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E - Fipsas

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In collaborazione e con il patrocinio di:<br />

3° Salone delle attrezzature ed equipaggiamenti per la pesca professionale,<br />

sportiva e amatoriale e delle produzioni ittiche nazionali<br />

23/25 Novembre 2012<br />

Ce.S. I. T.<br />

CARRARA<br />

QUARTIERE FIERISTICO<br />

Orario: Venerdì, Sabato e Domenica ore 10 -19<br />

Ingresso: N° 5 Via Maestri del Marmo<br />

Con il patrocinio di: Sponsor unico bancario:<br />

Info: www.mondopescaexpo.it<br />

Tel. +39 0585 787963<br />

Business on the Move<br />

CarraraFiere Srl - Viale G. Galilei, 133 - 54033 Marina di Carrara (MS) Italy - Tel. +39 0585 787963 Fax +39 0585 787602 e-mail: info@mondopescaexpo.it<br />

REGIONE<br />

TOSCANA<br />

PROVINCIA<br />

DI MASSA CARRARA<br />

COMUNE<br />

DI CARRARA<br />

COMUNE<br />

DI MASSA<br />

GRUPPO BANCA CARIGE<br />

Cassa<br />

di Risparmio<br />

di Carrara S.p.A.<br />

Organizzata da:


P<br />

acqua<br />

Sommario<br />

Editoriale<br />

di Ugo Claudio Matteoli<br />

A cqua<br />

Pianeta<br />

Intervista al Presidente AI Antonio Gigli<br />

La poesia del Lago del Turano<br />

di Roberto Ripamonti<br />

CIBB - La Finale<br />

Intervista al Presidente AM Andrea Gianni<br />

Spinning in Mare: le Mangianze<br />

di Roberto Ripamonti<br />

L’impianto veneto “Le Guarine”<br />

di Massimo Rossi<br />

La riserva di Jesolo<br />

Intervista al Presidente AS Alberto Azzali<br />

Homar Leuci e i record mondiali di Apnea<br />

Assoluto di Pesca in Apnea <br />

Intervista al Presidente DS Gianfranco Frascari<br />

Intervista al Presidente NP Carlo Allegrini<br />

Intervista al Presidente SFAI Gianrodolfo Ferrari<br />

Intervista al Responsabile della Commissione<br />

Immagine e Comunicazione Stefano Sarti<br />

Sharklife - La <strong>Fipsas</strong> cambia il regolamento<br />

Pesca Sportiva : Etica e comportamenti da<br />

adottare sul web<br />

di Paola Cingolani<br />

Lettere alla FIPSAS<br />

AI<br />

AM<br />

AS<br />

DSNovità<br />

NP<br />

SFAI<br />

IC<br />

AMBIENTE<br />

P<br />

n.2<br />

Direttore Responsabile : Sara Ballotta<br />

Direttore Editoriale : Ugo Claudio Matteoli<br />

Coordinatore : Stefano Sarti<br />

Redazione : Ufficio Immagine e Comunicazione<br />

Progetto Grafico e Impaginazione : Ufficio Immagine e Comunicazione<br />

e Ufficio Informatico FIPSAS<br />

Info Pubblicità & Marketing :<br />

Tel. 06.36858626<br />

email : marketing@fipsas.it<br />

Le foto pubblicate su questo numero sono di : Archivio<br />

fotografico FIPSAS<br />

Redazione : Viale Tiziano, 70 - 00196 ROMA<br />

sito internet : www.fipsas.it<br />

e-mail : pianetaacqua@fipsas.it - sitofederale@fipsas.it<br />

Editore e Proprietà Testata : FIPSAS


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Pianeta Acaua - web magazine P<br />

Editoriale<br />

P<br />

“<br />

Un quadriennio fantastico!<br />

Un sacco di lavoro fatto e ………<br />

una piscina, un fiume, un mare, un oceano<br />

di cose ancora da fare, ma di questo se ne<br />

dovranno occupare i Dirigenti federali<br />

prossimamente eletti.


P<br />

testo di Ugo Claudio Matteoli<br />

Editoriale<br />

E ancora una volta eccoci arrivati al termine<br />

di un quadriennio. Tempo, quindi, di bilanci,<br />

Evalutazioni e progetti per il prossimo futuro.<br />

Ma non voglio certo annoiarvi con dei lunghi<br />

discorsi per descrivere tutte le cose fatte e<br />

quanto si sia riusciti ad ammodernare la<br />

nostra Federazione.<br />

Non è certo questa la sede per tirare le<br />

somme di quattro lunghi, e spesso complicati,<br />

anni. La sede preposta è sicuramente<br />

quella di Bologna, dove avrà luogo la nostra<br />

Assemblea elettiva e dove verranno formati<br />

i quadri dirigenziali per il prossimo quadriennio.<br />

Senza dilungarsi, quindi, più di tanto, deve<br />

essere detto che sono sotto gli occhi di tutti<br />

i meravigliosi risultati sportivi conseguiti dai<br />

vari Settori federali e in tutte le più diverse e<br />

molteplici discipline.<br />

Decine e decine di medaglie, titoli e record<br />

mondiali che hanno posto la FIPSAS ai<br />

vertici di tutti i ranking internazionali.<br />

Così come sotto gli occhi di tutte le federazioni<br />

nazionali e internazionali, dei diversi<br />

media e delle pubbliche autorità, sono state<br />

la forza, la capacità, la macchina organizzativa<br />

e tutto ciò che la nostra Federazione ha<br />

messo in campo per preparare e condurre<br />

in porto i “Mondiali della Pesca 2011”.<br />

Un evento di una portata tale da poter<br />

essere considerato una vera “olimpiade”<br />

della pesca, un evento di una complessità<br />

finora mai vista, un evento di cui tutto il<br />

mondo della pesca parla ancora entusiasticamente.<br />

Per non parlare poi della costante, proficua<br />

e fondamentale attività del Settore federale<br />

Acque e Impianti che, in collaborazione con<br />

le nostre Sezioni provinciali, senza le quali<br />

tutto ciò non sarebbe stato possibile, ha<br />

consentito a molte decine di migliaia di<br />

pescatori di praticare, in acque “curate”,<br />

ripopolate e vigilate, il loro sport preferito.<br />

E questo senza, comunque, dimenticare gli<br />

“impianti” necessari alle attività degli altri<br />

Settori sportivi federali, come piscine o<br />

come particolari tratti di mare, di recentissima<br />

acquisizione.<br />

E a proposito di mare, che dire della costante<br />

e molto proficua attività di ricerca di<br />

“contatti” con i più diversi Ministeri e con le<br />

varie Direzioni generali.<br />

Un lavoro oscuro di cui, forse, dall’esterno<br />

non si riesce ad apprezzare a pieno l’utilità,<br />

ma che, sono certo, risulterà di vitale importanza<br />

per tutti noi.<br />

Non voglio però annoiarvi più del necessario.<br />

Per chi avrà voglia …… tempo e desiderio<br />

di conoscere in modo molto più approfondito<br />

tutto quanto fatto in questo quadriennio,<br />

non avrà che da leggere la relazione<br />

completa che verrà presentata<br />

all’Assemblea di Bologna e pubblicata sul<br />

sito federale.<br />

Un quadriennio fantastico! Un sacco di<br />

lavoro fatto e ……… una piscina, un fiume,<br />

un mare, un oceano di cose ancora da fare,<br />

ma di questo se ne dovranno occupare i<br />

Dirigenti federali prossimamente eletti.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


Pianeta Acaua - web magazine<br />

Editoriale<br />

Dunque, un vero paradiso terrestre, direte<br />

voi? Purtroppo no! Nel quadriennio appena<br />

trascorso non si è, infatti, riusciti a spingere<br />

il motore a pieni giri, la macchina federale<br />

non ha girato al suo massimo, si è perso<br />

tempo ed energie tra commissariamenti,<br />

ricorsi, attriti e beghe varie. Non voglio qua<br />

adesso discutere da quale parte stia la<br />

ragione o il torto. Io lo so e sono certo che le<br />

prossime elezioni lo metteranno in luce. Di<br />

certo ho le mie idee e le mie convinzioni, ma<br />

di sicuro questo stato di cose non è stato e<br />

non potrà essere il meglio per la nostra<br />

Federazione, rappresenta invece un<br />

ostacolo molto grave per il buon funzionamento<br />

della FIPSAS e per il suo sviluppo<br />

futuro.<br />

Solo una squadra unita e compatta può,<br />

infatti, affrontare tutte le insidie e difficoltà<br />

cui l’attuale situazione finanziaria nazionale<br />

ci costringe a far fronte. E solo una squadra<br />

monolitica può essere capace di presentarsi<br />

verso l’esterno come un blocco capace di<br />

difendersi dagli attacchi che sempre di più<br />

siamo e saremo costretti a rintuzzare da<br />

parte dei più diversi avversari della Federazione.<br />

Non è certo il momento per pericolose fughe<br />

in avanti, spesso motivate da mere ambizioni<br />

personali e particolari manie di grandezza<br />

che hanno arrecato e continuano ad arrecare<br />

danni alla nostra amata Federazione. E’<br />

tempo di stringerci l’uno all’altro e di marciare<br />

tutti uniti verso il futuro. E’ tempo di fare a<br />

meno di tutti coloro che ormai da troppo<br />

tempo stanno seminando zizzania cercando<br />

di mettere i Settori sportivi l’uno contro l’altro<br />

o di dar vita a finte guerre nord/sud che non<br />

hanno mai avuto alcuna ragione di essere<br />

nella nostra Federazione e che nel prossimo<br />

quadriennio contrasterò con tutte le mie<br />

forze.<br />

E’ finalmente arrivato il momento di fare<br />

piazza pulita di tutti coloro che ormai da<br />

P<br />

qualche anno non perdono occasione per<br />

creare divisioni e che seminano falsità e<br />

maldicenze promettendo cose che non<br />

saranno mai in grado di mantenere,<br />

utilizzando le persone e manipolandole<br />

come fossero oggetti o marionette. La<br />

Federazione non ha più bisogno di voi, non<br />

ha bisogno di gente che oggi, a diversi<br />

livelli, si candida a guidarla, mentre fino a<br />

pochi giorni prima dichiarava per scritto di<br />

volerne uscire per fondare una federazione<br />

parallela, dimostrando anche di essere<br />

ignoranti, dato che neanche sono a conoscenza<br />

che il CONI non potrebbe mai<br />

autorizzare una seconda federazione che si<br />

occupi delle stesse attività di una già<br />

esistente. E’ tempo di crescere e per farlo è<br />

il momento di liberarsi di queste palle al<br />

piede che ci hanno frenato nei quattro anni<br />

appena trascorsi facendo della maldicenza,<br />

del clientelismo, del do ut des la loro unica<br />

ragione di vita e tenendo in mente soltanto i<br />

loro interessi personali, fregandosene così<br />

di quelli federali. La FIPSAS non ha bisogno<br />

di questi personaggi e con l’aiuto di tutti voi<br />

riusciremo finalmente a isolarli e a liberarcene<br />

una volta per tutte.<br />

Per chiudere questo breve editoriale<br />

consentitemi di ringraziare tutti coloro che<br />

mi hanno accompagnato in questi quattro<br />

difficili anni: Vice Presidente, Consiglieri<br />

federali, Comitati di Settore, Presidenti e<br />

Consiglieri regionali, Presidenti e Consiglieri<br />

provinciali, Delegati provinciali, dipendenti<br />

tutti, sia centrali che territoriali e infine Atleti,<br />

Tecnici e soci tutti. E’ stato bello fare questo<br />

pezzo di strada insieme e avere a che fare e<br />

collaborare con tutti voi così come, sono<br />

certo, sarà altrettanto, e anche di più, bello<br />

costruire insieme il prossimo futuro federale.<br />

Non resta che aspettare il 3 dicembre,<br />

giorno in cui sono certo sarà possibile<br />

ripartire per continuare insieme il nostro<br />

viaggio.<br />

“<br />

E’ tempo di stringerci l’uno all’altro<br />

e di marciare tutti uniti verso il futuro.<br />

acqua


FEDERAZIONE ITALIANA PESCA SPORTIVA E ATTIVITA’ SUBACQUEE<br />

ASSEMBLEA ORDINARIA ELETTIVA<br />

BOLOGNA<br />

Domenica 2 Dicembre 2012<br />

www.fipsas.it<br />

FIPSAS - Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee - Viale Tiziano, 70 - 00196 Roma


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Pianeta Acaua - web magazine<br />

Intervista al Presidente Settore Acque Interne<br />

Antonio Gigli<br />

Come è nata la passione per la pesca?<br />

Avevo appena ventinove anni nel 1974,<br />

quando alcuni amici, appartenenti al CRAL<br />

delle Poste di Teramo, mi invitarono ad<br />

andare a pesca nello splendido bacino<br />

artificiale di Campotosto – AQ -.<br />

Un impatto fondamentale ed uno scenario<br />

naturale da favola. A quella data risale la<br />

mia prima tessera associativa in una Associazione<br />

di Pesca Sportiva denominata “<br />

Panichi”.<br />

Si viveva allora un associazionismo puro,<br />

fatto di battute di pesca senza estremismi di<br />

regolamenti, ma anche e soprattutto di<br />

incontri sociali, cene e gite, a cui partecipavano<br />

amici e famigliari. Non mancavano<br />

ovviamente i racconti di catture strabilianti,<br />

che crescevano secondo il “carburante”<br />

ingerito.<br />

Mi appassionavano non tanto le competizioni<br />

vere e proprie, anche se ho vinto nel 1980<br />

un Campionato provinciale di pesca al<br />

Colpo, quanto gli aspetti ambientali ed<br />

organizzativi. Si pensi che già alla fine degli<br />

anni settanta la S.P.S Panichi( in seguito<br />

Pretuziana), di cui ormai ero un componente<br />

e poi Presidente (1980-1984), organizzava<br />

gare di Pesca sportiva a Campotosto con<br />

circa 600 partecipanti.<br />

Qual è la sua storia all’interno della<br />

<strong>Fipsas</strong>?<br />

P<br />

Ho rivestito il ruolo di Segretario della<br />

Sezione provinciale di Teramo dal 1986 al<br />

1991, di Presidente della stessa dal 1992 al<br />

2004 e nel contempo Vice Presidente del<br />

Comitato regionale, Responsabile regionale<br />

del Settore A.I. e Vice Presidente del CONI<br />

provinciale.<br />

L’incontro con il Presidente Matteoli e con la<br />

cara e mai rimpianta abbastanza<br />

Lorenzina(molte idee sono nate proprio da<br />

discussioni anche appassionate fatte nella<br />

sua “tavernetta”), nel 1996, ha segnato una<br />

svolta nel mio impegno federale, incanalandomi<br />

ai successivi incarichi nella varie<br />

commissioni sportive nazionali, soprattutto<br />

quello di Giudice nazionale che mi ha<br />

permesso di relazionarmi con le realtà<br />

sportive in tutta Italia, in collaborazione con<br />

Farro, Cervino e Giavazzi.<br />

Con loro abbiamo redatto il primo "vademecum<br />

dei Giudici di Gara". Inoltre, su un'idea<br />

di Matteoli, si è proceduto alla computerizzazione<br />

della gestione delle Gare, mezzo<br />

celere ed ormai insostituibile, anche se,<br />

secondo il mio parere, rimane essenziale il<br />

ruolo della figura del Giudice di Gara, se<br />

esso è attento conoscitore e non volubile<br />

interprete dei Regolamenti.<br />

Nel 2000 sono entrato nella squadra voluta<br />

da Matteoli nel Settore A.I e ho rivestito la<br />

carica di coordinatore dei giudici di gara<br />

Nazionali, lavorando. Seguono i due<br />

quadrienni come Presidente del Settore A.I.<br />

e componente del Settore SFAI. Un bel po’<br />

di strada, con forte e spassionato impegno,<br />

con migliaia di Km percorsi.<br />

Un quadriennio quello che si chiude che<br />

ha vissuto un momento davvero molto<br />

importante per il settore e per la <strong>Fipsas</strong><br />

stessa, i Mondiali di pesca in Italia. Come<br />

sono andati? Quali emozioni le sono<br />

rimaste? Quali soddisfazioni? Quali<br />

insegnamenti per il futuro? Soddisfatto<br />

dei campi gara?<br />

L’ultimo è stato un quadriennio pieno di<br />

emozioni e con grosse soddisfazioni in<br />

termini di medaglie e di organizzazione.<br />

Non è stato facile vestire la duplice veste di<br />

organizzatore dei mondiali e di responsabile<br />

della Federazione nell’allestimento delle<br />

varie nazionali, ma tutto questo è stato<br />

possibile anche attraverso l’aiuto di tutti i<br />

componenti il settore A.I. e dei dipendenti<br />

federali che, con il loro apporto, hanno<br />

permesso di vivere la splendida esperienza<br />

delle “olimpiadi” della pesca 2011.<br />

Emozioni? Tante, ma la più importante è<br />

stata sicuramente la premiazione finale<br />

della nazionale di pesca al colpo che<br />

chiudeva di fatto le olimpiadi e con un<br />

risultato tecnico di enorme rilievo.<br />

Dire che rifarei volentieri questa esperienza<br />

non sarei onesto, ma essa ci ha insegnato<br />

molto e sicuramente abbiamo posto le basi<br />

per chi verrà in futuro per migliorare. Per i<br />

campi di gara ritengo che sicuramente, per<br />

alcune discipline, avremmo potuto sceglierne<br />

di migliori , ma nella scelta contano<br />

anche l’aspetto logistico, le distanze e i<br />

costi in relazione alla Nazioni partecipanti.<br />

Quali sono i problemi e le sfide che si<br />

trova allo stato attuale a dover affrontare<br />

il settore? Quali le possibili soluzioni?<br />

Sulla base della mia esperienza, il Settore,<br />

e quindi la Federazione, deve affrontare<br />

delle sfide non facili: No-Kill, Regolamenti<br />

più lineari e non facilmente aggirabili, articolazioni<br />

diverse dei Campionati, tenendo<br />

soprattutto conto degli aumentati costi di<br />

partecipazione, per spostamenti, distanze e<br />

quant’altro.<br />

Ma soprattutto suggerisco una cosa:<br />

un’attenta e qualificata rivisitazione comparata<br />

tra quanto stabilito dallo Statuto, e<br />

quanto dalle varie Circolari Normative e dai<br />

vari Regolamenti,


“Mi appassionavano non tanto le competizioni vere e<br />

proprie, anche se ho vinto nel 1980 un Campionato<br />

provinciale di pesca al Colpo, quanto gli aspetti<br />

ambientali ed organizzativi ...<br />

Antonio Gigli<br />

P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

Pianeta Acaua - web web magazine magazine


acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Intervista al Presidente Settore Acque Interne<br />

“Ma c’è un aspetto da curare particolarmente e<br />

su cui non insisterò mai abbastanza: bisogna<br />

investire sui giovani, attrarli con progetti mirati<br />

a medio e lungo termine, senza appesantirli con<br />

aspetti economici a volte insostenibili per le<br />

famiglie.<br />

non escluso quello di Giustizia Sportiva, per<br />

uniformare alcune disposizioni che a volte<br />

sono non dico contrastanti ma diversamente<br />

interpretabili, dando luogo ad incomprensioni.<br />

Con quali sentimenti e quale responsabilità<br />

ha vissuto questo incarico?<br />

La responsabilità è stata tanta: svolgere un<br />

incarico precedentemente ricoperto da<br />

Matteoli non è stato facile, anche se egli mi<br />

è stato vicino e mi ha consigliato fino a che<br />

non siamo stati in grado (uso il plurale per<br />

evidenziare che il settore è una squadra e<br />

senza questo oggi non si va da nessuna<br />

parte) di camminare con le nostre gambe e<br />

di dare una nostra impronta.<br />

Antonio Gigli<br />

Questo ci permette oggi di avvicendare il<br />

presidente A.I. senza nessun trauma, ma<br />

con la consapevolezza di proiettarci nel<br />

futuro con esperienze fatte tutti insieme.<br />

Questa è la mia soddisfazione maggiore,<br />

poiché non è importante la propria capacità,<br />

è importante invece quello che sei riuscito a<br />

fare insieme agli altri.<br />

Che momento vive la pesca sportiva?<br />

Com’è vista in Europa e come in Italia?<br />

Nell’Europa dell’est, che ho spesso visitato,<br />

c’è una discreta crescita. In Italia, è inutile<br />

negarlo, ci sono alcune difficoltà, dovute<br />

soprattutto alla crisi economica. Un aspetto<br />

positivo è comunque rappresentato dalla<br />

diffusione di alcune nuove discipline,


acqua<br />

che compensano la diminuzione di quelle<br />

classiche.<br />

Proprio queste nuove discipline che avanzano<br />

hanno bisogno di una particolare<br />

attenzione dal Settore che necessariamente<br />

le dovrà seguire nel loro sviluppo<br />

Ma c’è un aspetto da curare particolarmente<br />

e su cui non insisterò mai abbastanza:<br />

bisogna investire sui giovani, attrarli con<br />

progetti mirati a medio e lungo termine,<br />

senza appesantirli con aspetti economici a<br />

volte insostenibili per le famiglie.<br />

Come vive la vigilia di queste elezioni?<br />

La vivo serenamente come tutti quelli che<br />

sanno di aver operato per il bene della<br />

Federazione e che si rimettono al giudizio<br />

dei pescatori, vero banco di prova per tutti<br />

noi, poiché è importante capire se la qualità<br />

del nostro lavoro è stata recepita ed apprezzata<br />

in tutto il territorio.<br />

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Pianeta Acaua - web web magazine magazine


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Pianeta Acaua - web magazine P<br />

La Poesia<br />

del lago Turano<br />

Un patrimonio da difendere insieme


“Questi sono ricordi di un lago che oggi appare diverso<br />

pur nella sua bellezza struggente perché nel frattempo<br />

il nostro Paese è talmente cambiato che a volte<br />

sembra di essere altrove e sulle sponde, la nostra lingua<br />

è, spesso, quella meno parlata!<br />

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testo di Roberto Ripamonti<br />

Pianeta Acaua - web web magazine magazine


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acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

