Tornando a casa ...

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EcoRomagna

COPIA

OMAGGIO

della

Tornando a casa...

Tornando a casa ...

in questo numero: Nuova Influenza, una campagna di Marketing?

Fare la spesa dai contadini - “DecresciFest”

Settembre 2009

Inceneritore di Forlì - Intervista a Leo Belli - e molto altro!


Un libro documentato ed equilibrato, che si pone come primo aiuto e guida per il genitore

Eugenio Serravalle

Tutto quello che Occorre sapere

prima di Vaccinare il proprio bambino

Pagine 80, Euro 7,50 Edizioni Sì

Le vaccinazioni infantili sono una

pratica spesso accettata a scatola

chiusa. La maggior parte dei

genitori ritiene che i rischi derivanti

dalle vaccinazioni siano trascurabili.

La vaccinazione è considerata

comunemente un dovere sociale,

perché garantirebbe la mancata

diffusione delle malattie infettive.

In realtà, le vaccinazioni comportano

seri rischi per la salute dei bambini cui

vengono praticate che si contrappongono

ai benefici che ne derivano in termini di

copertura dalle malattie

infettive corrispondenti.

Anche sull’efficacia delle

vaccinazioni in termini

epidemiologici, ossia per

contrastare la diffusione

delle malattie infettive,

molti sono i dubbi:

statisticamente, infatti, si

nota come le condizioni

di igiene, di alimentazione ed il tenore

di vita delle popolazioni influiscano

sulla diffusione delle epidemie

indipendentemente dalle vaccinazioni.

Molte vaccinazioni sono, proposte,

se non imposte, per malattie che

non sembrerebbero così importanti

o gravi da richiedere interventi

invasivi e spesso pericolosi come

l’inoculazione di virus e delle sostanze

chimiche che li accompagnano

(conservanti e altro).

Infine, le vaccinazioni rappresentano

un grande business per l’industria

farmaceutica, e spesso sono venuti alla

luce casi in cui alla salute dei bambini

è stata anteposta la convenienza

economica dei produttori. Ce n’è

abbastanza per informarsi con

accuratezza, prima di decidere se e

quando sottoporre alla vaccinazione

il proprio bambino.

Eugenio Serravalle,

una lunga esperienza nei reparti

neonatali, pediatra affermato,

scrive questo libro sulla base di

una competenza senza paragoni.

EcoRomagna Mensile, in attesa di autorizzazione, richiesta al tribunale di Forlì in data 1°

settembre 2009 - Distribuzione: Rivoluzione Naturale

Stampa: Nuova Tipografia, Forlimpopoli - Direttore responsabile: Elsa Masetti

Redazione e Amministrazione: Rivoluzione Naturale, Via Orselli 36/A Forlì

Redazione: Luca Caggiano, Giovanni Neri, Fabrizio Zani, Giulio Mannino, Annamaria Ghidetti,

Gabriella Zevi, Stefano Ianne. Con la collaborazione di: Movimento Impatto Zero, Scuola di

Musica Popolare di Forlimpopoli, Centro di Ecologia Umana “Villa Frattina”, Assoc. Naturista

Ravennate. Grafica: Lorenzo Mordenti

www.rivoluzionenaturale.it facebook: Ecoromagna

non è stato possibile risalire alla proprietà del copyright di alcune delle immagini

(fra cui la foto utilizzata per la copertina); L’editore è a disposizione degli eventuali aventi diritto.


EcoRomagna

della

A cosa serve un giornale?

Nell’epoca di internet e della

televisione ...a cosa serve un

giornale?

Nell’era della comunicazione

sfrenata, delle notizie no-stop,

del tutto a portata di mano…a

cosa serve un giornale?

Nel bombardamento quotidiano di in-

formazioni, veritiere, fantasiose, inutili,

indispensabili, EcoRomagna sarà il

vostro fidato amico e consigliere.

Non leggerete mai una falsità, su queste

pagine. Se una notizia sarà dubbia, vi

comunicheremo i nostri dubbi.

Capirete a prima vista quali delle cose che

scriviamo sono nostre precise opinioni,

o sono invece acquisite e certe.

Troverete, accanto alla doverosa

denuncia di quanto non va nel mondo,

nelle nostre città e nei nostri paesi,

proposte per vivere meglio, consigli per

il raggiungimento e il mantenimento

di una significativa capacità e libertà di

giudizio.

Editoriale

A COSA SERVE UN GIORNALE?

E’ ovvio che chi scrive su questo

giornale ha delle idee, alcune anche

molto precise, relative al bene e al male,

al giusto e allo sbagliato, al mondo che

ci circonda, alla vita che siamo indotti a

fare, alla possibilità di sceglierne un’altra,

possibilmente migliore.

Queste idee verranno messe in comune,

verranno messe a confronto con le

notizie, verranno proposte a voi che

leggete…nella speranza (stavamo per

scrivere delle convinzione) che in fondo,

almeno sulle cose sostanziali, persone

intelligenti e, come si diceva un tempo,

‘bennate’ possano concordare.

Ah, ecco a cosa serve anche un giornale:

serve da coach, a scoprire che non siamo

gli unici a capire e pensare certe cose…

e dunque a sentirci meno soli.

la Redazione.

Indice: pag. 4 Nuova Influenza - pag. 6 Intervista a Leo Belli - pag. 8 Benessere

pag. 16 Musica Popolare - pag. 18 Eventi - pag. 21 La spesa dai contadini

pag. 23 l’Inceneritore di Forlì - pag. 27 Prodotti Ecologici

pag. 28 Nostra Signora Ecologia - pag. 29 Orientamento Astrologico

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4

L’Inchiesta

Fabrizio Zani

Il ministro del Welfare, Maurizio

Sacconi parlando a Udine, a margine di

un incontro un incontro con la Giunta

regionale del Friuli, ha detto che “ogni

allarmismo sulla nuova influenza è

ingiustificato.

Si deve mantenere alta la guardia nel

monitoraggio, ma contemporaneamente

mantenere una corretta lettura di ciò

che sta accadendo”.

Secondo Sacconi, quella che abbiam

di fronte “è un’influenza al di sotto

di quelle che abbiamo sempre

conosciuto nella stagionalità. Ogni

allarmismo è quindi davvero ingiustificato.

Vale la regola banale ma

sempre buona né sopravvalutare, né

sottovalutare’’.

In Italia, per rispettare l’autonomia delle

regioni, cui è stato attribuito il potere di

gestione della nostra salute, non esiste

più un ministero della sanità, ma solo

un sottosegretariato a ciò dedicato, e

inserito nel ministero del welfare.

L’attuale ministro del welfare, Sacconi, è

da tempo sotto tiro perché sposato con

il direttore generale di Farmindustria

dottoressa Enrica Giorgetti.

E’ dunque costretto, per non esporsi

a critiche feroci e giustificate, a dire

la verità, sia pure in contesti che non

il Ministro Sacconi

EcoRomagna

Nuova Influenza: una buona campagna di

marketing delle aziende farmaceutiche?

abbiano grande risonanza, sulla cosiddetta

gravissima pandemima di una

variamente denominata ma banalissima

influenza. Per i nostri lettori ecco un

quadro assolutamente veritiero dello

scenario cui ci troviamo di fronte.

L’influenza suina è un’infezione

influenzale data da un virus di tipo

simile a quello della pandemia di

“spagnola” del 1918.

E’ un virus dotato di grande variabilità,

I virus che hanno circolato negli ultimi

anni non possedevano questo assetto

antigenico, e quindi la popolazione non

possiede difese immunitarie specifiche

verso questo virus.

La sintomatologia è quella tipica di tutte

le influenze: febbre, dolori muscolari

e disturbi respiratori che possono

interessare in varia misura e con varia

gravità le vie aeree superiori e inferiori.

