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Rotary

il mEnsilE dEl distrEtto 2090

AbRuzzO MARchE MOLIsE uMbRIA ALbANIA

EssErE

& FarE

rotary

6 Aprile 2010

Una data da non dimenticare

IN questo Numero: Lettere deL governatore - Forum, Premi, ConCerti e Corsi distrettuaLi - siPe

- migrazione - goLF: suL Podio Più aLto - memorie di tennis internazionaLe - insuFFiCienza venosa -

sCuoLa materna siLvia zuCConi - La BeLLa in mano deL Boia - L’aquiLa: L’inner WheeL aFFianCa iL rotary

ANNO XVI - APRILE 2010 N. 128


Periodico mensile fondato da Ennio Vincenti - Autorizz. Tribunale

di Teramo n. 364 del 27/10/1994 - Stampa Linea Grafica snc

Via dell’Industria, 12/D - 63033 Centobuchi (Monteprandone)

Editore Rotary International Distretto 2090 - Governatore pro

tempore 2009-2010 Giuseppe Ferruccio Squarcia - Direttore

responsabile Mauro Bignami - Redazione Corso Mazzini, 89 -

63100 Ascoli Piceno - Pubblicazione non in vendita ma distribuita

gratuitamente ai soci dei Rotary Club del Distretto 2090

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Luigi Marra, Bernardo Razzotti,

Lucio Valentini, Berardo Zocaro

Redazione operativa: Casella Postale 233 Ancona centro

60123 Ancona e-mail: segreteria@studiobignami.it

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DISTRETTO 2090 - Segreteria Distrettuale: Corso Mazzini 89

63100 Ascoli Piceno - Tel. 0736 392395 - Fax 0736/256877

E mail segreteria.2090@email.it - squarcia@email.it

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Governatore 349 8623431

Segreteria Distrettuale 345 7048801

Segretario ai club 345 7048800

Segretario ai rapporti internazionali 345 7048803

Segretario alle manifestazioni 345 7048802

Tesoriere 335 374064

In copertina: L’Aquila, Basilica Collemaggio

Numero chiuso in redazione il 30-03-2010

Aprile 2010 - numero 128

Sommario

Rotary 3 Lettera del governatore

4 Letra e guvernatorit

5 Manifestazioni distrettuali e internazionali 2010

6 Risparmio energetico

7 Solo la ricerca può risolvere i problemi

energetici mondiali

8 Adriatico: ponte di scambi tra culture e imprese

9 XVII Premio internazionale di scultura

E. Mannucci

Grande Musica & Solidarietà

10 Le forze nascoste, dissertazioni sulle fonti

energetiche alternative

11 SIPE: la formazione è indispensabile

12 Non vedenti: il buio senza ostacoli

grazie all’informatica

13 Golf: il Distretto 2090 ancora una volta

sul podio più alto

14 Rilanciare il Rotaract

15 Migrazione

16 Senigallia: memorie di tennis internazionale

18 Insufficienza venosa, malattia sociale

Forum ad Ancona il 17 Aprile

19 Osimo: grande attività internazionale

Tolentino incontra il TG3 Rai

20 Ortona: aerosolterapia con gioco per i bambini

Una... maialata a fin di bene

21 Salvo D’Aquisto e raccolta fondi per il popolo di Haiti

L’Università del Molise per il Molise

22 L’epoca d’oro delle icone ucraine rivive ad Ancona

23 Matteo Ricci e il web 2.0

24 La bella in mano del boia

26 Clown & Clown: il Rotaract di Fermo

nel festival che scalda il cuore

Le... Rondini volano sui doni

28 L’Aquila: l’Inner Wheel affianca il Rotary

nella ricostruzione della facoltà di Ingegneria

29 Progetto Scuola materna Silvia Zucconi - Etiopia

30 Renato Ilari


Lettera del governatore

Care amiche e amici, Cari Rotariani tutti,

Non avrei mai pensato che intrattenere con tutti Voi un dialogo

fatto di appuntamenti, recasse tanta soddisfazione!

Così invece è, me ne convinco ancora di più proprio ora

che indirizzo a tutti i Rotariani del Distretto 2090 la mia

decima lettera mensile!

Aprile è il mese che il Rotary dedica alla stampa Rotariana,

un argomento che, perfettamente, si lega a quello che, fin

dall’inizio del nostro comune percorso, ho indicato come

basilare. Ricordo, infatti - con piacere e una certa commozione

- le considerazioni espresse a Pescara, in occasione

dell’Assemblea Distrettuale: proposi uno slogan che

invitava a ”FARE, SAPER FARE, FAR SAPERE!”, anticipando

quello che sarebbe stato il filo conduttore del primo forum

distrettuale tenuto a settembre a Macerata, valorizzato dalla

magistrale relazione di Elio Cerini.

Obiettivo delle mie azioni è sempre stato suggerire una strategia

di comunicazione incisiva ed efficace: per far si che tra

i Rotariani e nelle comunità sia facilitata la conoscenza del

Rotary. Ai club, in tante occasioni, ho indicato l’opportunità

di avvicinare il Rotary alla gente e, conseguentemente, far

meglio apprezzare quanto d’importante il nostro movimento

produce, con il suo carico di umanità, progetti e volontà

di vivere il territorio con problemi e aspettative.

L’azione suggerita si è fondata anche su alcune realizzazioni

editoriali: la “cartella stampa” è stata proposta per sintetizzare

il Rotary nella storia e nei fatti più attuali, le “guide alla

comunicazione efficace” sono state distribuite a Macerata

e rese disponibili anche sul sito distrettuale per fornire

semplici suggerimenti su come costruire un comunicato

stampa o la presentazione d’iniziative. La ristampa del

volume “la mia strada verso il Rotary” ha raggiunto in pieno

lo scopo di far conoscere ai rotariani, specie se di recente

ammissione, le pagine scritte nel 1945 dal fondatore e non

più disponibili in italiano da 17 anni. Tutti noi, ogni mese,

riceviamo nelle nostre case la rivista nazionale “Rotary” e

quella Distrettuale “Rotary 2090”, due pubblicazioni fondamentali

da far scoprire alla nostra famiglia e ai nostri amici.

Cari Rotariani, grazie a quanti di voi si sono cimentati nelle

azioni di comunicazione del club, coinvolti come addetti

stampa per curare i rapporti con la stampa locale, le radio e

i notiziari internet. Grazie per la volontà che avete dimostrato,

nei fatti avete adempiuto la richiesta che avevo rivolto di

essere – ognuno nella propria comunità - protagonista di

una strategia di comunicazione che ha recato, in molte parti

del distretto, risultati importanti. Sono soddisfatto per la

vivacità con cui i presidenti hanno risposto al suggerimento

di creare ex novo o modernizzare il sito del club: fra poche

settimane comunicheremo i risultati del lavoro di valuta-

Rotary2090 - lettera del mese 3

Aprile 2010

zione svolto dalla commissione

distrettuale e annunceremo quelli

meritevoli di una menzione per

l’eleganza, la validità e l’impegno.

Comunicare i progetti del Rotary

è anche agire per far scoprire a

rotariani poco coinvolti quanto

– di anno in anno – si è concretizzato:

un Governatore può

essere sicuramente soddisfatto quando registra le iniziative

che si svolgono nel Distretto e ne valuta il livello culturale,

sociale e di attenzione alla solidarietà. A marzo i 105 anni

del Rotary sono stati ricordati in quasi tutti i club, spesso

in interclub, nella piena consapevolezza del ruolo che un

movimento come il nostro ha conquistato negli anni.

Non possiamo assolutamente dimenticare che il 6 aprile

cade il primo anniversario del terremoto che ha sconvolto

l’Aquila: chiedo ai club di dedicare un momento di

meditazione per le troppe vittime e per il dramma di una

città, senza trascurare un impegno per la raccolta dei fondi

fondamentali per restituire in piena sicurezza la Facoltà di

Ingegneria agli studenti. Cari amici, è iniziato l’ultimo trimestre

della nostra annata Rotariana: vi raccomando di non

considerare terminato il vostro impegno visto che proprio

in questi ultimi 90 giorni dovremo portare a compimento

progetti e azioni di servizio che caratterizzeranno, in positivo,

l’annata Rotariana 2009/2010.

V’invito a confermare l’entusiasmo e la disponibilità al

servizio, ricordando che ”Il futuro del Rotary è nelle vostre

mani!”! Con tanta amicizia a Voi, alle vostre famiglie, a chi

vi è vicino!

Prossimi appuntamenti distrettuali del mese:

- Dal 1 al 18 aprile la sala transiti dell’aeroporto d’Abruzzo propone

“Rotary in mostra”, un’iniziativa attivata dal Distretto con i

club dell’area metropolitana di Pescara per creare occasioni di

dibattito e di maggiore informazione sulla realtà rotariana;

- L’11 aprile Terni ospita il forum dedicato a “la comunicazione fra

generazioni”, momento fondamentale per riaffermare l’impegno

dei club e dei rotariani verso le nuove generazioni, in un costruttivo

scambio di esperienze e conoscenze;

- Il 18 aprile a Termoli viene attributo il premio D’Andrea per la

solidarietà;

- Il 24 aprile il Rotary di S.Benedetto del Tronto ricorda – in

occasione dei 50 anni del club - la figura di Camillo Brancaccio,

Governatore del Distretto nel 1968/1969.


4 lettera del mese - Rotary2090

Te dashur mike dhe miq, Te dashur te Gjithe Rotariane,

Nuk e mendoja kurre qe dialogu te pata me Ju gjate gjithe

takimeve, do te me jepte kaq kenaqesi!

Por eshte vertete keshtu, bindem akoma me shume tani

qe Ju drejtoj te gjitheve Ju Rotarianeve te Distriktit 2090

letren time te dhjete mujore!

Prilli eshte muaji qe Rotary i dedikon shtypit Rotarian, nje

argument qe, ne menyre te shkelqyer, lidhet me ate te

cilen, qe ne fillim te rruges sone te perbashket, kam konsideruar

si gur baze.

Kujtoj, ne fakt – me kenaqesi dhe nje fare prekjeje – konsideratat

e shprehura ne Peskara, me rastin e Asamblese

Distrektuale: propozova nje slogan i cili ftonte te “TE BESH,

TE DISH TE BESH, TE BESH TE DITUR!”, duke parashtruar

ate qe do te ishte filli konduktor i forumit te pare Distrektual

te mbajtur ne shtator ne Macerata, i cili pati akoma me

vlere nga relacioni i shkelqyer i Elio Cerinit.

Qellimi i veprimeve te mia ka qene gjithnje te sugjeroj nje

strategji komunikacioni nxitese dhe efikase: per te bere te

mundur qe midis Rotarianeve si dhe ne Komunitete te

mundesohet njohja e Rotarit. Klubeve, nese me shume

raste, u kam treguar mundesine te afrojne Rotarin njerezve

dhe, si pasoje, te bejne edhe me te njohur rendesine e

levizjes tone, e mbushur me humanizem, projekte dhe

vullnet per te qene prane territoreve me problemet dhe

aspetativat. Veprimi i sugjeruar bazohet edhe mbi disa

realizime te botuara: “kartela e shtypit” u propozua per te

permbledhur Rotarin ne histori dhe fakte aktuale, “udhezimet

mbi komunikacionin efikas” jane shperndare ne

Macerata dhe u vune ne dispozicion gjithashtu ne sitin e

distriktit me qellim qe te japin sugjerime te thjeshta sesi

te ndertohet nje komunikate shtypi apo prezantimi i nje

iniziative.

Rishtypja e volumit “rruga ime drejt Rotarit” arriti plotesisht

qellimin per t’i bere te njohur Rotarianeve, sidomos atyre

qe jane pranuar se fundi, faqet e shkruajtura me 1945 nga

themeluesi dhe jo me te disponueshem ne italisht prej

17 vjetesh.

Te gjithe ne, çdo muaj, marrim neper shtepite tona revisten

kombetare “Rotary” dhe ate Distrektuale “Rotary 2090”, dy

botime baze per t’ja bere te njohura familjeve dhe miqeve

tane. Te dashur Rotariane, nje faleminderim atyre qe prej

jush kane insistuar me aksione mbi komunikacionin neper

klube, te ngarkuar si zedhenes shtypi per te mbuluar mardheniet

me shtypin lokal, radiot dhe lajmet ne internet.

Faleminderit per vullnetin qe keni treguar, me fakte keni

permbushur kerkesen qe Ju kisha drejtuar te jini – sejcili

ne komunitetin e tij – protagonist i nje strategjie komunikacioni

i cili ka sjelle, ne shume zona te distriktit, rezultate

te rendesishme.

