne lei, insegnante, in seno all'USMI, la<br />

Delegata Nazionale della FIROS (Federazione<br />

Suore Ospedaliere).<br />

Il Cap<strong>it</strong>olo del 1965 eleggeva Suor M.<br />

Candida Torchio "Superiora Generale della<br />

Congregazione delle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la<br />

Protezione di S. Vincenzo de Paoli” : esultarono i<br />

cuori delle Consorelle e a Tortona squillarono tutte<br />

le campane!<br />

Entusiasta delle direttive del Concilio, dava<br />

all'Ist<strong>it</strong>uto nuovo impulso, apriva nuove frontiere,


116<br />

sia in campo spir<strong>it</strong>uale che missionario.<br />

Portata per natura a dare importanza alle cose essenziali, eliminò pratiche tradizionali,<br />

ormai superate, e diede ampio respiro alla ventata di grazia della nuova evangelizzazione.<br />

Nel 1968 fu indetto un Cap<strong>it</strong>olo Speciale per la revisione degli Statuti: vi si preparò con<br />

un R<strong>it</strong>iro al Santuario del Selvaggio di Torino, ma, al r<strong>it</strong>orno - era il 13 febbraio - fu colta da un<br />

malore improvviso: erano le avvisaglie di quel male crudele che veniva a troncare le sue speranze<br />

e quelle di migliaia di Suore: Lei guardò il Crocifisso e disse il suo sì.<br />

Tornava alla Casa del Padre il 15 luglio dell'anno 1969: aveva poco più di 60 anni e 37 di<br />

v<strong>it</strong>a religiosa 1 .<br />

1° maggio 1840 - L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE “S. LUIGI” di ASTI (allora Provincia di Torino).<br />

Questo nosocomio accoglie le Suore di Car<strong>it</strong>à il 1° maggio 1840. Una lettera dell’Intendenza<br />

d’Asti avente per oggetto:<br />

Introduzione delle Suore religiose<br />

nell’Ospedale degli Infermi d’Asti,<br />

datata 27 dicembre 1839 e indirizzata<br />

a S. E. il Primo Segretario di Stato<br />

per gli Affari dell’Interno rec<strong>it</strong>a<br />

testualmente:<br />

“Ecc<strong>it</strong>ata la Civica<br />

Amministrazione d’Asti come<br />

Direttrice dell’Ospedale degli Infermi<br />

di questa C<strong>it</strong>tà ad occuparsi dei mezzi<br />

occorrenti onde introdurre in esso<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE DI ASTI – FOTO D’EPOCA – 1880 -<br />

stabilimento un migliore e più<br />

economico governo a norma delle<br />

disposizioni da V.E. all’uopo impart<strong>it</strong>e coll’ossequiata lettera dei 13 agosto scorso, l’anzidetta<br />

Amministrazione è entrata in senso che all’oggetto di assicurare in modo costante ed uniforme il<br />

servi:io dei poveri infermi e la maggiore economia nelle spese di manutenzione, gli è mestieri di<br />

chiamarvi le religiose Suore di Car<strong>it</strong>à come appropriate al suddivisato scopo.<br />

La presa deliberazione andò soggetta alla divergenza d’opinione d’un solo membro del<br />

Civico Consiglio il quale ha manifestato un sentimento affatto contrario agli altri. Ammessa la<br />

buona fede e considerato che è difficile adeguarsi ai cambiamenti, le posizioni sono evidentemente<br />

contrarie alla sussistenza dei fatti ed inefficaci per distruggere l’effetto d’una deliberazione presa<br />

con applauso di tutti i buoni ed in forza … degli universali lamenti che ovunque e da ogni ceto di<br />

persone si sentivano sia pei maltrattamenti che nell’ospedale si usavano verso gli infermi, sia per<br />

la mala amministrazione che vi regnava: non è necessario soffermarsi troppo sul già noto dal<br />

momento che Monsignore Vescovo … l’accerterà per anco che a tanto giunge la disattenzione<br />

delle persone cui è attualmente affidato tale servizio che gli infermi tal fìata vi lasciarono i loro<br />

giorni senza che vi ricevessero gli ultimi conforti di nostra Santa Religione...<br />

Una tabella dimostrativa che mi riserbo di far compilare sullo stato della biancheria<br />

esistente in detto Stabilimento col confronto dell’ingenti somme che si sono spese nell’ultimo scorso<br />

1 Muore a Roma – Casa Generalizia – Via S. Maria in Cosmedin, 5 e chiede di essere sepolta nel Cim<strong>it</strong>ero S. Lorenzo<br />

nella terra, semplicemente da Suora della Car<strong>it</strong>à.


117<br />

decennio, altra simile sulla legna consumatovi, ed una terza sulle spese giornaliere, porrà, spero,<br />

in chiara luce lo spreco fatto e la sufficienza di mezzi sui quali si potrà abbondantemente contare<br />

per 1’adottamento del nuovo governo.<br />

La sola soggezione di dover sottoporre alla revisione della Commissione Provinciale dei<br />

Conti l’annuale rendiconto dell’ist<strong>it</strong>uto ha fruttato nel 1838 un’economia di £.. 8/m ( Otto mila ) e<br />

più, senza far caso delle tante spese portate sui residui perché evidentemente irregolari; col nuovo<br />

sistema potrà dunque temersi di non avere risparmi sufficienti per corrispondere la tenue<br />

retribuzione alle Suore di Car<strong>it</strong>à ?<br />

Nel bilancio pel 1840 havvi (sic) un fondo di risparmio di £. 1.717 ivi comprese le<br />

modificazioni introdotte da codesto Ministro, e meglio della somma di £. 2.100 mercè le maggiori<br />

entrate portate nel ruolo delle rend<strong>it</strong>e. … attenderò di conoscere insieme alla Superiora la di lei<br />

approvazione, le convenienti direzioni che Ella nell’alta sua saviezza stimerà d’impartirmi in<br />

propos<strong>it</strong>o, viste le quali potranno tostamente iniziarsi le necessarie pratiche colla Superiora delle<br />

anzidette Suore, e procedersi ad una straordinaria ricognizione di tutte le spese occorrenti per<br />

l’utilissima e desiata riforma” 1<br />

Segue risposta da parte del Signor Intendente di Asti il 3 gennaio 1840 che considera<br />

lodevole “il divisamento cui è addivenuta la Civica Amministrazione di Asti di affidare l’interno<br />

maneggio dello Spedale degl’Infermi alle Suore di Car<strong>it</strong>à ed io non posso che altamente<br />

commendarlo … Le r<strong>it</strong>orno pertanto l’atto di Consegna concernente questa bisogna che ella si<br />

compiacerà trasmettere insieme colla river<strong>it</strong>a sua lettera del 27 dell’ultimo scorso mese, altro non<br />

restando ad aggiungere pel cangiamento di quanto vi è stabil<strong>it</strong>o di entrare in trattativa colla<br />

Superiora delle Suore di Car<strong>it</strong>à per ottenere i soggetti che sono necessari all’Ist<strong>it</strong>uto” 2 .<br />

“L’Ordinato del vent<strong>it</strong>ré novembre u. s. n. 34 con cui questa amministrazione determinava di<br />

chiamare; ad impiegare in questo ospedale tre religiose della Congregazione delle Sorelle della<br />

Car<strong>it</strong>à di Vercelli … intendente del 6 cadente mese donde rilevasi essere stato dalla Reggia<br />

Segreteria di stato per gli Affari Esteri non solamente approvato ma eziandio commendato il<br />

suddetto divisamento.” 3<br />

Nel 1865 le suore presenti nell’Ospedale sono cinque.<br />

Il 23 giugno del 1946 un pieghevole testimonia i festeggiamenti in ricordo del 1° Centenario di<br />

venuta e permanenza delle Suore di S. Giovanna Antida Thouret all’Ospedale Civile di Asti.<br />

“L’Ospedale a distanza ormai di un secolo ha raggiunto il suo pieno sviluppo non solo<br />

nell’ampliamento dei locali, ma nell’applicazione dei r<strong>it</strong>rovati della scienza. Le sedici suore qui<br />

applicate erano in ottimi rapporti con le Autor<strong>it</strong>à civili ed ecclesiastiche … Il periodo bellico (‘40 -<br />

‘45) non ostacolava il funzionamento dell’opera, anzi essa richiedeva maggior assistenza perché<br />

grande era il numero dei fer<strong>it</strong>i che vi venivano accolti. Le incursioni non recavano gravi danni, ma<br />

vi era penuria di viveri. Con gli aiuti internazionali si riuscì a superare anche questa difficoltà”. 4<br />

“Nel dopoguerra si sono rimessi gradatamente in efficienza i locali con mezzi propri<br />

1<br />

AST – SEZ. I OPERE PIE mazzo ult. add. N. 15 - fotocopia ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI<br />

2<br />

AST – SEZ. I OPERE PIE mazzo ult. add. N. 15 - fotocopia ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI<br />

3<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI – MANOSCRITTO per copia conforme<br />

Moriondo Segretario<br />

4<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI - sintesi cenni sulla comun<strong>it</strong>à


118<br />

dell’Ente. Le suore in attiv<strong>it</strong>à, godevano sempre l’apprezzamento delle Autor<strong>it</strong>à religiose e civili e<br />

si prodigavano, con vero spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à, a sollievo dei sofferenti, seguendo l’esempio di quelle<br />

che le avevano precedute.<br />

Nel 1959 una grave disgrazia gettò nella costernazione tutto l’Ospedale.<br />

La mattina del 22 agosto, suor Delfina Magni che era stata Sorella servente nel 1917, era<br />

intenta, come di consueto, alla cucina dell’Ospedale quando, non si sa come, venne invest<strong>it</strong>a dal<br />

fuoco sprigionatosi da un fornello. Benché soccorsa prontamente non si poté ev<strong>it</strong>are la morte. Le<br />

fiamme, investendola in pieno, le bruciarono repentinamente viso e torace. Con virtù sorprendente,<br />

la suora sostenne lo spasimo delle scottature e trovò la forza di incoraggiare i parenti, accorsi al<br />

suo capezzale, i quali non potevano rassegnarsi a tanto dolore.<br />

Conservò lucid<strong>it</strong>à di mente fino ad un’ora prima del suo trapasso, che fu veramente<br />

invidiabile. L’esempio di fortezza, nel sopportare le atroci sofferenze, lasciò di essa un imper<strong>it</strong>uro<br />

ricordo.<br />

Passarono gli anni, incominciò la crisi di vocazioni, per cui non si potevano più sost<strong>it</strong>uire le<br />

Suore che venivano meno per età e per salute.<br />

Anche l’Amministrazione richiese i locali occupati dalle suore per adibirli ad ambulatori o<br />

camere per i malati.<br />

La comun<strong>it</strong>à, cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a solo più da 5 Suore: Suor Tommasina Grassi Superiora, Suor M.<br />

Zaveria Costamagna, Suor Costantina Cuni, Suor Stanislaa Perlo, Suor M. Luisa Ferrero, si é<br />

trasfer<strong>it</strong>a dall’interno dell’Ospedale nell’alloggio di via Alessandro Volta nel gennaio 1976:<br />

comincia così una nuova v<strong>it</strong>a.<br />

E’ stato un cambiamento molto pos<strong>it</strong>ivo: si é creato nella piccola comun<strong>it</strong>à un ambiente più<br />

sereno, più intimo, più famigliare, anche se questa nuova sistemazione ha presentato delle difficoltà<br />

come la lontananza dal posto di lavoro, dalla chiesa e dal centro, per le Suore non più<br />

giovanissime.<br />

Ha dato loro però la possibil<strong>it</strong>à di vis<strong>it</strong>are a aiutare persone anziane e sole, facendo<br />

iniezioni.<br />

Due Suore furono inser<strong>it</strong>e come lavoro in Ospedale, con un rapporto simile alle altre<br />

colleghe; una svolgeva la sua opera in un ambulatorio ortopedico, l’altra in un reparto di medicina<br />

generale, entrambe con qualifica di Infermiera generica.<br />

Nell’ambiente erano benvolute, accettate ed apprezzate, anche perché cercavano di essere<br />

delle vere suore, dando con gioia qualcosa in più dell’altro personale.<br />

Le Suore, prima del nuovo inquadramento, svolgevano mansioni di Capo-sala e perciò<br />

questo mutamento di qualifica e di mansioni, l’hanno pagato un po’ di persona …” 1 e certamente<br />

l’hanno sofferto.<br />

Nel 1990 (nel 1991 2 ), la comun<strong>it</strong>à sfrattata, trasloca in Via Prandone 2 e continua la sua<br />

missione con quattro componenti: suor Costantina Cuni Superiora, suor Ermanna Bellino, suor<br />

Stanislaa Perla ormai pensionate fanno piccoli servizi a t<strong>it</strong>olo di volontariato, suor M. Luisa<br />

Ferrero, vinto il concorso pubblico, svolge il suo servizio presso il Dipartimento Psichiatrico negli<br />

ambulatori e sul terr<strong>it</strong>orio.” 3<br />

Un cap<strong>it</strong>olo importante è scr<strong>it</strong>to da queste Suore nell’Astigiano a sollievo e conforto di tante<br />

inferm<strong>it</strong>à e sol<strong>it</strong>udini, si tratta di una presenza umile, discreta accanto a chi, credente o no, ha<br />

incontrato il sorriso di Dio che ha caratterizzato queste donne il cui solo obiettivo era servire Gesù<br />

Cristo e servire i poveri.<br />

Bella la loro testimonianza di fratern<strong>it</strong>à.<br />

1<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI<br />

2<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI contratto di locazione 1° gennaio 1991 – nel<br />

1989 risultano residenti in Via Falletti, n. 7<br />

3<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI - sintesi cenni sulla comun<strong>it</strong>à


119<br />

La proposta di soppressione, con riferimento alla seduta di Consiglio del 9 novembre 1999<br />

con ipotesi di chiusura è prevista per la fine di gennaio 2000 anche se in realtà il carteggio con la<br />

Madre Generale Marie Antoine Henriot la rimanda alla fine di marzo dello stesso anno.<br />

21 ottobre 1840 VOGHERA: LE SCUOLE di BENEFICENZA ANNESSE <strong>AL</strong>L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

“L’anno del Signore milleottocentoquaranta, questo giorno di lunedì diciannove del mese di<br />

ottobre in Voghera … si convoca il Consiglio di Amministrazione presieduto dal Presidente e si<br />

comunica che con atto di seduta del giorno sette corrente mese i prelodati Signori Presidente e Vice<br />

Presidente sarebbero stati dall’Amministrazione deputati a promuovere i necessari incombenti<br />

perché la Signora Superiora Generale, o Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à sotto la Protezione di<br />

S. Vincenzo de Paoli delle sorelle di car<strong>it</strong>à di Besançon, o Suore Bigie, all’oggetto di ottenere un<br />

numero sufficiente delle medesime per affidar loro non solo il regime interno – economico e<br />

personale dell’Ospedale ma si enziandio la direzione e lo insegnamento a darsi alle povere<br />

fanciulle della c<strong>it</strong>tà nella scuola gratu<strong>it</strong>a per esse instabil<strong>it</strong>a in sost<strong>it</strong>uzione delle Suore della<br />

Divina Provvidenza … erette in Torino dal Signor Cavalier Canonico Don Giuseppe Cottolengo,<br />

le quali avrebbero volontariamente rinunziato ad un tale esercizio ( erano rimaste cinque anni) …<br />

La Signora Suora Cecilia Guinard … Superiora Provinciale … provvederà l’Ospedale dei Poveri<br />

della c<strong>it</strong>tà di Voghera e l’Opera pia di Beneficenza al medesimo un<strong>it</strong>a di numero sei suore” 1<br />

quattro per l’Ospedale e due per la scuola che abbiano att<strong>it</strong>udine all’ammaestramento delle<br />

fanciulle. Segue la parte rifer<strong>it</strong>a all’Ospedale di 12 articoli. E’ firmata in calce dopo gli altri<br />

amministratori da:<br />

Pietro Muzio - Suor Cécile Guinard<br />

Iniziava un nuovo cammino della car<strong>it</strong>à in quel di Voghera; le scuole di beneficenza erano<br />

iniziate nel 1835, in segu<strong>it</strong>o ad una proposta al Consiglio Comunale e in adunanza Consigliare<br />

veniva accettato il 23 aprile 1835 di dare un sussidio di £. 500.<br />

Siccome il Governo provvedeva solo maestri per i fanciulli, la parte femminile era trascurata<br />

anche dai gen<strong>it</strong>ori che lasciavano le bambine alla questua.<br />

Con Decreto 2 maggio 1835 le Suore della Car<strong>it</strong>à si inseriscono in un contesto già<br />

organizzato. Nel 1844 viene chiesta un’altra suora per la scuola “la cui occupazione fosse<br />

l’ammaestrare … Nel rassegnare … questa pratica … posso astenermi di caldamente<br />

raccomandarla … non solo per il sommo bene di questa ist<strong>it</strong>uzione … ma ancora … per curare<br />

l’educazione di quel sesso che per natura è destinato a reggere i primi passi dell’uomo, ed ispirare<br />

negli animi ancor teneri i primi semi del religioso e sociale vivere” 2<br />

Il 20 maggio 1859 si ha la famosa battaglia di Montebello a cui seguono Palestro ( 30<br />

maggio) e Magenta (4 giugno) e S. Martino e Solferino la cui conclusione è l’Armistizio di<br />

Villafranca con Napoleone. I Piemontesi furono delusi per il cambio tra la Lombardia e Nizza e<br />

Savoia da cedere a Napoleone. Appunto nell’Ospedale da campo, a Montebello, una Suora della<br />

Car<strong>it</strong>à Suor Gaudenzia Toné (Martina nata a Valduggia (VC il 21 febbraio 1840 entrata al<br />

“Monastero S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli il 5 febbraio 1857 mancata a Voghera - Ospedale il 28<br />

giugno 1907), 3 darà prova di una tale dedizione in favore dei fer<strong>it</strong>i da mer<strong>it</strong>are onorificenze<br />

1<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI – CARTELLA V. 10 - VOGHERA manoscr<strong>it</strong>to -<br />

Convenzione 19 ottobre 1840<br />

2<br />

ACPV . COMUNITA’ SOPPRESSE - A 11 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di ASTI – fotocopia originale – AST – OPERE PIE N. 13<br />

3<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – e n.3 27 - ARMADIO<br />

PROVINCIA di TORINO - sorelle defunte 1903/2002 –


120<br />

impensabili.<br />

Nell’anno 1906 le alunne sono complessivamente 195 (65 per 1° classe; 70 per la 2° classe<br />

e 60 per la 3 ° classe), diminuiscono leggermente nel 1907 ( 186) e aumentano nel 1908 (215).<br />

I numeri pongono un certo problema per l’insegnamento e la disciplina.<br />

Nei mesi di vacanza le Suore insegnanti aiutano le altre in Ospedale.<br />

Gli esami non hanno effetto legale.<br />

Di loro si dirà: “sconosciute al mondo, acqua trasparente e feconda, senza appariscenza,<br />

nell’operos<strong>it</strong>à recond<strong>it</strong>a di buone azioni fatte sotto lo sguardo di Dio”.<br />

Suor Maria Giustina Sordello (era nata a Costigliole di Saluzzo (CN) il 21 marzo 1850 e<br />

morì a Voghera il 24 novembre 1923) aveva sedici anni, quando rispose alla chiamata di Dio e a<br />

diciotto, consegu<strong>it</strong>o il diploma di maestra di grado superiore, era già impegnata nelle Scuole di<br />

beneficenza annesse all’ospedale di Voghera dove per molti anni svolse un programma educativo<br />

di rara fecond<strong>it</strong>à. Le figlie del popolo diventate madri a loro vo1ta non dimenticavano le lezioni di<br />

bontà, di sacrificio e di pazienza ricevute come viatico alla v<strong>it</strong>a e alla fede. Cinquantatre anni di<br />

v<strong>it</strong>a oscura, intessuta di lavoro e di preghiera sono pure qualche cosa! L’altruismo e la filantropia<br />

laica al confronto non sono che fumo … Sr Giustina, … oscura eroina del Cristianesimo ci deve<br />

ancora insegnare come infatti ci insegna, che è soltanto alla scuola di sacrificio della religione di<br />

Cristo,… che si possono compiere azioni che ridondano sempre a vantaggio della civiltà”. 1<br />

Così lo scr<strong>it</strong>tore Franco Berra.<br />

Le scuole, molto frequentate, vengono soppresse nel 1911 dalla stessa Amministrazione che<br />

aveva bisogno dei locali.<br />

Nel periodo bellico 1940/1945 il fabbricato viene danneggiato e si dovette sfollare a<br />

Godiasco (PV) e a Salice Terme (PV) per un anno.<br />

Suor Callista Tosa e Suor Verena Ravanelli ebbero il riconoscimento delle loro fatiche nel<br />

1960 2 . Il coraggio delle suore si dimostrò anche nel disastro ferroviario del 30/31 maggio 1962 che<br />

fece 64 v<strong>it</strong>time. Le suore prestarono soccorso ai fer<strong>it</strong>i e assistenza ai moribondi componendo le<br />

salme, e raccogliendone le sparse spoglie.<br />

Il Presidente della Repubblica A. Segni e l’Onorevole Fanfani parteciparono ed ebbero<br />

parole di elogio per l’operato delle Suore, dei medici, degli infermieri e dei volontari.<br />

Dal 1975 la legislazione San<strong>it</strong>aria obbligava le Suore al Concorso ed esse furono costrette,<br />

nel 1976, su proposta dell’Amministrazione, che aveva bisogno di locali a lasciare la struttura<br />

ospedaliera.<br />

La sistemazione in alloggio non fu sub<strong>it</strong>o facile ma alla fine furono trovati dei locali adatti al<br />

numero delle suore.<br />

“La comun<strong>it</strong>à diventa polivalente nel 1989 ed il termine del servizio delle Suore in ospedale<br />

avviene nel 1992” 3 dopo 150 anni di storia.<br />

SUOR GAUDENZIA TONE’:UN LUOGO, UNA STORIA, UNA GUERRA e… UNA SUORA di CARITÀ<br />

Chi di noi non ricorda di essersi commosso leggendo le vicende della “Piccola Vedetta Lombarda”<br />

narrate da Edmondo De Amicis nel libro “Cuore”, uno dei capolavori della letteratura che ha<br />

affascinato intere generazioni e ha ispirato trasposizioni televisive e cinematografiche di grande<br />

successo?<br />

De Amicis ambienta l’episodio della “Piccola Vedetta Lombarda” durante la seconda guerra di<br />

1 ARCHIVIO COMUN<strong>AL</strong>E di VOGHERA<br />

2 furono fregiate con insegne cavalleresche .Nel 1896 Suor Callista Tosa e nel 1899 Suor Verena Ravanelli giovani<br />

suore avevano varcato la soglia dell’Ospedale di Voghera per dedicare la loro v<strong>it</strong>a alla car<strong>it</strong>à.<br />

3 ACPV - CARTELLA BREVE STORIA DELLE COMUNITA’ – ARMADIO EX PROVINCIA di TORINO


121<br />

Indipendenza, nel 1859; il 20 maggio si combatte la battaglia di “Montebello” in terr<strong>it</strong>orio pavese,<br />

non lontano da Voghera(PV).<br />

Da una parte sono schierati i Piemontesi di V<strong>it</strong>torio Emanuele II alleato con la Francia di<br />

Napoleone III e di fronte ci sono gli Austriaci, guidati dall’Imperatore Francesco Giuseppe.<br />

L’obiettivo era quello di portare tutto il nord Italia sotto il dominio sardo-piemontese (in realtà,<br />

solo la Lombardia passerà ai Savoia!). La storia della Piccola Vedetta la conosciamo tutti: un<br />

bambino di dodici anni (faceva il contadino ed era orfano di entrambi i gen<strong>it</strong>ori) sale con<br />

entusiasmo su un albero altissimo, osserva i movimenti delle truppe austriache e dall’alto della<br />

pianta offre informazioni agli ufficiali piemontesi che, però, inv<strong>it</strong>ano il ragazzo a scendere, per il<br />

rischio di qualche colpo di fucile.<br />

Il bambino non vuol sentire ragioni, è troppo importante la sua missione, in questo modo<br />

egli può aiutare i nostri soldati a vincere la battaglia.<br />

Un proiettile lo centra nel petto; la “piccola Vedetta” cade e muore tra la commozione dei<br />

presenti. Rimane un maestoso pioppo che ancora oggi viene indicato come “l’albero della piccola<br />

vedetta lombarda”: due cartelli, ai bordi della strada, lo ricordano ai passanti.<br />

La “battaglia di Montebello” causò un vero e proprio bagno di sangue: vi furono più di<br />

1500 tra morti e fer<strong>it</strong>i gravi, ma quello che De Amicis non scrisse a questo propos<strong>it</strong>o, forse perché<br />

nessuno era stato in grado di raccontarglielo, fu che in mezzo a quei morti e a quei fer<strong>it</strong>i, in quei<br />

giorni tristi, si aggirava un’altra piccola “Vedetta” che non era lombarda ma piemontese, che non<br />

era mossa dagli ideali del Risorgimento ma da quelli della Car<strong>it</strong>à.<br />

Il suo vest<strong>it</strong>o, una volta bianco, “aveva ormai il colore del sangue dei fer<strong>it</strong>i”: medicava, fasciava,<br />

consolava, pregava, chiudeva gli occhi, accompagnando il gesto con una carezza, a chi aveva<br />

chiuso gli occhi alla v<strong>it</strong>a terrena.<br />

Si chiamava Sr. Gaudenzia Toné: era l’angelo del Bene che si muoveva tra tanto male. A<br />

nessuno chiedeva quale fosse la sua patria: alleati o nemici, per lei erano tutti e solo dei ‘fratelli”<br />

da aiutare con amore.<br />

Con lei lavoravano, nel piccolo ospedale da campo, altre due Suore di Car<strong>it</strong>à distaccate<br />

dall’ospedale di Alessandria, lei veniva da quello di Voghera.<br />

A battaglia fin<strong>it</strong>a, i fer<strong>it</strong>i furono trasportati altrove e lei se ne tornò al suo ospedale.<br />

Gli sforzi, le fatiche, la v<strong>it</strong>a “grama” avevano minato il suo fisico ma non il suo spir<strong>it</strong>o.<br />

Una “spin<strong>it</strong>e acuta” a poco a poco piegò la sua schiena fino a ridurre di molto la sua statura e la<br />

costrinse a muoversi tra le corsie appoggiata ad un bastone.<br />

Il suo animo, però, da quella esperienza di crudo dolore, era usc<strong>it</strong>o ingigant<strong>it</strong>o nella car<strong>it</strong>à: Sr.<br />

Gaudenzia era per tutti l’incarnazione della bontà.<br />

Quarant’anni dopo, quando a Montebello fu eretto un monumento a ricordo di quella<br />

Battaglia che era costata un alto prezzo di v<strong>it</strong>e umane, qualcuno si ricordò di una certa Suora che<br />

aveva dato il meglio di se stessa per il bene dei fer<strong>it</strong>i...<br />

L’Archivio Storico di Voghera conserva un considerevole numero di documenti che parlano di<br />

festeggiamenti ufficiali e di riconoscimenti di notevole valore : la “Croce” della Repubblica<br />

francese, la “Medaglia d’argento” del Re d’Italia ecc. Nella Cappella mortuaria del Cim<strong>it</strong>ero di<br />

Voghera si può ancora ammirare la Corona Bronzea inviata dal Governo Francese in segno di<br />

riconoscenza.<br />

La nostra Suor Gaudenzia, che non si era stup<strong>it</strong>a del silenzio degli uomini prima, non si<br />

stupì del frastuono dopo, inv<strong>it</strong>ata a farlo dai Superiori, ringraziò con poche righe lim<strong>it</strong>andosi a dire<br />

che aveva fatto solo il suo dovere.<br />

Continuò a muoversi tra una corsia e l’altra, finché le sue forze glielo permisero. Poi andò a<br />

ricevere il premio in Cielo.<br />

Una sua ammiratrice, di lei ha lasciato scr<strong>it</strong>to: “Sr. Gaudenzia era una di quelle onorande


122<br />

e sublimi “Suore grigie” che riassumono la loro v<strong>it</strong>a nella frase semplice ed evangelica detta da<br />

una di esse: “Nous somme comme de 1’eau pure, qui coule sans couleur et sans saveur” ma a cui<br />

tutti vengono ad attingere perché la Sorgente è inesauribile.<br />

Eppure qualcosa in comune con la “Piccola Vedetta Lombarda” la bianca Suora che<br />

curava i fer<strong>it</strong>i ce l’aveva, ed era la giovane età: aveva 19 anni! Si chiamava Martina ed era nata a<br />

Valduggia (VC) il 21 febbraio 1840, era entrata al “Monastero S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli il 5<br />

febbraio 1857 e si spense a Voghera(PV) - Ospedale - il 28 giugno 1907.<br />

1840: è registrata l’apertura di SARZANA il 4 aprile con OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E e SCUOLE , è riportato<br />

il nome della Superiora “Suor Carmela Villavecchi fino al 1848” 1 data in cui le Suore lasciano<br />

l’opera.<br />

Nel 1841 si aprono le comun<strong>it</strong>à di: Intra (VERBANIA) ; Arona (NO) l’Ospedale e<br />

le Scuole, Borgomanero (NO) l’Ospedale, Saluzzo (CN) l’Asilo.<br />

1° maggio 1841 INTRA (VERBANIA) SCUOLE E ASILO<br />

La Superiora provinciale Suor Cecil Guinard invia ben otto Suore di Car<strong>it</strong>à per le Scuola che si<br />

aprono a Intra (Verbania) di cui cinque per la scuola “ Suor Marchina Cetti Superiora, Suor<br />

Dos<strong>it</strong>ea Dupray, Suor Iginia Badini, Suor Luigia Vignati, Suor Amalia Mazzola e tre per l’Asilo:<br />

Suor Felicissima Manfredi, Suor Silvia Bandi e Suor Ermanna Briccarelli” 2 che vi giungono il 1°<br />

maggio. La chiusura avviene nel 1870.<br />

4 novembre 1841 - LE SUORE DI CARITA’ ad ARONA - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SS. TRINITA”<br />

A 150 anni di distanza il giornale locale commemora l’operato delle suore:<br />

“Le Suore di S. Giovanna Antida iniziano in Arona la loro attiv<strong>it</strong>à assistendo i malati nel locale<br />

Ospedale. La prima Superiora fu Suor Paolina Martin. Nel 1849 si distinsero particolarmente per<br />

le cure amorevoli rivolte ai fer<strong>it</strong>i della battaglia di Novara (1^ guerra di Indipendenza Battaglia di<br />

Custoza - Novara)… il 31 maggio 1854 con l’inaugurazione dell’Asilo “Botticelli” le Suore<br />

allargarono il campo della loro azione all’educazione dei piccoli” 3 già iniziata precedentemente in<br />

altro locale.<br />

“Correva l’anno 1839 … Arona ebbe un nuovo Parroco Don Giuseppe Lissandrini (1839/1878) e<br />

un nuovo Sindaco Luigi Botticelli (1839/1849). Le sinergie di questi due grandi uomini …<br />

conversero verso un unico obiettivo: migliorare le condizioni di v<strong>it</strong>a della popolazione … dando<br />

primaria importanza a quei valori morali che portano verso il Disegno superiore di Dio”<br />

Utilizzando lasc<strong>it</strong>i di Bernardino Moriggia ( già vice Rettore del Borromeo di Pavia),<br />

Giuseppe Berrini e Teresa Castelli … dettero v<strong>it</strong>a a numerose iniziative quali asilo, scuole,<br />

ospedale … E furono loro a far venire, nel 1840 (sarà il 1841) nella nostra c<strong>it</strong>tà le Suore … in quel<br />

fatidico 1840 in cui l’unico fatto di rilievo fu la piena del lago, cominciò l’avventura delle nostre<br />

suore … Nel 1842 l’amministrazione Comunale ist<strong>it</strong>uì una scuola elementare affidandone<br />

l’insegnamento alle Suore della Car<strong>it</strong>à nella persona della Superiora Suor Paolina Martin<br />

1<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 - RUBRICA<br />

2<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – REGISTRO 1865. INTRA<br />

(VERBANIA)<br />

3<br />

ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO - Dal GIORN<strong>AL</strong>E “IL SEMPIONE”<br />

novembre 1991 “Da 150 ad Arona” – Le Suore di S- Giovanna Antida


(Superiora anche dell’Ospedale).” 1<br />

123<br />

Tutto procede regolarmente, non si hanno troppe notizie dalla corrispondenza ridotta<br />

all’osso tra l’Ente e la casa Provinciale. Nel 1916 la Convenzione perdura rinnovata nel tempo e nel<br />

1941, accogliendo le proposte della Superiora Provinciale Suor Raimonda Ferretti, si chiede di<br />

portare il numero delle suore a sei.<br />

L’Amministrazione“ha determinato di accettare la Convenzione proposta per il servizio<br />

delle Suore … che avrà decorrenza dal 1° gennaio … il numero delle Benemer<strong>it</strong>e Suore sarà<br />

portato a sei” 2 la pos<strong>it</strong>iva risposta non si fa attendere, il 7 novembre 1941 scrive: “mi farò<br />

premura di provvedere una sesta suora. … Mi è giunto assai grad<strong>it</strong>o l’inv<strong>it</strong>o a partecipare alla<br />

feste di inaugurazione del 9 corrente mese poiché l’avvenuto ampliamento dà al Nosocomio aspetto<br />

grandioso e degno della bella c<strong>it</strong>tadina di Arona, prospettando un’era di beneficenza rispondente<br />

ai tempi”. 3<br />

Qualcosa sta cambiando per le Suore della Car<strong>it</strong>à che sentono l’esigenza di essere più a<br />

contatto con i malati e lasciano posti meno diretti come i servizi di portineria e telefono il 15 ottobre<br />

1962 e il servizio in sala Operatoria il 22 ottobre 1965 perché“anche la Chiesa ci inv<strong>it</strong>a ad<br />

occuparle solo nell’assistenza diretta ai malati”. 4<br />

Il 1° settembre 1970 le suore sono tre e l’Amministrazione lamenta questo calo. Il 27<br />

settembre 1975 si chiede da parte della Superiora Provinciale Suor Adelaide Formenti la<br />

possibil<strong>it</strong>à di partecipare al Concorso per l’immissione in ruolo, cosa non concessa sub<strong>it</strong>o per<br />

questioni di organico.<br />

Nel 1983 resta l’inserimento di una sola suora la cui presenza è molto difesa,<br />

dall’Amministrazione; il “21 febbraio 1995” 5 si chiude il servizio infermieristico presso l’USSL.<br />

13.<br />

6 novembre 1841 - BORGOMANERO (NO) - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

In oggetto alla lettera all’Arcivescovo di Vercelli del 29 aprile 1841 inviata dalla R. Intendenza<br />

della Divisione di Novara troviamo scr<strong>it</strong>to: “Suore di Car<strong>it</strong>à da introdursi nello spedale di<br />

Borgomanero” 6 e continua “l’Amministrazione dell’Ospedale degli Infermi retto in Borgomanero,<br />

convinta dell’utile … per l’ammissione delle Suore della Car<strong>it</strong>à, con un convocato del 8 corrente<br />

mese, avrebbe deliberato, l’introduzione nel proprio stabilimento di tre delle dette suore da<br />

trascegliersi fra quelle della famiglia stabil<strong>it</strong>a in codesta c<strong>it</strong>tà, una delle quali fosse atta e volesse<br />

… assumersi l’incarico della scuola alle povere figlie.” 7 e c<strong>it</strong>a quanto in precedenza (il 23 aprile)<br />

con analoghi termini aveva detto rivolgendosi al Ministro degli Interni e chiedendo l’autorizzazione<br />

1 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - FOTOCOPIA - Arona e<br />

Suore della car<strong>it</strong>à di S. Giovanna Antida , pag 2<br />

2 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - corrispondenza - Ospedale<br />

SS Trin<strong>it</strong>à prot. 1012<br />

3 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - corrispondenza - al<br />

signor Geometra Roberto Colombo<br />

4 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – corrispondenza – al<br />

Direttore Silvio Flamini - Suor Ermengarda Fontana Superiora Provinciale<br />

5 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE CARTELLA A. 12 - ARONA (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – Quaderno delle relazioni:<br />

vis<strong>it</strong>e alla comun<strong>it</strong>à<br />

6 ACPV - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - copia originale manoscr<strong>it</strong>to – 8 aprile 1841<br />

7 ACPV - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - 29 aprile 1841


a procedere in caso affermativo.<br />

124<br />

La risposta del 26 aprile, ampiamente pos<strong>it</strong>iva, sollec<strong>it</strong>a ad introdurre le pratiche<br />

rivolgendosi all’Ordinario Diocesano di Vercelli.<br />

Viene data ampia facoltà di “fare tutte quelle spese che saranno certamente necessarie per lo<br />

stabilimento delle Suore” 1<br />

Ha inizio così il lungo cammino di 158 anni di presenza all’Ospedale di Borgomanero,<br />

prima all’interno dell’Ist<strong>it</strong>uzione, poi il 7 ottobre 1982 un<strong>it</strong>e alla comun<strong>it</strong>à della Scuola Materna<br />

“Immacolata” e “con atto deliberativo dato a Borgomanero l’11 aprile 1997 si fa una<br />

Convenzione per le funzioni di Sacrestania …<br />

firmato Suor Maria Chiara Rogatti Superiora Provinciale<br />

Direttore USL 13 Remo Villa” 2<br />

Come in altri ospedali la legge che concede l’inserimento in ruolo delle Religiose è legata<br />

alla persona che termina il suo servizio come tutti gli altri dipendenti e non ha più una sost<strong>it</strong>uzione<br />

come prevedeva la Convenzione e quindi: “Il termine del servizio di una religiosa è dovuto ad un<br />

motivo burocratico, … era entrata all’ospedale con regolare concorso; era diventata Capo sala …<br />

ha raggiunto i sessant’anni è costretta al pensionamento”. 3<br />

Quindi lo stesso giornale in un altro articolo t<strong>it</strong>olato “L’ospedale saluta le suore”, spiega<br />

“Dal 1° novembre, dopo 158 anni, all’ospedale Santissima Trin<strong>it</strong>à di Borgomanero, non è in<br />

servizio nessuna Suora. … Le Suore dal 1974 vengono assunte negli ospedali attraverso i normali<br />

concorsi … sottolinea il dottor Augusto Cavagnino, direttore san<strong>it</strong>ario del nosocomio di<br />

Borgomanero: le suore sono sempre state molto apprezzate, sia per la loro professional<strong>it</strong>à che per<br />

la loro disponibil<strong>it</strong>à. … I mezzi tecnici non sost<strong>it</strong>uiscono certo le Suore, verso le quali va tutta la<br />

nostra grat<strong>it</strong>udine ed a cui purtroppo dobbiamo rinunciare”. 4<br />

Un altro trafiletto “non accadeva dal 1841”, con rammarico constata che, “si chiude così un<br />

cap<strong>it</strong>olo non solo per l’ospedale di Borgomanero, ma per tutta la c<strong>it</strong>tà ed il terr<strong>it</strong>orio che grav<strong>it</strong>a<br />

intorno a Borgomanero”. 5<br />

Ogni Suora della Car<strong>it</strong>à che ha operato in questi 158 anni mer<strong>it</strong>erebbe degna menzione, per<br />

aver offerto nel quotidiano immediato soccorso in tante difficoltà ed in umili o professionalizzati<br />

servizi, ma purtroppo, neppure siamo in grado di sapere, con esattezza, il numero delle Suore,<br />

sappiamo però che, il segno della car<strong>it</strong>à, è rimasto, a gloria di Dio e per il Bene di molti.<br />

9 luglio 1841 - S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASILO INFANTILE “REGINA MARGHERITA”<br />

Una “ Relazione storica” - datata Saluzzo 18 maggio 1872 – ci fornisce notizie importanti: “Già<br />

da molti anni colti c<strong>it</strong>tadini di Saluzzo tenevano l’occhio all’ognor crescente numero di bimbi<br />

lasciati negletti dai loro gen<strong>it</strong>ori nelle pubbliche vie della C<strong>it</strong>tà ed esposti a continui pericoli,<br />

riflettendo con dispiacere sulla imperdonabile trascuratezza delle famiglie e sulla mancanza di<br />

educazione e di istruzione adatte a quella tenera età: questo fece nascere in molti la felice idea di<br />

1<br />

AST SE. 1 – OPERE PIE – mazzo ult. Add. N. 26<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - Convenzione<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E -<br />

Giornale:L’Informatore 6 novembre 1999 “Dal 1° novembre, dopo 158 anni”<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – L’Ospedale saluta le<br />

Suore<br />

5<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA B 8 – BORGOMANERO (NO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - sabato 6 novembre<br />

1999.


125<br />

impiantare anche in Saluzzo un Asilo Infantile, come alcuni esistevano già in altre C<strong>it</strong>tà.<br />

Volgeva in allora l’anno 1840. La proposta di erigere un tale Stabilimento incontrò favore presso<br />

tutti i c<strong>it</strong>tadini ben pensanti, parimenti presero interessamento le autor<strong>it</strong>à Amministrative ed<br />

Ecclesiastiche in specie il Vescovo di allora Mons. Antonio Gianotti” 1<br />

Lo scopo educativo rivolto alle classi povere era un modo per aiutarle a migliorare la loro<br />

condizione. Trovato lo stabile, formato il Consiglio di Amministrazione presieduto dal Vescovo, si<br />

nominarono 12 Vis<strong>it</strong>atrici il cui comp<strong>it</strong>o consisteva nel sorvegliare che tutto procedesse<br />

regolarmente all’Asilo.<br />

Il Vescovo avendo avuto già modo di conoscere le Suore della Car<strong>it</strong>à si rivolse a Suor<br />

Cecilia Guinard, Superiora Provinciale per chiedere due Suore.<br />

Suor Cecilia nella lettera del 9 luglio 1841 scrive:<br />

“Mio divisamento si era quello di accompagnare costì le care mie Suore, ma avendomi<br />

l’Amministrazione del luogo fatte le più vive istanze perché si accelerasse la loro venuta stante<br />

l’urgente necess<strong>it</strong>à in cui si trova la Casa per l’assenza delle due Sorelle Maestre, questo mi ha<br />

reso impossibile l’adempimento del mio progetto, dovendomi invece in questo tempo recare altrove,<br />

onde mi fa d’uopo delegare una Suora che, supplendo alle mie veci godesse anche del piacere di<br />

ossequiarLa. … ben mi giova sperare ch’Ella sia per accogliere le calde e sincere mie<br />

raccomandazioni con cui affido alla protezione di V. S. Ill.ma e Rev.ma coteste mie Suore,<br />

instantemente pregandoLa anche per la scelta di un saggio Direttore Spir<strong>it</strong>uale che la saviezza di<br />

Lei saprà loro assegnare.<br />

Umilissima e Dev.ma Serva Suor Cecilia Guinard” 2<br />

Le Suore formano comun<strong>it</strong>à con quelle dell’Orfanatrofio, almeno fino al 1868, e in tutto<br />

sono otto. “Il personale della Scuola — precisa il nostro memorialista — fu cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o da due<br />

Maestre Monache di S. Vincenzo dette Suore Bigie e, successivamente non essendo sufficienti solo<br />

due ne fu nominata una terza con altrettante sotto-maestre ed una cuoca per la confezione delle<br />

refezioni giornaliere” 3 .<br />

Si fece poi ricorso al Regio Governo per l’approvazione di questo Ist<strong>it</strong>uto che avvenne con<br />

Decreto del 2 marzo 1841. I bambini accolti, fin da1 primo anno variarono da 250 a 270.<br />

L’asilo Infantile suddetto era mantenuto in v<strong>it</strong>a da una Società di Azionisti e da offerte e<br />

lasc<strong>it</strong>i di Benefattori. La Regina Margher<strong>it</strong>a concedeva l’onore di int<strong>it</strong>olarlo alla sua augusta<br />

persona e mandava un suo contributo ed un magnifico servizio d’argento per una lotteria di<br />

beneficenza a favore dell’Ente.<br />

Nel 1870 il Consiglio di Amministrazione si pone già il problema di una succursale, dato<br />

l’elevato numero di bambini che si realizzerà, e tale rimarrà nel tempo senza la supervisione della<br />

Suora prima e con la supervisione poi, dati i problemi insorti.<br />

I lasc<strong>it</strong>i del Canonico Depetas permisero la sussistenza ad entrambi.<br />

Dal 15 luglio 1930 si aprì l’Oratorio negli stessi locali con l’offerta della Parrocchia di £.<br />

500. Due gli Asili, ma unica la gestione.<br />

La Convenzione impegnava la Congregazione a mantenere la presenza di tre Suore<br />

nell’Asilo principale “Regina Margher<strong>it</strong>a”: nel 1972, con la crisi di vocazioni, subentra una maestra<br />

laica come t<strong>it</strong>olare e nel 1989 cesserà la presenza delle suore con la fine del servizio di Suor Maria<br />

Luisa Lerda.<br />

“ La conclusione dell’anno scolastico segna la fine di questa comun<strong>it</strong>à. La decisione … è<br />

1 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE S. 11 - S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASILO – Relazione storica -<br />

2 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE S. 11 - S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASILO<br />

3 ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE S. 11 - S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASILO


126<br />

stata presa con l’Amministrazione e con l’Ordinario del luogo”. 1<br />

L’Asilo ha mantenuto la sua primaria ispirazione cattolica e i bambini sono 110, anche se è<br />

presente e vivo il rimpianto per la mancanza della Suora. Le assenze lasciano vuoti di cui resta non<br />

solo la memoria di una realtà di un Bene seminato per sempre.<br />

Nel 1842 si aprono quattro case: Saluzzo (CN), Sospello (NIZZA) 2 aperta il 6<br />

giugno e chiusa nel 1861, Ulelle (NIZZA) 3 aperta il 12 giugno 1842 e chiusa nel<br />

1861 4 , Cagliari - Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

15 luglio 1842 - S<strong>AL</strong>UZZO (CN) - UN ORFANOTROFIO CHE RESISTE NEL TEMPO<br />

“Detto Orfanotrofio, retto da un Consiglio di Amministrazione di notevole prestigio, s<strong>it</strong>o nel<br />

capoluogo del Marchesato, osp<strong>it</strong>ava circa un centinaio di fanciulle orfane, dando la precedenza a<br />

quelle della C<strong>it</strong>tà.” 5<br />

Verso gli anni 1830 era stato affidato alle Suore Giuseppine di Grenoble: una copiosa<br />

corrispondenza della Madre Generale, Sr. Marie Claire, dimostra che si era ben presto creato uno<br />

stato di tensione tra le Suore e il Consiglio di Amministrazione che le accusava di trattare male le<br />

ragazze e di aver fatto dell’Ist<strong>it</strong>uto una fonte da cui trarre vocazioni religiose. 6<br />

Una Lettera Circolare del Primo Segretario di Stato sul modo di provvedere al sollievo e<br />

all’assistenza dei poveri”, in data 1833 tesseva la storia delle Suore di Car<strong>it</strong>à di Besançon e ne<br />

faceva una presentazione lusinghiera: “accudiscono alla cura degli infermi negli spedali, ed<br />

all’educazione delle fanciulle della classe popolare e povera. Si occupano eziandio<br />

dell’ammaestramento delle .fanciulle di civil condizione.<br />

La loro car<strong>it</strong>à è instancabile e, quantunque il loro Ist<strong>it</strong>uto abbia fresca origine si è il<br />

medesimo meravigliosamente allargato, effetto questo dei segnalati vantaggi che queste Suore<br />

arrecano all’uman<strong>it</strong>à ecc.” 7<br />

Il 23 giugno dell’anno 1842 veniva siglata una Convenzione a firma del Consiglio di<br />

Amministrazione e della Superiora Provinciale di Vercelli Suor Cecilia Guinard; per la Diocesi<br />

firmava il cancelliere Mons. Carlo di Monale.<br />

Suor Cecilia Guinard si impegnava a destinare cinque Suore all’educazione e all’istruzione<br />

delle fanciulle dell’Orfanotrofio che erano ben 72 e le Suore si impegnavano a prendere servizio<br />

entro il 30 luglio dello stesso anno. L’Amministrazione dell’Orfanotrofio di questa C<strong>it</strong>tà, nella<br />

persona degli Ill. mi Signori Barone Carlo Stocca (Sindaco), dell’Avvocato Chiaffredo Pozzi,<br />

del Cavaliere Carlo Buglioni di Monale e di Domenico Brocchi, componenti eccedenti di due<br />

terzi dell’ordinaria direzione da una parte e della Reverenda Suora Cecilia Guinard, Provinciale<br />

del Monastero S. Margher<strong>it</strong>a in Vercelli, dell’Ordine delle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di<br />

S. Vincenzo de Paoli rappresentante la Superiora Generale residente in Napoli, dall’altra, hanno<br />

1<br />

ACPV - COMUNITA’ SOPPRESSE S. 11 - S<strong>AL</strong>UZZO ASILO - RELAZIONI VISITE COMUNITA’ LOC<strong>AL</strong>I - Suor<br />

Maria Giuseppina Viola<br />

2<br />

Dizionario generale geografico statistico degli stati Sardi Di Guglielmo Stefani (Web ricerca con Google) –<br />

Oggi è terr<strong>it</strong>orio francese.<br />

3<br />

C<strong>AL</strong>ENDARI GENER<strong>AL</strong>I PEI REGII STATI di SARDINIA (Web ricerca con Google) –<br />

N. B. di Sospello e di Ulelle se ne parla nella richiesta delle suore per Tenda (Nizza)<br />

4<br />

ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA - SOSPELLO<br />

5<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN)<br />

6<br />

ARCHIVIO VESCOVILE di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) – epistolario M. Marie Claire -<br />

