Leggendo i dati che Roberto Galullo ha messo a ... - La Riviera

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Leggendo i dati che Roberto Galullo ha messo a ... - La Riviera

Leggendo i dati che Roberto Galullo ha

messo a disposizione dei cittadini italiani a

proposito del “poltronificio” della

Regione Calabria – Il Sole 24 Ore del 6

I sindaci di Ardore, Monasterace e Gerace sono vicini ai LSU

e LPU, ma lontani i tempi dell'ultimo stipendio. Possono

fidarsi per il futuro prossimo. Pino Varacalli, sindaco di

Gerace, parlerà del loro mal perverso all'Anci nazionale dove,

come a Bruxelles contro la 'ndrangheta, la sua voce è ascoltata.

Un gigante dai piedi di cartone. Per fortuna sua e dei LSU

e LPU, a Gerace fa freddo, ma non piove.

dicembre – mi veniva in mente il semicerchio

dei lettori e dei commentatori che

staziona spesso sul ciglio della Piazza principale

di Roccella Ionica sulla statale 106.



Lo

Schiaccianoci,

sognodi Clara

il

della danza e la genialità

di Cajkovskij, la Locride raccoglie

la sfida. Tre mattine del gelido

L’eleganza

inverno 2012 riscaldate dallo

“Schiaccianoci” rivisitato da Arturo

Cannistrà, tre appuntamenti che sono il

preludio della serata finale del 15 dicembre,

quando lo spettacolo andrà in scena

al calar del sole. Sogni ed emozioni,

danza, teatro e musica.

Questa è l’iniziativa della Federazione

Nazionale Associazioni Scuole di Danza,

– Fnsad – in collaborazione con la

Fondazione Nazionale della Danza – che

portano a Roccella Jonica ‘Leggere per...

ballare’, il progetto culturale rivolto agli

associati, che ha come obiettivo la messa

in scena di uno spettacolo di danza ispirato

a un testo di letteratura condiviso con il

mondo della scuola. Siderno, Bianco e

Roccella unite nell’arte, una lunga linea

che attraversa la Locride per immortalare

un momento di grande suggestione e

partecipazione coordinato dall’associazione

“Progetto SuDanza”. Dopo il successo

del ‘Piccolo Principe’ di Antoine De

Saint-Exuery con la regia di Arturo

Cannistrà e la coordinazione artistica di

Domenico Crea, Presidente dell’associa-

Progetto Sudanza

propone un’altra

rappresentazione in cui

parteciperanno le scuole

di danza Tersicore,

Dionysos e Jonica Danza

zione ‘SuDanza’, andato in scena nel

mese di aprile nel comune della costa

ionica di Roccella, ‘Progetto Sudanza’

propone un’altra rappresentazione in

occasione del Santo Natale in cui parteciperanno

le scuole di danza ‘Tersicore’ di

Roccella Jonica, ‘Dionysos’ di Siderno e

‘Jonica Danzatori’ di Bianco. ‘Leggere

per... ballare’ intende far interagire le

scuole di danza con il mondo della scuola

istituzionale. Filo conduttore del progetto,

un testo di letteratura per ragazzi che

sarà approfondito dalla scuola attraverso

un lavoro interdisciplinare.

Tutto in intesa stretta con il Ministero

dell’Istruzione, dell’Università e della

Ricerca e con Agis scuola, ha il patrocinio

del Ministero delle Pari Opportunità e

della Gioventù e ha ottenuto la Tessera

d’Argento del Club Leggere Tutti.

Quattro gli appuntamenti, le mattine

dell’11, 13, 14 e la sera del 15 dicembre

alle 17:00 lo spettacolo vedrà la partecipazione

del cast di Siderno a impersonare

i ruoli principali e alle ore 19:00 il cast

di Roccella Jonica. Il balletto ‘Lo schiaccianoci

– Il sogno di Clara’, si ispira al

celebre racconto di Ernst Hoffmann e

quando l’arte incontra la scuola

IP


ripropone i contenuti della favola, in cui il

tema del Natale diventa l'occasione per

raccontare il difficile passaggio dall'infanzia

all'adolescenza visto con gli occhi di

una bambina. La realtà, fatta di gioie e

paure, viene traslata nel mondo dei sogni

attraverso l'immaginazione della protagonista

che risvegliandosi si scopre cambiata.

Il contesto viene reinterpretato, in chiave

moderna, con attenzione al mondo attuale,

una realtà virtuale e tecnologica in cui

i giovani di oggi crescono e maturano tra

TV, information tecnology e videogiochi.

Con la scenografia di Antonia Di Lauro,

la regia di Arturo Cannistrà e le coreografi

di Ivana Sanci “Danza Dionysos”, Lidia

Strangio “Tersicore” e Natale Nucera

“Jonica Danzatori”, lo spettacolo vuole

porre al centro dell'attenzione la sottile

linea che separa il mondo reale dal sogno.

Clara è una bambina che con l'avvicinarsi

del Natale riceve molti regali, tra cui un

videogioco "Lo Schiaccianoci" donato

dallo zio-padrino Drosselmeyer e conteso

con il fratellino Fritz, il quale, geloso del

regalo, durante un litigio, stacca la spina

della tv mandando in tilt il gioco.

Drosselmeyer, vede la piccola Clara infe-

Il progetto ha come

obiettivo la messa in

scena di uno spettacolo

di danza ispirato a un

testo di letteratura

condiviso con la scuola

lice, così la consola sistemandole il gioco.

Clara, rassicurata, si siede accanto alla

TV accesa, si addormenta e comincia a

sognare.

Drosselmeyer è un personaggio misterioso

e affascinante capace di animare con le

sue invenzioni tecnologiche i sogni dei

bambini tanto da renderli realtà, così

come a volte avviene nel mondo irreale

dei videogiochi.

Lo zio-padrino, abile inventore, appare

nel sogno di Clara, conducendola nel

mondo virtuale dello Schiaccianoci. È qui

che Clara, nel regno incantato del mondo

elettronico, abbandona l' infanzia per scoprire

la sua adolescenza, conquistata

dallo "Schiaccianoci", quel valoroso eroe

che sconfigge incubi e paure e combatte il

re dei topi e il suo esercito. Le danze del

mondo, che nel finale scorrono davanti

agli occhi dei due protagonisti innamorati,

celebrano la gioia dell'amore come

messaggio universale e rappresentano l'unione

e la vicinanza dei popoli. Uno spettacolo

per famiglie, ma soprattutto un

momento per le giovani danzatrici che le

renderà partecipi di un'esperienza unica.

DOMENICA 02 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 02


CONTROCOPER

CONTROCOPERTIN

TINA

Siamo

disperati

PASQUINO CRUPI

Sono un uomo fortunato. La

mia giornata, anche la più

uggiosa, ha delle parentesi

che la rendono allegra. A

mezzogiorno inoltrato, venerdì 30

novembre, incontro a pochi metri

dall’ingresso de «la Riviera» il barone

Francesco Macrì, ex sindaco a

tempo perso di Locri. In tutta la

possa della sua persona, snodata,

come quella del mago Houdini,

stava erto e solenne, indignato e

disgustato, maledicente e rampognante

il mio giovane ed educato

editore, Vladimiir Rosario

Condarcuri. E per che cosa? Per

avere pubblicato «la Riviera» un

sodo articolo di Salvatore Santagata,

che lo chiamava in causa. E chi può

giudicare il barone Francesco

Macrì?

Poiché non l’editore, ma io, nella

mia qualità di direttore, sono

responsabile della pubblicazione

dell’orticario “pezzo” di Santagata,

non avendo cenere da spargere sul

mio capo, con il belato dell’agnello

dico al maestoso barone, che sembrava

avere il mondo a gran dispetto,

di replicare. E ne ho in risposta :

“Non replico alle vostre cazzate. È

da sempre che scrivete cazzate. Non

sapete che scrivere cazzate”. Né ho

pronta la risposta, preso da dubbio:

ma il barone Macrì frequenta i bordelli

o i salotti-bene? Poi si licenzia

Il BARONE MACRÌ MACRÌ,

ex sindaco di Locri ,

non accetta di dirigere

«la Riviera»

NELLA FOTO

L’ex sindaco di Locri

Francesco Macrì

con l’attuale governatore

della Calabria

Giuseppe Scopelliti

così: “Siete degli stronzi. Siete degli

stronzi”. Ci contamina linguisticamente

il barone Macrì. E ci induce a

pensare, pur non togliendoci dalla

puzzolente compagnia, che vi sono

degli stronzi permanenti che, per

venire a galla, non hanno bisogno né

del diluvio né dell’inabissamento del

Comune di Locri. Come i sugheri,

galleggiano sempre.

Pensate quanto siamo buoni, cioè

sordi alle purulente parole

dell’Illustre Pensatore della Magna

Locri, il mio editore ed io. Per evitare

che le nostre gentili lettrici e i

nostri fedeli lettori, con i quali ci scusiamo

di averli afflitti con il tanfo

escrementizio del vocabolario baronale,

non leggano più “ cazzate” ad

opera di “stronzi” abbiamo offerto

la direzione de «la Riviera» al

Barone. L’ha rifiutata. Forse perché

è più redditizio allevare agnelli e

pecore, capretti e capre, maiali e

scrofe. Sia quel che sia, noi siamo in

pianto. Disperati. Cioè, condannati

a continuare a scrivere e a far leggere

“cazzate”.

Per finire o per incominciare, una

parola seria.

Né il direttore, né l’Editore, né i

giornalisti de «la Riviera» si fanno

intimidire. Ma non c’è legittimo dubbio

che quella del barone Francesco

Macrì è un’intimidazione bella e

buona. Dove ha appreso quest’arte?

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 03


Parlando di...

LA SETTIMANA

UNA STORIA

UNA STORIA

UN GENERALE IN SECONDA CLASSE

lì, clì, clì... il cigolio del trolley che lo segue, precede

Cl’omino stretto nel paltò blu di un freddo pomeriggio

di pioggia. Le ruote della valigia saltano sul pavimento

irregolare del marciapiede che porta ai binari secondari,

della grande stazione ferroviaria. Il treno, verde blu, è già

lì. Regionali veloci li chiamano, un eufemismo per

nascondere la loro vera natura. Treni lenti ma a prezzo

abbordabile, un terzo rispetto alle frecce multicolori.

Sulla banchina ad attendere l’umanità variegata di

un’Italia nuova e più povera. L’omino dal paltò blu vi si

infila in mezzo. I poveri sono distratti dai problemi, nessuno

lo noterà. E invece qualcuno lo scruta, lo guarda

meravigliato, “generale” sussurra in segno di saluto. Gli

occhietti neri dell’omino in paltò si illuminano, un attimo

e tornano a confondersi col grigio della giornata uggiosa.

L’omino si allontana, cerca la solitudine da quella folla di

umanità in travaglio. Gli occhi, di chi l’ha salutato, non lo

mollano, se li sente addosso, attaccati alla schiena. E non

sa, se è affetto o disprezzo, protezione o minaccia. O,

forse, solo sorpresa. L’incredulità di vedersi davanti un

uomo che dovrebbe essere potente, riverito, custodito.

Uno che ha fatto la storia dell’antiterrorismo, dell’antimafia.

Uno che dovrebbe essere attorniato da bodyguard.

Che, invece, è solo su un binario periferico in attesa

di salire su un treno di seconda classe, con una umanità

intorno che da un momento all’altro potrebbe decidere

di sbranarti.

erché quando servi lo Stato non saprai mai se l’hai

Pfatto bene o male, e non sarai mai tu a deciderlo.

L’omino si scrolla il paltò e i pensieri, si sente tanto il

colonnello di Marquez a cui uno Stato ingrato non scrive

più. Ma lui non è un personaggio di fantasia, non gli mancano

le lettere o la pensione, non è Aureliano Buendia.

Ma anche lui che si chiama Mario Mori si è ritrovato

immerso in cent’anni di solitudine. Le CHEVALIER

AUMENTO PASSEGGERI

Sogas ringrazia

Fontanarossa

Nel solo mese di Novembre,

secondo i dati dalla Società

di Gestione dell’aeroporto

dello Stretto, sono ben

46.986 i passeggeri che

hanno scelto di viaggiare dal

Tito Minniti. Un dato significativo

se confrontato ai

37.938 passeggeri dello scorso

anno. Ma per stessa

ammissione del Presidente

della Sogas, Carlo Alberto

Porcino: «La coincidenza

dell’avvenuta chiusura temporanea

dello scalo di

Fontanarossa avrà pure giovato

a questo incremento».

NORDICI & SUDICI Gioacchiano Criaco

A Natale regalate le nocciole

Tanti sudici ricorderanno che nei

Natale di qualche decennio orsono,

la felicità dei bambini era

costituita dalle cinquanta o cento lire

che permettevano loro di comprarsi un

sacchetto di nocciole, con le quali giocare

a castello con gli amichetti. Una base

triangolare, con tre nocciole, appoggiata

contro il muro, una nocciola sopra e il

tiro da lontano, con una nocciola la più

grossa possibile, ad abbattere il castello.

Chi più ne abbatteva, più riempiva il

proprio sacchetto a danno dei meno

bravi. Un gioco innocente, per nulla

consumistico, che faceva divertire i bambini

e non costava quasi nulla ai grandi.

Un gioco che, come quelli semplici di

una volta, teneva insieme nugoli di bambini.

Non è una fiera della nostalgia

quella che vi propongo né del com'era

bello una volta, che la beltà dei bei

tempi andati è spesso un inganno della

mente. Una scappatoia piuttosto, visto

che le tasche sono vuote e di regali

comunque non ne potete fare. Fingetevi

PIANI D’EMERGENZA

Eravamo quasi

stati virtuosi

La Protezione Civile ha verificato

gli aggiornamenti dei

piani d’emergenza di cui i

comuni devono dotarsi. Il

dato positivo è che la

Calabria è stata una delle

sole 5 regioni che hanno

presentato l’elenco dei

comuni al Dipartimento di

Protezione civile. Ma abbiamo

anche il triste primato di

ben 190 enti che sono risultati

non a norma con i criteri

di redazione dei piani e

soprattutto i cittadini di questi

non erano stati informati

del contenuto dei piani.

alternativi, in contrasto con il consumismo

e la globalizzazione selvaggia.

Recitate, nascondendo che per un

decennio anche i più morigerati fra di

voi hanno sognato la ricchezza spacciata

dal pusher di Arcore, il più stupefacente

degli imbonitori mai comparsi sul palcoscenico

politico d'Italia. Professatevi

seguaci della decrescita economica

intelligente, dichiaratevi ecologisti della

prima ora e aborrite i consumi che

distruggono l'ambiente. Ai vostri figli

regalate solo giochi intelligenti, che

stuzzicano la fantasia e costano pochissimo.

Ci potete scommettere che amici e

parenti loderanno la vostra iniziativa e

faranno a gara per imitarvi, giurando

tutti che i lussi sono la meta degli stolti,

che la vita dev'essere in armonia con la

natura. Blufferete tutti, ma avrete un po'

di tregua. Niente griffe per scelta, non

per penuria di liquidi. Sarà una recita,

ma visto che tutti navigate in acque bassissime,

nessuno solleverà il sipario a

scoprire il trucco.

Le notizie più lette della

settimana su larivieraonline.com

1

2

3

4

GIOIOSA JONICA: INCIDENTE SULLA

JONIO-TIRRENO, CINQUE FERITI

LUCIANO RACCO: LA GRU È VIVA.

NESSUN INVESTIMENTO CINESE ALL’ORIZZONTE

BOVALINO: OPERAZIONE PERONOSPORA, CINQUE

ARRESTI E UN OBBLIGO DI DIMORA

IL RICORDO: LUCREZIA CENTO, NIENT’ALTRO

PLATÌ, MIRACOLO DI PANE

5

6

MONASTERACE, I CITTADINI CONTRO BERSANI:

«QUI NON C’È SOLO IL SINDACO ASSEDIATO»

CENTO CERVELLI D’ACCIAIO

7

8 FALSO CARABINIERE SCOPERTO SU FACEBOOK,

DENUNCIATO

Dati larivieraonline.com

IL SOLE 24 ORE

Il De Gustibus di Palmi è il

miglior ristorante emergente

A Palmi si trova il miglior ristorante emergente

d’Italia, è il «De Gustibus». Il locale è stato inserito

nell'autorevole «Guida ai Ristoranti 2013» edita dal

quotidiano economico «Il Sole24Ore» e curata dal

giornalista Davide Paolini.

Il ricoscimento è avvenuto a Milano, nel corso dell'annuale

cerimonia di presentazione del vademecum

gastronomico italiano. Il titolo conferitogli premia

la professionalità del giovane titolare del «De

Gustibus» palmese, lo chef Maurizio Sciarrone,

«autore di una raffinata cucina che unisce tradizione

e tocchi creativi».

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 04


LE IENE E LA CALABRIA

Una telefonata di

minacce in diretta

La iena Luigi Pelazza stava

tranquillamente intervistando

il signor Santo Cardamone di

Falerna quando il telefono ha

squillato. Le telecamere

hanno immortalato la telefonta,

in viva voce, con tanto di

minacce “mafiose”. Il panico

si è diffuso. Il sig. Cardamone

è persino scoppiato in lacrime.

Ma il restroscena non si è

fatto attendere. L’avvocato

Fernanda Gigliotti su facebook

ha diffuso alcuni particolari

della vita di

Cardamone «che si

inventa di essere la vittima

protagonista di

una vicenda criminale».

«Qualche anno fa

quando era candidato

alla provincia

di

Catanzaro, si

inventò un

attentato e

un tentato

omicidio,

incolpando

un povero

giovane di

Nocera

Terinese

di un

reato

gravissimo».

Ma si era

inventato

tutto.

IL DIAVOLO NERO

Ed evviva San Luca

La novena di Natale, di cui già si

sente intorno il profumo, non poteva

lasciare il nostro cuore addolorato

e, prima che sia scaduto il

nono giorno del suo fidente pregare,

ci porta la bella notizia dell'inversione

a U dell'avv. Sebastiano

Giorgi, che aveva rassegnato con

clamore solenne, di fronte al consiglio

comunale, le dimissioni da sindaco

e che da qualche settimana

senza stupore le ha ritirate. Per me,

avverso alla morìa dei sindaci, qualunque

sia la ragione - intimidazione

di Stato o intimidazione di

‘ndrangheta - va bene così. Ma

oggettivamente c'è da dire che il

rientrato sindaco di San Luca ha

finito con l'ingrossare le fila degli

instabili, che hanno una lunga tradizione

storica, anche nel territorio

locrideo, di recente rinfrescata e

lucidata. Spero che in futuro, prossimo

o non prossimo che sia, non

L’Arcobaleno a Saline

abbia a pentirsi di essersi pentito.

Tanto più che l'argomento duro,

che aveva deciso l'avv. Sebastiano

Giorgi, come in un lontano dì la

sindaca di Monasterace, alle dimissioni,

ossia lo Stato assente e sfottente,

non ha perso forza alcuna.

In effetti, non è questo “tirare e

mollare”, “stirare e non mollare”,

che mi fatto sobbalzare. Ciò che mi

ha particolarmente meravigliato è

CAR ARTOLINE TOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

che non si sia fatta viva la stirpe

felice dei dietrologi per spiegare

che a ridosso dell'impeto uscente e

rientrante dell'avv. Sebastiano

Giorgi ci siano state forze oscure,

amiche della notte e nemiche della

luce del giorno. E questo è un dato

confortante per San Luca che tutta

una letteratura, fermentata con i

piedi, come l'uva nella vasca, tende

a rappresentare non come un

paese, ma come una pigna: come la

pensa uno, pensano tutti. Invece,

no. A San Luca ci si dimette e ci si

rimette in sella liberamente, secondo

le proprie convinzioni, senza

spinte e controspinte d'un immaginato

governo-ombra. È questa la

lezione, che viene dalle dimissioni,

ora ritirate, dell'avv. Sebastiano

Giorgi. Una lezione positiva della

quale gli va ascritto grande merito

inconsapevole.

