Dichiarazione Ambientale del Centro ENEA di Trisaia.

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Dichiarazione Ambientale del Centro ENEA di Trisaia.

Dichiarazione Ambientale del C.R. ENEA Trisaia

a cura di Gabriella Claps, Daniela Claps, Marianna Diazenna

ENEA

Lungotevere Thaon di Revel, 76 – 00196 Roma

ISBN 978-88-8286-238-1


Gestione delle attività del Centro Ricerche sull’energia, lo sviluppo economico e sostenibile, le

nuove tecnologie ed in particolare nei settori: tecnologie e impianti per l’uso energetico delle

biomasse e solare termico, biotecnologie, tecnologie e impianti per trattamento rifiuti e reflui,

tecnologia dei materiali e metrologia.

Codice NACE: 72.19 (ex 73.1)

Dati aggiornati al 31.12.2009

Edizione del 31.05.2010

UNI EN ISO14001

Cert. n. 0149A/1

Dichiarazione ambientale

CENTRO RICERCHE DI TRISAIA

Vol. 2

OHSAS 18001

Cert. n. 0020L/1


lA pOlITICA pER l’AmbIENTE E lA SICuREzzA DEl CENTRO DI TRISAIA

La Direzione Centro, ha emesso una Politica per l’Ambiente e la Sicurezza, documento quadro

nel quale sono contenuti i principi cui vuole e deve ispirarsi nell’espletamento delle sue attività

e nella definizione degli obiettivi di miglioramento delle sue prestazioni in tali settori.

Il documento, riportato nel seguito, è stato sottoscritto per approvazione dell’Agenzia dal

Commissario Ing. Giovanni Lelli e dal direttore del Centro Ricerche Trisaia Ing. Giuseppe

Spagna.

I risultati ottenuti dall’esperimento SIAMESI in Trisaia hanno dimostrato che il fattore

“ambientesicurezza” costituisce un elemento strategico fondamentale per l’attività e la

collocazione sul territorio dei Centri dell’ENEA ed hanno persuaso nel 2004 il Vertice dell’Ente,

oggi Agenzia, ad approvare l’idea di un progetto il cui obiettivo è la progressiva estensione

dell’adozione del Regolamento EMAS agli altri Centri ENEA, rendendo il prototipo SIAMESI uno

standard di Ente, “esportabile” a contesti operativi e gestionali aventi caratteristiche analoghe.


Centro Ricerche Trisaia

politica per l’Ambiente e la Sicurezza

L’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile,

è finalizzata “alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati

nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico

sostenibile”. Essa svolge attività di ricerca e attività di Agenzia, a supporto della PA, delle imprese,

dei cittadini.

Le principali tematiche di ricerca sono: Energia; Sviluppo economico e sostenibile; Nuove

tecnologie.

Le attività di Agenzia sono:

- Efficienza Energetica: supporto alla PA, informazione e formazione;

- Ricerca Sistema Elettrico;

- Diffusione e trasferimento tecnologico;

- Qualificazione componenti e sistemi;

- Radioprotezione;

- Metrologia delle radiazioni ionizzanti

- Supporto al programma nazionale di ricerca in Antartide;

- Prodotti e servizi tecnico-scientifici

Da oltre trent’anni presente nelle “sfide” imposte dal cambiamento del modo stesso di intendere

e praticare la ricerca tecnologica e nella diffusione dei principi e degli strumenti dello sviluppo

sostenibile, l’ENEA ha scelto di sperimentare nel C.R. Trisaia l’applicabilità del regolamento EMAS

investendo risorse, attenzione e sforzi nel miglioramento delle proprie prestazioni ambientali

rendendo pubblici e trasparenti i risultati raggiunti a tutte le Parti Interessate.

Il Centro della TRISAIA (MT) dal 2004 ha certificato il proprio sistema di gestione integrato

ambiente e salute e sicurezza dei lavoratori dipendenti e di tutti coloro che operano, a qualunque

titolo, nel Centro o per suo conto. Le sue attività di ricerca si realizzano nei seguenti settori:





Tecnologie e impianti per l’uso energetico delle Biomasse e Solare Termico

Biotecnologie

Tecnologie e impianti Trattamento Rifiuti e Reflui

Tecnologia dei Materiali e Metrologia

L’ENEA nel proprio Centro di Ricerche di Trisaia si impegna a:



Rispettare tutte le norme di legge, i regolamenti e gli accordi sottoscritti in materia di

ambiente e sicurezza applicabili a tutte le attività, di ricerca e gestionali, svolte nel Centro;

Incrementare il ricorso ad Accordi di collaborazione con le Autorità Pubbliche, le Comunità

locali e gli Operatori economici presenti sul territorio sia per valorizzare i risultati della














ricerca e rendere disponibile il know-how interno, sia per diffondere pratiche e principi

dello sviluppo sostenibile;

Migliorare con continuità le prestazioni in materia di ambiente e sicurezza connesse con le

proprie attività presenti e future;

Prevenire, laddove possibile, ogni forma di inquinamento e di rischio per la salute e

la sicurezza associati ai processi di ricerca e gestionali attuati o, quantomeno, ridurla;

Contribuire al contenimento dei consumi energetici, alla riduzione delle emissioni, con

particolare riferimento ai gas serra, allo scopo di migliorare la qualità dell’aria;

Ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti generati, i consumi di risorse idriche e di

materie prime;

Prevenire i rischi di malattia professionale, infortunio, incidente o quasi-incidente

nell’ambiente di lavoro;

Coinvolgere e consultare i lavoratori, anche attraverso i loro Rappresentanti, incoraggiandoli

a contribuire personalmente alla efficacia del Sistema implementato;

Promuovere e favorire, nella progettazione di nuovi processi di ricerca, la valutazione

preventiva degli aspetti ambientali e dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e

della popolazione connessi;

Proseguire nelle attività di conservazione della vegetazione presente nel sito, finalizzate

a mantenere e/o ricostituire aree di copertura boschiva e a macchia riconducibili alla

vegetazione naturale del sito, per migliorare la vivibilità dell’ambiente di lavoro per gli

operatori del Centro;

Riesaminare periodicamente i processi realizzati nel Centro al fine di evitare o minimizzare

impatti ambientali negativi; prevenire, eliminare o ridurre i rischi per i lavoratori, applicando

le migliori tecnologie disponibili ed economicamente praticabili;

Incrementare la politica degli acquisti “verdidi beni e servizi;

Sensibilizzare i fornitori e gli appaltatori sulla necessità di adottare strategie aziendali orientate

al miglioramento ambientale e della sicurezza fornendo beni e servizi ambientalmente

compatibili e sicuri;

Rivedere periodicamente la Politica e il Sistema di Gestione Integrata per garantirne la

continua idoneità ed efficacia;

Promuovere e divulgare i concetti di prevenzione e di consapevolezza di lavoro rispettoso

dell’ambiente e sicuro, mediante azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione

rivolte non solo al personale interno, ma anche alle giovani generazioni e, più in generale,

alle altre Parti Interessate.

Il Commissario Il Direttore del Centro

ing. Giovanni Lelli ing. Giuseppe Spagna


INDICE

Informazioni al pubblico 12

1.0 Il centro ricerche enea di trisaia 13

1.1 L’Enea 14

1.2 Cenni storici su Trisaia 16

1.3 Collocazione geografica e descrizione centro 19

1.4 L’organizzazione dell’enea e del centro ricerche 22

1.4.1 Struttura dell’ente a livello nazionale 22

1.4.2 Struttura del C.R. Trisaia 22

1.4.3 Gli organismi del sistema di gestione integrato 24

2.0 Le attività svolte 25

2.1 Attività di servizio e di supporto alle politiche dell’innovazione 26

2.2 Attività di ricerca 26

2.2.1 Ricerca e sviluppo 26

2.2.2 Monitoraggio ambientale 27

2.2.3 Certificazione materiali/componenti/impianti e taratura strumentazione 28

2.2.4 Consulenza/supporto ad enti pubblici e privati 29

2.2.5 Formazione/addestramento 29

2.2.6 Informazione/divulgazione 30

2.3 Materie prime utilizzate 31

2.4 Fonti energetiche 31

2.5 Reti e impianti tecnici di servizio 31

2.6 Attività affidate a ditte esterne 32

3.0 Il sito e l’ambiente circostante 33

3.1 Caratteristiche generali dell’area circostante 34

3.1.1 Morfologia, geologia, caratteristiche del suolo e del sottosuolo 34

3.1.2 Idrografia e idrogeologia 35

3.1.3 Clima 35

3.1.4 Vegetazione e flora 35

3.2 Situazioni di contaminazione dovute ad attività pregresse o ad incidenti 36

3.2.1 Malfunzionamenti e conseguenze 36

3.2.2 Controlli ambientali 37

3.2.3 Sorveglianza radiometrica ambientale enea del sito c.R. Trisaia 38

4.0 Prescrizioni legali e altre prescrizioni 40

4.1 Normativa cogente 41

4.2 Accordi sottoscritti 41

5.0 Aspetti ambientali 44

5.1 Generalità 45

5.2 Aspetti ambientali diretti 46

5.3 Aspetti ambientali indiretti 47

5.4 Aspetti ambientali diretti significativi 48

5.5 Aspetti ambientali indiretti significativi 49

6.0 Prestazioni ambientali 50

6.1 Impiego di sostanze pericolose 51

6.2 Produzione rifiuti 53

6.3 Consumi risorse naturali ed energia 55

6.3.1 Consumi delle risorse idriche 55

6.3.2 Consumi di energia 57

6.4 Rilascio di sostanze nocive da serbatoi interrati 61

6.5 Attività di ricerca 62

6.6 Diffusione della conoscenza dei principi dello sviluppo sostenibile 66

6.7 Aspetti legati alle attività degli appaltatori 67


7.0 Miglioramenti ottenuti 70

8.0 Obiettivi futuri, traguardi, programma di realizzazione 72

9.0 Il Sistema Di Gestione Per L’ambiente E La Sicurezza Siamesi 79

9.1 Misure di prevenzione, sorveglianza e misurazione 81

9.2 Gestione delle emergenze 82

9.2.1 Incendio 83

9.2.2 Sversamento accidentale 83

9.2.3 Emergenza nucleare 83

9.3 La partecipazione diretta dei dipendenti 84

10.0 Riferimenti bibliografici 85

Allegato 1. Struttura dell’enea 86

Allegato 2. Descrizione delle attività di ricerca 89

Allegato 3. Principali eventi che hanno interessato itrec 99

Allegato 4. Monitoraggio radioattività ambientale 102

Allegato 5. Principali prescrizioni legali ottemperate 103

Allegato 6. Valutazione significatività aspetti ambientali diretti 106

Allegato 7. Valutazione significatività aspetti ambientali indiretti 107

Allegato 8. La nuova immagine del centro: la sala multimediale archimede 108


pREmES SA

Il Centro di Ricerche ENEA Trisaia con la sua Dichiarazione Ambientale prospetta i risultati

