Stefano Di Marino - Words from Italy

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Stefano Di Marino - Words from Italy

timore. Senza che nessuno se ne spiegasse la ragione. Ma in quei giorni gelidi del gennaio 1910,

mentre il cielo assumeva il colore di una cupola di peltro e la Senna si gonfiava sempre più,

udire la minaccia di questo Fantasma, ignoto a tutti ma ormai presente negli incubi di molti,

generava un senso di disagio incontrollabile.

Qualcuno chiamò soccorso ad alta voce. Una donna si sentì male e perse i sensi rovinando

addosso al tavolino del caffè all’aperto dal quale era appena uscita. Un cagnolino scappò nella

neve.

Fischietti!

I flic della prefettura arrivarono di corsa con manganelli e mantelle. Fecero appena in tempo

a scorgere l’orribile vecchia che si voltava ghignando.

— Il Fantasma si vendicherà... tremate tutti! — gridò ancora alzando il pugno. Nel tempo in

cui i due poulet arrivarono all’angolo della via pronti a fermare anche con la forza la spregevole

strega, sembrò che il vento stesso rinforzasse. S’incanalò tra le colonne di Parigi spinse tendaggi

di vento e nevischio sin dove i bravi cittadini si sentivano protetti.

E l’apparizione svanì un’altra volta, lasciando gli agenti a mani vuote e i cuori dei cittadini

pieni d’ansia.

Sarebbe tornata a proferire le sue minacce? A inscenare quell’assurda recita a più voci?

Di sicuro. Ma dove?

E perché?

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