Cin Cin a Roberto Fabbricini - CUSI

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Cin Cin a Roberto Fabbricini - CUSI

Cin Cin a Roberto Fabbricini

il non pensionato del Coni

All’Aeronautica, a Vigna di Valle, più di 35

anni fa... arruolati forse più per le potenziali

qualità dirigenziali che per il valore atletico.

Così ho conosciuto Roberto Fabbricini, poi le

strade spesso si sono incrociate. Io

consigliere nazionale della FIDAL, lui prima

dirigente del settore tecnico, poi

dell’Organizzazione e poi ancora addirittura

Segretario Generale.

Abbiamo anche sposato due mogli con lo

di Mauro Nasciuti

stesso cognome e la stessa professione.

Quando il CONI ha dovuto sostituire Luciano

Barra nell’incarico secondo per prestigio

solamente a quello di segretario generale, di

dirigente della Preparazione Olimpica, è stato

quasi naturale pensare a lui,

straordinariamente attento alle

problematiche tecniche, cultore dello Sport,

di tutti gli sport.

La sua sensibilità nei confronti di tutte le

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Tanti bei nomi, il meglio dello sport italiano e del Coni alla festa di Fabbricini:

con la moglie Wilma e il figlio Marco. c’erano a festeggiare Roberto anche Petrucci,

Pagnozzi, Pescante, Gola, Cimnaghi, Maffei, Coiana, Dima, Fraccari, Standoli,

Barelli, Tranquilli, Scarso e tanti altri tutti raggruppati in questa bella foto.

discipline, la sua passione, il suo entusiasmo nel vedere crescere un atleta fino al

massimo traguardo, alla medaglia olimpica, la sua competenza nel supervisionare i

progetti di preparazione all’Evento, lo hanno fatto apprezzare da tutte le Federazioni.

Sempre si è prodigato perché le cose andassero al meglio: a Pechino lo abbiamo

visto stanco solo nelle ore precedenti la Cerimonia di Apertura, assillato dalle

richieste, quasi sempre non provenienti dal mondo sportivo, di biglietti di ingresso.

Subito dopo Roberto è tornato al suo mondo, quello dei rapporti con le Federazioni,

quello delle gare, ed ha ritrovato la piena efficienza.

C’è un altro Mondo che apprezza tantissimo Roberto, quello dei moltissimi amici,

quelli che cenano con lui e Vilma, che giocano a carte con lui, che uniscono lo stare

insieme con le mille battute, che assieme a lui si godono le barzellette di quei due o

tre che ci fanno “morire”.

Dal 31 dicembre è andato in pensione, ma uno bravo come lui è già al lavoro: ed

eccolo che da una mano a Pescante, a Pescara, a salvare i Giochi del Mediterraneo.

Siamo coetanei, ma io non vado in pensione e cerco di fare il “Fabbricini” del CUSI.

Finiti i Giochi, Roberto mi dai una mano a prendere un po’ più medaglie alle

Universiadi?


IL 2008

FRA POLITICA

E SPORT

Una vignetta, un tratto di penna quasi

sempre sanno esprimere un concetto,

un valore anche profondo, meglio

di un articolo.

Così abbiamo provato a ricostruire la

storia di un anno attraverso i disegni

di alcuni dei migliori “cartoonist” del

mondo. Attingendo al settimanale

francese Courrier International ed

anche ad altre testate, sempre con

l’intento di trovare il meglio.

Crediamo di esserci riusciti.

A voi comunque la sentenza. In alto

si può ammirare una delle “opere” di

Giannelli che appaiono puntualmente

sul Corriere della Sera con

un’incisività di grande attualità.

g.g.

GENNAIO Le prime avvisaglie della crisi

finanziaria investono le monete del

mondo nel disegno di Bado apparso sul

giornale canadese Le Droit di Ottawa.

APRILE Il nuovo “imperatore” francese,

Sarkozy e con la Bruni visto da Haddad

del Courrier.

FEBBRAIO Ringiovanimento

al vertice di Cuba: dopo 49

anni di potere, Fidel Castro, 81

anni, passa il comando al fratello

Raúl, 76.

Disegno di Riber, Svezia.

GIUGNO Agli Europei di calcio, gli azzurri

di Donadoni vengono triturati dal

mulino olandese. Disegno di Zudin apparso

sulla rivista Kommersant di Mosca.

GIUGNO Obama

ha la meglio su Hilary

Clinton alle primarie

ricevendo l’investitura

democratica.

È il primo

africano-americano

a correre per

la presidenza.

Disegno di Daryl

Cagle, Stati Uniti.

MARZO La repressione

cinese nel Tibet provoca

reazioni in tutto il mondo:

il nuovo tipo di lancio

cinese del martello-boomerang

secondo Oliver,

Der Standard-Vienna.

MAGGIO Con l’autorizzazione del Tribunale

arbitrale dello sport (Tas) Oscar

Pistorius viene autorizzato a partecipare

ai Giochi di Pechino purchè ottenga un

tempo minimo. Al contrario la IAF aveva

posto il divieto in quanto a suo avviso il

sudafricano avrebbe tratto un vantaggio

dalle protesi. Disegno di Burki, 24 HEU-

RES di Losanna.

LUGLIO

La Spagna elimina la

Germania agli

Europei di calcio.

Disegno di Stephff.

Nadal straccia

Federer nel

Roland-Garros.

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SETTEMBRE La delegazione

sudafricana è tornata

dalla Cina con una

sola medaglia d’argento. I

campioni mondiali del

rugby si piazzano ultimi

nel torneo delle Tre

Nazioni. Intanto la Fifa

sta studiando un piano B

per “salvare”il mondiale

2010 assegnato proprio al

Sud Africa. Disegno di

Zapiro, Mail & Guardian,

Johannesburg.

OTTOBRE Maradona

sta per diventare nonno

mentre viene investito

della carica di tecnico della

Nazionale argentina.

Disegno di Cajas,

El Commercio di Quito.

NOVEMBRE Anche la

statua della Libertà diventa

nera dopo l’elezione

di Obama.

Disegno di Chapatte,

Les Temps di Ginevra.

AGOSTO Sarcastico lo

sprinter giamaicano Usayn

Bolt attende gli avversari

all’arrivo dei 100 metri vinti

col tempo record di 9”69 che

migliora quello precedente e

personale di 9”72.

Ha migliorato anche il

primato dei 200, 19”30

contro 19”40 dell’americano

Michael Johnson.

Disegno di Chapatte,

Les Temps, Ginevra. AGOSTO Anche Michael Phelps entra nella leggenda diventando il campione del mondo

più titolato con 14 medaglie d’oro: otto a Pechino (7 più quella della staffetta anche se non

ha partecipato alla finale) e sei ad Atene. Il primato apparteneva a Mark Spitz con 9 medaglie

assieme a Lewis e alla russa Latynina. Disegno di Burki, 24 Heures, Losanna.

SETTEMBRE Torna attuale

la polemica, specie in Spagna

ed Inghilterra sulla giovane

ginnasta cinese che ha battuto

le rappresentanti delle due

nazioni. Molti dubbi sull’età

reale della bambina

che è salita sul podio con la

medaglia d’oro.

Disegno di Burki,

24 Heures, Losanna.

DICEMBRE

Sono giorni tristi anche

per Babbo Natale

costretto ad elemosinare.

Disegno

di Wilkinson, Usa.

DICEMBRE

Finale a... suon di scarpe

per il presidente Bush.

Disegno di Bertrams,

Het Paroal, Amsterdam.


Dall’inviato

GIORGIO

GANDOLFI

QUANDO IL RUGBY È SP

Torino - Lo stadio

pieno un’ora prima

della partita, un tifo

che al calcio si

sognano, due

squadre, Italia e

Argentina che hanno

dato il massimo

dall’inizio alla fine:

questo il sunto di un

sabato pomeriggio

all’Olimpico di Torino

per quel matrimonio

sportivo fra il rugby e

la città che conferma

quanto sia apprezzato

il prodotto che ruota

attorno alla

pallaovale. E

soprattutto cosa

significa creare

attorno ad un

avvenimento sportivo

il clima agonistico

giusto, il rispetto di

un codice che

significa civiltà e

cultura. È stato bello

trovarsi in mezzo a

gente che magari non

conosceva del tutto le

regole del gioco ma

rispettava quelle

dello sport. Il presidente Dondi con la figlia Elisabetta

e l’assessore Montabone in tribuna d’onore.

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ETTACOLO

La preparazione prima del via.

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Foto di GIANNI MINOZZI

e SPORT UNIVERSITARIO

Il tango argentino

del Cus Torino

ha avuto molto

successo.


Eugenio Marsaglia del Cus Torino in azione (foto di Luca Annichiari).

CNU

DELLA NEVE

2009

A PINZOLO

Il presidente Coiana, Davide D’Elicio (nel riquadro in gara) e Carra.

Gran duello

dallʼinviato GIORGIO GANDOLFI

Pinzolo - Ha ragione il Presidente

Leonardo Coiana: “Se ogni Cus continua ad

interessarsi prevalentemente del proprio

orticello, è inevitabile che si perdano grandi

occasioni come questi Campionati, come i

Campus ed altre manifestazioni analoghe.

Insomma devono sentire queste

manifestazioni come una cosa propria

perchè se ci sarà un ritorno questo andrà a

loro vantaggio”. Mentre il presidente parla ,

gli universitari sono impegnati nell’ultima

prova dei Cnu organizzati dai Cus Trento e

Brescia in modo impeccabile grazie anche

al contributo del Comune di Pinzolo, dei

cronometristi e della Fisi. In effetti ci si

aspettava una maggiore partecipazione

anche perchè le condizioni della neve e le

giornate erano davvero ideali. Coiana ha

accennato anche ai Campus di

Bardonecchia e di Cagliari che gli stanno

Eugenio Marsaglia Andrea Ballerin Alessandro Vettori Piero Giardini G. Sogliani Pini


Artemio Carra stile scalata delle grandi vette. Gianni Ippolito indica alla moglie la Cima che Nasciuti gli ha dedicato.