raggiunti, dopo aver adottato un sistema di gestione integrato Ambiente e Sicurezza basato sul

miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali e di sicurezza.

Questa esperienza ha comportato una “rivoluzione” culturale ed organizzativa all’interno della

comunità dei ricercatori, dei tecnici e di tutti i colleghi che operano in Trisaia ed ha rappresentato

un’assunzione di responsabilità che ha per obiettivo la trasparenza nei confronti dei dipendenti,

del territorio, dei cittadini, degli interlocutori istituzionali e di tutte le Parti interessate.

L’intenzione esplicita dello scrivente è quella di conservare e migliorare il patrimonio di

conoscenze ed esperienze acquisite.

Il Direttore del Centro

Giuseppe Spagna


12

INFORmAzIONI Al pubblICO

Il presente documento è l’aggiornamento della Dichiarazione Ambientale del Centro Ricerche

ENEA di Trisaia (nel seguito del documento indicato semplicemente con Centro o Trisaia), che

nel 2004 ha ottenuto per il suo Sistema di gestione Integrata Ambiente E SIcurezza (SIAmESI)

due certificazioni, in conformità con la Norma UNI EN ISO 14001 e con lo standard OHSAS

18001, mantenute fino ad oggi. È stato redatto da Gabriella Claps, Responsabile del Sistema di

Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza, e costituisce l’aggiornamento dell’attività progettuale

del SIAMESI a cinque anni di distanza dalle certificazioni.

La decisione di ottenere la Registrazione EMAS attesta esplicitamente la volontà della Direzione

di perseguire il miglioramento continuo dei rapporti con i Dipendenti, con le Comunità locali,

con le Amministrazioni e gli Enti di controllo locali e nazionali. La Dichiarazione Ambientale,

elemento cruciale del percorso EMAS, è lo strumento attraverso il quale un’Organizzazione

comunica con trasparenza alle Parti Interessate gli impegni assunti nei confronti dell’ambiente,

gli obiettivi ottenuti e quelli futuri nell’ambito delle proprie prestazioni ambientali.

La presente Dichiarazione Ambientale è l’aggiornamento della Dichiarazione Ambientale

convalidata dal Verificatore Ambientale Accreditato ICIM S.p.A; N. Accreditamento I-V-0008 il

02.08.2007.

Essa intende presentare, in forma comprensibile per tutte le Parti Interessate alle quali la

Dichiarazione stessa è destinata, i risultati ottenuti dall’applicazione del Regolamento (CE)

1221/2009 EMAS , gli obiettivi, i programmi e i momenti di verifica che il Centro di Trisaia si è

dato per continuare a concretizzare il miglioramento delle sue prestazioni ambientali.

Tutte le informazioni e i dati forniti provengono da documenti e misure realizzati all’interno del

Sistema SIAMESI e delle sue attività. Essi sono aggiornati annualmente e gli aggiornamenti sono

sottopo-sti alla convalida da parte del Verificatore Accreditato, come da Regolamento EMAS.

Data la vastità e la complessità delle attività di ricerca che si svolgono nel Centro della Trisaia

in più occasioni si è preferito evitare di scendere in un dettaglio tecnico che, pur fornendo un

quadro descrittivo più corretto e completo, avrebbe sicuramente ottenuto l’effetto di rendere il

documento meno leggibile.

Il presente documento è disponibile al pubblico sia in versione cartacea sia attraverso il sito web

del Centro www.trisaia.enea.it.

Le informazioni sul Sistema possono essere richieste al Responsabile:

Ing. Gabriella Claps

Telefono: 0835 974396

Fax: 0835 974470

Indirizzo e-mail: gabriella.claps@enea.it

Indirizzo internet: www.trisaia.enea.it


1.0

Il CENTRO RICERCHE ENEA DI TRISAIA

13


Centro Ricerche

Ambiente Marino

S. Teresa

LERICI (SP)

14

1.0 Il CENTRO RICERCHE ENEA DI TRISAIA

1.1 L’enea 1

Centro Ricerche di Trisaia

Il C.R. Trisaia appartiene all’ENEA “Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo

sviluppo economico sostenibile”. In base all’art 37 della legge n°99 del 23 Luglio 2009 l’ENEA è

l’agenzia finalizzata alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi

avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo

economico sostenibile e svolge le proprie funzioni con le risorse finanziarie, strumentali e di

personale dell’ ”Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente” che, a decorrere dalla

data di insediamento dei commissari, avvenuto il 15 Settembre 2009, è stato soppresso.

L’ENEA svolge attività di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico avvalendosi di competenze ad

ampio spettro e di avanzate infrastrutture impiantistiche e strumentali dislocate presso i nove

Centri di Ricerca e cinque laboratori di Ricerca. Tali infrastrutture, oltre ad operare nell’ambito

dei programmi dell’Agenzia, sono a disposizione del mondo scientifico e imprenditoriale del

Paese (Fig. 1).

Centro Ricerche

Ispra (VA)

Centro Ricerche

Casaccia

S.MARIA DI GALERIA (RM)

Sede legale - Roma

Figura 1: Centri ENEA

Centro Ricerche

Frascati (RM)

Centro Ricerche

Brasimone

CAMUGNANO (BO)

Centro Ricerche

Portici (NA)

Centro Ricerche

Faenza (RA)

Centro Ricerche

Bologna

1 Per informazioni di maggiore dettaglio si rimanda al sito web dell’Agenzia: www.enea.it.

Area Sperimentale

Monte Aquilone

MANFREDONIA (FG)

Centro Ricerche

Brindisi

Centro Ricerche

Trisaia

ROTONDELLA (MT)


Dichiarazione ambientale

L’Agenzia la cui sede legale è a Roma è inoltre dotata di:

• una rete di uffici territoriali distribuiti su tutto il territorio nazionale che operando come

veri e propri “terminali territoriali”, forniscono servizi di informazione e consulenza alle

amministrazioni pubbliche e alle realtà produttive locali. La loro funzione è quella di

intercettare la domanda proveniente dai diversi attori pubblici e privati che operano in

ambito locale (amministrazioni pubbliche, imprese, enti, università,associazioni di categoria,

ordini professionali, ecc.) e connetterla con le attività programmatiche e le competenze

scientifiche presenti in ENEA per fornire risposte adeguate ed operative, favorendo al tempo

stesso l’adozione di criteri di sostenibilità energetico-ambientale nei processi di sviluppo

locale (fig. 1 bis);

• un Ufficio di rappresentanza a Bruxelles che ha il compito di promuovere e rafforzare

l’immagine e la partecipazione dell’ENEA a livello comunitario, oltre a fornire informazione,

consulenza operativa e supporto logistico alle unità tecniche ENEA. L’Ufficio ha costruito

nel corso degli anni una rete di rapporti con numerosi interlocutori istituzionali, nazionali,

europei ed extraeuropei. Tra di essi spiccano le strutture della Commissione Europea e del

Parlamento Europeo, le Rappresentanze permanenti Italiane e di altri paesi oltre agli uffici

di rappresentanza della ricerca, delle regioni e dell’industria Europea presenti a Bruxelles;

Liguria

(Piemonte e Val D’Aosta)

Genova

Toscana

Firenze

Toscana

Pisa

Figura 1bis: uffici territoriali dell’ENEA

Molise

Campobasso

Sicilia

Palermo

SEDE LEGALE

Lungotevere Thaon di Revel, 76 - 00196 Roma

Tel. 06-36271 fax 06-36272591/2777

Veneto

Venezia

Marche

Ancona

Umbria

Perugia

Abruzzo

Pescara

Basilicata

Potenza

Calabria

Reggio Calabria

15

Puglia

Bari


16

1.2 Cenni Storici Su Trisaia

Centro Ricerche di Trisaia

1962: Nasce Trisaia come Centro per il ritrattamento degli elementi di combustibile

nucleare irraggiati e la sua originaria destinazione programmatica è costituita

di fatto dalla realizzazione e dal successivo esercizio dell’impianto pilota ITREC

(Impianto di TRattamento di Elementi di Combustibile).

1970: Completata la realizzazione dell’impianto.

1970-75: Concluse le prove funzionali e prenucleari.

16 luglio 1975: Ottenuta l’autorizzazione per l’esercizio in prova nucleare da parte dell’autorità

di controllo ENEA DISP (poi inglobata nell’ANPA, ora denominata APAT),

l’impianto ITREC è avviato “a caldo”.