La peculiarità di questa infezione è la

della


mancanza di difese specifiche.Anche

questa influenza, come tutte le altre, si

contrae inalando le particelle contenenti

virus, che i pazienti infettati emettono

con la tosse e gli starnuti. Come tutte

le altre influenze, può presentare

vari quadri clinici e complicanze per

interessamento soprattutto a livello

polmonare che possono presentare un

rischio per pazienti cardiopatici affetti

da gravi patologie croniche polmonari;

anziani particolarmente deboli; bambini

sotto i 2 anni; pazienti immunodepressi

per qualsiasi causa; pazienti neoplastici

affetti da patologie croniche debilitanti.

Come tutte le influenze, il decorso

passa dalla fase acuta alla remissione

spontanea.

La necessità di terapia con antivirale è

riservata a quei pazienti che presentino

situazioni di rischio preesistenti o che

presentino segni clinici di peggioramento.

Nel momento in cui scriviamo,

il vaccino non è ancora disponibile, ed è

annunciato per il mese di ottobre.

Nessuna autorità sanitaria si sente

ovviamente di garantirne l’efficacia,

o il livello di efficacia; tantomeno

di garantire la mancanza di effetti

collaterali indesiderati. E’ invece

posizione comune quella di ritenere che

il vaccino avrà un periodo di sostanziale

sperimentazione sulla massa della

popolazione, dato che la grande rapidità

con cui si sta cercando di metterlo sul

mercato non garantisce che sia testato

in maniera credibile. Alla luce di tutto

questo, risulta propaganda commerciale

tutto l’allarmismo creato dall’Oms, poi

L’Inchiesta

spalleggiata dai governi e dai media,

per una pandemia che al massimo ci

metterà a letto per qualche giorno, dalla

quale dovranno guardarsi i soggetti già

fortemente deboli o indeboliti.

Proposte come, una vaccinazione di

massa con un vaccino affrettatamente

preparato non sembrano condivisibili.

Catastrofico fu il caso del 1976

In quell’anno, in una base militare

americana un soldato morì per quel

che il ministro della Sanità David

Matthews definì come una nuova

forma dell’influenza spagnola del

1918.

Il Presidente Ford, in crisi di

credibilità e timoroso di vedersi

scoppiare tra le mani un’ epidemia,

ordinò una vaccinazione di massa.

Alla fine, furono vaccinati circa 40

milioni di Americani.

La temuta ondata di spagnola non

si verificò; anzi, quell’ anno fu

descritto come uno dei più tranquilli

dal punto di vista influenzale.

In compenso, si fecero sentire gli

effetti collaterali legati alla cattiva

produzione del vaccino: 25 morti e

500 ammalati a causa della Sindrome

di Guillain-Barre, una malattia che

colpisce il sistema nervoso.

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EcoRomagna

Leonardo Belli, noto imprenditore, è

presidente del GRTA (Gruppo di ricerca

sulle tecnologie appropriate) di Cesena, noto

anche come Ecoistituto.

E’ stato presidente della CNA di Cesena

ed è assessore uscente alle attività

industriali del comune della stessa città.

Quando 5 anni fa decidesti di ‘provare

l’esperienza di amministratore’,

suscitasti ovunque molte perplessità.

Sembrava impossibile che uno dei

pionieri del movimento ecologista

di Cesena decidesse di ‘sporcarsi’

le mani nel tentativo di influenzare

concretamente la politica cittadina.

Puoi raccontare il perché di quella

scelta?

Sentivo da diversi anni e cioè dalla mia

attività nei Verdi, l’esigenza di fare una prova

all’interno dell’esecutivo di un ente locale.

Fu proprio questo aspetto, non accettato

dall’assemblea ecologista cesenate che mi fece

6

della

Intervista a Leonardo “Leo” Belli

l’ecologista che provò ad amministrare

Cesena.... a cura di Giulio Mannino

allontanare da quell’esperienza estremamente

importante e significativa per me. Sono dovuti

passare diversi anni prima che un’ occasione

d’incontro con i fondatori cesenati della

Margherita, sopratutto l’incontro con la loro

voglia di discutere ed approfondire i grandi temi

dell’ambiente, del lavoro, delle tradizioni locali,

è approdato alla possibilità di un mio impegno

diretto nella seconda giunta di Giordano Conti.

Nel frattempo ho continuato il mio impegno nel

GRTA (Ecoistituto) che mi ha permesso di

mantenere i contatti con la gente, coi movimenti

alternativi in Italia e all’estero.

Tenere insieme questi due aspetti nel confronto

a volte contrapposto o contraddittorio, non è

stato facile.

Sulla base della tua attuale esperienza

quali sono gli strumenti utilizzati

dai ‘poteri forti’ per far sì che, in

un modo o nell’altro, le politiche

amministrative siano sempre

allineate con i loro interessi?

I poteri forti a mio avviso sono rappresentati da

chi non si mette mai in discussione, da chi parte

dalla presunzione di dovere ottenere sempre

tutto e questi possono esserci nell’associazione

delle piadinare come in quella potentissima

degli immobiliaristi e dei costruttori edili.

A tale proposito è significativo (e consiglio di

cercarlo e leggerlo) il volume di Davide Fabbri

e dei Verdi “Cesena il potere del cemento”.

Emergono percorsi che anche per un assessore,


dentro una giunta comunale sono sconosciuti,

perchè i piani regolatori, i regolamenti, gli

investimenti non sono momenti di discussione

di confronto.

Quali obiettivi concreti ti eri

riproposto di raggiungere?

Ero arrivato cinque anni fa all’impegno

amministrativo, dopo un’esperienza come

presidente di un’associazione artigiana, la

CNA. Il grande desiderio che esprimevo era

quello di inserire una riflessione dentro il

mondo del lavoro e della produzione, rispetto

all’innovazione, che tenesse conto di un pianeta

dalle risorse limitate, questo con persone dentro

i laboratori, giovani e anziani che avevano ed

hanno un patrimonio di conoscenze ed

un’inventiva non immaginabili dall’esterno.

Vedevo ad esempio un’opportunità nei

fondi comunitari europei che richiedevano

spesso lo scambio con altri paesi. Un’altro

obiettivo che mi ero proposto riguardava

l’Agricoltura biologica, le centinaia di

ettari di proprietà pubblica potevano

diventare terreni da coltivare biologicamente.

L’Obiettivo più illusorio era quello di

semplificare le procedure del mio settore con lo

sportello unico per le imprese.

Quanti di questi obiettivi sei riuscito

a realizzare?

Un ufficio per l’Europa tuttora funzionante

che ha permesso a migliaia di persone di

contattare l’addetto e trovare anche risposte

di studio, di viaggio di finanziamento.Per

l’agricoltura biologica, devo dire con rammarico

che i primi a non essere convinti sono gli stessi

agricoltori, che non hanno partecipato ai bandi

specifici. Parte in questi mesi un mercatino

contadino dei produttori, ma è un’altra cosa.

Sulla semplificazione e lo sportello unico.......

...tutto tace.

Chi si è messo di traverso e perché?

La macchina burocratica (la chiamo così per

semplificare) è il primo ostacolo. Troppe leggi

troppi regolamenti, dirigenti con poco coraggio.

Ma anche poca voglia di rischiare e di

impegnarsi da parte dei cittadini che spesso

preferiscono confrontarsi con una struttura

pubblica che vorrebbero assistenziale... .

Cos’hai ricavato dalla tua esperienza?

Dalla mia eperienza che ho svolto con estrema

serietà ed interesse, ho imparato che se i cittadini

organizzati sono convinti di un percorso di

un’idea, uniti in un progetto possono ottenere

dei risultati…Come? Rompendo le scatole,

impegnandosi, attivandosi. Dagli enti pubblici

non verranno mai proposte che partano dai

bisogni della gente .

Cosa c’è di buono nelle ministrazioni

locali? Quanto conta il clientelismo?

Un governo del territorio, specialmente nella

nostra società complessa, è indispensabile.

Credo siano più governabili i comuni piccoli,

come sono pù governabili le piccole società di

servizi partecipate dal pubblico. Più

allontaniamo la gente dal centro del governo del

territorio, più il territorio sarà non governato.

Perché non ti sei riproposto?