La Poesia del lago Turano<br />

Per chi sta scrivendo il lago del Turano ha<br />

un sapore veramente particolare che rimanda<br />

la mente a tanti, tanti anni fa ....<br />

Erano i tempi in cui, entusiasta tredicenne,<br />

gareggiavo nei Cormorani di Roma del<br />

leggendario Foffo combattendo più con il<br />

peso delle mie canne in fenolico che con le<br />

alborelle e i cavedani che popolavano, a<br />

miliardi, quel bacino.<br />

Quasi venti anni dopo, il carpfishing mi ha<br />

riportato su quelle magnifiche sponde dove,<br />

nascondendomi da solerti controlli, immergendo<br />

le mie boilies puntavo a quelle carpe<br />

meravigliose di cui tante leggende parlavano.<br />

Sessioni memorabili, pesci quasi rubati e<br />

quindi restituiti dopo una foto fugace che<br />

nascondeva lo spot a mantenere un segreto<br />

che non sarebbe mai durato a lungo.<br />

Poi venne la stagione dei lucci in compagnia<br />

di un amico di mille battaglie, Pino Maffei<br />

con cui condividevo la passione viscerale<br />

per tutte le tecniche soprattutto ancor di più<br />

se immersi in ambienti meravigliosi.<br />

L'ultimo vero regalo, il Turano me lo fece<br />

girando un video nel quale le magnifiche<br />

carpe collaborarono accettando le nostre<br />

esche.<br />

Pesci splendidi nei colori e nelle forme, resi<br />

ancora più belli da un lago su cui regnava il<br />

silenzio.<br />

Questi sono ricordi di un lago che oggi<br />

appare diverso pur nella sua bellezza struggente<br />

perché nel frattempo il nostro Paese è<br />

talmente cambiato che a volte sembra di<br />

essere altrove e sulle sponde, la nostra<br />

lingua è, spesso, quella meno parlata!<br />

È il segno della globalizzazione tanto auspicata?<br />

È forse il segno che il nostro Paese si<br />

è aperto al cambiamento e corre verso il<br />

futuro? Francamente non lo so, ma quello<br />

che noto è che in questo movimento tellurico<br />

globale il Turano, così come tanti altri<br />

bacini e corsi d'acqua, è soggetto ad attacchi<br />

e minacce che sembravano essersi<br />

estinti nel momento in cui i pescatori sportivi<br />

italiani avevano cominciato ad applicare in<br />

modo crescente il catch and release.<br />

Tradizioni, costumi, necessità e quant’altro<br />

hanno riportato le nostre acque a quello che<br />

lo stesso Mario Albertarelli definiva come<br />

quello del massimo prelievo ittico ad opera<br />

dei pescatori ovvero gli anni "70.<br />

Il Turano non subisce solo un attacco al suo<br />

patrimonio ittico, ma anche a quello ambientale<br />

come testimoniano i filmati apparsi sul<br />

web che testimoniano decine di macchine<br />

sulle sponde, fuochi liberi e terribili rumori di<br />

motoseghe che tagliano rami per fare legna<br />

oppure, banalmente, per creare ripari<br />

provvisori.<br />

Del magnifico religioso silenzio di quelle<br />

valli è rimasto un ricordo distrutto dal<br />

frastuono provocato da decine di autoradio<br />

che, sintonizzate sulla stesa frequenza,<br />

trasmettono orrendi suoni che insultano chi<br />

ha scelto di vivere in quel luogo un tempo<br />

intimo.<br />

Alla fine di quasi tutti i week end quel che<br />

rimane è la desolazione di decine di bottiglie<br />

gettate sul prato rovinato dai pneumatici e<br />

sporcato ulteriormente da sacchetti di plastica<br />

e rifiuti.<br />

Aggiungiamo le reti messe dai bracconieri e<br />

le futili scuse fatte seguire da insulti quando<br />

qualche incavolato (a ragione) angler si<br />

permette di farlo notare o addirittura si<br />

spinge fino a toglierle e filmarle.<br />

Il Turano non è quasi più nostro e stiamo<br />

facendo poco o nulla per impedirlo.<br />

La comunità dei pescatori e, in particolare,<br />

dei carp angler ha detto basta a<br />

questo scempio e proprio quando sul<br />

web sono cominciate a passare le immagini<br />

delle reti, delle barbarie e<br />

dell’immondizia che insultano coloro<br />

che per pescare nel Turano pagano una<br />

licenza, è scattato il passaparola.<br />

Spontaneamente si è creato un gruppo che<br />

ha deciso di alzare la voce, prima che dalle<br />

parole si passasse ai fatti con il rischio di<br />

uno scontro "etnico" possibile, deprecabile,<br />

ingiusto, quanto sottovalutato nella sua<br />

gravità.<br />

Sul web, terra di anonimato, sono volate<br />

parole terribili e non ultimo il ricorso a una<br />

giustizia sommaria che avrebbe potuto far<br />

male.<br />

Le cose sono poi rientrate nel loro corso<br />

naturale e forse, ha prevalso la ragione,<br />

anche se questa pace è costruita su<br />

promesse di intervento di cui ancora si vede<br />

ben poco all'orizzonte.<br />

Ciò che lascia sconcertati è la poca capacità<br />

di intervento di chi è preposto al controllo<br />

che in taluni casi, non essendo dotato degli<br />

strumenti vincenti (ordinanze) assiste quasi<br />

passivo e spesso impotente.<br />

Ciò che ha lasciato perplesso chi scrive è il<br />

constatare che alcuni amministratori locali,<br />

davanti ad un civile momento di protesta,<br />

non hanno saputo replicare altro che con<br />

luoghi comuni quasi non avessero un incarico<br />

per tutelare il territorio loro preposto.<br />

Questa è la grande sconfitta a cui si assiste<br />

e che impedisce a un luogo che potrebbe<br />

essere "di culto" per la pesca ricreativa di<br />

diventare ciò che meriterebbe.<br />

Ma il danno è molteplice perché il Turano, al<br />

pari di altri bacini, dovrebbe avere regole<br />

speciali per farne un polo dedicato alla<br />

pesca e non a estemporanei e incredibili<br />

progetti legati a un canottaggio improbabile<br />

in un bacino sferzato dal vento per gran<br />

parte dell’anno.<br />

A rimetterci, tutte le attività commerciali e<br />

turistiche che potrebbero godere di un indotto<br />

formidabile se solo si usassero le regole<br />

in vigore che nel resto del mondo, fanno<br />

della pesca sportiva un vanto e non un<br />

fastidio.<br />

Quindi il danno della barbarica invasione è<br />

molteplice; ambientale, ricreativo,<br />

economico.Un danno che pone le basi per<br />

inaccettabili tensioni sociali.<br />

Da qui la nascita di un Comitato per la<br />

salvaguardia del Turano che cerca di<br />

riappropriarsi di un lago che non può offrire<br />

ciò che è realmente perché non esiste una<br />

mentalità gestionale della cosa pubblica che<br />

trasformi questi luoghi in oasi in cui la pesca<br />

con la canna e il conseguente "catch and<br />

release" sono la regola che fa superare il<br />

buio odierno e ci proietta nel futuro.


“Ma il danno è molteplice perché il Turano, al pari di altri<br />

bacini, dovrebbe avere regole speciali per farne un polo<br />

dedicato alla pesca e non a estemporanei e incredibili<br />

progetti legati a un canottaggio improbabile in un<br />

bacino sferzato dal vento per gran parte dell’anno.<br />

acqua<br />

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acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Ma è arrivato il momento in cui i pescatori<br />

appassionati, insieme ai gestori locali, si<br />

fondano in un'unica entità che vuole riprendersi<br />

nella assoluta legalità ciò che la distrazione<br />

e la mancanza di mezzi hanno<br />

permesso venisse loro sottratto.<br />

Il lago del Turano diventa il simbolo di una<br />

presa di coscienza comune che lega tutte le<br />

tecniche e che deve portare anche altrove il<br />

desiderio di vedere rispettati finalmente i<br />

nostri bacini idrici non solo da chi li depreda<br />

quotidianamente, ma anche da chi ci versa<br />

dentro scarichi tossici, veleni, oppure<br />

sottrae illegalmente l'acqua.<br />

Dalla coesione tra gli amanti della pesca e<br />

chi potrebbe beneficiare economicamente<br />

dell'indotto creato da questa, nasce la<br />

speranza di vedere una piccola luce in<br />

fondo ad un tunnel che oggi appare buio e<br />

che porta la pesca ricreativa in un vicolo<br />

cieco.<br />

Il lago del Turano è un bene che dobbiamo<br />

responsabilmente difendere, non solo come<br />

angler, ma come cittadini che amano le<br />

meraviglie del loro territorio.


acqua<br />

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P<br />

Campionato italiano belly boat 2012<br />

CIBB


P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

8-9 settembre 2012 Lago di Massaciuccoli<br />

Sono state due giornate intense ed appaganti<br />

quelle dell’8 e del 9 settembre scorso<br />

sul lago di Massaciuccoli (LU), dove si è<br />

svolta la finale del campionato individuale di<br />

pesca al black bass da belly boat (CIBB).<br />

L’organizzazione di questo evento, uno dei<br />

più riusciti e partecipati nella storia del float<br />

tubing italiano, è frutto del lavoro congiunto<br />

di tre attori: il club Fishbusters Team, padroni<br />

di casa, dell’ANBB, che coordina il<br />

movimento del CIBB, e, per la prima volta in<br />

questo campo, della BASS Italy, che ha<br />

messo a disposizione uomini e mezzi imponenti<br />

che hanno permesso ai 50 tubers di<br />

vivere giornate veramente emozionanti dal<br />

punto di vista dello spettacolo.<br />

La prima giornata di gara è iniziata alle 12,<br />

sotto un cielo sereno ed un sole deciso.<br />

Vento debole. Partiti dalla località “cava”, le<br />

49 ciambelle (un assente) si sono rapidamente<br />

sparpagliate tra le mille ramificazioni<br />

dei canali del “Massa” e già dopo un’ora<br />

alcuni angler avevano la nassa in acqua.<br />

Pesce attivo, ma non semplicissimo da<br />

ingannare.<br />

In tanti lo hanno cercato in cover, utilizzando<br />

la tecnica del pitching a ridosso dei fitti<br />

canneti. Maggiori catture sono state fatte<br />

invece con tecniche finesse, sui canaloni<br />

più larghi, tenendosi ad una certa distanza<br />

dai muri di canne. Al rientro delle ore 18,<br />

ben in 14 hanno dichiarato la quota (4 pesci<br />

over 25 cm), solo in 6 hanno cappottato,<br />

mentre tutti gli altri hanno pesato da 1 a 3<br />

bass. In totale sono stati portati sulla<br />

bilancia 115 centrarchidi, segno evidente<br />

della buona salute del lago e dell’efficacia<br />

dell’opera di salvaguardia promossa dal<br />

Fishbusters.<br />

La media del pescato si è aggirata intorno ai<br />

400 grammi al pezzo, con rare punte di<br />

esemplari che hanno passato il kilogrammo.<br />

Da segnalare quello di Giacomo Pozzi,<br />

Senior Bass Anglers, di 1,425 kg, che<br />

risulterà alla fine della competizione essere<br />

il Big Bass delle due giornate di finale e che<br />

gli è valso l’ambito Outcast Fish Cat 4<br />

messo in palio.<br />

La classifica del Day One non poteva<br />

essere più serrata. Sul gradino più alto della<br />

classifica provvisoria, contro ogni previsione,<br />

è salito il giovane Termini Umberto del<br />

Tiber Bass Angler, che ha pesato 2,925 kg<br />

ed un big di 1,020 kg. In seconda posizione<br />

il veterano Debbi Alessandro dello Spinning<br />

Bass Sassuolo con 2,820 kg ed in terza<br />

posizione Lorenzo Genitrini del Bass Club<br />

Mantova con 2,455 kg e big di 1,080 kg.<br />

Franchini Paolo del Senior Bass Anglers in<br />

quarta posizione (2,340 kg) ed a soli 10<br />

grammi da lui Gaspari Yuri del Fishbusters.<br />

La sirena della partenza della seconda<br />

giornata di gara ha suonato alle 8.<br />

Altre sei ore a disposizione dei partecipanti<br />

per cercare di scalare la classifica e salire<br />

sul podio, per consolidare la propria posizione<br />

oppure per disfare quanto sudato il<br />

giorno prima.<br />

Le condizioni meteo sono praticamente<br />

invariate. Termini e Debbi hanno battuto<br />

sostanzialmente gli stessi spot sui canaloni<br />

più larghi con la convinzione di trovare altri<br />

“bocca larga”, appositamente sentiti in<br />

canna, ma non ferrati il giorno prima.<br />

Piching e tecniche finesse, ancora, sono<br />

state le più praticate e fruttuose.<br />

Alle ore 14 in pesa sono state dichiarate 16<br />

quote, 116 i pesci validi e soli 3 cappotti.<br />

La fase della pesa all’americana è stata la<br />

più emozionante e grazie alle moderne<br />

tecnologie, tutti gli appassionati del bass<br />

fishing hanno avuto la possibilità di seguire<br />

l’andamento della gara in tempo reale su<br />

internet, collegandosi al sito www.cibb.it o<br />

su www.italybass.com.<br />

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Campionato italiano belly boat 2012<br />

I migliori piazzamenti del Day One sono<br />

stati tenuti per ultimi e fino all’ultima pesata<br />

non era prevedibile chi sarebbe stato il<br />

nuovo campione italiano.<br />

Debbi non ha replicato la prestazione<br />

portando in nassa solo 2 pesci (695 gr) e<br />

scivolando per questo in 6^ posizione<br />

assoluta. Stefano Giacomuzzo del Basser<br />

invece ha registrato la miglior prestazione<br />

del Day Two con 2,305 (4 pesci) ed ha<br />

scalato rapidamente la classifica di molte<br />

posizioni fino a fermarsi all’8^ assoluta.<br />

Gionata Nativi del Fishbusters con all’attivo<br />

un solo pesce, se pur di 1,035 kg, al primo<br />

giorno, si è piazzato in seconda posizione<br />

nella classifica provvisoria della seconda<br />

giornata (2,195 kg) ed è riuscito a piazzarsi<br />

decimo assoluto. Sbrana Tomaso, sempre<br />

del Fishbusters, già ottavo, con i 2,080 kg<br />

del secondo giorno si è guadagnato il terzo<br />

gradino del podio (peso assoluto 4,045 kg).<br />

Genitrini, terzo in classifica provvisoria,<br />

scivola in 11^ posizione assoluta portando<br />

in pesa un solo pesce di 720 grammi. Al suo<br />

posto con merito sale dalla quarta posizione<br />

Franchini Paolo (2,055 kg alla seconda<br />

giornata) del Senior Bass Anglers, seconda<br />

posizione assoluta e medaglia d’argento<br />

(peso assoluto 4,395 kg).<br />

Il giovane Termini invece ha dimostrato a<br />

tutti di che pasta è fatto, confermando che<br />

non si è trattato di fortuna, ma di polso. Per<br />

lui ancora la quota per 1,730 kg (peso<br />

assoluto 4,655 kg) e titolo di campione<br />

italiano 2012.<br />

Alla premiazione presenti le Autorità locali<br />

del Comune di Massarosa (LU).<br />

Coppa Italia per società di pesca a<br />

spinning al black bass da belly boat 2012<br />

23 settembre 2012 lago di Bracciano<br />

La Coppa Italia per club è stata inaugurata<br />

nel 2011 con gran successo popolare tra i<br />

pescatori in belly boat, grazie alla formula<br />

adottata dei tre settori.<br />

Il 23 settembre sul lago di Bracciano a<br />

Trevignano Romano (RM) si è svolta la<br />

seconda edizione sotto la vigilanza del club<br />

organizzatore IBBF-Team e del Tiber Bass<br />

Angler.<br />

Diciotto le società presenti, ognuna con una<br />

rappresentanza di tre agonisti.<br />

Partenza alle ore 7.30, rientro alle 14.00 su<br />

un tratto di lago di oltre 5 km.<br />

Vento praticamente assente, cielo nuvoloso,<br />

condizioni perfette per la pesca. Tre i<br />

settori di gara: A – Golfo di Trevignano<br />

Romano, B- Lungolago di Trevignano<br />

Romano, C- Spiaggia. Sommando i pesci<br />

dichiarati nei tre punti pesa si è raggiunta la<br />

cifra considerevole cifra di 154 black bass,<br />

venticinque quote e soli 3 cappotti. Il lago di<br />

Bracciano non poteva essere più in forma!<br />

Tecniche vincenti quelle finesse nelle<br />

varianti drop-shot e carolina-rig.<br />

La media del pescato in termini di misura si<br />

è attestata intorno ai 400 grammi con<br />

qualche punta da kilogrammo.<br />

Il Big Bass ha bloccato l’ago della bilancia a<br />

1,410 kg ed è stato catturato da Beggio<br />

Stefano del Basser, che ha ritirato l’ambito<br />

premio Fish Cat 4 Outcast.<br />

Il settore A (golfo di Trevignano) è risultato<br />

il più pescoso con 14 quote su 18 garisti.<br />

Primo di settore è stato proprio Beggio con<br />

2,320 kg.<br />

Al secondo posto La Torre Gianluca, dei<br />

Cannisti Prima Porta, con 2,280 kg ed al<br />

terzo posto Mariotti Carlo, IBBF-Team, con<br />

2,030 kg.<br />

Il settore B (lungolago di Trevignano) ha<br />

visto 5 quote ed un solo cappotto . Il settore<br />

è stato vinto da Gazzella Walter dei Guastatori<br />

di Trevignano Romano (Trout Fishing<br />

Team Roma) con 3 pesci per 1,840 e big di<br />

1,200 kg. Al secondo posto Fornalè Antonio<br />

dell’Old Black con 1,740 kg. Al terzo Trippanera<br />

Marco del Black Fish Terni con 1,680<br />

kg.<br />

Nel settore C (spiagge) i tubers hanno<br />

presentato 6 quote e solo in due hanno<br />

cappottato.<br />

Ha vinto questo settore GAZZELLA Vasco<br />

dei Guastatori di Trevignano Romano (Trout<br />

Fishing Team Roma) con 1,860 kg. Al<br />

secondo posto GATTI Marco, ASDP Cannisti<br />

Senago, della squadra campione 2011,<br />

con 1,490 kg.<br />

Al terzo posto MORMILE Mirco dell’Old<br />

Black con 1,470 kg.<br />

La somma dei piazzamenti ha determinato<br />

la classifica finale. Grandi sorprese sul<br />

podio.<br />

Al terzo posto la società Brack Fish Terni<br />

con un 3° - 4° ed 8° di settore. Un ottimo<br />

risultato per questa società che si è affacciata<br />

quest’anno nel mondo agonistico del<br />

float tubing. In seconda posizione un club<br />

d’esperienza, l’Old Black con un 2° - 3° e 5°<br />

di settore. Titolo iridato per i padroni di casa,<br />

per la prima volta partecipanti ad una<br />

competizione agonistica federale a livello<br />

nazionale: I Guastatori di Trevignano<br />

Romano (Trout Fishing Team Roma) con<br />

due primi di settore ed un 6°. Classifiche<br />

complete su www.cibb.it/coppaitalia.html .<br />

La manifestazione ha coinvolto, come<br />

accennato, 18 squadre, di cui quasi la<br />

totalità proveniente da fuori regione: persone<br />

che hanno potuto conoscere la realtà<br />

laziale a tutto vantaggio dell’economia<br />

locale. Ciò accade non solo per il bass<br />

fishing, ma per molte altre discipline di<br />

pesca. Ci auguriamo che le amministrazioni<br />

locali, Provincia di Roma in primis, si accorgano<br />

dei vantaggi che il territorio potrebbe<br />

ricavare solo favorendo la pesca sportiva.<br />

Eppure ad oggi sembra tutto il contrario nel<br />

Lazio: controlli inesistenti, pesca smodata,<br />

regolamenti obsoleti che non tutelano molte<br />

specie ormai ben inserite nell’ecosistema,<br />

e, ultima novità, gabelle provinciali di<br />

centinaia di euro a carico di chi vorrebbe<br />

organizzare eventi come la Coppa Italia sui<br />

laghi della provincia di Roma.<br />

Forse il mondo va al contrario e non ce ne<br />

siamo accorti.<br />

acqua


P<br />

CIBB<br />

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P<br />

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qc<br />

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au<br />

a<br />

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Intervista al Presidente Settore Mare<br />

Andrea Gianni<br />

Oggi conosciamo meglio il Presidente del<br />

Settore Acque Marittime Andrea Gianni.<br />

Con lui vogliamo fare il punto della situazione<br />

in un ambito che ha vissuto momenti<br />

delicati e che ha un potenziale molto<br />

grande, coinvolgendo migliaia di angler<br />

italiani.<br />

Prima di parlare del Settore alla vigilia delle<br />

elezioni per capire che aria si respira e cosa<br />

ci si aspetta dal futuro ci piacerebbe sapere<br />

come è iniziata in Lei la passione per il mare<br />

e per la pesca:<br />

«Vi ringrazio per questa intervista e sono<br />

felice di ragionare insieme ai lettori di Pianeta<br />

Acqua su un settore che come giustamente<br />

detto coinvolge migliaia di appassionati.<br />

Non mi resta che partire con le presentazioni<br />

e raccontare come tutto è iniziato,<br />

mandando nel contempo un saluto a tutti i<br />

pescasportivi!<br />

Sono nato a Viareggio, città di mare e di<br />

pescatori, nel non troppo lontano 1962,<br />

quindi quest’anno ho festeggiato mezzo<br />

secolo.<br />

Ho praticato la pesca fin da piccolo, a livello<br />

ricreativo, con papà, zii e nonno e nel ‘91, a<br />

differenza di altri che hanno preso strade<br />

diverse per impiegare il tempo libero sono<br />

entrato in un negozio di pesca, di quelli che<br />

sono anche sede Associazione Sportiva e<br />

fucina di agonisti.<br />

Da lì è cominciata una vita nuova, ho visto<br />

un mondo nuovo, conosciuto persone - e<br />

tante - che amavano quella che poi anche<br />

per me è diventata passione.<br />

Sono arrivate in un batter d’occhi le prime<br />

gare, il primo provinciale, i primi Trofei, le<br />

gite di pesca e i primi campionati.<br />

Ho sempre praticato il surfcasting ma non<br />

mi sono mai tirato indietro di fronte alla<br />

canna da natante e da riva (anche se con<br />

scarsissimi risultati).<br />

Prendendoci pian piano(ma neanche toppo<br />

piano!) gusto, sia perché mi piaceva tantissimo<br />

pescare ma anche per la cerchia di<br />

amici che mi stavo facendo<br />

dall’appassionato e agonista sono passato<br />

a fare il responsabile del settore mare prima<br />

in Provincia e successivamente in Regione<br />

Toscana.<br />

Attualmente ricopro anche l’incarico di<br />

responsabile dei Giudici di Gara del Settore<br />

AM.<br />

P<br />

Come ha accolto il suo incarico? Con<br />

quali sentimenti ha vissuto questa<br />

responsabilità ?<br />

Un enorme senso di responsabilità e il<br />

timore di non essere all’altezza sono stati i<br />

primi sentimenti all’indomani dell’incarico<br />

assegnato ma anche quelli che ancora mi<br />

accompagnano ogni giorno.<br />

Accettare l’incarico è stato chiaramente un<br />

grande onore e altrettanto ónere. Sono<br />

approdato al Settore Acque Marittime dopo<br />

un periodo piuttosto “movimentato” dal<br />

punto di vista federale e sono stato catapultato<br />

subito in un evento davvero molto<br />

importante non solo per il settore ma per la<br />

<strong>Fipsas</strong> stessa, i Mondiali di pesca in Italia.<br />

Una Grandissima soddisfazione e non finirò<br />

mai di ringraziare chi mi ha permesso di<br />

vivere una simile esperienza. La Federazione<br />

Italiana ha dimostrato una qualità<br />

organizzativa unica a livello mondiale. I<br />

risultati poi sono stati a dir poco strabilianti; i<br />

tricolori hanno sventolato dappertutto e con<br />

merito. Ho avuto l’immenso piacere di conoscere<br />

atleti con la A maiuscola, fieri ed<br />

orgogliosi di vestire l’azzurro nazionale, ho<br />

visto la concentrazione, lo spirito di squadra;<br />

ho scorto volti tesi nelle manciate di<br />

secondi che precedono l’arrivo della classifica<br />

e ho visto lacrime di gioia sul podio . Ho<br />

capito che questo nostro “gioco” è veramente<br />

qualcosa d’importante.<br />

Non ho memoria di quante poche ore di letto<br />

ci siano state. Mi sembrava doveroso<br />

essere sempre sui campi gara, vicino agli<br />

atleti, visto che gli staff tecnici stavano<br />

portando avanti un lavoro bellissimo. Io ho<br />

cercato di dare il mio modesto contributo<br />

fosse anche soltanto con la mia presenza.<br />

Tutto resterà naturalmente ricordo indelebile<br />

della mia mente, un ricordo che avrà con<br />

sé una piccola ombra di nostalgia e un<br />

pizzico di tristezza, sarà difficilmente ripetibile<br />

una manifestazione del genere.<br />

Aggiungo solo che il lavoro intrapreso nel<br />

2011 ha portato grossi risultati anche nel<br />

corrente anno con immenso piacere e<br />

soddisfazione.<br />

Quali sono i problemi e le sfide che allo<br />

stato attuale si trova a dover affrontare il<br />

Settore e quali le possibili soluzioni?<br />

Tentare degli stravolgimenti con due anni a<br />

disposizione è praticamente impossibile.<br />

Credo che conseguentemente alle difficoltà<br />

economiche che il paese sta vivendo ci sia<br />

l’esigenza di dare un forte segnale di sensibilità.<br />

La situazione economica italiana sta<br />

infatti creando non pochi problemi anche<br />

alla gestione del nostro sport che è, e spero<br />

resti, puramente dilettantistico e basato sul<br />

volontariato.<br />

Credo che i primi temi in ordine<br />

d’importanza siano la creazione di piani di<br />

sviluppo e sostentamento dell’attività giovanile,<br />

certi, concreti e verificabili e una<br />

revisione (ove possibile) dei percorsi agonistici,<br />

mirata principalmente alla riduzione<br />

dei costi.<br />

Sono due aspetti fondamentali: il primo è<br />

determinante per avere un ricambio generazionale<br />

il secondo per evitare che il nostro<br />

sport diventi attività d’elite.


Andrea Gianni<br />

P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

“Un enorme senso di responsabilità e il timore di non<br />

essere all’altezza sono stati i primi sentimenti<br />

all’indomani dell’incarico assegnato ma anche quelli che<br />

ancora mi accompagnano ogni giorno.<br />

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acqua<br />

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Intervista al Presidente Settore Mare<br />

Quali caratteristiche dovrebbe avere il<br />

Presidente di un Settore tanto importante?<br />

Conoscere tutta la penisola, le particolarità<br />

e le esigenze locali in modo capillare perché<br />

solo così si può offrire il “prodotto” migliore;<br />

avere molto tempo a disposizione e porsi<br />

come atteggiamento sempre come fosse il<br />

primo giorno di scuola perchè ogni giorno<br />

c’è sempre qualcosa da imparare.<br />

Essere umile ma fermo nelle risposte,<br />

sufficientemente preparato per affrontare un<br />

palcoscenico ma anche pronto a stare<br />

dietro le quinte.<br />

Confrontarsi serenamente con gli altri,<br />

concedere spazi ai collaboratori e vegliare<br />

sul loro operato e sulla loro crescita “federale”.<br />

Andrea Gianni<br />

Cosa si aspetta dai prossimi anni e come<br />

vive la vigilia di queste elezioni?<br />

Limitandomi ad esprimere solo un parere<br />

sulla parte tecnica come il Comitato di<br />

Settore che attualmente presiedo; c’è molta<br />

frenesia e ci sono molti buoni propositi.<br />

Credo e spero che chi sarà demandato al<br />

voto non si faccia sfuggire questa occasione,<br />

forse mai come adesso, così importante.<br />

E’ ora che si metta tutto a posto ed in<br />

completa sintonia e che il Comitato di Settore<br />

acquisisca sempre più una configurazione<br />

tecnica e un po’ meno politica …<br />

perché e di questo che gli Atleti hanno<br />

bisogno.<br />

> Con la Nazionale di Long Casting ai Giochi Mondiali della Pesca 2011


“Conoscere tutta la penisola, le particolarità e le<br />

esigenze locali in modo capillare perché solo così si può<br />

offrire il “prodotto” migliore; avere molto tempo a<br />

disposizione e porsi come atteggiamento sempre<br />

come fosse il primo giorno di scuola perchè ogni giorno<br />

c’è sempre qualcosa da imparare.<br />

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P<br />

L’acqua ribolle e si vede da lontano…<br />

i gabbiani si tuffano a capofitto…<br />

E’ il momento magico delle mangianze!


