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LA SPANNOCCHIA - Comitato Amici del Palio

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<strong>LA</strong> <strong>SPANNOCCHIA</strong><br />

periodico <strong>del</strong>la nobile contrada <strong>del</strong> nicchio<br />

25


2<br />

sommario<br />

Questione di forza 3<br />

paolo neri<br />

Programma Festa Titolare 4<br />

Programma Fiera Gastronomica 5<br />

48° Fiera Gastronomica 6<br />

stefania bugnoli<br />

...sulla caserma Santa Chiara 8<br />

giovanni tomasone<br />

Nel palco dei cittini<br />

lucrezia fattorini<br />

Il Nicchio commissariato 14<br />

dinde<br />

Mezzingoli: the next genaration 16<br />

dinde<br />

20 anni e qualche minuto... dopo 18<br />

claudia pannini<br />

Un anno di Pania a 7 20<br />

luca cambi<br />

Indovina chi?<br />

<strong>LA</strong> <strong>SPANNOCCHIA</strong><br />

periodico <strong>del</strong>la nobile contrada <strong>del</strong> nicchio<br />

anno XxII numero 2<br />

Autorizzazione <strong>del</strong> Tribunale di Siena N. 534 <strong>del</strong> 9/7/1990 Spedizione in Abb. Postale<br />

13<br />

22<br />

Autorizzazione <strong>del</strong> Tribunale di Siena n. 534 <strong>del</strong> 9/7/1990<br />

Spedizione in Abb. Postale<br />

Direttore responsabile<br />

Balestracci Duccio<br />

Progetto grafi co<br />

Frosini Filippo<br />

Redazione<br />

Andrea Berni, Valeria Filippini, Filippo Frosini, Stefano Fucecchi,<br />

Katiuscia Girolami, Ylenia Girolami, Alessandro Lorenzetti,<br />

Roberta Mari, Chiara Pacciani, Filippo Pozzi.<br />

Foto<br />

Archivio Nobile Contrada <strong>del</strong> Nicchio, Rossella Bonci, Foto studio<br />

Gielle, Costanza Maremmi, Sergio Rusci, Francesco Soldani,<br />

Giovanni Tomasone.<br />

Hanno collaborato<br />

Stefania Bugnoli, Luca Cambi, Lucrezia Fattorini, Paolo Neri,<br />

Claudia Pannini, Giovanni Tomasone.<br />

Stampa: Industrie Grafi che Pistolesi


Questione di forza<br />

Paolo Neri<br />

Il <strong>Palio</strong> è una sfi da che ogni contrada accetta sapendo che le probabilità di perdere sono nove su dieci.<br />

Inoltre, a differenza <strong>del</strong>le competizioni sportive in cui si cerca in ogni modo di favorire il merito (individuale o di<br />

squadra), il ruolo <strong>del</strong>la Fortuna, nel <strong>Palio</strong>, è preponderante per non dire assoluto.<br />

Stupisce perciò che all’indomani di ogni carriera sui media cittadini (e in particolare nei dibattiti televisivi) ci si<br />

danni l’anima per interpretare razionalmente una corsa che dipende in larga parte da eventi fortuiti; su tutti,<br />

il cavallo toccato in sorte, il posto alla mossa e, specie negli ultimi anni, l’oscurità dei criteri adottati dai vari<br />

mossieri per dichiararne la validità in relazione alla rincorsa.<br />

La larga disponibilità d’immagini, poi, alimenta dibattiti accaniti che non hanno alcun altro effetto che alimentare<br />

polemiche sterili all’interno <strong>del</strong>le contrade.<br />

Tutto questo fa perdere di vista il quadro d’insieme e, soprattutto, una <strong>del</strong>le ragioni fondamentali per cui una<br />

contrada partecipa al <strong>Palio</strong> (oltre a quella, ovvia, di vincerlo).<br />

Vale a dire la sua capacità di resistere alla cattiva sorte, come una nave che si sforza di tenere il mare in attesa<br />

che il tempo migliori, grazie alla fi ducia nel capitano e allo spirito di corpo dei suoi marinai.<br />

Infatti, poiché la Fortuna non si può governare né comprare, tutte le contrade indistintamente attraversano<br />

periodi di buona e di cattiva sorte.<br />

Essere ‘ganzi’ quando le cose vanno bene è facile; il diffi cile è restare uniti nella sfortuna e usare il cervello<br />

invece di abbandonarsi alle seduzioni masochistiche <strong>del</strong> piagnisteo.<br />

E’ questione di forza. Di forza d’animo: una virtù (duole dirlo) non molto frequente alle nostre latitudini nazionali,<br />

in cui l’indulgenza verso se stessi e il buonismo elevato a sistema sono la regola.<br />

Gli effetti di questi sciagurati atteggiamenti sono sotto gli occhi di tutti.<br />

Quando qualcosa va male, s’incolpa subito il diavolo, si cercano i birboni che complottano contro di noi, e naturalmente,<br />

si mette sulla sedia degli imputati il governo, sempre ladro, quando piove.<br />

E’ un effetto <strong>del</strong>la debolezza. Il debole, infatti, è un anarcoide: accetta le regole non da uomo libero, ma da<br />

subalterno, e vive di astio anziché d’ideali. Perciò, al primo scricchiolio, comincia subito a strillare che bisogna<br />

cacciare tutti, anche se non si capisce bene cosa vuole: si capisce solo che lo vuole subito. Come i cittini.<br />

E’ quindi nel pericolo, e nei periodi di magra, che una contrada vince il suo palio morale, premessa essenziale<br />

per vincere quello reale, quando muterà il vento <strong>del</strong>la Fortuna.<br />

Cambiando - s’intende - nel frattempo quello che conviene e si può cambiare; ma senza buttar via il bambino<br />

con l’acqua <strong>del</strong> bagno.<br />

Il famoso motto di Gino Bartali: “gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” è, infatti, la specialità di chi non ha<br />

idee per contribuire al bene comune, ma vuol solo curare il proprio mal di pancia.<br />

O pensa di poter contare, senza far la fatica di pensare.<br />

C’è una medicina infallibile per curare questa pericolosissima malattia infantile <strong>del</strong>la democrazia: esigere un<br />

confronto sereno sui programmi, invece di invocare improbabili salvatori <strong>del</strong>la patria.<br />

E, soprattutto, essere forti, grazie alla maturità e all’umiltà di chi conosce i propri limiti e non ha paura di riconoscere<br />

i propri errori.<br />

‘Se non avrai battaglia non avrai vittoria. E se non avrai vittoria resterai confuso’, ha detto Santa Caterina.<br />

Ma la battaglia che occorre accettare e vincere non è contro i propri avversari.<br />

