Eco giugno 2012 - Parrocchia di Nove

parrocchiadinove.it

Eco giugno 2012 - Parrocchia di Nove

SOMMARIO

La Riconciliazione pag. 3

Il Si di Luigi pag. 5

Esperienze di Vita pag. 9

Azione Cattolica pag. 12

Chiesetta di Lourdes pag. 14

Giovanissimi a Cesuna pag. 16

Matrimoni e battesimi 2011 pag. 18

Programma SS. Pietro e Paolo pag. 19

Programma estivo ragazzi pag. 20

Pellegrinaggio parrocchiale pag. 22

Defunti 2011 pag. 23

Cresima 2011 pag. 24

Prima Comunione 2011 pag. 26

Prima Comunione 2012 pag. 27

Ricordo di P.Polo pag. 28

In-boschiamoci pag. 30

P. Vialetto ci scrive pag. 32

Caritas pag. 34

“l’Incredulità di S. Tommaso” pag. 36

Eco” libri pag. 38

“Na’ storia vera” pag. 39


Riflessione sul Sacramento della Riconciliazione Don Stefano

Potrebbero essere tanti gli

argomenti su cui riflettere,

gli spunti da offrire in questa

pagina iniziale del nuovo

numero de L'Eco de le No-

ve... la verifica del cammino

formativo per adulti propo-

sto in parrocchia a partire

dal capitolo 25 di Matteo:

L'avete fatto a me – Pratiche

di vita buona alla scuola del vangelo, una ri-

flessione sull'anno della fede che verrà indetto

da Papa Benedetto nel prossimo ottobre op-

pure un approfondimento sul Concilio Vatica-

no II visto che quest'anno si celebra il 50° an-

niversario dal suo inizio ufficiale, era l'11 otto-

bre 1962. E perchè no una riflessione sul sa-

cramento della Riconciliazione, dopo qualche

tentativo non abbiamo ancora trovato la col-

locazione più adatta per celebrarlo con regola-

rità. Fra una messa e l'altra della domenica

diventa difficile per l'esigenza di organizzare le

celebrazioni, il venerdì prima della messa della

sera non vi si accosta quasi nessuno se non i

pochi soliti. Lo si esclude durante la celebra-

zione delle messe perchè questo è previsto.

Non è ammessa e tanto meno opportuna la

celebrazione sovrapposta di due sacramenti.

Da qualche parte si fa ma non è certo una

buona prassi. Verrebbe altresì vanificato il va-

lore penitenziale che esprime la stessa cele-

brazione eucaristica. Allora... mi fermo su

questa questione anche se prima di tornare a

riflettere sul momento più opportuno per ce-

lebrarlo nel corso della settimana potremmo

sostare per coglierne il valore, smarrito da

tanti, forse anche da quanti continuano a ce-

lebrarlo. Resta ahimè una

prassi devozionale per un

buon numero fra quelli che vi

si accostano. Ma il Sacramen-

to della Penitenza, come ogni

altro sacramento, non è una

pratica devozionale, non lo si

celebra per abitudine, tanto

meno per un dovere morale o

perchè una legge me lo impo-

ne. Il sacramento della Riconciliazione ha a

che fare con la vita, non è semplicemente un

rito. Quando lo celebro vi porto la vita perchè

su di essa sia di nuovo pronunciata la parola

del perdono. Non è neppure semplicemente

la preparazione a qualche grande festa: la

Pasqua, il Natale, i Morti, il Perdon d'Assisi.

Tappe che rischiano di essere percepite quasi

come obbligate, ma la vita ci offre anche altre

scadenze, la vita domanda il coraggio della ri-

conciliazione anche nel vivo dell'ordinario

quotidiano non solo nella straordinarietà della

festa. Confessarsi... perchè? Per essere messi

nella condizione di ripartire, per essere rimessi

in piedi quando non ce la fai da solo, per acco-

gliere la forza che non hai per ricucire gli

strappi relazionali, per ritessere rapporti feriti,

per riconsegnare vigore ai propri giorni, so-

stanza a ciò che ormai sembra logoro, sfilac-

ciato, scaduto. Mi rimane precisamente den-

tro una frase che ho raccolto non ricordo più

dove: un saggio interrogato su cosa sia la vita

cristiana rispondeva: è cadere e rialzarsi, cade-

re e rialzarsi, cadere e... rialzarsi, infinite volte

in forza dell'amore che nel perdono riconse-

gna energia ai tuoi passi. Allora confessarsi

non è l'elenco sterile delle solite parole, non è

Eco de le Nove pag. 3 ecodelenove@gmail.com


Riflessione sul sacramento della Riconciliazione Don Stefano

neppure presentare i propri sensi di colpa,

tanto meno confessare i peccati di qualcun

altro, cosa che non avviene così raramente.

Sembra che la parola misericordia tra gli altri

significati ne abbia uno di particolarmente cu-

rioso. Probabilmente in antico veniva usato

per indicare la lama dell'aratro. Pensate un

po'! Cosa può c'entrare? Ho pensato che l'ara-

tro con le sue lame acuminate fende la terra,

la spacca, la divide, la ferisce. È l'immagine

con cui potremmo parlare della vita, della no-

stra. Ebbene, in questa terra ferita trova spa-

zio un nuovo seme, non puoi gettarlo in una

terra piatta, non attecchirebbe. Ecco, quel

seme è principio di nuova speranza e la mise-

ricordia è quella forza che ci raggiunge nel li-

mite per consegnarci nuova speranza e poter

così ricominciare a credere in un futuro che

fiorisce ancora. Perchè non ricominciare a

confessarsi pensando che il perdono sia ciò

che permette alla vita di attecchire di nuovo e

di riproporsi in bellezza? Ho pensato anche al

fatto che potremmo cercare perdono, riconci-

liazione non necessariamente e solo in Dio.

Potremmo risanare le nostre relazioni met-

tendoci sulle tracce di coloro che abbiamo fe-

rito o da cui siamo stati feriti. Perchè chiamare

in ballo Dio? Non dev'essere certo una scor-

ciatoia, una strada facile per evitare il confron-

to con gli occhi di un fratello. In ogni caso cer-

co nel sacramento la forza che non ho, riac-

cendo una speranza affievolita, un vigore

smarrito. La canna piegata il Signore non la

spezza, il lucignolo dalla fiamma smorta il Si-

gnore non lo spegne. Mi confesso, senza per

questo abdicare al tentativo di incontrare in

verità l'altro, perchè sono sicuro che almeno

Dio ha per me una parola certa di consolazio-

ne e di speranza. Il perdono non è qualcosa

che si merita, Dio ne è l'elargitore gratuito.

Non me lo fa patire, non me lo fa sudare. Me

lo offre e basta, senza condizioni. E se poi il

perdono che accolgo mi cambia davvero la vi-

ta, mi rifà fratello, ecco, a questo punto ho

reso vero il perdono di Dio altrimenti sono

come quel tale del vangelo a cui è stato con-

donato tanto ma non ha trovato la forza per

condonare al fratello un misero debito, niente

rispetto a ciò che doveva restituire lui. Mi

fermo qui... le parole sono già tante. A che

conclusione arrivare? Spero ad una maggiore

consapevolezza rispetto al senso vero di que-

sto sacramento che con i ragazzi che prepa-

riamo alla prima confessione chiamiamo festa

del perdono. Se poi si tratta anche di trovare,

come dicevo iniziando, una più opportuna col-

locazione per celebrarlo, resto in attesa di

qualche vostro suggerimento... potrebbe esse-

re il tardo pomeriggio del sabato? Sappiatemi

dire. Ma aggiungo anche questo... cerchi il

dottore quando il tuo corpo ne ha bisogno, se

si tratta di un'urgenza c'è il pronto soccorso, i

preti restano sempre disponibili per celebrare

la riconciliazione, basta chiedere, basta cercar-

li. Se invece puoi aspettare l'orario in cui il

dottore lo trovi in ambulatorio ti organizzi, ti

prendi il tempo che può servire, accetti di a-

spettare se c'è una coda, ti prepari, sei tu che

racconti al medico i sintomi perchè hai ascol-

tato il tuo corpo. Forse dobbiamo metterci in

ascolto anche del cuore e convincerci che gua-

rire l'anima non è meno importante che assi-

curare la salute al proprio corpo.

don Stefano

Eco de le Nove pag. 4 ecodelenove@gmail.com


Diaconato: maturare un cuore allargato che sa accogliere gli altri

Passo dopo passo, tra scatti, inciampi, salti di

gioia e piedi ben piantati per terra è arrivato il

nostro momento di dire un sì speciale.

Un sì che sigilla tanti altri importanti piccoli sì

quotidiani. Molte domande, molte provoca-

zioni: c'è un senso di vertigine che accompa-

gna questo progetto d'amore messo in cantie-

re qualche anno fa. "L'opera completa" si ve-

drà alla fine e il testo del progetto non è im-

mediato da comprendere, ci vuole pazienza,

dedizione e buone indicazioni da chi è più a-

vanti. Sono importanti le fondamenta di

quest'opera ma più importante è che i lavori

siano sostenuti dal Massimo Esperto in pro-

getti d'amore.

