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dancing - Unione Commercianti di Piacenza

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Autore:<br />

Luigi Franchi<br />

Coor<strong>di</strong>namento e<strong>di</strong>toriale:<br />

Andromeda S.r.l.<br />

Progetto grafi co ed impaginazione:<br />

Monia Facchini<br />

Stampa:<br />

Tip.Le.Co.<br />

Per richiedere copia del volume rivolgersi a:<br />

<strong>Unione</strong> <strong>Commercianti</strong> <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

Strada Bobbiese, 2 - 29100 <strong>Piacenza</strong><br />

tel 0523.461811 - fax 0523.451427<br />

www.unionecommerciantipc.it<br />

info@unionecommerciantipc.it<br />

© 2008, CCIAA, FIPE; <strong>Unione</strong> <strong>Commercianti</strong> <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>


Guida<br />

ai Ristoranti Certifi cati<br />

Cucina Tra<strong>di</strong>zionale<br />

Piacentina<br />

2008 • 2009<br />

5


Sostenere l’idea che sta alla base <strong>di</strong> questa<br />

Guida è un impegno che la Camera<br />

<strong>di</strong> Commercio assolve fi n dalla prima<br />

e<strong>di</strong>zione, perché cre<strong>di</strong>amo profondamente<br />

nel valore culturale, sociale ed economico<br />

che ha la valorizzazione e la tutela della cucina<br />

tra<strong>di</strong>zionale piacentina.<br />

La <strong>di</strong>mostrazione ci viene dal numero crescente<br />

<strong>di</strong> trattorie e ristoranti, anche <strong>di</strong> fascia<br />

me<strong>di</strong>o-alta, che si orientano verso una<br />

proposta legata al territorio. La fi liera che si<br />

muove attorno a questo progetto inoltre è<br />

ben più vasta perché coinvolge <strong>di</strong>versi settori<br />

dell’economia locale, a cui si aggiungono le<br />

attività formative e il crescente numero <strong>di</strong> turisti<br />

che scelgono <strong>Piacenza</strong> per la sua offerta<br />

<strong>di</strong> turismo enogastronomico <strong>di</strong> qualità.<br />

Partendo da qui è importante sviluppare e<br />

sostenere ogni possibilità <strong>di</strong> lavorare insieme<br />

- ristorazione, commercio, produzione agricola<br />

- per dare al consumatore fi nale la sicurezza<br />

che a <strong>Piacenza</strong> la qualità è <strong>di</strong> casa.<br />

INTRODUZIONE<br />

Il nostro impegno nel settore è tangibile, con<br />

le iniziative della Coppa d’Oro, il marchio <strong>di</strong><br />

qualità <strong>Piacenza</strong> 100 Sapori, il sostegno alle<br />

due Strade dei vini e dei sapori operanti sul<br />

territorio e al progetto <strong>di</strong> ristorazione tipica<br />

ben rappresentato da questa Guida. Questa<br />

Guida vuole essere d’aiuto innanzitutto al<br />

consumatore fi nale, ma anche al produttore<br />

ed infi ne allo stesso ristoratore come testimonianza<br />

preziosa del lavoro che loro stessi<br />

svolgono quoti<strong>di</strong>anamente per far venire<br />

alla luce i veri e propri tesori dell’agroalimentare<br />

e delle tra<strong>di</strong>zioni piacentine.<br />

È in<strong>di</strong>spensabile proseguire in questa <strong>di</strong>rezione,<br />

l’unica che consente al territorio piacentino<br />

<strong>di</strong> avere una forte identità, con<strong>di</strong>zione<br />

in<strong>di</strong>spensabile per un ruolo nell’economia<br />

globale. Abbiamo prodotti e ricette che sono<br />

irriproducibili; questo è un valore che non<br />

deve andare perduto. Ben vengano quin<strong>di</strong><br />

tutte le iniziative che nascono per sostenere<br />

questo valore.<br />

GIUSEPPE PARENTI<br />

Presidente Camera <strong>di</strong> Commercio,<br />

Artigianato e Agricoltura <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

7


Il cambiamento degli stili <strong>di</strong> vita e <strong>di</strong> quelli<br />

alimentari che in questi ultimi tempi stanno<br />

contrassegnando le relazioni sociali<br />

ed economiche del nostro Paese, hanno una<br />

ricaduta <strong>di</strong>retta sulla ristorazione tra<strong>di</strong>zionale,<br />

in particolare quella <strong>di</strong> fascia me<strong>di</strong>a<br />

che, non bisogna <strong>di</strong>menticarlo, rappresenta<br />

il punto <strong>di</strong> riferimento per la gran parte dei<br />

consumatori. Il ristoratore, quello <strong>di</strong> antica<br />

esperienza che ha mantenuto saldo il suo attaccamento<br />

al territorio e alle sue tra<strong>di</strong>zioni<br />

gastronomiche, adesso sta affi nando ulteriormente<br />

le sue scelte, utilizzando materie<br />

prime che arrivano <strong>di</strong>rettamente dai fornitori<br />

locali, applicando il sempre più famoso<br />

principio dei prodotti a “chilometro zero” ed<br />

è molto attento alla stagionalità.<br />

Questo genera anche la possibilità <strong>di</strong> contenere<br />

i costi del pasto, elemento molto apprezzato<br />

dal consumatore che capisce che la<br />

qualità non ne viene infi ciata, anzi.<br />

La quarta e<strong>di</strong>zione della Guida ai Ristoranti<br />

Certifi cati Cucina Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina<br />

testimonia come il ristoratore è in grado <strong>di</strong><br />

INTRODUZIONE<br />

riappropriarsi della cultura alimentare del<br />

territorio e dei sapori antichi, sempre più <strong>di</strong>menticati<br />

all’interno delle mura domestiche,<br />

per <strong>di</strong>ventare il luogo del gusto, della conoscenza<br />

<strong>di</strong> piatti e prodotti.<br />

Una guida che è anche un progetto: dare<br />

identità a quel vasto tessuto <strong>di</strong> piccole imprese<br />

della ristorazione, visibilità alle produzioni<br />

tipiche, trasparenza, tra<strong>di</strong>zione e<br />

qualità al consumatore.<br />

Infatti ad essere coinvolti nel sistema della<br />

ristorazione tra<strong>di</strong>zionale non sono solo i novanta<br />

locali che la guida descrive, ma tutta<br />

la miriade <strong>di</strong> viticoltori, produttori agricoli,<br />

artigiani alimentari che garantiscono la qualità<br />

delle materie prime che il consumatore<br />

poi assaggia nel ristorante.<br />

Costruire un circuito <strong>di</strong> ristoranti che fanno<br />

della promozione della tra<strong>di</strong>zione locale il<br />

punto <strong>di</strong> forza della loro offerta gastronomica<br />

permette al territorio piacentino <strong>di</strong> essere<br />

imme<strong>di</strong>atamente identifi cabile nello scenario<br />

culturale e turistico italiano, con tutte le<br />

ricadute positive che questo può avere.<br />

MARCO SAVINI<br />

Presidente Federazione Italiana<br />

Pubblici Esercizi <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

9


La quarta e<strong>di</strong>zione della Guida ai Ristoranti<br />

Certifi cati Cucina Tra<strong>di</strong>zionale<br />

Piacentina porta a novanta i locali che<br />

si fregiano <strong>di</strong> questo marchio. Un numero<br />

importante <strong>di</strong> impren<strong>di</strong>tori che spesso si tramandano<br />

<strong>di</strong> generazione in generazione il<br />

sapere antico del gusto e dei sapori. Molte<br />

storie raccontate nella Guida lo testimoniano,<br />

ma altrettante storie <strong>di</strong> giovani che decidono<br />

<strong>di</strong> investire in questo mestiere, facendo<br />

leva sulla tra<strong>di</strong>zione gastronomica, rappresentano<br />

una fi ducia nel futuro che la nostra<br />

cucina può avere.<br />

Il nostro impegno in questa <strong>di</strong>rezione è palese,<br />

come <strong>di</strong>mostra la costanza e la serietà<br />

con cui, da ormai sei anni, realizziamo<br />

questa Guida. Un impegno sostenuto dalla<br />

Camera <strong>di</strong> Commercio e che deve vedere le<br />

istituzioni fare un ulteriore sforzo per rendere<br />

più effi cace la promozione della cucina<br />

tipica, integrando al meglio la ristorazione<br />

con tutte le altre potenzialità del territorio.<br />

È importante investire nella formazione<br />

nella promozione, tutti insieme, coor<strong>di</strong>nando<br />

gli interventi, sviluppando un progetto<br />

INTRODUZIONE<br />

comune <strong>di</strong> ampio respiro. Oggi riteniamo<br />

che fare ristorazione tipica, in un mercato<br />

alimentare che tende sempre più all’omologazione,<br />

convenga. Stanno cambiando le<br />

modalità dei consumi fuori casa, specialmente<br />

tra le giovani generazioni. Non è un<br />

caso che, nelle aree territoriali con una forte<br />

presenza universitaria, i luoghi <strong>di</strong> incontro<br />

siano sempre più spesso i locali tra<strong>di</strong>zionali,<br />

le trattorie e le osterie.<br />

Il motivo è dato dalla convenienza non solo<br />

sotto il profi lo economico, ma soprattutto<br />

dalla qualità, che risulta restare il fattore principale<br />

<strong>di</strong> scelta. L’altro elemento importante è<br />

la scoperta <strong>di</strong> prodotti, ricette, luoghi che ancora<br />

troppo spesso sono poco conosciuti.<br />

Non è un caso che, insieme a novanta ristoranti,<br />

la Guida segnali novanta occasioni <strong>di</strong><br />

visita, anche inusuali, ad altrettanti luoghi<br />

del Piacentino.<br />

Un ringraziamento sincero va ai ristoratori,<br />

alle loro famiglie impegnate nella conduzione,<br />

al loro personale per la determinazione e<br />

la volontà con cui tengono alta la ban<strong>di</strong>era<br />

della cucina piacentina.<br />

FRANCESCO MEAZZA<br />

Presidente <strong>Unione</strong> <strong>Commercianti</strong> <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

11


Siamo giunti alla quarta e<strong>di</strong>zione della<br />

Guida ai Ristoranti Certifi cati Cucina<br />

Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina. Il lavoro fi n<br />

qui svolto è stato un crescendo <strong>di</strong> sod<strong>di</strong>sfazioni<br />

per noi e il risultato ha destato grande<br />

interesse, in alcuni casi suscitato competizione,<br />

in altre regioni e province, tra altre<br />

associazioni e circuiti.<br />

PERCHÈ?<br />

Perché con tutto il parlare che si fa <strong>di</strong> promozione<br />

e tutela dei valori e delle tra<strong>di</strong>zioni<br />

- anche gastronomiche - <strong>di</strong> territorio, fi no ad<br />

oggi ben poche realtà hanno potuto affermare<br />

<strong>di</strong> avere costruito una “guida” alla gastronomia<br />

tipica locale.<br />

In questa guida si raccontano i cibi della tra<strong>di</strong>zione<br />

piacentina passando attraverso i loro<br />

creatori; passando attraverso chi sta in sala ed<br />

in cucina, chi sceglie e seleziona i prodotti, chi li<br />

utilizza per creare le pietanze dei tempi andati e<br />

chi li utilizza per elaborare rivisitazioni; passando<br />

attraverso gli ambienti che li ospitano.<br />

Con questa quarta e<strong>di</strong>zione <strong>di</strong>amo continuità<br />

ad un progetto che intende sostenere<br />

la tra<strong>di</strong>zione gastronomica piacentina. Riteniamo<br />

che sia uno degli elementi <strong>di</strong> attrazione<br />

turistica verso il nostro territorio<br />

e contemporaneamente uno strumento <strong>di</strong><br />

informazione per i Piacentini, riguardo alla<br />

loro storia culinaria.<br />

INTRODUZIONE<br />

Quarta e<strong>di</strong>zione della Guida,<br />

onore alla tipicità<br />

MA COME È NATO QUESTO PROGETTO?<br />

Nel 2002 Fipe - Confcommercio nazionale<br />

lanciò una proposta per la certifi cazione dei<br />

ristoranti tipici <strong>di</strong> ogni territorio; noi abbiamo<br />

accolto imme<strong>di</strong>atamente la proposta e,<br />

a <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> neanche un anno, nel giugno<br />

2003, siamo usciti con la prima Guida ai Ristoranti<br />

Certifi cati Cucina Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina;<br />

in quell’anno furono 57 i ristoranti<br />

certifi cati e descritti in guida.<br />

La seconda e<strong>di</strong>zione - relativa all’annata<br />

2004/2005 - ha assistito ad un considerevole<br />

aumento dei ristoranti segnalati in guida,<br />

erano <strong>di</strong>ventati ad<strong>di</strong>rittura 75.<br />

Con la terza e<strong>di</strong>zione - nel 2006-2007 - abbiamo<br />

superato ogni più rosea aspettativa:<br />

abbiamo certifi cato ben 86 tra ristoranti,<br />

trattorie ed osterie e, come nelle precedenti<br />

e<strong>di</strong>zioni, siamo stati costretti ad escludere alcuni<br />

dei can<strong>di</strong>dati. Con questa nuova guida<br />

siamo a 90 ristoranti. Segno <strong>di</strong> un costante<br />

interesse alla valorizzazione della tra<strong>di</strong>zione<br />

gastronomica.<br />

COSA SIGNIFICA ESSERE RISTORANTE CERTIFI-<br />

CATO CUCINA TRADIZIONALE PIACENTINA?<br />

Come si vedrà, unico fi lo conduttore <strong>di</strong> questa<br />

Guida è la tra<strong>di</strong>zione gastronomica locale<br />

quin<strong>di</strong> non ci si stupisca se accanto al<br />

grande ristorante blasonato appare la semplicissima<br />

trattoria <strong>di</strong> campagna o la tipi-<br />

13


14<br />

ca “osteriaccia” con il menu scritto a mano<br />

ogni mattina. Anzi, la compresenza <strong>di</strong> <strong>di</strong>fferenti<br />

livelli <strong>di</strong> ristorazione sta a confermare<br />

il forte ra<strong>di</strong>camento delle tra<strong>di</strong>zioni gastronomiche<br />

nel nostro territorio; tra<strong>di</strong>zioni che<br />

vengono affrontate con stili e approcci <strong>di</strong>fferenti<br />

ma ugualmente <strong>di</strong> grande valore.<br />

Sta <strong>di</strong> fatto che gli elementi essenziali al fi ne del<br />

raggiungimento della certifi cazione sono stati:<br />

un menu in cui trovi posto una buona<br />

scelta dei piatti e dei prodotti tipici della tra<strong>di</strong>zione<br />

gastronomica locale<br />

una carta dei vini in cui siano adeguatamente<br />

rappresentate le etichette dei produttori<br />

del territorio<br />

COME ABBIAMO PROCEDUTO?<br />

Sono state inviate le schede <strong>di</strong> adesione al<br />

progetto ai possessori <strong>di</strong> licenza per l’attività<br />

<strong>di</strong> ristorazione, circa 650 in tutta la<br />

provincia. Un <strong>di</strong>screto numero <strong>di</strong> questi ha<br />

inviato la documentazione richiesta alla<br />

commissione preposta, che ha stabilito gli<br />

imprescin<strong>di</strong>bili criteri per l’ingresso nel<br />

club degli “eletti”.<br />

Tra le con<strong>di</strong>zioni in<strong>di</strong>spensabili per entrare<br />

a far parte della “Guida ai Ristoranti Certifi -<br />

cati Cucina Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina” ci sono<br />

il possesso <strong>di</strong> una carta dei piatti e dei vini,<br />

una preponderante presenza <strong>di</strong> piatti della<br />

tra<strong>di</strong>zione piacentina in grado <strong>di</strong> completare<br />

un intero menù (dall’antipasto al dolce, vini<br />

compresi), un’esplicita vocazione alla tra<strong>di</strong>zione<br />

denotata dalla preparazione dei piatti<br />

eseguita “in casa”, l’accoglienza dell’ambiente<br />

e la cor<strong>di</strong>alità verso gli ospiti.<br />

LA PRESENTAZIONE DEI RISTORANTI IN GUIDA<br />

La schede <strong>di</strong> ogni singolo esercizio presenta<br />

velocemente i servizi che il locale mette<br />

a <strong>di</strong>sposizione dei clienti e a dà un’idea<br />

del costo <strong>di</strong> un tipico pasto piacentino,<br />

vini esclusi. Ogni ristorante viene anche<br />

INTRODUZIONE<br />

descritto attraverso un breve testo, che fa<br />

riferimento alla storia, alla struttura e ai<br />

proprietari del locale.<br />

Con questa quarta e<strong>di</strong>zione abbiamo pensato<br />

<strong>di</strong> mo<strong>di</strong>ficare leggermente la scheda<br />

<strong>di</strong> ogni ristorante, per raccogliere una ricetta,<br />

un suggerimento, un consiglio da<br />

parte <strong>di</strong> chi è depositario <strong>di</strong> un sapere<br />

così importante come le ricette della gastronomia<br />

locale; persone che cucinano<br />

tutti i giorni, che raccolgono complimenti<br />

o commenti, che percepiscono i cambiamenti<br />

<strong>di</strong> gusto, che sono in grado <strong>di</strong><br />

elaborare mo<strong>di</strong>fiche, anche minime, per<br />

ottenere miglioramenti.<br />

Inoltre, vicino ad ogni ristorante abbiamo<br />

in<strong>di</strong>cato un luogo da scoprire. Un modo <strong>di</strong><br />

fare informazione culturale e turistica che<br />

consente a tutti, piacentini e non, <strong>di</strong> conoscere<br />

il territorio e le sue bellezze.<br />

Particolari su cui ci piace soffermarci; particolari<br />

che intrigano i turisti e i Piacentini<br />

stessi; particolari che, sicuramente, susciteranno<br />

ulteriori suggerimenti.<br />

Ogni ristorante segnalato in guida esporrà<br />

una vetrofania con il logo “Ristorante<br />

Certificato Cucina Tra<strong>di</strong>zionale piacentina<br />

2008-2009” che consente una imme<strong>di</strong>ata<br />

identificazione della proposta gastronomica<br />

del locale.<br />

Aggiungiamo infi ne che, in questa e<strong>di</strong>zione,<br />

abbiamo nuovamente allegato una<br />

cartoguida che in<strong>di</strong>ca la posizione dei ristoranti<br />

segnalati. Ci è sembrato utile soprattutto<br />

per i tanti turisti che non conoscono<br />

bene le nostre vallate. Certamente,<br />

non saranno in<strong>di</strong>cate con esattezza tutte le<br />

strade e stra<strong>di</strong>ne, non ci saranno dettagli<br />

esaustivi ma si potrà avere almeno un’idea<br />

concreta delle <strong>di</strong>stanze da percorrere per<br />

raggiungere l’una o l’altra località.


Qui <strong>di</strong> seguito compaiono 90 schede<br />

relative ai ristoranti certifi cati Cucina<br />

Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina secondo<br />

il seguente criterio:<br />

quelli che si trovano all’interno del comune<br />

<strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, in or<strong>di</strong>ne alfabetico per<br />

nome del ristorante<br />

quelli che si trovano in provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

e, in questo caso, è stato seguito l’or<strong>di</strong>ne<br />

alfabetico dei vari comuni<br />

quando, all’interno <strong>di</strong> un singolo comune,<br />

compaiono più Ristoranti Certifi cati Cucina<br />

Tra<strong>di</strong>zionale Piacentina è stato ugualmente<br />

utilizzato l’or<strong>di</strong>ne alfabetico per nome del<br />

ristorante<br />

Ogni scheda contiene le seguenti informazioni:<br />

nome del locale<br />

nome della persona che sovrintende alla<br />

sala (o delle persone che sovrintendono se<br />

sono più <strong>di</strong> una)<br />

nome della persona che sovrintende alla<br />

cucina (o delle persone che sovrintendono<br />

se sono più <strong>di</strong> una)<br />

numero <strong>di</strong> telefono; <strong>di</strong> fax quando compare;<br />

se attivi sono stati segnalati anche il sito<br />

web e la e-mail<br />

orari <strong>di</strong> apertura<br />

giorno o giorni <strong>di</strong> chiusura<br />

perio<strong>di</strong> <strong>di</strong> ferie<br />

il numero me<strong>di</strong>o dei coperti<br />

il prezzo me<strong>di</strong>o <strong>di</strong> un pasto (esclusi i vini)<br />

INTRODUZIONE<br />

Guida alla lettura<br />

Questa è una sintetica guida alla lettura del volume così da facilitarne<br />

l’utilizzo e in<strong>di</strong>viduare agevolmente tutte le informazioni contenute<br />

le carte <strong>di</strong> cre<strong>di</strong>to che vengono accettate<br />

nel locale<br />

i piatti della tra<strong>di</strong>zione piacentina che, nei<br />

limiti della <strong>di</strong>sponibilità <strong>di</strong> stagione e <strong>di</strong> prodotto,<br />

sono in genere inseriti nel menu<br />

una sintetica descrizione del tipo <strong>di</strong> locale,<br />

<strong>di</strong> cucina e <strong>di</strong> clientela<br />

un suggerimento e un consiglio sui luoghi<br />

da scoprire<br />

Alle schede dei ristoranti certifi cati abbiamo<br />

fatto seguire novanta ricette, fornite dai ristoratori<br />

stessi, che insegnano la vera cucina<br />

tra<strong>di</strong>zionale piacentina.<br />

Segue una veloce carrellata, sud<strong>di</strong>visa per<br />

comune <strong>di</strong> appartenenza, <strong>di</strong> tutti i ristoranti,<br />

le trattorie, osterie e pizzerie <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

e provincia. In questo caso, dopo il nome<br />

del locale, sono stati in<strong>di</strong>cati solo in<strong>di</strong>rizzo e<br />

numero <strong>di</strong> telefono.<br />

Infi ne, per gli appassionati <strong>di</strong> tipicità, sono<br />

state riservate alcune pagine <strong>di</strong> questo volume<br />

alla descrizione del “paniere dei prodotti enogastronomici<br />

piacentini”. In questa sede sono<br />

state tratteggiate le principali caratteristiche<br />

dei vini Doc Colli Piacentini, dei Salumi tipici<br />

piacentini Dop e dei due formaggi a Dop della<br />

provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>. E’ stato quin<strong>di</strong> riportato<br />

un elenco esaustivo dei prodotti tra<strong>di</strong>zionali<br />

riconosciuti <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> e provincia.<br />

15


Inizialmente volevamo uniformare tutti i<br />

termini relativi a piatti, pietanze e prodotti<br />

che compaiono in Guida. In seguito<br />

abbiamo pensato che un’operazione del genere,<br />

soprattutto in una Guida che parla <strong>di</strong><br />

tipicità locali, impoverisse il nostro lavoro.<br />

Sicuramente sarebbe stato più comodo ma<br />

non avrebbe dato l’idea delle grande varietà<br />

e ricchezza della gastronomia piacentina.<br />

Facciamo un esempio, per defi nire un prodotto<br />

che ha, pressappoco, le medesime basi<br />

abbiamo usato più lezioni: chisolini, torta<br />

fritta, gnocco fritto, pasta fritta e oserei accostarvi<br />

anche la burtleina.<br />

Abbiamo scelto <strong>di</strong> utilizzare il termine che ha<br />

usato il ristoratore perché a nomi <strong>di</strong>versi spesso<br />

corrispondono prodotti <strong>di</strong>versi, a volte in<br />

maniera più palese, altre volte in modo quasi<br />

impercettibile. Possono cambiare i formati, gli<br />

ingre<strong>di</strong>enti, i dosaggi degli ingre<strong>di</strong>enti, i meto<strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> cottura, i tempi <strong>di</strong> preparazione. Non<br />

<strong>di</strong>mentichiamo che la provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> è<br />

vasta e morfologicamente molto <strong>di</strong>versifi cata,<br />

INTRODUZIONE<br />

Nota degli autori<br />

si passa infatti dalla Bassa che degrada sul Po<br />

all’Appennino, e ovviamente che ingre<strong>di</strong>enti<br />

utilizzati in montagna - secondo la tra<strong>di</strong>zione<br />

locale - saranno <strong>di</strong>versi da quelli <strong>di</strong> pianura<br />

anche se l’idea <strong>di</strong> base è la medesima.<br />

I chisolini, la torta fritta, lo gnocco fritto, la<br />

pasta fritta e la burtleina hanno tutti questa<br />

idea <strong>di</strong> base: farina, acqua, un grasso per la<br />

cottura e, in alcuni casi, lievito; si mangiano<br />

da soli o in accompagnamento ai salumi, ai<br />

formaggi o ricoperti <strong>di</strong> zucchero o <strong>di</strong> marmellata.<br />

C’è chi li arricchisce, con uova o cipolle,<br />

e c’è chi preferisce il “modello base”.<br />

Il medesimo <strong>di</strong>scorso si può applicare a <strong>di</strong>versi<br />

altri prodotti, dai tortelli, ai brasati.<br />

Un esempio viene dalla storia dei tortelli<br />

piacentini con la coda che pare fossero stati<br />

inventati in occasione <strong>di</strong> una visita piacentina<br />

del Petrarca; da qui la possibilità <strong>di</strong> chiamarli<br />

Tortelli del Petrarca.<br />

Forse, per avere la perfetta padronanza della<br />

cucina del territorio, è bene avere presenti<br />

anche queste <strong>di</strong>fferenze.<br />

17


We have reached the fourth e<strong>di</strong>tion of<br />

the Guide to Certifi ed Restaurants<br />

Tra<strong>di</strong>tional Cuisine of <strong>Piacenza</strong>.<br />

The job done so far has been very satisfying<br />

for us and the result has awoken a lot of<br />

interest, sometimes competion in other regions<br />

and provinces, among associations<br />

and circuits.<br />

WHY?<br />

Because in spite of a widespread talking<br />

about promotion and protection of local values<br />

and tra<strong>di</strong>tions - gastronomic tra<strong>di</strong>tions<br />

also - only few places can claim to have<br />

made a “guide” to the typical local gastronomy<br />

up to now.<br />

This guide is about tra<strong>di</strong>tional eating and<br />

drinking in <strong>Piacenza</strong> going through its<br />

own makers; through those who work in<br />

the <strong>di</strong>ning room and in the kitchen, those<br />

who choose and select products, use them<br />

to prepare <strong>di</strong>shes of the past and revisit<br />

them; going through places which house<br />

it all. With this third e<strong>di</strong>tion we continue<br />

a project that intends to support the gastronomic<br />

tra<strong>di</strong>tion of <strong>Piacenza</strong>. We believe<br />

the guide can give rise to the touristic<br />

appeal of our territory and become at the<br />

same time a preciuos source of information<br />

for people living in <strong>Piacenza</strong> about<br />

their culinary history.<br />

INTRODUCTION<br />

Fourth e<strong>di</strong>tion of the Guide,<br />

in honour of specialities<br />

HOW DID THIS PROJECT START?<br />

In 2002 Fipe - General Federation of National<br />

Trade made a proposal in order to certify<br />

typical restaurants of each territory; we<br />

agreed to it imme<strong>di</strong>ately and, at a <strong>di</strong>stance<br />

of about a year, in June 2003, we released<br />

the fi rst Guide to Certifi ed Restaurants Tra<strong>di</strong>tional<br />

Cuisine of <strong>Piacenza</strong>; 57 restaurants<br />

were certifi ed and described in the guide<br />

that year.<br />

The second e<strong>di</strong>tion - covering the period<br />

2004/2005 - saw a considerable rise in the<br />

amount of mentioned restaurants which became<br />

even 75. With the third e<strong>di</strong>tion we<br />

have gone beyond all expectations: we certifi<br />

ed 86 among restaurants, trattorias, osterias<br />

and, as in previous e<strong>di</strong>tions, we had to<br />

leave some applicants out. Finally, with this<br />

new guide, e<strong>di</strong>tion 2008/2009 we reached<br />

another record: 90 restaurants. It’s a mark<br />

of a constant interest to the valorisation of<br />

gastonomical tra<strong>di</strong>tions.<br />

WHAT DOES THE DESIGNATION CERTIFIED RE-<br />

STAURANTS TRADITIONAL CUISINE OF PIACEN-<br />

ZA MEAN?<br />

As you will see, the thread running through<br />

this guide is the local gastronomic tra<strong>di</strong>tion<br />

so there is no surprise if beside a fashionable<br />

top restaurant appears an unsophisticated<br />

small country restaurant with a menu which<br />

19


20<br />

is written every morning in longhand. On<br />

the contrary the simultaneous presence of<br />

<strong>di</strong>fferent levels of catering confi rms strong<br />

rooted gastronomic tra<strong>di</strong>tions in our territory;<br />

tra<strong>di</strong>tions that deal with various styles<br />

and approaches but equally of great worth.<br />

It is a fact that, in order to obtain the certifi<br />

cation, we considered these essential requirements:<br />

menu with a good selection of typical<br />

<strong>di</strong>shes and products of the local gastronomic<br />

tra<strong>di</strong>tion<br />

wine list that adequatly represents local<br />

vine-growers’ labels<br />

HOW DID WE PROCEED?<br />

We sent the agreement forms for this project<br />

to those who own a licence to carry on catering,<br />

around 650 in the whole province.<br />

A fair amount of them provided the committee<br />

in charge of the assessment with the<br />

necessary documentation stated by strict<br />

criteria to enter “the elects’ club”.<br />

Among the essential requirements to be a<br />

member of the “Guide to Certifi ed Restaurants<br />

Tra<strong>di</strong>tional Cuisine of <strong>Piacenza</strong>” we<br />

demanded the possession of a menu and<br />

a wine list, a prevalent presence of tra<strong>di</strong>tional<br />

<strong>di</strong>shes of <strong>Piacenza</strong> covering a whole<br />

menu (from starters to dessert, inclusive of<br />

wines), an explicit vocation for tra<strong>di</strong>tion<br />

supported by home cooking, by good reception<br />

and kindness to the guests.<br />

PRESENTATION OF THE RESTAURANTS<br />

IN THE GUIDE<br />

The profi le of every single restaurant presents<br />

briefl y the service at customers’ <strong>di</strong>sposal<br />

and gives a general idea about the cost<br />

of a typical meal of <strong>Piacenza</strong>, wines excepted.<br />

Each restaurant is described by a short<br />

text referring to history, to premises and<br />

owners of the catering business. With this<br />

INTRODUCTION<br />

fourth e<strong>di</strong>tion we have changed slightly the<br />

profi le of each restaurant to receive a recipe,<br />

a suggestion, a tip from those who are<br />

guar<strong>di</strong>ans of an important knowledge such<br />

as the recipes of local gastronomy; people<br />

who cook every day, who gather compliments<br />

or comments, who perceive changes<br />

in taste, who can invent adjustments, even<br />

very small, to improve.<br />

Moreover, for each restaurant we have<br />

pointed out a place to <strong>di</strong>scover: we tried<br />

to catalogue interesting spots, country<br />

view out of the blue, location unheard by<br />

the crowd.<br />

Giving this type of hot tips, is a new way to<br />

inform tourist and local people about territory<br />

beauties that identify our province.<br />

Details that we like to dwell upon; details<br />

that arouse the interest of tourists and also<br />

of people from <strong>Piacenza</strong>; details that surely<br />

will generate further hints.<br />

Each restaurant mentioned in the guide will put<br />

out a label with the logo “Certifi ed Restaurants<br />

Tra<strong>di</strong>tional Cuisine of <strong>Piacenza</strong> 2008/2009”<br />

that allows an imme<strong>di</strong>ate identifi cation of the<br />

gastronomic offer of the place.<br />

Lastly, we have attached a province map<br />

that shows the location of the restaurants.


INTRODUCTION<br />

Guidelines to rea<strong>di</strong>ng<br />

This is a brief guide to the volume in order to help readers to use it<br />

and to identify easily any included information<br />

In what follows there are 90 profi les of<br />

Certifi ed Restaurants Tra<strong>di</strong>tional Cuisine<br />

of <strong>Piacenza</strong> arranged by this criterion:<br />

those situated inside the commune of <strong>Piacenza</strong><br />

in alphabetical order by restaurant’s name<br />

those situated in province of <strong>Piacenza</strong> and<br />

in this case we have followed the alphabetical<br />

order by commune<br />

when more Certifi ed Restaurants Tra<strong>di</strong>tional<br />

Cuisine of <strong>Piacenza</strong> are situated inside<br />

the same commune, we have applied the alphabetical<br />

order by restaurant’s name<br />

Each profi le contains the following information:<br />

name of the eating establishment<br />

name of the person (or people) in charge<br />

of the <strong>di</strong>ning room<br />

name of the person (or people) in charge<br />

of the kitchen<br />

telephone number; fax if it appears; web<br />

site and e-mail if available<br />

opening time<br />

closing day or days<br />

holiday period<br />

average number of covers<br />

average price of a meal - except wines -<br />

cre<strong>di</strong>t cards accepted by the restaurant<br />

tra<strong>di</strong>tional <strong>di</strong>shes of <strong>Piacenza</strong> inserted in<br />

the menu within the limits of season and<br />

product availability<br />

a brief description of the type of place,<br />

kitchen and customers<br />

a suggestion, a tip, a quick recipe which has<br />

been obviuosly practised in the restaurant<br />

The profi les are accompanied by 90 recipes,<br />

suggested <strong>di</strong>rectly by restaurateurs, that teach<br />

the true tra<strong>di</strong>tonal cooking of <strong>Piacenza</strong>.<br />

After that a quick roundup, arranged by<br />

commune, of all the restaurants, trattorias,<br />

osterias and pizzerias of <strong>Piacenza</strong> and its<br />

province. In this case after the eating establishment’s<br />

name we have reported only its<br />

address and telephone number.<br />

In the end, for specialities-lovers, we have<br />

de<strong>di</strong>cated some pages to describing the<br />

“basket of food-and-wine products of <strong>Piacenza</strong>”.<br />

We have outlined the main traits of<br />

wines Doc Colli Piacentini, of typical Salumi<br />

Piacentini Dop and two kinds of cheese Dop<br />

of <strong>Piacenza</strong> area. Then we have reported an<br />

exhaustive list of tra<strong>di</strong>tional products coming<br />

from <strong>Piacenza</strong> and its province.<br />

21


I Ristoranti Certi cati<br />

Cucina Tra<strong>di</strong>zionale<br />

Piacentina<br />

23


Antica Trattoria dell’Angelo<br />

INDIRIZZO: via Tibini, 14 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Matteo Castignoli<br />

IN CUCINA: Carlo Pastore<br />

TELEFONO: 0523.326739<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: luglio/agosto e la prima <strong>di</strong> gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 50<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne Diners<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli, chicche<br />

della nonna, piccola <strong>di</strong> cavallo con polenta, stracotto <strong>di</strong> asinina, cavallo crudo, crostate,<br />

sbrisolona, semifreddo al croccantino, torta dell’angelo (con creme <strong>di</strong> cioccolato e nocciola)<br />

Rimane uno dei capisal<strong>di</strong> delle osterie<br />

<strong>di</strong> un tempo, <strong>di</strong> cui <strong>Piacenza</strong> era piena,<br />

come racconta Giuseppe Romagnoli<br />

nel suo preziosissimo “Vecchie osterie <strong>di</strong><br />

<strong>Piacenza</strong>”: Quella dell’Angelo, chiamata in<br />

<strong>di</strong>aletto ‘dl’Angìl, ha ben più <strong>di</strong> duecento<br />

anni ed ha visto cambiare numerose gestioni<br />

e altrettanti clienti. Ma entrambe le categorie,<br />

scegliendo questa osteria, non hanno<br />

cambiato i gusti; che sono quelli tipici della<br />

cucina piacentina, del comportamento molto<br />

spicciolo e apparentemente sbrigativo ma<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Savino<br />

La basilica <strong>di</strong> San Savino, de<strong>di</strong>cata al<br />

secondo vescovo citta<strong>di</strong>no dopo San<br />

Vittore, fu consacrata nel 1107. La sua<br />

storia è però più antica: fu infatti e<strong>di</strong>fi -<br />

cata nel 903, ma subì alcune <strong>di</strong>struzioni<br />

dopo l’invasione degli Ungari.<br />

Prospetto e portico, invece, risalgono al<br />

XVII e XVIII secolo. All’interno sono da<br />

segnalare un mosaico policromo del XII<br />

secolo, custo<strong>di</strong>to nel presbiterio, ed un<br />

PIACENZA<br />

che non rivela altro che la arcinota riservatezza<br />

e timidezza dei piacentini, pronti ad<br />

aprirsi <strong>di</strong> fronte ad un sorriso. L’impianto<br />

dell’osteria è rimasto inalterato nel corso<br />

dei decenni: due piccole sale, alcuni tavoli<br />

riservati agli abitu<strong>di</strong>nari che ogni giorno<br />

pranzano o cenano lì, sempre nello stesso<br />

tavolo e sempre con lo scodellino, simbolo<br />

del bere piacentino, a caratterizzare l’apparecchiatura<br />

dei tavoli, anticipatore delle proposte<br />

cilunarie, vecchie <strong>di</strong> duecento anni ma<br />

intramontabili nel gusto degli avventori.<br />

altro risalente alla stessa epoca e conservato<br />

nella cripta. Da segnalare poi<br />

gli interni ornati da raffi nati capitelli<br />

antropomorfi , <strong>di</strong> chiaro stile romanico<br />

lombardo, e un crocefi sso ligneo del<br />

XII secolo posizionato sopra l’altare, <strong>di</strong><br />

autore ignoto. Infi ne i “Quattro Santi”<br />

scolpiti nel 1481 entro le nicchie della<br />

cripta, che rivelano chiari infl ussi della<br />

scuola dell’Amadeo.<br />

25


26<br />

Osteria del Morino<br />

INDIRIZZO: strada Voltone Decca, 1 - Strada Caorsana - Roncaglia - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Caterina Bricchi, Alessandro Bruschi e Valeria Vincenzi<br />

IN CUCINA: Andrea e Maria Teresa Bricchi<br />

TELEFONO: 0523.504101<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: sabato a mezzogiorno, domenica, lunedì sera<br />

PERIODO DI FERIE: in agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 50<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 37,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali escluso American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli, pisarei e faso’, anolini in<br />

brodo, crespelle con ricotta e basapret, stracotto <strong>di</strong> asinina, piccola <strong>di</strong> cavallo, tartara <strong>di</strong> cavallo, brasato<br />

<strong>di</strong> cinghiale al Gutturnio, tast (tasca <strong>di</strong> vitello ripiena), busslan, zuccotto, crostate fatte in casa<br />

Un successo meritato per questo locale<br />

aperto cinque anni fa da tre ragazze e<br />

due ragazzi che decisero <strong>di</strong> impegnarsi<br />

in uno dei mestieri più delicati del nostro tempo:<br />

quello <strong>di</strong> ristoratori, ovvero <strong>di</strong> gente sottoposta<br />

a critiche devastanti o giu<strong>di</strong>zi esaltanti.<br />

Mentre l’approccio che loro hanno dato a questo<br />

mestiere è quello più in<strong>di</strong>cato: la semplicità,<br />

nelle relazioni, nel servizio, nella qualità<br />

delle proposte. Mangiare al Morino è una bella<br />

esperienza perchè si ritrova una cucina con gli<br />

ingre<strong>di</strong>enti più tradzionali del territorio piacen-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Galleria Alberoni<br />

Riaperta <strong>di</strong> recente dopo due anni de<strong>di</strong>cati<br />

a lavori <strong>di</strong> restauro, la Galleria<br />

Alberoni si presenta ora con l’accostamento<br />

<strong>di</strong> elementi moderni in acciaio ed<br />

altri più classici in legno, in modo da<br />

creare una interessante miscellanea non<br />

da meno rispetto al corpo espositivo. È<br />

stato infatti arricchito il percorso artistico,<br />

ma è da registrare anche una riorganizzazione<br />

basata ad esempio su un<br />

PIACENZA<br />

tino ma proposti in forme “giovanili”, con meto<strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> cottura più leggeri e veloci, con accostamenti<br />

che possono apparire ar<strong>di</strong>ti ma che al<br />

sapore si rivelano perfetti. In pratica si vede che<br />

i ragazzi stu<strong>di</strong>ano costantemente, ascoltano le<br />

opinioni dei clienti, sono curiosi dell’universo<br />

gastronomico e la loro carta ne è l’esempio più<br />

evidente. La carta dei vini gioca un ruolo fondamentale<br />

al punto che, <strong>di</strong> fronte all’Osteria,<br />

i ragazzi hanno aperto un’enoteca molto ben<br />

fornita, in cui è possibile acquistare il meglio<br />

dell’enologia piacentina e nazionale.<br />

palco ri<strong>di</strong>segnato e ampliato nella Sala<br />

Arazzi (autentica e singolare passione<br />

per il car<strong>di</strong>nale). Gli interventi hanno<br />

in pratica superato le <strong>di</strong>ffi coltà conservative<br />

della stessa Sala Arazzi e della<br />

Pinacoteca, che ospitano una parte consistente<br />

delle collezioni lasciate dal car<strong>di</strong>nale<br />

Giulio Alberoni al suo collegio.<br />

All’interno si trovano anche il museo <strong>di</strong><br />

scienze naturali e il Gabinetto <strong>di</strong> Fisica.


A<br />

vederla, in un luogo circondato da<br />

capannoni industriali, ti dà subito<br />

il senso <strong>di</strong> calore che solo le osterie<br />

riescono a dare. L’ingresso in un pergolato<br />

che ricorda le vere osterie che hanno resistito<br />

all’avanzare dell’urbanizzazione delle<br />

periferie, all’interno muri colorati con tinte<br />

vivaci. La cucina è quella vera, robusta<br />

della tra<strong>di</strong>zione piacentina. Un tempo si<br />

sarebbe defi nita la classica trattoria da camionisti,<br />

in<strong>di</strong>ce sicuro <strong>di</strong> quantità e qualità.<br />

La Saracca è infatti annoverata tra le<br />

Osteria La Saracca<br />

INDIRIZZO: via del Capitolo, 73/75 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Daniele e Alice Mazzuchelli, Giovanni Sali<br />

IN CUCINA: Lella Gazzola<br />

TELEFONO: 0523.612503<br />

FAX: 0523.612503<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica<br />

PERIODO DI FERIE: sempre aperti<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 80 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torte salate, tortelli con<br />

burro e salvia, pisarei e faso’, anolini in brodo, coppa arrosto, fi letto <strong>di</strong> cavallo, grigliate miste <strong>di</strong><br />

carne, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Lupa<br />

La statua della Lupa fi gura da secoli fra i<br />

simboli <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, avendo superato indenne<br />

le traversie storiche <strong>di</strong> cui è stata<br />

inconsapevole protagonista e giungendo<br />

così intatta ai giorni nostri, come originale<br />

testimonianza del passato della città. Il monumento<br />

risale agli anni Trenta e fu voluto<br />

dal podestà dell’epoca, generale De Francesco,<br />

per ricordare e riaffermare gli antichi<br />

legami esistenti fra <strong>Piacenza</strong> e Roma.<br />

PIACENZA<br />

osterie storiche del Piacentino. D’estate il<br />

bel giar<strong>di</strong>no interno fa <strong>di</strong>menticare che attorno<br />

ci sono aree artigianali e industriali<br />

e rimanda a quei piacevoli pomeriggi da<br />

merende che si stanno perdendo come<br />

abitu<strong>di</strong>ne. Oltre alla cucina piacentina<br />

l’osteria organizza serate gastronomiche a<br />

tema con cucine regionali; un bel modo<br />

per far conoscere la ricchezza del patrimonio<br />

gastronomico italiano e consentire<br />

quei confronti necessari a chi ama il buon<br />

mangiare.<br />

È costituito da un ampio basamento <strong>di</strong> tre<br />

gra<strong>di</strong>ni, sormontato da un cubo ricoperto<br />

da marmo grigio su cui poggiano due colonne<br />

in granito rosa. A completare l’opera,<br />

un architrave con l’incisione S.P.Q.R. e la<br />

Lupa con i gemelli, perfetta copia <strong>di</strong> quella<br />

capitolina. Oggi resta ben visibile l’iscrizione<br />

Vigile scolta sui barbari vinti, Roma<br />

nell’anno 218 a.C. qui dedusse una colonia<br />

militare che nomò Placentia.<br />

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28<br />

Piccolo Roma<br />

INDIRIZZO: via Cittadella, 14 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Piero Prati<br />

IN CUCINA: la brigata<br />

TELEFONO: 0523.323201 FAX: 0523.330548<br />

E-MAIL: hotel@grandealbergoroma.it SITO: www.grandealbergoroma.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: sabato e domenica sera<br />

PERIODO DI FERIE: in agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 80<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 40,00<br />

CARTE DI CREDITO: tutte<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini e gnocco fritto, anolini in<br />

brodo, tortelli con le code, stracotto <strong>di</strong> puledra al Gutturnio, polenta e merluzzo, trippa alla<br />

piacentina, stricc, anguilla e pescegatto fritti (solo su prenotazione), busslan con Malvasia<br />

Piero Prati ama principalmente una<br />

cosa del suo mestiere: il giu<strong>di</strong>zio<br />

dei clienti. Per questo l’originalità<br />

delle proposte, l’uso delle materie prime,<br />

l’attenzione al servizio sono i capisal<strong>di</strong><br />

su cui ha deciso <strong>di</strong> aprire questo ristorante<br />

nel cuore del centro storico della<br />

città. Qui si ritrova l’atmosfera <strong>di</strong> classe<br />

del suo albergo e la tra<strong>di</strong>zione più vera<br />

della cucina piacentina, proposta da Carlo<br />

Rocca e dalla brigata al suo servizio.<br />

La <strong>di</strong>mostrazione palese che la storia e la<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Palazzo Gotico<br />

Forse non tutti sanno che Palazzo Gotico,<br />

nel cuore del centro storico <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> e<br />

indubbiamente fra i simboli della stessa,<br />

oltre a rappresentare un insigne esempio<br />

<strong>di</strong> architettura me<strong>di</strong>oevale porta con sé un<br />

mistero per certi versi curioso e romantico,<br />

da ricondurre ad uno dei suoi archi.<br />

Sì, perché il primo <strong>di</strong> essi, quello più a<br />

sinistra guardando Palazzo Mercanti, ha<br />

una particolarità davvero rara: propaga il<br />

PIACENZA<br />

cultura dei ristoranti <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>zione resta<br />

un valore. Un pranzo d’affari o una serata<br />

al Piccolo Roma resta un’esperienza in<strong>di</strong>menticabile<br />

per mille motivi. Ad esempio<br />

non mancano le sorprese come quella <strong>di</strong><br />

ritrovare il gusto degli stricc, i pesciolini<br />

del Grande Fiume, servizi durante serate<br />

<strong>di</strong> raffinata musica jazz; oppure ci si può<br />

ritrovare nello stesso locale a fianco <strong>di</strong><br />

personaggi dello spettacolo o personalità<br />

della cultura che hanno nella loro agenda<br />

questo prezioso in<strong>di</strong>rizzo.<br />

suono da un punto all’altro del colonnato.<br />

Così, le parole pronunciate, anche con<br />

un fi lo <strong>di</strong> voce, contro l’estremità sinistra<br />

dell’arco, possono essere <strong>di</strong>stintamente<br />

percepite da un eventuale interlocutore<br />

situato all’estremità opposta dello stesso<br />

arco, con l’orecchio appoggiato alla muratura.<br />

Una peculiarità sicuramente da<br />

testare, magari non pronunciando segreti<br />

che si vorrebbe restassero tali.


Ristorante Bar Gianpino<br />

INDIRIZZO: via Emilia Parmense, 291 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Gaetano Ba<strong>di</strong>ni ed Eraida Risoli<br />

IN CUCINA: Adele Nicolini<br />

TELEFONO: 0523.504116 oppure 348.7728361 FAX: 0523.504116<br />

E-MAIL: ristorantegiampino@inwind.it<br />

ORARI DI APERTURA: dalle 6,30 fi no alle 19,30 (ma su prenotazione rimane aperto anche a cena)<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica (ma su prenotazione per gruppi rimane aperto)<br />

PERIODO DI FERIE: una settimana <strong>di</strong> gennaio e due settimane ad agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 (all’esterno si fa solo servizio bar)<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa, Mastercard, Bank Americard, Bancomat<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, chicche della nonna,<br />

gnocchi, ravioli in brodo, tortelli alla piacentina, bolliti misti con mostarda, arrosti misti, selvaggina<br />

con polenta, merluzzo in umido con polenta, crostate fatte in casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

La Via Emilia è da più <strong>di</strong> duemila anni, il<br />

luogo <strong>di</strong> transito <strong>di</strong> uomini e merci; nonostante<br />

l’autostrada rimane una delle<br />

arterie fondamentali per l’Italia. Lungo la Via<br />

Emilia, negli anni ’60, si trovavano decine <strong>di</strong><br />

trattorie, per viaggiatori e camionisti; luoghi<br />

<strong>di</strong>ventati oggetto <strong>di</strong> culto, riconoscibili dal<br />

detto comune “dove ci sono molti camion si<br />

mangia bene”. Tra questi, in quegli anni, c’era<br />

sicuramente Gianpino, che venne aperto negli<br />

anni Quaranta: piazzale ampio, a pochissimi<br />

chilometri dalla città, cucina tipica che<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Via Francigena<br />

La Via Francigena, antichissima strada<br />

dei pellegrini che collega Canterbury a<br />

Roma, è ancor oggi meta <strong>di</strong> turisti che la<br />

percorrono a pie<strong>di</strong>. L’itinerario entrava<br />

nel territorio <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> e si innestava<br />

sul principale asse viario <strong>di</strong> origine romana,<br />

la Via Emilia, che, attraversata la<br />

città fondata dai Romani a controllo del<br />

“Grande Fiume”, si <strong>di</strong>rigeva verso Fiorenzuola<br />

e, superata l’Abbazia Cistercense <strong>di</strong><br />

PIACENZA<br />

più tipica non si può. Oggi il ristorante non<br />

ha cambiato la fi losofi a, nel senso che è rimasto<br />

un posto dove si mangia bene da sempre.<br />

I suoi piatti sono tra<strong>di</strong>zionali ma si trovano<br />

anche quelle tra<strong>di</strong>zioni propriamente casalinghe,<br />

tipo il merluzzo in umido, che <strong>di</strong>ffi cilmente<br />

sono presenti nei menu dei ristoranti.<br />

La varietà dei piatti segue le stagioni ma, pur<br />

con minore consumo, i robusti piatti piacentini<br />

che si mangiano in inverno per sconfi ggere<br />

l’umi<strong>di</strong>tà padana che ti entra nelle ossa,<br />

qui si trovano comunque sempre.<br />

Chiaravalle della Colomba, proseguiva per<br />

Fidenza, la Sce Domnine del resoconto <strong>di</strong><br />

Sigerico, Arcivescovo <strong>di</strong> Canterbury, il<br />

primo pellegrino che la tracciò per recarsi<br />

a Roma in visita al Papa Giovanni VI, nel<br />

990 d.C. Chi oggi ripercorre la Via Francigena,<br />

magari a pie<strong>di</strong>, con il ritmo lento<br />

e naturale del viandante, può scoprire itinerari<br />

spesso “minori”, ma ricchi <strong>di</strong> storia<br />

e <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>zioni.<br />

29


30<br />

Ristorante Nuova Astra<br />

INDIRIZZO: via Boselli 19 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Piero ed Ester Paratici<br />

IN CUCINA: Mirko Caserini, Piero Cozzo e Francesco Stagliano<br />

TELEFONO: 0523.757692<br />

ORARI DI APERTURA: sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 148<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’ basott, tortelli<br />

con la coda, batù d’oca con polenta, stracotto <strong>di</strong> cinghiale con polenta, straccetti <strong>di</strong> cavallo,<br />

dolci al cucchiaio fatti in casa, sbrisolona e torta delle rose<br />

Chi non è stato alla Gelateria Astra almeno<br />

una volta alzi la mano! Oggi non<br />

c’è purtroppo più ma Piero Paratici,<br />

con sua moglie Ester e suo fi glio Alessandro<br />

non potevano stare troppo a lungo lontano<br />

dal rapporto con il pubblico e con la fedele<br />

clientela, costruita nel corso <strong>di</strong> trent’anni. Per<br />

questo hanno affrontato un lungo lavoro <strong>di</strong><br />

ricostruzione dei locali danneggiati nel 2006<br />

da un incen<strong>di</strong>o, creando dal nulla un locale<br />

molto trendy che riesce ad abbinare una cucina<br />

piacentina delle più antiche con arre<strong>di</strong> e<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo del Risorgimento a Palazzo Farnese<br />

Il Museo del Risorgimento, ospitato al<br />

piano <strong>di</strong> mezzo dell’ala sud <strong>di</strong> Palazzo<br />

Farnese, fu inaugurato nel 1988 come sezione<br />

autonoma e raccoglie un vasto repertorio<br />

<strong>di</strong> testi, manifesti, giornali, pubblicistica<br />

d’epoca, ma anche <strong>di</strong>vise, armi,<br />

ritratti, documenti <strong>di</strong> varia natura in grado<br />

<strong>di</strong> tracciare un profi lo dettagliato dei<br />

movimenti risorgimentali piacentini. Ma<br />

allo stesso tempo attraverso i reperti vie-<br />

PIACENZA<br />

servizi molto innovativi. Qui il batù d’oca è <strong>di</strong><br />

fi anco a proposte internazionali ma il legame<br />

con <strong>Piacenza</strong> regna sovrano, a cominciare dal<br />

fatto <strong>di</strong> aver tenuto il locale sempre lì, al 19<br />

<strong>di</strong> Via Boselli. Servizio estremamente professionale<br />

che si coniuga con la proverbiale cor<strong>di</strong>alità<br />

della famiglia Paratici. Cucina gestita<br />

da Mirko Caserini, da oltre vent’anni ra<strong>di</strong>cato<br />

sostenitore della cucina piacentina storica.<br />

Ottima la carta dei vini, con le migliori etichette<br />

piacentine, tra cui un vino <strong>di</strong> <strong>di</strong>retta<br />

produzione della famiglia.<br />

ne ricreato il clima dell’epoca vissuto da<br />

tutta la penisola. La ricca documentazione<br />

parte con l’età napoleonica e prosegue<br />

con la sovranità <strong>di</strong> Maria Luigia d’Austria<br />

sul Ducato <strong>di</strong> Parma e <strong>Piacenza</strong>. Grande<br />

attenzione è de<strong>di</strong>cata ai due protagonisti<br />

per eccellenza del Risorgimento: Giuseppe<br />

Mazzini e Giuseppe Garibal<strong>di</strong>. In sintesi i<br />

materiali in mostra sono da ricondurre ai<br />

perio<strong>di</strong> 1848-49 e 1859-61.


Ristorante Panzerotti<br />

INDIRIZZO: via Emilia Pavese, 216 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Giusy Bossalini<br />

IN CUCINA: Mary Bossalini<br />

TELEFONO: 0523.400134 FAX: 0523.480134<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì sera e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 120<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, verdure sottolio della casa, burtleina,<br />

torte salate, panzerotti, anolini in brodo, pisarei e faso’, tortelli con la coda, gnocchi <strong>di</strong> patate,<br />

coppa al forno, piccola <strong>di</strong> cavallo, asinina brasata con polenta, faraona al cartoccio, salame cotto,<br />

stinco <strong>di</strong> maiale arrosto, torta <strong>di</strong> mele calda fatta in casa, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Qui sono nati i panzerotti, era il 1961<br />

e la cucina piacentina stava facendo<br />

i conti con gli anni del boom economico,<br />

con i primi esperimenti dell’industria<br />

alimentare che iniziava il percorso delle<br />

commo<strong>di</strong>ty, dei pasti confezionati e veloci.<br />

Ma in questa antica posta per i cavalli, da<br />

sempre luogo <strong>di</strong> ristoro si sperimentava una<br />

ricetta ricca, ideata da Lina e Aldo Bianchi,<br />

destinata a <strong>di</strong>ventare uno dei simboli della<br />

gastronomia piacentina: i prelibati panzerotti.<br />

Il successo fu imme<strong>di</strong>ato. Nel 1985 il<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Duomo <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

La facciata in marmo rosa e arenaria presenta<br />

due contrafforti e alcune gallerie cieche, con<br />

sottili colonnine; i tre portali sono ornati da<br />

capitelli, architravi, formelle e cariati<strong>di</strong>. Questo<br />

è il duomo <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, esempio <strong>di</strong> architettura<br />

romantica e simbolo della città dal 1233,<br />

anno <strong>di</strong> conclusione dei lavori <strong>di</strong> costruzione.<br />

Al suo interno sono conservati sontuosi<br />

affreschi realizzati da Camillo Procaccini e<br />

Ludovico Carracci, quelli della cupola sono<br />

PIACENZA<br />

patron Gino Bossalini, oggi scomparso, una<br />

delle colonne della cultura enogastronomica<br />

locale insieme alla moglie Genny continuarono<br />

in questo locale la loro avventura<br />

<strong>di</strong> ristoratori, iniziata a Riva Trebbia nel<br />

1967. Oggi le fi glie Giusy e Mary continuano<br />

con gran<strong>di</strong>ssima passione il lavoro iniziato<br />

tempo ad<strong>di</strong>etro, regalando impareggiabili<br />

momenti <strong>di</strong> convivialità. Oggi non<br />

sono più solo i panzerotti il piatto principe<br />

ma il loro nome resta evocativo e imme<strong>di</strong>atamente<br />

associato a questo bel locale.<br />

invece opera <strong>di</strong> Pier Francesco Mazzucchelli<br />

e Giovanni Francesco Barbieri (il Guercino).<br />

Da osservare anche l’e<strong>di</strong>cola amadeesca con<br />

scultura in legno, il coro ligneo, le statue <strong>di</strong><br />

scuola lombarda. La cripta ha la forma <strong>di</strong> una<br />

croce greca, con 108 colonnine romaniche, e<br />

raccoglie le reliquie <strong>di</strong> Santa Giustina a cui<br />

era de<strong>di</strong>cata la primissima cattedrale piacentina.<br />

E proprio sulle macerie <strong>di</strong> essa fu realizzato<br />

l’attuale duomo.<br />

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Vecchia <strong>Piacenza</strong><br />

INDIRIZZO: via San Bernardo, 1 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Liliana Salvoni IN CUCINA: Pierantonio Salvoni<br />

TELEFONO: 0523.305462 FAX: 0523.305462<br />

E-MAIL: micol.salvoni@fastwebnet.it SITO: www.ristorantevecchiapiacenza.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica<br />

PERIODO DI FERIE: in luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 25<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 45,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: pisarei e faso’, caramelle <strong>di</strong> ricotta mascarponata<br />

con erbette, bomba <strong>di</strong> riso (solo su prenotazione), tagliate <strong>di</strong> manzo, lepre in salmì, brasato <strong>di</strong><br />

manzo, rane in guazzetto con polenta, coppa piacentina alle verdure, prosciutto fresco al forno<br />

con aromi, panna cotta con lamponi tiepi<strong>di</strong>, gelati <strong>di</strong> produzione propria<br />

La zona in cui si trova è una delle più<br />

antiche della città, il ristorante è collocato<br />

nelle sale affrescate <strong>di</strong> un palazzo<br />

settecentesco. Qui da <strong>di</strong>eci anni Liliana<br />

e Pierantonio accolgono gli ospiti, li<br />

fanno sentire decisamente a loro agio, in<br />

un ambiente raffi nato, in cui la pace, la<br />

bellezza e la qualità della cucina la fanno<br />

da padrone. La carta offre le specialità più<br />

classiche della cucina piacentina presentate<br />

in maniera molto elegante, dove i sapori<br />

e i profumi primeggiano a tal punto che<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Teatro Municipale<br />

Affacciato a via Ver<strong>di</strong>, ricca <strong>di</strong> palazzi<br />

settecenteschi come il Malvicini Fontana,<br />

Scotti da San Giorgio, Zanar<strong>di</strong><br />

Lan<strong>di</strong>, il Teatro Municipale <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

domina anche la rettangolare piazza<br />

Sant’Antonino, definita dalla più antica<br />

chiesa della città, dai Palazzi Marazzani<br />

Visconti e Trevani con il suo portale<br />

cinquecentesco. La sala conta oltre 1000<br />

posti fra platea, due or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> palchi,<br />

PIACENZA<br />

sembra <strong>di</strong> essere nella cucina <strong>di</strong> casa. La<br />

stagionalità resta uno dei punti fermi del<br />

ristorante, oltre all’utilizzo <strong>di</strong> materie prime<br />

che arrivano <strong>di</strong>rettamente dal produttore,<br />

riducendo sprechi e inquinamento.<br />

I piatti, pur nel totale rispetto della ricetta<br />

<strong>di</strong> base, vengono leggermente rivisitati<br />

per renderli più adatti al gusto<br />

attuale. La carta dei vini è molto ricca<br />

ma la particolarità è data dalla bellezza<br />

della cantina che permette ai clienti <strong>di</strong><br />

scegliere personalmente.<br />

due <strong>di</strong> galleria e uno <strong>di</strong> loggione; ha<br />

un impianto generale in stile neoclassico<br />

che ricorda la Scala <strong>di</strong> Milano ma<br />

a <strong>di</strong>fferenza del teatro lombardo ha una<br />

pianta a tre quarti <strong>di</strong> ellisse: un impianto<br />

ritenuto più rispondente alle leggi<br />

dell’ottica e dell’acustica. L’attuale facciata<br />

è frutto <strong>di</strong> una rielaborazione <strong>di</strong><br />

Sanquirico, voluta per ri<strong>di</strong>mensionare<br />

l’influsso neoclassico.


Trattoria dal Gnasso<br />

INDIRIZZO: via Molineria Sant’Andrea, 14 (angolo via Campagna) - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Margherita<br />

IN CUCINA: Carlo Giacobbi detto il Gnasso<br />

TELEFONO: 0523.482780<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica<br />

PERIODO DI FERIE: dal 5 al 26 agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 in parte nella sala interna e in parte nel gazebo riscaldato<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: solo Bancomat<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: pista‘d grass, salumi tipici piacentini, pisarei e fasò,<br />

tortelli con la coda, piccola <strong>di</strong> cavallo, asinina in umido, cavallo crudo, faldìa (cotoletta <strong>di</strong> cavallo<br />

impanata), polpette <strong>di</strong> patate, polenta e merluzzo, crostate fatte in casa<br />

Prima era giù in fondo a via Borghetto,<br />

nel cuore della <strong>Piacenza</strong> dal sass.<br />

Adesso si è spostato poco lontano,<br />

sempre nella zona in cui tra<strong>di</strong>zioni, usi e<br />

costumi dei piacentini restano ancora ra<strong>di</strong>cati,<br />

nonostante le trasformazioni sociali<br />

e urbanistiche. Una zona dove si sente<br />

ancora parlare nel <strong>di</strong>aletto strettissimo e<br />

complicato della città e dove ancora si conoscono<br />

tutti.<br />

In mezzo c’è stato un breve lasso <strong>di</strong> tempo<br />

in cui era mancato questo punto <strong>di</strong> riferi-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La zona <strong>di</strong> Piazza Borgo, via Taverna<br />

e via Campagna<br />

La zona <strong>di</strong> Piazza Borgo, via Taverna e via<br />

Campagna sono tuttora considerate residenze<br />

<strong>di</strong> chi è piacentino da mille generazioni, dei cosiddetti<br />

piasintëin dal sass. Piazza Borgo era il<br />

limite a nord-ovest della vecchia città romana<br />

e si formò quando nell’XI secolo con il fenomeno<br />

dell’inurbamento arrivarono delle masse<br />

conta<strong>di</strong>ne dalla campagna sperando <strong>di</strong> trovare<br />

fortuna. Non trovando posto in città, ancora<br />

PIACENZA<br />

mento storico della cucina piacentina. Oggi<br />

Carlo Giacobbi detto il Gnasso mantiene<br />

ancora l’entusiasmo che lo ha reso famoso<br />

tra gli amanti della cucina piacentina,<br />

tiene alta la parlata <strong>di</strong>alettale con cui approccia<br />

i suoi clienti ormai tutti <strong>di</strong>ventati<br />

amici, propone la sua cucina piacentina,<br />

con ricette in certi casi introvabili. La carta<br />

dei piatti e dei vini ricalca il suo modo<br />

d’essere: piacentino dal sass, <strong>di</strong> quelli veri.<br />

Non mancano infatti le bottiglie più conosciute<br />

della produzione locale.<br />

delimitata dalle vecchie mura romane, costruirono<br />

le loro case al <strong>di</strong> fuori del territorio urbano.<br />

Da questa piazza si <strong>di</strong>ramano via del Castello,<br />

Via Campagna e Via Taverna, tre delle strade<br />

considerate storiche. In particolare via Taverna<br />

(la Strä Lvä o Strä Alvä) era una delle zone più<br />

popolari del centro ed era detta Strada Levata<br />

poiché si trova in una posizione più alta rispetto<br />

ad altre vie limitrofe come via Campagna.<br />

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Trattoria La Stazione <strong>di</strong> Milvera<br />

INDIRIZZO: via Decorati al Valore Civile, 15 - San Bonico - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Paola Sghiavetta<br />

IN CUCINA: Paolo Ravella<br />

TELEFONO: 0523.380273 FAX: 0523.380273<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica sera e lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 15 giugno al 4 luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 55<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 27,00<br />

CARTE DI CREDITO: tutte<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli <strong>di</strong><br />

erbette, lasagnette al forno con ragù d’anatra, stufato <strong>di</strong> cinghiale, coppa piacentina al forno,<br />

faraona <strong>di</strong> campo al forno, picùla ad caval, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa, nocino e<br />

bargnolino, grappa <strong>di</strong> Gutturnio<br />

Tra poco si sposterà, dopo essere<br />

rimasta per cinquant’anni in una<br />

casa con la tipica architettura <strong>di</strong><br />

campagna. Il nuovo locale sarà pochi<br />

metri più avanti, ma manterrà la sua<br />

principale caratteristica: il calore delle<br />

sale e dell’accoglienza.<br />

I gestori porteranno con sè il bene immateriale<br />

del sorriso, del far sentire a<br />

proprio agio i clienti, oltre alla capacità<br />

<strong>di</strong> preparare in maniera egregia i piatti<br />

più tra<strong>di</strong>zionali della cucina piacentina.<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Via XX Settembre a <strong>Piacenza</strong><br />

Via XX Settembre è probabilmente<br />

la strada più conosciuta <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>.<br />

Nota per i suoi balconi in ferro battuto,<br />

collega piazza Duomo e piazza<br />

Cavalli in quanto era uso nel me<strong>di</strong>oevo<br />

collegare con una strada dritta il<br />

simbolo del potere politico con quello<br />

del potere religioso. Fu rinominata via<br />

XX settembre (come successe in molte<br />

città del nord per le strade principali<br />

PIACENZA<br />

Nel nuovo locale continuerà ancora <strong>di</strong><br />

più l’operosità con cui fanno arrivare in<br />

tavola pietanze preparate con le materie<br />

prime che la stagione offre, con prodotti<br />

selezionati <strong>di</strong>rettamente da loro presso le<br />

aziende agricole. Siamo a pochi chilometri<br />

dalla città ma è come se fossimo in<br />

mezzo alla campagna piacentina, dove<br />

sostare ben più a lungo del tempo <strong>di</strong> un<br />

pasto perchè qui ci si ritempra. L’ottimo<br />

assortimento dei vini locali e nazionali<br />

completa l’offerta del locale.<br />

che portavano ai rispettivi duomi) in<br />

memoria della conquista <strong>di</strong> Roma da<br />

parte del re d’Italia nel 1861. Oggi è<br />

la via dello shopping per eccellenza,<br />

insieme al Corso Vittorio Emanuele.<br />

Da ricordare che in alcuni brevi perio<strong>di</strong><br />

storici fu chiamata anche la Strä <strong>di</strong><br />

Urévas (la Strada degli Orefici) perché<br />

vi si trovavano <strong>di</strong>verse botteghe <strong>di</strong><br />

oreficeria.


