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Recensione di Andrea Virga - PoliticaMente

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POLITICAMENTE ANNO VIII, N. 79 – MARZO 2013<br />

Storia del pensiero cinese – Pio Filippani Ronconi<br />

recensione <strong>di</strong> <strong>Andrea</strong> <strong>Virga</strong><br />

Recentemente, in occasione della scomparsa del Prof. Filippani Ronconi, mi sono sovvenuto<br />

dell'increscioso fatto <strong>di</strong> non aver letto nulla <strong>di</strong> suo, vuoi per la non facile reperibilità delle sue opere,<br />

vuoi pel mio limitato interesse per le <strong>di</strong>scipline orientali. Ho colto l'occasione per approfon<strong>di</strong>re le<br />

mie conoscenze della civiltà cinese – in linea con l'esame <strong>di</strong> Storia della Cina che sto preparando e<br />

con il corso <strong>di</strong> Cinese Mandarino che sto seguendo – e per rendere omaggio a questo grande<br />

stu<strong>di</strong>oso. Il libro "Storia del pensiero cinese", e<strong>di</strong>to da Paolo Boringhieri nel 1964, e recentemente<br />

rie<strong>di</strong>to dalla Bollati Boringhieri, è un breve compen<strong>di</strong>o della storia della filosofia cinese.<br />

L'Autore in<strong>di</strong>vidua il carattere essenziale della civiltà cinese nella limpidezza mentalità conta<strong>di</strong>na,<br />

con il suo amore per la terra privo <strong>di</strong> degenerazioni matriarcali, e il suo realismo pragmatico basato<br />

sulla convinzione dell'armonia tra realtà e verità, senza «evasioni mistiche» e «complicazioni<br />

psicologiche», ma con l'intuizione <strong>di</strong> ogni cosa come parte <strong>di</strong> un Tutto. Il fine dell'esistenza è<br />

umano e terreno, ovvero la vita secondo virtù e saggezza. Particolare importanza mantiene la<br />

<strong>di</strong>vinazione, come mezzo per intuire la situazione universale. Il pensiero cinese è alla base <strong>di</strong> tutta la<br />

Kultur estremo-orientale (dal Giappone al Vietnam alla Corea alla Mongolia).<br />

La filosofia cinese nasce dalle Cento Scuole del VI secolo, durante il periodo dei Regni Combattenti,<br />

col formarsi <strong>di</strong> molteplici corti e l'aumento d'importanza dell'arte <strong>di</strong> governo e delle classi<br />

intellettuali. Ci sono sei scuole principali: la scuola cosmologica (Yinyangjia) fondata sul dualismo<br />

dei principi tra<strong>di</strong>zionali Yin e Yang; la scuola moista <strong>di</strong> Mozi (Mojia) basata sull'estensione alla<br />

società della morale guerriera; la scuola dei nomi (Mingjia) de<strong>di</strong>ta alla <strong>di</strong>stinzione e al rapporto tra<br />

le idee (enti assoluti) e le attualità (enti mutevoli); la scuola legalista (Fajia) <strong>di</strong> carattere realista,<br />

pragmatica, autoritaria, sostenitrice della naturale malvagità degli uomini e della necessità <strong>di</strong> uno<br />

Stato forte; la scuola taoista (Daodejia) <strong>di</strong> Laozi (Lao Tse) e Zhuangzi, deducente il suo sistema<br />

dall'idea dell'essere-non-essere (Dao o Via) in funzione al suo inverarsi (De o Virtù) nell'in<strong>di</strong>viduo);<br />

la scuola dei dotti (Jujia) <strong>di</strong> Kongzi (Confucio), da cui avrà origine il confucianesimo (Rujia),<br />

fondata sul rispetto delle virtù tra<strong>di</strong>zionali e sulla rettificazione dei nomi, ovvero sulla giusta<br />

attribuzione delle qualità alle cose.<br />

All'interno <strong>di</strong> quest'ultima si <strong>di</strong>stinguono già la corrente in<strong>di</strong>vidualista e idealista <strong>di</strong> Mengzi<br />

