ESZ NEWS N. 56_ottobre 2011.pdf - Edizioni Suvini Zerboni

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ESZ NEWS N. 56_ottobre 2011.pdf - Edizioni Suvini Zerboni

Ivan Fedele

ESZnews

Edizioni Suvini Zerboni - Notiziario quadrimestrale

Il virtuosismo come mezzo

T

re le prime esecuzioni assolute nell’autunno di Ivan

Fedele. Il 6 ottobre Francesco D’Orazio presenta al

Teatro Verdi di Firenze, per il Festival Play It!, la versione

per violino elettrico a cinque corde, orchestra da camera e

live electronics di L’orizzonte di Elettra. Marco Angius è

alla testa dell’Orchestra della Toscana. Concepito nel

1990 in una versione per viola, live electronics e orchestra

da camera, il pezzo è stato rielaborato nel 2009 su

sollecitazione di Francesco D’Orazio in una nuova

versione per violino elettrico a cinque corde (Mi-La-Re-

Sol-Do), con l’aggiunta di una quinta corda intonata una

quinta sotto la quarta corda e coincidente dunque col Do

della quarta corda della viola. Questa nuova versione, mai

eseguita finora dal vivo ma di cui era già pubblica la

registrazione in studio per il Cd Mosaïque (Stradivarius

STR 33850) realizzata dallo stesso solista con l’Orchestra

Sinfonica Nazionale della Rai sempre diretta da Marco

Angius, trova ora il proprio battesimo esecutivo a Firenze

nella cornice dell’importante Festival dedicato alla musica

contemporanea italiana che Giorgio Battistelli ha

concepito per l’Orchestra della Toscana. Come spiega

Dino Villatico nelle note di presentazione del citato Cd,

«il pezzo acquista in questa versione un aspetto di

straordinario impatto emotivo. Anche per la sfida

virtuosistica dello strumento solista. Del resto anche il

virtuosismo paganiniano ha tutt’altro che il carattere di

un’esibizione gratuita di bravura: ma, come quello

lisztiano, è un affondare negli abissi demoniaci dello

strumento, e dunque del suono. L’esperienza elettronica,

ma anche strumentale, della musica spettrale acquista qui

un nuovo senso. Il campo armonico di un suono non è

solo la risonanza dei suoi armonici o il riverbero del suo

timbro nello spazio, ma anche l’espandersi in volute

melodiche di quegli armonici e di quei timbri. Ne configura

per noi una premonizione visionaria l’Adagio della sonata

D

ue le prime vocali nel mese di ottobre di Stefano

Gervasoni. Il Festival Musica di Strasburgo propone il 6

ottobre alla Salle de la Bourse Due poesie francesi di

Luca per voce femminile e ensemble su poesie del poeta

d’origine rumena Ghérasim Luca. Ne saranno interpreti il

soprano Françoise Kubler e il gruppo Accroche Note.

Il pezzo, composto nel 2009, appartiene al ciclo Poesie

francesi, formato da coppie di poesie scritte in lingua

francese da poeti non di madrelingua francese (Ungaretti,

Rilke, Beckett). Spiega l’Autore: «Le poesie di Luca hanno

in comune con quelle su testi di Beckett dei procedimenti

di scrittura decostruttivista, un tono secco tra il sarcasmo

e l’assurdo, e una proliferazione vertiginosa e labirintica

del significato. Si oppongono in questo modo alla

dimensione lirica, emotivamente carica e metafisica delle

poesie di Rilke e Ungaretti. Le quattro coppie di poesie

sono accompagnate da un organico differente, scelto in

funzione delle qualità espressive di ciascuna. Il mio

obiettivo era rivestire questi testi della veste sonora più

scarna, il più pertinente possibile e rispettosa delle qualità

poetiche e formali dei testi stessi, nel tentativo di

realizzare un fenomeno di spaesamento e ambiguità. La

Stefano Gervasoni Tra musica e poesia

beethoveniana op. 27 n. 2, cosiddetta Al chiaro di luna

[…], in cui l’espansione del Do diesis si allarga

minacciosamente all’intera tastiera del pianoforte,

investendo brutalmente anche l’ultimo tempo». S’intitola

invece Suite Francese V il pezzo d’obbligo, per arpa sola,

del Concours Lily Laskine che si terrà a Parigi tra il 16 e il

23 novembre. In questi termini l’Autore racconta questa

nuova esperienza compositiva: «Quando si scrive un

pezzo d’obbligo per un concorso d’interpretazione,

qualsiasi sia lo strumento in questione, la tentazione del

virtuosismo è molto forte. Io credo di aver resistito a

questa tentazione e di aver composto semplicemente un

pezzo di musica, magari talvolta difficile, ma pur sempre

una composizione che “si serve” della tecnica e non

“serve” la tecnica come un idolo a cui rendere

incondizionatamente omaggio. Ecco quindi che Suite

Francese V si offre a un ascolto che non debba essere

solo di curiosità strumentale. La composizione si articola

in cinque parti (Preludio e Ciaccona, Allemanda, Preludio

e Passacaglia) e riprende il modello antico della Suite.

Ovviamente, in questo caso, si tratta di un’ispirazione

spogliata da ogni contestualità storica ma che prende le

mosse dall’archetipo di riferimento proiettandolo in un

linguaggio della contemporaneità. Particolare attenzione è

stata data alle “strategie” dell’accordatura. Questa cambia

secondo precisi modelli scalari che, per contrasto con la

tradizione, privilegiano più l’aspetto cromatico che quello

diatonico dei campi armonici utilizzati. D’altra parte, la

composizione esplora in maniera sintetica alcuni modi

idiomatici di suonare lo strumento, proiettandoli in una

dimensione di ricerca timbrica particolarmente articolata e

varia». Diverso il contesto in cui il 14 dicembre verrà

eseguito, alla Rachmaninov Hall del Conservatorio

Čajkovskij di Mosca, Deystviya per bayan e quartetto

d’archi, nell’interpretazione dello Studio for New Music

lingua “visibile” di questi testi si lega segretamente a una

lingua ombra, la madrelingua del poeta. Le due lingue

sono legate strettamente nell’immaginario del poeta e si

riflettono reciprocamente, poiché “il luogo del senso nasce

nello spazio tra le lingue” (Jean-Charles Vegliante).

Si tratta di una situazione simile a quella del compositore

che mette in musica un testo? Attratto dalle forze opposte

della musica e della poesia, non può limitarsi a trasferire

la parola in suono. Deve unire l’energia contraddittoria di

questi due ambiti che reclamano ciascuno la propria

autonomia. Le Due poesie francesi di Luca sono scritte e

dedicate alla memoria di Haydée Charbagi, con la quale

ho intessuto un dialogo molto fecondo sul rapporto tra

composizione musicale e poesia, tema che mi ha sempre

interessato e anche oggi è uno dei motori principali della

mia ispirazione. Haydée mi aveva guidato nella scelta

delle poesie di Luca ed è scomparsa prematuramente

prima che questa partitura vedesse la luce». L’altra

imminente prima di Gervasoni, Se taccio, il duol s’avanza,

madrigali per violino e dodici voci soliste su testi di

Torquato Tasso, commissione di Milano Musica e

KlangForum Heidelberg, è in cartellone il 24 ottobre al

56

ottobre2011

continua a pag. 2

continua a pag. 2

Ricerche su timbri e modelli

matematici in tre prime tra

Firenze, Parigi e Mosca

Prosegue a Strasburgo

e a Milano la ricerca

interlinguistica del

compositore


Aldo Clementi

Numerose le occasioni per

ascoltare quest’autunno la

musica del compositore

catanese recentemente

scomparso. La Biennale Musica

2011 propone il 25 settembre al

Teatro alle Tese di Venezia il

Concerto per pianoforte, 24

strumenti e carillons diretto da

Andrea Pestalozza alla testa

della Mitteleuropa Orchestra.

Il 4 ottobre Roberto Prosseda

esegue alle Sale Apollinee del

Teatro La Fenice, nel contesto

dell’Italian-Fest, le Variazioni e

lo Studio 2 (Sulla monotonia)

per pianoforte solo. Halleluja

(Variazioni sul Corale) per

orchestra è invece in cartellone,

con la direzione di Johannes

Kalitzke, l’8 ottobre al Teatro Dal

Verme per il 20° Festival di

Milano Musica, con l’Orchestra

I Pomeriggi Musicali. Il 22

ottobre la Caroli Church di

Borås (Svezia) propone un ricco

programma monografico in

memoria del compositore che

include nel primo concerto Due

canoni circolari per tre violini,

Due canoni per flauto, violino e

pianoforte, Fantasia su Giorgio

moEnCH per violino, Sigla per

organo, Loure per pianoforte,

Sarabande dalla Suite per

pianoforte, e Sei canoni per

flauto dolce contralto e

clavicembalo (o tastiere),

nell’interpretazione di Ann Elkjär

Gustafsson, flauto, Anna Lindal,

Eva Lindal e Joar Skorpen,

violini, Kristine Scholz,

pianoforte, e Björn Nilsson,

organo; nel secondo concerto i

pianisti Mats Persson e Kristine

Scholz eseguiranno Invenzione

4 per pianoforte, Invenzione 2

per due pianoforti, Vom Himmel

hoch, per tastiera o quattro

strumenti, Canone circolare per

quattro strumenti ad libitum,

Madrigale 2 per due pianoforti,

Blues per pianoforte, Blues 2

per pianoforte, e Catene

simmetriche per due pianoforti.

Anna Clementi prenderà parte al

primo concerto cantando le

Variazioni per voce sola.

2

segue da pag. 1 (Fedele: Il virtuosismo come mezzo)

Ensemble. L’esecuzione rientra nel progetto “Europe

through the Eyes of Russians. Russia through the Eyes

of Europeans”, sostenuto dalla delegazione della

Commissione Europea in Russia, che prevede la

commissione di nove composizioni a compositori

europei ed altrettante a compositori russi, composizioni

che dovranno rapportarsi reciprocamente a temi della

cultura dell’altro, così da promuovere il dialogo

interculturale tra compositori, teorici, musicologi e

strumentisti dei diversi paesi attraverso lo scambio di

soggiorni dei compositori tra la Russia (dove i nuovi

pezzi verranno eseguiti dallo Studio for New Music

Ensemble) e l’Europa. Questa l’ispirazione di Fedele per

il nuovo lavoro: «Recentemente il matematico russo

Grigoriy Perelman ha risolto la cosiddetta “Congettura di

Poincaré”, uno dei quesiti più intriganti che ha

impegnato per oltre un secolo i più grandi matematici nel

tentativo di una dimostrazione. Esiste una branca della

matematica che viene chiamata Topologia e che studia

la proprietà delle figure e delle forme che non cambiano

quando subiscono delle deformazioni continue, cioè

senza strappi, incollature o sovrapposizioni.

Si definiscono omeomorfi due oggetti che possono

essere deformati l’uno nell’altro in modo continuo.

Per esempio un cubo e una sfera sono omeomorfi, così

come lo sono un parallelepipedo e un dodecaedro.

Non sono omeomorfi una sfera e una ciambella con un

buco (chiamata toro) in quanto è impossibile una

deformazione che porti a una loro coincidenza.

In Topologia è inoltre molto importante il concetto di

varietà (manifold nei trattati in lingua inglese) che

consiste in uno spazio localmente simile a uno spazio

euclideo. Per fare un esempio la superficie terrestre è

localmente simile a un piano a due

dimensioni. Il concetto stesso di mappa

proviene da questa proprietà di poter

assimilare localmente il territorio a uno

spazio euclideo in due dimensioni. Una

varietà è detta semplicemente connessa se

è fatta di un pezzo solo e non ha buchi.

Questa affermazione un po’ all’ingrosso

può essere resa rigorosa introducendo il

concetto di cammino o laccio. Date queste

premesse sarà facilmente intuibile il

progetto formale e, perché no?, estetico dei Deystviya

(“azioni” in russo): i tre movimenti di cui si compone il

pezzo realizzano ora delle forme omeomorfe ora dei tori

in processi di continuità e discontinuità che si alternano,

segue da pag. 1 (Gervasoni: Tra musica e poesia)

Teatro Elfo Puccini di Milano per il 20° Festival di Milano

Musica. Ne saranno interpreti la violinista Lina Uinskyte

e Walter Nußbaum alla testa della Schola Heidelberg.

Così il compositore descrive il nuovo pezzo: «Scritto per

l’edizione 2011 del Festival di Milano Musica, questo

corto ciclo di madrigali per dodici voci soliste e violino (di

cui è in cantiere una seconda parte) risponde alle

sollecitazioni del progetto “Netzwerk Madrigal” di Walter

Nußbaum e di KlangForum Heidelberg. Utilizza testi

poetici dei madrigalisti del grande repertorio

rinascimentale (in questo caso, il Tasso, il cui Se taccio,

il duol s’avanza è stato musicato tra gli altri da

Gesualdo) e sfrutta procedimenti di tipo microtonale,

amplificando in senso contemporaneo gli esperimenti

cromatici di Gesualdo e di Michelangelo Rossi, e

prolungando gli esperimenti enarmonici

dell’archicembalo di Nicola Vicentino. La scrittura

vocale, ma non quella solistica del violino, impiega i terzi

di tono (in funzione espressiva in rapporto ai testi poetici

adottati) come elementi tensivi, distorsivi e interpolativi

tra intervalli o combinazioni di intervalli temperati di

chiara distinguibilità fino (quasi) alla connotazione tonale

o modale. L’espressione dello smarrimento, della

nostalgia, dell’eco inteso come ricordo perduto o visione

appena intravista o agognata, del contrasto tra il

contrappongono, integrano nella mappa della partitura

come in quella dello spazio nel quale gli strumenti sono

collocati». Numerose le esecuzioni di musica di Ivan

Fedele negli ultimi mesi dell’anno. Il 4 ottobre Roberto

Prosseda interpreta tre Études boréales per pianoforte

alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, nel

contesto dell’Italian-Fest. Il 9 ottobre la rassegna Ars

Nova Series of Contemporary Music ospita al Sejong

Chamber Hall di Seoul Maja per soprano, pianoforte,

percussione, flauto, clarinetto, violino e violoncello su

testo di Giuliano Corti, nell’esecuzione del soprano

Helena Juntunen e dei Solisti della Seoul Philharmonic

Orchestra diretti da Ilan Volkov. Il 16 ottobre è possibile

ascoltare, al Conservatorio di Musica S. Cecilia di

Roma, Elettra per viola e live electronics interpretata dal

solista Luca Sanzò nell’ambito dell’EMUFest, Festival

Internazionale di Musica Elettroacustica. Il Festival de

Guarda di Lisbona propone invece il 3 novembre

Imaginary Islands per flauto, clarinetto basso e

pianoforte, e Aiscrim per flauto, clarinetto e pianoforte,

affidati all’Ensemble Les Temps Modernes. Sempre

Imaginary Islands, in abbinamento con Immagini da

Escher per ensemble, risuona anche il 9 novembre alla

Sala de Cámara dell’Auditorio Nacional de Música di

Madrid per l’XI Ciclo de Conciertos de Música

Contemporánea Fundación BBVA, col Plural Ensemble

diretto da Fabián Panisello. Il Quartetto Prometeo

porterà Palimpsest, quarto quartetto d’archi, prima

all’Accademia Americana di Roma, il 18 novembre, per

il Festival di Nuova Consonanza, poi il 24 novembre al

Teatro San Martín di Buenos Aires. Il violoncellista

Francesco Dillon eseguirà infine il 12 dicembre tre

movimenti da Suite Francese III alla Rachmaninov Hall

del Conservatorio Čajkovskij di Mosca. Tra

fine dicembre e inizio gennaio Ivan Fedele

sarà protagonista di una masterclass e di un

concerto cameristico all’Università di Santo

Domingo. Infine è uscito, nella collana

discografica del Festival Milano Musica, un

Cd (Stradivarius STR 33891) che propone di

Ivan Fedele, insieme a due lavori di Verrando

e Francesconi, Duo en résonance per due

corni concertanti e ensemble, registrato live

nell’interpretazione di Pierre Boulez alla testa

dell’Ensemble Intercontemporain e dei solisti Jens

McManama e Jean-Christophe Vervoitte, in occasione

del concerto tenutosi il 22 giugno 1994 al Teatro alla

Scala, nell’ambito della III edizione del Festival.

desiderio e la situazione presente di privazione: questi

sono i nodi che i procedimenti per terzi di tono cercano

di intensificare in maniera non retorica e in stretto

contatto con i valori del testo poetico cantato. Lo stesso

contrasto tra idealità e realtà è rappresentato inoltre dal

violino, il cui contributo è sfaccettato: ambiguamente

sospeso tra il ruolo di tredicesima voce del coro, di

solista accompagnato da un’orchestra di voci, di filtro

nel quale tutte le voci si sintetizzano e, tacendo, si

riducono a una, senza parole, nonché di icona sonora di

un valore simbolico che sopravanza quello musicale – il

solista come la personificazione della “dama” – a cui il

poeta aspira». In questi mesi il pianista Andrea

Corazziari ha presentato una selezione da Prés per

pianoforte solo il 29 maggio al Museo Archeologico Eno

Belis di Oderzo, per il Maggio Archeologico Opitergino, il

22 agosto alla Sala Raffaello dell’Associazione Musa di

Urbino, per la rassegna Vacanze Musicali 2011, e infine

il 13 ottobre al Teatro Sperimentale di Ancona, per gli

Amici della musica. In Dir, tredici distici di Angelus

Silesius per ensemble vocale è in cartellone il 27

agosto alla Quincena Musical di San Sebastián

e il 3 ottobre al Kings Place di Londra per la

manifestazione “Out Hear!”, nell’interpretazione

dell’ensemble Exaudi diretto da James Weeks.