7<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) - Giuseppe Frodatti - 1833 Torino –


127<br />

convenuto e convengono quanto sopra. cioè:<br />

1. “ La predetta Suora Cecilia si obbliga a destinare numero cinque delle Suore di detto di lei<br />

Monastero all’educazione e all’istruzione delle Orfane e all’amministrazione interna di<br />

questo Orfanotrofio a norma del cap<strong>it</strong>olo quinto e sesto del relativo regolamento approvato<br />

da S.S. di M. in data 12 gennaio 1842, fatte però quelle modificazioni che possono per<br />

avventura essere sugger<strong>it</strong>e o prescr<strong>it</strong>te dalla succ<strong>it</strong>ata S. M., le quali Suore dovranno<br />

prendere possesso di questo stabilimento non più tardi del trenta prossimo luglio, dei quali<br />

cap<strong>it</strong>oli di Regolamento si dichiarava la predetta Sr. Cecilia pienamente edotta per averne<br />

prima d’oggi avuta l’opportuna comunicazione in Vercelli.<br />

2. L’Amministrazione si impegna a fornire un decente alloggio e biancheria da tavola e da<br />

letto, inoltre si impegna a dare un conveniente nutrimento consistente in: minestra, due<br />

pietanze e frutta nei due pasti principali ed una semplice colazione di caffè e latte al mattino<br />

e ciò oltre la corrispondenza annua di una pensione di lire centoventi caduna pel<br />

mantenimento del vestiario e lingeria personale, pagabile tal pensione in modo anticipato<br />

nelle mani della Superiora o di altra Suora da essa deputata.<br />

3. Le Suore assal<strong>it</strong>e da malattia o da indisposizione saranno curate a spese del presente<br />

Stabilimento senza detrazione della c<strong>it</strong>ata pensione, purché non si tratti di cure<br />

straordinarie e di medici estranei a quelli stipendiati dallo Stabilimento<br />

4. Le spese della posta sono a carico dello Stabilimento<br />

5. Sono pure a carico dell’Orfanotrofio le spese del primo viaggio per condurre in questa<br />

C<strong>it</strong>tà le Suore che vi debbono soggiornare e quelle di eventuali trasferimenti di alcune di<br />

esse, se richiesti dall’Amministrazione e non in caso contrario.<br />

6. Il cambiamento delle Suore è affidato al rispettivo arb<strong>it</strong>rio delle parti, qualora ci sia un<br />

plausibile motivo per l’una o l’altra parte.<br />

7. La Superiora Provinciale sarà libera di vis<strong>it</strong>are le Suore dell’Ist<strong>it</strong>uto e anzi sarà sempre di<br />

gradimento in tali circostanze il poter conferire con essa per il migliore andamento<br />

dell’Opera,<br />

8. Le Suore che si recheranno a dirigere internamente questo Orfanotrofio dipenderanno<br />

interamente da questa Amministrazione, non intendendo la medesima opporre ostacolo alle<br />

Regole del loro Ordine.<br />

9. La presente Convenzione avrà la durata di tre, sei, nove anni, con l’obbligo di rivederla in<br />

caso di necess<strong>it</strong>à, dandone il preavviso sei mesi prima<br />

10. Accadendo il fatto che una o più Suore, dopo dieci anni di servizio in questo Ist<strong>it</strong>uto, per<br />

motivi di salute o di vecchiaia, diventassero inabili al lavoro, l’Amministrazione si farà<br />

obbligo di provvedere al loro mantenimento nell’Opera oppure di corrispondere un’annua<br />

pensione di lire cento cinquanta.<br />

11. Nel prendere le Suore il possesso di questo Stabilimento, la Suora Superiora farà con un<br />

delegato dell’Amministrazione un inventano di tutti i mobili esistenti in esso e del corredo di<br />

ogni orfana.<br />

12. Tutte le persone presenti firmano il contratto.<br />

Saluzzo il 23 giugno milleottocento quarantadue<br />

Seguono le firme del Presidente e degli Amministratori<br />

per la Diocesi firma il Cancelliere Can. Carlo di Monale<br />

per le Suore la Superiora Provinciale Suor Cecilia Guinard” 1<br />

Tale Convenzione verrà poi rinnovata il 19 gennaio 1852 con delega della Superiora Provinciale<br />

Sr. Melania Mantelli (a firma della Superiora locale Sr. Emilia Pavaranza).<br />

1 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) - Giuseppe Frodatti - 1833 Torino


128<br />

L’Archivio Comunale di Saluzzo fornisce copiosi documenti di una certa importanza a cui fanno<br />

segu<strong>it</strong>o lettere delle Superiore Provinciali che si sono succedute nel tempo:<br />

Suor Adele Gianetti, Suor Sigismonda Franzini, Suor M. Eusebia Fontana, Sr. Margher<strong>it</strong>a<br />

Basso, Sr. Virginia Bolla, Sr. M. Costanza Mirone, Sr. Maddalena Pavese, Sr. Rosangela Ruatta.<br />

Nell’anno 1979 la Superiora Provinciale, Sr. Rosangela Ruatta comunica al Consiglio di<br />

Amministrazione la decisione di r<strong>it</strong>irare le Suore entro la fine dell’anno scolastico, cioè a fine<br />

giugno 1980 e qui finisce la storia della permanenza delle Suore di Car<strong>it</strong>à all’Orfanotrofio di<br />

Saluzzo.<br />

Le motivazioni addotte: anzian<strong>it</strong>à delle Suore, impossibil<strong>it</strong>à di sost<strong>it</strong>uirle.<br />

Il Presidente informa i Consiglieri che, “essendo risultate vane tutte le pressioni fatte, per<br />

farla recedere da questa decisione, occorre pensare a trovare un’altra Congregazione e, in caso<br />

negativo, a mandare le minori che non hanno una loro famiglia, presso altri Ist<strong>it</strong>uti, pagando la<br />

retta”. 1 “.<br />

I documenti dell’Archivio comunale ci dicono che le Suore in servizio erano ancora nove.<br />

Negli elenchi delle “fanciulle” educate dalle nostre Suore in questo stimato Collegio e gelosamente<br />

custod<strong>it</strong>i nel tempo, si scoprono con commozione i nomi di tante Suore che hanno dato lustro<br />

all’Ist<strong>it</strong>uto e alla Congregazione con la loro intelligenza e la loro preparazione.<br />

Un’anziana Signora (ex orfanella dell’Ist<strong>it</strong>uto) ricorda la sofferenza delle Suore che si<br />

industriavano in tutti i modi per alleviare la fame specialmente delle bambine più piccole. “E quante<br />

notti di preghiera passavano davanti al SS. mo perché la Divina Provvidenza venisse in loro aiuto!<br />

La povera Superiora immancabilmente, ogni mattina ripassava in tutte le panetterie e nei negozi<br />

alimentari, facendo sempre le sol<strong>it</strong>e richieste, ma più nessuno faceva cred<strong>it</strong>o, perché già troppi<br />

erano i deb<strong>it</strong>i contratti. Quanta sofferenza per le orfane per le povere Suore in quegli anni di crisi!<br />

Quando finalmente una certa Amministrazione cosciente si fece carico del grave peso che<br />

incombeva su tutti, le sorti economiche migliorarono fino a raggiungere la normal<strong>it</strong>à” 2 .<br />

L’Ist<strong>it</strong>uto continuò, negli anni di guerra, la missione per cui era stato fondato, anche se nel<br />

periodo bellico e immediatamente dopo,<br />

dovette ridurre i numeri delle assist<strong>it</strong>e da 70<br />

a 50.<br />

Si cercò sempre di dare alle orfane<br />

una solida e profonda formazione morale e<br />

religiosa, che le aiutasse ad affrontare le<br />

difficoltà della v<strong>it</strong>a nonché un’istruzione<br />

adeguata. Dopo la Scuola Elementare alcune<br />

ragazze frequentavano la Scuola di<br />

Avviamento o la Media, mentre altre si<br />

dedicavano all’arte del ricamo.<br />

1° giugno 1968: a caratteri cub<strong>it</strong>ali<br />

un giornale dell’epoca t<strong>it</strong>ola: “Morta Sr.<br />

Giovanna Colombera - L’umile Suora di<br />

Car<strong>it</strong>à ricamò il corredo del Principe<br />

ered<strong>it</strong>ario ( Umberto )”. Aveva 75 anni e<br />

ad eccezionali doti di organizzatrice univa un grande spir<strong>it</strong>o di iniziativa. “fin dall’infanzia si era<br />

1 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) - Giuseppe Frodatti - 1833 Torino<br />

2 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) - Giuseppe Frodatti - 1833 Torino


129<br />

dedicata al ricamo e ne era diventata espertissima: insegnò quell’arte alle orfanelle che le erano<br />

affidate e, scegliendo le più dotate, ist<strong>it</strong>uì un laboratorio che acquistò ben presto larga notorietà.<br />

Molte famiglie dell’alta borghesia e dell’aristocrazia ricorrevano all’arte di quelle abili<br />

ricamatrici; fra queste anche Casa Savoia che affidò al laboratorio di Suor Giovanna la confezione<br />

del corredo del Principe Umberto in occasione delle sue nozze; un corredo che rimase anche<br />

esposto all’ammirazione del pubblico in un grandioso negozio di Alessandria … In considerazione<br />

delle sue doti di organizzatrice, nel 1955 i Superiori le affidarono la Direzione dell’Orfanatrofio di<br />

Saluzzo che rifiorì ed ebbe notevole impulso diventando un grande educandato”. 1<br />

Degna di nota la lettera che il Vicario Generale Cap<strong>it</strong>olare, Mons. Alfonso Buglioni di<br />

Monale in data 16 gennaio 1866, 2 a nome del Vescovo, scriveva in difesa della Superiora Generale,<br />

Madre Carolina Chambrot, in cui veniva fortemente sottolineato che la suddetta Madre aveva<br />

sempre provveduto quanto era necessario alle sue Suore e che esse non trovavano alcuna forma di<br />

autor<strong>it</strong>arismo nel suo modo di governare.<br />

Interessante anche la richiesta fatta al Consiglio di Amministrazione dalla Superiora<br />

Provinciale di Borgaro, Sr. Eusebia Fontana, di poter mandare, in pensione, dietro pagamento, le<br />

giovani Suore studenti perché potessero frequentare le Scuole Normali, a Saluzzo (si trattava della<br />

prima scuola esistente nella Provincia di Cuneo).<br />

La richiesta fu esaud<strong>it</strong>a e molte Suore della Provincia Religiosa di Torino vennero a<br />

Saluzzo a studiare anche negli anni a venire.<br />

2 novembre 1842 - CAGLIARI – UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE NELL’ ISOLA -<br />

“L'Ospedale Mil<strong>it</strong>are dalla metà dell'Ottocento ha sede nel complesso monastico cinquecentesco di<br />

San Michele. Si tratta di una ist<strong>it</strong>uzione gesu<strong>it</strong>ica voluta dal vescovo di Ampurias che comprende<br />

anche la chiesa e la sagrestia. La chiesa fu costru<strong>it</strong>a nel secondo Seicento e cost<strong>it</strong>uisce un notevole<br />

esempio di arch<strong>it</strong>ettura rococò. All'interno le decorazioni e gli arredi sono di epoca di poco<br />

posteriore all'edificazione della chiesa. Vanno menzionate la decorazione p<strong>it</strong>torica ad affresco<br />

della sagrestia, opera di Colombino e Altomonte, e le tele sulle quali sono raffigurati i santi, che<br />

presentano cornici preziose coperte di foglia d'oro” 3 (www.ipalazzi.<strong>it</strong>/palazzo/p_1569.html)<br />

Qui entrano le Suore della Car<strong>it</strong>à, come già negli Ospedali del Piemonte, chiamate da S. M.<br />

IL Re Carlo Alberto il 2 novembre 1842.<br />

Sr. Antonietta Rollier invia a Mons. Negri una lettera-diario alquanto poetica, in cui descrive<br />

il suo viaggio in Sardegna. “Dopo aver solcato i flutti burrascosi del mare per raggiungere<br />

Cagliari, si r<strong>it</strong>orna a Genova, riprendendo la riviera per Nizza, si passano le Alpi ed eccoci a<br />

Torino; dopo due mesi di assenza mi è molto dolce il tornare alla casa che mi è stata destinata e<br />

l’avvicinarsi delle feste natalizie riempie il mio cuore di consolazione, fornendormi la felice<br />

occasione di trasportarmi ai piedi di Vostra Eccellenza per pregarvi di gradire tutti i miei più cari<br />

auguri di buone feste e di buon anno, pregando Gesù Bambino che riversi con più abbondanza del<br />

sol<strong>it</strong>o su Vostra Eccellenza tutte le grazie che Voi potete desiderare. …<br />

l’umil. ma ed obbl. ma figlia<br />

Soeur Antoinette Rollier” 4<br />

1 Da “IL BIELLESE” di SANDRO CROTTA.<br />

2 ARCHIVIO STORICO VESCOVILE di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) – manoscr<strong>it</strong>to – fotocopia - ACPV - COMUNITA’<br />

SOPPRESSE S. 8 bis.<br />

3 www.ipalazzi.<strong>it</strong>/palazzo/p_1569.html<br />

4 ACPV – ARMADIO 4 – 4.4 - DOCUMENTI STORICI – STORIA DELL’ISTITUTO - SUOR MARIA GRAZIA<br />

TRAVERSO pag. 165 –Suor Antonietta Rollier ha accompagnato le Suore -


130<br />

Sappiamo che nel 1865 le suore erano nove:<br />

1. “Suor Alfonsina Molinari Superiora<br />

2. Suor Agata Acornero<br />

3. Suor Teresa Castiglioni<br />

4. Suor Giud<strong>it</strong>ta Jance<br />

5. Suor Ifisia De Martini<br />

6. Suor Aloisia Faraut<br />

7. Suor Vincenza Boria<br />

8. Suor Maria Gario<br />

9. Suor Eusebia Carlini” 1<br />

Nel 1869 erano solo più otto e percepivano la somma complessiva annuale di £. 2.700.<br />

Nel “1902 la comun<strong>it</strong>à, nella sua gestione, passa alla Provincia di Roma” 2 le suore sono<br />

ancora sei..<br />

Troviamo un elenco di nomi, di tempi, di v<strong>it</strong>e che non hanno avuto paura dell’ignoto, del<br />

lontano, dell’impossibile, perché hanno scommesso sull’Unico capace di riempire una v<strong>it</strong>a e di<br />

darle peso.<br />

Il 1843 conta al suo attivo: Cuneo l’Ospizio S. Teresa il 15 giugno, Cherasco 10<br />

ottobre, Fossano(CN) 20 dicembre l’Ospizio di Car<strong>it</strong>à.<br />

15 giugno 1843 - CUNEO - OSPIZIO di CARITA’ “ DELL’ANNUNZIATA”<br />

I registri dell’Archivio della Casa provinciale in Vercelli, in una rubrica segnata dal tempo<br />

per colore e forma, ma con una calligrafia curata e precisa porta fino al 1865 il nome della Sorella<br />

Servente della comun<strong>it</strong>à “Suor Elena D<strong>it</strong>etraz nata a Sevrier il 26 agosto 1810 con un compenso<br />

(nel 1844) di £. 200 e le suore presenti nel 1865 sono quattro” 3 . il nominativo corrisponde ad altri<br />

registri di tempi immediatamente successivi o precedenti, e si parla di ospizio “S. Teresa”.<br />

Lo storico Dott. Parola ce ne parla in questi termini: “dal maggio 1843 le Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

della Ven. Giovanna Antida Thouret avevano sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o il personale laico che lavorava nel Regio<br />

Ospizio di Car<strong>it</strong>à. All’educazione interna dei fanciulli presiedevano un sacerdote – rettore ed un<br />

economo: a quella delle fanciulle le Suore grigie di S. Vincenzo. Le zelanti cure dell’attuale<br />

Rettore, il degno teologo Lerda, avevano recato, da qualche anno, notevoli vantaggi all’Ist<strong>it</strong>uto e<br />

l’istruzione era sufficiente e solida” 4<br />

Come risulta da questa descrizione, verso la metà dell’ottocento, l’Ospizio di Car<strong>it</strong>à aveva<br />

già assunto la fisionomia di un Orfanotrofio, “lim<strong>it</strong>andosi ad osp<strong>it</strong>are minori d’ambo i sessi e non<br />

più persone adulte per le quali vi sarebbe stata la necess<strong>it</strong>à di un Ricovero di Mendic<strong>it</strong>à … Dal<br />

1861 l’Amministrazione dell’ospizio di Car<strong>it</strong>à stabilì che per le nuove ammissioni restava fermo il<br />

lim<strong>it</strong>e minimo di sette anni e massimo di dodici e che, raggiunti gli anni ventuno si dovesse<br />

lasciare l’Ospizio”. 5<br />

Nel 1871 gli osp<strong>it</strong>i erano 108. Dal 1893 l’Orfanotrofio cambiò il nome in Ospizio<br />

educativo professionale. Con R. D. del 18 gennaio 1916 si decretava la fusione con l’adiacente<br />

1 ACPV - VECCHI REGISTRI 1865 – CASSETTIERA – 1° CASSETTO<br />

2 ACPV – ELENCO DEGLI STABILIMENTI DELLA PROVINCIA del PIEMONTE – GENNAIO 1902 – CASSETTIERA -<br />

1° CASSETTO.<br />

3 ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – CUNEO “S.<br />

TERESA”.<br />

4 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E – CUNEO “LE OPERE DELLE SUORE DELLA CARITA’ NELLA CITTA’ di CUNEO<br />

5 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E – CUNEO “LE OPERE DELLE SUORE DELLA CARITA’ NELLA CITTA’ di CUNEO


131<br />

Orfanotrofio femminile. 1 Le Suore di Car<strong>it</strong>à continuarono il loro servizio fino al 1960 quando<br />

l’Orfanotrofio fu chiuso. Nel 1843 - il 10 ottobre le Suore sono richieste per l’Ospedale Civile di<br />

Cherasco, il 20 dicembre per l’Ospizio di Car<strong>it</strong>à a Fossano, a Torino per le Carceri Senatorie dal<br />

1° settembre e le Suore vi rimangono fino al 1861. 2<br />

A Cuneo nel maggio si aprono un Ospizio e un Orfanotrofio.<br />

10 ottobre 1843 - CHERASCO (CN) – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE<br />

L’Ospedale Civile di Cherasco (CN) è stato “aperto il 10 ottobre 1843 con quattro suore. Dal<br />

1865 al 1869 è Superiora Suor Alessia Dubouchet” 3 .<br />

“Il Regio Ospedale degli infermi di Cherasco ha origine nel 1640 con lo scopo di ricoverare i<br />

poveri di ambo i sessi, colp<strong>it</strong>i da malattie acute, appartenenti per domicilio di soccorso al Comune<br />

di Cherasco e Narzole.<br />

Con atto in data 7 settembre 1843 fra questa Amministrazione e la Casa Provinciale di Vercelli<br />

si stabilì di affidare alle Suore della Car<strong>it</strong>à la direzione interna dell’Ospedale.<br />

Superiora e Suore operarono sempre nell’interesse dell’ist<strong>it</strong>uto sotto ogni rapporto e<br />

lodevolmente … Suor Giuseppina Galli, in carica dal 1882 al 1909 al dire dell’Amministrazione<br />

dell’ospedale: “… disimpegnò le sue mansioni in questo ospedale col vero spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à divina,<br />

nulla mai tralasciò per il bene dei ricoverati, diresse con sapienza e giustizia: amorevole con tutti e<br />

da tutti seppe farsi amare e stimare, lasciò nella casa esempi di grandi virtù ed era r<strong>it</strong>enuta come<br />

santa” …<br />

Durante l’epidemia del 1937 vi sono parecchie v<strong>it</strong>time tra i malati.<br />

Nel 1940 l’Ospedale divenne infermeria di Presidio per i mil<strong>it</strong>ari provenienti da Savigliano e<br />

funzionò per civili e mil<strong>it</strong>ari.<br />

L’8 settembre del 1943 ci fu lo sbandamento dei mil<strong>it</strong>ari e nel 1944 un bombardamento<br />

frantumò gran parte delle invetriate. Le Suore si trovarono spesso in condizioni penose per aver<br />

nascosto mil<strong>it</strong>ari fugg<strong>it</strong>ivi ed ammalati ebrei. Il<br />

sopralluogo di tedeschi e repubblicani mise sossopra la<br />

casa, ma il Signore vegliò sulle Suore che agirono con la<br />

dovuta prudenza e car<strong>it</strong>à, tanto che i nemici<br />

ringraziarono delle gentilezze loro usate e si r<strong>it</strong>irarono<br />

senza fare alcun male.<br />

Nel 1945 si assistette ad una scena penosissima,<br />

motivata dall’odio fratricida.<br />

La guardia di picchetto repubblicana negò l’entrata<br />

nell’ospedale ai gen<strong>it</strong>ori di un partigiano morente che<br />

voleva riabbracciare per un’ultima volta i suoi cari.<br />

Questi non si diedero per vinti e rimasero davanti<br />

all’ospedale finché le Suore, coadiuvate dal Parroco,<br />

riuscirono ad eludere la sorveglianza della guardia e li<br />

fecero entrare per una porta segreta. I poveretti<br />

poterono così accogliere l’ultimo respiro del loro unico<br />

figlio.<br />

A distanza di anni, ricordarono con grat<strong>it</strong>udine il<br />

gesto altamente umano compiuto dalle Suore.<br />

Per la degenza di una trentina di convalescenti e<br />

CHERASCO (CN) – <strong>AL</strong>TARE S. GIOVANNA ANTIDA<br />

THOURET – PARROCCHIA “S. MARIA DEL POPOLO”<br />

1<br />

C. Fresia 1917 pag. 29, 30<br />

2<br />

ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – Torino<br />

Carceri Senatorie.<br />

3<br />

ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA - CHERASCO


132<br />

cronici sussidiati dalla Provincia di Torino l’ospedale poté sostenere la spesa per l’abbellimento e<br />

l’arredamento dei locali.<br />

Nel 1956, per iniziativa dell’Amministrazione, si celebrò il Centenario dell’entrata delle Suore<br />

nell’Ospedale, con festeggiamenti a cui presero parte, con vivissima gioia, tutti i c<strong>it</strong>tadini.<br />

Nel 1959, quale attestato di riconoscenza per l’opera svolta dalle Suore, l’Amministrazione<br />

dell’Ospedale conferì la medaglia d’oro alla carissima Suor Isidora Novarino, per i suoi 40 anni<br />

di lavoro instancabile in mezzo ai cari ammalati. La popolazione riconoscente volle offrire alla<br />

festeggiata una cospicua somma che servì a preparare un bell’altare alla nostra Santa Madre<br />

Fondatrice, nella parrocchia “Santa Maria del Popolo” in Cherasco, ufficiata dai padri Somaschi.<br />

Altre suore si avvicendarono nel servizio con lo stesso amore, zelo, dedizione. … Suor Flora<br />

Roccato, Suor A. Valeria Contri, Suor Gaetanina Paganini, Suor Paola Bollasina: esse però, a<br />

motivo della ristrutturazione dell’ambiente, dovettero trasferirsi il 13 maggio 1994 in un alloggio<br />

esterno e continuarono il loro servizio di volontariato, animate dallo stesso spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à e di<br />

altruismo” . 1<br />

20 dicembre 1943 FOSSANO (CN) - L’OSPIZIO di CARITA’<br />

Il 20 dicembre 1843 le Suore sono chiamate ad offrire la loro opera in un altro Ospizio di Car<strong>it</strong>à,<br />

a Fossano (CN). All’inizio, sono soltanto tre e diventano quattro nel 1865; nel 1868 la Superiora<br />

è Suor Taide Morelli le altre sono: Suor Terenzia Badini e Suor Maria Teresa Robotti , nel 1866 si<br />

era aggiunta Suor Vincenza Barla. Le ultime due sono sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e nel 1868 da Suor Edvige Pozzuoli<br />

e Suor Illuminata Dell’Acqua” 2 La presenza delle Suore dura solo fino al 1869, per la complicata<br />

s<strong>it</strong>uazione dell’ambiente.<br />

maggio 1843 OSPIZI E ORFANOTROFI A CUNEO<br />

Le Suore “Bigie” maestre di “ingegnos<strong>it</strong>à pratica”<br />

“Dal maggio 1843<br />

le Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à della Ven. le<br />

Giovanna Antida<br />

avevano sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o il<br />

personale laico che<br />

lavorava<br />

nell’Ospizio di<br />

Car<strong>it</strong>à (che<br />

ricoverava persone<br />

adulte sole e<br />

bisognose”) 3<br />

Si cominciò<br />

con l’assunzione di<br />

tre Suore (Superiora<br />

compresa); numero<br />

che, sviluppandosi<br />

l’Ist<strong>it</strong>uto e cresciute<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - CARTELLA C 7 – note di cronistoria .<br />

2 ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA - FOSSANO<br />

3 GIOVANNI CERUTTI CPLP - CUNEO – “ POVERI E M<strong>AL</strong>ATI A CUNEO. PER UNA STORIA DELL’ASSISTENZA<br />

SOCI<strong>AL</strong>E E SANITARIA: 1835/1985”.


133<br />

le esigenze, come in segu<strong>it</strong>o diremo, andò a poco a poco aumentando.<br />

Prima Superiora dell’ospizio nel 1843 fu Suor Clementina Grassi. Benemer<strong>it</strong>a dell’opera sarà<br />

soprattutto Suor Santina Salmoiraghi che tenne tale ufficio fino alla fusione dell’Orfanotrofio con<br />

l’Ospizio. Verso la metà del secolo l’Ospizio aveva però già assunto la fisionomia di un<br />

Orfanotrofio.<br />

Per conoscere la s<strong>it</strong>uazione dell’Ospizio, a metà dell’800, leggiamo quanto scrisse a<br />

propos<strong>it</strong>o il Dott. Parola: “All’educazione interna dei fanciulli presiede un sacerdote-rettore e un<br />

economo; a quella delle fanciulle le Suore griggie (sic) di S. Vincenzo (così erano chiamate<br />

popolarmente le Suore di Car<strong>it</strong>à).<br />

Il Fresia conferma che dal 1861 l’Amministrazione dell’Ospizio di Car<strong>it</strong>à aveva stabil<strong>it</strong>o per le<br />

nuove ammissioni il lim<strong>it</strong>e minimo di sette anni e massimo di dodici e che, raggiunti gli anni 21, si<br />

dovesse lasciare l’Ospizio, salvo casi eccezionali. 1<br />

Ma contemporaneamente esisteva in Cuneo un altro Orfanotrofio, a gestione autonoma,<br />

tenuto dall’Amministrazione della Confratern<strong>it</strong>a della Misericordia. Tale Orfanotrofio si prefiggeva<br />

due scopi: uno principale che cost<strong>it</strong>uiva la ragion d’essere dell’Ist<strong>it</strong>uto e uno secondario stabil<strong>it</strong>o per<br />

ragioni di opportun<strong>it</strong>à e, in segu<strong>it</strong>o, gradatamente abbandonato.<br />

Scopo principale: ricovero, mantenimento ed educazione di povere orfane di padre e di madre,<br />

native di Cuneo e dell’età non minore di anni sette né maggiore di dodici; scopo secondario:<br />

educazione e istruzione di conv<strong>it</strong>trici di condizione civile, a pagamento, ed istruzione di esterne,<br />

pure mediante retribuzione.<br />

Pare - benché non risulti in modo preciso dai documenti d’archivio - che in antico<br />

l’Orfanotrofio rivolgesse i suoi benefici, preferibilmente, se non esclusivamente, alle ragazze di<br />

famiglie cosiddette “decadute”; lo si desume dal pagamento di lire 200 a t<strong>it</strong>olo di corredo, somma<br />

che avrebbe dovuto rappresentare la “dote”.<br />

“Ma i nuovi tempi – dice il Fresia – davano risalto all’assurdo di tale distinzione di famiglie<br />

decadute e figlie di popolani e così l’Amministrazione decise di sopprimere l’obbligo di pagamento<br />

della dote stessa, ma si veniva delineando sempre di più l’ident<strong>it</strong>à di scopi dei due Ist<strong>it</strong>uti che già<br />

erano stati chiamati dalla sorte a vivere in locali attigui, con un giardino in comune. Per di più si<br />

verificava anche il caso che due sorelle fossero l’una in un Ist<strong>it</strong>uto e l’altra nell’altro. L’idea di<br />

riunire in un Ist<strong>it</strong>uto unico l’Ospizio e l’Orfanotrofio si concretava per la prima volta in una<br />

precisa proposta il 28 ottobre 1891 e si proponeva che l’Ist<strong>it</strong>uto risultante dalla fusione, assumesse<br />

il t<strong>it</strong>olo di Orfanotrofio Educativo Professionale. Le due Amministrazioni stabilivano il passaggio<br />

delle allieve dell’Orfanotrofio nella sezione femminile dell’Ospizio.<br />

Il giorno 7 settembre 1915 le allieve dell’Orfanotrofio, ridotte a 41, si trasferivano<br />

nell’attigua sede dell’Ospizio, festosamente accoltevi dagli amministratori, dal personale e dalle<br />

compagne. Le benemer<strong>it</strong>e Suore della Car<strong>it</strong>à (Casa Provinciale- Venerabile Giovanna Antida) che<br />

dal maggio 1843 sost<strong>it</strong>uirono nell’Ospizio il personale laico che vi era addetto e che dal novembre<br />

1885 avevano assunto i servizi interni e la Direzione dell’Orfanotrofio Femminile, avevano, con<br />

quell’ingegnos<strong>it</strong>à pratica di cui sono maestre insuperabili, disposto ogni cosa in modo da ridurre<br />

al minimo possibile il disagio inev<strong>it</strong>abile in locali i cui inquilini venivano repentinamente quasi<br />

raddoppiati: le allieve salivano infatti, d’un tratto, da 50 a 91.<br />

1 C. FRESIA, “DUE SECOLI DI VITA” – CONGREGAZIONE DI CARITÀ DI CUNEO – TPGM - 1917 - BIBLIOTECA<br />

SEMINARIO VESCOVILE – CUNEO – pag. 29 e pag. 30


134<br />

L’acutissima crisi economica risultante dalla grande guerra, non consentì agli<br />

Amministratori del rinnovato Ist<strong>it</strong>uto di attuare il complesso programma di riforme e di<br />

miglioramenti che si erano prefissati, ma qualcosa fu fatto e la sezione femminile fu dotata di<br />

laboratori atti ad estendere l’insegnamento professionale, assai più di quanto fin’ora si era<br />

potuto”. 1<br />

Il numero delle Suore della Car<strong>it</strong>à addette all’Orfanotrofio Educativo Professionale di Cuneo<br />

ha raggiunto nel volgere degli anni il numero di dodici.<br />

Gli allievi d’ambo i sessi, complessivamente raggiunsero il numero di 150.<br />

Negli ultimi anni difficoltà di ogni genere hanno cercato di ostacolare l’opera delle Suore<br />

che, per oltre un secolo, avevano contribu<strong>it</strong>o a collocare quest’Ist<strong>it</strong>uto tra i più apprezzati della<br />

Provincia di Cuneo. Tra il 1957 e il 1959 ha così termine un’opera che ha dato alla Congregazione<br />

tante vocazioni.<br />

Nel 1844 si aprono tre comun<strong>it</strong>à di: Arena Po (<strong>AL</strong>) Ospedale e Scuole, Asti<br />

Carcere Giudiziario, Alba (CN) Carcere Giudiziario.<br />

1° gennaio 1844 - ARENA PO’ Comune di Voghera (PV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E e SCUOLE<br />

Quest’Opera é stata aperta il 1° gennaio 1844 e chiusa nel 1868 .<br />

Tra la corrispondenza di Monsignor Negri troviamo una lettera datata Arena 10 settembre 1848 di<br />

“Suor Adele Emanuele ( nata a Castello – Ponzano (<strong>AL</strong>) il 14 novembre 1823 entrata a Vercelli il<br />

17 luglio 1841”), 2 che, rivolgendosi a Monsignor Negri, (Vescovo di Tortona) espone il suo<br />

disagio verso un Confessore di cui chiede la sost<strong>it</strong>uzione sentendosi “persegu<strong>it</strong>ata” tanto da dire<br />

“Se desidera che io lasci questo paese me lo faccia sapere” 3<br />

Le suore sono quattro con la Superiora che è Suor Adele fino al 1867 ; le somme sono<br />

segnate dal 20 luglio 1844 al 26 agosto 1863 per un totale concessivo di tutti questi anni in £.<br />

3.675. 4 Senz’altro l’operare delle Suore ha avuto la sua parte di apporto alla diffusione del regno e<br />

alla manifestazione della car<strong>it</strong>à, sia nel campo della cura dei malati che nell’educazione dei piccoli.<br />

L’Ex Ospedale S. Giacomo, ora luogo adib<strong>it</strong>o dal Comune per mostre e convegni, è durato : dal<br />

1843 al 1980.. 5<br />

Le Consorelle di Sr. Adele sono:<br />

1. Suor Annunziata Ricci ospedale<br />

2. Suor Nicolina Rovaglia scuola<br />

3. Suor Clemenza S. Ambrogio scuola (lascerà la Congregazione nel 1868) 6<br />

Una lettera del 24 maggio 1844 (Torino) a Sua Eccellenza Il Signor Primo Segretario di<br />

Stato per gli Affari dell’Int. e Finanze ha come oggetto l’Ist<strong>it</strong>uzione di una Scuola per le<br />

1<br />

Idem pag.45/51 – Biblioteca Seminario Vescovile – Cuneo -<br />

2<br />

ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 N. 69 Carolina Emauele<br />

3<br />

ACPV - CORRISPONDENZA CON MONSIGNOR NEGRI - 1837 … due lettere di Suor Adele Emanuele datate 22<br />

agosto e 10 novembre 1838 … Si stava aprendo Tortona … ma Arena è in elenco nei vecchi registri con data 1844 1°<br />

gennaio e risulta, dagli stessi, chiusa nel 1868 probabilmente all’inizio dell’anno, essendo il Registro compilato in<br />

febbraio. ARMADIO 4 – 4.4<br />

4<br />

ACPV - CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA - ARENA<br />

5<br />

www.exibart.com www.siusa.archivi.beniculturali.<strong>it</strong><br />

6<br />

ACPV - CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – VECCHI REGISTRI 1865 - ARENA


135<br />

povere fanciulle nel Comune di ARENA P0 (Voghera) ci permette di avere notizie circa<br />

l’apertura della medesima:<br />

“Eccellenza<br />

L’Amministrazione del Venerando Spedale di S. Giacomo in Arena (Voghera) animata dallo<br />

spir<strong>it</strong>o di beneficenza e dal desio di rendere al povero meno gravosa la sua miseria, educandolo<br />

alla religione, ed alla società, proponeva alla Comun<strong>it</strong>à di quel Borgo la unione delle reciproche<br />

loro forze per aprire a quelle povere fanciulle una Scuola in cui venissero ammaestrate nei religiosi<br />

doveri, nel leggere e scrivere e nei più comuni femminini lavori; ed a tale effetto progettava di<br />

aggiungere alle due Suore della Car<strong>it</strong>à che già sovrintendono al buon regime interno di quello<br />

Spedale una terza la cui sola occupazione fosse l’ammaestrare.<br />

Cotali veramente filantropici sentimenti non invano giungevano a quelli Com. li<br />

Amministratori, i quali, non meno sentendo l’utile immenso che da un sifatto Stabilimento<br />

avrebbero persent<strong>it</strong>o quelle fanciulle, ne deliberarono unanimi con ordinato del 23 scorso gennaio<br />

la fondazione, sottomettendosi al pagamento di un’annua quota di lire 300. Plaudivano i promotori<br />

ai generosi sensi della Comun<strong>it</strong>à, e considerato che mercé tale sussidio, poca cosa sarebbe ancor<br />

rimasta a carico dello Spedale per sopperire alla spesa, deliberava per suo atto del 23 dello stesso<br />

mese di gennaio di accettare le offerte del Comune, e gli partecipava perciò il suo pieno<br />

aggradimento onde s’avesse a stabilire l’opportuna pratica per riportare il superiore consenso.<br />

Siccome per un tale oggetto tratterebbesi di stanziare nel bilancio dello Spedale un nuovo<br />

articolo di spesa, che deve poscia essere da codesto Ministero approvato, così io prima di tutto<br />

pregherei l’E. V. a volersi degnare di farmi noto se nulla avrà ad essa in contrario, partecipandole<br />

che per quanto concerne il Comune, la approvazione del cui causato, non essendo ad essere<br />

aumentata, come son certo, l’imposta locale, sarebbe di mia competenza, io non incontro difficoltà<br />

alcuna a sanzionarne la proposta perché dalla conoscenza che ho dei mezzi finanzieri di quel<br />

Comune, io la trovo con essi conciliabile.<br />

Nel rassegnare, impertanto, alla S. V. questa pratica, io non posso astenermi di caldamente<br />

raccomandarla come quella che a mio subordinato parere è degna del massimo riguardo, non solo<br />

per il sommo bene che da questa inst<strong>it</strong>uzione si può con certezza sperare per quel Comune, ma<br />

ancora perché servir deve di un luminoso esempio e vivissimo inc<strong>it</strong>amento per gli altri Comuni di<br />

meglio curare la educazione di quel sesso che per natura è destinato a reggere i primi passi<br />

dell’uomo, ed inspirare negli animi ancor teneri i primi semi del religioso e sociale vivere.<br />

Cogli atti del più profondo ossequio, e pari rispetto ho l’onore di rassegnarmi di Vostra Eccellenza<br />

Umil.mo dev.mo Obb.mo Serv<strong>it</strong>ore<br />

Gerbien (illeggibile) 1<br />

Alla medesima segue una sollec<strong>it</strong>a autorizzazione datata 27 maggio 1844 con elogi ed<br />

incoraggiamenti per la lodevole iniziativa a favore delle fanciulle povere<br />

Passa un anno e in data 3 gennaio 1845, da Arena Po parte un’altra petizione che ha per oggetto lo:<br />

Stabilimento d’una Scuola nell’Ospedale di Arena per l’educazione delle figlie appartenenti a<br />

famiglie agiate.<br />

Un programma completo, una storia non nuova nella linea apostolica delle Suore di Car<strong>it</strong>à,<br />

ma ammirevole per “questo” piccolo paese<br />

1) - la cura degli ammalati: 1843<br />

2) - la scuola per le fanciulle povere: 1844<br />

1 AST. OPERE PIE N.13 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE A. 12 ARENA PO’ (PV) dattiloscr<strong>it</strong>to che fa<br />

riferimento a - Lettere da Vercelli pag. 238, 243, 246.– ARMADIO 4- 4.4 -


136<br />

3)- la scuola per le fanciulle appartenenti a famiglie agiate: 1845<br />

A dirigere quest’Opera troviamo una Suora molto preparata (ma alquanto problematica!): Sr. Adele<br />

Emanuele<br />

La presenza delle Suore della Car<strong>it</strong>à popola, nelle sue varie manifestazioni della car<strong>it</strong>à, la<br />

zona dell’Alessandrino e del Cuneese.<br />

1° gennaio 1844 - ASTI – CARCERE GIUDIZIARIO di “S. ONESTO”<br />

La corrispondenza anticipa di un anno l’arrivo delle due suore per il Carcere Giudiziario,<br />

infatti in una lettera indirizzata alla Superiora Provinciale Sr. Cecilia Guinard, in data 18 febbraio<br />

1843, il Can. Pietro Gardini le comunica che il signor Conte Avet, a nome del Governo, ha<br />

espresso il desiderio che le Suore si occupino anche della distribuzione dei viveri ai detenuti, e che<br />

vorrebbe che si aggiungesse sub<strong>it</strong>o una terza Suora alle altre due.<br />

Dal 1865 al 1868 anno di chiusura della comun<strong>it</strong>à sono segnate quattro Suore con la<br />

Superiora Suor Teodolinda Ruva. Egli esprime tutta la sua soddisfazione per l’operato delle Suore<br />

e dice che la Superiora dell’Ospizio, la cara Sr. Giustina, le segue con attenzione e fa loro frequenti<br />

vis<strong>it</strong>e, con grande soddisfazione del Signor Prefetto.<br />

“Asti 18 febbraio 1843<br />

Rev. ma Signora Superiora Provinciale,<br />

Colgo la favorevole circostanza che recansi costà le due<br />

Suore per attendere ai Santi Spir<strong>it</strong>uali Esercizi a loro conforto, per indirizzarle questa mia e<br />

significare che S. E. il Signor Conte Avet scrisse a Sr. Giustina comunicandole il desiderio<br />

concep<strong>it</strong>o dal Governo che le Suore di Car<strong>it</strong>à siano di preferenza incaricate delle somministrazioni<br />

dei viveri ai detenuti in queste Carceri, e il prelodato passo venne riscontrato, che pronte a<br />

secondare le sempre savie direzioni del Governo, e rendere coll’aiuto del Signore vieppiù utile<br />

l’opera loro negli uffici pietosi cui sono impiegate, non avrebbero alcuna difficoltà, anzi si fanno<br />

un grato dovere di assumere questa nuova responsabil<strong>it</strong>à, ed è in segu<strong>it</strong>o a tale riscontro che il<br />

prelodato Ministro, nel mostrarsi soddisfatto con altra sua recente lettera incaricava questo Signor<br />

Prefetto di trattare coll’Opera pia della Misericordia che ne assunse l’impresa de’ viveri da anni<br />

or sono, a prenderne tosto l’esercizio con rilevare prima il contratto stesso che l’Opera avrebbe col<br />

Governo.<br />

Venendosi pertanto a conciliare le convenienze colle esigenze di codesta Opera debbo<br />

pregare la S. V di destinare una terza Suora pel servizio di codeste Carceri, che sarebbe di tutta<br />

necess<strong>it</strong>à, e che questa si recasse (costì) non più tardi del r<strong>it</strong>orno delle Suore.<br />

Presentemente le due Suore disimpegnano lodevolmente le loro incombenze, e Suor<br />

Giustina, colle sue frequenti vis<strong>it</strong>e ne regola benissimo l’andamento, che è pure di soddisfazione a<br />

questo Signor Prefetto.<br />

Abbiamo le due Suore Vincenzina e Rosalia inferme da dieci giorni, ma ora, grazie al<br />

Signore, sono assai meglio e speriamo che presto saranno ristabil<strong>it</strong>e. Le altre poi si portano<br />

egregiamente bene su tutti i riguardi, ciò che le sarà di consolazione. Procuri di attendere alla di<br />

Lei salute sì preziosa e necessaria a sì provvido Ist<strong>it</strong>uto di Car<strong>it</strong>à, e nel raccomandarmi alle sue<br />

fervide preghiere mi pregio professarmi, cogli atti del più distinto ossequio e devozione<br />

Di V. S. Rev.ma<br />

Dev.mo Obl.mo Serv<strong>it</strong>ore Canonico Pietro Gardini” 1<br />

1 ARCHIVIO DIOCESANO ASTI e pubblicazione “OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S. LAZZARO” G. MELLINO - ACPV. Fotocopia –<br />

COMUNITA’ SOPPRESSE - A 12 - ASTI CARCERE


137<br />

Ancora una missiva per la Superiora Provinciale di Vercelli, Suor Cecilia Guinard, datata<br />

Asti 3 marzo 1843, sempre a firma del Signor Canonico Pietro Gardini, ci illumina sulla presenza<br />

delle Suore di Car<strong>it</strong>à nel Carcere di Asti, sul loro ruolo e sulla s<strong>it</strong>uazione dei detenuti, costretti a<br />

dormire sulla paglia e a pagarsela, quando r<strong>it</strong>engono di cambiare il contenuto del loro “duro<br />

pagliericcio” (cent. 40 per ogni rullo di paglia e cent. 12 per ogni piatto di minestra).<br />

Il Signor Canonico è preoccupato per il magro bilancio delle Suore e si chiede come possano<br />

vivere con un compenso di 200 lire all’anno. Non sarebbe il caso di chiedere di più, dal momento<br />

che i comp<strong>it</strong>i delle Religiose si fanno sempre più gravosi perché aumentano gli impegni?<br />

“Asti li 3 marzo 1843<br />

Rev. ma Signora Superiora Provinciale<br />

Venne trasmesso e riscosso da Sr. Basilia un mandato<br />

sopra questa tesoreria Provinciale di £. 166,66 coll’annotazione seguente, che qui trascrivo:<br />

Mandato di £. 166,66 a favore della Suor Superiora delle Suore di Car<strong>it</strong>à addette alle R. Carceri di<br />

Asti. Competenza dal 16 del mese di ottobre a tutto Dicembre 1844 dei due assegnamenti stabil<strong>it</strong>i<br />

con R. Biglietto 3 settembre corr. anno, e lettera della Grande Cancelleria in data 24 ottobre 1844:<br />

il tutto già un<strong>it</strong>o per copia al mandato sped<strong>it</strong>o quest’oggi n. 2.744.<br />

1° assegnamento di annue £. 125 per caduna delle tre Suore destinate al servizio delle<br />

Carceri<br />

2° altro assegnamento pure di annue lire 200 per provvedere lavoro ai detenuti, e tenere la<br />

relativa amministrazione £. 41,66 Totale £. 166,66.<br />

Un tale assegnamento di £. 200 annue a caduna Suora a mio giudizio parmi non sufficiente<br />

ad un discreto mantenimento per le Suore, tanto meno se in questo fosse anche compreso il loro<br />

vestiario e medicinali; laonde nel ragguagliarla tosto di questo La prego di informarmi se<br />

l’assegnamento sia uniforme e d’accordo con quanto Ella ebbe a conferire con S. E. il Ministro per<br />

tale oggetto, ciò che però non panni probabile, poiché in tale caso l’Ist<strong>it</strong>uto dovrebbe aggiungere<br />

del proprio, ciò che non sarebbe giusto né decoroso pel Governo. Quindi mi farebbe cosa grad<strong>it</strong>a<br />

aggiungere quale uso debbasi fare del prof<strong>it</strong>to che giornalmente si ricava dalla vend<strong>it</strong>a di<br />

commestibili e bevande che si somministrano ai carcerati ed a chi debbasi questo consegnare ed in<br />

qual modo.<br />

In continuazione poi a quanto aveva l’onore di scriverle con ultima mia lettera mi giova<br />

significarle che in segu<strong>it</strong>o a concerti tenuti coll’Opera pia della Misericordia, verrà affidata al<br />

primo del prossimo mese di aprile alle Suore la distribuzione giornaliera delle minestre ai detenuti,<br />

e la provvista della paglia, ciò che prima si faceva dalla suddetta Opera nella stessa pattu<strong>it</strong>a<br />

somma col Governo, cioè di centesimi 12 per caduna porzione di minestra, e di cent. 40 per<br />

cadauno rullo di paglia, colla condizione ora appostovi, che dedotte tutte le spese il prof<strong>it</strong>to sarà<br />

impiegato a favore dei Carcerati nel modo che verrà prescr<strong>it</strong>to. Da tutto ciò ella ben vede che sono<br />

aumentate le incombenze alle Sorelle, sì di fatica materiale, che di tenuta di nuovi Registri e così<br />

nasce maggior dir<strong>it</strong>to alle medesime d’un aumento di stipendio di quello che fosse già convenuto.<br />

Informo pertanto la Signoria vostra affine si compiaccia darmi gli opportuni rischiarimenti<br />

che serviranno di regola alle Sorelle che ne sono in attenzione; ed io colgo la presente occasione<br />

per raccomandarmi alle di lei preghiere e rinnovarmi co’ sensi del più distinto ossequio, e<br />

devozione con cui ho l’onore d’essere<br />

Dev.mo Obbl.mo Serv<strong>it</strong>ore Canonico Pietro Gardini” 1<br />

1 ARCHIVIO DIOCESANO ASTI e pubblicazione “OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S. LAZZARO” G. MELLINO - ACPV. Fotocopia –<br />

COMUNITA’ SOPPRESSE - A 12 - ASTI CARCERE


138<br />

Nel 1868 le Suore della Car<strong>it</strong>à lasciano il Carcere di Asti dove hanno dato prova di grande<br />

dedizione, sono state stimate ed apprezzate, hanno lavorato duro e sono state accanto a coloro che<br />

per ragioni diverse sono incappati nelle mani della giustizia ed hanno pagato i loro sbagli<br />

incrociando però un’altra Misericordia e un’altra Giustizia guidata dall’immenso amore che Dio ha<br />

per ogni sua creatura.<br />

17 ottobre 1844: <strong>AL</strong>BA (CN) CARCERI GIUDIZIARIE di “S. LORENZO”<br />

Nel 1844, il Vescovo Mons. G. Fea pregava le Suore della Car<strong>it</strong>à della Provincia di<br />

Vercelli di inviare tre Suore per il servizio interno delle Carceri Giudiziarie della C<strong>it</strong>tà.<br />

Dal “Registro di Corrispondenza” risulta che il 30 novembre 1836 era iniziato, da parte del<br />

Comune, il “f<strong>it</strong>to del locale per le Carceri provvisorie, stabil<strong>it</strong>o nel<br />

fabbricato dell’Ospedale S. Lazzaro”. 1<br />

Le Carceri erano quindi osp<strong>it</strong>ate nello stesso immobile<br />

dell’Ospedale Civile Vecchio e ancora oggi si possono vedere, nel<br />

lato settecentesco della costruzione, alcune finestre con delle<br />

inferriate.<br />

Le Suore negli anni 1844 e 1845 operarono, dunque, solo<br />

all’interno del Carcere.<br />

Fino al 1868 siamo sicure che la comun<strong>it</strong>à continua a<br />

sussistere nelle carceri con la presenza di tre suore “Suor Daria<br />

Natale Superiora, Suor Angiolina Natale e Suor Maria Francesca<br />

Garossino” 2 . Solo quest’ultima viene cambiata nel 1868.<br />

La comun<strong>it</strong>à non sussiste più dal 1870. Anche qui la<br />

<strong>AL</strong>BA (CN) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E VECCHIO -<br />

INFERIATE<br />

presenza delle Suore della Car<strong>it</strong>à ha dato il meglio di sé parlando<br />

con le opere più che con le parole dell’Amore di Dio.<br />

Nel 1845 si aprono sei nuove comun<strong>it</strong>à: Aosta (Ospedale), Vigevano (Ospedale e<br />

Ricovero), Solero (<strong>AL</strong>) Scuola, Venaria Reale (TO) Ospedale e Scuole, Cuneo un<br />

Asilo Cattolico, Fossano Ospedale Civile.<br />

1° aprile 1845 - AOSTA lo SPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E dell’ORDINE MAURIZIANO riceve le Suore di Car<strong>it</strong>à<br />

“La prima Superiora è Suor Maria Degiovanni (rimarrà in carica dal 1845 al 1865) nativa di<br />

Occimiano (<strong>AL</strong>) il 29 ottobre 1815, entrata al Noviziato “S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli l’11 novembre<br />

1835 morta all’Ospedale dei Cavalieri di Torino il 3 gennaio del 1874” 3 (dove era stata trasfer<strong>it</strong>a<br />

dopo essere stata superiora ad Aosta). Aveva 58 anni di cui 38 di V<strong>it</strong>a religiosa.<br />

Il tipo di Convenzione è quello comune a tutti gli Ospedali dell’Ordine Mauriziano. La<br />

retribuzione complessiva dal “ 7 novembre 1835 al 20 ottobre 1869 è stata di £. 3.050,85”. 4<br />

“L’Ospedale Mauriziano di Aosta fu ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o da Papa Benedetto XIV con una bolla del 14<br />

agosto 1752 e fu aperto agli ammalati il 1° aprile 1772 con 12 letti.<br />

1<br />

Pubblicazione “OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S. LAZZARO” G. MELLINO<br />

2<br />

ACPV - CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – <strong>AL</strong>BA Carceri Giudiziarie<br />

3<br />

ACPV – SUORE DECESSE IN PIEMONTE – Registro dal 1832 – n. 309 – ARMADIO 3 – 3.3 e VECCHI REGISTRI<br />

1822.<br />

4<br />

ACPV – RUBRICA - VECCHI REGISTRI 1822. CASSETTIERA - 1° cassetto.