La signora Mariù ha un pregio: è determinata<br />

nel <strong>di</strong>fendere la cucina piacentina<br />

nel cuore storico della città.<br />

Non perde mai occasione per sottolineare<br />

l’importanza <strong>di</strong> avere dei locali che offrono<br />

i piatti della tra<strong>di</strong>zione nei punti <strong>di</strong><br />

maggior transito sia dei turisti che dei piacentini.<br />

Pena la desertifi cazione del centro<br />

storico della città.<br />

Con questa fi losofi a anni fa si è buttata<br />

in questa avventura, <strong>di</strong>ventando in poco<br />

tempo un punto <strong>di</strong> riferimento per chi cer-<br />

Trattoria da Mariù<br />

INDIRIZZO: Corso Garibal<strong>di</strong>, 49 (angolo via Cavalletto) - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Mariù Bonelli e collaboratori<br />

IN CUCINA: Mariù Bonelli<br />

TELEFONO: 0523.319350 FAX: 0523.319350<br />

E-MAIL: trattoriadamariu@live.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: il lunedì (in estate solo a mezzogiorno)<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 70<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta, tortelli <strong>di</strong> ricotta, pisarei<br />

e faso’, tagliatelle con pasta <strong>di</strong> salame, gnocchi <strong>di</strong> patate, piccola <strong>di</strong> cavallo, trippa alla Piacentina,<br />

brasato <strong>di</strong> asinina, merluzzo con cipolle, grigliate miste, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Campagna<br />

Il luogo in cui oggi sorge la chiesa <strong>di</strong><br />

Santa Maria <strong>di</strong> Campagna, è storicamente<br />

importante perché legato ad un<br />

momento cruciale nella rinascita dell’Occidente<br />

cristiano, ovvero il concilio<br />

che <strong>di</strong>ede il via alle Crociate. Nel 1095,<br />

infatti, nell’area sorgeva un santuario<br />

chiamato Campagnola, passaggio obbligato<br />

per i pellegrini <strong>di</strong>retti in Terra<br />

Santa o a Roma. La chiesa attuale, inve-<br />

PIACENZA<br />

ca la migliore tra<strong>di</strong>zione, a due passi da<br />

Piazza Cavalli. Nelle serate d’inverno da<br />

lei si possono trovare in tavola merluzzi,<br />

brasati e la sempre più rara trippa alla piacentina<br />

che richiede giorni <strong>di</strong> preparazione.<br />

La lunga durata delle cotture sembra<br />

sollecitare il naturale piacere <strong>di</strong> sostare a<br />

lungo in questo locale bello, caldo e accogliente<br />

come deve essere un luogo nel<br />

cuore della città.<br />

Da non <strong>di</strong>menticare la selezione dei migliori<br />

vini dei Colli Piacentini.<br />

ce, risale al 1522 e venne ulteriormente<br />

ampliata alla fi ne del ‘700. Simbolo della<br />

chiesa è la scultura lignea della Madonna<br />

<strong>di</strong> Campagna, collocata alla fi ne dei<br />

lavori <strong>di</strong> e<strong>di</strong>fi cazione negli anni ’30 del<br />

Cinquecento: quella statua, anticamente<br />

molto venerata, risale al XIV secolo. La<br />

datazione è suggerita da alcuni elementi<br />

tipicamente gotici notabili nella rappresentazione<br />

della Vergine.<br />

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36<br />

Trattoria San Giovanni<br />

INDIRIZZO: via San Giovanni, 36 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Carla Chiesi<br />

IN CUCINA: Roberto Zanetti<br />

TELEFONO: 0523.321029 FAX: 0523.321029<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì, a pranzo, nella stagione invernale; domenica, tutto il giorno, d’estate<br />

PERIODO DI FERIE: tutto il mese <strong>di</strong> agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 30<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 32,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: crudo <strong>di</strong> cavallo, anolini <strong>di</strong> stracotto in brodo <strong>di</strong><br />

terza, tortelli <strong>di</strong> erbette, pisarei e faso’, tagliatelle al sugo <strong>di</strong> noci, pin <strong>di</strong> Cerignale al sugo <strong>di</strong><br />

funghi della Val d’Aveto, tasca <strong>di</strong> vitello farcita alle erbette, stracotto <strong>di</strong> asinina con polenta,<br />

merluzzo in umido, lumache alla Bobbiese<br />

La porta d’ingresso è <strong>di</strong> quelle che ti<br />

invogliano ad entrare perchè lascia<br />

intravedere la <strong>di</strong>mensione del locale e<br />

la cura con cui è arredato. Una volta dentro<br />

la sensazione trova conferma sia negli<br />

ambienti che nel menu. In carta si trovano<br />

piatti ormai rari come i pin <strong>di</strong> Cerignale o<br />

le lumache alla bobbiese. In pratica Roberto<br />

Zanetti ha portato nel cuore della città le<br />

specialità della cucina piacentina con le sue<br />

innumerevoli varianti <strong>di</strong> paese in paese.<br />

Un concentrato <strong>di</strong> proposte che valgono<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Galleria Ricci Od<strong>di</strong><br />

Innovative scelte funzionali, complessità<br />

strutturale e precisione geometrica<br />

convivono senza <strong>di</strong>spetti nell’e<strong>di</strong>ficio<br />

che a <strong>Piacenza</strong> ospita la Galleria Ricci<br />

Od<strong>di</strong>, struttura che fu fortemente caldeggiata<br />

dallo stesso fondatore. La costruzione<br />

venne terminata nel 1930 ed<br />

oggi la Galleria d’arte moderna ospita<br />

collezioni uniche. Al centro c’è la figura<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Ricci Od<strong>di</strong>, con la sua<br />

PIACENZA<br />

decisamente la visita. Anche la selezione<br />

degli ingre<strong>di</strong>enti, sia che si tratti <strong>di</strong> verdure<br />

biologiche e provenienti spesso dall’orto<br />

<strong>di</strong> proprietà che <strong>di</strong> carni, è curata personalmente<br />

dallo chef che vanta un elenco<br />

<strong>di</strong> fornitori <strong>di</strong> prima qualità. Un posto sulla<br />

guida delle Osterie d’Italia conferma il positivo<br />

giu<strong>di</strong>zio sul locale ma sono i clienti che<br />

ogni sera occupano tutti i tavoli a testimoniare<br />

la bontà dell’offerta. Anche la carta dei<br />

vini propone uno spaccato della viticoltura<br />

piacentina, con bottiglie <strong>di</strong> ogni vallata.<br />

formazione, le sue amicizie importanti<br />

e il suo rapporto con l’arte. Ma oggi la<br />

principale caratteristica della Galleria<br />

sta nella sua capacità <strong>di</strong> presentarsi<br />

come un vero e proprio documento<br />

storico piacentino, pur non avendo le<br />

caratteristiche esclusivamente provinciali<br />

o limitative, visto che la collezione<br />

propone opere - per la maggior<br />

parte italiane - tra il 1830 e il 1930.


Trattoria Ustaria La Carrozza<br />

INDIRIZZO: via X Giugno, 122 - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: i soci<br />

IN CUCINA: i soci<br />

TELEFONO: 0523.326297 FAX: 0523.326297<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mai<br />

PERIODO DI FERIE: sempre aperto<br />

NUMERO DI COPERTI: 150<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: tutte<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli con burro e salvia,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, bolliti misti tutte le domeniche, verzolini, picula ad caval, trippa,<br />

dolci fatti in casa<br />

Da annoverarsi tra le osterie storiche<br />

piacentine oggi è un animatissimo<br />

locale che dell’osteria ha mantenuto<br />

tutto, con un pubblico <strong>di</strong> ogni età e ceto che<br />

viene qui per respirarne l’atmosfera, allegra<br />

e cor<strong>di</strong>ale. Ma anche e soprattutto per assaggiarne<br />

i piatti, quelli robusti della cucina<br />

piacentina dal sass. Durante il giorno è luogo<br />

<strong>di</strong> pranzi <strong>di</strong> lavoro dove operai e manager<br />

mangiano fi anco a fi anco, con un servizio<br />

molto effi ciente. Alla sera l’atmosfera si fa<br />

più rilassata, l’andamento più lento. I piatti<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il teatro <strong>di</strong> via Santa Franca<br />

Dal 1908 assegnato alla Società Filodrammatica<br />

Piacentina, fu costruito nel<br />

Cinquecento e nei secoli ebbe funzioni<br />

ben <strong>di</strong>verse. In origine (1549) le monache<br />

cistercensi <strong>di</strong> Santa Franca avviarono<br />

la costruzione <strong>di</strong> una chiesa all’incrocio<br />

tra via San Siro e via Solferino. Di fi anco<br />

alla chiesa fu realizzato il convento per<br />

le monache, attualmente trasformato in<br />

sede del Conservatorio. In seguito alla<br />

PIACENZA<br />

<strong>di</strong>ventano quelli che impongono una pre<strong>di</strong>sposizione<br />

<strong>di</strong> animo e <strong>di</strong> pancia, non per<br />

le quantità ma per la ricchezza degli ingre<strong>di</strong>enti.<br />

In più il consumo <strong>di</strong> pane per fare<br />

il “poccino” va alle stelle, tanto è buono e<br />

bello farlo. Gli ambienti sono arredati con il<br />

gusto tipico dell’osteria, con tavoli <strong>di</strong> legno,<br />

tovagliette con la carta da macelleria, toni<br />

cal<strong>di</strong> alle pareti che mettono a proprio agio<br />

i clienti. La scelta dei vini è buona, con etichette<br />

locali tra le migliori e una selezione <strong>di</strong><br />

vini nazionali con un prezzo corretto.<br />

soppressione del convento or<strong>di</strong>nata da<br />

Napoleone, l’e<strong>di</strong>fi cio passò al demanio<br />

sino a quando Maria Luigia d’Austria lo<br />

concesse al Comune che lo destinò a usi<br />

militari. In seguito fu a<strong>di</strong>bito a sede <strong>di</strong><br />

una scuola <strong>di</strong> musica prima e <strong>di</strong> una tipografi<br />

a poi. Fu nei primi anni del ‘900 che<br />

la ex chiesa <strong>di</strong> Santa Franca fu convertita<br />

in teatro, con l’inserimento <strong>di</strong> una platea<br />

con loggiato e <strong>di</strong> un ampio palcoscenico.<br />

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Antica Osteria <strong>di</strong> Borghetto<br />

INDIRIZZO: via F. <strong>di</strong> Borbone, 64 - Borghetto - <strong>Piacenza</strong><br />

IN SALA: Carmelo Capochiani<br />

IN CUCINA: Alessio Soressi<br />

TELEFONO: 0523.504133<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 26,00<br />

CARTE DI CREDITO: tutte<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli con burro e salvia,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, bomba <strong>di</strong> riso, tartare <strong>di</strong> cavallo, piccola <strong>di</strong> cavallo, trippa alla<br />

piacentina, stracotto <strong>di</strong> asinina, bolliti misti, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Di recente ha cambiato gestione, i<br />

nuovi proprietari hanno realizzato il<br />

loro sogno: Alessio Soressi e Francesca<br />

Cerioli si sono costruiti questo locale<br />

a loro stessa misura. In realtà non hanno<br />

cambiato molto; sono state mantenute le<br />

salette che lo hanno reso famoso per l’intimità<br />

e la riservatezza, rendendole semplicemente<br />

più allegre. Non hanno mo<strong>di</strong>fi cato<br />

la grande stanza all’ingresso con l’esposizione<br />

dei vini. Il menu è rimasto ancorato<br />

alla tra<strong>di</strong>zione. Gli interventi sostanziali<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

L’orto giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Santa Maria<br />

<strong>di</strong> Campagna a <strong>Piacenza</strong><br />

In prossimità delle mura cinquecentesche,<br />

all’incrocio tra via Campagna e viale Tramello,<br />

si trova l’orto giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong><br />

Campagna. L’area, concessa in uso gratuito<br />

al Comune per 20 anni dai frati Francescani<br />

Minori, è una delle ultime testimonianze esistenti<br />

delle vaste zone che, nei secoli scorsi,<br />

erano coltivate ad orto lungo il perimetro interno<br />

delle mura. La gestione dell’orto è affi -<br />

PIACENZA<br />

sono nella ricercatezza delle materie prime,<br />

dove i due hanno scelto <strong>di</strong> persona piccoli<br />

produttori artigiani <strong>di</strong> formaggi e salumi. I<br />

piatti sono invece oggetto <strong>di</strong> costante ricerca<br />

tesa a migliorare sempre <strong>di</strong> più. Alessio<br />

arriva da una decennale esperienza in cucina<br />

e il perfetto equilibrio delle sue ricette<br />

ne è una conferma. L’altro cambiamento è<br />

l’entusiasmo palpabile con cui i due si sono<br />

gettati in quest’avventura. Molto coinvolgente<br />

e contagioso nel raccontare le fatiche<br />

<strong>di</strong> questo sogno <strong>di</strong>ventato realtà.<br />

data dal 2003 al Centro Scolastico Agrario <strong>di</strong><br />

<strong>Piacenza</strong> che lì coltiva erbe offi cinali e frutti<br />

tipici delle campagne piacentine. Il giar<strong>di</strong>no è<br />

contiguo alla via Francigena, il tracciato me<strong>di</strong>evale<br />

seguito dai pellegrini <strong>di</strong>retti a Roma<br />

o in Terra Santa e corrispondente alle attuali<br />

via Campagna, via Garibal<strong>di</strong>, via Scalabrini.<br />

Un pannello posto all’ingresso dell’orto ne<br />

descrive le trasformazioni e gli usi storici.


Albergo Ristorante Il Cervo<br />

INDIRIZZO: p.zza Europa, 20 - Agazzano<br />

IN SALA: Antonio Panizzari (detto Renzo) e il fi glio Alberto<br />

IN CUCINA: Carmen Galli<br />

TELEFONO: 0523.975208 FAX: 0523.971935<br />

E-MAIL: info@ristoranteilcervo.it SITO: www.ristoranteilcervo.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: tra gennaio e febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 120 + 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci, anolini<br />

in brodo, pisarei e fasò, arrosti misti, capriolo in salmì, trippa alla piacentina, bolliti misti (solo su<br />

or<strong>di</strong>nazione per gruppi), crostata <strong>di</strong> marmellata <strong>di</strong> prugne, <strong>di</strong> frutta, busslan, creme caramel<br />

Esiste dal 1700, sempre nello stesso luogo,<br />

un tempo grande area <strong>di</strong> mercati<br />

e oggi elegante e maestosa piazza <strong>di</strong><br />

questo paese nel cuore della Val Tidone - Val<br />

Luretta. La locanda era una proprietà degli<br />

Anguissola e successivamente dei Gonzaga.<br />

Una trentina <strong>di</strong> anni fa venne rilevata dalla<br />

famiglia Panizzari che la portò ad essere<br />

punto <strong>di</strong> riferimento per tutti coloro che<br />

si muovevano alla ricerca dei gusti <strong>di</strong> una<br />

cucina, quella piacentina che qui si contamina<br />

con la lombarda e la piemontese, con<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Palazzo Anguissola-Scotti <strong>di</strong> Agazzano<br />

Mobili d’epoca, eleganti decorazioni pittoriche<br />

e preziosi affreschi, arredano le<br />

sale interne del palazzo residenziale costruito<br />

sul fi nire del XVIII secolo sulle<br />

fondamenta <strong>di</strong> una parte dell’antico castello<br />

<strong>di</strong> Agazzano. Della preesistente costruzione<br />

il palazzo ha mantenuto parte<br />

dei perimetri ed una torre quadrangolare<br />

sullo spigolo nord. I suoi gran<strong>di</strong> saloni<br />

dai soffi tti affrescati ospitano lussuosi ar-<br />

AGAZZANO<br />

una lunga tra<strong>di</strong>zione. Accanto al ristorante,<br />

che in estate offre una speciale accoglienza<br />

sull’ampia terrazza affacciata sulla piazza<br />

centrale, la famiglia Panizzari ha introdotto<br />

il servizio <strong>di</strong> hotellerie, una tendenza oggi<br />

<strong>di</strong>ffusa ma che negli anni scorsi dava la misura<br />

dell’attenzione che i gestori ponevano<br />

nei confronti del cliente. La semplicità degli<br />

arre<strong>di</strong> sia nelle sale, <strong>di</strong> cui quella centrale<br />

con un bel camino, che nelle camere denota<br />

il buon gusto della famiglia Panizzari che, al<br />

gran completo, gestisce la struttura.<br />

re<strong>di</strong>. E sono proprio eleganza ed austerità<br />

a caratterizzare questa <strong>di</strong>mora signorile<br />

del Rinascimento, con tutti gli allestimenti<br />

riadattati alla fi ne del Settecento.<br />

Esternamente, l’e<strong>di</strong>fi cio e circondato da<br />

un giar<strong>di</strong>no, mentre delle mura <strong>di</strong> cinta<br />

rimangono pochi tratti. Ancora oggi ad<br />

avere il dominio del palazzo è la famiglia<br />

d’origine attraverso la principessa Luisa<br />

Gonzaga Anguissola Scotti.<br />

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Antica Trattoria Giovanelli<br />

INDIRIZZO: via Centrale, 5 - Sarturano - Agazzano<br />

IN SALA: Raffaella e Piera Giovanelli<br />

IN CUCINA: Marco Giovanelli<br />

TELEFONO: 0523.975155 FAX: 0523.975155<br />

SITO: www.anticatrattoriagiovanelli.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì, mercoledì sera e le sere dei giorni festivi<br />

PERIODO DI FERIE: 15 giorni a febbraio e 15 ad agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 60 all’esterno<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: anolini <strong>di</strong> stracotto in brodo, tortelli alle erbette<br />

e ricotta, pisarei e faso’, tagliatelle fresche, coppa arrosto, bolliti misti, salame cotto, faraona<br />

arrosto, crostate fatte in casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

In estate sotto il gazebo il caldo torrido è un<br />

ricordo e si fa molta fatica ad alzarsi da tavola;<br />

in inverno l’atmosfera intima delle sale<br />

e salette <strong>di</strong> questa bella casa <strong>di</strong> campagna rimanda<br />

la fi ne del momento conviviale. In una<br />

parola non ci si vorrebbe staccare mai da questo<br />

luogo magico <strong>di</strong> delizie. In effetti se sono ormai<br />

tre generazioni che la famiglia Giovanelli gestisce<br />

questo ristorante qualcosa vorrà pur <strong>di</strong>re!<br />

Raffaella e Piera in cucina usano rigorosamente<br />

materie prime piacentine o, al massimo, provenienti<br />

dall’Emilia-Romagna; i salumi vengono<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello Anguissola-Scotti <strong>di</strong> Agazzano<br />

L’accesso al castello Anguissola-Scotti<br />

<strong>di</strong> Agazzano, mantiene ancora oggi le<br />

caratteristiche me<strong>di</strong>oevali.<br />

L’ingresso è infatti permesso sui due<br />

lati opposti: dall’esterno attraverso un<br />

rivellino che porta ancora gli scassi<br />

del ponte levatoio, oggi <strong>di</strong>venuto ponte<br />

in muratura, mentre sul lato opposto<br />

da un altro rivellino che ora fa entrare<br />

nel palazzo residenziale dove un<br />

AGAZZANO<br />

stagionati <strong>di</strong>rettamente nelle antiche cantine; il<br />

vino è <strong>di</strong> rigore servito nello scudlein. Ma ad<br />

affascinare gli ospiti sono le tecniche <strong>di</strong> cottura<br />

che non tengono in alcun conto della tecnologia.<br />

Qui un arrosto impiega tre/quattro ore, il<br />

ripieno degli anolini si fa cuocendo per un’intera<br />

giornata polpa <strong>di</strong> manzo, polpa <strong>di</strong> maiale<br />

e salsiccia, quin<strong>di</strong> la carne cotta viene tritata e<br />

mescolata a grana grattugiato e uova, il sugo<br />

dei pisarei altrettanto se volete mangiarli buoni.<br />

Infi ne per i dolci al cucchiaio bisogna mettersi il<br />

cuore in pace tanto sono gustosi.<br />

tempo si trovava un’altra porzione del<br />

castello. Dal rivellino, attraverso quello<br />

che era il secondo ponte levatoio,<br />

è necessario passare sotto il dongione<br />

d’ingresso per accedere al cortile<br />

interno, con due rampe <strong>di</strong> scale che<br />

portano al cammino <strong>di</strong> ronda, coperto<br />

su tre lati da un loggiato circondato<br />

da colonne sui cui capitelli sorgono<br />

stemmi nobiliari.


Hotel Locanda Villa Tavernago<br />

INDIRIZZO: Tavernago - Agazzano<br />

IN SALA: Stefano Maccagni<br />

IN CUCINA: la brigata<br />

TELEFONO: 0523.975114 FAX: 0523.971044<br />

E-MAIL: info@villatavernago.it SITO: www.villatavernago.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 70 all’interno e 70 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, giar<strong>di</strong>niera della Villa, tortelli<br />

alla Piacentina, chicche della nonna, pisarei e faso’, tagliolini al ragù <strong>di</strong> cinghiale, stracotto <strong>di</strong><br />

asina, piccola <strong>di</strong> cavallo, costolette <strong>di</strong> agnello, cinghiale in salmì, crostata della Villa<br />

Sorge nel cuore della piccola Val Luretta<br />

e nel cuore <strong>di</strong> una tenuta <strong>di</strong><br />

raffinata bellezza con ampi spazi<br />

ver<strong>di</strong>, una villa neoclassica che ospita<br />

eventi, feste, matromoni o si trasforma in<br />

location per il cinema e la pubblicità. Il<br />

valore <strong>di</strong> questa struttura è stato quello<br />

<strong>di</strong> mantenere un legame con il territorio,<br />

esprimendolo in quello che <strong>di</strong> meglio<br />

questa terra può offrire: la cucina e i vini.<br />

Il ristorante, molto frequentato da turisti<br />

appassionati <strong>di</strong> enogastronomia, offre<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Piazza Europa <strong>di</strong> Agazzano<br />

La piazza principale <strong>di</strong> Agazzano, Piazza<br />

Europa, deriva dall’originaria corte<br />

mercatale e si situa in posizione <strong>di</strong> cerniera<br />

fra Val Tidone e Val Luretta, fra il<br />

territorio <strong>di</strong> pianura e quello collinare.<br />

In passato questa piazza svolgeva un<br />

ruolo fondamentale quale punto <strong>di</strong> comunicazione<br />

tra le due realtà. Ancora<br />

oggi è strettamente legata al castello e<br />

il suo impianto (che copre circa 6.213<br />

AGAZZANO<br />

una ricca serie <strong>di</strong> piatti della più tipica<br />

gastronomia locale, abbinati a vini della<br />

zona circostante, particolarmente vocata<br />

alla viticoltura.<br />

I locali sono arredati con suppellettili preziose<br />

che denotano il gusto dei proprietari,<br />

talmente innamorati <strong>di</strong> questi luoghi<br />

da fare <strong>di</strong> tutto per renderli conosciuti<br />

e fruibili al maggor numero <strong>di</strong> persone.<br />

Molto gradevole il giar<strong>di</strong>no esterno dove<br />

trascorrere momenti piacevoli anche oltre<br />

il consumo del pasto.<br />

metri quadrati) si situa sulla sponda del<br />

Luretta e nel punto <strong>di</strong> passaggio della<br />

strada dell’omonima valle, l’attuale<br />

provinciale.<br />

È stata <strong>di</strong> recente interessata da un’intervento<br />

<strong>di</strong> riqualificazione e rappresenta<br />

uno dei punti più in vista del<br />

paese anche perché su <strong>di</strong> essa si affacciano<br />

il municipio e il castello Anguissola-Scotti.<br />

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Ristorante alle Lische<br />

INDIRIZZO: via Lische, 6 (strada per Campremoldo Sopra) - Agazzano<br />

IN SALA: Giuseppe Libelli<br />

IN CUCINA: Massimiliano Felici<br />

TELEFONO: 0523.976922 FAX: 0523.976922<br />

E-MAIL: info@locandaallelische.it SITO: www.locandaallelische.it<br />

ORARI DI APERTURA: solo alla sera, a pranzo nei festivi<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì e mercoledì, d’inverno solo al venerdì, sabato e domenica<br />

PERIODO DI FERIE: in gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 150 all’interno e 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli alla piacentina,<br />

pisarei e faso’, maccheroni alla bobbiese, anolini in brodo, lumache alla bobbiese, brasati (su<br />

prenotazione), carne alla griglia, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Una sapiente ristrutturazione ha trasformato<br />

un vecchio e<strong>di</strong>fi cio rurale in<br />

questo gradevole ristorante, dove la<br />

cura dei dettagli è una delle cose che balzano<br />

imme<strong>di</strong>atamente all’occhio; dal tovagliato<br />

agli oggetti che fungono da complemento<br />

d’arredo, dal sorriso all’ospitalità offerta dalle<br />

sei camere dove alloggiare per un weekend<br />

all’insegna della cultura enogastronomica.<br />

Da qui si può partire per bellissime escursioni<br />

tra castelli e vigneti della Val Tidone e della<br />

Val Trebbia. La cucina, decisamente infl uen-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il complesso della Boffalora<br />

Molto suggestivo, nel territorio <strong>di</strong><br />

Agazzano, è il complesso della Boffalora,<br />

posto tra i torrenti Luretta e Tidone,<br />

ai pie<strong>di</strong> della collina. Tutt’ora <strong>di</strong><br />

proprietà degli Anguissola Scotti, è un<br />

castello a pianta rettangolare, munito<br />

<strong>di</strong> cinque torri, <strong>di</strong>verse per <strong>di</strong>mensioni<br />

e forma. Dalla torre d’ingresso, posta<br />

al centro del fronte principale, si ha<br />

l’accesso ad un cortile con portico al<br />

AGAZZANO<br />

zata dalla tra<strong>di</strong>zione e dalla stagionalità, offre<br />

l’occasione per riscoprire sapori e odori che<br />

le nuove tendenze alimentari tendono a far<br />

scomparire.<br />

Vedersi servire un fumante piatto <strong>di</strong> anolini<br />

in brodo <strong>di</strong> terza, sia che fuori ci sia un’uggiosa<br />

giornata invernale o sotto il portico in<br />

un giorno d’estate, è un’esperienza irrinunciabile.<br />

Anche la carta dei vini, molto ricca<br />

<strong>di</strong> proposte locali ma anche con nomi prestigiosi<br />

della viticoltura italiana, denota una<br />

grande sapienza nel mestiere.<br />

pianterreno e ad una loggia al piano<br />

superiore <strong>di</strong> stile settecentesco. Di<br />

notevole interesse sono le volte delle<br />

scale affrescate con motivi policromi<br />

e gli ampi saloni del primo piano con<br />

soffitti in legno e a cassettoni. Anche<br />

altre frazioni offrono manieri storici o<br />

loro resti, si tratta dei piccolo borghi<br />

<strong>di</strong> Castano, Montebolzone, Rivasso,<br />

Tavernago e Sarturano.


Genio e sregolatezza, potrebbe essere il<br />

motto che campeggia su questa tra<strong>di</strong>zionale<br />

trattoria con alloggio che si<br />

trova a pochi metri dall’ingresso del Golf <strong>di</strong><br />

Castell’Arquato, un tempo ingresso delle Terme<br />

<strong>di</strong> Bacedasco. Un posto che bisogna conoscere<br />

come ubicazione perché è coperto da<br />

una siepe rigogliosa a protezione degli ospiti<br />

che pre<strong>di</strong>ligono la calma e la tranquillità.<br />

Una cucina dove la selezione della materia<br />

prima è portata all’eccesso del rigore, si tratti<br />

<strong>di</strong> farina piuttosto che del pollame, è il regno<br />

Ristorante Boschi<br />

INDIRIZZO: Località Cortina, 59 - Alseno<br />

IN SALA: Giuseppe Boschi<br />

IN CUCINA: Giuseppe Boschi<br />

TELEFONO: 0523.948102 FAX: 0523.948472<br />

E-MAIL: giuseppe.boschi@alice.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 40<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 40,00<br />

CARTE DI CREDITO: circuito Visa, Mastercard<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci,<br />

anolini in brodo, passatelli in brodo <strong>di</strong> fagiano, bolliti misti, faraona alla creta, salamino fritto<br />

con le pere, cinghiale, capriolo, grana padano, robiola, crostata, tortelli con marmellata<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa <strong>di</strong> Cortina<br />

La chiesetta <strong>di</strong> Cortina <strong>di</strong> Alseno conserva<br />

un tesoro prezioso: una quin<strong>di</strong>cina <strong>di</strong><br />

quadri <strong>di</strong> varie <strong>di</strong>mensioni del 1500-1600,<br />

i cui autori sono Marcello Venusti (della<br />

scuola <strong>di</strong> Michelangelo), Ludovico Caracci,<br />

Annibale Caracci, il Correggio, Albani<br />

e altri allievi della scuola del Vasari. I<br />

quadri furono donati con le campane e<br />

altre suppellettili alla chiesa, nella seconda<br />

metà del 1800 dalla contessa Sforza<br />

AGAZZANO<br />

<strong>di</strong> Giuseppe Boschi che, da vero chef, si alterna<br />

tra questa e la sala per presentare, raccontare,<br />

<strong>di</strong>fendere le sue scelte. Ma <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa<br />

non c’è bisogno alcuno perché come si apre<br />

la porta della cucina, prima ancora che arrivi<br />

il piatto i profumi lo anticipano e sanno <strong>di</strong><br />

cucina stagionale, dove ogni cosa è al suo<br />

posto. Ma genio e sregolatezza stanno anche<br />

nella sperimentazione degli abbinamenti tra<br />

vini e piatti che portano l’ospite in una <strong>di</strong>mensione<br />

<strong>di</strong> stupore e sod<strong>di</strong>sfazione in cui<br />

Giuseppe è re incontrastato.<br />

Fogliani <strong>di</strong> Castelnuovo per interessamento<br />

del se<strong>di</strong>cesimo parroco don Biagio<br />

Donetti, che resse la parrocchia per ben<br />

cinquantacinque anni (dal 1845 al 1900).<br />

In passato l’e<strong>di</strong>fi cio religioso conservava<br />

altre opere d’arte, che vennero trafugate<br />

dai ladri una quin<strong>di</strong>cina d’anni fa e mai<br />

più ritrovata. Si trattava delle 14 stazioni<br />

della Via Crucis, realizzate agli inizi del<br />

1700 su tavolette <strong>di</strong> legno.<br />

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Ristorante Palazzo della Commenda<br />

INDIRIZZO: Chiaravalle della Colomba - Alseno<br />

IN SALA: Massimiliano Villazzi e Paolo Sacchelli<br />

IN CUCINA: Gianluca e Haikel<br />

TELEFONO: 0523.940003 FAX: 0523.940109<br />

E-MAIL: massimiliano@palazzodellacommenda.it SITO: www.palazzodellacommenda.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: dall’1 al 16 gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 150 + 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, chisolini, pisarei e faso’, tortelli<br />

alle erbette, anolini in brodo, coppa arrosto, anatra al sale, culatello al forno, anguilla e rane<br />

fritte (su prenotazione), selezione <strong>di</strong> formaggi tipici, sbrisolona, crostate <strong>di</strong> frutta fresca<br />

Il Giubileo del 2000 ha lasciato una traccia<br />

molto signifi cativa nello spirito delle persone,<br />

ed ha permesso alle stesse <strong>di</strong> poter<br />

usufruire del piacere dell’ospitalità del Palazzo<br />

della Commenda. Per oltre sei secoli<br />

l’e<strong>di</strong>fi cio fu luogo prima amministrativo<br />

(dove l’abate governava terre e beni), poi residenziale<br />

per le famiglie meno agiate.<br />

Dal 2000 è tornato all’antico splendore,<br />

grazie all’intervento della proprietà pubblica<br />

e alla qualifi cata gestione della famiglia<br />

Villazzi, <strong>di</strong> antica tra<strong>di</strong>zione nel campo<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Abbazia <strong>di</strong> Chiaravalle della Colomba<br />

Arduino, vescovo <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, al termine<br />

del Concilio <strong>di</strong> Pisa, incontrò Bernardo <strong>di</strong><br />

Clairvaux e gli chiese <strong>di</strong> inviare una colonia<br />

<strong>di</strong> monaci per una abbazia da erigere<br />

sul territorio della <strong>di</strong>ocesi. Fu così che, nel<br />

1136, venne bonifi cata un’ampia area ceduta<br />

ai monaci dal vescovo e dai marchesi<br />

Uberto Pallavicino e Corrado Cavalcabò.<br />

Il monastero fu <strong>di</strong>strutto nel 1248 dalle<br />

truppe <strong>di</strong> Federico II e venne ricostruito<br />

ALSENO<br />

dell’ospitalità, che ha saputo fare <strong>di</strong> questa<br />

struttura un punto <strong>di</strong> riferimento per i turisti<br />

che scelgono il territorio piacentino come<br />

meta privilegiata e per tutti coloro che vogliono<br />

provare il piacere <strong>di</strong> assaggiare una<br />

cucina veramente tra<strong>di</strong>zionale, in una vera e<br />

propria isola <strong>di</strong> pace.<br />

In estate la bella corte permette <strong>di</strong> ammirare<br />

l’austera bellezza dell’abbazia fondata<br />

da Bernardo <strong>di</strong> Clairvaux nel 1136, dopo che<br />

una colomba ne aveva tracciato il perimetro<br />

lasciando cadere dei ramoscelli.<br />

agli inizi del XIV secolo, quando passò<br />

dalle mani dei monaci alla Commenda<br />

(da qui il nome del palazzo ndr) <strong>di</strong> signorotti<br />

del tempo che ne ricavarono<br />

signifi cative ren<strong>di</strong>te. Fu solo nel 1937<br />

che l’abbazia ritornò sotto la gestione<br />

dei monaci cistercensi.<br />

Di grande armonia ed eleganza stilistica il<br />

chiostro del XIV sec., dalla perfetta pianta<br />

quadrata, <strong>di</strong> cinquanta metri per lato.


La Trattoria del Ponte è situata in una<br />

posizione strategica per tutti coloro<br />

che vogliono seguire il consiglio <strong>di</strong><br />

un grande maestro della fotografi a, Luigi<br />

Ghirri, che aveva defi nito le colline tra la<br />

Val d’Arda e Salsomaggiore Terme il paesaggio<br />

più bello della regione. Proprio all’imboccatura<br />

<strong>di</strong> questa strada panoramica,<br />

appena giù da un ponte che non sormonta<br />

nessun fi ume, si trova questo bel locale<br />

dove si assaggiano chisolini insuperabili,<br />

accompagnamento ideale per i salumi della<br />

Trattoria del Ponte<br />

INDIRIZZO: via Centro, 4 - Castelnuovo Fogliani - Alseno<br />

IN SALA: Fabio Gallana<br />

IN CUCINA: Fabio Gallana<br />

TELEFONO: 0523.947110<br />

FAX: 0523.947423<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: due settimane tra giugno e luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 70<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, chisolini, anolini in brodo, pisarei<br />

e faso’, brasato con polenta (in inverno), fi letto <strong>di</strong> maiale con pancetta e composta <strong>di</strong> mele, maialino<br />

da latte in <strong>di</strong>verse ricette secondo stagione, crostate fatte in casa, zuccotto fatto in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Castello <strong>di</strong> Castelnuovo Fogliani<br />

La fortezza me<strong>di</strong>oevale <strong>di</strong> Castelnuovo<br />

Fogliani si presenta come una fastosa residenza,<br />

con facciata <strong>di</strong> stile neoclassico<br />

circondata da un grande e suggestivo parco.<br />

Il complesso fu donato nel 1925 alla<br />

Santa Sede dall’ultima duchessa Sforza<br />

Fogliani e oggi è a<strong>di</strong>bito a casa d’accoglienza<br />

per seminari e convegni. All’interno<br />

ci sono saloni con <strong>di</strong>pinti preziosi<br />

aggiunti nel Settecento fra cui spicca una<br />

ALSENO<br />

tra<strong>di</strong>zione piacentina. Salette accoglienti,<br />

ben arredate, una carta dei vini che offre<br />

il meglio della produzione piacentina selezionata<br />

con visite <strong>di</strong>rette nelle cantine<br />

da parte <strong>di</strong> Fabio Gallana, la cui cor<strong>di</strong>ale<br />

simpatia trasmette al meglio la passione per<br />

questo lavoro, merce rara che vale la pena<br />

<strong>di</strong> provare. La cucina è fortemente orientata<br />

alla stagionalità delle materie prime,<br />

pur garantendo sempre in carta i piatti più<br />

intramontabili della cucina piacentina. Al<br />

termine il paesaggio vi attende.<br />

sala affrescata da Giuseppe Natali, artista<br />

cremonese dell’epoca. Ci sono anche affreschi<br />

policromi, a soggetto mitologico<br />

e paesaggistico. La trasformazione del<br />

castello in residenza si deve a Giovanni<br />

Sforza Fogliani, che del vecchio complesso<br />

fece conservare solo la torre sovralzata<br />

nei secoli e con l’estremità che presenta<br />

le tipiche caratteristiche trecentesche<br />

come i merli ghibellini.<br />

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Le materie prime non arrivano da molto<br />

lontano, ad esempio le patate per i<br />

gnocchi sono quelle <strong>di</strong> Mareto che hanno<br />

da poco ottenuto la De.Co. (Denominazione<br />

d’Origine Comunale), così come i vini che<br />

ben rappresentano il panorama enologico<br />

piacentino. La cucina risente <strong>di</strong> due gran<strong>di</strong><br />

eventi che hanno reso famoso questo locale:<br />

l’innamoramento per la cucina pacentina da<br />

parte <strong>di</strong> Georges Cogny, il grande chef francese<br />

che ha dato lustro alla terra piacentina<br />

per oltre vent’anni, dopo che proprio qui<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La fornace romana <strong>di</strong> Monte Zucchero<br />

Sulle pen<strong>di</strong>ci del Monte Zucchero,<br />

750 metri <strong>di</strong> altezza a sud-est <strong>di</strong><br />

Buzzetti, si trova un’antica fornace<br />

romana, scoperta fortuitamente. Per<br />

raggiungerla la via più facile è quella<br />

che attraversa la località Radelli. La<br />

fornace bettolese ha pianta quadrata<br />

e si compone <strong>di</strong> due piani separati<br />

da un piano forato, sul quale veniva<br />

evidentemente collocato il materiale<br />

BETTOLA<br />

Ristorante Agnello<br />

INDIRIZZO: piazza C. Colombo, 53 - Bettola<br />

IN SALA: Vittorio Moschini<br />

IN CUCINA: Teresa Porliod e Maurizio Moschini<br />

TELEFONO: 0523.917760<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 220 all’interno e 60 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta <strong>di</strong> patate, tortelli<br />

burro e salvia, pisarei e faso’, panzerotti al burro, crespelle, vitello arrosto, faraona al cartoccio,<br />

coppa <strong>di</strong> maiale, stinco <strong>di</strong> maiale, costolette <strong>di</strong> agnello alla griglia, cacciagione con polenta,<br />

crostate, torta <strong>di</strong> ricotta e uvetta<br />

ebbe assaggiato i tortelli; la creazione della<br />

faraona alla creta <strong>di</strong> cui il ristorante vanta<br />

una sorta <strong>di</strong> primogenitura.<br />

Oggi la famiglia Moschini mantiene ferma<br />

l’attenzione alla tra<strong>di</strong>zione piacentina, Teresa<br />

e il fi glio Maurizio in cucina intenti<br />

a cucinare i migliori e più intriganti piatti<br />

della gastronomia piacentina. Vittorio in<br />

sala a suggerire i migliori abbinamenti tra<br />

cibo e vino, <strong>di</strong> cui traspare in modo evidente<br />

la lunga esperienza alberghiera internazionale<br />

<strong>di</strong> Vittorio.<br />

da cuocere. Da un corridoio <strong>di</strong> accesso<br />

veniva introdotto il combustibile,<br />

i gas salivano alla camera superiore<br />

destinata alla combustione attraverso<br />

la suola forata e uscendo da aperture<br />

praticate nella volta <strong>di</strong> copertura.<br />

Questa antica fornace non è la sola<br />

nota nella Val Nure, dove altre più<br />

piccole sono state rinvenute ad esempio<br />

a Mansano <strong>di</strong> Cariano.


Che <strong>di</strong>re? Gli amanti dei funghi lo<br />

considerano un regno, gli appassionati<br />

della cucina piacentina un<br />

luogo pre<strong>di</strong>letto, chi ama la convivialità<br />

unita ad un’ottima cucina lo tiene in<br />

bella evidenza sulla propria agenda. Da<br />

Speroni, storica trattoria che si trova a<br />

Roncovero in comune <strong>di</strong> Bettola, pare<br />

che sia impossibile trovarsi a <strong>di</strong>sagio, a<br />

maggior ragione davanti ad una fumante<br />

burtleina, il prodotto più tipico del territorio.<br />

In sala Marco e Gabriele accolgono<br />

Trattoria Speroni<br />

INDIRIZZO: località Roncovero - Bettola<br />

IN SALA: Marco e Gabriele Speroni<br />

IN CUCINA: Paola Bottazzi<br />

TELEFONO: 0523.911722<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 26 <strong>di</strong>cembre a metà gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, burtleina, tortelli <strong>di</strong> ricotta<br />

e spinaci, chicche della nonna, taglierini ai funghi porcini, pisarei e faso’, piccola <strong>di</strong> cavallo,<br />

faraona e anatra al forno, lepre in salmì, cinghiale in umido, tagliata <strong>di</strong> manzo ai funghi porcini,<br />

funghi porcini impanati e fritti, grana padano, sfogliata <strong>di</strong> mele<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Torre Farnese <strong>di</strong> Bettola<br />

La “Torre Farnese”, fortilizio e<strong>di</strong>fi cato nei<br />

pressi <strong>di</strong> Bettola e sede degli inviati pontifi<br />

ci, rappresenta ancora oggi il simbolo<br />

<strong>di</strong> un potere centrale che veniva a cancellare<br />

le residue ambizioni feudali. La sua<br />

costruzione va fatta risalire alle continue<br />

feroci lotte tra i Nicelli e la famiglia dei<br />

Camia: esse convinsero, attorno al 1540,<br />

papa Paolo III Farnese ad intervenire per<br />

riportare or<strong>di</strong>ne nella zona. E così nac-<br />

BETTOLA<br />

i clienti raccontando ogni dettaglio della<br />

cucina sapientemente governata da Paola<br />

Bottazzi. Accomodati ad uno qualsiasi dei<br />

rustici tavoli l’arrivo delle portate è un<br />

trionfo <strong>di</strong> profumi che si mischiano alle<br />

generose proposte della carta dei vini in<br />

cui la presenza piacentina è numerosa. In<br />

pratica qui non è concessa la delusione,<br />

e al termine <strong>di</strong> un lauto pasto ci si può<br />

riempire gli occhi con il verde impareggiabile<br />

della Val Nure che, a pieno titolo,<br />

merita il nome <strong>di</strong> Natural Valley.<br />

que la torre, che successivamente venne<br />

bruciata dagli stessi Nicelli, approfi ttando<br />

della congiura che soppresse a <strong>Piacenza</strong><br />

il duca Pier Luigi Farnese. Ad or<strong>di</strong>narne<br />

la ricostruzione, nell’anno 1562,<br />

fu invece Ottavio Farnese che <strong>di</strong>ede <strong>di</strong><br />

conseguenza il nome all’attuale torre,<br />

che rappresenta ancora oggi una delle<br />

architetture più importanti per testimoniare<br />

la fase storica nella vallata.<br />

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Albergo Ristorante dei Cacciatori<br />

INDIRIZZO: contrada <strong>di</strong> Porta Agazza, 7 - Bobbio<br />

IN SALA: Giovanni Mozzi<br />

IN CUCINA: Giuseppe Mozzi, Daniela Gentilini e Carla Valdazzi<br />

TELEFONO: 0523.936267 FAX: 0523.936267<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì, ma in luglio e agosto è sempre aperto<br />

PERIODO DI FERIE: dal 10 gennaio a fi ne marzo (ma apre il sabato e la domenica)<br />

NUMERO DI COPERTI: 56<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pesciolini in carpione (in stagione<br />

<strong>di</strong> pesca), bracchettone, tortelli, maccheroni alla bobbiese, anolini in brodo, stracotto o lingua stracottata<br />

con polenta, anatra o faraona <strong>di</strong>sossata e ripiena, coppa <strong>di</strong> maiale arrosto, lumache alla bobbiese,<br />

funghi alla bobbiese, grana padano, robiola, mousse <strong>di</strong> castagne o <strong>di</strong> frutta, torte e crostate della casa<br />

Il Ponte Gobbo, con tutto il suo fascino<br />

leggendario, segna l’arrivo a questo locale<br />

sobrio, pulito, or<strong>di</strong>nato, sempre pronto per<br />

accogliere gli ospiti che a volte scelgono <strong>di</strong><br />

alloggiare nelle stanze dell’albergo per vivere<br />

fi no in fondo l’atmosfera <strong>di</strong> altri tempi<br />

che la città d’arte emana. In questo paese si<br />

sono sovrapposte fi gure importanti, quali il<br />

regista Marco Bellocchio che, nato qui, ogni<br />

estate ritorna per le sue lezioni <strong>di</strong> cinema, o<br />

leggendarie, come San Colombano, il monaco<br />

irlandese che arrivò qui nel lontano 700.<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Ponte Gobbo <strong>di</strong> Bobbio<br />

Passando per Bobbio, non si può non<br />

notare il ponte Gobbo, che lungo 273<br />

metri, con un<strong>di</strong>ci archi e profi lo irregolare,<br />

porta con sé una lunga storia. In<br />

realtà l’epoca della sua costruzione non<br />

è databile con precisione ma certamente<br />

da ricondurre all’età romanica. Si<br />

può suppore che risalga alla conquista<br />

dell’allora borgo ligure-celtico proprio<br />

da parte dei romani. Nato come colle-<br />

BOBBIO<br />

Ma torniamo ai Cacciatori, alle sue piccole<br />

sale, intime ed eleganti, con i tavoli in cui<br />

la prima cosa che arriva, ancor prima <strong>di</strong> or<strong>di</strong>nare,<br />

è un cestino <strong>di</strong> pane fragrante, simbolo<br />

<strong>di</strong> benvenuto. Una grande sensibilità è<br />

<strong>di</strong>mostrata dai gestori nella scelta dei piatti,<br />

in cui viene privilegiata la stagionalità e la<br />

selezione dei prodotti. Qui regna la tipicità<br />

e si trovano anche specialità quasi uniche,<br />

come il brachettone. Da non perdere la buona<br />

carta dei vini molto attenta alle produzioni<br />

piacentine, anche <strong>di</strong> nicchia.<br />

gamento sicuro da una sponda all’altra<br />

del fi ume Trebbia, sino al XVI secolo era<br />

composto da pochi archi: uno enorme e<br />

tre più piccoli. Sono state le piene del<br />

fi ume ad infl iggere ferite alla costruzione<br />

in pietra, che con il passare degli anni<br />

venne via via ricostruita e mo<strong>di</strong>fi cata. E<br />

fu nel 1590 che venne allungato verso<br />

la sponda sinistra, fi no a raggiungere le<br />

un<strong>di</strong>ci arcate nel corso del XVII secolo.


Albergo Ristorante Filietto<br />

INDIRIZZO: località Costa Tamborlani, 1 - Mezzano Scotti - Bobbio<br />

IN SALA: Ivano Peveri e Maria Grazia Raschiani<br />

IN CUCINA: Guerrino e Donatella Raschiani<br />

TELEFONO: 0523.937104 FAX: 0523.937613<br />

E-MAIL: info@fi lietto.it SITO: www.fi lietto.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: una settimana a febbraio e 10 giorni a giugno<br />

NUMERO DI COPERTI: 200<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli, maccheroni alla bobbiese,<br />

panzerotti, pisarei e faso’, lumache alla bobbiese, bolliti misti, cinghiale in umido, selvaggina,<br />

stracotto, faraona arrosto, anatra al forno, salame cotto, crostata <strong>di</strong> marmellata, torta <strong>di</strong> mandorle<br />

È<br />

una storia bella da raccontare, ma è soprattutto<br />

bella da ascoltare dalla voce<br />

del signor Guerrino, quella <strong>di</strong> questo<br />

ristorante che fu aperto quando da queste<br />

parti passavano a pie<strong>di</strong> per andare dalla Val<br />

Tidone a Bobbio nei giorni <strong>di</strong> mercato. Non<br />

era un ristorante ma un posto dove non si<br />

negava la possibilità al viandante <strong>di</strong> riposare<br />

e <strong>di</strong> <strong>di</strong>ssetarsi. Il senso dell’ospitalità era già,<br />

all’inizio del secolo scorso, nel cuore della<br />

famiglia Raschiani e tale è rimasto anche<br />

adesso che Filietto è <strong>di</strong>ventato albergo de-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La chiesa e il monastero <strong>di</strong> San Francesco<br />

Fuori dalle mura citta<strong>di</strong>ne, sul lato<br />

Nord-Est, sorgono la chiesa e il monastero<br />

<strong>di</strong> San Francesco, costruzioni<br />

che risalgono all’anno 1230. Dei due<br />

è la chiesa ad aver subito il maggior<br />

numero <strong>di</strong> cambiamenti nel corso dei<br />

secoli, come si nota già dalla facciata<br />

che all’inizio del XVIII secolo fu<br />

oggetto <strong>di</strong> interventi. Al contrario<br />

l’annesso monastero conserva ancora<br />

BOBBIO<br />

lizioso per chi vuole riposare all’aria pulita<br />

dei suoi 600 metri <strong>di</strong> altitu<strong>di</strong>ne.<br />

Oppure per chi vuole scoprire la vera cucina<br />

del circondario <strong>di</strong> Bobbio. Le fi glie <strong>di</strong><br />

Guerrino, Donatella e Maria Grazia, hanno<br />

unito alla memoria, che gli è stata tramandata<br />

dalle generazioni precedenti, mani da<br />

fata e una naturale pre<strong>di</strong>sposizione al gusto<br />

che le rendono cuoche impareggiabili al pari<br />

dei capolavori gastronomici che offrono agli<br />

ospiti, su tutti i maccheroni alla bobbiese<br />

preparati a mano ogni giorno.<br />

la sua struttura originaria, poichè le<br />

trasformazioni si sono limitate agli<br />

spazi interni ora a<strong>di</strong>biti ad abitazioni<br />

private. Di particolare interesse è il<br />

chiostro (XV secolo) che per tre lati è<br />

sostenuto da pilastri che sorreggono<br />

quattro campate per lato, ricoperte<br />

da volte al <strong>di</strong> sopra delle quali si allunga<br />

una loggia <strong>di</strong> legno, con colonnine<br />

a capitelli me<strong>di</strong>oevali.<br />

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50<br />

Albergo Ristorante Piacentino<br />

INDIRIZZO: piazza san Francesco, 19 - Bobbio<br />

IN SALA: Giuseppe Marina IN CUCINA: Maria Celestina Bellocchio<br />

TELEFONO: 0523.936266 o 936563 FAX: 0523.936563<br />

E-MAIL: info@hotelpiacentino.it SITO: www.hotelpiacentino.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì (in estate sempre aperto)<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 all’interno e 100 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, anolini in brodo, pisarei e faso’,<br />

maccheroni ala bobbiese con sugo <strong>di</strong> stracotto, gnocchetti <strong>di</strong> mais con funghi porcini, lumache<br />

alla bobbiese, cinghiale in umido con polenta, lepre in salmì, funghi porcini al cartoccio o impanati<br />

e fritti, robiola, zabaione, torta <strong>di</strong> noci, semifred<strong>di</strong> e bavaresi fatti in casa<br />

Una struttura che si integra benissimo<br />

con l’impianto urbanistico della<br />

bella città d’arte; toni neutri e muri<br />

<strong>di</strong> sasso, un tranquillo giar<strong>di</strong>no e, all’interno,<br />

sale luminose dove viene proposta la<br />

più tra<strong>di</strong>zionale cucina bobbiese. Perché in<br />

questa parte <strong>di</strong> territorio piacentino un po’<br />

isolato si è preservata una cultura antica<br />

anche nella gastronomia e quin<strong>di</strong> i piatti<br />

hanno ra<strong>di</strong>ci in loco. Un’abitu<strong>di</strong>ne che la<br />

famiglia che gestisce da <strong>di</strong>verse generazioni<br />

il ristorante e l’albergo tende a preserva-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La cripta della Basilica<br />

<strong>di</strong> San Colombano a Bobbio<br />

La cripta della basilica <strong>di</strong> San Colombano<br />

comprende una cappella maggiore, con il<br />

mosaico pavimentario <strong>di</strong> S. Colombano<br />

del XI secolo, e il sarcofago del Santo posizionato<br />

al centro. Quest’ultimo è opera<br />

<strong>di</strong> Giovanni de’ Patriarchis, che lo realizzò<br />

nel 1480. Oltre ad esso nella cripta si<br />

trovano anche il sepolcro <strong>di</strong> Sant’Attala<br />

(il secondo abate) e quello <strong>di</strong> San Bertulfo<br />

BOBBIO<br />

re, curando personalmente la selezione e la<br />

stagionatura dei salumi. Così come Maria<br />

Celestina Bellocchio custo<strong>di</strong>sce gelosamente<br />

alcune ricette del quaderno <strong>di</strong> famiglia<br />

che si possono gustare solo nel suo locale.<br />

Non da meno la carta dei vini, selezionata<br />

<strong>di</strong>rettamente da Giuseppe Marina. In ogni<br />

caso una sosta al Piacentino è un tuffo nel<br />

buon gusto, in ogni suo dettaglio, dai cibi<br />

agli arre<strong>di</strong> alle confortevoli stanze dove<br />

soggiornare per un weekend in questo borgo<br />

tra i più belli d’Italia.<br />

(terzo abate). A caratterizzare i sepolcri ci<br />

sono anche le transenne marmoree longobarde,<br />

usate come laste tombali sopra<br />

agli antichi affreschi, e la cancellata in<br />

ferro battuto del X secolo. Infi ne nella<br />

cripta si trova la cappella <strong>di</strong> San Colombano,<br />

con la statua bianca del Santo in<br />

grandezza naturale ed un antico affresco<br />

de<strong>di</strong>cato alla Madonna dell’Aiuto.


Ristorante Ra Ca’ Longa<br />

INDIRIZZO: località San Salvatore, 1 - Bobbio<br />

IN SALA: Giovanna Picchioni<br />

IN CUCINA: Barbara Mozzi e Chiara Bergamaschi<br />

TELEFONO: 0523.936948 FAX: 0523.936948<br />

E-MAIL: racalonga@libero.it SITO: www.racalonga.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: da metà gennaio a metà febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 20 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi della casa insaccati e stagionati secondo la<br />

tra<strong>di</strong>zione bobbiese, bresaola <strong>di</strong> cinghiale, crostini <strong>di</strong> funghi porcini, fi ori <strong>di</strong> castagno al sugo <strong>di</strong><br />

funghi, delizia al cioccolato con zabaione, sformatine al cioccolato bianco e nero, torte rustiche<br />

Da tre anni è avvenuto il cambio generazionale,<br />

i coniugi Mozzi hanno<br />

ceduto il comando <strong>di</strong> questo trattoria<br />

storica del Bobbiese alla fi glia Barbara che,<br />

insieme a due socie, Chiara Bergamaschi e<br />

Giovanna Picchioni, hanno deciso <strong>di</strong> misurarsi<br />

in questa attività. Ma qui non c’è il<br />

timido tentativo <strong>di</strong> provare a fare questo<br />

mestiere, qui c’è l’entusiasmo e la sapienza<br />

che si acquista quando, fi n da piccoli, ogni<br />

giorno si vive in un locale pubblico. Una<br />

sapienza che porta a non <strong>di</strong>sperdere i valori<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo Etnografi co della Val Trebbia<br />

Il museo etnografico Val Trebbia è situato<br />

a Callegari <strong>di</strong> Cassolo, frazione <strong>di</strong><br />

Bobbio, ed è nato per volontà <strong>di</strong> Dino<br />

Magistrati. All’interno sono raccolti ed<br />

esposti, con l’intento <strong>di</strong> testimoniare<br />

uno spaccato della vita conta<strong>di</strong>na<br />

in un villaggio, oggetti che risalgono<br />

al ‘600 ma anche strumenti del primo<br />

dopo guerra. Particolarmente suggestive<br />

le ricostruzioni degli ambienti:<br />

BOBBIO<br />

che stanno in una storia <strong>di</strong> cibi, <strong>di</strong> tra<strong>di</strong>zioni,<br />

<strong>di</strong> prodotti e <strong>di</strong> persone. I piatti proposti<br />

sono quelli della tra<strong>di</strong>zione locale ma<br />

soprattutto sono quelli che possono essere<br />

cucinati con i prodotti del luogo e <strong>di</strong> stagione.<br />

Una scelta precisa che porta l’ospite<br />

a mangiare il cinghiale quando c’è e i funghi<br />

dopo che è piovuto. E dopo la sod<strong>di</strong>sfazione<br />

della pancia da qui potete godere <strong>di</strong><br />

uno spettacolo per gli occhi e per l’anima:<br />

le anse che il Trebbia <strong>di</strong>segna, ovvero uno<br />

dei panorami più belli della vallata.<br />

cucine, camere da letto, stanza del telaio,<br />

falegnameria, cantina. All’esterno<br />

del museo, invece, si trovano cortiletti,<br />

passaggi, scale, stalle, spazi coltivati<br />

che ancora una volta mostrano la vita<br />

quoti<strong>di</strong>ana conta<strong>di</strong>na. Le sale espositive<br />

sono state ricavate in una cascina<br />

e occupano circa 400 metri quadrati, a<br />

cui sono da aggiungere sale per servizi,<br />

deposito e ospitalità.<br />

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Ristorante San Nicola<br />

INDIRIZZO: contrada San Nicola, 11 - Bobbio<br />

IN SALA: Davide Gatti<br />

IN CUCINA: Marisa Bonacina e Maria Antonietta Meloni<br />

TELEFONO: 0523.932355 FAX: 0523.963515<br />

E-MAIL: info@ristorantesannicola.it SITO: www.ristorantesannicola.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: non contemplato<br />

NUMERO DI COPERTI: 25<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 35,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta, pini agli<br />

asparagi, cannoli <strong>di</strong> magro, chicche alle erbe, cinghiale alle bacche <strong>di</strong> ginepro, stracotto alla<br />

Piacentina, maialino da latte al forno, torta sbrisolina<br />

Circa venticinque anni fa, esattamente<br />

nel 1985, Bobbio fu protagonista<br />

<strong>di</strong> un piccolo signifi cativo evento:<br />

l’apertura <strong>di</strong> un Enoteca con cucina. In<br />

quegli anni imperava la nouvelle cuisine, si<br />

stava perdendo la cucina <strong>di</strong> territorio, confi -<br />

nata in poche accanite osterie. A lanciarsi in<br />

questa avventura era Piero Bonacina, che la<br />

guida del Gambero Rosso nel 1991 defi niva<br />

il Pinchiorri della Val Trebbia, con sua moglie<br />

Maria Antonietta. Ricavata in un’antica<br />

chiesetta ristrutturata, il locale da allora non<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La fontana dei ramarri<br />

a La Costa del Monte Penice<br />

A circa 1.100 metri <strong>di</strong> altezza, in zona La<br />

Costa, si trova la Funtana dei Ramà (Fontana<br />

dei Ramarri): fonte nota anche per una<br />

leggenda, che narra del miracolo <strong>di</strong> guarigione<br />

<strong>di</strong> boscaioli che erano rimasti feriti e<br />

che dopo aver bevuto l’acqua <strong>di</strong> quella sorgente<br />

si erano salvati. La fontana è vicina al<br />

confi ne regionale e si raggiunge seguendo il<br />

sentiero per il Santuario del Monte Penice. E<br />

BOBBIO<br />

ha subito gran<strong>di</strong> trasformazioni, tranne la<br />

grave per<strong>di</strong>ta <strong>di</strong> Piero; ma il gusto, la fi losofi<br />

a, l’entusiasmo hanno resistito al tempo<br />

ed ora questo locale, allora troppo “avanti”,<br />

è uno dei capisal<strong>di</strong> della ristorazione e<br />

dell’enologia piacentina, con forti contaminazioni<br />

nazionali. Si pranza in tre salette<br />

molto piccole, <strong>di</strong> grande intimità. La cucina<br />

è fatta tutta in casa, a cominciare dalle<br />

straor<strong>di</strong>narie sfoglie con cui si confezionano<br />

straor<strong>di</strong>nari tortelli. Da poco si può pernottare<br />

in splen<strong>di</strong>de e accoglienti camere.<br />

proprio durante i pellegrinaggi lungo quella<br />

via, i pellegrini avevano modo <strong>di</strong> bere da<br />

quella sorgente, che monsignor Carlo Muzio<br />

(parroco <strong>di</strong> San Cristoforo e rettore del Santuario<br />

del Penice) fece sistemare agli inizi del<br />

‘900. Lì fu anche posta la statuetta della Madonna<br />

del Penice, in omaggio alla storia del<br />

luogo, al culto e anche alle leggende votive<br />

che lo accompagnano.


Ristorante Le Proposte<br />

INDIRIZZO: località Corano - Borgonovo Val Tidone<br />

IN SALA: Manuela Pedrini<br />

IN CUCINA: Danila Ratti<br />

TELEFONO: 0523.845503 FAX: 0523.845621<br />

E-MAIL: aaa SITO: www.ristoranteleproposte.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: la seconda quin<strong>di</strong>cina <strong>di</strong> luglio e da Santo Stefano all’Epifania<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta, ravioli in<br />

brodo, tagliolini ai funghi porcini, stufato <strong>di</strong> asinina, lepre con polenta, anatra al forno, cinghiale<br />

in umido, crostata <strong>di</strong> pere al Gutturnio, semifred<strong>di</strong> della casa<br />

Danila Ratti, chi è costei? Un nome noto<br />

tra gli addetti ai lavori, soprattutto<br />

nel settore del vino, che oggi è sulla<br />

bocca <strong>di</strong> molte persone che si “passano” la<br />

scoperta <strong>di</strong> questo delizioso locale, sulle prime<br />

colline della Val Tidone. Nonostante siano<br />

passati quasi <strong>di</strong>eci anni dalla sua apertura, il<br />

piccolo ristorante Le Proposte è per molti una<br />

piacevole scoperta. E, per gli avventori abituali,<br />

resta una scoperta costante la bravura<br />

in cucina <strong>di</strong> Danila che, all’inizio, sfoderava<br />

la sua saggezza <strong>di</strong> casalinga mentre oggi è<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La pieve romanica <strong>di</strong> Bruso <strong>di</strong> Borgonovo<br />

Bruso <strong>di</strong> Borgonovo ospita un’antica pieve<br />

romanica, antica chiesa che rischiava<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>venire fatiscente ma che <strong>di</strong> recente è<br />

stata interessata da lavori <strong>di</strong> restauro. La<br />

piccola struttura, vero e proprio gioiello<br />

dell’epoca romana, è intitolata ai Santi<br />

Filippo e Giacomo e dal 2003 (grazie<br />

al permesso del parroco don Paolo Buscarini)<br />

al piano terra è utilizzata come<br />

sede del gruppo alpini borgonovese. La<br />

BORGONOVO VAL TIDONE<br />

una delle cuoche fatte e fi nite, tra le migliori<br />

espressioni della ristorazione piacentina. Qui<br />

si sta bene, sempre. Ci si lascia coccolare dai<br />

suggerimenti <strong>di</strong> Danila che non riesce a stare<br />

confi nata in cucina, i piatti trovano sempre<br />

il loro vino ideale da una carta ricchissima<br />

<strong>di</strong> proposte locali. D’estate si pranza nel piccolo<br />

prato da cui la vista spazia sull’immensa<br />

pianura, sotto un cielo limpido e libero<br />

da inquinamento luminoso. In una parola<br />

spontaneità e raffi natezza qui trovano la<br />

loro massima espressione.<br />

costruzione risale al IX secolo e nel corso<br />

degli anni ha subito <strong>di</strong>versi crolli, anche<br />

se continua a conservare un fascino unico<br />

sia all’esterno, dove spiccano le murature<br />

in pietra tipiche dell’epoca <strong>di</strong> realizzazione,<br />

che all’interno dove ad accogliere i<br />

fedeli è un autentico scrigno che pur nella<br />

sua semplicità è <strong>di</strong> particolare bellezza<br />

e importanza. A provarlo, anche il fatto<br />

che nel 1914 fu classifi cata “bene <strong>di</strong> interesse<br />

storico ed artistico”.<br />

53


54<br />

Molti anni fa qui c’era una bottega alimentare,<br />

<strong>di</strong> quelle sempre aperte, mattina<br />

e sera, che servivano gli abitanti<br />

della frazione, allora numerosi, e i pochi avventori<br />

che passavano; a questi ultimi non era<br />

mai negato un piatto caldo. Questo è accaduto<br />

dalla seconda metà dell’Ottocento fi no agli anni<br />

‘80. Poi è arrivata Anna Labò, sorella del grande<br />

tenore Flaviano, con sua nipote Paola. E il luogo<br />

si è trasformato <strong>di</strong>ventando prima <strong>di</strong> tutto<br />

una trattoria, <strong>di</strong> quelle vere, con gli arre<strong>di</strong> veri.<br />

Un ambiente semplice ma altrettanto straor-<br />

Vecchia Trattoria<br />

INDIRIZZO: località Agazzino, 335 - Borgonovo Val Tidone<br />

IN SALA: Paola Gabba IN CUCINA: Anna Labò<br />

TELEFONO: 0523.887102 FAX: 0523.578288<br />

SITO: www.vecchiatrattoriapc.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e <strong>di</strong> sera solo al venerdì, sabato e domenica<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì sera e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: tra luglio e agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 80<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, gnocco fritto e chisolino (tutte<br />

le sere; sabato e domenica anche a pranzo), tortelli <strong>di</strong> ricotta, tortelli <strong>di</strong> zucca, anolini in brodo,<br />

pisarei e faso’, brasato <strong>di</strong> asinella, tagliata <strong>di</strong> cavallo, arrosti misti, bolliti misti con salsa verde<br />

(solo in inverno), grana padano, torte e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Castello <strong>di</strong> Borgonovo<br />

Il castello <strong>di</strong> Borgonovo, completamente<br />

e<strong>di</strong>fi cato in laterizio, è sede del Comune<br />

<strong>di</strong> cui è <strong>di</strong>venuto proprietà nel 1875.<br />

Realizzato nel 1196 per <strong>di</strong>fendere il confi<br />

ne piacentino, subì numerosi assalti<br />

ma anche <strong>di</strong>struzioni. A base quadrangolare<br />

con cortile interno e due torri a<br />

base rettangolare, è circondato da un<br />

profondo fossato che in passato poteva<br />

essere riempito d’acqua. Gli accessi sono<br />

BORGONOVO VAL TIDONE<br />

<strong>di</strong>nariamente elegante, pieno <strong>di</strong> buon gusto e<br />

gentilezza. Basterebbero questi ingre<strong>di</strong>enti per<br />

starci bene ma ad essi si aggiunge una cucina,<br />

davvero tra<strong>di</strong>zionale, che da sola merita ben più<br />

<strong>di</strong> una citazione. Una caratteristica emerge su<br />

tutte: la selezione delle materie prime è frutto <strong>di</strong><br />

rapporti consolidati da anni con gli stessi fornitori<br />

che garantiscono solo il meglio, e lo si sente<br />

in ogni piatto. Qui si respira l’aria, il sapore, il<br />

modo <strong>di</strong> essere piacentini. Accanto alla trattoria<br />

una bottega <strong>di</strong> specialità consente un intrigante<br />

shopping gastronomico.<br />

due: un tempo con ponti levatoi e oggi<br />

sostituiti da ponti in muratura ad arco.<br />

All’esterno si trova una decorazione <strong>di</strong><br />

stile trecentesco, mentre all’interno si<br />

possono notare le mo<strong>di</strong>fi che realizzate<br />

nel corso del XVIII secolo, per adeguare<br />

la struttura a <strong>di</strong>mora signorile. In quel<br />

periodo è stato anche costruito un loggiato<br />

nel cortile, insieme ad un complesso<br />

scalone che si interseca.


Ristorante Le Ruote<br />

INDIRIZZO: via Emilia, 202 - Roveleto - Cadeo<br />

IN SALA: Sabrina Rossi IN CUCINA: Gianluca E<strong>di</strong>ni<br />

TELEFONO: 0523.500427 FAX: 0523.509334<br />

E-MAIL: prenotazione@hotelleruote.it SITO: www.hotelleruote.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica (ma su prenotazione per gruppi rimane aperto)<br />

PERIODO DI FERIE: aperto tutto l’anno<br />

NUMERO DI COPERTI: 250<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, chisolini, pisarei e faso’,<br />

tortelli <strong>di</strong> magro, anolini in brodo, coppa <strong>di</strong> maiale arrosto, sella <strong>di</strong> maialino da latte al forno,<br />

piccola <strong>di</strong> cavallo (su prenotazione), punta <strong>di</strong> vitello, bolliti misti, selvaggina con polenta (su<br />

prenotazione), sbrisolona, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Lorena Belforti e Giovanni Villazzi, proprietari<br />

del locale, si meritano il titolo<br />

<strong>di</strong> maestri dell’ospitalità piacentina. Non<br />

ci sono <strong>di</strong>plomi per questo ma anni e anni<br />

<strong>di</strong> lavoro, con una continua attenzione ai<br />

gusti delle persone, alle tendenze turistiche,<br />

alla qualità del servizio tramite un’accurata<br />

selezione del personale. Recentemente hanno<br />

cambiato tutti gli arre<strong>di</strong> del ristorante ma è<br />

solo una delle mille cose che fanno ogni anno<br />

per mettere a proprio agio gli ospiti. Collocato<br />

lungo la più grande via <strong>di</strong> comunicazione<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Santuario della Beata Vergine<br />

del Carmelo a Roveleto <strong>di</strong> Cadeo<br />

Il Santuario risale alla metà del ‘700<br />

ma negli anni 1960-61 è stato ulteriormente<br />

abbellito grazie a vetrate che<br />

sono state realizzate con il contributo<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>verse famiglie del paese. Queste<br />

vetrate possono essere sud<strong>di</strong>vise in tre<br />

sezioni: I misteri Gau<strong>di</strong>osi, La vita <strong>di</strong><br />

Gesù e il Trionfo <strong>di</strong> Maria. Rientrano<br />

nella prima categoria le “finestre” che<br />

CADEO<br />

italiana, la millenaria Via Emilia, il loro ristorante<br />

è un punto <strong>di</strong> riferimento molto preciso<br />

per una clientela internazionale ma anche<br />

per i piacentini che vogliono riscoprire i gusti<br />

della cucina tra<strong>di</strong>zionale. In sala Sabrina<br />

Rossi si muove con competenza tra i tavoli,<br />

<strong>di</strong>spensatrice <strong>di</strong> sorrisi e <strong>di</strong> suggerimenti sul<br />

meglio che quel giorno la cucina offre. Basta<br />

affi darsi e state certi che non rimarrete mai<br />

delusi. Carta dei vini <strong>di</strong> eguale livello qualitativo,<br />

con le milgiori etichette piacentine e<br />

buone proposte nazionali.<br />

raffigurano l’Annunciazione, la Visitazione,<br />

la Nascita <strong>di</strong> Gesù, la Presentazione<br />

e Gesù fra i dottori; nella seconda<br />

Le nozze <strong>di</strong> Cana e L’ultima cena;<br />

nell’ultima (vetrate ovali) L’Assunzione<br />

e L’incoronazione <strong>di</strong> Maria. Hanno forma<br />

particolare le due vetrate sulla vita<br />

<strong>di</strong> Gesù, mentre tutte sono accomunate<br />

dai colori brillanti.<br />

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56<br />

Caminata è nel cuore <strong>di</strong> una valle ancora<br />

piena <strong>di</strong> verde e ci si arriva dopo<br />

aver attraversato colline talmente<br />

ricolme <strong>di</strong> vigneti che sembra <strong>di</strong> essere in<br />

Toscana o in Umbria. Invece siamo in Val<br />

Tidone, in una terra <strong>di</strong> confi ne con le conseguenti<br />

contaminazioni <strong>di</strong> gusti e <strong>di</strong> culture.<br />

Elementi che si ritrovano, perfettamente padroneggiati<br />

da Celestina Daturi, nella cucina<br />

del Ristorante Pace. Pietanze della più<br />

pura tra<strong>di</strong>zione si mischiano con alcune<br />

sperimentazioni che sono ottime al palato<br />

Ristorante Pace<br />

INDIRIZZO: via Provinciale, 10 - Caminata<br />

IN SALA: Cesarina Daturi<br />

IN CUCINA: Fausto Daturi<br />

TELEFONO: 0523.990047 FAX: 0523.990047<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: sempre aperto<br />

PERIODO DI FERIE: una decina <strong>di</strong> giorni a gennaio dopo l’Epifania<br />

NUMERO DI COPERTI: 70 all’interno e 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 20,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, burtleina (in inverno), sott’oli<br />

fatti in casa, tortelli, pisarei e faso’, anolini in brodo, coppa arrosto, tasca <strong>di</strong> vitello ripiena,<br />

vitello arrosto, selvaggina con polenta, trippa alla piacentina (su prenotazione), crostata con<br />

marmellata, torta <strong>di</strong> mandorle<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

I vicoli sotterranei <strong>di</strong> Caminata<br />

A caratterizzare il borgo <strong>di</strong> Caminata sono<br />

i vicoli sotterranei che solcano la pianta<br />

del paese: un sistema <strong>di</strong>fensivo costituito<br />

appunto da camminamenti tra le case,<br />

in comunicazione tramite aperture negli<br />

scantinati, cortili e logge che avevano lo<br />

scopo <strong>di</strong> rappresentare una via <strong>di</strong> fuga sicura<br />

e rapida verso la campagna, in caso <strong>di</strong><br />

asse<strong>di</strong>o. Oggi non ci sono più ma restano<br />

i bei vicoli all’aperto. I percorsi principali<br />

CAMINATA<br />

e alla vista. In questo locale infatti si presta<br />

molta attenzione alla qualità in ogni dettaglio,<br />

cercando la sod<strong>di</strong>sfazione dell’ospite.<br />

Buona anche la carta dei vini e soprattutto<br />

ottime le varie preparazioni sott’olio che<br />

Fausto Daturi cura personalmente, come<br />

le sue famose orecchiette sott’olio. Una lavorazione<br />

che richiede molta attenzione e<br />

pazienza; ma vivere qui, e lo stesso vale<br />

per chi si avventura in una gita su queste<br />

colline, rende inutile la frenesia. Molto meglio<br />

godersi i cibi e il paesaggio.<br />

sono due. Il primo è circolare e parte dalla<br />

Casa dei Preposti in Via dei Portici, passando<br />

in Via Vittorio Emanuele attraverso<br />

il municipio e le abitazioni, per poi tornare<br />

alla via partenza dove si trova anche una<br />

piccola stra<strong>di</strong>na sotterranea che sbucava<br />

in campagna. Il secondo camminamento<br />

va da Via degli Olmi ed è <strong>di</strong>retto al Tidone<br />

tramite i passaggi tra le case del borgo<br />

dall’inconfon<strong>di</strong>bile aspetto fortifi cato.