Torino-Parma

particolarmente a cuore e che offrono agli

universitari condizioni davvero uniche sia

d’inverno che d’estate. Eppure non sempre

la risposta è quella auspicata. “Dovremo

incontrarci e parlare chiaro- conclude il

presidente- altrimenti continueremo a

sprecare tempo e lavoro”.

Poi si rasserena ad una battuta di Luterotti,

oramai noto come Lutezio, mentre il suo

vice, Artemio Carra, conclude la gara dei

gentlemen. Quelle di Pinzolo sono state

giornate intense in un panorama

mozzafiato con le pareti granitiche

dell’Adamello e le guglie dolomitiche

brentane. Posti che Marcello Martinelli

ricorda con affetto pensando a papà

Vittorio come Mauro Nasciuti avendoli

frequentati sin dall’infanzia. Anche se i loro

“allievi” non hanno saputo reggere al

confronto nel duello fra Torino e Parma che

Foto Sport Universitario

ha visto prevalere il Cus di Matteo de Sensi

con ben quattro medaglie, due d’oro della

sorprendente Eleonora Gussetti pronta a

fiondare a valle nelle gare che contano.

Altre belle sorprese sono arrivate dal

torinese Marsaglia e dal trentino Ballerin

che gareggiava per i colori del Cus Bologna

studiando farmacia nell’università felsinea.

Alunni così bravi da meritarsi un posto

nell’Universiade cinese.

Jacopo Colombo Andrea Longhi Federico Rossi Davide D’Elicio Andrea Mansoldo Matteo Gianelli Stefano Poma Gabriel Migliarucci

Sul Dosso de sabion a 2.100 metri.

Angelica Paris

Mauro Nasciuti, il jolly Pino e Andrea

Tomasi, presidente del Cus Trento.


DA YOU TUBE ALLA CIMA IPPOLITO

I Cnu di Pinzolo, al di là dei risultati tecnici

sono stati l’occasione, ancora una volta,

per nuove amicizie, per incontri, per la

scoperta di personaggi: come Niccolò

“Zorro”, ad esempio, diventato così

famoso per le sue esibizioni pre-gara da

finire su You Tube, come hanno

sottolineato il gruppo di trentini capeggiati

da Luca Annichiari. Andate a vederlo anche

voi, c’è da divertirsi. Peccato che

l’esibizione dell’universitario in scienze

forestali di Padova (barman d’estate nel

gazebo di Misurina) sia avvenuta soltanto

nelle prime gare. Da ricordare una battuta

di Mauro Nasciuti al fratello accennando ai

pochi rappresentanti del Cus Genova in

gara, Federico Rossi e Roberto Paoletti:

“Gli ultimi dei mohicani, quello che è

rimasto di una grande tradizione”. Battuta

accolta con ammirevole simpatia dagli

interessati. Sostituire campioni del passato

come Confortola, Traversa, Zappa, De

Chiesa, Poccianti, Marchisio, Gambetta,

Viberti non è facile.

Lo stesso Nasciuti, accennando agli Orti

della Regina, dove la principessa Titti

amava sciare, ha ricordato che là un

giorno d’estate arrivò Gianni Ippolito con

un’impresa ricordata appunto con una

targa ,la Cima Ippolito. Ammirevole anche

Davide D’Elicio che ha provveduto a fare

da apripista al gigante femminile

scherzando poi con Coiana sui suoi studi

da medico, traguardo al quale mancano

cinque esami da suddividere equamente

con la passione per la barca e la vela.

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SLALOM GIGANTE FEMMINILE 27 GENNAIO

1) Anastasyia Skryabina Ukr 1985 2’06”15

2) Francesca Zerman It 1988 2’06”57

3) Angelica Paris It 1993 2’06”64

4) Maddalena Collini It 1990 2’09”80

5) Michelle Ferrazza It 1991 2’10”13

6) Tamara Gysem Ukr 1984 2’10”63

7) Manuela Iseppi It 1992 2’11”05

8) Stefania Malagnini It 1989 2’12”17

SLALOM GIGANTE MASCHILE FIS 27 GENNAIO

1) Jaroslan Babusiak Svk 1984 1’57”54

2) Andrea Conci It 1990 1’58”28

3) Daniel Bellardini It 1985 1’58”87

4) Eugenio Marsaglia It 1987 1’59”35

5) Gabriele Soliani Pini It 1987 1’59”36

6) Andrea Ballerin It 1989 1’59”77

7) Mikall Renzhin Isr 1978 2’00”20

8) Martin Pisa Cze 1985 2’00”29

9) Luca Tansella It 1991 2’01”45

10) Alessandro Vettori It 1988 2’02”09

seguono Davide Marchetti, Pietro Franceschetti, Jacopo Colombo, Giulio

Ferriolo, Andrea Lelali, Matteo Gianelli, Manuel Cantoni, Tommaso Verri,

Andrea Mansoldo, Roberto Paoletti, Andrea Battaiola, Riccardo Dodi, Federico

Rossi, Giacomo Radici.

SLALOM GIGANTE MASCHILE 28 GENNAIO

1) Andrea Conci It 1990 1’58”57

2) Jaroslab Babusiak Svk 1984 1’58”71

3) Eugenio Marsaglia It 1987 1’59”65

4) Daniel Bellardini It 1985 1’59”81

5) Johnatan Longhi Br 1988 2’01”30

6) Mikali Renzhin Isr 1978 2’01”51

7) Alessandro Vettori It 1988 2’01”64

8) Martin Pisa Cze 1985 2’02”75

9) Davide Marchetti It 1992 2’03”13

10) Pietro Franceschetti It 1993 2’04”16

seguono Ernesto Furetti, Manuel Cantoni, Jacopo Colombo, Lorenzo

Migliori, Giulio Ferraiolo, Edoardo Gusso, Andrea Leali, Riccardo Busetto,

Andrea Battaiola, Tommaso Verri, Andrea Mansoldo, Federico Rossi, Piero

Giardini, Stefano Poma, Andrea Longhi, Roberto Paoletti, Giacomo Radici,

Davide D’Elicio, Alberto Dell’Agnolo, Massimo Zanino, Fabio Casa,

Edoardo Castagneris, Federico Carnino.

SLALOM SPECIALE FEMMILE 29 GENNAIO

1) Karolina Klimek Pol 1983 1’28”77

33

2) Eleonora Gussetti PR 1989 1’29”18

3) Lucia Capitani BOL 1987 1’30”01

4) Francesca Zerman VR 1986 1’30”63

5) Andrea Cailotto It 1993 1’31”97

6) Angelica Paris It 1993 1’33”50

7) Michelle Ferrazza It 1991 1’34”05

8) Valentina Mele It 1991 1’35”17

8) Manuela Iseppi It 1992 1’35”17

10) Agata Wykrota Pol 1992 1’36”83

seguono Stefania Malagnini, Marta Carradore, Silvia Carra.

SLALOM SPECIALE MASCHILE 29 GENNAIO

1) Andrea Ballerini BO 1989 1’22”07

2) JaroslavBabusiak Svk 1984 1’22”44

3) Gabriele Soliani Pini PR 1987 1’22”79

4) Eugenio Marsaglia TO 1987 1’23”12

5) Mikail Renzhin Isr 1978 1’23”95

6) Martin Pisa Cze 1985 1’24”07

7) Luca Tansella It 1991 1’24”79

8) Piero Giardini It 1986 1’25”83

9) Edoardo Gusso It 1989 1’25”89

10) Lorenzo Migliori It 1991 1’28”25

seguono Tommaso Verri, Manuel Cantoni, Andrea Leali, Jacopo Colombo,

Andrea Longhi, , Alessandro Vettori, Riccardo Busetto, Stefano Poma,

Alberto Dell’Agnolo, Riccardo Dodi, Fabio Casa, Edoardo Castagneris,

Valerio Antolini, Andrea Masoldo, Lorenzo Ferrazza, Giacomo Radici,

Federico Carnino.

SLALOM GIGANTE MASCHILE 30 GENNAIO

1) Eugenio Marsaglia TO 1987 1’17”49

2) Andrea Ballerini BO 1989 1’19”42

3) Alessandro Vettori UD 1988 1’19”81

4) Piero Giardini It 1986 1’20”11

5) Gabriele Soliani Pini PR 1987 1’20”13

6) Jacopo Colombo It 1986 1’22”49

7) Andrea Longhi It 1988 1’24”20

8) Federico Rossi GE 1986 1’24”62

9) Davide D’Elicio TO 1983 1’24”70

10) Andrea Mansoldo It 1985 1’24”72

seguono: Matteo Gianelli, Stefano Poma, Gabriel Migliarucci, Roberto

Paoletti, Edoardo Castagneris, Fabio Casa e Federico Carnino.