E’ solo e soprattutto contro la nostra debolezza.<br />

3


4<br />

ritorna la festa all’abbadia nuova<br />

paolo neri<br />

Festa in onore di San Gaetano Thiene<br />

12 Agosto 2012<br />

LUNEDI 6, MARTEDI 7, MERCOLEDI 8, GIOVEDI 9, VENERDI 10:<br />

ore 17.15 Esposizione e Adorazione S.S. Sacramento<br />

ore 17.30 S. Rosario<br />

ore 18.00 S.S. Messa<br />

VENERDI’ 10 AGOSTO:<br />

ore 17.00 Omaggio all’asilo Butini Bourke<br />

ore 19.30 Cena dei cittini<br />

ore 21.30 <strong>Palio</strong> dei cittini<br />

SABATO 11 AGOSTO:<br />

ore 09.00 Colazione dei cittini<br />

ore 10.00 Omaggio ai Contradaioli defunti<br />

ore 10.15 Omaggio a S. Gaetano in Duomo<br />

ore 17.00 Battesimo Contradaiolo nell’Oratorio di S. Gaetano<br />

ore 18,30 Cerimonia dei sedicenni<br />

ore 19.30 Ricevimento <strong>del</strong>la Signoria<br />

ore 19.45 Solenne Mattutino<br />

ore 20.30 Cena nel Rione<br />

DOMENICA 12 AGOSTO:<br />

ore 08.00 Partenza <strong>del</strong>la Comparsa<br />

ore 15.30 Partenza <strong>del</strong>la Comparsa<br />

ore 19.30 Ritrovo in Piazza Matteotti con il popolo<br />

e rientro in Contrada<br />

ore 21.00 Cena <strong>del</strong>la Comparsa<br />

NOBILE CONTRADA DEL NICCHIO


48<br />

FIERA GASTRONOMICA<br />

28 LUGLIO - 9 AGOSTO 2012<br />

28 Luglio<br />

Viaggio nel tempo<br />

29 Luglio<br />

La chianina<br />

30 Luglio<br />

Boccon divino (Pontassieve)<br />

31 Luglio<br />

Narapartycatering (Massarosa)<br />

01 Agosto<br />

Nara (Massarosa)<br />

02 Agosto<br />

Dalla Valpolicella alla Val di Merse<br />

03 Agosto<br />

Pesce dei mari <strong>del</strong> nord<br />

04 Agosto<br />

Pesce Azzurro<br />

05 Agosto<br />

Taverna <strong>del</strong> lupo (Gubbio)<br />

06 Agosto<br />

Crostacei molluschi e bollicine<br />

07 Agosto<br />

A tutto tonno<br />

08 Agosto<br />

I primipiatti<br />

09 Agosto<br />

A tuttabirra dalla Val di Fassa<br />

RistoranteOsteriaSelf ServicePizzaBraceriaBarBirreria Degustazione Vini<br />

Orto di OttavianoGelateriaAngolo <strong>del</strong>l'Unto<strong>Palio</strong> dei BarberiMusica<br />

apertura padiglioni ore 20 - inizio cena al ristorante ore 21<br />

Prenotazione ristorante 392 4557207 - Prenotazione Osteria 339 5437015<br />

Prenotazione Orto di Ottaviano 338 2623908 - Prenotazione Angolo <strong>del</strong>l’Unto 334 5391435<br />

Società La Pania - via dei Pispini 112 - www.nobilecontrada<strong>del</strong>nicchio.it<br />

5


6<br />

Benvenuti alla 48° edizione <strong>del</strong>la Fiera Gastronomica,<br />

Val di Pania più verde e confortevole che mai è pronta,<br />

anche quest’anno, ad ospitare la più lunga, impegnativa<br />

e conosciuta manifestazione cittadina organizzata<br />

da una contrada.<br />

Dal 28 luglio al 9 agosto il profumo <strong>del</strong> braciere ine ine-<br />

brierà tutta la zona sud di Siena, i tavoli <strong>del</strong> Rustico<br />

accoglieranno volentieri famiglie, ragazzi, anziani,<br />

insomma tutti coloro che vorranno uscire dai loro<br />

caldi appartamenti e cenare al fresco scegliendo di<br />

mangiare come a casa. Per coloro che … “la dieta la<br />

comincio lunedì” … l’Angolo <strong>del</strong>l’Unto è pronto ad<br />

offrire pesce e carne di prima qualità appena usciti<br />

dalla pa<strong>del</strong>la! Gli amanti <strong>del</strong>l’Osteria saranno accolti<br />

in un ambiente caloroso e allegro dove i migliori piatti<br />

<strong>del</strong>la tradizione la fanno da padroni. All’Orto di Ottaviano<br />

la solita atmosfera a fare da cornice ai piatti<br />

tradizionali toscani, quest’anno impreziositi dall’ottima<br />

cucina <strong>del</strong>l’amico contradaiolo Simone Corbelli,<br />

ch che in i mol o te ser erat ate ci farà gu gust star are i ma mani nica care rett tti de <strong>del</strong>l lla a<br />

sua “T “Tra rattoria 46” 6 . La pizza <strong>del</strong>la l Pania! Qu Q alcuno l<br />

l’aspetta tutto l’anno! C’è chi ne prende un pezzo<br />

per l’aperitivo, chi ci fa cena e chi aspetta il magnifi co<br />

ciaccino con l’uvetta e i ppinoli<br />

che h da una cert’ora in<br />

48 ° Fiera Gastronomica<br />

stefania bugnoli<br />

poi va a ruba al padiglione. Alla Birreria si possono<br />

gustare le migliori birre presenti nel mercato. Un brindisi<br />

al padiglione di Vini, tentare la fortuna al <strong>Palio</strong><br />

dei Barberi, sedersi in buona compagnia alla Cicchetteria,<br />

scatenarsi in pista davanti al Bar con <strong>del</strong>l’ot-<br />

tima musica. musica Al ristorante si torna all all’antico antico con la<br />

“Brigata 51” un gruppo di fantastici cuochi cresciuto<br />

nella nostra cucina e che si presentano così: la tavola a<br />

è il luogo privilegiato per parlare, per ascoltare e ‘a a<br />

tavola non si invecchia’ . Se il detto dicesse il vero,<br />

alla Pania saremmo tutti dei ragazzini e forse un po’ ’<br />

lo siamo veramente perché ci piace mangiare bene,<br />

bere meglio, ma anche cucinare. Condividiamo questi i<br />

piaceri tutto l’anno e con la Fiera Gastronomica l’o-<br />

perosità di giovani e vecchi si fonde per la collettività.<br />

Per questo, ragazzi “cuochi” che vogliono aiutarsi aa<br />

vicenda e collaborare per fare sempre meglio si uni-<br />

scono in un gruppo fi sso di cucina per far si che sia a<br />

sempre un gran piacere mangiare tra amici e provare e<br />

aa “nnoonn iinnvecchiaarree mmaaii”. ” La Bri riga gata ta 51 al alli lieterà la<br />

maggior pa part rte de <strong>del</strong>l lle serate anche he se partecip i eranno<br />

tre ristoran anti ti, orma mai cult lt per er la Fiera.<br />

E’ E la Fiera di sempre … eppure ogni anno c’è qualcosi<br />

s na di nuovo, , di diverso, , di migliorato!<br />

g


La sensibilità verso la società in cui viviamo ci ha messo<br />

davanti ad alcune scelte importanti: economiche,<br />

ecologiche e sociali. Sicuramente tante persone che<br />

consumano pasti tutte le sere producono una grossa<br />

quantità di rifi uti; cercare un sistema per limitare l’inquinamento<br />

è sicuramente un nostro dovere, quindi<br />

massima attenzione alla divisione accurata dei rifi uti<br />

prodotti dalle cucine, mentre tutti i piatti, bicchieri e<br />

posate usa e getta saranno materiale completamente<br />

riciclabile e i ragazzi <strong>del</strong> servizio aiuteranno i commensali<br />