Preghiamo e camminiamo incontro ai fratelli

chiedendo la grazia di rimanere fedeli al Suo

disegno e non perder tempo a faticare per co-

struire altre torri d'orgoglio. Varie volte ci vie-

ne chiesto di spiegare cos'è il diaconato e ogni

volta sorgono parole nuove per dipingere

questo modo di vivere il battesimo. Prima di

tutto è un ministero: significa scegliere libe-

ramente di servire e abbracciare la vita di altri

fratelli, fare posto fra i nostri bisogni e matu-

rare un cuore allargato, che sa farsi accoglien-

te. Fin dai primi tempi la Chiesa è preoccupata

di fare proprie le gioie e le speranze. le tristez-

ze e le angosce degli uomini d'oggi. dei poveri

soprattutto e di tutti coloro che soffrono

(Gaudium et Spes n° 1). Anche noi ci impe-

gniamo a fare nostra questa preoccupazione

in modo più dedicato, consapevoli che non

Eco de le Nove pag. 5 ecodelenove@gmail.com


Diaconato: maturare un cuore allargato che sa accogliere gli altri

riusciremo mai a dare la risposta definitiva at-

tesa dal grido degli ultimi, però ci impegniamo

per il bene possibile.

Una vita intera non basterà per finire di impa-

rare. Più ci si immerge nel ministero e più ci si

rende conto che le nostre sole forze umane

sono fragili e vanitose. Il Signore compirà il

miracolo di seminare gesti di bontà nei solchi

delle nostre vite, gesti dei quali la fonte è l'Eu-

caristia alla quale siamo chiamati a servire e

ad alimentarci di Pane e Parola per poi ritor-

narvi riconoscenti. In questi anni abbiamo ri-

cevuto una formazione fatta di vita comunita-

ria, preghiera e studio. Attraverso i momenti

semplici di vita quotidiana. Ripercorrendo l'e-

redità lasciata da chi ha vissuto da cristiano

prima di noi e celebrando il tempo

nel Signore abbiamo ricevuto molto. Ormai si

avvicina il tempo di restituire qualcosa del

molto ricevuto. La storia di ognuno di noi è un

tessuto fatto di incontri, volti, attese, ferite,

speranze. ma soprattutto di persone care che

ci hanno accompagnato, corretto e sostenuto.

Pertanto ringraziando il Signore per la benevo-

lenza e il sostegno con i quali ogni giorno ci

sentiamo circondati, confidiamo nella preghie-

ra e nell'accompagnamento delle nostre fami-

glie,delle comunità parrocchiali di provenienza

e di tirocinio, dei cari amici che ci hanno a

cuore fuori e dentro il seminario, perché riu-

sciamo ad avere sempre, in tutto ciò che vi-

viamo, un cuore docile alla Sua volontà.

Cari amici, aiutateci a crescere nel servizio

perché possiamo credere ciò che proclamia-

mo, insegnare ciò che abbiamo appreso nella

fede e vivere ciò che insegniamo.

Luigi e i suoi compagni di Ordinazione

Eco de le Nove pag. 6 ecodelenove@gmail.com


Diaconato: maturare un cuore allargato che sa accogliere gli altri

Proverò a scrivere di Gigi senza lasciarmi

prendere dall’emozione, senza far trasparire

quella meravigliosa sensazione che un ragazzo

come lui riesce a regalarti.

Se qualcuno, ancora adesso, mi chiedesse la

prima immediata impressione di lui, direi che

l’ho visto subito “bello”. Bellissimo.

Bello perché puro, perché semplice, perché

limpido e soprattutto perché pieno di una se-

renità che lo faceva sorridere ed essere –

appunto- semplicemente bello.

Ho conosciuto Gigi nel viaggio verso Madrid,

nell’avventura dell’estate scorsa, dove da ac-

compagnatrice di mia sorella Veronica, mi so-

no trovata completamente assorbita nel ma-

gnifico mondo della Giornata Mondiale della

Gioventù.

Il nostro capo-pullman si è presentato subito

come un compagno di viaggio eccezionale; di-

screto e sicuro di sé, composto ma

all’occorrenza un vulcano di energia, un saggio

consigliere e un vero festaiolo.

Uno di quei ragazzi che ai giorni nostri son più

unici che rari, la spalla su cui piangere, la bat-

tuta da scambiare e farci una risata, il sorriso

rubato tra una predica e l’altra.

Ho avuto la gioia, personale e condivisa, di

martedì in martedì, avendo scelto di parteci-

pare al percorso di fede per fidanzati a Nove,

di vederlo sbucare col suo zainetto rosso nella

stanza degli incontri, per un saluto veloce, un

sorriso, un incoraggiamento. Un pensiero che

lasciava me e Daniele sempre col cuore gonfio

di felicità, era bello sentirsi voluti bene così.

Ed eccolo qua, un diacono fresco fresco, che

più sicuro di lui non ce ne sono.

Eco de le Nove pag. 7 ecodelenove@gmail.com


Diaconato: maturare un cuore allargato che sa accogliere gli altri

Gli occhi, domenica, gli brillavano.

Era sì circondato, dalla sua famiglia, dalle sue

parrocchie (quella d’origine di San Tomio di

Malo e quella d’adozione di Nove), dagli amici

di una vita, e quelli incontrati lungo la strada,

dai suoi bimbi dell’ACR e quelli degli scout, i

giovani e meno giovani, tanti del 7C…

Eccolo il grande abbraccio che si meritava, ec-

co l’augurio più bello ad una persona che ha

un cuore grande e una fede immensa.

La luce e l’emozione che si respirava dai suoi

sorrisi, dai suoi abbracci, dalla confusione che

lo abitava per il turbine di sensazioni che pro-

vava, è stata la testimonianza vera, sincera,

pulita e concreta che al giorno d’oggi c’è anco-

ra chi fa della sua vita un dono per gli altri, e

non ha rimpianti e ripensamenti.

L’esempio sicuro che si può essere sempre,

testimoni sinceri della fede.

Grazie Gigi, grazie d’esistere e di essere un

Amico, un compagno di viaggio, e un bellissi-

mo esempio di SPERANZA nel futuro e di gioia

nel servire.

Con affetto, “Mamma” Alice.

“Non voi avete scelto me. Ma io

ho scelto voi e vi ho costituiti

perché andiate e portiate frutto

e il vostro frutto rimanga”

Giovanni 15,16

Eco de le Nove pag. 8 ecodelenove@gmail.com


Esperienza di volontariato, esperienza di vita di Erika Saggin

“Se hai un sogno

vai ed inseguilo”

è proprio così che è iniziata la mia esperienza

di volontariato di tre mesi nella Repubblica

Democratica del Congo. Fin da quan-

do ero piccola, immaginavo l’Africa

con i suoi paesaggi, i suoi tramonti e i

suoi bambini, poi è arrivato il mo-

mento in cui mi è capita l’occasione e

potevo scegliere che cosa fare,

..stavolta avevo deciso di partire.

Dopo circa un anno di formazione con

il Vides Internazionale, durante uno

degli incontri, mi è stata comunicata

la destinazione e ancora incredula mi restava

solamente che preparare la valigia e partire.

Nella mia valigia per una volta c’era ben poco

per me ma c’erano palloni, colori, caramelle,

piccoli giochi e molto entusiasmo, gioia e cu-

riosità di vivere in una realtà diversa dalla mia.

Sono stata ospitata nella comunità di suore

salesiane di Kasenga, un piccolo villaggio a tre

ore di strade sterrate da Lubumbashi, per chi

come me ne sapeva poco di questo paese, è la

seconda città più importante della RDC. Qui

ho visto con i miei occhi la povertà, le pessime

condizioni in cui vivono la maggior parte delle

famiglie ma al tempo stesso ho visto anche la

loro grande ricchezza. Ho visto bambini che

mangiavano sì e no una volta al giorno ma che

senza mai perdere il loro sorriso venivano nel-

la missione per stare con noi,

per giocare e partecipare alle

nostre proposte.A Kasenga non

c’è luce, non c’è acqua potabile

e non ci sono molto delle co-

modità che siamo abituati ad

usare nella nostra società. Capi-

sci che cosa sono i diritti pro-

prio quando vedi che questi , in

alcune zone del mondo, non

Eco de le Nove pag. 9 ecodelenove@gmail.com


Esperienza di volontariato, esperienza di vita di Erika Saggin

sono conosciuti e il violarli è una cosa norma-

le.

In questa mia esperienza non ero l’unica vo-

lontaria ma assieme a me c’erano anche Davi-

de e Francesca. La sensazione che abbiamo

avuto quando siamo arrivati è che già a partire

dai tre anni si vive come grandi: i bambini, in-

fatti, si occupano dei fratelli, vanno al pozzo

per prendere l’acqua e alcuni lavorano anche

al mercato per riuscire ad avere qualche fran-

co da barattare con del cibo. Li vedevo giron-

zolare per il villaggio senza nessuna paura e la

loro curiosità ha fatto in modo che abbia fatto

presto a fare la loro amicizia. I loro occhi era-

no attirati dal colore bianco della mia pelle,

inizialmente l’unica in tutto il villaggio. Erano

tantissimi, arrivavano da ogni parte ed era im-

possibile camminare senza averne una scorta

di almeno 50 che mi seguivano e scrutavano.

Ce ne erano di tutti i tipi, grandi, piccoli, sorri-

denti, tristi o spaventati, con le treccine, con

strane acconciature o con i capelli cortissimi…

ma una cosa c’era sempre: un paio di occhioni

neri, profondi e vispi allo stesso tempo che

non dimenticherò mai.

Quello che concretamente abbiamo realizzato

con le suore congolesi e con alcuni ra-

gazzi del posto è stata l’“Plaine de

jeux”, un’attività di animazione o ciò

che qui noi definiremo centro estivo,

grest o crec. Questa attività ha per-

messo ai bambini di Kasenga, che ave-

vano appena concluso il loro anno sco-

lastico, di impegnarsi in attività struttu-

rate e di non trascorrere il loro tempo

in modi meno adeguati. Oltre ai giochi, i

più amati erano quelli popolari, alle

danze, ai canti e alle marce in cui noi

rispetto a loro eravamo scarsi e scoor-

dinati ma, il vederci così impegnati ad

imitarli li faceva sorridere, abbiamo

cercato di donare loro semplici momen-

ti di conversazione e di ascolto. Ricordo

con molta gioia quando cantavano le

canzoni per noi, quando ci invitavano ad usci-

re nel campo fuori dalla missione intonandoci

qualche canzone, quando i bambini ci aspetta-

Eco de le Nove pag. 10 ecodelenove@gmail.com


Esperienza di volontariato, esperienza di vita di Erika Saggin

vano per ore nel cancello attendendo che

stessimo con loro.

