Settimana del 6 maggio 2013

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Settimana del 6 maggio 2013

Settimana del 6 maggio 2013


COME COMMENTARE ALLE ADUNANZE (be p.70)

• Se siete chiamati per primi, date una risposta semplice e diretta

• Per dare il vostro contributo alla considerazione, (1) spiegate che attinenza ha una scrittura indicata con il punto che si sta

trattando, (2) menzionate come la cosa influisce sulla nostra vita, (3) spiegate come si possono usare quelle informazioni o

(4) narrate una breve esperienza che metta in risalto un punto principale

• Ascoltate attentamente i commenti degli altri in modo da poter ampliare ciò che è stato detto

• Cercate di commentare con parole vostre

COME ACQUISIRE O MIGLIORARE LA CAPACITÀ DI RAGIONARE FACENDO USO DELLE SCRITTURE (w86 01/03)

Sono importanti alcune cose:

(1) Dovete avere una buona conoscenza delle Scritture. Per acquistare questa conoscenza sono importanti lo studio personale

regolare e la frequenza alle adunanze.

(2) Dovete prendervi il tempo di meditare, esplorando mentalmente le verità da vari punti di vista ed edificando il vostro

apprezzamento per esse.

(3) Mentre studiate, non accontentatevi delle spiegazioni sulle scritture, ma cercate anche le ragioni scritturali di tali

spiegazioni. Prendetene nota accanto ai versetti che intendete esaminare.

(4) Pensate a come spieghereste certe scritture a vari tipi di persone.

(5) Riflettete su come si potrebbero illustrare certi punti. Tutto ciò sarà utile nel coltivare la capacità di ragionare facendo uso

delle Scritture.

Studio biblico di congregazione

jr cap. 9 §§ 1 – 7 (min. 30)

Paragrafo 1

(Geremia 25:1-3) La parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di

Giuda nel quarto anno di Ioiachim figlio di Giosia, re di Giuda, cioè il primo anno di

Nabucodorosor re di Babilonia, 2 che Geremia il profeta pronunciò riguardo a tutto il

popolo di Giuda e riguardo a tutti gli abitanti di Gerusalemme, dicendo: 3 “Dal

tredicesimo anno di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, e fino a questo giorno, in

questi ventitré anni la parola di Geova mi è stata rivolta, e vi parlavo, levandomi di

buon’ora e parlando, ma voi non ascoltaste.

(Geremia 36:1, 2) Ora avvenne nel quarto anno di Ioiachim figlio di Giosia, re di

Giuda, che questa parola fu rivolta a Geremia da parte di Geova, dicendo: 2 “Prenditi il rotolo di un libro, e

vi devi scrivere tutte le parole che ti ho proferito contro Israele e contro Giuda e contro tutte le nazioni, dal

giorno in cui ti parlai, dai giorni di Giosia, fino a questo giorno.

(Geremia 36:9, 10) Ora avvenne nel quinto anno di Ioiachim figlio di Giosia, re di Giuda, nel nono mese,

che tutto il popolo [che era] a Gerusalemme e tutto il popolo che dalle città di Giuda veniva a

Gerusalemme proclamarono un digiuno dinanzi a Geova. 10 E Baruc leggeva ad alta voce dal libro le

parole di Geremia nella casa di Geova, nella stanza da pranzo di Ghemaria figlio di Safan il copista, nel

cortile superiore, all’ingresso della nuova porta della casa di Geova, agli orecchi di tutto il popolo.

Paragrafo 2

(Geremia 45:1-5) La parola che Geremia il profeta pronunciò a Baruc figlio di Neria quando egli scrisse

in un libro queste parole dalla bocca di Geremia nel quarto anno di Ioiachim figlio di Giosia, re di Giuda,

dicendo: 2 “Geova l’Iddio d’Israele ha detto questo riguardo a te, o Baruc: 3 ‘Hai detto: “Guai a me, ora,

poiché Geova ha aggiunto mestizia al mio dolore! Mi sono stancato a causa dei miei sospiri, e non ho

trovato un luogo di riposo”’. 4 “Gli devi dire questo: ‘Geova ha detto questo: “Ecco, ciò che ho edificato

demolisco, e ciò che ho piantato sradico, sì, tutto il paese stesso. 5 Ma in quanto a te, tu continui a cercare

grandi cose per te stesso. Non continuare a cercare”’. “‘Poiché, ecco, io farò venire la calamità su ogni

carne’, è l’espressione di Geova, ‘e certamente ti darò la tua anima come spoglia in tutti i luoghi nei quali

andrai’”.

