E - Fipsas
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3° Salone delle attrezzature ed equipaggiamenti per la pesca professionale,<br />
sportiva e amatoriale e delle produzioni ittiche nazionali<br />
23/25 Novembre 2012<br />
Ce.S. I. T.<br />
CARRARA<br />
QUARTIERE FIERISTICO<br />
Orario: Venerdì, Sabato e Domenica ore 10 -19<br />
Ingresso: N° 5 Via Maestri del Marmo<br />
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Info: www.mondopescaexpo.it<br />
Tel. +39 0585 787963<br />
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REGIONE<br />
TOSCANA<br />
PROVINCIA<br />
DI MASSA CARRARA<br />
COMUNE<br />
DI CARRARA<br />
COMUNE<br />
DI MASSA<br />
GRUPPO BANCA CARIGE<br />
Cassa<br />
di Risparmio<br />
di Carrara S.p.A.<br />
Organizzata da:
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Sommario<br />
Editoriale<br />
di Ugo Claudio Matteoli<br />
A cqua<br />
Pianeta<br />
Intervista al Presidente AI Antonio Gigli<br />
La poesia del Lago del Turano<br />
di Roberto Ripamonti<br />
CIBB - La Finale<br />
Intervista al Presidente AM Andrea Gianni<br />
Spinning in Mare: le Mangianze<br />
di Roberto Ripamonti<br />
L’impianto veneto “Le Guarine”<br />
di Massimo Rossi<br />
La riserva di Jesolo<br />
Intervista al Presidente AS Alberto Azzali<br />
Homar Leuci e i record mondiali di Apnea<br />
Assoluto di Pesca in Apnea <br />
Intervista al Presidente DS Gianfranco Frascari<br />
Intervista al Presidente NP Carlo Allegrini<br />
Intervista al Presidente SFAI Gianrodolfo Ferrari<br />
Intervista al Responsabile della Commissione<br />
Immagine e Comunicazione Stefano Sarti<br />
Sharklife - La <strong>Fipsas</strong> cambia il regolamento<br />
Pesca Sportiva : Etica e comportamenti da<br />
adottare sul web<br />
di Paola Cingolani<br />
Lettere alla FIPSAS<br />
AI<br />
AM<br />
AS<br />
DSNovità<br />
NP<br />
SFAI<br />
IC<br />
AMBIENTE<br />
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n.2<br />
Direttore Responsabile : Sara Ballotta<br />
Direttore Editoriale : Ugo Claudio Matteoli<br />
Coordinatore : Stefano Sarti<br />
Redazione : Ufficio Immagine e Comunicazione<br />
Progetto Grafico e Impaginazione : Ufficio Immagine e Comunicazione<br />
e Ufficio Informatico FIPSAS<br />
Info Pubblicità & Marketing :<br />
Tel. 06.36858626<br />
email : marketing@fipsas.it<br />
Le foto pubblicate su questo numero sono di : Archivio<br />
fotografico FIPSAS<br />
Redazione : Viale Tiziano, 70 - 00196 ROMA<br />
sito internet : www.fipsas.it<br />
e-mail : pianetaacqua@fipsas.it - sitofederale@fipsas.it<br />
Editore e Proprietà Testata : FIPSAS
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Pianeta Acaua - web magazine P<br />
Editoriale<br />
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“<br />
Un quadriennio fantastico!<br />
Un sacco di lavoro fatto e ………<br />
una piscina, un fiume, un mare, un oceano<br />
di cose ancora da fare, ma di questo se ne<br />
dovranno occupare i Dirigenti federali<br />
prossimamente eletti.
P<br />
testo di Ugo Claudio Matteoli<br />
Editoriale<br />
E ancora una volta eccoci arrivati al termine<br />
di un quadriennio. Tempo, quindi, di bilanci,<br />
Evalutazioni e progetti per il prossimo futuro.<br />
Ma non voglio certo annoiarvi con dei lunghi<br />
discorsi per descrivere tutte le cose fatte e<br />
quanto si sia riusciti ad ammodernare la<br />
nostra Federazione.<br />
Non è certo questa la sede per tirare le<br />
somme di quattro lunghi, e spesso complicati,<br />
anni. La sede preposta è sicuramente<br />
quella di Bologna, dove avrà luogo la nostra<br />
Assemblea elettiva e dove verranno formati<br />
i quadri dirigenziali per il prossimo quadriennio.<br />
Senza dilungarsi, quindi, più di tanto, deve<br />
essere detto che sono sotto gli occhi di tutti<br />
i meravigliosi risultati sportivi conseguiti dai<br />
vari Settori federali e in tutte le più diverse e<br />
molteplici discipline.<br />
Decine e decine di medaglie, titoli e record<br />
mondiali che hanno posto la FIPSAS ai<br />
vertici di tutti i ranking internazionali.<br />
Così come sotto gli occhi di tutte le federazioni<br />
nazionali e internazionali, dei diversi<br />
media e delle pubbliche autorità, sono state<br />
la forza, la capacità, la macchina organizzativa<br />
e tutto ciò che la nostra Federazione ha<br />
messo in campo per preparare e condurre<br />
in porto i “Mondiali della Pesca 2011”.<br />
Un evento di una portata tale da poter<br />
essere considerato una vera “olimpiade”<br />
della pesca, un evento di una complessità<br />
finora mai vista, un evento di cui tutto il<br />
mondo della pesca parla ancora entusiasticamente.<br />
Per non parlare poi della costante, proficua<br />
e fondamentale attività del Settore federale<br />
Acque e Impianti che, in collaborazione con<br />
le nostre Sezioni provinciali, senza le quali<br />
tutto ciò non sarebbe stato possibile, ha<br />
consentito a molte decine di migliaia di<br />
pescatori di praticare, in acque “curate”,<br />
ripopolate e vigilate, il loro sport preferito.<br />
E questo senza, comunque, dimenticare gli<br />
“impianti” necessari alle attività degli altri<br />
Settori sportivi federali, come piscine o<br />
come particolari tratti di mare, di recentissima<br />
acquisizione.<br />
E a proposito di mare, che dire della costante<br />
e molto proficua attività di ricerca di<br />
“contatti” con i più diversi Ministeri e con le<br />
varie Direzioni generali.<br />
Un lavoro oscuro di cui, forse, dall’esterno<br />
non si riesce ad apprezzare a pieno l’utilità,<br />
ma che, sono certo, risulterà di vitale importanza<br />
per tutti noi.<br />
Non voglio però annoiarvi più del necessario.<br />
Per chi avrà voglia …… tempo e desiderio<br />
di conoscere in modo molto più approfondito<br />
tutto quanto fatto in questo quadriennio,<br />
non avrà che da leggere la relazione<br />
completa che verrà presentata<br />
all’Assemblea di Bologna e pubblicata sul<br />
sito federale.<br />
Un quadriennio fantastico! Un sacco di<br />
lavoro fatto e ……… una piscina, un fiume,<br />
un mare, un oceano di cose ancora da fare,<br />
ma di questo se ne dovranno occupare i<br />
Dirigenti federali prossimamente eletti.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Editoriale<br />
Dunque, un vero paradiso terrestre, direte<br />
voi? Purtroppo no! Nel quadriennio appena<br />
trascorso non si è, infatti, riusciti a spingere<br />
il motore a pieni giri, la macchina federale<br />
non ha girato al suo massimo, si è perso<br />
tempo ed energie tra commissariamenti,<br />
ricorsi, attriti e beghe varie. Non voglio qua<br />
adesso discutere da quale parte stia la<br />
ragione o il torto. Io lo so e sono certo che le<br />
prossime elezioni lo metteranno in luce. Di<br />
certo ho le mie idee e le mie convinzioni, ma<br />
di sicuro questo stato di cose non è stato e<br />
non potrà essere il meglio per la nostra<br />
Federazione, rappresenta invece un<br />
ostacolo molto grave per il buon funzionamento<br />
della FIPSAS e per il suo sviluppo<br />
futuro.<br />
Solo una squadra unita e compatta può,<br />
infatti, affrontare tutte le insidie e difficoltà<br />
cui l’attuale situazione finanziaria nazionale<br />
ci costringe a far fronte. E solo una squadra<br />
monolitica può essere capace di presentarsi<br />
verso l’esterno come un blocco capace di<br />
difendersi dagli attacchi che sempre di più<br />
siamo e saremo costretti a rintuzzare da<br />
parte dei più diversi avversari della Federazione.<br />
Non è certo il momento per pericolose fughe<br />
in avanti, spesso motivate da mere ambizioni<br />
personali e particolari manie di grandezza<br />
che hanno arrecato e continuano ad arrecare<br />
danni alla nostra amata Federazione. E’<br />
tempo di stringerci l’uno all’altro e di marciare<br />
tutti uniti verso il futuro. E’ tempo di fare a<br />
meno di tutti coloro che ormai da troppo<br />
tempo stanno seminando zizzania cercando<br />
di mettere i Settori sportivi l’uno contro l’altro<br />
o di dar vita a finte guerre nord/sud che non<br />
hanno mai avuto alcuna ragione di essere<br />
nella nostra Federazione e che nel prossimo<br />
quadriennio contrasterò con tutte le mie<br />
forze.<br />
E’ finalmente arrivato il momento di fare<br />
piazza pulita di tutti coloro che ormai da<br />
P<br />
qualche anno non perdono occasione per<br />
creare divisioni e che seminano falsità e<br />
maldicenze promettendo cose che non<br />
saranno mai in grado di mantenere,<br />
utilizzando le persone e manipolandole<br />
come fossero oggetti o marionette. La<br />
Federazione non ha più bisogno di voi, non<br />
ha bisogno di gente che oggi, a diversi<br />
livelli, si candida a guidarla, mentre fino a<br />
pochi giorni prima dichiarava per scritto di<br />
volerne uscire per fondare una federazione<br />
parallela, dimostrando anche di essere<br />
ignoranti, dato che neanche sono a conoscenza<br />
che il CONI non potrebbe mai<br />
autorizzare una seconda federazione che si<br />
occupi delle stesse attività di una già<br />
esistente. E’ tempo di crescere e per farlo è<br />
il momento di liberarsi di queste palle al<br />
piede che ci hanno frenato nei quattro anni<br />
appena trascorsi facendo della maldicenza,<br />
del clientelismo, del do ut des la loro unica<br />
ragione di vita e tenendo in mente soltanto i<br />
loro interessi personali, fregandosene così<br />
di quelli federali. La FIPSAS non ha bisogno<br />
di questi personaggi e con l’aiuto di tutti voi<br />
riusciremo finalmente a isolarli e a liberarcene<br />
una volta per tutte.<br />
Per chiudere questo breve editoriale<br />
consentitemi di ringraziare tutti coloro che<br />
mi hanno accompagnato in questi quattro<br />
difficili anni: Vice Presidente, Consiglieri<br />
federali, Comitati di Settore, Presidenti e<br />
Consiglieri regionali, Presidenti e Consiglieri<br />
provinciali, Delegati provinciali, dipendenti<br />
tutti, sia centrali che territoriali e infine Atleti,<br />
Tecnici e soci tutti. E’ stato bello fare questo<br />
pezzo di strada insieme e avere a che fare e<br />
collaborare con tutti voi così come, sono<br />
certo, sarà altrettanto, e anche di più, bello<br />
costruire insieme il prossimo futuro federale.<br />
Non resta che aspettare il 3 dicembre,<br />
giorno in cui sono certo sarà possibile<br />
ripartire per continuare insieme il nostro<br />
viaggio.<br />
“<br />
E’ tempo di stringerci l’uno all’altro<br />
e di marciare tutti uniti verso il futuro.<br />
acqua
FEDERAZIONE ITALIANA PESCA SPORTIVA E ATTIVITA’ SUBACQUEE<br />
ASSEMBLEA ORDINARIA ELETTIVA<br />
BOLOGNA<br />
Domenica 2 Dicembre 2012<br />
www.fipsas.it<br />
FIPSAS - Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee - Viale Tiziano, 70 - 00196 Roma
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Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Acque Interne<br />
Antonio Gigli<br />
Come è nata la passione per la pesca?<br />
Avevo appena ventinove anni nel 1974,<br />
quando alcuni amici, appartenenti al CRAL<br />
delle Poste di Teramo, mi invitarono ad<br />
andare a pesca nello splendido bacino<br />
artificiale di Campotosto – AQ -.<br />
Un impatto fondamentale ed uno scenario<br />
naturale da favola. A quella data risale la<br />
mia prima tessera associativa in una Associazione<br />
di Pesca Sportiva denominata “<br />
Panichi”.<br />
Si viveva allora un associazionismo puro,<br />
fatto di battute di pesca senza estremismi di<br />
regolamenti, ma anche e soprattutto di<br />
incontri sociali, cene e gite, a cui partecipavano<br />
amici e famigliari. Non mancavano<br />
ovviamente i racconti di catture strabilianti,<br />
che crescevano secondo il “carburante”<br />
ingerito.<br />
Mi appassionavano non tanto le competizioni<br />
vere e proprie, anche se ho vinto nel 1980<br />
un Campionato provinciale di pesca al<br />
Colpo, quanto gli aspetti ambientali ed<br />
organizzativi. Si pensi che già alla fine degli<br />
anni settanta la S.P.S Panichi( in seguito<br />
Pretuziana), di cui ormai ero un componente<br />
e poi Presidente (1980-1984), organizzava<br />
gare di Pesca sportiva a Campotosto con<br />
circa 600 partecipanti.<br />
Qual è la sua storia all’interno della<br />
<strong>Fipsas</strong>?<br />
P<br />
Ho rivestito il ruolo di Segretario della<br />
Sezione provinciale di Teramo dal 1986 al<br />
1991, di Presidente della stessa dal 1992 al<br />
2004 e nel contempo Vice Presidente del<br />
Comitato regionale, Responsabile regionale<br />
del Settore A.I. e Vice Presidente del CONI<br />
provinciale.<br />
L’incontro con il Presidente Matteoli e con la<br />
cara e mai rimpianta abbastanza<br />
Lorenzina(molte idee sono nate proprio da<br />
discussioni anche appassionate fatte nella<br />
sua “tavernetta”), nel 1996, ha segnato una<br />
svolta nel mio impegno federale, incanalandomi<br />
ai successivi incarichi nella varie<br />
commissioni sportive nazionali, soprattutto<br />
quello di Giudice nazionale che mi ha<br />
permesso di relazionarmi con le realtà<br />
sportive in tutta Italia, in collaborazione con<br />
Farro, Cervino e Giavazzi.<br />
Con loro abbiamo redatto il primo "vademecum<br />
dei Giudici di Gara". Inoltre, su un'idea<br />
di Matteoli, si è proceduto alla computerizzazione<br />
della gestione delle Gare, mezzo<br />
celere ed ormai insostituibile, anche se,<br />
secondo il mio parere, rimane essenziale il<br />
ruolo della figura del Giudice di Gara, se<br />
esso è attento conoscitore e non volubile<br />
interprete dei Regolamenti.<br />
Nel 2000 sono entrato nella squadra voluta<br />
da Matteoli nel Settore A.I e ho rivestito la<br />
carica di coordinatore dei giudici di gara<br />
Nazionali, lavorando. Seguono i due<br />
quadrienni come Presidente del Settore A.I.<br />
e componente del Settore SFAI. Un bel po’<br />
di strada, con forte e spassionato impegno,<br />
con migliaia di Km percorsi.<br />
Un quadriennio quello che si chiude che<br />
ha vissuto un momento davvero molto<br />
importante per il settore e per la <strong>Fipsas</strong><br />
stessa, i Mondiali di pesca in Italia. Come<br />
sono andati? Quali emozioni le sono<br />
rimaste? Quali soddisfazioni? Quali<br />
insegnamenti per il futuro? Soddisfatto<br />
dei campi gara?<br />
L’ultimo è stato un quadriennio pieno di<br />
emozioni e con grosse soddisfazioni in<br />
termini di medaglie e di organizzazione.<br />
Non è stato facile vestire la duplice veste di<br />
organizzatore dei mondiali e di responsabile<br />
della Federazione nell’allestimento delle<br />
varie nazionali, ma tutto questo è stato<br />
possibile anche attraverso l’aiuto di tutti i<br />
componenti il settore A.I. e dei dipendenti<br />
federali che, con il loro apporto, hanno<br />
permesso di vivere la splendida esperienza<br />
delle “olimpiadi” della pesca 2011.<br />
Emozioni? Tante, ma la più importante è<br />
stata sicuramente la premiazione finale<br />
della nazionale di pesca al colpo che<br />
chiudeva di fatto le olimpiadi e con un<br />
risultato tecnico di enorme rilievo.<br />
Dire che rifarei volentieri questa esperienza<br />
non sarei onesto, ma essa ci ha insegnato<br />
molto e sicuramente abbiamo posto le basi<br />
per chi verrà in futuro per migliorare. Per i<br />
campi di gara ritengo che sicuramente, per<br />
alcune discipline, avremmo potuto sceglierne<br />
di migliori , ma nella scelta contano<br />
anche l’aspetto logistico, le distanze e i<br />
costi in relazione alla Nazioni partecipanti.<br />
Quali sono i problemi e le sfide che si<br />
trova allo stato attuale a dover affrontare<br />
il settore? Quali le possibili soluzioni?<br />
Sulla base della mia esperienza, il Settore,<br />
e quindi la Federazione, deve affrontare<br />
delle sfide non facili: No-Kill, Regolamenti<br />
più lineari e non facilmente aggirabili, articolazioni<br />
diverse dei Campionati, tenendo<br />
soprattutto conto degli aumentati costi di<br />
partecipazione, per spostamenti, distanze e<br />
quant’altro.<br />
Ma soprattutto suggerisco una cosa:<br />
un’attenta e qualificata rivisitazione comparata<br />
tra quanto stabilito dallo Statuto, e<br />
quanto dalle varie Circolari Normative e dai<br />
vari Regolamenti,
“Mi appassionavano non tanto le competizioni vere e<br />
proprie, anche se ho vinto nel 1980 un Campionato<br />
provinciale di pesca al Colpo, quanto gli aspetti<br />
ambientali ed organizzativi ...<br />
Antonio Gigli<br />
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
Pianeta Acaua - web web magazine magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Acque Interne<br />
“Ma c’è un aspetto da curare particolarmente e<br />
su cui non insisterò mai abbastanza: bisogna<br />
investire sui giovani, attrarli con progetti mirati<br />
a medio e lungo termine, senza appesantirli con<br />
aspetti economici a volte insostenibili per le<br />
famiglie.<br />
non escluso quello di Giustizia Sportiva, per<br />
uniformare alcune disposizioni che a volte<br />
sono non dico contrastanti ma diversamente<br />
interpretabili, dando luogo ad incomprensioni.<br />
Con quali sentimenti e quale responsabilità<br />
ha vissuto questo incarico?<br />
La responsabilità è stata tanta: svolgere un<br />
incarico precedentemente ricoperto da<br />
Matteoli non è stato facile, anche se egli mi<br />
è stato vicino e mi ha consigliato fino a che<br />
non siamo stati in grado (uso il plurale per<br />
evidenziare che il settore è una squadra e<br />
senza questo oggi non si va da nessuna<br />
parte) di camminare con le nostre gambe e<br />
di dare una nostra impronta.<br />
Antonio Gigli<br />
Questo ci permette oggi di avvicendare il<br />
presidente A.I. senza nessun trauma, ma<br />
con la consapevolezza di proiettarci nel<br />
futuro con esperienze fatte tutti insieme.<br />
Questa è la mia soddisfazione maggiore,<br />
poiché non è importante la propria capacità,<br />
è importante invece quello che sei riuscito a<br />
fare insieme agli altri.<br />
Che momento vive la pesca sportiva?<br />
Com’è vista in Europa e come in Italia?<br />
Nell’Europa dell’est, che ho spesso visitato,<br />
c’è una discreta crescita. In Italia, è inutile<br />
negarlo, ci sono alcune difficoltà, dovute<br />
soprattutto alla crisi economica. Un aspetto<br />
positivo è comunque rappresentato dalla<br />
diffusione di alcune nuove discipline,
acqua<br />
che compensano la diminuzione di quelle<br />
classiche.<br />
Proprio queste nuove discipline che avanzano<br />
hanno bisogno di una particolare<br />
attenzione dal Settore che necessariamente<br />
le dovrà seguire nel loro sviluppo<br />
Ma c’è un aspetto da curare particolarmente<br />
e su cui non insisterò mai abbastanza:<br />
bisogna investire sui giovani, attrarli con<br />
progetti mirati a medio e lungo termine,<br />
senza appesantirli con aspetti economici a<br />
volte insostenibili per le famiglie.<br />
Come vive la vigilia di queste elezioni?<br />
La vivo serenamente come tutti quelli che<br />
sanno di aver operato per il bene della<br />
Federazione e che si rimettono al giudizio<br />
dei pescatori, vero banco di prova per tutti<br />
noi, poiché è importante capire se la qualità<br />
del nostro lavoro è stata recepita ed apprezzata<br />
in tutto il territorio.<br />
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Pianeta Acaua - web web magazine magazine
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Pianeta Acaua - web magazine P<br />
La Poesia<br />
del lago Turano<br />
Un patrimonio da difendere insieme
“Questi sono ricordi di un lago che oggi appare diverso<br />
pur nella sua bellezza struggente perché nel frattempo<br />
il nostro Paese è talmente cambiato che a volte<br />
sembra di essere altrove e sulle sponde, la nostra lingua<br />
è, spesso, quella meno parlata!<br />
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testo di Roberto Ripamonti<br />
Pianeta Acaua - web web magazine magazine
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Pianeta Acaua - web magazine<br />
La Poesia del lago Turano<br />
Per chi sta scrivendo il lago del Turano ha<br />
un sapore veramente particolare che rimanda<br />
la mente a tanti, tanti anni fa ....<br />
Erano i tempi in cui, entusiasta tredicenne,<br />
gareggiavo nei Cormorani di Roma del<br />
leggendario Foffo combattendo più con il<br />
peso delle mie canne in fenolico che con le<br />
alborelle e i cavedani che popolavano, a<br />
miliardi, quel bacino.<br />
Quasi venti anni dopo, il carpfishing mi ha<br />
riportato su quelle magnifiche sponde dove,<br />
nascondendomi da solerti controlli, immergendo<br />
le mie boilies puntavo a quelle carpe<br />
meravigliose di cui tante leggende parlavano.<br />
Sessioni memorabili, pesci quasi rubati e<br />
quindi restituiti dopo una foto fugace che<br />
nascondeva lo spot a mantenere un segreto<br />
che non sarebbe mai durato a lungo.<br />
Poi venne la stagione dei lucci in compagnia<br />
di un amico di mille battaglie, Pino Maffei<br />
con cui condividevo la passione viscerale<br />
per tutte le tecniche soprattutto ancor di più<br />
se immersi in ambienti meravigliosi.<br />
L'ultimo vero regalo, il Turano me lo fece<br />
girando un video nel quale le magnifiche<br />
carpe collaborarono accettando le nostre<br />
esche.<br />
Pesci splendidi nei colori e nelle forme, resi<br />
ancora più belli da un lago su cui regnava il<br />
silenzio.<br />
Questi sono ricordi di un lago che oggi<br />
appare diverso pur nella sua bellezza struggente<br />
perché nel frattempo il nostro Paese è<br />
talmente cambiato che a volte sembra di<br />
essere altrove e sulle sponde, la nostra<br />
lingua è, spesso, quella meno parlata!<br />
È il segno della globalizzazione tanto auspicata?<br />
È forse il segno che il nostro Paese si<br />
è aperto al cambiamento e corre verso il<br />
futuro? Francamente non lo so, ma quello<br />
che noto è che in questo movimento tellurico<br />
globale il Turano, così come tanti altri<br />
bacini e corsi d'acqua, è soggetto ad attacchi<br />
e minacce che sembravano essersi<br />
estinti nel momento in cui i pescatori sportivi<br />
italiani avevano cominciato ad applicare in<br />
modo crescente il catch and release.<br />
Tradizioni, costumi, necessità e quant’altro<br />
hanno riportato le nostre acque a quello che<br />
lo stesso Mario Albertarelli definiva come<br />
quello del massimo prelievo ittico ad opera<br />
dei pescatori ovvero gli anni "70.<br />
Il Turano non subisce solo un attacco al suo<br />
patrimonio ittico, ma anche a quello ambientale<br />
come testimoniano i filmati apparsi sul<br />
web che testimoniano decine di macchine<br />
sulle sponde, fuochi liberi e terribili rumori di<br />
motoseghe che tagliano rami per fare legna<br />
oppure, banalmente, per creare ripari<br />
provvisori.<br />
Del magnifico religioso silenzio di quelle<br />
valli è rimasto un ricordo distrutto dal<br />
frastuono provocato da decine di autoradio<br />
che, sintonizzate sulla stesa frequenza,<br />
trasmettono orrendi suoni che insultano chi<br />
ha scelto di vivere in quel luogo un tempo<br />
intimo.<br />
Alla fine di quasi tutti i week end quel che<br />
rimane è la desolazione di decine di bottiglie<br />
gettate sul prato rovinato dai pneumatici e<br />
sporcato ulteriormente da sacchetti di plastica<br />
e rifiuti.<br />
Aggiungiamo le reti messe dai bracconieri e<br />
le futili scuse fatte seguire da insulti quando<br />
qualche incavolato (a ragione) angler si<br />
permette di farlo notare o addirittura si<br />
spinge fino a toglierle e filmarle.<br />
Il Turano non è quasi più nostro e stiamo<br />
facendo poco o nulla per impedirlo.<br />
La comunità dei pescatori e, in particolare,<br />
dei carp angler ha detto basta a<br />
questo scempio e proprio quando sul<br />
web sono cominciate a passare le immagini<br />
delle reti, delle barbarie e<br />
dell’immondizia che insultano coloro<br />
che per pescare nel Turano pagano una<br />
licenza, è scattato il passaparola.<br />
Spontaneamente si è creato un gruppo che<br />
ha deciso di alzare la voce, prima che dalle<br />
parole si passasse ai fatti con il rischio di<br />
uno scontro "etnico" possibile, deprecabile,<br />
ingiusto, quanto sottovalutato nella sua<br />
gravità.<br />
Sul web, terra di anonimato, sono volate<br />
parole terribili e non ultimo il ricorso a una<br />
giustizia sommaria che avrebbe potuto far<br />
male.<br />
Le cose sono poi rientrate nel loro corso<br />
naturale e forse, ha prevalso la ragione,<br />
anche se questa pace è costruita su<br />
promesse di intervento di cui ancora si vede<br />
ben poco all'orizzonte.<br />
Ciò che lascia sconcertati è la poca capacità<br />
di intervento di chi è preposto al controllo<br />
che in taluni casi, non essendo dotato degli<br />
strumenti vincenti (ordinanze) assiste quasi<br />
passivo e spesso impotente.<br />
Ciò che ha lasciato perplesso chi scrive è il<br />
constatare che alcuni amministratori locali,<br />
davanti ad un civile momento di protesta,<br />
non hanno saputo replicare altro che con<br />
luoghi comuni quasi non avessero un incarico<br />
per tutelare il territorio loro preposto.<br />
Questa è la grande sconfitta a cui si assiste<br />
e che impedisce a un luogo che potrebbe<br />
essere "di culto" per la pesca ricreativa di<br />
diventare ciò che meriterebbe.<br />
Ma il danno è molteplice perché il Turano, al<br />
pari di altri bacini, dovrebbe avere regole<br />
speciali per farne un polo dedicato alla<br />
pesca e non a estemporanei e incredibili<br />
progetti legati a un canottaggio improbabile<br />
in un bacino sferzato dal vento per gran<br />
parte dell’anno.<br />
A rimetterci, tutte le attività commerciali e<br />
turistiche che potrebbero godere di un indotto<br />
formidabile se solo si usassero le regole<br />
in vigore che nel resto del mondo, fanno<br />
della pesca sportiva un vanto e non un<br />
fastidio.<br />
Quindi il danno della barbarica invasione è<br />
molteplice; ambientale, ricreativo,<br />
economico.Un danno che pone le basi per<br />
inaccettabili tensioni sociali.<br />
Da qui la nascita di un Comitato per la<br />
salvaguardia del Turano che cerca di<br />
riappropriarsi di un lago che non può offrire<br />
ciò che è realmente perché non esiste una<br />
mentalità gestionale della cosa pubblica che<br />
trasformi questi luoghi in oasi in cui la pesca<br />
con la canna e il conseguente "catch and<br />
release" sono la regola che fa superare il<br />
buio odierno e ci proietta nel futuro.
