Autore: Dott. Roberto VINCENZI - Diagnosi & Terapia

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Autore: Dott. Roberto VINCENZI - Diagnosi & Terapia

gennaio_2008:APRILE 15-01-2008 8:56 Pagina 19

Autore: Dott. Roberto VINCENZI

Psicologo

Studio: Via Cairoli 11, Genova

Tel: +39.010.2477034

vincenzi@ordinepsicologiliguria.it

www.roberto-vincenzi.com


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& terapia 01/08

I disturbi

della mente

I DISTURBI della MENTE

La classificazione della malattie e dei

disturbi mentali varia in funzione del

punto di vista dal quale ci si pone.

In Europa, gli psichiatri e gli psicologi

dalla fine dell’Ottocento ad oggi,

hanno preso in considerazione diversi

criteri, in base ai quali hanno costruito

un sistema teorico complesso, per

descrivere le patologie mentali e psicologiche.

Senza assolutamente pretendere di

esaurire l’argomento, ma soltanto

quali appunti personali, volti a fornire

spunti di riflessione, riporto qui di

seguito alcune tra le teorizzazioni in

materia psichiatrica e psicologica, che

si sono avvicendate nel tempo; per

non appesantire troppo l’insieme, ho

proceduto ad alcune semplificazioni.

Prendiamo in considerazione il criterio

che viene usato per classificare il

disturbo mentale o psicologico:

PRIMO

(la funzione colpita dalla malattia)

La psicopatologia generale descrittiva,

di matrice italiana, portava l’attenzione

alla funzione colpita dalla

malattia e costruiva una prima distinzione

tra:

A) disturbi delle attività razionali e

logiche, la cosiddetta “noopsiche”

B) disturbi della vita affettiva e dell’umore

“timopsiche”

C) disturbi della personalità

Questa tripartizione veniva a sua

volta dettagliata in:

1) patologia delle percezioni:

- illusioni

- allucinazioni

2) patologia della attenzione:

- demenza

- oligofrenia

- processi tossinfettivi (malattie che

producono tossine)

- stati crepuscolari (restringimento

della coscienza)

3) patologia della memoria:

- demenze e deficienze

- amnesia da trauma

- amnesia reattiva

- paramnesia (deformazione della

memoria)

- confabulazione (sostituzione dei

ricordi veri con ricordi inventati o

fantasticati)

- allucinazioni schizofreniche della

memoria

- pseudologie fantastiche (mitologie

per lo più create da caratteri egocentrici

e narcisistici)

4) patologia dell’ideazione e delle

associazioni:

- intossicazioni esogene

- malattie organiche

- stati depressivi o di eccitamento

maniacale

- deliri

- idee fisse, incoercibili, ossessive

stati anancastici compulsivo ossessivi)

5) patologia dell’intelligenza, distinta


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Salute

a sua volta in:

5.1) deficienza detta anche oligofrenia

o debolezza mentale: se il

disturbo e’ presente fin dalla

nascita; può essere causato da

fattori genetici, ereditari o provocato

da traumi, intossicazioni,

danni o malattie prenatali, perinatali,

postnatali

5.2) demenza se invece il disturbo

interviene nel corso della vita

della Persona: demenza precoce

(schizofrenia), morbo di

Alzheimer, sindromi organiche

che provocano danni cerebrovascolari,

demenza senile vera e

propria

6) patologia della affettività:

depressione, astenia, apatia, neurastenia,

eccitamento maniacale, ipomania,

sindrome maniacodepressiva,

ansia, angoscia, catatimia, pensiero

magico

7) patologia della volontà:

demenze e deficienze, neurastenia, abulia,

apatia, ipocondria, malinconia, crisi

reattive, crisi di panico, crisi isteriche

8) patologia della coscienza:

sopore, torpore, stati crepuscolari,

perdita dell’orientamento spaziotemporale,

deliri, sindromi epilettiche,

sindromi isteriche.