A<br />

pochi metri passa l’autostrada, ma<br />

non si sente il benché minimo rumore,<br />

neppure d’estate quando si<br />

può mangiare sotto l’ampio portico. Posta<br />

al limitare dell’abitato questa casa colonica<br />

è stata trasformata in un accogliente<br />

ristorante. Dentro è un fi orire <strong>di</strong> riman<strong>di</strong><br />

alla cucina del territorio che qui signifi -<br />

ca pesce <strong>di</strong> fi ume, del Grande Fiume Po.<br />

In particolare il fi letto <strong>di</strong> pescegatto loro<br />

piatto esclusivo, per il piacere dei gran<strong>di</strong><br />

cultori della cucina della Bassa. A fi anco<br />

Trattoria da Ennio<br />

INDIRIZZO: strada Cascina Barrago, 1 - Caorso<br />

IN SALA: lo staff<br />

IN CUCINA: William e Monica Fred<strong>di</strong><br />

TELEFONO: 0523.821105 FAX: 0523.821105<br />

SITO: www.trattoriadaennio.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 7 gennaio al 1 febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 110 e all’aperto su prenotazione<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 29,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, fi letto <strong>di</strong> pesce gatto, anguille<br />

e rane fritte, tortelli con burro e salvia, tortelli <strong>di</strong> zucca, pisarei e faso’, anolini in brodo, fi letto <strong>di</strong><br />

pesce gatto, anguille e rane fritte, crostate con frutta <strong>di</strong> stagione e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Grande Fiume<br />

A Caorso il torrente Chiavenna sfocia nel<br />

Grande Fiume che qui si presenta nella<br />

sua imponenza. Siamo ancora nella parte<br />

navigabile del Po che, pochi chilometri<br />

più avanti, viene interrotto dallo sbarramento<br />

della centrale idroelettrica <strong>di</strong> Isola<br />

Serafi ni. Il sistema inse<strong>di</strong>ativo storico del<br />

bacino padano si è basato, per secoli, su<br />

un equilibrio fra l’uomo e il fi ume (la cosiddetta<br />

civiltà dell’acqua), equilibrio che<br />

CAORSO<br />

<strong>di</strong> queste specialità che hanno reso famoso<br />

questo ristorante c’è anche l’altra cucina<br />

<strong>di</strong> territorio, quella <strong>di</strong> terra, con prodotti<br />

stagionali, che conferma come la tra<strong>di</strong>zione<br />

piacentina possa avere una lunga vita,<br />

tanti ne sono i cultori che la apprezzano. Il<br />

locale è ampio, arredato con estrema semplicità<br />

da rendere alla perfezione la familiarità<br />

con cui viene gestito. Nella carta dei<br />

vini si trova tutto quanto si può desiderare<br />

per accompagnare degnamente questa<br />

buona cucina.<br />

si è andato progressivamente alterando e<br />

che oggi occorre riscoprire e ristabilire.<br />

Poche cose sono belle come il silenzio<br />

maestoso che si avverte camminando o<br />

pedalando lungo gli argini del fi ume, osservando<br />

il paesaggio e il ritmo <strong>di</strong> vita<br />

tipico <strong>di</strong> queste terre.<br />

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58<br />

La Taverna, Antica Osteria <strong>di</strong> Chero<br />

INDIRIZZO: via Centro, 66 - Chero - Carpaneto Piacentino<br />

IN SALA: Rita Ferdenzi IN CUCINA: Massimo Mocchi<br />

TELEFONO: 0523.858904 FAX: 0523.<br />

E-MAIL: info@osteria<strong>di</strong>chero.it SITO: www.osteria<strong>di</strong>chero.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 45 all’interno e 25 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, burtleina, tortelli piacentini,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, polenta con stracotto <strong>di</strong> asinina, polenta con stracotto <strong>di</strong> ganassino<br />

<strong>di</strong> cavallo, polenta e merluzzo, piccola <strong>di</strong> cavallo, trippa alla piacentina, bomba <strong>di</strong> riso alla<br />

piacentina (solo su prenotazione), torte fatte in casa<br />

Era luogo <strong>di</strong> culto, oggi lo è ancora grazie<br />

all’impegno <strong>di</strong> Massimo Mocchi<br />

che, dopo averla riaperta assieme alla<br />

moglie Rita Ferdenzi, si è messo ai fornelli<br />

per proporre ricette che sono ormai decisamente<br />

rare quali la bomba <strong>di</strong> riso, la trippa,<br />

la polenta con il merluzzo. Ricette che<br />

richiedono ore e giorni <strong>di</strong> preparazione e<br />

quin<strong>di</strong> antieconomiche. Ma in questo locale<br />

dove resta nell’aria un sapore <strong>di</strong> antiche<br />

usanze, si cucinano ancora. Lo chef si sveglia<br />

ancora all’alba per mettersi ai fornelli e<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Cerreto Lan<strong>di</strong><br />

Anche la località Cerreto Lan<strong>di</strong> ha il suo<br />

castello, menzionato per la prima volta<br />

in un atto del 1385 quando era proprietà<br />

<strong>di</strong> Oberto Lan<strong>di</strong>. A caratterizzare la<br />

struttura, che si presenta a pianta quadrata,<br />

sono il ponte levatoio e i fossati:<br />

prove dell’importanza <strong>di</strong>fensiva e <strong>di</strong><br />

controllo che aveva un tempo il fortilizio.<br />

Esternamente l’e<strong>di</strong>ficio presenta tre<br />

torri angolari quadrate e un bel mastio<br />

CARPANETO PIACENTINO<br />

preparare pietanze dalla cottura lenta. Nel<br />

frattempo prepara la pasta rigorosamente<br />

fatta a mano in casa, per il piacere degli<br />

ospiti; cura la cantina selezionando personalmente<br />

i vini; sperimenta su materie prime<br />

<strong>di</strong> prim’or<strong>di</strong>ne e solo quando è molto sicuro<br />

mette in carta. Ma quante cose fa uno chef<br />

nell’arco della giornata? Dimenticavo, Massimo<br />

parla anche con i clienti, trasferendo<br />

loro tutta la sua passione per questo lavoro.<br />

Molto interessante la carta dei vini, dove è<br />

palese l’attenzione al territorio.<br />

d’ingresso, tutti collegati da murature.<br />

Oltre il fossato che circonda il complesso<br />

e che appunto ne rappresenta uno<br />

degli elementi fondamentali, si trova<br />

inoltre l’oratorio <strong>di</strong> San Gaetano, che<br />

conserva ancora oggi affreschi neoclassici.<br />

Nel cortile interno del castello si<br />

trovano invece le fondamenta <strong>di</strong> un’antica<br />

torre isolata, che rappresentava un<br />

rifugio in caso <strong>di</strong> attacco.


Ci si può lasciar andare alla familiarità,<br />

questo è il pregio più grande.<br />

Lasciarsi andare alla familiarità vuol<br />

<strong>di</strong>re apprezzare la caratteristica <strong>di</strong> questo<br />

locale: affi dabile, schietto, cor<strong>di</strong>ale. Il ristorante<br />

è <strong>di</strong>sposto su tre gran<strong>di</strong> sale e una<br />

veranda coperta, dove assaggiare una cucina<br />

<strong>di</strong> stampo tra<strong>di</strong>zionale, molto classica<br />

e attenta alle stagioni. In ogni caso i piatti<br />

più famosi della gastronomia piacentina<br />

non mancano mai. Ben fatta anche la selezione<br />

dei vini che pre<strong>di</strong>lige le produzioni<br />

Ristorante Il Lupo<br />

INDIRIZZO: località Ciriano, 54 - Carpaneto Piacentino<br />

IN SALA: Maria Chiara, Francesca e Luigi Farina<br />

IN CUCINA: Rosanna Calamari<br />

TELEFONO: 0523.852705<br />

SITO: www.ristoranteillupo.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: giovedì<br />

PERIODO DI FERIE: tre settimane a luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 150 e 70 nella veranda<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa e Diners<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: anolini in brodo, tortelli, pisarei e fasò, panzerotti, ni<strong>di</strong><br />

<strong>di</strong> ron<strong>di</strong>ne, asinella stracotta, cinghiale in umido, arrosti misti, lessi misti, merluzzo in umido con<br />

polenta, lepre in salmì, busslan, crostate fatte in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La chiesa <strong>di</strong> Carpaneto<br />

L’antichissima parrocchia <strong>di</strong> Carpaneto,<br />

che stando alle fonti sarebbe <strong>di</strong> realizzazione<br />

precedente all’anno mille, al<br />

suo interno conserva <strong>di</strong>verse raffi gurazioni<br />

dei Santi Fermo e Rustico, a cui<br />

è intitolata. I <strong>di</strong>pinti ritraggono proprio<br />

i patroni e restano in parte avvolti nel<br />

mistero in quanto anonimi. Si trovano<br />

innanzitutto nella prima campata sopra<br />

il presbiterio (si tratta <strong>di</strong> due quadri sulla<br />

CARPANETO PIACENTINO<br />

locali nella loro versione più tipica, quella<br />

dei vini frizzanti. Vini <strong>di</strong> pronta beva che<br />

denotano una delle tante caratteristiche <strong>di</strong><br />

piacentinità <strong>di</strong> questo piacevole locale.<br />

Il servizio non è invadente, una volta raccolta<br />

l’or<strong>di</strong>nazione e servito il pasto lascia<br />

all’ospite tutto il tempo per <strong>di</strong>lungarsi in<br />

chiacchiere con gli amici <strong>di</strong> tavola. La<br />

defi nizione ideale per il locale potrebbe<br />

essere quella <strong>di</strong> un ristorante all’insegna<br />

della semplicità, molto apprezzato e molto<br />

frequentato.<br />

vita dei Santi) e nelle altre campate della<br />

navata centrale. Lì, infatti, si trovano<br />

sei pitture che andrebbero attentamente<br />

stu<strong>di</strong>ate e che ad un primo esame potrebbero<br />

essere ricondotte ad un artista del<br />

1500. In una delle immagini San Fermo<br />

sta <strong>di</strong>stribuendo pane ai poveri, mentre<br />

in un’altra i due patroni subiscono il<br />

martirio sulla sponda dell’A<strong>di</strong>ge presso<br />

Verona, come vuole l’antica tra<strong>di</strong>zione.<br />

59


60<br />

quando ci si arriva all’imbrunire<br />

improvvisamente da <strong>di</strong>etro una<br />

D’estate,<br />

curva, sembra <strong>di</strong> essere nella “piazzetta<br />

<strong>di</strong> Capri” con gli ospiti che già occupano<br />

tutti i tavoli, che dall’interno vengono<br />

messi fuori come a <strong>di</strong>re “cinquanta erano e<br />

cinquanta rimangono”. Infatti questo è il numero<br />

massimo <strong>di</strong> coperti che la signora Maria<br />

riesce a gestire, come se fosse abituata ad andare<br />

“a occhio” anche con le porzioni dei suoi<br />

fantastici anolini e della sua “caccia”, pollo<br />

o faraona che sia. Il consiglio è prenotare,<br />

Trattoria Biasini<br />

INDIRIZZO: casa Biasini - località Magnano - Carpaneto Piacentino<br />

IN SALA: Romano Biasini<br />

IN CUCINA: Maria Montesissa<br />

TELEFONO: 0523.850110<br />

ORARI DI APERTURA: la domenica a mezzogiorno e sera; gli altri giorni solo la sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: tra fi ne gennaio e inizio febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: non contemplate<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli alla Piacentina, pisarei<br />

e faso’, tagliatelle con i funghi porcini, pollo alla cacciatora, anatra arrosto, faraona, lepre<br />

e cinghiale (nella stagione invernale), vitello e coppa arrosto (solo su prenotazione), sbrisolona,<br />

crostate fatte in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Magnano<br />

Ad una decina <strong>di</strong> chilometri dal capoluogo<br />

sorge uno degli esempi più<br />

significativi <strong>di</strong> fortificazione, sia per<br />

la posizione che per la struttura semplice<br />

ma allo stesso tempo complessa<br />

e movimentata. Si tratta del castello <strong>di</strong><br />

Magnano, che stando alle fonti risalirebbe<br />

al 1200. Le prime notizie su <strong>di</strong><br />

esso sono datate precisamente 1288 e<br />

riguardano le famiglie Della Volta Lan-<br />

CARPANETO PIACENTINO<br />

mai arrivare all’improvviso perché il rischio<br />

<strong>di</strong> tornare in<strong>di</strong>etro delusi è molto alto. D’inverno<br />

l’atmosfera è quella della trattoria <strong>di</strong><br />

campagna, due semplici sale quadrate dove<br />

le compagnie si mischiano con tavoli da due;<br />

una cena intima <strong>di</strong>venta cosa rara, ma alla<br />

fi ne è molto meglio così. La signora Maria<br />

ha anche un’altra piccola mania: vuole sapere<br />

prima cosa volete mangiare, almeno <strong>di</strong> secondo,<br />

per preparare solo pietanze freschissime.<br />

Il vino è il loro, una produzione dai vigneti <strong>di</strong><br />

proprietà solo per la trattoria.<br />

<strong>di</strong> e Mencassola; successivamente fu<br />

venduto agli Scotti che ne detennero il<br />

dominio per <strong>di</strong>verso tempo, poi passò ai<br />

Morazzoni, ai Casali e infine a Valentino<br />

Garbazza. Tuttora ben conservato, è<br />

in pietra a pianta trapezoidale irregolare,<br />

adattato al terreno accidentato su<br />

cui sorge. Sono ancora evidenti anche<br />

alcuni elementi che rilevano il passato<br />

fortilizio del XV secolo.


Trattoria <strong>di</strong> Travazzano<br />

INDIRIZZO: via Valle, 195 - Travazzano - Carpaneto Piacentino<br />

IN SALA: Piero Cesena<br />

IN CUCINA: Mirko Burzoni<br />

TELEFONO: 0523.852875<br />

FAX: 0523.852875<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: sempre aperto da giugno ad agosto; nei restanti mesi chiuso al lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 23,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli d’erbetta, pisarei e fasò<br />

“basotti”, ravioli con ripieno <strong>di</strong> piccola <strong>di</strong> cavallo, fi letto <strong>di</strong> maiale in pancetta piacentina con<br />

salsa al gutturnio, guanciale <strong>di</strong> manzo stracotto con crostoni <strong>di</strong> polenta<br />

I<br />

fratelli Marco e Clau<strong>di</strong>o Cesena hanno<br />

lasciato ai genitori la gestione del locale,<br />

cambiando nome e trasferendo l’Antica<br />

Osteria della Pesa in pianura, all’interno del<br />

Relais Cascina Scottina. Ma qui è rimasta la<br />

loro impronta, nella scelta dei vini e delle<br />

materie prime. Ed è rimasto Mirko Burzoni,<br />

l’aiuto cuoco <strong>di</strong> Clau<strong>di</strong>o, che adesso ha<br />

sulle spalle tutta la responsabilità della cucina.<br />

Un impegno che porta via benissimo,<br />

aiutato da una grande forza <strong>di</strong> volontà e<br />

dall’entusiasmo con cui prepara i piatti. In<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Castello <strong>di</strong> Travazzano<br />

In località Travazzano si trova l’e<strong>di</strong>fi cio<br />

che sino all’inizio del ‘900 rappresentava<br />

la residenza estiva dei vescovi <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>.<br />

Si tratta dell’Antico Trabacianum, <strong>di</strong><br />

cui si hanno notizie già a partire dall’XI<br />

secolo quando era un rifugio per i nobili<br />

fuoriusciti dalla città. La storia <strong>di</strong> questo<br />

maniero, quin<strong>di</strong>, è caratterizzata dal fatto<br />

che è quasi sempre stato una <strong>di</strong>mora<br />

temporanea: nel 1136 anche l’imperatore<br />

CARPANETO PIACENTINO<br />

sala Piero Cesena, il papà dei due fratelli,<br />

continua a fare ciò che faceva prima: raccontare<br />

ai clienti i piatti e consigliare loro i<br />

vini. La cura nella mise en place non è più<br />

quella del ristorante ambizioso ma quella<br />

della tranquilla trattoria <strong>di</strong> campagna. Rimane<br />

il buon gusto ma adattato all’offerta,<br />

come deve giustamente essere. D’estate il<br />

patio davanti all’ingresso è uno dei posti<br />

più sereni che ci possano essere, dove<br />

trascorrere piacevoli serate all’insegna del<br />

buon mangiare e del bere bene.<br />

Lotario II, fermatosi a Carpaneto dopo<br />

una Dieta a Roncaglia, soggiornò nelle<br />

sale interno <strong>di</strong> questa struttura a pianta<br />

rettangolare, delimitata da quattro torri<br />

agli angoli <strong>di</strong> cui oggi ne restano in pie<strong>di</strong><br />

solamente due. All’interno, si trovano<br />

in particolare un camino con lo stemma<br />

dei Chiapponi e un salone interno con<br />

pregevoli soffi tti a cassettoni. La proprietà<br />

è privata.<br />

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Antica Trattoria <strong>di</strong> Vigostano<br />

INDIRIZZO: località Vigostano, 17 - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Andrea Rebecchi e collaboratori<br />

IN CUCINA: Andrea Rebecchi<br />

TELEFONO: 0523.896100<br />

FAX: 0523.896100<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 80 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 23,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta o burtleina (su<br />

prenotazione), tortelli <strong>di</strong> ricotta, pisarei e faso’, anolini in brodo, arrosti misti, selvaggina con<br />

polenta (su prenotazione), trippa alla Piacentina, sbrisolona e crostate fatte in casa<br />

Un tempo qui c’era un <strong>dancing</strong> estivo,<br />

dove si ballava con i <strong>di</strong>schi. Oggi<br />

quello spazio all’aperto affi ancato al<br />

ristorante è stato trasformato in veranda per<br />

i clienti che vogliono cenare in mezzo ai rumori<br />

estivi della campagna; più che rumori<br />

<strong>di</strong>rei suoni, che arrivano attutiti, non invasivi<br />

ma anzi, costituiscono un piacevole sottofondo<br />

alle conversazioni che si accavallano <strong>di</strong><br />

fronte a piatti che indugiano alla tranquillità,<br />

come tutto ciò che circonda il ristorante.<br />

Una vera oasi <strong>di</strong> pace immersa nel verde dove<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Porta <strong>di</strong> Monteguzzo a Castell’Arquato<br />

L’antica porta <strong>di</strong> Monteguzzo è rivolta<br />

a nord nella parte inferiore del paese.<br />

Un tempo rappresentava uno dei quattro<br />

accessi al borgo e in particolare<br />

l’ingresso del quartiere omonimo, con<br />

il suo ponte levatoio che poggiava sul<br />

rio Oriolo. È costruita in blocchi <strong>di</strong> arenaria<br />

e tuttora ne restano riconoscibili<br />

i gangheri sui quali giravano i battenti<br />

del ponte e gli alloggiamenti dentro i<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

si trova un’alta qualità della cucina, essenzialmente<br />

orientata alla tra<strong>di</strong>zione ma capace<br />

<strong>di</strong> alcune punte <strong>di</strong> innovazione e originalità.<br />

In inverno la cucina propone i piatti forti<br />

della gastronomia piacentina, la trippa e la<br />

selvaggina con la polenta, con ingre<strong>di</strong>enti<br />

che potrebbero costituire un piatto unico per<br />

la loro robustezza. I vini assolvono egregiamente<br />

alla funzione <strong>di</strong> felice abbinamento<br />

con questa tra<strong>di</strong>zionale e tipica cucina piacentina;<br />

tra le proposte predominano infatti i<br />

frizzanti, come da abitu<strong>di</strong>ne.<br />

quali scivolavano le catene che lo alzavano.<br />

Fu interessata da vari interventi<br />

nel corso del Seicento ma ancora oggi<br />

resta la struttura a grande volta a tutto<br />

sesto inglobata in casa Guerra e la facciata<br />

che sovrasta il grande arco, a sua<br />

volta oggetto <strong>di</strong> restauri <strong>di</strong> recente. Fa<br />

parte della cinta muraria (muro castellano)<br />

che venne fatto costruire nel 1342<br />

dal duca <strong>di</strong> Milano Azzo Visconti.


Ristorante Da Faccini<br />

INDIRIZZO: Sant’Antonio - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Paola e Massimo Faccini<br />

IN CUCINA: Paola e Barbara Faccini<br />

TELEFONO: 0523.896340 FAX: 0523.896470<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 20 gennaio ai primi <strong>di</strong> febbraio<br />

NUMERO DI COPERTI: 200 all’interno e 80 all’aperto; sala fumatori<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 33,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci,<br />

tortelli <strong>di</strong> zucca, tortelli ripieni al culatello, pisarei e faso’, anolini in brodo <strong>di</strong> terza, pappardelle al cinghiale<br />

o alla lepre, coppa arrosto, faraona alla creta, brasato <strong>di</strong> cinghiale con polenta, arista al Gutturnio,<br />

funghi alla griglia (in stagione), torte e dolci al cucchiaio fatti in casa, nocino e bargnolino della casa<br />

Sono ormai più <strong>di</strong> settant’anni che esiste<br />

Faccini, sempre lì sul piazzale antistante<br />

la chiesa <strong>di</strong> Sant’Antonio, il patrono degli<br />

animali. Il legame con il santo da Faccini lo<br />

si festeggia ogni anno, nella sera del 17 Gennaio,<br />

con una grande cena a base <strong>di</strong> maiale.<br />

Ma questa è solo una delle tante tra<strong>di</strong>zioni che<br />

vivono grazie alla ra<strong>di</strong>cata presenza <strong>di</strong> questo<br />

ristorante, con annessa bottega alimentare<br />

dove si acquistano i salumi che Massimo seleziona<br />

personalmente, curandone la perfetta<br />

stagionatura. In sala e in cucina le sue sorelle,<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Palazzo del Duca a Castell’Arquato<br />

Nel quartiere <strong>di</strong> Monteguzzo a Castell’Arquato,<br />

si trova quello che un<br />

tempo fu il Palazzo <strong>di</strong> giustizia del borgo<br />

stesso, eretto nel 1292. Nel 1527 fu<br />

ceduto a Bosio II conte <strong>di</strong> Santa Fiora,<br />

che aveva sposato Costanza Farnese, figlia<br />

<strong>di</strong> Papa Paolo III, e subì molte mo<strong>di</strong>fiche.<br />

A partire dal 1600 la struttura<br />

<strong>di</strong>venne parte del Palazzo del Duca. A<br />

caratterizzare l’e<strong>di</strong>ficio, oltre alla sto-<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

Barbara e Paola, rappresentano la terza generazione<br />

<strong>di</strong> una famiglia <strong>di</strong> osti, <strong>di</strong> quelli <strong>di</strong> una<br />

volta che ti fanno sentire sempre a tuo agio<br />

quando sei nel loro locale. Da Faccini si gusta<br />

la vera cucina tra<strong>di</strong>zionale piacentina, con le<br />

paste fatte a mano da Paola e Barbara e dalle<br />

loro aiutanti storiche. Soprattutto si beve bene,<br />

grazie alla accurata selezione che Massimo fa<br />

della miglior produzione piacentina. D’estate<br />

pochi tavoli antistanti l’ingresso del ristorante<br />

permettono <strong>di</strong> trascorrere serate piacevolissime<br />

all’insegna del buon gusto.<br />

ria, c’è la misteriosa presenza <strong>di</strong> un<br />

cunicolo sotterraneo che prende il via<br />

da un grande salone al pianterreno. È<br />

presumibile che tale cunicolo fosse in<br />

contatto col cinquecentesco Torrione<br />

Farnese e con l’aperta campagna. Nell’ex<br />

Palazzo <strong>di</strong> giustizia è inoltre ancora<br />

in funzione la Fontana del Duca o <strong>di</strong><br />

Monteguzzo, a<strong>di</strong>bita a lavatoio pubblico<br />

fino agli inizi del ‘900.<br />

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Ristorante La Cantinaccia<br />

INDIRIZZO: Bacedasco Terme - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Mauro Solari<br />

IN CUCINA: Paola Comati Solari<br />

TELEFONO: 0523.895128 o 895172<br />

FAX: 0523.895128<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì da maggio a ottobre; mercoledì e giovedì da novembre ad aprile<br />

PERIODO DI FERIE: dal 7 al 31 gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 200 all’interno e 100 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, pisarei e fasò, chicche<br />

della nonna, anolini in brodo, altra pasta fatta in casa, coppa al forno, faraona alla creta e al forno, agnello<br />

e capretto brasati, cinghiale alla cacciatora, crostate <strong>di</strong> marmellata, sbrisolona, bavarese, torta <strong>di</strong> ricotta<br />

Il verde è la prima cosa che ti colpisce,<br />

poi l’atmosfera che ti avvolge, <strong>di</strong> calma,<br />

<strong>di</strong> familiarità, <strong>di</strong> buoni profumi e <strong>di</strong><br />

amicizia. Quest’ultima è la prerogativa <strong>di</strong><br />

Mauro Solari: ti fa sentire e ti tratta sempre<br />

come un amico, non come un cliente.<br />

Ti propone l’assaggio <strong>di</strong> quel tal vino<br />

piuttosto che <strong>di</strong> quel salame che lui stesso<br />

ha stagionato, raccontandoti aneddoti,<br />

storie del luogo, interessandosi a chiunque<br />

sia suo ospite, che ci siano <strong>di</strong>eci come<br />

duecento persone. Forse è per questo che<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo Illica a Castell’Arquato<br />

Luigi Illica, celebre librettista arquatese,<br />

nato nel 1857 e morto nel 1919,<br />

lavorò, tra gli altri, con Puccini. Poeta<br />

scapigliato, dopo un’adolescenza burrascosa,<br />

si stabilì a Milano per inserirsi<br />

nel mondo letterario. Si de<strong>di</strong>cò al<br />

giornalismo e alla letteratura teatrale,<br />

cominciando come comme<strong>di</strong>ografo e<br />

<strong>di</strong>ventando librettista. Il museo conserva<br />

i celebri libretti del poeta, sia per<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

si merita a pieno titolo l’onoreficenza<br />

<strong>di</strong> Cordon d’oro, concessa dall’Accademia<br />

Gastronomica Italiana, con l’onere e<br />

l’onore <strong>di</strong> <strong>di</strong>vulgare il buon mangiare e<br />

il buon bere e <strong>di</strong> promuovere le tipicità<br />

locali. Oltre alle proposte gastronomiche<br />

Mauro propone anche brevi corsi <strong>di</strong> cucina,<br />

molto apprezzati da un pubblico, in<br />

prevalenza straniero, che raggiunge questi<br />

luoghi per giocare a golf. Ai partecipanti<br />

viene insegnata la manualità per fare i pisarei,<br />

scatenando un vero entusiasmo.<br />

quanto riguarda le opere del melodramma,<br />

sia quelle della drammaturgia, sia<br />

quelle del teatro. Numerose le foto che<br />

ritraggono Illica e i principali interpreti<br />

delle sue opere. Tra i cimeli qui custo<strong>di</strong>ti<br />

spiccano <strong>di</strong>versi costumi indossati<br />

nelle più note rappresentazioni delle<br />

opere <strong>di</strong> Illica e donati dai gran<strong>di</strong> artisti<br />

lirici che li hanno portati.


Ristorante La Rocca da Franco<br />

INDIRIZZO: piazza del Municipio - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Franco e Massimo Ghisoni IN CUCINA: Luisa Croci e Mara Ghisoni<br />

TELEFONO: 0523.805154 FAX: 0523.806026<br />

E-MAIL: info@larocca1964.it SITO: www.larocca1964.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: in febbraio e nella seconda metà <strong>di</strong> luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 140<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 32,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torte salate, pisarei e faso’,<br />

tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci, tortelli <strong>di</strong> zucca, anolini in brodo, coppa arrosto, cinghiale in umido<br />

con polenta, petto d’anatra al Gutturnio, grana padano, robiola, sbrisolona, dolci al cucchiaio<br />

fatti in casa, liquori <strong>di</strong> nocino e bargnolino<br />

Erano gli anni Sessanta quando Franco,<br />

recentemente scomparso, decise<br />

<strong>di</strong> aprire questo bel ristorante su una<br />

delle più belle piazze italiane. In quegli anni<br />

c’erano solo il bar e due salette ma il successo<br />

fu così travolgente che, in poco tempo,<br />

il locale si allargò con una veranda coperta<br />

che si affaccia sul borgo me<strong>di</strong>evale, con una<br />

sala per banchetti e con i tavolini all’aperto,<br />

dove non si serve il pranzo, su cui fare la<br />

classica merenda ammirando la straor<strong>di</strong>naria<br />

architettura circostante. Oggi i fi gli Mas-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La fonte battesimale della Collegiata<br />

<strong>di</strong> S.Maria Assunta<br />

Fra le opere più antiche conservate ancora<br />

oggi nel borgo <strong>di</strong> Castell’Arquato, ce<br />

n’è una che si trova nella collegiata <strong>di</strong><br />

Santa Maria Assunta. Si tratta della fonte<br />

battesimale ad immersione, risalente ad<br />

un primo e<strong>di</strong>fi cio <strong>di</strong> culto che sorgeva<br />

nello stesso luogo ma <strong>di</strong> cui però non è<br />

rimasto nulla, a causa <strong>di</strong> un terremoto<br />

avvenuto nell’anno 1117. La fonte, mo-<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

simo e Mara, con l’aiuto della mamma Luisa,<br />

continuano l’opera intrapresa quarant’anni<br />

orsono restando un preciso punto <strong>di</strong> riferimento<br />

per chiunque apprezzi la cucina del<br />

territorio. Piatti che oltre ad essere buoni<br />

sono anche belli da vedersi grazie alla maestria<br />

<strong>di</strong> chi sta in cucina, in particolare per<br />

quanto riguarda i dolci, vere icone del gusto.<br />

Molta attenzione viene posta alla carta dei<br />

vini che offre piacevolissime scoperte locali,<br />

selezionate <strong>di</strong>rettamente da Massimo, grande<br />

fautore del territorio.<br />

nolito del <strong>di</strong>ametro <strong>di</strong> circa due metri, fu<br />

rinvenuta durante la campagna <strong>di</strong> scavi<br />

del 1912 e dopo analisi e stu<strong>di</strong> venne attribuita<br />

a scalpellini che l’avrebbero realizzata<br />

fra il VII e il VIII secolo. È proprio<br />

la fonte battesimale una delle principali<br />

prove sulla datazione della collegiata<br />

stessa, che sarebbe antecedente al 756 e<br />

che, forse, risalirebbe all’epoca pagana.<br />

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Spazi che ben si adattano a tutte le esigenze,<br />

da una saletta raccolta ad un<br />

vero e proprio salone delle feste, al<br />

piacevole dehors estivo antistante il locale.<br />

Per accedere al ristorante si attraversa il bar,<br />

classico rifugio da paese, dove si gioca a carte<br />

e si chiacchiera <strong>di</strong> tutto. Cucina che viene<br />

raccontata ogni volta con un pizzico <strong>di</strong> entusiasmo<br />

in più, molto legata al territorio, con<br />

un menu che più tra<strong>di</strong>zionale non si può ma<br />

che risente della costante voglia <strong>di</strong> sperimentazione<br />

che aleggia in cucina, dove madre e<br />

Trattoria del Turista<br />

INDIRIZZO: via Cavour, 51 - Vigolo Marchese - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Enrica e Fabio Sidoli IN CUCINA: Maria Gandolfi<br />

TELEFONO: 0523.896124 FAX: 0523.896124<br />

E-MAIL: info@locandasidoli.it SITO: www.locandasidoli.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: in gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 300 all’interno e 70 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 27,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta, giar<strong>di</strong>niera fatta in<br />

casa, tortelli, pisarei e faso’, anolini in brodo, chicche della nonna, tortelli <strong>di</strong> zucca, arrosti misti,<br />

bolliti misti, brasati <strong>di</strong> manzo o <strong>di</strong> asina, lepre o cinghiale con polenta, trippa alla Piacentina,<br />

merluzzo con cipolla, crostata <strong>di</strong> prugne, sbrisolona<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

L’abbazia <strong>di</strong> Vigolo Marchese<br />

Fra gli affreschi dell’antica abbazia <strong>di</strong><br />

San Giovanni Battista a Vigolo Marchese,<br />

spicca un riquadro che raffigura<br />

la testa <strong>di</strong> un giovane con gran<strong>di</strong><br />

occhi che guardano a sinistra, bocca<br />

carnosa e naso schiacciato. Questa testa,<br />

dove si notano anche le sopracciglia<br />

folte e la fronte bassa, fa capire<br />

- se confrontata con gli altri affreschi<br />

della bella chiesa - che le mani pitto-<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

fi glia si confrontano ogni giorno sulle ricette<br />

da mettere in tavola. È il trionfo della cucina<br />

piacentina. Si comincia con gli antipasti della<br />

tra<strong>di</strong>zione, per poi passare alle varie paste<br />

fatte in casa e alle preparazioni dei secon<strong>di</strong><br />

- arrosti, ganassini, selvaggina - serviti nelle<br />

varie modalità <strong>di</strong> cottura. Sui dolci il capitolo<br />

si fa interessante perché ad Enrica spesso<br />

viene voglia <strong>di</strong> provare ricette che poi si rivelano<br />

vere e proprie delizie del palato. In una<br />

parola, non pensate <strong>di</strong> andare a pranzo dalla<br />

famiglia Sidoli senza appetito.<br />

riche all’interno dell’e<strong>di</strong>ficio religioso,<br />

così come le epoche dei <strong>di</strong>pinti lasciati,<br />

sono <strong>di</strong>fferenti. Infatti se un’in<strong>di</strong>cazione<br />

cronologica <strong>di</strong> massima può<br />

venire solo dai frammenti ancora conservati,<br />

è importante che anche per il<br />

Battistero sia attestata la presenza <strong>di</strong><br />

motivi decorativi propri della pittura<br />

del secolo XI, in corrispondenza <strong>di</strong> alcuni<br />

no<strong>di</strong> strutturali.


Trattoria del Voltone<br />

INDIRIZZO: Via Sforza Caolzio, 159 - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Gianluca e Matteo Cavazzi IN CUCINA: Giancarlo e Silvana Cavazzi<br />

TELEFONO: 0523.804271 FAX: 0523.804271<br />

E-MAIL: info@delvoltone.com SITO: www.delvoltone.com<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: ultima settimana <strong>di</strong> gennaio e prime due <strong>di</strong> febbraio e l’ultima <strong>di</strong> luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli alla piacentina,<br />

pisarei e fasò, anolini in brodo (solo in inverno), stracotto <strong>di</strong> manzo con polenta, guancialino<br />

<strong>di</strong> maiale ai porri, coppa al forno, anatra in salsa <strong>di</strong> Apicio, torta <strong>di</strong> ricotta, sbrisolona,<br />

crostate fatte in casa<br />

Lui è un nome storico della ristorazione<br />

piacentina, quel Giancarlo Cavazzi che ha<br />

iniziato la sua carriera nelle cucine dello<br />

storico Albergo Roma a <strong>Piacenza</strong>, che ha fatto<br />

grande Il Falconiere sulla piazza me<strong>di</strong>evale del<br />

borgo, che ha aperto l’Antico Caffè a <strong>Piacenza</strong><br />

negli anni ‘90. Poi, dopo un periodo nell’Oltrepo<br />

Pavese, è ritornato nel paese che ama, collaborando<br />

all’idea dei fi gli <strong>di</strong> aprire la Trattoria del<br />

Voltone, appena oltrepassata la porta <strong>di</strong> accesso<br />

alla parte me<strong>di</strong>evale <strong>di</strong> Castell’Arquato. Un<br />

ristorante accogliente, con mobili in legno e<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo Geologico a Castell’Arquato<br />

Fra le sezioni del Museo geologico “G.<br />

Cortesi” <strong>di</strong> Castell’Arquato, data la<br />

particolare importanza rivestita dalle<br />

faune a molluschi che si trovavano<br />

nei territori pliocenici del Piacentino,<br />

spicca la sesta collezione, ovvero<br />

quella sulla malacologia attuale. È<br />

<strong>di</strong> notevole interesse non solo per la<br />

bellezza ed i riflessi colorati <strong>di</strong> certi<br />

esemplari, quanto per i confronti<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

mattoni a vista, arredato con estrema semplicità<br />

che fa da contraltare alla raffi natezza con cui<br />

Giancarlo fa uscire i piatti dalla cucina. Non ha<br />

perso la bella abitu<strong>di</strong>ne, sintomo inconfon<strong>di</strong>bile<br />

della sua idea <strong>di</strong> ristorazione, <strong>di</strong> fare la pasta<br />

al momento dell’or<strong>di</strong>nazione, piatto per piatto.<br />

In sala i due fi gli Gianluca e Matteo seguono<br />

le orme <strong>di</strong> questo grande maestro della cucina<br />

piacentina, raccontando il menu, suggerendo<br />

i vini, entusiasmandosi nel proporre il meglio<br />

che per quel giorno la casa sa offrire. La cartadei<br />

vini è la loro creatura.<br />

particolarmente significativi tra faune<br />

fossili e faune attuali. Da notare<br />

inoltre che <strong>di</strong>verse specie raccolte nei<br />

terreni pliocenici del borgo, sono ancora<br />

oggi presenti tra le faune marine<br />

caratteristiche <strong>di</strong> aree geografiche<br />

lontane dal Me<strong>di</strong>terraneo. La collezione,<br />

come le altre del museo, è allestita<br />

presso il cinquecentesco Ospedale<br />

Santo Spirito dal 1990.<br />

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Aperta tre anni fa nello stesso posto<br />

dove c’era una trattoria storica della<br />

piccola frazione arquatese, l’Angiolina<br />

ha rapidamente ottenuto un posto<br />

d’onore tra i cultori della cucina tra<strong>di</strong>zionale,<br />

e li ha convinti anche ad apprezzare<br />

qualche innovazione gastronomica. Merito<br />

dell’entusiasmo con cui svolgono questo<br />

lavoro Maria Enrica e Silvia Ficarelli, le<br />

titolari del locale. Molto gradevoli gli ambienti,<br />

che si presentano luminosi e arredati<br />

con l’eleganza naturale che ha animato<br />

Trattoria l’Angiolina<br />

INDIRIZZO: via Canale, 18 - San Lorenzo - Castell’Arquato<br />

IN SALA: Maria Enrica Ficarelli<br />

IN CUCINA: Silvia Ficarelli<br />

TELEFONO: 0523.806162<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì sera e mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: in agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, giar<strong>di</strong>niera fatta in casa, tortelli <strong>di</strong><br />

erbette, gnocchi <strong>di</strong> patate, tagliatelle al sugo <strong>di</strong> salsiccia, pisarei e faso’, anolini in brodo, stinco arrosto<br />

con patate al forno, costine al forno, tagliata <strong>di</strong> cavallo, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il bosco <strong>di</strong> Santa Franca a San Lorenzo<br />

Uno degli aspetti paesaggistici più<br />

caratteristici <strong>di</strong> Castell’Arquato è rappresentato<br />

da un ampio bosco collocato<br />

sui terrazzi Quaternari nei pressi<br />

della frazione <strong>di</strong> San Lorenzo. Si tratta<br />

del bosco <strong>di</strong> Santa Franca, che si sviluppa<br />

dai 157 ai 259 metri <strong>di</strong> altezza<br />

e che non è attraversato da nessuna<br />

strada. A circondare il parco, rendendolo<br />

ancora più suggestivo e immerso<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

il progetto <strong>di</strong> ristorazione delle due sorelle.<br />

La cucina ripropone alcune portate storiche<br />

come i salumi con la giar<strong>di</strong>niera fatta<br />

in casa, oppure gli anolini nella versione <strong>di</strong><br />

qua, della parte occidentale della provincia,<br />

dove il ripieno è fatto rigorosamente<br />

con il formaggio e il brodo è altrettanto<br />

obbligatorio farlo <strong>di</strong> terza. Non da meno<br />

è la carta dei vini che esalta la vocazione<br />

vitivinicola territoriale con una predominanza<br />

<strong>di</strong> produttori e vini piacentini, tutti<br />

<strong>di</strong> ottimo livello.<br />

nella natura, ci sono le colline con<br />

vigneti, siepi ed altre coltivazioni.<br />

All’interno, invece, si trovano alcuni<br />

antichi ruderi ed esempio dell’attività<br />

<strong>di</strong> erosione dei corsi d’acqua, come il<br />

Rio buca del Gallo, che ha favorito<br />

la formazione <strong>di</strong> profon<strong>di</strong> canali. Presenti<br />

infine alcune calcareniti (affioramenti<br />

rocciosi) seminascoste dalla<br />

vegetazione.


La terza città della provincia è meta<br />

<strong>di</strong> guormand che si spostano per assaporare<br />

il carrello dei bolliti che la<br />

famiglia Rizzi mette in tavola ogni giorno<br />

da quarant’anni, cioè da quando subentrarono<br />

nella gestione della vecchia osteria,<br />

che anticamente era una posta per il cambio<br />

dei cavalli. La storia piacentina della ristorazione<br />

vanta molti locali che, da intere<br />

generazioni, continuano ad essere luogo <strong>di</strong><br />

sosta <strong>di</strong> pellegrini e viandanti prima, turisti<br />

e amanti della buona cucina adesso. Il Risto-<br />

Ristorante Barca<br />

INDIRIZZO: corso Matteotti, 5 - Castel San Giovanni<br />

IN SALA: Maurizio e Giuseppe Rizzi<br />

IN CUCINA: Stefano Rizzi e Assunta Testani<br />

TELEFONO: 0523.842882 o 881412 FAX: 0523.842882<br />

SITO: www.hotel-rizzi.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì (ma su prenotazione rimane aperto)<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 60<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torte salate, pisarei e faso’,<br />

anolini in brodo <strong>di</strong> bollito, chicche della nonna, bolliti misti con salse fatte in casa, arrosti misti,<br />

grigliate miste, crostate fatte in casa, sbrisolona, busslan<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Villa Braghieri<br />

a Castel San Giovanni<br />

Fra le numerose specie arboree che si trovano<br />

nel sontuoso giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Villa Braghieri,<br />

ci sono aceri, ippocastani, cedri, magnolie,<br />

querce, faggi, olmi... Assume quin<strong>di</strong> le caratteristiche<br />

<strong>di</strong> un tipico parco paesaggistico<br />

dove non mancano neppure piante rare.<br />

Tra la fi ne del XIX e gli inizi del XX secolo,<br />

Braghieri ha riportato alla luce l’originale e<br />

semplice impianto del giar<strong>di</strong>no all’italiana<br />

CASTEL SAN GIOVANNI<br />

rante Barca richiama anche negli arre<strong>di</strong> quel<br />

piacere un pò vintage della vecchia trattoria<br />

a conduzione familiare, con spazi semplici<br />

dove si alterna ogni tipologia <strong>di</strong> cliente, dalla<br />

famiglia che sceglie il pranzo domenicale<br />

alle compagnie <strong>di</strong> amici che si gustano una<br />

cucina decisamente <strong>di</strong> territorio, dagli uomini<br />

d’affari ai vigneron <strong>di</strong> cui la Val Tidone è<br />

ricca che scelgono questo locale per i loro<br />

clienti, che scendono dalle colline dopo aver<br />

degustato e acquistato ottimi vini che si ritrovano<br />

anche nella carta del ristorante.<br />

e <strong>di</strong> fronte alla casa parte un vialetto affi<br />

ancato da aiuole con erbacee e cespugli <strong>di</strong><br />

rose. Attraversa in linea retta tutto il giar<strong>di</strong>no<br />

e raggiunge una collinetta artifi ciale<br />

<strong>di</strong> gusto romantico e <strong>di</strong> impianto ottocentesco.<br />

Da rilevare inoltre che la parte est del<br />

parco consente ancora oggi <strong>di</strong> accedere alla<br />

nota sala del biliardo, le cui pareti furono<br />

affrescate proprio con paesaggi per creare<br />

una sorta <strong>di</strong> continuità visiva tra la natura<br />

progettata e la natura <strong>di</strong>pinta.<br />

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Osteria del Pescatore<br />

INDIRIZZO: via Po, 14 - Castelvetro Piacentino<br />

IN SALA: Filippo e Alberto<br />

IN CUCINA: Nicoletta Persegani e Pamela<br />

TELEFONO: 0523.824333<br />

FAX: 0523.825653<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: due settimane a luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 90<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini con sott’oli della casa, torta fritta,<br />

pisarei e faso’, tortelli con la coda, anolini in brodo, panzerotti al forno, risotto ai funghi porcini, pescegatto<br />

e anguilla e ambolina fritti, coppa arrosto, stracotto <strong>di</strong> cinghiale, ciambella con crema, crostata<br />

Una delle architetture tipiche del fi ume<br />

Po sono le costruzioni su palafi tta che<br />

sorgono nell’area golenale, probabilmente<br />

per sopravvivere alle inondazioni che<br />

un tempo erano molto più frequenti. Sono<br />

costruzioni oggi a<strong>di</strong>bite a capanni <strong>di</strong> pescatori<br />

che vi mantengono gli attrezzi oppure a<br />

originali case <strong>di</strong> vacanza. L’Osteria del Pescatore<br />

sorge proprio su una <strong>di</strong> queste palafi tte<br />

da cui si può vedere il Grande Fiume scorrere<br />

silenzioso: uno straor<strong>di</strong>nario contrappunto<br />

alle chiacchiere che sottolineano il piacere<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il monumento ai Caduti <strong>di</strong> Castelvetro<br />

Situato <strong>di</strong> fronte al municipio e al centro<br />

<strong>di</strong> <strong>di</strong>verse mo<strong>di</strong>fi che nel corso degli<br />

anni, nonostante venne eretto in epoca<br />

relativamente recente (fu inaugurato il<br />

9 maggio 1926) porta con sé un mistero<br />

che forse in pochi conoscono. Sulle prime<br />

cartoline che lo raffi gurano, infatti,<br />

si può notare che sopra <strong>di</strong> esso era collocata<br />

una statua bronzea: la “Vittoria<br />

alata”. Questa statua, alta circa un me-<br />

CASTELVETRO PIACENTINO<br />

della conversazione, stimolato da un’ottima<br />

cucina <strong>di</strong> acqua e <strong>di</strong> terra. Qui si può infatti<br />

assaggiare tutto il pescato del fi ume, purtroppo<br />

con una varietà sempre più ridotta <strong>di</strong><br />

specie, ma anche i piatti forti della cucina tra<strong>di</strong>zionale<br />

piacentina. Una perfetta simbiosi <strong>di</strong><br />

come i vive da queste parti, dove il connubio<br />

terra-acqua lo ritroviamo in ogni storia delle<br />

persone del luogo. Anche la carta dei vini<br />

risente <strong>di</strong> questa con<strong>di</strong>zione, proponendo tra<br />

gli altri, i vini leggeri che ancora si producono<br />

nella campagna a ridosso del fi ume.<br />

tro, è scomparsa e nonostante le ricerche<br />

delle amministrazioni comunali, non ci<br />

sono più tracce <strong>di</strong> essa. Così sopra il monumento<br />

resta uno spazio vuoto. Per il<br />

resto, esso è un omaggio ai combattenti<br />

<strong>di</strong> Castelvetro e venne ideato dall’architetto<br />

Berzolla dopo la prima guerra<br />

mon<strong>di</strong>ale, successivamente si aggiunsero<br />

gli eroi caduti nella seconda guerra e<br />

per la lotta <strong>di</strong> liberazione.


Trattoria Secondo Baracchino<br />

INDIRIZZO: via Riviera Po Mezzano Chitantolo, 5 - Castelvetro Piacentino<br />

IN SALA: Luigi Calcina<br />

IN CUCINA: Roberta Savini<br />

TELEFONO: 0523.823560<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 20 <strong>di</strong>cembre al 10 gennaio e la prima settimana <strong>di</strong> settembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 150 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 20,00<br />

CARTE DI CREDITO: solo Bancomat<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: ambolina, pescegatto, anguilla, pesce persico, rane,<br />

salumi tipici piacentini, torta fritta, pisarei e faso’, tortelli <strong>di</strong> erbette, costata <strong>di</strong> cavallo ai ferri,<br />

brasato <strong>di</strong> asina con polenta, lumache con i funghi, crostate fatte in casa, torta para<strong>di</strong>so, zabaione,<br />

dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Il bello <strong>di</strong> questa Trattoria che resiste da<br />

settant’anni alle “piene” del Grande Fiume<br />

è che la si può raggiungere in bicicletta,<br />

come fanno molti cremonesi, grazie anche<br />

alla nuova pista ciclabile del Po. Un locale<br />

che si integra alla perfezione con la natura<br />

della Bassa, collocato in mezzo ai pioppeti<br />

che identifi cano il territorio a ridosso del Po,<br />

dove si mangia sotto gran<strong>di</strong> verande essenziali<br />

nella loro semplicità.<br />

La cucina è quella tipica della bassa piacentina:<br />

gran<strong>di</strong> fritti <strong>di</strong> pesce <strong>di</strong> Po, ma anche le<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

L’antico organo della Chiesa<br />

<strong>di</strong> Croce Santo Spirito<br />

La parrocchia <strong>di</strong> Croce Santo Spirito, de<strong>di</strong>cata<br />

allo Spirito Santo, custo<strong>di</strong>sce uno degli organi<br />

storici della provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, nonché<br />

uno dei più prestigiosi della <strong>di</strong>ocesi <strong>di</strong> Fidenza,<br />

che lo volle con forza nel 1861. A caldeggiarlo<br />

fu anche l’arciprete don Ferrante Ginesi<br />

e così quattro anni dopo, il 19 aprile 1865,<br />

venne collaudato. È collocato sopra il portale<br />

d’ingresso, su <strong>di</strong> una grande cantoria con<br />

CASTELVETRO PIACENTINO<br />

pietanze più conosciute della cucina piacentina,<br />

con qualche contaminazione con quella<br />

cremonese come ad esempio i marubini,<br />

una sorta <strong>di</strong> anolini che in questa zona vengono<br />

fatti in maniera <strong>di</strong>versa rispetto alle<br />

due versioni più note, quelle con il ripieno<br />

<strong>di</strong> stracotto o <strong>di</strong> formaggio: in questo caso il<br />

ripieno è <strong>di</strong> salsiccia e formaggio. Una cucina<br />

molto apprezzata visto il costante affollamento<br />

<strong>di</strong> clienti che adorano attardarsi in<br />

chiacchiere, trascorrendo qualche ora serena<br />

in un ambiente ancora incontaminato.<br />

parapetto aggettante al centro e mostrante<br />

un<strong>di</strong>ci formelle, separate da colonnine e racchiuso<br />

in una imponente cassa lignea decorata<br />

a tempera. Quest’ultima presenta ai lati due<br />

imponenti colonne, che poggiano su mensole<br />

con cornice dove spiccano anche due angeli<br />

musicanti. La facciata risulta composta da 29<br />

canne in unica campata. L’organo storico è<br />

stato restaurato nel 1998.<br />

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Albergo Ristorante Italia<br />

INDIRIZZO: viale Europa, 82/84 - Groppallo - Farini<br />

IN SALA: Mario e Graziella Zazzera IN CUCINA: Maria Cavanna<br />

TELEFONO: 0523.916119<br />

E-MAIL: info@albergoristoranteitalia.it SITO: www.albergoristoranteitalia.pc.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: giovedì (solo nel periodo invernale)<br />

PERIODO DI FERIE: non contemplato<br />

NUMERO DI COPERTI: 70<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 20,00<br />

CARTE DI CREDITO: non contemplate<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta <strong>di</strong> patate, anolini in<br />

brodo, tortelli con la coda, tortelli <strong>di</strong> zucca, pisarei e faso’, lasagne al ragù, ni<strong>di</strong> <strong>di</strong> ron<strong>di</strong>ne, gnocchi<br />

<strong>di</strong> patate ai funghi, chicche della nonna, arrosti misti, punta <strong>di</strong> vitello ripiena, bolliti misti,<br />

piccola <strong>di</strong> cavallo con polenta, brasati misti, torte fatte in casa<br />

Siamo al traguardo dei cinquant’anni,<br />

tanti ne sono trascorsi da quando Mario<br />

Zazzera ha iniziato questo lavoro<br />

aprendo albergo e ristorante a Groppallo, una<br />

delle località <strong>di</strong> villeggiatura più conosciute<br />

del Piacentino. Gli anni erano quelli del boom<br />

economico, quando gli italiani cominciavano<br />

a scoprire il valore della vacanza e sopratutto<br />

a potersela permettere. Da quel tempo sono<br />

cambiate molte abitu<strong>di</strong>ni ma qui rimane una<br />

clientela fedele, ambienti che sanno <strong>di</strong> familiare,<br />

il bar del paese che si mischia con l’in-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Gli scavi <strong>di</strong> Monte Castellaro a Groppallo<br />

Sulla cima del monte Castellaro, a<br />

Groppallo <strong>di</strong> Farini, si trova una vera<br />

e propria finestra sull’anno Mille. In<br />

uno scavo <strong>di</strong> soli quaranta metri quadrati,<br />

infatti, nell’ambito dei lavori per<br />

l’ampliamento del cimitero comunale<br />

sono emersi numerosi segni del passato.<br />

Tanto da spingere lo scontato intervento<br />

della Soprintendenza ai Beni Archeologici.<br />

Tra le scoperte dello scavo ci sono<br />

FARINI<br />

gresso dell’albergo e del ristorante creando<br />

subito un legame con la gente del luogo. la<br />

stessa cucina rimane quella tra<strong>di</strong>zionale piacentina,<br />

con le ricette <strong>di</strong> montagna, fatte con<br />

ingre<strong>di</strong>enti che un tempo erano fonte <strong>di</strong> sopravvivenza<br />

ed oggi sono invece apprezzate<br />

e gustose ricette.<br />

Ad affi ancare Mario oggi c’è la fi glia Graziella,<br />

vera icona dell’ospitalità e tentatrice con i<br />

suoi fantastici dolci, mentre in cucina regna<br />

sovrana da cinquant’anni la moglie Maria,<br />

indefessa sostenitrice del fatto in casa.<br />

le strutture murarie dell’officina per la<br />

produzione dei grani <strong>di</strong> steatite (minerale<br />

molto <strong>di</strong>ffuso nella zona). Oltre a grani<br />

ed arnesi, inoltre, sono stati trovati<br />

frammenti <strong>di</strong> ceramica e vasi <strong>di</strong> pietra<br />

ollare, poi un denaro piacentino antico<br />

del XII secolo. Si tratta <strong>di</strong> un esemplare<br />

unico in Italia, che fu in circolazione tra<br />

il 1140 e il 1161 ed emesso a nome <strong>di</strong><br />

Corrado III (zio del Barbarossa).


Pochi coperti, tre donne tra sala e cucina,<br />

gentilezza all’or<strong>di</strong>ne del giorno,<br />

arre<strong>di</strong> che rafforzano l’intimità che<br />

questo locale, fi n dal nome, suggerisce. E<br />

tra queste mura Carla, Alessandra e Paola<br />

hanno voluto realizzare un luogo che richiamasse<br />

la tra<strong>di</strong>zione, a cominciare dalle<br />

proposte culinarie, poche ed essenziali ma<br />

un vero inno alla piacentinità, con le carni<br />

che necessitano delle lunghe cotture immerse<br />

nei loro intingoli che inducono a fare<br />

quello che <strong>di</strong>alettalmente viene chiamato il<br />

Piccolo Ristorante<br />

INDIRIZZO: via Don Sala, 8 - Farini<br />

IN SALA: Alessandra e Paola Guglieri<br />

IN CUCINA: Carla Poggioli<br />

TELEFONO: 0523.910212<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 40 all’interno e 20 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: non contemplate<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli con<br />

le code, pasta e fagioli, piccola <strong>di</strong> cavallo, brasato <strong>di</strong> asinina, punta <strong>di</strong> vitello ripiena, torta <strong>di</strong><br />

mandorle, crostata <strong>di</strong> prugne, nocino, bargnolino, vissole<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Torre <strong>di</strong> Cogno San Bassano<br />

A circa otto chilometri dal capoluogo<br />

sorge la frazione <strong>di</strong> Cogno San Bassano,<br />

riconoscibile innanzitutto grazie<br />

alla grande chiesa de<strong>di</strong>ca all’omonimo<br />

Santo e a cui si affiancano i resti<br />

dell’antico campanile. A caratterizzare<br />

il paesino è però soprattutto il<br />

fortilizio, detto Torre. Si vede poco<br />

più avanti sulla sinistra, isolato su<br />

un promontorio boscoso a valle <strong>di</strong> un<br />

FARINI<br />

“poccino”, ovvero l’uso <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> quantità <strong>di</strong><br />

pane a fette per raccogliere tutto il fantastico<br />

sugo. Se poi pensiamo che qui il pane è<br />

quello <strong>di</strong> montagna, fatto in casa, fragrante<br />

e profumatissimo, lasciamo a voi immaginare<br />

il piacere per il palato. Buona anche la<br />

carta dei vini, fatta sempre <strong>di</strong> poche cose ma<br />

tutte <strong>di</strong> grande livello qualitativo. Per fi nire i<br />

liquori fatti in casa o le vissole sotto spirito,<br />

preparate in primavera e pronte con i primi<br />

fred<strong>di</strong>. Una cosa è certa, una volta provato<br />

si <strong>di</strong>venta clienti fedelissimi.<br />

gruppo <strong>di</strong> case. Raggiungendo l’abitato<br />

e scendendo a pie<strong>di</strong> fino alla torre<br />

superando il fitto sottobosco, si può<br />

notare che la costruzione è ancora in<br />

buono stato e presenta alcuni interessanti<br />

particolari, quali la scaletta<br />

d’ingresso e la lunetta scolpita della<br />

porta. Anche più sopra, l’abitato presenta<br />

alcune costruzioni in pietra, a<br />

loro volta <strong>di</strong> antica data.<br />

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Ristorante Centrale Salini<br />

INDIRIZZO: viale Europa, 46 - Groppallo - Farini<br />

IN SALA: Renzo Salini IN CUCINA: Anna Maria e Domenico Salini<br />

TELEFONO: 0523.916104 FAX: 0523.916441<br />

E-MAIL: info@fratellisalini.it SITO: www.fratellisalini.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 100<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 23,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: gras pist, mariola e salumi tipici piacentini <strong>di</strong> produzione<br />

propria, tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci, tortelli <strong>di</strong> zucca, chicche della nonna, ravioli in brodo,<br />

tagliatelle con i funghi In stagione), bolliti misti <strong>di</strong> maiale, arrosti misti, crostate <strong>di</strong> fritta e dolci<br />

al cucchiaio fatti in casa<br />

Il sistema è autarchico: salumi fatti e stagionati<br />

<strong>di</strong>rettamente, pasta rigorosamente fatta<br />

in casa, verdure solo ed esclusivamente<br />

dell’orto, conduzione familiare da sempre,<br />

con i tre fratelli Renzo, Vittorio e Domenico<br />

e il nipote Mauro impegnati nelle varie<br />

mansioni che implica la conduzione <strong>di</strong> un<br />

ristorante-albergo-bottega-salumifi cio. Era<br />

già così nell’Ottocento in questo paese dove<br />

l’aria buona è un potentissimo elemento <strong>di</strong><br />

attrazione per i turisti e un ingre<strong>di</strong>ente fondamentale<br />

per gli ottimi salumi che i Salini<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Cogno San Savino<br />

La piccola frazione <strong>di</strong> Cogno San Savino<br />

sorge su uno sperone roccioso che<br />

termina con una rupe a picco sulla valle<br />

del Rio Rossane e da quel particolare<br />

punto si gode, facendo particolare<br />

attenzione, <strong>di</strong> una vista davvero eccezionale<br />

che spazia e permette <strong>di</strong> vedere<br />

l’intera corona dei monti attorno.<br />

Proprio per questo panorama unico che<br />

in passato consentiva un efficace con-<br />

FARINI<br />

producono; più <strong>di</strong> cent’anni fa già si poteva<br />

prendere alloggio, pranzare e fare acquisti<br />

<strong>di</strong> leccornie, un vero esempio <strong>di</strong> turismo gastronomico<br />

antelitteram. Oggi i fratelli Salini<br />

sono impegnati nella salvaguar<strong>di</strong>a delle tra<strong>di</strong>zioni,<br />

applicando la pratica del “chilometro<br />

zero” ai prodotti, come la mariola <strong>di</strong>venuto<br />

un presi<strong>di</strong>o Slow Food. O come la naturalità<br />

della loro cucina, che mette al centro il rispetto<br />

della stagionalità. O ancora nella carta dei<br />

vini che pre<strong>di</strong>lige la produzione locale con le<br />

migliori etichette <strong>di</strong>sponibili.<br />

trollo della zona circostante, il piccolo<br />

borgo fungeva da fortilizio ed infatti li<br />

si trovava una struttura <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa <strong>di</strong> cui<br />

si può ancora trovare traccia in alcune<br />

costruzioni.<br />

Resta invece la torre della chiesa, 18<br />

metri in puro stile romanico, tutta in<br />

pietra tagliata con maestria. Si tratta <strong>di</strong><br />

un vero gioiello seppure si <strong>di</strong>scosta dallo<br />

stile fortilizio della piccola frazione.


Albergo Ristorante Le Querce <strong>di</strong> Rocca<br />

INDIRIZZO: località Rocca La Parrocchia - Ferriere<br />

IN SALA: famiglia Fumi IN CUCINA: famiglia Fumi<br />

TELEFONO: 0523.922425 FAX: 0523.922425<br />

E-MAIL: lequerce<strong>di</strong>rocca@hotmail.com SITO: lequerce<strong>di</strong>rocca.3000.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì ma non chiude nella stagione estiva<br />

PERIODO DI FERIE: dal 15 gennaio a Pasqua<br />

NUMERO DI COPERTI: 160 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, burtleina, pisarei<br />

e faso’, anolini in brodo, bomba <strong>di</strong> riso (solo su prenotazione), lumache alla Piacentina, piccola<br />

<strong>di</strong> cavallo, bolliti misti, coppa <strong>di</strong> maiale al forno, polenta con i ciccioli (su prenotazione), crostate<br />

fatte in casa, liquori <strong>di</strong> nocino, bargnolino e laurino<br />

Siamo molto su, forse questo è il ristorante<br />

alla massima altezza del Piacentino,<br />

a 900 metri, circondato da faggete e<br />

querceti, con laghetti che esaltano la purezza<br />

dell’ambiente circostante. Un luogo ideale<br />

per una vacanza all’insegna del relax, con<br />

passeggiate nel cuore <strong>di</strong> una natura incontaminata,<br />

alternate a pranzi e cene <strong>di</strong> straor<strong>di</strong>naria<br />

qualità e ricchezza <strong>di</strong> sapori. Un’intera<br />

famiglia, quella dei Fumi, è impegnata<br />

in questa gestione <strong>di</strong> cucina, <strong>di</strong> ospitalità, <strong>di</strong><br />

<strong>di</strong>fesa e promozione delle tra<strong>di</strong>zioni gastro-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La cascata <strong>di</strong> Cassimoreno<br />

Uno degli itinerari più suggestivi da<br />

seguire nella zona <strong>di</strong> Ferriere, è senza<br />

dubbio quello che permette <strong>di</strong> raggiungere<br />

la più alta cascata dell’Appennino<br />

occidentale passando anche per una<br />

zona a suo modo storica. Partendo dalla<br />

statale della Valnure e precisamente<br />

dalla Cantoniera, la <strong>di</strong>rezione da seguire<br />

è quella del passo delle Pianazze, per<br />

raggiungere il piccolo ed affascinante<br />

FARINI<br />

nomiche. Qui si mangia ancora la bomba <strong>di</strong><br />

riso, uno dei piatti più complessi della cucina<br />

piacentina. Qui si organizzano pranzi conviviali<br />

in base alla stagionalità e sono esperienze<br />

straor<strong>di</strong>narie come quelle dei funghi o<br />

della selvaggina. Il clima familiare induce a<br />

lasciarsi andare ai piaceri della tavola, tanto<br />

poi in pochi metri si accede alle stanze dell’albergo,<br />

calde ed ospitali. Tra i piaceri anche<br />

quello <strong>di</strong> una carta dei vini <strong>di</strong> ottima qualità<br />

e i racconti della famiglia Fumi, con<strong>di</strong>ti <strong>di</strong><br />

aneddoti e leggende del territorio.<br />

paese <strong>di</strong> Cassimoreno. L’escursione è<br />

facilitata anche da alcune funi <strong>di</strong> acciaio<br />

nei punti più impegnativi e consente<br />

<strong>di</strong> ammirare il lago Bino e soprattutto<br />

la nota Rocca dell’Aquila: luogo<br />

noto soprattutto perché lì si trovavano<br />

i pulcini rapaci che venivano regalati<br />

alla sovrana del Ducato Maria Luigia<br />

d’Austria. Quin<strong>di</strong> ecco la cascata, a<br />

1100 metri <strong>di</strong> altezza.<br />

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Antica Trattoria San Protaso<br />

INDIRIZZO: via Chiesa, 47 - San Protaso - Fiorenzuola d’Arda<br />

IN SALA: Stefano Boccalini e la fi glia Clara<br />

IN CUCINA: Gabriella Zannotti<br />

TELEFONO: 0523.944053 oppure 338.8736988 FAX: 0523.944053<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì, martedì e domenica sera<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 30 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne Diners<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, chisolini (solo la<br />

sera), tortelli con la coda, pisarei e faso’, anolini in brodo, chicche della nonna, tagliatelle con<br />

funghi porcini, bolliti misti con salse, coppa <strong>di</strong> maiale arrosto, punta <strong>di</strong> vitello ripiena, petto<br />

d’oca all’aceto, sbrisolona, crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Siamo nella campagna fi orenzuolana,<br />

dove in estate il rumore più <strong>di</strong>ffuso è<br />

quello delle “macchine da battere” il<br />

grano, protagoniste anche <strong>di</strong> una delle feste<br />

più originali della provincia, quella della<br />

mietitura che si svolge proprio nei presso<br />

dell’Antica Trattoria. Un locale con arre<strong>di</strong><br />

semplici e un pò spartani ma dove il senso<br />

dell’accoglienza è <strong>di</strong> casa. Qui si può affermare<br />

che si sta bene, sempre. I clienti sono<br />

coccolati dal momento che si siedono e ricevono<br />

un piccolo cesto <strong>di</strong> pane o chisolini,<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La chiesa <strong>di</strong> San Protaso<br />

Lama in selce e pugnale in bronzo. Sono<br />

i due reperti archeologici risalenti all’età<br />

del bronzo, resti <strong>di</strong> epoca romana, che<br />

sono stati rinvenuti nel 1961 a San Protaso,<br />

frazione <strong>di</strong> Fiorenzuola da visitare<br />

non solo per il suo passato ruolo cruciale<br />

nella vita commerciale e industriale della<br />

zona (come testimoniano anche cocci,<br />

mattoni, embrici e frammenti <strong>di</strong> anfore<br />

trovati sempre nel sottosuolo), ma an-<br />

FIORENZUOLA D’ARDA<br />

con due fette <strong>di</strong> salume, in attesa dei piatti<br />

<strong>di</strong> una cucina piacentina tra le più tra<strong>di</strong>zionali.<br />

Un punto <strong>di</strong> riferimento per colazioni<br />

d’affari e per cene con gli amici più cari. In<br />

entrambi i casi è contagiosa la simpatia <strong>di</strong><br />

Stefano e <strong>di</strong> sua fi glia Clara che, in sala, raccontano<br />

il menu infarcito <strong>di</strong> quella cadenza<br />

vocale tipicamente fi orenzuolana che lascia<br />

trapelare un luogo in cui si vive bene. Oltre<br />

ai piatti è <strong>di</strong> grande qualità la scelta dei vini,<br />

con etichette locali ma anche suggerimenti<br />

delle migliori marche nazionali.<br />

che per la presenza <strong>di</strong> un’antica chiesa.<br />

Si tratta della chiesa dei Santi Protasio e<br />

Gervasio, fondata nel 387 durante l’impero<br />

<strong>di</strong> Teodosio dall’allora vescovo <strong>di</strong><br />

<strong>Piacenza</strong> San Savino. Documentata nel<br />

XII secolo e rie<strong>di</strong>ficata nel XVIII, ha una<br />

facciata monocuspidata e un campanile<br />

con tre or<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> bifore. L’interno è a<br />

croce latina, a tre navate con affreschi<br />

<strong>di</strong> Mario Schiavi datati 1949.


