CHIMICA ORGANICA
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<strong>CHIMICA</strong> <strong>ORGANICA</strong><br />
La chimica organica è la chimica dei composti del CARBONIO<br />
La teoria base della chimica organica è la teoria strutturale:<br />
1) Gli atomi dei composti organici possono formare<br />
un numero definito di legami. (Valenza)<br />
C O<br />
2) L’atomo di carbonio si può legare mediante una<br />
o più valenze ad altri atomi di carbonio<br />
C C C C C C C
ISOMERI: composti differenti che hanno la stessa formula molecolare<br />
ISOMERIA<br />
Isomeri di struttura: sono quei composti che hanno la stessa formula<br />
molecolare, ma differiscono nell’ordine con cui gli atomi sono legati.<br />
I legami chimici possono essere:<br />
CH 3CH 2OH CH 3OCH 3<br />
Si forma a seguito del trasferimento di uno o<br />
ionico o elettrovalente<br />
più elettroni da un atomo all’altro<br />
Si forma quando due atomi accoppiano i loro<br />
covalente<br />
elettroni dispari.
Principio dell’Aufbau: gli orbitali sono riempiti con gli elettroni secondo un ordine<br />
crescente di energia<br />
Principio di esclusione di Pauli: ogni orbitale può contenere fino ad un massimo<br />
di due elettroni, purchè i loro spin siano di segno opposto.<br />
Regola di Hund: gli elettroni si dispongono sugli orbitali degeneri in modo da<br />
raggiungere il maggior numero possibile di elettroni dispari
Orbitali σ<br />
Orbitali Π
Formula generale:<br />
Alcani<br />
Alcani: C nH 2n+2<br />
Cicloalcani: C nH 2n
Nomenclatura degli alcani<br />
•La posizione dei sostituenti è specificata numerando la catena più<br />
lunga in modo essi abbiano il numero più piccolo<br />
CH 3<br />
1<br />
2<br />
3<br />
CH 2<br />
CH 3<br />
CH 2<br />
6<br />
5<br />
CH 4<br />
2<br />
3<br />
2<br />
CH CH 2<br />
4 5 6<br />
3-etilesano<br />
CH 3<br />
•Quando sono presenti diversi sostituenti vanno elencati in ordine<br />
alfabetico usando i prefissi di-, tri-, etc. per indicare la presenza di<br />
sostituenti uguali<br />
1<br />
Numerazione corretta<br />
Numerazione non corretta
CH3- metile CH3CH2- etile<br />
CH3CH2CH2- propile CH3CH2CH2CH2- butile<br />
C<br />
H 3<br />
CH 3<br />
CH<br />
CH 3CH 2CH 2CH 3<br />
C<br />
H 3<br />
Carbonio<br />
secondario<br />
C<br />
H 2<br />
CH 3<br />
CH<br />
Isomeri di struttura<br />
C<br />
H 3<br />
Carbonio<br />
terziario<br />
C<br />
H 3<br />
CH 3<br />
CH<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
C<br />
CH 3<br />
Gruppo isopropilico sec-butile terz-butile
Alcani: isomeri di struttura<br />
Per n>3 esistono più isomeri di struttura. Le diverse strutture di<br />
queste molecole portano a differenti proprietà chimiche e<br />
fisiche<br />
n-butano<br />
isobutano<br />
CH 3<br />
CH 2 CH 2<br />
CH 3<br />
CH CH 3<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
Modello ball and sticks Modello space filling<br />
Gli alcani a catena lineare sono chiamati normali (n-). Gli altri sono detti<br />
ramificati
Cicloalcani: nomenclatura<br />
La nomenclatura segue le stesse regole adottate per gli alcani.<br />
Si premette il prefisso ciclo- e l’anello viene numerato in modo<br />
da avere i numeri più bassi per i sostituenti.<br />
6<br />
5<br />
CH2<br />
1 2<br />
4<br />
3<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
1-etil-3-metilcicloesano
C<br />
Cicloalcani<br />
Oltre a formare catene, gli atomi di C possono formare degli anelli. I cicloalcani<br />
sono anelli formati esclusivamente da gruppi CH 2<br />
C<br />
C<br />
Formula generale dei cicloalcani:<br />
C nH 2n (n > 3)<br />
Il più semplice è il ciclopropano C 3H 6 in cui gli atomi di C<br />
formano un triangolo equilatero con angoli di 60°; gli orbitali<br />
ibridi sp 3 non si sovrappongono estesamente e ciò provoca un<br />
legame C-C debole ed in tensione e la molecola è molto più<br />
reattiva del propano. Analogamente si comporta il ciclobutano<br />
(angoli di 90°). Al contrario il cicloepentano e il cicloesano<br />
sono abbastanza stabili perché i loro anelli hanno angoli di<br />
legame più vicini all’angolo del tetraedro.