a farne un uso adeguato ed a gettarli nei<br />

giusti contenitori.<br />

La crisi che ha investito la nostra nazione ed i diffi cili<br />

momenti che sta vivendo la nostra città ci impongono<br />

anche un occhio di riguardo all’economia <strong>del</strong>le famiglie,<br />

ecco quindi che nonostante un consistente aumento<br />

<strong>del</strong>le spese, i prezzi dei nostri padiglioni sono<br />

ancora molto accessibili e permettono a tutti di passare<br />

una piacevole serata senza attentare al borsello<br />

di nessuno.<br />

Non si può certo restare indifferenti di fronte ad una<br />

grossa piaga sociale come l’abuso di alcool, che si<br />

verifi ca purtroppo anche nelle nostre contrade. Ci ritroviamo<br />

quasi giornalmente, purtroppo, a constatare<br />

che anche i nostri giovani rientrano tra gli abituali<br />

co cons nsum umatori di alc lcol olic ici e su super r al alco colici ci, sp spes esso so per er<br />

emulazione e per e fal alsa sa illus usio ione di pote t r accrescere<br />

il pro ropr prio io divertiment nto. o. Abb bbiamo tentato, e lo stiamo<br />

facendo tu tutt’ora, di rendere consa sape pevoli i nostri contradai<br />

a oli i su sui i rischi e sulle con onse segu g enze che derivano<br />

da un eccessivo consumo di alcool, fi no addirittura<br />

a sviluppare una dipendenza patologica. Non abbiamo<br />

a portata di mano soluzioni defi nitive per arginare<br />

questo fenomeno … saremmo troppo bravi!<br />

…Siamo però sicuri che è necessario un contributo<br />

da parte di tutti: da parte nostra abbiamo previsto<br />

nell’organizzazione <strong>del</strong>la fi era dei limiti in tal senso,<br />

da parte di tutti potrà essere effettuata un’azione di<br />

continuo controllo “familiare” ricordandoci che è un<br />

dovere riprendere verbalmente i ragazzi, e non, che si<br />

rendono attori di situazioni al limite.<br />

Senza drammatizzare ma con la massima attenzione<br />

e sensibilizzazione verso un problema che sentiamo<br />

fortemente ognuno di noi, dal Presidente ai Consiglieri,<br />

alle persone <strong>del</strong> servizio, farà, ne sono certa,<br />

tutto il possibile per evitare che si verifi chino, anche<br />

alla nostra festa, situazioni spiacevoli per tutti.<br />

Alle una in punto la musica si spegnerà ma non certo<br />

il nostro entusiasmo ed allora uno spuntino con i<br />

bomboloni caldi, crepes o donzelle farcite, nel padiglione<br />

tutto nuovo di quest’anno, ci manderà a letto<br />

sicuramente più soddisfatti.<br />

Siamo pronti a cominciare, e le “citte” e i “citti” <strong>del</strong><br />

Nicchio di tutte le età scriveranno un’altra fantastica,<br />

esaltante ed indimenticabile pagina nel libro <strong>del</strong>la<br />

Fier era e de <strong>del</strong>l lla no nost stra ra spl plen endi dida con ontr trad ada, a, nel e l’as a so solu luto to<br />

rispet etto to deg egli alt ltri i e <strong>del</strong>la l nostra casa com omune. e.<br />

Buona Fiera a tutti!<br />

7


8<br />

L’area <strong>del</strong> complesso <strong>del</strong>l’ex convento Santa<br />

Chiara, attualmente sede distaccata <strong>del</strong>la caserma<br />

Bandini <strong>del</strong> 186° reggimento paracadutisti<br />

Folgore e proprietà <strong>del</strong> Demanio <strong>del</strong>lo stato, rappresenta<br />

una porzione <strong>del</strong> centro storico di straordinaria<br />

importanza sia per la sua collocazione<br />

all’interno <strong>del</strong>la cinta muraria <strong>del</strong>la città sia per<br />

il valore architettonico ed artistico che esprime.<br />

L’intero complesso, compreso tra via dei Pispini e<br />

la cinta muraria che costeggia via Baldassarre Peruzzi,<br />

si sviluppa su di una superfi cie territoriale<br />

di 17200 mq, la superfi cie coperta degli immobili<br />

<strong>del</strong>l’ex convento insieme a quella dei capannoni<br />

militari ammonta a circa 4500 mq, e solo i capannoni,<br />

manufatti palesemente fuori scala rispetto<br />

all’impianto complessivo, sono circa 2000 mq.<br />

La struttura <strong>del</strong>l’ex convento che ospita l’attuale<br />

caserma si articola su vari livelli, risultato di successive<br />

trasformazioni edilizie, tra piano interrato,<br />

seminterrato, terreno, mezzanino e piano nobile.<br />

Dal punto di vista normativo gli interventi previsti<br />

per l’area sono il restauro ed il risanamento mentre<br />

viene così descritta dal vigente Regolamento<br />

Urbanistico:<br />

“Si tratta di un insieme discontinuo di complessi,<br />

aggregati e manufatti emergenti nel tessuto<br />

urbano, che rappresentano eccezioni alla ripeti-<br />

...Sulla caserma Santa Chiara<br />

giovanni tomasone<br />

f<br />

tività <strong>del</strong> principio insediativo ricorrente; le funzioni<br />

ospitate negli edifi ci sono generalmente<br />

di interesse collettivo, quali grandi attrezzature<br />

pubbliche o sedi di istituzioni rappresentative<br />

<strong>del</strong>l’identità <strong>del</strong>la città….Ex convento di cui rimane<br />

