Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

— no —

caso eccezionalmente favorevole per dispersività, se pur resti ancor

ridotto praticamente da epifenomeni che accenneremo, è nondimeno

suscettibile di un incremento indefinito in teoria, e praticamente

limitato soltanto da ciò che può limitare lo spessore dello strato piano-

parallelo, cioè dal suo grado di trasparenza.

Riconosco francamente che l'osservazione presenta difficoltà note-

i li

FiG. 8. - Riproduzione (leggermente ingrandita) della figura, a p. 272 del De

Lumine, con la quale il Grimaldi mostra l'azione della lastra pianoparallela

sopra un fascio di raggi luminosi.

voli, non però insuperabili neanche al tempo di Grimaldi, e con i

suoi mezzi.

Con una lamina ben lavorata, ma di vetro non perfettamente

incolore, dello spessore di poco più di un centimetro, cioè un po' più

forte di quello dello schema disegnato dal Grimaldi (schema che del

resto non vale a fare arguire quale sarà stato il vero spessore da lui

sperimentato), operando a luce artificiale, resa parallela, e pur dando

una forte obliquità, io ho potuto dapprima scorgere distintamente

solo una delle marginature colorate: quella dei raggi meno rifratti,

che mi apparve gialla: perchè il giallo anche per il divino Platone

è privilegiato rispetto alle nostre capacità visive: splendido colore

egli lo chiama nel (( Timeo ».

Si badi però che il giallo qui visibile non è il giallo spettrale.

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