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n°93 - Società Italiana Pro Segugio

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In caso di mancato recapito si prega di restituire al CPO di

Piacenza per il mittente che si impegna a pagare la relativa tassa.

n. 93 settembre 2011

OrganO ufficiale dell’assOciaziOne PrO segugiO “l. zacchetti”

Anno XXX - Società Italiana Pro Segugio “L. Zacchetti” - Sped. in abb. post. 45% - Art. 2 comma 20/b Legge 662/96 - Filiale di Bologna


n. 93 settembre 2011 – Anno XXX

Organo Ufficiale dell’Associazione Italiana

Pro Segugio “L. Zacchetti”

Direttore Responsabile

Vincenzo Ferrara

Comitato di Redazione

Argenio Felice, Boccati Bruno, Cabrali Denis,

Carturan Angelo, Castagna Franco, Dante

Marcello, Di Giannantonio Gianluca, De

Falco Antonio, Ferrara Gianfranco, Gaiottino

Franco, Ghilardi Fulvio, Ghirotto Giovanni,

Giordanino Gianedoardo, Mezzadra Tino,

Mugnaini Bruno, Scovoli Agostino, Tacca

Gino, Verra Lorenzo

Comitato Tecnico Scientifico

Clerici Palmiro, Di Giannantonio Gianluca,

Ghilardi Leopoldo, Giordanino Gianedoardo,

Minelli Giuseppe, Ottino Bruno, Quici

Giuseppe, Tacca Gino, Villa Mario

Archivio fotografico

Francesco Panuccio

Proprietà ed Editore

SIPS “L. Zacchetti” – 25100 Brescia

Progetto Grafico

Studio DOD design - Massa Lombarda

Pubblicità

Segreteria SIPS

Tel. 0377 802414 – Fax 0377 802234

www. prosegugio. it

E- mail: info@prosegugio. it

Spedizione

Autor. del Tribunale di Crema n. 57/86

Spedizione in abbonamento postale 45%

Art. 2 comma 20b Legge 662/96

Filiale di Piacenza

Articoli e fotografie, anche se non pubblicati,

non saranno restituiti. La responsabilità per

i contenuti e le opinioni espresse negli

articoli pubblicati è esclusivamente degli

autori.

Gli articoli pubblicati in questo numero non

sono riproducibili.

La redazione non si assume nessuna

responsabilità sulle inserzioni pubblici tarie

inoltrate senza bozzetto, sulle quali per

altro, si riserva di operare eventuali tagli

al testo compati bilmente con lo spazio

prenotato dal committente.

In copertina

Simona e la sua Ginetta

ORARIO DI APERTURA

DELLA SEGRETERIA

NAZIONALE

lunedì dalle 08. 00 alle 16. 00

martedì dalle 08. 00 alle 17. 00

mercoledì dalle 08. 00 alle 16. 00

giovedì dalle 08. 00 alle 17. 00

venerdì dalle 08. 00 alle 14. 00

Finito di stampare nel mese di settembre 2011

Sommario

2 trentagiorni

4 Al Cimone per il Campionato Italiano SIPS

8 Catalogo prove di lavoro campionato italiano 2011

10 Cronaca di una vittoria meritata

12 Metodi e rischi della selezione in allevamento

17 Vanessa Butini ha lo scudetto tricolore FIdASC

17 Rino e Gaia di Poggi Campioni del mondo

18 L’intelligenza

21 ... e la neve va

22 Nelle valli di Bergamo è vera cinofilia

25 trofeo Fioravanti 2011

26 Coppa Beretta in Val trompia

27 Piccoli Annunci

28 Campionato Segugi Appennino/Lepraioli italiani

30 Il più forte degli eccellenti è stato ancora Berlusconi

32 tagliacozzo 2011

34 Un ricordo di un giorno di caccia ormai troppo lontano

36 L’ibrido e la razza

38 Campionato regionale Veneto Federcaccia 2010...

40 Sangue maremmano

42 dalle sezioni

Gianni Zaccagno con la sua muta insieme al collega Marinelli

sommario

1


editoriale

2

TRENTAGIORNI

Parlando del Consiglio Nazionale,

ebbi a dire che si reggeva su uno

stretto rapporto di comunicazione

e di sinergia tra i componenti: Ferrara,

Boccati, Bosio accanto a loro

i preziosi consigli e proposte di Di

Giannantonio e Rebuffi.

La comunicazione, attraverso contatti

telefonici che sono divenuti

un’abitudine quotidiana o quasi,

accanto all’utilizzo della posta elettronica

che permette di inviare comunicazioni

a più soggetti contemporaneamente

e ricevere altrettanto

rapidamente pareri ed opinioni.

Questo ci ha permesso di arrivare

in tempi soddisfacenti a prendere

decisioni che venivano condivise e

migliorate con l’apporto di tutti. La

cosa che tengo a comunicare con

questo editoriale è la quotidiana

attività che vede impegnato il Consiglio

Esecutivo e la serie di iniziative

e decisioni che fanno parte della

Ghilardi ringrazia Zeno Colò

per l’organizzazione del

Campionato Italiano SIPS 2011

vita associativa della

Sips e del Consiglio

eletto nel 2010. Volevo

esprimere con questo

spicchio di anno, un

esempio di quanto il

Consiglio sta facendo,

a favore di tante iniziative

che si organizzano

localmente e di quelle

che vengono attuate

direttamente come

manifestazioni Sips a

livello Nazionale. L’editoriale,

potrà apparire

uno sterile elenco di

cose fatte, spero che

sia anche una corretta

informazione per chi

volesse sapere come

viene amministrata la Prosegugio,

da metà giugno a metà luglio, dopo

i tre appuntamenti dei Campionati

Sociali e dopo l’Assemblea Nazionale

di marzo.

18 giugno 2011. Si svolge il primo

Raduno del Segugio dell’Appennino

a Solignano, sono presenti la

Giuditta Scalvenzi per il lavoro di

Segreteria e Bruno Boccati come

concorrente della Prova.

19 giugno 2011. Giornata conclusiva

della Prova di Solignano, il

Presidente Ghilardi segue la prova

e partecipa alla premiazione con

Gianpaolo Maremmi Presidente del

Club Segugio dell’Appennino e con

Denis Cabrali Consigliere Nazionale

e organizzatore della Prova.

20 giugno 2011. Il Presidente

contatta la Segreteria riguardo alla

Prova di Gardone Val Trompia,

valida per la selezione di Coppa

Europa 2011. Il Consigliere sips

di Verona Gianfranco de Togni,

sollecita l’intervento della Sips, a

sostegno delle proposte di legge

relative all’addestramento cani, nella

Regione Veneto.

21 giugno 2011. Il Presidente contatta

la Segreteria per la stesura

dell’elenco degli Esperti Giudici per

il Campionato Italiano sips di Monte

Cimone. Vincenzo Ferrara trasmette

materiale relativo alla rivista “i

Segugi”.

22 giugno 2011. La Segreteria conferma

le date e l’elenco Giudici della

Prova di Gardone e del Raduno di

Norcia. Vincenzo Ferrara contatta

telefonicamente e sollecita l’estensione

il Raduno di Norcia a tutte le

Razze da Seguita.

23 giugno 2011. Viene contattato

l’Esperto Giudice Giuseppe Quinzanini

per la Giuria del Raduno di

Gardone. Il Segretario Alberto Bagnatica

segue la preparazione del

Catalogo del Raduno di Gardone.

24 giugno 2011. Viene contattato

il Selezionatore di Coppa Europa

Bruno Mugnaini per i dettagli dello

svolgimento della selezione dei partecipanti

in classe Singolo.

25 giugno 2011. Il Presidente incontra

Bruno Boccati che partecipa alla

prova di Gardone con la sua muta

di Pelo Forte.

26 giugno 2011. Il Presidente


assiste alla prova e partecipa alle

premiazioni del Trofeo Beretta. Interviene

Bruno Mugnaini esponendo

al pubblico i risultati della prova di

selezione e ringraziando l’organizzatore

della Prova: Valeriano Sabatti

e la Sips Brescia.

27 giugno 2011. Il Vicepresidente

Bruno Boccati sollecita la stesura

dell’elenco dei Giudici per il Campionato

Italiano per la ratifica da

parte dell’Enci. Iniziano i contatti con

il Gruppo di Lavoro incaricato della

trasposizione degli Standard Morfologici

in lingua Inglese, secondo le

disposizioni della FCI.

28 giugno 2011. Il Presidente

contatta la Segreteria per gli ultimi

dettagli della Prova di Monte

Cimone: disponibilità degli Esperti

Giudici per tutti i giorni della prova,

premiazioni, logistica. Viene inviato,

ai componenti del Gruppo di

Lavoro, il materiale fornito dall’Enci

per la versione dello Standard delle

quattro Razze da Seguita Italiane.

Valter Nencetti, comunica le problematiche

riscontrate al Raduno delle

Razze Italiane di Volta Mantovana.

29 giugno 2011. Il Presidente si

mette in contatto con Zeno Colò per

valutare l’andamento delle iscrizioni

alla prova del Campionato Italiano.

Un socio comunica al Presidente

l’intenzione di organizzare un incontro

tra Esperti giudici e Concorrenti

in Regione Emilia.

30 giugno 2011. La giornata si

svolge con numerose telefonate

che approfondiscono vari argomenti

e temi con Bruno Mugnaini, con il

Segretario Carlo Rebuffi, con Zeno

Colò, con Giancarlo Bosio, con

Bruno Boccati e con il Consigliere

Giordanino Gianedoardo.

01 luglio 2011. L’Esecutivo valuta

la proposta di invito all’incontro

concorrenti giudici. I Componenti

esprimono i propri pareri e giudizi

e in attesa che la proposta sia ufficializzata,

si ritiene di soprassedere.

Si inizia a predisporre l’Ordine del

Giorno del prossimo Consiglio Nazionale

fissato per il 10 settembre.

02 luglio 2011. Il Presidente viene

contattato da Emilio Bosi di Piacenza,

per partecipare alla Prova Libera

di Pradovera.

03 luglio 2011. Il Presidente con

il Consigliere di Brescia Angelo

Ferrari, partecipa alla Prova libera

di Pradovera organizzata dalla Sips

Piacenza sul territorio delle colline

al confine tra Emilia e Liguria. La

prova si svolge in un territorio ricco

di selvatici, destinato a Zona Addestramento.

Al momento della premiazione

Emilio Bosi, in virtù della

conoscenza di entrambi, propone

al Presidente di incontrare Luigi

Peccorini Maggi.

Premiazione del vincitore categoria mute

al Campionato Italiano SIPS 2011

04 luglio 2011. Il Gruppo di Lavoro

inizia la trasposizione degli Standard

in lingua Inglese. Vengono contattati

Renato Pescatori Presidente sips

Cremona e Agostino Scovoli Presidente

sips Mantova, per un incontro

preparatorio del 34 Campionato

Sociale su Lepre del 2012.

05 luglio 2011. Nel corso della giornata,

diverse telefonate con Gino

Tacca, Giordanino Gianedoardo,

Vincenzo Soprano per la trasposizione

dello Standard. Con Carlo

Rebuffi per prossimi impegni, con

Bruno Mugnaini per le terne dei

Giudici del Campionato Italiano.

06 luglio 2011. Il vicepresidente

Boccati chiede chiarimenti sulla

convocazione e ratifica della Giuria.

Vengono concordati con Giuditta i

periodi di ferie spettanti e gli eventuali

recuperi degli straordinari.

Vengono raggiunti telefonicamente

Gino Tacca, Alberto Bagnatica e

Agostino Scovoli.

07 luglio 2011. Il Consigliere Agostino

Scovoli comunica alcuni mancati

aggiornamenti del sito Ufficiale

dell’Enci, che vengono immediatamente

comunicati all’Ente.

08 luglio 2011. Il Gruppo di Lavoro

comunica i primi risultati della

trasposizione in Inglese degli Standard.

Il Presidente ritira dal fornitore

i Trofei per il Campionato Italiano.

09 luglio 2011. I componenti del

Consiglio Esecutivo sono presenti

come concorrenti o come spettatori,

alla semifinale del Campionato

Italiano, il Presidente segue la prova

dei singoli che partecipano alla selezione

di Coppa Europa.

10 luglio 2011. Finale del Campionato

Italiano. Viene assegnato

il titolo di Campione italiano per la

categoria Mute e Coppie, il Presidente

premia anche l’organizzatore

Zeno Colò per l’impegno e le qualità

espresse nella prova del Monte

Cimone.

11 luglio 2011. Si risolvono gli ultimi

problemi del Raduno di Norcia organizzato

dal Presidente regionale

Fausto Bellafante. Si inizia l’analisi

dei risultati del Campionato Italiano

e le proposte per il Campionato

2012.

12 luglio 2011. Essendo libero

da impegni di lavoro il Presidente

contatta telefonicamente Vincenzo

Ferrara, Carlo Rebuffi per la gestione

della segreteria, Giancarlo Bosio

per il Raduno di Norcia, Gianluca di

Giannatonio e Bruno Mugnaini per

il programma ufficiale delle Coppa

Europa del 10 settembre, Alberto

Bagnatica.

14 luglio 2011. Si svolge il Consiglio

Provinciale della sips di Brescia. Si

concordano le ferie della signora

Giuditta e viene inviato un telegramma

di congratulazioni a Piero Poggi per

la vittoria all’Expo Mondiale di Parigi.

L’elenco rischiava di essere troppo

lungo e quindi sono state volutamente

omesse alcune iniziative,

come pure non sono indicate le

tante attività compiute dagli altri

componenti dell’esecutivo e dello

stesso Tesoriere Tino Mezzadra,

che ogni settimana è presente

negli uffici di Mirabello. Lo stesso

vale per i Consigli Provinciali e

Regionali che con la loro attività

promuovono il rispetto delle nostra

comune cultura cinofila e organizzano

manifestazioni di grande livello

sportivo. Dal vertice organizzativo

fino al singolo socio, credo e confido

che tutti stiano seguendo gli ideali

che furono di Luigi Zacchetti che

abbiamo finalmente onorato con il

Monumento inaugurato il 29 agosto

dell’anno scorso, a conclusione di

una grande manifestazione cinofila

a Credera in provincia di Cremona,

dove Zacchetti riposa, nella tomba

di famiglia.

Fulvio Ghilardi

3


campionato italiano SIPS 2011

4

Al CImONE pER Il CAmpIONATO ITAlIANO SIpS

Gli spazi infiniti e il territorio vocato

per una manifestazione importante

garantiscono la sicura riuscita. A

Monte Cimone, anche quest’anno

tutto è andato per il verso giusto.

L’organizzazione locale,come al solito,

non si è smentita ed ha assicurato

a tutti i partecipanti le condizioni

ideali per la prova.

Nonostante Zeno Colò organizzi da

molti anni prove molto qualificate,

riesca a mantenere sempre quello

spirito perfezionista colorito da

una costante tensione, infatti fino

all’ultimo si è preoccupato che tutto

filasse liscio, ma non c’erano dubbi:

è andato tutto benissimo.

Il Campionato Italiano della SIPS

è una manifestazione impegnativa

che dura 4 giorni e vede partecipare

centinaia di concorrenti,con l’apice

nella giornata di sabato dove le

batterie tra singoli, coppie e mute

erano ben 23.

La tensione organizzativa di Zeno è

giustificata, impossibile evitarla con

tali numeri.

Per l’anno prossimo è già allo studio

della dirigenza della SIPS nazionale

una formula completamente nuova,

che riduca il numero delle batterie

del sabato e che utilizzi maggiori

filtri selettivi per i concorrenti;se

ne discuterà al prossimo Consiglio

Nazionale.

La domenica, terminata la prova,

nessun motivo di tensione tra i

concorrenti e in un clima disteso di

festa, la premiazione. Il Sindaco e

l’assessore provinciale alla caccia

insieme con il nostro Presidente

hanno concluso una riuscitissima

Manifestazione Segugistica premiando

i Campioni Italiani SIPS

2011.

Il sindaco da molti anni presenzia

la premiazione, sempre disponibile

e contento di ospitare un così folto

I vincitori della categoria mute al Campionato Italiano SIPS 2011 Bellucci-Di Stefano con i giudici e

Zeno Colò


Sullo sfondo il Monte Cimone

stuolo di appassionati del Segugio

e della Lepre nel proprio comune.

Durante la premiazione ho scambiato

con piacere due chiacchiere

con l’assessore provinciale, una

persona schietta e molto intelligente.

Ha compreso il vero senso di

questi importanti incontri dando la

sua massima e piena disponibilità

per la concessione incondizionata

del territorio a persone come Zeno

Colò ed i suoi bravissimi collaboratori,

che certamente non l’hanno

disattesa.

Ogni volta che si giunge alle premiazioni

dei vincitori ci si accorge

dell’innocuità, della tranquillità nello

svolgimento di queste manifestazioni.

Solo chi ha un ostracismo e un’avversione

immotivata per il mondo

della caccia può denigrare l’uso dei

cani da seguita e delle prove.

Per il 2011 i Campioni Italiani SIPS

sono:

Zarina ECC.182 C.A.C-C.A.C.I.T;

Billy ECC.180 R.C.A.C-R.C.A.C.I.T;

Bruna ECC.171; Milly ECC.171

SIPR NF di Federico Bellucci e

Silvano Molino con la sua muta, secondo classificato al Campionato Italiano SIPS 2011 con i giudici e

Zeno Colò

5


6

Il sindaco di Lama Mocogno (MO) Luciana Serri insieme

all’assessore provinciale Giandomenico Tomei premiano

Carlo Lattore, vincitore della categoria coppie al

Campionato Italiano SIPS 2011

Alfiero Rovini secondo classificato categoria coppie

al Campionato Italiano SIPS 2011 con il giudice Massimo Sassara


Nevio Caputo

terzo classificato

categoria coppie al

Campionato Italiano

SIPS 2011

Luigi Di Stefano nella categoria

mute.

Luna ECC.164; Bill ECC.163 SIPF

Fulvi di Carlo Lattore nella categoria

coppie.

Per la categoria singolo nessun

qualificato nella finale.

A Zarina di Bellucci e Di Stefano

va il Trofeo Monte Cimone 2011

dell’Enalcaccia, che viene assegnato

al soggetto con maggior punteggio

(somma dei risultati ottenuti nella

prova di sabato e di domenica).

Ringraziamento di rito per Zeno

Colò ed i suoi accompagnatori a cui

va un plauso della SIPS nazionale.

Ringraziamenti ai giudici che hanno

diretto con la solita professionalità

una manifestazione così

importante,al sindaco del comune

di Lama Mocogno Luciana Serri

ed all’assessore alla caccia della

provincia di Modena Giandomenico

Tomei, al presidente dell’ATC MO3

Marco Ladurini, al presidente del

parco del Frignano e a tutti i concorrenti

giunti a Monte Cimone da

tutta l’Italia.

Arrivederci al Campionato Italiano

SIPS 2012.

Muta di S.I.P.F.

di Gianni Gianfranco

finalista al

Campionato Italiano SIPS 2011

7


8

CATAlOGO pROVE DI lAVORO CAmpIONATO ITAlIANO

2011

GIOVEDÌ

BATTERIA 1 - SINGOLO

GIUDICE: LANDINI WILLIAM

SIPR CIRO 1° MB 156

PROP E COND.: LEONCINI BRUNO

BATTERIA 2 - SINGOLO

GIUDICE: ZERLOTTI STENO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 1 - COPPIE

GIUDICE SOPRANO VINCENZO

SIPF SVEVA 1° MB 155

SIPF BRETT

PROP E COND.: PIACENTINI ANTONIO

SIPR ALBA 2° MB 154

SIPR ZAR

PROP E COND: ROSSI ORLES

SIPR BANGO 3° MB 152,50

SIPR SARO

PROP E COND.: LONGO FERRUCCIO

BATTERIA 2 - COPPIE

GIUDICE MONTANARI GIOVANNI

SIPR ZARA 1° MB 152,50

SIPR YUBA

PROP E COND: ORLANDI DOMENICO

BATTERIA 3 - COPPIE

GIUDICE ZAPPA PIETRO MARIO

SIPF DEA 1° MB 157

SIPF FUL

PROP E COND.: CORSINI ABRAMO

SIPF TARO 2° B. 146,50

SIPF LEO

PROP E COND.: CORSINI ABRAMO

BATTERIA 4 - COPPIE

GIUDICE BRAZZAROLA LUCIANO

SIPF DIANA 1° MB 153

SIPF GIADA

PROP E COND: PIERANGIOLI VALTER

BATTERIA 5 - COPPIE

GIUDICE TORRI ARMANDO

SIPR BRINA 1° MB 155

SIPR LAMPO

PROP E COND.: MAGNANI FABRIZIO

SIPF VOLGA 2° AB 131,50

SIPF VISPA

PROP E COND.: LENZINI DANIELE

BATTERIA 6 - COPPIE

GIUDICE DE FALCO ANTONIO

SIPR SONY 1° MB 152

SIPR VIOLA

PROP E COND.: PIERAZZI ANDREA

SIPF LEOO 2° SUF 125,20

SIPF LEA

PROP E COND.: GIANNI GIANFRANCO

BATTERIA 1 - MUTE

GIUDICE LANDINI WILLIAM

SI RUMBA 1° MB 150,75

SI MAYA

SI BRINA

SI PANCHO

PROP E COND: MARTINI MICHELE

BATTERIA 2 - MUTE

GIUDICE MAPELLI FIORENZO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 3 - MUTE

GIUDICE SANI TIZIANO

SIPR BIONDO 1° ECC 160,40

SIPR RINGO

SIPR CIRO

SIPR BOSS

SIPR MICIO

PROP E COND: SANI TIZIANO

SIPR BRINA DELLA PAOLINA 1° ECC 162

SIPR GIORGIO DI MONTERSINO

SIPR ISLO

SIPR PIERINA DI MONTERSINO

PROP E COND: MONTIANI ENRICO

SIPR OBAMA 1° ECC 162

SIPR STELLINA

SIPR GIGETTA

SIPR PALLINA

PROP E COND: AURITI EMIDIO

SIPR PLUTO 1° ECC 160,25

SIPR LARA

SIPR ERCOLE

SIPR DIANA

PROP E COND: BRAMBILLASCHI GIANLUCA

VENERDÌ

BATTERIA 1 - SINGOLO

GIUDICE SOPRANO VINCENZO

SIPR LAPO MB 151

PROP E COND.: RAMPINI CLAUDIO

BATTERIA 2 - SINGOLO

GIUDICE LE ROSE FRANCESCO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 3 - SINGOLO

GIUDICE MAPELLI FIORENZO

SIPR PEPE 1° ECC 162

PROP E COND.: AMBROSINI NOBILI LORENZO

BATTERIA 1 - COPPIE

GIUDICE VILLA MARIA ASSUNTA

SIPR ZURIGO 1° MB 150

SIPR PIPPO

PROP E COND.: BUTINI VANESSA

BATTERIA 2 - COPPIE

GIUDICE LANDINI WILLIAM

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 3 - COPPIE

GIUDICE ZAPPA PIETRO MARIO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 4 - COPPIE

GIUDICE DE FALCO ANTONIO

SI VISPA 1° ECC 165,50

SI STELLA

PROP E COND.: RUBINI GIANNI

SIPF BILL 2° ECC 161,5

SIPF LUNA

PROP E COND.: LATTORE CARLO

SI TRILLO 3° MB 150

SI DIANA

PROP E COND.: CECCARINI GIULIANO

BATTERIA 5 - COPPIE

GIUDICE MUGNAINI BRUNO

SIPR MOSE 1° ECC 160

SIPR MIA

PROP E COND.: MANZANI MARCO

SIPR PLUTO 2° MB 158,50

SIPR LARA

PROP E COND.: BRAMBILLASCHI GIANLUCA

SIPR ERCOLE 3° B. 149

SIPR DIANA

PROP E COND.: BRAMBILLASCHI GIANLUCA

BATTERIA 6 - COPPIE

GIUDICE ZERLOTTI STENO

SIPR BRINA DELLA PAOLINA 1° MB 151,50

SIPR PIERINA DI MONTERSINO

PROP E COND.: MONTIANI ENRICO

BATTERIA 1 - MUTE

GIUDICE ZACCAGNO GIOVANNI

SIPF TINO 1° ECC 165

SIPF SABI

SIPF LISA

SIPF ARIA

SIPF VESPA

PROP E COND: RAPIS BATTISTA

SIPR LAIKA 2° ECC 162

SIPR SOFIA

SIPR BRIGHELLA

SIPR LILLA

SIPR LUNA

PROP E COND.: SICHINI DOMENICO

BATTERIA 2 - MUTE

GIUDICE CESARO LUCIANO

SI GINA 1° MB 155,50

SI MINA

SI LUISA

SI ZOLLA

PROP E COND: PATACINI ADRIANO

BATTERIA 3 - MUTE

GIUDICE

SIPF MILLA 1° ECC 162,25

SIPF BIFFI

SIPF ASSO

SIPF ALAN

PROP E COND: RAPIS BATTISTA

SIPR MERY 2° ECC 161,40

SIPR BRICCA

SIPR SCIANI

SIPR MARK

SIPR KIMBA

PROP E COND: CATALDI ANDREA

BATTERIA 4 - MUTE

GIUDICE BRAZZAROLA LUCIANO

SIPR MILLY 1° ECC 170

SIPR ZARINA

SIPR BILLY

SIPR BRUNA

PROP E COND: DI STEFANO/BELLUCCI

SIPF LEOO 2° ECC 165

SIPF LEA

SIPF PONGO

SIPF LISA

PROP E COND.: GIANNI GIANFRANCO

SIPR MORO 3° B. 143

SIPR MILVA

SIPR MORINA

SR LILLA

SIPR LINA

PROP E COND: DI STEFANO/BELLUCCI

BATTERIA 5 - MUTE

GIUDICE MONTANARI GIOVANNI

SIPF DIANA 1° MB 152,50

SIPF GIADA

SIPF NILO

SIPF MERI

PROP E COND: PIERANGIOLI VALTER

BATTERIA 6 - MUTE

GIUDICE BUTINI FABIO

SIPR FULL 1° ECC 162,50

SIPR ASIA

SIPR JESSY

SIPR BUCK

PROP E COND: PORFIRIO FAUSTO

SIPR MARA 2° ECC 160,50

SIPR ZITA

SIPR MARCO

SIPR MORENO


SIPR LUNA

PROP E COND: AMADORI SIMONE

BATTERIA 7 - MUTE

GIUDICE FUSARPOLI LUIGI

SIPF TEL 1° ECC 160,80

SIPF FUL

SIPF TARO

SIPF LEO

PROP E COND.: CORSINI ABRAMO

SIPR LILLA 2° ECC 160,25

SIPR RUBINA

SIPR SHIVA

SIPR FARA DI CAMPELLO

PROP E COND: FOGNANI ROSSANO

SABATO

BATTERIA 1 - SINGOLO

GIUDICE LE ROSE FRANCESCO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 2 - SINGOLO

