il rosario e la nuova pompei

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il rosario e la nuova pompei

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IL ROSARIO

E LA NUOVA POMPEI

Anno 122 - N. 7 - Luglio/Agosto 2006

Bioetica, religioni e missioni

una proposta per il futuro


IL ROSARIO

E LA NUOVA POMPEI

Piazza B. Longo, 1 - 80045 POMPEI (NA)

C.C.P.: 6817 - Tel. (+ 39) 081 8577321

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Direttore responsabile

Angelo Scelzo

Vice direttore

Pasquale Mocerino

Coordinatore

Loreta Somma

IN QUESTO NUMERO

Redazione:

G. Adamo, C. Cozzolino, G. Gargiulo,

L. Leone, G. Lungarini, A. Marrese,

G. Ruggiero, G. Russo, F. P. Soprano

Hanno collaborato:

G. Buono, G. Cento, S. Cipriani, M. D’Amora,

A. Di Vittorio, D. Gentile, L. Giacco, V. Laus,

P. Pelosi, J. Shanley, G. Striano

Grafica:

Carlo Valvini

Videoimpaginazione:

Mario Curtis, Emanuele Valvini

Fotografie:

G. Angellotto, Archivio del Santuario,

A. Di Stefano, T. Lepera, O. Pescina,

F. Rizzo, M. Romano

Carta: Burgo

Stampa:

Arti Grafiche Boccia S.p.A.

Anno 122 - Numero 7 Luglio/Agosto 2006

3

4

8

Papa Benedetto XVI

luce per un’umanità in crisi

di ANGELO SCELZO

Lezioni di Pace dalle scuole

di DARIA GENTILE

Le famiglie speranza del mondo

nel cammino del Terzo Millennio

di VINCENZO LAUS

12 Nella via del perdono e della vita

14

16

18

La parrocchia di East Haven nel Connecticut

di JAMES SHANLEY

l’incontro di Gesù con le due donne peccatrici

di SETTIMIO CIPRIANI

Maria, questi ragazzi sono i tuoi figli

di GIOSY CENTO

Quando l’amore non ha confini

di PASQUALE MOCERINO

20

23

24

26

28

30

40

Anno 122

Luglio/Agosto 2006 - n. 7

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Giugno 2006

Di questo numero sono state

stampate 265.000 copie

Associato all’USPI

(Unione Stampa Periodica Italiana)

ISNN 0035 - 8282

La nostra Rivista è dono

del beato Bartolo Longo,

fondatore di Pompei, a quanti diffondono

la devozione alla Vergine del Rosario

e ai sostenitori dei progetti di carità

del nostro Santuario.

La bioetica a servizio delle missioni

di GIUSEPPE BUONO e PATRIZIA PELOSI

La Chiesa Campana in convegno su Comunicazioni

Sociali, Pastorale Sanitaria e Beni Culturali Ecclesiastici

di LORETA SOMMA

Rosario News

a cura di GIUSEPPINA STRIANO

Edizioni Santuario di Pompei

Salerno si consacra alla Vergine

nella cattedrale dedicata a San Matteo

a cura di ANTONIO MARRESE

Pellegrini del Rosario

a cura di MARIDA D’AMORA

In Libreria

a cura di LUCIO GIACCO

41

Grati alla Madonna

e al beato Bartolo Longo

42 a cura di CIRO COZZOLINO

44

46

Premio Giovanni Paolo II

I nostri lettori ci scrivono...

a cura di AUGUSTO DI VITTORIO

“Sala Marianna De Fusco”

Un nuovo strumento a servizio dei pellegrini

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 2 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [290]

EDITORIALE

n di ANGELO SCELZO

Quasi d’infilata dalle cabine

elettorali - mai frequentate con

tanta assiduità per le progressive

scadenze politiche, amministrative e

referendarie - stiamo per passare a quelle

balneari, lasciandoci alle spalle un bel

po’ di contese e di polemiche che

potranno forse sciogliersi (almeno per

poco, ma chissà) solo al sole di

ferragosto. Mai come in passato c’è

bisogno di tirare il fiato.

La lunga sequenza elettorale, con la

nascita di un nuovo Governo e il

conseguente rinnovo delle più alte

cariche istituzionali, a cominciare dal

Presidente della Repubblica, ha lasciato

tracce piuttosto vistose; come di un

Paese stressato, messo a dura prova da

una competizione che spesso si è

trasformata in una rissa senza esclusione

di colpi. Un clima più disteso e sereno

può essere tuttavia solo una premessa

per porre mano a una serie di problemi

che - certo - non possono svanire

- né trasformarsi in modo radicale -

al semplice passaggio da un esecutivo

all’altro. Del resto, anche i risultati usciti

dalle urne del 9 e 10 aprile,

manifestano, nel loro sostanziale

equilibrio, la necessità di un clima di

maggiore concordia. La vastità dei

problemi in campo non consente di

prolungare ulteriormente una fase di

contrapposizione che porterebbe

davvero il Paese a una spaccatura grave

e addirittura pericolosa, ben al di là della

divisione in cifre dei due poli in lizza per

l’affermazione elettorale.

Paradossalmente, il delicato snodo

elettorale, che ha riportato a Palazzo

Chigi una coalizione guidata da Romano

Prodi, ha dovuto faticare

a guadagnare i titoli più importanti delle

prime pagine dei giornali e dei

teleschermi, per l’insorgere dello

scandalo sul calcio-malato.

Davvero è andato tutto oltre il limite:

ciò che si poteva appena sospettare

si è trasformato alla fine in una realtà

a dir poco sconcertante.

Lo sport, e il calcio in particolare,

è stato visto, spesso, come metafora

della vita e dei comportamenti sociali. È

Papa Benedetto XVI

luce per un’umanità in crisi

fuor di dubbio che la nostra società

viene rappresentata, sempre più spesso,

come un campo di lotta, dove è

necessario sgomitare per farsi largo e

per sopraffare i diversi concorrenti.

Questa visione agonistica della vita è

conseguenza di una distorta visione dei

rapporti interpersonali, ma tutto

va rapportato a modelli sociali in cui la

competizione sembra essere

l’atteggiamento più congeniale per

raggiungere ogni tipo di obiettivo.

Il calcio, sport nazionale per eccellenza,

è risultato inquinato da comportamenti

truffaldini e sleali, ma occorre anche

aggiungere che tale deriva è stata

abbondantemente favorita da un

ambiente che, nel suo insieme, aveva

già creato ogni premessa per questa

sorta di suicidio morale. Le folli cifre

che hanno cominciato a girare intorno a

uno sport-affare hanno contribuito a fare

letteralmente a pezzi il già fragile

impianto di regole su cui reggeva la

rappresentazione (una volta)

domenicale del tifo calcistico.

Campionati, Coppe - europee o anche

rionali - hanno messo in scena,

ad uso e consumo dello spettacolo

e dell’affaire televisivo - un grande

barnum che ha finito per divorare se

stesso. In molti, di fronte alle

ramificazione così estese del malaffare,

hanno richiamato alla memoria la

vicenda di mani-pulite: allora come

oggi, al di là di ogni possibile paragone,

il deficit di moralità, e finanche di

buonsenso, appare veramente forte e il

segnale che la vicenda offre al Paese è

davvero sconfortante e avvilente.

Quasi a sovrapporsi a ogni cattivo

pensiero sulle vicende della palla

rotonda e dintorni, ecco lo svolgimento

dei Campionati mondiali in Germania.

La palla, è il caso di dire, passa

al calcio giocato, nella speranza

che le gesta tecniche non facciano

dimenticare, soprattutto in casa nostra,

che la vera partita da vincere si gioca,

ora, su un terreno diverso.

***

Sotto gli ombrelloni (naturalmente

chi potrà) non andremo, insomma,

a cuor leggero. Eppure tra le tante

apprensioni, morali o di genere più

corrente, un fatto - un viaggio -

si è posto al centro dell’attenzione,

sovrastando il panorama delle piccole

cose e svettando per lo spessore

di significato e contenuto insieme:

il pellegrinaggio di Benedetto XVI

in Polonia. È stato definito il viaggio

dei «due Papi», per la «com-presenza»

di Giovanni Paolo II, sulle cui orme

il suo successore ha esplorato l’animo di

quel grande Paese. All’interno del

pellegrinaggio, le parole e le emozioni

del Pontefice tedesco nel campo di

sterminio di Auschwitz-Birkenau sono

state una lezione altissima per l’intera

umanità che ha potuto toccare con mano

a quali vette può condurre una visione

della storia e dell’uomo così

profondamente nutrita di spiritualità.

Sono già tanti i grazie che, in poco più

di un anno di pontificato, il mondo deve

a Benedetto XVI: questo, insieme alla

riscoperta del cristianesimo come gioia,

è forse il più grande.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 3 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [291]


Ottomila alunni nella

città di Maria in veste

di straordinari e vivaci

maestri di amicizia,

solidarietà e fratellanza.

Il premio per la Pace

consegnato quest’anno a

Marco Impagliazzo, della

Comunità di Sant’Egidio.

Lezioni di pace

dalla dalle scuole

Ancora una volta i bambini e i ragazzi

delle scuole della Città di

Pompei e dei comuni limitrofi

sono scesi in campo, o meglio “in piazza”,

per manifestare uniti a favore della

pace. Il 13 maggio, come ogni anno, si

è svolta, sotto l’Alto Patronato della Presidenza

della Repubblica, la tradizionale

“Giornata per la Pace”, manifestazione

giunta alla sua XI edizione, promossa

dal Polo Scolastico del Santuario di

Pompei e patrocinata dalla Città di Pompei

e dall’Ufficio Regionale Scolastico

della Campania. Animatore e conduttore

dell’evento, nonché suo ideatore, Fratel

Filippo Rizzo dei Fratelli delle Scuole

Cristiane, coadiuvato da Roberta Limoncelli,

presentatrice Rai in molte manifestazioni.

Anche quest’anno la partecipazione

di studenti delle scuole primarie e secondarie

di Pompei e delle Città vicine

aderenti all’iniziativa, è stata straordinaria.

In ottomila, da punti diversi della

Città, tutti i partecipanti hanno formato

lunghi serpentoni colorati e festanti che

hanno marciato per le strade cittadine al

ritmo delle musiche eseguite da importanti

complessi bandistici: la Fanfara dei

Carabinieri; “O’ Revotapopolo” di Angri”

(SA) e le Bande di Bellegra (FR),

Vicovaro (Roma), San Giovanni Incarico

(FR), Montalbano Ionico (MT) e il

Complesso Bandistico “Bartolo Longo-

Città di Pompei”.

Il piccolo popolo della pace si è ri-

trovato, poi, in Piazza Bartolo Longo,

dove ha dato vita ad una festa divertente

e molto coinvolgente.

Tutti i bambini e i ragazzi protagonisti

di questa allegra giornata si sono

esibiti, sul palco allestito per l’occasione

sul sagrato della Basilica, in canti e

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 4 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [292]

balli ideati da loro stessi con l’aiuto degli

insegnanti.

Lo slogan di questa edizione 2006,

“Nati per vocazione a difendere la pace”,

sottolinea quanto i bambini siano,

in realtà, i veri costruttori di pace. E quale

migliore simbolo di pace può esserci

se non un esercito di bambini che marciano

e fanno festa insieme per trasmettere

a tutti un messaggio di solidarietà,

di fratellanza e di unione.

Per i bambini il diverso non esiste,

non fa problema. Per i bambini il rivale

finisce sempre per diventare, poi, com-

Pompei, Piazza Bartolo Longo.

Il corteo degli alunni davanti alla facciata

monumentale del Santuario dedicata alla

Pace Universale. In basso, le autorità

civili presenti alla XI edizione della

“Giornata della Pace”.

pagno di giochi. Le loro sono sempre

reazioni di gelosia, ma mai di rifiuto.

Ed ecco che insieme ridono, giocano,

scherzano e, nella loro semplicità, nella

loro spontaneità e inconsapevolezza,

danno una lezione di pace. Scopo della

manifestazione è vedere la pace attraverso

gli occhi di questi piccoli, miti e

“silenziosi” insegnanti di solidarietà e

fratellanza. Sì, perché gli adulti dovrebbero

sedere ai banchi della loro scuola

di pace e apprendere la grande lezione

che in questa materia i bambini possono

dare. Le parole dei bambini sono, infatti,

sempre parole di pace e anche il

Vangelo di Matteo mette sulla bocca di

Gesù l’invito esplicito a diventare bambini

se si vuole entrare nel Regno: «In verità

vi dico, se non vi convertirete e non

diventerete come i fanciulli, non entrerete

nel Regno dei Cieli» (Mt 18, 3).

Ma la “Giornata per la Pace” è anche

di più. A partire dall’edizione passata,

la manifestazione è stata arricchita di

un momento particolarmente significativo

ed emozionante: l’assegnazione del

Premio Internazionale “Bartolo Longo

per la Pace”. In questa edizione 2006, il

premio di 10.000 €uro è stato assegna-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 5 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [293]


to dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo

Liberati, al Prof. Marco Impagliazzo

“per le sue testimonianze finalizzate

alle interazioni tra Cristianesimo, Ebraismo

e Islamismo”.

Marco Impagliazzo è, infatti, Presidente

della Comunità di Sant’ Egidio

in Roma, istituita nell’omonima Chiesa

del quartiere di Trastevere, nel 1968, all’indomani

del Concilio Vaticano II, su

iniziativa di un gruppo di liceali che assunsero

come punto di riferimento evangelico

la prima comunità cristiana degli

Atti degli Apostoli e San Francesco d’Assisi.

Il gruppo, guidato da Andrea Ric-

Nelle foto,

alcune esibizioni

animate dalle

diverse scuole.

In alto, da

sinistra,

il Prof. Marco

Impagliazzo,

Presidente della

Comunità di

Sant’Egidio in

Roma, insignito

del Premio

Internazionale

“Bartolo Longo

per la Pace”;

il Dott. Dino

Di Palma,

Presidente

della Provincia

di Napoli e la

presentatrice,

Roberta

Limoncelli.

cardi, il Fondatore, si caratterizzò, da subito,

per l’impegno sociale profuso nelle

periferie povere di Roma, dove decise

di organizzare attività di doposcuola

pomeridiano.

Da allora, la Comunità è molto cresciuta

in termini numerici, di attività e

di campo d’azione. Oggi è diffusa in

Italia, Europa, America, Africa e Asia e

si calcola che i suoi membri siano circa

50.000.

Alcuni impegni fondamentali indirizzano

il suo cammino, dalla preghiera

al servizio ai poveri: siano essi gli anziani

abbandonati nelle grandi città europee

o i bambini delle bidonvilles afri-

cane, gli immigrati malati di Aids o i

diversamente abili, i nomadi e i senza

fissa dimora.

La Comunità di Sant’Egidio, inoltre,

promuove il dialogo tra le religioni

accogliendo l’eredità della grande preghiera

per la pace promossa da Giovanni

Paolo II nell’86 ad Assisi. Intenso

è anche il lavoro per favorire la soluzione

di conflitti in corso in diverse parti

del mondo. Le attività di solidarietà che

essa svolge sono realizzate grazie al lavoro

di volontari e sono finanziate tramite

donazioni.

Sul palco, al momento della consegna

del premio, oltre al Vescovo Li-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 6 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [294]

berati e al Sindaco di Pompei, Claudio

D’Alessio, anche i Sindaci delle altre

Città aderenti all’iniziativa: Francesco

Bottoni, di Scafati; Alfredo Rosalba, di

Casola di Napoli; Roberto Raffaele Giugliano,

di Poggiomarino; Antonio Pentangelo,

di Lettere; Antonio del Giudice,

di Striano; Alberico Gambino, di Pagani,

e Francesco Cascone, di Santa Maria

La Carità.

Presenti anche il Presidente della Provincia

di Napoli, Dino Di Palma, e il

Consigliere provinciale, Giuseppe Tortora.

«Voglio donare questo premio al

Prof. Marco Impagliazzo che impegna

la sua vita nelle università per essere

educatore di pace tra gli studenti universitari».

Così ha esordito Mons. Liberati,

al momento della consegna del

premio. «Il bene va promosso - ha, poi,

ribadito con forza - bisogna dare più attenzione

alla scuola, agli alunni e a tutti

coloro che si occupano di educazione,

così come era nel volere di Bartolo

Longo».

Marco Impagliazzo da parte sua, nel

ringraziare per il premio ricevuto, ha

manifestato tutta la sua gratitudine «per

il sostegno e l’amicizia dimostrata alla

Comunità di Sant’Egidio che, da 20 anni,

riunisce tutte le religioni per pregare

per la pace, perché la preghiera per la

pace è la più grande arma che abbiamo

per combattere le guerre, madri di tutte

le povertà».

Come ogni anno, al termine della

manifestazione, sulle note di “We are

the World”, i Vigili del Fuoco hanno deposto

una corona di rose sulla statua

della Madonna sovrastante la Basilica,

operazione resa difficile dal forte vento

della mattinata. Sponsor dell’evento, Original

Marines, Iside Financial e l’Associazione

“I Lasalliani”, cui il Vescovo,

Mons. Liberati, ha espresso la sua

profonda riconoscenza.

n di DARIA GENTILE

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 7 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [295]


Bartolo Longo, nel 1909, pubblicò

su questa Rivista che egli stesso

aveva fondato nel 1884, un articolo

dal titolo “La restaurazione del sentimento

religioso nelle famiglie mercè

la devozione alla Madonna di Pompei”,

nel quale invitava i lettori a riflettere “su

una delle azioni più benefiche e insieme

più meravigliose operate da Valle di Pompei”:

l’affluire di “una folla di sposi cristiani”

verso il Santuario della Vergine

del Rosario.

Il IX Convegno Internazionale degli

Sposi Cristiani, svoltosi nella città mariana

il 3 e 4 giugno 2006, ha fatto ricordare

la folla di sposi cristiani” che colpì

l’attenzione di Bartolo Longo. Si tratta,

ieri come oggi, di coniugi che vengono

a Pompei per incontrare la Madre,

la Regina della Pace e della Famiglia,

Colei alla quale lo stesso Beato si rivolge

nella Supplica chiamandolala nostra

Speranza” e che invoca con queste

toccanti parole: “Pietà ti prenda, o Madre

buona, pietà di noi, delle nostre anime,

delle nostre famiglie...”.

Il tema dell’incontro di quest’anno,

“La Speranza: stile di vita delle famiglie

cristiane” si ispirava esplicitamente

al tema del IV Convegno Ecclesiale Nazionale,

in programma a Verona il prossimo

ottobre, per dare un contributo tangibile

al percorso di preparazione all’importante

appuntamento della Chiesa italiana,

in corso in tutte le diocesi.

All’iniziativa, organizzata dal Santuario

Mariano e dall’Associazione “Amici

di Bartolo Longo”, hanno partecipato

coppie di sposi provenienti da tutte

le parti d’Italia, dal Canada e dalla Francia,

rinnovando una tradizione che va

Le famiglie speranza del mondo

nel cammino del Terzo Millennio

La IX edizione del Convegno Internazionale degli Sposi Cristiani a Pompei

Pompei: IX Convegno

Internazionale degli

Sposi Cristiani.

Il tavolo dei relatori

con le coppie

dei testimoni.

In basso, a sinistra,

il moderatore,

il Diacono Vincenzo

Laus, e la Prof.ssa

Marta Brancatisano.

sempre più consolidandosi, il riunirsi annualmente a Pompei,

come sposi cristiani, il primo sabato e la prima domenica

di giugno, in una festa di amicizia per la meditazione

e la preghiera.

Sabato pomeriggio, presso il Teatro “Di Costanzo-

Mattiello”, il benvenuto musicale del Complesso Bandistico

“Bartolo Longo-Città di Pompei”, diretto dal Maestro

Francesco Federico, quindi, il Vescovo di Pompei, Mons.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 8 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [296]

Carlo Liberati, ha accolto e salutato i convegnisti. Nell’indirizzo

di saluto ha sottolineato il valore del matrimonio

cristiano come espressione di un disegno di Dio nell’opera

della creazione ed apprezzamento della bellezza della

vita, fatta anche della croce che Cristo rende santa. Il mondo

d’oggi avverte una crisi di valori che ha origine proprio

dalla crisi del matrimonio. L’Amore è costante progettualità.

La Grazia sacramentale, ravvivata dalla preghiera, fa

In basso a destra,

l’intervento

di don Franco

De Crescenzo e,

al tavolo dei relatori,

il Vescovo di Pompei

con Mons. Raffaele

Matrone. Al centro,

la sala del teatro

gremita di

partecipanti.

che gli sposi conseguano il frutto della

pace tra di loro ed in famiglia.

Mons. Raffaele Matrone, presidente

dell’Associazione e vice-postulatore

della Causa di Canonizzazione del beato

Bartolo Longo, nel suo breve intervento,

si è soffermato sulla devozione di

Bartolo Longo per il Rosario, preghiera

della famiglia. «Il Rosario è prece antica

e sempre nuova, cara ai Sommi Pontefici

ed ai Santi. I coniugi che pregano

con il Rosario pongono “Gesù al centro”

ed attingono da Lui “la speranza e

la forza per il cammino”, come ha scritto

Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica

Rosarium Virginis Mariae».

Il Convegno si è, poi, snodato in due

fasi, la prima con i relatori: la professoressa

Marta Brancatisano, autrice di brillanti

testi sull’educazione e sulla famiglia

e docente alla Pontificia Università

della Santa Croce di Roma, dove dirige

il corso su “Amore-Famiglia-Educazione”,

incentrato quest’anno sulla “Gestione

delle crisi genitori-figli”; e don

Franco De Crescenzo, CSS, membro della

Commissione Regionale per la Pastorale

Familiare e parroco della chiesa

“Santa Maria della Speranza” di Battipaglia

(SA), inserita all’interno del progetto

della Conferenza Episcopale Italiana

“Parrocchia-Famiglia”; e la seconda

con le testimonianze di coppie di

sposi.