praticamente il solo chiostro essendo stato<br />

trasformato sin dall’Ottocento in caserma. Nel<br />

complesso vi sono anche i resti <strong>del</strong>la chiesa e due<br />

edifi ci di nessun valore architettonico’’.<br />

L’esistenza <strong>del</strong>l’ ex convento di Santa Chiara è<br />

documentata fi n dal 1189 quando in un manoscritto<br />

è menzionato l’abate di San Giacomo e Filippo<br />

che era l’appellativo originario <strong>del</strong>la chiesa<br />

di Santa Chiara. I monaci Vallombrosani occuparono<br />

il monastero originario dalla seconda metà<br />

<strong>del</strong> 1200 fi no al Cinquecento. Successivamente<br />

nella seconda metà <strong>del</strong> Cinquecento il convento<br />

ospitò le monache di S.Chiara che provvidero ad<br />

ampliare il Monastero per le loro nuove esigenze,<br />

trasformando la chiesa, che conservava ancora i<br />

suoi caratteri romanici, e ampliando il Convento.<br />

Ulteriori lavori di ristrutturazione si ebbero intorno<br />

al ‘700 quando fu realizzato il loggiato <strong>del</strong>la<br />

corte piccola. Le monache abbandonarono il convento<br />

tra il 1808 e il 1810 a causa <strong>del</strong>le soppressioni<br />

napoleoniche. Nel 1818, dopo la restaurazione,<br />

troviamo il monastero abitato dai monaci


Olivetani che si trattennero in Santa Chiara fi no<br />

all’Unità d’Italia. Nel 1867 il Convento fu oggetto<br />

di un progetto di restauro per adattarlo a carcere<br />

giudiziario e circondariale, ma il piano non<br />

fu mai attuato. Nel 1872 diventò infi ne caserma<br />

con il completamento <strong>del</strong> cortile a ferro di cavallo<br />

e con la costruzione <strong>del</strong>la parte che ospitava le<br />

camerate. Nel 1944 la chiesa, utilizzata come deposito<br />

di armi, esplose insieme ai locali adiacenti,<br />

e ad oggi non ne restano che i muri perimetrali.<br />

Parallelamente all’alternarsi dei vari ordini religiosi<br />

e al susseguirsi degli eventi storici l’intero<br />

complesso ha visto tutta una serie di fasi evolutive<br />

che hanno poi portato allo stato attuale,<br />

a grandi linee possiamo individuare tre principali<br />

fasi architettoniche: Il convento medievale, le trasformazioni<br />

di fi ne 500 e il completamento <strong>del</strong>la<br />

struttura di fi ne 800. Attraverso l’ausilio di immagini<br />

iconografi che e foto d’epoca, insieme<br />

a fonti storiche è possibile avere<br />

un quadro piuttosto defi nito <strong>del</strong>le<br />

fasi architettoniche <strong>del</strong> complesso;<br />

nella celebre vista assonometrica <strong>del</strong><br />

Vanni <strong>del</strong> 1595 vediamo che l’area<br />

<strong>del</strong>l’ex convento era luogo di ben<br />

due chiese, la chiesa di Santa Chiara<br />

e la chiesa di San Giovanni Battista,<br />

che si trovava in prossimità <strong>del</strong>l’area<br />

<strong>del</strong> primo capannone, il cui impianto<br />

probabilmente fu demolito defi nitivamente<br />

a fi ne ottocento quando<br />

l’area diventò caserma <strong>del</strong> distretto<br />

militare. E’ riconoscibile all’interno<br />

<strong>del</strong> complesso l’impianto viario <strong>del</strong>la<br />

via di Santa Chiara, generatasi come<br />

9


10<br />

ramifi ficazione di d via ddei Pispini, che h attraversando d<br />

tutta l’area <strong>del</strong>l’ex-convento raggiunge una porta<br />

tamponata non più esistente, la Porta di Busseto<br />

o di San Giovanni Battista.<br />

L’area <strong>del</strong>l’ex convento Santa Chiara può ‘’raccontare’’<br />

attraverso le sue emergenze architettoniche<br />

e la sua conformazione una interessantissima<br />

parte di storia cittadina ma la destinazione<br />

d’uso attuale la rende ppurtroppo pp avulsa dal tes-<br />

suto storico, inoltre la caserma risulta pressoché<br />

inutilizzata con i manufatti che versano in uno<br />

stato di progressivo abbandono. Il complesso<br />

rappresenta pertanto un’ area urbana dal valore<br />

architettonico eccezionale e dal potenziale<br />

enorme che purtroppo ad oggi rimane separata<br />

dalla città ed esclusa dalle sue funzioni urbane.<br />

L’obbiettivo di ‘’restituire’’ alla città una porzio-<br />

ne urbana, per anni esclusa dalla vita cittadina


a causa dll <strong>del</strong>la sua ffunzione militare l è un’opera- ’<br />

zione complessa ma di grande fascino per l’eredità<br />

e i signifi cati che questo luogo custodisce<br />

all’interno <strong>del</strong> rione. Il fatto che la struttura sia<br />

proprietà demaniale con vincolo di caserma rende<br />

ad oggi diffi cile ogni scenario di una possibile<br />

riconversione a breve termine, ma le potenzialità<br />

<strong>del</strong>l’area sono evidenti, l’edifi cio conventuale con<br />

i suoi vari livelli potrebbe accogliere varie funzio-<br />

ni quali spazi museali ed espositivi, ricettivi ed<br />

in parte residenziali, laboratori e aule didattiche,<br />

ludoteca ed asilo, nonché locali per attività di ricreazione<br />

e per il tempo libero. Le aree esterne a<br />

verde rappresentano invece un potenziale parco<br />

urbano con il ‘’camminamento murario’’ e con la<br />

presenza <strong>del</strong> fortino di Baldassarre Peruzzi, manufatto<br />

unico nel suo genere. La realizzazione di<br />

un parco interno alI’ex convento di Santa Chiara,<br />

11


12<br />

ffarebbe bb parte appunto ddi un recupero generale l<br />

<strong>del</strong>le ‘’valli verdi‘’ racchiuse nel centro storico,<br />

in riferimento a quanto previsto dal progetto<br />

<strong>del</strong> “parco <strong>del</strong> buon governo” <strong>del</strong> Regolamento<br />

Urbanistico. Gli hangar stessi potrebbero essere<br />

parte di un recupero complessivo o mediante la<br />

loro demolizione o attraverso una trasformazione<br />

volumetrica, ma fi no a quando la questione Demanio-Amministrazione<br />

comunale non avrà assunto<br />

un quadro defi nito tutte queste possibilità<br />

rimarrano ipotesi di una riqualifi cazione a lungo<br />

termine. La ONLUS ‘’Arte Dei Vasai <strong>del</strong>la Nobile<br />

Contrada <strong>del</strong> Nicchio’’ si è fatta recentemente<br />

promotrice, in linea con gli obbiettivi <strong>del</strong> proprio<br />

statuto che riguardano la promozione <strong>del</strong>la cultura,<br />

<strong>del</strong>l’arte e la valorizzazione dei beni culturali,<br />

di varie iniziative di sensibilizzazione in merito alla<br />

situazione <strong>del</strong> complesso <strong>del</strong>la caserma Santa<br />

Chiara. Una proposta è quella di poter usufruire<br />

di alcuni spazi <strong>del</strong>l’area per le attività <strong>del</strong>la costituita<br />

Onlus; diversi locali sarebbero infatti già<br />

adatti ad accogliere le funzioni di aule, laboratori<br />

305<br />

VECCHIA<br />

314.8<br />

300<br />

309.3<br />

DEI PISPINI<br />

307.9<br />

306.3<br />

308.8<br />

309.7<br />

306.4<br />

FACOLTA DI LETTERE E FILOSOFIA<br />

308.9<br />

303.8<br />

302.0<br />

289.7<br />

302.2<br />

303.0<br />

305.9<br />

295<br />

292.4<br />

302.2<br />

291.5<br />

p<br />

301.6<br />

298.6<br />

300.9<br />

VIA SANTA CHIARA<br />

290.7<br />

287.4<br />

301.1<br />

298.1<br />

292.4<br />

301.4<br />

VIA<br />

286.1<br />

285<br />

302.5<br />

296.9<br />

VIA<br />

301.0<br />

304.9<br />

298.6<br />

283.7<br />

295.1<br />

304.7<br />

302.9<br />

DEI<br />

296.8<br />

305.1<br />

BALDASSARRE<br />

SCUO<strong>LA</strong> MATERNA<br />

293.7<br />

305.4<br />

305.7<br />

297.4<br />

305.3<br />

p<br />

e spazi espositivi per le attività relative alla ceramica,<br />

mentre altri potrebbero fornire gli spazi<br />

per quelle attività di carattere sociale senza che<br />

ciò comporti alcun stravolgimento alla struttura.<br />

Altra interessante proposta riguarda il volume <strong>del</strong><br />

corpo di guardia, manufatto in mattoni di scarso<br />

pregio architettonico che attualmente non assolve<br />

più alla funzione originaria e che potrebbe essere<br />

destinato a stalla <strong>del</strong>la contrada <strong>del</strong> Nicchio<br />

cosi da garantire al cavallo un luogo molto più<br />

agevole e con possibilità di spazi aperti, questa<br />

sistemazione risolverebbe anche il problema <strong>del</strong>la<br />

chiusura di via dei Pispini nei giorni <strong>del</strong> <strong>Palio</strong>.<br />

