Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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lenza geometrica molto ricordano queste antiche: delle quali forse

;mrhe Fresnel aveva serbato qualche reminiscenza ed era venuto ad

infondervi nuova \ita. come altra ne avranno quando si cercherà di

meglio comprendere i tatti della luce attraverso considerazioni ener-

^icticlie.

Quello, tuttavia, che in Grimaldi resta senza scusa è di non aver

nominato Descartes, che alla legge della rifrazione aveva dato la

forma più opportuna, e per primo aveva pensato di averla razional-

mente dedotta. Grimaldi, poi, non sembra troppo sicuro, poiché si

affretta a metter le mani avanti, avvertendo che le osservazioni dirette

•sulla rifrazione non potranno mai raggiungere ciò che la ragione su

di essa insegna: in altre parole, la conferma sperimentale sarà resa

difficile e incerta dalle impurezze, dalla mancanza di omogeneità, etc. ;

per cui si possono prevedere notevoli scarti tra V osservato ed il

calcolato. Il che tuttavia era già risultato tanto poco vero che un

avversario di Descartes, il Petit, il quale probabilmente non avrebbe

desiderato di meglio che trovar falsa la legge dei seni, dopo numero-

sissime prove lungamente durate, concluse invece onestamente che

tutte le sue misure la con ferma v^ano.

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