(Mencio) e quella positivista <strong>di</strong> Xunzi, più vicina al legalismo. Quest'ultima dottrina prese il<br />

sopravvento con l'unificazione ad opera del grande e spietato imperatore Qin Shihuang, che<br />

<strong>di</strong>struggerà gran parte delle opere delle altre scuole. Solo con la <strong>di</strong>nastia Han ci fu un ritorno al<br />

confucianesimo, sia pure influenzato dal taoismo e dalla scuola cosmologica. Parallelamente,<br />

cominciò la <strong>di</strong>ffusione del bud<strong>di</strong>smo in Cina. Dopo un primo periodo eminentemente ricettivo, con<br />

Seng Zhao e Dao Sheng iniziò l'elaborazione <strong>di</strong> una filosofia bud<strong>di</strong>sta propriamente cinese. In un<br />

periodo così travagliato, alla filosofia politicamente impegnata del confucianesimo, si preferiva<br />

spesso il taoismo oppure il bud<strong>di</strong>smo, specie nella loro variante religiosa popolare che integrava a<br />

queste dottrine tra<strong>di</strong>zioni confuciane come il culto degli antenati.<br />

Questo attivo scambio tra vie <strong>di</strong> pensiero nel corso del I millennio d.C., portò a un Neo-Taoismo<br />

fortemente influenzato dal bud<strong>di</strong>smo, <strong>di</strong>ffuso specialmente nel periodo Tang e Song, quando molti<br />

imperatori furono apertamente taoisti, e <strong>di</strong> cui i principali esponenti furono Wang Bi, Xia Xiung e<br />

Guo Xiang. Contemporaneamente, si assistette alla fioritura, in epoca Tang, delle otto gran<strong>di</strong> scuole<br />

bud<strong>di</strong>ste, destinate ad avere particolare influenza in Giappone. Anche le scuole cosmologiche<br />

conobbero una rivivificazione in epoca Song, grazia all'influsso del bud<strong>di</strong>smo. A partire dal II<br />

millennio d.C., specie sotto le <strong>di</strong>nastie Yuan e Ming, il Neo-Confucianesimo, Cheng Hao e Yi e <strong>di</strong><br />

Zhu Xi, riacquistò peso, anche a livello politico, me<strong>di</strong>ante l'introduzione degli esami per accedere<br />

alla carriera burocratica, fondati sulla conoscenza dei classici confuciani. La varietà <strong>di</strong> scuole<br />

neoconfuciane, caratterizzate da un approccio analitico e sintetico del pensiero precedente, è


notevole: ricor<strong>di</strong>amo i fratelli Cheng Hao e Yi, Zhu Xi, Lu Jiuyuan e Wang Yangming, vissuto nel<br />

XVI secolo, che fu l'ultimo grande pensatore cinese.<br />

Oggettivamente, è un'opera che denota grande eru<strong>di</strong>zione, provvista <strong>di</strong> utili apparati critici:<br />

glossario dei termini cinesi e dei termini in<strong>di</strong>ani, glossario dei concetti filosofici in translitterazione<br />

Giles e in caratteri Han, una ricca bibliografia <strong>di</strong> opere e stu<strong>di</strong> sia occidentali che cinesi. Un altro<br />

grande pregio sta nel fatto che si tratta <strong>di</strong> un libro però molto agevole e piacevole da leggere, che<br />

non richiede gran<strong>di</strong> conoscenze pregresse, e in circa 200 pagine riesce a descrivere la parabola del<br />

pensiero cinese, dalle origini alla modernità. Per questo motivo, si tratta <strong>di</strong> un libro irrinunciabile<br />

anche e soprattutto per chi non voglia magari stu<strong>di</strong>are a fondo le dottrine orientali, ma neanche<br />

essere del tutto ignorante in merito.<br />

POLITICAMENTE ANNO VIII, N. 79 – MARZO 2013

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