è nata con l’egida <strong>di</strong> “comunale”.<br />

Quella che può apparire, in altre<br />

L’Osteria<br />

attività, un’in<strong>di</strong>cazione burocratica, in<br />

questo caso rimanda ad un luogo <strong>di</strong> grande<br />

socialità. Il comune <strong>di</strong> Fiorenzuola, anni fa,<br />

aveva indetto un bando per la concessione <strong>di</strong><br />

licenze <strong>di</strong> pubblico esercizio che rispettassero<br />

alcuni requisiti, in primis quello della tra<strong>di</strong>zione<br />

gastronomica anche nella conduzione.<br />

Pippo e Giulia parteciparono a quel bando<br />

(che non erogava fi nanziamenti), lo vinsero<br />

e in sei mesi trasformarono una cascina <strong>di</strong>-<br />

Osteria dell’Olza<br />

INDIRIZZO: località Olza, 420 - Fiorenzuola d’Arda<br />

IN SALA: Pippo IN CUCINA: Giulia<br />

TELEFONO: 333.8737227<br />

E-MAIL: info@osteriadellolza.it SITO: www.osteriadellolza.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e sabato a pranzo<br />

PERIODO DI FERIE: a metà gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 50<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli, pisarei e faso’, anolini<br />

in brodo, chicche della nonna, arrosti misti, bolliti misti, tasca <strong>di</strong> vitello ripiena, salame cotto,<br />

crostate, latte in pie<strong>di</strong>, croccante, busslan, liquori <strong>di</strong> nocino, bargnolino, basilico, laurino, erba<br />

Luigia, visciole, strappalacrime<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Collegiata <strong>di</strong> Fiorenzuola<br />

La collegiata <strong>di</strong> Fiorenzuola, de<strong>di</strong>cata al<br />

patrono San Fiorenzo, custo<strong>di</strong>sce al suo<br />

interno la cappella del Santissimo Sacramento,<br />

e<strong>di</strong>ficata nel 1656 dalla Confraternita<br />

del Gonfalone e <strong>di</strong> stile barocco.<br />

Questa cappella, a pianta quadrata<br />

e con coro rettangolare, ha una cupola<br />

emisferica sormontata da lanterna cilindrica.<br />

Ai quattro lati, invece, fanno<br />

bella mostra <strong>di</strong> sé le lesene corinzie, con<br />

FIORENZUOLA D’ARDA<br />

roccata in uno dei locali più coinvolgenti del<br />

territorio. Piccole stanze con i vecchi tavoli<br />

e se<strong>di</strong>e, cercati nei mercatini e da loro stessi<br />

ristrutturati, stufe a legna, mazzi <strong>di</strong> carte da<br />

briscola con lavagna e gessetti per segnare<br />

i punti, scodelline per il vino e per il grass<br />

pist. Fuori il calciobalilla e il gioco delle bocce.<br />

Anche la cucina è in sintonia, con ricette<br />

della tra<strong>di</strong>zione, e una carta dei vini talmente<br />

piacentina da vincere il premio per la miglior<br />

carta, indetto dall’assessorato all’agricoltura<br />

della Provincia.<br />

sopra trabeazioni (or<strong>di</strong>ne architettonico<br />

greco-romano costituito da architrave,<br />

fregio e cornice) con stucchi a tutto tondo<br />

che raffigurano gli evangelisti con<br />

i loro rispettivi simboli. Il tutto contribuisce<br />

a dare un aspetto austero alla<br />

cappella, decisamente successiva rispetto<br />

all’e<strong>di</strong>ficazione della parrocchia, che<br />

ebbe inizio nel 1200 e che fu compiuta<br />

solo alla fine del 1400.<br />

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78<br />

Ristorante La Campana<br />

INDIRIZZO: viale Prospero Verani, 9 - Fiorenzuola d’Arda<br />

IN SALA: Aldo Biselli IN CUCINA: Fausta Eleuteri e Fabio Biselli<br />

TELEFONO: 0523.943833 FAX: 0523.943833<br />

E-MAIL: info@lacampanaristorante.it SITO: www.lacampanaristorante.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 50<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, mousse <strong>di</strong> peperoni, pisarei<br />

e faso’, anolini, chicche del bosco con le castagne, tortelli <strong>di</strong> patate ai funghi porcini e tartufo,<br />

stracotto <strong>di</strong> manzo e polenta, ossobuco, anatra all’arancia, coppa al forno, zuppa inglese, tiramisu,<br />

zabaione con pere e cioccolato<br />

Fiorenzuola è una città con solide tra<strong>di</strong>zioni<br />

gastronomiche e osti che hanno<br />

lasciato ricor<strong>di</strong> indelebili, come il Nello<br />

della Croce Bianca e Paolino del Ristorante<br />

Italia, in attività fi no a metà degli anni Ottanta.<br />

In quei locali a fare da “garzone” c’era Aldo<br />

Biselli che ne ha assimilato tutti i segreti <strong>di</strong><br />

cucina e la maestria dell’ospitalità. Ingre<strong>di</strong>enti<br />

che poi ha riversato nel suo locale che ha<br />

aperto poco dopo che gli altri due chiudessero<br />

i battenti, animato dalla volontà <strong>di</strong> continuare<br />

in questa bella impresa della tra<strong>di</strong>zione ga-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

L’ex Convento San Giovanni a Fiorenzuola<br />

È un succedersi <strong>di</strong> nicchioni ed archivolti<br />

ciechi, quello che si nota presso<br />

il tempio barocco, a pianta ottagonale,<br />

dell’ex convento San Giovanni. L’e<strong>di</strong>ficio<br />

è composto da un ampio chiostro,<br />

con pilastri in laterizio ed è sormontato<br />

da una cupola senza tamburo e con<br />

alta lanterna. Un rammarico per questa<br />

chiesetta che oggi viene usata come<br />

sala per manifestazioni musicali e cul-<br />

FIORENZUOLA D’ARDA<br />

stronomica. Lui in sala ad intrattenere i clienti<br />

con la coinvolgente e naturale dote della simpatia,<br />

sua moglie Fausta in cucina a sfornare<br />

autentici capolavori del gusto. Proverbiali su<br />

tutti gli anolini che vantano una ricchezza e<br />

morbidezza <strong>di</strong> ripieno davvero unica. Oggi ad<br />

affi ancare Fausta è arrivato il fi glio Fabio, che<br />

continua nel solco della tra<strong>di</strong>zione tenendo<br />

fede alle tecniche <strong>di</strong> preparazione interamente<br />

a mano. La carta dei vini è fatta con la giusta<br />

misura e comprende i buoni vini del Piacentino<br />

e qualche etichetta nazionale.<br />

turali, è il fatto che manca l’arredo originale.<br />

La storia della struttura è legata<br />

anche ad una funzione passata, quando<br />

il convento passò al Comune e fu a<strong>di</strong>bito<br />

ad ospedale dei malati <strong>di</strong> tubercolosi.<br />

Questa e successive destinazioni,<br />

oltre alla mancanza <strong>di</strong> manutenzioni,<br />

ne determinarono il degrado. Finchè<br />

nel 1972 hanno avuto inizio i restauri.<br />

Oggi ospita il Municipio.


Il nome denota la passione della famiglia<br />

Rizzi per le auto d’epoca che, tra quadri,<br />

vecchie foto, pezzi <strong>di</strong> carrozzeria, costituisce<br />

anche buona parte dei complementi<br />

d’arredo <strong>di</strong> questo storico locale posto lungo<br />

la Via Emilia. La storia dei Rizzi è il racconto<br />

<strong>di</strong> una famiglia vocata all’ospitalità, alla<br />

ristorazione, all’animazione del territorio. Il<br />

ristorante, con le sue proposte gastronomiche,<br />

con una cantina <strong>di</strong> tutto rispetto, dove<br />

sono stati ricavati anche spazi per cenare,<br />

è in costante evoluzione. Gli arre<strong>di</strong> possono<br />

Ristorante Mathis<br />

INDIRIZZO: viale Matteotti, 68 - Fiorenzuola d’Arda<br />

IN SALA: Matteo Magni<br />

IN CUCINA: Davide Rizzi<br />

TELEFONO: 0523.982850 FAX: 0523.981098<br />

E-MAIL: info@mathis.it SITO: www.mathis.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica sera e lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: tre settimane ad agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 70<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> erbette, pisarei e<br />

faso’, lumache alla Piacentina (solo in stagione), piccola <strong>di</strong> cavallo, tartara <strong>di</strong> cavallo crudo,<br />

coppa al forno, rognoncino con polenta, grana padano, sbrisolona, crostate fatte in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La zona storica <strong>di</strong> Fiorenzuola<br />

Lasciandosi alle spalle la sede del palazzo<br />

municipale e addentrandosi all’interno<br />

del centro storico attraversando<br />

via Giosuè Carducci, si incontra<br />

il primo segno che un passato non poi<br />

così lontano ha lasciato nel borgo: all’angolo<br />

con via Giovanni da Fiorenzuola,<br />

infatti, si vedono due alte tacche<br />

speculari che sono state incise sugli<br />

angoli <strong>di</strong> due abitazioni. Esse hanno lo<br />

FIORENZUOLA D’ARDA<br />

cambiare improvvisamente in funzione della<br />

voglia <strong>di</strong> essere al passo con il gusto e le tendenze,<br />

così come la carta segue l’andamento<br />

<strong>di</strong> stagioni, <strong>di</strong> reperimento <strong>di</strong> materie prime<br />

<strong>di</strong> qualità. Oppure ci si può trovare immersi<br />

in serate dove la musica viaggia <strong>di</strong> pari passo<br />

con la cucina. In ognuno <strong>di</strong> questi casi regna<br />

sovrana la parola d’or<strong>di</strong>ne “far star bene il<br />

cliente e l’amico”. In un ambiente siffatto Davide,<br />

con il socio Matteo Magni, non possono<br />

che proporre alla propria clientela il meglio<br />

della tra<strong>di</strong>zione locale.<br />

scopo <strong>di</strong> riportare alla memoria l’anno<br />

1966, quando il torrente Arda straripò e<br />

le sue acque, uscite dal greto nella zona<br />

sud, arrivarono fino a quel punto spaventando<br />

i citta<strong>di</strong>ni. Per ricordare quell’avvenimento<br />

a suo modo eccezionale<br />

per il paese, furono appunto segnate le<br />

tacche ancora oggi ben riconoscibili. E<br />

che rappresentano, a loro modo, anche<br />

una sorta <strong>di</strong> monito.<br />

79


80<br />

Chissà come doveva essere Rivalta nel<br />

Quattrocento agli occhi dei viandanti<br />

che transitavano lungo la Val Trebbia<br />

da e per il mare. Come venivano serviti i cibi,<br />

come si pagava. Sono i pensieri che si accavallano<br />

nella mente quando si cammina per questo<br />

minuscolo borgo che oggi ha una connotazione<br />

quasi fi abesca. Strade acciottolate che<br />

rimbalzano il rumore <strong>di</strong> ogni singolo passo,<br />

la sensazione che quando scende la sera ci si<br />

senta più protetti tra queste mura e la sorpresa<br />

che si prova appena varcata la soglia della<br />

Locanda del Falco<br />

INDIRIZZO: Castello <strong>di</strong> Rivalta a Trebbia - Gazzola<br />

IN SALA: Marco Piazza IN CUCINA: Sabrina Piazza<br />

TELEFONO: 0523.978101 FAX: 0523.978331<br />

E-MAIL: ilfalco<strong>di</strong>rivalta@alice.it SITO: www.locandadelfalco.com<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 22 <strong>di</strong>cembre al 7 gennaio e i <strong>di</strong>eci giorni centrali del mese <strong>di</strong> agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 e 60 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 42,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express e Diners<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, verdure sott’olio fatte in casa,<br />

pisarei e faso’, tortelli con le code, anolini in brodo, gnocchi, spaghetti estivi, arrosti misti <strong>di</strong> vitello<br />

e agnello, bolliti misti (al giovedì a pranzo), tasca ripiena, oca al forno con le mele, storione,<br />

crostate e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Sala delle Armi al Castello <strong>di</strong> Rivalta<br />

La Sala delle Armi, presso il museo del<br />

castello <strong>di</strong> Rivalta, ospita elmi, armi,<br />

armature antiche e moderne, ma soprattutto<br />

tre ban<strong>di</strong>ere storiche. Si tratta delle<br />

ban<strong>di</strong>ere con gli stemmi degli Scotti<br />

<strong>di</strong> Sarmato. Furono issate sui pennoni<br />

delle navi cristiane che parteciparono<br />

alla battaglia <strong>di</strong> Lepanto (anno 1571)<br />

in cui gli Europei sconfissero definitivamente<br />

i Saraceni. Su <strong>di</strong> esse si tro-<br />

GAZZOLA<br />

Locanda del Falco che, a sinistra dell’ingresso,<br />

accoglie l’ospite con una bottega alimentare<br />

che lascia <strong>di</strong> stucco tanto è bella e ben curata.<br />

La stessa cura la si trova nelle sale della Locanda,<br />

esistente dal Quattrocento, dove Marco<br />

e Sabrina raffi gurano il ritratto dell’ospitalità<br />

e della buona educazione. Merce rara, come<br />

l’assoluta qualità delle loro proposte gastronomiche.<br />

D’estate la delizia tocca vertici straor<strong>di</strong>nari<br />

grazie alla possibilità <strong>di</strong> cenare all’aperto,<br />

sia sulla stra<strong>di</strong>na antistante chiusa al traffi co,<br />

sia nell’intimità della corte interna.<br />

vano <strong>di</strong>pinti il leone (personificazione<br />

<strong>di</strong> Venezia) la Madonna con Bambino<br />

(protettrice in battaglia) e lo stemma <strong>di</strong><br />

Casa Scotti, affiancato dall’immagine <strong>di</strong><br />

un pellicano che si lacera il petto con<br />

il becco, per nutrire i propri piccoli.<br />

Quest’ultima immagine è notoriamente<br />

simbolo della carità. La quarta ban<strong>di</strong>era<br />

della battaglia, invece, si trova oggi nel<br />

duomo <strong>di</strong> Gaeta.


Non è un caso che il loro piatto forte<br />

sia la galantina <strong>di</strong> pollo, <strong>di</strong> origini<br />

rinascimentali, un piatto raffi nato<br />

ed elegante nei sapori. Infatti racchiude lo<br />

stile, il buon gusto, la fi losofi a <strong>di</strong> questo<br />

locale che, nonostante lo sterminato numero<br />

<strong>di</strong> coperti che riesce a servire, è l’emblema<br />

della vecchia casa <strong>di</strong> campagna, con<br />

i ritmi e le regole del tempo. Non pensiate<br />

<strong>di</strong> trovarvi in saloni sterminati adatti<br />

a banchetti nuziali, bensì in sale e salette<br />

tutte raccolte, ben arredate da una mano<br />

Podesteria Vecchia<br />

INDIRIZZO: via Roma, 10 - Gazzola<br />

IN SALA: Maria Teresa Marchesi Derata e Kuci Sokol IN CUCINA: Gianromeo Losi<br />

TELEFONO: 0523.975526 FAX: 0523.975526<br />

E-MAIL: mail@podesteria.it SITO: www.podesteria.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: seconda settimana <strong>di</strong> gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 240 all’interno e 300 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: galantina <strong>di</strong> pollo, salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong><br />

ricotta, pisarei e faso’, anolini in brodo, pin al sugo <strong>di</strong> funghi, stracotto <strong>di</strong> manzo, trippa alla<br />

piacentina, piccola <strong>di</strong> cavallo, bolliti misti (su or<strong>di</strong>nazione), bomba <strong>di</strong> riso (su or<strong>di</strong>nazione), torte<br />

<strong>di</strong> frutta e <strong>di</strong> mandorle fatte in casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Monticello<br />

Lungo la strada che conduce a località<br />

Monticello, si trova un castello forse<br />

poco conosciuto ma che fu <strong>di</strong> rilevante<br />

importanza strategica, vista la sua posizione<br />

sul crinale delle valli Trebbia e<br />

Luretta. Nacque come “campo trincerato”<br />

e <strong>di</strong> esso si parla per la prima volta<br />

su documenti risalenti al 1372, quando<br />

il maniero fu occupato dalle truppe papali.<br />

Attraverso lunghe peripezie e vari<br />

GAZZOLA<br />

attenta alla tra<strong>di</strong>zione locale. Una carta<br />

che offre le ricette più antiche della cucina<br />

piacentina, tramandate <strong>di</strong> generazione in<br />

generazione, scritte sui quaderni conservati<br />

gelosamente. L’accoglenza è semplice<br />

e calorosa, l’educazione è <strong>di</strong> casa, in una<br />

parola ci si sta bene, molto bene. Gradevoli<br />

anche i vini a <strong>di</strong>sposizione, con un’accurata<br />

selezione dei migliori Colli Piacentini<br />

Doc. Per arrivare si attraversa una delle<br />

più belle campagne del territorio piacentino,<br />

da percorrere senza fretta.<br />

passaggi <strong>di</strong> proprietà (anche se fu principalmente<br />

possesso degli Arcelli) si arriva<br />

ai giorni nostri e precisamente al<br />

1945, quando il castello fu teatro <strong>di</strong> una<br />

violenta battaglia fra partigiani e nazifascisti.<br />

Ancora oggi è ricordato per<br />

quell’episo<strong>di</strong>o, oltre che per la particolare<br />

struttura (a pianta quadrangolare con<br />

torri rotonde e una quadrata agli angoli)<br />

che richiama altre rocche piacentine.<br />

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82<br />

La progressiva scomparsa delle osterie<br />

tra<strong>di</strong>zionali ha generato un levarsi <strong>di</strong><br />

lamenti nostalgici per il buon tempo<br />

andato. Gli appelli si sommano l’uno all’altro,<br />

le proposte <strong>di</strong> tutela e conservazione<br />

pure. Ma a fare le osterie sono le persone:<br />

gli osti e gli avventori. A Caratta queste due<br />

categorie si sono ritrovate e riconosciute in<br />

un modello che unisce i ricor<strong>di</strong> alle regole<br />

fondamentali dell’osteria: accoglienza, buon<br />

bere e cucina tra<strong>di</strong>zionale. Il tutto grazie<br />

all’entusiasmo, misto a determinazione, <strong>di</strong><br />

Hostaria Caratta<br />

INDIRIZZO: località Caratta, 38 - Gossolengo<br />

IN SALA: Daniele e Fausta Rancati IN CUCINA: Filippo Rancati e Giancarlo Rossi<br />

TELEFONO: 0523.778100 FAX: 0523.778100<br />

E-MAIL: hostariacaratta@libero.it SITO: www.hostariacaratta.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì sera e mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: tra la fi ne <strong>di</strong> febbraio e l’inizio <strong>di</strong> marzo<br />

NUMERO DI COPERTI: 110 all’interno e 60 sotto il portico<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torteli <strong>di</strong> erbette, pisarei e<br />

faso’, anolini in brodo, coppa arrosto, piccola <strong>di</strong> cavallo, stracotto <strong>di</strong> asinina con polenta, lepre<br />

sfi lacciata alla Piacentina con purea <strong>di</strong> mele, torta <strong>di</strong> mandorle soffi ce, crostate fatte in casa,<br />

dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il fegato etrusco <strong>di</strong> Settima<br />

Fra i campi coltivati <strong>di</strong> Ciavernasco <strong>di</strong><br />

Settima, frazione <strong>di</strong> Gossolengo, uno è<br />

ricordato in particolare non per i frutti<br />

della terra che ha prodotto, ma per ciò<br />

che lì è stato rinvenuto casualmente nel<br />

1877. Si tratta <strong>di</strong> un fegato etrusco, modello<br />

in bronzo <strong>di</strong> un fegato ovino, che<br />

oggi è conservato presso il museo civico<br />

<strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>. Si tratta <strong>di</strong> un documento<br />

unico della dottrina religiosa etrusca, la<br />

GOSSOLENGO<br />

Giancarlo Rossi che, anno dopo anno, si è<br />

costruito una clientela fedelissima. L’Hostaria<br />

è ricavata da un rustico <strong>di</strong> inizio Novecento;<br />

un’ampia sala, molto alta come i fi enili <strong>di</strong> un<br />

tempo, <strong>di</strong>visa sommariamente, con le pareti<br />

piene <strong>di</strong> oggetti della cucina conta<strong>di</strong>na, accoglie<br />

gli ospiti che possono gustare i piatti<br />

della tra<strong>di</strong>zione piacentina, accompagnati<br />

da un’ottima scelta enologica. Una grande<br />

vetrata lascia entrare la luce delle stagioni.<br />

D’estate tutti fuori, sotto il grande porticato<br />

che si apre sulla campagna.<br />

cui funzione è connessa all’epatoscopia:<br />

interpretazione del volere <strong>di</strong>vino<br />

me<strong>di</strong>ante l’osservazione del fegato <strong>di</strong><br />

un animale sacrificato. Il ritrovamento,<br />

naturalmente, è significativo per far capire<br />

le occupazioni del lontano passato<br />

nella zona. Si ritiene che il fegato fu<br />

realizzato in Etruria settentrionale tra<br />

la fine del II e I secolo a.C., da qui si<br />

spiega la complessa stratificazione.


Osteria Vecchia Pergola<br />

INDIRIZZO: piazza Roma, 1 - Gossolengo<br />

IN SALA: Paola Artusi<br />

IN CUCINA: Gabriele Fava<br />

TELEFONO: 0523.778123<br />

FAX: 0523.778123<br />

ORARI DI APERTURA: sera e la domenica anche a pranzo<br />

GIORNO DI CHIUSURA: il lunedì e il martedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 15 luglio al 15 agosto e, a volte, una settimana dopo il periodo natalizio<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: circuito Visa<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, torta fritta, pisarei<br />

e faso’, pasta e fagioli, pappardelle ai funghi porcini, pappardelle al sugo <strong>di</strong> cacciagione, stracotto <strong>di</strong><br />

asinella, piccola <strong>di</strong> cavallo, scaglie <strong>di</strong> grana padano, torte e dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Si trova lungo la strada che conduce<br />

dalla città verso le valli occidentali<br />

piacentine ed esiste da più <strong>di</strong> un secolo.<br />

Pur essendo dotata <strong>di</strong> servizi moderni,<br />

compresa la formula adottata nelle proposte<br />

gastronomiche, conserva intatte le caratteristiche<br />

originali. Quei sapori d’antico, derivanti<br />

dai gran<strong>di</strong> tavoli in legno, e da tanti<br />

anni <strong>di</strong> onesta e apprezzata attività. Il modello<br />

utilizzato è quello delle tovagliette <strong>di</strong><br />

carta da macellaio, su cui vengono serviti<br />

salumi straor<strong>di</strong>nari e torta fritta. È il classi-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La battaglia <strong>di</strong> Annibale sul Trebbia<br />

Anche Gossolengo è caratterizzato dalla<br />

presenza del torrente Trebbia, nella<br />

cui valle rientra il paese. Il corso d’acqua,<br />

che con il passare dei secoli nella<br />

parte pianeggiante si è spostato <strong>di</strong><br />

alcuni chilomatri mutando il punto <strong>di</strong><br />

ingresso nel Po, è anche ricordato perché<br />

in base alla cronaca che Polibio ci<br />

ha lasciato, lì si svolse la storica battaglia<br />

tra l’esercito <strong>di</strong> Annibale e quello<br />

GOSSOLENGO<br />

co rito che un tempo connotava le merende<br />

pomeri<strong>di</strong>ane nelle trattorie della nostra provincia.<br />

Dopo i salumi, i piatti più tipici della<br />

gastronomia piacentina, che a volte subiscono<br />

contaminazioni parmensi, causate dalle<br />

origini <strong>di</strong> Gabriele e Paola. Ma il risultato è<br />

eccellente. L’accoglienza in questo ambiente<br />

non può che essere naturalmente familiare.<br />

Molto piacevole è il pergolato sotto cui si<br />

cena nelle belle sere d’estate, senza timore<br />

<strong>di</strong> avere fretta. La carta dei vini ha un ottimo<br />

rapporto prezzo-qualità.<br />

romano, nel 218 a.C. La portata me<strong>di</strong>a<br />

del fiume è nel tratto me<strong>di</strong>o-basso <strong>di</strong><br />

circa 40 metri cubi al secondo, tuttavia<br />

risente <strong>di</strong> un regime estremamente<br />

torrentizio con piene imponenti e<br />

turbinose che ne mo<strong>di</strong>ficano spesso la<br />

conformazione dell’alveo. Per contro<br />

in estate le magre sono talmente accentuate<br />

al punto da lasciare il fiume<br />

completamente in secca.<br />

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È<br />

ancora uno dei pochi luoghi in cui<br />

si può fare merenda; quelle a base <strong>di</strong><br />

salumi nostrani, con il vino prodotto<br />

<strong>di</strong>rettamente dai vigneti <strong>di</strong> proprietà e servito<br />

negli scodellini. Oppure giocare a carte o<br />

assistervi in rigoroso silenzio, nonostante le<br />

esplosioni <strong>di</strong> urla tra i giocatori che si accusano<br />

a vicenda quando la partita <strong>di</strong> briscola<br />

è andata storta. Sapori e rumori <strong>di</strong> un tempo<br />

che per fortuna qui non è un vago ricordo.<br />

Quei sapori si ritrovano sulla tavola che, da<br />

oltre un quarto <strong>di</strong> secolo, la famiglia Ghiz-<br />

Ristorante Torretta<br />

INDIRIZZO: Chiavenna Rocchetta - Lugagnano Val d’Arda<br />

IN SALA: Ivo Ghizzoni con la cognata Sandra IN CUCINA: Michele Ghizzoni con la cognata Mara<br />

TELEFONO: 0523.891328 FAX: 0523.891328<br />

SITO: www.ristorantetorretta.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì sera e mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: a fi ne settembre e a fi ne gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, frittata con le erbette, giar<strong>di</strong>niera<br />

fatta in casa, tortelli con la coda, pisarei e faso’, basotti, anolini in brodo, ni<strong>di</strong> <strong>di</strong> ron<strong>di</strong>ne,<br />

crespelle, coppa al forno, anatra arrosto, trippa alla Piacentina, bolliti misti, selvaggina (solo in<br />

inverno), grana padano, crostate fatte in casa, busslan, sbrisolona<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

I calanchi <strong>di</strong> Monte Giogo a Lugagnano<br />

A caratterizzare Lugagnano sono senza<br />

dubbio i calanchi <strong>di</strong> Monte Giogo, unici<br />

nel loro genere per bellezza e suggestione.<br />

Si tratta <strong>di</strong> brusche gole, guglie<br />

e affioramenti rocciosi, che contornano<br />

il paesaggio e lo rendono davvero<br />

inconfon<strong>di</strong>bile. Questi calanchi tipici<br />

dell’appennino piacentino sono prevalentemente<br />

costituiti da argille, da<br />

calcari e da arenarie, nelle quali è fa-<br />

LUGAGNANO VAL D’ARDA<br />

zoni propone acquisendo una fama che travalica<br />

i confi ni locali. La sfoglia dei tortelli<br />

qui è proverbiale, talmente sottile che la<br />

puoi posare su un giornale e leggerlo. Ma<br />

altrettanto consistente da racchiudere un<br />

ripieno che, giunto in bocca, trasforma il<br />

concetto <strong>di</strong> piacere.<br />

In estate e autunno tiepido si mangia su un<br />

terrazzo che si affaccia su uno dei panorami<br />

più belli della campagna piacentina: l’or<strong>di</strong>natissima<br />

Val Chiavenna, con i suoi vigneti<br />

e i suoi campi curati come un giar<strong>di</strong>no.<br />

cile rinvenire reperti archeologici come<br />

molluschi, specie animali e vegetali in<br />

forma fossile, appartenenti al Piacenziano<br />

(ovvero dai 5,3 agli 1,8 milioni<br />

<strong>di</strong> anni fa). Anche per tutelare questi<br />

unici calanchi, nel 1995 è stata istituita<br />

proprio la Riserva Geologica del Piacenziano<br />

che comprende, oltre a Lugagnano,<br />

anche varie stazioni <strong>di</strong>stribuite<br />

nei comuni a<strong>di</strong>acenti.


Antica Trattoria da Dorino<br />

INDIRIZZO: via Costa <strong>di</strong> Rustigazzo - Lugagnano Val d’Arda<br />

IN SALA: Fausto Guarnieri<br />

IN CUCINA: Mariella Segalini<br />

TELEFONO: 0523.807119 FAX: 0523.807119<br />

SITO: www.trattoriadadorino.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: 15 giorni a fi ne febbraio e tre settimane a settembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 60 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, gras pist, burtleina, tortelli <strong>di</strong><br />

erbette, pisarei e faso’, ravioli in brodo, ni<strong>di</strong> <strong>di</strong> ron<strong>di</strong>ne, tagliatelle ai funghi, coppa arrosto, lombo al<br />

Gutturnio, vitello arrosto, anatra e faraona arrosto, crostata <strong>di</strong> susine e amaretti, sbrisolona<br />

Intanto parliamo dei salumi, selezionati e<br />

poi stagionati personalmente da Fausto<br />

Guarnieri, ultimo degli osti della famiglia<br />

che da tre generazioni gestisce questa piacevole<br />

trattoria sulle colline ai pie<strong>di</strong> del Parco<br />

Provinciale, lungo la strada che porta a<br />

Velleia Romana. Sono salumi speciali, profumatissimi,<br />

dolci come devono essere i salumi<br />

della tra<strong>di</strong>zione piacentina. Poi parliamo delle<br />

paste, fatte in casa ogni giorno, appena prima<br />

<strong>di</strong> essere messe a cuocere dalle magiche mani<br />

della moglie Mariella. Non si può non spen-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il parco provinciale del Monte Moria<br />

Il parco è caratterizzato dalla presenza<br />

<strong>di</strong> castagneti da frutto con esemplari<br />

centenari, che hanno forme davvero<br />

strane ed originali, in grado <strong>di</strong><br />

attirare inevitabilmente l’attenzione<br />

<strong>di</strong> gran<strong>di</strong> e piccini in visita al parco.<br />

Nelle zone più rade, invece, si trovano<br />

ginestre e ginepro che <strong>di</strong>segnano giochi<br />

<strong>di</strong> tonalità. In un’altra zona si trova<br />

una <strong>di</strong>stesa <strong>di</strong> faggi, che scendendo<br />

LUGAGNANO VAL D’ARDA<br />

dere una parola anche per i vini che arrivano<br />

dai vigneti <strong>di</strong> proprietà e che, <strong>di</strong> conseguenza,<br />

si possono bere solo qui. Infi ne parliamo del<br />

luogo, sale pulite, luminose, d’estate la veranda<br />

coperta perchè comunque alla sera qui<br />

fa fresco, un personale che ha la gentilezza<br />

nel dna e Fausto e Mariella che sembrano<br />

nati per questo mestiere. Se si potesse bisognerebbe<br />

rendere questa osteria patrimonio<br />

culturale da tutelare. Per ora fortunatamente<br />

ci pensano i clienti fedelissimi a garantirne la<br />

continuità ancora per lungo tempo.<br />

si tramuta in un insieme <strong>di</strong> svariati<br />

arbusti come il carpino, il nocciolo,<br />

il maggiociondolo e il caprifoglio. Infine<br />

ci sono le aree semprever<strong>di</strong> con<br />

pino silvestre e piccoli abeti. Anche il<br />

sottobosco del Monte Moria è rinomato,<br />

per la produzione <strong>di</strong> funghi e per<br />

la presenza <strong>di</strong> piante erbacee come<br />

felci, erba fragolina, limodoro, gigli e<br />

splen<strong>di</strong>de orchidee.<br />

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San Pietro in Corte Secca è una minuscola<br />

frazione della Bassa piacentina, a<br />

pochi chilometri dal Po dove poche case<br />

circondano questo gradevole e rasserenante<br />

locale, gestito dalla famiglia Bianchi ormai<br />

da più <strong>di</strong> un decennio. Lo stile <strong>di</strong> cucina è a<br />

metà strada fra tra<strong>di</strong>zione e rivisitazione con<br />

qualche ottima impennata creativa. Uno dei<br />

motivi per cui anche la clientela è eterogenea<br />

ma orientata a pre<strong>di</strong>ligere la qualità.<br />

In questi luoghi, sospesi nel tempo e nella<br />

storia, anche Le Giare mantengono una <strong>di</strong>-<br />

Ristorante Le Giare<br />

INDIRIZZO: San Pietro in Corte Secca, 6 - Monticelli d’Ongina<br />

IN SALA: Giovanni Bianchi<br />

IN CUCINA: Graziano Bianchi<br />

TELEFONO: 0523.820200<br />

FAX: 0523.820200<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: domenica sera e lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: <strong>di</strong>eci giorni a gennaio e il mese <strong>di</strong> agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 40<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 40,00<br />

CARTE DI CREDITO: tutte<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: culatello <strong>di</strong> Monticelli, pisarei e faso’, anolini in brodo,<br />

spaghetti al torchio con guanciale e cipollotto fresco, costolette d’agnello con timo e menta,<br />

tagliata <strong>di</strong> manzo alle erbe, bu<strong>di</strong>no amaro con zabaione<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Contrada degli Ebrei a Monticelli<br />

L’attuale via Garibal<strong>di</strong>, strada del centro<br />

storico oggi ricca <strong>di</strong> negozi e zona<br />

<strong>di</strong> passaggio, era un tempo conosciuta<br />

come “Contrada degli Ebrei” o ”Contrada<br />

Granda”. Lì si trovavano le principali<br />

famiglie ebre, particolarmente numerose<br />

nel borgo pallavicino, ma anche il<br />

loro e<strong>di</strong>ficio religioso per eccellenza:<br />

l’antica sinagoga rimasta attiva fino<br />

al 1930 e <strong>di</strong> cui oggi restano soltanto<br />

MONTICELLI D’ONGINA<br />

mensione un pò onirica, con pochi posti molto<br />

accoglienti ed intimi. Proprio questi pochi<br />

posti a <strong>di</strong>sposizione suggeriscono la prenotazione,<br />

soprattutto nei weekend quando sempre<br />

più persone si riversano in questa parte<br />

del territorio piacentino che sta rivelandosi<br />

un’autentica scoperta sul piano paesaggistico<br />

e gastronomico. Graziano Bianchi è da tempo<br />

uno dei protagonisti <strong>di</strong> questo rinascimento<br />

culinario del territorio. Molto fornita è la<br />

cantina con vini <strong>di</strong> produzione locale e nazionale,<br />

tutti <strong>di</strong> ottima qualità.<br />

i muri esterni. Essa era posta all’ultimo<br />

piano <strong>di</strong> un e<strong>di</strong>ficio che si affacciava<br />

da una parte proprio all’attuale<br />

via Garibal<strong>di</strong> e dall’altra in quella che<br />

oggi è via Cavour. Sono scarsissime le<br />

testimonianze storiche relative a questa<br />

sinagoga e per questo, al <strong>di</strong> là dei<br />

frammenti <strong>di</strong> muratura ancora rimasti,<br />

non ci sono informazioni sugli elementi<br />

architettonici e stilistici.


In questo locale, vera osteria <strong>di</strong> paese con<br />

i vecchi che si fanno un bianchino giocando<br />

interminabili partite a carte, si persegue<br />

da anni una sfi da <strong>di</strong>ffi cile: proporre<br />

una cucina povera, quella tipica piacentina.<br />

Come ad esempio il culatello che Alberto<br />

stagiona in proprio per almeno 30 mesi, per<br />

poi servirlo con il loro pane fatto in casa.<br />

Qui si gusta la vera cucina del Po, quella in<br />

cui l’anguilla domina su tutto ma che prevede<br />

anche il sempre più raro storione e gli<br />

stricc, pesciolini fritti da mangiare, perchè<br />

Trattoria Mirella<br />

INDIRIZZO: San Nazzaro - Monticelli d’Ongina<br />

IN SALA: Alberto Dallavalle IN CUCINA: Riccardo Tosoni<br />

TELEFONO: 0523.827431<br />

E-MAIL: adallavalle@tiscali.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: la prima quin<strong>di</strong>cina <strong>di</strong> settembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 50<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa e Bancomat<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini e torta fritta, tortelli <strong>di</strong> ricotta,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, tagliatelle, gnocchi <strong>di</strong> patate, bolliti misti, cavallo crudo, piccola <strong>di</strong><br />

cavallo, arrosti misti, anguilla in umido (solo in inverno) e fritta, storione, zabaione, ciambella con<br />

marsala all’uovo, crostate con frutta <strong>di</strong> stagione<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Nazzaro<br />

Nel luogo in cui si trova oggi la chiesa<br />

della frazione San Nazzaro, sorgeva<br />

in passato un tempio romanico. Lì, nel<br />

1688, venne costruito l’attuale e<strong>di</strong>ficio<br />

religioso, con la classica facciata tripartita<br />

e scan<strong>di</strong>ta da coppie <strong>di</strong> lesene,<br />

con timpano che sovrasta lo scomparto<br />

centrale e volute <strong>di</strong> raccordo laterali.<br />

Internamente è da segnalare la decorazione<br />

pittorica del battistero, della<br />

MONTICELLI D’ONGINA<br />

no, con le mani. Alberto, che rappresenta la<br />

terza generazione <strong>di</strong> una <strong>di</strong>nastia <strong>di</strong> ristoratori,<br />

esempio <strong>di</strong> come questo lavoro resti<br />

dentro, adora <strong>di</strong>spensare gli ospiti <strong>di</strong> aneddoti,<br />

suggerimenti sui luoghi, ricette della<br />

sua cucina. Inoltre è un sostenitore <strong>di</strong> una<br />

cucina fatta con gli ingre<strong>di</strong>enti locali che, se<br />

non ci sono in un dato periodo, non si sostituiscono<br />

con materie prime che arrivano<br />

da lontano. I vini sono sia sfusi, come ogni<br />

trattoria che si rispetti, che in bottiglie, tra le<br />

migliori del territorio.<br />

cappella del Suffragio e dei quattro<br />

ton<strong>di</strong> con il ”Martirio dei SS. Nazaro e<br />

Celso”, opere provenienti dalla scuola<br />

del Bibiena. Settecenteschi sono inoltre<br />

il San Nazzaro decollato del Mazzetti, i<br />

putti e le statue <strong>di</strong>pinte del Rusca e gli<br />

affreschi absidali del Galluzzi. Altre<br />

cappelle sono invece frutto <strong>di</strong> decorazioni<br />

novecentesche <strong>di</strong> Alberico Bossi<br />

e Alberto Aspetti.<br />

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Trattoria da Cattivelli<br />

INDIRIZZO: via Chiesa, 2 - località Isola Serafi ni - Monticelli d’Ongina<br />

IN SALA: Luca Castellani IN CUCINA: Manuela Cattivelli e la mamma Cesira<br />

TELEFONO: 0523.829418 FAX: 0523.815407<br />

SITO: www.trattoriacattivelli.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì sera e mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: in luglio<br />

NUMERO DI COPERTI: 180 all’interno e 20 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 32,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, insalata d’anguilla affumicata,<br />

ambola marinata, pisarei e faso’, anolini in brodo, tortelli <strong>di</strong> ricotta, tortelli <strong>di</strong> zucca, tagliatelle con l’anguilla,<br />

frittura <strong>di</strong> pesce d’acqua dolce, stracotto d’asina con polenta, lumache alla Piacentina, faraona<br />

ripiena, latte in pie<strong>di</strong>, sbrisolona, crostate fatte in casa, liquori <strong>di</strong> nocino, bargnolino e limonina<br />

A<br />

pochi metri il Po è imbrigliato dallo<br />

sbarramento della centrale idroelettrica<br />

e il suo malumore è quasi fi sicamente<br />

avvertibile. Su questo isolotto, collegato<br />

con un ponte alla terraferma negli<br />

anni <strong>di</strong> costruzione della centrale, Valentino<br />

Cattivelli e la moglie aprirono la trattoria<br />

nell’imme<strong>di</strong>ato dopoguerra. Pochi anni fa<br />

venne sottoposta ad un rinnovamento nelle<br />

strutture esterne e nelle sale, arricchita da<br />

un bel giar<strong>di</strong>no molto intimo in cui si cena<br />

in estate. Ma questo non ha infl uito, se non<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Cappella del Bembo a Monticelli<br />

Fra gli affreschi della piccola cappella<br />

del Bembo, autentico scrigno d’arte all’interno<br />

della rocca Pallavicino Casali,<br />

spicca quello dell’Ultima Cena. Posto<br />

appena sopra la fascia dei gigli, superato<br />

il secondo arco, l’affresco è lungo<br />

circa 250 centimetri e alto 128. Su uno<br />

sfondo verde finemente damascato si<br />

delinea una lunga tavola rettangolare,<br />

imban<strong>di</strong>ta per la cena, attorno alla<br />

MONTICELLI D’ONGINA<br />

in maniera positiva, sullo stile <strong>di</strong> cucina.<br />

Restano immutate le tra<strong>di</strong>zionali ricette <strong>di</strong><br />

acqua, con la specialità esclusiva del locale,<br />

l’anguilla marinata. Oggi il locale è<br />

gestito dalla fi glia dei Cattivelli, Manuela<br />

con il marito Luca Castellani, un autentico<br />

promotore della cultura gastronomica della<br />

Bassa Piacentina. Alla cucina d’acqua si affi<br />

anca quella <strong>di</strong> terra con le ricette storiche<br />

piacentine e una cura particolare ai dolci<br />

tipici, creati da Clau<strong>di</strong>a Cattivelli. Per bere,<br />

scelta in prevalenza legata al territorio.<br />

quale sono <strong>di</strong>sposti Cristo e gli apostoli,<br />

tranne il tra<strong>di</strong>tore Giuda che è al <strong>di</strong> là<br />

della tavola: anche iconograficamente<br />

separato dagli altri. Gli apostoli sono<br />

rappresentati nell’atto <strong>di</strong> conversare fra<br />

loro, fatta eccezione per San Giovanni<br />

che posa il capo sul petto <strong>di</strong> Gesù.<br />

L’opera risale al 1400 e fu appunto portata<br />

a termine da Bonifacio Bembo, forse<br />

con l’aiuto del fratello Benedetto.


Locanda Trattoria Cesarina<br />

INDIRIZZO: via Romagnoli, 31 - Trevozzo - Nibbiano<br />

IN SALA: Cesarina e Renato Groppi<br />

IN CUCINA: Cesarina e Renato Groppi<br />

TELEFONO: 0523.998301<br />

FAX: 0523.733070<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: venerdì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 26 <strong>di</strong>cembre all’ultimo lunedì <strong>di</strong> gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 90<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta e spinaci, pisarei<br />

e faso’, anolini in brodo, tagliatelle ai funghi porcini, coppa <strong>di</strong> maiale al forno, trippa alle verdure, anatra<br />

al forno, polenta e cinghiale, polenta e coniglio, brasato <strong>di</strong> manzo, busslan, crostate fatte in casa<br />

Erano i primi anni sessanta, l’Italia aveva<br />

voglia <strong>di</strong> <strong>di</strong>menticare guerra, fame e fatica.<br />

Nelle campagne stava cominciando<br />

l’emigrazione. In quel contesto i coniugi Groppi<br />

decisero <strong>di</strong> aprire una locanda in piena campagna,<br />

a Trevozzo, in una valle dove non c’era all’orizzonte<br />

nessun’altra forma <strong>di</strong> sviluppo oltre<br />

all’agricoltura e un pò <strong>di</strong> artigianato. Ma quella<br />

valle, rimasta incontaminata, oggi è il cuore<br />

della viticoltura piacentina e meta in aumento<br />

<strong>di</strong> quel turismo enogastronomico che premia gli<br />

sforzi <strong>di</strong> persone come Renato e Cesarina. La<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa della “Madonna<br />

delle formiche” a Trevozzo<br />

A Santa Maria del Monte, a Trevozzo <strong>di</strong><br />

Nibbiano, la chiesa de<strong>di</strong>cata alla Natività<br />

della Beata Vergine è meglio conosciuta<br />

con il nome <strong>di</strong> “Madonna delle formiche”,<br />

che deriva da un fenomeno davvero singolare<br />

che si può notare sul monte verso<br />

la prima decade del mese <strong>di</strong> settembre. Si<br />

tratta del volo nuziale della formica conosciuta<br />

dagli entomologi con il nome<br />

NIBBIANO<br />

trattoria, con uso <strong>di</strong> locanda, allieta i palati degli<br />

avventori con i piatti più veri della cucina piacentina,<br />

mantenendo inalterati i gusti originari<br />

<strong>di</strong> queste ricette che si basano su un sapiente<br />

utilizzo <strong>di</strong> materie prime legate a stagionalità<br />

e fornitori locali <strong>di</strong> riconosciuta serietà. L’accoglienza<br />

basa la sua forza sulla familiarità e<br />

gli ambienti, semplici e ben curati, confermano<br />

soli<strong>di</strong>tà e affi dabilità. Del resto, in questi spazi,<br />

già nei secoli scorsi, sostavano i viaggiatori che<br />

affrontavano le montagne piacentine per raggiungere<br />

il mare <strong>di</strong> Genova.<br />

scientifi co <strong>di</strong> Myrmica Scabrino<strong>di</strong>s, insetto<br />

decisamente comune nel nostro territorio.<br />

Fu proprio il misterioso riproporsi, ogni<br />

anno, dell’episo<strong>di</strong>o naturale certamente<br />

suggestivo, a suggerire la sacralizzazione<br />

del luogo facendolo <strong>di</strong>venire un luogo <strong>di</strong><br />

culto. La prima notizia della chiesa che<br />

appare con le caratteristiche <strong>di</strong> un santuario,<br />

infatti, risale ad<strong>di</strong>rittura al 1152.<br />

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La trattoria è <strong>di</strong> quelle che restano nel<br />

cuore, anche se passano anni dalla<br />

chiusura. È stato talmente “luttuoso” il<br />

fatto che Vincenzina Mondonico chiudesse<br />

ai primi anni del 2000 che lei non ha resistito<br />

ed ora, fi nalmente tornata, continua ad<br />

allietare palati, ad offrire gioie gastronomiche,<br />

a <strong>di</strong>spensare cultura culinaria. Il locale<br />

è in una vecchia casa <strong>di</strong> fi ne Ottocento, sapientemente<br />

restaurata, <strong>di</strong>viso in due sale e<br />

con un ampio spazio all’aperto, per le sere<br />

d’estate. La cucina è rigorosamente piacenti-<br />

Trattoria Chiarone<br />

INDIRIZZO: località Chiaroni - Pianello Val Tidone<br />

IN SALA: Enrica Od<strong>di</strong> e Lara Gan<strong>di</strong>ni IN CUCINA: Vincenzina Mondonico e collaboratori<br />

TELEFONO: 0523.998311 FAX: 0523.998311<br />

E-MAIL: info@trattoriachiarone.it SITO: www.trattoriachiarone.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 60 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, gnocco fritto, panzerotti, anolini<br />

in brodo, tortelli al burro e salvia, pisarei e faso’, tagliolini con porcini, spugnolata, bolliti<br />

misti, arrosti misti, cinghiale in umido, selvaggina con polenta (su prenotazione), busslan, sbrisolona,<br />

crostata <strong>di</strong> prugne<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Le grotte <strong>di</strong> Rocca d’Olgisio<br />

All’esterno della Rocca d’Olgisio, grazie<br />

ad alcuni scavi opera dell’archeologo Antonio<br />

Zucconi, sono state ritrovate delle<br />

cavità naturali che erano abitate già in<br />

epoca antichissima. Si tratta delle grotte<br />

del Cipresso, delle Sante e dei Coscritti.<br />

Recano segni <strong>di</strong> lavorazioni umane eseguite<br />

con strumenti metallici e quin<strong>di</strong><br />

risalenti all’età protostorica. La maggior<br />

parte delle grotte sono rimaste aperte at-<br />

PIANELLO VAL TIDONE<br />

na, senza lasciare spazio a sperimentazioni o<br />

innovazioni dei piatti per adattarli alle tendenze.<br />

Lunghe cotture imposte dalle antiche<br />

ricette <strong>di</strong>ventano un modo per raccontare ai<br />

clienti gli usi e i costumi della terra piacentina,<br />

cosa assai apprezzata da chi si muove<br />

in questi luoghi spinto da curiosità e voglia<br />

<strong>di</strong> scoperta. Affascinante è il racconto della<br />

stagionatura delle coppe nelle vecchie cantine,<br />

che Piercarlo Od<strong>di</strong> segue <strong>di</strong> persona per<br />

<strong>di</strong>eci mesi, e sublime <strong>di</strong>venta il momento<br />

dell’assaggio.<br />

traverso i secoli e riutilizzate in svariati<br />

perio<strong>di</strong> come quello della Resistenza.<br />

Alcune sono state ostruite dalla sabbia.<br />

Due <strong>di</strong> queste sono state esplorate e al<br />

loro interno sono state trovate ceramiche<br />

d’impasto risalenti all’età del Bronzo e<br />

alla seconda età del Ferro. Si pensa che<br />

all’epoca le grotte fossero utilizzate come<br />

abitazioni, ma in parte anche come necropoli<br />

e come luoghi <strong>di</strong> culto.


Trattoria San Gabriele<br />

INDIRIZZO: strada San Gabriele, 16 - Piozzano<br />

IN SALA: Gianmario Achilli<br />

IN CUCINA: Antonella e Cristina Civar<strong>di</strong><br />

TELEFONO: 0523.979233 FAX: 0523.979233<br />

E-MAIL: info@trattoriasangabriele.it SITO: www.trattoriasangabriele.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: una quin<strong>di</strong>cina a gennaio e una ad agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 110<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta, tortelli <strong>di</strong> ricotta e<br />

spinaci, pisarei e faso’, anolini in brodo, panzerotti, arrosti misti, selvaggina, salame cotto, carne alla<br />

griglia, torta <strong>di</strong> mele, crostate <strong>di</strong> marmellata, sbrisolona, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

La mamma in cucina è una presenza<br />

insostituibile, per la sua memoria e<br />

per la sua manualità. Chissà quanti<br />

ristoratori vorrebbero avvalersi <strong>di</strong> un contributo<br />

così importante. Antonella e Cristina<br />

hanno avuto questa fortuna, oltre a<br />

quella <strong>di</strong> essere la quarta generazione <strong>di</strong><br />

cuoche della famiglia Civar<strong>di</strong>.<br />

Poter contare sui segreti della cucina <strong>di</strong><br />

un tempo mette la trattoria nella posizione<br />

privilegiata <strong>di</strong> quelli che garantiscono<br />

al cibo sapori, profumi, consistenze che a<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Castello <strong>di</strong> Monteventano<br />

Dell’originario complesso del castello<br />

<strong>di</strong> Monteventano restano oggi le mura<br />

<strong>di</strong> cinta, un ingresso ad arco che porta<br />

le tracce degli incassi del ponte levatoio<br />

e una torretta a base rettangolare<br />

addossata al palazzotto residenziale.<br />

La parte meglio conservata è il torrione<br />

rotondo, alto un trentina <strong>di</strong> metri e<br />

posto a presi<strong>di</strong>o dell’ingresso. È dotato<br />

<strong>di</strong> due accessi posti piuttosto in alto.<br />

PIOZZANO<br />

volte rischiano <strong>di</strong> perdersi. La pasta fatta<br />

in casa che qui si mangia, senza eguali,<br />

è l’esempio più lampante <strong>di</strong> come sia importante<br />

tramandarsi memoria e abitu<strong>di</strong>ni,<br />

oltre ai trucchi del mestiere. Il locale rivela<br />

una cura ai dettagli che lo impreziosisce<br />

nella sua semplicità; dai centritavola fatti<br />

“freschi” ogni giorno con verdura e frutta<br />

<strong>di</strong> stagione al sorriso sincero <strong>di</strong> Gianmario<br />

che accoglie gli ospiti senza <strong>di</strong>stinzioni<br />

<strong>di</strong> nessun tipo. Orttimi i piatti e buona la<br />

carta dei vini.<br />

Nel castello si trova anche un’antica<br />

chiesetta <strong>di</strong> cui si può ammirare l’abside<br />

romanica, ornata esternamente<br />

da lesene, archetti pensili e, la parte<br />

più pregevole, una monofora con una<br />

piccola faccia umana nell’archivolto,<br />

inglobata come cappella battesimale<br />

quando venne costruita l’attuale chiesa<br />

<strong>di</strong> pianta più ampia. Oggi il castello<br />

appartiene ad un pittore tedesco.<br />

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Locanda dei Cacciatori<br />

INDIRIZZO: località Mistadello - Castione - Ponte dell’Olio<br />

IN SALA: Piero e Sergio Montanari e Marco Biolcati<br />

IN CUCINA: Marcello Brullo e Giuseppina Carini<br />

TELEFONO: 0523.875105<br />

FAX: 0523.876234<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 10 al 30 gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 330 all’interno e 120 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli <strong>di</strong> erbette,<br />

ravioli in brodo, funghi porcini impanati e fritti, coppa <strong>di</strong> maiale al forno, brasati <strong>di</strong> cinghiale,<br />

selvaggina, bistecca <strong>di</strong> cavallo, grana padano, crostata <strong>di</strong> prugne, busslan, nocino, bargnolino<br />

Qui domina sopra ad ogni cosa, il culto<br />

dei salumi piacentini, da servire<br />

come antipasto o come merenda.<br />

Ebbene sì, se arrivate a Castione intorno<br />

alle quattro pomeri<strong>di</strong>ane potrete godere <strong>di</strong><br />

uno dei piaceri della vita: la merenda con<br />

i salumi tipici piacentini. Se poi lo fate nei<br />

mesi <strong>di</strong> giugno o <strong>di</strong> novembre nel capoluogo<br />

potrete assistere a due eventi unici<br />

nel loro genere, la Festa della Pancetta e<br />

I Sapori del Borgo. La Locanda è uno dei<br />

posti più rinomati della Val Nure per la sua<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Fontanazzo <strong>di</strong> Ponte dell’Olio<br />

Oggi è apparentemente solo e abbandonato,<br />

ma un tempo era un luogo in<br />

cui le donne si ritrovavano per lavare<br />

il bucato e i bimbi per giocare allegramente.<br />

E così, le mura del Fontanazzo<br />

<strong>di</strong> Ponte dell’Olio, sono pregne <strong>di</strong> ricor<strong>di</strong>.<br />

La sorgente da cui prende acqua<br />

e che per secoli ha <strong>di</strong>ssetato ortolani,<br />

agricoltori, minatori, operai delle fornaci,<br />

eccetera, fu anche preziosa nei<br />

PONTE DELL’OLIO<br />

facile fruibilità, gran<strong>di</strong> sale e ampio parcheggio,<br />

che la rendono adatta alle libagioni<br />

in compagnia <strong>di</strong> amici e familiari. Inoltre<br />

<strong>di</strong>spone <strong>di</strong> poche gradevoli camere per un<br />

soggiorno immerso nella Natural Valley,<br />

come viene defi nita da alcuni anni questa<br />

porzione del territorio piacentino. D’estate<br />

il giar<strong>di</strong>no offre uno spazio che è garanzia<br />

<strong>di</strong> relax, dove aspettare l’ora <strong>di</strong> cena con un<br />

intrigante bianco Val Nure. Un consiglio,<br />

segnatevi in agenda il periodo dei funghi,<br />

ai Cacciatori è un vero trionfo <strong>di</strong> bontà.<br />

momenti <strong>di</strong> epidemia e pestilenza. Poi,<br />

con l’avvento della tecnologia, il Fontanazzo<br />

corse il rischio <strong>di</strong> scomparire<br />

e <strong>di</strong> essere <strong>di</strong>menticato. In realtà la<br />

sua presenza resta impressa nella tra<strong>di</strong>zione<br />

pontolliese e la struttura che<br />

ospita oggi la sorgente rimane uno<br />

degli angoli più caratteristici del paese,<br />

proprio per il valore simbolico che<br />

porta con sé.


Carla Aradelli ha avuto un maestro<br />

d’eccezione: Georges Cogny, lo chef<br />

che si è innamorato <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> grazie<br />

alla sua signora, originaria <strong>di</strong> Farini<br />

conosciuta e sposata in Francia, e ai tortelli.<br />

Con lui sono cresciuti i giovani piacentini,<br />

tra cui Carla che ha aperto negli<br />

anni ‘90 questo bel locale, insieme a suo<br />

marito Maurizio. Un locale blasonato dalle<br />

guide che trova il suo punto <strong>di</strong> forza nella<br />

valorizzazione dei piatti tra<strong>di</strong>zionali, con<br />

adattamenti che tendono ad esaltarne i sa-<br />

Ristorante Riva<br />

INDIRIZZO: via Riva, 16 - Ponte dell’Olio<br />

IN SALA: Maurizio Rossi IN CUCINA: Carla Aradelli<br />

TELEFONO: 0523.875193 FAX: 0523.871168<br />

info@ristoranteriva.it SITO: www.ristoranteriva.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: il lunedì tutto il giorno, il martedì a mezzogiorno<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 30 all’interno e 15 all’esterno<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 55,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini con pasta fritta, mezzmanag ripiene<br />

con carne d‘agnello in brodo con verdurine, gnocchi <strong>di</strong> patate con crema <strong>di</strong> ortiche, tortelli intrecciati<br />

<strong>di</strong> ricotta, agnello nostrano con prugnoli e polenta secca, faraona farcita alle erbe, petto d’oca e verdure<br />

croccanti, tortino caldo al cioccolato, tortina <strong>di</strong> amaretti e mandorle con zabaione al vov e marsala<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Riva<br />

Stando ad una leggenda il castello <strong>di</strong><br />

Riva, complesso fortifi cato <strong>di</strong> Ponte dell’Olio,<br />

sarebbe caratterizzato dalla presenza<br />

<strong>di</strong> un cunicolo sotterraneo che,<br />

partendo da una torretta posta sul lato<br />

nord, passava un tempo sotto il fossato<br />

e si collegava ad un e<strong>di</strong>fi cio che faceva<br />

parte della cerchia <strong>di</strong> <strong>di</strong>fesa più esterna<br />

e che era a<strong>di</strong>bito un tempo a maglio<br />

<strong>di</strong> ferro. Un’altra versione narra invece<br />

PONTE DELL’OLIO<br />

pori, e nelle materie prime, rigorosamente<br />

stagionali e scelte tra produttori e fornitori<br />

locali. Al punto che lo stesso comune <strong>di</strong><br />

Ponte dell’Olio ha prodotto una guida in cui<br />

invita gli ospiti a gustare piatti a “chilometro<br />

zero” fatti nei ristoranti del territorio.<br />

Maestria nell’esecuzione, raffi natezza negli<br />

ambienti, simpatia nell’accoglienza. A questi<br />

ingre<strong>di</strong>enti si aggiunge una cantina che<br />

racchiude, oltre ad una eccellente selezione<br />

<strong>di</strong> vini dei colli piacentini, anche <strong>di</strong>verse<br />

centinaia <strong>di</strong> etichette nazionali ed estere.<br />

<strong>di</strong> un condotto che metteva in comunicazione<br />

il castello <strong>di</strong> Riva con altri due<br />

manieri situati sulle colline vicine (Montesanto<br />

e Veano <strong>di</strong> Vigolzone), correndo<br />

ad<strong>di</strong>rittura al <strong>di</strong> sotto del greto del torrente.<br />

La realtà non dovrebbe essere poi<br />

così lontana dalla leggenda, in quanto è<br />

probabile la presenza <strong>di</strong> un tunnel, <strong>di</strong> cui<br />

non sono comunque rimaste tracce, per<br />

garantire la fuga in caso <strong>di</strong> asse<strong>di</strong>o.<br />

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Antica Trattoria Bellaria<br />

INDIRIZZO: via Genova, 88 - località Bellaria - Rivergaro<br />

IN SALA: Daniele, Sara e Marina Merlini<br />

IN CUCINA: Maurizio Merlini<br />

TELEFONO: 0523.958612 FAX: 0523.958612<br />

E-MAIL: merlinisara@libero.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: il mese <strong>di</strong> gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 all’interno e 25 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 30,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta, tortelli alla piacentina,<br />

pisarei e faso’, anolini pasticciati, anatra al forno, piccola <strong>di</strong> cavallo, tast (tasca ripiena),<br />

busslan, crostate fatte in casa<br />

Il ristorante è posto su uno <strong>di</strong> quei bivi strategici<br />

che molto spesso risolvono la scelta<br />

<strong>di</strong> dove fermarsi a mangiare, da parte delle<br />

famiglie in vacanza e delle persone in viaggio<br />

per lavoro. Infatti ti appare davanti con il suo<br />

stile e nome molto tra<strong>di</strong>zionale e subito pensi:<br />

qui si sta bene <strong>di</strong> sicuro. Ed è proprio così,<br />

grazie all’entusiasmo che i fratelli Daniele e<br />

Maurizio Merlini, dopo un lungo peregrinare<br />

tra esperienze <strong>di</strong> ristorazione internazionale,<br />

mettono nella gestione <strong>di</strong> questo locale. Un<br />

mix <strong>di</strong> professionalità e familiarità è il tratto<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Montechiaro<br />

Presso il castello <strong>di</strong> Montechiaro, imponente<br />

complesso fortificato che si<br />

trova nell’omonima località <strong>di</strong> Rivergaro<br />

e che risalirebbe al XI secolo, si<br />

trovava il cosiddetto “Benvegnu”, un<br />

bassorilievo su cui si possono notare,<br />

scolpiti, i proprietari del castello.<br />

L’immagine aveva il compito <strong>di</strong> dare<br />

l’impressione che le figure stessero<br />

idealmente accogliendo gli ospiti e a<br />

RIVERGARO<br />

<strong>di</strong>stintivo della gestione che mette l’ospite a<br />

proprio agio favorendo il suo indugiare tra<br />

le numerose proposte <strong>di</strong> cucina piacentina.<br />

L’altra caratteristica è la stagionalità dell’offerta,<br />

rispettosa dei dettami della tra<strong>di</strong>zione<br />

locale; i piatti vengono sempre presentati in<br />

maniera estremamente accurata, evitando leziosità<br />

e invasioni <strong>di</strong> rucola anni ottanta. La<br />

carta dei vini offre il meglio della produzione<br />

piacentina e il consiglio è quello <strong>di</strong> affi darsi<br />

alle cure <strong>di</strong> Daniele e Maurizio nella scelta<br />

degli abbinamenti.<br />

testimoniare ciò, c’è la <strong>di</strong>citura posizionata<br />

in alto, che recita: «Signori vu<br />

sie tuti ben vegnù e zesscun ghe verà<br />

serà ben vegnù e ben recevù». Oggi<br />

l’originale <strong>di</strong> questo caratteristico<br />

bassorilievo non si trova più a Rivergaro,<br />

ma è invece custo<strong>di</strong>ta al Museo<br />

Civico <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, vista la sua importanza<br />

anche come testimonianza della<br />

prima lingua volgare scritta.


Ristorante Albergo La Sosta del Re<br />

INDIRIZZO: via Roma, 1 - Rivergaro<br />

IN SALA: Enrico Masnata IN CUCINA: Teresa Mazzocchi<br />

TELEFONO: 0523.958677 FAX: 0523.076087<br />

E-MAIL: lasostadelre@fastwebnet.it SITO: www.lasostadelre.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: giovedì, solo in inverno<br />

PERIODO DI FERIE: non contemplate<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 60 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: American Express, Mastercard, Visa<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli classici<br />

piacentini, anolini della tra<strong>di</strong>zione, tagliatelle ai funghi porcini freschi, brasati con polenta<br />

(in inverno), trippa alla Piacentina, piccola <strong>di</strong> cavallo, bolliti misti, arrosti misti, busslan, crostate<br />

fatte in casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

appare rustico ad un primo<br />

sguardo ma poi si scoprono dettagli<br />

L’ambiente<br />

che <strong>di</strong> rustico mantengono il calore,<br />

negli spazi e negli arre<strong>di</strong>. La vecchia locanda<br />

del paese è stata riaperta nel 2005,<br />

preservando lo spirito della struttura: un<br />

ottimo rapporto qualità-prezzo, l’occasione<br />

<strong>di</strong> pernottare per chi vuole cenare nel ristorante<br />

e per i turisti in transito. Sono un<strong>di</strong>ci<br />

le camere, arredate con molto gusto. Mentre<br />

il ristorante offre quella cucina tipica<br />

oggi tanto ricercata. Il locale è stato conce-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il sentiero del Santuario a Rivergaro<br />

Tipico sentiero <strong>di</strong> Rivergaro è quello<br />

in pendenza che conduce al Santuario<br />

della Madonna delle Grazie al castello,<br />

che sorge appunto sulle rovine<br />

del castello, in posizione elevata e<br />

sovrastante la piazza. Proprio per le<br />

caratteristiche della via <strong>di</strong> accesso, il<br />

santuario è particolarmente caratteristico<br />

e meta <strong>di</strong> pellegrinaggi. Pertanto<br />

il sentiero è particolarmente frequen-<br />

RIVERGARO<br />

pito per assecondare un pubblico attento e<br />

selettivo. I soci Pippo Stampanoni e Enrico<br />

Masnata credono talmente nel legame con<br />

il territorio che organizzano delle serate a<br />

tema del tipico, dove il cibo e i vini sono<br />

presentati anche dai loro stessi produttori.<br />

D’estate i tavoli vengono messi in strada, a<br />

<strong>di</strong>mostrare la tranquillità <strong>di</strong> questo piacevole<br />

paese, cuore della Val Trebbia e meta<br />

<strong>di</strong> moltissimi villeggianti, anche stranieri.<br />

Ottima la scelta dei vini suggeriti, in abbinamento<br />

alle portate.<br />

tato. Parte dalla località Castagna, situata<br />

a circa un chilometro dal centro<br />

storico e raggiungibile in pochi minuti<br />

proprio dalla piazzetta <strong>di</strong> Sant’Agata.<br />

Questo itinerario conduce al luogo<br />

<strong>di</strong> culto attraverso un suggestivo percorso<br />

che è caratterizzato dal verde<br />

<strong>di</strong> una bella e ricca vegetazione, ma<br />

soprattutto dal corso del rio Rivergaro<br />

che lo accompagna.<br />

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Ristorante Caffè Grande - Sugö<br />

INDIRIZZO: piazza Paolo, 8 - Rivergaro<br />

IN SALA: Fabrizio Bertuzzi IN CUCINA: Betti Bertuzzi<br />

TELEFONO: 0523.958524 FAX: 0523.958524<br />

SITO: www.caffegrande.it<br />

ORARI DI APERTURA: a mezzogiorno, solo nel periodo invernale, e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in parte nel mese <strong>di</strong> gennaio e in parte a settembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 27,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, giar<strong>di</strong>niera, tortelli <strong>di</strong> ricotta,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, stinco <strong>di</strong> vitello, bolliti misti, cacciagione, arrosto <strong>di</strong> vitello,<br />

grana padano, robiola, pecorino del Monte Cerro, zabaione con le fragole, crostate <strong>di</strong> frutta,<br />

sbrisolona, semifreddo al croccante<br />

Con questo fanno centotrentatre! Sono<br />

gli anni trascorsi da quando, sulla piazza<br />

principale <strong>di</strong> Rivergaro, aprì questa<br />

locanda con uso <strong>di</strong> cucina. Le camere sono<br />

rimaste fi no agli anni Settanta e se prima erano<br />

sosta privilegiata <strong>di</strong> viandanti o <strong>di</strong> nobili,<br />

dal dopoguerra erano <strong>di</strong>ventate luogo <strong>di</strong> villeggiatura<br />

<strong>di</strong> nonni con i nipoti, o <strong>di</strong> famiglie<br />

che volevano una vacanza il cui ingre<strong>di</strong>ente<br />

principale fosse il relax e la familiarità. Poi<br />

arrivò Paolo Bertuzzi e il locale venne in<strong>di</strong>viduato<br />

con il nome “da Sugö”. Bertuzzi era<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La torre della chiesa <strong>di</strong> Sant’Agata<br />

a Rivergaro<br />

Il pregevole ornamento che spicca sulla<br />

costruzione religiosa, ha una storia a sé.<br />

La nuova chiesa è stata infatti resa atta<br />

all’esercizio del culto <strong>di</strong>vino nel 1819, ma<br />

a quella data ancora mancava l’ornamento<br />

più bello e necessario, la torre appunto.<br />

Iniziò così la supplica nel tentativo <strong>di</strong> <strong>di</strong>rimere<br />

la questione tra la Fabbriceria e il<br />

conte Giovanni Anguissola. Quest’ultimo<br />

RIVERGARO<br />

il papà <strong>di</strong> Betti e Fabrizio, che oggi lo <strong>di</strong>rigono<br />

mantenendo inalterata la fama del padre.<br />

In questo ristorante, specialmente d’estate, è<br />

<strong>di</strong>ffi cile trovare posto a meno <strong>di</strong> avere prenotato<br />

per tempo. Piacevole all’interno, con<br />

le sue belle sale e salette dai soffi tti a volta, e<br />

all’aperto, d’estate con pochi tavoli racchiusi<br />

da una piccola siepe. I piatti che arrivano in<br />

tavola sono quelli della tra<strong>di</strong>zione locale ma<br />

c’è spazio anche per qualche gustosa rivisitazione<br />

e, prenotando per tempo, si può gustare<br />

un’ottima burtleina.<br />

asseriva infatti che il terreno dove si voleva<br />

costruire la torre (quello <strong>di</strong> passaggio<br />

tra la cinta sua e i muri della chiesa) fosse<br />

<strong>di</strong> sua proprietà. Dopo le continue e ripetute<br />

richieste, la situazione si risolse con il<br />

permesso <strong>di</strong> realizzare la torre vicino alla<br />

facciata. L’ok defi nitivo all’e<strong>di</strong>fi cazione<br />

arrivò nel 1823, in gennaio e l’allora sindaco<br />

Farina lo comunicò al prevosto.