W08 15/10: Geova vide che Baruc stava coltivando nel suo cuore pensieri pericolosi. Parlando per

mezzo di Geremia, Geova andò subito al punto . Benché mostrasse fermezza, Geova non si adirò con il

suo servitore Baruc ma si comportò con lui come un padre premuroso. A quanto pare vide che dietro quei

desideri non c’era un cuore malvagio o ipocrita. Inoltre Geova sapeva che Gerusalemme e Giuda avevano

i giorni contati, e non voleva che in quel momento critico Baruc facesse un passo falso. Quindi, per

riportarlo con i piedi per terra, gli ricordò che stava per far “venire la calamità su ogni carne”, e aggiunse

che se Baruc avesse agito saggiamente si sarebbe salvato. (Ger. 45:5) In sostanza Dio disse: ‘Baruc,

guarda in faccia la realtà. Ricorda quello che accadrà presto alle empie Giuda e Gerusalemme. Sii fedele


e continua a vivere. Io ti proteggerò’. A quanto pare le parole di Geova arrivarono al cuore di Baruc,

perché reagì positivamente e sopravvisse alla distruzione di Gerusalemme, che si verificò 17 anni dopo.

Paragrafo 3

(Giobbe 34:21) Poiché i suoi occhi sono sulle vie dell’uomo, E vede tutti i suoi passi.

w06 15/08: Geova non specificò cosa fossero tali “grandi cose”, ma Baruc senz’altro sapeva se si

trattava di ambizioni egoistiche o del desiderio di preminenza e di prosperità materiale. Geova lo esortò a

essere realistico e gli ricordò ciò che stava per accadere

(Filippesi 1:10) perché vi accertiate delle cose più importanti, affinché siate senza difetto e non facciate

inciampare altri fino al giorno di Cristo,

g87 22/02: prima stabilite quali cose hanno la precedenza così che, se si deve trascurare qualcosa, sia

qualcosa di relativamente poco importante. Fate un elenco di tutte le cose da fare, diciamo, in una

settimana e dividetele in due categorie: (1) Ciò che devo fare, e (2) Ciò che mi piacerebbe fare.

Il lavoro, la spesa e le riparazioni domestiche, e il trascorrere tempo con la famiglia, rientrerebbero nella

prima categoria. Per un vero cristiano, anche assistere alle adunanze di congregazione, parlare della

propria fede ad altri e studiare la Bibbia sono cose a cui va data la precedenza. — Matteo 6:33.

Se l’elenco sembra troppo lungo, forse alcune delle ‘cose che si devono fare’ in realtà non sono poi così

necessarie. Oppure potreste cercare di unire diverse attività. Ad esempio, se dovete sbrigare le faccende

domestiche, perché non insegnate ai vostri figli a sbrigarne qualcuna? In tal modo non solo sarete in grado

di fare più cose, ma potrete trascorrere momenti preziosi insieme ai vostri figli.

Che dire però dell’elenco delle ‘cose che vi piacerebbe fare’? Le cose che si possono fare sono

tantissime. Ma non potete farle tutte. Calcolate quindi la spesa che tali attività comportano. (Luca 14:28)

Ridurranno lo stress nella vostra vita o lo aumenteranno? Incideranno sul bilancio domestico? Potrebbero

impedirvi di fare cose necessarie?

Evitate di fare un programma troppo intenso, includendovi così tante cose da essere costretti a correre

febbrilmente. Concedetevi sufficiente tempo per assolvere i vostri impegni.

Paragrafo 4

(Geremia 36:32) E Geremia stesso prese un altro rotolo e lo diede quindi a Baruc figlio di Neria, il

segretario, che vi scriveva per bocca di Geremia tutte le parole del libro che Ioiachim re di Giuda aveva

bruciato nel fuoco; e vi furono aggiunte molte altre parole simili a quelle.

(Geremia 36:11, 12) E Micaia figlio di Ghemaria figlio di Safan udiva tutte le parole di Geova dal libro.

12 Allora scese alla casa del re, alla stanza da pranzo del segretario, ed ecco, c’erano seduti tutti i principi,

Elisama il segretario e Delaia figlio di Semaia ed Elnatan figlio di Acbor e Ghemaria figlio di Safan e

Sedechia figlio di Hanania e tutti gli altri principi.

(Geremia 36:14) Tutti i principi mandarono quindi Ieudi figlio di Netania figlio di Selemia figlio di Cusi a

dire a Baruc: “Il rotolo da cui hai letto ad alta voce agli orecchi del popolo, prendilo in mano e vieni”. Baruc

figlio di Neria prese pertanto il rotolo in mano e venne da loro.

