Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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direzione e senso), così come cambia anche in quel triangolino della

figura die ha per base D F ed è la sezione di uno spazio entro il

quale raggio riflesso e raggio incidente si frammischiano. Questo del

Grimaldi è quasi un modello di ciò che allora si preferiva chiamare

un paralogismo, o — io direi — d' una pseudodimostrazione. Tuttavia

il principio è quello stesso di cui si servirà nella ricerca delle (( vere

ragioni » della rifrazione.

J3JÌF

FlG. 14. - Riproduzione (alquanto ingrandita) di una figura, dalla p. 167 del

De Luìnine, con la quale il Grimaldi intende dare una dimostrazione della

legge di Euclide, fondata sulla considerazione della densità del flusso lumi-

noso. I segmenti OF e DP rappresentano rispettivamente quello che potrebbe

dirsi il calibro dei raggi incidente e riflesso, e la cui variazione importerebbe

una variazione di densità: OF e DP essendo uguali, nessuna variazione è

accaduta.

Negli autori che di ciò trattarono — in verità ben pochi —

Grimaldi dice infatti di non aver trovato nulla che gli riesca soddi-

sfacente. Ma intanto, da parte sua, egli comincia con una discussione

che, apparentemente, non è pertinente al soggetto. La rifrazione con-

siste in una deviazione di percorso del raggio, perciò la (( illumina-

zione )) in sé, o — a quel che par di capire — la sua intensità e la

capacità maggiore o minore del corpo di venire illuminato, non si

vede come e' entrino : perché ci potessero entrare a buon diritto biso-

gnerebbe che quel che oggi chiamiamo l' indice di rifrazione cambiasse

con la intensità della luce rifratta, il che era stato già escluso, p. es.,

da Kepler. Eppure Grimaldi sosta su considerazioni di questo tipo:

il vapore che ascende dall' acqua calda è più rarefatto che non 1' acqua

stessa, e tuttavia è quasi opaco, e meno illuminabile dell'acqua:

condensandosi in gocciole sopra un vetro freddo ritorna altamente

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