Questi primi passi di valorizzazione e di riutilizzo<br />

di alcune parti <strong>del</strong>la struttura potrebbero segnare,<br />

compatibilmente con le diffi coltà di carattere<br />

normativo e relative alla proprietà, l’inizio di un<br />

più articolato programma di riconversione <strong>del</strong>l’intera<br />

area che ricongiungerebbe una importante<br />

porzione di tessuto storico al rione e alla città<br />

stessa.<br />

296.9<br />

302.5<br />

275.9<br />

305.3<br />

292.9<br />

305.2<br />

299.1<br />

305.6<br />

PISPINI<br />

295.6<br />

305<br />

304.7<br />

305.4<br />

305.4<br />

303.8<br />

294.6<br />

p<br />

301.5<br />

300<br />

291.0<br />

PERUZZI<br />

296.5<br />

297.8<br />

296.3<br />

296.5<br />

v<br />

294.9<br />

295.6<br />

1<br />

293.8<br />

293.4<br />

VIA<br />

292.9<br />

GLI<br />

2<br />

BALDASSARRE<br />

82781<br />

PERUZZI<br />

PORTA PISPINI<br />

278.0<br />

292.8<br />

293.0<br />

VIA<br />

279.6<br />

ARETINA<br />

LEGENDA<br />

Complesso<br />

conventuale<br />

Hangar e<br />

edifici recenti<br />

Chiesa<br />

Santa Chiara<br />

Verde Interno<br />

Cinta Muraria<br />

Val di Pania<br />

Mura XIII sec<br />

Area Chiesa<br />

San Giovanni Battista<br />

Area <strong>del</strong> complesso<br />

al 1867<br />

P<strong>LA</strong>NIMETRIA GENERALE<br />

scala 1:1000


“Mi raccomando Lucrezia, fai per bene oggi eh!”. Come<br />

ogni mattina, babbo mi lasciava tra le braccia degli<br />

addetti <strong>del</strong>la Commissione Gioventù con questa frase e,<br />

come ogni mattina lo vedevo sedersi sulla fonte a parlare<br />

con il Fame o con qualche altro suo amico <strong>del</strong>l’imminente<br />

annata paliesca. Dopo questo rito obbligatorio,<br />

correvo dentro la Pania per andare a fare colazione con<br />

tutti i cittini. Quanti bomboloni ho mangiato! E quanto<br />

latte al cioccolato mi sono rovesciata addosso! Meno<br />

male si stava nei Pispini e potevo andarmi a cambiare<br />

quando volevo. Dopo aver mangiato ci si ritrovava tutti<br />

fuori davanti a società per andare in piazza a vedere la<br />

prova. Quando il Nicchio correva il <strong>Palio</strong>, per noi cittini<br />

era sempre una grande gioia perché così quando si andava<br />

in palco si poteva cantare “el rosso <strong>del</strong> corallo”.<br />

Dopo essere arrivati in piazza gli addetti ci facevano salire<br />

in palco uno per volta. Io stavo sempre seduta nella<br />

parte centrale dove faceva più caldo e mi ricordo ancora<br />

di quando sognavo un giorno di poter salire in cima per<br />

vedere meglio la corsa, oppure anche solo per stare più<br />

al fresco.<br />

Quando sono diventata più grande, a 10 anni, fi nalmente<br />

sono salita negli ultimi posti e da lì ho fi nalmente visto<br />

tutte le prove. Non scorderò mai l’ansia che ci attanagliava<br />

lo stomaco quando si vedevano scomparire i fantini a<br />

S. Martino dietro la cappella! S’ aveva sempre paura che<br />

il nostro cavallino si facesse male! Per fortuna non è mai<br />

successo nelle prove una cosa tanto grave e il <strong>Palio</strong> alla<br />

fi ne s’è sempre corso. Le emozioni che un bambino prova<br />

nell’età in cui sale fi nalmente sul palco sono incancellabili.<br />

Ricordo ancora di quando vidi così da vicino il fantino<br />

per la prima volta e sperai di vederlo vincere ogni<br />

prova e alla fi ne il <strong>Palio</strong>; che gioia vedere quel giubbetto<br />

blu sfi lare via da tutti gli altri cavalli e partire primo!<br />

Quando si è bambini si spera sempre fi no in fondo di<br />

potercela fare, non si capiscono i discorsi <strong>del</strong> Capitano e<br />

<strong>del</strong> Priore alla cena <strong>del</strong>la prova generale e si crede molto<br />

spesso in un cavallino che non è il primo di piazza. Quando<br />

si è bambini le gioie più belle sono le più semplici: le<br />

acquate in valle, il fantino che ti guarda quando canti in<br />

Nel palco dei cittini<br />

lucrezia fattorini<br />

palco e che magari ti saluta anche, le canzoni che fanno<br />

venire i brividi, l’inno cantato a squarciagola, i fazzoletti<br />

sventolati in palco.<br />

L’amore dei bambini per il Nicchio è incondizionato e puro,<br />

viene dal cuore, è qualcosa che nasce con loro ed è<br />

costante. La nostra contrada per noi cittini è come una<br />

mamma che ti tiene la mano, che ti rimprovera per uno<br />

sbaglio, che ti affi da compiti, che ti dà rifugio quando<br />

vuoi trascorrere momenti felici.<br />

Quando sarò vecchia e guarderò indietro nel mio passato,<br />

fra i miei ricordi quasi sbiaditi sorriderò davanti all’immagine<br />

di una bambina seduta in palco che, insieme a<br />

tanti altri piccoli nicchiaioli, sventola il proprio fazzoletto<br />

davanti a un cavallo e ad un fantino che credono come<br />

lei in un bellissimo sogno azzurro.<br />

13


14<br />

C’era una volta una città nascosta dalle luci <strong>del</strong>la ribalta,<br />

lontana dalle trasmissioni televisive di inchiesta, magica<br />

nella sua abitudinaria quotidianità. Una volta c’era; almeno<br />

i suoi abitanti, comunque, pensavano che ci fosse. Poi<br />

venne il Commissario. Bilanci non approvati, tradimenti di<br />

mandati e logiche di partito sono già stati ampiamente<br />

trattati dalle cronache locali e dai quotidiani nazionali:<br />

non c’è quindi da dibattere molto su questa vexata quaestio.<br />

Cosa c’è allora di interessante? Molto semplicemente<br />

c’è una conferma: i Nicchiaioli erano stati dei precursori<br />

anche in questo. Nel 1907 era da poco nata la gloriosa<br />

Robur, piazza <strong>del</strong> Campo era intitolata a Vittorio Emanuele<br />