La <strong>di</strong>mensione è enorme, oltre quattrocento<br />

coperti, ma il servizio è all’altezza<br />

della situazione: non si lesina<br />

sul personale <strong>di</strong> sala, professionalmente<br />

ineccepibile e con una guida d’eccezione,<br />

Nilde Cassinelli, praticamente cresciuta<br />

tra i tavoli del locale aperto negli anni 70<br />

dalla mamma Adelina Mozzi, che ancor<br />

oggi sta in cucina a preparare quei piatti<br />

tra<strong>di</strong>zionali che l’hanno resa celebre nella<br />

cerchia dei cultori del buon cibo. Adatto<br />

a comitive, a banchetti, a meeting azien-<br />

Ristorante Olympia<br />

INDIRIZZO: strada Statale 45, 102 - Niviano - Rivergaro<br />

IN SALA: Nilde Cassinelli IN CUCINA: Adelina Mozzi<br />

TELEFONO: 0523.957608 FAX: 0523.957608<br />

SITO: www.ristoranteolympia.it<br />

ORARI DI APERTURA: a mezzogiorno; la sera solo su prenotazione<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 400<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, pisarei e faso’, tortelli, anolini<br />

in brodo, gnocchetti in salsa <strong>di</strong> grana padano, cervo con castagne, arrosti misti, fi letto alle<br />

erbe con patate e rosmarino, coppa al forno, grana padano, sbrisolona, busslan, crostate fatte in<br />

casa, liquori <strong>di</strong> nocino e bargnolino<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La strada del Bagnolo<br />

Dal punto <strong>di</strong> vista paesaggistico, il vero<br />

gioiello del territorio rivergarese è rappresentato<br />

dal famoso “Bagnolo”, la strada<br />

che conduce in Val Nure. La si prende percorrendo<br />

la statale 45, dove prima <strong>di</strong> giungere<br />

nel centro <strong>di</strong> Rivergaro, sulla sinistra,<br />

si devono seguire le in<strong>di</strong>cazioni per Ponte<br />

dell’Olio. Una volta imboccata la giusta<br />

via, lungo una striscia d’asfalto tra curve<br />

e controcurve, si apre agli occhi una delle<br />

RIVERGARO<br />

dali il ristorante riesce comunque a garantire<br />

anche l’intimità necessaria a chi<br />

sceglie una serata al <strong>di</strong> fuori delle soliti<br />

abitu<strong>di</strong>ni. La freschezza dei cibi non può<br />

che definirsi invi<strong>di</strong>abile, del resto avere<br />

un numero così vasto <strong>di</strong> clienti obbliga<br />

ad un equilibrato rapporto con la qualità<br />

e con il prezzo. Anche la cantina vanta<br />

questi pregi, poche etichette, simbolo <strong>di</strong><br />

un rapporto <strong>di</strong> grande fiducia con il vignaiolo,<br />

ma <strong>di</strong> interessante spessore. Da<br />

non perdere assolutamente i loro dolci.<br />

più belle viste dell’intera provincia piacentina:<br />

scorci paesaggistici affascinanti e<br />

soprattutto una panoramica completa su<br />

tutta la valle, fi no alla città <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>.<br />

A ciò si aggiungono i passaggi nei luoghi<br />

che sono classici riferimenti per i frequentatori<br />

e conoscitori <strong>di</strong> questa zona. Un passaggio,<br />

quin<strong>di</strong>, quasi obbligato soprattutto<br />

per gli appassionati della natura e magari<br />

delle fotografi e paesaggistiche.<br />

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La <strong>di</strong>scendenza è quella <strong>di</strong> una famigli<br />

<strong>di</strong> ristoratori e lui, Cristian Lertora,<br />

ne rappresenta l’ultima generazione.<br />

Il mestiere lo ha imparato seguendo passo<br />

passo le tecniche dei suoi genitori, affi nandole,<br />

rendendole più intriganti grazie anche<br />

ad un sistematico coinvolgimento dei suoi<br />

collaboratori. Il locale, aperto da qualche<br />

anno, è un concentrato <strong>di</strong> regole molto<br />

semplici, ricette tipiche, prodotti secondo<br />

stagione, servizio cortese e molto familiare.<br />

La linea gastronomica è simpatica, impron-<br />

Trattoria La Pieve<br />

INDIRIZZO: S.P. <strong>di</strong> Gossolengo, 33 - Pieve Dugliara - Rivergaro<br />

IN SALA: Cristian Lertora IN CUCINA: Piera Libé<br />

TELEFONO: 0523.956728 FAX: 0523.956728<br />

E-MAIL: bartrattorialapieve@tin.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in febbraio e in ottobre<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 all’interno e 70 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torta fritta, giar<strong>di</strong>niera, tortelli<br />

<strong>di</strong> ricotta, pisarei e faso’, anolini in brodo, chicche della nonna, fettuccine al brasato <strong>di</strong> manzo,<br />

bollito <strong>di</strong> manzo, lepre e cinghiale con polenta (su prenotazione), trippa alla piacentina, piccola<br />

<strong>di</strong> cavallo, tagliata <strong>di</strong> cavallo, merluzzo con cipolla, crostate fatte in casa, sbrisolona<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Ottavello<br />

Al piano terra e nei sotterranei del castello<br />

<strong>di</strong> Ottavello, secondo quanto tramandato<br />

sino ai giorni nostri si trovavano delle celle<br />

per i prigionieri, risalenti al periodo in<br />

cui il maniero, venuta meno la funzione<br />

militare, venne a<strong>di</strong>bito a carcere. In alcuni<br />

scritti del 19 febbraio 1811, si parla infatti<br />

delle prigioni poste in esso e dei locali<br />

da sistemare. Fra le spesse mura si aprono<br />

alcune feritoie e alle pareti sono infi ssi<br />

RIVERGARO<br />

tata alla cucina più tra<strong>di</strong>zionale. L’arredamento<br />

è quello tipico da osteria, datato al<br />

punto giusto, e si integra perfettamente con<br />

gli spazi pre<strong>di</strong>sponendo gli ospiti al meglio,<br />

mettendo <strong>di</strong> buon umore nella convinzione<br />

che in questo posto non si ostenta l’aria da<br />

osteria ma si rispetta la cultura della vera<br />

e genuina ospitalità. In estate gli spazi all’aperto<br />

permettono <strong>di</strong> godere del piacevolissimo<br />

clima della Val Trebbia. La cantina<br />

è ben curata, con una buona scelta <strong>di</strong> etichette<br />

piacentine e non.<br />

anelli <strong>di</strong> ferro che, secondo una tra<strong>di</strong>zione<br />

tramandata solo oralmente, sarebbero<br />

serviti per appendervi i corpi squartati<br />

dei giustiziati. Proprio i condannati a<br />

morte, sempre al piano terra del castello<br />

potevano usufruire <strong>di</strong> una cappella, in cui<br />

potevano confessarsi prima della pena capitale.<br />

Attualmente il castello, trasformato<br />

in abitazioni, si presenta costituito da due<br />

corpi <strong>di</strong> fabbrica.


Antica Trattoria Braghieri<br />

INDIRIZZO: località Centora, 21 - Rottofreno<br />

IN SALA: Liana Capelli<br />

IN CUCINA: Floriana Braghieri<br />

TELEFONO: 0523.781123<br />

FAX: 0523.781123<br />

ORARI DI APERTURA: a mezzogiorno tutti i giorni; il venerdì e il sabato anche la sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: la prima quin<strong>di</strong>cina <strong>di</strong> gennaio e dal 25 luglio al 25 agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 100<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 28,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli <strong>di</strong> ricotta, pisarei e<br />

faso’, anolini in brodo, tagliatelle fatte in casa, coppa arrosto, salame cotto, stracotto <strong>di</strong> asinina,<br />

cinghiale alla cacciatora, crostata fatta in casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

Le ricette sono quelle della nonna <strong>di</strong><br />

Floriana che aveva aperto la trattoria<br />

nel 1921, forse solo più leggere per<br />

adattarle al gusto attuale ma i sapori e i<br />

profumi restano inalterati. Qui si pratica la<br />

vera cucina tra<strong>di</strong>zionale piacentina, quella<br />

fatta in casa, con le cotture fatte nei tempi e<br />

nei mo<strong>di</strong> giusti, con gli ingre<strong>di</strong>enti che provengono<br />

dall’orto o da fornitori fedeli. Un<br />

esempio è dato dalla cacciatora, specialità<br />

della casa. Pranzare dai Braghieri signifi ca<br />

fare un viaggio nella cultura gastronomica<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La chiesa della Madonna del Pilastro<br />

La tra<strong>di</strong>zione vuole che sia stata fondata<br />

in seguito alla guarigione <strong>di</strong> una pastorella<br />

sordomuta che venne miracolata in<br />

questo luogo dalla Madonna, apparsa a lei<br />

alla fi ne del ‘300. L’evento è stato <strong>di</strong>pinto<br />

sulla volta del tempio dal pittore triestino<br />

Pittaco.<strong>di</strong> grande interesse è l’opera quattrocentesca<br />

della “Madonna con Bambino”,<br />

opera <strong>di</strong> un ignoto pittore emiliano<br />

itinerante. Il santuario, a navata unica, è<br />

ROTTOFRENO<br />

locale, con gli abbinamenti tra cibo e vino<br />

che non sono alterati dalle mode del momento<br />

ma rispecchiano il modo piacentino<br />

<strong>di</strong> fare vino, leggero e frizzante, adatto a<br />

lasciarsi bere in un bicchiere <strong>di</strong> più consapevoli<br />

che non fa male. Il servizio, accurato<br />

e gentile, si svolge in due sale dove possono<br />

trovare posto un centinaio <strong>di</strong> persone,<br />

un numero esiguo considerato il successo<br />

che la trattoria riscontra tra gli appassionati<br />

<strong>di</strong> cucina piacentina, per questo è consigliabile<br />

la prenotazione.<br />

affrescato con <strong>di</strong>pinti della Scuola <strong>di</strong> Bibiena,<br />

tra il XVII e il XVIII secolo. L’e<strong>di</strong>fi<br />

cio religioso è de<strong>di</strong>cato alla protezione<br />

dei pericoli della strada e alle vittime degli<br />

incidenti stradali, ricordate con una cerimonia<br />

nella terza domenica <strong>di</strong> settembre.<br />

99


100<br />

Trattoria Ristorante La Noce<br />

INDIRIZZO: via Agazzano, 140 - frazione Noce <strong>di</strong> San Nicolò - Rottofreno<br />

IN SALA: Enrico Tagliafi chi IN CUCINA: Francesco e Mercede Tagliafi chi<br />

TELEFONO: 0523.768738 FAX: 0523.764339<br />

E-MAIL: info@trattorialanoce.it SITO: www.trattorialanoce.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì tutto il giorno; alla domenica e al martedì solo <strong>di</strong> sera<br />

PERIODO DI FERIE: una settimana a fi ne <strong>di</strong>cembre e tre settimane ad agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 150<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, bucatini bobbiesi al<br />

ragù <strong>di</strong> cervo, tortelli al burro e salvia, pisarei e faso’, ravioli in brodo, panzerotti in terrina, arrosti misti,<br />

piccola <strong>di</strong> manzo, trippa alla piacentina, bolliti misti, anatra alle mele, faraona <strong>di</strong>sossata farcita alle verdure,<br />

costolette <strong>di</strong> agnello al timo, tagliere <strong>di</strong> formaggi, crostata della casa, dolci al cucchiaio della casa<br />

Tra poco il ristorante, nel 2010, taglierà<br />

il traguardo del secolo, sempre<br />

nella stessa posizione, sempre gestita<br />

dalla famiglia Tagliafichi: un esempio<br />

<strong>di</strong> affidabilità. Gestire una trattoria per<br />

un periodo <strong>di</strong> tempo così lungo vuol <strong>di</strong>re<br />

essere custo<strong>di</strong> <strong>di</strong> una memoria preziosa<br />

per la storia della cucina piacentina.<br />

Infatti alla Noce i piatti sono quelli più<br />

antichi e ormai <strong>di</strong> <strong>di</strong>fficile reperibilità,<br />

come la trippa o il bollito misto. Pietanze<br />

che richiedono tempi <strong>di</strong> preparazione<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Nicola <strong>di</strong> Bari a San Nicolò<br />

San Nicolò a Trebbia, frazione ben più<br />

nota del capoluogo Rottofreno, anche in<br />

virtù della sua vicinanza a <strong>Piacenza</strong> e<br />

della sua funzione <strong>di</strong> luogo <strong>di</strong> passaggio,<br />

ha una chiesa parrocchiale molto caratteristica<br />

de<strong>di</strong>cata a San Nicola <strong>di</strong> Bari,<br />

santo protettore dei bambini. La data <strong>di</strong><br />

costruzione del tempio è ignota, ma si<br />

sa che dovrebbe risalire, molto probabilmente,<br />

al Me<strong>di</strong>oevo. In quell’epoca la<br />

ROTTOFRENO<br />

così lunghi che <strong>di</strong>ventano improduttivi<br />

nell’economia <strong>di</strong> un ristorante. Ma qui la<br />

conduzione familiare consente ancora <strong>di</strong><br />

proporli. La Noce è un locale che cambia<br />

completamente a seconda degli orari: a<br />

mezzogiorno prevale una clientela d’affari;<br />

alla sera si cena alla carta. Recentemente<br />

il locale è stato ristrutturato, con<br />

sale climatizzate, arre<strong>di</strong> funzionali e un<br />

vasto parcheggio che agevola la fruibilità.<br />

Tra i vini da sottolineare la buona<br />

scelta <strong>di</strong> etichette piacentine.<br />

struttura religiosa doveva essere notevolmente<br />

più piccola e pare fungesse da<br />

cappella per un ospedale che ospitava i<br />

pellegrini in viaggio verso Roma; non si<br />

tratta dell’unico ex ospedale, visto che<br />

un altro rifugio per i pellegrini si trovava<br />

in <strong>di</strong>rezione della località “La Noce”.<br />

Tornando alla chiesa, oggi al suo interno<br />

si può ammirare l’antico organo Serassi<br />

costruito nel 1819.


Antica Trattoria del Cacciatore<br />

INDIRIZZO: località Tollara, 14 - San Giorgio Piacentino<br />

IN SALA: Antonio Biasini<br />

IN CUCINA: Manuela Chiesa<br />

TELEFONO: 0523.530127 FAX: 0523.530127<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 180 all’interno e 100 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 24,00<br />

CARTE DI CREDITO: non contemplate<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, chisolini, torte salate, tortelli<br />

<strong>di</strong> ricotta, pisarei e faso’, anolini in brodo, chicche della nonna, ni<strong>di</strong> <strong>di</strong> ron<strong>di</strong>ne, bolliti misti,<br />

arrosti misti, grigliate miste, stinco <strong>di</strong> vitello al forno, lepre, capriolo e cinghiale con polenta,<br />

grana padano, crostate <strong>di</strong> frutta, semifred<strong>di</strong> fatti in casa<br />

La lunga esperienza maturata tra tavoli<br />

e fornelli si può trovare nei piatti della<br />

cucina, proposti da Manuela Chiesa. Al<br />

Cacciatore ci si viene grazie ad un passaparola<br />

che dura ininterrotto da mezzo secolo e<br />

che <strong>di</strong>ce che qui si mangia bene. Non servono<br />

strumenti sofi sticati <strong>di</strong> comunicazione<br />

o <strong>di</strong> pubblicità quando si è affi dabili sulle<br />

materie prime, sul rispetto delle preparazioni,<br />

tramandate <strong>di</strong> generazione in generazione,<br />

quando si può contare su una clientela<br />

fedelissima che conserva gelosamente una<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

I mistadelli <strong>di</strong> San Giorgio<br />

Sul territorio <strong>di</strong> San Giorgio si trovano<br />

ben 12 mistadelli votivi, simbolo della<br />

grande religiosità della comunità fin<br />

dai tempi antichi. Si tratta <strong>di</strong> quello <strong>di</strong><br />

Sant’Agata (situato nell’omonima località),<br />

<strong>di</strong> quello della Madonna <strong>di</strong> Caravaggio<br />

in località Casa Galli <strong>di</strong> Rizzolo,<br />

<strong>di</strong> quello intitolato alla Madonna con<br />

Bambino (località castello <strong>di</strong> Rizzolo).<br />

E ancora: il mistadello della Madon-<br />

SAN GIORGIO PIACENTINO<br />

sorta <strong>di</strong> appartenenza a questo locale, situato<br />

nel cuore della campagna piacentina. Qui si<br />

fa ancora tutto in casa, a seconda <strong>di</strong> quello<br />

che offrono le stagioni e l’agricoltura locale,<br />

come si conviene ad una trattoria con almeno<br />

mezzo secolo <strong>di</strong> storia alle spalle, semplice,<br />

familiare, “casereccia” come la defi nisce la<br />

sua proprietaria, Manuela Chiesa. Tra gli elementi<br />

<strong>di</strong> fascino il camino acceso d’inverno<br />

e il bel giar<strong>di</strong>no d’estate. Anche i vini sono<br />

molto tra<strong>di</strong>zionali, <strong>di</strong> quel bel frizzante che<br />

<strong>di</strong>stingue i vini piacentini da tutti gli altri.<br />

na del rosario (Gerbido <strong>di</strong> Go<strong>di</strong>), della<br />

Madonna <strong>di</strong> Loreto (Centovera), <strong>di</strong> San<br />

Giovanni (località Montanaro), della<br />

Madonna con Bambino (Corneliano),<br />

altri due intitolati nuovamente alla Madonna<br />

del rosario (uno a Ca’ <strong>di</strong> terra <strong>di</strong><br />

Go<strong>di</strong> e l’altro a Viustino), uno de<strong>di</strong>cato<br />

alla Madonna <strong>di</strong> Lourdes, alla Madonna<br />

del Carmine (San Damiano) e quello de<br />

La Pietà in via Firenze.<br />

101


102<br />

La famiglia Anselmi ha fatto il percorso<br />

che a volte fanno tutti gli impren<strong>di</strong>tori<br />

legati alla propria creazione.<br />

L’Osteria, <strong>di</strong> proprietà della famiglia da più<br />

<strong>di</strong> ottant’anni, era stata ceduta in gestione<br />

negli anni scorsi ma poi Alfreda Anselmi è<br />

ritornata ad essere la proprietaria, a gestirla<br />

come è sempre stata gestita, con l’attenzione<br />

ai piatti della tra<strong>di</strong>zione, con il sorriso<br />

che si riserva agli ospiti che <strong>di</strong>ventano<br />

amici, con la cura rigorosa alla scelta delle<br />

materie prime e degli ingre<strong>di</strong>enti. Nelle sale<br />

Osteria del Sole<br />

INDIRIZZO: piazza Vittorio Veneto, 15 - Travo<br />

IN SALA: Lucia Zacconi IN CUCINA: Alfreda Anselmi<br />

TELEFONO: 0523.950102 FAX: 0523.950503<br />

E-MAIL: info@ostsole.it SITO: www.ostsole.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 50 all’interno e 40 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 27,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, burtleina, pisarei e faso’, tortelli<br />

<strong>di</strong> ricotta, tortelli <strong>di</strong> zucca, panzerotti, anolini in brodo, faraona arrosto, coppa arrosto,<br />

stinco <strong>di</strong> maiale al forno, merluzzo con polenta, cinghiale o lepre con polenta, semifreddo allo<br />

zabaione, crostata, sbrisolona<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo archeologico <strong>di</strong> Travo<br />

Particolarmente suggestiva, all’interno del<br />

museo archeologico <strong>di</strong> Travo, è la sezione<br />

che riguarda Paleolitico e Mesolitico. Comprende<br />

manufatti che corrispondono ai resti<br />

<strong>di</strong> accampamenti paleolitici e che furono<br />

ritrovati soprattutto nella zona pedeappenninica,<br />

fra Gazzola e Rivergaro dove affi orano<br />

i se<strong>di</strong>menti eolici chiamati loess, formatisi<br />

nella fase fi nale, arida e fredda, della<br />

glaciazione <strong>di</strong> Riss. Ma sono conservate<br />

TRAVO<br />

regna un’atmosfera gradevole, <strong>di</strong> clienti che<br />

stanno bene, a loro agio in un ambiente decisamente<br />

confortevole, dove non c’è nulla<br />

<strong>di</strong> fi nto. In questo simpatico borgo della<br />

Val Trebbia l’osteria rimane un punto fermo<br />

per chiunque voglia scoprire il piacere<br />

<strong>di</strong> un mangiare tra<strong>di</strong>zionale, tipico, legato<br />

al territorio. Un esempio deriva dagli ottimi<br />

salumi che vengono stagionati <strong>di</strong>rettamente<br />

nelle cantine sottostanti al locale. Altrettanto<br />

interessante è la proposta enologica,<br />

incentrata sulle produzioni locali.<br />

pure le tracce degli ultimi cacciatori postglaciali,<br />

rintracciabili nella parte montana<br />

della Val Trebbia in località che solo dopo<br />

la fi ne delle glaciazioni <strong>di</strong>vennero accessibili,<br />

come ad esempio ai Piani <strong>di</strong> Aglio,<br />

tra 800 e 1000 metri <strong>di</strong> quota, o al Passo<br />

dello Zovallo ad oltre 1400 metri <strong>di</strong> quota.<br />

Si tratta principalmente dei resti <strong>di</strong> accampamenti<br />

estivi <strong>di</strong> caccia, posti in luoghi <strong>di</strong><br />

passo o in vicinanza <strong>di</strong> laghetti glaciali.


Ristorante Castellaccio<br />

INDIRIZZO: Località Marchesi - Travo<br />

IN SALA: Graziano Solari, con le fi glie Camilla e Chiara IN CUCINA: Angela Repetti e Marco Giannotti<br />

TELEFONO: 0523.957333 FAX: 0523.956424<br />

E-MAIL: ristorante@castellaccio.it SITO: www.castellaccio.it<br />

ORARI DI APERTURA: sera, nei festivi anche a pranzo<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì e mercoledì<br />

PERIODO DI FERIE: seconda metà <strong>di</strong> gennaio e dal 10 al 25 agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 60<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 40,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express e Diners<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, culatello <strong>di</strong> nostra stagionatura<br />

(20 mesi), ravioli <strong>di</strong> patate rosse con tartufo fresco nostrano, tagliatelle <strong>di</strong> castagne,<br />

pisarei e fasò, frittura <strong>di</strong> rane, pernice rossa ripiena con tartufo delle nostre valli, torta calda <strong>di</strong><br />

mele e cioccolata, tiramisù<br />

Quello che colpisce in questo locale è l’atmosfera<br />

<strong>di</strong> serenità, dettata dal fatto che<br />

Graziano Solari ha una naturale vocazione<br />

alla simpatia e all’ottimismo, decisamente contagiosa.<br />

Aperto dal papà Attendolo quarant’anni fa,<br />

nel 1969, dopo aver passato i precedenti trenta tra<br />

tavoli e fornelli nella nativa Val d’Arda, il Castellaccio<br />

oggi è a pieno titolo uno dei capisal<strong>di</strong> del<br />

meglio della cucina piacentina, e non. Il ristorante<br />

è in parte un vecchio avamposto del castello <strong>di</strong><br />

Statto del 1400, in posizione dominante sul fi ume<br />

Trebbia. La sala da pranzo è collocata in una bella<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Parco Archeologico <strong>di</strong> Travo<br />

Il Parco archeologico “Villaggio neolitico”<br />

a Sant’Andrea a Travo, progettato dall’architetto<br />

Riccardo Merlo, mostra fra le altre<br />

cose le tipiche recinzione dell’epoca. Nelle<br />

buche <strong>di</strong> palo affi orate durante gli scavi,<br />

infatti, sono stati ricollocati nuovi paletti<br />

lignei in modo da poter descrivere al pubblico<br />

l’andamento originario <strong>di</strong> palizzate<br />

e recinti <strong>di</strong>slocati in <strong>di</strong>versi punti del<br />

villaggio. Presso il margine sud dell’area<br />

TRAVO<br />

e luminosa veranda, con gran<strong>di</strong> fi nestre da cui si<br />

può godere del verde circostante. In estate, prima o<br />

dopo il pasto, si può restare a conversare nel giar<strong>di</strong>no<br />

dove crescono le erbe aromatiche utilizzate<br />

in cucina; mentre in inverno è una piccola sala<br />

con camino quella de<strong>di</strong>cata al relax. Nelle cantine<br />

sotterranee dell’antico avamposto, Graziano cura<br />

personalmente la stagionatura dei salumi e i vini<br />

che compongono una carta molto ricca e solida,<br />

con il meglio anche dell’enologia locale. Ma la sua<br />

passione profonda la si ritrova nello straor<strong>di</strong>nario<br />

carrello <strong>di</strong> oltre una ventina <strong>di</strong> formaggi.<br />

è visibile anche l’antico muretto <strong>di</strong> recinzione<br />

a secco in ciottoli e per proteggerlo<br />

da intemperie ma anche da eventuali atti<br />

vandalici, è stata realizzata una copertura<br />

lignea con tetto in cristallo. A spiegare ai<br />

visitatori le peculiarità <strong>di</strong> queste antiche<br />

recinzioni (così come degli altri elementi<br />

del parco) ci pensano i pannelli esplicativi<br />

relativi alla storia del sito, alle strutture<br />

abitative e funzionali.<br />

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Si prova un sentimento <strong>di</strong> solidarietà e<br />

gratitu<strong>di</strong>ne verso le persone che decidono<br />

<strong>di</strong> resistere a fare cucina tra<strong>di</strong>zionale<br />

in luoghi ormai <strong>di</strong>menticati dai gran<strong>di</strong> transiti,<br />

come può essere questo. Lo scorso anno<br />

ha superato il traguardo dei settant’anni e ha<br />

mantenuto il primato da leggenda che i tortelli<br />

che si mangiano qui sono i più delicati <strong>di</strong> tutta<br />

la provincia. La trattoria si trova in un luogo<br />

che, a cominciare dal nome della località,<br />

la <strong>di</strong>ce lunga su come raggiungerlo. Un vero<br />

viaggio da affrontare con la giusta serenità<br />

Trattoria Pastori<br />

INDIRIZZO: località Pastori, 14 - Travo<br />

IN SALA: Simona Merli<br />

IN CUCINA: Andrea Monfasani e Rita Stornelli<br />

TELEFONO: 0523.950212<br />

FAX: 0523.950212<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: giovedì<br />

PERIODO DI FERIE: in ottobre<br />

NUMERO DI COPERTI: 70 all’interno e 80 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli con la coda, pisarei e<br />

faso’, anolini in brodo, tagliatelle al sugo <strong>di</strong> cinghiale, selvaggina con polenta (su prenotazione), arrosti<br />

misti, bolliti misti, dolci al cucchiaio fatti in casa, crostate <strong>di</strong> marmellata fatte in casa, sbrisolona<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La Pietra Parcellara<br />

A partire dall’imme<strong>di</strong>ato dopoguerra<br />

il paese <strong>di</strong>venne noto anche in campo<br />

nazionale grazie alla presenza, nel suo<br />

territorio, <strong>di</strong> numerosi tipi <strong>di</strong> pietre tra<br />

le quali spiccava per importanza quella<br />

litografi ca, utilizzata da varie case e<strong>di</strong>trici.<br />

Le pietre cavate in varie zone del<br />

comune venivano lavorate in uno stabilimento<br />

ancora oggi denominato Fabbrica.<br />

Oggi, la “pietra” più famosa della<br />

TRAVO<br />

che il bellissimo paesaggio trasmette. Arrivati<br />

lassù è garantito, dopo la sod<strong>di</strong>sfazione della<br />

vista, il piacere del gusto. Poche cose, un menu<br />

che rispetta il concetto <strong>di</strong> stagionalità allo stato<br />

puro, suffi cienti però a comporre un grande<br />

straor<strong>di</strong>nario pasto. Sapori e profumi sono<br />

quelli che ricordano la cucina <strong>di</strong> casa, senza<br />

ingre<strong>di</strong>enti moderni e un po’ “forzati”. Anche<br />

la carta dei vini è ridotta ai minimi termini, ma<br />

con proposte <strong>di</strong> ottima qualità. L’estate regala<br />

la possibilità <strong>di</strong> pranzare sulla bellissima terrazza<br />

panoramica da cui si domina la valle.<br />

zona è senza dubbio la località Pietra<br />

Parcellara, meta <strong>di</strong> escursioni. Per raggiungerla<br />

da Travo è necessario risalire<br />

la strada per Bobbiano, incontrando sia<br />

la grande roccia <strong>di</strong> Perduca che appunto<br />

la Pietra Parcellara: si tratta <strong>di</strong> un poderoso<br />

roccione <strong>di</strong> serpentino nero, alla cui<br />

vetta, a 836 metri <strong>di</strong> altezza, si giunge<br />

arrampicandosi lungo una ripida gra<strong>di</strong>nata<br />

scavata nella roccia viva.


Arrivati qui ci si immagina come doveva<br />

essere la vita da queste parti<br />

fi no a pochi decenni fa, quando ancora<br />

esisteva la scuola nella frazione, che<br />

ospitava decine <strong>di</strong> bambini. Ora la scuola<br />

elementare non c’è più e nei locali è stato<br />

ricavato questo ostello dal nome bizzarro.<br />

Non si sentono le voci dei ragazzini ma lo<br />

spirito giocoso e allegro c’è, eccome. È l’entusiasmo<br />

contagioso della giovane Valeria<br />

e dei suoi familiari che hanno deciso che<br />

questa sarà la loro vita. Stare qui, in mezzo<br />

Ostello degli El<br />

INDIRIZZO: via Agù, 25 - Vezzolacca - Vernasca<br />

IN SALA: famiglia Croci<br />

IN CUCINA: famiglia Croci<br />

TELEFONO: 0523.899011 FAX: 0523.899109<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno su prenotazione e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabili<br />

NUMERO DI COPERTI: 70 all’interno e 24 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: Mastercard e Visa<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: I piatti della tra<strong>di</strong>zione piacentina: salumi tipici<br />

piacentini, tortelli <strong>di</strong> patate, <strong>di</strong> zucca, <strong>di</strong> ricotta, pisarei e fasò, anolini in brodo, gnocchi <strong>di</strong> patate<br />

e <strong>di</strong> castagne, stracotto <strong>di</strong> asinina, cinghiale con polenta, salame cotto, stinco <strong>di</strong> maiale al vino<br />

rosso, merluzzo fritto con polenta, crostate e dolce freddo fatto in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

I boschi <strong>di</strong> Vezzolacca<br />

Una delle tipicità <strong>di</strong> Vezzolacca sta nella<br />

grande fertilità del terreno, tanto da<br />

essere considerato come miglior villaggio<br />

<strong>di</strong> tutta la valle per le caratteristiche<br />

del suolo, e nella conseguente rigogliosa<br />

vegetazione. Se dal punto <strong>di</strong> vista delle<br />

coltivazioni spiccano quelle <strong>di</strong> patate,<br />

dal punto <strong>di</strong> vista dei “frutti” del bosco<br />

è da citare la castagna. Questo frutto autunnale<br />

vanta una forte tra<strong>di</strong>zione e lo<br />

VERNASCA<br />

alle montagne piacentine, ad un passo dal<br />

confi ne con Parma, a fare il pane fatto in<br />

casa per gli ospiti, a fare la pasta a mano<br />

per gli amici, ad abbellire ogni giorno il<br />

loro locale con poche cose ma altrettanto<br />

geniali idee. Sono gli attori <strong>di</strong> un nuovo<br />

rinascimento delle terre povere del nostro<br />

territorio, quelle <strong>di</strong> una montagna che si è<br />

troppo velocemente spopolata e che ora si<br />

ripresenta in tutta la sua bellezza e con i<br />

suoi prodotti straor<strong>di</strong>nari. Gli stessi che qui<br />

si usano per fare dei buoni cibi.<br />

<strong>di</strong>mostrano i secolari castagneti che si<br />

estendono sui monti attorno al paese e<br />

che in me<strong>di</strong>a danno circa 800 quintali<br />

<strong>di</strong> castagne ogni anno. Ma nei boschi <strong>di</strong><br />

Vezzolacca si trovano anche tartufi e <strong>di</strong>verse<br />

varietà <strong>di</strong> funghi, tra i quali il più<br />

apprezzato porcino. Durante le “ricerche”<br />

si possono seguire sentieri e mulattiere,<br />

ideali per il contatto con la natura e la<br />

vista del panorama.<br />

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La maialata è uno degli eventi culinari<br />

più tra<strong>di</strong>zionali del territorio piacentino,<br />

soprattutto nella parte orientale, quella<br />

che confi na con il parmense. Da Rino rientra<br />

nelle trattorie più apprezzate per questo tipo<br />

<strong>di</strong> cucina. In pratica, se si or<strong>di</strong>na per tempo,<br />

si potrà degustare un vero e proprio trionfo <strong>di</strong><br />

tutte le ricette che si possono fare con la carne<br />

<strong>di</strong> maiale. Ma non c’è solo questo a rendere<br />

particolare questa trattoria posta sulla strada<br />

che collega la Via Emilia con una delle aree<br />

piacentine più vocate alla viticoltura: Bace-<br />

Ristorante da Rino<br />

INDIRIZZO: via Fontana, 61 - Bacedasco Basso - Vernasca<br />

IN SALA: Massimo Quaruffi<br />

IN CUCINA: Enrico Quaruffi<br />

TELEFONO: 0523.895149<br />

FAX: 0523.895149<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: non contemplato<br />

NUMERO DI COPERTI: 120 all’interno e 25 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, anolini in brodo, pisarei e<br />

fasò, tortelli <strong>di</strong> erbette, tortelli <strong>di</strong> zucca, panzerotti, tagliatelle, stracotto <strong>di</strong> asinina, coppa arrosto,<br />

trippa, gambotto, crostate fatte in casa, torta <strong>di</strong> mandorle, semifred<strong>di</strong> fatti in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Centro visite della Via Francigena<br />

a Vernasca<br />

L’antica canonica del paese attualmente<br />

ospita il Centro Visita Provinciale della<br />

Via Francigena, uno spazio museale e <strong>di</strong>dattico<br />

nel quale sono raccolti, al piano<br />

terra, materiali illustrativi e reperti storici<br />

riguardanti la tratta piacentina del<br />

cammino <strong>di</strong> pellegrinaggio verso Roma.<br />

Al primo piano sono invece esposti gli<br />

affreschi <strong>di</strong>staccati dalle pareti dell’anti-<br />

VERNASCA<br />

dasco. Le peculiarità sono che ogni cosa che<br />

in questa trattoria si mangia è fatta in casa e<br />

selezionata <strong>di</strong>rettamente dai fratelli Quaruffi :<br />

dai salumi che vengono stagionati nelle loro<br />

cantine ai dolci che sono fatti sulla base <strong>di</strong><br />

ricette tra<strong>di</strong>zionali. Anche i vini sono frutto<br />

della loro selezione tra i produttori locali e si<br />

abbinano alla perfezione con i loro piatti.<br />

Persino l’ambiente risente della familiarità,<br />

con le tavole apparecchiate con quella sana<br />

semplicità con cui ci si deve porre verso la<br />

cucina tra<strong>di</strong>zionale.<br />

ca Pieve (rie<strong>di</strong>fi cata più in basso rispetto<br />

all’originale nel 1890) che si trova<br />

a fi anco, tra cui c’è anche quello della<br />

“Madonna Incoronata”. Questi affreschi,<br />

risalenti al 1474, furono staccati e restaurati<br />

nel 1969 ma solo da poco tempo<br />

sono esposti al pubblico all’interno del<br />

Centro. Per anni, infatti, sono stati ospitati<br />

nei locali del palazzo municipale.


Ristorante Taverna al Castello<br />

INDIRIZZO: via Libertà, 12 - Vigoleno - Vernasca<br />

IN SALA: Giuseppina Pascale, Raffaello Illica Magrini IN CUCINA: Elsa Butteri<br />

TELEFONO: 0523.895146 FAX: 0523.895146<br />

E-MAIL: ristorantetaverna@alice.it SITO: www.vigolenoitaly.com/taverna.html<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì<br />

PERIODO DI FERIE: non contemplato<br />

NUMERO DI COPERTI: 130<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 27,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, pisarei e faso’,<br />

tortelli <strong>di</strong> patate ai funghi, fettuccine ai funghi, frittata ai funghi porcini, vitello al Vin Santo <strong>di</strong><br />

Vigoleno, spalla <strong>di</strong> maiale al forno, cinghiale con polenta, asinella stufata, crostata <strong>di</strong> marmellata,<br />

panna cotta<br />

Questa è una delle tante storie che si<br />

trovano in questa guida, storie <strong>di</strong> famiglie<br />

che scelgono la strada della<br />

ristorazione, facendo affi damento sulle proprie<br />

mani, sulle tra<strong>di</strong>zioni e le abitu<strong>di</strong>ni verso<br />

una determinata cucina che si tramandano<br />

<strong>di</strong> generazione in generazione. Storie che<br />

durano decenni e <strong>di</strong>mostrano l’affi dabilità e<br />

la bravura, l’onestà e la passione dei protagonisti.<br />

Come quella della famiglia Illica<br />

Magrini, che gestisce da quarant’anni esatti<br />

la Taverna al Castello, nel cuore <strong>di</strong> uno<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il castello <strong>di</strong> Vigoleno<br />

Il borgo me<strong>di</strong>oevale <strong>di</strong> Vigoleno, certificato<br />

nel 2002 come uno dei “Borghi<br />

più belli d’Italia” e insignito della<br />

ban<strong>di</strong>era arancione da parte del Touring<br />

Club Italiano, è caratterizzato<br />

dalla sua forma ellissoidale racchiusa<br />

da imponenti ed integre mura merlate,<br />

percorse interamente da un camminamento<br />

<strong>di</strong> ronda dal quale si ha l’opportunità<br />

<strong>di</strong> ammirare un’eccezionale<br />

VERNASCA<br />

dei borghi più belli d’Italia. Quarant’anni<br />

<strong>di</strong> straor<strong>di</strong>nari piatti fatti rigorosamente in<br />

casa, dalle mani <strong>di</strong> Elsa Butteri.<br />

E serviti in sala da Raffaello e Giuseppina,<br />

a clienti che spaziano dai gran<strong>di</strong> nomi dello<br />

spettacolo e della cultura ai turisti o alle<br />

famiglie piacentine che sanno che qui, ad<br />

esempio, gli anolini sono strepitosi.<br />

Buona carta dei vini e possibilità <strong>di</strong> degustare<br />

il prodotto più esclusivo del luogo: il<br />

Vin Santo <strong>di</strong> Vigoleno, magari abbinato ai<br />

dolci <strong>di</strong> Giuseppina Pascale.<br />

panoramica su tutta la Val Stirone.<br />

L’unico accesso al borgo, in corrispondenza<br />

del mastio, è preceduto da<br />

un “rivellino”: fortificazione <strong>di</strong> forma<br />

allungata che serviva a proteggere la<br />

porta vera e propria ed a facilitare le<br />

vie <strong>di</strong> fuga in caso <strong>di</strong> emergenza. La<br />

struttura urbana è invece dominata<br />

dal mastio quadrangolare, dotato <strong>di</strong><br />

feritoie, beccatelli e merli ghibellini.<br />

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La cosa che colpisce, in una delle belle<br />

sere d’estate che si trascorrono nella<br />

grande veranda del ristorante, è che non<br />

c’è uno solo degli ospiti, gran<strong>di</strong> o piccini che<br />

siano, che non si lascia contagiare da due tiri<br />

al calciobalilla, messo ai margini dei tavoli.<br />

L’altra è che davanti si apre un paesaggio dai<br />

bellissimi toni <strong>di</strong> verde. Il tutto con<strong>di</strong>to dalla<br />

motivazione principale per cui si è venuti fi n<br />

qui: la genuinità della cucina, la bontà dei<br />

salumi “fatti su” da loro, le famiglie Loschi e<br />

Berelli, da sempre proprietari del rinomato Da<br />

Trattoria da Luigi<br />

INDIRIZZO: via Franchini, 21 - Bacedasco Basso - Vernasca<br />

IN SALA: Giovanni Berelli e Barbara Loschi IN CUCINA: Anna Maria Dadomo e Barbara Loschi<br />

TELEFONO: 0523.895120 FAX: 0523.897038<br />

SITO: www.trattoriadaluigi.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: venerdì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 24 <strong>di</strong>cembre al 5 gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 100 all’interno e 100 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, tortelli d’erbetta,<br />

pisarei e faso’, tortelli <strong>di</strong> zucca, gnocchi al sugo d’anatra, anolini in brodo, tagliatelle ai<br />

funghi, punta <strong>di</strong> vitello, anatra e faraona arrosto, cotechino e salame fritto (solo in inverno),<br />

crostata <strong>di</strong> marmellata, torta <strong>di</strong> mandorle<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

I vigneti <strong>di</strong> Bacedasco<br />

Le colline sono colme <strong>di</strong> vigneti or<strong>di</strong>nati,<br />

con una rosa che apre ogni filare.<br />

Il paesaggio è un piacere per gli occhi<br />

e denota <strong>di</strong> cosa si vive da queste parti.<br />

Le caratteristiche dei terreni delle<br />

zone attorno a Bacedasco hanno molte<br />

similitu<strong>di</strong>ni con quelle della zona<br />

in cui si produce Champagne, in Francia.<br />

Non a caso da queste parti, fino<br />

a pochi anni fa, il vino principale era<br />

VERNASCA<br />

Luigi. D’estate clima e paesaggio fantastici,<br />

d’inverno calore familiare nelle sale arredate<br />

con semplicità, su cui si possono assaggiare<br />

i piatti della cucina tipica piacentina che qui<br />

vengono preparati esclusivamente secondo<br />

stagione, con prodotti e materie prime <strong>di</strong> <strong>di</strong>retta<br />

provenienza. Se alcuni strappi alla regola<br />

ci sono è perché alcuni piatti sono talmente<br />

buoni da venire richiesti dalla clientela più<br />

fedele anche fuori stagione. I vini sono frutto<br />

<strong>di</strong> una scelta molto classica, con buone etichette<br />

locali e non.<br />

chiamato “champagnino”. La tra<strong>di</strong>zione<br />

dei vini frizzanti, profumati e <strong>di</strong><br />

pronta beva resta quella più ra<strong>di</strong>cata<br />

e le decine <strong>di</strong> aziende vitivinicole, <strong>di</strong><br />

piccolissime <strong>di</strong>mensioni, hanno sempre<br />

la cantina aperta ma soprattutto<br />

garantiscono la tutela del paesaggio.


La sorpresa è tanta quando si arriva in<br />

questo locale. La prima è la carta con<br />

cui sono presentate le pietanze e i vini.<br />

Di buon gusto, attenta alla tra<strong>di</strong>zione, con<br />

vini selezionati e presentati con il giusto<br />

ricarico. Poi gli ambienti, gradevoli, puliti,<br />

con toni alle pareti molto rilassanti. Infi ne<br />

la cucina, molto buona, proposta facendo<br />

leva sulla sapienza delle vecchie massaie<br />

<strong>di</strong> una volta. Gli ingre<strong>di</strong>enti sono dell’orto<br />

<strong>di</strong>etro casa, la pasta è tutta fatta a mano,<br />

il pane fatto in casa, i salumi stagionati<br />

Trattoria Trinità<br />

INDIRIZZO: via Trinità, 16 - Borla - Vernasca<br />

IN SALA: Giovanni Solari e il fi glio Filippo<br />

IN CUCINA: Ornella Rizzi e il fi glio Cristian<br />

TELEFONO: 0523.898133 FAX: 0523.898301<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: giovedì<br />

PERIODO DI FERIE: da fi ne agosto ai primi <strong>di</strong> settembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 25,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, tortelli alla piacentina,<br />

pisarei e fasò, anolini in brodo, agnolotti <strong>di</strong> spalla cotta, pollo fritto, coppa arrosto, faraona<br />

farcita, cinghiale e con polenta, semifreddo al mascarpone, torta <strong>di</strong> pere e cioccolato,<br />

crostate fatta in casa<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

L’oratorio <strong>di</strong> Santa Franca a Vitalta<br />

In località Vitalta si trova uno dei più<br />

noti oratori del territorio <strong>di</strong> Vernasca.<br />

Si tratta <strong>di</strong> una struttura de<strong>di</strong>cata a<br />

Santa Franca e costruita nel 1932,<br />

frutto della tra<strong>di</strong>zionale devozione<br />

popolare per la figura della Santa. Tale<br />

devozione va fatta risalire al lontano<br />

1175, quando proprio a Vitalta nacque<br />

la donna, figlia del conte e della contessa<br />

Vitalta e in seguito badessa del<br />

VERNASCA<br />

<strong>di</strong>rettamente. Un servizio gentile e simpaticamente<br />

informale, fatto dal proprietario,<br />

lascia trapelare tutto l’amore che viene messo<br />

in questo lavoro. Un motivo in più per<br />

apprezzare questa gradevole trattoria. In<br />

estate è piacevole pranzare nei pochi tavoli<br />

all’aperto, assaporando i rumori della vita<br />

<strong>di</strong> campagna. In pratica qui è bello perdere<br />

tempo tra chiacchiere e buon cibo, uno stile<br />

<strong>di</strong> vivere che si sta perdendo. Per accompagnare<br />

la conversazione a fi ne pasto i liquori<br />

caserecci sono l’ideale.<br />

monastero cistercense <strong>di</strong> Monte Lama,<br />

presso Morfasso. La Santa nacque in<br />

un castello del quale successivamente<br />

si sono perse le tracce ed appartenne<br />

inizialmente alla congregazione benedettina.<br />

Poi aderì invece a quella<br />

cistercense. Morì nel convento <strong>di</strong> Vallera,<br />

presso <strong>Piacenza</strong>, nel 1218. In suo<br />

ricordo, in epoca relativamente recente,<br />

fu fatto e<strong>di</strong>ficare l’oratorio.<br />

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I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il cartiglio <strong>di</strong> Grazzano Visconti<br />

Chi ha l’occasione <strong>di</strong> visitare il suggestivo<br />

borgo <strong>di</strong> Grazzano Visconti,<br />

avrà modo <strong>di</strong> notare, <strong>di</strong>pinto sui muri<br />

degli e<strong>di</strong>fici, un enigmatico <strong>di</strong>pinto<br />

per il cui significato è facile interrogarsi.<br />

Si tratta <strong>di</strong> un cartiglio con una<br />

scritta in caratteri gotici, che sale a<br />

volute sul gambo <strong>di</strong> un grande garofano<br />

rosso. Con ogni probabilità questa<br />

sorta <strong>di</strong> simbolo-messaggio, nac-<br />

que come un’ironica risposta lasciata<br />

dall’ideatore <strong>di</strong> Grazzano Visconti<br />

ai critici <strong>di</strong> maniera, agli estimatori<br />

del bello non in quanto tale, ma<br />

dell’autentico anche se <strong>di</strong> modesto<br />

pregio. La strana e incomprensibile<br />

scritta che si legge è «Otla.ni.adraug.<br />

e.enetapipmi», che se letta da destra<br />

verso sinistra restituisce la frase: «Impipatene<br />

e guarda in alto».<br />

Il luogo è <strong>di</strong> quelli che tutti, almeno una<br />

volta nella vita, hanno sognato <strong>di</strong> avere e<br />

<strong>di</strong> viverci o lavorarci; si tratta <strong>di</strong> un vecchio<br />

fi enile, ridondante <strong>di</strong> fi ori che assolvono<br />

alla funzione terapeutica <strong>di</strong> mettere <strong>di</strong> buon<br />

umore, intelligentemente restaurato e arredato<br />

dal tocco gentile della proprietaria che con<br />

pochi curatissimi dettagli lo ha reso molto<br />

accogliente. Se poi lo si colloca alle porte del<br />

fantastico borgo <strong>di</strong> Grazzano, nato dal nulla<br />

grazie al genio della <strong>di</strong>nastia dei Visconti,<br />

l’invi<strong>di</strong>a va alle stelle.<br />

Per fortuna che questo vecchio fi enile ospita<br />

l’Osteria delle Ron<strong>di</strong>ni, aperta al pubblico e<br />

soprattutto alla portata <strong>di</strong> tutti, grazie ad un<br />

sapiente uso delle materie prime che ubbi<strong>di</strong>scono<br />

alla fi losofi a dei prodotti a “chilometro<br />

zero”. Questo permette <strong>di</strong> elaborare una<br />

prposta gastronomica dove il rapporto prezzo-qualità<br />

è veramente rispettato, come i due<br />

piatti a Denominazione d’Origine Comunale<br />

che qui si possono gustare: i tortelli con la<br />

coda e la torta <strong>di</strong> fi chi <strong>di</strong> Albarola, quest’ultima<br />

sono in stagione.<br />

INDIRIZZO: strada della Ca’ Matta, 16 - Grazzano Visconti - Vigolzone<br />

IN SALA: Mirella Bensi e collaboratori IN CUCINA: Mirella Bensi e Francesca Pinta<br />

TELEFONO: 0523.879097 FAX: 0523.879097<br />

E-MAIL: ron<strong>di</strong>ni@ron<strong>di</strong>niosteria-grazzano.it SITO: www.ron<strong>di</strong>niosteria-grazzano.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: variabile<br />

NUMERO DI COPERTI: 250<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 20,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, chisolini, tortelli con le code,<br />

pisarei e faso’, anolini in brodo, coppa <strong>di</strong> maiale al forno, piccola <strong>di</strong> cavallo, tast (tasca <strong>di</strong> vitello<br />

ripiena), stracotti e brasati con polenta, bolliti misti e salsa verde, faraona ripiena, crostate <strong>di</strong><br />

marmellata o <strong>di</strong> frutta <strong>di</strong> stagione, dolci al cucchiaio della casa<br />

Le Ron<strong>di</strong>ni Osteria<br />

VIGOLZONE


Ristorante del Biscione<br />

INDIRIZZO: piazza Gian Galeazzo Visconti, 18 - Grazzano Visconti - Vigolzone<br />

IN SALA: Raffaello Savi IN CUCINA: Antonio Limpido<br />

TELEFONO: 0523.870149 FAX: 0523.872668<br />

E-MAIL: info@ristorantebiscione.it SITO: www.ristorantebiscione.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì e martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in gennaio<br />

NUMERO DI COPERTI: 80 all’interno e 50 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 26,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, torte salate calde, pisarei<br />

e faso’, basotti, tortelli <strong>di</strong> magro, anolini in brodo, batù d’oca con polenta fritta, coppa arrosto,<br />

vitello al forno, bolliti misti, sbrisolona, crostate <strong>di</strong> frutta, dolci al cucchiaio fatti in casa, liquori<br />

<strong>di</strong> nocino, bargnolino e <strong>di</strong> erba Luigia<br />

Una carta dei vini monumentale e una<br />

cucina prestigiosa. Sono le due caratteristiche<br />

che balzano subito all’occhio,<br />

appena ci si accomoda nelle belle sale <strong>di</strong> questo<br />

ristorante che ha da poco superato il secolo <strong>di</strong><br />

vita, quasi in concomitanza con la nascita <strong>di</strong><br />

questo “borgo ideale” voluta da Giuseppe Visconti<br />

da Modrone tra la fi ne dell’Ottocento e i<br />

primi del Novecento. Visitare Grazzano Visconti<br />

è una sorta <strong>di</strong> viaggio nel fi abesco che induce<br />

ad una serena pre<strong>di</strong>sposizione d’animo. Quella<br />

più in<strong>di</strong>cata per assaporare la cucina del luogo.<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il <strong>di</strong>pinto dei Visconti a Grazzano<br />

Tra i tanti <strong>di</strong>pinti a soggetto votivo,<br />

religioso, aral<strong>di</strong>co e allegorico che<br />

si trovano sugli e<strong>di</strong>fici del borgo <strong>di</strong><br />

Grazzano Visconti, particolarmente<br />

significativo è quello situato sotto il<br />

porticato del Palazzotto della Istituzione,<br />

che vuole anche rappresentare<br />

la famiglia fondatrice. Raffigura infatti<br />

il conte Giuseppe, autore <strong>di</strong> questo e<br />

degli altri affreschi, nell’atto <strong>di</strong> offrire<br />

VIGOLZONE<br />

Il Biscione, che prende il nome dallo stemma<br />

dei Visconti da Modrone, è gestito da pochi<br />

anni con molta cura e passione da Raffaello<br />

Savi, <strong>di</strong> solide tra<strong>di</strong>zioni familiari nel settore<br />

della ristorazione. Con lui la cucina ha consolidato<br />

il legame con il territorio, con le ricette<br />

piacentine più classiche che gli ospiti possono<br />

apprezzare serviti nelle sale che sanno <strong>di</strong> antico<br />

e d’estate nel delizioso giar<strong>di</strong>no, a lume <strong>di</strong><br />

candela. In questo ambiente neogotico riposano<br />

anche i vini, prima <strong>di</strong> essere serviti in n perfetto<br />

abbinamento con le portate.<br />

con i suoi familiari l’istituzione ed il<br />

borgo alla Madonna. La composizione<br />

è stata realizzata nel 1937 e raffigura,<br />

da sinistra, le figlie Ida e Anna con in<br />

braccio la figlioletta Meralda, Uberta,<br />

i nipoti Violante, Giammaria, Barnabò,<br />

Eriprando, il conte stesso e, verso<br />

l’alto, i figli Luchino (grande maestro<br />

della cinematografia), Guido, Luigi ed<br />

Edoardo.<br />

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Trattoria La Ver<strong>di</strong>ana<br />

INDIRIZZO: località Sant’Agata - Villanova<br />

IN SALA: Mario Bonini<br />

IN CUCINA: Fabio Bonini<br />

TELEFONO: 0523.830209 FAX: 0523.830209<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: lunedì<br />

PERIODO DI FERIE: dal 26 <strong>di</strong>cembre al 15 gennaio; una settimana a fi ne agosto<br />

NUMERO DI COPERTI: 35 all’interno e 30 sotto il porticato estivo<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 35,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici e tra<strong>di</strong>zionali piacentini, tortelli alla<br />

Ver<strong>di</strong>, tortelli <strong>di</strong> erbette, pisarei e faso’, cappello del prete, mariola, faraona in casseruola, anatra<br />

in casseruola ai semi <strong>di</strong> papavero, lumache trifolate (su prenotazione), zabaione con scaglie <strong>di</strong><br />

cioccolato, zabaione agli amaretti, sbrisolona<br />

Ver<strong>di</strong> abitava a due passi dal locale, la<br />

sua fama in fatto <strong>di</strong> cucina era proverbiale,<br />

e molto rigorosa. Nel menu si<br />

ritrova la stessa fi losofi a e gli ospiti, molto<br />

spesso internazionali, avvertono questo rigore<br />

verso la salvaguar<strong>di</strong>a delle tra<strong>di</strong>zioni<br />

gastronomiche che qui si fondono, come in<br />

ogni terra <strong>di</strong> confi ne, tra <strong>Piacenza</strong> e Parma.<br />

In pratica questa potrebbe essere defi nita a<br />

pieno titolo, la cucina del Ducato.<br />

Le pietanze sono quelle delle lunghe cotture<br />

che lasciano tracce <strong>di</strong> profumi in ogni stanza<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

La strada dei ciliegi<br />

I ciliegi sono simbolo del paese. Si<br />

trovano su entrambi i lati del torrente<br />

Arda e lungo il vecchio corso del torrente<br />

“Arda Vecchia” in località Soarza.<br />

Lungo la strada che da San Pietro in<br />

Cerro conduce a Villanova, proprio sul<br />

confine dei due comuni dove la strada<br />

prende il nome <strong>di</strong> via Roma ed inizia a<br />

costeggiare il torrente Arda, lo spettacolo<br />

dei ciliegi in fiore è particolarmen-<br />

VILLANOVA SULL’ARDA<br />

<strong>di</strong> questa gradevole trattoria, dove Fabio e<br />

Mario Bonini garantiscono la più alta qualità,<br />

<strong>di</strong> servizio e <strong>di</strong> cucina.<br />

Non si scherza quando si ha a che fare ogni<br />

giorno con un vicino <strong>di</strong> casa così importante<br />

come Giuseppe Ver<strong>di</strong> e con i suoi cultori.<br />

Il locale rientra nel circuito gastronomico<br />

della Bassa Piacentina e i piatti e i vini<br />

sono in prevalenza frutto <strong>di</strong> una ricerca e<br />

<strong>di</strong> una selezione <strong>di</strong> questo territorio così<br />

speciale, in cui si offre una cucina sempre<br />

autentica e onesta.<br />

te suggestivo tanto da deliziare vista ed<br />

olfatto dal mese <strong>di</strong> marzo e fino alla<br />

raccolta. La via dei ciliegi porta sino al<br />

centro del capoluogo e quin<strong>di</strong> lungo il<br />

torrente seguendo via XXV Aprile oppure<br />

via Lanca fino al Podere Possessioni.<br />

Anche proseguendo verso Soarza<br />

si trova lo spettacolo unico dei ciliegi<br />

in fiore, anche lungo la strada bianca<br />

denominata via Brigata Julia.


Albergo Capannette <strong>di</strong> Pey<br />

INDIRIZZO: località Capannette - Zerba<br />

IN SALA: Carlo Tambussi<br />

IN CUCINA: Mirella Tambussi<br />

TELEFONO: 0523.935129 FAX: 0523.935234<br />

E-MAIL: aaa SITO: www.capannette.it<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: martedì (in estate è sempre aperto)<br />

PERIODO DI FERIE: in genere nel mese <strong>di</strong> novembre<br />

NUMERO DI COPERTI: 90<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 22,00<br />

CARTE DI CREDITO: Visa, Mastercard, American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: antipasto <strong>di</strong> salumi tipici piacentini, fagottini al<br />

formaggio, pisarei e faso’, ravioli <strong>di</strong> magro, panzerotti, punta <strong>di</strong> vitello al forno, arrosti misti,<br />

bolliti misti, stracotto <strong>di</strong> manzo, crostate fatte in casa, sbrisolona<br />

Un altro locale storico, oltre cent’anni<br />

<strong>di</strong> pratica dell’ospitalità, in un luogo<br />

che tra l’atro non benefi cia <strong>di</strong> transiti<br />

commerciali ma bisogna andarci apposta. I<br />

motivi per farlo non mancano, un panorama<br />

stupendo, un’aria cristallina, la pace e<br />

il relax. Su tutti la buona cucina, <strong>di</strong> quelle<br />

degli alberghi <strong>di</strong> una volta, dove il rapporto<br />

con l’ospite era segnato da una lunga conoscenza<br />

e quin<strong>di</strong> se ne conoscevano le abitu<strong>di</strong>ni<br />

e gli stili alimentari. Una pratica che<br />

è ormai in <strong>di</strong>suso ma non qui. Sarà perché<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Monte Lesima<br />

Uno dei punti più paesaggistici del territorio<br />

porta con sé un’antica storia, molto<br />

più vicina alla leggenda. Si narra infatti<br />

che sul monte Lesima, attraverso un’antica<br />

mulattiera che ancora oggi viene<br />

chiamata “Strada <strong>di</strong> Annibale”, proprio<br />

Annibale fu costretto a salire per orientarsi,<br />

ai tempi della Battaglia sul Trebbia.<br />

Secondo la leggenda, infatti, proprio la<br />

fondazione del paese si deve ad un grup-<br />

ZERBA<br />

Carlo Tambussi è vocato a questo mestiere,<br />

sarà perché ci si sente un po’ fuori dal<br />

mondo, sarà perché è bello sentirsi come a<br />

casa la buona cucina è un elemento naturale,<br />

come il paesaggio che circonda l’albergo.<br />

A valorizzarne ulteriormente la cultura e la<br />

tra<strong>di</strong>zione sono gli eventi gastronomici che<br />

si organizzano perio<strong>di</strong>camente, quando arrivano<br />

le stagioni dei funghi ad esempio. Altrettanto<br />

interessante è la scelta dei vini, con<br />

etichette delle <strong>di</strong>verse regioni che in questo<br />

punto si congiungono.<br />

po <strong>di</strong> <strong>di</strong>sertori cartaginesi che abbandonarono<br />

l’esercito <strong>di</strong> Annibale nel 218 a.C.,<br />

ai tempi della Battaglia della Trebbia. In<br />

base a ciò, la tra<strong>di</strong>zione vorrebbe che il<br />

toponimo derivasse, o comunque avesse<br />

la stessa origine, <strong>di</strong> quello dell’isola nordafricana<br />

Djerba, a cui nel suono assomiglia.<br />

Secondo altre fonti, invece, il nome<br />

deriverebbe da “gerbo”, ossia terreno coperto<br />

<strong>di</strong> sterpaglie o terreno incolto.<br />

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Ristorante Casabella<br />

INDIRIZZO: località Casabella - Ziano Piacentino<br />

IN SALA: Alberto Caravaggi<br />

IN CUCINA: Roberta Civar<strong>di</strong> e Paola Caravaggi<br />

TELEFONO: 0523.862840<br />

FAX: 0523.843754<br />

ORARI DI APERTURA: mezzogiorno e sera<br />

GIORNO DI CHIUSURA: in estate il martedì; in inverno il lunedì e il martedì<br />

PERIODO DI FERIE: in gennaio e variabili nel periodo estivo<br />

NUMERO DI COPERTI: 70 all’interno e 20 all’aperto<br />

PREZZO MEDIO DI UN PASTO (VINI ESCLUSI): euro 26,00<br />

CARTE DI CREDITO: le principali tranne American Express<br />

I PIATTI DELLA TRADIZIONE PIACENTINA: salumi tipici piacentini, gnocco fritto, pisarei e faso’,<br />

tortelli con le code, arrosto <strong>di</strong> culatello, coppa arrosto, crostate <strong>di</strong> marmellata ed altre fatte in<br />

casa, dolci al cucchiaio fatti in casa<br />

È<br />

sulla linea <strong>di</strong> confi ne tra Colli Piacentini e<br />

Oltrepo Pavese, a fi l <strong>di</strong> costa che consente<br />

<strong>di</strong> allargare lo sguardo su un panorama<br />

mozzafi ato. Il ristorante è stato ricavato dalla<br />

ristrutturazione <strong>di</strong> un bel palazzo <strong>di</strong> campagna<br />

dei primi del Novecento. Tre donne, oltre<br />

ad Alberto, con<strong>di</strong>vidono la gestione <strong>di</strong> questo<br />

locale <strong>di</strong>ventato punto <strong>di</strong> riferimento <strong>di</strong> coloro<br />

che praticano turismo enogastronomico. Il ristorante<br />

è annesso ad una cantina dove sono<br />

possibili degustazioni e acquisto dei vini (che<br />

hanno lo stesso nome del locale) che si ritro-<br />

I LUOGHI DA SCOPRIRE<br />

Il Museo della Civiltà Conta<strong>di</strong>na<br />

a Vicobarone<br />

Realizzato grazie alla collaborazione <strong>di</strong><br />

molti residenti, che hanno deciso <strong>di</strong> donare<br />

vecchie attrezzature o oggetti particolari,<br />

il “Museo della civiltà conta<strong>di</strong>na” <strong>di</strong> Vicobarone<br />

<strong>di</strong> Ziano, allestito dal 2002 nelle ex<br />

scuole elementari, rappresenta un’autentica<br />

memoria delle tra<strong>di</strong>zioni agricole locali.<br />

Al suo interno si trovano strumenti per<br />

illuminare o riscaldare le case durante gli<br />

ZIANO PIACENTINO<br />

vano poi in carta. Gli ambienti sono curati con<br />

molto gusto, con suppellettili curiose e originali.<br />

All’occorrenza spuntano magicamente i<br />

seggioloni per i bambini che pranzano con i<br />

genitori, poi comunque liberi <strong>di</strong> scorrazzare<br />

nella campagna circostante. Con un servizio<br />

degno dei ristoranti più blasonati, il menu proposto<br />

vanta un corretto equilibrio tra qualità<br />

e prezzo. Il piacere <strong>di</strong>venta assoluto quando,<br />

nelle sere d’estate, si può cenare all’aperto,<br />

trovandosi una enorme luna piena che spunta<br />

dalle colline coperte <strong>di</strong> vigneti.<br />

inverni, altri per la lavorazione dei vini tipica<br />

della zona, o ancora botti, pompe per<br />

il verderame, attrezzi per scolare il caglio<br />

del formaggio fresco, carretti da traino per<br />

i cavalli, eccetera. Rappresenta dunque un<br />

luogo per toccare con mano come vivevano,<br />

lavoravano e passavano il loro tempo<br />

nonni e bisnonni. Ad occuparsi del museo<br />

è l’associazione culturale “Pe’d fèr”.


Le ricette<br />

della cucina piacentina


BATARÒ<br />

Antipasti, pani, salse, contorni<br />

INGREDIENTI: pasta <strong>di</strong> pane, sale, olio, zucchero, miele<br />

Staccate dei pezzetti dalla pasta del pane, allargateli con il palmo della mano, poi con<br />

le nocche fate dei segni sulla superfi cie; metteteli in un forno cal<strong>di</strong>ssimo adatto per<br />

il pane. Nel forno devono restare il tempo necessario alla pasta per gonfi arsi, quin<strong>di</strong><br />

pochi minuti; una volta tolti dal forno cospargeteli <strong>di</strong> olio e sale e spennelateli con miele e<br />

spolverata <strong>di</strong> zucchero.<br />

BURTLÊINA E BAVARÒN<br />

INGREDIENTI: farina bianca, uova, sale, acqua q.b., bavaròn, strutto oppure olio<br />

Disponete la farina in una capace zuppiera e stemperatela con l’acqua per ottenere una<br />

morbida pastella, aggiungete le uova sbattute in proporzione <strong>di</strong> uno ogni tre etti <strong>di</strong><br />

farina. Salate e lasciate riposare per circa mezz’ora e poi aggiungete i bavaròn affettati<br />

fi nemente e mescolate. In una larga padella per friggere scaldate lo strutto (o l’olio) e,<br />

quando sarà <strong>di</strong>ventato ben caldo, versate il composto poco alla volta, a cucchiaiate. Friggete<br />

fi no a che le bortelline risulteranno ben dorate su entrambi i lati, poi scolatele e passatele su<br />

carta assorbente da cucina.<br />

CHISOLA (FOCACCIA CON I CICCIOLI)<br />

INGREDIENTI: farina bianca, lievito <strong>di</strong> birra, ciccioli, sale, strutto oppure olio, acqua<br />

Con la farina, il lievito <strong>di</strong> birra e un po’ d’acqua tiepida, preparate un panetto e mettetelo<br />

in una ciotola con il fondo cosparso <strong>di</strong> farina bianca, coprendolo con altra<br />

farina e tenendolo in un luogo caldo per <strong>di</strong>verse ore. In una padella fate soffriggere i<br />

ciccioli con lo strutto (o l’olio) e qualche cucchiaio d’acqua, nel caso in cui dovessero seccare<br />

troppo. Disponete poi il resto della farina bianca a fontana sulla spianatoia, mettete al<br />

centro il panetto <strong>di</strong> lievito con l’acqua tiepida e il vino; impastate per alcuni minuti e quin<strong>di</strong><br />

aggiungetelo all’impasto i ciccioli. Lasciate riposare l’impasto per almeno un’ora. Stendete la<br />

pasta in modo da avere uno spessore <strong>di</strong> circa 1 centimetro e mezzo in una teglia leggermente<br />

unta. Lasciate lievitare fi no a quando si alzerà <strong>di</strong> un ulteriore centimetro, mettete in forno<br />

precedentemente riscaldato a 180°C per una quarantina <strong>di</strong> minuti.<br />

CHISOLINI - CHISULÈN<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina bianca, sale, strutto oppure olio, acqua<br />

Preparate un composto con la farina, l’acqua e il sale; lavorato il composto e ottenuta<br />

una pasta omogenea ed elastica, lasciatela riposare in luogo fresco ed asciutto<br />

per circa un’ora; dopo<strong>di</strong>ché la stendete con il mattarello fi no ad ottenere una sfoglia<br />

sottile, tagliatela a quadri o a rombi, friggendoli in strutto oppure olio. Serviteli cal<strong>di</strong>.<br />

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GIARDINIERA<br />

INGREDIENTI: peperone, cipolla, carota, sedano, fagiolino, cavolo, olio extravergine <strong>di</strong> oliva, aceto <strong>di</strong><br />

vino, alloro, chiodo <strong>di</strong> garofano, sale e pepe q.b.<br />

Sbucciate le cipolline e lasciatele nell’acqua fredda per un’oretta. Raschiate le carote e<br />

tagliatele a bastoncini. Pulite il sedano privandolo dei fi lamenti e tagliate a pezzetti.<br />

Dividete il cavolfi ore in cimette. In una pentola mettete a bollire l’aceto e aggiungetevi<br />

il sale, i chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano, l’alloro, i grani <strong>di</strong> pepe, quin<strong>di</strong> tuffatevi le verdure lavate<br />

e lasciatele cuocere per circa un quarto d’ora. Scolatele e <strong>di</strong>sponetele in un vaso a chiusura<br />

ermetica, ricoprite con l’aceto bollente e lasciate raffreddare.<br />

LASCHE DEL PO IN CARPIONE - STRICC’IN CARPION<br />

INGREDIENTI: lasche (stricc), olio, aglio, farina, aceto, vino bianco, rosmarino<br />

Una volta lavate le lasche, asciugatele leggermente in un telo, evisceratele schiacciando la<br />

“pancia” del pesciolino. Dopo una leggera infarinatura, friggetele velocemente nell’olio,<br />

quanto basta per scottarle. A parte in un tegame fate soffriggere olio, aglio e rosmarino,<br />

a cui unirete aceto e vino bianco (le proporzioni variano secondo i gusti, meglio non esagerare<br />

con l’aceto altrimenti le lasche risultano troppo brusche). Quando il vino e l’aceto bollono<br />

spegnete il fornello. A fuoco spento <strong>di</strong>sponete nel tegame i pesciolini fritti precedentemente e<br />

lasciate marinare per 2 o 3 giorni. Si servono da soli o accompagnati con verdure fresche.<br />

MOSTO COTTO<br />

INGREDIENTI: 1 litro <strong>di</strong> mosto, 1 etto <strong>di</strong> farina bianca, 1 etto <strong>di</strong> zucchero, la buccia <strong>di</strong> un limone,<br />

un sacchetto <strong>di</strong> garza con dentro 3 chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano e un pezzetto <strong>di</strong> cannella<br />

Passate il mosto al colino unendovi, dopo avere ben stemperato entrambi, zucchero e<br />

farina; aggiungete la buccia <strong>di</strong> limone e il sacchetto <strong>di</strong> garza con i chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano e<br />

la cannella. Una volta che il composto è ben amalgamato, mettetetelo sul fuoco, in una<br />

casseruola, fi no a che bolle. A questo punto toglietelo dal fuoco, estraendo la garza e la buccia<br />

<strong>di</strong> limone e mescolate con un cucchiaio <strong>di</strong> legno sino a quando il mosto si sarà ben indurito.<br />

Versate in una ciotola o negli stampini e lasciare raffreddare.<br />

RUSTISANA<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: 4 peperoni (gialli, rossi, ver<strong>di</strong>), 2 cipolle, 8 pomodori freschi ben maturi,<br />

4 cucchiai <strong>di</strong> olio extravergine <strong>di</strong> oliva, 50 g <strong>di</strong> burro, sale, acqua.<br />

In una larga padella soffriggete la cipolla con olio e burro; aggiungete i peperoni tagliati a<br />

pezzi non troppo piccoli. A metà cottura aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti e privati<br />

della pelle; aggiustate <strong>di</strong> sale e proseguite la cottura fi no a che i peperoni non saranno morbi<strong>di</strong>.<br />

Eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per evitare che le verdure si asciughino troppo.