La professoressa Brancatisano ha delineato

i fondamenti della speranza nel

matrimonio: oltre al qualificato apporto

culturale, ha offerto una significativa esperienza

che le deriva dall’essere sposa

e madre di sette figli. La relatrice ha

messo in evidenza la presenza delle tre

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 9 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [297]


virtù teologali nel matrimonio: fede, speranza

e carità. Quando si ama (carità) ci

si abbandona all’altro con una fiducia

(fede) che motiva e giustifica il reciproco

dono totale di sé, e si guarda alla vita,

al tempo, al futuro con un atteggiamento

positivo (speranza), pieno di energia

costruttiva, anche se privo di chiarezza.

Vivere con speranza il matrimonio

significa rimanere fedeli allo slancio

iniziale, non sottrarre fiducia all’altro,

quali che siano le difficoltà sopravvenute,

e continuare ad “investire” in gesti

d’amore. Bisogna riconoscere che la

“speranza” è la prima vittima delle crisi

coniugali ed è al tempo stesso la prima

causa dell’impoverimento di una unione.

Gli sposi cristiani hanno l’enorme responsabilità

di rendere attuale la speranza

in un nuovo giorno, sempre migliore.

Don Franco ha ricordato che il Catechismo

della Chiesa Cattolica (n. 1534)

afferma che l’Ordine e il Matrimonio

contribuiscono alla salvezza personale,

attraverso il servizio agli altri. I due Sacramenti,

è scritto, “conferiscono una missione

particolare nella Chiesa e servono

all’edificazione del popolo di Dio”. «Si

tratta di realizzare esperienze intrise di

speranza - ha affermato don De Crescenzo

- non come semplice virtù generica

ma come “personificazione sponsale”

del Signore risorto e vivo nei cuori,

che con il suo Spirito suscita energie e

testimonianze evangelizzatrici attraverso

i coniugi e le famiglie».

A dare testimonianza sono state alcune

coppie impegnate nella sua parrocchia,

che conta oltre venticinquemila

abitanti. I coniugi Vincenzo Fauci e

Carla Graniti e Gerardo Lupo e Rosanna

Maniera, di Battipaglia, hanno parla-

Coppie di sposi in

Piazza Bartolo

Longo e in corteo

per l’ingresso in

Basilica. In basso,

foto di gruppo

nel Piazzale Beato

Giovanni XXIII.

to dei compiti della famiglia nell’evangelizzazione sottolineando

che si inizia con la realizzazione della “Chiesa domestica”

in famiglia. I coniugi, infatti, sono chiamati a dare risposte

ai “perché” dei figli: perché andare a messa? perché la preghiera?

perché questo è male? Il gruppo di famiglie aiuta a

maturare alla scuola della Parola di Dio che, come recita il

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 10 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [298]

Salmista, è “lampada per i nostri passi”. Vengono ad attuarsi

iniziative di catechesi, cenacoli familiari, gruppi di formazione

culturale, di assistenza, di carità etc. La parrocchia diventa,

così, “Famiglia delle famiglie” e la coppia cristiana si fa

donatrice di speranza.

I coniugi Maria Petruzzelli e Cataldo Morrone, di Taranto,

In alto, alcune

scene del lavoro

teatrale ispirato

alla Napoli di

Viviani e di

Bartolo Longo,

che ha concluso

il Convegno.

che fanno parte dell’Unione delle Famiglie

del Rosario, associazione di spiritualità

promossa dal Santuario di Pompei,

hanno presentato l’esperienza che

svolgono, attingendo alla spiritualità del

Rosario, nella propria parrocchia, dopo

aver sperimentato nella loro vita familiare

che il Rosario, compendio del Vangelo,

è riverbero del “lieto annuncio”.

Domenica 4 giugno, Solennità di Pentecoste,

Mons. Liberati ha presieduto, in

Santuario, la santa Messa, durante la quale

è stato letto il telegramma del Papa,

con la Benedizione Apostolica e gli auguri

di “rinnovato impegno di reciproca

fedeltà e generosa dedizione ai delicati

compiti educativi”.

A conclusione del Convegno, in Teatro,

è stato presentato il lavoro teatrale

“La Napoli di Raffaele Viviani e l’opera

di Bartolo Longo” (adattamento dei

testi di V. Laus e di A. Mauro). Applauditissimi

gli artisti Bruno Troisi, Alessandro

Mauro, Pina Canestrelli, Giosuè Carbone

e gli altri. Bartolo Longo (1841-

1926) e Raffaele Viviani (1888-1950)

ebbero diretta frequentazione con gli

“scugnizzi”, la gente del “vico”, i “carcerati”

e le loro famiglie, ecc. Viviani descrisse

nelle sue opere teatrali quella stessa

umanità derelitta alla quale Bartolo

Longo andava incontro concretamente

con le sue opere di carità.

Pur nella loro varietà, in tutti i contributi

offerti durante il convegno, sono

riecheggiate con forza le parole di don

Tonino Bello, profeta della speranza nei

nostri tempi: “Occorre far credito alla speranza”.

Ogni coppia di sposi può e deve

scrivere capitoli esaltanti della storia e segnare

il proprio nome nel libro dei Santi.

n di VINCENZO LAUS

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 11 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [299]


» La Madonna di Pompei nel Mondo »

Il 25 marzo 1961, in occasione della

dedicazione della nuova chiesa parrocchiale

di “Our Lady of Pompeii”,

fu pubblicato un libricino in cui si indicava

la forte valenza di progresso e di

crescita sociale che si realizzavano nella

comunità parrocchiale.

A 45 anni di distanza, ciò è fortemente

attuale nel contesto sociale in cui

la chiesa, situata nel quartiere Foxon di

East Haven (Connecticut) negli Stati

Uniti d’America, opera e vive.

Divenuta parrocchia il 13 dicembre

1947, la comunità era sorta anni prima

come “Missione di Nostra Signora di

Pompei”, costituita da un piccolo gruppo

di famiglie che si riuniva per la celebrazione

della santa Messa, sin dal

1912, in una casa privata, sotto la guida

pastorale del padre domenicano Robert

Rumaggi.

Dopo la Prima Guerra Mondiale il

quartiere Foxon di East Haven attirò

giovani coppie che volevano costruire lì

la propria casa e il loro futuro. La necessità

di una chiesa fu presto risolta, grazie

alla spinta generosa delle famiglie locali.

Una di queste, la famiglia Russo, che

aveva una devozione speciale per la

Vergine del Rosario di Pompei, donò un

lotto di terreno, più 2.000 dollari e una

campana che fu acquistata a Chicago.

Quella campana oggi è posta in uno spazio

d’onore vicino all’entrata dell’attuale

chiesa.

Nell’autunno del 1922 il reverendo

T. Lawson Riggs, direttore spirituale degli

studenti cattolici all’Università di

Yale in New Haven, divenne guida della

comunità.

Nel 1929 si provvide all’ampliamento

del lato destro della piccola chiesa,

all’acquisto di un organo e di banchi per

il coro. L’intera chiesa fu ridipinta in

occasione del decimo anniversario. Era

così carina che il giornale locale New

Haven Register scriveva: “La piccola e

conosciuta chiesa di Foxon scrigno di

bellezza”.

Nel 1938 la chiesa fu annessa come

stazione missionaria alla parrocchia

di Santa Teresa nella vicina cittadina di

Montowese. La crescita della comunità

fu evidente in molti settori, a partire dal

catechismo ai bambini affidato alle “Missionarie

Zelatrici del Sacro Cuore”.

In questo periodo fu istituita anche

la “Lega delle donne”, che ancora oggi

è in costante crescita. L’impegno e le attività

delle socie continuano ad incrementare

spiritualmente, socialmente ed economicamente

la vita della parrocchia.

Subito dopo il giubileo d’argento, la

missione di Pompei cambiò statuto e

divenne parrocchia, a pieno titolo, il 13

dicembre 1947. Da allora è conosciuta

come la Parrocchia di “Our Lady of

Pompeii”. Il Reverendo Raymond Mulcahy,

fu il primo parroco. A lui sono

succeduti Padre John O’Neill (1953-

1971), Padre Denniss Hussey (1971-2001),

La parrocchia di East Haven nel Connecticut

Padre David Borino (2001-2003) e l’attuale

parroco, Padre James Shanley.

Nel 1956 furono acquistati sette acri

di terreno dove sorgono l’attuale chiesa

e la casa canonica.

Nel 1959 fu lanciata una campagna

di raccolta di fondi per costruire la nuova

chiesa. Tra i parrocchiani furono raccolti

200.000 dollari.

Il luogo della nuova chiesa fu benedetto

il 13 marzo 1960 con la posa della

prima pietra. Un ulteriore appezzamento

di terra di 4 acri, adiacente alla chiesa,

venne acquistato nel dicembre del

1960. La spesa per la costruzione fu di

380.000 dollari. La chiesa può contenere

600 persone e ha una sala sottostante

della stessa grandezza.

La vecchia chiesa continuò ad essere

usata per la celebrazione di due messe

domenicali fino al 21 aprile 1963,

quando venne distrutta da un incendio.

Negli anni ’70 e ’80 la parrocchia fu

impegnata nell’accoglienza di incontri

nazionali per le famiglie, organizzati dai

membri del rinnovamento carismatico.

Questa esperienza fu positiva per tanti

parrocchiani. Molti maturarono una più

intensa vita spirituale e un impegno di testimonianza

più visibile.

Tutta la comunità parrocchiale ha fatto

registrare una forte crescita. In tutti i

settori, compresa la celebrazione della liturgia,

è stato evidente un salto di qualità

nel sentirsi comunità e famiglia di

Dio.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 12 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [300]

La Madonna di Pompei nel Mondo

Un segno concreto di questo cambiamente

è stato il collegio dei diaconi

permanenti, con ben 8 membri a servizio

della comunità.

Un evento importante, nel 1978, è

stata la costruzione di un nuovo edificio

contenente una cappella, la rettoria

e alcune stanze per incontri. Oggi la

cappella è usata per la messa feriale,

la recita del Rosario, gli incontri di un

gruppo di preghiera e l’adorazione eucaristica.

La rettoria ospita un’ampia e confortevole

sala inferiore utile alle diver-

se attività parrocchiali. L’edificio si è rivelato

funzionale e aggregante, facilitando

così il senso di comunione nella

parrocchia. Negli incontri di preghiera,

di studio e di catechesi i parrocchiani

hanno imparato a conoscersi e a stringere

amicizia. Un’esperienza importante

che ha aiutato tutti a rafforzare la fede,

a meglio servire la parrocchia e a

portare la testimonianza di Cristo nel

mondo.

L’attività sociale è uno dei fiori all’occhiello

dell’impegno di testimonianza

e di carità dei parrocchiani verso coloro

che sono nell’indigenza e nel disagio

sociale. A tal riguardo, durante le

messe domenicali, si provvede alla raccolta

di cibo, che viene poi distribuito

secondo le necessità. A Pasqua, nella Festa

del Ringraziamento e a Natale, regali

e cesti sono messi a disposizione di quelli

che, purtroppo, non possono permetterseli.

Questa attività permette ai parrocchiani

di aiutare le persone più bisogno-

L’icona della Vergine del Rosario di Pompei

venerata nella chiesa parrocchiale nel quartiere

Foxon di East Haven nel Connecticut. A

fianco, la nuova chiesa parrocchiale inaugurata

nel 1961.

se della comunità, talvolta associandosi

alle iniziative, promosse da altri enti e

istituzioni, per migliorare la qualità della

vita della gente. In questa maniera i

fedeli della parrocchia restituiscono un

po’ di quello che è stato dato loro.

Nel 1995 è stato istituito il movimento

“Cavalieri di Colombo”, che è

alla continua ricerca di nuovi membri.

Attualmente, la chiesa è impegnata

in un’operazione di restauro che costerà

circa 250.000 dollari per rifare le suppellettili,

il pavimento, l’impianto d’illuminazione

e l’abbattimento delle barriere

architettoniche a favore delle persone

diversamente abili.

Una nuova icona della Vergine del

Rosario, donata dal Santuario di Pompei

ai fedeli di Foxon, sarà installata nel

vestibolo della chiesa.

La parrocchia è in se stessa forte e

sta crescendo, mirando ad espandere i

suoi servizi di giustizia sociale, come

anche a venire sempre più incontro alle

esigenze sacramentali dei suoi fedeli.

Attualmente, abbiamo più di 30 ministri

e diversi gruppi in continua formazione,

come la “Lega delle donne”, i

“Cavalieri di Colombo”, il “Gruppo di

formazione biblica”, il “Gruppo della

Divina Misericordia”, il “Gruppo di Padre

Pio”, il “Gruppo della Vergine del

Perpetuo Soccorso”, il gruppo “Stiamo

insieme” per persone con handicap e

con bisogni speciali, e l’“Annual Homefront

Day” che si occupa della raccolta

di cibo, il “Gruppo degli alcolisti

anonimi” e poi diversi gruppi di servizio,

alle vedove, ai vedovi e alle persone

in crisi, e, ancora, gruppi del Santo

Rosario che si alternano nella recita

della preghiera mariana al mattino e alla

sera.

Un’altra area in crescita è quella della

catechesi intergenerazionale con la formazione

permanente alla fede. Famiglie,

con bambini di tutte le età, si riuniscono

mensilmente per i “festival della

fede”, durante i quali, con un insegnamento

esperienziale, vengono accompagnati

nel cammino di fede e di adesione

al magistero della Chiesa.

Uno dei primi “festival della fede”

aveva come tema: “La Vergine di Pompei

e il Rosario”. Le famiglie hanno

assimilato la devozione promossa dal

beato Bartolo Longo e dal Santuario di

Pompei.

Il Fondatore del Santuario di Pompei

è stato protagonista anche del festival

dello scorso novembre il cui tema: “I Santi”,

ha permesso di conoscere il suo cammino

di santità e il suo processo di canonizzazione.

La devozione alla Vergine di Pompei

continua a crescere e il suo messaggio

si tramanda di generazione in generazione.

n di JAMES SHANLEY

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 13 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [301]


UOMINI E DONNE

NELLA BIBBIA

Nella via del perdono e della vita

l’incontro di Gesù con le due donne peccatrici

Come abbiamo ricordato altrove, alla

sequela di Gesù c’erano non

poche donne, che addirittura lo “assistevano

con i loro beni” (Lc 8, 3). Segno,

questo, del fascino del suo annuncio

liberante, che riconosceva eguale dignità

a tutti gli esseri umani, senza distinzione

di sesso; e segno, anche, della particolare

“apertura” della donna alla rivelazione

del divino.

Ma il fatto piuttosto singolare è che

Gesù fosse segno di attrazione anche per

donne che venivano da esperienze di peccato

e di degradazione morale: qualsiasi

rabbì ebraico le avrebbe evitate, per non

compromettere la propria onorabilità, o

addirittura condannate alla lapidazione,

come ci capiterà di dire tra poco.

Ci sono due casi particolarmente significativi

di donne, su cui ci soffermeremo

e che non sono da identificare, come

talvolta si è fatto, né con Maria, sorella

di Marta e di Lazzaro (Lc 10, 39-41), né

con Maria di Magdala, di cui ci parla ancora

Luca (8, 2).

La storia di una “peccatrice”

E incominciamo proprio dal Vangelo

di Luca che, come sappiamo, è molto attento

al mondo femminile. Si tratta di un

episodio proprio del terzo Vangelo, che

non trova riscontro negli altri Sinottici.

La scena è piuttosto singolare, proprio

perché si svolge in occasione di un

invito a pranzo di Gesù, da parte di un

capo dei farisei: una circostanza, questa,

che non poteva non reclamizzare la singolarità

del fatto.

Orbene, mentre si stava svolgendo il

banchetto, “ecco che una donna, una peccatrice

di quella città, saputo che (Gesù)

si trovava nella casa del fariseo, venne

con un vasetto di olio profumato; e fermatasi

dietro si rannicchiò piangendo ai

piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime,

poi li asciugava con i suoi capelli, li

Gesù insegna, contro lo spirito giustizialista degli uomini,

che la grazia di Dio è luce che sa penetrare nei meandri più

oscuri della coscienza, ed è forza che fa risalire anche

dagli abissi più profondi della perdizione e del peccato.

baciava e li cospargeva di olio profumato”

(Lc 7, 37-38).

La scena è descritta con rapidità ed

efficacia letteraria da Luca, che non sa

dirci molto di quella donna che compare,

improvvisamente, in scena; salvo il

dirci che era “una peccatrice”, quasi certamente

una prostituta, riconosciuta come

tale da tutti (Lc 7, 39).

Certamente la donna doveva aver

sentito parlare di Gesù, del suo “vangelo”

di benevolenza e di perdono. E forse

proprio questo poteva aver fatto rinascere

in lei un desiderio di riscatto, che trova

riscontro nel gesto coraggioso con cui

si butta ai piedi di Gesù, per ungerli con

olio “profumato”: proprio quell’olio, con

cui forse ungeva se stessa per attirarsi

dietro i clienti.

Ma sono molto significativi per Luca

i dettagli delle varie operazioni compiute

dalla donna, a incominciare dalla sua

postura: “Fermatasi dietro, si rannicchiò

piangendo ai piedi di lui” (v. 38). Quel

“rannicchiarsi” ai piedi di Gesù è come

un volersi cancellare di fronte agli altri,

per farsi conoscere solo da lui, che può

n di SETTIMIO CIPRIANI

perdonare i suoi peccati. Sono poi pieni

di commozione tutti quei gesti che accompagnano

le lacrime che inondano i

“piedi” di Gesù, che poi essa “asciuga”

con i suoi “capelli”, quasi a voler cancellare

la forza di seduzione di cui essi, altre

volte, erano stati strumento. E poi tutti

quei “baci”, con cui ricopre i “piedi”

di Gesù, che alla fine “cosparge di olio

profumato”!

Tutti gesti che hanno un forte valore

“simbolico”, almeno per l’Evangelista, e

vogliono dire che è proprio in virtù di

quel “peregrinare” di Gesù, con quei “piedi”

che non si fermano mai, che è adesso

arrivata la salvezza alla donna peccatrice;

e, allo stesso modo, potrà arrivare

a tanti altri.

Lo scandalo dei “ben pensanti”

Ma il racconto non finisce qui: mancano

le reazioni del fariseo, che aveva

invitato a pranzo Gesù, e degli altri coinvitati;

e soprattutto di Gesù, che è al centro

di tutta la scena.

Di fatto il fariseo, anche se non inter-

L’adultera asciuga i piedi a Gesù durante il “Banchetto in casa di Simone”, opera di Pierre Subieyras

(1699-1749). Nella pagina a fianco, “Gesù e l’adultera”, opera di Lorenzo Lotto (1480 ca.-1566).

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 14 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [302]

viene direttamente, giudica molto severamente

quella scena di accoglienza della

donna, che egli ben conosceva: “Se

costui fosse un profeta, saprebbe chi e

che specie di donna è colei che lo tocca:

è una peccatrice” (v. 39).

Gesù però nota il disappunto del fariseo

e, leggendone il pensiero, gli propone

una piccola parabola, seguita da una

molto facile applicazione: “Un creditore

aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento

denari, l’altro cinquanta. Non avendo

essi da restituire, condonò il debito

a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà

di più?”. Simone rispose: “Suppongo

quello a cui ha condonato di più”.

Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”

(Lc 7, 41-43). E questo già poteva bastare

per giustificare l’atteggiamento di Gesù

verso la peccatrice.

Ma egli non si ferma qui: prosegue

anzi polemicamente, mettendo a confronto

il comportamento di devozione

e accoglienza della donna con quello,

piuttosto formalistico, del Fariseo: “Vedi

questa donna? Sono entrato nella tua casa

e non mi hai dato l’acqua per i piedi;

lei invece mi ha bagnato i piedi con le

lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

Tu non mi hai dato un bacio, lei invece

da quando sono entrato non ha cessato

di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso

il capo di olio profumato, ma lei

mi ha cosparso di profumo i piedi. Per

questo ti dico: le sono perdonati i suoi

molti peccati, poiché ha molto amato. Invece

quello a cui si perdona poco, ama

poco” (Lc 7, 44-47).

“Ti sono perdonati i tuoi peccati”

Senza che nessuno glielo abbia detto,

Gesù sa benissimo che quella donna

è una “peccatrice”; ma, pur nel suo peccato,

essa ha intuito che Gesù è Qualcuno

che viene dall’alto e può ricostruire

la sua vita, dare un senso nuovo alla

propria esistenza. L’amore è come un fuoco

che brucia anche le colpe più grandi.

Proprio come dice Paolo, quando scrive

nella lettera ai Romani: “Laddove è abbondato

il peccato, ha sovrabbondato la

grazia” (5, 20).

Ma la storia non finisce qui. Quando

Gesù, rivolto alla donna, dichiara: “Ti sono

perdonati i tuoi peccati” (Lc 7, 48), i

commensali, meravigliati, «cominciarono

a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che

perdona anche i peccati?”» (Lc 7, 49).

La domanda, che la gente si pone,

può essere interpretata in una duplice maniera:

in senso positivo, in quanto le parole

di Gesù lo accrediterebbero come

un inviato del cielo; oppure in senso negativo,

in quanto quelle parole verrebbero

considerate come blasfeme sulla bocca

di qualsiasi uomo. E credo che questa

ultima sia la interpretazione giusta.