(Geremia 51:59) La parola che Geremia il profeta comandò a Seraia figlio di Neria figlio di Maseia

quando egli andò con Sedechia re di Giuda a Babilonia nel quarto anno che era re; e Seraia era capo

degli alloggi.

W06 15/08: Degli scribi del tempo di Geremia l’archeologo Philip J. King scrive: “Gli scribi costituivano

una classe che godeva di grande prestigio in Giuda verso la fine del VII e l’inizio del VI secolo a.E.V. . . .

Questo titolo veniva conferito ad alti funzionari del re”.

Inoltre il capitolo 36 di Geremia, che ora prenderemo in esame, fa supporre che Baruc potesse conferire

con i consiglieri del re e utilizzare la stanza da pranzo, o sala del consiglio, di Ghemaria, che era un

principe o un funzionario. Il biblista James Muilenberg spiega: “Baruc poteva accedere alla sala del

consiglio degli scribi perché ne aveva diritto, ed era uno dei funzionari reali che si erano radunati nella

memorabile occasione in cui fu letto pubblicamente il rotolo. Era fra suoi pari”.

Riguardo alla posizione sociale di Baruc un’opera aggiunge: “Poiché il sigillo di Berekhyàhu fu trovato in

mezzo a diversi sigilli di altri importanti funzionari, si può ragionevolmente presumere che Baruc

(Berekhyàhu) operasse nello stesso contesto ufficiale in cui agivano quei funzionari”. Le testimonianze

disponibili sembrano indicare che Baruc e il fratello Seraia fossero alti funzionari che sostennero il fedele

profeta Geremia negli anni turbolenti che precedettero la distruzione di Gerusalemme. — Corpus of West

Semitic Stamp Seals.


Paragrafo 5

(Geremia 45:4) “Gli devi dire questo: ‘Geova ha detto questo: “Ecco, ciò che ho edificato demolisco, e ciò

che ho piantato sradico, sì, tutto il paese stesso.

Paragrafo 6

(Geremia 48:1) Per Moab questo è ciò che ha detto Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele: “Guai a Nebo,

poiché è stata spogliata! Chiriataim è stata svergognata, è stata catturata. La sicura altezza è stata

svergognata ed è stata colpita da terrore.

(Geremia 48:7) Poiché tu hai fiducia nelle tue opere e nei tuoi tesori, tu stessa sarai anche catturata. E

Chemos certamente andrà in esilio, i suoi sacerdoti e i suoi principi nello stesso tempo.

(Geremia 49:1) Per i figli di Ammon, Geova ha detto questo: “Non ha figli Israele o non ha egli erede?

Perché Malcam ha preso possesso di Gad, e il suo proprio popolo ha preso a dimorare nelle medesime

città [d’Israele]?”

(Geremia 49:4) Perché ti vanti dei bassopiani, del tuo bassopiano dove scorrono [corsi d’acqua], o figlia

infedele, tu che confidi nei tuoi tesori, [dicendo:] “Chi verrà a me?”’”

(Geremia 51:1) Geova ha detto questo: “Ecco, desto contro Babilonia e contro gli abitanti di Leb-Camai

un vento rovinoso;

(Geremia 51:13) “O donna che risiedi su abbondanti acque, che abbondi di tesori, è giunta la tua fine, la

misura dei tuoi profitti.

Paragrafo 7

(Geremia 6:12) E le loro case certamente passeranno in possesso ad altri, i campi e le mogli nello stesso

tempo. Poiché stenderò la mia mano contro gli abitanti del paese”, è l’espressione di Geova.

(Geremia 20:5) E certamente darò tutte le cose depositate di questa città e tutto il suo prodotto e tutte le

sue cose preziose; e tutti i tesori dei re di Giuda li darò in mano ai loro nemici. Ed essi certamente li

prederanno e li prenderanno e li porteranno a Babilonia.

(Geremia 27:12) Anche a Sedechia re di Giuda parlai secondo tutte queste parole, dicendo: “Sottoponete

il vostro collo al giogo del re di Babilonia e servite lui e il suo popolo e continuate a vivere.

(Geremia 27:17) Non li ascoltate. Servite il re di Babilonia e continuate a vivere. Perché questa città deve

divenire un luogo devastato?

(Geremia 27:21, 22) poiché questo è ciò che ha detto Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, riguardo agli

utensili che rimangono nella casa di Geova e nella casa del re di Giuda e a Gerusalemme: 22 ‘“Saranno

portati a Babilonia e là resteranno fino al giorno che rivolgerò loro la mia attenzione”, è l’espressione di

Geova. “E certamente li farò risalire e li farò tornare in questo luogo”’”.