Nel nostro tempo libero abbiamo, inoltre, cer-

cato di aiutare la comunità di suore nelle pic-

cole mansioni quotidiane secondo le necessità

(riparazione di banchi, sedie, mulino…). Ma il

materiale a nostra disposizione era davvero

poco, pensate che è stato impossibile trovare

un martello, dei chiodi e delle viti, così abbia-

mo lasciato spazio alla nostra creatività e al

nostro ingegno!

Le cose da raccontare, le emozioni sono dav-

vero tante, troppe, a volte difficili da trasmet-

tere… ma sicuramente nel mio cuore, nel no-

stro cuore, rimangono le suore che ci hanno

accolto e fatto trascorrere ogni giorno con il

sorriso, la generosità degli abitanti di Kasenga,

le chiacchiere fatte con i ragazzi, le passeggia-

te con i bambini e molte altre esperienze che il

cuore e gli occhi han visto ma che le parole

non sanno ancora raccontare.

Dico solo un’ultima cosa a tutti quelle che co-

me me hanno dei sogni e vogliono che si rea-

lizzino. Andate, rischiate, sognate. Io ho capito

che tutto è possibile, basta crederci!

Erika

Pasquetta ai Capitelli

foto Bordignon

Eco de le Nove pag. 11 ecodelenove@gmail.com


Azione Cattolica Presidenza Parrocchiale di A.C.

"L'appartenenza

all'Azione Cat-

tolicaItalia- nacostitui- sceu- na scelta da

parte di quanti vi

aderiscono per maturare la pro-

pria vocazione alla santità, viverla da laici,

svolgere il servizio ecclesiale che l'Associazione

propone per la crescita della comunità cristia-

na, il suo sviluppo pastorale, l'animazione e-

vangelica degli ambienti di vita e per parteci-

pare in tal modo al cammino, alle scelte pasto-

rali, alla spiritualità propria della comunità

diocesana."

(STATUTO dell'Azione Cattolica art. 15.1)

Non so quanti di noi abbiano mai preso in ma-

no lo Statuto dell’Azione Cattolica.

Uno strumento utile a comprendere

l’evoluzione di una associazione nella quale

sentire appieno lo spirito fraterno che una

comunità cristiana condivide. Per questo a

volte conviene tornare sui propri passi o, per

meglio dire, tornare a rileggersi quelle idee

forti, quelle linee guide fondanti che sono sta-

te stilate all’interno dello Statuto. E’ importan-

te ricordare quanto l’AC sia una realtà che vive

il presente, si tiene aggiornata rispetto alla

contemporaneità e si pone in dialogo con il

mondo tenendo a mente la fondamentale

scelta religiosa post-conciliare. Lo stesso sta-

tuto, quello riveduto nel 1969 all’epoca di Ba-

chelet, è stato poi aggiornato nel 2003,

all’epoca della prima presidente nazionale

donna Paola Bignardi.

Uno sguardo alle radici dell’associazione favo-

risce la presa di coscienza del nostro essere

“laici impegnati a vivere, ciascuno “a propria

misura” ed in forma comunitaria, l’esperienza

di fede, l’annuncio del Vangelo e la chiamata

alla santità. Crediamo che sia doveroso e pos-

sibile educarci reciprocamente alla responsabi-

lità, in un cammino personale e comunitario di

formazione umana e cristiana. Vogliamo esse-

re attenti, come singoli e come comunità, alla

crescita delle persone che incontriamo e che ci

sono state affidate. Ci impegniamo a vivere la

nostra vocazione laicale lavorando e collabo-

rando con i Pastori. L’Azione Cattolica fin da

principio ha scelto di rispondere alla vocazione

missionaria, mettendosi a servizio della vigna

del Signore nelle singole Chiese locali. Il nostro

servizio alla Chiesa si esprime nella scelta di

stare in maniera corresponsabile nelle diocesi

e nelle parrocchie. Vogliamo costruire percorsi

di comunione con le altre aggregazioni laicali,

in fedeltà a quanto il Concilio ha chiesto a tutti

i laici.” Sono solo belle parole? Dipende solo

da noi! Dipende dalla consapevolezza di quan-

to viviamo nel quotidiano, sapendo che pos-

siamo contare su esempi importanti di vita,

persone che, nella semplicità del vivere d’ogni

Eco de le Nove pag. 12 ecodelenove@gmail.com


Azione Cattolica Presidenza Parrocchiale di A.C.

giorno, hanno scelto di fare proprio un percor-

so comune. La comunità novese ricorda con

forza (qualcuno per averlo conosciuto diret-

tamente) la figura del venerabile Fra’ Gioac-

chino Stevan.

Ma se allarghiamo i nostri orizzonti sappiamo

già di un’altra figura di AC che a breve sarà

proclamata beata. Naturalmente si tratta del

trevigiano, poi pisano d’adozione, Giuseppe

Toniolo, economista e sociologo, fautore

dell’inserimento dei cattolici nella vita politica,

sociale e culturale nello stato italiano. Sarà il

cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo

emerito di Palermo e già assistente ecclesia-

stico generale dell'Azione Cattolica Italiana, a

presiedere la celebrazione eucaristica di beati-

ficazione di Giuseppe Toniolo, in qualità di

rappresentante di Benedetto XVI, che si svol-

gerà a Roma nella basilica papale di S. Paolo

Fuori le Mura il 29 aprile. Un evento fonda-

mentale per accrescere quelle figure di testi-

moni cui l’AC e le comunità cat-

toliche possono e potranno fare

riferimento.

L’A.C. di Nove conta attualmente

140 iscritti suddivisi nei settori

ACR, Giovanissimi, Giovani e A-

dulti. I gruppi di ACR sono divisi

per età e seguono un programma

annuale diocesano; così le tappe

per i giovanissimi. I giovani sono

impegnati come animatori (sono una ventina)

e svolgono un servizio preziosissimo nella

formazione dei più piccoli. Nel settore adulti

abbiamo due gruppi: un gruppo di “adulti più”

e un gruppo di adulti-giovani. Entrambi se-

guono un programma formativo annuale e vi-

vono l’impegno ecclesiale in diverse dimen-

sioni (catechesi, animazione liturgica, gruppo

missionario...). I momenti importanti dell’A.C.

sono la festa dell’Adesione che cade l’8 di-

cembre, la Festa della Pace, l’Acierrissimo per

i più piccoli e la partecipazione ai campi estivi

parrocchiali e diocesani.

Come già scritto ci sentiamo dei chiamati e

cerchiamo di rispondere ognuno secondo la

propria sensibilità, ma sentiamo anche un for-

te desiderio di condivisione, perciò se qualcu-

no è interessato all’esperienza proposta

dall’A.C. deve sapere che le nostre porte (e

quelle dei nostri gruppi) sono sempre aperte.

Eco de le Nove pag. 13 ecodelenove@gmail.com


La Chiesetta di Lourdes di Luciano

“Alla mia Madonna di Lourdes che per

me ha fatto tanti miracoli… Il 5 giugno

1921, data storica per la cappella (giorno

della benedizione della cappella) e data

storica anche per me, incominciò la mia

vocazione religiosa, sacerdotale e mis-

sionaria.”

Così scriveva Padre Antonio Alessi il 22 aprile

1985, durante una delle sue visite alla Chieset-

ta dedicata alla Madonna di Lourdes, sita

all’angolo tra via Pezzi e via Martini del nostro

centro.

Queste poche ma importanti righe riassumono

due dei fatti salienti della Chiesetta: la data

della sua benedizione, il 5 giugno 1921 (sul

quel poco che siamo riusciti a sapere, prima di

tale data qui esisteva solamente un capitello,

sempre dedicato alla Madonna di Lourdes);

e l’inizio della vocazione di Padre Alessi, che a

soli 15 anni proprio in questo luogo inizierà il

suo percorso di fede che porterà il suo opera-

to di sacerdote e missionario sino alla lontana

India e Birmania, e che per tale circostanza ne

rimarrà sentimentalmente legato non man-

cando di farvi visita ogni volta che tornava nel-

la sua Nove dal suo servizio missionario.

Entrando nella chiesetta ci appare davanti agli

occhi una grotta con la bellissima statua in ce-

ramica della Madonna di Lourdes e ai suoi

piedi inginocchiata Bernardette. Attorno alla

grotta spiccano gli affreschi del prof.

guerra (effettuati durante i lavori di amplia-

mento avvenuti tra il 1958 e il 1959) che ne

fanno da cornice. Lungo il muro

perimetrale della Chiesetta troviamo quat-

tordici piastre in ceramica dipinte dal com-

pianto Ottorino Pigatto.

Eco de le Nove pag. 14 ecodelenove@gmail.com


La Chiesetta di Lourdes di Luciano

Rappresentanti la Via Crucis e risalenti agli an-

ni ’80.

Col passare degli

anni numerosi sono

stati i lavori, sia di

ampliamento che

di restauro, l’ultimo

dei quali ha portato

la sistemazione del

tetto, la sostituzio-

ne delle grondaie,

la pulizia interna dei muri offuscati dal fumo

delle candele e alla tinteggiatura esterna.