Cicloesano: Stereochimica
Cicloesano: Stereochimica
Cicloesano: Stereochimica
Cicloesano: Stereochimica
Alcani: Sintesi<br />
Il petrolio rappresenta la fonte principale di idrocarburi saturi, i quali<br />
servono fondamentalmente per la produzione di energia mediante la<br />
combustione<br />
H H<br />
C C + H2<br />
Pt, Ni<br />
Solvente<br />
C C<br />
2 R-X + Zn + 2H + 2R-H + ZnX 2<br />
R-X + R’-X R-R’
A:B<br />
A . + B .<br />
A: - + B +<br />
A + + :B -<br />
Omolisi<br />
Eterolisi<br />
C C . + Z .<br />
:Z<br />
C:Z<br />
C+<br />
+ :Z<br />
-<br />
C:-<br />
+ Z+<br />
Radicale carbonio<br />
Carbocatione<br />
Carbanione
H<br />
Cl 2<br />
H<br />
C<br />
H<br />
Cl NaOH H C OH NaCl<br />
calore<br />
luce<br />
H<br />
+ +<br />
2Cl .<br />
CH 4 + Cl . HCl + CH 3 .<br />
H<br />
CH 3 . + Cl2 CH 3Cl + Cl .<br />
Stadio di inizio<br />
Stadi di terminazione<br />
C H + Cl2 C Cl + HCl<br />
Stadi di propagazione<br />
H<br />
H<br />
H<br />
C<br />
H<br />
H<br />
C<br />
H<br />
+ .<br />
+<br />
Alcani: reazioni<br />
H<br />
C H<br />
H<br />
Cl<br />
H<br />
H<br />
H<br />
C<br />
H<br />
Cl + Cl Cl Cl<br />
H<br />
C H<br />
H<br />
H<br />
C Cl<br />
H
Definizione di isomero<br />
Si definiscono isomeri due o più molecole aventi stessa formula<br />
molecolare ma differente formula di struttura. Esistono vari<br />
tipi di isomeria:<br />
Strutturale: gli atomi di carbonio sono legati tra di loro in maniera differente (per<br />
esempio isobutano e normalbutano).<br />
Stereoisomeria: gli stereoisomeri presentano gli stessi legami ma differiscono per il<br />
modo in cui gli atomi sono orientati nello spazio. Per trasformare uno stereoisomero<br />
nell’altro è necessario rompere e riformare almeno un legame. Si chiamano<br />
diastereoisomeri gli stereoisomeri che non sono uno l’immagine speculare dell’altro.<br />
Si chiamano isomeri geometrici i diastereoisomeri che debbono la loro<br />
esistenza alla mancanza di libera rotazione intorno ai doppi legami (isomeria<br />
cis/trans nel 2-butene).<br />
Si chiamano isomeri ottici gli isomeri che non sono sovrapponibili alla loro<br />
immagine speculare.<br />
Si chiamano isomeri conformazionali gli isomeri che possono trasformarsi l’uno<br />
nell’altro senza la rottura di legami (per esempio le diverse conformazioni anti e<br />
gauche del n-butano).
La sistemazione degli atomi che caratterizza un dato stereoisomero si<br />
chiama la sua configurazione
Attività ottica<br />
La luce polarizzata è una luce le cui vibrazioni avvengono soltanto in uno<br />
degli infiniti piani possibili<br />
Una sostanza otticamente attiva ruota il piano della luce polarizzata.
Gli enantiomeri hanno punti di fusione, ebollizione ed indici di<br />
rifrazione assolutamente identici.<br />
Gli enantiomeri differiscono solo nelle interazioni con sostanze<br />
chirali o con fenomeni fisici di natura chirale.<br />
I diastereoisomeri hanno proprietà chimiche simili, ma proprietà<br />
fisiche differenti
Racemo: miscela in parte uguali di due enantiomeri<br />
Una molecola chirale è una molecola non sovrapponibile alla propria<br />
immagine speculare.<br />
Si chiama centro chirale un atomo di carbonio al quale sono legati<br />
quattro gruppi diversi.<br />
Un composto meso è un composto le cui molecole sono sovrapponibili<br />
alla loro immagine speculare sebbene contengano dei centri chirali
Reazioni di Sostituzione Nucleofila<br />
Nu: - + R--X R Nu + X -<br />
nucleofilo substrato prodotto gruppo uscente<br />
+ +<br />
OH- H3C Cl H3C OH Cl<br />
δ+ δ-<br />
C X
Sostituzione nucleofila SN2<br />
E’ una reazione bimolecolare V = k [Nu: - ] [R-X]<br />
Avviene con substrati primari o secondari<br />
Avviene in un unico step con inversione di configurazione
Sostituzione nucleofila SN1<br />
E’ una reazione unimolecolare V = k [R-X]<br />
Avviene con substrati terziari<br />
Avviene in due step con inversione di configurazione più parziale racemizzazione
Carbocatione<br />
Un sistema elettricamente carico è tanto più stabilizzato quanto più la<br />
carica è dispersa o delocalizzata.<br />
R<br />
C +<br />
R<br />
R<br />
C +<br />
R<br />
> R > R ><br />
H<br />
C +<br />
H<br />
H<br />
H<br />
C +<br />
H<br />
H
CONFRONTO FRA:<br />
SN2 SN1<br />
Cinetica del secondo ordine Cinetica del primo ordine<br />
Completa inversione stereochimica Racemizzazione<br />
Assenza di trasposizioni Trasposizioni
V = k [Sub] [Nu: - ]<br />
La reazione SN2 è favorita da solventi che stabilizzano meno il nucleofilo<br />
anionico: solventi aprotici o solventi a bassa polarità.
V = k [Sub]<br />
La reazione SN1 è favorita da solventi a elevato potere ionizzante, cioè da<br />
solventi polari protici, che facilitano l’espulsione del gruppo uscente.
Reazioni di eliminazione<br />
Le reazioni di eliminazione sono caratterizzate dalla<br />
rimozione in una molecola di due gruppi, che possono<br />
essere situati:<br />
a. sullo stesso atomo di carbonio (α-eliminazione)<br />
b. su atomi di carbonio adiacenti (β-eliminazione o eliminazione 1,2)<br />
con formazione di un legame multiplo<br />
CH 3<br />
CH<br />
Br<br />
C<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
C 2 H 5 ONa<br />
C 2 H 5 OH<br />
C H ONa<br />
2 5<br />
Br H C C CH 2 3<br />
C2H5OH + +<br />
H C CH CH NaBr 2 3 C2H5OH CH 3<br />
deidroalogenzioni<br />
+ +<br />
NaBr C 2 H 5 OH
Reazione di eliminazione E2<br />
E’ una reazione bimolecolare V = k [R-X] [:B - ]<br />
Avviene in un unico step<br />
Avviene con substrati primari o secondari
Reazione di eliminazione E1<br />
E’ una reazione unimolecolare V = k [R-X]<br />
Avviene con substrati terziari<br />
Mostrano lo stesso effetto della struttura sulla reattività osservato nelle<br />
reazioni SN1<br />
Danno luogo a trasposizioni
Nella deidroalogenazione il prodotto preferito è alchene che ha il maggior<br />
numero di gruppi alchilici legati agli atomi di carbonio impegnati nel doppio<br />
legame (Saytzeff)
L’eliminazione secondo E1 mostra un forte orientamento secondo<br />
Saytzeff, cioè quando si può formare più di un alchene, il prodotto preferito<br />
è l’alchene più ramificato.