Il cielo spia le intenzioni degli uomini,

anche quelle dettate dalla voracità animalesca,

anche quelle di bifolchi

mascherati da difensori del progresso,

anche quelle tendenti al brutto, al

mostruoso e allo sporco. Il cielo è un

placido osservatore della nostra follia,

di una stupidità rasente l’autodistruzione,

di barattatori di bellezza con interiora

putrefatte, e ci invia messaggi di

luce ricordandoci la nostra natura mortale,

e il poco tempo che ci resta da

dedicare al bello. Sostituiamo all’arcobaleno

il fumo nero delle ciminiere ed

al laghetto le enormi quantità di carbone,

e eccoci in un futuro disastroso. In

Calabria ogni giorno assistiamo a una

ecatombe d’intelligenza, ma resistiamo

confidando nel potere dell’emozione

la Riviera

OPERAZIONE “CIRCOLO FORMATO”

L’ex assessore Ieraci è

stato rimesso in libertà

Vincenzo Ieraci, ex assessore all’Ambiente

del comune di Marina di Gioiosa, è stato

rimesso in libertà. Nel maggio scorso Ieraci

era stato arrestato durante un’operazione

condotta dalla DDA di Reggio. L’inchiesta

era stata denominata “Circolo formato” e

con l’ex assessore era finiti in manette circa

40 persone ritenute affiliate al clan

Mazzaferro. Adesso la sesta sezione della

Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei

suoi legali formulato contro il Tibunale

della Libertà. Secondo gli avvocati di Ieraci,

e vista la sentenza anche secondo i giudici di

Cassazione non esistono gli elementi storico-fattuali

per cui Ieraci sarebbe da ritenere

colpevole di associazione a delinquere.

Dopo un anno tra processi e carcere Ieraci

è stato quindi scarcerato ma dovrà comunque

attendere l’esito del procedimento

presso il tribunale di Locri.

SCHIANTI IMPROVVISI

Una voragine si apre

sotto i vigili del fuoco

I vigili del fuoco sono degli eroi. Ma ogni tanto

qualcuno deve salvare loro. Una squadra di vigili

dopo aver spento un albero di fronte la scuola

elementare Santa Caterina a Reggio Calabria ha

avuto un piccolo incidente. I cinque vigili stavano

rientrando con l’autobotte al comando quando la

strada sotto di loro ha ceduto di schianto. Il veicolo

è precipitato in una voragine profonda 4

metri. I cinque uomini sono rimasti feriti in

maniera non grave.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 05


DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 06


LA COPERTINA

Banche

La grande rapina

ILARIO AMMENDOLIA

Le formichine della Locride per

un intero anno raccolgono le

molliche, le curano, le ammassano,

le amano, poi arrivano i grassi

avvoltoi e le mangiano.

In questa nostra Terra, con migliaia di

disoccupati, con famiglie molto oltre la

soglia della povertà, con ospedali al disastro,

servizi sociali da terzo mondo ogni

anno avviene un furto di quasi un miliardo

di euro.

Non ci sono mitra, né pistole, né bombe

a mano.

Ogni mattina tantissime persone perbene,

oneste, raffinate, fanno il loro lavoro.

Sono in cravatta e sono gentili. Operano

tra la quiete sonnolenta di Grotteria,

nella vitalità di Siderno, tra la calma di

Roccella. Nei 42 comuni, circa settanta

sportelli bancari rastrellano una somma

di circa un miliardo di euro ogni anno.

Sono i depositi della vecchietta che pensa

ai funerali, sono i risparmi dell’impiegato

comunale o del pensionato, del medico,

dell'ingegnere, dell'avvocato, del magistrato,

i guadagni del piccolo imprenditore

o del commerciante. Secondo gli

accordi di Basilea I, il management bancario

dovrebbe: 1) concedere i tradizionali

prestiti alle controparti relativamente

più rischiose; 2) intraprendere operazioni

finanziarie innovative sempre più

sofisticate e con un basso o nullo onere di

capitale corrispondente.

Di queste direttive nella Locride non si

vede neanche l’ombra. L’unico criterio

delle banche è dare ampia sicurezza e

soddisfazione agli azionisti.

Un solo problema: di questo enorme

rastrellamento di denaro neanche il 5%

si trasformerà in finanziamento alle

imprese per lo sviluppo della Locride.

Gli avvoltoi della Locride

Neanche il 5% in mutui!

Tanto è vero che, per esempio, per ottenere

un prestito o un mutuo , quasi sempre,

bisogna rivolgersi alla direzione provinciale

della Banca. E i tassi? Intorno al

13%!

I parametri per ottenere un prestito sono

standard, uguali a Bovalino e a

Castelfranco Veneto, in Brianza e nella

Locride. Ne consegue il disastro.

Quale banca finanzierebbe mai il recupero

di vecchie abitazioni per farne un

“paese albergo”?

Quale banca investirebbe nelle nostre

vallate? Nei nostri paesi? Quale impresa

potrebbe fornire garanzie sufficienti?

Garanzie uguali a Sesto San Giovanni

eda Siderno?

Non esiste!

Così continua una storia incredibile.


TERRITORRIO ADDIO

Circa 70 sportelli

bancari rastrellano nei

territori della Locride

circa un miliardo di

euro ogni anno.

Neanche il 5% di

questa somma si

trasforma in

investimenti per la

nostra imprenditoria

Un tempo c'erano le rimesse degli emigranti

in valuta pregiata e sono serviti a

finanziare il miracolo economico nel

triangolo industriale. Adesso abbiamo

solo risparmi e servono per finanziare lo

sviluppo in posti lontani.

Si dovrebbe fare uno studio sui “pacchetti”

che le banche propongono al medico

pensionato, all'insegnante a riposo, all'agricoltore

che sa soltanto coltivare la sua

proprietà.

Si scoprirebbe che la Locride (ma il

discorso vale per la Calabria) finanzia lo

sviluppo cinese o coreano, il deficit USA,

l'industria europea.

Tutto a posto.

I parametri che l'Europa richiede vengono

rispettati al millesimo.

Sono parametri concepiti da un “potere”

grigio e senza volto che neanche sa che

esiste la Locride o la Calabria. Così come

la politica della Locride o la Calabria

ignora Basilea.

Qualche mese fa c'è stato un grande

sventolio di bandiere perché in seguito ai

piani di sviluppo locale integrato, nella

Locride potrebbero arrivare, in due, tre

anni, una quarantina di milioni.

Grandezza del nostro Tommaso

Campanella che riferendosi al popolo

dice “ei si ammazza e si dà morte e guerra

per un solo carlin di quanto egli al re

dona”.

Un popolo di lavoratori, di gente piena di

iniziativa capace di coltivare i calanchi, i

pendii e le vallate, s'è trasformato in un

popolo che invoca assistenza, non comprendendo

che i soldi che ci arrivano

come assistenza sono i nostri stessi soldi.

Colpa di una borghesia miope e avida e

di una classe politica incapace, nana e

oziosa.

Antica storia quella delle banche. Il presidente

Guido Marino in una celebre

sentenza parla della mafia del banco di

Napoli (e non si riferiva alla agenzia locale

ma alla direzione nazionale) molto più

omertosa rispetto alla ‘ndrangheta stessa.

Una storia che continua.

La politica non si confronta con queste

cose.

Certo è più facile fare il convegno anti

‘ndrangheta per mettere il petto in fuori.

Molto più difficile confrontarsi con temi

che richiedono capacità, intelligenza,

forza, e grande seguito popolare. Una

forte saldatura tra popolo e classe politica.

Per essere incisivi in Europa e a Roma

bisognerebbe essere credibili in Calabria.

Non è così… e allora ? Meglio raccontar

favole !!!!!

DOMENICA 11 NOVEMBRE 2012 LA RIVIERA 07


Parlando di...

PECORE

ALL’URNA

di Fernando SAGADO

Il

vecchio è di moda in

Calabria, lo è perché

giova, non a tutti ma a diversa

gente. Il vecchio è utile a chi

un posto di lavoro ce l’ha, a

chi tiene amici e strapuntini, a

chi riesce a cavarsela nella

giungla odierna. La Calabria

e l’Italia non cambiano, perché

i suoi elettori non cambiano,

e chi qualcosa in mano

ce l’ha non cambierà mai, né

mai supporterà il cambiamento

fregandosene di compaesani,

conoscenti, amici e

parenti, passando oltre il

futuro della propria prole. La

classe politica nazionale e

nostrana è inamovibile perché

statico è l’elettorato. Chi

non ha nulla si agita, ma al

primo sussidio torna immobile.

Così fino a quando dal

fondo del barile si tireranno

su mele, nulla accadrà. I dinosauri

nazionali continueranno

a essere appoggiati dalle vecchie

volpi locali, tutti sostenuti

dalle pecore calabresi che

fin quando avranno un prato

da brucare non diverranno

mai lupi.

DAL MITO DEL BUON GOVERNO

I QUATTRO

di Pasquino CRUPI

Igiochi sono fatti. Rien ne va

plus, nulla è più valido. Ha

vinto Pier Luigi Bersani, che s’è

trascinato dietro, a parte l’immaginato

profumo di Nichi Vendola,

l’odore concreto del parmigiano,

tanto gradito ai divoratori di sedie e

poltrone, non stanchi mai di sedervisi.

Dalle Alpi a Capo Passero, da

Trieste, dove spira la bora, alla

Calabria e a Reggio dove il vento

aggiusta la vela dei marinai provetti.

Ma di questi marinai dopo.

Matteo Renzi, fermo a oltre il 39 per

cento - e non è una bazzecola - a

fronte del 60 per cento di Pier Luigi

Bersani, senza svirgolature e senza

ambagi, ha riconosciuto di aver

perso. Ha riconosciuto anche d’aver

commesso qualche errore, più d’un

errore. Ma non sembra aver considerato

d’avere preso un abbaglio. Egli

non ha tenuto conto che non si vince

contro l’apparato di partito, che

ebbe a suo genitore il partito bolscevico

di Lenin e di Stalin e il suo coltivatore

diretto nei partiti comunisti

occidentali, compreso il P.C.I. di

Togliatti e dei suoi eredi maiuscoli -

cioè ancora in versione comunista -

e minuscoli - cioè, nell’attuale versione

piddista. Dai congressi alla

nomina dei deputati e senatori tutto

è dominato e divorato dall’apparato.

Matteo Renzi più fortunato di

Pinocchio, non è finito nella pancia

della balena. Ma, comunque, ha

perso, rivelando un candore, non

sospettabile in un maledetto toscano.

E neppure in un cervello fine e

sottile, come quello di Demetrio

Naccari Carlizzi, che ha guidato il

fronte dei renziani in Calabria in

nome del rinnovamento. Che non c’è

stato e non ci sarà. I governativi a

tutti i costi, ancorché camuffino questa

loro ossessione, chiamandola

vocazione maggioritaria, hanno

come programma la perpetuazione,

non il rinnovamento. E io non mi

stupisco affatto della ferrea coerenza

di Rosy Bindi che, come una fiammante

stalinista scampata al forno

crematorio della Democrazia

Cristiana, ci erudisce che sarà il

Partito a decidere della sua sorte

parlamentare, e intanto tende ad

ammanettarlo con il rosario.

Ma resto sgomento - e credo che

DOMENICA 11 NOVEMBRE 2012 LA RIVIERA 08


AL MITO DELLE PRIMARIE DEI VINCITORI

I CAPIBASTONE

DELL’APOCALISSE

CHE HANNO DONATO

LA CALABRIA

A SCOPELLITI

la Riviera

dell’ave Bersani

sgomenti siano rimasti anche i sinceri

democratici che - alla vigilia del

ballottaggio del 2 dicembre - si siano

ritrovati tutt’insieme, tutti nuovamente

d’amore e d’accordo, i capibastone

dell’apocalisse, i re magi che

hanno portato in dono la Calabria a

Scopelliti, i quattro dell’Ave Bersani:

tre transfughi - Giuseppe Bova, che

cerca nuove vie al Socialismo; Nicola

Adamo, che passa e spassa sotto il

balcone del Pd; Agazio Loiero, che

ritiene il Mezzogiorno l’ora del pranzo

- e un permanente - l’immobile

Marco Minniti, il quale, siccome sa

che la terra gira, opina, che, restando

fermo, o prima o poi, ritorna al centro.

Per infallibile opportunismo

astronomico.

La via del rinnovamento è assicurata.

Sono le lucciole, non le fiaccole,

che illuminano le vie dell’avvenire.

Sventolando le bandiere del nulla.

DOMENICA 11 NOVEMBRE 2012 LA RIVIERA 09


Parlando di...

Attualità

Il medico deve essere bravo e deve essere buono

ASP REGGINA: la Squilaccioti si reinsedia al posto di Carullo come sostiene il Tribunale del Lavoro

FRANCO CRINÒ

Nella sanità reggina, ciò che fa sciaguratamente

sbagliare la politica,

oltre al resto, è un riflesso condizionato.

Mi riferisco al fatto che i circuiti,

per quanto decimati, dei rappresentanti

istituzionali si svegliano la

mattina e si premurano di sapere se

continua Carullo al timone dell’ASP

oppure se ritorna la Squillacioti e

non, invece, i motivi per i quali in un

reparto di Locri si è denunciato il

fatto che per mettere un catetere, la

moglie di un ricoverato è dovuta

andare ad acquistarlo in farmacia e,

poi, indossare un camice e aiutare il

medico di turno nell’operazione. Chi

è chiamato ad assolvere al compito

della amministrazione e sceglie, a sua

volta, i collaboratori, dovrebbe sapere

che meriti e demeriti si riversano

Per il dr. Cisterna non ci voleva la zingara

IN EVIDENZA

Nato per stare in un circo equestre, dove la

natura parca lo aveva destinato, Nino Lo

Giudice s’ era persuaso, al contrario che

era degno d’un teatro tragico, e scelse d’essere

“uomo d’onore”. S’attendeva riconoscimenti,

apprezzamenti, ricchezza, come beni esclusivi

della milizia ‘ndranghetista, e, quando, invece,

arrivò il carcere, pensò di evadere senza lenzuola

e grimaldelli, sfoderando una bella lingua serpentina.

Che, siccome si realizzava per sputi,

necessariamente erano rivolti in alto. Incredibile

a dirsi, ma non a credersi per certi solenni magistrati:

verso un magistrato, di vita sobria e di

ricca dottrina, il dr. Alberto Cisterna. Accusato

da Nino, pentito, d’avere preso soldi dal fratello

Luciano onde liberare dal carcere il fratello

Maurizio. Che un pentito, per sciogliersi dalle

sbarre, denunci i propri consanguinei, è fatto

che fa tentennare, al di là d’ogni legittimo dub-

Rosanna Squillacioti e Renato

Carullo, di professione direttore

dell’ASP Reggina.

IL DITO NELL’OCCHIO / di Roderigo Di Castiglia

Il magistrato

Alberto Cisterna

su chi li nomina e

gli effetti, in nessun

altro settore come

quello della sanità,

si leggono sulla

carne viva, per

usare una drammatizzazione

che qui

calza moltissimo,

dei cittadini. Se si

ha il polso vero

della situazione, si

può rimediare a

quei fattori e a quei comportamenti

che appannano ulteriormente le istituzioni

per i modelli gestionali che

adottano.

Quale vertice istituzionale si butta

volontariamente la zappa sui piedi?

Nessuno, a meno che abbia deciso di

prendersi le magre di chi lo guarda e

le ferite dello strumento che gli è

bio, anche il più debole e il più stralunato dei cervelli.

In Italia, purtroppo, siamo alluvionati dai

cervelli forti, oltre che dai maestri del sospetto,

che vantano tra i loro cattedratici i magistrati. E

così il dr. Cisterna finisce nel registro degli indagati.

E, nello stesso giorno dell’interrogatorio a

Roma, sulle pagine del “Corriere della Sera”,

che più volte le ha aperte alla generosa prosa del

nuovo Capo della Procura della Città eterna, dr.

Giuseppe Pignatone. Tanto per dimostrare che in

Italia si fa tutto alla luce del sole. O non è per

questo?

Siamo a Roma, il rito deve essere secondo l’antico

romano impero. Gli indesiderabili non lasciano

la testa sul patibolo, ma vengono esposti al

patibolo. Il dr. Cisterna, nonostante che il pentito

per il CSM e per la Cassazione non sia attendibile,

viene confinato a Tivoli in via cautelare.

Non sarà responsabile di corruzione, ma di qual-

stato dato in mano e che non usa

bene, perché tanto il fine è realizzare

un proprio utile. Sappiamo bene cosa

è la comunicazione istituzionale, ma

anche quanto è importante la comunicazione

intesa come affiatamento

tra le gerarchie come, nel caso di una

ASP, tra Assessore alla Sanità, in una

gestione ordinaria, Direzione

Strategica, Dipartimenti, Unità

Operative, sino ad arrivare ai cittadini.

Se non fosse che tutto va come va,

cioè disordinatamente, si dovrebbe

passare a un altro modello di comunicazione,

quella tra medico e

paziente. Se ne è parlato al 6° Forum

Risk Management in sanità ad

Arezzo, con la presentazione di un

libro a cui ho assistito. I richiami alla

umanizzazione della medicina evidenziano

la necessità di stabilire una

relazione empatica con gli assistiti e

cosa di non legittimo sarà stato capace. Secondo

il codice della Santa Inquisizione , per la miseria.

Che c’è di nuovo, ma non d’inaspettato? C’è che

il giudice per le indagini preliminari, Barbara

Bennato, ha archiviato l’accusa di corruzione nei

riguardi del dr. Cisterna. Giustizia è stata fata, ci

sarebbe da scrivere. Ma io non lo scrivo. Ci

sarebbe giustizia solo se il nobile magistrato reggino

fosse messo in condizione di partecipare

alla corsa di Capo della Procura di Reggio. Onde

cominciano i suoi guai. E non ci voleva la zingara

per saperlo. Né un anno e mezzo per decidere

che è innocente. E, invece, la Cassazione rigetta il

ricorso del dr. Cisterna contro il suo confino a

Tivoli, e il dr. Giuseppe Pignatone regge superbamente

la Procura di Roma, sul quale avverso

s’era pronunciato Falcone e che era stato sporcato

dal pentito Siino, il quale l’accusava di corruzione.

con quanti li accompagnano in vita,

sapendo leggere correttamente i

messaggi che questi cercano di trasmettere.

Un passaggio è stato particolarmente

applaudito in un intervento,

«[...] sia chiaro che il medico

deve essere bravo e deve essere

buono», non solo curando il paziente,

ma, anche, dandogli consigli, e sostegno

psicologico e morale. Invece che

di queste cose, quelli di cui al secondo

rigo dell’articolo sono più impegnati

nel teatrino della politica che

sulla crisi del sistema sanitario.

Adesso c’è la notizia del reinsediamento

della Squillacioti, decretato

dall’ennesima e diversa sentenza dei

giudici.

Al Direttore Generale abbiamo sempre

raccomandato di “guardarsi” dai

collaboratori “infedeli”. Sono troppe

le cose che non vanno.

In Italia, purtroppo,

siamo alluvionati dai

cervelli forti, oltre che

dai maestri del

sospetto, che vantano

tra i loro cattedratici i

magistrati. e così il dr.

Cisterna finisce nel

registro degli indagati

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 10


DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 11


Parlando di...

ATTUALITÀ

REGIONE CALABRIA

352 consulenze in

difesa della Patria

FRANZ FOTI

Leggendo i dati

che Roberto

Galullo ha

messo a disposizione

dei cittadini italiani a

proposito del “poltronificio”

della Regione

Calabria – Il Sole 24 Ore del 6

dicembre – mi veniva in mente il

semicerchio dei lettori e dei commentatori

che staziona spesso sul

ciglio della Piazza principale di

Roccella Ionica sulla statale 106.