Non c’erano più le condizioni per rimanere,non

volevo risultare il “servo sciocco” di qualcuno.

In più la mia azienda ha bisogno di me in

questo momento di difficoltà generalizzata.

E infine mi volevo anche un po’ riposare.........

.......per Dio

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Anna Maria Ghidetti

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Il rapporto tra cibo,

corpo e psiche

“Dimmi come mangi… e ti dirò chi sei” è il titolo di uno

dei paragrafi del libro “la Dieta Y”, ma è anche una

frase che scherzosamente ripeto da tempo agli amici

ogni volta che siamo in pizzeria.

Anni fa ho notato, per caso, come le persone variano

nel tagliare e mangiare una pizza, mi sono incuriosita

ed è diventato, ora, per me, un divertente studio

della personalità e dell’umore altrui. Può sembrare

assurdo, ma dietro al taglio di una semplice pizza, al

modo di portarla alla bocca e al suo ingerimento si

nasconde un universo.

A seconda della personalità individuale, della fase di

vita che si sta attraversando e dello stato d’animo del

momento, ognuno di noi cambia i propri gusti e il

proprio modo di nutrirsi sia per quanto riguarda il

cibo sia per l’approccio al piatto.

Un’amica molto semplice e precisa, ma assolutamente

istintiva e godereccia, solitamente, quando siamo a

cena, prende la pizza con solo pomodoro e la taglia

geometricamente partendo dall’esterno per finire con

l’interno, in modo da lasciare per ultima la parte più

saporita e gustosa, eppure, a seconda che sia triste,

arrabbiata o felice, aggiunge mozzarella, la mastica

più velocemente, la divide con meno precisione, la

piega invece di tagliarla…

Questo è uno dei tantissimi esempi che possono

mostrare quanto la psiche possa influenzare il modo

di nutrirsi o la scelta del cibo stesso. Il cibo può

davvero aiutare ogni individuo a entrare in contatto

con se stesso e a conoscersi ogni giorno di più,

individuando le proprie emozioni, i propri disturbi,

le proprie paure e anche i propri punti di forza.

J.M. Ghidetti, nel suo libro, consiglia di masticare

lentamente, a lungo e consapevolmente, magari


chiudendo gli occhi, così da assaporare appieno e

con ogni senso, momento per momento, quell’atto

divino che permette di nutrire sì il corpo…ma anche

la psiche.

“Questo boccone proprio non mi va giù”, “Ho

un rospo in gola”, “Non riesco a digerire quello

che mi hai detto detto”, sono tutte frasi che forse

avremo usato o sentito centinaio di volte, quasi senza

accorgercene.

Con grande semplicità, “la Dieta Y” propone a

chiunque una meditazione per ricercare il proprio

essere più profondo:

insieme al boccone

ognuno può entrare

dentro di sé, intuendo

perché ha scelto quel

cibo, con quanta

facilità riesce ad

ingerirlo e quanto

serenamente le proprie

viscere lo accolgono e

ne traggono beneficio.

Ho iniziato per la

prima volta a capire

davvero ciò che si

nasconde dietro il cibo

quando ho conosciuto un seguace dell’alimentazione

pranica: da svariati anni la sua dieta consiste della sola

energia fotonica che si ricava, attraverso un processo

simile alla fotosintesi, da se stessi e dalla luce. Ci

vuole un grande equilibrio interiore per potersi

nutrire di prana dal momento che, solo evitando

grossi squilibri psicologici e cambi d’umore repentini

(che provocano grande gioia, tristezza più o meno

profonda, rabbia, rancore o nervosismo per piccole e

grandi cose), ci si svincola dalla necessità di ricercare

determinati tipi di cibo. Proprio osservando il suo

particolare stile di vita ho notato quanto il cibo possa

influenzare il nostro essere: come ex cuoco, ama

Intervista

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ancora ricordare al proprio corpo e alla propria

mente il piacere dei sapori e, di tanto in tanto, si gusta

un quadretto di cioccolata o una ciliegia… chiude gli

occhi e…

vive quel cibo . Ogni cellula assapora quel gusto, in

quel momento lui medita profondamente penetrando

all’interno di se stesso, facendo l’amore col cibo

attraverso il gusto e, immancabilmente, il suo corpo

e il suo umore cambiano; pur essendo sempre molto

sereno e piacevole, dopo aver gustato un qualche

vista da Villa Frattina

EcoRomagna

sapore, per quanto sia minima la quantità, i suoi occhi

cambiano espressione, il suo sorriso si espande e la

sua pelle splende. Chi non pensa che la cioccolata

sia spesso una felice compagna della solitudine e il

peperoncino della passione?

Un metodo assolutamente splendido e rivoluzionario

per la sua semplicità: conoscere se stessi, guarire ed

evitare le malattie, affrontare le paure e imparare a

vivere le emozioni MANGIANDO CON AMORE.

A cura del Centro di Ecologia Umana

“Villa Frattina”

www.villafrattina.org - Marsignano (FC)

della


Centro di Ecologia Umana

“Villa Frattina”

Scuola di Alimentazione e Cucina

“Y”

Percorso formativo:

- L’attività della scuola si svolge a partire dal mese di

ottobre e termina nel mese di maggio.

E’ articolata in week-end e serate.

E’ strutturata su livelli diversi, ognuno dei quali

basato su un percorso adatto a esigenze diverse:

- cuochi professionisti;

- aspiranti cuochi;

- cuochi domestici;

La durata dei corsi varia a seconda del percorso scelto.

Ogni incontro è suddiviso in una parte teorica e

una parte pratica, con degustazione.

Ad ogni incontro possono partecipare

un massimo di 9 allievi.

Consiglio didattico:

Jean Marie Ghidetti; Alberto Bovelacci

Anna Maria Ghidetti; Giulio Mannino

Info 0543 940733

In collaborazione con:

Istituto di Medicina Naturale di Urbino

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Dall’introduzione al libro “Accendi il tuo spirito Guerriero”, EdizioniSì in tutte le librerie

e nel circuito di Rivoluzione Naturale dal mese di ottobre

Cosa Leggere

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“Spirito Guerriero” di Ilki Yang:

Nella vita tutto è possibile, se sappiamo

plasmare la nostra indole, concentrandoci nella

direzione voluta. È questione di spirito e tutto

può cambiare.

Ciò che determina la sorte di un uomo è la capacità

di dominare la propria anima. Lo spirito guerriero è

lo spirito del dominio di se stessi. Nel momento della

lotta lo spirito di un combattente determina la vittoria

e la sconfitta. Un combattente non può mai vincere

un nemico solo con le tecniche apprese, è lo spirito

che guida la forza vincente del guerriero. Anche oggi

lo spirito è la chiave del successo di ogni impresa.

L’essenza dello spirito di un guerriero si trova nella

volontà di vincere, nella capacità di non lasciarsi

andare nei momenti duri, di non abbandonarsi allo

sconforto. Trovare il coraggio in ogni situazione:

questo è lo spirito guerriero.

Lo spirito di combattimento è la determinazione

ad andare fino in fondo. Davanti ai problemi, è lo

spirito che sveglia e incendia la forza interiore di

un individuo. Un guerriero è fondamentalmente un

ricercatore del senso della vita

Con lo spirito guerriero ci si può aprire a una

nuova dimensione della mente, più determinata

e cosciente della direzione che si vuole

intraprendere.

Lo spirito guerriero ci apre a un nuovo entusiasmo,

ci aiuta a trovare la forza per afferrare le opportunità

che ci si offrono, risvegliandoci alla nostra più

autentica visione della vita.

L’idea di guerriero deve essere reinterpretata

secondo il nostro attuale stile di vita: lo spirito con

cui si vive e si lavora, lo spirito con cui ci si relaziona


con il mondo esterno e con se stessi. La via del

guerriero, oggi, è la dura competizione in particolare

del mondo del lavoro.