In ogni modo, il racconto si conclude

con le parole rappacificanti di Gesù

che esalta la “fede” della donna, che sta

alla radice di tutto il suo comportamento

coraggioso: “La tua fede ti ha salvata;

va’ in pace” (Lc 7, 50). Una fede forte,

quella della peccatrice, che l’ha portata,

senza vergogna alcuna, a gettarsi ai piedi

di Gesù, riscattando in tal modo tutta la

sua vita.

Davvero la “grazia” di Dio è luce che

sa penetrare nei meandri più oscuri della

nostra coscienza, ed è forza che ci fa risalire

anche dagli abissi della perdizione

e del peccato.

La storia di una donna “adultera”

Un altro caso di donna peccatrice, che

Gesù libera addirittura dalla lapidazione,

per peccato di adulterio, e restituisce alla

sua dignità, lo troviamo nel Vangelo di

Giovanni (8, 1-12).

Però tale testo stupisce nel Vangelo

di Giovanni, soprattutto per lo stile narrativo,

che sembra piuttosto di derivazione

lucana. Di fatti, la maggior parte

dei manoscritti greci del Nuovo Testamento

e anche numerose versioni lo omettono.

Malgrado ciò, la sua canonicità

è fuori discussione, così come il suo

valore storico; e non è escluso neppure

qualche legame con Giovanni.

Stando dunque al testo, mentre Gesù

di buon mattino va nel tempio ed ammaestra

le folle, succede qualcosa di strano.

Gli scribi e i farisei gli portano da-

vanti “una donna sorpresa in adulterio”,

che secondo la Legge avrebbe dovuto

essere lapidata (Lev 20, 10; Dt 22, 22-

24).

Più che chiedergli un parere, però,

gli tendono una insidia, nel senso che,

data la novità della sua dottrina, essi

pensano che Gesù, in qualche maniera,

avrebbe trovato il modo di liberarla dalla

pena di morte, contravvenendo così alla

Legge.

A questo punto però succede qualcosa

di strano: “Gesù, chinatosi a terra, si

mise a scrivere col dito per terra” (Gv 8,

6). Non sappiamo che cosa di fatto scrivesse:

forse poteva essere solo un modo

per costringere i suoi avversari a riflettere.

“Chi è senza peccato,

scagli la prima pietra”

Siccome, però, i suoi avversari «insistevano

nell’interrogarlo, alzò il capo e

disse loro: “Chi di voi è senza peccato,

scagli per primo la pietra contro di lei”

(Gv 8, 7)». È una sfida feroce che egli

lancia contro gli accusatori della donna,

alcuni dei quali forse proprio con lei potevano

aver avuto rapporti sessuali.

Per conto proprio Gesù, “chinatosi

di nuovo, scriveva per terra” (Gv 8, 8).

È misterioso quel suo insistere sullo “scrivere”:

forse si poteva anche sospettare

che scrivesse qualcosa che riguardasse

ciascuno, o qualcuno di loro in particolare.

Sta di fatto che “quelli, udito ciò, se

ne andarono uno per uno, cominciando

dai più anziani fino agli ultimi” (Gv 8,

8).

A quel punto la partita dell’ipocrisia

e della morte era ormai vinta. E Gesù lo

sottolinea alzandosi da terra e rivolgendosi

alla peccatrice: “Donna, dove sono?

Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa,

come rinata a nuova vita, risponde:

“Nessuno, Signore”.

Quel titolo “Signore” non è semplicemente

un titolo di cortesia: è un riconoscere

che quell’uomo che l’ha salvata

da morte è davvero il “Signore” della vita

e della morte!

E proprio sul cammino di una “nuova

vita il Signore la indirizza, amorosamente

ed autorevolmente, con le parole

conclusive di questo brano evangelico,

pieno di umanità e di pathos: “Neanch’io

ti condanno; va’ e d’ora in poi non

peccare più” (Gv 8, 11).

Contro lo spirito giustizialista degli

uomini Gesù insegna, sempre da capo,

la via del perdono e della vita che può

essere ritessuta dall’inizio.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 15 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [303]


Il mio amico sarà in paradiso?...

Io sono preoccupato...!

Caro Giuseppe,

quando ho ricevuto il tuo messaggio mi è sembrato di tornare indietro

di tanti anni.

Da molto tempo non mi sentivo porre questa domanda.

Quando muore un amico giovane si prova rabbia, dolore immenso, si

lanciano mille perché fino a... ferire il cielo.

Tu mi chiedi: ma nel momento dell’incidente lui sarà stato in grazia

di Dio? E il Signore lo avrà perdonato? Sarà in Paradiso?

È una domanda seria, profonda che fa stare il cuore sulle spine.

Intanto ti propongo di fare un grande atto di fiducia nella misericordia

di Dio che è immensa verso ciascuno di noi. Lui solo sa che cosa è

avvenuto in quel momento dell’impatto fra il tuo amico e Lui: che cosa

si sono detti. Perché basta un attimo di richiesta di perdono e Dio salva.

Questo è un mistero che si scioglierà dopo la nostra morte.

Tu sei preoccupato perché poi per telefono mi hai raccontato che cosa

avevate combinato nei giorni precedenti. E allora prega molto per il

tuo giovane amico e fai pregare. Fai celebrare la Santa Messa per lui e

affidati a Gesù.

Resterai tutta la vita al di qua del mistero e nessuna seduta spiritica,

di cui mi hai parlato, può darti certezze... solo la tua fede e l’attesa di sapere

quando sarà… anche per noi.

Intanto mi permetto di chiederti: ma tu cerchi di vivere nella grazia

del Signore, sei pronto in ogni momento, sei andato a confessarti?...

Questo lo dico a me e a te. Perché molte volte viviamo con il peccato

sull’anima pensando: ci andrò, intanto per me la morte è lontana, poi

che cosa ho fatto di male? Gesu diceva: “siate pronti, perché il Figlio dell’uomo

verrà nell’ora che non pensate”. E San Giovanni aggiunge: “il

sole non tramonti mai sul vostro peccato”.

Ma questo è per dirti la bellezza del vivere in comunione con il Signore

e con l’abitudine a confessarsi spesso quando abbiamo un peccato

sull’anima.

È in gioco la nostra vita ETERNA!

Pensa al tuo amico che, come il ricco epulone, chiede a Dio: “Signore,

avverti i miei fratelli, i miei amici perché si convincano a vivere

secondo i tuoi comandamenti”.

Non avere paura della morte, pensa a vivere... nella felicità della

fedeltà al vangelo, alla morale e a ricominciare da ogni errore. Gli amici

in cielo ci devono convertire...

Il tuo amico in terra don Giosy.

Maria,

questi ragazzi

sono i tuoi figli

n di GIOSY CENTO

Pregando con

Don Tonino

Bello

«Spirito Santo,

che hai invaso

l’anima

di Maria per offrirci

la prima

campionatura

di come un

giorno avresti

invaso la Chiesa

e collocato

nei suoi perimetri

il tuo nuovo

domicilio, rendici capaci di esultanza.

Donaci il gusto di sentirci “estroversi”.

Rivolti cioè verso il mondo,

che non è una specie di Chiesa mancata,

ma l’oggetto ultimo di quell’incontenibile

amore per il quale la Chiesa

stessa è stata costituita.

Se dobbiamo attraversare i mari

che ci distanziano dalle altre culture

soffia nelle vele perché, sciolte le gomene

che ci legano agli ormeggi del

nostro piccolo mondo antico, un più

generoso impegno missionario ci solleciti

a partire.

Se dobbiamo camminare sull’asciutto,

mettici le ali ai piedi perché,

come Maria, raggiungiamo in fretta la

città terrena che tu ami appassionatamente.

Che non è il ripostiglio dei rifiuti,

ma il partner con cui dobbiamo “ agonizzare”

perché giunga a compimento

l’opera della Redenzione».

Don Tonino Bello

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 16 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [304]

C’è posta...

Rev.do Don Giosy,

la Rivista del Rosario di Pompei mi dà l’opportunità di scrivere la

mia critica, forse istintiva ma spero autentica, a un libro che ho avuto

tra le mani in questi giorni.

È una lettera che una ragazza di ventuno anni scrive al Card. Ruini

in nome dell’amore e forse, secondo lei, a nome di tanti giovani.

Le dirò, padre, che ho 22 anni, mi sento ragazzo di oggi, ma non

riesco a condividere quello che viene proposto contro tutta la dottrina

e la morale cattolica riguardo alla sessualità, alla coppia, al matrimonio,

all’amore, all’omosessualità, ecc...

Questa giovane scrittrice ha scelto ad arte, aiutata da qualche esperto...

venduto, dei pezzi dei discorsi del Cardinale e del Catechismo

della Chiesa Cattolica e distrugge tutto in modo, mi sembra, molto

superficiale con ragionamenti solo umani.

Tutto è imposto, secondo lei, e la Chiesa non fa altro che limitare

le nostre possibilità e dice solo dei “no” su queste importanti tematiche.

Le confido che anche io mi sono fatto certi discorsi. Ma non penso

assolutamente che si possa togliere la morale e sostituirla con un

“fai da te” o “ognuno fa come gli pare”.

Poi mi sembra molto esagerata quando si propone a 21 anni come

colei che ha avuto rapporti sessuali molto precoci, che sta facendo una

convivenza, che ha avuto esperienze di omosessualità... se questo è un

vanto!

Io ho solo un anno piu di lei, non avrò fatto tutte queste esperienze...

ma non mi sento affatto un cretino o un ragazzo arretrato.

La morale della Chiesa è impegnativa, dura... ma mi sono tante

volte chiesto: e senza morale dove andiamo a finire?

E poi: se uno non vuole seguire la morale di Cristo perché deve

sparare contro, ma chi gliela impone?

Chi vuole, sceglie la morale cattolica e chi non la vuole seguire,

capirà sulla sua pelle!

Chiedo scusa per il mio modo di scrivere su questa cosa, ma se un

libro così, rivolto a un’Autorità, fosse scritto in un’altra Religione... a

quest’ora era scoppiata una guerra.

Spero che il Cardinale non risponda.

La saluto e continui a dare spazio ai giovani sulla Rivista.

Grazie.

Il sito di Leopoldo

Ciao Giosy, sono Leopoldo, un ragazzo di 19 anni.

Ho da poco aperto un sito che non ha nessuno

scopo di lucro se non quello di diffondere la Devozione

Mariana.

Purtroppo nessuno lo conosce ancora e io non so

come farlo conoscere. Credo che potrebbe essere simpatico

pubblicarlo nella sezione dedicata a noi ragazzi

sulla grande rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

Ciao.

Il sito è: www.webalice.it/virgopontesarcus

Giorgio

SMS

“Chiedi a Gesù che mi aiuti. A

capire COSA voglio fare, a scegliere

CON fede quello che scelgo, a RA-

ZIONALIZZARE il tempo e a crearmi

spazi per essere”. (Luigi 24 anni)

“Quante volte ho distrutto la mia

vita e gridavo... la vita è bella. Ora ho

dato un senso a questa vita. Finalmente

provo a essere me stesso, riesco

a vivere, mi amo. Grazie per avermi

fatto riflettere. 6 un padre buono.

Ho avuto il fegato per parlare con i

miei. TVUMDB - ti voglio un mondo

di bene”. (Rolando 19 ani)

“Leggo quanto tu xiodicamente

scrivi su il Rosario e la Nuova Pompei...

e ogni volta è una boccata di ossigeno!

Aiutami, stammi vicino, consigliami”.

“ (Aldo)

“Ciao, come stai? Con mia moglie

è finita. Ormai siamo d’accordo.

Ho parlato anche con mia sorella. Mi

sento un po’ meglio x aver parlato.

Ma cominciano ad affiorare i ricordi e

gli sbagli! Spero che nostra figlia viva

serena”. (Angelo 31 anni)

“Che la Madonna del Rosario vegli

su di te e su tutti i giovani del mondo”.

(V. 30 anni)

“Pregalo tu per me quel Dio misericordioso.

Io sto pagando, a caro prezzo

anche colpe che non ho”. (Maria

22 anni)

“Dov’è questo Dio che aiuta, che

ascolta la preghiera? Una balla per disperati!”.

(Anonimo)

SCRIVETEMI

Desidero corrispondere con i

giovani, le famiglie, i nonni, i

sacerdoti, le suore, gli educatori

ecc... per fare la pagina

insieme.

DON GIOSY CENTO

Piazza Regina Margherita, 12

01010 Ischia di Castro (VT)

Email: giosycento@libero.it

www.giosycento.it

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 17 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [305]


Mentre scriviamo, a Bikok, in

Camerun, a circa 60 Km

dalla capitale Yaoundé,

Annamaria Formisano, medico

chirurgo specializzata in anestesia,

sta per terminare la sua prima

permanenza, circa tre settimane, dal 13

maggio al 3 giugno, presso la Missione

delle nostre suore, dove ci siamo recati

recentemente per l’inaugurazione del

nuovo dispensario medico sanitario

(vedi il servizio pubblicato nel numero

di aprile della nostra rivista, pp. 4-7).

Membro dell’Associazione dei Medici

Volontari “San Giuseppe Moscati”, che

da anni svolge il servizio di volontariato

in Santuario per l’assistenza medica ai

pellegrini, la signora Annamaria ha

avuto il compito di raccogliere dati ed

elementi cognitivi atti ad elaborare un

progetto complessivo di assistenza

sanitaria in loco, ipotizzando il

trasferimento in Italia per i casi più

complessi e bisognosi di particolari

interventi chirurgici. La seconda tappa

del progetto curato dalla Associazione

prevede il suo ritorno a Bikok in

autunno, accompagnata dal marito

Walter Memmolo, chirurgo, e dalla

dinamica e generosa Presidente

dell’Associazione, Maria del Rosario

Steardo, dott.ssa in Farmacia.

L’auspicio per il futuro è che il loro

esempio possa essere seguito da altri

medici e da altri volontari.

Contemporaneamente, sempre a Bikok,

nel settore di Oman, uno dei cinque

che formano il piccolo agglomerato del

villaggio camerunense, è stata

avviata, come avevamo annunciato,

la costruzione della chiesa che sarà

dedicata alla Vergine di Pompei e la

cui consacrazione, se non ci saranno

imprevisti rilevanti, dovrà avvenire

nella stagione autunnale.

L’entusiasmo del parroco, Padre

Thomas Mbada, e degli abitanti è alle

stelle. Potranno contare a breve su di

un ambiente dignitoso, accogliente e

solido, per le celebrazioni, le catechesi

e incontri vari. Ma anche la gioia delle

nostre suore non è da meno. La chiesa

dedicata alla Vergine del Rosario,

renderà ancora più visibile il loro

servizio e la loro presenza sul

territorio, incoraggiando ancora di più

il loro generoso impegno personale.

Dal Camerun passiamo in India, nella

regione del Kerala, da dove alcune

famiglie del villaggio di Kottuvally

hanno voluto esprimerci la loro

Quando l’amore non ha confini

Dal Camerun alle Filippine, dall’Eritrea all’India e in Italia la lunga catena

d’amore dei rosarianti del mondo intero per un servizio di carità planetario

DA KOTTUVALLY IN INDIA, UNA SOLA PAROLA: GRAZIE!

u Sono Gilson, scrivo dall’India, sono

del quartiere di Koonamavu vicino a

quello di Kottuvally. In famiglia siamo

quattro persone. Io sono carpentiere, la

mia famiglia è davvero molto povera e

spesso non ho abbastanza denaro per

sfamarla. Fino a qualche tempo fa vivevo

a casa di mio fratello. La sua casa era

piccola ed eravamo in troppi in uno

spazio così angusto. Avvertivi il bisogno

di andar via di lì, ma io non avevo

i soldi per costruire una casa tutta per

noi, per me e la mia famiglia. Per questa

difficile situazione, abbiamo chiesto

aiuto alle suore di Pompei che si trovano

a Kottuvally. Esse ci hanno dato una

casa. In seguito abbiamo saputo che questa

casa ci è stata donata dal Santuario

di Pompei. Insieme alla mia famiglia esprimo

la più sincera gratitudine a tutti

voi che attraverso il Santuario di Pompei

ci avete donato questa casa. Vi saremo

sempre grati .

Gilson, July, Gilju, Trusa

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 18 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [306]

* * *

u Sono Joseph, scrivo dall’India, appartengo

al quartiere di Kottuvally. La

mia famiglia è composta da cinque persone.

Siamo veramente molto poveri.

Non posso lavorare perché sono malato

di asma bronchiale, mio figlio è riuscito

a trovare lavoro ma purtroppo la

paga che riceve basta solo per la vita

quotidiana. Non avevamo nemmeno un

letto per dormire.

Ora, dopo molto tempo, grazie ad

alle suore di Pompei abbiamo avuto

una casa. Attraverso loro abbiamo saputo

che la nostra casa è stata donata dal

Santuario di Pompei.

Con questa lettera noi vogliamo e-

sprimere tutta la nostra sincera gratitudine

a tutti i membri del Santuario e a

tutti i devoti della Madonna del Rosario

che ci hanno offerto questa casa. Vi siamo

infinitamente grati e preghiamo sempre

per voi.

Joseph, Elsy, Tina, Tigo, Tini

***

u Sono Joseph Vaghapilly e ho due figlie,

Ramya e Regha. Mia moglie morì

quattro anni fa in un incidente. Entrambe

le mie figlie, Ramya e Regha van-

La dott.ssa Anna

Maria Formisano

visita un bambino

di Bikok (Camerun),

assieme a Suor

Maria Sabina.

Nella pagina

a fianco, la vecchia

e cadente chiesa

che sarà ricostruita,

a poca distanza

dalla sua attuale

collocazione, con

l’aiuto e il sostegno

generoso dei devoti

della Madonna

del Rosario

di Pompei sparsi

nel mondo.

no a scuola. Siamo veramente molto poveri.

Oltretutto, sono anche molto vecchio

e malato e senza nessuna possibilità

di costruire una casa. Casualmente

ho saputo dell’opera di carità del Santuario

di Nostra Signora di Pompei. Ho

chiesto alle vostre Suore, che operano

a Kottuvally, di aiutarmi a costruire una

casa. E, ora, grazie al vostro grande

cuore, io e le mie figlie abbiamo una

casa. Vogliamo perciò esprimervi la nostra

immensa gratitudine per la grande

opera di carità verso la nostra famiglia.

Possiate riservare quest’opera di carità

anche verso altre famiglie. Possa il Signore

benedire tutte le vostre attività.

Joseph, Ramya and Regha

riconoscente e commossa gratitudine

(vedi box), invitandoci a continuare

nella nostra opera di aiuto a favore di

altre famiglie.

Ci scrivono spesso, manifestandoci la

loro affettuosa riconoscenza, anche da

Asmara in Eritrea dove sosteniamo il

percorso educativo di 40 minori.

A tutti gli alunni e gli insegnanti della

scuola “Mai tesfa”, a Sara, ai coniugi

Franca e Carlo Travaglino, straordinari

testimoni d’amore, a tutti gli amici

della comunità “H.E.W.O.”,

associazione per la cura e

l’accoglienza dei malati di lebbra,

il nostro caloroso e fraterno saluto.

Allo stesso modo siamo vicini ai 70

ragazzi delle Filippine che sosteniamo

allo studio attraverso l’opera delle

nostre suore che anche a Manila hanno

una casa missionaria. Anche in Italia è

senza sosta l’attività dei nostri Centri

Educativi dove accogliamo, seconda la

formula del convitto diurno, circa 100

tra ragazze e ragazzi. Ad essi si

aggiunge l’accoglienza a ragazze

madri, nuclei familiari e persone

variamente interessate dal disagio

sociale, che il Santuario svolge nelle

sue diverse strutture a Pompei, affidate

ai Fratelli delle Scuole Cristiane e alle

nostre Suore. Tutto avviene con spirito

di servizio e di carità fraterna, ma

soprattutto grazie al vostro generoso

sostegno. I devoti della Vergine di

Pompei sparsi nel mondo formano una

lunga catena di rosarianti che

abbraccia l’intera umanità sofferente

facendosi segno dell’amore di Dio

secondo l’anelito finale della Piccola

Supplica: «O Rosario benedetto di

Maria, catena dolce che ci rannodi a

Dio, catena d’amore che ci fa

fratelli...». È questo lo spirito di

Pompei, il suo carisma, secondo la

felice sintesi del beato Bartolo Longo:

«Trionfo di Fede e di Carità: ecco

Valle di Pompei. È la luce che

prorompe dal cuore di Dio, è il caldo

d’amore che infiamma il cuore

dell’uomo. Carità senza Fede sarebbe

la suprema delle menzogne.

Fede senza Carità sarebbe la suprema

delle incongruenze; Valle di Pompei

le ha riunite in un magnifico equilibrio;

due ali congiunte a un solo e medesimo

volo» (Il Rosario e la Nuova Pompei,

1925, p. 9).

Pompei è volo dell’anima credente

nell’universo di Dio Amore!

n di PASQUALE MOCERINO

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 19 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [307]


Sta per essere dato

alle stampe un manuale

che tratta di un aspetto

finora inedito della

bioetica: “Bioetica -

Religioni - Missioni.

La bioetica a servizio

delle missioni”.