Chissà cosa avranno pensato e

detto venendo a conoscenza di

quanto è stato pubblicato. La

Regione Calabria, cito Galullo,

partecipa a 16 società versando un

capitale di circa 58 milioni di euro

e nominando 48 amministratori.

Tra queste società partecipate

dalla Regione una merita l’attenzione

di tutti: la Fondazione

Calabria Etica destinata a realizzare

solidarietà sociale. Non ha

scopo di lucro. Eppure! Il presidente

precedente non percepiva

alcun compenso mentre il nuovo,

un lametino, candidato e non eletto

all’ultima tornata elettorale

regionale per la lista “Noi sud” che

sosteneva Scopelliti, ha stabilito di

IN EVIDENZA

Si sprecano circa 58

milioni di euro per

tenere in piedi

carrozzoni di stretta

osservanza partitica,

quando con siffatta

cifra sarebbe facile

creare 12.500 posti

di lavoro.

accordarsi un’indennità di soli

133.600 euro, più della spesa per il

personale che ammonta a 118.338

euro. Un consigliere regionale percepisce

un’indennità netta di 5.100

euro mensili. Il Presidente della

Fondazione Calabria Etica la

supera di qualche centinaio di euro

al mese. Però si preoccupa di realizzare

solidarietà sociale!

Ma ci sono poltrone di serie superiore

sopra le quali siedono persone

nominate dalla giunta regionale,

facenti capo a cariche ambite,

portatrici di consenso elettorale,

veri e propri potentati politici. Tra

il 2010 e il 2012 la Regione

Calabria ha sfornato ben 352 incarichi.

Si tratta di nomine che spaziano

in lungo e in largo. Ci sono

ben 201 dirigenti. Nell’ultimo

triennio il Presidente della

Regione ha sottoscritto 50

decreti per un totale di 153

nomine.

La qualità e la convenienza di

tenere in piedi queste società è

facile intuirla. Certo è che

quando ci si trova di fronte a

iniziative come il concorso

“Artisti a difesa della Patria”,

architettato per coinvolgere

le giovani generazioni, qualcuno

potrebbe chiedersi in

quale secolo viviamo.

Di fronte a questo scempio

di denaro pubblico sarebbe

gioco facile mettere in

vetrina la fragilità e l’inutilità

di tutto questo

impianto di società e

fondazioni che spuntano

come i funghi.

Anche un ragazzino ne

comprende le finalità. I

calabresi spero lo

abbiano inteso già da

tempo e si spera che si

scrollino di dosso questa pesante

coltre di politicismo da quattro

soldi che brucia i pochi risparmi

dei cittadini, logora le

pen-

sioni, semina ulteriore disoccupazione,

aumenta il grado di malessere

verso la pubblica amministrazione.

Non è più possibile mantenere

apparati politici che, oltre al

finanziamento pubblico da

sopportare, divorano

altro denaro

dissanguando i

bilanci striminziti

delle famiglie calabresi.

Si versano circa 58

milioni di euro per

tenere in piedi carrozzoni

che non

generano benessere,

non creano occupazione,

se non quella di

stretta osservanza partitica,

non alimentano il

rilancio produttivo nei

vari ambiti della produzione

e dei servizi.

Con 58 milioni di euro si

potrebbero creare 12.500

posti di lavoro produttivi,

non legati ai vecchi tricicli

della politica, alla burocrazia

anacronistica, al partitismo

pervaso dal senso di

onnipotenza che lo nutre,

forse, si auspica, ancora per

poco.

NATALE NA ALE A LOCRI

Brava questa

Francesca Crea,

che dà speranza.

Non abbiamo simpatia per i

prefetti e figuratevi se siamo

decisi ad accordarla ai commissari,

le creature più burocratiche

e quadrate che cronaca e storia

trascinano di tempo in tempo.

Sicuramente sfugge a questo

genere parco fino all’ultimo

euro, avaro fino al punto da

considerare il denaro fine a se

stesso – si incassa, ma non si

spende – la dott.ssa Francesca

Crea, commissaria al comune di

Locri dove, secondo il giovin

signore del Pd, Giuseppe

Fortugno – individuabile come

Giuseppe Fortugno Laganà –

dopo la locale vittoria bersaniana

è rientrata la democrazia.

Perché, dunque diversa

Francesca Crea ? Ha dietro di sé

un passato encomiabile di commissario

dal volto democratico e

dall’anima aperta ai problemi.

A Locri non è arrivata con la scimitarra,

anche se a qualche statua

dell’ancien régime la testa va

tagliata. Vi è pervenuta con la

consapevolezza che in una

comunità disastrata, non solo

dal punto di vista del bilancio,

non bisogna aggiungere caos a

caos, smarrimento a smarrimento,

sfiducia a sfiducia, anormalità

ad anormalità.

Basta, talvolta, un gesto per

dare il segnale che si può tornare

alla normalità a Locri. Che

non debba essere di lacrime e

sangue anche il Natale, la

dott.ssa Francesca Crea lo ha

detto chiaramente : sarà festeggiato

come ogni anno. Certo,

con minori spese e meno luminarie.

Ma sarà festa. Brava questa

dott.ssa Francesca Crea, che

dà speranza.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 12


DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 13


Polaroid

Locride

Mammola: iniziati i

lavori sulla Limina

Iniziati pur con le intemperie

meteorologiche i lavori annunciati

di messa in sicurezza della

strada “RODINELLA” importante

e strategica arteria comunale

di collegamento alle frazioni di

CHIUSA, SAN TODARO,

MALAFRINÒ, ASPALMO.

PRIMARIE POCO CHIARE A SIDERNO

Permetteteci la battuta ma le primarie a Siderno si sono svolte con la luce di

emergenza a causa del maltempo di domenica

INCONTRI CASUALI-ELETTORALI

Abbiamo notato negli ultimi giorni alcuni incontri casuali che sembrano molto interessati al

futuro prossimo di Siderno. Nella foto Barranca, Sgarlato, Macri e un cronista

LSU/LPU NEL BARATRO

I lavoratori socialmente utili

e di pubblica utilità di

Benestare rischiano, dopo

14 anni di servizio, di non

ricevere da parte delle

Regione la proroga per il

prossimo anno. Il 31 dicembre

infatti si avvicina ma

ancora non gli è stato comunicato

se il loro contratto a

tempo sarà rinnovato.

Come rovinare una

piccola azienda calabrese..

e non aver scrupoli

IN EVIDENZA

«È vero, Franco

ha il torto di essere

nato e di avere

operato

a Gioia Tauro

e in Calabria.»

Scrive Michele Maduli, preside in

pensione, già dirigente del PCI

nella piana di Gioia: «…Franco fa

l’imprenditore e vive a Gioia Tauro.

….dopo la morte del padre, Franco

decideva di dedicarsi alla piccola

azienda di famiglia e, nel giro di

qualche decennio, la trasformava in

una moderna impresa con qualche

decina di dipendenti.

Qualche anno addietro, l’azienda di

Franco, la “Elettroimpianti” viene

coinvolta nella cosiddetta “oper-

azione Arca” promossa dalla DDA

di Reggio Calabria, ma tutte le

accuse vengono, poi, totalmente

archiviate, su richiesta degli stessi

magistrati inquirenti. Intanto un

altro calabrese, Giovanni Tizian,

emigrato al Nord dopo l’omicidio

del padre, avvenuto nel 1989 a

Bovalino, ad opera della

‘ndrangheta, cita il “caso esemplare”

della Elettroimpianti:

«L’azienda arriva dalla Piana di

Gioia Tauro, feudo della famiglia

La Calabria incontra

il Marocco (Rabat)

Parterre eccezzionale al tavolo

(Caridi, Fedele e Dattola oltre i rappresentanti

esteri) Unioncamere

Calabria per la presentazione della

missione istituzionale ed economica

tra Calabria e la Regione di Rabat del

Marocco. Titolo dell’incontro “Sistemi

Colturali e di meccanizzazione del

Settore Olivicolo”

Solidarietà concreta

Il vicesindaco di Benestare,

Domenico Mantegna, per dimnostare

la sua vicinanza ai lavoratori decide di

rinunicare alla propria indennità

Domenico Mantegna ha

deciso per solidarietà con

questi lavoratori di rinunciare

all’indennità di 400 che

gli spetta in quanto vicesindaco

del comune. «Il mio è

un gesto simbolico per

dimostrare tutta la mia riconoscenza

e solidarietà a

queste persone. Sono in servizio

presso l’ente da un

Piromalli. Negli atti dell'operazione

Arca sulla 'ndrangheta nei cantieri

della Salerno-Reggio Calabria, si

legge che due soci sarebbero vicini

proprio alla cosca Piromalli. La

donna del gruppo imprenditoriale è

cugina di Tommaso Atterritano,

«organico alla cosca Piromalli»,

inserito nel 1998 nell'elenco dei

ricercati più pericolosi. E qui Tizian

si fa prendere la mano e si dimentica

di compiere dei controlli sullo

sviluppo delle indagini relative alla

“Operazione Arca”. Così, prima

ancora che le Prefetture e gli

inquirenti si esprimano sulla

integrità delle aziende (tra cui quella

di Franco) iscritte nella white list,

Tizian esprime seri sospetti sulla

stessa azienda, etichettandola come

contingua alla mafia perché già

coinvolta nella cosiddetta

“Operazione Arca” attuata nel

2007 dalla DDA di Reggio

Calabria. Inoltre.. la moglie di

Franco, “la donna” della società, è

cugina di un tale che è stato

decennio sotto pagati e privi

di contributi ma sono indispensabili

e fondamentali

per il nostro comune». I

dipendenti che sono a

rischio licenziamento dal 1

annoverato fra i più pericolosi latitanti,

per giunta già residente in

passato a Bologna.

È un grave scivolone che rischia di

ritorcersi su una persona per bene e

su una azienda che potrebbe essere

esclusa da qualsiasi chiamata di

lavoro da parte della comunità

emiliana». È vero, Franco ha il

torto di essere nato e di avere operato

a Gioia Tauro e in Calabria.

Un altro dei capisaldi dell'accusa è

costituito dal fatto che Franco ha

sposato una donna di Gioia Tauro

che ha la sfortuna di avere un parente

di sesto grado, accusato di

essere collegato con una importante

cosca della stessa città. Ma ci

si dimentica di dire che lo stesso

personaggio era solo un ragazzo

all’epoca del matrimonio e che,

comunque, non ha da anni alcun

rapporto con la famiglia Romeo».

Sulla vicenda hanno scritto in

maniera solidale con Franco

Romeo tante persone che lo

conoscono tra cui lo scrittore

gennaio sono 14. Fino allo

scorso anno erano 19, ma il

Comune è riuscito a stabilizzare

la posizione di 5

LSU/LPU grazie ad un

bando regionale del 2010.

Mimmo Gangemi, l'ex consigliere

regionale del Pci Nicola Gargano e

altri ancora. Anche io ho conosciuto

Franco Romeo e so bene che è

una persona perbene.

Esprimo la mia solidarietà e mi

domando: si tratta solo di Franco

Romeo? No! All'albo d'oro delle

vittime della ‘ndrangheta dovrebbe

essere affiancato un altro albo con i

nomi delle vittime dell'antindrangheta.

In questa nostra terra

la Costitzione è stata fatta a pezzi

tra gli applausi di quanti a destra e

a sinistra per viltà o per convenienza

hanno consentito che alla giustizia

dei Tribunali immaginata dai

padri Costituenti come impersonale,

silenziosa, giusta, umana si sostituissero

gli “eroi” dei processi

sommari, della “giustizia” gridata,

delle garanzie costituzionali violate.

La Sinistra su questo terreno ha

scritto una brutta pagina e oggi la

Calabria intera ne paga le conseguenze.

Ilario Ammendolia

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 14


Loro ci hanno

messo la faccia

Le votazioni della scorsa settimana

per le primarie del Pd hanno acceso

gli animi. Comunicati stampa e

interviste dei coordinatori dei movimenti

del centrosinistra hanno invaso

i giornali e le tv nazionali e locali.

Eccoli i rappresentanti di

Bersani, Sebi Romeo, Vendola,

Laura Cirella, e Renzi, Girolamo

De Maria.

Un comune virtuoso quello

di Benestare. In cui è stata

abolita l’Imu sulla prima

casa, sono stati creati 12

posti di lavori con un progetto

d’accoglienza per

SUPERCAZZOLE

di Vincenzo Carrozza

STORIA

Don Luigi Ciotti da Torino, a

Gambarie: “Abbiamo tanti, tanti

nemici, ma vogliamo costruire la

storia.” Don Vincenzo Padula da

Acri, ad Acri: «Finora avemmo i

briganti, ora abbiamo il brigantaggio.

Tra l'una e l'altra parola corre

grande divario. Vi hanno briganti

quando il popolo non li aiuta, quando

si ruba per vivere e morire con la

pancia piena, solo per se. Vi ha il

brigantaggio quando la causa del

brigante è la causa del popolo, allorquando

questo li aiuta, gli assicura

gli assalti, la ritirata, il furto e ne divide

i guadagni. Ora noi siamo nella

condizione del brigantaggio». La

storia, ad essere onesti, è sempre

quella.

minori del Nord Africa e

grazie ai suoi operatori non

ha risentito, come altri enti,

del problema della raccolta

della spazzatura. Ma senza

la proroga di questi contratti

da parte della Regione

rischia il collasso. Parliamo

di impiegati di segreteria,

dell’ufficio protocollo, degli

uffici tecnici e di vigilanza,

ma anche dei conducenti

degli scuolabus, degli operatori

della nettezza urbana e

del servizio idrico. «Oggi ad

esempio ci troviamo in seria

difficoltà per una perdita

nella frazione di Canale

visto che l’addetto al servizio

idrico è uno degli

LSU/LPU in sciopero» ha

sottolineato Mantegna.

L’ente senza queste persone

non potrebbe garantire i

propri servizi ai cittadini.

«Allora chiudete i comuni.

Non ci sarà più motivo per

amministrare. Non si riuscirà

più a far fronte alle esi-

genze dei cittadini né economicamente,

visti i tagli al

bilancio, né a livello di personale»

questo lo sfogo provocatorio

con cui Mantegna

conclude il nostro incontro.

Il vicesindaco è stato chiaro

il comune ha bisogno di questi

lavoratori precari come

dell’ossigeno e se la Regione

lo costringerà a farne a

meno preparatevi alle intermi

E.A.

Grave preoccupazione e allarmismon tra

le diverse categorie produttive di Siderno .

Operatori Commerciali Operatori

Turistici, Artigiani, Aziende ed imprenditori

dei diversi settori. Ritengono ormai

assolutamente insostenibile la grave

realtà che Siderno e tutto il territorio stanno

vivendo, da tempo, la situazione socioeconomica

si trascina in modo sempre più

preoccupante, quotidianamente si registrano

attività che chiudono battenti, commesse

e dipendenti licenziati, famiglie che stentano

ad arrivare alla fine del mese, pagamenti

che non si riescono a rendere solvibili,

negozi storici che dopo decenni di attività

sono costretti ad abbassare la serranda.

Fino ad ora, riferiscono i rappresentanti

delle diverse categorie, si è cercato di resistere

in quanto si prendeva atto che la situazione

di crisi è purtroppo generalizzata,

Antonio Tallura

beato tra le donne

Una sera particolarmente fortuna per

Antonio Tallura. Oltre ad aver partecipato

alla presentazione del libro Luna di

Giada di Giuseppe Panzera, in bella

mostra tra le mani delle hostess, ha

anche preso parte alla premiazione del

Premio Bronzi di Riace, giunto all’undicesima

edizione. Castel Sant’Angelo a

Roma ha fatto da sfondo alla cerimonia.

la Riviera

I COLLEGHI FESTEGGIANO TOTO SANCI

Finalmente sei in pensione adesso possiamo dirti che

eri veramente un rompiballe simpatico, ma ti abbiamo

voluto bene lo stesso, con i colleghi di lavoro si passano

intere giornate e alla fine ci si conosce meglio che in

famiglia. Nonostante i tanti contrasti e discussioni che

possono esserci, ci si affeziona e, quando si va in pensione,

si è insieme tristi e contenti. Tristi per la mancanza

che la persona lascerà sul posto di lavoro e contanti per

il bel traguardo.

Auguri i tuoi 60 colleghi.

GIORNATA DELLA SICUREZZA STRADALE

Il 12 dicembre alle 10.00 presso il Liceo scientifico

Pietro Mazzone di Roccella Jonica si terrà la Giornata

della sicurezza stradale. Organizzata dall'Arcpesca,

insieme all'Associazione Stefania Sita di Agnana

Calabra e all'associazione Aniello Ursino di Roccella

Jonica hanno ritenuto fondamentale sensibilizzare i

cittadini su questo importante problema. Troppi sono

gli incidenti che avvengono sulla ss. 106, giovani vite

spezzate, famiglie distrutte da disattenzioni o violazioni

del codice della strada.

Imprenditori Sidernesi preoccupati: «Serve una mobilitazione,

il peso eccessivo dei tributi non è più sostenibile»

coinvolge tutto il territorio regionale,

nazionale spingendosi anche verso altri

angoli del mondo.

In questo contesto certamente i responsabili

delle diverse attività produttive non sono

rimasti con le mano in mano da passivi

osservatori e animati da un profondo senso

di responsabilità, coscienti che ognuno

deve fare la propria parte, si sono attivati

ottimizzando il lavoro, i tempi, per contenere

i costi, aumentare la produttività, accontentarsi

di margini di utili sempre minori,

hanno partecipato a numerosi seminari e

aggiornamenti per adeguarsi alle nuove

tecniche di vendita e di pubblicità che questi

tempi di crisi impongono.

In effetti hanno cercato di reagire e lo stanno

facendo tutt’ora con enormi sforzi e

investendo anche delle risorse finanziarie.

A questo punto però, a fronte di tutti que-

sti sacrifici e difficoltà che si stanno vivendo,

quello che i rappresentanti delle diverse

categorie assolutamente non hanno accettato

e non possono accettare questo peso

enorme dell’aliquota al 10,60% parametro

massimo che l’Amministrazione Comunale

di Siderno ha ritenuto opportuno applicare

senza tenere conto nello stato in cui versano

le varie attività produttive.

A questo proposito le categorie in oggetto

evidenziano che sono seriamente preoccupati

per la situazione economica in cui

versa la città e per come in questi ultimi

anni progressivamente è andata sempre più

aggravandosi, ma questo non può e non

deve assolutamente andare a pesare in

maniera forte su quelle attività che producono

o meglio dovrebbero produrre economia

e posti di lavoro.

Che diverse attività hanno cessato di opera-

re, che altre sono in ginocchio. Che diverse

Aziende già in crisi e nello spazio di poche

mesi si vedono raddoppiare o triplicare i

contributi da versare è facilmente accertabile.

Stando cosi le cose emerge chiaramente la

necessità di operare con misura , equilibrio,equità

e soprattutto con buon senso,

Gli operatori economici ritengono che la

misura adottata deve essere approfondita e

rivista. Le attività produttive non possono

sopportare queste misure così eccessive.

Le diverse realtà Associative della Città si

sono dati appuntamento MERCOLEDI

12 c.m. presso la sede A.L.I. (Associazione

Locride Impresa)per affrontare la delicata

situazione e concordare le iniziative da

intraprendere.

A.L.I.