II e il Nicchio non vinceva un palio da poco meno di 6<br />

anni, quando nei Pispini arrivò il Commissario.<br />

La Nobile Contrada <strong>del</strong> Nicchio fu infatti commissariata<br />

dal comune di Siena.<br />

Alberto Comucci, scrittore noto per le sue pubblicazioni<br />

paliesche, fu incaricato di ricoprire il ruolo di Priore durante<br />

quell’annata. A far scattare questa straordinaria<br />

Il Nicchio Commissariato<br />

dinde<br />

nomina non furono questioni politiche, né tantomeno paliesche<br />

ma la più semplice motivazione per cui si nomina<br />

un membro esterno alla guida di un organo: qualcuno si<br />

era messo i soldi in tasca.<br />

Quanti non ci è dato saperlo. Sappiamo però da dove furono<br />

presi.<br />

Nel 1904 presenzia a Siena, nientepopòdimenoche Re<br />

Vittorio Emanuele III altresì detto “Sciaboletta”, a causa<br />

<strong>del</strong>la piccola sciabola personale forgiata appositamente<br />

per lui in proporzione alla sua assai bassa statura. Il Re<br />

giunse in occasione <strong>del</strong>la Mostra d’Arte Antica, evento<br />

sentitissimo dalla comunità a quel tempo. Le Contrade<br />

accolsero l’illustre sovrano con estrema gioia facendo<br />

scintillare le loro bandiere in occasione di un <strong>Palio</strong> straordinario<br />

corso addirittura ad Aprile. Soprattutto, però, la<br />

venuta di Vittorio Emanuele III fu un ottima occasione per<br />

rinnovare le splendide monture <strong>del</strong> Corteo Storico, realizzate,<br />

tra l’altro, grazie ad un generoso contributo di casa<br />

Savoia. Tuttavia, nonostante l’ingente donazione, le spese


per la realizzazione ex novo dei vestiti <strong>del</strong> corteo agli inizi<br />

<strong>del</strong> ‘900 gravarono fortemente sulle casse <strong>del</strong>le contrade.<br />

Mancava inoltre il concetto di trasparenza e limpidezza<br />

nell’economia all’interno di una comunità così piccola e<br />

così spontanea, ancora incapace di gestirsi e mantenersi<br />

solida. A far sparire qualche spicciolo, insomma, bastava<br />

poco o niente.<br />

Passato il <strong>Palio</strong>, in alcune contrade si dovettero tirare<br />

le somme. I bilanci mostrarono dei buchi spaventosi, facendo<br />

scattare accuse e sospetti che si perpetrarono per<br />

inverni.<br />

Inutile dirvi quale fu la contrada che mostrò la maggior<br />

perdita nel bilancio.<br />

Il Nicchio doveva ricapitalizzare (per usare un termine che<br />

va di moda adesso) circa 7 mila Lire di perdita. Questi<br />

soldi erano stati dilapidati in maldestre e smodate spese<br />

paliesche oltre che nel rinnovo dei costumi.<br />

Come detto siamo nel 1904. Il Commissariamento però<br />

arriva nel 1907. Scorrendo il regolamento <strong>del</strong> <strong>Palio</strong> si arriva<br />

all’articolo 10 che recita così: “E’ ammessa, in via<br />

eccezionale, la nomina di un Commissario, quando si verifi<br />

chi da parte <strong>del</strong>la Contrada una assoluta e ingiustifi cata<br />

inattività che si prolunghi per almeno un triennio, cosi che<br />

il Seggio in carica debba considerarsi decaduto”.<br />

Tre anni di litigi e discussioni non portarono infatti a soluzioni<br />

concrete, costringendo il Seggio a richiedere la drastica<br />

nomina di un Priore “straordinario”.<br />

Non appena prese le redini <strong>del</strong>la questione, il Comucci<br />

andò dritto al sodo.<br />

A causa <strong>del</strong>le smodate spese di <strong>Palio</strong>, il Capitano fu subito<br />

iscritto al “registro degli indagati”, seguito dal Camarlengo,<br />

indebitato verso la contrada a seguito di “presentazioni<br />

di contabilità non troppo fe<strong>del</strong>i”, come scrisse nella<br />

sua relazione il commissario stesso. Il Commisario accusò<br />

lo stesso Camarlengo di essersi messo i soldi in tasca pagando<br />

i lavori dei costumi con “effetti cambiari portanti<br />

la di lui fi rma”. Ma il debito fu ben presto sanato e già nel<br />

1908 nel Nicchio tornò un Priore, Antonio Palmieri Nuti.<br />

Fatta la digressione storica, è doveroso chiudere con le<br />

idee <strong>del</strong> commissario brucaiolo Bernardino Querci, chiamato<br />

come Comucci a risolvere la medesima situazione<br />

nel proprio rione: “Le contrade devono essere salvaguardate<br />

da tutti i buoni e sinceri fi gli <strong>del</strong>la Balzana, in quanto<br />

che, è inutile nasconderlo, forse mai come al presente<br />

esse ebbero i loro nemici esterni ed i loro vampiri interni.”<br />

Correva l’anno 1907. Centocinque anni dopo non siamo<br />

andati poi molto lontano.<br />

15


16 1<br />

Non si può certo restare indifferenti davanti alle ultime<br />

vicende che hanno scombussolato il popolo nicchiaiolo.<br />

Numerosi fi occhi rosa e azzurri sono stati appesi sulla<br />

bandiera che si affaccia dalla sede <strong>del</strong>la nostra contrada.<br />

Non erano però fi occhi azzurri normali. Per chi, come noi<br />

non riesce a resistere alla curiosità di fermarsi a leggere<br />

la bacheca di Via dei Pispini sarà rimasto sbigottito dai<br />

nomi e cognomi scritti, pesanti in tutti i sensi (soprattutto<br />

per la bilancia).<br />

E’ l’alba di una nuova era: l’era dei Mezzingoli 2.0.<br />

Queste piccole creaturine, quasi tutte già sopra i 3 kg<br />

alla nascita, si apprestano a dominare il futuro. Non sono<br />

docili, non si accontentano <strong>del</strong> ciuccio e lagnano continuamente,<br />

rovinando le notti dei loro genitori.<br />

Ce li vedete voi qualcuno dei Mezzingoli a mettere una<br />

banana nel frullatore per fare il biberòn o a destreggiarsi<br />

fra paccate di Pampers?<br />

E’ qui che vogliamo farvi rifl ettere. Se da una parte queste<br />

nascite riempiono tutti noi di gioia, è necessario lanciare<br />

un allarme.<br />

Un nuovo pericolo si affaccia all’orizzonte per il nicchiaiolo:<br />

l’estinzione <strong>del</strong> Mezzingolo.<br />

I prolungati periodi di assenza dalla quotidiana vita di<br />

contrada, la preoccupazione continua mista agl agli g i im impe impegni pe pegn gn g i<br />

Mezzingoli: the next generation<br />

dinde<br />

lavorativi, potrebbero far crollare il morale <strong>del</strong> Mezzingolo,<br />

un tempo affetto dalla sindrome di Peter Pan. Come<br />

le tessere <strong>del</strong> domino, sparirebbero uno ad uno, come<br />

hanno già fatto le tigri bianche, i dodo e i panda cinesi.<br />

Greenpeace, il WWF e la Brambilla hanno già avviato<br />

una campagna di sensibilizzazione <strong>del</strong> nicchiaiolo: si potrà<br />

partecipare inviando un sms al numero 166-515151.<br />

Il ricavato andrà tutto ad una ONLUS, appena istituita,<br />

che provvederà alla costruzione di un centro di recupero<br />

nel vuoto tecnico. Nicchiaiolo, se credi nel futuro <strong>del</strong>la<br />

tua contrada, è un tuo dovere contribuire.<br />

Qui ogni mezzingolo potrà trovare musica rilassante che<br />

non abbia a che fare con sigle di Cristina D’Avena e fi lm<br />

per adulti utili per far rimembrare i vecchi tempi, nonché<br />

un’ampia scelta di attività rivolte al fi sico: dovranno pur<br />

sfogare la rabbia dovuta a notti insonni e dallo stress da<br />

paternità. Non mancherà poi la giusta attenzione alle<br />

cure mediche <strong>del</strong> caso visti i dolori muscolari causati dai<br />

continui cenni di assenso <strong>del</strong>la testa.<br />

È infatti risaputo che, ad ogni Mezzingolo che si rispetti,<br />

corrisponde una santa donna.