Percorrerla significa ottenere il miglior risultato in

ogni nostro impegno. Quando un uomo accende la

sua anima per concretizzare una valida aspirazione,

il suo spirito deve essere pronto a combattere per

fargli superare ogni ostacolo e raggiungere la meta.

La vittoria e la sconfitta dipendono dallo spirito.

Uno spirito che non si arrende davanti agli ostacoli,

che sceglie sempre di lottare, è uno strumento

per accrescere la nostra forza vitale. Lo spirito di

combattimento è la condizione interna indispensabile

che stimola la capacità di non cedere in situazioni

critiche; è la voglia di vincere a tutti costi.

Lo spirito guerriero è lo spirito necessario a

vincere la battaglia.

Ma molti vivono l’idea stessa della lotta come un

peso psicologico. Alcuni hanno paura di lottare, e

subiscono passivamente.

Capire e conoscere lo spirito guerriero ci aiuta a

trovare la forza di combattere e non subire. Nel corso

della mia vita ho conosciuto instancabili guerrieri.

Persone con una grande anima che non si è piegata

davanti alle difficoltà e agli ostacoli che incontravano

sulla strada verso la meta.

Queste persone avevano un’incrollabile fede,

sapevano che un giorno ce l’avrebbero fatta e non

hanno abbandonato la loro forza di spirito neanche

nei momenti di buio e di tempesta persistente. Erano

veri guerrieri, con uno spirito speciale.

Iilki Yang

Accendi il tuo spirito guerriero

pagine 180

cartonato Euro 18,00

Edizioni Si

da Ottobre in tutte le librerie

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Cosa Vedere

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Charlie Chaplin

Tempi Moderni

Sua “maestà” Charles Spencer Chaplin, è tra i

più grandi del cinema di tutti i tempi, un artista

straordinario: attore, regista, sceneggiatore, abile

acrobata, sensibile musicista ... un vero fenomeno.

Noto anche come Charlot, mise a punto uno stile di

recitazione derivato dal mondo circense,dai mimi, dai

clown, con grande maestria riusciva a mettere insieme

con estrema eleganza, comicità, poesia e sentimento

non tralasciando mai le tematiche sociali che tanto lo

appassionavano. “TEMPI MODERNI”, è uno dei

tanti capolavori di Charlie Chaplin, di una comicità

impressionante, di impatto, che non ha bisogno

appunto di “parole”, girato volutamente “muto”

anche e già era epoca di sonoro. Chi meglio di Chaplin,

poteva descriverci in chiave comico-drammatica lo

sviluppo dell’umana società industriale con i pro e i

contro come la terribile “catena di montaggio”con la

sua ripetitività e i ritmi frenetici ?

E’ un film assolutamente da vedere (o anche

rivedere) sopratutto per i tanti spunti di riflessione che

offre nel contesto della realtà attuale.

Nella situazione odierna dell’umanità il messaggio

del film assume toni quasi profetici rispetto all’anno

della sua uscita quando ancora tutti (o quasi) vedevano

la corsa al progresso, ahimè solo materiale, come la

soluzione dei grandi problemi dell’umanità. Potendo

ormai trarre una conclusione dobbiamo chiederci se le

macchine (di qualsiasi tipo) ci hanno davvero migliorato

significativamente la qualità della vita o forse se in

maniera molto più subdola ci hanno coinvolto, volenti

o nolenti, in un circolo vizioso che ci ha reso sempre più

indaffarati, stressati e frustrati e subordinati al sistema.

Sta ad ognuno di noi trovare la propria risposta.


Cosa resterà...

...degli anni ottanta?

Buttiamoli nella spazzatura................................

Se siete cresciuti con la musica degli anni ottanta

mettetevi l’anima in pace: difficilmente vi verrà

riconosciuto un qualche valore culturale di ciò che

avete ascoltato e assorbito.

Basta fare soltanto qualche nome di artista o

gruppi che hanno cavalcato l’onda in quei nefasti anni

per rendersi conto che c’è qualcosa che non va. Duran

Duran, Depesche Mode, Spandau Ballet, Simply Red, George

Michael, Culture Club e altre amenità simili. Chiunque

abbia ascoltato la musica del decennio precedente

(Genesis, Pink Floyd, Led Zeppelin, ELP, Yes, Rush, PFM,

Battisti) si chiederà come sia stato possibile che con

cotanto talento siano poi potuti crescere figli così

“ingrati”. Gli anni ottanta sono stati, almeno in

Europa, gli anni in cui la percezione mediatica di tutti

era che andava tutto bene e i soldi abbondavano. Poi a

breve si è capito che non era così. Nessuno si sognava

di creare qualcosa di veramente nuovo o alternativo.

Non ve n’era bisogno (o almeno così ci hanno voluto

far credere). La fatica, si sa, non abita tra i “ricchi”.

Da un punto di vista squisitamente tecnico forse fino

agli anni settanta si era sperimentato anche troppo e

pertanto le nuove “tastierine” (rabbrividisco al solo

suono delle prime batterie elettroniche) portavano una

ventata di novità soprattutto e solo in ambito dance,

creando tra l’altro l’equivoco (ancora oggi di moda)che

i dee jay sono “musicisti”. Purtroppo però non vi era

ancora l’uso popolare dei campionatori e non esisteva

nemmeno il protocollo MIDI (venuto fuori solo alla

fine del decennio) e quindi per molti di quegli anni si è

assistito ad una sorta di massificazione del suono priva

di sviluppo. Il discorso sarebbe molto più lungo ma mi

fermo qui. Attendo smentite ;-)

www.ianne.org - info@ianne.org

Cosa

Ascoltare

Stefano Ianne

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Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli

Ancora una volta...

...Musica Popolare!

2 Ottobre 2009, per la 24° volta, il rito si ripete.

All’interno del piccolo teatro Verdi, da ormai un

quarto di secolo accogliente e rassicurante grembo e

cornice degli eventi organizzati dalla Scuola di Musica

popolare di Forlimpopoli, alle 21,00 la serata di

presentazione dei corsi 2009/2010 prenderà il via e,

con essa, si aprirà, ufficialmente, la nuova stagione.

Difficile trovare gli spunti di novità in un evento

che ormai si rinnova da tanti anni.

Da bravi provinciali anche noi romagnoli abbiamo la

tendenza ad assuefarci, anche alle cose belle, eppure,

in 24 anni, la Scuola di Musica Popolare ha sempre

saputo rinnovarsi e crescere, ha saputo attraversare

un quarto di secolo che, partito da un disinteresse

quasi totale per il folk e la musica popolare, ha finito

con il farli diventare un fenomeno di moda e di

costume. Le 130.000 persone presenti all’ultima

edizione della Notte della Taranta, così come le

decine di pseudo festival celtici nati e cresciuti sotto

l’egida di una leghistica pulsione al ritrovamento delle

proprie presunte padane origini, lo testimoniano.

Eppure, forse è proprio questa la novità, la Scuola

Forlimpopolese, che l’anno scorso contava oltre 250

iscritti, ha saputo crescere senza rincorrere le mode,

ha saputo aumentare, differenziare, rendere sempre

più qualificate le sue proposte corsistiche senza

cedere alle facili mode ne tanto alle spinte pseudo

ideologiche.

La ricerca costante di coerenza hanno fatto della

SMP, uno dei più importanti e riconosciuti punti di

riferimento in Italia per lo studio degli strumenti e

dei repertori di tradizione.


E poco importa se ci sono ancora forlimpopolesi

che, passando davanti alla Rocca di Forlimpopoli,

sede principale della scuola, durante le fredde serate

d’inverno, sentendo le note di una zampogna o di

un organetto, si chiedano cosa mai succeda li dentro,

importa invece che ci siano romagnoli, emiliani,

pugliesi, friulani, lombardi e piemontesi che arrivino

a Forlimpopoli per apprendere l’uso degli strumenti

che qui vengono insegnati.

Quindi, se già sapete cosa sia un’arpa celtica o,

piuttosto, una piva emiliana, un didjeridoo od un

tamburello o meglio una nyckelharpa, sappiate che a

Forlimpopoli, anche quest’anno, come da ventiquattro

anni a questa parte, potrete imparare a suonarli.