“Ma il danno è molteplice perché il Turano, al pari di altri<br />
bacini, dovrebbe avere regole speciali per farne un polo<br />
dedicato alla pesca e non a estemporanei e incredibili<br />
progetti legati a un canottaggio improbabile in un<br />
bacino sferzato dal vento per gran parte dell’anno.<br />
acqua<br />
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acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Ma è arrivato il momento in cui i pescatori<br />
appassionati, insieme ai gestori locali, si<br />
fondano in un'unica entità che vuole riprendersi<br />
nella assoluta legalità ciò che la distrazione<br />
e la mancanza di mezzi hanno<br />
permesso venisse loro sottratto.<br />
Il lago del Turano diventa il simbolo di una<br />
presa di coscienza comune che lega tutte le<br />
tecniche e che deve portare anche altrove il<br />
desiderio di vedere rispettati finalmente i<br />
nostri bacini idrici non solo da chi li depreda<br />
quotidianamente, ma anche da chi ci versa<br />
dentro scarichi tossici, veleni, oppure<br />
sottrae illegalmente l'acqua.<br />
Dalla coesione tra gli amanti della pesca e<br />
chi potrebbe beneficiare economicamente<br />
dell'indotto creato da questa, nasce la<br />
speranza di vedere una piccola luce in<br />
fondo ad un tunnel che oggi appare buio e<br />
che porta la pesca ricreativa in un vicolo<br />
cieco.<br />
Il lago del Turano è un bene che dobbiamo<br />
responsabilmente difendere, non solo come<br />
angler, ma come cittadini che amano le<br />
meraviglie del loro territorio.
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
P<br />
Campionato italiano belly boat 2012<br />
CIBB
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
8-9 settembre 2012 Lago di Massaciuccoli<br />
Sono state due giornate intense ed appaganti<br />
quelle dell’8 e del 9 settembre scorso<br />
sul lago di Massaciuccoli (LU), dove si è<br />
svolta la finale del campionato individuale di<br />
pesca al black bass da belly boat (CIBB).<br />
L’organizzazione di questo evento, uno dei<br />
più riusciti e partecipati nella storia del float<br />
tubing italiano, è frutto del lavoro congiunto<br />
di tre attori: il club Fishbusters Team, padroni<br />
di casa, dell’ANBB, che coordina il<br />
movimento del CIBB, e, per la prima volta in<br />
questo campo, della BASS Italy, che ha<br />
messo a disposizione uomini e mezzi imponenti<br />
che hanno permesso ai 50 tubers di<br />
vivere giornate veramente emozionanti dal<br />
punto di vista dello spettacolo.<br />
La prima giornata di gara è iniziata alle 12,<br />
sotto un cielo sereno ed un sole deciso.<br />
Vento debole. Partiti dalla località “cava”, le<br />
49 ciambelle (un assente) si sono rapidamente<br />
sparpagliate tra le mille ramificazioni<br />
dei canali del “Massa” e già dopo un’ora<br />
alcuni angler avevano la nassa in acqua.<br />
Pesce attivo, ma non semplicissimo da<br />
ingannare.<br />
In tanti lo hanno cercato in cover, utilizzando<br />
la tecnica del pitching a ridosso dei fitti<br />
canneti. Maggiori catture sono state fatte<br />
invece con tecniche finesse, sui canaloni<br />
più larghi, tenendosi ad una certa distanza<br />
dai muri di canne. Al rientro delle ore 18,<br />
ben in 14 hanno dichiarato la quota (4 pesci<br />
over 25 cm), solo in 6 hanno cappottato,<br />
mentre tutti gli altri hanno pesato da 1 a 3<br />
bass. In totale sono stati portati sulla<br />
bilancia 115 centrarchidi, segno evidente<br />
della buona salute del lago e dell’efficacia<br />
dell’opera di salvaguardia promossa dal<br />
Fishbusters.<br />
La media del pescato si è aggirata intorno ai<br />
400 grammi al pezzo, con rare punte di<br />
esemplari che hanno passato il kilogrammo.<br />
Da segnalare quello di Giacomo Pozzi,<br />
Senior Bass Anglers, di 1,425 kg, che<br />
risulterà alla fine della competizione essere<br />
il Big Bass delle due giornate di finale e che<br />
gli è valso l’ambito Outcast Fish Cat 4<br />
messo in palio.<br />
La classifica del Day One non poteva<br />
essere più serrata. Sul gradino più alto della<br />
classifica provvisoria, contro ogni previsione,<br />
è salito il giovane Termini Umberto del<br />
Tiber Bass Angler, che ha pesato 2,925 kg<br />
ed un big di 1,020 kg. In seconda posizione<br />
il veterano Debbi Alessandro dello Spinning<br />
Bass Sassuolo con 2,820 kg ed in terza<br />
posizione Lorenzo Genitrini del Bass Club<br />
Mantova con 2,455 kg e big di 1,080 kg.<br />
Franchini Paolo del Senior Bass Anglers in<br />
quarta posizione (2,340 kg) ed a soli 10<br />
grammi da lui Gaspari Yuri del Fishbusters.<br />
La sirena della partenza della seconda<br />
giornata di gara ha suonato alle 8.<br />
Altre sei ore a disposizione dei partecipanti<br />
per cercare di scalare la classifica e salire<br />
sul podio, per consolidare la propria posizione<br />
oppure per disfare quanto sudato il<br />
giorno prima.<br />
Le condizioni meteo sono praticamente<br />
invariate. Termini e Debbi hanno battuto<br />
sostanzialmente gli stessi spot sui canaloni<br />
più larghi con la convinzione di trovare altri<br />
“bocca larga”, appositamente sentiti in<br />
canna, ma non ferrati il giorno prima.<br />
Piching e tecniche finesse, ancora, sono<br />
state le più praticate e fruttuose.<br />
Alle ore 14 in pesa sono state dichiarate 16<br />
quote, 116 i pesci validi e soli 3 cappotti.<br />
La fase della pesa all’americana è stata la<br />
più emozionante e grazie alle moderne<br />
tecnologie, tutti gli appassionati del bass<br />
fishing hanno avuto la possibilità di seguire<br />
l’andamento della gara in tempo reale su<br />
internet, collegandosi al sito www.cibb.it o<br />
su www.italybass.com.<br />
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Campionato italiano belly boat 2012<br />
I migliori piazzamenti del Day One sono<br />
stati tenuti per ultimi e fino all’ultima pesata<br />
non era prevedibile chi sarebbe stato il<br />
nuovo campione italiano.<br />
Debbi non ha replicato la prestazione<br />
portando in nassa solo 2 pesci (695 gr) e<br />
scivolando per questo in 6^ posizione<br />
assoluta. Stefano Giacomuzzo del Basser<br />
invece ha registrato la miglior prestazione<br />
del Day Two con 2,305 (4 pesci) ed ha<br />
scalato rapidamente la classifica di molte<br />
posizioni fino a fermarsi all’8^ assoluta.<br />
Gionata Nativi del Fishbusters con all’attivo<br />
un solo pesce, se pur di 1,035 kg, al primo<br />
giorno, si è piazzato in seconda posizione<br />
nella classifica provvisoria della seconda<br />
giornata (2,195 kg) ed è riuscito a piazzarsi<br />
decimo assoluto. Sbrana Tomaso, sempre<br />
del Fishbusters, già ottavo, con i 2,080 kg<br />
del secondo giorno si è guadagnato il terzo<br />
gradino del podio (peso assoluto 4,045 kg).<br />
Genitrini, terzo in classifica provvisoria,<br />
scivola in 11^ posizione assoluta portando<br />
in pesa un solo pesce di 720 grammi. Al suo<br />
posto con merito sale dalla quarta posizione<br />
Franchini Paolo (2,055 kg alla seconda<br />
giornata) del Senior Bass Anglers, seconda<br />
posizione assoluta e medaglia d’argento<br />
(peso assoluto 4,395 kg).<br />
Il giovane Termini invece ha dimostrato a<br />
tutti di che pasta è fatto, confermando che<br />
non si è trattato di fortuna, ma di polso. Per<br />
lui ancora la quota per 1,730 kg (peso<br />
assoluto 4,655 kg) e titolo di campione<br />
italiano 2012.<br />
Alla premiazione presenti le Autorità locali<br />
del Comune di Massarosa (LU).<br />
Coppa Italia per società di pesca a<br />
spinning al black bass da belly boat 2012<br />
23 settembre 2012 lago di Bracciano<br />
La Coppa Italia per club è stata inaugurata<br />
nel 2011 con gran successo popolare tra i<br />
pescatori in belly boat, grazie alla formula<br />
adottata dei tre settori.<br />
Il 23 settembre sul lago di Bracciano a<br />
Trevignano Romano (RM) si è svolta la<br />
seconda edizione sotto la vigilanza del club<br />
organizzatore IBBF-Team e del Tiber Bass<br />
Angler.<br />
Diciotto le società presenti, ognuna con una<br />
rappresentanza di tre agonisti.<br />
Partenza alle ore 7.30, rientro alle 14.00 su<br />
un tratto di lago di oltre 5 km.<br />
Vento praticamente assente, cielo nuvoloso,<br />
condizioni perfette per la pesca. Tre i<br />
settori di gara: A – Golfo di Trevignano<br />
Romano, B- Lungolago di Trevignano<br />
Romano, C- Spiaggia. Sommando i pesci<br />
dichiarati nei tre punti pesa si è raggiunta la<br />
cifra considerevole cifra di 154 black bass,<br />
venticinque quote e soli 3 cappotti. Il lago di<br />
Bracciano non poteva essere più in forma!<br />
Tecniche vincenti quelle finesse nelle<br />
varianti drop-shot e carolina-rig.<br />
La media del pescato in termini di misura si<br />
è attestata intorno ai 400 grammi con<br />
qualche punta da kilogrammo.<br />
Il Big Bass ha bloccato l’ago della bilancia a<br />
1,410 kg ed è stato catturato da Beggio<br />
Stefano del Basser, che ha ritirato l’ambito<br />
premio Fish Cat 4 Outcast.<br />
Il settore A (golfo di Trevignano) è risultato<br />
il più pescoso con 14 quote su 18 garisti.<br />
Primo di settore è stato proprio Beggio con<br />
2,320 kg.<br />
Al secondo posto La Torre Gianluca, dei<br />
Cannisti Prima Porta, con 2,280 kg ed al<br />
terzo posto Mariotti Carlo, IBBF-Team, con<br />
2,030 kg.<br />
Il settore B (lungolago di Trevignano) ha<br />
visto 5 quote ed un solo cappotto . Il settore<br />
è stato vinto da Gazzella Walter dei Guastatori<br />
di Trevignano Romano (Trout Fishing<br />
Team Roma) con 3 pesci per 1,840 e big di<br />
1,200 kg. Al secondo posto Fornalè Antonio<br />
dell’Old Black con 1,740 kg. Al terzo Trippanera<br />
Marco del Black Fish Terni con 1,680<br />
kg.<br />
Nel settore C (spiagge) i tubers hanno<br />
presentato 6 quote e solo in due hanno<br />
cappottato.<br />
Ha vinto questo settore GAZZELLA Vasco<br />
dei Guastatori di Trevignano Romano (Trout<br />
Fishing Team Roma) con 1,860 kg. Al<br />
secondo posto GATTI Marco, ASDP Cannisti<br />
Senago, della squadra campione 2011,<br />
con 1,490 kg.<br />
Al terzo posto MORMILE Mirco dell’Old<br />
Black con 1,470 kg.<br />
La somma dei piazzamenti ha determinato<br />
la classifica finale. Grandi sorprese sul<br />
podio.<br />
Al terzo posto la società Brack Fish Terni<br />
con un 3° - 4° ed 8° di settore. Un ottimo<br />
risultato per questa società che si è affacciata<br />
quest’anno nel mondo agonistico del<br />
float tubing. In seconda posizione un club<br />
d’esperienza, l’Old Black con un 2° - 3° e 5°<br />
di settore. Titolo iridato per i padroni di casa,<br />
per la prima volta partecipanti ad una<br />
competizione agonistica federale a livello<br />
nazionale: I Guastatori di Trevignano<br />
Romano (Trout Fishing Team Roma) con<br />
due primi di settore ed un 6°. Classifiche<br />
complete su www.cibb.it/coppaitalia.html .<br />
La manifestazione ha coinvolto, come<br />
accennato, 18 squadre, di cui quasi la<br />
totalità proveniente da fuori regione: persone<br />
che hanno potuto conoscere la realtà<br />
laziale a tutto vantaggio dell’economia<br />
locale. Ciò accade non solo per il bass<br />
fishing, ma per molte altre discipline di<br />
pesca. Ci auguriamo che le amministrazioni<br />
locali, Provincia di Roma in primis, si accorgano<br />
dei vantaggi che il territorio potrebbe<br />
ricavare solo favorendo la pesca sportiva.<br />
Eppure ad oggi sembra tutto il contrario nel<br />
Lazio: controlli inesistenti, pesca smodata,<br />
regolamenti obsoleti che non tutelano molte<br />
specie ormai ben inserite nell’ecosistema,<br />
e, ultima novità, gabelle provinciali di<br />
centinaia di euro a carico di chi vorrebbe<br />
organizzare eventi come la Coppa Italia sui<br />
laghi della provincia di Roma.<br />
Forse il mondo va al contrario e non ce ne<br />
siamo accorti.<br />
acqua
P<br />
CIBB<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
aca<br />
qc<br />
uq<br />
au<br />
a<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Mare<br />
Andrea Gianni<br />
Oggi conosciamo meglio il Presidente del<br />
Settore Acque Marittime Andrea Gianni.<br />
Con lui vogliamo fare il punto della situazione<br />
in un ambito che ha vissuto momenti<br />
delicati e che ha un potenziale molto<br />
grande, coinvolgendo migliaia di angler<br />
italiani.<br />
Prima di parlare del Settore alla vigilia delle<br />
elezioni per capire che aria si respira e cosa<br />
ci si aspetta dal futuro ci piacerebbe sapere<br />
come è iniziata in Lei la passione per il mare<br />
e per la pesca:<br />
«Vi ringrazio per questa intervista e sono<br />
felice di ragionare insieme ai lettori di Pianeta<br />
Acqua su un settore che come giustamente<br />
detto coinvolge migliaia di appassionati.<br />
Non mi resta che partire con le presentazioni<br />
e raccontare come tutto è iniziato,<br />
mandando nel contempo un saluto a tutti i<br />
pescasportivi!<br />
Sono nato a Viareggio, città di mare e di<br />
pescatori, nel non troppo lontano 1962,<br />
quindi quest’anno ho festeggiato mezzo<br />
secolo.<br />
Ho praticato la pesca fin da piccolo, a livello<br />
ricreativo, con papà, zii e nonno e nel ‘91, a<br />
differenza di altri che hanno preso strade<br />
diverse per impiegare il tempo libero sono<br />
entrato in un negozio di pesca, di quelli che<br />
sono anche sede Associazione Sportiva e<br />
fucina di agonisti.<br />
Da lì è cominciata una vita nuova, ho visto<br />
un mondo nuovo, conosciuto persone - e<br />
tante - che amavano quella che poi anche<br />
per me è diventata passione.<br />
Sono arrivate in un batter d’occhi le prime<br />
gare, il primo provinciale, i primi Trofei, le<br />
gite di pesca e i primi campionati.<br />
Ho sempre praticato il surfcasting ma non<br />
mi sono mai tirato indietro di fronte alla<br />
canna da natante e da riva (anche se con<br />
scarsissimi risultati).<br />
Prendendoci pian piano(ma neanche toppo<br />
piano!) gusto, sia perché mi piaceva tantissimo<br />
pescare ma anche per la cerchia di<br />
amici che mi stavo facendo<br />
dall’appassionato e agonista sono passato<br />
a fare il responsabile del settore mare prima<br />
in Provincia e successivamente in Regione<br />
Toscana.<br />
Attualmente ricopro anche l’incarico di<br />
responsabile dei Giudici di Gara del Settore<br />
AM.<br />
P<br />
Come ha accolto il suo incarico? Con<br />
quali sentimenti ha vissuto questa<br />
responsabilità ?<br />
Un enorme senso di responsabilità e il<br />
timore di non essere all’altezza sono stati i<br />
primi sentimenti all’indomani dell’incarico<br />
assegnato ma anche quelli che ancora mi<br />
accompagnano ogni giorno.<br />
Accettare l’incarico è stato chiaramente un<br />
grande onore e altrettanto ónere. Sono<br />
approdato al Settore Acque Marittime dopo<br />
un periodo piuttosto “movimentato” dal<br />
punto di vista federale e sono stato catapultato<br />
subito in un evento davvero molto<br />
importante non solo per il settore ma per la<br />
<strong>Fipsas</strong> stessa, i Mondiali di pesca in Italia.<br />
Una Grandissima soddisfazione e non finirò<br />
mai di ringraziare chi mi ha permesso di<br />
vivere una simile esperienza. La Federazione<br />
Italiana ha dimostrato una qualità<br />
organizzativa unica a livello mondiale. I<br />
risultati poi sono stati a dir poco strabilianti; i<br />
tricolori hanno sventolato dappertutto e con<br />
merito. Ho avuto l’immenso piacere di conoscere<br />
atleti con la A maiuscola, fieri ed<br />
orgogliosi di vestire l’azzurro nazionale, ho<br />
visto la concentrazione, lo spirito di squadra;<br />
ho scorto volti tesi nelle manciate di<br />
secondi che precedono l’arrivo della classifica<br />
e ho visto lacrime di gioia sul podio . Ho<br />
capito che questo nostro “gioco” è veramente<br />
qualcosa d’importante.<br />
Non ho memoria di quante poche ore di letto<br />
ci siano state. Mi sembrava doveroso<br />
essere sempre sui campi gara, vicino agli<br />
atleti, visto che gli staff tecnici stavano<br />
portando avanti un lavoro bellissimo. Io ho<br />
cercato di dare il mio modesto contributo<br />
fosse anche soltanto con la mia presenza.<br />
Tutto resterà naturalmente ricordo indelebile<br />
della mia mente, un ricordo che avrà con<br />
sé una piccola ombra di nostalgia e un<br />
pizzico di tristezza, sarà difficilmente ripetibile<br />
una manifestazione del genere.<br />
Aggiungo solo che il lavoro intrapreso nel<br />
2011 ha portato grossi risultati anche nel<br />
corrente anno con immenso piacere e<br />
soddisfazione.<br />
Quali sono i problemi e le sfide che allo<br />
stato attuale si trova a dover affrontare il<br />
Settore e quali le possibili soluzioni?<br />
Tentare degli stravolgimenti con due anni a<br />
disposizione è praticamente impossibile.<br />
Credo che conseguentemente alle difficoltà<br />
economiche che il paese sta vivendo ci sia<br />
l’esigenza di dare un forte segnale di sensibilità.<br />
La situazione economica italiana sta<br />
infatti creando non pochi problemi anche<br />
alla gestione del nostro sport che è, e spero<br />
resti, puramente dilettantistico e basato sul<br />
volontariato.<br />
Credo che i primi temi in ordine<br />
d’importanza siano la creazione di piani di<br />
sviluppo e sostentamento dell’attività giovanile,<br />
certi, concreti e verificabili e una<br />
revisione (ove possibile) dei percorsi agonistici,<br />
mirata principalmente alla riduzione<br />
dei costi.<br />
Sono due aspetti fondamentali: il primo è<br />
determinante per avere un ricambio generazionale<br />
il secondo per evitare che il nostro<br />
sport diventi attività d’elite.
Andrea Gianni<br />
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
“Un enorme senso di responsabilità e il timore di non<br />
essere all’altezza sono stati i primi sentimenti<br />
all’indomani dell’incarico assegnato ma anche quelli che<br />
ancora mi accompagnano ogni giorno.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Mare<br />
Quali caratteristiche dovrebbe avere il<br />
Presidente di un Settore tanto importante?<br />
Conoscere tutta la penisola, le particolarità<br />
e le esigenze locali in modo capillare perché<br />
solo così si può offrire il “prodotto” migliore;<br />
avere molto tempo a disposizione e porsi<br />
come atteggiamento sempre come fosse il<br />
primo giorno di scuola perchè ogni giorno<br />
c’è sempre qualcosa da imparare.<br />
Essere umile ma fermo nelle risposte,<br />
sufficientemente preparato per affrontare un<br />
palcoscenico ma anche pronto a stare<br />
dietro le quinte.<br />
Confrontarsi serenamente con gli altri,<br />
concedere spazi ai collaboratori e vegliare<br />
sul loro operato e sulla loro crescita “federale”.<br />
Andrea Gianni<br />
Cosa si aspetta dai prossimi anni e come<br />
vive la vigilia di queste elezioni?<br />
Limitandomi ad esprimere solo un parere<br />
sulla parte tecnica come il Comitato di<br />
Settore che attualmente presiedo; c’è molta<br />
frenesia e ci sono molti buoni propositi.<br />
Credo e spero che chi sarà demandato al<br />
voto non si faccia sfuggire questa occasione,<br />
forse mai come adesso, così importante.<br />
E’ ora che si metta tutto a posto ed in<br />
completa sintonia e che il Comitato di Settore<br />
acquisisca sempre più una configurazione<br />
tecnica e un po’ meno politica …<br />
perché e di questo che gli Atleti hanno<br />
bisogno.<br />
> Con la Nazionale di Long Casting ai Giochi Mondiali della Pesca 2011
“Conoscere tutta la penisola, le particolarità e le<br />
esigenze locali in modo capillare perché solo così si può<br />
offrire il “prodotto” migliore; avere molto tempo a<br />
disposizione e porsi come atteggiamento sempre<br />
come fosse il primo giorno di scuola perchè ogni giorno<br />
c’è sempre qualcosa da imparare.<br />
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P<br />
aca<br />
qc<br />
uq<br />
au<br />
a<br />
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P<br />
L’acqua ribolle e si vede da lontano…<br />
i gabbiani si tuffano a capofitto…<br />
E’ il momento magico delle mangianze!