GIUDICE DE FALCO ANTONIO

SIPR GINETTA 1° ECC 169

PROP E COND.: PELICCIA ANACLETO/PELLICCIA

SIMONA

BATTERIA 3 - SINGOLO

GIUDICE ZERLOTTI STENO

SIPF ARIANNA 1° ECC 165

PROP E COND.: TEOLDI MAURIZIO

SIPR SIRA 2° ECC 160

PROP E COND.: FERRARI DANIELE

BATTERIA 4 - SINGOLO

GIUDICE CESARO LUCIANO

SIPR MINA 1° ECC 167

PROP E COND.: GIANNERINI PAOLO

SIPR PELO 2° MB 159

PROP E COND.: MATTEI UMBERTO

BATTERIA 1 - COPPIE

GIUDICE TORRI ARMANDO

SIPF LAKI 2° B 143,50

SIPF STELLA

PROP E COND.: CARUBINI MARINO

BATTERIA 2 - COPPIE

GIUDICE MAPELLI FIORENZO

SIPR SARA 1° MB 157,50

SIPR FIAMMA

PROP E COND.: CAPUTO NEVIO

SIPR BRINA DELLA PAOLINA 2° MB 151

SIPR PIERINA DI MONTERSINO

PROP E COND.: MONTIANI ENRICO

BATTERIA 3 - COPPIE

GIUDICE BRAZZAROLA LUCIANO

SI MINA DEL DIANELLA 1° ECC 161

SI CALLAS DEL DIANELLA

PROP E COND: ROVINI ALFIERO

BATTERIA 4 - COPPIE

GIUDICE ZAPPA MARIO

SIPF BILL 1° ECC 161

SIPF LUNA

PROP E COND.: LATTORE CARLO

BATTERIA 5 - COPPIE

GIUDICE VIRGILI FRANCO

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 6 - COPPIE

GIUDICE PALIOTTA ANDREA

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 7 - COPPIE

GIUDICE CORBUCCI ROBERTO

SIPR ARO DI PONTENIZZA 2° B. 147,50

SIPR TANGO DI PONTENIZZA

PROP E COND.: DI FABIO RENATO

BATTERIA 1 - MUTE

GIUDICE SELVATICI TIZIANO

SIPR LILLA 1° MB 151,20

SIPR RUBINA

SIPR SHIVA

SIPR FARA DI CAMPELLO

PROP E COND: FOGNANI ROSSANO

SEG APP PILU’ 2° B. 143,20

SEG APP ROCCO

SEG APP LILLA

SEG APP PENNA

PROP E COND: NENCETTI VALTER

SIPF MILLA 3° A. B. 132,20

SIPF BIFFI

SIPF ASSO

SIPF ALAN

PROP E COND: RAPIS BATTISTA

BATTERIA 2 - MUTE

GIUDICE LANDINI WILLIAM

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 3 - MUTE

GIUDICE ZACCAGNO GIOVANNI

ARIEGEOIS GAIO DELL’ARIEGEOIS 1° ECC 168

ARIEGEOIS IALA DELL’ARIEGEOIS

ARIEGEOIS MISS DELL’ARIEGEOIS

ARIEGEOIS NORA DELL’ARIEGEOIS

PROP E COND: PIZZETTI E RANDIGHIERI

ARIEGEOIS GAIO DELL’ARIEGEOIS 2° MB 158,50

SIPR BRICO

SIPR BASCO

SIPR NETTUNO

PROP E COND: FANUCCI FABIO

BATTERIA 4 - MUTE

GIUDICE BUTINI FABIO

SIPR ALBA 2° B. 140,75

SIPR DARCO

SIPR CIRCE

SIPR TOSCA

PROP E COND: PAGGI EMANUELE

BATTERIA 5 - MUTE

GIUDICE MONTANARI GIOVANNI

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA 6 - MUTE

GIUDICE DI GIANNANTONIO GIANLUCA

SIPR GAIA 1° MB 159,60

SIPR MARTINA

SIPR EVA

SIPR BIRBA

SIPR LORI DI CAMPELLO

SIPR VESPA

PROP E COND: F. LLI BOSCHIERO

BATTERIA 7 - MUTE

GIUDICE SASSARA MASSIMO

SIPR BIONDO 1° ECC 161

SIPR RINGO

SIPR CIRO

SIPR BOSS

SIPR MICIO

PROP E COND: SANI TIZIANO

BATTERIA 8 - MUTE

GIUDICE SOPRANO VINCENZO

SIPR FALCO 1° ECC 173

SIPR DIANA

SIPR ZARA

SIPR SISSI

SIPR NERINA

SIPR DOLLY

PROP E COND: MOLINO SILVANO

SIPR ROY 2° ECC 167,25

SIPR FURIA

SIPR BERTA

SIPR BRINA

PROP E COND: MASTROGIACOMO GUIDO/PELLE

RIZIERO

BATTERIA 9 - MUTE

GIUDICE VILLA MARIA ASSUNTA

SIPR MILLY 1° ECC 168,25

SIPR ZARINA

SIPR BILLY

SIPR BRUNA

PROP E COND: DI STEFANO/BELLUCCI

SIPF PLIKO 2° ECC 164

SIPF UNIS

SIPF RUT

SIPF RAF

SIPF PICCOLA

SIPF LEDI

PROP E COND: GAGNI ARONNE

SIPR MARA 3° MB 158,25

SIPR ZITA

SIPR MARCO

SIPR LUNA

PROP E COND: AMADORI SIMONE

BATTERIA 10 - MUTE

GIUDICE FUSARPOLI LUIGI

SIPR DAMA 1° ECC 161,50

SIPR TIMBA

SIPR ALBA

SIPR EMI

SIPR NANO DELLA CONCARENA

SIPR ARIS

PROP E COND: PEDRETTI BATTISTA

BATTERIA 11 - MUTE

GIUDICE VILLA MARIO

SIPR OBAMA 1° MB 154

SIPR STELLINA

SIPR GIGETTA

SIPR PALLINA

PROP E COND: AURITI EMIDIO

SIPR MERY 2° MB 150

SIPR BRICCA

SIPR SCIANI

SIPR MARK

SIPR KIMBA

PROP E COND: CATALDI ANDREA

BATTERIA 12 - MUTE

GIUDICE MUGNAINI BRUNO

SIPF LEOO 1° ECC 169

SIPF LEA

SIPF PONGO

SIPF LISA

PROP E COND.: GIANNI GIANFRANCO

SIPR LAIKA 2° MB 157,60

SIPR SOFIA

SIPR BRIGHELLA

SIPR LILLA

SIPR LUNA

PROP E COND.: SICHINI DOMENICO

DOMENICA

BATTERIA SINGOLI

GIURIA: CESARO - MONTANARI - ZAPPA - TORRI

NESSUN CLASSIFICATO

BATTERIA COPPIE

GIURIA: BUTINI - BRAZZAROLA - MAPELLI -

SASSARA

SIPF BILL 1° ECC 163,50

SIPF LUNA

PROP E COND.: LATTORE CARLO

SI MINA DEL DIANELLA 2° ECC 160

SI CALLAS DEL DIANELLA

PROP E COND: ROVINI ALFIERO

SIPR SARA 3° B. 143

SIPR FIAMMA

PROP E COND.: CAPUTO NEVIO

BATTERIA MUTE

GIURIA: VILLA - DI GIANNANTONIO - MUGNAINI -

FUSARPOLI

SIPR MILLY 1° ECC 176

SIPR ZARINA

SIPR BILLY

SIPR BRUNA

PROP E COND: DI STEFANO/BELLUCCI -

SIPR FALCO 2° ECC 163,50

SIPR DIANA

SIPR ZARA

SIPR SISSI

SIPR NERINA

SIPR DOLLY

PROP E COND: MOLINO SILVANO

9


campionato italiano SIPS 2011

10

CRONACA DI uNA VITTORIA mERITATA

Ero presente allo svolgimento della

finale della categoria mute del Campionato

Italiano della SIPS 2011.

Non posso non scrivere alcune considerazioni

molto positive sulla muta

vincitrice, non me ne vogliano gli

altri concorrenti delle altre categorie,

ho potuto assistere ad una sola di

esse ed ho preferito sinceramente

quella delle mute.

La muta è quella che utilizzo nella

caccia e nelle prove, ma quando

mi capita di poter seguire un’ottima

prestazione provo sempre un sentimento

di stima per il concorrente

che riesce ad entusiasmare chi assi-

ste ed arriva lì, magari, da centinaia

di chilometri per vedere e sentire

con i propri occhi e le proprie orecchie

i Segugi che sogna di avere nel

proprio canile.

A Monte Cimone il secondo fine

settimana di luglio era caldo come

nel resto dell’Italia, questa certezza

è stata valida per tutti i concorrenti.

Il sabato ho concorso con i miei

cani, non ho scovato, essi hanno

evidenziato una scarsa predilezione

per il caldo e, come ogni amante dei

propri cani li giustifico, la colpa del

risultato negativo è solo mia che non

sono stato capace di allenarli alle

La muta di Bellucci-Di Stefano vincitrice del Campionato Italiano SIPS 2011

condizioni estreme!

Ho ricevuto i commenti sul

clima caldo torrido da molti

concorrenti che come me

giustificavano i propri segugi

per non aver fatto risultato

positivo.

E’ vero che personalmente

non sono favorevole a manifestazioni

estive con i cani da

seguita, e di questo ne parlavo

insieme con i fratelli Boschiero

davanti l’albergo il sabato al

ritorno dalla prova.

Boschiero come me evidenziava

le difficoltà dei segugi


nel gran caldo di luglio e

proponeva, come molti altri,

di spostare il Campionato ad

una data più consona alle

prove.

Ma la muta di Bellucci e Di

Stefano arriva forse da un altro

pianeta?

Visto i risultati, penso proprio

di si.

Bando alle chiacchiere, ma i

fatti sono inequivocabili: eliminatoria

di venerdì I° turno la

muta di Bellucci e Di Stefano

si qualifica con I° ECC. giudicati

da Luciano Brazzarola;

sabato alla semifinale IV° turno

ancora I° ECC. giudicata da

Maria Assunta Villa; domenica

finale IV° turno la muta vince

con I° ECC; C. A. C- C. A. C. I.

T. alla cagna Zarina giudicata

da ben 4 giudici: Mario Villa,

Bruno Mugnaini, Gianluca Di

Giannantonio, Luigi Fusarpoli.

Sono stato lì per tutto il turno

della prova, ho visto con i

miei occhi, sciogliere la muta

alle 10, 30 circa, con il solito

gran caldo, anzi ancora più

caldo degli altri giorni, fare

tutto quello che la titolata ed

esperta giuria ha riportato

nella relazione finale: cerca,

accostamento, scovo a pelo

ed inseguimento, oltre che

ignorare completamente i

caprioli ben presenti.

Cos’hanno questi segugi, li

allenano all’Equatore?

Visto che Bellucci è farmacista,

avrà scoperto, come in

tutte le discipline agonistiche,

qualche sostanza dopante

che facilita l’azione della sua

muta?

No, la serietà e la competenza

nella scelta selettiva oculata

sommate ad un costante allenamento

portano sempre i

risultati.

Vincere è sempre magnifico

ed esaltante, perseverare

nei grandi risultati è il mio

augurio per tutti coloro che

si impegnano nella selezione

di questi nostri amati Segugi.

Oggi i miei complimenti vanno

a Federico Bellucci e Luigi Di

Stefano per aver selezionato

Zarina, Billy, Milly e Bruna.

Ottima prestazione dei segugi

di Silvano Molino, cani validissimi

sempre nei posti alti

delle classifiche delle prove

importanti, si sono piazzati

onorevolmente alla seconda

posizione.

Al prossimo anno, con regolamento

del Campionato

diverso da quello attuale.

La cerca

L’accostamento

L’entrata al bosco poco prima dello scovo

La lepre esce allo scoperto

La seguita

11


cinofilia

12

mETODI E RISChI DEllA SElEzIONE IN AllEVAmENTO

Zara, Ch. italiano di bellezza di Marcello Petrilli

L’argomento è molto vasto ma ci dà

l’occasione di fare un giro sintetico

d’orizzonte su quanto genera il progresso

genetico e dei problemi che

talvolta genera. Il testo è coinciso,

ha valore di riassunto dettagliato,

scritto partendo dalla nostra opera

«Genetica e selezione nel cane».

Dopo aver definito cosa si intende

per selezione, ci interessiamo ai

metodi di scelta dei riproduttori, ed

alla loro utilizzazione.

Alla fine tratteremo i rischi della

selezione.

Alcune nozioni base di genetica

non possono venir trattate adesso,

lo faremo nel corso della discussione.

Spontaneamente spesso si pensa

che «selezione» voglia dire «scelta

dei riproduttori» oppure «miglioramento

genetico» in senso largo.

In realtà, la selezione è un metodo di

un miglioramento genetico che consiste

nello scegliere e nell’utilizzare

riproduttori per la conservazione

ed il miglioramento di una razza.

Questa definizione va commentata.

Per «selezionare» non basta scegliere

dei riproduttori, bisogna ragionare

sul modo con il quale utilizzarli,

definendo, quindi, gli accoppiamenti

di quale (quali) femmine con quale

(quali) maschi.

Una razza si conserva tramite i

mezzi propri. La continuità nel progresso

genetico esclude il ricorso

all’incrocio. Certo, l’incrocio di ritempra

può, puntualmente, aiutare

il miglioramento di una razza ma il

suo utilizzo deve essere marginale:

ricorrervi concretizza sempre, in un

certo modo, un’interruzione della

selezione condotta precedentemente.

L’importanza della «conservazione»

e «miglioramento» varia secondo le

specie e le razze.

Negli animali da reddito, soggetti

alla pressione di resa economica,

prevale largamente l’idea di migliorare

sempre più le performances.

Nel cane, la situazione è diversa: si

può concepire che il tipo morfologico

guadagni nell’essere semplicemente

conservato, senza evolvere.

Nel quadro di una selezione conservatrice,

l’idea di migliorare vale

piuttosto per le attitudini.

Se l’allevatore è, a giusto titolo, serio

prima di tutto nella qualità degli

animali che produce, deve essere

totalmente impegnato nel rispetto

della razza che alleva.

metodi di scelta dei riproduttori

Si basano nel farsi un’idea, come

quella di valutare il valore genetico

(e all’occorrenza, il valore genetico


additivo) dei soggetti candidati

alla riproduzione. Ci si può basare

sull’esame:

- degli stessi animali: selezione

sull’individuo, detto tradizionalmente

«fenotipico»,

- di individui apparentati (parenti,

collaterali, discendenti): la selezione

viene detta «genotipica».

Definizione di metodi di base

*) La selezione sull’individuo o selezione

massiva

E’ quella classica nel cane.

E’ valida se esiste una buona correlazione

tra il fenotipo di un individuo

e il suo genotipo.

Ciò è vero solo per i caratteri ad ereditabilità

elevata, dei quali fanno parte

pressapoco tutto ciò che riguarda

la morfologia, cioè la “conformità

allo standard”.

*) La selezione sull’ascendenza (o

selezione geneologica)

Parte dal principio che un individuo

ha buone possibilità di rassomigliare,

geneticamente, ai parenti e ai

lontani parenti. In realtà è poco precisa

ma conserva un certo interesse

per i caratteri ad ereditarietà elevata.

Ricorda: l’idea, comune nel cane,

secondo cui bisogna attribuire più

importanza all’ascendente di un

soggetto che al soggetto stesso si

spiega per l’esistenza, nelle razze

canine, di un tasso di consanguineità

che aumenta la somiglianza

tra gli individui ed anche (ma questo

è un altro problema) dalla ricerca

dell’esistenza eventuale di affezioni

ereditarie nell’ascendente di un

animale.

*) La selezione sui collaterali

In questo caso, il candidato alla

riproduzione è scelto per le qualità

dei suoi collaterali (fratelli e sorelle

di cucciolata o mezzi fratelli o mezze

sorelle. Si ammette, per la parentela

genetica che esiste negli animali,

che un individuo abbia delle buone

possibilità di trasmettere le qualità

osservate nei fratelli e nelle sorelle.

La precisione del metodo aumenta

con l’aumentare del numero di individui

osservati.

*) La selezione sulla discendenza

(progeny- test)

Si tratta del metodo più preciso di

selezione. Consiste nell’apprezzare

il valore genetico di un individuo

dopo un campionamento dei discendenti.

Il «Futuro riproduttore»

ha, dunque, in realtà già riprodotto.

Si possono prendere in considerazione

due casi:

- nei bovini da latte, si fa una sorta

di «riproduzione di prova» prima di

utilizzare su grande scala un maschio

le cui performances delle figlie

verranno giudicate interessanti;

- nel cane, un allevatore si vuole

assicurare del reale valore genetico

di un maschio già utilizzato per la

riproduzione nella razza, valutando i

suoi discendenti già procreati prima

di ricorrere ad esso.

Rocco di Giancarlo Quattrini

Friz, Ch. riproduttore di Dante e Alfredo Sabatini

La selezione sui discendenti non

può, nel cane, essere utilizzata

come quadro di una «prova preliminare»

volontaria, ma gli allevatori

tendono ad ottenere dal «progeny

test» più informazioni possibili sui

discendenti di un maschio che interessa

loro, qualora se ne presenti

l’occasione.

13


14

loro messa in opera in caso di

selezione su uno o più caratteri

La selezione è basata raramente

su di un solo carattere, ma ci si può

arrivare. L’allevatore ha tutto l’interesse

a combinare le informazioni

provenienti dai diversi metodi di selezione:

una vagliatura iniziale sulle

origini (selezione sugli ascendenti),

poi un’osservazione accurata delle

caratteristiche degli individui stessi

(selezione massiva), completata

dalla presa in conto dei collaterali,

se non addirittura i discendenti.

Più spesso è un insieme di caratteri

che l’allevatore vuole migliorare, per

cui la speranza del progresso genetico

non è la stessa (ereditabilità

variabile). Di minor importanza due

metodi «storici»:

- la selezione «alternativa»: troppo

lunga, che consiste nell’interessarsi,

in alternanza, ad un carattere per

volta.

- La selezione detta a «livelli indipendenti»,

dove un animale può essere

eliminato per l’insufficienza su di un

solo carattere, anche se miglioratore

per tutti gli altri (il metodo comunque

prevede l’eliminazione quando

si tratta di un parametro di salute,

per esempio uno stato avanzato di

displasia.

Oggi merita di essere operata solo

la selezione «su indice globale».

Perla di Pompiano

di Bruno Boccati

Consiste nel valutare il valore genetico

per ogni carattere, valutare

l’importanza di ognuno, poi fare una

sorta di somma.

L’animale sarà adoperato per la

riproduzione nel momento in cui

il suo indice globale supererà un

valore fissato arbitrariamente, anche

se è deteriorante per un carattere.

E’auspicabile non accettare il solo

risultato globale ma di sapere, nel

dettaglio, cosa l’animale migliora o

deteriora. La selezione sull’indice

Rocco di Giancarlo Quattrini

globale non implica necessariamente

il calcolo di un indice. E’prima di

tutto una pratica, che si può riassumere

come segue:

- stabilire una lista di caratteri che si

spera di migliorare, evidenziando i

più importanti,

- apprezzare il più possibile il valore

genetico dei candidati alla riproduzione

per ognuno di essi,

- non eliminare alcun individuo, anche

se deteriori un carattere (salvo

che si tratti di una grave affezione)

ma tenendo conto del suo valore

genetico di insieme.

Importartante:

gli indici di selezione

Se ne sente ogni tanto parlare ed è

possibile che un giorno si applichino

nel cane.

Sarà probabilbilmente nel solo

settore dell’utilizzo che, per calcolare

un indice, bisognerà che ogni

carattere selezionato possa essere

misurato; ora, i numerosi caratteri

che compongono la “Bellezza” si

prestano difficilmente.

Si sanno calcolare, da molto tempo,

gli indici di selezione negli animali

da reddito con metodi che si sono

evoluti, e che diventano sempre più

precisi.

L’ultimo trovato è il “BLUP” (miglior

stima non del tutto attendibile) in cui

la teoria è complessa ed è appannaggio

di specialisti.

Il BLUP permette una valutazione

precisa del valore genetico degli

animali, correggendo gli effetti nel

mezzo e tenendo conto di tutti i

dati disponibili, sui candidati alla riproduzione

stessi e sui loro parenti.


Taison di Calisto Ferrero

l’utilizzazione dei riproduttori

Quando i riproduttori sono stati

scelti si pone la questione di come

utilizzarli.

All’allevatore si offre un’alternativa:

l’esogamia o la consanguineità.

L’ESOGAMIA

Questo dovrebbe valere in generale.

Contrariamente ad un’opinione ritenuta

in cinofilia, non è indispensabile

associare la consanguineità alla

selezione, anche se la prima può

rivelarsi interessante. Se si ricorda

che l’esogamia prevede che i genitori

non abbiano parentela comune

per cinque generazioni precedenti,

si concluderà che questa condizione

è purtroppo molto rara.

Per accoppiare tal maschio con

tale femmina, piuttosto che tal’altra,

l’allevatore ha tre possibilità:

- accoppiamenti a caso (talvolta si

parla, abusivamente, di panmixia): il

metodo è interessante globalmente

per la razza il cui progresso si registrerà

lentamente nell’insieme dei

caratteri selezionati. Non consente a

breve scadenza di ottenere obiettivi

precisi;

- accoppiamento tra i migliori con i

migliori (simili con simili) per uno o

per un piccolo numero di caratteri (si

parla di “Omogamia”). Il progresso

è rapido sui caratteri definiti se la

scelta dei riproduttori è ben fatta;

- accoppiamento dei migliori con

i meno buoni (accoppiamento tra

individui dissimili) fatto per correggere

i difetti dell’uno con le qualità

dell’altro (si parla di “Eterogamia”).

Omogamia ed eterogamia non sono

esclusivi uno dell’altro. In un allevamento

importante, i due metodi

possono coesistere, alcuni animali

si riproducono con i loro simili, altri

con i loro “Opposti”. In un piccolo

allevamento, possono alternarsi,

in funzione delle caratteristiche

degli animali e di quanto si augura

l’allevatore.

La consanguineità (ENDOGAMIA)

L’idea dominante in cinofilia è che

non è possibile fare selezione valida

senza ricorrere alla consanguineità.

E’falsa se ci si interessa della continuità

del progresso dell’insieme

della razza. E’ in parte esatta se si

considera che il fine della selezione

in un allevamento è di produrre dei

campioni. Una consanguineità ben

condotta aumenta in effetti le possibilità

di ottenerne, ma la totalità

degli animali non sono per forza

interessati dal progresso genetico.

Della consanguineità, prima che

esca dal quadro di questa comunicazione,

ricordiamo solamente

due punti:

- non c’è bisogno di credere o non

credere alla consanguineità. E’un

metodo di cui si conoscono vantaggi

e inconvenienti, e presenta

sempre una parte di rischio. Il fatto

di sapere se si accetta o meno di

avere dei rischi detterà le condizioni

di ricorrervi meno;

- quando si parla di “Consanguineità”,

si pensa spesso a quella diretta

(accoppiamento padre x figlia,

fratello x sorella, zio x nipote ecc.).

Ma ve n’è una forma insidiosa, che

abbiamo già evocata: una popolazione

può divenire consanguinea

nel suo insieme senza aver attuato

accoppiamenti consanguinei diretti.

Basta che uno stallone sia stato molto

utilizzato e che vengono ricercati

preferenzialmente i suoi discendenti.

Ripetiamo che un individuo non è

consanguineo se i suoi parenti non

hanno antenati comuni per almeno

cinque generazioni.