Autori sono il

missiologo Padre

Giuseppe Buono

del Pontificio Istituto

Missioni Estere,

noto ai nostri lettori

e da anni docente

di missiologia nella

Scuola di Spiritualità

“Rosarium Virginis

Mariae” del Santuario

di Pompei, autore di

diversi libri, conoscitore

diretto della realtà

missionaria in tutti i

continenti, e la

dottoressa Patrizia

Pelosi, di Avellino, fisico

nucleare, specializzata

in fisica sanitaria,

con master in bioetica

ed esperienze dirette

in Giappone, Africa

e America Latina.

Tutte e due sono membri

del Comitato

Interuniversitario

di Ricerca Bioetica.

Abbiamo chiesto loro

di presentare ai nostri

lettori il loro progetto

scientifico-missionario,

perché la bioetica sfida

quotidianamente

la nostra coscienza

cristiana.

Il termine bioetica venne coniato nel

1970 dall’oncologo australiano Van

Rensellaer Potter. La spinta decisiva

per la nascita della bioetica come scienza

fu data dallo sviluppo delle conoscenze

scientifiche e tecniche da una parte e

dall’altra dal ritardo della riflessione necessaria

per il loro utilizzo. Il divario tra

cultura scientifica e cultura umanistica faceva

nascere la legittima paura per la sopravvivenza

stessa dell’umanità.

Possiamo definire la bioetica come

la scienza che regola il comportamento

umano nel settore della vita e della sa-

lute, guidato da valori e principi morali universali.

Il valore morale è costituito dalla

persona umana in sé, è quindi un valore

oggettivo.

I temi della bioetica

I temi principali della bioetica riguardano

la realtà della riproduzione umana,

la genetica umana, l’embrione, la

fase terminale della vita. La bioetica si in-

teressa ai temi della sessualità umana, della

fecondazione artificiale, della regolamentazione

naturale della fertilità, della

contraccezione, della sterilizzazione.

Studia il genoma umano, le biotecnologie,

la clonazione, le cellule staminali,

l’aborto, la diagnosi prenatale, gli interventi

sugli embrioni umani, il dolore, l’eutanasia,

l’accanimento terapeutico, i trapianti

d’organo.

La bioetica è in sé laica, cioé non connotata

ideologicamente, ed è senza riferimenti

alla trascendenza. Detto questo

va chiarito subito che parlare di laicità

della bioetica non significa parlare di un’etica

che parta dalla negazione di Dio, parliamo

invece di un’etica razionale, cioè

di una bioetica filosofica.

I giudizi morali sono in sé universali

perchè se una valutazione etica è tale in

sé, lo è senza fare riferimento a un pensiero

religioso o laico.

Alla base vi sono i valori universali e

oggettivi che permettono all’uomo di di-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 20 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [308]

scernere, per mezzo della ragione, quello

che è il bene e quello che è il male, di

distinguere tra la verità e la menzogna.

I valori comuni a tutti gli uomini derivano

dall’uguale dignità della persona

umana e sono individuabili alla luce della

sola ragione.

La rivelazione cristiana allarga gli orizzonti

della visione sull’uomo con la

verità della creazione e della redenzione

che porta l’uomo alla comunione con

Dio.

Il dialogo tra scienza e fede è sempre

mediato dalla ragione, riferimento co-

mune dell’una e dell’altra. “La ricerca

scientifica di ogni disciplina, se procede

in maniera veramente scientifica e secondo

le norme morali, non sarà mai in

reale contrasto con la fede, perché le realtà

profane e le realtà della fede hanno

origine dal medesimo Dio” (Gaudium et

Spes, 36).

Credenti e laici possono incontrarsi

sul valore della vita umana fin dal suo

inizio, fin dalla sua progettazione biologica.

La fede cristiana e la Chiesa sono

da sempre favorevoli alla ricerca scientifica

e tecnica quando questa è a servizio

della verità e del bene, aiutando a coniugare

la dimensione intellettuale con quella

spirituale.

Bioetica e tradizioni religiose

L’impressionante sviluppo tecnologico

delle scienze, soprattutto di quelle biomediche,

esige un nuovo rapporto tra queste

scienze e l’etica teologica. Un esempio

illuminante del contributo che la re-

LA BIOETICA A SERVIZIO DELLE MISSIONI

La dottoressa Patrizia Pelosi nel deserto di Laisamis (Kenya). Padre Giuseppe Buono con due dottoresse coerane.

ligione può offrire alla bioetica lo troviamo

nelle parole di Giovanni Paolo II nell’enciclica

Evangelium Vitae del 25

marzo 1995, definita l’enciclica della

bioetica: “... Pur tra difficoltà e incertezze,

ogni uomo sinceramente aperto alla

verità e al bene, con la luce della ragione

e non senza il segreto influsso della

grazia, può arrivare a conoscere nella legge

naturale scritta nel cuore il valore sa-

cro della vita umana dal primo inizio fino

al suo termine e ad affermare il diritto

di ogni essere umano a vedere sommamente

rispettato questo suo bene primario.

Sul riconoscimento di tale diritto

si fonda l’umana convivenza e la stessa

comunità politica” (n. 2).

Per questo Benedetto XVI, il 1° aprile

2006, ricevendo in udienza i partecipanti

al Processo di Bologna, 240 persone

che rappresentavano 42 stati, più i

rappresentanti delle Americhe, dell’Asia

e dell’Oriente, riaffermava: “L’essere umano

non può e non deve mai essere sacrificato

ai successi della scienza e della

tecnica”.

Nel discorso ai Vescovi italiani il 18

maggio scorso aveva affermato: “Nelle

circostanze attuali, richiamando il valore

che hanno per la vita non solo privata ma

anche soprattutto pubblica alcuni fondamentali

principi etici, radicati nella grande

eredità cristiana dell’Europa e in particolare

dell’Italia, non commettiamo alcuna

violazione della laicità dello Stato,

ma contribuiamo piuttosto a garantire e

promuovere la dignità della persona e il

bene comune della società” (L’Osservatore

Romano, 19 maggio 2006, p. 5).

Bioetica e missioni

Precisiamo che parliamo di missioni

per indicare l’attività evangelizzatrice della

Chiesa in territori e gruppi umani dove

il Vangelo ancora non è stato annunciato

mentre la missione esprime la natura

stessa della Chiesa.

Nel caso nostro si tratta di approfondire

i contenuti che costituiscono lo specifico

di una bioetica illuminata dalla fede

cattolica e confrontarla con tutti gli

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 21 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [309]


altri per giungere a un’etica veramente

condivisa. Giovanni Paolo II, nell’enciclica

sulla vita appena ricordata, rilanciava:

“Urgono una generale mobilitazione

delle coscienze e un comune sforzo

etico per mettere in atto una grande

strategia a favore della vita. Tutti insieme

dobbiamo costruire una nuova cultura

della vita... L’urgenza di questa svolta

culturale è legata alla situazione storica

che stiamo attraversando, ma si radica

nella stessa missione evangelizzatrice,

propria della Chiesa” (n. 95).

I destinatari

L’obiettivo della nostra ricerca bioetica

è quello di raggiungere il mondo

missionario per fornire strumenti adeguati

ad affrontare situazioni che si presentano

quotidianamente nel loro servizio

all’umanità più indifesa. I missiona-

Un libro utile per i territori di missione

La bioetica è ormai universale. Nel senso che le problematiche da essa affrontate

interessano tutti, e nel senso che interessano le popolazioni di tutti i paesi del

pianeta. Lo dimostra anche il fatto che l’UNESCO abbia promulgato qualche

mese fa una “Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani”. Durante

i lavori preparatori di questo testo numerosi delegati dei paesi in via di sviluppo

hanno espresso la loro preoccupazione perché queste problematiche incidono

anche nei loro paesi, ma non contano con persone e istituzioni sufficientemente

preparate per orientarle in modo adeguato.

D’altra parte, ho potuto apprezzare personalmente il grande interesse che

tanti di quei delegati avevano per la dottrina della Chiesa Cattolica. Anche se di

culture e fedi diverse, vedevano nella Chiesa un pensiero solido e articolato.

Nei “territori di missione” si istaura senz’altro un proficuo confronto e dialogo

tra questo pensiero della Chiesa e le varie culture e religioni. La maturazione

di una bioetica per le missioni può essere preziosa nell’orientamento delle decisioni

e dei comportamenti in relazione alla vita e alla medicina, illuminando la

coscienza degli stessi missionari, del popolo a loro affidato e delle popolazioni

presso le quali svolgono il loro servizio.

La pubblicazione di Padre Giuseppe Buono e Patrizia Pelosi, “Bioetica, religioni,

missioni”, viene a colmare un grande vuoto sia della bioetica sia della letteratura

specializzata nelle missioni.

PADRE GONZALO MIRANDA

Decano della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma

ri possono ritrovare nella riflessione bioetica

i riferimenti forti di discernimento e

di scelte operative per portare immediatamente

l’uomo su un cammino di riscoperta

della propria dignità. Diciamo

anche che il nostro studio vuole condurre

ad una conoscenza diretta delle problematiche

bioetiche dei paesi del Sud del

mondo, soprattutto quelle legate alla sessualità

umana, come l’AIDS, poi lo sfruttamento

della donna, il commercio di organi,

i drammi demografici...

Allora i destinatari del lavoro non

sono solo i missionari ma anche tutti co-

loro che non vogliono essere spettatori

della storia e si sentono protagonisti di un

impegno comune che si fa evento personale

e storia di tutta l’umanità.

La connotazione missionaria offre alla

bioetica quella luce di verità che solo

l’esperienza può manifestare, dà un tono

di bellezza che solo l’ amore sa esprimere,

invia segni di speranza che solo la

missione può giustificare, misura la reale

dimensione della vita che solo la gratuità

della missione garantisce.

n di GIUSEPPE BUONO

e PATRIZIA PELOSI

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 22 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [310]

La Chiesa Campana in convegno su Comunicazioni Sociali,

Pastorale Sanitaria e Beni Culturali Ecclesiastici

Martedì 9 maggio, a Pompei,

presso la sede operativa della

Conferenza Episcopale Campana,

si è svolto un Convegno degli uffici

diocesani per le Comunicazioni Sociali

della Campania.

L’incontro, presieduto da Mons.

Serafino Sprovieri, Arcivescovo di

Benevento e Delegato per le Comunicazioni

Sociali della CEC, è nato

dall’intento di dedicare una giorna-

ta alla riflessione e allo scambio d’idee,

così da porre le basi per lo sviluppo

di un cammino condiviso in

vista della nascita di nuovi animatori

della comunicazione e della cultura

in tutta la Campania.

A dirigere l’incontro e gli interventi,

Francesco Ognibene, giornalista

di “Avvenire”, e Fabio Ungaro,

responsabile del Progetto Portaparola

del quotidiano dei cattolici italiani.

Durante il dibattito è stato illustrato

il nuovo progetto editoriale del

quotidiano, iniziato 4 anni fa e, grazie

al quale, “Avvenire” è passato da

una tiratura di 92.000 copie, ad una

di 102.000. Un progetto che ha previsto

l’apertura a contenuti sempre

più vicini al lettore, per realizzare

un giornale in grado di accompagnarlo

nella lettura e rispondere alle

sue domande. Infine, l’intervento di

Mons. Franco Mazza, vice-direttore

dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni

Sociali della Conferenza

Episcopale Italiana, che ha

illustrato come la comunicazione

entri in trasversale con la pastorale

e quanto sia importante che uno strumento

come “Avvenire”, che legge

la cultura e l’oggi, vada affiancato

alla pastorale.

l Cinquanta persone, tra laici, sacerdoti

e cappellani ospedalieri, operanti

nel settore sanitario in Campania,

hanno partecipato al Convegno

Regionale di Pastorale della Salute

tenutosi a Pompei, il 18 maggio,

nella nuova sala polifunzionale

Marianna De Fusco. “Gesù risorto,

speranza del malato”, è stato il tema

dell’incontro, svolto in preparazione

al IV Convegno Ecclesiale Nazionale,

che si terrà a Verona dal 16

al 20 ottobre 2006. Don Armando

Aufiero, della Congregazione dei Silenziosi

Operai della Croce e responsabile

della Confederazione dei

gruppi dei Volontari della Sofferen-

za, ha guidato un momento di riflessione,

al quale sono seguiti gli interventi

di don Luigi Palumbo e don

Alberto Russo, rispettivamente Delegato

e Segretario della Consulta

Nazionale. Alle 13.00 i convegnisti

hanno celebrato l’Eucaristia in Santuario,

dove mons. Pasquale Mocerino,

Vicario Generale della Chiesa

di Pompei, ha rivolto loro un breve

indirizzo di saluto.

l Martedì 30 maggio, la Consulta

regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici

della Campania ha svolto, a

Pompei, presso la sala polifunzionale

Marianna De Fusco, la Giornata

regionale dei Beni Culturali Ecclesiastici,

cui hanno partecipato il Cardinale

Michele Giordano, presidente

della Conferenza Episcopale Cam-

pana; Mons. Giuseppe Rocco Favale,

presidente della Consulta; Mons. Carlo

Liberati, Vescovo di Pompei; don

Stefano Russo, direttore dell’Ufficio

nazionale della CEI per i Beni Culturali

Ecclesiastici; il professor Luigi

Fusco Girard, docente presso la

facoltà di Architettura dell’Università

“Federico II” di Napoli; e mons.

Ernesto Rascato, incaricato regionale

per i Beni Culturali Ecclesiastici del-

La facciata del Duomo di Napoli Cimitile: Chiesa di San Giovanni

la CEC. Nata con l’obiettivo di fare il

punto sulla situazione dei beni culturali

ecclesiastici in Campania, la

giornata è servita anche per ribadire

il ruolo essenziale delle consulte regionali,

nell’ottica di una sempre più

accresciuta sinergia tra Chiesa e Stato,

tra pubblico e privato. È stata anche

annunciata una nuova iniziativa

promossa dalla Pontificia Facoltà Teologica

dell’Italia Meridionale, sezione

San Luigi: la “Scuola di alta formazione

di Arte e Teologia”, che partirà

ad ottobre e che prevede lezioni

teoriche, visite guidate, laboratori,

e partecipazione a mostre, con l’obiettivo

di trasformarsi, in breve tempo,

in un vero e proprio master.

n di LORETA SOMMA

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 23 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [311]


Eventi,

testimonianze,

celebrazioni

e curiosità

dal mondo

n a cura di GIUSEPPINA STRIANO

IL PELLEGRINAGGIO DEL ROSARIO AL SANTUARIO DI LOURDES

Un pellegrinaggio può essere un’esperienza

davvero unica, un’occasione di

crescita e di scambio con chi si condivide

quel momento. Un pellegrinaggio può

lasciare nel cuore una gioia intensa che

rimane per sempre viva dentro. È quello

che è successo a Maria, devota della Madonna,

che durante un pellegrinaggio a

Lourdes si è trovata immersa in una folla

di fedeli appartenenti a diverse nazionalità

che insieme recitavano il Rosario,

nel luogo in cui la Madonna era apparsa

a Bernadetta.

«È stato stupefacente e al tempo stesso

meraviglioso vedere persone di tante

nazionalità riunite nella pace e nella solennità

per pregare il Rosario dove Maria

è apparsa a Bernadetta».

Così Maria parla di questa esperienza

definendola “memorabile”. Ma Ma-

L’ABBAZIA DI CHIARAVALLE

L’Abbazia Cistercense

di Chiaravalle (MI) ha,

al suo interno, una cappella

antica tutta istoriata

con scene dei misteri del

Rosario. Situata negli immediati

dintorni di Milano,

l’Abbazia fu fondata

nel 1135 da San Bernardo,

abate di Clairvaux e

dedicata a Santa Maria. È

uno dei primi e importanti

monasteri cistercensi,

nonché uno tra gli edifici

ROSARIO NEWS

ROSARIO NEWS

di culto più cari ai milanesi. La cappella in questione fu dedicata

al Santo Rosario nel 1581, anche se gli affreschi che esaltano

la figura di Maria risalgono solo al ’700.

La decorazione ripropone i misteri del Rosario, inseriti in

una ricca decorazione di foglie, volute, mensole aggettanti e in

cornici di stucco dipinto.

UNA “PIZZA” PER LA VERGINE

In occasione della Supplica

alla Madonna del Rosario

di Pompei, i coniugi Aniello

e Loredana Falanga,

proprietari di una nota pizzeria

pompeiana, hanno realizzato

con 4000 pezzetti di pizza

un mosaico di 6 metri quadrati

che riproduce l’Icona

della Vergine del Rosario.

I due pizzaioli hanno voluto,

in questo modo singolare,

esprimere la loro fiduciosa

e filiale devozione alla Madonna.

Ad aiutarli nell’impresa,

ria è solo una dei tanti fedeli che attendono

con ansia di partecipare al pellegrinaggio

del Rosario.

Anche gli alunni del liceo “La Sauque”,

in Francia, vi prendono parte ogni

anno, accompagnando ammalati e persone

con handicap, spesso anziane.

La recita del Rosario rappresenta, per

questi giovani un’esperienza di grande intensità

spirituale, di condivisione e di fraternità.

È stato così anche per i nostri ragazzi

del Centro diurno “Crescere insieme” e

della “Casa Emanuel”, che dal 29 aprile

al 5 maggio 2006, insieme ad alcune suore

e mamme (foto a sinistra), sono stati ospiti

della Sezione Campana dell’U.N.I.

T.A.L.S.I. nel pellegrinaggio che annualmente

quest’ultima organizza al Santuario

mariano di Lourdes.

Giorgio Rizzo, pizzaiolo calabrese, campione mondiale nella

preparazione di pizza artistica. Il mosaico, adagiato su una pedana

di legno, è stato esposto per l’intera giornata di martedì 9

maggio in Piazza Bartolo Longo.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 24 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [312]

LA MADONNA DI POMPEI NELLA CHIESA DI CASALE CORTE CERRO

L’eco della grande opera che il beato

Bartolo Longo compiva a Valle di Pompei

tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900,

nonostante la precarietà dei mezzi di trasporto,

nonché di quella dei mezzi di comunicazione

di massa del tempo, giunse,

in quegli anni, anche alle porte di Casale

Corte Cerro, paesino piemontese situato

oggi in provincia di Verbania, dove, grazie

alla fervente attività dell’allora parroco,

don Pietro Tettoni, venne eretta una chiesa

parrocchiale in onore della Madonna

del Rosario di Pompei.

Mentre si adoperava per rendere concreto

il suo desiderio, don Pietro non venne

lasciato solo. Molti fedeli casalesi, con

grande slancio ed entusiasmo e guidati da

un’immensa fede, aiutarono il loro amato

parroco nella realizzazione di questo progetto.

Ben presto nella chiesetta, che fu benedetta

nel 1900, venne posta un’immagine

della Vergine del Rosario. Ed è proprio

ai piedi di essa che, ogni sera, don

Pietro insegnava agli abitanti del piccolo

borgo piemontese preghiere e novene

composte dal beato Bartolo Longo in onore

della Vergine di Pompei. Ed erano

soprattutto i più giovani a restarne affascinati,

essi erano rapiti da quelle parole

così piene d’amore per la Madre Celeste,

da quelle preghiere che furono per sempre

impresse nelle loro menti e nei loro

cuori. Ma l’impegno di don Pietro non si

limitò solo a questo. Egli fu anche promotore

di un grande pellegrinaggio che

aveva come meta proprio Pompei e che,

ogni anno, vedeva protagonisti tutti i fedeli

casalesi e, principalmente, quei ragazzi

che con lui avevano imparato a conoscere

e ad amare la Vergine del Rosario.

Ed è per questo che, a Casale Corte

Cerro, vive tuttora il ricordo di don Pietro,

dei suoi insegnamenti e della sua infinita

dolcezza.

In particolare la signora Delia Meazza,

oggi novantaquattrenne, ricorda con profondo

affetto don Tettoni e le serate passate

a recitare con lui e con altri ragazzi

del borgo le preghiere composte dal Beato.

Ella stessa dice che «quelle bellissime

e dolcissime parole delle Novene scritte

dal Beato per ottenere grazie, danno la certezza

inconfondibile d’essere accolte prodigiosamente».

La loro adolescenza è stata così “intrisa”

di amore per la Madonna di Pompei,

un sentimento così profondo che, an-

UN ALTARE MARIANO A BRESSANONE

Uno dei nove altari laterali del Duomo di Bressanone

(BZ), chiesa madre della diocesi, è dedicato

alla Madonna del Rosario.

L’altare del SS.mo Sacramento o del Rosario

fu realizzato nel 1573 dal lapicida trentino

Francesco Oradini che utilizzò diversi marmi

preziosi, fra cui il bianco di Carrara, il rosso di

Francia e il nero di Bergamo.

La pala di Francesco Sebaldo Unterberger, fratello

di Michelangelo, rappresenta la Regina del

Rosario con San Domenico e Santa Caterina da

Siena.

Ai lati dell’altare sono appesi medaglioni raffiguranti

i 15 misteri del Rosario.

Il Duomo, costruzione romanica risalente al

XIII secolo, è stato eretto sui resti di un più anti-

co edificio con origini intorno alla metà del X

cora oggi, la signora non può fare a meno

di recitare quelle preghiere prima di addormentarsi.

Ed è da lei che apprendiamo inoltre

che, nel medesimo paesino, si trova la

Fondazione del Getsemani di Luigi e Maria

Gedda, un imponente complesso costruito

negli anni ’50, vero e proprio Santuario

immerso nei boschi; il percorso

per arrivarci è un itinerario di meditazione

con le stazioni della Via Crucis. In questo

Santuario, nel mese di maggio, si prega

sempre la Madonna di Pompei per le

grazie ricevute e per la causa di canonizzazione

del beato Bartolo Longo.