Se ancora non lo sapete ma la cosa vi incuriosisce,

sappiate che quella notte, quella del 2 ottobre, avrete

l’occasione di conoscerli ed apprezzarli attraverso

l’esibizione degli insegnanti dei corsi. E se proprio

quella sera non potete perchè dovete andare a

morosa o avete la partita di calcetto o la cena con

le amiche, andate a fare un giro sul sito della scuola:

www.musicapopolare.net vi troverete tutte le

informazioni sui corsi, gli strumenti, le attività della

scuola di musica popolare ed un calendario ben

aggiornato degli eventi e dei concerti di musica

popolare organizzati in Romagna.

Ciao e buona musica a tutti, Marco Bartolini

EcoRomagna

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Decrescifest

Nuovi stili di vita sostenibili

PROGRAMMA

Sabato 19 settembre (dalle 15.30 alle 24.30)

• Ore 15.30

APERTURA DECRESCIFEST al pubblico

Apertura RIVESTITI e RIARREDATI

(baratto di abiti e piccoli oggetti di arredamento

tramite BUONO SCAMBIO)

• Ore 16.00 a cura dei GAS “Ingasati” Forlì e

“Dai Gas Malatesta” di Cesena

GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE:

come l’economia locale può migliorare la nostra vita

- teatro delle farfalle -

• Ore 17.00 a cura di

Roberto Mercatini e Davide Fabbri

IL POTERE DEL CEMENTO di Davide Fabbri

Rappresentazione teatrale dell’attore

Roberto Mercadini - teatro delle farfalle –

• Ore 18.00 a cura del MIZ

RITORNO AL PASSATO presentazione del libro di

ANDREA BIZZOCCHI - teatro delle farfalle -

• Ore 19.00 a cura dell’associazione AMMI

VISITA GUIDATA DI VILLA SILVIA (visita

guidata degli interni e della stanza del Carducci)

• Ore 19.30 a cura dell’associazione VIATERREA

LA CONTESSA SILVIA PASOLINI e il poeta

GIOSUE’ CARDUCCI

(visita guidata degli spazi esterni al parco di

Villa Silvia e storia della contessa Silvia)


• Ore 20.00 a cura dell’associazione AMMI

SUSTAINABLE DECRESCIFEST HAPPY

DINNER. Cena sostenibile

(menu vegetariano/carne con prodotti a KM 0

e biologici direttamente dai produttori locali)

Ore 20.45 Performance di musica, teatro e

audiovisivo di STARFIELD

I SIGNORI DEL DEBITO (1.20’)

- teatro delle farfalle -

• Ore 22.30 Musica Live Popolare Unplugged

ORCHESTRA DI MUSICA POPOLARE e

BALCANICA “IL CUCULO” - teatro delle farfalle -

• Ore 23.30

a cura del GRUPPO ASTROFILI di Cesena

IL CIELO SOPRA CESENA

(osservazione astronomica) - prato di Villa Silvia -

Domenica 20 settembre (dalle 15.30 alle 24.30)

• Ore 15.00 a cura di M.I.Z.

Movimento Impatto Zero

Apertura RIVESTITI e RIARREDATI

(baratto di abiti e piccoli oggetti di arredamento

tramite BUONO SCAMBIO)

• Ore 16.00 a cura di Remedia

LABORATORIO DI DISTILLAZIONE PER

PRODUZIONE DI OLII ESSENZIALI

- stand di Remedia -

• Ore 16.30a cura di M.I.Z.

Movimento Impatto Zero e Viaterrea

L’ANTICASTA L’ITALIA CHE FUNZIONA

presentazione del libro di MICHELE DOTTI

- teatro delle farfalle -

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• Ore 18.00 a cura di M.I.Z.

Movimento Impatto Zero

LA STORIA DELLE COSE,

LA DECRESCITA E LA

GESTIONE CORRETTA

DEI RIFIUTI - teatro delle farfalle -

• Ore 19.15

a cura dell’associazione AMMI

VISITA GUIDATA DI VILLA

SILVIA (visita guidata degli interni e

della stanza del Carducci)

• Ore 19.30 a cura

dell’associazione VIATERREA

LA CONTESSA SILVIA PASOLINI

e il poeta GIOSUE’ CARDUCCI

(visita guidata degli spazi esterni al

parco di Villa Silvia e storia della

contessa Silvia)

• Ore 20.00 a cura

dell’associazione AMMI

SUSTAINABLE DECRESCIFEST

HAPPY DINNER. Cena sostenibile

(menu vegetariano/carne con prodotti

a KM 0 e biologici)

• Ore 20.45 Maurizio Pallante

LA FELICITA’ SOSTENIBILE

il nuovo libro di Maurizio Pallante

(presentazione del libro del fondatore

del Movimento della Decrescita Felice

MAURIZIO PALLANTE)

- teatro delle farfalle -

• Ore 23.30 Musica Live

RADIO HIT

- teatro delle farfalle -


Ore 24.00

CHIUSURA DECRESCIFEST

* In caso di maltempo gli spettacoli

e le presentazioni verranno svolte

all’interno di Villa Silvia

nella Sala NORD


i farmer’s market

La spesa dai contadini

Sono attivi da tempo a Forlimpopoli, Forlì,

Castrocaro, Roncofreddo, Cesenatico i farmer’s

market.

Si chiama farmer’s market il mercato

dei contadini che hanno deciso di

incontrarsi in un unico spazio e

nello stesso momento per venderci

i prodotti, in prevalenza della loro

azienda o del territorio circostante,

grezzi o lavorati.

Come sono nati, lo chiediamo a

Werther Vincenzi della Cia di Cesena.

Questi mercati sono regolati

dalla legge 296 del 2006 e

grazie al successivo decreto del

20/11/2007 le organizzazioni

di categoria li stanno diffondendo.

In Romagna sono attivi da tempo

a Forlimpopoli , il giovedì, a

Forlì, Castrocaro, Roncofreddo,

Cesenatico (il mercato delle

conserve ed il mercatino delle

tipicità il venerdì sera), Savignano

qui già da anni un gruppo di agricoltori si

ritrova il sabato pomeriggio.”

Vincenzi, cos’hanno di particolare

questi prodotti e che benefici

portano alla comunità locale?

“Il rapporto qualità/prezzo, la conoscenza

dell’origine della frutta e della verdura e delle

Giovanni

Neri

risorse di un territorio; i contadini riprenderanno

potere su cio’ che vendono e in più tutti quei

produttori che non hanno la forza per fare

mercato potranno appoggiarsi ad altri.”

Non ha nominato Cesena, avremo

anche noi i nostri farmer’s market ?

A Cesena siamo un po’ indietro, eppure

l’iter burocratico è partito prima di Forli’

(addirittura certi comuni per i primi 6 mesi

non hanno fatto pagare la tassa di occupazione

e lo smaltimento rifiuti).

La Cia e la Coldiretti ci sono mosse per prime

e grazie alla sensibilità dell’assessore Ines

Briganti già dall’estate scorsa, dopo pochi mesi

avevamo già raggiunto

il numero minimo

diagricoltori per partire

(15). Intanto l’assessore

Leonardo Belli tirava le

file per arrivare all’ultimo

obiettivo: lo spazio

pubblico dove fare il

mercato. Scartate le prime

proposte: Piazza della

Libertà e zona Via Beccaria, rimaneva via

Caporali, nei giorni mercoledì e sabato, come

una naturale appendice del mercato grande.

La comunità locale come si stava

preparando a questo piccolo ma

significativo evento

antiglobalizzazione?

21


A dir la verità quelli che per molti sarebbero

stati vantaggi, a qualcun’ altro sembravano

inconvenienti: a marzo su un giornale

un’esponente della confesercenti presentava le

sue perplessità sull’intera iniziativa: l’effettiva

origine locale dei prodotti, la loro igienicità (ossia

dalla terra alla tavola), lo scombussolamento

degli attuali equilibri del mercato ….come dire

c’è già chi vende frutta e verdura, perché farlo

fare anche ai contadini?