DISP = DIrezione centrale per la Sicurezza nucleare e la protezione sanitaria

ANPA = Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente

APAT = Agenzia per la protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici

1978: Ultimate le prove nucleari; da allora l’impianto non è più stato utilizzato.

1980: La Hall Tecnologica è trasformata in Stazione Sperimentale per lo sviluppo

e qualificazione “prenucleare” di nuovi processi e componenti a tecnologia

avanzata.

1986: Le mutate strategie del paese dopo l’evento di Chernobyl e l’esito

del referendum, portano alla decisione di annullare il programma di

sperimentazione sull’impianto e si procede con le attività finalizzate alla sua

disattivazione.

1986: Contemporaneamente (Fig. 2), a valle del cambiamento delle politiche

nazionali in materia energetica, il Centro di Trisaia avvia il processo di

riconversione delle proprie attività, nell’ambito di un programma più

generale di potenziamento delle strutture di ricerca scientifica e tecnologica

del Mezzogiorno, puntando a costituire quel nucleo forte di competenze nei

settori delle Energie rinnovabili, dell’Ambiente e delle Biotecnologie che oggi

costituisce uno dei Poli di riferimento del sud Italia.

Agosto 2003: Tutte le attività del settore nucleare italiano sono acquisite dalla SOGIN

(SOcietà di Gestione Impianti Nucleari), ivi compreso l’impianto ITREC che, a

tutt’oggi, costituisce un sito autonomo anche se all’interno del C.R Trisaia.

Gennaio 2005: SOGIN si rende totalmente autonoma nell’attuazione della rete necessaria

per la valutazione dell’impatto ambientale delle attività dell’impianto,

attualmente in fase di decommissioning.

Decommissioning = disattivazione di installazioni o impianti nucleari; consiste nel

declassamento, decontaminazione e smantellamento delle installazioni nucleari/

impianti nucleari a seguito del loro definitivo spegnimento o della cessazione definitiva

dell’esercizio, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di protezione dei lavoratori, della

popolazione e dell’ambiente.

Pertanto, a partire dall’anno 2005, le risorse dell’Istituto di Radioprotezione, presente da

sempre nel Centro, sono orientate a definire nuovi criteri guida di attuazione del monitoraggio

ambientale della radioattività nel territorio circostante al Centro Ricerche ENEA della Trisaia, per

consentire la produzione di dati sperimentali utili per migliorare la conoscenza del trasferimento

dei radionuclidi nell’ambiente.


Dichiarazione ambientale

Infatti, la crescente produzione e circolazione di materiale radioattivo a livello mondiale, richiede

un impegno sempre maggiore nelle attività di monitoraggio ed il mantenimento di competenze

radioprotezionistiche, anche in un paese dove non vi sono centrali nucleari in attività. Inoltre,

l’Istituto di Radioprotezione svolge attività di ricerca, sviluppo e qualificazione delle tecniche

e delle procedure di monitoraggio e dosimetria (ambientale e individuale) delle radiazioni

secondo disciplinari di riferimento internazionale.

Radioprotezione = disciplina applicata alla protezione dell’uomo e dell’ambiente dagli

effetti dannosi delle radiazioni. Essa si estrinseca in una serie di principi, raccomandazioni,

requisiti, prescrizioni, tecnologie e modalità operative, verifiche, volte a proteggere la

popolazione (individui in generale, lavoratori, soggetti sottoposti a pratiche mediche di

diagnosi e cura facenti uso delle radiazioni).

luglio 2009: L’art. 37 della legge n. 99 del 23 luglio 2009 stabilisce che l’ENEA “Agenzia

nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile” è l’agenzia

finalizzata “alla ricerca e all’innovazione tecnologica nonché alla presta-zione di servizi avanzati

nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico

sostenibile” che svolge le proprie funzioni “con le risorse finanziarie, strumentali e di personale

dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente”.

Settembre 2009: Con l’insediamento del Commissario e dei sub Commissari, avvenuto il 15

settembre 2009, viene soppresso l’ ”Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente” e

prende avvio l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico

sostenibile (ENEA) prevista dall’articolo 37 della Legge n. 99 del 23 luglio.

Figura 2: dal Centro Ricerche Nucleari di Trisaia al Centro Ricerche ENEA di Trisaia

17


18

Figura 3: ingresso C.R. Trisaia

Oggi il C.R. Trisaia rappresenta quindi uno dei poli di ricerca italiani attrezzato per fare ricerca

e sviluppo in un’ampia varietà di settori che, in base alle strategie dell’Agenzia, rispondono alle

finalità di seguito indicate:

1. Energia per il futuro:

conversione di biomasse, produzione di idrogeno da fonti rinnovabili,

qualificazione di componenti solari;

2. proteggere il pianeta:

trattamento rifiuti e reflui, monitoraggio ambientale,

radioprotezione;

3. Nuove Tecnologie per la competitività:

• metrologia,

• recupero di materiali preziosi con tecnologie mutuate dal nucleare,

• nuovi processi di saldatura laser,

• nuovi processi e sistemi per l’agroalimentare,

dimostrazione di tecnologie di automazione di processi manifatturieri,

• studio e dimostrazione di tecnologie per il trasporto ferroviario,

• tecniche e metodiche per la diagnosi e il recupero edilizio,

• servizi e assistenza per il recupero e il riciclo di residui industriali.

L’attuale riorganizzazione ENEA potrebbe portare ad una revisione dei campi di applicazione del

centro di Trisaia che alla data di riferimento della presente Dichiarazione ambientale risultano

essere i sopracitati.

È sede operativa di SOGIN e di alcune società partecipate ENEA quali ad esempio:

• CAlEF,

Consorzio per la ricerca e lo sviluppo delle Applicazioni industriali del Laser E del

Fascio elettronico,

• TRAIN, Consorzio per la ricerca e lo sviluppo di Tecnologie per il TRAsporto INnovativo.

Queste società si configurano quindi come organizzazioni completamente autonome, anche se

dislocate fisicamente all’interno del sito di Trisaia e il rapporto con esse si limita alla fornitura,

da parte della Direzione Centro, di alcuni “servizi” (rete idrica, fognaria, mensa, ecc.).


Figura 4: collocazione geografica del Centro

1.3 Collocazione Geografica E Descrizione Centro

Il Centro (Fig. 4) è localizzato in Basilicata, in località Trisaia inferiore, nel comune di Rotondella

(Matera), all’estremità sud della Piana del Metaponto, sotto il golfo di Taranto. L’area occupa

circa 110 ettari e dista, in linea d’aria, circa 4 km dalla costa Jonica. In particolare, si estende

lungo la statale Jonica 106 al km 419,500, in prossimità del fiume Sinni e dal bosco Pantano di

Policoro ed è raggiungibile tramite:

• autostrada A3 (Roma-Reggio Calabria)-Uscita Lauria Nord: proseguire lungo la S.S. 653 fino

all’imbocco della S.S. 106 Jonica, direzione Reggio Calabria,

• autostrada A14 (Bologna-Bari-Taranto)-Uscita Palagiano: imboccare la S.S.106 Jonica,

direzione Reggio Calabria,

• aeroporto di Bari (135 Km)+ A14 (Bari-Taranto)-Uscita Palagiano: imboccare la S.S.106 Jonica,

direzione Reggio Calabria,

• aeroporto di Brindisi (150 Km)+ E90 (Brindisi-Taranto)-Uscita Palagiano: imboccare la S.S.106

Jonica, direzione Reggio Calabria,

• treno: stazione ferroviaria più vicina Nova Siri Scalo (4 Km).

Inoltre è facilmente collegato alle altre tre principali arterie stradali della Basilicata:

S.S. 407 Basentana (circa 30 KM),

S.S. 598 Val d’Agri (circa 12 Km),

S.S. 653 Sinnica (circa 1 Km).

La Basilicata, per la sua posizione di raccordo tra l’entroterra italico e le civiltà del bacino

mediterraneo, ha costituito nei secoli un crocevia di scambi, collaborazioni e influenze culturali

tra popoli di origini diverse, così come testimonia il rilevante patrimonio archeologico rinvenuto

nella regione.

Il Centro ENEA di Trisaia è situato nel territorio ove anticamente sorgeva la colonia della Magna

Grecia di Siris, e più precisamente il complesso portuale dell’antica città alla foce del fiume

Sinni; l’acropoli, l’area sacra e la necropoli di Siris sono state invece individuate lungo la collina

del castello di Policoro dove, nel 433-432 a.C., fu fondata Heraclea dopo la decadenza e la

distruzione di Siris.

19


20

Figura 5: Siroi

Centro Ricerche di Trisaia

Il pianoro su cui sorge il Centro era occupato anticamente da una gran quantità di siroi (Fig.5),

cavità sotterranee, destinate alla conservazione dei cereali, volgarmente chiamate “fosse dei

pagani”.

In epoca successiva i siroi sono stati interrati, presumibilmente perché ritenuti un pericolo

per uomini e animali. Nell’area del Centro furono rilevati, all’inizio degli anni ’60, 7-8 siroi. Da

segnalare nelle immediate vicinanze del Centro, le rovine della grande villa del Cigno dei Vagni

e del complesso termale annesso, di epoca romano-imperiale, situata nei pressi di un nodo

stradale di primaria importanza: l’incrocio tra l’antica litoranea Jonica, il cosiddetto “Tratturo

Regio” e l’antica via di penetrazione interna verso il Tirreno lungo la valle del Sinni.

La costruzione del nucleo iniziale del Centro è stata completata nel 1970, ma l’edificazione

sull’area del sito è proseguita successivamente con la costruzione di nuovi edifici e manufatti.