SALSA DI NOCI - AJÀ<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: noci, aglio, sale, mollica <strong>di</strong> pane, acqua<br />

Levate la pellicina che ricopre i gherigli delle noci; pulite alcuni spicchi d’aglio. Pestate<br />

le noci e l’aglio nel mortaio <strong>di</strong> marmo con una presa <strong>di</strong> sale; unite anche un pezzo <strong>di</strong><br />

mollica <strong>di</strong> pane bagnata nell’acqua e continuate a pestare fi nché la salsa non assume<br />

un aspetto omogeneo.<br />

SALSA VERDE DI PREZZEMOLO<br />

INGREDIENTI: prezzemolo, aglio, due uova, capperi, mollica <strong>di</strong> pane, aceto,<br />

mezzo bicchiere d’olio, sale, pepe<br />

Dopo aver lavato e asciugato un mazzetto <strong>di</strong> prezzemolo, staccate le foglie e tritatele<br />

fi nemente insieme a due o tre spicchi d’aglio a cui è stata precedentemente tolta la<br />

pelle. In una zuppiera mettete il trito e unite due tuorli d’uovo sodo sminuzzato, un<br />

po’ <strong>di</strong> mollica <strong>di</strong> pane precedentemente intrisa nell’aceto e quin<strong>di</strong> strizzata, un pizzico <strong>di</strong><br />

sale, pepe e mezzo bicchiere d’olio. Quando il tutto è ben amalgamato la salsa è pronta.<br />

VERTICI - VARTÌS<br />

INGREDIENTI: germogli <strong>di</strong> luppolo, uova, olio, sale, burro<br />

Scottate i germogli del luppolo in acqua bollente e leggermente salata, per circa 10<br />

minuti. Strizzateli passandoli poi in padella con olio e burro, dopo aver aggiunto le<br />

uova.<br />

ANOLINI<br />

I Primi Piatti<br />

INGREDIENTI: farina bianca, uova, pane grattugiato, stracotto, formaggio Grana Padano,<br />

noce moscata, sale, brodo “in terza”<br />

Dopo aver tritato fi nemente lo stracotto con la mezzaluna, versatelo in una zuppiera<br />

unendovi il sugo rimasto nello stuòn (il recipiente panciuto <strong>di</strong> coccio con il coperchio<br />

in cui si è cotto lo stracotto), il pane, il Grana Padano grattugiato e un pizzico <strong>di</strong> noce<br />

moscata. Amalgamate bene fi no a ottenere un impasto omogeneo. Con la farina, le uova e un<br />

pizzico <strong>di</strong> sale tirate una sfoglia sottile tagliandola in strisce <strong>di</strong> 10 cm circa; su un lato <strong>di</strong>sponete<br />

tante palline <strong>di</strong> ripieno alla <strong>di</strong>stanza <strong>di</strong> 5-6 cm. Ripiegate la striscia in modo da coprirle,<br />

premendo la pasta leggermente tra una pallina e l’altra e tagliando gli anolini con l’apposita<br />

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forma rotonda che li salda tutt’intorno, impedendo che, quando cuoceranno, il ripieno esca.<br />

Vanno cotti nel brodo <strong>di</strong> terza preparato con cappone, manzo e carne magra <strong>di</strong> maiale e serviti<br />

con formaggio grana grattugiato. In Val d’Arda il ripieno viene fatto con il formaggio.<br />

BOMBA DI RISO<br />

INGREDIENTI: riso, grana grattugiato, uovo, pan grattato, piccioni novelli, funghi secchi, burro, sale,<br />

pepe, foglie d’alloro, salvia, cipollina, noce moscata.<br />

Tritate la cipolla e fatela imbion<strong>di</strong>re con 50 grammi <strong>di</strong> burro, aggiungete i piccioni interi<br />

ben puliti, salati, pepati e spolverati <strong>di</strong> noce moscata. Dopo 15 minuti <strong>di</strong> cottura unite i<br />

funghi precedentemente messi a bagno in acqua tiepida e due foglie <strong>di</strong> alloro. Fate cuocere<br />

a fuoco lento, aggiungendo un po’ <strong>di</strong> brodo per non fare asciugare la carne. Al termine<br />

della cottura <strong>di</strong>sossate i piccioni tritando grossolanamente la carne. In un altro tegame fate<br />

lessare il riso al dente, scolatelo e amalgamatelo con un uovo, del burro e del formaggio. Nel<br />

frattempo ungete una zuppiera liscia dai bor<strong>di</strong> alti, spolverizzandola <strong>di</strong> pan grattato. Versate<br />

nella forma metà del riso e lasciate un incavo per il sugo <strong>di</strong> piccioni e funghi, ricoprite con<br />

il riso rimanente e cospargete la superfi cie con pangrattato e fi occhi <strong>di</strong> burro. Mettete il tutto<br />

a dorare in forno per <strong>di</strong>eci minuti. Poi servite su un grande piatto da portata.<br />

BRODO IN TERZA<br />

INGREDIENTI: carne <strong>di</strong> manzo, carne <strong>di</strong> maiale, gallina o cappone, un osso, sedano, carota, cipolla, acqua<br />

È<br />

un brodo speciale, detto <strong>di</strong> terza perchè ottenuto da tre <strong>di</strong>versi tipi <strong>di</strong> carne: manzo,<br />

cappone o gallina grassa e carne magra <strong>di</strong> maiale. Per i tagli <strong>di</strong> manzo si utilizzano<br />

biancostato, pernice o traversino, sempre accompagnati da un bell’osso. Mettete a cuocere<br />

le carni assieme nella stessa acqua, accompagnandole con verdure. Sgrassare ogni tanto<br />

con un mestolo bucato.<br />

CAPPELLETTI AL RAGÙ DI BOBBIO<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina bianca, uova (uno per ogni etto <strong>di</strong> farina), un pizzico <strong>di</strong> sale, stracotto,<br />

formaggio grana grattugiato, pane grattugiato, brodo.<br />

Con la mezzaluna tritate fi nemente lo stracotto e versatelo in una zuppiera unendovi<br />

il sugo rimasto passato al passaverdura, il pane, il grana grattugiato. Amalgamate<br />

bene fi no a ottenere un impasto omogeneo. Importante è mescolare gli ingre<strong>di</strong>enti a<br />

freddo: perché se il formaggio viene a contatto con lo stracotto o il pane bagnato ancora<br />

caldo si altera. Infatti per una preparazione ottimale del ripieno ci vuole una giornata intera:<br />

al mattino si inizia a far cuocere lo stracotto, poi lo si fa raffreddare e si incorpora agli altri<br />

ingre<strong>di</strong>enti. Con la farina, le uova e un pizzico <strong>di</strong> sale stendete una sfoglia sottile e tagliandola<br />

in rettangoli; al centro si <strong>di</strong>spone una pallina <strong>di</strong> ripieno, ripiegando la pasta dandole la<br />

caratteristica forma a cappello. Per il con<strong>di</strong>mento fate soffriggere cipolla, carota, sedano e


LE RICETTE<br />

pomodoro, aggiungete carni <strong>di</strong> manzo e maiale macinate e sfumate col vino rosso; per tenere<br />

morbido il ragù durante la cottura bagnate ogni tanto con un goccio <strong>di</strong> brodo.<br />

CHICCHE DELLA NONNA<br />

INGREDIENTI: patate, ricotta, farina, spinaci, formaggio grana, cipolla, salsa <strong>di</strong> pomodoro, panna<br />

Lessate le patate e schiacciatele con l’apposito strumento, impastatele sulla spianatoia<br />

con il composto <strong>di</strong> ricotta e spinaci, precedentemente lessati e tritati, aggiungendo la<br />

farina fi no ad ottenere un impasto abbastanza sodo. Con i pezzi dell’impasto formate<br />

delle bisce cilindriche dallo spessore <strong>di</strong> un <strong>di</strong>to che taglierete con il coltello in pezzetti <strong>di</strong> un<br />

centimetro. Poi gettatele in acqua bollente salata, scolandole quando salgono a galla. Per il<br />

sugo rosolate la cipolla, unite la salsa <strong>di</strong> pomodoro e, a fi ne cottura, la panna.<br />

GNOCCHI<br />

INGREDIENTI: patate, farina, pomodoro, Grana Padano, sale<br />

Mettete a lessare le patate, una volta cotte pelatele e passatele nello schiacciapate.<br />

Lasciatele raffreddare un po’ e poi impastatele con la farina. Una volta ottenuta una<br />

pasta morbida fate delle strisce alte un pollice. Tagliatele e arricciatele sui nembi<br />

della forchetta pressandoli dall’alto verso il basso con il pollice. Passateli poi in un po’ <strong>di</strong> farina.<br />

Gettateli in acqua bollente, appena a galla scolateli con un colpasta bucato. Si possono<br />

con<strong>di</strong>re con ragù, salsa <strong>di</strong> pomodoro, gorgonzola, pesto.<br />

MACCHERONI ALLA BOBBIESE<br />

INGREDIENTI: farina, uova, burro, sale, cipolla, stracotto o funghi, vino, salsa <strong>di</strong> pomodoro, sale e pepe q.b.<br />

Preparate l’impasto con la farina, due uova, burro, un pizzico <strong>di</strong> sale e acqua secondo<br />

le necessità: il risultato fi nale deve essere un impasto piuttosto sodo. Da<br />

questo impasto staccate dei pezzetti, per ricavarne delle strisce <strong>di</strong> pasta lunghe<br />

due centimetri o poco più, larghe non più <strong>di</strong> un centimetro e mezzo. Le strisce <strong>di</strong> pasta<br />

ottenute vanno arrotolate a un ago da calza rigorosamente in ferro e quin<strong>di</strong> lavorate con<br />

il palmo <strong>di</strong> una mano, dando un colpo secco per ottenere i maccheroni. I maccheroni<br />

bobbiesi vengono quin<strong>di</strong> lasciati riposare, coperti con un canovaccio. Due sono i tipi <strong>di</strong><br />

con<strong>di</strong>mento che si accompagnano ai maccheroni bobbiesi, un sugo <strong>di</strong> stracotto e uno<br />

<strong>di</strong> funghi. Per lo stracotto preparate un soffritto, possibilmente in un tegame <strong>di</strong> coccio,<br />

prima con burro e cipolla tritata, poi anche con le altre verdure tritate, e unite i pezzi <strong>di</strong><br />

carne. Fate rosolare la carne da ogni lato, aggiungendo il vino, pomodori rotti a pezzi e<br />

privati dei semi, mescolate aggiustando <strong>di</strong> sale e pepe, coprite il tegame e fate cuocere a<br />

fuoco molto basso per almeno cinque ore, aggiungendo, se necessario, acqua tiepida o<br />

brodo. Una seconda variante per il con<strong>di</strong>mento dei maccheroni bobbiesi è costituita da<br />

un soffritto <strong>di</strong> pomodori e funghi porcini.<br />

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MEZZE MANICHE DI FRATE RIPIENE<br />

INGREDIENTI: 300 g <strong>di</strong> farina, 3 uova, olio, 100 g <strong>di</strong> pangrattato, 200 g <strong>di</strong> Grana Padano, 1 uovo,<br />

pasta <strong>di</strong> salame, sale q.b., noce moscata, brodo<br />

Dopo aver mescolato per bene tutti gli ingre<strong>di</strong>enti ed aver ottenuto il ripieno, sulla<br />

sfoglia, tirata molto sottile fatene delle strisce sottili, arrotolatele attorno al ripieno,<br />

richiudete la sfoglia manualmente e tagliate le mezze maniche a mano col coltello.<br />

Comprimete con forza affi nché non si creino dei vuoti e il ripieno, al momento della cottura<br />

nel brodo, non tenda ad uscire. Per evitare questo inconveniente è anche possibile “sigillare”<br />

le maniche con una spennellata <strong>di</strong> bianco d’uovo o d’acqua, ma se non verranno cotte a fuoco<br />

troppo vivace, uscirà appena un pochino <strong>di</strong> ripieno, che arricchirà il brodo, <strong>di</strong> carne.<br />

PANNATA – PANÀ<br />

INGREDIENTI: pane raffermo, uova, formaggio grana, olio, brodo<br />

Mettete in un tegame brodo, sale, noce moscata e un goccio d’olio, aggiungete del<br />

pane raffermo tagliato a fettine sottili o grattugiato e fate cuocere. Nel frattempo<br />

sbattete un uovo con del formaggio grattato come se si dovesse preparare una frittata.<br />

Quando il pane ormai ammollato ha assorbito in parte il brodo versate l’uovo sbattuto<br />

nel tegame, amalgamare il composto e servire.<br />

PANZEROTTI AL FORNO<br />

INGREDIENTI PER IL RIPIENO: spinaci, ricotta, formaggio grattugiato, sale, noce moscata<br />

INGREDIENTI PER LA PASTELLA: farina, uova, olio, latte e sale<br />

Per fare la pastella dovete versare la farina in una terrina, insieme al latte, alle uova<br />

sbattute, all’olio, e al sale, mescolando e amalgamando il tutto. Si prende quin<strong>di</strong> una<br />

padella ungendola con burro od olio e dopo che si è scaldata, versate l’impasto precedentemente<br />

ottenuto e fatelo friggere per pochi minuti girandolo dalle due parti. Ottenute le<br />

frittatine, <strong>di</strong>sponetele su un tagliere in legno, mettete il ripieno lungo una parte del bordo <strong>di</strong><br />

ognuna e arrotolatele su sé stesse. Dopo<strong>di</strong>ché tagliate dei tronchettini alti non più <strong>di</strong> tre centimetri<br />

e <strong>di</strong>sponeteli in pie<strong>di</strong> in una pirofi la imburrata, per mettere in forno. Il con<strong>di</strong>mento<br />

varia a seconda dei gusti e può essere costituito da ragù <strong>di</strong> carne oppure besciamella.<br />

PASSATELLI<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: uovo, pangrattato, Grana Padano, noce moscata, brodo<br />

La preparazione prevede la realizzazione <strong>di</strong> un impasto piuttosto sodo a base <strong>di</strong> 2 parti <strong>di</strong><br />

Grana Padano e una <strong>di</strong> pangrattato, un uovo ogni due persone (negli anni del dopoguerra<br />

si usava un uovo a persona per dare più sostanza), noce moscata: se risulta troppo sodo<br />

è possibile ammorbi<strong>di</strong>rlo con un po’ <strong>di</strong> brodo oppure <strong>di</strong> vino bianco. Successivamente versate


LE RICETTE<br />

l’impasto nello schiacciapatate e premete fi no ad ottenere dei cilindretti lunghi cinque o sei<br />

centimetri, che <strong>di</strong>sporrete su un canovaccio. Poi, tutti insieme, versateli nel brodo <strong>di</strong> carne nel<br />

frattempo portato a leggera ebollizione per una cottura <strong>di</strong> pochissimi minuti.<br />

PASTICCIO DI MACCHERONI COL PICCIONE<br />

INGREDIENTI: piccioni, maccheroni, farina, pane, pasta frolla, burro oppure olio, pomodoro,<br />

carne, carota, sedano, cipolla, sale e pepe q.b.<br />

Prendete uno stampo <strong>di</strong> rame, <strong>di</strong> quelli stagnati “come una volta”, rivestitelo con una<br />

pasta frolla non troppo dolce e mettete in frigo. Nel frattempo prendete i piccioni<br />

<strong>di</strong>sossati, tenete i petti tagliati a pezzi e fateli cuocere in umido con un po’ d’olio. Con<br />

le cosce macinate preparate intanto un ragù. Fate cuocere i maccheroni, condendoli col<br />

ragù e con l’intingolo <strong>di</strong> piccione. Con questo composto riempite lo stampo, richiudendolo<br />

con un altro strato <strong>di</strong> pasta frolla. Infornate per circa quaranta minuti ed estraete quando il<br />

coperchio <strong>di</strong> pasta è rosato.<br />

PIN DI CERIGNALE<br />

INGREDIENTI: erbette o biete, olio, burro, cipolla, aglio, prezzemolo, pane, formaggio, ricotta,<br />

uova, farina bianca, sale<br />

Dopo aver fatto cuocere in abbondante acqua le erbette scolatele, spremendole fi no a<br />

fare uscire tutta l’acqua, tritatele minuziosamente e fatele rosolare in un tegame con<br />

olio, burro, una cipolla, uno spicchio d’aglio spellato e un ciuffo <strong>di</strong> prezzemolo tritati.<br />

Aggiungete il pane e il formaggio grana grattugiati, la ricotta, due uova intere e una manciata<br />

<strong>di</strong> farina. Dopo aver mescolato bene il tutto, con il composto ottenuto formate dei cilindretti<br />

da cuocere in acqua salata bollente dopo averli passati nella farina bianca. Scolateli mentre<br />

vengono a galla e versateli in una zuppiera, condendo con burro o sugo <strong>di</strong> funghi.<br />

PISAREI E FASÖ<br />

INGREDIENTI: 200 gr farina bianca, 200 g pangrattato, brodo <strong>di</strong> carne, 150 g fagioli borlotti secchi, 300<br />

gr <strong>di</strong> pomodori maturi, 2-3 foglie <strong>di</strong> salvia, mezza cipolla, mezza carota, mezza costa <strong>di</strong> sedano, 50 gr <strong>di</strong><br />

lardo pestato, 3 cucchiai olio d’oliva extravergine, 3 cucchiai grana grattugiato, sale e pepe q.b.<br />

Lasciate a bagno i fagioli in abbondante acqua fredda per 12 ore. Scolateli e metteteli in<br />

una casseruola. Copriteli con acqua fredda e fateli cuocere a casseruola coperta a fuoco<br />

dolce per un’ora. Saltateli a cottura quasi ultimata. In una terrina mettete il pangrattato<br />

e scottatelo versandovi poco alla volta il brodo <strong>di</strong> carne, unite quin<strong>di</strong> la farina. Lavorate<br />

energicamente l’impasto dopo <strong>di</strong> che, staccatene un pezzetto e arrotolatelo sulla spianatoia<br />

infarinata, ottenendone un cilindro della <strong>di</strong>mensione <strong>di</strong> una matita. Dividetelo a pezzettini<br />

<strong>di</strong> circa un centimetro e schiacciateli su se stessi formando così i “pisarei”. Scottate i pomodori<br />

in acqua bollente, scolateli, privateli della buccia, dei semi, dell’acqua <strong>di</strong> vegetazione<br />

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e tritate grossolanamente la polpa. Lavate e tritate tutti gli ortaggi con la salvia e metteteli<br />

in un tegame con l’olio assieme al lardo pestato, fate appassire il trito e unite i pomodori,<br />

mezzo bicchiere <strong>di</strong> acqua <strong>di</strong> cottura dei fagioli, i fagioli scolati e un pizzico <strong>di</strong> pepe. Mescolate,<br />

coprite e continuate la cottura, a fuoco dolce, per altri trenta minuti circa; se fosse<br />

necessario aggiungete altra acqua calda della cottura dei fagioli. Aggiustate <strong>di</strong> sale. Nel<br />

frattempo, in una capace pentola, portate a ebollizione abbondante acqua salata, buttatevi i<br />

pisarei, mescolate delicatamente e quando vengono a galla, scolateli con il mestolo forato.<br />

Con<strong>di</strong>telo con la salsa <strong>di</strong> fagioli e con il grana grattugiato. Mescolate bene per amalgamare<br />

gli ingre<strong>di</strong>enti e servite.<br />

PISAREI E FASÖ BASOTT<br />

Preparati i “pisarei” secondo consuetu<strong>di</strong>ne, procedete per una <strong>di</strong>versa cottura in questo<br />

modo: mettete a mollo gr. 300 <strong>di</strong> fagioli - almeno 12 ore prima - in una capace pentola<br />

con 2,5 litri <strong>di</strong> acqua, un buon trito <strong>di</strong> pancetta srotolata o lardo (o metà e metà gr.<br />

150 circa) e prezzemolo, aglio, sedano, carota e cipolla tritati fi ni a piacere. Corretto il fondo<br />

con l’aggiunta <strong>di</strong> estratto <strong>di</strong> carne o, a piacere, qualche costina <strong>di</strong> maiale, mettete a cuocere<br />

i fagioli. Aggiustando il brodo <strong>di</strong> sale e pepe, per renderlo a giusta densità, schiacciate con<br />

lo schiacciapatate alcuni cucchiai <strong>di</strong> fagioli, dopo<strong>di</strong>ché iniziate a cuocere i pisarei, che cuocendo<br />

ispessiranno ulteriormente il brodo, sino ad ottenere la consistenza detta “barzotta”<br />

(o bazzotta). Prima <strong>di</strong> servire la minestra, mettete nella pentola una buona manciata <strong>di</strong><br />

formaggio grana grattuggiato e uno spolvero <strong>di</strong> prezzemolo crudo.<br />

RISOTTO CON L’ANGUILLA<br />

INGREDIENTI: riso superfi no, anguille freschissime, costa <strong>di</strong> sedano, cipolla, carota, un cucchiaio<br />

<strong>di</strong> concentrato <strong>di</strong> pomodoro, noce moscata, scorza grattugiata <strong>di</strong> un limone, 250 g <strong>di</strong> Grana Padano, olio, sale<br />

Pulite le anguille separando le spine e la pelle dalla polpa. Le frattaglie, fatte bollire<br />

con le verdure, vi daranno un buon brodo <strong>di</strong> pesce. Intanto preparate un soffritto con<br />

mezz’etto <strong>di</strong> cipolla in poco olio e rosolatevi la polpa dell’anguilla. Aggiungete un<br />

quarto <strong>di</strong> litro d’acqua e dopo mezz’ora, passate tutto al passaverdura. In un tegame a parte<br />

cominciate la cottura del riso aggiungendo via via il brodo ottenuto con le frattaglie. Al riso<br />

appena scottato aggiungete la polpa <strong>di</strong> anguilla passata, aromatizzando con noce moscata e<br />

scorza <strong>di</strong> limone grattugiata. Portate a cottura. Qualche minuto prima <strong>di</strong> ritirare il risotto dal<br />

fuoco, cospargetelo <strong>di</strong> abbondante Grana Padano grattugiato.<br />

RISOTTO CON CODINI DI MAIALE<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: riso, co<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> maiale, cipolla, sedano, carota, vino bianco, pomodoro, burro<br />

Prendete i co<strong>di</strong>ni sbollentateli, raschiateli e puliteli, mettendoli a cuocere adagio, per<br />

circa tre ore, in una pentola con abbondante acqua salata, uniti ai classici ingre<strong>di</strong>enti<br />

da brodo: cipolla, sedano e carota. A metà cottura tagliateli a pezzetti trasferendoli in<br />

un tegame, dove verrà ultimata la cottura, con spruzzate <strong>di</strong> vino bianco e qualche pomodoro


LE RICETTE<br />

tagliato grossolanamente. A parte fate cuocere il risotto con il brodo dei co<strong>di</strong>ni. Al termine<br />

versate il riso in una pirofi la e ricopretelo con i co<strong>di</strong>ni, servendolo in tavola ben caldo.<br />

SAVARIN DI RISO<br />

INGREDIENTI: riso Carnaroli, olio, zafferano, lingua <strong>di</strong> manzo salmistrata affettata, brodo, cipolle,<br />

spicchi d’aglio, sale, pepe, pomodoro fresco a cubetti, conserva <strong>di</strong> pomodoro, funghi porcini secchi<br />

ammollati, carne macinata <strong>di</strong> manzo e maiale, uova, grana grattugiato, prezzemolo, pane grattugiato<br />

Versate in un recipiente la carne macinata, le uova, il sale, il pepe e il prezzemolo tritato;<br />

mescolate bene il tutto e aggiungete il pane grattugiato sino ad ottenere un amalgama<br />

compatto, da cui si ricaveranno delle polpettine delle <strong>di</strong>mensioni <strong>di</strong> una nocciola. Preparate<br />

il sugo in una casseruola (meglio se <strong>di</strong> rame), facendo dorare olio, aglio, cipolla, pomodoro<br />

fresco e salsa, funghi e allungando il tutto con un po’ d’acqua. Quando il sugo si restringe<br />

aggiungete le polpettine, cuocete per altri 5 minuti e tenete in caldo.<br />

In un’altra casseruola tritate la cipolla e fatela soffriggere con poco olio; aggiungete il riso e<br />

lo zafferano, avendo cura <strong>di</strong> bagnare spesso con un brodo leggero (ideale quello <strong>di</strong> pollo). Fate<br />

cuocere il tutto per circa 15 minuti affi nché resti ben al dente. A fi ne cottura adagiate il riso in<br />

uno stampo da ciambella ben imburrato. Una volta in forno, fate cuocere per qualche minuto a<br />

180°. Estraete lo stampo capovolgendolo su <strong>di</strong> un piatto da portata. Avvolgete il tutto attorno<br />

con la lingua salmistrata e riempite al centro con il sugo <strong>di</strong> polpettine ben caldo.<br />

TAGLIATELLE AI FUNGHI<br />

INGREDIENTI: farina, uova, funghi porcini, aglio, pomodoro fresco, olio extra vergine <strong>di</strong> oliva, burro,<br />

sale, pepe, prezzemolo<br />

Impastate molto bene farina e uova, tirate la sfoglia e tagliatela in modo da ottenere le<br />

tipiche tagliatelle. Per il sugo scaldate l’olio in un tegame e aggiungetevi l’aglio; toglietelo<br />

non appena sarà imbion<strong>di</strong>to. Aggiungete i porcini freschi, precedentemente puliti e tagliati<br />

a fettine e rosolateli per qualche minuto. Salate, pepate e bagnate con vino bianco. Al termine,<br />

a piacere, aggiungete il pomodoro fresco. Nel frattempo cuocete le tagliatelle in acqua<br />

bollente, scolatele e con<strong>di</strong>tele con il sugo <strong>di</strong> funghi spolverizzando infi ne con una manciata<br />

<strong>di</strong> prezzemolo fresco.<br />

TAGLIATELLE CON RICOTTA E NOCI<br />

INGREDIENTI: farina, uova intere, acqua<br />

PER IL CONDIMENTO: burro, olio, ricotta <strong>di</strong> pecora, Grana Padano, noci, sale<br />

Impastate un chilo <strong>di</strong> farina con <strong>di</strong>eci uova intere e quattro tuorli, aggiungendo acqua solo<br />

se necessario, tirate la sfoglia e fate delle tagliatelle larghe un <strong>di</strong>to. In una padella scottate<br />

olio e aglio, circa 80 grammi <strong>di</strong> noci tritate fi nissime, quasi da ottenere una farina, aggiungendo<br />

latte e 50 grammi <strong>di</strong> ricotta. Amalgamate bene fi no ad ottenere un composto cremoso,<br />

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poi togliete dal fuoco. Dopo aver lessato le tagliatelle, scolatele e, messe su un piatto da<br />

portata, versateci sopra il sughetto. Aggiungete Grana grattugiato e servite.<br />

TAGLIOLINI AL CULATELLO PIACENTINO E ZUCCHINE<br />

INGREDIENTI: tagliolini all’uovo, culatello piacentino, zucchine, Grana Padano grattugiato, basilico,<br />

scalogno, sale, pepe, poco peperoncino, spicchio d’aglio lasciato intero, olio e poco burro<br />

Fate soffriggere nell’olio e burro lo scalogno e l’aglio, rosolandovi il culatello piacentino<br />

tagliato a listarelle sottili, unitevi gli zucchini tagliati a julienne, sale, pepe, peperoncino,<br />

basilico, possibilmente fresco. Cuocete a calore moderato e a recipiente coperto per circa<br />

20 minuti. Una volta scolata la pasta, con<strong>di</strong>tela con il preparato e il grana grattugiato.<br />

TORTA DI RISO ALLA BOBBIESE<br />

INGREDIENTI: aglio, cipolla, carote, zucchine, sedano, patate, riso, uova, formaggio grattuggiato<br />

Preparate un soffritto costituito da aglio, cipolla, carote, zucchine, sedano e patate<br />

tagliate fi nemente. Contemporaneamente, in una pentola a parte, lessate il riso, ma<br />

solo fi no a metà cottura. Dopo<strong>di</strong>ché unitelo, in una terrina, al soffritto <strong>di</strong> verdure,<br />

a uova e a formaggio grattugiato, e mettetelo in forno per circa tre quarti d’ora. Potete<br />

servirlo sia caldo, che freddo.<br />

TORTELLI ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: farina bianca, uova, acqua, sale, spinaci o erbette, ricotta, formaggio grana,<br />

noce moscata, burro, salvia<br />

La preparazione dei tortelli prevede la pulitura degli spinaci e la loro cottura in poca<br />

acqua salata. Scolate gli spinaci, strizzateli bene e tritateli. Agli spinaci tritati aggiungete<br />

quin<strong>di</strong> la ricotta, il formaggio e l’uovo, una grattatina <strong>di</strong> noce moscata e un<br />

pizzico <strong>di</strong> sale. Nel frattempo preparate la pasta, lasciandola poi riposare coperta per una<br />

decina <strong>di</strong> minuti e procedete alla sua lavorazione. Tirate una sfoglia sottile, della larghezza<br />

<strong>di</strong> 8-10 centimetri, farcitela con il ripieno ripiegando la sfoglia e ritagliandola con un’apposita<br />

rotella seghettata in forma quadrata o rettangolare. Cuocete i tortelli in abbondante<br />

acqua, scolateli e serviteli con burro fuso, salvia e grana.<br />

TORTELLI DI FARINA DI CASTAGNE<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina <strong>di</strong> castagne, farina bianca, uova, castagne, alloro, ricotta, formaggio grana,<br />

pecorino, salvia o erbette, sale e pepe<br />

Per la sfoglia mischiate la farina <strong>di</strong> castagne e la farina bianca, con uova e sale. Preparate<br />

la pasta e lasciatela riposare per mezz’ora. Per il ripieno fate bollire in acqua<br />

salata una foglia <strong>di</strong> alloro e le castagne con la buccia; togliete poi sia la buccia che


LE RICETTE<br />

la pellicina interna e passate le castagne al passaverdura. Mescolate con ricotta, formaggio<br />

grana e pecorino, sale, pepe, erbette. Preparare poi dei tortelli e con<strong>di</strong>te con burro fuso<br />

insaporito con erbette.<br />

TORTELLI DI ZUCCA<br />

INGREDIENTI: farina, acqua, uova, sale, zucca, ricotta, amaretti, Grana Padano grattugiato,<br />

mostarda tritata fi nemente, noce moscata<br />

Dopo aver eliminato buccia e semi della zucca tagliatela in pezzi, cuocetela in<br />

forno a calore moderato fino a quando la polpa <strong>di</strong>venta tenera. Nel frattempo<br />

preparate la pasta. Setacciate sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungendo<br />

nel centro le uova, l’acqua e un pizzico <strong>di</strong> sale. Lavorate bene l’impasto, lasciando<br />

riposare circa 30 minuti e tirate con il mattarello una sfoglia sottile. Preparate il<br />

ripieno, schiacciando in una terrina la zucca con una forchetta e poi amalgamando<br />

formaggio a grana, un pizzico <strong>di</strong> sale, noce moscata. Facoltativamente potete aggiungere<br />

un po’ <strong>di</strong> ricotta, mostarda e amaretti tritati. A questo punto <strong>di</strong>sponete su metà<br />

della sfoglia delle cucchiaiate <strong>di</strong> ripieno a giusta <strong>di</strong>stanza. Bagnate con un pennellino<br />

intinto nell’acqua il contorno dei singoli tortelli. Ripiegate sopra l’altra metà della<br />

sfoglia, facendo aderire bene le due parti e ritagliate con forma rettangolare. Lasciateli<br />

riposare un’ora e cuoceteli in abbondante acqua salata. Con<strong>di</strong>te infine con burro fuso<br />

e il restante Grana Padano.<br />

ZUPPA DI CECI<br />

INGREDIENTI: ceci, aglio, alloro, cotenna o lardo, olio extravergine <strong>di</strong> oliva, sale e pepe, pane<br />

Lavate i ceci in acqua fredda e metteteli in ammollo per 24 ore. Poi versateli in una<br />

pentola con la stessa acqua dell’ammollo, aggiungendo aglio, alloro, una cotenna<br />

o del lardo e fate cuocere per circa un’ora. I ceci vanno salati all’ultimo altrimenti<br />

non cuociono, inoltre prestate attenzione quando mescolate, altrimenti si graffiano<br />

e si sfaldano. Servite la zuppa su crostoni <strong>di</strong> pane aggiungendo un filo <strong>di</strong> buon olio<br />

extravergine <strong>di</strong> oliva crudo.<br />

ZUPPA DI PESCI DEL PO<br />

INGREDIENTI: pesci, cipolla, aglio, prezzemolo, carote, sedano, olio, pomodori, pepe, farina, acqua<br />

Fate soffriggere in una casseruola, con poco olio, un trito <strong>di</strong> cipolla, aglio, prezzemolo, carote,<br />

sedano. Aggiungete alcuni pomodori maturi tagliati a pezzetti, e, in seguito, i pesci<br />

del Po <strong>di</strong> <strong>di</strong>verse qualità, puliti in precedenza, lavati e tagliati a grossi pezzi. Unite acqua<br />

calda, pepe e farina - quest’ultima cotta con l’acqua in un tegame a parte - e lasciate cuocere<br />

per un’ora a casseruola coperta.<br />

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130<br />

AGNELLO ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: agnello, olio, burro, cipolla, aglio, lardo, prezzemolo, vino bianco, pomodoro,<br />

sale, pepe, poco brodo<br />

Tagliate a pezzi 1 kg <strong>di</strong> polpa <strong>di</strong> agnello e fatela rosolare con olio, burro, cipolla tritata e<br />

una pistà ad grass (un trito <strong>di</strong> lardo, aglio e prezzemolo). Appena la carne prende colore<br />

bagnatela con poco vino bianco secco e lasciatela evaporare. Unite, poi, poco pomodoro,<br />

sale, pepe e, se occorre, qualche cucchiaio <strong>di</strong> brodo perché non asciughi troppo. Coprite e lasciate<br />

cuocere a fuoco lento. Per la versione bobbiese prendete della carne d’agnello a pezzetti<br />

(preferibilmente costine) e friggetela in una padella <strong>di</strong> rame. Eliminate l’acqua che fuoriesce<br />

col sentore <strong>di</strong> selvatico. Aggiungete ancora dell’olio e lasciatela sul fuoco. A metà cottura,<br />

aggiungete del vino bianco e fate cuocere la carne fi nché non è evaporato tutto. Aggiungete<br />

del brodo e con un abbondante battuto <strong>di</strong> prezzemolo e aglio ricoprite l’agnello.<br />

ANATRA ARROSTO<br />

INGREDIENTI: un’anatra, sale, pepe, olio, acqua, fecola <strong>di</strong> patate<br />

Pulite l’anatra e spruzzatela <strong>di</strong> sale e pepe all’interno e all’esterno, chiudetela e lasciatela<br />

rosolare in una casseruola con l’olio per cinque minuti. A poco a poco aggiungete acqua<br />

lasciatela sul fuoco per un’ora circa, non <strong>di</strong>menticando <strong>di</strong> bagnare l’anatra <strong>di</strong> tanto in<br />

tanto con il fondo <strong>di</strong> cottura. È possibile fare addensare il sugo con un pizzico <strong>di</strong> fecola <strong>di</strong><br />

patate. Servite con patate arrosto o insalata verde.<br />

ANGUILLA AFFUMICATA<br />

LE RICETTE<br />

I Secon<strong>di</strong><br />

INGREDIENTI: 1 anguilla, zucchero, sale, alloro, pepe<br />

Eviscerate, pulite e togliete la pelle dell’anguilla. Fatela marinare per circa un giorno e<br />

mezzo in un contenitore con sale, zucchero, qualche foglia <strong>di</strong> alloro, pepe rosso, verde<br />

e nero. Il segreto è che rimanga asciutta, perciò durante questo giorno e mezzo togliete<br />

l’acqua in eccesso man mano che il pesce la rilascia. Quando l’anguilla è marinata, fate scaldare<br />

in una pentola dei trucioli <strong>di</strong> legno (non aromatici e senza troppa resina che guasta il profumo<br />

del materiale). Quando i trucioli sono cal<strong>di</strong> ponete sopra alla pentola una grata con l’anguilla.<br />

Col calore il grasso del pesce inizia a sciogliersi. Lasciate la carne poco tempo per un leggero<br />

sentore <strong>di</strong> fumo o più a lungo se si preferisce un sapore più intenso. Servite il piatto freddo<br />

accompagnato da verdurine, un purè leggero senza burro o della polenta abbrustolita.


ANGUILLA IN UMIDO<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: 1 anguilla, vino bianco, brodo <strong>di</strong> carne, salsa <strong>di</strong> pomodoro, piselli<br />

Preparate un soffritto con scalogno o cipolla, poco olio perché l’anguilla è già grassa.<br />

Tagliate a pezzi un’anguilla, infarinatela e fatela rosolare in questo soffritto, facendo<br />

attenzione perché il pesce non deve cuocere, ma solo scottarsi esternamente per qualche<br />

minuto. In seguito bagnate l’anguilla con del vino bianco; quando evapora aggiungete del<br />

brodo <strong>di</strong> carne e un po’ <strong>di</strong> salsa <strong>di</strong> pomodoro; fate bollire il tutto lentamente. A ¾ della cottura<br />

aggiungete i piselli (se surgelati cuociono in fretta); se sono freschi metteteli prima, perché<br />

richiedono una cottura più lunga.<br />

BATÙ D’OCA<br />

INGREDIENTI: un’oca grassa, pepe, sale<br />

Prendete un’oca <strong>di</strong>sossata, togliete tutta la pelle, così rimane soltanto la massa magra.<br />

Questa carne lasciatela in concia con sale e pepe per una notte, al fresco. Il giorno<br />

seguente fate sciogliere in una pentola il grasso dell’oca; quando è caldo immergete la<br />

carne messa in concia la notte, spegnete e lasciate riposare. Servite subito tiepida o ponete il<br />

batù nei vasetti. Il batù, infatti, si conserva bene grazie al grasso; quando viene il momento <strong>di</strong><br />

servirlo, riscaldate un pochino, ma senza stracuocerlo.<br />

BOCCONCINI FRITTI DI FILETTI DI PESCEGATTO<br />

INGREDIENTI: un pescegatto intero, abbondante olio d’oliva o <strong>di</strong> semi, farina<br />

Prima <strong>di</strong> tutto eliminate la testa del pesce gatto e pulitelo bene dalle interiora. Quando poi<br />

avete sfi lettato il tutto, prendete il cuore dei fi letti e passateli nella pastella. Immergete<br />

quin<strong>di</strong> i bocconcini in un’ampia padella con abbondante olio. Dopo qualche minuto<br />

estraeteli e a mano a mano serviteli ben cal<strong>di</strong>.<br />

BOLLITO MISTO<br />

INGREDIENTI: scamone, bianco costato, lingua, punta <strong>di</strong> petto <strong>di</strong> vitello, cotechino, costine, carote,<br />

coste <strong>di</strong> sedano, cipolla, mazzetto <strong>di</strong> prezzemolo, sale e pepe q.b.<br />

Prendete una pentola capace, riempitela <strong>di</strong> acqua e mettetela sul fuoco con le verdure, il<br />

prezzemolo e un bel pizzico <strong>di</strong> sale grosso. Quando bolle unite le carni <strong>di</strong> manzo e vitello,<br />

abbassate la fi amma e fate cuocere a fuoco lento per circa 2 ore, togliendo <strong>di</strong> tanto<br />

in tanto la schiuma che si forma in superfi cie. Quando tutte le carni sono giunte a cottura,<br />

scolatele e adagiatele su un piatto capiente e portate in tavola. Contornate il vostro bollito con<br />

patate o altre verdure cotte al vapore e accompagnatelo dalla salsa verde.<br />

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CACCIAGIONE ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: selvaggina, cipolla piccola, aglio, lardo, olio, ginepro, brodo, sale e pepe q.b.<br />

Le carni degli animali selvatici devono essere, appena prese, spennate, spellate e tenute<br />

in frigo; privateli delle interiora e, prima <strong>di</strong> essere cucinate, per togliere il sapore troppo<br />

selvatico marinatele con aceto e vino. Se la carne è troppo secca, insaporite con pancetta.<br />

La cacciagione è ideale per arrosti, spie<strong>di</strong>ni e cotta sul tegame; mentre la selvaggina<br />

è ideale cotta sul tegame, in umido o in salmì. Per prepararla in umido, il giorno prima<br />

marinate le carni con pepe, ginepro, erbe aromatiche, aceto e vino. Il giorno successivo fate<br />

rosolare nell’olio il lardo tritato, le cipolline tritate e lo spicchio <strong>di</strong> aglio. Aggiungete poi la<br />

carne scolata dalla macerazione e lasciate dorare. Dopo<strong>di</strong>ché aggiungete le erbe aromatiche,<br />

il succo della macerazione e acqua calda o brodo fi no a coprire la carne. Il tempo <strong>di</strong> cottura<br />

varia a seconda delle specie e delle <strong>di</strong>mensioni, ma, in<strong>di</strong>cativamente, la cacciagione necessita<br />

circa due o tre ore <strong>di</strong> cottura.<br />

COPPA ARROSTO<br />

INGREDIENTI: coppa fresca <strong>di</strong> maiale, vino bianco secco, olio, cipolla, rosmarino, sale, pepe, spezie<br />

Strofi nate la coppa <strong>di</strong> maiale fresca con sale, pepe e spezie miste, quin<strong>di</strong> legatela ben<br />

stretta con uno spago da arrosti: nello stesso spago infi late <strong>di</strong>versi rametti <strong>di</strong> rosmarino.<br />

Mettetela in una teglia da forno e fatela rosolare a fuoco alto, senza l’aggiunta <strong>di</strong><br />

alcun con<strong>di</strong>mento, che verrà sprigionato dalle carni. Irrorate con un buon bicchiere <strong>di</strong> vino<br />

bianco secco. Una volta completata la rosolatura, mettete la coppa nel forno a fuoco alto<br />

per circa un’ora: per mantenere la carne morbida potete aggiungere un bicchiere <strong>di</strong> latte. Se<br />

la coppa supera i due chilogrammi, occorrerà circa un’ora e mezza per la cottura. Servite la<br />

coppa ben calda, accompagnandola con patate, che vanno prima passate in padella con una<br />

noce <strong>di</strong> burro, quin<strong>di</strong> infornate insieme alla coppa.<br />

COTECHINO IN UMIDO CON LE VERZE<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: cotechino, verze, sedano, carota, cipolla, alloro, ginepro, olio, aceto, brodo, sale e pepe q.b.<br />

Fate soffriggere in poco olio un trito <strong>di</strong> sedano, carota, cipolla (o scalogno), alloro e<br />

ginepro, quin<strong>di</strong> aggiungete la verza tagliata a fi letti, mescolate a lungo e sfumate il<br />

tutto con l’aceto. Quando l’aceto sarà evaporato, aggiungete un bicchiere <strong>di</strong> brodo (può<br />

andare bene anche quello <strong>di</strong> dado) e aggiustate <strong>di</strong> sale e <strong>di</strong> pepe. Dopo<strong>di</strong>ché aggiungete le<br />

fettine <strong>di</strong> cotechino precedentemente lessate a parte e lasciate cuocere il tutto per una buona<br />

mezz’ora. Servite le verze e il cotechino ben calde.


COTENNE E CECI<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: ceci secchi, bicarbonato, sale, cotenne, costine, burro, olio, funghi, acqua<br />

Mettete a bagno i ceci con il bicarbonato e il sale per ventiquattro ore, scolateli e<br />

versateli in una pentola coperti da quattro <strong>di</strong>ta d’acqua, da due o tre larghe cotenne<br />

e alcune puntine (non scheggiate) <strong>di</strong> costine. Lasciate cuocere lentamente, preparate<br />

a parte un sugo con burro, olio, funghi; una volta pronto, versatelo nel brodo <strong>di</strong> ceci e<br />

continuate la cottura.<br />

FALDÌA<br />

INGREDIENTI: carne <strong>di</strong> cavallo, pane grattugiato, uovo, burro, olio, sale e pepe q.b.<br />

Questo piatto prende il nome dal taglio stesso <strong>di</strong> carne del cavallo con cui è preparato. In<br />

sostanza si cucina come una cotoletta: prendete la faldìa, tagliata sottilissima, impanatela<br />

e mettetela in padella con del burro, avendo cura che non indurisca troppo.<br />

FARAONA ALLA CRETA<br />

INGREDIENTI: una faraona, lardo, cipolla, sedano, aromi, sale<br />

Preparate un battuto <strong>di</strong> lardo bianco, cipolla, coste e foglie <strong>di</strong> sedano, carota, qualche<br />

foglia <strong>di</strong> salvia, aghi <strong>di</strong> rosmarino, prezzemolo, aglio, timo fresco. Al battuto aggiungete<br />

cannella, chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano pestati, noce moscata grattugiata e sale. Riducete il tutto a<br />

una crema lavorando, dopo la battitura, con un cucchiaio <strong>di</strong> legno. Poi prendete la faraona<br />

spennata e ben pulita, e all’interno mettete un po’ <strong>di</strong> battuto con il quale si spalma anche<br />

l’esterno. Fasciate il tutto con carta oleata, avvolgetelo nella creta, e infornatelo a calore tiepido<br />

per circa tre ore. Prima <strong>di</strong> servirla, spaccate la creta in tavola, eliminate la carta oleata e<br />

sezionate la faraona in quarti.<br />

GALANTINA DI POLLO<br />

INGREDIENTI: pollo, prosciutto crudo, lombo <strong>di</strong> maiale, polpa <strong>di</strong> vitello, pistacchi, sale, spezie, sedano,<br />

carote, cipolla, pepe in grani, cognac, marsala, brodo, colla <strong>di</strong> pesce, pomodori secchi, insalatina<br />

Prendete un pollo <strong>di</strong>sossato, battetelo spianandolo e cercando <strong>di</strong> non romperne<br />

la pelle. Farcitelo con un impasto omogeneo <strong>di</strong> prosciutto crudo, lombo <strong>di</strong><br />

maiale, polpa <strong>di</strong> vitello tagliati a da<strong>di</strong>ni, pistacchi interi, sale e spezie. Ripiegate<br />

la pelle e cucite con uno spago. Chiudete il rollé <strong>di</strong> pollo in una tela stretta e<br />

mettetelo a bollire in acqua per circa due ore, con sedano, carote e cipolla, pepe in<br />

grani, un bicchierino <strong>di</strong> cognac, uno <strong>di</strong> marsala, sale. A cottura ultimata togliete<br />

pollo e fatelo raffreddare in frigo. Per fare la gelatina mettete a bollire un litro del<br />

brodo ottenuto, aggiungendo 50 grammi <strong>di</strong> colla <strong>di</strong> pesce precedentemente ammorbi<strong>di</strong>ta<br />

in acqua fredda; dopo 5 minuti togliete dal fuoco, filtrate e fate raffreddare in<br />

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frigo in una terrina quadrata bassa. Per la presentazione mettete la gelatina tagliata<br />

a da<strong>di</strong>ni alla base del piatto, tagliate delle fettine sottili <strong>di</strong> galantina, guarnite con<br />

pomodori secchi e insalatina.<br />

LEPRE ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: una lepre giovane, timo, maggiorana, salvia, alloro, vino rosso, lardo, burro, carta,<br />

aglio, sedano, prezzemolo, bacche <strong>di</strong> ginepro, salsa <strong>di</strong> pomodoro, brodo<br />

Per la preparazione occorre una lepre abbastanza giovane (dai due ai quattro mesi): tagliatela,<br />

lavatela, frollatela e mettetela a marinare per do<strong>di</strong>ci ore in un tegame <strong>di</strong> coccio<br />

oppure in una terrina insieme a un rametto <strong>di</strong> timo, uno <strong>di</strong> maggiorana, due foglie <strong>di</strong><br />

salvia e una d’alloro e vino rosso. Una volta sgocciolata, ponete la carne in un tegame senza<br />

alcun con<strong>di</strong>mento e fatela saltare a fuoco vivace per 10 minuti. Quando la carne è asciugata,<br />

fatela passare in un battuto <strong>di</strong> lardo, burro, carota, aglio, sedano, prezzemolo e 4-5 bacche<br />

<strong>di</strong> ginepro schiacciate. Quin<strong>di</strong> ai pezzi <strong>di</strong> carne ben rosolati aggiungete un po’ <strong>di</strong> vino precedentemente<br />

fi ltrato dalla marinatura, poi copriteli e lasciateli cuocere a fuoco basso per 10-<br />

12 ore. Nel corso della cottura aggiungete salsa <strong>di</strong> pomodoro <strong>di</strong>luita in un bicchiere <strong>di</strong> brodo,<br />

salando e pepando a piacere al termine della cottura. Ultimata la cottura, togliete la carne<br />

dal recipiente, sgocciolatela e <strong>di</strong>sossatela, quin<strong>di</strong> rimettetela nella casseruola e aggiungete<br />

l’intingolo <strong>di</strong> cottura precedentemente fi ltrato, portando a bollore per pochi minuti.<br />

LUMACHE ALLA BOBBIESE<br />

INGREDIENTI: lumache, acqua, farina <strong>di</strong> mais, aceto, sale, mollica <strong>di</strong> pane, sedano, cipolla, alloro,<br />

vino bianco, carota, chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano, timo, aglio, brodo, salsa <strong>di</strong> pomodoro, pepe e sale q.b.<br />

Spurgate le lumache, lasciatele per tre o quattro giorni in un recipiente con acqua e<br />

farina <strong>di</strong> mais, oppure immerse nella mollica <strong>di</strong> pane imbevuta d’acqua; quin<strong>di</strong> lavatele<br />

a più riprese con aceto e sale fi ntanto che non fanno più bava. Dopo<strong>di</strong>ché scottatele e<br />

sgusciatele. Lessatele per circa un’ora, aggiungendo sedano, cipolla e alloro. Quin<strong>di</strong> lavatele<br />

e pulitele accuratamente, mettetele in forno con vino bianco, sedano, carota, chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano,<br />

timo, aglio, brodo, salsa <strong>di</strong> pomodoro, sale. Servitele ben calde.<br />

MERLUZZO IN UMIDO<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: merluzzo, farina, olio, burro, cipolla, aglio, salsa <strong>di</strong> pomodoro, patate, prezzemolo<br />

Private il merluzzo delle pinne e della coda, mettetelo a bagno per un giorno (alcuni<br />

consigliano anche due), avendo cura <strong>di</strong> cambiare spesso l’acqua. Poi scolatelo, sminuzzatelo<br />

in pezzi <strong>di</strong> me<strong>di</strong>e <strong>di</strong>mensioni, infarinatelo e friggetelo in olio. Dopo aver<br />

sistemato una noce <strong>di</strong> burro in una casseruola, aggiungete due cucchiai d’olio d’oliva, mezza<br />

cipolla, uno spicchio d’aglio che in un secondo tempo verrà levato. Lasciate cuocere il tutto<br />

fi no a quando la cipolla non sarà imbion<strong>di</strong>ta, quin<strong>di</strong> unite un po’ <strong>di</strong> salsa <strong>di</strong> pomodoro e i


LE RICETTE<br />

pezzi <strong>di</strong> merluzzo precedentemente asciugati. Dopo aver levato l’aglio, lasciate cuocere per<br />

una ventina <strong>di</strong> minuti a fuoco lento: a cottura ultimata aggiungete le patate precedentemente<br />

cotte e il prezzemolo tritato, lasciando cuocere ancora per pochi minuti. Servite il<br />

merluzzo ben caldo, possibilmente accompagnato dalla polenta.<br />

PESCEGATTO<br />

INGREDIENTI: pesce gatto, farina, burro, cipolla, vino bianco, sale, prezzemolo, aglio<br />

Prima <strong>di</strong> tutto eliminate la testa del pescegatto e pulite per bene le interiora, quin<strong>di</strong><br />

infarinatelo: in una padella con una noce <strong>di</strong> burro lasciate rosolare una cipolla e aggiungete<br />

il pescegatto, un bicchiere <strong>di</strong> vino bianco e un pizzico <strong>di</strong> sale. Dopo qualche<br />

minuto aggiungete un trito <strong>di</strong> prezzemolo e aglio precedentemente preparato.<br />

PICULA AD CAVAL<br />

INGREDIENTI: carne <strong>di</strong> cavallo macinata, lardo, aglio, prezzemolo, brodo o vino rosso, pomodoro,<br />

peperone, sale e pepe q.b.<br />

Per la preparazione della picula ad caval si fa ricorso a polpa con parti <strong>di</strong> grasso macinata<br />

molto fi ne. Tritate la carne <strong>di</strong> cavallo il più fi nemente possibile, quin<strong>di</strong> in un mortaio pestate<br />

un po’ <strong>di</strong> lardo, uno spicchio d’aglio e qualche foglia <strong>di</strong> prezzemolo. In un tegame <strong>di</strong><br />

coccio versate la carne <strong>di</strong> cavallo e il trito <strong>di</strong> lardo, aglio e prezzemolo, facendo cuocere a fuoco<br />

lento e aggiungendo brodo o vino rosso. Dopo un’ora circa versate nello stesso coccio qualche<br />

pezzo <strong>di</strong> pomodoro e <strong>di</strong> peperone, proseguendo la cottura per altre due ore.<br />

PIEDINI DI MAIALE IN UMIDO<br />

INGREDIENTI: pie<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> maiale, cipolla, vino bianco, aceto,zucchero, timo, dado<br />

Lessate i pie<strong>di</strong>ni in acqua salata, quin<strong>di</strong> copriteli d’acqua e fateli bollire per circa tre ore,<br />

o comunque fi no a che <strong>di</strong>ventano morbi<strong>di</strong>, quin<strong>di</strong> concludete la cottura, per una decina<br />

<strong>di</strong> minuti, in una salsa ottenuta facendo soffriggere una cipolla, affettata fi nemente,<br />

con un bicchiere <strong>di</strong> vino bianco, un po’ <strong>di</strong> aceto pure bianco, un pizzico <strong>di</strong> zucchero, del<br />

timo tritato e una punta <strong>di</strong> dado.<br />

POLENTA CONSA<br />

INGREDIENTI: farina gialla, carne, acqua, sale, olio, burro, cipolla, salsa <strong>di</strong> pomodoro, pepe,<br />

formaggio grana o pecorino<br />

Preparate il sugo, aggiungendo ad olio, burro e cipolla affettata, la polpa <strong>di</strong> manzo<br />

tritata grossolanamente. Non appena la carne comincia a rosolare, aggiungete un po’<br />

<strong>di</strong> salsa <strong>di</strong> pomodoro, sale e pepe, lasciando poi continuare lentamente la cottura.<br />

Preparate una polenta <strong>di</strong> consistenza abbastanza fi ssa e dopo averla riversata sul tagliere,<br />

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tagliatela a fette piuttosto sottili e, <strong>di</strong>sponendola in una terrina imburrata, copritela con il<br />

sugo e con formaggio grana grattugiato, oppure, in alternativa, con pecorino dell’Appennino<br />

Piacentino, alternando gli strati. Al termine aggiungete un’abbondante pioggia <strong>di</strong> grana<br />

grattugiato, dopo<strong>di</strong>ché ponete in forno per un quarto d’ora.<br />

POLENTA E CICCIOLI - PULÊINTA E GRASÉI<br />

INGREDIENTI: farina gialla, acqua, ciccioli, strutto, cipolle<br />

La preparazione richiede una polenta piuttosto densa: versate dunque a pioggia la farina<br />

gialla nell’acqua già bollente, precedentemente salata al punto giusto, mescolando per<br />

circa un’ora sempre dalla stessa parte. Tagliate i ciccioli grossolanamente e versateli<br />

nel soffritto <strong>di</strong> strutto e cipolle affettate preparato a fuoco molto basso. Versate quin<strong>di</strong> il<br />

preparato nel paiolo pochi minuti prima del termine della cottura della polenta e, dopo aver<br />

ben rimescolato, servite in tavola.<br />

RANE FRITTE<br />

INGREDIENTI: rane, uova, latte, farina <strong>di</strong> riso, olio<br />

Preparate una pastella sbattendo le uova e unendo farina e latte poco per volta. Salate<br />

leggermente e procedete ad una seconda sbattitura, in modo che il composto risulti<br />

piuttosto denso. Poi, dopo aver lavato e asciugato bene le rane, immergetele nella suddetta<br />

pastella. Per rendere più croccante l’impanatura è preferibile utilizzare la farina <strong>di</strong> riso.<br />

Immergete infi ne le rane in abbondante olio d’oliva e una volta fritte, servitele ben calde.<br />

SALAME COTTO<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: salame da cuocere, costa <strong>di</strong> sedano, carota, cipolla<br />

Adagiate il salame ben avvolto in una carta da cucina e legato con lo spago in una capace<br />

casseruola piena d’acqua. Aggiungete le verdure e portate ad ebollizione, quin<strong>di</strong><br />

lasciate cuocere a fuoco bassissimo per circa tre ore. Servite ben caldo a fette <strong>di</strong> circa<br />

un centimetro <strong>di</strong> spessore.<br />

STORIONE ALLE ERBE AROMATICHE E AGRUMI<br />

INGREDIENTI: storione, burro, farina, arance, vino bianco, sale e pepe, prezzemolo, timo, aglio,<br />

olio, sale e pepe q.b.<br />

Fate sciogliere in una padella il burro, appena soffrigge, <strong>di</strong>sponete all’interno le fette <strong>di</strong><br />

storione precedentemente infarinate. Lasciatele dorare da entrambe le parti, successivamente<br />

toglietele dal fuoco e ponetele su un vassoio. Nel frattempo preparate una salsa<br />

d’accompagnamento, ungendo una padella con olio d’oliva a cui unite l’aglio e il trito <strong>di</strong><br />

prezzemolo e timo; quando soffrigge, adagiatevi le fette <strong>di</strong> storione, sfumate con un bicchie-


LE RICETTE<br />

re <strong>di</strong> vino bianco e aggiustate <strong>di</strong> sale e <strong>di</strong> pepe. Una volta evaporato il vino, aggiungete le<br />

fettine d’arancia a crudo e spegnete il fuoco. Ponete infi ne il tutto in una pirofi la preriscaldata<br />

e si guarnite con la buccia d’arancia tagliata a la julienne.<br />

STRACOTTO ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: girello <strong>di</strong> manzo o noce <strong>di</strong> manzo, vino, cipolla, salvia, rosmarino, prezzemolo,<br />

aglio, burro, pancetta o lardo, passata <strong>di</strong> pomodoro<br />

Per la sua preparazione utilizzate la carne <strong>di</strong> manzo: le parti più adatte sono il girello (o<br />

magatello) e il bordone <strong>di</strong> coscia (o noce). Scelta con cura la carne, lasciatela a marinare<br />

per do<strong>di</strong>ci ore con vino, una cipolla tagliata, un rametto <strong>di</strong> salvia, un rametto <strong>di</strong> rosmarino,<br />

un ciuffo <strong>di</strong> prezzemolo, uno spicchio d’aglio. Dopo<strong>di</strong>ché rosolate in una casseruola <strong>di</strong><br />

terracotta un bel pezzo <strong>di</strong> burro con mezza cipolla affettata e mezzo etto <strong>di</strong> pancetta tritata o<br />

lardo battuto. Quin<strong>di</strong> unite il pezzo <strong>di</strong> manzo steccato al lardo e rivoltatelo fi nché risulta ben<br />

colorito da tutte le parti. Aggiungete un bicchiere <strong>di</strong> vino bianco o rosso e una cucchiaiata<br />

<strong>di</strong> passata <strong>di</strong> pomodoro. Quando l’intingolo sarà ristretto, aggiungete acqua sino a coprire la<br />

carne. Lasciate cuocere a fuoco lento e a casseruola coperta per cinque o sei ore, aggiungendo<br />

un po’ d’acqua se il fondo asciuga. Servite lo stracotto ben caldo, a fette non molto sottili.<br />

STRACOTTO DI ASININA<br />

INGREDIENTI: ganassino <strong>di</strong> asinina, burro, cipolla, sedano, carota, pancetta, lardo, vino rosso,<br />

passata <strong>di</strong> pomodoro<br />

Per la preparazione <strong>di</strong> questa variante dello stracotto, lasciate rosolare in una casseruola <strong>di</strong> terracotta<br />

un pezzo <strong>di</strong> burro insieme a mezza cipolla affettata, un gambo <strong>di</strong> sedano, una carota<br />

tagliata a fette e pancetta tritata. Dopo<strong>di</strong>ché unite la carne (il ganassino interno dell’asinina,<br />

meno fi lamentoso e più compatto <strong>di</strong> quello esterno, è l’ideale) steccata <strong>di</strong> lardo, e rivoltatela <strong>di</strong><br />

tanto in tanto con un cucchiaio <strong>di</strong> legno, facendo grande attenzione a non romperla fi nché sia ben<br />

colorita, poi inumi<strong>di</strong>tela con un bicchiere <strong>di</strong> vino rosso ed una cucchiaiata <strong>di</strong> passata <strong>di</strong> pomodoro.<br />

Quando l’intingolo si è ristretto, aggiungete acqua sino a coprire la carne e lasciatela cuocere a<br />

fuoco lento a casseruola coperta, eventualmente mettendo altra acqua se il fondo si asciuga. La<br />

cottura può durare, a seconda dei gusti e del peso della carne, dalle cinque o sei ore per arrivare ai<br />

tre-quattro giorni. A cottura ultimata, la carne sarà <strong>di</strong> colore marrone intenso, tenera e leggermente<br />

gommosa. Servite lo stracotto caldo, tagliato a fette non molto sottili.<br />

TASTO<br />

INGREDIENTI: pancetta <strong>di</strong> vitello, bietole, pan grattato, formaggio, olio, uova, aglio, sale e pepe q.b.<br />

Aprite la pancetta <strong>di</strong> vitello e tagliatela in modo da formare una vera e propria tasca.<br />

Preparate il ripieno con bietole pulite e lessate, pan grattato, formaggio, olio, sale, pepe,<br />

uova e aglio. Una volta che il composto risulta ben amalgamato, riponetelo nella tasca,<br />

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cucendo il tutto con grande attenzione, in modo da evitare che, nel corso della cottura, possa<br />

uscire. Mettete la tasca così preparata in una pentola con acqua bollente e lasciatela bollire<br />

lentamente per circa un’ora e mezza. A cottura ultimata, scolatela e lasciatela raffreddare,<br />

tagliatela in fette non troppo sottili (dai due ai tre centimetri) e servitela, rigorosamente fredda,<br />

su <strong>di</strong> un piatto guarnito <strong>di</strong> prezzemolo.<br />

TRIPPA DI MANZO ALLA PIACENTINA<br />

INGREDIENTI: trippa, acqua, cipolla, sedano, carota, alloro, salvia, farina bianca, lardo, aglio, burro,<br />

olio, vino bianco, passata <strong>di</strong> pomodoro, brodo, fagioli bianchi<br />

Prima <strong>di</strong> tutto sbollentate la trippa per qualche minuto in una casseruola con abbondante<br />

acqua, una cipolla, un sedano, una carota, una foglia <strong>di</strong> alloro, un cucchiaio <strong>di</strong><br />

farina bianca. Una volta tolta dal fuoco, sgocciolatela bene e tagliatela a listarelle. In<br />

un tegame <strong>di</strong> coccio preparate un trito <strong>di</strong> lardo e aglio, le verdure che erano in casseruola<br />

con la trippa, un cucchiaio <strong>di</strong> burro, due cucchiai <strong>di</strong> olio, una foglia <strong>di</strong> salvia e una <strong>di</strong> alloro.<br />

Quando il trito è imbion<strong>di</strong>to, aggiungete la trippa, un pizzico <strong>di</strong> sale, uno <strong>di</strong> pepe e, dopo<br />

qualche minuto, un bicchiere <strong>di</strong> vino bianco possibilmente secco. Lasciate evaporare, quin<strong>di</strong><br />

aggiungete poca passata <strong>di</strong> pomodoro e un paio <strong>di</strong> cucchiai <strong>di</strong> brodo. Per la cottura ideale<br />

occorrono almeno quattro ore a fuoco lento, una ventina <strong>di</strong> minuti prima <strong>di</strong> ultimare la<br />

cottura aggiungete fagioli bianchi precedentemente lessati.<br />

CASTAGNACCIO – PATTÒNA<br />

LE RICETTE<br />

I Dolci<br />

INGREDIENTI: farina <strong>di</strong> castagne, acqua, sale, olio, pane grattugiato, pinoli, uvetta<br />

Passate al setaccio la farina <strong>di</strong> castagne così da evitare che si formino grumi; mettetela<br />

in una zuppiera, con un pizzico <strong>di</strong> sale, stemperando con l’acqua fi no a che non si ottiene<br />

una pastella molto fl uida. A piacere unite pinoli e uvetta, fatta rinvenire in acqua<br />

in precedenza. Amalgamate bene l’impasto e versatelo in una teglia unta con olio e cosparsa<br />

<strong>di</strong> pane grattugiato; lo strato <strong>di</strong> impasto non deve superare i due centimetri <strong>di</strong> altezza. Spruzzate<br />

<strong>di</strong> olio la superfi cie e quin<strong>di</strong> infornate per circa 45 minuti. Lo zucchero non è richiesto<br />

perché la farina delle castagne del nostro Appennino è già molto dolce.


CIAMBELLA - BUSLAN<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina, zucchero, uovo, lievito, limone, latte, zucchero<br />

Versate sulla spianatoia la farina a fontana, mettere al centro lo zucchero e i rossi<br />

d’uovo, aggiungete una bustina <strong>di</strong> lievito e un po’ <strong>di</strong> buccia <strong>di</strong> limone grattuggiato.<br />

Impastate bagnando con un po’ <strong>di</strong> latte per raggiungere la giusta consistenza. Fate<br />

una grossa biscia <strong>di</strong> pasta e appoggiatela nell’apposita teglia ben unta. Spennellate con uovo<br />

sbattuto e cospargete <strong>di</strong> granella <strong>di</strong> zucchero. Cuocete in forno.<br />

CIAMBELLINE<br />

INGREDIENTI: farina, zucchero, burro 2 hg, sale, latte<br />

Amalgate e mescolate tutti gli ingre<strong>di</strong>enti, lasciandoli a riposo per due ore in frigorifero,<br />

in una terrina coperta. Trascorse le due ore riprendete l’impasto lavorandolo<br />

nuovamente. A questo punto staccate dei pezzetti e fate delle biscette che taglierete<br />

in pezzetti lunghi circa 10 cm; le biscette vanno saldate a formare le ciambelline. Mettetele<br />

una per una sul mestolo forato e passate in acqua calda prossima all’ebollizione. Infi ne fate<br />

cuocere in forno a 180° per 30 minuti.<br />

CROCCANTE<br />

INGREDIENTI: mandorle, zucchero, burro, olio, limone<br />

Scottate le mandorle in acqua bollente e, una volta pelate, stendetele su una placca, lasciandole<br />

ad asciugare in forno. Quando le mandorle sono asciutte, pelate e spezzettate<br />

o tagliate a fettine, mettetele sul fuoco, in una capace casseruola, con lo zucchero e<br />

il burro. Mescolate continuamente con il classico cucchiaio <strong>di</strong> legno fi no a che il composto<br />

non assume un bel colore dorato; a questo punto versate l’impasto in uno stampo ben unto,<br />

in precedenza, con olio (<strong>di</strong> mandorle o <strong>di</strong> oliva). Pressate e stendete bene l’impasto utilizzando<br />

un limone intero.<br />

DOLCE FREDDO<br />

INGREDIENTI: uova, zucchero, farina, limone, marsala, latte, panna, savoiar<strong>di</strong>, cognac, ciliege sciroppate<br />

Lavorate i tuorli con lo zucchero,la farina, la buccia <strong>di</strong> limone, aggiungendo poco alla volta<br />

quattro cucchiai <strong>di</strong> marsala e mezzo litro <strong>di</strong> latte freddo. Mettete il tegame sul fuoco e lasciate<br />

alzare il bollore rimestando continuamente. Appena il composto ispessisce, toglietelo<br />

dal fuoco eliminando la buccia <strong>di</strong> limone. Travasate la crema in una terrina e lasciate raffreddare.<br />

Nel frattempo montate mezzo litro <strong>di</strong> panna (senza zucchero) e unite alla crema. Prendete uno<br />

stampo rettangolare foderato <strong>di</strong> pellicola antiaderente; inzuppate i savoiar<strong>di</strong> nel cognac, foderate<br />

lo stampo coi biscotti bagnati ricoprendolo <strong>di</strong> crema. La forma va messa in frigo per 12 ore. Dopo<br />

l’estrazione potete guarnire a piacere con panna montata o ciliegine sciroppate.<br />

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DOLCE DI ZUCCA<br />

INGREDIENTI: zucca, burro, zucchero, cacao, amaretti, uovo, rhum, savoiar<strong>di</strong>, alchermes, panna da montare<br />

Cuocete la zucca in forno, passatela nello schiacciapatate, unite il burro dopo averlo ben<br />

montato con zucchero, tuorlo, amaretti ben tritati, cacao e rhum. Versate il tutto in<br />

uno stampo foderato <strong>di</strong> savoiar<strong>di</strong> inzuppati in alchermes. Ponete in frigorifero, servite<br />

freddo, eventualmente guarnito da un ciuffo <strong>di</strong> panna montata.<br />

FRITTELLE O SGONFIETTI<br />

INGREDIENTI: acqua, burro, farina, uova, sale, strutto<br />

Mettete a bollire l’acqua con il burro e un pizzico <strong>di</strong> sale; quando l’acqua bolle aggiungete<br />

la farina, mescolate e lasciate cuocere ancora per 10 minuti circa. Togliete quin<strong>di</strong><br />

il recipiente dal fuoco e lasciatelo raffreddare, sempre continuando a mescolare.<br />

Aggiungete un pezzo <strong>di</strong> scorza <strong>di</strong> limone, un tuorlo d’uovo e rimescolate fi no a quando viene<br />

perfettamente assorbito. In seguito aggiungete l’albume d’uovo montato a neve, al termine<br />

aggiungete altri due tuorli. Quando la pastella sarà completamente amalgamata, gettatene<br />

alcune cucchiaiate in abbondante strutto bollente fi no a che saranno completamente dorate.<br />

Toglietele dallo strutto con il mestolo bucato, scolate e deponete su carta porosa per levare<br />

l’eccesso <strong>di</strong> strutto; infi ne spolverate le frittelle con zucchero a velo.<br />

LATTE IN PIEDI<br />

INGREDIENTI: latte, zucchero, cioccolato amaro, burro, farina, buccia <strong>di</strong> limone, zucchero vanigliato<br />

Mettete il latte sul fuoco e, intanto che si scalda, unite a mano a mano i vari ingre<strong>di</strong>enti<br />

elencati mescolando bene per evitare che si formino grumi. Fate sobbollire il tutto<br />

per un quarto d’ora. Infi ne versate il composto nello stampo e lasciatelo raffreddare<br />

a temperatura ambiente.<br />

PANE DOLCE CON I FICHI<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina bianca, fi chi secchi, lievito naturale, acqua, sale<br />

Lasciate a bagno, in acqua calda, per almeno tre ore i fi chi secchi; una volta che si sono<br />

reidratati tagliateli a metà e lasciateli a scolare. Nel frattempo preparate con la farina,<br />

l’acqua il lievito e sale un impasto, come per fare il pane, che dovete lasciar riposare e<br />

lievitare sotto ad un canovaccio. Quando l’impasto è ben lievitato unite i fi chi, amalgamate<br />

e date la forma <strong>di</strong> focaccia; quin<strong>di</strong> mettete in forno già caldo.