P<br />

testo di Roberto Ripamonti<br />

acqua<br />

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MMolte delle uscite che facciamo in mare<br />

aperto, magari per una trainata oppure per<br />

una battuta di light drifting devono prevedere<br />

la possibilità di cambiare repentinamente<br />

strategia perché potremmo stare per vivere<br />

un’emozione meravigliosa…..<br />

Vedere d’improvviso il segnale che scatena<br />

la battaglia….<br />

tantissimi gabbianiall’orizzonte…<br />

l’adrenalina che sale!<br />

Sono le mangianze che fanno felici tanti<br />

angler lasciandone altri assai sorpresi e<br />

impreparati.<br />

Di solito si vedono dall’inizio della primavera<br />

fino ad autunno inoltrato, ma molto dipende<br />

dalla stagione in atto; l’estate 2012 ha<br />

ritardato di parecchio questi spettacoli e il<br />

mare ha regalato forti emozioni solo a<br />

partire dalla fine di luglio, per questo ancora<br />

in tardo ottobre e inizio novembre possiamo<br />

parlarne.<br />

Un moderno angler non può rimanere<br />

insensibile a questo spettacolo, ci si deve<br />

“tuffare” con entusiasmo perché è il sale di<br />

momenti da incorniciare!<br />

Poco importa se si tratta di un alletterato,<br />

una palamita, qualche grosso sughero o<br />

belle occhiate magari non da record, anche<br />

perché dopo due o tre catture il resto deve<br />

tornare subito direttamente in acqua, ma,<br />

…ragazzi, il rumore di una frizione che<br />

piange è il top della vita di un angler soprattutto<br />

se si pesca ultra light!<br />

Questo è il segreto per essere sempre<br />

pronti a reagire e vivere un’emozione<br />

continua e potente!<br />

Mangianze<br />

Pescare ultra light significa avere pronte un<br />

paio di canne da 6-6’6’’ (1.80-2 metri) che<br />

lancino bene i 25 grammi di un jig. Quindi,<br />

l’accoppiata con un mulinello misura<br />

2500/4000 caricato con una treccia sottile<br />

compresa tra lo 012mm e lo 016mm per<br />

coprire le distanze di lancio maggiori ovvero<br />

dell’ordine dei 50 metri.<br />

Uno spezzone di fluorocarbon 030mm e un<br />

moschettone da artificiali completano un set<br />

up perfetto per queste occasioni.<br />

A questo punto abbiamo i gabbiani impazziti<br />

che si tuffano in acqua e noi dobbiamo<br />

manovrare la barca.<br />

Qui è perfettamente inutile e dannoso entrare<br />

nel bel mezzo della situazione perché si<br />

riesce spesso a far scappare tutto e tutti.<br />

Purtroppo è un errore che si vede fare con<br />

una continuità imbarazzante …<br />

La mangianza si avvicina a motore in folle a<br />

non meno di 30-40 metri sfruttando il peso<br />

dei nostri artificiali per arrivare in pesca.<br />

Uno dei componenti della barca si deve<br />

sacrificare per tenere il mezzo in posizione<br />

con leggeri colpi di timone e, pochi, di solo<br />

motore. Se siamo bravi, riusciamo rimanere<br />

in pesca per diversi minuti e in quelle<br />

situazioni si può arrivare ad avere strike a<br />

ripetizione. Qualche volta è successo di<br />

avere tre attacchi nello stesso recupero e<br />

spesso l’esito negativo è dato dalla delicatezza<br />

della bocca dei sugarelli o delle piccole<br />

lecce stella.<br />

Fantasia, cambi di tecnica di recupero e<br />

voglia di pescare portano a situazioni di<br />

spinning esaltante. Esattamente quello che<br />

cerchiamo!


“<br />

acqua<br />

Fantasia, cambi di tecnica di recupero<br />

e voglia di pescare portano a situazioni<br />

di spinning esaltante.<br />

Esattamente quello che cerchiamo!<br />

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Quando non si vede nulla.<br />

Accade che si esca in mare e non vi sia<br />

traccia dei gabbiani. Qualcuno è mollemente<br />

appoggiato sulla superficie e galleggia<br />

pigramente, altri si intravedono a distanza,<br />

ma non sembrano molto attivi. In queste<br />

situazioni non ci si deve perdere d’animo<br />

perché le possibilità sono immutate se<br />

riusciamo a scorgere qualche palla di<br />

mangianza a mezz’acqua oppure, proviamo<br />

a sondare la zona nei pressi dei gabbiani<br />

poggiati sull’acqua. In queste occasioni<br />

capita spesso l’attacco di sugarelli anche di<br />

dimensioni memorabili oppure di grossi<br />

sgombri.<br />

Gran parte delle mangiate arrivano con il jig<br />

in discesa e l’avviso è semplicemente<br />

l’arresto del filo che si sbobina. In altre<br />

occasioni, l’attacco è negli ultimi giri di<br />

manovella oppure, durante le fasi di stop<br />

prima di ripartire con il recupero. Qui la<br />

parola d’ordine è “essere creativi”<br />

Cosa avere in barca.<br />

Il breve spezzone di fluorocarbon che funge<br />

da leader, conferisce quella rigidità al finale<br />

che evita il rischio di aggrovigliamenti<br />

dell’esca durante le veloci “jerkate” che<br />

dobbiamo attuare.<br />

I Jig sono mediamente da 2-3 pollici per<br />

pesi variabili da 7-14 fino al limite dei 25 /30<br />

grammi.<br />

In talune occasioni è utile avere nella scatola<br />

qualche jig mini da 5 grammi perché<br />

soprattutto in presenza di lecce stella gli<br />

attacchi arrivano su sardine piccolissime.<br />

acqua


Questo è un aspetto da non sottovalutare<br />

perché in talune occasioni gli attacchi si<br />

sono concentrati solo su jig esattamente<br />

delle dimensioni della mangianza presente.<br />

Anzi, questa è spesso la giusta spiegazione<br />

davanti a improvvisi rifiuti dopo inseguimenti<br />

bellissimi.<br />

Guai in quelle occasioni continuare a lanciare<br />

qualche cosa di troppo grosso, si rischia il<br />

cappotto.<br />

L’importante è che i jig che scegliamo<br />

pesino, siano piccoli e volino bene anche<br />

controvento perché difficilmente si potrà<br />

arrivare a meno di 20 metri dalla mangianza<br />

senza disturbarla.<br />

Poi si lancia cercando di attraversare la<br />

zona di turbolenza e ci si prepara allo strike.<br />

Un modo fantastico di andare a pesca<br />

sfruttando le occasioni e di guadagnare una<br />

cattura con un’attrezzatura leggera e<br />

bilanciata.<br />

Il limite del pescato è 5 kg e esistono le<br />

misure minime che, come angler, dobbiamo<br />

conoscere e rispettare.<br />

“<br />

Fantasia, cambi di tecnica di recupero e voglia<br />

di pescare portano a situazioni di spinning esaltante.<br />

Esattamente quello che cerchiamo!<br />

Pianeta Acaua - web magazine


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Pianeta Acaua - web magazine<br />

Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee<br />

Alberto Azzali<br />

è iniziata la sua passione di<br />

subacqueo?<br />

Sono nato a Genova. Abitavo a 50 metri dal<br />

mare. Acqua pulita e trasparente. Durante<br />

la stagione estiva il divertimento più emozionante<br />

per noi bambini era quello di nuotare<br />

sopra e sotto la superficie del mare. Talvolta<br />

il gioco consisteva nel recuperare il maggior<br />

numero di pietre bianche che lanciavamo<br />

sul fondo. Queste sono state le mie prime<br />

immersioni. Il caso ha voluto che vicino a<br />

noi vivessero personaggi come Egidio<br />

Cressi , Dario Gonzatti, Duilio Marcante e<br />

Luigi Ferraro, uomini che avrebbero scritto<br />

nel corso degli anni buona parte della storia<br />

della subacquea moderna.<br />

Accanto al nostro stabilimento balneare<br />

inoltre si trovava la sede della Motonautica<br />

di Genova: un luogo frequentato da alcuni<br />

giovani pionieri della Pesca in Apnea. In<br />

quel contesto era pressoché impossibile<br />

non essere attratti dalla “subacquea”. Infatti<br />

a tredici anni pescavo polpi con una fiocina.<br />

A quindici, con il leggendario “Siluro”, tentavo<br />

di arpionare pesci. Questo è stato il mio<br />

battesimo subacqueo: una passione che mi<br />

ha sempre accompagnato nel corso della<br />

vita. A quel tempo i subacquei sportivi erano<br />

quasi tutti pescatori. “Uomini scuri di pelle e<br />

puri di cuore” , in questo modo Duilio<br />

Marcante aveva descritto quelle strane<br />

persone sdraiate sugli scogli intente a<br />

scaldarsi al sole: una “Tribù delle Rocce”.<br />

Altri tempi ,altri subacquei , molta moltissima<br />

nostalgia.<br />

Che difficoltà c'erano allora nel mondo<br />

dell’agonismo subacqueo,?<br />

Mi sono avvicinato all’agonismo subacqueo<br />

soltanto a 26 anni, casualmente, per merito<br />

di un amico, dopo avere praticato a fasi<br />

alterne il nuoto e la pallanuoto. A quel<br />

tempo l’agonismo subacqueo era limitato<br />

alle gare di pesca in apnea, al nuoto pinnato<br />

e all’orientamento, mentre la fotografia<br />

subacquea sportiva iniziava a muovere<br />

timidamente i primi passi. Limitandoci alla<br />

pesca in apnea, le gare erano organizzate<br />

in modo artigianale, spesso lasciate<br />

all’improvvisazione di soggetti privi<br />

di cultura sportiva ma animati da<br />

una grande passione per la<br />

disciplina; le misure di<br />

sicurezza erano<br />

sovente insufficienti.<br />

Note positive: sicuramente l’acqua limpida,<br />

l’abbondanza di pesce e nessun impedimento<br />

organizzativo, il grande interesse da<br />

parte del pubblico e degli operatori del<br />

settore. Con il tempo buona parte di queste<br />

condizioni sono venute a mancare, lasciando<br />

alla gestione dell’ attività alcuni problemi<br />

da risolvere tra i quali l’adeguamento<br />

della regolamentazione delle gare alle<br />

nuove ed irrinunciabili esigenze socioambientali<br />

e la necessità di applicare<br />

misure di sicurezza più rigorose come<br />

risposta all’aumento dei limiti batimetrici e<br />

dei rischi connessi a questo fenomeno<br />

provocato dallo sviluppo progressivo dei<br />

materiali e delle tecnologie.<br />

Come è nato l’incontro con la Federazione<br />

e come ne è maturata la Sua presenza<br />

all’interno?<br />

Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />

è avvenuto contestualmente al mio<br />

tesseramento e alla partecipazione alla<br />

prima gara di pesca in apnea . Mi ha subito<br />

impressionato la complessità della sua<br />

organizzazione ed il numero dei tesserati:<br />

più di 650.000!


P<br />

“A quel tempo i subacquei sportivi erano quasi tutti pescatori.<br />

“Uomini scuri di pelle e puri di cuore” , in questo modo Duilio<br />

Marcante aveva descritto quelle strane persone sdraiate sugli<br />

scogli intente a scaldarsi al sole: una “Tribù delle Rocce”.<br />

Altri tempi ,altri subacquei , molta moltissima nostalgia...<br />

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magazine


acqua<br />

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P<br />

Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee Alberto Azzali<br />

Dopo alcuni anni di agonismo, con risultati<br />

di medio livello, ho deciso di dedicarmi al<br />

lavoro di ufficio presso la Sezione di<br />

Genova, come consigliere provinciale e<br />

responsabile del Settore Subacqueo. Non<br />

ho “appeso il fucile al chiodo” ma ho messo<br />

a disposizione dell’organizzazione federale<br />

il mio tempo libero e tanta buona volontà.<br />

Dopo due anni ho assunto un incarico<br />

nazionale come componente della Commissione<br />

Pesca in Apnea, collaborando con<br />

alcuni personaggi del mondo subacqueo di<br />

allora: Ripa, Giannini, Dilaghi e Castellazzi.<br />

Contestualmente a questa nomina mi sono<br />

ritirato dal circuito agonistico nazionale,<br />

evitando un palese conflitto di interessi.<br />

Questa esperienza è stata per me utile e<br />

stimolante , consentendomi di imparare le<br />

regole ed i comportamenti di un dirigente<br />

sportivo. Determinante è stata la conoscenza<br />

e la frequentazione del Presidente del<br />

Settore Sportivo della FIPS di quel tempo, il<br />

dottor Eliodoro Cicognani, uomo incredibile,<br />

onnipresente ed autorevole responsabile<br />

di tutte le discipline agonistiche della Federazione<br />

. In seguito dopo varie esperienze<br />

settoriali a livello regionale e nazionale, nel<br />

1989 sono entrato nel Comitato Nazionale<br />

del Settore Subacqueo dove ho coordinato<br />

l’attività del Safari e della Fotografia subacquea.<br />

Nel 1992 sono stato eletto in Consiglio<br />

Federale, come Vice Presidente del<br />

Settore AS.<br />

Come è cambiato il settore da quando<br />

Lei ne è Presidente, quali sfide ha dovuto<br />

affrontare, quali i risultati ottenuti,<br />

quante le cose che vorrebbe innovare<br />

(se ci sono)?<br />

Una precisazione. Il Settore A.S. è un Settore<br />

relativamente giovane, avendo soltanto<br />

otto anni di vita. E’ nato da una felice<br />

intuizione del nostro Presidente Nazionale,<br />

Ugo Claudio Matteoli, che ha patrocinato<br />

una modifica statutaria indirizzata alla separazione<br />

della Didattica Subacquea dallo<br />

Sport Subacqueo.<br />

La proposta , pur con alcune manifestazioni<br />

di dissenso, è stata ufficialmente approvata<br />

dall’Assemblea Nazionale di Chianciano<br />

Terme , rivelandosi in seguito una scelta<br />

opportuna per lo sviluppo di entrambi i<br />

Settori. Per questa ragione più che di un<br />

cambiamento è preferibile parlare di un “se<br />

e come” si è sviluppato questo Settore nel<br />

corso di due quadrienni.<br />

All’inizio è stato necessario inventare dal<br />

nulla un programma di attività ed una<br />

struttura organizzativa centrale e periferica.<br />

Sono state identificate otto discipline sportive<br />

delle quali cinque praticate esclusivamente<br />

in apnea ( P. i. A,Apnea,Tiro al<br />

Bersaglio,Hockey e Rugby subacqueo) ,<br />

due con A. R. A ( Foto e Video Sub) ed una<br />

,il Safari , comprendente sia l’apnea che l’A.<br />

R .A.<br />

Particolare attenzione è stata rivolta alla<br />

individuazione di una rete di collaboratori<br />

sul territorio con compiti tecnici e/o di<br />

coordinamento delle attività settoriali.<br />

Mi sono avvicinato all’agonismo subacqueo<br />

Quest’ultimo obiettivo si è rivelato più difficile<br />

del previsto anche a causa della crisi<br />

dell’associazionismo e del volontariato<br />

sportivo che non facilita il coinvolgimento<br />

operativo di soggetti disponibili a collaborare<br />

sul territorio nel tempo libero e per puro<br />

spirito di servizio.<br />

Comunque, anche se in modo incompleto, il<br />

Settore ha realizzato una propria struttura<br />

organizzativa, avviando contestualmente la<br />

gestione e lo sviluppo del suo principale<br />

centro di interesse: lo Sport Subacqueo. Nel<br />

primo quadriennio, sono stati perseguiti la<br />

salvaguardia della Pesca in Apnea agonistica<br />

( e non) , lo sviluppo dell’Immersione in<br />

Apnea come attività agonistica e la<br />

promozione di una didattica settoriale con<br />

particolare riferimento alla formazione<br />

dell’apneista sportivo.<br />

Nella Pesca in Apnea è stata attuata una<br />

vera e propria rivoluzione regolamentare<br />

allo scopo di sostenere l’immagine di una<br />

attività che nel corso del 2000, da parte di<br />

molte Associazioni ambientaliste italiane,<br />

era stata oggetto di una azione mirata alla<br />

interruzione delle gare. I principi ispiratori<br />

della nostra azione sono stati: la sicurezza,<br />

il rispetto dell’ambiente e la cultura sportiva.<br />

Nonostante un iniziale e forte “mal di<br />

pancia” da parte di agonisti insoddisfatti per<br />

le misure imposte la “medicina” ha dato i<br />

suoi frutti. Oggi le gare si svolgono con<br />

risultati tecnici ed organizzativi soddisfacenti<br />

e senza più minacce da parte di<br />

nessuno. Lo sviluppo dell’ Immersione in<br />

Apnea è stato (ed è) un impegno gravoso e<br />

stimolante per tutti noi. L’apnea , come<br />

disciplina agonistica e come didattica<br />

specialistica , rappresenta il futuro dello<br />

Sport subacqueo. Nel corso di otto anni il<br />

Settore ha realizzato e sviluppato un<br />

programma rivolto alla formazione dell’<br />

Allenatore di Apnea , inoltre ha costruito<br />

organicamente un circuito di gare con la<br />

partecipazione di un numero crescente di<br />

atleti.<br />

Comunque alcuni problemi sono ancora in<br />

attesa di soluzione come quello relativo alla<br />

realizzazione dei Campionati Italiani delle<br />

discipline settoriali all’interno di due uniche<br />

grandi manifestazioni: “Subacquatica” e<br />

“Subacquatica nel Blu”.<br />

La prima comprendente tutte le prove in<br />

bacino delimitato, la seconda quelle in<br />

mare. Da tre anni “Subacquatica” è una<br />

realtà . I Campionati Italiani di Apnea<br />

Dinamica, Statica, Tiro al Bersaglio,<br />

Hockey e Rugby subacqueo hanno trovato<br />

a Lignano Sabbiadoro la sede più idonea ed<br />

economicamente conveniente, registrando<br />

ogni anno la partecipazione di più di 200<br />

persone tra atleti, tecnici, giudici, arbitri,<br />

assistenti ed organizzatori.<br />

Il nostro impegno adesso dovrà rivolgersi<br />

principalmente all’ organizzazione della<br />

prima edizione di “ Subacquatica nel Blu ”<br />

con lo svolgimento dei Campionati delle<br />

discipline “ marine” come la Foto, il Safari, il<br />

Video, l’Assetto Costante ed il Jump Blu,<br />

escludendo soltanto la pesca in Apnea che<br />

richiede un diverso contesto organizzativo.<br />

Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />

è avvenuto contestualmente al mio<br />

tesseramento e alla partecipazione alla


P<br />

acqua<br />

“<br />

L’apnea , come disciplina agonistica e come<br />

didattica specialistica , rappresenta il futuro<br />

dello Sport subacqueo.<br />

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P<br />

acqua<br />

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Intervista al Presidente Settore Attività Subacquee


P<br />

Qual è il ruolo del Presidente del Settore<br />

Attività Subacquee, ci sono decisioni<br />

che pesano più di altre?<br />

Il mio ruolo è analogo a quello di ogni altro<br />

Presidente di Settore. La mia attività consiste<br />

nel controllare la gestione quotidiana<br />

dell’ attività attraverso l’ufficio centrale,<br />

valutare i programmi organizzativi da<br />

intraprendere, coordinare il lavoro dei<br />

componenti del Comitato di Settore, rappresentare<br />

la federazione in occasione di manifestazioni<br />

agonistiche subacquee, partecipare<br />

alle riunioni degli organi federali<br />

centrali , predisporre il piano economico per<br />

lo svolgimento annuale dell’attività di alto<br />

livello e per il normale funzionamento del<br />

Settore, vigilando sulla congruità della<br />

spesa , assistere e stimolare l’operatività dei<br />

vari Gruppi di lavoro, assumere la veste di<br />

Capo Delegazione delle nostre squadre<br />

nazionali nei Campionati Europei e Mondiali<br />

etc. etc. .<br />

In ogni caso si tratta di un lavoro impegnativo,<br />

responsabilizzante, faticoso ma pur<br />

sempre gratificante anche per l’opportunità<br />

di vivere in modo completo e partecipato<br />

tutte le emozioni offerte dall’agonismo<br />

subacqueoueo.<br />

Pesca ed Immersione in Apnea , Tiro al<br />

Bersaglio, Hockey, Rugby , Safari<br />

Fotografico e Video Subacqueo,<br />

Fotografia… tante le discipline federali<br />

che sono all’interno del settore. Ci sono<br />

state difficoltà affinché venissero riconosciute<br />

come discipline agonistiche?<br />

acqua<br />

Nessuna difficoltà all’interno della nostra<br />

federazione . Le difficoltà provengono<br />

esclusivamente dalla CMAS ( la Confederazione<br />

Mondiale delle Attività Subacquee).<br />

Purtroppo lo Sport Subacqueo non<br />

riesce ad ottenere dalla Confederazione<br />

Internazionale risposte adeguate alla<br />

propria crescita tecnica ed organizzativa.<br />

Confusione, approssimazione, incompetenza,<br />

regole obsolete e contraddittorie caratterizzano<br />

da alcuni anni la gestione dello<br />

Sport subacqueo internazionale. Emblematica<br />

è la situazione attuale dell’Apnea, dove<br />

l’Assetto Costante permane da sempre un<br />

oggetto misterioso, dove il Recordismo é<br />

gestito in modo schizofrenico, dove non si è<br />

ancora realizzata una normalizzazione del<br />

rapporto con A .I. D .A , dove il calendario<br />

internazionale registra una partita “ a<br />

tennis” tra le Canarie e la Turchia ( Tenerife<br />

- Antalaya ). Per non parlare di attività come<br />

il Tiro al Bersaglio ed il Safari , che attendono<br />

da anni il loro riconoscimento a livello<br />

internazionale.<br />

Quanto è difficile contemperare le<br />

esigenze di discipline così diverse tra di<br />

loro?<br />

Molto. Il Settore AS è un Settore atipico in<br />

quanto comprende discipline molto eterogenee<br />

tra di loro. Infatti si passa dalla pesca<br />

all’apnea agonistica ed al Recordismo, dal<br />

Tiro al bersaglio agli sport di squadra come<br />

l’Hockey ed il Rugby subacqueo, senza<br />

contare le attività audiovisive che costituiscono<br />

un mondo a sé stante.<br />

Inoltre ognuna di queste discipline genera a<br />

getto continuo problemi tecnici ed organizzativi<br />

come la difficoltà di individuare campi<br />

gara per la Pesca in Apnea, la disponibilità<br />

di spazi d’acqua in bacino delimitato per<br />

l’allenamento degli apneisti, la formazione<br />

di giudici, arbitri e giurati idonei al controllo<br />

delle gare, l’ organizzazione di corsi formazione<br />

per gli istruttori di Pesca, per i tecnici<br />

e gli allenatori di apnea.<br />

Senza dimenticare le polemiche provocate<br />

periodicamente da qualche atleta a causa<br />

di alcune innovazioni normative non gradite,<br />

il confronto continuo con disposti di<br />

legge come le Ordinanze di Balneazione o<br />

con il divieto di pesca in Apnea nelle AMP ,<br />

ed infine il fenomeno sempre più diffuso<br />

della nascita di sigle ed associazioni “<br />

condominiali” che , in contrapposizione alla<br />

nostra Federazione e in una settimana<br />

improvvisano un loro personalissimo potere<br />

di rappresentanza della subacquea in generale<br />

e della Pesca in Apnea in particolare.<br />

Siamo alla fine di questo mandato: che<br />

bilancio fa di questi ultimi 4 anni?<br />

Un bilancio abbastanza positivo.<br />

La vita di una piccola componente federale,<br />

come la nostra, è pur sempre condizionata<br />

dai problemi di gestione che insistono in<br />

una grande e complessa organizzazione<br />

come la FIPSAS.<br />

In ogni caso il quadriennio si conclude nel<br />

migliore dei modi, in particolare per il settore<br />

apneistico.<br />

L’Italia è attualmente nazione leader<br />

indiscussa della Immersione in Apnea e,<br />

per merito di alcuni giovani talenti emergenti,<br />

rischia di esserlo ancora per molto<br />

tempo.<br />

Inoltre se la CMAS riuscisse recuperare al<br />

più presto un approccio diverso e migliore<br />

con lo Sport Subacqueo si potrebbe guardare<br />

con interesse allo sviluppo internazionale<br />

di alcune discipline come il Tiro al Bersaglio<br />

ed il Safari foto sub, discipline che in<br />

Italia offrono da tempo risultati di ottimo<br />

livello sia tecnico che organizzativo.<br />

La Pesca in Apnea , dopo un percorso<br />

regolamentare piuttosto accidentato e<br />

controverso, ha trovato la “quadra” così<br />

come il variegato mondo della Foto sub che<br />

,nel presente quadriennio, ha confermato il<br />

successo di una nuova formula organizzativa,<br />

che ha permesso di realizzare i Campionati<br />

Italiani nei fondali delle più belle<br />

isole italiane .<br />

I giochi di squadra, dopo alcuni momenti di<br />

criticità causati da frizioni interne (Rugby) e<br />

da alcune controversie regolamentari<br />

(Hockey), hanno trovato finalmente un<br />

equilibrio ed un assetto normativo che<br />

lascia ben sperare per il futuro sviluppo di<br />

queste due interessanti ed originali discipline<br />

sportive.<br />

Viviamo in un clima pre – elettorale . Per<br />

questa ragione mi limiterò ad esprimere un<br />

augurio: la definitiva affermazione dello<br />

Sport Subacqueo all’interno di una FIPSAS<br />

sempre più grande.<br />

Naturalmente il primo incontro con la Federazione<br />

è avvenuto contestualmente al mio<br />

tesseramento e alla partecipazione alla<br />

prima gara di pesca in apnea . Mi ha subito<br />

impressionato la complessità della sua<br />

organizzazione ed il numero dei tesserati:<br />

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Homar Leuci<br />

e i Record Mondiali di Apnea<br />

Primo piano di Homar Leuci, felicissimo per il doppio record mondiale<br />

centrato a Soverato (CZ), a Settembre del 2012.