139<br />

Il Papa accordò ai Canonici del Gran San Bernardo il dir<strong>it</strong>to esclusivo di nominare il loro<br />

Prevosto, il quale diveniva pure dispensatore supremo dei benefici, a condizione di donare tutti i<br />

beni che il Gran S. Bernardo possedeva nello Stato Sardo all’Ordine Mauriziano, il quale avrebbe<br />

dovuto destinarli alla fondazione di un ospedale in Aosta.<br />

Diversi legati elarg<strong>it</strong>i in suo favore permisero di ampliare i vari servizi e di aumentare<br />

gradualmente i posti-letto.<br />

Quando, nell’aprile del 1845, l’Ordine Mauriziano che molto apprezzava la Congregazione<br />

delle Suore di Car<strong>it</strong>à, affidò alle Suore l’assistenza degli infermi, questi erano circa in numero di<br />

36, ma gradatamente aumentarono.<br />

L’Ospedale di Aosta assunse presto a grande importanza e fu di molto ingrand<strong>it</strong>o, anche il<br />

numero delle suore crebbe fino a raggiungere la ventina, restando sempre in “Convenzione”.<br />

Il 15 ottobre del 1975, con la legge Mariotti, l’Amministrazione dell’Ente si decise ad<br />

ammetterle in ruolo.<br />

Le suore che vissero quegli anni di lavoro con sacrificio, per mancanza di personale, di<br />

attrezzature, anche avanzate in età, non si lamentavano, ma ringraziavano il Signore di aver potuto<br />

spendere tutte le loro energie nel farsi “Samar<strong>it</strong>ani”, nel darsi a tutti con grande amore e senza<br />

distinzione, amando Dio nel bisognoso.<br />

Il 4 novembre 1942 l’Ospedale dalla vecchia sede, divenuta insufficiente, passò in quella<br />

attuale, costru<strong>it</strong>o dall’Ordine Mauriziano, con l’aiuto delle sovvenzioni della Banca d’Italia della<br />

Società Cogne, di alcuni ist<strong>it</strong>uti finanziari e di benemer<strong>it</strong>i privati, i quali aiutarono in tempi difficili,<br />

a completare l’opera. Le suore aumentarono fino a 24 e dovevano coprire tutti i servizi.<br />

Durante il periodo bellico, l’Ospedale non ha sub<strong>it</strong>o né danni né bombardamenti, solo i<br />

mil<strong>it</strong>ari Italo -Tedeschi occuparono, dal settembre 1944 all’aprile 1945, il primo piano<br />

dell’ospedale, senza recare però disagio.<br />

Era allora Superiora suor Zefirina Viale, la quale si prodigava al bene degli ammalati,<br />

riscuotendo molta stima da parte del Direttore dell’Ordine Mauriziano e del personale san<strong>it</strong>ario,<br />

avendo già svolto per molto tempo, il suo servizio nell’Ospedale Mauriziano di Torino.<br />

Fra le suore maggiormente ricordate dai ricoverati, dai medici e dagli infermieri ce n’é una<br />

soprattutto: si tratta di Suor Secondina Boero (1909-1975), che prestò servizio fino all’età di 77<br />

anni, in particolare nel reparto medicina, prima, in quello della chirurgia mil<strong>it</strong>are, poi, ed infine<br />

per 20 anni, in quello degli infettivi.<br />

Chi ha avuto la fortuna d’incontrarla e di starle vicino, ne ha apprezzato l’umiltà, la<br />

laborios<strong>it</strong>à, l’arguzia sempre cortese, l’intelligenza acuta, lo spir<strong>it</strong>o di preghiera e di servizio. Non<br />

ha mai cessato di rendersi utile a qualcuno con dei lavoretti, se non ad un mese dalla morte,<br />

quando proprio le mancarono le forze.<br />

Dal 1969, il numero delle suore incominciò a diminuire per mancanza di vocazioni, e nel<br />

1975, quando l’ospedale passò alla Regione, le poche suore rimaste in convenzione, passarono<br />

dalla convenzione al contratto di lavoro.<br />

Il 30 aprile 1977, per disposizione dell’Amministrazione Ospedaliera, le suore dovettero<br />

lasciare l’alloggio in ospedale e, per espresso desiderio della Madre Generale, presero alloggio in<br />

due quartieri diversi, per essere maggiormente a contatto con la gente.<br />

Cinque di esse si sistemarono in via Zimmerman, le altre in via Parigi, 4.<br />

Nelle nuove ab<strong>it</strong>azioni le suore fecero l’esperienza del pendolarismo, ma provarono anche<br />

la gioia di essere in mezzo alla gente, comprendendo di più le fatiche delle famiglie e avendo<br />

maggiore disponibil<strong>it</strong>à per offrire il loro aiuto.<br />

Nel 1983 altre suore andarono in pensione e, diminuendo il numero, si riunirono tutte in un


140<br />

unico alloggio”. 1<br />

Si conclude un’attiv<strong>it</strong>à all’interno dell’Ospedale per assumere una nuova fisionomia.<br />

Nel 1986, a motivo di uno sfratto, le suore si trasferirono in una nuova ab<strong>it</strong>azione in “Rue<br />

de Parce Neige 1/A” formando un’unica Comun<strong>it</strong>à, con servizio polivalente (vis<strong>it</strong>a agli anziani,<br />

volontariato in ospedale; presenza nella Casa di Riposo). ” 2<br />

La comun<strong>it</strong>à dell’Ospedale cessa di esistere, secondo le modal<strong>it</strong>à della convenzione, nel<br />

1977.<br />

1° settembre 1845: nasce a SOLERO l’OPERA PIA GRATTAROLA una SCUOLA<br />

I Marchesi Grattarola, non avendo discendenti, avevano deciso di lasciare tutto il loro<br />

patrimonio in beneficenza e la Signora marchesa Angiola Maria Guasco - Grattarola aveva preso<br />

accordi in tal senso con il Vescovo di Alessandria Mons. Alessandro D’Angennes (che diverrà nel<br />

1832 Arcivescovo di Vercelli e grande amico delle Suore della Car<strong>it</strong>à).<br />

Fu così fondata un ’ Opera Pia “per il bene corporale e spir<strong>it</strong>uale”. Dopo la morte della Marchesa<br />

(14 gennaio 1830 ) il Vescovo compilò un regolamento per il funzionamento dell’Opera che doveva<br />

avere queste precise final<strong>it</strong>à:<br />

- Assistenza ai poveri<br />

- Educazione cristiana della gioventù<br />

Agli art. 3 e 7 del primo Statuto di Mons. D’Angennes si precisava quanto segue:<br />

‘Si provvederanno gli ammalati poveri in Solero, di medicine, di carne per li brodi e di quanto<br />

occorre durante la malattia e la convalescenza “-<br />

- Occorrendo il caso di infermi senza casa, si provvederà al ricovero o nella casa della<br />

masseria o presso a qualche persona a cui si corrisponderà la deb<strong>it</strong>a mercede.<br />

- Si provvederà all’educazione cristiana e industriosa dell’infanzia povera, specie se orfana,<br />

mettendola sotto la vigilanza di pie persone” . 3<br />

Il buon Vescovo formò un Consiglio di Amministrazione che pensò prima di tutto ad allestire i<br />

locali per eventuali ricoveri, organizzò una farmacia e preparò dei locali per le scuole gratu<strong>it</strong>e.<br />

Si stipulò quindi una Convenzione con le Suore di Car<strong>it</strong>à di Vercelli che vennero a Solero il<br />

4 novembre 1845 per interessamento del Conte Beltrame Cristiani, tram<strong>it</strong>e Mons. D’Angennes,<br />

nominato Vescovo di Vercelli. Furono calorosamente accolte: Sr. Felic<strong>it</strong>a Gado da Viarigi Sr.<br />

Cristina Bricchi Sr. Marchina Cietti da Pallanza. Esse aprirono l’Asilo in sede Opera Pia, osp<strong>it</strong>ato<br />

poi in Casa Guasco.<br />

All’Asilo fece segu<strong>it</strong>o la Scuola Elementare per l’istruzione delle fanciulle povere. Ponendo<br />

in quest’Opera un’alta final<strong>it</strong>à spir<strong>it</strong>uale, la Chiesa ist<strong>it</strong>uiva le “Scuole Elementari Femminili”<br />

precorrendo i tempi, poiché lo Stato solo nel 1857 sancirà l’obbligatorietà dell’istruzione<br />

elementare.<br />

“L ‘Ist<strong>it</strong>uto ha sempre potuto restare in collaborazione col Ministero della Pubblica Istruzione, a<br />

sgravio del Comune, in un primo tempo, e della Provincia in segu<strong>it</strong>o: infine è passato allo Stato,<br />

riscuotendo, sempre, nel suo <strong>it</strong>er, l’approvazione e l’encomio da parte dell’autor<strong>it</strong>à scolastica”<br />

(dai Documenti dell’Archivio Parrocchiale”. 4<br />

L’Ist<strong>it</strong>uto era stato fondato dal Vescovo di Alessandria nel 1845. Egli, in forza di un<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE A. 12 – AOSTA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

2<br />

ibidem<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE S. 12 – SOLERO (<strong>AL</strong>) OPERA PIA GRATTAROLA<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE S. 12 – SOLERO (<strong>AL</strong>) OPERA PIA GRATTAROLA


141<br />

testamento della Marchesa Grattarola che autorizzava il Vescovo pro-tempore a fondare un’Opera<br />

Pia con final<strong>it</strong>à benefiche, sia di ordine spir<strong>it</strong>uale che corporale, aveva potuto ist<strong>it</strong>uire legalmente<br />

questo Pio Ist<strong>it</strong>uto che affidava alle cure delle Suore di Car<strong>it</strong>à per l’istruzione delle fanciulle povere.<br />

La Scuola ebbe la sua conferma civile il 9 giugno 1872.<br />

Il Presidente dell’Opera Pia ricevette dal Ministero un inv<strong>it</strong>o a regolarizzare la posizione<br />

giuridica dell’Ist<strong>it</strong>uto in base all’art. 70 della legge 1890 e contestò l’inopportun<strong>it</strong>à del<br />

provvedimento non giuridico ma tutto pol<strong>it</strong>ico e persecutivo contro le Suore. Tale provvedimento<br />

del Ministero obbligava l’opera Pia Grattarola a riformare il suo Statuto, con la conseguente rottura<br />

dei rapporti con lo Stato per quanto riguardava la Scuola.<br />

Si ottenne la sospensione di tale deliberazione che fu modificata, in modo da lasciare<br />

immutato l’attuale organico delle Maestre Religiose.<br />

Nel periodo fascista si verificarono spiacevoli s<strong>it</strong>uazioni che avevano lo scopo di allontanare<br />

le Suore dalle Scuole: si tentò di colpirle nell’onore e di togliere loro la possibil<strong>it</strong>à di accedere al<br />

Monte Pensioni, cosa che avrebbe potuto dare una certa sicurezza al loro avvenire.<br />

Le Suore erano state accusate da un maestro “squadrista”, trasfer<strong>it</strong>o a Solero (<strong>AL</strong>) in segu<strong>it</strong>o<br />

a processo per corruzione di minorenni ed assolto per insufficienza di prove, di “sabotaggio alla<br />

propaganda fascista e alla incipiente società filodrammatica fascista.” 1<br />

Tale società non era mai esist<strong>it</strong>a e continua a non esistere; invece, per raccogliere un po’ di<br />

fondi, era stata combinata dalle Suore, con l’aiuto del Parroco, una rec<strong>it</strong>a negli stessi locali delle<br />

Scuole ed aveva avuto risultati insperati.<br />

Un Direttore didattico, dalla condotta non irreprensibile, (un certo Poggi) inoltrò al<br />

Ministero un esposto in cui si sottolineava la necess<strong>it</strong>à di far cessare gli attuali rapporti di questo<br />

Pio Ente con l’Autor<strong>it</strong>à scolastica, precisando che:<br />

“a) le Suore sono “personale” non adatto ai tempi moderni<br />

b) si segnala la presenza di una Suora anziana con poche att<strong>it</strong>udini didattiche (Quanto<br />

diversamente dicevano le relazioni ispettoriali nei suoi confronti!)<br />

c) Solero è sede molto amb<strong>it</strong>a dalla maestre laiche (tra le quali sua figlia!)” 2<br />

Anche questo “esposto” finì nel nulla e le Suore continuarono a Solero la loro opera educativa<br />

fino a quando le loro forze e quelle della Congregazione lo permisero.<br />

La loro partenza fu un dolore per tutti. La comun<strong>it</strong>à fu soppressa il 1° settembre 1982.<br />

1° novembre 1845 - VENARIA RE<strong>AL</strong>E (TO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

Due Suore di Car<strong>it</strong>à sono inviate ad assumere la direzione interna dell’Ospedale il 2 maggio 1846.<br />

Alla Regia Segreteria di Stato per gli affari dell’Interno di Torino è indirizzata una<br />

lettera che ha per oggetto:<br />

“Stabilimento di una Scuola pelle Figlie e nomina di Maestra in capo di una Suora di Car<strong>it</strong>à:<br />

Torino 2 maggio 1846<br />

Ill. mo Sig. Col. mo<br />

L’Amministrazione dell’Ospedale di Veneria Reale col qui annesso Ordinato intenderebbe<br />

di portare a tre il numero delle Suore attualmente al servizio di quell’Ospedale con che una di<br />

esse si occupi della Scuola delle ragazze, che si vuole stabilire mediante la corrispondenza a farsi<br />

dai padri delle predette ragazze di una competente mensile, col prodotto della quale si potrebbe far<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE S. 12 – SOLERO (<strong>AL</strong>) OPERA PIA GRATTAROLA<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE S. 12 – SOLERO (<strong>AL</strong>) OPERA PIA GRATTAROLA


142<br />

fronte alla manutenzione e vestiario della Suora predetta, proponendo intanto di quella prelevare<br />

sullo stipendio degli infermieri di cui agli art. 7 ed 8 del cap.9 t<strong>it</strong>.2 Ca. 1.<br />

R<strong>it</strong>enuto che le Suore predette disimpegnerebbero pel corrente anno le funzioni predette di<br />

infermiere, tuttoché io ravvisi la presa deliberazione nell’interesse del Pio Stabilimento, ciò<br />

nonostante prima di dare in propos<strong>it</strong>o veruna determinazione, trattandosi dello Stabilimento di una<br />

scuola pelle Figlie, ho stimato opportuno di riferirne l’emergente a V. S. Ill.ma per le Superiori di<br />

Lei direzioni, ed in tale aspettativa ho l’onore di professarmi, col più profondo rispetto<br />

Di Vostra Signoria Ill. ma Umil.mo Dev. mo Obbl. mo Serv<strong>it</strong>ore<br />

Bianchi” 1<br />

1° novembre 1845 - VENARIA RE<strong>AL</strong>E (TO) – SCUOLE “S. LUIGI”<br />

La stessa data 1° novembre 1845 riporta il nome di due comun<strong>it</strong>à aperte: una per<br />

l’Ospedale e l’altra per le Scuole “S. Luigi”<br />

Un’altra lettera datata 10 settembre 1850 firmata Giuseppe Manfredi ed un’altra senza firma<br />

del 19 ottobre provenienti dal Consiglio Generale per le Scuole Elementari e di Metodo parlano di<br />

richieste di due maestre la prima e la seconda assicura che “ci sono le condizioni favorevoli per le<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à”<br />

“10 settembre 1850,<br />

Reverenda Superiora,<br />

Il Consiglio Comunale di Veneria Reale aveva licenziato le Monache di S.<br />

Anna perché non vollero piegare al comando ultimo del Ministro che imponeva alle loro Maestre di<br />

presentarsi agli esami comandati dalla legge, si volse a questo Ministero per avere schiarimenti<br />

delle Maestre Suore della Car<strong>it</strong>à; e sulla convenienza di chiamarle … la S. V. può già figurarsi<br />

quel tutto che io saprò dire in favore della Congregazione che Ella tanto lodevolmente presiede.<br />

Quello però che mi preme sapere si è se in caso di formale domanda del Municipio la S. V. annuirà<br />

concedendogli le due Maestre patentate per la Scuola … avrei necess<strong>it</strong>à di conoscere presto la sua<br />

volontà per mia norma all’uopo particolarmente col Sindaco, il quale fra qualche giorno sarà da<br />

me per consiglio, e preintendersela sul piano delle Scuole. …<br />

Firmato :Prof. Giuseppe Manfredi” 2<br />

Nel 1868 le due case di VENARIA RE<strong>AL</strong>E risultano ancora aperte con distinte Superiore:<br />

due Suore, compresa la Superiora, per l’Ospedale e quattro, con la Superiora, alle Scuole. Nel<br />

(1870) le due comun<strong>it</strong>à si chiudono; altre fondazioni, sempre a Veneria Reale, si realizzeranno in<br />

tempi successivi. 3<br />

1° novembre 1845 - CUNEO - ASILO CATTOLICO<br />

La fondazione del primo Asilo infantile in C<strong>it</strong>tà fu promossa dal Vescovo Mons. Mancini che<br />

volle chiamarvi le “sol<strong>it</strong>e Suore grigie” 4 .<br />

Nel dicembre 1844, convocava un gruppo di persone sottoponendo loro l’idea di un “ Asilo<br />

Infantile” che raccogliesse i bambini della c<strong>it</strong>tà. In Piemonte erano ancora poche simili ist<strong>it</strong>uzioni,<br />

1<br />

AST Sezione Opere Pie – mazzo d’ult. Add. N. 250 – fotocopia ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V.9<br />

VENERIA RE<strong>AL</strong>E – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E -<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V.9 VENARIA RE<strong>AL</strong>E – SCUOLE ELEMENTARI<br />

3<br />

ACPV – FONDAZIONE DELLA CASA PROVINCI<strong>AL</strong>E E DELLE CASE DELLA PROVINCIA - ARMADIO 5 – 5.5<br />

4 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E - CUNEO


143<br />

erano solo presenti a Torino – Ivrea – Rivarolo e Novara. Colui che si stava occupando di questo<br />

problema, con grande apertura e sensibil<strong>it</strong>à, era l’Abate Ferrante Aporti. Si trovò una sede<br />

provvisoria in Via Alba, angolo Via Boves e si chiamarono da Vercelli alcune Suore della<br />

Congregazione della Venerabile Giovanna Antida ( già presenti nell’Ospizio della c<strong>it</strong>tà) esperte<br />

nel settore.<br />

Si forma un Consiglio di Amministrazione: il Vescovo è Presidente, gli altri tre membri<br />

sono rappresentati dai tre Parroci della c<strong>it</strong>tà. Si stende un primo regolamento ( 1845) e il 2 aprile<br />

del 1846 si fa la solenne inaugurazione nella Chiesa di S. Sebastiano, alla presenza di cinquanta<br />

bambini e con il discorso ufficiale del Teologo Giusto B. Ceruti, Professore di Sacra Eloquenza in<br />

Seminario.<br />

L’apertura avvenne nel dicembre 1845, anche se l’inaugurazione ufficiale è datata: 2 aprile<br />

1846. Già il 31 marzo 1845 il Municipio aveva deliberato di concorrere per la somma di £.250 alle<br />

spese di primo impianto dell’Asilo Infantile.<br />

Nel 1849 i bambini sono già cento; si introduce una “tenue retta mensile” per i bambini delle<br />

famiglie abbienti, viene steso il Regolamento Ufficiale di ben 112 articoli.<br />

Con R. D. 8 novembre 1851 fu approvato lo Statuto organico e il 20 novembre 1852 il<br />

relativo Regolamento.<br />

Poco addicevole era però l’ab<strong>it</strong>azione per la bassezza delle volte - dice il Dott. Parola,<br />

medico e, al tempo stesso, Provved<strong>it</strong>ore agli Studi di quel tempo. Infatti i locali sono ormai<br />

insufficienti, ci cerca una casa più grande in aff<strong>it</strong>to, sperando di poter fare, in segu<strong>it</strong>o, una nuova<br />

costruzione più capiente. Sarà poi con il Vescovo successivo, Monsignor Formica, che il progetto<br />

andrà in porto; su terreno donato dal Comune di edificherà il nuovo Asilo Infantile che sarà<br />

inaugurato nel 1880 quando i bambini sono già più di 300.<br />

Lo stesso Dott. Parola definisce “non sufficiente “l’istruzione stessa”impart<strong>it</strong>a dalle sol<strong>it</strong>e<br />

Suore grigie, la maggior parte priva di abil<strong>it</strong>à, ferma negli usi del sistema monastico” 1<br />

Lo storico in questione precisa che “lo scopo dell’Asilo Infantile era di insegnare i primi<br />

elementi di religione e di morale ai fanciulli, massimamente i poveri, dei due sessi; dar loro<br />

durante il giorno sicura custodia, alimento, vestiario ed istruzione preparatoria alla Scuola<br />

Elementare ed avvezzarli alla pul<strong>it</strong>ezza, alla disciplina e agli esercizi del corpo”. 2<br />

Il metodo usato sarà sempre quello dell’Aporti.<br />

Nell’anno 1880 le Suore di Car<strong>it</strong>à lasciano l’Asilo Cattolico per altre opere: a loro<br />

subentrano le Suore di S. Giuseppe.<br />

1° maggio 1845 - VIGEVANO (PV) dodici Suore per l’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PII ISTITUTI ANNESSI<br />

Da alcuni documenti reper<strong>it</strong>i nell’Archivio di Stato di Torino risulta che in Vigevano<br />

esistevano due Stabilimenti : Scuola e Ospedale sotto un’unica Direzione.<br />

Nel 1844, per non ben precisati motivi, vengono “dimessi” i Fratelli delle Scuole Cristiane<br />

che si occupavano delle opere educative.<br />

Si pensa di separare i due” Stabilimenti” ma di lasciare la Direzione di entrambi al Cav.<br />

Vandone, non trovando motivi validi per giustificare la sua estromissione, e di affidare l’Ospedale<br />

alle Suore di Car<strong>it</strong>à “ le quali già tanto bene hanno fatto, e vanno tuttavia facendo in quei Pii<br />

Stabilimenti al cui servizio vennero destinate - 19 ottobre 1844 -<br />

Vigevano 24 gennaio 1845<br />

1 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E - CUNEO<br />

2 ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E - CUNEO


144<br />

firmato Luigi Persani Presidente” 1<br />

Avuta la risposta favorevole, fervono i preparativi per l’accoglienza delle due Suore:<br />

“Vigevano 25 febbraio 1845<br />

Intenti … ad allestire quanto indispensabilmente occorre d’equipaggio per<br />

ricevere … le due Suore che verranno … abbiamo fatto ricerca di stoffa per le coperte e tende dei<br />

letti, e ci fu presentato il campione che qui va un<strong>it</strong>o … Eseguisco puntualmente la commissione<br />

pregandola a volermi perdonare il disturbo che le arreco … di rimandarmi l’annesso campione.<br />

firmato Luigi Persani Presidente” 2<br />

La Superiora Provinciale, Suor Cecilia Guinard, a segu<strong>it</strong>o della domanda a lei rivolta<br />

dall’Amministrazione, firma la Convenzione:<br />

“Il 29 gennaio 1845, … propone le condizioni colle quali n’assumerebbero le Suore il proposto<br />

incarico …<br />

n. 2) che le Suore sieno in numero di dodici, …<br />

n. 8) che vi sia sorveglianza anche notturna in ospedale …<br />

n.12) che i regolamenti ivi espressi si r<strong>it</strong>engano quelli ... che furono pienamente accettati dalla<br />

Commissione …” 3 incluse quelle da lei stessa presentate.<br />

L’Amministrazione, a sua volta, ringrazia Monsignor Vescovo “per l’impegno che ha<br />

degnato assumere al riguardo, non che … la Rev.ma Superiora Provinciale per la somma cortesia<br />

che ha dimostrato onde assecondare la domanda della Commissione col mandare al principio di<br />

maggio prossimo dodici suore, e provvedere così<br />

al benessere dei poveri nei suindicati stabilimenti<br />

accolte. …<br />

Con croce Pio Vincenzo Vescovo<br />

Suor Cecilia Guinard<br />

Luigi Persani Presidente<br />

Ing. Matteo Ferrari; Arciprete Pradis P. …<br />

Negroni Sergio Cancelliere” 4<br />

INGRESSO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DI VIGEVANO – RILIEVO IN BRONZO -<br />

FOTO 1992<br />

1 AST - OPERE PIE-COMUNI E BORGATE - MAZZO DI ULT. ADD. N. 259<br />

2 AST - OPERE PIE-COMUNI E BORGATE - MAZZO DI ULT. ADD. N. 259<br />

3 AST - OPERE PIE-COMUNI E BORGATE - MAZZO DI ULT. ADD. N. 259<br />

4 AST - OPERE PIE-COMUNI E BORGATE - MAZZO DI ULT. ADD. N. 259<br />

Si elencano di segu<strong>it</strong>o i dodici articoli presenti in<br />

tutte le Convenzioni con gli Ospedali circa i doveri<br />

e i dir<strong>it</strong>ti delle Suore secondo le regole della<br />

Congregazione.<br />

Sarà possibile apportare modiche previo<br />

consenso delle due parti.<br />

Successivamente le Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

aumentano “se ne aggiunsero altre secondo le<br />

urgenze di quel Nosocomio … il 15 ottobre 1872 le<br />

Suore furono inv<strong>it</strong>ate da S. Ecc. Mons. Vescovo<br />

Pietro Degaudenzi, che tanto pregò per ottenerle<br />

presso il Seminario … all’8 giugno 1908<br />

l’Amministrazione dell’Ospedale ottenne le Suore


145<br />

anche per il Pio ist<strong>it</strong>uto dei Poveri. Durante la guerra quell’ist<strong>it</strong>uto divenne ospedale Mil<strong>it</strong>are, ma<br />

le Suore di car<strong>it</strong>à continuarono la loro opera...<br />

Nel 1913 al 18 agosto, l’Ist<strong>it</strong>uto Negrone, fondato dalla Nobil Donna Francesca Manara<br />

Negrone, per giovincelli da prepararsi per la professione di tess<strong>it</strong>ure Mons. Berruti Vescovo di<br />

Vigevano tanto insistette e riuscì ad avere 4 Suore, per la tenuta della cucina, guardaroba e<br />

assistenza ai deboli di salute.” 1<br />

Nel 1957 le Suore in Ospedale sono 22. Ma la s<strong>it</strong>uazione all’interno della Congregazione<br />

cambia, una petizione, datata 23 novembre 1973 con raccolta di firme da parte del Primario<br />

Chirurgico Dott. Prof. Cesare Cavallini Francolini, dimostra che ormai le Suore sono ridotte ad un<br />

numero che fa temere per la continu<strong>it</strong>à della loro presenza: “A conoscenza che con la fine dell’anno<br />

si dovrebbe r<strong>it</strong>irare le poche suore che ancora sono addette al nostro Ospedale, ci rivolgiamo alla<br />

sensibil<strong>it</strong>à della S. V. Rev.ma perché tale provvedimento non abbia effetto”. 2<br />

La s<strong>it</strong>uazione permane cr<strong>it</strong>ica fino alla defin<strong>it</strong>iva soppressione della comun<strong>it</strong>à avvenuta in<br />

data 23 gennaio 1992 a partire dal 2 ottobre 1991 quando le ultime due Suore lasciano l’Ospedale.<br />

L’addio è triste ma solenne “Ieri (2 ottobre 1991) la cerimonia e il saluto delle autor<strong>it</strong>à - Le<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à lasciano l’ospedale “Erano un vero aiuto”: La Messa celebrata ieri per le<br />

Suore che lasciano l’ospedale.<br />

Dopo 146 anni le Suore lasciano l’ospedale. Le ultime religiose rimaste Suor Vincenza<br />

Cerotti e Suor Adelaide Clivati (Sorella Servente), si sono congedate ieri mattina dal nosocomio in<br />

cui avevano trascorso rispettivamente 22 e 18 anni.<br />

Un Addio alle corsie con tanti rimpianti per r<strong>it</strong>ornare alla casa madre di Vercelli.<br />

La partenza è stata salutata dal personale e dai dirigenti dell’Ussl nel corso di una cerimonia<br />

apertasi con una funzione religiosa celebrata nella cappella dell’ospedale dal Vescovo Monsignor<br />

Giovanni Locatelli.<br />

I saluti ufficiali sono stati pronunciati nell’aula consigliare alla presenza di medici,<br />

infermieri, dirigenti e personale amministrativo. Molti i momenti di commozione che hanno<br />

interrotto i discorsi di commiato affidati al coordinatore amministrativo Domenico Pascale<br />

all’amministratore straordinario Vincenzo Azzimonti, a Davide Figiarone, membro del consiglio<br />

dei garanti dell’Ussl e a Carlo Nipoti, assessore ai Servizi sociali che ha parlato a nome<br />

dell’amministrazione comunale.<br />

In segno di riconoscimento … Suor Vincenza e Suor Adelaide … hanno ricevuto una targa<br />

raffigurante la piazza Ducale.” 3<br />

Suor Adelaide Clivati ha legato il suo nome al reparto di Oculistica e Suor Vincenza a<br />

quello di Chirurgia.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V. 2 – VIGEVANO (PV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – RELAZIONE per la Curia Vescovile di<br />

Vigevano - Superiora Provinciale Suor Ermengarda Fontana - 19 giugno 1957 – dattiloscr<strong>it</strong>to.<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V. 2 – VIGEVANO (PV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E ED ISTITUTI ANNESSI<br />

VIGEVANO – lettera dattiloscr<strong>it</strong>ta<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V. 2 – VIGEVANO (PV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E stralcio di giornale “LA PROVINCIA<br />

PAVESE” VIGEVANO – 3 ottobre 1991


146<br />

Il trafiletto int<strong>it</strong>olato“E anche le ultime due suore vanno in pensione …” 1 le ricorda per la<br />

rec<strong>it</strong>a del rosario in Chirurgia con il prof. Battistini e per l’affluenza dei malati in cappella per le<br />

funzioni religiose.<br />

Una foto le immortala con la Superiora provinciale Suor Maria Chiara Rogatti che presenta<br />

“la targa regalata dall’Amministrazione” 2 e la storia continua ad essere scr<strong>it</strong>ta dai gesti semplici,<br />

umili, carichi di fede di donne che hanno dato la v<strong>it</strong>a a Colui che non conosce tramonto.<br />

Maggio 1845 – FOSSANO (CN) - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE chiuso nel 1855.<br />

Sappiamo soltanto, dai documenti, che la Superiora ( fino al 1852) è Suor Dos<strong>it</strong>ea Arrigo entrata<br />

in Noviziato il 30 settembre 1843 nata a Valenza(<strong>AL</strong>) il 4 maggio 1813 3 e morta a Vercelli “S.<br />

Margher<strong>it</strong>a” a 83 anni l’8 febbraio 1897 4 e che a lei succede Suor Agostina Lambert fino al 1855 5<br />

data della chiusura della comun<strong>it</strong>à.<br />

1845 / 1983 - V<strong>AL</strong>ENZA PO (<strong>AL</strong>) L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO<br />

La fondazione dell’Ospedale di Valenza Po è stata voluta dalla Marchesa Bellone del Carretto<br />

che, a tale scopo, lasciava tutto il suo patrimonio al Gran Magistero Mauriziano che nel 1781 apriva<br />

un ricovero, accolto con entusiasmo dalla popolazione valenzana.<br />

Final<strong>it</strong>à dell’ist<strong>it</strong>uto era la cura dei poveri infermi colp<strong>it</strong>i da malattie acute, non infettive. Le<br />

Suore di Car<strong>it</strong>à, come già nell’Ospedale Mauriziano di Aosta, vi assunsero servizio nel 1845 in<br />

numero di quattro, prodigandosi non solo per l’assistenza ai malati, ma con rara generos<strong>it</strong>à<br />

badavano praticamente a tutto, dalla lavanderia alla cucina, fino alla preparazione degli ambienti<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V. 2 – VIGEVANO (PV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

2 ACPV - la targa si trova a Vercelli Casa Provinciale –<br />

3 ACPV - VECCHI REGISTRI 1822 N. 98 - CASSETTIERA - 1° cassetto.<br />

4 ACPV - SORELLE DEFUNTE N.646 - REGISTRI SORELLE DEFUNTE 1832 … ARMADIO 3 – 3.3<br />

5 ACPV - RUBRICA – FOSSANO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE - CASSETTIERA - 1° cassetto.


che non erano sempre confortevoli.<br />

147<br />

I letti disponibili all’inizio erano 4, passarono presto a 50; alle due infermerie per uomini e<br />

donne si aggiunse un reparto di isolamento e si predisposero camere a pagamento (nel 1933 in<br />

omaggio alle direttive del regime, si aprirà anche un ambulatorio per bambini ed un reparto di<br />

ostetricia).<br />

Si sa dalla tradizione orale dei più anziani che lo stesso Re Carlo Alberto in una sua vis<strong>it</strong>a<br />

ebbe a dire che gran mer<strong>it</strong>o della trasformazione e funzional<strong>it</strong>à dell’Ospedale era da attribuirsi allo<br />

spir<strong>it</strong>o di sacrificio e alla amabil<strong>it</strong>à delle Suore.<br />

Non sempre la v<strong>it</strong>a delle Suore fu facile, esse dovettero, per anni, affrontare lo spir<strong>it</strong>o<br />

massonico dei dottori e l’ambiente anticlericale della popolazione, ma la loro seren<strong>it</strong>à e la loro<br />

completa disponibil<strong>it</strong>à ebbero ragione delle varie difficoltà.<br />

Nel 1940 erano ancora presenti due pioniere del vecchio Ospedale che seppero distinguersi<br />

con vero spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à.<br />

Suor Pelagia Quaglini, persona di senno e di rara virtù, trascorse in Valenza i suoi 60 anni di<br />

v<strong>it</strong>a religiosa, prima come suora, poi come Superiora era da tutti chiamata: “Mamma dei sofferenti”<br />

per la sua amabil<strong>it</strong>à e la sua dolcezza nei confronti delle suore, del personale e soprattutto degli<br />

ammalati. La sua fragil<strong>it</strong>à fisica era largamente compensata da un cuore aperto a tutte le esigenze, si<br />

può dire che nessun ammalato sia usc<strong>it</strong>o dall’ospedale senza un suo ricordo fatto di qualche<br />

medicina, se non proprio di qualche capo di biancheria o vest<strong>it</strong>o. Nessuno dei poveri che venivano a<br />

parlare con suor Pelagia andava via a mani vuote.<br />

La sua grande disponibil<strong>it</strong>à era aiutata da un forte spir<strong>it</strong>o di fede, da una preghiera continua<br />

alimentata da ore di adorazione nella piccola Cappella. Era diventata, per Valenza, una vera<br />

ist<strong>it</strong>uzione e conosceva tutti almeno da due generazioni, sapeva quindi a chi rivolgersi per chiedere<br />

un aiuto a favore dei poveri.<br />

Il tempo di guerra fu vissuto da Lei con l’ansia di non lasciare mancare nulla ai malati ed<br />

alle Suore collaborando effettivamente con la Direzione per le vettovaglie che scarseggiavano anche<br />

all’Ospedale. Morì serenamente a Valenza ed il suo ricordo rimane indelebile.<br />

Suor Anna Maria Castiglioni era “l’infermiera tutto fare”, sempre di corsa anche se aveva<br />

superato i 70 anni.<br />

Sub<strong>it</strong>o dopo la sua vestizione venne mandata a Valenza e divenne ben presto la persona<br />

insost<strong>it</strong>uibile. Molte volte i dottorini alle prime armi chiamavano Suor Anna Maria per fare il<br />

“ consulto” e Lei serenamente diceva tutto quanto aveva imparato con la pratica in tanti anni.<br />

Scarseggiando il personale, sapeva fare di tutto, quantunque con grande umiltà dicesse di essere<br />

esperta solo nel lavare i pavimenti.<br />

Alcune persone anziane ricordano la sua cura nel pretendere che la lavanderia mandasse<br />

sempre biancheria non solo pul<strong>it</strong>a, ma anche non rattoppata che creasse disagio ai degenti. Se le<br />

cose non erano più che perfette allora si sentiva la sua voce e si vedeva svolazzare il suo velo fino in<br />

guardaroba dove cercava quello che era necessario.<br />

I passi da lei fatti nelle corsie e su e giù per le scale non si contavano, sembrava fosse mossa<br />

da una forza sovrumana, mai stanca, sempre in moto; te la vedevi al fianco quando eri sicuro fosse<br />

in un altro posto; scherzosamente il personale la chiamava “argento vivo”. Ai dottori che le<br />

consigliavano un po’ di riposo, diceva che se si fosse fermata a letto sarebbe morta. Anche di notte<br />

ci fosse stata necess<strong>it</strong>à o meno faceva almeno un giro in corsia, perché questo era il suo stile!<br />

“Car<strong>it</strong>as Christi urget nos”, sempre in moto per amore di Cristo e dei fratelli sofferenti.<br />

Nel periodo bellico il medico accettava molti giovani che, per eludere il servizio mil<strong>it</strong>are<br />

dichiaravano malattie vere o presunte; proprio qui emersero le virtù umane della Suora. Si può<br />

pensare almeno ad una decina di giovani presenti in corsia per circa due anni con la loro voglia di<br />

vivere, di scherzare, di far baldoria, in certi momenti sembrava di essere al bar. Allora interveniva


148<br />

Suor Anna Maria a convincerli, sorridendo li portava alla calma, alla frequenza alla Santa Messa, ad<br />

accostarsi ai Sacramenti; non una volta sola guidò le commissioni d’inchiesta dei fascisti o nazisti<br />

alle vis<strong>it</strong>e ed era tanto convincente sulla malattia del giovane che quelli se ne andavano senza<br />

neppure vis<strong>it</strong>are il giovane.<br />

Donna forte d’animo, dotata di intelligenza e cuore, svolgeva la sua missione con fede<br />

ardente, una preghiera continua, un senso di car<strong>it</strong>à vissuto fino all’eroismo e alla dimenticanza di sé.<br />

La sua morte gettò in lutto tutta Valenza, fu pianta come mamma, come Suora, fu considerata una<br />

Santa. I valenzani, a t<strong>it</strong>olo di riconoscenza, vollero offrire all’instancabile “mamma dei poveri<br />

ammalati” - come la chiamavano - una lampada votiva dinanzi alla sua lapide.<br />

Tanto Suor Pelagia come Suor Anna Maria furono decorate dal munifico Ordine<br />

Mauriziano di Torino, di medaglia d’oro.<br />

Provvidenzialmente il periodo bellico non cagionò v<strong>it</strong>time, né danni rilevanti al fabbricato,<br />

che per altro era in cattivo stato e non più rispondente alle esigenze san<strong>it</strong>arie.<br />

Nel 1948 scoppiò una grande epidemia nell’Ospedale stesso, per cui questo dovette essere<br />

chiuso per un mese.<br />

In segu<strong>it</strong>o ad accurate ispezioni, fu decisa la costruzione di un nuovo Ospedale alla periferia<br />

della c<strong>it</strong>tà. Si iniziarono i lavori nel 1951 con un primo aiuto finanziario del Municipio di Valenza e<br />

nel settembre 1954 entrò in funzione rispondendo alle esigenze dei tempi: aveva la capac<strong>it</strong>à di 120<br />

posti-letto.<br />

Le Suore gradatamente aumentarono fino a raggiungere il numero di dieci.<br />

Nel 1954, demol<strong>it</strong>a la vecchia struttura, la Comun<strong>it</strong>à continuò il suo servizio nel nuovo<br />

Ospedale.<br />

La Superiora e le suore più anziane stimolavano le giovani a servire i malati con amore e<br />

senza riserve, ad intensificare la v<strong>it</strong>a spir<strong>it</strong>uale sia pure con giovanile entusiasmo.<br />

L’Ospedale di Valenza è sempre stato funzionante e ogni servizio era affidato alle Suore. La<br />

Direzione, il Cappellano, i San<strong>it</strong>ari apprezzavano la loro collaborazione.<br />

Le suore sono state testimoni di intime gioie per il r<strong>it</strong>orno al Signore di tanti malati spesso<br />

lontani dalla Chiesa.<br />

La vicinanza del Santuario della Madonna della Pietà diventato poi Parrocchia, dava alle due<br />

comun<strong>it</strong>à quella dell’Ospedale e quella della “S. Famiglia” l’occasione di vivere insieme bellissime<br />

giornate di spir<strong>it</strong>ual<strong>it</strong>à.<br />

Purtroppo la crisi vocazionale toccò anche questo Ospedale, r<strong>it</strong>irate lentamente le Suore più<br />

anziane, i 20 febbraio 1983 la Comun<strong>it</strong>à ormai ridotta a due suore venne canonicamente<br />

soppressa.<br />

Per alcuni anni suor Teresa Rusinà e suor Maddalena Longoni continuarono il loro servizio<br />

inser<strong>it</strong>e nella vicina Comun<strong>it</strong>à della Madonnina, finché la malattia e le urgenze costrinsero a<br />

togliere anche questa piccola presenza. 1<br />

Nel 1846 altre quattro fondazioni: Casale Monferrato (<strong>AL</strong>) Carceri Senatorie,<br />

Alba (CN) Ospedale Civile, Tenda( Nizza)<br />

1° gennaio 1846 - CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>): CARCERI SENATORIE<br />

Anche su questa comun<strong>it</strong>à la storia ci lascia senza notizie precise. La data di apertura: 1° gennaio<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE V. 12 – V<strong>AL</strong>ENZA PO (<strong>AL</strong>)


149<br />

1846 e la chiusura nel 1869, sono testimoniate dalla sol<strong>it</strong>a rubrica, che porta il nome di “Suor<br />

Alfonsina Molinari come Superiora nata a Scaletta (CN) l’8 marzo 1811 entrata in noviziato a<br />

Vercelli il 30 gennaio del 1836” . 1 Nel 1865 sono presenti cinque Suore di Car<strong>it</strong>à: “Suor Giovanna<br />

Deamicis Superiora, Suor Irene Perego, Suor Eusebina Colombetti, Suor Ifisia Viscardi, Suor<br />

Romualda Dalconte”. 2 Quasi vent’anni di servizio il cui testimone, accanto ai rinchiusi, è stato:<br />

“Dio solo!”.<br />

1° gennaio 1846 - <strong>AL</strong>BA - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE “S. LAZZARO” 1846 – 2005<br />

Con la prima Convenzione stipulata dal Consiglio di<br />

Amministrazione dell’Ospedale con la Superiora Provinciale<br />

dell’Ist<strong>it</strong>uto, nel 1846, le Suore entravano nell’Ospedale Civico<br />

in numero di tre con l’incarico di sovrintendere al buon ordine<br />

dei servizi di cucina, guardaroba, infermeria ecc.<br />

Ad esse venivano assicurati il v<strong>it</strong>to e l’alloggio all’interno<br />

dell’Ospedale, purché garantissero la loro “vigile presenza giorno<br />

e notte”.<br />

L’Ospedale era stato eretto in Ente morale nel dicembre<br />

1836. Nel 1850 il numero medio degli ammalati superava i 500.<br />

Nacquero presto, nello stesso Ospedale, l’Ospizio delle<br />

Povere Figlie e il Ricovero dei poveri Giovani abbandonati:<br />

ist<strong>it</strong>uti che erano necessari in quel momento storico e che<br />

formarono persone valide, degne e rispettabili.<br />

Molte, in C<strong>it</strong>tà erano le persone indigenti, ed era lo stesso Ospedale a portare i medicinali al<br />

domicilio dei vari ammalati.<br />

Uno storico scrive “fino ad ora i fondi sono bastati a comprar le derrate necessarie per<br />

poter fare una minestra da distribuire giornalmente ai poveri della C<strong>it</strong>tà... ” 3 Erano dunque, ancora<br />

una volta le “Suore del brodo” che provvedevano alla distribuzione di un piatto caldo...<br />

I malati poveri venivano a rifugiarsi nell’Ospedale per ricevere i necessari soccorsi:<br />

“si poteva calcolare un movimento di venti poveri al giorno” 4<br />

Il Governo di Torino aveva riconosciuto l’Ospedale di Alba come “ Ospizio provinciale<br />

degli Esposti” ed erano in media 90 all’anno i neonati che venivano abbandonati alla “ruota”.<br />

A quanto ci risulta dal 1846 al 1872 le Suore di Car<strong>it</strong>à sono solamente tre.<br />

“Nel triennio 1859 — 1861 i ricoverati ( uomini – donne - mil<strong>it</strong>ari) sono esattamente:<br />

n. 503 nel 1859<br />

n. 812 nel 1860<br />

n. 920 nel 1861 5<br />

<strong>AL</strong>BA (CN) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE VECCHIO<br />

- FOTO http://www.google.<strong>it</strong><br />

Ci sono i fer<strong>it</strong>i della seconda guerra d’Indipendenza. Nel 1866 si precisa che “i locali<br />

esistenti dell’Ospedale non sono neppure sufficienti a dare ricovero a tutti gli infermi poveri che ne<br />

1 ACPV – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) – VECCHI REGISTRI 1822 N. 25 – 1° CASSETTO - CASSETTIERA<br />

2 ACPV – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) – CARCERI SENATORIE - VECCHI REGISTRI 1865 – 1° CASSETTO –<br />

CASSETTIERA .<br />

3 ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN)<br />

4 ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN)<br />

5 ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN)


150<br />

abbisognano per essere curati”. 1<br />

Forse si profilava nuovamente il problema dei fer<strong>it</strong>i sui campi di battaglia della terza guerra<br />

di Indipendenza...<br />

Sui Verbali del Consiglio, in data 29 febbraio 1872, si legge che “realmente tre sole Suore,<br />

per quanto facciano, non potrebbero attendere ai molteplici lavori ed attribuzioni loro affidati dal<br />

Regolamento, è necessario richiederne una quarta”. 2<br />

Col passare degli anni l’Ospedale fu ingrand<strong>it</strong>o e il numero delle Suore andò sempre<br />

aumentando: nel 1970 le Suore erano 14 e la Superiora faceva parte del Consiglio di<br />

Amministrazione e da lei da lei dipendeva praticamente tutto il Personale .<br />

Durante il quinquennio 1970/75 anche l’inserimento delle Suore di Car<strong>it</strong>à venne adeguato<br />

alle nuove Norme vigenti.<br />

Le Suore che, come età e t<strong>it</strong>oli regolari, potevano sostenere l’esame di concorso,<br />

continuarono ad essere accanto ai malati ma nel 1987 le Suore in servizio erano tornate ad essere<br />

tre come nel lontano 1846.<br />

Le Suore, nel 1987, trovarono un’ab<strong>it</strong>azione fuori dall’Ospedale e la loro presenza in Ospedale ebbe<br />

fine nel 2005.<br />

1° maggio 1846 - TENDA (NIZZA) - SCUOLE<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à sono richieste per una Scuola per ragazze a Tenda allora provincia di<br />

Nizza appartenente al regno sabaudo.<br />

Il 24 ottobre 1845 una lettera rivolta “a Sua Eccellenza il primo Segretario di Stato per gli<br />

affari dell’Interno – Torino,” 3 comunica che : “Compiendo alla riserva di cui riverente mio Foglio<br />

delli 11 agosto … mi procuro l’onore di partecipare alla S. V. che la Superiora delle Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à ha accettato le condizioni proposte dalla Comun<strong>it</strong>à e dall’Ospizio di Tenda per lo<br />

stabilimento in quel luogo di due di esse suore per il servizio dell’Ospedale e per la Scuola delle<br />

fanciulle, come dalle comunicazioni che ho avute da Monsignor Vescovo.<br />

Queste condizioni sarebbero consentanee di simile stabilimento di Sospello e di Utelle, ed<br />

esse consistono nell’annuo assegnamento di Lire 800, in complesso, alla provvista del locale per<br />

l’alloggio e per la scuola; la mobilia occorrente, oltre le spese del viaggio e di posta, e ciò<br />

mediante resterebbe a carico delle Suore il v<strong>it</strong>to, ed il vestiario.” 4<br />