SLALOM GIGANTE FEMMINILE 30 GENNAIO

1) Eleonora Gussetti PR 1989 1’23”31

2) Silvia Carra PR 1989 1’30”16

3) Laura Pedersoli BG 1989 1’34”62

SLALOM GIGANTE SPECIALE EXTRA MISTO

1) Sara Tentorio BS 46”75

2) Diana Bolognini BS 47”26

3) Roberto Scotti BS 49”11

4) Marcllo Martinelli BS 49”25

5) Carlo Dalaidi BS 49”92

6) Francesco Belometti BS 52”59

7) Andrea Tomasi TN 58”29

8) Alessandro Scotti BS 1’02”01

9) Artemio Carra BS 1’05”45

10) Alessandro Vettori It 1988 2’02”09

seguono Davide Marchetti, Pietro Franceschetti, Jacopo Colombo, Giulio

Ferriolo, Andrea Lelali, Matteo Gianelli, Manuel Cantoni, Tommaso Verri,

Andrea Mansoldo, Roberto Paoletti, Andrea Battaiola, Riccardo Dodi,

Federico Rossi, Giacomo Radici.

SLALOM GIGANTE MASCHILE 28 GENNAIO

1) Andrea Conci It 1990 1’58”57

2) Jaroslab Babusiak Svk 1984 1’58”71

3) Eugenio Marsaglia It 1987 1’59”65

4) Daniel Bellardini It 1985 1’59”81

5) Johnatan Longhi Br 1988 2’01”30

6) Mikali Renzhin Isr 1978 2’01”51

7) Alessandro Vettori It 1988 2’01”64

8) Martin Pisa Cze 1985 2’02”75

9) Davide Marchetti It 1992 2’03”13

10) Pietro Franceschetti It 1993 2’04”16

seguono Ernesto Furetti, Manuel Cantoni, Jacopo Colombo, Lorenzo

Migliori, Giulio Ferraiolo, Edoardo Gusso, Andrea Leali, Riccardo Busetto,

Andrea Battaiola, Tommaso Verri, Andrea Mansoldo, Federico Rossi, Piero

Giardini, Stefano Poma, Andrea Longhi, Roberto Paoletti, Giacomo Radici,

Davide D’Elicio, Alberto Dell’Agnolo, Massimo Zanino, Fabio Casa,

Edoardo Castagneris, Federico Carnino.

SLALOM SPECIALE FEMMINILE 29 GENNAIO

1) Karolina Klimek Pol 1983 1’28”77

2) Eleonora Gussetti PR 1989 1’29”18

3) Lucia Capitani BOL 1987 1’30”01

4) Francesca Zerman VR 1986 1’30”63

5) Andrea Cailotto It 1993 1’31”97

6) Angelica Paris It 1993 1’33”50

7) Michelle Ferrazza It 1991 1’34”05

8) Valentina Mele It 1991 1’35”17

8) Manuela Iseppi It 1992 1’35”17

10) Agata Wykrota Pol 1992 1’36”83

seguono Stefania Malagnini, Marta Carradore, Silvia Carra.

Da sinistra,

Francesca Zeman,

Jacopo Colombo

e Alex Vettori di schiena;

quindi Babusiak sul podio

con Conci e Marsaglia;

Ballerin ed il dr. Franco Zanda;

due protagonisti del Cus

Genova, Federico Rossi

e Roberto Poletti con l’ultimo

vincitore delle gare, Marsaglia.

SLALOM SPECIALE MASCHILE 29 GENNAIO

1) Andrea Ballerini BO 1989 1’22”07

2) Jaroslav Babusiak Svk 1984 1’22”44

3) Gabriele Soliani Pini PR 1987 1’22”79

4) Eugenio Marsaglia TO 1987 1’23”12

5) Mikail Renzhin Isr 1978 1’23”95

6) Martin Pisa Cze 1985 1’24”07

7) Luca Tansella It 1991 1’24”79

8) Piero Giardini It 1986 1’25”83

9) Edoardo Gusso It 1989 1’25”89

10) Lorenzo Migliori It 1991 1’28”25

seguono Tommaso Verri, Manuel Cantoni, Andrea Leali, Jacopo Colombo,

Andrea Longhi, , Alessandro Vettori, Riccardo Busetto, Stefano Poma,

Alberto Dell’Agnolo, Riccardo Dodi, Fabio Casa, Edoardo Castagneris,

Valerio Antolini, Andrea Masoldo, Lorenzo Ferrazza, Giacomo Radici,

Federico Carnino.

SLALOM GIGANTE MASCHILE 30 GENNAIO

1) Eugenio Marsaglia TO 1987 1’17”49

2) Andrea Ballerini BO 1989 1’19”42

3) Alessandro Vettori UD 1988 1’19”81

4) Piero Giardini It 1986 1’20”11

5) Gabriele Soliani Pini PR 1987 1’20”13

6) Jacopo Colombo It 1986 1’22”49

7) Andrea Longhi It 1988 1’24”20

8) Federico Rossi GE 1986 1’24”62

9) Davide D’Elicio TO 1983 1’24”70

10) Andrea Mansoldo It 1985 1’24”72

seguono: Matteo Gianelli, Stefano Poma, Gabriel Migliarucci, Roberto

Paoletti, Edoardo Castagneris, Fabio Casa e Federico Carnino.

SLALOM GIGANTE FEMMINILE 30 GENNAIO

1) Eleonora Gussetti PR 1989 1’23”31

2) Silvia Carra PR 1989 1’30”16

3) Laura Pedersoli BG 1989 1’34”62

SLALOM GIGANTE SPECIALE EXTRA MISTO

1) Sara Tentorio BS 46”75

2) Diana Bolognini BS 47”26

3) Roberto Scotti BS 49”11

4) Marcllo Martinelli BS 49”25

5) Carlo Dalaidi BS 49”92

6) Francesco Belometti BS 52”59

7) Andrea Tomasi TN 58”29

8) Alessandro Scotti BS 1’02”01

9) Artemio Carra BS 1’05”45


GUSSETTI E BALLERIN LE SORPRESE

LE RACCOMANDAZIONI DI NASCIUTI

“Quanti anni hai,

ragazzo? “ha chiesto

Mauro Nasciuti al

traguardo nel felicitarsi

col giovane trentino

Ballerin: “Neppure 20?

Allora mi raccomando

non laurearti troppo

presto perchè ti

vogliamo all’Universiade

della neve in Turchia nel

2011”. Come un buon

padre, il direttore tecnico

del Cusi pensa al futuro

dei suoi ragazzi anche

se in questo caso si

preoccupa che Andrea

non esageri negli studi

ma pensi anche allo

sport. Il futuro

farmacista, pendolare

da Trento a Bologna,

è apparso in piena

sintonia col d.t.

Ci sono sempre le sorprese ad ogni

campionato ed anche stavolta non sono

mancate. Il parmigiano Soliani Pini che

sperava in un bis per andare all’Universiade

si è fatto sfilare il posto da... sotto gli sci dal

torinese Marsaglia. Il Cus Parma ha potuto

consolarsi innanzitutto col bottino

complessivo (quattro medaglie) ma

soprattutto con la qualificazione ai Giochi di

Harbin da parte di Eleonora Gussetti, una

reggiana-sprint che ha vinto due ori e

dunque un posto all’Universiade con la

Capitani.

ANCHE

IL SINDACO

C’è stato subito feeling fra Pinzolo ed il

mondo universitario con quella

partecipazione delle autorità che forse è

mancata in passato. Anche il sindaco della

cittadina, William Bonomi (nelle foto col vice

presidente Cusi, Carra) ha presenziato alle

gare augurandosi che fra Pinzolo ed i Cnu

della neve possa esserci in futuro una

ulteriore e proficua collaborazione.

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Emanuela Coiana. Mario Stegagno premia Eleonora, Silvia e Laura. Leonardo Coiana con il medico Franco Zanda e la signora Rita con Gianni Ippolito e signora.

Alcuni dei concorrenti in attesa dei risultati.

Roberto Paoletti, Federico Carnino ed

Edoardo Castagneis.

35

SARA, STRACCIA MARCELLO E I GENTLEMEN

Vatti a fidare di certe ragazze: Marcello

Martinelli, segretario generale del Cus

Brescia, aveva organizzato in chiusura la

gara riservata agli ex senza immaginare che

proprio le ex atete del suo Cus erano andate

in ritiro per presentarsi nelle condizioni

migliori. E proprio Sara Tentorio

(foto in alto) per non dire di Diana

Bolognini sono state le

protagoniste della sfida che ha

visto la partecipazione anche di

Andrea Tomasi e del presidente

del Cus Brescia, Artemio Carra

che ha definito la sua

È evidente che Ezio e Pino

non hanno gareggiato

a differenza di Marcello,

Andrea e Artemio...

partecipazione “una sciatina”.

In parole povere, non si è impegnato a fondo

come hanno fatto le ragazze che hanno

comunque strabattuto i colleghi con ottimi

tempi precedendo Roberto Scotti,

responsabile della sezione sci del Cus

Brescia. Quindi Marcello, Carlo

Dalaidi (in azione nella foto a fianco)

Belometti, Andrea Tomasi,

Alessandro Scotti, simpatizzante

bresciano, infine il presidente Carra.

Ezio Luterotti ha partecipato

simbolicamente dedicando agli amici

alcune delle sue preziose barzellette.