P<br />
testo di Roberto Ripamonti<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
MMolte delle uscite che facciamo in mare<br />
aperto, magari per una trainata oppure per<br />
una battuta di light drifting devono prevedere<br />
la possibilità di cambiare repentinamente<br />
strategia perché potremmo stare per vivere<br />
un’emozione meravigliosa…..<br />
Vedere d’improvviso il segnale che scatena<br />
la battaglia….<br />
tantissimi gabbianiall’orizzonte…<br />
l’adrenalina che sale!<br />
Sono le mangianze che fanno felici tanti<br />
angler lasciandone altri assai sorpresi e<br />
impreparati.<br />
Di solito si vedono dall’inizio della primavera<br />
fino ad autunno inoltrato, ma molto dipende<br />
dalla stagione in atto; l’estate 2012 ha<br />
ritardato di parecchio questi spettacoli e il<br />
mare ha regalato forti emozioni solo a<br />
partire dalla fine di luglio, per questo ancora<br />
in tardo ottobre e inizio novembre possiamo<br />
parlarne.<br />
Un moderno angler non può rimanere<br />
insensibile a questo spettacolo, ci si deve<br />
“tuffare” con entusiasmo perché è il sale di<br />
momenti da incorniciare!<br />
Poco importa se si tratta di un alletterato,<br />
una palamita, qualche grosso sughero o<br />
belle occhiate magari non da record, anche<br />
perché dopo due o tre catture il resto deve<br />
tornare subito direttamente in acqua, ma,<br />
…ragazzi, il rumore di una frizione che<br />
piange è il top della vita di un angler soprattutto<br />
se si pesca ultra light!<br />
Questo è il segreto per essere sempre<br />
pronti a reagire e vivere un’emozione<br />
continua e potente!<br />
Mangianze<br />
Pescare ultra light significa avere pronte un<br />
paio di canne da 6-6’6’’ (1.80-2 metri) che<br />
lancino bene i 25 grammi di un jig. Quindi,<br />
l’accoppiata con un mulinello misura<br />
2500/4000 caricato con una treccia sottile<br />
compresa tra lo 012mm e lo 016mm per<br />
coprire le distanze di lancio maggiori ovvero<br />
dell’ordine dei 50 metri.<br />
Uno spezzone di fluorocarbon 030mm e un<br />
moschettone da artificiali completano un set<br />
up perfetto per queste occasioni.<br />
A questo punto abbiamo i gabbiani impazziti<br />
che si tuffano in acqua e noi dobbiamo<br />
manovrare la barca.<br />
Qui è perfettamente inutile e dannoso entrare<br />
nel bel mezzo della situazione perché si<br />
riesce spesso a far scappare tutto e tutti.<br />
Purtroppo è un errore che si vede fare con<br />
una continuità imbarazzante …<br />
La mangianza si avvicina a motore in folle a<br />
non meno di 30-40 metri sfruttando il peso<br />
dei nostri artificiali per arrivare in pesca.<br />
Uno dei componenti della barca si deve<br />
sacrificare per tenere il mezzo in posizione<br />
con leggeri colpi di timone e, pochi, di solo<br />
motore. Se siamo bravi, riusciamo rimanere<br />
in pesca per diversi minuti e in quelle<br />
situazioni si può arrivare ad avere strike a<br />
ripetizione. Qualche volta è successo di<br />
avere tre attacchi nello stesso recupero e<br />
spesso l’esito negativo è dato dalla delicatezza<br />
della bocca dei sugarelli o delle piccole<br />
lecce stella.<br />
Fantasia, cambi di tecnica di recupero e<br />
voglia di pescare portano a situazioni di<br />
spinning esaltante. Esattamente quello che<br />
cerchiamo!
“<br />
acqua<br />
Fantasia, cambi di tecnica di recupero<br />
e voglia di pescare portano a situazioni<br />
di spinning esaltante.<br />
Esattamente quello che cerchiamo!<br />
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Quando non si vede nulla.<br />
Accade che si esca in mare e non vi sia<br />
traccia dei gabbiani. Qualcuno è mollemente<br />
appoggiato sulla superficie e galleggia<br />
pigramente, altri si intravedono a distanza,<br />
ma non sembrano molto attivi. In queste<br />
situazioni non ci si deve perdere d’animo<br />
perché le possibilità sono immutate se<br />
riusciamo a scorgere qualche palla di<br />
mangianza a mezz’acqua oppure, proviamo<br />
a sondare la zona nei pressi dei gabbiani<br />
poggiati sull’acqua. In queste occasioni<br />
capita spesso l’attacco di sugarelli anche di<br />
dimensioni memorabili oppure di grossi<br />
sgombri.<br />
Gran parte delle mangiate arrivano con il jig<br />
in discesa e l’avviso è semplicemente<br />
l’arresto del filo che si sbobina. In altre<br />
occasioni, l’attacco è negli ultimi giri di<br />
manovella oppure, durante le fasi di stop<br />
prima di ripartire con il recupero. Qui la<br />
parola d’ordine è “essere creativi”<br />
Cosa avere in barca.<br />
Il breve spezzone di fluorocarbon che funge<br />
da leader, conferisce quella rigidità al finale<br />
che evita il rischio di aggrovigliamenti<br />
dell’esca durante le veloci “jerkate” che<br />
dobbiamo attuare.<br />
I Jig sono mediamente da 2-3 pollici per<br />
pesi variabili da 7-14 fino al limite dei 25 /30<br />
grammi.<br />
In talune occasioni è utile avere nella scatola<br />
qualche jig mini da 5 grammi perché<br />
soprattutto in presenza di lecce stella gli<br />
attacchi arrivano su sardine piccolissime.<br />
acqua
Questo è un aspetto da non sottovalutare<br />
perché in talune occasioni gli attacchi si<br />
sono concentrati solo su jig esattamente<br />
delle dimensioni della mangianza presente.<br />
Anzi, questa è spesso la giusta spiegazione<br />
davanti a improvvisi rifiuti dopo inseguimenti<br />
bellissimi.<br />
Guai in quelle occasioni continuare a lanciare<br />
qualche cosa di troppo grosso, si rischia il<br />
cappotto.<br />
L’importante è che i jig che scegliamo<br />
pesino, siano piccoli e volino bene anche<br />
controvento perché difficilmente si potrà<br />
arrivare a meno di 20 metri dalla mangianza<br />
senza disturbarla.<br />
Poi si lancia cercando di attraversare la<br />
zona di turbolenza e ci si prepara allo strike.<br />
Un modo fantastico di andare a pesca<br />
sfruttando le occasioni e di guadagnare una<br />
cattura con un’attrezzatura leggera e<br />
bilanciata.<br />
Il limite del pescato è 5 kg e esistono le<br />
misure minime che, come angler, dobbiamo<br />
conoscere e rispettare.<br />
“<br />
Fantasia, cambi di tecnica di recupero e voglia<br />
di pescare portano a situazioni di spinning esaltante.<br />
Esattamente quello che cerchiamo!<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
CCome<br />
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Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee<br />
Alberto Azzali<br />
è iniziata la sua passione di<br />
subacqueo?<br />
Sono nato a Genova. Abitavo a 50 metri dal<br />
mare. Acqua pulita e trasparente. Durante<br />
la stagione estiva il divertimento più emozionante<br />
per noi bambini era quello di nuotare<br />
sopra e sotto la superficie del mare. Talvolta<br />
il gioco consisteva nel recuperare il maggior<br />
numero di pietre bianche che lanciavamo<br />
sul fondo. Queste sono state le mie prime<br />
immersioni. Il caso ha voluto che vicino a<br />
noi vivessero personaggi come Egidio<br />
Cressi , Dario Gonzatti, Duilio Marcante e<br />
Luigi Ferraro, uomini che avrebbero scritto<br />
nel corso degli anni buona parte della storia<br />
della subacquea moderna.<br />
Accanto al nostro stabilimento balneare<br />
inoltre si trovava la sede della Motonautica<br />
di Genova: un luogo frequentato da alcuni<br />
giovani pionieri della Pesca in Apnea. In<br />
quel contesto era pressoché impossibile<br />
non essere attratti dalla “subacquea”. Infatti<br />
a tredici anni pescavo polpi con una fiocina.<br />
A quindici, con il leggendario “Siluro”, tentavo<br />
di arpionare pesci. Questo è stato il mio<br />
battesimo subacqueo: una passione che mi<br />
ha sempre accompagnato nel corso della<br />
vita. A quel tempo i subacquei sportivi erano<br />
quasi tutti pescatori. “Uomini scuri di pelle e<br />
puri di cuore” , in questo modo Duilio<br />
Marcante aveva descritto quelle strane<br />
persone sdraiate sugli scogli intente a<br />
scaldarsi al sole: una “Tribù delle Rocce”.<br />
Altri tempi ,altri subacquei , molta moltissima<br />
nostalgia.<br />
Che difficoltà c'erano allora nel mondo<br />
dell’agonismo subacqueo,?<br />
Mi sono avvicinato all’agonismo subacqueo<br />
soltanto a 26 anni, casualmente, per merito<br />
di un amico, dopo avere praticato a fasi<br />
alterne il nuoto e la pallanuoto. A quel<br />
tempo l’agonismo subacqueo era limitato<br />
alle gare di pesca in apnea, al nuoto pinnato<br />
e all’orientamento, mentre la fotografia<br />
subacquea sportiva iniziava a muovere<br />
timidamente i primi passi. Limitandoci alla<br />
pesca in apnea, le gare erano organizzate<br />
in modo artigianale, spesso lasciate<br />
all’improvvisazione di soggetti privi<br />
di cultura sportiva ma animati da<br />
una grande passione per la<br />
disciplina; le misure di<br />
sicurezza erano<br />
sovente insufficienti.<br />
Note positive: sicuramente l’acqua limpida,<br />
l’abbondanza di pesce e nessun impedimento<br />
organizzativo, il grande interesse da<br />
parte del pubblico e degli operatori del<br />
settore. Con il tempo buona parte di queste<br />
condizioni sono venute a mancare, lasciando<br />
alla gestione dell’ attività alcuni problemi<br />
da risolvere tra i quali l’adeguamento<br />
della regolamentazione delle gare alle<br />
nuove ed irrinunciabili esigenze socioambientali<br />
e la necessità di applicare<br />
misure di sicurezza più rigorose come<br />
risposta all’aumento dei limiti batimetrici e<br />
dei rischi connessi a questo fenomeno<br />
provocato dallo sviluppo progressivo dei<br />
materiali e delle tecnologie.<br />
Come è nato l’incontro con la Federazione<br />
e come ne è maturata la Sua presenza<br />
all’interno?<br />
Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />
è avvenuto contestualmente al mio<br />
tesseramento e alla partecipazione alla<br />
prima gara di pesca in apnea . Mi ha subito<br />
impressionato la complessità della sua<br />
organizzazione ed il numero dei tesserati:<br />
più di 650.000!
P<br />
“A quel tempo i subacquei sportivi erano quasi tutti pescatori.<br />
“Uomini scuri di pelle e puri di cuore” , in questo modo Duilio<br />
Marcante aveva descritto quelle strane persone sdraiate sugli<br />
scogli intente a scaldarsi al sole: una “Tribù delle Rocce”.<br />
Altri tempi ,altri subacquei , molta moltissima nostalgia...<br />
Pianeta Acaua - web web magazine<br />
magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
P<br />
Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee Alberto Azzali<br />
Dopo alcuni anni di agonismo, con risultati<br />
di medio livello, ho deciso di dedicarmi al<br />
lavoro di ufficio presso la Sezione di<br />
Genova, come consigliere provinciale e<br />
responsabile del Settore Subacqueo. Non<br />
ho “appeso il fucile al chiodo” ma ho messo<br />
a disposizione dell’organizzazione federale<br />
il mio tempo libero e tanta buona volontà.<br />
Dopo due anni ho assunto un incarico<br />
nazionale come componente della Commissione<br />
Pesca in Apnea, collaborando con<br />
alcuni personaggi del mondo subacqueo di<br />
allora: Ripa, Giannini, Dilaghi e Castellazzi.<br />
Contestualmente a questa nomina mi sono<br />
ritirato dal circuito agonistico nazionale,<br />
evitando un palese conflitto di interessi.<br />
Questa esperienza è stata per me utile e<br />
stimolante , consentendomi di imparare le<br />
regole ed i comportamenti di un dirigente<br />
sportivo. Determinante è stata la conoscenza<br />
e la frequentazione del Presidente del<br />
Settore Sportivo della FIPS di quel tempo, il<br />
dottor Eliodoro Cicognani, uomo incredibile,<br />
onnipresente ed autorevole responsabile<br />
di tutte le discipline agonistiche della Federazione<br />
. In seguito dopo varie esperienze<br />
settoriali a livello regionale e nazionale, nel<br />
1989 sono entrato nel Comitato Nazionale<br />
del Settore Subacqueo dove ho coordinato<br />
l’attività del Safari e della Fotografia subacquea.<br />
Nel 1992 sono stato eletto in Consiglio<br />
Federale, come Vice Presidente del<br />
Settore AS.<br />
Come è cambiato il settore da quando<br />
Lei ne è Presidente, quali sfide ha dovuto<br />
affrontare, quali i risultati ottenuti,<br />
quante le cose che vorrebbe innovare<br />
(se ci sono)?<br />
Una precisazione. Il Settore A.S. è un Settore<br />
relativamente giovane, avendo soltanto<br />
otto anni di vita. E’ nato da una felice<br />
intuizione del nostro Presidente Nazionale,<br />
Ugo Claudio Matteoli, che ha patrocinato<br />
una modifica statutaria indirizzata alla separazione<br />
della Didattica Subacquea dallo<br />
Sport Subacqueo.<br />
La proposta , pur con alcune manifestazioni<br />
di dissenso, è stata ufficialmente approvata<br />
dall’Assemblea Nazionale di Chianciano<br />
Terme , rivelandosi in seguito una scelta<br />
opportuna per lo sviluppo di entrambi i<br />
Settori. Per questa ragione più che di un<br />
cambiamento è preferibile parlare di un “se<br />
e come” si è sviluppato questo Settore nel<br />
corso di due quadrienni.<br />
All’inizio è stato necessario inventare dal<br />
nulla un programma di attività ed una<br />
struttura organizzativa centrale e periferica.<br />
Sono state identificate otto discipline sportive<br />
delle quali cinque praticate esclusivamente<br />
in apnea ( P. i. A,Apnea,Tiro al<br />
Bersaglio,Hockey e Rugby subacqueo) ,<br />
due con A. R. A ( Foto e Video Sub) ed una<br />
,il Safari , comprendente sia l’apnea che l’A.<br />
R .A.<br />
Particolare attenzione è stata rivolta alla<br />
individuazione di una rete di collaboratori<br />
sul territorio con compiti tecnici e/o di<br />
coordinamento delle attività settoriali.<br />
Mi sono avvicinato all’agonismo subacqueo<br />
Quest’ultimo obiettivo si è rivelato più difficile<br />
del previsto anche a causa della crisi<br />
dell’associazionismo e del volontariato<br />
sportivo che non facilita il coinvolgimento<br />
operativo di soggetti disponibili a collaborare<br />
sul territorio nel tempo libero e per puro<br />
spirito di servizio.<br />
Comunque, anche se in modo incompleto, il<br />
Settore ha realizzato una propria struttura<br />
organizzativa, avviando contestualmente la<br />
gestione e lo sviluppo del suo principale<br />
centro di interesse: lo Sport Subacqueo. Nel<br />
primo quadriennio, sono stati perseguiti la<br />
salvaguardia della Pesca in Apnea agonistica<br />
( e non) , lo sviluppo dell’Immersione in<br />
Apnea come attività agonistica e la<br />
promozione di una didattica settoriale con<br />
particolare riferimento alla formazione<br />
dell’apneista sportivo.<br />
Nella Pesca in Apnea è stata attuata una<br />
vera e propria rivoluzione regolamentare<br />
allo scopo di sostenere l’immagine di una<br />
attività che nel corso del 2000, da parte di<br />
molte Associazioni ambientaliste italiane,<br />
era stata oggetto di una azione mirata alla<br />
interruzione delle gare. I principi ispiratori<br />
della nostra azione sono stati: la sicurezza,<br />
il rispetto dell’ambiente e la cultura sportiva.<br />
Nonostante un iniziale e forte “mal di<br />
pancia” da parte di agonisti insoddisfatti per<br />
le misure imposte la “medicina” ha dato i<br />
suoi frutti. Oggi le gare si svolgono con<br />
risultati tecnici ed organizzativi soddisfacenti<br />
e senza più minacce da parte di<br />
nessuno. Lo sviluppo dell’ Immersione in<br />
Apnea è stato (ed è) un impegno gravoso e<br />
stimolante per tutti noi. L’apnea , come<br />
disciplina agonistica e come didattica<br />
specialistica , rappresenta il futuro dello<br />
Sport subacqueo. Nel corso di otto anni il<br />
Settore ha realizzato e sviluppato un<br />
programma rivolto alla formazione dell’<br />
Allenatore di Apnea , inoltre ha costruito<br />
organicamente un circuito di gare con la<br />
partecipazione di un numero crescente di<br />
atleti.<br />
Comunque alcuni problemi sono ancora in<br />
attesa di soluzione come quello relativo alla<br />
realizzazione dei Campionati Italiani delle<br />
discipline settoriali all’interno di due uniche<br />
grandi manifestazioni: “Subacquatica” e<br />
“Subacquatica nel Blu”.<br />
La prima comprendente tutte le prove in<br />
bacino delimitato, la seconda quelle in<br />
mare. Da tre anni “Subacquatica” è una<br />
realtà . I Campionati Italiani di Apnea<br />
Dinamica, Statica, Tiro al Bersaglio,<br />
Hockey e Rugby subacqueo hanno trovato<br />
a Lignano Sabbiadoro la sede più idonea ed<br />
economicamente conveniente, registrando<br />
ogni anno la partecipazione di più di 200<br />
persone tra atleti, tecnici, giudici, arbitri,<br />
assistenti ed organizzatori.<br />
Il nostro impegno adesso dovrà rivolgersi<br />
principalmente all’ organizzazione della<br />
prima edizione di “ Subacquatica nel Blu ”<br />
con lo svolgimento dei Campionati delle<br />
discipline “ marine” come la Foto, il Safari, il<br />
Video, l’Assetto Costante ed il Jump Blu,<br />
escludendo soltanto la pesca in Apnea che<br />
richiede un diverso contesto organizzativo.<br />
Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />
è avvenuto contestualmente al mio<br />
tesseramento e alla partecipazione alla
P<br />
acqua<br />
“<br />
L’apnea , come disciplina agonistica e come<br />
didattica specialistica , rappresenta il futuro<br />
dello Sport subacqueo.<br />
Pianeta Acaua - web web magazine magazine
P<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee
P<br />
Qual è il ruolo del Presidente del Settore<br />
Attività Subacquee, ci sono decisioni<br />
che pesano più di altre?<br />
Il mio ruolo è analogo a quello di ogni altro<br />
Presidente di Settore. La mia attività consiste<br />
nel controllare la gestione quotidiana<br />
dell’ attività attraverso l’ufficio centrale,<br />
valutare i programmi organizzativi da<br />
intraprendere, coordinare il lavoro dei<br />
componenti del Comitato di Settore, rappresentare<br />
la federazione in occasione di manifestazioni<br />
agonistiche subacquee, partecipare<br />
alle riunioni degli organi federali<br />
centrali , predisporre il piano economico per<br />
lo svolgimento annuale dell’attività di alto<br />
livello e per il normale funzionamento del<br />
Settore, vigilando sulla congruità della<br />
spesa , assistere e stimolare l’operatività dei<br />
vari Gruppi di lavoro, assumere la veste di<br />
Capo Delegazione delle nostre squadre<br />
nazionali nei Campionati Europei e Mondiali<br />
etc. etc. .<br />
In ogni caso si tratta di un lavoro impegnativo,<br />
responsabilizzante, faticoso ma pur<br />
sempre gratificante anche per l’opportunità<br />
di vivere in modo completo e partecipato<br />
tutte le emozioni offerte dall’agonismo<br />
subacqueoueo.<br />
Pesca ed Immersione in Apnea , Tiro al<br />
Bersaglio, Hockey, Rugby , Safari<br />
Fotografico e Video Subacqueo,<br />
Fotografia… tante le discipline federali<br />
che sono all’interno del settore. Ci sono<br />
state difficoltà affinché venissero riconosciute<br />
come discipline agonistiche?<br />
acqua<br />
Nessuna difficoltà all’interno della nostra<br />
federazione . Le difficoltà provengono<br />
esclusivamente dalla CMAS ( la Confederazione<br />
Mondiale delle Attività Subacquee).<br />
Purtroppo lo Sport Subacqueo non<br />
riesce ad ottenere dalla Confederazione<br />
Internazionale risposte adeguate alla<br />
propria crescita tecnica ed organizzativa.<br />
Confusione, approssimazione, incompetenza,<br />
regole obsolete e contraddittorie caratterizzano<br />
da alcuni anni la gestione dello<br />
Sport subacqueo internazionale. Emblematica<br />
è la situazione attuale dell’Apnea, dove<br />
l’Assetto Costante permane da sempre un<br />
oggetto misterioso, dove il Recordismo é<br />
gestito in modo schizofrenico, dove non si è<br />
ancora realizzata una normalizzazione del<br />
rapporto con A .I. D .A , dove il calendario<br />
internazionale registra una partita “ a<br />
tennis” tra le Canarie e la Turchia ( Tenerife<br />
- Antalaya ). Per non parlare di attività come<br />
il Tiro al Bersaglio ed il Safari , che attendono<br />
da anni il loro riconoscimento a livello<br />
internazionale.<br />
Quanto è difficile contemperare le<br />
esigenze di discipline così diverse tra di<br />
loro?<br />
Molto. Il Settore AS è un Settore atipico in<br />
quanto comprende discipline molto eterogenee<br />
tra di loro. Infatti si passa dalla pesca<br />
all’apnea agonistica ed al Recordismo, dal<br />
Tiro al bersaglio agli sport di squadra come<br />
l’Hockey ed il Rugby subacqueo, senza<br />
contare le attività audiovisive che costituiscono<br />
un mondo a sé stante.<br />
Inoltre ognuna di queste discipline genera a<br />
getto continuo problemi tecnici ed organizzativi<br />
come la difficoltà di individuare campi<br />
gara per la Pesca in Apnea, la disponibilità<br />
di spazi d’acqua in bacino delimitato per<br />
l’allenamento degli apneisti, la formazione<br />
di giudici, arbitri e giurati idonei al controllo<br />
delle gare, l’ organizzazione di corsi formazione<br />
per gli istruttori di Pesca, per i tecnici<br />
e gli allenatori di apnea.<br />
Senza dimenticare le polemiche provocate<br />
periodicamente da qualche atleta a causa<br />
di alcune innovazioni normative non gradite,<br />
il confronto continuo con disposti di<br />
legge come le Ordinanze di Balneazione o<br />
con il divieto di pesca in Apnea nelle AMP ,<br />
ed infine il fenomeno sempre più diffuso<br />
della nascita di sigle ed associazioni “<br />
condominiali” che , in contrapposizione alla<br />
nostra Federazione e in una settimana<br />
improvvisano un loro personalissimo potere<br />
di rappresentanza della subacquea in generale<br />
e della Pesca in Apnea in particolare.<br />
Siamo alla fine di questo mandato: che<br />
bilancio fa di questi ultimi 4 anni?<br />
Un bilancio abbastanza positivo.<br />
La vita di una piccola componente federale,<br />
come la nostra, è pur sempre condizionata<br />
dai problemi di gestione che insistono in<br />
una grande e complessa organizzazione<br />
come la FIPSAS.<br />
In ogni caso il quadriennio si conclude nel<br />
migliore dei modi, in particolare per il settore<br />
apneistico.<br />
L’Italia è attualmente nazione leader<br />
indiscussa della Immersione in Apnea e,<br />
per merito di alcuni giovani talenti emergenti,<br />
rischia di esserlo ancora per molto<br />
tempo.<br />
Inoltre se la CMAS riuscisse recuperare al<br />
più presto un approccio diverso e migliore<br />
con lo Sport Subacqueo si potrebbe guardare<br />
con interesse allo sviluppo internazionale<br />
di alcune discipline come il Tiro al Bersaglio<br />
ed il Safari foto sub, discipline che in<br />
Italia offrono da tempo risultati di ottimo<br />
livello sia tecnico che organizzativo.<br />
La Pesca in Apnea , dopo un percorso<br />
regolamentare piuttosto accidentato e<br />
controverso, ha trovato la “quadra” così<br />
come il variegato mondo della Foto sub che<br />
,nel presente quadriennio, ha confermato il<br />
successo di una nuova formula organizzativa,<br />
che ha permesso di realizzare i Campionati<br />
Italiani nei fondali delle più belle<br />
isole italiane .<br />
I giochi di squadra, dopo alcuni momenti di<br />
criticità causati da frizioni interne (Rugby) e<br />
da alcune controversie regolamentari<br />
(Hockey), hanno trovato finalmente un<br />
equilibrio ed un assetto normativo che<br />
lascia ben sperare per il futuro sviluppo di<br />
queste due interessanti ed originali discipline<br />
sportive.<br />
Viviamo in un clima pre – elettorale . Per<br />
questa ragione mi limiterò ad esprimere un<br />
augurio: la definitiva affermazione dello<br />
Sport Subacqueo all’interno di una FIPSAS<br />
sempre più grande.<br />
Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />
è avvenuto contestualmente al mio<br />
tesseramento e alla partecipazione alla<br />
prima gara di pesca in apnea . Mi ha subito<br />
impressionato la complessità della sua<br />
organizzazione ed il numero dei tesserati:<br />
Pianeta Acaua - web web magazine magazine
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Pianeta Acaua - web magazine P<br />
Homar Leuci<br />
e i Record Mondiali di Apnea<br />
Primo piano di Homar Leuci, felicissimo per il doppio record mondiale<br />
centrato a Soverato (CZ), a Settembre del 2012.