Fanno parte della patologia della

coscienza anche le crisi di depersonalizzazione

che si realizzano in diversi

modi:

a) sindrome autopsichica (quando il

malato ha l’impressione di non

essere lui ad agire e a sentire ma

un altro in vece sua)

b) somatopsichica (quando il malato

ha l’impressione che il proprio

corpo non gli appartenga o non esista)

c) allopsichica o crisi di derealizzazione

(quando si ha l’impressione che

il mondo esterno sia cambiato,

irreale e il malato vive la realtà

come se fosse un sogno)

9) patologia degli istinti:

perdita dell’istinto vitale, volontà suicida,

perdita dell’istinto della nutrizione,

del pudore sessuale, delle abitudini

sociali e della pulizia

10) patologia del comportamento:

reazioni aggressive, reazioni esplosive,

crisi a corto circuito, perdita dell’istinto

sessuale, aberrazioni sessuali,

impotenze, perversioni sessuali o

parafilie

11) patologia del senso morale:

stati di deficienza o demenza, paralisi

progressive, malattie organiche come

l’encefalite letargica, danni causati

da alcolismo cronico o tossicomanie,

psicopatie

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SECONDO

(l’età di insorgenza della malattia)

Un altro criterio, usato nei paesi latini

e anglosassoni, focalizzava l’attenzione

sull’età di insorgenza della malattia

distingueva in:

1) arresti e ritardi dello sviluppo psichico:

autismo, oligofrenia, epilessia e

malattie organiche incidenti sulla psiche,

traumi fisici e psicologici, fattori

genetici e costituzionali

2) malattie della età evolutiva:

nevrosi, psicosi, malattie organiche

incidenti sulla psiche, traumi fisici e

psicologici, intossicazioni volontarie

(droga - alcol), intossicazioni accidentali

da elementi nocivi, fattori costituzionali

3) malattie e disturbi della età adulta:

nevrosi, psicosi, stati depressivi,

involutivi, malattie degenerative,

malattie organiche che incidono sulla

psiche e sull’umore, intossicazioni


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& terapia 01/08

4) malattie e disturbi dell’età involutiva:

malattie psichiche ed organiche tipiche

dell’invecchiamento

TERZO

(l’andamento della malattia)

Un altro criterio, di matrice tedesca

(Kraepelin), concentrava l’attenzione

sull’andamento della malattia, distinguendo

i quadri clinici in:

1) quelli evolutivi in senso peggiorativo,

nei quali il malato, se non curato,

peggiora sempre più (schizofrenia,

malattie organiche degenerative)

2) quelli ciclici che mantengono in

certo quale andamento più o meno

cronico (certi tipi di nevrosi, depressioni

monopolari e bipolari)

QUARTO

(la psichiatria tedesca)

La psichiatria classica tedesca

costruiva un sistema volto a distinguere

tra reazioni conflittuali, sviluppi

neurotici, strutture neurotiche, sviluppi

psicopatici, pseudopsicopatie, alcolismo

e tossicomanie, come segue:

1) Reazioni conflittuali:

(dipendenti cioè’ da un fattore esterno)

- esaurimento

- lutto

- esami/studio

- finalistiche

- tentato suicidio

- da sollecitazione estrema

- ansia acuta

- ansia da trauma

- ansia cronica generalizzata

2) Sviluppi neurotici:

(qualcosa presente all’interno della

persona e che si sviluppa col

tempo)

- isteria

- sviluppo cardiofobico

- ossessione

- sviluppo sensitivo/paranoide

- depressione neuroreattiva

- sviluppo depersonalizzazione/derealizzazione

- ansioso fobico

- sviluppo ipocondriaco

3) Strutture neurotiche:

- isterica - depressiva

- ossessiva - schizoide

4) Sviluppi psicopatici:

(non c’è conflitto interiore, l’idea

viene agita, indifferenza per altri,

proiezione esterna, disturbi che

possono essere a base organica)

- astenico - instabile

- insicuro - querulomanico

- anancastico - di valorizzazione

- depressivo - freddi

5) Pseudopsicopatie

6) Alcoolismo / tossicomanie

QUINTO

(origine della malattia)

Se adottiamo il criterio dell’origine del

disturbo psicologico, e’ possibile

distinguere le malattie mentali in tre

grandi categorie:

1) Psicogenesi

Sono le nevrosi di tutti i tipi, non

hanno causa organica ed i sintomi

sono interpretati dalla psicanalisi

come espressione di un conflitto che

risale all’infanzia ed ha radici nel

primo nucleo familiare. Il conflitto

costituisce un compromesso tra i

desideri rimossi e la realtà. Questo


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Salute

contrasto può essere stato compensato

dal paziente, ma può riemergere

in concomitanza con momenti importanti

della vita (fine della scuola,

entrata nel mondo del lavoro, matrimonio,

perdita di una persona cara

ecc.)

