Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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ritornello abituale di Newton sotto i titoli delle sue proposizioni:

(( prova fondata sulle esperienze » ; ma tale fondamento alle prove è

pur qui il ben venuto : un certo spirito galileiano eh' era nell' aria

fa violenza e penetra fra le giunture della corazza scolastica. Ed è

giusto riconoscere che il Grimaldi ricorre raramente e malvolentieri

all'Autorità, alle cause finali; il suo è un atteggiamento deterministico

fortemente accentuato: ciò che segna il cannnino alla luce non est

causa libera et agens cum intelligentia (p. 149); e si legga a p. 171

questa tirata quasi positivistica : « la ragione della rifrazione deve

(( esser cercata in qualche cosa di relativo alla superficie [di separa-

(( zione] e alla densità dei due mezzi ... e ... deve essere qualcosa di

(( diverso da una mera metafisica astrazione ... deve esser qualcosa

(( concernente il sito e la figura ... e inoltre deve aver connessione con

(( la densità e con la rarità, e perciò dev' essere allo stesso titolo

(( qualcosa di genere quantitativo dipendente dall' eccesso di densità

(( dell' un mezzo sull' altro. Non possiamo dunque su questo argo-

(( mento dar rifugio a qualcosa di occulto e a puramente intelligibili

(( condizioni della luce, ma invece dobbiamo basarci su quelle cose

(( che palesemente vediamo intervenire per sé stesse nella determina-

(( zione di effetti molto sensibili quali sono appunto la luce e la densità

(( maggiore nelF uno e minore nell' altro dei diafani mezzi ».

Dove tuttavia ben si vede che gli spunti d' ispirazione cartesiana

prevalgono sullo spirito galilejano.

A proposito di questi soggetti d' osservazione e sperimentali, una

gradita sorpresa sta nel constatare la diffusione, in questo libro, di

parole che molti credono moderne. La antica parola a dissipazione »

sulla quale abbiamo sostato nella (( Premessa » era già in De la

Chambre e in altri; ma nel De Lumine troviamo per decine di volte

la parola (( radiazione » usata in circostanze che le conferiscono un

senso vicinissimo al nostro ; (( flusso » è nel De Lumine quello appunto

che sarà poi il (( flusso d' energia » e simili ; e riguardo a cose più

minute e più tecniche, troviamo p. es. i (( pennelli » di luce {penicilli

radiorum, XL, 52), i colori a saturi » (XLIII, 16), etc.

Ma, con tutto questo, nonostante questo, il carattere saliente del

De Lumine resta l'accentuazione delle disquisizioni astratte, extrafisiche,

o per dirla nel senso più volgare e corrente della parola, metafisiche:

questa che appariva come una specie di appannatura in Alhazen

e in ViTELLiONE, come una rosea caligine in Aguilonius, diventa — e

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