MARSAGLIA TEMPO RECORD

ELEONORA DEGNA DELLE GRANDI

Scorrendo i risultati dei precedenti campionati universitari balza

evidente il risultato del torinese Eugenio Marsaglia nel gigante,

ovvero un tempo da primato almeno per i Cnu di nostra

conoscenza: l’1’17”49 realizzato a Pinzolo pone il giovanotto del

Cus Torino al vertice della campetizione del gigante. Vediamo

comunque la situazione aggiornata:

2009 Eugenio Marsaglia TO 1’17”49

1979 Eugenio Traversa GE 1’23”21

1988 Fausto Radici BG 1’24”02

1997 Stefan Thaler TN 1’37”07

1994 Elmar Castlunger TN 1’48”00

1999 Cristiano Bertoncello UR 1’52”22

2004 Enrico Barotti TO 1’53”80

È andato forte il trentino Andrea Ballerin che gareggiava coi colori

del Cus Bologna ma il suo tempo non è stato da record: 1’22”07

nello speciale è buono ma non eccelso come dimostrano i

precedenti risultati. Ecco la graduatoria

1976 Fabrizio Poccianti PI 1’04”07

1997 Paolo De Florian TO 1’18”44

2008 Gabriele Soliani Pini PR 1’20”79

1994 Elmar Castlunger TN 1’21”04

2009 Andrea Ballerin BO 1’22”07

2005 Francesco Rolfi BS 1’25”62

Ecco le donne cominciando dal gigante disputato a Pinzolo

nel mese di gennaio. Nel confronto col passato la Gussetti risulta

la seconda assoluta, una bella soddisfazione:

1999 Francesca Fratus BG 1’00”86

2009 Eleonora Gussetti PR 1’23”31

1979 Laura Bonfini PD 1’29”69

1978 Sonia Poccianti GE 1’32”98

1997 Chiara Ottone GE 1’41”45

1976 M.Rosari Ercolani RO 1’49”31


QUANDO LA GIORDANI

STRAVINCEVA AI CNU

Nello speciale, la Gussetti perde qualche posizione ma il suo tempo è

ugualmente ragguardevole considerato che abbiamo preso in esame

quasi vent’anni di gare, escludendo proprio il tempo record di Claudia

Giordani nei Cnu del 1979.

Una fuoriclasse come lo era la romana Maria Rosaria Ercolani ma

allora era più facile vedere gareggiare le future atlete olimpiche. La

Giordani in particolare aveva già esordito quindicenne nel campionato

del mondo e vinto l’argento nel ‘73 a Naeba in Giappone e proprio nel

‘74, quando gareggiò nel campionato universitario si era già imposta

nel gigante di Les Gets (vedi foto).

Fu quella una stagione memorabile per lo sci italiano visto che la

genovese Sonia Poccianti e la romana Maria Rosaria Ercolani

dominarono diverse gare del tour internazionale universitario in

particolare a Les Menuires e a Bad Hofgastein.

1976 Daniela Viberti GE 1’10”47

1994 Ileana Melloni MI 1’19”02

1997 Marta Brogliatto TO 1’22”53

2009 Eleonora Gussetti PR 1’29”18

2008 Anna Gambetta GE 1’32”19

Claudia

Giordani

Ottima, come si è

detto, la

collaborazione

dell’Azienda turistica

di Pinzolo, presente

la signora Masè,

sempre utile in ogni

circostanza. E poi

tanti personaggi

puntuali ai Cnu,

come Max Dubini,

che vediamo nella

foto con Tomasi e la

signora Masè, per

non dire di Franco

Figari, responsabile

dello sci del Cus

Genova, cordiale e

inappuntabile come

sempre.

Oltre al delegato Fis,

Slettahaug, Kekeli,

Carminati, Martinelli,

Fenili, nonchè i

tracciatori e apripista

come Paci, Varetti,

D’Elicio, Rossi,

Parisi.

Relax in albergo.


N

onostante la riduzione di

bilancio, l’Universiade 2009 sarà

comunque il più grande evento

sportivo mai organizzato in Serbia.

Lo ha dichiarato il vice primo ministro

Bozidar Belic, presidente del Comitato

Organizzatore dei giochi universitari in

programma a Belgrado nel mese di luglio

(1-12). La revisione del budget previsto, con

l’annullamento di alcune discipline, ha

portato le previsioni di spese in 52 milioni di

dollari, equivalenti a 3,5 miliardi di dinari:

questo grazie al contenimento di bilancio

dell’apertura e chiusura della manifestazione

(3,9 milioni di dollari) mentre altri 8,1 milioni

di dollari saranno risparmiati con gli sport

cancellati (15 invece dei previsti 21).

L’annuncio nel corso di una conferenza

stampa da parte del rappresentante del

governo serbo che ha precisato come sia

stato possibile un ulteriore risparmio

riducendo le apparecchiature tecniche delle

corse nonchè quelle mediche che verranno

sopperite dall’Accademia Medica militare di

Belgrado, giochi al risparmio

ma sarà una grande Universiade

Belle e simpatiche le volontarie dei Giochi

di Belgrado.

Il ministro dello sport della Serbia, Snezana

Samardzic Markovic. A sinistra il villaggio

degli atleti e lo stadio del calcio.

38


Belgrado. Così verranno risparmiati altri 9

milioni di dollari. Insomma, la Serbia fa di

necessità virtù di fronte alla crisi finanziaria

che ha colpito buona parte del mondo, paesi

slavi compresi. Ma l’impegno preso verrà

rispettato con meno spese faraoniche e con

l’ausilio degli apparati specializzati

dell’esercito.

Soltanto tiro con l’arco e taekwondo, fra gli

sport facoltativi, sono stati confermati

mentre non figurano più lotta, pallamano,

tiro, canoa, karate, canottaggio.

A questo punto anche alcune costruzioni che

dovevano ospitare gli atleti di queste gare a

distanza dal villaggio principale, sono state

cancellate. Diceva Zoran Jovanovic, direttore

esecutivo dei Giochi serbi: “Abbiamo

eliminato alcuni sport a squadre ma non

quelli individuali; i centri che accoglieranno

queste discipline offriranno strutture di

prima classe. Le decisioni non sono state

prese a cuor leggero ma pensiamo che

soddisferanno il mondo universitario”.

È anche il punto di vista di Nebolijha Illic,

presidente del comitato esecutivo:

“Sapete che abbiamo cancellato alcuni sport

facoltativi ma di fatto abbiamo confermato il

programma completo dell’Universiade. Per

Belgrado questa manifestazione rimane

fondamentale e siamo convinti che il

Governo ci appoggerà sino in fondo. Tutta

Belgrado è con noi e questo è quello che

conta”.

Anche il presidente della Fisu, George Killian,

39

Bozidar Djelic, vice primo ministro della Serbia e presidente del Comitato Organizzatore.

è convinto che sarà un’Universiade

eccezionale.

“L’eliminazione di certi sport non ha certo

fatto piacere agli atleti interessati ma

comprendo i motivi degli organizzatori, non

si poteva destabilizzare tutta la

manifestazione”. Il comitato organizzatore

prosegue nel suo impegno di

“specializzazione” dei volontari mentre il

Una recente inchiesta del quotidiano inglese The Indipendent offre un quadro insospettato sulle

migliori Università per lo sport. Negli ultimi anni ai primi posti per strutture, atleti famosi e risultati

conseguiti nelle competizioni interuniversitarie, si collocano college poco noti come Loughborough,

Bath e Birmingham. Loughborough nel Leicestershire domina la classifica: tre i suoi

vanti 53 Club sportivi, 250 atleti internazionali e alunni celebri quali Ban Kay, rugbista della nazionale

inglese e campione del mondo. Al secondo posto l’Università di Bath, contea del Somerset,

che annovera tra gli altri ex studenti come Steve Borthwick, altro celebre rugbista e strutture sportive

tra le migliori del Paese. Oxford è soltanto ottava, Cambridge addirittura dodicesima.

(Fonte: Sportweek)

Villaggio, sicuramente uno dei più belli fra

quelli costruiti per un’Universiade, è quasi

completato. La vicinanza delle autostrade

permetterà ai pullman degli atleti di

raggiungere gli impianti sportivi in poco

tempo. A fine marzo, nel corso della

riunione dei capi delegazione, ci sarà anche

il sorteggio delle nazionali impegnate nei

tornei a squadre.

La fotografia del sistema

universitario italiano

94 Le Università in Italia

Più di 320 le sedi distaccate

5.500 corsi di laurea

37 Hanno un solo studente

327 Le Facoltà che non superano i 15 iscritti

170.000 Le materie insegnate rispetto alle

90.000 della media europea.

Qualcosa per farsi

capire in serbo

Signore Gospodin

Signora Gospogia

Sì Da

No Ne

E ili

Basta Dosta

Non basta Nije dosta

Va bene Dobro

Non va bene nije dobro

Attenzione Posg’gna

Buon giorno Dobar dan

Buona sera Dobra vece

buona notte Laku noc

Salve Ziveli (Sgiveli)

Alla salute Na zdravlje

Piacere Drago mi je

Per favore Molim vas

Grazie Khvala

Prego Molim

Grazie mille Puno khvala

Arrivederci Dovigegna

Scusi Isvinite

Mi dia Daite mi

Mi porti Donessite mi

Buon appetito Priatno

Buon viaggio Sretan put

Mi chiamo Sovem se

Dove è Gde ie

Quanto costa Koliko Kosc’ta

È troppo Previsce iè


Maurizio Casasco e Leonardo Coiana sul palcoscenico

del Teatro Regio di Parma per la consegna

del Premio Sport e Civiltà.

Un passato da dirigente del calcio (Torino, Genoa,

Fiorentina e Brescia) sempre con lo stesso

sorriso e la stessa cordialità che lo caratterizzano

oggi che è presidente (riconfermato quasi all’unanimità)

della Federmedici sportivi. Il suo

impegno, l’applicazione della formula cultura e

insegnamento, gli hanno valso l’assegnazione

del Premio Sport e Civiltà, uno dei più importanti

nell’ambito nazionale: gli è stato consegnato

a Parma, presenti anche il presidente del Cusi

Leonardo Coiana ed il vice presidente Artemio

Carra, suoi amici di vecchia data.

Dal 1983 al 1996 è stato dirigente di club calcistici:

ha cominciato col Monza di Adriano Galliani

quindi ha guidato Torino, Fiorentina e Genoa

ricoprendo anche importanti ruoli in Lega.