P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

CCronistoria di un binomio divenuto<br />

sempre più inscindibile<br />

Tutto ha inizio il 4 Ottobre del 2009, quando<br />

Homar, con la misura di -84 m, diviene il<br />

nuovo Recordman Mondiale CMAS di<br />

Immersione in Apnea in Assetto Costante<br />

con Attrezzi. Da quel momento in poi, infatti,<br />

per l’atleta milanese la sfida al “grand bleu”<br />

è divenuta quasi un motivo di vita. Riprova<br />

ne siano le successive imprese che ne<br />

hanno sin qui caratterizzato la carriera<br />

sportiva e che ora, con il contributo<br />

dell’autore, cercheremo di ripercorrere,<br />

partendo proprio da quel 4 Ottobre del<br />

2009.<br />

Homar, come nacque l’idea di realizzare<br />

quel tentativo? E che ricordi conservi di<br />

quell’esperienza?<br />

L’idea nacque perché mi sentivo pronto ad<br />

affrontare sia una grande performance che<br />

una notevole macchina organizzativa.<br />

All’epoca mi appoggiavo allo Sport 7 Diving<br />

Club e alla sua squadra, formata da Robertino<br />

Gravagno, Carlo Rapa e Luca Cora, che<br />

mi avevano seguito e assistito nel record di<br />

rana profonda del 2006. Mi sentivo pronto<br />

per fare il salto di qualità e, perseguendo la<br />

via dell’omologazione ufficiale, volevo<br />

mettere in pratica in acqua profonda tutti gli<br />

insegnamenti di Andrea Pedrani, che mi<br />

aveva allenato tutto l’inverno. Venivo dal<br />

fallimento della stagione 2007, che mi<br />

aveva segnato, e dallo stop del 2008,<br />

quando, in seguito alla nascita di mio figlio,<br />

stavo per abbandonare l’idea di diventare<br />

un apneista di livello e professionista.<br />

Perciò, nel 2009 ho voluto rimettermi in<br />

gioco e tornare alla grande.<br />

Come è cambiata la tua vita dopo quel<br />

tuffo?<br />

Confidavo che dopo quel successo qualche<br />

azienda o qualche altra realtà, notando le<br />

mie qualità, mi avrebbe supportato. Purtroppo,<br />

invece, non si è fatto vivo nessuno.<br />

Tuttavia, ormai avevo la sicurezza di poter<br />

affrontare il profondo come i grandi del<br />

passato. Così, io che sono sempre stato<br />

fisico, ho cominciato a lavorare sulla parte<br />

mentale, che è una componente fondamentale<br />

della mia disciplina.<br />

Nel 2011 hai tentato nuovamente<br />

l’impresa e con la misura di -86 m hai<br />

stabilito, per la seconda volta in due<br />

anni, il record mondiale di immersione in<br />

apnea in assetto costante con attrezzi: ci<br />

descriveresti brevemente quel tuffo e le<br />

sensazioni provate durante la sua esecuzione?<br />

Prima di descrivere il tuffo, vorrei soffermarmi<br />

un attimo su un episodio che ha cambiato<br />

profondamente la mia carriera sportiva: la<br />

conoscenza di Camillo Viscomi e di<br />

CalabriApnea. Con Camillo ci eravamo<br />

incontrati a Sharm, al Mondiale AIDA, dopodiché<br />

lo avevo risentito a Febbraio del 2011,<br />

per avere notizie sulle condizioni del Mare<br />

dalla parte di Scilla, sempre in Calabria, ma<br />

versante tirrenico, perché una grossa realtà<br />

alberghiera voleva sponsorizzare l’evento.<br />

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P<br />

acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Il resto è storia. Sono approdato a Soverato<br />

(CZ) e, grazie a Camillo, ai suoi preziosi<br />

consigli, alla sua passione e rispetto per il<br />

Mare e alla sua esperienza tecnica, unita a<br />

quella di tutti gli altri membri di CalabriApnea,<br />

ho confezionato, tra mille peripezie, la<br />

e i Record Mondiali di Apnea<br />

performance dei –86 m. Il tuffo è stato<br />

veramente un tuffo tra me e il Mare. Sono<br />

riuscito a estraniarmi completamente dal<br />

mondo circostante e dalle tensioni che una<br />

simile prova comporta. E poi, rispetto al<br />

2009, ho portato delle modifiche tecniche,<br />

ossia ho iniziato la caduta dai -30 m circa,<br />

mentre nel 2009 ero sceso pinneggiando<br />

fino in fondo. E’ stato, quindi, un vero e<br />

proprio volo verso il profondo. La risalita,<br />

invece, è stata veloce e fluida. Sono arrivato<br />

in superficie freschissimo, consapevole di<br />

poter andare veramente negli abissi con<br />

l’assetto costante.<br />

Che differenze hai riscontrato tra il primo<br />

e il secondo record?<br />

La differenza è consistita soprattutto nella<br />

durata degli allenamenti. Inoltre, come ho<br />

già indicato in precedenza, Camillo mi ha un<br />

po’ cambiato anche il modo di andare<br />

sott’acqua. In occasione del primo record,<br />

quello dei -84 m, ho nuotato fino in fondo e<br />

ho impiegato 2 minuti e 12 secondi. In<br />

occasione del secondo record, quello di -86<br />

m, ho smesso di nuotare a partire dai -30 m<br />

e ho impiegato 2 minuti e 22 secondi. Scendendo<br />

più lentamente, ho acquisito maggiori<br />

possibilità di andare fondo. Infine, nel<br />

2011 avevo già cambiato parte della preparazione<br />

a secco e questo mi ha reso molto<br />

più performante.<br />

Ma veniamo ora alle ultime due recenti<br />

imprese. L’11 e il 15 Settembre 2012,<br />

nella baia di Soverato (CZ), con le misure<br />

di -131 m e -95 m, hai stabilito, rispettivamente,<br />

i due nuovi record mondiali<br />

CMAS di assetto variabile con attrezzi e<br />

assetto costante con attrezzi: cosa si<br />

prova nel centrare un così prestigioso<br />

doppio traguardo nel giro di pochissimi<br />

giorni?<br />

La preparazione fisica e mentale era al top,<br />

tant’è che ancora oggi faccio fatica a realizzare<br />

appieno quello che ho fatto. Era importantissimo<br />

centrare un simile risultato per la<br />

mia carriera futura, in quanto mi auguro che<br />

questo doppio record diventi il definitivo<br />

trampolino di lancio verso nuove mete<br />

profonde che ho intenzione di toccare. Dopo<br />

il successo nel variabile, la più grossa<br />

difficoltà è stata quella di mantenermi<br />

concentrato per il costante, che era e<br />

rimane la disciplina che adoro, anche se<br />

con il variabile vado veramente negli abissi.<br />

P<br />

Dal punto di vista tecnico, che prestazioni<br />

sono state quelle di Soverato? Ce ne<br />

potresti brevemente parlare?<br />

Tanto per iniziare abbiamo stravolto la<br />

tecnica e l’esecuzione del variabile, tornando<br />

a una discesa a testa in giù, che non si<br />

vedeva dai tempi di Maiorca.<br />

Questo mi ha consentito di sprofondare con<br />

la monopinna, anche se, dal punto di vista<br />

della compensazione,<br />

la discesa è stata molto più onerosa, in<br />

quanto la slitta, interamente costruita da<br />

Camillo, viaggiava a 2 m al secondo. La<br />

risalita, invece, è stata eseguita interamente<br />

a gambe con la monopinna. Con questa<br />

tecnica ritengo di aver compiuto un passo<br />

decisivo verso il variabile assoluto e il muro<br />

dei -150 m. Per quanto riguarda il costante,<br />

pur avendo raggiunto quote più profonde in<br />

allenamento, io e il mio staff abbiamo deciso<br />

di limitare di qualche metro la profondità. E<br />

questo, non per una questione tattica, ma a<br />

causa delle condizioni meteo marine, non<br />

adatte quel giorno per affrontare una prova<br />

al limite.<br />

Ci tengo, infine, a sottolineare che se a<br />

Soverato, con l’acqua fredda (14° dai -50 m<br />

in poi) e la luminosità completamente<br />

azzerata sotto i -90 m, sono riuscito a<br />

raggiungere tali quote, in Mari caldi potrei<br />

toccare profondità di gran lunga superiori e<br />

questo sia nel costante che nel variabile.<br />

La scelta di effettuare il tentativo di variabile<br />

prima di quello di costante è casuale<br />

o la si deve a un calcolo ben preciso?<br />

La scelta di fare prima il variabile va ricondotta<br />

all’esigenza di scongiurare quanto più<br />

possibile i potenziali rischi per la squadra<br />

dei sommozzatori.<br />

Dal momento che fare troppi tuffi ravvicinati<br />

poteva diventare pericoloso, abbiamo<br />

deciso, infatti, di eseguire prima la quota più<br />

profonda, vale a dire quella del variabile. Mi<br />

sarebbe piaciuto, inoltre, che tra il tentativo<br />

di variabile e quello di costante passasse<br />

almeno una settimana, ma ciò non è stato<br />

possibile, in quanto l’ultimo tuffo di allenamento<br />

utile per il variabile, dove ho realizzato<br />

la quota record, abbiamo dovuto posticiparlo<br />

al sabato. Un contrattempo,<br />

quest’ultimo, che ha ridotto il mio spazio di<br />

manovra e che, nell’ultima settimana, mi ha<br />

costretto a fare quattro tuffi a quote notevolissime.<br />

Come e quanto tempo prima ci si prepara<br />

per un doppio appuntamento così importante?<br />

La preparazione è incredibile, anche se va<br />

detto che era una vita che aspettavo questi<br />

momenti.<br />

A volte mi sono stupito di me stesso, sia per<br />

come ho retto la pressione che per le modalità<br />

con cui sono riuscito a gestire fisicamente<br />

gli allenamenti e le prove.<br />

Durante i mesi estivi ho fatto tre allenamenti<br />

al giorno, mentre nel corso di quelli invernali<br />

mi sono sottoposto, ogni settimana,<br />

sistematicamente, a otto allenamenti fisici e<br />

uno di training mentale, con quest’ultima<br />

attività che si è rivelata veramente fondamentale.<br />

Così come molto importanti sono state<br />

anche la nutrizione, l’integrazione e le<br />

nuove tecniche di allenamento, grazie alle<br />

quali fisicamente sono cambiato molto.<br />

A livello mentale, poi, ho acquisito la consapevolezza<br />

di poter fare ancora grandi imprese<br />

e di avvicinarmi dove l’uomo ancora non<br />

si è mai spinto. Confesso che vorrei provare<br />

il no limits.


“<br />

A volte mi sono stupito di me stesso, sia per come ho retto la<br />

pressione che per le modalità con cui sono riuscito a gestire<br />

fisicamente gli allenamenti e le prove.<br />

-84<br />

La gioia di Homar al termine della prova che ad Andora (SV), il 4 Ottobre 2009,<br />

gli è valsa il nuovo Record Mondiale CMAS di Assetto Costante con Attrezzi.<br />

La profondità raggiunta nella circostanza dall’atleta milanese è stata di -84 m.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


Pianeta Acaua - web magazine<br />

“ Penso che la mia carriera agonistica abbia ancora tanto da dire.<br />

Inoltre, mi piacerebbe che tutti i record assoluti venissero<br />

fatti omologare dalla CMAS. Solo a quel punto,<br />

forse, mi sentirò tra i più forti della storia,<br />

anche se nutro l’idea di diventare<br />

l’uomo più profondo del mondo.<br />

-95<br />

La risalita con la monopinna di Homar, che a Soverato,<br />

il 15 Settembre 2012, con la misura di -95 m, ha<br />

conseguito il nuovo Record Mondiale CMAS<br />

di Assetto Costante con Attrezzi.


Analogamente a quanto avvenuto per gli<br />

altri, anche per questi due ultimi tentativi<br />

hai richiesto l’omologazione alla CMAS:<br />

a quali norme e procedure ti sei dovuto<br />

attenere per far sì che i tuoi record venissero<br />

riconosciuti?<br />

Innumerevoli, sia dal punto di vista burocratico<br />

che economico. Per fare omologare un<br />

record, infatti, ci vuole un anno di lavoro e<br />

una macchina organizzativa imponente. A<br />

tale proposito, colgo l’occasione per ringraziare<br />

CalabriApnea, che da due anni mi<br />

segue, mi supporta e mi sopporta… Camillo<br />

Viscomi, Luigi Morello, Nico Mari e Soso<br />

Rania, il nucleo centrale organizzativo e poi<br />

tutti gli altri. Senza di loro tutto questo non<br />

sarebbe stato possibile. Inoltre, un grande<br />

ringraziamento va anche alla FIPSAS,<br />

sempre molto attenta nei miei confronti e<br />

disponibile a supportare le mie imprese.<br />

Che idea ti sei fatto di chi, pur non<br />

avendo seguito come te la via<br />

dell’ufficialità, si definisce lo stesso<br />

recordman mondiale?<br />

Il discorso è molto semplice: per avere una<br />

omologazione ufficiale bisogna muoversi<br />

nel solco dell’ufficialità. Il concetto è il<br />

seguente: l’organo supremo dello sport<br />

internazionale è il Comitato Olimpico<br />

Internazionale (CIO), il quale riconosce per<br />

ciascuno sport una Federazione Internazionale.<br />

Per l’apnea e gli altri sport subacquei, la<br />

Federazione Internazionale di riferimento è<br />

la Confederazione Mondiale delle Attività<br />

Subacquee (CMAS).<br />

In ogni Stato, poi, il CIO ha una propria<br />

emanazione, che nel caso dell’Italia è il<br />

Comitato Olimpico Nazionale Italiano<br />

(CONI), il quale a sua volta riconosce un<br />

certo numero di Federazioni Sportive Nazionali,<br />

tra cui la Federazione Italiana Pesca<br />

Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS).<br />

L’apnea è una delle discipline gestite e<br />

regolamentate dalla FIPSAS, la quale è<br />

affiliata alla CMAS.<br />

Pertanto, per richiedere l’omologazione di<br />

un record continentale o mondiale bisogna<br />

rispettare le regole e le procedure previste<br />

dalla Federazione Internazionale di<br />

riferimento, controlli antidoping compresi.<br />

Mentre per i record nazionali bisogna rispettare<br />

le norme e le procedure previste dalla<br />

Federazione Nazionale di competenza. Il<br />

problema dell’apnea è che, con il tempo, si<br />

sono venute a creare più Federazioni<br />

Internazionali (AIDA, FREE, IAFD), le quali,<br />

nonostante si siano date delle norme,<br />

continuano a non essere riconosciute dal<br />

CIO.<br />

Quindi, è l’atleta che deve cogliere le<br />

differenze e decidere quale tipo di omologazione<br />

richiedere, senza nulla togliere alla<br />

sua prestazione sportiva finale.<br />

P<br />

Non trovi che l’uso improprio e illegittimo<br />

di tali titoli possa creare dei seri<br />

danni alla credibilità di questo sport?<br />

Temo che questa confusione, la differenza<br />

di misure e l’esistenza di più record mondiali,<br />

continentali e nazionali abbiano già<br />

minato la poca credibilità di tale disciplina.<br />

Dopo gli ultimi due record mondiali<br />

realizzati, ti è mai capitato di sentirti il<br />

dominatore assoluto dell’apnea profonda?<br />

No, penso che la mia carriera agonistica<br />

abbia ancora tanto da dire. Inoltre, mi piacerebbe<br />

che tutti i record assoluti venissero<br />

fatti omologare dalla CMAS.<br />

Solo a quel punto, forse, mi sentirò tra i più<br />

forti della storia, anche se nutro l’idea di<br />

diventare l’uomo più profondo del mondo.<br />

Come e quando è nato il tuo feeling con<br />

il costante?<br />

Praticamente da sempre. Sin da piccolo,<br />

infatti, avevo una certa propensione per il<br />

profondo e l’ignoto.<br />

E il variabile? Come mai a un certo punto<br />

della tua carriera hai deciso di cimentarti<br />

anche in questa specialità?<br />

Il variabile è una conquista. Credo che sia<br />

un passo naturale. E’ molto difficile da<br />

organizzare e da allenare in sicurezza e,<br />

quindi, mi sono dovuto conquistare sul<br />

campo questa opportunità. Sarò sempre<br />

grato a Camillo e a CalabriApnea per aver<br />

creduto in me e avermi dato fiducia.<br />

Come giudichi la tua carriera agonistica?<br />

Sei soddisfatto dei risultati sin qui<br />

conseguiti?<br />

Sicuramente qualcosa ho fatto, ma i risultati<br />

sin qui ottenuti, più che un punto di arrivo,<br />

mi piace considerarli come un punto di<br />

partenza, un trampolino per poter raggiungere<br />

obiettivi sempre più prestigiosi.<br />

La mia sete agonistica, infatti, è tutt’altro<br />

che appagata. Mi voglio togliere ancora<br />

molte soddisfazioni. Mi sento giovane e<br />

forte e soprattutto ho molti stimoli.<br />

E poi sono convinto che il rapporto che ho<br />

instaurato di recente con alcuni sponsor<br />

(Oceanic, Siad ed Easydive) mi aiuterà<br />

sicuramente a fare il salto di qualità, in<br />

quanto si tratta di grosse aziende, molto<br />

organizzate e in grado di fornirmi una logistica<br />

all’altezza della situazione.<br />

L’unico rammarico è quello di non aver<br />

potuto contare finora su una monopinna<br />

adeguata alla mie potenzialità.<br />

Ragion per cui credo che per il futuro mi<br />

orienterò, così come hanno già fatto altri<br />

atleti di livello internazionale, sulle monopinne<br />

russe o ucraine.<br />

Anche perché la monopinna è per me un<br />

mezzo indispensabile sia per il costante che<br />

per il variabile.<br />

Si dice che uno dei tuoi più grossi crucci<br />

sia quello di non essere un atleta<br />

“professionista”, ovvero non di non<br />

avere la fortuna di poterti dedicare solo<br />

all’allenamento: ce lo confermi?<br />

E, se sì, come pensi di ovviare a tale<br />

situazione?<br />

Sì, lo confermo, ma credo che le aziende<br />

partner di quest’anno siano veramente in<br />

grado di sostenermi come atleta e, quindi, di<br />

consentirmi finalmente di potermi dedicare<br />

solo ed esclusivamente all’allenamento e<br />

alla profondità.<br />

acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine


Pianeta Acaua - web magazine<br />

Homar durante il tentativo di assetto variabile con<br />

attrezzi, eseguito a Soverato (CZ), l’11 Settembre 2012.<br />

Nell’occasione, con la misura di -131 m, Homar ha<br />

stabilito il primo Record Mondiale CMAS<br />

di Assetto Variabile con Attrezzi.<br />

-131<br />

P<br />

“ Nell’assetto costante, che era e rimane la mia specialità di riferimento,<br />

cercherò di abbattere il muro dei -100 m in Mediterraneo e di mettermi alla<br />

prova nei Mari caldi, dove sono convinto di poter fare veramente bene.


-86<br />

Due membri dello staff di CalabriApnea<br />

impegnati a fornire assistenza a Homar durante<br />

le sue ultime due performance a Soverato.<br />

Nel 2010 sei stato ospite della trasmissione<br />

televisiva lo Show dei Record,<br />

dove hai pedalato sott’acqua per 767 m:<br />

che esperienza è stata?<br />

E’ stata una bella esperienza. Portare<br />

l’apnea in televisione, a Canale 5, in prima<br />

serata di sabato, con due super campioni<br />

come Cipollini e Pelizzari a commentare la<br />

mia prova, è stata veramente una grossa<br />

emozione. Il problema semmai è stato<br />

quello di sincronizzare la preparazione della<br />

pre-performance con i tempi televisivi.<br />

Mi hanno accorciato la preparazione di ben<br />

15 minuti e per un apneista non è poco.<br />

La prova è stata dura, molto fisica e tutt’altro<br />

che banale, sia nella preparazione tecnica<br />

del gesto atletico che per la scelta del<br />

mezzo.<br />

Avendone realizzato uno, cosa ne pensi<br />

dei record da guinness di apnea?<br />

Per quanto mi riguarda, ho accettato la<br />

proposta di partecipare alla trasmissione e<br />

di tentare di realizzare un Guinness World<br />

Record perché si trattava di una performance<br />

sportivo-atletica per niente banale.<br />

Posso assicurare, infatti, che pedalare<br />

sott’acqua non è uno sforzo semplice e farlo<br />

per quasi due giri di pista di atletica è<br />

tutt’altro che immediato.<br />

Ci tengo a sottolineare poi che la prova si è<br />

svolta senza ventilazione in ossigeno.<br />

Se mi avessero chiesto di fare qualsiasi<br />

altra cosa, non avrei accettato.<br />

Che consiglio darebbe Homar Leuci a un<br />

giovane che volesse avvicinarsi<br />

all’apnea?<br />

Sicuramente di seguire prima un corso e poi<br />

dei validi stage di approfondimento.<br />

Quali altre imprese dobbiamo aspettarci<br />

per il futuro?<br />

Nell’assetto costante, che era e rimane la<br />

mia specialità di riferimento, cercherò di<br />

abbattere il muro dei -100 m in Mediterraneo<br />

e di mettermi alla prova nei Mari caldi,<br />

dove sono convinto di poter fare veramente<br />

bene. Nell’assetto variabile, invece, mi<br />

auguro di poter sfondare il muro dei -150 m.<br />

Il tuo sogno nel cassetto?<br />

Nuotare in apnea con la monopinna tra gli<br />

squali e i delfini. Fare un film che sensibilizzi<br />

l’opinione pubblica su un tema delicato<br />

come la tutela del mondo marino e le specie<br />

a rischio di estinzione come i delfini, gli<br />

squali e i cetacei.<br />

Purtroppo, stiamo distruggendo il più<br />

bell’habitat che esista e i figli di mio figlio<br />

non so se avranno la fortuna di vederlo. Nel<br />

mio piccolo, mi piacerebbe fare qualcosa<br />

che porti questo tema al centro<br />

dell’attenzione.<br />

Per concludere: cos’è per te l’apnea?<br />

Una disciplina di vita e un mezzo di conoscenza<br />

interiore.<br />

acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine


P<br />

aca<br />

qc<br />

uq<br />

au<br />

a<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Assoluto di Pesca in Apnea<br />

Bruno De Silvestri conquista l’edizione 2012 a Portoscuso<br />

AA quasi due anni esatti di distanza, il Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, giunto quest’anno<br />

alla sua 63° edizione, ha fatto nuovamente tappa in Sardegna. Ad ospitarlo, il 21 e 22 Settembre u.s., sono<br />

state le acque di Portoscuso, già sede, nel 2005, di un altro Campionato Italiano di Pesca in Apnea: quello<br />

di 2^ Categoria. Dei ventotto atleti aventi diritto di partecipazione, a Portoscuso (CI) se ne sono presentati<br />

ventisei. Unici assenti Maurizio Girolami, impossibilitato a partecipare per problemi personali, e Marco<br />

Gaggini, reduce da un’operazione a un occhio. A dirigere la competizione sono stati Roberto Borra<br />