Jam i kenaqur per gjallerine me te cilen presidentet i jane

Letra e guvernatorit

Prill 2010

pergjigjur sugjerimit per te krijuar nje faqe interneti krejtesisht

te re apo per te modernizuar ekzistuesen: pas disa

javesh do te komunikojme rezultatet e punes se vleresimit

te bere nga komisioni distrektual dhe do te shpallim fituesit

per elegancen, vleren dhe impenjimin.

Te komunikosh projektet e Rotarit do te thote te veprosh

per te bere te njohura rotarianeve jo shume te perfshire sa

– nga viti ne vit – eshte konkretizuar: nje Guvernator mund

te jete sigurisht i kenaqur kur regjistron iniziativat qe zhvillohen

ne Distrikt dhe vlereson nivelin kulturor, social dhe

vemendjen ndaj solidaritetit. Ne mars 105 vjet te Rotarit u

perkujtuan pothuajse neper te gjtha klubet, shpesh neper

interklubet, ne vetedijen e plote te rolit qe nje levizje si e

jona ka arritur ne vite. Nuk mund te harrojme absolutisht

qe me 6 prill eshte pervjetori I pare I termetit qe tronditi

Akuilen: u kerkoj klubeve te dedikojne nje moment meditimi

per viktimat e shumta dhe per dramen e nje qyteti, pa

lene pas dore impenjimin per mbledhjen e fondeve baze

per t’i kthyer studenteve ne siguri te plote Universitetit e

Inxhenierise. Te dashur miq, ka filluar trimestri i fundit

i vitit tone te perbashket Rotarian: Ju porosis te mos e

konsideroni te perfunduar impenjimin Tuaj pikerisht pse

gjate ketyre 90 diteve duhet te perfundojme projekte dhe

aksione te te sherbyerit te cilat karakterizojne, pozitivisht,

vitin Rotarian 2009/2010.

Ju ftoj te konfirmoni entuziasmin dhe gadishmerine e te

sherbyerit, duke kujtuar qe “E ardhmja e Rotarit eshte ne

duart Tuaja!”

Me shume miqesi Juve, familjeve tuaja, atyre qe keni

prane!

Takimet e ardhshme mujore te distriktit:

- Nga 1 deri me 18 prill salla e transitit ne aeroportin e

Peskares propozon “Rotary ne eksposite”, nje iniziative

e ndermarre nga Distrikti me klubet perreth Peskares per

te krijuar okazione debatimi dhe informacioni akoma me

te madh mbi realitetin rotarian;

- Me 11 Prill Terni fton forumin e dedikuar “komunikimit

ndremjet brezave”, moment baze per te riafirmuar

impenjimin e klubeve dhe te Rotarianeve ndaj brezave

te rinj, ne nje shkembim konstruktiv eksperiencash dhe

njohjesh;

- Me 18 prill ne Termoli do te atribohet çmimi D’Andrea

per solidaritetin;

- Me 24 prill Rotari i San Benedeto del Tronto kujton

– me rastin e 50 vjetorit te klubit – figuren e Camillo

Brancaccio, Guvernator i Distriktit ne 1968/1969.


Manifestazioni distrettuali

e internazionali 2010

1-18 aPriLe 2010 - PesCara aeroPorto

rotary in mostra

11 aPriLe 2010 - terni

Forum distrettuaLe ‘La ComuniCazione tra generazioni’

17 aPriLe - anCona

Forum insuFFiCienza venosa maLattia soCiaLe

18 aPriLe 2010 - termoLi (CB)

XXXiii Premio d’andrea

6-9 maggio 2010 – siroLo (an)

Xii raduno CavaLieri rotariani

8 maggio 2010 - Chieti

6ª assemBLea distretto rotaraCt 2090

15-16 maggio 2010 - urBino

assemBLea distrettuaLe 2009-2010

28-30 maggio - Fano

FLy-in 2010 iFFr itaLia FeLLoWshiP oF FLying rotarians

22 maggio - isernia

Premio “i sanniti”

29 maggio - 5 giugno - Porto Potenza PiCena (mC)

7º rotary CamPus disaBiLi deLLe marChe

29 maggio 2010 - arCevia (an)

Xvii Premio mannuCCi

6-13 giugno 2010

CamPus disaBiLi aBruzzo moLise

12-13 giugno 2010 - asCoLi PiCeno

XXvi Congresso distrettuaLe

20-23 giugno 2010 - montreaL

101ª Convention deL rotary internationaL

25-28 giugno - vienna

ConCerto aL musikverein Pro rotary Foundation

FORUM DISTRETTUALE

Rotary2090 - dal distretto 5

ROTARY INTERNATIONAL

DISTRETTO 2090

Abruzzo Marche Molise Umbria Albania

La comunicazione

fra generazioni

l’esperienza fattore di dialogo

Domenica 11 Aprile 2010

Terni - Hotel Garden

linea grafica 0735 702910


6 dal distretto - Rotary2090

Attività Comitato di interesse Ambiente & Territorio

di Giancarlo Cognigni (presidente) e Fausto Burattini (direttore esecutivo)

La Commissione distrettuale Ambiente & Territorio

(composta oltre che dal presidente e dal direttore

esecutivo, dai componenti Evelina Ramadori e

Roberto Giordani) ha presentato a Fermo, nell’ambito

del forum su Ricerca ed energia, un’iniziativa nel settore

del risparmio energetico che, sicuramente, riveste un’elevata

valenza ambientale

e che di seguito si

riassume. L’iniziativa

si rivolge al contenimento

dei consumi

energetici e dei

fenomeni d’inquinamento

luminoso

con la tecnologia

Led, per rendere

più virtuosi i centri

abitati. L’impiego

LED si sta sempre

più diffondendo a livello globale, grazie al grado di sviluppo

maturato da tale tecnologia. Nel nostro Paese il 16%

dell’energia spesa è dovuta all’illuminazione. L’utilizzo LED

consentirebbe di abbattere del 50% la spesa energetica

italiana, in pratica risparmiando una produzione annua di

energia di 3 centrali da 1000 Mw. I vantaggi della tecnologia

Led, rispetto all’illuminazione con lampade al sodio, a parità

di illuminazione, sono di un risparmio energetico che va

dal 50% all’80%. Inoltre la luce emessa dalle lampade al

sodio è gialla e non corrispondente al picco della sensibilità

dell’occhio umano, quindi è necessaria più luce per garantire

una visione sicura. I LED, invece emettono una luce biancafredda,

che permette agli utenti della strada tempi di reazione

inferiori all’imprevisto, con minor consumo di energia. La

luce LED penetra meglio la nebbia e aumenta la definizione

delle immagini delle telecamere di sorveglianza.

L’idea di legare la tecnologia Led all’illuminazione stradale,

deriva anche dalle ultime scoperte scientifiche in campo

percettivo che si basano sul fatto che sono da preferire le

sorgenti luminose con spettro prevalente nella banda blu

come i LED e non nella banda rossa come le lampade al

sodio ad alta pressione. I LED per costruzione sono direzionali

ed emettono un fascio luminoso definito a 90° e quindi

riduce al massimo l’inquinamento luminoso, anche senza

utilizzare ottiche speciali, per pilotare il fascio di luce. Com’è

noto, dal 1° settembre 2009, in tutta l’Unione Europea è

Risparmio energetico

iniziata la riduzione progressiva della vendita delle lampadine

a incandescenza, a partire da 100watt, da completarsi nel

2012, quando saranno messe al bando definitivamente. A

sostituirle sono le lampadine fluorescenti LFC, cosiddette

a basso consumo. E’ stato calcolato che, in una famiglia,

sostituendo 3 lampadine a incandescenza da 100w con 3

lampadine LFC da 20w, si

riducono del 7% i consumi

annui totali di energia elettrica.

La vita dei sistemi Led è

stimata fra 50/100.000 ore

(10/20 anni) per 12 ore al

giorno contro le 4/5.000 ore

(11/14 mesi) delle lampade

al sodio ad alta pressione.

Altro valore interessante è la

quasi mancanza di manutenzione

degli apparati.

Per fugare ogni dubbio possiamo

affermare che i sistemi Led hanno un costo iniziale

leggermente superiore ma, considerando la maggior durata,

il risparmio energetico e la manutenzione quasi assente, si

ha un risparmio netto dal 50% all’80%.

Nelle Marche, tale tecnologia trova limitate applicazioni, perlopiù

come sporadici esperimenti. Comuni come Apecchio e

S. Benedetto del Tronto hanno iniziato un percorso virtuoso.

In conclusione, tutto quanto detto, anche se succintamente,

significa un notevole risparmio energetico con minor emissioni

inquinanti ed una migliore qualità dell’ambiente in cui

viviamo.

Il Comitato Distrettuale propone, come inizio, di avviare e stimolare

i Comuni delle Marche di dimensioni medio-piccole

(2/4000 ab.) con valenza storico-culturale-turistica, scelti

uno per provincia (n° 5 in tutto), dando anche un beneficio

economico ai cittadini residenti.

Eradicazione completa della polio.

Rotary. L’Umanità in movimento.

rotary.org


Solo la ricerca può risolvere

i problemi energetici mondiali

di Paolo Appoggetti - RC Fermo

Ricerca e sviluppo tecnologico costituiscono la chiave

di raccordo tra l’esigenza di crescenti disponibilità

energetiche e la qualità dell’energia utilizzata nella

salvaguardia dell’ambiente: è quanto emerso con

chiarezza dai lavori del Forum distrettuale: Ricerca ed energia:

l’apporto del Rotary, tenutosi a Fermo il 20 febbraio nella

cornice suggestiva dell’Aula Magna del Montani, il più antico

Istituto Tecnico Industriale d’Italia, sorto nel 1854.

Ed è proprio nel campo molto articolato dell’energia che il

Montani, nell’ottica del suo necessario rilancio, potrà svolgere

in futuro un ruolo da protagonista nello sviluppo e nella formazione,

ponendosi al centro di una rete di operatori tecnicoscientifici

e industriali di altissimo livello.

Molti di questi sono stati i protagonisti del Forum, aperto

anche al mondo esterno al Rotary, organizzato con il contributo

della Banca Popolare di Ancona, della SOLGAS, delle società

Brandoni, western CO, Andrea Montelpare e patrocinato da

Comune, Provincia, Camera di Commercio, Confindustria di

Fermo e Università Politecnica delle Marche, che ha visto il

confronto serrato, ma costruttivo, attraverso il quale i numerosi

presenti hanno potuto volgere lo sguardo, a 360°, su tutte

le soluzioni energetiche oggi percorribili.

Dopo i saluti di apertura del presidente del Rotary Club di

Fermo Paolo Appoggetti, della preside del Montani Margherita

Bonanni e delle numerose autorità, i relatori scientifici hanno

sviluppato l’arco completo della tematica con: Giuseppe

Bianchi, ex direttore generale delle Fonti di Energia del ministero

dell’Industria (Quadro energetico mondiale alla luce dei

risultati della conferenza di Copenaghen); Alberto Breccia

Fratadocchi, PDG e consigliere scientifico dell’ONU per il

disarmo chimico mondiale (Fonti tradizionali: ottimizzazioni

e miglioramento della eco sostenibilità); Francesco Battaglia,

docente di Chimica dell’ambiente all’Università di Modena (Il

Rotary2090 - dal distretto 7

nucleare percorribile: oggi, domani); Fabio Polonara, direttore

Dipartimento di Energetica dell’Università Politecnica delle

Marche (Produzioni bioenergetiche di filiera: oggi, domani);

Federico Maria Butera, docente di Fisica e Tecnica ambientale

del Politecnico di Milano (Fonti rinnovabili, le applicazioni

attuali: ricerca ed evoluzione per il recupero della competitività).

Le relazioni, seguite da un pubblico attentissimo

composto anche da allievi selezionati delle ultime classi del

Montani, hanno trovato piena conferma nella successiva

tavola rotonda contraddistinta dalle qualificate testimonianze

di Federico Vitali e Mario Natalucci del Gruppo FAAM e poi di

Enrico Loccioni, Gianluigi Angelantoni, Franco Tozzi e Luciano

Brandoni responsabili degli omonimi Gruppi, che hanno ben

illustrato le realtà industriali avanzate dell’energetica italiana.