I rischi della selezione

Quando la selezione è ben condotta,

cioè quando genera un progresso

genetico ragionevole conservando

alla razza una sufficiente variabilità

per evolvere in un’altra direzione

con i propri mezzi, non presenta

dei veri rischi. Per contro, questi

ultimi sono una realtà quando è mal

condotta.

Il progresso genetico non è razionale

quando è troppo unidirezionale

ed in alcuni casi può facilitare la

deriva verso l’ipertipo.

L’unidirezionalità poggia su una

concezione troppo stretta della

selezione: tutti gli animali devono

ritenersi vicini il più possibile allo

standard e sviluppare esattamente

le stesse attitudini. Certo, un tale

obiettivo è comprensibile e chiaro.

Traduce un’idea falsa di ciò che

deve essere una razza: una forte

rassomiglianza morfologica o fisiologica

negli animali caratterizza in

effetti la linea consanguinea o, in

una minima misura, la corrente ma

non la razza che, da questo punto

di vista deve conservare una certa

“elasticità”. Inoltre, si sa bene che

un progresso unidirezionale rapido

prevede l’esercizio di una forte pressione

selettiva, la quale passa per la

riduzione del numero di riproduttori

maschi.

Quando, questi ultimi sono appa-

15


16

rentati perchè discendono da uno

stallone molto considerato, la variabilità

finisce per ridursi pericolosamente.

Le conseguenze sono che la

razza non può più evolvere. Questa

è senza dubbio la ragione per cui

vi è un’idea diffusa in cinofilia, in

particolare nei cani da caccia: il

ricorso, ogni tanto all’incrocio. Oltre

al fatto che l’incrocio concretizza un

fallimento della selezione – come

abbiamo già sottolineato – ricorrervi

traduce un certo “Egoismo”. In effetti,

è la selezione che, da sola, genera

il progresso genetico continuato.

Ricorrere all’incrocio beneficia il

progresso genetico ottenuto grazie

agli sforzi degli altri, senza il proprio

contributo.

La riduzione della variabilità genetica

ha un’altra conseguenza ben

nota: l’aumento della frequenza

d’espressione delle malattie ereditarie

a determinazione autosomale

recessiva. Il cane non è affetto da

un fardello genetico più importante

delle altre specie ma l’incidenza

delle anomalie ereditarie è incontestabilmente

preoccupante in alcune

razze. Ciò è dovuto per primo ad un

aumento del tasso di consanguineità

che facilita il passaggio dei

geni recessivi allo stato omozigote.

Ricordiamo l’aforisma di LUSH:

“La consanguineità non commette

crimini, li rivela”. Segnaliamo

anche che un gene recessivo può

aumentare la sua frequenza in una

popolazione dall’utilizzo abusivo di

un campione che, peraltro, trasmette

un’anomalia recessiva senza che

lo si sappia.

La deriva verso l’ipertipo è una delle

“Malattie” della cinofilia attuale. A

dispetto di tutti gli avvertimenti dati

da più di trent’anni dai veterinari, si

continuano ad incontrare cani ipertipici

nelle esposizioni, ai quali vengono

assegnate i premi maggiori. Il

risultato è che, se la Convenzione

europea di Protezione degli Animali

da Compagnia, iscritta ormai nel

Diritto francese, verrà applicata un

giorno con fermezza, delle razze

intere rischieranno di sparire e gli

obiettivi di selezione dovranno essere

largamente rivisti. Nella Convenzione

ci sono alcune esagerazione

ma è risaputo che gli eccessi in un

verso ne producono degli altri in

quello opposto. Non verrà ricordato

mai abbastanza che un cane non è

un giocattolo: ma un essere vivente

sensibile che deve poter vivere per

un tempo sufficientemente lungo,

riproducendosi naturalmente e non

possedendo caratteristiche morfologiche

o fisiologiche suscettibili

di nuocere alla sua salute. Questo

è l’obiettivo generale che ognuno

deve avere sempre in memoria,

anche se deve essere sfumato per

alcune razze, almeno nel loro stato

attuale.

Questi sono i principali rischi legati

alla selezione, ma ve ne sono ancora

altri.

Conclusione

Gli allevatori degli animali da reddito,

non hanno più la possibilità di

intervenire in materia di selezione,

poiché la scelta dei maschi riproduttori

non viene più fatta da loro, gli

allevatori di cani avendone, invece,

ancora facoltà dovranno essere molto

responsabili poiché gli errori di

selezione, oltre le conseguenze che

riguardano l’allevamento, rischiano

di nuocere alla salute degli animali

e, peraltro, sono suscettibili di ripercuotersi

sull’insieme della razza. In

questo senso, che lo si voglia o no,

l’allevatore è impegnato in un’azione

collettiva.

Per ottimizzare i risultati dei suoi

sforzi di selezione, l’allevatore deve

disporre di un solido buon senso

e delle conoscenze di base di

genetica, che riguardano i metodi

ed i rischi di selezione. Ci siamo

accontentati qui di proporre un piano

dettagliato, contenente qualche

raccomandazione, che potrà essere

in seguito completata.

Bernard DENIS

Professeur honoraire de

l’Ecole vétérinaire de Nantes,

président de la Société d’Ethnozootechnie

5, Avenue Foch, 54 200 TOUL.

Taison di Calisto Ferrero


VANESSA BuTINI hA lO SCuDETTO TRICOlORE FIDASC

Vanessa Butini, figlia d’arte, con la passione e l’esperienza

del padre, noto giudice e allevatore di segugi

italiani, all’ultima edizione del Veltro corrente non figurò.

Un pò o forse anche di più per sfortuna. Perse quella importante

battaglia come si dice in stile militare, ma dopo

un pò di tempo il giorno. 3 Aprile, in quel di di Monte

Cucco - Sigillo - prov di Perugia, ha vinto una grossa

battaglia: Campionato Italiano FIDASC. Ha trovato la

sua lepre, e come l’ha trovata, meglio come l’hanno

trovata e fatta correre le sue cagnette un pò leggere

che parlano anzi abbaiano sonoramente nella lingua

di Dante perché sono seguge italiane, facendo impressionare

i presenti e gli avversari. In quella giornata di

primavera inoltrata ha corso l’ultimo turno, in un’ora

ingrata per reperire la pastura. Quando si possiede una

spiccata dote olfattiva, intelligenza, iniziativa e avidità

venatoria, si può fare anche delle cose egregie, quasi

impossibili cosi è stato. La migliore descrizione della

prova delle sue due seguge è di Roberto Pigliacelli che

le ha giudicate:

“Ultimo turno, il caldo si fa sentire, il terreno è asciutto.

Pariglia di segugi italiani rosso fulvo, soggetti tipici di

modello leggero. Vengono liberati in ampio erbaio, la

cerca viene svolta con attenzione e giusta spigliatezza

incontrano e vocalizzano con voci tipiche accostano

con metodo classico fino al margine del bosco,si inoltrano

in esso per lungo tratto,evidenziano la presenza

della lepre con fare sospetto e subito dopo scovano a

vista. La seguita risulta sonora incalzante e duratura con

soluzione di diversi falli, si chiude con i cani in seguita.

C.A.C. a Gioia Riserva di C.A.C. a Farfalla”. Il sangue di

queste cagne non vada perduto per la razza del segugio

Italiano e soprattutto per dare ai lepraioli quattrozampe

che scovano inseguono e fanno fare pesante il

RINO E GAIA

DI pOGGI

CAmpIONI DEl mONDO

I Segugi Italiani a pelo raso nero focati di Piero Poggi

sono campioni del mondo ell’EXPO di PARIGI.

Rino e Gaia nascono nel pavese in casa Poggi.

Rino da Paride e Tosca, Gaia da Paride e Gemma.

Entrambi del 2008 sono già un vanto per l’allevamento

italiano.

Il loro palmares è stracolmo di risultati incredibili a conferma

di una cinofilia che è all’avanguardia nel mondo.

Tipicità, distinzione, armonia e classe si coniugano

in questi due straordinari soggetti che a Parigi hanno

messo a segno un risultato frutto della passione edella

competenza.

Segulius

Vamessa Butini con

Gioia e Farfalla

carniere. Auspico in questo scritto anche il rientro nelle

prove dell’amico Piero Antichi e dei suoi ottimi segugi.

Lorenzo Mari Cenni

Rino e Gaia

di Piero Poggi

Campioni

del Mondo a

Parigi 2011

segugisti di successo

17


cinofilia

18

l’INTEllIGENzA

Ch. mondiali a Parigi 2011 Rino e Gaia di Piero Poggi

Sembra che l’uomo sia il re della

creazione e che la specie umana

sia la sola che abbia ricevuto tutta

l’intelligenza disponibile sulla terra

per lasciare agli altri essere viventi

solo l’istinto.

Se pensiamo a quello che è successo

sul nostro pianeta dal 1939,

se pensiamo che grandi civiltà

sognano di farci rivivere le stesse

esperienze per insegnarci a vivere

meglio…. e a morire, saremmo

piuttosto tentati a pensare che tanti

animali potrebbero loro insegnare

agli uomini come vivere la propria

vita con moralità, affetto, socievolezza

ed intelligenza.

Alcuni fanno qualche concessione

ed ammettono che qualche animale,

come per esempio il cane, possa

essere dotato di un istinto superiore.

Confesso che non riesco a ben capire.

O è l’una oppure l’altra ! Che

significato ha “istinto superiore”?

Quale linea ben precisa di confine

può esistere tra l’istinto superiore e

l’intelligenza ?

L’istinto è un moto interno naturale

che ci spinge ad agire in un senso

o nell’altro senza pensare. Il moto

istintivo è un moto spontaneo che

non si basa sulla ragione.

Quando un essere è dotato di

memoria e basa la sua condotta

su quella stessa memoria e sulle

associazioni d’idee o di immagini

o di qualsiasi tipo di sensazioni,

possiamo dire che sta agendo al di

fuori di qualsiasi spinta cerebrale e

di qualsiasi pensiero ?

Mi sembra difficile poterlo ammettere.

Al contrario, tutti i generi di

addestramento sono basati sulla

memoria e le associazioni d’idee.

104

I cani basano il loro comportamento

sulle deduzioni inerenti al loro addestramento.

Ciò implica forzatamente

l’uso del pensiero e della ragione.

Ma i cani fanno, al di fuori dello

stesso addestramento, delle associazioni

d’idee e delle deduzioni

strettamente individuali e della propria

iniziativa.

Non voglio nemmeno pensare di

fare un insulto ai nostri cani doman-


dando se sono dotati di intelligenza.

Cacciatori ed amici dei cani, tutti noi

siamo pronti a rispondere affermativamente.

Però, vorrei raccontarvi della condotta

veramente strana di una

femmina di cane da ferma. Due

femmine, madre e figlia, dello stesso

proprietario vivevano normalmente

in tutta libertà nel suo giardino. Un

giorno, visto che erano in calore,

una di loro, precisamente la madre,

venne legata alla sua cuccia, vicino

ad un muretto. Saltando male sul

muretto, inciampò e rischiò di strangolarsi

cadendo nel vuoto dall’altra

parte. L’altra femmina si precipitò

verso la cucina abbaiando in modo

strano. La cameriera sorpresa di

questo comportamento inusuale

andò fuori per veder cosa stava

succedendo. La femmina cominciò

a camminare sempre abbaiando

verso il luogo dell’accaduto. La

cameriera la seguì … e vide che la

femmina era già in piedi sulle zampe

posteriori per sostenere l’altra

che penzolava dalla catena. E così

furono in grado di salvarla in tempo.

Potete trovare dei buoni cani medi

tra quelli dotati di intelligenza media.

Non ne troverete tra i cani stupidi o

distratti. I cani eccellenti, i primi della

classe si annoverano solamente tra

quelli intelligenti.

105

L’intelligenza rappresenta già un

attributo importante per un cane

da ferma. Ma, visto che il cane da

ferma sta sempre nelle vicinanze

del suo padrone ed è sempre sotto

il suo controllo e la sua autorità, l’intelligenza

in questo caso ha meno

importanza che per il segugio che,

appena iniziata la battuta di caccia,

viene lasciato per conto suo.

Ma quanto è bello e comunque

intelligente osservare un cane da

ferma che individua una preda e

sta lì trepidante ma rimane immobile,

in attesa, e che con un gesto

pieno di iniziativa abbandona la

pista e va direttamente a prendere

la preda che sta tra il suo padrone

e lui stesso! Non vi è lì un esempio

di ragionamento?

Ho parlato di cani dotati di molto

fiuto e che in realtà non sapevano

servirsi del loro odorato perché

non sapevano come sbrogliare una

traccia oppure ci riuscivano ma con

estrema lentezza.

Non vi è dubbio che un cane

meno dotato di fiuto, ma dotato di

intelligenza e decisione, porterà a

termine il proprio lavoro molto più

rapidamente e con molta più efficienza.

Non sto parlando del cane

che svolge il suo lavoro in modo

disordinato, ma sto parlando del

cane saggio ma sagace che prosegue

il suo cammino lungo la traccia

e riesce a venire a capo delle molte

difficoltà che essa comporta.

Succederà che quello molto fine

di fiuto, che però ha come unico

obiettivo di assaporare il piacere di

quei sentori, seguirà con la stessa

insistenza la traccia per poi sbagliarsi.

Se un cane intelligente si sbaglia,

e non bisogna punirlo per questo,

visto che capita spesso, si rende

conto rapidamente che ha commes-

Andrea Gallini

ed i suoi Ariegeois

so un errore. Il cane stupido invece

non se ne accorge nemmeno o se

ne rende conto molto tempo dopo

che ha commesso un grave errore.

Quando una preda ripassa per due

volte sullo stesso luogo, i cani intelligenti

lo capiscono al volo ed invece

di proseguire su quella traccia molto

calda visto che la preda ci è passata

per ben due volte, si fermano e cercano

il punto di risoluzione.

Il cane con fiuto fine ma con scarsa

intelligenza continuerà invece a

seguire questa doppia traccia fino

a raggiungere il punto di svolta del

selvatico.

I cani che riescono ad individuare

tale svolta sono particolarmente

preziosi perché velocizzano notevolmente

la caccia.

106

Ciò è ancora più palese visto che le

tracce doppie sono ancora adesso

molto frequenti, e che quando la

traccia si perde, cacciatori e cani

tendono a cercare in avanti piuttosto

che tornare indietro. Si diffida

sempre un po’ dei cani che cercano

ad inseguire la traccia ritroso, che,

19


20

però, nella circostanza specifica è

la vera.

Nei falli impegnativi i cani che hanno

solamente fiuto fine, ma con scarsa

iniziativa, sono generalmente incapaci

di ritrovare la traccia giusta e si

ostinano a sbrogliarla metro dopo

metro.

Questo attualmente corrisponde

a verità più che mai. Le difficoltà

riguardanti la caccia alla lepre

sono aumentate da qualche anno.

Prima di tutto, perché sembra che

le condizioni atmosferiche siano

diventate sempre meno favorevoli.

E poi, c’è una grande diversità nelle

coltivazioni con spargimento di letame,

di concime ed altri acidi che

praticamente cancellano la traccia

nei campi. Per ritrovare la traccia,

è inutile fare del surplace. Bisogna

per forza esplorare altri luoghi più

propizi alla traccia e dove persistono

i sentori della lepre.

Il cane con fiuto fine, ma sprovvisto

di spirito di iniziativa, non pensa alla

necessità di andare a cercare più

avanti, mentre il cane intelligente deliberatamente

non si ostina su una

unica traccia e comincia a cercare

in cerchio in tutti i sensi.

E sul sentiero? Una volta, c’erano

ancora dei buoni cani da sentiero

che davano un prezioso aiuto ai

cacciatori. Oggi, un cane da sentiero

non può fare più nulla sulle

strade asfaltate e puzzolenti di olio

e di benzina.

E ancora in questo caso, è necessario

che i cani vadano in avanti e

cerchino anche in altre direzioni.

Nel tipico paesaggio delle Deux-

Sèvres e della Vandea, ci sono dei

campi vastissimi, qualche volta di

parecchi ettari, coltivati a cavoli e a

topinambur.

Questo tipo di coltivazioni crea

molte difficoltà per via della folta

vegetazione e di quei solchi che le

lepri percorrono e tagliano in tutti i

sensi e che sono perfetti per questi

animali scaltri. Per seguire tutti i grovigli

della traccia, supponendo che

ci si riesca, ci vorrebbe un tempo

Spagna e Diana

infinito; invece con l’aiuto di uno o

due cani intelligenti e sagaci il fallo

è risolto in un attimo.

Appena sentono che la traccia sta

sfumando fanno il giro del campo

bordato da grandi siepi e ritrovano

immediatamente l’uscita della traccia

dalla siepe.

Si potrebbero citare numerosi casi

dove il cane dotato di solo fiuto è totalmente

impotente ad individuare la

traccia giusta quando è aggroviglia-

ta e dove solo i cani intraprendenti

possono avere successo.

Solamente i cani intelligenti possiedono

lo spirito d’intraprendenza

indispensabile per svolgere tale

lavoro. Ecco perché sono sinceramente

convinto che l’intelligenza

rappresenta la qualità primordiale

del segugio.”

( tratto da “Chiens de grand e petite

venèrie” di Paul Daubignè”)


... E lA NEVE VA

Non ho mai amato il fango quando

si attacca agli scarponi ed appesantisce

la camminata. Eppure

la stradina che attraversa le due

coste emiliane, teatro della finale

Federcaccia per le mute su lepre,

ne è tutta interessata. Anzi c’è un

tratto che rasenta uno strapiombo

e proprio lì prego: “Signore fa che

le ruote del fuoristrada reggano”.

Sì, il vecchio Land Rover che è transfert

per giudici e accompagnatori

ci conduce sul punto della prima

sciolta; e quando chiedo a chi mi

siede accanto di rompere il flusso

di aria fredda sul mio omero, mi

accorgo che il vetro in questione,

semplicemente, è assente.

Al contrario la sera prima in stanza

avevo “beneficiato” di sovrabbondanti

flussi termici grazie ad un

condizionatore troppo generoso.

Tuttavia, pur con qualche piccolo

disguido, a fine novembre dello

scorso 2010, chi scrive ha gustato

nel territorio delle colline emiliane,

l’ultima bella finale su lepre che ha

accomunato nel giudizio gli amici

Giovanni Incerti e Maria Assunta

Villa, oltre al sottoscritto. E proprio

la loro presenza ha reso speciale la

finale di Reggio Emilia che ha visto

vincitori i sei fulvi pelo raso, ormai

ben noti, del tenace e avvinto Gianni

Petruccioli, gloria del Mezzogiorno

d’Italia (abita poco lontano dalla

Capitale ma vanta origini umbre).

Il grazie di cuore va proprio ad

Assunta e Giovanni che con la loro

amicizia mi hanno regalato giorni

meravigliosi.

Il nome Incerti mi era noto da svariati

lustri per l’impegno profuso a favore

del segugio lepraiolo italiano, ma

non ricordo un nostro scambio verbale

nell’ultimo ventennio (da che

frequento i terreni di prove). Mi scorre

dalla penna un grazie Giovanni!,

per la tua presenza, alta, serena,

dal vocabolario propizio, mai ovvio,

sempre calzante, per esprimere un

giudizio frutto di consumata esperienza

col nostro amico più caro: il

segugio. La tua compagnia è stata

insostituibile mentre bianchi fiocchi

scendevano copiosi ed io abbarbicato

all’ombrello (ma più al tuo

braccio), ascoltavo attento le tue

riflessioni sagge e pacate, mentre

la muta di Pizzetti era intenta a

dipanare una impossibile usta compromessa

dai fiocchi che venivano

giù abbondanti. Tutto questo mentre

l’altra nostra amica, parte integrante

della terna giudicante, incurante del

freddo e della neve tallonava il buon

Ninì nel terzo turno degli Ariegiois.

Sì, l’Assunta, fiore all’occhiello del

corpo giudicante, è l’unica rappresentante

mulièbre a vagliare le

prove di lavoro. Ma questo è solo

l’ultimo dei suoi meriti. L’ho conosciuta

proprio in questa finale e vi

assicuro che conversare con lei è

stata la cosa più piacevole delle tre

giornate. Colpisce il suo sorriso, la

sua umanità, la sua libertà di parola

e la sua schiettezza. Quando guarda

i cani è attenta, non le sfugge nulla,

meticolosa (lei caccia con i peloforte

neri), anche perché un fisico longilineo,

atletico ed essenziale, la porta

a seguire sempre da vicino cani e

conduttori; con andatura indefessa,

altera e combattiva.

Ma veniamo ai protagonisti: i segugi

e l’agognata lepre. Già detto che

i fulvi di Petruccioli hanno offerto

lo spettacolo più completo ed

equilibrato, raggiungendo il primo

gradino del podio; certo che Gianni

ne ha fatto di strada da quando conduceva

sotto il mio giovane occhio

indagatore una coppia precisa ed

attenta, ma riservata nella voce, e

che arrivò allo scovo quando avevo

ormai già dato fiato alla tromba.

Gianni mi ha sempre rimbrottato

quell’episodio del nostro primo incontro,

ma credo che in quest’ultimo

me lo abbia finalmente perdonato!

Ora i suoi segugi attaccano in

maniera più convincente, con metodo,

stile e voce italiana che non

risparmiano, ed i risultati si vedono.

Essi conducono la pista nel bosco

sempre con gioco di squadra. Qui

la lepre all’approssimarsi dei cani si

muove anzitempo e dopo qualche

tentativo esperito viene infilata bene,

costretta ad uscire dal bosco, attraversare

il vasto campo dissodato,

fino al folto successivo, oltre il quale

c’è una cava di argilla che la pioggia

del giorno prima ha reso lutulenta.

Le voci spiegate all’unisono dei sei

segugi spingono fin qui la fuggitiva

che finalmente arresta, in terreno

fangoso, l’indomita corsa dei cani

sagaci.

Ma quello che più mi colpisce

dell’allevatore dei fulvi è il lavoro che

ha saputo fare alla razza, conferendo

ad essa un contributo di qualità

e attitudini che possono riunirsi nella

parola classe. Prova ne è che molti

sono andati ad attingere i cromosomi

da lui fissati.

Anche il giorno prima avevamo visto

la lepre mentre i segugi di Cataldi

erano in rimessa. Essa si era rubata

anzitempo creando serie difficoltà ai

cani nell’intraprendere la seguita,

condotta poi fino al fallo in altro

versante.

Ma la neve è stata la protagonista

dell’ultimo giorno come già detto.

Essa in breve lasso di tempo trasforma

la collina emiliana: boschi,

vigneti e conifere, in un variegato,

asimmetrico panorama, accomunato

dal medesimo virgineo candore

luminoso.

don Lazzaro Volpe

La muta di Gianni Petruccioli

campionato FIDC

21


incontro internazionale

22

NEllE VAllI DI BERGAmO è VERA CINOFIlIA

MALPAGA Incontro internazionale con CACIT in palio

Marc Moras con i suoi Petit Bleu a Malpaga

Dal 10 al 12 giugno si è svolta in

provincia di Bergamo una verifica

zootecnica di altissimo livello riservata

ai cani da seguita, Segugi, su

lepre. E’ stato un confronto di livello

europeo a cui hanno partecipato anche

sei mute, equipaggi, francesi di

Caujolle René(Ariegeois.). Peimounet

Jean-Louis (Ariegeois.) Moras

Marc (Petit Bleu de gascogne), Caliz

Daniel (Petit Bleu), Fournes Roland

(Anglo Francais de Petit Venerie),

Lacam Camill (AFPV) e due segugi

a solo, di nazionalità elvetica,

di razza segugio del bernese di

Giovanni Brumana. Il teatro di tale

prova sono state le Alpi Orobiche ed

in particolare i Colli di San Fermo,

tutta la Valcavallina e la Val Gandino

specificatamente nei Comuni di

Casazza, Fonteno, Monasterolo,

Gaverina Terme, Endine Gaiano,

Grone, Adrara S. Rocco, Adrara S.

Martino, Vigano San Martino, Borgo

di Terzo, Luzzana, Entratico, Trescore

Balneario, Cenate Sopra.

Sulle Montagne della bergamasca i

segugi sono stati protagonisti, con

le loro voci, in un paesaggio meraviglioso

che li ha visti ospiti d’onore


con l’accoglienza che meritano questi

antichissimi cani. Segugi italiani,

francesi, inglesi e svizzeri si sono

incontrati per dare dimostrazione

di un’antica cultura cinegetica che

ancora oggi è protagonista ed artefice

di una selezione zootecnica di

livello europeo.

I segugi sono parte integrante dei

nostri monti e la cultura e la tradizione

che accompagna la loro selezione

sono, da sempre, nell’anima

dei nostri cinofili e cacciatori e... dei

nostri montanari.

Le prove, vere verifiche zootecniche,

sono state caratterizzate da notevoli

difficoltà infatti la montagna è avara

di soddisfazioni e dura da affrontare

e lo è stata anche per i segugi ed

i loro canettieri che hanno dovuto

mettere in campo tutta la loro abilità,

esperienza e competenza per

dimostrare il loro valore. Anche per

questo le qualifiche sono state ancora

più meritate e probanti.

Qui non si è trattato delle solite

prove in terreni facili e ricchi di lepri.

Al contrario i terreni sono impervi e

le lepri furbe e nel giusto numero.