SBRICCIOLINA - SBRISULINA<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina bianca, farina gialla, burro, strutto, zucchero, uovo, limone, sale, bianco secco<br />

Disponete sulla spianatoia la farina bianca, quella gialla e lo zucchero; un po’ per volta<br />

incorporatevi il burro, lo strutto, i tuorli e la scorza <strong>di</strong> limone grattugiata bagnando a<br />

poco a poco con il vino. Una volta che avete terminato <strong>di</strong> lavorare la pasta, spianatela,<br />

mettendola in una teglia precedentemente unta <strong>di</strong> burro e, prima <strong>di</strong> infornare, tagliatela a<br />

spicchi. Una volta cotta, toglietela subito dalla teglia e lasciatela raffreddare in un piatto,<br />

altrimenti si sbriciola completamente.<br />

SBRISOLONA<br />

INGREDIENTI: farina, mandorle, uova, burro, zucchero<br />

Mescolate la farina con lo zucchero, quin<strong>di</strong> unite i tuorli e il burro ammorbi<strong>di</strong>to a pezzetti.<br />

Impastate con le mandorle, avendo cura che il composto risulti “sbriciolato”.<br />

Imburrate una tortiera a bor<strong>di</strong> bassi e sistematevi la pasta a briciole in uno strato<br />

uniforme. Cuocete in forno a 180° per circa 30 minuti; a cottura ultimata lasciatela in forno<br />

per ancora 3 minuti, quin<strong>di</strong> fatela raffreddare prima <strong>di</strong> sistemarla su un piatto.<br />

SPONGATA<br />

INGREDIENTI: farina, zucchero, burro, olio, latte, vino bianco, pane abbrustolito, amaretti, noci,<br />

mandorle, miele, pinoli, uva sultanina, chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano, noce moscata, cannella, arancia<br />

Fate liquefare il miele in un recipiente capace, versate poi lo zucchero, il vino e, mescolando,<br />

noci e mandorle tritate, amaretti e pane ridotti in briciole; quin<strong>di</strong> aggiungete tutti gli altri ingre<strong>di</strong>enti<br />

del ripieno, amalgando il tutto e tenendo in caldo. Preparate la pasta con la farina,<br />

lo zucchero, l’olio e il burro, stemperando con latte e vino bianco e poi tirate la sfoglia; rivestite il<br />

fondo e i bor<strong>di</strong> <strong>di</strong> una teglia, imburrata in precedenza, con la pasta; ponetevi il ripieno, livellatelo<br />

e copritelo con un <strong>di</strong>sco <strong>di</strong> pasta della grandezza della teglia stessa. Mettete in forno a 180°C.<br />

SPRELLE<br />

INGREDIENTI: farina, zucchero, burro, uova, zucchero vanigliato, sale, lievito,<br />

vino bianco amabile, rhum, limone, strutto<br />

Sulla spianatoia versate la farina a fontana; al centro mettete le uova sgusciate, lo zucchero,<br />

il burro a pezzetti, la buccia <strong>di</strong> limone grattugiata, una presa <strong>di</strong> sale e il lievito.<br />

Impastate il tutto con il vino e il rhum fi no ad ottenere una pasta morbida che deve<br />

essere tirata in sfoglia sottile. Con la rotella tagliatela a strisce che poi andranno a loro volta<br />

spezzettate, quin<strong>di</strong> friggetele in abbondante strutto ben caldo. Quando saranno ben dorate<br />

da entrambe le parti adagiatele su una carta porosa per eliminare l’unto in eccesso. Una<br />

spolverizzata fi nale <strong>di</strong> zucchero a velo e potete servirle.<br />

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TORTA DI FICHI DI ALBAROLA<br />

INGREDIENTI: farina <strong>di</strong> frumento 00, burro, zucchero, uova, lievito, sale, succo <strong>di</strong> limone,<br />

fi chi freschi <strong>di</strong> varietà bianca, verde e rossa, fi chi fi oroni, armelline o mandorle amare<br />

Amalgamate con energia le materie prime (escluso i fi chi e le mandorle amare) e impastate<br />

al fi ne <strong>di</strong> ottenere una massa morbida ed omogenea da potere modellare in<br />

una teglia alta. Dopo circa un’ora, lasciata riposare in luogo fresco, stendete in modo<br />

uniforme la pasta con il matterello. Sul fondo <strong>di</strong> una teglia circolare sbriciolate le mandorle<br />

amare (o pestate le armelline). Stendetevi sopra parte della pasta in modo da ottenere una fodera<br />

della teglia. Su <strong>di</strong> questa ponete i fi chi <strong>di</strong> varietà bianca, verde e rossa tagliati a rondella<br />

e <strong>di</strong>sposti in modo circolare. Sopra vanno tagliati, strizzati e stesi i fi chi fi oroni. La teglia va<br />

infornata quando l’interno del forno ha raggiunto i 200 °C. e va tolta quando il colore della<br />

polpa dei fi chi è rossastro e si sono rinsecchiti.<br />

TORTA DI GRANOTURCO<br />

INGREDIENTI: farina gialla, burro, zucchero, uovo, limone, latte<br />

Disponete la farina gialla a fontana sulla spianatoia; al centro mettete il burro a pezzetti,<br />

lo zucchero, il tuorlo d’uovo e la scorza grattugiata <strong>di</strong> un limone. Intanto che si<br />

impasta versate a poco a poco il latte fi no ad incorporarlo tutto. Al termine versate<br />

l’impasto in una teglia precedentemente imburrata e quin<strong>di</strong> mettete in forno già caldo per<br />

circa 40 minuti.<br />

TORTA DI MANDORLE<br />

INGREDIENTI: mandorle, zucchero, uova, burro, pane grattugiato<br />

Tritate fi nemente le mandorle senza sbucciarle. Lavorate a lungo i tuorli con parte dello<br />

zucchero, montando a neve gli albumi. Incorporate nei tuorli lavorati le mandorle<br />

tritate e gli albumi montati a neve; infi ne unite il resto dello zucchero e amalgamate<br />

bene. Ungete una teglia con il burro e cospargete <strong>di</strong> pane grattugiato; versate il composto e<br />

mettetelo in forno già caldo per circa 25 minuti.<br />

TORTA DI MELE<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: farina, burro, zucchero, uova, zucchero vanigliato, limone, lievito, amaretti, mele, vino passito<br />

Disponete la farina a fontana e inserite all’interno lo zucchero, il burro a pezzetti, un uovo<br />

intero e un tuorlo, la bustina <strong>di</strong> lievito e quella <strong>di</strong> zucchero, infi ne grattugiatevi la scorza <strong>di</strong><br />

un limone. Una volta impastato il tutto tirate una sfoglia; con una parte <strong>di</strong> questa rivestite<br />

una teglia unta <strong>di</strong> burro. Su questa mettete un primo strato <strong>di</strong> amaretti bagnati con il vino passito;<br />

quin<strong>di</strong> uno strato <strong>di</strong> fettine <strong>di</strong> mele, poi ancora uno <strong>di</strong> amaretti e un altro <strong>di</strong> mele. Coprite infi ne<br />

con la sfoglia avanzata e mettete in forno già ben caldo per circa 45 minuti.


TORTA DI RISO ALLA BOBBIESE<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: aglio, cipolla, carote, zucchine, sedano, patate, riso, uova, formaggio grattuggiato<br />

Preparate un soffritto costituito da aglio, cipolla, carote, zucchine, sedano e patate tagliate<br />

fi nemente. Contemporaneamente, in una pentola a parte, lessate il riso, ma solo fi no a metà<br />

cottura. Dopo<strong>di</strong>ché unitelo, in una terrina, al soffritto <strong>di</strong> verdure, a uova e a formaggio grattugiato,<br />

e mettetelo in forno per circa tre quarti d’ora. Potete servirlo sia caldo, che freddo.<br />

TORTA DI PERE - TURTA AD PER<br />

INGREDIENTI: pere rugginose, farina bianca, burro, zucchero, uova, pane raffermo, pasta frolla,<br />

vino banco, zucchero vanigliato, limone, chio<strong>di</strong> <strong>di</strong> garofano, sale<br />

Sbucciate, mondate e tagliate a pezzi le pere, quin<strong>di</strong> fatele cuocere con un bicchiere <strong>di</strong><br />

vino bianco, zucchero vanigliato (a piacere), una scorzetta <strong>di</strong> limone e alcuni chio<strong>di</strong> <strong>di</strong><br />

garofano; quando le pere sono sul punto <strong>di</strong> <strong>di</strong>sfarsi, toglietele dal fuoco e passatele al<br />

setaccio. Con una sfoglia <strong>di</strong> pasta frolla rivestite l’interno <strong>di</strong> una teglia, ben unta in precedenza;<br />

ricoprite quin<strong>di</strong> il fondo con uno strato sottile <strong>di</strong> fettine <strong>di</strong> pane raffermo (attenzione a non<br />

mettere anche la crosta); su questo strato versate il composto <strong>di</strong> pere e, se questo risultasse<br />

troppo liquido, ricoprite con un altro strato <strong>di</strong> pane raffermo. Chiudete quin<strong>di</strong> il tutto con un<br />

<strong>di</strong>sco <strong>di</strong> pasta frolla. Mettete in forno ben caldo e cuocete per circa 35 minuti.<br />

TORTA DI PRUGNE<br />

INGREDIENTI: farina bianca, zucchero, burro, limone, lievito, uova, biscotti, prugne, sale<br />

Impastate la farina con lo zucchero, il lievito, le uova e il burro; lavorate bene la pasta e<br />

quin<strong>di</strong> stendetela in sfoglia. Con una parte della sfoglia rivestite il fondo e i lati <strong>di</strong> una<br />

teglia imburrata. Coprite il fondo con uno strato <strong>di</strong> biscotti sbriciolati, quin<strong>di</strong> con uno <strong>di</strong><br />

prugne snocciolate e ben mature. Chiudete l’involucro con la parte rimanente della sfoglia.<br />

Mettete in forno ben caldo e fate cuocere per un’ora e un quarto circa.<br />

TORTA PARADISO<br />

INGREDIENTI: uova, fecola <strong>di</strong> patate, zucchero, limone, zucchero vanigliato, lievito<br />

Sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero, ed a parte montate le chiare a neve. Mescolate<br />

piano piano, aggiungendovi gradatamente la fecola mista al lievito, il limone e lo<br />

zucchero vanigliato. Mettete a cuocere a forno ben caldo ungendo prima la padella <strong>di</strong><br />

burro, per 15 minuti circa. Ricoprite con zucchero a velo.<br />

143


144<br />

TORTA SPISIGONA<br />

INGREDIENTI: farina, burro, zucchero, uova, sale<br />

Impastate prima i tuorli so<strong>di</strong> con il burro e lo zucchero, quando sono ben amalgamati aggiungete<br />

la farina. Fate raffreddare l’impasto in frigorifero poi formate delle bisce e <strong>di</strong>sponete<br />

i pizzicotti <strong>di</strong> pasta nella teglia fi no a ricoprire la base. Infornate per mezz’ora a 180°.<br />

TORTELLI DI CARNEVALE - TURTLITT<br />

INGREDIENTI PER LA PASTA: zucchero, burro, strutto, farina, uova, sale, limone, liquore dolce, arance<br />

PER IL RIPIENO: castagne secche, mostarda, amaretti, cioccolato in polvere, rhum da pasticceria<br />

Fate cuocere le castagne nell’acqua <strong>di</strong> ammollo e quin<strong>di</strong> passatele al passaverdura; unitele<br />

al resto degli ingre<strong>di</strong>enti per il ripieno e tritate il tutto. Quin<strong>di</strong> amalgamate bene tutti<br />

gli ingre<strong>di</strong>enti per la pasta e fate delle sfoglie dello spessore <strong>di</strong> 3 o 4 millimetri. Tagliate<br />

poi a strisce le sfoglie con l’apposita rotella; su ogni striscia <strong>di</strong> pasta mettete dei cucchiai<br />

<strong>di</strong> ripieno a giusta <strong>di</strong>stanza; ripiegate la sfoglia in modo da coprirne il ripieno. Separate,<br />

sempre con la rotella, gli involti che verranno così a formarsi e chiudeteli sui tre lati aperti<br />

con una leggera pressione. Fate cuocere ora i tortelli in strutto bollente (oppure in olio). Appena<br />

saranno <strong>di</strong>ventati dorati su entrambi i lati, sgocciolateli e passateli su carta porosa per<br />

eliminare l’unto in eccesso. Serviteli cosparsi <strong>di</strong> zucchero a velo vanigliato.<br />

U BONETTU<br />

LE RICETTE<br />

INGREDIENTI: uova, latte, panna, cacao amaro, amaretti o biscotti secchi, zucchero<br />

Sbattete bene i tuorli con 4 cucchiai <strong>di</strong> zucchero, unite poi il cacao, gli amaretti sbriciolati,<br />

il latte e la panna. Amalgamate delicatamente. Nel frattempo montate gli albumi a<br />

neve, aggiungeteli al composto. Passate poi alla preparazione del caramello, scaldando<br />

due cucchiai <strong>di</strong> zucchero fi no al color nocciola, spruzzate con un po’ d’acqua e mescolate girando<br />

il pentolino sulla viva fi amma. L’operazione è terminata quando ha consistenza vitrea<br />

e si è scurito. Versate il caramello cal<strong>di</strong>ssimo sul fondo e sui lati dello stampo per bu<strong>di</strong>no<br />

tenuto in caldo per facilitare il suo scorrimento: muovendo e inclinando lo stampo ottenete<br />

un velo uniforme che via via soli<strong>di</strong>fi ca. Travasate il composto del bonettu e cuocete in forno<br />

a 180 gra<strong>di</strong>, a bagnomaria, per trenta minuti. Servitelo freddo.


La Ristorazione<br />

Piacentina


148<br />

PIACENZA<br />

ANTICA OSTERIA DEL TEATRO<br />

via Ver<strong>di</strong>, 16 - tel 0523.323777<br />

ANTICA TRATTORIA DELL’ANGELO<br />

via Tibini, 14 - tel 0523.326739<br />

ARNOLD’S PIZZERIA<br />

via Emilia Parmense, 104 - tel 0523.578109<br />

ARIS CAFÈ<br />

vicolo Perestrello, 10 - tel 0523.334685<br />

BACICCIA PUB CAFFÈ LETTERARIO<br />

via Dionigi Carli, 7 - tel 0523.606804<br />

BOUCHON<br />

via Santa Franca, 2 - tel 0523.335205<br />

BAR DI VIA CARDUCCI<br />

via Carducci, 6/d - tel 0523.331038<br />

BAR PRIMA PORTA PICCOLA CUCINA<br />

via Cremona, 49 - tel 0523.590868<br />

BAR TAVOLA FREDDA NAUTILUS<br />

viale dei Mille, 3 - tel 0523.388326<br />

BAR CRYSTAL PICCOLA CUCINA<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 88 - tel 0523.756499<br />

BIRRERIA CHRISTIANIA<br />

via Raineri, 29 - tel 0523.454697<br />

BIRRERIA LA MUNTA<br />

via Mazzini, 72 - tel 0523.498929<br />

CIRCOLO ARCI TAVERNA 73<br />

via Taverna, 73 - tel 0523.314090<br />

HOSTARIA WINE BAR VALERY<br />

via Campagna, 81 - tel 0523.490597<br />

ENOTECA DA RENATO<br />

via Roma, 24 - tel 0523.325813<br />

MC DONALD’S<br />

piazzale Marconi, c/o Borgo Faxhall<br />

tel 0523.315702<br />

MC DONALD’S<br />

via Emila Pavese, 130 - tel 0523.497320<br />

MUSEUM TAVERN PUB<br />

via Cella, 68 - tel 0523.711321<br />

NINA<br />

via G. Garibal<strong>di</strong>, 13 - tel 0523.388797<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

OSTERIA ANTICA ROMEA<br />

via Emilia Parmense, 29 - tel 0523.623124<br />

OSTERIA DEL BARBAROSSA<br />

via A. Solenghi, 110 - loc. Dossi <strong>di</strong> Roncaglia<br />

tel 0523.504246<br />

OSTERIA DEL BORGO<br />

via Calzolai, 65 - tel 0523.315281<br />

OSTERIA DEL MORINO<br />

strada Voltone Decca, 1<br />

strada Caorsana - Roncaglia - tel 0523.504101<br />

OSTERIA DEL TRENTINO<br />

via Castello, 71 - tel 0523.324260<br />

OSTERIA LA SARACCA<br />

via del Capitolo, 73 - tel 0523.612503<br />

OSVALDO BAR RISTORANTE<br />

galleria Borsa, 36/d - tel 0523.320251<br />

PASTICCERIA DOLCE SALATO<br />

piccola cucina<br />

via Frasi, 41 - tel 0523.320553<br />

PICCOLA OSTERIA DI PERINI G.<br />

corso Vittorio E. II, 179 - tel 0523.326356<br />

PIZZERIA BELLA NAPOLI 2<br />

via Emilia Pavese, 27 - tel 0523.480019<br />

PIZZERIA BELLA NAPOLI 1<br />

via Emilia Pavese, 98 - tel 0523.480038<br />

PIZZERIA BELLINA<br />

via Emilia Pavese, 274 - tel 0523.498558<br />

PIZZERIA BELVEDERE<br />

via Veneto, 45 - tel 0523.457564<br />

PIZZERIA BLOSTER<br />

via Foresti, 33 - tel 0523.713271<br />

PIZZERIA CAPRESE E CO<br />

via Colombo, 88/a - tel 0523.606069<br />

PIZZERIA 101 PIZZE<br />

via Manzoni, 32 - tel 0523.071938<br />

PIZZERIA MYSTIC<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 19 - tel 0523.712307<br />

PIZZERIA BOOMERANG<br />

via Lanza, 41 - tel 0523.457275


PIZZERIA DAI MARCHESI<br />

via Dentelli, 14 - tel 0523.482778<br />

PIZZERIA DA PASQUALE<br />

piazza Duomo, 36 - tel 0523.324669<br />

PIZZERIA D’ASPORTO BELLA CAPRI<br />

via Poggi, 12 - tel 0523.453935<br />

PIZZERIA D’ASPORTO IL VELIERO<br />

strada Farnesiana, 35/b - tel 0523.594319<br />

PIZZERIA IL CHIOSCO E FOCACCERIA DI NERI<br />

via Boselli, 18/a - tel 0523.452426<br />

PIZZERIA IL SOLDINO<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 33 - tel 0523.716269<br />

PIZZERIA DEL MATTO<br />

via Galilei, 50 - località Pittolo<br />

tel 0523.380167<br />

PIZZERIA FRATELLI LA BUFALA<br />

piazzetta Grida, 13/14 - tel 0523.337867<br />

PIZZERIA GROTTA AZZURRA<br />

via Morigi, 35/b - tel 0523.458765<br />

PIZZERIA GUSTA PIZZA<br />

via Alberoni, 20/b - tel 0523.322523<br />

PIZZERIA LA TANA DELL’ORSO<br />

piazzale Torino, 25 - tel 0523.481648<br />

PIZZERIA LA COCCINELLA<br />

via Atleti Azzurri d’Italia - tel 0523.498161<br />

PIZZERIA MANFREDI F.<br />

via Veneto, 70 - tel 0523.716521<br />

PIZZERIA MDS<br />

via Ver<strong>di</strong>, 46/a - tel 0523.305047<br />

PIZZERIA MYSTIC PIZZA<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 19 - tel 0523.712307<br />

PIZZERIA PIZZA AL METRO<br />

viale Alighieri, 83 - tel 0523.331000<br />

PIZZERIA PIZZA 2000<br />

via Emmanueli, 36 - tel 0523.458600<br />

PIZZERIA PIZZA E VAI<br />

str. Farnesiana, 79 - tel 0523.612462<br />

PIZZERIA PIZZA E VAI<br />

via Veneto, 75 - tel 0523.716081<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

PIZZERIA PIZZA EXPRESS<br />

via Foresti, 29/33 - tel 0523.713271<br />

PIZZERIA PRIMA O POI SALSAMENTERIA<br />

largo Matteotti, 28 - tel 0523.388127<br />

PIZZERIA PIZZA SI<br />

via Dante Alighieri, 87 - tel 0523.318166<br />

PIZZERIA STRAPIZZAMI<br />

via Nasolini, 16/a - tel 0523.326390<br />

PIZZERIA PIZZICOTTO<br />

via Emilia Parmense, 36 - tel 0523.579834<br />

PIZZERIA PRONTO PIZZA<br />

via Durante, 1 - tel 0523.453118<br />

PIZZERIA TE LA DO IO LA MERENDA<br />

corso V. Emanuele, 208<br />

tel 0523.323749<br />

PIZZERIA THE TEMPLE BAR<br />

via X Giugno, 98 - tel 0523.384648<br />

PIZZERIA TOSELLO<br />

via Daveri, 10 - tel 0523.324824<br />

PIZZERIA RISTORANTE FUORIPORTA<br />

strada Valnure, 20 - tel 0523.3660042<br />

PIZZERIA RISTORANTE MARECHIARO<br />

c.so Vittorio Emanuele II, 168 - tel 0523.323794<br />

PIZZERIA RISTORANTE LE CARAVELLE<br />

via Colombo, 91 - tel 0523.574930<br />

PIZZERIA RISTORANTE NIAGARA<br />

corso Europa, 7 - tel 0523.360036<br />

PIZZERIA TRATTORIA DELL’OROLOGIO<br />

piazza Duomo, 39 - tel 0523.324669<br />

PUBLIC HOUSE SNACK BAR<br />

via Tibini, 39 - tel 0523.388216<br />

RAPSODIA TAVOLA CALDA<br />

via S. Siro, 2/c - tel 0523.327955<br />

RISTO-PUB VIA VENETO 82<br />

via Vittorio Veneto, 82 - tel 0523.716639<br />

RISTO-PUB ZONA FRANCA<br />

via Fornace, 5 - tel 0523.315286<br />

RISTORANTE ALBA CHIARA<br />

via C. Colombo, 7 - tel 0523.592511<br />

149


150<br />

RISTORANTE ALTA MAREA<br />

via Castello, 14 - tel 0523.388951<br />

RISTORANTE PIZZERIA NUOVA ASTRA<br />

via Boselli, 19 - tel 0523.757692<br />

RISTORANTE BAR DANTE<br />

via Coperchini Dante, 18 - tel 0523.712172<br />

RISTORANTE BAR GIANPINO<br />

via Emilia Parmense, 291 - tel 0523.504116<br />

RISTORANTE BAR IL CANTUCCIO<br />

via XXIV Maggio, 132 - tel 0523.482379<br />

RISTORANTE BUFFET STAZIONE<br />

piazzale Marconi - tel 0523.324340<br />

RISTORANTE CENTRAL PIZZA<br />

via Cittadella, 26 - tel 0523.331463<br />

RISTORANTE CINESE ASIA<br />

via XXI Aprile, 18 - tel 0523.480178<br />

RISTORANTE CINESE CHINATOWN<br />

via IV Novembre, 4 - tel 0523.579162<br />

RISTORANTE CINESE HIJNG<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 54/a - tel 0523.716429<br />

RISTORANTE CINESE LA GRANDE PAGODA<br />

viale Sant’Ambrogio - tel 0523.330418<br />

RISTORANTE LOTUS<br />

JAPANESE RESTAURANT<br />

via Emilia Pavese, 270 - tel 0523.498194<br />

RISTORANTE COMMERCIO<br />

via Colombo, 118 - tel 0523.614272<br />

RISTORANTE PIZZERIA CRISTIAN<br />

via IV Novembre, 115/a - tel 0523.326770<br />

RISTORANTE DEI PANZEROTTI<br />

via Emilia Pavese, 216 - tel 0523.480134<br />

RISTORANTE DNA FRIENDLY CAFÈ<br />

viale Malta, 10 - tel 0523.318291<br />

RISTORANTE DON CARLOS<br />

strada Aguzzafame, 85 - tel 0523.499800<br />

RISTORANTE EL TROPICO LATINO<br />

via Mazzini, 77/a - tel 0523.335932<br />

RISTORANTE EXEA<br />

via Daveri, 8 - tel 0523.318131<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE FERRARI CARMEN<br />

via Mazzini, 103 - tel 0523.388659<br />

RISTORANTE GAZEBO<br />

vicolo Molineria S. Andrea, 2 - tel 0523.329271<br />

RISTORANTE GIULIANO<br />

corso Vittorio Emanuele, 179/181<br />

tel 0523.326356<br />

RISTORANTE GOTICO<br />

largo Gioia, 3 - tel 0523.321940<br />

RISTORANTE GRAN CAFFÈ RANUCCIO<br />

piazza Cavalli, 1 - tel 0523.331041<br />

RISTORANTE I DIECI CONDIMENTI SELF SERVICE<br />

corso del Cristo - tel 0523.480361<br />

RISTORANTE PIZZERIA O’PROFESSORE<br />

via Emilia Parmense, 3 - tel 0523.571899<br />

RISTORANTE IL PARCO<br />

strada Montecucco, 12 - tel 0523.456424<br />

RISTORANTE IL TIMONE<br />

via Veneto, 42 - tel 0523.712586<br />

RISTORANTE INTERNET CAFÈ<br />

via dell’Artigianato, 14 - tel 0523.623020<br />

RISTORANTE INTERNATIONAL<br />

via Emilia Pavese, 114/a - tel 0523.493811<br />

RISTORANTE LA FAZENDA SELF SRL<br />

via Atleti Azzurri D’Italia, 18<br />

tel 0523.480447<br />

RISTORANTE LA FATTORIA DELLA BONTÀ<br />

località La Mola <strong>di</strong> Pittolo - tel 0523.380547<br />

RISTORANTE LA MERIDIENNE<br />

via San Siro, 28 - tel 0523325288<br />

RISTORANTE LA PESCAROLINA<br />

strada Bobbiese, 130 - tel 348.7378402<br />

RISTORANTE LA ROCCA PESCAROLA<br />

strada Bobbiese, 81 - tel 0523.380230<br />

RISTORANTE LA SIESTA<br />

via Emilia P.nse, 186 - località Montale<br />

tel 0523.594402<br />

RISTORANTE LA VERANDA<br />

strada Val Nure, 7 - tel 0523.756664


RISTORANTE LA VOLTA DEL VESCOVO<br />

via Moizo, 24 - tel 0523.380700<br />

RISTORANTE LAZZARI<br />

strada Farnesiana, 240 - tel 0523.600038<br />

RISTORANTE LO SCOLAPASTA<br />

via XXIV Maggio, 104/b - tel 0523.482179<br />

RISTORANTE MILVERA<br />

via Farnesiana, 200 - Mucinasso<br />

tel 0523.506144<br />

RISTORANTE MEDITERRANEO<br />

via Colombo, 126 - tel 0523.614228<br />

RISTORANTE PARISI<br />

piazzale Torino, 16 - tel 0523.480339<br />

RISTORANTE PANZEROTTI<br />

via Emilia Pavese, 216 - tel 0523.480134<br />

RISTORANTE PASTA E BASTA<br />

via Cantone Camicia, 9 - tel 0523.314330<br />

RISTORANTE PASTA IN PIAZZETTA<br />

strada Bobbiese, 41 - La Verza<br />

tel 0523.456666<br />

RISTORANTE PECCATI DI GOLA<br />

via Taverna, 35 - tel 0523.314035<br />

RISTORANTE PEPPINO<br />

via Roma, 183 - tel 0523.329279<br />

RISTORANTE PICCOLO ROMA<br />

via Cittadella, 14 - tel 0523.323201<br />

RISTORANTE SAPORI<br />

via Caorsana, 127/d - tel 0523.606091<br />

RISTORANTE PIZZERIA AUTOGRILL<br />

piazzale Marconi, 34 - tel 0523.305266<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL CORSARO VERDE<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 59 - tel 0523.454627<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL GRILLO<br />

via Emilia Parmense, 58 - tel 0523.593393<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL PINZIMONIO<br />

via Cavalletto, 4 - tel 0523.338024<br />

RISTORANTE PIZZERIA L’OFFICINA DEL GUSTO<br />

via Coppalati, 51 - località Le Mose<br />

tel 0523.570202<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE PIZZERIA TAVERNA IN<br />

piazza Sant’Antonino, 8<br />

tel 0523.335785<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA LUPA<br />

via Colombo, 7 - tel 0523.592511<br />

RISTORANTE PIZZERIA TESORO<br />

via La Primogenita, 1 - tel 0523.325812<br />

RISTORANTE PO<br />

via Nino Bixio, 6 - tel 0523.324376<br />

RISTORANTE ROADHOUSE GRILL<br />

via Emilia Pavese, 65/a - tel 0523.497089<br />

RISTORANTE SAPORI<br />

via Caorsana, 127/d - loc. Le Mose<br />

tel 0523.606091<br />

RISTORANTE SELF PAUSE<br />

piazzale Marconi, 34 - tel 0523.306182<br />

RISTORANTE SELF SERVICE<br />

AI DUE CAVALLI DI PIACENZA<br />

via San Francesco, 15 - tel 0523.322344<br />

RISTORANTE SELF SERVICE BAR DOGANA<br />

str. Caorsana - tel 0523.615688<br />

RISTORANTE IL CAMIONISTA VIEN MANGIANDO<br />

via Dell’Orsina, 1 - tel 0523.579523<br />

RISTORANTE SELF SERVICE MORIGI<br />

via San Bartolomeo, 8 - tel 0523.384130<br />

RISTORANTE SELF SERVICE OASI<br />

via Emilia Parmense, 133 - tel 0523.609352<br />

RISTORANTE SELF SERVICE ORSINA<br />

via Bresciani, 27 - tel 0523.623411<br />

RISTORANTE SI.TI.<br />

via XXIV Maggio, 104 - tel 0523.482179<br />

RISTORANTE SPARLACCAS I BARBIS<br />

via Alessandria, 16 - tel 339.3563637<br />

RISTORANTE SUGGERIMENTI… PIACENZA<br />

viale Malta, 23 - tel 0523.326368<br />

RISTORANTE TABERNA MOVIDA<br />

via Daveri, 8 - tel 0523.318131/335.5363758<br />

RISTORANTE TANTY SRL<br />

strada Val Nure, 7 - tel 0523.756664<br />

151


152<br />

RISTORANTE TAVERNA DEL GUSTO<br />

via Taverna, 27 - tel 0523.332814<br />

RISTORANTE VECCHIA OSTERIA<br />

via F. <strong>di</strong> Borbone, 64 - Borghetto<br />

tel 0523.504133<br />

RISTORANTE VECCHIA PIACENZA<br />

cantone San Bernardo, 1 - tel 0523.305462<br />

RISTORAZIONE PIACENZA<br />

strada Caorsana, 69 - tel 0523.614498<br />

SESE CAFFÈ<br />

via Morigi, 39 - tel 333.8295992<br />

TAVOLA CALDA FUNKY GALLO<br />

via Capra Vincenzo, 2 - tel 0523.330491<br />

THE JAIL BIRRERIA BISTECCHERIA<br />

località I Vaccari, 17 - tel 0523.506116<br />

TRATTORIA ANITA<br />

strada Caorsana, 125 - tel 0523.579310<br />

TRATTORIA BAR TRENTINO<br />

via Gadolini, 48 - tel 0523.755496<br />

TRATTORIA BAR VILLAGGIO<br />

via Cella, 52 - tel 0523.711317<br />

TRATTORIA BIVIO GALLEANA<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 130 - tel 0523.454277<br />

TRATTORIA CROCE GROSSA<br />

strada Caorsana, 161 - tel 0523.504138<br />

TRATTORIA MARIÙ<br />

via Garibal<strong>di</strong>, 49 - tel 0523.319350<br />

PIZZERIA L’ARAGOSTA<br />

via Trebbia, 22 - tel 0523.484707<br />

TRATTORIA DEL GNASSO<br />

via Molineria Sant’Andrea, 14 - tel 0523.482780<br />

TRATTORIA GASPERINI DANILO<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 42 - tel 0523.454333<br />

TRATTORIA IL BIVIO GALLEANA<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 130 - tel 0523.454277<br />

TRATTORIA USTARIA LA CARROZZA<br />

via X Giugno, 122 - tel 0523.326297<br />

TRATTORIA LA PIREINA<br />

via Borghetto, 137 - tel 0523.338578<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA LA STAZIONE DI MILVERA<br />

via Decorati Al Valore Civile, 15 - S. Bonico<br />

tel 0523.380273<br />

TRATTORIA MARIÙ<br />

via Garibal<strong>di</strong>, 49 - tel 0523.319350<br />

TRATTORIA NUOVO MONTALE<br />

via Bologna, 2 - tel 0523.592543<br />

TRATTORIA POGGI<br />

str. Farnesiana, 178 - Mucinasso<br />

tel 0523.506119<br />

TRATTORIA REGINA<br />

str. Regina, 1 - Quarto - tel 0523.557103<br />

TRATTORIA RUGGERI<br />

str. Farnesiana, 81 - tel 0523.571102<br />

TRATTORIA S. STEFANO<br />

cantone S. Stefano, 22 - tel 0523.327802<br />

TRATTORIA SAN GIOVANNI<br />

via San Giovanni, 36<br />

tel 0523.321029<br />

AGAZZANO<br />

ALBERGO RISTORANTE IL CERVO<br />

piazza Europa, 20 - tel 0523.975208<br />

ANTICA TRATTORIA GIOVANELLI<br />

via Roma, 5 - Sarturano - tel 0523.975155<br />

HOTEL LOCANDA VILLA TAVERNAGO<br />

località Tavernago <strong>di</strong> Agazzano - tel 0523.975114<br />

PIZZERIA LA RUSTICA<br />

piazzale Europa, 13 - tel 0523.976533<br />

RISTORANTE PIZZERIA LE LISCHE<br />

via Lische, 6 - tel 0523.976922<br />

RISTORANTE LE DUE MERIDIANE<br />

c/o Castello La Bastar<strong>di</strong>na- tel 0523.975373<br />

RISTORANTE NUOVA TRATTORIA<br />

BAR GIARDINO<br />

via Papa Giovanni XXIII, 1 - tel 0523.975133<br />

RISTORANTE PALAZZO DEI CAMINI<br />

via mercato, 10 - tel 0523.976782<br />

RISTORANTE FRICANDÒ<br />

piazza Europa, 26 - tel 340.6970402


ALSENO<br />

PIZZERIA PISCINA COLLE S. GIUSEPPE<br />

località Colle S. Giuseppe, 22 - tel 0523.947121<br />

RISTORANTE BAR DA NORA<br />

via Emilia Est, 11 - tel 0523.949147<br />

RISTORANTE BOSCHI<br />

località Cortina, 59 - tel 0523.948102<br />

RISTORANTE DA GIOVANNI<br />

via Centro, 79 - Cortina - tel 0523.948304<br />

RISTORANTE DA PAOLO<br />

via Centro, 152 - Lusurasco - tel 0523.948123<br />

RISTORANTE IL CASELLO<br />

via Stazione Centro, 27 - tel 0523.945355<br />

RISTORANTE PALAZZO DELLA COMMENDA<br />

località Chiaravalle della Colomba<br />

tel 0523.940003<br />

RISTORANTE PIZZERIA<br />

IN FAMIGLIA AL VILLAGGIO<br />

località Sorghetto, 6 - tel 0523.945349<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA DUCHESSA<br />

via Roma, 41 - tel 0523.949154<br />

BAR TRATTORIA (FRIENDS) CIN CIN<br />

via Emilia Ovest, 14 - tel 0523.949133<br />

TRATTORIA DEL PONTE<br />

via Centro, 4 - Castelnuovo Fogliani<br />

tel 0523.947110<br />

TRATTORIA OSTERIA DA GIANNI<br />

località Chiaravalle, 249/250 - tel 0523.940133<br />

BAR TRATTORIA ARCIBALDO<br />

località Chiaravalle, 244 - tel 0523.940119<br />

TRATTORIA PIZZERIA CROCE BIANCA<br />

via Centro, 202 - Castelnuovo Fogliani<br />

tel 0523.947187<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA GHIOZZA<br />

case Sogli, 73 - Cortina - tel 0523.948128<br />

BESENZONE<br />

RISTORANTE LA FIASCHETTERIA<br />

via Bersano, 59/bis - tel 0523.830444<br />

TRATTORIA BARABASCHI<br />

via Mercore Inferiore, 21 - tel 0523.830167<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA GARIBALDI<br />

via Casteldardo, 162 - tel 0523.839012<br />

TRATTORIA MARCO<br />

località Bersano - tel 0523.830105<br />

BETTOLA<br />

ALBERGO RISTORANTE TOURING<br />

località Prato Barbieri - tel 0523.911157<br />

BAR PIZZERIA COLOMBO<br />

piazza Colombo, 2 - tel 0523.917037<br />

PIZZERIA IL BOCCACCIO<br />

viale Vittoria, 12 - tel 0523.911133<br />

OSTERIA ALBERICI<br />

loc. Costa Groppoducale, 55 - tel 0523.917704<br />

PIZZERIA LA FONTANA<br />

piazza Colombo, 23 - tel 0523.911135<br />

RISTORANTE AGNELLO<br />

piazza Colombo, 43 - tel 0523.917760<br />

RISTORANTE IL TORRENTE<br />

via Libera Repubblica - località Roncovero<br />

tel 0523.917747<br />

RISTORANTE LA VECCHIA QUERCIA<br />

Fra I Luoghi, 1 - tel 0523.911233<br />

RISTORANTE PIZZERIA<br />

ANTICA LOCANDA DUE SPADE<br />

via C. Colombo, 70 - tel 0523.917789<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA VILLA<br />

via Fra I Luoghi, 1 - tel 0523.917075<br />

TRATTORIA ALPINA<br />

località Prato Barbieri, 42 - tel 0523.917873<br />

TRATTORIA DELL’AGO<br />

località Bramaiano, 77 - tel 0523.917802<br />

TRATTORIA PERANI<br />

strada Provinciale, 4 - tel 0523.917696<br />

TRATTORIA SPERONI<br />

località Roncovero - tel 0523.911722<br />

TRATTORIA DALL’AGO<br />

località Bramaiano - tel 0523.917802<br />

RISTORANTE DA DLA’ DAL PONT<br />

località Lugherzano - tel 0523.917325<br />

153


154<br />

BOBBIO<br />

ALBERGO EX CHALET DELLA VOLPE<br />

località Sassi Neri - tel 0523.933404<br />

ALBERGO RISTORANTE<br />

BAR VECCHIA FORNACE<br />

via Genova, 9 - tel 0523.936126<br />

ALBERGO RISTORANTE PIZZERIA RANELLA<br />

via Roma, 26 - Mezzano Scotti - tel 0523.937126<br />

ALBERGO RISTORANTE DEI CACCIATORI<br />

contrada Porta Agazza, 7 - tel 0523.936267<br />

ALBERGO RISTORANTE FILIETTO<br />

località Costa Tamborlani - Mezzano Scotti<br />

tel 0523.937104<br />

ALBERGO RISTORANTE PIACENTINO<br />

piazza S. Francesco, 19 - tel 0523.936266<br />

BAR RISTORANTE VECCHIO MULINO<br />

via Genova, 32 - tel 0523.932395<br />

PIZZERIA NIKITA<br />

località Fontana Berta Cassolo - tel 0523.937489<br />

PIZZERIA PONTE GOBBO<br />

via A. Moro, 3 - tel 0523.936148<br />

RISTORANTE BAR GIARDINO<br />

piazza San Francesco, 1 - tel 0523.936247<br />

RISTORANTE GAMBERO ROSSO<br />

località Cassolo - tel 0523.937171<br />

RISTORANTE LO SCARPONE<br />

passo Penice, 2 - tel 0523.933204<br />

RISTORANTE PIZZERIA CRISTAL<br />

via Nobile Santa Maria, 2 - tel 0523.933421<br />

RISTORANTE PIZZERIA PUNTO VERDE<br />

piazza XXV Aprile, 16 - tel 0523.936914<br />

RISTORANTE RA CA’ LONGA<br />

località S. Salvatore<br />

tel 0523.936948 - 0523.960102<br />

RISTORANTE RIDELLA<br />

località Giarone S. Maria - tel 0523.933130<br />

RISTORANTE SAN NICOLA<br />

contrada San Nicola, 11 - tel 0523.932355<br />

TRATTORIA LOCANDA NOBILI<br />

località S. Maria <strong>di</strong> Bobbio, 13 - tel 0523.933134<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

BAR RISTORANTE SCAPARINA<br />

località Scaparina - tel 0523.932614<br />

BORGONOVO VAL TIDONE<br />

ANTICO RISTORANTE ITALIA<br />

piazza T. de Cristoforis, 2 - tel 0523.864144<br />

PIZZERIA LA CORTE<br />

località Colombaie, 88 - tel 0523.861076<br />

PIZZERIA L’ORIZZONTE<br />

via M. della Libertà, 15/17 - tel 0523.863749<br />

PIZZERIA SETTIMO CIELO<br />

via Galilei, 2 - tel 0523.892939<br />

PIZZERIA RISTORANTE LOCANDA STAZIONE<br />

piazza Garibal<strong>di</strong>, 21 - tel 0523.361352<br />

RISTORANTE AGAZZINO VECCHIA TRATTORIA<br />

località Agazzino, 335 - tel 0523.887102<br />

RISTORANTE IMPERO<br />

piazza T. de Cristoforis, 32 - tel 0523.862118<br />

RISTORANTE LA PALTA<br />

località Bilegno, 67 - tel 0523.862103<br />

RISTORANTE LE PROPOSTE<br />

località Corano - tel 0523.845503<br />

RISTORANTE PIZZERIA DEL LEONE<br />

via Castelsangiovanni, 4 - tel 0523.865209<br />

TRATTORIA MORETTA<br />

località Moretta, 238 - tel 0523.862551<br />

TRATTORIA RISTORANTE PIZZERIA LA ROCCA<br />

via Roma, 14 - tel 0523.862114<br />

BAR RISTORANTE AL LUPO AL LUPO<br />

località Castelnovo, 96 - tel 0523.869230<br />

CADEO<br />

PIZZERIA AL VESUVIO<br />

via Emilia, 67 - Roveleto<br />

tel 0523.500424<br />

PIZZERIA DA ROMANO<br />

via Emilia, 71/77 - tel 0523.500593<br />

PIZZERIA IL FOCOLARE<br />

via Ricetto, 44/46 - Frazione Saliceto<br />

tel 0523.507220


PIZZERIA PLANET PIZZA<br />

via Emilia 167/b - Roveleto - tel 0523.501210<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA SORGENTE<br />

via Emilia, 21 - Fontana Fredda - tel 0523.500569<br />

RISTORANTE CARINI<br />

via Emilia, 91 - Roveleto - tel 0523.509979<br />

RISTORANTE LANTERNA ROSSA<br />

via Ponte Saliceto, 10 - Saliceto - tel 0523.500563<br />

RISTORANTE LE RUOTE<br />

via Emilia, 204 s.s. 9 - Roveleto - tel 0523.500427<br />

RISTORANTE NONA BUCA BIS<br />

via Chiusa, 73 - Saliceto - tel 0523.508925<br />

TRATTORIA NUOVA DA PINUCCIO<br />

via Emilia, 25 - Fontana Fredda - tel 0523.500667<br />

CALENDASCO<br />

RISTORANTE LOCANDA IL MASERO<br />

via Masero Po, 2 - tel 0523.772787<br />

RISTORANTE VIOLA<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 55 - tel 0523.768925<br />

TRATTORIA DEI PESCATORI<br />

località Malpaga, 21 - tel 0523.769788<br />

BAR TRATTORIA ALLO SBARAGLIO<br />

località Incrociata, 21 - tel 0523.772890<br />

TRATTORIA TOSCANI<br />

località Co’ Trebbia Nuova, 34 - tel 0523.769787<br />

PIZZERIA SAMMY<br />

località Co’ Trebbia Nuova, 12 - tel 0523.769771<br />

BAR TRATTORIA DI ALZAPIEDI LUIGI<br />

località Co’ Trebbia Nuova, 42 - tel 0523.769789<br />

CAMINATA<br />

RISTORANTE NIDO DEL CUCULO<br />

via Vittorio Emanuele, 18 - tel 0523.990134<br />

RISTORANTE PACE<br />

via Provinciale, 10 - tel 0523.990047<br />

ANTICA TRATTORIA AL TORRENTE<br />

via Provinciale, 27 - tel 0523.990717<br />

TRATTORIA IL CONFINE<br />

località Canova - tel 0523.993029<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

CAORSO<br />

OSTERIA DI MURADOLO<br />

via Giovanni XXIII, 33 - Muradolo - tel 0523.822593<br />

OSTERIA LO SPUNTINO<br />

via Don Minzoni, 25 - Roncarolo<br />

tel 0523.821435<br />

NUOVO BAR COMMERCIO<br />

via Roma, 12/c - tel 0523.821112<br />

RISTORANTE BAR LA ROCCA<br />

via Padana Inferiore, 2/a - tel 0523.814079<br />

BAR TRATTORIA SHAKER<br />

piazza Rocca, 7/a - tel 0523.814048<br />

RISTORANTE PIZZERIA MEDITERRANEO<br />

via Roma, 10/b - tel 0523.814056<br />

TRATTORIA AL CAPOLINEA<br />

via Padana Inferiore, 24 - tel 0523.821035<br />

TRATTORIA «DA ENNIO»<br />

strada Cascina Barrago, 1 - tel 0523.821105<br />

TRATTORIA DEL MURON<br />

via Guglielmo da Saliceto, 16 - tel 0523.821213<br />

TRATTORIA GHIONI<br />

via G. Matteotti, 20 - Zerbio - tel 0523.821252<br />

TRATTORIA MAGATON<br />

strada Argine Po, 6 - Roncarolo - tel 0523.821320<br />

TRATTORIA TONOLI M.GRAZIA<br />

via Don Minzoni, 13 - Roncarolo - tel 0523.821240<br />

CARPANETO PIACENTINO<br />

TRATTORIA DI TRAVAZZANO<br />

via d. Valle, 194 - Travazzano - tel 0523.852875<br />

BAR TAVERNA CAVALLETTO<br />

via Marconi, 25 - tel 0523.852145<br />

BAR TRATTORIA CROCE BIANCA<br />

via Oliveti, 1 - tel 0523.852144<br />

TRATTORIA PUB FAT DOG<br />

via Scotti da Vigoleno, 40 - tel 0523.859896<br />

LA TAVERNA ANTICA OSTERIA DI CHERO<br />

via Centro, 66 - tel 0523.858904<br />

PIZZERIA PUNTO PIZZA<br />

via Breviglieri, 7 - tel 0523.853090<br />

155


156<br />

PUB LA POSADA<br />

piazza XX Settembre, 11 - tel 0523.852109<br />

RISTORANTE IL LUPO<br />

via Ciriano Centro, 30 - tel 0523.852705<br />

OSTERIA LA SUPERA<br />

località Cimafava - tel 0523.850003<br />

RISTORANTE NIDO DEL PICCHIO<br />

viale Patrioti. 6 - tel 0523.850909<br />

RISTORANTE PIZZERIA BELLARIA<br />

località Caminata, 84 - Ciriano - tel 0523.850539<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL CARTOCCIO<br />

località Chero - tel 0523.852888<br />

RISTORANTE PIZZERIA L’INCONTRO<br />

via Cesare Battisti, 31 - tel 0523.852146<br />

TRATTORIA BARANI P.<br />

località Montanaro - tel 0523.852896<br />

TRATTORIA BAR PARABOSCHI<br />

località Case Bruciate, 135 - tel 0523.852883<br />

TRATTORIA BELVEDERE<br />

località Magnano, 22 - tel 0523.852880<br />

TRATTORIA BIASINI<br />

località Magnano - tel 0523.850110<br />

TRATTORIA CARINI<br />

località Rezzano, 44/a - tel 0523.852873<br />

TRATTORIA CELLERI<br />

località Celleri, 27 - tel 0523.852874<br />

TRATTORIA DEL CACCIATORE<br />

località Case Bruciate - tel 0523.852889<br />

TRATTORIA DEL VIANDANTE<br />

località Chero - tel 0523.859364<br />

CASTELL’ARQUATO<br />

ANTICA TRATTORIA DI VIGOSTANO<br />

località Vigostano - tel 0523.896100<br />

ANTICA TRATTORIA S. LORENZO<br />

via Canale S. Lorenzo, 32 - tel 0523.805153<br />

LOCANDA DELLE ROSE<br />

loc. Case Ilariotti, 1/a - Bacedasco<br />

tel 0523.895548<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

PIZZERIA DIGHINO<br />

via Remon<strong>di</strong>ni, 11 - tel 0523.803902<br />

PIZZERIA LA CASTELLANA<br />

via Canneto, 7 - tel 0523.803694<br />

RISTORANTE ALBERGO LEON D’ORO<br />

piazza Europa, 6 - tel 0523.806033<br />

RISTORANTE ANNA LA NAPOLETANA<br />

Vigolo Marchese - tel 0523.896159<br />

RISTORANTE BAR LA LOCANDA<br />

via Manzoni, 4 - Vigolo Marchese - tel 0523.896133<br />

RISTORANTE BAR STRADIVARIUS<br />

via Sforza Caolzio, 36 - tel 0523.803381<br />

RISTORANTE I QUATTRO DIAVOLETTI<br />

via Crocetta, 26 - tel 0523.803525<br />

RISTORANTE DA FACCINI<br />

via Sant’Antonio - tel 0523.896340<br />

RISTORANTE DEGLI IRIS<br />

via Crocetta, 1 - tel 0523.803273<br />

RISTORANTE LA CANTINACCIA<br />

località Bacedasco Terme - tel 0523.895128<br />

RISTORANTE LA ROCCA DA FRANCO<br />

piazza del Municipio - tel 0523.805154<br />

RISTORANTE LIDO<br />

via Provinciale, 3 - tel 0523.803261<br />

RISTORANTE MAPS<br />

piazza Europa, 3 - tel 0523.804411<br />

RISTORANTE PIZZERIA LE TORRI<br />

località Caneto - tel 0523.805191<br />

RISTORANTE PRIMAVERA<br />

via Mori, 20 - Bacedasco Alto - tel 0523.895108<br />

RISTORANTE RIORZO<br />

via Riorzo, 1 - tel 0523.804199<br />

RISTORANTE TAVERNA DEL FALCONIERE<br />

piazza Municipio, 5 - tel 0523.805155<br />

TRATTORIA BAR DEL VOLTONE<br />

via Sforza Caolzio - tel 0523.804271<br />

TRATTORIA DEL TURISTA<br />

via Cavour, 53 - Vigolo Marchese<br />

tel 0523.896124


TRATTORIA GUERRA PIERLUIGI<br />

località Doppi - tel 0523.896156<br />

TRATTORIA L’ANGIOLINA<br />

via Canale, 18 S. Lorenzo - tel 0523.806162<br />

CASTEL SAN GIOVANNI<br />

RISTORANTE LA BARCA<br />

corso Matteotti, 14 - tel 0523.881412<br />

ALBERGO RISTORANTE LEON D’ORO<br />

via Nino Bixio, 35 - tel 0523.849461<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA GRITTA<br />

via Emilia Piacentina, 45 - tel 0523.849418<br />

PIZZERIA LA VECCHIA CANTINA<br />

via Mulini, 2/a - tel 0523.842305<br />

PIZZERIA RED WALL STEAK HOUSE<br />

via Borselli, 12/a - tel 0523.883151<br />

RISTORANTE CHALET DEL GALLO<br />

località Pievetta - tel 0523.881376<br />

RISTORANTE LA CAPANNA<br />

via Fratelli Ban<strong>di</strong>era, 46 - tel 0523.884068<br />

RISTORANTE PIZZERIA BARRACUDA<br />

via Andrea Doria, 2/a - tel 0523.881761<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL CANTUCCIO<br />

corso Matteotti, 144/a - tel 0523.843500<br />

RISTORANTE PIZZERIA DOGANA<br />

via Emilia Pavese, 85 - tel 0523.884121<br />

RISTORANTE PIZZERIA TAVOLA AMICA<br />

viale Amendola - tel 0523.883181<br />

RISTORANTE SELF SERVICE 80 FAME<br />

via Don Mazzocchi, 4/n - tel 0523.881778<br />

RISTORANTE PIZZERIA LO STADIO<br />

via Emilia Piacentina, 62 - tel 0523.883635<br />

RISTORANTE BAR BOSELLI DOMENICA<br />

via B.Armani, 25 - tel 0523.885103<br />

TRATTORIA BAR DOGANA PO<br />

via Dogana Po Pievetta, 27 - tel 0523.882228<br />

TRATTORIA BELVEDERE<br />

p. Bergonzi, 4 - Fontana Pradosa<br />

tel 0523.843766<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA IL PESCATORE<br />

via Pievetta, 3 - tel 0523.882317<br />

TRATTORIA MERCATO<br />

piazza Olubra, 2 - tel 0523.849490<br />

CASTELVETRO PIACENTINO<br />

BAR TRATTORIA DEL PICCOLO FIORE<br />

via Sei Martiri, 58 - San Giuliano - tel 0523.826065<br />

BAR TRATTORIA VAL PADANA<br />

via Casenuove - tel 0523.823315<br />

OSTERIA CA’ NOVA<br />

via G. Saragat, 11 - tel 0523.825052<br />

OSTERIA DEL PESCATORE<br />

via Po, 14 - tel 0523.824333<br />

OSTERIA LA BASTIDA<br />

strada Statale, 4 - tel 0523.823331<br />

OSTERIA LA BRIANZA<br />

strada Statale, 10 - tel 0523.825229<br />

PIZZERIA RISTORANTE L’INFINITO<br />

strada Statale 10, 24 - tel 0523.823518<br />

RISTORANTE BAR LA VECCHIA FORNACE<br />

località Ex Fornace Rdb, 6 - tel 0523.824670<br />

RISTORANTE PIZZERIA COOP AVANTI<br />

via Bernini, 19 - tel 0523.823108<br />

TRATTORIA DELLA PACE<br />

via Bernini, 87 - tel 0523.823330<br />

TRATTORIA SECONDO BARACCHINO<br />

via Riviera Po, 5 - Mezzano Chitantolo<br />

tel 0523.823560<br />

CERIGNALE<br />

ALBERGO RISTORANTE DEL PINO<br />

via Capoluogo, 22 - tel 0523.939215<br />

RISTORANTE LE PIANE<br />

località Le Piane - tel 0523.939345<br />

TRATTORIA DELLA ROSA<br />

località Ponte Organasco, 8 - tel 0523.939203<br />

COLI<br />

RISTORANTE PINETA FERRARI<br />

località Fontana - tel 0523.931059<br />

157


158<br />

RISTORANTE POGGIOLO<br />

località Poggiolo, 118 - tel 0523.931063<br />

TRATTORIA LA SCOGLIERA<br />

via Maglio, 5 - Perino - tel 0523.938156<br />

PIZZERIA LE NOSTRE COSE<br />

località S. Cecilia - tel 0523.931061<br />

LOCANDA DEL SECOLO<br />

località Costiere - tel 0523.934179<br />

CORTE BRUGNATELLA<br />

ALBERGO RISTORANTE DUE VALLI<br />

via Genova, 56 - Marsaglia - tel 0523.934106<br />

ALBERGO RISTORANTE ROCCAROSA<br />

località Brugnello, 12 - tel 0523.934500<br />

PIZZERIA JACKY’O<br />

strada per Chiavari, 13 - tel 0523.934522<br />

TRATTORIA BAR F.LLI ROCCA<br />

località Ozzola - tel 0523.934177<br />

TRATTORIA LA ROVERE GROSSA<br />

località Pieve <strong>di</strong> Montarsolo - tel 0523.939126<br />

TRATTORIA MOZZI<br />

via Genova, 42 - Marsaglia - tel 0523.934171<br />

CORTEMAGGIORE<br />

BAR PIZZERIA ELLES<br />

via Matteotti, 23 - tel 0523836562<br />

BAR DEGUSTAZIONE ZANZIBAR<br />

largo Umberto I, 4 - tel 0523.839015<br />

ALBERGO RISTORANTE LA TAVOLA ROTONDA<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 35 - tel 0523.836844<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL CENACOLO<br />

via XX Settembre, 1 - tel 0523.835122<br />

TRATTORIA ANTICA CORTE<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 5 - tel 0523.836833<br />

TRATTORIA ANGENNA GANDINI<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 11 - Chiavenna Lan<strong>di</strong><br />

tel 0523.836180<br />

TRATTORIA GIANNA<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 19 - Chiavenna Lan<strong>di</strong><br />

tel 0523.836127<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA MARCOTTI<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 15 - tel 0523.836127<br />

TRATTORIA PIZZERIA IL CASOLARE<br />

via Galluzzi, 56 - tel 0523.832085<br />

29016<br />

piazza Patrioti, 5/b - tel 0523.839199<br />

ERMELLINI NICOLA<br />

via Firenze - tel 0523.832074<br />

BAR GIARDINO<br />

via Cavour, 1/e - tel 0523.836588<br />

SALSAMENTERIA DI ROSSI MARZIA<br />

via Torricella, 7 - tel 0523.839364<br />

FARINI<br />

ALBERGO RISTORANTE ITALIA<br />

corso Europa, 84 - Groppallo - tel 0523.916119<br />

BAR PIZZERIA OASI<br />

via Don Sala, 21 - tel 0523. 910217<br />

OSTERIA PAGANELLI GIANFRANCO<br />

località Nicelli, 2 - Mareto - tel 0523.915116<br />

PICCOLO RISTORANTE<br />

via Don Sala, 8 - tel 0523.910212<br />

PIZZERIA TRATTORIA BONJOUR<br />

via Europa, 35 - Groppallo - tel 0523.916118<br />

RISTORANTE ALBERGO<br />

DELMOLINO ANTONIO<br />

viale Europa - Groppallo - tel 0523.916108<br />

ALBERGO RISTORANTE DEI CACCIATORI<br />

loc. Mareto - tel 0523.915131<br />

RISTORANTE BRACCHI SEVERINO<br />

località Pianazze Montereggio - tel 0523.919156<br />

RISTORANTE CAVANNA GIUSEPPE<br />

località Boli, 17 - tel 0523.919116<br />

RISTORANTE CENTRALE SALINI<br />

viale Europa, 46 - Groppallo - tel 0523.916104<br />

RISTORANTE DELIZIA<br />

località Cogno San Bassano - tel 0523.910101<br />

IL PICCOLO RISTORANTE<br />

via Don Sala, 8 - tel 0523.910212


BAR RISTORANTE MONTE LAMA<br />

Bruzzi <strong>di</strong> Boccolo Noce - tel 0523.916147<br />

ALBERGO RISTORANTE<br />

GUGLIELMETTI BONFIGLIO<br />

località Cappelletta - tel 0523.910158<br />

TRATTORIA DEI CACCIATORI<br />

via Pellacini, 28 - località Cogno San Bassano<br />

tel 0523.910149<br />

TRATTORIA DEL PONTE<br />

via Genova, 82 - tel 0523.910114<br />

TRATTORIA FIGONI<br />

località Montereggio - tel 0523.919108<br />

ALBERGO RISTORANTE GUGLIELMETTI LUIGI<br />

Pradovera - tel 0523.915195<br />

FERRIERE<br />

ALBERGO RISTORANTE LE QUERCE DI ROCCA<br />

via La Parrocchia, 3 - loc. Rocca - tel 0523.922425<br />

PIZZERIA ROCCA DEI FOLLI<br />

località Folli - tel 0523.922951<br />

LOCANDA LE QUERCE<br />

località Rocca, 19 - tel 0523.922214<br />

OSTERIA MASNANTIN<br />

località Perotti - tel 0523.922885<br />

LOCANDA MONTE CAREVOLO<br />

località Casaldonato - tel 0523.2154168<br />

OSTERIA DALLAVALLE FRANCESCO<br />

Cassimoreno - tel 0523.922264<br />

PIZZERIA CAMPING ROCCA DEI FOLLI<br />

località Folli - tel 0523.924011<br />

RISTORANTE ALBERGO LAGO NERO<br />

località Selva <strong>di</strong> Ferriere - tel 0523.929108<br />

RISTORANTE IL MAGLIO<br />

piazza delle Miniere, 25 - tel 0523.922922<br />

RISTORANTE L’ANTICA OSTERIA DEI MERCANTI<br />

piazza Municipio, 6 - tel 0523.922243<br />

RISTORANTE PIZZERIA BAR BARBARA<br />

via Marconi, 2/a - tel 0523.922233<br />

RISTORANTE GRONDANA<br />

via Roma - tel 0523.922212<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA AGOGLIATI<br />

località Salsominore, 8 - tel 0523.920110<br />

RISTORANTE MONTENERO<br />

località Selva - tel 0523.929312<br />

TRATTORIA CASSOLA<br />

località Castelcanafurone - tel 0523.928177<br />

TRATTORIA CAVANNA<br />

Pertuso - tel 0523.929109<br />

TRATTORIA DEI CACCIATORI<br />

loc. Gambaro - tel 0523.929103<br />

TRATTORIA BISI<br />

località Rompeggio - tel 0523.929194<br />

TRATTORIA RUFFINATI<br />

località Ruffi nati - tel 0523.920105<br />

FIORENZUOLA D’ARDA<br />

ALBERGO RISTORANTE SMERALDO<br />

via Gramsci - tel 0523.984452<br />

ANTICA TRATTORIA SAN PROTASO<br />

via Chiesa, 47 - San Protaso - tel 0523.944053<br />

BAR PIZZERIA MAIORI<br />

via Casella, 23 - tel 0523.941527<br />

OSTERIA DELL’OLZA<br />

località Olza, 420 - tel 333.8737227<br />

OSTERIA DEL MATHIS<br />

viale Matteotti, 68 - tel 0523.943800<br />

PIZZERIA AL CAPRICCIO<br />

via Giovanni XXIII, 29 - tel 0523.982723<br />

PIZZERIA MULINO<br />

località Podere Mulino San Protaso<br />

tel 0523.942480<br />

PIZZERIA RISTORANTE ROSSO BRACE<br />

via Kennedy, 20 - tel 0523.942890<br />

RISTOP SRL<br />

via Garibal<strong>di</strong>, 10 - tel 0523.981681<br />

RISTORANTE PIZZERIA ARDA<br />

via Scapuzzi, 35 - tel 0523.985186<br />

RISTORANTE BAR CROCE BIANCA<br />

piazza Caduti, 29 - tel 0523.982278<br />

159


160<br />

RISTORANTE BAR TIGER<br />

Km 240.900 via Emilia - tel 0523.982700<br />

RISTORANTE BAR RUOTA<br />

via Scapuzzi, 47 - tel 0523.981177<br />

RISTORANTE CINESE<br />

viale Illica, 9 - tel 0523.944114<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL BORGO<br />

via Alberini, 3 - tel 0523.982333<br />

RISTORANTE IL CAFFÈ DEI MERCANTI WINE BAR<br />

via XX Settembre, 54 - tel 0523.985254<br />

RISTORANTE LA CAMPANA<br />

viale Prospero Verani, 9 - tel 0523.943833<br />

RISTORANTE PIZZERIA I BALOCCHI<br />

via Silvio Pellico, 32 - tel 0523.942759<br />

RISTORANTE PIZZERIA DON ALFREDO’S<br />

località Cavatorta, 343 - tel 0523.242103<br />

RISTORANTE PIZZERIA MULINO<br />

località S. Protaso, 159 - tel 0523.942480<br />

RISTORANTE SELF SERVICE ANTICA POSTA<br />

viale Europa, 9 - tel 0523.981115<br />

RISTORANTE VERANDA BARABASCA<br />

località Barabasca, 452 - tel 0523.982398<br />

TRATTORIA BARACCHINO<br />

località Baselica Duce - tel 0523.984374<br />

BAR TRATTORIA ANNA<br />

Piazzone 282 - località San Protaso<br />

tel 0523.942598<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL GOLOSONE<br />

via Manfre<strong>di</strong>, 41 - tel 0523.942540<br />

GAZZOLA<br />

LOCANDA DEL BORGO<br />

piazza del Borgo - Momeliano - tel 0523.975164<br />

LOCANDA DEL FALCO<br />

Castello <strong>di</strong> Rivalta a Trebbia - tel 0523.978101<br />

PIZZERIA LA GHISONA<br />

località Ghisona, 1/3 - tel 0523.978127<br />

PODESTERIA VECCHIA<br />

via Roma, 10 - tel 0523.975526<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE AVILA<br />

