Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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se non a patto di deflettere il eorso, a causa che la velocità in una

di esse è ritardata. Ma ciò non salva la rifrazione, perché contro di

ciò \algono ugualmente gli argomenti già detti: che se anche in

effetto B non tocca direttamente sulla superficie del diafano piìi denso,

ci saranno tuttavia davanti a lui altri globuli che insieme con esso B

saranno ritardati: cioè B subisce l'effetto insieme con gli altri che

sono precedentemente penetrati per G C. e ritardano il corso di quelli

che si trovano a tergo. Quella contro cui s' abbatte la pretesa spiega-

zione è una sola e medesima difficoltà, sia che il raggio formi un

continuo, sia che consista di elementi sferici a contatto.

Senonché un rifugio alla rifrazione può essere offerto da un' altra

veduta circa la quale meno chiare riescono sia 1' esposizione sia la con-

futazione del Grimaldi. Secondo questa veduta, si considera una serie

unica di questi (( atomi globosi » : si potrà asserire che quando ciascuno

di essi si immerge nel nuovo mezzo più resistente non potrà non

avvenire in lui una rotazione, se la direzione del suo moto di trasla-

zione risultava obliqua rispetto alla superficie del mezzo denso. Se si

immaginano entro il globulo tanti diametri, ve ne sarà uno diretto

secondo il moto di traslazione e cioè in linea con la longitudine del

raggio, e questo diametro privilegiato D E lo chiameremo diametro

del moto: nel momento in cui il globulo

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