Registro missive n. 16 - Istituto Lombardo Accademia di Scienze e ...

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Registro missive n. 16 - Istituto Lombardo Accademia di Scienze e ...

Ser Iohannes.

Cichus.

109

Francesco Sforza esprime a Luchina dal Verme il suo stupore per non avere ancora provveduto,

dopo le replicate sue richieste, mandare la sua gente a Cremona.

L’avverte che manda lì il suo famiglio Alberto Santo per condurre detta gente a Cremona od

oltrove per servirsene nel Parmense, oppure nel Cremonese o dove meglio crederà.

(1453 agosto 18, “in castris nosris felicibus apud Gaydum”).

31v Magnifice domine Luchine de Verme.

Per altre nostre duplicate lettere ve havemo scripto che dovesti mandare quelle vostre

gente verso Cremona per adiutare a fare delle cose che importavano per lo stato

nostro, e credendo già gli fossero gioncte, trovamo non gle essere venute, nè

comparse, del che ne siamo maravigliati, nè possemo pensare (a) donde proceda tanta

tepeditate in le cose de importantia como questa. E pertanto mandiamo là Alberto

Sancto, nostro fameglio, per levare et condure dicte gente a Cremona, o de lì oltra per

poterli operare, aut in Parmesana, aut in Cremonese o dove meglio ne parirà; fariteli

adoncha levare et venire con sé, credendo a luy in questa materia quanto farestì a nuy

proprii. Data ut supra.

Ser Iacobus.

Cichus.

(a) pensare in interlinea.

110

Francesco Sforza comunica al Colleoni che manda da lui Antonio Cavallo da Soncino perchè lo

prenda alle sue dipendenze, certo, com’è, che ne sarà ben servito.

Magnifico Bartholomeo Coleono.

1453 agosto 19, “apud Gaydum”.

Antonio Cavallo da Soncino, presente exhibitore, vene là a voi per condurse alli servicii

vostri. Et perchè siamo certi vuy cognoscete bene le sue virtute, non dicemo altro per

questa, se non che ve lo racomandiamo, dal quale ne rendiamo certi ne havereti bene

servitio. Data apud Gaydum, die xviiii augusti 1453.

Zaninus

Cichus.

111

Francesco Sforza comanda al milite Morello da Parma di mettere agli arresti Cattabriga e

Tartalia, uomini d’arme, attualmente a Codogno, e Gabriele da Codogno, pure presentemente a

Codogno,

e di non rilasciarli senza sua licenza.

(1453 agosto 19, “apud Gaydum”)

Spectabili militi domino Morello de Parma, comissario nostro dilecto.

Per certo digno respecto volimo che subito faciate destenire Catabriga e Tartalia, nostri

homini d’arme, che se trovano de presente a Casale, et così Gabrielo da Codogno,

qual se trova de presente a Codogno, e fariteli mettere in luogo che non possano far

fuga, nè essere relaxati senza nostra licentia. Data ut supra.

Ser Iacobus.

Cichus.

112

Francesco Sforza vuole che il conestabile ducale Gaspare da Sessa provveda all’opera da lui

segnalatagli di togliere il ponte in mezzo alla strada della Torreta, perchè otturerebbe l’acqua e

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