Attualmente, l’area del Centro è recintata per circa 84 ettari, mentre la restante area di pertinenza

è costituita principalmente da una fascia esterna alla recinzione di ampiezza variabile, per circa

16 ettari (ha). La superficie occupata da edifici, manufatti e loro pertinenze ammonta a circa 3,9

ettari, 2 mentre la viabilità interna, costituita da strade asfaltate che si snodano lungo il perimetro

dell’area recintata ma anche internamente a collegare le strutture di ricerca, costituisce una

rete di circa 9 chilometri lineari che occupa una superficie di circa 3,8 ettari.

Le cifre che descrivono attualmente il Centro sono:






174 dipendenti tutti a tempo indeterminato,

88 ettari di estensione,

39000 mq di cui circa 32000 adibiti ad attività programmatiche,

19 laboratori,

16 impianti di ricerca.

2 1 ha = 10.000 mq


Dichiarazione ambientale

Figura 6: mappa del Centro

1. Ingresso al Centro

2. Mensa

3. Direzione e amministrazione del Centro

4. Centro Informazioni- Sala Archimede

5. Laboratorio qualificazione componenti solari

6. Istituto di Radioprotezione

7. SIstema integrato di MOnitoraggio Ambientale (SIMOA)

8. Impianti di gassificazione

9. Centro di innovazione integrato (AGROBIOPOLIS)

10. Centro tecnologie automazione dei processi manifatturieri. Centro trasporto merci,

Consorzio TRAIN (*)

11. Impianto di Steam Explosion

12. Centro Integrato di Metrologia

13. Stazione trattamento rifiuti

14. Impianto Terre Rare

15. Centro servizi per il RIciclo e Separazione dei MATeriali

(CRISMAT)

16. Stazione Laser, Consorzi CAlEF (*)

17. Centro Qualità Agroalimentare

18. ITREC –SOGIN (*)

(*) Altre organizzazioni

21


22

1.4 L’organizzazione Dell’enea E Del Centro Ricerche

1.4.1 Struttura dell’Ente a livello nazionale

Centro Ricerche di Trisaia

Con l’insediamento del Commissario e dei sub Commissari, avvenuto il 15 settembre 2009,

si è costituita l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico

sostenibile (ENEA) prevista dall’articolo 37 della Legge n. 99 del 23 luglio 2009.

Secondo quanto stabilito dalla legge, l’Agenzia ENEA è finalizzata “alla ricerca e all’innovazione

tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare

riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo economico sostenibile” e svolge le proprie funzioni

“con le risorse finanziarie, strumentali e di personale dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia

e l’Ambiente” che, a decorrere dalla data di insediamento dei commissari, è stato soppresso.

Come prevede il quarto comma dall’articolo 37 della Legge suddetta un apposito decreto del

Ministro dello Sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle

finanze, il Mi-nistro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministro dell’istruzione,

dell’università e della ricerca e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,

e sentite le Commissioni par-lamentari competenti, concluderà il processo di definizione e di

organizzazione dell’Agenzia.

Nelle more dell’emanazione di detto Decreto Ministeriale, per assicurare la funzionalità

dell’Agenzia e lo svolgimento delle attività di ricerca, innovazione tecnologica e la prestazione di

servizi avanzati nei settori dell’energia e dello sviluppo economico sostenibile, è stata definita la

struttura organizzativa transitoria riportata in allegato 1.

1.4.2 Struttura del C.R. Trisaia

Il centro di Trisaia, come per tutti gli altri Centri dell’ENEA, è assimilabile ad una azienda di

servizi (generali e tecnici), il cui Direttore, in quanto Datore di Lavoro, è anche responsabile in

materia di sicurezza nei confronti di tutti i dipendenti e per tutte le attività del Centro.

A seguito dei provvedimenti di riorganizzazione dell’Agenzia presso il centro di Trisaia è stata

istituita alle dirette dipendenze del Commissario l’Unità Tecnica Tecnologie Trisaia (UTTRI)

a cui afferiscono i seguenti quattro Laboratori: Laboratorio Biotecnologie (UTTRI-BIOTEC),

Laboratorio Tecnologie e Impianti Trattamento Rifiuti e Reflui (UTTRI_RIF), Laboratorio

Tecnologia dei Materiali e Metrologia (UTTRI-TEM), Laboratorio Tecnologie e impianti per l’uso

energetico delle Biomasse e solare termico (UTTRI-BIOM). Detta Unità svolge attività di ricerca

e sviluppo nel campo delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile attraverso attività di

ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Contribuisce alla definizione

degli scenari e degli obiettivi dell’Agenzia nel campo della bioenergia, delle biotecnologie, dello

sviluppo sostenibile, dei materiali e degli standard per l’energia.

E’ presente nel Centro anche personale afferente all’Istituto di Radioprotezione (IRP) unità che,

alle dirette dipendenze del Commissario, svolge attività di ricerca nel campo della protezione

dalle radiazioni ionizzanti, assicura la sorveglianza fisica di radioprotezione per tutte le attività

con rischi da radiazioni ionizzanti e assicura il rispetto della normativa di legge con azioni di

monitoraggio individuale e ambientale.

La Direzione di Centro, anch’essa direttamente afferente al Commissario, opera in sinergia e a

supporto delle Unità Tecniche, con il contributo delle sue Unità istituzionali e di quelle tipiche di

un “Sistema di Gestione”, secondo la struttura mostrata nell’organigramma seguente (Fig. 7).

A partire dal Direttore, tutti i livelli dell’organizzazione, le strutture e i dipendenti che ad esse

fanno capo ed il personale che, a qualunque titolo opera nel sito (ospiti, fornitori, ecc.), sono

coinvolti, ognuno per la parte di propria competenza, nella gestione dell’ambiente, della salute

e della sicurezza.


Dichiarazione ambientale

Coordinatore

servizio del

personale

unità Centrale

personale

Direttore

Centro

Responsabile

Amministrazione

e Approvvigionamento

Responsabile

Servizi

Generali

Figura 7: struttura Centro Trisaia

Responsabile

SGI

Responsabile

Spp

Responsabile

Servizio

Infrastrutture e

Servizi tecnici

PERSONALE

Rapporto gerarchico

Rapporto funzionale

Direzioni Centrali

Commissario

Direzione Generale

TRISAIA

Responsabile

Relazioni Esterne

e

Comunicazione

Unità Istituzionali Centro Trisaia

Commissione

Tecnica

Coordinatore

rapporti con

SOGIN

Responsabile

Spp

sicurezza e

Salvaguardia

medicina del lavoro

Organismi del Sistema Integrato Centro Trisaia

board

Gestione

Responsabile

uTTRI

Responsabile

uTTRI-bIOTEC

Responsabile

uTTRI-RIF

Responsabile

uTTRI-TEm

Responsabile

uTTRI-bIOm

Responsabile

IRp

23


24

1.4.3 Gli Organismi del Sistema di Gestione Integrato

Centro Ricerche di Trisaia

Per applicare e mantenere attivo il Sistema di Gestione Integrato, la Direzione ha formalmente

designato un Responsabile, specificamente formato ed addestrato. La partecipazione dei

Laboratori Tecnologici di Ricerca al Sistema si esplicita attraverso un “Comitato” costituito dai

Responsabili dei Laboratori che operano in Trisaia, il BOARD DI GESTIONE, che è convocato dal

Direttore del Centro periodicamente o per necessità particolari ed ha le seguenti responsabilità

“strategiche”:

• definire e aggiornare gli impegni della Politica per l’Ambiente e la Sicurezza del Centro;

• fissare gli obiettivi periodici di miglioramento relativi alla gestione del Centro e dei singoli

Laboratori Tecnologici;

• partecipare al riesame periodico della Direzione per valutare i risultati raggiunti e decidere le

azioni che si rendano necessarie a seguito di eventuali problemi e situazioni non conformi;

• risolvere i problemi che richiedano l’intervento di chi ha l’autorità e le deleghe funzionali

indispensabili.

Al fine di garantire operativamente l’efficacia e l’adeguatezza del Sistema, fin dalla sua

implementazione, è stata istituita una specifica COmmISSIONE TECNICA SIAmESI (CT) che

opera da interfaccia tra il Responsabile del Sistema e i Laboratori Tecnologici.

Il responsabile del Sistema e la Commissione discutono e concordano le procedure relative agli

aspetti gestionali e operativi da adottare sugli impianti e nei laboratori e, in generale, all’interno

del Centro.

I membri della Commissione, nominati dai Responsabili delle Unità Tecniche, rappresentano

tutti i Laboratori Tecnologici presenti nel Centro e, debitamente supportati dal Responsabile

del Sistema di Gestione, hanno il compito di comunicare le procedure stabilite al personale

interno alla propria struttura, verificarne lo stato di applicazione, l’efficacia e l’adeguatezza. Essi

riportano in seno alla Commissione i risultati della loro osservazione e gli eventuali suggerimenti

che possono pervenire da tutto il personale, con il fine di migliorare le prestazioni globali del

Centro.

Per quanto concerne problematiche strettamente connesse con la sicurezza, il coinvolgimento,

l’informazione e la comunicazione con il personale si realizzano attraverso i tre Rappresentanti

dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), in conformità con il ruolo loro assegnato per legge.

RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) = persona eletta o designata

per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza

durante il lavoro, di seguito denominato rappresentante per la sicurezza (D.Lgs. 81/2008,

art. 2).