Dal 15 marzo 2005 è presidente della Federazione

medici sportivi, quattromila iscritti, quasi

ottanta anni di attività.

Nel ritirare il Premio a Parma, Casasco ha parlato

della necessità della “tutela della salute di

fronte all’abuso di farmaci, obiettivo che può essere

raggiunto soltanto con l’insegnamento della

cultura e dell’etica, come faceva già Socrate.

La valutazione del rischio sportivo

spetta ai medici dello sport

Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medici sportivi, Premio Sport e Civiltà

a Parma, parla del “sistema integrato” di qualità e sicurezza che estende la visione

dallʼimpiantistica alla sanità. Da dirigente del calcio il ritorno alla vita normale “a fare

la fila per una raccomandata”.

Quando lasciai il calcio feci una scelta importante

per la mia vita: ritornavo a fare il medico,

ad interessarmi dei miei due figli, per trasmettere

loro i valori come uomo, come padre, a vivere

nella stessa città, non più vagabondo dello

sport. A fare una vita normale, tipo mettersi in

fila alla posta per una raccomandata. Certo

quella calcistica è stata un’esperienza bellissima,

una crescita di vita ma i valori importanti

sono altri come la lotta al doping che impegna

noi medici perchè il doping è un attentato alla

vita. Sarebbe da combattere anche se non facesse

male perchè in aperto contrasto con l’etica

sportiva. Vogliamo però occuparci anche di

altri aspetti importanti per la popolazione come

la lotta all’alcol, al fumo, all’abuso di farmaci,

all’over training, cioè la fatica esaperata. Il primo

vero screening per la salute è rappresentato

dalla visita del medico sportivo: in questa occasione

si scoprono piccole e grandi patologie.

Ricevo questo Premio qui a Parma, con a fianco

Lilli Coiana, espressione del mondo sportivo

universitario, in un Teatro che fa parte della

realtà storica del Paese,così’ come la Famiglia

Barilla rappresenta l’espressione più avanzata

dell’impegno sociale. Proprio grazie alla sensibilità

di questa azienda - e in primis di Pietro

Barilla che conobbi il giorno in cui entrai nello

stabilimento - è stata possibile una ricerca di

comune accordo con la Federmedici sportivi

“Scegli il benessere con l’alimentazione” finalizzata

alla prevenzione dell’ipertensione e del diabete

a favore dei giovani e della popolazione

tutta. Pietro Barilla ha saputo trasferire anche ai

figli questa sensibilità che nasce appunto dall’impegno

sociale e dalla cultura, fattori che

sono comuni alla Fims”.

La credibilità di una Federazione, soprattutto

quando agisce a livello internazionale, dipende

da tutti, non soltanto da un presidente. Ecco

perchè il Consorzio per la qualità degli impianti

con il Coni “per dare sempre maggiore sicurezza

e qualità a chi pratica lo sport, con la certificazione

della qualità QIS, realizzando un sistema

integrato che estende la visione dall’impiantistica

alla sanità. Per fare un esempio: un giovane

allergico, che pratica un’attività in un ambiente

indoor, pur già sotto controllo medico,

alla visita d’idoneità richiesta ottiene la certificazione

ma in una palestra, anche se costruita

secondo i migliori criteri, nessuno oggi valuta il

grado di polveri, d’illuminazione, di temperatura

e umidità o il tipo di solventi utilizzati per le pulizie

cioè materiali che possono essere dannosi.

Così come in un’attività svolta in un campo all’aperto

non vengono controllati i concimi chimici

utilizzati o i diserbanti e gli intervalli che separano

tali interventi dagli allenamenti. Così nelle

piscine o sulle piste di sci molti possono essere

gli interventi. Così in tutti gli sport e gli

ambienti dove si svolge attività sportiva e fisica.

Diviene quindi essenziale il contributo della professionalità

degli operatori tecnici e dell’integrazione

tra varie figure professionali, tra le quali il

medico dello sport”.

Proprio riferendosi a questa figura, Casasco ha

lanciato un preciso messaggio nel corso del

Congresso nazionale della Federazione svoltosi

a Torino quando ha precisato che “l’esercizio

fisico va prescritto come fosse un farmaco,

dunque spetta ai medici dello sport. Come dei

farmaci si conoscono molecole ed effetti collaterali,

lo stesso deve valere per l’esercizio fisico

con prescrizione soggettiva. La differenza tra la

medicina dello sport e la medicina clinica non

sta nello stabilire lo stato di salute di una per-

Maurizio Casasco intervistato

dal giornalista Gianfranco Bellè.

sona ma la sua efficienza fisica. Per questo

spetta al medico dello sport la prescrizione dell’attività

fisica, anche con soggetti con patologie.

Lo sport intenso come farmaco è estremamente

importante e correttamente prescritto e

consente anche risparmi sui costi sanitari.

Secondo Casasco il sistema sanitario dovrebbe

avere un ruolo nella programmazione degli

eventi. Altrimenti i medici sociali si trovano

spesso a non potere svolgere bene il loro ruolo.

“Ci sono calciatori che giocano la domenica,

magari li fanno rigiocre il mercoledì in notturna

poi nella stessa settimana vanno e tornano dal

Sudamerica e rigiocano. Anche se si tratta di

professionisti nei percorsi delle gare e degli

allenamenti dovrebbero esserci dei medici specialisti.

Così come dal prossimo

autunno un gruppo di

medici saranno in grado

di integrarsi con gli

esperti della Protezione

civile per partecipare

ad eventuali eventi

calamitosi. g.g.

40


Una folla da stadio ha tributato l’estremo

saluto all’ultimo cantastorie. Sulla scia dei

grandi menestrelli siciliani Candido

Cannavò ha trasportato la fantasmagorica

tradizione dell’opera dei pupi nel

giornalismo sportivo. Pelè al posto di

Orlando, Berruti al posto di Rinaldo, Ferrari

al posto di Carlo Magno, dopati e

imbroglioni nei ruoli che furono di Gano da

Magonza e del feroce Saladino.

Commozione e buoni sentimenti, sogni e

idealità, che la concretezza di Candido

sapeva maneggiare con destrezza e

bloccare l’attimo prima di precipitare nella

retorica. Alle soglie degli ottant’anni aveva

saputo conservare la freschezza di un

bambino, aveva ancora voglia di stupirsi e

di entusiasmarsi. Nello sport ha vissuto da

quando diciassettenne fu invitato a

partecipare a una corsa campestre. Dallo

sport ha tratto la linfa vitale per scrivere un

inesauribile romanzo popolare che andava

ogni giorno in edicola. Con lo sport ha

conosciuto il dolore e lo spaesamento.

Era il 5 maggio 1949. La Freccia del Sud

partita da Siracusa incontrò l'alba nella

stanzioncina al confine fra la Calabria e la

Campania. Il grido del venditore di giornali

e il volto tristissimo del controllore

comunicarono la gelida notizia - «Sulla

collina di Superga è morto il grande

41

Torino» - agli universitari catanesi diretti ai

campionati di categoria a Firenze. Fu il

primo spartiacque della sua vita, benché

avesse perduto il padre a cinque anni, si

fosse salvato per miracolo nel micidiale

bombardamento che sbriciolò Catania il

giorno prima dello sbarco alleato, fosse

stato costretto a vendere in via Etnea

cartoline natalizie ai soldati alleati per

aiutare la madre a mantenere sei figli. La

sciagura di Superga costituì per Cannavò la

scoperta che nel giro di pochi secondi

possiamo perdere quanto di più caro.

E quel Torino rappresentava per molti

italiani, soprattutto per i ragazzi, la

promessa di un riscatto, la certezza che la

Storia avesse voltato pagina. Candido mai

si è stancato di ricordare quel brusco

risveglio, anzi lo ha trasformato nella

spinta ad avvicinarsi con gioia all'esistenza

quotidiana. Così la partecipazione ai

mondiali di calcio, alle Olimpiadi divenne

una festa da condividere con i lettori. Il

cantastorie montava in cattedra per

raccontare la mirabolante avventura

dell’eroe moderno impegnato sulla pista di

atletica, sul ring, dentro la piscina, nella

pedana. E se indossava la maglia azzurra

meglio ancora. I suoi articoli, anche i più

coloriti, odoravano di bucato, di genuino

trasporto. Appassionavano perché Candido

Anni ʻ50: Candido presenta

i suoi atleti al presidente del

Cusi, Pettinella.

A sinistra con Palumbo

al passaggio delle consegne

in via Solferino.

Da presidente del Cus Catania

a direttore della Gazsport

L’addio a Candido Cannavò nell’articolo di un concittadino

che lo conosceva bene, ALFIO CARUSO, apparso sulla Stampa.

era il primo ad appassionarsi.

Era un innamorato perso della Juve,

Boniperti aveva costituito il mito della

giovinezza assieme alla Lollobrigida (per la

Loren, spiegava, sarebbe servito lo

sgabello). Ma i suoi milioni di lettori non se

ne sono accorti nemmeno una volta. Perché

c’era la passione personale e c’erano le

regole da rispettare; c'erano le simpatie e

c'era il dovere, da direttore della Gazzetta,

dell’assoluta imparzialità. Scherzava sul

suo insolito nome, proveniente da un nonno

sconosciuto, ma dell'altro Candide aveva

ereditato la purezza dello sguardo poggiato

sul mondo alla ricerca di un personaggio da

amare, di una vicenda nella quale

immedesimarsi.