Il governatore Giuseppe Ferruccio Squarcia, dopo aver coordinato

abilmente i lavori del Forum, ha tratto le conclusioni

evidenziando come la ricerca abbia nel settore dell’energia un

ruolo non solo fondamentale ma strategico:

1° - nell’utilizzo delle fonti tradizionali attraverso soluzioni tecnologiche

che le rendano sempre più ecosostenibili;

2°- nel consentire la coesistenza su piani applicativi diversi

delle altre fonti energetiche: il nucleare evoluto per i macro

impianti e il bioenergetico, l’idroelettrico, l’eolico, il solare

di vario tipo per i medio/micro impianti, recuperando progressivamente

per questi ultimi la necessaria competitività

industriale.

Possiamo, concludendo, affermare che con questo Forum

incentrato su un tema di grande attualità mondiale, il Rotary

ha inteso offrire da una parte un’occasione di crescita formativa

ai numerosi giovani presenti e di rilancio al glorioso

Istituto Montani; dall’altra, al territorio, un contributo oggettivo

al dibattito in corso fra la cittadinanza e le Istituzioni fermane,

circa la sostenibilità ambientale di alcune iniziative industriali

nel campo energetico, sostitutive in parte della cessata attività

industriale della SADAM.


8 dal distretto - Rotary2090

di Mauro Bignami

Il forum distrettuale su L’Adriatico e il suo

bacino: passato, presente e futuro, organizzato

dai Club di Ancona e Ancona Conero

alla Loggia dei Mercanti di Ancona, è stato

un modo significativo per aprire una finestra sul

terzo millennio di un mare che, per secoli, è stato

più mezzo di comunicazione che confine tra i

popoli delle nazioni che vi si affacciano; è stato

spettatore e filo conduttore di storia, di stili, di

pluralità di religioni e di prospettive, così come di

individualità nazionali che si sono affermate e che

continuano a emergere ogni giorno, alla ricerca

di una nuova e propria identità. Un mare per il

quale Ancona, nelle varie epoche, è stata rifugio,

transito, arrivo e piazza di scambi; commerci che hanno

unito e tenuto avvinte le antiche genti mediterranee con

le altrettanto antiche civiltà del Centro e del Nord Europa.

Questo, in estrema sintesi il significato dell’incontro cui

hanno portato il proprio contributo di idee e suggerimenti

il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, gli

ambasciatori Luigi Vittorio Ferraris e Alessandro Grafini,

il presidente dell’Autorità portuale di Ancona Luciano

Canepa, il preside della facoltà di Economia Gianluca

Gregori. Poi ancora, coordinati dall’inviato speciale Rai

Pino Scaccia e ascoltati da un numeroso pubblico, Neritan

Ceka, archeologo e professore dell’Università di Tirana,

oltre che parlamentare; Franco Santellocco Gargano, presidente

del CIP Maghreb-Italia; Gianni Silvestrini, direttore

Adriatico: ponte di scambi

tra culture e imprese

scientifico del Kyoto Club e Mario Mancini, vice presidente

nazionale Piccola industria di Confindustria. Un mare

per il quale la Regione Marche ha un progetto: quello

di “creare una macroregione adriatica formalmente riconosciuta

dall’Europa, una sorta di alleanza che faccia del

mare Adriatico non una semplice linea di confine, ma uno

spazio comune di crescita e sviluppo”, ha detto Spacca,

ricordando che “occorre relazionarsi con tutti i Paesi che

si affacciano sull’Adriatico e sul Mediterraneo, dal Marocco

alla Turchia, dalla Palestina a Israele. Per questo si è costituita

l’Arlem-Assemblea Euromediterranea (di cui Spacca

fa parte ndr): un’iniziativa fortemente voluta da Sarkozy

per consolidare un protagonismo del quadrante sud-est

nella strategia dell’Unione europea, che non può avere

come unico baricentro l’area del Baltico.”

Insomma, anche oggi l’Adriatico, a

seconda dei protagonisti, spezza e

divide, concilia e unisce, crea sbarramenti

e aperture, ma le barriere

sono destinate a essere effimere,

grazie alle parentele acquisite nel

tempo e alle azioni predisposte

nell’ambito delle politiche di prossimità

per accelerare il processo di

ricostruzione economica e infrastrutturale,

migliorare le relazioni

reciproche devastate dalle guerre

etniche e religiose e rafforzare le

istituzioni democratiche.

E il Rotary? “In un momento come

l’attuale, deve diventare motore

di sviluppo, creando sinergie tra

imprese e istituzioni”, ha concluso

il governatore Ferruccio Squarcia.


Ricco di fascino e di cultura continua ad Arcevia, bellissimo

borgo medioevale dell’entroterra marchigiano,

l’appuntamento con il Premio Internazionale di

Scultura E. Mannucci, rivolto a scultori provenienti da

varie Accademie di Belle Arti. Il Premio, organizzato dal Club

Altavallesina Grottefrasassi in collaborazione con il Distretto

2090 del Rotary International, celebrerà il prossimo 29

maggio la sua XVII edizione. Indetto nel 1994 per onorare la

memoria del compianto artista fabrianese di fama internazionale,

il Premio è una manifestazione riservata a diplomandi

o diplomati in scultura. L’incontro vuole essere un incentivo e

un incoraggiamento per questi giovani a proseguire lungo la

strada dell’arte, cercando di migliorare il loro futuro e favorire

il reciproco confronto. Questa iniziativa è l’unica in Italia a

rivolgersi ai giovani: partita in sordina con la presenza delle

sole Accademie di Macerata e di Urbino, vanta oggi il risultato

di avere ospitato tutte le più prestigiose Accademie italiane,

oltre alle straniere di Atene, Istanbul, Monaco di Baviera,

SACI di Firenze (ma con rappresentanze da tutto il mondo)

e, in questa edizione, Varsavia, proponendosi ancora una

volta come interessante osservatorio sul futuro della giovane

scultura non solo italiana.

In questa edizione saranno

ospitati i lavori delle

Accademie di Firenze,

Napoli, Venezia e Varsavia,

oltre alle ormai storiche

de L’Aquila, Macerata,

Perugia, Tirana e Urbino.

Le opere (in mostra fino

a luglio) presentate da

queste giovani promesse,

espressione della scultura

del domani, saranno una

novantina, a dimostrazione

di quali potranno

Rotary2090 - dal distretto 9

XVII Premio internazionale di scultura

E. Mannucci

Di Mino Perini – RC Altavallesina Grottefrasassi

Grande Musica & Solidarietà

Soddisfazione quella espressa dai

presidenti dei Rotary club di Pesaro

Salvatore Giordano, Pesaro Rossini

Lorenzo Bavaj, Urbino Alessandro

Rinolfi,Cagli Gabriella Bricca, Fano Roberto

Pierini, Novafeltria Lorenzo Marani e dal governatore

del distretto 2090 Ferruccio Squarcia

al termine della serata che ha visto il maestro

Jose Carreras esibirsi accompagnato al piano

dal mae- stro Bavaj.

Serata certamente

importante in un

ambiente fantastico come l’auditorium

Pedrotti messo a disposizione dal

Conservatorio Rossini, presidente il

rotariano, sempre disponibile Giorgio

Girelli: più di 600 appassionati,

provenienti da tutte le regioni del

distretto 2090, hanno preso parte

Ugo Borgani, Madlen Weber

(vincitrice XVI Premio Mannucci)

e Mino Perini

essere le tendenze artistiche del futuro di cui Arcevia e il

Premio Mannucci rappresentano un crocevia e una prospezione

notevole. Come aspetto non trascurabile va rilevato che

il cinquanta per cento dei partecipanti è ormai rappresentato

dalla presenza femminile, che offre un contributo sempre più

importante e significativo nella creatività dell’Arte.

Il presidente del Conservatorio

di Rimini, Giorgio

Girelli con il governatore

ad una festa di grande canto con una finalità oltremodo significativa

come la solidarietà. Solidarietà per la fondazione del maestro

Carreras destinata alla leucemia infantile e per il progetto

promosso dal distretto 2090 per dare nuova vita alla facoltà di

ingegneria dell’università dell’Aquila.


10 dal distretto - Rotary2090

Le forze nascoste, dissertazioni sulle

fonti energetiche alternative

di Michele Praitano – PDG

È

questo il tema centrale del convegno realizzato

dal Rotary Club di Campobasso nell’Aula Magna

dell’Università degli Studi del Molise alle ore 10

di domenica 14 marzo. L’argomento discusso nel

corso del forum dai validi relatori: prof. Francesco Paolo

Orsitto dirigente presso l’ENEA (Agenzia Nazionale per

le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico

sostenibile) dove lavora presso l’Unità Tecnica di Fusione

e si occupa di sistemi di misura del plasma prodotto nelle

ricerche sulla Fusione Nucleare; Prof. Nicola Colonna la

cui attività di ricerca si svolge principalmente nel campo

della Fisica Nucleare applicata all’Astrofisica (Nucleosintesi

Stellare), alla medicina e nell’energia relativamente ai reattori

di IV generazione presso il laboratorio di Neutronica

del CERN di Ginevra; Dr. Enrico Loccioni, presidente del

Gruppo Loccioni, società presente in 40 Paesi del mondo

dall’America Latina all’Estremo Oriente su vari settori (auto,

elettrodomestici, ambiente, sanità) sviluppa e realizza

soluzioni personalizzate sulle esigenze del cliente integrando

competenze e ricerca nell’ambito della misura per

il controllo qualità dell’automazione, e delle infrastrutture

di rete; Prof. Pasquale Di Nezza, ricercatore, prima presso

il laboratorio DESY di Amburgo, poi al dipartimento di

Fisica dell’Università di Gent (Belgio), in seguito presso

l’Università degli Studi di Ferrara è attualmente ricercatore

ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di

Fisica Nucleare.

Tra gli interessanti argomenti trattati, particolare rilievo è

stato dato alle fonti energetiche alternative. Con i termine

alternativa s’intende quell’energia elettrica ottenuta in

modo diverso da quella ricavata dall’utilizzo di combustibili

fossili e che costituiscono le fonti non rinnovabili. Questo

termine, entrato in uso nel corso di una crisi petrolifera che

aveva cominciato a farci notare la nostra sempre maggiore

dipendenza dal petrolio che, tra l’altro, secondo seri con-

trolli sembra stia per esaurirsi e se ciò fosse vero (come in

effetti sembra sia), saremmo avviati verso una inimmaginabile

catastrofe. Questa situazione ha spinto scienziati ed

esperti a cercare le cosiddette soluzioni alternative quali:

energia nucleare, energia idroelettrica, energia geotermica,

energia ricavata dalla biomassa, energia eolica, energia

solare (termica e fotovoltaica), energia del moto ondoso

e delle maree ed energia prodotta dalla dissociazione

molecolare.

Ma anche qui, purtroppo, sorge un altro problema: quello

provocato dai conflitti d’interesse tra chi dovrebbe investire

fondi nella ricerca e chi commercia in oro nero(quasi

sempre gli stessi). E’ stato così che l’attualità e il generale

interesse suscitato da questo argomento e ancor più dai

clamori mediatici sui risultati raggiunti dai ricercatori, ha

spinto il Rotary a promuovere questo incontro invitando

alcuni di quegli scienziati, studiosi e ricercatori che con

le loro dotte relazioni hanno cercato di fornire ai presenti

e ai lettori degli etti che saranno pubblicati, una migliore

informazione su problemi che investono ogni abitante di

questo nostro mondo.


Il 7 marzo, circondati dalla bella cornice dell’antica città

di Chieti, nella Sala Convegni incorporata nel Museo

della Civitella, si è svolto il SIPE-Seminario di istruzione

presidenti eletti, aperto dal saluto alle bandiere e da una

novità: presentazione dei PDG, dello staff distrettuale e degli

assistenti, tutti accompagnati dalle signore. La 1ª sessione dei

lavori è iniziata con una riflessione sullo

stato dei club del Distretto e sulla

necessità di intervenire per eventuali

problemi tra soci, per proseguire

con la presentazione del tema e

dei momenti salienti del programma

dell’anno, incentrati sia sulla necessità

di vivere coscientemente l’organizzazione

del Rotary che sulla volontà

di salvaguardare un patrimonio di cultura

e d’arte arrivato fino a noi da un

secolare passato. La sessione è entrata

nel vivo della

formazione con

le considerazioni

sul ruolo, le

responsabilità e

gli adempimenti

del presidente

del Club; il

rapporto Rotary

nuove generazioni;

la visione

futura della Rotary Foundation, senza dimenticare il contributo

dato dai rotaractiani a sostegno dell’Università de L’Aquila,

colpita dal sisma del 6 aprile scorso.