Lettura della Bibbia

Giovanni 1 – 4

Molti versetti hanno ulteriori riferimenti.

Siete incoraggiati a fare ulteriori ricerche personali.

Se non diversamente specificato i punti notevoli sono tratti dalla w08 15/04

L’oratore dovrà concentrarsi su alcuni versetti e non cercare di trattare troppi punti. E meglio trattare

pochi versetti e trattarli bene. Inoltre, ogni volta che e possibile, l’oratore dovrebbe applicare il

materiale alle circostanze locali dando risalto a come quelle informazioni interessano noi oggi.

(Giovanni 1:2, 3, 14) W12 01/12: Dov’era Gesù prima che Dio lo mandasse

sulla terra? Prima di nascere a Betleem, Gesù era un essere spirituale che viveva in

cielo. Fu la prima opera creativa di Dio e l’unico a essere stato creato direttamente

da Lui. Per questo viene definito l’unigenito Figlio di Dio. Quando era in cielo, parlò

spesso in qualità di rappresentante di Dio. Ecco perché viene chiamato “la Parola”. Inoltre collaborò con

Dio alla creazione di tutte le altre cose. (Giovanni 1:2, 3, 14) Gesù visse con Dio in cielo per ere

incalcolabili prima della creazione dell’umanità. — Leggi Michea 5:2; Giovanni 17:5.

(Giov. 1:14; 3:18) (Giov. 1:1, 18) W12 15/04: Gesù era particolarmente qualificato per rivelare il Padre.

Infatti, la creatura spirituale che in seguito divenne l’uomo Gesù esisteva già in cielo in qualità di “unigenito

Figlio di Dio” prima che fossero create tutte le altre forme di vita. (Giov. 1:14; 3:18) Che posizione

straordinaria! Quando non esisteva ancora nessun’altra creatura, il Figlio godette della calorosa attenzione

di suo Padre e conobbe Lui e le Sue qualità. Nel corso di epoche incalcolabili il Padre e il Figlio dovettero

comunicare intensamente e sviluppare profondo affetto reciproco. (Giov. 5:20; 14:31) Il Figlio sicuramente


acquisì un’immensa conoscenza della personalità del Padre! — Leggi Colossesi 1:15-17. Il Padre

designò il Figlio quale suo portavoce, “La Parola di Dio”. (Riv. 19:13) Perciò Gesù era la persona più

qualificata per rivelare il Padre ad altri. Appropriatamente, l’evangelista Giovanni dichiara che Gesù, “la

Parola”, “è nella posizione del seno presso il Padre”. (Giov. 1:1, 18) Con questa espressione Giovanni si

riferisce a una consuetudine seguita in quei giorni in occasione dei pasti. I commensali stavano adagiati su

un fianco in modo che ognuno aveva la testa vicina al petto dell’ospite dietro di lui, e questo facilitava la

conversazione. Perciò il Figlio, essendo “nella posizione del seno presso il Padre”, poteva fare

conversazioni profonde con lui.

(Giovanni 1:18) W12 01/10: “NESSUN uomo ha mai visto Dio”, dice la Bibbia. (Giovanni 1:18) Dio ha un

aspetto così glorioso che nessuna creatura di carne e ossa potrebbe vederlo e continuare a vivere. (Esodo

33:20)

1:35, 40: Chi era il discepolo che, insieme ad Andrea, stava con Giovanni il Battezzatore? L’evangelista

nel suo Vangelo non menziona mai se stesso per nome, mentre quando parla di “Giovanni” si riferisce

sempre a Giovanni il Battezzatore. Quindi il discepolo di cui non compare il nome è evidentemente

Giovanni, lo scrittore stesso.

(Giov. 2:13-17) W12 15/04: A quale conclusione perveniamo, invece, leggendo di come Gesù purificò il

tempio? Immaginiamo la scena: Gesù fece una sferza di corde e scacciò quelli che vendevano bovini e

pecore. Sparse a terra le monete dei cambiamonete e rovesciò le loro tavole. (Giov. 2:13-17) Questa

azione energica fece ricordare ai discepoli le parole profetiche del re Davide: “L’assoluto zelo per la tua

casa mi ha divorato”. (Sal. 69:9) Agendo con decisione Gesù mostrò il forte desiderio di difendere la vera

adorazione. Riusciamo a discernere in tutto ciò la personalità del Padre? Questo episodio ci ricorda che

Dio non solo ha il potere illimitato di eliminare la malvagità dalla terra ma ne ha anche l’ardente desiderio.

