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Maggio - Giugno 2010 - Praticantati Online

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amazzonica influenza la

amazzonica influenza la vita dell’intero pianeta Terra per mezzo di diversi processi, alcuni dei quali non sono ancora completamente conosciuti. Le foreste per esempio hanno un’importante funzione stabilizzatrice del clima. Sono enormi contenitori di CO2 e la loro distruzione è responsabile di quasi un quinto delle emissioni di gas serra di tutto il pianeta. Gli specialisti hanno calcolato che gli alberi dell’Amazzonia contengono 90-140 miliardi di tonnellate di carbonio equivalenti a 9-14 anni di emissioni di carbonio attuali a livello globale. Questo significa che nessun piano di riduzione delle emissioni funzionerà se non fermiamo la distruzione della foresta amazzonica. Inoltre è un Bioma ricchissimo di biodiversità, una ricchezza che stiamo perdendo prima ancora di averla conosciuta. 13. Gli esiti della recente conferenza di Copenhagen hanno lasciato deluse molte componenti sociali a tutti i livelli. Una delle maggiori critiche mosse riguarda l’eccessivo peso geopolitico che ha connotato il summit, a scapito dei reali problemi dell’ambiente. Qual è il suo pensiero in merito? Non sono pessimista sugli esiti della conferenza di Copenhagen, al contrario. Ho partecipato alla conferenza e trovo che la convinzione e la consapevolezza di quei giorni siano invece un segnale molto positivo se guardato a lungo termine. E’ ingenuo avere grandi aspettative quando i temi in gioco sono così complessi come quelli trattati nel contesto della lotta al caos climatico. Chi è rimasto deluso si aspettava un giusto impegno concreto da parte dei partecipanti ma non bisogna sottovalutare l’importanza storica di quello che è accaduto: per la prima volta tutti gli attori hanno accettato di discutere intorno ad un tavolo. Nessuno ha ancora trovato la soluzione o la formula che mette tutti d’accordo ma questo non è un fallimento, è un passo importante di un lungo percorso. Inoltre, la mobilitazione e l’interesse all’ambiente dimostrati in quei giorni da moltissimi cittadini del mondo ci danno un segnale di grande speranza per il futuro. Le rivoluzioni partono sempre dal basso e le buone idee sono eserciti inarrestabili. 14. Perché nella evoluta e tecnologica società di oggi accadono disastri ambientali come quello che vede protagonista la compagnia petrolifera BP nei mari centro americani? Da quale errore globale derivano queste sciagure? L’errore globale è l’illusione di essere una specie emancipata dalla natura. Lo stile di vita urbano ci ha portato all’erronea convinzione di non aver più bisogno di ecosistemi intatti, le nostre esigenze sembrano soddisfatte dal solo benessere economico: una casa, un’auto, un cellulare, una televisione… Dimenticando che abbiamo ancora esigenze che solo la natura può soddisfare: acqua, suolo, ossigeno, alimenti. Questi beni, di proprietà esclusiva del pianeta, hanno un valore, andrebbero pre- 6 PRATICANTATI servati e difesi e il danno inferto andrebbe punito legalmente, come facciamo per ogni altro atto illecito. Il crimine contro l’ambiente andrebbe riconosciuto come crimine e i responsabili giudicati da un tribunale internazionale. 15. Quali sono le sue proposte più facilmente attuabili e spendibili politicamente per migliorare la vivibilità ambientale? E che ruolo possono darsi gli studenti di oggi, futuri amministratori del proprio territorio e delle proprie risorse, per esercitare una concreta azione di salvaguardia e valorizzazione? Le proposte sul tavolo sono molto interessanti e offrono grandi possibilità di miglioramento. Energie rinnovabili come il fotovoltaico, sistemi di riduzione dei consumi energetici, il riciclo dei materiali, città e edifici ecocompatibili, maggiore efficienza dei trasporti pubblici, nuove formule come il car sharing e altre ancora. Gli studenti di oggi devono sapere che tutto ciò sarà determinante ma non sufficiente. La vera azione concreta è il cambiamento dei nostri paradigmi di sviluppo. L’approccio al consumo deve cambiare, sarà necessario rallentare e adottare modelli più sobri e responsabili. Gli studenti di oggi dovranno scegliere domani se essere complici del dramma in atto o parte della soluzione. 16. Un’indicazione agli studenti intenzionati a seguire un’attività come la sua, o semplicemente che desiderano adoperarsi, anche nella massima semplicità, per la salvaguardia delle risorse della natura e dei diritti dell’uomo. A chi è interessato alla difesa della natura come professione posso dire che è un’attività in grande espansione. Esiste una domanda crescente di professionisti e tecnici con competenze diverse per un lavoro multidisciplinare e di squadra. Il futuro della nostra specie dipenderà dall’abilità al dialogo di ecologi, economisti, climatologi, politici, agronomi e ingegneri tra gli altri. Un pool di grande varietà pronto ad agire come sistema immunitario del pianeta per fermare il decorso della malattia. Si tratta di una lotta contro il tempo, in cui conta l’impegno di ogni singolo studente che deve mantenersi informato e consapevole. E’ importante conoscere la provenienza dei prodotti che si usano, non acquistare passivamente ciò che il mercato impone, riciclare, risparmiare acqua, energia, incontrare altre culture e diffonderne la ricchezza. Ognuno può agire con le proprie armi di diffusione del pensiero. Parlatene, fate camminare le nuove idee. MaggioGiugno 2010