Dopo quarant'anni è impossibile

dimenticare l'urlo di gioia al telefono per

aver estratto assieme a un vigile del fuoco

un bimbetto ancora vivo dalle rovine del

Belice terremotato. Una foto immortalò lo

straordinario salvataggio: Candido

estasiato stringeva al petto quel batuffolo

impaurito e annerito. Nel ’78 Enzo Tortora

ci costruì sopra un'intera puntata di

Portobello. Al momento di entrare in scena

Cannavò cedette il passo e l'applauso dello

studio al vigile del fuoco: senza di loro,

sussurrò, a Gibellina, a Sala Paruta, a

Poggioreale avremmo pianto molto di più.

GAREGGIÒ

AI CNU DI MILANO

POI LA PRESIDENZA

1946-1949 Reno Gentile

1949-1952 Francesco Paola

1952-1954 Candido Cannavò

1954-1955 Sante Granata

1955-1956 Alessandro Pennisi

1956-1957 Emilio Giardina

1957-1959 Giuseppe Padalino

1959-1959 Emilio Giardina

1959-1960 Antonino Musmarra

1961-1965 Sandro Attanasio

1965-1971 Giovanni Zingali

1971-1992 Giovanni Arcidiacono

1992-1995 Cesare D'Alessandro

1995-1997 Federico Serra

1997-1998 Lucio Di Mauro

1998-2000 Michele Bevilacqua

2000-oggi Luca Di Mauro


QUANDO

LA LOTTA

È RACCONTATA

AD ARTE

È davvero il caso di dire che le Edizioni

Mediterranee stavolta si sono superate

perchè questo libro sulla lotta è davvero

splendido. Una ricerca storica minuziosa,

documenti, immagini contribuiscono a

rendere questa pubblicazione davvero unica e

degna di essere presa in considerazione

anche da chi cerca nel passato quel qualcosa

che va oltre l’aspetto sportivo. Conveniamo

con l’autore, Livio Toschi, che questo è un

libro indispensabile per gli addetti ai lavori e

per chi apprezza la cultura classica potendo

così spaziare tra la lotta , la storia ed il mito.

Toschi è cintura nera di judo ma, soprattutto,

storico dell’arte, è stato direttore artistico

della Triennale Arte e Sport della Repubblica

di San Marino, ha lavorato per la Treccani

nella realizzazione dell’Enciclopedia dello

Sport, docente di storia alla Scuola Nazionale

Fulkam, organizzando diverse mostre su Arte

e Sport. Insomma, solo uno come lui poteva

realizzare questa Bibbia della lotta.

LA FIAMMA ROSSA

di GIANNI MURA

Gianni Mura ha presentato il

suo nuovo libro “La fiamma

rossa. Storie e strade del mio

Tour” nell’auditorium della

Corale Verdi di Parma. Il libro,

edito da Minimum fax, è la

raccolta degli

articoli sul Tour scritti da Mura:

prima sulla Gazzetta dello

Sport (dal 1967 al 1972) e poi

su Repubblica (dal 1991 a

oggi). Gianni Mura è stato

intervistato da Claudio Rinaldi,

caporedattore della Gazzetta di Parma. La fiamma rossa è la bandierina che al Tour de

France segnala l’inizio dell’ultimo chilometro, il momento dell’allungo decisivo o della

passerella trionfale del corridore che si impone per distacco, il culmine emotivo della

corsa. Come inviato, Gianni Mura ha

raccontato la storia del Tour e ne ha fatto

epica, poesia, cronaca di volti e paesaggi,

di piatti tipici e canzoni d’autore, narrazione

raffinata e popolare di uno sport amato e

maledetto. Nelle pagine del più autorevole

giornalista sportivo italiano sfilano le fughe

solitarie e tristi di Ocana e le morti

strazianti di Simpson e Casartelli, le vittorie

fredde di Anquetil e quelle generose e

spavalde di Chiappucci, il regno implacabile

di Miguel Indurain, la rinascita di

Armstrong trionfatore sugli avversari e

sulla sua malattia, nonché l’epopea di

Tom Simpson, nei giorni della felicità, prima

della tragedia.

LIBRI ED ALTRO

Pantani, indimenticabile interprete di un

ciclismo perduto.

42


Campione sì ma

anche d’ingegneria!

Il genovese Niccolò Carpena

nel suo primo test

internazionale ha quasi

eguagliato il tempo

di Capirossi.

Intervistato da motocorse.com, il motociclista Niccolò Canepa ha rivelato tutto il suo

amore per il mondo della corsa ma anche per lo studio di ingegneria.

Eccone un sunto.

“Il motociclismo - ha detto - è uno sport particolare. Non esiste una figura come l’allenatore,

presente anche in altri sport individuali, come l’atletica. Ci può essere qualcuno

che ti da qualche consiglio, ma alla fine devi gestirti tutte le cose da solo. Per questo

credo che il motociclismo sia uno sport che può aiutare a maturare velocemente.

Frequenti ingegneria, non è certo una facoltà semplice. È difficile conciliare la vita

da studente universitario e quella da pilota professionista?

Difficilissimo. È difficile più che altro perché vedo i miei compagni di corso, che al mattino

vanno in facoltà e frequentano le lezioni come faccio anche io quando sono a casa.

Poi, però, dopo i corsi e un po’ di riposo hanno tempo per studiare. Io, invece, uscito

dalla lezione vado ad allenarmi tre o quattro ore, oppure faccio fisioterapia, e quindi

tempo per studiare me ne rimane pochissimo. Mettici anche il fatto che magari vado via

una settimana, poi ritorno, e magari poco dopo riparto per un’altra gara: seguire le lezioni

diventa complicato. Ma è una cosa che mi piace fare: anche se non riuscirò a laurearmi

in cinque anni ma ce ne vorranno dieci, l’importante è farcela: voglio lasciarmi una

porta aperta, dovesse andar male con le moto…

43

LA PALLAVOLISTA HA RINUNCIATO

ALLA SERIE A E ALLA MAGLIA AZZURRA

SANDRA VITEZ,

“TRADISCE “ LO SPORT

PER L’UNIVERSITA’

di Francesco Cardella

TRIESTE - La trafila nelle giovanili del Kontovel,

l’esordio in C1, poi l’approdo in B1 a Manzano e

ben presto il debutto in A, a Sassuolo, dove la

massima vetrina del volley le regala anche la

gloria con la maglia della nazionale e la ribalta in

campo europeo e mondiale.

Un percorso di vita sognato e voluto, seguito da

una svolta, secca, imprevista, persino misteriosa.

Sandra Vitez, giovane talento triestino della

pallavolo nazionale, decide di abbandonare l’agonismo

a soli 21 anni.

All’origine della scelta, maturata ufficialmente

alla fine di questa estate, non ci sono infortuni,

non emergono drammi, almeno apparenti.

L’ex schiacciatrice azzurra dichiara solo di voler

cambiare vita e di dedicarsi allo studio universitario

con maggiore impegno e continuità, dilapidando

così di colpo una carriera sportiva che

preannunciava il ruolo da prima attrice: «Lo

sport è solo una parte della vita - commenta

Sandra Vitez a pochi mesi dalla drastica decisione

- E io volevo anche altro».

Forse stanca, di certo delusa. Una delusione

consumata forse più dietro le quinte della pallavolo

nazionale e azzurra che sui parquet:

«Venivo da due anni di fila di non-stop, giocavo

in pratica sempre, in tutte le stagioni, anche in

estate con la nazionale - spiega la triestina - Un

ritmo serrato che non mi permetteva di fare altro

nella vita, tanto meno studiare, cosa che invece

volevo seriamente».

Archiviato il volley e appesa al chiodo volutamente

la maglia azzurra a soli 21 anni, Sandra Vitez si è

infatti tuffata nello studio, iscrivendosi alla facoltà

di Farmacia di Trieste: «In un primo momento volevo

seguire il corso di Fisioterapia - ha aggiunto il

talento cresciuto nel Kontovel - e non escludo possa

iscrivermi in seguito, magari dopo aver superato

qualche esame comune a Farmacia, ramo di

studi che comunque mi piace moltissimo».

Libri di chimica, esami e laboratori hanno dunque

preso il posto di allenamenti, trasferte e

gare. L’ex pilastro della Unicum Starker Kerakoll

di Sassuolo in serie A non sembra aver rimpianti

e difende la sua scelta, criticata da molti, capìta

da pochi: «Solo la mia famiglia mi ha sempre

sostenuto - ha spiegato - per gli altri è difficile.

Molti mi dicono ancora che potevo essere la

numero 1, ma io replico che la vita è mia.

Ammetto che non è stato certo facile perchè

amavo veramente la pallavolo, sport che mi ha

dato tanto e mi ha fatto crescere, dandomi le

prime vere responsabilità. Mi ha fatto conoscere

tante situazioni della vita».

Parte di alcune situazioni probabilmente Sandra

Vitez ne avrebbe fatto a meno. L’ex schiacciatrice

salita sul trono d’Europa con la nazionale

juniores nel 2004 forse tiene celato un segreto

ma guarda avanti, cercando nello studio della

Farmacia la ricetta in grado di guarire crisi o

ripensamenti: «Ho fatto una scelta così forte

dopo aver provato qualcosa sulla mia pelle e

aver meditato a lungo - ha ammesso - Ora allo

sport non ci penso, almeno a quello agonistico;

al massimo ogni tanto penso alla palestra.

Voglio solo studiare con continuità. Lo studio è

vitale per la crescita, il lavoro, la cultura personale.

Insomma, non voglio pensare ad altro».

A chi ancora le chiede di guardare indietro, c’è

una sola risposta. Sandra Vitez scende sotto rete

e schiaccia il suo monito: «Solo il tempo saprà

darmi delle risposte - conclude - voglio difendere

le mie scelte, ribadire che la vita è solo mia».