Alessandro Solbiati

L’ombra, la luce, i giovani

A

nche Alessandro Solbiati partecipa al 20° Festival di

Milano Musica con una novità, Suite da “Le réveil de mon

âme”, due movimenti e un intermezzo per dodici voci

soliste su versi di Charles Baudelaire, in cartellone il 24

ottobre al Teatro Elfo Puccini di Milano nell’interpretazione

della Schola Heidelberg diretta da Walter Nußbaum.

Spiega l’Autore: «L’idea centrale della composizione

(il passaggio articolato e complesso dall’oscurità alla luce)

è luogo ricorrente del mio comporre, e quindi

evidentemente anche della mia persona. Nel 1990

composi un’azione scenica intitolata Attraverso, in cui due

mimi percorrevano una scena disegnata da una luce che

trascolorava progressivamente, attraverso il verde,

l’azzurro, il rosso e il giallo, dal nero al bianco.

Una scelta di versi dei miei poeti più amati

(Baudelaire, Rilke, Hölderlin, Garcia Lorca...)

estrinsecava le simbologie d’ogni colore e

d’ogni fase. Nel 1994, non soddisfatto d’una

certa ingenuità di Attraverso, ne realizzai una

seconda versione sicuramente meglio

articolata, intitolata El canto quiere ser luz. Nel

2000, l’Ensemble Vocale Soli-Tutti di Parigi,

con cui avevo collaborato in varie occasioni, mi

propose la commissione di un lungo lavoro

solo vocale che tenesse conto della loro

attitudine a cantare sempre a memoria e quindi

a poter realizzare una sorta di “teatro vocale”.

Mi sembrò subito l’occasione ideale per

mettere a fuoco ulteriormente la mia idea: limitai la fonte

poetica al solo Baudelaire e, stimolato dall’assenza di

strumenti, cercai di stringere il legame più stretto possibile

tra significato, parola, suono, gesto musicale, gesto e

contesto scenico. Ne nacque quella sorta di ampio poema

vocale, di astratto lavoro teatrale che è Le réveil de mon

âme. Peraltro il livello di astrazione e di trasformazione in

puro suono del portato visivo era tale da farmi considerare

fin dalla partenza non indispensabile la dimensione

scenica. Tuttavia, malgrado si trattasse di una Commande

d’État francese, vicende non felicissime dell’Ensemble

Vocale dedicatario impedirono sempre la prima esecuzione

di un lavoro a me particolarmente caro. Milano Musica mi

ha offerto la possibilità di un’esecuzione almeno parziale

(il totale dura 25’, la presente versione 10’) e allora ho

realizzato una sorta di Suite: trattandosi di un percorso

formale estremamente unitario e continuo, ho preferito

estrapolarne due momenti in sé sufficientemente compiuti,

l’inizio e la fine, l’oscurità estrema e la luminosità pura,

entrambe delineate da potentissimi versi baudelairiani.

Al centro un breve e forse sorprendente Intermezzo:

Baudelaire dice che nella pura malinconia di alberi che ci

fremono attorno (il verde) risuona un antico ricordo.

E allora, dentro un fondale sonoro estraneo, prende

corpo, più o meno annebbiata, una polifonia “antica”,

un’apparente citazione cui non ho voluto rinunciare».

Un’ulteriore, doppia prima milanese è offerta dall’Orchestra

I Piccoli Pomeriggi Musicali diretta da Daniele Parziani,

che eseguirà al Teatro Dal Verme il 30 ottobre il primo

movimento (“Hallo!”) e l’11 dicembre il secondo

movimento (“Fête II”) di Crescendo, otto brevi brani in

forma di studio per orchestra da camera. In questi termini

Solbiati spiega le ragioni del nuovo lavoro:

«In un’epoca come la nostra in cui la drammatica e

quotidiana diminuzione di risorse destinate alla cultura

impedisce anche solo di sognare progetti, l’Orchestra

I Piccoli Pomeriggi Musicali costituisce una formidabile

eccezione e una splendida idea, ben premiata dagli

esiti: creare cioè un’orchestra di “musicisti minorenni”

e darle subito in mano un’intera stagione di concerti,

unendo allo scopo di una formazione musicale,

strumentale e orchestrale, quello di un immediato e

continuo riscontro col pubblico. Sono stato quindi

particolarmente felice di diventare in certo senso

“compositore in residenza” presso questa orchestra e

di immaginare una sorta di Mikrokosmos orchestrale, una

sequenza di otto brevi brani “in progress”, la cui prima

esecuzione sarà distribuita in otto differenti concerti di due

stagioni, 2011/12 e 2012/13, che possano consentire un

approccio alle scritture contemporanee, senza sciocche

semplificazioni ma anche senza terrorismi, e soprattutto

senza perder di vista che il primo scopo è “fare musica

insieme”, spero con gioia e con piacere, avvicinare i

giovanissimi all’oggi, senza rinunciare io al mio linguaggio,

ma modellandolo su esigenze non solo tecniche ma anche

“ambientali”: ad esempio, poiché il primo concerto di

stagione è tradizionalmente legato ad “Halloween”, l’idea di

realizzare un unico crescendo un po’ “pauroso” di circa tre

minuti mi consente sia di proporre trasformazioni timbriche

e dinamiche dell’oggi, sia di riferirmi a un immaginario caro

ai giovanissimi. Allo stesso modo, poiché il secondo

concerto è previsto in date pre-natalizie, metterò in scena

l’idea di “festa”, pretesto per una seconda indagine timbrica

e ritmica». Di Solbiati è stato ed è possibile

ascoltare in questi mesi I quattro punti per

dodici violoncelli, il 10 luglio al Domaine

de Chamarande, nell’interpretazione

dell’Ensemble Nomos, che l’ha replicato il

17 luglio alla rassegna Flâneries

Musicales de Reims. Laura Catrani ha

eseguito il 27 luglio all’Auditorium di

Sperlonga (Latina), per il 47° Festival

Pontino, To Whom? per soprano solo.

I Quattro pezzi per pianoforte e percussioni

vengono proposti a Karlsruhe (ZKM,

Internationale Ensemble Modern

Akademie) il 1° ottobre dal pianista Alberto

Carnevale Ricci e da Rho-Mei Yu alle

percussioni. Il 4 ottobre Roberto Prosseda eseguirà tre

Interludi alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di

Venezia, nel contesto dell’Italian-Fest. Durissimo silenzio,

madrigale per pianoforte e sei voci soliste su una poesia di

Mario Luzi, vedrà una bella serie di repliche ad opera di

Ancuza Aprodu e dell’Ensemble de Six Voix Solistes diretto

da Alain Goudard il 17 ottobre all’Auditorium San Fedele

di Milano; il 18 ottobre (registrazione) negli studi

LimenMusic, sempre a Milano; il 19 ottobre alla Biblioteca

Marucelliana di Firenze; il 20 ottobre sempre a Firenze al

Cenacolo della Basilica di Santa Croce; infine il 22 ottobre

alla Badia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo,

Scandicci. Il violista Pierre Henri Xuereb eseguirà Corde

per viola sola il 25 novembre al Centre Edgar Varèse di

Gennevilliers; l’Ensemble Musagète Der Wind spielt, due

movimenti per quintetto di fiati il 4 dicembre alla Galleria di

Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, per il “Pomeriggio tra

le Muse”, e il 7 dicembre al Teatro Comunale di Vicenza

per “Riflessioni contemporanee”. Luigi Attademo proporrà

l’8 dicembre al Teatro Everest di Firenze, per il Festival

G.A.M.O., Le sei corde di Nicolò per chitarra: nelle parole

dell’Autore, «sequenza di piccolissimi brani modellati

ciascuno su un “Ghiribizzo” per chitarra di Paganini.

La sequenza prevede il numero finale di sei, ovviamente, e

per una sorta di patto amichevole con Luigi Attademo, ad

ogni suo concerto si aggiunge la prima esecuzione di uno

di loro. Questa volta sono arrivato a quattro...». Negli stessi

giorni, Annamaria Morini e Enzo Porta eseguiranno il

10 dicembre alla Chiesa di San Fedele di Milano

Contrapunctus per flauto e violino, mentre il giorno

successivo, 11 dicembre, Dario Savron riproporrà Bois per

marimba al Teatro Everest di Firenze per il Festival

G.A.M.O. È uscito in ottobre un nuovo

Dvd realizzato da Limen Music

(DVD007DTZ) nel proprio studio di

registrazione: «L’idea di Michele

Forzani», spiega il compositore,

«è quella di accostare differenti tipi di

vocalità. A una vocalità sottilmente

jazzistica viene contrapposta la

splendida esecuzione parziale dei

miei Tre Lieder su George (In

Mittagstraum) effettuata dal soprano

Stelia Doz e da Guido Salvetti».

Continuerà, sul sito di Limen Music

(www.limenmusic.com), la messa in onda dello speciale

dedicato a Solbiati, di cui sono attualmente in onda quattro

puntate; alla fine le puntate saranno undici e conterranno,

oltre all’intervista, anche l’esecuzione di svariati brani

musicali.

Si potrà finalmente ascoltare

un progetto poetico a lungo

accarezzato, accanto a due

lavori per formazioni giovanili

Festival Play It!

S’intitola Play It! il nuovo

Festival fiorentino di musica

contemporanea diretto da

Giorgio Battistelli. “It” sta per

Italia, come ben sanno gli

internauti: non è stato trovato

nome migliore per un festival

interamente dedicato alla

musica italiana del nostro

tempo. La manifestazione si

prefigge di offrire visibilità alla

ricca e sfaccettata produzione

del nostro Paese in questo

settore, in modo tale da mettere

in evidenza la produzione dei

nomi più affermati e osservare

da vicino le giovani promesse.

In tre giorni, il 6, 7 e 8 ottobre,

una serie di luoghi diversi di

Firenze ospitano quest’autunno

la prima edizione del Festival,

che propone in sei concerti

quasi trenta autori, tra i quali

prime esecuzioni assolute o

italiane di Ivan Fedele, Michele

dall’Ongaro, Valerio

Sannicandro, Federico

Gardella, Pasquale Corrado e

Christian Cassinelli.

Giorgio Gaslini

Alfonso Alberti presenta la

prima esecuzione assoluta di

Piano Sonata Décollage n. 3

per pianoforte il 6 novembre al

Foyer del Teatro Comunale di

Treviso, per la rassegna

“L’Arsenale 2011”.

3


Foto: Gianluca Moggi, New Press Photo Firenze

© Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Goffredo Petrassi

Il 14 ottobre Pietro Massa

eseguirà, insieme al Göttinger

Symphonie Orchester diretto da

Christoph-Mathias Mueller, il

Concerto per pianoforte e

orchestra alla Stadthalle di

Göttingen (l’esecuzione sarà

registrata per una produzione

discografica). Noche oscura,

cantata per coro misto e

orchestra su versi di San Juan

de la Cruz, è in cartellone il 29

e 30 ottobre al Teatro

Filarmonico di Verona, con

l’Orchestra e il Coro dell’Arena

di Verona. Infine Ritratto di Don

Chisciotte, suite dal balletto per

orchestra, è proposto da

Marcello Panni alla testa

dell’Orchestra I Pomeriggi

Musicali il 1° e 3 dicembre al

Teatro Dal Verme di Milano.

4

Luca Mosca

L’Italia del destino

rassegna stampa

rassegna stampa

Su L’Italia del destino al Maggio Musicale Fiorentino,

Firenze, Teatro Goldoni, 15 maggio 2011

Mario Messinis, «Il Gazzettino», 17 maggio 2011

Il teatro musicale è un genere impuro. Tutte le

infrazioni drammaturgiche e linguistiche sono

ammesse. Non ci stupiremo dunque se Luca Mosca,

nell’Italia del destino, rappresentata al Maggio

Musicale Fiorentino in prima assoluta, concepisce il

suo stile comico, acre, grottesco, ironico, deformante

attraverso un vagabondaggio tra tutte le lingue

novecentesche, in cui coesistono cultura alta e cultura

bassa, musica di consumo e rovello intellettuale.

Apparentemente Mosca – docente di cultura musicale

generale e di analisi musicale presso il Conservatorio

“Benedetto Marcello” di Venezia – sembra allontanarsi

dagli algidi artifici dell’avanguardia; ma a ben vedere le

peripezie da Stravinskij a Weill, dal musical al jazz, dal

barocco a Sostakovic, si raggelano in una alchimia

strumentale e vocale che privilegia molto

modernamente il distacco critico. Così i personaggi di

questo “reality show” – una parodia spietata della

televisione, che si conclude con una sinistra morte

collettiva – non sono altro che marionette futili, a tratti

perverse, ma senza psicologia, in un gioco impassibile

di montaggi musicali. Questa partitura magistrale

nasce su una drammaturgia frammentata dell’originale

e pungente libretto di Gianluigi Melega (con la

collaborazione di Pilar García). La regia e le scene di

Davide Livermore ricompongono abilmente, e

crudelmente, il mondo policromo e fatuo della

televisione. Magnifico il cast vocale; direzione

inappuntabile di Marco Angius.

Dino Villatico, «La Repubblica», 21 maggio 2011

L’Italia del destino, scritto da Gianluigi Melega insieme

a Pilar García e Davide Livermore, che ne è anche il

fantasioso regista e un irresistibile interprete del

Cantante, messo in musica con raffinata sapienza

contrappuntistica da Luca Mosca, porta in scena la

frivola volgarità di un reality italiano per mostrarne

l’altra faccia di tragico degrado: “è un gioco in cui

perdono tutti” dice il Presentatore, un bravissimo Sax

Nicosia. Spettacolo agilissimo, pieno di idee, interpreti

strepitosi, Daniela Bruera, Alda Caiello, Cristina

Zavalloni, Sara Mingardo, Chris Ziegler, Roberto

Abbondanza, oltre ai già citati. Successo a dir poco

trionfale, per tutti e per il direttore Marco Angius che

concerta con intelligenza e precisione l’insieme. Ma

perché solo una replica?

Gianfranco Capitta, «Il Manifesto»¸ 29 maggio 2011

Unica opera nuova di questo Maggio musicale, [...]

L’Italia del destino è stata commissionata a Luca

Mosca e per il libretto a Gianluigi Melega, già autori

assieme di divertenti incursioni attraverso il

melodramma nel paese sfasciato di oggi. La cui

bandiera culturale (capace di divenire formato

esistenziale del telespettatore ingenuo) sembra essere

davvero il reality show, sperimentato in tutte le possibili

location e assurto a scansione delle tv berlusconiane,

ovviamente comprese quelle pubbliche. Sul

palcoscenico del bel Teatro Goldoni (purtroppo

sottoutilizzato dal Maggio che ne dispone), in quadri

successivi, avviene la rituale scansione dei drammi

“dentro la casa”, ispirata certo al Grande fratello, ma

che crudelmente ce ne mostra anche i dissesti, i

trabocchetti e le incongruenze, nella improbabile

parade dei personaggi che la affollano. La partitura di

Mosca è piacevole e divertente nel far coincidere i

caratteri con le vocalità dei ruoli operistici, e i testi di

Melega non risparmiano nessun pudore e debolezza

dei partecipanti. Davide Livermore firma regia e scene,

ma canta anche in uno dei personaggi. Divertito e

divertente nei suoi diversi ruoli, non ci risparmia la sua

ironia creativa che qui è libera di inventare, trattandosi

di un’opera nuova, e basta poco in certi momenti a

scoprire l’orrore della nostra tv quotidiana: scalinate da

soggiorno, piscine da calidarium, confessionale di

rigore, delazioni e deiezioni al veleno. Sotto l’agile, e

divertita anch’essa, direzione di Marco Angius, i

cantanti non si risparmiano pur nei ruoli improbabili

quanto “reali”; il pubblico ascolta e guarda lo specchio

deformato di un intero paese, che nella tv raccoglie e

mixa non tanto l’esistente, quanto la sua aberrante

proiezione finale: L’Italia del destino, che neanche la

Vergine degli angeli (il forse oggi è auspicio d’obbligo)

ce la farebbe più a coprire del suo manto.

Davide Annachini, «L’Opera», giugno 2011

In linea con la volontà di fissare un appuntamento

annuale con l’opera contemporanea, il Maggio ha poi

commissionato un nuovo lavoro teatrale ad un ulteriore

musicista italiano, Luca Mosca, che in collaborazione

con Gianluigi Melega per il libretto, insieme a Pilar

García e a Davide Livermore, ha dato vita a L’Italia del

destino, in occasione delle celebrazioni per i

centocinquant’anni dell’Unità nazionale. Con la

definizione di “Real-italy in un atto”, l’opera intendeva

proporre un testo in musica sull’Italia di oggi, attraverso

quella che per certi versi può rappresentare una delle

più devastanti aberrazioni, il reality televisivo. Nella

definizione di alcuni caratteri tipici del genere (il

Palestrato, il Creativo, la Diva, la Stilista) e di alcuni

appuntamenti irrinunciabili (il “confessionale”, gli

stacchi pubblicitari), il lavoro condensava quanto di più

vacuo, volgare, orrido possa ritrovarsi in un format

televisivo, in cui il peggio dell’umanità e – ahinoi –

dell’attuale Italia si rispecchia. Soggetto quindi ideale

per suggerire ad un musicista come Mosca, che

denuncia la sua passione per il melodramma barocco e

rossiniano, una musica ricca d’ironia e giocata

soprattutto sugli interventi vocali e strumentali,

elaborati con virtuosismo spericolato quanto grottesco.