2.0

lE ATTIVITÀ SVOlTE

25


26

2.0 lE ATTIVITÀ SVOlTE lTE l

2.1 Attività Di Servizio e di supporto alle politiche dell’innovazione

Centro Ricerche di Trisaia

La Direzione di Centro costituisce un aggregato ad alta complessità organizzativa in cui coesistono

le attività di rappresentanza formale sul territorio, le responsabilità datoriali connesse al D. Lgs

81/08 nonché le funzioni di supporto logistico, di funzionamento e amministrative. Essa ha il

compito di formulazione degli indirizzi di politica territoriale in relazione alle strategie dell’Agenzia

in tema di competitività e sviluppo sostenibile del territorio e di promozione e coordinamento

dell’integrazione territoriale del Centro Ricerche Trisaia nel sistema universitario e nelle piccole

e medie imprese, nell’ottica di rafforzare la rete di ricerca sul territorio attraverso l’attivazione di

progetti di ricerca e formazione congiunti.

La Direzione di Centro fornisce quindi supporto tecnico – gestionale ai Laboratori Tecnologici,

garantendo la funzionalità di tutti i servizi erogati che consistono in:

• lavori d’ufficio e gestionali in generale,

• manutenzione interna (infrastrutture, impianti, ecc.),

• gestione depositi/magazzini,

• gestione cabina elettrica,

• gestione climatizzazione e riscaldamento,

• emungimento acqua,

nel rispetto di tutte le normative tecniche e di legge applicabili.

La sua funzione di promozione e di rapporto con il territorio favorisce l’integrazione delle

competenze proprie della sua struttura con quelle dei Ricercatori, valorizzando il patrimonio

tecnico scientifico e di infrastrutture sperimentali del Centro stesso.

Il Direttore, per il suo ruolo di Datore di Lavoro, è anche responsabile in materia di sicurezza nei

confronti di tutti i dipendenti e per tutte le attività di Trisaia.

Le attività di ricerca realizzate in Trisaia sono riportate brevemente al paragrafo successivo.

Per una descrizione dettagliata delle attività svolte dai Laboratori Tecnologici presenti nel

Centro, si vedano l’Allegato 2 alla Dichiarazione e il sito: www.trisaia.enea.it alla voce “Attività

di ricerca”.

2.2 Attività Di Ricerca

2.2.1 Ricerca e sviluppo

In linea con le direttive strategiche dell’Agenzia, i

Laboratori Tecnologici presenti nel Centro hanno posto

il loro impegno nella Ricerca e Sviluppo (R&S) sulle

seguenti linee direttrici:

• Processi tecnologicamente avanzati

• Servizi altamente qualificati e specialistici

• Metodologie analitiche e di indagine innovative

• Tecniche di disinquinamento

• Tecniche di dosimetria delle radiazioni ionizzanti

• Nuovi Materiali/Strumenti

• Impianti pilota fissi e mobili di taglia industriale

Figura 8: laboratorio NmR


Dichiarazione ambientale

Le attività di R&S al momento sono indirizzate nei seguenti settori :

• agrobiotecnologie,

• sicurezza e qualità alimentare,

• fonti rinnovabili,

• applicazioni laser,

• radioprotezione,

• monitoraggio ambientale,

• trattamenti reflui civili e scarti industriali,

• interventi di emergenza e bonifica ambientale, ecc.

per lo sviluppo socio-economico locale e per il miglioramento della competitività di tale Sistema

sullo scenario nazionale e internazionale.

Queste attività di R&S solitamente sono realizzate con la collaborazione di partner industriali

e/o Pubbliche Amministrazioni e/o con il mondo della ricerca pubblica.

2.2.2 monitoraggio ambientale

Il Centro ENEA di Trisaia è punto di riferimento del “Sistema Integrato di Monitoraggio

Ambientaledelle reti nazionali per:

1. il monitoraggio di piogge acide e della radioattività nel mare Mediterraneo;

2. la rilevazione distribuita e in continuo dello stato di inquinamento chimico, biologico,

microbiologico e da fitofarmaci di:

• aria, acqua, suolo in aree agricole, urbane e industriali,

discariche controllate,

• acque fluviali, costiere e acque di balneazione

• acque reflue civili e industriali

attraverso reti fisse di monitoraggio e due laboratori mobili, uno per il monitoraggio dell’aria e

uno per analisi chimico-biologiche “in situ”.

Inoltre l’Istituto di Radioprotezione del Centro attua la sorveglianza ambientale della radioattività

nel territorio circostante Trisaia attraverso il monitoraggio sistematico nelle diverse matrici

ambientali:

• il fall-out (quantità di radionuclidi depositati su una data superficie),

• il particolato atmosferico (quantità di radionuclidi associata alla respirazione umana e

animale),

• il terreno (quantità globale di radioattività depositata sulle colture),

• le acque di falda, di mare, la sabbia e i sedimenti o limo (quantità di radionuclidi diffusi nelle

acque),

• il foraggio, il latte e derivati, le culture tipiche della zona, la carne, il pece e l’acqua potabile

(quantità di radionuclidi che, tramite l’alimentazione, interessano l’uomo).

al fine di verificare che il tasso di radioattività in esse non si discosti significativamente dai

valori tipici del fondo naturale e non vi siano tracce di contaminazione radioattiva di origine

antropica.

Fall-out = deposizione atmosferica su una data superficie del suolo per effetto delle

precipitazioni (deposizione umida) e della sedimentazione del particolato aerodisperso

(deposizione secca).

27


28

Centro Ricerche di Trisaia

2.2.3 Certificazione materiali/componenti/impianti e taratura strumentazione

In Trisaia è operante il Centro Integrato di Metrologia che dispone di:

• un laboratorio Metrologico, accreditato presso il Servizio Italiano di Taratura (SIT), per la

taratura di strumenti di misura e campioni materiali nel campo delle:

o misure elettriche (Voltmetri, Amperometri, Resistometri),

o misure di temperatura (termometri a resistenza e di termocoppie),

o misure di lunghezza (blocchetti piano paralleli),

o misure di portata per contatori GAS;

• un laboratorio Controllo Qualità che effettua prove e analisi non distruttive su materiali

edili.

Il Centro per la Qualità Agroalimentare si propone quale supporto tecnico per le imprese del

settore agroalimentare nei problemi di valutazione e certificazione della qualità tecnologica,

nutrizionale e sanitaria dei prodotti mediante:

• una rete di laboratori analitici interni ed esterni al Centro Trisaia;

• laboratori di diagnostica chimico-fisica;

• un impianto per la preparazione di materiali di riferimento (liofilizzati per prodotti

alimentari solidi, in polpa o cremosi, liquidi per bevande e acque, solidi).

Nel Centro esiste altresì un laboratorio di prova accreditato SINAL (SIstema Nazionale per

l’Accreditamento di Laboratori) per la qualificazione e certificazione di componenti e sistemi

solari secondo gli standard ISO (International Organization for Standardisation) e CEN (European

Committee for Standardization). Il laboratorio è attualmente l’unico operante in Italia ed è il

riferimento tecnico di ICIM S.p.A (Certification Body Nazionale) nella definizione del marchio

europeo di qualità dei collettori solari (solar Keymark, www.solarkeymark.com).

Solar Keymark = unico marchio riconosciuto a livello europeo suggerito e supportato

dall’ESTIF (Federazione Europea Industria Solare Termico) che consente di riconoscere

i sistemi solari che hanno superato i test di qualità, durata e affidabilità conformi agli

standard europei.

Figura 9: laboratorio di sequenziamento 454


Dichiarazione ambientale

Il laboratorio consente di effettuare:



prove di resa termica su collettori e sistemi solari per la produzione di acqua calda per

uso igienico-sanitario, secondo gli standard internazionali (ISO) e relative norme europee

(CEN);

analisi delle prestazioni a breve e lungo periodo dei sistemi solari mediante simulazioni

numeriche affiancate da tecniche avanzate di mappatura termografica.

2.2.4 Consulenza/supporto ad Enti pubblici e privati

Le attività degli Enti di ricerca, oggi, possono avere un ruolo rilevante per le ricadute sul progresso

tecnologico, sulla crescita della competitività del Sistema economico e, quindi, sul benessere

della società. Di grande importanza è anche la possibilità di ridurre i futuri impatti ambientali

delle tecnologie sviluppate nell’ambito di una attività di ricerca, soprattutto con l’introduzione

in fase di progettazione e realizzazione della analisi e valutazione degli aspetti ambientali e di

sicurezza connessi con l’impiego futuro delle tecnologie messe a punto. Il Centro di Trisaia,

sempre “più attento” ai bisogni del territorio, ha costruito rapporti di collaborazione con la

realtà territoriale, con le pubbliche istituzioni, con gli altri centri di ricerca, con le diverse realtà

produttive diventando un importante punto di riferimento infrastrutturale, tecnico-scientifico

ed organizzativo ai fini di promozione e diffusione delle tecnologie avanzate sperimentate

all’interno e, più in generale, degli strumenti per lo sviluppo sostenibile.

I suoi principali interlocutori sono:

• la Pubblica Amministrazione (centrale e locale), i Commissariati per l’emergenza rifiuti e

altri Operatori esterni, pubblici e privati in casi di “emergenza ambientale”, su obiettivi di

risanamento ambientale e di corretta gestione dei rifiuti ivi comprese le metodologie di

valorizzazione e recupero degli stessi;

• gli Enti locali (ARPAB -Agenzia Regionale per l’Ambiente – della Basilicata, Vigili del Fuoco,

Prefettura, ecc.) per le attività di radioprotezione e di radiometria ambientale;

• le Associazioni di categoria e le imprese agroalimentari delle produzioni e filiere tipiche delle

regioni meridionali, nell’ambito della certificazione e valutazione della qualità dei prodotti e

della difesa fitosanitaria compatibile;

• le realtà industriali per l’utilizzo di fonti rinnovabili (biomasse vegetali ed energia solare)

quale strumento per ridurre l’impatto ambientale e gestire razionalmente gli scarti e i

rifiuti;

• le aziende manifatturiere della regione Basilicata e del Mezzogiorno, nel campo dei Controlli

non Distruttivi;

• le PMI per la taratura e gestione della strumentazione di misura.