Al di là di queste inevitabili obiezioni,

cosa mancava per partire allora?

Solo il sì dell’ammistrazione comunale, ma

proprio in quel periodo, ormai in primavera

inoltrata, scadeva il suo mandato; rimaniamo

perciò in attesa che la nuova giunta ci chiami

e se l’area pubblica designata non andra’ più

bene, dovremo cercarne una privata ma più

lontano dal centro.

Nota per i cesenati:

nell’attesa certa che anche a Cesena

partirà il mercato dei contadini se

proprio non sapete rimandare una spesa

fresca di pomodori, cipolla, pesche e

quant’altro, andate….fuori dal comune.

da Cesena, Giovanni Neri

22

Emergency annuncia la morte della

sua Presidente Teresa Sarti Strada.

Con la stessa apertura

e con la stessa

semplicità che

aveva voluto per la

vita di Emergency,

Teresa ha accettato

anche in questi

suoi ultimi giorni

la vicinanza di

tutti coloro che

hanno voluto esserle accanto. La

serenità consapevole con la quale è

andata incontro alla conclusione del

suo tempo ha espresso il coraggio e la

determinazione che rappresentano la

verità del nostro impegno in un’attività

che ha dato senso alla sua e alla nostra

esistenza.

La dolcezza del ricordo coincide per noi

con il rinnovo del nostro impegno per

la pace e per la solidarietà.

EMERGENCY


Inchiesta

di Luca Caggiano

Maurizio Chiarini

Amministratore Delegato Gruppo Hera

Alla periferia di Forlì, in località

Coriano è in costruzione un nuovo

megainceneritore.

In moltissimi si stanno opponendo,

solo pochi lo vogliono. Tuttavia

i lavori proseguono indisturbati

alimentando un dibattito sempre

più acceso. Vediamo di fare il punto

della situazione. Si è veramente

liberi di scegliere quando si hanno

a disposizione tutte le informazioni

non manipolate o occultate da

interessi di parte. Per questo noi

della redazione abbiamo voluto

andare a fondo nell’argomento

proponendo ai lettori il risultato

di una indagine, vi garantiamo,

assolutamente libera, neutra, mossi

L’incredibile storia

dell’Inceneritore

di Forlì

EcoRomagna

soltanto dal desiderio di

tutelare il più importante

fra i diritti del cittadino, o

meglio dell’essere umano;

quello alla salute e quindi

alla vita.

La documentazione da noi

acquisita mostra quanto su

questo tema le istituzioni

siano reticenti, poco chiare

e per nulla trasparenti. Gli

elementi che evidenziano un

generale clima di sudditanza

nei confronti di interessi

consolidati sono molti. Per ragioni di

spazio siamo costretti a esporvi solo

alcuni dei tanti punti che meriterebbero

di essere affrontati e portati alla

conoscenza di tutti: perchè questo

status quo, che sta rendendo (senza

esagerare) la nostra regione come una

delle zone più inquinate del pianeta, può

perdurare proprio perchè la maggior

parte della popolazione è disinformata.

Affrontiamo il problema partendo

dalla domanda: cosa è realmente un

inceneritore e cosa succede con la

combustione dei rifiuti?

Il principio di Lavoisier afferma che nulla

si crea e nulla si distrugge, se qualcosa

viene bruciato ce lo ritroveremo solo

trasformato in modo diverso (cenere e

fumo).

della

23


Per detto principio nulla può scomparire

magicamente. Bruciando i rifiuti, fra i

quali si possono nascondere sostanze

già tossiche di per sé, si formano dei

composti chimici pericolosissimi. Siamo

l’unico Paese al mondo che considera i

rifiuti come fonte rinnovabile. Questo

solo perché si considera il rifiuto “una

fonte inesauribile di combustibile”. In

realtà la definizione di fonte rinnovabile

di energia è molto diversa e prevede che

la fonte si autogeneri e che non produca

impatti negativi sulla salute. Questa

scelta ha portato cospicui finanziamenti

alla costruzione degli inceneritori:

soldi che provengono dai contributi

pagati da tutti gli Italiani tramite le

bollette Enel. In questo modo vengono

sottratte alle vere fonti rinnovabili

(solare, eolico, idrico, geotermico...)

ingenti somme di denaro. Si tratta, fra

l’altro, di un errato recepimento delle

Direttive Europee sulla produzione di

24

Stefano Venier Direttore Direzione Generale

Sviluppo e Mercato Gruppo Hera

L’Inchiesta Locale

energia rinnovabile, per cui noi cittadini

dovremo pagare multe salatissime.

E questo a solo beneficio dei gestori

degli inceneritori. Per quanto riguarda

il supposto recupero (produzione di

energia bruciando rifiuti) c’è anche

da dire, che il vero recupero lo si fa

riusando e riciclando il rifiuto, o meglio

la materia prima in esso contenuta.

Con il riuso si ha un recupero del 70-

80% di energia (esempio: bottiglia di

vetro) con il riciclo si ha una recupero

di energia pari al 50% (carta e plastica),

con l’incenerimento si recupera solo il

18% di energia!

PORTA a PORTA

Il sistema di raccolta porta a porta è

ampiamente collaudato da anni in molte

regioni del Nord e del Sud, funziona

egregiamente e sopra tutto è efficace,

consentendo il raggiungimento in

pochi mesi di quote enormi (70-80%) di

raccolta differenziata di ottima qualità.

Questo senza comportare un aggravio

sui costi sopportati dalla cittadinanza.

Nei luoghi dove viene applicata la tariffa

sul rifiuto prodotto da ogni famiglia i

cittadini si sono visti ridurre anche a un

terzo le bollette. La spesa per i Comuni

è paragonabile, se non minore, a quella

del sistema a cassonetti. A fronte di

queste considerazioni risulta evidente

come, con il porta a porta, si abbia un

sistema serio ed efficace per la raccolta

dei rifiuti che contemporaneamente

preserva la salute dei cittadini. Allora

perché nella Provincia di Forlì-Cesena

non si attua questa metodica nonostante


le richieste di 17.000 cittadini chehanno

firmato, già a partire dal 2004, una

petizione ad esso favorevole) che

se instaurata avrebbe reso inutile

la triplicazione dell’inceneritore?

Rileviamo che Hera s.p.a.ha deciso di

costruire un inceneritore di potenzialità

doppia rispetto all’attuale e ha investito

almeno 60 milioni di euro in questo

progetto. Il “porta a porta” priverebbe

Hera s.p.a. del combustibile necessario

per far funzionare l’impianto.

T.A.R. e CONSIGLIO DI STATO

Sono state perseguite finora tutte

le strade consentite per contrastare

l’autorizzazione alla costruzione

dell’impianto di incenerimento di

Hera s.p.a., ovvero si è fatto ricorso al

TAR che però ha lasciato non poco

amareggiati i cittadini; infatti finora

il Giudice che ha emesso le sentenze

in merito si è più volte contraddetto,

con l’unico risultato di lasciare via

libera a Hera s.p.a. e costringendo i

cittadini a ricorrere anche all’ultimo

grado della Giustizia Amministrativa,

cioè presentando ricorso in Consiglio

di Stato. Il TAR considera i ricorrenti

illegittimati a ricorrere perché residenti

troppo lontano dall’impianto di

incenerimento che, incredibilmente,

viene da lui paragonato ad una discarica

per quanto riguarda le emissioni. Nel

considerare le distanze, afferma che

i firmatari risiedono tutti oltre i 1400

metri, mentre il primo firmatario, come

indicato nella cartina da lui richiesta abita

entro i 1100 metri. Le contraddizioni

non finiscono qui. Oltre a sbagliare

a trascrivere le distanze, sembra

incredibile come lo stesso Giudice,

contraddicendo la legge Regionale

sulla VIA (Valutazione di Impatto

Ambientale) e quanto da lui stesso

affermato in un’altra sentenza, riesca

ad “eliminare” con un magico colpo di

spugna altri cittadini le cui abitazioni

sono molto più vicine all’inceneritore

delle distanze limite consentite per

legge. Stupisce anche che il Giudice

citi, a sostegno di quanto da lui deciso,

dei documenti di ARPA e AUSL che

confermerebbero la non pericolosità

dell’impianto, documenti che però non

erano assolutamente depositati agli atti.