Difficilissime le parti solistiche e i pezzi d’insieme, che

richiedono cantanti particolarmente duttili e musicali,

come quelli utilizzati in quest’occasione, sulle cui

specifiche qualità sono stati scritti i diversi ruoli. Così si

sono potuti ammirare l’avvolgente registro contraltile di

Sara Mingardo, calatasi nei panni di una Diva

distaccata e pesantemente razzista, la ragguardevole

estensione tra mezzo e soprano di Alda Caiello (la

Stilista), impegnata in un’aria di bravura di memoria

settecentesca, la disinvoltura vocale e scenica di

Cristina Zavalloni come l’oca bionda di turno, il cui

nome Sexilia è tutto un programma, la

caratterizzazione sadomaso della Cameriera di Daniela

Bruera, la goffaggine del Palestrato Chris Ziegler, la

retorica declamata col birignao di un De Sica o di un

Gassman dal bravissimo Roberto Abbondanza (il

Creativo), la caricaturale piattezza cerebrale del

Cantante di Davide Livermore, autentico factotum dello

spettacolo. Il versatile regista-tenore torinese ha dato

fuoco alle polveri, firmando uno spettacolo di grande

fantasia e ritmo, in cui le citazioni scoperte ai mostri

televisivi (come ad esempio la debordante

interpretazione in stile drag-queen del Presentatore, un

inquietante Sax Nicosia) e le continue rotazioni

sceniche di una casa da Grande Fratello hanno

veramente costituito l’aspetto più avvincente dell’intera

operazione. Autore anche delle scene in stile optical

dalle prospettive caleidoscopiche, Livermore ha trovato

man forte nei piccanti costumi di Gianluca Falaschi e

nelle luci psichedeliche di Nicolas Brewy, per le quali il

pubblico aveva ricevuto in dotazione un occhiale per

visione in 3D e un telecomando per votare i

protagonisti del reality, in realtà rivelatisi volutamente

inutili. Lo spettacolo e l’esecuzione, condotta con

maestria da Marco Angius alla guida dell’Orchestra del

Maggio, hanno raccolto applausi calorosi […].


Luis de Pablo

Festa veneziana

D

ue le prime assolute in un’unica settimana per Luis

de Pablo, una coppia inaugurata da Largo “en torno a

una antigua canción popular” per orchestra,

commissione del Philharmonisches Orchester des

Staatstheaters Cottbus che l’eseguirà nella propria sede

l’11 e il 13 novembre sotto la guida di Evan Christ.

Così l’Autore racconta la genesi del nuovo lavoro: «Mi è

stata richiesta un’opera breve, non oltre i 5’, che, senza

rinunciare alla propria “modernità”, incorporasse in

qualche modo l’idea del canto popolare del paese del

compositore, sia come citazione, sia come stile.

Ho dunque scritto una musica di carattere statico

(corrispondente a certi aspetti della mia lingua) in cui

compare in forma cangiante una vecchia canzone virile

in forma di “tonada”, cioè assolo. Questa “tonada”

proviene dalla provincia di Zamora, nell’antico regno di

León, al confine col Portogallo, e conserva un forte

sapore modale, tipico di tutta la Spagna centrale. Ma il

modo (o meglio: i modi) oscilla/no liberamente tra il

missolidio e il frigio, in modo che è possibile ottenere

una differenza espressiva tra scala ascendente e

discendente senza ricorrere ai classici modi maggiore e

minore. Il testo recita così: Anoche soñaba yo / que los

moros me mataban / y eran tus ojos, morena, / que de

lejos me miraban, por la calle me miraban, por la calle

de mi alma (“La notte scorsa ho sognato / che i mori mi

uccidevano, / ma erano i tuoi occhi, morettina, / che mi

guardavano da lontano / per la strada mi guardavano /

per la strada della mia anima”). L’anonimo poeta

musicista si è servito abilmente dell’ottonario: c’è infatti

una corrispondenza tra le domande/risposte del testo e

la curva melodica ascendente e discendente della

musica, sottolineata con gli ornamenti simmetrici di

“mataban” e “miraban”. Questa analisi potrebbe

proseguire, ma credo che quanto ho detto sia già

sufficiente per percepire la sua eleganza». Un’ulteriore

prima avrà luogo il 17 novembre presso le Sale

Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia, dove

l’Ex Novo Ensemble, committente del pezzo con il

sostegno della Fundación BBVA, eseguirà Números, sei

pezzi per ottetto. Racconta Luis de Pablo: «Números è

stato composto tra il febbraio e il maggio 2011, durante

la convalescenza da un’operazione. L’organico è

Malika Kishino

In memoriam

Q

uattro le prime esecuzioni assolute nell’autunno di

Malika Kishino. La serie s’inaugura il 4 ottobre al

Concert Hall di Kyoto, con l’esecuzione di Ichimai-

Kishohmon (for the 800 th memorial year of Hônenshônin)

per coro misto, voci di monaci buddisti, shô,

hichiriki, koto, percussioni e trio d’archi,

nell’interpretazione dei monaci del tempio Zenrinji, di

Shohko Ohtani, koto 20 corde, Junko Tanaka, shô,

Tohru Yamamoto, hichiriki, Keyaki Satoh, percussioni,

Reina Yamana, violino, Naoka Tokizawa, viola, e Yoriko

Miyake, violoncello, sotto la guida di Toshiko Kikuchi.

La composizione, che commemora il fondatore della

dottrina buddista giapponese della Terra Pura chiamata

Jodo Shu, di cui il tempio di Eikan-do Zenrin-ji è una

delle sedi principali, si rifà a uno scritto (letteralmente:

“documento di un unico foglio”) vergato da Hônen il 23

gennaio 1212, due giorni prima della morte. Della

composizione è stata realizzata anche una versione per

voci e pianoforte per uso cerimoniale, destinata alla

scuola Seizan Zenrin-ji del tempio di Jodo Shu. Un testo

del poeta indiano, premio Nobel nel 1913, Rabindranath

Tagore (da Fruits Gathering, LXXIX), ispira la

compositrice giapponese in Prayer / Inori (after March

11 th , 2011) per coro misto a cappella, in cartellone il 5

ottobre al Bunka Kaikan di Tokyo, nell’interpretazione di

Matsubara Chiaki alla testa del Tokyo Philharmonic

Chorus, ente committente del lavoro scritto in omaggio

costituito da flauto (ottavino e flauto in Sol), oboe,

clarinetto in La (clarinetto basso in Si bemolle), tromba

in Do, pianoforte, percussione, violino e violoncello. Si

compone di sei parti (sei “números”) da eseguirsi senza

soluzione di continuità. Il titolo è deliberatamente neutro:

ho cercato una musica la cui espressione sia la musica

stessa; un suono organizzato in modo cangiante e

perfino vertiginoso: raramente vi è un “tutti”, mentre

sono frequenti i passaggi in assolo, a due, a tre

strumenti. Il timbro vi è protagonista, così come la

metrica, in costante opposizione tra regolarità e

irregolarità, così come ancora il gioco intervallare

dipendente dai due parametri precedentemente citati.

Nell’impulso creativo ha svolto dunque un ruolo

importante il gioco, un gioco tuttavia né gratuito né

superficiale, così come non lo sono gli haiku giapponesi,

i disegni di Picasso o i Proverbi di Antonio Machado…

La durata totale del pezzo è di circa 18 minuti». Lo

stesso concerto ospiterà la ripresa di Epístola al

transeúnte per flauto, clarinetto, violino, viola, violoncello

e pianoforte, mentre il giorno successivo, 18 novembre,

sempre nel contesto dell’Ex Novo Festival, è previsto

nella Sala Piccolo Teatro della Fondazione Giorgio Cini

l’incontro di studio con Luis de Pablo “Verso Darmstadt”,

in occasione del quale verrà eseguito da Daniele

Ruggieri Condicionado per flauto insieme alla Sequenza

I di Luciano Berio; il pianista Aldo Orvieto vi interpreterà

invece il Terzo Capriccio di Camillo Togni. La III Serie di

Retratos y Transcripciones per pianoforte sarà proposta

da Alfonso Gómez il 4 ottobre e il 25 novembre al

Teatro Arteria di Bilbao. Il brano n. 2, “Confusione”, dalla

medesima III Serie di Retratos y Transcripciones verrà

interpretato il 6 novembre da Alfonso Alberti al Foyer

del Teatro Comunale di Treviso, nel quadro della

manifestazione “L’Arsenale 2011”, mentre Latidos per

orchestra è in cartellone il 12 novembre alla Salle du

Gran Tinel del Palazzo dei Papi di Avignone, ad apertura

di un concerto della stagione sinfonica dell’Orchestre

Lyrique de Région Avignon Provence diretto da Jean-

François Heisser. Infine, Luis de Pablo terrà tra il 26 e il

28 ottobre una masterclass di composizione, collegata

a un concerto da camera monografico, al Conservatorio

“G. Cantelli” di Novara.

alla duplice catastrofe dello scorso 11 marzo, il grande

terremoto che ha scosso il Giappone Orientale e il

disastro nucleare di Fukushima. L’8 ottobre verrà

presentata una commissione del Westdeutscher

Rundfunk, Monochromer Garten II per clarinetto basso,

saxofono baritono e trombone, presso il Funkhaus

Wallrafplatz del WDR di Colonia. Ne sarà interprete il

Parkhaus Trio: Ernesto Molinari, clarinetto basso,

Markus Weiss, saxofono baritono, e Uwe Dierksen,

trombone. Incluso nella serie Monochromer Garten della

Kishino, rappresenta un omaggio alle peculiarità

estetiche delle arti figurative giapponesi. Alla stessa

serie appartiene Monochromer Garten per accordéon e

violoncello, che sarà proposto in prima esecuzione

assoluta il 20 dicembre al BKA-Theater di Berlino dal

duo Christin Paté e Valérie Dulac. Ulteriori esecuzionI

della musica di Malika Kishino comprendono

Épanouissement per violoncello solo il 15 ottobre a

Insel Hombroich, in Germania, nell’interpretazione di

Giorgio Casati dell’Mdi Ensemble; Aqua Vitae II per

flauto contralto, clarinetto basso, violino, violoncello e

pianoforte il 7 novembre al Bielefelder Philharmoniker

(ne sarà interprete l’Ensemble Horizonte diretto da

Jörg-Peter Mittmann); infine, il 15 dicembre, il

Kulturhaus Abraxas di Augsburg ospiterà il

percussionista Stefan Blum in Lebensfunke per

grancassa e live electronics.

Prima sinfonica al Teatro di

Cottbus e un ricco carnet

a Ex Novo Musica

Ivan Vandor

La prima esecuzione assoluta

di Otto brevi pezzi per

violoncello e pianoforte è in

cartellone l’11 dicembre nelle

Sale Apollinee del Gran Teatro

La Fenice di Venezia per la

rassegna Ex Novo Musica,

ente committente del brano.

Carlo Teodoro e Aldo Orvieto,

dedicatari della composizione,

interpreteranno una pagina in

cui gli otto pezzi del titolo si

susseguono senza soluzione

di continuità.

Importanti composizioni vocali

commemorano un fondatore

del buddismo giapponese e il

terremoto della scorsa primavera

5


Christophe Bertrand

6

Tre prime prestigiose

riflettono sul rapporto

tra linguaggi artistici

Il Konzerthaus di Berlino ospita

il 4 ottobre lo Zafraan

Ensemble nell’esecuzione di

Aus per viola, sax soprano,

clarinetto basso e pianoforte.

Okhtor per orchestra è invece

in cartellone il 6 ottobre per il

Festival Musica al Palais de la

Musique et des Congrès di

Strasburgo, nell’interpretazione

dell’Orchestre Philharmonique

de Strasbourg diretta da Pascal

Rophé. Infine, Alfonso Alberti

interpreterà Haïku per

pianoforte il 6 novembre al

Foyer del Teatro Comunale di

Treviso, per la rassegna

L’Arsenale 2011.

Tre concerti cameristici e una

serie di pubblicazioni (un libro,

due Cd, un video online)

Nicola Sani

Il suono e l’immagine

U

n concerto monografico e una serie di prime

esecuzioni assolute chiudono l’anno di Nicola Sani.

Il 28 novembre il Contempoartefestival offre nella Sala

Magliabechiana della Galleria degli Uffizi un ricco

concerto ritratto del compositore, in occasione dei suoi

cinquant’anni. Il Contempoartensemble diretto da Mauro

Ceccanti interpreterà AchaB per clarinetto, Oltre il

deserto spazio per ensemble, Come una specie di

infinito per violoncello e pianoforte, Verso un altro

occidente per ensemble, A time for the evening per

ensemble, Sul denaro, per voce recitante e ensemble su

testo di Luigi Pestalozza, con la partecipazione di Moni

Ovadia nella parte del recitante, e una nuova

composizione per ensemble in prima esecuzione

assoluta. Spiega l’Autore: «L’organico di questo nuovo

lavoro scritto per il Contempoartensemble, cui è

dedicato, comprende flauto, clarinetto, quartetto

d’archi con contrabbasso, pianoforte e percussioni.

Questo “spazio sonoro” fortemente improntato al

rapporto con l’immagine unisce le suggestioni già

presenti nei miei ultimi lavori strumentali alla ricerca del

Contempoartensemble, che ha fatto del rapporto con il

visivo e con l’intermedialità il tratto caratteristico del

proprio percorso tra i linguaggi sonori contemporanei».

In quell’occasione verrà effettuata la registrazione

discografica dell’intero programma (ad eccezione di Oltre

il deserto spazio e Verso un altro occidente, tutte prime

registrazioni assolute). Il 7 dicembre sarà invece la Sala

Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica a

ospitare, in collaborazione con l’Accademia Tedesca di

Villa Massimo, la prima di Seascape II per ensemble e

supporto digitale, nell’interpretazione dell’Ensemble

Modern di Francoforte diretto da Frank Ollu. Racconta

Sani: «Seascape II è una nuova versione della

precedente composizione per orchestra Seascape,

scaturita dal rapporto con le immagini fotografiche di

Hiroshi Sugimoto. La trasposizione per ensemble è

l’occasione per privilegiare i dettagli dei rilievi interni alla

struttura timbrica della composizione, che emergono

all’interno della fitta trama timbrica. I chiaroscuri di

Sugimoto, che trasforma le campiture del mare e

dell’orizzonte in sconfinati spazi nella cromatura dei grigi,

si rispecchiano nell’insieme di contrasti e riflessioni

sonore, a loro volta proiettate nello spazio con le

elaborazioni digitali dei suoni strumentali». Terzo

palcoscenico di una nuova composizione di Nicola Sani

sarà, l’11 dicembre, la Sala Rachmaninoff del

Conservatorio Čajkovskij di Mosca, dove l’Alter Ego

Ensemble eseguirà Lied - You Have Been Lied 2 per

ensemble, live electronics, supporto digitale e video.

In questi termini l’Autore racconta la genesi del pezzo:

«Dieci anni fa, nel luglio 2001, Genova diventava teatro

Giovanni Verrando

Nuova liuteria

L

a musica per ensemble di Giovanni Verrando viene

proposta in questi mesi in tre diversi concerti. Il 28

settembre la Biennale Musica di Venezia, 55° Festival

Internazionale di Musica Contemporanea, ha ospitato al

Teatro Malibran Dulle Griet per ensemble,

nell’interpretazione dei Sentieri Selvaggi diretti da Carlo

Boccadoro. L’8 ottobre è in cartellone al Festival de Tres

Cantos di Madrid Animismus per sax alto, flauto, violino

e violoncello, nell’esecuzione del Grupo Sax-Ensemble.

Infine, l’Mdi Ensemble proporrà il 23 gennaio alla

Société de Musique Contemporaine di Losanna le

Quattro invenzioni sull’«Offerta musicale» per piccolo

ensemble. È uscito un nuovo Cd Stradivarius (STR

33891), nella collana dedicata al Festival Milano Musica,

che riporta la registrazione del Quartetto n. 2 eseguito

dal Quartetto di Torino e registrato nell’ambito del

Festival stesso nell’ottobre 1999. È disponibile in rete,

sul canale web www.limenmusic.com, il video di Il ruvido

dettaglio celebrato da Aby Warburg, nell’esecuzione del

degli scontri tra dimostranti e forze dell’ordine durante il

G8. Gli scontri causarono una repressione violentissima

e insensata, mai verificatasi nel nostro Paese dopo

l’epoca fascista, sulla quale restano ancora numerose

ombre e circostanze non chiarite. Centinaia i feriti, Carlo

Giuliani, un giovane dimostrante, venne ucciso. In quei

giorni ho scritto Lied - You Have Been Lied To, per

percussioni elettroniche, supporto digitale e DJ remix,

che ebbe la sua prima esecuzione al Festival GAS di

Göteborg. Mentre scrivevo scorrevano sui teleschermi le

immagini della protesta e dell’assassinio di Carlo

Giuliani, a cui il pezzo è dedicato. Il titolo utilizza il

termine tedesco di Lied (“canzone”), nel senso in cui una

canzone è testimonianza di un fatto reale concretamente

avvenuto e lo racconta, come avviene nel rap

contemporaneo, e di lied nel significato inglese di

“essere stato ingannato”, quindi di “vivere nella società

dell’inganno”. Un inganno continuo e costante, dove alla

musica è tolto il significato di far riflettere l’individuo sulla

sua condizione di sfruttato e di sottomesso alle logiche

del mercato e della mercificazione. Un Lied che diventa

manifesto a lettere maiuscole, gridato, distorto, che si

trasforma in gesto di strada, di contestazione, di rivolta.

