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il kimmeridgiano delle prealpi veneto-trentine: fauna e biostratigrafia

il kimmeridgiano delle prealpi veneto-trentine: fauna e biostratigrafia

116 CARLO SARTI Karvè

116 CARLO SARTI Karvè Corvinus (1966): Z.a Divisum; Sapunov & Ziegler (1976): parte alta Z.a Divisum - Z.ad Acanthicum; Oloriz (1978, 1979): Parte alta Z.a Strombecki - Z.a Divisum; Oloriz et Al. (1979): Z.a Strombecki; Oloriz & Ruiz Ortiz (1980): Z.a Divisum IDOCERAS cfr.MALLETIANUS (Fontannes in Dumortier & Fontannes, 1876) Materiale: n. inv. ME605 Osservazioni: esemplare frammentario, ma attribuibile a questa specie per la sezione della spira e per l'ornamentazione, più grossolana di sautieri e con molte intercalari esterne; nel fragmocono le biforcazioni si effettuano a metà fianco, le coste principali sono diritte e le secondarie sono proverse; le coste biforcate sono prevalenti su quelle semplici. Attribuzioni biostratigrafiche: l'esemplare proviene dalla Z.a Herbichi, Subz.a Stenonis. Famiglia ASPIDOCERATIDAE Zittel, 1895 Subfamiglia EUASPIDOCERATINAE Spath, 1925 Genere EPASPIDOCERAS Spath, 1931 EPASPIDOCERAS gr. RUPELLENSIS (D'Orbigny, 1849) Materiale: N. inv. P141A Descrizione: frammento di spira di un esemplare molto grande (probabilmente l'esemplare completo poteva raggiungere i 400 mm). L'ornamentazione è data da grossi e prominenti tubercoli margino ventrali e marginombelicali, uniti da pieghe basse , larghe all'incirca come il tubercolo stesso, che si presenta però più lungo che largo (il tubercolo marginombclicale più grande è lungo circa 35 mm e largo 25). Il tubercolo marginoventrale è più equidimensionale (il più grande è lungo circa 26 mm e largo 22). Attribuzioni biostratigrafiche: l'esemplare proviene dalla Z.a Silenum, Subz.a Trenerites. Esemplari di E.rupellense sono segnalati da Sequeiros (1974) nella Z.a Bimammatum della Cordigliera betica; Hantzpergue (1979): Z.a rupellensis (= Z.a Platynota) della Nord Aquitania; Hantzpergue & Debrand Passard (1980): Z.a rupellensis - Z.a Cymodoce del Bacino aquitaniano. Genere PARASPIDOCERAS Spath, 1925 PARASPIDOCERAS MAMILLANUM (Quenstedt, 1845) Fig.59 n.t. 1974 Euaspidoceras (Epaspidoceras) mamillanum (Quenst.) - SEQUEIROS, p.263, Tav.23, fig.4; Tav.27, fig.3 1978 Euaspidoceras (Epaspidoceras) mamillanum (Qu.) - OLORIZ, p.330 1985 Paraspidoceras mamillanum (Qu.) - SCHAI- RER. p.3, Tav.2, fig.l (cum syn.) Materiale-. N. inv. P15A, 1G, LU39, LU104 Misure: N. inv. D 0 H S O/D H/D S/D P15A 123 54 43 35 0.439 0.349 0,284 1G 138 59 47 0,427 0.34 -- LU39 118,2 48.5 40 0.41 0.338 - Attribuzioni biostratigrafiche: gli esemplari sono stati raccolti dal limite Z.a Planula / Z.a Silenum al tetto della Z.a Silenum. Fig. 59 - Paraspidoceras mamillanum (Quenstedt). Sezione della spira dell'ex. P15A, al diametro di 110 mm (x 1).

(x 1) IL KIMMERIDGIANO DELLE PREALPI VENE"] (-TRENTINE: FAUNA E BIOSTRATIGRAFIA 109 Behmel (1970): Z.a Planula del Prebetico (Spagna); Sequeiros (1974): tetto Z.a Bimammatum del Subbetico (Spagna); Oloriz (1978, 1979): Z.a Bimammatum - Z.a Platynota della Cordigliera Betica; Schairer (1985): Oxfordiano sup. - Kimmeridgiano inf. del Sudliche Frankenalb (Germania); Pavia et Al.( 1987): Z.a Bimammatum - Z.a Platynota dei M.Lessini veronesi (Italia). "ASPIDOCERAS" FONTANNESI Gemmellaro, 1877 Tav.24, fig.3; fìg.61 n.t. 1877 Aspidoceras fontannesi, GEMMELLARO, p.229, Tav. 17, fig.7 Materiale-. N. inv.LU582 Misure: N. inv. D O H S O/D H/D S/D olotipo 125 51,3 45 31,3 0,41 0,36 0,25 102,6 39,6 36,6 37 0,385 0,356 0,36 LU582 101,5 39 37 37 0,384 0.364 0,364 -- 64 22 22,5 - 0,343 0,351 - Descrizione: fragmocono di dimensioni mediograndi, con ombelico largo e non molto profondo. Muraglia ombelicale subverticale con margine ombelicale smussato. Spire a lento accrescimento, con scarso ricoprimento e con la tendenza a un ricoprimento via via minore dai giri interni verso gli esterni. Sezione della spira ovoidale, con il massimo spessore sul terzo interno del fianco. L'orna- mentazione è data da due file di tubercoli a bas rotonda, periombelicali e ventrolaterali, i primi se no numerosi e vanno sempre più distanziando? con l'ontogenesi, i secondi, più radi, hanno an ch'essi la tendenza a distanziarsi leggermente co l'ontogenesi, ma sono molto più equidistanti, co; che nei giri interni i tubercoli ombelicali corrispor dono con il ritmo di uno su due, ai tubercoli ver trolaterali, essendo in numero circa doppio rispett ai tubercoli ventrolaterali. A partire da 75 mm a ogni tubercolo periombelicale corrisponde un ti bercolo ventrolaterale; un rilievo appena accenna to unisce i due tubercoli. Al diametro di 64 mr abbiamo 10 tubercoli periombelicali e 5 tuberco ventrolaterali in 1/2 giro di spira mentre al diame tro di 101,5 mm si contano 8 tubercoli periombel: cali e 8 ventrolaterali in 1 /2 giro di spira. Fig. 61 - Aspidoceras fontannesi Gemmellaro. Sezione della sp ra dell'ex. LU582, al diametro di 82 mm (x 1). Osservazioni, l'esemplare è assegnato dubitativa mente al genere Aspidoceras; esso infatti presenta caratteri di Aspidoceras per quanto riguarda la prc senza di una doppia fila di tubercoli sul fianco, m morfologicamente possiede una struttura "euasp doceratiforme" (forte distanza tra le due file di ti bercoli, tipo di evoluzione della spira, ecc...). D'a tra parte i tubercoli non sono mammiformi com in Paraspidoceras o Epaspidoceras ma decisamer te più spiniformi. Il ritrovamento di esempla completi di c.a. (anche l'olotipo è un fragmoconc potrà meglio chiarire la posizione sistematica c questa specie rara. Attribuzioni biostratigrafìche: esemplare raccolt quasi al tetto della Z.a Silenum.

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