Grimaldi e la rifrazione

scans.library.utoronto.ca

Grimaldi e la rifrazione

— 24 —

Si ricordi che abbiam detto in principio di voler limitare i con-

fronti col De Lumine solo ai libri degni di rimanere nella storia

dell' Ottica, il che equivale ad escludere consapevolmente le varie

Filosofie della Luce ed altri simili frutti degli ozi ecclesiastici del

tempo: nella schiera, così assottigliata, dei libri tenuti degni di consi-

derazione, r opera di De la Chambre spicca vistosamente, rispetto al

De Lumine, come quella che inducendo nell'idea di una falsa somi-

glianza, può più veramente esser tenuta come (( segno di contraddi-

zione » : appariscenti analogie esteriori coprono il più intimo e

sostanziale contrasto, in ogni particolare grande o piccolo che si

voglia considerare.

L'atteggiamento eccessivamente raziocinante, quel qualcosa di cau-

sidico e di cavilloso che a prima vista sembrerebbe apparentare i due

autori, è quello invece che più li separa : si veda in De la Chambre l'uso

scaltrissimo del « principio di contraddizione )), la maestrìa tecnica,

le predisposte vie e la piena consapevolezza del dove vuole arrivare;

a contrasto con V incertezza, con l' intima esitazione, con quell' andare

a tentoni, che è bensì più onesto per il ricercatore, ma deleterio al

dialettico, che è nel Grimaldl

Notevolissima l' attitudine del De la Chambre a esporre idee

diverse ed anche opposte alle sue, mettendo nel maggior risalto possibile

le ragioni e gli argomenti che possano appoggiarle, al punto che il

lettore frettoloso il quale non legga proprio tutto, può prendere

abbaglio — come certamente l'ha preso Goethe — e pensare che

idee esposte con tanta efficacia non possano esser- altro che quelle

stesse dell'autore (e invece son forse di un avversario): questo di

De la Chambre è un po' come lo spirito critico, facile, mobile, pene-

trante, di cui parla Sainte Beuve, che serpeggia intorno ad opere e

idee come un fiume grande e limpido serpeggia intorno a rupi, rocche,

e basse rive: e mentre ogni cosa resta fissa a suo luogo poco curandosi

r una dell' altra, il fiume va dall' una all' altra, le cinge, le lambisce

con acqua viva, le specchia: e quando il viaggiatore è vago di cono-

scerle, lo accoglie come in una barca, lo conduce senza scosse, e svolge

innanzi a lui la mutevole scena.

È piacevole seguire De la Chambre, signore del fluido eloquio,

attraverso le teorie del suo tempo: è più comodo e più istruttivo che

mai, impararle da lui.

Nel De Lumine la disparata e spesso contrastante molteplicità

More magazines by this user
Similar magazines