Gian Carlo Randi Direttore Gruppo Hera Forlì-Cesena

MEDICI

Dal 2004 più di 400 medici della

Provincia hanno chiesto con una

petizione di non procedere nell’uso

dell’incenerimento come metodica di

smaltimento dei rifiuti a causa delle

sua pericolosità. Questi 400 medici

sono stati sostenuti fermamente anche

25


dall’esimio Prof. Lorenzo Tomatis,

già Direttore della IARC (Agenzia

Internazionale Ricerca sul Cancro)

di Lione, purtroppo scomparso

recentemente, il quale all’audizione

dei Medici svoltasi in Comune il 26

novembre 2006, ha dichiarato che

avrebbe sottoscritto senza esitazione

la petizione sopra citata se fosse stato

residente o avesse lavorato nella

Provincia di Forlì-Cesena. Tomatis

iniziò l’audizione pubblica dicendo

che le generazioni a venire non ci

perdoneranno il danno che noi stiamo

loro facendo perché centinaia e centinaia

di sostanze tossiche e

nocive, molte delle quali

si ritrovano anche nelle

emissioni degli inceneritori,

sono presenti nel sangue

ombelicale e condizionano

non solo lo sviluppo fetale

ma anche quello che sarà

lo stato di salute nella

vita . In una successiva

intervista sempre Tomatis

dichiarò che: “incenerire

i rifiuti resta una follia”.

Nonostante questo, alcuni medici

continuano invece la loro opera di

disinformazione e di sostegno agli

inceneritori, spesso anche cercando di

screditare agli occhi dei cittadini i medici

che invece ne presentano chiaramente

gli aspetti nocivi per la salute.

GLI AMMINISTRATORI NEGANO

LA PERICOLOSITÀ DEGLI

INCENERITORI, MA SANNO

26

L’Inchiesta Locale

Esiste una corposa letteratura scientifica,

della quale gli Amministratori e anche

alcuni personaggi “illustri” del cosiddetto

mondo scientifico e medico negano

l’esistenza, che documenta come gli

inceneritori possono essere la causa di

tumori. Un esempio: il 30 ottobre 2003

venne sottoscritto e firmato in ogni sua

pagina da Comune di Forlì, Provincia

di Forlì-Cesena, AUSL Forlì e ARPA

Emilia–Romagna, sezione di Forlì-

Cesena, un documento denominato

Protocollo d’Intesa per Progetto di

Sorveglianza Ambientale - Sanitaria

sulla popolazione residente nell’area di

Coriano. Pur evidenziando

un’anomalia, in quanto in

questo studio fra i partner

si rileva la presenza di Hera

s.p.a. e nella prima fase dello

studio anche della Mengozzi

s.p.a., lo studio mette fin

da subito in evidenza

le criticità derivate dalle

emissioni degli inceneritori.

Di questo Protocollo non

è mai stata data notizia. È

stato tenuto nascosto nei

cassetti degli uffici finché l’Associazione

Clan-Destino, nei suoi innumerevoli

accessi agli atti, non ne è venuta in

possesso nel 2005 e lo ha mostrato

alla stampa locale e quindi ai cittadini.

Tutto è stato ampiamente trascurato e,

peggio, negato, dalle Amministrazioni

locali e anche da quelle nazionali.

Si ringrazia per la collaborazione

l’Associazione Clan/Destino di Forlì.


Questa rubrica non ha intenti pubblicitari. I prodotti citati sono testati e garantiti,

solo in alcuni casi anche commercializzati da Rivoluzione Naturale

Prodotti

Ecologici

Clinetor: un insieme di pietre, che

inserite in una sorta di palla bucata in

plastica, a sua volta inserita nel cestello

della lavatrice, sostituisce il detersivo.

Garantisce (provare per credere, ma

esiste una documentazione ufficiale

a riguardo) risultati uguali a quelli dei

migliori detersivi sul mercato. Abbiamo

chiesto di provarlo, l’abbiamo usato e

fatto usare a diverse amiche.

Clinetor, ovviamente, non ‘sbianca’

perché non ha sostanze chimiche

sbiancanti, e non profuma, perchè non

ha sostanze chimiche odorose. Ma il

bucato è pulito come quello ottenuto

con i normali detersivi. Sulle macchie

di grasso, occorre strofinare, prima

dell’inserimento in lavatrice, un poco di

sapone di Marsiglia.

Ma come fanno alcune pietre inserite

nell’acqua a svolgere la funzione del

normale sapone chimico da lavatrice?

E’ semplicissimo. “L’azione lavante del

Clinetor è dovuta alla ionizzazione dell’acqua

(e dei sali in essa disciolti) attivata dal campo

magnetico esistente nel cestello della lavatrice.

La ionizzazione consente di detergere tutto

lo sporco solubile in acqua dagli indumenti

sostituendo i detersivi tradizionali in polvere e

liquidi. Il bucato non necessita di ossigeno attivo

e di anticalcare “non scolorisce pur lavando alle

temperature usuali ed elimina tutti gli odori e i

batteri che caratterizzano i cattivi odori”.

Composizione: Clinetor è costituito

da due minerali (elbaite e uvite) con

piccolissime quantità di sodio silicato

e sodio arbonato. Fino ad oggi, nel

processo di lavorazione delle pietre, è

Lavare senza detersivo? Si può,

con risultati ottimi e inquinamento zero

stato utilizzato il sodio lauril-solfato.

Tale componente è rintracciabile nel

prodotto finale nella misura del 5%.

Verrà presto sostituito dalla coloformia,

la caratteristica resina prodotta, in

bolle color miele, dagli alberi. Chi ha

sino ad oggi utilizzato il Clinetor è

estremamente soddisfatto. Qualcuno

aggiunge delle gocce di olio essenziale

per ottenere un bucato profumato,

qualcuno mette comunque qualche

goccia di ammorbidente. Nessuno

ha più bisogno dell’anticalcare, dato

che Clinetor azzera i residui calcari

nel filtro della lavatrice. E la spesa?

50 lavaggi vengono a costare, con la

palla contenitore, circa 20 euro, che

si trasformano per i 50 successivi in

circa 10, dato che il costo della ricarica

è dimezzato rispetto a quello della

confezione iniziale.

A Cesena presso erboristerie

La Mandragola e Sole Luna;

A Forlì presso erboristeria

Natura Infinita;

A Cesenatico presso erboristeria

Il germoglio;

E’ disponibile anche in numerosi altri

punti vendita dei quali, al momento in

cui scriviamo, non abbiamo il recapito.

Per Informazioni: 348 4727931

info@rivoluzionenaturale.it

27


28

Cultura

Fabrizio Zani

Questo giornale

ha una bussola.

Questa bussola si

chiama Ecologia,

una visione del

mondo secondo

la quale la società

degli uomini deve armonizzarsi ed

integrarsi con la Natura, traendone tutti

gli insegnamenti necessari ed utili alla

sua vita. Sono passati circa 40 anni da

quando in questa visione del mondo ha

acquisito una sua visibilità ed un

suo posto nel panorama culturale

e ideale.In questi 40 anni, però, il

suo potenziale innovativo ed anche

‘rivoluzionario’ è andato spegnendosi,

soffocato nell’abbraccio di altre

posizioni apparentemente simili. Una

visione del tutto originale rispetto

alla società industriale in cui viviamo

ha finito per essere ovunque classificata

come una delle tante espressioni di un

pensiero genericamente ‘di sinistra’,

condividendone i fallimenti, le crisi,

le scelte e soprattutto le analisi e le

posizioni. Ma l’ecologia non può

essere definita ‘di sinistra’ né,

tantomeno, ‘di destra’ perché i suoi

fondamenti sono completamente

diversi da quelli espressi dalle culture

che hanno generato questa divisione

politica. L’ecologia è domandarsi: in

che modo si può organizzare la vita

degli uomini perché le generazioni

future possano godere dei doni della

EcoRomagna

Nostra Signora Ecologia

natura?.... in che modo, per vivere in

buona salute?... in che modo perché

gli animali non vengano torturati negli

allevamenti?... in che modo, perché

tutti possano partecipare al benessere

e all’abbondanza che la Natura, in tutta

evidenza, spontaneamente genera?