Un ritmo continuamente spezzato, che raccoglie i suoni

delle percussioni trasformandoli in loops e grooves

ritmici e tecnologici, entrando violentemente nella ferita

aperta di un conflitto in atto. Dieci anni dopo, ricordando

quei giorni, la nuova versione intitolata Lied - You Have

Been Lied 2, torna a riflettere su quei tragici momenti,

unendo a una riscrittura per ensemble strumentale e

supporto digitale una nuova realizzazione video,

realizzata dall’ensemble Alter Ego, a partire da

documenti selezionati per questa produzione da Enrico

Ghezzi». È possibile ascoltare musica di Sani il 5

novembre all’Auditorium San Fedele di Milano per il

Festival di Milano Musica (I binari del tempo per flauto e

supporto digitale, interpretato da Annamaria Morini e

Alvise Vidolin); il 19 novembre per il Festival “All

Frontiers” a Gradisca di Isonzo (Gorizia) (il ciclo integrale

di Elements, prodotto dallo Studio Akustische Kunst del

WDR di Colonia, che comprende: Wasserinnerungen per

flauto basso e supporto digitale a 8 canali, Windstille per

flauto contrabbasso e supporto digitale a 8 canali, Terra

per percussioni e supporto digitale a 8 canali, Con fuoco

per flauto iperbasso e supporto digitale a 8 canali, con

interpreti Roberto Fabbriciani, flauto basso, flauto

contrabbasso e flauto iperbasso, Pietro Bertelli,

percussioni, Aldo Orvieto, organo, e Alvise Vidolin, regia

del suono); infine il 20 gennaio all’Auditorium Saint

Germain di Parigi per la stagione di concerti del GRM -

Groupe de Recherches Musicales (Preludio dall’opera Il

tempo sospeso del volo per supporto digitale a 8 canali).

Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli proposto

nella scorsa stagione della rassegna Rondò. La Biennale

Musica di Venezia ha consegnato il Leone d’argento

2011 a RepertorioZero, il gruppo di musicisti che lavora

sulla nuova liuteria attivo dal 2007, di cui Giovanni

Verrando è uno dei fondatori. È in fase di pubblicazione

presso le ESZ il libro La nuova liuteria: orchestrazione,

grammatica ed estetica, scritto da Giovanni Verrando in

collaborazione con la classe di orchestrazione del

Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Il libro è

realizzato con il sostegno del Dipartimento di ricerca

dello stesso Conservatorio e uscirà in due lingue, italiano

e inglese. Il testo rappresenta il frutto dei due anni di

progetto di ricerca sulla nuova liuteria svolto e finanziato

dallo stesso Dipartimento nel biennio 2009/10. È infine in

fase di registrazione un Cd che proporrà il recente brano

per orchestra amplificata The Sinopia of Dulle Griet,

registrato in Germania dal Philharmonisches Orchester

dello Staatstheater di Cottbus diretto da Evan Christ.


Valerio Sannicandro

Teatro senza scena

D

ue le prime per Valerio Sannicandro. Il 23 aprile

sono stati presentati a Strasburgo Trois Chants Noh per

voce e flauto, eseguiti alla Chiesa di Saint Pierre Le

Vieux dal duo Ryoko Aoki e Ayako Okubo. La Aoki

riprenderà il pezzo col flautista Klaus Schoeppl il 12 e

13 settembre al Radialsystem di Berlino. L’Autore

racconta in questi termini la nuova esperienza

compositiva: «I tre pezzi scritti e commissionati per la

cantante Noh Aoki Ryoko fanno parte di un progetto più

vasto di teatro musicale intitolato Hagakure. Il contatto

con la cultura giapponese, durante il mio soggiorno a

Kyoto nel 2010, ha significato in questo lavoro cercare

un modo di integrare elementi tradizionali in una

scrittura molto dettagliata oltre che avanzata. Il flauto

(scritto per la flautista Ayako Okubo) rappresenta invece

una specie di “eco” della voce, un’amplificazione a volte

“naturalisticamente descrittiva” (per esempio, l’ottavino

impersona la pioggia). Nell’opera Hagakure

(dall’omonimo testo giapponese del XVIII secolo) i tre

momenti in cui la cantante Noh appare rappresentano

delle situazioni in cui i protagonisti guardano indietro e

cercano nella loro memoria i pensieri filosofici,

raccontati da Jôchô Yamamoto. Ognuno ci parla di un

pensiero sulla vita, la sostanza dei nostri corpi basati

sul vuoto, i sette respiri, tempo massimo entro cui ogni

decisione deve essere presa, la metafora della pioggia

come immagine del destino... Tre isole che

contrappuntano musicalmente il lavoro teatrale e

rappresentano, quando i canti vengono eseguiti da soli,

un momento atemporale di introspezione». Una

commissione Ex Novo Musica è invece Trois Sûtras,

quarta scena da Hagakure per flauto basso, clarinetto

basso e live electronics, che l’Ex Novo Ensemble

(Daniele Ruggieri, flauto basso, Davide Teodoro,

clarinetto basso, Amalia de Götzen, live electronics e

Alvise Vidolin, regia sonora) propone in prima

esecuzione assoluta il 17 ottobre al Conservatorio

Benedetto Marcello di Venezia e in replica il 25 ottobre

all’Auditorium Pollini di Padova. Spiega Sannicandro:

Federico Gardella

Meditazioni sulla natura

D

ue le prime esecuzioni di quest’autunno per Federico

Gardella. Inaugura la piccola serie Kyklos per orchestra,

in cartellone l’8 ottobre al Teatro Verdi di Firenze per il

Festival Play It!, affidato all’Orchestra della Toscana

diretta da Tito Ceccherini. Questa la filosofia del lavoro

nelle parole dell’Autore: «Il rapporto tra la vita

individuale e la natura è caratterizzato dal confronto tra

una percezione lineare e una visione ciclica del tempo;

la riflessione su questi aspetti rappresenta il punto di

partenza del percorso formale di Kyklos per orchestra,

che si articola a partire dalla relazione tra l’uno e il

molteplice. Come in un prato, in cui i singoli fili d’erba

concorrono a formare un’immagine unitaria, in questo

lavoro le caratteristiche dei singoli strumenti sono

immaginate in funzione della costruzione di uno

strumento interiore che non sia solamente la somma

delle individualità, quanto piuttosto l’espressione di un

microcosmo. Gli elementi che costituiscono Kyklos si

susseguono senza interruzioni, confluendo gli uni negli

altri, e si articolano in una serie di ritorni che

scandiscono dei cicli, ognuno dei quali presenta

un’evoluzione interna: la linearità dei singoli frammenti

viene così integrata nella ciclicità della struttura

complessiva, originando una forma pensata come luogo

della memoria». Kraus-Mikro-Lieder per voce femminile

e ensemble è invece il titolo della novità proposta il 26

novembre al Teatro Sociale di Bergamo per il Bergamo

Musica Festival. Ne saranno interpreti il soprano Ljuba

Bergamelli e il Texture Ensemble diretto da Pierre

«Trois Sûtras costituisce il materiale musicale principale

della quarta scena di un’opera teatrale da camera

basata sull’antico testo giapponese chiamato Hagakure.

In ognuna delle sette scene che costituiscono l’opera un

aspetto differente della filosofia e della cultura del

Bushido viene tematizzato grazie a una drammaturgia

prodotta per collage con frammenti di testi spesso

aforistici. La quarta scena è dedicata alla religiosità; il

canto di una donna, Akemi Tone, sciamano e guardiana

di un tempio a Kyoto, che intona delle preghiere rituali

scintoiste mi colpì da subito e, quando su mia richiesta

accettò di registrarle, decisi di farne parte integrante del

progetto a cui stavo lavorando. L’uso di questi suoni

“concreti” è stato però deciso anche per affermare il

carattere di “diario” della mia permanenza in Giappone

che questa opera inevitabilmente comprende. Nella

versione per concerto tre diverse situazioni musicali, su

tre preghiere differenti, si succedono senza pausa; in

essi cambia la relazione tra strumenti, elettronica in

tempo reale e suoni registrati: flauto basso e clarinetto

basso possono per esempio “generare” i suoni vocali,

possono semplicemente accompagnarli o arricchirli con

un procedimento di morphing in tempo reale». Ulteriori

esecuzioni di Valerio Sannicandro comprendono …All

Shadows of Red and Yellow per flauto in Sol, viola e

arpa, e …All Shadows of Red and Yellow II per flauto in

Sol, clarinetto, arpa, viola e violoncello, interpretati il 30

settembre a Detmold dall’Ensemble Horizonte diretto

dall’Autore; Lasco per quattro archi, pianoforte (con

assistente) e percussione, in prima esecuzione italiana

il 6 ottobre per il Festival Play It! di Firenze, al

Cenacolo S. Apollonia, proposto dall’Ensemble

dell’Orchestra della Toscana diretto da Tito Ceccherini;

infine Constructa per sette strumenti, anch’esso in

prima esecuzione italiana, che Renato Rivolta

interpreterà alla testa dell’Ensemble United Berlin nel

contesto del 20° Festival di Milano Musica, il 10 ottobre

al Teatro Elfo Puccini di Milano.

Hoppé. Così Gardella descrive il nuovo pezzo:

«La struttura di una composizione è la sua storia: ne

descrive non soltanto la cronologia, ma anche, a un

livello più profondo, il carattere. Partendo da una serie

di aforismi di Karl Kraus, che racchiudono in poche

righe una visione del mondo, questi Kraus-Mikro-Lieder

per soprano e ensemble si dispiegano in quattro

brevissimi movimenti; in questo caso però la brevità

non coincide con una concezione frammentaria della

forma, ma, al contrario, suscita la costruzione di quattro

micro-storie, quattro arcate che si esauriscono nello

spazio di un aforisma. La visione apocalittica della

natura umana, presente in questi testi, si riflette sul

piano compositivo nel rapporto tra voce e strumenti: la

solitudine dell’uomo è nell’indifferenza della natura che

lo circonda». Im Freien zu singen per sei voci femminili

e pianoforte viene ripreso dall’Ensemble de Six Voix

Solistes diretto da Alain Goudard, coadiuvato da Ancuza

Aprodu al pianoforte. La tournée comprende le seguenti

date: Milano, Auditorium San Fedele, 17 ottobre;

Milano, Limen Music, 18 ottobre (registrazione in

studio); Firenze, Biblioteca Marucelliana, 19 ottobre;

Firenze, Cenacolo della Basilica di Santa Croce, 20

ottobre; Scandicci, Badia di San Salvatore e San

Lorenzo a Settimo, 22 ottobre. Im Freien zu spielen per

clarinetto, violino, violoncello e pianoforte sarà eseguito

il medesimo 22 ottobre all’Auditorium San Fedele di

Milano, nell’ambito del Festival Milano Musica, dal Trio

di Parma e dal clarinettista Ib Hausmann.

Due prime a Strasburgo e a

Venezia, primi frammenti di un

lavoro teatrale “in progress”

Henri Pousseur

Il Festival “Traiettorie” propone

Scambi per nastro magnetico il

21 settembre alla Casa del

Suono di Parma. Il 30

settembre Roberto Fabbriciani,

coautore del pezzo con

Pousseur, interpreta Zeus

joueur de flûtes per flauti,

nastro magnetico e live

electronics a Cittadella

(Padova). Il 28 ottobre David

Robertson esegue allo

Herkulessaal della Residenz di

Monaco di Baviera, alla testa

del Symphonieorchester des

Bayerischen Rundfunks,

Couleurs croisées per grande

orchestra, nel contesto della

stagione di Musica Viva del

Bayerischer Rundfunk.

Due novità “filosofiche”

ai festival di Firenze e

Bergamo

Marco Momi

Ludica II per ensemble e

elettronica viene portato in

tournée con i musicisti degli

Ensemble Nikel e Court-Circuit

il 26 ottobre alla Gare du Nord

di Basilea per il Festival

CultureScapes, il 12 novembre

al Théâtre de l’Archipel di

Perpignan per il Festival

Aujourd’hui Musiques, il 15

novembre al Théâtre Garonne

di Toulouse per il Festival

Novelum, e il 17 novembre al

Musée d’Art et d’Histoire du

Judaïsme di Parigi.

7


Al Festival Manca l’opera realizzata

col nuovo sistema di orchestrazione

assistita dal computer

Sándor Veress

Un concerto monografico

dedicato a Veress è in

cartellone il 22 ottobre alla

Pinakothek der Moderne di

Monaco di Baviera. I pianisti

Yaara Tal e Andreas

Groethuysen interpreteranno

con il Münchener

Kammerorchester diretto da

Alexander Liebreich Hommage

à Paul Klee, fantasie per due

pianoforti e archi, Musica

Concertante per dodici archi, e

Quattro danze transilvane per

orchestra d’archi. L’Ensemble

Contrechamps diretto da Olivier

Cuendet propone il 1°

novembre a Ginevra, allo

Studio Ernest Ansermet della

Radio de la Suisse Romande,

per la stagione di

Contrechamps, Orbis tonorum

per orchestra da camera. Carlo

Teodoro eseguirà l’11 dicembre

presso le Sale Apollinee del

Gran Teatro La Fenice di

Venezia, nell’ambito della

rassegna Ex Novo Musica, la

Sonata per violoncello solo.

Tre sedi prestigiose per

altrettante prime d’autunno

8

Javier Torres Maldonado

Un teatro immaginario

J

avier Torres Maldonado sarà protagonista al prossimo

Festival Manca di Nizza del CIRM (Centre National de

Création Musicale). Il 18 novembre verrà eseguito alla

Salle Pierre Brasseur del Théâtre National de Nice

Iridiscente per pianoforte, percussioni, sistema

elettroacustico interattivo e video, commissione del

GRAME e dell’SNCA (Sistema Nacional de Creadores de

Arte) messicano. Ne saranno interpreti i solisti dell’Icarus

Ensemble (Kumi Uchimoto, pianoforte, Simone

Beneventi, percussioni) e Danio Catanuto per il video.

Il 22 novembre il medesimo teatro, nella Salle Michel

Simon, ospiterà la ripresa di Un posible día, quasi un

radiodramma per soprano, attore, ensemble e sistema

elettroacustico interattivo, nell’interpretazione di Maja

Pavlovska, soprano, David Jisse, attore, dell’Ensemble

2e2m diretto da Pierre Roullier, e col contributo tecnico di

La Muse en Circuit. La prima del lavoro, Commande

d’État 2011 – terzo prestigioso riconoscimento

consecutivo per Javier Torres Maldonado –, commissione

dell’Ensemble 2e2m col patrocinio dell’SNCA, ha avuto

luogo il 20 maggio scorso per il Festival Extension al

Théâtre de Villejuif. Il testo originario di Ana Candida de

Carvalho è stato integrato da José Manuel Recillas;

graphic art e video sono di Magali Lara. In questi termini

l’Autore si esprime a proposito di Un posible día:

«Da alcuni anni la mia ricerca personale è stata in parte

orientata verso le possibilità di tradurre e trasformare

degli oggetti musicali a partire dalle loro informazioni

spettrali in una sorta di “risintetizzazione” realizzata con

diverse fonti sonore. A questo scopo ho impiegato, oltre

all’analisi spettrale, alcuni programmi sviluppati all’Ircam

come il Repmus, distribuito col software Open Music.

Tuttavia la relazione tra la tecnica impiegata e il materiale

della fonte sonora non era sempre soddisfacente,

specialmente perché era intuitiva rispetto alla deduzione

delle combinazioni strumentali: dipendeva cioè dalla mia

intuizione, dalle mie capacità di orchestrazione e derivava

solo parzialmente da deduzioni scientifiche. Fu nel 2003,

grazie a Yan Maresz, che ho saputo di un importante

progetto di ricerca nel campo dell’orchestrazione assistita

dal computer all’Ircam, strumenti ai quali ho potuto

accedere dal 2009 soprattutto grazie alla mia amicizia

con uno dei principali ricercatori in questo campo,

Grégoire Carpentier, che mi ha dato molti importanti e

interessanti suggerimenti. Impiegando il software da lui

sviluppato nel Music Representations Group dell’Ircam,

Pasquale Corrado

P

asquale Corrado è in cartellone il 20 ottobre al Teatro

Studio del Parco della Musica di Roma con Ombra di

macramè per sei strumenti, nell’interpretazione

dell’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius. Così

l’Autore ne spiega l’ispirazione: «Il macramè è una

tipologia di ricamo a intreccio la cui lavorazione richiede

precisione, agilità e creatività. Macramè è arte dalla

straordinaria e discreta complessità, la cui caratteristica è

quella di creare figure complesse intrecciando e

annodando una serie di fili. La tecnica araba del

macramè approda in Italia nel XV secolo e si diffonde

principalmente in Liguria ad opera dei marinai, i quali

mettono in pratica le conoscenze acquisite in Oriente per

fissare le vele delle proprie imbarcazioni e per passare il

tempo nelle lunghe traversate. Dall’esplorazione di

questa antica e affascinante arte, connubio tra forza e

pazienza, indissolubilità e resistenza, prende il nome il

brano. Il mistero e la magia dell’intreccio danno vita a un

ricamo musicale, in cui ognuno dei sei strumenti

rappresenta un filo melodico e armonico pronto

all’intreccio. Gli elementi del brano procedono in un unico

luogo elastico e dalle forme cangianti e mutevoli,

sviluppandosi con la stessa complessa abilità delle

decorazioni artigianali di una trina intrecciata». Seconda

novità, il 26 novembre al Teatro Sociale di Bergamo per il

Bergamo Musica Festival, con Lamer per soprano e

ho scoperto una nuova dimensione nell’alchimia di

composizione e orchestrazione. I materiali musicali più

importanti presentati e trasformati in Un possible día

derivano dal calcolo di diverse soluzioni

nell’orchestrazione rese possibili dal software Orchidée

di Grégoire Carpentier e Damien Tardieu».