La descrizione della ferma reazione di Gesù rivela come deve sentirsi il Padre nell’osservare la malvagità

che oggi dilaga sulla terra. Questo è davvero rassicurante quando dobbiamo far fronte a qualche

ingiustizia.

2:20: Quale tempio fu “edificato in quarantasei anni”? I giudei si riferivano al tempio di Zorobabele

ricostruito da Erode, re della Giudea. Secondo lo storico Giuseppe Flavio i lavori iniziarono nel 18° anno

del regno di Erode, cioè tra il 18 e il 17 a.E.V. Il santuario e altre parti importanti del tempio furono

completati in otto anni. Tuttavia i lavori nell’area del tempio continuarono fin dopo la Pasqua del 30 E.V.,

quando i giudei dissero che c’erano voluti 46 anni per costruirlo.

2:4. Gesù stava indicando a Maria che, essendo l’unto battezzato Figlio di Dio, doveva seguire le

istruzioni del suo Padre celeste. Benché fosse solo all’inizio del suo ministero, Gesù era pienamente

consapevole dell’“ora”, o tempo, in cui doveva assolvere il suo incarico, che includeva la sua morte di

sacrificio. Nemmeno a un parente stretto come Maria sarebbe stato permesso di interferire mentre Gesù

compiva la volontà di Dio. Dobbiamo servire Geova Dio con la stessa determinazione.

3:1-9. Dall’esempio di Nicodemo, “un governante dei giudei”, impariamo due cose. Primo, Nicodemo si

mostrò umile, perspicace e consapevole del proprio bisogno spirituale, riconoscendo nel semplice figlio di

un falegname l’insegnante mandato da Dio. Anche oggi i veri cristiani devono mostrare umiltà. Secondo,

Nicodemo si trattenne dal diventare un discepolo mentre Gesù era sulla terra, forse perché aveva timore

dell’uomo, teneva alla sua posizione nel Sinedrio o amava le ricchezze. Questo dovrebbe insegnarci una

lezione importante: non dobbiamo permettere che tali tendenze ci trattengano dal ‘prendere il nostro palo

di tortura e seguire Gesù di continuo’. — Luca 9:23.

(Giovanni 3:13) w11 01/06: I cristiani fedeli vanno tutti in cielo? Molti hanno letto le confortanti parole

di Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque esercita fede

in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna”. (Giovanni 3:16) Gesù voleva forse dire che tutti i fedeli

adoratori di suo Padre, Geova Dio, sarebbero andati in cielo a vivere in eterna beatitudine?

Per rispondere, consideriamo un’illuminante affermazione di Gesù: “Nessun uomo è asceso al cielo se

non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo”. (Giovanni 3:13) Questo significa che fedeli adoratori

del passato, come Noè, Abraamo, Mosè e Davide, non andarono in cielo. (Atti 2:34) Dove andarono

quindi? In poche parole, i fedeli del passato sono nella tomba, dove riposano inconsci in attesa della

risurrezione. — Ecclesiaste 9:5, 6; Atti 24:15.

Il primo riferimento biblico alla vita celeste dopo la morte fu sempre di Gesù, il quale in un’occasione

disse ai suoi apostoli che avrebbe preparato loro un luogo nei cieli. (Giovanni 14:2, 3) Si trattava di una

novità per il popolo di Dio. In seguito l’apostolo Paolo spiegò che Gesù, una volta morto e risorto in cielo,


‘inaugurò per i suoi discepoli una via nuova e vivente’, una via che nessun essere umano aveva mai

percorso prima. — Ebrei 10:19, 20.

Significa questo che da allora in poi tutti i cristiani fedeli sarebbero andati in cielo? No, perché la

risurrezione celeste è messa in stretta relazione con un incarico dato solo ad alcuni esseri umani. Durante

l’ultima sera trascorsa insieme, Gesù disse agli apostoli che nel suo Regno celeste si sarebbero ‘seduti su

troni per giudicare’. Quindi il loro incarico sarebbe stato quello di regnare con Gesù in cielo. — Luca 22:28-

30.