Assoluto è stato il rispetto di tutta

l’altra selvaggina.

E’ obbligo manifestare grande

compiacimento nel lavoro svolto

dalla Pro Segugio di Bergamo che

in questo modo, anche in questo

modo, vuole far scoprire e conoscere

le montagne di Bergamo a molti

che nemmeno immaginano siano

così belle oltre che far conoscere il

segugio in tutte le sue peculiarità.

La cinofilia diventa, in questo modo,

una strumento turistico di grande

valenza che merita una riflessione

infatti centinaia di appassionati sono

arrivati nelle valli bergamasche ed

incantati hanno ammirato una realtà

che mai avrebbero scoperto se non

ci fosse stato il Segugio, con tutto

il suo mondo, che gliele ha fatte

scoprire e conoscere.

Hanno partecipato alla manifestazione

i concorrenti con il requisito

determinante, per i segugisti italiani,

di aver partecipato al Campionato

Giovanni Brumana e la sua signora con due splendidi Segugi

del Bernese

Sociale della SIPS (PRO SEGUGIO)

che quest’anno si è celebrato ad

Ascoli Piceno.

Hanno avuto il diritto a concorrere le

mute di segugi italiani ed esteri che

hanno conseguito i punteggi più alti,

nelle categorie mute e singolo, nel

Campionato Sociale Pro Segugio.

Questa prova internazionale, visti i

risultati conseguiti e l’alta valenza

zootecnica, verrà ripetuta anche

l’anno prossimo con annesso raduno,

per tutte le razze tutelate dalla

SIPS, ed oltre alla categoria mute e

singolo si completerà con le coppie.

Classifica:

23


24

Un momento dell’esposizione di Malpaga 2011

Venerdì 10 giugno 2011

Prova libera-

• Batteria n° 4 cat. coppie

Cat. Coppie giudice sig Marchesi

Vittore

1°Ecc Punti 165 Diana e Spagna

SIPF di Scarpellini e Testa

2° Ecc punti 160 Parise e Tata

SIPR di Cariboni

• Batteria n° 3 categ. Mute giudice

Villa Assunta Maria

1° ecc 164,5 punti Baffi, Milla,

Aria, Vespa, Lisa, Sabbi SIPF di

Rapis Battista

2° ecc con 158,60 Selva, Stella,

Lisa, Lea, Edda SIPF di Rapis

Battista

• Batteria n° 2 mute Giudice Bianchetti

Giorgio

1° Riservato

2° Buono con punti 142,25 Indio,

Valenti, Lisa, Trottolina SIPR di

Montersino

3° Buono 142,25 Bil, Isa, Emma,

Vanda SIPR di Montersino.

• Batteria n° 1 Singolo Giudice

Giuseppe Mozzi

1° ecc 172 punti, Lea SIPR di

Polidori

2° MB 153 punti Kiba SIPR di

Capra

3° MB 152 punti Lisa SIPF di Strafaci

4° MB 150 punti Vespa SIPR di

Morstabilini Antonio

• Batteria n° 2 Singolo giudice Ghilardi

1° MB 158 punti Athena SIPR di

Menghini

Sabato 11 giugno 2011

Prova Internazionale con CACIT

• Batteria n° 1 Cat. Mute giudici

Ghilardi-Bianchetti

1° MB 150 punti Diablo, Maya,

Appia, Ellix, Etoile, Baguera petit

bleu de gascogne di Caliz Daniel

(Francia)

2° Buono 143,10 punti Piceno,

Conero, Iside, Garonna, Perline,

Teophil razza petit bleu de

gascogne di Vincenzo Ferrara e

Marcello Dante.

• Batteria n° 2 cat. Mute giudici

Butini-Mapelli

1° Ecc. con 162, 83 punti Fulmine,

Saetta, Eros, Eolo, Emi, Lea SIPR

di Marcaletti-Turcatti

• Batteria n° 3 cat Mute giudici

Mozzi-Mugnaini

1° Ecc. punti 165,87 Lallo, Birba,

Mara, Dorina, Bionda, Sara II

SIPR Fulvi di carlo Generotti

• Batteria n° 4 Cat. Mute giudici

Brazzarola-Clerici

1° Mb punti 158 Atos, Casta,

Clarione, Dora, Eliza, Aliseè razza

Ariegeois di Caujolle René (Francia).

2° MB punti 153.20 Tobia, Billi,

Gilda, Eva, Zina SIPR nero focati

di Chioda Enrico

• Batteria n° 5 Cat. Mute giudici

Albani-Villa Assunta

1° Ecc punti 160,50 Aria, Vespa,

Stella, Selva, Lea, Lisa SIPF nero

focati di Rapis Battista

• Batteria n° 7 Cat. Mute Marchesi-

Minelli

1° MB punti 154,83 Frida, Palombella,

Lara, Lisa, Barone, Bosco

SIPR nero focato di Rigati

2° Buono punti 140,16 Ella,

Elba, Doris, Cheyenne, Birman,

Brigand di razza Gascon-Santongeois

di Mauro Uggeri

3° Suff punti 127,2 Kira, Nebbia,

Ledi, Dora, Mago SIPF nero focati

di Zanotti Vincenzo

• Batteria n° 8 Cat. Singolo giudici

Zani-Scalvenzi

1° Ecc. punti 162 Cloè Segugio

del bernese di Milliston Titti

2° MB punti 154 Bricciola Segugio

del Bernese di Giovanni Brumana.

Domenica 12 giugno 2011

Prova libera

• Batteria n°3 cat Mute

1° Ecc. punti 163 Nebbia, Ledi,

Kira, Dora SIPF di Zanotti Vincenzo

Gian Carlo Bosio


TROFEO FIORAVANTI 2011

La muta dei fratelli Sacchetti vincitrice del Trofeo Fioravanti 2011

Il 16/17 Aprile 2011 dopo le qualificazioni

di Teramo, Pescara, Chieti

e L’Aquila (all’università del segugismo

come soleva dire il compianto

Gildo) si è laureato per il 2° anno

consecutivo la muta di segugi italiani

pelo raso composta da: Moschino,

Birbo, Nizza, Sara, Bella, Lilla e

Cuca di proprietà del sig. Sacchetti

Romeo di Teramo, coadiuvato nella

conduzione dal figlio Davide, nelle

coppie si è imposto con il CACIT

il Signor Caputo Nevio, di Fratturo

Scanno con Sara e Fiamma.

Il prestigioso trofeo voluto fortemente

dal presidente regionale S.I.P.S.

il signor Petrella Lucio e dal tutto il

consiglio Regionale d’Abruzzo. Si

è svolto in 6 prove per complessivi

254 turni per le mute e 52 turni per le

coppie suddivise: le prime 4 prove di

qualificazioni nelle rispettive Province

e i secondi 2 turni (semifinalisti e

finalisti), in quel magnifico scenario

dell’altopiano di Rascino di Rieti.

La semifinale e la finale è stata

giudicata da tutti gli esperti giudici

abruzzesi (Pigliacelli, Zaccagno,

Monti, Cicchitti e Zappa) ciò è stato

possibile per la grande tradizione

segugista abruzzese.

La scelta di disputare la semifinale e

la finale in quella magnifica palestra

di Rascino è dovuta al fatto che Gildo

vi è stato per circa quarantanni

ad addestrare e allenare suoi cani.

Troppe ore liete abbiamo trascorso

insieme, troppi cari ricordi mi legano

a LUI che non potrò dimenticare in

questo scorcio della mia vita.

Lucio Petrella

Nevio Caputo vincitore della categoria coppie, Lucio Petrella e

Davide Sacchetti, vincitore della categoria mute

trofeo Fioravanti

25


coppa Beretta

26

COppA BERETTA IN VAl TROmpIA

I migliori soggetti dell’Expo in Val Trompia con giudici e organizzatori

Già l’anno scorso Valeriano Sabatti

aveva intenzione di organizzare

un evento importante di cinofilia

segugistica.

Valeriano fa le cose per bene,nel

suo lavoro è molto conosciuto, realizza

calci per fucili su misura per

tiratori al piattello di tutto il mondo,e

che tiratori! Fra questi figurano svariati

campioni nazionali e mondiali.

Chi è abituato a cimentarsi ai massimi

livelli, di solito, preventiva bene

il da farsi.

Ha coinvolto la ben nota Beretta,visto

che è l’azienda leader nella produzione

delle armi e che risiede proprio

in Val Trompia, a patrocinare la

prova intitolandole il trofeo.

Nella patria delle armi,anche altre

aziende produttrici hanno collaborato

sostenendo la manifestazione,

tra queste la Rizzini, che ha messo

in palio un fucile di sua produzione.

Riflettevo sul doppio ruolo di soste-

gno dei bresciani alla Nostra Associazione:

il più alto numero di iscritti

alla SIPS ed un grande impegno

nella difesa dell’attività venatoria.

Qui tutti conoscono perfettamente

le armi, una percentuale maggiore

rispetto all’Italia pratica l’attività

venatoria, anche molte donne,e la

montagna sulla quale si è svolta la

prova è costellata da appostamenti,

curati nei minimi particolari, per la

cattura degli uccelli.

Raduno e prova si sono svolti in

quota.

L’esposizione, il sabato pomeriggio,

è stata giudicata da Maremmi, Minnelli,

Quinzanini e Todaro, ha visto

la partecipazione di molti soggetti

interessanti sui quali ha prevalso

come miglior cane il pelo forte del

nostro vice presidente Bruno Boccati,

nelle coppie i Beagle e nei gruppi

i pelo raso nero focati di Vincenzo

Soprano.

Nella prova pochi risultati, anche

per le condizioni metereologiche

poco favorevoli all’olfattazione dei

segugi.

La Coppa Beretta se l’è aggiudicata

la muta di fulvi a pelo raso del signor

Saccomani, con un’ottima qualifica:

ECC-C.A.C.

In Val Trompia tutto i massimi

dirigenti della SIPS, il nostro presidente

Ghilardi ed i tre vice: Boccati,

Bosio e Ferrara; Mugnaini che

per quest’anno è il selezionatore

di Coppa Europa,che ha valutato

alcuni soggetti per la imminente

competizione in Norvegia.

Il posto incantevole, il clima partecipativo

dei soci locali ed il sostegno

di sponsor importanti della Val Trompia

hanno creato i presupposti che

porteranno ad una sicura ripetizione

ancora più fastosa della Coppa Beretta

per cani da Seguita.


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Addestro amatorialmente solo segugi

alla lepre per caccia e gare.

Cedo cuccioloni addestrati

a non inseguire i caprioli.

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Segugio Italiano pelo forte fulvo solo

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incontro nazionale

28

CAmpIONATO SEGuGI AppENNINO/lEpRAIOlI ITAlIANI

Arrivare all’Azienda “Il Madone”

in quel di Solignano (Pr), dove si

svolge il 1° Campionato per i Segugi

dell’Appennino/Lepraioli italiani,

significa ammirare la Val Taro in

tutta la sua ampiezza fino al crinale

appenninico: uno spettacolo suggestivo

che implica un giudizio senza

se, né ma: corrisponde in tutto al

paradiso della lepre e del segugio!

L’alba di sabato 18 giugno è però

cupa per via di cumuli minacciosi di

nuvole nere sospinti da un Libeccio

freddo e impetuoso che strappa

i rami alle querce e alza nubi di

polvere e fa dire ai numerosissimi

convenuti: “le peggiori condizioni

ambientali per una prova per cani

da seguita!”.

Nonostante ciò si respira l’aria

dei grandi eventi e un’atmosfera

di passione condivisa, né può

sfuggire ad alcuno lo spessore

ammirevole dell’organizzazione

da attribuire ai vertici del Club Del

Segugio dell’Appennino/Lepraiolo

italiano “Don Nando Armani” ed in

particolare all’onnipresente deus

ex machina, Denis Cabrali, e alla

vulcanica Giuditta per il Nazionale

Sips. Impeccabile l’accoglienza da

parte dei titolari dell’azienda ospite

ed altrettanto curato si rivelerà il

servizio di ristorazione.

La manifestazione prevede la prova

di lavoro, due batterie di singoli, tre

di coppie e una di mute il sabato,

giudicate dagli Esperti Bianchetti,

Capri, Incerti, Mora, Selvatici e Zerlotti;

il riconoscimento del segugio

maremmano, giudice Laschi; quello

del Sd A/Li, affidato a Maremmi, Presidente

del Club, e l’Expo, giudicata

da Minelli; domenica correranno

due batterie di mute.

Il senso di appartenenza tra amatori

della razza si rivela molto vivo e

sembra di partecipare ad una festa

campestre che evoca quelle in cui

si misuravano due secoli fa gli Arkwreigth

e i Lawerack coi loro pointer

e setter in Gran Bretagna. Qui non

hanno eco le piccole polemiche e

le ingiustificate recriminazioni dei

pochi che non hanno apprezzato il

riconoscimento della razza da parte

dell’Enci, c’è ancora lo stesso entusiasmo

di quindici mesi fa, testimoniato

dalla presenza degli amatori

storici, Cabrali, Nencetti, Coggiola,

Ghisio, Ghirotti, Suzzi, Bachini, Gatti,

Rubini, Babini, Rabbia, Donnini,

Incerti Luciano, Caselli, Boschesi,

Fiorentini, Fumanti, i veneti Mocellin,

Salvador, Lazzarotto e da Avellino

con due eccellenti soggetti Marano

Eugenio, che si è fatto 1600 km

per non mancare al 1° Campionato

ed ha donato un ritratto, dipinto

ad olio, di una sua segugia, opera

veramente pregevole, e di tanti volti

nuovi, con tanti “nuovi segugi”, un

potenziale importante per il futuro.

La domenica sarà presente anche il

“nostro” Presidente SIPS, membro

del direttivo del Club Fulvio Ghirardi

e fresco ma motivatissimo utilizzatore

della Razza.

Sono così commosso che mi perdo

in pensieri “filosofici”: mi chiedo

come si possa avversare e contrastare

un traguardo tagliato dopo

decenni, non rispettare la legittima

soddisfazione di chi si è impegnato

ed ha gioito com’ è umanamente

giusto e logico quando si raggiunge

un obiettivo così a lungo inseguito.

Se tutti condividiamo una sana passione

per il segugismo, non è questa

una base comune più solida dei

gusti individuali e dei personalismi?

Il sda/li non è stato riconosciuto contro

qualcuno o contro altre razze, ma

per noi, per i “grandi” ed i comuni

cacciatori che ci hanno preceduto,

per la nostra tradizione, per il nostro

futuro!

Grazie alla ritrovata intesa tra dirigenza

Enci e Sips, si è coronato un

sogno con le radici nelle prima metà

del secolo scorso, si sono poste le

basi per il riconoscimento da parte

della FCI, quando saranno state

individuate almeno 8 famiglie non

imparentate tra loro e, per ognuna,

seguiti due maschi e sei femmine e

la loro discendenza per tre generazioni,

monitorate costantemente per

rilevare eventuali patologie ereditarie.

I professori Renieri e Lamanna

della facoltà di zoologia dell’Università

di Camerino seguono già

da tempo l’oneroso iter, finanziato

da Enci e Sips, e che, come si può

immaginare, richiederà un gravoso

impegno anche a noi appassionati

del Club.

Irrita pensare che solo qualche anno

fa la prassi sarebbe stata molto più

semplice, ma al tempo stesso ci

motiva maggiormente e rappresenta

la risposta più chiara e concreta ai

detrattori del riconoscimento (invero

pochi, ma protervi e ciechi di fronte

alla realtà) della nostra razza: chi

favoleggia di “piccoli lepraioli” o di

altre varietà locali si guardi seria-

mente allo specchio e dica dove

troverebbe almeno otto famiglie non

consanguinee di queste ineffabili

razze, ce lo spieghi ?

Non sono un ottimista a tutti i costi,

ma la vita mi ha insegnato che il

buono ed il bello finiscono sempre

per prevalere, quindi vado oltre lo

sfogo e passo alla cronaca del Raduno,

al buono ed al bello ed anche

al bravo quindi!

Sì perché, se la giornata fosse stata

ideale, avremmo senz’altro avuto

delle classifiche più lunghe e delle

qualifiche più alte, ma proprio le

pessime condizioni ambientali, vento

impetuoso e terreno arido, hanno

rappresentato la palestra ideale per

i nostri segugi, capaci di scovare

sempre e comunque.

Infatti quasi tutti i concorrenti a

singolo, in coppia o in muta, con

la sagacia e la tenacia tipiche della

razza, sono arrivati sulla lepre, peccato

che, se si era sottratta anche

solo da pochi secondi, risultasse

impossibile inseguirla perché l’usta

di fuga veniva spazzata via dalle

raffiche impetuose di vento. I soli

fortunati che hanno scovato a pelo

hanno avuto la chance di protrarre

la seguita e non l’hanno sprecata,

quindi la prova si è rivelata selettiva,

probante ed indicativa, come

dovrebbe essere sempre; niente a

che vedere,per esempio,con una recente

prova di eccellenza (?!?) nella

quale, durante i turni, passeggiavano

tranquille numerose lepri. (Attendiamo

da chi ne ha la competenza

indicazioni precise almeno per le

gare di eccellenza ed auspichiamo

un ruolo attivo del Delegato Enci,

non solo controllore degli adempimenti,

ma anche, anzi soprattutto,

giudice senza appello, capace di

cancellare una prova se trovasse

eccessiva la quantità di lepri nel

doveroso sopralluogo preventivo)

Domenica le condizioni ambientali

erano meno estreme, comunque

sempre molto difficili e, di conseguenza,

anche il secondo giorno di

prove non ha permesso classifiche

lunghe, solo prestazioni significative

che hanno determinato la giusta

soddisfazione dei concorrenti, dei

giudici e degli organizzatori. Si può

affermare senza tema di smentite

che il 1° Campionato del S d A/ L

i ha rappresentato un momento

importante per la razza che ha bisogno

di essere sottoposta a frequenti

verifiche zootecniche morfologiche


e funzionali e deve partecipare sempre

di più a prove e raduni. Non che

in questi anni sia stata a guardare,

come testimoniano le significative

affermazioni in prova dei cani di

Babini Giuseppe, Bachini Davide,

Un gruppo di Segugi dell’Appennino

Boschesi Giuseppe, Cavina Giuseppe,

Coggiola Carlo, Donnini Daniele,

Fumanti Mario, Fiorentini Jonni, Mugnaini

Alessandro, Nencetti Valter,

Rubini Giovanni, Selvatici Tiziano,

Suzzi Roberto, il sottoscritto…. che

si scusa per eventuali involontarie

omissioni. In particolare credo sia

giusto sottolineare i successi del

fiorentino Nencetti, la cui muta si è

imposta con qualifiche di rilievo in

molte prove importanti, di eccellenza

e campionati sociali, mettendosi

in luce nel confronto con le mute più

titolate del momento. Tutti e quattro

i componenti poi hanno ottenuto

le qualifiche per essere proclamati

Campioni Italiani di Bellezza, ch.

Pilù, ch. Rocco, ch. Lilla e ch. Penna,

quest’ultima, fra l’altro, ha vinto il

raggruppamento e si è classificata

riserva nel Best in Show della Expo

di Ravenna 2011. All’infaticabile,

fortunato allevatore e conduttore,

un grazie per il grande contributo

alla visibilità della nostra razza e per

l’esempio e stimolo a tutti noi.

Le reali dimensioni dell’evento “I

Campionato Segugi Appennino/

Lepraioli italiani, sono dati dai numeri,

indubbiamente importanti: 147

soggetti a giudizio per l’iscrizione al

RSR; 84 iscritti all’Expo; totale 231!

Miglior pelo forte sul ring Trilli di

G.Zauli, miglior pelo raso e migliore

di razza Ch. Lilla di V. Nencetti, ambedue

col CAC.

(Da notare che, a riprova di un indirizzo

selettivo del tutto autonomo e

originale, il rapporto tra peli raso e

peli forte è in pratica di 1 a 1 (118 e

113) e tra fulvi e nero focati di 8 a 2

(191 e 37), proprio tutto l’opposto di

quanto si sta verificando nei Segugi

Italiani. Di questo ci occuperemo

però in un altro articolo perché suggerisce

interessanti considerazioni).

La prova di lavoro vede scendere

in campo 79 soggetti tra singoli (7),

coppie(15) e mute(9).

Singoli: CAMPIONE 1° Ecc. pt 163

TRILLI di. Zauli Giorgio, 1° CAC in

Expo.

Coppie: CAMPIONI BILLA e MO-

RELLA di Lazzarotto Renzo 1° Ecc.

pt 171 e rispettivamente Ecc e MB

in Expo;

CAMPIONI TATO e MARA di Incerti

Luciano 1° Ecc. pt 170 e Ecc. in

Expo.

Mute: CAMPIONI 1° Ecc. pt 165,8

LAIKA (1° Ecc+ Mb), MANOLO (1°

Ecc+ Mb), DIANA(1° Ecc+ Mb) e

TAISSA (1° Ecc+ Ecc) di Boschesi

Giuseppe;

CAMPIONI1° Ecc. pt 162, 75 CIUFFI

( 1° Ecc+Mb), VISPA( 1° Ecc+ Ecc),

PEPE (1° Ecc+ Mb), e GIN (1° Ecc+

Mb) di Bachini Davide;

CAMPIONE BRUTO (Ecc+ Mb) di

Gatti Paolo la cui muta si è classificata

2° Mb pt 150.

Non raggiungono il punteggio necessario

per il CAMPIONATO, ma

si qualificano in prova col 1° Mb pt

158,5 ZUCCHERO E GAIA di Caselli

Giancarlo, PRIMULA e JACK

di Mazzoni Giovanni col 2° MB pt

158 e VENTO e MOSCA di Benghi

Giovanni col 2° B pt 147.

Il risultato tecnico è decisamente

positivo sia quantitativamente che

qualitativamente, soprattutto in

relazione al periodo, noto per le

difficoltà di allenamento, costituite

dalle alte temperature e dalla diffusione

delle reste o forasacchi, e per

le condizioni metereologiche veramente

estreme nella prima giornata

e difficili nella seconda di prove.

I Segugi dell’Appennino/Lepraioli

italiani a Solignano con 14 Campioni

hanno dimostrato di esserci

alla grande; il Club, serenamente

guidato da un entusiasta Maremmi,

e la SIPS nazionale pure, per cui

possiamo guardare al futuro con

ragionevole ottimismo.

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trofeo degli eccellenti

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Il pIu’ FORTE DEGlI ECCEllENTI E’ STATO ANCORA

BERluSCONI

Nei giorni 16, 17, 18 e 19 giugno

2011 a Sassetta (Livorno) si è svolto

il 6° trofeo degli Eccellenti. Quest’anno

la prova è stata concepita di

concerto fra la Sezione di Livorno,

il comitato regionale e il consiglio

nazionale della SIPS come prova

di Eccellenza. A giudicarla sono

stati chiamati insieme allo scrivente

gli esperti giudici Giorgio Rossi e

Felice Bracco.

Come negli anni precedenti la gara

si è svolta su terreno libero messo a

disposizione della locale squadra di

caccia al cinghiale e tutto si è potuto

fare grazie al patrocinio e alle autorizzazioni

del Comune di Sassetta e

della Provincia di Livorno.

La prova è di fatto una sorta di coronamento

di tutte le prove in terreno

libero svoltesi nell’annata: vi vengono

invitati quei soggetti che hanno

ben figurato nelle prove in singolo

svoltesi durante tutto l’anno, tenuto

conto in particolar modo delle prove

nel Campionato sociale di Grosseto,

di quelle di Castellina in Chianti,

dell’Isola d’Elba e di Massa Carrara.

Quei soggetti che si piazzano nelle

prime posizioni in tali prove in singolo

vengono invitati a questa speciale

prova di fine stagione.

Nella scelta dei 16 concorrenti si

sono dovuti tenere fuori almeno

una trentina di cani che pur avevano

ottenuto buoni risultati in tutta

Italia, vuoi perché il terreno messo

a disposizione non permette che vi

gareggino più di 16 soggetti; vuoi

perché per proclamare un vincitore i

cani debbono poter essere visionati

tutti dalla stessa giuria e messi in

condizione di gareggiare in un terreno

pressoché identico per tutti come

conformazione, come vegetazione e

come presenza di selvatici.

Per non smentirsi l’organizzazione

curata dai cacciatori di Sassetta

è stata anche quest’anno impeccabile:

tutti i concorrenti hanno

incontrato la passata del cinghiale e

quasi tutti sono arrivati allo scovo, i

cani sono stati tenuti costantemente

sotto controllo sia dai tre giudici

sia dagli accompagnatori e tutti

si son potuti esprimere al meglio.

Un plauso particolare va a Diego

Venanti (Vicesindaco di Sassetta) e

alla sua correttezza, spesosi più di

ogni altro affinché tutto filasse per il

giusto verso e, da buon coordinatore,

autoesclusosi dalla prova con

il proprio cane (Ginori) che pure

aveva vinto la gara della Lunigiana,

Berlusconi di Mino Cupini

vincitore del Trofeo degli eccellenti 2011

ottenendo un CAC.

Le prove prevedevano 4 turni al

giorno.

Il primo giorno hanno partecipato:

1) Elba di Paolo Cucini;

2) Baruffa di Marcaccini Primo;

3) Scugnizzo di Galletti Mario;

4) Veleno di Polotto Guglielmo

si sono classificati 1° Veleno con

170 punti ECC e 2° Baruffa con 162

punti ECC.