“Una piccola Pompei senza scavi archeologici”,

così la Sig.ra Delia definisce

il suo Casale Corte Cerro, dove, come

nella città mariana, è ancora molto

forte il carisma di Bartolo Longo e a lui

si riconosce il merito di aver contribuito

alla diffusione nel mondo la devozione alla

Vergine del Rosario e l’aver composto

preghiere per il bene di tutti i fedeli.

secolo. Distrutto in un incendio nel 1174 fu nuovamente ricostruito. L’interno del

duomo emana un’atmosfera monumentale e barocca. Oltre all’altare maggiore e a

quello del Rosario, ci sono ancora otto altari laterali, che sottolineano l’importanza e

la varietà di questa basilica.

Il Duomo è anche cattedrale perché vi si trova la cattedra da cui, nelle solennità,

il Vescovo annuncia la Parola di Dio. In questa sua missione è coadiuvato dal

Capitolo del Duomo.

La Cattedrale è simbolo e luogo della comunità, dove Vescovo, clero e fedeli confluiscono

da tutte le parti della diocesi. I numerosi ospiti che entrano in Duomo, grazie

alle visite guidate, vengono avviati ad un atteggiamento di preghiera e di stupore

verso l’opera salvifica di Dio e la creatività artistica degli uomini, nonché alla conoscenza

della chiesa locale.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 25 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [313]


Il 26 ottobre 1980 nel rito di Beatificazione,

presieduto dal Santo Padre

Giovanni Paolo II, la Chiesa riconosceva

solennemente e pubblicamente lo

straordinario cammino di testimonianza

e di santità di Bartolo Longo, nato a

Latiano (Brindisi) il 10 febbraio 1841 e

morto a Pompei il 5 ottobre 1926.

Trasferitosi a Napoli e, poi, nella cittadina

vesuviana, il Longo fu uomo di

straordinaria spiritualità e di generoso

impegno sociale ed ecclesiale, realizzando

in anticipo, precorrendone i tempi,

la stupenda lezione del Concilio Vaticano

II sul ruolo e la testimonianza dei

fedeli laici nella Chiesa e nel mondo. Fu

avvocato, giornalista, scrittore, fondatore

di un Santuario mariano di fama mondiale,

realizzatore di opere di carità e,

da laico, di una congregazione religiosa

femminile, le “Suore Figlie del Santo

Rosario di Pompei”.

Fu, soprattutto, un uomo di preghiera

e un uomo santo!

Secondo la logica del Vangelo costruì

la sua casa sulla roccia della Parola

di Dio, studiata assiduamente, assimilata

con una continua meditazione e

vissuta fedelmente alla scuola, e per a-

Il volume

è disponibile

anche in altre

lingue

Pompei è canto dell’anima

e del cuore. È opera di

Dio, luogo di conversione e

di riconciliazione, di

misericordia e di preghiera,

di spiritualità e di santità.

È la città della Vergine del

Rosario, alla cui scuola

milioni di pellegrini imparano

ad ascoltare e a vivere le

parole di Gesù. È il dono

d’amore di Bartolo Longo, un

avvocato santo, che impegnò

tutta la vita a servizio del

Vangelo e dei ragazzi poveri

ed emarginati.

Pompei è Rosario, progetto

di vita, rifugio sicuro nelle

prove della vita, catena che

lega i cuori a Dio. È Supplica, preghiera filiale,

devota, intima, fiduciosa alla Madre del Signore.

Pompei è laboratorio di solidarietà e di

EDIZIONI SANTUARIO DI POMPEI

EDIZIONE FRANCESE

Le Bienheureux Bartolo Longo

Un Saint Avocat au service

de l’homme et de l’Église

EDIZIONE INGLESE

The Blessed Bartolo Longo

A Saint Advocate at the service

of man and of the Church

more, della Vergine Maria. Come il

buon samaritano evangelico, fu capace

di vivere eroicamente il comando dell’amore

del prossimo, dimostrandosi

sensibilissimo al grido di dolore che si

levava dal mondo dell’emarginazione

minorile, soprattutto dai ragazzi figli di

carcerati e da quelli orfani di entrambi

i genitori, che, quando egli operava,

erano considerati, per davvero, gli ultimi

e i più bisognosi.

Diede loro voce, casa, famiglia, educazione

religiosa, cultura e, soprattutto,

una preparazione per il loro inserimento

nel mondo del lavoro.

Fu, più di ogni altra cosa, costruttore

di pace, aspirando ad essa come al

bene supremo quale frutto dell’insegnamento

di Gesù.

Questo testo ha lo scopo di essere un

agile sussidio tra le mani di quanti desiderano

essere introdotti alla conoscenza

del Fondatore del Santuario di Pompei

e delle sue opere di carità.

In poche pagine l’Autore ha cercato

di offrire un ritratto essenziale dell’Avvocato

pugliese, evidenziando i tratti

più significativi della sua testimonianza

di fede, di carità e di santità.

EDIZIONE SPAGNOLA

El beato Bartolo Longo

Un abogado santo al servicio

del hombre y de la Iglesia

promozione umana, crocevia

di popoli e di culture, luogo

di incontro di una umanità

assetata di Dio e desiderosa

di legalità e di giustizia, di

speranza e di pace.

Pompei è portale d’eternità,

proiezione dell’umanità nel

tempo di Dio, profezia sul

futuro dell’uomo e della

storia. È “città posta sul

monte”, come dice il

Vangelo, per indicare a tutti

gli uomini di buona volontà il

cammino da compiere per

raggiungere la città di Dio, la

Gerusalemme celeste.

Giosy Cento canta così, in

questo CD, il suo amore a

Pompei, alla Vergine del Rosario e al beato

Bartolo Longo, affascinato e rapito dalla bellezza

spirituale della città mariana.

ESP

Per informazioni e prenotazioni:

SEGRETERIA GENERALE DEL SANTUARIO

Tel.: (+ 39) 081 8577321

Fax: (+ 39) 081 8503357

info@santuariodipompei.it

Dopo il grande successo de “I Quindici Sabati”

del beato Bartolo Longo, best seller della

letteratura mariana mondiale, il Santuario di

Pompei ha pubblicato questo nuovo sussidio.

Fedele al suo carisma e ispirandosi ai più recenti

documenti mariani del Magistero, il Santuario

rivisita e rinnova la proposta del Fondatore.

Il sussidio utilizza un linguaggio più consono alla

sensibilità ecclesiale post-conciliare e si

presenta come strumento utilissimo per

celebrazioni individuali e comunitarie del Rosario

e celebrazioni mariane.

I testi delle meditazioni sono tratti dagli scritti del

Beato, dei Padri della Chiesa, di scrittori e teologi

contemporanei. Come l’antico testo del Beato,

anche questo nuovo sussidio aiuterà i devoti

della Madonna di Pompei a maturare abbondanti

e ricchi frutti spirituali con cui alimentare il

proprio cammino spirituale e di santità con una

testimonianza di vita credibile e consona ai

discepoli del Signore Gesù.

Edizioni Santuario di Pompei

In occasione del quarantesimo anniversario della

“Dei Verbum” (1965-2005), la Costituzione del Concilio

Vaticano II sulla Parola di Dio, le Edizioni del Santuario di

Pompei hanno pubblicato questo testo per contribuire,

insieme a tanti altri ad una rinnovata attenzione per il Libro

sacro. Ne è autore il noto biblista mons. Settimio Cipriani

cha da anni collabora con la nostra rivista.

In “Uomini e Donne nella Bibbia”, sono, infatti, raccolti i

contributi che l’Autore ha già pubblicato per “Il Rosario e la

Nuova Pompei” negli ultimi cinque anni. Si tratta di una

galleria di ritratti e di brevi schede biografiche riguardo

a testimoni della fede dell’Antico Testamento e di valori

umani da poter imitare. Con stile sobrio ed essenziale,

come conviene ai contributi di taglio giornalistico, vengono

presentati, a partire da Adamo, 40 bozzetti di personaggi,

uomini e donne, profeti, re e gente del popolo che, sebbene

lontani da noi nel tempo, riescono con la loro vita di fede

ad essere per noi una testimonianza credibile e un esempio

di vita da cui poter imparare.

Un modo essenziale ed avvincente per leggere la Parola

di Dio è farne luce per i propri passi. Un sussidio utile per

tutta la comunità ecclesiale e, in modo particolare,

per i gruppi di catechesi parrocchiali e per quanti sono

desiderosi di un rapporto più personale e immediato

con la Parola di Dio.

Del testo di Mons. Cipriani è in preparazione un’edizione in lingua

bengalese a cura di Padre Silvano Garello.


IN CAMMINO CON L’ICONA DELLA MADONNA PELLEGRINA

Salerno si consacra alla Vergine

nella cattedrale dedicata a San Matteo

SALERNO

27-30 Aprile 2006

Dal 27 al 30 aprile l’Icona pellegrina

della Madonna di Pompei ci

conduce a Salerno. Per il bel capoluogo

di provincia la visita della Vergine

del Rosario è un grande ritorno. Durante

la missione mariana del 1948 la città

aveva gia ospitato la sacra immagine.

Ad accogliere l’arrivo della Madonna

in piazza Amendola, proprio presso la lapide

eretta nell’Anno Santo, l’8 dicembre

del 1950, che ricordava la prima visita,

c’è la città nelle sue diverse componenti:

il popolo, le autorità, il clero, i religiosi

e le religiose e l’Arcivescovo Metropolita,

Mons. Gerardo Pierro.

Dopo un primo saluto da parte del

Presidente diocesano di Azione Cattolica,

Dott. Giuseppe Pantuliano, che a nome

dei fedeli laici sottolinea l’importanza

del momento invitando tutti a fare tesoro

del dono della presenza dell’Icona,

veri giorni di grazia per l’intera comunità

ecclesiale, è l’Arcivescovo a ricordare

all’intera diocesi che «Salerno è città dal

cuore mariano, che già in passato aveva

n a cura di ANTONIO MARRESE

vissuto un analogo momento e che ora più

che mai i suoi fedeli hanno bisogno della

presenza di Maria».

Al termine della preghiera è iniziata

la processione che ha raggiunto la cattedrale

della città, dove Mons. Pierro ha

presieduto una solenne Concelebrazione

Eucaristica.

Nell’omelia, il Pastore salernitano ha

pronunciato parole accorate, commosse,

e profonde, che ancora risuonano forte

nel nostro cuore: «Vieni o Madre e visita

Salerno, la tua Salerno. Assisti i piccoli,

guida ed illumina i giovani, veglia sulle

famiglie, dona conforto agli anziani e

sofferenti, custodisci i nostri seminaristi,

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 28 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [316]

benedici il nostro clero, vieni nelle nostre

case, abbiamo bisogno di te, siamo

figli bisognosi di una madre, tu sola puoi

proteggerci, abbiamo bisogno di te».

Per tutti i giorni della missione la stupenda

e monumentale cattedrale, che conserva

la tomba dell’apostolo San Matteo

e del grande pontefice Gregorio VII, vero

capolavoro d’arte, ha visto un alternarsi

di momenti di preghiera personale

e comunitaria, celebrazioni liturgiche e

confessioni. Una fiumana di persone ha

inondato letteralmente la cattedrale:

tanti figli che hanno voluto essere accanto

alla più tenera delle Madri.

I momenti più importanti dell’intera

missione sono stati trasmessi in diretta e

in differita dalla televisione diocesana,

che abbraccia il territorio della grande

diocesi di Salerno ed oltre, in modo da

permettere a tutti di unirsi spiritualmente

in preghiera, particolarmente agli anziani

e agli ammalati e a quanti non hanno

avuto la possibilità di parteciparvi personalmente.

Particolarmente densi di significato alcuni

incontri specifici di preghiera. Venerdì,

giornata di preghiera dedicata alle

vocazioni, con a sera, la solenne Concelebrazione

Eucaristica presieduta da monsignor

Claudio Raimondo, rettore del seminario

metropolitano e con la partecipazione

di tutti i seminaristi. Sabato, la

preghiera e la riflessione sono tutte per

la famiglia. A sera, il Vicario Generale

della diocesi, mons. Marcello De Maio

ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica,

che ha visto la partecipazione

di decine di famiglie, che hanno voluto

affidarsi alla potente intercessione della

L’ingresso dell’icona della Vergine del Rosario di Pompei nell’atrio della Cattedrale di Salerno

dedicata all’evangelista e apostolo Matteo. Nella pagina precedente, l’arrivo dell’Icona in città e il

saluto dell’Arcivescovo Metropolita, Mons. Gerardo Pierro.

Regina della Famiglia. Il momento di animazione

e di preghiera per i giovani è

stato guidato dal cantautore don Mimmo

Iervolino che, attraverso un percorso fatto

di canti e di esperienze di vita, ci ha

fatto scoprire l’importanza del canto e come

esso ci aiuti sempre più a lodare Dio.

A concludere la missione, domenica

sera, la Celebrazione Eucaristica presieduta

da Mons. Carlo Liberati, Delegato

Pontificio di Pompei.

Nell’omelia, il Presule ha sottolineato

il profondo legame mariano che unisce

Salerno a Pompei, incoraggiando la comunità

salernitana ad affidarsi sempre di

più alla Vergine riscoprendo sempre più

la preghiera del Rosario, quale preghiera

di evangelizzazione e di catechesi. In una

cattedrale gremita come non mai, l’ultimo

commosso saluto del parroco, don

Antonio Quaranta, che ha organizzato con

grande cura l’intera missione.

Al termine, accompagnata da un lungo,

grande ed interminabile applauso, l’Icona

della Madonna si è avviata verso

l’uscita della cattedrale per fare ritorno a

Pompei. Centinaia e centinaia di persone,

sono accorse a salutarla per l’ultima

volta. Il loro applauso e le loro preghiere

vogliono quasi allungare il tempo della

sua permanenza. Ancora una volta la

Regina delle Vittorie infonde nei cuori

amore e commozione e continua in maniera

misteriosa ad attirare a sé i cuori.

LE PROSSIME MISSIONI MARIANE DEL ROSARIO

21-24 SETTEMBRE 2006 - VIZZINI (CT)

Parrocchia “Sant’Agata Vergine e Martire”

Nel pomeriggio del 21 arrivo dell’Icona della Madonna; saluto del Sindaco e del

Vescovo con la celebrazione della S. Messa. Al mattino del 24 recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con Supplica alla Madonna, alle ore 12.00. A

seguire partenza dell’Icona della Madonna. Per ulteriori informazioni rivolgersi al

Parroco, Don Giuseppe Luparello, 0933/962580-961078 - 347/597515.

8-12 NOVEMBRE 2006 - SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)

Parrocchia “Immacolata Concezione”

Nel pomeriggio dell’8 arrivo dell’Icona della Madonna; saluto del Sindaco e del

Vescovo con la celebrazione della S. Messa. Al mattino del 12 recita del Santo

Rosario e celebrazioni Eucaristiche con Supplica alla Madonna, alle ore 12.00. A

seguire partenza dell’Icona della Madonna. Per ulteriori informazioni rivolgersi al

Parroco, Padre Clemente Basilicata 0823/797020 - 335/7115803.

UFFICIO DELLA MISSIONE MARIANA - Tel. 081/8577486 - Fax 081/8577487 - missionemariana@libero.it

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI 29 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [317]


PELLEGRINI

DEL ROSARIO

n a cura di MARIDA D’AMORA

Maggio 2006

u L’Associazione corale e culturale

“Mimma Scarpiello”, con sede in Montecorvino

Rovella (SA), è stata in pellegrinaggio

a Pompei il 30 aprile scorso.

L’Associazione, fondata nel gennaio

2005, è dedicata alla memoria della

Signora Mimma, membro del gruppo

fondatore. Il coro è composto da 35 elementi

non professionisti, di diversa età,

con esperienze in altri gruppi corali, animati

da una forte passione per il canto.

Il coro anima abitualmente la Santa

Messa, soprattutto nelle grandi occasioni.

Recentemente ha animato la celebrazione

trasmessa da Rete 4 il 17 luglio

del 2005. L’Associazione ha come

scopo principale, la promozione di iniziative

socio-culturali per il recupero

delle vecchie tradizioni folkloristiche e

di attività ludico-educative per i ragazzi

e i giovani capaci di sostenere la loro

crescita morale e sociale.

u Il 1° maggio, sono partiti da Taranto

alla volta di Pompei, 50 pellegrini della

parrocchia “SS.mo Crocifisso”, guidati

da P. Antonio Calvieri. Per questi fedeli

il pellegrinaggio a Pompei è diven-

tato un viaggio nella spiritualità, un

cammino percorso sulle orme della Vergine

Maria, la Madre, e di Gesù, il Figlio.

L’obiettivo da raggiungere è stato

quello di sottrarsi alla routine della quotidianità.

Accade spesso, infatti, che presi

dagli impegni di lavoro e dei rapporti

sociali, con gli immancabili affanni e

malesseri familiari, non si ha tempo di

volgere lo sguardo al Signore e alla Madre

che continuamente veglia su di noi.

u In visita nella città mariana, l’11 maggio,

la “Congrega dell’Immacolata

Concezione di Anacapri” (NA) che

vanta più di 600 iscritti ed è impegnata

in diverse forme di volontariato. In 104

sono venuti a Pompei (foto in basso) per

rinsaldare il forte legame con la Vergine

del Rosario. I fedeli erano accompagnati

dal Priore della Congrega, il Sig.

Franco Balsamo e da don Daniele Pollio,

della parrocchia “Santa Sofia”, che

ha anche celebrato la Santa Messa, animata

dalla corale parrocchiale. Al termine

della Celebrazione, durante la quale

i fedeli hanno pregato per l’Europa,

per il mondo, ma soprattutto per la pace,

don Francesco Paolo Soprano, Rettore

del santuario, ha rivolto loro un ca-

Prenota in tempo il tuo pellegrinaggio

a Pompei presso l’Ufficio Rettorato:

Tel. + 39 0818577362

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Fax + 39 1782238781

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rettorato@santuariodipompei.it

loroso benvenuto e li ha invitati a pregare

per la canonizzazione del beato

Bartolo Longo.

u Il giorno seguente, 12 maggio, da

Ile de la Reunion (Antille), un gruppo

di 47 fedeli sono stati in visita alla Basilica

mariana (foto in alto, pagina a fianco)

per la prima volta . Il sacerdote che

li accompagnava, Padre Lilian Payet,

ha celebrato in francese la Santa Messa,

che i fedeli hanno animato con canti dedicati

alla Vergine. Dopo la Celebrazione,

i pellegrini si sono raccolti in un lungo

e silenzioso momento di preghiera,

al termine del quale hanno ascoltato con

interesse Padre Lilian che ha parlato loro

della vita di Bartolo Longo, appresa

dal nostro opuscolo nella sua versione

francese, e della storia del Santuario di

Pompei. Dopo la tappa a Pompei, i fedeli

hanno proseguito il loro pellegrinaggio

a San Giovanni Rotondo (FG).

u Da Toronto (Canada), un gruppo

di 50 fedeli originari delle Filippine (pagina

a fianco, foto al centro), è stato in

pellegrinaggio a Pompei, il 15 maggio,

insieme a Padre Filippo Chircop, gesuita,

che era già stato in passato nella città

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 30 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [318]

mariana. Per i fedeli filippini, invece,

era la prima volta. È stato un pellegrinaggio

davvero emozionante per un popolo

che esprime la propria fede quotidianamente

attraverso la recita del Santo

Rosario, della Supplica, ma anche

e soprattutto attraverso semplici gesti

compiuti ogni giorno. Il gruppo ha partecipato

alla Santa Messa celebrata nella

Cappella della Famiglia da Padre Filippo

che, subito dopo, ha introdotto i

pellegrini ad una maggiore conoscenza

del Fondatore del Santuario, il beato Bartolo

Longo, e della storia della Basilica

mariana.

u Don Donato Piacentini, il 16 maggio,

ha accompagnato, in visita a Pompei,

un gruppo di 56 pellegrini della sua

parrocchia “San Bartolomeo Apostolo”

di Sora (FR). Il gruppo viene in pellegrinaggio

a Pompei ogni anno, nel mese

di maggio, già da molto tempo (foto

a sinistra). All’inizio del secolo scorso,

grazie alla Sig. Virginia Farina, laica consacrata

che aveva conosciuto personalmente

Bartolo Longo, i fedeli appartenenti

a questa parrocchia si recavano a

Pompei ogni martedì. Oggi la tradizione

continua grazie a don Donato, molto devoto

della Vergine e innamorato del nostro

Santuario. Nella loro parrocchia, per

tutto il mese di ottobre, viene esposta una

tela della Madonna, davanti alla quale,

i devoti recitano la Supplica e il Rosario.

I fedeli, dopo aver partecipato alla

Santa Messa celebrata da don Donato,

hanno recitato la Supplica, partendo, subito

dopo, per Frattamaggiore (NA) per

visitare la chiesa dedicata a San Sossio.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 31 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [319]


u Nella stessa mattinata, da Roma, è

giunto in pellegrinaggio al santuario un

gruppo di 50 pellegrini (foto in alto) della

parrocchia “Santa Maria Immacolata

e San Giovanni Berckmans”.