2.2.5 Formazione/addestramento

Il Centro, attraverso la stipula di apposite convenzioni, è promotore di:

• tirocini formativi per laureandi e neolaureati,

• accoglienza a laureandi per lo svolgimento di tesi di laurea,

• assegni di ricerca a supporto della realizzazione di attività tecnico-scientifiche,

corsi di specializzazione, master di II livello, progetti con scuole tecnico scientifiche.

Tutti i Laboratori Tecnologici promuovono, in collaborazione con altri Istituti e/o Enti di ricerca

e/o aziende, attività di formazione/addestramento abbinando lezioni a carattere teorico con

attività sperimentali ed esercitazioni pratiche. I vari moduli formativi e di addestramento

possono essere predisposti anche in funzione delle richieste interne ed esterne al Centro. I

principali vengono realizzati:

• nel campo agro-alimentare ed agro-industriale (agrobiotecnologie, genomica, difesa fitosanitaria

ecocompatibile), per associazioni di categoria e per operatori privati, soprattutto PMI;

29


30







Centro Ricerche di Trisaia

nel settore del controllo qualità, delle misure e delle prove, della ricerca e sviluppo di nuovi

prodotti e tecnologie, per preparare personale preposto alla progettazione/conduzione di

impianti di automazione e alla certificazione di materiali e componenti;

nel campo della tecnologia laser per lo studio e l’applicazione di laser di potenza nel campo

industriale (taglio, saldatura, trattamenti superficiali);

nel settore ambientale (metodi di indagine, analisi degli inquinanti nelle diverse matrici

ambientali, caratterizzazione degli impatti ambientali di attività agricole e industriali, ecc.);

su fonti di energia rinnovabili: le biomasse vegetali e l’energia solare;

nel campo del trattamento e recupero dei rifiuti con particolare riferimento ai reflui e agli

scarti industriali;

sulla gestione dei Piani di emergenza implicanti rischio radiologico e sui principi di base

della Radioprotezione e delle misure in campo delle principali grandezze radiologiche.

2.2.6 Informazione/divulgazione

Il principale punto di forza della Direzione, elemento integrato nel Sistema di Gestione

implementato dal Centro, è sicuramente costituito dal consolidato e stabile rapporto di

comunicazione esistente tra il Centro ed un gran numero di Parti Interessate (esterne): Scuole,

Università, altri Centri di ricerca, Amministrazioni Locali, Enti di Controllo, Associazioni industriali,

ecc.

Si rafforza oggi un programma già nutrito di visite, incontri, workshop, seminari e convegni mirati

non solo ad informare, ma anche a formare consapevolezza su tematiche inerenti l’ambiente e

la sicurezza e su tecnologie avanzate e innovative nel campo.

La Direzione intende in questo modo:

• accreditare il Centro della Trisaia come soggetto di riferimento per il territorio, in grado

di promuovere e divulgare anche all’esterno i concetti di prevenzione e di lavoro sicuro

e rispettoso dell’ambiente, mediante azioni di informazione capillare, sensibilizzazione e

formazione;

• allargare e migliorare i rapporti di collaborazione con le Amministrazioni Pubbliche, le

comunità locali e gli operatori economici presenti sul territorio, favorendo l’accesso al knowhow

maturato all’interno.

Gli strumenti maggiormente utilizzati dal Centro per erogare queste tipologie di servizi all’esterno

sono descritti di seguito.

1. Il web che consente una flessibilità ottimale nella struttura dei contenuti e nel loro

aggiornamento. Il sito www.trisaia.enea.it rende accessibili le informazioni sulle attività

di ricerca, mettendo a disposizione l’informazione di rilevanza pubblica in modo chiaro e

comprensibile.

L visite guidate e che ogni anno 2 coinvolgono . migliaia di studenti e tutte le persone che

ne facciano regolare richiesta. Le visite costituiscono un valido supporto alle attività

didattiche per Scuole Superiori e università e un’occasione per visitare impianti e

laboratori all’avanguardia e, in alcuni casi, unici in Europa. Per i cittadini può rappresentare

un’opportunità per conoscere un Centro di ricerca applicata. Le visite devono essere

richieste alla Direzione che provvede a farle organizzare secondo itinerari definiti, vista la

varietà delle attività di ricerca e la numerosità di laboratori e impianti.

I3 Convegni info-day, . i seminari e gli workshop sono una forma di comunicazione più tecnica,

che il Centro Trisaia usa in modo consistente per interfacciarsi con interlocutori esterni del

settore tecnico.

L pubblicazioni e4 edite dal .

C.R. ENEA Trisaia sotto forma di Rapporti tecnici, Brochure,

Opuscoli.

5. L’ ufficio Stampa Centrale ENEA, in collaborazione con il Responsabile della Comunicazione di

Trisaia, cura i rapporti con i media, in conformità con le direttive della Direzione Centrale.


Dichiarazione ambientale

Figura 10: Sala Congressi pitagora

2.3 Materie Prime Utilizzate

In un Centro di Ricerca quale Trisaia, a parte i normali consumi di carta da copie utilizzata da

tutti i Laboratori Tecnologici presenti nel Centro, le altre materie prime utilizzate (legno, plastica,

vetro, e soprattutto metalli e prodotti chimici) variano molto, in funzione dei Progetti e delle

Commesse in atto.

2.4 Fonti Energetiche

Le principali fonti energetiche utilizzate nel Centro sono:

• energia elettrica utilizzata sia per uffici e servizi, sia per il funzionamento degli impianti di

ricerca,

• energia termica utilizzata sia per uffici e servizi, sia per il funzionamento degli impianti di

ricerca,

• benzina e gasolio per mezzi di trasporto interno.

Nel corso del 2003 sono stati installati contatori per misurare i consumi energetici, oltre che

globalmente, anche specificamente per singoli impianti e/o edifici adibiti ad aree di ricerca,

secondo l’articolazione delle attività e dei gruppi dislocati nel Centro.

2.5 Reti E Impianti Tecnici Di Servizio

1 Il riscaldamento del Centro al 70% avviene attraverso pompe di calore dislocate nei diversi

edifici; il restante attraverso dodici centrali termiche a gasolio che è depositato in appositi

serbatoi riforniti da una ditta esterna a richiesta del Centro.

2 La rete di condizionamento degli uffici, dei laboratori e degli impianti di ricerca, è costituita

da impianti monosplit di condizionamento ed è autonoma per ogni edificio. Il fluido

refrigerante, nella maggior parte dei casi costituito da R22, è ora in fase di eliminazione o

sostituzione con fluidi ecologici. Nel frattempo sono attuati e registrati su apposito libretto, i

controlli periodici per la ricerca delle fughe di tale sostanza in accordo con il DPR 15 febbraio

2006, n. 147.

3 Il Sistema di protezione fisica comprende l’impianto antintrusione e quello di illuminazione

perimetrale dell’intero Centro.

4 La rete idrica antincendio che copre tutta l’area del Centro,parte realizzata in PVC e parte in

acciaio, è interrata e solo all’interno di alcuni locali è a vista. L’acqua di approvvigionamento è

31


32

Centro Ricerche di Trisaia

assicurata da due elettropompe che attingono acqua dal fiume Sinni, ma, in caso di necessità,

può essere emunta direttamente dall’impianto adduttore della rete dell’acquedotto.

La rete alimenta un certo numero di idranti antincendio: estintori portatili o carrellati,

colonnine idranti soprassuolo, idranti manichetta a parete, descritti dettagliatamente nel

Piano di emergenza incendi.

5 Le due reti informatiche permettono il collegamento intranet e internet a tutti i

dipendenti.

6 La rete di distribuzione energia elettrica è aerea nei reparti produttivi e sotto traccia negli

uffici.

7 L’impianto

di distribuzione di carburante (benzina, gasolio) rifornisce i mezzi speciali

presenti nel Centro.

8 Alcuni serbatoi per il deposito di oli minerali (gasolio da riscaldamento e gruppi elettrogeni),

regolarmente autorizzati dalla Prefettura, provvedono al fabbisogno dei vari impianti

tecnici.

2.6 Attività Affidate A Ditte Esterne

Le principali attività interne, appaltate a terzi dalla Direzione di Centro, sono le seguenti:

1. gestione del servizio mensa, bar e foresteria;

2. servizio di Igiene Ambientale (pulizia locali, disinfestazione e disinfezione, raccolta rifiuti

pericolosi prodotti dalle attività di ricerca e gestione del centro, raccolta differenziata rifiuti

e relativo servizio smaltimento, lavaggio indumenti di lavoro);

3. operazioni di facchinaggio;

4. noleggio fotocopiatrici;

5. noleggio e manutenzione autoveicoli;

6. manutenzione apparecchi di sollevamento;

7. manutenzione delle aree verdi;

8. trasporti del personale interno;

9. manutenzione infrastrutture e impianti, (edili, elettrici, telefonici, antincendio, delle

telecomunicazioni, riscaldamento/condizionamento, ecc.);

10. vigilanza del Centro con guardie giurate;

11. gestione e manutenzione della rete fognaria e dell’impianto di depurazione acque reflue.

Tali attività sono affidate con procedure pubbliche, nel

rispetto della normativa comunitaria nazionale e dei

regolamenti dell’ENEA.

Una specifica procedura descrive le modalità operative

con le quali il centro coinvolge i terzisti nella prevenzione

e nel controllo degli impatti ambientali e di sicurezza

potenzialmente generati dalle loro attività all’interno del

centro.