Il secondo giorno hanno partecipato:

1) Cupi di Marras Michele;

2) Kira di Fabbro Alessio;

3) Nocciolina di Pasco Aleandro;

4) Tonfo di Marcello Petrilli

si sono classificati 1° Kira con 173

punti ECC e 2° Cupi con 156 punti

MB.

Il terzo giorno hanno partecipato:

1) Vespa di Giacomelli Daniele;

2) Tappo di Degli Esposti Roberto;

3) Nessuno di Sergio De Marco;

4) Silenzio di Andrea Gelsi

si sono classificati 1° Silenzio con

161 punti ECC, 2° Tappo con 155

punti MB e 3° Vespa con 150 punti

MB.

Il quarto giorno hanno partecipato:

1) Pamela di Scaffardi Fausto;

2) Bosco di Marinari Massimo;

3) Berlusconi di Mino Cupini;

4) Razzola di Sandro Albonetti

In questa ultima prova assolutamente

memorabile, al secondo turno

Bosco appena sciolto ha reperito

passata, ha accostato con decisione

e si è portato a fermo su un branco

di cinghiali: più volte caricato si è

sempre riposizionato e ha continuato

a tenerli a fermo finchè non è

riuscito a far partire un cinghiale, a


fargli passare la posta e a praticare

l’inseguimento fino alla fine del turno:

ha totalizzato 176 punti ECC,

così mettendo una seria ipoteca

sul trofeo.

La terza sciolta ha visto entrare in

campo Berlusconi che, sciolto nella

Battuta di Corbaia, certamente tre le

più impegnative, ha cercato per oltre

20 minuti esplorando terreni battuti

senza emettere mai voce; una volta

arrivato sotto strada quando ha

trovato la passata ha iniziato invece

un lungo accostamento ben vocalizzato

e ha raggiunto un branco di

cinghiali posizionandosi a fermo:

il giudice Giorgio Rossi ha potuto

constatare che, pur caricato più

volte da diversi cinghiali, il cane non

ha mollato per un attimo il fermo,

costringendo gli animali a partire

senza l’aiuto del conduttore. Il solo

passaggio di questo branco di cinghiali

ha fatto tremare il bosco; dopo

aver tentato di attraversare una

strada i cinghiali hanno ripiegato

nella battuta, sono passati vicino al

giudice Felice Bracco e hanno continuato

verso il fondo della cacciata

sempre inseguiti da Berlusconi che

ha chiuso il turno ancora in seguita.

Questa prova ha sicuramente emozionato

tutti gli spettatori presenti,

organizzatori, giudici, accompagnatori

e, prima ancora il proprietario

Mino Cupini, che a fine prova è rimasto

immobile, soffocato dall’emozione.

Tanto di cappello a questo

grande Segugio Maremmano che

ancora una volta ha dimostrato di

essere inarrivabile.

L’esito della manifestazione ha

riconfermato il livello d’eccellenza

che i segugi maremmani hanno

raggiunto nel lavoro in singolo su

cinghiale: su 16 cani in gara 15 hanno

trovato i cinghiali senza lasciarsi

distrarre da tutti gli altri selvatici

presenti sul territorio, avvistati da

concorrenti e accompagnatori.

La caparbietà della SIPS che privilegia

le prove in terreno libero

poco a poco sta dando i suoi

frutti: i cani diventano sempre più

ordinati e dimostrano quelle doti

che permettono di vincere le prove

ma soprattutto di essere utili nella

caccia; la forbice cane da caccia

sul cinghiale e cane da prove si sta

chiudendo grazie alla lungimiranza

della SIPS e alla perseveranza di chi

organizza “riscontri veri” in terreno

libero, che richiedono grandi sforzi,

ma rimangono gli unici probanti la

qualità dei cani che vi partecipano.

Nella valutazione va tenuto in conto

che nessun cane ha finito la prova

ferito dal cinghiale e ciò a dimostrazione

del fatto che per diventare un

vero campione il soggetto non deve

essere aggressivo, ma trattare i cin-

ghiali con metodo e coraggio uniti a

prudenza: i cani che ogni qualvolta

incontrano il branco dei cinghiali si

fanno ferire non sono da considerarsi

campioni e non dovrebbero

essere usati per la riproduzione.

Un apprezzamento particolare va

poi a Alessio Fabbro, venuto a

misurarsi in Toscana partendo dal

Friuli, a riprova del fatto che ormai i

buoni maremmani si trovano in tutta

Mino Cupini

con Berlusconi

la penisola.

Tutti gli appassionati sono invitati

a partecipare a gare in singolo che

si tengono in terreno libero: l’anno

prossimo saranno almeno una decina

solo in Toscana.

I primi classificati saranno invitati

al prossimo Trofeo degli Eccellenti

dove la vittoria è già nella partecipazione.

Dott. Bruno Mugnaini

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trofeo tagliacozzo

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TAGlIACOzzO 2011

Artemide, figlia di Zeus, fu una tra

le più venerate divinità dell’Olimpo,

l’origine risale ai tempi più antichi.

In epoca romana era Diana dea

della caccia, della selvaggina e dei

boschi.

Amava cacciare con frecce d’argento,

in compagnia di un cane

descritto come, cane dalle orecchie

pendenti. Se andiamo a dare uno

sguardo agli scritti su Artemide

notiamo che, sono passati migliaia

di anni ma, ancora oggi, riviviamo

l’emozioni vissute ai tempi degli dei.

L’idea di ritornare indietro mi viene

quando faccio un giro sui monti

abruzzesi e soprattutto se ho l’occasione

di osservare qualsiasi bravo

soggetto, oggi chiamato segugio,

che lavora in posti meravigliosi

come possiamo osservare nei monti

del Roveto Carsoleano.

Per chi ama la cinofilia può dire che

è stato in un luogo che rientra nei

primi posti da definire come meraviglia

nel mondo. Tutto questo perché

penso che Artemide avrebbe scelto

questi posti. Chissà se nell’antichità

Zeus ne fu creatore per poi donarli

a un’amata?

Torniamo ad oggi.

Giudici e concorrenti alla prova di Tagliacozzo 2011

Il giudice Luigi Fusarpoli

valuta i segugi prima della prova di Tagliacozzo


Dal 2al 5 giugno ’11, c’è stata la possibilità

di calpestare, in compagnia

dei propri ausiliari, territori in alta

montagna indescrivibili. La manifestazione

si è svolta nei territori che

comprende i comuni di Pereto, Tagliacozzo

e Carsoli a due passi dal

Parco dei monti Simbruini.

Quattro giorni insieme ad amici,

puntuali all’appuntamento, venuti

per confrontarsi con altri Appassionati

e parlare del proprio lavoro

svolto per migliorare la selezione.

Gli accompagnatori, tutti appassionati

lepraioli, con la loro esperienza

e conoscitori dei luoghi, grazie a

loro è stata data uguale possibilità

a tutti di far lavorare i propri ausiliari.

Un ringraziamento ai giudici, anno

dato dimostrazione di serietà, capaci

di dare giuste valutazioni, svolgendo

il proprio lavoro,rispettando

i tempi, Leader della batteria in

armonia con accompagnatori, concorrenti

e, spettatori.

I concorrenti sono la forza che manda

avanti la tradizione, in questa

occasione le sfide tra appassionati

sono state veramente esempi di

sportività. Sfide tra appassionati e

amanti dei propri Ausiliari che siano

neri, rossi, o di qualsiasi altro colore

importante che se ne parli.

Le critiche, si dice che sono costruttive

e noi le lasciamo a chi da una

vita critica per costruire, chi migliorerebbe

se non criticato.

Prima di passare ai saluti, volevo

ricordare ai Signori che hanno lasciato

il cavallo davanti le mura, di

passare a riprenderlo, questa volta

lo abbiamo lasciato fuori. Mi dispiace

per chi lo ha costruito inutilmente.

Ringrazio:

Comune di Tagliacozzo, di Pereto,

di Carsoli. Atc Roveto Carsoleano.

I sponsor Natural Dog, banca

credito cooperativo Roma. Tutti gli

Organizzatori e accompagnatori.

Giudici, Zappa Mario, Butini Fabio,

Villa Assunta, Fusarpoli Luigi, Di

Giannantonio Gianluca, Bianchetti

Giorgio e Le Rose Francesco il quale

ringrazio personalmente per la sua

disponibilità data per portare avanti

con ordine il materiale cartaceo.

Il Regolamento prevedeva di premiare

i primi tre migliori risultati di

ogni categoria:

COPPIE

1° Ippoliti Giancarlo 463

2° Meogrossi Giovanni 163

3° Rapis Battista 161

MUTE

1° Porfirio Fausto 331

2° Boccati Bruno 179,75

3° Rapis Battista 168,03

Al 2012 Fausto Porfirio

Elsa e Bruno Boccati con la loro muta mostrano con orgoglio

il CAC ottenuto alla prova

L’accompagnatore Carlo con l’organizzatore Fausto Porfirio

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piacevoli ricordi

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uN RICORDO DI uN GIORNO DI CACCIA ORmAI TROppO

lONTANO

Un’ amico garfagnino mi ha chiesto

come si cacciasse la lepre nel

mantovano... risposta immediata:

“male”... e continuo a godermi l’incalzante

seguita dei suoi due vandeani

che da circa quaranta minuti

ci lascia col fiato sospeso in attesa

del degno epilogo alla loro azione

da manuale; “sta arrivando al poggio

del Giorgio... oggi quella lepre

ci lascia il pelo... maremma... lo ha

sfiancato”, i due cani riallacciano

in fondo al fosso e continuano su

su verso il passetto... il colpo arriva

improvviso al metato di mezzo,

uno solo, il mio amico sorride ed

esclama “buon segno, stamane il

Giorgio non si è fatto gabbare”; i

due cani arrivano sul colpo e dopo

gli ultimi due scagni si azzittiscono;

lui sorride beato e poi di nuovo mi

chiede la ragione per la quale cacciare

la lepre in pianura è così brutto,

anche perché “di lepri a Mantova

ce ne sono a sfare” rispetto alla

Garfagnana. Sorrido sconsolato e

mi accingo a spiegare le ragioni per

le quali cacciare in pianura la lepre

è ormai di poca soddisfazione; se

ne abbattono certamente di più,

magari si effettua anche la mattanza

giornaliera, ma questo non è più

cacciare la lepre, non è più inebriarsi

del lavoro dei cani, è solo distruggere

in pochi giorni di caccia quel

patrimonio che si è costruito in un

anno di programmazione territoriale.

“L’alpino”(anche se per informazione

una caserma degli alpini il mio

amico non l’ha mai frequentata)

scarica la sua doppietta e si incammina

verso lo sterrato che porta

a S.Pellegrino,si accende un’altra

sigaretta e dal suo viso traspare

quell’espressione da eterno sognatore

che sempre assume quando si

trova fra i suoi boschi.

Camminiamo per un po’ in silenzio

ammirando i colori del bosco autunnale

che variano dalle mille sfumature

di verde al rosso fuoco, l’azzurro

del cielo è più terso, pulito... il brontolare

dei salti dell’acqua tra i massi

del torrente richiamano l’attenzione

di Aldo che si avvicina per vedere se

c’è il segno di qualche trota; ad un

tratto si ferma, si china e raccoglie

due porcini; hei! longobardo ci sta

la rinascita, vieni che raccogliamo

qualche fungo, e lascia perdere i

“fungacci”, raccogli solo i “fungi”.

Di funghi ne raccogliamo parecchi e

dopo circa un’ora ci fermiamo a fare

una sosta per fumare la sigaretta;

Gli amici di Fabriano all’esposizione internazionale di Firenze

seduto su un masso,appoggiando il

viso sulla sua mano aperta col capo

reclinato a destra (atteggiamento

di quando sta riflettendo) torna a

chiedermi della caccia alla lepre nel

Mantovano, perché le tre cose di prima

non l’hanno convinto; allora gli

spiego che in pianura, col numero

esagerato di cacciatori sul territorio

contemporaneamente, è ormai impossibile

godersi una seguita come

quella appena conclusa, in quanto

se non abbatti la lepre allo schizzo

questa viene fucilata nel campo subito

dopo da qualcuno che magari

pensa di farti un favore; i nostri ausiliari

stanno gradatamente perdendo

Alberto Toffanello

con i suoi nero focati

la seguita serrata e prolungata in

pianura anche per questa ragione;

certo seguire la lepre in pianura è

certamente più difficoltoso che in

collina, ma sono convinto che se si

cominciasse a cacciare per il gusto

di assistere ad una buona seguita

dei nostri ausiliari, e non per il solito

chilo di carne, potremmo in breve

tempo ricuperare ed esaltare questa

dote, prerogativa peculiare dei

nostri segugi, purtroppo assopita

negli ultimi decenni.

“Va bene, ma di lepri ne avete tante,

non riesco a capire come non ci si

possa divertire a cacciarle: qui ci

saranno ancora due pasture, ma da


voi in ogni zona ci saranno almeno...

no, Aldo, dalle mie parti dopo i primi

venti giorni di caccia trovi pasture

solo ai margini delle riserve, o qualche

furbastra che ha salvato la pelle

rifugiandosi nei pressi delle case o

al ciglio delle strade trafficate, zone

che non è lecito frequentare sia

per legislazione che per sicurezza

altrui e dei nostri cani. Al bordo

delle R..C. poi è, per come la vedo

io, antitecnico cacciare in quanto

durante la fase di accostamento che

porta verso la riserva devi fermare la

muta, anche se sta compiendo un

lavoro corretto, creando confusione

se non addirittura insegnamenti errati

ai nostri cani, specialmente se

cuccioloni in apprendimento. Certo

chi ama il lavoro del segugio lo trova

affascinante dovunque, ma sicuramente

tra i tuoi monti garfagnini la

caccia col segugio alla lepre è tra le

più coinvolgenti”. In quel momento

risentiamo la voce dei due vandeani

spostata verso il crinale di S. Pellegrino,

sempre più sicura in fase di

accostamento... esplode lo scovo, i

due cani partono sicuri, veloci verso

la valle; Aldo mugugna e a voce urla

a Giorgio di richiamare i cani... sono

su capriolo o cinghiale, dobbiamo

rientrare e adesso chi recupera

quel testone del Fido, forse a sera;

piccola riflessione col capo flesso

sulla manona allargata, seduto sul

masso mi guarda ed esclama: “longobardo,

in queste occasioni mi piacerebbe

cacciare a Mantova, dove

almeno quando decidi di tornare a

casa ci torni coi tuoi cani”. Sorrido,

non aggiungo altro, ben sapendo

che se riuscissi a convincerlo a venire

a caccia in pianura un giorno,

appena giunto tra i nostri arati e le

immense estensioni di campi nudi

da alberi e vegetazione si sentirebbe

soffocare.

Comunque per onore di cronaca

Aldo Bechelli, detto l’Alpino, ama

cacciare la lepre, ma è stato il

capo-caccia della prima squadra

di cinghialai della Garfanana nata

intorno agli anni 70 a Pieve Fosciana;

iniziò con i due fratelli, Nino e

Silvano, ed alcuni amici utizzando

come ausiliari i primi Briquet Griffon

Vendeen importati dalla Francia che

Aldo ebbe a frequentare per lavoro;

ancora oggi ricordo con immenso

nostalgia le battute alla bestia nera

con Bobi, Indiscusso capomuta che

tutti i canai sognano di possederere,

Sibilla, Laica,e in seguito Fido, Dick,

Drago ed altri; è per merito o colpa

dell ‘ Alpino se ancora oggi caccio il

cinghiale con la stessa passione di

allora e da questa pagina lo voglio

salutare come il mio maestro di caccia

in Appennino, ringraziando lui e

tutti i componenti l’attuale squadra

di Fosciandora per le ore di caccia

trascorse insieme negli ultimi anni.

Nel frattempo i due vandeani, in

seguita serrata, si sono abbassati

verso Chiozza, hanno svalicato e

con sommo rammarico dell’Aldo

non si sente più da che parte stanno

andando: “è un cinghiale, spero non

mi porti i cani fino all’Orecchiella...

andiamo alla macchina e aspettiamoli,

si incammina silenzioso e

sempre con la manona sul volto reclinato

sbotta: lombardo, forse se ai

miei cani insegnassi a cacciare solo

un animale, come qualche volta mi

hai consigliato, non saremmo a questi

passi... no, io mi tengo i mie cani,

poco educati, ma cacciatori sempre

e comunque... gran bella giornata di

Silvano Molino di

ritorno dal turno al

Campionato Italiano

SIPS 2011

Giorgio Valentini

ed i suoi fulvi

caccia, andiamo a recuperare Giorgio

e torniamo all’Anguillina a fare

colazione e a berci un bicchierotto,

poi torneremo a prendere i cani,

tanto non si perdono”.

In quell’occasione, dopo una lauta

colazione- pranzo, tra due chiacchiere

e mille ricordi di caccia

vedemmo rientrare all’Anguillina

i due cani, semplice a dirsi, ma

chi abita in Garfagnana sa dove si

trova S. Pellegrino, dove la Pania di

Corfino e dove l’Anguillina di Pieve

Fosciana. Ciao Aldo, ti assicuro

che di segugi in grado di cacciare

il cinghiale come Bobi, Laica, Fido

e Sibilla condotti da te io non ne ho

più incontrati.

Agostino Scovoli da Mantova

35


cinofilia

36

Malgrado il ripetersi di risultati positivi nelle prove il segugio italiano sta per sparire

l’IBRIDO E lA RAzzA

URGONO CORRETTIVI PER EVITARE LA FINE DI UNA GRANDE STORIA

“Quanti sono oggi i segugi italiani

rispondenti allo standard, alle indicazioni

dei grandi maestri del passato,

dello Zacchetti, del Solaro, di

Mario Quadri, di Paolino Ciceri?

Forse 50, forse 100 soggetti?”: è la

domanda che un appassionato

della nostra razza da seguita, Pino

Ponessa da Catanzaro, mi ha fatto

la scorsa settimana. Un interrogativo

forse figlio delle tante delusioni provate

nel constatare di persona che

certi celebrati soggetti osannati

dalle riviste del settore altro non

sono che segugi ibridi figli di alchimie

con le razze transalpine. Rispondo

volentieri a questo quiesito

che in modi più o meno diversi mi è

stato posto da altri segugisti a bordo

ring o a margine di una prova cinofila.

Più 50 che 100, caro amico, se

siamo intransigenti, severi o se preferisci

obiettivi, non di parte, veri

appassionati. Più di 200 ma non 300

se invece siamo un poco più permissivi

ma sempre nell’alveo del

segugio italiano come recitano o

hanno recitato i grandi maestri ai

quali hai fatto riferimento. Sotto

molti aspetti condivido il tuo pessimismo

ma il mio carattere positivo

e la continua voglia di provarci mi

fanno comunque intravvedere la

luce. E questo grazie soprattutto a

degli amici-collaboratori che in questi

8 lustri di allevamento mi hanno

favorito della loro esperienza. Se

oggi credo ancora nella possibilità

di tramandare ai posteri un segugio

italiano, devo dire grazie a Cesare

Sabbia, il farmacista che cacciava

con Zacchetti, grande giudice di

ring, che mi ha fatto conoscere Mario

Villa. Dai segugi di Pontenizza ho

attinto ed avuto riscontri dal matrimonio

di due mie femmine con

Zimbo, capo muta e vincitore della

prima edizione di Coppa Europa

tenutasi in Francia. Da qui, poi, è

partita una fondamentale collaborazione

con l’amico ed esperto giudice

Gino Tacca: mezza dozzina di

accoppiamenti più l’acquisto di 4

cuccioloni. Una storia positiva fatta

di sinergie culturali e venatorie, di

grande impegno, che ha prodotto

risultati più che buoni: CAC sia in

prova che in esposizione, una dozzina

di primi assoluti a prove nazionali

e internazionali, campionati regionali

Pro Segugio, Liberacaccia,

Fantini e, soprattutto, tante soddisfazioni

venatorie. Il tutto con l’uso

di una sola muta – la stessa utilizzata

a caccia – partecipando a non più

di mezza dozzina di prove all’anno

(nel periodo invernale). Oggi la col-

Ch. Tom di Pontenizza

laborazione si avvale del contributo

di un altro cinofilo cristallino, del

geometra Gilberto Mattiello che mi

ha concesso la monta del suo Red,

campione assoluto, sociale e riproduttore,

appena prima che un idiota

lo avvelenasse con un boccone

maledetto, mettendo fine ai sogni

del suo fortunato possessore che

Paolo Giannerini

con Mina finalista

nella classe singolo

al Campionato Italiano

SIPS 2011

– grazie alla genetica, ai suoi figli –

oggi continua a mietere soddisfazioni,

importanti successi. Nel frattempo,

così come altri appassionati,

attratto dal canto delle sirene, ho

provato ad allevare un paio di cuccioli

regalatimi da un allevatore, vero

gentleman del centro penisola. Segugi

italiani fulvi a pelo raso(del


tutto simili a quelli in allevamento)

che già in tenera età dimostravano

di possedere un gran naso ed una

altrettanta passione. Cani venatoriamente

interessanti che però, col

trascorrere delle cacciate, evidenziavano

sempre più le lontane origini

francesi. Voci prive di vocali,

scagni trascinati, urli allo scovo e

nella prima fase della seguita. Un

clichè del tutto uguale a quello di

note e pluripremiate formazioni

esaltate dalle cronache della stampa

di settore. Ci risiamo! Vent’anni fa

denunciavo tale imbarbarimento

della razza provocando la sdegnata

reazione di fantomatici segugisti

nazionali. Il tempo è galantuomo. Io

ed una cinquantina di appassionati

della razza abbiamo continuato per

la nostra strada, coinvolgendo nel

progetto qualche forza nuova. “Il

segugio italiano che dici tu non è

mai esistito! Il segugio italiano che

inseguite tu e pochi altri appassionati

è una chimera! Di segugi italiani

di qualità è piena l’Italia, siamo o

no i vincitori incontrastati della Coppa

Europa?” sono le frasi che spesso

mi vengono rivolte che, se da un

certo punto di vista mi amareggiano,

mi convincono ulteriormente a non

mollare. Purtroppo il segugista si

ciba più di frasi fatte, di convinzioni

venute dalla pratica venatoria, che

dei grandi scritti della cinofilia venatoria

di settore. Quanti hanno letto il

libro di Luigi Zacchetti, il Libro di

caccia alla seguita di Mario Quadri?

Pochi, sempre troppo pochi! E

quanti, chiedendo una risposta ad

un proprio dubbio, sono tornati a

rileggerlo? Pochissimi. Anche questo

fa la differenza, ti dà la capacità

di capire e di intuire sul nascere il

problema. Mancando una certa

cultura segugistica di base – lo si

nota a diversi livelli quando si instaura

una discussione sul lavoro dei

nostri amati segugi – diventa praticamente

impossibile intavolare un

discorso critico ma costruttivo. Ulteriori

difficoltà al processo selettivo

del segugio italiano, sia a pelo raso

che a pelo forte, sono venute dalla

classe giudicante. Il giudice di prova

ha un ruolo fondamentale per la

selezione della razza. Le schede che

si sono succedute negli anni tra

mille polemiche hanno tutte evidenziato

la mancanza di preparazione

degli addetti ai lavori, spesso condizionati

dalle somme algebriche e

dall’esito finale della cacciata. Che

senso ha costruire a ritroso una

prestazione solo perché si è ritenuto

il lavoro dei cani da 160 punti? da

eccellente basso? Le tanto sbandierate

verifiche zootecniche hanno

fallito lo scopo principale di evidenziare

lo stallone a cui attingere. I

CAC solo in una minoranza dei casi

hanno premiato la vera selezione.

Perché la società specializzata –

come fanno altre consorelle per i

cani da ferma negli annuari – non

pubblica periodicamente quanto le

prove hanno evidenziato: così l’appassionato

saprà in tempi non biblici

quanti segugi italiani hanno avuto

il CAC, chi li ha assegnati e, soprattutto,

quali sono le caratteristiche

tecnico-venatorie di detti soggetti e

da quale genetica provengono. La

società specializzata dovrebbe avere

questa ed altre missioni legate

alla cinofilia. Altrimenti si favorisce

solo una forma speculativa dei risultati,

non solo attraverso la pubblicità

a pagamento. Da vent’anni sento

parlare che le prove non si devono

più tenere nelle “conigliere” – in

zone di ripopolamento dove le lepri

inseguono i cani - ma la storia, invece,

continua, anche con l’assegnazione

di CAC. Appassionati mi

scrivono che certe mute sono prerogativa

di certi giudici. Sarà anche,

il campanilismo c’è sempre stato;

l’auspicio è che il cane sia comunque

il protagonista della storia. E

non viceversa. Molti, anche autorevoli

critici, hanno puntato il dito

contro il ring dell’esposizione a loro

dire responsabile del degrado della

razza. Tutto dipende dall’allevatore.

Trent’anni fa quando si vedeva una

bellissima donna si associava spesso

la sua bellezza alla mancanza di

altre qualità. Oggi ci sono ragazze

Gianni Zaccagno

con il suo Ch. di

lavoro Ribot

e donne bellissime con cervelli straordinari.