Padre Pier Luigi Brizi, accompagnatore

del gruppo, appartiene alla Congregazione

dei Giuseppini del Murialdo, fortemente

legati a Pompei e attenti a diffondere,

secondo la volontà del fondatore,

San Leonardo Murialdo, la devozione

mariana. Essi la esprimono celebrando

le diverse festività mariane dell’anno,

e in modo particolare, la solennità

dell’Immacolata Concezione e la recita

della Supplica alla Vergine di Pompei,

l’8 maggio e la prima domenica di

ottobre.

u Il 16 maggio, a Pompei, anche un

animato e brioso pellegrinaggio che ha

visto protagonisti 50 bambini della Scuola

Elementare XXIV Circolo “Sant’Egidio”

di Lama (TA), accompagnati dalle

insegnanti Marisa Corallo e Maria

Morrone (foto sopra). La visita al santuario

è stata voluta dalla Preside della

Scuola, Chiara Faiella, che ha ritenuto

importante per i suoi alunni visitare la

città mariana prima di partecipare all’udienza

del mercoledì, del Papa Benedetto

XVI. I ragazzi hanno, quindi, partecipato

alla Santa Messa e ad una visita

guidata alla Basilica e al Campanile.

u Provenivano dal Cile i 25 fedeli in

visita a Pompei il 19 maggio (foto a

sinistra). Il gruppo fa parte del Movimento

di Schoenstatt fondato, nel 1914,

da Padre Josef Kentenich, sacerdote

pallottino, al quale venne data la cura

pastorale di una casa per studenti, che

egli affidò a Maria affinché li educasse

e li portasse a Gesù. L’Opera, approvata

nel 1964, il cui nome deriva dalla cittadina

dove il giovane professore svolgeva

la sua attività, è formata oggi da

venti branche che, in diverse forme di

impegno, riuniscono in tutti i continenti

uomini, donne, giovani sacerdoti, suore,

famiglie e laici consacrati. È diffusa

in 40 Paesi, particolarmente in Germania,

Argentina, Brasile e Cile. L’atto

di fondazione del Movimento è il “Patto

d’amore” che l’8 ottobre 1914 padre

Kentenich e i suoi studenti suggellarono

con Maria e con Dio nella cap-

pella-santuario intitolata alla “Mater

admirabilis”. In quel luogo, ancora oggi,

gli studenti affidano la propria vita

alla Vergine Maria chiedendole di fare

della cappella un focolare nel quale ottenere

la grazia dell’accoglienza, la grazia

della trasformazione interiore, la

grazia dell’invio o della fecondità apostolica”.

La cappella è meta di pellegrinaggi

di milioni di persone provenienti

da tutto il mondo. Il pellegrinaggio a

Pompei ha un particolare significato: il

loro Fondatore, Padre Kentenich, si ispirò

all’opera che Bartolo Longo aveva

realizzato nella città mariana.

u Nello stesso giorno, sono stati in visita

a Pompei 50 pellegrini provenienti

da Dublino (Irlanda). Accompagnati da

Padre Michael O’ Connell e Padre Des

Farren, Missionari del Sacro Cuore di

Gesù, i fedeli hanno partecipato alla Santa

Messa nella Cappella della Famiglia

(foto in alto). Al termine, i due sacerdoti

hanno ringraziato il loro gruppo per aver

preso parte al pellegrinaggio, vissuto

con grande gioia ed entusiasmo, per il

loro modo di amare Maria e di vivere la

fede. Dopo la celebrazione hanno visitato

il Santuario.

u Provenivano da Somma Lombardo,

in provincia di Varese, i 52 pellegrini

(foto in basso) appartenenti all’Associazione

Gruppo Amici dei Santuari,

venuti in visita alla Basilica mariana il

21 maggio. Al suo arrivo, nella serata di

domenica, il gruppo ha partecipato alla

Fiaccolata per la Pace Universale, percorso

di riflessione e di preghiera che

prende il via nel piazzale Beato Giovanni

XXIII e si conclude in Basilica,

dove si partecipa alla “chiusura del Quadro”.

Il giorno dopo, i fedeli hanno visitato

il santuario, partecipato alla Santa

Messa e recitato il Rosario. Infine, durante

l’ultimo giorno di permanenza a

Pompei, i pellegrini hanno partecipato

alla Via Crucis. Insomma, un pellegrinaggio

intenso e ricco di attività per

questi fedeli che per la prima volta visitavano

la Città mariana, di cui conoscevano

la storia ma non avevano ancora

potuto vedere di persona. L’entusiasmo

è stato così grande che molti hanno chiesto

di poter ricevere a casa la nostra Rivista.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 32 – ANNO 122 - N. 7 - 2006 [320]

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 33 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [321]


u Una intesa giornata di spiritualità mariana

è stata vissuta a Pompei, lunedì

22 maggio, dal gruppo di fedeli della parrocchia

“Santa Maria degli Angeli”

di San Nicola la Strada (CE). I pellegrini

e il loro parroco, don Pasquale Lunato,

sono stati accolti, nel Piazzale Beato

Giovanni XXIII, dal Rettore del santuario,

don Francesco Paolo Soprano, che

ha condiviso con loro un breve momento

di preghiera. Subito dopo, i pellegrini

si sono recati in Basilica, dove hanno

partecipato alla Santa Messa, celebrata

da don Pasquale e animata dalla corale

parrocchiale che ha eseguito canti dedicati

alla Vergine di Pompei. Al termine

della celebrazione eucaristica, i fedeli

hanno recitato il Rosario. Infine,

hanno partecipato, insieme a tanti altri

pellegrini, alla Via Lucis (foto in alto),

pio esercizio che sottolinea la fede pasquale

della chiesa e il suo cammino sulle

orme del Risorto.

u Da sempre devoti della Madonna di

Pompei, 4 novelli sacerdoti, tutti appartenenti

alla Diocesi di Napoli, hanno

celebrato la Santa Messa in Basilica, in

occasione del pellegrinaggio effettuato

a Pompei il 23 maggio. Don Nicola

Basso, don Rino Capasso, don Mimmo

Garritani e don Antonio Salvatore

Paone hanno voluto così ringraziare la

Vegine di Pompei, da sempre presente

nel loro percorso di formazione. I quattro

giovani sacerdoti erano già stati qui

il 24 ottobre, giorno successivo alla loro

ordinazione sacerdotale, per celebrare

la loro prima Santa Messa. Nella foto

in basso posano assieme al loro formatore,

Mons. Antonio Russo.

u In occasione della chiusura dell’anno

scolastico, gli insegnanti di religione

e di altre materie scolastiche delle scuole

cattoliche di Avellino, hanno partecipato,

il 25 maggio, ad un pellegrinaggio

a Pompei, organizzato dall’Ufficio

Diocesano della Pastorale della Scuola.

Durante l’anno, infatti, i docenti seguono

un corso di formazione per lo

sviluppo e il potenziamento delle Scuole

cattoliche del territorio diocesano.

Erano 85 gli insegnanti presenti al pellegrinaggio,

che, nella Cappella del Santo

Rosario, hanno recitato il Rosario meditato

e, subito dopo, hanno preso parte

ad un breve incontro durante il quale, il

Prof. don Virgilio Marone, Direttore dell’Ufficio

Regionale della Pastorale della

Scuola, ha tenuto un discorso sull’impegno

degli insegnanti cattolici nella

scuola. Al termine dell’incontro, i fedeli

hanno partecipato alla Santa Messa presieduta

dal Vescovo di Avellino, Mons.

Francesco Marino, che ha posato per

una foto ricordo insieme al Vescovo di

Pompei, Mons. Carlo Liberati (pagina

a fianco, foto in alto).

u Sono giunti a Pompei, il 25 maggio,

circa 600 fedeli di San Giuseppe Vesuviano,

appartenenti all’omonima parrocchia-santuario

dedicata al padre putativo

di Gesù, per un pellegrinaggio

organizzato dall’Associazione V.A.L.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 34 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [322]

S.I. (Volontari Amici di Lourdes e Santuari

Italiani). Alcuni fedeli sono giunti

a piedi, altri, invece, in auto o in treno.

Presenti anche molti fedeli diversamente

abili che, nonostante le loro difficoltà,

non hanno voluto mancare a questo

11° pellegrinaggio nella città mariana

(foto in basso).

Una folla immensa gremiva il santuario,

tutti hanno partecipato con grande

fede alla celebrazione eucaristica, animata

dalla corale parrocchiale. Al termine,

i pellegrini hanno partecipato alla

tradizionale “chiusura del Quadro”, accompagnata

da un fragorosissimo applauso.

u Cinquanta fedeli della parrocchia di

“San Giovanni Battista” di Sapri (SA)

guidati dal parroco, don Enzo Morabito,

sono stati in pellegrinaggio a Pompei,

il 25 maggio scorso. La chiesa parrocchiale

risale al XIII secolo. L’attuale

tempio è stato ricostruito dopo il danno

subito a causa dei bombardamenti della

Seconda Guerra Mondiale. I devoti

hanno partecipato al pellegrinaggio con

grandissimo entusiasmo e con l’animo

disponibile ad accogliere i suggerimenti

e i consigli della Vergine Maria, straordinaria

maestra di vita spirituale. Al

suo cuore di mamma i fedeli di Sapri

hanno rivolto le proprie preghiere, affidandole

le proprie speranze, i propri

affanni e i progetti per il futuro. Dalle

parole di don Enzo, traspare in modo

vivo e concreto il forte sentimento di

devozione alla Vergine del Rosario dei

parrocchiani: «Vivere un’esperienza intensamente

mariana nel Santuario di

Pompei, a noi tanto caro, è stato un desiderio

vivo in tutti noi da sempre, ed è

una gioia talmente grande averla vissuta,

che non si può descrivere con le parole.

Il pellegrinaggio nella Città mariana

è ormai una bella e consolidata tradizione,

quest’anno arricchita dalla partecipazione

di molti fanciulli che, per la

prima volta, hanno preso parte alla Mensa

Eucaristica, la Messa di Prima Comunione,

accompagnati dai loro genitori

e dai catechisti che ne hanno sostenuto

il cammino di fede. Abbiamo vissuto

momenti comunitari di riflessione e di

preghiera per esprimere tutta la gioia e

la gratitudine al Signore per averci donato

come Madre la Beata Vergine Maria

e per affidare al cuore della nostra

cara Mamma gli ammalati, i parenti,

gli amici, la nostra comunità parrocchiale

e, infine, per chiederLe di continuare

ad accompagnarci nel cammino della nostra

fede. Abbiamo pregato tanto per la

chiesa, per il mondo, per la pace tra i popoli.

Alla Celebrazione Eucaristica, nella

cappella della Sacra Famiglia, tutti hanno

partecipato con tanta fede e commozione,

in particolare quei fanciulli, vestiti

di bianco, che hanno ricevuto l’Eucaristia

per la prima volta». Tutti, al termine

del pellegrinaggio, hanno salutato

la Madonna promettendole non solo di

ritornare ancora, ma di recitare, ogni giorno,

almeno una parte del Rosario per

imparare alla sua scuola a contemplare

il figlio Gesù.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 35 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [323]


u Sabato 27 maggio, sono giunti a piedi

a Pompei 5000 pellegrini dell’Arcidiocesi

di Sorrento-Castellammare di

Stabia (NA), venuti per rendere omaggio

alla Vergine del Rosario. Il pellegrinaggio,

partito da Sorrento venerdì sera

e, dalle altre città, durante la notte, aveva

come tema la speranza. I pellegrini hanno

marciato verso Pompei per tutta la

notte con il cuore trepidante e impaziente

di incontrare la Madre Celeste. Durante

il cammino, i fedeli hanno celebrato

il sacramento della Riconciliazione

preparandosi così all’incontro col Signore.

Con le prime luci del mattino, sono

giunti a Pompei, dove sono stati calorosamente

accolti dal Vescovo Mons. Liberati.

Poco dopo l’arrivo, hanno parteci-

pato alla Santa Messa presieduta dal loro

Arcivescovo, Mons. Felice Cece (foto

in alto e in basso), che, durante l’omelia,

ha affidato tutti i fedeli alla Madre

Celeste affinché, per mezzo della

Sua intercessione presso Gesù, nessuna

preghiera resti inascoltata e nessuna

speranza delusa. È stata una celebrazione

ricca di speranza, soprattutto, per i

numerosi fedeli diversamente abili presenti

al pellegrinaggio.

u Lo stesso giorno, sono venuti in visita

a Pompei 26 seminaristi ortodossi del

Collegio Russicum di Roma. Fondato il

15 agosto del 1929, con la Costituzione

apostolica Quam Cura, da Papa Pio XI,

il Pontificio Seminario Russo veniva

affidato dallo stesso alla Compagnia di

Gesù. La Costituzione apostolica stabiliva

che scopo del Seminario doveva

essere quello di accogliere anzitutto “i

giovani appartenenti alla Russia e di rito

slavo-bizantino”, curando la loro formazione

al sacerdozio affinché divenissero

capaci di esercitare il loro ministero

a servizio dei fedeli della Russia gravemente

provati dal regime comunista.

Durante il loro pellegrinaggio a Pompei

(foto in alto, pagina a fianco), dopo aver

ricevuto la cordiale e calorosa accoglienza

del Vescovo, Mons. Carlo Liberati, e

di Suor Maria Neve Cuomo, Direttrice

del Centro Educativo “Beata Vergine

del Rosario”, dove hanno consumato

il pranzo loro offerto dal Santuario, i

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 36 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [324]

giovani seminaristi hanno condiviso un

lungo ed intenso momento di preghiera

nella Cappella della Famiglia.

u In sintonia con il tema del prossimo

Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona,

l’Azione Cattolica Diocesana di

Napoli, ha scelto, come titolo del pellegrinaggio

a piedi a Pompei di quest’anno,

“Con Maria, testimoni di Cristo Risorto

speranza del mondo”. I pellegrini

si sono dati appuntamento, sabato 27

maggio, alle ore 13, presso la Basilica

del Carmine Maggiore a Napoli, dove,

dopo un intenso momento di preghiera,

sono partiti alla volta di Pompei. Nella

tarda serata gli oltre venticinquemila

fedeli partenopei sono giunti nella città

mariana, dove, ai piedi della Vergine

del Rosario, sono stati accolti dal Vescovo

di Pompei, Mons. Carlo Liberati.

Alle 22.00, nell’Area Meeting, hanno

preso parte alla Santa Messa presieduta

dal Vescovo Ausiliare di Napoli, Mons.

Vincenzo Pelvi (foto a destra). La Presidente

diocesana dell’Azione Cattolica

napoletana, Titty Amore, ha espresso all’inizio

della celebrazione, a nome di

tutti, i sentimenti, le speranze e la gratitudine

dei fedeli napoletani: «Cari pellegrini,

ancora una volta siamo arrivati a

Pompei al termine dell’annuale pellegrinaggio

mariano che conduce a questo

Santuario della Vergine Regina del Rosario.

Abbiamo percorso a piedi tanta

strada e siamo giunti, stanchi ma con un

cuore pieno di entusiasmo, perché sostenuti

dalla preghiera e guidati da Maria,

incontro a Gesù nostra via, verità e

vita. Tutti noi, giovani, adulti, famiglie

e anziani abbiamo affrontato questo pellegrinaggio,

attraversando tante città e testimoniando

lungo il cammino la nostra

fede. Abbiamo affidato a Dio, attraverso

l’intercessione di Maria, le nostre attese,

le nostre speranze, le sofferenze piccole

e grandi. Ognuno ha portato ai piedi di

Maria non solo la propria preghiera ma

anche quella di chi non era presente ed

ha affidato a noi questo compito. Quest’anno,

inoltre, questo pellegrinaggio si

innesta in un tempo di grazia per la

Chiesa di Napoli: in quest’ultima settimana

il Santo Padre ha fatto dono alla

Chiesa di Napoli di un nuovo Arcivescovo,

Crescenzio Sepe, un figlio della

nostra terra che ritorna tra noi per guidare

come pastore la Chiesa di Napoli,

affidiamo, perciò, il suo ministero alla

Vergine di Pompei e ci prepariamo ad

accoglierlo assicurandogli la collaborazione

di tutti noi fedeli della Chiesa di

Napoli per la missione di evangelizzazione

che lo attende. E non possiamo

non rendere grazie al Signore per il ministero

dell’Arcivescovo Michele Giordano,

che fino ad oggi ha guidato la

nostra Chiesa e che continua a stare in

mezzo a noi e a cui porgiamo tutto il

nostro affetto e il nostro grazie per quanto

ha dato alla Chiesa di Napoli. Infine,

un grazie caloroso, va al Vescovo di Pompei,

Mons. Carlo Liberati, per la sua

paterna e cordiale ospitalità e per la calorosa

e accoglienza, attenta a tutte le

necessità e i bisogni di noi pellegrini».

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 37 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [325]


u Don Giancarlo Borrelli e 200 fedeli

della parrocchia “Maria SS. del Carmine”

di San Nicandro Garganico (FG)

sono stati in pellegrinaggio nella città

mariana, il 30 maggio, per ringraziare

la Vergine del Rosario della sua visita

del marzo scorso, in occasione della Missione

Mariana del Rosario (foto al centro).

È stato proprio don Antonio Marrese,

Delegato della Missione, ad accogliere

calorosamente i pellegrini al loro

arrivo a Pompei. I sannicandresi hanno

preparato con particolare cura il pellegrinaggio

recitando, ogni sera, il Santo

Rosario. Tra i pellegrini erano presenti

molti fedeli diversamente abili.

u Il 31 maggio, in occasione della chiusura

del mese dedicato a Maria, sono

stati in visita a Pompei numerosi pelle-

grini provenienti da varie città, accompagnati

dai loro parroci. A sera, in Basilica,

per la tradizionale chiusura del

mese mariano, hanno partecipato alla celebrazione

eucaristica presieduta dal Vescovo

di Pompei, Mons. Carlo Liberati

(foto a destra), i fedeli delle comunità

parrocchiali di: “San Felice e Ss.mi Apostoli”;

Gioia Sannitica (CE); “Sant’Antonio

di Padova” di Terzigno (NA);

“San Bartolomeo” di Penta (SA); “Santa

Maria delle Grazie” di Siano (SA),

“San Bernardino” di Montecorvino (SA);

il gruppo “Regina Pacis” di Siano (SA);

l’“Associazione Mariana Vincenziana”

di Serino (AV), i fedeli del Santuario

“Sacro Cuore” di Afragola. Al termine

della celebrazione, tutti i pellegrini hanno

partecipato alla processione che dal

Santuario ha raggiunto Piazza Imma-

colata, dove si è conclusa la recita del

Santo Rosario e sono stati bruciati i fioretti

fatti alla Madonna per il mese di

maggio. Tra i tanti sacerdoti, anche il

Rettore dei Santuari di Paray-le-Monial

(Francia), Edouard Marot. La località

francese è il luogo in cui Gesù apparve

a Santa Margherita Maria Alacoque

(1647-1690), mostrandole il Suo

Cuore ardente d’amore per gli uomini.

Alla Santa sono attribuiti tre miracoli

avvenuti a Pompei: la guarigione, avvenuta

alla fine dell’800, del figlio della

Contessa Marianna De Fusco, cofondatrice

del Santuario, colpito da un grave

morbo; la guarigione della suora Dorotea

Ersilia Cella, nel 1896, ed infine,

la guarigione della Signora Luisa A-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 38 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [326]

gostini Coleschi, colpita da una gravissima

forma di mielite spinale, guarita

istantaneamente dopo aver invocato

la beata Margherita. Oggi, nel Monastero

delle Suore Visitandine, dove santa

Margherita visse per diciannove anni,

sono conservate le sue Reliquie. Padre

Edouard Marot, venuto in Italia, con un

suo confratello, per partecipare all’incontro

di Papa Benedetto XVI con i

Movimenti Ecclesiali e le Nuove Comunità,

durante la sua visita a Pompei, ha

discusso con il Rettore del Santuario mariano,

don Francesco Paolo Soprano, per

concordare un possibile pellegrinaggio,

a Paray-le-Monial, della comunità ecclesiale

pompeiana, da svolgersi nel mese

di ottobre 2007.

u Nel pomeriggio del 5 giugno, 150 fedeli

della parrocchia “Santa Maria

delle Grazie” di Afragola (NA) sono

venuti in pellegrinaggio a Pompei (foto

in alto). Accompagnati dal parroco, don

Vincenzo Polito, i fedeli si sono radunati

nel Piazzale Beato Giovanni XXIII,

dove, hanno celebrato il pio esercizio

della Via Lucis. Al termine, processionalmente,

hanno fatto il loro ingresso nella

Basilica mariana. Qui, insieme a tantissimi

altri pellegrini provenienti da Capua

(CE), Mascalucia (CT), Rossano

(CS), Altamura (BA), Agropoli (SA) e

Gragnano (NA) hanno partecipato alla

Santa Messa. I pellegrini hanno vissuto

questi momenti con immensa gioia, la

fede li ha guidati a Pompei, dove la Madonna

accoglie i suoi figli riempiendone

i cuori di speranza e appagandone gli

animi assetati del Suo amore materno.