Il Responsabile del Sistema mantiene un elenco di tali

ditte e verifica, con cadenza almeno annuale, che tutte,

comprese le “nuove”, siano informate della “Politica

ambientale e di sicurezza” del Centro e che il loro

personale, idoneamente formato, adotti all’interno di

esso e, comunque nell’espletamento delle attività di

commessa, prassi e procedure comportamentali conformi

alle direttive del Centro in tali settori.

Figura 11: le serre


3.0

Il SITO E l’AmbIENTE CIRCOSTANTE

33


34

Centro Ricerche di Trisaia

Figura 12: Veduta aerea dell’area dei terrazzi marini a ridosso della pianura costiera jonica,

nella quale sorge il Centro di Ricerche ENEA della Trisaia.

3.0 Il SITO E l’AmbIENTE CIRCOSTANTE

3.1 Caratteristiche Generali Dell’area Circostante

Il Centro di Trisaia sorge in un’area adibita ad uso quasi esclusivamente agricolo, nonostante il

Comune di Rotondella abbia effettuato la zonizzazione e nel Piano Regolatore Generale abbia

dichiarato zona “D” (area industriale) l’area in cui sorge l’ENEA.

3.1.1 Morfologia, geologia, caratteristiche del suolo e del sottosuolo

L’area su cui sorge il C.R Trisaia è caratterizzata da terreni di origine fluviale e fluvio-marina lungo

la costa, mentre prevalgono le formazioni argillo-sabbiose con intercalazioni di sabbie e ghiaia

lungo il corso del fiume Sinni; i terrazzi marini sono costituiti da conglomerati calcarei. La piana

costiera si è formata nel corso dei millenni in seguito alle alluvioni del Sinni, che hanno portato

all’avanzamento più o meno veloce della linea di costa; la piana costiera era quindi soggetta

a periodi prolungati di impaludamento, con aree più elevate asciutte e aree maggiormente

depresse allagate quasi perennemente. Più specificamente, Trisaia3 sorge in una zona formata

da terreni quaternari costituiti da terrazzi morenici disposti a gradoni che si elevano più o meno

paralleli all’attuale linea di costa fino ad oltre 300 m s.l.m., a ridosso della pianura costiera

costituitasi ed accresciutasi nel tempo per effetto degli apporti terrigeni del retroterra. I

depositi dei terrazzi sono essenzialmente costituiti da sabbie, ghiaie e, in minor quantità, da

limo. A seconda delle aree, la giacitura è tendenzialmente piana o leggermente pendente, con

pendenza prevalente verso il mare e con esposizione prevalente delle aree verso sud-est.

Sul piano agronomico, i terreni si presentano di compattezza varia, profondi e con falda acquifera

mai superficiale.

Sul piano pedologico si osservano differenze rilevanti all’interno dell’area del Centro, riconducibili

alla naturale variabilità del substrato, che mostra componente argillosa di natura ed incidenza

diversificate, alla diversa copertura vegetale, alla variabile incidenza e tipologia delle lavorazioni

superficiali del terreno, ai movimenti di terra conseguenti alle Sistemazioni idrauliche e idraulicoagrarie

ed agli sbancamenti connessi all’edificazione delle strutture del Centro, alle differenze di

esposizione e di altimetria.

3 Si veda il documento “Geotecnica dei terreni di fondazione del sito del Centro ENEA della Trisaia”, giugno 1992, sul

sito www.enea.it


Dichiarazione ambientale

3.1.2 Idrografia e idrogeologia

La falda idrica è alimentata unicamente dalle precipitazioni che insistono nella zona. La direzione

della falda è condizionata dall’andamento del letto delle argille che la sostengono, ipotizzabile

da nord verso sud.

La variabilità della geomorfologia della Basilicata origina una complessa rete idrografica,

superficiale e sotterranea. Il regime dei corsi d’acqua lucani è tipicamente torrentizio,

caratterizzato da massime portate durante il periodo invernale e da un regime di magra durante

la stagione estiva. Numerosi corsi d’acqua, tra cui anche il Sinni, sono stati intercettati mediante

la costruzione di dighe e di invasi artificiali.

Il fiume Sinni, corso d’acqua principale dell’area prospiciente il Centro (est), nasce dal Monte

Serra Giumenta (m 1518), sul gruppo del Monte Sirino, e attraversa le province di Potenza e

Matera. A nord del Centro l’acqua del fiume è convogliata mediante la diga di Monte Cotugno

a scopi irrigui; qualche km più a sud, sfocia nel Golfo di Taranto (Jonio), attraversando nel suo

tratto finale il bosco di Pantano. La profondidi falda del fiume Sinni è di circa 15 metri; in

prossimità del Centro l’alveo del fiume ha una larghezza media di 700 m ed una portata minima

di 300 l/s.

3.1.3 Clima

I dati forniti dalla stazione meteorologica del Centro confermano che il clima della zona,

fortemente influenzato dalla vicinanza del mare, presenta caratteri di spiccata mediterraneità,

con inverni miti ed estati calde e siccitose. Le perturbazioni provenienti da Nord-Ovest, le

più frequenti, hanno un’azione moderata a causa della Catena Appenninica che protegge

parzialmente la regione jonica. Le piogge e la forte nuvolosità sono principalmente collegate alle

depressioni che spesso stazionano sullo Jonio, per cui l’andamento normale delle precipitazioni

presenta un massimo in inverno, seguono poi l’autunno e la primavera, mentre il minimo si

presenta in estate.

3.1.4 Vegetazione e flora

Il Centro sorge ai margini di un biotopo riconosciuto come di eccezionale valore naturalistico,

il Bosco Pantano di Policoro (foresta igrofila ridotta ad un misero lembo di quello che era in

passato, a seguito della bonifica agraria e dell’urbanizzazione recenti), ed ai margini del bacino

del fiume Sinni.

Il riassetto della vegetazione, attuato all’interno del Centro, può essere inteso a tutti gli

effetti come un intervento locale finalizzato a migliorare la vivibilità dell’ambiente di lavoro

per gli operatori del Centro. Sul piano comprensoriale, inoltre, esso costituisce una “zona di

vegetazione protetta” in un comprensorio in cui l’agricoltura intensiva e l’urbanizzazione

dilagante minacciano la sopravvivenza di specie ed habitat. L’estensione dell’area del Centro ha

consentito interventi di restauro non conflittuali con le esigenze di ulteriore edificazione sul sito

e di preservazione di parte della vegetazione esistente. Nel Centro sono oggi distinguibili diverse

aree di vegetazione:




Sinni = le prime notizie scritte relative al fiume ci vengono fornite da Strabone, che parla

del Sinni come di un fiume navigabile. L’antico insediamento di Siris costituì il porto

fluviale della città di Eraclea, fondata nel 432 a.C., fino al VI secolo dopo Cristo. Il fiume si

mantenne navigabile per molti secoli, fino a quando lo sconsiderato disboscamento delle

sue sponde, la mancata regolamentazione del suo corso e, di recente, la realizzazione

della diga di monte Cotugno, lo hanno trasformato nell’attuale fiumara.

bosco di impianto antropico costituito da essenze di alto fusto;

oliveto allevato a globo e con sesto d’impianto molto ampio;

verde ornamentale;

35


36

Figura 13: ulivi




Centro Ricerche di Trisaia

aree umide, coperte da fitta vegetazione con piante tipiche della macchia mediterranea;

(lentisco, ecc.) nella parte alta e piante tipiche delle aree umide (frassino, ecc.) nella parte

più bassa;

macchia mediterranea alta più o meno intricata, considerata l’area di vegetazione più

interessante sul piano naturalistico.

3.2 Situazioni Di Contaminazione Dovute Ad Attività Pregresse O Ad Incidenti

L’organizzazione è entrata in possesso della proprietà alla fine degli anni ’60. E’ stato effettuato

un esproprio dei terreni a soggetti privati. Data la destinazione agricola del terreno, e poiché

l’organizzazione si è stabilita nell’area nel 1970, in mancanza di precedenti documenti attestanti

alcunché di diverso, si ritiene che non esistano situazioni di contaminazione significativa dovute

ad attività pregresse.

Gli incidenti occorsi nel Centro, da quando è stato realizzato ad oggi, si sono verificati, quasi

esclusivamente, nell’impianto ITREC, dal 2003 gestito da un’altra società autonoma.

3.2.1 malfunzionamenti e conseguenze

Esistono regolari registrazioni di tutti gli eventi accidentali accorsi che sono sempre stati notificati

alle autorità competenti, fin dall’epoca in cui ciascun evento si è verificato e sono stati riportati

nelle rispettive date di accadimento anche sulla stampa.

Tutti i malfunzionamenti (vale a dire tutte le situazioni diverse dal normale esercizio dell’impianto

o di singoli sistemi e componenti), in base alle Prescrizioni Tecniche di esercizio, sono stati

sottoposti all’esame del Collegio dei delegati alla Sicurezza dell’Impianto stesso per definire

le necessarie azioni correttive da attuare e la comunicazione da inviare alla Direzione ANPA per

i controlli e le verifiche di sua competenza.

Collegio dei delegati alla Sicurezza (art. 49 D.Lgs 230/95): composto da almeno quattro

membri prescelti fra i tecnici che sovrintendono a servizi essenziali per il funzionamento

dell’impianto, dall’esperto qualificato, da un rappresentante dell’ANPA e, in Trisaia,

allargato alla partecipazione dei rappresentanti sindacali. Esso ha funzioni consultive per

tutte le attività critiche per l’esercizio dell’impianto e assiste il direttore o il capo impianto

nella adozione delle misure che si rendono necessarie per fronteggiare qualsiasi evento

o anormalità che possa far temere l’insorgere di un pericolo per la pubblica incolumità o

di danno alle cose.