SN2 verso E2:<br />
Competizione tra sostituzione ed eliminazione<br />
Quando la sostituzione e l’eliminazione bimolecolari sono reazioni<br />
competitive, la quantità del prodotto di eliminazione aumenta passando<br />
da un alogenuro alchilico primario, al secondario e poi al terziario<br />
E2<br />
SN2<br />
Un solvente meno polare e una temperatura più elevata favoriscono l’E2.<br />
L’uso di una base stericamente impedita CH C 3<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
O favorisce l’E2
SN1 verso E1:<br />
Competizione tra sostituzione ed eliminazione<br />
L’eliminazione E1 e la sotituzione SN1 procedono con formazione<br />
dello stesso intermedio: l’eterolisi per formare il carbocatione<br />
Nucleofili deboli e l’uso di solventi polari favoriscono l’E1.<br />
Nonostante sia difficile influenzare la distribuzione relativa dei<br />
prodotti SN1 e E1 si riscontra che le reazioni SN1 sono favorite da<br />
una bassa temperatura.<br />
In generale le reazioni di sostituzione degli alogenuri terziari non<br />
hanno un grande interesse preparativo, in quanto danno troppo<br />
facilmente l’eliminazione
Formula Generale: C nH 2n<br />
Alcheni<br />
Gli alcheni rappresentano una classe di idrocarburi insaturi.<br />
Il doppio legame rappresenta il gruppo funzionale caratteristico degli alcheni
CH 3<br />
H C CH CH CH 2 2 3 C CH CH2CH 2<br />
H<br />
1-butene 2-esene<br />
CH 3<br />
La catena è numerata a partire dall’estremità che è più vicina al doppio legame<br />
CH 3<br />
1<br />
2<br />
CH 3<br />
3,5 dimetil cicloesene<br />
Nel caso di cicloalcheni sostituiti, gli atomi di carbonio dell’anello sono<br />
numerati in modo che i carboni del doppio legame portino i numeri 1 e 2.<br />
H2C CH<br />
Gruppo vinile<br />
Alcheni: nomenclatura<br />
H C 2<br />
Gruppo allile<br />
CH CH 2<br />
I gruppi vinilico e allilico sono due sostituenti alchenilici e possono determinare<br />
il nome di alcune olefine
Alcheni: isomeria cis/trans<br />
Attorno agli atomi di C uniti mediante il doppio legame la rotazione è impedita.<br />
Ciò comporta il manifestarsi dell’isomeria geometrica. Ad esempio il 2-butene<br />
esiste in due isomeri geometrici.<br />
H H<br />
Cis 2-butene C=C<br />
C=C Trans 2-butene<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
H CH 3<br />
CH 3<br />
H
Alcheni: stereochimica<br />
+<br />
C C H H<br />
Pt<br />
C C<br />
H H<br />
ΔH = 30 Kcal/mole<br />
L’idrogenazione di un alchene è una reazione esotermica e la maggior parte<br />
degli alcheni hanno calore di idrogenazione di circa 30 kcal/mole.<br />
Nella coppia cis-trans di due alcheni stereoisomeri, l’isomero trans è sempre<br />
L’isomero cis è il meno stabile a causa delle maggiori tensioni steriche<br />
più stabile dell’isomero cis.
Idrocarburi insaturi: alcheni<br />
Orbitali molecolari dell’etilene<br />
Negli alcheni i carboni dei doppi legami presentano ibridazione sp 2 . Il legame C-C<br />
è formato per accoppiamento di due elettroni presenti negli orbitali sp 2 e il legame<br />
per accoppiamento di elettroni p.<br />
I due orbitali p sui due atomi di carbonio dell’etilene devono essere allineati<br />
(paralleli) per poter formare legami . Questo impedisce la rotazione dei due gruppi<br />
CH 2 l’uno rispetto all’altro a temperatura ordinaria, contrariamente agli alcani per i<br />
quali è possibile la libera rotazione.
Alcheni: preparazione<br />
Il metodo più generale per la preparazione degli alcheni si basa sulle<br />
reazioni di eliminazione<br />
C C<br />
H OH<br />
H +<br />
calore<br />
C C<br />
La facilità con cui gli alcooli eliminano acqua in ambiente acido diminuisce<br />
nel seguente ordine:<br />
R<br />
R<br />
C OH<br />
R<br />
R<br />
> R C OH ><br />
H<br />
R<br />
H<br />
C OH<br />
La deitrazione degli alcooli segue la regola di Saytsev: i prodotti principali<br />
sono gli alcheni più stabili.<br />
H
Alcheni: preparazione<br />
La deidratazione degli alcooli è una reazione E1 a carico dell’alcool<br />
Alcuni alcooli primari e secondari subiscono una modificazione del loro<br />
protonato.<br />
scheletro di atomi di carbonio (trasposizioni)<br />
CH 3<br />
C<br />
H 3<br />
CH3 CH3 CH CCH<br />
C 3 O<br />
OH<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
C O +<br />
H3C H<br />
H3C H<br />
CH 3<br />
CH CH 3 3<br />
CH CH 3 3<br />
H O CH C C CH 3<br />
3 + H C C CH<br />
2<br />
+<br />
H<br />
H<br />
C O<br />
H<br />
+<br />
H3C H<br />
+ H3C H +<br />
H2O CH 3<br />
H<br />
80% 20%<br />
C<br />
H 3<br />
C +<br />
CH3 CH 3<br />
CH 3<br />
C +<br />
H C H H<br />
CH2 H C 3 + O H<br />
H C C 3 +<br />
CH 3<br />
+<br />
H<br />
O H<br />
H<br />
H<br />
O +<br />
H<br />
CH 3
Alcheni: reazioni<br />
Per il fatto di possedere un doppio legame carbonio-carbonio, gli alcheni<br />
sono molto reattivi e danno reazioni tipiche di addizione, che portano alla<br />
formazione di composti saturi.<br />
La reazione tipica degli alcheni è l'addizione elettrofila, l'addizione cioè di<br />
reagenti acidi. La reazione di addizione al doppio legame è un esempio di<br />
reazione che procede con rottura eterolitica del legame.<br />
Le reazioni di addizione tipiche degli alcheni sono:<br />
Addizione di alogeni Addizione di acidi alogenidrici<br />
Addizione di acqua o idratazione
Alcheni: reazioni<br />
Meccanismo dell’addizione elettrofila<br />
L'atomo di alogeno reso parzialmente positivo diviene un reattivo<br />
elettrofilo (un acido di Lewis) ed è fortemente attratto dal doppio legame.<br />
Si formano uno ione bromonio ciclico intermedio e un alogenione negativo.<br />
L'esistenza di un effettivo catione intermedio parrebbe confermata dal fatto<br />
che questa reazione dà sempre l'addizione trans (è cioè stereospecifica).<br />
L’apertura dell’anello a tre termini è una reazione SN2<br />
Gli alcheni reagiscono immediatamente<br />
con il bromo a temperatura ambiente<br />
ed in assenza di luce.