I N T E R V I S T A DA PRATAIOLO A …. STUDENTE DI ECONOMIA Di Francesca Laura Nava Per questo numero di Praticantati intervistiamo tre studenti che frequentano l’università di economia: Michela a Milano, Marco a Trento e Alessio a Bolzano. Tutti e tre sono iscritti alla stessa facoltà, ma ciascuno dei tre atenei ha le proprie caratteristiche. Nome: Michela Elisabetta Nava 1. In che anno ti sei diplomata/o? 2. Qual è il ricordo migliore che conservi di cinque anni di Liceo? 3. Ce n’è forse anche qualcuno spiacevole? 4. Perché hai scelto la facoltà di economia? Alcune mie compagne di classe, care amiche, e il meraviglioso viaggio in Australia il terzo anno! Secondo Nietzsche la maggior parte degli uomini, non conoscendo i rari momenti magici della vita, finisce col vivere solo gli intervalli. Ecco, gli intervalli al Prati sono stati in assoluto i miei momenti più magici. Gli anni che ho trascorso nella scuola in sé. Le amicizie che mi sono fatto e, più generalmente, le persone che ho conosciuto, le assemblee spettacolo, le lezioni di Osti... No comment … No, tutto liscio … La mia bocciatura anche se, un po', me l'aspettavo ... Inizialmente ero molto indecisa tra economia e medicina, ma poi ho capito che quello che mi piace veramente è relazionarmi con le persone, soprattutto in ambito internazionale, avere compiti dirigenziali, viaggiare. Inoltre economia è una facoltà che permette di capire criticamente gli eventi di attualità e apre tantissime strade, anche in ambiti molto diversi. Michela Elisabetta Nava 2009 2008 2009 Perché credevo fermamente nell'equazione economia = tanti soldi, prontamente smentita dalla crisi e per fortuna anche dal mio piano di studi. Studiare economia ci fornisce gli strumenti per tentare di comprendere la realtà con cui interagiamo tutti i giorni. It's not all about money! Alessio Decarli Ero interessato a studiare economia perché la società odierna si basa su di essa. In secondo luogo per i possibili sbocchi lavorativi, ottenibili in seguito ad una laurea in questa disciplina. n° 7 anno XII PRATICANTATI 7

249 • anno xliii • n. 3 maggio-giugno-luglio 2010 - Benvenuto alla ...
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Nr 3/2012 - Maggio - Giugno - 2012 - Ristorazione e Catering
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Maggio/Giugno - Associazione Nazionale Carabinieri
Maggio - Giugno - Luglio 2012 - Comune di Acquapendente