Rotary2090 - dal distretto 11

SIPE: la formazione è indispensabile

Nella seconda sessione sono stati esposti e dibattuti temi

altrettanto importanti per la formazione, come: il Piano

Direttivo, strumento di programmazione e informazione rotariana

e inoltre progetti e comunicazione. Alta l’attenzione dei

presenti, molti dei quali hanno posto domande specifiche

nella fase finale del seminario.

Ora però lasciamo la parola alle immagini. (MaBig)


12 dal distretto - Rotary2090

Non vedenti: il buio

senza ostacoli grazie all’informatica

Organizzato e promosso dalla Conferenza dei

presidenti dei Rotary Club delle Marche, il Corso

di informatica per non-vedenti e ipo-vedenti,

ospitato come in precedenza ad Ancona presso

l’Istituto Tecnico industriale Vito Volterra, è giunto quest’anno

alla sua settima edizione e aveva iscritti 24 allievi, tra cui

14 bambini.. Il corso si propone di insegnare agli studenti

del livello base l’utilizzo dei principali programmi per personal

computer multimediali senza il ricorso alle periferiche

Braille: in sostanza, gli adulti ma anche i bambini iscritti

al corso imparano a utilizzare i principali programmi di

scrittura (word) e di calcolo (excel). Gli studenti del livello

avanzato sono invece guidati all’utilizzazione di applicativi

internet, come Internet Explorer, nonché a gestire la posta

elettronica, con la possibilità di un contatto diretto e in piena

autonomia con l’informazione on line o con altri utenti. Aldo

Grassini, presidente regionale dell’UIC-Unione italiana ciechi,

ha espresso un sentito ringraziamento ai Rotary Club che con

tale iniziativa “offrono a ipo e non - vedenti ma anche all’intera

società un servizio di inestimabile valore e un prezioso esempio

di solidarietà”. Pienamente soddisfatto della valenza e della riu-

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scita del progetto, il presidente della Conferenza Giovanni Gara

il quale, parlando a nome di tutti i rotariani ha ricordato che,

“non si può che essere orgogliosi, essendo riusciti a riproporre

questa importante iniziativa per il settimo anno consecutivo.”

Dal canto suo Maurizio, uno dei due docenti

(ambedue ipo-vedenti) ha ricordato di avere iniziato

lui stessi come allievo e ora, “grazie alla fiducia accordatami,

sono dall’altra parte dell’aula, a fare una cosa

che mi piace moltissimo per i miei amici.” Armando

Giampieri, vice presidente dell’UIC Marche, ha sottolineato

come “il Rotary effettui interventi di supplenza

in ciò che lo Stato non fa, nonostante un Decreto del

Ministro Sirchia ancora in attesa del regolamento di

attuazione!” Sulla stessa linea l’altro docente Mirko, il

quale ha ricordato non solo che “il Rotary sopperisce

a una grave carenza delle istituzioni, ma ha anche

spronato le famiglie a far sì che i loro congiunti si avvicinino a

queste tecnologie che, veramente, li mettono in comunicazione

con il mondo intero.” Di aiuto la presenza di alcuni soci del

Rotaract. (MaBig)

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Golf: il Distretto 2090

ancora una volta sul podio più alto

Nella magnifica cornice del Golf Club degli Ulivi di

Sanremo, si è svolto nei giorni 5/6/7 marzo 2010 il

37° Incontro Internazionale d’Inverno, organizzato

dalla AIRG-Associazione Italiana Rotariani Golfisti.

Le temperature polari non hanno impedito il regolare svolgimento

delle gare e la consueta esplosione di colori che

il campo della Riviera dei Fiori riserva ogni anno a questo

tradizionale appuntamento, con cascate di mimose all’apice

della fioritura. Nutrita, come sempre, è stata la partecipazione

dei rotariani golfisti e dei loro amici. A rappresentare

il Distretto 2090 sono stati Francesco Tardella (RC Ancona

Conero), Paolo Badiali (RC

Macerata) e Stefano Gobbi

(RC Tolentino) i quali, anche

in questa occasione, si sono

fatti davvero onore. Infatti,

Paolo Badiali ha vinto la

Coppa d’Inverno, Francesco

Tardella ha vinto il Trofeo

AIRG – 1ª Categoria (con

Paolo Badiali ottimo terzo)

e Stefano Gobbi è giunto

secondo nella Greensome

d’Inverno. Il PDG Andrea

Oddi, Presidente dell’Asso-

Paolo Badiali e Francesco Tardella

(secondo e terzo da destra) ricevono

il premio.

Rotary2090 - fellowship 13

ciazione Italiana Rotariani Golfisti, nel corso della serata di

gala, oltre a ringraziare i presenti per la partecipazione, ha

sottolineato i brillanti risultati raggiunti dalla fellowship, che

quest’anno darà vita, lungo tutto il territorio nazionale, a

oltre 70 gare, i cui proventi saranno in gran parte devoluti

al programma End Polio Now.

Chi fosse interessato ad aderire all’Associazione Italiana

Rotariani Golfisti potrà consultare il sito www.rotarygolf.

it oppure contattare il segretario, Francesco Tardella, al

seguente indirizzo e-mail: tardella@tardellaginesi.it.

A Francesco, Paolo e Stefano la redazione di Rotary2090

estende i più sentiti complimenti per l’ennesimo, brillante

successo raggiunto.

da sinistra:

Stefano Gobbi

e Luigi Martone

(RC Milano

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San Carlo)

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14 l’intervista - Rotary2090

di Berardo Zocaro

Comunicazione, progettualità e

impegno sociale sono le parole

chiave suggerite dal Rappresentante

Rotaract al Distretto, per un programma

affidato ai giovani e destinato ad

appoggiare e sostenere il club padrino che li

associa ufficialmente. Ventisette anni, esperienze

nello scoutismo, fede nell’importanza

del Rotaract come scuola formativa per il Rotary di

domani, Stefano Pala ha raccolto con entusiasmo la sfida

di Ferruccio Squarcia che, all’inizio del suo mandato di

Governatore, aveva mostrato nel programma un’attenzione

particolare ai giovani e la necessità di relazioni più

funzionali dei Rotaract nella vita dei Club. Al volo tra un

convegno e l’altro, in uno dei rari momenti liberi della

sua giornata, Stefano Pala ci ha parlato del suo ingresso

al Rotary e delle Azioni attivate a Chieti, dove vive e

lavora.

“Mio padre mi parlava spesso delle sue esperienze nel

Rotaract, quando io non avevo ancora l’età per farvi

parte. Mi incuriosiva l’idea di quella grande famiglia di

ragazzi-amici del mondo, e diventare socio effettivo al

mio diciottesimo compleanno, mi allettava ancor più

che la possibilità di prendere la patente.

hai trovato il rotaract come te lo aspettavi?

Si trova sempre quello che tu vuoi quando contribuisci

per sostenere un’idea o per cambiarla. Volevo una famiglia

di giovani che si impegnava nel dare quel qualcosa

che qualcuno meno fortunato di noi ancora non aveva

avuto, ma anche ad imparare qualcosa che non avevo

ancora imparato… sempre con lo stesso spirito e con lo

stesso sorriso.

e nel service hai imparato qualcosa?

Entrare a far parte di un’associazione così autorevole

ti permette di crescere meglio, sotto diversi aspetti: la

possibilità di avere come esempio, successi e consigli

di grandi professionisti; l’opportunità di migliorare le

competenze professionali ed universitarie; l’occasione

di incontrare in home stay gente di ogni paese con la

conseguente crescita dei rapporti tra i popoli di tutto il

mondo. E poi, lavori in equipe, progetti… nove anni di

esperienze indimenticabili che oggi condizionano ogni

mia scelta e tutti i miei rapporti interpersonali.

quindi, oggi più che mai come rappresentante

distrettuale, contribuisci a diffondere l’idea del

rotaract secondo una tua visione particolare...

Attualmente la mia visione del Rotaract è ben che definita:

una scuola di formazione, di irripetibili esperienze e di

Rilanciare il Rotaract

Stefano Pala raccoglie il monito di Ferruccio Squarcia

sulla necessità di dare largo spazio ai giovani.

inestimabili valori. Solo un’Associazione

come questa ti può dare l’opportunità

di individuare i problemi seri che colpiscono

la nostra comunità locale, la

nostra nazione, la popolazione mondiale.

Non solo, ma il non poter più

girare la faccia davanti ad una difficoltà,

la volontà di accorciarsi le maniche

e mettersi sotto per cercare una soluzione comune,

sapendo di poter contare su altre migliaia di ragazzi che

come noi s’impegnano al di sopra dei proprio interessi

personali per il bene comune non è più un sogno, ma

una realtà.

esistono intralci e difficoltà oggettive nel creare e

portare avanti un club rotaract?

Principalmente due: l’assenza di un Club padrino che

segua le attività dei giovani, oppure la troppa presenza

di un Club autoritario ed impositivo, che limitando l’autonomia

frena motivazioni ed entusiasmo.

quali strategie adottare per migliorare questi rapporti…

Una sana e costruttiva concorrenza che porti ad un

miglioramento sotto tutti i punti di vista in ciascuna

delle due associazioni. L’ideale sarebbe la collaborazione,

basata sul dialogo, sulla fiducia e sulla autonoma

progettualità...

Pensi che il rotaract possa ritagliarsi una complementarietà

nella più larga famiglia rotariana? in altre

parole, quali potrebbero essere gli spazi da riservare

al rotaract nell’ambito delle azioni rotariane?

Tutto dipende dallo spazio che il Rotary ci assegna all’inizio

e che noi ogni anno riconfermiamo con impegni e

traguardi. Credo che il Rotaract ormai si possa definire un

cavallo di battaglia fondamentale del Rotary. Sono sicuro

che una buona parte dei progetti del Rotary riescono

meglio grazie al nostro aiuto. A condizione, comunque,

che ognuno di noi sappia cosa vuol dire essere socio

del Rotaract.

e cosa vuol dire secondo stefano Pala?

Vuole dire soprattutto condividere le proprie esperienze,

le proprie capacità e i propri problemi con altre migliaia

di ragazzi, rendendo così tutto molto più formativo e,

per quanto riguarda le difficoltà, molto più semplici da

risolvere. La dura selezione che viene fatta sugli aspiranti

è giustificata soprattutto dalla necessità di mantenere alti

gli standard qualitativi, in una società schiava di esempi

negativi e di comportamenti fatti di eccessi di massa. Fare

e far sapere, migliorarsi per poter migliorare gli altri.


Migrazione

di Maurizio Maurizi - PDG

Nel marzo 2008 ho scritto “quella

della immigrazione è una realtà complessa

che, per la sua proporzione,

specialmente noi italiani non riusciamo

a controllare ed a gestire. Non sfugge a

nessuno che non avevo torto e che ora, dopo

i fatti di Rosarno, ci troviamo in una difficoltà

ancora più grave.

Non dobbiamo dimenticare che anche i

migranti hanno un cuore che, purtroppo, pulsa

malamente perché costretti a vivere in condizioni

molto spesso subumane e momenti di sconforto, di

grave solitudine, sofferenza, privazioni, oltre ad un forte

dramma per aver dovuto abbandonare i loro affetti e la

terra che ha dato loro i natali in cerca di fortuna, di un

lavoro, nella speranza di una vita migliore per loro e per

le loro famiglie.

La migrazione purtroppo, specie quella dal continente

africano, è stata ed è sproporzionata alla nostra capacità

di assorbimento per cui ci siamo trovati immersi in un

problema che non sapendolo risolvere, abbiamo fatto

finta di ignorare e alcuni hanno anche sfruttato, profittando

di esseri umani come fossero servi della gleba.

Ma a Rosarno la realtà è venuta fuori come protesta

di disperazione e, forse di odio, sollecitata, così corre

voce, anche dalla criminalità organizzata allo scopo di

sviare l’attenzione dalla bomba alla Procura di Reggio

Calabria ma, anche, dalle aggressioni da parte di alcuni

manigoldi xenofobi.

Per troppo tempo si era fatto finta che non esistessero,

ne sono state ignorate le necessità e le immense problematiche,

si sono consentiti i tuguri nel ghetto dell’ex

Rognetta, strutture fatiscenti prive di tutto che ora, le

ruspe dei vigili del fuoco, abbattono per cancellarne la

memoria.

Ma il problema rimane. Non è stato risolto trasferendone

più di mille in vari centri di accoglienza e consentendo

che altri trecento circa utilizzassero i treni per

sparpagliarsi in tutta la Penisola andando, con molta

probabilità, a far parte di altri ghetti.