(Associazione Locride Impresa)

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 15


If i know i can

Cusato Giuseppe

Zangari Francesca

Sansotta Martina

Spanò Basiliana

Sorgiovanni Jessica

Costera Beatrice

Valente Valerio

Galluzzo Pietro

Raco Pietro

Agostino Luigi

Telli Luigi

Luciano Matteo Antonio

Furfaro Mattia Francesco

Bianco Vito

Cirillo Carlo

Lavoro e lingua 1

Staltari Luana

Pelle Miriam

D'Agostino Maria Francesca

Calautti Antonio

Commisso Miriana

Romania Ilaria

Stassano Morena

Futia Simone

Clemente Giovanni

Scalese Manuela

Figliomeni Alessandro

Multari Claudio

Malafarina Luca

Aversa Rocco

Rodinò Stefano

Lavoro e lingua 2

Bonfà Emanuele

De Maria Cristina

Archinà Andrea

Siciliano Giuseppe

Scali Nicola

Zappia Maria Luisa

Martinello Bruno Manuel

Campanella Valentina

Fragomeni Alessandro

Gattellaro Beatrice

Cavarra Salvatore

Paciullo Eleonora

Garripoli Nicoletta

Cavaleri Nicola

Pelle Girolamo

“Esiste un solo ben


Q

e un solo m

uesta istituzione

scolastica ha concluso

il 30 novembre

2012 il progetto

“Esiste un solo bene la

conoscenza, e un solo male,

l'ignoranza” con due differenti

percorsi formativi:

VIAGGI STUDIO ESTERO

“PON C1 FSE

o4_POR_Calabria-2012-79”

TIROCINI/STAGE ESTE-

RO“PON C5

FSEo4_POR_Calabria-2012-

63”

Il progetto è stato realizzato

con Fondi Strutturali

2007/2013 - Interventi

Formativi per lo sviluppo

delle competenze chiave del

Programma Operativo

Nazionale: “Competenze per

lo sviluppo” -

2007IT051PO007. A.S

2011/12 - Attuazione POR

Reg. Obiettivo Convergenza

- II^ Procedura

Straordinaria

Il percorso formativo si è

sviluppato in 3 moduli C1e 3

moduli C5, precisamente:

C1- “English for life 1”

Accompagnatore: prof.

Amedeo Macrì / Tutor:

prof.ssa Elisabetta Gargiulo

- “English for life 2”

Accompagnatore: prof.

Bruno Pelle / Tutor: prof.

Nicola Maria Nicaso

- “English for life 3”

Accompagnatore: prof.

Salvatore Lombardo / Tutor:

prof. Giuseppe Lombardo

C5- “If i know i can”

Accompagnatore: prof.

Giuseppe Filastro / Tutor:

prof. Giuseppe Coluccio

- “Lavoro e Lingua 1”

Accompagnatore: prof.ssa

Giuliana Ferraro/ Tutor:

prof.ssa Anna Gradia

- “Lavoro e lingua 2”

Accompagnatore: prof.ssa

Aldina Mittica / Tutor:

prof.ssa Alba Neri

Sono stati coinvolti 90 corsiti

ivi inclusi, alcuni con disabilità

allievi disabili, del

triennio finale frequentanti

il nostro istituto.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 16


PON - FSE - CALABRIA 2007/2013

Interventi Formativi per lo sviluppo delle competenze chiave del Programma Operativo Nazionale:

“Competenze per lo sviluppo” - 2007IT051PO007. A.S 2011/12 - Attuazione POR Reg. Obiettivo Convergenza -

II^ Procedura Straordinaria

VIAGGI STUDIO ESTERO “PON C1 FSE o4 POR Calabria-2012-79”

TIROCINI/STAGE ESTERO“PON C5 FSE o4 POR Calabria-2012-63”

I.I.S (GIUSEPPE MARCONI) SIDERNO VIA SASSO MARCONI - email - rcis03100l@istruzione.it

e, la conoscenza,

ale, l'ignoranza”

I criteri di selezione utilizzati

sono stati strettamente

inerenti con quanto prevede

il relativo bando e cioè: il

merito.

In casi di situazioni di parità

si è tenuto conto della situazione

reddituale (dich. Isee).

I partecipanti:

n. 45 per il C1 si sono recati

a Malta suddivisi per moduli:

15 “If i know i can” dall'11/9

al 1/10/2012, 15 “Lavoro e

lingua 1” e 15 “Lavoro e lingua

2” dal 4/10 al

25/10/2012;

n.45 per il C5 si sono recati

in Irlanda suddivisi per

moduli: 15 “English for life

1”, 15 “English for life 2”, 15

“English for life 3” dall' 8/10

al 29/10/2012.

La opportunità offerta dalla

nostra istituzione scolastica

a 90 alunni di poter effettuare

un percorso formativo

in aziende all'estero ha reso

possibile un arricchimento

culturale sia dal punto di

vista linguistico che, non

Socrate, attr. da Diogene Laerzio, Vite dei Filosofi

meno importante, sul piano

della socializzazione e dei

rapporti umani.

A conclusione delle differenti

attività formative i partecipanti,

per ogni singolo

modulo, hanno sostenuto una

sessione di verifica sulle

conoscenze e competenze

acquisite meritando anche le

congratulazioni dei tutor

aziendali esteri e dei docenti

di lingua inglese per l'impegno,

le motivazioni dimostrate

ed i livelli di formazione

raggiunti.

Tutti i soggetti coinvolti a

vario titolo nella attività progettuale

(alunni. genitori,

docenti, dirigenti scolastici e

amministrativi) hanno

apprezzato il valore aggiunto

dell'iniziativa in termini

didattico-culturali e formative

spendibili sia nel proseguimento

degli studi che nel

mercato del lavoro.

Il dirigente scolastico

(prof. Fortunato Surace)


English for life 1

Cuscunà Lorenzo

Cataldo Carlo

Cataldo Micaela

Alia Carlo

Crimeni Alessandro

Cataldo Silvia

Cusato Angela

Morabito Valeria

Ruggia Emilia

Giorgi Valentina

Lizzi Adele

Libri Jole

Ruggia Sara

Angilletta Domenico

Pulitanò Marco

English for life 2

Ingegnere Alessia

De Luca Desirè

Bruzzese Maria Immacolata

Rullo Maria Emilia

Sansalone Giuseppe

Sanataca Stefania

Iermanò Valeria

Commisso Vincenzo

Battaglia Gessica

Bianchini Domenico

Cosmano Danilo

Farnese Teresa

Longo Francesco

Femia Giuseppe

TrediciMaria Luisa

English for life 3

Minervini Giuseppe

Petrolo Angela

Aligi Salvatore

Petrolo Cosimina

Figliomeni Ivan

Leonardo Davide

Monteleone Bruno

Lavorata Cristina

Panetta Emiliano

Eleonora Salvatore

Nigro Arienna

Romeo Noemi

Murdocca Alessandro

Parisi Maria

Padovano Giuseppe

(a cura di Beama Nebbia e Nik NiK)

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 17


Parlando di...

APPROFONDIMENTI

ISTITUTI DISASTRATI

Le scuole della Locride sono sicure?

ELEONORA ARAGONA

La prima giornata di pioggia

intensa durante il

periodo scolastico e gli

studenti dell’ITC

Marconi di Siderno ci contattano

il 6 novembre per avvisarci che

«da circa 6 anni, questa scuola è

stata restaurata completamente,

noi studenti ci troviamo in una

situazione di disagio, in quanto in

questi giorni con un semplice

temporale si è verificata la caduta

di pannelli e cartongesso all’interno

dell’aula magna dell’istituto».

A breve distanza un altro episodio.

Il 25 novembre abbiamo

pubblicato un articolo sulla

Scuola di Donisi «ai limiti dell’agibilità».

Ma possibile che i nostri

bambini e ragazzi siano costretti a

rischiare la vita durante l’orario

scolastico. Il Ministero della pubblica

istruzione dopo la sciagura

di San Giuliano di Puglia nel 2002

e di Rivoli nel 2008 ha imposto l’iscrizione

degli istituti nel registro

dell’anagrafe degli edifici scolastici.

Anche il Consiglio superiore

dei Lavori pubblici ha contribuito

con la pubblicazione delle Linee

guida per il rilevamento della vulnerabilità

nelle suole, delle schede

che punto per punto aiutino

nei controlli e nell’individuazione

dei punti deboli delle strutture.

Entrambi dovevano essere degli

strumenti per facilitare i controlli

e stabilire quanto fosse necessario

a mettere in sicurezza gli edifici

scolastici. Bene.

Il primo progetto, quello dell’ana-

grafe, è stato un fiasco.

Come mostra la ricerca open data

diffusa da Wired nelle due immagini

il 100% delle scuole calabresi

non ha provveduto ai necessari

controlli pur rientrando in territori

a rischio sismico. Ma anche il

resto d’Italia non è certo stato più

diligente. Infatti su 42 mila scuole

pubbliche risultano essere state

classificate soltanto 2500.

In Calabria nel 2010 erano stati

stanziati oltre 42 milioni di euro

per riqualificare gli edifici in linea

con quanto disposto dal protocollo

di intesa siglato all’epoca tra il

Ministero, guidato da Mariastella

Gelmini e il Presidente della

Regione Calabria, Giuseppe

Scopelliti.

Il protocollo prevedeva interventi

per riqualificare gli edifici scolastici

attraverso il miglioramento

dell’efficienza energetica, la

messa a norma degli impianti,

l’abbattimento delle barriere

architettoniche, la dotazione di

impianti sportivi, il miglioramento

dell’attrattività degli spazi scolastici,

l’innovazione tecnologica,

la messa in rete delle scuole, la

realizzazione di infrastrutture e

servizi telematici per l’accesso a

internet nelle scuole per il triennio

2010-2013.

Come mostra una ricerca di

Wired il 100% delle scuole calabresi

non ha provveduto ai necessari

controlli pur rientrando in territori

a rischio sismico. Ma anche il

resto d’Italia non è certo stato più

diligente. Infatti su 42 mila scuole

pubbliche risultano essere state

classificate soltanto 2.500

DOMENICA 9 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 18


DOMENICA 9 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 19


La

Gerenza ...

Note e schermaglie

PLACANICA

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Tel 0964/342679

Satana fa le

pentole e il

Tar i coperchi

L’ANGOLO DI PARRELO

di Franco Parrello

Andrea e la scuola

E così il giovane studente Andrea,

non compreso dalla scuola e forse

anche dagli stessi insegnanti, si è suicidato.

Qualche atteggiamento non

formale, secondo la spietata legge

del vivere sociale, ha decretato la

sua morte. La

notizia l'abbiamo

appresa

dal telegiornale,

ormai divenuto“bollettino

di guerra”

quotidiano.

Noi cittadini

italiani, in un

momento politico-sociale

così delicato, siamo rimasti attoniti

e amareggiati per la fine di questo

ragazzo. Cosa fare? Ogni giorno

che passa, sembra abbiamo sempre

meno forza per reagire a questo

stato di cose. Domani il sole sorgerà

ancora; ma per noi il “Sole della

giustizia” e dell'amore verso il prossimo

è, purtroppo, solo un dolce

ricordo.

Oggi, voglio ricordare un amico

che non c'è più: Cillo Maviglia!

Deceduto, appunto, un anno fa,

alla data odierna, in prossimità

del Natale. Cillo per gli amici,

all'anagtrafe Francesco

Maviglia, era nato ad Africo (R

C) 62 anni fa, ma viveva a

Bianco, con la famiglia, la brava

moglie Teresita, filippina, e i

due figli, Emanuela e Cristian,

che lo ricordano, con tanto

affetto e dolore, per la prematura

scomparsa!

Cillo, lo conobbi nel lontano

1978, quando la legge per i giovani,

detta 285 e promulgata

dal ministro Tina Anselmi tentò

di dare uno sbocco all'occupazione,

cioè alla disoccupazione

giovanile intellettuale degli anni

'70, in tutt'Italia, riunì a Locri,

molti giovani della locride, da

Melito sino a Monasterace,

presso il Comune di Locri. Ebbi

modo, da allora di apprezzare le

sue qualità intellettuali, umani,

e sociali, e la sua profonda correttezza,

sino a poco prima che

si avviasse verso il cielo! Sempre

pronto a fare del bene e dispo-

la Riviera

Registrazione Tribunale di

Locri (RC)

n. 1 del 19/06/1998

R.O.C. n°11602 del 02/11/98

Questo periodico è associato

all’Unione Stampa Periodica

Italiana AmministratoreUnico

Rosario Vladimir Condarcuri

Il Tar di Reggio Calabria

cambia la geografia amministrativa

di Placanica, piccolo e

rissoso comune. L’implacabile

Antonio Condemi, candidato

a sindaco nelle elezioni del 6-

7 maggio 2012 contro il perseverante

sindaco uscente,

Rocco Clemeno, è il nuovo

sindaco di Placanica. Ci

saranno sviluppi? D’una cosa

siamo certi. Che Satana fa le

pentole, ma non anche i

coperchi, e un Satana come

Rocco Clemeno, dovrebbe

ben saperlo, data a sua natura

sulfurea.

Per ricordare un caro amico...

nibile, sorridente e affabile, a

ogni incontro, casuale, si informava

con garbo di tutti, amici,

conoscenti, colleghi, parenti, e

discorrendo di tutto, dimostrava

di saper cogliere, anche con

una sola battuta ironica, l'anima

di ognuno di noi! L'amico

Cillo fu un laico corretto, che

cercò Dio nel sociale, nella

Giustizia, nella disponibilità

umana, e sempre pronto a

cogliere il bisogno di un amico!

Sempre accorto e disponibile,

con tutti, garbato e sorridente,

sino all'ultimo istante! Cillo credeva

nel potere della politica,

quella politica che oggi è così

confusa, svenduta, scaduta e

priva d'ideali, spesso! E Cillo,

che era un idealista, chiedeva

alla politica risposte sociali, così

come li chiedeva al sindacato.

Ed il mio non è un giudizio né

sul lato politico o sindacale ma

sulla sua umanità e bontà. Buon

lettore, colto, intelligente, laico

e amante della cultura, e anche

ottimo padre e marito, come

testimoniano le lacrime della

moglie Teresita o una poesia

Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI

In redazione: ERCOLE MACRÌ, ELEONORA ARAGONA,

DOMENICO MACRÌ, NINO SIGILLI, ILARIO

AMMENDOLIA, GIOVANNI LAROSA, ANTONIO

TASSONE(SPORT), MASSIMO PETRUNGARO.

Editorialista: GIOACCHINO CRIACO

Art Director: PAOLA D’ORSA

Impaginazione: EUGENIO FIMOGNARI

scritta dalla giovane figlia,

quando lottava per la vita. Di

Cillo conservo tanti ricordi di

bontà amichevole, in un mondo

superficiale e distratto da mille

cose: una mezza giornata in

montagna con la moglie

Teresita a raccogliere castagne,

un libro sui 5 martiri di Gerace,

e un mazzetto di profumato origano

dei miei monti, da lui raccolto,

e di cui mi fece omaggio,

incontrandomi per strada, e che

ancora ho. E il suo largo e buon

sorriso, condito di bontà e di

ironia intelligente del vivere!

Grazie Cillo, per la tua sincera

amicizia! Continua a sorridere

dal cielo, alla tua famiglia e ai

tuoi tanti amici e parenti, che

sempre ti ricorderanno con

affetto e simpatia, come si fa

per i veri amici! E, sappi, che chi

rimane vivo nel ricordo di chi

l'ha conosciuto non morirà mai!

Ciao, Cillo, ha scritto bene tua

figlia, nella sua poesia a te dedicata,

tu vivi ormai “l'alba di una

nuova vita!”. Ciao, amico Cillo

e grazie della tua bontà!

Maria Stella Brancatisano

S. Giovanni in Fiore. Gli ultimi dardi

di luce del giorno ormai morente si

rifrangono, in reti rosate, sul monumento

dei caduti di Monongah eretto

a ricordo degli emigrati calabresi (in

gran parte di S. Giovanni in Fiore)

sbarcati in America alla ricerca del

quotidiano pezzo di pane tra il sudore

e la paura dell'oscuro mondo verticale

delle miniere, gli occhi annebbiati dai

gas, lo sforzo anche di un respiro.

Era il 6 dicembre 1907. Una terrificante

esplosione scuote violentemente

la collina del West Virginia all'interno

della quale si apriva l'ingresso della

miniera, la vampata si alza fino a 30

metri di altezza, dense nubi di fumo

acre misto a polvere e a gas raggiungono

le piccole case del centro abitato.

Si indaga sulle cause: probabilmente

sono da attribuirsi a un accumulo

di gas in quanto le miniere

erano rimaste chiuse il giorno prima e

gli aeratori erano stati spenti per

risparmio energetico. Oltre 900 le vittime,

molte della quali, irriconoscibili,

vengono sepolte sulla collina senza un

nome e una croce. Né prime né ulti-

RUBRICHE

Nordici e sudici di Gioacchino Criaco

Brizzolato di Ruggero Brizzi,

Cronache dal nord di Vincenzo Carrozza

Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo,

COLLABORATORI

Anna Laura Tringali, Mara Rechichi,

Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo

Letizia, Marilene Bonavita, Franco

Crinò, Isabella Galimi ,Maria Teresa

D’Agostino.

MESSAGGI NEL TEMPO di Daniela Ferraro

Ai caduti di Monongah

Damiano è un giovane cardiologo,

lavora nel nostro ospedale da qualche

tempo. Appena assunto lo abbiamo

preso un poco in giro per via della

sua giovane età, e per il fatto che

parecchie ragazze gli giravano intorno.

Lui arrossiva puntualmente a

ogni battuta e si rifugiava mettendo

gli occhi a terra.

Venti giorni fa è sceso in Pronto con

una spalla che gli doleva e un piede

zoppicante. Era andato a fare una

me nel novero delle “morti bianche

in cantieri poco sicuri, né prime né

ultime all'interno del carosello incessante

della miseria che spesso costringe

a lavori “in nero” o sovente mancanti

delle tutele necessarie. E la sagoma

ora perlacea del monumento sembra

ancora gridarne, a uno a uno, i

nomi. Ha nomi la miseria? Conta e

continua a contare, inesorabilmente,

quelli delle proprie vittime.

STORIE DA PRONTO SOCCORSO di Vincenzo Carrozza

Damiano

scalata e dei frammenti di roccia,

staccatisi dalla parete su cui saliva, gli

erano caduti sulla spalla destra e sul

piede. Ai raggi si vedeva una piccola

frattura composta di una falange del

quarto dito del piede, mentre la spalla

non aveva fratture, anche se era

dolente.

Non ha voluto giorni di malattia:

«siamo in pochi, Vincenzo» ha detto,

«se manco, saltano i turni di reperibilità.

Faccio un torto ai colleghi». «Va

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 20


HANNO COLLABORATO

Francesco Laddarina,

Giuseppe Patamia, ,Bruno

Gemelli, Carmelo Carabetta,

Antonio Cormaci, Giulio

Romeo, Sara Caccamo,

Giuseppe Fiorenza, Daniele

Mangiola.

COPERTINE

Dal 2003 a cura

di Paola D’Orsa

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla

sottoscrizione di preventivi accordi tra

l’editore e gli autori sono da intendersi

gratuite.

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DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J.

ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane

Gian Antonio Stella e la sicurezza:

da New York ad Africo Nuovo

IN EVIDENZA

La provincia di Reggio è tra le

più sicure d’Italia (siamo al 4°

posto per il più basso numero

di furti in appartamento ed al

15° per il più basso numero di

rapine), quindi possiamo anche

annullare il numero degli

omicidi (l’ultimo a Castellace è

del 29 novembre), ma questo

non porterebbe nessuno a

Reggio e in provincia a credersi

più al sicuro

bene» ho ribattuto «ma per un mese

niente sforzi, niente scalate». Ha sorriso

abbassando gli occhi. Dopo dieci

giorni scalava, con un altro collega di

Lecco e un istruttore del CAI, il Dom

Des Ecrins, sul versante francese delle

Alpi. Di colpo il tempo è peggiorato, la

neve e il vento li hanno costretti in

parete. Al cellulare, Damiano, ha

detto che era impossibile arrivare in

vetta, tentavano di scendere da una via

diversa, forse più sicura. Sono passati

dieci giorni di ricerche infruttuose da

quella telefonata. Le squadre francesi

di ricerca e soccorso dicono che le speranze

di ritrovarli vivi sono ormai pari

allo zero.