Si pensava di alloggiare le suore presso l’ospedale ma essendo inadeguato il locale si opta<br />

per un’altra soluzione cioè “di scegliere frattanto un altro appartamento in casa particolare<br />

mediante l’annuo f<strong>it</strong>to di Lire cento consent<strong>it</strong>o dal proprietario, col progetto di fare poi ristaurare<br />

ed ampliare per tale uso: un fabbricato spettante all’Ospizio, o di acquistare la medesima casa<br />

suddetta ad oggetto di stabilirvi anche l’Ospedale. Le strette risorse di quel Pio ist<strong>it</strong>uto il quale già<br />

concorre con stento alle spese dello stabilimento delle suore di Car<strong>it</strong>à per l’annuo assegnamento di<br />

£.200 sulla complessiva di £.800, … non potendo sostenere la spesa di Lire 100 annue per il f<strong>it</strong>to<br />

suddetto, la Comun<strong>it</strong>à avrebbe votato di fare fronte coi propri fondi a questo pagamento … Ho<br />

1 ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN)<br />

2 ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN)<br />

3 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – 24 ottobre 1845 fotocopia ACPV - TENDA<br />

4 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – 24 ottobre 1845 fotocopia ACPV - TENDA


151<br />

l’onore di raffermarmi col più profondo ossequio<br />

Di vostra Eccellenza Um.o Dev.mo l’Intendente …<br />

Jercanz” 1<br />

Una lettera precedente, 4 ottobre, con lo stesso oggetto, preventivava £. 800 di cui £. 600 a<br />

carico della comun<strong>it</strong>à e £. 200 a carico della Congregazione di Car<strong>it</strong>à e si insisteva particolarmente<br />

nel proporre all’Amministrazione lo “stabilimento delle Suore di Car<strong>it</strong>à … più specialmente per la<br />

Comun<strong>it</strong>à: di avere una Suora per l’educazione delle fanciulle e dal lato del Pio ist<strong>it</strong>uto, il Servizio<br />

in Ospedale” 2<br />

Ma, in ver<strong>it</strong>à, l’Ospedale è di quattro letti il “più sovente vacanti” perché “l’oggetto<br />

principale della Congregazione è di soccorrere con l’elemosina i poveri a domicilio dove<br />

preferiscono d’essere assist<strong>it</strong>i in caso di malattia, ed al bisogno il Servizio attuale di<br />

quell’Ospedale si troverebbe già sufficientemente suppl<strong>it</strong>o dall’Ospedaliera che vi è addetta<br />

presentemente e da più anni coll’annuo salario di £. 50” 3 .<br />

Per questo motivo ovviamente le Suore si occuperanno della Scuola, segue la lettera del 13<br />

giugno a cui fa riferimento quella dell’11 agosto dove si lamenta “Ne attendo ancora oggi gli<br />

analoghi riscontri che ho nuovamente sollec<strong>it</strong>ati e mi farò dovere di ragguagliare ulteriormente<br />

l’E. V. di questa importante pratica.” 4<br />

Finalmente il progetto, in data 29 settembre 1845, sarà “approvato” 5<br />

Il 1° maggio dell’anno successivo è la data di apertura della comun<strong>it</strong>à. La Superiora è “ Suor<br />

Demicheli Agostina fino al 1859 e con lei Suor Anastasia Delodi ( che resterà fino al 1865), Suor<br />

Camilla Salmoiraghi 6 fino 1867; ambedue sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e da Suor Elena Riondet, (Superiora), Suor<br />

Alegonda Richiardi e Suor Bartolomea Rossi, le ultime due vengono cambiate l’anno successivo e<br />

al loro posto troviamo Suor Genoveffa Sala e Suor Teodolinda Severina (già pero destinate l’una a<br />

Voghera e l’altra a Napoli per l’anno successivo)”. 7<br />

Così si conclude la storia della presenza delle Suore della Car<strong>it</strong>à a Tenda nel 1870.<br />

Nel 1847 si aprono quattro comun<strong>it</strong>à: Alessandria “Regio Pen<strong>it</strong>enziario” con la<br />

presenza di 9 suore dal 1° settembre al 1870 alla fine ‘800 –– Crescentino (VC)<br />

Asilo e Scuole – Oleggio (NO) Ospedale - Borgo d’Annone (Al) “Collegio per<br />

Signorine”<br />

29 ottobre 1847 - CRESCENTINO (VC ) - ASILO INFANTILE e SCUOLE<br />

L’asilo infantile di Crescentino era stato eretto come “Ente Morale con R.D. 29/04/1845 e<br />

sarà riconosciuto con personal<strong>it</strong>à giuridica di dir<strong>it</strong>to privato dalla giunta della Regione Piemonte<br />

1 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – 24 ottobre 1845 fotocopia ACPV - TENDA<br />

2 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – 4 giugno 1845 fotocopia ACPV - TENDA<br />

3 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – 4 giugno 1845 fotocopia ACPV - TENDA<br />

4 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) –11 agosto 1845fotocopia ACPV - TENDA<br />

5 AST – Se. I – Opere Pie – 1845 – Stabilimento di Tenda (Nizza) – Corso della pratica - fotocopia - ACPV –<br />

TENDA – COMUNITA SOPPRESSE C 5 – COLLE DI TENDA (FRANCIA)<br />

6 ACPV – VECCHI REGISTRI 1822 - RUBRICA – TENDA - CASSETTIERA - 1° CASSETTO.<br />

7 ACPV – VECCHI REGISTRI 1822 - RUBRICA – TENDA - CASSETTIERA - 1° CASSETTO - REGISTRI 1865/1868


152<br />

con Deliberazione n. 21 – 121/17 del 13.01.1992.<br />

Lo Statuto precisa che tale Asilo infantile non ha scopo di lucro, il suo unico scopo è quello di<br />

accogliere i bambini di ambo i sessi residenti nel Comune e in zone lim<strong>it</strong>rofe” 1 di età compresa tra i<br />

tre e i sei anni, e di provvedere all’educazione globale della persona del bambino secondo la visione<br />

cristiana della v<strong>it</strong>a. L’Ente provvede ai propri scopi con le rette delle famiglie degli alunni, con le<br />

quote degli Associati e con i proventi derivanti da contributi di persone e di Enti.<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à sono chiamate a dirigere l’Asilo nel 1847 come da “convenzione<br />

stipulata con scr<strong>it</strong>tura privata del 13 giugno 1847 tra il Consiglio di Amministrazione e la<br />

Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli” 2 . Le Suore addette all’Asilo sono tre e altrettante<br />

per la scuola comunale: una di esse è stipendiata dall’Amministrazione Comunale, la Superiora è<br />

Suor Scolastica Bardoni 3 .<br />

La Superiora Provinciale, considerata la precarietà economica dell’Asilo “rinuncia (dona)<br />

all’Asilo Infantile della c<strong>it</strong>tà di Crescentino l’onorario pagato dall’Ill. ma Civica Amministrazione<br />

di detta c<strong>it</strong>tà con ordinato 22 settembre 1849 alla Sig. Suora Maestra della Scuola Comunale per le<br />

ragazze in £. 515 annue”. 4<br />

Le Suore fin dall’inizio esplicavano diverse attiv<strong>it</strong>à: Asilo, Scuola Elementare, Laboratorio,<br />

Catechismo ai fanciulli. Col passare del tempo fu loro affidato il comp<strong>it</strong>o di preparare la minestra ai<br />

poveri mentre veniva soppresso il Laboratorio e il numero delle Suore a poco a poco fu<br />

ridimensionato fino ad essere ridotto a quattro.<br />

Le Suore della Scuola elementare furono sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e da insegnati laiche. “Tra le Suore che<br />

hanno prestato il loro valido servizio di car<strong>it</strong>à è rimasta impressa nel ricordo della gente la figura<br />

di Suor Liberata Bertarini che si distinse per la sua spiccata sensibil<strong>it</strong>à, per la grande uman<strong>it</strong>à , per<br />

la finezza di tratto e per il suo amore di predilezione per i più poveri”. 5<br />

Alla fine dell’anno scolastico 1988 si inizia a ridimensionare il servizio alla scuola materna<br />

con il r<strong>it</strong>iro di due suore di cui una sarà sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a e si parla di chiusura della comun<strong>it</strong>à.<br />

Nel 1993 restano tre suore e la relazione sulla comun<strong>it</strong>à si esprime in questi termini “si è già detto<br />

all’Amministrazione e comunicato a Monsignor Arcivescovo che con la fine dell’anno scolastico<br />

1993/94 ci r<strong>it</strong>ireremo da questo servizio. Una Suora potrebbe passare alla Comun<strong>it</strong>à S. Famiglia<br />

ed inserirsi nell’attiv<strong>it</strong>à parrocchiale”. 6 Le motivazioni sono riconducibili in parte alla diminuzione<br />

dei bambini, a problemi di carattere interno e all’età delle Suore. In effetti due suore continueranno<br />

la loro presenza fino al 1995 ma faranno parte della comun<strong>it</strong>à “S. Famiglia” delle Suore anziane a<br />

riposo.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE C. 5 – CRESCENTINO (VC) ASILO - STATUTO<br />

2<br />

IBIDEM MANOSCRITTO ORIGIN<strong>AL</strong>E<br />

3<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI 1822 - RUBRICA – CRESCENTINO (VC) ASILO - 1865 REGISTRO - CASSETTIERA -<br />

1° CASSETTO.<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE C. 5 - CRESCENTINO (VC) ASILO - SCRITTURA PRIVATA -<br />

5<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE C. 5 - CRESCENTINO (VC) ASILO - STORIA DELLA COMUNITÀ LOC<strong>AL</strong>E -<br />

6<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE C. 5 - CRESCENTINO (VC) ASILO - RELAZIONE DEL CONSIGLIO<br />

PROVINCI<strong>AL</strong>E


153<br />

Una presenza preziosa per la Catechesi, per l’animazione Parrocchiale e per il servizio<br />

dell’educazione ai piccoli viene a mancare ma nel cuore di ciascuno resta il germe di bene che la<br />

car<strong>it</strong>à vi ha seminato con la costanza del largo gesto del Seminatore.<br />

15 ottobre 1847 – OLEGGIO (NO) UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – RICOVERO<br />

Quattro Suore di Car<strong>it</strong>à di S. Giovanna Antida giunsero in Oleggio il 15 ottobre 1847 i e si<br />

occuparono nel vecchio Ospedale (attuale Via Marconi) dell’assistenza dei ricoverati, poi si<br />

trasferirono il 29 giugno 1899 nell’edificio di Via Dante 83 che divenne “Ospizio Pariani”.<br />

In realtà fin “dalla seconda<br />

metà del secolo XVI si hanno<br />

notizie di un Ospizio ad uso<br />

Ospedale che già allora<br />

esisteva tra l’antica Chiesa<br />

dei Santi Fabiano e<br />

Sebastiano e la Chiesa di S.<br />

Maria in Castello, Ospizio<br />

che la Confratern<strong>it</strong>a<br />

dell’Annunciazione si prese<br />

in Amministrazione<br />

funzionandolo nel giro di<br />

alcuni anni, come vero e<br />

proprio Ospedale.<br />

Poi la generos<strong>it</strong>à<br />

degli Oleggesi si indirizzò<br />

verso un Ospedale più<br />

importante per quei tempi,<br />

così che un grande progresso<br />

fu il passaggio avvenuto nel<br />

1824 dall’antico locale<br />

annesso alla Chiesa di S.<br />

Maria alla nuova sede<br />

acquistata con metà della<br />

casa Gola in Via Baraggia (<br />

ora Via Marconi). La<br />

vecchia sede nella viuzza<br />

stretta, angustiata dalle case,<br />

insufficiente per tutti i lati<br />

non poteva continuare ad<br />

essere Ospedale e così nel<br />

1904 si pensò ad una nuova e più funzionale sede sopra l’altipiano del Gaggiolo, poco fuori a sud


154<br />

dell’ab<strong>it</strong>ato, in una posizione a dir poco splendida”. 1<br />

Dal Vecchio Ospedale le Suore passano al “Pariani” dove si continua con l’assistenza agli<br />

anziani.<br />

Tra varie traversie dovute al progressivo invecchiamento e diminuzione delle forze delle<br />

Suore si giunge alla soluzione, in data 28 maggio 1983, di unire le Suore che operano nelle opere<br />

parrocchiali con l’unica Suora presente nel Ricovero, in modo da cost<strong>it</strong>uire una comun<strong>it</strong>à<br />

polivalente con l’aggiunta di un servizio sul terr<strong>it</strong>orio per la popolazione.<br />

Indubbiamente l’opera delle Suore della Car<strong>it</strong>à ha dato molto ad Oleggio nella plural<strong>it</strong>à di<br />

servizi il cui mer<strong>it</strong>o è stato ampiamente riconosciuto. Il giornale locale dà voce al disappunto del<br />

paese ed esprime il “No alla partenza delle Suore” che dopo un secolo sono costrette al<br />

trasferimento. Le Suore della car<strong>it</strong>à lascieranno Oleggio dopo quasi un secolo di operato sul<br />

terr<strong>it</strong>orio. La decisione è della Madre Superiora di Vercelli. La notizia si è diffusa rapidamente,<br />

provocando il disappunto della comun<strong>it</strong>à, che non sembra intenzionata a rassegnarsi facilmente a<br />

questa decisione, che tuttavia pare defin<strong>it</strong>iva.<br />

Le suore hanno avuto ad Oleggio una lunga tradizione: furono chiamate per occuparsi<br />

dell’Istruzione e dell’assistenza nei luoghi di pubblica beneficenza come le Scuole, l’Ospedale<br />

Civile, l’Orfanotrofio Bertotti, l’Ist<strong>it</strong>uto Pariani e la domus pauperum”. 2 Con in cuore tanta<br />

sofferenza le Suore di Car<strong>it</strong>à concludono la loro opera in Oleggio il 20 settembre 2004.<br />

1847 - BORGO D’ANNONE ( AT) : UN COLLEGIO PER SIGNORINE<br />

Nel 1847 le Suore di Car<strong>it</strong>à sono inv<strong>it</strong>ate dal Vescovo di Asti ad aprire un Collegio per<br />

Signorine, a pagamento, con lo scopo preciso di educarle e di istruirle, sia in campo religioso che<br />

intellettuale e pratico, preparandole ad occupare con dign<strong>it</strong>à il posto da Dio a loro assegnato nella<br />

società.<br />

La Casa veniva offerta da un Canonico della Cattedrale, il Rev.do Don Gardini Pietro che<br />

aveva a cuore la formazione cristiana delle giovani del luogo.<br />

Da alcuni documenti e da precise relazioni del Cav. Carlo Stura, parroco di Annone, risulta<br />

l’esistenza di un “Pensionato diretto dalle Suore di Car<strong>it</strong>à dette Grigie” stabil<strong>it</strong>o nel Borgo di<br />

Annone (Asti):<br />

“Il pensionato è stabil<strong>it</strong>o nel recinto del Borgo d’Annone, distante quattro miglia dalla c<strong>it</strong>tà di Asti,<br />

casa del Canonico cavaliere Gardini, in un s<strong>it</strong>o ameno e sano, con Chiesa nell’interno della Casa,<br />

giardino e cortile pel passaggio e per la ricreazione delle alunne. Lo scopo che si propongono le<br />

Suore, è una saggia e cristiana educazione. Con questo fine le Maestre si applicano ad ispirare alle<br />

loro giovani alunne il rispetto e l’amore alla Religione, a formare il loro cuore alla virtù e a<br />

sviluppare il loro intelletto collo studio delle utili e necessarie scienze.<br />

Le medesime si impegnano egualmente a perfezionare il loro carattere, affezionarle ad un regime<br />

1 CORRIERE DI NOVARA – CRONACA DI OLEGGIO – 4 SETTEMBRE 2004 A CURA DI ANTONIO BRUSOTTI<br />

2 CORRIERE di NOVARA - 27 AGOSTO 2004 A CURA DI ANNA CARLUCCIO


155<br />

regolare, e civile, ed a renderle capaci di tenere un maneggio di casa, qualunque debba essere la<br />

loro sorte nella società”. 1<br />

Dal contesto risulta che il canonico Gardini Pietro, prevosto del Cap<strong>it</strong>olo della Cattedrale, era<br />

proprietario di tutto il complesso descr<strong>it</strong>to nel testo e passato in proprietà, secondo la relazione del<br />

1883, alle Suore nella persona di Sr. Giovanna Bargeres.<br />

Tale Collegio pare che sia durato solo fin verso la fine del secolo (‘900).<br />

Venuta meno la presenza delle Suore di Car<strong>it</strong>à, l’immobile fu usato per altri scopi.<br />

5 aprile 1848 - STRADELLA (PV) – UNA SCUOLA OSTEGGIATA<br />

Da una lettera del 5 aprile 1848 della Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli diretta a S. Ecc.<br />

Monsignor Giovanni Negri si apprende che in data 6 aprile a Stradella sarà aperta una scuola per<br />

ragazze “benestanti e povere” sotto la Direzione di quattro Suore e dietro richiesta di un illustre ma<br />

sconosciuto Fondatore di tale Pia Opera.<br />

La lettera presenta delle “nov<strong>it</strong>à” quanto allo stile ampolloso con cui è redatta<br />

(tanto diverso dai precedenti ) ed il modo con cui viene notificato l’arrivo delle Suore: il giorno<br />

dopo!<br />

Eccellenza Reverendissima<br />

essendomi stata fatta richiesta di quattro Suore per la<br />

Direzione di una scuola da aprirsi per le Figlie benestanti e povere, nel Borgo di Strabella (PV), mi<br />

faccio dovere di sottomettere la cosa a Vostra Ecc.za Rev. ma assicurandola che, dietro le<br />

opportune concertazioni prese col Fondatore di questa Pia Opera, il Signor... (illeggibile) le Suore<br />

si troveranno sul posto, domani 6 corrente partendo questa sera da Vercelli. Adempio poi ad una<br />

mia obbligazione affidando alla di lei pastorale sollec<strong>it</strong>udine anche queste quattro pecorelle che la<br />

Divina Provvidenza chiama in questi giorni a far parte dell’eletto suo gregge. Prego l’Eccellenza<br />

Vostra di voler loro destinare un Confessore che possa aiutarle nel loro spir<strong>it</strong>uale prof<strong>it</strong>to.<br />

Contando sulla benevolenza di V. E. e sul felice successo dell’Opera, rinnovo gli attestati<br />

della mia somma grat<strong>it</strong>udine e baciando il sacro anello, esprimo sentimenti di altissimo rispetto<br />

Umil, ma Obb. ma Dev. ma<br />

La Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à<br />

Suor Melania Mantelli 2<br />

Ma una “sommossa” costringe la Provinciale a richiamare le quattro suore appena entrate nella<br />

scuola di Stradella: si teme che le cose possano peggiorare. La Superiora consulta il Vescovo di<br />

Tortona e insieme prendono provvedimenti immediati, nell’attesa che l’Autor<strong>it</strong>à competente dia<br />

maggiori chiarificazioni.<br />

Il 1848 è un anno un po’ speciale, segna l’inizio della prima guerra di Indipendenza e le<br />

nostre Suore sono chiamate a condividerne i disagi. Anche la Scuola di S. Maria di Castello, ad<br />

Alessandria, che funzionava egregiamente fin dal 1831, viene chiusa per lasciare spazio ai mil<strong>it</strong>ari.<br />

1 - GAZZETTA D’ ASTI – PERIODICO DIOCESANO -“DIOCESI DI ASTI E ISTITUTI DI VITA RELIGIOSA”- 2006<br />

2 ARCHIVIO DIOCESANO DI TORTONA - CORRISPONDENZA A MONSIGNOR NEGRI – 1826/1850 – PAG. 184<br />

– ACPV – AMADIO 4 – 4.4 RACCOLTA SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO.


156<br />

Vercelli 7 maggio 1848<br />

Eccellenza Rev. ma<br />

nel ringraziarla infin<strong>it</strong>amente di avermi inviata la Suora, dalla quale ho potuto essere<br />

meglio ragguagliata sull’accaduto non posso fare a meno di significarle di trovare anch’io che la<br />

via più sped<strong>it</strong>a sarà quella, al certo, di richiamare le quattro suore testé part<strong>it</strong>e per Stradella,<br />

sebbene in più riprese, affine di ev<strong>it</strong>are una maggiore sommossa. Ma siccome la cosa è stata<br />

portata a Torino, ove si è anche recato ieri S. E. Mons. Arcivescovo, mi pare che sarebbe prudente<br />

attendere alcuni giorni in Arena Po (PV), finché si abbia dalle Autor<strong>it</strong>à una qualche<br />

chiarificazione.<br />

In questo intervallo però, se V. E. Rev. acconsente, una di queste Suore potrebbe venire a<br />

Tortona con la cara Sr. Sofia ed aiutare a fare scuola. Del resto è d’uopo in tutto adorare le<br />

Supreme Divine disposizioni e ad esse uniformarsi.<br />

Intanto, per quei pochi dì che le medesime Suore si fermeranno ancora in cotesta di Lei<br />

Diocesi, le raccomando, in un, colle altre tutte, alla Pastorale di Lei Protezione.<br />

Nell’atto che le rinnovo gli attestati della nostra riconoscenza e col bacio del sacro anello, mi<br />

protesto<br />

con altissimo rispetto e pari Venerazione<br />

di V. E. Rev. ma<br />

Umil. ma Dev. ma Obb. ma Serva<br />

Suor Melania Mantelli 1<br />

Intanto la cosa è giunta fino a Torino: le Autor<strong>it</strong>à religiose fanno sentire la loro voce e, sia<br />

quella del Barone D’Angennes (Arcivescovo di Vercelli) che quella di Mons. Negri, consulente<br />

spir<strong>it</strong>uale dei Savoia, non paiono trascurabili; l’autor<strong>it</strong>à civile autorizza l’ingresso delle Suore ...<br />

Vercelli 17 maggio 1848<br />

Eccellenza Rev. ma<br />

dal Ven. mo Foglio di V. E. Rev.ma rilevai le sagge<br />

disposizioni da lei date in favore di quelle mie affl<strong>it</strong>te Suore che, doveva, mio malgrado, tirar fuori<br />

dal loro Centro. Gliene sono riconoscentissima; né posso con parole adeguatamente ringraziarla di<br />

tanto beneficio.<br />

Voglia Ella degnarle tutte della continuazione di Sua Pastorale assistenza, nonché<br />

efficacissima protezione e ricevere gli attestati di illim<strong>it</strong>ata grat<strong>it</strong>udine di chi si ascrive ad onore<br />

protestarsi con altissima venerazione<br />

di V. E. Rev. ma<br />

Umil. ma Dev. ma Obb. ma Serva<br />

Suor Melania Mantelli 2<br />

1 ARCHIVIO DIOCESANO DI TORTONA - CORRISPONDENZA A MONSIGNOR NEGRI – 1826/1850 – PAG. 185<br />

– ACPV – AMADIO 4 – 4.4 RACCOLTA SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO.<br />

2 ARCHIVIO DIOCESANO di TORTONA - CORRISPONDENZA A MONSIGNOR NEGRI – 1826/1850 – pag. 185 –<br />

ACPV – AMADIO 4 – 4.4 RACCOLTA SUOR MARIA GRAZIA TRAVERSO PAG. 185


157<br />

E la scuola di Stradella fu aperta con soddisfazione di tutto il paese; non ne conosciamo la<br />

prosecuzione.La sua chiusura è databile a fine ‘900.<br />

Nel 1849 le Suore sono presenti in altre tre comun<strong>it</strong>à: Oneglia (IM) Pen<strong>it</strong>enziario,<br />

Vercelli Asilo “S. Pietro”, Oleggio (NO) Asilo e Scuole.<br />

20 luglio 1849 ONEGLIA (IM) PENITENZIARIO<br />

“Otto Suore di Car<strong>it</strong>à con la Superiora Suor<br />

V<strong>it</strong>toria Pray a cui succederà Suor Albina<br />

Buche” 1 , iniziano la loro opera di assistenza ai<br />

reclusi, in Onelia (IM) in data 20 luglio 1849.<br />

Le altre Suore nel 1865 sono: “Suor Dionigia<br />

Bagliano,Suor Gervasia Colet, Suor Giacomina<br />

Osta, Suor Alfreda Giletti, Suor Paolina Zani, Suor<br />

Tecla Molinari e Suor Lidia Cabrino”. 2 Le<br />

IMPERIA – ATTU<strong>AL</strong>E - PENITENZIARIO<br />

Suore della Car<strong>it</strong>à per un ventennio sono accanto ai<br />

carcerati nella generos<strong>it</strong>à del loro servizio e lasceranno il Pen<strong>it</strong>enziario nel 1870.<br />

20 luglio 1849 - VERCELLI e L’ ASILO “S. PIETRO”<br />

A richiesta della popolazione del Rione e per venire incontro alle esigenze delle madri<br />

lavoratrici (mondine) il 20 luglio 1849 la Superiora Provinciale accettava di aprire un Asilo<br />

d’Infanzia inviandovi sette suore e precisamente: “Suor Blandina Crotta ( Superiora), Suor Miradio<br />

Coscia, Suor Albertina Ronchi, Suor Adalberta Pontello, Suor Petronilla Volonté, Suor Barbara<br />

Benzoni e Suor Chiarina Figarolo”. L’Asilo continuerà, a soddisfazione della popolazione<br />

Vercellese fino ai primi decenni del 1900 seguendo il metodo aportiano.<br />

4 novembre 1849 – OLEGGIO (NO) ASILO – SCUOLE<br />

Verso la metà dell’anno 1800 e precisamente il 4 novembre 1849 le Suore di Car<strong>it</strong>à venivano<br />

chiamate in Oleggio per l’istruzione per l’assistenza nei luoghi di pubblica beneficenza.<br />

Inizialmente erano dieci. “Nei primi anni di permanenza in Oleggio insegnarono alle Scuole<br />

Elementari e Municipali e alle “Scuole Pie” del legato Taliano – Tassone – Belotti un’opera pia<br />

1 ACPV – CASSETTIERA 1° CASSETTO – RUBRICA – ONELIA PENITENZIARIO -<br />

2 ACPV – CASSETTIERA 1° CASSETTO – REGISTRO 1865 – ONELIA PENITENZIARIO – DIOCESI DI <strong>AL</strong>BENGA -


158<br />

fondata dal Dottore Fisico Giuseppe Taliano Tassone che con suo testamento datato 1623 ist<strong>it</strong>uiva<br />

una fondazione che aveva un triplice scopo: stipendiare un medico per i poveri del Borgo di<br />

Oleggio oltre il suo alloggio nella casa del testatore s<strong>it</strong>a in Via delle Scuole l’attuale Via Gramsci<br />

di fronte alla Chiesa di S. Lorenzo in Valle; stipendiare un maestro di grammatica e uno di<br />

rettorica per i ragazzi di Oleggio; provvedere a due sussidi dotati in favore di ragazze povere della<br />

discendenza Taliano Tassone”. 1<br />

Alcune Suore entrarono nell’Asilo per l’Infanzia che era appena stato fondato con il comp<strong>it</strong>o<br />

di prendersi cura dei bambini. La Superiora, che era la Direttrice era mun<strong>it</strong>a di regolare patente<br />

Elementare Inferiore. Tre altre suore erano mun<strong>it</strong>e di Diploma di Abil<strong>it</strong>azione all’Insegnamento, le<br />

altre di Diploma di Maestre Giardiniere. “I bimbi che frequentavano l’Asilo erano in media<br />

annualmente 450 tra maschi e femmine. L’anno scolastico incominciava il 1° ottobre e terminava il<br />

31 luglio, lasciando ai bimbi un periodo di vacanza nei due mesi più caldi dell’anno e meno adatti<br />

alla scuola”.<br />

Dopo aver svolto un’encomiabile opera assistenziale ed educativa, motivo di orgoglio di<br />

tutta la c<strong>it</strong>tadinanza oleggese che con tanta grat<strong>it</strong>udine riconosce le fatiche ed il lavoro prestato dalle<br />

suore con grande umiltà ed altrettanta efficacia, senza mai chiedere ricompense, tranne un<br />

modestissimo riconoscimento economico, a mala pena sufficiente per i più elementari ed<br />

insopprimibili bisogni della v<strong>it</strong>a, soddisfatte solo del bene compiuto per l’infanzia e per la gioventù<br />

l’Amministrazione Comunale dedica loro una lapide.<br />

“A ricordo del servizio di alto valore uman<strong>it</strong>ario e sociale prestato dalle suore della car<strong>it</strong>à<br />

nell’asilo Infantile e negli altri ist<strong>it</strong>uti c<strong>it</strong>tadini fin dalla loro fondazione il Comune di Oleggio<br />

con unanime decisione del Consiglio Municipale questa lapide pose – 25 dicembre 1983” 2<br />

La comun<strong>it</strong>à dell’Asilo aveva concluso il suo servizio alla fine dell’anno scolastico 1979<br />

dopo aver educato generazioni di bambine e bambini insegnando loro l’amore a Dio e al prossimo<br />

secondo il carisma di S. Giovanna Antida. Vi restava ancora la presenza di una Suora aggregata<br />

all’Orfanotrofio “Negri” fino al 1983.<br />

L’anno 1850 si presenta con ben sei fondazioni: Ameno (NO) Scuola Comunale,<br />

Moncalieri (TO) Scuole e una succursale del Manicomio a Collegno (TO), Casale<br />

Monferrato (<strong>AL</strong>) un Ospedale Mil<strong>it</strong>are ( aperto il 1° maggio e chiuso nel <strong>1864</strong>),<br />

Casale Monferrato (<strong>AL</strong>) Ospedale di car<strong>it</strong>à e un Ricovero di mendic<strong>it</strong>à, Livorno<br />

Ferraris (VC) Ospedale, Trino Vercellese Asilo e Laboratorio.<br />

20 novembre AMENO (NO) SCUOLA COMUN<strong>AL</strong>E<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à sono chiamate ad Ameno con insegnanti nella scuola Comunale in numero<br />

1 CORRIERE DI NOVARA – CRONACA DI OLEGGIO – 4 SETTEMBRE 2004 A CURA DI ANTONIO BRUSOTTI<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - O 1 - OLEGGIO (NO) - VERB<strong>AL</strong>E DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO<br />

COMUN<strong>AL</strong>E - COMUNE DI OLEGGIO -


159<br />

di due e sono: “Suor Gabriela Gay Superiora e Suor Macrina Cerino” 1 vi giungono il 20<br />

novembre 1850 e vi rimangono solo per un decennio. Infatti la comun<strong>it</strong>à lascia il paese di Ameno<br />

alla fine dell’anno scolastico 1861.<br />

Novembre 1850 MONC<strong>AL</strong>IERI (TO) SCUOLE FEMMINILI e OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

Nel mese di novembre dell’anno 1850 le Suore di Car<strong>it</strong>à sono chiamate a prestare il loro<br />

servizio a favore dell’infanzia e della gioventù nella c<strong>it</strong>tà di Moncalieri. La nuova comun<strong>it</strong>à sarà<br />

formata da sette suore Suor Elena Degiovanni ne sarà la Superiora.<br />

Un’ importante “Orazione” detta dal Prof. Giacomo Galletti nella solenne apertura della<br />

suddetta Scuola Femminile, dice quale importanza venisse data, alla metà dell’800, all’educazione<br />

femminile, dal momento che fino ad allora la percentuale dell’analfabetismo femminile superava<br />

1’80%.<br />

“La prima educazione ci viene dalla donna, da quel maraviglioso portento della creazione<br />

destinato all’altissimo quanto nobile uffizio di custode e guida delle crescenti generazioni.<br />

La società istruisca dunque la donna!<br />

26 novembre 1850: il benemer<strong>it</strong>o nostro Municipio inaugura oggi una scuola femminile: sia<br />

lode a Lui che adempie oggi ad un santo dovere A questo banchetto pubblico interviene il povero<br />

col ricco: e l’uno e 1’altro hanno eguale dir<strong>it</strong>to, quello cioè di corrispondere al benefizio ricevuto<br />

mediante la diligenza, l’operos<strong>it</strong>à e la fratellanza.<br />

Il cervellino di tante povere ragazze era inoperoso per mancanza di mezzi: il Municipio<br />

impresta loro un cap<strong>it</strong>ale d’istruzione gratu<strong>it</strong>a: facciano fruttificare questo cap<strong>it</strong>ale, ecco il<br />

compenso che ne aspetta il Municipio....” 2<br />

Un “Ordinato del Comunale Consiglio” precisa quanto segue:<br />

“L’anno del Signore 1850, il 26 di novembre, in Moncalieri, e nella sol<strong>it</strong>a sala delle comunali<br />

adunanze, al cospetto dell’ill.mo signor Maggiore Gioachino Thovez, Sindaco, i signori<br />

Consiglieri deliberano che:<br />

1 - sarà stabil<strong>it</strong>a in questa C<strong>it</strong>tà una Scuola Femminile<br />

2 - l’insegnamento è affidato a due maestre tra le quali non vi sarà distinzione di grado<br />

3 - un regolamento spir<strong>it</strong>uale determinerà il principio e la fine dell’anno scolastico come pure la<br />

regola e la disciplina del medesimo<br />

4 - L’Ist<strong>it</strong>uzione sarà appoggiata sul sistema in vigore, per il qual fine non saranno non<br />

saranno ammesse che le maestre che avranno rapportato la necessaria patente di idone<strong>it</strong>à<br />

5 - L’annuo stipendio delle due Maestre si stabilisca in lire ottocento caduna, ivi compreso<br />

l’alloggio, pagabili a trimestri maturati<br />

6 - Tale scuola è affidata alla cura del Municipio e del Sindaco che prenderanno di concerto col<br />

Provved<strong>it</strong>ore degli studi le occorrenti disposizioni.<br />

7 - Per questioni economiche però si stabilisce che tale istruzione sia affidata per quest’anno ad<br />

1 ACPV – CASSETTIERA – 1° CASSETTO – REGISTRO 1865 -<br />

2 ARCH. STORICO COM. LE DI MONC<strong>AL</strong>IERI. “CARTE RELATIVE <strong>AL</strong>L’APERTURA DELLE SCUOLE ELEMENTARI<br />

FEMMINILI “-“OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE DI S. CROCE- STATUTO ORGANICO E REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE<br />

INTERNA” - TORINO TIPOGRAFIA FODRATTI


160<br />

una sola Maestra con lo specificato stipendio di lire ottocento. 1<br />

Nello stesso anno le Suore di Car<strong>it</strong>à entravano in servizio nell’Ospedale S. Croce. Uno<br />

“Statuto Organico e Regolamento di Amministrazione interna” ci permette di conoscere come<br />

stavano le cose.<br />

All’Art. 6° si legge:<br />

La Direzione affida il servizio interno dell’Ospedale e l’assistenza degli ammalati alle<br />

persone da essa a tale scopo deputate, che preferibilmente sceglie fra le Suore degli Ordini<br />

religiosi. Queste avranno alloggio nello Stabilimento, e, per quanto riguarda il servizio dipendono<br />

dalla Direzione, ma da esse dipendono gli inservienti e gli infermieri.<br />

Ricevono in consegna tutti gli oggetti mobili, la biancheria, le vestimenta e i generi di<br />

consumazione e una di esse è dalla Superiora, di concerto con l’economo destinata alla cucina e<br />

alla cantina, altra ai servizio dell’infermeria e della biancheria. La Superiora è responsabile del<br />

servizio ad esse affidato.<br />

Sorvegliano la condotta degli infermi, degli incurabili e delle persone di servizio,<br />

riferendone al Presidente e al Direttore di quindicina.<br />

Una scr<strong>it</strong>ta di Convenzione stabilisce i corrispettivi, i vantaggi e le obbligazioni che non si<br />

trovano prescr<strong>it</strong>te nel presente Regolamento.<br />

La Superiora è in obbligo di tenere un registro a matrice dei buoni per provviste e minute<br />

riparazioni; uno delle elemosine e uno dei pagamenti da vidimarsi dal Direttore - economo, e tutti<br />

quegli altri che venissero prescr<strong>it</strong>ti.<br />

In fine d’anno procederà alla verifica dell’inventario di tutti gli oggetti affidatole, con<br />

l’intervento dell’economo.<br />

La Suora addetta alle infermerie accoglie i malati mun<strong>it</strong>i dell’ordine di ammissione del<br />

medico curante, li provvede prontamente della camicia e degli altri ab<strong>it</strong>i da notte, li fa mettere a<br />

letto nella sala destinata agli infermi e procura che loro venga somministrato il necessario; r<strong>it</strong>ira<br />

gli oggetti e il vestiario degli infermi. Appende al letto una cartella indicante tutte le general<strong>it</strong>à<br />

possibili del ricoverato; attende alla distribuzione dei cibi e bevande nei modi e nei tempi prescr<strong>it</strong>ti<br />

dai medici curanti.<br />

Ad essa spetta pure di fare la distribuzione dei medicinali presentandoli agli infermi con<br />

modi affabili e animandoli a prenderli per loro vantaggio; accompagnare i medici nelle vis<strong>it</strong>e<br />

informandoli di tutto quanto avvenne nello stato del malato; assistere alle operazioni flebotomiche<br />

e medicature, perché ogni cosa si faccia con car<strong>it</strong>à e massima decenza.<br />

A misura che i letti si rendono vacanti li fa tosto apparecchiare per ricevere i nuovi infermi<br />

avvertendo che in caso di morte o di malattie lunghe e pericolose il pagliericcio e il materasso<br />

siano dati al bucato. In tutti i casi le biancherie devono essere cambiate, come anche i recipienti<br />

che servono all’uso del malato, perché tutto sia rinnovato e pul<strong>it</strong>o quando debba esservi collocato<br />

altro infermo.<br />

Deve invigilare la pulizia massima dei locali, regolare la ventilazione, il necessario calore e<br />

la voluta illuminazione. Invigila che non si giochi né si fumi, né si esca dalla stanza senza il<br />

1 ARCH. STORICO COM. LE DI MONC<strong>AL</strong>IERI. “CARTE RELATIVE <strong>AL</strong>L’APERTURA DELLE SCUOLE ELEMENTARI FEMMINILI<br />

“-“OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE DI S. CROCE- STATUTO ORGANICO E REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE INTERNA” - TORINO<br />

TIPOGRAFIA FODRATTI- N. B Il Regolamento porta la firma del Sindaco Thovez e quella del Provved<strong>it</strong>ore agli<br />

Studi.


161<br />

permesso del medico curante.<br />

Non permette che le cortine dei letti siano chiuse, salvo casi di necess<strong>it</strong>à e che i<br />

convalescenti si allontanino dai loro letti senza licenza.<br />

Invigila sulla condotta degli inservienti, i quali prestano il loro servizio agli ammalati sotto<br />

la dipendenza delle Suore.<br />

I medici sono responsabili dell’intero servizio san<strong>it</strong>ario e devono invigilare su tutto il<br />

personale delle infermerie” 1<br />

Non è stato possibile stabilire la durata del servizio prestato dalle Suore di Car<strong>it</strong>à presso le<br />

Opere assistenziali ed educative nella C<strong>it</strong>tà di Moncalieri perché i documenti rinvenuti negli<br />

Archivi non ci hanno dato ulteriori precisazioni. Si presume da quanto ci dicono i Registri<br />

dell’Archivio della Casa Provinciale in Vercelli che sia durato fin verso la fine del secolo (1900).<br />

1° maggio 1850 CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE<br />

La Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli riceveva l’inv<strong>it</strong>o, da parte<br />

dell’Amministrazione dell’Ospedale, per l’invio delle Suore della Car<strong>it</strong>à all’Ospedale Mil<strong>it</strong>are di<br />

Casale Monferrato (<strong>AL</strong>) ed il 1° maggio: “Suor Maria Dupuis come Superiora, Suor Isidora<br />

Gruppo, Suor Anastasia Asnaghi e Suor Valentina Latuada,” 2 iniziavano il loro servizio presso i<br />

mil<strong>it</strong>ari. Dopo 17 anni nel 1867 la comun<strong>it</strong>à è chiusa.<br />

25 maggio 1850<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) - RICOVERO di MENDICITÀ E OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di CARITÀ<br />

“Come ben sapete, Ricovero ed Ospedale di Car<strong>it</strong>à sono, direi quasi, una cosa sola, e sebbene i<br />

loro patrimoni siano divisi ed amministrati con bilanci separati, è impossibile r<strong>it</strong>rarre la v<strong>it</strong>a<br />

economica di un Ist<strong>it</strong>uto, senza parlare dell’altro” 3 .<br />

Nel 1° Art. dello Statuto Organico si legge che “ L’Ospizio di Car<strong>it</strong>à in Casale Monferrato - ebbe<br />

v<strong>it</strong>a dal Regio Biglietto 22 marzo 1740 di Carlo Emanuele III col quale dichiarò doversi applicare<br />

all’Ospizio stesso l’ered<strong>it</strong>à lasciata dal Sacerdote Evasio Andrea Nigris onde costruire un albergo<br />

dei poveri.<br />

Il fatto segna una svolta importante nella pol<strong>it</strong>ica assistenziale. La lotta alla mendic<strong>it</strong>à,<br />

infatti, che fino allora era stata lasciata quasi interamente nelle mani di ist<strong>it</strong>uzioni car<strong>it</strong>ative<br />

promosse da Religiosi, oppure, come nel caso della Congregazione casalese da laici, diventò<br />

oggetto dell’azione dei Sovrani, che si fece, in questo campo, più marcata e premurosa, per lo<br />

sbandimento della povertà .<br />

Le final<strong>it</strong>à dei nuovi Ist<strong>it</strong>uti, erano dunque quelle di riunire, in luogo idoneo e sicuro, poveri<br />

e inabili, giovani e vecchi, da sottrarre con il lavoro produttivo e l’educazione religiosa alla<br />

mendic<strong>it</strong>à e al vagabondaggio.<br />

Soccorrere la classe indigente del Comune di Casale - si legge nell’articolo 2 dello Statuto –<br />

coll’osp<strong>it</strong>are e sostenere vecchi inabili al lavoro, accattoni, abil<strong>it</strong>ando i validi a procacciarsi la<br />

1 ARCH. STORICO COM. LE DI MONC<strong>AL</strong>IERI. “CARTE RELATIVE <strong>AL</strong>L’APERTURA DELLE SCUOLE ELEMENTARI<br />

FEMMINILI” - “OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE DI S. CROCE” - STATUTO ORGANICO E REGOLAMENTO DI<br />

AMMINISTRAZIONE INTERNA” - TORINO - TIPOGRAFIA FODRATTI<br />

2 ACPV – CASSETTIERA 1° CASSETTO – REGISTRO 1865 -<br />

3 RELAZIONE DEL SIGNOR CAV. AVV. LODOVICO FERRARIS AI SOCI AZIONISTI DEL RICOVERO DI MENDICITÀ<br />

26 DICEMBRE 1880


162<br />

sussistenza col lavoro, e fanciulli mal vegliati o bisognosi, educandoli con l’istruzione religiosa,<br />

morale e intellettuale e meccanica a v<strong>it</strong>a onesta e laboriosa”.<br />

E, ancora:<br />

“Non bisogna dimenticare che l’Ospedale di Car<strong>it</strong>à è stato fondato per i poveri di Casale,<br />

mentre il Ricovero fu fondato per i poveri del Circondario; ma ai bisogni del Circondario, che sono<br />

in ragione di popolazione inferiori a quelli del Capoluogo, perché la povertà è meno sent<strong>it</strong>a presso<br />

le popolazioni rurali, devono provvedere i Comuni del Circondario.” 1<br />

Il 25 maggio dell’anno 1850 si delibera e si stende la Convenzione tra la Commissione<br />

incaricata e la Rev.da Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à di Vercelli “relativamente al posto di<br />

governanti di questo Spedale, stato alle prelodate Suore affidato” e ancora “alla fine dell’anno<br />

1850 i poveri ricoverati in questo Ospizio sono 115: uomini 31, figli 28, donne 23, figlie 33”. 2<br />

Le Suore richieste sono in numero di tre: Suor Eustachia Miglio Superiora, Suor Evasia<br />

Rei addetta alla cucina e Suor Maddalena Chiesa addetta all’istruzione e ad altre mansioni.<br />

“L’anno successivo se ne chiederanno cinque rinnovando le convenzioni un anno dopo, 29 agosto<br />

1851, precisando già che il loro numero potrà essere aumentato a misura del bisogno”. 3<br />

I loro comp<strong>it</strong>i sono elencati con precisione. La direttrice sarà “principalmente ed<br />

esclusivamente incaricata di tutta la pulizia dell’ist<strong>it</strong>uto, dell’educazione e del regime interno delle<br />

figlie nonchè delle donne ricoverate sotto l’ispezione dei signori procuratori generali e del<br />

Reggente mensile.<br />

Insegnerà a leggere e a scrivere alle figlie educandole a tutti quei lavori femminili che si<br />

fanno o si potranno fare nell’Ist<strong>it</strong>uto ...<br />

Ha l’incarico del guardaroba … bucato, da far eseguire da persone ricoverate ... Assegnerà<br />

il lavoro da eseguire alle povere secondo la loro capac<strong>it</strong>à ...<br />

Alle ore 24 r<strong>it</strong>irerà la chiave della porta del quartiere delle donne ... Nessuna persona potrà<br />

essere introdotta nel loro quartiere, neppure i poveri maschi ricoverati.<br />

Oltre all’ispezione esclusiva nell’infermeria delle femmine vigileranno anche su quella dei<br />

maschi, chiameranno i medici, vigileranno che siano esegu<strong>it</strong>e le prescrizioni ...<br />

Alla car<strong>it</strong>à ed attenzione della direttrice si raccomandano gli inservienti dell’opera quando<br />

fossero ammalati ...<br />

Avranno la direzione della cucina, la cura delle provviste e della dispensa ...<br />

Una Suora si fermerà in infermeria fino a notte avanzata e vi si troverà nelle prime ore del<br />

mattino ...<br />

Avranno la custodia della ruota dell’Ospizio degli esposti disimpegneranno gli uffici delle<br />

ricev<strong>it</strong>rici. Pel disimpegno di questi uffici verranno coadiuvate da altra persona da destinarsi<br />

dall’Amministrazione.”<br />

Suor Melania Mantelli … 4<br />

A partire dal 1865 fino al 1869 risulta come superiora: Suor Maria Radengo.<br />

Un regolamento approvato con data 20 dicembre 1930 enuncia il cambiamento di<br />

denominazione dell’Ente che sarà “Casa di riposo per i vecchi e gli inabili” e dopo averne tracciato<br />

1<br />

ARCHIVIO PRIVATO “REGIO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DI CARITÀ” BIBLIOTECA CIVICA DI CAS<strong>AL</strong>E M. —“OSPIZIO DI CARITÀ<br />

“- ED. DELL’ORSO<br />

2<br />

ARCHIVIO PRIVATO “REGIO OSPIZIO DI CARITÀ” – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO ( <strong>AL</strong>)<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C4 – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) - RICOVERO OSPIZIO - CONVENZIONE<br />

29 AGOSTO 1851<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C4 – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) - RICOVERO OSPIZIO - CAPITOLI DI<br />

CONVENZIONE AUTOGRAFA ORIGIN<strong>AL</strong>E 24 MAGGIO 1850


163<br />

le final<strong>it</strong>à e lo scopo passa a trattare delle incombenze attribu<strong>it</strong>e ai vari ruoli: Presidente,<br />

Commissione Amministratrice, Impiegati, Servizio San<strong>it</strong>ario, Servizio religioso, Tesoreria e al capo<br />

VIII si parla delle Suore.<br />

“ L’Amministrazione è in facoltà di affidare a Suore, rappresentate dalla loro Superiora … la<br />

sorveglianza sui ricoverati e ricoverate; il servizio di cucina … la sorveglianza del magazzino dei<br />

generi alimentari e sul prelevamento delle quant<strong>it</strong>à necessarie giornalmente per il mantenimento<br />

dei ricoverati … la custodia in genere dei locali di depos<strong>it</strong>o delle merci e derrate e sorveglianza<br />

sull’usc<strong>it</strong>a di queste …” 1<br />

Successivamente aumenta gradatamente il numero delle Suore fino a toccare la punta<br />

massima di 26 nel 1940. Questo fa pensare allo sviluppo dei servizi.<br />

Ma dal 1977 qualcosa sta cambiando si incomincia a sentire il problema della mancanza di<br />

vocazioni, con lettera del 15 febbraio 1984 si fa esplic<strong>it</strong>a richiesta di aumento del personale<br />

religioso data l’apertura di un nuovo reparto cosa non possibile dato che un anno dopo non ci sarà la<br />

sost<strong>it</strong>uzione di un’altra suora.<br />

Alla fine dell’anno 1994, costrette dalla riduzione numerica delle Suore, ci si avvia alla<br />

chiusura della comun<strong>it</strong>à anche se questo servizio risponde al carisma delle Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

A distanza di quasi 150 viene meno una presenza a cui i Casalesi si erano ab<strong>it</strong>uati ed<br />

affezionati ed a malincuore devono abbandonare.<br />

11 novembre 1850<br />

LIVORNO FERRARIS (VC) - UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - INFERMERIA “MARIA ASSUNTA”<br />