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
CCronistoria di un binomio divenuto<br />
sempre più inscindibile<br />
Tutto ha inizio il 4 Ottobre del 2009, quando<br />
Homar, con la misura di -84 m, diviene il<br />
nuovo Recordman Mondiale CMAS di<br />
Immersione in Apnea in Assetto Costante<br />
con Attrezzi. Da quel momento in poi, infatti,<br />
per l’atleta milanese la sfida al “grand bleu”<br />
è divenuta quasi un motivo di vita. Riprova<br />
ne siano le successive imprese che ne<br />
hanno sin qui caratterizzato la carriera<br />
sportiva e che ora, con il contributo<br />
dell’autore, cercheremo di ripercorrere,<br />
partendo proprio da quel 4 Ottobre del<br />
2009.<br />
Homar, come nacque l’idea di realizzare<br />
quel tentativo? E che ricordi conservi di<br />
quell’esperienza?<br />
L’idea nacque perché mi sentivo pronto ad<br />
affrontare sia una grande performance che<br />
una notevole macchina organizzativa.<br />
All’epoca mi appoggiavo allo Sport 7 Diving<br />
Club e alla sua squadra, formata da Robertino<br />
Gravagno, Carlo Rapa e Luca Cora, che<br />
mi avevano seguito e assistito nel record di<br />
rana profonda del 2006. Mi sentivo pronto<br />
per fare il salto di qualità e, perseguendo la<br />
via dell’omologazione ufficiale, volevo<br />
mettere in pratica in acqua profonda tutti gli<br />
insegnamenti di Andrea Pedrani, che mi<br />
aveva allenato tutto l’inverno. Venivo dal<br />
fallimento della stagione 2007, che mi<br />
aveva segnato, e dallo stop del 2008,<br />
quando, in seguito alla nascita di mio figlio,<br />
stavo per abbandonare l’idea di diventare<br />
un apneista di livello e professionista.<br />
Perciò, nel 2009 ho voluto rimettermi in<br />
gioco e tornare alla grande.<br />
Come è cambiata la tua vita dopo quel<br />
tuffo?<br />
Confidavo che dopo quel successo qualche<br />
azienda o qualche altra realtà, notando le<br />
mie qualità, mi avrebbe supportato. Purtroppo,<br />
invece, non si è fatto vivo nessuno.<br />
Tuttavia, ormai avevo la sicurezza di poter<br />
affrontare il profondo come i grandi del<br />
passato. Così, io che sono sempre stato<br />
fisico, ho cominciato a lavorare sulla parte<br />
mentale, che è una componente fondamentale<br />
della mia disciplina.<br />
Nel 2011 hai tentato nuovamente<br />
l’impresa e con la misura di -86 m hai<br />
stabilito, per la seconda volta in due<br />
anni, il record mondiale di immersione in<br />
apnea in assetto costante con attrezzi: ci<br />
descriveresti brevemente quel tuffo e le<br />
sensazioni provate durante la sua esecuzione?<br />
Prima di descrivere il tuffo, vorrei soffermarmi<br />
un attimo su un episodio che ha cambiato<br />
profondamente la mia carriera sportiva: la<br />
conoscenza di Camillo Viscomi e di<br />
CalabriApnea. Con Camillo ci eravamo<br />
incontrati a Sharm, al Mondiale AIDA, dopodiché<br />
lo avevo risentito a Febbraio del 2011,<br />
per avere notizie sulle condizioni del Mare<br />
dalla parte di Scilla, sempre in Calabria, ma<br />
versante tirrenico, perché una grossa realtà<br />
alberghiera voleva sponsorizzare l’evento.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Il resto è storia. Sono approdato a Soverato<br />
(CZ) e, grazie a Camillo, ai suoi preziosi<br />
consigli, alla sua passione e rispetto per il<br />
Mare e alla sua esperienza tecnica, unita a<br />
quella di tutti gli altri membri di CalabriApnea,<br />
ho confezionato, tra mille peripezie, la<br />
e i Record Mondiali di Apnea<br />
performance dei –86 m. Il tuffo è stato<br />
veramente un tuffo tra me e il Mare. Sono<br />
riuscito a estraniarmi completamente dal<br />
mondo circostante e dalle tensioni che una<br />
simile prova comporta. E poi, rispetto al<br />
2009, ho portato delle modifiche tecniche,<br />
ossia ho iniziato la caduta dai -30 m circa,<br />
mentre nel 2009 ero sceso pinneggiando<br />
fino in fondo. E’ stato, quindi, un vero e<br />
proprio volo verso il profondo. La risalita,<br />
invece, è stata veloce e fluida. Sono arrivato<br />
in superficie freschissimo, consapevole di<br />
poter andare veramente negli abissi con<br />
l’assetto costante.<br />
Che differenze hai riscontrato tra il primo<br />
e il secondo record?<br />
La differenza è consistita soprattutto nella<br />
durata degli allenamenti. Inoltre, come ho<br />
già indicato in precedenza, Camillo mi ha un<br />
po’ cambiato anche il modo di andare<br />
sott’acqua. In occasione del primo record,<br />
quello dei -84 m, ho nuotato fino in fondo e<br />
ho impiegato 2 minuti e 12 secondi. In<br />
occasione del secondo record, quello di -86<br />
m, ho smesso di nuotare a partire dai -30 m<br />
e ho impiegato 2 minuti e 22 secondi. Scendendo<br />
più lentamente, ho acquisito maggiori<br />
possibilità di andare fondo. Infine, nel<br />
2011 avevo già cambiato parte della preparazione<br />
a secco e questo mi ha reso molto<br />
più performante.<br />
Ma veniamo ora alle ultime due recenti<br />
imprese. L’11 e il 15 Settembre 2012,<br />
nella baia di Soverato (CZ), con le misure<br />
di -131 m e -95 m, hai stabilito, rispettivamente,<br />
i due nuovi record mondiali<br />
CMAS di assetto variabile con attrezzi e<br />
assetto costante con attrezzi: cosa si<br />
prova nel centrare un così prestigioso<br />
doppio traguardo nel giro di pochissimi<br />
giorni?<br />
La preparazione fisica e mentale era al top,<br />
tant’è che ancora oggi faccio fatica a realizzare<br />
appieno quello che ho fatto. Era importantissimo<br />
centrare un simile risultato per la<br />
mia carriera futura, in quanto mi auguro che<br />
questo doppio record diventi il definitivo<br />
trampolino di lancio verso nuove mete<br />
profonde che ho intenzione di toccare. Dopo<br />
il successo nel variabile, la più grossa<br />
difficoltà è stata quella di mantenermi<br />
concentrato per il costante, che era e<br />
rimane la disciplina che adoro, anche se<br />
con il variabile vado veramente negli abissi.<br />
P<br />
Dal punto di vista tecnico, che prestazioni<br />
sono state quelle di Soverato? Ce ne<br />
potresti brevemente parlare?<br />
Tanto per iniziare abbiamo stravolto la<br />
tecnica e l’esecuzione del variabile, tornando<br />
a una discesa a testa in giù, che non si<br />
vedeva dai tempi di Maiorca.<br />
Questo mi ha consentito di sprofondare con<br />
la monopinna, anche se, dal punto di vista<br />
della compensazione,<br />
la discesa è stata molto più onerosa, in<br />
quanto la slitta, interamente costruita da<br />
Camillo, viaggiava a 2 m al secondo. La<br />
risalita, invece, è stata eseguita interamente<br />
a gambe con la monopinna. Con questa<br />
tecnica ritengo di aver compiuto un passo<br />
decisivo verso il variabile assoluto e il muro<br />
dei -150 m. Per quanto riguarda il costante,<br />
pur avendo raggiunto quote più profonde in<br />
allenamento, io e il mio staff abbiamo deciso<br />
di limitare di qualche metro la profondità. E<br />
questo, non per una questione tattica, ma a<br />
causa delle condizioni meteo marine, non<br />
adatte quel giorno per affrontare una prova<br />
al limite.<br />
Ci tengo, infine, a sottolineare che se a<br />
Soverato, con l’acqua fredda (14° dai -50 m<br />
in poi) e la luminosità completamente<br />
azzerata sotto i -90 m, sono riuscito a<br />
raggiungere tali quote, in Mari caldi potrei<br />
toccare profondità di gran lunga superiori e<br />
questo sia nel costante che nel variabile.<br />
La scelta di effettuare il tentativo di variabile<br />
prima di quello di costante è casuale<br />
o la si deve a un calcolo ben preciso?<br />
La scelta di fare prima il variabile va ricondotta<br />
all’esigenza di scongiurare quanto più<br />
possibile i potenziali rischi per la squadra<br />
dei sommozzatori.<br />
Dal momento che fare troppi tuffi ravvicinati<br />
poteva diventare pericoloso, abbiamo<br />
deciso, infatti, di eseguire prima la quota più<br />
profonda, vale a dire quella del variabile. Mi<br />
sarebbe piaciuto, inoltre, che tra il tentativo<br />
di variabile e quello di costante passasse<br />
almeno una settimana, ma ciò non è stato<br />
possibile, in quanto l’ultimo tuffo di allenamento<br />
utile per il variabile, dove ho realizzato<br />
la quota record, abbiamo dovuto posticiparlo<br />
al sabato. Un contrattempo,<br />
quest’ultimo, che ha ridotto il mio spazio di<br />
manovra e che, nell’ultima settimana, mi ha<br />
costretto a fare quattro tuffi a quote notevolissime.<br />
Come e quanto tempo prima ci si prepara<br />
per un doppio appuntamento così importante?<br />
La preparazione è incredibile, anche se va<br />
detto che era una vita che aspettavo questi<br />
momenti.<br />
A volte mi sono stupito di me stesso, sia per<br />
come ho retto la pressione che per le modalità<br />
con cui sono riuscito a gestire fisicamente<br />
gli allenamenti e le prove.<br />
Durante i mesi estivi ho fatto tre allenamenti<br />
al giorno, mentre nel corso di quelli invernali<br />
mi sono sottoposto, ogni settimana,<br />
sistematicamente, a otto allenamenti fisici e<br />
uno di training mentale, con quest’ultima<br />
attività che si è rivelata veramente fondamentale.<br />
Così come molto importanti sono state<br />
anche la nutrizione, l’integrazione e le<br />
nuove tecniche di allenamento, grazie alle<br />
quali fisicamente sono cambiato molto.<br />
A livello mentale, poi, ho acquisito la consapevolezza<br />
di poter fare ancora grandi imprese<br />
e di avvicinarmi dove l’uomo ancora non<br />
si è mai spinto. Confesso che vorrei provare<br />
il no limits.
“<br />
A volte mi sono stupito di me stesso, sia per come ho retto la<br />
pressione che per le modalità con cui sono riuscito a gestire<br />
fisicamente gli allenamenti e le prove.<br />
-84<br />
La gioia di Homar al termine della prova che ad Andora (SV), il 4 Ottobre 2009,<br />
gli è valsa il nuovo Record Mondiale CMAS di Assetto Costante con Attrezzi.<br />
La profondità raggiunta nella circostanza dall’atleta milanese è stata di -84 m.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
“ Penso che la mia carriera agonistica abbia ancora tanto da dire.<br />
Inoltre, mi piacerebbe che tutti i record assoluti venissero<br />
fatti omologare dalla CMAS. Solo a quel punto,<br />
forse, mi sentirò tra i più forti della storia,<br />
anche se nutro l’idea di diventare<br />
l’uomo più profondo del mondo.<br />
-95<br />
La risalita con la monopinna di Homar, che a Soverato,<br />
il 15 Settembre 2012, con la misura di -95 m, ha<br />
conseguito il nuovo Record Mondiale CMAS<br />
di Assetto Costante con Attrezzi.
Analogamente a quanto avvenuto per gli<br />
altri, anche per questi due ultimi tentativi<br />
hai richiesto l’omologazione alla CMAS:<br />
a quali norme e procedure ti sei dovuto<br />
attenere per far sì che i tuoi record venissero<br />
riconosciuti?<br />
Innumerevoli, sia dal punto di vista burocratico<br />
che economico. Per fare omologare un<br />
record, infatti, ci vuole un anno di lavoro e<br />
una macchina organizzativa imponente. A<br />
tale proposito, colgo l’occasione per ringraziare<br />
CalabriApnea, che da due anni mi<br />
segue, mi supporta e mi sopporta… Camillo<br />
Viscomi, Luigi Morello, Nico Mari e Soso<br />
Rania, il nucleo centrale organizzativo e poi<br />
tutti gli altri. Senza di loro tutto questo non<br />
sarebbe stato possibile. Inoltre, un grande<br />
ringraziamento va anche alla FIPSAS,<br />
sempre molto attenta nei miei confronti e<br />
disponibile a supportare le mie imprese.<br />
Che idea ti sei fatto di chi, pur non<br />
avendo seguito come te la via<br />
dell’ufficialità, si definisce lo stesso<br />
recordman mondiale?<br />
Il discorso è molto semplice: per avere una<br />
omologazione ufficiale bisogna muoversi<br />
nel solco dell’ufficialità. Il concetto è il<br />
seguente: l’organo supremo dello sport<br />
internazionale è il Comitato Olimpico<br />
Internazionale (CIO), il quale riconosce per<br />
ciascuno sport una Federazione Internazionale.<br />
Per l’apnea e gli altri sport subacquei, la<br />
Federazione Internazionale di riferimento è<br />
la Confederazione Mondiale delle Attività<br />
Subacquee (CMAS).<br />
In ogni Stato, poi, il CIO ha una propria<br />
emanazione, che nel caso dell’Italia è il<br />
Comitato Olimpico Nazionale Italiano<br />
(CONI), il quale a sua volta riconosce un<br />
certo numero di Federazioni Sportive Nazionali,<br />
tra cui la Federazione Italiana Pesca<br />
Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS).<br />
L’apnea è una delle discipline gestite e<br />
regolamentate dalla FIPSAS, la quale è<br />
affiliata alla CMAS.<br />
Pertanto, per richiedere l’omologazione di<br />
un record continentale o mondiale bisogna<br />
rispettare le regole e le procedure previste<br />
dalla Federazione Internazionale di<br />
riferimento, controlli antidoping compresi.<br />
Mentre per i record nazionali bisogna rispettare<br />
le norme e le procedure previste dalla<br />
Federazione Nazionale di competenza. Il<br />
problema dell’apnea è che, con il tempo, si<br />
sono venute a creare più Federazioni<br />
Internazionali (AIDA, FREE, IAFD), le quali,<br />
nonostante si siano date delle norme,<br />
continuano a non essere riconosciute dal<br />
CIO.<br />
Quindi, è l’atleta che deve cogliere le<br />
differenze e decidere quale tipo di omologazione<br />
richiedere, senza nulla togliere alla<br />
sua prestazione sportiva finale.<br />
P<br />
Non trovi che l’uso improprio e illegittimo<br />
di tali titoli possa creare dei seri<br />
danni alla credibilità di questo sport?<br />
Temo che questa confusione, la differenza<br />
di misure e l’esistenza di più record mondiali,<br />
continentali e nazionali abbiano già<br />
minato la poca credibilità di tale disciplina.<br />
Dopo gli ultimi due record mondiali<br />
realizzati, ti è mai capitato di sentirti il<br />
dominatore assoluto dell’apnea profonda?<br />
No, penso che la mia carriera agonistica<br />
abbia ancora tanto da dire. Inoltre, mi piacerebbe<br />
che tutti i record assoluti venissero<br />
fatti omologare dalla CMAS.<br />
Solo a quel punto, forse, mi sentirò tra i più<br />
forti della storia, anche se nutro l’idea di<br />
diventare l’uomo più profondo del mondo.<br />
Come e quando è nato il tuo feeling con<br />
il costante?<br />
Praticamente da sempre. Sin da piccolo,<br />
infatti, avevo una certa propensione per il<br />
profondo e l’ignoto.<br />
E il variabile? Come mai a un certo punto<br />
della tua carriera hai deciso di cimentarti<br />
anche in questa specialità?<br />
Il variabile è una conquista. Credo che sia<br />
un passo naturale. E’ molto difficile da<br />
organizzare e da allenare in sicurezza e,<br />
quindi, mi sono dovuto conquistare sul<br />
campo questa opportunità. Sarò sempre<br />
grato a Camillo e a CalabriApnea per aver<br />
creduto in me e avermi dato fiducia.<br />
Come giudichi la tua carriera agonistica?<br />
Sei soddisfatto dei risultati sin qui<br />
conseguiti?<br />
Sicuramente qualcosa ho fatto, ma i risultati<br />
sin qui ottenuti, più che un punto di arrivo,<br />
mi piace considerarli come un punto di<br />
partenza, un trampolino per poter raggiungere<br />
obiettivi sempre più prestigiosi.<br />
La mia sete agonistica, infatti, è tutt’altro<br />
che appagata. Mi voglio togliere ancora<br />
molte soddisfazioni. Mi sento giovane e<br />
forte e soprattutto ho molti stimoli.<br />
E poi sono convinto che il rapporto che ho<br />
instaurato di recente con alcuni sponsor<br />
(Oceanic, Siad ed Easydive) mi aiuterà<br />
sicuramente a fare il salto di qualità, in<br />
quanto si tratta di grosse aziende, molto<br />
organizzate e in grado di fornirmi una logistica<br />
all’altezza della situazione.<br />
L’unico rammarico è quello di non aver<br />
potuto contare finora su una monopinna<br />
adeguata alla mie potenzialità.<br />
Ragion per cui credo che per il futuro mi<br />
orienterò, così come hanno già fatto altri<br />
atleti di livello internazionale, sulle monopinne<br />
russe o ucraine.<br />
Anche perché la monopinna è per me un<br />
mezzo indispensabile sia per il costante che<br />
per il variabile.<br />
Si dice che uno dei tuoi più grossi crucci<br />
sia quello di non essere un atleta<br />
“professionista”, ovvero non di non<br />
avere la fortuna di poterti dedicare solo<br />
all’allenamento: ce lo confermi?<br />
E, se sì, come pensi di ovviare a tale<br />
situazione?<br />
Sì, lo confermo, ma credo che le aziende<br />
partner di quest’anno siano veramente in<br />
grado di sostenermi come atleta e, quindi, di<br />
consentirmi finalmente di potermi dedicare<br />
solo ed esclusivamente all’allenamento e<br />
alla profondità.<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Homar durante il tentativo di assetto variabile con<br />
attrezzi, eseguito a Soverato (CZ), l’11 Settembre 2012.<br />
Nell’occasione, con la misura di -131 m, Homar ha<br />
stabilito il primo Record Mondiale CMAS<br />
di Assetto Variabile con Attrezzi.<br />
-131<br />
P<br />
“ Nell’assetto costante, che era e rimane la mia specialità di riferimento,<br />
cercherò di abbattere il muro dei -100 m in Mediterraneo e di mettermi alla<br />
prova nei Mari caldi, dove sono convinto di poter fare veramente bene.