Il sorriso di Damiano è sulla pagina di

internet, timido, sincero. Andate a

vedere. Un sorriso di ragazzo, pronto

ad abbassare gli occhi se indugiate un

po' più a lungo nel guardarlo.

MASSIMO ACQUARO

Gian Antonio Stella ha il merito, e

ormai l'onere, di dover scrivere sempre

con molta chiarezza. Ha saputo

conseguire una cifra nel giornalismo

italiano che gli consente, ma ripeto

gli impone anche, estremo rigore

nelle analisi e nelle valutazioni.

Questa volta è partito dal primo

lunedì senza reati violenti (omicidi,

rapine, aggressioni) della storia

recente di New York per una scorreria

nelle statistiche degli omicidi in

Italia negli ultimi due secoli. I numeri

sono confortanti e Stella sa come

trattarli e, soprattutto, sa bene che le

statistiche sono roba scivolosa con

cui ci si può fare del male. Per cui

dopo avere correttamente preso

atto che in Italia vi è stato negli ultimi

30 anni un crollo delle morti violente

(un omicidio ogni 23.056 abitanti

nel 1981, uno ogni 75.024 nel

2001, uno ogni 114.068 nel 2011)

non fa mancare una precisazione:

«certo, sappiamo benissimo che l'omicidio

non è l'unico termometro

della febbre della violenza. Anzi talvolta

si può avere l'impressione che

proprio lo strapotere della mafia,

della camorra o della ’ndrangheta

possa paradossalmente contenere

l'uso dei sicari».

Poi un riferimento a tre luoghi della

violenza ormai penetrati nella percezione

collettiva, tra luoghi convenzionali

di morte: «certo vedere i

passi da gigante compiuti in certi

quartieri della Grande Mela fino a

qualche anno fa impraticabili se non

a rischio della vita, può aiutare

anche la gente di Palma di

Montechiaro, di Africo Nuovo o di

Casal di Principe a farsi forza. A

capire che non esiste un destino

immutabile, asfissiante, eterno. E

non ci sono catene che non possono

essere spezzate». Ormai la Calabria

scivola nelle analisi di questo genere

quasi naturalmente, per cui viene

semplice a una firma come Stella

partire da New York e arrivare ad

Africo Nuovo.

Per carità tutto ineccepibile, però

tentiamo un paio di considerazioni.

Innanzitutto la percezione dell'insicurezza

degli abitanti della Grande

Mela non ha nulla a che vedere con

il senso di precarietà esistenziale che

generano le mafie, al Sud in primo

luogo. Alla violenza cieca delle gang

etniche e di quartiere americane

non è comparabile la scientifica cultura

della sopraffazione messa in

campo dai boss della ’ndrangheta

calabrese. Lo abbiamo detto pochi

giorni or sono leggendo il rapporto

de “IlSole24ore”, la provincia di

Reggio è tra le più sicure d'Italia

(siamo al 4° posto per il più basso

numero di furti in appartamento ed

al 15° per il più basso numero di

rapine), quindi possiamo anche

annullare il numero degli omicidi

(l'ultimo a Castellace è del 29

novembre), ma questo non porterebbe

nessuno a Reggio ed in pro-

vincia a credersi più al sicuro.

Mentre la violenza di New York è

una violenza estranea ai meccanismi

con cui la società si è organizzata e,

come tale, può essere a ragione considerata

una devianza, in Calabria o

altrove la presenza della criminalità

mafiosa intacca e incide sul modo in

cui scorre la vita collettiva con un

solco molto più profondo e radicale.

Non credo che la ’ndrangheta sia

diventata, come qualcuno pur autorevolmente

ha scritto, una componente

«strutturale» della società

calabrese, ma certo viene sempre

più vissuta come un soggetto stabile

dell'organizzazione sociale la cui eliminazione

pretende soluzioni diverse

da quelle alla Rudolf Giuliani, la

cosidetta tolleranza zero.

Eppure qualcuno alimenta questa

illusione, alimenta l'idea che infliggendo

ergastoli ai mafiosi, inasprendo

le pene, sradicando i figli dei boss

dalle loro case, la legge trionferà e

l'ordine sarà ristabilito. Le cosche

non solo le gang di New York e chi

predica rigore e manette dovrebbe

sapere che non è così che si rassicurano

gli abitanti di Africo Nuovo.

Anche Stella, con molta attenzione

e con una certa furbizia, rischia di

incorrere nell'equivoco, ma è riuscito

“pelo pelo” a starne fuori.

Alla Calabria, per far fuori le cosche,

serve un progetto sociale che le

escluda e servono regole di governo

delle risorse pubbliche che ci mettano

al riparo da buchi di cassa, deficit

e dissipazioni. Come si immaginava,

il danno provocato alle casse comunali

negli ultimi anni sembra enorme

e parimenti enorme è il crollo

della fiducia dei reggini verso chi

amministra. Gli omicidi non c'entrano

niente, stavolta è bastato un suicidio.

tratto da www.zoomsud.it

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

la Riviera

Alvaro al Parco

non è una vittoria

La battaglia perché alla presidenza

del Parco

d'Aspromonte ci andasse un

In più, l'ente, col commissariamento,

va a ingrossare le fila delle

tante istituzioni calabresi con a

uomo della montagna, espressio- capo un commissario e non un

ne del territorio, con la nomina a eletto o nominato in virtù di scel-

Commissario del vicepresidente, te locali. Gli amministratori

facente funzioni, Antonio Alvaro, comunali reggini si sono dimo-

non ha registrato una vittoria. strati ancora una volta pavidi,

Non piena, comunque, o una avvezzi ad accennare proteste per

sconfitta a metà. Chi, opponendo- mollarle al primo ostacolo e

si alla nomina paventata, e già abbassare il capo come da decen-

prevista, dell'avvocato Laganà, ha ni usano. La vicenda del Parco

festeggiato la cosa come un suc- altro non è se non la metafora

cesso dovrebbe riflettere. Io, che della pavidità di sindaci e politici

vi ho partecipato in pieno non locali. Non c'è una battaglia che

festeggio. Non pensavo e non essi abbiano portato fino in fondo,

penso che Laganà demeritasse se non quella per dividersi le bri-

come persona, pensavo e penso ciole di un potere più grande

che alla presidenza ci dovesse appannaggio d'altri. La vicenda

andare un abitante della monta- denuncia ancora una volta la

gna e che la scelta venisse espres- pochezza dei nostri amministratosa

dagli abitanti dei paesi con terri e la necessità di mandarli a casa

ritorio ricadente nel Parco, trami- in blocco. Sempre le stesse facce e

te i loro amministratori eletti. sempre i stessi nomi, si alternano

Ora, Alvaro è sicuramente un nelle assemblee locali. Il tutto per

montanaro per nascita, ma nes- un incancrenirsi dei problemi e

sun amministratore è stato con- una mancanza endemica di risposultato

per la sua nomina. ste. Sconfitte per le comunità e

Anch'essa è una nomina calata piccole vittorie egoistiche e perso-

dall'alto, operata lontano nali. La battaglia per il Parco è

dall'Aspromonte. Non dichiararlo stata persa, altro che chiacchiere.

equivale ad ammettere un rifiuto E noi continueremo a perdere

di Sergio Laganà per motivi diver- meritatamente fin quando innalsi

da quelli che hanno animato il zeremo perdenti su piccoli e gran-

dibattito sulla scelta del suo nome. di seggi.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 21


DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 22


Sport / responsabile Antonio Tassone

Serie A/ a volte ritornano

Antonio Conte e

Wesley Sneijder

Ci sono due cavalli di razza che

per motivazioni differenti

faranno il loro ritorno in pista:

Antonio Conte e Wesley

Sneijder. Anzi, ad essere più

precisi, sul “ritorno” dell'olandese,

non ne sarei poi così sicuro.

Oltretutto, mercoledì scorso,

ha twittato la sua non convocazione

per la partita di Europa

league contravvenendo alle

regole della società che proibiscono

l'uso di social network

per diramare preventivamente

notizie inerenti la squadra.

Certo invece quello del tecnico

leccese, che dopo il

pasticciaccio di scommessopoli,

fa oggi, nel match di

Palermo, il suo esordio nel campionato.

Trattare la loro situazione

rischia di attirarsi giudizi

diametralmente opposti, e non

è questo ciò che mi preoccupa,

quanto capire dove sta la

“verità”. Partiamo dalla vicenda

Conte. E' stato squalificato per

omessa denuncia quando era

allenatore del Siena. Ora, senza

voler entrare nel merito giudiziario

della vicenda, ciò che

assume contorni per così dire

grotteschi, sono le motivazioni.

Mi spiego, secondo regolamento

Conte andava squalificato

Sconcertante episodio di violenza

nel calcio giovanile olandese.

Ad Amsterdam Richard

Nieuwenhuizen, dirigente del

Buitenboys, è stato aggredito

con calci e pugni mentre svolgeva

la funzione di guardalinee da

alcuni ragazzi dell'Amsterdam

Nieuw Sloten.

Il guardalinee è stato ricoverato

in ospedale per diverse ore,

dove poi è morto in seguito alle

ferite riportate. Tre ragazzi di

15 e 16 anni sono già stati arre-

(poi si può sindacare sulla durata

della pena), ma allora perché

tutti gli altri tesserati hanno

avuto un trattamento differente?

Nella requisitoria della difesa

si è detto che quasi la maggioranza

dei giocatori ha testimoniato

a favore di Conte.

Bene, allora pare che

si siano usati due

pesi e due

misure. E

g l i

juventini

hanno

gridato e gridano

ancora

al complotto,

sfoderando un

vittimismo, che al

di là delle simpatie

sportive,

comunque deve

far pensare.

Giustizia pilotata

come fu quella di

Calciopoli? Può

essere. Certo è

quanto meno

strano che dietro

le ultime

maga-

stati.

Laconico il ministro dello Sport

olandese Edith Schippers che

ha dichiarato: "È assolutamente

terribile che qualcosa di simile

possa accadere in un campo

sportivo olandese".

Nieuwhuizen "è scappato, ma i

ragazzi lo hanno inseguito e

picchiato", ha spiegato un portavoce

della polizia.

L'uomo, un padre di famiglia, è

stato colpito con calci e pugni

alla testa, riportando gravi

gne la società bianconera ci sia

sempre. Ne desumo

che, o c'è un

“disegno”

volto a destabilizzare

la

società

Juventus,

oppu-

re, a volte

fanno i birbanti.

Non è questa

certo la sede per

poter dare un giudizio

definitivo. E

forse mai lo avremo.

Faccenda Wesley

Sneijder. E' fuori per

infortunio muscolare dal

26 settembre quando si

infortunò nella trasferta di

Chievo Verona.

Fisicamente il genietto di

Utrecht ha recuperato

quasi tre settimane fa, diciamo

dopo la partita contro la

Juventus, eppure uno degli

eroi del Triplete non è ha mai

visto il terreno di gioco, addirittura

non è mai stato convocato

dal tecnico Stramaccioni. Nei

giorni scorsi è emersa la vicen-

da contrattuale. L'olandese va

in scadenza nel giugno del 2015

ed è a libro paga di Moratti per

circa 6,5 milioni di euro annui,

mica coriandoli. Il patron

nerazzurro, visto che non vuol

fare figli e figliastri ha proposto

all'olandese lo stesso trattamento

economico che

in estate è stato

abbracciato da

due senatori come

Chivu e Samuel, vale a dire

spalmare l'ingaggio a cifre inferiori,

che per Sneijder significa

4 milioni di euro all'anno. Mica

coriandoli. E qua si apre il

dibattito. Perché l'olandese

dovrebbe accettare una riduzione

del suo stipendio pari a circa

il 40%., quando può avere la

stessa cifra attuale andando a

giocare a Parigi o Manchester?

E di contro, perché l'Inter

dovrebbe fare uno strappo alla

regola, favorendo un giocatore

che negli ultimi due anni non ha

reso come avrebbe dovuto,

infortuni a parte? Gli estimatori

dell'olandese affermano che il

dieci nerazzurro è insostituibile,

e che il suo rientro rinforzerebbe

una squadra, che al momento,

al di là del blasone, sta

facendo meglio di quanto ci si

aspettasse. I detrattori invece

ritengono che non sia tanto

compatibile con Cassano e al

momento, ai punti, il barese è

in vantaggio. Inserirlo potrebbe

rompere gli equilibri, e un vecchio

adagio recita, squadra che

vince non si cambia.

Obiettivamente, Sneijder è un

problema? No, non lo è, ma lo

diventa se non si sente parte

integrante di un progetto. Oggi,

da che se ne dica, l'Inter è un

progetto in divenire con un giovane

tecnico, che per la sua età,

ha fatto cose buone e meno

buone. Non ci fosse stato questo

guazzabuglio contrattuale,

Wesley sarebbe già titolare da

un pezzo, magari ritagliandosi

una sua posizione all'interno

dello scacchiere, in un centrocampo

più robusto, o magari

come una delle mezze punte

facendo rifiatare uno tra Milito

e Palacio. Il sospetto, però, è

quello che i due litiganti,

Sneijder e l'Inter, vivranno

separati in casa fino a gennaio,

se non fino a giugno. Il tempo

delle vacche grasse nel nostro

campionato è finito da tempo.

Sarà doloroso veder partire un

altro talento.

Massimo Petrungaro

15° TURNO SERIE A

ATALANTA-PARMA IERI

ROMA-FIORENTINA IERI

CAGLIARI-CHIEVO

PALERMO-JUVENTUS

PESCARA-GENOA

SIENA-CATANIA

TORINO-MILAN

INTER-NAPOLI H. 20,45

SAMPDORIA-UDINESE LUN.19

BOLOGNA-LAZIO LUN. 21

CLASSIFICA

danni cerebrali. Trasportato

d'urgenza in ospedale,

Nieuwenhuizen si è spento

dopo poche ore. La notizia

della sua morte e' stata data dal

club Buitenboys presso il quale

lavorava come dirigente. La

polizia non ha escluso ulteriori

arresti.

La notizia, intanto, ha provocato

lo sdegno delle istituzioni e

delle autorità olandesi.

La società degli aggressori si è

ritirata da tutti i campionati gio-

la Riviera

20-10-2012

12 reti: (Stephan El

Shaarawy (Milan)

10 reti: Cavani

(Napoli)

9 reti: Klose (Lazio)

8 reti: Lamela ( Roma)

Di Natale (Udinese)

7 reti: Milito (Inter),

Hamsik (Napoli),

Osvaldo (Roma)

6 reti: Gilardino

(Bologna), Jovetic

(Fiorentina),

Quagliarella ( Juve).

JUVENTUS 35 ATALANTA-2 18

NAPOLI 33 SAMPDORIA-1 17

INTER

FIORENTINA

31

29

CAGLIARI

TORINO -1

16

15

LAZIO 29 CHIEVO 15

ROMA 26 BOLOGNA 14

MILAN 21 PALERMO 14

PARMA 20 GENOA 12

UDINESE 19 SIENA -6 11

CATANIA 19 PESCARA 11

L'olandese va in scadenza nel

giugno del 2015 ed è a libro paga di

Moratti per circa 6,5 milioni di

euro annui, mica coriandoli. Il

patron nerazzurro, visto che non

vuol fare figli e figliastri ha proposto

all'olandese lo stesso trattamento

economico che in estate è stato

abbracciato da due senatori come

Chivu e Samuel, vale a dire

spalmare l'ingaggio a cifre inferiori,

che per Sneijder significa 4 milioni

di euro all'anno.

Il caso

Giovani calciatori massacrano guardalinee

vanili a cui era iscritta. "Tutto

ciò non ha niente a che fare con

lo sport e in nessun caso si può

tollerare", ha continuato poi il

ministro dello sport olandese

Edith Schippers.

Diversi partiti hanno chiesto

sanzioni più severe per arginare

il fenomeno della violenza nel

calcio dilettantistico. Anche la

federcalcio olandese ha condannato

l'episodio.

"E' un fatto terribile", ha detto

un portavoce della Knvb

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 23


Parlando di...

Sport

Ancora una partita interna per il

Siderno che questo pomeriggio al

“Filippo Raciti” ospiterà la Paolana

di mister Angelo Andreoli. Sulla

carta non ci dovrebbe essere “storia”,

in quanto i cosentini vantano un

organico importante per la categoria

con alcune individualità di spicco

come l’attaccante Provenzano. E’

stata una settimana “tribolata” in

casa bianco-azzurra. Prima di andare

in stampa, era in corso una nuova riunione

societaria convocata per fare

chiarezza sui futuri assetti dell’associazione

calcistica cittadina alle prese

con gravi problemi di natura economica.

Sembrerebbe che alcuni professionisti

abbiano manifestato l’intenzione

di aiutare la squadra con il versamento

di un contributo ma al di là

di questo servirebbe al Siderno calcio

una nuova dirigenza capace di garantire

un futuro tranquillo dopo le “turbolenze”

iniziali di questa incredibile

stagione che hanno falcidiato prima

la squadra dal punto di vista tecnico e

poi anche l’ambito dirigenziale. I calciatori

sinora sono stati “encomiabili”

ed anche se in alcune partite in

trasferta hanno rimediato sonore

sconfitte, sono usciti sempre a testa

alta dal terreno di gioco. Oggi è il

penultimo appuntamento prima della

lunga sosta natalizia. Vincendo la

partita il Siderno potrebbe trovare

stimoli nuovi per affrontare un girone

IL PERSONAGGIO

della Settimana

Francesco

Pignata

SIDERNO / ANCORA UNA GARA CASALINGA

Raccontare Francesco Pignata

è cosa non semplice, in quanto

si ha di fronte non soltanto un

ormai ex atleta di altissimo

livello, ma un ottimo allenatore

e, da pochi giorni, un neo

Consigliere Federale.

Ma, in questo caso, conviene

andare per gradi. Francesco

Pignata è stato, in tredici anni

di onorata carriera, uno dei

più importanti giavellottisti

della storia italiana. Ragazzo

nato a Reggio Calabria nel

1978, proveniente da una

famiglia nella quale l'atletica

era il pane quotidiano,

Francesco entra, con assoluta

naturalezza, a far parte del

mondo di quella che, a oggi,

viene considerata come “la

regina delle discipline sportive”.

Una carriera iniziata da giova-

di ritorno importante con l’obiettivo

di poter acciuffare una posizione

importante nella griglia play-out per

una salvezza ancora tutto sommato

“possibile”. In settimana sono andati

via, destinazione Brancaleone, Peppe

Tringali e Nino Autolitano. In casa

Siderno, invece, l’ultimo arrivato è il

difensore centrale Scappatura, ex del

Bagaladi. Siderno ancora senza guida

tecnica che però dovrà individuare al

più presto un allenatore per poter

cercare di impostare un piano di lavoro

durante il delicato periodo di

richiamo della preparazione.

Toccherà ancora una volta a Silvio De

Girolamo accompagnare la squadra

in questa fondamentale missione

ne ma che, nei primi anni, fatica

a decollare. La prima svolta

importante a livello internazionale

nel 2003, quando il

giavellottista si guadagna la

convocazione per

l'Universiade di Daegu.