Alcheni: reazioni<br />
Nel caso dell'addizione ad un termine superiore all'etene, contenente quindi<br />
almeno un radicale alchilico, l'alchene possiede già una polarizzazione, dovuta<br />
all'effetto induttivo, elettrondonatore (elettron-respingente), del radicale<br />
alchilico:<br />
Così, dalla reazione:<br />
Nell'addizione di un acido ad un doppio legame carbonio-carbonio, l'idrogeno si<br />
lega al carbonio che ha già il maggior numero di idrogeni legati a sé. (Regola di<br />
Markovnikov)<br />
La regola di Markovnikov può essere così generalizzata: "L'addizione elettrofila<br />
ad un doppio legame carbonio-carbonio implica la formazione intermedia del<br />
carbocatione più stabile e cioè dell'ordine maggiore possibile."
Alcheni: stereochimica<br />
I termini cis e trans per distinguere due alcheni diastereoisomeri si<br />
applicano senza ambiguità solamente agli alcheni con due sostituenti<br />
Nel caso di alcheni con quattro sostituenti diversi legati ai carboni insaturi si ha:<br />
Cl<br />
H<br />
Cl<br />
C C Cl<br />
C<br />
F<br />
C<br />
Br H<br />
Br<br />
(E)-1-Bromo-1,2-dicloroetene<br />
F<br />
C<br />
Cl<br />
C<br />
Br H<br />
Z E<br />
Cl<br />
H<br />
C C Br<br />
Cl<br />
(Z)-1-Bromo-1,2-dicloroetene
Formula Generale: C nH 2n-2<br />
Alchini<br />
Desinenza finale: …..ino
Alchini: reazioni<br />
La chimica degli alchini è la chimica del triplo legame; gli alchini danno<br />
reazione di addizione elettrofila come gli alcheni.<br />
C C<br />
HCl H<br />
C C<br />
HCl<br />
H<br />
C<br />
Cl<br />
C<br />
Cl<br />
H Cl<br />
Cloroalchene Dicloruro geminale<br />
Gli idrogeni dell’acetilene sono notevolmente più acidi sia di quelli dell’etilene<br />
che dell’etano<br />
H H<br />
H H<br />
H C C H C C<br />
H C C H<br />
Ka ~ 10<br />
H H<br />
H H<br />
-25<br />
Ka ~ 10-44 Ka ~ 10-50 L’acetiluro di sodio e gli altri alchilacetiluri possono essere preparati<br />
trattando gli alchini terminali con sodioammide in ammoniaca liquida.<br />
+ +<br />
H C C H NaNH2 H C C Na +<br />
NH 3
Dieni<br />
I dieni sono semplicemente alcheni che contengono due doppi legami.<br />
I dieni possono essere classificati in:<br />
Coniugati, quando i doppi legami<br />
sono separati da un solo legame<br />
semplice.<br />
Isolati, quando i doppi legami sono<br />
separati da più di un legame<br />
semplice.<br />
Cumulati (o alleni), quando i doppi<br />
legami non sono separati l'uno dall'altro.
Dieni coniugati<br />
Il primo termine di questa serie è l'1,3-butadiene ed è il diene più importante;<br />
viene usato industrialmente per fabbricare la gomma sintetica.
Dieni coniugati<br />
Il sistema di doppi legami dei dieni coniugati è termodinamicamente più<br />
stabile sia del doppio legame degli alcheni sia del sistema di doppi legami<br />
dei dieni isolati.<br />
Concludiamo perciò che i due doppi legami coniugati dell’1,3 butadiene<br />
sono più stabili di due doppi legami dell’1-butene.
Dieni coniugati: risonanza<br />
Secondo la teoria della risonanza, una molecola può essere rappresentata da tutte le<br />
possibili strutture che differiscano esclusivamente per la disposizione degli<br />
elettroni. Di queste strutture (strutture canoniche di risonanza), nessuna<br />
rappresenta realmente la molecola che è piuttosto un ibrido di risonanza di tutte<br />
le strutture possibili.<br />
Per il butadiene si possono scrivere le seguenti formule risonanti, a cariche<br />
separate:
Dieni coniugati: risonanza<br />
È quindi possibile immaginare una delocalizzazione degli elettroni che<br />
coinvolga l'intero gruppo funzionale del diene coniugato.<br />
ed equivale alla risonanza<br />
che contribuirebbe a stabilizzare la molecola del diene coniugato.
Dieni coniugati: reattività<br />
I dieni coniugati non solo mostrano una stabilità termodinamica maggiore di<br />
quella prevedibile teoricamente, ma mostrano anche un comportamento<br />
particolare nelle loro reazioni con reagenti elettrofili.<br />
È evidente che un anione, o una qualsiasi base, potrà attaccarsi o in posizione<br />
2 o in posizione 4: la "direzione" dell' attacco può essere controllata scegliendo<br />
adeguatamente le condizioni di reazione.<br />
Le quantità relative dei prodotti di addizioni 1,2 e 1,4 non sono costanti ma<br />
dipendono dalla temperatura a cui si effettua la reazione.