-86<br />
Due membri dello staff di CalabriApnea<br />
impegnati a fornire assistenza a Homar durante<br />
le sue ultime due performance a Soverato.<br />
Nel 2010 sei stato ospite della trasmissione<br />
televisiva lo Show dei Record,<br />
dove hai pedalato sott’acqua per 767 m:<br />
che esperienza è stata?<br />
E’ stata una bella esperienza. Portare<br />
l’apnea in televisione, a Canale 5, in prima<br />
serata di sabato, con due super campioni<br />
come Cipollini e Pelizzari a commentare la<br />
mia prova, è stata veramente una grossa<br />
emozione. Il problema semmai è stato<br />
quello di sincronizzare la preparazione della<br />
pre-performance con i tempi televisivi.<br />
Mi hanno accorciato la preparazione di ben<br />
15 minuti e per un apneista non è poco.<br />
La prova è stata dura, molto fisica e tutt’altro<br />
che banale, sia nella preparazione tecnica<br />
del gesto atletico che per la scelta del<br />
mezzo.<br />
Avendone realizzato uno, cosa ne pensi<br />
dei record da guinness di apnea?<br />
Per quanto mi riguarda, ho accettato la<br />
proposta di partecipare alla trasmissione e<br />
di tentare di realizzare un Guinness World<br />
Record perché si trattava di una performance<br />
sportivo-atletica per niente banale.<br />
Posso assicurare, infatti, che pedalare<br />
sott’acqua non è uno sforzo semplice e farlo<br />
per quasi due giri di pista di atletica è<br />
tutt’altro che immediato.<br />
Ci tengo a sottolineare poi che la prova si è<br />
svolta senza ventilazione in ossigeno.<br />
Se mi avessero chiesto di fare qualsiasi<br />
altra cosa, non avrei accettato.<br />
Che consiglio darebbe Homar Leuci a un<br />
giovane che volesse avvicinarsi<br />
all’apnea?<br />
Sicuramente di seguire prima un corso e poi<br />
dei validi stage di approfondimento.<br />
Quali altre imprese dobbiamo aspettarci<br />
per il futuro?<br />
Nell’assetto costante, che era e rimane la<br />
mia specialità di riferimento, cercherò di<br />
abbattere il muro dei -100 m in Mediterraneo<br />
e di mettermi alla prova nei Mari caldi,<br />
dove sono convinto di poter fare veramente<br />
bene. Nell’assetto variabile, invece, mi<br />
auguro di poter sfondare il muro dei -150 m.<br />
Il tuo sogno nel cassetto?<br />
Nuotare in apnea con la monopinna tra gli<br />
squali e i delfini. Fare un film che sensibilizzi<br />
l’opinione pubblica su un tema delicato<br />
come la tutela del mondo marino e le specie<br />
a rischio di estinzione come i delfini, gli<br />
squali e i cetacei.<br />
Purtroppo, stiamo distruggendo il più<br />
bell’habitat che esista e i figli di mio figlio<br />
non so se avranno la fortuna di vederlo. Nel<br />
mio piccolo, mi piacerebbe fare qualcosa<br />
che porti questo tema al centro<br />
dell’attenzione.<br />
Per concludere: cos’è per te l’apnea?<br />
Una disciplina di vita e un mezzo di conoscenza<br />
interiore.<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
aca<br />
qc<br />
uq<br />
au<br />
a<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Assoluto di Pesca in Apnea<br />
Bruno De Silvestri conquista l’edizione 2012 a Portoscuso<br />
AA quasi due anni esatti di distanza, il Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, giunto quest’anno<br />
alla sua 63° edizione, ha fatto nuovamente tappa in Sardegna. Ad ospitarlo, il 21 e 22 Settembre u.s., sono<br />
state le acque di Portoscuso, già sede, nel 2005, di un altro Campionato Italiano di Pesca in Apnea: quello<br />
di 2^ Categoria. Dei ventotto atleti aventi diritto di partecipazione, a Portoscuso (CI) se ne sono presentati<br />
ventisei. Unici assenti Maurizio Girolami, impossibilitato a partecipare per problemi personali, e Marco<br />
Gaggini, reduce da un’operazione a un occhio. A dirigere la competizione sono stati Roberto Borra<br />
(Direttore di Gara) e Massimo Donno (Giudice di Gara).<br />
P
La prima giornata<br />
E’ iniziata intorno alle ore 8:30 e si è disputata<br />
nel campo B: quello che andava da<br />
Capo Porto Paietto a Capo Altano. Davvero<br />
eccezionale l’avvio di Bruno De Silvestri,<br />
che dopo la prima ora di gara poteva già<br />
contare su dieci pesci: nove saraghi e un<br />
tordo, catturati tutti su due tagli, posti a circa<br />
-30 m di profondità.<br />
A questi si sono aggiunti poi, nel corso della<br />
competizione, altri otto pesci validi, per un<br />
totale di diciotto prede e cinque specie, che<br />
hanno consentito all’atleta cagliaritano di<br />
stravincere la prima giornata e di mettere<br />
una seria ipoteca sul successo finale.<br />
Alle sue spalle Andrea Settimi, che dopo<br />
una bella partenza (un tordo al secondo<br />
tuffo e altre tre prede di lì a poco) si è un po’<br />
arenato nella fase centrale della competizione,<br />
salvo poi riprendersi alla fine, dove è<br />
riuscito ad arpionare qualche altro pesce,<br />
chiudendo con nove prede (tra cui due tordi<br />
di poco superiori al kg) e tre specie.<br />
Molto bene anche Antonio Lovicario, i cui<br />
nove pesci più una preda a coefficiente,<br />
catturati all’agguato e all’aspetto in -25/-26<br />
m d’acqua, gli sono valsi il terzo posto di<br />
giornata, davanti ad Andrea Calvino, bravo<br />
a collezionare sette prede più una a coefficiente,<br />
pescando esclusivamente in tana e<br />
con il fucile corto. Al quinto posto, staccato<br />
di soli 34 punti da Calvino, Adriano Riggio,<br />
che, complice una bella partenza (dopo le<br />
prime due ore aveva già tre pesci, tra cui<br />
una corvina di 1,444 kg), è riuscito a totalizzare<br />
sei prede più una a coefficiente.<br />
Di segno opposto, ma non per questo meno<br />
efficace in termini di punteggio, la gara di<br />
Fabio Figlioli, che con sette saraghi, pescati<br />
tutti nelle ultime tre ore di gara, ha guadagnato<br />
la sesta posizione, davanti a Salvatore<br />
Roccaforte, autore di sei catture, tra cui<br />
una splendida corvina di 2,340 kg.<br />
In rimonta anche la gara di Sebastiano<br />
Rosalba, che, con tre saraghi e un dentice<br />
di 2,672 kg (la preda più grande di giornata),<br />
catturati tutti nell’ultima ora di competizione,<br />
ha agguantato un preziosissimo ottavo<br />
posto. Dietro di lui, staccati rispettivamente<br />
di 134 e 1.078 punti, Stefano Claut (nono<br />
con otto prede) e Franco Villani (decimo con<br />
sei pesci), che hanno chiuso la Top Ten di<br />
giornata.<br />
La seconda giornata<br />
Si è svolta nel campo di gara A, quello che<br />
andava da Capo Altano a Punta Salerda<br />
Manna, ed è iniziata anch’essa, al pari della<br />
prima, intorno alle ore 8:30. Le catture sono<br />
cominciate sin da subito. Uno dei più lesti a<br />
metterle a segno è stato Franco Villani, che<br />
al primo tuffo, fatto su un fondale di circa -<br />
33 m, ha catturato la preda più grande di<br />
giornata (e del Campionato): un dentice di<br />
3.832 kg. La gara dell’atleta bresciano è poi<br />
proseguita con la cattura di altri sette pesci<br />
(tre dentici, di cui due superiori al kg, una<br />
salpa, un sarago, un tordo e una corvina),<br />
grazie ai quali è riuscito sì a vincere la<br />
giornata, ma non il Campionato (così come<br />
del resto gli era già successo nel 2010 a<br />
Bosa Marina).Con sette prede (di cui sei<br />
arpionate nelle prime due ore di gara, sui<br />
-15/-20 m) e un sesto posto di giornata,<br />
il titolo italiano se lo è aggiudicato infatti, per<br />
il secondo anno consecutivo, Bruno De<br />
Silvestri, bravissimo nel difendere l’ampio<br />
vantaggio accumulato il giorno precedente.<br />
Alle loro spalle Sebastiano Rosalba, le cui<br />
nove prede (tra cui due dentici, catturati<br />
nell’ultima ora di gara) gli sono valse la<br />
seconda piazza di giornata e il terzo posto<br />
finale, davanti ad Andrea Calvino, quarto, e<br />
autore di due prove estremamente regolari.<br />
Per lui sette prede più una a coefficiente<br />
nella prima giornata e nove pesci nella<br />
seconda. Poco brillante Andrea Settimi,<br />
che, nonostante l’undicesimo posto di<br />
giornata, è riuscito comunque a chiudere in<br />
quinta posizione, precedendo, di circa tre<br />
punti percentuali, Christian Mortellaro,<br />
quinto di giornata e sesto nella classifica<br />
finale. Ottima la rimonta di Concetto Felice,<br />
che con nove pesci (tra cui un cefalo di<br />
1,520 kg), catturati tutti in acqua bassa, ha<br />
migliorato di ben nove posizioni il piazzamento<br />
ottenuto nella prima giornata,<br />
collocandosi al settimo posto finale. Dietro<br />
di lui, Adriano Riggio, che dopo una partenza<br />
fulminante (una corvina di 1,552 kg nei<br />
primissimi minuti di gara e altre due prede in<br />
rapida sequenza), si è praticamente bloccato,<br />
salvo poi riprendersi nel finale, dove,<br />
grazie a un sarago catturato all’ultimo tuffo,<br />
è riuscito a limitare i danni. Una sorte analoga<br />
è toccata a Fabio Figlioli, che, dopo<br />
essere partito fortissimo (cinque pesci nelle<br />
prime due ore di gara), non ha più trovato il<br />
bandolo della matassa, scivolando così al<br />
nono posto finale, davanti ad Antonio<br />
Lovicario, che, nonostante la deludente<br />
seconda giornata disputata (addirittura<br />
undici le posizioni perse rispetto alla prima),<br />
si è accaparrato l’ultimo posto utile della<br />
categoria Top Ten. Da segnalare, infine, il<br />
ritiro forzato dalla gara di Nicola Smeraldi,<br />
alle prese con alcuni problemi di compensazione.<br />
I commenti dei primi 10 classificati<br />
Bruno De Silvestri<br />
Sono molto contento, anche perché vincere<br />
in casa non è mai facile. Gli altri atleti ti sono<br />
tutti addosso, ti controllano di più. E poi in<br />
casa si avverte il doppio della pressione<br />
psicologica, in quanto se fai male sei un<br />
cretino e se vinci hai semplicemente fatto il<br />
tuo dovere. Nella prima giornata ho avuto<br />
molta fortuna, poiché, al secondo spostamento,<br />
non solo ho trovato molti più pesci di<br />
quanti ne avevo visti in preparazione, ma ho<br />
potuto anche pescare da solo, senza che<br />
nessuno mi disturbasse. Per un’ora ho<br />
potuto gestirmi, in assoluta tranquillità, due<br />
tagli a -30 m, in cui i pesci si spostavano da<br />
uno all’altro. Dopo la prima ora avevo già<br />
dieci pesci. Probabilmente, se lo stesso<br />
posto lo avessi dovuto dividere con altre<br />
due o tre persone, di pesci ne avrei presi un<br />
terzo o anche meno. La prima ora della<br />
prima giornata è stata sicuramente decisiva,<br />
in quanto, oltre a tranquillizzarmi, ha anche<br />
influito sugli avversari, che, quando hanno<br />
saputo che dopo un’ora avevo già dieci<br />
pesci, si sono demoralizzati. La seconda<br />
giornata si è disputata in una zona che non<br />
mi piaceva e nella quale sapevo di non<br />
poter fare benissimo.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Ho fatto tre/quattro spostamenti mirati a<br />
-15/-20 m e poi mi sono messo a scorrere,<br />
per più di metà gara, a -30 m, su una strada<br />
dove ho preso un solo sarago. Quindi, il<br />
carniere l’ho costruito pressoché tutto nelle<br />
prime due ore, quando sono riuscito a<br />
prendere sei pesci. Per tutta la gara ho<br />
avuto paura di non farcela, però poi alla fine<br />
è andata bene.<br />
Franco Villani<br />
Sono soddisfatto, anche se mi rimane un<br />
po’di amaro in bocca, perché è la seconda<br />
volta che arrivo secondo, vincendo una<br />
delle due giornate. Speravo nel mare<br />
grosso, perché di pesci segnati, la prima<br />
giornata, ne avevo veramente pochi. Durante<br />
la preparazione non sono mai riuscito a<br />
trovarne più di due o tre. In gara ne ho presi<br />
nove, di cui validi sei, per cui è andata<br />
piuttosto bene. La seconda giornata ho<br />
schiacciato parecchio la classifica, ma<br />
comunque meno rispetto a quanto fatto da<br />
Bruno il giorno prima. Nella seconda giornata<br />
Bruno ha svolto il compitino. Di sicuro<br />
poteva fare di più, poiché le zone che aveva<br />
preparato lui erano le stesse in cui io ho<br />
preso i dentici. Ma lui a quel tipo di pesca lì<br />
non ci crede. Nella seconda giornata,<br />
complice il fatto che in acqua bassa non<br />
avevo trovato niente di sicuro, ho deciso di<br />
giocarmi la carta che mi poteva regalare la<br />
vittoria e così ho impostato fondo. Siccome<br />
avevo visto dei dentici di 6/7 kg, mi sono<br />
convinto che valeva la pena provarci. Poi è<br />
chiaro che in gara le cose non vanno esattamente<br />
come uno spera e, anziché quello da<br />
7, ti arriva magari il dentice da 3 o 4 kg, al<br />
quale, ovviamente, non puoi non sparare.<br />
Pertanto, ho fatto quello che ho potuto. Ho<br />
vinto la seconda giornata con una pescata<br />
bellissima, che credo rimarrà negli annali.<br />
Mentre Bruno invece si è limitato a svolgere<br />
il compitino, così come del resto ho fatto io<br />
la prima giornata con i pesci che avevo. La<br />
differenza è che lui il primo giorno ha avuto<br />
la grandissima fortuna di trovare una tana<br />
con nove saraghi tutti superiori al kg. Del<br />
resto lo ha detto anche lui di essere stato<br />
fortunato. Comunque, il secondo giorno un<br />
po’ di paura gliel’ho messa, tant’è che<br />
quando sono arrivato al centro campo gara<br />
mi ha chiesto subito: quanti pesci hai?<br />
Quanti punti hai fatto? Sono contento della<br />
gara che ho disputato. Sinceramente, non<br />
credo che avrei potuto fare di più.<br />
Sebastiano Rosalba<br />
Non mi aspettavo di arrivare terzo, anche<br />
perché di pesce segnato ne avevo<br />
veramente poco. Ero consapevole di poter<br />
fare una bella pescata nella seconda<br />
giornata, come poi peraltro ho fatto, ma mai<br />
mi sarei immaginato di salire sul podio.<br />
Nella prima giornata mi sono messo a<br />
scorrere su alcuni costoncini senza riuscire<br />
a prendere nulla. Poi, nell’ultima ora di gara,<br />
mi sono spostato a largo, sui -20 m, dove ho<br />
preso tre saraghi. Dopodiché, sono tornato<br />
a riva, in -14/-15 m di fondo, a pescare<br />
all’aspetto e all’agguato, nel tentativo di<br />
catturare qualche salpa. E invece mi è<br />
arrivato un bel dentice.<br />
Classifica<br />
Pos. Concorrenti<br />
1 Bruno De Silvestri – Club Sub Cagliari<br />
2 Franco Villani – Apnea Club Brescia<br />
3 Sebastiano Rosalba – Syrako Sub<br />
4 Andrea Calvino – Mojoli Sub<br />
5 Andrea Settimi – S.P.S. Foce del Mignone<br />
6 Christian Mortellaro – Syrako Sub<br />
7 Concetto Felice – Nuoto Sub 2000<br />
8 Adriano Riggio – Agonistica Sub. Atlantide<br />
9 Fabio Figlioli – Sailing Moon<br />
10 Antonio Lovicario – Air Sub Apnea Team<br />
11 Stefano Claut – Società Nautica Grignano<br />
12 Salvatore Roccaforte – A.N.S. Pesca in Apnea<br />
13 Diego D’Alessandro – L.N.I. Mola di Bari<br />
14 Diego Mazzocchi – Emporio della Pesca Sub<br />
15 Nicola Smeraldi – Circolo Sub Sestri Levante<br />
16 Renato Sperandio – S.P.S. Foce del Mignone<br />
17 Daniele Petrollini – A.D.P.S. Marinetta<br />
18 Raffaele Loprete – Altamarea Sub<br />
19 Pietro Cascione – L.N.I. Mola di Bari<br />
20 Francesco Arrigo – L.N.I. Genova Quinto<br />
21 Angelo D’Onofrio – Mojoli Sub<br />
22 Andrea Cernuta – Circolo Sub. A. Ghisleri<br />
23 Enrico Volpicelli – Arco Muto Sub Anzio<br />
24 Paolo Petri – Circolo Pescatori Dilet. Rapallesi<br />
25 Luca Giaccaglia – Komaros Sub Ancona<br />
26 Luca Sepe – L.N.I. Pozzuoli<br />
1° Giornata 2° Giornata Totale<br />
100,00 % 46,41 % 146,41 %<br />
29,11 % 100,00 % 129,11 %<br />
33,24 % 60,11 % 93,36 %<br />
35,56 % 55,73 % 91,29 %<br />
44,85 % 33,87 % 78,72 %<br />
24,22 % 51,71 % 75,92 %<br />
20,22 % 55,17 % 75,40 %<br />
35,43 % 39,43 % 74,86 %<br />
34,23 % 36,84 % 71,07 %<br />
42,07 % 28,86 % 70,92 %<br />
32,73 % 37,94 % 70,66 %<br />
33,96 % 32,16 % 66,13 %<br />
17,88 % 24,38 % 42,26 %<br />
0,00 % 39,21 % 39,21 %<br />
18,38 % 18,06 % 36,44 %<br />
4,78 % 29,83 % 34,60 %<br />
10,96 % 21,90 % 32,86 %<br />
19,20 % 12,60 % 31,80 %<br />
22,72 % 7,43 % 30,15 %<br />
9,87 % 17,67 % 27,53 %<br />
17,10 % 6,60 % 23,70 %<br />
14,98 % 6,58 % 21,56 %<br />
14,70 % 6,34 % 21,04 %<br />
17,65 % 0,00 % 17,65 %<br />
17,21 % 0,00 % 17,21 %<br />
4,70 % 11,21 % 15,91 %
Assoluto di Pesca in Apnea<br />
Nella foto: Il Vincitore del campionato Bruno De Silvestri<br />
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Assoluto di Pesca in Apnea<br />
Nella seconda giornata la partenza l’ho fatta<br />
sui -23/-24 m, su alcune pietre in mezzo<br />
all’alga, sperando di trovare dei tordi<br />
marvizzi che avevo segnato. Non vedendoli,<br />
mi sono spostato a riva, su un fondale di -15<br />
m, dove ho preso dei saraghi, dei tordi, una<br />
corvina e un’orata. Nell’ultima ora di gara,<br />
sono ritornato sullo stesso punto dove ho<br />
fatto la partenza, sempre sui -23 m, dove ho<br />
catturato due dentici di 400/500 gr. L’unico<br />
rammarico è quello di aver strappato<br />
qualche pesce sia nella prima che nella<br />
seconda giornata.<br />
Andrea Calvino<br />
Non sono soddisfatto al 100%, in quanto mi<br />
aspettavo di salire sul podio. Mi era già<br />
sfuggito a Bosa, nel 2010, e questa volta,<br />
sinceramente, ci speravo. In realtà non ho<br />
avuto pesci strappati o episodi sui quali<br />
recriminare. Sono stato magari poco rapido<br />
nel cambiare, dal momento che in entrambe<br />
le giornate ho preso pesci all’inizio e alla<br />
fine della gara. Probabilmente, avrei dovuto<br />
essere più rapido nelle scelte, al fine di<br />
sfruttare meglio la fase intermedia delle due<br />
frazioni di gara, dove ho girato un po’ a<br />
vuoto. La prima giornata ho pescato esclusivamente<br />
in tana e con il fucile corto,<br />
scorrendo e razzolando sulle zone che<br />
avevo trovato in preparazione. Il secondo<br />
giorno sono partito pescando sempre in<br />
tana. Poi, però, ho preso il 100 e mi sono<br />
messo a fare aspetti in profondità. E questo<br />
mi ha premiato perché, così facendo, ho<br />
preso diversi tordi, anche in zone che in<br />
preparazione non avevo esplorato. Sono<br />
stato regolare, perché ho azzeccato la<br />
tattica di gara all’80%. Ho capito su quale<br />
fondale bisognava pescare e come<br />
bisognava pescare. Per vincere, comunque,<br />
serve qualcosa di più. E questo qualcosa mi<br />
è mancato. Potessi tornare indietro, il primo<br />
giorno andrei a pescare fuori, in una zona<br />
più fonda un po’ prima, mentre il secondo<br />
anticiperei la pesca all’aspetto con il 100.<br />
Comunque, alla fine, il terzo gradino del<br />
podio è sfumato per pochissimo. E poi il<br />
fatto che lo abbia conquistato Sebastiano<br />
non può che farmi piacere, dal momento<br />
che è un ragazzo molto bravo e umile.<br />
P<br />
Andrea Settimi<br />
Sebbene il quinto posto sia sempre un bel<br />
risultato, non posso dire di ritenermi soddisfatto,<br />
in quanto, dopo la prima giornata,<br />
che ho chiuso al secondo posto, aspiravo al<br />
podio. Il problema è stato nella seconda<br />
giornata, dove per fare bene bisognava<br />
prendere otto pesci. Io invece ne ho catturati<br />
soltanto cinque. Dopodiché, due li ho<br />
sbagliati e un barracuda è scappato a seguito<br />
del passaggio del gommone di un concorrente.<br />
Sarebbero stati tre pesci in più che<br />
avrebbero fatto sicuramente la differenza. In<br />
ogni caso, non si può recriminare sui pesci<br />
persi, anche perché le gare vengono decise<br />
da ciò che uno porta al peso. Errori non<br />
credo di averne fatti, in quanto ho pescato<br />
sia a terra che fuori. Ho anche trovato un<br />
branco di dentici e barracuda, ma non si<br />
sono avvicinati. Forse ci sarebbe voluto un<br />
pizzico di fortuna in più, ma è andata come<br />
è andata.<br />
acqua<br />
La prima giornata sono partito su dei segnali<br />
a -16 m e poi, da lì, mi sono spostato su<br />
tutta una serie di zone limitrofe, finché non<br />
ho trovato una zona con un po’ più di vita e<br />
dove ho insistito più a lungo. Successivamente,<br />
ho fatto tutti i segnali singoli che<br />
avevo e piano piano il carniere si è costruito<br />
da solo. Nella seconda giornata è stato tutto<br />
più difficile, perché di pesce se ne vedeva<br />
poco e quel poco che si vedeva era nervosissimo.<br />
Christian Mortellaro<br />
Sono contento del risultato ottenuto, anche<br />
perché ci tenevo a riconfermarmi tra i primi<br />
dieci. Mi dispiace di non essere riuscito a<br />
preparare come avrei voluto, a causa di<br />
alcuni guai fisici che mi hanno un po’ condizionato.<br />
Fortunatamente, comunque, in<br />
gara non ho avuto il benché minimo problema.<br />
Nella prima giornata, dopo un’ora e<br />
mezza di gara, non avevo neanche un<br />
pesce. Così ho deciso di spostarmi su una<br />
roccia, sui -17/-18 m, e lì vi ho preso un bel<br />
tordo. Successivamente, mi sono diretto<br />
prima su due pietre isolate, catturandovi un<br />
tordo, e poi su un segnale fondo, sui – 28 m,<br />
dove ho preso un altro tordo. Mi sono poi<br />
spostato su un grotto, a -30 m, dove ho<br />
arpionato un sarago, e, infine, sono tornato<br />
sui segnali in cu ho fatto la partenza, catturandovi<br />
un secondo sarago. Nella seconda<br />
giornata sono partito su una bella striscia di<br />
roccia sui -28/-29 m. Al secondo tuffo ho<br />
preso una corvina di 1,416 kg. Poi, scorrendo<br />
lì vicino, due saraghi. Dopodiché, mi<br />
sono spostato prima sui -26 m e poi sui -18<br />
m, dove ho preso una salpa. In seguito sono<br />
ritornato sui -26 m e vi ho catturato una<br />
corvina. Infine, sono riandato sulle mire<br />
della partenza e vi ho preso una corvina e<br />
un tordo. Credo di aver fatto un programma<br />
di gara quasi esatto. Gli unici rammarichi<br />
sono quelli di non essere riuscito a prendere<br />
un sarago la prima giornata e di aver strappato<br />
una salpa, che avrebbero potuto<br />
regalarmi qualche punto in più.<br />
Concetto Felice<br />
Il risultato mi soddisfa, anche perché non ho<br />
trovato molte zone dove pescare. Mi aspettavo<br />
di prendere qualche pesce, ma niente<br />
di che. Ho impostato la preparazione in<br />
funzione del fatto che, nell’imminenza della<br />
gara, entrasse una mareggiata, per cui ho<br />
preparato anche sotto costa. Alla fine però<br />
questa mareggiata è stata relativa e mi sono<br />
ritrovato con il campo di gara preparato per<br />
metà sotto costa e per metà a largo. Così<br />
alla fine mi è toccato pescare sotto costa<br />
con il mare calmo e 30 m di visibilità, il che,<br />
per questo tipo di pesca, non è proprio il<br />
massimo. La prima giornata sono partito in<br />
delle zone in cui avevo visto girare qualche<br />
orata e un grosso dentice, ma non vi ho<br />
trovato nulla. Così, sono andato sui segnali<br />
fuori, dove, nonostante gli altri ci avessero<br />
già pescato, sono riuscito a prendere un<br />
sarago. Dopodiché, una volta finiti i segnali,<br />
ho iniziato a fare il giro degli stessi punti fino<br />
alla fine della gara. E, fortunatamente, ogni<br />
tanto mi è capitato di trovarci qualcosa. La<br />
seconda giornata sono partito sui -7/-10 m.