Le nevrosi sono inquadrabili in tre

categorie:

* isteria

* ossessione

* forme miste.

Sono caratterizzate da stati di angoscia,

ansia, astenia, ipocondria, alterazione

dei ritmi circadiani, eccitazione,

narcisismo, fobie, coazione a ripetere,

alterazioni del tono dell’umore e

della affettività, cenestopatie e psicosomatizzazioni.

Questi disturbi, se non arrivano a

compromettere il regolare svolgimento

della vita di una persona sono

risolvibili con la psicoterapia e non

richiedono un intervento psichiatrico;

nei casi più gravi può essere necessario

affiancare alla psicoterapia

anche la somministrazione di psicofarmaci.

Possono essere utili anche

forme di sostegno psicologico non

verbale (training autogeno, suggestioni

ipnotiche, psicomotricità, gruppi di

terapia ecc.).

Secondo la psicologia e la psichiatria

tradizionale, si può affiancare alle tre

categorie sopraddette di disturbi,

anche una quarta che e’ rappresentata

dalle cosiddette nevrosi o psicosi

reattive.

Si tratta di disturbi che insorgono in

seguito ad un avvenimento esterno, e

che possono compromettere più o

meno gravemente l’equilibrio psicolo-

gico di una persona; parliamo quindi

di nevrosi o psicosi gravidica, puerperale,

da lutto, da shock, da guerra, da

incidente, da trauma, da detenzione,

da tortura, da avvenimenti eccezionali

e di particolare gravità.

2) Endogenesi

Sono le psicosi vere e proprie; si usa

il termine di psicosi endogena, cioè

che viene dal di dentro, indicando con

questa parola il fatto che:

a) la malattia viene dall’interno del

cervello

b) non avviene per una causa di natura

organica

c) la malattia lascia delle alterazioni

riscontrabili in alcuni nuclei biochimici

nel cervello e nel funzionamento

delle sinapsi

In questo contesto la psicosi, oltre

che endogena, veniva anche denominata

“funzionale” intendendo con

questo termine il fatto che, una sindrome

di carattere psicologico, viene

a ledere un meccanismo biologico

che é alla base di una funzione

La cura attualmente più efficace consiste

in una forma particolare di psicoterapia

caratterizzata dal fatto di

essere svolta in comunità terapeutica,

da parte di uno staff di terapeuti,

e associata alla terapia con psicofarmaci.

Le psicosi definite endogene sono:

* schizofrenia

* paranoia

* depressione monopolare

* depressione bipolare (ciclotimia)

3) Organogenesi

Malattie su base organica, riscontrabili

con strumenti diagnostici medici;

a seconda della gravità del disturbo

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si può parlare di nevrosi sintomatica

e psicosi sintomatica

Alla base del disturbo esiste una alterazione

organica che può essere

patologica, tossica, infettiva, traumatica,

endocrina, metabolica, neoplastica,

degenerativa , genetica, involutiva

Per quanto concerne i disturbi lievi, si

pensi ad es. alle alterazioni della

coscienza che subentrano con la febbre

alta e l’influenza. Simili effetti

sono prodotti da malattie esantematiche

come scarlattina e varicella, o

stati di ansia indotti da disturbi cardiaci

o endocrini.

I disturbi gravi come le psicosi organiche

possono essere provocate da

encefalopatie vascolari (arteriosclerosi),

demenza senile, morbo di

Alzheimer, saturnismo (intossicazione

da metalli), droga, alcol, medicinali,

tumori del lobo frontale del cervello.