Rivalta <strong>di</strong> Gazzola - tel 0523.978333<br />

RISTORANTE LA ROCCHETTA<br />

località Rivalta, 1 - tel 0523.972036<br />

TRATTORIA LA FAMIGLIA<br />

strada Agazzana - località Tuna - tel 0523.976128<br />

TRATTORIA LA LOCANDA<br />

località Tuna, 48 - tel 0523.978103<br />

VECCHIA OSTERIA DEL CACCIATORE<br />

località Monticello - tel 0523.979203<br />

BAR PIZZERIA CANNETO LAGHI<br />

località La Negra Canneto Sotto - tel 0523.978336<br />

GOSSOLENGO<br />

HOSTARIA CARATTA<br />

strada Prov. 38 - località Caratta - tel 0523.778100<br />

OSTERIA VECCHIA PERGOLA<br />

piazza Roma, 1 - tel 0523.778123<br />

PIZZERIA MOLTO PIZZA<br />

via Terracini, 10 s.s. 45 - tel 0523.557132<br />

PIZZERIA PECCATI DI GOLA<br />

strada Statale 45, 54 - tel 0523.557185<br />

RISTORANTE LA ROSSIA<br />

località Rossia - tel 0523.778843<br />

RISTORANTE PIZZERIA ASTRA 2<br />

strada Statale 45, 78 - Quarto - tel 0523.557105<br />

RISTORANTE PIZZERIA CARLO LA PIRAMIDE<br />

via G. Matteotti, 6 - tel 0523.778605<br />

RISTORANTE QUO VADIS<br />

via Duomo, 7 - loc. Settima - tel 0523.557757<br />

PITIGIA<br />

via Paolo VI, 1 - tel 0523.557486<br />

TRATTORIA SETTIMA SOSTA<br />

strada Statale 45, 105 - Settima - tel 0523.557117<br />

GRAGNANO TREBBIENSE<br />

PIZZERIA LA LUNA ROSSA<br />

via M. L. King, 14 - tel 0523.789049<br />

RISTORANTE LUNA NUOVA<br />

località Barigella - tel 0523.788209


ABBAIA LA VOLPE<br />

via Caselle, 6 - tel 0523.788376<br />

COHIBA CAFÈ RISTORANTE<br />

località Gragnanino, 2 - tel 0523.788613<br />

RISTORANTE PIZZERIA RUSTICA<br />

strada Loggia, 7 - tel 0523.789023<br />

TRATTORIA BAR BIANCHI<br />

località Campremoldo Sotto, 6 - tel 0523.787123<br />

TRATTORIA CERVINI<br />

località Campremoldo Sopra, 1 - tel 0523.787101<br />

TRATTORIA LE SORELLE<br />

località Casaliggio, 88 - tel 0523.787113<br />

TRATTORIA PINOCCHIO<br />

via Roma, 72 - Casaliggio - tel 0523.788693<br />

F.LLI VENERONI<br />

via Roma, 94 - tel 0523.787133<br />

GROPPARELLO<br />

ANTICA TRATTORIA DEL CACCIATORE<br />

via Gusano - tel 0523.856123<br />

LOCANDA TAVERNA MEDIEVALE<br />

via Roma, 82/b - tel 0523.855814<br />

RISTORANTE BRIGHELLA<br />

località Sariano - tel 0523.858134<br />

RISTORANTE COVELLO ARIANNA<br />

via Castellana, 44/e - tel 0523.856247<br />

RISTORANTE PIZZERIA CAMILLA<br />

via Provinciale Sariano, 2 - tel 0523.858130<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA CASTELLANA<br />

via Marano, 32 - tel 0523.856326<br />

TRATTORIA «DA PINO»<br />

località Obolo, 4 - tel 0523.857113<br />

TRATTORIA BAR ROBBY<br />

via Roma, 16 - tel 0523.856306<br />

TRATTORIA ANTICA OSTERIA DA TULLIO<br />

via Marano, 30 - tel 0523.855833<br />

TRATTORIA LA LOCANDA DEI BRIGANTI<br />

località Veggiola, 7<br />

tel 0523.858014<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA ALPINA<br />

località Prato Barbieri - tel 0523.917873<br />

BAR TRATTORIA TRE VALLI<br />

località Groppovisdomo - tel 0523.857425<br />

LUGAGNANO VAL D’ARDA<br />

ANTICA TRATTORIA DERNA<br />

piazza IV Novembre, 23 - tel 0523.891345<br />

PIZZERIA BAR BOCCIODROMO<br />

via F.lli Einau<strong>di</strong>, 15 - tel 0523.891240<br />

PIZZERIA RISTORANTE LA LUCCIOLA<br />

largo Donatori <strong>di</strong> Sangue, 2 - tel 0523.891637<br />

RISTORANTE ANTICA LOCANDA<br />

località Velleia Romana - tel 0523.807109<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA TABIANELLA<br />

località Tabiano, 7 - tel 0523.802060<br />

RISTORANTE STELLA<br />

piazza XXV Aprile, 7 - frazione Rustigazzo<br />

tel 0523.807118<br />

RISTORANTE TIBERIO<br />

via <strong>Piacenza</strong>, 30 - tel 0523.892828<br />

RISTORANTE TORRETTA<br />

Chiavenna Rocchetta - tel 0523.891328<br />

TRATTORIA DA DORINO<br />

via Costa <strong>di</strong> Rustigazzo - tel 0523.807119<br />

TRATTORIA DEL CACCIATORE<br />

località San Genesio, 7 - tel 0523.891364<br />

TRATTORIA DEL CACCIATORE<br />

località Vicanino, 22 - tel 0523.807110<br />

TRATTORIA DEL MERCATO<br />

via Bersani, 12 - tel 0523.891343<br />

TRATTORIA IL GATTO ROSSO<br />

località Chiavenna Rocchetta, 6<br />

tel 0523.891329<br />

TRATTORIA PIZZERIA COLLINA DELLE FATE<br />

località Tabiano, 2 - tel 0523.891837<br />

MONTICELLI D’ONGINA<br />

ANTICA TRATTORIA DA CATTIVELLI<br />

località Isola Serafi ni - tel 0523.829418<br />

161


162<br />

LOCANDA CITTADELLA<br />

via A. Cattadori, 45 - località San Nazzaro<br />

tel 0523.827476<br />

PIZZERIA DELFINO<br />

via Ferragalli, 2 - tel 0523.820974<br />

PIZZERIA MYSTIC PIZZA<br />

strada Statale 10, 30 - tel 0523.820900<br />

PIZZERIA RISTORANTE LA VILLA<br />

via San Pietro in Corte Secca, 83 - tel 0523.829357<br />

RISTORANTE LE GIARE<br />

San Pietro in Corte - tel 0523.820200<br />

RISTORANTE MARCOTTI MARIA & C.<br />

via Olza Fogarole Cristo, 89 - tel 0523.823784<br />

TRATTORIA LA PERGOLA<br />

località Olza, 6 - tel 0523.829409<br />

TRATTORIA LA RUSTICA<br />

via Santi Olza Po, 35 - tel 0523.829466<br />

TRATTORIA MIRELLA<br />

via Mantova 15 - località San Nazzaro<br />

tel 0523.827431<br />

TRATTORIA PO<br />

via Mantova, 2 - San Nazzaro d’Ongina<br />

tel 0523.827489<br />

TRATTORIA SAN PEDRETTO<br />

via San Pietro in Corte Secca, 47<br />

tel 0523.829412<br />

TRATTORIA TENDA ROSSA<br />

via Martiri della Libertà, 6 - tel 0523.829472<br />

MORFASSO<br />

ALBERGO RISTORANTE RAPACIOLI<br />

località San Michele, 66 - tel 0523.908204<br />

RISTORANTE IL RIFUGIO<br />

località Parco Provinciale - tel 0523.909019<br />

RISTORANTE BIRRI PIÈ DEI MONTI<br />

località Monastero - tel 0523.914106<br />

RISTORANTE DUE CHEF<br />

località San Michele, 30 - tel 0523.908119<br />

RISTORANTE EL RANCH SILVA<br />

località Casella - tel 0523.914110<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE PIZZERIA CÀ DEL BOSCO<br />

località Cogni - tel 0523.918664<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL GLADIATORE<br />

località Carignone, 16 - tel 0523.807169<br />

NIBBIANO<br />

ANTICA TRATTORIA STRÀ<br />

località Strà - tel 0523.997177<br />

LOCANDA TRATTORIA CESARINA<br />

via Romagnosi, 31 - Trevozzo - tel 0523.998301<br />

OSTERIA DELLA PIAZZETTA<br />

località Genepreto - tel 0523.990233<br />

OSTERIA DEL BASTIAN CONTRARI<br />

località Molino Coppetta, 82 - tel 0523.993073<br />

RISTORANTE BAR QUATTRO VENTI<br />

località Diga Molato Trebecco, 1 - tel 0523.990169<br />

RISTORANTE LA DELIZIA<br />

via Umberto 1 - località Trevozzo - tel 0523.994857<br />

RISTORANTE DELIZIA DEL LAGO<br />

località Diga del Molato - tel 0385.598974<br />

PIZZERIA LEARCO<br />

via Fermi, 2 - tel 0523.998013<br />

RISTORANTE PIZZERIA REAL<br />

via Umberto I, 15 - Trevozzo - tel 0523.998570<br />

RISTORANTE SAN GIORGIO<br />

località Genepreto - tel 0523.990102<br />

TRATTORIA STADERA<br />

località Stadera - tel 0523.990142<br />

OTTONE<br />

ALBERGO RISTORANTE NAZIONALE<br />

via Roma, 8 - tel 0523.930100<br />

PIZZERIA MANDY<br />

località Fabbrica, 2 - tel 0523.930180<br />

RISTORANTE IL FALCONIERE<br />

località Orezzoli <strong>di</strong> Qua’ - tel 0523.930161<br />

TRATTORIA LA VALLE<br />

via Ottone Soprano, 27 - tel 0523.930106<br />

TRATTORIA DA GIANNI<br />

località Rocca Corvi, 5 - tel 0523.930152


OSTERIA PISOTTI<br />

località Barchi 95 - tel 0523.930101<br />

PECORARA<br />

RISTORANTE AL MULINO<br />

località Molino Reguzzi, 4 - tel 0523.990196<br />

RISTORANTE LA COLOMBINA<br />

via Cesare Battisti, 11 - tel 0523.999127<br />

TRATTORIA BIANI<br />

via G. Matteotti, 2 - Costalta - tel 0523.999115<br />

ANTICA OSTERIA CICOGNI<br />

via della Chiesa, 19 - loc. Cicogni - tel 0523.999245<br />

TRATTORIA POZZI<br />

Cicogni - tel 0523.999116<br />

PIANELLO VAL TIDONE<br />

OSTE ALLEGRO<br />

piazzale Alpini, 39/41 - tel 389.9805094<br />

BAR PIZZERIA LO SMERALDO<br />

piazza Mercato, 1 - tel 0523.998886<br />

TRATTORIA DEL VICOLO<br />

vicolo del Tidone, 3 - tel 335.6955154<br />

L’ANTICA TRATTORIA<br />

Chiarone Roccapulzana, 100 - tel 0523.994948<br />

RISTORANTE CASA GAZZOLI<br />

località Casa Gazzoli - tel 0523.997585<br />

TRATTORIA ALL’OSTARCELLO<br />

RISTORANTE DI CAMPAGNA<br />

località Arcello, 8/a - tel 0523.997179<br />

TRATTORIA CHIARONE<br />

località Chiarone - tel 0523.998311<br />

PIOZZANO<br />

RISTORANTE LEON D’ORO<br />

via Roma, 74 - tel 0523.970113<br />

ANTICA TRATTORIA<br />

strada Groppo 28 - località Bolè - tel 0523.979476<br />

TRATTORIA SAN GABRIELE<br />

S. Gabriele - tel 0523.979233<br />

TRATTORIA IL TORRIONE<br />

località Montecanino, 36 - tel 0523.970105<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA ZACCONI<br />

località San Nazaro, 2 - tel 0523.979133<br />

LOCANDA FLORIDITA<br />

strada Geneprata, 1 - tel 0523.979342<br />

TRATTORIA STELLA<br />

strada Provinciale, 15 - tel 0523.970115<br />

PODENZANO<br />

BAR RISTORANTE PACE<br />

piazza Italia, 31 - tel 0523.556106<br />

BAR TROCADERO TAVOLA CALDA<br />

via Roma, 132 - tel 0523.556833<br />

OSTERIA LA CAMBUSA<br />

via Castello, 4/6 - San Polo - tel 0523.558548<br />

PIZZERIA AL CAMINETTO<br />

via Torta, 13 - tel 0523.550281<br />

LA VACA LOCA<br />

località Turro - tel 0523.524413<br />

PIZZERIA RISTORANTE LA TORRINA<br />

via Don Minzoni, 13 - tel 0523.550309<br />

RISTORANTE CA’ ROSA<br />

via C. Piatti, 40 - tel 0523.550184<br />

RISTORANTE OK LA SOSTA È GIUSTA<br />

via F.lli Solari Gariga, 22 - tel 0523.523206<br />

RISTORANTE MAIANO<br />

via XXI Aprile - località Maiano - tel 0523.556611<br />

RISTORANTE GALILEO<br />

via Galilei, 3 - Gariga <strong>di</strong> Podenzano<br />

tel 0523.523209<br />

RISTORANTE LA NUOVA VILLETTA<br />

via Colombo, 75 - tel 0523.558232<br />

TAVERNETTA OSTERIA DEI MAGNANI<br />

via Colombo, 40 - San Polo - tel 0523.551008<br />

RISTORANTE RIO VERDE<br />

loc. Due Case, 7 - tel 0523.524363<br />

TRATTORIA CAVALIERE NERO<br />

loc. Altoè, 11 - tel 0523.554192<br />

NUOVA HOSTERIA DI VERANO<br />

via Verano, 24 - Verano - tel 0523.556176<br />

163


164<br />

PONTE DELL’OLIO<br />

LOCANDA DEI CACCIATORI<br />

località Mistadello - Castione - tel 0523.875105<br />

RISTORANTE BELLARIA<br />

località Mistadello Castione, 7 - tel 0523.875104<br />

RISTORANTE LOCANDA MONTESANTO<br />

località Molino, 1 - tel 0523.876449<br />

RISTORANTE PIZZERIA LE DUE FONTANE<br />

via Papa Giovanni XXIII, 2 - tel 0523.875228<br />

RISTORANTE RIVA<br />

via Riva, 16 - tel 0523.875193<br />

TRATTORIA BAR LO ZINGARO<br />

via Provinciale Folignano, 29 - tel 0523.876239<br />

TRATTORIA BAR MARTINA<br />

via Circonvallazione, 66 - tel 0523.875290<br />

BAR TRATTORIA DA GIULEIN<br />

via Vaccari, 23 - tel 0523.874649<br />

TRATTORIA PASSAFONTI R.<br />

località Cassano - tel 0523.878353<br />

ANTICA OSTERIA LA FRATTA<br />

località La Fratta, 5 - Torrano<br />

tel 0523.874574<br />

LA PATTONA<br />

località Pattona <strong>di</strong> Castione - tel 0523.877217<br />

TRATTORIA BELLARIA<br />

località Biana, 17 - tel 0523.878333<br />

PONTENURE<br />

ALBERGO RISTORANTE VILLA GIARONA<br />

strada per Ponteriglio, 27 - tel 0523.510823<br />

ALBERGO RISTORANTE SAVI<br />

piazza Tre Martiri, 10 - tel 0523.510743<br />

LOCANDA MURADELLO<br />

località Muradello, 52 - tel 0523.517123<br />

PIZZERIA RISTORANTE MONACI<br />

Valconasso <strong>di</strong> Pontenure - tel 0523.517113<br />

RISTORANTE DA MASSIMO<br />

piazza Tre Martiri, 8 - tel 0523.519440<br />

RISTORANTE PIZZERIA CAPRI<br />

via San Giuseppe, 5 - tel 0523.510172<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE PIZZERIA L’ANGOLO<br />

via Capra, 48/50 - tel 0523.519086<br />

RISTORANTE PIZZERIA PADERNA<br />

via Montanaro, 19 - località Paderna<br />

tel 0523.519197<br />

RISTORANTE PIZZERIA POSITANO<br />

piazza Martiri, 3 - tel 0523.510110<br />

TRATTORIA IL MELOGRANO<br />

Valconasso, 9 - tel 0523.510874<br />

RIVERGARO<br />

ANTICA TRATTORIA BELLARIA<br />

via Genova, 88 - tel 0523.958612<br />

BAR RISTORANTE PIZZERIA DOCKS<br />

via Case Nuove, 13 - località Niviano<br />

tel 0523.957618<br />

OSTERIA RISTORO DEL BAGNOLO<br />

località Bassano - tel 0523.958600<br />

PIZZERIA AL BRACIERE<br />

via San Rocco, 11 - tel 0523.958826<br />

BAR TRATTORIA MAI VIST<br />

via Veano, 42 - Ancarano <strong>di</strong> Sopra<br />

tel 0523.958623<br />

RISTORANTE ALBERGO LA SOSTA DEL RE<br />

via Roma, 1 - tel 0523.958677<br />

RISTORANTE COME UNA VOLTA<br />

strada Statale 45 - località Fabiano<br />

tel 0523.952140<br />

RISTORANTE CAFFÈ GRANDE<br />

piazza P. Paolo, 9 - tel 0523.958524<br />

RISTORANTE IL GAMBERO D’ORO<br />

via Roma, 17 - località Diara - tel 0523.957415<br />

RISTORANTE LA 45<br />

via Grazzano, 3 - Niviano - tel 0523.957633<br />

RISTORANTE LA VECCHIA OSTARIA<br />

via Genova, 28 - tel 0523.957133<br />

CASCINA CERESOLE RISTORANTE PIZZERIA<br />

località Ceresole <strong>di</strong> Bassano - tel 0523.958343<br />

RISTORANTE OLYMPIA<br />

strada Statale 45, 98 - tel 0523.957608


RISTORANTE PIZZERIA LA TRAVISA<br />

località Diara - tel 0523.958676<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA VOLTA<br />

località Cisiano, 59 - tel 0523.958519<br />

RISTORANTE PORTICHETTO<br />

via dei Borzoli, 6 - Pieve Dugliara<br />

tel 0523.958294<br />

RISTORANTE TRATTORIA DIARA<br />

strada Statale 45 - località Diara<br />

tel 0523.958290<br />

TRATTORIA DEL BUE D’ORO<br />

piazza Paolo, 16 - tel 0523.958155<br />

TRATTORIA LA PIEVE<br />

località Pieve Dugliara, 33 - tel 0523.956728<br />

ROTTOFRENO<br />

ANTICA TRATTORIA BRAGHIERI<br />

località Centora, 8 - tel 0523.781123<br />

CROCODILE CORNER<br />

via Emilia Pavese, 70 - S. Nicolò<br />

tel 0523.769205<br />

PIZZERIA I QUATTRO MORI<br />

via Emilia Est, 4 - tel 0523.768318<br />

RISTORANTE PIZZERIA AIRONE IN ROSA<br />

via M. Alicata, 2 - San Nicolò - tel 0523.768098<br />

RISTORANTE IL PONTE DA GALLI<br />

via Emilia, 74/d - San Nicolò - tel 0523.761287<br />

RISTORANTE LA COLONNA<br />

via Emilia Est, 6 - San Nicolò - tel 0523.768343<br />

RISTORANTE PIZZERIA FEELING<br />

via Emilia Ovest, 5 - tel 0523.769375<br />

RISTORANTE MEDITERRANEO<br />

via Emilia Pavese, 12/14 - tel 0523.781839<br />

RISTORANTE PIZZERIA AL DEES MATT<br />

via IV Novembre, 41/a - San Nicolò<br />

tel 0523.769516<br />

RISTORANTE CINESE FORTUNA<br />

via Emilia Ovest, 76 - tel 0523.762331<br />

RISTORANTE PIZZERIA GLI ANTENATI<br />

via Castello, 11 - Santimento - tel 0523.781143<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

RISTORANTE PIZZERIA LA MAMMA<br />

via Emilia, 15/Aa - tel 0523.781112<br />

TRATTORIA RISTORANTE LA NOCE<br />

via Agazzano, 140 - fraz. Noce<br />

San Nicolò - tel 0523.768738<br />

SAN GIORGIO PIACENTINO<br />

ALBERGO RISTORANTE NUOVA PENSIONE<br />

S. GIUSEPPE<br />

San Damiano, 37 - tel 0523.530143<br />

TRATTORIA DEL CACCIATORE<br />

località Tollara, 14 - tel 0523.530127<br />

TRATTORIA DA MASSIMO<br />

piazza Marconi, 18 - tel 0523.371292<br />

VECCHIO CAFFÈ<br />

via Roma, 9 - tel 0523.379011<br />

RISTORANTE ALBERGO DA NANDO<br />

via Ducale, 18 - località Go<strong>di</strong><br />

tel 0523.530105<br />

RISTORANTE HONG KONG<br />

via Garibal<strong>di</strong>, 2 - tel 0523.371342<br />

RISTORANTE LA ROSA DEI VENTI<br />

via Firenze, 18 - tel 0523.379624<br />

BAR SAN GIORGIO<br />

piazza Marconi, 44 - tel 0523.371824<br />

RISTORANTE PIZZERIA VAL DI LUCE<br />

strada Ducale Viustino - località Go<strong>di</strong><br />

tel 0523.530100<br />

TRATTORIA DA VITTORIO<br />

località Centovera, 44 - tel 0523.371346<br />

HOTEL RISTORANTE MR INTERNATIONAL<br />

via Iussano, 12 - località San Damiano<br />

tel 0523.530345<br />

TRATTORIA GARATTI ANTONELLA<br />

via Iussano, 3 - località San Damiano<br />

tel 0523.530138<br />

TRATTORIA LA RONDINE<br />

loc. Casenuove, 14 - tel 0523.520030<br />

TRATTORIA PAGANUZZI<br />

loc. Viustino - tel 0523.530124<br />

165


166<br />

TRATTORIA CACCIATORI<br />

via G. Mazzini, 36 - tel 0523.371186<br />

TRATTORIA BAR STELLA<br />

località Centovera - tel 0523.371236<br />

TRATTORIA OSTERIA DELLA PESA<br />

località Rizzolo, 38 - tel 0523.530485<br />

SAN PIETRO IN CERRO<br />

TRATTORIA ANTICO FORNO<br />

via Caorsana, 14 - Polignano - tel 0523.838244<br />

TRATTORIA RIZZI ANTONIO<br />

via Roma, 3 - tel 0523.836482<br />

SARMATO<br />

LOCANDA S. CARLO<br />

via Emilia Piacentina, 1 - tel 0523.887282<br />

RISTORANTE MADRAS<br />

via Emilia Piacentina, 47 - tel 338.8762643<br />

RISTORANTE TAVERNA DEL PESCATORE<br />

via Emilia Piacentina, 10 - tel 0523.886266<br />

TRATTORIA BAR DA NOI<br />

via Emilia Piacentina, 30 - tel 0523.887111<br />

TRAVO<br />

OSTERIA DEL SOLE<br />

p.zza Vittorio Veneto, 15 - tel 0523.950102<br />

RISTORANTE CASTELLACCIO<br />

località Case Marchesi - tel 0523.957333<br />

RISTORANTE DA VALENTINA<br />

località Casino Agnelli - tel 0523.950126<br />

TRATTORIA DUE BANDIERE<br />

località Due Ban<strong>di</strong>ere, 23 - tel 335.206592<br />

RISTORANTE PIZZERIA MINERVA<br />

piazza Trento, 16 - tel 0523.959335<br />

TRATTORIA ARIANTI<br />

località Pigazzano, 10 - tel 0523.957035<br />

TRATTORIA BAR LA SOSTA<br />

località Quadrelli, 12 - tel 0523.950160<br />

TRATTORIA BELVEDERE<br />

località Statto, 7 - tel 0523.958582<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

TRATTORIA PASTORI<br />

località Pastori, 14 - tel 0523.950212<br />

VERNASCA<br />

TRATTORIA BEL SOGGIORNO<br />

via Roma, 94 - tel 0523.802159<br />

BAR TRATTORIA HARRY’S<br />

località Settesorelle, 11 - tel 0523.899218<br />

OSTELLO DEGLI ELFI<br />

via Agù, 25 - tel 0523.899011<br />

RISTORANTE ALBERGO DEL TURISTA<br />

via Marconi, 35 - tel 0523.911261<br />

RISTORANTE BAR «AL BIVACCO»<br />

piazza Vittoria, 4 - tel 0523.891015<br />

RISTORANTE BAR ALLE CASCATE<br />

località Case Bonini - tel 0523.899225<br />

RISTORANTE NETTUNO<br />

località Diga Mignano - tel 0523.899287<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL GRUCCIONE<br />

località San Genesio - Bacedasco - tel 0523.895272<br />

RISTORANTE DA RINO<br />

via Fontana, 61 - Bacedasco Basso<br />

tel 0523.895149<br />

RISTORANTE S. GIORGIO<br />

località Vigoleno - tel 0523.895101<br />

RISTORANTE TAVERNA AL CASTELLO<br />

via Libertà, 12 - località Vigoleno - tel 0523.895146<br />

TRATTORIA ANTICA S. PELLEGRINO<br />

via Roma, 1 - tel 0523.891280<br />

TRATTORIA BOTTEGHINO<br />

località Franchini, 5 - tel 0523.895136<br />

TRATTORIA DA LUIGI<br />

località Franchini - Bacedasco Basso<br />

tel 0523.895120<br />

TRATTORIA LA POSTA<br />

via Osteria Nuova, 31 - Bacedasco Basso<br />

tel 0523.895143<br />

TRATTORIA MOZZARELLO<br />

località Borla, 8 - tel 0523.898132


TRATTORIA MOLINARI<br />

via Baroni, 4 - tel 0523.891335<br />

TRATTORIA LE COLLINE<br />

località Villa Romagna, 2 - tel 0523.895157<br />

TRATTORIA TRINITÀ<br />

via Trinità, 13 - Borla - tel 0523.898133<br />

TRATTORIA VECCHIA SCUOLA<br />

via IV Novembre, 1 - località Vigoleno<br />

tel 0523.897005<br />

LOCANDA DEI 2<br />

località Madonna <strong>di</strong> Pione - tel 0523.899003<br />

VIGOLZONE<br />

LE RONDINI OSTERIA<br />

via Chiesa - Grazzano Visconti - tel 0523.879097<br />

PIZZERIA GRANDE ITALIA<br />

località Grazzano Visconti, 23 - tel 0523.870099<br />

RISTORANTE BISCIONE<br />

piazza G. Galeazzo Visconti, 18<br />

Grazzano Visconti - tel 0523.870149<br />

RISTORANTE CAVALLINO<br />

località Veano - tel 0523.875250<br />

RISTORANTE PIZZERIA IL PACIONE<br />

via Roma, 48 - tel 0523.879243<br />

RISTORANTE PIZZERIA LE SPECIALITÀ<br />

via Europa, 12 - tel 0523.870055<br />

TRATTORIA CENTRALE<br />

via Leopar<strong>di</strong>, 9 - Carmiano - tel 0523.875223<br />

TRATTORIA DA PIO<br />

via Roma, 83 - tel 0523.870620<br />

TRATTORIA DELLE VIGNE<br />

località Bicchignano - tel 0523.875113<br />

TRATTORIA IL BORGO<br />

viale F. e G. Celaschi - Villò - tel 0523.870627<br />

VILLANOVA SULL’ARDA<br />

ALBERGO RISTORANTE BAR LA VOGLIA<br />

via Repubblica, 50 - tel 0523.837133<br />

LE VERDI CANTINE<br />

via G. Ver<strong>di</strong>, 3 - Sant’Agata - tel 0523.835754<br />

ELENCO DEI RISTORANTI<br />

BAR TRATTORIA CENTRALE<br />

via Repubblica, 10 - tel 0523.837654<br />

TRATTORIA LA VERDIANA<br />

via G. Ver<strong>di</strong>, 15 - S. Agata - tel 0523.830209<br />

ZERBA<br />

ALBERGO RISTORANTE CAPANNETTE DI PEY<br />

località Capannette - tel 0523.935129<br />

LOCANDA BELVEDERE<br />

località Pey, 22 - tel 0523.935106<br />

TRATTORIA ZUFFI<br />

località Vezimo, 37/a - tel 0523.935104<br />

ZIANO PIACENTINO<br />

ANTICA TRATTORIA DEL TEMPIO<br />

via Creta, 6 - Vicobarone - tel 0523.868263<br />

BAR RISTORANTE BELVEDERE<br />

viale dei Mille, 19 - tel 0523.863233<br />

LA TAVERNA DI PIERO<br />

via Badenigo, 9 - Vicobarone - tel 0523.868186<br />

OSTERIA LA COSTA<br />

strada del Rossino Albareto, 101<br />

tel 0523.860023<br />

PIZZERIA OSTERIA BELLARIA<br />

località Vallicella, 187 - tel 0523.861346<br />

RISTORANTE CASABELLA<br />

località Casabella - tel 0523.862840<br />

L’elenco è il più esaustivo possibile sulla base<br />

degli aggiornamenti più recenti<br />

167


Il paniere dei prodotti<br />

enogastronomici<br />

Piacentini<br />

169


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

I vini DOC Colli Piacentini<br />

Nel 1963 apparve la legge sulle Doc (DPR. 930/63); imme<strong>di</strong>atamente i responsabili<br />

del vino piacentino pre<strong>di</strong>sposero la documentazione occorrente per ottenere il riconoscimento.<br />

Nel 1967 venne approvata la Doc Gutturnio dei Colli Piacentini. Nel<br />

1974 ottenne la Doc anche il Monterosso Valdarda; nel 1975 fu la volta del Trebbianino<br />

Val Trebbia. Le tre Doc tuttavia interessavano solo tre zone della collina piacentina mentre<br />

la vocazione enologica generale <strong>di</strong> tutta la collina è in<strong>di</strong>scutibile. Venne proposto quin<strong>di</strong><br />

un nuovo <strong>di</strong>sciplinare per creare una Doc “ombrello” su tutta la collina piacentina che<br />

potesse proteggere sia le tre già esistenti sia quelle nuove; il nuovo <strong>di</strong>sciplinare venne<br />

approvato nel 1984. La Doc infatti è una sola, Colli Piacentini, e ha 18 sottozone. In parole<br />

povere: la Doc non è Gutturnio o Ortrugo, ma Colli Piacentini Doc Gutturnio, Colli<br />

Piacentini Doc Ortrugo e via <strong>di</strong>cendo.<br />

I ROSSI<br />

Colli Piacentini Barbera<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Barbera Doc comprende la Val Tidone, la Val Trebbia, la Val<br />

Nure e la Val d’Arda. Il vino ottenuto da queste uve è rosso rubino; presenta un profumo vinoso e<br />

caratteristico; al gusto è secco o abboccato, sapido, leggermente tannico. Può essere tranquillo o<br />

vivace. Si accompagna alla perfezione a paste asciutte, primi e sughi, bolliti e carni bianche.<br />

Colli Piacentini Bonarda<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Bonarda Doc, nome locale della Croatina, comprende le<br />

quattro vallate piacentine. Il vino ottenuto da questo vitigno ha un colore rosso rubino, a<br />

volte intenso; il suo profumo è caratteristico, gradevole. Ha un sapore secco o abboccato o<br />

amabile o dolce, leggermente tannico, fresco. Può essere tranquillo o vivace. È prevista la<br />

tipologia «frizzante». Si accompagna alle minestre; esiste anche in una versione più dolce,<br />

particolarmente in<strong>di</strong>cato con le fragole e la pasticceria.<br />

Colli Piacentini Cabernet Sauvignon<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Cabernet Sauvignon Doc è quella che comprende le vallate<br />

della Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda. Il vino è ottenuto dalle uve dell’omonimo<br />

vitigno; è rosso rubino, talvolta granata. Presenta un odore caratteristico, gradevole,<br />

leggermente erbaceo. Al gusto è secco e abboccato, lievemente tannico, tranquillo. È un vino<br />

particolarmente in<strong>di</strong>cato per l’invecchiamento, conserva le sue migliori qualità me<strong>di</strong>amente<br />

per 3 o 4 anni. È adatto ai secon<strong>di</strong> <strong>di</strong> carne, anche alla brace.<br />

Colli Piacentini Gutturnio e Gutturnio Classico<br />

Il Gutturnio, l’uvaggio dei Piacentini. È un vino che si ottiene dalle uve Barbera (55%-70%) e<br />

Bonarda (30%- 45%); il suo colore è rosso rubino brillante <strong>di</strong> varia intensità. Presenta un profumo<br />

vinoso e caratteristico. Al gusto è secco o abboccato, fresco, giovane, tranquillo o vivace.<br />

La tipologia «frizzante» è prevista esclusivamente per il Gutturnio. Si accompagna, <strong>di</strong> norma, ai<br />

primi piatti tra<strong>di</strong>zionali e alle carni bianche. Ma i piacentini veraci, quando si concedono una<br />

merenda, lo uniscono ai salumi tipici locali.<br />

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IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Colli Piacentini Gutturnio Superiore e Classico Superiore<br />

Le zone <strong>di</strong> produzione sono quelle del Gutturnio e del Gutturnio Classico. Il vino è ottenuto<br />

dalle uve dei vitigni Barbera e Bonarda nella produzione tra<strong>di</strong>zionale. Il suo colore è rosso<br />

rubino intenso; all’olfatto risulta leggermente vinoso. Il suo sapore è secco, tranquillo, fi ne,<br />

<strong>di</strong> corpo. La tipologia «Classico Superiore» deve essere immesso al consumo dopo il I° settembre<br />

dell’anno successivo alla vendemmia. È ottimo con i formaggi e con i piatti a base<br />

<strong>di</strong> carni rosse e <strong>di</strong> maiale.<br />

Colli Piacentini Gutturnio Riserva e Classico Riserva<br />

Le zone <strong>di</strong> produzione sono quelle del Gutturnio e del Gutturnio Classico. Il vino è ottenuto<br />

dalle uve dei vitigni Barbera e Bonarda nella produzione tra<strong>di</strong>zionale. Il suo colore è rosso<br />

rubino intenso su fondo granata. Presenta un profumo gradevole e un sapore secco, tranquillo,<br />

armonico, <strong>di</strong> corpo. La sua gradazione alcolica minima è <strong>di</strong> 12,50% vol. Invecchiato<br />

almeno 2 anni, <strong>di</strong> cui 3 mesi in recipienti <strong>di</strong> legno a partire dal I° ottobre dell’anno <strong>di</strong> raccolta<br />

delle uve. Prodotto solo in annate <strong>di</strong> particolare pregio, conserva le migliori qualità<br />

per oltre 3-4 anni. Va leggermente ossigenato, poi lo si sposa con selvaggina e secon<strong>di</strong> a<br />

base <strong>di</strong> carne.<br />

Colli Piacentini Novello<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve per il vino Novello Doc è quella collinare delle quattro vallate<br />

piacentine. Il vino è ottenuto dalle uve <strong>di</strong> Pinot Nero, Barbera e Bonarda. Ha un colore rosso<br />

rubino e un profumo caratteristico, vinoso e fruttato. È <strong>di</strong> sapore secco, oppure abboccato,<br />

acidulo fragrante e fruttato, tranquillo, talvolta vivace. È un vino da bersi giovane, appena<br />

imbottigliato. Si abbina con piatti <strong>di</strong> stagione, e può accompagnare tutto il pasto; tra<strong>di</strong>zionalmente<br />

si beve accompagnandolo alle caldarroste.<br />

Colli Piacentini Pinot Nero<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Pinot Nero Doc è quella della Val Tidone, Val Trebbia,<br />

Val Nure e Val d’Arda. Il vino ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno è <strong>di</strong> un rosso più<br />

o meno intenso o rosato. Ha un profumo caratteristico e un sapore secco e abboccato,<br />

sapido, gradevole, tranquillo, talvolta vivace. Sono previste le tipologie frizzante e spumante.<br />

Ottimo con gli antipasti raffi nati e con i formaggi.<br />

Può essere anche vinifi cato in bianco e spumantizzato; in questo caso è Colli Piacentini<br />

Spumante. La zona <strong>di</strong> produzione delle uve è quella del Pinot Nero Doc. Questo vino è<br />

ottenuto dalle uve del vitigno Pinot Nero per almeno l’85% e da uve Chardonnay fi no ad<br />

un massimo <strong>di</strong> 15%. La sua spuma è fi ne e persistente; il suo colore è giallo paglierino<br />

più o meno intenso o rosato. All’olfatto è caratteristico, delicato, fi ne e ha un sapore da<br />

extrabrut a brut, sapido, fresco. E l’ideale per gli aperitivi.


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

I BIANCHI<br />

Colli Piacentini Chardonnay<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Chardonnay Doc è quella delle quattro valli piacentine. Il<br />

vino è ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno; è <strong>di</strong> colore giallo paglierino con sfumature<br />

verdognole; il suo profumo è gradevole, fi ne, fruttato; al gusto è secco o abboccato, armonico,<br />

fresco, tranquillo o vivace. Sono previste le tipologie frizzante e spumante. È adatto agli<br />

antipasti, ai piatti fred<strong>di</strong> oppure alle carni bianche e al pesce.<br />

Colli Piacentini Malvasia<br />

Le uve sono quelle <strong>di</strong> Malvasia <strong>di</strong> Can<strong>di</strong>a Doc, la zona è quella collinare e montana a sud del 45°<br />

parallelo, comprendente le quattro valli della provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>. Il vino ottenuto da queste<br />

uve è giallo paglierino con un aroma caratteristico, anche intenso; il suo sapore può variare dal<br />

secco all’abboccato all’amabile al dolce; è aromatico, fresco, tranquillo o vivace. È un vino che<br />

va bevuto giovane. Quando è secco si abbina agli antipasti, alle minestre, alle carni bianche<br />

delicate ed al pesce. Se amabile si accompagna ai formaggi dolci, mentre il tipo dolce si abbina<br />

ai dessert. Esiste anche in versione Passito ed è giallo dorato, con un profumo intenso, aromatico,<br />

caratteristico; al gusto è dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico, tranquillo. È ottimo con<br />

la classica pasticceria secca; i piacentini lo accompagnano con la torta sbrisolona.<br />

Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda<br />

Le uve si producono nei territori collinari dei comuni <strong>di</strong> Vernasca, Alseno, Lugagnano, Castell’Arquato,<br />

Gropparello, Carpaneto nelle valli dello Stirone, Arda, Chiavenna e Chero. L’uvaggio si ottiene da<br />

uve <strong>di</strong> Malvasia <strong>di</strong> Can<strong>di</strong>a aromatica e Moscato Bianco, Trebbiano Romagnolo e Ortrugo, ma sono<br />

ammessi anche Berver<strong>di</strong>no e Sauvignon. Il vino ha un colore giallo paglierino, dal profumo delicato,<br />

caratteristico. Al gusto risulta secco o abboccato oppure amabile; fi ne e sottile <strong>di</strong> corpo, tranquillo o<br />

vivace. Il <strong>di</strong>sciplinare prevede le tipologie frizzante e spumante. Quando è amabile sta bene con frutta<br />

e dolci a fi ne pasto; quando è secco si serve con pesce, antipasti e minestre asciutte.<br />

Colli Piacentini Ortrugo<br />

L’Ortrugo Doc può essere prodotto solo nella zona collinare, esclusivamente nel territorio<br />

delle vallate della Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda. Il vino è ottenuto dalle<br />

uve dell’omonimo vitigno, ha un colore giallo paglierino chiaro con sfumature verdognole.<br />

Il suo profumo è delicato, caratteristico; il suo sapore è secco o abboccato, con un retrogusto<br />

amarognolo; può essere tranquillo o vivace, ma sono previste anche le tipologie frizzante e<br />

spumante. L’Ortrugo è ideale in abbinamento con antipasti <strong>di</strong> salumi, carni bianche, pesce,<br />

minestre in brodo, formaggi non molto saporiti.<br />

Colli Piacentini Pinot Grigio<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Pinot Grigio Doc è solo collinare. Uve da cui si ottiene un vino<br />

bianco con rifl essi paglierini e ramati. Ha un profumo caratteristico e può essere secco o abboccato,<br />

fresco fi ne, molto gradevole, tranquillo o vivace. Si produce anche nelle tipologie frizzante<br />

o spumante. Si accompagna egregiamente con gli antipasti e con i primi piatti delicati.<br />

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IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Colli Piacentini Sauvignon<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve Sauvignon Doc è l’area delle quattro vallate piacentine. Il<br />

vino ottenuto è giallo paglierino, anche intenso; ha un profumo delicato e caratteristico; al<br />

gusto risulta secco o abboccato, armonico, fi ne, tranquillo o vivace. È prevista la tipologia<br />

frizzante. È un vino che va bevuto giovane, quando si possono cogliere al meglio i suoi profumi.<br />

Accompagna egregiamente gli antipasti, i piatti fred<strong>di</strong>, le carni bianche e il pesce.<br />

Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve comprende la porzione collinare della Val Trebbia e della<br />

Val Luretta con parte dei territori dei comuni <strong>di</strong> Bobbio, Coli, Travo, Rivergaro, Gazzola e<br />

Agazzano. Viene prodotto da uve dei vitigni Ortrugo, Malvasia <strong>di</strong> Can<strong>di</strong>a aromatica e Moscato<br />

Bianco, Trebbiano Romagnolo e Sauvignon. È un vino dal colore giallo paglierino o<br />

giallo dorato chiaro; il suo profumo è vinoso e gradevole. Al gusto risulta secco o abboccato,<br />

delicato, sottile, tranquillo o vivace. Può essere frizzante oppure spumante. Il suo migliore<br />

abbinamento è con gli antipasti leggeri, i primi asciutti e il pesce d’acqua dolce.<br />

Colli Piacentini Valnure<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve comprende la porzione collinare della Val Nure e della Val Riglio;<br />

include parte dei comuni <strong>di</strong> San Giorgio Piacentino, Vigolzone e Ponte dell’Olio. È un vino ottenuto<br />

dalle uve Malvasia <strong>di</strong> Can<strong>di</strong>a aromatica, Ortrugo e Trebbiano Romagnolo. È <strong>di</strong> colore giallo paglierino<br />

chiaro; ha un profumo caratteristico, gradevole, aromatico e al gusto è secco o abboccato o<br />

amabile, gradevole, tranquillo o vivace. Anche il Valnure può essere frizzante e spumante. È consigliato<br />

in abbinamento con antipasti, minestre in brodo, pesce, carni bianche e formaggi dolci.<br />

Colli Piacentini Vin Santo<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve per il Vin Santo Doc è l’area delle quattro vallate piacentine.<br />

È un vino ottenuto dalle uve appassite delle varietà Malvasia <strong>di</strong> Can<strong>di</strong>a aromatica, Sauvignon,<br />

Marsanne, Trebbiano Romagnolo, Ortrugo, da sole o in uvaggio. Ha un colore giallo paglierino,<br />

dorato, un profumo intenso, aromatico, caratteristico, etereo; il suo sapore è secco o dolce,<br />

morbido, armonico, intenso, armonico, tranquillo. Ha una gradazione alcolica minima <strong>di</strong><br />

16,00% vol. Deve invecchiare per almeno 48 mesi, <strong>di</strong> cui 36 in recipienti <strong>di</strong> legno. Sia secco che<br />

dolce si accosta perfettamente alla frutta ed ai dolci a fi ne pasto e alla piccola pasticceria.<br />

Colli Piacentini Vin Santo <strong>di</strong> Vigoleno<br />

La zona <strong>di</strong> produzione delle uve comprende il territorio collinare, fra l’Ongina e lo Stirone, del comune<br />

<strong>di</strong> Vernasca; una zona particolarmente vocata per antica tra<strong>di</strong>zione. La vinifi cazione, maturazione e<br />

imbottigliamento nelle classiche bottiglie «renane» deve avvenire solo nel comune <strong>di</strong> Vernasca. È un<br />

vino ottenuto da uve appassite su piante e graticci delle varietà Marsanne, Bever<strong>di</strong>no, Sauvignon,<br />

Trebbiano Romagnolo, Ortrugo. Presenta un colore dorato o ambrato più o meno intenso; il suo<br />

profumo è intenso, aromatico, caratteristico; al gusto è dolce, armonico, pieno, corposo, vellutato. Invecchia<br />

per 60 mesi <strong>di</strong> cui 48 in botti <strong>di</strong> legno con un massimo <strong>di</strong> 500 litri <strong>di</strong> capacità. È il vino ideale<br />

a fi ne pasto con dolci e torte a pasta secca; è anche un ottimo vino da accostare al cioccolato.


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

I salumi DOP del Piacentino<br />

<strong>Piacenza</strong>, come del resto le altre città padane, appartiene all’ambito della cultura del<br />

maiale; <strong>di</strong>verse testimonianze artistiche e letterarie sono riscontrabili su tutto il territorio<br />

piacentino. È forse un ciondolo in bronzo <strong>di</strong> epoca Romana la testimonianza più<br />

antica del forte ra<strong>di</strong>camento della suinicultura in questo territorio; al Me<strong>di</strong>oevo risalgono<br />

<strong>di</strong>verse raffi gurazioni del “sacro” rito dell’uccisione del maiale; nel tardo Me<strong>di</strong>oevo il prezzo<br />

delle Carnes de Porco, sia fresche che salate viene calmierato in un capitolo degli Statuti <strong>di</strong><br />

<strong>Piacenza</strong>; un secolo dopo gli insaccati provenienti da <strong>Piacenza</strong> avevano conquistato il palato<br />

dei vicini Lombar<strong>di</strong>, che li defi nivano roba de Piaseinsa per <strong>di</strong>stinguerli dai prodotti <strong>di</strong> altre<br />

località, meno pregiati.<br />

Secoli e secoli <strong>di</strong> pratica e <strong>di</strong> adattamenti all’evoluzione del gusto, alle esigenze dei consumatori<br />

<strong>di</strong> allora come <strong>di</strong> oggi, hanno fatto sì che l’arte dei norcini, a <strong>Piacenza</strong>, si specializzasse<br />

in alcune particolari tipologie <strong>di</strong> salume; <strong>di</strong> queste ben tre hanno ottenuto la Denominazione<br />

<strong>di</strong> Origine protetta e sono Salame Piacentino, Coppa Piacentina e Pancetta Piacentina.<br />

La Coppa Piacentina Dop<br />

La zona <strong>di</strong> elaborazione della Coppa Piacentina comprende l’intero territorio della provincia<br />

<strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>. La Coppa si ricava dal muscolo cervicale <strong>di</strong> suini che devono essere stati allevati<br />

in Emilia-Romagna e Lombar<strong>di</strong>a. Il muscolo, una volta tolettato, rifi lato e spremuto, viene<br />

sottoposto a salagione a secco in una miscela <strong>di</strong> sali e aromi naturali (è vietata la salamoia),<br />

massaggiato e quin<strong>di</strong> lasciato in celle frigorifere per almeno 7 giorni. Le coppe vengono<br />

poi rivestite con <strong>di</strong>aframma parietale suino e legate con spago. Una sosta, negli appositi<br />

essiccatoi, <strong>di</strong> almeno sette giorni consente la comparsa della caratteristica “fi oritura” che<br />

determina il passaggio al caratteristico colore rosato. La stagionatura del salume si protrae<br />

per almeno sei mesi.<br />

La Coppa Piacentina, che deve avere un peso non inferiore a 1,5 chilogrammi, ha forma<br />

cilindrica, è leggermente più sottile alle estremità a causa della rifi latura <strong>di</strong> alcuni sottili<br />

pezzi <strong>di</strong> carne e grasso. La fetta, compatta e omogenea, è <strong>di</strong> colore rosso inframmezzato dal<br />

bianco rosato delle parti marezzate. Ha un profumo dolce e caratteristico che si ritrova nel<br />

sapore, tanto più delicato quanto più procede nella maturazione.<br />

La Pancetta Piacentina Dop<br />

La zona <strong>di</strong> lavorazione della Pancetta Piacentina ricopre l’intero territorio provinciale. La<br />

Pancetta Piacentina, che si ottiene da suini allevati in Emilia-Romagna o in Lombar<strong>di</strong>a,<br />

rappresenta uno dei tagli a<strong>di</strong>posi del suino. Il pezzo, una volta squadrato e rifi lato, viene<br />

salato a secco con una miscela <strong>di</strong> aromi (la salagione viene effettuata a mano ed è vietata<br />

la salamoia) e rimane, per un periodo mai inferiore a 10 giorni, in cella frigorifera. Il pezzo<br />

viene poi raschiato e arrotolato con una eventuale aggiunta <strong>di</strong> carni magre; una volta cucita<br />

e legata la pancetta viene sottoposta ad asciugatura (per non più <strong>di</strong> sette giorni).<br />

La fase <strong>di</strong> stagionatura avviene per un periodo non inferiore a tre mesi. La Pancetta Piacentina,<br />

una volta stagionata, ha forma cilindrica e un peso che varia da 4 a 8 chili. La fetta<br />

ha un colore rosso vivo inframmezzato dal bianco delle parti grasse, un profumo gradevole,<br />

dolce e sapore sapido.<br />

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IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Il Salame Piacentino Dop<br />

La zona <strong>di</strong> elaborazione del Salame Piacentino comprende l’intero territorio della provincia <strong>di</strong><br />

<strong>Piacenza</strong>. Questo salame deriva da materie prime appartenenti a suini allevati in Emilia-Romagna<br />

o in Lombar<strong>di</strong>a; la percentuale <strong>di</strong> grasso utilizzabile va dal 10 al 30% in funzione della parte<br />

magra utilizzata; le carni magre e le parti grasse vengono ridotte in pezzettini quin<strong>di</strong> passate al<br />

tritacarne; la pasta <strong>di</strong> salame ottenuta viene con<strong>di</strong>ta a secco con una miscela <strong>di</strong> aromi e insaccata<br />

in budello <strong>di</strong> suino. Infi ne il salame viene legato con spago e sottoposto ad asciugatura. La stagionatura<br />

del Salame Piacentino avviene per un periodo non inferiore a 45 giorni.<br />

Il Salame Piacentino, una volta stagionato, ha forma cilindrica con un peso che può variare da<br />

un minimo <strong>di</strong> 400 grammi fi no ad un massimo <strong>di</strong> 1 chilo. La fetta ha un colore rosso vivo con<br />

lenticelle <strong>di</strong> grasso <strong>di</strong> colore bianco rosato. Il sapore è dolce e delicato, l’aroma è fragrante e<br />

strettamente con<strong>di</strong>zionato dal periodo <strong>di</strong> stagionatura.


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

I formaggi DOP del Piacentino<br />

dei casari è già presente in terra emiliana nell’anno Mille; all’inizio si produceva<br />

un formaggio a pasta morbida che aveva la funzione <strong>di</strong> conservare il latte e le sue<br />

L’arte<br />

proteine. I formaggi del territorio incominciarono ad essere stagionati non appena ci<br />

si rese conto che mantenevano intatti i principi nutritivi del latte; inoltre il loro sapore arricchiva<br />

quello <strong>di</strong> altri cibi. E <strong>di</strong>fatti, già nel Quattrocento, nella famosa Summa Lacticinorum,<br />

il primo trattato sui latticini, si parla dei formaggi piacentini come i pochi in Italia degni <strong>di</strong><br />

nota. A ragione perché questi formaggi, da quando esistono, sono stati oggetto <strong>di</strong> notevoli<br />

successi e la loro fama si è <strong>di</strong>ffusa ben al <strong>di</strong> fuori dei confi ni <strong>di</strong> produzione.<br />

Il Grana Padano Dop<br />

Sembra che l’origine del formaggio a grana, chiamato così per la granulosità della pasta,<br />

risalga agli inizi del secondo Millennio quando i monaci Circestensi dell’Abbazia <strong>di</strong> Chiaravalle<br />

cominciarono a produrlo per conservare gli eccessi <strong>di</strong> latte. La sua ottima capacità <strong>di</strong><br />

conservazione a <strong>di</strong>verse temperature e il suo inconfon<strong>di</strong>bile sapore ne favorirono lo sviluppo<br />

e la <strong>di</strong>ffusione, tanto che la pratica della trasformazione del latte in Grana <strong>di</strong>venne ben<br />

presto un pilastro dell’economia agricola. Il Grana Padano Dop è un formaggio semigrasso a<br />

pasta dura, cotta ed a lenta maturazione; prodotto con coagulo ad aci<strong>di</strong>tà <strong>di</strong> fermentazione,<br />

da latte <strong>di</strong> vacca la cui alimentazione base è costituita da foraggi ver<strong>di</strong> o conservati, proveniente<br />

da due mungiture giornaliere, riposato e parzialmente decretato per affi oramento. Si<br />

produce tutto l’anno e viene sottoposto ad una stagionatura che dura da uno a due anni.<br />

La produzione prettamente piacentina <strong>di</strong> Grana Padano copre il 12% circa della produzione<br />

totale <strong>di</strong> Grana Padano con una me<strong>di</strong>a annua <strong>di</strong> 500.000 forme. Una produzione <strong>di</strong> grande<br />

pregio, all’interno degli oltre quattro milioni <strong>di</strong> forme dell’intero Consorzio, anche perché la<br />

maggior parte delle aziende produttrici del territorio piacentino si è dotata <strong>di</strong> un sistema che<br />

certifi ca tutto il percorso <strong>di</strong> fi liera. Quin<strong>di</strong> se la forma è ancora intera quando si acquista il<br />

Grana Padano, è bene fare attenzione che la sigla che riporta sia il Pc <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>.<br />

Il Provolone Valpadana Dop<br />

Il Piacentino è l’unica provincia dell’Emilia-Romagna in cui si può produrre questo formaggio.<br />

Il Provolone Valpadana sembra avere lontane origini me<strong>di</strong>evali; la sua lavorazione si<br />

è estesa fi n da tempi antichi a <strong>di</strong>verse altre località della penisola. Il Provolone Valpadana<br />

è un formaggio a pasta semidura, stagionato, ottenuto da latte vaccino intero ad aci<strong>di</strong>tà<br />

naturale <strong>di</strong> fermentazione, a crosta liscia salvo le insenature dovute al passaggio delle corde.<br />

Pur essendo prodotto in moderni stabilimenti caseari non ha perduto la sua connotazione <strong>di</strong><br />

formaggio artigianale; infatti, la sua tecnologia non ha riscontro in nessun altro formaggio<br />

del mondo. Tale originalità è la duplice lavorazione: la caseifi cazione vera e propria e la fi latura,<br />

cioè un trattamento su una cagliata già fatta che determina la struttura del formaggio.<br />

Il periodo <strong>di</strong> stagionatura può variare da un minimo <strong>di</strong> 30 giorni ad un anno.<br />

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IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

I Prodotti Agroalimentari<br />

Tra<strong>di</strong>zionali Piacentini<br />

Con il termine prodotti tra<strong>di</strong>zionali ci si riferisce a prodotti <strong>di</strong> nicchia che, oltre ad un<br />

alto valore gastronomico, hanno anche una forte valenza culturale.<br />

Si tratta <strong>di</strong> realtà produttive per le quali la protezione comunitaria non risulta applicabile,<br />

e tuttavia si ritiene necessario intervenire per arrestare il fenomeno della loro scomparsa.<br />

Le Regioni hanno il compito <strong>di</strong> pre<strong>di</strong>sporre ogni anno l´elenco dei prodotti tra<strong>di</strong>zionali,<br />

e <strong>di</strong> accertare che i meto<strong>di</strong> <strong>di</strong> lavorazione, conservazione e stagionatura siano praticati, sul<br />

proprio territorio, in maniera omogenea e secondo regole tra<strong>di</strong>zionali e protratte nel tempo,<br />

comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni.<br />

Questo elenco è rappresentato da un censimento <strong>di</strong> prodotti; ma la lista è aperta e revisionabile<br />

<strong>di</strong> anno in anno; la presenza in elenco, in alcuni casi, può costituire il primo passaggio<br />

per avviare il proce<strong>di</strong>mento <strong>di</strong> riconoscimento comunitario del marchio Dop o Igp.<br />

La normativa è stabilita dall’art. 8 del Decreto Legislativo 173/98 con cui il Ministero delle<br />

Politiche Agricole e Forestali ha inteso favorire la valorizzazione del patrimonio gastronomico,<br />

promuovendo le produzioni agroalimentari italiane.<br />

In seguito, con il Decreto Ministeriale 350/99, sono state determinate le norme per l’in<strong>di</strong>viduazione<br />

dei prodotti tra<strong>di</strong>zionali. I meto<strong>di</strong> produttivi, seguiti in maniera omogenea, secondo<br />

regole tra<strong>di</strong>zionali, da almeno 25 anni, sono il requisito fondamentale richiesto.<br />

La Regione Emilia-Romagna, con la deliberazione della Giunta regionale 1800/2000, ha<br />

recepito le in<strong>di</strong>cazioni ministeriali e ha stabilito i criteri attraverso cui compiere le istruttorie<br />

utili all´inserimento dei prodotti in elenco. Per quanto riguarda l’immissione sul mercato <strong>di</strong><br />

tali prodotti, si segnala che essi non possono fregiarsi della qualifi ca “tra<strong>di</strong>zionale” ma si<br />

devono limitare al riferimento all’elenco suddetto e alla normativa che lo origina.<br />

Una delle fi nalità <strong>di</strong> questa normativa è la possibilità, in alcuni casi, <strong>di</strong> avere accesso alle deroghe<br />

alla normativa sanitaria per consentire la salvaguar<strong>di</strong>a <strong>di</strong> processi produttivi consolidati<br />

dal tempo ed igienicamente ormai sicuri, sebbene non in linea con le attuali prescrizioni<br />

sul trattamento dei prodotti alimentari. Con l’apposito Decreto il Ministero delle Politiche<br />

Agricole e Forestali aggiorna ogni anno l’elenco dei prodotti agro-alimentari tra<strong>di</strong>zionali<br />

italiani. Le categorie ammesse sono: bevande analcoliche, <strong>di</strong>stillati e liquori, carni fresche e<br />

loro preparazioni, con<strong>di</strong>menti, formaggi, frutta, paste fresche e prodotti <strong>di</strong> salumeria, panetteria,<br />

biscotteria, pasticceria e confetteria.<br />

Il primo elenco dei prodotti agroalimentari tra<strong>di</strong>zionali italiani, pubblicato con Decreto Ministeriale<br />

il 18.7.2000, conteneva un solo prodotto piacentino: l’Aglio bianco piacentino.<br />

In seguito la Provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> ha intensifi cato le ricerche storiche sui prodotti e, in collaborazione<br />

con il Consorzio salumi tipici piacentini, ha presentato alla Regione Emilia-Romagna<br />

documentazione, proposte e schede per poter inserire altri prodotti nell’elenco nazionale.<br />

Anche i Comuni <strong>di</strong> Podenzano e <strong>di</strong> Pianello Val Tidone presentato le loro domande.<br />

La Regione Emilia-Romagna ha approvato l’elenco dei prodotti proposti e lo ha trasmesso al<br />

Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il Ministero ha eseguito a sua volta la propria<br />

istruttoria, inserendo in elenco, a più riprese, i prodotti piacentini.


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Dopo alcune fasi <strong>di</strong> approvazione sono stati inseriti nell’elenco del Ministero ben 96 prodotti<br />

piacentini (esclusi alcuni che sono presenti in tutta la regione). Una tale quantità<br />

rappresenta un vero primato a livello nazionale; infatti <strong>Piacenza</strong> è l’unica provincia con<br />

un numero così elevato <strong>di</strong> prodotti.<br />

Elenco dei prodotti tra<strong>di</strong>zionali della provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

(estratto da Elenco prodotti agroalimentari tra<strong>di</strong>zionali dell’Emilia-Romagna - sesta revisione)<br />

Se il prodotto è segnalato come tra<strong>di</strong>zionale della sola provincia <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> è lasciato privo <strong>di</strong> sigla;<br />

se il prodotto è segnalato come appartenente a più province, le abbiamo inserite tra parentesi.<br />

CATEGORIA: BEVANDE ALCOLICHE, DISTILLATI E LIQUORI<br />

Marsala all’uovo<br />

CATEGORIA: CARNI (E FRATTAGLIE) FRESCHE E LORO PREPARAZIONE<br />

Cappello del prete, cappel dal pret<br />

Ciccioli (o cicciolata), grassei (o suprasé), ciccioli sbricioloni, grassei sbrislon<br />

Coppa arrosto, Cupa arost<br />

Culatello, culatel<br />

Lardo, gras<br />

Pollo <strong>di</strong> razza Fidentina (Pc e Pr)<br />

Piccola <strong>di</strong> cavallo, picula ‘d caval<br />

Salame gentile, salam gentil<br />

Salsicciotto alla Piacentina, salame da cuocere, salam da cotta<br />

Stracotto alla Piacentina, ‘l stua<br />

Suino pesante (tutte le province dell’Emilia-Romagna)<br />

Tasto, tast<br />

CATEGORIA: FORMAGGI<br />

Ribiola della Bettola, ill ribiol<br />

Robiola, ribiola, furmai nis<br />

CATEGORIA: PASTE FRESCHE E PRODOTTI DELLA PANETTERIA,<br />

DELLA BISCOTTERIA, DELLA PASTICCERIA E DELLA CONFETTERIA<br />

Anolini, anvein, amvei, anvei<br />

Bomba <strong>di</strong> riso, bomba ‘d ris<br />

Canestrelli, canestrèli<br />

Castagnaccio, pattona<br />

Ciambella, boslan<br />

Ciambelline, buslanein<br />

Croccante, cruccant<br />

Focaccia con i ciccioli, chisola<br />

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IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Frittelle <strong>di</strong> farina <strong>di</strong> castagne, frittel ad farina ad castagne<br />

Frittelle <strong>di</strong> riso, fritell ad ris<br />

Frittelle o sgonfi etti, fritell o sgiunfaitt<br />

Gnocchetti con fagioli, pisarei e fasò<br />

Gnocchetti <strong>di</strong> pangrattato, pisarei<br />

Latte brulé, latt brulé<br />

Latte in pie<strong>di</strong>, latt in pé<br />

Mosto cotto, must cot<br />

Pane <strong>di</strong> zucca, pan ad zücca<br />

Pane dolce con i fi chi, pan dülz cun i fi gh<br />

Pane schiacciato, batarö<br />

Sbricciolona, sbrisulina<br />

Spongata <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong>, spungada, spungheda<br />

Stracchino gelato, stracchein in gelato<br />

Torta dei preti, turta ad prett<br />

Torta <strong>di</strong> granoturco, turta ad mëlga<br />

Torta <strong>di</strong> mele, turta ad pum<br />

Torta <strong>di</strong> pere, turta ad per<br />

Torta <strong>di</strong> prugne, turta ad brügna<br />

Tortelli <strong>di</strong> carnevale, frittelle ripiene, turtlitt<br />

Tortelli <strong>di</strong> ricotta alla Piacentina, tortelli, turtei cu la cua, turtei<br />

Tortelli <strong>di</strong> San Giuseppe, turtei ad San Giusepp<br />

CATEGORIA: PIATTI COMPOSTI<br />

Agnello alla Piacentina, agnel ala piasinteina<br />

Anguilla in umido, anguilla in ümid<br />

Cavoli ripieni, cavul ripein<br />

Cotenna e ceci, cudga e sisar<br />

Dolce e brusco, dulz e brühsc<br />

Faraona alla creta, faraona al creda<br />

Frittata <strong>di</strong> funghi prugnoli, fritta ad spinarò<br />

Funghi fritti, fonz fritt<br />

Gnocchi, gnocc (Pc e Mo)<br />

Insalata rustica, rustisana<br />

Lasche del Po in carpione, stricc’ in carpiòn<br />

Lepre alla Piacentina, levra ala piasinteina<br />

Lumache alla Bobbiese, lümaga al bobbiese<br />

Maccheroni bobbiesi, maccheron bubbies<br />

Merluzzo in umido, marlüss in ümid<br />

Mezze maniche da frate ripiene, mes mànag da frà ripein<br />

Ovuli ripieni, ovuli ripein<br />

Pancetta e piselli, panzëtta e riviott


IL PANIERE DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI PIACENTINI<br />

Polenta con<strong>di</strong>ta, puleinta consa<br />

Polenta <strong>di</strong> farina <strong>di</strong> castagne, puleinta ad farina ad castagne<br />

Polenta e patate, puleinta e pomdaterra<br />

Riso e verza con costine, ris e verza cun custeina<br />

Risotto con i co<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> maiale, risott cun i cuein ad gogn<br />

Salsa <strong>di</strong> prezzemolo, sälsa ad savur<br />

Tagliatelle con ricotta e noci, taiadei cun ricotta e nus<br />

Torta <strong>di</strong> patate, turta d’patat<br />

Torta <strong>di</strong> riso alla Bobbiese, turta ad ris ala bobbiese<br />

Tortelli <strong>di</strong> farina <strong>di</strong> castagne, tortei ad farina ad castagne<br />

Tortelli <strong>di</strong> zucca, tortei ad zücc, cappellacci <strong>di</strong> zucca, turtlòn ad sùca<br />

Trippa <strong>di</strong> manzo alla Piacentina, trippa ad maz ala piasinteina<br />

Verdolini, varzulein<br />

Zucchini ripieni, zucchein ripein<br />

Zuppa <strong>di</strong> ceci, süppa ad sisar<br />

Zuppa <strong>di</strong> pesci, süppa ad pëss<br />

CATEGORIA: PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE<br />

Miele del crinale dell’Appennino emiliano-romagnolo<br />

Miele <strong>di</strong> erba me<strong>di</strong>ca della pianura emiliano-romagnola<br />

Miele vergine integrale<br />

CATEGORIA: PRODOTTI VEGETALI ALLO STATO NATURALE O TRASFORMATI<br />

Antica varietà <strong>di</strong> fi chi piacentini della cultivar: verdolino, della goccia<br />

Antica varietà <strong>di</strong> mandorla piacentina della cultivar: mandorla piacentina<br />

Antica varietà <strong>di</strong> nocciola piacentina della cultivar: tonda piacentina, nisola domestiga<br />

Antica varietà <strong>di</strong> olivo piacentino della cultivar: Lugagnano, Mazzoni<br />

Antica varietà <strong>di</strong> patata piacentina della cultivar: quarantina, quanti-na<br />

Antiche varietà <strong>di</strong> castagne piacentine: domestica <strong>di</strong> Gusano; Vezzolacca<br />

Antica varietà <strong>di</strong> ciliegia piacentina: fl amenco, pavesi, mora, o mora piacentina, mori,<br />

marasca <strong>di</strong> Villanova, prima, primissima, Smirne, mora <strong>di</strong> Diolo, Albanotti<br />

Antiche varietà <strong>di</strong> mela piacentina: verdone, calera o carraia o della carrara, fi or d’acacia, pum<br />

salam o mela salame, rugginosa, brusca o pum brusc, carla o pum cherla, rosa o pum rosa<br />

Antica varietà <strong>di</strong> pera piacentina: della coda torta, lauro, limone, ammazza cavallo, bianchetta,<br />

butirro (o burro), san giovanni, gnocco autunnale, sporcaccione (per sburdacion),<br />

senza grana, signore (per sciur), turco, spadone<br />

Antica varietà <strong>di</strong> uva da tavola piacentina: verdea, besgano bianco, besgano rosso, bianchetta<br />

<strong>di</strong> Diolo, bianchetta <strong>di</strong> Bacedasco<br />

Doppio concentrato <strong>di</strong> pomodoro<br />

Saba dell’Emilia-Romagna, sapa (tutte le province dell’Emilia-Romagna)<br />

Tartufo bianco (tuber magnatum), trifula bianca<br />

Tartufo nero estivo (tuber aestivum), trifula negra<br />

181


182<br />

INDICE<br />

In<strong>di</strong>ce<br />

Prefazione <strong>di</strong> Giuseppe Parenti, presidente CCIAA <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> pag 7<br />

Prefazione <strong>di</strong> Marco Savini, presidente FIPE <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> 9<br />

Prefazione <strong>di</strong> francesco Meazza, presidente <strong>Unione</strong> <strong>Commercianti</strong> <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong> 11<br />

Introduzione alla Guida 13<br />

Guida alla lettura 15<br />

Nota degli autori 17<br />

Redaer’ Guide 19<br />

I RISTORANTI CERTIFICATI CUCINA TRADIZIONALE PIACENTINA 23<br />

Antica Trattoria dell’Angelo, <strong>Piacenza</strong> 25<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Savino<br />

Osteria del Morino, <strong>Piacenza</strong> 26<br />

La Galleria Alberoni a <strong>Piacenza</strong><br />

Osteria La Saracca, <strong>Piacenza</strong> 27<br />

La Lupa<br />

Piccolo Roma, <strong>Piacenza</strong> 28<br />

Il Palazzo Gotico<br />

Ristorante Bar Gianpino, <strong>Piacenza</strong> 29<br />

La Via Francigena<br />

Ristorante Nuova Astra, <strong>Piacenza</strong> 30<br />

Il Museo del Risorgimento a Palazzo Farnese<br />

Ristorante Panzerotti, <strong>Piacenza</strong> 31<br />

Il Duomo <strong>di</strong> <strong>Piacenza</strong><br />

Ristorante Vecchia <strong>Piacenza</strong>, <strong>Piacenza</strong> 32<br />

Il Teatro Municipale<br />

Trattoria Dal Gnasso, <strong>Piacenza</strong> 33<br />

La zona <strong>di</strong> Piazza Borgo, via Taverna e via Campagna<br />

Trattoria La Stazione <strong>di</strong> Milvera, <strong>Piacenza</strong> 34<br />

Via XX Settembre a <strong>Piacenza</strong><br />

Trattoria Mariù, <strong>Piacenza</strong> 35<br />

La Chiesa <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Campagna<br />

Trattoria San Giovanni, <strong>Piacenza</strong> 36<br />

La Galleria Ricci Od<strong>di</strong><br />

Trattoria Ustaria La Carrozza, <strong>Piacenza</strong> 37


INDICE<br />

Il teatro <strong>di</strong> via Santa Franca<br />

Antica Osteria <strong>di</strong> Borghetto, <strong>Piacenza</strong> 38<br />

L’orto giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Santa Maria <strong>di</strong> Campagna a <strong>Piacenza</strong><br />

Albergo Ristorante Il Cervo, Agazzano 39<br />

Il Palazzo Anguissola-Scotti <strong>di</strong> Agazzano<br />

Antica Trattoria Giovanelli, Agazzano 40<br />

Il castello Anguissola-Scotti <strong>di</strong> Agazzano<br />

Hotel Locanda Villa Tavernago, Agazzano 41<br />

Piazza Europa <strong>di</strong> Agazzano<br />

Ristorante Alle Lische, Agazzano 42<br />

Il complesso della Boffalora<br />

Ristorante Boschi, Alseno 43<br />

La chiesa <strong>di</strong> Cortina<br />

Ristorante Palazzo della Commenda, Alseno 44<br />

Abbazia <strong>di</strong> Chiaravalle della Colomba<br />

Trattoria del Ponte, Alseno 45<br />

Il Castello <strong>di</strong> Castelnuovo Fogliani<br />

Ristorante Agnello, Bettola 46<br />

La fornace romana <strong>di</strong> Monte Zucchero<br />

Trattoria Speroni, Bettola 47<br />

La Torre Farnese <strong>di</strong> Bettola<br />

Albergo Ristorante dei Cacciatori, Bobbio 48<br />

Il Ponte Gobbo <strong>di</strong> Bobbio<br />

Albergo Ristorante Filietto, Bobbio 49<br />

La chiesa e il monastero <strong>di</strong> San Francesco<br />

Albergo Ristorante Piacentino, Bobbio 50<br />

La cripta della Basilica <strong>di</strong> San Colombano a Bobbio<br />

Ristorante Ra Ca’ Longa, Bobbio 51<br />

Il Museo Etnografi co della Val Trebbia<br />

Ristorante San Nicola, Bobbio 52<br />

La fontana dei ramarri a La Costa del Monte Penice<br />

Ristorante Le Proposte, Borgonovo Val Tidone 53<br />

La pieve romanica <strong>di</strong> Bruso <strong>di</strong> Borgonovo<br />

Vecchia Trattoria, Borgonovo Val Tidone 54<br />

Il castello <strong>di</strong> Borgonovo<br />

Ristorante Le Ruote, Cadeo 55<br />

Il Santuario della Beata Vergine del Carmelo a Roveleto <strong>di</strong> Cadeo<br />

Ristorante Pace, Caminata 56<br />

I vicoli sotterranei <strong>di</strong> Caminata<br />

Trattoria Da Ennio, Caorso 57<br />

Il Grande Fiume<br />

La Taverna Antica Osteria <strong>di</strong> Chero, Carpaneto Piacentino 58<br />

Il castello <strong>di</strong> Cerreto Lan<strong>di</strong><br />

Ristorante Il Lupo, Carpaneto Piacentino 59<br />

La chiesa <strong>di</strong> Carpaneto<br />

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184<br />

INDICE<br />

Trattoria Biasini, Carpaneto Piacentino 60<br />

Il castello <strong>di</strong> Magnano<br />

Trattoria <strong>di</strong> Travazzano, Carpaneto Piacentino 61<br />

Il castello <strong>di</strong> Travazzano<br />

Antica Trattoria <strong>di</strong> Vigostano, Castell’Arquato 62<br />

La Porta <strong>di</strong> Monteguzzo a Castell’Arquato<br />

Ristorante Da Faccini, Castell’Arquato 63<br />

Il Palazzo del Duca a Castell’Arquato<br />

Ristorante La Cantinaccia, Castell’Arquato 64<br />

Il Museo Illica a Castell’Arquato<br />

Ristorante La Rocca Da Franco, Castell’Arquato 65<br />

La fonte battesimale della Collegiata <strong>di</strong> S.Maria Assunta<br />

Trattoria del Turista, Castell’Arquato 66<br />

L’abbazia <strong>di</strong> Vigolo Marchese<br />

Trattoria del Voltone, Castell’Arquato 67<br />

Il Museo Geologico a Castell’Arquato<br />

Trattoria L’Angiolina, Castell’Arquato 68<br />

Il bosco <strong>di</strong> Santa Franca a San Lorenzo<br />

Ristorante Barca, Castel San Giovanni 69<br />

Il giar<strong>di</strong>no <strong>di</strong> Villa Braghieri a Castel San Giovanni<br />

Osteria del Pescatore, Castelvetro Piacentino 70<br />

Il monumento ai Caduti <strong>di</strong> Castelvetro<br />

Trattoria Secondo Baracchino, Castelvetro Piacentino 71<br />

L’antico organo della Chiesa <strong>di</strong> Croce Santo Spirito<br />

Albergo Ristorante Italia, Farini 72<br />

Gli scavi <strong>di</strong> Monte Castellaro a Groppallo<br />

Piccolo Ristorante, Farini 73<br />

La Torre <strong>di</strong> Cogno San Bassano<br />

Ristorante Centrale Salini, Farini 74<br />

Cogno San Savino<br />

Albergo Ristorante Le Querce <strong>di</strong> Rocca, Ferriere 75<br />

La cascata <strong>di</strong> Cassimoreno<br />

Antica Trattoria San Protaso, Fiorenzuola d’Arda 76<br />

La chiesa <strong>di</strong> San Protaso<br />

Osteria dell’Olza, Fiorenzuola d’Arda 77<br />

La Collegiata <strong>di</strong> Fiorenzuola<br />

Ristorante La Campana, Fiorenzuola 78<br />

L’ex Convento San Giovanni a Fiorenzuola<br />

Ristorante Mathis, Fiorenzuola d’Arda 79<br />

La zona storica <strong>di</strong> Fiorenzuola<br />

Locanda Del Falco, Gazzola 80<br />

La Sala delle Armi al Castello <strong>di</strong> Rivalta<br />

Podesteria Vecchia, Gazzola 81<br />

Il castello <strong>di</strong> Monticello<br />

Hostaria Caratta, Gossolengo 82


INDICE<br />

Il fegato etrusco <strong>di</strong> Settima<br />

Osteria Vecchia Pergola, Gossolengo 83<br />

La battaglia <strong>di</strong> Annibale sul Trebbia<br />

Ristorante Torretta, Lugagnano Val d’Arda 84<br />

I calanchi <strong>di</strong> Monte Giogo a Lugagnano<br />

Trattoria Da Dorino, Lugagnano Val d’Arda 85<br />

Il parco provinciale del Monte Moria<br />

Ristorante Le Giare, Monticelli d’Ongina 86<br />

La Contrada degli Ebrei a Monticelli<br />

Trattoria Mirella, Monticelli d’Ongina 87<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Nazzaro<br />

Trattoria Da Cattivelli, Monticelli d’Ongina 88<br />

La Cappella del Bembo a Monticelli<br />

Locanda Trattoria Cesarina, Nibbiano 89<br />

La Chiesa della “Madonna delle formiche” a Trevozzo<br />

Trattoria Chiarone, Pianello Val Tidone 90<br />

Le grotte <strong>di</strong> Rocca d’Olgisio<br />

Trattoria San Gabriele, Piozzano 91<br />

Il Castello <strong>di</strong> Monteventano<br />

Locanda dei Cacciatori, Ponte dell’Olio 92<br />

Il Fontanazzo <strong>di</strong> Ponte dell’Olio<br />

Ristorante Riva, Ponte dell’Olio 93<br />

Il Castello <strong>di</strong> Riva<br />

Antica Trattoria Bellaria, Rivergaro 94<br />

Il castello <strong>di</strong> Montechiaro<br />

Ristorante Albergo La sosta del Re, Rivergaro 95<br />

Il sentiero del Santuario a Rivergaro<br />

Ristorante Caffé Grande, Rivergaro 96<br />

La torre della chiesa <strong>di</strong> Sant’Agata a Rivergaro<br />

Ristorante Olympia, Rivergaro 97<br />

La strada del Bagnolo<br />

Trattoria La Pieve, Rivergaro 98<br />

Il Castello <strong>di</strong> Ottavello<br />

Antica Trattoria Braghieri, Rottofreno 99<br />

La chiesa della Madonna del Pilastro<br />

Trattoria Ristorante La Noce, Rottofreno 100<br />

La Chiesa <strong>di</strong> San Nicola <strong>di</strong> Bari a San Nicolò<br />

Antica Trattoria del Cacciatore, San Giorgio Piacentino 101<br />

I mistadelli <strong>di</strong> San Giorgio<br />

Osteria del Sole, Travo 102<br />

Il Museo archeologico <strong>di</strong> Travo<br />

Ristorante Castellaccio, Travo 103<br />

Il Parco Archeologico <strong>di</strong> Travo<br />

Trattoria Pastori, Travo 104<br />

La Pietra Parcellara<br />

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186<br />

INDICE<br />

Ostello degli Elfi , Vernasca 105<br />

I boschi <strong>di</strong> Vezzolacca<br />

Ristorante Da Rino, Vernasca 106<br />

Il Centro visite della Via Francigena a Vernasca<br />

Ristorante Taverna al Castello, Vernasca 107<br />

Il castello <strong>di</strong> Vigoleno<br />

Trattoria Da Luigi, Vernasca 108<br />

I vigneti <strong>di</strong> Bacedasco<br />

Ristorante Trinità, Vernasca 109<br />

L’oratorio <strong>di</strong> Santa Franca a Vitalta<br />

Le Ron<strong>di</strong>ni Osteria, Vigolzone 110<br />

Il cartiglio <strong>di</strong> Grazzano Visconti<br />

Ristorante Biscione, Vigolzone 111<br />

Il <strong>di</strong>pinto dei Visconti a Grazzano<br />

Trattoria La Ver<strong>di</strong>ana, Villanova sull’Arda 112<br />

La strada dei ciliegi<br />

Albergo Ristorante Capannette <strong>di</strong> Pey, Zerba 113<br />

Il Monte Lesima<br />

Ristorante Casabella, Ziano Piacentino 114<br />

Il Museo della Civiltà Conta<strong>di</strong>na a Vicobarone<br />

LE RICETTE DELLA CUCINA PIACENTINA 119<br />

Antipasti, pani, salse, contorni 119<br />

I primi piatti 121<br />

I secon<strong>di</strong> 130<br />

I dolci 138<br />

LA RISTORAZIONE PIACENTINA 147<br />

Il paniere dei prodotti enogastronomici piacentini 169<br />

I vini Doc Colli Piacentini<br />

I salumi tipici piacentini Dop<br />

I formaggi tipici piacentini Dop<br />

I prodotti agroalimentari tra<strong>di</strong>zionali piacentini<br />

In<strong>di</strong>ce 183


Finito <strong>di</strong> stampare<br />

Novembre 2008

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