Ho fatto tre/quattro segnali e poi sono<br />
andato fuori, sui – 20/-22 m. Non vedendovi<br />
nulla, ho deciso di provare in acqua bassa,<br />
dove ho preso subito un bel cefalo, che mi<br />
dato la carica.<br />
A distanza di un quarto d’ora, ho catturato<br />
un altro cefalo e poi, un pesce ogni tanto, ho<br />
totalizzato, pescando sempre in acqua<br />
bassa, nove prede, grazie alle quali ho<br />
chiuso la giornata in quarta posizione.<br />
Potessi tornare indietro, imposterei la prima<br />
giornata diversamente, preparando di più<br />
sui punti in cui avrei potuto prendere i<br />
saraghi, sui -20/-22 m.<br />
Adriano Riggio<br />
Come ogni anno la seconda giornata mi<br />
perseguita e vado sempre a peggiorare.<br />
Tuttavia, sono contento lo stesso, in quanto<br />
sono rimasto nella Top Ten.<br />
E’ stato un bellissimo Campionato, in cui,<br />
oltre a catturare delle belle corvine, non<br />
credo di aver sbagliato niente. La prima<br />
giornata ho pescato su un fondale che<br />
andava dai – 28 ai -30 m.<br />
Ho fatto cinque spostamenti e in ogni punto<br />
che avevo segnato in preparazione sono<br />
riuscito a trovare i pesci. Dopo le prime due<br />
ore avevo già tre prede. La seconda giornata<br />
ho fatto un bellissima partenza su un<br />
posto deciso all’ultimo momento.<br />
Ho preso subito la corvina di 1.552 kg e poi,<br />
dopo essermi spostato su una tana, un bel<br />
sarago di quasi 1 kg. Dopodiché, ho catturato<br />
un tordo e poi mi sono bloccato totalmente,<br />
salvo riprendermi nel finale, quando ho<br />
preso prima una murena e in seguito,<br />
proprio negli ultimissimi minuti, un sarago,<br />
che mi ha fatto risalire parecchie posizioni in<br />
classifica.<br />
Fabio Figlioli<br />
Sapevo di non poter vincere, anche se,<br />
molto probabilmente, avrei potuto ottenere<br />
un risultato diverso.<br />
Mi ero prefissato di arrivare nelle prime<br />
tre/quattro posizioni.<br />
Ci tenevo a fare una bella gara. Stava<br />
andando anche bene, soltanto che dalla<br />
terza ora in poi della seconda giornata non<br />
ho capito più niente.<br />
Sono continuato ad andare sempre sugli<br />
stessi segnali, nella speranza che vi entrassero<br />
i pesci, quando invece, pescando a<br />
scorrere, avrei potuto prendere quelle<br />
due/tre prede che mi avrebbero regalato il<br />
podio.<br />
La prima giornata ho fatto le prime due ore<br />
su dei segnali fondi, in cui speravo di<br />
prendere qualche pesce grande, però non vi<br />
ho trovato nulla.<br />
Così, a metà gara, mi sono diretto su una<br />
lastra, dove ho preso due saraghi e poi,<br />
nell’ultima ora, sono ritornato su dei segnali<br />
in cui in precedenza non vi avevo visto<br />
niente e dove invece, al secondo tentativo,<br />
vi ho catturato sei saraghi.<br />
Se ci fossi andato un po’ prima, forse avrei<br />
potuto chiudere la serie dei dieci saraghi e<br />
ottenere il relativo bonus.<br />
Nell’insieme, comunque, è stato un bel<br />
recupero. La seconda giornata sono partito<br />
fortissimo e poi mi sono perso.<br />
Il Direttore di Gara (nonché componente il Comitato di Settore<br />
A.S. e Responsabile Nazionale della Pesca in Apnea), Roberto<br />
Borra (a destra), insieme al Giudice di Gara, Massimo Donno.<br />
Il Presidente del Settore A.S., Alberto Azzali (al centro), insieme<br />
al Segretario Generale FIPSAS, Pasqualino Zuccarello, e al<br />
Consigliere Federale, Laura Giacomini.<br />
Primo piano di Franco Villani: secondo classificato.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Assoluto di Pesca in Apnea<br />
Antonio Lovicario<br />
Da questa gara mi aspettavo molto di più.<br />
Dopo essere arrivato terzo la prima giornata,<br />
puntavo al podio. Poi però la seconda<br />
giornata è andata come è andata e alla fine<br />
è arrivato questo decimo posto, che, pur<br />
essendo una bella consolazione, non era il<br />
mio obiettivo. La prima giornata ho pescato<br />
all’aspetto e all’agguato in -25/-26 m. Dopo<br />
venti minuti ho preso il primo pesce e da<br />
quel momento in poi le catture sono proseguite<br />
regolari per tutta la giornata. Il secondo<br />
giorno sono partito su una tana di<br />
saraghi, dove però, almeno all’inizio, non vi<br />
ho trovato nulla. Ci sono poi ritornato in più<br />
occasioni e ogni volta, fortunatamente, sono<br />
riuscito a prendervi un pesce. Le prede che<br />
ho catturato le ho prese tutte lì, perché dalle<br />
altre parti non ho trovato nulla. Sicuramente<br />
qualcosa ho sbagliato, perché gli altri i pesci<br />
li hanno presi. Probabilmente, ho interpretato<br />
male il campo di gara, non sapendone<br />
cogliere alcuni aspetti.<br />
Premiazioni<br />
Si sono svolte nell’anfiteatro sito nella<br />
piazza antistante il Comune di Portoscuso,<br />
dove hanno avuto luogo anche le operazioni<br />
di pesatura. Davanti a un pubblico numeroso<br />
ed entusiasta sono state conferite,<br />
nell’ordine, tre diverse tipologie di premi:<br />
quelli speciali, quelli ufficiali e quelli non<br />
ufficiali. I primi, consegnati personalmente<br />
dal Presidente del Settore A.S., Prof. Alberto<br />
Azzali, sono andati al pluricampione<br />
Massimo Scarpati (padrino dell’evento), al<br />
Vice Presidente del Settore A.S., Stefano<br />
Floris, al Componente il Comitato di Settore<br />
A.S. (nonché Responsabile Nazionale della<br />
Pesca in Apnea), Roberto Borra, e al Presidente<br />
della Polisportiva G.S. Albatros<br />
(organizzatrice dell’evento), Giorgio Sanna,<br />
i secondi sono stati assegnati ai primi tre<br />
atleti classificati, mentre gli ultimi, offerti<br />
dalla Società organizzatrice e dai vari sponsor<br />
della manifestazione, sono stati consegnati<br />
a tutti e ventisei gli atleti partecipanti<br />
nonché alle varie autorità intervenute.<br />
Organizzazione<br />
Competente, esperta e professionale. Sono<br />
questi gli aggettivi che meglio identificano la<br />
macchina organizzativa predisposta per<br />
l’occasione dalla Polisportiva G.S. Albatros<br />
e dal suo infaticabile Presidente, Giorgio<br />
Sanna, cui va il merito di aver dato vita,<br />
grazie anche alla collaborazione della Pro<br />
Loco di Portoscuso, della ASD<br />
WindSurfClub Portoscuso e della ASD<br />
Apnea Life Team Portoscuso, ad<br />
un’edizione 2012 del Campionato Italiano<br />
Assoluto davvero di alto livello.<br />
Dall’assistenza in mare, fino alla cerimonia<br />
di premiazione, passando per le operazioni<br />
di pesatura, tutto si è svolto infatti in modo<br />
pressoché impeccabile, senza la benché<br />
minima sbavatura. Più che giusto, quindi, il<br />
ringraziamento che tutti i presenti, a cominciare<br />
dal Prof. Azzali, hanno rivolto alla<br />
Polisportiva G.S. Albatros, da sempre<br />
particolarmente attiva nell’organizzazione di<br />
manifestazioni aventi per protagonisti gli<br />
sport subacquei.<br />
Primo piano di Sebastiano Rosalba: terzo classificato.<br />
acqua<br />
Il podio del Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea<br />
2012: da sx verso dx Franco Villani, secondo, Bruno De Silvestri,<br />
primo, e Sebastiano Rosalba, terzo. A sinistra, vicino al podio, il<br />
Vice Presidente del Settore A.S., Stefano Floris. A destra, sempre<br />
vicino al podio, il pluricampione Massimo Scarpati e il componente<br />
il Comitato di Settore A.S., Roberto Borra.<br />
Bruno De Silvestri (a destra) insieme al suo barcaiolo Cristian<br />
Corrias.
Considerazioni<br />
Sono diverse le considerazioni da fare su<br />
questo Campionato.<br />
La prima è che la categoria dei Top Ten è<br />
rimasta per 9/10 la stessa dello scorso<br />
anno, a dimostrazione di come i valori in<br />
campo siano oramai piuttosto definiti. La<br />
seconda è che il podio ha fatto registrare,<br />
per l’ennesima volta in questi ultimi anni, la<br />
presenza di un giovane atleta.<br />
Ad aggiudicarsi la medaglia di bronzo è<br />
stato infatti un ragazzo di 27 anni: Sebastiano<br />
Rosalba. La terza, veramente ben augurante<br />
per il futuro di questo sport, è che i sei<br />
atleti in gara aventi meno di 30 anni si sono<br />
classificati tutti nelle prime quindici posizioni.<br />
Quattro di essi si sono addirittura confermati<br />
(per il secondo anno consecutivo) nella<br />
categoria dei Top Ten. La quarta è che a<br />
vincere il Campionato (per il secondo anno<br />
consecutivo e la terza volta in carriera) è<br />
stato Bruno De Silvestri: un autentico<br />
campione che, a dispetto dei suoi 43 anni,<br />
ha ancora la freschezza atletica e<br />
l’entusiasmo di un ragazzino.<br />
E, con ogni probabilità, è anche colui che<br />
più e meglio ha saputo sfruttare la formula di<br />
gara con gli spostamenti. Riprova ne sia che<br />
da quando è stata reintrodotta, almeno per<br />
quel che riguarda la massima competizione<br />
nazionale, ha vinto due Campionati Italiani<br />
Assoluti su due.<br />
La quinta e ultima considerazione è che la<br />
Pesca in Apnea, a giudicare almeno dal<br />
folto pubblico che ha assistito sia al rientro<br />
al porto degli atleti che alle operazioni di<br />
pesatura, suscita ancora un certo fascino.<br />
A tale proposito varrebbe forse la pena<br />
soffermarsi un po’ di più nella cura di certi<br />
piccoli aspetti, che, sebbene banali (almeno<br />
all’apparenza), in termini di spettacolarità e,<br />
perché no, anche di immagine potrebbero<br />
fare veramente la differenza.<br />
P<br />
Franco Villani (a sinistra) e il suo barcaiolo Simone Cappelletti<br />
(al centro) premiati dal Segretario Generale FIPSAS, Pasqualino<br />
Zuccarello. Sullo sfondo, a destra, il Vice Direttore Tecnico della<br />
Squadra Nazionale di Pesca in Apnea, Paolo Cappucciati,<br />
impegnato nelle vesti di speaker.<br />
Sebastiano Rosalba (a sinistra) e il suo barcaiolo Giuseppe<br />
Ciriminna (a destra) premiati da Massimo Scarpati, padrino<br />
dell’evento.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
aca<br />
qc<br />
uq<br />
au<br />
a<br />
Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />
P<br />
Pianeta Acaua - web magazine P<br />
Gianfranco Frascari<br />
QQuando è avvenuto il suo incontro con la<br />
Federazione?<br />
Nasco a Bologna praticamente tesserato.<br />
Papà era un grande appassionato di pesca<br />
"al colpo" ed era tesserato "non agonista "<br />
per cui, a scadenze regolari, lo accompagnavo<br />
in sezione per il rinnovo annuale<br />
della Tessera nella centralissima via Rizzoli,<br />
un luogo bellissimo, con soffitti elegantemente<br />
decorati ed enormi finestre con le<br />
pareti piene di poster di pesci.<br />
Spesso andavo con lui e lo distraevo dal<br />
suo intento di pescare per cui, per potere<br />
almeno insidiare qualche barbo o cavedano,<br />
finiva per mettermi a cavalcioni sulle sue<br />
spalle in modo da potermi meglio controllare.<br />
Il mio istinto era quello di buttarmi in<br />
acqua. Costretto in quella posizione decisamente<br />
dominante continuavo a domandarmi<br />
cosa ci fosse là sotto, dove dormissero i<br />
pesci… Bella domanda, temporaneamente<br />
ed in parte soddisfatta dalle spiegazioni più<br />
o meno esaustive di sedicenti esperti ma il<br />
proposito era che un giorno avrei voluto<br />
vedere di persona. Ecco come sono arrivato<br />
in FIPSAS, per me è stato semplicemente<br />
un percorso naturale: pesca-acqua-pescisubacquea-FIPSAS.<br />
Il primo Corso e relativo Brevetto Federale<br />
l’ho conseguito presso la storica Società<br />
Sub Bologna il 4/4/1971. La curiosità, la<br />
passione, l'ambiente divertente ed interessante,<br />
gli amici e gli incoraggianti risultati di<br />
volta in volta ottenuti erano ragioni sufficienti<br />
per non mollare.<br />
I corsi duri, gli allenamenti severi, lo stress<br />
da esami non mancavano mai, erano i<br />
compagni di vita di quel periodo, ma il lavoro<br />
di gruppo ed il senso di appartenenza<br />
percepito sommati alle buone valutazioni<br />
erano stimoli dopanti per continuare. Però<br />
per affrontare i corsi successivi servivano<br />
parecchi soldi e in famiglia non condividevano<br />
proprio la mia passione così chiesi al<br />
Presidente della Società la possibilità di<br />
partecipare al Corso Avanzato pagando la<br />
quota di iscrizione offrendomi come aiutante<br />
“tutto fare” a disposizione del Club. Il Presidente<br />
Franco Pavone era, e rimane per tutti<br />
noi subacquei bolognesi e non solo, un<br />
mito, un riferimento.<br />
Finalmente, dopo un anno di "esperienze",<br />
ad ottobre del '73 mi iscrissi al Corso Avanzato;<br />
ricordo quell’ esperienza come uno dei<br />
periodi più stimolanti e divertenti. Sottolineerei<br />
l'importanza dei compagni di corso ed il<br />
loro fondamentale apporto, sinergie<br />
indispensabili per una ottimale riuscita in<br />
questa attività, la forza del Gruppo diventa<br />
una macchina infernale che non riesci ad<br />
arrestare.<br />
Il 31 marzo 1974 ho sostenuto gli esami "in<br />
bacino delimitato" del Corso Avanzato che<br />
tanto avevo cercato e alla fine è arrivato il<br />
primo Brevetto Istruttori che non si scorda<br />
mai! Poi, tra alti e bassi, consensi e no,<br />
compagnie o meno dal secondo grado sono<br />
passato al terzo, ho avuto la nomina a<br />
Commissario Federale, gli incarichi nel<br />
Club, nella Provincia a seguire il Regionale<br />
ed eccomi qui, Presidente del settore Didattica<br />
della Subacquea.. Certo non vorrei<br />
banalizzare, di tutto questo potremmo con<br />
piacere parlarne a lungo, questa attività e<br />
questa Federazione mi hanno dato molto ed<br />
entrambe sono state, a prescindere dagli<br />
aspetti meramente tecnici, ottime palestre di<br />
vita e grandi opportunità di crescita. Esperienze<br />
poi trasportate anche nella vita di tutti<br />
i giorni.<br />
Era diverso immergersi quando iniziò<br />
Lei? Quali erano le possibilità e quali<br />
informazioni c’erano?<br />
Allora ti sentivi di vivere e scrivere la storia,<br />
era un’ attività nuova, fresca, appena nata.<br />
Stavi scrivendo le prime avventure, provavi<br />
le prime attrezzature, divoravi libri ancora<br />
pieni di domande e non solo pagine piene di<br />
affermazioni. Si parlava di grandi scoperte<br />
come l' erogatore, dei primi esperimenti<br />
condotti da Cousteau sulla lunga permanenza<br />
dell'uomo in immersione e del suo<br />
laboratorio realizzato nelle profondità del<br />
Mar Rosso in acque sudanesi... e se<br />
guardavi le date di quegli articoli erano<br />
recentissime. Ti sentivi parte della storia, o<br />
forse ti piaceva pensarla così, eri un pioniere.<br />
Ma che bello anche solo poterla pensare<br />
così, ogni tuffo era una esplorazione, era<br />
test di nuovi modelli di attrezzature!<br />
Ricordo che spesso capitava in prossimità<br />
di porticcioli o attracchi vari di approfittare di<br />
qualche fontanella per sciacquare l’orologio<br />
o la macchina fotografica e l'immancabile<br />
passante premuroso ti sollecitava a fare<br />
attenzione poiché stavi mettendo l'orologio<br />
sotto la fontanella e l'avresti irrimediabilmente<br />
distrutto. «Signora, la ringrazio ma<br />
stia tranquilla sono fatti apposta». «Davvero?<br />
Ma che robe che costruiscono oggi,<br />
voglio proprio dirlo a mio marito!». Alcuni mi<br />
chiedevano anche: «Mi scusi, ma cosa c'è<br />
da vedere la sotto?» Bella domanda facevano,<br />
ma anche io sto ancora cercando la vera<br />
risposta! Probabilmente all'occhio del<br />
subacqueo navigato tante e tante emozioni<br />
forti. Spesso qualche utile piccolo ritaglio di<br />
tempo per attente introspezioni in perfetta<br />
solitudine e silenzio. Puoi interrogarti ed<br />
interrogarlo il mare, ed avere risposte dai<br />
suoi abitanti e contare sulla loro riservatezza.<br />
Questa è per me la subacquea.
“<br />
Gianfranco Frascari<br />
La curiosità, la passione, l'ambiente divertente ed<br />
interessante, gli amici e gli incoraggianti risultati<br />
di volta in volta ottenuti erano ragioni sufficienti<br />
per non mollare.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />
“<br />
Gianfranco Frascari<br />
I corsi duri, gli allenamenti severi, lo stress da esami non mancavano<br />
mai, erano i compagni di vita di quel periodo, ma il lavoro di<br />
gruppo ed il senso di appartenenza percepito sommati alle buone<br />
valutazioni erano stimoli dopanti per continuare.
Nella foto: Anni 70, Gianfranco Frascari insieme<br />
al “Maestro” Duilio Marcante e al Presidente<br />
della Società Sub Bologna, Franco Pavone<br />
Questa estate i fatti tragici legati alla morte<br />
dei 4 sub a Palinuro hanno riportato<br />
l’attenzione sull’importanza delle competenze<br />
che devono assolutamente avere i gruppi<br />
che rilasciano i brevetti.<br />
Qual è il percorso da seguire in FIPSAS?<br />
Come si è lavorato in questi anni affinché la<br />
sicurezza sia massima per chi si immerge?<br />
Non so che dire, certo sono accadimenti<br />
drammatici ma nello specifico quello che si<br />
sa è solo ciò che la stampa ha riportato.<br />
C’è qualche indiscrezione dagli amici di<br />
Palinuro ma niente più.<br />
Quando la magistratura ci informerà sui fatti<br />
potremo parlarne volentieri.<br />
Certo, è ormai arcinoto che la maggior parte<br />
delle cause che innescano incidenti sono da<br />
addebitarsi al fattore umano per cui per<br />
quanto possibile noi cerchiamo di porre il<br />
massimo delle attenzioni alla stesura di<br />
specifici programmi di formazione e di<br />
sensibilizzazione ad Istruttori ed Allievi.<br />
Del resto penso che solo attraverso ciò sia<br />
possibile ridurre il margine di errore e quindi<br />
di rischio.<br />
L'imprevedibile e la scarsa preparazione,<br />
intesa nel senso più lato del termine, sono i<br />
due elementi che predispongono all'incidente<br />
e mentre sul primo non ne possiamo nulla<br />
sul secondo possiamo e dobbiamo intervenire<br />
e lì concentrare il nostro massimo<br />
sforzo.<br />
Premesso che la maggior parte delle Associazioni<br />
didattiche operanti in Italia deve<br />
essere considerata di ottimo livello e molto<br />
attenta a queste problematiche, posso<br />
brevemente descrivere, a chi non ne fosse<br />
dettagliatamente informato, la tipologia dei<br />
nostri percorsi formativi.<br />
I nostri percorsi, come ormai consolidato a<br />
livello internazionale, dividono i programmi<br />
formativi di questa specialità in " Ambiente<br />
Grotta. " ed " Ambiente Caverna " il che sta<br />
a sottolineare la notevole differenza e il<br />
diverso grado di esperienza che il praticante<br />
deve possedere.<br />
In pratica i due ambienti differiscono essenzialmente<br />
nel fatto che in una condizione il<br />
sub e' costantemente in grado di vedere<br />
l'uscita ed agisce sempre in presenza di<br />
luce naturale, nell'altro caso queste due<br />
condizioni vengono meno e si comincia a<br />
parlare di vera e propria penetrazione in<br />
grotta.<br />
Va da sé che il grado di preparazione<br />
tecnica e psicologica sarà completamente<br />
diverso.<br />
Come si è lavorato in questi anni<br />
affinché la sicurezza fosse massima per<br />
chi si immerge?<br />
Il Settore Didattico della Federazione negli<br />
ultimi 8 anni non ha mai registrato un<br />
incidente grave durante l'attività didattica.<br />
In questa direzione abbiamo investito molto:<br />
in primo luogo nella formazione degli Istruttori<br />
con conseguente crescita della qualità<br />
dei Corsi, poi nella prevenzione.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />
Ogni Istruttore o persona di Staff è stato<br />
certificato negli interventi di primo soccorso<br />
che vanno dalle manovre di Basic Life<br />
Support (BLS), alla somministrazione dell'<br />
ossigeno e stiamo procedendo con le certificazioni<br />
sull'uso dei Defibrillatori.<br />
Il tutto nel rispetto dei più recenti e severi<br />
protocolli internazionali.<br />
Alla fine di settembre, presso l’isola del<br />
Giglio si è svolto il corso per istruttori<br />
M3, un momento davvero da incorniciare<br />
per il settore ( l’ultimo appuntamento<br />
risale a febbraio del 2009).<br />
Perché è così importante?<br />
Che giornate si sono vissute ?<br />
L’Istruttore di terzo grado (M3) è figura<br />
apicale sia nei modelli didattici Federali che<br />
in CMAS (Confederazione Mondiale Attività<br />
Subacquee) di cui la nostra Federazione è<br />
membro fondatore.<br />
L' Istruttore M3 è quindi persona di ampia<br />
visione federale ed ottima preparazione.<br />
E' figura indispensabile che opera prevalentemente<br />
sul territorio dove si adopera per la<br />
continua crescita e diffusione della didattica<br />
federale nonché del costante aggiornamento.<br />
Per il Settore è certamente un punto di<br />
riferimento per tutti i giovani Istruttori, un<br />
autorevole formatore e collaboratore per la<br />
crescita dell'intero sistema didattico.<br />
Quindi nel nostro piccolo mondo della<br />
“Didattica Subacquea” questo Corso è<br />
appuntamento molto sentito.<br />
E’ il coronamento di un percorso di crescita<br />
e di riconoscimenti durato a volte diversi<br />
lustri attraverso un itinerario duro, quasi mai<br />
facile, ricco di momenti esaltanti alternati ad<br />
altri di sconforto.<br />
Ma il successo è nel concetto di team.<br />
La consapevolezza che il lavoro di squadra<br />
sia vincente e' ormai principio consolidato.<br />
Spirito di gruppo e senso di appartenenza<br />
non solo letti come semplici ed astratti<br />
enunciati, ma concreti comportamenti<br />
virtuosi.<br />
Non c'è sicurezza in immersione se non c'è<br />
il Gruppo (il compagno).<br />
Nel DNA del gruppo spiccano doti come<br />
l'altruismo e la solidarietà.<br />
Sono state giornate fantastiche e a dirlo<br />
sono quelli che hanno vissuto sulla propria<br />
pelle; allo Staff ed al sottoscritto solo l’onere<br />
della progettazione e, ad oggi posso dire, la<br />
soddisfazione piena per i risultati ottenuti<br />
che hanno superato le più rosee previsioni.<br />
Voglio solo riportare alcune frasi che mi<br />
sono arrivate dai forum:<br />
«Si arriva tesi, si rimane per tutti i giorni<br />
dell’esame, ed alla fine non ci si sente<br />
stanchi, ci si sente più maturi dal punto di<br />
vista umano e questo in ogni sessione di<br />
esame che mi sia capitato di vivere in<br />
FIPSAS.»<br />
A dicembre ci saranno le elezioni per il<br />
rinnovo delle cariche.<br />
Come vive questa attesa?<br />
Quali sono le nuove sfide per il settore?<br />
Cosa si aspetta dai prossimi 4 anni, cosa<br />
vorrebbe fare e cosa è urgente fare?<br />
Gianfranco Frascari<br />
Come vivo l'attesa? Direi tranquillamente, il<br />
mio Comitato ed io abbiamo cercato di<br />
lavorare in base a tre semplici principi:<br />
massima trasparenza, massima circolazione<br />
dell’informazione e massima disponibilità<br />
al dialogo. Credo e spero che molti abbiano<br />
apprezzato.<br />
Agli Elettori si lascia giudicare l'operato.<br />
Certo una bocciatura farebbe male, significherebbe<br />
che il nostro cattivo lavoro ha in<br />
qualche modo danneggiato, anche e soprattutto,<br />
il Sistema FIPSAS.<br />
Vorrei sottolineare che abbiamo lavorato<br />
tutti con coscienza e passione, ma se posso<br />
aggiungere, con tanta armonia e reciproca<br />
fiducia.<br />
Lavorare in questo modo non è soltanto un<br />
piacere, ma anche gratificante e responsabilizzante.<br />
Lavori anche quando non ne avresti tanta<br />
voglia poiché sai che nel puzzle del gruppo<br />
potrebbe mancare proprio il tuo pezzetto.<br />
Che peccato sarebbe!<br />
Grazie agli Amici del Comitato:<br />
Paolo Tealdo, Mario Narcisi, Luigi Carvani e<br />
Mario Lupi e a tutti gli Amici del Settore DS,<br />
in particolare alle Segretarie dei Club, tutte<br />
carine e vero sostegno del sistema.<br />
Non senza dimenticare il personale degli<br />
Uffici sempre professionale e disponibile.<br />
Proprio una bella squadra. Se il responso<br />
delle urne sarà a noi favorevole mi auguro di<br />
ripetere una esperienza, se non più stimolante<br />
di questa, almeno uguale.<br />
Per concludere vorrei dare agli Elettori uno<br />
spunto di riflessione: come nell'immersione<br />
l'affiatamento della squadra è fondamentale<br />
per la buona e sicura riuscita, così lo è<br />
anche nella programmazione e gestione<br />
delle attività di coordinamento.<br />
La squadra è vincente, non servono i<br />
campioni con la loro indiscutibile verità in<br />
tasca se non sono in armonia col team.<br />
A noi per crescere servono armonia ed<br />
umiltà o si rischia che tutti i tentativi di<br />
produrre le necessarie sinergie vengano<br />
vanificati da inutili contrasti.<br />
Quali sono le nuove sfide per il settore?<br />
Il compito prioritario per chi coordina e<br />
gestisce un sistema didattico è molto simile<br />
all'attività del ricercatore, deve ben conoscere<br />
e fare tesoro dei risultati già in suo<br />
possesso e ormai consolidati dai quali<br />
progredire nello sviluppo, nella ricerca di<br />
nuove formule. La didattica, proprio perché<br />
è ricerca non dovrebbe mai rimanere<br />
statica, è per definizione un sistema in<br />
continua evoluzione. Perciò necessita di<br />
esperti tecnici, di “scienziati” in grado di<br />
interpretare al meglio i dati che di volta in<br />
volta vengono resi disponibili e di elaborarli<br />
a proprio uso, di attenti osservatori del<br />
mercato e di uomini che sanno indirizzare il<br />
tutto nella giusta direzione nel rispetto delle<br />
linee tecnico politiche per il conseguimento<br />
degli obiettivi dettati dalla Federazione.<br />
Per avere risultati futuri penso inoltre ad un<br />
perfezionamento di un programma sinergico<br />
tra Settore AS e DS per lo sviluppo di un<br />
efficace programma integrato a favore<br />
dell'Apnea Sportiva.