L’11 novembre 1850 due Suore : “Suor Geltrude Galletti e Suor Melania Comasini” 2 vengono<br />

inviate a Livorno Ferraris per prestare il loro servizio nell’Ospedale. Nella Convenzione che viene<br />

stipulata si precisa che “il numero delle Suore potrà essere aumentato o diminu<strong>it</strong>o di comune<br />

accordo secondo le esigenze dell’Ospedale e la disponibil<strong>it</strong>à della Congregazione” 3<br />

Nel 1930 le Suore raggiungono il numero di cinque e questa s<strong>it</strong>uazione permane fino al<br />

1980 quando si parla di Infermeria “Maria Assunta” e la comun<strong>it</strong>à viene soppressa.<br />

Il silenzio avvolge l’operato di queste sorelle la cui dedizione quotidiana è misurata da un amore<br />

instancabile a Dio e ai poveri.<br />

1°agosto 1850 TRINO (VC) – ASILO INFANTILE e LABORATORIO<br />

Un documento ufficiale datato 11 giugno 1850 comunica che:<br />

“Sua Maestà con decreto del 1° scorso mese di maggio approvava l’erezione di un Asilo d’Infanzia<br />

nella c<strong>it</strong>tà di Trino per mezzo di Azionisti. Veniva pure a tenore del Regolamento nominata una<br />

Direzione che si cost<strong>it</strong>uiva in carica sotto lì quattro corrente mese e la medesima con appos<strong>it</strong>o suo<br />

ordinato nominava una Commissione nella persona degli infrascr<strong>it</strong>ti membri per ricercare e<br />

scegliere le maestre e addivenire con le medesime alla relativa Cap<strong>it</strong>olazione.<br />

Quali avendo per particolari riguardi scelte a Maestre tre Suore di Car<strong>it</strong>à Sotto la<br />

Protezione di S. Vincenzo de Paoli stabil<strong>it</strong>e nel Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” a Vercelli.<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C4 – CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) - RICOVERO OSPIZIO - REGOLAMENTO<br />

INTERNO DEL R. OSPIZIO DI CARITÀ E RICOVERO DI MENDICITÀ – TIPOGRAFIA BELLATORE, BOSCO E C.<br />

1931<br />

2 ACPV – LIVORNO FERRARIS (VC) - 1865 REGISTRO - CASSETTIERA - 1° CASSETTO.<br />

3 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE L. 4 - LIVORNO FERRARIS (VC)- CONVENZIONE ORIGIN<strong>AL</strong>E


164<br />

Art. 7 La Direzione dell’Asilo si impegna a versare un compenso annuo di £. 500 per ogni suora a<br />

trimestri anticipati”<br />

Firmato:Suor Melania Mantelli<br />

Canonico Raviola Giuseppe<br />

Don Giuseppe Miglione<br />

Guido Montagnini Notaio<br />

All’Asilo si era aggiunto il Laboratorio molto frequentato e l’attiv<strong>it</strong>à Parrocchiale con un Oratorio<br />

fiorente. Nel 1865 sono presenti sei Suore di Car<strong>it</strong>à.<br />

La popolazione era contentissima dell’operato ma con l’apertura della Scuola Materna<br />

statale e la poca possibil<strong>it</strong>à di sost<strong>it</strong>uire le Suore si giunge alla decisione della soppressione della<br />

comun<strong>it</strong>à.<br />

La reazione da parte del paese è forte. Vorrebbero ancora le Suore almeno per le attiv<strong>it</strong>à<br />

Parrocchiali dal momento che molte giovani accolgono bene la loro presenza e da Trino sono<br />

venute molte vocazioni alla Congregazione. Tuttavia la decisione è presa e portata a termine.<br />

“Con comprensibile sofferenza le Suore lasciano defin<strong>it</strong>ivamente questa casa … l’11 luglio<br />

1982. Le Suore della Car<strong>it</strong>à hanno prestato servizio in questo paese per ben 132 anni” 1<br />

Le comun<strong>it</strong>à aperte nel 1851 sono tre: Albenga (SV) - Ospedale, Brefotrofio, Asilo e<br />

Scuole Elementari ; Casale Monferrato (<strong>AL</strong>) – Ospedale “Santo Spir<strong>it</strong>o” e Vercelli<br />

- Asilo “Filippi”.<br />

1851 <strong>AL</strong>BENGA (SV): OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E ED OPERE EDUCATIVE E ASSISTENZI<strong>AL</strong>I<br />

Il 6 ottobre dell’anno 1851 la Commissione Amministrativa, composta da S. E. Mons. Raffaele<br />

Biale, Vescovo della C<strong>it</strong>tà e Presidente dell’Opera, dagli ill. rni Signori: Borea, Ricci Cav.<br />

Emanuele, sindaco, dal molto Rev.do Conte Avv. Giacomo, Della Valle Emanuele e Borea Ricci<br />

Cav. Francesco, radunata nel Palazzo Vescovile, dichiarò di voler affidare alle Suore di Car<strong>it</strong>à, il<br />

servizio degli Infermi e l’istruzione delle fanciulle nelle scuole Comunali Femminili.<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – T. 1 – Documento originale<br />

“Verbale di deliberazione del 6 ottobre 1851 “Con<br />

cui sono chiamate al servizio delle Infermerie le<br />

Suore di Car<strong>it</strong>à affidando loro l’interna economia<br />

dello Stabilimento, e si stabilisce di prendere i<br />

necessari intendimenti col Municipio per incaricare<br />

le medesime di una Scuola elementare femminile.”<br />

Detto verbale porta le firme del<br />

Vescovo- Presidente + Raffaele<br />

E. Bocca Ricci<br />

del Sindaco Bocca Ricci<br />

di quattro Amministratori e<br />

del Segretario A. Gerardenghi<br />

A nome di Sr. Melania Mantelli, Superiora<br />

Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à sotto la protezione<br />

di S. Vincenzo de’ Paoli del Monastero di S.<br />

Margher<strong>it</strong>a in Vercelli, accetta la Convenzione di cui


165<br />

sopra e firma il Regolamento per il servizio delle Infermerie<br />

Suor Antoinette Rollier<br />

Vis<strong>it</strong>atrice dell’Ist<strong>it</strong>uto 1<br />

Le Suore furono mandate nello stesso anno, in numero di quattro: due per l’Ospedale e<br />

due per la Scuola, così come aveva richiesto l’Ispettore Manfredi che in data 27 agosto 1851 si era<br />

rivolto alla Superiora Provinciale invocando“il suo benefico concorso per l’attuazione di un piano<br />

di riordinamento dell’Istruzione in questa C<strong>it</strong>tà”.<br />

Egli aggiungeva: “Mandato qui dal Governo per riordinare questa Scuola, dopo aver<br />

iniziato le pratiche per le maschili, non potei dissimulare alle autor<strong>it</strong>à civili ed ecclesiastiche la<br />

mia preoccupazione per la mancanza assoluta di Scuole femminili, preoccupato per il danno che ne<br />

poteva venire alla stessa moral<strong>it</strong>à. Le mie parole trovarono ascolto presso di loro e affine di<br />

m<strong>it</strong>igare la spesa, proposi di affidare ad una famiglia religiosa il doppio servizio della Scuola e<br />

dello Spedale: si chiederebbero due Suore per la Scuola e due Suore per l’Ospedale.<br />

Le Suore dall’alloggio passerebbero direttamente alla Scuola senza uscire di casa … Con<br />

impazienza attendo risposta …<br />

Manfredi” 2<br />

La prima Superiora fu Sr. Rosalia Cresta, durata in carica dal 1851 al 1857.<br />

A nome di Sr. Melania Mantelli, Superiora Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à del Monastero S.<br />

Margher<strong>it</strong>a in Vercelli la Convenzione veniva accettata e il Regolamento per il servizio delle<br />

infermerie veniva firmato da Suor Antoinette Rollier, Vis<strong>it</strong>atrice dell’Ist<strong>it</strong>uto.<br />

Il 28 novembre dello stesso anno il Sindaco scriveva alla Superiora Provinciale quanto<br />

segue:<br />

“Molto Reverenda Signora<br />

Le quattro Suore da V. S. Molto Rev.da destinate all’assistenza degli Infermi in questo<br />

nostro Ospedale hanno in questi giorni incominciato l’esercizio delle loro incombenze.<br />

Lo zelo e la car<strong>it</strong>à veramente cristiana con cui queste ottime Religiose si adoperano a sollievo dei<br />

miserabili fanno il loro elogio, e son persuaso che incontreranno la soddisfazione e l’applauso di<br />

questa popolazione, siccome fu che l’ottennero in altre C<strong>it</strong>tà del Piemonte. Fra poco spero che si<br />

aprirà la Scuola per le fanciulle, per cui dallo ottimo nostro Ispettore delle Scuole Elementari,<br />

Professore D. Manfredi venne compilato un Regolamento che fu adottato da questo Consiglio<br />

Municipale.<br />

Debbo ringraziare la S. V. Molto Rev.da per<br />

l’ottima scelta della Superiora e delle Religiose<br />

inviateci: in ogni occorrenza io non mancherò di<br />

prestare alle medesime tutta quella assistenza che<br />

potrò e son persuaso che sarò in questo coadiuvato e<br />

da Monsignore nostro Vescovo e da tutte queste<br />

Autor<strong>it</strong>à Provinciali. La prego intanto gradire che mi<br />

dichiari colla massima considerazione<br />

Della S. V. Molto Rev.da<br />

Dev.mo Obbl.mo Serv<strong>it</strong>ore<br />

Il Sindaco 3<br />

VECCHIO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “S. MARIA DELLE GRAZIE” DI <strong>AL</strong>BENGA (SV)<br />

Il 5 giugno 1883 l’Ospedale accolse l’opera direttiva benefica dell’indimenticabile Sr.<br />

Clarice Livraga che fu madre amorevole e pia verso le suore e gli Infermi in circostanze difficili,<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – A 3 – <strong>AL</strong>BENGA (SV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - Verbale -<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – A 3 – <strong>AL</strong>BENGA (SV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - Lettera autografa Ispettore Manfredi<br />

3 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – A 3 – <strong>AL</strong>BENGA (SV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - Lettera del Sindaco


166<br />

soprattutto quando, nel 1887, il terremoto seminò strage e desolazione nella c<strong>it</strong>tà di Albenga e<br />

dintorni.<br />

Le Suore continuarono la loro opera di car<strong>it</strong>à fino all’anno 1987, poi, i problemi dell’età e la<br />

mancanza di ricambi, costrinsero i Superiori ad affidare la cura degli Infermi interamente a<br />

personale laico.<br />

Accanto all’ Ospedale erano sorte, quindi, sub<strong>it</strong>o altre opere, perché le Suore di Car<strong>it</strong>à ben<br />

sapevano che, come disse una di loro “le piaghe dell‘anima sono più gravi che quelle del corpo”:<br />

una Scuola per fanciulle povere, un Brefotrofio per accogliere neonati abbandonati e un Asilo per<br />

bimbi dai tre ai sei anni.<br />

Le scuole femminili che ebbero inizio con l’Ospedale apportarono grande vantaggio alla<br />

popolazione di Albenga, che ricordò a lungo con venerazione le Suore Insegnanti specie la<br />

compianta Suor Ildegarde Fornara.<br />

Le Scuole passarono, in segu<strong>it</strong>o, allo Stato e le Suore cedettero il posto defin<strong>it</strong>ivamente agli<br />

insegnanti laici nel 1932.<br />

L’Asilo trovò altre sistemazioni in Albenga e durerà invece fino agli inizi del 2000 con una<br />

frequenza di centinaia e centinaia di bimbi.<br />

“Sullo scorcio del 1851 il Consiglio direttivo di Albenga, con a capo il Sindaco Cav. Borea<br />

Ricci Emanuele, pensò di dotare la C<strong>it</strong>tà di uno stabilimento di educazione infantile.<br />

Per meglio riuscire nell’intento si rivolse al conc<strong>it</strong>tadino sacerdote Manfredi Giuseppe,<br />

ispettore scolastico, affidandogli l’incarico di studiare il mezzo migliore per la riusc<strong>it</strong>a della nobile<br />

e filantropica iniziativa.<br />

L’ispettore si accinse con alacre animo all’impresa e nel gennaio 1852 presentò una<br />

dettagliata relazione intorno ai mezzi più acconci per la cost<strong>it</strong>uzione di un asilo, ne designava il<br />

locale scelto, le spese occorrenti per l’adattamento dello stesso, il modo con cui fornire<br />

quotidianamente la minestra ai bambini, il mezzo con cui provvedere il personale sufficiente e<br />

penetrato della propria vocazione.<br />

Egli suggeriva di affidare la direzione del nascente Ist<strong>it</strong>uto alle Suore di Car<strong>it</strong>à sotto la<br />

protezione di S. Vincenzo de’ Paoli con queste nobili parole: “Dichiaro francamente riuscire a voi<br />

facile la scelta della maestra; a voi che avete nelle vostre scuole femminili della c<strong>it</strong>tà le Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo, la cui congregazione tiene numerose maestre<br />

applicate agli asili di Mondovì, di Casale, di Varallo, di Vigevano, di Vercelli ecc.; tutti in voce di<br />

bene ordinati, e che ultimamente hanno riscosso mer<strong>it</strong>ati elogi dal senatore Aporti”.<br />

Il Consiglio delegato, preso atto della relazione Manfredi, condotte a termine le trattative<br />

con l’Opera Pia Ricci, proprietaria dello stabile scelto per l’impianto dell’ist<strong>it</strong>uto, deliberava di<br />

farne la solenne inaugurazione il giorno 8 settembre 1852.<br />

A questa festa dell’infanzia presero parte le Autor<strong>it</strong>à ecclesiastiche e civili, i membri della<br />

Direzione dell’asilo, una sessantina di bimbi sotto la sorveglianza delle Suore Giulia Mazzola e<br />

Augusta Mazzola, coadiuvate dalla maestra di Albenga Sig.na Galleani Adelaide, nonché<br />

moltissimi c<strong>it</strong>tadini, lieti che i loro figli venissero amorevolmente guidati nella via dell’educazione<br />

e dell’istruzione dalle pazienti cure delle Suore di 5. Vincenzo de’ Paoli.<br />

Suor Diomira Battaglia e Suor Ludovica Priganti furono anch’esse tra le prime Suore<br />

dell’asilo convivevano però con le Suore dell’ospedale.<br />

Nel periodo bellico, l’asilo dovette cambiare due volte sede, in un primo tempo si trasferì<br />

nei locali della Croce Bianca della stessa c<strong>it</strong>tà, in un secondo tempo nelle scuole comunali perché<br />

il locale dell’asilo era occupato dai Tedeschi e dai Fascisti.<br />

Questi trasferimenti di sede cagionarono molti disagi e difficoltà per il funzionamento


dell’opera a favore dell’infanzia.<br />

167<br />

Terminata la guerra, le suore, col consenso del Sindaco, occuparono l’ultimo piano del<br />

locale dell’asilo, per continuare l’opera loro, mentre l’Amministrazione fece fare le dovute<br />

riparazioni all’intero fabbricato.<br />

Terminati i lavori, il 12 settembre del 1946 vi si stanziarono anche le suore che fino allora<br />

avevano fatto comun<strong>it</strong>à con le consorelle dell’ospedale iniziando una propria comun<strong>it</strong>à” 1 .<br />

Il Brefotrofio fu in segu<strong>it</strong>o destinato ad altra sede e le Suore lo abbandonarono nel 1933.<br />

Nel volgere degli anni, le Suore dell’Ospedale erano aumentate fino a raggiungere il numero di 17,<br />

riuscendo in tal modo a coprire la direzione di tutti i reparti..<br />

Esse diedero prova di coraggio e di generos<strong>it</strong>à nei momenti più difficili, in particolare<br />

durante il terremoto, le epidemie di Vaiolo e di Colera e, soprattutto, durante le due guerre<br />

mondiali, quando l’ospedale dovette accogliere un gran numero di fer<strong>it</strong>i.<br />

Tra la lunga fila delle Suore che qui operarono non si può non ricordare Sr. Clarice Livraga<br />

che vi trascorse 23 anni e fu da Dio dotata di capac<strong>it</strong>à particolari, sia spir<strong>it</strong>uali che materiali. La<br />

storia dice che predisse il terremoto e prestò le sue cure ai malati, sloggiati in tempo dall’Ospedale e<br />

sistemati in baracche a cielo aperto, così che tra i malati non vi furono fer<strong>it</strong>i.<br />

Di lei parlano due lapidi poste, una all’interno della Cappella e l’altra nel reparto da lei voluto. Fu<br />

lei che fece sost<strong>it</strong>uire la vecchia scala d’ardesia con quella di marmo bianco, eccetto il tratto che<br />

portava all’alloggio delle Suore, come segno di povertà.<br />

Quando, nel 1926, venne beatificata la Venerabile Giovanna Antida, i vecchi albenganesi la<br />

confusero con Sr. Clarice e ripetevano: “l’abbiamo conosciuta, era davvero santa!”.<br />

La cosa — dicono i giornali — si ripeté nel 1999, quando fu proclamata Santa Suor Agostina<br />

Pietrantoni, una Suora uccisa a Roma da un malato che lei stessa aveva curato, molti albenganesi<br />

pensarono che si trattasse di Suor Agostina Crespi, (una Suora dell’Ospedale molto amata e molto<br />

stimata) che da anni aveva lasciato il servizio per motivi di salute e di età.<br />

Le Suore continuarono a prestare con amore il loro servizio di car<strong>it</strong>à per lunghi anni:<br />

l’ultima di esse fu alloggiata nella comun<strong>it</strong>à della Scuola Materna e continuò una presenza di<br />

animazione spir<strong>it</strong>uale, portando una parola di conforto, un sorriso, un consiglio, assicurando ai<br />

malati più gravi l’assistenza del sacerdote e il conforto dei sacramenti e donando a tutti gli operatori<br />

un po’ di quella seren<strong>it</strong>à e di quella pace che possono venire solo da Dio e di cui tutti hanno bisogno<br />

per riuscire a riconoscere nel malato non un numero ma una persona bisognosa di attenzione e di<br />

affetto.<br />

Le Suore lasciavano defin<strong>it</strong>ivamente l’Ospedale il 17 giugno 2002. Una storia di car<strong>it</strong>à<br />

durata 150 anni.<br />

SUOR CLARICE LIVRAGA: MISTICA E CARITÀ IN MIRABILE CONNUBIO<br />

La v<strong>it</strong>a di Sr. Clarice è tutta un compendio di ascetica e di mistica che, come scrive il suo<br />

biografo, hanno fatto di lei" un 'eroina della car<strong>it</strong>à”. 2<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – A 3 – <strong>AL</strong>BENGA (SV) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

2 MONS. LUIGI CORNAGGIA MEDICI "CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 ** LETTERA<br />

9 NOVEMBRE 1889


168<br />

Marina Livraga era nata a Chignolo Po (PV) nell'anno 1844 da una famiglia molto religiosa che<br />

godeva anche di una certa agiatezza economica; dopo di lei avevano visto la luce altri quattro<br />

fratelli. Rimasta molto presto orfana del padre, sarà la mamma, dolce e forte ad un tempo, a<br />

guidare i suoi passi.<br />

Obbligata in segu<strong>it</strong>o dal suo Direttore a mettere per iscr<strong>it</strong>to le sue esperienze mistiche, lei stessa<br />

dirà: "Fin da quando ero bambina, sentivo un forte stimolo a rientrare in me stessa e adorare la<br />

presenza di Dio”... 1<br />

" Quando io avevo circa da sette a dieci anni quella Madonna ( la Madonna del Rosario della<br />

chiesa di Chignolo Po) mi chiamò tre volte e mi promise che quando fossi stata alta avrebbe<br />

pensato e non permesso che mi fossi mar<strong>it</strong>ata" e, ancora" là, accanto a quell'altare, io provai<br />

sante emozioni, ebbi delle estasi ed amai in modo che, per l'età d'allora, mi sentivo morire<br />

d'amore” 2<br />

Nell'ottobre del 1869 ci fu per Marina il doloroso distacco dalla famiglia: era giunto per lei<br />

il momento di entrare nel Noviziato delle Suore di Car<strong>it</strong>à, in Vercelli.<br />

Divenuta Suor Clarice, la troviamo prima ad Asti, addetta all'insegnamento, quindi, dopo il 1875,<br />

a Gallarate, come Superiora dell'Ospedale Civile, poi a Varallo Sesia, Superiora dell'Educandato<br />

femminile; nel 1882 a Sanremo, Superiora dell'Ospedale dei lebbrosi e, finalmente, il 22 giugno<br />

1883 ad Albenga , Superiora ed Economa dell'Ospedale Civile: ufficio in cui rimarrà fino all'anno<br />

1908, anno della sua morte: "aveva 64 anni, 25 passati nel secolo, 39 in religione, gli uni e gli<br />

altri ricchi di virtù, spesso vis<strong>it</strong>ati da grazie speciali, quasi sempre imprezios<strong>it</strong>i dal dolore, anche<br />

se pochi sono i fatti esterni che li segnalano”. 3<br />

Il Confessore le aveva ripetuto che, essendo lei Suora di Car<strong>it</strong>à, le si addiceva più l'ufficio<br />

di Marta che quello di Maria; fedele alla sua speciale vocazione, Sr. Clarice, se ne stava ai piedi<br />

di Gesù solo per il tempo che le consentivano i suoi doveri di car<strong>it</strong>à, gustando sovente la soav<strong>it</strong>à<br />

della Sua divina presenza.<br />

Ebbe frequenti visioni e importanti rivelazioni: più di un mese prima che il terremoto<br />

venisse a portare lo spavento e la desolazione nelle ridenti spiagge liguri, “una celestiale visione<br />

gliene dette l'avviso e all'Ospedale di Albenga non vi furono v<strong>it</strong>time”. 4<br />

Fu di valido aiuto ai medici, anche nei casi più disperati per le sue "intuizioni" che venivano<br />

dall'Alto.<br />

Amò Maria SS. in un modo nuovo, che lo stesso Gesù le aveva insegnato e ogni festa della<br />

Madonna era per lei una vera festa.<br />

Sull'altare della cappella delle Suore vi era una statua della Vergine, non bella, con delle mani<br />

grandi, sproporzionate. Qualcuno aveva detto, rivolto a Sr. Clarice : "Ha le mani piene di grazie,<br />

peccato che nessuno gliele chieda”.<br />

Sr. Clarice si occupò della Statua e del Santuarietto da far erigere in suo onore, e la<br />

Madonna le apparve sovente e le promise la sua materna protezione.<br />

Avrebbe voluto partire per l'India ma la Superiora Provinciale le disse che doveva continuare le<br />

sue buone opere nel silenzio operoso dell'Ospedale di Albenga e lei obbedì con pace.<br />

Le anime sante desiderano di morire per essere con Cristo. ''Nel sabato Santo del 1894 Sr.<br />

1<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA MEDICI "CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 - LETTERA<br />

14 NOVEMBRE 1888<br />

2<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA "SUOR CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 - PAG. 14<br />

3<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA "SUOR CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 - LETT. 7<br />

FEBBRAIO 1888<br />

4<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA "SUOR CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 - LETT. 7<br />

FEBBRAIO 1888


169<br />

Clarice così scriveva:"Oh quanto desidero sciogliermi per andarmene a eternamente amare il<br />

Dio, il Padre, lo Sposo dell'anima mia” 1<br />

E venne finalmente, anche per lei, l'ora tanto attesa. I primi sintomi del male si ebbero nel<br />

1907. Ecco come Sr. Clarice ne parla il 17 giugno di quell'anno: "Sabato scorso venni a Torino<br />

per affari della Comun<strong>it</strong>à e siccome mi doleva un braccio, mi feci vis<strong>it</strong>are all’Ospedale<br />

Mauriziano: domani debbono operarmi per togliermi una ghiandola”. 2<br />

Ma il male non era sconf<strong>it</strong>to: l'anno seguente si riammalò per non alzarsi più: era giunta<br />

l'ora del grande Abbraccio.<br />

In v<strong>it</strong>a angelo di car<strong>it</strong>à, in morte eroina di pazienza.<br />

Nella c<strong>it</strong>tà di Albenga il suo nome è sulle labbra e nel cuore di molti.<br />

1° novembre 1851<br />

CAS<strong>AL</strong>E MOFERRATO (<strong>AL</strong>) – L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE “SANTO SPIRITO”<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à fecero il loro ingresso nell’Ospedale in numero di cinque il 1° novembre 1851<br />

anche se da tempo si sentiva l’esigenza della loro presenza.<br />

Fin dal 1841 “il Rettore dell’Ospedale S. Spir<strong>it</strong>o di Casale (Rev. Don Giovanni Castellengo)<br />

scriveva una lunga lettera al Ministro dell’interno dicendo che i “mali” riscontrati nell’Ospedale<br />

sono tanti, che si sono verificati degli abusi e che le cose vanno male economicamente.<br />

E’ più che necessario introdurvi le Suore di Car<strong>it</strong>à le quali riporteranno ordine disciplina,<br />

moral<strong>it</strong>à ecc.<br />

Allo stesso indirizzo viene recap<strong>it</strong>ata un’altra lettera datata 20 ottobre 1841: m<strong>it</strong>tente è<br />

l’Intendente Generale di Casale; egli afferma di essere favorevole alla venuta delle Suore<br />

nell’Ospedale ma, quanto agli “abusi” con elenchi alla mano, ricorda come e da chi è formato il<br />

Consiglio di Amministrazione dello stesso.<br />

Si tratta di Persone illustri ed importanti che, però, poco si interessano dell’Ospedale e di<br />

tutto diventa arb<strong>it</strong>ro il signor Economo, persona che il pubblico non tiene in troppo favorevole<br />

concetto “ attribuendo in parte la di lui attuale fortuna a non leg<strong>it</strong>tima sorgente”<br />

- “Agli ammalati non viene distribu<strong>it</strong>o tutto quello che si fa risultare …<br />

- Si è impiegato un numero eccessivo di giornate dei muratori, non proporzionato ai lavori<br />

esegu<strong>it</strong>i...<br />

- Il guardaroba è affidato ad una donna di dubbia fedeltà e il consumo di lingeria è grandissimo...<br />

( e intanto lei ha cambiato in “meglio” il suo tenore di v<strong>it</strong>a!)<br />

- Gli infermieri prestano un servizio poco lodevole... : è gente rozza, grossolana...<br />

- Una delle infermiere, una giovane illeg<strong>it</strong>tima, tiene una condotta scandalosa...<br />

- Nessuna pulizia nella sala degli ammalati, in cui c’è tanta sporcizia...<br />

- Nessuna separazione tra ammalati contagiosi e non...<br />

- Sono trascurati i poveri, e qualche volta, invece, si ricoverano persone non “malate”.<br />

Sarebbe necessario inviare una Commissione che accerti il reale stato delle cose e poi procedere<br />

alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione.<br />

Anch’io proporrei lo stabilimento nell’Ospedale delle Suore di Car<strong>it</strong>à le quali, venendo<br />

incaricate del servizio interno di quell’ist<strong>it</strong>uto, farebbero cessare tutti gli abusi mentovati sopra,<br />

massimamente quelli più nocivi ai poveri infermi...”.<br />

L’intendente Generale di Casale 3<br />

1<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA "SUOR CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938<br />

LETT. SABATO SANTO DEL 1894<br />

2<br />

MONS. LUIGI CORNAGGIA "SUOR CLARICE LIVRAGA" ED. LA COMMERCI<strong>AL</strong>E - FIDENZA 1938 LETT. 17<br />

GIUGNO 1894<br />

3<br />

ARCHIVIO DI STATO – TORINO, Sez. 1^ - Opere Pie – mazz. Ult. Add. N. 46


170<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à ben presto ottengono non solo il favore dell’Amministrazione nel<br />

porre argine ai vari inconvenienti dovuti alla trascuratezza e negligenza organizzativa ma<br />

soprattutto soccorrono quelle necess<strong>it</strong>à ed esigenze dei poveri ivi ricoverati.<br />

“L’ist<strong>it</strong>uto ospedaliero del Santo Spir<strong>it</strong>o era stato fondato nel 1478 dal Marchese Guglielmo<br />

VII”I 1 … “e sorse presso le mura di settentrione dove era più facile trovare aree libere all’interno<br />

per l’insediamento di un grande complesso arch<strong>it</strong>ettonico, e all’esterno, per l’indispensabile area<br />

cim<strong>it</strong>eriale” 2 . “Affiancato nel Cinquecento e nel Seicento da ist<strong>it</strong>uzioni car<strong>it</strong>ative laiche e religiose<br />

per l’assistenza dei poveri, degli invalidi, degli orfani e dei bisognosi, l’Ospedale di Santo Spir<strong>it</strong>o<br />

solo nel XVIII secolo vede attuarsi pienamente, con la fondazione dell’Ospizio di Car<strong>it</strong>à, la<br />

separazione tra malattia e povertà, preludio allo sviluppo degli studi clinici e al rilancio delle<br />

ist<strong>it</strong>uzioni ospedaliere settecentesche”. 3<br />

“In tutto l’ottocento la struttura san<strong>it</strong>aria c<strong>it</strong>tadina resta nell’antica sede, certamente rimodernata<br />

e migliorata igenicamente e clinicamente, ma ancora urbanisticamente condizionata da quelle<br />

mura vicino alle quali era sorta” 4 .<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “S. SPIRITO” CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) parte interna<br />

Nel corso<br />

della storia l’ammodernamento dell’Ospedale ed il suo ampliamento richiede nuove forze, infatti la<br />

Convenzione firmata il 3 novembre 1961 dal Medico Provinciale Dott. Sircana, dal direttore Dott.<br />

Amelotti , dal Presidente Avv. Dardano e dalla Superiora Provinciale Suor Ermengarda Fontana<br />

all’art. 1° scrive:<br />

“La Superiora Provinciale di cui sopra si obbliga di prestare la sua collaborazione, al fine di<br />

provvedere alla migliore assistenza diretta agli ammalati dei singoli reparti destinandovi n. 32<br />

1<br />

A. ANGELINO, A. CASTELLI – Indagini sula storia urbana – pag. 283<br />

2<br />

G. A. DE MORANI – Memorie storiche n. 351<br />

3<br />

A. SCOTTI “ Malati e strutture ospedaliere” pag. 247<br />

4<br />

G. A. DE MORANI – Memorie storiche n. 317


171<br />

Suore, compresa in tal numero quella con mansioni di Superiora “pro tempore”. 1<br />

Non mancano gli attestati di stima e di grat<strong>it</strong>udine che segnalano l’opera delle Suore in<br />

particolare “la Medaglia d’argento proposta dall’On. Ministro della San<strong>it</strong>à alla Rev. Suor Sistilia<br />

… per le particolari benemerenze acquis<strong>it</strong>e in molti anni di v<strong>it</strong>a ospedaliera … come pure alla<br />

compianta Suor Giustina”. 2<br />

Dopo dieci anni la s<strong>it</strong>uazione però cambia, la crisi di vocazioni, riduce la possibil<strong>it</strong>à di<br />

sost<strong>it</strong>uzione delle suore ed il numero inizia a diminuire fino a maturare la decisione del “r<strong>it</strong>iro<br />

defin<strong>it</strong>ivo delle suore da codesta Congregazione dell’ente a decorrere dal 1° gennaio 1974” 3 che<br />

l’Amministrazione accetta molto a malincuore e cercando in tutti i modi di trattenere le suore.<br />

Infatti rimarrà solo Suor Maria Grazia R<strong>it</strong>o in qual<strong>it</strong>à di Direttrice della Scuola per<br />

Infermieri Professionali, come ne fa fede il ringraziamento del Presidente della<br />

scuola Rag. Bozzolino in una lettera inviata alla Superiora Provinciale di<br />

Vercelli Suor Adelaide Formenti “la ringrazio di cuore per la gentilezza e<br />

comprensione dimostrata nell’accedere alla nostra richiesta di lasciare a Casale<br />

una religiosa in qual<strong>it</strong>à di direttrice della scuola medesima.<br />

La presenza di Suor Maria Grazia ci conforta, sia per la bontà e<br />

sensibil<strong>it</strong>à della persona, quanto per lo spir<strong>it</strong>o di umiltà e seren<strong>it</strong>à che può<br />

imprimere agli allievi dei nostri corsi.<br />

E’ certo che il nostro animo è ancora scosso per la partenza delle<br />

meravigliose e benemer<strong>it</strong>e Suore di S. Giovanna Antida, ma è altrettanto certo<br />

che ci auguriamo di cuore di poter riprendere, con l’aiuto di Dio, una<br />

collaborazione proficua in un prossimo futuro”.<br />

Suor Maria Grazia R<strong>it</strong>o<br />

4<br />

Tale augurio non si realizzerà, la Suora Direttrice rimarrà nella<br />

comun<strong>it</strong>à del Ricovero occupandosi della scuola infermieri fino al 1983 e<br />

continuando la sua missione pastorale religiosa, anche come volontaria fino al 2002 ma il<br />

ricordo della car<strong>it</strong>à resta.<br />

18 febbraio 1851 - VERCELLI e L’ ASILO “FILIPPI”<br />

Il 18 febbraio dell’anno 1851 quattro Suore di Car<strong>it</strong>à su pressante inv<strong>it</strong>o dell’Arcivescovo<br />

di Vercelli aprivano con soddisfazione di tutti un Asilo nei pressi della Basilica di S. Maria<br />

Maggiore e davano inizio ad un’opera a favore dei bimbi poveri della c<strong>it</strong>tà che accoglievano<br />

gratu<strong>it</strong>amente.<br />

La prima Superiora era Suor Gliceria Cattaneo “morta l’8 dicembre nel 1901 nata l’8 settembre<br />

del 1830 a Vercelli e mancata all’Asilo Filippi di Vercelli all’età di anni 71 di cui 51 di V<strong>it</strong>a<br />

religiosa” 5 dopo 52 anni di permanenza nell’Asilo come ci ricorda una lapide posta nell’ingresso.<br />

In segu<strong>it</strong>o furono poi ammessi anche quelli le cui famiglie potevano versare<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C. 4 – CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) - convenzione dattiloscr<strong>it</strong>ta<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C. 4 – CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) – 9 luglio 1968 - Onorificenze<br />

3<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C. 4 – CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) – r<strong>it</strong>iro defin<strong>it</strong>o delle Suore 11 settembre<br />

1973<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – C. 4 – CAS<strong>AL</strong>E MONF. (<strong>AL</strong>) - Scuola per Infermieri Professionali<br />

5<br />

ACPV - SUORE DECESSE IN PIEMONTE n. 745 – ARMADIO 3 – 3.3


172<br />

all’Amministrazione un compenso mensile. L’Asilo fu poi trasformato in Scuola Materna e divenne<br />

Ente Morale il cui Presidente era l’Arcivescovo stesso.<br />

”Dopo il 1945 diventa pure Asilo Aziendale accogliendo i bimbi delle Operaie della<br />

Montefibre con l’impegno di accudire i piccoli rispettando gli orari di lavoro; (dalle 5.30 alle<br />

22.00) era una scuola molto frequentata appunto per questa disponibil<strong>it</strong>à di orario (circa 110<br />

bambini iscr<strong>it</strong>ti dei quali 100/102 presenti giornalmente); l’anno scolastico era interrotto solo il 15<br />

agosto cioè nel periodo delle ferie.” 1<br />

Nel 1971 si concludono le trattative con la Chatillon ( Fabbrica) da cui è richiesto un Asilo Nido:<br />

vengono inviate due Suore che fanno comun<strong>it</strong>à con quelle dell’Asilo “Filippi”<br />

Negli anni ‘80 cessa di funzionare l’Asilo aziendale e anche il numero dei bambini diminuiva per la<br />

riduzione delle nasc<strong>it</strong>e e per l’apertura di nuove Scuole Materne Statali e Comunali.<br />

Dal 1972 la comun<strong>it</strong>à religiosa cambia volto con l’inserimento di Suore che prestano il loro<br />

servizio nella cura dei malati a domicilio e degli anziani alle dipendenze dei Servizi Sociali del<br />

Comune di Vercelli.<br />

La data del 19 luglio 1988 segna la soppressione della comun<strong>it</strong>à e la fine di una ist<strong>it</strong>uzione<br />

educativa a servizio della Parrocchia di S. Maria Maggiore, dell’intera C<strong>it</strong>tà e della Diocesi.<br />

Non senza rincrescimento la Congregazione si r<strong>it</strong>ira da un servizio a favore dei piccoli e dei poveri.<br />

Continuerà il Servizio sul terr<strong>it</strong>orio.<br />

7 luglio 1852/1853 - ONEGLIA IMPERIA : OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “S. VINCENZO DE PAOLI”-<br />

PENSIONATO – ASILO – BREFOTROFIO – SCUOLE<br />

ELEMENTARI PARIFICATE<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à sono presenti in Liguria, ad<br />

Imperia – Oneglia, nell’Ospedale Civile “S.<br />

Vincenzo de Paoli” dal 1855 anche se i<br />

documenti dell’Archivio di Stato di Imperia 2<br />

fanno riferimento al “Servizio Suore” solo a<br />

partire dal 1877.<br />

ARCHIVIO DIOCESANO DI <strong>AL</strong>BENGA (SV) – DOCUMENTI INEDITI<br />

L’Archivio Diocesano di Albenga porta come data di inizio dell’inserimento delle “Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à sotto la Protezione di S. Vincenzo de Paoli con Casa Generalizia in Roma il 7 luglio 1853”. 3<br />

Le suore sono otto a cui si aggiungono tre persone di servizio; i ricoverati sono 51.<br />

“Annessa all’ospedale c’è una Casa per bambini d’Asilo allo scopo di educarli con principi<br />

religiosi. Nove Suore e una Novizia dipendono dall’Ist<strong>it</strong>uto Provinciale di Assistenza all’Infanzia<br />

ed assistono n. 65 bambini dalla nasc<strong>it</strong>a ai cinque anni. Sono coadiuvate da personale inserviente<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – V4 –VERCELLI ASILO “FILIPPI” dattiloscr<strong>it</strong>to<br />

2 ASI (Archivio di Stato di Imperia) mazzo 23 – Servizio Suore . I primi documenti che parlano dell’Ospedale<br />

Civile portano la data rifer<strong>it</strong>a al 1807 e solo nel 1831 si esplic<strong>it</strong>a la denominazione Ospedale Civile “S.<br />

Vincenzo de Paoli” – mazzo 4 – 22 – In strumenti e altre carte autentiche Ospedale Civile di Onelia<br />

3 ADA ( Archivio Diocesano di Albenga) faldone 71 A – 206 - Oneglia Suore della Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo.


173<br />

formato da quattro ragazze madri e da quattro giovani”. 1<br />

In realtà nel 1834, su pressante inv<strong>it</strong>o di S. Maestà il Re Carlo Alberto, erano state<br />

chiamate ad Oneglia le Suore di Car<strong>it</strong>à ma, forse per un disguido dovuto ancora una volta, alla<br />

confusione dei nomi, il Consiglio di Amministrazione si rivolse alle Figlie della Car<strong>it</strong>à (o<br />

Vincenziane) che già eserc<strong>it</strong>avano il loro servizio nell’Ospedale Civile “S. Vincenzo de Paoli” e che<br />

il 29 Aprile 1834 aprivano pertanto la prima Scuola per fanciulle povere ad Oneglia.<br />

Quando una Legge Ministeriale richiese alle Maestre una regolare Abil<strong>it</strong>azione<br />

all’Insegnamento, le Figlie della Car<strong>it</strong>à, non forn<strong>it</strong>e di regolare Diploma, dovettero lasciare la<br />

scuola e, con essa, anche l’Ospedale.<br />

“Con convenzione stipulata il 30 ottobre 1855 tra il Vicario Foraneo Don G.B. Belgrano<br />

nella sua qual<strong>it</strong>à di Presidente della Congregazione locale di Car<strong>it</strong>à e la Rev. Suor Rosalia Cresta<br />

(Superiora Ospedale di Albenga) nella sua qual<strong>it</strong>à di speciale delegata della Superiora Provinciale<br />

di Vercelli Suor Melania Mantelli, in rappresentanza della Superiora Generale delle Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à residente in Napoli, il servizio dell’Ospedale, delle scuole, dell’Asilo e dell’Ospizio degli<br />

esposti fu affidato alle Suore della Car<strong>it</strong>à dette “Bigie”.<br />

Detta Convenzione stabiliva un unico trattamento economico per tutte le Suore addette a<br />

ciascuna delle opere Pie, che durò sino a quando, in applicazione delle disposizioni emanate con la<br />

legge 3/8/1862, ciascuna delle Opere Pie ebbe una propria Convenzione con l’Ordine delle Suore<br />

Bigie.<br />

Col graduale affermarsi delle teorie liberali e anticlericali, varie e complesse furono le<br />

viciss<strong>it</strong>udini delle Opere Pie e delle scuole, più volte bersagliate da elementi anticlericali i quali,<br />

sotto pretesto che i mezzi finanziari erano insufficienti a sostenerle, tentarono di sopprimerle”<br />

senza riuscirci.<br />

“Le Scuole (di Oneglia) infatti debbono la loro stabile affermazione alla munificenza del<br />

Farmacista Onegliese “Domenico Costanzo” il quale con pubblico testamento legava all’O. P.<br />

Scuole alcuni beni stabili la cui rend<strong>it</strong>a assicurava la possibil<strong>it</strong>à di accogliere gratu<strong>it</strong>amente tutte<br />

le alunne e per oltre un trentennio l’O. P. rifiutava le offerte raccolte per l’Asilo e le Scuole per le<br />

sue floride condizioni” 2<br />

La scuola, dopo tante viciss<strong>it</strong>udini, riusciva ad ottenere la desiderata parifica dopo un secolo<br />

dalla sua fondazione ed esattamente il 30 giugno 1841.<br />

Le cinque classi furono riconosciute e, dopo un secolo, la scuola era ridiventata pubblica,<br />

con grande soddisfazione di tutti e soprattutto delle Suore perché finalmente l’iscrizione delle<br />

Suore Maestre alla Cassa Previdenza era tutta a carico dello Stato. Si rinnova la Convenzione<br />

di Parificazione nel 1946 con il riconoscimento di tutti i cinque posti di ruolo con un contributo<br />

1 ADA ( Archivio Diocesano di Albenga) faldone 71 A – 206 - Oneglia Suore della Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – I 4 – ONELIA IMPERIA - RELAZIONE ILLUSTRATIVA – DATTILOSCRITTO<br />

FIRMATO SUOR MARIA TERESA TAROZZI S. D. C.


statale pari al 50%. (scuole a sgravio)<br />

174<br />

C<strong>it</strong>iamo a questo propos<strong>it</strong>o un articolo interessante pubblicato in occasione delle<br />

Celebrazioni del Centenario dell’Opera Pia in questione:<br />

LA LOTTA CONTRO LA SCUOLA PRIVATA<br />

La Scuola centenaria della ex Congregazione di Car<strong>it</strong>à, di cui oggi si celebra la benemer<strong>it</strong>a<br />

azione svolta a vantaggio di tante e tante generazioni di donne Imperiesi che vi hanno appreso gli<br />

indispensabili insegnamenti elementari, frequentandola con affetto, da madre in figlia, non ebbe<br />

sempre dei momenti felici, ma dovette spesso lottare per poter resistere v<strong>it</strong>toriosamente contro le<br />

ingerenze estranee dei part<strong>it</strong>i sovversivi e delle sette, che ne avrebbero preteso, a forza di intrighi,<br />

la chiusura, astiosi per il suo funzionamento, desiderosi di eliminare una scuola che tanto bene<br />

stava facendo a tutta la c<strong>it</strong>tà, attraverso una sincera elevazione della scolaresca popolare<br />

femminile, che le amate ed instancabili Suore Bigie di Santa Giovanna Antida sapevano ogni<br />

giorno di più, rendere consapevole di sé, del suo passato, dei suoi destini umani e ultraumani,<br />

divini.<br />

Le lotte sostenute non fiaccarono mai gli animi delle Suore Maestre, né quelli di alcuni<br />

membri del Consiglio di Amministrazione dell’Ente car<strong>it</strong>atevole, che seppero degnamente<br />

contrastare le altrui velle<strong>it</strong>à partigiane e settarie, le quali, a quando a quando, e spesso anche<br />

ripetutamente, irrompevano, con le loro insane proposte, per tentare di riuscire nel loro scopo<br />

ingiusto e malevolo, contro delle Scuole, che si voleva far apparire come nocive e riprovevoli,<br />

quando invece avevano sempre avuto dalle competenti Autor<strong>it</strong>à scolastiche, religiose e civili, i<br />

maggiori incoraggiamenti e i più lusinghieri contrassegni di superiore approvazione ed<br />

aggradimento sono questi momenti di lotta dolorosi per tutti ma in modo speciale per le Suore<br />

Maestre, che vivono nelle fasi più acute il dramma interiore della tentata distruzione della scuola<br />

benefica, quando sembra che tutto debba sconvolgersi sotto il peso delle avvers<strong>it</strong>à esterne, nel<br />

cozzo delle intime resistenze, delle sempre più aspre difficoltà e dei vani sforzi.<br />

Sembra, in questo momento che l’intelletto si oscuri, che nei frangenti della lotta contro il<br />

male anche il sentimento dei buoni travii, che anche la volontà dei retti stia una volta tanto per<br />

cedere alla prepotenza dei cattivi, gelosi di tanto bene compiuto da alcune povere Suore, nel nome<br />

e nel comandamento della loro Santa Madre Fondatrice …<br />

Oggi le Suore, e con esse tutti gli imperiesi … possono essere ben fieri di questa lotta<br />

sostenuta per la integra e totale conservazione delle Scuole Elementari della ex Congregazione di<br />

Car<strong>it</strong>à, ben degne, anche per queste traversie v<strong>it</strong>toriosamente superate, di essere sotto ogni aspetto<br />

parificate agli effetti civili, a tutte le altre scuole elementari comunali del Regno.<br />

In questa lotta spesso lenta, faticosa, dolorosa, le Suore di Santa Antida hanno sempre<br />

r<strong>it</strong>rovato, r<strong>it</strong>emprato, rinnovato le loro migliori energie: altre se sono sent<strong>it</strong>e nascere dall’aspro<br />

travaglio, e con esse hanno r<strong>it</strong>rovato, con tutti i buoni della ex Congregazione di Car<strong>it</strong>à, la fiducia.<br />

la speranza, la rassegnazione e la fermezza fino all’immancabile trionfo. …


175<br />

… Ad esse toccherà<br />

la grande gioia di<br />

veder coronate del<br />

più lieto successo le<br />

loro aspre e<br />

quotidiane fatiche;<br />

la fede, nel nome<br />

della Religione di<br />

Cristo e della Patria<br />

Italiana, le ha<br />

ognora rese e le<br />

rende sempre più<br />

pronte ad ogni sacrificio<br />

e fiere di<br />

preparare, alle<br />

nipoti degli Imperiesi di oggi, un avvenire migliore, frutto della loro Scuola e degli eventi da essi<br />

stessi preparati e maturati nel quotidiano travaglio, e duro, di tutte le loro battaglie per la coltura e<br />

per il bene.” Dott. Prof. Vincenzo Guido Donte 1<br />

Nel 1992 le Suore della Car<strong>it</strong>à lasciano l’Ospedale di Imperia dopo aver dato il meglio di sé<br />

nel nome del Signore.<br />

Nel 1853 vengono aperte le comun<strong>it</strong>à di: Ceres (TO) Scuole, Asilo, Casa per le Suore anziane e<br />

malate; Volpiano ( TO) Scuole, Asilo e Laboratorio e Castelnuovo Bormida (<strong>AL</strong>) Scuola e Asilo<br />

aperto il 4 novembre con cinque Suore guidate da Suor Dom<strong>it</strong>illa Bandi Superiora e chiuso nel<br />

1870.<br />

11 novembre 1853 – VOLPIANO (TO) – SCUOLE, ASILO e LABORATORIO<br />

Il Comune di Volpiano l’11 novembre 1853 stende un primo “Cap<strong>it</strong>olato d Convenzione per lo<br />

stabilimento di due suore per l’istruzione elementare femminile, … la Convenzione viene firmata<br />

dalla Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli, … il Comune si impegna a dare alloggio<br />

ammobiliato alle suore … e ad un annuo stipendio di 400 Franchi caduna a trimestre anticipato” 2<br />

L’Asilo venne fondato il 19 gennaio 1863 dal Conte avv. Teodoro Messea. L’Opera sua<br />

riuscì felicemente malgrado contrasti e le gravi difficoltà contro le quali ebbe a lottare tenacemente.<br />

Fu coadiuvato da zelanti azionisti e benefattori che sono ricordati in lapidi marmoree: Giovanni<br />

Arnaudo, Luigi Gedda, Don G.B. Borge, Antonio Morelli, cav. avv. Giovanni Gedda, e molti altri.<br />

La prima Superiora fu Suor Elisabetta Abbondanza che seppe dare il primo valido impulso<br />

al pio Ist<strong>it</strong>uto tra le difficoltà e le angustie di un duro inizio.<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – I 4 – ONELIA IMPERIA - FASCICOLO DEL CENTENARIO<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE – V8 – Cap<strong>it</strong>olato originale


176<br />

Nel 1883 venne ad assumere la direzione dell’Asilo Suor Marianna Garassino, che tutti i<br />

volpianesi ricordano con sommo affetto. Essa fu una Suora di grande pietà, una direttrice energica,<br />

ordinata, scrupolosissima nell’adempimento del proprio dovere, i piccoli l’amavano come una<br />

madre e come tale l’ubbidivano.<br />

La ricordano sopra tutto i poveri per i quali prodigava in modo speciale, le sue materne cure,<br />

tutta la popolazione la considerò come una benefattrice.<br />

I festeggiamenti in suo onore, celebrati in occasione del quarantennio della sua permanenza<br />

il 22 luglio 1923, riunirono intorno a lei tutto il paese, allora scisso in varie frazioni: per quel giorno<br />

regnò l’unione e la pace all’ombra di colei che sembrava la madre comune.<br />

E’ annesso all’Asilo il laboratorio femminile fondato nel 1924.<br />

Le furono coadiutrici durante la lunga v<strong>it</strong>a di abnegazione e sacrificio, molte benemer<strong>it</strong>e<br />

suore che ella considerava come figlie e sorelle.<br />

La massima prova d’affetto dei suoi volpianesi l’ebbe il 17 aprile 1932, quando mesti<br />

l’accompagnarono tutti all’estrema dimora, pregando e per lei invocandola dal Cielo.<br />

La sost<strong>it</strong>uì Suor Irma Re la quale assunse la direzione dell’Asilo il 21 luglio 1936.<br />

La buona Superiora, che tanto si era sacrificata e che tutta si era donata per il bene dei bimbi<br />

e della popolazione, morente disse alle consorelle che l’assistevano:<br />

“Quando sarò in Paradiso otterrò buone vocazioni per il nostro amato Ist<strong>it</strong>uto, tra le giovani di<br />

Volpiano”.<br />

Ciò ella diceva dopo aver provato grande pena al vedere che nessuna giovane entrava a far<br />

parte della famiglia religiosa. Il Signore ha esaud<strong>it</strong>o la sua preghiera e alcune giovani hanno<br />

assecondato la divina chiamata, vestendo l’ab<strong>it</strong>o dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

Nel 1959 l’Asilo si trasferì nel nuovo edificio costru<strong>it</strong>o appos<strong>it</strong>amente, bello, spazioso, ben<br />

arredato. Numerosi furono i bimbi che lo frequentarono e le suore, Suor Giulia Grava e Suor Felice<br />

Coda continuarono a dedicarsi a loro, al laboratorio, abbastanza fiorente, e alle opere parrocchiali.<br />

Esse godevano la stima e l’apprezzamento del Parroco e della popolazione.<br />

Dall’anno 1973 al ‘79 la scuola materna continuò a funzionare regolarmente, con 160<br />

bambini, 4 sezioni, tre insegnanti religiose, la Direttrice e un’insegnante laica.<br />

Nei<br />

quattro anni<br />

successivi,<br />

sia per i<br />

trasferimenti<br />

che per il<br />

ridursi del<br />

numero delle<br />

sorelle, la<br />

s<strong>it</strong>uazione<br />

divenne tanto<br />

difficile da<br />

- VOLPIANO – CAPPELLA SCUOLA MATERNA -<br />

indurre i<br />

Superiori nel<br />

1983 a r<strong>it</strong>irare le Suore che operavano nell’Ente e ad aprire una piccola Comun<strong>it</strong>à polivalente<br />

presso il locale della Parrocchia.<br />

Le sorelle della piccola Comun<strong>it</strong>à dal 1983 furono tre; ad esse, dal 1989 se ne aggiunsero<br />

due. Nel 1988 furono r<strong>it</strong>irate le Suore.