(Direttore di Gara) e Massimo Donno (Giudice di Gara).<br />

P


La prima giornata<br />

E’ iniziata intorno alle ore 8:30 e si è disputata<br />

nel campo B: quello che andava da<br />

Capo Porto Paietto a Capo Altano. Davvero<br />

eccezionale l’avvio di Bruno De Silvestri,<br />

che dopo la prima ora di gara poteva già<br />

contare su dieci pesci: nove saraghi e un<br />

tordo, catturati tutti su due tagli, posti a circa<br />

-30 m di profondità.<br />

A questi si sono aggiunti poi, nel corso della<br />

competizione, altri otto pesci validi, per un<br />

totale di diciotto prede e cinque specie, che<br />

hanno consentito all’atleta cagliaritano di<br />

stravincere la prima giornata e di mettere<br />

una seria ipoteca sul successo finale.<br />

Alle sue spalle Andrea Settimi, che dopo<br />

una bella partenza (un tordo al secondo<br />

tuffo e altre tre prede di lì a poco) si è un po’<br />

arenato nella fase centrale della competizione,<br />

salvo poi riprendersi alla fine, dove è<br />

riuscito ad arpionare qualche altro pesce,<br />

chiudendo con nove prede (tra cui due tordi<br />

di poco superiori al kg) e tre specie.<br />

Molto bene anche Antonio Lovicario, i cui<br />

nove pesci più una preda a coefficiente,<br />

catturati all’agguato e all’aspetto in -25/-26<br />

m d’acqua, gli sono valsi il terzo posto di<br />

giornata, davanti ad Andrea Calvino, bravo<br />

a collezionare sette prede più una a coefficiente,<br />

pescando esclusivamente in tana e<br />

con il fucile corto. Al quinto posto, staccato<br />

di soli 34 punti da Calvino, Adriano Riggio,<br />

che, complice una bella partenza (dopo le<br />

prime due ore aveva già tre pesci, tra cui<br />

una corvina di 1,444 kg), è riuscito a totalizzare<br />

sei prede più una a coefficiente.<br />

Di segno opposto, ma non per questo meno<br />

efficace in termini di punteggio, la gara di<br />

Fabio Figlioli, che con sette saraghi, pescati<br />

tutti nelle ultime tre ore di gara, ha guadagnato<br />

la sesta posizione, davanti a Salvatore<br />

Roccaforte, autore di sei catture, tra cui<br />

una splendida corvina di 2,340 kg.<br />

In rimonta anche la gara di Sebastiano<br />

Rosalba, che, con tre saraghi e un dentice<br />

di 2,672 kg (la preda più grande di giornata),<br />

catturati tutti nell’ultima ora di competizione,<br />

ha agguantato un preziosissimo ottavo<br />

posto. Dietro di lui, staccati rispettivamente<br />

di 134 e 1.078 punti, Stefano Claut (nono<br />

con otto prede) e Franco Villani (decimo con<br />

sei pesci), che hanno chiuso la Top Ten di<br />

giornata.<br />

La seconda giornata<br />

Si è svolta nel campo di gara A, quello che<br />

andava da Capo Altano a Punta Salerda<br />

Manna, ed è iniziata anch’essa, al pari della<br />

prima, intorno alle ore 8:30. Le catture sono<br />

cominciate sin da subito. Uno dei più lesti a<br />

metterle a segno è stato Franco Villani, che<br />

al primo tuffo, fatto su un fondale di circa -<br />

33 m, ha catturato la preda più grande di<br />

giornata (e del Campionato): un dentice di<br />

3.832 kg. La gara dell’atleta bresciano è poi<br />

proseguita con la cattura di altri sette pesci<br />

(tre dentici, di cui due superiori al kg, una<br />

salpa, un sarago, un tordo e una corvina),<br />

grazie ai quali è riuscito sì a vincere la<br />

giornata, ma non il Campionato (così come<br />

del resto gli era già successo nel 2010 a<br />

Bosa Marina).Con sette prede (di cui sei<br />

arpionate nelle prime due ore di gara, sui<br />

-15/-20 m) e un sesto posto di giornata,<br />

il titolo italiano se lo è aggiudicato infatti, per<br />

il secondo anno consecutivo, Bruno De<br />

Silvestri, bravissimo nel difendere l’ampio<br />

vantaggio accumulato il giorno precedente.<br />

Alle loro spalle Sebastiano Rosalba, le cui<br />

nove prede (tra cui due dentici, catturati<br />

nell’ultima ora di gara) gli sono valse la<br />

seconda piazza di giornata e il terzo posto<br />

finale, davanti ad Andrea Calvino, quarto, e<br />

autore di due prove estremamente regolari.<br />

Per lui sette prede più una a coefficiente<br />

nella prima giornata e nove pesci nella<br />

seconda. Poco brillante Andrea Settimi,<br />

che, nonostante l’undicesimo posto di<br />

giornata, è riuscito comunque a chiudere in<br />

quinta posizione, precedendo, di circa tre<br />

punti percentuali, Christian Mortellaro,<br />

quinto di giornata e sesto nella classifica<br />

finale. Ottima la rimonta di Concetto Felice,<br />

che con nove pesci (tra cui un cefalo di<br />

1,520 kg), catturati tutti in acqua bassa, ha<br />

migliorato di ben nove posizioni il piazzamento<br />

ottenuto nella prima giornata,<br />

collocandosi al settimo posto finale. Dietro<br />

di lui, Adriano Riggio, che dopo una partenza<br />

fulminante (una corvina di 1,552 kg nei<br />

primissimi minuti di gara e altre due prede in<br />

rapida sequenza), si è praticamente bloccato,<br />

salvo poi riprendersi nel finale, dove,<br />

grazie a un sarago catturato all’ultimo tuffo,<br />

è riuscito a limitare i danni. Una sorte analoga<br />

è toccata a Fabio Figlioli, che, dopo<br />

essere partito fortissimo (cinque pesci nelle<br />

prime due ore di gara), non ha più trovato il<br />

bandolo della matassa, scivolando così al<br />

nono posto finale, davanti ad Antonio<br />

Lovicario, che, nonostante la deludente<br />

seconda giornata disputata (addirittura<br />

undici le posizioni perse rispetto alla prima),<br />

si è accaparrato l’ultimo posto utile della<br />

categoria Top Ten. Da segnalare, infine, il<br />

ritiro forzato dalla gara di Nicola Smeraldi,<br />

alle prese con alcuni problemi di compensazione.<br />

I commenti dei primi 10 classificati<br />

Bruno De Silvestri<br />

Sono molto contento, anche perché vincere<br />

in casa non è mai facile. Gli altri atleti ti sono<br />

tutti addosso, ti controllano di più. E poi in<br />

casa si avverte il doppio della pressione<br />

psicologica, in quanto se fai male sei un<br />

cretino e se vinci hai semplicemente fatto il<br />

tuo dovere. Nella prima giornata ho avuto<br />

molta fortuna, poiché, al secondo spostamento,<br />

non solo ho trovato molti più pesci di<br />

quanti ne avevo visti in preparazione, ma ho<br />

potuto anche pescare da solo, senza che<br />

nessuno mi disturbasse. Per un’ora ho<br />

potuto gestirmi, in assoluta tranquillità, due<br />

tagli a -30 m, in cui i pesci si spostavano da<br />

uno all’altro. Dopo la prima ora avevo già<br />

dieci pesci. Probabilmente, se lo stesso<br />

posto lo avessi dovuto dividere con altre<br />

due o tre persone, di pesci ne avrei presi un<br />

terzo o anche meno. La prima ora della<br />

prima giornata è stata sicuramente decisiva,<br />

in quanto, oltre a tranquillizzarmi, ha anche<br />

influito sugli avversari, che, quando hanno<br />

saputo che dopo un’ora avevo già dieci<br />

pesci, si sono demoralizzati. La seconda<br />

giornata si è disputata in una zona che non<br />

mi piaceva e nella quale sapevo di non<br />

poter fare benissimo.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Ho fatto tre/quattro spostamenti mirati a<br />

-15/-20 m e poi mi sono messo a scorrere,<br />

per più di metà gara, a -30 m, su una strada<br />

dove ho preso un solo sarago. Quindi, il<br />

carniere l’ho costruito pressoché tutto nelle<br />

prime due ore, quando sono riuscito a<br />

prendere sei pesci. Per tutta la gara ho<br />

avuto paura di non farcela, però poi alla fine<br />

è andata bene.<br />

Franco Villani<br />

Sono soddisfatto, anche se mi rimane un<br />

po’di amaro in bocca, perché è la seconda<br />

volta che arrivo secondo, vincendo una<br />

delle due giornate. Speravo nel mare<br />

grosso, perché di pesci segnati, la prima<br />

giornata, ne avevo veramente pochi. Durante<br />

la preparazione non sono mai riuscito a<br />

trovarne più di due o tre. In gara ne ho presi<br />

nove, di cui validi sei, per cui è andata<br />

piuttosto bene. La seconda giornata ho<br />

schiacciato parecchio la classifica, ma<br />

comunque meno rispetto a quanto fatto da<br />

Bruno il giorno prima. Nella seconda giornata<br />

Bruno ha svolto il compitino. Di sicuro<br />

poteva fare di più, poiché le zone che aveva<br />

preparato lui erano le stesse in cui io ho<br />

preso i dentici. Ma lui a quel tipo di pesca lì<br />

non ci crede. Nella seconda giornata,<br />

complice il fatto che in acqua bassa non<br />

avevo trovato niente di sicuro, ho deciso di<br />

giocarmi la carta che mi poteva regalare la<br />

vittoria e così ho impostato fondo. Siccome<br />

avevo visto dei dentici di 6/7 kg, mi sono<br />

convinto che valeva la pena provarci. Poi è<br />

chiaro che in gara le cose non vanno esattamente<br />

come uno spera e, anziché quello da<br />

7, ti arriva magari il dentice da 3 o 4 kg, al<br />

quale, ovviamente, non puoi non sparare.<br />

Pertanto, ho fatto quello che ho potuto. Ho<br />

vinto la seconda giornata con una pescata<br />

bellissima, che credo rimarrà negli annali.<br />

Mentre Bruno invece si è limitato a svolgere<br />

il compitino, così come del resto ho fatto io<br />

la prima giornata con i pesci che avevo. La<br />

differenza è che lui il primo giorno ha avuto<br />

la grandissima fortuna di trovare una tana<br />

con nove saraghi tutti superiori al kg. Del<br />

resto lo ha detto anche lui di essere stato<br />

fortunato. Comunque, il secondo giorno un<br />

po’ di paura gliel’ho messa, tant’è che<br />

quando sono arrivato al centro campo gara<br />

mi ha chiesto subito: quanti pesci hai?<br />

Quanti punti hai fatto? Sono contento della<br />

gara che ho disputato. Sinceramente, non<br />

credo che avrei potuto fare di più.<br />

Sebastiano Rosalba<br />

Non mi aspettavo di arrivare terzo, anche<br />

perché di pesce segnato ne avevo<br />

veramente poco. Ero consapevole di poter<br />

fare una bella pescata nella seconda<br />

giornata, come poi peraltro ho fatto, ma mai<br />

mi sarei immaginato di salire sul podio.<br />

Nella prima giornata mi sono messo a<br />

scorrere su alcuni costoncini senza riuscire<br />

a prendere nulla. Poi, nell’ultima ora di gara,<br />

mi sono spostato a largo, sui -20 m, dove ho<br />

preso tre saraghi. Dopodiché, sono tornato<br />

a riva, in -14/-15 m di fondo, a pescare<br />

all’aspetto e all’agguato, nel tentativo di<br />

catturare qualche salpa. E invece mi è<br />

arrivato un bel dentice.<br />

Classifica<br />

Pos. Concorrenti<br />

1 Bruno De Silvestri – Club Sub Cagliari<br />

2 Franco Villani – Apnea Club Brescia<br />

3 Sebastiano Rosalba – Syrako Sub<br />

4 Andrea Calvino – Mojoli Sub<br />

5 Andrea Settimi – S.P.S. Foce del Mignone<br />

6 Christian Mortellaro – Syrako Sub<br />

7 Concetto Felice – Nuoto Sub 2000<br />

8 Adriano Riggio – Agonistica Sub. Atlantide<br />

9 Fabio Figlioli – Sailing Moon<br />

10 Antonio Lovicario – Air Sub Apnea Team<br />

11 Stefano Claut – Società Nautica Grignano<br />

12 Salvatore Roccaforte – A.N.S. Pesca in Apnea<br />

13 Diego D’Alessandro – L.N.I. Mola di Bari<br />

14 Diego Mazzocchi – Emporio della Pesca Sub<br />

15 Nicola Smeraldi – Circolo Sub Sestri Levante<br />

16 Renato Sperandio – S.P.S. Foce del Mignone<br />

17 Daniele Petrollini – A.D.P.S. Marinetta<br />

18 Raffaele Loprete – Altamarea Sub<br />

19 Pietro Cascione – L.N.I. Mola di Bari<br />

20 Francesco Arrigo – L.N.I. Genova Quinto<br />

21 Angelo D’Onofrio – Mojoli Sub<br />

22 Andrea Cernuta – Circolo Sub. A. Ghisleri<br />

23 Enrico Volpicelli – Arco Muto Sub Anzio<br />

24 Paolo Petri – Circolo Pescatori Dilet. Rapallesi<br />

25 Luca Giaccaglia – Komaros Sub Ancona<br />

26 Luca Sepe – L.N.I. Pozzuoli<br />

1° Giornata 2° Giornata Totale<br />

100,00 % 46,41 % 146,41 %<br />

29,11 % 100,00 % 129,11 %<br />

33,24 % 60,11 % 93,36 %<br />

35,56 % 55,73 % 91,29 %<br />

44,85 % 33,87 % 78,72 %<br />

24,22 % 51,71 % 75,92 %<br />

20,22 % 55,17 % 75,40 %<br />

35,43 % 39,43 % 74,86 %<br />

34,23 % 36,84 % 71,07 %<br />

42,07 % 28,86 % 70,92 %<br />

32,73 % 37,94 % 70,66 %<br />

33,96 % 32,16 % 66,13 %<br />

17,88 % 24,38 % 42,26 %<br />

0,00 % 39,21 % 39,21 %<br />

18,38 % 18,06 % 36,44 %<br />

4,78 % 29,83 % 34,60 %<br />

10,96 % 21,90 % 32,86 %<br />

19,20 % 12,60 % 31,80 %<br />

22,72 % 7,43 % 30,15 %<br />

9,87 % 17,67 % 27,53 %<br />

17,10 % 6,60 % 23,70 %<br />

14,98 % 6,58 % 21,56 %<br />

14,70 % 6,34 % 21,04 %<br />

17,65 % 0,00 % 17,65 %<br />

17,21 % 0,00 % 17,21 %<br />

4,70 % 11,21 % 15,91 %


Assoluto di Pesca in Apnea<br />

Nella foto: Il Vincitore del campionato Bruno De Silvestri<br />

Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Assoluto di Pesca in Apnea<br />

Nella seconda giornata la partenza l’ho fatta<br />

sui -23/-24 m, su alcune pietre in mezzo<br />

all’alga, sperando di trovare dei tordi<br />

marvizzi che avevo segnato. Non vedendoli,<br />

mi sono spostato a riva, su un fondale di -15<br />

m, dove ho preso dei saraghi, dei tordi, una<br />

corvina e un’orata. Nell’ultima ora di gara,<br />

sono ritornato sullo stesso punto dove ho<br />

fatto la partenza, sempre sui -23 m, dove ho<br />

catturato due dentici di 400/500 gr. L’unico<br />

rammarico è quello di aver strappato<br />

qualche pesce sia nella prima che nella<br />

seconda giornata.<br />

Andrea Calvino<br />

Non sono soddisfatto al 100%, in quanto mi<br />

aspettavo di salire sul podio. Mi era già<br />

sfuggito a Bosa, nel 2010, e questa volta,<br />

sinceramente, ci speravo. In realtà non ho<br />

avuto pesci strappati o episodi sui quali<br />

recriminare. Sono stato magari poco rapido<br />

nel cambiare, dal momento che in entrambe<br />

le giornate ho preso pesci all’inizio e alla<br />

fine della gara. Probabilmente, avrei dovuto<br />

essere più rapido nelle scelte, al fine di<br />

sfruttare meglio la fase intermedia delle due<br />

frazioni di gara, dove ho girato un po’ a<br />

vuoto. La prima giornata ho pescato esclusivamente<br />

in tana e con il fucile corto,<br />

scorrendo e razzolando sulle zone che<br />

avevo trovato in preparazione. Il secondo<br />

giorno sono partito pescando sempre in<br />

tana. Poi, però, ho preso il 100 e mi sono<br />

messo a fare aspetti in profondità. E questo<br />

mi ha premiato perché, così facendo, ho<br />

preso diversi tordi, anche in zone che in<br />

preparazione non avevo esplorato. Sono<br />

stato regolare, perché ho azzeccato la<br />

tattica di gara all’80%. Ho capito su quale<br />

fondale bisognava pescare e come<br />

bisognava pescare. Per vincere, comunque,<br />

serve qualcosa di più. E questo qualcosa mi<br />

è mancato. Potessi tornare indietro, il primo<br />

giorno andrei a pescare fuori, in una zona<br />

più fonda un po’ prima, mentre il secondo<br />

anticiperei la pesca all’aspetto con il 100.<br />

Comunque, alla fine, il terzo gradino del<br />

podio è sfumato per pochissimo. E poi il<br />

fatto che lo abbia conquistato Sebastiano<br />

non può che farmi piacere, dal momento<br />

che è un ragazzo molto bravo e umile.<br />

P<br />

Andrea Settimi<br />

Sebbene il quinto posto sia sempre un bel<br />

risultato, non posso dire di ritenermi soddisfatto,<br />

in quanto, dopo la prima giornata,<br />

che ho chiuso al secondo posto, aspiravo al<br />

podio. Il problema è stato nella seconda<br />

giornata, dove per fare bene bisognava<br />

prendere otto pesci. Io invece ne ho catturati<br />

soltanto cinque. Dopodiché, due li ho<br />

sbagliati e un barracuda è scappato a seguito<br />

del passaggio del gommone di un concorrente.<br />

Sarebbero stati tre pesci in più che<br />

avrebbero fatto sicuramente la differenza. In<br />

ogni caso, non si può recriminare sui pesci<br />

persi, anche perché le gare vengono decise<br />

da ciò che uno porta al peso. Errori non<br />

credo di averne fatti, in quanto ho pescato<br />

sia a terra che fuori. Ho anche trovato un<br />

branco di dentici e barracuda, ma non si<br />

sono avvicinati. Forse ci sarebbe voluto un<br />

pizzico di fortuna in più, ma è andata come<br />

è andata.<br />

acqua<br />

La prima giornata sono partito su dei segnali<br />

a -16 m e poi, da lì, mi sono spostato su<br />

tutta una serie di zone limitrofe, finché non<br />

ho trovato una zona con un po’ più di vita e<br />

dove ho insistito più a lungo. Successivamente,<br />

ho fatto tutti i segnali singoli che<br />

avevo e piano piano il carniere si è costruito<br />

da solo. Nella seconda giornata è stato tutto<br />

più difficile, perché di pesce se ne vedeva<br />

poco e quel poco che si vedeva era nervosissimo.<br />

Christian Mortellaro<br />

Sono contento del risultato ottenuto, anche<br />

perché ci tenevo a riconfermarmi tra i primi<br />

dieci. Mi dispiace di non essere riuscito a<br />

preparare come avrei voluto, a causa di<br />

alcuni guai fisici che mi hanno un po’ condizionato.<br />

Fortunatamente, comunque, in<br />

gara non ho avuto il benché minimo problema.<br />

Nella prima giornata, dopo un’ora e<br />

mezza di gara, non avevo neanche un<br />

pesce. Così ho deciso di spostarmi su una<br />

roccia, sui -17/-18 m, e lì vi ho preso un bel<br />

tordo. Successivamente, mi sono diretto<br />

prima su due pietre isolate, catturandovi un<br />

tordo, e poi su un segnale fondo, sui – 28 m,<br />

dove ho preso un altro tordo. Mi sono poi<br />

spostato su un grotto, a -30 m, dove ho<br />

arpionato un sarago, e, infine, sono tornato<br />

sui segnali in cu ho fatto la partenza, catturandovi<br />

un secondo sarago. Nella seconda<br />

giornata sono partito su una bella striscia di<br />

roccia sui -28/-29 m. Al secondo tuffo ho<br />

preso una corvina di 1,416 kg. Poi, scorrendo<br />

lì vicino, due saraghi. Dopodiché, mi<br />

sono spostato prima sui -26 m e poi sui -18<br />

m, dove ho preso una salpa. In seguito sono<br />

ritornato sui -26 m e vi ho catturato una<br />

corvina. Infine, sono riandato sulle mire<br />

della partenza e vi ho preso una corvina e<br />

un tordo. Credo di aver fatto un programma<br />

di gara quasi esatto. Gli unici rammarichi<br />

sono quelli di non essere riuscito a prendere<br />

un sarago la prima giornata e di aver strappato<br />

una salpa, che avrebbero potuto<br />

regalarmi qualche punto in più.<br />

Concetto Felice<br />

Il risultato mi soddisfa, anche perché non ho<br />

trovato molte zone dove pescare. Mi aspettavo<br />

di prendere qualche pesce, ma niente<br />

di che. Ho impostato la preparazione in<br />

funzione del fatto che, nell’imminenza della<br />

gara, entrasse una mareggiata, per cui ho<br />

preparato anche sotto costa. Alla fine però<br />

questa mareggiata è stata relativa e mi sono<br />

ritrovato con il campo di gara preparato per<br />

metà sotto costa e per metà a largo. Così<br />

alla fine mi è toccato pescare sotto costa<br />

con il mare calmo e 30 m di visibilità, il che,<br />

per questo tipo di pesca, non è proprio il<br />

massimo. La prima giornata sono partito in<br />

delle zone in cui avevo visto girare qualche<br />

orata e un grosso dentice, ma non vi ho<br />

trovato nulla. Così, sono andato sui segnali<br />

fuori, dove, nonostante gli altri ci avessero<br />

già pescato, sono riuscito a prendere un<br />

sarago. Dopodiché, una volta finiti i segnali,<br />

ho iniziato a fare il giro degli stessi punti fino<br />

alla fine della gara. E, fortunatamente, ogni<br />

tanto mi è capitato di trovarci qualcosa. La<br />

seconda giornata sono partito sui -7/-10 m.