Un evento nel quale l'allora

venticinquenne reggino porta

a casa un buon sesto posto. È

soltanto l'inizio di un crescendo

che lo porterà, qualche

Siderno in crisi? Vedremo


CLASSIFICA

N.GIOIESE 32 SOVERATO 16

GUARDAVALLE 29 BOCALE 16

RENDE 27 SILANA 13

ACRI 26 CASTROVIL. 11

ROCCELLA 21 SAN LUCIDO 8

ISOLA C.R. 20 SIDERNO 7

PAOLANA 18 BRANCALEONE 6

IN EVIDENZA

SERSALE

CATONA

16

16

BOCALE /trasferta insidiosa

Trasferta insidiosa

Dopo la sconfitta con

il Guardavalle arriva il

derby contro il Catona,

coinquilino a quota 16

in classifica. Panarello,

Scordo e Barreca

hanno rescisso,

Ricciardi è vicino, ed a

questi potrebbe anche

aggiungersi Savino.

Servirebbe al Siderno calcio

una nuova dirigenza capace

di garantire un futuro

tranquillo dopo le

“turbolenze” iniziali di questa

incredibile stagione che

hanno falcidiato prima la

squadra dal punto di vista

tecnico e poi anche l’ambito

dirigenziale.

Il Bocale è in crescita e su questo c’è

davvero poco da discutere. Nelle

ultime tre partite i biancorossi hanno

lanciato segnali importati sia sotto il

profilo del gioco espresso, sia sotto il

profilo dei risultati. Certo, rimane

l’amaro in bocca per come è arrivata

la sconfitta contro il Guardavalle

(seconda forza del torneo), ma in

questo momento del campionato,

guardare il bicchiere mezzo pieno è

sicuramente salutare. Nel prossimo

turno, penultimo del girone di andata,

Sinicropi e compagni saranno

impegnati nel derby contro il

Catona, coinquilino a quota 16 in

classifica e ritorna alla mente la

splendida lotta per la vittoria del

campionato di Promozione di 7 mesi

fa. Punti davvero pesanti in palio, in

una gara ‘da tripla in schedina’, dove

sarà fondamentale l’approccio mentale.

Pasculli recupererà certamente

Cogliandro, mentre difficile contare

sull’apporto di capitan Saviano, sot-

topostosi ad intervento chirurgico

nella scorsa settimana e per il quale il

rientro sembra destinato a materializzarsi

ormai dopo la sosta natalizia.

Al contempo questa sarà una settimana

importante in ottica mercato:

Panarello, Scordo e Barreca hanno

rescisso, Ricciardi è vicino, ed a questi

potrebbe anche aggiungersi

Savino (come dichiarato dal presidente

onorario Cogliandro nel dopo

gara ai nostri microfoni). Il mirino è

già stato puntato su un paio di over

importanti per la categoria ed anche

su quattro under. Un passo importante

quello di riconoscere errori

commessi ad inizio stagione ed

altrettanto importante sarà la modalità

di ‘ripristino’ della situazione.

Mettersi alle spalle quanto di negativo

accaduto, per disputare un girone

di ritorno che ha come ha come

scopo il mantenimento della categoria.

Fabrizio Cantarella–rpn-

interna contro una Paolana che arriverà

a Siderno convinta di fare un

solo boccone dei bianco-azzurri. Ma,

soprattutto in casa, il team biancoazzurro

si è sempre espresso bene

subendo nelle ultime gare solo la

sconfitta immeritata con il Rende e

fermando sul nulla di fatto sia il

Catona che la Silana. Oggi, poi, rientrerà

dopo la squalifica capitan

Carabetta che sicuramente metterà al

servizio della squadra tutta la sua

esperienza in vista anche di un possibile

raffozamento tecnico per il girone

di ritorno. Oggi, una delle ultime

chiamate in chiave salvezza per il

Siderno.

lr

Partenza di questo mercato di riparazione

a rilento ma che nelle ultime ore si è

infiammato. La Nuova Gioiese ha ufficializzato

l’arrivo di un portiere classe

1993, il palermitano Luca Bonito già

giocatore della Palmese. Ufficiale anche

in attacco l’arrivo di Stefano Frittitta

centravanti classe 1989 anche lui proveniente

dalla Sicilia. Movimenti anche in

casa Guardavalle, dove si è intervenuti

per sopperire all’indisponibilità di Ilario

Papaleo. Arriva infatti in giallorosso

Mirko Audino classe 1991 Jolly difensivo,

che può giocare anche a centrocampo.

In casa Rende dopo aver ufficializzato

l’arrivo del centrocampista

Giuseppe Caputo classe 88, una sorta di

TREDICESIMA GIORNATA H.14,30

GUARDAVALLE-N.GIOIESE IERI

BRANCALEONE-CASTROVILLARI

CATONA-BOCALE

RENDE-ACRI

ROCCELLA-SERSALE

SAN LUCIDO-CASTROVILLARI

SIDERNO-PAOLANA

SILANA-SOVERATO

CALCIO MERCATO

Da Lunedi tra i dilettanti è

iniziato il tran-tran dei

trasferimenti con la riapertura

delle liste che durerà fino al

prossimo 17 dicembre

ripiego, in attesa di buone nuove da Acri

dove si sta cercando di prelevare Riolo.

La Paolana ha ufficializzato le partenze

di Viteritti vicino all'Amantea e

Molinaro con direzione San Lucido,

mentre Del Popolo ha chiesto di essere

svincolato. In casa Sersale ufficiale l’arrivo

dell’attaccante Conversi ex Sambiase

mentre potrebbe accasarsi il portiere

Starace. A Brancaleone presto l’ufficializzazione

del ritorno di Aniello Savino.

In Promozione malcontento in casa

Gioiosa Jonica dopo la partenza di

Diego Giovinazzo verso Palmi: il

Gioiosa si è sentito tradito dall’atteggiamento

del calciatore.

fonte stadioradio

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 24


anno dopo, a diventare il

punto di riferimento di una

delle più complesse discipline

dell'atletica. La svolta arriva

nel 2005: “Nel mio percorso

da atleta - racconta Pignata -

sono stato gratificato da

numerose affermazioni, tra le

quali la conquista di diversi

titoli italiani, di categoria e

assoluti, culminati nel podio

conquistato in Coppa Europa

PROMOZIONE

CLASSIFICA

GALLICESE 31 RIZZICONI 16

TAURIANOVA 29 S.CALOGERO 13

REGGIOM. 26 VILLESE 13

PALMESE 24 BOVALINESE 13

GIOIOSA J. 23 MONTEPAONE12

BIANCO 22 POLISTENA 11

M.GIOIOSA 21 REAL CZ 3

GIMIGLIANO 17

DAVOLI 16

TREDICESIMA GIORNATA

GALLICESE-M.GIOIOSA IERI

REAL CZ- VILLESE IERI

REGGIOMED-SAN CALOGERO IERI

BOVALINESE-GIMIGLIANO

GIOIOSA J.-BIANCO

MONTEPAONE-POLISTENA

PALMESE-DAVOLI

RIZZICONI-TAURIANOVESE

a Firenze nel 2005, quando il

mio risultato fu molto importante

per la classifica finale

della squadra italiana”. Il

risultato è l'eccellente misura

di 81,67 m, personale assoluto

dell'atleta calabrese. Una prestazione

superba che gli ha

consentito di conquistarsi il

pass per i Campionati

Mondiali di Helsinki. Un

risultato che assume ancora

più rilievo se si considera che,

soltanto qualche mese addietro,

Francesco aveva subito un

grave incidente stradale che

aveva messo seriamente a

rischio la sua carriera. Una

carriera che chiuderà nel

2008, dopo aver partecipato ai

Campionati Europei di

Goteborg e a un'altra

Universiade. Il ritiro, però,

non lo porta ad abbandonare

la disciplina. Francesco decide

di reinvestire tutto il sapere

appreso negli anni diventando

allenatore, cercando di

trasmettere ai giovani giavellottisti

le proprie conoscenze

per portarli in alto. Il suo

impegno nel corso di questi

anni lo ha condotto, proprio

in questi giorni, alla nomina a

Consigliere Federale per il

quadriennio olimpico 2013-

Il Gioiosa Jonica contro il Bianco

per saggiare le velleità play-off

Il Gioiosa Jonica di Cosimo

Silvano è in crescita e su questo

c'è davvero poco da discutere.

Nelle ultime tre partite la compagine

biancorossa ha confermato

progressi. I biancorossi

hanno lanciato segnali importati

sia sotto il profilo del gioco

espresso, sia sotto il profilo dei

risultati. Anche contro il San

Calogero Giovinazzo è stato

decisivo il suo guizzo ha regalato

tre punti importanti che proiettano

la compagine del presidente

Rossi nei quartieri alti della

classifica in zona play off. Oggi

pomeriggio al Comunale un'altra

sfida importante per Libri e

compagni il derby contro il

Bianco di Gigi Caridi una gara

che si preannuncia spettacolare

visto la qualità dei due organici e

visto anche le posizioni in classifica

delle due compagini della

locride.. Il Gioiosa prova oggi

pomeriggio a fare risultato

pieno per allungare in classifica

e continuare la sua striscia positiva.Il

dirigente Mimmo

Stefanelli sulla sfida di oggi

afferma :” La partita contro il

Bianco è difficile e importante:

lo dice la classifica, perché si

tratta di un autentico scontro

diretto e c'è la possibilità di risalire

un'altra posizione in graduatoria,

allungando proprio sul

Bianco stesso in caso di successo.

Facciamo i complimenti al

nostro staff tecnico per l'ottimo

lavoro fin qui svolto e ai nostri

giocatori che stanno facendo un

ottimo campionato l'augurio che

possiamo raggiungere una

buona posizione di classifica e

credo che con l'organico che

abbiamo messo a disposizione

del nostro allenatore ci riusciremo

sicuramente . finora abbiamo

fatto bene , i ragazzi stanno

crescendo, ogni singolo giocatore

sta migliorando e quindi poi il

gruppo ne trae giovamento mi

auguro che oggi ci sia il pubblico

delle grandi occasioni perché è

importante in questa sfida il supporto

dei nostri sostenitori”.

L'allenatore del Gioiosa Cosimo

Silvano deciderà la formazione

soltanto dopo aver valutato

pochi minuti del mach le condizioni

di tutti i suoi giocatori.

Invece Gigi Caridi che ha fatto

lavorare intensamente i suoi

ragazzi durante la settimana

potrebbe schierare gli stessi

undici che hanno giocato nelle

ultime apparizione.

Al comunale oggi pomeriggio

per questo derby è atteso il pubblico

delle grandi occasioni con i

sostenitori biancorossi stanno

preparando una bella coreografia

con striscioni e fuochi pirotecnici.

Nicodemo Barillaro

2016, all'interno del programma

che ha portato Alfio

Giorni alla presidenza. Un

nuovo inizio per costruire un

futuro prestigioso per uno

sport che ha dato tanto alla

nostra nazione e che, per la

seconda volta, vede un atleta

calabrese protagonista assoluto.

Un vanto per Reggio, un

vanto per l'intera Calabria.

Giovanni Larosa

MARINA DI GIOIOISA

E' raggiante l'allenatore del

Marina di Gioiosa Jonica

Gianni Scigliano dopo che la

sua squadra domenica è riuscita

a ribaltare il risultato contro l'ottimo

Montepaone passato in

vantaggio al 14' con Giglio. ” E'

stata una dura lotta, al termine

della quale siamo riusciti ad

incamerare tre punti tanto

importanti quanto meritati.

Questa squadra ha carattere da

vendere, e ciò è dimostrato dalla

reazione avuta dopo il vantaggio

degli avversari. Vincere un big

match contro una buona squadra

come il Montepaone, testimonia

per l'ennesima volta il

valore del gruppo che alleno:

inutile girarci intorno, l'obiettivo

è quello di fare un buon campionato

e fino ad adesso ci stiamo

riuscendo. Domenica la squadra

ha dato spettacolo, aggredendo

l'avversario sin dal primo

minuto. L'approccio perfetto

alla gara ci ha permesso di ribaltare

il risultato e non è stato facile

dopo aver subito la rete appena

a un quarto d'ora dall'inizio

della partita , tutta la mia squadra

però si è espressa al massimo

delle proprie possibilità. La

marcia delle prime in classifica

prosegue spedita, noi stiamo

la Riviera di...

Dopo 3 vittorie di fila

è ritornato il sorriso

facendo tutto il possibile per

accorciare le distanze ma per noi

la classifica già ci sorride. Il successo

di domenica ci dà forza e

convinzione nei nostri mezzi

credo che questa squadra abbia

le carte in regola per disputare

un campionato tranquillo poi

quello che verrà prenderemo

senza assillarci più di tanto”. In

questi giorni si è parlato tantissimo

anche di mercato voci non

confermate dalla società danno

per certo l'arrivo nei prossimi

giorni del forte attaccante

Frammartino, mentre dovrebbe

partire Andrea Maida destinazione

Chiaravalle l'ex Roccella

sta trovando poco spazio in questa

stagione. Nel frattempo

Gianni Scigliano si coccola l'ultimo

arrivato in casa giallorossa

Quaranta che domenica ha

disputato una buona gara dai

suoi piedi sono partiti ottimi suggerimenti

uno di questi ha portato

alla rete il giovane Matteo

Palermo che di partita in partita

continua a crescere grazie

soprattutto al nuovo ruolo che il

tecnico del Marina ha saputo

trovare alla giovane promessa

del calcio dilettantistico. N. B.


SPORT FISHING

Campionato sociale

Giovanni Tassone

è il campione 2012

Subito dopo aver

effettuato i conteggi la

classifica finale del

campionato Sport Fishing

2012 è stata la seguente:

Pos Concorrente Peso Punti

1 Tassone Gianni 2510 gr. 111

2 Panetta Massimo 3118 gr. 108

3 Panetta Cosimo 1826 gr. 87

4 Gullì Mimmo 1664 gr. 67

5 Giordano Gianni 1668 gr. 65

6 Pasqualino Tonino 1046 gr. 65

7 Pellegrino Domenico 1139 gr. 64

8 Barranca Carmine 1316 gr. 60

9 Pellegrino Salvatore 863 gr 52

10 Girovasi Erminio 733 gr 44

Si è tenuta Domenica 18 Novembre la finale del

Campionato Sport Fishing 2012 organizzata dall’omonima

società di Siderno, associazione di pesca sportiva presente

ormai da diversi anni nel panorama associazionistico

della provincia di Reggio Calabria. Dopo dodici gare

svoltesi a partire dal mese di gennaio in diversi comuni

della provincia di reggio calabria si è giunti alla tanto attesa

finale che ha visto esibirsi in una competizione molto

combattuta associati provenienti dall’intera provincia di

Reggio Calabria.

L’evento si è svolto sul tratto di spiaggia antistante il centro

del lungomare di Siderno, dove tutti i concorrenti si

sono incontrati all’alba e dopo i saluti di rito ognuno ha

occupato il proprio box sorteggiato il giorno precedente

presso i locali della sede associativa.

Alle 07.00 in punto i giudici hanno fischiato l’inizio della

gara, ed ognuno dei concorrenti si è impegnato dimostrando

il meglio di sé, cercando di assicurarsi una posizione

vantaggiosa per il torneo e quindi di classificarsi tra

i primi posti.

Durante la gara si sono susseguite catture di diverse specie

e taglie e i giudici di gara sono stati attenti a verificare

che ogni preda rispettasse la misura minima stabilita oltre

a garantire il buon andamento della gara. Una vera giornata

di divertimento, sport e agonismo ha accompagnato

la competizione e al fischio finale decretato dai giudici,

tutti i concorrenti si sono diretti al banco pesatura prede

per cercare di capire a che posto in classifica si sarebbero

potuti inserire.

Al termine della suddetta premiazione si è passati a stilare

la classifica giornaliera dei soci che ha visto posizionarsi

al terzo posto Tassone Gianni, al secondo Pasqualino


TROFEO PANETTONE

Tonino e al primo posto il veterano Godenzi Enrico .

Pos Concorrente Peso Totale Nonostante si sia protratta fino all’ultimo la stessa sfida

1 Gullì Mimmo 504 gr. vissuta già alla scorsa edizione tra Giovanni Tassone e

2 Esposito Walter 451 gr. Massimo Panetta, a spuntarla con soli tre punti di distac-

3 Tassone Gianni 406 gr. co è stato il primo dei due che è stato, quindi, proclama-

4 Azzarà Gianni 377 gr. to campione del già citato campionato. Un ringraziamen-

5 Vumbaca Francesco 344 gr. to particolare viene rivolto a tutti gli sponsor per la pre-

6 Tripodi Marino 341 gr. ziosa collaborazione ed il gentile contributo concessoci, e

7 Panetta Massimo 298 gr. con grande stima ed amicizia esprimiamo la nostra rico-

8 Sgambelluri 277 gr. noscenza alla Palestra Atlantide del Prof. Giuseppe

9 Giordano Gianni 269 gr. Ascioti di Siderno, al Supermercato Nicola di Siderno, ai

10 Papalia Marcello 243 gr. Tabacchi e Lotto Paolo, al Bar Aloha di Contrada Verga

di Locri ed al Ristorante Tonino. Appuntamento al

prossimo anno con un calendario ricco di importanti

novità che verranno in seguito illustrate e portate a conoscenza

degli appassionati di pesca a cui è rivolto un particolare

invito di adesione per unirsi ad un gruppo sempre

pronto ad accogliere nuovi amici con lo spirito giusto per

affrontare una prossima stagione di pesca e divertimento

nel segno della sportività, dell’agonismo e dell’amicizia.

In conclusione, si informa che l’associazione di pesca

sportiva dilettantistica “Sport Fishing” di Siderno, è nata

da un gruppo di amici nel 2007, ed è ormai diventata una

realtà importante per l’intero comprensorio della provincia

di Reggio Calabria. Lo dimostrano, senza alcun dubbio,

i risultati ottenuti nelle passate stagioni in termini di

partecipazione, di gruppo, di aggregazione, di passione

per uno sport come quello della pesca sportiva che se

venisse valorizzato altro non darebbe che una mano

d’aiuto ad un settore come quello del turismo che stenta

a decollare nonostante le innumerevoli risorse che la

nostra terra ci offre e che nello stesso tempo non godono

del giusto rispetto poiché non utilizzate per come si

dovrebbe. Un primo passo verso la valorizzazione di questo

sport c’è stato grazie all’idea di giovani intraprendenti

come i soci di questa associazione che ci hanno creduto

fin dall’inizio e intendono portare avanti quest’impegno

con costanza e determinazione.

Il Presidente Sergio Pedullà, i

Vicepresidenti Mimmo Gullì e Salvatore

Pellegrino, il tesoriere Carmine Barranca

ed il Consigliere Tonino Pasqualino ringraziano

tutti quanti fino ad oggi hanno sostenuto

le nostre iniziative, dai soci praticanti

ai volontari , dagli sponsor privati alle istituzioni

pubbliche in primis Capitaneria di

porto e Comune di Siderno ed a tutti coloro

che vivono e credono in una realtà seria

e dotata di sani principi etici e morali e che

vede in questo sport un momento di socializzazione

ed aggregazione per persone di

tutte le età.

Sono aperte le adesioni per il

nuovo tesseramento soci, riferito

all’anno 2013, per informazioni

rivolgersi ai componenti del

direttivo, o presso la sede sociale

sita in via Papa Giovanni XXIII,

4. Siderno.

MIMMO GULLÌ

VINCE LA

V° EDIZIONE

DEL TROFEO

PANETTONE

Si è tenuta Domenica 2 Dicembre la tanto attesa

gara di pesca sportiva dalla riva organizzata dall’affermata

Associazione Sport Fishing di Siderno.

La manifestazione si è svolta nel tratto di spiaggia

antistante il centro abitato di Riace

ed alle 7.00 in punto è stato fischiato l’inizio della

competizione che ha visto gareggiare 35 appassionati

per quattro ore.

Il “Trofeo Panettone”, giunto alla V° edizione, ha

incoronato vincitore Mimmo Gullì che è riuscito a

battere per soli 50 grammi il secondo classificato

Walter Esposito; subito dopo questo testa a testa si è

piazzato in terza posizione Gianni Tassone seguito

da Gianni Azzarà e Vumbaca Francesco a cui è

andato anche il premio per la miglior preda.