Ed è proprio a loro che spetta di diritto una menzione in<br />

queste poche righe, moderne Giovanna d’Arco <strong>del</strong> 21esimo.<br />

Come riusciranno a supportare il repentino cambiamento<br />

<strong>del</strong>l’uomo tarzaniano di cui si sono innamorate?<br />

Come faranno a mettere in riga questi leoni, costringendoli<br />

ad alzarsi alle tre di notte per cambiare un pannolino<br />

pieno di popò? A loro va tutto il nostro sostegno.<br />

Il futuro adesso è tutto da scrivere. Pensate ai due gemellini<br />

Giustarini che girellano per la Pania: al primo guaio si<br />

scaricheranno a vicenda le colpe, con la piccola Annalisa<br />

a fare da paciere. Il Principe Emanuele di Cittonia già si<br />

lecca i baffi per la prima sporcellata.<br />

Questo è solo l’inizio. Ci sarà da farsi <strong>del</strong>le belle risate.<br />

Come sentenziò il generale Ticci al battesimo contradaiolo<br />

di Elia: “Queste saranno tutte future squalifi che.”<br />

Chapeau.<br />

17


18<br />

5 maggio 1992 - 5 maggio 2012: 20 anni e qualche minuto … dopo<br />

Sembra un sabato mattina molto serio al campo scuola: 2<br />

giudici di gara in pista, 2 cronometristi uffi ciali, qualcuno che<br />

fa stretching sul prato, qualcun’ altro che si scalda a bordo<br />

pista già munito di pettorina e l’atleta di turno che corre con<br />

il testimone in mano. Ad una prima occhiata ci sono tutti gli<br />

ingredienti di una staffetta ordinaria ma, guardando più attentamente,<br />

si cominciano a scovare segnali inconfutabili che<br />

si tratta di un appuntamento STRAordinario!!!!<br />

- 100 atleti (chi più chi meno) in gara<br />

- 1000 metri da percorrere ciascuno<br />

- 1 sola società sportiva partecipante<br />

- 7 ore per battere il precedente record<br />

Il tutto accompagnato da un notevolissimo punto ristoro che,<br />

al posto di barrette proteiche e bevande energetiche, assiste<br />

gli atleti con prosciutto, formaggio, porchetta e vino rosso.<br />

Si tratta proprio di un appuntamento particolare, 20 anni dopo<br />

l’ultimo record, la commissione sportiva raduna 100 e più<br />

nicchiaioli tutti insieme per la staffetta 100 x 1000. Accanto<br />

claudia pannini<br />

ai “professionisti” <strong>del</strong> gruppo podistico ci sono pseudo atleti<br />

di tutte le età. Qualcuno si allena da giorni per migliorare<br />

la propria performance (e tra l’altro porta vistosi postumi),<br />

qualcuno si allena da due minuti ed è già stanco e qualcuno<br />

non sa nemmeno cosa sia l’allenamento ma non importa,<br />

l’importante è partecipare!!!... anche se non manca il picco<br />

agonistico:<br />

-”Che tempo avresti fatto te con codesto fi sico?”<br />

-“Secondo me hanno il cronometro rotto!”…non potrò mica<br />

aver fatto peggio di Ranuccio!!!”<br />

Il clima sportivo <strong>del</strong>la giornata coinvolge proprio tutti e men-


tre il Basso, il Polloni e il Biagi affettano porchetta a ritmo<br />

incalzante in pista si macinano chilometri. Nemmeno le<br />

inaspettate defezioni <strong>del</strong>l’ultimo minuto riescono a rovinare<br />

l’impresa, ci sono infatti le “riserve” raccattate in extremis<br />

che, anche se con il panino in bocca, vengono buttate in pista<br />

per completare la staffetta. Non viene risparmiato nemmeno<br />

il Dott. Bruni che, dopo aver fatto gentile assistenza medica<br />

per tutta la giornata, smette la giacca e la camicia per indossare<br />

la pettorina numero 100.<br />

E’ stata davvero una bella giornata ma per una manciata di<br />

minuti non è record:<br />

-“Vedrai quest’anno c’erano più donne <strong>del</strong>l’altra volta”<br />

-“Ma che…è colpa <strong>del</strong> tempo, questa cappa c’ha fregati”<br />

-“Pori scemi è che 20 anni fa s’aveva 20 anni di meno”<br />

…in effetti come ragionamento non fa una piega!!<br />

19


20<br />

I sabato invernali sono sempre uno scoglio abbastanza diffi<br />

cile da affrontare dopo aver trascorso, sia in primavera e<br />

successivamente in estate, il tempo a pane e stanze di Contrada.<br />

Pomeriggi piovosi e noiosi da stare in casa ambulando<br />

dal divano al computer, alla televisione.<br />

Era il momento di dire basta. Una sera ho parlato con il Bizza<br />

e gli ho chiesto se aveva bisogno di una mano, lui che aveva<br />

la responsabilità tecnica di una squadra <strong>del</strong>la Pania, nei<br />

tornei a sette.<br />

La risposta fu positiva e da quel momento mi sono calato<br />

in quel ruolo che circa 16/17 anni fa avevo già conosciuto.<br />

Lo staff <strong>del</strong>la panchina formato oltre che dal Bizza anche<br />

da Simone Gepponi, Sergio Rusci, Renzo Bechini e Giorgio<br />

Mazzi lo conosco al 100% come conosco una gran parte<br />

<strong>del</strong>la squadra: Nicola e Davidino Regoli su tutti, Riccardo,<br />

Roberto, Massimo, Fede, Alessandro mitico portierone, Paolo,<br />

il Boccino e gli Andrea: il Pais e il Lorenzetti. Gli altri:<br />

Stefano, Claudio, il DiBi, Davide Fabiani, Alessandro, Claudio<br />

sapevo chi fossero, magari di sfuggita qualche ciao, ma niente<br />

di più. Dunque anche l’opportunità per conoscere nuove<br />

persone che fanno parte <strong>del</strong>la nostra Contrada e anche, ahi<br />

loro, farmi conoscere in tutte le mie sfaccettature.<br />

Un anno di Pania a 7<br />

luca cambi<br />

Tra le varie cose la decisione <strong>del</strong>la Società e <strong>del</strong> Presidente<br />

<strong>del</strong>la Commissione sportiva è quella di formare solo due<br />

squadre con un numero abbastanza elevato di giocatori visti<br />

gli esiti degli scorsi anni dove in alcuni casi andavamo a giocare<br />

appena nel numero minimo.<br />

La cosa piace poco a qualche ragazzo nella riunione pre torneo<br />

per il timore di giocare poco o niente, pochi in effetti<br />

anche perchè pochi sono i diretti interessati presenti.<br />

Lo staff si allinea in perfetta sintonia con quello deciso dalla<br />

società.<br />

Per le partite “casalinghe” scegliamo il campo di via Custoza,<br />

rivelatosi poi il migliore per questo tipo di torneo. Gli altri<br />

campi sono Vico Alto, S. Miniato e lo sterrato ( come erano<br />

tutti fi no a qualche anno fa ) <strong>del</strong>la Coroncina.<br />

Si parte a metà ottobre sfi dando il Siena Club Valdarbia. Si<br />

pareggia 3-3 come si pareggia la seguente anche in modo<br />

abbastanza rocambolesco dopo essere stati in vantaggio<br />

dopo 10 minuti 3-0. Cominciano anche i malumori dovuti al<br />

numero ritenuto eccessivo dei giocatori. Noi tutti <strong>del</strong> settore<br />