Nello stesso periodo abbiamo registrato altri pellegrinaggi provenienti da: Argentina,

Austria, Belgio, Corea, Danimarca, Francia, Giappone, Messico, Polonia, Stati Uniti, Svizzera,

Thailandia, Abbadia San Salvatore, Acerra, Agerola, Airola, Alvignano, Angri, Anoia, Anzio, Aprignano,

Aprilia, Arco Felice, Aversa, Bacoli, Barletta, Battipaglia, Bergamo, Bisceglie, Bitritto,

Bologna, Borgo Hermada, Bracciano, Brezza, Buccino, Caiazzo, Caivano, Calvanico, Calvi

Risorta, Camigliano, Campagna, Cancellara, Cancello ed Arnone, Capaccio, Caprioli, Carbonara

di Bari, Cardito, Carinola, Casagiove, Casale di Canicola, Casalnuovo, Caserta, Castel

del Giudice, Castel Volturno, Castrelfranci, Castrolibero, Caturano, Cava de’ Tirreni, Centurano,

Cerignola, Cervaro, Cicciano, Ciorlano, Cirò Marina, Cittaducale, Controne, Copertino, Corleto

Perticara, Cosenza, Eboli, Esanatoglia, Favara, Florinas, Foligno, Fondi, Formia, Fosdinovo,

Francavilla Marittima, Frattaminore, Frigento, Frignano, Furbaro Cerenova, Fusaro,

Gaeta, Gallicchio, Galluccio, Genova, Giaveno, Giffoni Valle Piana, Giugliano in Campania,

Grumo Appula, Grumo Nevano, Isernia, L’Aquila, Lacco Ameno, Lanciano, Lauria, Lauropoli,

Lecce, Liveri, Livorno, Loreto, Lucca, Marano di Napoli, Marcon, Martina Franca, Missanello,

Mola di Bari, Molochio, Mondovì, Montazzoli, Monte di Procida, Monte San Biagio, Monte Sant’Angelo,

Montella, Monteroni, Montesarchio, Mormanno, Napoli, Nembro, Nocera Inferiore,

Nola, Orta di Atella, Ospedaletto Euganeo, Ostuni, Pagani, Palermo, Palestrina, Palmi, Paolisi,

Perdifumo, Pesco Sannita, Pianura, Piedimonte Matese, Pietravairano, Pieve di Cento, Pignataro

Maggiore, Pisticci, Poggiomarino, Poggioreale, Pomigliano d’Arco, Pontecagnano, Portici,

Potenza, Pozzuoli, Presenzano, Quarto, Racalmuto, Ravello, Recanati, Ricigliano, Ripamolisani,

Roccascalegna, Roccasecca, Rogliano, Roma, Rombiolo, Rutigliano, Sala Consilina,

Salerno, San Fili, San Leucio, San Martino Montecorvino, San Marzano sul Sarno, Sant’Agata

de’ Goti, Sant’Anastasia, Sant’Antimo, Sant’Antonio Abate, Sant’Egidio Monte Albino, Santa

Maria del Cedro, Saviano, Scafati, Senise, Sessa Aurunca, Sezze, Sicignano degli Alburni,

Siracusa, Soccavo, Somma Vesuviana, Sortino, Stella Cilento, Succivo, Taurianova, Teano,

Terracina, Tivoli, Torre Annunziata, Torre del Greco, Torre Santa Susanna, Trento, Trentola Ducenta,

Triggiano, Trinitapoli, Turi, Verbicaro, Vicenza, Vietri sul Mare, Vignate, Villanova di Guidonia,

Viterbo, Vitulazio.

***

Sono passati da Pompei anche rappresentanti dei seguenti gruppi, associazioni e congregazioni:

Confraternita “Madonna del Rosario” di Castel Frentano (CH), Scuola Media “Casavola

di Bari, Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Montefalcione (AV), Azione Cattolica di Racalmuto

(AG), Sacerdoti della Regalità di Praiano (SA), Scuola Elementare “Camillo Monaco” di

Oria (BR), Scuola “F. Casavola” di Modugno (BA), Delegazione Pastorale Regionale Caritas di

Teggiano (SA), Istituto “Maria Palladino” di Acerra (NA), Fondazione “Gesù e Maria” di Baiano

(NA), Scuola Media “Santa Maria Consolatrice” di Sant’Omobomo Imagna (BG), Scuola Media

“Andrea Torre” di Vallo della Lucania (SA), Suore Crocifisse Adoratrici di Roma, Istituto Tecnico

“Liberatore” di Castel di Sangro (AQ), Gruppo “Regina Pacis” di Pesche (IS), Volontariato Vincenziano

S. Agostino di Aversa (CE), Scuola Media “Panzini”di Rimini, Scuola Primaria “Arcobaleno”

di Mondragone (CE), Istituto Comprensivo “Tenente Rocco Davia” di Salandra (MT),

Associazione “Spezza il pane” di Castrolibero (CS), Associazione” Frateas” S. Nicola a Mare

di Bari, Scuola Elementare “A. Gramsci” di Marconia (MT), Comune di Orsara di Puglia (FG),

Gruppo di preghiera “ Padre Pio” di Ganzirri (ME), Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,

Scuola Elementare “G. Modugno” di Bitonto (BA), Apostolato della Preghiera di Agropoli (SA),

Scuola Media “Pellico-Frank” di La Spezia, Scuola Media “A. Manzoni” di Calolziocorte (LC),

Milizia del Tempio di Saline di Volterra (PI), Corale “S. Alfonso Maria dei Liguori” di Santa Maria

a Vico (CE), Istituto “Regina Carmeli” di Santa Maria Capua Vetere (CE), Movimento dei

Focolari, Istituto Suore Betlemite di Napoli, Comunità “Il Mandorlo” di Isernia.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 39 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [327]


IN LIBRERIA

Il volume rappresenta un approfondimento conoscitivo della figura e dell’opera

di Mons. Roberto Ronca: dalla sua formazione accademica di ingegnere, alla sua

vocazione adulta, al percorso della sua intensa opera di pastore d’anime, fino al

suo ritorno a Roma, alla sua morte ed alla sua eredità pastorale di protagonista,

sempre umile, ma obbediente e incisivo, della Chiesa Romana e della Storia

dell’Urbe. Una figura che ha segnato la storia del Pontificio Seminario Romano,

della Roma del periodo bellico e postbellico, del Santuario di Pompei, di cui fu

Delegato Pontificio, della stessa vita dei cattolici impegnati nel sociale e nella

politica dopo la Liberazione e nei primi anni di democrazia. Un uomo, un

sacerdote, un vescovo caratterizzato da un’intensa spiritualità mariana e da una

piena fedeltà alla Chiesa e al Romano Pontefice, sempre e comunque. Di

notevole interesse, perché poco conosciuta dai romani di oggi, l’intensa azione di

Roberto Ronca, allora Rettore del Pontificio Seminario al Laterano, in favore degli

ebrei perseguitati e ricercati, di politici anch’essi ricercati, fra i quali Alcide de

Gasperi, Roberto Bencivenga, Meuccio Ruini, Pietro Nenni e molti altri.

N.B. Il volume può essere richiesto a: EDIZIONI SAN PAOLO - Piazza Soncino, 5

20092 Cinisello Balsamo (MI) - www.edizionisanpaolo.it

Perché la preghiera del Rosario non sia una ripetizione monotona, bisogna che

l’anima domandi a Dio la luce per entrare nella ricchezza infinita dell’Incarnazione.

Ogni mistero del Rosario corrisponde a un intervento di Cristo nell’universo,

intervento che trascende il mondo visibile e ci lega alla vita eterna.

Ogni mistero ha un significato per la nostra vita, e la nostra preghiera deve essere

una partecipazione personale a questa azione di Cristo per la salvezza e la

redenzione di tutte le anime. Padre Theodossios Maria della Croce (1909-1989),

fondatore della Fraternità della Santissima Vergine Maria, presentiva che questa

catena d’oro di preghiera poteva inoltre unire i fedeli della Chiesa di Oriente e della

Chiesa di Occidente. In Grecia, suo paese d’origine, aveva fatta costruire una piccola

chiesa e in essa, negli anni ’60, riuniva cattolici e ortodossi per questa preghiera in

comune dedicata al santo Rosario. Le meditazioni dell’Autore sono accompagnate

dal testo della Rosarium Virginis Mariae con cui Giovanni Paolo II ha invitato i cristiani

a riscoprire la più nota delle preghiere mariane.

N.B. Il volume può essere richiesto a: CITTÀ NUOVA EDITRICE

Via degli Scipioni, 265 - 00192 Roma - Tel. 06 3216212

comm.editrice@cittanuova.it

n a cura di LUCIO GIACCO

II volume raccoglie saggi monografici e schede cinematografiche che analizzano le

principali pellicole dedicate dal cinema alla famiglia, tanto nelle sue dinamiche

interne quanto nella sua evoluzione sociale. Il volume appartiene ad una collana

editoriale che negli ultimi anni ha descritto il rapporto tra cinema e società con

pubblicazioni dedicate allo sport, all’immigrazione, all’handicap, alla rivoluzione

informatica, alla pace. «La “famiglia cinematografica” - spiega il curatore dell’opera

Peppe lannicelli - ha sempre anticipato, vissuto, subìto, esaltato i grandi fenomeni

epocali. Si può dire che tutto passa e si svolge nella famiglia, dalla contestazione

giovanile, alla perdita di senso della società postmoderna, dalle tensioni etnicoreligiose,

alla lacerazione edonistica delle relazioni. La pubblicazione, analizzando

questi fenomeni socio-mediatici, vuole fornire ai genitori, agli educatori, agli animatori

socio-culturali uno strumento d’azione educativa e sociale che recuperi e valorizzi il

ruolo della famiglia come primaria comunità personale e sociale». II volume è

disponibile gratuitamente per insegnanti, animatori socio-culturali, educatori,

cineforum, biblioteche, enti ed associazioni culturali e giornalisti.

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IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 40 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [328]

Col Patrocinio della Delegazione Pontificia

per il Santuario della Beata Vergine del Rosario

e del Comune di Pompei

REMIO

IOVANNI PAOLO II

Organizzazione: LeS protagonisteS

Pittura, Scultura, Fotografia, Poesia

«A quanti con appassionata dedizione

cercano nuove “epifanie” della bellezza per farne dono al mondo

nella creazione artistica».

Dalla lettera agli artisti scritta dal Santo Padre Giovanni Paolo II

in occasione del Giubileo del 2000.

L’A.M.I. promuove la prima

edizione del premio nazionale

dedicato alla vita e alle opere

del Santo Padre Giovanni

Paolo II. Al premio possono

partecipare Pittori, Scultori,

Fotografi e Poeti con residenza

italiana. I lavori scelti saranno

inseriti in un’elegante

pubblicazione che sarà donata,

successivamente, al Sommo

Pontefice Benedetto XVI.

La premiazione dei vincitori è

stabilita per il 26 ottobre 2006.

Per partecipare alle selezioni

nazionali occorre richiedere la

relativa documentazione

inviando una e-mail

con i propri dati personali a:

premiogiovannipaolo@libero.it

oppure scrivendo a:

A.M.I.

Premio Giovanni Paolo II

Via Sant’Abbondio, 31

80045 Pompei (NA).


u Sono da anni tanto devota

alla Beata Vergine di Pompei,

dalla quale sono stata aiutata e

protetta a superare tanti momenti

di difficoltà con la recita

quotidiana del santo Rosario,

della Novena e della Supplica.

Ora vorrei pubblicamente

ringraziare la Madonna per una

grandissima grazia ricevuta.

Mio figlio, laureato in Giurisprudenza,

ha partecipato all’esame

per Avvocato. I concorrenti

erano tantissimi ed i

temi sono risultati i più difficili

degli ultimi anni. Dopo aver

saputo che aveva superato

lo scritto, ho continuato a

pregare con tanto fervore la

Vergine Maria con il Rosario

quotidiano, poi, a pochi giorni

dalla prova orale, ho iniziato

la Novena.

Il giorno dell’esame, che

era difficilissimo, su tre candidati,

due venivano bocciati,

ma mio figlio fu promosso, ora

è avvocato.

Sarò sempre grata alla Madonna

del Rosario per aver

chiesto a Gesù di esaudirmi.

Grazie!

R.R.

Roma

* * *

u Desidererei che fosse pubblicato

quanto segue per ringraziare

la Santa Vergine di

Pompei, il beato Bartolo Longo,

San Giuseppe, la Sacra

Famiglia e tutti i Santi per la

grazia ottenuta dal Signore in

virtù della loro intercessione.

Mio marito, che fino a qualche

giorno prima aveva goduto

ottima salute, è stato ricoverato

in ospedale con dolori

ad una spalla.

Dopo vari accertamenti

gli è stato diagnosticato un’

GRATI ALLA MADONNA

E AL BEATO BARTOLO LONGO

empiema polmonare per cui

è stato necessario un intervento

chirurgico. Tutto era andato

bene e si pensava che in

breve tempo sarebbe potuto

tornare a casa.

Invece, dopo due notti, ha

avuto problemi di respirazione

per cui il medico ha deciso

di trasferirlo nel reparto di

rianimazione dove è rimasto,

intubato e sedato, per due mesi

in gravissime condizioni. I

medici, gli infermieri e tutto

il personale ospedaliero che

erano con lui si sono impegnati

in maniera indescrivibile

e gli hanno dato, unitamente

alle cure mediche, tanto

affetto.

Lavoravano con fiducia,

però spesso temevano per la

sua vita; dopo quattro mesi

di degenza in ospedale, qualche

giorno prima che fosse

dimesso gli dissero che per

tutto avrebbe dovuto ringraziare

il Signore.

Mio figlio e mia nuora andavano

continuamente in o-

n a cura di CIRO COZZOLINO

spedale, con tante scuse, cercando

di far restare me a casa

per non farmi capire la gravità

delle sue condizioni. Io a

casa non facevo altro che pregare

e le ore del giorno non erano

sufficienti. Ho pregato

il Signore, i Santi, ho iniziato

le tre Novene alla Madonna

di Pompei e tutti i giorni telefonavo

in Santuario per chiedere

di pregare per Giovanni,

mio marito.

Ho coinvolto tutto il mondo

nelle preghiere per mio marito.

Ho invocato Santa Lucia

affinché gli facesse aprire

gli occhi sempre chiusi, San

Biagio protettore della gola

quando a mio marito dovevano

togliere la cannula e

tutto è andato bene. Ho invocato

Papa Giovanni Paolo II

e chiesto preghiere particolari

ai Padri della chiesa del Gesù

Nuovo a Napoli dove c’è

San Giuseppe Moscati ed il

padre che mi ha risposto al

telefono mi ha detto: “Signo-

u Con molta gioia ho ricevuto la vostra rivista ed il mio

cuore si è riempito di gioia. Io sono stato, lo sono e lo sarò,

un grande devoto della Madonna di Pompei. Nel 1960 ebbi

un infortunio sul lavoro e mi ingessarono la gamba sinistra

per molto tempo, mi rimase una brutta ferita che andò in

cancrena, allora io pregai tanto la nostra Madre di Pompei

ed ebbi la grazia di guarire da questo male ed anche la frattura

al piede fino ad ora non mi ha dato più fastidio.

Dopo tanti anni ringrazio la Madonna di Pompei: “Grazie

di cuore Santa Madre!”. Sono sicuro che la Vergine mi

farà ancora una grazia quella di guarire tutti i mali fisici e

dell’anima, visto che dopo un’operazione alla cervicale va

meglio però non scrivo molto bene ma cammino benino, datosi

che ho un grande desiderio quello di venire a Pompei al

suo Santuario, sono sicuro che anche con l’intercessione del

beato Bartolo Longo avrò la grazia che nel 2006 verrò con

molto onore a Pompei.

Fulvio Cangiano

Clover - South Carolina (USA)

ra, vostro marito guarirà, perché

io ho guardato il Santo e

lui mi ha sorriso”.

Quindi, ho cominciato ad

andare in ospedale, portavo

tutte le immagini sacre che avevo

e le mettevo vicino al vetro

della finestra dalla quale

vedevo mio marito e chiedevo

aiuto. Piangevo, però non

dubitavo mai dell’aiuto Divino.

A chi mi diceva che dovevo

accettare la volontà del

Signore rispondevo: «Gesù ha

detto “Chiedete e vi sarà dato,

bussate e vi sarà aperto ed

allora io chiederò e picchierò,

senza stancarmi mai”».

Infatti, mi è stato aperto e

mi è stato dato. Mio marito,

ora è a casa in buone condizioni,

non ha più bisogno di

ossigeno ed è autonomo.

M. Giovanna Spallone Verde

Gambatesa (CB)

* * *

u Il mio nome è Gina, scrivo

questa lettera di ringraziamento

alla Madonna per aver

ricevuto una grazia.

Mia nuora Lina, moglie

del mio primo figlio ha dovuto

subire un intervento chirurgico

alla gola. I medici pensavano

che si dovesse temere

il peggio, invece ringraziando

Dio e la Madonna, è andato

tutto per il meglio. Ora

sta facendo ancora delle cure,

però sta bene.

Continuate a pregare per

lei, per suo marito Michele,

per tutta la mia famiglia e per

una ragazza che si chiama

Linda, sperando che Gesù le

dia la serenità. Vi ringrazio di

vero cuore. Gina Chiappetta

Winnipeg (Australia)

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 42 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [330]

PREGHIERA

PER LA

CANONIZZAZIONE

DEL BEATO

BARTOLO

LONGO

u Con devozione e gratitudine

desidero ringraziare ancora

una volta la Santissima Madonna

di Pompei, Madre di

Gesù e Madre Nostra.

Ero molto angosciata per

gli esiti di alcuni esami medici,

cui mio marito si sottopone

da anni. Tutto è andato bene.

Ho tanta fiducia che la Madonna

e il beato Bartolo Longo

continueranno a vegliare

su di me. Sono settantenne e

fin da bambina sono stata assidua

nella preghiera del santo

Rosario. Chiedo umilmente

di pubblicare il mio ringraziamento

con la promessa

alla Santissima Vergine di ritornare

ancora una volta al suo

Santuario. Anna Tasca Cury

San Paolo (Brasile)

* * *

u Il 5 gennaio scorso sono

venuta al Santuario di Pompei

insieme alla mia bambina

di tre anni. Ho tanto pregato

il beato Bartolo Longo

chiedendo protezione per me

e la mia famiglia. Quel giorno,

infatti, grazie alla sua intercessione

e a quella della Madonna

sono riuscita ad evitare

una disgrazia.

La mia auto perdeva benzina,

usciva fumo, ed io ero

inconsapevole del pericolo che

stavo per correre. Parcheggiai

l’auto nei pressi del Santuario

e andai in chiesa per fare

le mie preghiere, poi sono

ritornata al parcheggio cercando

di risolvere il problema.

Ho trovato subito soccorso

in un signore che mi ha accompagnato

da un meccanico

del luogo, che ha provveduto

velocemente alla ripara-

Dio, Padre di misericordia,

noi ti lodiamo per aver donato

alla storia degli uomini

il Beato Bartolo Longo,

ardente apostolo del Rosario

e luminoso esempio di laico

impegnato nella testimonianza

evangelica della fede

e della carità.

zione facendomi constatare il

grave pericolo corso.

Subito compresi che c’era

stato un intervento divino,

che mi ha aveva salvaguardato

da una tragedia. Un grazie

anche a tutte le persone che

mi hanno aiutato permettendomi

di ritornare a casa sana

e salva.

Grazie Bartolo Longo e un

bacio alla Madonna di Pompei

di cui già in altre occasioni

ho sperimentato la potenza

della sua intercessione.

Maddalena

* * *

u Vi scrivo per rendere testimonianza

di una grazia ricevuta

dal beato Bartolo Longo.

Sono diabetica, anziana e

sola. Per tre mesi, da gennaio

a fine marzo, ho avuto dolori

atroci dal capo alla guancia

che non mi permettevano

di deglutire neanche l’acqua,

mentre l’occhio sinistro lacrimava

continuamente.

Piangevo come una bambina

ed ho pregato tanto i santi

del cielo ed i miei defunti

affinché mi aiutassero a leni-

Noi ti ringraziamo per il suo straordinario

cammino spirituale,

le sue intuizioni profetiche,

il suo instancabile prodigarsi

per gli ultimi e gli emarginati,

la dedizione con cui servì

filialmente la tua Chiesa

e costruì la nuova città

dell’amore a Pompei.

u Sono una ragazza di 30 anni, sono sposata, ho un figlio

di quasi 10 anni ed un bimbo che porto in grembo. Vi scrivo

per dare la testimonianza di una grazia ricevuta da parte

del beato Bartolo Longo, perché rivolgendo a lui le mie

preghiere ho avuto la gioia di attendere il mio secondo

bimbo.

Un giorno con mio marito, siamo andati a buttare la

spazzatura, era un giorno d’estate verso la fine di agosto, nel

prendere dall’auto la spazzatura per buttarla nell’apposito

contenitore, ho visto a terra un’immaginetta di un anziano

con un viso dolce che sorrideva e aveva in mano un Rosario

(era il beato Bartolo Longo).

Mi sono chinata e l’ho presa, e da quel giorno nella mia

vita tante cose sono cambiate. Per questo chiedo che questa

mia testimonianza venga raccontata sulla vostra rivista.

Famiglia Amato

re il dolore. Nel recitare il Rosario,

mi è caduto lo sguardo

sull’immagine, dove è riportata

la preghiera di intercessione

del Beato. Allora l’ho

pregato ed il dolore è cessato

subito, anche se vivo con la

preoccupazione che possa ricominciare.

Attribuisco senza dubbio

la mia guarigione a Bartolo

Longo, perché ho assunto tanti

farmaci ma senza alcun risultato.

I medici che mi stanno

curando non hanno saputo

diagnosticare con certezza

se si tratti di cefalea a grappolo

o nevrite diabetica. In o-

Noi ti preghiamo,

fa’ che il beato Bartolo Longo,

sia presto annoverato

tra i Santi della

Chiesa universale,

perché tutti possano

seguirlo come modello

di vita e godere della sua

intercessione.

gni caso è finita e sento il dovere

di ringraziare e segnalare

la mia grazia ricevuta per

intercessione del Beato.

Purtroppo sono invalida e

non cammino bene, se non appoggiata

ad un bastone o accompagnata

da qualcuno. Abito

appena a 67 km di distanza

da Pompei ma per recarmi

in Santuario ci vorrebbe

qualcuno che mi accompagni

in macchina e fino ad ora

non ho trovato ancora questa

anima pia.