4:4-26, 39-42 w12 15/02: Gesù fu vigilante nell’opera che Geova lo aveva incaricato di svolgere. Ci sono

lavori che forse permettono a chi li svolge di vagare con la mente senza gravi conseguenze. D’altro canto,

molte altre attività richiedono grande concentrazione e attenzione, e il ministero cristiano rientra senz’altro

in questa categoria. Gesù era sempre desto nella predicazione e cercava le opportunità per parlare della

buona notizia. Per esempio quando lui e i discepoli arrivarono nella città di Sichar, dopo una lunga

mattinata di cammino, i discepoli andarono a comprare dei viveri. Gesù rimase vicino al pozzo della città

per riposare, ma fu desto e colse l’opportunità per dare testimonianza. Una samaritana era andata al

pozzo per attingere acqua. Gesù avrebbe potuto decidere di approfittarne per dormire un po’ o avrebbe

potuto trovare validi motivi per non intavolare una conversazione. Invece prese l’iniziativa, cominciò a

conversare con la donna e diede una vigorosa testimonianza che influì su molti abitanti di quella città.

(Giov. 4:4-26, 39-42) Possiamo imitare ancora meglio l’esempio di Gesù, magari cogliendo maggiormente

le opportunità di parlare della buona notizia alle persone che incontriamo nella vita di tutti i giorni? entre

cerchiamo di essere vigilanti a imitazione di Gesù, come possiamo coltivare un equilibrio simile al suo?

Non permettendo che questo mondo ci distolga dall’opera che compiamo. Perfino amici e parenti

benintenzionati potrebbero esortarci a rallentare nel ministero o a vivere quella che considerano una vita

normale. Se imitiamo Gesù, però, consideriamo il ministero alla stregua del cibo. (Giov. 4:34) L’opera che

compiamo ci nutre spiritualmente e ci fa provare grande gioia. Comunque non vogliamo mai essere

estremisti, considerandoci superiori agli altri o assumendo atteggiamenti da asceta. Seguendo l’esempio

di Gesù, vogliamo essere servitori gioiosi ed equilibrati del “felice Dio”. — 1 Tim. 1:11.

4:23, 24. Per essere accettata da Dio, la nostra adorazione deve essere in armonia con la verità rivelata

nelle pagine della Bibbia, nonché guidata dallo spirito santo.

(Giovanni 3:16) “Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché

chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna. W12 01/03: Di che beneficio è la

Commemorazione per noi? La Commemorazione annuale della morte di Gesù accresce la nostra

gratitudine per lo straordinario amore di Geova, che mandò suo Figlio a morire per i nostri peccati. Perciò,

quando assistiamo alla Commemorazione, dovremmo meditare sul significato che la morte di Gesù ha per

noi e su come possiamo mostrare gratitudine per quello che Geova e Gesù hanno fatto a nostro favore.

— Leggi Giovanni 3:16; 2 Corinti 5:14, 15.

(Giovanni 4:7) Una donna della Samaria venne ad attingere acqua. Gesù le disse: “Dammi da bere”. KM

6/11:Durante il suo ministero terreno Gesù non esitò a parlare con le persone che incontrava lungo la

strada e in altri luoghi pubblici. (Luca 9:57-61; Giov. 4:7) Voleva trasmettere il suo importante messaggio al

maggior numero di persone possibile. Oggi la testimonianza stradale è un metodo eccellente per aiutare le

persone ad acquistare la sapienza divina. (Prov. 1:20) Otterremo ancor più risultati se prenderemo

l’iniziativa e avremo discernimento.

Km8/10: Come iniziare la conversazione: Cosa possiamo dire per iniziare la conversazione? Quando

Gesù fece la conversazione con la donna al pozzo, iniziò chiedendole semplicemente se poteva dargli da

bere. (Giov. 4:7) Così forse possiamo iniziare una conversazione con un saluto amichevole o una

domanda. Durante la conversazione potreste cogliere l’opportunità per introdurre un pensiero scritturale e

magari piantare il seme della verità. (Eccl. 11:6) Alcuni hanno avuto successo dicendo qualcosa di

interessante, che desti la curiosità di chi ascolta e lo spinga a chiedere una spiegazione. Per esempio,

mentre attendete il vostro turno in uno studio medico, potreste dar vita a una conversazione dicendo:

“Come sarà bello quando non ci ammaleremo più!”

(Giovanni 4:34) Gesù disse loro: “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e finire la sua

opera.

