Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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Ciò che esprime la figura: le 2 riflessioni interne e le 4 rifra-

zioni, in un prisma di sezione equilatera, costituisce già quanto di

più complesso e di piìi differenziato possa escogitarsi nella disposizione

di tale oggetto a fine di indagine. Certo, quel cono di luce che fa

vertice proprio sulla faccia d' incidenza, e quel complesso dei 3 raggi

considerati — necessario, vedremo, alla tesi del Grimaldi — sono

particolarità che possono sminuire la immediatezza e 1' efficacia dimo-

strativa. Né io voglio affermare, e neppur contestare, che il Grimaldi

si sia reso ben conto del fatto che il prisma lo riconduceva, sul

punto per lui fondamentale, al caso stesso della lastra pianoparallela.

Io rimarrò aderente alla esperienza del Grimaldi traducendola in

termini moderni, con la considerazione di un solo raggio: del solito

raggio misto, astrazione consentita già nelle pagine precedenti.

Assumo in ipotesi un prisma a sezione equilatera, fatto di tal

materia che ad un raggio incidente a 45", misto di due radiazioni,

rossa e viola, corrispondano due raggi rifratti con angoli di 35" per

il rosso, e 25" per il viola. Sono i 2 angoli già usati nella figura della

lastra pianoparallela, e possono avere un certo interesse perché la

loro somma è di 60", il che può in qualche caso semplificare il proce-

dimento senza cambiare le conseguenze.

Gli indici rispettivi vengono ad essere approssimativamente

1,232801 per il rosso e 1,6731578 per il viola: l'esagerazione enorme

facilita il disegno e la sua interpretazione.

Il raggio misto M entra per la faccia di incidenza AC, e quando

i due raggi che se ne separano arrivano sulla faccia AB, per rie-

mergere neir aria, i loro angoli di incidenza sono 25" per il rosso e

35" per il violetto, perciò gli angoli di rifrazione sotto i quali riemer-

gono nell'aria saranno, per il rosso circa 31" e 24'; e per il violetto

circa 73" e 40', con una divergenza enorme tra i due. Sulla faccia

AB avvenendo la prima riflessione interna, due raggi saranno inviati

verso BC. Sulla faccia BC sarà ora il violetto a cadere con un angolo

di 25", mentre il rosso, stavolta, viene ad incidere con un angolo

di 35", e non occorrono particolari dimostrazioni per vedere che

accade una compensazione per la quale i due raggi usciranno paralleli

fra loro, ambedue a 45" rispetto alla faccia BC, e rispetto alla nor-

male: paralleli, sì, ma separati da una distanza tra i punti di emersione

che dipende, a parità di altre condizioni, dallo spessore attraversato.

I raggi nuovamente riflessi dalla faccia BC potranno riemergere

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