Per ulteriori informazioni e per gli esempi del

procedimento adottato si rinvia al sito

www.torresmaldonado.net/un_posible_dia.html.

Un possible día sarà presto disponibile in un Cd

coprodotto dall’Ensemble 2e2m, da La Muse en Circuit

e dal FONCA messicano. Il Cd è stato realizzato

dall’etichetta Alamuse. Il 27 giugno Radio France ha

dedicato una trasmissione, “Les lundis de la

contemporaine” di Arnaud Merlin, alla musica di Javier

Torres Maldonado, con l’esecuzione di esempi da diversi

lavori tra cui Un posible día, Rosa mutabile per due

gruppi strumentali, Esferal per orchestra e elettronica,

e Obscuro etiantum lumine per violino e tre gruppi

orchestrali. Tra le esecuzioni recenti di Javier Torres

Maldonado vanno segnalati Desde el instante, nella

nuova versione per clarinetto basso, interpretata da

Antonio Rosales, il dedicatario, il 18 giugno al XXIII Foro

Internacional de Música Nueva Manuel Enriquez, nella

Sala Blas Galindo del Centro Nazionale delle Arti di

Mexico City; Lacrymosa 2 per flauto, violino e pianoforte,

eseguita il 22 maggio in prima esecuzione assoluta in un

concerto dell’Ensemble Nuevo de Mexico (Wilfrido

Terrazas flauto, Ludwig Carrasco violino, Miguel Salmon

del Real pianoforte) in memoriam di Omar Hernandez

Hidalgo, al Palazzo delle Belle Arti di Mexico City; infine

dal 29 agosto al 1° settembre il Festival Nuovi Orizzonti

Sonori (Porretta Terme, Bologna) ha ospitato nell’ambito

di una masterclass di composizione, composizione

acusmatica e assistita dal computer tenutasi con la

collaborazione dell’Ensemble ArsContemporanea diretto

da Caterina Centofante, il 29 agosto la conferenza

“Incontro con Javier Torres Maldonado e la sua musica”

al Teatro Testoni di Porretta Terme, e il 2 settembre,

nella stessa sede, il concerto dell’Ensemble

ArsContemporanea diretto da Caterina Centofante, con

Fabiana Ciampi, harmonium, in cui sono state eseguite

Fontane per elettronica (video: Elisa Franzoi), Lacrymosa

I per qualsiasi strumento aerofono a tastiera e Invención

per violino solo.

Raffinato artigianato compositivo

percussioni, interpretato da Ljuba Bergamelli e Jacopo

Costa. In questi termini Corrado descrive il lavoro:

«Questo brano per voce e percussione è forgiato come la

lama di una spada dalla superficie liscia e dalle estremità

affilate. È un blocco unico, frenetico e compulsivo, teso

alla ricerca dell’armonia fondamentale e costruito attorno

all’incipit dello scherzo della Seconda Sinfonia di Mahler

utilizzato anche da Berio nella sua Sinfonia. La prima

parte del brano è un melisma continuo, unito da voce e

vibrafono. Con il procedere del brano, l’aspetto diacronico

lascia spazio a quello sincronico e al ritorno continuo

della pulsazione. Le due cellule La-Mer si inseguono

dando significato alle molteplici combinazioni delle loro

sillabe (La-Me; La-Mer; Ma(h)-Ler)». Pasquale Corrado è

presente anche al 55° Festival Internazionale di Musica

Contemporanea con una commissione della Biennale

Musica di Venezia, Inciso per orchestra, eseguita il 25

settembre al Teatro alle Tese da Andrea Pestalozza alla

testa della Mitteleuropa Orchestra (il pezzo è stato

presentato sullo scorso numero di ESZ News).

Sovrainciso per ensemble è invece in programma l’8

ottobre in prima esecuzione italiana a Firenze, Sala

Carlo VIII di Palazzo Medici Ricciardi, per il Festival Play

It!, nell’interpretazione dell’Ensemble dell’Orchestra della

Toscana diretto da Tonino Battista.


Giorgio Colombo Taccani

Suoni e silenzi

T

re prime esecuzioni assolute e una prestigiosa ripresa

per Colombo Taccani nell’ultima parte dell’anno. Il 20

settembre, nell’ambito del Festival delle Nazioni, al

Teatro di Marcello di Roma è stato presentato in prima

assoluta I muri bianchi di Endenich per pianoforte

nell’interpretazione di Adele D’Aronzo. Così l’Autore

introduce il lavoro: «Robert Schumann trascorre gli ultimi

due anni di vita nel manicomio di Endenich, presso

Bonn. Assistito amorevolmente dalla moglie Clara e da

Brahms, vede divenire sempre più precari i rapporti con

il mondo reale. I muri bianchi di Endenich trae il proprio

spunto iniziale nella risonanza di questa situazione

esistenziale dolorosamente frantumata: la tensione che

accompagna quasi tutte le scelte figurali, sempre

parossistiche ed eccessive, si disgrega in continui cambi

di scena e in frenetiche rincorse di situazioni diverse,

appena mitigate da brevi ripiegamenti più silenziosi. Con

un’impostazione strutturale apertamente asimmetrica,

questo convulso alternarsi di apparizioni repentine si

blocca di colpo nell’ultima estesa sezione del lavoro,

volutamente uniforme ed elementare: una lunga

successione di accordi in “fortissimo” attraversa

lentamente tutta la tessitura del pianoforte dall’acuto al

grave. Come anche precedentemente, ma forse ora in

modo più chiaro, emergono frammenti provenienti dalla

Seconda Sonata per pianoforte di Schumann, a partire

dai quali è costruito l’intero brano». Importante ripresa

per Timor panico, lavoro per ensemble del 2001,

nell’ambito della Biennale di Venezia al Teatro Malibran

il 27 settembre. In questa occasione l’Ensemble da

Camera dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è

stato diretto da Marco Angius. Questa la presentazione

dell’Autore: «Nell’ora più calda del giorno, quando

l’intera natura rimane immobile e attonita, non ci è

concesso alcun canto, alcun suono. Il dio Pan, dal

carattere aspro e irascibile, si riposa, stanco degli amori

e delle cacce mattutine. Pauroso sarebbe il suo risveglio

prematuro, come paurosi sono i rumori misteriosi di cui

riempie i boschi per farsi beffe dei malcapitati viandanti.

Si tace, dunque: timor panico». Il 6 ottobre è invece

prevista la prima esecuzione di L’àgnili per voce e

pianoforte su due poesie in sardo di Pompeo Calvia.

Il Duo Alterno, formato da Tiziana Scandaletti e Riccardo

Piacentini, lo presenterà all’Academy for Performing Arts

(HKAPA), Recital Hall di Hong Kong. Due repliche

successive del brano sono previste il 29 ottobre alla

Fondazione Delfino di Cuneo e il 30 ottobre alla Galleria

di Arte Moderna di Torino. Dice il compositore: «Figura

appartata, vissuta a Sassari a cavallo dei due secoli

scorsi, Pompeo Calvia si è imposto alla mia attenzione

quando, alcuni mesi fa, ho avuto modo, finalmente, di

mettermi a lavorare per un brano dedicato agli amici del

Duo Alterno. La morbida petrosità della lingua sarda,

unitamente alla leggerezza del linguaggio poetico di

Calvia, del tutto privo di turgori retorici, sono risultati gli

elementi che più mi hanno colpito. Le due brevi poesie

scelte hanno – prevedibilmente – caratteristiche

Andrea Mannucci

La poesia e il nulla

N

ell’ambito della stagione 2011 dell’Accademia

Musicale di Verona, il 30 Novembre presso la Sala dei

Concerti del Circolo Ufficiali in Castelvecchio verrà

eseguito Volo per altri cieli è la mia vita per voce e

pianoforte, su poesie del poeta goriziano Carlo

Michelstaedter. Così ne parla l’Autore: «In questi testi il

poeta non riesce ad accettare il mistero della creazione,

non crede in fondo né a un amore divino né tantomeno a

un suo riflesso efficace nell’uomo, e desidera solo

dissolversi nel nulla. Nonostante questo sfondo

pessimistico e nichilista, la poesia di Michelstaedter ci

dona immagini di struggente bellezza, perfette nell’uso

della lingua. La musica traduce questo contraddittorio

espressive complementari: sospesa fissità notturna in

Madrigale, nervosa impertinenza in Non ti fidà di l’àgnili

(“Non ti fidare dell’angelo”). Ciò si riflette in maniera

diretta nelle scelte compositive, pronte ad assecondare

senza rigore preconcetto le sfumature del testo poetico,

che viene sempre tenuto a un livello di notevole

intelligibilità; tutto ciò si appoggia su una scrittura

estremamente flessibile e aperta, richiedente un grande

affiatamento da parte dei due esecutori». Il Duo Alterno

eseguirà L’àgnili, sotto forma di anteprima, anche il

prossimo 23 settembre all’Auditorium di Maccagno

(Varese). Nel gennaio 2012 è infine prevista la prima

esecuzione assoluta di Al terzo foco per recitante, due

voci femminili, oboe, fagotto e pianoforte su testo di Pier

Luigi Berdondini. Al Museo Internazionale delle

Ceramiche di Faenza ne saranno interpreti lo stesso

Pier Luigi Berdondini come recitante, Akiko Kozato e

Simona Barbieri Mckenzie come voci e il Trio InUno

(Francesco Lovecchio, oboe, Paolo Rosetti, fagotto e

Martina Drudi, pianoforte). «Capita talvolta», dice

Colombo Taccani, «di ricevere commissioni che sulle

prime mettono in qualche difficoltà; la richiesta di un

lavoro di dimensioni non esigue – ci si muove alle soglie

della mezz’ora… – collegato con il mondo della

ceramica non era certo fra le più scontate e facilmente

gestibili. La presenza di Pier Luigi Berdondini e, quindi,

di un suo testo appositamente scritto e ben collocato fra

riferimenti diretti e obliqua allusività ha reso l’impresa

decisamente agevole e, mi auguro, convincente.

Accanto alla voce recitante, le due voci femminili

presentano caratteristiche diverse e complementari: una

voce impostata, anche se disponibile a tutte le possibilità

della vocalità contemporanea, e una seconda voce di

differente estrazione musicale, non impostata, alla quale

vengono affidati percorsi spesso avventurosi fra le

pieghe del parlato o allusioni a svariati ambiti musicali.

Anche i tre strumenti utilizzati, il cui raggrupparsi in trio

non rappresenta certo una delle possibilità più comuni in

quanto ad equilibrio e varietà di situazioni, si muovono

spaziando entro territori molto vasti, che da episodi

venati da qualche inflessione addirittura neoclassica

vanno fino a esplorazioni timbriche molto aperte e

avventurose, pronte a sfruttare tutte le tecniche offerte

allo strumentista contemporaneo. La parte di recitante

risulta sempre inserita con precisione nel discorso

musicale (o, se si preferisse, gli strumenti cercano

sempre un’adesione estremamente attenta e puntuale

allo scorrere del testo); il reperimento di strategie

notazionali che garantissero con relativa facilità questa

integrazione ha rappresentato probabilmente l’aspetto

più impegnativo del lavoro; sulla scorta di precedenti

esperienze, le componenti musicali, in presenza di parti

recitate, sono quasi sempre parcellizzate in piccole

sezioni gestibili ad libitum da parte di ogni singolo

esecutore, garantendo così la naturalezza della

recitazione e la valorizzazione della componente

musicale».

estetico attraverso una corrispondenza rigorosa tra

campi armonici, ritmo fraseologico ed emanazioni di

profilo melodico». L’esecuzione rientra nel bando per la

selezione di giovani voci liriche indetto dall’Accademia di

Alta Formazione Musicale di Verona. Il brano sarà

registrato in un Cd dell’Accademia Edizioni Musicali di

Verona. Nell’ambito del IV Festival del Ned Ensemble, la

violinista Lena Yokoyama, allieva di Salvatore Accardo

alla Stauffer di Cremona, accompagnata dal pianista

Diego Maccagnola, eseguirà il 20 novembre presso

l’Auditorium Celesti di Desenzano The Sound in Your

Mind per violino solo di Andrea Mannucci accanto a

Opus Felix di Michele dall’Ongaro.

Una serie di prime per organici

sempre diversi tra Hong Kong

e la Biennale

Matteo Franceschini

Approda finalmente alla prima

esecuzione, dopo una serie di

rinvii di concerti in precedenza

annunciati, L’alter ego per

violino e pianoforte, in

cartellone il 17 novembre con

Francesco D’Orazio e

Giampaolo Nuti alla Società

Aquilana dei Concerti “B.

Barattelli”. È in programma

invece il 7 dicembre a Roma, al

Festival di Nuova Consonanza,

la prima esecuzione italiana di

Concerto per ensemble,

nell’interpretazione

dell’Ensemble Algoritmo diretto

da Marco Angius.

Martino Traversa

Doppia esecuzione per Bianco,

ma non troppo per flauto basso

e nastro magnetico, in

cartellone il 4 novembre alla

Casa della Musica di Parma

per il Festival Traiettorie, solista

Martin Fahlenbock, e il giorno

dopo, 5 novembre,

all’Auditorium San Fedele di

Milano per il 20° Festival di

Milano Musica, solisti

Annamaria Morini, flauto, e

Alvise Vidolin, regia del suono.

La lirica di Mario Luzi

accompagna e ispira la ricerca

Versi di Carlo Michelstaedter

ispirano una novità, pezzo di punta

di due appuntamenti veronesi

9


Concerto con l’Ensemble

Intercontemporain, novità

“teatrale” per flauto a Vienna

Maurizio Ferrari

Il “teatro di stanza” Una voce di

donna. Polifonia per Rosa su

testi curati da Maurizio Ferrari e

Luigi Pestalozza è in

programma nella versione per

voce, recitante e quattro

strumenti il 14 ottobre al Ridotto

del Teatro Regio per il Festival

Verdi, nell’interpretazione del

soprano Teresa Cammellini e

del New Made Ensemble

diretto da Alessandro

Calcagnile. Il 20 ottobre Yoko

Marimyo, Maura Gandolfo e

Francesco Bergamasco

presentano alla Palazzina

Liberty di Milano, per

l’Associazione Amici di

Musica/Realtà, la prima

esecuzione assoluta del Trio

per violino, clarinetto e

pianoforte.

Quattro novità tese tra

vocazione narrativa

e ricerca d’interiorità

10

Maurilio Cacciatore

Tastiera Midi al Pompidou

I

mportante prima in Francia per Maurilio Cacciatore.

Il 20 ottobre la Grande Salle del Centre Pompidou

ospita a Parigi l’Ensemble Intercontemporain diretto da

Alejo Perez con Hideki Nagano alla tastiera Midi e

l’Autore al live electronics nel Concerto per tastiera Midi,

ensemble e live electronics. Questa la concezione

dell’opera nelle parole del compositore, «risultato di

numerose idee di partenza. Innanzitutto, l’amore che ho

per il pianoforte, in seconda istanza, la passione per gli

apparecchi di controllo del Midi. In letteratura non era

presente, a mio avviso, un lavoro che dava la giusta

importanza alle tastiere Midi; esse generalmente sono

usate solo come mezzi “operai”, utili cioè per aprire file

audio o per impostare settaggi nella musica elettronica.

In questo pezzo la tastiera Midi si scopre come solista;

le competenze che le sono proprie e che la differenziano

da un pianoforte, ad esempio il numero e la funzione dei

pedali, l’interazione con i fader, la non corrispondenza

tra il tasto abbassato e l’altezza del suono prodotto ecc.,

diventano per me spunti compositivi. Terza leva del

brano è l’interesse verso la sintesi per modelli fisici: ho

lavorato molto affinché essa fosse lontana dalla sua

forte connotazione e divenisse qualcosa di più

malleabile e naturale, diversa rispetto al timbro acusticostrumentale

ma non del tutto estranea ad esso.

Nel Concerto tutti gli strumenti concorrono a nutrire

l’elettronica in tempo reale: quattro legni e cinque ottoni

sono trattati per gruppi. Questa maniera di gestire la

captazione degli strumenti ha influenzato fortemente

anche la scrittura strumentale, così come è accaduto

per i due set di percussioni; quasi identici nell’organico,

essi sono trattati in tempo reale indipendentemente l’uno

dall’altro, amplificando la visione simmetrica degli

strumenti e l’effetto stereo che esiste già in partenza.

Tra gli altri spunti di partenza, quello forse più difficile dal

punto di vista del compositore: cosa può essere oggi un

Concerto? La forma del primo tempo cerca d’essere

consona al suo ruolo, di cui conserva gli archetipi

liberandosi delle parti più accessorie e discorsive;

Vittorio Montalti

Scelte, preghiere, addii

Q

uattro le prime esecuzioni assolute di Vittorio

Montalti nell’ultimo terzo dell’anno in corso. Il 18

settembre è stato possibile ascoltare alla Maison de la

Télévision di Strasburgo Notturno breve per ensemble,

nell’interpretazione del Texture Ensemble diretto da

Pierre Hoppé. Commissionato per il concerto a tema

“Sources et voies du renouveau - Hommages à Gustav

Mahler et Iannis Xenakis à travers le regard de 6+6

compositeurs de notre temps”, sarà trasmesso in

differita il 9 ottobre. Nelle parole dell’Autore «Notturno

breve è un aforisma in omaggio a due grandi della

storia della musica: Gustav Mahler e Iannis Xenakis.