W11 01/11: molte coppie riscontrano dei miglioramenti nel loro matrimonio. Badate però di applicare

qualsiasi consiglio scritturale trattiate a voi stessi, non al vostro coniuge. (Galati 6:4) Affrontate le questioni

spinose in un altro momento, non mentre studiate. Perché? Facciamo un esempio: vi mettereste mai a


medicare una ferita purulenta nel bel mezzo di un pranzo con la vostra famiglia? No! Fareste perdere

l’appetito a tutti. Gesù paragonò la conoscenza di Dio e il fare la sua volontà al cibo. (Matteo 4:4;

Giovanni 4:34) Se, ogni volta che aprite la Bibbia, mettete per così dire il dito nella piaga, potreste far

perdere l’appetito spirituale al vostro coniuge. Ovviamente dovete parlare dei vostri problemi, ma fatelo in

un altro momento. — Proverbi 10:19; 15:23. PROVATE QUESTO: Scrivete due o tre qualità del vostro

coniuge che apprezzate particolarmente. Quando poi prenderete in esame argomenti spirituali che hanno

a che fare con queste qualità, dite al vostro coniuge quanto apprezzate il modo in cui le manifesta.

Km 11/10: I contadini hanno a disposizione un tempo limitato per portare a termine la raccolta. Quindi

non si rilassano né rallentano finché non l’hanno completata. La mietitura spirituale richiede lo stesso

senso di urgenza. Fino a quando dovremmo continuare l’opera di raccolta? Per tutto il “termine del

sistema di cose”, sino alla “fine”. (Matt. 24:14; 28:20) Come fece il più grande Ministro di Geova, vogliamo

finire l’opera che ci è stata affidata. (Giov. 4:34; 17:4) Continuiamo dunque a compiere il nostro ministero

con zelo e con gioia, mantenendo un atteggiamento positivo sino alla fine. (Matt. 24:13) La mietitura non è

finita!

Km 5/10: Un modo di vivere soddisfacente: Il nostro Modello, Gesù, provava vero ristoro nel fare la

volontà del Padre suo. (Giov. 4:34) Fu dunque con tutta sincerità che Gesù insegnò ai suoi seguaci che la

vera soddisfazione si prova svolgendo attività che hanno a che fare con l’adorazione di Geova. Siamo

contenti quando la nostra vita è piena di opere che hanno l’approvazione di Geova. Inoltre, quanto più

tempo, energie e risorse dedichiamo ad aiutare altri, tanto più accresciamo la nostra felicità. — Atti

20:31, 35.


▪ Domande e risposte: Questa parte si svolge più o meno come lo studio Torre

di Guardia, con una brevissima introduzione e un’ altrettanto breve conclusione, e

facendo le domande su tutti i paragrafi. Il conduttore dovrebbe evitare di fare troppi

commenti. Si possono leggere le scritture principali in base al tempo disponibile. I

paragrafi non vanno letti a meno che le istruzioni non dicano di farlo.

▪ Trattazione: È un discorso in cui l’oratore chiede a volte la partecipazione

dell’uditorio. Non è soltanto un discorso né si svolge interamente con domande e

risposte.

▪ Dimostrazioni e interviste: Quando nelle istruzioni viene detto di dimostrare, il

senso è che il fratello a cui è assegnata la parte ha la responsabilità di includere

una dimostrazione, non che debba farla lui. A tal fine impiegherà proclamatori

capaci ed esemplari, e si metterà d’accordo con loro con molto anticipo, se

possibile. Per dimostrare come svolgere l’opera è meglio non impiegare

proclamatori nuovi e inesperti solo per dar loro l’opportunità di salire sul podio;

alcuni di loro possono essere utilizzati come padroni di casa. I proclamatori che

dimostrano come fare una presentazione dovrebbero essere rivolti verso l’uditorio.

Quelli impiegati per un’intervista devono salire sul podio e non essere intervistati

dal posto dove sono seduti. Dimostrazioni e interviste dovrebbero essere provate.

Se l’adunanza rischia di andare fuori tempo e un fratello deve accorciare la sua

parte, eviterà di eliminare proprio le dimostrazioni o le interviste. I servitori di

ministero, prima di scegliere i partecipanti, dovrebbero consultarsi con il

coordinatore del corpo degli anziani o con un altro anziano. Se una parte è

accompagnata da istruzioni particolari, bisognerebbe seguirle attentamente.

▪ Spunti per offrire le riviste: Ogni mese una parte dell’adunanza di servizio è

dedicata alla presentazione delle riviste. L’obiettivo non è analizzare il contenuto

delle riviste, ma presentare idee per offrirle. Pertanto, secondo quanto indicato

nelle istruzioni, il fratello incaricato farà un’introduzione molto breve per suscitare

interesse per le riviste. Dopodiché i proclamatori daranno i loro suggerimenti su un

articolo alla volta (o una serie di articoli), in modo tale che tutti possano seguire e

prendere nota degli spunti che intendono usare. Anziché invitare i presenti a

suggerire un’intera presentazione, si dovrà dar spazio diversi commenti che

indichino una domanda interessante e altri commenti che suggeriscano un versetto

da leggere. Il fratello concluderà facendo inscenare una dimostrazione per

ciascuna rivista. Siamo invitati a leggere le riviste in anticipo per essere pronti a

dare i nostri suggerimenti. Se siamo ben preparati, la parte risulterà utile a tutti,

perché, come dice la Bibbia, “un uomo affila la faccia di un altro”. — Prov. 27:17

A meno che Geova stesso non edifichi la casa, non serve a nulla che vi abbiano lavorato

duramente i suoi edificatori (Sal. 127:1).