L’amore degli abitanti della contrada, e non

solo, hanno mantenuto viva la Chiesetta; sia

come luogo dove ritirarsi, ogni qual volta si

senta il bisogno di pregare, sia durante i rosari

del mese di maggio, sia per una più semplice

“visita” alla Madonna magari durante una

passeggiata, o per gli incontri di preghiera

dell’Unitalsi. Un grazie a tutti quelli si sono

prestati gratui-

tamente ad ef-

fettuare i lavori

e un grazie anco-

ra va a tutti

quelli che con

un’offerta hanno

permesso di effettuare il pagamento del ma-

teriale utilizzato.

Eco de le Nove pag. 15 ecodelenove@gmail.com


Cesuna 2011…che esperienza!!! di Nicola Fietta

Dopo un’esperienza che mi colpisce, mi cam-

bia, mi forma, subito mi vengono belle parole

con cui descriverla, per tentare di comunicare

agli altri quello che ho visto, sentito, provato.

Per questo campo invernale siamo partiti con

un po’ di preoccupazione,

ché non è mai semplice

niz-zare un campo parrocchia-

le, ma una volta arrivati ogni

cosa è andata per il meglio,

come in certi sogni. Tutti han-

no aiutato a rendere speciale

queste giornate, che sono sta-

te troppo poche, ma al tempo

stesso con una concentrazione

di significati e riflessioni quasi paragonabili al

tempo di una settimana di un campo estivo,

tutto svolto però in maniera divertente e

positiva in modo da riuscire a discutere di temi

importanti senza che diventassero pesanti.

Oltre alle attività che hanno riguardato i temi

trattati nel libro “Bianca come il latte, Rossa

come il sangue” , che sono scuola, amore, a-

micizia, dolore, sono state fondamentali le

preghiere nella stupenda chiesetta, organizza-

te da Don Stefano dai due ospiti, Leonardo

Campesato, un professore di matematica e

scienze e Don Stefano da Breganze, che è ve-

nuto a raccontarci la sua esperienza con la

leucemia.

È stato fatto un lavoro straordinario da parte

di tutti gli animatori presenti: Cinzia, Don Ste-

fano, Ilaria, i due Luigi, Marco, Nicola, Valenti-

na, e anche da parte di quelli che non sono

potuti venire: Arianna, Chiara, Marco. Ognuno

ha saputo impegnarsi affinché tutto andasse

per il meglio, uno sforzo fatto con piacere,

senza alcuna fatica ma anzi con il sorriso,

Eco de le Nove pag. 16 ecodelenove@gmail.com


Cesuna 2011…che esperienza!!! di Nicola Fietta

riuscendo a trovare attività divertenti e al

tempo stesso coinvolgenti e che hanno fatto

riflettere tutti, anche noi animatori.

Un ringraziamento speciale ai cuochi, in modo

particolare a Lucia (inarrestabile anche con la

gamba fasciata), per essere stati sempre pre-

senti e aver svolto un lavoro impeccabile; ad

ogni ora della giornata erano in cucina a pre-

parare pietanze prelibate, rimarrà storica la

frase di un ragazzo, che con un grandissimo

sorriso diceva: “non avrei mai mangianto due

piatti di minestrone a casa, qui ho fatto il bis e

adesso aspetto il secondo!!”

Con un il piccolo gioco riportato qui sotto

abbiamo potuto vedere il volto di una

rappresentazione del Signore, ma io ho potuto

riconoscere il Signore nel volto di ciascuna

persona presente in quei tre fantastici giorni:

l’amore di 51 persone molto difficilmente

riesce ad essere superato da qualsiasi altra

forma di amore.

Il semi-capocampo Nicola

Fissate per circa 20 secondi uno dei quattro

puntini che si trovano al centro della figura qui

sotto.

Spostate poi gli occhi sulla parete bianca di

fronte a voi, aspettate qualche secondo

ed eventualmente sbattete le palpebre.

Eco de le Nove pag. 17 ecodelenove@gmail.com


Hanno celebrato il Sacramento del Matrimonio

Dorella Michele Checchin Anna Paola

Crestani Walter e Vasquez Santana Rosy Marisela

Alessio Luca e Fattori Desiree

Lancerin Andrea e Carollo Silvia

Scotton Walter e Fracasso Federica

Menegotto Michele e Venzo Chiara

Monegato Gianluca e Primon Alessandra

Lunardon Marco e Girardi Katia

Carlesso Marco e Serato Serenella

Sono diventati figli di Dio con il Sacramento del Battesimo

Andreazza Francesco

Baggio Riccardo

Bonato Lorenzo

Gheno Maya

Pasinato Linda

Scomazzon Gabriele

Torresan Rachele

Mottin Jacob

Vasquez Santana Rosy

Ziliotto Camilla

Bosello Rebecca

Moresco Sofia

Ave Filippo

Fiorese Giada

Dalle Nogare Angelica

Caron Gioia

Rossi Nicolò

Scalco Tommaso

Andolfato Federica

Serafin Pietro

Notarangelo Gioele

Cortese Gemma

Pivato Sofia

Sbrissa Rebecca

Ladano Emma

Ghirardello Nicola

Bozzetto Sofia

Basso Tommaso

Crestani Pietro

Faccio Luca

Ferraro Asia

Munaretto Alessandro

Perezzan Matteo

Sordi Sofia

Volpato Francesca

Facchinello Riccardo

Sonda Viola

Costa Stefano

Zanolli Sara

Calzavara Enrico

Gasparotto Alyssa

Eco de le Nove pag. 18 ecodelenove@gmail.com


Riflessione sul Sacramento della Riconciliazione Don Stefano

Eco de le Nove pag. 3 ecodelenove@gmail.com


Riflessione sul Sacramento della Riconciliazione Don Stefano

Eco de le Nove pag. 3 ecodelenove@gmail.com


Domenica 1°luglio

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE

attraverso i luoghi della fede del nostro territorio

con la collaborazione del Gruppo Podisti Novesi e la Protezione Civile di Nove

Percorsi con partenza: dalle 8.00 alle 9.00 presso il boschetto in patronato:

1) (17 km circa): Patronato, Chiesetta Roberti, Chiesetta San Giovanni Nepomuceno,

Chiesetta Santa Rosa, Chiesetta San Vito (ristoro), Chiesetta Sant'Anna,

Chiesetta Villa Macchiavello, Chiesetta Santa Romana (ristoro), Chiesetta Madonna

di Lourdes, Chiesa Arcipretale di Nove.

2) (13 km circa): Patronato, Chiesetta Roberti, Chiesetta San Vito (ristoro), Chiesetta

Sant'Anna, Chiesetta Villa Macchiavello, Chiesetta Santa Romana (ristoro),

Chiesetta Madonna di Lourdes, Chiesa Arcipretale di Nove.

3°) (8 Km circa): Patronato, Chiesetta Roberti, Chiesetta Villa Macchiavello, Chiesetta

Santa Romana (ristoro), Chiesetta Madonna di Lourdes, Chiesa Arcipretale

di Nove.

- I percorsi possono essere fatti anche in bicicletta

- La manifestazione si tiene anche in caso di pioggia

-Alla partenza ad ogni partecipante sarà fornita una scheda su cui attaccare gli

adesivi che riproducono le chiesette visitate e che verranno consegnati sul posto,

ad ogni tappa è prevista anche la recita di una preghiera che troverete in loco.

-Sarà presente in ogni chiesa anche chi offrirà notizie storiche sul luogo raggiunto.

-Le chiese resteranno aperte dalle 8.00 alle 12.00.

-Chi volesse partire in compagnia, non da solo, sappia che alle 8.15 una guida per

ciascuno dei tre percorsi accompagnerà il gruppo.

ore 12.00 Celebrazione della Messa in chiesa a Nove

ore 13.00 Pranzo comunitario presso il boschetto in Patronato

(iscrizioni entro giovedì 28 giugno, costo 10 euro, in canonica o telefonando allo

0424.590019, o scrivendo a nove@parrocchia.vicenza.it)