Ho fatto tre/quattro segnali e poi sono<br />

andato fuori, sui – 20/-22 m. Non vedendovi<br />

nulla, ho deciso di provare in acqua bassa,<br />

dove ho preso subito un bel cefalo, che mi<br />

dato la carica.<br />

A distanza di un quarto d’ora, ho catturato<br />

un altro cefalo e poi, un pesce ogni tanto, ho<br />

totalizzato, pescando sempre in acqua<br />

bassa, nove prede, grazie alle quali ho<br />

chiuso la giornata in quarta posizione.<br />

Potessi tornare indietro, imposterei la prima<br />

giornata diversamente, preparando di più<br />

sui punti in cui avrei potuto prendere i<br />

saraghi, sui -20/-22 m.<br />

Adriano Riggio<br />

Come ogni anno la seconda giornata mi<br />

perseguita e vado sempre a peggiorare.<br />

Tuttavia, sono contento lo stesso, in quanto<br />

sono rimasto nella Top Ten.<br />

E’ stato un bellissimo Campionato, in cui,<br />

oltre a catturare delle belle corvine, non<br />

credo di aver sbagliato niente. La prima<br />

giornata ho pescato su un fondale che<br />

andava dai – 28 ai -30 m.<br />

Ho fatto cinque spostamenti e in ogni punto<br />

che avevo segnato in preparazione sono<br />

riuscito a trovare i pesci. Dopo le prime due<br />

ore avevo già tre prede. La seconda giornata<br />

ho fatto un bellissima partenza su un<br />

posto deciso all’ultimo momento.<br />

Ho preso subito la corvina di 1.552 kg e poi,<br />

dopo essermi spostato su una tana, un bel<br />

sarago di quasi 1 kg. Dopodiché, ho catturato<br />

un tordo e poi mi sono bloccato totalmente,<br />

salvo riprendermi nel finale, quando ho<br />

preso prima una murena e in seguito,<br />

proprio negli ultimissimi minuti, un sarago,<br />

che mi ha fatto risalire parecchie posizioni in<br />

classifica.<br />

Fabio Figlioli<br />

Sapevo di non poter vincere, anche se,<br />

molto probabilmente, avrei potuto ottenere<br />

un risultato diverso.<br />

Mi ero prefissato di arrivare nelle prime<br />

tre/quattro posizioni.<br />

Ci tenevo a fare una bella gara. Stava<br />

andando anche bene, soltanto che dalla<br />

terza ora in poi della seconda giornata non<br />

ho capito più niente.<br />

Sono continuato ad andare sempre sugli<br />

stessi segnali, nella speranza che vi entrassero<br />

i pesci, quando invece, pescando a<br />

scorrere, avrei potuto prendere quelle<br />

due/tre prede che mi avrebbero regalato il<br />

podio.<br />

La prima giornata ho fatto le prime due ore<br />

su dei segnali fondi, in cui speravo di<br />

prendere qualche pesce grande, però non vi<br />

ho trovato nulla.<br />

Così, a metà gara, mi sono diretto su una<br />

lastra, dove ho preso due saraghi e poi,<br />

nell’ultima ora, sono ritornato su dei segnali<br />

in cui in precedenza non vi avevo visto<br />

niente e dove invece, al secondo tentativo,<br />

vi ho catturato sei saraghi.<br />

Se ci fossi andato un po’ prima, forse avrei<br />

potuto chiudere la serie dei dieci saraghi e<br />

ottenere il relativo bonus.<br />

Nell’insieme, comunque, è stato un bel<br />

recupero. La seconda giornata sono partito<br />

fortissimo e poi mi sono perso.<br />

Il Direttore di Gara (nonché componente il Comitato di Settore<br />

A.S. e Responsabile Nazionale della Pesca in Apnea), Roberto<br />

Borra (a destra), insieme al Giudice di Gara, Massimo Donno.<br />

Il Presidente del Settore A.S., Alberto Azzali (al centro), insieme<br />

al Segretario Generale FIPSAS, Pasqualino Zuccarello, e al<br />

Consigliere Federale, Laura Giacomini.<br />

Primo piano di Franco Villani: secondo classificato.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Assoluto di Pesca in Apnea<br />

Antonio Lovicario<br />

Da questa gara mi aspettavo molto di più.<br />

Dopo essere arrivato terzo la prima giornata,<br />

puntavo al podio. Poi però la seconda<br />

giornata è andata come è andata e alla fine<br />

è arrivato questo decimo posto, che, pur<br />

essendo una bella consolazione, non era il<br />

mio obiettivo. La prima giornata ho pescato<br />

all’aspetto e all’agguato in -25/-26 m. Dopo<br />

venti minuti ho preso il primo pesce e da<br />

quel momento in poi le catture sono proseguite<br />

regolari per tutta la giornata. Il secondo<br />

giorno sono partito su una tana di<br />

saraghi, dove però, almeno all’inizio, non vi<br />

ho trovato nulla. Ci sono poi ritornato in più<br />

occasioni e ogni volta, fortunatamente, sono<br />

riuscito a prendervi un pesce. Le prede che<br />

ho catturato le ho prese tutte lì, perché dalle<br />

altre parti non ho trovato nulla. Sicuramente<br />

qualcosa ho sbagliato, perché gli altri i pesci<br />

li hanno presi. Probabilmente, ho interpretato<br />

male il campo di gara, non sapendone<br />

cogliere alcuni aspetti.<br />

Premiazioni<br />

Si sono svolte nell’anfiteatro sito nella<br />

piazza antistante il Comune di Portoscuso,<br />

dove hanno avuto luogo anche le operazioni<br />

di pesatura. Davanti a un pubblico numeroso<br />

ed entusiasta sono state conferite,<br />

nell’ordine, tre diverse tipologie di premi:<br />

quelli speciali, quelli ufficiali e quelli non<br />

ufficiali. I primi, consegnati personalmente<br />

dal Presidente del Settore A.S., Prof. Alberto<br />

Azzali, sono andati al pluricampione<br />

Massimo Scarpati (padrino dell’evento), al<br />

Vice Presidente del Settore A.S., Stefano<br />

Floris, al Componente il Comitato di Settore<br />

A.S. (nonché Responsabile Nazionale della<br />

Pesca in Apnea), Roberto Borra, e al Presidente<br />

della Polisportiva G.S. Albatros<br />

(organizzatrice dell’evento), Giorgio Sanna,<br />

i secondi sono stati assegnati ai primi tre<br />

atleti classificati, mentre gli ultimi, offerti<br />

dalla Società organizzatrice e dai vari sponsor<br />

della manifestazione, sono stati consegnati<br />

a tutti e ventisei gli atleti partecipanti<br />

nonché alle varie autorità intervenute.<br />

Organizzazione<br />

Competente, esperta e professionale. Sono<br />

questi gli aggettivi che meglio identificano la<br />

macchina organizzativa predisposta per<br />

l’occasione dalla Polisportiva G.S. Albatros<br />

e dal suo infaticabile Presidente, Giorgio<br />

Sanna, cui va il merito di aver dato vita,<br />

grazie anche alla collaborazione della Pro<br />

Loco di Portoscuso, della ASD<br />

WindSurfClub Portoscuso e della ASD<br />

Apnea Life Team Portoscuso, ad<br />

un’edizione 2012 del Campionato Italiano<br />

Assoluto davvero di alto livello.<br />

Dall’assistenza in mare, fino alla cerimonia<br />

di premiazione, passando per le operazioni<br />

di pesatura, tutto si è svolto infatti in modo<br />

pressoché impeccabile, senza la benché<br />

minima sbavatura. Più che giusto, quindi, il<br />

ringraziamento che tutti i presenti, a cominciare<br />

dal Prof. Azzali, hanno rivolto alla<br />

Polisportiva G.S. Albatros, da sempre<br />

particolarmente attiva nell’organizzazione di<br />

manifestazioni aventi per protagonisti gli<br />

sport subacquei.<br />

Primo piano di Sebastiano Rosalba: terzo classificato.<br />

acqua<br />

Il podio del Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea<br />

2012: da sx verso dx Franco Villani, secondo, Bruno De Silvestri,<br />

primo, e Sebastiano Rosalba, terzo. A sinistra, vicino al podio, il<br />

Vice Presidente del Settore A.S., Stefano Floris. A destra, sempre<br />

vicino al podio, il pluricampione Massimo Scarpati e il componente<br />

il Comitato di Settore A.S., Roberto Borra.<br />

Bruno De Silvestri (a destra) insieme al suo barcaiolo Cristian<br />

Corrias.


Considerazioni<br />

Sono diverse le considerazioni da fare su<br />

questo Campionato.<br />

La prima è che la categoria dei Top Ten è<br />

rimasta per 9/10 la stessa dello scorso<br />

anno, a dimostrazione di come i valori in<br />

campo siano oramai piuttosto definiti. La<br />

seconda è che il podio ha fatto registrare,<br />

per l’ennesima volta in questi ultimi anni, la<br />

presenza di un giovane atleta.<br />

Ad aggiudicarsi la medaglia di bronzo è<br />

stato infatti un ragazzo di 27 anni: Sebastiano<br />

Rosalba. La terza, veramente ben augurante<br />

per il futuro di questo sport, è che i sei<br />

atleti in gara aventi meno di 30 anni si sono<br />

classificati tutti nelle prime quindici posizioni.<br />

Quattro di essi si sono addirittura confermati<br />

(per il secondo anno consecutivo) nella<br />

categoria dei Top Ten. La quarta è che a<br />

vincere il Campionato (per il secondo anno<br />

consecutivo e la terza volta in carriera) è<br />

stato Bruno De Silvestri: un autentico<br />

campione che, a dispetto dei suoi 43 anni,<br />

ha ancora la freschezza atletica e<br />

l’entusiasmo di un ragazzino.<br />

E, con ogni probabilità, è anche colui che<br />

più e meglio ha saputo sfruttare la formula di<br />

gara con gli spostamenti. Riprova ne sia che<br />

da quando è stata reintrodotta, almeno per<br />

quel che riguarda la massima competizione<br />

nazionale, ha vinto due Campionati Italiani<br />

Assoluti su due.<br />

La quinta e ultima considerazione è che la<br />

Pesca in Apnea, a giudicare almeno dal<br />

folto pubblico che ha assistito sia al rientro<br />

al porto degli atleti che alle operazioni di<br />

pesatura, suscita ancora un certo fascino.<br />

A tale proposito varrebbe forse la pena<br />

soffermarsi un po’ di più nella cura di certi<br />

piccoli aspetti, che, sebbene banali (almeno<br />

all’apparenza), in termini di spettacolarità e,<br />

perché no, anche di immagine potrebbero<br />

fare veramente la differenza.<br />

P<br />

Franco Villani (a sinistra) e il suo barcaiolo Simone Cappelletti<br />

(al centro) premiati dal Segretario Generale FIPSAS, Pasqualino<br />

Zuccarello. Sullo sfondo, a destra, il Vice Direttore Tecnico della<br />

Squadra Nazionale di Pesca in Apnea, Paolo Cappucciati,<br />

impegnato nelle vesti di speaker.<br />

Sebastiano Rosalba (a sinistra) e il suo barcaiolo Giuseppe<br />

Ciriminna (a destra) premiati da Massimo Scarpati, padrino<br />

dell’evento.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


P<br />

aca<br />

qc<br />

uq<br />

au<br />

a<br />

Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />

P<br />

Pianeta Acaua - web magazine P<br />

Gianfranco Frascari<br />

QQuando è avvenuto il suo incontro con la<br />

Federazione?<br />

Nasco a Bologna praticamente tesserato.<br />

Papà era un grande appassionato di pesca<br />

"al colpo" ed era tesserato "non agonista "<br />

per cui, a scadenze regolari, lo accompagnavo<br />

in sezione per il rinnovo annuale<br />

della Tessera nella centralissima via Rizzoli,<br />

un luogo bellissimo, con soffitti elegantemente<br />

decorati ed enormi finestre con le<br />

pareti piene di poster di pesci.<br />

Spesso andavo con lui e lo distraevo dal<br />

suo intento di pescare per cui, per potere<br />

almeno insidiare qualche barbo o cavedano,<br />

finiva per mettermi a cavalcioni sulle sue<br />

spalle in modo da potermi meglio controllare.<br />

Il mio istinto era quello di buttarmi in<br />

acqua. Costretto in quella posizione decisamente<br />

dominante continuavo a domandarmi<br />

cosa ci fosse là sotto, dove dormissero i<br />

pesci… Bella domanda, temporaneamente<br />

ed in parte soddisfatta dalle spiegazioni più<br />

o meno esaustive di sedicenti esperti ma il<br />

proposito era che un giorno avrei voluto<br />

vedere di persona. Ecco come sono arrivato<br />

in FIPSAS, per me è stato semplicemente<br />

un percorso naturale: pesca-acqua-pescisubacquea-FIPSAS.<br />

Il primo Corso e relativo Brevetto Federale<br />

l’ho conseguito presso la storica Società<br />

Sub Bologna il 4/4/1971. La curiosità, la<br />

passione, l'ambiente divertente ed interessante,<br />

gli amici e gli incoraggianti risultati di<br />

volta in volta ottenuti erano ragioni sufficienti<br />

per non mollare.<br />

I corsi duri, gli allenamenti severi, lo stress<br />

da esami non mancavano mai, erano i<br />

compagni di vita di quel periodo, ma il lavoro<br />

di gruppo ed il senso di appartenenza<br />

percepito sommati alle buone valutazioni<br />

erano stimoli dopanti per continuare. Però<br />

per affrontare i corsi successivi servivano<br />

parecchi soldi e in famiglia non condividevano<br />

proprio la mia passione così chiesi al<br />

Presidente della Società la possibilità di<br />

partecipare al Corso Avanzato pagando la<br />

quota di iscrizione offrendomi come aiutante<br />

“tutto fare” a disposizione del Club. Il Presidente<br />

Franco Pavone era, e rimane per tutti<br />

noi subacquei bolognesi e non solo, un<br />

mito, un riferimento.<br />

Finalmente, dopo un anno di "esperienze",<br />

ad ottobre del '73 mi iscrissi al Corso Avanzato;<br />

ricordo quell’ esperienza come uno dei<br />

periodi più stimolanti e divertenti. Sottolineerei<br />

l'importanza dei compagni di corso ed il<br />

loro fondamentale apporto, sinergie<br />

indispensabili per una ottimale riuscita in<br />

questa attività, la forza del Gruppo diventa<br />

una macchina infernale che non riesci ad<br />

arrestare.<br />

Il 31 marzo 1974 ho sostenuto gli esami "in<br />

bacino delimitato" del Corso Avanzato che<br />

tanto avevo cercato e alla fine è arrivato il<br />

primo Brevetto Istruttori che non si scorda<br />

mai! Poi, tra alti e bassi, consensi e no,<br />

compagnie o meno dal secondo grado sono<br />

passato al terzo, ho avuto la nomina a<br />

Commissario Federale, gli incarichi nel<br />

Club, nella Provincia a seguire il Regionale<br />

ed eccomi qui, Presidente del settore Didattica<br />

della Subacquea.. Certo non vorrei<br />

banalizzare, di tutto questo potremmo con<br />

piacere parlarne a lungo, questa attività e<br />

questa Federazione mi hanno dato molto ed<br />

entrambe sono state, a prescindere dagli<br />

aspetti meramente tecnici, ottime palestre di<br />

vita e grandi opportunità di crescita. Esperienze<br />

poi trasportate anche nella vita di tutti<br />

i giorni.<br />

Era diverso immergersi quando iniziò<br />

Lei? Quali erano le possibilità e quali<br />

informazioni c’erano?<br />

Allora ti sentivi di vivere e scrivere la storia,<br />

era un’ attività nuova, fresca, appena nata.<br />

Stavi scrivendo le prime avventure, provavi<br />

le prime attrezzature, divoravi libri ancora<br />

pieni di domande e non solo pagine piene di<br />

affermazioni. Si parlava di grandi scoperte<br />

come l' erogatore, dei primi esperimenti<br />

condotti da Cousteau sulla lunga permanenza<br />

dell'uomo in immersione e del suo<br />

laboratorio realizzato nelle profondità del<br />

Mar Rosso in acque sudanesi... e se<br />

guardavi le date di quegli articoli erano<br />

recentissime. Ti sentivi parte della storia, o<br />

forse ti piaceva pensarla così, eri un pioniere.<br />

Ma che bello anche solo poterla pensare<br />

così, ogni tuffo era una esplorazione, era<br />

test di nuovi modelli di attrezzature!<br />

Ricordo che spesso capitava in prossimità<br />

di porticcioli o attracchi vari di approfittare di<br />

qualche fontanella per sciacquare l’orologio<br />

o la macchina fotografica e l'immancabile<br />

passante premuroso ti sollecitava a fare<br />

attenzione poiché stavi mettendo l'orologio<br />

sotto la fontanella e l'avresti irrimediabilmente<br />

distrutto. «Signora, la ringrazio ma<br />

stia tranquilla sono fatti apposta». «Davvero?<br />

Ma che robe che costruiscono oggi,<br />

voglio proprio dirlo a mio marito!». Alcuni mi<br />

chiedevano anche: «Mi scusi, ma cosa c'è<br />

da vedere la sotto?» Bella domanda facevano,<br />

ma anche io sto ancora cercando la vera<br />

risposta! Probabilmente all'occhio del<br />

subacqueo navigato tante e tante emozioni<br />

forti. Spesso qualche utile piccolo ritaglio di<br />

tempo per attente introspezioni in perfetta<br />

solitudine e silenzio. Puoi interrogarti ed<br />

interrogarlo il mare, ed avere risposte dai<br />

suoi abitanti e contare sulla loro riservatezza.<br />

Questa è per me la subacquea.


“<br />

Gianfranco Frascari<br />

La curiosità, la passione, l'ambiente divertente ed<br />

interessante, gli amici e gli incoraggianti risultati<br />

di volta in volta ottenuti erano ragioni sufficienti<br />

per non mollare.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


Pianeta Acaua - web magazine<br />

Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />

“<br />

Gianfranco Frascari<br />

I corsi duri, gli allenamenti severi, lo stress da esami non mancavano<br />

mai, erano i compagni di vita di quel periodo, ma il lavoro di<br />

gruppo ed il senso di appartenenza percepito sommati alle buone<br />

valutazioni erano stimoli dopanti per continuare.


Nella foto: Anni 70, Gianfranco Frascari insieme<br />

al “Maestro” Duilio Marcante e al Presidente<br />

della Società Sub Bologna, Franco Pavone<br />

Questa estate i fatti tragici legati alla morte<br />

dei 4 sub a Palinuro hanno riportato<br />

l’attenzione sull’importanza delle competenze<br />

che devono assolutamente avere i gruppi<br />

che rilasciano i brevetti.<br />

Qual è il percorso da seguire in FIPSAS?<br />

Come si è lavorato in questi anni affinché la<br />

sicurezza sia massima per chi si immerge?<br />

Non so che dire, certo sono accadimenti<br />

drammatici ma nello specifico quello che si<br />

sa è solo ciò che la stampa ha riportato.<br />

C’è qualche indiscrezione dagli amici di<br />

Palinuro ma niente più.<br />

Quando la magistratura ci informerà sui fatti<br />

potremo parlarne volentieri.<br />

Certo, è ormai arcinoto che la maggior parte<br />

delle cause che innescano incidenti sono da<br />

addebitarsi al fattore umano per cui per<br />

quanto possibile noi cerchiamo di porre il<br />

massimo delle attenzioni alla stesura di<br />

specifici programmi di formazione e di<br />

sensibilizzazione ad Istruttori ed Allievi.<br />

Del resto penso che solo attraverso ciò sia<br />

possibile ridurre il margine di errore e quindi<br />

di rischio.<br />

L'imprevedibile e la scarsa preparazione,<br />

intesa nel senso più lato del termine, sono i<br />

due elementi che predispongono all'incidente<br />

e mentre sul primo non ne possiamo nulla<br />

sul secondo possiamo e dobbiamo intervenire<br />

e lì concentrare il nostro massimo<br />

sforzo.<br />

Premesso che la maggior parte delle Associazioni<br />

didattiche operanti in Italia deve<br />

essere considerata di ottimo livello e molto<br />

attenta a queste problematiche, posso<br />

brevemente descrivere, a chi non ne fosse<br />

dettagliatamente informato, la tipologia dei<br />

nostri percorsi formativi.<br />

I nostri percorsi, come ormai consolidato a<br />

livello internazionale, dividono i programmi<br />

formativi di questa specialità in " Ambiente<br />

Grotta. " ed " Ambiente Caverna " il che sta<br />

a sottolineare la notevole differenza e il<br />

diverso grado di esperienza che il praticante<br />

deve possedere.<br />

In pratica i due ambienti differiscono essenzialmente<br />

nel fatto che in una condizione il<br />

sub e' costantemente in grado di vedere<br />

l'uscita ed agisce sempre in presenza di<br />

luce naturale, nell'altro caso queste due<br />

condizioni vengono meno e si comincia a<br />

parlare di vera e propria penetrazione in<br />

grotta.<br />

Va da sé che il grado di preparazione<br />

tecnica e psicologica sarà completamente<br />

diverso.<br />

Come si è lavorato in questi anni<br />

affinché la sicurezza fosse massima per<br />

chi si immerge?<br />

Il Settore Didattico della Federazione negli<br />

ultimi 8 anni non ha mai registrato un<br />

incidente grave durante l'attività didattica.<br />

In questa direzione abbiamo investito molto:<br />

in primo luogo nella formazione degli Istruttori<br />

con conseguente crescita della qualità<br />

dei Corsi, poi nella prevenzione.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


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Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />

Ogni Istruttore o persona di Staff è stato<br />

certificato negli interventi di primo soccorso<br />

che vanno dalle manovre di Basic Life<br />

Support (BLS), alla somministrazione dell'<br />

ossigeno e stiamo procedendo con le certificazioni<br />

sull'uso dei Defibrillatori.<br />

Il tutto nel rispetto dei più recenti e severi<br />

protocolli internazionali.<br />

Alla fine di settembre, presso l’isola del<br />

Giglio si è svolto il corso per istruttori<br />

M3, un momento davvero da incorniciare<br />

per il settore ( l’ultimo appuntamento<br />

risale a febbraio del 2009).<br />

Perché è così importante?<br />

Che giornate si sono vissute ?<br />

L’Istruttore di terzo grado (M3) è figura<br />

apicale sia nei modelli didattici Federali che<br />

in CMAS (Confederazione Mondiale Attività<br />

Subacquee) di cui la nostra Federazione è<br />

membro fondatore.<br />

L' Istruttore M3 è quindi persona di ampia<br />

visione federale ed ottima preparazione.<br />

E' figura indispensabile che opera prevalentemente<br />

sul territorio dove si adopera per la<br />

continua crescita e diffusione della didattica<br />

federale nonché del costante aggiornamento.<br />

Per il Settore è certamente un punto di<br />

riferimento per tutti i giovani Istruttori, un<br />

autorevole formatore e collaboratore per la<br />

crescita dell'intero sistema didattico.<br />

Quindi nel nostro piccolo mondo della<br />

“Didattica Subacquea” questo Corso è<br />

appuntamento molto sentito.<br />

E’ il coronamento di un percorso di crescita<br />

e di riconoscimenti durato a volte diversi<br />

lustri attraverso un itinerario duro, quasi mai<br />

facile, ricco di momenti esaltanti alternati ad<br />

altri di sconforto.<br />

Ma il successo è nel concetto di team.<br />

La consapevolezza che il lavoro di squadra<br />

sia vincente e' ormai principio consolidato.<br />

Spirito di gruppo e senso di appartenenza<br />

non solo letti come semplici ed astratti<br />

enunciati, ma concreti comportamenti<br />

virtuosi.<br />

Non c'è sicurezza in immersione se non c'è<br />

il Gruppo (il compagno).<br />

Nel DNA del gruppo spiccano doti come<br />

l'altruismo e la solidarietà.<br />

Sono state giornate fantastiche e a dirlo<br />

sono quelli che hanno vissuto sulla propria<br />

pelle; allo Staff ed al sottoscritto solo l’onere<br />

della progettazione e, ad oggi posso dire, la<br />

soddisfazione piena per i risultati ottenuti<br />

che hanno superato le più rosee previsioni.<br />

Voglio solo riportare alcune frasi che mi<br />

sono arrivate dai forum:<br />

«Si arriva tesi, si rimane per tutti i giorni<br />

dell’esame, ed alla fine non ci si sente<br />

stanchi, ci si sente più maturi dal punto di<br />

vista umano e questo in ogni sessione di<br />

esame che mi sia capitato di vivere in<br />

FIPSAS.»<br />

A dicembre ci saranno le elezioni per il<br />

rinnovo delle cariche.<br />

Come vive questa attesa?<br />

Quali sono le nuove sfide per il settore?<br />

Cosa si aspetta dai prossimi 4 anni, cosa<br />

vorrebbe fare e cosa è urgente fare?<br />

Gianfranco Frascari<br />

Come vivo l'attesa? Direi tranquillamente, il<br />

mio Comitato ed io abbiamo cercato di<br />

lavorare in base a tre semplici principi:<br />

massima trasparenza, massima circolazione<br />

dell’informazione e massima disponibilità<br />

al dialogo. Credo e spero che molti abbiano<br />

apprezzato.<br />

Agli Elettori si lascia giudicare l'operato.<br />

Certo una bocciatura farebbe male, significherebbe<br />

che il nostro cattivo lavoro ha in<br />

qualche modo danneggiato, anche e soprattutto,<br />

il Sistema FIPSAS.<br />

Vorrei sottolineare che abbiamo lavorato<br />

tutti con coscienza e passione, ma se posso<br />

aggiungere, con tanta armonia e reciproca<br />

fiducia.<br />

Lavorare in questo modo non è soltanto un<br />

piacere, ma anche gratificante e responsabilizzante.<br />

Lavori anche quando non ne avresti tanta<br />

voglia poiché sai che nel puzzle del gruppo<br />

potrebbe mancare proprio il tuo pezzetto.<br />

Che peccato sarebbe!<br />

Grazie agli Amici del Comitato:<br />

Paolo Tealdo, Mario Narcisi, Luigi Carvani e<br />

Mario Lupi e a tutti gli Amici del Settore DS,<br />

in particolare alle Segretarie dei Club, tutte<br />

carine e vero sostegno del sistema.<br />

Non senza dimenticare il personale degli<br />

Uffici sempre professionale e disponibile.<br />

Proprio una bella squadra. Se il responso<br />

delle urne sarà a noi favorevole mi auguro di<br />

ripetere una esperienza, se non più stimolante<br />

di questa, almeno uguale.<br />

Per concludere vorrei dare agli Elettori uno<br />

spunto di riflessione: come nell'immersione<br />

l'affiatamento della squadra è fondamentale<br />

per la buona e sicura riuscita, così lo è<br />

anche nella programmazione e gestione<br />

delle attività di coordinamento.<br />

La squadra è vincente, non servono i<br />

campioni con la loro indiscutibile verità in<br />

tasca se non sono in armonia col team.<br />

A noi per crescere servono armonia ed<br />

umiltà o si rischia che tutti i tentativi di<br />

produrre le necessarie sinergie vengano<br />

vanificati da inutili contrasti.<br />

Quali sono le nuove sfide per il settore?<br />

Il compito prioritario per chi coordina e<br />

gestisce un sistema didattico è molto simile<br />

all'attività del ricercatore, deve ben conoscere<br />

e fare tesoro dei risultati già in suo<br />

possesso e ormai consolidati dai quali<br />

progredire nello sviluppo, nella ricerca di<br />

nuove formule. La didattica, proprio perché<br />

è ricerca non dovrebbe mai rimanere<br />

statica, è per definizione un sistema in<br />

continua evoluzione. Perciò necessita di<br />

esperti tecnici, di “scienziati” in grado di<br />

interpretare al meglio i dati che di volta in<br />

volta vengono resi disponibili e di elaborarli<br />

a proprio uso, di attenti osservatori del<br />

mercato e di uomini che sanno indirizzare il<br />

tutto nella giusta direzione nel rispetto delle<br />

linee tecnico politiche per il conseguimento<br />

degli obiettivi dettati dalla Federazione.<br />

Per avere risultati futuri penso inoltre ad un<br />

perfezionamento di un programma sinergico<br />

tra Settore AS e DS per lo sviluppo di un<br />

efficace programma integrato a favore<br />

dell'Apnea Sportiva.