I nostri segugi – se si alleva

per la razza e non per il portafoglio

– possono essere tipici nel ring e

rispondenti alla razza nel terreno di

caccia. Certo, bisogna conoscere

per saper intervenire, correggere,

migliorare. Ma poi, siffatti segugi

italiani decantati dai grandi maestri

a chi li presentiamo? Quasi spariti i

giudici che hanno fatto la storia

della nostra società, nel bene e nel

male, oggi ci sono molti giovani

tecnici che abbisognano della collaborazione

dei veri appassionati.

Chi sottopone il proprio soggetto, la

coppia o la muta, al giudizio nella

verifica zootecnica, lo deve fare con

umiltà e disponibilità. Tra il giudice

e il concorrente ci deve essere un

breve scambio, contributo culturale,

perché altrimenti pochi, troppo pochi

segugi italiani e non, verranno

evidenziati nella relazione per caratteristiche

tecniche funzionali alla

cacciata. A mio modo di vedere, si

dovrebbe sfruttare la cultura dei

pochi, pochissimi maestri del segugismo

nazionale ancora attivi, per

dare quella nota del concorso su cui

costruire le basi solide per il futuro

del segugio italiano. Altrimenti prevarrà

il tornaconto dell’ibrido: l’uomo

con le sue scelte sbagliate.

Gianluigi Colombi

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campionato veneto FIDC

38

CAmpIONATO REGIONAlE VENETO FEDERCACCIA 2010

pER CANI DA SEGuITA Su lEpRE

CATEGORIA LIBERA, CLASSE: SINGOLI-COPPIE- MUTE

CATEGORIA RICONOSCIUTA ENCI, CLASSE: SINGOLI-COPPIE-MUTE

Il Veneto è terra di SEGUGISTI, di

cui il 90% pratica attività venatoria

con cane da seguita: lo dimostra la

partecipazione alle prove in categoria

Libera e Enci, partecipazione

sempre elevata ed entusiasta, tanto

intensa che gli organizzatori devono

rinunciare a molti partecipanti

in quanto non ci sono disponibili

terreni idonei sufficienti.

E’ interessante chiedersi la motivazione

di tanta partecipazione:

teniamo presente che durante le

prove non si pratica attività venatoria,

ci si limita a evidenziare, in

pochi minuti, l’abilità di uno o più

cani, così come l’allenatore umano

è riuscito a stimolare in tante ore di

paziente e faticoso addestramento;

è evidente, allora,che le motivazioni

vanno cercate in altri aspetti.

L’esperienza di attento segugista

suggerisce alcune considerazioni;

innanzitutto la scelta del segugio

sviluppa nell’uomo l’attenzione e la

comprensione del comportamento

canino, aprendo orizzonti conoscitivi

prima ignoti e comunque sempre

sorprendenti; amando il segugio

si sviluppano le conoscenze e si

tempra la propensione alla paziente

applicazione educativa un po’ come

accade per certe tecniche marziali

cinesi e per lo yoga.

Inoltre l’attività spinge ad un continuo

contatto con la natura: il segugista

esplica la sua attività educativa

all’aperto, là dove effettua attività

venatoria, imparando quindi non

solo a conoscere e godere il contatto

naturale, ma anche a rispettare

l’ambiente.

Si conosce non solo il cane ma

anche la preda, applicando quindi,

in modo naturale, le prescrizioni

operative dell’etologia; tutto il contrario

di quanto viene normalmente

associato a chi opera attività venatoria,

che viene tacciato di violenza,

improvvisazione, ignoranza e deturpazione

della natura.

E’ semmai chi lancia queste immeritate

accuse che dovrebbe essere

tacciato di ignoranza ed improvvisazione.

Per chiudere la nostra succinta

analisi, secondo il detto “Dulcis in

Settimo Canella

fundo”, vale la pena di soffermarsi

su due singolari personaggi, che

rafforzano quella figura di segugista

così inserito nella realtà ambientale;

uno di questi è il Padovano Veterano,

al mondo Sig. Settimo Canella,

l’altro è il Veneziano Veterano, al


mondo sig. Luigi Bocchini. Si tratta

di persone che praticano l’arte da

più di 30 anni, e in questo periodo i

loro cani hanno conseguito tantissime

vittorie, a dimostrazione che gli

anni passano ma lo spirito e l’entusiasmo

no: che sia questo l’elisir di

eterna giovinezza?

Una menzione particolare è doveroso

farla per qualcuno che non è

più tra noi: l’appassionato segugista

sig. Basso Agostino, mancato

quest’anno a seguito di lunga

malattia.

Siamo sicuri che comunque stà

continuando la sua attività nei celesti

pascoli del Paradiso, spiegando la

nobile arte ai molti che hanno guadagnato

la vita eterna senza conoscere,

poveri loro, gli entusiasmanti

problemi dei segugisti.

Le prove Libera e Enci si svolgono a

livello Provinciale suddivise in prove

estive e prove invernali.

Ad ogni prova in categoria Libera o

Enci viene assegnato un punteggio

per classe singolo-coppia-muta,

alla fine della stagione si sommano

i vari punteggio e chi ha raggiunto

Luigi Bocchini

Luigi Rigotto

il punteggio più alto si aggiudica il

titolo di Campione Regionale.

In categoria Libera si sono aggiudicati

il titolo di Campione Regionale:

- in classe singolo il cane di nome

Tosca (SIPR) proprietario Rigotto

Luigi (VI)

- in classe coppie i cani di nome

Alba e Dora (SIPR) proprietario

Giorgio Valentino (PD)

- in classe mute i cani di nome Moretta,

Susi, Giusi e Brina (SIPR)

proprietario Alberto Toffanello

(VE)

In categoria Enci si sono aggiudicati

il titolo di Campione Regionale:

- in classe singolo il cane di nome

Albina (SIPF) proprietario il Veterano

Settimo Canella (PD)

- in classe coppia i cani di nome

Pallino e Samba (SIPR) proprietario

il Veterano Luigi Bocchini (VE)

- in classe muta i cani di nome

Bergantino, Calto, Loreo e Zelo

(SIPR) proprietario Giuseppe

Ferrari (RO)

Giuseppe Loris Ferrari

39


edazionale

40

SANGuE mAREmmANO

E’ quello rovente dei segugi di Paolo

Cucini, vincitore della Coppa

Italia 2011, ed è anche quello dei

cinghiali che hanno impegnato

questo manipolo di cani straordinari,

ed il loro impavido, toscanissimo

condottiero...

E’ un toscano verace che parla.

I gesti, le inflessioni, la coloritura

delle frasi esprimono l’appartenenza

del nostro alla terra di Dante e ne

caratterizzano l’enfasi e l’eloquio,

soprattutto mentre parla dei suoi

cani. Paolo Cucini è reduce da una

grande vittoria, un traguardo importante

per ogni cinofilo, ma alla

portata soltanto di pochi eletti. Si

tratta della Coppa Italia per cani da

seguita su cinghiale, una competizione

che vede sfidarsi la “crème de

la crème” dei segugi e che rappresenta

sempre un’incognita per tutti

quelli che decidono di affrontarla.

Paolo conosce bene la materia, e

parla di morfologie, ascendenze,

linee e ritorni di sangue con la sicurezza

di chi ha praticato sul campo,

di chi ha osservato, di chi ha potuto

comparare situazioni differenti.

Gli chiedo dei suoi cani e lui si riempie

d’orgoglio: sono i suoi eroi, i

suoi amici, in un certo senso i suoi

“figli” e di ognuno rammenta un

aneddoto, evidenzia una sfumatura,

oppure coglie un aspetto che magari

sarebbe sfuggito all’esame di

un altro. Con lui collabora Giuliano

Paradisi, che con Paolo condivide

gioie e dolori in spirito e materia.

I due raccontano di seguite, abbai

a fermo e verri ferrigni estirpati alla

macchia con la forza della determinazione

e la spinta di una passione

inestinguibile, tappeto volante con

cui compiono i viaggi nella dimensione

del loro vissuto cinofilo.

“Il segugio maremmano è imbattibile

sul cinghiale..”, dice Paolo Cucini

con decisione, quasi fosse stato lui

a selezionare più di centovent’anni

fa questa razza al tempo stesso

moderna ed ancestrale, “.. riesce a

lavorare bene su tutti i livelli olfattivi,

anche se naturalmente la pista calda

e l’animale vicino, magari allestrato

poche decine di metri più avanti lo

stimolano in maniera particolare..”

Intuisco l’afflato caratteriale di Paolo

con i suoi segugi, e non potrebbe

essere diverso per un cinofilo purosangue;

deduco come forse sia

stato proprio il temperamento e

l’efficacia di questi cani a far si che

approdasse a loro. E’ un cane, quello

maremmano da cinghiale, per

molti versi ancora custode di enigmi

da scoprire poiché frutto di antiche

mescolanze sanguinee temprate in

mille e mille battaglie a zanna tratta.

Cucini mi racconta dei suoi esordi,

dei primi passi verso l’avventura

cinghiale, della necessità sempre

più pressante di avere un cane in

grado di risolvere le molte insidiose

situazioni che una caccia come

quella al re della macchia inevitabilmente

comporta, e di come nella

sua mente già si formasse il quadro

di quel che avrebbe voluto che

fossero i suoi segugi; col pensiero

A TuTTA “SAluTE”

Un soggetto nero focato

di Paolo Cucini

ne vagheggiava caratteristiche e attitudini,

ne studiava i pregi, ne smussava

gli angoli da alcune asprezze

poco funzionali. Dunque, ad un

certo punto della sua vita, questi

caratteri ha incominciato a ricercarli

con caparbietà, selezionandoli praticamente

sul campo. Dai suoi cani

ha preteso innanzitutto il coraggio

e la passione, e con queste chiavi

di lettura ha proseguito affinando

alcune qualità fisiologiche e mentali

come la capacità di discernimento

della traccia e l’attitudine a dar voce

nel modo che si conviene. Ha attinto

ai sangui migliori, ha provato e riprovato,

e si è ritrovato infine un grup-

Il “Mr Mix SALUTE TOP Dogs” è un alimento da molti definito “miracoloso”

proprio per la capacità di restituire vitalità e serenità anche ai cani più sottoposti

a stress di ogni tipo. E’ un prodotto studiato per i cani sportivi nei

periodi del riposo, primaverile ed estivo, la cui composizione straordinaria

permette ai nostri campioni di non perdere nemmeno un grammo del

trofismo e del dinamismo guadagnato nella stagione del lavoro intenso,

nutrendoli in modo adeguato senza minimamente sovraccaricare il fegato

e l’apparato digerente.

Il “Mr Mix SPECIALE SEGUITA Dogs” è un’autentica miniera di “carburante”

per i segugi. La formula attiva una cessione graduale e distribuita nel

tempo dell’energia fornita, consentendo ai cani di affrontare con grinta

inesauribile le giornate di caccia più ostiche e prolungate. E’ un alimento

molto “tecnico”, studiato con attenzione proprio tenendo conto delle particolari

esigenze trofiche ed energetiche del cane da seguita, ben diverse

da quelle di ogni altro cane da lavoro.

Il “Mr Mix BENESSERE Dogs”, è pensato apposta per i periodi di inattività

nella stagione calda apportando comunque l’energia necessaria a quei

soggetti con un’attività che richiede un medio dispendio energetico. Nutre

bene senza caricare, rendendo i cani tranquilli ed appagati.


po di “rambo” determinati a non

lasciarla passar liscia nemmeno al

più ostico degli irsuti. Tigre, Scintilla,

Tamburo, Billy, Leo, Ugo, Sam: con

questo manipolo di avventurieri, Paolo

Cucini ha affrontato passo dopo

passo le competizioni più importanti

confrontandosi con avversari d’ogni

rispetto, puntando sempre sul dinamismo,

sulla volontà e sull’attitudine

predatoria, ma tenendo nella dovuta

considerazione la consapevolezza

di quanto sia difficile, ma non impossibile,

poter coniugare in un unico

binario tutte le qualità desiderabili

per un segugio maremmano. I risultati

parlano da soli: nel 2009, tra

le forre orvietane, Tigre e Scintilla

conquistano il campionato sociale a

coppie totalizzando ben 168 punti;

l’anno seguente, sempre ad Orvieto,

insieme agli altri quattro si piazzano

secondi in un barrage mozzafiato

nella categoria mute, e nello stesso

anno, sempre Tigre e Scintilla si

impongono nel singolo, a Grosseto,

in terra di Maremma, piazzandosi

rispettivamente primo e secondo in

batteria con 179 e 162 punti. Si tratta

di punteggi molto elevati, che testimoniano

l’accuratezza dell’indirizzo

selettivo e del dressage adottatato

da Paolo Cucini. Ma la strada degli

allori è appena iniziata e durante

il corso di quest’anno altre importanti

vittorie si sono susseguite al

ritmo incalzante di inseguimenti e

duelli allo spasimo fra i boschi del

centro Italia. Ad Orvieto, la muta

arricchita da Morino, si classifica

miglior compagine al campionato

sociale; a Grosseto, nel singolo,

Scintilla è primo in batteria con 173

punti guadagnando il 3° Eccellente.

Dulcis in fundo, in un vortice caleidoscopico

di affermazioni qua e là per

lo Stivale, Leo ed Ugo, un tigrato ed

un nerofocato come se ne vedono

pochi, approdano alla conquista

della prestigiosa Coppa Italia. A

questo punto Paolo Cucini interrompe

la narrazione e guarda lontano

tradendo l’ombra di un’emozione.

Lascia affiorare per un istante la

sua anima di cinofilo vero, abituato

al bosco ed alla lotta, ma capace di

vibrare nel profondo quando con la

mente visualizza i suoi meravigliosi

guerrieri maremmani.

Deve essere molto impegnativo gestire

e condurre una muta di segugi

con caratteristiche così pronunciate

di pulsione venatoria ed aviquerenza,

commento io. Mi risponde subito:

“E’ un cane eccezionale anche

sotto il profilo della gestibilità. Molte

volte mi è capitato di dover fermare

una muta intera distratta dalla presenza

di un capriolo e non ho avuto

nessun problema: l’importante è

preparare singolarmente ogni sog-

mANGIARE DA CAmpIONI

Per uno come Paolo Cucini, l’efficienza fisica dei suoi segugi maremmani

è una priorità imprescindibile. Vederli e capire perchè, è questione di un

attimo: muscoli d’acciaio foderati dal velluto lucente di manti sericei, arti

che paiono colonne di nervi scolpiti nella carne, schiene come architravi,

occhi di fuoco.

Cani così, mangiano bene di sicuro.

“Da quando ho iniziato ad utilizzare Mistermix Dog ho notato un cambiamento

nella struttura dei miei cani e anche i meno trofici, quelli magari

meno avvantaggiati dal fisico sembrano essersi ritemprati...”, dice Paolo.

Che prodotti adoperi?

“Nei periodi di minore attività, il “Salute Top” funziona benissimo: li mantiene

tonici senza appesantirli, con un bilanciamento perfetto fra sostanze

nutritive fornite ed energie consumate. Nelle settimane di riposo assoluto,

spesso coincidenti col gran caldo, diamo il “Benessere” che è leggero ma

completissimo, e i cani stanno tranquilli e ben nutriti”.

E invece quando si lavora?

“Quando si lavora, do il “Seguita Dog”: un alimento che fornisce ai cani

una carica particolare e li rende a dir poco instancabili. Ho iniziato con una

certa cautela perchè non conoscevo ancora pienamente la Mistermix Dog,

ma una volta provato non ho più avuto alcuna esitazione..”.

Da attento osservatore del lavoro dei cani, Paolo Cucini ha colto immediatamente

le potenzialità che potevano derivare da un nutrimento adeguato

ad una funzione difficile come quella dei cani da seguita, riconoscendone

immediatamente gli effetti benefici e sperimentandoli con successo

sull’infallibile cartina tornasole della macchia e del suo possente, zannuto

monarca.

getto ed educarlo all’obbedienza.

Personalmente ho iniziato con i cani

da ferma, e dal rapporto con questi

ho imparato ad adottare il sistema

più adatto a ciascun cane considerandolo

come un individuo ben

definito, senza pregiudizi razziali. Il

segugio è in grado di recepire l’educazione

al pari di ogni altro cane..”

Però qualcuno dice che il segugio

sia un cane meno intelligente di altri,

chioso io per stimolare la sua analisi.

“Lo può dire solo chi non ne ha mai

avuto uno. Anzi, dirò di più, il segugio

è più sveglio di molti testoni a

due gambe..”

Sorridiamo, ma è una battuta che

porta con sé una grande verità.

Occhieggiando le meravigliose

colline del Chianti ci perdiamo

nella magia del mosaico di cipressi

antichi e campiture colorate, e parliamo

ancora un poco di seguite e

canizze mandando giù un bel rosso

toscano senza curarci dell’orologio

che inesorabile inizia a scandire le

ore serotine.

“Ai segugi maremmani..”, declama

Paolo alzando l’ultima lacrima vermiglia

nel bicchiere.

“...E a quelli che gli vogliono bene!”,

aggiungo io, contento d’essere lì, e

di parlar di loro con chi, come lui, se

ne intende davvero.

Un soggetto tigrato

di Paolo Cucini

41


dalle sezioni

42

Emilia Romagna - Lombardia - Piemonte - Veneto

VERIFICA zOOTECNICA pER RAzzE DA SEGuITA Su lEpRE

3° CAmpIONATO INTERREGIONAlE mEmORIAl “mARIO FANTINI”

Nei giorni 11, 12 e 13 Febbraio 2011

si è svolto nelle campagne della

provincia di Cremona la quindicesima

edizione del Memorial “Mario

Fantini” che da tre anni a questa

parte è passato da Campionato

Interprovinciale Lombardo a Campionato

Interregionale per le Regioni

della Emilia Romagna, Lombardia,

Piemonte e Veneto.

Le Prove delle Semifinali, come

quelle delle Finali di Domenica 13

Febbraio, si sono svolte in terreno

libero, per consentire una vera e

propria Verifica Zootecnica con

finalità selettive. Prerogativa questa,

su cui ogni anno non transige

Luigi Fantini, promotore e sponsor

della manifestazione, organizzata

in memoria del papà Mario, e di

tutto il consiglio direttivo che, vista

l’ottima riuscita del week-end, merita

di essere ringraziato. In particolare

il patron della rassegna ha voluto

citare nel suo discorso per la chiusura

dei lavori, i fedelissimi Conzadori

Marcantonio, Piacentini Giuseppe,

Scazzola Onorio, Gelmini Alessandro,

Lucini Fiorenzo, Picenelli Ettore,

Picenelli Chiara, Lombardi Giuseppe,

Baronio Luigi, Cunego Flavio

e la Sig.ra Vignali Lucia che con le

sue riprese e fotografie ed il loro

impegno annuale hanno permesso

un risultato così lusinghiero.

Veniamo alle prove... alle semifinali

hanno avuto accesso 20 mute, 20

coppie e 20 singoli della Categoria

Iscritti, delegato ENCI Sig. Bosetti

Giuseppe e giudicate dai giudici

ENCI, Banfi Leonardo, Boiocchi

Gabriele, Brazzarola Luciano, Clerici

Giancarlo, Cristofolini Pietro, Ghidelli

Antonio, Scalvenzi Paolo, Taraschi

Giorgio Saccomani

con due bei soggetti

al Campionato

Sociale 2011

Sandro, Todaro Nicola e Zerlotti Steno,

più 5 mute, 10 coppie e 5 singoli

della Categoria Libera giudicate dai

Giudici Federali Baronio Gianluigi,

Crescini Italo, Maiandi Damiano,

Tavazzi Rinaldo.

Alla finale sono arrivate le mute dei

F.lli Boschiero (Piemonte), di Cordioli

Giuseppe (Veneto) e di Valotti

Luigi All. di Pompiano (Lombardia),

giudicate dalla coppia degli arcinoti

Giudici ENCI, Banfi Leonardo e Taraschi

Sandro.

Alla coppia di Giudici ENCI di fede

anglosassone Clerici Piercarlo e Todaro

Nicola è stato affidato il giudizio

delle Coppie finaliste di Longoni

Marco (Lombardia) e Tessaro Luciano

(Veneto).

Al giovane Giudice ENCI Boiocchi

Gabriele e al veterano Giudice ENCI

Scalvenzi Paolo è stato affidato il

giudizio dei Singoli di De Piazzi

Giuliano (Lombardia) e Dianin Sergio

(Veneto) che si presentava alla

finale con un sonoro CAC ottenuto

nella semifinale.

Per la Classe Libera nessuna muta

ha avuto accesso alla Finale mentre

per le coppie spiccavano i nomi di

Guerini Giacomo (Lombardia), Tugnoli

Maurizio (Emilia Romagna) e

Bozzoni Domenico (Lombardia); per

la categoria Singolo Classe Libera

il solo Zecchi Ermes (Lombardia).

A conferma delle difficoltà della

prova, due soli sono stati i vincitori

nonché unici qualificati, il Seg. Ital.

Pelo Raso Fulvo ARNO del Sig. Zecchi

Ermes per la Categoria Libera.

Relazione: Inizio Prova Ore: 7,50 -

Segugio Italiano Pelo Raso Fulvo, liberato

in stocchi di granoturco inizia

la cerca, corretto, trova passata con

passione e stile continua la cerca

scagnando si porta a bordo campo


dove accosta con precisione prova

in vari punti finchè su fossato risolve

passaggio, portandosi al covo. Parte

la lepre seguita a vista nel primo

tratto, poi su fallo di strada risolve

e continua la seguita, chiudiamo il

turno con il cane in seguita.

Fine Prova Ore: 8,40 - Condizioni

Climatiche: Buone. - Qualifica 1°

MOLTO BUONO punti 155.

Giudici Federali Sigg.: Crescini Italo

- Maiandi Damiano.

Nella Categoria Iscritta, la Muta di

Seg. Ital. Pelo Forte Nero-Focati con

i soggetti TIMBA, FARA, DEA, FURIA

tutti dell’Allevamento di Pompiano

presentati dal collega Sig. Valotti

Luigi meritando 1° ECCELLENTE

163,75. Con la seguente Relazione:

Inizio Prova Ore: 8,30 - Muta

omogenea di ottimo tipo, sciolti in

campo di medica rilevano passata

utile con buone voci, stile e metodo,

accostano in arato dove DEA segna

le doppie, scovando e la seguita è

discreta. Giudici ENCI Sigg.: Banfi

Leonardo - Taraschi Sandro.

A giochi chiusi possiamo dire che

manifestazioni come questa fanno

scuola, complimenti a tutti, arrivederci

al prossimo anno.

Classifiche e Qualifiche della Prova.

SEMIFINALE

VENERDì 11 FEBBRAIO 2011

Batteria n° 1 Singoli Classe Iscritta

Giudice: BRAZZAROLA LUCIANO.

1° Riservato.

2° ABB. BUONO punti 130 al Cane:

BARONE Prop. Begnoni Gilberto

(Ven.).

Batteria n° 2 Singoli Classe Iscritta

Giudice: GHIDELLI ANTONIO.

Nessun Classificato.

Batteria n° 1 Coppia Classe Iscritta

Giudice: BANFI LEONARDO.

Nessun Classificato.

Batteria n° 2 Coppie Classe Iscritte

Giudice: ZERLOTTI STENO.

1° MOLTO BUONO punti 151,5 ai

Cani: BLACK - SUSI Prop. Tessaro

Luciano (Ven.).

Batteria n° 3 Coppia Classe Iscritta

Giudice: CRISTOFOLINI PIETRO.

1° ECCELLENTE punti 174 ai cani:

CAMILLA - LINA Prop. Longoni

Marco (Lom.)

Batteria n° 1 Mute Classe Iscritte

Giudice: BOIOCCHI GABRIELE.

1° ECCELLENTE punti 160,5 ai Cani:

TANGO - RENO - LEO - PIPPO Prop.

Cordioli Giuseppe (Ven.).

Batteria n° 2 Mute Classe Iscritte

Giudice: TODARO NICOLA.

1° MOLTO BUONO punti 151 ai

Cani: GAIA - MARTINA - EVA -

BIRBA - LORI - VESPA. Prop. F.lli

Boschiero (Piem.).

Batteria n° 1 Coppie Classe Libera

Giudice: BARONIO GIANLUIGI.

1° ECCELLENTE punti 162 ai Cani:

BALDO - DEA. Prop. Guerini Giacomo

(Lom.).

2° ECCELLENTE punti 161 ai Cani:

GRILLO - LILA Prop. Tugnoli Maurizio

(Emil. R.).

Batteria n° 1 Mute Classe Libera

Giudice: CRESCINI I. - TAVAZZI R.

Nessun Classificato.

SEMIFINALE

SABATO 12 FEBBRAIO 2011

Batteria n°1 Singolo Classe Iscritta

Giudice: CLERICI PIERCARLO.

1° ECC. CAC punti 182 al Cane:

LAMPO Prop. Dianin Sergio (Ven.)

Batteria n° 2 Singolo Classe Iscritta

Giudice: BOIOCCHI GABRIELE.

1° ECCELLENTE punti 160 al Cane:

PACO Prop. De Piazzi Giuliano

(Lom.).

Batteria n° 1 Coppie Classe Iscritta

Giudice: BANFI LEONARDO.

Nessun Classificato.

Batteria N° 1 Mute Classe Iscritta

Giudice: TODARO NICOLA.

1° ECCELLENTE punti 171 ai Cani:

FARA - FURIA - DEA - TIMBA

Tutti dell’All. di Pompiano. Prop.

