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Etica Hacker: L'imperativo `e hands-on.

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creatura”. E’ in questi anni che gli spaghetti hacker abband<strong>on</strong>ano il flipper per<br />

dedicarsi al nuovo dispositivo, trovando nei primi microcomputer il compagno<br />

ideale per intere nottate di gioco. Enormi folle di ragazzini iniziano a riversarsi<br />

nei primi negozi di computer per espandere la ram o per avere l’ultimo gioco<br />

disp<strong>on</strong>ibile. Ed è proprio grazie all’estrema diffusi<strong>on</strong>e dei videogame che si<br />

formano due diverse tipologie di utenti: quelli che s<strong>on</strong>o unicamente interessati<br />

all’aspetto ludico e quelli che invece s<strong>on</strong>o decisamente più interessati a capire il<br />

funzi<strong>on</strong>amento del gioco e spesso le modalità di protezi<strong>on</strong>e dello stesso.<br />

Passa qualche anno, nuove macchine veng<strong>on</strong>o introdotte sul mercato, ed iniziano<br />

ad essere disp<strong>on</strong>ibili i primi veri esperimenti di reti di telecomunicazi<strong>on</strong>e.<br />

In questo c<strong>on</strong>testo, il fedele rapporto tra il venditore di computer ed il ragazzino<br />

smaliziato si fa sempre più intenso sino al punto che i due soggetti si scambiano<br />

favori. Molti dei software analizzati e sprotetti veng<strong>on</strong>o rivenduti nei negozi.<br />

Poichè eliminare o bypassare la protezi<strong>on</strong>e di un software n<strong>on</strong> è certamente<br />

un’operazi<strong>on</strong>e accessibile a tutti poichè richiede una bu<strong>on</strong>a c<strong>on</strong>oscenza del linguaggio<br />

macchina, spesso il software arrivava cracckato dall’estero ed i nostri<br />

c<strong>on</strong>nazi<strong>on</strong>ali si divertivano a modificare gli splash screen, ovvero le schermate<br />

di inizio del videogame mostrando la loro abilità nel gestire le librerie grafiche<br />

allora disp<strong>on</strong>ibili.<br />

3.2 C<strong>on</strong>nessi alla rete<br />

Nel 1985, giunti anche in Italia i primi modem a 300 baud che venivano per lo<br />

più autocostruiti, lo “sport” nazi<strong>on</strong>ale diventa quello di effettuare delle scorribande<br />

lungo quella rete assolutamente primitiva che n<strong>on</strong> ha nulla a che vedere<br />

c<strong>on</strong> l’Internet di oggi. S<strong>on</strong>o i tempi di QSD, una messaggeria francese su Minitel,<br />

a cui molti smanett<strong>on</strong>i italiani si collegavano per c<strong>on</strong>oscere i “veri” hacker o per<br />

c<strong>on</strong>oscere semplicemente delle ragazze come avviene tutt’ora tramite gli applicativi<br />

di instant-messaging. Raul Chiesa aka Nobody ricorda, c<strong>on</strong> la stringa di<br />

risposta alla c<strong>on</strong>nessi<strong>on</strong>e, quello che qualche anno dopo era il suo modo di passare<br />

le serata, digitando alcuni comandi e scrivendo messaggi per interminabili<br />

ore e lunghe nottate.<br />

>> SET HOST /X<br />

>> Address: 0208057040540<br />

ACP: CALL CONNECTED<br />

Q S D<br />

Software SICOMM France<br />

**********************<br />

You Are <strong>on</strong> QSD (France)<br />

Internati<strong>on</strong>al Chat System<br />

Free Access<br />

**********************<br />

For fun and friends!<br />

No pirating nor hacking Please!<br />

Per una pers<strong>on</strong>a normale collegarsi ad un servizio di messaggistica era poco<br />

più che vedere delle scritte sbiadite su di un m<strong>on</strong>itor bicromatico, ma per uno<br />

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