Una classificazione tradizionale della

psichiatria distingue le malattie psichiche

organiche in:

- oligofrenia o deficienza o debolezza

mentale, se la malattia é presente

dalla nascita, che la psichiatria storica

definiva:

* idioti: QI inferiore a 20

* imbecilli: QI da 20 a 35

* debole mentale: QI da 35 a 50

* subnormale QI da 50 a 70

- demenza, se invece la persona

nasce sana e una malattia interviene

nel corso della vita a lederne le

funzioni intellettive

Se il disturbo assume alcune caratteristiche

della nevrosi, ma nello stesso

tempo ha anche caratteristiche

della psicosi, si parla allora di sindrome

marginale, o “border” o “borderline”.

La condizione borderline é per lo


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& terapia 01/08

più causata dal concorrere di numerose

cause patogene, e dalla presenza

di conflitti profondi di tipo psicotico

mascherati in superficie da meccanismi

di difesa di tipo nevrotico.

SESTO

(la psichiatria dinamica)

Col termine di “psichiatria dinamica”

si intende un indirizzo della psichiatria

che:

1) tende ad una sintesi tra psichiatria

e psicanalisi

2) valorizza gli aspetti psicologici ed

interpersonali rispetto a quelli

medico biologici

3) pone tra i fondamenti il concetto di

inconscio

4) interpreta il disturbo nei termini

del tentativo di risoluzione di un

conflitto tra pulsioni diverse

Partendo da questi principi, i disturbi

psichici vengono per lo più classificati

come segue:

1) sindromi psiconevrotiche

a) sindromi nevrotiche

- sindromi ansiose:

* ansia occulta

* ansia latente

* crisi d’ansia

- sindromi neurasteniche:

* affettive

* cenestopatiche

* ipocondriache

* asteniche

* funzionali

- sindromi fobiche:

* fobia da situazione

* fobia da esseri viventi

* fobia da oggetti


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Salute

- sindromi ossessive

* immagini, idee, impulsi ossessivi

* ossessione dubitativa

* fobia ossessiva

* azioni/comportamenti coatti

(anancasmo)

- sindromi isteriche

* con sintomi somatici

* con sintomi psichici

* miste

b) sindromi post-traumatiche

- sindrome psicogena immediata successiva

al trauma

- sindrome psicogena traumatica tardiva

c) sindromi caratteriali

- ipertimici

- depressivi

- insicuri

- fanatici

- narcisisti

- instabili o labili

- personalità esplosive

- apatici o freddi

- abulici

- astenici

2) sindromi psicosomatiche

- sindromi dell’apparato gastroenterico

- disordini dell’alimentazione

- sindromi dell’apparato cardiocircolatorio

- sindromi dell’apparato respiratorio

- sindromi dell’apparato urogenitale

- sindromi dell’apparato locomotore

- sindromi dermatologiche

3) sindromi psicosessuali

- la masturbazione compulsiva nell’età adulta

- il feticismo

- zoorastia o bestialismo

- esibizionismo / voyeurismo

- omosessualità

- sadomasochismo

- transessualismo e travestismo

- sindromi deficitarie: impotenza, eiaculazione

precoce, frigidità, vaginismo,

dispareunia

4) sindromi tossicofiliche

- intossicazione, assuefazione, dipendenza

da droghe di vari tipi

- alcolismo acuto: ebbrezza semplice,

ubriachezza patologica, dipsomania

(bevitore del week end)

- alcolismo cronico:

* alterazioni della personalità

* delirio psicotico di gelosia

* psicosi allucinatoria alcolica cronica

* encefalopatie carenziali

* delirium tremens

* allucinosi alcolica

5) sindromi distimiche

- sindrome distimica endogena bipolare:

ciclotimia o sindrome maniacodepressiva

o depressione bipolare

- sindrome distimica endogena monopolare

(depressione endogena)