177<br />

Inoltre prestavano servizio per la catechesi, l’animazione nei gruppi parrocchiali,<br />

insegnavano il cuc<strong>it</strong>o ad un gruppo di bambine, saltuariamente andavano a vis<strong>it</strong>are anziani soli e<br />

portare la Santa Comunione a domicilio.<br />

Cercavano soprattutto di testimoniare la car<strong>it</strong>à di S. Giovanna Antida e di S. Vincenzo.<br />

Nel 1996 anche questa Comun<strong>it</strong>à venne r<strong>it</strong>irata e se ne formò un’altra totalmente nuova nella casa<br />

lasciata dai gen<strong>it</strong>ori di Suor M. Giuseppina Viola.<br />

2 novembre 1853 – CERES (TO) : UNA SCUOLA PUO’ CAMBIARE USANZE E COSTUMI<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à, richieste con fiduciosa insistenza dall’allora intelligente e generoso Parroco di<br />

Ceres, Don Caveglia, che le aveva tanto ammirate vedendole operare con rara dedizione nelle<br />

Scuole e nell’Ospedale di Lanzo (dove erano arrivate già nel 1834), approdavano a Ceres; esse<br />

provenivano direttamente dalla Casa Provinciale di Vercelli, ma erano di origine “francese” e<br />

nell’ambiente e nell’aria salubre del nuovo paese che le accoglieva, trovavano qualcosa che tanto<br />

ricordava l’amata terra savoiarda...<br />

Alleghiamo, quale prezioso documento autografo, la lettera scr<strong>it</strong>ta dalla Superiora<br />

dell’Ospedale di Lanzo alla Madre Provinciale di Vercelli, dopo la prima vis<strong>it</strong>a di perlustrazione da<br />

lei fatta al paese ed ai locali che avrebbero dovuto accogliere le Suore, poco prima dell’apertura<br />

ufficiale della Comun<strong>it</strong>à...<br />

La lettera contiene una fedele ed arguta descrizione dell’incantevole paesaggio, della<br />

salubr<strong>it</strong>à dell’aria, di quello che era il paese di Ceres nella metà dell’Ottocento, e dei suoi ab<strong>it</strong>anti<br />

dalla condotta non proprio “ineccepibile” e dice la fiducia che il buon Vicario riponeva nell’opera<br />

educativa delle Suore...<br />

Che cosa non può l’educazione?<br />

“Con l’istruzione e con l’educazione miglioreranno anche i costumi...”.<br />

Questa la lettera datata Lanzo 22 ottobre 1853 che Suor Atanasia ( Soeur Athanase Rosset )<br />

indirizzata a Vercelli a Sr. Melania Mantelli e in cui descrive i preparativi per la nuova Fondazione<br />

di Ceres: a tanti anni di distanza il quadretto conserva tutta la sua freschezza e la sua poesia:<br />

“Dio Solo<br />

Mia Reverendissima Superiora<br />

Voglio darle notizie del viaggio che abbiamo fatto, Sr. Plautilla ed io<br />

a Ceres ed assicurarle che siamo state molto attente per vedere se era tutto pronto, soprattutto<br />

riguardo all’arredamento; abbiamo visto che il bravo Vicario si è dato da fare e continua a darsi<br />

da fare per procurare il necessario e se poi mancherà ancora qualcosa, ha detto che farà di tutto<br />

per procurarglielo, come un buon fratello, alle sue figlie.<br />

Sua sorella è a Torino, presso il Canonico Giordana, di là essa può provvedere ciò che<br />

occorre per le nostre Suore ed è questo anche il motivo per cui egli desidera che esse vengano la<br />

settimana dopo le feste dei Santi, così sua sorella può venire a mettere in ordine le cose.<br />

Certamente le nostre Suore vi saranno ricevute con gioia; la signora del farmacista e quella


178<br />

del medico, la Signora Tessa, sono venute a salutarci, raccomandandoci le loro figlie, credendo<br />

che fossimo noi quelle della loro scuola; con maniere affabili e car<strong>it</strong>atevoli le Suore si faranno<br />

amare e potranno fare un bene immenso a questo popolo rozzo ed ignorante; c’è poca devozione<br />

nel paese e molto rispetto umano: hanno paura di passare per bigotti se ascoltano il loro Pastore<br />

ed egli spera di poter essere molto aiutato dalle nostre Suore nel suo ministero e pensa che la<br />

devozione aumenterà con l’educazione e si potranno avere delle buone madri di famiglia e si<br />

introdurrà anche l’amore al lavoro.<br />

Se le Suore che verranno avranno un po’ di genio, non si troveranno male.<br />

Il Vicario prepara già per loro la legna, divide con loro il suo orto e darà loro della terra se<br />

vorranno piantare delle patate. Se in segu<strong>it</strong>o vorranno tenere delle pensionanti, egli è<br />

contentissimo e troverà il modo di ingrandire il locale, lo stesso dicasi quando si avranno delle<br />

Suore che hanno bisogno di cambiare aria.<br />

Se esse mi ascolteranno, io farò del mio meglio per insegnar loro come impostare il loro<br />

piccolo ménage.<br />

Sono andata su Lunedì ma non sono potuta tornare che Mercoledì per colpa di Suor<br />

Plautilla che avevo condotto con me: essa era troppo affaticata, arrivando là essa si è sent<strong>it</strong>a anche<br />

male; l’aria è così forte che essa non riusciva a respirare, fa a tutti lo stesso effetto, lo ha fatto<br />

anche a me, perché è un’aria come quella della Savoia...<br />

Quando sarò obbligata a r<strong>it</strong>ornarvi, bisognerà che io prenda un’inserviente per compagna<br />

di viaggio, per non far soffrire le Suore. Si può alla fin fine sperare che voi veniate ad<br />

accompagnare le nostre Suore o verranno Sr. Clarice o Soeur Jeanne? Io sarei ben contenta di<br />

andare loro incontro se avessi questa speranza. Vogliate presentare loro i miei umilissimi rispetti,<br />

un piccolo saluto a mia sorella e uno grosso a Suor Sofia (Fréchet).<br />

Il nostro Signor Vicario (Can. Albert) presenta i suoi omaggi e ringrazia della bontà che<br />

avete avuto di far pregare per la sua buona Mamma e vi prega di continuare a pregare per lui e<br />

per noi.<br />

Io sono nel Sacro Cuore di Gesù e di Maria.<br />

La vostra umil.ma obb.ma figlia<br />

Soeur Athanase Rosset<br />

P. S. Ho comperato a Torino i l’uncinetto e 1’ho pagato 11 franchi, ma non ho potuto trovare un<br />

Crocifisso per Sr. Antonietta (Rollier) 1<br />

Nello stesso anno 1853 le Suore della Car<strong>it</strong>à fecero costruire vicino alla Parrocchia una casa<br />

di Riposo per le Suore Anziane e malate.<br />

“Nel 1858 il Teologo Caveglia fondò a Ceres un Ist<strong>it</strong>uto Magistrale con annesso un conv<strong>it</strong>to e<br />

l’insegnamento delle allieve, provenienti da molte parti, fu affidato alle Suore della stessa<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - ARMADIO - BORGARO (TO) – CERES (TO) - 4° ripiano


179<br />

Congregazione. La scuola funzionò con il contributo della Provincia per tre anni formando ben 60<br />

“magistre” che operarono nelle varie scuole sussidiate nelle frazioni più disagiate di molti Comuni<br />

montani”. 1<br />

Quando per legge, le Scuole passarono allo Stato (Legge Casati regio decreto legislativo<br />

13 novembre 1859, n. 3725 del Regno di Sardegna, entrato in vigore nel 1860), cessò l’opera<br />

delle Suore nella Scuola Elementare, esse restarono però all’asilo d’Infanzia che accoglieva una 30<br />

di bimbi.<br />

La Casa di Riposo che aveva avuto inizio il 9 novembre 1853 con due Suore fu<br />

successivamente ingrand<strong>it</strong>a e le Superiore Provinciali, pur non derogando dallo spir<strong>it</strong>o di povertà,<br />

ne fecero una dimora sempre più igienica, comoda e grad<strong>it</strong>a osp<strong>it</strong>ando suore anziane e<br />

convalescenti fino a raggiungere il numero di 49 suore.<br />

Nel 1954 la Superiora Generale Madre Giovanna Francesca Voltolini rilevò come la casa<br />

non rispondesse più alle esigenze san<strong>it</strong>arie del tempo. Fu allora acquistata una magnifica Villa a<br />

Giaveno (TO) in local<strong>it</strong>à amena. Nel 1956 le suore anziane facevano il loro ingresso nella nuova<br />

“Casa Maria Assunta” a Giaveno.<br />

4 novembre 1853 - CASTELNUOVO BORMIDA (<strong>AL</strong>) SCUOLE e ASILO<br />

Il 4 novembre 1853 rispondendo ad un pressante inv<strong>it</strong>o del Parroco e del Vescovo di<br />

Alessandria “cinque Suore di Car<strong>it</strong>à: Suor Dom<strong>it</strong>illa Bandi Superiora, Suor Ludovica Riganti,<br />

Suor Narcisa Baiadini, Suor Vereconda Perassoni, Suor Anastasia Ghezzi” 2 entravano nel piccolo<br />

Comune piemontese di Castelnuovo Bormida per aprire una Scuola per ragazze povere e un Asilo<br />

Infantile.<br />

L’opera non avrà lunga durata, le Suore hanno lasciato questo paesino nel 1870.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à nel 1854 sono inviate in sei comun<strong>it</strong>à: Pallanza (NO)<br />

Pen<strong>it</strong>enziario, Fontanetto Po (VC) Scuola e Asilo, Stroppiana (VC) Scuola e Asilo,<br />

Imperia - Oneglia Casa di Riposo, Collegno (TO) Manicomio 26 agosto 1854 con<br />

sei suore di cui Suor Benedetta Masuero Superiora 3<br />

9 novembre 1854 – P<strong>AL</strong>LANZA (NO) – LE SUORE <strong>D<strong>AL</strong></strong> CARCERE <strong>AL</strong> PENITENZIARIO<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à avevano lasciato Pallanza: Carceri ed Asilo nel 1850 e a distanza di<br />

quattro anni viene rinnovata la richiesta delle Suore per il Pen<strong>it</strong>enziario, considerando pos<strong>it</strong>ivo<br />

l’operato delle stesse con i carcerati e dipendenti, anche se la convivenza tra Asilo e Carcere aveva<br />

dato luogo a qualche problema di natura economica per l’Amministrazione carceraria.<br />

Il 9 novembre 1854 sei Suore di Car<strong>it</strong>à vengono a prestare il loro servizio: Suor Malvina Dantent è<br />

1<br />

150 della Scuola Materna “S. Giovanna Antida” Ceres – Tipografia EDICRAPH – CHIERI (TO)<br />

2<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – C e 1865 ELENCHI<br />

COMUNITA’<br />

3<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – C e 1865 ELENCHI<br />

COMUNITA’ - COLEGNO (TO) (sic)


la loro Superiora, lascieranno l’opera nel 1870.<br />

180<br />

1854 - FONTANETTO PO (VC) – CINQUE SUORE E UN ASILO<br />

Su richiesta del Consiglio Comunale che, oltre a rispondere alle esigenze del paese, sapeva di poter<br />

contare sull’aiuto di un importante conc<strong>it</strong>tadino come Monsignor Giovanni Negri Vescovo di<br />

Tortona che tanto aveva fatto per le Suore di Car<strong>it</strong>à, viene inoltrata la pratica per ottenere le Suore<br />

alla Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli:<br />

“Fontanetto, 29 luglio 1853<br />

Madre M. °Rev.da<br />

con Reale decreto del 19 gennaio ultimo, fu autorizzata l’erezione di un asilo d’infanzia nel luogo<br />

di Fontanetto, a totali spese del Municipio.<br />

Essendo già molto inoltra/i i lavori di adattamento del locale e prossime a farsi le provviste<br />

dei mobili, masserizie e arredi che vi occorrono, il Sindaco sottoscr<strong>it</strong>to, a nome del comunale<br />

consiglio, supplica la S. V. M. Rev.ma di accettare la direzione di quello stabilimento affidandolo<br />

alle cure di codeste Suore che mer<strong>it</strong>amente salirono in fama di speciale att<strong>it</strong>udine nell’educazione<br />

degli infanti. Il numero delle maestre ed assistenti e lo stipendio, sarà loro fissato dalla S. V.<br />

Il numero dei ragazzi ammissibili all’asilo non può giungere a 160 come lo dimostrano le<br />

osservazioni statistiche” 1 .<br />

Viene redatto un cap<strong>it</strong>olato di “Convenzione per lo stabilimento di tre Suore per le scuole<br />

Infantili nel Comune di Fontanetto e si precisa all’Art. 2 che dovrà esserci sempre un numero<br />

sufficiente di Suore perché esse non siano troppo aggravate nelle loro onerose attribuzioni. Quindi<br />

aumentandosi oltre il centinaio il numero dei bimbi si aumenterà in proporzione il personale<br />

insegnante” 2<br />

Nel 1865, il numero dei bambini aumenta e quindi le Suore sono cinque: “Suor Ernesta<br />

Milani Superiora, Suor Prim<strong>it</strong>iva Bensa, Suor Gioconda Neboloni, Suor Licinia Corazzo, Suor<br />

Ulderica Mascetti”. 3<br />

Una richiesta del Comune datata 31 ottobre 1946 presenta alla Superiora Provinciale di<br />

Vercelli formale richiesta, supportata dalle famiglie, ai fini di aprire un Laboratorio femminile.<br />

“Con ciò si otterrebbero due scopi :<br />

uno materiale e l’altro morale; materiale perché molte ragazze imparerebbero tante cose<br />

necessarie e utili per la v<strong>it</strong>a, morale perché l’ambiente in cui sarebbero raccolte numerose ragazze<br />

influirebbe beneficamente sul loro animo.<br />

Questa Amministrazione fornirebbe gratu<strong>it</strong>amente il locale annesso all’Asilo Infantile ma<br />

occorrerebbe una suora in più che verrebbe pagata interamente dalle frequentanti il<br />

Laboratorio”. 4<br />

La risposta è purtroppo negativa per mancanza di Suore.<br />

Le Suore prestano la loro opera all’Asilo Infantile e in Parrocchia fino al concludersi<br />

dell’anno scolastico 1976 rimpiante dalla popolazione che aveva apprezzato questa presenza<br />

amorosa.<br />

La malattia e l’età avanzata delle Suore sono le cause della chiusura dell’Ist<strong>it</strong>uzione<br />

educativa.<br />

1<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - F 1 – FONTANETTO PO (VC) - Dattiloscr<strong>it</strong>to<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - F 1 – FONTANETTO PO (VC) - manoscr<strong>it</strong>to originale<br />

3<br />

VECCHI REGISTRI 1822 – CASSETTIERA – SUORE E COMUNITA’ 1865/1869 – RUBRICA – F e ELENCHI<br />

COMUNITA’ 1865<br />

4<br />

ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - F 1 – FONTANETTO PO (VC) - dattiloscr<strong>it</strong>to 31.10.1946


11° dicembre 1854 – STROPPIANA (VC) – UN ASILO E LE SUE DIFFICOLTA’<br />

181<br />

Sei Suore della Car<strong>it</strong>à danno avvio all’Asilo Infantile di Stroppiana in data 1° dicembre<br />

1954 .<br />

In segu<strong>it</strong>o a Scr<strong>it</strong>tura datata “4 novembre tra la Rev. Suor Melania Mantelli Superiora Provinciale<br />

del Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli e il Signor Conte Vialando Vice Presidente dell’asilo<br />

Infantile di Stroppiana e Don Bovio Prevosto membro della medesima … si decide di prendere<br />

come maestre dello stesso Asilo Infantile due Suore di Car<strong>it</strong>à del suddetto ist<strong>it</strong>uto di Vercelli le<br />

quali furono prescelte alle maestre laiche … a cominciare dal 1° dicembre.” 1<br />

La Superiora Provinciale, chiesto il parere dell’Arcivescovo di Vercelli si dimostra<br />

favorevole e nei sei articoli che seguono si tratta delle mansioni e del compenso e dei rapporti<br />

formali tra Ente e Congregazione “e su richiesta del Signor Conte suddetto promette di inviare una<br />

terza suora maestra per il 15 c.m.”<br />

... data in Stroppiana il quattro del mese di novembre dell’anno mille ottocento cinquanta quattro<br />

Suor Melania Mantelli<br />

Sac. Bovio Bartolomeo<br />

D. Ariotti Giuseppe testimonio<br />

D. Bovio Pietro testimonio” 2<br />

Nel 1865 le Suore presenti sono in numero di cinque, la Superiora è Suor Serafina Massardo.<br />

Nel 1954 si chiede di rivedere la Convenzione a distanza di cento anni dichiarando<br />

insufficiente per il loro mantenimento lo stipendio erogato alle Suore. 3 Si r<strong>it</strong>orna su analogo<br />

argomento circa la necessaria riparazione dei locali miseri e disagiati in cui si trovano le Suore e si<br />

preannuncia per questo un eventuale r<strong>it</strong>iro delle medesime “perché con la prospettiva di creare un<br />

nuovo Asilo, viene trascurato il presente locale con grave disagio di chi vi ab<strong>it</strong>a”. 4<br />

“Il Comune di Stroppiana assicura in data 10 febbraio 1956… di aver già tutto predisposto<br />

per le opere di costruzione e di dare sub<strong>it</strong>o inizio ai lavori avendo già stanziato nei bilanci<br />

preventivi il corrispondente contributo … l’asilo nuovo si farà e a brevissima scadenza; si prega di<br />

lasciare al loro posto le benemer<strong>it</strong>e e beneamate Suore che sono di pieno gradimento<br />

all’amministrazione Comunale a e a tutta la popolazione”. 5<br />

Rassicurata dell’inizio dei lavori la Superiora Provinciale dichiara di soprassedere al r<strong>it</strong>iro<br />

delle Suore.<br />

In data 14 novembre 1968 il Comune comunica che è in corso la pratica per l’ist<strong>it</strong>uzione di<br />

una Casa di Riposo e che per il suo funzionamento ci sarebbe bisogno di personale religioso “onde<br />

ev<strong>it</strong>are la presenza di Suore di altri Ordini Religiosi si prega di poter assicurare all’ist<strong>it</strong>uenda<br />

Casa di Riposo l’assegnazione di tre Suore di Car<strong>it</strong>à oppure di due affidando la Direzione<br />

all’attuale Direttrice dell’asilo Infantile”. 6<br />

La risposta è senz’altro negativa.<br />

Le Suore non solo non sono più sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e ma dal 1971 resta una sola presenza che fa capo alla<br />

comun<strong>it</strong>à di Caresana (VC).<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) - Scr<strong>it</strong>tura autografa originale -<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC)<br />

3 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) - dattiloscr<strong>it</strong>to 8.10.1954<br />

4 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) – dattiloscr<strong>it</strong>to 5.11.1955<br />

5 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) - dattiloscr<strong>it</strong>to<br />

6 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) - dattiloscr<strong>it</strong>to


182<br />

A dieci anni e più di distanza in data 6 giugno 1983 la Superiora Provinciale comunica che:<br />

“per urgenti necess<strong>it</strong>à della Congregazione, la Suora attualmente occupata come insegnante in<br />

codesta Scuola Materna, non riprenderà il suo servizio, all’inizio del prossimo anno scolastico<br />

1983/1984, e non sarà sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a. La prego di voler credere al mio rincrescimento nel dover<br />

prendere questa decisione, che purtroppo non mi è possibile rimandare.<br />

Gradisca il mio rispettoso saluto.<br />

Firmato<br />

Suor Maria Assunta Manzoni<br />

Superiora Provinciale Suore della Car<strong>it</strong>à 1<br />

Il Presidente prende atto di una “decisione irrevocabile” 2 e ringrazia per la precedente<br />

collaborazione.<br />

Anche questa Comun<strong>it</strong>à civile e Parrocchiale soffrirà dell’assenza delle Suore della Car<strong>it</strong>à il<br />

cui volto e la cui car<strong>it</strong>à rimarrà nel loro cuore non solo come ricordo ma soprattutto come seme di<br />

un altro Bene.<br />

1854 – IMPERIA – ONEGLIA – CASA di RIPOSO<br />

Nel 1854 l’illustre c<strong>it</strong>tadino onegliese Antonio Riccardi faceva porre la prima pietra del<br />

Ricovero (Casa di Riposo) che può dirsi integrazione della funzione Ospedaliera.<br />

L’imponente edificio prospettava in un ampio cortile ombreggiato, da dove i ricoverati<br />

guardavano, pensosi e stanchi, il via vai continuo della strada prospiciente.<br />

Formavano corona al bianco caseggiato orti e terrazzi d’ulivi che ammantavano di verde il<br />

modernissimo Asilo e il grazioso laboratorio tenuti entrambi dalle Suore di Car<strong>it</strong>à.<br />

Va segnalato che accanto ad amministratori generosi non mancarono persone senza<br />

scrupoli che cercarono il loro interesse a deterioramento dell’opera.<br />

Le prime Superiore furono: Suor Taide Morelli, Suor Illuminata Dell’acqua e Suor<br />

Fortunata Sandri.<br />

L’Ente aveva lo scopo di provvedere e osp<strong>it</strong>are gratu<strong>it</strong>amente, secondo i propri mezzi, i<br />

poveri di ambo i sessi, inabili al lavoro proficuo, nativi di Imperia, che non avessero parenti tenuti<br />

a provvedere al loro sostentamento o in grado di farlo.<br />

Erano esclusi dal mantenimento gratu<strong>it</strong>o coloro i quali fruivano di una pensione<br />

d’invalid<strong>it</strong>à e vecchiaia.<br />

Entro i lim<strong>it</strong>i dei posti disponibili, potevano essere ammessi, a pagamento, anche inabili non<br />

aventi t<strong>it</strong>olo di essere osp<strong>it</strong>ati gratu<strong>it</strong>amente, anche se appartenenti ad altri Comuni.<br />

L’Ente, nel reparto adib<strong>it</strong>o a Pensionato, osp<strong>it</strong>ava prevalentemente persone di ambo i sessi<br />

di oltre 50 anni, nativi della Provincia di Imperia, di condizione civile per nasc<strong>it</strong>a e posizione<br />

sociale ed appartenenti a famiglie bene decadute, come testamento della benemer<strong>it</strong>a donatrice<br />

Fannj Carli.<br />

Dal regolamento vediamo quale posto hanno le Suore nell’andamento della Casa.<br />

Il servizio delle suore era regolato dalla convenzione in corso tra Amministrazione e la Rev.<br />

Superiora Provinciale, la quale rappresenta l’Ordine delle Suore di Car<strong>it</strong>à.. Il numero delle suore<br />

era quattro.<br />

Alla Superiora era affidata la direzione dell’Ist<strong>it</strong>uto. Essa vigilava al servizio interno delle<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) – dattiloscr<strong>it</strong>to autografo<br />

2 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - S 5 – STROPPIANA (VC) – dattiloscr<strong>it</strong>to autografo


183<br />

suore e di tutto il personale ausiliario, dando notizie all’Amministrazione di tutto quanto attiene al<br />

personale stesso. Proponeva all’Amministrazione sia i provvedimenti necessari per le esigenze<br />

dell’ist<strong>it</strong>uto e per il suo miglior funzionamento, sia la destinazione del personale ai vari servizi,<br />

secondo le att<strong>it</strong>udini e le necess<strong>it</strong>à dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

Curava anche la sistemazione, custodia e manutenzione degli arredi e delle attrezzature<br />

dell’ist<strong>it</strong>uto. Lavoro non indifferente che diventava, lungo gli anni, faticoso per la carenza di<br />

personale e per le condizioni degli osp<strong>it</strong>i sovente non autosufficienti<br />

Durante il periodo della guerra ‘40/45 nel Ricovero si sistemarono alla meno peggio,<br />

provvisoriamente, i fer<strong>it</strong>i che non potevano più aver posto nel vicino Ospedale.<br />

Si trascorreva gran parte del giorno e della notte in galleria, trasformata in rifugio.<br />

La v<strong>it</strong>a era un’apprensione continua: bombardamenti aerei e navali si susseguirono<br />

riducendo buona parte della c<strong>it</strong>tà in un cumulo di macerie.<br />

Anche la Casa di Riposo fu gravemente danneggiata: una vecchietta morì, due suore,<br />

estratte dalle macerie vennero portate all’Ospedale ove con le cure necessarie se la cavano con<br />

qualche tempo di degenza.<br />

Parte dei Ricoverati vennero accolti dall’ist<strong>it</strong>uto Marsaglia di Sanremo, le insegnanti si<br />

trasferirono a Costa d’Oneglia e là fecero scuola più al sicuro.<br />

Nel 1945 si cercò di riattivare l’Opera. I locali più importanti furono prontamente<br />

ricostru<strong>it</strong>i per interessamento del Genio civile, e tutto poco per volta riprese la normale attiv<strong>it</strong>à.<br />

L’opera delle suore continuò per anni con generos<strong>it</strong>à, alcune figure lasciarono di sé un<br />

profondo ricordo sia per l’amorevole servizio sia per gli stimoli fatti all’Amministrazione per<br />

ottenere ristrutturazioni necessarie al bene degli osp<strong>it</strong>i.<br />

Ricordiamo tra le tante Suor M. Ezia Campanella, Suor Clotilde Crispini, che molto si<br />

prodigò per rendere l’ambiente degli anziani sempre più confortevole, Suor Augusta Stefani, Suor<br />

Emilia Stefani, Suor Emilia Bellora, Suor Giuseppa Calosso, Suor Luisa Rosso, Suor Giulia Valle,<br />

Suor Cristoforina Risso furono veri angeli di bontà tra le pentole e il guardaroba.<br />

Ma le forze delle suore diminuirono, l’Amministrazione non diede prova di capire la<br />

s<strong>it</strong>uazione anzi la rese più difficile finché si decise nel 1985 di r<strong>it</strong>irare le tre ultime suore” 1 .<br />

Nel 1855 hanno inizio tre comun<strong>it</strong>à: Alassio (SV) Educandato e Scuole, Oneglia<br />

(IM) Ospedale, Scuola, Asilo e Pensionato, Coassolo (TO) con due suore 5<br />

novembre 1855 Suor Ortensia Filippi e Suor Edvige Cainetti si apre una Scuola che<br />

avrà v<strong>it</strong>a fino al 1869.<br />

1° ottobre 1855 – <strong>AL</strong>ASSIO (SV) – EDUCANDATO e SCUOLE IN ESPANSIONE<br />

Il 1° ottobre 1855 tre Suore iniziavano la loro missione educativa e assistenziale nella c<strong>it</strong>tà<br />

di Alassio la Superiora era Suor Ottavia Ercole.<br />

“Nel settembre 1855, l’Amministrazione del Civico Ospedale, del quale Don Della Valle,<br />

nella sua qual<strong>it</strong>à di Parroco, era membro di dir<strong>it</strong>to, intraprese le trattative con la Superiora<br />

Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à del Monastero S. Margher<strong>it</strong>a in Vercelli per affidare alle Suore<br />

della Congregazione la direzione dell’Ospedale e, per conto del Comune, delle Scuole pubbliche<br />

1 ACPV – COMUNITA’ SOPPRESSE - ARMADIO - BORGARO (TO) – IMPERIA ONELIA – CASA DI RIPOSO - 4°<br />

ripiano


184<br />

femminili.<br />

La Superiora Provinciale - Suor Melania Mantelli - vagliata l’offerta inviò, sul finire del<br />

mese di ottobre di quello stesso anno, tre Suore in Alassio: una per la direzione dell’Ospedale e<br />

due in qual<strong>it</strong>à di maestre delle scuole elementari.<br />

La convenzione è firmata da Sr. Rosalia Cresta, Superiora di Albenga, delegata della<br />

Superiora Provinciale di Vercelli.<br />

La minuscola comun<strong>it</strong>à venne sistemata nell’ex-Convento di S. Maria degli Angeli, che il<br />

Comune aveva ottenuto in uso dal Demanio; in esso si trovava l’Ospedale Civico. In altri locali si<br />

sistemarono le aule scolastiche.<br />

Intanto l’Amministrazione Civica chiedeva alla Superiora di Vercelli una quarta Suora per<br />

l’Ospedale e altre due maestre per le Scuole elementari.<br />

In quel primo quinquennio, imperversando il Cholera morbus in Alassio, tre Suore erano<br />

morte nel servizio ai colerosi nei lazzaretti.<br />

La triste congiuntura determinò da parte della Superiora Provinciale la decisione di<br />

togliere le Suore dall’Ospedale, per cui alle Suore della Car<strong>it</strong>à succedettero le Figlie della Car<strong>it</strong>à,<br />

le popolari Suore fondate da S. Vincenzo de’ Paoli.<br />

Nel 1871 le Scuole Elementari, dirette dalle Suore della Car<strong>it</strong>à, si trasferirono così nei<br />

locali dell’ex-Convento dei Domenicani. Nella nuova sede, assai più ampia ed agibile, le Suore<br />

avevano la possibil<strong>it</strong>à di incrementare il loro progetto educativo, un collegio-conv<strong>it</strong>to accordato<br />

dal Regio Ispettore all’istruzione di Genova il 12 dicembre 1860, dietro richiesta della Direttrice<br />

Suor Giulia Areto.<br />

Nel 1889 fu nominata Superiora Sr. Miradio Cossio, le succedette, nel 1903, Suor Erminia<br />

Denari che, essendo diplomata, diresse l’educandato e le Scuole femminili.<br />

Il plesso denominato “S. Vincenzo” si articolava, in classi elementari, Asilo infantile,<br />

Scuola professionale (secondaria), scuola di musica, di cuc<strong>it</strong>o per alunne esterne ed anche interne.<br />

Nel 1889, nel rinnovo del contratto di aff<strong>it</strong>to (lire 500), le Suore facevano istanza al Comune<br />

per riavere l’uso del cortile - lato mare -concesso ad una cooperativa balneare alla quale era stata<br />

aff<strong>it</strong>tata un’ala dello stabile.<br />

Le Suore avevano altresì l’uso della chiesa di S. Vincenzo Ferreri alla quale accedevano<br />

dall’educandato per una porta s<strong>it</strong>uata sotto il campanile. In segu<strong>it</strong>o ebbero a disposizione una<br />

cappella interna a motivo dei confl<strong>it</strong>ti con la Confratern<strong>it</strong>a laicale che officiava la Chiesa.<br />

Nel 1912 la chiesa di S. Vincenzo venne interdetta al culto dal Vescovo, per il motivo che<br />

alla sua abside era stato addossato il palcoscenico del teatro del Casinò Municipale. Come<br />

conseguenza a questo stato di cose venne chiuso l’educandato.<br />

Nel 1914 la Superiora Sr. Alixe Truchi, aiutata da quattro Suore, prestò gratu<strong>it</strong>amente<br />

servizio per tre mesi nell’Ospedale di riserva, aperto in Alassio e per tutto il tempo imprestò letti,<br />

materassi, biancheria dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

Nel 1927 fu acquistato uno stabile s<strong>it</strong>uato sulla spiaggia nello stesso rione “Passo” e le<br />

Suore vi si trasferirono, per continuare l’insegnamento nella Scuola elementare comunale e<br />

nell’Asilo.<br />

Si fecero gli adattamenti necessari con la sopraelevazione di due piani, che sarebbero serv<strong>it</strong>i<br />

per le Scuole private e per il Conv<strong>it</strong>to.<br />

Cinque Suore maestre continuarono a prestare servizio nelle Scuole elementari Comunali e<br />

nell’Asilo; le altre nelle diverse classi della Scuola Privata “Materna, Elementare, Professionale”.<br />

Detta Scuola Privata fu intensamente richiesta da un gruppo di padri di famiglia cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>osi in


185<br />

associazione. In una riunione del 24 ottobre 1923, presso le Suore della Car<strong>it</strong>à, fu steso uno<br />

statuto: “... per provvedere alla continuazione della istruzione delle loro bambine mediante una<br />

scuola materna a norma degli art. 251 e 252 della legge Casati...”, firmato Emanuele Testa<br />

Presidente, Vacca Serafino Segretario.<br />

Attenta ad ogni possibil<strong>it</strong>à di promozione educativa ed istruttiva fu la Superiora Suor Emilia<br />

Colombo, direttrice della Scuola Privata “S. Vincenzo”, a termine dell’Ordinamento dell’istruzione<br />

Media e dei Conv<strong>it</strong>ti R.D. 6 maggio 1823 e Ist<strong>it</strong>uti privati R.D. 6 giugno 1925, stese il 17 ottobre<br />

1927, domanda al Provved<strong>it</strong>ore agli Studi di Genova per ottenere l’autorizzazione ad aprire<br />

l’Ist<strong>it</strong>uto privato di istruzione Magistrale Inferiore.<br />

L’autorizzazione, a tutti gli effetti, venne rilasciata a norma dei regolamenti di speciali incarichi<br />

ministeriali di ispezioni.<br />

Negli anni 1937- 38, a segu<strong>it</strong>o del nuovo Ordinamento della Scuola Media, ogni classe del<br />

suddetto Corso Magistrale Inferiore sost<strong>it</strong>uiva le tre classi della Scuola Media nuovo tipo,<br />

mantenendo la posizione giuridica del riconoscimento legale.<br />

Nel 1936-39, Suor Silvia Abbà, nella sua alta conoscenza dei valori della Scuola, raccolse<br />

con coraggio ed intelligenza l’istanza del Podestà di Alassio Cav. Uff. Giuseppe Ferrari, il quale<br />

con lettere protocollo 6393 del 21 settembre 1938, sollec<strong>it</strong>ò l’apertura dell’Ist<strong>it</strong>uto Magistrale per<br />

rispondere ad un bisogno reale della C<strong>it</strong>tà priva di Scuola di istruzione femminile superiore,<br />

parallela a quella maschile dei Salesiani che avevano il Ginnasio e Liceo.<br />

Nel contempo il Comune, deliberò di dare un contributo finanziario per sollevare le non<br />

lievi spese di gestione.<br />

Inoltre per risolvere le difficoltà della insufficienza dello stabile l’Amministrazione<br />

Comunale si impegnò a facil<strong>it</strong>are l’acquisto dei locali di una ex Scuola Professionale statale.<br />

Esegu<strong>it</strong>i i restauri e gli adattamenti necessari, le classi superiori funzionarono a dovere e questo<br />

rese possibile l’avvio delle pratiche per la parifica dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

Il 7 agosto 1939 si ebbe il riconoscimento legale della Scuola Media e della 1° classe<br />

dell’ist<strong>it</strong>uto Magistrale. Le classi seconda e terza otterranno la Parifica nell’anno scolastico 1943-<br />

1944 e la classe quarta nell’anno scolastico 1946-47.<br />

Nel 1936 Suor Silvia Abbà sost<strong>it</strong>uì, in qual<strong>it</strong>à di Superiora, Suor Emilia Colombo e riaprì<br />

l’educandato femminile, chiuso durante la guerra 1915-1918 per mancanza di mezzi di<br />

sostentamento. Nell’estate del 1936 e del 1937 due Suore prestarono gratu<strong>it</strong>amente assistenza agli<br />

alunni delle Scuole Elementari nel campo solare, ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o dal Municipio in “Costa Lupara”.<br />

Tre Suore si occuparono dell’Azione Cattolica e, finché questa non ebbe sede propria, le<br />

adunanze e le ricreazioni si tenevano nel locale dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

Le Suore insegnanti nelle Scuole Comunali vennero man mano sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e da maestre<br />

secolari. Nel 1940 si r<strong>it</strong>irò Suor Amelia Alberione e vi rimase solo più Suor Eleonora Colombano<br />

per esplic<strong>it</strong>a volontà del Provved<strong>it</strong>ore agli Studi che non accettò le sue dimissioni.<br />

Nell’ottobre 1941, pur rimanendo Preside della Scuola e Direttrice dell’Educandato, Suor<br />

Silvia Abbà fu sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a, come Superiora, da Suor Eleonora che continuò ad insegnare nelle Scuole<br />

Comunali.<br />

Il periodo bellico fu assai duro. Dal lato spir<strong>it</strong>uale non mancò nulla né alle Suore né alle<br />

ragazze, ma dal lato materiale le difficoltà che le Suore incontrarono furono molte: i viveri<br />

scarseggiarono e si dovettero compiere non lievi sacrifici e affrontare inaud<strong>it</strong>i disagi per non<br />

lasciare mancare il necessario.<br />

Per precauzione, poche furono le Suore che dormirono in Casa; un gruppo, con a capo Suor<br />

Silvia, andò a dormire in una villa in collina, mentre le altre si recarono nei locali dell’Asilo.<br />

Nella notte del 9 agosto vennero sganciate alcune bombe che fortunatamente caddero in


186<br />

mare. Nell’ottobre del 1946 Suor Eleonora Colombano fu trasfer<strong>it</strong>a, quale Superiora, a Tortona e<br />

riprese la carica Suor Silvia Abbà.<br />

Con le dimissioni di Suor Eleonora si chiuse il periodo (1854-1946) in cui le Suore di<br />

Car<strong>it</strong>à insegnarono, ad Alassio, nella Scuola Elementare di Stato.<br />

Terminata la seconda guerra mondiale, con la ripresa della “nuova v<strong>it</strong>a” nel clima di<br />

ristrutturazione che dovette eliminare le rovine disseminate ovunque, anche l’ist<strong>it</strong>uto “S. Vincenzo”<br />

sentì rifiorire il desiderio della ripresa.<br />

Tanto la Scuola Media, quanto l’Ist<strong>it</strong>uto Magistrale videro sempre più moltiplicarsi le<br />

iscrizioni tra la gioventù femminile di Alassio a cui, nei periodo durissimo della 2° guerra<br />

mondiale, si erano aggiunte, con pressante frequenza, molte giovani delle famiglie sfollate dal<br />

Piemonte e dalla Lombardia.<br />

R<strong>it</strong>ornati i tempi migliori, l’Ist<strong>it</strong>uto - come Scuola, come Conv<strong>it</strong>to e semiconv<strong>it</strong>to - continuò ad<br />

offrire il suo servizio a tutta la comun<strong>it</strong>à della zona costiera e alle giovani bisognose di clima<br />

marino..<br />

Dimostrandosi ulteriormente insufficienti i locali per accogliere ed assistere bambine e<br />

giovani, impossibil<strong>it</strong>ate a raggiungere giornalmente le loro case nei paesi lim<strong>it</strong>rofi e affidate<br />

all’Ist<strong>it</strong>uto per particolari s<strong>it</strong>uazioni familiari o di salute, si riconobbe necessaria la costruzione,<br />

nell’immediato dopoguerra, di un edificio presso l’ex convento dei Padri Cappuccini, già<br />

acquistato dalla nostra Congregazione nei 1939.<br />

Si acquistò il lotto del terreno adiacente e nel 1949 si iniziarono i lavori. che dovettero pure<br />

comprendere la sopraelevazione dei due piani dell’edificio già esistente. Tutte le Suore della<br />

Provincia religiosa di Torino e della Liguria contribuirono, con gravi e generosi sacrifici, a<br />

mettere insieme, con la campagna del “mattone su mattone”, quanto finanziariamente occorreva<br />

per il fabbricato che sarà ultimato nell’anno 1953”. 1<br />

Si apre così un’altra grande comun<strong>it</strong>à in Alassio (SV): “Domus Aurea dove si trasferiscono<br />

tutti i tipi di Scuola presenti all’Ist<strong>it</strong>uto “S. Vincenzo”, successivamente denominato Casa Verde.<br />

Suor Silvia Abbà rimase a tenere aperta la Casa Verde, con un esiguo numero di Suore, di<br />

cui alcune Insegnanti che giornalmente si recavano ad impartire le lezioni nella nuova sede delle<br />

Scuole. Dal 1955 si apre il pensionato, per tutto l’anno, e la Casa accolse giovani, signore con bimbi<br />

e anziani bisognosi di cure marine, e negli anni 1975/1980 divenne casa di soggiorno per cure<br />

marine riservato alle Suore.<br />

“Nel 1975 la casa nella sua magnifica posizione, diventa soggiorno per le Suore di varie<br />

Province; aperta tutto l’anno, osp<strong>it</strong>a anche Suore di altre Congregazioni e, nell’inverno Sacerdoti<br />

bisognosi di riposo e parenti delle suore”. 2<br />

“Dal 1978, per decisione della Madre Generale Madre Antoine de Padoue Duffet divenne<br />

soltanto pensione per Suore di tute le Province aperta tutto l’anno, soprattutto nel periodo estivo<br />

per quelle bisognose di cure marine, favorendo, secondo le possibil<strong>it</strong>à anche le Suore di altre<br />

Congregazioni”. 3<br />

5 novembre 1855 COASSOLO (TO) SCUOLA<br />

“Con due suore Suor Ortensia Filippi e Suor Edvige Cainetti si apre una Scuola che avrà v<strong>it</strong>a fino<br />

al 1869”. 4<br />

1<br />

ACPV – BREVE STORIA DELLE COMUNITA’ DELLA PROVINCIA di TORINO – ARMADIO - BORGARO TO –<br />

ripiano n. 4 – <strong>AL</strong>ASSIO (SV)<br />

2<br />

ACPV – <strong>AL</strong>ASSIO CASA VERDE – DIARIO DELLA COMUNITA’ -<br />

3<br />

ACPV – BREVE STORIA DELLE COMUNITA’ DELLA PROVINCIA di TORINO – ARMADIO - BORGARO TO –<br />

ripiano n. 4 – <strong>AL</strong>ASSIO (SV)<br />

4<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – COASSOLO (TO) 1° CASSETTO della CASSETTIERA


187<br />

Nel 1856 vengono aperte le comun<strong>it</strong>à di: Alessandria Ospedale Psichiatrico,<br />

Chivasso Asilo e Scuole Elementari e Mondovì (CN) Carcere Giudiziario dove<br />

“Cinque suore prendono servizio per l’ordine interno del Carcere Femminile in data<br />

1° luglio 1856 e vi rimangono fino al 1868” 1<br />

30 Agosto 1856 – <strong>AL</strong>ESSANDRIA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PSICHIATRICO<br />

“Con Bolla Pontificia di SS. Pio VI con R. Patenti di S. Maestà V<strong>it</strong>torio Amedeo, nel 1778<br />

l’Ospedale di S. Giacomo d’Altopascio e l’ospedale dei Pellegrini si fondevano in Alessandria<br />

nell’unico ospedale dei Pazzerelli, che, sotto la vigile amministrazione della Confratern<strong>it</strong>a della SS.<br />

Trin<strong>it</strong>à, era destinato “a dar ricovero ai mentecatti poveri, e provvedere alla cura dei medesimi,<br />

preferendo quelli della c<strong>it</strong>tà di Alessandria che vagando per essa, disturbassero la tranquill<strong>it</strong>à dei<br />

c<strong>it</strong>tadini, e poi quelli della sua Diocesi e Provincia.<br />

L’ospedale psichiatrico di Alessandria consta di una serie di fabbricati centrali che comprendono i<br />

servizi generali, la cucina, il magazzeno, la chiesa, la lavanderia, i laboratori ed infine un grande<br />

orto cintato da appos<strong>it</strong>o muretto nel quale si apre, verso la strada di Circonvallazione, la sala<br />

anatomica.<br />

Ai lati dei fabbricati centrali, a destra per gli uomini ed a sinistra per le donne, sorgono i<br />

reparti ospedalieri a padiglioni riun<strong>it</strong>i ed in grande maggioranza a due piani il piano terreno<br />

essendo prevalentemente destinato a sale di soggiorno ed i piani superiori a dorm<strong>it</strong>ori e ad<br />

infermeria.<br />

Dai 10 iniziali, gli ammalati sono sal<strong>it</strong>i a 100 nel 1860, a 400 nel 1890, a 600 nel 1910, per<br />

raggiungere la considerevole cifra di 1050 (564 maschi e 486 femmine.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à, chiamate dalla fiducia dell’Amministrazione del Pio Luogo, in sost<strong>it</strong>uzione<br />

del personale laico, come era già avvenuto per le case manicomiali di Torino e Collegno, ne<br />

ebbero la direzione interna il 10 luglio 1856.<br />

Crebbero man mano di numero con l’aumento dei malati e con le nuove esigenze<br />

dell’Ospedale.<br />

Esiste nell’archivio la copia delle Convenzioni precedenti l’assegnazione delle suore e<br />

formulata in 12 Art., a firma di suor Melania Mantelli, Superiora Provinciale di Vercelli, in data 27<br />

aprile 1858. In essa ella si dichiara “Rappresentante la Superiora Generale residente a Napoli” e<br />

scrive: “... con grandissima soddisfazione ci affrettiamo a corrispondere alle mire benefiche di<br />

codesta Amministrazione, per uno stabilimento di nostre Sorelle nell’Ospedale Manicomio di<br />

Alessandria<br />

Ricordiamo con venerazione le belle figure di Suor Anastasia Belloni, Suor Vincenzina<br />

Vaschetti, Suor Nicolina Barra, Suor Cornelia Montafia, che, preposte al delicato ufficio di<br />

Superiore, furono figlie devote, attaccatissime, fedelissime della Comun<strong>it</strong>à. La loro v<strong>it</strong>a, informata<br />

alla sapienza cristiana, fu luce alle menti, ecc<strong>it</strong>amento alle volontà.<br />

A contatto dei poveri alienati passarono angeli di sacrificio e di conforto, mer<strong>it</strong>ando l’illim<strong>it</strong>ata<br />

fiducia, l’affettuosa riconoscenza di quegli infelici, nonché approvazioni ed encomi da parte dei<br />

Membri Direttivi dell’Ospedale.<br />

Nel primo anno di guerra 1940 - 1941 l’Ospedale osp<strong>it</strong>ava 120 sfollati dagli Ospedali<br />

Psichiatrici di Torino e di Collegno e veniva a trovarsi in gravi difficoltà economiche, tanto che ne<br />

era minacciata la chiusura. Se ciò non avvenne lo si deve in gran parte allo spir<strong>it</strong>o di sacrificio<br />

delle Suore.<br />

1 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – MONDOVI (CN) 1° CASSETTO della CASSETTIERA


188<br />

La sagacia dell’allora Direttore Amministrativo Dott. Armando Boccalatte concorse ad<br />

incrementare l’opera pia. Avvenne gradatamente la riparazione e l’abbellimento degli edifici<br />

dell’ospedale. Con grande difficoltà invece, in segu<strong>it</strong>o a ripetute richieste, si ottenne qualche<br />

miglioria nell’alloggio delle suore.<br />

Si insistette da parte dell’Amministrazione di mandare a riposo le suore anziane, ma il<br />

trasferimento non si effettuò perché le Sorelle si resero ancora utili e supplirono in parte alla<br />

mancanza di soggetti che sarebbero stati necessari.<br />

Il 23 maggio 1956 è stata confer<strong>it</strong>a la medaglia d’oro a Suor Filomena Cassa e a Suor<br />