Gli organizzatori declinano ai partecipanti ogni responsabilità

in collaborazione con il Gruppo Podisti Novesi e la Protezione Civile di Nove


Hanno raggiunto la Casa del Padre

Defunti nov-dic 2010

Coniglio Cesare di anni 82

Compostella Fabiano di anni 54

Broglio Giovanna di anni 89

Defunti 2011

Bizzotto Matteo di anni 87

Fantinato Luigia di anni 80

De Facci Elisabetta di anni 82

Bertolin Maria di anni 80

Vigo Pietro di anni 83

Caron Maria di anni 81

Polloniato Pietro di anni 79

Crestani Irene di anni 67

Ladano Angelo di anni 88

Muraro Ferruccio di anni 73

Argentin Giuseppe di anni 59

Stocchero Luigia di anni 87

Cadore Elisa di anni 95

Reginato Bruna Teresa di anni 74

Gheno Umberto di anni 79

Volpato Bortolo Franco di anni 64

Zampieri Germana di anni 72

Gallio Elia di anni 85

Nicoli Adriana di anni 65

Pantaleoni Anna Maria di anni 70

Scuro Antonio di anni 80

Meneghetti Emilia di anni 72

Moletta Giampietro di anni 60

Corradin Caterina di anni 100

Pavanello Mario di anni 87

Spiller Caterina di anni 88

Gnoato Amelia di anni 79

Corradin Vincenzo di anni 59

Zanin Margherita di anni 91

Lago Francesco di anni 85

Bortoli Paola di anni 78

Gottellini Jones di anni 89

Bertolin Amelia di anni 89

Luisetto Ermenegildo di anni 74

Primon Teresa di anni 90

Bortolazzo Mario di anni 98

Cominato Dante di anni 71

Bolis Ottaviano di anni 77

Carraro Mario di anni 84

Bonato Agnese di anni 80

Alessi Bortolo di anni 85

Rigo Pia di anni 90

Zen Luigi di anni 56

Scodro Antonio di anni 90

Polo P.Giuseppe Maria di anni 76

Ferraro Giuseppina di anni 88

Muraro Stefano di anni 87

Contessa Maria di anni 81

Pigato Veronica di anni 98

Bonato Catterina di anni 97

Costa Pietro di anni 79

Nodari Antonio di anni 65

Eco de le Nove pag. 23 ecodelenove@gmail.com


I Ragazzi della Cresima

La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me

davanti per la prima volta nella vita mia mi

trovo a saper quello che lascio e a non saper

immaginar quello che trovo mi offrono un in-

carico di responsabilità portare questa nave

verso una rotta che nessuno sa è la mia età a

mezz'aria in questa condizione di stabilità pre-

caria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore

sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi

muovo col passo pesante in questa stanza u-

mida di un porto che non ricordo il nome il

fondo del caffè confonde il dove e il come e

per la prima volta so cos'è la nostalgia la

commozione nel mio bagaglio panni sporchi di

navigazione per ogni strappo un porto per o-

gni porto in testa una canzone è dolce stare in

mare quando son gli altri a far la direzione

senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è

da fare e cullati dall'onda notturna sognare la

mamma... il mare. Mi offrono un incarico di

re-sponsabilità mi hanno detto che una nave

c'ha bisogno di un comandante mi hanno det-

to che la paga è interessante e che il carico è

segreto ed importante il pensiero della re-

sponsabilità si è fatto grosso è come dover sal-

tare al didi un fosso che mi divide dai tempi

spensierati di un passato che è passato saltare

verso il tempo indefinito dell'essere adulto di

fronte a me la nebbia mi na-sconde la risposta

alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la

mia natura? La faccia di mio padre prende

forma sullo specchio lui giovane io vecchio le

sue parole che rimbombano dentro al mio o-

Eco de le Nove pag. 24 ecodelenove@gmail.com


I Ragazzi della Cresima

recchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio

un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ra-

gione" arriva il giorno in cui bisogna prendere

una decisione e adesso è questo giorno di

monsone col vento che non ha una direzione

guardando il cielo un senso di oppressione ma

è la mia età dove si sa come si era e non si sa

dove si va, cosa si sarà che responsabilità si

hanno nei confronti degli esseri umani che ti

vivono accanto e attraverso questo vetro vedo

il mondo come una scacchiera dove ogni mos-

sa che io faccio può cambiare la partita intera

ed ho paura di essere mangiato ed ho paura

pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri

dello zen ed il vangelo, l'astrologia che mi rac-

conta il cielo galleggio alla ricerca di un me

stesso con il quale poter dialogare ma questa

linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi of-

frono un incarico di responsabilità non so

cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto

se scegliere la fuga od affrontare questa realtà

difficile da interpretare ma bella da esplorare

provare a immaginare cosa sarò quando avrò

attraversato il mare portato questo carico im-

portante a destinazione dove sarò al riparo dal

prossimo monsone mi offrono un incarico di

responsabilità domani andrò giù al porto e gli

dirò che sono pronto a partire getterò i ba-

gagli in mare studierò le carte e aspetterò di

sapere per dove si parte quando si parte e

quando passerà il monsone dirò levate l'an-

cora diritta avanti tutta questa è la rotta

questa è la direzione questa è la decisione.

Eco de le Nove pag. 25 ecodelenove@gmail.com


Hanno ricevuto la Prima Comunione

Agostini Leonardo

Alberti Nicola

Alessi Diego Antonio

Alessi Nicola

Andriolo Irene

Baggio Elisa Rachele

Barausse Andrea

Bizzotto Camilla

Bonato Rocco

Bonazza Fabio

Bonetto Federico

Bordignon Alberto

Bugno Anna

Bugno Emma

Cadore Sara

Calderone Vittoria

Campagnolo Laura

Caregnato Camilla

I bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione

Il 22 maggio 2011

Con Don Stefano, Don Aldo, Luigi e le Catechiste

Carollo Giorgia

Carraro Nicolas

Chemello Antonio

Cobalchini Sofia

Cremona Diletta

De Antoni Luca

Del Fiacco Giacomo

Dinale Giulio

Fabris Giovanni

Fabris Maddalena

Fina Jacopo

Fontana Benedetta

Gamba Martina

Gasparotto Prudenzia

Gelonese Alessia

Katumba Jirehel Tshiaba

Melega Chiara

Michelon Federico

Mossolin Viviana

Orsato Nicolò

Passuello Ludovica

Patanè Gaia Anna

Pavanello Elisa

Pigato Alice Maria

Piotto Leonardo

Poloniato Marco

Ramay Ardjian

Rossi Jessica

Sommacale Giorgia

Spagnolo Francesca

Spisso Giovanni

Venzo Elisabetta

Vivian Sofia

Zanolli Edoardo

Zotta Sara

Eco de le Nove pag. 26 ecodelenove@gmail.com


Hanno ricevuto la prima comunione

Agostini Riccardo

Alberti Emma

Alessi Chiara

Battistella Camilla,

Bertolin Lisa

Bertoncello Nicolò

Bonato Marco

Bonotto Rachele

Caron Sofia

Cecchetto Nicole

Chiurato Ryan

Cominato Lara

Corradin Leonardo

I bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione

Il 6 maggio 2012

con Don Stefano, Luigi e le Catechiste

Costa Jessica

Crestani Gianmaria

Cuman Giulia

De Bortoli Anastasia

Destro Asia

Dinale Dennis

Gianesini Michael

Grego Giulia

Guidolin Francesca

Lancerini Josè

Marcolin Enrico

Pigatto Nicola

Pozza Andrea

Pozza Elena

Primon Giulia

Rech Giacomo

Rossi Linda

Stefani Angelica

Stragliotto Giulia

Trevisan Giorgia

Venzo Sofia

Venzo Cesare

Vettorello Giulia

Vigolo Asia

Zaminato Beatrice

Zonta Gabriele

Eco de le Nove pag. 27 ecodelenove@gmail.com


Padre Giuseppe Maria Polo di Lino M. Pacchin

Sorella morte ha fatto visita al convento dei

Servi di Maria di Pietralba lunedì 14 novem-

bre, al tramonto di un limpido giorno autunna-

le, portandosi via il frate Giuseppe Maria Polo.

Stava bene il Padre Giuseppe, nonostante i

suoi 76 anni di età. Era an-

che attento alla sua salute,

recandosi abbastanza rego-

larmente dal suo medico

curante e alle cure speciali-

stiche per difendersi da

qualche acciacco che ogni

tanto insorgeva e special-

mente dal tremore alle ma-

ni che lo aveva colpito da

quasi un anno.

Ma la sera di quel lunedì, mentre si stava re-

cando alle ore 17 nella sala della comunità per

fare con tutti i frati la LECTIO DIVINA (lettura e

approfondimento comunitario di brani della

Bibbia), è stato colpito da infarto cardiaco

talmente improvvisamente da stramazzare a

terra senza poter dire neppure una parola,

senza chiedere aiuto o esprimere il minimo

sentimento di dolore. I frati che si trovavano

intorno a lui, oltre a chiamare

te il Pronto intervento, si sono prodigati per

prestargli le cure che di solito si adottano in

questi casi di emergenza. Nel frattempo un

confratello gli ha impartito il sacramento

dell'unzione degli infermi. Son intervenuti con

grande celerità e competenza anche gli

mieri della Croce bianca di Nova Ponente e

poco dopo della Croce rossa di Bolzano con la

presenza di un medico specializzato. Ma tutto

è risultato inutile.

La morte di Padre Giuseppe ha reso attuale e

evidente il monito di Gesù:

"Vegliate e vigilate, perché

non sapete mai quando è il

momento" (Mc 13,33).

P. Giuseppe Maria Polo era

nato a Nove (VI) il 6 ottobre

1935 da una famiglia umile

e laboriosa, era il primo di

quattro fratelli. Entrò all'età

di 12 anni nell'Ordine dei

Servi, per frequentare gli studi ginnasiali a Fol-

lina, a Vicenza e poi quelli Iiceali a Firenze, do-

ve emise i voti con la professione solenne l'11

ottobre 1961. Poco prima della sua morte a-

veva celebrato il 50° anniversario di professio-

ne religiosa. Dopo aver completato gli studi

teologici istituzionali a Roma, venne ordinato

sacerdote il 30 marzo 1964.

La sua vita di frate nella Provincia veneta dopo

l'ordinazione sacerdotale lo vide spostarsi ab-

bastanza frequentemente da un convento

all'altro, tanto da aver vissuto in quasi tutti i

12 conventi della Provincia, non tanto perché

inquieto o di carattere difficile, ma al contrario

perché umile e disponibile.

Eco de le Nove pag. 28 ecodelenove@gmail.com


Padre Giuseppe Maria Polo di Lino M. Pacchin

"A conclusione della mia vita - ha lasciato

scritto - dovrò render conto al Signore di tante

cose, ma non di aver disobbedito. Anche

quando mi è costato sangue".