Nelle foto : Due momenti del recente corso M3 di fine settembre svolto<br />
all’Isola del Giglio.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />
Foto di Mauro Pazzi - G.S. Sub Delphinus Ravenna<br />
Gianfranco Frascari<br />
Cosa si aspetta dai prossimi 4 anni, cosa<br />
vorrebbe fare e cosa è urgente fare?<br />
Se saremo capaci di realizzare quanto<br />
sopra detto sicuramente raggiungeremo<br />
almeno due o tre importanti obiettivi :<br />
Limitare i danni che inequivocabilmente<br />
l'attuale crisi economica italiana ed europea<br />
ci porterà attraverso la formulazione di una<br />
proposta di mercato che preveda un prodotto<br />
di alto livello che sia il giusto mix tra<br />
tecnica e servizi.<br />
La visibilità. Per una qualsiasi Azienda, sia<br />
essa a scopo di lucro o meno, dilettantistica<br />
o meno la pubblicità in qualsiasi sua forma<br />
così come l'immagine sono oggi parte del<br />
sistema di accreditamento sul mercato, e<br />
quindi dei suoi potenziali acquirenti.<br />
Voglio sottolineare che in questi ultimi anni,<br />
grazie alla sensibilità del Presidente e del<br />
suo Consiglio molto è stato fatto in questa<br />
direzione ed i risultati ci sono stati.<br />
La credibilità. Confermarci tra i leader nel<br />
mondo come espressione della subacquea<br />
italiana e non solo.<br />
Personalmente non amo i numeri ma a volte<br />
sono una ottima ed inequivocabile cartina al<br />
tornasole per questo riporto i Dati ufficiali<br />
CMAS (Confederazione Mondiale Attività<br />
Subacquee): la FIPSAS è tra le prime 5 nel<br />
mondo coprendo il 7/8 % del mercato<br />
mondiale.<br />
Un bel risultato per il Settore e per la Federazione<br />
tutta che ci ha messi nelle condizioni<br />
ottimali per raggiungerlo.<br />
Cosa vuol dire FIPSAS? Cosa vuol dire<br />
lavorarci?<br />
La Federazione, dopo i miei affetti più stretti,<br />
è fra le cose a cui ho dedicato e dedico più<br />
passione e tempo.<br />
La FIPSAS è, proprio per la sua molteplicità<br />
di discipline e quindi la sua eterogeneità,<br />
uno dei sistemi più complessi con cui sia<br />
mai venuto a contatto.<br />
Gestire una azienda di questo tipo richiede<br />
una grande sensibilità ed una grande capacità<br />
di mediazione, doti che per fortuna<br />
nostra ho spesso riscontrato nell'attuale<br />
dirigenza.<br />
Cosa vuole dire lavorarci? Proprio per le<br />
caratteristiche esposte direi innanzi tutto<br />
passione e competenza.<br />
Capacità di lavorare insieme, di mettere<br />
insieme persone di primissimo ordine e far<br />
crescere chi merita all’interno del sistema,<br />
avere la cultura dell’innovazione e soprattutto<br />
non arrendersi mai, darsi degli obiettivi e<br />
mettercela tutta con spirito di unità.<br />
Di lavorare insieme per raggiungerli.
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Pianeta Acaua - web magazine P<br />
Intervista al Presidente Settore Nuoto Pinnato<br />
Il suo incontro con le corsie e l’acqua che odora di cloro è avvenuto decisamente<br />
presto, a soli 6 anni .<br />
Nel nuoto è rimasto in attività come atleta fino al 1981, poi è entrato nel gruppo<br />
sportivo della Polizia dove un giorno, per caso, si trovò a poter scegliere di fare una<br />
gara in Sardegna in una disciplina nuova, inattesa, che in realtà lo avrebbe “rapito” per<br />
tutti gli anni successivi: il nuoto pinnato.<br />
L’esperienza gli piacque non poco tant’è che lasciò il nuoto e si dedicò completamento<br />
alla sua nuova scoperta.<br />
Dopo le gare, disputate fino al 1984, Carlo Allegrini diventa allenatore delle Fiamme<br />
Oro e dal 1986 viene nominato tecnico federale fino al 1999, nel 2000 viene nominato<br />
dalla <strong>Fipsas</strong> C.T della Nazionale e nel 2009 diviene Presidente del Settore, incarico<br />
giunto proprio quest’anno al suo termine.<br />
Le giornate di Lignano Sabbiadoro che<br />
hanno tinto d’azzurro i podi degli Europei<br />
di Nuoto Pinnato gare devono averti<br />
regalato davvero emozioni a non finire,<br />
conferme, forse sorprese… un Campionato<br />
da incorniciare, atleti di cui andare<br />
davvero fieri….<br />
Sicuramente rimarrà un campionato difficile<br />
da dimenticare, i risultati sono stati esaltanti<br />
, l’organizzazione perfetta ,cosa chiedere di<br />
più. Ben 18 medaglie…sono davvero<br />
un’infinità! Le prestazioni hanno toccato<br />
punte di eccellenza, cosa potrei dire<br />
ancora? Stefano Figini, oro e record del<br />
mondo nei 400 superficie, è ormai consacrata<br />
stella del nuoto pinnato da 6 anni e le<br />
sue gare sono tutte maiuscole. Ma insieme<br />
a lui anche gli ori della 4 x100 e 4 x200 di<br />
Julio Tugnoli, Andrea Nava, Cesare Fumarola<br />
agli argenti di Rampazzo Andrea e<br />
ancora nel fondo la grossa sorpresa – nella<br />
conferma – dell’oro di Davide De Ceglie nei<br />
20.000 metri ai bronzi della 4x3000 sia<br />
maschile che femminile. Non solo forti<br />
fisicamente ma anche con la testa giusta.<br />
Ma anche il gruppo delle donne sta crescendo<br />
bene, una rosa sicuramente giovane ma<br />
che sta navigando con la marcia giusta, ci<br />
sono davvero ottime speranze…elencarle<br />
tutte sarebbe lunghissimo<br />
Gran bella realtà quella del nuoto pinnato,<br />
gran belle prestazioni singole e di squadra.<br />
I successi degli atleti del settore di cui si<br />
è Presidente devono sicuramente spronarti<br />
a continuare nel tuo mandato, ma<br />
c’è sicuramente anche un rapporto stretto<br />
e personale con ognuno di loro. Qual è<br />
il clima che si respira prima delle gare e<br />
anche durante l’anno, durante gli allenamenti?<br />
Che rapporto hai con i “tuoi”<br />
atleti?<br />
Penso che tutto il comitato di settore meriti<br />
di continuare un altro mandato , penso che<br />
abbiamo molto da lavorare, ma sono state<br />
gettate delle basi solide e importanti.<br />
C’è la cosa più importante ossia la volontà<br />
di fare e crescere anche se poi è il tempo a<br />
dire che frutti stanno maturando.<br />
Ognuno porta avanti nello specifico il lavoro<br />
che compete al ruolo che ricopre e credo<br />
che anche questo sia fondamentale.<br />
Proprio per questo e per mia scelta non ho<br />
molti rapporti diretti con gli atleti che naturalmente<br />
conosco tutti per non condizionare le<br />
scelte, non caricare emotivamente i ragazzi<br />
con opinioni mie personali che come tali non<br />
devono mai arrivare. Da quando sono<br />
Presidente di Settore mi limito ai complimenti,<br />
e devo dire che questi atleti mi<br />
spingono con i loro risultati e con la loro<br />
“testa” a prodigarne parecchi, ma finisco lì;<br />
c’è un referente del Comitato di Settore e<br />
poi ci sono i tecnici, e parlo con loro, anche<br />
se da quando sono diventato presidente la<br />
parola tecnico non la ricordo più.<br />
Chiaramente sono a conoscenza di tutto<br />
l’andamento e sono pronto ,unitamente al<br />
comitato di settore ad intervenire qualora ci<br />
fosse il bisogno, figuriamoci se mi chiudo ad<br />
una tale esigenza.<br />
Si sono svolte questa estate le Olimpiadi<br />
a Londra… sarebbe stato bello vedere<br />
anche gare di nuoto pinnato, che ne<br />
pensi?<br />
Su questo argomento potrei scrivere 10<br />
pagine. Che dire… penso che il nuoto<br />
pinnato sarebbe stato a suo agio alle<br />
olimpiadi di Londra, abbiamo nazioni e<br />
numeri ma non dipende da noi Italia , forse<br />
la CMAS dovrebbe farsi qualche domanda<br />
e qualcuno dovrebbe fare qualche passo<br />
indietro. Non voglio andare oltre perché<br />
altrimenti la conversazione diventerebbe<br />
spiacevole ,ma vorrei soltanto fare una<br />
riflessione: nel 1997 il Pinnato ha partecipato<br />
a Bari al Gran Gala dei Giochi del Mediterraneo<br />
insieme ad altri sport che ora sono<br />
diventati canali di medaglie ufficiali… come<br />
mai? Partecipare alle Universiadi o ai Giochi<br />
Militari è così difficile o impossibile ? meglio<br />
fermarsi.
“<br />
Carlo Allegrini<br />
>1986 - Diventa Allenatore delle Fiamme Oro<br />
P<br />
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
P<br />
Cosa ti aspetti per il futuro, cosa vorresti<br />
per il settore e per gli atleti, manca in<br />
Italia una giusta attenzione per questa<br />
disciplina?<br />
‘’Mi auguro di continuare così, sempre, nella<br />
massima trasparenza, perché sono sicuro<br />
che con qualche “aggiustamento” possiamo<br />
diventare importanti.<br />
Si sa benissimo che andare sui giornali ,<br />
televisione , radio e sui moderni canali di<br />
informazioni come il web e i social network è<br />
basilare, tanto più per uno sport che deve<br />
emergere. Basterebbe spiegare al mondo<br />
intero che in una famiglia esistono più pinne<br />
che nuotatori per capire su che numero di<br />
potenziali praticanti potremmo lavorare. In<br />
questo l’ufficio delle comunicazioni <strong>Fipsas</strong><br />
potrebbe essere protagonista,<br />
per non parlare della scuola attività natatoria<br />
che andrebbe sicuramente più pubblicizzata,<br />
la ritengo fondamentale per il nostro<br />
incremento.’’<br />
Cosa ti ha dato l’essere Presidente del<br />
settore Nuoto Pinnato, in termini di<br />
soddisfazioni ma anche di crescita<br />
personale?<br />
‘’Voglio essere sincero ,mai e poi mai avrei<br />
pensato di fare il Presidente di Settore.<br />
Mi vedevo tranquillamente a finire la mia<br />
lunga carriera di tecnico, ma nella vita mai<br />
dire mai .<br />
Ci sono stati dei cambiamenti e non nego di<br />
aver passato momenti negativi,<br />
> Collegiali a Bassano del Grappa<br />
ma questo mi ha dato la forza di continuare<br />
a testa alta , come ho sempre fatto e mi ha<br />
spronato a dimostrare ad alcuni tante cose.<br />
Comunque come si dice (ma non è vero )<br />
acqua passata! Adesso c’e bisogno di<br />
guardare avanti e continuare a lavorare<br />
come ho fatto fino adesso.<br />
E’ vero sono cambiato e sono cresciuto<br />
molto caratterialmente, riesco ad affrontare<br />
qualsiasi problema , nel caso ce ne fossero,<br />
con la massima tranquillità.<br />
In questo devo ringraziare il Consiglio<br />
Federale che mi ha accompagnato in<br />
questa crescita.<br />
Il Pinnato ,tengo a precisare , fa parte della<br />
<strong>Fipsas</strong> e noi ne siamo orgogliosi , quello che<br />
mancava per un dialogo aperto era solo<br />
l’apertura delle porte del settore, lo spiegare<br />
certe dinamiche sicuramente ha reso più<br />
facile il mio lavoro .<br />
Ogni disciplina della <strong>Fipsas</strong> è diversa ,ma<br />
non minoritaria e la parola atleta è importante<br />
e paritaria a prescindere dalla specialità.‘’<br />
Il tuo mandato di Presidente del Settore<br />
Nuoto Pinnato sta per chiudersi, infatti a<br />
dicembre si svolgeranno le votazioni per<br />
rinnovare l'intero consiglio e anche i<br />
Presidenti di settore: con quali aggettivi<br />
descriveresti gli anni passati e<br />
perchè?Come vivi la vigilia delle elezioni?<br />
Dovrei usare tanti aggettivi per questi<br />
quattro anni : difficili , belli , soddisfacenti,<br />
ottimi direi…
Intervista al Presidente Settore Nuoto Pinnato<br />
ma quello che soprattutto penso è che ho<br />
vissuto un’ esperienza grande, grandissima,<br />
soprattutto in considerazione del fatto che<br />
parliamo del mio primo mandato.<br />
Difficile all’inizio sia nei rapporti sia per<br />
l’inserimento in procedure nuove di lavoro: il<br />
dialogo ed i suggerimenti dei più esperti mi<br />
hanno garantito una tranquillità che mi ha<br />
consentito di semplificare sempre di più le<br />
modalità di lavoro, “alleggerirle” e questa<br />
maggiore fluidità ha segnato una svolta del<br />
nuoto pinnato. Probabilmente mancava un<br />
dialogo che negli anni è stato poco chiaro ,<br />
spiegare tutta l’attività e lo svolgimento<br />
della stessa ha fatto si che alcune barriere si<br />
abbattessero con i relativi risultati che sono<br />
di dominio pubblico.<br />
Ho in mente tante iniziative e sono sicuro<br />
che se intraprese potranno rilanciare ancora<br />
di più il settore che rappresento.<br />
La fase delle elezioni la vivo in maniera<br />
“ > Consegna Palma d’Oro CONI al merito tecnico<br />
P<br />
serena , consapevole di aver lavorato<br />
sempre nella massima trasparenza e correttezza<br />
nei confronti di tutti, ma comunque<br />
l’ultima parola spetta agli elettori che<br />
sapranno giudicare con la massima fermezza<br />
tutto il mio operato. Quest’anno il sistema<br />
elettivo cambierà e pertanto servirà<br />
un’approvazione generale per essere<br />
confermati, a differenza dello scorso anno<br />
in cui il Presidente veniva eletto dai rappresentanti<br />
dello stesso settore.<br />
Concludo con un grosso ringraziamento che<br />
parte dal consiglio federale, passa per gli<br />
uffici della federazione e si conclude con il<br />
comitato di settore , le società e gli atleti .<br />
Tutti insieme , ognuno nella sua specifica<br />
competenza, hanno contribuito a facilitare il<br />
ruolo di presidente del settore nuoto pinnato,<br />
settore che ci ha regalato enormi soddisfazioni<br />
e che sono certo ne riserverà<br />
ancora moltissime per gli anni futuri.<br />
Voglio essere sincero ,mai e poi mai avrei<br />
pensato di fare il Presidente di Settore.<br />
Mi vedevo tranquillamente a finire la mia lunga<br />
carriera di tecnico, ma nella vita mai dire mai .<br />
1986 - Diventa Allenatore delle Fiamme Oro<br />
Pianeta Acaua - web - web magazine magazine
P<br />
aca<br />
qc<br />
uq<br />
au<br />
a<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Federale Acque Impianti<br />
Gianrodolfo Ferrari<br />
In questo numero di Pianeta Acqua, interamente dedicato alla chiusura del quadriennio<br />
2008-2012 e che esce alla vigilia delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali,<br />
non poteva mancare un’intervista al vicepresidente della FIPSAS, l’Avv. Gianrodolfo<br />
Ferrari, che non solo ricopre l’importante ruolo appena citato ma è anche la<br />
persona che coordina le attività di gestione dell’impiantistica acque interne<br />
convenzionate: lo Sfai.<br />
Avv. Ferrari le chiedo un breve profilopersonale<br />
per delineare la sua figura e<br />
introdurla a quei pochi lettori che ancora<br />
non dovessero conoscerla.<br />
Sono nato nel 1937 ed il primo contatto con<br />
la Federazione è avvenuto nel 1958, anno<br />
in cui, contagiato dalla passione sportiva di<br />
alcuni amici, inizio a praticare lo sport<br />
subacqueo. Nel 1960 ho fondato a Como la<br />
prima società del settore “Centro Sub Nettuno”<br />
e, a seguire, dopo avere frequentato il<br />
Centro federale di immersione a Nervi,<br />
diretto da Duilio Marcante, la prima Scuola<br />
di Immersione<br />
Come rappresentante del Settore, sono<br />
entrato a far parte della Sezione Provinciale<br />
assumendo la carica di vice- presidente.<br />
Venuto a mancare il Presidente, Sergio<br />
Gatti, sono stato eletto alla carica e da lì il<br />
passaggio a Consigliere federale è stato<br />
abbastanza breve.<br />
Parliamo dello SFAI, quel patrimonio che<br />
la Federazione gestisce e amministra<br />
con grande impegno e responsabilità.<br />
Il Settore Federale Acque e Impianti (SFAI),<br />
nasce nel 1952 con l’originaria denominazione<br />
“Servizio Federale Acque”. E’ il Settore<br />
preposto alla acquisizione di acque,<br />
private e pubbliche, libere o gravate da diritti<br />
esclusivi di pesca, al fine di renderle accessibili<br />
a tutti i pescatori.<br />
Al Settore sono affidati il coordinamento e la<br />
gestione degli impianti e delle proprietà<br />
federali, la cura dei contratti di affittanza, e<br />
delle concessioni da enti pubblici, di tratti<br />
d’acqua e bacini lacuali.<br />
La sua attività, nel rispetto dell’ecosistema,<br />
è finalizzata alla tutela e alla sorveglianza<br />
delle acque a salvaguardia della fauna ittica<br />
e dell’habitat naturale; periodici interventi di<br />
ripopolamento ittico e pratiche ittiogeniche,<br />
con l’intervento delle strutture periferiche,<br />
sono diretti alla realizzazione di queste<br />
finalità.<br />
La Commissione (CFAI) valuta e sottopone,<br />
per l’approvazione, agli Organi Deliberanti,<br />
le proposte di convenzionamento, le istanze<br />
di rinnovo e le richieste di contributo avanzate<br />
dalle strutture periferiche per la gestione<br />
degli impianti e delle acque in concessione.<br />
La FIPSAS, oggi, gestisce oltre duecento<br />
convenzioni su tutto il territorio nazionale,<br />
offrendo così ai tesserati un imponente<br />
patrimonio di acque.<br />
E’ il Settore preposto alla acquisizione, in<br />
proprietà o in convenzione, di acque, private<br />
e pubbliche, libere o gravate da diritti esclusivi<br />
di pesca, al fine di renderle accessibili a<br />
tutti i pescatori tesserati.<br />
Più semplice essere VicePresidente<br />
della <strong>Fipsas</strong> oppure Coordinatore dello<br />
Sfai?<br />
Quella di Vice presidente è solo una<br />
“carica”; quella di Coordinatore è un incarico,<br />
e solo il secondo presuppone dei compiti<br />
da svolgere e delle attività delle quali<br />
rendere conto , sia al Consiglio federale, sia<br />
ai tesserati.<br />
Dunque un’immensa responsabilità che<br />
deve portare frutti grazie al senso del<br />
dovere sicuramente, ma anche nell’ascolto<br />
continuo delle indicazioni federali che<br />
nascono da una conoscenza capillare del<br />
territorio, delle sue possibilità e di ciò che<br />
cercano i pescatori, non solo sportivi ma<br />
anche ricreativi.<br />
Potrebbe sembrare non semplice conciliare<br />
lo Sfai con le esigenze dei pescatori ricreativi<br />
e invece il Settore dovrebbe essere<br />
proprio lo strumento con il quale la Federazione<br />
intende soddisfare le necessità dei<br />
pescatori amatoriali mettendo a loro disposizione<br />
un parco acque nel quale poter<br />
praticare l’attività amata.<br />
“La FIPSAS, oggi, gestisce oltre duecento convenzioni<br />
su tutto il territorio nazionale, offrendo così ai<br />
tesserati un imponente patrimonio di acque.
Gianrodolfo Ferrari<br />
P<br />
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
acqua<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Intervista al Presidente Settore Federale Acque Impianti<br />
Qual è il bilancio di questi ultimi 4 anni,<br />
quali sono state le difficoltà, quali i<br />
momenti più delicati (qualora ci siano<br />
stati) e quali i traguardi raggiunti?<br />
Il miglior risultato conseguito è, a mio<br />
parere, la creazione della prima “riserva a<br />
Mare” in località Jesolo – Cavallino. I tesserati<br />
possono praticare la pesca dalla barca<br />
ancorandosi alle boe presenti nell’impianto<br />
di mitilicoltura<br />
Cosa c’è nel futuro di Sfai?<br />
La risposta dovrà darla il prossimo Consiglio<br />
federale se non, addirittura, le prossime<br />
assemblee, ma per capire quale potrà, o<br />
forse dovrà essere il suo futuro, sarà necessario<br />
avere ben chiare prima le strategie di<br />
politica federale; sapere cioè se si debba<br />
cambiare o mettere in campo una politica<br />
nuova, o se si possa continuare nel solco<br />
tradizionale<br />
Penso che, volente o nolente, la Federazione<br />
dovrà cambiare. Il diverso assetto amministrativo,<br />
burocratico, già in atto con la<br />
ristrutturazione delle province- ente che da<br />
sempre costituisce l’interlocutore della<br />
federazione a livello periferico – lo renderà<br />
inevitabile<br />
La Spending rewiew, con il taglio delle<br />
spese che ha già interessato pesantemente<br />
gli enti locali non potrà non interessare il<br />
CONI e di riflesso le federazioni: soprattutto<br />
quelle delle discipline non olimpiche. Messe<br />
di fronte a tagli di spesa in settori primari,<br />
quali la scuola e la sanità, è pensabile che le<br />
province dedichino risorse alla gestione<br />
della pesca? A quella professionale, forse<br />
si, ma non certo a quella amatoriale ricreativa.<br />
Penso che due saranno le vie possibili: o un<br />
consistente aumento del costo delle licenze,<br />
oppure l’affidamento della gestione, a spese<br />
Gianrodolfo Ferrari<br />
del concessionario, delle acque a soggetti<br />
territoriali (società di pesca) o a enti nazionali<br />
quali ad esempio la Federazione. Quali<br />
che siano le scelte, i costi aumenteranno.<br />
La Federazione si troverà ad affrontare<br />
questo scenario in una situazione già di per<br />
sé non facile per il progressivo calo del<br />
proprio tesseramento.<br />
Potrà continuare come se nulla fosse?<br />
E’ indiscutibile che il tesseramento federale,<br />
negli ultimi due anni sia progressivamente<br />
calato, compensato parzialmente dal punto<br />
di vista delle entrate, da aumenti del costo<br />
della tessera. In parallelo è anche diminuito<br />
il finanziamento del CONI.<br />
Come e dove intervenire ? Io credo si debba<br />
partire da un dato di fatto: pur ragionando in<br />
termini grossolani, l’80% delle entrate<br />
federali proviene da tesseramento e la parte<br />
restante dai contributi Coni e proventi dalle<br />
attività agonistiche.<br />
Se non ci si vuole fermare a stereotipi, del<br />
tipo: calo fisiologico, crisi economica,<br />
cormorani ecc, quasi che il decremento del<br />
tesseramento sia fenomenico, occorrerebbe<br />
in primo luogo individuare le cause di<br />
questo andamento per poi cercare le possibili<br />
soluzioni.<br />
Ha subito la flessione maggiore, la parte del<br />
tesseramento dei pescatori amatoriali o<br />
degli agonisti? E quali sono i pescatori che<br />
possiamo definire amatoriali ? Il pescatore<br />
tesserato, iscritto a società, che partecipa al<br />
campionato sociale, o al massimo alle prime<br />
selettive del provinciale e lì si ferma è un<br />
agonista o un amatoriale?<br />
I risultati di questo approfondimento potrebbero<br />
anche portarci a risultati inattesi, quale<br />
ad esempio, quello di dover investire<br />
maggiori risorse nel settore agonistico “di<br />
base”.<br />
Il futuro del settore dipenderà dalle scelte e<br />
dai cambiamenti che la Federazione vorrà o<br />
sarà costretta a fare.