Maddalena Cattaneo che da oltre 50 anni prestavano la loro car<strong>it</strong>atevole opera di assistenza. Si<br />

segnalò inoltre che, nelle occasionali vis<strong>it</strong>e all’Ospedale da parte di Personal<strong>it</strong>à, era elogiato<br />

l’ordine che regnava ovunque, e che nessun incidente spiacevole non è mai stato attribu<strong>it</strong>o alla<br />

condotta delle Suore, che agivano con somma prudenza ev<strong>it</strong>ando la famigliar<strong>it</strong>à con persone<br />

estranee.<br />

L’Ospedale S. Giacomo ha sempre cercato di applicare le leggi riguardanti i malati, per<br />

questo negli anni 1978-80 ha fatto ristrutturare l’ambiente creando dei mini-alloggi per rendere i<br />

malati meno gravi, autosufficienti...<br />

Le suore in quegli anni hanno cercato di collaborare seguendo ogni malato personalmente ma<br />

l’esperienza non è durata molto. Tanti malati vennero dimessi e segu<strong>it</strong>i sul terr<strong>it</strong>orio a domicilio.<br />

I ricoverati diminuirono, ma le suore sono rimaste. Si distinsero in quel periodo la superiora Suor<br />

Maria Colomba Borio, la quale sapeva penetrare nell’animo di chi soffre con tanta delicatezza e<br />

bontà. Quando arrivava in corsia le ammalate si avvicinavano e ascoltavano volentieri le sue dolci<br />

esortazioni.<br />

L’ultimo gruppo di suore rimaste fino al 1997, continuavano a seguire le malate con<br />

dedizione e bontà, aiutavano i sacerdoti nell’animazione e come infermiere non risparmiavano le<br />

energie servendo sempre con compassione e bontà cercando di manifestare ai sofferenti l’amore<br />

del Padre.<br />

Quando le Suore vennero r<strong>it</strong>irate dall’ospedale nel 1997, tra i malati vi fu un pianto generale e<br />

questo dimostrò come erano stati amati ed aiutati dalle Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

Si cercò di lasciare una presenza di volontariato dall’esterno, ma il crollo di salute della suora<br />

costrinse a cessare totalmente il servizio nel 1998” 1<br />

1° luglio 1856 MONDOVÌ (CN) CARCERE GIUDIZIARIO<br />

La superiora provinciale Suor Melania Mantelli, risponde pos<strong>it</strong>ivamente, alla richiesta di<br />

Suore per il Carcere Giudiziario di Mondovì (CN).<br />

“Cinque suore: Suor Lodovica Magiotti Superiora, Suor V<strong>it</strong>toria Cresta, Canzianilla Garbino,Suor<br />

Gaetana Morra e Suor Genenzia Volonté prendono servizio per l’ordine interno del Carcere<br />

Femminile in data 1° luglio 1856 e vi rimangono fino al 1868” 2<br />

15 ottobre 1856 – CHIVASSO (TO) : UN ASILO INFANTILE APORTIANO E UNA SCUOLA<br />

ELEMENTARE CHE SI AFFERMA TRA MOLTE DIFFICOLTA’<br />

“L’Asilo infantile di Chivasso fu ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o con D.M. 6 novembre 1849, per ambo i sessi, a speciale<br />

beneficio dei poveri e a vantaggio generale di tutta la c<strong>it</strong>tà; fondato da una società di azionisti e<br />

1<br />

ACPV – BREVE STORIA DELLE COMUNITA’ DELLA PROVINCIA di TORINO – ARMADIO - BORGARO TO –<br />

RIPIANO N. 4 - <strong>AL</strong>ESSANDRIA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PSICHIATRICO -<br />

2<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – MONDOVI (CN) 1° CASSETTO della CASSETTIERA


189<br />

con il concorso del Comune, della Congregazione della car<strong>it</strong>à, che concesse in uso i locali di sua<br />

proprietà e con lasc<strong>it</strong>i di Pietro Crosa -farmacista - e del sacerdote Giovanni Battista Scrimaglia.<br />

L’Opera Pia nel 1872, poté acquistare defin<strong>it</strong>ivamente i locali, per munificenza del<br />

Canonico Andrea Martino, della Cattedrale d’Ivrea.<br />

Quest’ist<strong>it</strong>uto ebbe fin da principio, largo appoggio nelle Autor<strong>it</strong>à e nella c<strong>it</strong>tadinanza, che rispose<br />

con generoso obolo all’appello del Com<strong>it</strong>ato appos<strong>it</strong>amente cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o in seno al Consiglio<br />

comunale.<br />

Fu mandato un indirizzo all’Abate Cav. Ferrante Aporti, Senatore del Regno, ist<strong>it</strong>utore e<br />

sosten<strong>it</strong>ore in Italia degli Asili infantili e questi inviò due maestre laiche adatte al bisogno.<br />

Il numero delle maestre fu poi aumentato, per il crescente aumento dei bambini, e per aver, nel<br />

1853, i signori amministratori, aggiunto all’Asilo una scuola elementare femminile.<br />

Così fino al 1856, nel quale anno l’Amministrazione, sebbene fosse soddisfatta del servizio delle<br />

maestre, disgustata dai continui cambiamenti e desiderosa di avere un personale stabile, incaricò il<br />

suo Presidente, Cav. don Giacomo Lancina Prevosto della C<strong>it</strong>tà, di rivolgersi ad un Ist<strong>it</strong>uto<br />

religioso.<br />

La Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli, in rappresentanza della Madre Carolina<br />

Chambrot, stipulò le necessarie Convenzioni; e le Suore in numero di sei, presero servizio in questo<br />

Asilo il 15 ottobre 1856.<br />

Prima Superiora e direttrice fu Suor Margher<strong>it</strong>a Zenobel che adempì il suo ufficio con rara abil<strong>it</strong>à<br />

e generale soddisfazione.<br />

Trasfer<strong>it</strong>a in altro luogo, verso la fine del 1865 con grave dispiacere degli Amministratori, che<br />

altamente l’apprezzavano, fu sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da Suor Ernestina Milani che incontrò pure l’approvazione<br />

delle Autor<strong>it</strong>à e del Paese, per la sua bontà e per il suo lodevole zelo.<br />

Per la salute malferma dopo 4 anni dovette essere sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da Suor Adele Gianetti nel<br />

1869, che prestò la solerte opera sua in questo Ist<strong>it</strong>uto fino al 1873.<br />

Da tutti ammirata e stimata, per le sue qual<strong>it</strong>à di mente e di cuore, quest’ottima Superiora, che fu,<br />

dal 1885, apprezzatissima Superiora Provinciale del Piemonte, lasciò presso la c<strong>it</strong>tadinanza di<br />

Chivasso il più caro e grato ricordo, come si legge nella lettera che, in occasione del suo<br />

trasferimento, le inviava il Presidente dell’Ist<strong>it</strong>uto cav. Mino Bernardino.<br />

Nei primi anni di servizio a Chivasso, vi furono tra l’Amministrazione e le Superiore della<br />

comun<strong>it</strong>à, numerosi e acuti dissensi, per i frequenti cambiamenti delle Superiore e delle maestre:<br />

dissensi che minacciavano di far chiudere lo stabilimento. Nonostante questo, i servizi delle suore<br />

erano universalmente apprezzati, come si rileva dai numerosi attestati di lode: in particolare dalla<br />

lettera che il Presidente Don Giacomo Lancina, scrive in data 3 settembre 1866 alla Superiora<br />

provinciale, per sapere se, nonostante l’avvenuta soppressione degli Ordini religiosi, le suore<br />

potevano continuare, la loro benefica opera, verso l’infanzia bisognosa.<br />

Anche la scuola elementare femminile annessa all’Asilo, acquistò fin dall’inizio il favore<br />

delle famiglie chivassesi che vedevano in essa, istru<strong>it</strong>e ed educate le loro figlie, da diventare poi<br />

ottime spose e madri.<br />

Da ciò nacque un dualismo tra questa e la scuola pubblica parallela; dualismo che portò il<br />

Com<strong>it</strong>ato Comunale a chiederne la soppressione.<br />

Ma poiché gli amministratori non cedevano a questa esagerata pretesa, il Consiglio Comunale<br />

deliberò, nel 1868, di togliere il sussidio che il Comune elargiva all’ist<strong>it</strong>uto.<br />

La scuola, però, col favore generale, continuò l’opera educativa, anzi aumentò le classi, che con il<br />

passare del tempo; arrivarono a cinque più frequentate e meglio apprezzate delle stesse scuole<br />

pubbliche.<br />

A Suor Adele Giannetti succedette la cugina Suor Alessandrina Giannetti, tutta ded<strong>it</strong>a alla<br />

gloria di Dio e al bene spir<strong>it</strong>uale e temporale delle suore e dei bambini, che nei 42 anni di<br />

permanenza nell’ist<strong>it</strong>uto seppe mer<strong>it</strong>arsi la stima e la venerazione di tutto il paese.<br />

Sotto la sua vigile e intelligente direzione, la scuola prese maggiore sviluppo per cui fu necessario


190<br />

aumentare il numero delle suore e assegnare a ciascuna classe una maestra t<strong>it</strong>olare, eccetto la<br />

quinta che rimase un<strong>it</strong>a alla quarta.<br />

Infine nel 1893 fu richiesta una Suora per l’insegnamento dei lavori femminili, perché<br />

grazie alla generos<strong>it</strong>à della Sig. Clara Felicina, si aggiunse all’ist<strong>it</strong>uto un laboratorio per fanciulle<br />

povere, mantenuto prima a sue spese, poi annesso all’Asilo per sua disposizione testamentaria del<br />

Cav. Eugenio Ciara, Presidente, fratello della fondatrice, decesso nel 1914.<br />

La buona Suor Alessandrina, aveva a cuore soprattutto il bene spir<strong>it</strong>uale delle suore, e delle<br />

allieve, e quanti sacrifici sopportò, per avere la cappellina, ove tutta la sua grande famiglia potesse<br />

rinfrancare l’anima sotto lo sguardo di Dio.<br />

Completata la costruzione della cappellina mancava la presenza dei Santissimo Sacramento, dopo<br />

ripetute richieste alle Autor<strong>it</strong>à ecclesiastiche ottenne il decreto che autorizzava la conservazione<br />

dell’Eucaristia, prima per determinate novene, poi per la stagione invernale ed infine per sempre.<br />

Sarebbe troppo lungo enumerare le eccellenti qual<strong>it</strong>à di questa Superiora, che resse l’Asilo di<br />

Chivasso con prudenza, senno e saggezza.<br />

Durante la guerra mondiale del 1915 l’Ist<strong>it</strong>uto si trasformò in Ospedale mil<strong>it</strong>are di riserva.<br />

Il 4 giugno si chiusero le scuole e l’asilo per ordine delle autor<strong>it</strong>à mil<strong>it</strong>ari e il 22 giugno arrivarono<br />

i primi fer<strong>it</strong>i.<br />

Le Suore insegnanti diventarono infermiere, confortate e sorrette dalla Superiora fecero del loro<br />

meglio per recare sollievo ai poveri soldati, curandoli maternamente e aiutandoli a sopportare con<br />

fortezza cristiana i loro mali.<br />

Autor<strong>it</strong>à e mil<strong>it</strong>ari furono soddisfatti del servizio più cordiale che mil<strong>it</strong>are delle suore, e dicevano<br />

bonariamente di trovarsi qui in villeggiatura, anzi in famiglia.<br />

Ma le esigenze dell’istruzione e dell’educazione di oltre 300 bambine e bambini, fecero sì<br />

che l’Asilo fosse sgombrato dai fer<strong>it</strong>i, dopo soli tre mesi, per procedere alla disinfezione e pulizia<br />

necessarie alla riapertura dell’ist<strong>it</strong>uto.<br />

La fatica inev<strong>it</strong>abile in questa dolorosa circostanza, diede una forte scossa alla già malferma salute<br />

di Suor Alessandrina che, dopo circa un mese di malattia, il 29 novembre 1915, volò a ricevere da<br />

Dio il premio della sua lunga v<strong>it</strong>a di lavoro, di sacrificio, di pietà.<br />

L’Amministrazione riconoscente, sei mesi dopo, dedicò alla sua memoria una lapide marmorea con<br />

la seguente scr<strong>it</strong>ta:<br />

Suor Alessandrina, Suora della car<strong>it</strong>à<br />

al secolo Rosa Giannetti<br />

per quarantadue anni<br />

Superiora esemplare<br />

di questo Ist<strong>it</strong>uto<br />

con la fede candida<br />

col cuore fervido<br />

educò al bene<br />

la gioventù chivassese<br />

Lo stabilimento di Chivasso rimase per tutto l’anno scolastico 1915/16 senza Superiora; ne fece le<br />

veci egregiamente la suora anziana Suor Malvina Castagnone, finché nel settembre 1916 fu<br />

nominata Suor Teresa Ormazzano, che rimase solo quattordici mesi, cioè fino al novembre del<br />

1917, in cui fu chiamata alla Casa Provinciale di Borgaro Torinese, come maestra del Noviziato e<br />

sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a a Chivasso da Suor Emilia Colombo.<br />

Questa diresse la casa per sette anni, con amore veramente materno, con senno distinto, con<br />

la massima rett<strong>it</strong>udine, con illuminata e fervida pietà.<br />

Lasciò tanto nell’ist<strong>it</strong>uto come nelle famiglie larga ered<strong>it</strong>à di devoto affetto, in modo particolare<br />

nelle socie dell’associazione giovanile di Azione Cattolica femminile, fondata a Chivasso, con sede


191<br />

nell’asilo, nell’anno 1921, alla quale aveva sempre dato le sue migliori energie.<br />

Nell’ottobre 1924 fu trasfer<strong>it</strong>a nello stabilimento di Alassio e venne in suo luogo Suor Fortunata<br />

Sandri. Anima ricca di iniziative, pronta al sacrificio, instancabile nel lavoro, entusiasta per tutte le<br />

forme di attiv<strong>it</strong>à e di bene, molto accetta e benvoluta dalle Autor<strong>it</strong>à e dalla popolazione.<br />

Nel 1951 nel centenario della fondazione durante i relativi festeggiamenti,<br />

l’Amministrazione offre una pergamena ricordo alle sei suore più anziane di servizio.<br />

Nel 1956 l’alloggio delle suore viene ristrutturato e provveduto di servizi igienici.<br />

In altro periodo sono abbell<strong>it</strong>e e arredate le quattro aule scolastiche e le due dell’asilo, una delle<br />

quali in memoria della benemer<strong>it</strong>a Suor Fortunata Sandri, che più volte nel lungo periodo della<br />

sua v<strong>it</strong>a religiosa ha tenuto in Chivasso la carica di Sorella servente.<br />

La comun<strong>it</strong>à ha raggiunto in quegli anni il numero di 12 Suore.<br />

L’opera continuò ancora regolarmente per parecchi anni, benché fosse diminu<strong>it</strong>o il numero<br />

degli iscr<strong>it</strong>ti e ridotto a tre quello delle suore insegnanti.<br />

Nel 1974 si chiude la scuola elementare per mancanza di suore insegnanti.<br />

Poi in c<strong>it</strong>tà si aprono altre scuole materne statali con 17 sezioni più tre asili nido e la scuola<br />

materna privata ha difficoltà a sostenersi” 1<br />

<strong>AL</strong>TRE FONDAZIONI:<br />

31 dicembre 1857 SANTHIÀ (VC) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

La Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli invia, rispondendo alla richiesta<br />

dell’Amministrazione dell’Ospedale di Santhià (VC) ben “sette Suore a Santhià (VC) per la<br />

direzione dell’Ospedale a cui è annesso l’Asilo: Suor Camilla Cavallero, Suor Augusta Marone,<br />

Suor Orsola Abba, Suor Doriana Martinas, Suor Savina Gallo, Suor Rosmilla Brosio e Suor Maria<br />

Vincenza Fornara. Vi rimarranno fino al 1870”. 2<br />

Nel 1858 si aprono ben cinque comun<strong>it</strong>à: Varallo (VC) Ospedale, Novara Ospedale<br />

Mil<strong>it</strong>are, Lanzo (TO) scuole comunali, Vercelli Ospedale Mil<strong>it</strong>are, Asti Ospedale<br />

Mil<strong>it</strong>are Seminario<br />

28 gennaio 1858 – VAR<strong>AL</strong>LO SESIA (VC) – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E<br />

Motivi iniziali dell’Opera:“Nel 1563 Don Maio di Varallo, Rettore dell’omonimo Santuario,<br />

rattristato e commosso per lo spettacolo offerto da ammalati, soprattutto pellegrini recatisi al<br />

Sacro Monte per implorare delle grazie ,come possiamo immaginare e forse ridotti a giacere sulla<br />

strada, adibì la sua stessa ab<strong>it</strong>azione al ricovero di questi poveri infermi. Questa l’umile origine del<br />

"Venerabile spedale "SS. Trin<strong>it</strong>à” in Varallo, una delle più antiche ist<strong>it</strong>uzioni ospedaliere<br />

piemontesi.<br />

Da allora molto tempo è trascorso, il senso del civismo della popolazione varallese e la<br />

capace alacr<strong>it</strong>à delle Amministrazioni sussegu<strong>it</strong>esi, ha fatto sì che questo Ente soppravvivesse alle<br />

alterne viciss<strong>it</strong>udini dei tempi e che diventasse, come si trova oggigiorno efficiente ed attrezzato<br />

ospedale di 30 categoria.<br />

Si rileva che nel consiglio di Amministrazione dell' ospedale siede di dir<strong>it</strong>to il<br />

1<br />

ACPV – BREVE STORIA DELLE COMUNITÀ DELLA PROVINCIA di TORINO – ARMADIO - BORGARO TO –<br />

RIPIANO N. 4 , CHIVASSO (TO)<br />

2<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – SANTHIÀ (VC) 1° CASSETTO della CASSETTIERA


192<br />

rappresentante dell'antichissima confratern<strong>it</strong>a di S. Giacomo che nel XVI secolo si strinse attorno a<br />

Don Maio per gettare le basi del Primo Ente Ospedaliero valse siano. L'Ospedale dispone di circa<br />

200 posti letto con due divisioni: Medicina e Chirurgia, in più la spedal<strong>it</strong>à di Neurologia-<br />

Matern<strong>it</strong>à- Pediatria- e Poliambulatori.<br />

Le Suore di Car<strong>it</strong>à vi furono chiamate il 28 dicembre 1858 in numero di tre. …<br />

Nell'arco di quasi cent'anni le suore di S. Giovanna Antida si prodigarono a favore dei<br />

malati ricoverati in questo Ente sia direttamente che indirettamente, attraverso la loro umile<br />

opera di car<strong>it</strong>à, dando il meglio di se stesse: la giovinezza, le loro doti di mente e di cuore per<br />

alleviare le sofferenze degli infermi e per prepararli all'incontro con Dio. …<br />

… In questi ultimi trent'anni i varallesi ricordano con tanta simpatia e venerazione Sr.<br />

Filomena e Suor Maria Loreta Fornara 1<br />

Sr. Filomena impegnò la sua v<strong>it</strong>a veramente nel servizio dei fratelli sofferenti, la impegnò<br />

con serietà come vuole il Vangelo, vivendo in mezzo agli ammala e condividendo le loro sofferenze,<br />

preoccupazioni e speranze. Aveva un contegno riservato, all'apparenza duro, ma con un cuore<br />

d'oro.<br />

Il malato trovava in Sr. Filomena una madre che sapeva aprire il cuore alla speranza.<br />

Trasformava la corsia in una famiglia;dove i malati non dovevano sentirsi umiliati o forestieri.<br />

S'immedesimava delle sofferenze del malato e lo si capiva dall'atteggiamento del volto. Entrava in<br />

Cappella per raccomandare al Signore la v<strong>it</strong>a in pericolo di qualche suo malato. Mai si preoccupò<br />

di se stessa, questa sua dedizione umana, cristiana, totale risvegliava nel paziente non solo la<br />

fiducia nella v<strong>it</strong>a ma pure il desidero di avvicinarsi al Signore. Alcuni anziani che r<strong>it</strong>ornano in<br />

ospedale la ricordano ancora con tanta venerazione ed affetto come un'autentica Suora della<br />

Car<strong>it</strong>à.<br />

Sr. Maria Loreta ha lasciato un grande ricordo di sé: v<strong>it</strong>a interiore non comune, anima di<br />

preghiera, bastava vederla in Chiesa per essere certi della sua unione costante con Dio.<br />

Sempre generosa con tutti, si prestava volentieri a sost<strong>it</strong>uire le consorelle che avevano<br />

bisogno, non tenendo conto della sua precaria salute che l'ha portata, a soli 47 anni alla tomba.<br />

Il suo ricordo rimane in benedizione e ad im<strong>it</strong>azione alle consorelle che hanno avuto la<br />

fortuna di conoscerla ed apprezzarla. Essa ha inciso profondamente sull'anime del personale.<br />

Tutti apprezzarono le sue virtù non comuni. Quelli che la conobbero la considerarono una santa.<br />

Per i malati è stata una vera mamma nel vero senso della parola. Non lasciava incompiuta la<br />

prestazione al malato ma si faceva premura per accontentare ogni suo più piccolo desiderio con<br />

una scrupolos<strong>it</strong>à sorprendente.<br />

Nel malato vedeva Dio lo si capiva sub<strong>it</strong>o dall'atteggiamento del suo volto e non dava segni<br />

di stanchezza anche di fronte ad un malato capriccioso o maleducato. Trattava tutti con tanta<br />

amabil<strong>it</strong>à e amore e tutti si sentivano dei privilegiati.<br />

I malati, il personale ed i medici vedevano in lei una autentica Suora di Car<strong>it</strong>à e il suo<br />

ricordo è più che mai vivo fra coloro che la conobbero e che beneficiarono delle sue premure” 2.<br />

Nel 1982 la comun<strong>it</strong>à dell’Ospedale si unisce a quella dell’Ist<strong>it</strong>uto scolastico“S. Vincenzo” della<br />

stessa c<strong>it</strong>tà ma tre suore continuano il loro servizio fino al 1996.<br />

1 Pierina Fornara nata a Robbio Lomellina il 28 giungo 1927 mancata a Crescentino “S. Famiglia” il 16<br />

ottobre 1973 – entrata a Vercelli Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a “nel 1944 – è a Varallo nel 1966.<br />

2 ACPV – COMUNITÀ SOPPRESSE – V6 - VAR<strong>AL</strong>LO SESIA (VC) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SS. TRINITÀ” dattiloscr<strong>it</strong>to


193<br />

1858 ASTI - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE E SEMINARIO<br />

“Con sei suore: Suor Marta Rinvignat, Suor Ifigenia Galliepano, Suor Begnigna Bobbio, Suor<br />

Ermenegilda Arrigo, Suor Agostina Restagno, la cui Superiora è Suor Beatrice Sereno che vi<br />

rimane fino alla chiusura nel 1870” 1 si apre il servizio delle Suore della Car<strong>it</strong>à all’Ospedale<br />

Mil<strong>it</strong>are e al Seminario Vescovile di Asti.<br />

1° aprile 1858 NOVARA – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE<br />

In data 1° aprile cinque Suore di Car<strong>it</strong>à erano chiamate a prestare servizio all’Ospedale<br />

Mil<strong>it</strong>are con ruoli ben precisi: la loro Superiora era Suor Metilde Segagni. La suddetta comun<strong>it</strong>à fu<br />

però chiusa in data 31 ottobre 1867. A una ventina di anni di distanza una nuova richiesta<br />

reintroduceva le medesime, nello stesso Ospedale, con gli stessi comp<strong>it</strong>i come dimostra la seguente<br />

Convenzione.<br />

Nella Convenzione privata passata tra il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale<br />

Mil<strong>it</strong>are di Novara e la Reverenda Superiora Provinciale delle Suore di Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo de<br />

Paoli di Vercelli datata 12 agosto 1885 infatti si precisa che:<br />

“Allo scopo di meglio stabilire il regolare ed esatto andamento del servizio nell’Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

di Novara, il Consiglio di Amministrazione del medesimo è venuto nella determinazione di valersi<br />

dell’opera delle Suore di Car<strong>it</strong>à di S. Vincenzo di Paola (sic), il numero delle suore richieste è di<br />

sette e saranno assegnate ai seguenti uffizi: una al magazzeno, una alla guardaroba, una alla<br />

cucina, una alla dispensa, una per la guardia notturna e due nei riparti … Le Suore non<br />

dipendendo che dagli ufficiali preposti al ramo di servizio cui attendono, dal Medico di Guardia,<br />

dal Cap<strong>it</strong>ano d’ispezione, dall’Assistente Maggiore in primo e dal Direttore, a questi solo<br />

presenteranno le loro osservazioni e i loro reclami. I detti Ufficiali potranno, ciascuno per la parte<br />

che concerne, segnalare con modi urbani a dette Suore gli inconvenienti che si osservassero nel<br />

ramo di servizio loro affidato; ma non potranno mai né redarguirle, né passare ad altro atto<br />

autor<strong>it</strong>ario, dovendo al caso riferirne al Direttore il quale, sent<strong>it</strong>o il parere del Consiglio di<br />

amministrazione e di propria iniziativa prenderà quei provvedimenti che giudicherà del caso … La<br />

Reverenda Suora Provinciale di Vercelli si rende mallevadrice dell’operato delle Suore<br />

rispondendo in proprio delle deficienze che si avessero a verificare del materiale e denaro ad esse<br />

affidato.<br />

Quale corrispettivo dei predetti servigi l’Amministrazione dell’Ospedale Mil<strong>it</strong>are pagherà a<br />

ciascuna Suora £.39 mensili posticipate.<br />

L’Amministrazione del civico Ospedale non avendo potuto cedere a quella mil<strong>it</strong>are locali<br />

per l’alloggio delle Suore, si obbliga di permettere la convivenza con quelle che prestano a<br />

assistenza agli ammalati civili. …<br />

… Per ciò che riguarda l’osservanza delle regole religiose le Suore saranno pienamente libere<br />

di osservarne le prescrizioni, esse però sono tenute a dare saggio della massima prudenza e<br />

tolleranza, rispettando la libertà di coscienza degli infermi, lasciando a tutti pregare secondo il<br />

proprio culto, ed ai cattolici di ricevere i Sacramenti, senza che mai sia recato disturbo agli<br />

ammalati con preghiere clamorose o canti nelle infermerie.<br />

La Superiora Provinciale<br />

Suor Adele Gianetti<br />

Per il Consiglio di Amministrazione il Presidente<br />

L. Cantelli 2<br />

In data 31 luglio 1976 a segu<strong>it</strong>o della comunicazione del r<strong>it</strong>iro delle Suore dall’Ospedale il Tenente<br />

1<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – ASTI Ospedale Mil<strong>it</strong>are e Seminario - 1° CASSETTO della<br />

CASSETTIERA<br />

2<br />

ACPV – COMUNITA SOPPRESSE – N, 1 - NOVARA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE Convenzione


194<br />

Colonnello Medico Signor Guastadisegni Gaetano così si esprimeva:<br />

“ Reverenda Madre,<br />

anche a nome del Signor Generale Medico Romano di Giuseppe Direttore di<br />

San<strong>it</strong>à della R.M. N. O. le esprimo il mio ringraziamento per l’opera altamente qualificata svolta<br />

dalle Reverende Suore che con la guida della reverenda Madre Superiora mi sono state molto<br />

vicine ed hanno collaborato per la buona conduzione dell’Ospedale.<br />

Grazie ancora ed accetti il mio più vivo e cordiale saluto.<br />

Tenente Colonnello Medico Signor Guastadisegni Gaetano<br />

Novara Ospedale Mil<strong>it</strong>are 31.07.1976<br />

5 novembre 1858 1 LANZO (TO) SCUOLE COMUN<strong>AL</strong>I<br />

Il 5 novembre Suor Melania Mantelli invia tre Suore a Lanzo per le scuole Comunali la cui<br />

Superiora “Suor Albertina Forzani e successivamente Suor Edvige Bussi” 2 hanno il comp<strong>it</strong>o di<br />

educare ed istruire i bambini alle scuole Comunali fino alla fine dell’anno scolastico 1863/<strong>1864</strong>.<br />

30 dicembre 1858 VERCELLI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE<br />

Il 30 dicembre 1858 all’Ospedale Mil<strong>it</strong>are di Vercelli “prendono servizio quattro Suore: Suor<br />

Paolina Cena, Suor Giovanna Ierchi, Suor Marina Mazzi, con la Superiora Suor V<strong>it</strong>toria Crey e vi<br />

rimangono solo fino al 1867”, 3<br />

Nel 1861 le Suore della Car<strong>it</strong>à in numero di cinque di cui la Superiora è Suor<br />

Emanuela Delù arrivano a Milano Sifilicomio il 1° gennaio. 4 In quest’opera delicata<br />

e difficile le suore rimarranno fino al 1870. Viene pure aperta la comun<strong>it</strong>à di<br />

Villafalletto (CN) Ospedale e Scuola.<br />

1° gennaio 1861 MILANO SIFILICOMIO<br />

La Superiora Provinciale Suor Melania Mantelli invia “cinque Suore della Car<strong>it</strong>à: Suor Vincenza<br />

Bertet, Suor Mariana Mussi, Suor Costantina Benzi, Suor Cesarina Salini e la Superiora Suor<br />

Emanuela Delù, a Milano Sifilicomio il 1° gennaio 1861”. 5<br />

“Le aveva chiamate dalla Casa Provinciale in Vercelli, il Presidente del «Sifìlicomio»,<br />

esponente della Massoneria Milanese, che vantava idee uman<strong>it</strong>arie. Le Suore dovevano sost<strong>it</strong>uire le<br />

Infermiere laiche. Ma, in quella Casa, molto simile e non meno famigerata della Bellevaux di<br />

Besançon, le povere degenti avevano preparato alle Suore un’accoglienza ostile. Si erano riemp<strong>it</strong>e<br />

le tasche di pietre per passare, al segno convenuto, ad un’energica sassaiola. La grazia del Signore<br />

toccò, invece, il cuore delle ribelli, al primo apparire delle piccole Suore che, sul volto e<br />

nella parola, esprimevano l'incanto della bontà. Le pietre ad una ad una caddero dalle mani<br />

frementi e, da quel giorno, le osp<strong>it</strong>i del Sifilicomio, attraverso le loro Suore, incominciarono a<br />

conoscere l’infin<strong>it</strong>a car<strong>it</strong>à del Padre Celeste e si riconciliarono con la v<strong>it</strong>a.<br />

Le umili figlie di Giovanna Antida furono talmente apprezzate che, fra le tante suore che si<br />

1 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – LANZO (TO) 1° CASSETTO della CASSETTIERA<br />

2 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – LANZO (TO) 1° CASSETTO della CASSETTIERA<br />

3 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – MILANO Sifilicomio 1° CASSETTO della CASSETTIERA<br />

4 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – MILANO Sifilicomio 1° CASSETTO della CASSETTIERA<br />

5 ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – MILANO Sifilicomio 1° CASSETTO della CASSETTIERA


195<br />

trovavano allora in Milano, furono scelte Suor Costantina con una consorella a ricomporre in<br />

nuovi paramenti i sacri Corpi dei S. Ambrogio, Gervaso e Protasio che, nel 1872 si dovevano<br />

riporre nella nuova urna, posta nella cripta, sotto l’Altar Maggiore della Basilica Ambrosiana. Nel<br />

1888 il Sifilicomio veniva aggregato agli Ist<strong>it</strong>uti Ospedalieri di Milano e le nostre suore furono<br />

sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e da quelle della Cap<strong>it</strong>anio”. 1<br />

.<br />

1° maggio 1861 - VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E e SCUOLA<br />

Il 2 agosto dell'anno 1860 nella Sala dell'Ospedale di Villafalletto, il Consiglio di<br />

Amministrazione presieduto dal Conte Francesco Falletti proponeva l'introduzione<br />

delle Suore di Car<strong>it</strong>à nell'Ospedale ed esordiva dicendo:<br />

"Signori, vi è noto come l'egregio Sacerdote Pietro Sperino di sempre grata ricordanza,<br />

che per il lasso di più lustri quest’Amministrazione ebbe l'onore di annoverare tra i più zelanti<br />

suoi membri e più specialmente distintissimo per car<strong>it</strong>à verso i poveri e per generos<strong>it</strong>à di sua<br />

beneficenza e per le largizioni fatte a questo Ospedale, con suo testamento, mosso da quello<br />

spir<strong>it</strong>o di car<strong>it</strong>à e cristiana filantropia che lo distingueva, abbia ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o una Scuola per le<br />

Figlie, specialmente povere di questo paese dotandola di alcuni Stabili e censi.<br />

Nel novembre del 1857 l'Amministrazione dell’Opera Pia Sperino ed il Municipio, nel<br />

lodevole intento di non fare una duplicazione di Scuola, convenivano per la fusione delle due<br />

Scuole in una sola femminile affidandone l'esercizio alla benemer<strong>it</strong>a Signora Giuseppa Valdo. Le<br />

esigenze di questa non consentendole più di continuare nel car<strong>it</strong>atevole ufficio, essa rassegnava le<br />

sue dimissioni ..... " 2<br />

Gli Enti incaricati pensarono allora di proporre all'Amministrazione dell'Ospedale che<br />

qualora avesse deciso di introdurre nell'Ospedale le Suore di Car<strong>it</strong>à (Soeurs Grises) per il<br />

servizio degli Infermi, esso si doveva pure assumere l'obbligo della gestione della Scuola<br />

femminile, affidandone l'insegnamento alle Suore suddette; in tal caso si impegnavano a versare<br />

nella cassa dell'Ospedale tutte le rend<strong>it</strong>e del legato Sperino.<br />

Il Comune, dal canto suo, si dichiarava disposto "ad accordare all’Ospedale l'annuo<br />

sussidio di lire cinquecento oltre il concorso nella metà delle spese di primo Stabilimento sempre<br />

quando quell’Amministrazione credesse di doversi accollare l'obbligo dell'esercizio della scuola<br />

Femminile affidando l'insegnamento alle Suore di Car<strong>it</strong>à". 3<br />

Il Conte Falletti aggiunge che, essendosi recato con il Signor Sindaco a Costigliole (CN)<br />

dove da 25 anni il servizio dell'Ospedale e l'istruzione femminile sono affidati alle Suore di Car<strong>it</strong>à,<br />

ha avuto ampia conferma dell' ottimo lavoro che esse eserc<strong>it</strong>ano. Le Suore sono quattro: due sono<br />

addette al servizio dell'Ospedale, oltre ad una serva, e due all'insegnamento: vengono loro<br />

corrisposte dieci lire mensili, oltre all'alloggio e al v<strong>it</strong>to. Grandi sono state le soddisfazioni per il<br />

lodevole e car<strong>it</strong>atevole disimpegno del loro servizio in Ospedale e ottimi i risultati ottenuti in<br />

campo scolastico. Le Suore incontrano il favore del pubblico e delle Autor<strong>it</strong>à.<br />

1<br />

ACPV - LA NOSTRA STELLA ANNO IV FASCICOLO IV DICEMBRE 1958 pag. 219 … 223 –ARMADIO N.4 –<br />

RIPIANO 4.4<br />

2<br />

ARCHIVIO CASA di RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) - Verbale Consiglio di Amministrazione 2 agosto 1860 -<br />

3<br />

ARCHIVIO CASA di RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – DOCUMENTI -


196<br />

Le condizioni economiche dell'Ospedale di Villafalletto, per ora, permetterebbero di<br />

richiedere la presenza di sole tre Suore: “una, con l'aiuto di una serva, si occuperebbe del servizio<br />

interno dell'Ospedale ( i letti sono solo sei ) e due di esse si interesserebbero della Scuola …<br />

Ne guadagnerebbe la s<strong>it</strong>uazione economica: a Villafalletto il costo della giornata di un<br />

infermo supera i cento centesimi mentre a Costigliole è di soli 70,25 (il numero degli infermi<br />

potrebbe quindi aumentare).<br />

Ne guadagnerebbe il problema morale perché l'istruzione femminile è la prima sorgente<br />

della buona educazione popolare. " 1<br />

Per il locale della Scuola Femminile restano destinate le due sale al piano terreno<br />

dell'Ospedale.<br />

Viene inoltrata la domanda alla Deputazione Provinciale di Cuneo e il 27 agosto 1860 si<br />

riceve la risposta affermativa: il progetto dell'Ospedale e della Scuola possono partire.<br />

A questo punto il Consiglio di Amministrazione, nella persona del Presidente Conte<br />

Francesco Falletti, inoltra la richiesta delle tre Suore alla Superiora Provinciale di Vercelli.<br />

Il 5 aprile 1861 la Superiora Provinciale, Sr. Melania Mantelli risponde in questi termini:<br />

"Ho l'onore di significare alla S. V Ill.ma che la Superiora Generale di quest'Ordine (Madre<br />

Carolina Chambrot) mi ha scr<strong>it</strong>to che disponessi il personale che occorre per l'impianto di codesto<br />

Stabilimento. Le Suore saranno presenti sul finire del corrente mese. Io spero che ne sarà<br />

soddisfatta la S. V Ill.ma perché si tratta di buoni soggetti che sapranno corrispondere ai di Lei<br />

desideri ... " 2<br />

La lettera è accompagnata da uno scr<strong>it</strong>to del Vescovo di Vercelli Mons. D' Angennes che<br />

assicura trattarsi di "bravissime Suore" e le raccomanda alla benevola protezione di chi le riceve,<br />

Le Suore prenderanno servizio il 1° maggio 1861. Si chiamano: Sr. Anna Roncallo, Sr. Franca<br />

Vantretti, Sr. Giovannina Moroni<br />

Il 31 ottobre, dello stesso anno, il Consiglio di Amministrazione, nella persona del suo<br />

Presidente, dopo aver provveduto alla sistemazione dell'alloggio e al riordino dei locali della<br />

Scuola, si rivolge alla Superiora Generale dell'Ordine per ottenere una quarta Suora.<br />

"Ill.ma Signora, l'Amministrazione di questo pio Ist<strong>it</strong>uto considerando che due devono<br />

essere le Suore a cui deve essere affidato l'insegnamento della Scuola femminile, si trova a non<br />

avere più il personale sufficiente per il servizio interno dell'Ospedale, ha perciò stabil<strong>it</strong>o di<br />

chiamare una quarta Suora mun<strong>it</strong>a dei voluti t<strong>it</strong>oli per l'insegnamento della prima elementare, in<br />

sost<strong>it</strong>uzione della signora Sr. Lanfranca che attenderebbe esclusivamente al servizio interno,<br />

secondo le disposizioni della Superiora. Conto perciò sulla compiacenza della S. V. Ill. ma e la<br />

prego a voler provvedere alla suddetta emergenza .... ". 3<br />

Con la venuta della quarta Suora il servizio dell'Ospedale - che ha ormai otto letti e<br />

quello della Scuola, dotata di due classi: I e II elementare funziona al meglio con<br />

soddisfazione di tutto il paese che considera preziosa l'opera delle Suore nell' educazione della<br />

gioventù.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à col 1° maggio 1861 assumevano la reggenza delle nostre Scuole<br />

Femminili, dell'Asilo Infantile e la direzione e, l'assistenza dei poveri Infermi ricoverati nel<br />

1 ARCHIVIO CASA DI RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – DOCUMENTI -<br />

2 ARCHIVIO CASA DI RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – DOCUMENTI -<br />

3 ARCHIVIO CASA di RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – VERB<strong>AL</strong>E DEL 31 OTTOBRE 1861


197<br />

nostro Ospedale di Car<strong>it</strong>à e in tutti i campi hanno sempre consegu<strong>it</strong>o successi trionfali. Il servizio<br />

prestato dalle Suore maestre nelle nostre Scuole fu un 'opera provvidenziale che sotto ogni aspetto<br />

mer<strong>it</strong>a il nostro plauso e la nostra riconoscenza. "Ma con l'applicazione della Legge scolastica 4<br />

giugno 1911 n. 487 e del regio Decreto 16 luglio 1923 n. 1735 le Rev. Suore Maestre che<br />

dall'anno 1861 hanno sempre retto le nostre pubbliche scuole femminili col plauso e con la<br />

riconoscenza delle nostre famiglie, non possono più continuare l'ufficio che dalle pubbliche<br />

Amministrazioni veniva affidato alla loro Comun<strong>it</strong>à religiosa riconosciuta sotto il t<strong>it</strong>olo di Suore<br />

della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de' Paoli” . 1<br />

Se poi si vuol tener conto che dall'anno 1861 al 1911, in cui le nostre Scuole vennero<br />

avocate allo Stato, alle Suore maestre venne semplicemente corrisposto l'annuo assegno di L. 430,<br />

giustizia e riconoscenza vogliono che per il bene della nostra gioventù, si trovi il modo e si faccia<br />

quanto è possibile per conservarle nel loro ufficio di insegnanti e di educatrici valorose,<br />

nell’interesse morale ed economico del nostro paese.<br />

L'art.85 dell'ordinamento adottato con R.D. 16 luglio 1923 n. 1735 dice che le scuole<br />

elementari tenute da Ist<strong>it</strong>uzioni e corpi morali possono essere considerate a sgravio totale o<br />

parziale degli obblighi delle Amministrazioni scolastiche e dei Comuni a condizione che le<br />

medesime siano pubbliche e mantenute in conform<strong>it</strong>à delle leggi e dei regolamenti. 2<br />

Per ottenere le scuola a sgravio col relativo dir<strong>it</strong>to di nomina delle Insegnanti occorre che ci<br />

sia un corpo morale che si faccia mallevadore almeno della metà dello stipendio legale dovuto alle<br />

singole Maestre come lodevolmente ha fatto ed ottenuto l'On. Congregazione di Car<strong>it</strong>à di<br />

Costigliole (CN).<br />

E qui, l'intelligente e volenteroso Signor Prevosto Cristoforo Bosio si appella alla<br />

Congregazione di Car<strong>it</strong>à dell'Ospedale perché faccia la sua parte, arrivando ad assicurare che<br />

le Suore riverseranno ogni anno all'Ospedale la somma stanziata per l'esercizio delle Scuole. E<br />

conclude dicendo che: "Il bene pubblico deve prevalere sull'interesse privato".<br />

Il consiglio di Amministrazione dell'Ospedale raccoglie l'appello accorato del Parroco e<br />

fa pressione presso il Provved<strong>it</strong>orato agli Studi di Cuneo per ottenere la diretta gestione delle<br />

prime tre classi femminili col regime delle scuole a sgravio ma ottiene una risposta negativa: " è<br />

interesse di questa Amministrazione regionale scolastica di non perdere la diretta gestione delle<br />

scuole". (N.B. Siamo nel 1925 e il regime fascista tiene in pugno le scuole!).<br />

Le Suore lasceranno le Scuole Elementari - che diventeranno statali nel 1925 - e<br />

continueranno il loro servizio a favore dei bambini dell' Asilo - divenuto poi "Scuola Materna"<br />

fino all'anno 1997, anno in cui - per mancanza di vocazioni - lasceranno a maestre laiche ben<br />

preparate il comp<strong>it</strong>o di continuare la loro opera.<br />

L'Ospedale subirà ulteriori trasformazioni, diventerà una fiorente Casa di Riposo per gli<br />

anziani del Paese e vedrà partire le sue Suore nell'anno 1996 con la soppressione della comun<strong>it</strong>à.<br />

1° luglio 1862 - TORINO - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SAN LUIGI GONZAGA”<br />

“L’Opera Pia S. Luigi Gonzaga ebbe origine dalla Società dello stesso nome sorta in Torino, sulla<br />

fine del secolo XVIII per l’assistenza dei poveri infermi abbandonati.<br />

Prima sua sede fu l’isolato di S. Chiara, Via Giulio e Corso Valdocco, dono del Municipio di<br />

Torino, con la capac<strong>it</strong>à di 200 letti in cui venivano curati ammalati tubercolotici, cardiopatici e<br />

colp<strong>it</strong>i da malattia della pelle, ma in segu<strong>it</strong>o con il trasferimento dell’Ospedale. questi due generi di<br />

1 ARCHIVIO CASA DI RIPOSO VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – DOCUMENTI -<br />

2 R.D. 16 luglio 1923 n. 1735


198<br />

malati vennero sost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>i da tubercolotici.<br />

Le Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo vennero assunte presso l’Ospedale<br />

S. Luigi in virtù di una convenzione che porta la data del 26 maggio 1862 e la firma di Suor<br />

Melania Mantelli, Superiora Provinciale del Piemonte.<br />

Risulta dagli atti che le prime Suore inviate all’Ospedale furono in numero di otto, compresa la<br />

Superiora Suor Rosalia Perotti, che rimase all’Ospedale fino al 25 gennaio 1869.<br />

Nel 1915 fu eletta Superiora suor Eugenia Landoni che rimase in carica fino a quando, nel 1917,<br />

l’Ospedale di S. Luigi si trasferì e si unificò con l’Ospedale Suburbano (Sanatorio), largamente<br />

sovvenzionato dalla Cassa di Risparmio, il quale aveva incominciato a funzionare nel 1909.<br />

Dal 15 luglio di detto anno, vi fu addetta come Superiora Suor Rosalia Brovelli, che rimase<br />

in carica fino al marzo 1921, attraversando l’importante e difficile periodo della guerra mondiale<br />

che la lasciò quasi sola alla testa del grandioso Ist<strong>it</strong>uto che, proprio in quegli anni, veniva<br />

ingrand<strong>it</strong>o con un secondo padiglione capace di 426 letti, grazie al munifico contributo della Cassa<br />

di Risparmio del Comune di Torino e dell’Ist<strong>it</strong>uto S. Paolo.<br />

E’ da notarsi l’apertura di un terzo padiglione che venne ad aumentare la capac<strong>it</strong>à<br />

dell’Ospedale di 324 letti portando i ricoverati a 1000 circa.<br />

L’Ospedale entrò in rapporto con il Consorzio Provinciale Ant<strong>it</strong>ubercolare, che largamente<br />

lo sovvenzionava un<strong>it</strong>amente al Comune ed alla Cassa di Risparmio.<br />

Così l’Ospedale Sanatorio si può dire al completo, grazie all’assicurazione obbligatoria<br />

contro la tubercolosi che dischiuse la possibil<strong>it</strong>à dell’assistenza a gran numero di lavoratori, ai<br />

quali l’Ist<strong>it</strong>uto poté aprire le sue porte in virtù delle Convenzioni sollec<strong>it</strong>amente intervenute con la<br />

“Cassa Nazionale” per le Associazioni Sociali.<br />

Naturalmente il numero delle Suore, con l’ampliamento del Sanatorio andò gradualmente,<br />

aumentando fino a raggiungere il numero di 50 Suore addette ai vari servizi dell’Opera, tutte<br />

osp<strong>it</strong>ate in appos<strong>it</strong>o alloggio interno all’Ospedale.<br />

E’ da rilevarsi un particolare movimento di fede, sia da parte dei ricoverati, che del<br />

personale anch’esso di oltre 200 un<strong>it</strong>à.<br />

I servizi specialisti (radiologia - laringologia - oculistica - odontoiatria) furono alloggiati<br />

in speciali padiglioni che, mentre rendevano più agevole il servizio, permettevano l’assistenza e la<br />

cura di tante forme un po’ trascurate.<br />

Degna di particolare attenzione era la nuova Chiesa, a croce latina, che per profusione e<br />

magnificenza di marmi, per ricchezza di paramenti superò davvero ogni aspettativa.<br />

Essa offriva sufficiente osp<strong>it</strong>al<strong>it</strong>à alla numerosa famiglia dei ricoverati che nel Sanatorio Torinese,<br />

mentre andavano in cerca della salute minata dal fatale morbo, non potevano assolutamente<br />

dimenticare la salute dell’anima.<br />

Fu consacrata da S.E. il Cardinal Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, il 26 novembre 1936 e<br />

solennemente inaugurata il 5 gennaio 1937 alla presenza del Corpo d’Amministrazione, dei<br />

San<strong>it</strong>ari, delle numerose Suore e di tutti i ricoverati.<br />

Giustamente fu chiamata, nel discorso inaugurale, la “Gemma del Sanatorio” S. Oltre ai magnifici<br />

quadri della Via Crucis, alla pregiata statua del Santo Protettore S. Luigi, la bella chiesa fu dotata<br />

di un magnifico organo che permise di cost<strong>it</strong>uire una discreta “Schola Cantorum” fra le Suore e le<br />

Infermiere.<br />

A conforto dei degenti fu anche impiantato, senza alcuna economia, un ricco<br />

“Aud<strong>it</strong>orium Radio” con cuffie ad ogni letto, che, mentre permetteva ai malati di gustare in<br />

qualche modo la v<strong>it</strong>a exstrasanatoriale, offriva loro anche il conforto di partecipare alle varie<br />

funzioni celebrate in Chiesa.<br />

Pure la v<strong>it</strong>a morale prese in questi ultimi anni, nuovo impulso, sia con l’estendersi dell’Azione<br />

Cattolica fra ricoverate e infermiere, sia con l’Apostolato della Preghiera e con la pratica del<br />

primo Venerdì del mese attirava al Banchetto Eucaristico la quasi total<strong>it</strong>à di ricoverati e personale.<br />

L’ist<strong>it</strong>uzione della Direzione San<strong>it</strong>aria nella persona del Prof. Cav. Giglio Ferrando (fino


199<br />

al 1934 mancante) fu di grande aiuto per il miglioramento della v<strong>it</strong>a sanatoriale.<br />

La disciplina ne risentì per prima i benefici effetti, e la fama del S. Luigi ne ebbe grandi vantaggi.<br />

Anz<strong>it</strong>utto per il riordinamento dei servizi medici interni, poi per la fondazione della rivista mensile<br />

“Fronte unico ant<strong>it</strong>ubercolare” organo di clinica, igiene, profilassi, legislazione ed assistenza<br />

ant<strong>it</strong>ubercolare, diffusa ormai in tutta Italia ed anche all’estero. Tale iniziativa e moltissime altre<br />

gli mer<strong>it</strong>arono grandi elogi dalle migliori Autor<strong>it</strong>à civili e san<strong>it</strong>arie che vollero onorare l’Ist<strong>it</strong>uto<br />

con la loro presenza.<br />

In tutte le opere e iniziative emergeva chiara la collaborazione costante delle Suore<br />

addette ai vari servizi interni, ormai quasi tutte mun<strong>it</strong>e del diploma di Stato.<br />

Una delle prove più dolorose che doveva colpire il Sanatorio in piena efficienza fu<br />

l’immane guerra del 1940/45.<br />

Essendo l’Ospedale nei pressi della “Fiat”, fu bersaglio di tutte le operazioni di guerra<br />

ed esposto a numerosi bombardamenti.<br />

Catastrofico fu il bombardamento a tappeto del 21 novembre 1942, che lo colpì in pieno.<br />

Chi può descrivere le ansie di quella spaventosa notte? Cinque ore in rifugio, sotto il grandinare<br />

delle bombe, agghiacciati dallo spavento perché si udiva il crollo dei fabbricati. Le Suore si<br />

aggiravano premurose tra gli ammalati più gravi. Tutti si rivolgevano a loro come ad ancore di<br />

salvezza.<br />

Quando all’alba si uscì dal rifugio si provò un dolore immenso: tutto era ridotto a un<br />

cumulo di macerie! Miracolosamente però si constatò che non vi erano state v<strong>it</strong>time.<br />

Venne celebrata una S. Messa in ringraziamento e gli ammalati furono trattenuti in<br />

giardino perché i reparti erano distrutti.<br />

Non essendo più possibile vivere in Sanatorio, gli ammalati che ne avevano la possibil<strong>it</strong>à,<br />

furono rinviati a casa; un centinaio di essi, meno gravi, furono inser<strong>it</strong>i a Villa Genero, assist<strong>it</strong>i da<br />

sei Suore; e gli altri, non trovando alcun Ospedale che li accettava, erano tenuti in rifugio, assist<strong>it</strong>i,<br />

serv<strong>it</strong>i e incoraggiati dalle Suore, finché si poté trovare per loro una nuova sistemazione.<br />

Quando tutti gli ammalati furono sistemati altrove, rimasero solo sei Suore, per custodire<br />

il materiale ricevuto in consegna, le altre fecero r<strong>it</strong>orno alla Casa Provinciale, dove ricevettero una<br />

destinazione provvisoria in altri stabilimenti.<br />

Si continuò così fino al 25 aprile 1945, giorno della liberazione.<br />

Sei mesi dopo al Sanatorio, rimesso in perfetto ordine, r<strong>it</strong>ornarono gli ammalati che si<br />

abbracciarono con viva commozione, dopo un così lungo e pericoloso periodo di sofferenze. E,<br />

quando le Suore, allontanate provvisoriamente, r<strong>it</strong>ornarono a prendere il loro posto accanto agli<br />

ammalati. fu gioia di famiglia, fu un sentirsi un<strong>it</strong>i in Dio e per Dio.<br />

R<strong>it</strong>ornò pure in qual<strong>it</strong>à di Sorella Servente, Suor Eugenia Landoni, sempre altamente apprezzata e<br />

vi morì nel 1950, lasciando un rimpianto generale.<br />

Le vis<strong>it</strong>e da Roma per accertamenti speciali, elogiarono le Suore che avevano dato prova di<br />

grande car<strong>it</strong>à e coraggio nel periodo bellico.<br />

L’Amministrazione del Sanatorio, in ricompensa dei sacrifici da esse compiuti, il 21 giugno 1957,<br />

festa t<strong>it</strong>olare dell’Ospedale, consegnò la medaglia d’oro a sei Suore che avevano superato i 35<br />

anni di servizio e quella d’argento a 15 che avevano raggiunto i 25 anni di servizio.<br />

La benedizione di Sua Em. Rev.ma il Cardinal Fossati chiuse l’indimenticabile cerimonia.<br />

Era Superiora Suor Giovannina Capusso, che governava con m<strong>it</strong>ezza e bontà, collaborando<br />

efficacemente con l’ente per il buon andamento dell’Opera.<br />

Col volgere degli anni, i progressi scientifici richiesero una nuova impostazione dell’attiv<strong>it</strong>à<br />

san<strong>it</strong>aria e nuove strutture, così ad Orbassano, alla periferia di Torino, venne costru<strong>it</strong>o un nuovo<br />

Ospedale diviso a padiglioni, il cui utilizzo era prevalentemente per special<strong>it</strong>à pneumatologiche,<br />

solo un padiglione era adib<strong>it</strong>o per malattie tuberbocolari.<br />

L’ingresso delle Suore avvenne nella primavera del 1970, con momenti di grande fatica,<br />

specie per le Suore più anziane.