Valotti Luigi (Lom.).

Batteria n° 2 Mute Classe Iscritte

Giudice: TARASCHI SANDRO.

Nessun Classificato.

Batteria n° 1 Singoli Classe Libera

Giudici: CRESCINI I. - TAVAZZI R.

1° Riservato

2° BUONO punti 141 al Cane: ARGO

Prop. Zecchi Ermes (Lom.).

Batteria n° 2 Coppie Classe Libere

Giudici: MAIANDI D - BARONIO GL.

1° MOLTO BUONO punti 152 ai

Cani: VERA - NUBE Prop. Bozzoni

Domenico (Lom.).

2° BUONO punti 141 ai Cani: ALBA

- DORA Prop. Giorgio Valentino

(Ven.).

FINALE

DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011

Batteria n° 1° Singoli Classe Iscritti

Giudici: BOIOCCHI G. - SCAL-

VENZI P.

Nessun Classificato.

Batteria n° 2 Coppie Classe Iscritte

Giudici: CLERICI PC. - TODARO

N.

Nessun Classificato.

Batteria n° 3 Mute Classe Iscritte

Giudici: BANFI L. - TARASCHI S.

1° ECCELLENTE punti 163 ai Cani:

TIMBA - FARA - FURIA - DEA

Tutti dell’All. di Pompiano. Prop.

Valotti Luigi (Lom.).

Batteria n° 1 Singoli Classe Libera

Giudici: CRESCINI I. - MAIANDI D.

1° MOLTO BUONO punti 155 al

Cane: ARGO Prop. Zecchi Ermes

(Lom.).

Batteria n° 2 Coppie Classe Libera

Giudici: BARONIO GL. - TAVAZZI R.

Nessun Classificato.

Campione Interregionale Anno

2011: assegnato nella Classe Iscritta

al Soggetto DEA di Pompiano

con ECCELLENTE punti 170 Seg.

Ital. Pelo Forte Nero-Focato del Sig.

Valotti Luigi (Lombardia - BS)

Giudici Sigg. Banfi Leonardo - Taraschi

Sandro.

Campione Interregionale Anno

2011: assegnato nella Classe Libera

al Soggetto ARNO con MOLTO

BUONO punti 155 Seg. Ital. Pelo

Raso Fulvo del Sig. Zecchi Ermes

(Lombardia - BS)

Giudici Sigg. Crescini Italo - Maiandi

Damiano.

Nicola Ruggeri

43


dalle sezioni

44

Venezia

A CAVARZERE (VE)

IL 29-30 GENNAIO 2011

pROVA DI lAVORO

pER CANI DA

SEGuITA Su lEpRE

PROVA DI LAVORO PER

CANI DA SEGUITA

SU LEPRE VALEVOLE

PER LE SELEZIONI

DI COPPA ITALIA

FEDERCACCIA

La prova di Cavarzere (Ve) valida per

la selezione al campionato italiano

coppa italia federcaccia 2011 per

cani da seguita su lepre e’ oramai

divenuta,anno dopo anno, un classico

appuntamento per i cinofili

segugisti di tutta Italia che vogliono

mettere alla prova i propri cani

da seguita su un tipico terreno di

pianura. Per questa ragione,anche

quest’anno, è stata numerosa la partecipazione

di concorrenti e pubblico.

Per l’occasione i campi di gara

sono stati messi a disposizione degli

organizzatori dal comitato direttivo

dell’atc VE 4, della provincia di Venezia,

al quale va un ringraziamento

e in particolare al suo presidente

sig. Manfrin Romano, cosi come ai

proprietari e conduttori dei fondi e

all’amministrazione provinciale di

Venezia ,assessorato caccia, che

da anni dà il patrocinio sulla manifestazione.

Dal punto di vista tecnico,

la prova è stata selettiva, a causa

della presenza di lepri nel periodo

degli amori che con il comportamento

“anomalo”. Le condizioni

particolari hanno messo a dura

prova le capacità dei segugi.Dai

concorrenti, comunque, sono stati

ottenuti ottimi risultati. A conclusione

delle due giornate di prove tutti

gli appassionati intervenuti si sono

quindi rinnovato l’appuntamento per

il prossimo anno.

SIPS VENEZIA

Paolo Agostini

SABATO 29 GENNAIO

CLASSIFICA NOME DEL CANE PROPRIETARIO

CLASSE COPPIE BATTERIA N°1 GIUDICE: BRAZZAROLA LUCIANO.

1° ECC. PUNTI 175 FIUME S.I.P.R.F. ROSA MASSIMO

FALCO S.I.P.R.F. ROSA MASSIMO

2° M B. PUNTI 156 SOLE S.I.P.R.F. ROSA MASSIMO

INDIA S.I.P.R.F. ROSA MASSIMO

3° B. PUNTI 144 TITO S.I.P.R. FAVETTO GIUSEPPE

LILLI S.I.P.R. FAVETTO GIUSEPPE

CLASSE COPPIE BATTERIA N°2 GIUDICE: ZERLOTTI STENO

1° MB. PUNTI 154,5 GAIA S.I.P.F.N.F. BERGAMO VALTER

SAMBA S.I.P.F.N.F. BERGAMO VALTER

2° B. PUNTI 141,5 SAMBA S.I.P.F.N.F. CECCHINATO SILVANO

ROCKJ S.I.P.F.N.F. CECCHINATO SILVANO

CLASSE COPPIE BATTERIA N°3 GIUDICE: MOZZI GIUSSEPPE

1°ECC PUNTI 181,5 SAMBA S.I.P.R.F BOCCHINI LUIGI

PALLINO S.I.P.R.F BOCCHINI LUIGI

2°ECC. PUNTI 167,5 MIWA S.I.P.R.F BOCCHINI LUIGI

LILLI S.I.P.R.F BOCCHINI LUIGI

CLASSE COPPIE BATTERIA N°4 GIUDICE: GHIDELLI ANTONIO

1° MB. PUNTI 151 RADA S.I.P.R.F MARTELLO ANTONIO

BOSCO S.I.P.R.F MARTELLO ANTONIO

2°B. PUNTI 143,5 TOSCA S.I.P.R.F SALVAGNIN GASTONE

TINA S.I.P.R.F SALVAGNIN GASTONE

3°AB. PUNTI 136,5 BIRBA S.I. CAPRARO DANIELE

LAILA S.I. CAPRARO DANIELE

CLASSE COPPIE BATTERIA N°5 GIUDICE: CRISTOFOLINI PIERO.

1° MB. PUNTI 150 SONY S.I.P.F.N.F CAILOTTO FABIO

BOSSI S.I.P.F.N.F CAILOTTO FABIO

2° B. PUNTI 145 TOSCA S.I.P.F.N.F CANELLA SETTIMO

MARY S.I.P.F.N.F CANELLA SETTIMO

CLASSE COPPIE BATTERIA N°6 GIUDICE: TARQUINI PIO.

1°ECC. PUNTI 162 BOSCO S.I.P.R. FILIPPI ADRIANO

MIRCA S.I.P.R. FILIPPI ADRIANO

2°MB. PUNTI 151 SERENA S.I.P.F. TORTA GIORGIO

LISA S.I.P.F. TORTA GIORGIO

3° B. PUNTI 141 LEO S.I. MEOLI PELLEGRINO

DIANA S.I. MEOLI PELLEGRINO

4°B. PUNTI 140 LAMPO S.I.P.F. TORTA GIORGIO

VIOLA S.I.P.F TORTA GIORGIO

DOMENICA 30 GENNAIO

CLASSIFICA NOME DEL CANE PROPRIETARIO

CLASSE SINGOLO BATTERIA N°1 GIUDICE: CESARO LUCIANO

1°ECC. PUNTI 161 SILA S.I.P.F CARRADORE DANILO

CLASSE SINGOLO BATTERIA N°2 GIUDICE: TARQUINI PIÒ.

1° ECC. PUNTI 188

C.A.C LOLA S.I.P.FN.F CANELLA SETTIMO

2°MB PUNTI 153 ALBINA S.I.P.F.N.F CANELA SETTIMO

CLASSE COPPIE BATTERIA N°3 GIUDICE: CRISTOFOLINI PIERO

NESSUNA QUALIFICA.

CLASSE MUTE BATTERIA N°4 GIUDICE: BRAZZAROLA LUCIANO.

1° ECC PUNTI 166,25 FIUME S.I.P.R.N.F CALEARO GILBERTO

BENITO S.I.P.R.N.F “

TOM S.I.P.R.N.F “

JONNY S.I.P.R.N.F

2°B. PUNTI 149,25 LEA S.I.P.R.N.F CALEARO GILBERTO

FALCO S.I.P.R.N.F “

TOBY S.I.P.R.N.F “

STELLA S.I.P.R.N.F “

CLASSE MUTE BATTERIA N°5 GIUDICE: MOZZI GIUSEPPE.

1° ECC PUNTI 172,75 VIOLA S.I.P.F TORTA GIORGIO

STELLA S.I.P.F “

LISA S.I.P.F “

DIANA S.I.P.F “

2° ECC PUNTI 170 DINO S.I.P.FN.F BENINI GUIDO

DINA S.I.P.R.N.F “

NICO S.I.P.RN.F “

MORA S.I.P.R.N.F “

CLASSE MUTE BATTERIA N° 6 GIUDICE: GHIDELLI ANTONIO


Venezia

12° CENA SOCIAlE

LA SOCIETA’ ITALIANA PRO SEGUGIO SEZIONE PROVINCIALE DI VENEZIA

E’ SEMPRE PIU’ PARTECIPE ALLA SOLIDARIETA’

Venedì 17 giugno 2011 presso gli

stands allestiti dal gruppo parrocchiale

di Caltana di S.Maria di Sala,

si e’ svolta la 12° edizione della tradizionale

cena sociale della società

italiana pro segugio di Venezia.

Nel corso degli anni, questa iniziativa

sta ottenendo un crescendo

continuo di partecipanti diventando

un appuntamento particolarmente

sentito dai segugisti veneziani e

delle province limitrofe.

L’edizione di quest’anno ha visto la

presenza di oltre 500 amici che hanno

trascorso una serata conviviale

in un clima di grande cordialità ed

amicizia.

Va ricordato poi, e questa e la cosa

più importante, che da sempre l’intero

ricavato della festa viene devoluto

a favore di iniziative di solidarietà,

dimostrando che tra i segugisti, i

cinofili, i cacciatori e tutti gli amici

presenti c’è anche una grande sensibilità

al sociale e la disponibilità

ad impegnarsi gratuitamente per

nobili cause.

E‘ questo un modo per farci conoscere

dall’opinione pubblica che

spesso ha di noi un’immagine distorta

e non veritiera.

Un ringraziamento particolare al

comitato organizzatore che come

sempre ha lavorato con impegno ed

entusiasmo fra cui: i sig. Elvio Maso

e famiglia, Paolo Agostini, Loris

Silvestrini, Ferdinando Pagotto, Marino

Simionato, Renzo De Liberali,

Giacinto Rigo, Diego Libralesso e

Marco Bollato; coordinati dall’onnipresente

e instancabile segretario

Ivano Simionato.

Un ringraziamento va anche a tutti

gli sponsor che con generosità

hanno contribuito all’allestimento

di una ricchissima lotteria a premi

la cui estrazione è stata condotta

dal signor Livio Scalzotto, autentico

showman e mattatore della serata.

Un ringraziamento al vice presidente

della provincia di Venezia ed assessore

alla caccia signor Mario Dalla

Tor, sempre presente alle nostre

manifestazioni e serate.

Precisiamo che il ricavato dell’ anno

scorso e stato devoluto a: Città della

Speranza clinica di oncoematologia

pedriatica di Padova - la società cooperativa

sociale onlus Magnolia di

Piove di Sacco (PD) - e l’Associazione

Italiana contro le leucemie - linfomi

e mieloma sezione provinciale

di Venezia.

Un caloroso arrivederci al prossimo

anno.

Paolo Agostini

Un momento della grande cena

Mario Dalla Tor assessore

alla caccia di

Venezia con

Paolo Agostini

dalle sezioni

45


dalle sezioni

46

Verona

1° CAmpIONATO FIDC DEllA pROVINCIA DI VERONA E lA

6° pROVA NAzIONAlE DI lAVORO pER CANI DA SEGuITA

Nello splendido areale del Monte

Baldo, un massiccio montuoso che

raggiunge i 2.200 m. di altezza e

che si estende tra le Province di

Verona e di Trento, costituito da una

dorsale lunga 40 Km tra il Lago di

Garda, ad ovest, e la Val d’Adige, ad

est, chiamato “il giardino d’Europa”

per la presenza di una ricchissima

varietà di specie vegetali e animali,

nei giorni 2 e 3 Luglio si è svolto

il 1° Campionato Provinciale della

Federazione Italiana della Caccia

di Verona e la 6° Prova Nazionale di

lavoro per Cani da Seguita.

Nei territori del Comprensorio Alpino

di Ferrara di Monte Baldo e di Caprino

Veronese, nelle giornata di Sabato

2 Luglio, hanno corso 12 batterie

di cui n° 3 per copie iscritte, 2 per

singoli iscritti e 7 per mute libere.

Sugli stessi territori Domenica 3

Luglio hanno corso 9 batterie delle

quali n° 5 di mute iscritte e n° 4

di coppie libere. Nei due giorni di

prove hanno gareggiato complessivamente

250 soggetti di notevole

genealogia. A dirigere le varie

sessioni sono stati chiamati Giudici

d’eccellenza come Gianni Montanari,

Wiliam Landini, Gastone Zani,

Fiorenzo Mapelli, Steno Zerlotti.

Sono stati premiati i tre migliori

soggetti qualificati di ogni batteria.

La muta classificata come migliore

tra i cani iscritti nella giornata di

Domenica è risultata quella del Sig.

Giorgio Saccomani con la qualifica

di “eccellente” (punti 163.5).

Per quanto riguarda il 1° Campionato

Provinciale FIDC della provincia

di Verona, sono stati premiati, con

la consegna di un trofeo, i seguenti

concorrenti:

- Primo Classificato, per la miglior

muta, il Sig. Calearo Gilberto con

“eccellente” (punti 167);

- Primo Classificato, per la miglior

coppia, il Sig. Bellei con “buono”

(punti147);

- Primo Classificato, per il miglior

singolo; il Sig. Gilberto Begnoni

con “eccellente” (punti 173).

Per lo straordinario esito della prova

è doveroso ringraziare l’intera

amministrazione della Provincia di

Verona, in particolare l’Assessore

alla Caccia Geom. Fabio Venturi,

sempre collaborativo e disponibile

ad assecondare le richieste del nostro

gruppo cinofilo ed il Comandante

del Corpo di Polizia Provinciale

Gilberto Calearo

primo classificato con la miglior muta

Dottoressa Anna Maggio che ci ha

inviato alcuni Agenti per presiedere

al corretto svolgimento delle prove.

Un sentito ringraziamento anche al

Responsabile del Settore Faunistico

Venatorio della Provincia di Verona

Dott. Ivano Confortini ed al suo collaboratore

Roberto Trivellini i quali,

con puntualità, ci hanno rilasciato

le autorizzazioni necessarie per lo

svolgimento di questa prova.

La nostra riconoscenza in particolare

anche a Tiziano Turcato, Presidente

del Comprensorio Alpino di Ferrara

di Monte Baldo, appassionato segugista,

al quale va riconosciuto il

merito d’aver fatto da apripista per

lo svolgimento delle manifestazioni


cinofile con segugi sul Monte Baldo

ed a Tiziano Zanetti, Presidente del

Comprensorio Alpino di Caprino

Veronese che ci ha messo a disposizione

gli accompagnatori, ausiliari

preziosi dei Giudici, che con la loro

conoscenza capillare del territorio

hanno guidato i concorrenti verso le

zone più vocate alla lepre. Un ruolo

fondamentale va riconosciuto al

Sindaco di Ferrara di M.B. Sig. Paolo

Rossi, al quale va tutta la nostra

gratitudine, ed ai suoi collaboratori;

conscio dell’importante impatto

turistico che una manifestazione

cinofila di questa levatura può avere

per il suo territorio, ogni anno ci

mette a disposizione alcuni locali

del Municipio oltre a permetterci di

svolgere le prove anche sui territori

di proprietà di questo comune. Non

possiamo esimerci dal ringraziare

anche tutti i proprietari dei territori

che hanno ospitato le prove, tutte

le Associazioni Venatorie che hanno

collaborato all’organizzazione

della manifestazione ed in particolar

modo il Presidente della Federcaccia

provinciale di Verona, Dott, Alessandro

Salvelli, i Vice-Presidenti Avv.

Giovanni Bontempini, Geom. Mario

Temellin, Sig. Annunciato Maccini e

Sig. Rodolfo Galvani, il Presidente

della Commissione Cinofila FIDC

della provincia di Verona Dott. Giuseppe

Zanoni ed i suoi consiglieri

Marco Caleffi e Matteo Bonomi i

quali, con il coordinamento del Presidente

Provinciale SIPS Giancarlo

Detogni sono riusciti a dar vita a

questa prima prova segugistica. E’

significativo evidenziare la straordinaria

correttezza nel rispetto degli

ungulati dimostrata dai soggetti

che hanno gareggiato. Poiché le

prove sono palestre propedeutiche

alla caccia, se ci fossero campi di

addestramento adeguati dove poter

concedere a tutti di addestrare ed

abilitare i propri segugi sulla lepre,

con la presenza e nel rispetto del

capriolo, si sarebbe certi che anche

nella nostra provincia, aumenterebbe

la considerazione e la collaborazione

tra coloro che amano la

Giancarlo

De Togni

con Giorgio

Saccomani

gestione della lepre e coloro che si

dedicano alla gestione degli ungulati.

Da qui una raccomandazione

alla nostra Provincia perché, nel

nuovo Piano Faunistico, provveda

all’istituzione di questa struttura per

noi molto importante. Dobbiamo anche

ringraziare le Guardie Venatorie

provinciali Daniele Ferrais, Sergio

Colognato, Bruno Carletti insieme

alla GVV Tomas Fasoli per aver voluto

darci il loro importante apporto

durante lo svolgimento delle prove

e per la costante Vigilanza dei territori

del Baldo che è alla base dei

copiosi incontri di lepri effettuati dai

nostri segugi. I conduttori/proprietari

dei soggetti che hanno partecipato

alle prove ci hanno raccomandato

di indirizzare una nota particolarmente

positiva sulla competenza,

equilibrio e professionalità dei

Giudici Enci che hanno condotto le

varie sessioni, unicamente tesi alla

certificazione delle qualità genetiche

dei singoli soggetti con il fine del

miglioramento della razza, come

voluto dalla SIPS. Proprio loro, i conduttori/proprietari,

genericamente

chiamati concorrenti, sono i pilastri

della SIPS; facendo tesoro delle

indicazioni dei Giudici, sono i veri

selezionatori della razza; provenienti

da tutta Italia, supportano personalmente

sacrifici e spese notevoli non

perdendo occasione per presentare

al pubblico competente che segue

ogni prova, le qualità raggiunte dai

loro soggetti.

La SIPS Veronese, con una singolare

sinergia trai propri vertici, è ormai

avvezza ad organizzare prove di

grande risonanza come quella sul

Baldo. Il merito è tutto del Presidente

provinciale SIPS, onnipresente

ed ipercinetico, Geom. Giancarlo

Detogni, del V.Presidente e veterano

SIPS Remo Viviani, del V.Presidente

Aleardo Mazzocco, dei Segretari

Cassini e Valdo, dei Consiglieri Peroli,

Bertoncelli, Lonardelli e della

giovane promessa DR. Libelli.

Particolarmente apprezzabile e

degna di nota è l’iniziativa del

Presidente De Togni; sull’onda di

quanto autorizzato dalla Regione

Lombardia si è battuto come un

guerriero, sia a livello Provinciale

che Regionale, per raggiungere la

pubblicazione del Progetto di L.R.

n° 71 con il titolo “Norme regionali

in materia di addestramento di giovani

cani”, che spera possa essere

approvata al più presto.

A cura della Federcaccia Sez. Prov. di Verona

V.Presid. Mario Temellin

47


dalle sezioni

48

Reggio Emilia

lA pROSEGuGIO DI REGGIO EmIlIA pER Il GRA.DE. ONluS

Modena

Il mega assegno per il progetto CORE

Si è svolto il 9 e 10 aprile sulle colline

modenesi la prima edizione del Trofeo

delle Nazioni col partocinio dell’Ente

Nazionale Cinofila Italiana (Enci) che

ha visto la straordinaria partecipazione

di 253 segugi, 20 Coppie e 60 Mute,

provenienti da tutta Italia e dalla Francia.

La prova si è svolta su due giornate e la

somma dei punteggi delle due giornate

di prova ha designato nella categoria

Coppie e nella categoria Mute i relativi

campioni. Per la categoria Coppie ha

conquistato il primo posto Valter Pierangeli

di Montalcino (Siena) con i segugi

italiani a pelo forte nero forato, secondo

Zeno Colò di Pievepelago (Modena) con

i segugi italiani pelo raso rosso fulvo, sul

terzo gradino del podio Pio Macchioni

(Sassuolo, Modena) coi segugi italiani

a pelo raso nero forato. Per la categoria

Mute hanno conquistato primo posto

Di Stefano e Bellucci (Abruzzo) coi

segugi italiani a pelo raso nero forato,

sul secondo gradino Bonfilio Pizzetti

(Modena) con i Ariegeois, terzo Tiziano

Randighieri (Modena) con i Ariegeois.

La prova è stata giudicata dai seguenti

esperti giudici sotto la regia del delegato

Enci Luciano Rinaldi di Mirandola: Fabio

Butini (Firenze), Roberto Corbucci

(Perugia), Luigi Fusarpoli (Cremona),

Antonio Ghidelli (Crema), Giovanni

Incerti (Reggio Emilia), Villiam Landini

(Reggio Emilia), Enzo Lei (Modena),

Nicola Luzi (Campobasso), dottor

Marcello Massardi (Brescia), Giovanni

Montanari (Reggio Emilia), Alberto Mora

(Parma), Roberto Pigliacelli (Teramo),

dottor Massimo Sassara (Viterbo),

dottor Tiziano Selvatici (La Spezia),

professor Pio Tarquini (L’Aquila), Maria

Assunta Villa (Bergamo), Gastone Zani

(Mantova).

La gara si è svolta all’interno di aziende

faunistico venatorie situate in zone

con caratteristiche tali da permettere

la massima espressione dei segugi

da seguita alla lepre. Il comitato organizzatore

ringrazia le seguenti aziende

che hanno ospitato la competizione:

l’azienda faunistica venatoria “Graspa

Rossa”, l’azienda faunistica “Puianello”,

Sabato 27 agosto, presso l’Oratorio parrocchiale

di Massenzatico, i rappresentanti

del Consiglio Provinciale della Prosegugio

hanno consegnato al Presidente del Gra.

de. dott. Paolo Avanzini un’offerta di 2.000

euro destinati al progetto CORE (costruire

un nuovo polo oncologico presso l’ospedale

S.Maria Nuova di Reggio Emilia). Tale

importo è il ricavato di una iniziativa della

medesima Prosegugio, in collaborazione

con gli ATC Provinciali e con la stessa

amministrazione Provinciale, per il riconoscimento

del brevetto di conduttore di

muta per cani da seguita.

La consegna è avvenuta, al termine di una

prova di lavoro per segugi a Massenzatico,

da parte del Presidente della Prosegugio

e del responsabile. Le Rose Francesco

GRANDE EVENTO DEllA CINOFIlIA pER I CANI DA SEGuITA

l’azienda “Ospitaletto”, l’azienda “Val

di Sasso”, i territori dell’Atc 2 Modena.

La manifestazione si è svolta con il patrocinio

del Gruppo Cinofilo Modenese,

del Comune di Pavullo nel Frignano,

Castelverto di Modena, Comune di Marano

sul Panaro, Comune di Maranello,

Comune di Polinago. Tutti i Comuni

hanno contribuito al successo della

manifestazione mettendo a disposizione

quaranta accompagnatori. Grazie alla

loro conoscenza del territorio e alla loro

professionalità hanno permesso a tutti i

concorrenti di svolgere al meglio la prova

di lavoro. Il comitato organizzatore è

grato a tutti i partecipanti e agli enti che

hanno reso possibile la manifestazione.

Un ringraziamento particolare ai signori

Roberto Colli di Castelvetro, Giancarlo

Bonettini di Sassuolo, Achille Magnani

di Polinago e all’esperto giudice internazionale

Giovanni Montanari per la

disponibilità e la grande professionalità

organizzativa dimostrata. Con un arrivederci

al prossimo anno sempre più

numerosi.


Mantova

SEGuGI A pEGOGNAGA (mN). RITORNATO Il “mEmORIAl G. BERNI”

Sabato 26 e domenica 27 marzo,

la Federazione Provinciale ARCI-

CACCIA di Mantova con l’assenso

ed il patrocinio della Società Italiana

Prosegugio “L. Zacchetti” di Mantova,

la collaborazione con il Gruppo

Cinofilo Virgiliano hanno organizzato

l’ormai classico appuntamento

di selezione per cani da seguita su

lepre, valevole per il Campionato

Italiano dell’ARCI CACCIA e Coppa

dei Campioni, ed era previsto pure

l’assegnazione di C.A.C.