Una devota

* * *

u Voglio ringraziare la cara

Mamma di Pompei per la

grazia che mi ha concesso

della guarigione di mio figlio

da un tumore alla schiena. Il

giorno che l’ho invocata era

il 7 ottobre 2003 ed ai piedi

della Vergine c’era anche il

compianto Giovanni Paolo II.

Sì, è stata proprio la bella

mamma che insieme al suo

Figlio diletto e alla SS.ma Trinità

me l’hanno guarito, hanno

ascoltato il mio grido ed il

mio pianto, che solo una mamma

può capire. Pregate per

mio figlio Franco.

Carmela Martone

Woodbridge - Ontario (Canada)

Chiunque ricevesse grazie per intercessione del beato

Bartolo Longo, fondatore del Santuario, delle Opere

annesse e della città di Pompei, è vivamente pregato di

darne comunicazione al Vice Postulatore della causa di

canonizzazione:

MONS. RAFFAELE MATRONE

Piazza Bartolo Longo, 1 - 80045 Pompei (Napoli)

Tel.: 081 8577275 - 081 8638366 - Fax: 081 8503357

N.B. Le comunicazioni devono essere corredate di indiriz-

zo completo e numero telefonico.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 43 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [331]


I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ... I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO ...

Eccellenza Reverendissima, desidero

salutarLa perché ho sempre nel cuore

la sua benevolenza.

Sono stata ospite della Casa Emmanuel

a motivo di grandi difficoltà che

mi hanno costretta a cercare aiuto presso

le Suore Domenicane Figlie del Santo

Rosario che mi hanno benevolmente

accolta, mentre ero in attesa di Tristan

Emanuel, mio figlio.

Non posso dimenticare le persone

che ho conosciuto e persino il luogo, dove

ho vissuto il periodo più difficile, mi

è tanto caro.

Ringrazio Dio che ci sono persone

tanto caritatevoli e meravigliose.

Sono consapevole dell’errore che feci

e che è stato il più grande della mia

vita. Rimanendo incinta, disperata, pensavo

che non sarei riuscita a farcela da

sola.

Non volevo abortire, e pensavo di rinunciare

a mio figlio lasciandolo in ospedale.

Ma l’accoglienza e il calore delle

Suore, di Suor Maria Neve e di Suor

Maria Teresita mi hanno aiutato a superare

questo disperato momento e Tristan

Emanuel è nato circondato da tanto

amore, e anche per me hanno avuto tanta

comprensione ed affetto.

Devo molto a tutti, ma soprattutto

alla Madonna di Pompei: Lei ha cambiato

il mio destino.

La mia carissima amica Antonietta

Della Valle, vostra ospite da quando era

solo una bambina, ha voluto regalarmi

una tela raffigurante la Madonna del Rosario

di Pompei.

Tornando in patria, in Polonia, avevo

un grande desiderio di appenderlo

nella mia chiesa. Il sacerdote, Padre

Wladislaw Napiorkowski ha esaudito

il mio desiderio: il quadro è stato esposto

alla venerazione dei fedeli durante

la Santa Messa celebrata per l’occasione

a cui è stato invitato anche il Prelato,

Mons. Romuald Kaminski.

Successivamente, per dare alla nostra

Mamma il benvenuto, abbiamo recitato

la preghiera del Santo Rosario. Ora

l’immagine è venerata nella mia piccola

chiesa di Berezniki.

Tristan Emanuel è la più grande

gioia. È bellissimo ed è molto tranquillo

e sereno. Il suo viso, la sua tranquil-

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 44 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [332]

n a cura di AUGUSTO DI VITTORIO

Avete salvato la mia vita e quella di mio figlio. Dio vi benedica! La nostra rivista: “... un raggio di sole dalla lontana Italia!”

Aneta con il piccolo Tristan Emanuel e l’altro

figlio Bartek.

lità mi ricompensano di tanti momenti

terribili che ho vissuto mentre ero in sua

attesa disperandomi di come avrei potuto

affrontare il futuro.

Spero un giorno di poter venire a

trovarvi tutti assieme ai miei figli. È il

mio più grande desiderio.

Vorrei dirvi ancora che sono felice

perché, nonostante la disperazione, non

ho lasciato mio figlio.

Lui è così dolce e buono che mi ri-

compensa di tutto ciò che ho sofferto e

subìto.

Dal profondo del cuore voglio esprimervi

tutta la mia gratitudine per l’amore

e l’aiuto che mi avete dato. Ammiro

il vostro impegno a favore delle persone

che hanno bisogno di aiuto e di sostegno.

Ho sbagliato, ma voi non mi avete

giudicata e respinta. Avete salvato la mia

vita e quella di mio figlio! Dio ve ne

renda merito. Aneta Halina Rusilowska

Augustow (Polonia)

Siamo noi che ti diciamo grazie per

questa bellissima testimonianza, cara

Aneta.

La Vergine del Rosario di Pompei

possa accompagnarti sempre lungo il

cammino della vita e possa benedire copiosamente

i tuoi figli Tristan Emanuel

e Bartek.

Non dimenticare mai che dal giorno

in cui sei stata accolta al Santuario, la

casa della Mamma è diventata per sempre

la tua casa.

Eccellenza Reverendissima, pochi

giorni fa mi è arrivata la Rivista del mese

scorso, l’ho letta con tanta gioia come

faccio di solito cominciando dalle

grazie e dalla corrispondenza con i

devoti e poi tutto il resto. Leggo e rileggo

e mi arriva un raggio di sole dalla

lontana Italia.

Ho 65 anni e porto ancora al collo la

medaglia del mio battesimo su cui è

raffigurata la Vergine del Rosario. Sono

tanto devota alla Madonna e mi piace

tantissimo l’ultima parte della Supplica

“O Rosario benedetto di Maria, catena

dolce...”, che recito ogni giorno dopo il

Santo Rosario.

Quante volte mi commuovo fino alle

lacrime pensando a questa Mamma

dolcissima, e presa dalla commozione

mi ritrovo con un nodo alla gola da non

poter più continuare la mia preghiera.

A volte mi chiedo potrò io goderla in

Cielo?

Durante la mia vita mi sono recata

tre volte al Santuario di Pompei, ma

non sono riuscita mai ad assaporare in

pieno la visita, l’ultima volta è stato nel

2000, però spesso chiudo gli occhi e mi

porto in ginocchio davanti la Vergine

Madre.

A Lei affido la mia famiglia e soprattutto

i miei tredici nipotini, il più

grande compirà tra poco 14 anni e mi

ha confidato che vuole diventare sacerdote,

ho pianto dalla gioia e abbracciandolo

gli ho raccomandato di essere un

bravo sacerdote soffrendo la Passione di

Gesù.

Io prego la Vergine affinché ponga

tutti gli uomini sotto il suo manto, li illumini

e li conduca sulla strada che porta

a Gesù, liberandoli dai pericoli del

mondo nell’anima e nel corpo.

Mi affido anche alle sue preghiere

affinché la Vergine ci protegga e ci liberi

dal male.

Rosalia Canciamilla

San Jose - California (USA)

Carissima Signora Rosalia, la sua

lettera assomiglia moltissimo ad un quadro

dove il pittore con poche pennellate

riesce a raccontare artisticamente le

suggestioni e i sentimenti che lo attraversano

coinvolgendo pienamente quanti

hanno la fortuna di ammirarlo.

L’affresco riguardante la sua vita personale

potrebbe essere intitolato: “Una

vita con Santa Maria”. Un cammino

segnato dalla presenza della Madre del

Signore da lei amata sotto il titolo di

Vergine del Rosario di Pompei, dalla

quale ha ricevuto luce, conforto e ispi-

Costruiamo la pace sempre e dovunque “Prego giorno e notte col Santo Rosario”

Vi scrivo per ringraziarvi della rivista che ricevo regolarmente. Sono di Salerno

e vivo a Bedford in Inghilterra da cinquanta anni. Sono stata tre volte a

Pompei. Ero al Santuario anche nel giorno della morte del beato Bartolo Longo.

Ricordo che arrivavano tanti pellegrini da ogni parte del mondo per rendergli

onore e manifestargli, così, l’apprezzamento per quanto aveva saputo realizzare

nella sua lunga, laboriosa e santa esistenza. Ora io prego la bella Madonna ed il

caro Beato affinché ci sia pace in tutto il mondo. Le guerre non risolvono niente,

anzi sono apportatrici solo di danni e di macerie materiali e spirituali, distruggendo

case, città e famiglie. Anch’io ho sperimentato l’orrore della guerra,

che per me non è altro che lo sterminio del mondo. Cordiali saluti.

Emma Pandolfo - Bedford (Inghilterra)

Carissima Signora, grazie per la sua breve ma preziosa testimonianza. Il suo

ricordo del beato Bartolo Longo, di cui quest’anno ricorrerà l’ottantesimo anniversario

della morte (5 ottobre 1926), dimostra inequivocabilmente l’efficacia

della sua testimonianza di vita, capace di lasciare un segno indelebile nella

memoria e nei cuori di devoti di tutto il mondo. Grazie anche per le sue parole

contro la guerra e in favore della pace. Per vincere l’assordante rumore dei tamburi

di guerra e l’iniquità dei profeti di guerra di turno, abbiamo sempre più

bisogno di persone, come lei, convinte e credibili. Nessuna strategia potrà mai

giustificare il danno che le guerre procurano.

Errata corrige: nel numero di maggio 2006, abbiamo indicato erroneamente fuori commercio

il volume di CARLO SILVANO: “Cristianesimo - Chiesa - Teologia”. Lo si può trovare, invece, nelle

librerie cattoliche o richiedere a: www.messaggerodistribuzione.it

In relazione alla normativa sulla tutela

delle persone e di altri soggetti

rispetto al trattamento dei dati

personali (legge 31-12-1996, n. 675),

ci è gradito comunicarLe che il Suo

nome è stato inserito nel nostro indirizzario

esclusivamente allo scopo

di informarLa sulle iniziative

del Santuario e garantiamo che tali

dati sono utilizzati esclusivamente

per l’invio di comunicazioni inerenti

le nostre opere e sono trattati

con la massima riservatezza. Qualora

queste comunicazioni non fossero

di Suo gradimento, è Sua facoltà

richiedere la cancellazione dei

dati relativi alla Sua persona dal nostro

indirizzario.

Carissimi, desidero ringraziarvi con

tutto il cuore della rivista che ricevo regolarmente.

Anzi ne ricevo una copia in

Italiano ed una in Inglese. A me è sufficiente

quella in Italiano, l’altra la porto

in parrocchia in modo che possa servire

ad altri.

La rivista è molto bella. La leggo con

passione, perché per me leggerla è come

se stessi pregando in unione spirituale

con la cara Mamma celeste.

Lei mi consola sempre e la sento vicina

nei bisogni e nelle difficoltà. È Lei

il mio aiuto, il mio conforto e la mia

speranza.

Ho ottanta anni, sono nonna e anche

bisnonna, perciò raccomando alla Madonna

tutta la mia famiglia, per la quale

prego giorno e notte col Santo Rosario.

Sono nelle mani sue e del suo Figlio, il

Signore nostro Gesù Cristo.

Vi ringrazio di avermi sempre raccomandata

nelle vostre preghiere.

Anche se sono lontana dall’Italia da

razione per la sua vita quotidiana. Un

giorno, quando il suo e il nostro pellegrinaggio

terreno sarà compiuto, avremo

la gioia di contemplarla nella gloria

del Padre, del Figlio e dello Spirito

Santo.

Auguri a lei e a tutta la sua famiglia

e, soprattutto, per suo nipote perché possa

compiere il suo discernimento vocazionale

in tutta serenità e in assoluta obbedienza

alla voce dello Spirito Santo.

Messa in Eurovisione

da Pompei

Domenica 13 e martedì 15 agosto,

Solennità dell’Assunzione

in cielo di Maria Vergine, sarà

trasmessa, su RAI UNO, alle

ore 10.55, in diretta Eurovisione

dal Santuario di Pompei, la santa

Messa.

Saranno collegate le tv pubbliche

di Irlanda, Belgio, Portogallo,

Francia, Svizzera, Olanda

ed anche Rai International.

48 anni, il Santuario è impresso nel mio

cuore e attraverso il giornale partecipo

a tutto ciò che si fa, per la gloria di Dio.

Virginia Zimbello

Moonee Ponds - Victoria (Australia)

Le sue parole, cara Signora Virginia,

ci incoraggiano a proseguire con

rinnovato entusiasmo il nostro impegno

redazionale nella realizzazione delle tre

edizioni della rivista (italiana, inglese e

spagnola).

In verità non è la sola a manifestare

compiacimento e apprezzamento per il

nostro lavoro, che contribuisce in maniera

considerevole a ravvivare e a consolidare

i contatti con tutti gli affiliati al

Santuario di Pompei e il particolare legame

tra la Vergine del Rosario e i suoi

devoti sparsi in tutto il mondo.

Grazie anche per il suo tenero, fiducioso

e filiale abbandono nelle braccia

della più tenera tra le madri e l’amore

che nutre per il nostro santuario.

IL ROSARIO E LA NUOVA POMPEI – 45 –

ANNO 122 - N. 7 - 2006 [333]


SALA MARIANNA DE FUSCO

SALA MARIANNA DE FUSCO

l Accoglienza pellegrini l Convegni di studio

l Eventi ecclesiali e culturali

Per potenziare la sua attività

di accoglienza, il Santuario

di Pompei ha realizzato

una moderna struttura

polifunzionale, capace di

soddisfare le multiformi

esigenze di gruppi, comunità,

associazioni, movimenti,

agenzie e tour operator.

La sala dispone di circa

400 posti a sedere ed è dotata

delle migliori tecnologie:

impianto audio JBL; mixer

con 16 canali; video-proiettore;

lettore e registratore DVD;

5 microfoni da tavolo

e un radio-microfono;

linea ADSL Wireless.

Piazzale Beato Giovanni XXIII (area interna del Santuario)

Per informazioni: RETTORATO Tel. (+ 39) 081 8577362 - (+ 39) 081 8577379

Fax: (+ 39) 1782238781 - (+ 39) 081 8577482 - rettorato@santuariodipompei.it

PER RAGGIUNGERE POMPEI

u In aereo: Aeroporto di Capodichino-Napoli.

u In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno, uscite Pompei Ovest

(da Nord) e Pompei Est-Scafati (da Sud).

u In pullman: Autolinee SITA tel. (+ 39) 199730749; Autolinee

CSTP tel. (+ 39) 089 487286; Autolinee Circumvesuviana

tel. (+ 39) 081 7722444.

u In treno: Trenitalia - Stazione di Pompei tel. (+ 39) 081

8506176; Circumvesuviana - linea Napoli-Sorrento Stazione

Pompei-Villa dei Misteri; linea Napoli-Poggiomarino (via

Scafati) Stazione Pompei-Santuario; tel. (+ 39) 081 7722444.

u In nave: Stazione Marittima di Napoli.

CELEBRAZIONI

ALTARE DELLA MADONNA

SS. Messe Festive: ore 6.00 - 7.00 - 8.00 - 9.00 (anche in altre

lingue) - 10.00 - 11.00 - 13.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00 - 20.00

SS. Messe Feriali: ore 7.00 - 8.00 - 9.00 (anche in altre lingue)

- 10.00 - 11.00 - 16.00 - 17.00 - 19.00

Angelus, Adorazione Eucaristica e Rosario: ore 18.00

CAPPELLA BARTOLO LONGO

SS. Messe Festive: ore 8.30 - 9.30 - 10.30 - 11.30 - 12.30 - 17.30

SS. Messe Feriali: ore 6.30 - 8.30 - 9.30 - 10.30 - 11.30 -

12.30 - 17.30

CAPPELLA SANTA FAMIGLIA

S. Messa in lingua inglese: domenica e giorni festivi ore 8.00

S. Messa in lingua spagnola: domenica e giorni festivi ore 9.00

CAPPELLA CENTRO EDUCATIVO BARTOLO LONGO

S. Messa in lingua ucraina: domenica e giorni festivi ore 10.30

CRIPTA

S. Messa in lingua francese: domenica e giorni festivi ore 8.30

S. Messa in rito Siro-Malabarese: 2 a domenica di ogni mese

ore 11.30.

SALA CONFESSIONI: dalle 7.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00

PER COMUNICARE CON IL SANTUARIO

CENTRALINO: Tel. (+ 39) 081 8577111

Fax: (+ 39) 081 8503357

www.santuario.it - info@santuariodipompei.it

RETTORATO (Informazioni, celebrazione dei Sacramenti e

accoglienza dei pellegrinaggi):

Tel. (+ 39) 081 8577362 - (+ 39) 081 8577379

Fax: (+ 39) 1782238781 - (+ 39) 081 8577482

rettorato@santuariodipompei.it

SEGRETERIA GENERALE

(Corrispondenza devoti e abbonamenti Rivista):

Tel. (+ 39) 081 8577321 - info@santuariodipompei.it

Dall’Estero: Tel. (+ 39) 081 8577328

UFFICIO PER LA MISSIONE MARIANA

Tel. (+ 39) 081 8577486 - missionemariana@libero.it

PASTORALE VOCAZIONALE

Tel. (+ 39) 081 8577460 - info@santuariodipompei.it

PASTORALE GIOVANILE

Tel. (+ 39) 081 8577457 - giovani@santuariodipompei.it

UFFICI AMMINISTRATIVI

Tel. (+ 39) 081 8577284 - ragioneria@santuariodipompei.it

SUORE DOMENICANE FIGLIE DEL SANTO ROSARIO DI POMPEI

Tel. (+ 39) 081 8632579

INFORMAZIONI UTILI

SERVIZI DI CARITÀ

CENTRO EDUCATIVO BEATA VERGINE DEL ROSARIO:

Tel. (+ 39) 081 8577401

CENTRO EDUCATIVO BARTOLO LONGO:

Tel. (+ 39) 081 8577700

CENTRO DI ASCOLTO “MYRIAM”

Tel. (+ 39) 081 8577418

CENTRO DI AIUTO ALLA VITA E MOVIMENTO PER LA VITA

Tel. (+ 39) 081 8577458 - movimentovita.pompei@libero.it.

“CASA EMANUEL”

Tel. (+ 39) 081 8577404

COMUNITÀ DI TIPO FAMILIARE “GIARDINO DEL SORRISO”

Tel. (+ 39) 081 8633103

OFFERTE AL SANTUARIO

Da più parti ci chiedono di precisare le modalità attraverso

cui si possono inviare offerte al Santuario. Lo facciamo volentieri

suggerendo queste soluzioni:

dall’Italia utilizzando:

a) il Conto Corrente Postale prestampato inviato dal Santuario,

oppure quello in bianco da compilare personalmente

intestando l’offerta al Santuario della Beata Vergine di Pompei,

c.c.p. n. 6817;

b) l’Assegno non trasferibile (a mezzo assicurata) intestato

al Santuario della Beata Vergine di Pompei;

c) Bonifico bancario intestato al Santuario della Beata

Vergine di Pompei, ad uno dei seguenti Istituti Bancari:

Banca Intesa c/c n. 000000116286 - CIN: Y- ABI: 03069

- CAB: 40080; Monte Paschi di Siena c/c n. 000000000166

- CIN: G - ABI: 01030 - CAB: 40080; San Paolo Banco di

Napoli c/c n. 000027000216 - CIN: B - ABI: 01010 - CAB:

40080; Banca di Roma c/c n. 000000000230 - CIN: W -

ABI: 03002 - CAB: 40080; Banca Intesa- Pompei per la

pace e i bambini c/c n. 000000996648 - CIN: X - ABI:

03069 - CAB: 40080; Banca di Roma - restauro Basilica

c/c n. 000001364031 - CIN: Q - ABI: 03002 - CAB: 40080.

dall’Estero utilizzando:

a) Assegno non trasferibile intestato al Santuario della

Beata Vergine di Pompei.

b) Bonifico bancario o Vaglia internazionale bancario intestato

al Santuario della Beata Vergine di Pompei, ad

uno dei seguenti Istituti Bancari: Banca Intesa IBAN: IT34

Y0306940080000000116286 - BIC: BCITITMM958; Banca

di Roma IBAN: IT19W0300240080000000000230 - BIC:

BROMITR1N98; Banca Intesa - Pompei per la pace e i

bambini IBAN: IT09X030694008000000996648 - BIC:

BCITITMM958; Banca di Roma - restauro Basilica IBAN:

IT23Q0300240080000001364031 - BIC: BROMITR1N98.

c) la Western Union (trasferimento rapido) indicando,

come persona incaricata di riscuotere l’offerta, il nome del

Dr. Eduardo Romano.

d) la Carta di credito, comunicando al Santuario, attraverso

e-mail, fax, lettera, il tipo, il numero, la scadenza della carta

e l’importo dell’offerta.


CONVEGNO DELLE FAMIGLIE DEL ROSARIO

Pompei,

domenica

17 settembre

2006

Con

Maria

testimoni del Risorto

«La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce

un po’ il clima della casa di Nazareth» (RVM 41)

PROGRAMMA

Ore 9,30 Accoglienza

Ore 10,00 Recita del Rosario con testimonianze

dei membri dell’UFR

Ore 11,00 Celebrazione Eucaristica

Ore 12,30 Angelus e Supplica

Ore 13,00 Pranzo

Ore 15,00 Condivisione fraterna

Per informazioni:

DON GENNARO GARGIULO

presso il Santuario

della Beata Vergine

del Rosario

Piazza Bartolo Longo, 1

80045 Pompei (NA)

Tel. 081/8577229

Cell. 338-6169991

dongennarino@libero.it

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