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Etica Hacker: L'imperativo `e hands-on.

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4 L’etica <str<strong>on</strong>g>Hacker</str<strong>on</strong>g><br />

Abbiamo visto, nella storia americana e in quella italiana, come a fr<strong>on</strong>te delle<br />

padr<strong>on</strong>anze tecniche si andavano formando anche gli elementi di una cultura<br />

che cominciava ad accumulare esperienze e leggende. In nessun momento della<br />

storia di questa cultura i c<strong>on</strong>cetti alla base dell’etica s<strong>on</strong>o stati discussi formalmente<br />

ma veng<strong>on</strong>o piuttosto accettati tacitamente da tutti coloro che davanti a<br />

delle macchine che esegu<strong>on</strong>o dei programmi, rimang<strong>on</strong>o a bocca aperta. N<strong>on</strong> ci<br />

s<strong>on</strong>o manifesti ufficiali o regolamenti: una pers<strong>on</strong>a nasce hacker.<br />

“Gli hacker poss<strong>on</strong>o fare qualsiasi cosa e rimang<strong>on</strong>o hacker.<br />

Puoi essere un falegname <str<strong>on</strong>g>Hacker</str<strong>on</strong>g>... ”<br />

- Burrell Smith -<br />

Si sente spesso parlare di hacker e n<strong>on</strong> si capisce perchè questo termine venga<br />

usato c<strong>on</strong> significati così diversi. Richard Stallman fu definito come “l’ultimo<br />

dei veri hacker” e data la sua notorietà, almeno nell’ambiente informatico, siamo<br />

c<strong>on</strong>vinti che sia l’esempio più lampante di quanto essere un hacker n<strong>on</strong> significhi<br />

essere un criminale. Stallman si occupa di free software, di quel software<br />

che oltre ad essere gratis è soprattutto disp<strong>on</strong>ibile tramite codice sorgente in<br />

maniera libera e può essere modificato e ridistribuito. Quello del free software<br />

è un’ideale puro, c<strong>on</strong> aspetti quasi evangelici che n<strong>on</strong> ha nulla a che vedere c<strong>on</strong><br />

attività criminali, la penetrazi<strong>on</strong>e in sistemi protetti o la scrittura di virus.<br />

Ma che cosa distingue un hacker etico e perchè il termine viene così abusato?<br />

Essere hacker n<strong>on</strong> dipende, in prima approssimazi<strong>on</strong>e, dalle sole capacità<br />

tecniche ma dal modo c<strong>on</strong> cui si affr<strong>on</strong>tano i problemi. Comportarsi da hacker<br />

significa n<strong>on</strong> poter evitare di “mettere le mani” sul computer, e n<strong>on</strong> accettare<br />

che faccia cose diverse da quelle che serv<strong>on</strong>o; e quando (come purtroppo succede<br />

spesso) un software fa i capricci, o si comporta in modo diverso da come si<br />

vorrebbe, in un’hacker parte un impulso basato su un fermo principio filosofico:<br />

la macchina deve lavorare per me, e n<strong>on</strong> viceversa. Ne nasc<strong>on</strong>o talvolta battaglie<br />

impegnative, ma alla fine le cose dev<strong>on</strong>o andare come si vuole che vadano.<br />

In questa fase serv<strong>on</strong>o assolutamente le capacità tecniche, ma la comp<strong>on</strong>ente<br />

f<strong>on</strong>damentale è lo spirito. Sistemi, protocolli, procedure di comunicazi<strong>on</strong>e in<br />

rete, eccetera, dev<strong>on</strong>o adattarsi alle esigenze delle pers<strong>on</strong>e; n<strong>on</strong> noi alle fisime<br />

di qualche progettista o di qualche prepotente software house.<br />

Come abbiamo visto anche nella storia italiana, esiste un grosso problema:<br />

utilizzando queste tecnologie il c<strong>on</strong>fine tra “bravo tecnico” e “pirata informatico”<br />

è sottile. Anche alcuni veri hacker ha compiuto azi<strong>on</strong>i illegali ma il loro<br />

scopo n<strong>on</strong> era quello di nuocere o creare danno ma solamente scoprire vulnerabilità,<br />

capirne il funzi<strong>on</strong>amento e dimostrarsi abili e senza barriere. Gli hacker<br />

s<strong>on</strong>o degli inguaribili curiosi, c<strong>on</strong> una tendenza ad andare oltre la superficie delle<br />

cose, a cercare notizie e informazi<strong>on</strong>i diverse da quelle più diffuse. Ma questa<br />

caratteristica li porta spesso ad uscire dal c<strong>on</strong>fine tra legalità ed illegalità delle<br />

azi<strong>on</strong>i, c<strong>on</strong>f<strong>on</strong>dendo la percezi<strong>on</strong>e delle pers<strong>on</strong>e davanti ad avvenimenti che riguardano<br />

la rete o il m<strong>on</strong>do dell’informatica in generale.<br />

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