Le polemiche politiche che si sono susseguite sulla

eccessiva tolleranza nei confronti di una immigrazione

selvaggia, come l’ha definita il Ministro dell’Interno,

servono a poco se non si ascolta l’appello del Papa

“l’immigrato è un essere umano differente per cultura

e tradizione, ma comunque da rispettare” e la violenza

“non deve essere mai per nessuno il modo di risolvere

Rotary2090 - pensieri 15

le difficoltà”. C’è bisogno pertanto che la questione

dei flussi migratori venga affrontata globalmente

da tutti i paesi europei. Le singole

nazioni non potrebbero farcela e non avrebbero

la possibilità di assorbire una pressione

migratoria così forte.

Per quanto ci riguarda più da vicino è pur vero

che senza gli immigrati sono oltre quattro

milioni e mezzo fra comunitari ed extracomunitari

regolari, la nostra economia sarebbe

andata a rotoli,e non avremmo saputo come bilanciare

la indisponibilità a svolgere mansioni da molti considerate

non qualificanti dal punto di vista sociale, ma è

anche vero che si deve rinunciare alla cultura dell’accoglienza

indiscriminata, a quella dell’assistenzialismo che

copre, ma non risolve, i problemi e alla criminalizzazione

di massa.

Non tutti gli stranieri sono criminali, ma esistono criminali

stranieri o singoli individui che commettono reato o

sono costretti a vivere di reati avendo fame, non avendo

un tetto, un lavoro, né altri sostentamenti. Dobbiamo,

ad ogni costo, far si che l’Europa cerchi di bloccare

i flussi migratori non programmati ma, al contempo,

operi in modo concreto per creare aspettative affidabili,

favorendo integrazione, opportunità di lavoro ed una

vita decorosa a quanti verranno da noi regolarmente e

ci aiuteranno a vivere e a sostenere l’economia.

Una volta entrati dovremo lasciarli liberi di organizzarsi

secondo le loro abitudini e la loro fede religiosa, ma

dovremo pretendere che si comportino in una dimensione

collettiva abitata da regole. Non esistono solo diritti

ma anche doveri e, pertanto, le nostre leggi, le nostre

tradizioni, le nostre radici dovranno essere rispettate Mi

auguro altresì che venga rispettata e non strumentalizzata

politicamente la loro volontà di organizzarsi anche

allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti

di chi è nato altrove ma vive e lavora come gli altri cittadini

e desidera rimanere in Italia per sempre. Occorre

inoltre ricordasi che la realtà non è mai tutta bianca o

tutta nera e non sempre è possibile distinguere il cattivo

dal buono. Ogni situazione anche la più semplice, ha le

sue difficoltà, i suoi rischi ed i suoi problemi. Dobbiamo

saperli affrontare coscienti di essere non solo parte del

problema ma anche della sua soluzione ben riflettendo

che abbiamo davanti persone deluse ed intristite che

sperano di uscire dalla povertà e di avere momenti

migliori.


16 dai club - Rotary2090

di Andrea Barbieri – RC Senigallia

Gli anni d’oro del Circolo Tennis Senigallia e le

ripetute edizioni del Torneo Internazionale

che da metà anni ‘60 si sono svolte sui

campi del Ponterosso, sono stati gli argomenti

della relazione tenuta al Rotary Club Senigallia

da Attilio Girolimini, che di quel Circolo è stato presidente.

Il relatore, ricordando la sua adolescenza tennistica

trascorsa sui campi al lungomare, ha tracciato una

breve storia della struttura: dalla pionieristica gestione

dei primi anni Cinquanta fino al 1965 anno in cui

il presidente Gino Cremonini ottiene dall’Azienda di

Soggiorno la gestione del complesso; un cambio

di passo che porta al totale rifacimento dei campi,

all’apertura del primo bar e allo sviluppo di una vita sociale

e ricreativa che diverrà la costante dei successivi tre decenni

di vita del Circolo Tennis Senigallia.

Sono gli anni in cui lo sport si pratica all’aperto solo nei

mesi caldi, in

cui l’arrivo sui

campi in terra

rossa dei pongisti

senigalliesi

(guidati dal

maestro Enzo

Pettinelli) crea

affiatamento

tra le discipline

e dove il crescente

numero

di soci e simpatizzanti

fa del

Girolimini - Brignone - Brunetti

Circolo il punto

d’incontro tra

generazioni.

La conoscenza di Gino Cremonini con Michele Brunetti,

giovane avvocato di Ancona, fa sì che il 1965 sia anche

l’anno del 1° Torneo Internazionale di Tennis che, per

oltre un lustro, rappresenterà il maggiore evento turistico e

sportivo delle estati senigalliesi: giocheranno sui campi del

lungomare campioni del calibro di Nicola Pietrangeli, Sergio

Tacchini e Ilie Nastase e, nel corso degli anni, si aggiudicheranno

il Torneo celebrità quali Adriano Panatta e Jon Tiriac.

Girolimini ha ricordato che, in una delle edizioni, furono

presenti le nazionali di Coppa Davis di ben tre nazioni.Con

la scomparsa del presidente Cremonini termina l’avventura

del tennis internazionale ma, tra gli anni ‘80 e ’90, sugli

stessi campi si svolgeranno diverse edizioni di un torneo

Senigallia: memorie

di tennis internazionale

Match di doppio durante uno dei tornei sul campo centrale del lungomare

di classifica B tra i più quotati in Italia. Nel 1995 avviene

il cambio di gestione della struttura con la chiusura del

Circolo Tennis Senigallia, che lascia il posto a un centro

polifunzionale i cui responsabili cancelleranno per sempre

i campi in terra rossa sostituendoli con altri in materiale sintetico.Il

resto, ha concluso Girolimini, è purtroppo cronaca

recente sotto gli occhi di tutti: al “tennis del Ponterosso, così

com’è oggi, è impossibile far rivivere anche solo il ricordo di

quel glorioso passato e sembra persino incredibile che un

pezzo di storia del tennis internazionale sia passato sopra

questi campi.

Professoressa.

Madre.

Impegnata contro la povertà.

Il Rotary è composto da 1,2 milioni di uomini e donne

che collaborano insieme per raggiungere obiettivi

straordinari. I Rotary club si dedicano alla lotta alla fame

ed alla povertà in tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni www.rotary.org.

Rotary.

L’umanità in movimento.


XXVI Congresso Distrettuale

12-13 Giugno 2010

Ascoli Piceno

“IL ROTARY

E I TERRITORI:

ESIGENZE,

IDEE, AZIONI”

ROTARY INTERNATIONAL

Distretto 2090

Abruzzo - Marche - Molise - Umbria - Albania

Anno Rotariano 2009-2010


18 dai club - Rotary2090

L

‘Insufficienza Venosa Cronica (IVC) si presenta come

una condizione clinica rilevante, sia dal punto di vista

epidemiologico sia per le importanti ripercussioni socioeconomiche

che ne derivano quali, per esempio, i costi

dell’iter diagnostico e del programma terapeutico, le significative

perdite in ore lavorative e le ripercussioni sulla qualità della vita,

specialmente nei paesi occidentali. Al giorno d’oggi appare dunque

importante richiamare l’attenzione di un pubblico più ampio

possibile su una malattia sociale che merita molta attenzione e

un’attenta prevenzione e cura.

L’insufficienza venosa cronica è un disturbo caratterizzato da un

difficoltoso ritorno venoso al cuore. Il ritorno del

sangue verso il cuore è garantito dalle vene ma, se

il deflusso venoso è rallentato oppure ostacolato,

si realizza una stasi che impedisce una corretta

ossigenazione cellulare con conseguente aumento

della pressione interstiziale, edema (gonfiore),

ritenzione idrica. La prevalenza attuale dell’IVC a

carico degli arti inferiori è del 10-50 per cento nella

popolazione adulta maschile e del 50-55 per cento

in quella femminile. Inoltre, la malattia varicosa è clinicamente

manifesta in una percentuale del 10-33

per cento delle donne e del 10-20 per cento dei

maschi adulti.

In Italia si effettuano circa 291.000 visite/anno per

lesioni ulcerative con prescrizioni nel 95% dei casi

e oneri pari a 125, 5 milioni di euro. Pertanto, tale

patologia rappresenta un onere notevole per i servizi

di prestazione di salute e i costi annuali per la

gestione dell’IVC in Italia sono stimati, sicuramente

in difetto, in 846 milioni di euro.

Lo scopo del Forum Insufficienza venosa, malattia

sociale che il Club Ancona Conero organizza ad

Ancona il 17 aprile è pertanto di divulgare come sia

possibile prevenirla, diagnosticarla e curarla. Fattori

predisponenti come obesità, sedentarietà, lavoro

statico in piedi, vicinanza a fonti di calore, eccessiva

esposizione solare, alcool, ecc., non vanno

sottovalutati; così come meritano attenzione alcuni

segnali che possono manifestarsi in qualsiasi periodo

dell’anno (ma particolarmente durante i mesi

estivi) quali, per esempio, gambe stanche e pesanti,

gonfie, crampi notturni agli arti inferiori, formicolii,

ecc. L’insufficienza venosa può favorire la comparsa

di altri disturbi correlati ma la complicanza più pericolosa

è la trombosi venosa profonda. La diagnosi è

essenzialmente clinica, cioè il medico (di medicina

generale o specialista) sulla base dei sintomi riferiti

dal paziente e dei segni riscontrabili è in grado di

Insufficienza venosa,

malattia sociale

Forum ad Ancona il 17 aprile

diagnosticare un’insufficienza venosa che, una volta diagnosticata,

va trattata fondamentalmente con l’elastocompressione e

la terapia farmacologia. Se questa patologia ai primi stadi non

rappresenta un problema grave, non va tuttavia trascurata perché

i sintomi, inizialmente lievi, tendono col tempo ad aggravarsi,

trattandosi di una patologia progressiva.

In conclusione, l’informazione è fondamentale per poter operare

una corretta prevenzione e ricorrere a cure efficaci per evitare

serie complicanze, sottoponendosi a controlli medici adeguati e il

Rotary è ancora una volta in campo con questo che, sicuramente

è un service alla popolazione. (MaBig)


Impegnato a render sempre più solidi i rapporti con i

Rotary Club di Spalato e di Tunisi, con cui è gemellato, il

Rotary Club di Osimo è particolarmente attivo nello sviluppo

di tematiche assistenziali, particolarmente nell’ambito

della telemedicina e dell’handicap e, inoltre, nella promozione

di iniziative di carattere socioculturale. Al termine di una serie di

incontri con le Istituzioni del Comune di Spalato e con il locale

Rotary Club, la Commissione Progetti di servizio internazionale

del Club ha elaborato un’azione denominata Progetto Croazia,

articolata in tre punti. Il primo riguarda la programmazione di

un workshop scientifico bilaterale Italia-Croazia, comprendente

una collaborazione tra l’Università di Spalato e l’Università

Politecnica delle Marche nel campo dell’informatica applicata

alla sanità e comprende anche la candidatura della città di

Spalato alla sesta edizione della Euro-Mediterranean Informatics

and Telemedicine Conference. Il secondo punto concerne un

supporto, anche con il coinvolgimento della Lega del filo d’oro

di Osimo, a organizzare e attrezzare due Asili denominati Gli

Angeli, frequentati da diversamente abili. Impegnati in questa

seconda parte del progetto Croazia ci sono anche i Comuni di

Osimo e di Spalato e la Fondazione Montessori. L’ultimo punto

riguarda una collaborazione tra l’Accademia internazionale di

arte lirica di Osimo e il Teatro nazionale dell’Opera di Spalato,

che prevede che una delegazione di artisti croati frequenti a

Osimo un seminario per poi programmare un’opera da rappresentare

nel teatro di Spalato a primavera. Il 9 aprile 2010 con

Rotary2090 - dai club 19

Osimo:

grande attività internazionale

Di Mario Quattrini – RC Osimo

Si è rivelato interessantissimo l’incontro del Rotary club

Tolentino con Daniela Sodano, caporedattore della sede

regionale Rai, tra l’altro prima donna a

rivestire un simile incarico. Non capita tutti

i giorni di avere come ospite un direttore di un

telegiornale di una testata giornalistica prestigiosa

come il Tgr Marche. Presentata dal Presidente

Andrea Passacantando, Daniela Sodano ha regalato

una piacevole chiacchierata a una platea

interessata pronta a carpire i trucchi e i segreti per

realizzare una buona comunicazione nel territorio.