Dieni coniugati<br />
Un importante diene coniugato è l'isoprene (2-metil-1,3-butadiene) che è il<br />
termine successivo della serie.<br />
La gomma naturale (cis-poliisoprene) è un polimero di questa molecola.<br />
I terpeni (componenti degli oli essenziali di molte piante), ad esempio,<br />
contengono un determinato numero di unità isopreniche unite fra loro in<br />
modo regolare, secondo il sistema testa-coda (regola isoprenica).<br />
CH 2<br />
C C<br />
CH 3<br />
CH3 CH<br />
C C<br />
2<br />
CH2 H<br />
H<br />
CH2 CH2 CH3 C C<br />
CH 2<br />
H
Idrocarburi aromatici: benzene<br />
Il benzene è il capostipite di una vasta classe di composti organici, i composti aromatici.<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
H<br />
Struttura di Kekulè del benzene<br />
H<br />
H
Idrocarburi aromatici: benzene<br />
Tutti i legami carbonio - carbonio nel benzene sono equivalenti ed hanno una<br />
lunghezza (ed una energia) intermedia tra quella di un legame semplice e<br />
quella di un legame doppio (~1.39 Å).<br />
Ogni atomo di carbonio ha ibridazione sp 2 e quindi una struttura planare<br />
triangolare con angoli di legame di 120°.<br />
La molecola può essere rappresentata con una nuvola elettronica estesa sopra<br />
e sotto al piano individuato dagli atomi di carbonio.
Benzene: aromaticità<br />
Basandosi su calcoli applicati alla meccanica quantistica, Erich Hückel<br />
dimostrò che per essere aromatico un composto deve avere nuvole elettroniche<br />
cicliche contenenti 4n+2 elettroni delocalizzati (regola di Hückel).<br />
La delocalizzazione non è quindi condizione sufficiente per l'aromaticità, ma<br />
occorre un determinato numero (2, 6, 10, 14, etc.) di elettroni .<br />
Cicloottatetraene<br />
H H<br />
base<br />
forte<br />
Annuleni: composti monociclici caratterizzati da un’alternanza di legami<br />
semplici e doppi.<br />
-<br />
H<br />
Naftalene
Benzene: reazioni<br />
L’anello del benzene, nelle sue reazioni più tipiche, si comporta come una fonte di<br />
elettroni, cioè come una base<br />
Le reazioni tipiche dell’anello benzenico sono le reazioni di sotituzione elettrofila.<br />
H<br />
E<br />
H H<br />
H H<br />
E+<br />
H<br />
H H<br />
H H<br />
H<br />
H<br />
+<br />
1. Il sostituente elettrofilo si avvicina all'anello lateralmente rispetto al piano della molecola.<br />
2. Si ha una azione di richiamo sugli elettroni del benzene e uno dei legami si polarizza in<br />
modo da consentire + +<br />
3. l'attacco del sostituente, che sfrutta una coppia di elettroni per legarsi.<br />
4 - 6. Si forma un intermedio instabile, detto complesso , al quale contribuiscono tre differenti<br />
forme risonanti (4,5,6). L'atomo che ha subito l'attacco ha cambiato il suo stato di ibridazione da<br />
sp2 a sp3, per cui esso è escluso dalla "coniugazione" col resto del sistema. Anche se si può<br />
ancora parlare di risonanza , non si può più parlare di aromaticità.<br />
7. L'energia di risonanza di questo catione non è elevata come quella del benzene; l'espulsione di<br />
un protone può tuttavia riportare il complesso s alle condizioni di aromaticità.<br />
8. Si ottiene così il prodotto sostituito finale.
Benzene: sostituenti<br />
Quando un elettrofilo attacca l'anello aromatico, è il gruppo già legato che<br />
assume il controllo cinetico della reazione e stabilisce il punto d'attacco del<br />
nuovo sostituente.<br />
I gruppi sostituenti si possono classificare in:<br />
rendono il derivato più Attivanti: reattivo del benzene: sono capaci<br />
di "rifornire" di elettroni l'anello (elettrondonatori).<br />
rendono il composto Disattivanti: meno reattivo del benzene:<br />
impoveriscono di elettroni l'anello (elettronattrattori).<br />
Per quanto riguarda invece l'orientamento di un secondo sostituente, i gruppi si<br />
possono distinguere in orto-para orientanti CH3 e meta orientanti.<br />
orto<br />
orto<br />
CH 3 NH 2 OH COOH Cl<br />
meta<br />
para<br />
meta<br />
Toluene Anilina Fenolo Acido benzoico Clorobenzene
Benzene: sostituenti: attivanti e disattivanti<br />
Per stabilire se un gruppo sia attivante o disattivante, occorre considerare due diversi<br />
effetti che esso può produrre sull'anello:<br />
L' Effetto induttivo<br />
L' Effetto mesomero o di risonanza<br />
Effetto induttivo<br />
Dipende dalla differenza di elettronegatività fra il carbonio e l'elemento ad esso<br />
legato. Esso spiega perché gli alogeni siano dei disattivanti: essendo molto<br />
elettronegativi, sono elettronattrattori e quindi impoveriscono di elettroni<br />
l'anello.Spiega anche perché i gruppi NO 2, -CN, -SO 3 - , -COOH siano ugualmente<br />
disattivanti<br />
Effetto elettronattrattore del gruppo nitrile sull'anello benzenico
Benzene: sostituenti: attivanti e disattivanti<br />
Effetto mesomero<br />
Alcuni sostituenti (-NH 2, -OH, ecc.) sono attivanti, pur contenendo atomi<br />
elettronegativi (e quindi con un effetto induttivo elettronattrattore). Ciò significa che<br />
questi gruppi "devono" rifornire di elettroni l'anello a causa di un effetto diverso da<br />
quello induttivo: questo effetto è dovuto al fenomeno della risonanza.<br />
Strutture risonanti dell'anilina: le posizioni orto e para sono arricchite di elettroni<br />
Nel caso di sostituenti come -NO 2, -CN, ecc., l'effetto mesomero ha una "direzione"<br />
opposta. All'effetto induttivo elettronattrattore si aggiunge l'effetto mesomero<br />
ugualmente elettronattrattore. Per questo motivo i gruppi -NO 2 e -CN sono forti<br />
disattivanti.
