Grimaldi e la rifrazione

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Grimaldi e la rifrazione

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proprietà diuretiche e depurative che ne spiegano il nome, lo fa deri-

vare da Guilandina inermis = Moringha Zeilonica, ciò che ribadisce

nello Species Plantarum (1762) Tomo 1", ove accenna pure alle qua-

lità che qui ci interessano; e se è vero che questa pianta corrisponde

a quella che oggi si chiama Moringa pterygosperma Gaert. ; e che abita

nell'India boreale-occidenatle; e se è pur vero che io ne ho trovato

menzione neWAnanga Rango, nella cui traduzione inglese la pianta

(Sigrù) è riferita alla Hyperanthera Moringa; e pur vero d' altra

parte che Kircher (op. cit., p. 77), quando vuole studiarlo, un tal

legno se lo fa venire dal Messico. È lecito dedurre che debbano essere

diverse, e forse appartenenti a famiglie lontane, le piante che danno

un legno dotato di consimili proprietà, che non sono adeguatamente

rese dalla frase di Linneo: a lignum peregrinuni aquani coeriilea

reddens ». Si tratta di altro.

Grimaldi già sapeva di stoffe, intessute di più sorta di fili, che

guardate per un verso o per un altro appajono diversamente colorate

(versicolori); e sapeva anche di quadri che guardati da sinistra verso

destra mostravano, p. es. una figura vestita di bianco, e da destra

verso sinistra, una figura vestita di porpora (VII, 24). Qui appunto

si trattava del fatto che da questo legno, tenendolo in acqua per

poche ore, si otteneva un estratto di due colori, eeruleo e giallo:

il primo colore si vedeva, anche molto intenso, se V occhio rice-

veva solo il lume riflesso da tale acqua ed era difeso dall' ingresso

di altro lume ; il giallo si vedeva quando l' occhio riceveva la luce

che aveva attraversato 1' acqua sia che essa provenisse direttamente da

una sorgente luminosa, sia che fosse stata prima riflessa da una super-

ficie bianca.

La interpretazione di Grimaldi è esposta in modo tale che

converrebbe alla diffusione provocata da infinite particelle in sospen-

sione, ed alle infinite riflessioni interne che vengono operate anche

dalle particelle di quei corpi che il volgo crede interamente diafani:

il legno ha moltiplicato le particelle, ha aggiunto le sue a quelle

dell' acqua e l' eterogeneità è causa dei colori. Le luci riflesse sono

una parte della luce totale e prevalgono in una certa direzione, mentre

nella direzione ortogonale a questa prevale la luce non riflessa: altra

ragione — dice Grimaldi — non può esserci.

Spiegazione notevole, sebbene insufficiente: fra l'altro, se a tale

effetto bastasse l' invocato incremento di eterogeneità, la « perfusione »

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