Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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dante minimamente né V organizzazione né la politica della Chiesa,

e cosi discreta anche nei riferimenti alle Scritture, un tal censore

io non riesco neanche ad immaginarmelo.

Credo che per ricusare V interpretazione di Goethe questi argo-

menti sieno già abbastanza forti, ma prima di passare all' ultimo e

conclusivo, poniamo un pajo di domande, anch' esse lontane dal pen-

sie»:o di Goethe.

Prima: non potrebbe darsi che il dibattito dottrinale, il contrap-

porsi delle due tesi fosse soltanto destinato, per l'Autore, a suscitare

occasioni e come a fornire il pretesto per esporre indagini dirette e

presentare positivi sondaggi: che insomma le due tesi fossero qualcosa

come la trama e 1' ordito fra i quali intrecciare i fili d' oro e d' argento

dell' Esperienza e dell' Osservazione : così come in un palio, o in un

paramento, il valore sta nel trapunto o persin nelle gemme incastratevi,

cui però abbisogna una tela per necessario sostrato o sostegno ?

Questa sarebbe l' interpretazione piìi simpatica, suffragata da

alcune righe del frontespizio; ma purtroppo immediatamente smentita

dal libro stesso ; nel quale appena varcato V arco trionfale della

I Proposizione, dopo quelle prime undici pagine immortali, la mania

disputativa prende talmente il sopravvento da rivelarsi fine a sé

stessa, che anzi (adattando al caso una frase di Berenson) riesce sol-

tanto a seppellire l' opera di scienza sotto mucchi di cianfrusaglie

tali, che ci vorranno squadre di soccorso per rimetterla in luce.

Seconda: non potrebbe darsi che veramente il «libro secondo»

segnasse, rispetto al a libro primo », un atto di resipiscenza?

Contro questa ipotesi non ha gran valore la considerazione che

i due libri escono insieme. Sono ambedue postumi, e non sappiamo

veramente a qual distanza di tempo possano essere stati redatti:

fors' anche parecchia, sebbene io non pensi che il « De Lumine »

sia (( r opera di tutta una vita » (^).

(^) È improbabile che Grimaldi abbia potuto occuparsi della luce prima

di essere stato assegnato dal suo Provinciale (e per questa benemerenza ho

tenuto a ricordarne il nome qui dietro) a quello che, per intenderci, potremo

chiamare il reparto del Padre Riccioli, di vent'anni piìi anziano, ed uomo,

ai suoi tempi, di notevole rilievo, come lo prova l'ampiezza delle sue iniziative:

quella, fortunata, della mappa lunare (in cui ebbe a coadiutore appunto il

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