“<br />
Il futuro del settore dipenderà dalle scelte e dai<br />
cambiamenti che la Federazione vorrà o sarà<br />
costretta a fare.<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
acqua
Da oggi tutti gli appassionati di pesca sportiva e non solo, potranno tenersi informati anche attraverso<br />
l'applicazione Ufficiale FIPSAS per dispositivi mobili scaricabile gratuitamente da entrambe le piattaforme.<br />
Notizie, classifiche, rivista federale, video e tanto altro…
P<br />
aca<br />
qc<br />
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au<br />
a<br />
Pianeta Acaua - web magazine P<br />
Mediterraneo:<br />
Alleanza Pescatori-Squali<br />
LA FIPSAS CAMBIA IL REGOLAMENTO<br />
Per proteggere questi pesci mutate le regole.<br />
Così 300 esemplari vengono salvati ogni anno
P<br />
a cura della redazione FIPSAS<br />
SSquali, questi sconosciuti. Soprattutto nel<br />
Mare Nostrum dove per la prima volta a<br />
studiarne comportamenti, spostamenti,<br />
abitudini e a monitorare il numero degli<br />
animali arriva SharkLife, il progetto Life+<br />
dell’Unione Europea affidato a una cordata<br />
di soggetti di cui capofila è il CTS (Centro<br />
Turistico Studentesco e giovanile), associazione<br />
di protezione ambientale specializzata<br />
principalmente nella tutela della biodiversità<br />
marina.<br />
Un progetto che si propone di contribuire<br />
alla conservazione degli squali in generale,<br />
con attività mirate in particolare allo squalo<br />
elefante e al trigone viola (due specie che<br />
sono spesso vittime di catture accidentali) e<br />
ad altre quali palombo, squalo volpe,<br />
verdesche, spinarolo e alcune razze che<br />
vengono catturate durante le gare di<br />
pesca sportiva. Animali che non hanno<br />
valore commerciale, ma che molto spesso<br />
vengono catturati accidentalmente. Queste<br />
attività, hanno un forte impatto su molte<br />
specie, sia nel numero di animali catturati e<br />
sia perché spesso si tratta di catture di<br />
giovani esemplari.<br />
Il Mediterraneo è un mare semi-chiuso che<br />
ospita 45 specie di squali. L’Italia, grazie<br />
alla sua posizione strategica nel cuore del<br />
Mediterraneo, ospita 43 specie di squali. Il<br />
rapporto IUCN presenta prove del fatto che<br />
questa parte di mondo ha la percentuale più<br />
alta di squali e razze minacciate. Il 42%<br />
delle 71 specie valutate è elencato nella<br />
Lista Rossa delle specie minacciate (nelle<br />
categorie Criticamente minacciate, in<br />
pericolo o vulnerabili) a causa del loro stato<br />
di conservazione.<br />
A venire in aiuto agli squali sono proprio i<br />
pescatori. Nell’ambito della pesca sportiva<br />
c’è, infatti, una grande novità. La FIPSAS<br />
(Federazione Italiana Pesca Sportiva e<br />
Attività Subacquee), partner di SharkLife,<br />
ha modificato i propri regolamenti di pesca<br />
sportiva che adesso prevedono l’obbligo del<br />
rilascio in mare degli esemplari di squalo<br />
pescati. Non solo. Gli animali catturati<br />
dovranno anche essere marcati con un tag,<br />
ovvero dovrà essere loro applicata una<br />
targhetta numerata e dovranno essere<br />
annotati dati quali luogo di cattura e<br />
lunghezza del pesce che saranno poi<br />
utilizzati per un utile raffronto in caso di<br />
ricattura. Il rilascio obbligatorio traspare in<br />
tutta la sua importanza se si considera<br />
l’elevato numero di gare che ogni anno<br />
comporta la cattura di centinaia di esemplari<br />
con conseguente perdita di biodiversità.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
P<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Mediterraneo: Alleanza Pescatori-Squali<br />
In questo modo sono circa 300, tra palombi,<br />
verdesche, spinaroli, gli squali ogni<br />
anno salvati dalla pesca sportiva. Solo<br />
nell’ultima gara avvenuta a Bibione (VE) il<br />
28 e 29 del mese di luglio sono stati 30 i<br />
palombi che sono abboccati alle canne dei<br />
pescatori sportivi (il palombo è una delle<br />
specie di squalo più conosciute e apprezzate<br />
per le carni bianche; viene pescato con<br />
tutte le tipologie di reti e nella pesca sportiva,<br />
non raggiunge il metro di lunghezza,<br />
LA FIPSAS CAMBIA IL REGOLAMENTO<br />
partorisce da 4 a 15 piccoli lunghi intorno ai<br />
39 cm dopo un periodo di gestazione di<br />
circa 10 mesi. Stato di conservazione:<br />
vulnerabile). Tutti però hanno ripreso il<br />
mare, lunghi circa 40 cm e con un peso che<br />
non arrivava al mezzo chilogrammo. Dalla<br />
segnalazione di queste catture (si tratta<br />
evidentemente di catture di cuccioli) è stato<br />
quindi possibile evincere che in quella zona<br />
di mare è presente una nursery di squali<br />
Palombo. Questo consentirà di salvare e<br />
quindi conservare una specie, come quella<br />
dello squalo Palombo, essendo questo tra i<br />
pesci più pescati che spesso finisce sulle<br />
nostre tavole.<br />
Anche AGCI (Associazione Generale<br />
Cooperative Italiane) sul fronte della pesca<br />
professionale è protagonista attiva della<br />
conservazione di questi animali. Oltre a<br />
utilizzare nella pesca con il palangaro nuovi<br />
ami circolari in grado di ridurre le catture<br />
accidentali di razze e squali (solo per le<br />
tartarughe Caretta caretta si parla di un 30%<br />
in meno di catture), si sta mettendo a punto<br />
un sistema per segnalare la cattura di squali<br />
elefante nelle reti da posta. Lo squalo<br />
Elefante è un’impressionante creatura dei<br />
mari, totalmente innocua per gli esseri<br />
umani, che i biologi attendono tra febbraio e<br />
marzo in Sardegna. Spesso mostrano tagli<br />
e cicatrici, testimonianza diretta degli scontri<br />
con imbarcazioni, eliche o reti da pesca. Il<br />
dato interessante è che tra il 2005 e il 2010<br />
sono 79 gli avvistamenti di squalo elefante<br />
in Sardegna, soprattutto in inverno e in<br />
primavera, a testimonianza che l’isola<br />
rappresenta una tappa importante nelle<br />
migrazioni annuali di questi animali. In<br />
soccorso degli squali elefante arriverà un<br />
nuovo dispositivo elettronico applicato alle<br />
reti da posta che trasmetterà un segnale<br />
radio al personale del Parco della Maddalena<br />
ogni qualvolta un animale rimarrà intrappolato.<br />
Il prototipo di questo dispositivo sarà<br />
progettato proprio in questi tre anni di studio<br />
e ricerca.<br />
Tag & Release<br />
La FIPSAS partner di SharkLife, ha modificato<br />
i propri regolamenti di pesca sportiva che adesso<br />
prevedono l’obbligo del rilascio in mare degli<br />
esemplari di squalo pescati.
a cura della redazione FIPSAS<br />
squalo volpe<br />
verdesca<br />
spinarolo<br />
Pianeta Acaua - web magazine
P<br />
aca<br />
qc<br />
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Pianeta Acaua - web magazine P<br />
La pesca sportiva :<br />
etica e comportamenti<br />
da adottare sul web<br />
“Come per ogni attività sociale anche per i pescatori,<br />
la rete - in particolare il social network - rappresenta<br />
un modo per confrontarsi velocemente, in tempo flash.
P<br />
testo di Paola Cingolani<br />
E’ ormai ampiamente dimostrato come sia<br />
importante una pesca ecosostenibile: un<br />
impatto zero che permetta agli sportivi, ai<br />
ricreativi, ai professionisti e all’intero<br />
sistema economico che gravita sullo sportfishing<br />
di non vedere la fine.<br />
Se continuassimo a dar fondo alle risorse<br />
dell’ecosistema non ci sarebbe futuro per<br />
nessuna delle categorie menzionate, è cosa<br />
ormai arcinota. C’è un danno, un “malus”,<br />
una falla incolmabile nel sistema che noi<br />
siamo chiamati assolutamente ad arginare,<br />
con buonsenso e pazienza.<br />
Chi è responsabile? Chi ha cagionato il<br />
danno? Non sono certamente io<br />
sportivo/ricreativo che prosciugo le acque…<br />
Vero è che lo sportfishing non può, da solo,<br />
uccidere un intero ecosistema, ma è anche<br />
vero che lo sport deve essere etico in ogni<br />
forma.<br />
Noi sportivi ci impegniamo, divertendoci, a<br />
misurarci con un mondo vivo per cui, rispetto<br />
alla vita, devono venir considerati dei<br />
princìpi etici, moralmente e intellettualmente<br />
E’<br />
onesti.<br />
Come per ogni attività sociale anche per i<br />
pescatori, la rete - in particolare il social<br />
network - rappresenta un modo per confrontarsi<br />
velocemente, in tempo flash. La vittoria<br />
dei social network (Facebook e Twitter su<br />
tutti) rispetto ai media in genere è proprio<br />
questa: in tempo reale possiamo trasmettere<br />
notizie e riceverne, con tanto di “prove”<br />
video, audio e fotografiche, oltre che scritte.<br />
Poi, in un secondo momento, si passa al<br />
blog o al forum, dove si cerca di approfondire<br />
sulla carta stampata di settore, ma con<br />
tempi molto più dilatati.<br />
Anche la FIPSAS si è tenuta al passo con i<br />
tempi: la nostra Federazione è sempre più<br />
presente e impegnata nella rete sociale con<br />
una diffusione capillare di notizie in tempo<br />
reale. La rete globale ha creato spazi<br />
multimediali “ad hoc” per ogni esigenza.<br />
Così vediamo gruppi tematici dove sportivi o<br />
amatori postano e condividono tutte le loro<br />
esperienze personali.<br />
Molti supportano i campionati che i Teams<br />
azzurri disputano in giro per il mondo nelle<br />
varie discipline di pesca sportiva e, perché<br />
no, molti seguono anche gare di livello<br />
amatoriale o addirittura battute di pesca fra<br />
amici.<br />
Li osservo e ascolto, personalmente, da<br />
quasi cinque anni. In questo tempo, dai<br />
gruppi, alle pagine, ai profili di migliaia di<br />
contatti, ho tirato una mia conclusione<br />
personale. Vorrei discuterne con voi, senza<br />
ambire al possesso della verità assoluta e<br />
oggettiva, mettendomi a confronto con le<br />
vostre opinioni.<br />
Le persone sono sul social network per<br />
esporre ed esporsi, per cercare di incrociare<br />
coloro che sono simili e vicini alle loro idee,<br />
coloro che condividono gli stessi interessi e<br />
le stesse passioni. Se, ipoteticamente, io<br />
fossi una persona che apprezza una certa<br />
disciplina di pesca sportiva avrei una gran<br />
percentuale di contatti con coloro che, come<br />
me, la apprezzano e la praticano. Postando<br />
immagini di pescato oltre le regole io -<br />
tendenzialmente - avrò contatti con chi<br />
come me non le rispetta e mira piuttosto a<br />
esibire soltanto un gran carniere.<br />
Pianeta Acaua - web magazine
Pianeta Acaua - web magazine<br />
La pesca sportiva : etica e comportamenti da adottare sul web<br />
Se poi posto immagini assolutamente discutibili<br />
e origino alterchi con risposte che<br />
offendono il prossimo… offro uno dei<br />
peggiori esempi che vi siano sulla rete<br />
sociale. Purtroppo anche ciò accade e<br />
francamente accade ancora troppo spesso.<br />
Fortunatamente c’è una grandissima quantità<br />
di gente che posta emozioni e immagini<br />
che invogliano il prossimo ad amare questo<br />
sport, a rispettare la natura, le regole e il<br />
mondo in cui viviamo.<br />
Facebook e il sociale sono utili a condividere:<br />
l’obiettivo migliore è quello che conseguiamo<br />
quando postiamo materiale costruttivo<br />
e istruttivo.<br />
Dovremmo bandire i pettegolezzi e i vari<br />
rumors. Dovremmo domandarci, prima di<br />
tutto, se stiamo effettivamente apportando<br />
contenuti socialmente utili… dovremmo<br />
farlo sempre.<br />
Ho assistito, come tutti, a delle tristi fiere di<br />
fenomeni (quasi sempre smentiti nel tempo<br />
dai risultati) dai quali c’è ben poco da<br />
prendere esempio.<br />
La cosa bella è che ho visto e seguo persone<br />
di indiscutibile moralità contribuire alla<br />
divulgazione della pesca sportiva e ricreativa<br />
e del più puro concetto di sportfishing<br />
con documentazioni e con un lavoro ottimo,<br />
ineguagliabile, certosino e costante. Pesca<br />
sportiva ecosostenibile, etica, morale<br />
oppure mostra di autocelebrazioni?<br />
Gli sportivi veri e gli amanti della natura -<br />
insomma - che dicono nel frattempo? Continuano<br />
instancabili a perseguire un cammino<br />
preciso. Altri, grazie allo spazio sul social<br />
network, postano immagini di grandi carnieri<br />
sul loro profilo o nei vari gruppi. Ma come ne<br />
escono etica e morale? E’ corretto entrare a<br />
pubblicizzare dei video, in cui si sono<br />
chiaramente e reiteratamente violate<br />
regole, in gruppi che inneggiano al “No Kill”?<br />
Ha senso alimentare la polemica o strumentalizzare<br />
i rumors come fossero una sorta di<br />
“Bibbia del pescasportivo”?<br />
Non sarebbe meglio bandire ogni polemica<br />
e unire le voci e le forze invece di disgregarsi<br />
in migliaia di gruppi e sottogruppi?<br />
L’impegno a promuovere la salvaguardia<br />
del nostro mondo e dell’ecosistema dovrebbe<br />
essere idea comune.<br />
Non dovremmo sottovalutare l’importanza<br />
della parola scritta che è assolutamente<br />
maggiore rispetto allo scambio di voci in una<br />
comune discussione fra amici.<br />
La parola scritta resta impressa, è indelebile,<br />
impossibile da cancellare.<br />
Scrivendo e mandando nella rete sociale<br />
parole noi distribuiamo informazioni che<br />
restano impresse negli occhi di chi legge.<br />
La morale, il buonsenso e l’etica ci<br />
obbligano a non manipolare nessuna<br />
informazione, a non offendere, a non essere<br />
faziosi, a usare il massimo della correttezza.<br />
Mi è capitato molte volte di essere stata<br />
ripresa (uso un chiaro eufemismo) dopo<br />
aver commentato immagini di pescato fuori<br />
misura o prede che non avrebbero potuto<br />
essere salpate o trattenute perché allamate<br />
in periodi non consentiti.<br />
La risposta comune: “Ero con altri amici a<br />
bordo e la data dell’uscita è antecedente al<br />
post, il pesce è più grande di quello che si<br />
vede in foto…” e altre banalità simili.<br />
Dobbiamo attenerci alle regole perché i<br />
giovani imparino la loro importanza e<br />
perché le vecchie mentalità si rinnovino.<br />
Dobbiamo impegnarci per ampliare la<br />
cultura del rispetto.<br />
Un pescasportivo che non ha rispetto in rete<br />
potrebbe facilmente essere un pescasportivo<br />
senza rispetto dell’ambiente.<br />
Rivedere posizioni e dichiarazioni precedentemente<br />
mal concepite alla luce di<br />
scoperte nuove non è sempre incoerenza: il<br />
più delle volte è sinonimo di crescita morale<br />
e di onestà intellettuale, nonché di coraggio<br />
delle idee.<br />
Facebook e la rete ci permettono di confrontarci<br />
e i confronti ci aiutano a crescere.<br />
Insieme per acquisire consapevolezze<br />
nuove e per bloccare il regresso, aiutati e<br />
supportati dal progresso mediatico:<br />
così vorrei che vivessimo la rete noi pescasportivi,<br />
diffondendo sempre di più la<br />
passione per un sano sportfishing.<br />
In ultima battuta lasciatemi dire una cosa,<br />
assolutamente sentita, con la quale intendo<br />
concludere: la pesca sportiva è uno sport<br />
bellissimo. Siamo fortunati a viverlo e<br />
questo ci porta a stare con gli altri.<br />
Non prendiamoci troppo sul serio!<br />
Tiriamo su le ancore dalle vecchie e anacronistiche<br />
scuole di pensiero! Impariamo da<br />
chi rispetta non da chi trasgredisce, e se<br />
sbagliamo, umilmente ricominciamo.<br />
Il web è la vetrina più ampia che abbiamo e<br />
la responsabilità più importante di cui<br />
dobbiamo farci carico, noi, gli amanti della<br />
pesca e delle regole.<br />
“<br />
Fortunatamente c’è una grandissima quantità di gente<br />
che posta emozioni e immagini che invogliano il prossimo<br />
ad amare questo sport, a rispettare la natura,<br />
le regole e il mondo in cui viviamo.
Pianeta Acaua - web magazine
acqua<br />
P<br />
Pianeta Acaua - web magazine<br />
Lettere alla FIPSAS<br />
La pesca in Francia<br />
Mi chiamo Renzo, ho 50 anni e sono un<br />
imprenditore<br />
Quest'anno mi sono affacciato al mondo<br />
della pesca.<br />
Mi piace andare e pescare, ma sono un<br />
pescatore solitario, un autodidatta, in 6<br />
mesi con 90 uscite ho preso 10 kg di<br />
pesci ma ne ho tenuto solo uno da 2,5<br />
kg! Questo per dire che la mia è passione<br />
pura.<br />
Prima di iniziare questa attività mi sono<br />
iscritto presso il “caccia e pesca di<br />
fiducia” alla sede FIPSAS della mia città,<br />
Verona.<br />
Ho iscritto anche la mia compagna, i suoi<br />
figli (12 e 14 anni) e mio figlio (13 anni).<br />
Quest’ultimo abita in Francia, nella<br />
splendida Nizza e spesso viene in Italia<br />
per stare insieme a me; proprio durante<br />
un nostro periodo insieme ha cominciato<br />
a seguirmi mentre pescavo appassionandosi<br />
tantissimo ad ami, lenze e<br />
mulinelli.<br />
Si è totalmente innamorato della pesca e<br />
ha continuato a praticarla anche a Nizza,<br />
pescando naturalmente in acque francesi;<br />
perciò mi sono informato sulle normative<br />
che si applicano ai pescatori in quel<br />
paese e ho visto che sono molte le<br />
differenze rispetto all’Italia.<br />
Ne ho parlato con il responsabile di un<br />
negozio che si trova nei pressi del Lago<br />
di Garda e, tra le altre cose, mi ha detto<br />
che qui da noi, a differenza della Francia,<br />
molti pescatori NON professionisti<br />
pescano pesci di tutte le misure e li rivendono<br />
ai ristoratori del lago con un danno<br />
per i pescatori professionisti e per lo<br />
stesso habitat.<br />
Sarebbe molto bello se la vostra rivista<br />
federale, che seguo on-line, approfondisse<br />
o rendesse visibile il regolamento<br />
francese; io credo che le stessi leggi<br />
dovrebbero regolamentare anche la<br />
pesca nel territorio Italiano, nei fiumi, nei<br />
laghi, nelle cave e perché no anche in<br />
mare. Se venissero applicate verrebbe<br />
risolto anche il problema tutto italiano del<br />
bracconaggio e della pesca di frodo.<br />
La FIPSAS dovrebbe sostenere e<br />
promuovere questa causa.<br />
Resto a vostra completa disposizione.<br />
Cordiali saluti<br />
Renzo Mirandola<br />
LA NORMATIVA SULLA PESCA IN<br />
FRANCIA<br />
Con il Decreto del 17 Maggio 2011 è<br />
stata introdotta la norma sulla MAR-<br />
CATURA DELLE CATTURE.<br />
Il Decreto si applica alla pesca in mare<br />
da diporto in tutte le sue forme, pesca<br />
da riva o dalla barca o subacquea e si<br />
applica in tutte le acque soggette alla<br />
sovranità o alla giurisdizione francese.<br />
La marcatura consiste nella rimozione<br />
del lobo inferiore della pinna caudale.<br />
Gli esemplari delle specie catturate<br />
dai diportisti e pescatori ricreativi a<br />
bordo di imbarcazioni o subacquei<br />
devono essere contrassegnati non<br />
appena messi a bordo, fatta eccezione<br />
per gli esemplari che vengono<br />
tenuti in vita a bordo, prima di essere<br />
rilasciati. La marcatura in ogni caso<br />
viene effettuata prima dello sbarco.<br />
Per i pescatori subacquei che partono<br />
dalla riva, questa marcatura deve<br />
avvenire non appena rientrano a riva.<br />
Per i pescatori che praticano la pesca<br />
dalla riva, la marcatura deve avvenire<br />
subito dopo la cattura. La marcatura<br />
non deve impedire la misurazione<br />
delle dimensioni del pesce.<br />
Di seguito la lista delle specie soggette<br />
a marcatura:<br />
Spigola, Palamita, Merluzzo, Corvina,<br />
dentice, Lampuga, Orata, Pesce<br />
Spada, Pesce Vela, Astice, Aragosta,<br />
Merluzzo Giallo e Merluzzo Nero,<br />
Ombrina, Maccarello, Sgombro,<br />
Marlin Blu, Parago, Scorfano, Sarago<br />
Maggiore, Sogliola, Wahoo, Tonno<br />
Giallo, Pesce Vela Atlantico.
P<br />
TESTO COMPLETO DELLA REGOLAMENTAZIONE FRANCESE<br />
Gazzetta ufficiale n ° 0123 del 27 maggio 2011 Pagina 9187<br />
Testo No. 45<br />
ORDINE<br />
Ordine del 17 maggio 2011, che istituisce le catture di marcatura nel tempo libero pesca marittima<br />
NOR: AGRM1107007A<br />
a cura della Redazione FIPSAS<br />
Il ministro dell'agricoltura, dell'alimentazione, della pesca, delle questioni rurali e della pianificazione territoriale,<br />
Visto il regolamento (CE) N. 850/98 del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure<br />
tecniche per la protezione del novellame di organismi marini;<br />
Visto il regolamento CE n ° 2371/2002 del 20 dicembre 2002 relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle<br />
risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca;<br />
Visto il regolamento (CE) 1967/2006 del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile<br />
delle risorse della pesca nel Mediterraneo e che modifica il regolamento (CEE) 2847/93 e abrogazione del regolamento (CE<br />
CEE) N. 1626/94;<br />
Visto il regolamento (CE) 1224/2009, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il<br />
rispetto delle norme della politica comune della pesca;<br />
Visto il regolamento (CE) 1288/2009, del 27 novembre 2009, che istituisce misure tecniche transitorie dal 1o gennaio 2010 al<br />
30 giugno 2011;<br />
Tenuto conto delle attività di pesca codice rurali e marine, incluse Libro IX;<br />
Visto il decreto 90-94 del 25 gennaio 1990 e successive modifiche effettuate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del 9 gennaio<br />
1852, che stabilisce le condizioni generali modificate della pesca marittima nelle acque soggette alla normativa comunitaria<br />
conservazione e di gestione;<br />
Visto il decreto 90-95 del 25 gennaio 1990 redatta ai sensi dell'articolo 3 del decreto del 9 Gennaio 1852, che stabilisce le<br />
condizioni generali modificate della pesca marittima nelle zone di pesca non contemplate dalla normativa Comunità conservazione<br />
e di gestione;<br />
Visto il decreto 90-618 del 11 luglio 1990 e successive modifiche relative all'esercizio della pesca marittima da diporto;<br />
VISTO il decreto del 15 luglio 2010 stabilisce le dimensioni minime o il peso minimo di cattura e lo sbarco di pesci e altri organismi<br />
marini;<br />
Considerando l'adozione della "Carta degli impegni e degli obiettivi per una pesca ricreativa eco-responsabile" firmato 7 luglio<br />
2010, di cui uno degli obiettivi è quello di lottare contro la vendita illegale di frutti di mare,<br />
si stabilisce che:<br />
Paola Cingolani<br />
Il presente decreto si applica alle attività di pesca ricreativa in mare tutte le sue forme effettuati a piedi dalla riva o trampolino.<br />
Essa si applica nelle acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione francese.<br />
Nelle attività della zona e della pesca di cui all'articolo 1, gli esemplari delle specie pescate l'elenco figura in allegato alla<br />
presente ordinanza deve essere contrassegnato. Questo marchio consiste nella rimozione della parte inferiore della pinna<br />
caudale<br />
Gli esemplari di specie catturate dai diportisti e pescatori ricreativi a bordo sottomarini da una nave da pesca devono essere<br />
contrassegnati non appena il consiglio, tranne che per gli esemplari tenuti in vita a bordo, prima di essere rilasciato. La marcatura<br />
avviene in ogni caso, prima di atterrare.<br />
Per praticare questa marcatura il pescatore subacqueo deve intervenire non appena tornato a riva.<br />
Per i pescatori che praticano dalla riva, questa marcatura deve avvenire alla cattura.<br />
Gli esemplari di specie catturate dai diportisti e pescatori ricreativi devono essere contrassegnati , tranne che per gli esemplari<br />
tenuti in vita a bordo, prima di essere rilasciati. La marcatura avviene in ogni caso, prima di approdare.<br />
La violazione di tali disposizioni, in particolare per quanto riguarda la marcatura, può dar luogo, a prescindere delle sanzioni<br />
penali che possono essere inflitte, all'applicazione di una decisione di sanzione amministrativa ai sensi dell'articolo L. 946-1 e<br />
L. 946-4 del codice rurale e la pesca in mare o le misure adottate ai sensi dell'articolo L. 943-1 dello stesso codice.<br />
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