Al termine della competizione sportiva dopo aver

stilato la classifica in base al peso del pescato, sono

seguite le premiazioni che hanno reso protagonisti i

partecipanti che si sono classificati nelle prime tre

posizioni e a cui è stato consegnato un premio.

Subito dopo con uno splendido spirito partecipativo

e con un clima natalizio si è provveduto a stappare

una bottiglia di spumante ed al taglio del

“Panettone” con l’augurio più grande che queste

festività siano portatrici di pace, serenità e gioia per

tutta l’umanità.

I soci, è con grande

spirito d’impegno e IL PODIO

di collaborazione

che fino ad oggi

hanno portato avanti

un lavoro svolto

con la dose giusta di

amore e di passione,

volto sicuramente

ad ottenere ogni

anno che passa dei

margini di miglioramento,

infatti proprio

gettando le fondamenta

del progetto

su questi importanti

principi il lavoro

svolto dall’associazione

nel corso di

questi anni di attività

è stato incentrato

ad offrire delle

nuove iniziative e

quindi degli svaghi

nuovi per chi lo

sport della pesca ce

l’ha nel sangue, ma

fino ad oggi non ha

fatto altro che praticarlo

singolarmente

senza mettersi mai

in competizione con

nessuno; attraverso

quest’iniziativa si

pratica una inversione

di tendenza perché viene data la possibilità a tutti

gli appassionati della pesca sportiva di partecipare ad

una serie di gare che si sono svolte riscuotendo un

enorme successo, quindi gli amanti della pesca

hanno potuto disputare dei tornei con alto senso di

agonismo e di sportività. Un motivo di orgoglio è

dato dal fatto che in poco tempo i tesserati hanno

superato quota 50, e naturalmente si spera che nella

nuova campagna tesseramento 2013 il numero

aumenti così frequentemente.

C’è da dire che lo SPORT FISHING non persegue

assolutamente scopi di lucro ma gli obiettivi principali

sono quelli di garantire e mantenere tali alcuni

valori fondamentali per la nostra società civile, quali,

l’amicizia, il rispetto reciproco, l’andare d’accordo

sempre e comunque anche nei momenti più critici,

l’aiutarsi a vicenda, il divertimento e nello stesso

tempo l’associazione si prefigge di sviluppare la diffusione

dell’attività sportiva intesa come la capacità

da parte di tutti i soci e i tesserati di coinvolgere più

appassionati possibili nel nostro cammino.

L’associazione invita chiunque volesse partecipare,

professionisti e dilettanti, amatoriali e debuttanti,

giovani e donne, ad iscriversi ed iniziare a praticare

uno sport ricco di emozioni e di “pescato”.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 26


Biblioteca Meridionalista

GIUDITTA LEVATO

la Riviera

Passa alla storia della lotta per la liberazione della terra dai

suoi tiranni e dell’emancipazione della donna . Ma gli storici

augusti ne hanno affidato l’immortalità al Padre dei Cieli.

Tra retorica del passato

e silenzio del presente

PASQUINO CRUPI

«Io sono morta per loro, sono morta per

tutti. Ho dato tutto alla nostra causa, per i

contadini, per la nostra idea; ho dato me

stessa, la mia giovinezza; ho sacrificato la

mia felicità di giovane sposa e di giovane

mamma. Ai miei figli, essi sono piccoli e

non capiscono ancora , dirai che io sono

partita per un lungo viaggio ma ritornerò...

certamente, sicuramente. A mio padre e a

mia madre, ai miei fratelli, alle mie sorelle,

dirai che non voglio che mi piangono,

voglio che combattono, combattono con

me, più di me per vendicarmi».

Giuditta Levato affida questo suo testamento

al senatore Pasquale Poerio, prima

di spirare all’ospedale di Catanzaro, colpita

a morte a Calabricata di Albi, Catanzaro,

la mattina del 28 novembre dell’anno 1946,

da una fucilata del guardiaspalle al servizio

del latifondista calabrese Pietro Mazza.

Morirà qualche giorno dopo nell’ospedale

civile di Catanzaro.

La famiglia

Giuditta Levato nasce il 18 agosto del 1915

a Calabricata di Albi, in provincia di

Catazaro. È figlia di Salvatore Levato, lavoratore

della terra, e di Rosa Romania, contadina.

La famiglia Levato è numerosa,

come tutte le famiglie contadine del Sud:

sette figli, tre maschi e cinque femmine.

Dei sette fratelli di Giuditta vivente a oggi

è oggi solo Maria.

Come in ogni famiglia contadina, i figli

sono l’orgoglio di Salvatore Levato, ma

anche bocche da sfamare e un giorno braccia

forti a cui affidare la stessa sopravvivenza

dell’intero nucleo familiare.

La campagna consuma l’ardente giovinezza

dei terrazzani. Si lavora da notte a notte.

Per i grandi proprietari i contadini sono

oggetti che zappano. Hanno zappato i loro

nonni, continuino a zappare i loro nipoti

per un salario, quando c’è, che è una miseria

e anche per un piatto di minestra. Si

lavora da giorno a giorno. Il lavoro non è

lavoro. È fatica inespiata. Nelle campagne

avide e sazie del Mezzogiorno e della

Calabria gli uomini nacquero con la zappa

in mano, le donne con il lutto nel cuore, già

presagendo che avrebbero messo al mondo

nuovi schiavi per l’esercito della fame con-

tadina.

La vita a Calabricata

Tutti contadini a Calabricata. La fatica ha

levigato tutti, tutti ha reso eguali e abolito

le stagioni della vita che sembrano essersi

eternamente rannicchiate nella sola età

delle rughe. Anche i bambini qui sono nati

adulti. Non hanno giochi, non hanno infanzia.

Un rimpianto di meno per quando

saranno grandi. Malgrado le privazioni, gli

uomini sono robusti: un tozzo di pane e un

pugno di ulive salate bastano per spaccar

macigni. Le donne zappano affiancate e

parlano di corredi e di matrimoni. Altra

stazione della duratura via crucis delle

donne, stirpe infelice.

Nel piccolo centro risiedono centinaia di

famiglie dedite alla coltivazione della terra.

L’abitato pullula di casupole sgangherate,

spesso costituite da una sola stanza che

ospitalità in media a 10 persone. Poche

suppellettili e qualcosa che assomiglia a un

mobilio incorniciati tra pavimenti in creta e

tetti neri di fumo. I meno fortunati trovano

dimora negli alloggi riservati ai braccianti,

disposti a schiera sul limite delle terre da

coltivare. La maggior parte dei contadini

viene da San Giovanni d’Albi, un centro

posto a circa 30 Km da Calabricata. percorsi

a piedi da i più, a dorso di mulo da

pochissimi. Al paese si ritorna per respirare

la “bonaria”, aria buona, dopo mesi e

mesi di duro lavoro nei campi. E spesso

solo donne e bambini vi fanno ritorno. Ma

anche la loro permanenza è breve e rara.

Oggi Calabricata fa parte del comune di

Sellia Marina e si contano circa 900 abitanti.

Vita di Giuditta

Passa gli anni della sua giovinezza tra la

casa e la terra. Non si risparmia nel lavoro

e non è risparmiata dal lavoro a fianco al

padre e ai fratelli.

È attenta e affettuosa con i fratelli . All’età

di ventun anni sposa Pietro Scumaci, un

giovane contadino. Vive in una casupola di

proprietà di Alfonso Le Pera, famiglia in

vista e nome conosciuto accanto a quello

dei De Seta e dei Tallarico. Nel 1941 Pietro

viene chiamato alle armi. Giuditta continua

a coltivare la terra: semina e raccoglie il

grano, dà il pane ai figli.

Cessa la guerra. Pietro Scumaci torna ala

paese. Riprende la vanga. Giuditta è felice.

Tutt’insieme di nuovo: madre. marito, i piccoli

figli Carmine e Salvatore.

Il 28 novembre 1946

Dal 1944 al 1949 il movimento di lotta per

l’occupazione delle terre nel Mezzogiorno

e in Calabria si espande continuo. Proprio

l’anno 1949 segna il punto più alto e tragico

dell’epopea contadina: a

Montescaglioso, a Torremaggiore, a

Melissa la terra si tinge di rosso. Prima

ancora aveva bagnato le terre di

Calabricata.

Quando il 28 novembre del 1946 Giuditta

guida la lotta sulle terre dell’agrario Pietro

Mazza, concesse alla cooperativa di

Calabricata, era incinta di sette mesi. Non

pensava davvero che avrebbe trovato la

morte insieme al bimbo che portava nel

grembo. Come avvenne. Passa alla storia

della lotta per la liberazione della terra dai

suoi tiranni e dell’emancipazione della

donna dalla sua schiavitù con le parole da

lei pronunciate morente: «Quando suoneranno

ancora le campane a stormo per

tutto il villaggio, allora vedrete che torno».

Suonarono, viceversa, le campane a morto

su tutta la questione contadina.

«Poco dopo la scomparsa di mia madre io

e mio fratello - scriveva così Salvatore

Scumaci nel 1980 - per intervento del partito

fummo inviati al Nord. Ricordo che in

treno piangevo perché non conoscevo la

compagna a cui eravamo stati affidati

Mio fratello fu ospitato prima a Reggio

Emilia, e poi in altre zone, sempre per interessamento

del partito comunista. Io fui

portato a Livorno e affidato ad una famiglia

di compagni Diventai come un figlio

per la famiglia Bolleri. Mia “zia” (il riferimento

è alla nuova mamma) mi raccontava

che quando ero arrivato a Livorno avevo

la pancia gonfia e una malattia in testa per

cui occorrevano molte cure».

Carmine, l’altro figlio di Giuditta, sposerà

tale Tina Moschetta, la cui madre,

Margherita cadrà anch’ella vittima della

repressione degli agrari durante il movimento

di occupazione delle terre a Piano

degli Albanesi, in Sicilia.

Il mondo femminile registrerà un’altra vittima

nella lotta per l’occupazione delle

terre incolte, a Melissa, nel Crotonese, il 29

ottobre 1949, quando Angelina Mauro

sarà ferita gravemente dal piombo della

celere del ministro Mario Scelba , e morirà

alcuni giorni dopo presso l’Ospedale di

Crotone.

L’unica biografia - di sapore letterario - di

Angelina Mauro sarà scritta da Leonida

Répaci nel racconto Marcia dei braccianti di

Melissa. La storiografia di Sinistra non è

meno refrattaria d quella di Destra quando

si tratta di scrivere la storia eccelsa delle

donne, venute dal basso.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 27


Parlando di...

CULTURA E SOCIETÀ

PERCORSI ARTISTICI

Poetessa, artista,

scrittrice. Maria

Eleonora Zangara

Maria Eleonora Zangara, nasce a

Gerace nel 1971. Pur avendo avuto

la consapevolezza di saper usare il

linguaggio verbale in maniera

“poetica” già da piccola, viene indirizzata

nel suo percorso di studi

verso i linguaggi non verbali altrettanto

amati conseguendo il

Diploma di Liceo Artistico e in

seguito le Qualifiche di

Catalogatrice e Rilevatrice dei

Beni Artistici e Archeologici e di

Disegnatrice Tecnica. Diventa

socia A.N.L.A.della Toscana e di

Roma e fa parte dell Accademia

Senocrito di Musica Lettere e Arte.

È iscritta come artista

all’Accademia Internazionale

“Giacomo Leopardi” di Arti

Lettere Scienze e ricerche culturali

con la nomina di Leopardiana a

Vita, le viene anche conferito il

Premio alla Cultura Giovanni

Paolo II .

Vive immersa nell’arte nella pittura

nella scultura, nella fotografia

“artistica su se stessa” e scrive da

sempre. Ha pubblicato i libri di

poesie. Ha composto anche varie

Liriche “Custode Misericordioso

senza lacrime” composta per il

concorso Laudato Sii di Ancona

riportata su pergamena e data in

dono alla Cattedrale di Gerace

(Giugno 2011). “Tesori dell’anima”

composta per il vino Chianti città

di Rufina “L’eterno suono dell’anima”

tanto per citarne alcuni e

anche fiabe per bambini tra cui

“Stella d’argento” e racconti “Una

rosa in collina”.

L’Associazione Nazionale della

Polizia di Stato Premio Nazionale

Poesia e Narrativa Golfo dei Poeti

di La Speziagli le ha conferito l’attestato

di Merito per l’opera

“Rincorrendo l’onda” e l’opera”

Chinati Uomo” è stata scelta dal

Consolato Generale dell’Ecuador

Arte e Cultura a Milano e integrazione

nel Mondo premiata con

Diploma d’Arte e inclusa nel premio

Letterario Internazionale.

Opere inserite anche nell’antologia

del premio Don Milani, “Non si

cuntunu i ciri nta l artari”, e anche

nell’Antologia” La Giusta Collera

“di Mario Lucini. Ha ricevuto inoltre

un encomio solenne alla

Creatività per l’opera svolta nel

campo della Scrittura Creativa

dall’Associazione Giardino dei

Poeti di San Benedetto del Tronto,

e una Menzione speciale di Merito

per il concorso Vento nuovo di

Roma con l’opera “Gocce di

Donna” e inserita nell’ Antologia

Internazionale di “Vento nuovo

poesie”. Diploma di merito e pubblicazione

per il concorso

Internazionale di Salerno L’

Angelo. Un altro diploma di

Merito e un encomio solenne per la

sezione i migliori nella Cultura per

l opera di promozione Artistica e di

pregevole pratica della scrittura

creativa del Premio in Onore ad

Alda Merini.

SIDERNO / Telethon

A Natale

siamo tutti

più buoni

“Scrivere vuol dire anche viaggiare..”

Questa frase racchiude, anche se brevemente,

la bellissima esperienza vissuta

a New York da 6 alunni e da

un’insegnante del Liceo Scientifico

“Euclide” di Bova Marina grazie al

progetto “ilquotidianoinclasse.it”. Il

progetto, che vedeva come premio

finale un soggiorno di una settimana

a New York, è stato promosso

dall’Osservatorio Permanente

Giovani-Editori in collaborazione

con i siti internet di Corriere della

Sera, Il Sole 24 Ore e

Quotidiano.net., un’iniziativa educativa

che è servita per stimolare la

creatività, la sana competizione ma

soprattutto il divertimento sia per gli

studenti che per gli insegnanti. Un

lungo e arduo percorso, attraverso il

quale circa 4.000 studenti, suddivisi

in redazioni, si sono sfidati su diversi

temi settimanali proposti dalla varie

testate giornalistiche con lo scopo di

rieducare i ragazzi all’arte della scrittura

e a dimostrare grazie a questa

come i giovani di oggi hanno delle

loro opinioni e sono anche in grado

di esporle. Dopo tante inchieste e

tanto lavoro, la redazione “Il Caffè”,

composta da De Sebastiano M.Luisa,

Mafrica Simone, Minniti Veronica,

Morabito Andrea, Palamara Alessia,

Zavettieri Sergio, alunni dell’ attuale

5° A dell’Istituto Superiore

“Euclide”,sezione Liceo Scientifico

di Bova Marina (RC), seguiti ed incoraggiati

dalla referente del progetto

prof. Modaffari Elena, hanno meritatamente

raggiunto il traguardo finale

ed hanno potuto godersi il premio

più ambito. L’avventura alla scoperta

di una delle più affascinanti metropoli

del mondo , inizia il 16 novembre

con un lungo volo oltreoceano.

Arrivati a destinazione, i vincitori si

fanno subito travolgere dal cuore o

per meglio dire dal polmone della

città: Central Park. Un giro tra statue,

scoiattoli, monumenti e colori moz-

Venerdì e sabato saranno due giornate all’insegna

della beneficenza. Due serate per Telethon

e per raccogliere fondi per combattere la distrofia

muscolare e altre malattie genetiche.

La prima sera, il 14 dicembre alle 17.00, è stata

organizzata la presentazione, nei locali dell BNL

di Siderno, del libro di Giuseppe Antonio

Albanese, Dell’Idea e dell’essere, a cura di M.

Caterina Mammola . Albanese era una sacerdote,

insegnantre, teologo, patriota che partecipò

al Risorgimento italiano e nella Locride fu tra i

protagonisti nella Locride del movimento di

New York

Diario di un viaggio

Sei alunni del Liceo Scientifico

“Euclide” di Bova Marina

vincitori di un viaggio a New York

BIRD PRODUCTION

In vendita il dvd di 160°

Centosessantagradi, opera del giovane

artista calabrese Alberto Gatto

La Bird Production ha realizzato

un confanetto con il DVD di

160° Centosessantagradi scritto e

diretto da Alberto Gatto, più

CD della colonna sonora. Una

strenna natalizia che ripropone

un'opera del 2005 del giovane

artista calabrese, pluripremiato

per i suoi film sulla vicenda di

Rocco Gatto, il mugnaio comunista

assassinato nel 1977 per

non essersi piegato alla tracotanza

del potere mafioso. 160° è

un racconto che parte dal titolo:

l'ampiezza dell'angolo visuale

dell'ottica umana è questa,

grado più grado meno, e non si

può ampliare. Tutto ha inizio

con l'omicidio di una guardia

giurata dinanzi a una banca.

Qualche giorno dopo, tre malviventi,

Sophie, Pig e Ludovico,

decidono il furto dell'opera "La

Decapitazione" di Mattia Preti.

Sophie e Pig elaborano il furto e

decidono che l'esecutore materiale

sia Ludovico, marito della

stessa Sophie.

Quella notte di agosto le cose

sembrano poco chiare: i due

non si presentano, come stabilito,

all'uscita dal palazzo dove si

trovava il dipinto, e Ludovico da

solo è costretto a nascondere la

refurtiva in un posto sicuro.

Poco dopo, una telefonata alla

polizia denuncia proprio lui

come esecutore dell'omicidio

dinanzi alla banca. Da questo

momento nulla è come sembra.

Protagonisti del mediometraggio,

Andrea Messina, Liliana

Sangiovanni, Eugenio

Sansostri. Le musiche originali,

contenute nel CD, sono di

Carlo Venezia.

opposizione ai Borbone e ai Papi.

Per domenica 15 dicembre invece il Gruppo

burraco ha organizzato all’Ymca di Siderno alle

19.00 un torneo. Le iscrizioni sono aperte a tutti

fino al 13 dicembre.

Entrambi gli appuntamenti saranno un momento

pre natalizio per stare in compagnia, ritrovarsi

come comunità e dimostrare la propria sensibilità

verso i malati e le proprie famiglie.

Sostenere, anche solo con la propria presenza, la

ricerca per la cura di malattie come la distrofia

muscolare è un dovere di tutti.

zafiato dell’autunno Newyorkese, per

poi lasciarsi stupire, nel primo pomeriggio

da un’affollatissima “Fifth

Evenue”, l’arteria di New York che

ostenta prepotentemente la ricchezza

di Manhattan. Al crepuscolo, sullo

sfondo di un tramonto emozionante,

si fanno travolgere da una veduta

della città dall’86esimo piano

dell’Empire State Building. La giornata

successiva inizia con una gita in

traghetto per soffermarsi sotto il

monumento simbolo d’America: la

Statua della Libertà. Tornati sulla

terra ferma si avanza verso la prossima

meta, una delle pagine più tristi

della storia americana e mondiale:il

National September 11 Memorial,

sorto lì dove c’era il World Trade

Center e le Torri Gemmelle.Segue

una visita al Toro di Wall Street, simbolo

della caduta nel 1987dell’omonima.

Arriva il gran giorno per i

CITTA DEL SOLE

Si rinnova l’appuntamento

con la piccola e media

editoria italiana alla

fiera “Più libri più liberi” di

Roma.

«Città del Sole Edizioni -

spiega una nota - sarà presente

ancora una volta dal 6 al 9

dicembre al Palazzo dei

Congressi dell’Eur, come da

ben 11 anni.