La giornalista ha raccontato come oggi possa essere

difficile confezionare un prodotto televisivo che

sia il giusto mix tra qualità della notizia e audience,

tra comunicazione e territorio. A suo favore vanno

l’inaugurazione di un impianto di desalinizzazione nell’isola di

Kerkennah, in Tunisia, sarà portato a termine un progetto realizzato

con il Club gemello di Tunisi Ariana la Rose e alcuni club

del nostro Distretto insieme a un club francese e con il contributo

del PDG Giorgio Splendiani. L’impianto di desalinizzazione

servirà, in particolare, per rifornire un istituto per diversamente

abili e un ospedale dove tre anni fa il Club di Osimo ha attivato

un terminale di telemedicina cardiologica.

Sempre in Tunisia, nell’ospedale di Sousse, il 10 aprile si svolgerà

un convegno teorico-pratico di Endoscopia digestiva, tenuto

da illustri relatori, tra cui Luigi Mria Tomarelli del RC Osimo. Al

convegno hanno dato l’adesione medici specialisti del settore

dei principali ospedali tunisini.

Spalato: riunione con istituzioni per il Progetto Croazia

Tolentino incontra il TG3 Rai

di Carla Passacantando

alcune intuizioni come l’aver creato il Tg itinerante in giro per i tanti

paesi e le molte eccellenze della regione Marche che sono diventate

belle realtà, ripreso poi dalle altre

sedi regionali a dimostrazione di come

la comunicazione nel territorio sia importante.

Altri aneddoti e iniziative sono stati

svelati dal caporedattore che, alla fine

dell’incontro, ha voluto sentire suggerimenti

dalla platea per poter migliorare

sempre più il Tgr e renderlo ancora più

interessante. I rotariani, da maceratesi,

hanno invitato il caporedattore a una

maggiore attenzione ai loro territori con

uno sguardo non solo alle brutte notizie,

ma anche a quelle positive.


20 dai club - Rotary2090

di Salvatore Nicolai – RC Ortona

Il 13 febbraio, presso l’unità operativa di Pediatria

dell’Ospedale Gaetano Bernabeo di Ortona, si è svolta

una breve cerimonia di consegna, da parte del Rotary Club

Ortona, di due apparecchi per aerosolterapia abbinati a un

gioco computerizzato. Le attrezzature consentono di distrarre

piacevolmente i bambini durante l’applicazione terapeutica

permettendo il raggiungimento di un tempo efficace di trattamento.

Il dono è frutto di un’iniziativa dell’’associazione Assisi Pax,

nella persona del suo presidente nazionale e concittadino

Padre Gianmaria Polidoro, che li ha consegnati a molti enti e

associazioni di servizio, tra cui il Rotary, perché li utilizzassero

al meglio.

La responsabile dell’unità di Pediatria, Bruna Campeggia, ha

ringraziato il presidente del Club Giuseppe Giambuzzi e, per

suo tramite, Padre Gianmaria, anche a nome dei piccoli utenti,

Chi ha partecipato il 23 gennaio a Picciano alla I Maialata

rotariana si è mangiato il nobile maiale in ogni possibile

modo. Chi non c’è stato si è

mangiato… le mani.

Nel Museo delle Tradizioni e delle

Arti Contadine si è consumato

(oltre al maiale) un momento di

vera vita rotariana, di apertura della

più antica delle organizzazioni service

al profano, di profonda amicizia.

C’erano oltre 150 persone: persino

il governatore Ferruccio Squarcia,

accompagnato dalla solare Cristina,

il PDG Riccardo Marrollo, il governatore

eletto Francesco Ottaviano con

Antonella e altri amici. Già l’impatto

con il Museo colpiva il cuore e la

mente nell’osservare gli oggetti, gli strumenti, le fotografie di

un tempo passato, che ognuno di noi porta ancora dentro

di sé. Entrati poi nella grande sala che ci avrebbe ospitato,

sopra una lunga tavolata erano in bella mostra tutti i prodotti

che Nicola Genobile (il porchettaro per eccellenza) riesce a

ricavare dalla nobile bestia ed è stato difficile trattenersi per

ascoltare le parole dell’antropologo Emiliano Giancristofaro:

Ortona: aerosolterapia

con gioco per i bambini

alcuni dei quali, presenti alla cerimonia, già hanno manifestato

particolare attrazione per le nuove apparecchiature.

Una… maialata a fin di bene

una piacevole e interessante esposizione, accompagnata dai

simpatici interventi del nostro socio Germano D’Aurelio (per

tutti Nduccio). Terminate le relazioni, c’è

stato il risveglio dei sensi ed è iniziato un

andirivieni dalle belle tavole ove eravamo

seduti a quella davvero lunga con cibi, pietanze

e sfizi degni di un banchetto medioevale.

Il tutto annaffiato da un ottimo vino

e accompagnato ancora dalla tradizione

popolare, che ha trovato la sua esaltazione

per la presenza del Gruppo Musicale delle

Tradizioni GUTA.

Mangiare il GE-nobile animale mentre

venivano suonati e cantati pezzi lontani

nel tempo, ma non dai nostri cuori, è stata

un’esperienza indimenticabile e, come

sempre accade, anche un momento importante

per aumentare il gruzzoletto necessario all’acquisto del

veicolo per i disabili che il Club ha già individuato e prenotato.

Il Presidente ha, insomma, dimostrato che coniugare la cultura

con il divertimento e il piacere di stare insieme è possibile e,

anzi, il Rotary costituisce un momento di aggregazione pure

per chi non ne fa parte e prende così contezza che “ci piace

mangiare…”, ma non è mai fine a se stesso.


Salvo D’Acquisto come non era mai stato raccontato.

Il vice brigadiere dei carabinieri ucciso dai

nazisti il 23 settembre 1943, è stato ricordato

a Magliano di Tenna dal fratello Alessandro

D’Acquisto e dalla giornalista Rita Pomponio, autrice del

libro: Salvo D’Acquisto, un Martire in divisa. La cerimonia,

organizzata dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini, ha

visto la partecipazione di cento invitati, tra i quali Italo

Governatori (colonnello del Ris), Orazio De Minicis (generale

dell’Aeronautica), Vito Caringella (generale CdA), il

capitano Riziero Asci (Compagnia CC di Montegiorgio),

il capitano Pasquale Zacheo (Compagnia CC di Fermo),

il capitano Massimo Catanzaro (Comando provinciale

GdF). In prima fila anche i sindaci Nello De Angelis e

Maurizio Marinozzi. Salvo D’Acquisto fu ucciso a 22 anni:

offri la vita in cambio dei 22 ostaggi rastrellati dai nazisti

per rappresaglia, prendendo su di sé la responsabilità di

un inesistente atto terroristico che aveva provocato la

morte di un soldato tedesco in perlustrazione. “Ragazzo

umile, disponibile con tutti fin da bambino – ha ricordato

il fratello Alessandro. Aveva 15 anni quando non esitò a

buttarsi sui binari per salvare un bambino lì intrappolato

e che stava per essere spappolato da un treno in corsa.

Certo è che non spetta a noi familiari elencare le qualità

di Salvo.” Portano il nome di Salvo D’Acquisto migliaia di

Rotary2090 - dai club 21

Salvo D’Acquisto

e raccolta fondi per il popolo di Haiti

di Fabio Paci - RC Alto Fermano Sibillini

Il professor Giovanni Cannata, magnifico rettore dell’Università

degli Studi del Molise, ha aperto gli incontri del secondo

semestre di quest’anno sociale. Il tema concordato

con il presidente Gregorio Petrosino per la conversazione

tenuta dal rettore è stato: L’Università del Molise per il Molise. Il

professor Cannata ha fatto una significativa esposizione sul percorso

di crescita continua

che l’ateneo Molisano ha

avuto dalla sua fondazione.

Partito in sordina con

poche facoltà localizzate

nella sola Campobasso,

oggi è una realtà presente

con i poli specialistici

di Isernia e di Termoli, un

presidio culturale che vuole

sempre di più essere il

Da sin. Pasquale Zacheo, Alessandro D’Acquisto, Marco Montani,

Rita Pomponio, Riziero Asci, Italo Governatori.

vie, piazze, scuole in tutta la penisola. Così la Pomponio:

“Il processo di beatificazione è in corso. Voglio sperare

che non si vada troppo per le lunghe: una vicenda come

quella di Salvo è unica”. Soddisfatto il presidente del

Rotary Club, Marco Montani: “Commozione e lacrime

hanno accompagnato la cerimonia in onore di un carabiniere

che fa parte della storia d’Italia”. Durante la serata,

grazie alla distribuzione del libro della Pomponio, è stata

effettuata una raccolta fondi per il popolo di Haiti colpito

dal terremoto: raccolti 1.270 euro.

L’Università del Molise per il Molise

volano della cultura regionale. Il rettore ha informato anche dei

collegamenti avviati con le Università di altre nazioni europee

con le quali il Molise ha opportunità di confronto e di crescita

non solo culturale ma anche economica. Rivolgendosi ai giovani

del nostro Rotaract Club li ha invitati a essere studiosi e a vivere

la parentesi universitaria come un investimento per se stessi,

per le proprie famiglie e per la nostra regione,

in quanto futura classe dirigente. Cannata ha

poi fatto un passo indietro con la memoria,

ricordando la borsa di studio attribuitagli per

i suoi meriti di giovane studente universitario

dal Rotaract Club di Bari.

A conclusione della interessante e piacevole

serata, il presidente Petrosino ha donato a

Giovanni Cannata un suo ritratto eseguito

da un artista d’eccezione: il PDG Michele

Praitano.


22 dai club - Rotary2090

L’epoca d’oro delle icone

ucraine rivive ad Ancona

Dal 3 marzo al 9 maggio, la Mole Vanvitelliana

di Ancona ospiterà la mostra L’epoca d’oro

delle icone ucraine. Per la prima volta in Italia

una straordinaria raccolta di icone ucraine

datate tra il XVI e il XVIII secolo, che presenterà oltre

quaranta icone e una selezione di oggetti e paramenti

liturgici, realizzati con sete e decorati con ricami in oro

e argento. La rassegna, curata da Krolevets, direttore

generale della Riserva Nazionale storico-culturale di

Kyiv-Pechersk e da Giovanni Morello, presidente della

Fondazione per i Beni e le Attività artistiche della Chiesa,

è sostenuta dall’Ambasciata di Ucraina presso la Santa

Sede, dalla Regione Marche, dal Comune di Ancona e

ha il contributo del Rotary Club Ancona-Conero e di Apiraffineria

di Ancona.

In mostra, alcune delle icone più belle consacrate a Maria,

come la Vergine Odigitria, oppure la Madonna della

Chiesa della Trinità di S. Illya o la Madonna di Pochayiv:

tra le immagini mariane più venerate in Ucraina, dove

la devozione alla Santa Vergine è testimoniata sin dai

primi tempi della sua cristianizzazione. Le icone ucraine,

a differenza di quelle bizantine e slave ricche d’oro ma

povere di colore, presentano una cromia più accentuata,

determinata dall’uso della luce che riempie i dipinti,

seguendo le indicazioni dei teologi che insegnavano

come il cielo benedicesse la terra con la sua luce. Anche

lo stile, nelle icone ucraine, sembra abbandonare la più

statica influenza bizantina per rivolgersi con più interesse

verso l’arte occidentale, seppur coniugata in un linguaggio

più vivacemente popolare. Accanto alle immagini del

s.r.l.

Litografia

Cartotecnica

Tipografia

Stampa digitale

Salvatore e della Vergine Maria

e degli episodi principali delle

storie evangeliche, sono presenti

alcune immagini tipiche dei

santi della tradizione iconografica

slavo-bizantina. L’esposizione

delle icone è accompagnata da

una raccolta di paramenti liturgici

e oggetti per il culto eucaristico,

secondo la liturgia orientale, cuciti

con sete e broccati e decori in

oro e argento, risalenti ai secoli

XVII-XVIII, scampati alle distruzioni

e ai saccheggi che hanno

accompagnato le vicende politiche

e belliche di quella nazione

nel secolo appena trascorso.

All’inaugurazione era presente il

governatore Ferruccio Squarcia.

(MaBig)

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Matteo Ricci e &il

web 2.0

di Renzo Tartuferi - RC Macerata Matteo Ricci

A sostegno del progetto

Chi di voi ha registrato il

dominio con il proprio nome

e cognome? E chi ha registrato

quello dei propri figli?