“tecnico” parliamo con i ragazzi ribadendo le decisioni prese<br />

da tempo. Tutti sembrano accettare la situazione e da quel<br />

momento inizia la cavalcata eccezionale <strong>del</strong> girone di anda-


ta che al termine ci vede primi in classifi ca dopo 12 partite<br />

con 21 punti ( la vittoria ne vale 2 ) con 64 gol fatti, 14 subiti<br />

e soprattutto un clamoroso 10 punti e conseguente primo<br />

posto anche in “coppa disciplina”. I tempi sono cambiati.....<br />

non è più la Pania di una volta. Forse.<br />

A turbare l’armonia arriva a circa metà cammino la mail<br />

di Boccino che ci annuncia la sua rinuncia a far parte <strong>del</strong>la<br />

squadra.<br />

Il girone di ritorno riparte in un freddissimo dopocena alla<br />

Coroncina. Se ne esce con una sconfi tta con il Siena Club<br />

Valdarbia. Dopo quella partita quasi un mese di stop per<br />

l’inagibilità di tutti i campi coperti di neve.<br />

Si riparte abbastanza imballati e anche se i risultati non<br />

mancano, per le prime partite non siamo belli pimpanti come<br />

prima <strong>del</strong>la sosta. Anche le altre squadre perdono colpi<br />

e avanzano a grandi passi Montarioso e l’ Atletico Coroncina,<br />

inizia ad annaspare il Siena Club. Il fi nale lo conosciamo:<br />

arriviamo alle ultime due partite da giocare artefi ci <strong>del</strong><br />

nostro destino, se facciamo le cose per bene non dobbiamo<br />

aspettare i risultati <strong>del</strong>le avversarie dirette. Alla prima <strong>del</strong>le<br />

due giocate contro i ragazzi <strong>del</strong> Rapolano Serre Terme viene<br />

fuori un bellissimo confronto rovinato solo da un “signore”<br />

vestito di giallo che si dimentica il fi schio in tasca in tre clamorosi<br />

falli da rigore commessi dai nostri avversari, per poi<br />

DORETTI 9 : Rimane sorpreso nella prima sortita <strong>del</strong> Lucignano,<br />

è incolpevole nel secondo chicchero pescato dai blu <strong>del</strong>la Val<br />

d’Arbia. Si riprende immediatamente come tutta la squadra e<br />

porta in fondo il più giusto dei risultati<br />

CIOLI 9 : Benissimo sul controllo <strong>del</strong>l’ avversario diretto si infortuna<br />

all’inizio <strong>del</strong> secondo tempo per poi, a fi ne partita, scappare<br />

via per andare a giocarne un’altra ... mah !!!!<br />

GIUSTARINI 10 : Tripletta per Nico che sigilla un torneo sempre<br />

sopra le righe. Se manca un pallone chiedetelo a lui<br />

FANTOZZI 9 : Come il tonno Nostromo: insuperabile<br />

PAIS 10 : Solido corridore, onora la fascia con il gol che da il via<br />

alla rimonta<br />

DI BISCEGLIE 9 : Bella partita sia a centrocampo, sia sulla fascia<br />

difensiva<br />

LORENZETTI 9 : Gli è mancato solo il gol<br />

MANGANELLI 10 : Finalmenteeeee : dieci minuti e un eurogol<br />

che ha chiuso la partita<br />

REGOLI 9 : Nella serata gli manca solo il gol<br />

GUERRINI 9 : Si disimpegna anche come terzino<br />

MERCURIO 9 : Entra per ultimo, ma come sempre è il primo a<br />

incitare i compagni<br />

ritrovarlo improvvisamente al primo falletto in area sui nostri<br />

avversari. Conclusione: partita terminata 2-2, io e Simone<br />

espulsi, Claudio squalifi cato e ammenda. La coppa disciplina<br />

dominata fi no a quel punto va a farsi benedire ... è ritornata<br />

la Pania che conoscevo, ma il pallino è ancora in mano<br />

nostra.<br />

Il sabato successivo, mentre altri 100 nicchiaioli si misurano<br />

nella staffetta su Km al Campo Scuola, si torna in campo.<br />

Dieci minuti e si va sotto 0-2. Non ci si scoraggia e prima<br />

<strong>del</strong>la chiusura <strong>del</strong> tempo si agguanta il pareggio. Il secondo<br />

tempo è una cavalcata trionfale: 5 - 2.<br />

Tanto per rendere conto di quello che sono stati in grado di<br />

fare i ragazzi questo è quanto:<br />

Punti fatti: 34, Partite Giocate 22, Vinte 15, Nulle 4, Perse 3,<br />

Goal fatti 91, Goal subiti 32.<br />

Siamo Campioni Provinciali 2° Divisione.<br />

A parte i freddi numeri, come ho avuto modo di dire è stato<br />

un inverno differente, passato dietro a bella gente che<br />

ho potuto conoscere e come ho detto all’inizio ho dato loro<br />

l’opportunità di conoscermi. Ah dimenticavo: oltre che a giocare<br />

ci siamo anche ritrovati seduti più di una volta intorno<br />

ad un tavolo imbandito come nelle migliori consuetudini.<br />

Questo è tutto. L’inverno è terminato, siamo in estate e ...<br />

scusate, ma io vado in Contrada<br />

Sempre con il pensiero alla partita ecco le nuove, temutissime, terribili pagelle di Fine Stagione.<br />

BONCI 9 : Bloccato da mesi da un discreto infortunio non lascia<br />

soli i compagni in questa decisiva partita<br />

FABIANI 9 : Anche lui infortunato assiste e patisce al di là <strong>del</strong>la<br />

rete<br />

MARTINI 9 : Si rivedeva al campo dopo la corsa suicida al vivi<br />

città<br />

CARAPELLI 9 : Scontava la squalifi ca ma anche lui è stato tutto<br />

il giorno con i compagni<br />

MISTER BIZZARI 10 : Bravo anche nella sintassi, ci mancheranno<br />

i suoi sermoni prima <strong>del</strong>le partite<br />

GEPPONI 9 : Anche lui dietro la lavagna suggerisce e indica<br />

BECK 9 : Supporto indispensabile anche nelle stanze dei bottoni<br />

MAZZI 9 : Accompagnatore che poche volte è venuto in panchina,<br />

ma che c’era nella partita più importante<br />

RUSCI 9 : Impegnato nella 1x100 è assente, ma poco lontano<br />

GIUSTARINI BABBO 9 : capo ultras anche quando il tempo<br />

invitava a stare a casa assiste al triplete di Nicola<br />

CAMBI 9 : Erano circa 17/18 anni che non seguiva la Pania<br />

calcio, ma si è difeso bene; come supporto tecnico ma soprattutto<br />

come addetto stampa, con le sue pagelle, al termine di ogni<br />

partita erano la cosa più attesa per confrontarsi in attesa <strong>del</strong><br />

nuovo incontro.<br />

21


Soluzioni <strong>del</strong> numero precedente:<br />

- bambino coi riccioli: Fabio Berni<br />

- bambino seduto: Paolo Carletti<br />

- bambino nudo: Mario Giustarini<br />

23


24 <strong>LA</strong> <strong>SPANNOCCHIA</strong><br />

a n n o X x I I n u m e r o 2

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