Malgrado le serie difficoltà

economiche che attraversano

il settore, e che hanno colpito

duramente anche la casa editrice

calabrese, l'editore

Franco Arcidiaco - è scritto -

non è voluto mancare all'evento

più importante dell'anno

per l'editoria indipendente.

nostri inviati speciali a New York:

finalmente sono stati calorosamente

accolti nella redazione del The Wall

Street Journal; visita che racchiude

l’educativo fine ultimo del progetto:

avvicinare i giovani e i meno giovani

non solo al mondo della lettura ma

anche e soprattutto al mondo del

giornalismo e dell’informazione. I

ragazzi de “Il Caffè” hanno visto da

vicino una grande realtà editoriale.

La visita si rende ancora più interessante

quando vengono accolti dal

vice caporedattore Jim Pensiero e dal

vicedirettore Hammad Jawdat,in una

sorta di mini-conferenza dove sono

stati chiariti dubbi e curiosità dei giovani

inviati, della docente e dell’osservatrice

nonché responsabile del progetto

Eleonora Mazza. Durante la

visita nella redazione, i vincitori

hanno anche avuto modo di parlare

della situazione della stampa digitale

Da ben 11 anni la casa editrice

reggina ci rappresenta alla Fiera

“Più libri più liberi” di Roma

Sono due i libri che avranno

una particolare attenzione

alla Fiera.

Con Il caso Fallara. Storia del

modello Reggio e del suo tragico

epilogo di Giuseppe

Baldessarro e Gianluca

Ursini, si è affrontato l'argomento

di più stretta attualità

che ha coinvolto la Calabria

negli ultimi mesi, balzata alle

prime pagine delle cronache

per lo scioglimento del

Comune di Reggio per mafia

e il conseguente commissariamento.

Sarà anche presentato in

anteprima il nuovo libro di

Adele Cambria In viaggio con

la Zia.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 28


HOBBIES/ Filatelia e numismatica

Collezionisti

della Locride

uniamoci

LOU PALANCA

Un romanzo verità sul delitto

del dirigente del Pci, Luigi Silipo

Blocco 52: un romanzo-verità

sul delitto del dirigente del PCI

Luigi Silipo Lou Palanca, Blocco

52. Una storia scomparsa, una

città perduta, Rubbettino, 2012

Il blocco 52 è il luogo dov'è

sepolto il corpo di Luigi Silipo e

con esso una storia

che la memoria

collettiva

nazionale ha

cancellato e di

cui non si conserva

traccia

neppure in

quella città

perduta del

sottotitolo

del libro che

è Catanzaro.

Ma andiamo

per

gradi. Il

primo

aprile 1965, Luigi Silipo, dirigente

catanzarese di primissimo

piano, del PCI e segretario

regionale dell’Alleanza

Contadina, viene assassinato

mentre rientra a casa.

Perché? Cosa c'era dietro quell'omicidio?

Ragioni politiche?

Fu un delitto passionale? Non lo

scoprirà mai nessuno, anzi

chiunque abbia tentato di cavarci

qualche ragno dal buco ha

dovuto fermarsi di fronte a una

cartella vuota (segno evidente

del trafugamento dei documenti)

che occupa il fascicolo

“Silipo” presso il Tribunale di

Catanzaro. Erano anni ruggenti,

quegli anni, per Catanzaro. Il

Catanzaro stava per andare in

serie A e così tra glorie urbane e

orgoglio sportivo il “pasticciaccio

brutto” venne presto dimenticato.

Stanno aumentando gli appassionati di

filatelia, numismatica e della storia posta

nella Locride. Un gruppo di collezionisti

si è quindi fatto promotore della creazione

di un associazione “filatelico-numismatica

e di storia postale”.

Domenica 16 dicembre alle 11.00, i tre

promotori, Luigi Brugnano, Gerardo De

Agostino, Michele Audino, hanno organizzato

appositamente un incontro

all’Ymca di Siderno per discutere la loro

proposta con gli altri appassionati. La

nascita dell’associazione semplificherebbe

la vita dei collezionisti che potrebbero

acquistare con maggiore facilità e convenienza

le nuove emissioni filateliconumismatiche,

album, fogli di aggiornamento,

raccoglitori, classificatori e

quant’altro.

L’invito a partecipare alla riunione e,

ovviamente, ad iscriversi all’associazione

è aperta a chiunque sia interessato.

Mario La Cava

La storia di Slavoj Slavik

La trasposizione teatrale curata dal “Caffè letterario” si ispira

alle pagine più belle del suo romanzo Una Stagione a Siena

Voce contemporanea quella

di Mario La Cava. Viva e

attuale come può essere solo

la voce di uno scrittore brillante

e sensibile i cui scritti

hanno respiro universale. “La

storia di Slavoj Slavik”, trasposizione

teatrale curata dal

“Caffè letterario Mario La

Cava”, si ispira alle pagine più

belle del suo romanzo “Una

stagione a Siena” sugli anni e

gli amici dell’università.

Nell’antica e nobile città

toscana La Cava aveva conosciuto

l’intellettuale Slavik,

sloveno di Trieste, che dopo

una decisa lotta contro il regime

fascista avrebbe trovato la

morte nel lager di

Mauthausen. Ne scrisse con

passione e impegno civile, ma

avrebbe voluto raccontarne la

storia fino in fondo, attraverso

documenti raccolti negli

anni, ma non ebbe modo di

portare a compimento il lavoro.

Oggi, la rappresentazione

scenica in qualche modo

riprende la centralità della

figura di Slavik nel contesto

storico vissuto e descritto da

La Cava, nei suoi anni giovanili,

e ne evidenzia tutto il

valore letterario e simbolico

ancora ai nostri giorni. Sedici

scene per sessanta minuti di

un’opera teatrale intensa. Sul

palco tre artisti d’eccellenza:

l’attore Enzo dè Liguoro, che

impersona Slavik, il cantante

Paolo Sofia, che con la voce e

la mimica ci fa immaginare un

giovanissimo La Cava, e il

musicista Vito Romeo che con

il suo pianoforte fa da “narratore

musicale”. Siamo sul finire

degli anni Trenta e il

mondo sta per precipitare nell’orrore

della seconda guerra

mondiale. Dè Liguoro ci

riporta uno Slavik spensierato,

poi impegnato, poi combattente,

fino alle estreme

conseguenze. Mentre “Bella

ciao”, “Parlami d’amore

Mariù” e molte altre canzoni

cult si alternano a brani originali,

firmati da Sofia e Romeo

restituendoci le atmosfere

dell’epoca. Lo spettacolo ha

già registrato l’interesse dei

circuiti teatrali indipendenti e

delle scuole e, a breve,

potrebbe divenire un libro

arricchito da immagini e foto

di Slavoj Slavik. Di Mario La

Cava è stato di recente pubblicato

il carteggio inedito con

Leonardo Sciascia, “Lettere

dal centro del mondo”, a cura

di Milly Curcio e Luigi

Tassoni per Rubbettino editore.

Reggio Film Fest

Giornate fitte di appuntamenti quelle del Reggio Calabria Film Fest. Il

primo giorno è stato proiettato “Quel che resta”, pellicola coprodotta

dalla Fondazione “Calabria Film Commission”,la storia è incentrata sul

racconto del terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e

Messina. A seguire poi, una serata dedicata al grande cantante, Mino

Reitano, con la proiezione del film “Calabria mia”. Sono state anche

presentate due coproduzioni della Fondazione: “Aspromonte” di Hedy

Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato, e “La moglie del sarto” di

Massimo Scaglione. È stato inoltre assegnato il Premio Vittorio De

Seta, regista e sceneggiatore siciliano. Il grande legame che il regista

aveva con la Calabria, lo ha portato a trascorrere gli ultimi anni della

sua vita nella nostra terra.

la Riviera

SIDERNO

Il Presepe

è il vero

spirito

del Natale

Ieri è stata inaugurata il

secondo concorso/mostra del

Presepe artistico sidernese.

Alle 19.30 a Siderno in piazza

Vittorio Veneto è stato inaugurato

l’evento. Presepi, decorazioni,

luci e le temperature

finalmente invernali, daranno

il benvenuto al Natale. Il concorso

dei presepi vuole ricordarci

e aiutarci a non dimenticare

mai il vero senso della

nascita di Cristo. La simbologia

del Presepe, attraverso le

sue diverse declinazioni, vuole

incentivare la promozione

della conservazione storica

delle tradizioni legate alla

celebrazione del Natale; la

partecipazione, specie dei giovani,

alla vita della comunità

attraverso iniziative di valore

storico, sociale e culturale; il

consolidamento dell'identità e

delle radici culturali della

nostra comunità.

La mostra è visitabile tutti i

giorni dalle ore 16.00 alle ore

20.00, domenica anche di mattina

dalle ore 10.00 alle ore

12.30 e si concluderà il 06 gennaio

2012. Tra le iniziative collegate

a questo progetto ci

sono le visite guidate per le

scuole. I bambini sono affascinati

dal Natale più di chiunque

altro, ma troppo spesso lo

associano a regali, feste e

vacanze da scuola. Mostrargli

e spiegargli il significato

profondo di questa festività è

importante per fargli comprendere

che la vigilia non è

solo l’attesa di Babbo Natale e

della sua slitta. Il vero spirito

del Natale è racchiuso nella

spoglia capanna con il bue, l’asinello,

Maria, Giuseppe e il

bambinello.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 29


Parlando di...

La verità dell’Iride

di Benjamin Bowson

Tecnici o politici

sempre mezze tacche

Siete meravigliosi, unici al mondo.

Sempre sul punto di morire e sempre

pronti al colpo di coda che vi rimette

in pista. Amate andare a fondo per riemergere

all'ultimo minuto e salvarvi guadagnando

la superficie. Almeno, questo è

quello che credete. In realtà la vostra,

quella dell'Italia, è una morte lenta. Siete

in un letto d'agonia, non in cura per una

guarigione miracolosa. Vivete per anni in

mano ai praticoni e quando state per

morire ricorrete ai dottori. Anche questo è

quello che credete. Così affidate la nazione

a politicanti di piccolo cabotaggio, consci

che vi porteranno alla deriva e chiamate

comandanti di lungo corso perché vi

evitino dal naufragio. Illusi. Gli uni e gli

altri coincidono sempre, le riserve è noto

che siano peggio dei titolari. I tecnici,

come voi li chiamate, quando arrivano al

governo vi fanno più danni dei politici che

vi eravate scelti. Siccome vi sentite in

colpa, a questi ultimi lasciate fare tutto

quello che ai primi non permettevate. Ma

è tutto un gioco. Tecnica e politica, la faccia

semra diversa ma la medaglia è uguale.

Una mannaia che ogni volta vi taglia qualcosa.

Alle battute grasse di Berlusconi

avete sostituito le freddure di Monti, così

lo stesso non avete nulla per cui ridere. Al

sorriso di Sacconi avete sostituito le lacrime

della Fornero, piangevate prima e di

più adesso. Vi manganellavano gli uomini

di Maroni e vi allisciano quelli della

Cancellieri. Potrei continuare a lungo, ma

vi risparmio la lezioncina. Vi dico solo che

almeno i politici erano più consci dei loro

limiti e vi risparmiavano la spocchia di un

Clini, per il quale l'Ilva di Taranto è solo un

fattore economico. Rassegnatevi, alla fine

affogherete. Titolari o sostituti, quelli che

mettete in campo pari sono. Mezzetacche

entrambi.

Suerte di Rosario Parise da

Torano Castello, studente in Roma

La battaglia

per la legalità

inizia dal caffè

BRIGANTI

Nicola Zitara, un maestro

PINO APRILE

Nicola Zitara ha ceduto. Quando un

maestro muore, il suo insegnamento

rimane; per questo non si può dire che

i maestri muoiano mai, davvero. Zitara

aveva scritto Unità d’Italia: nascita di

una colonia e Memorie di quando ero

italiano. Ma con i suoi articoli aveva

lucidamente spiegato, sino all’ultimo,

in quali modi l’economia tiene soggette

regioni della Terra condannate a

ruoli subordinati. Come il nostro

Mezzogiorno. È stato guida di molti.

Lessi il suo primo libro che ero poco

più di un ragazzo; ma lui lo incontrai

solo pochi mesi fa, a casa sua, a

Siderno. Mi raccontò una storia che mi

parve metafora della storia dei meridionali,

dall’Unità a oggi. Era felice e

sorpreso del successo di Terroni: «Vuol

dire che c’era chi aspettava di sapere,

chi è interessato alla nostra storia»,

diceva. «Dopo tanto tempo, non ci credevo

più». Quando uscii da casa sua,

scrissi qualcosa, per fermare i pensieri

di quell’incontro. Eccoli.

«Ti vuole conoscere», mi dicono.

Nicola Zitara è ormai un esserino scarnificato,

nel letto che condivide con il

cancro che lo sta uccidendo; i tubicini

che escono dalle lenzuola nascondono

l’indecenza del male sotto il letto. Ma

gli occhi, nerissimi, enormi olive senza

distinzione di colore fra pupilla e iride,

sono di vivezza e intelligenza giovani e

roventi. Gli porgo la mano. «Gira da

quest’altra parte», fa, «voglio abbracciarti.

Sei stato bravo». I suoi allievi ed

estimatori lo venerano, solleciti e

discretissimi. Quando escono, per

Tempo fa ebbi la fortuna di ascoltare

un magistrato che da anni

lotta contro la criminalità organizzata.

Gli chiesi un modo per

contrastare, nel mio piccolo, un

cancro così lancinante; mi

guardò è rispose: “non facendoti

offrire il caffè”.

Mi spiegò che i mafiosi di paese

sono soliti recarsi nei bar più

affollati e offrire a tutti la colazione,

quasi a creare un ambiente

cordiale, un’atmosfera di sotti-

lasciarci soli, li segue con lo sguardo:

«Tutto questo affetto, queste attenzioni…»,

mormora, «non credi che stia

ricevendo più di quel che merito, proprio

mentre me ne vado?». È come se

osservasse la sua condizione da estraneo.

«Ti dà fastidio se fumo?». Non

rinuncia. E perché dovrebbe, a questo

punto?

Mi parla del libro che è riuscito a scrivere,

nonostante la chemio, i lunghi

periodi di inabilità non solo fisica, la

scomodissima infermità che gli rende

difficili movimenti minimi, persino

raggiungere il pacchetto di sigarette (e

ti precede, per evitare di essere aiutato),

figurarsi i libri che rendono l’intera

casa e persino la stanza-ospedale un

le devozione nei confronti di

questi ambigui personaggi. “Se

vedi una situazione simile”,

disse, “trova un altro bar. Non

importa se il caffè ti sembrerà

tremendo. Sarà pur sempre il tuo

caffè”.

Trovai quasi buffa questa storia,

ma a distanza di tempo mi sono

decisamente ricreduto. Perché

dove vivo io tutto funziona un

po’ così: non si tratta di un caffè,

si parla di appalti, posti di lavoro,

unico, contorto corridoio di biblioteca.

Sta correggendo le bozze: «Ma non

riesco a licenziare più di venti pagine al

giorno». Gli è difficoltoso pure leggere,

lo aiutano la moglie, la figlia, che

custodiscono il congiunto come un

bene pubblico loro affidato dalla

comunità.

Ha ricostruito oltre due secoli di politiche

bancarie e finanza, sino agl’inizi

della nostra storia unitaria e della spoliazione

scientifica del Sud. «È necessario

anche fare un’antologia della

malefatte a danno del Mezzogiorno»,

dice. «Io non potrò. Devi farla tu. Tu e

uno storico; tu per la capacità divulgativa

giornalistica, lo storico per il dettaglio

documentale, la cui ricerca

cariche importanti, che una volta

acquisite ti lasciano irrimediabilmente

avvinghiato ad un sistema

perverso, fatto di favori e di servilismo,

che svilisce il merito e

sopprime qualsiasi tipo di sforzo.

Non mi è bastato trovare un altro

bar; ho cambiato paese, città,

regione. Ora studio lontano, con

l’intento di piegarmi il meno possibile

al compromesso e alla

clientela. Non importa se il futuro

sarà meno roseo del previsto.

potrebbe riuscirti troppo dispendiosa».

Non so se si rende conto che sono

vuoto, in questo periodo, incapace di

pensare e fare: aspetto che dal sentire

confuso emerga l’idea che porrà le

altre in secondo piano. Non rispondo.

Finiamo per parlare di identità; e mi

racconta una storia. «Ero giovane,

insegnavo a Cremona, ero solo; e feci

amicizia con un collega di qualche

anno più giovane, ne avrà avuti 26, 27.

Era figlio di un calabrese che non era

più tornato nella sua regione. E della

quale, lui non sapeva niente. Ne

apprendeva da me. Quando tornai giù,

mi seguì; lo accompagnai a

Sant’Eufemia d’Aspromonte, il paese

della sua famiglia. Immagina cos’era

più di mezzo secolo fa, con gli escrementi

delle greggi per le strade, le

misere case di pietra. E lui incontrò,

per la prima volta, i suoi cugini: era un

professore del Nord, ben vestito, di

forbito parlare; i parenti erano analfabeti,

poveri, mani callose e sporche di

terra e lavoro, sudore; intimiditi dal

giovin signore che avevano di fronte.

Lo portarono dinanzi alla casa che era

stata del nonno, quella da cui era partito

suo padre. E lì accadde qualcosa

che ancora oggi mi sconvolge», e mentre

lo dice, due rivoletti, gli scorrono

dagli occhi sulle guance («Non badarci»,

si giustifica, «succede ai vecchi»).

«Il mio amico cominciò a tremare, si

avvicinò alla porta, si mise in ginocchio

e scoppiò a piangere, con il viso fra le

mani. Rimanemmo tutti muti, i suoi

stupiti e ritrovati parenti e io. Tornò

altre volte. E, infine, riportò al paese

anche suo padre».

Sarà pur sempre il mio futuro, e

ho intenzione di entrarvi dalla

porta principale. Tornerò a casa,

se mi sarà possibile, sicuramente

lo farò sulle mie gambe. Non è

mia intenzione esibirmi in parate

e cortei vari: avrò vinto la mi battaglia

per la legalità solo se tornerò,

magari tra vent’anni, in

quello stesso bar. E riuscirò ad

avere, senza alcun tipo di condizionamento,

il mio meritato

caffè.

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 30


Cosimo Albanese,

il principe del Foro

Francesco Capocasale, la passione

per i presepi.

Birra Moretti ???

Il segretario Nazionale Ferrero con

Franco Minniti, una storia comunista

Blob of

the week

Amarcord

In piedi da sinistra: mister Carlo Reale, Gimondo, G. Scarfò,V. Luly, D.

Campo, Germano, S. Gerace, M.Campo, Oppedisano C.

In basso: A.Schirripa, A. Cusenza, R.Salerno, G.Parrello, A.Terranova, M.

Carrabetta.

Buon compleanno, Christian!

Da mamma e papà

Magnifiche!!!!

Salvatore Scali ha festeggiato 60 anni.

Da tutta la sua famiglia auguri di cuore.

la Riviera

7000 caffè abbiamo preso da te...

Marco Fedele, gentilezza e cortesia

fatta persona

Alla piccola Giulia che oggi compie un

anno! Tanti auguri da parte di mamma,

papà e il fratellone.

Papandrea Nicola Vincenzo e Belcastro

Giuseppina , di Stignano, oggi festeggiano

70 anni di matrimonio.

"70 anni di vita insieme è un traguardo

difficile da eguagliare ...le vostre nozze di

ferro rappresentano,per tutti noi, speranza

e fiducia. Questo è un record da dare

esempio a tutte le giovani coppie, congratulazioni!Con

immenso affetto dai vostri

figli e nipoti."

DOMENICA 09 DICEMBRE 2012 LA RIVIERA 31

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