- sindromi distimiche del periodo involutivo

- depressioni nevrotiche pure

- depressioni nevrotiche reattive

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6) sindromi schizofreniche

- schizofrenia simplex

- sindromi ebefreniche

- sindromi paranoidi

- sindrome catatonica

- sindromi pseudoneurotiche o pseudopsicopatiche

- sindromi parafreniche

7) sindromi marginali

- stati tipo border o borderline

- psicosi con aspetti distimici e schizofrenici

- depressioni episodiche tendenti a

cronicizzazione

- stati neurotici con aspetti distimici

8) sindromi psicorganiche

- psicosindrome cerebrale diffusa

causata da malattia organica, trauma,

intossicazione, invecchiamento

- psicosindrome cerebrale a focolaio

causata da malattia organica trauma,

intossicazione, invecchiamento

- psicosindrome esogena acuta causata

da malattia organica

- psicosindrome endocrina semplice,

distimica, schizofrenica

- demenza presenile o morbo di

Alzheimer

- demenza senile e arteriosclerotica

- disturbi mentali nell’infezione luetica

- epilessia

- oligofrenia: genetica prenatale, perinatale,

postnatale, patogena o traumatica

SETTIMO

(il criterio descrittivo)

Questa brevissima rassegna mette in

evidenza la diversità di scuole e teorie

nel campo della psicologia e della

psichiatria.

Di fronte a questa situazione, e ai

possibili problemi di incomprensione

tra i diversi operatori nel campo della


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& terapia 01/08

salute mentale, l’Associazione

Psichiatrica Americana (USA), fin dal

1952 si é preoccupata di creare uno

strumento comune ed un testo base

di riferimento, che potessero costituire

un linguaggio comune ed univoco,

che fosse al di sopra delle differenze

tra le diverse scuole e teorie.

Questo lavoro, in continuo aggiornamento

e revisione, ha prodotto il

“Manuale diagnostico e statistico dei

disturbi mentali” denominato DSM

(Diagnostic and Statistical Manual of

Mental Disorders) che viene regolarmente

aggiornato, ed ha avuto un

impatto tale, da essere prima adottato

in tutti i paesi di lingua inglese ed in

seguito tradotto in cinese, danese,

olandese, finlandese, francese, tedesco,

greco, italiano, giapponese, norvegese,

portoghese, spagnolo, svedese.

I campi nei quali il DSM é principalmente

utilizzato sono quelli della psicologia,

psicoterapia, psichiatria sia

private che pubbliche, nella medicina

legale, nei tribunali, nei contesti istituzionali

pubblici.

Il criterio scelto dai compilatori del

DSM é quello della descrizione estre-

mamente accurata del disturbo e

nella sua relativa catalogazione.

Nella stessa introduzione al DSM-III

viene indicato il criterio adottato:

“Nel DSM-III ciascuno dei disturbi

mentali é concepito come una sindrome

o modalità comportamentale o

psicologica clinicamente significativa,

che si manifesti in un individuo e che

sia tipicamente associata o con un

malessere attuale o con una menomazione

in una o più importanti funzioni,

o con rischio significativamente

aumentato di andare incontro a

morte, dolore, invalidità o una importante

perdita della libertà.”

Il DSM pertanto fornisce una descrizione

dettagliata di ogni disturbo precisandone:

- le modalità

- le manifestazioni associate

- il decorso

- l’età di insorgenza

- le menomazioni

- le eventuali complicanze

- i fattori predisponenti

- la prevalenza

- la distribuzione tra i sessi

- la familiarità

- i criteri per la diagnosi differenziale

da altri disturbi

I disturbi mentali vengono catalogati

come segue:

* disturbi che esordiscono solitamente

nella infanzia, nella fanciullezza,

nella adolescenza

* sindromi e disturbi mentali organici

* disturbi da uso di sostanze psicoattive

* schizofrenia

* disturbo delirante paranoide

* disturbi psicotici non classificati

altrove

* disturbi dell’umore

* disturbi d’ansia e di fobia

* disturbi somatoformi

* disturbi dissociativi e isterici

* disturbi sessuali / parafilie

* disturbi del sonno

* disturbi fittizi

* disturbi del controllo degli impulsi

non classificati altrove

* disturbo dell’adattamento

* fattori psichici che incidono sulla

condizione fisica

* disturbi di personalità

* condizioni che richiedono attenzione

e trattamento ma non sono attribuibili

ad un disturbo mentale


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