Cuneo, sezione del Cus Torino

di Susanna Bonino

Il 6 novembre nell’aula 203 della

Facoltà di Economia - Via Ferraris di

Celle, 2, alla presenza del prof.

Giuseppe Tardivo, Coordinatore della

sede di Cuneo della Facoltà di

Economia, del presidente del Cus

Torino prof. Riccardo D’Elicio,

dell’Assessore alla Cultura e

all’Università della Provincia di Cuneo

dr. Valsania e della responsabile della

sede di Cuneo del Cus Torino

Susanna Bonino, si è svolta la

cerimonia di premiazione degli

studenti della Facoltà di Economia

partecipanti ai Tornei Universitari

Interfacoltà 2008, con l’inaugurazione

del nuovo punto di informazioni del

Cus Torino sez. Cuneo alla nuova

sede universitaria.

Alle ore 14,00 il prof. D’Elicio

presidente del Cus Torino, in qualità

di ospite d’onore, ha tenuto una

lezione ad una platea di studenti del

terzo anno, sul tema “Come si

organizza un grande evento sportivo:

il caso dell’Universiade di Torino

2007”, corredata da un breve filmato

delle attività del Cus Torino e

dell’inaugurazione dell’Anno

Accademico Sportivo appena svoltasi

a Torino,alla presenza dei Rettori e di

personalità della politica e della

cultura.

La cerimonia è proseguita con la

premiazione dei partecipanti della

Facoltà di Economia ai Tornei

Universitari Interfacoltà 2008 ai quali

è stata donata una targa ricordo

personalizzata. Gli studenti a loro

volta hanno donato al Prof. Tardivo le

coppe da loro vinte nei rispettivi

tornei.

La giornata e si è conclusa con

l’inaugurazione ufficiale della sede

Cus Cuneo a Mater Amabilis, con

l’apposizione della targa al Box

docenti gentilmente concesso dalla

Facoltà di Economia.

44


È iniziato il conto alla rovescia per l’inizio

della sessantetreesima edizione dei

Campionati Nazionali Universitari che si

disputeranno a Lignano Sabbiadoro (UD)

organizzati congiuntamente dal C.U.S.

Trieste e dal C.U.S. Udine.

Èla prima volta che la manifestazione viene

organizzata in Friuli Venezia Giulia -

escludendo l’edizione estiva di Trieste

organizzata nel 1952 che non aveva la

stessa valenza delle recenti edizioni, ed è

anche la prima volta che il CUSI affida

l’incarico dell’organizzazione a livello

periferico a più di un C.U.S.. Questo perché,

a prescindere dalla scelta della località

ospitante, situata in provincia di Udine, la

manifestazione è stata fortemente voluta da

entrambi i Cus regionali che stanno

lavorando insieme per realizzare una

manifestazione che sia l’espressione di

tutto il territorio regionale.

In questo senso si è deciso di candidare ad

ospitare la manifestazione la città di

Lignano Sabbiadoro, che è la località che

rappresenta la massima espressione del

turismo regionale per le sue bellezze

naturali, per le sue strutture e per la sua

ospitalità.

Lignano ha già ampiamente dimostrato nel

recente passato la sua vocazione ad

ospitare con successo grandi

manifestazioni sportive, in particolar modo

studentesche, quali gli EYOF ed i

Campionati italiani studenteschi, anche ad

ulteriore testimonianza della grande

professionalità dimostrata dai dirigenti

sportivi regionali, supportati

adeguatamente dagli enti locali della nostra

regione.

45

I C.U.S. regionali hanno quindi coinvolto

nell’organizzazione dell’evento, in primis le

due Università, e tutti gli altri soggetti,

siano essi istituzionali, quali la Regione e gli

enti locali, che privati, in grado di

supportare al meglio la realizzazione della

manifestazione, riproponendo un modello

vincente già collaudato in altre

manifestazioni.

Le premesse per raggiungere un grande

obiettivo sono notevoli: il numero dei

partecipanti e delle discipline coinvolte, la

Granbassi madrina dei Giochi

GIANLUCA BIANCHI racconta

come saranno i campionati organizzati

da Cus Udine e Cus Trieste

nella splendida Lignano Sabbiadoro

CNU IN RIVA AL MARE

qualità tecnico-sportiva degli atleti

partecipanti e degli impianti presenti nel

territorio sono solo alcuni degli aspetti che

depongono a favore del successo della

manifestazione.

Da parte dei C.U.S. regionali, non c’è solo

l’obiettivo, comune a tutti gli organizzatori,

di realizzare una manifestazione migliore di

quelle precedenti dal punto di vista

gestionale, ma soprattutto la volontà di

creare un evento originale, con iniziative

nuove a contorno della manifestazione

sportiva in grado di calamitare l’interesse

della popolazione per questo evento che

viene ospitato per la prima volta nella

nostra regione.

È infatti intenzione del C.U.S. Trieste e del

C.U.S. Udine integrare l’offerta delle

discipline tradizionali ed obbligatorie con

altre che possono inserirsi adeguatamente

nell’ambiente lignanese, legate o meno alla

spiaggia (beach volley, beach soccer, beach

rugby, vela, windsurf, calcio a cinque

femminile, basket femminile, lotta e

pugilato) e di proporre una serie di eventi

ricreativi e culturali, adeguatamente

divulgati a mezzo gli organi di informazione

e con il coinvolgimento di testimonial

prestigiosi, che possano non solo far

ricordare l’edizione dei C.N.U.

di Lignano come una delle migliori mai

organizzate, ma soprattutto come un

efficace strumento per la valorizzazione di


un territorio, la regione Friuli Venezia

Giulia, ricca di storia, cultura e tradizioni

che la fanno unica nel suo genere.

L’elemento di maggior distinzione di questa

edizione è senz’altro rappresentato dal

villaggio sportivo Ge.Tur. di Lignano

Sabbiadoro. Si tratta di un complesso che

si compone di diversi residence

recentemente ristrutturati, immerso in 60

ettari di una verdeggiante pineta arborata a

pino marittimo, che, nelle intenzioni degli

organizzatori, è destinato ad ospitare la

maggior parte degli studenti partecipanti.

Grazie ad una convenzione stipulata con la

società che gestisce il complesso, le varie

rappresentative universitarie potranno

prenotare il soggiorno a prezzi

particolarmente convenienti. Il villaggio

non sarà tuttavia l’unica struttura turistica

convenzionata per garantire l’ospitalità ai

partecipanti. Per i vari C.U.S. ci sarà la

possibilità di poter scegliere come

alternativa anche tra una serie di alberghi

collocati in posizioni strategiche e comode

rispetto agli impianti di Lignano

Sabbiadoro. Dal punto di vista prettamente

sportivo, inteso non solo per gli aspetti

logistici ma anche e soprattutto per la

possibilità di riunire tutti i partecipanti

“sotto lo stesso tetto” è evidente che la

sistemazione nel complesso Ge.Tur incarna

il mito del villaggio olimpico, luogo di

incontro di persone con cultura ed origine

diversa, ma che per un periodo della vita

sono accomunati dagli stessi valori e

principi nel nome dello sport.

All’interno del complesso inoltre sono

presenti un Palazzetto dello Sport

polifunzionale con oltre 2000 posti a

sedere, palestra pesi e numerose altre

palestre, 2 Piscine coperte e riscaldate,

rispettivamente da 50 e 25 mt. e 2

scoperte, e numerosi altri impianti esterni

costituiti da 1 Campo da Calcio

regolamentare ed uno per calcio a 5,

entrambi in erba sintetica, 1 Campo da

tennis, 3 Campi di basket, 4 Campi di

pallavolo, 1 Campo di pallamano.

Presso il villaggio Ge.Tur. saranno ospitate

sia la Commissione di Controllo del

C.U.S.I. che il Comitato organizzatore

locale , consentendo quindi ai partecipanti

di poter espletare tutte le formalità relative

all’iscrizione o semplicemente di aver

accesso a tutte le informazioni utili in

assoluta comodità. Negli impianti messi a

disposizione dal villaggio Ge.Tur. saranno

disputate le qualificazioni della pallavolo e

del calcio a 5 femminile, tutte le finali per il

1° e 2° posto del basket e della pallavolo, il

karate e lo judo, la scherma, il tennis tavolo

e gli sport di spiaggia opzionali quali beach

volley, beach soccer, beach rugby,

windsurf. Per alcuni di questi sport il

Comitato organizzatore locale è

attualmente in attesa delle preiscrizioni

entro il termine del 30 marzo, al fine di

valutare compiutamente l’effettivo

interesse dei vari Cus a partecipare a

queste nuove discipline inserite nel

programma delle gare.

Un altro importante centro di riferimento

per le competizioni sarà il complesso

polisportivo del Comune di Lignano

Sabbiadoro.

Situato a circa 1 km dal villaggio Ge.Tur. è

costituito da due palestre, dallo stadio di

atletica leggera e da 1 campo di calcio a

11, 1 campo di calcio a 7 e due campi di

calcio a 5 tutti regolamentari in erba

sintetica. Presso questi impianti si

disputeranno i campionati di atletica

leggera, le fasi preliminari del Basket, il

Pugilato, la lotta, il Tae Kwon Do ed il calcio

a 5 femminile.

Completano gli impianti destinati ad

ospitare i vari tornei i campi di calcio di

Rivignano e Teor, la Palestra del Comune di

Latisana che ospiterà il torneo di calcio a 5

maschile, il campo di rugby di Pordenone

di Via Mantegna, adiacente alla sede

staccata dell’Università degli studi di Udine,

il campo di tiro a segno di Udine ed il

centro nautico della S.V.O.C. di

Monfalcone.