Gli areali di prova sono tutti ricaduti

nell’ATC n° 2, sono stati individuati

nei territori di caccia, previo consenso

dell’Amministrazione Provinciale,

e sono stati messi a disposizione dai

proprietari terrieri e soprattutto dagli

agricoltori, ai quali va un sentito

ringraziamento per la sensibilità che

da anni dimostrano.

Da sottolineare che dopo l’annullamento

per… “cause di forza maggiore...”,

degli anni 2009 e 2010, anche

quest’anno si sono fatte sentire

le difficoltà di organizzare prove per

cani da seguita in pianura, in virtù

di una data comandata, che di fatto

ha ignorato come le colture sono

già in fase avanzata, che stanno

apparendo i raccolti, le lepri sono

in una fase delicata di gestazione,

solo grazie ad un ritardo stagionale

la prova si è potuta svolgere.

Sia questo non una polemica ma

un richiamo per gli “…addetti ai

lavori…” a voler fare in modo che

questa prova, ormai collaudata, a

detta di tanti degna di una prova

d’eccellenza, abbia la sua giusta

collocazione temporale.

Le relazioni finali dei giudici in

merito alle zone di prova ed alla

presenza del selvatico, sono state

lusinghiere, encomiabile il lavoro

degli accompagnatori, tutte persone

preparate e consapevoli, ammirevole

il comportamento dei conduttori

e dei numerosi spettatori, per le

orecchiute qualche… corsa… non

programmata.

La manifestazione era aperta a

soggetti provenienti da tutta l’Italia,

di razza sia nazionale che estera,

finalizzata al miglioramento delle

Alcuni concorrenti al “Memorial G. Berni” di Pegognaga

razze da seguita, la massiccia presenza

di segugi, sette le batterie

nella giornata di sabato e dieci nella

giornata di domenica, hanno di fatto

incoraggiato il ritorno del memorial

“Berni”

La classifica la dice lunga, di come

sono andate le cose, quando la

quantità di selvatico è quella giusta,

distribuito in zone non facili che

hanno messo a dura prova i soggetti

presentati.

Le batterie sono state giudicate

dai sigg. Migliarini, Torri, Cristofolini,

Virgili, Zerlotti e Morellini per la

categoria “A”, dai sigg. Artegiani,

Gambini, Farina, Brocaioli, Beltrami,

per la categoria “B”, Direttore di gara

Guido Aldrighi.

Nelle mute “A” ha prevalso il mantovano

Vargas con punti 163,2 (Ecc.)

seguito da Ferrari Felter con punti

160,5 (Ecc.) Tabarelli/Cordioli con

punti 160,33 (Ecc.), Canella Settimo

con punti 148,7 (B) Bisello con punti

144,25 (B) e Baschierotto con punti

143 (B).

Nelle coppie categoria “A” a prevalso

Marazzini con punti 150 (MB),

mentre nel singolo categoria “A”

nessun classificato.

Nelle mute di categoria “B” primi

Valotti/Magri con punti 115 (MB)

seguiti da Paletti con punti 136 (B),

nella categoria coppie “B” nessun

classificato ed infine nella categoria

singolo “B” ha prevalso Bordini con

punti 157 (B).

Il… memorial Berni… è stato quindi

assegnato alla muta di segugi

italiani composta da Barone, Brina,

Ulisse, Bruna e Spagna di Vargas,

che assieme a Marazzini e Bordini,

hanno tenuto alta la bandiera del

segugismo made in Mantova.

Gegè

dalle sezioni

49


dalle sezioni

50

Massa Carrara

I CANI DA CINGhIAlE NEllA TERRA DEllA luNA

Il 17 febbraio scorso si è tenuta nella

zona limitrofa al comune di Fivizzano

(Lunigiana) la prima prova su

cinghiale disputata in terreno libero

nella provincia di Massa Carrara.

Ritengo opportuno portare all’attenzione

di tutti i segugisti questo

evento in quanto indice di un cammino

che partendo dalla Toscana

dovrebbe coinvolgere tutta l’Italia

appassionata alle prove di grande

cinofilia. Come tutti noi sappiamo

le prove su cinghiale richiedono in

queste condizioni un grandissimo

impegno da parte dei concorrenti,

degli organizzatori e dei giudici, ma

sono le uniche in grado di certificare

Rinforzo di

Diego Venanti

CAC a Fivizzano

con il giudice

Bruno Mugnaini

le valenze dei soggetti che si sottopongono

alla prova.

Ormai in ogni angolo di Italia molti

proprietari di cani da cinghiale si

avvicinano alle prove iniziando da

quelle nei recinti che hanno sì la

peculiarità di avvicinare il vasto

pubblico di cacciatori al mondo

delle verifiche zootecniche, ma

sicuramente non possono darci

la misura della capacità dei cani.

Intendo dire che per essere ben

inquadrato il soggetto deve esprimersi

in un contesto che sia uguale

o almeno molto simile a quello che

lo vede protagonista durante una

battuta di caccia e ciò si ha soltanto

quanto le prove sono organizzate in

terreno non recintato sui cinghiali

“veri” e non su cinghiali che hanno

adattato il loro comportamento alla

vita di recinto. Nella Lunigiana vi

sono inoltre particolarità che nel

resto della Toscana difficilmente si

incontrano, le zone sono ampie e vi

si alternano macchia mediterranea

molto fitta ad ampi spazi aperti,

i cani devono seguire la passata

notturna anche in prati o pietraie

dove il selvatico ha lasciato tracce

odorose solo per terra senza fregare

nessun’altra parte del corpo alla vegetazione:

questa pista può essere

lunga qualche chilometro perché la

rimessa può essere molto distante

dal punto di attacco della passata e

il cinghiale ha sicuramente incontrato

altri selvatici (caprioli, lepri, volpi)

e ha mischiato il proprio sentore a

quello degli altri animali.

Deve quindi procedere analizzando

con cura il sentore e seguendo a

lungo la passata senza farsi distrarre

da alcunché, altrimenti non arriverà

mai a scovare il cinghiale.

La prova si è svolta nei terreni gestiti

e gentilmente offerti dalla Azienda

Faunistico Venatoria “Sasso Bianco”

(presieduta dal Sig. Nicola Caracciolo,

terreni in pertinenza della

frazione di Sassalbo) e dalla A.F.V.

“Valle del Mommio” (presieduta dal

Sig. Cappè Andreino per i terreni in

pertinenza delle frazioni di Mommio

e Vendaso). I cani iscritti alla prova

sono stati 12, suddivisi in 3 batterie

e precisamente:

BATTERIA 1 sciolte fatte nella

zona di Mommio giudice Sig.

Bracco Felice

Concorrenti:

1) Sig. Avanzini Igino con il cane

Dero di razza Gr. Nivernese;

2) Sig. Cupini Ultimino con i cani

Berlusconi e Nocciolino di razza

Segugio Maremmano;

3) Sig. Amorfini Cristian con il cane

Astro di razza Segugio dell’Appennino.

Risultato di batteria: 1° Ecc. con

165 punti Astro di razza segugio

dell’Appennino.

BATTERIA 2 sciolte fatte nella

zona di Vendaso giudice Sig. Mugnaini

Bruno

Concorrenti:

1) Sig. Vaira Valerio con il cane Dik

di razza Segugio Maremmano;

2) Sig. Cucini Paolo con i cani Leo

e Elba di razza Segugio Maremmano;

3) Sig. Venanti Diego con il cane

Rinforzo di razza Segugio Maremmano.

Risultato di batteria: 1° Ecc. C.A.C.

con 181 punti Rinforzo di Venanti

Diego, 2° Ecc. con 164 punti Leo di

Cucini Paolo.

BATTERIA 3 sciolte fatte nella

zona di Sassalbo giudice Sig.

Fusar Poli Luigi

Concorrenti:

1) Sig. Pratici Marco con il cane Kira

di razza Segugio dell’Appennino;

2) Sig. Filamori Fabrizio con il cane

Diana di razza G.B. de Gascogne;

3) Sig. Baicchi Carlo con il cane

Uragano di razza Segugio Maremmano;

4) Sig. Polotto Guglielmo con il cane

Veleno di razza Segugio Maremmano.

Risultato di batteria: 1° Ecc. C.A.C.

con 180 punti Veleno di Polotto

Guglielmo, 2° Ecc. con 161 punti

Uragano di Baicchi Carlo.

Il raduno mattutino dei concorrenti

si è tenuto presso il Bar Funicolare

in località Passeruola, mentre al

rientro della prova i concorrenti

si sono ritrovati per un conviviale

pranzo presso il Bar Elvetico posto

nella centralissima Piazza Medicea

di Fivizzano Capoluogo.

Terminato il pranzo, sempre nella

piazza, alla presenza del Sindaco

di Fivizzano Sig. Paolo Grassi,

del Consigliere Regionale nonché

Presidente della Commissione Regionale

Agricoltura Caccia e Pesca

Sig. Loris Rossetti e del Presidente

della Sezione Provinciale Enci Sig.

Fabbricotti Giuseppe si è svolta la

premiazione dei concorrenti alla

quale non ha potuto partecipare,

inviando comunque i propri saluti

l’Assessore Provinciale alla Caccia

Sig. Ceccotti.

Visti i risultati ottenuti, la classifica

assoluta è stata così composta:

1° assoluto – Venanti Diego con

Rinforzo (p.ti 181 Ecc. CAC);

2° assoluto – Polotto Guglielmo con

Veleno (p.ti 180 Ecc. CAC);


3° assoluto – Amorfini Cristian con

Astro (p.ti 165 Ecc.).

La classifica ci dice che Rinforzo

meglio conosciuto come Ginori ha

vinto con una prova eccezionale

battendo Veleno sul filo di lana.

Ginori, sciolto all’ultimo turno, ha

fatto un ampia cerca e quando ha

trovato la passata ha dato voce ed

ha accostato con precisione e rapidità.

Giunto sui cinghiali dopo aver

trascurato un capriolo schizzato

davanti al muso ha affrontato il cinghiale

a fermo con coraggio, determinazione

e voce molto espressiva.

Il cinghiale è stato fatto partire dal

conduttore su invito del giudice e

Ginori lo ha inseguito per diversi

Rimini

La Società Italiana Prosegugio di

Rimini, nella persona del presidente

Stasi Vincenzo e tutti i consiglieri,

dopo cinque anni dalla fondazione

della sez. Prov. le, nei giorni 16

e17 Aprile 2011, per la prima volta

in provincia, dopo quasi 60 anni

dalla prima gara svoltasi in Emilia

Romagna nella Provincia di Parma,

ha organizzato una gara cinotecnica

di segugi su lepre in Alta Valmarecchia.

I° trofeo Provincia di Rimini

valida per il campionato Regionale

Emilia Romagna. Negli splendidi

panorami e territori che i concorrenti

hanno potuto vedere, ammirare

e valutare dell’Alta Valmarecchia

e più precisamente nelle Aziende

Faunistiche Diana e Scavolino nel

Comune di Pennabilli, Azienda Faunistica

Valsenatello nel Comune di

Casteldelci, e nei territori dell’A. T.

C. RN2, nel Comune di Maiolo. Si è

riusciti ad organizzare tutto con non

poche difficoltà dovute anche alla

neve, grazie alla collaborazione ed

chilometri, la giuria lo ha potuto seguire

grazie all’attiva organizzazione

messa in piedi dagli amici del SISP

promotori della manifestazione e

quando il cinghiale si è fermato entrando

in un branco di altri cinghiali

Ginori ha ripreso ad abbaiare come

se fosse stato sciolto da poco mentre

era trascorsa già un’ora. Il turno

si è chiuso con il cane che teneva

il fermo in un tagliato molto fitto

seppur caricato ripetutamente dal

cinghiale. Tutti coloro che erano presenti

sono rimasti colpiti da questa

prestazione e mi auguro che Ginori

possa ripetersi magari su un terreno

diverso che certamente troverà nelle

prove che vengono organizzate dal-

I° TROFEO pROVINCIA DI RImINI

Vincenzo Stasi

premia

i vincitori

al lavoro di tutti. La prova di lavoro

ha avuto un grande successo, sia

per quanto riguarda la partecipazione

del pubblico appasionato

giunto da tutta la provincia, che

dei concorrenti, più di 80 accorsi

da tutta l’Italia, (si segnala in modo

particolare il dott. Pino Mancuso

giunto da Crotone, e l’ attuale Campione

Europeo in carica con la sua

muta composta da otto cani segugi

sig. Generotti Carlo). I concorrenti

si sono affrontati nella giornata di

sabato con le categorie mute, divise

in 8 batterie di 5 concorrenti. Il

vincitore assoluto, con punteggio

di eccellente punti 176 è risultato

l’allevamento dell’Aregieois con 6

segugi della medesima razza francese

del Sig. Pizzetti e Randighieri

della provincia di Modena.

Nella giornata di domenica si sono

affrontati altri concorrenti con la

categoria coppie ed il primo assoluto

è stato il sig. Macrì Giuseppe

della Provincia di Parma, con due

la SIPS in tutta la regione.

L’organizzazione oltre a ringraziare

il Comune di Fivizzano, la Provincia

di Massa Carrara e la Comunità

Montana della Lunigiana che hanno

patrocinato la manifestazione,

ringraziano per la sua partecipazione

il Consigliere Regionale Loris

Rossetti, tutti concorrenti che hanno

partecipato alla prova nonché tutti

gli appassionati che, a vario titolo,

hanno operato attivamente alla riuscita

dell’evento.

Ma in particolare Filippo Merlini e

Jonni Fiorentini che sono stati l’anima

della gara e sono stati impegnati

per molti giorni affinchè tutto filasse

per il verso giusto.

cani segugi italiani a pelo raso, con

punteggio di eccellente punti 176, 5.

Alla manifestazione sono intervenuti

8 giudici Enci, che hanno giudicato

la prova sia nella giornata di sabato

16 che di domenica 17 aprile.

Ospite d’onore della SIPS di Rimini e

coofondatore della SIPS Nazionale,

Maestro Mario Quadri, al quale è

stata consegnata una targa di riconoscimento.

Il trofeo provinciale categoria non

iscritti è andato al sig. Betti Graziano

con due segugi Italiani

Il Presidente Provinciale SIPS di

Rimini Sig. Vincenzo Stasi, ringrazia

a nome di tutti gli iscritti e simpatizzanti

della prosegugio, la Provincia

di Rimini L’A. T. C. RN2, i proprietari

e i conduttori dei terreni agricoli

dove si sono svolte le prove, la polizia

Provinciale, il Corpo Forestale

dello Stato, le Guardie Venatorie

Volontarie, le Associazioni Venatorie,

le Aziende Faunistiche: Diana,

Scavolino, Valsenatello alle quali va

riconosciuta l’importanza insieme

all’A. T. C. RN2, del successo della

manifestazione dimostrando un’ottima

organizzazione e competenza,

mettendo ogni concorrente in grado

di incontrare l’usta giusta della lepre

ed aiutando in modo fondamentale

i giudici Enci, per dare ad ogni concorrente

ed ai sui cani un giudizio

giusto ed equo. Faccio notare che

tale prova sportiva si è svolta in pieno

rispetto della natura e della fauna

selvatica, principi fondamentali che

fanno parte dello statuto della SIPS

“LUIGI ZACCHETTI”.

Grazie a tutti ed arrivederci al prossimo

anno

Il Presidente Provinciale SIPS Rimini

Vincenzo Stasi

dalle sezioni

51


dalle sezioni

52

Galeata

I° TROFEO ROmAGNOlO D’ECCEllENzA Su lEpRE 4-5 GIuGNO 2011

Il 4-5 giugno si è svolto a Galeata

(FC) il I° TROFEO ROMAGNOLO

D’ECCELLENZA per cani da seguita

su lepre. Le condizioni meteorologiche

ci sono state propizie,

l’organizzazione,a detta di tutti, è

stata valida e capace ed i concorrenti

sono stati corretti e molto entusiasti

della manifestazione. A rendere

maggiormente suggestivo l’evento

ha contribuito l’evocativo scenario

appenninico con orografia oscillante

dai 500 ai 1000 mt. s.l.m., in cui

sono presenti boschi di quercia,

conifere e arbusteti alternati ad ampi

pascoli e prati a sfalcio, con ottima

presenza di lepri che è stata tale da

garantire la riuscita della manife-

stazione sotto il profilo tecnico e la

regolarità della prova ha premiato i

migliori. Erano presenti le più valide

mute italiane provenienti dal Piemonte,

Lombardia,Emilia Romagna,

Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio.

Nelle due giornate di prove ci sono

state 16 qualifiche il primo giorno

e 12 il secondo con un totale di 28

qualifiche con 3 CAC conseguiti da

Zarina di Di Stefano- Bellucci, Mara di

Vagnoni e Ribot di Zaccagno- Marinelli.

Per quanto riguarda la classifica

generale, ottenuta dalla sommatoria

delle prove di sabato e domenica, al

primo posto si è qualificata con 346,5

punti la muta di Di Stefano- Bellucci,

vincitrice del trofeo (e che non a caso

un mese dopo si è ripetuta vincendo

anche il Campionato italiano mostrando

perciò grandissima qualità

e continuità) , al secondo posto con

337,23 punti si è qualificata la muta

di Corrado Vagnoni, al terzo posto

con 329,6 punti la muta dei fratelli

Sacchetti, al quarto posto la muta di

Giovanni Petruccioli con 328,16 punti

ed il quinto posto è andato alla muta

di Anglo-francesi di Valter Chiocci

con 323,8 punti. Il quadro con targa

in argento per il “Miglior Cane” del

trofeo, ovvero il soggetto che aveva

ottenuto il miglior punteggio in una

singola prova tenendo conto delle

sole 4 fasi di lavoro (cerca, accostamento,

scovo e seguita), è stato

Accompagnatori, organizzatori con la muta di Bellucci-Di Stefano vincitrice del Trofeo romagnolo


attribuito al segugio italiano pelo raso

nero focato Zarina di Di Stefano- Bellucci

con 113 punti.

Presente come concorrente alla manifestazione

anche il Vice Presidente

Vincenzo Ferrara, che con la sua

muta di Petit Bleu de Guascogne

ha riportato due eccellenti qualifiche,

onorando perciò quella che

è risultata una vera festa fra amici

cinofili e segugisti condita ovviamente

dall’agonismo, indispensabile

imput propulsore, utilissimo per

un confronto leale.Il nostro scopo,

certamente raggiunto, non era altro

che far conoscere il gotha del segugismo

nazionale qui in Romagna,

quello di valorizzare i nostri bellissimi

territori ideali ed assai vocati alla

caccia alla lepre con il segugio, ma

anche quello di creare quella figura

di cinofilo-cacciatore che ci possa

far meglio accettare anche dalla

società, tanto ostile alla caccia fatta

solo per il carniere.

A conclusione di queste note non

posso che esternare la soddisfazione

della sezione provinciale della

SIPS di Forlì-Cesena, e sottolineare

la grandissima disponibilità del Vice

sindaco di Galeata Malpezzi Eros,

appassionatissimo cacciatore che

ha dimostrato tutto l’affetto che

questa meravigliosa cittadina ha nei

confronti del mondo cinofilo, del fratello

Malpezzi Boris presidente della

Federcaccia locale, del responsabile

della Pro Loco Mazzoni Atos, del

delegato Enci Giovanni Montanari,

e degli esperti giudici Capri, Villa,

Tarquini, Landini, Pigliacelli e Massardi.

Un ringraziamento particolare

deve essere necessariamente

rivolto anche all’ Amministrazione

Comunale di Galeata, alle autorità

della provincia di Forlì-Cesena, al

comitato di gestione ATC FO6, alle

AFV “Sasseto Mortano” e “Acero

Rosso”, ai proprietari e conduttori

dei fondi per la gentile concessione

dei terreni e agli accompagnatori.

Un cordiale saluto a tutti i segugisti

e… Ad maiora!

Michelangelo Martino

Augusto Rigati

con i suoi nero focati

I fulvi di Giuseppe Ferreri

53


dalle sezioni

54

Perugia

RIFlESSIONI E COmmENTI DI uN NEOFITA DEllE pROVE

Fausto Brugnoni segugista di Gubbio,

in occasione della prova di

Ramiseto (RE), fa alcune osservazioni

nel momento di avvicinarsi

all’avvincente mondo della prove

con i Segugi.

Non più soddisfatto, come nel

passato, della sola caccia con i

cani da seguita, assapora il gusto

del confronto con i colleghi nelle

competizioni. Nelle prove sostiene

di incontrare gli appassionati del

Segugio, instaurare con loro contatti

e scambi di opinioni e provare,

quindi, grande soddisfazione della

nuova esperienza.

Fausto, abituato senza regole, nelle

prove giudica sufficiente il tempo

di 45 minuti per svolgere le 4 fasi

canoniche delle prove su lepre:

cerca, accostamento, scovo e seguita.

Più difficile ritiene il lavoro

del giudice che nello stesso tempo

deve giudicare ed assegnare un

punteggio oltre che per le fasi anche

per lo stile, la voce, l’omogeneità, la

coesione e l’ubbidienza.

Dopo aver partecipato a 12 prove

nazionali e 2 amatoriali fa un resoconto

e prova a fare delle differenze

tra i due tipi di prove.

Si è qualificato 9 volte nelle nazionali

(risultando I° di batteria in 5 occasioni)

ed una nelle amatoriali (III°).

In alcune ha provato molta soddisfazione,

come al “Trofeo Veltro

Corrente a Siena” dove da perfetto

sconosciuto si è classificato I° di

batteria.

In altre, come a Pavullo (MO), deluso

dal giudice che prima sosteneva

di qualificarlo ma invece poi non lo

ha fatto.

Nelle amatoriali, invece, secondo

il suo parere prevale il buonismo

rispetto alla severità del giudizio.

Dalla sua poca esperienza del

mondo delle prove ritiene di aver

incontrato tanta gente competente e

sostiene che al di fuori delle manife-

Fausto Brugnoni ed i suoi S.I.P.F. fulvi

stazioni vi siano moltissimi soggetti

validi forse ancor di più di quelli che

partecipano alle prove nazionali.


Roma

EXpO mAREmmANI

Esposizione amatoriale di Segugi

Maremmani a Sacrofano (Roma)

il 22 maggio u.s. organizzata dalla

locale associazione cacciatori, circa

70 soggetti. Presente il Sindaco Val-

ter Casagrande e l’onorevole Tommaso

Luzzi. I soggetti provenienti

da molte regioni italiane sono stati

mostrati al pubblico con l’intento di

far conoscere meglio la razza.

Un momento dell’expo

Alcuni soggetti di Vincenzo Di Ciurcio

All’esposizione hanno partecipato

due noti giudici di cani da cinghiale:

Sestilio Tonini e Alberto Galdi,

entrambi ottimi conoscitori del Segugio

Maremmano.

L’onorevole Luzzi, Tommaso Tocci, organizzatore

dell’expo, e il sindaco di Sacrofano Casagrande

dalle sezioni

55


dalle sezioni

56

Vibo Valentia

Il DOTT. mARIO CIpRIANO ElETTO pRESIDENTE pROVINCIAlE

DEllA pRO SEGuGIO VIBONESE

Il Presidente con i segugi

Si è svolto presso la sede provinciale

della pro segugio un interessante

convegno alla presenza di

personalità di spicco della cinofilia

calabrese; sala affollatissima di appassionati

segugisti e non, presenti

tutte le associazioni venatorie.

Al termine di un vivace dibattito, il

dott. Mario Cipriano, ha dato uno

spaccato tecnico, filosofico e venatorio.

Dopo l’approfondita relazione del

presidente Cipriano, l’assemblea

ha deliberato la costituzione di una

sede provinciale, con l’elezione del

gruppo dirigente.

Sono risultati eletti: dott. Mario

Cipriano Presidente, Segretario

Tesoriere Pugliese Domenico, com-

ponenti direttivo: Barone Giuseppe,

Perugino Domenico, Pugliese Domenico,

Pitimada Domenico, Fiorillo

Ernesto, Proietti Francesco, Consiglieri

Provinciali: Raffa Giuliano,

Mimmo Ferraro, Proietti Francesco,

Rullo Salvatore, Presidenti comunali:

Pino Pugliese (SPILINGA), Vita

Antonio (DRAPIA), La Torre Francesco

(ZUNGRI), Suriano Vincenzo

(FRANCICA), Proietti Francesco (S.

GREGORIO D.), Costa Fortunato

(SERRA S. B.), Ferraro Nicola (ROM-

BIOLO), Bruno Tallaridà (S. CALO-

GERO), Pantano Franco (RICADI),

Comerci Ferdinando (NICOTERA),

Il gruppo dirigente

Lentini Gianfranco (LIMBADI). Nicola

Papa (Vallelonga), Foti Cosimo

(Mongiana) Lo Iacono Giuseppe

(Zambrone). Porta Voce del presidente

Maccarone Pasquale. - Probiviri:

Domenico Pitimada, Ferraro

Domenico, Barone Giuseppe. Sindaco

effettivo: Proietti Ciccio, capo

ufficio stampa: Domenico Pitimada.

Queste le indicazioni per chi volesse

aderire alla Prosegugio: segreteria

provinciale ai numeri di seguito

indicati:

0963. 051040 – 327. 7306773

Il Presidente

Dott. Mario Cipriano


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