200<br />

I primari stimavano molto il loro servizio, così venivano valorizzate da tutti i punti di vista,<br />

anche se non avevano il t<strong>it</strong>olo di Caposala, come richiesto dalla legge.<br />

Nel 1973 un gruppo di Suore fece il concorso come Caposala e a Suor Elisabetta Momentè<br />

fu richiesto di dare la sua disponibil<strong>it</strong>à come Insegnante alla Scuola per Infermiere Generiche” 1<br />

La comun<strong>it</strong>à è canonicamente soppressa in data 4 aprile 1984<br />

Rimase ancora Suor Elisabetta Momentè, nella Scuola, fino al 1986, facendo capo ad una<br />

comun<strong>it</strong>à di Torino.<br />

1 dicembre 1863 – S<strong>AL</strong>ASCO (VC) – SCUOLE E ASILO<br />

“Il 1° dicembre dell’anno 1863 due Suore: Suor Assuntina Gorlino (Superiora) e Suor Teodolinda<br />

Zemo” 2 vengono inviate a Salasco, piccolo borgo non lontano da Vercelli, per rispondere alla<br />

richiesta degli ab<strong>it</strong>anti del luogo che avvertivano l’esigenza di impartire una buona educazione ed<br />

un po’ di istruzione ai loro bambini che per motivi di lavoro non potevano essere segu<strong>it</strong>i dai<br />

famigliari.<br />

Non si conosce la data precisa della chiusura della comun<strong>it</strong>à, ma si presume che non siano rimaste<br />

oltre il 1870 come è dato dai registri dell’Archivio di Casa Provinciale.<br />

<strong>1864</strong> - PONT SAINT MARTIN (AO) – SCUOLA E LABORATORIO –<br />

Quattro Suore : “ Suor Julienne Duprez ( Superiora), Suor Bernardina Perruchon, Suor<br />

Giud<strong>it</strong>ta Ferraris, suor Maria Carolina Scaroni” 3 , vengono provvidenzialmente inviate a Pont<br />

Saint Martin, nella bella cornice delle Montagne Valdostane per aprire una scuola che avrà breve<br />

durata: solo quattro anni ( <strong>1864</strong>/1868), accanto alla scuola viene aperto un laboratorio a cui possono<br />

accedere le giovani per imparare a cucire, a ricamare, a rammendare ecc.<br />

Quest’opera ha breve durata ma quanto basta per avere il tempo di accogliere una giovane di<br />

eccezione: Giulia Valle che, r<strong>it</strong>ornata dal Collegio di Besançon, può andare a sfogare le sue pene<br />

presso le buone Suore della Car<strong>it</strong>à che la orienteranno, una volta maturata la vocazione alla v<strong>it</strong>a<br />

religiosa, verso il Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a” di Vercelli. Concluso il noviziato Giulia, divenuta<br />

Suor Nemesia, verrà inviata all’Ist<strong>it</strong>uto di Tortona e troverà, ad aspettarla, sulla porta di casa una<br />

Superiora a lei già nota: Suor Julienne Duprez!<br />

E’ la Provvidenza che guida la storia!<br />

1<br />

ACPV – BREVE STORIA DELLE COMUNITA’ DELLA PROVINCIA di TORINO – ARMADIO - BORGARO TO –<br />

ripiano n. 4 – TORINO “S. LUIGI”<br />

2<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – S<strong>AL</strong>ASCO (VC) - 1° CASSETTO della CASSETTIERA<br />

3<br />

ACPV – VECCHI REGISTRI – RUBRICA – PONT SAIN MARTIN (AO) - 1° CASSETTO della CASSETTIERA


8<br />

7<br />

6<br />

5<br />

4<br />

3<br />

2<br />

1<br />

0<br />

201<br />

Case aperte da Suor Melania Mantelli<br />

SUPERIORA PROVINCI<strong>AL</strong>E <strong>D<strong>AL</strong></strong> 1848 1 al 1863 2 n. 39<br />

1847 1849 1850 1851 1853 1854 1855 1856 1857 1858 1859 1861 1863 <strong>1864</strong><br />

1847 Alessandria: “Regio pen<strong>it</strong>enziario”<br />

Annone (<strong>AL</strong>) – Collegio per Signorine<br />

Crescentino (VC) – Asilo e scuole<br />

1849 Oleggio (NO) Asilo e Scuole<br />

Vercelli Asilo “S. Pietro”<br />

1850 Ameno (NO) - Scuole<br />

Casale Monf. (<strong>AL</strong>) - Scuola<br />

Casale Monf. (<strong>AL</strong>) – Ricovero<br />

Casale Monf. (<strong>AL</strong>) – Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

Livorno Ferraris ( VC) Ospedale<br />

Torino – Asilo – Laboratorio “SS: Annunziata”<br />

Trino (VC) – Asilo – Laboratorio<br />

Moncalieri (TO) – Ospedale – Scuole<br />

Ameno (NO) – Scuola Comunale<br />

1851 Albenga (SV): Scuola, Ospedale, Brefotrofio, Asilo<br />

Casale Monf. (<strong>AL</strong>): Ospedale “S: Spir<strong>it</strong>o”<br />

Vercelli Asilo Filippi”<br />

1853 Ceres (TO) – Scuole<br />

Volpiano (TO) – Ospedale e Scuole<br />

Castelnuovo Bormida (<strong>AL</strong>) – Scuola e Asilo<br />

1854 Pallanza (NO) Pen<strong>it</strong>enziario<br />

Fontanetto Po (VC) – Scuola e Asilo<br />

Stroppiana (VC) – Asilo<br />

1855 Alassio (SV) – Educandato e scuole<br />

Oneglia (IM) – Ospedale – Scuola- Asilo e Pensionato<br />

ospedali<br />

scuole<br />

ospizi<br />

carceri<br />

manicomi<br />

osp. Anziani<br />

Osp. Sc.<br />

1 ACPV – ARMADIO 4.4 – ST. DELLA PROV. VC – Monastero - SUOR ROS<strong>AL</strong>IA THOURET è nominata Superiora<br />

Provinciale del Piemonte nel 1847 – non viene a Vercelli e nel 1848 è nominata SUOR MELANIA MANTELLI –<br />

2 ACPV – ARMADIO 4.4 – ST. DELLA PROV. VC - SUOR BEATRICE CINDEVANT è nominata nel <strong>1864</strong> dalla<br />

Savoia e non viene a Vercelli – Consiglio di reggenza presieduto da SUOR FELIX ROSAZ -


202<br />

Coassolo (TO) - Scuole - (si trova nelle Valli di Lanzo).<br />

1856 Alessandria Ospedale Psichiatrico<br />

Chivasso (TO) – Asilo e Scuole Elementari<br />

Mondovì (CN) - Carcere Giudiziario<br />

1857 Santhià (VC) – Ospedale e Asilo<br />

Varallo (VC) – Ospedale<br />

1858 Novara – Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

Vercelli – Ospedale Mil<strong>it</strong>are<br />

Asti – Ospedale Mil<strong>it</strong>are e Seminario<br />

Milano - Sifilocomio<br />

1861 Villafalletto (CN) – Ospedale e Scuola<br />

1862 Torino – Ospedale “S. Luigi”<br />

1863 Salasco (VC) – Scuole e Asilo<br />

<strong>1864</strong> Pont Saint Martin (AO) - Scuola


203<br />

APPENDICE


204<br />

Madre<br />

Giovanna Antida Thouret<br />

da NAPOLI<br />

segue con materna trepidazione<br />

la prima fondazione<br />

del PIEMONTE<br />

NAPOLI – REGINA COELI


205<br />

3 OTTOBRE <strong>1825</strong> - LETTERA INEDITA - ARCHIVIO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E - VERCELLI<br />

Sig. Cavaliere,<br />

circa dieci giorni fa ho ricevuto la vostra onorabilissima in data 31 agosto ultimo.<br />

Con molta soddisfazione. Vedo la buona testimonianza che avete la bontà di darmi a propos<strong>it</strong>o<br />

delle nostre Suore che possono rispondere alla vostra fiducia come a quella dei vostri rispettabili<br />

colleghi.<br />

E’ vero, Signore, che la cara Suor Basilia è davvero capace di dirigere una casa come la<br />

vostra ed è proprio per questo che l’ho scelta per accompagnarvi le nostre Suore e per dirigerle<br />

provvisoriamente; dopo tre settimane, appena il tempo per rendersi conto della s<strong>it</strong>uazione, mi<br />

scrisse che non potendo assentarsi a lungo dall’ospedale di Thonon era necessario che le mandassi<br />

da qui una o due Suore francesi per venire incontro ai bisogni urgenti che vedeva e che necessariamente<br />

ce ne voleva una per dirigere il vostro ospedale.<br />

Sub<strong>it</strong>o le risposi che per aiutarla e tranquillizzarla stavo preparandone due, ma che per<br />

mandargliele era necessario che venisse un vetturino di mia conoscenza il quale deve condurci a<br />

Napoli dalla Savoia alcune aspiranti alla nostra v<strong>it</strong>a. Questi, al suo r<strong>it</strong>orno, potrebbe<br />

accompagnare a Vercelli le due Suore che ho destinato di mandarle.<br />

Anche la nostra Suor V<strong>it</strong>toria, quella alla quale abbiamo dato parte della nostra autor<strong>it</strong>à<br />

per rappresentarci in quel paese, ci ha scr<strong>it</strong>to per supplicarci di raccomandargliene. Quindi non<br />

aspetto altro che l’arrivo del vetturino per dimostrare la mia buona volontà, sperando che questo<br />

possa esservi grad<strong>it</strong>o.<br />

Non so se la cara Suor Basile ve ne ha parlato prima di scrivere a me: per questo vorrei<br />

un’assicurazione da parte vostra o da parte sua per sapere se l’Amministrazione è favorevole.<br />

Riguardo la richiesta che mi fate di lasciarvi Suor Basile in qual<strong>it</strong>à di direttrice del vostro<br />

stabilimento, vi prego di credere che ve la lascerei di cuore se questo dipendesse solo dalla mia<br />

volontà, ma sono sicura perché me ne ha scr<strong>it</strong>to la nostra cara Suor V<strong>it</strong>toria, che gli<br />

Amministratori della c<strong>it</strong>tà di Thonon non vorranno acconsentire al suo allontanamento: amano il<br />

bene e la propagazione del nostro Ist<strong>it</strong>uto e proprio per questo hanno acconsent<strong>it</strong>o alla sua assenza<br />

momentanea: sarebbe un’ingiustizia non volerla rimandare.<br />

Quella delle due che ci proponiamo di mandarvi per sost<strong>it</strong>uire Suor Basile è una persona<br />

di età matura, dotata di qual<strong>it</strong>à e intelligenza: 1 credo che vi ripagherà della perd<strong>it</strong>a di Suor Basile<br />

e che potrete presto esserne compiaciuti, non appena sarà messa al corrente dell’andamento<br />

dell’Ospedale.<br />

Sono commossa per gli auguri che fate per la propagazione dell’Ist<strong>it</strong>uto in Piemonte.<br />

Ammiro la pietà, lo zelo e la dedizione della vostra rispettabile amministrazione per il bene degli<br />

infelici: un esempio così nobile avrà i suoi im<strong>it</strong>atori.<br />

Sì, voi siete i primi strumenti di cui Dio si è serv<strong>it</strong>o per introdurre la nostra<br />

Congregazione in Piemonte: spero che vi farà dei progressi.<br />

Non trascurerò nulla dei miei deboli poteri per corrispondere ai disegni di Dio e alla fiducia delle<br />

persone rispettabili di cui egli si serve per compiere il bene.<br />

Vogliate gradire l’omaggio della mia perfetta grat<strong>it</strong>udine e del mio profondo rispetto con<br />

il quale ho l’onore di essere, Sig. Cavaliere<br />

Vostra um.ma e obb.ma serva<br />

1 Si tratta di Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen nata a Lione nel 1788, entrata a Napoli nel 1813 viene mandata a Vercelli a<br />

37 anni – morirà nel 1840 a 52 anni.


206<br />

Suor Giovanna Antida Thouret<br />

Superiora Generale delle Suore della Car<strong>it</strong>à<br />

sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli<br />

<strong>AL</strong>L' ARCIVESCOVO di VERCELLI<br />

Firma autografa - Archivio Vescovile Vercelli<br />

Monsignore,<br />

da tanto tempo desideravo adempiere i miei doveri nei confronti di vostra<br />

Eccellenza. Approf<strong>it</strong>to quindi dell'occasione offertami dalla venuta nella vostra diocesi<br />

e proprio nella c<strong>it</strong>tà della Vostra residenza, di due delle mie figlie che vengono<br />

chiamate per eserc<strong>it</strong>are le funzioni car<strong>it</strong>atevoli alle quali il nostro santo stato ci<br />

riserva, dagli Amministratori del grande Ospedale « Sant' Andrea».<br />

Diverse delle nostre Suore venute dalla Savoia, le quali formano una sola un<strong>it</strong>à con<br />

noi, vi si trovano già. da qualche mese, con vera soddisfazione dell' Amministrazione<br />

che ce ne ha resa testimonianza soddisfacente.<br />

Una di quelle che ora mandiamo da Napoli, è destinata ad essere a capo del-lo<br />

stabilimento e a guidare le altre Suore: ha già una certa età (*) e una certa esperienza,<br />

è affermata nella sua vocazione e zelante per compiere il suo dovere. Spero che lei e<br />

tutte le altre che sono figlie virtuose, dedicate al bene degli infelici, non vi daranno mai<br />

motivi di minimo scontento.<br />

Le raccomando alla protezione e 'alla benevolenza di Vostra Eccellenza alla quale<br />

esse guardano come a loro padre e a loro Superiore speciale secondo la nostra Regola<br />

approvata dal nostro Santo Padre il Papa Pio VII di felice memoria.<br />

Esse non saranno soltanto vostre diocesane, ma ancora vostre figlie rispettose e<br />

sottomesse, che vi prego di guardare con occhio paterno.<br />

In questa speranza, imploro da Vostra Eccellenza, su di loro e su di me, una<br />

benedizione.<br />

Supplico Vostra eccellenza di gradire gli omaggi rispettosi con i quali ho l’onore di<br />

essere<br />

Napoli 14 novembre <strong>1825</strong><br />

L’um.ma e obb.ma serva<br />

Suor Giovanna Antida Thouret Superiora Generale delle Suore della<br />

Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di S. Vincenzo de Paoli


207<br />

A SUOR BRIGIDA CAYEN<br />

FIRMA AUTOGRAFA - ARCHIVIO di ROMA<br />

Dio solo!<br />

Mia carissima figlia Brigida,<br />

Napoli, 16 febbraio 1826<br />

ho ricevuto il 7 c. m. la lettera molto particolareggiata del Cav. Mella, nella quale<br />

era inclusa la vostra, e il 14 ha ricevuta quella del Marchese di Gattinara col vostro<br />

bigliettino. Prego questi due signori, in attesa della risposta che devo ad ambedue, di<br />

gradire gli omaggi del mio profondo rispetto e della mia viva riconoscenza, del mio<br />

impegno sincero a corrispondere con tutte le mie possibil<strong>it</strong>à ai loro pii desideri.<br />

Potete loro dire che mi sto occupando della scelta delle due Suore per il nuovo<br />

stabilimento, mentre attendo le istruzioni sul regolamento che si sta preparando. Ho<br />

avuto l'onore di ricevere una lettera del vostro Arcivescovo che si riferisce allo stesso<br />

soggetto.<br />

Quanto alle sorelle converse che il Sig. Marchese aveva pensato di introdurre<br />

per il bene dello stabilimento e per un senso di rispetto per le nostre Suore, ho pensato<br />

che questa scelta potrebbe avere seri inconvenienti e, poiché il nostro Ist<strong>it</strong>uto non le<br />

ammette, io non potrei prendere nessuna decisione al riguardo, senza ricorrere alla<br />

Santa Sede. Del resto mi sembra che anche il Sig. Marchese prevede inconvenienti e che<br />

lasci a me di giudicare.<br />

Penso quindi che sarebbe meglio trovare brave ragazze che non sarebbero per<br />

nulla legate alla Congregazione e che si potrebbero liberamente cambiare, se non<br />

fossero adatte.<br />

Vi ringrazio tanto, mia buona e cara figlia, per l'inv<strong>it</strong>o che mi fate di venire a<br />

vedervi e di tutto quello che avete pensato e previsto per ricevermi bene. Non è detto che<br />

non ci rivedremo più: tutto è possibile, ma questo non si può ancora stabilire.<br />

Ho tutta la mia fiducia in voi e sono perfettamente tranquilla: sapevo che avreste<br />

fatto bene e ne ho ricevuto le testimonianze. Tutte le sorelle di qui vi ricordano e vi<br />

salutano con cordial<strong>it</strong>à, specialmente le sorelle francesi e Suor Rosalia che vi ringrazia<br />

molto per le vostre attenzioni e per il vostro buon ricordo.<br />

Indirizzo:<br />

Signora Suor Brigida Cayen<br />

Suora della Car<strong>it</strong>à all'Ospedale Sant'Andrea di VERCELLI (in Piemonte).<br />

Suor Thouret


208<br />

<strong>AL</strong>L' ARCIVESCOVO di VERCELLI<br />

6 maggio 1826 Archivio di Roma<br />

Madre Thouret raccomanda le sue figlie e la nuova fondazione all'Arcivescovo<br />

di Vercelli e al Marchese di Gattinara.<br />

Monsignor Arcivescovo,<br />

________________________<br />

vengo di nuovo ad affidare alla vostra protezione le nostre due care figlie Suor<br />

Cecilia Guinard e Suor Felice de Gaetano che ci sono state chieste per adempiere la<br />

funzione di direttrice e vice direttrice nell'Ospizio delle povere ragazze di questa c<strong>it</strong>tà.<br />

Sono due buone Suore che adempiranno fedelmente gli impieghi che saranno loro<br />

affidati: hanno tutte le qual<strong>it</strong>à necessarie per farlo degnamente.<br />

Abbiamo destinato Suor Cecilia Guinard come direttrice. Spero che Monsignore avrà<br />

motivo di essere contento della loro sottomissione ed esattezza nell’adempimento dei<br />

doveri del loro stato.<br />

Termino pregando Vostra Eccellenza di gradire la mia sincera riconoscenza per la<br />

bontà che usa verso le nostre Suore che già si trovano sotto la sua giurisdizione, mentre<br />

la prego di accogliere anche queste sotto la sua benedizione benevola.<br />

<strong>AL</strong> MARCHSE di GATTINARA<br />

Signor Marchese,<br />

Di V.E.<br />

Umilissima .....<br />

approf<strong>it</strong>to dell'occasione offertami dalle nostre care Suore che vengono nel vostro<br />

Ospizio di Car<strong>it</strong>à, per rinnovarvi gli omaggi della mia sincera grat<strong>it</strong>udine e i sentimenti<br />

di venerazione e di rispetto dei quali sono penetrata nei vostri confronti, Sig. Marchese.<br />

Abbiamo destinato la nostra carissima Suor Cecilia Guinard al posto di direttrice<br />

all'Ospizio dei poveri. Sono certa che lo svolgerà degnamente poiché ha tutte le qual<strong>it</strong>à<br />

necessarie: è una dei nostri buoni soggetti. Ho motivo per sperare che la vostra<br />

Amministrazione ne sarà soddisfatta.<br />

La nostra cara Suor Brigida mi ha scr<strong>it</strong>to che forse avremo il vantaggio di vedervi a<br />

Napoli: sarebbe un onore e una grande soddisfazione- potervi conoscere personalmente.<br />

In questa speranza, vi prego di ricevere l'espressione della mia viva riconoscenza per le<br />

vostre continue attenzioni, piene di bontà, per le nostre Suore, insieme all'omaggio della<br />

mia rispettosa devozione.<br />

Signor Marchese<br />

Vostra umilissima .....<br />

Napoli, 6 maggio 1826.<br />

(Trattandosi di brutte copie sono sullo stesso foglio).


209<br />

<strong>AL</strong>TRI DOCUMENTI INEDITI<br />

Dagli ORDINATI del sant’Andrea - 1841<br />

....Avendo le Suore della car<strong>it</strong>à addette a questo ospedale sostenuto gravi spese per l’ultima<br />

malattia e sepoltura della già superiora Suor Brigida Cayen la quale erasi trasfer<strong>it</strong>a ad<br />

Alessandria sperando nel cambiamento di aria, la Congregazione, sebbene creda di non essere in<br />

alcun modo tenuta alle spese delle Suore quando le medesime si trasportano fuori di<br />

quest’ospedale, cionondimeno per un particolare contrassegno di riconoscenza ai servizi resi a<br />

quest’ospedale dove fu superiora Suor Brigida Cayen, manda a pagarsi per detto t<strong>it</strong>olo lire<br />

trecentosessanta......<br />

NECROLOGIA SUOR CAYEN BRIGIDA<br />

Nativa di Lione (Francia) -Defunta in Santa Maria del Castello in Alessandria il 22 luglio 1840,<br />

in età di 53 anni e 27 di vocazione.<br />

A narrare quanto la perd<strong>it</strong>a di questo nostro individuo sia stata compianta dalla nostra Comun<strong>it</strong>à,<br />

difficile cosa ella sarebbe a conseguirsi. Destinata dal Cielo a reggere per un corso di più i<br />

quattordici anni in qual<strong>it</strong>à di sorella servente e le care Suore e l’andamento del vasto ospedale di<br />

questa C<strong>it</strong>tà, chi può ridire il gran bene che vi oprò e quale felice risultato ebbero mai sempre le<br />

sue fatiche indefesse sia nel coltivare le Suore che rese altrettanti ottimi e zelanti soggetti per la<br />

Comun<strong>it</strong>à, quanto nel reprimere abusi, in dar saggi provvedimenti a buon ordine e pul<strong>it</strong>ezza della<br />

casa concernenti ed in sollievo dei poveri di Gesù Cristo ?<br />

Ma che dirò delle amabili virtù di cui era il suo bell’animo arricch<strong>it</strong>o ?<br />

Prudenza, circospezione, intrepidezza e costanza nei rovesciamenti, non furono i soli fregi<br />

che spiccarono in essa, affabile con tutti, paziente e tollerante quantunque di naturale vivissimo,<br />

nutriva un singolare amore alla bella pur<strong>it</strong>à a custodia di cui vegliava gelosamente e vigilanti pur<br />

ne voleva ognuna delle sue Suore.<br />

Ma perché tutto questo non andava disgiunto alla profonda umiltà e cognizione del suo<br />

nulla, perciò sempre di sé temendo, attenevasi colla maggior fedeltà all’osservanza delle nostre<br />

Sante Cost<strong>it</strong>uzioni di cui ne fu sino alla morte esatta osservatrice.<br />

Giunta pertanto al termine di sua carriera, fu assal<strong>it</strong>a da lunga e dolorosa malattia la quale<br />

purificò la sua virtù per lo spazio di più anni, infine giudicandosi dai medici che il cambiamento<br />

dell’aria contribuir potesse a sollevarla alquanto, fu condotta in Santa Maria del Castello in<br />

Alessandria. Ma nulla giovò: ella toccava il fine dei suoi giorni e gli umani tentativi riuscivano<br />

inutili alla sua salute. La sua corona era intieramente comp<strong>it</strong>a e nel giorno dedicato a Santa Maria<br />

Maddalena, discepola del divin Redentore, andò a ricevere l’ampia mercede che alle sue fatiche le<br />

stava preparata. 1<br />

1 OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE VERCELLI, ARCHIVIO STORICO , SUORE DELLA CARITÀ


210<br />

FONTI e ARCHIVI


FONTI ARCHIVI<br />

211<br />

NOME ARCHIVIO LEGENDA<br />

ARCHIVIO DEL VATICANO AV<br />

ARCHIVIO ISTITUTO DEL PATROCINIO di Via Ravenna – TORINO AIPR<br />

ARCHIVIO di STATO di VERCELLI , Intendenza 2°, Opere pie<br />

Idem. depos<strong>it</strong>o dell’ Archivio dell’Ospedale Sant’Andrea<br />

ASV<br />

Idem , ARCHIVIO ARBORIO di GATTINARA, fascicolo Suore della Car<strong>it</strong>à ASV-AAG<br />

ARCHIVIO STORICO DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ANDREA OMV<br />

ARCHIVIO ARCIVESCOVILE. VERCELLI - Relazione di vis<strong>it</strong>a ad limina di M0NS. GRIM.1d<br />

VII idus octobr. 1828<br />

AAV<br />

ARCHIVIO ARCIVESCOVILE, VERCELLI - Relazioni vis<strong>it</strong>a ad limina di Mons. D’Angennes<br />

(21.3.1843. 3.12.1855)<br />

AAV<br />

ARCHIVIO di STATO di TORINO. Sezione I OO. PP.. Comuni e Borgate<br />

AST<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di TORINO ASCT<br />

ARCHIVIO REGIO di TORINO ART<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di TORINO “FONDO RELIGIOSE” ADTFR<br />

ARCHIVIO PRIVATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO TORINO APOMT<br />

ARCHIVIO MONASTERO SANTA MARGHERITA - Vercelli ACPV<br />

ARCHIVIO di STATO di ASTI ASAS<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di ASTI ADAS<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di ASTI ACAS<br />

ARCHVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di TORTONA (<strong>AL</strong>) ACTO<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di TORTONA (<strong>AL</strong>) ADT<br />

ARCHIVIO PRIVATO OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>I PSICHIATRICI – COLLEGNO 1895 APOP<br />

ARCHIVIO ENTE COMUN<strong>AL</strong>E di ASSISTENZA VERCELLI AECAV<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di CUNEO ASCC<br />

ARCHIVIO COMUN<strong>AL</strong>E di VOGHERA (PV) ACVO<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ADS<br />

ARCHIVIO FONDO LOC<strong>AL</strong>E ASILO REGINA MARGHERITA S<strong>AL</strong>UZZO (CN) <strong>AL</strong>RMS<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASCS<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BA (CN) ADAC<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di SAVIGLIANO (CN) ASCS<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>BENGA (SV) ADA<br />

ARCHIVIO DIOCESANO di <strong>AL</strong>ESSANDRIA A<strong>D<strong>AL</strong></strong><br />

ARCHIVIO di STATO <strong>AL</strong>ESSANDRIA “OPERE PIE” ASAOP<br />

ARCHIVIO CASA GENER<strong>AL</strong>IZIA - SUORE DELLA CARITÀ - ROMA AGSCR<br />

ARCHIVIO COMUN<strong>AL</strong>E CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>) ACCM<br />

ARCHIVIO REGIO OSPIZIO di CARITA’ CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO AROCCM<br />

ARCHIVIO STORICO COMUN<strong>AL</strong>E di FOSSANO (CN) ASCF<br />

ARCHIVIO PRIVATO CASA di RIPOSO di VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) APCRV<br />

ARCHIVIO PARROCCHI<strong>AL</strong>E di SOLERO (<strong>AL</strong>) APS<br />

ARCHIVIO PARROCCHI<strong>AL</strong>E di COSTIGLIOLE (CN) APC<br />

ARCHIVIO COMUN<strong>AL</strong>E di CHERASCO (CN) ACC<br />

ARCHIVIO COMUN<strong>AL</strong>E di MONC<strong>AL</strong>IERI (TO) ACM


MANOSCRITTI<br />

Règles particulieres pour les Soeurs qui sont dans les Hotels - Dieu et Hop<strong>it</strong>aux (senza data)<br />

originale ASV, Archivio Arborio di Gattinara, fascicolo Suore della Car<strong>it</strong>à.<br />

212<br />

Esercizi del buon cristiano ad uso delle scuole e dei conv<strong>it</strong>ti stabil<strong>it</strong>i in Vercelli l’anno 1830<br />

diretti dalle Suore della Car<strong>it</strong>à ( senza data, a mano del Rev.do Don Luigi De Gaudenzi, ASV.)<br />

Cenni sull’Ist<strong>it</strong>uto delle Suore della Car<strong>it</strong>à sotto la protezione di San Vincenzo de Paoli. sulle<br />

condizioni da adempiersi dalle postulanti al noviziato e sul modo di erigere gli stabilimenti di<br />

pubblica e privata beneficenza (senza data, a mano del Marchese Dionigi Arborio di Gattinara<br />

presso l’ASV).<br />

o LA PROVINCIA di VERCELLI – LE ORIGINI: 1824 – 1830 - Lettere e Documenti<br />

raccolti dal Prof. GIOVANNI ROSSO di VERCELLI e ordinati da SUOR MARIA<br />

CHIARA ROGATTI - Armadio 4 -4.3 – Storia Origini provincia di Vercelli - ACPV.<br />

o SR. MARIA GRAZIA TRAVERSO “STORIA ISTITUTO” raccolta di documenti -<br />

ACPV ARMADIO n. .4 - piano 4.<br />

o FAGNOLA LORENZA - L’OPERA DI S. GIOVANNA ANTIDA IN IT<strong>AL</strong>IA - Tesi di<br />

Laurea - 1973 - ACPV. Armadio 1 – S. G. A. 1.4<br />

BIBLIOGRAFIA<br />

BUSSI – I CONVENTI SOPPRESSI di VERCELLI - L’Eusebiano 1975<br />

CANETTI - DEGLI ISTITUTI di EDUCAZIONE E ISTRUZIONE IN VERCELLI<br />

Tip. Eccl. 1877<br />

CASSETTI - STORIA E ARCHITETTURA DEGLI ANTICHI CONVENTI,<br />

MONASTERI, ABBAZIE DELLA CITTÀ di VERCELLI – 1976<br />

DARDANA GIOSEFFANTONIO -<br />

CENNI SULLA FONDAZIONE , PROGRESSI E STATO PRESENTE<br />

DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE DEGLI INFERMI DELLA CITTÀ di VERCELLI<br />

1828 (Estratto dal Calendario Generale pei Regi Stati -1828)<br />

DE GAUDENZI L. - LA SUORA DELLA CARITÀ GUIDATA <strong>AL</strong>LA PERFEZIONE<br />

DEL SUO STATO DA SAN VINCENZO DE PAOLI – Vol. I.2 Unione Tipografica<br />

Vercellese - 1895 - 20 ed. 1924<br />

DE GAUDENZI L. - COMMEMORAZIONE DEL 1° CENTENARIO ENTRATA IN<br />

MONASTERO DELLE SUORE DELLA CARITÀ -Unione Tipografica Vercellese -<br />

1930


213<br />

FACCIO - VECCHIA VERCELLI - La Sesia. Vercelli, 1949<br />

GORINO - UN VENTENNIO di STORIA SPICCIOLA VERCELLESE (1823 - 1843)<br />

Tip. Parmense .1971<br />

PASTÉ R. - IL CARDIN<strong>AL</strong>E GU<strong>AL</strong>A BICCHIERI E L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E S.<br />

ANDREA di VERCELLI - Gallardi - Vercelli. 1935<br />

RIVADOSSI C. - LE ORIGINI DEI NOSTRI ASILI INFANTILI – Gallardi - Vercelli<br />

1944<br />

REGOLE PER LE SCUOLE GRATUITE STABILITE IN VERCELLI L’ANNO<br />

1930 NEL MONASTERO DELLE SUORE DELLA CARITÀ. Vercelli, Tip. Ceretti,<br />

1830<br />

LETTRES ET DOCUMENTS - Besançon ,1965 “Lettere e documenti” Roma, 1974<br />

1<br />

S. GIOVANNA ANTIDA THOURET<br />

1 STATUA IN LEGNO S<strong>AL</strong>VATA <strong>D<strong>AL</strong></strong>LA DISTRUZIONE e <strong>D<strong>AL</strong></strong>LE FIAMME, RECUPERATA IN UN CASSONETTO E<br />

RISCATTATA PRESSO UN ANTIQUARIO<br />

<strong>D<strong>AL</strong></strong>LE SUORE DELLA CARITA’ del MONASTERO “S. MARGHERITA” di VERCELLI-


214<br />

INDICE<br />

“LA NOSTRA STORIA” pag. 1<br />

Presentazione pag. 2<br />

Introduzione pag. 5<br />

Madre Giovanna Antida Thouret da Napoli si preoccupa per Vercelli pag. 7<br />

L’OPSE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E SANT’ANDREA di VERCELLI pag. 8<br />

Cinque suore di car<strong>it</strong>à da Thonon a Vercelli pag. 8<br />

L’ Ospedale “più bello della Savoia” pag. 11<br />

Un progetto di Convenzione pag. 13<br />

Arrivano le suore pag. 15<br />

Suor Brig<strong>it</strong>te Cayen: la prima Superiora del Sant’Andrea pag. 19<br />

Il plauso dei Vercellesi pag. 21<br />

Richiesta di sost<strong>it</strong>uzione delle Suore malate pag. 22<br />

La storia dell’Ospedale Sant’Andrea arriva fino al 28 luglio 2003<br />

con alterne vicende pag. 24<br />

Personaggi di particolare rilievo nell’inserimento delle S. d. C. nella storia del Sant’Andrea<br />

e del Piemonte in generale:<br />

DIONIGI di GATTINARA – BASILE PRINCE pag. 28<br />

BRIGITTE CAYEN pag. 29<br />

L’OSPIZIO DEI POVERI: Sr. Cecilia Guinard e la sua giovane compagna pag. 30<br />

Poca salute e tanto lavoro pag. 31<br />

Un benefattore insigne: MONSIGNOR GIOVANNI NEGRI pag. 33<br />

SUOR ANTOINETTE ROLLIER pag. 35<br />

LA MOVIMENTATA STORIA DELL’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DEI PAZZERELLI pag. 36<br />

La fondazione di Torino sta a cuore anche alla madre Boucon pag. 40<br />

Una nuova Superiora all’Ospizio dei Poveri pag. 41


215<br />

Le prime difficoltà pag. 41<br />

La rapida e progressiva evoluzione del Regio Manicomio di Torino pag. 43<br />

Una Suora, una Storia, una medaglia pag. 45<br />

1830: L’ANTICO MONASTERO DIVENTA NOVIZIATO pag. 45<br />

L’Ospedale Sant’Andrea accoglie le prime novizie pag. 48<br />

La nuova Provinciale di Vercelli pag. 50<br />

Le giustificate preoccupazioni del marchese di Gattinara e di M. Boucon pag.52<br />

Suor Cecilia accetta di venire ad avviare il Noviziato di Vercelli pag. 58<br />

Si incomincia a parlare di scuole gratu<strong>it</strong>e pag. 60<br />

6 marzo 1830: le Suore fanno il loro ingresso nel Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a”<br />

pag. 61<br />

Pratiche rivolte al Sovrano per ottenere sovvenzioni pag. 61<br />

1° novembre 1830: viene aperta la prima scuola gratu<strong>it</strong>a femminile pag. 65<br />

L’educandato per le fanciulle agiate pag. 66<br />

Arrivano le prime novizie pag. 67<br />

Un breve profilo di SUOR CECILE GUINARD pag. 68<br />

Le origini del Monastero “S. Margher<strong>it</strong>a”: ieri e oggi pag. 69<br />

Le Superiore Provinciali della Provincia di Piemonte pag. 71<br />

Case aperte da Suor Cécile Guinard pag. 72<br />

1831 UNA SCUOLA PER RAGAZZE POVERE AD <strong>AL</strong>ESSANDRIA pag. 74<br />

Monsignor <strong>AL</strong>ESSANDRO D’ANGENNES pag. 75<br />

L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO di TORINO E LA SUA STORIA pag. 76<br />

L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE di NOVARA: UNA FONDAZIONE DIFFICILE pag. 78<br />

28 LUGLIO 1832: L’ORFANATROFIO “S. GIUSEPPE” pag. 81<br />

OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE di <strong>AL</strong>ESSANDRIA pag. 84<br />

Le Suore negli ospedali da campo: la 1^ e 2^ guerra d’Indipendenza pag. 85<br />

6 AGOSTO 1834: L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAGGIORE di SAVIGLIANO (CN) pag. 85<br />

1835: QUATTRO NUOVE FONDAZIONI pag. 88


1835: P<strong>AL</strong>LANZA (VERBANIA) CARCERI pag. 88<br />

216<br />

COSTIGLIOLE di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) pag. 90<br />

SEGUONO <strong>AL</strong>TRE OPERE pag. 91<br />

1° gennaio 1835: ASTI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE E SCUOLE “S. CARLO pag. 93<br />

1° luglio 1835: LANZO (TO) SPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DELL’ORDINE MAURIZIANO E SCUOLA<br />

pag. 94<br />

1836: NUOVI APPELLI E NUOVE RISPOSTE pag. 95<br />

LE CARCERI di V<strong>AL</strong>ENZA (<strong>AL</strong>) pag. 95<br />

SUSA (TO) pag. 95<br />

1° MAGGIO 1838: L’ERGASTOLO di TORINO pag. 97<br />

1839: L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di BIELLA : UNA STORIA UN PO’ COMPLICATA pag. 98<br />

23 MARZO 1839: L’OSPIZIO di CARITA’ di TORINO pag. 100<br />

AI PIEDI DEL S. MONTE: L’ISTITUTO S. VINCENZO di VAR<strong>AL</strong>LO (VC) pag. 103<br />

MASSERANO ( VC) PARROCCHIE di S. CARLO e TEONESTO SCUOLA OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E pag. 105<br />

TORTONA: UN ISTITUTO, UNA SCUOLA, UN ORFANOTROFIO E … MOLTO di PIU’ pag. 107<br />

DUE SUORE CHE HANNO FATTO GRANDE L’ISTITUTO DI TORTONA pag. 113<br />

1°maggio 1840 L’OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE di ASTI pag. 116<br />

21 ottobre 1840 VOGHERA: le Scuole di Beneficenza annesse all’Ospedale pag. 119<br />

SUOR GAUDENZIA TONE’: UNA STORIA, UNA GUERRA e … una SUORA di CARITÀ 120<br />

1841 INTRA (VERBANIA) SCUOLE pag. 122<br />

ARONA (NO) Ospedale “SS. TRINITA” pag. 122<br />

BORGOMANERO (NO) Ospedale pag. 123<br />

S<strong>AL</strong>UZZO (CN) ASILO “REGINA MARGHERITA” pag. 124<br />

1842: L’ORFANOTROFIO “SS. ANNUNZIATA” di S<strong>AL</strong>UZZO (CN) pag. 126<br />

UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE NELL’ISOLA pag. 129<br />

1843: CUNEO: OSPIZIO di CARITA “DELL’ANNUNZIATA” pag. 130<br />

CHERASCO (CN): OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE E MILITARE pag. 131<br />

FOSSANO (CN) L’OSPIZIO di CARITA’ pag. 132


217<br />

OSPIZI E ORFANOTROFI A CUNEO pag. 132<br />

1844: ARENA PO’: OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E E SCUOLE pag. 134<br />

ASTI : CARCERE GIUDIZIARIO “S. ONESTO” pag. 136<br />

<strong>AL</strong>BA: CARCERE GIUDIZIARIO “S. LORENZO” pag. 138<br />

1845 : AOSTA: SPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO pag.138<br />

SOLERO (<strong>AL</strong>) : OPERA PIA “GRATTAROLA” pag.140<br />

VENARIA RE<strong>AL</strong>E (TO) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E pag.141<br />

VENARIA RE<strong>AL</strong>E (TO) SCUOLE “S. LUIGI” pag.142<br />

CUNEO: ASILO CATTOLICO “S. MARIA” pag.142<br />

VIGEVANO (PV): OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PII ISTITUTI ANNESSI pag.143<br />

FOSSANO (CN) OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE pag.146<br />

1846: V<strong>AL</strong>ENZA – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MAURIZIANO pag.146<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO (<strong>AL</strong>). CARCERI SENATORIE pag.148<br />

<strong>AL</strong>BA (CN): OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE “S. LAZZARO” pag.149<br />

TENDA (NIZZA): SCUOLE pag.150<br />

1847: CRESCENTINO (VC) ASILO INFANTILE E SCUOLA pag.151<br />

OLEGGIO UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E – RICOVERO pag.153<br />

BORGO D’ANNONE (AT): UN COLLEGIO PER SIGNORINE pag.154<br />

1848: STRADELLA (PV): UNASCUOLA OSTEGGIATA … pag.155<br />

1849: ONEGLIA (IM) PENITENZIARIO pag. 157<br />

VERCELLI e L’ASILO “S. PIETRO” pag.157<br />

OLEGGIO (NO): 450 BAMBINI E UN ASILO pag.157<br />

1850: AMENO (NO) SCUOLE COMUN<strong>AL</strong>I pag. 158<br />

MONC<strong>AL</strong>IERI (TO): SCUOLE COMUN<strong>AL</strong>I FEMMINILI E OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E pag. 159<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONF.(<strong>AL</strong>): RICOVERO di MENDICITA’ E OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E di CARITA’ 161<br />

LIVORNO FERRARIS (VC): UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E DIVENUTO INFERMERIA pag.163<br />

TRINO (VC): ASILO INFANTILE E LABORATORIO pag.163<br />

1851: <strong>AL</strong>BENGA (SV): OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E ED OPERE EDUCATIVE E ASSISTENZI<strong>AL</strong>I pag.164


218<br />

SUOR CLARICE LIVRAGA: MISTICA E CARITÀ IN MIRABILE CONNUBIO pag.167<br />

CAS<strong>AL</strong>E MONFERRATO - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E CIVILE “SANTO SPIRITO” pag.169<br />

VERCELLI e L’ASILO “FILIPPI” pag.171<br />

1852: ONEGLIA IMPERIA: UN OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E E NON SOLO … pag.172<br />

PENSIONATO, ASILO E SCUOLE ELEMENTARI PARIFICATE<br />

LA LOTTA CONTRO LA SCUOLA PRIVATA pag.174<br />

1853: VOLPIANO (TO): SCUOLE, ASILO e LABORATORIO pag.175<br />

CERES (TO): UNA SCUOLA “PUO’ CAMBIARE USANZE E COSTUMI” pag.177<br />

CASTELNUOVO BORMIDA (<strong>AL</strong>): UN ASILO IN UN PICCOLO COMUNE pag.179<br />

1854: P<strong>AL</strong>LANZA (NO): SUORE <strong>D<strong>AL</strong></strong>LE CARCERI <strong>AL</strong> PENITENZIARIO pag.179<br />

FONTANETTO PO (VC): CINQUE SUORE E UN ASILO pag.180<br />

STROPPIANA UN ASILO E LE SUE DIFFICOLTÀ pag.181<br />

IMPERIA ONEGLIA: CASA di RIPOSO pag.182<br />

1855: <strong>AL</strong>ASSIO: EDUCANDATO E SCUOLE IN ESPANSIONE pag.183<br />

COASSOLO (TO) SCUOLA pag. 186<br />

1856: <strong>AL</strong>ESSANDRIA – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E PSICHIATRICO pag.187<br />

MONDOVI (CN) – CARCERE GIUDIZIARIO pag.188<br />

CHIVASSO (TO) – UN ASILO E UNA SCUOLA pag.188<br />

1857 SANTHIÀ (VC) - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E E ASILO pag.191<br />

1858 VAR<strong>AL</strong>LO SESIA (VC) – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “SS. TRINITÀ” pag.191<br />

ASTI OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E E SEMINARIO pag. 193<br />

NOVARA – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE pag.193<br />

VERCELLI – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E MILITARE pag.194<br />

1861 MILANO – SIFILOCOMIO pag.194<br />

VILLAF<strong>AL</strong>LETTO (CN) – OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E e SCUOLE pag.195<br />

1862 TORINO - OSPE<strong>D<strong>AL</strong></strong>E “S. LUIGI” pag.197<br />

1863 S<strong>AL</strong>ASCO (VC) – SCUOLE e ASILO pag.200<br />

<strong>1864</strong> PONT SAINT MARTIN (AO) – SCUOLA e LABORATORIO pag.200


CASE APERTE DA SUOR MELANIA MANTELLI pag.201<br />

APPENDICE pag.203<br />

MADRE GIOVANNA ANTIDA DA NAPOLI … pag.204<br />

LETTERA <strong>AL</strong> CAV<strong>AL</strong>IER ARBORIO MELLA 3 ottobre <strong>1825</strong> pag.205<br />

<strong>AL</strong>L’ARCIVESCOVO di VERCELLI 14 novembre <strong>1825</strong> pag.206<br />

A SUOR BRIGIDA CAYEN 16 febbraio 1826 pag.207<br />

<strong>AL</strong>L’ARCIVESCOVO di VERCELLI 6 maggio 1826 pag.208<br />

<strong>AL</strong> MARCHESE di GATTINARA 6 maggio 1826 pag.208<br />

<strong>AL</strong>TRI DOCUMENTI INEDITI pag.209<br />

NECROLOGIA di SUOR BRIGITTE CAYEN pag.209<br />

FONTI ARCHIVI pag.210<br />

MANOSCRITTI pag. 212<br />

BIBLIOGRAFIA pag. 212<br />

INDICE pag. 214<br />

219


BASILICA SANT’ANDREA - VERCELLI<br />

220<br />

SUORE DELLA CARITA’ di S. GIOVANNA ANTIDA<br />

PROVINCIA IT<strong>AL</strong>IA NORD<br />

MONASTERO “S. MARGHERITA”<br />

VERCELLI<br />

VIA A. CAGNA, 19

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