Le scelte degli impianti sportivi sono state

effettuate sempre mettendo al primo posto

la qualità della struttura, anche a scapito di

un maggior sacrificio in termini di distanza

dalla località di Lignano Sabbiadoro.

La scelta della località di Pordenone per il

rugby , oltre che dalla vicinanza

dell’Università degli Studi di Udine, è stata

presa per coinvolgere anche il comune e la

provincia di Pordenone nell’organizzazione

dell’evento, nell’ottica rendere i C.N.U.

di Lignano una manifestazione vissuta a

livello regionale, non confinata alla sola

provincia di Udine. Inoltre la provincia di

Pordenone è sempre stata ricca di

tradizione in questo sport, basti pensare

alla figura di Dino ed in particolare di Elio

De Anna, attuale Assessore allo Sport della

Regione Friuli Venezia Giulia, plurinazionale

e campione italiano.

Motivazioni analoghe sono state

considerate anche nella scelta della sede

del campo gara per la vela, sport opzionale

per il quale sarà varato un regolamento che

consentirà di schierare equipaggi misti,

eventualmente formati anche da personale

docente e non docente dei vari atenei.

Sicuramente, tra le varie discipline dei

C.N.U. la vela è quella che si presta molto

bene per mettere sullo stesso piano

gli studenti ed il personale universitario,

consentendo ad entrambe le componenti

di rappresentare il proprio ateneo, senza

limitazioni fisico-tecniche che siano

pertanto di appannaggio esclusivo degli

studenti.

La scelta della Società Velica Oscar

Cosulich, quale circolo nautico di

riferimento, situata a Monfalcone (GO)

ricalca la strategia sopracitata ed è stata

motivata dal fatto che la SVOC è uno dei

più titolati circoli nautici della regione che

ha sfornato fior di campioni, basti pensare

alla figura di Mauro Pelaschier e a quella,

più recente, di Larissa Nevierov,

olimpica a Pechino.

Inoltre esiste da anni anche un lungo

rapporto di collaborazione con il C.U.S.

Udine che, grazie alla passione ed alla

professionalità dei membri di questa

associazione, si è concretizzato

nell’organizzazione di numerose edizioni di

regate universitarie.

A fronte dei disagi dovuti ai trasferimenti

verso le sedi di gara periferiche,

il Comitato organizzatore locale metterà a

disposizione, grazie al supporto fornito

dalla Provincia di Udine, un servizio di bus

navetta gratuito per il raggiungimento dei

diversi impianti.

La manifestazione avrà inoltre il supporto

di vari testimonials del mondo

dello sport, tra cui, in particolare,

spicca il nome di Margherita Granbassi,

fiorettista della nazionale azzurra, bronzo

individuale e a squadre alle olimpiadi di

Pechino, studentessa all’Università di

Trieste e cresciuta agonisticamente

nell’Associazione Sportiva Udinese

allenata, a suo tempo, dal maestro udinese

Andrea Magro.

46


Cus Brescia: accordo trentennale

per il Broletto

Dopo qualche tentennamento, la proposta

avanzata dal Cus sulla proroga ulteriore per la

gestione del complesso sportivo di via

Scuole, è stata accettata. All’unanimità.

La Commissione consiliare II - convocata lo

scorso lunedì proprio per affrontare il tema -

dopo aver analizzato il caso in ogni sua

sfumatura, ha portato quindi la proposta al

vaglio del Consiglio provinciale con parere

favorevole di tutti i membri della

Commissione stessa.

Passo indietro. La richiesta avanzata ha in

oggetto la modifica della convenzione con il

Cus, che in cambio di migliorie propone

un’estensione per altri dieci anni dell’uso del

Centro polisportivo adiacente agli istituti

scolastici Abba e Tartaglia. A questo punto, la

partita del complesso polisportivo, di

proprietà provinciale, resta in momentanea

È stata davvero indimenticabile ed unica la

Notte Bianca organizzata dal Cus Torino con

lo scopo di raccogliere fondi per padre

Ottavio Fasano, dell’Ordine dei Cappuccini:

l’intento è di realizzare un impianto sportivo

polifunzionale a Capo Verde, nei pressi del

centro giovanile di prossima costruzione. Il

CUS Torino ha preso parte al progetto di

solidarietà “Tante Mani per Santa Cruz”,

intervenendo dal punto di vista della

riqualificazione della zona e della formazione

sportiva dei giovani locali.

La Notte Bianca è stata quindi ideata con lo

scopo di raccogliere fondi per un’importante

iniziativa. L’ingresso era gratuito e tutto

l’impianto è rimasto aperto sino alle 3.00 del

mattino con l’animazione della sezione danza

47

battuta d’arresto: «Si ritiene necessario un

approfondimento sulla questione» risponde

infatti l’assessore allo Sport, Alessandro Sala.

Quindi, la Commissione. Ai vent’anni di

concessione del Centro polisportivo, il Cus

chiede di aggiungerne altri dieci, a fronte di

una serie di opere che s’impegnerebbe a

realizzare tra cui un campo di calcio da undici

in sintetico.

La discussione si è soffermata su alcune

criticità: l’esigenza di un maggior utilizzoe da

parte delle scuole e dei residenti nella zona, i

costi per il mantenimento della pista di sci di

fondo, le caratteristiche degli spogliatoi. Per

questo il presidente della Commissione ha

ritenuto necessario aggiornare il tema ad un

successivo incontro, così da approfondire le

questioni sollevate. Incontro che, alla fine, si

è rivelato risolutivo.

Cus Torino: la notte bianca

cussina a ritmi latino-americani, hip hop, afro

e pizzica. Inoltre in collaborazione con

Palestre Torino è stata organizzata la “gara

dei quintali” in sala pesi; sulla parete

d’arrampicata invece grandi sfide seguite

dagli istruttori della sezione cussina. Infine il

CUS Cafè è rimasto aperto per l’occasione

con l’offerta di cocktail (prendi due paghi

uno) e brioches calde per tutta la notte!

Un’altra grande

iniziativa di

solidarietà che

vede come

protagonista il

Centro

Universitario

Sportivo torinese.

RINGIOVANIRE

A -170 GRADI

In Russia, la crioterapia extrema o medicina

del freddo, beneficia di risultati di studi effettuati

su organismi scoperti nell’Antartico.

Questo genere di cure viene effettuato presso

l’Istituto di medicina cibernetica di Mosca ed in alcuni centri di ricerca sull’Artico e l’Antartico

sotto l’egida dell’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo. La crioterapia non è certo un

metodo al quale ricorrere per un semplice colpo di testa. Occorre prima consultare un medico

che misurerà la vostra pressione, controllerà il vostro stato di salute e studierà il vostro

elettrocardiogramma. Si assicurerà inoltre che non soffrite di problemi cardiaci, vascolari,

nervosi e respiratori. Malgrado tutto, se constaterà che avete alcuni di questi problemi ma

non sono gravi, potrà anche autorizzarvi a provare la crioterapia. Un giornalista, Vladimir

Emelianenko, ha tastato il metodo. Ecco le sue impressioni.

Secondo Anna Sannikva, ricercatrice dell’Istituto di medicina cibernetica “ all’inizio abbiamo

cercato di rianimare i batteri presi nei ghiacci centenari dell’Antartico. Abbiamo provato a

decongelarli a -200 gradi poi a temperature più basse e, miracolo, abbiamo scoperto che

sono diventati più resistenti. Naturalmente non possiamo sottoporre gli umani ad un trattamento

così rude. Secondo lo stato di salute del paziente ed i suoi limiti di resistenza, noi lo

lasciamo da un minuto e mezzo a tre minuti a -100 gradi o a -170. I risultati? Scompaiono

diversi dolori, migliora la pressione, agisce contro la cellulite e aiuta anche a perdere peso.

Naturalmente si indossa una tenuta tipo usa e getta, calde pantofole e guanti idonei. Si entra

in una cabina tipo quella per abbronzarsi installata verticalmente e che arriva al mento.

Questa capsula galleggia in una specie di nebbia d’azoto liquido che può arrivare a -170 gradi.

All’inizio è come sottoporsi ad una doccia fredda, poi in trenta secondi l’effetto è doloroso e

alla fine di un minuto si è surgelati. Sembra che le ossa debbano esplodere ma fortunatamente

la cura è terminata.

“A queste temperature - spiega ancora la Sannikova - il sangue lascia i canali periferici per

concentrarsi negli organi interni e allorquando la persona esce dalla capsula, riprende il circuito

abituale. Si tratta di uno choc che impegna tutte le risorse dell’organismo e che costringe

il corpo a ricorrere a tutte le difese immunitarie”.

In effetti, racconta il giornalista russo “m’è sembrato di aver dormito per una settimana e di

essere pronto per correre una maratona. Anche se i denti mi battono ancora per il freddo e

sono stati necessari cinque minuti prima che la mia pelle tornasse quasi normale”. Secondo

i medici si è trattato di uno stress positivo, la liberazione di endorfine, gli ormoni del piacere

“in effetti mi sono sentito leggero, con una gran voglia di un’azione immediata”. Un sistema

utilizzabile un giorno su due o addirittura tutti i giorni, se il fisico lo permette. La durata minima

di una cura è di sette sedute, con un massimo di venticinque. Dopo ogni cura l’organismo

si mette a bruciare calorie che fanno perdere al paziente da un kg e mezzo a 3. Conclude

la Sannikva: “Il principale vantaggio è di stimolare l’immunologia, una cura equivale ad un

anno intero di allenamento intensivo considerato che come reazione al freddo, il corpo attinge

alle riserve di grasso che diminuiscono. Purtroppo certi istituti di bellezza stanno utilizzando

questo metodo che fa più male che bene quando non ha scopi terapeutici”.

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