Nelle foto : Due momenti del recente corso M3 di fine settembre svolto<br />

all’Isola del Giglio.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


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Intervista al Presidente Settore Didattica Subacquea<br />

Foto di Mauro Pazzi - G.S. Sub Delphinus Ravenna<br />

Gianfranco Frascari<br />

Cosa si aspetta dai prossimi 4 anni, cosa<br />

vorrebbe fare e cosa è urgente fare?<br />

Se saremo capaci di realizzare quanto<br />

sopra detto sicuramente raggiungeremo<br />

almeno due o tre importanti obiettivi :<br />

Limitare i danni che inequivocabilmente<br />

l'attuale crisi economica italiana ed europea<br />

ci porterà attraverso la formulazione di una<br />

proposta di mercato che preveda un prodotto<br />

di alto livello che sia il giusto mix tra<br />

tecnica e servizi.<br />

La visibilità. Per una qualsiasi Azienda, sia<br />

essa a scopo di lucro o meno, dilettantistica<br />

o meno la pubblicità in qualsiasi sua forma<br />

così come l'immagine sono oggi parte del<br />

sistema di accreditamento sul mercato, e<br />

quindi dei suoi potenziali acquirenti.<br />

Voglio sottolineare che in questi ultimi anni,<br />

grazie alla sensibilità del Presidente e del<br />

suo Consiglio molto è stato fatto in questa<br />

direzione ed i risultati ci sono stati.<br />

La credibilità. Confermarci tra i leader nel<br />

mondo come espressione della subacquea<br />

italiana e non solo.<br />

Personalmente non amo i numeri ma a volte<br />

sono una ottima ed inequivocabile cartina al<br />

tornasole per questo riporto i Dati ufficiali<br />

CMAS (Confederazione Mondiale Attività<br />

Subacquee): la FIPSAS è tra le prime 5 nel<br />

mondo coprendo il 7/8 % del mercato<br />

mondiale.<br />

Un bel risultato per il Settore e per la Federazione<br />

tutta che ci ha messi nelle condizioni<br />

ottimali per raggiungerlo.<br />

Cosa vuol dire FIPSAS? Cosa vuol dire<br />

lavorarci?<br />

La Federazione, dopo i miei affetti più stretti,<br />

è fra le cose a cui ho dedicato e dedico più<br />

passione e tempo.<br />

La FIPSAS è, proprio per la sua molteplicità<br />

di discipline e quindi la sua eterogeneità,<br />

uno dei sistemi più complessi con cui sia<br />

mai venuto a contatto.<br />

Gestire una azienda di questo tipo richiede<br />

una grande sensibilità ed una grande capacità<br />

di mediazione, doti che per fortuna<br />

nostra ho spesso riscontrato nell'attuale<br />

dirigenza.<br />

Cosa vuole dire lavorarci? Proprio per le<br />

caratteristiche esposte direi innanzi tutto<br />

passione e competenza.<br />

Capacità di lavorare insieme, di mettere<br />

insieme persone di primissimo ordine e far<br />

crescere chi merita all’interno del sistema,<br />

avere la cultura dell’innovazione e soprattutto<br />

non arrendersi mai, darsi degli obiettivi e<br />

mettercela tutta con spirito di unità.<br />

Di lavorare insieme per raggiungerli.


promosso da:<br />

15-17 febbraio 2013<br />

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biglietto si potranno<br />

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P<br />

aca<br />

qc<br />

uq<br />

au<br />

a<br />

Pianeta Acaua - web magazine P<br />

Intervista al Presidente Settore Nuoto Pinnato<br />

Il suo incontro con le corsie e l’acqua che odora di cloro è avvenuto decisamente<br />

presto, a soli 6 anni .<br />

Nel nuoto è rimasto in attività come atleta fino al 1981, poi è entrato nel gruppo<br />

sportivo della Polizia dove un giorno, per caso, si trovò a poter scegliere di fare una<br />

gara in Sardegna in una disciplina nuova, inattesa, che in realtà lo avrebbe “rapito” per<br />

tutti gli anni successivi: il nuoto pinnato.<br />

L’esperienza gli piacque non poco tant’è che lasciò il nuoto e si dedicò completamento<br />

alla sua nuova scoperta.<br />

Dopo le gare, disputate fino al 1984, Carlo Allegrini diventa allenatore delle Fiamme<br />

Oro e dal 1986 viene nominato tecnico federale fino al 1999, nel 2000 viene nominato<br />

dalla <strong>Fipsas</strong> C.T della Nazionale e nel 2009 diviene Presidente del Settore, incarico<br />

giunto proprio quest’anno al suo termine.<br />

Le giornate di Lignano Sabbiadoro che<br />

hanno tinto d’azzurro i podi degli Europei<br />

di Nuoto Pinnato gare devono averti<br />

regalato davvero emozioni a non finire,<br />

conferme, forse sorprese… un Campionato<br />

da incorniciare, atleti di cui andare<br />

davvero fieri….<br />

Sicuramente rimarrà un campionato difficile<br />

da dimenticare, i risultati sono stati esaltanti<br />

, l’organizzazione perfetta ,cosa chiedere di<br />

più. Ben 18 medaglie…sono davvero<br />

un’infinità! Le prestazioni hanno toccato<br />

punte di eccellenza, cosa potrei dire<br />

ancora? Stefano Figini, oro e record del<br />

mondo nei 400 superficie, è ormai consacrata<br />

stella del nuoto pinnato da 6 anni e le<br />

sue gare sono tutte maiuscole. Ma insieme<br />

a lui anche gli ori della 4 x100 e 4 x200 di<br />

Julio Tugnoli, Andrea Nava, Cesare Fumarola<br />

agli argenti di Rampazzo Andrea e<br />

ancora nel fondo la grossa sorpresa – nella<br />

conferma – dell’oro di Davide De Ceglie nei<br />

20.000 metri ai bronzi della 4x3000 sia<br />

maschile che femminile. Non solo forti<br />

fisicamente ma anche con la testa giusta.<br />

Ma anche il gruppo delle donne sta crescendo<br />

bene, una rosa sicuramente giovane ma<br />

che sta navigando con la marcia giusta, ci<br />

sono davvero ottime speranze…elencarle<br />

tutte sarebbe lunghissimo<br />

Gran bella realtà quella del nuoto pinnato,<br />

gran belle prestazioni singole e di squadra.<br />

I successi degli atleti del settore di cui si<br />

è Presidente devono sicuramente spronarti<br />

a continuare nel tuo mandato, ma<br />

c’è sicuramente anche un rapporto stretto<br />

e personale con ognuno di loro. Qual è<br />

il clima che si respira prima delle gare e<br />

anche durante l’anno, durante gli allenamenti?<br />

Che rapporto hai con i “tuoi”<br />

atleti?<br />

Penso che tutto il comitato di settore meriti<br />

di continuare un altro mandato , penso che<br />

abbiamo molto da lavorare, ma sono state<br />

gettate delle basi solide e importanti.<br />

C’è la cosa più importante ossia la volontà<br />

di fare e crescere anche se poi è il tempo a<br />

dire che frutti stanno maturando.<br />

Ognuno porta avanti nello specifico il lavoro<br />

che compete al ruolo che ricopre e credo<br />

che anche questo sia fondamentale.<br />

Proprio per questo e per mia scelta non ho<br />

molti rapporti diretti con gli atleti che naturalmente<br />

conosco tutti per non condizionare le<br />

scelte, non caricare emotivamente i ragazzi<br />

con opinioni mie personali che come tali non<br />

devono mai arrivare. Da quando sono<br />

Presidente di Settore mi limito ai complimenti,<br />

e devo dire che questi atleti mi<br />

spingono con i loro risultati e con la loro<br />

“testa” a prodigarne parecchi, ma finisco lì;<br />

c’è un referente del Comitato di Settore e<br />

poi ci sono i tecnici, e parlo con loro, anche<br />

se da quando sono diventato presidente la<br />

parola tecnico non la ricordo più.<br />

Chiaramente sono a conoscenza di tutto<br />

l’andamento e sono pronto ,unitamente al<br />

comitato di settore ad intervenire qualora ci<br />

fosse il bisogno, figuriamoci se mi chiudo ad<br />

una tale esigenza.<br />

Si sono svolte questa estate le Olimpiadi<br />

a Londra… sarebbe stato bello vedere<br />

anche gare di nuoto pinnato, che ne<br />

pensi?<br />

Su questo argomento potrei scrivere 10<br />

pagine. Che dire… penso che il nuoto<br />

pinnato sarebbe stato a suo agio alle<br />

olimpiadi di Londra, abbiamo nazioni e<br />

numeri ma non dipende da noi Italia , forse<br />

la CMAS dovrebbe farsi qualche domanda<br />

e qualcuno dovrebbe fare qualche passo<br />

indietro. Non voglio andare oltre perché<br />

altrimenti la conversazione diventerebbe<br />

spiacevole ,ma vorrei soltanto fare una<br />

riflessione: nel 1997 il Pinnato ha partecipato<br />

a Bari al Gran Gala dei Giochi del Mediterraneo<br />

insieme ad altri sport che ora sono<br />

diventati canali di medaglie ufficiali… come<br />

mai? Partecipare alle Universiadi o ai Giochi<br />

Militari è così difficile o impossibile ? meglio<br />

fermarsi.


“<br />

Carlo Allegrini<br />

>1986 - Diventa Allenatore delle Fiamme Oro<br />

P<br />

Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

P<br />

Cosa ti aspetti per il futuro, cosa vorresti<br />

per il settore e per gli atleti, manca in<br />

Italia una giusta attenzione per questa<br />

disciplina?<br />

‘’Mi auguro di continuare così, sempre, nella<br />

massima trasparenza, perché sono sicuro<br />

che con qualche “aggiustamento” possiamo<br />

diventare importanti.<br />

Si sa benissimo che andare sui giornali ,<br />

televisione , radio e sui moderni canali di<br />

informazioni come il web e i social network è<br />

basilare, tanto più per uno sport che deve<br />

emergere. Basterebbe spiegare al mondo<br />

intero che in una famiglia esistono più pinne<br />

che nuotatori per capire su che numero di<br />

potenziali praticanti potremmo lavorare. In<br />

questo l’ufficio delle comunicazioni <strong>Fipsas</strong><br />

potrebbe essere protagonista,<br />

per non parlare della scuola attività natatoria<br />

che andrebbe sicuramente più pubblicizzata,<br />

la ritengo fondamentale per il nostro<br />

incremento.’’<br />

Cosa ti ha dato l’essere Presidente del<br />

settore Nuoto Pinnato, in termini di<br />

soddisfazioni ma anche di crescita<br />

personale?<br />

‘’Voglio essere sincero ,mai e poi mai avrei<br />

pensato di fare il Presidente di Settore.<br />

Mi vedevo tranquillamente a finire la mia<br />

lunga carriera di tecnico, ma nella vita mai<br />

dire mai .<br />

Ci sono stati dei cambiamenti e non nego di<br />

aver passato momenti negativi,<br />

> Collegiali a Bassano del Grappa<br />

ma questo mi ha dato la forza di continuare<br />

a testa alta , come ho sempre fatto e mi ha<br />

spronato a dimostrare ad alcuni tante cose.<br />

Comunque come si dice (ma non è vero )<br />

acqua passata! Adesso c’e bisogno di<br />

guardare avanti e continuare a lavorare<br />

come ho fatto fino adesso.<br />

E’ vero sono cambiato e sono cresciuto<br />

molto caratterialmente, riesco ad affrontare<br />

qualsiasi problema , nel caso ce ne fossero,<br />

con la massima tranquillità.<br />

In questo devo ringraziare il Consiglio<br />

Federale che mi ha accompagnato in<br />

questa crescita.<br />

Il Pinnato ,tengo a precisare , fa parte della<br />

<strong>Fipsas</strong> e noi ne siamo orgogliosi , quello che<br />

mancava per un dialogo aperto era solo<br />

l’apertura delle porte del settore, lo spiegare<br />

certe dinamiche sicuramente ha reso più<br />

facile il mio lavoro .<br />

Ogni disciplina della <strong>Fipsas</strong> è diversa ,ma<br />

non minoritaria e la parola atleta è importante<br />

e paritaria a prescindere dalla specialità.‘’<br />

Il tuo mandato di Presidente del Settore<br />

Nuoto Pinnato sta per chiudersi, infatti a<br />

dicembre si svolgeranno le votazioni per<br />

rinnovare l'intero consiglio e anche i<br />

Presidenti di settore: con quali aggettivi<br />

descriveresti gli anni passati e<br />

perchè?Come vivi la vigilia delle elezioni?<br />

Dovrei usare tanti aggettivi per questi<br />

quattro anni : difficili , belli , soddisfacenti,<br />

ottimi direi…


Intervista al Presidente Settore Nuoto Pinnato<br />

ma quello che soprattutto penso è che ho<br />

vissuto un’ esperienza grande, grandissima,<br />

soprattutto in considerazione del fatto che<br />

parliamo del mio primo mandato.<br />

Difficile all’inizio sia nei rapporti sia per<br />

l’inserimento in procedure nuove di lavoro: il<br />

dialogo ed i suggerimenti dei più esperti mi<br />

hanno garantito una tranquillità che mi ha<br />

consentito di semplificare sempre di più le<br />

modalità di lavoro, “alleggerirle” e questa<br />

maggiore fluidità ha segnato una svolta del<br />

nuoto pinnato. Probabilmente mancava un<br />

dialogo che negli anni è stato poco chiaro ,<br />

spiegare tutta l’attività e lo svolgimento<br />

della stessa ha fatto si che alcune barriere si<br />

abbattessero con i relativi risultati che sono<br />

di dominio pubblico.<br />

Ho in mente tante iniziative e sono sicuro<br />

che se intraprese potranno rilanciare ancora<br />

di più il settore che rappresento.<br />

La fase delle elezioni la vivo in maniera<br />

“ > Consegna Palma d’Oro CONI al merito tecnico<br />

P<br />

serena , consapevole di aver lavorato<br />

sempre nella massima trasparenza e correttezza<br />

nei confronti di tutti, ma comunque<br />

l’ultima parola spetta agli elettori che<br />

sapranno giudicare con la massima fermezza<br />

tutto il mio operato. Quest’anno il sistema<br />

elettivo cambierà e pertanto servirà<br />

un’approvazione generale per essere<br />

confermati, a differenza dello scorso anno<br />

in cui il Presidente veniva eletto dai rappresentanti<br />

dello stesso settore.<br />

Concludo con un grosso ringraziamento che<br />

parte dal consiglio federale, passa per gli<br />

uffici della federazione e si conclude con il<br />

comitato di settore , le società e gli atleti .<br />

Tutti insieme , ognuno nella sua specifica<br />

competenza, hanno contribuito a facilitare il<br />

ruolo di presidente del settore nuoto pinnato,<br />

settore che ci ha regalato enormi soddisfazioni<br />

e che sono certo ne riserverà<br />

ancora moltissime per gli anni futuri.<br />

Voglio essere sincero ,mai e poi mai avrei<br />

pensato di fare il Presidente di Settore.<br />

Mi vedevo tranquillamente a finire la mia lunga<br />

carriera di tecnico, ma nella vita mai dire mai .<br />

1986 - Diventa Allenatore delle Fiamme Oro<br />

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Intervista al Presidente Settore Federale Acque Impianti<br />

Gianrodolfo Ferrari<br />

In questo numero di Pianeta Acqua, interamente dedicato alla chiusura del quadriennio<br />

2008-2012 e che esce alla vigilia delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali,<br />

non poteva mancare un’intervista al vicepresidente della FIPSAS, l’Avv. Gianrodolfo<br />

Ferrari, che non solo ricopre l’importante ruolo appena citato ma è anche la<br />

persona che coordina le attività di gestione dell’impiantistica acque interne<br />

convenzionate: lo Sfai.<br />

Avv. Ferrari le chiedo un breve profilopersonale<br />

per delineare la sua figura e<br />

introdurla a quei pochi lettori che ancora<br />

non dovessero conoscerla.<br />

Sono nato nel 1937 ed il primo contatto con<br />

la Federazione è avvenuto nel 1958, anno<br />

in cui, contagiato dalla passione sportiva di<br />

alcuni amici, inizio a praticare lo sport<br />

subacqueo. Nel 1960 ho fondato a Como la<br />

prima società del settore “Centro Sub Nettuno”<br />

e, a seguire, dopo avere frequentato il<br />

Centro federale di immersione a Nervi,<br />

diretto da Duilio Marcante, la prima Scuola<br />

di Immersione<br />

Come rappresentante del Settore, sono<br />

entrato a far parte della Sezione Provinciale<br />

assumendo la carica di vice- presidente.<br />

Venuto a mancare il Presidente, Sergio<br />

Gatti, sono stato eletto alla carica e da lì il<br />

passaggio a Consigliere federale è stato<br />

abbastanza breve.<br />

Parliamo dello SFAI, quel patrimonio che<br />

la Federazione gestisce e amministra<br />

con grande impegno e responsabilità.<br />

Il Settore Federale Acque e Impianti (SFAI),<br />

nasce nel 1952 con l’originaria denominazione<br />

“Servizio Federale Acque”. E’ il Settore<br />

preposto alla acquisizione di acque,<br />

private e pubbliche, libere o gravate da diritti<br />

esclusivi di pesca, al fine di renderle accessibili<br />

a tutti i pescatori.<br />

Al Settore sono affidati il coordinamento e la<br />

gestione degli impianti e delle proprietà<br />

federali, la cura dei contratti di affittanza, e<br />

delle concessioni da enti pubblici, di tratti<br />

d’acqua e bacini lacuali.<br />

La sua attività, nel rispetto dell’ecosistema,<br />

è finalizzata alla tutela e alla sorveglianza<br />

delle acque a salvaguardia della fauna ittica<br />

e dell’habitat naturale; periodici interventi di<br />

ripopolamento ittico e pratiche ittiogeniche,<br />

con l’intervento delle strutture periferiche,<br />

sono diretti alla realizzazione di queste<br />

finalità.<br />

La Commissione (CFAI) valuta e sottopone,<br />

per l’approvazione, agli Organi Deliberanti,<br />

le proposte di convenzionamento, le istanze<br />

di rinnovo e le richieste di contributo avanzate<br />

dalle strutture periferiche per la gestione<br />

degli impianti e delle acque in concessione.<br />

La FIPSAS, oggi, gestisce oltre duecento<br />

convenzioni su tutto il territorio nazionale,<br />

offrendo così ai tesserati un imponente<br />

patrimonio di acque.<br />

E’ il Settore preposto alla acquisizione, in<br />

proprietà o in convenzione, di acque, private<br />

e pubbliche, libere o gravate da diritti esclusivi<br />

di pesca, al fine di renderle accessibili a<br />

tutti i pescatori tesserati.<br />

Più semplice essere VicePresidente<br />

della <strong>Fipsas</strong> oppure Coordinatore dello<br />

Sfai?<br />

Quella di Vice presidente è solo una<br />

“carica”; quella di Coordinatore è un incarico,<br />

e solo il secondo presuppone dei compiti<br />

da svolgere e delle attività delle quali<br />

rendere conto , sia al Consiglio federale, sia<br />

ai tesserati.<br />

Dunque un’immensa responsabilità che<br />

deve portare frutti grazie al senso del<br />

dovere sicuramente, ma anche nell’ascolto<br />

continuo delle indicazioni federali che<br />

nascono da una conoscenza capillare del<br />

territorio, delle sue possibilità e di ciò che<br />

cercano i pescatori, non solo sportivi ma<br />

anche ricreativi.<br />

Potrebbe sembrare non semplice conciliare<br />

lo Sfai con le esigenze dei pescatori ricreativi<br />

e invece il Settore dovrebbe essere<br />

proprio lo strumento con il quale la Federazione<br />

intende soddisfare le necessità dei<br />

pescatori amatoriali mettendo a loro disposizione<br />

un parco acque nel quale poter<br />

praticare l’attività amata.<br />

“La FIPSAS, oggi, gestisce oltre duecento convenzioni<br />

su tutto il territorio nazionale, offrendo così ai<br />

tesserati un imponente patrimonio di acque.


Gianrodolfo Ferrari<br />

P<br />

P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

Pianeta Acaua - web magazine


P<br />

acqua<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Intervista al Presidente Settore Federale Acque Impianti<br />

Qual è il bilancio di questi ultimi 4 anni,<br />

quali sono state le difficoltà, quali i<br />

momenti più delicati (qualora ci siano<br />

stati) e quali i traguardi raggiunti?<br />

Il miglior risultato conseguito è, a mio<br />

parere, la creazione della prima “riserva a<br />

Mare” in località Jesolo – Cavallino. I tesserati<br />

possono praticare la pesca dalla barca<br />

ancorandosi alle boe presenti nell’impianto<br />

di mitilicoltura<br />

Cosa c’è nel futuro di Sfai?<br />

La risposta dovrà darla il prossimo Consiglio<br />

federale se non, addirittura, le prossime<br />

assemblee, ma per capire quale potrà, o<br />

forse dovrà essere il suo futuro, sarà necessario<br />

avere ben chiare prima le strategie di<br />

politica federale; sapere cioè se si debba<br />

cambiare o mettere in campo una politica<br />

nuova, o se si possa continuare nel solco<br />

tradizionale<br />

Penso che, volente o nolente, la Federazione<br />

dovrà cambiare. Il diverso assetto amministrativo,<br />

burocratico, già in atto con la<br />

ristrutturazione delle province- ente che da<br />

sempre costituisce l’interlocutore della<br />

federazione a livello periferico – lo renderà<br />

inevitabile<br />

La Spending rewiew, con il taglio delle<br />

spese che ha già interessato pesantemente<br />

gli enti locali non potrà non interessare il<br />

CONI e di riflesso le federazioni: soprattutto<br />

quelle delle discipline non olimpiche. Messe<br />

di fronte a tagli di spesa in settori primari,<br />

quali la scuola e la sanità, è pensabile che le<br />

province dedichino risorse alla gestione<br />

della pesca? A quella professionale, forse<br />

si, ma non certo a quella amatoriale ricreativa.<br />

Penso che due saranno le vie possibili: o un<br />

consistente aumento del costo delle licenze,<br />

oppure l’affidamento della gestione, a spese<br />

Gianrodolfo Ferrari<br />

del concessionario, delle acque a soggetti<br />

territoriali (società di pesca) o a enti nazionali<br />

quali ad esempio la Federazione. Quali<br />

che siano le scelte, i costi aumenteranno.<br />

La Federazione si troverà ad affrontare<br />

questo scenario in una situazione già di per<br />

sé non facile per il progressivo calo del<br />

proprio tesseramento.<br />

Potrà continuare come se nulla fosse?<br />

E’ indiscutibile che il tesseramento federale,<br />

negli ultimi due anni sia progressivamente<br />

calato, compensato parzialmente dal punto<br />

di vista delle entrate, da aumenti del costo<br />

della tessera. In parallelo è anche diminuito<br />

il finanziamento del CONI.<br />

Come e dove intervenire ? Io credo si debba<br />

partire da un dato di fatto: pur ragionando in<br />

termini grossolani, l’80% delle entrate<br />

federali proviene da tesseramento e la parte<br />

restante dai contributi Coni e proventi dalle<br />

attività agonistiche.<br />

Se non ci si vuole fermare a stereotipi, del<br />

tipo: calo fisiologico, crisi economica,<br />

cormorani ecc, quasi che il decremento del<br />

tesseramento sia fenomenico, occorrerebbe<br />

in primo luogo individuare le cause di<br />

questo andamento per poi cercare le possibili<br />

soluzioni.<br />

Ha subito la flessione maggiore, la parte del<br />

tesseramento dei pescatori amatoriali o<br />

degli agonisti? E quali sono i pescatori che<br />

possiamo definire amatoriali ? Il pescatore<br />

tesserato, iscritto a società, che partecipa al<br />

campionato sociale, o al massimo alle prime<br />

selettive del provinciale e lì si ferma è un<br />

agonista o un amatoriale?<br />

I risultati di questo approfondimento potrebbero<br />

anche portarci a risultati inattesi, quale<br />

ad esempio, quello di dover investire<br />

maggiori risorse nel settore agonistico “di<br />

base”.<br />

Il futuro del settore dipenderà dalle scelte e<br />

dai cambiamenti che la Federazione vorrà o<br />

sarà costretta a fare.