Annuario del 2013, da pagina 148, paragrafo 4, a pagina 150, paragrafo 3

Il bisogno di una nuova filiale

Dopo la rivolta del 1988 le autorità militari invitarono le organizzazioni sociali e religiose del Myanmar a

inoltrare domanda di riconoscimento al governo. Naturalmente la filiale la inoltrò subito. Due anni dopo, il 5

gennaio 1990, il governo concesse alla “Società (Watch Tower) dei Testimoni di Geova” il riconoscimento

giuridico.

I fratelli avevano trasferito la filiale dalla 39a Strada a un edificio di due piani su un terreno di 2.000metri

quadrati in Inya Road, in un quartiere benestante nella zona nord di Yangon. Tuttavia la nuova struttura

era ormai inadeguata. Viv Mouritz, che in quel periodo visitò ilMyanmar in qualità di sorvegliante di zona,

ricorda: “I 25membri della famiglia Betel lavoravano in condizioni difficili. La cucina non aveva i fornelli: si

usava una piastra elettrica. In lavanderia non c’era nemmeno una lavatrice: si lavavano i panni in una

cavità del pavimento. I fratelli avrebbero voluto comprare una cucina coi fornelli e una lavatrice, ma questi

erano beni che non si potevano importare”.


Era evidente il bisogno di una filiale più grande. Il Corpo Direttivo approvò quindi un progetto che

prevedeva la demolizione dell’edificio esistente di due piani per erigere sullo stesso sitoun nuovo edificio di

quattro piani per alloggi e uffici. Comunque, per poter mettere in atto il progetto i fratelli avrebbero dovuto

sormontare grossi ostacoli. Per prima cosa c’erano sei livelli burocratici da superare per ottenere i

permessi. Inoltre le locali imprese di costruzione non avevano esperienza con le strutture in acciaio e non

sarebbero state in grado di realizzare il progetto. I volontari Testimoni stranieri, poi, non avevano i

permessi per entrare nel paese. Infine i materiali da costruzione non erano reperibili sul posto né

avrebbero potuto essere importati.Con queste premesse il progetto sembrava destinato a fallire. Eppure, i

fratelli confidarono inGeova: se era sua volontà,

la nuova filiale sarebbe stata costruita (Sal. 127:1).

‘Non mediante potenza, ma mediante il mio spirito’

KyawWin, del Reparto Legale della filiale, ci racconta il resto della vicenda: “La nostra richiesta superò

pian piano cinque dei sei livelli burocratici, incluso quello del Ministero degli Affari Religiosi. Poi, però,

venne respinta dalla commissione per lo sviluppo urbano di Yangon, secondo cui un edificio di quattro

piani sarebbe stato troppo alto. Quando la ripresentammo, venne respinta di nuovo. Il Comitato di Filiale

mi incoraggiò a perseverare. Così pregai Geova con fervore e presentai la domanda per la terza volta.

Finalmente venne approvata.

“In seguito ci rivolgemmo al Ministero dell’Immigrazione. Lì ci venne detto che gli stranieri potevano

entrare nel paese solo con un visto turistico di sette giorni. Quando spiegammo che i nostri volontari

esperti avrebbero insegnato a lavoratori locali tecniche di costruzione all’avanguardia, le autorità

concessero visti di sei mesi.

“Il passo successivo fu andare al Ministero del Commercio, dove fummo informati del blocco su tutte le

importazioni. Comunque, quando illustrammo ai funzionari la natura del nostro progetto, ci diedero

l’autorizzazione a importare materiali edili del valore di oltre un milione di dollari americani. Come

avremmo fatto con le tasse sulle importazioni? Una visita al Ministero delle Finanze ci fece ottenere il

permesso di importare i materiali senza pagare dazi doganali. In questi e in molti altri modi

sperimentammo la veracità della seguente dichiarazione: ‘ “Non mediante forza militare, né mediante

potenza, ma mediante il mio spirito”, ha detto Geova degli eserciti’ ” (Zacc. 4:6).

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