Molte volte è stato considerato un "tappabu-

chi" e lui lo ha fatto per obbedienza e anche a

costo di dover sacrificare tanti suoi progetti e

realizzazioni personali. La sua vita di frate e di

sacerdote ha sostanzialmente viaggiato su due

binari: il servizio pastorale anche in grosse

parrocchie da una parte e lo studio e l'inse-

gnamento dall’altra. Nel servizio pastorale è

stato amato e apprezzato soprattutto per la

semplicità e l'affettuosità dei rapporti umani,

per l'incisività delle sue prediche, per la mise-

ricordia che usava nel ministero della confes-

sione e comunque per il servizio prestato re-

stando sempre sorridente e gentile. Mai si è

udito uscire dalla sua bocca una parola scon-

veniente o umiliante, ma sempre piuttosto

parole tenere e dolci.

Nello studio e nell'insegnamento si è specializ-

zato nella dottrina dei Padri antichi della Chie-

sa: materia che ha approfondito, che ha inse-

gnato per molti anni specialmente nello Studio

teologico e poi nell'Istituto di scienze religiose

di Monte Berico e che lo ha portato a pubbli-

care al termine della sua vita un poderoso vo-

lume su "La preghiera nei Padri della Chiesa".

Quale reggente per molti anni degli studi della

Provincia veneta ha lavorato a fianco da frati

come David Maria Turoldo e Camillo De Piaz e

a scrivere sulla rivista di spiritualità Servitium.

Quale assistente provinciale delle fraternità

dell'Ordine secolare ha trasmesso ovunque

sapienza, fedeltà e comunione.

I funerali celebrati nella chiesa del santuario di

Pietralba il giorno 17 novembre, memoria dei

defunti Servi di Maria, hanno visto la parteci-

pazione commossa di molte persone, dai

semplici frequentatori del santuario ai rappre-

sentanti di varie fraternità OSSM. Ha colpito

soprattutto la presenza del Priore provinciale

Ferdinando M. Peni e di tutto il Consiglio pro-

vinciale che hanno spostato per quel giorno la

propria riunione di lavoro a questo convento,

proprio per esser presenti al rito funebre. Si-

gnificativa anche la partecipazione dei frati

della Provincia tirolese, dei suoi compagni di

ordinazione sacerdotale, di sacerdoti della di-

ocesi di Bolzano e dei suoi fratelli che sono

venuti da Nove insieme con numerosi altri

compaesani ed amici. Tutti hanno voluto di-

mostrare la gratitudine per quanto P. Giusep-

pe Maria aveva donato con il suo lavoro intel-

ligente, sapiente ed umile.

La salma, il giorno seguente,è stata trasporta-

ta a Nove suo paese natale, per esser tumula-

ta nel cimitero dove riposano anche i suoi ge-

nitori e tante altre persone a lui care.

Lino M. Pacchin

Eco de le Nove pag. 29 ecodelenove@gmail.com


In-boschiamoci di Nicola Fietta

La gang del bosco, bosco’s week, tante erano

le proposte di titoli per la settimana dei

ni, dal 31 Gennaio al 5 Febbraio, dedicata ap-

punto ai ragazzi novesi. Ma proprio il titolo

che sembrava il primo da scartare, è stato

scelto ai voti, così irriverente ma allo stesso

tempo (chi può negarlo?) attrattivo!

IN-BOSCHIAMOCI ha dato vita a una settimana

densa di contenuti, da quelli più spirituali, co-

me la conferenza del pedagogista e scrittore

Marco Tuggia, e la serata di spiritualità per

giovani e giovanissimi dal titolo: “…e si in-

camminò verso suo pa-

dre”, a quelli più spensie-

rati e divertenti, il film

“scialla” e tutte le attività

del fine settimana, i labo-

ratori per i ragazzi delle

elementari e medie sabato

pomeriggio, a cura degli

animatori del patronato, e

il Pio X Factor. In questa

fantastica serata si sono

potuti mettere in mostra gli straordinari talen-

ti canori di Giorgia Pigato e Giulia Rech, Davi-

de Spagnolo e Gianluca Gentile, i bravissimi

gruppi di Hip-Hop, Pink Ladies Crew e The Ter-

rorist Crew, e poi i registi, sceneggiatori e at-

tori improvvisati che hanno presentato un cor-

tometraggio davvero strano, ma con un con-

tenuto che sotto sotto fa riflettere. Tutti han-

no contribuito a rendere speciale questa sera-

ta, aperta e chiusa dai bravissimi Soundbreak

Avenue, che con canzoni scritte da loro hanno

fatto un ottimo contorno musicale allo spetta-

colo! Un ringraziamento speciale va ai giurati,

Valeria Ferraro, Valeria Stringa, Mirko Ballico,

Don Stefano, Marco Maria Polloniato, che gra-

zie alla loro esperienza nei vari campi artistici

hanno commentato le esibizioni. Ultimi ma

forse i più importanti, Luigi Baldrani e Laura

Pigato, le nostre due punte di diamante che

come esperti conduttori televisivi, ci hanno

portato alla scoperta di questi giovani talenti

Eco de le Nove pag. 30 ecodelenove@gmail.com


In-boschiamoci di Nicola Fietta

poco conosciuti, riuscendo a inserire anche

qualche gag.

Domenica la festa non si è fermata, con il

pranzo tanzaniano “tule pamoja!” , un mo-

mento per unire l’esperienza di sapori tipici

del luogo, ad una condivisione delle esperien-

ze dell’associazione Gocce d’amore, attiva in

Tanzania dal 2007. Si è poi proseguito con i

tornei di calcio balilla, freccete, pingpong e

carte in sala polivalente, con ricchi premi in

caramelle!!

Durante la settimana, Marcolin Mirko e Ber-

tazzo Emanuele, hanno realizzato uno

do murales in patronato, dipingendo fino a

notte fonda per concludere l’opera al secondo

piano, e una mostra riguardante la cultura

tanzaniana è stata allestita all’ingresso della

sala polivalente.

Questa settimana ha coinvolto la comunità

intera, sì perché i giovani a cui era dedicata

non sono certo rimasti a guardare, si sono

resi parte attiva mettendoci del loro, facendo

vedere che sono in grado di proporre intrat-

tenimento, spettacolo e momenti di rifles-

sione al livello dei “più grandi”. I giovani no-

vesi hanno dato prova di maturità, hanno

dimostrato che essere chiamati “giovani” non

li inserisce in una categoria in cui non sono

bambini, ma neanche adulti, non sono nella

fase .

NO, con l’impegno, la costanza, la formazio-

ne, l’aiuto di tutti, siamo

riusciti a creare una set-

timana fantastica, una

settimana che ci ha dato

più di quello che si pote-

va immaginare, una set-

timana (un’altra) che

ricorderò con piacere a

lungo nella mia vita.

Nicola Fietta

Eco de le Nove pag. 31 ecodelenove@gmail.com


Padre Vialetto ci scrive… di Pe. Franco Vialetto

Carissimi amici,

Natale 2011

oggi é Natale e voglio porgere a tutti voi i miei

più cari auguri e desidero ardentemente che la

solidarietà che Cristo ci offre incarnandosi di-

venti anche la nostra solidarietà con chi più

soffre o si sente emarginato dal nostro egoi-

smo e da una società che si dice cristiana ma

che di cristiano ha molto poco. Durante la

messa della notte ho cercato di riflettere as-

sieme ai pochi amici che stavano partecipando

alla celebrazione e uno mi ha chiesto: " Perché

Gesù é nato in una grotta, lontano dalla città e

soprattutto lontano dal tempio?" Ho lasciato

che la riflessione continuasse libera e una

donna ha continuato dicendo:" penso che Ge-

sù non volesse confondere il motivo della sua

venuta in questo mondo mischiandosi con i

sacerdoti del tempio che avevano fatto della

religione un mezzo di potere per opprimere il

popolo e vivere in una situazione privilegiata

opprimendo e sfruttando in nome di Dio il

popolo che viveva di fede ma che purtroppo

era ingannato da coloro che dovevano annun-

ciare un Dio che camminava con il suo popo-

lo." Un´altra donna ha continuato" per me il

Natale ha solo senso quando chi si dice cri-

stiano si mette al servizio della vita; Gesù è

nato in una grotta perché nessuno potesse

dire che era nato in una grotta perché nessu-

no potesse dire che era stato lui ad accoglierlo

e quindi aveva dei diritti e sono sicura che gli

unici che hanno dei diritti sono i poveri e quel-

li che vivono ai margini della società e noi co-

me chiesa stiamo tradendo il Natale se non

viviamo come Cristo e se non ci mettiamo al

servizio della vita".

Dopo queste parole ho detto: "io non ho più

niente da dirvi cerchiamo solo di mettere in

pratica quanto avete detto in questa notte

Santa. Ritornando a casa ho pensato lunga-

mente a quanto era stato detto; ho pensato

alla mia vita di sacerdote e missionario, ho

pensato alla mia esperienza come sindaco di

questa città. Ho rivisto la mia vita di questi tre

anni e vi assicuro che ho ringraziato il Signore

per questa grazia che mi dato di servire questi

fratelli. Mi sento tranquillo e sereno nono-

stante le critiche , le calunnie, le accuse che

ogni giorno ricevo; mi sento sereno perché sto

facendo il possibile per imitare Cristo e Cristo

povero e crocefisso. Ogni mattina durante la

celebrazione della Santa Messa, che è il mo-

mento più importante della mia giornata, al

momento della consacrazione " Questo é il

mio sangue dato per voi" offro a Dio la mia

vita perché possa essere semente di speranza

per tanta gente. Sto esperimentando quanto

sia difficile essere onesto quando si ha re-

sponsabilità e "potere": è molto più facile es-

sere disonesto e dividere la disonestà con tan-

te persone che essere onesto e vivere quasi

isolato ed essere criticato in continuazione so-

lo perché non si ammette ruberie e falsità.