“<br />

Il futuro del settore dipenderà dalle scelte e dai<br />

cambiamenti che la Federazione vorrà o sarà<br />

costretta a fare.<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

acqua


Da oggi tutti gli appassionati di pesca sportiva e non solo, potranno tenersi informati anche attraverso<br />

l'applicazione Ufficiale FIPSAS per dispositivi mobili scaricabile gratuitamente da entrambe le piattaforme.<br />

Notizie, classifiche, rivista federale, video e tanto altro…


P<br />

aca<br />

qc<br />

uq<br />

au<br />

a<br />

Pianeta Acaua - web magazine P<br />

Mediterraneo:<br />

Alleanza Pescatori-Squali<br />

LA FIPSAS CAMBIA IL REGOLAMENTO<br />

Per proteggere questi pesci mutate le regole.<br />

Così 300 esemplari vengono salvati ogni anno


P<br />

a cura della redazione FIPSAS<br />

SSquali, questi sconosciuti. Soprattutto nel<br />

Mare Nostrum dove per la prima volta a<br />

studiarne comportamenti, spostamenti,<br />

abitudini e a monitorare il numero degli<br />

animali arriva SharkLife, il progetto Life+<br />

dell’Unione Europea affidato a una cordata<br />

di soggetti di cui capofila è il CTS (Centro<br />

Turistico Studentesco e giovanile), associazione<br />

di protezione ambientale specializzata<br />

principalmente nella tutela della biodiversità<br />

marina.<br />

Un progetto che si propone di contribuire<br />

alla conservazione degli squali in generale,<br />

con attività mirate in particolare allo squalo<br />

elefante e al trigone viola (due specie che<br />

sono spesso vittime di catture accidentali) e<br />

ad altre quali palombo, squalo volpe,<br />

verdesche, spinarolo e alcune razze che<br />

vengono catturate durante le gare di<br />

pesca sportiva. Animali che non hanno<br />

valore commerciale, ma che molto spesso<br />

vengono catturati accidentalmente. Queste<br />

attività, hanno un forte impatto su molte<br />

specie, sia nel numero di animali catturati e<br />

sia perché spesso si tratta di catture di<br />

giovani esemplari.<br />

Il Mediterraneo è un mare semi-chiuso che<br />

ospita 45 specie di squali. L’Italia, grazie<br />

alla sua posizione strategica nel cuore del<br />

Mediterraneo, ospita 43 specie di squali. Il<br />

rapporto IUCN presenta prove del fatto che<br />

questa parte di mondo ha la percentuale più<br />

alta di squali e razze minacciate. Il 42%<br />

delle 71 specie valutate è elencato nella<br />

Lista Rossa delle specie minacciate (nelle<br />

categorie Criticamente minacciate, in<br />

pericolo o vulnerabili) a causa del loro stato<br />

di conservazione.<br />

A venire in aiuto agli squali sono proprio i<br />

pescatori. Nell’ambito della pesca sportiva<br />

c’è, infatti, una grande novità. La FIPSAS<br />

(Federazione Italiana Pesca Sportiva e<br />

Attività Subacquee), partner di SharkLife,<br />

ha modificato i propri regolamenti di pesca<br />

sportiva che adesso prevedono l’obbligo del<br />

rilascio in mare degli esemplari di squalo<br />

pescati. Non solo. Gli animali catturati<br />

dovranno anche essere marcati con un tag,<br />

ovvero dovrà essere loro applicata una<br />

targhetta numerata e dovranno essere<br />

annotati dati quali luogo di cattura e<br />

lunghezza del pesce che saranno poi<br />

utilizzati per un utile raffronto in caso di<br />

ricattura. Il rilascio obbligatorio traspare in<br />

tutta la sua importanza se si considera<br />

l’elevato numero di gare che ogni anno<br />

comporta la cattura di centinaia di esemplari<br />

con conseguente perdita di biodiversità.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

P<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Mediterraneo: Alleanza Pescatori-Squali<br />

In questo modo sono circa 300, tra palombi,<br />

verdesche, spinaroli, gli squali ogni<br />

anno salvati dalla pesca sportiva. Solo<br />

nell’ultima gara avvenuta a Bibione (VE) il<br />

28 e 29 del mese di luglio sono stati 30 i<br />

palombi che sono abboccati alle canne dei<br />

pescatori sportivi (il palombo è una delle<br />

specie di squalo più conosciute e apprezzate<br />

per le carni bianche; viene pescato con<br />

tutte le tipologie di reti e nella pesca sportiva,<br />

non raggiunge il metro di lunghezza,<br />

LA FIPSAS CAMBIA IL REGOLAMENTO<br />

partorisce da 4 a 15 piccoli lunghi intorno ai<br />

39 cm dopo un periodo di gestazione di<br />

circa 10 mesi. Stato di conservazione:<br />

vulnerabile). Tutti però hanno ripreso il<br />

mare, lunghi circa 40 cm e con un peso che<br />

non arrivava al mezzo chilogrammo. Dalla<br />

segnalazione di queste catture (si tratta<br />

evidentemente di catture di cuccioli) è stato<br />

quindi possibile evincere che in quella zona<br />

di mare è presente una nursery di squali<br />

Palombo. Questo consentirà di salvare e<br />

quindi conservare una specie, come quella<br />

dello squalo Palombo, essendo questo tra i<br />

pesci più pescati che spesso finisce sulle<br />

nostre tavole.<br />

Anche AGCI (Associazione Generale<br />

Cooperative Italiane) sul fronte della pesca<br />

professionale è protagonista attiva della<br />

conservazione di questi animali. Oltre a<br />

utilizzare nella pesca con il palangaro nuovi<br />

ami circolari in grado di ridurre le catture<br />

accidentali di razze e squali (solo per le<br />

tartarughe Caretta caretta si parla di un 30%<br />

in meno di catture), si sta mettendo a punto<br />

un sistema per segnalare la cattura di squali<br />

elefante nelle reti da posta. Lo squalo<br />

Elefante è un’impressionante creatura dei<br />

mari, totalmente innocua per gli esseri<br />

umani, che i biologi attendono tra febbraio e<br />

marzo in Sardegna. Spesso mostrano tagli<br />

e cicatrici, testimonianza diretta degli scontri<br />

con imbarcazioni, eliche o reti da pesca. Il<br />

dato interessante è che tra il 2005 e il 2010<br />

sono 79 gli avvistamenti di squalo elefante<br />

in Sardegna, soprattutto in inverno e in<br />

primavera, a testimonianza che l’isola<br />

rappresenta una tappa importante nelle<br />

migrazioni annuali di questi animali. In<br />

soccorso degli squali elefante arriverà un<br />

nuovo dispositivo elettronico applicato alle<br />

reti da posta che trasmetterà un segnale<br />

radio al personale del Parco della Maddalena<br />

ogni qualvolta un animale rimarrà intrappolato.<br />

Il prototipo di questo dispositivo sarà<br />

progettato proprio in questi tre anni di studio<br />

e ricerca.<br />

Tag & Release<br />

La FIPSAS partner di SharkLife, ha modificato<br />

i propri regolamenti di pesca sportiva che adesso<br />

prevedono l’obbligo del rilascio in mare degli<br />

esemplari di squalo pescati.


a cura della redazione FIPSAS<br />

squalo volpe<br />

verdesca<br />

spinarolo<br />

Pianeta Acaua - web magazine


P<br />

aca<br />

qc<br />

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Pianeta Acaua - web magazine P<br />

La pesca sportiva :<br />

etica e comportamenti<br />

da adottare sul web<br />

“Come per ogni attività sociale anche per i pescatori,<br />

la rete - in particolare il social network - rappresenta<br />

un modo per confrontarsi velocemente, in tempo flash.


P<br />

testo di Paola Cingolani<br />

E’ ormai ampiamente dimostrato come sia<br />

importante una pesca ecosostenibile: un<br />

impatto zero che permetta agli sportivi, ai<br />

ricreativi, ai professionisti e all’intero<br />

sistema economico che gravita sullo sportfishing<br />

di non vedere la fine.<br />

Se continuassimo a dar fondo alle risorse<br />

dell’ecosistema non ci sarebbe futuro per<br />

nessuna delle categorie menzionate, è cosa<br />

ormai arcinota. C’è un danno, un “malus”,<br />

una falla incolmabile nel sistema che noi<br />

siamo chiamati assolutamente ad arginare,<br />

con buonsenso e pazienza.<br />

Chi è responsabile? Chi ha cagionato il<br />

danno? Non sono certamente io<br />

sportivo/ricreativo che prosciugo le acque…<br />

Vero è che lo sportfishing non può, da solo,<br />

uccidere un intero ecosistema, ma è anche<br />

vero che lo sport deve essere etico in ogni<br />

forma.<br />

Noi sportivi ci impegniamo, divertendoci, a<br />

misurarci con un mondo vivo per cui, rispetto<br />

alla vita, devono venir considerati dei<br />

princìpi etici, moralmente e intellettualmente<br />

E’<br />

onesti.<br />

Come per ogni attività sociale anche per i<br />

pescatori, la rete - in particolare il social<br />

network - rappresenta un modo per confrontarsi<br />

velocemente, in tempo flash. La vittoria<br />

dei social network (Facebook e Twitter su<br />

tutti) rispetto ai media in genere è proprio<br />

questa: in tempo reale possiamo trasmettere<br />

notizie e riceverne, con tanto di “prove”<br />

video, audio e fotografiche, oltre che scritte.<br />

Poi, in un secondo momento, si passa al<br />

blog o al forum, dove si cerca di approfondire<br />

sulla carta stampata di settore, ma con<br />

tempi molto più dilatati.<br />

Anche la FIPSAS si è tenuta al passo con i<br />

tempi: la nostra Federazione è sempre più<br />

presente e impegnata nella rete sociale con<br />

una diffusione capillare di notizie in tempo<br />

reale. La rete globale ha creato spazi<br />

multimediali “ad hoc” per ogni esigenza.<br />

Così vediamo gruppi tematici dove sportivi o<br />

amatori postano e condividono tutte le loro<br />

esperienze personali.<br />

Molti supportano i campionati che i Teams<br />

azzurri disputano in giro per il mondo nelle<br />

varie discipline di pesca sportiva e, perché<br />

no, molti seguono anche gare di livello<br />

amatoriale o addirittura battute di pesca fra<br />

amici.<br />

Li osservo e ascolto, personalmente, da<br />

quasi cinque anni. In questo tempo, dai<br />

gruppi, alle pagine, ai profili di migliaia di<br />

contatti, ho tirato una mia conclusione<br />

personale. Vorrei discuterne con voi, senza<br />

ambire al possesso della verità assoluta e<br />

oggettiva, mettendomi a confronto con le<br />

vostre opinioni.<br />

Le persone sono sul social network per<br />

esporre ed esporsi, per cercare di incrociare<br />

coloro che sono simili e vicini alle loro idee,<br />

coloro che condividono gli stessi interessi e<br />

le stesse passioni. Se, ipoteticamente, io<br />

fossi una persona che apprezza una certa<br />

disciplina di pesca sportiva avrei una gran<br />

percentuale di contatti con coloro che, come<br />

me, la apprezzano e la praticano. Postando<br />

immagini di pescato oltre le regole io -<br />

tendenzialmente - avrò contatti con chi<br />

come me non le rispetta e mira piuttosto a<br />

esibire soltanto un gran carniere.<br />

Pianeta Acaua - web magazine


Pianeta Acaua - web magazine<br />

La pesca sportiva : etica e comportamenti da adottare sul web<br />

Se poi posto immagini assolutamente discutibili<br />

e origino alterchi con risposte che<br />

offendono il prossimo… offro uno dei<br />

peggiori esempi che vi siano sulla rete<br />

sociale. Purtroppo anche ciò accade e<br />

francamente accade ancora troppo spesso.<br />

Fortunatamente c’è una grandissima quantità<br />

di gente che posta emozioni e immagini<br />

che invogliano il prossimo ad amare questo<br />

sport, a rispettare la natura, le regole e il<br />

mondo in cui viviamo.<br />

Facebook e il sociale sono utili a condividere:<br />

l’obiettivo migliore è quello che conseguiamo<br />

quando postiamo materiale costruttivo<br />

e istruttivo.<br />

Dovremmo bandire i pettegolezzi e i vari<br />

rumors. Dovremmo domandarci, prima di<br />

tutto, se stiamo effettivamente apportando<br />

contenuti socialmente utili… dovremmo<br />

farlo sempre.<br />

Ho assistito, come tutti, a delle tristi fiere di<br />

fenomeni (quasi sempre smentiti nel tempo<br />

dai risultati) dai quali c’è ben poco da<br />

prendere esempio.<br />

La cosa bella è che ho visto e seguo persone<br />

di indiscutibile moralità contribuire alla<br />

divulgazione della pesca sportiva e ricreativa<br />

e del più puro concetto di sportfishing<br />

con documentazioni e con un lavoro ottimo,<br />

ineguagliabile, certosino e costante. Pesca<br />

sportiva ecosostenibile, etica, morale<br />

oppure mostra di autocelebrazioni?<br />

Gli sportivi veri e gli amanti della natura -<br />

insomma - che dicono nel frattempo? Continuano<br />

instancabili a perseguire un cammino<br />

preciso. Altri, grazie allo spazio sul social<br />

network, postano immagini di grandi carnieri<br />

sul loro profilo o nei vari gruppi. Ma come ne<br />

escono etica e morale? E’ corretto entrare a<br />

pubblicizzare dei video, in cui si sono<br />

chiaramente e reiteratamente violate<br />

regole, in gruppi che inneggiano al “No Kill”?<br />

Ha senso alimentare la polemica o strumentalizzare<br />

i rumors come fossero una sorta di<br />

“Bibbia del pescasportivo”?<br />

Non sarebbe meglio bandire ogni polemica<br />

e unire le voci e le forze invece di disgregarsi<br />

in migliaia di gruppi e sottogruppi?<br />

L’impegno a promuovere la salvaguardia<br />

del nostro mondo e dell’ecosistema dovrebbe<br />

essere idea comune.<br />

Non dovremmo sottovalutare l’importanza<br />

della parola scritta che è assolutamente<br />

maggiore rispetto allo scambio di voci in una<br />

comune discussione fra amici.<br />

La parola scritta resta impressa, è indelebile,<br />

impossibile da cancellare.<br />

Scrivendo e mandando nella rete sociale<br />

parole noi distribuiamo informazioni che<br />

restano impresse negli occhi di chi legge.<br />

La morale, il buonsenso e l’etica ci<br />

obbligano a non manipolare nessuna<br />

informazione, a non offendere, a non essere<br />

faziosi, a usare il massimo della correttezza.<br />

Mi è capitato molte volte di essere stata<br />

ripresa (uso un chiaro eufemismo) dopo<br />

aver commentato immagini di pescato fuori<br />

misura o prede che non avrebbero potuto<br />

essere salpate o trattenute perché allamate<br />

in periodi non consentiti.<br />

La risposta comune: “Ero con altri amici a<br />

bordo e la data dell’uscita è antecedente al<br />

post, il pesce è più grande di quello che si<br />

vede in foto…” e altre banalità simili.<br />

Dobbiamo attenerci alle regole perché i<br />

giovani imparino la loro importanza e<br />

perché le vecchie mentalità si rinnovino.<br />

Dobbiamo impegnarci per ampliare la<br />

cultura del rispetto.<br />

Un pescasportivo che non ha rispetto in rete<br />

potrebbe facilmente essere un pescasportivo<br />

senza rispetto dell’ambiente.<br />

Rivedere posizioni e dichiarazioni precedentemente<br />

mal concepite alla luce di<br />

scoperte nuove non è sempre incoerenza: il<br />

più delle volte è sinonimo di crescita morale<br />

e di onestà intellettuale, nonché di coraggio<br />

delle idee.<br />

Facebook e la rete ci permettono di confrontarci<br />

e i confronti ci aiutano a crescere.<br />

Insieme per acquisire consapevolezze<br />

nuove e per bloccare il regresso, aiutati e<br />

supportati dal progresso mediatico:<br />

così vorrei che vivessimo la rete noi pescasportivi,<br />

diffondendo sempre di più la<br />

passione per un sano sportfishing.<br />

In ultima battuta lasciatemi dire una cosa,<br />

assolutamente sentita, con la quale intendo<br />

concludere: la pesca sportiva è uno sport<br />

bellissimo. Siamo fortunati a viverlo e<br />

questo ci porta a stare con gli altri.<br />

Non prendiamoci troppo sul serio!<br />

Tiriamo su le ancore dalle vecchie e anacronistiche<br />

scuole di pensiero! Impariamo da<br />

chi rispetta non da chi trasgredisce, e se<br />

sbagliamo, umilmente ricominciamo.<br />

Il web è la vetrina più ampia che abbiamo e<br />

la responsabilità più importante di cui<br />

dobbiamo farci carico, noi, gli amanti della<br />

pesca e delle regole.<br />

“<br />

Fortunatamente c’è una grandissima quantità di gente<br />

che posta emozioni e immagini che invogliano il prossimo<br />

ad amare questo sport, a rispettare la natura,<br />

le regole e il mondo in cui viviamo.


Pianeta Acaua - web magazine


acqua<br />

P<br />

Pianeta Acaua - web magazine<br />

Lettere alla FIPSAS<br />

La pesca in Francia<br />

Mi chiamo Renzo, ho 50 anni e sono un<br />

imprenditore<br />

Quest'anno mi sono affacciato al mondo<br />

della pesca.<br />

Mi piace andare e pescare, ma sono un<br />

pescatore solitario, un autodidatta, in 6<br />

mesi con 90 uscite ho preso 10 kg di<br />

pesci ma ne ho tenuto solo uno da 2,5<br />

kg! Questo per dire che la mia è passione<br />

pura.<br />

Prima di iniziare questa attività mi sono<br />

iscritto presso il “caccia e pesca di<br />

fiducia” alla sede FIPSAS della mia città,<br />

Verona.<br />

Ho iscritto anche la mia compagna, i suoi<br />

figli (12 e 14 anni) e mio figlio (13 anni).<br />

Quest’ultimo abita in Francia, nella<br />

splendida Nizza e spesso viene in Italia<br />

per stare insieme a me; proprio durante<br />

un nostro periodo insieme ha cominciato<br />

a seguirmi mentre pescavo appassionandosi<br />

tantissimo ad ami, lenze e<br />

mulinelli.<br />

Si è totalmente innamorato della pesca e<br />

ha continuato a praticarla anche a Nizza,<br />

pescando naturalmente in acque francesi;<br />

perciò mi sono informato sulle normative<br />

che si applicano ai pescatori in quel<br />

paese e ho visto che sono molte le<br />

differenze rispetto all’Italia.<br />

Ne ho parlato con il responsabile di un<br />

negozio che si trova nei pressi del Lago<br />

di Garda e, tra le altre cose, mi ha detto<br />

che qui da noi, a differenza della Francia,<br />

molti pescatori NON professionisti<br />

pescano pesci di tutte le misure e li rivendono<br />

ai ristoratori del lago con un danno<br />

per i pescatori professionisti e per lo<br />

stesso habitat.<br />

Sarebbe molto bello se la vostra rivista<br />

federale, che seguo on-line, approfondisse<br />

o rendesse visibile il regolamento<br />

francese; io credo che le stessi leggi<br />

dovrebbero regolamentare anche la<br />

pesca nel territorio Italiano, nei fiumi, nei<br />

laghi, nelle cave e perché no anche in<br />

mare. Se venissero applicate verrebbe<br />

risolto anche il problema tutto italiano del<br />

bracconaggio e della pesca di frodo.<br />

La FIPSAS dovrebbe sostenere e<br />

promuovere questa causa.<br />

Resto a vostra completa disposizione.<br />

Cordiali saluti<br />

Renzo Mirandola<br />

LA NORMATIVA SULLA PESCA IN<br />

FRANCIA<br />

Con il Decreto del 17 Maggio 2011 è<br />

stata introdotta la norma sulla MAR-<br />

CATURA DELLE CATTURE.<br />

Il Decreto si applica alla pesca in mare<br />

da diporto in tutte le sue forme, pesca<br />

da riva o dalla barca o subacquea e si<br />

applica in tutte le acque soggette alla<br />

sovranità o alla giurisdizione francese.<br />

La marcatura consiste nella rimozione<br />

del lobo inferiore della pinna caudale.<br />

Gli esemplari delle specie catturate<br />

dai diportisti e pescatori ricreativi a<br />

bordo di imbarcazioni o subacquei<br />

devono essere contrassegnati non<br />

appena messi a bordo, fatta eccezione<br />

per gli esemplari che vengono<br />

tenuti in vita a bordo, prima di essere<br />

rilasciati. La marcatura in ogni caso<br />

viene effettuata prima dello sbarco.<br />

Per i pescatori subacquei che partono<br />

dalla riva, questa marcatura deve<br />

avvenire non appena rientrano a riva.<br />

Per i pescatori che praticano la pesca<br />

dalla riva, la marcatura deve avvenire<br />

subito dopo la cattura. La marcatura<br />

non deve impedire la misurazione<br />

delle dimensioni del pesce.<br />

Di seguito la lista delle specie soggette<br />

a marcatura:<br />

Spigola, Palamita, Merluzzo, Corvina,<br />

dentice, Lampuga, Orata, Pesce<br />

Spada, Pesce Vela, Astice, Aragosta,<br />

Merluzzo Giallo e Merluzzo Nero,<br />

Ombrina, Maccarello, Sgombro,<br />

Marlin Blu, Parago, Scorfano, Sarago<br />

Maggiore, Sogliola, Wahoo, Tonno<br />

Giallo, Pesce Vela Atlantico.


P<br />

TESTO COMPLETO DELLA REGOLAMENTAZIONE FRANCESE<br />

Gazzetta ufficiale n ° 0123 del 27 maggio 2011 Pagina 9187<br />

Testo No. 45<br />

ORDINE<br />

Ordine del 17 maggio 2011, che istituisce le catture di marcatura nel tempo libero pesca marittima<br />

NOR: AGRM1107007A<br />

a cura della Redazione FIPSAS<br />

Il ministro dell'agricoltura, dell'alimentazione, della pesca, delle questioni rurali e della pianificazione territoriale,<br />

Visto il regolamento (CE) N. 850/98 del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure<br />

tecniche per la protezione del novellame di organismi marini;<br />

Visto il regolamento CE n ° 2371/2002 del 20 dicembre 2002 relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle<br />

risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca;<br />

Visto il regolamento (CE) 1967/2006 del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile<br />

delle risorse della pesca nel Mediterraneo e che modifica il regolamento (CEE) 2847/93 e abrogazione del regolamento (CE<br />

CEE) N. 1626/94;<br />

Visto il regolamento (CE) 1224/2009, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il<br />

rispetto delle norme della politica comune della pesca;<br />

Visto il regolamento (CE) 1288/2009, del 27 novembre 2009, che istituisce misure tecniche transitorie dal 1o gennaio 2010 al<br />

30 giugno 2011;<br />

Tenuto conto delle attività di pesca codice rurali e marine, incluse Libro IX;<br />

Visto il decreto 90-94 del 25 gennaio 1990 e successive modifiche effettuate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del 9 gennaio<br />

1852, che stabilisce le condizioni generali modificate della pesca marittima nelle acque soggette alla normativa comunitaria<br />

conservazione e di gestione;<br />

Visto il decreto 90-95 del 25 gennaio 1990 redatta ai sensi dell'articolo 3 del decreto del 9 Gennaio 1852, che stabilisce le<br />

condizioni generali modificate della pesca marittima nelle zone di pesca non contemplate dalla normativa Comunità conservazione<br />

e di gestione;<br />

Visto il decreto 90-618 del 11 luglio 1990 e successive modifiche relative all'esercizio della pesca marittima da diporto;<br />

VISTO il decreto del 15 luglio 2010 stabilisce le dimensioni minime o il peso minimo di cattura e lo sbarco di pesci e altri organismi<br />

marini;<br />

Considerando l'adozione della "Carta degli impegni e degli obiettivi per una pesca ricreativa eco-responsabile" firmato 7 luglio<br />

2010, di cui uno degli obiettivi è quello di lottare contro la vendita illegale di frutti di mare,<br />

si stabilisce che:<br />

Paola Cingolani<br />

Il presente decreto si applica alle attività di pesca ricreativa in mare tutte le sue forme effettuati a piedi dalla riva o trampolino.<br />

Essa si applica nelle acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione francese.<br />

Nelle attività della zona e della pesca di cui all'articolo 1, gli esemplari delle specie pescate l'elenco figura in allegato alla<br />

presente ordinanza deve essere contrassegnato. Questo marchio consiste nella rimozione della parte inferiore della pinna<br />

caudale<br />

Gli esemplari di specie catturate dai diportisti e pescatori ricreativi a bordo sottomarini da una nave da pesca devono essere<br />

contrassegnati non appena il consiglio, tranne che per gli esemplari tenuti in vita a bordo, prima di essere rilasciato. La marcatura<br />

avviene in ogni caso, prima di atterrare.<br />

Per praticare questa marcatura il pescatore subacqueo deve intervenire non appena tornato a riva.<br />

Per i pescatori che praticano dalla riva, questa marcatura deve avvenire alla cattura.<br />

Gli esemplari di specie catturate dai diportisti e pescatori ricreativi devono essere contrassegnati , tranne che per gli esemplari<br />

tenuti in vita a bordo, prima di essere rilasciati. La marcatura avviene in ogni caso, prima di approdare.<br />

La violazione di tali disposizioni, in particolare per quanto riguarda la marcatura, può dar luogo, a prescindere delle sanzioni<br />

penali che possono essere inflitte, all'applicazione di una decisione di sanzione amministrativa ai sensi dell'articolo L. 946-1 e<br />

L. 946-4 del codice rurale e la pesca in mare o le misure adottate ai sensi dell'articolo L. 943-1 dello stesso codice.<br />

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