I suoni della notte tessono tele di vetro. Urla lontane

irrompono cruente». L’isola di Patmos per suoni

elettronici è invece il titolo del pezzo proposto il 1°

ottobre all’Auditorium San Fedele di Milano, con la

realizzazione informatica della partitura a cura di

Daniele Amidani. Racconta Montalti: «L’isola di Patmos

è un brano scritto su commissione della Fondazione

Culturale San Fedele di Milano e in collaborazione con

la Fondazione Prometeo di Parma con l’esplicita

richiesta di creare un lavoro che introduca il Quatuor

pour la fin du temps di Messiaen in un tentativo di

“drammatizzazione musicale”. Il lavoro, per sola

elettronica, si ispira al libro dell’Apocalisse e il titolo del

pezzo si riferisce all’isola su cui Giovanni Evangelista

avrebbe scritto l’ultimo libro del Nuovo Testamento. La

composizione parte da un materiale molto semplice

che, grazie a una serie di processi, si sviluppa per dare

vita a un arco narrativo ben preciso. Ne deriva così il

possibile racconto di una vita, vita in cui siamo chiamati

l’elaborazione tematica è direttamente proporzionale

all’elaborazione della sintesi con i modelli fisici.

La Toccata mette in mostra la bravura tecnica sia del

solista sia dell’ensemble, con un tessuto fibrillante di

carattere virtuosistico; sulle armonie di questi due tempi,

il Finale mostra la differenza tra le parti strumentali e le

stesse doppiate dalla sintesi per modelli fisici. Il terzo

tempo, volutamente poco prolungato e di carattere più

iconico che dialogico, apre la porta a un intermezzo per

sola elettronica con la successiva cadenza della tastiera

solista. Man mano che il tempo passa, il mondo sonoro

di partenza si degrada, si trasforma, assumendo in

forme molteplici i caratteri dall’anima vuota dello

strumento che li trasmette». Avrà luogo il 20 gennaio, in

cartellone all’Alte Schmiede Kunstverein di Vienna, la

prima esecuzione assoluta di Quarto anfibio per flauto

traverso solo nell’interpretazione di Matteo Cesari.

Spiega l’Autore: «Scrivere un pezzo per flauto traverso

nel 2011 può essere un’operazione rischiosa… quante

meraviglie sono state scritte per questo strumento negli

ultimi decenni! E allora, come rapportarsi con lo spettro

del confronto? Il Quarto anfibio questo problema forse lo

aggira, data la sua natura e onorando il nome che porta.

Come gli altri pezzi di questa serie, il brano vive a metà

tra la musica strumentale e la musica vocale “per

strumentisti”. L’uso pregnante della voce, all’interno

dello strumento porta a risultati timbrici inaspettati.

Il flauto non finisce per me di rinnovarsi e ho provato

grande piacere nello scrivere un pezzo per quel “tubo

aperto” che nella sua natura è per me sinonimo di

libertà. Matteo Cesari è l’artista che lo creerà e quindi la

prima versione è pensata per una voce maschile. Come

per altri pezzi dalle tecniche simili, anche questo brano

avrà forse un giorno la sua versione per flautista donna.

Il flauto come tubo risonatore, lo spazio amplificato per

fare risuonare una stanza immaginaria, la bocca come

amplificatore nell’anima: l’azione teatrale tra queste

risorse porta avanti la musica, scolpendo poco a poco

l’incertezza della sua doppia natura».

a scegliere tra il Bene ed il Male nell’attesa della fine

dei tempi». Il 7 ottobre la Radio Vaticana realizzerà la

registrazione radiofonica di Tre schizzi per la radio per

violino, violoncello e pianoforte, interpretati dal Trio

Bettinelli; l’emissione radiofonica è fissata per il 18

ottobre sul quinto canale di Radio Vaticana. Il 26

novembre il soprano Ljuba Bergamelli, accompagnata

dal Texture Ensemble diretto da Pierre Hoppé, proporrà

la prima esecuzione assoluta di Farewell per voce

femminile e ensemble al Teatro Sociale di Bergamo, nel

contesto del Bergamo Musica Festival. Spiega l’Autore:

«Il brano si colloca in una serata di omaggio a Gustav

Mahler ed è ispirato alla Nona Sinfonia del compositore

austriaco. Come alla Nona è sottesa la riflessione sul

congedo dalla vita terrena, così il mio brano è un addio

che prende spunto da un testo di Emily Dickinson.

In Farewell si incontrano la previsione di una fine

tragica dell’uomo da parte di Mahler e la visione serena

del distacco così come vede la morte la poetessa

americana». Infine, ancora una volta Milano, in

particolare la Chiesa di San Fedele, ospiterà un’ultima

novità, Prayer per flauto e violino, il 10 dicembre,

nell’interpretazione del duo Annamaria Morini e Enzo

Porta. Questa la chiave fornita dall’Autore: «Con questo

brano ho voluto esplorare il concetto di preghiera e le

sue diverse declinazioni. Un gesto ripetitivo emerge

gradualmente dando vita a un rituale cui prendono

parte sempre più personaggi. I due strumenti sono

trattati con l’obiettivo di sintetizzare i due ruoli in uno

solo per dare forma a una preghiera universale e a più

voci».


Luigi Manfrin

Armonie poetiche

Si concentra in ambito cameristico la ricerca di Luigi

Manfrin nella seconda parte dell’anno. Il 31 agosto il

Festival di Bellagio e del Lago di Como ha ospitato, alla

Biblioteca Comunale di Bellagio, la prima esecuzione

assoluta di Batter My Heart per soprano e pianoforte su

testo di John Donne, nell’interpretazione di Karin Selva

e Mihoko Miyagawa, dedicatarie del brano. Spiega il

compositore: «Il trattamento della voce e il suo rapporto

con la materia timbrica del pianoforte, densa e spessa,

articolata con complesse strutture ritmiche, sono

scaturiti dal confronto con la poesia di John Donne,

tratta dalla raccolta Holy Sonnets. Batter My Heart,

infatti, è un testo di grande impeto espressivo, a tratti

visionario, con amare e sentite riflessioni sui limiti e

l’impotenza della ragione e della sua vana pretesa di

rispondere alle domande sull’esistenza. A tale

impotenza fa eco la richiesta disperata del divino, con

un linguaggio di affetti aspri e violenti. La musica segue i

significati delle parole contraendo o dilatando le durate

delle sue sezioni, frammentando o allungando così nel

tempo le sequenze testuali della poesia; sono pertanto

le immagini irruente e esplosive, oppure i silenzi sofferti

del testo a far erompere gli estemporanei gesti che

animano e costellano di discontinuità sonore improvvise

la conduzione della composizione. Nell’insieme il brano

rallenta irregolarmente. L’invocazione finale converge

nella balbuzie, ossia in una vocalità tesa, interrotta e

ripresa a fasi irregolari, fino all’afasia in cui entrambi gli

esecutori fingono di suonare e di dire qualcosa

d’impossibile. A tutto questo va aggiunta una sottile

ironia che permea l’intero brano fin dall’inizio, un

atteggiamento di parziale estraneità avvertita nella

scelta dei materiali sonori, elaborati e immessi nel corso

del brano». Vede la luce nel contesto dell’Autunno

Musicale Agimus Disappearing... in the Black of

Fullness per suoni di sintesi, in programma il 26

novembre al Centro Candiani di Mestre. Nelle parole

dell’Autore, «la composizione elettronica è stata derivata

da The Island of the Fay di Poe. Il racconto narra di un

anonimo protagonista che perviene all’incontro

vespertino e solitario con un ruscello avente un’isola

ambivalente: il lato occidentale appare inondato dalla

luce del tramonto, il lato orientale, invece, è circondato

dal buio della foresta. Il protagonista si abbandona a

una rêverie che entra in intimità sognante con l’acqua

sempre più pesante e più morta del fiume. L’acqua,

dunque, sembra inghiottire l’ombra degli alberi come

prede, privandoli della vita. Dal punto di vista

dell’elaborazione elettronica musicale, la suggestione

del racconto mi ha indotto a generare una liquefazione

progressiva del suono generale del brano, procedendo

da una massa timbrica oscillante, ora chiara ora scura,

progressivamente filtrata e resa così, di volta in volta,

più fantasmatica. L’isola di Poe appare avvolta da

un’atmosfera incantata, tramutandosi nella dimora

mortifera delle fate; in tal modo la consumazione degli

alberi nell’acqua diviene il destino della fata inghiottita

dalla morte. Come la lirica di Poe, “poesia della

materia”, anche il suono elettronico possiede una

massa, un volume e un’ombra sonora che lo raddoppia;

proprio il racconto di Poe mi ha suggerito l’idea di

separare l’ombra dal proprio suono generatore per

lasciarla inghiottire e liquefare nello sfondo sonoro che

Luca Antignani

La nuova versione del Giuoco delle perle di vetro è stata

eseguita il 3 settembre nell’ambito di Opus XXI,

Académie de Musique Contemporaine, alla Chartreuse

di Villeneuve-lez-Avignon. Nome - non nome per

pianoforte e sei voci soliste su poesie di Mario Luzi è in

tournée con l’Ensemble de Six Voix Solistes diretto da

Alain Goudard e la pianista Ancuza Aprodu nelle

seguenti date: il 17 ottobre all’Auditorium San Fedele

di Milano; il 18 ottobre, registrazione negli studi di

Limen Music, sempre a Milano; il 19 ottobre alla

Biblioteca Marucelliana di Firenze; il 20 ottobre al

si rabbuia sempre più. L’ultima immagine è quella di una

fata su una barca che circola intorno all’isola, passando

dal lato luminoso a quello tenebroso, avvicinandosi

sempre più alla morte. L’immagine della fata morente

motiva la scelta di derivare i suoni dalla voce femminile

del soprano Karin Selva. Vi sono, tuttavia, altre

suggestioni; alludo a Liszt e, in particolare, alla

rielaborazione elettronica di alcuni frammenti tratti dalla

Lugubre gondola: omaggio personale al grande

compositore ungherese. Per la prima esecuzione, il

brano sarà diffuso con un video del giovane artista

berlinese Cristiano Tassinari ispirato a Poe». A Berlino,

al BKA Theater per la rassegna Unerhörte Musik, verrà

presentato il 17 gennaio Overflowing Crystals II per

cimbalom e trombone, con replica il 18 gennaio al

Brandenburg Theater, sempre nella capitale tedesca.

Ne saranno interpreti Eniko Ginzery allo cimbalom e

Andras Fejer al trombone. Racconta Manfrin:

«Overflowing Crystals II deriva da una precedente

composizione per cimbalom solo. Il nuovo brano

riprende e espande le Gestalten sonore del primo,

facendo di nuovo riferimento analogico ai processi

chimici di liquefazione dei cristalli e proseguendone così

l’immaginazione materiale. La presenza di un secondo

strumento, il trombone, costituisce un accoppiamento

inedito con lo cimbalom; l’accostamento, difficile e

insolito, ha stimolato e potenziato la ricerca compositiva,

consentendo la realizzazione di un’interazione assai

complessa tra i due strumenti. Si alternano infatti fasi

omogenee nelle quali i due strumenti tendono

timbricamente e ritmicamente ad avvicinarsi il più

possibile, a fasi contraddistinte da ampi contrasti in cui

appaiono apparentemente indipendenti. L’oscillazione

rientra all’interno di un più vasto piano di composizione,

che prevede il dispiegamento di più livelli sonori.

Ne deriva una scrittura musicale polimorfa e instabile.

Nel corso del brano si formano organizzazioni sonore

che permettono all’ascolto di ritagliare sezioni distinte.

Alcune di queste sono formate prevalentemente da

blocchi ritmici-accordali o masse sonore variamente

lavorate e articolate, altre appaiono più fluide e

scorrevoli, come se la solidità si dissolvesse

parzialmente, in una soluzione meno compatta. Il tutto

rimanda all’immagine della diluizione cristallina, al

passaggio dalla condizione solida a quella liquida o, più

precisamente, alla presenza di fasi intermedie dette

“mesofasi”. Dunque, le sezioni emergenti, dal profilo ora

più cristallino, ora più fluente, provengono in realtà

dall’immagine materiale di base, che fa riferimento alla

compresenza caotica delle opposte caratteristiche

affioranti alternativamente in superficie. Overflowing

Crystals II è una composizione costruita su una

metafora: una matrice energetica le cui vibrazioni o

improvvisi sbalzi intensionali generano la morfologia

spazio-temporale, timbrica, ritmica e figurale del brano,

questo anche attraverso il gioco fluttuante dei ruoli

principali sostenuti ora dallo cimbalom, ora dal

trombone». Infine, il 3 dicembre Raffaele Negri del New

Made Ensemble proporrà Composizione per violino solo

al Palazzo Rosso di Genova, nell’ambito della rassegna

Musica in Mostra promossa dall’Associazione Rive

Gauche Concerti.

Cenacolo della Basilica di Santa Croce di Firenze; il 22

ottobre alla Badia di San Salvatore e San Lorenzo a

Settimo a Scandicci. Blumine per voce femminile e

ensemble è proposto in prima esecuzione assoluta al

Teatro Sociale di Bergamo per il Bergamo Musica

Festival il 26 novembre, nell’interpretazione del soprano

Ljuba Bergamelli e del Texture Ensemble diretto da

Pierre Hoppé. Un nuovo lavoro per ensemble sarà

eseguito ad Annecy a fine novembre nell’ambito del

Festival Sons d’Automne dall’Ensemble Pleiade.

Poe, Donne e un fascinoso

processo chimico ispirano

tre novità

Jean-Luc Hervé

L’Ensemble Les Temps

Modernes esegue En

mouvement per ensemble il 15

novembre al Salon de l’Hôtel

de Ville di Lione. En découverte

per due violini e elettronica è in

programma il 10 gennaio alla

Scène Nationale d’Orléans e il

22 gennaio a Boulogne -

Billancourt nell’interpretazione

dell’Ensemble Kern.

Luigi Dallapiccola

Emilio Pomarico dirige il 30

settembre Dialoghi per

violoncello e orchestra alla

Philharmonie di Colonia, alla

testa del WDR

Sinfonieorchester, col solista

Oren Shevlin. Il 4 ottobre

Roberto Prosseda esegue alle

Sale Apollinee del Teatro La

Fenice, nel contesto

dell’Italian-Fest, la Sonatina

canonica per pianoforte.

Pagina da camera in prima

assoluta, quasi un intermezzo

Bruno Maderna

Dimensioni n. 2, Invenzione su

una voce per nastro magnetico,

è in cartellone il 21 settembre

alla Casa del Suono di Parma

per il Festival Traiettorie.

11


Una serie di prime per strumenti

tradizionali e elettronica mette a frutto

la ricerca del compositore all’Ircam

Luciano Berio

Thema (Omaggio a Joyce) per

nastro magnetico è in

cartellone il 21 settembre alla

Casa del Suono di Parma per il

Festival Traiettorie e il 5

novembre all’Auditorium San

Fedele di Milano per il 20°

Festival di Milano Musica, con

Alvise Vidolin alla regia del

suono. Daniele Ruggieri

eseguirà Sequenza I per flauto

il 18 novembre alla Sala

Piccolo Teatro della Fondazione

Giorgio Cini di Venezia, per il

festival Ex Novo Musica.

Camillo Togni

Aldo Orvieto eseguirà Terzo

Capriccio per pianoforte il 18

novembre alla Sala Piccolo

Teatro della Fondazione

Giorgio Cini di Venezia, per la

rassegna Ex Novo Musica.

Novità per coro femminile e

orchestra, commissione del

Teatro Lirico di Cagliari

12

Lorenzo Pagliei

Studi sonori

N

umerosi gli impegni di Lorenzo Pagliei in questi mesi.

Il 29 maggio il Museo Archeologico Eno Belis di Oderzo

ha ospitato, nell’ambito del “Maggio Archeologico

Opitergino”, la prima esecuzione assoluta di Cristalli per

pianoforte, affidato all’interpretazione di Andrea

Corazziari, con replica il 22 agosto alla Sala Raffaello di

Urbino, per l’Associazione Musa, e il 13 ottobre al

Teatro Sperimentale di Ancona, per gli Amici della

Musica. Spiega l’Autore: «Cristalli è un divertissement

sul tema dei suoni legati al brindisi. Parte del materiale è

ricavato dall’analisi del suono di una bottiglia di vino

stappata e del primo bicchiere versato da una bottiglia a

collo dritto e stretto, col suo caratteristico doppio

glissando incrociato. Accanto a questi si aggiungono

suoni di bicchieri che si toccano per brindare, i Cristalli,

e un ospite verdiano tanto ingombrante quanto familiare

che si paleserà solo alla fine del brano. Tutto è tenuto

insieme dall’utilizzo della Scala Enigmatica che si

presenterà nuda e senza orpelli verso la fine come

presenza sonora altra da contemplare». Tra il 22

settembre e il 16 dicembre il Centre des Arts di

Enghien-les-Bains (Parigi), ospiterà, nel corso

dell’esposizione “Invisible et Insaisissable”, in

collaborazione e col sostegno del Collège de France,

l’Université Pierre e Marie Curie (UPMC), CNRS e

NanoSciences Île-de-France, l’installazione sonora per

diffusione a 4 canali Les invisibles, un progetto reso

possibile dalla collaborazione con il CNRS e il Collège

de France, con l’assistenza di Carmine Emanuele Cella,

già ricercatore Ircam. Francesco Filidei porterà in

tournée Macchine selvagge per organo nelle tappe di

Strasburgo, Église du Temple Neuf, per il Festival

Musica, il 1° ottobre, in prima esecuzione assoluta,

Colonia, Kunst-Station Sankt Peter, il 15 ottobre, Parigi,

Église de Saint Eustache, il 23 ottobre, e infine

Stoccarda, StiftKirche, il 28 ottobre. Racconta Pagliei:

«Macchine selvagge è un brano che esplora dei

meccanismi musicali attraverso delle piccole

imperfezioni; delle micro-variazioni di elementi minimi

minano l’identità stessa dei meccanismi e li rendono

mobili e evolutivi come degli esseri viventi. La microvariazione

di elementi interni sembra essere un principio

naturale, infatti, anche nelle forme naturali simmetriche

non esistono ripetizioni esattamente uguali dei dettagli.