Inizia subito in medias res il convegno

organizzato dal Rotary Club Matteo

Ricci di Macerata e dedicato al web

2.0. Nella suggestiva cornice della

Foresteria dell’Abbadia di Fiastra si è

tenuto giovedì sera, alla presenza di

tutti i soci, di numerosi ospiti e di rappresentanti

di altri Club service, il convegno

Internet e la sfida del social network. Un pubblico attento e

numeroso ha seguito con interesse la presentazione: partendo da

quella che ormai può essere definita la preistoria del web (coniato

il termine A.G. Avanti Google, quando le ricerche attraverso motori

di ricerca erano molto inferiori rispetto a oggi) si è arrivati all’utilizzo

mirato dei nuovi strumenti che la rete offre. “Non sappiamo che

evoluzione potrà avere la rete - ha spiegato Guido Grandinetti

amministratore delegato della GG Company, società di consu-

Rotary2090 - dai club 23

lenza alle aziende e liberi professionisti

per lo sviluppo del business attraverso la

rete - basti pensare che i 10 lavori oggi più

richiesti dalle aziende nel 2004 ancora non

esistevano. Il web 2.0 ci permette di essere

non solo presenti nella realtà virtuale, ma

di partecipare, passando da una posizione

di accettazione passiva dell’informazione a

una invece attiva e relazionale.”

Alla velocità con cui il flusso di informazioni

viaggia, è necessario per ogni professionista,

o impresa, ascoltare le esigenze del

cliente e farsi ascoltare, il consumatore è diventato un consumattore,

si fida del giudizio e delle recensioni di clienti che hanno già

sperimentato, dei blogger e dei partecipanti a forum molto più della

pubblicità tradizionale. Ecco perché il web rappresenta il nuovo

La raccolta di fondi – anche grazie a grandi benefattori internazionali – prosegue con impegno per consentire

continue campagne d’immunizzazione in quei paesi in via di sviluppo, dove la polio continua a colpire soprattutto i

bambini, privandoli di un futuro e aumentando le difficoltà, già notevoli, delle famiglie.

Tutti noi dobbiamo essere consapevoli che fino a quando la poliomelite potrà minacciare anche un solo bambino

in tutto il mondo, tutti i bambini saranno ancora a rischio.

Contribuisci anche tu, partecipa all’iniziativa, con 25 caffè

che ciascuno di noi deve cogliere. Perché, come diceva precorren-

do largamente i tempi Tom Peters: “qualsiasi sia la mia estrazione

sociale o età, io sono di fatto il presidente, amministratore delegato

e responsabile marketing dell’azienda chiamata Io S.p.A.”

acquistati vaccini un bambino


24 territorio - Rotary2090

La bella in mano del boia

di Igea Frezza Federici – RC Amelia Narni

“Filo Filoia il Tizio in mano al Boia.” Questo antico

ritornello di scherno era in uso a Perugia fino al

1860 ed è riportato nella prima pagina del romanzo

La Bella in mano del Boia di Uguccione Ranieri che

narra una storia di amore e di morte, trovata in manoscritti

inediti a Perugia. È la vicenda di due giovani nobili perugini,

una vicenda di allegria, di colpe, di decisioni dettate dal

panico, che non fu mai pubblicato, forse per rispetto alle

famiglie dei condannati, ma sconvolse il Papa, il Granduca

e il Re di Spagna.

Un anonimo cronista seicentesco scrisse che la mattina

del 21 febbraio 1600, a Perugia, si fece 1’orrendo, si giustiziarono

i nobili cavalieri Astorre Coppoli, Ercole Anastagi

e la giovane Porzia Corradi che, piccola e

bellina, in cima alla scaletta, ebbe la spinta

... “e tutto a un tempo si sentirono urli che

quelli di Palazzo dubitarono il tumulto, ma

fu per pietà perché a questo orrendo erano

concorse più di tremila persone...”

Porzia Corradi, orfana quindicenne, andò in

sposa al Capitano Dionigio Dionigi, uomo

d’armi al servizio del Cardinale Aldobrandino

in Roma. Il matrimonio, combinato da

parenti ed ecclesiastici, non fu felice, quel

grande uomo barbuto intimidiva la giovane

Porzia. Il Capitano tornò a Roma, sperando

in tempi migliori. La sposa venne affidata

al fratello Corrado e in poco tempo si trasformò

in una donna bellissima e venne

chiamata la bella Porzia Corradi. Un amico

di infanzia, Roberto Valeriani, la notò e dalle

furtive occhiate in chiesa si passò a uno

scambio di biglietti, consegnati a una rivenderuola

del mercato e da lei a un ragazzetto e da lui a un

servente di Porzia. Una sera del dicembre 1599, Roberto

Valeriani, in compagnia dell’amico Astorre Coppoli, si introdusse

in casa Corradi. Un macellaio, tornando a casa a ora

tarda, incespicò nel Coppoli che era sulla porta di casa

Corradi e gridò mettendo la mano alla daga. Il Coppoli,

nel timore di essere aggredito, prese la terzaruola e sparò.

Ippolito Ravanelli, il macellaio, morì subito “...che non fece

un frizzo.” Porzia si chiuse in casa e i due giovani andarono

a chiedere consiglio a Ercole Anastagi e dopo tanti dubbi

decisero di lasciare Perugia. La città di notte era chiusa,

ma il Coppoli sapeva come avere una chiave contraffatta

della Porta Santa Susanna. All’alba erano già avviati verso

il lago Trasimeno, i contadini che andavano al mercato di

Perugia, videro una donna a cavallo a quell’ora, davvero

insolita. “Fattosi giorno fu veduta la ditta donna a cavallo

il che fu male assai.” Tutta la città, in breve tempo, fu

informata, poiché uno dei servi ebbe paura dei commenti

di contadini e tornò a casa. Porzia, Roberto, il Coppoli

e l’Anastagi, si rifugiarono in Maremma, rinfrancati dalla

protezione del Granduca di Toscana, presso il quale un

fratello del Coppoli era paggio. Porzia non si rese conto di

essere un’adultera, dopotutto quella era la sua vera luna

di miele, così passavano i giorni del maestrale d’autunno.

Il diavolo ci mise la coda ...e un giorno, il Capitano Dionigi

sorprese, sulla strada di Siena, un perugino a cavallo, un

servitore del Coppoli, chiamato Coppolino, al servizio del

Granduca a Firenze, che aveva con sé una lettera del suo

signore per i fuggiaschi, in cui dichiarava di aver risposto

al Papa di ignorare i fatti. Il Capitano andò subito a Roma

per informare il Papa del doppio gioco del Granduca. I fuggiaschi

appresero dal servo spaventato

l’incontro con il Capitano e decisero di

mettersi sotto la protezione di Filippo

III, il cattolicissimo re di Spagna e degli

Stati dei Presidii, Orbetello, Talamone,

l’Argentario. Nicola della Nina di Porta

Sant’Angelo, un perugino che era stato

al servizio della signora Vincenza

Coppoli, madre di Astorre li ospitò

nella Rocca di Orbetello. Arrivarono

i perugini e le mani dei fuggiaschi

furono chiuse nei manettoni rigidi o

ferri e applicate alle loro caviglie le

catene appena lunghe che si potesse

camminare. Si era ormai nel 1600. Le

prigioni in via della Gabbia attendevano

i giovani. Tutti si scambiavano

notizie, anche la Perugia aristocratica

si mosse andando a visitare le famiglie

degli Anastagi, dei Coppoli, dei Corradi

e dei Valeriani. Non ci fu processo, Monsignor Malvasia si

convinse che oltre a fare a meno del processo, era meglio

fare a meno anche di una motivata sentenza. I prigionieri

appresero la notizia della condanna dai religiosi assegnati

a ciascuno. Era sabato. Lunedì 21 febbraio, Anno Domini

1600, furono giustiziati davanti a una folla accorsa da

Piazza del Mercato.

Erano tempi di orrori e di assoluzioni, di odi e di dimenticanze.

Pochi anni dopo il Capitano sposò Madonna

Quadraria, poi rimasto un’altra volta vedovo, dettò ai notai

codicilli, invocando Santi, dotando zitelle e predisponendo

denaro per future messe per l’anima sua e, in un codicillo,

si può leggere “Dicasi una Messa per Madonna Porzia

che ho perdonato perché ella era giovane e io no.” Se la

storia d’amore dei due giovani perugini fosse avvenuta in

un altro tempo, il nostro non sarebbe finita sul patibolo,

ma in due pagine di un rotocalco, con belle fotografie e

didascalie maliziose…


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26 rotaract - Rotary2090

Clown & Clown: il Rotaract di Fermo

nel festival che scalda il cuore

di Maura Signore – RTC Fermo

Nello scorso mese di ottobre a Monte San Giusto,

sulle colline Clown & Clown, festival internazionale di

clownerie e volontariato. Giochi, musica, spettacoli,

laboratori, acrobazie, cabaret e artisti di strada per

scoprire quanto sia sano abbracciarsi e ridere e quanto amore

si celi dietro un semplice naso rosso, per abbandonare la

solitudine e tuffarsi nell’amore. Nella magica cornice del circo

a cielo aperto con grandi e colorate scenografie che hanno

cambiato il volto del paese, noi del Rotaract Club di Fermo, con

il sostegno e il lavoro di alcuni amici rotaractiani che hanno

aderito all’iniziativa, ci siamo resi messaggeri del valore terapeutico

e universale della risata, impegnandoci in azioni sociali

di pubblica-comica utilità. Molti pensano che fare beneficenza

e poter donare sia un privilegio di pochi. Esistono invece svariati

modi per rendersi utili… In fondo, una verità detta bene

può far ridere. Sentirla dire da qualcuno che non recita ma che

rimane se stesso, come fa il clown, può avere anche più efficacia.

Grazie al medico Patch Adams, la clown terapia non è più

una novità:la manifestazione, forte di uno straordinario successo

di pubblico, per questa edizione ha ospitato il grande clown

franco-algerino Miloud Oukili, fondatore di Parada, che ha

sempre utilizzato l’arte circense come strumento di recupero e

di reintegrazione sociale. Un naso rosso testimonia l’impegno

Fortissima la partecipazione all’incontro tra il Rotaract Club

Senigallia e il centro multiculturale Le Rondini, che si è svolto

presso i locali della diocesi del Duomo. L’associazione Le

Rondini nasce nel 2003 e accoglie bambini e ragazzi tra i 6

e i 17 anni, con difficoltà scolastiche o familiari, li aiuta nel percorso

dello studio, nell’integrazione e nella socializzazione. Inizialmente il

centro nasceva con 4/5 bambini, oggi invece ne conta più di 30,

italiani e non, con un team di volontari che a rotazione impegna

il proprio tempo nell’aiuto e nella formazione di questi ragazzi. In

questa occasione i ragazzi e le ragazze del Rotaract Club, arrivati

con un pulmino carico di tutti i beni richiesti e utili all’attività del

centro, hanno donato all’associazione il frutto del service iniziato

con il concerto cittadino per le festività natalizie del 6 gennaio.

L’incontro si è svolto nell’armonia

e nello spirito di fratellanza che ha

contraddistinto tutto il percorso del

progetto che si è poi concretizzato in

questa occasione. Emozionante è stata

poi l’accoglienza da parte dei bambini

e dei ragazzi che hanno aiutato i soci

del Rotaract a prelevare i pacchi dal

pulmino; anche i bimbi più piccoli

hanno voluto dare una mano, regalan-

di chi, con un

nuovo modo

di esprimersi,

sviluppa la

propria persona

con un

lavoro creativo,

armonico

e formativo.

Tutti possiamo

diventare dei clown; in fondo il clown è quel bambino

che crescendo abbiamo dimenticato. E’ colui che dice agli

altri: “ho paura”. Mentre noi spesso non riusciamo a dirlo. Può

darsi che vi chiederanno solo un abbraccio. Vi sembreranno

strani, vi imbarazzeranno per come sono conciati: tuta bianca

e naso in plastica rosso. Poi vi faranno sorridere con le loro

voci che rompono il silenzio e vi diranno: “abbracciatevi anche

se non vi conoscete e lasciatevi andare”. Chi ancora riesce

a emozionarsi e a trovare energia in una risata, non può

assolutamente perdersi il prossimo Clown & Clown, anche

per non lasciarselo solo raccontare dai molti che vi diranno:

“c’ero anch’io”. Smettiamo un momento di prenderci sul serio

e indossiamo un po’ tutti i nasi rossi!!!