Benzene: sostituenti: attivanti e disattivanti<br />
Nel caso degli alogeni la situazione è analoga a quella di un gruppo come -NH 2 o -OH,<br />
cioè l'effetto mesomero è elettrondonatore, come si può vedere dalle strutture risonanti<br />
del clorobenzene. Ma poiché in questo caso l'effetto induttivo è preponderante, un<br />
alogeno è un disattivante dell'anello, ma è orto-para orientante.<br />
Strutture risonanti del clorobenzene: caso analogo all'anilina<br />
Un gruppo alchenilico ha un effetto elettrondonatore e quindi attivante dell'anello. In<br />
questo caso tuttavia non è coinvolto il fenomeno dell'iperconiugazione, ma l'effetto<br />
mesomero del doppio legame stesso:
Benzene: sostituenti: conclusioni<br />
Tutti i gruppi sostituenti (attivanti o disattivanti) esercitano la loro influenza<br />
massimamente sulle posizioni orto e para.<br />
Un gruppo attivante attiva tutte le posizioni, ma attiva le orto e para molto più<br />
della meta; un gruppo disattivante disattiva tutte le posizioni, ma disattiva le orto e<br />
le para molto più delle meta.<br />
Inoltre: un gruppo può respingere o attirare elettroni per effetto induttivo, per<br />
effetto mesomero, o per entrambi.<br />
Questi effetti hanno direzione opposta solo per i gruppi -NH2, -OH, ecc. e per gli<br />
alogeni. Per i primi è preponderante l'effetto mesomero, per gli alogeni quello<br />
induttivo. Per questo motivo gli alogeni hanno un comportamento "anomalo",<br />
essendo disattivanti, ma orto-para orientanti.
N<br />
Pyridine<br />
Composti aromatici eterociclici<br />
N<br />
H<br />
Pyrrole<br />
O S<br />
Furan Thiophene<br />
N<br />
+<br />
N N- N-<br />
+<br />
N -<br />
- -<br />
+<br />
- + + - +<br />
O O O O O<br />
+
Alcooli
C C C C<br />
+<br />
H<br />
Alcooli: proprietà fisiche<br />
C C<br />
H OH 2 +<br />
C C<br />
H OH
Ossido-Riduzione in chimica organica<br />
In chimica organica si dice che la riduzione corrisponde ad un aumento del<br />
contenuto di idrogeno di una molecola, oppure ad una diminuizione del suo<br />
contenuto in ossigeno.<br />
O<br />
rid<br />
R C OH Il contenuto R C Hdi<br />
ossigeno diminuisce<br />
O<br />
R C H RCH2OH O<br />
Il contenuto di idrogeno aumenta<br />
L’ossidazione di una molecola è una reazione che avviene con cessione di<br />
elettroni e quindi con aumento dello stato di ossidazione di un atomo. Essa<br />
corrisponde ad un aumento del contenuto di ossigeno della molecola oppure ad<br />
una diminuizione del contenuto di idrogeno.<br />
RCH RCH 3 2OH R C H<br />
R<br />
C<br />
O<br />
O<br />
OH
R<br />
R<br />
O<br />
C<br />
O<br />
C<br />
OH<br />
OR'<br />
RCH OH 2 R C<br />
R<br />
CHR'<br />
OH<br />
Alcooli: ossidazione e riduzione<br />
R<br />
RCH 2 OH<br />
RCH 2 OH<br />
O<br />
O<br />
C<br />
H<br />
R'<br />
R<br />
O<br />
C<br />
O<br />
H<br />
RCH 2 OH<br />
R C R'<br />
R CHR'<br />
R<br />
R'<br />
O<br />
C<br />
R<br />
C<br />
R''<br />
OH<br />
OH<br />
OH
R O Na +<br />
Eteri<br />
+ +<br />
R' L R O R' Na +<br />
L-
Fenoli<br />
I composti che contengono l’ossidrile legato direttamente ad un anello aromatico<br />
non sono alcooli, ma fenoli<br />
Il fenolo è un composto industrialmente molto importante in quanto è il<br />
prodotto di partenza per la sintesi<br />
OH<br />
di numerosi prodotti commerciali che<br />
vanno dall’aspirina ad alcuni tipi di materie plastiche.<br />
Cl<br />
SO 3 Na<br />
ONa<br />
+ 2 NaOH<br />
+ NaCl + H2O ONa<br />
+ 2<br />
HCl<br />
HCl<br />
OH<br />
ONa<br />
+<br />
NaCl<br />
Na 2 SO 3<br />
NaOH + +<br />
O<br />
H 2
Fenoli<br />
L’acidità dei fenoli è nettamente superiore rispetto a quella degli alcooli.<br />
OH OH<br />
K a = 1,3 x 10 -10 K a ~ 10 -18<br />
H 2<br />
O<br />
OH NaOH O Na +<br />
OH<br />
O<br />
I fenoli che hanno gruppi + ad attrazione elettronica (-Cl oppure + H<br />
–NO<br />
O 2) legati<br />
2<br />
all’anello benzenico sono più acidi del fenolo. A loro volta i fenoli con gruppi a<br />
rilascio elettronico (ad es. + –CHH O 2<br />
+ H O+<br />
3) sono meno acidi del fenolo non 3 sostituito.<br />
OH NaOH O Na +<br />
OH<br />
OH<br />
OH<br />
OH<br />
+<br />
Ka = 1,3 x 10 -10<br />
+<br />
H 2<br />
O<br />
H2O Cl<br />
Ka = 6,3 x 10-10 O<br />
Cl<br />
Ka = 1,6 x + 10 H O+ 3 -9<br />
+<br />
O<br />
H 2
Aldeidi e chetoni<br />
Aldeidi e chetoni sono caratterizzati dal gruppo funzionale carbonilico e sono<br />
pertanto raggruppati sotto il nome di composti carbonilici.<br />
Gli elettroni del doppio legame C=O, unendo due atomi di elettronegatività<br />
molto diversa, sono addensati sull'atomo più elettronegativo, l'ossigeno; il<br />
gruppo carbonilico è fortemente polarizzato<br />
Inoltre, la geometria trigonale-planare, correlata all'ibridazione sp 2 dell'atomo<br />
di carbonio, fa sì che il gruppo carbonilico offra ampi spazi d'accesso per un<br />
reagente.