È il sottile movimento di queste variazioni che rende

ogni essere vivente unico. In questo brano la

duplicazione imperfetta di elementi si applica all’armonia

e al tempo musicale: le micro-variazioni d’armonia

creano un’ambiguità fra il verticale e l’orizzontale e un

Michele dall’Ongaro

Voci della poesia

I

l Teatro Lirico di Cagliari ospiterà il 22 e 23 dicembre la

prima esecuzione assoluta di Attimo per coro femminile e

orchestra, su testo della poetessa polacca

Wislawa Szymborska, premio Nobel per la

letteratura nel 1996. L’Orchestra e il Coro

del Teatro Lirico di Cagliari saranno diretti

da Giacomo Sagripanti. Per questo nuovo

lavoro, scritto su commissione dell’Ente

lirico che ne ospiterà la prima esecuzione,

Michele dall’Ongaro ha utilizzato il

componimento d’apertura della raccolta

poetica Swila (“Attimo”, da cui il titolo del

brano), nella traduzione di Laura Rescio.

Nei mesi scorsi è stato possibile ascoltare

Opus Felix per violoncello e pianoforte l’11

agosto nella Sala delle Stilate dell’Abbazia di Pomposa,

per l’Emilia Romagna Festival, nell’interpretazione del

duo Vittorio Ceccanti e Bruno Canino. La versione per

violino e pianoforte verrà invece proposta il 20

novembre all’Auditorium Celesti di Desenzano, nel

contesto del IV Festival del Ned Ensemble, eseguita da

Lena Yokoyama e Diego Maccagnola. Perpetuum mobile

movimento polifonico in ciò che sembra fisso. Allo

stesso modo, il tempo musicale non scorre a velocità

costante ma segue piuttosto delle curve più o meno

brusche, più o meno continue. Il tempo diventa

ondulatorio e condizionato dal peso degli elementi

musicali che lo abitano». Saisir per violoncello e live

electronics è invece in cartellone, sempre in prima

esecuzione assoluta, il 13 ottobre al Centre des Arts di

Enghien-les-Bains, affidato alla violoncellista Séverine

Ballon e all’Autore stesso per il live electronics, nel

contesto della citata esposizione “Invisible et

Insaisissable”. In questi termini Pagliei racconta il nuovo

lavoro: «Saisir è un duo fra un violoncellista e un

esecutore elettroacustico: si tratta di ricreare la

situazione tipica della musica da camera in cui i due

musicisti sono posti sullo stesso piano. Il brano fa parte

della mia ricerca personale volta a far uscire l’elettronica

dei brani misti dalla sua posizione “dietro le scene” per

farla entrare a far parte effettiva di ciò che il pubblico

fruisce. I due esecutori utilizzano un insieme di soluzioni

tecnologiche sperimentate all’Ircam nel corso del mio

lavoro di compositore in ricerca. Il suono è prodotto in

tempo reale utilizzando il metodo di sintesi dei modelli

fisici che permette di simulare oggetti reali (placche,

corde, membrane, voci, ecc.) e di variarli nel tempo.

Accanto a questo metodo di sintesi, viene utilizzata

anche la “sintesi micro-particellare” concepita in

collaborazione con Carmine Emanuele Cella e il

contributo fondamentale dei ricercatori del CNRS e del

Collège de France. Questo metodo di sintesi permette di

tradurre in suono i dati di esperimenti sulle microparticelle

(in particolare la risonanza magnetica

nucleare) e di ascoltarli in tempo reale». Va infine

segnalata la prima di AirPlay per due esecutori

elettronici, il 16 ottobre al Conservatorio di Santa

Cecilia di Roma, nel contesto dell’EMUFest 2011,

nell’interpretazione dell’Autore e di Bruno Zamborlin.

Spiega Pagliei: «AirPlay è un brano che fa uso di nuove

tecnologie che sto sperimentando all’Ircam. I due

esecutori utilizzano due metodi per produrre e

controllare i suoni: il gesto delle mani in campo libero e i

gesti delle mani e/o oggetti su due placche di legno. Per

il gesto si usano sensori di movimento espressamente

concepiti all’Ircam e l’interfaccia gestuale Kinect di

Microsoft. Per i gesti delle mani sulle placche si

utilizzano dei microfoni a contatto e una nuova tecnica di

controllo e sintesi chiamata Mogees messa a punto da

Bruno Zamborlin in collaborazione con Norbert Schnell».

dal balletto We Like Mozart (Versione A) per orchestra

viene eseguito dalla Melbourne Symphony Orchestra

diretta da Paul Fitzsimon il 4 ottobre al Clocktower

Centre di Moonee Ponds (Australia) e in replica il 5

ottobre al West Gippsland Arts Centre di Warragul

(Australia). Il Festival Play It! ospita il 7 ottobre al

Teatro Verdi di Firenze la prima esecuzione italiana

di Checkpoint per orchestra, nell’interpretazione

dell’Orchestra della Toscana diretta da Tonino

Battista. Bach Haus, intermezzo in un atto su

libretto di Vincenzo De Vivo, viene proposto da

Vittorio Parisi alla testa del Dèdalo Ensemble il 21

ottobre alla Sala Rodi di Cremona, e il 22 ottobre

al Teatro Sancarlino di Brescia. Oleg Caetani

concerta l’11 e il 12 novembre il

Konzerthausorchester Berlin nella sua sede nei Fünf

Lieder op. 3 di Anton Webern per mezzosoprano e

orchestra, nell’orchestrazione di Michele dall’Ongaro

dall’originale per voce e pianoforte, commissione dello

stesso Konzerthaus Berlin; mezzosoprano, Katharina

Kammerloher.


Riccardo Malipiero

Ritratto d’autore

I

l 25 ottobre il 20° Festival di Milano Musica propone

nella Sala Puccini del Conservatorio “G. Verdi” un

concerto ritratto di Riccardo Malipiero (1914-2003)

attraverso alcune tra le sue più belle composizioni

cameristiche. Il programma contempla due brani solistici

(14 variazioni di un tema musicale per pianoforte, in

prima esecuzione assoluta, e Konzertstück per

violoncello solo), il Trio per violino, violoncello e

pianoforte e due brani per voce e ensemble: Sei poesie

di Dylan Thomas per soprano e dieci strumenti e

Liederétudes, in prima esecuzione assoluta nella

versione per soprano e undici strumenti. Pagine scritte

in un arco temporale molto esteso, che ben riassumono

le principali fasi dell’attività compositiva di Malipiero.

È noto come nel primo dopoguerra, insieme a Luigi

Dallapiccola e Camillo Togni, egli sia stato tra i primi ad

avvertire la necessità di aprire la musica italiana al

pensiero e alle tecniche dodecafoniche, anche

attraverso la fattiva organizzazione del Primo Congresso

Internazionale per la Musica Dodecafonica, tenutosi a

Milano nel maggio 1949. Il programma permetterà di

cogliere ulteriori sfaccettature dell’identità musicale di

Malipiero, misurandone l’evoluzione nel tempo.

Ad esempio, le 14 Variazioni per pianoforte, nate come

pendant delle omologhe incisioni di Luigi Veronesi

(pubblicate nel 1939 dalla Tipografia Lucini), ci

restituiscono la fisionomia delle scelte linguistiche di

Malipiero antecedenti all’adesione alla dodecafonia,

ancora sotto l’influenza del perfezionamento avvenuto

con lo zio Gian Francesco Malipiero. Le Sei poesie,

collegate ai simmetrici profili dei testi di Dylan Thomas,

testimoniano insieme al Trio una fase stilisticamente più

Francesco Hoch

Caleidoscopi sonori

L’

Auditorio della Radio della Svizzera italiana ha

ospitato il 6 settembre una seduta straordinaria di

sperimentazione elettronica con l’Orchestra della

Svizzera Italiana, nel corso della quale la compagine,

diretta da Francesco Bossaglia e con Fabrizio Rosso al

live electronics, eseguirà alcuni frammenti orchestrali

dall’opera Falstaff a Phuket che Francesco Hoch sta

componendo in vista della prima rappresentazione per

la Stagione 2015/16 del nuovo Teatro di Lugano che

sorgerà nel Polo Culturale Lugano-Arte-Cultura (LAC).

Un complesso set di strumenti elettronici ha suddiviso

l’orchestra in 8 gruppi indipendenti; la registrazione dei

suoni dell’orchestra è avvenuta con una quarantina di

microfoni, trasformando i suoni dal vivo e

sperimentando la commistione e il rapporto tra la

musica modificata elettronicamente con quella prodotta

dall’orchestra dal vivo. Il 24 settembre la Corte del

Municipio di Lugano è stata teatro di Musica, luci e

danza, progetto e musica di Francesco Hoch, riedizione

della prima al Longlake Festival, con la nuova

interpretazione di Stra… dire da parte del soprano

Barbara Zanichelli, in omaggio a Stralugano 2011.

In questi termini il compositore presenta il progetto:

«Sette musicisti, cantanti e strumentisti, situati lungo i

colonnati della corte del Municipio di Lugano, si

salutano, si rispondono e dialogano tra di loro, con un

caleidoscopio di musiche originali, cenni di luce,

interventi di danza ed estratti musicali provenienti da

brani che ho composto nel corso di diversi decenni».

Ne sono stati interpreti Lara Bergliaffa, flauto; Vittorio

Bongiorno, oboe; Denis Monighetti, violino; Piotr

Nikiforoff, violino; Massimiliano Pascucci, tenore;

Barbara Zanichelli, soprano; Luciano Zampar,

percussione; con la partecipazione straordinaria del

violinista di appena 6 anni Leon Nikiforoff e con le

danzatrici Francesca Sproccati e Manuela Bernasconi.

matura della vocazione dodecafonica. Il Konzertstück

per violoncello è un brano solistico di ampio respiro, di

grande impegno tecnico-strumentale e alto contenuto

lirico ed espressivo. La partitura nasce come omaggio

musicale per l’amico Paolo Franci, curatore insieme a

Giorgio Lucini di un’antologia di scritti, immagini e

frammenti musicali dello stesso Malipiero e di artisti a lui

legati. Le Liederétudes si inseriscono infine nell’ultima

stagione creativa, caratterizzata da una prorompente

riscoperta della vocalità, promossa dall’incontro con

Victoria Schneider che diverrà sua interprete d’elezione

e seconda moglie. Di questi brani, di cui era nota finora

la stesura per voce e pianoforte, tenuta a battesimo nel

1991 da Victoria Schneider e dallo stesso Malipiero,

viene ora proposta in prima esecuzione assoluta la

versione per voce e undici strumenti che il compositore

realizzò nel 1992/93. Il concerto è una produzione del

Conservatorio “G. Verdi” di Milano in collaborazione con

l’Associazione Milano Musica e le Edizioni Suvini

Zerboni. L’esecuzione, concertata da Davide Pandini,

è affidata agli studenti delle classi di canto, strumento,

musica da camera, direzione d’orchestra e del

laboratorio di musica contemporanea del Conservatorio

di Milano coordinato da Mauro Bonifacio: Iacopo

Petrosino, pianoforte; Lorenzo Derinni, violino; Issei

Watanabe, violoncello; Stefano Fiacco, pianoforte; Ljuba

Bergamelli, soprano; Luca Colardo, violoncello; Sohee

Bae, soprano; Giorgio Consolati, flauto; Elisabetta Ruffo,

oboe; Daniela Fiorentino, clarinetto e clarinetto basso;

Gordon Fantini, fagotto; Stefano Bertoni, corno; Gabriele

Lattuada, percussioni; Cesare Zanfini, violino; Lorenzo

Boninsegna, viola; Stefano Morelli, contrabbasso.

Le musiche di Hoch comprendevano una novità per

sette strumenti ed estratti da Es ist Zeit per flauto,

Elemento per oboe, Miniature per violino, Per... dire per

tenore, Spremute di senso per recitante e percussione,

Kultur, Modestia e Stra… dire per soprano. Un’ulteriore

prima è in cartellone il 17 novembre al Grand Théâtre

di Ginevra per l’International Music Competition - Canto

2011: I tre tiranni per voce e pianoforte, su testo di

Francesco Hoch tratto da Leonardo da Vinci e Sigmund

Freud, in tre versioni (per soprano/tenore;

mezzosoprano/contralto; baritono/basso), pezzo

d’obbligo composto su commissione del concorso,

riservato ai dodici cantanti semi-finalisti della

competizione, la cui giuria è presieduta da Teresa

Berganza. Accompagneranno al pianoforte Todd

Camburn, François Killian e Reginald Le Reun. Così

l’Autore descrive il nuovo pezzo: «Esso si suddivide in

due parti, come il testo, scelto e combinato dall’Autore,

suggerisce. In forma di poesia e in modo conciso, viene

collegata una lapidaria e tipica affermazione scritta da

Leonardo da Vinci concernente la possibilità di vivere

una vita sicura che, di conseguenza, positivamente si

allunga, con le riflessioni sperimentate da Sigmund

Freud circa le grandi difficoltà e le continue lotte che l’Io

deve sostenere con le pulsioni dell’Es, le censure del

Super-Io e le minacce della realtà esterna, per

affrontare la vita quotidiana stessa». Di Francesco

Hoch è possibile ascoltare il 6 novembre all’Auditorium

San Salvatore di Rodengo Saiano (Brescia), per

l’Associazione “Centro Musicale Mauro e Claudio

Terroni”, L’isola dell’amore per tre voci recitanti e

orchestra a plettro su testo di Gabriele Alberto Quadri;

e il 30 novembre, alla Cité Bleue di Ginevra, Poema

orchestrale per ensemble di sei percussionisti,

nell’interpretazione di Studenti della Haute École de

Musique de Genève.

Milano Musica dedica al

compositore un concerto ritratto

impreziosito da alcune prime

Niccolò Castiglioni

Tropi per complesso da camera

è in programma il 21 ottobre

alla Villa Elisabeth di Berlino.

L’Ensemble United Berlin sarà

diretto da Andrea Pestalozza.

Sperimentazione elettronica, una

festa con luci e danze, e il pezzo

d’obbligo di un concorso

Franco Donatoni

Pagina da camera in prima

assoluta, Etwas quasi ruhiger un im intermezzo Ausdruck è in

cartellone il 3 ottobre

all’Auditorium Paganini di

Parma per il Festival Traiettorie,

nell’interpretazione

dell’Ensemble Prometeo diretto

da Marco Angius.

13


Alla Biennale di Venezia e

in Inghilterra due ritratti

su diverse interiorità

Carlos Roqué Alsina

Il Festival internazionale

Les Nuits Pianistiques di

Aix-en-Provence proporrà il 2

dicembre un omaggio a Carlos

Roqué Alsina, in occasione del

suo 70° anniversario:

l’Orchestre Lyrique de Région

Avignon - Provence diretta da

Yeruham Scharovsky eseguirà

Suite indirecte per orchestra e

Fantaisie per clarinetto e

orchestra, solista Dominique

Vidal. Lo stesso Festival

ospiterà il 17 dicembre un

recital di Carlos Roqué Alsina,

dove il compositore interpreterà

alcune sue composizioni

pianistiche accanto a pagine di

Scarlatti, Bach/Busoni, Chopin

e Debussy.

Novità incentrata sulla

spazializzazione del

suono al Festival Play It!

Rivede la luce un repertorio

composto per gli intrattenimenti del

governatore francese di Genova

14

Eric Maestri

Voci di dentro

Ritratto vivente per violino e elettronica è stato

proposto in prima esecuzione italiana dalla violinista

Georgia Privitera e dall’Autore all’elettronica

alla Biennale Musica di Venezia, 55°

Festival Internazionale di Musica

Contemporanea, nel concerto tenutosi il 30

settembre nella Sala Concerti di Palazzo

Pisani del Conservatorio Benedetto

Marcello. Così Eric Maestri ci introduce a

questo lavoro, nato sotto l’egida dell’Ircam:

«Questo brano nasce da un malinteso.

Quello che si è venuto a creare, e che

spesso succede, nel passaggio all’atto

pratico. L’idea di base era di lavorare tra il suono

strumentale e il suono elettronico, caratterizzando

entrambi nella differenza tra acustico e elettronico.

I suoni sono quasi tutti suoni sintetici, generati in

Max/MSP. Il suono del violino doveva essere leggero e

trasparente, in certe parti al limite del rumore del vento.

Il risultato del lavoro invece è piuttosto diverso.

L’elettronica si carica del timbro ambientale, il violino

invece è duro e asciutto. Tra l’idea iniziale e il risultato

finale c’è stato il passaggio della relazione con

l’interprete, che poco a poco ho conosciuto,

rendendomi conto che il suono che avevo previsto non

gli si addiceva e che mandarlo in scena con una certa

partitura sarebbe stato contraddittorio. Così ho scoperto

che ogni interprete ha il suo suono, che ha i suoi tic

Christian Cassinelli

L’io e il mare

D

ialogo dipinto per quindici archi è la novità di

Christian Cassinelli in cartellone il 7 ottobre al Teatro

Verdi di Firenze nel contesto del Festival Play It!,

nell’interpretazione dell’Orchestra della Toscana diretta

da Tonino Battista. In questi termini l’Autore descrive la

composizione: «Il titolo descrive l’immagine di un Io

solitario che, trovandosi in mezzo al suo peregrinare

dinanzi al mare, gli si rivolge interrogandolo. Il mare

risponde, dando inizio a un dialogo, il cui contenuto

tuttavia è ignoto all’Autore; forse egli ha visto lo strano

incontro in un dipinto. Il silenzio di quell’immagine trova

il senso nella direzione del flusso sonoro che taglia la

larghezza e la profondità del palcoscenico. A tale

proposito, la particolare disposizione degli strumentisti –

seduti a occupare l’area di un triangolo, con il vertice

acuto (il contrabbasso) rivolto verso il fondo del palco e

seguito dalle altre file di strumenti – rappresenta il

Nicolò Paganini

Il ballo del generale

N

on cessa di destare interesse la produzione del

virtuoso genovese. Di Paganini le ESZ pubblicano ora i

Divertimenti carnevaleschi per due violini e basso M.S.