Le… Rondini volano sui doni

do un motivo in più di orgoglio per il successo dell’incontro. Non

c’era da stupirsi che non appena tutti i doni sono arrivati nei locali

dove opera il centro Le Rondini, sono stati scartati dai bambini e

dai ragazzi in un batter d’occhio e tra l’incredulità dei volontari nel

vedere che tutte le loro richieste erano state esaudite e nella gioia

dei più piccoli nel poter maneggiare i loro regali, un mix di sensazioni

positive ha inebriato i locali del centro. All’incontro è stato

presente anche Massimiliano Belli, in rappresentanza del Rotary

cittadino, partner del progetto e una rappresentanza del Croce

Rossa di Senigallia. Il presidente del Rotaract Lorenzo Memè, nel

ricambiare i ringraziamenti da parte dell’associazione, ha sottolineato

l’importanza delle relazioni tra le varie associazioni e organizzazioni,

come in questo caso CRI, Rotaract, Rotary, Le Rondini e,

soprattutto, ha posto l’accento sulla concretezza

dei risultati, perché, ha detto Memè, “è meglio un

piccolo gesto concreto, che molte promesse di

impegno senza un seguito veramente tangibile.”

Alla fine dell’incontro bimbi, ragazzi del centro,

genitori degli stessi, volontari, Rotaract, CRI

hanno festeggiato l’’incontro con una merenda

preparata dalle volontarie del centro, della CRI e

da alcune mamme dei bimbi in perfetta armonia

e spirito di eguaglianza.


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28 inner wheel - Rotary2090

L’Aquila: l’Inner Wheel

affianca il Rotary nella ricostruzione

della facoltà di Ingegneria

Centomila euro per la ricostruzione della Facoltà

di Ingegneria. E’ questa la cifra che l’International

Inner Wheel ha donato alla ONLUS del

Rotary, presieduta dal PDG Tullio Tonelli. La

cerimonia di consegna dell’assegno si è svolta il 12

febbraio 2010 presso la Rotary House di Roio (AQ) e vi

hanno partecipato, accanto a numerose autorità rotariane,

al Rettore Magnifico di Orio, al Pro-rettore Roberto

Volpe anche importanti cariche innerine, tra cui la

Presidente nazionale Natascia Passarini, la Governatrice

del Distretto 209 Alessandra Colcelli Gasperini, la

Segretaria distrettuale Liana Sgaravizzi, la Tesoriera

distrettuale Anna Rita Struzzi. Erano presenti, inoltre, le

componenti della Commissione istituita in seno al Club

cittadino di cui fanno parte la Presidente Rosaria Pollina

Redi e poi Annunziata Albuccetti Basti, Rita Costanzo

Alfieri, Diana Ciofani Zaratti e l’ingegnere Sergio Basti, in

qualità di consulente.

La cospicua somma devoluta permetterà la ristrutturazione

del Laboratorio per prove sui materiali, manufatti

e ricerca scientifica (lotto 15) e, a fine lavori, una targa

ricorderà l’impegno assunto e mantenuto dall’International

Inner Wheel. La Presidente nazionale ha sottolineato

come il raggiungimento dell’obiettivo è stato possibile

grazie alle generose elargizioni delle socie dei Distretti

italiani ed esteri e che la raccolta fondi per questo service

nazionale continuerà ancora per tutto l’anno sociale.

Tutti gli interventi che si sono succeduti hanno ribadito

l’impegno dell’Inner Wheel a favore dell’Aquila e delle

sue strutture universitarie perché l’Università è per la città

un punto di forza, il crocevia tra cultura ed economia,

la molla che spinge in alto, insieme, l’essere e l’avere

del comprensorio aquilano. L’Università sostiene le forze

presenti e richiama intelligenze ed esperienze da fuori,

anche da molto lontano, includendole e abbracciandole

in un crogiuolo di creatività e di progettualità.

In particolare, tra le tante presenti in città, è stata privilegiata

la facoltà di Ingegneria perché l’Aquila dovrà essere

ricostruita, insieme a tutti coloro che vorranno cimentarsi

nell’impresa, soprattutto dai suoi giovani che lì sono

cresciuti. Perché solo una leva di esperti formati nel territorio,

tra il Gran Sasso e il Sirente, tra la faglia di Pettino

e la faglia di Paganica, una leva di giovani ingegneri che

conservi la memoria di quello che è stato, l’amore di

quello che è, il sogno di quello che sarà potrà ricostruire

una città bella come era la città perduta e sicura come

dovrà essere la città del futuro.

L’Inner Wheel si augura che la Facoltà di Ingegneria

che collabora a ricostruire, fra tradizione e innovazione,

ricerca e metodo, esperienze e nuove tecnologie sarà

il luogo dove le nuove generazioni verranno educate a

ricordare e formate a progettare, in un ambiente aperto

alle suggestioni del mondo ma ancorato ai bisogni del

territorio su cui sorge.


Progetto Scuola materna

Silvia Zucconi - Etiopia

La sera del 21 dicembre 2007, nel

gelo della notte più lunga e più

buia dell’anno, perdeva la vita in un

tragico incidente stradale nei pressi

di Camerino all’età di 29 anni Silvia Zucconi

Galli Fonseca. La giovane coltivava la musica

e il canto alternando questa passione con

la pratica forense. Per impulso della famiglia

straziata nei giorni successivi alla disgrazia

cominciava una raccolta fondi per una iniziativa

benefica nel nome e in memoria di

Silvia. Attraverso un sacerdote originario di Camerino, padre

Giovanni Monti, missionario in Etiopia, si decideva di costruire

una Scuola materna per i bambini di Meki, una cittadina che

si trova a 130 km a sud di Addis Abeba. A Meki esiste una

Missione gestita dai Padri della Consolata di Torino. Anche il

Rotary Club di Camerino decideva di partecipare all’iniziativa.

In meno di un anno è stata raccolta la somma necessaria

alla edificazione di sei aule, pari a € 35.000,00. Giunta la

somma a destinazione, in pochi mesi l’opera è stata avviata

e portata a termine. Più di 300 bambini usufruiranno molto

presto delle nuove aule all’interno della Missione. Nella zona

di Meki la maggior parte della gente è molto povera e vive

in condizioni assai arretrate. Le case sono per lo più di fango

e paglia, molto spesso prive sia di acqua corrente che di

energia elettrica. Il mezzo di trasporto più diffuso è l’asino. La

gente vive della faticosa coltivazione di piccoli pezzi di terra

arida, dell’allevamento di poche mucche o capre, di piccoli

commerci. Per i bambini di queste famiglie poter frequentare

la Missione Cattolica e ricevere accoglienza e istruzione, significa

avvicinarsi al mondo moderno e alla civiltà. La Missione,

molto curata anche dal punto di vista della vegetazione

grazie ai pozzi costruiti dai missionari

per tirare su l’acqua da grandi

profondità, è non solo un’oasi di

verde nel deserto di sabbia, ma

è soprattutto un’oasi di civiltà, di

umanità e di speranza nel deserto

della povertà e del degrado.

La Scuola è stata inaugurata il giorno

di Natale del 2009 dal vescovo

di Meki, mons. Abraham Desta,

alla presenza di padre Giovanni

Monti, delle suore che insegnano

all’asilo e di centinaia di bambini.

Erano presenti anche i familiari di Silvia. E’ stato per loro un

Natale speciale, denso di commozione ma anche di forti

sentimenti di solidarietà umana.

La Missione di Meki ha ancora bisogno di aiuto per poter

meglio svolgere i suoi compiti umanitari e meglio gestire

le sue scuole in quella difficile terra. Il conto per effettuare

ulteriori versamenti, intestato a ‘Progetto Scuola Materna

Silvia Zucconi - Etiopia’ rimane aperto presso la Banca

delle Marche, Filiale di Camerino, cc n. 9895, per tutti

coloro che vorranno aggiungersi allo stuolo di generosi

che hanno avviato quest’opera benefica.

QUEST’ALBERO NON È MAI STATO ABBATTUTO

PER FARE UNA STAMPELLA CHE NON È MAI STATA NECESSARIA

PER UN BAMBINO CHE NON HA MAI AVUTO LA POLIO

PERCHÉ IL VACCINO NON È MAI MANCATO

GRAZIE ALLA GENEROSITÀ DI TUTTI.

Aiuta il Rotary a liberare per sempre il mondo dalla polio.

Grazie alla sovvenzione/sfida della Fondazione Gates,

il tuo contributo varrà due volte.

LA FINE DELLA POLIO

Informati al sito rotary.org

Rotary2090 - in memoriam 29

Rotary.

L’Umanità in movimento.


30 in memoriam - Rotary2090

di Luigi Cardilli – RC L’Aquila

Due anni fa, il 31 marzo 2008 è deceduto a l’Aquila Renato

Ilari, sicuramente, il rotariano più anziano di tutto il Rotary

International. Nacque a L’Aquila il 23 giugno 1905, sei mesi dopo

che Paul Harris con il commerciante di carbone Silvester Schiele,

il sarto Hiram Shorey e l’ing. Gustavus Loehr, fondò il Rotary International.

Renato entrò nel Rotary nel 1953, nel Club dell’Aquila sorto nel 1947 ma

ufficializzato con la consegna della Carta nel 1949. Primo Club d’Abruzzo,

dopo gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Dopo qualche anno

fu eletto segretario del Club: incarico che gli è stato annualmente sempre

rinnovato e ha mantenuto per più di trent’anni con notevole capacità. Verso

la fine degli anni Ottanta all’età di ottantacinque anni chiese di essere

esonerato dal gravoso incarico di segretario. Il Club dell’Aquila contin

però ad averlo sempre come consigliere e rieletto sempre a ogni tornata

elettorale per il rinnovo delle cariche. Sino all’età di 96 anni, Renato è

stato sempre presente e ha sempre dato il suo contributo per il miglior

andamento della vita del Club. In seguito, proprio per l’età, gli fu concesso

di essere nominato socio onorario emerito e gli fu donata un’artistica targa

ricordo lavorata da un socio del Club, con tutte le firme dei presidenti con

i quali lui è stato valido collaboratore e la sua presenza alle nostre riunioni

furono sempre più rare. Ogni qual volta i soci del Club andavano a fargli

visita, egli li accoglieva con un delicato sorriso e tutti potevano notare che

sulla giacca portava sempre con orgoglio il nostro distintivo. Nel 2005 insieme

con il Rotary International anche Renato festeggiò i suoi cento anni. E il

Presidente Internazionale in tale occasione concesse a Renato una particolare

benemerenza che gli fu consegnata dal Governatore Antonio Guarino.

Con la morte di Renato, non scomparve solo una persona intelligente e

Renato Ilari

tantomeno un

grande operatoreeconomico

che fu

nella sua vita

a L’Aquila, ma

un rotariano

dalle straordinarie

qualità

umane: non

c’era bisogno di conoscerlo in profondità per intuirne l’eccezionale grandezza

d’animo, ma l’attenzione e la dedizione verso il prossimo erano

tratti comportamentali che trasparivano a dispetto del suo incedere un po’

burbero. In un mondo e in questo momento storico, ove alcuni valori di

riferimento sono fortemente messi in discussione, l’esempio di abnegazione

e il suo senso di appartenenza al Rotary International sono stati la

spina dorsale della sua vita e della sua personale esistenza. Il suo agire,

libero da condizionamenti e da compromessi, è stato il miglior modo per

esprimere tutto il suo mondo interiore. Il Rotary Club L’Aquila, che l’ha avuto

per più di cinquant’anni socio e per oltre trent’anni segretario, ricorda con

animo commosso e con un forte vuoto le sue grandi doti di uomo giusto

e fortemente legato ai valori e principi del Rotary International. Con la sua

morte, il Rotary Club dell’Aquila ha perso il socio che, con il suo alto senso

del dovere, manifestava l’attaccamento e il rispetto ai valori di amicizia, ai

valori umanitari di cui il Rotary è portatore nel mondo. Il Rotary International

Italiano con il Club dell’Aquila hanno perso una pietra miliare.


ROTARY INTERNATIONAL

Distretto 2090 Italia

ABRUZZO - MARCHE - MOLISE - UMBRIA - ALBANIA

in collaborazione con i Rotary Clubs

Chieti - Chieti Ovest - Pescara - Pescara Nord - Pescara Ovest

Rotary

in

Mostra

DAL 1° AL 18 APRILE 2010

SALA TRANSITI

Aeroporto Internazionale D’Abruzzo

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Si ringrazia

per la fattiva

collaborazione:

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