Aldeidi e chetoni: preparazione<br />
Il metodo classico per la preparazione di aldeidi e chetoni è l'ossidazione degli<br />
alcoli primari e secondari<br />
L'ossidazione viene quindi condotta in soluzione acquosa, ad una temperatura<br />
vicina a quella di ebollizione dell'aldeide: non appena l'aldeide si forma, questa<br />
distilla e lascia l'ambiente di reazione.<br />
Aldeidi e chetoni si possono preparare per ozonolisi degli alcheni<br />
R<br />
R'<br />
C C<br />
R''<br />
H<br />
O 3<br />
Zn, H 2 O<br />
R<br />
R'<br />
C O<br />
+<br />
O C<br />
R''<br />
H
Aldeidi e chetoni: addizione nucleofila<br />
Si noti che la reazione di addizione nucleofila al gruppo carbonilico è<br />
generalmente reversibile.<br />
Ovviamente l'addizione al gruppo carbonilico potrebbe essere iniziata<br />
altrettanto bene da un attacco elettrofilo sull'ossigeno. In effetti, ciò è quanto si<br />
può osservare nell'addizione nucleofila catalizzata da acidi.<br />
La catalisi acida tuttavia assume una certa importanza solo quando l'acido<br />
(l'elettrofilo) è H + (o un acido di Lewis) e il nucleofilo non è molto forte
Aldeidi e chetoni: reazioni<br />
I composti carbonilici possiedono una strutturale tendenza ad essere attaccati<br />
dai reagenti nucleofili. A questa proprietà ne possiamo aggiungere un’altra di<br />
carattere generale, la quale riguarda l’insolita acidità degli atomi di idrogeno<br />
legati ai carboni adiacenti al gruppo carbonilico. (idrogeno α)<br />
O<br />
R C<br />
H<br />
CHR'<br />
B<br />
Quando un protone reagisce con questo anione stabilizzato per risonanza, esso<br />
può interagire con due differenti centri basici.<br />
O<br />
O<br />
R C<br />
-<br />
CHR'<br />
O<br />
R C C R<br />
R C C R R C C R<br />
H2<br />
H<br />
H<br />
Tautomeria cheto-enolica<br />
OH<br />
O<br />
R C<br />
CHR'
Gruppo funzionale<br />
Derivati degli acidi<br />
carbossilici<br />
Acidi carbossilici<br />
Dove Z potrebbe essere molte cose<br />
Struttura generale
Cloruro acilico<br />
Estere<br />
Amide<br />
Anidride<br />
Gruppo Acilico<br />
Derivati carbossilici
Nomenclatura degli acidi<br />
Trovare la catena più lunga di atomi di carbonio<br />
che contiene il gruppo COOH<br />
Sostituire la desinenza –o del nome<br />
dell’idrocarburo con la desinenza –oico ed<br />
anteporre al nome la parola acido<br />
Numerare e nominare le catene lineari o gli altri<br />
sostituenti<br />
Numerare con il numero 1 il carbonio<br />
carbonilico<br />
Nominare e numerare gli altri sostituenti
Cloruri acilici<br />
Il gruppo –OH dell’acido è sostituito con il -Cl<br />
Secondo la nomenclatura si dovrebbe anteporre la parola acido<br />
ma si usa la desinenza –oile anteponendo al composto cloruro<br />
Cloruro butanoile Cloruro benzoile
Propilbutanoato<br />
Da<br />
Esteri<br />
propile
Anidride dell’acido<br />
Formato dalla combinazione di due acidi<br />
e la perdita di una molecola di acqua<br />
H + , temperatura<br />
Acido 2-etanoico Anidride etanoica
CH 3<br />
O<br />
C NH 2<br />
Acetammide o<br />
etanammide<br />
O<br />
CH 3 CH 2 CH 2 C<br />
NH 2<br />
Butanammide benzammide<br />
O<br />
C<br />
NH 2<br />
Se gli idrogeni dell’atomo di azoto ammidico sono sostituiti con gruppi<br />
alchilici, si antepongono al nome dell’ammide di base le lettere N-, o N,N-<br />
seguite dal nome dei radicali alchilici<br />
CH 3<br />
O<br />
C N<br />
CH 3<br />
CH 3<br />
Ammidi<br />
O<br />
CH 3 C<br />
NHC 2 H 5<br />
N,N-Dimetilacetammide N-Etilacetammide
Acidi<br />
Proprietà<br />
- Molto polari con punti di ebollizione elevati<br />
- Presenta il legame idrogeno<br />
- Può avere forma dissociata
Derivati<br />
Proprietà<br />
- Cloruri di acidi : nocivi, irritanti, debolmente polari,<br />
reagiscono violentemente con acqua<br />
- Esteri : debolmente polari, gradevole odore, le specie a<br />
basso peso molecolare sono solubili in acqua<br />
- Anidridi di acidi : non sono nè troppo polari nè troppo<br />
acide, si possono decomporre in acqua<br />
-Ammidi : sono in grado di formare forti legami ad<br />
idrogeno, perciò hanno punti di ebollizione e di fusione<br />
elevati.