4, nell’edizione critica a cura di Italo Vescovo e Flavio

Menardi Noguera, che negli ultimi anni hanno già dato

alla luce, sempre per le ESZ, i paganiniani Tre duetti

concertanti per violino e fagotto, Tre duetti concertanti

per violino e violoncello, Tre ritornelli per due violini e

basso, e Sei cantabili e Valtz per violino e chitarra.

Preceduta da un’introduzione storica, dallo studio delle

fonti e degli autoimprestiti tra composizioni paganiniane,

la partitura riproduce le parti manoscritte non autografe

conservate alla Biblioteca del Conservatorio di Musica

“N. Paganini” di Genova, unico testimone del lavoro.

La composizione, che fa riferimento esplicito a danze

popolari secondo una consuetudine consolidata, risale

alla prima fase dell’attività di un Paganini ventenne,

nervosi esattamente come un compositore. Che ha un

suo gusto e anche una speciale sensazione del tempo

e del movimento. Quello che era cominciato

come una Natura vivente, titolo originale, è

diventato un Ritratto vivente dell’interprete.

Per me è stato un esercizio di ritratto in musica

e quindi anche l’inizio di un work in progress

sulla relazione tra il suono e il suo contenuto

psicologico. L’elettronica è a se stante, uno

strumento in quanto tale, ciò che mette in

vibrazione gli altoparlanti o, in modo specifico,

che determina una sorgente sonora. Lo spazio

della musica è integralmente frontale, in modo

da fondere il piano sonoro tra l’acustico e l’elettronico».

Il 28 ottobre sarà il Cerenem New Music Series

di Huddersfield, West Yorkshire, a offrire,

nell’interpretazione di Lore Lixenberg, una seconda

novità: Ritratto voce per mezzosoprano. Si chiede

l’Autore: «Come ritrarre la voce? In questo brano cerco

di dare una luce personale alla voce. Il testo, da

Spinoza, è il punto di partenza per la divisione e la

definizione dei valori, delle note e delle pause. Il testo e

la particolare emissione della voce vorrebbero indicare

una possibilità della musica di mostrarsi e di indicare

qualcosa di se stessa. Un ritmo cullante accompagna la

declamazione del testo in un piccolo tentativo di

costruzione della forma dall’interno».

fondamento per l’intera architettura del pezzo. Sul piano

formale il lavoro si articola in due sezioni, la prima delle

quali si caratterizza per l’individuazione – sempre in

funzione della diffusione del suono – di sottogruppi

strumentali all’interno dell’insieme orchestrale; in

particolar modo due quartetti ai lati e un gruppo di

cinque violini al centro. In questa prima parte il

movimento sonoro avviene soprattutto lungo il fronte del

palco. Affinché tale movimento sia percepito in modo

discreto, le figure musicali utilizzate sono ridotte a puri

inviluppi (attacco e decadimento del suono) di durata

variabile. Nella seconda sezione il flusso sonoro

percorre nelle due direzioni la profondità del

palcoscenico, creando un effetto di risacca simile a un

respiro. Un violino emerge dal mare orchestrale, dando

letteralmente il La al dialogo».

all’epoca in cui il virtuoso frequentava la dimora del

Generale Millot, governatore francese di Genova, e

«componeva talvolta per le sue società tutta la musica di

una serata, vale a dire contradanze, intermezzi, ecc.»,

una produzione andata in gran parte perduta. Millot

(«Milhaud», nel manoscritto dei Divertimenti, che a lui

sono dedicati) fu in carica dal 1803 al 1805, ed è dunque

altamente probabile che la composizione risalga al 1804,

anno delle Sei Nuovissime Alessandrine M.S. 131

composte per il palazzo storico del Festone dai

Giustiniani. La raccolta, costituita da una ventina di

danze diverse (un Minuetto, una Scozzese, due

Perigordini, quattro Valtzer e sei Contraddanze inglesi)

dall’organico analogo a quello dei Tre ritornelli, assolve

perfettamente alla sua funzione d’intrattenimento, con

grazia e fascino melodico.

P


ime esecuzioni as

Prime Prime esecuzioni assolute

assolute

OTTOBRE

Vittorio Montalti

L’ISOLA DI PATMOS

per suoni elettronici

Milano, Auditorium San Fedele, 1 ottobre

Daniele Amidani, realizzazione informatica

della partitura

Lorenzo Pagliei

MACCHINE SELVAGGE

per organo

Strasbourg, Festival Musica, Église du Temple

Neuf, 1 ottobre

Francesco Filidei, organo

Malika Kishino

ICHIMAI-KISHOHMON (for the 800 th

memorial year of Hônen-shônin)

per coro misto, voci di monaci buddisti, shô,

hichiriki, koto, percussioni e trio d’archi

Kyoto, Concert Hall, 4 ottobre

Monks of Zenrinji-Temple

Shohko Ohtani, koto a 20 corde

Junko Tanaka, shô

Tohru Yamamoto, hichiriki

Keyaki Satoh, percussioni

Reina Yamana, violino

Naoka Tokizawa, viola

Yoriko Miyake, violoncello

dir.: Toshiko Kikuchi

Malika Kishino

PRAYER / INORI (after March 11 th , 2011)

per coro misto a cappella

su testo di Rabindranath Tagore

(Commissione Tokyo Philharmonic Chorus)

Tokyo, Bunka Kaikan, 5 ottobre

Tokyo Philharmonic Chorus

dir.: Matsubara Chiaki

Stefano Gervasoni

DUE POESIE FRANCESI DI LUCA

per voce femminile e ensemble

su poesie di Ghérasim Luca

Strasbourg, Festival Musica, Salle de la Bourse,

6 ottobre

Françoise Kubler, soprano

Accroche Note

Giorgio Colombo Taccani

L'ÀGNILI

per voce e pianoforte

su due poesie in sardo di Pompeo Calvia

Hong Kong, Academy for Performing Arts

(HKAPA), Recital Hall, 6 ottobre

Duo Alterno:

Tiziana Scandaletti, soprano

Riccardo Piacentini, pianoforte

Ivan Fedele

L’ORIZZONTE DI ELETTRA

Versione per violino elettrico a 5 corde,

orchestra da camera e live electronics

Firenze, Festival Play It!, Teatro Verdi, 6 ottobre

Francesco D’Orazio, violino elettrico

Orchestra della Toscana

dir.: Marco Angius

Federico Gardella

KYKLOS

per orchestra

Firenze, Festival Play It!, Teatro Verdi,

8 ottobre

Orchestra della Toscana

dir.: Tito Ceccherini

Malika Kishino

MONOCHROMER GARTEN II

per clarinetto basso, saxofono baritono

e trombone

(Commissione Westdeutscher Rundfunk)

Köln, Ensemble Europa, Westdeutscher

Rundfunk, Funkhaus Wallrafplatz, 9 ottobre

Parkhaus Trio:

Ernesto Molinari, clarinetto basso

Markus Weiss, saxofono baritono

Uwe Dierksen, trombone

Lorenzo Pagliei

SAISIR

per violoncello e live electronics

Enghien-les-Bains, Centre des Arts, 13 ottobre

Séverine Ballon, violoncello

Lorenzo Pagliei, live electronics

Valerio Sannicandro

TROIS SÛTRAS

Quarta scena da “Hagakure”

per flauto basso, clarinetto basso

e live electronics

(Commissione Ex Novo Musica/SaMPL)

Venezia, Ex Novo Musica, Conservatorio

“B. Marcello”, 17 ottobre

Daniele Ruggieri, flauto basso

Davide Teodoro, clarinetto basso

Amalia de Götzen, live electronics

Alvise Vidolin, regia sonora

Maurilio Cacciatore

CONCERTO PER TASTIERA MIDI,

ENSEMBLE E LIVE ELECTRONICS

Paris, Centre Pompidou, Grand Salle,

20 ottobre

Hidéki Nagano, clavier Midi

Ensemble Intercontemporain

dir.: Alejo Pérez

Maurilio Cacciatore/Ircam, live electronics

Pasquale Corrado

OMBRA DI MACRAMÉ

per sei strumenti

Roma, Auditorium Parco della Musica, Teatro

Studio, 20 ottobre

Ensemble Algoritmo

dir.: Marco Angius

Maurizio Ferrari

TRIO

per violino, clarinetto e pianoforte

Milano, Associazione Amici di Musica/Realtà,

Palazzina Liberty, 20 ottobre

Yoko Marimyo, violino

Maura Gandolfo, clarinetto

Francesco Bergamasco, pianoforte

Stefano Gervasoni

SE TACCIO, IL DUOL S’AVANZA

Madrigali per violino e dodici voci soliste

su testi di Torquato Tasso

(Commissione di Milano Musica e KlangForum

Heidelberg)

Milano, 20° Festival di Milano Musica, Teatro

Elfo Puccini, 24 ottobre

Lina Uinskyte, violino

Schola Heidelberg

dir.: Walter Nußbaum

Alessandro Solbiati

SUITE DA LE “RÉVEIL DE MON ÂME”

Due movimenti e un Intermezzo per dodici

voci soliste su versi di Charles Baudelaire

Milano, 20° Festival di Milano Musica, Teatro

Elfo Puccini, 24 ottobre

Schola Heidelberg

dir.: Walter Nußbaum

Riccardo Malipiero

14 VARIAZIONI DI UN TEMA MUSICALE

per pianoforte

Milano, 20° Festival di Milano Musica,

Conservatorio “G. Verdi”, Sala Puccini,

25 ottobre

Iacopo Petrosino, pianoforte

Riccardo Malipiero

LIEDERÉTUDES

Versione per soprano e undici strumenti

Milano, 20° Festival di Milano Musica,

Conservatorio “G. Verdi”, Sala Puccini,

25 ottobre

Sohee Bae, soprano

Ensemble del Laboratorio di Musica

Contemporanea del Conservatorio “G. Verdi”

di Milano

dir.: Davide Pandini

Alessandro Solbiati

“Hallo!” - Primo movimento da:

CRESCENDO

Otto brevi brani in forma di studio

per orchestra da camera

Milano, Teatro Dal Verme, 30 ottobre

Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali

dir.: Daniele Parziani

NOVEMBRE

Giorgio Gaslini

PIANO SONATA DÉCOLLAGE N. 3

per pianoforte

Treviso, L’Arsenale 2011, Foyer del Teatro

Comunale, 6 novembre

Alfonso Alberti, pianoforte

Luis de Pablo

LARGO

“en torno a una antigua canción popular”

per orchestra

(Commissione Philharmonisches Orchester des

Staatstheaters Cottbus)

Cottbus, Staatstheater, 11 novembre

Philharmonisches Orchester Cottbus

dir.: Evan Christ


Ivan Fedele

SUITE FRANCESE V

per arpa

Paris, Concours Lily Laskine, 16-23 novembre

Pezzo d’obbligo del Concorso

Francesco Hoch

I TRE TIRANNI

per voce e pianoforte

Testo di Francesco Hoch tratto da Leonardo

da Vinci e Sigmund Freud

Genève, Grand Théâtre, 17 novembre

Pezzo d’obbligo per il Concours de Genève,

International Music Competition - Canto 2011

Matteo Franceschini

L’ALTER EGO

per violino e pianoforte

L’Aquila, Società Aquilana die Concerti

“B. Barattelli”, 17 novembre

Francesco D’Orazio, violino

Giampaolo Nuti, pianoforte

Luis de Pablo

NÚMEROS

Sei pezzi per ottetto

(Commissione Ex Novo Musica con il sostegno

della Fundación BBVA)

Venezia, Ex Novo Musica, Sale Apollinee del

Gran Teatro La Fenice, 17 novembre

Ex Novo Ensemble

Federico Gardella

KRAUS-MIKRO-LIEDER

per voce femminile e ensemble

Bergamo, Bergamo Musica Festival, Teatro

Sociale, 26 novembre

Ljuba Bergamelli, soprano

Texture Ensemble

dir.: Pierre Hoppé

Vittorio Montalti

FAREWELL

per voce femminile e ensemble

Bergamo, Bergamo Musica Festival, Teatro

Sociale, 26 novembre

Ljuba Bergamelli, soprano

Texture Ensemble

dir.: Pierre Hoppé

Pasquale Corrado

LAMER

per soprano e percussioni

Bergamo, Bergamo Musica Festival, Teatro

Sociale, 26 novembre

Ljuba Bergamelli, soprano

Jacopo Costa, percussioni

Luca Antignani

BLUMINE

per voce femminile e ensemble

Bergamo, Bergamo Musica Festival, Teatro

Sociale, 26 novembre

Ljuba Bergamelli, soprano

Texture Ensemble

dir.: Pierre Hoppé

Luigi Manfrin

DISAPPEARING... IN THE BLACK OF

FULLNESS

per suoni di sintesi

Mestre (Venezia), Centro Candiani, Autunno

Musicale Agimus, 26 novembre

Luigi Manfrin, regia del suono

Eric Maestri

RITRATTO VOCE

per mezzosoprano

Huddersfield, Cerenem New Music Series,

28 novembre

Lore Lixenberg, soprano

Nicola Sani

NOVITÀ

per ensemble

Firenze, Contempoartefestival, Galleria degli

Uffizi, Biblioteca Magliabechiana, 28 novembre

Contempoartensemble

dir.: Mauro Ceccanti

Andrea Mannucci

VOLO PER ALTRI CIELI È LA MIA VITA

per voce e pianoforte

su poesie di Carlo Michelstaedter

Verona, Sala dei Concerti del Circolo Ufficiali,

30 novembre

Accademia di Alta Formazione Musicale di

Verona

DICEMBRE

Nicola Sani

SEASCAPE II

per ensemble e supporto digitale

Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala

Santa Cecilia, 7 dicembre

Ensemble Modern, Francoforte

dir.: Frank Ollu

Vittorio Montalti

PRAYER

per flauto e violino

Milano, Chiesa di San Fedele, 10 dicembre

Annamaria Morini, flauto

Enzo Porta, violino

Ivan Vandor

OTTO BREVI PEZZI

per violoncello e pianoforte

(Commissione Ex Novo Musica)

Venezia, Ex Novo Musica, Sale Apollinee del

Gran Teatro La Fenice, 11 dicembre

Carlo Teodoro, violoncello

Aldo Orvieto, pianoforte

Alessandro Solbiati

“Fête II” - Secondo movimento da:

CRESCENDO

Otto brevi brani in forma di studio

per orchestra da camera

Milano, Teatro Dal Verme, 11 dicembre

Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali

dir.: Daniele Parziani

Nicola Sani

LIED - YOU HAVE BEEN LIED 2

per ensemble, live electronics, supporto

digitale e video

Moscow, P.I. Tchaikovsky Conservatory,

Rakhmaninov Hall, 11 dicembre

Ensemble Alter Ego

Ivan Fedele

DEYSTVIYA

per bayan e quartetto d’archi

Moscow, P.I. Tchaikovsky Conservatory,

Rakhmaninov Hall, 14 dicembre

Studio for New Music Ensemble

Malika Kishino

MONOCHROMER GARTEN

per accordéon e violoncello

Berlin, BKA Theater, 20 dicembre

Christin Paté, accordéon

Valérie Dulac, violoncello

Michela dall’Ongaro

ATTIMO

per coro femminile e orchestra

su una poesia di Wislawa Szymborska

(Commissione Teatro Lirico di Cagliari)

Cagliari, Teatro Lirico di Cagliari, 22 dicembre

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

dir.: Giacomo Sagripanti

GENNAIO

Luigi Manfrin

OVERFLOWING CRYSTALS II

per cimbalom e trombone

Berlin, Unerhörte Musik, BKA Theater,

17 gennaio

Eniko Ginzery, cimbalom

Andras Fejer, trombone

Maurilio Cacciatore

QUARTO ANFIBIO

per flauto solo

Vienna, Alte Schmiede Kunstverein, 20 gennaio

Matteo Cesari, flauto

Giorgio Colombo Taccani

AL TERZO FOCO

per recitante, due voci femminili,

oboe, fagotto e pianoforte

su testo di Pier Luigi Berdondini

Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche,

gennaio [data da definire]

Pier Luigi Berdondini, recitante

Akiko Kozato, voce

Simona Barbieri Mckenzie, voce

Trio InUno:

Francesco Lovecchio, oboe

Paolo Rossetti, fagotto

Martina Drudi, pianoforte

ESZ

Il calendario completo delle esecuzioni, costantemente

aggiornato, può essere consultato all’indirizzo internet:

news EDIZIONI SUVINI ZERBONI

www.esz.it

Editore: Sugarmusic S.p.A. Galleria del Corso, 4 - 20122 Milano Tel. 02 - 770701 - E-mail: suvini.zerboni@sugarmusic.com - www.esz.it

Direttore responsabile: Maria Novella Viganò - Responsabile del Settore Classica: Alessandro Savasta

Redazione: Raffaele Mellace - Coordinamento di redazione: Gabriele Bonomo - Progetto e realizzazione grafica: Paolo Lungo - Traduzioni: Mike Webb

Aut. del Tribunale di Milano n. 718 del 25-10-1991

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