Eco de le Nove pag. 32 ecodelenove@gmail.com


Padre Vialetto ci scrive… di Pe. Franco Vialetto

Posso assicurarvi una cosa : in questi tre anni

non mai usato un centesimo del denaro pub-

blico per me ma ho cercato in tutte le maniere

di essere solidale con chi stava soffrendo in

modo particolare con la pastorale dei bambini

e per terminare la costruzione dell´ospedale

San Daniele Comboni. Con l´aiuto dei padrini e

madrine " a distanza" continuo a dare ogni

attenzione alla pastorale dei bambini anche

perché altrimenti sarebbe necessario termina-

re questa esperienza che dato speranza a tanti

bambini e molti di loro stanno già lavorando e

si sono costruiti una nuova vita. Vorrei dire un

grazie sincero ai padrini e alle madrine che

con la loro solidarietà stanno sostenendo que-

sta iniziativa che é meravigliosa e straordinaria

e che sta dando tanti frutti: Cacoal é la città

nello stato di Rondonia che ha il minor indice

di criminalità e in un anno ci sono stati cinque

omicidi, per me, sono molti ma é la città con

uno dei migliori indici di tutto il Brasile. Il gior-

no otto di ottobre abbiamo inaugurato l'ospe-

dale San Daniele Comboni, vi manderò a parte

il bollettino illustrativo e anche se é in porto-

ghese sono sicuro che capirete lo sforzo che

stiamo facendo. Alla fine di novembre abbia-

mo avuto l´ispezione della commissione na-

zionale per la medicina nucleare ed hanno ap-

provato le nostre istallazioni senza nessuna

restrizione ed elogiandole molto. Abbiamo già

iniziato il trattamento di alcuni pazienti che

avevano bisogno di radioterapia a di chemio-

terapia. È un lavoro ancora limitato , sia per-

ché non abbiamo ancora terminato i lavori

strutturali sia perché l´accreditamento dello

stato arriverà solo a termine di tutti i lavori e

sono sicuro che con l´aiuto della Divina Prov-

videnza riusciremo a concludere i lavori in po-

chi mesi e anche per questo chiedo ancora la

vostra collaborazione che potete inviare a:

C.C. No. 16268

Ospedale San Daniele Comboni

Banca San Giorgioe ValleAgno

IBAN IT 59PO88.0760.3800.0000-0016-268

In dicembre siamo riusciti a sistemare 320 fa-

miglie che non avevano né casa né terra per

poter pensare al futuro e ieri siamo riusciti a

realizzare l`allacciamento elettrico. Sono riu-

scito anche a firmare con il governo federale

un convegno per la costruzione di altre 510

case e spero poter iniziare i lavori quanto pri-

ma. Ogni mattina vi ricordo nella santa messa

e chiedo al Signore che vi dia sempre tanta

fede, pace, serenità e salute. Vi mando i miei

più cari e sinceri auguri di un Santo Natale e

felicissimo anno nuovo augurandovi di essere

sempre testimoni dell´esempio di Gesù e pos-

siate sempre continuare a lottare per la vita in

modo particolare della vita messa a rischio da

tanto egoismo. A Tutti voi un grande abbrac-

cio e che Il Dio che voluto condividere la sua

vita con la nostra ci benedica e ci lasci inquieti

quando non corrispondiamo alle sue aspetta-

tive. Pe. Franco Vialetto

Eco de le Nove pag. 33 ecodelenove@gmail.com


Caritas Parrocchiale Presidenza Caritas

Ormai da più di un anno e mezzo la Caritas

Parrocchiale è attiva nella nostra comunità, il

gruppo iniziale di persone impegnate in que-

sto servizio si è arricchito di nuovi volontari,

ora siamo in dodici che si alternano nel servi-

zio del “Centro di Ascolto” del sabato mattina

e nella “distribuzione” dei generi alimentari

di prima necessità il giovedì pomeriggio.

Cogliamo anche l’occasione di queste pagine

per invitare altre persone ad unirsi generosa-

mente a questa realtà rivolta agli “ultimi”:

contattateci. Regolare e molto sentita dai no-

stri parrocchiani è la raccolta mensile di viveri

e fondi senza la quale ogni nostro sforzo sa-

rebbe vano. Molta attenzione alle necessità

dei nostri assistiti viene dai singoli o da fami-

glie ma anche da altri gruppi, associazioni e

scuole con raccolte straordinarie in occasioni

particolari (Avvento, Quaresima, Catechismo).

Come si sarà notato il servizio Caritas viene

esercitato nella nuova sede del rinnovato ex

Oratorio, inaugurata qualche mese fa e nella

quale si può offrire un decoroso momento di

attenzione alle persone accolte, nel rispetto

della privacy o dove, trovano spazio material-

mente i viveri raccolti per essere distribuiti.

Nel rendiconto Parrocchiale 2011, si trova in-

serito anche il bilancio Caritas, composto di

entrate derivate da offerte, donazioni ed en-

trate buona usanza di € 21.578,62 ed uscite

per € 19.736,76, dovute ad acquisto di ulterio-

ri generi alimentari, pagamenti di bollette, ca-

noni di affitto, rette scolastiche, spese medi-

che destinati a persone o famiglie in estrema

difficoltà. Nel corso delle raccolte mensili, si

ricorda, sono stati raccolti 880 kg di alimenti e

sono stati aiutati un quarantina di nuclei fami-

liari. Passando ad una analisi di questo ultimo

periodo di attività, abbiamo toccato con mano

l’aggravarsi della situazione economica anche

nel nostro territorio e se da una parte regi-

striamo la diminuzione di richieste di aiuto da

parte di stranieri extracomunitari (forse qual-

cuno ha fatto ritorno al suo paese), dall’altra

vediamo l’avvicinarsi sempre più consistente

di nostri concittadini con situazioni difficili per

perdita del lavoro non temporanea ma per-

manente. Quindi se in passato erano più fre-

quenti le richieste di prestiti, ora sono più ele-

vate le richieste per un pagamento di una rata

di affitto o di una bolletta a fondo perduto,

alle quali non sempre riusciamo a far fronte

con le nostre disponibilità. Altro fattore che ci

impegna non poco è la “qualità” delle povertà,

in alcuni casi ci troviamo di fronte a famiglie

povere che dignitosamente si fanno aiutare

cercando di darsi da fare per gestire al meglio

il poco che hanno. In altre occasioni, purtrop-

po, non basta un aiuto materiale perché viene

a mancare la consapevolezza di come gestire

in modo efficace le poche risorse disponibili,

per cui oltre ad un disagio economico trovia-

mo anche un disagio sociale. A chi non fareb-

be rabbia sentire che qualcuno possa sprecare

Eco de le Nove pag. 34 ecodelenove@gmail.com


Caritas Parrocchiale Presidenza Caritas

l’unico stipendio familiare nel gioco d’azzardo

o qualcun altro rifiuti un lavoro (di questi

tempi) per impedimenti spesso risolvibili, ep-

pure anche questa è “povertà”. Il nostro Ve-

scovo Beniamino Pizziol nel corso della visita

alla nostra parrocchia aveva proposto

un’iniziativa poi lanciata a tutta la diocesi a

Natale: i Sostegni di Vicinanza. “L’iniziativa

vuole essere un forte messaggio educativo per

stimolare la prossimità” esortava il nostro Ve-

scovo nel ribadire che “ci sono famiglie che

vivono meglio e possono pensare a quelle che

stanno peggio”. I Sostegni di Vicinanza, sono

un'opportunità di prossimità nei confronti di

famiglie e persone che si trovano in difficoltà

economica temporanea a causa della perdita

o della precarietà del lavoro, e non riescono a

far fronte ai propri impegni economici e finan-

ziari rispetto a beni e servizi di prima necessi-

tà. Possono essere, inoltre, un'opportunità'

per riscoprire valori evangelici e al tempo

stesso universali, come la sobrietà e la solida-

rietà, indispensabili per la promozione della

dignità di ogni persona umana e la costruzione

del bene comune. Potrebbe anche diventare

un bel percorso familiare capace di coinvolge-

re grandi e piccoli, di spessore educativo, por-

tatore di nuovi stili di vita, concretamente par-

tecipe alla costruzione di un mondo un po' più

giusto e fraterno. Concretamente sono rivolti

alle famiglie o gruppi che “adottano” per al-

meno sei mesi un altro nucleo familiare in dif-

ficoltà. Le famiglie o gruppi che accolgono

questa proposta destinano alla Caritas dioce-

sana una quota mensile (ad esempio 100 o

200 euro) secondo le proprie disponibilità e

volontà, normalmente vengono utilizzati per

pagare bollette o rette scolastiche. La dona-

zione è deducibile fiscalmente, si può effettu-

are inviando un bonifico bancario al conto:

Iban: IT25X0859011801000081020869,

Banca del CentroVeneto filiale centro storico

Vicenza.

A tutt’oggi le famiglie con cui è stato condiviso

il progetto diocesano di accompagnamento

attraverso il sostegno di vicinanza, che in me-

dia dura un anno , sono passate da 75 a oltre

110. Le famiglie adottate hanno figli ma ci so-

no anche persone sole con bambini al seguito

che, nella maggior parte: 4 su 5, hanno un’età

compresa fra i 30 e i 49 anni. Conclude il ve-

scovo “La carità è connaturata alla fede: per

questo occorre farsi carico della povertà, che

sta mettendo in condizioni di grave difficoltà

molte famiglie”.

Partecipa anche tu nel creare relazioni solida-

li, la tua famiglia nel donare in realtà si “gua-

dagna”! La Caritas parrocchiale é stata pre-

sente nelle nostre scuole medie e superiori in

occasione della giornata nazionale del

“Social Day 2012”.