Preseravando terra, acqua, piante,

animali salute degli uomini, tutto il resto

viene di conseguenza.

L’ecologia ha a che vedere col

territorio (col modo di abitarlo e gestirlo)

e con la popolazione (quanti e come

possono stare in una regione, senza

devastarne gli equilibri); con l’economia

(cosa e come produrre)… poi, ha a che

vedere con l’organizzazione sociale

(come costruire istituzioni e sistemi

politici in armonia con questa visione

del mondo…).

In ogni numero di questo giornale

affronteremo un argomento particolare,

con la lente dell’ecologia. Molti ci

troveranno ‘politicamente scorretti’.

Ma viste le condizioni del nostro

disgraziato paese (e la Romagna, con

i suoi allevamenti, con il suolo che

sprofonda, con un mare inguardabile,

con le campagne grondanti di pesticidi,

con gli ospedali affollati di malati di

cancro, con le sue percentuali record

di Alzheimer e Parkinson…) saremo

scorrettissimi, offrendovi solidi argomenti

per uscire dal conformismo nel quale

ci tengono ad arte immersi, affinché

‘nessuno disturbi i manovratori’.

della


Ariete

Orientamento

Astrologico del Mese

Caro Ariete, soprattutto della prima decade, le tue doti di

impulsività, generosità, attivismo e creatività, devono fare

i conti con Saturno e Plutone che vogliono farti riflettere.

Accetta di fermarti

Un buon Settembre per i Tori che hanno bisogno dell’energia di

terra del settembrino segno della Vergine. L’energia di Marte vi

farà progettare buone cose e i nati nella prima decade ricevono

da Plutone stimoli inaspettati.

Gemelli

Il Sole e Venere vi disorientano; non andate alla ricerca delle

piccole rughe che il Sole crea sulla pelle del viso, che poi

diventate di cattivo umore. Il signore della fortuna, Giove, e

quello della fantasia, Nettuno, vi sorridono.

Non corrette in moto o in macchina. Non siete abituati all’energia

di Marte che transita nel vostro segno. Ma se vi vengono

delle idee interessanti cercate di realizzarle. Urano è ancora

molto creativo soprattutto per i nati nella terza decade.

Leone

Gabriella Zevi

Bene il mese di Settembre che vede Venere nel segno del Leone.

Dal segno dell’Acquario Giove e Nettuno possono raffreddare

i nati nella terza decade, con qualche linea di febbre.

Rimedio: niente birra e alcol, dolci e tanta frutta e verdura.

Auguri ai nati nel meraviglioso mese di Settembre. Venere si

avvicina e promette benessere. Ancora uno sforzo e potrete

godere i frutti delle fatiche degli ultimi tempi.

Toro

Cancro

Vergine

29


Bilancia

30

Finalmente il caldo estivo che rende irascibili i nati nel fresco

periodo della Bilancia, si sta attenuando. Giove ( fortuna) e

Nettuno ( creatività) promettono successi. Meditate.

L’intuito dice ai nati sotto il segno dello Scorpione che si preparano

grandi cose in questo mese in cui Marte li guarda con grande simpatia

e anche il grande vecchio – Saturno - li sostiene.

Le idee e la forza per realizzarle vengono dalla pancia.

Sagittario

Orientamento astrologico del Mese

Il segno dell’ottimismo può ricominciare a vedere in rosa dopo

tempi che hanno messo in seria discussione le sue convinzioni.

Moderate però le gioie della tavola privilegiando quelle di

passeggiate e sport.

Una ripresa lavorativa con qualche contrattempo fino al 21

Settembre quando Venere entrerà in Vergine. Plutone permette

ai nati della prima decade di sgomberare la soffitta da inutili e a

volte dannosi ricordi che però prima vanno “ricordati”.

Acquario

Il Sole caldo del tempo del Leone inibiva la creatività

dell’invernale Acquario. Meglio Settembre anche se Venere è

ancora troppo calda. L’anno è stato denso di avvenimenti e ricco

di intuizioni e ancora lo sarà per i nati nella terza decade.

Saturno vi sta salutando dopo avervi bacchettati per 3 lunghi

anni. Urano è ancora presente nel segno per i nati nella terza

decade e porta idee rivoluzionarie. Marte in aspetto ottimo e

Giove in arrivo. Che dinamicità; cosa volete di più?

Non perdete il prossimo numero di questo mensile!

Scriveteci a: info@rivoluzionenaturale.it

contattateci con facebook

Scorpione

Capricorno

Pesci


L’autrice di questo libro si occupa degli astri e del loro rapporto con la nostra vita su EcoRomagna

Le edizioni Sì stanno per dare alle stampe un’edizione arricchitae rinnovata del suo libro

Gabriella Zevi

Alla scoperta di sé attraverso le 12 età della vita

Manuale di Cronoastrologia

Attraversando senza esitare

i più diversi aspetti del

pensiero umano (mitico,

storico, scientifico, esoterico,

simbolico) Gabriella Zevi ci

guida verso la conoscenza

di noi stessi e del mondo a

partire dal nostro tema natale.

Se non bastasse… riporta

dati, esempi e scoperte che

ci ‘garantiscono’ l’autenticità

delle sue intuizioni e la bontà dei suoi

studi. Riportiamo un brano del libro,

che può servire a comprenderne bene

l’essenza.

Una nascita speciale

Tra la prima e la seconda edizione del libro

succede un fatto eccezionalmente grave: il

terremoto in Abruzzo ( Aprile 2009). Seguo

con dolore gli avvenimenti, sollevata solo quando

la radio segnala ritrovamenti di persone ancora

in vita; per scelta non possiedo un apparecchio

televisivo. Scorro velocemente anche i quotidiani

per non cadere nella tentazione di nutrire la

curiosità morbosa del dolore altrui. Il 7 Aprile

mi rallegro della notizia di una nascita; il

giorno prima, proprio mentre tutto crolla, alle

ore 16, in una ambulanza, una bambina vede

la luce.

Che cosa indica il suo tema natale? Lo posso

verificare avendo a disposizione tutti i dati.

Il tema di questa bambina presenta Venere

retrograda a 1 grado dell’Ariete e cioè alla

nascita. Venere è congiunta al Pianeta

Urano ( trasformazione improvvisa)

ancora a 23 gradi dei Pesci. Se

Venere è colei che crea i campi morfogenetici

che sono alla base della vita

è evidente che la piccola è venuta al

mondo sotto una buona stella, e

grazie a una buona stella, anche se la

sua retrogradazione ci parla di una

condizione fuori dall’ordinario. Se in

futuro leggerà questo libro o risponderà

alla domanda di un astrologo sull’ attivazione

di Venere nei primi giorni di vita, saprà con

sicurezza cosa rispondere.

Gabriella Zevi, avvocato, studiosa di

astrologia e di medicine olistiche, di

psicologia e di spiritualità, è autrice

di diversi altri libri: “Donne in via

di estinzione? Dal santuario del

parto alla genetica”, “Donne felici.

Dall’adolescenza alla menopausa”,

“Ultimo sangue. Sulla patolologia della

menopausa”, “Rollerblades. Sessualità,

femminismo, religiosità per una figlia

adolescente”.

Gabriella Zevi

Alla scoperta di sé attraverso

le 12 età della vita

Manuale di Cronoastrologia

pag.120 euro 11,00

Edizioni Sì

31


Sei molto più potente di quanto immaginavi!

Da ottobre in tutte le librerie

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