Fonti naturali<br />
Acido formico – formiche<br />
Fonti degli acidi carbossilici<br />
Acidi a basso peso molecolare – frutti aspri ed agrumi<br />
Acidi grassi – nei grassi, latte e piante oleifere<br />
Acido citrico Acido lattico
Aldeidi<br />
Alcooli primari<br />
Fonti artificiali<br />
Agente ossidante<br />
Alcool primario Aldeide Acido carbossilico
Sono tutti acidi deboli<br />
Reazioni di acidi carbossilici<br />
Dissociazione in acqua<br />
Ione carbossilato
H<br />
H<br />
Le Ammine ed i Sali di Ammonio<br />
N<br />
Ammoniaca<br />
H<br />
H 3C<br />
H 3C<br />
N<br />
Ibridizzazione sp 3<br />
CH 3<br />
Trimetilammina<br />
(un' ammina terziaria)<br />
H<br />
H<br />
N<br />
CH 3<br />
Metilammina<br />
(un' ammina primaria)<br />
H 3C<br />
H 3C<br />
CH 3<br />
N<br />
+<br />
CH 3<br />
H<br />
N<br />
H 3C CH 3<br />
Dimetilammina<br />
(un' ammina secondaria)<br />
Cl _<br />
Cloruro di Tetrametilammonio<br />
(un sale di ammonio quaternario)
H 3C<br />
Nomenclatura delle Ammine<br />
CH 3<br />
C NH 2<br />
CH 3<br />
terz.Butilammina<br />
CH 3CH 2CHCOOH<br />
4<br />
3<br />
NH 2<br />
Acido 2-Amminobutanoico<br />
2<br />
1<br />
NH 2<br />
Cicloesilammina<br />
COOH<br />
NH 2<br />
NH 2<br />
Acido 2,4-Diamminobenzoico<br />
H 2NCH 2CH 2CH 2CH 2NH 2<br />
1,4-Butandiammina<br />
H 2NCH 2CH 2CCH 3<br />
4<br />
3<br />
O<br />
2 1<br />
4-Ammino-2-butanone
Nomenclatura delle Ammine<br />
H 3C<br />
H 3C<br />
H<br />
N<br />
Difenilammina<br />
N CH 2CH 2CH 3<br />
N,N-Dimetilpropilammina<br />
H 3CH 2C N CH 2CH 3<br />
H 3C<br />
CH 2CH 3<br />
Trietilammina<br />
N<br />
CH 2CH 3<br />
N-Etil-N-metilcicloesilammina
Nomi Comuni di Alcune Ammine Eterocicliche<br />
N<br />
Piridina<br />
N<br />
N<br />
Purina<br />
N<br />
N<br />
H<br />
N<br />
H<br />
Pirrolo<br />
N<br />
H<br />
N<br />
Imidazolo<br />
N<br />
Chinolina<br />
N<br />
N<br />
Pirimidina<br />
Indolo<br />
N<br />
H
Composto<br />
Peso Molecolare<br />
Punto di ebollizione,<br />
C<br />
Proprietà delle Ammine<br />
Punti di ebollizione<br />
CH 3 CH 3<br />
30<br />
-88.6<br />
CH 3 OH<br />
32<br />
65<br />
CH 3 NH 2<br />
31<br />
-6.0<br />
CH 3 CH 2 CH 3<br />
44<br />
-42<br />
CH 3 CH 2 OH<br />
46<br />
78.5<br />
CH 3 CH 2 NH 2<br />
45<br />
16.6
La Basicità delle Ammine<br />
RNH 2 + H 2O RNH 3 + + OH -<br />
K eq.=<br />
[RNH 3 + ] [OH - ]<br />
[RNH 2]<br />
[H 2O]<br />
K b=<br />
[RNH 3 + ] [OH - ]<br />
[RNH 2]<br />
pK b = -log K b pK b + pK a = 14<br />
Ammina Struttura pK b pK a (acido coniugato)<br />
Dietilammina<br />
Trietilammina<br />
Etilammina<br />
Dimetilammina<br />
Trimetilammina<br />
Metilammina<br />
Ammoniaca<br />
Anilina<br />
(CH 3CH 2) 2NH<br />
(CH 3CH 2) 3N<br />
(CH 3CH 2)NH 2<br />
(CH 3) 2NH<br />
(CH 3) 3N<br />
CH 3NH 2<br />
NH 3<br />
PhNH 2<br />
3.06<br />
3.21<br />
3.25<br />
3.27<br />
3.36<br />
4.21<br />
4.74<br />
9.37<br />
10.94<br />
10.79<br />
10.75<br />
10.73<br />
10.64<br />
p-NO2-Anilina p-NO2-PhNH2 13.0<br />
1.0<br />
9.79<br />
9.26<br />
4.63<br />
Base più Forte<br />
Base meno Forte
Le Reazioni delle Ammine<br />
Formazione dei sali di arendiazonio:<br />
Anilina<br />
NH 2<br />
+ HNO 2 + H 2SO 4<br />
Acido nitroso<br />
+<br />
N N<br />
Bisolfato di benzendiazonio<br />
HSO 4 - + 2H 2O<br />
Le Reazioni dei Sali di Arendiazonio<br />
Sostituzione<br />
+<br />
N N<br />
_<br />
+ Nu<br />
Nu<br />
+ N 2
Le Reazioni dei Sali di Arendiazonio<br />
Sostituzione<br />
OH<br />
H<br />
H 3PO 2<br />
CN<br />
KCN<br />
H 2O<br />
CuCN<br />
+<br />
N N<br />
Benzendiazonio<br />
CuCl<br />
HCl<br />
NaI<br />
HBr<br />
CuBr<br />
Cl<br />
I<br />
Br
Le Reazioni dei Sali di Arendiazonio<br />
La reazione di copulazione:<br />
+<br />
N N<br />
Benzendiazonio<br />
+<br />
CH 3<br />
N<br />
CH 3<br />
N,N-Dimetilanilina<br />
N N<br />
CH 3<br />
N<br />
p-(Dimetilammino)azobenzene<br />
CH 3