Caritas Parrocchiale

Eco de le Nove pag. 35 ecodelenove@gmail.com


“l’incredulità di S. Tommaso” restaurato

NOVE (Vicenza) Chiesa parrocchiale

Relazione di restauro:

Dipinto olio su tela

“L'incredulità di San Tommaso”

con misura di cm. 120x80, l'o-

pera è stata realizzata nel seco-

lo XVII ed è copia dall'opera

omonima di Guercino, del

1621, di cui esistono due ver-

sioni; una ai Musei Vaticani ed

una alla National Gallery di

Londra. In realtà quest'opera,

che rispetto a quella del Guer-

cino presenta anche l'inseri-

mento di una ulteriore figura a sinistra, pro-

babilmente il committente, è copia tratta

dall'incisione a bulino di Giovanni Battista Pa-

squalini (1585-1634), ora a Castello Sforzesco

Milano, dato che vi sono delle incongruenze

tra i colori usati dal nostro artista e quelli del

Guercino, in quest'ultimo il manto di Cristo è

azzurro mentre nella nostra opera è rosso. Il

nostro dipinto misurava complessivamente

cm.130x89 ma la cornice collaborava dall'ori-

gine con il telaio per il tensionamento e quindi

sotto tutta la cornice non vi era dipintura ma

solamente gli ancoraggi della tela, per questo

ora l'opera è stata portata alla misura del di-

pinto, cm.120x80, utilizzando un telaio corret-

to e recuperando la cornice.

Stato conservativo precedente il restauro

Il dipinto si presentava in uno stato conserva-

tivo deficitario per numerosi aspetti. Il telaio

ligneo non era estensibile e la sua esigua ro-

bustezza non era assolutamente adeguata a

Il dipinto prima del restauro

consentire una corretta ed efficace tensione

della tela del dipinto. Gli innesti lignei angolari

erano talmente deteriorati che non riuscivano

più a tenere la corretta angolazione della tela

sul telaio ed anche a ciò si doveva il cattivo

stato conservativo del dipinto. La tela risultava

essere molto allentata, presentava avvalla-

menti e deformazioni della superficie, già de-

generata in alcuni, piccoli, squarci, fortunata-

mente limitati e già in passato oggetto di con-

siderazione per via della applicazione di alcu-

ne toppe il cui collante aveva irrigidito e de-

formato la tela che non era più in grado a so-

stenere la tensione utile alla buona conserva-

zione del dipinto.

Eco de le Nove pag. 36 ecodelenove@gmail.com


“l’increduluità di S. Tommaso” restaurato

Le insufficienti caratteristiche meccaniche del

supporto avevano quindi determinato anche

un rapido cedimento allo sforzo, provocando

la formazione di “fosse” e la conseguente pre-

caria stabilità del film pittorico, tanto che già

in passato si sono resi necessari interventi

conservativi.

Direttrici dell’intervento

Il presente intervento ha previsto dapprima

un accurata fase di analisi e ricognizione. Tale

fase è stata condotta con osservazione al visi-

bile, agli infrarossi ed agli ultravioletti, in ste-

reoscopio e in sezione stratigrafica. Tale fase

ha una importanza particolare in questo caso

che investe opere che non abbiano mai avuto

un vero congedo dall’atelier dell’artista. Una

importantissima fase dell’intervento è consi-

stita in una serie di operazioni che comune-

mente si definiscono di “restauro conservati-

vo” che ovviamente consiste nel diminuire i

deficit fisico-meccanici dei vari strati

dell’opera senza per altro volerli migliorare in

senso assoluto, quindi nel rispetto della loro

condizione originaria presumibile. Per questo

scopo si è agito sugli strati di preparazione e

su quelli pittorici per eliminare le cause di di-

somogeneità e di distacco per poter portare

poi la tela ad idonee condizioni fisiche mecca-

niche per consentire la corretta tensione

dell’opera. La realizzazione di un solido telaio

ligneo estensibile, è stata elemento indispen-

sabile per consentire le condizioni di una mi-

gliore condizione conservativa complessiva.

Per raggiungere le condizioni indispensabili

alla corretta conservazione dell’opera si è do-

vuto applicare una tela di rinforzo per consen-

tire un sostegno alle fibre depolimerizzate e

anche questo intervento è stato condotto nel

rispetto e nella consapevolezza dei materiali

costitutivi l’opera in ragione delle loro caratte-

ristiche igroscopiche ed idrofobiche, pertanto

si sono utilizzati materiali in grado di conser-

vare tali condizioni e soprattutto che non fos-

sero in contrasto con le caratteristiche origi-

narie. Operazioni più articolate e delicate sono

state quelle di pulitura e quelle integrative.

L'insieme delle attività di pulitura liberano la

pigmentazione originale da stratificazioni or-

mai rigide, vernici ossidate e sedimenti, in

grado di procurare collassi e distacchi alla pel-

licola pittorica, inoltre questa attività consente

il recupero dei coretti valori chiaroscurali e

cromatici dell’opera. L'integrazione pittorica, è

stata condotta con materiali reversibili, nello

specifico contesto, con metodologia applicati-

va tale daconsentire la riconoscibilità dell'in-

tervento per via del rigoroso rispetto dei limiti

delle mancanze, quindi le parti originali non

subiscono sormonto, contestualmente con-

sentono il raggiungimento della unità poten-

ziale dell’opera, questo in quanto la stessa ne

presenta tutti i requisiti non essendo scaduta

a rudero.

Eco de le Nove pag. 37 ecodelenove@gmail.com


Un libro per… di Paola Luisetto

LA SPERANZA NON E’ IN VENDITA aut. Don Luigi Ciotti ed. Giunti € 8,50

"Finché c'è vita c'è speranza". Il detto è molto antico ma vero solo per metà. Non

basta infatti essere vivi, per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi

a costruirla. Non è sufficiente indignarsi, riempire le piazze, esibire mani

pulite, un profilo morale trasparente. L'etica individuale è la base di tutto, la

premessa per non perdere la stima di sé. Ma per fermare il mercato delle "false"

speranze bisogna trasformare la denuncia dell'ingiustizia in impegno per costruire

giustizia. Questi i grandi temi che scandiscono i capitoli del libro, nei quali Don

Luigi Ciotti invita a scommettere di nuovo sulle ragioni dell'impegno.

FAI BEI SOGNI aut. Massimo Granellini ed. Longanesi € 14,90

"Fai bei sogni" è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. La

storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più

grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. "Fai

bei sogni" è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un

lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se

stessi. "Fai bei sogni" è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla.

Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre

possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.

Una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono,

raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista

dell'amore e di un'esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente

al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.

I 10 COMANDAMENTI SPIEGATI AI RAGAZZI ed. San Paolo € 5,90

I dieci comandamenti sono alla base della vita di ogni cristiano. Conoscerli, capirli

e osservarli fa entrare i ragazzi nella vita vera, piena. Questo volume non si

limita a spiegare il contenuto dei comandamenti, ma propone spunti per riflessioni

e attività . La comprensione è affidata oltre che ai commenti, a proverbi, citazioni

bibliche e alle parole di personaggi del calibro di Giovanni Paolo II,

Sant'Agostino e alle illustrazioni.

L’AVE MARIA aut. Ermes Ronchi ed. San Paolo € 14,00

Ermes Ronchi spiega ai bambini la preghiera più dolce.

L’Ave Maria è probabilmente la preghiera più amata dalle famiglie e dai bambini.

Questo albo, dalle illustrazioni delicate ed evocative, rappresenta un primo approccio

per i più piccoli – ma non solo – attraverso le parole di un grande maestro

spirituale.

LA PREGHIERA aut. Enzo Bianchi ed. San Paolo € 16,00

"Che tu abbia imparato a pregare da piccolo, seguendo l'esempio e le parole dei

tuoi genitori, o che tu abbia scoperto la preghiera trovandoti assieme ai tuoi coetanei,

viene sempre il momento in cui, crescendo e avviandoti ad avere una vita

responsabile da vivere in prima persona, ti chiedi che senso abbia pregare, perché

dovresti farlo regolarmente,… Il mio augurio è che tu possa ogni giorno imparare

a pregare nel modo più semplice: pregando!" (Enzo Bianchi)

Eco de le Nove pag. 38 ecodelenove@gmail.com


Na’ storia vera

Tanti anni fa

ghe xe stà

un Venere particoeare,

me o ricordava sempre me nona e me mare.

Un quarto ae tre e me faxeva inxanociare

e dire na oraxion,

parchè, e dixeva,

che a xera quea l'ora del temporaeon,

l'ora che xera morto el Paron.

Quando xero puteo,

no ghe davo importansa a sta storia,

ma desso che so canesso

go capìo, chel beato omo,

dove el xe stà messo:

in croxe, penseve,

pai deinquenti, i ladri, i buxiari,

venduo da uno dei sui ,

par trenta denari.

Quando tuto pareva finìo,

tra i sighi de so mare,

el fià longo che ghe xera vegnuo,

el gà alsà i oci al cieo e el ga dito:

"Pare, perdona iuri,

parchè noi sai queo che i fà".

Pensè cosa che ghe voe dentro,

nel core,

par avere tutto sto amore!

Pensarghe adesso

che el xe morto in chea manierà là,

me vien un gropo al gòso,

che me manca el fià.

A par na roba inventà,

dopo tre dì el xe resuscità.

Savio parchè?

Par insegnarne a portare à crose soe spae,sul barosso.

Anca se à pesa,

niente paura,

che xe Lu visin,

pontà dosso.

che el ne dà na man,

se no se morsegherissimo come i can.

Scuseme par come a go contà,

ma vardè che questa no a xe na storieta,

ma a xe Verità.

Vanni Argentin

5

foto Bordignon

More magazines by this user
Similar magazines