Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

— es-

ina » (XLIII) la quale proviene da ciò: che nell'incontro della luce

con le inuguaglianze di superficie dei corpi colorati, e con gli imbocchi

dei loro pori [e forse meglio con gli orli di questi imbocchi] questa

luce viene fratta, e nella frattura particolarmente agitata (XLII, 51,

pag. 340): da qui il colore. Ciò che del resto costituisce anche la

spiegazione grimaldiana delle iridescenze dei corpi a superficie rugosa

e scabra (XLIII, p. 354; e confronta la figura qui riprodotta a p. 25),

che poi faranno oggetto di un importante lavoro di Young e saranno da

lui ricondotte a fenomeni di diffrazione e di interferenza: Grimaldi

crede che la causa ne sia semplicemente la riflessione, ma una rifles-

sione con (( spargimento », una riflessione multiforme, inaequaliter

difformem dissipationem, causa sufficiente, secondo lui, di quelle che

a p. 351 ha — senza possibile equivoco — chiamato (( ondulazioni

colorifiche ». E, sempre, ove parli di diffrazione, esplicito o implicito

incombe il pensiero del lumen agitato per talem diffractionem, dove

è chiaro che la diffrazione è la causa di una agitazione, che nello

stesso lumen prima non e' era ; e questo sempre sul modello dell' acqua

corrente, che si frange contro un ostacolo, ed in parte rifluendo sfugge

per vie laterali ed opera ima fluctuum glomeratio e altre perturbazioni.

Lo stesso quando il lumen passa per un sottile forame e vien rappre-

sentato come rotto, e sui margini lacero e sfibrato, nel che consiste

la dissipatione cum diffractione che non spiega il comparire del colore

se non attraverso la causa prossima di questo, la fluitazione ondulata,

la speciale fluttuazione, così generata (I, II, XXI, XXIII, e altrove,

anche nel libro 2").

Trovo inutile moltiplicare gli esempì per confermare che in gene-

rale il colore viene da una perturbazione che la luce subisce quando

urta in qualcosa di materiale che contrasta il suo libero corso, e che

quella delle « ondulazioni » è una teoria del colore, non una teoria

della luce: è la ((modificazione colorifica » che ((non improbabil-

mente » consiste (( in una certa sua [del lumen] ondulajzione », come

un tremito nella diffusione: ciò che sarebbe senza senso se la ondu-

lazione e il tremito appartenessero già alla luce bianca e al suo normale

modo di diffusione (XLII, XLIII, XXVIII e altrove).

Riassumendo ancora: la luce è sostanza corporea sottilissima fluida

profusa nel diafano velocemente lanciata su linee diritte: se a questo

rapidissimo moto di trasferimento o traslazione si aggiunge — come

per un sasso lanciato nella rapida corrente d' un fiume — un impulso

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