Dichiarazione ambientale

Di tutti i malfunzionamenti (vedi Allegato 3) che hanno determinato conseguenze

rispettivamente:

A. nei locali dell’impianto ITREC (celle di processo e/o aree operative dell’impianto),

B. nelle aree interne al Centro,

C. potenzialmente in aree esterne al Centro,

è stata data informazione alle Autorità competenti come stabilito dalle Prescrizioni Tecniche

o dai Piani di emergenza, in funzione delle situazioni verificatesi. Non è mai stato necessario

dichiarare l’emergenza esterna in quanto non si sono raggiunte le soglie previste dalla normativa

vigente in materia (DPR 185/64 abrogato e sostituito dal D.Lgs 230/95).

3.2.2 Controlli ambientali

A partire dal 1968, in previsione delle programmate attività ITREC con il combustibile nucleare,

è stata attivata una rete di sorveglianza ambientale i cui dati, insieme a quelli di tutte le reti

dislocate sul territorio nazionale, sono annualmente raccolti e pubblicati dall’APAT (nel 1968:

ENEA- DISP), come stabilito per legge. La rete di sorveglianza del C.R. Trisaia si articolava in 28

punti relativi a tutto il territorio che circonda il Centro, che si estende dal lido di Rocca Imperiale

fino al Lido di Metaponto, al fine di controllare gli effetti sulla radioattività ambientale naturale

(radiazione cosmica e terrestre) indotti dalla presenza dell’ITREC.

La determinazione dei 28 punti di controllo è il risultato di una serie numerosa di studi sulle

caratteristiche geo-ìdro-climatologiche del sito 4 .

Oltre ai rilevamenti previsti ed effettuati in base alla rete di sorveglianza ambientale annuale,

sono state condotte, dopo ogni.malfunzionamento, specifiche campagne radioecologiche sul

sito a cura dell’impianto, della DISP, di altri organismi, con lo scopo di effettuare controlli e

verifiche integrative sui dati normalmente rilevati. Tra queste si citano:

1. Studio radioecologico effettuato dalla DISP nel 1969.

2. Relazione sulla campagna radioecologica effettuata dalla DISP nel 1976.

3. Indagine radioecologica su tutto il sito di Trisaia entro il raggio della rete di sorveglianza

ambientale effettuata dal Dipartimento Protezione e Salute dell’uomo dell’ENEA nel

periodo 1983-1984.

Ulteriori indagini sono state effettuate da parte di altre Istituzioni come indicato di seguito:

4. Relazione del Direttore del Laboratorio Igiene e Profilassi di Matera (marzo 1978) per

iniziativa della prefettura di Matera.

5. Relazione sulla campagna radio-ecologica effettuata dai periti d’ufficio nominati dal

Procuratore della Repubblica di Matera nel 1983.

6. Campagna radiometrica effettuata dall’ANPA nel maggio 1994.

7. Indagine presidio multizonale USL n. 2 di Potenza (verbale Prefettura Matera

3/6/94).

Il complesso dei risultati delle analisi effettuate non ha mai evidenziato valori che potessero

configurare un sia pur minimo rischio per la salute della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente,

anche in corrispondenza del verificarsi di alcuni malfunzionamenti sull’impianto.

Tutti questi dati sono tratti dal Rapporto finale di sicurezza (Impianto ITREC) - IT G 0003 Rev. 03

elaborato da SOGIN in data 9/10/2006 e consegnato ufficialmente ad APAT e al Ministero delle

Attività Produttive.

4 A. Antonelli, L. Cigna Rossi, U. Laneri, G. Lenzi, G. Cassano, A. Marzucchi, Studio ecologico sul sito del

Centro di Ricerche Nucleari della Trisaia - Rapporto Tecnico/PROT/71/5, estratto da “Giornale di Fisica

Sanitaria e Prevenzione contro le Radiazioni”, vol. 12, n. 4, pagg. 109-115, 1970

37


38

3.2.3 Sorveglianza radiometrica ambientale ENEA del sito C.R. Trisaia 5

Centro Ricerche di Trisaia

Come già accennato al paragrafo 1.2, l’Istituto di Radioprotezione (BAS ION_IRP) di Trisaia ha

gestito la rete di sorveglianza radiometrica ambientale nell’area circostante il sito, a servizio

dell’impianto ITREC dal 1973 fino al 2004. A partire dal 2005, SOGIN ha assunto in proprio

l’attuazione della sorveglianza radiometrica del sito. Il programma di sorveglianza di BAS

ION_IRP, oggi IRP, è stato modificato per consentire la produzione di dati sperimentali utili ad

approfondire la conoscenza e la caratterizzazione del sito dal punto di vista radiologico in senso

generale e non più strettamente legato a rilasci locali provenienti dal sito nucleare.

La radioattività, com’è noto, è una componente naturale dell’ambiente in cui viviamo ed ha

accompagnato lo sviluppo dell’ecosistema terrestre e dell’uomo fin dalla sua origine.

La diffusione della radioattività nell’ambiente avviene tramite dispersione nell’atmosfera e negli

ambienti acquatici, per deposizione sulla vegetazione e sulle colture e per assorbimento nei

terreni. Il passaggio all’uomo avviene direttamente tramite la respirazione e la permanenza nei

luoghi, indirettamente tramite l’alimentazione. Quindi, in Italia, il rilevamento della radioattività

ambientale avviene sulla base di un programma di campionamento di matrici rappresentative dei

principali comparti ambientali e di alcune componenti della dieta italiana. Le matrici comprendono

quelle per il controllo del termine di diffusione atmosferico e di deposizione nell’ambiente.

L’insieme dei campionamenti e delle misure dirette e indirette costituisce il programma o rete

di monitoraggio. Il tipo e la periodicità dei prelievi attuati in Trisaia sono compatibili con le

indicazioni della Comunità Europea per le reti nazionali di monitoraggio. I dati raccolti dall’ENEA

potranno dunque essere trasmessi all’APAT che, per conto del Ministero dell’Ambiente, gestisce

la rete italiana di monitoraggio.

Nell’Allegato 4 tabella/1 è riportato lo schema relativo alla rete di sorveglianza attuata nel CR

Trisaia ed in particolare: il numero di punti di misura, la tipologia della matrice, il tipo di analisi

effettuata, la frequenza di prelievo, la frequenza di misura, il numero di matrici prelevate e il

numero di analisi effettuate in un anno.

Nell’Allegato 4 tabella/2 sono riportati i risultati delle valutazioni effettuate e i valori medi

riscontrati nell’anno 2006 nelle matrici previste dalla Rete di Sorveglianza Radiologica (per

adulti >17 anni) raffrontati con i valori limite di “Non Rilevanza Radiologica”, cioè valori del tutto

trascurabili in termine di rischio (sono pari all’1% del limite di dose annuale previsto dalla legge italiana

per la popolazione).

L’analisi conclusiva dei dati dell’allegato 4 ci permette di affermare che lo stato radiologico

nell’intorno del Centro rientra nella norma. I valori riscontrati della radioattività naturale sono

confrontabili con i normali valori riscontrati in Italia e sempre inferiori ai valori di riferimento.

Con i dati a disposizione è stato possibile valutare che, nelle immediate vicinanze del sito, la dose

(somma dei termini derivanti dall’esposizione esterna alle radiazioni e dall’introduzione di

radionuclidi nel corpo umano per ingestione e inalazione) di un individuo medio della popolazione

che consuma cibo di produzione locale, presenta, per tutti i radionuclidi, valori trascurabili.

5 Dal “Rapporto sul monitoraggio della radioattività ambientale del sito CR Trisaia, anno 2007” ; Rapporto Tecnico

Interno, RTI BAS-ION_IRP2008(8); E. Fantuzzi, S. Zicari, N. Silvestri, G. Liccione.


Dichiarazione ambientale

Nel 2007, nell’ambito del Progetto di Disattivazione Globale dell’Impianto Itrec, è iniziata una

campagna di indagine radiologica finalizzata alla definizione dello stato attuale della radioattività

del sito Trisaia condotta in collaborazione fra SOGIN e l’Istituto di Radioprotezione del Centro.

Sarà possibile quindi ottenere la situazione radiologica del sito che costituirà un punto zero

per le future attività di “decommissioning”, come descritto nella Relazione Tecnica SOGIN,

GE RS 001\9 Rev. 0 del 10.2006 “Valutazione della necessità di una campagna radiometrica

straordinaria per il sito SOGIN Trisaia”.

Figura 14: diffusione della radioattività nell’ambiente

39


40

4.0

PRESCRIZIONI LEGALI E ALTRE PRESCRIZIONI


Dichiarazione ambientale

4.0 PRESCRIZIONI LEGALI E ALTRE PRESCRIZIONI

Il rispetto della normativa vigente in materia di ambiente e sicurezza è un aspetto rilevante

che il Centro Ricerche Trisaia tiene sotto controllo con un’apposita procedura. Essa definisce

modalità e responsabilità legate all’acquisizione, diffusione, analisi, registrazione, mantenimento

e sorveglianza dello stato di conformità di tutte le prescrizioni legali ambientali e di sicurezza

relative alle attività svolte dal Centro.

La procedura definisce altresì in quale modo, per ogni nuova attività di ricerca o gestionale,

contestualmente alla analisi ambientale preliminare e alla valutazione dei rischi, viene effettuata

la valutazione degli aspetti legislativi applicabili per individuare eventuali nuove disposizioni cui

ottemperare o modifiche a quelle già attuate.

Per il Centro sono vincolanti anche tutti i documenti emanati da Organismi/Funzioni sovraordinati

al Centro (Consiglio di Amministrazione, Direzione Generale dell’Enea, ecc.) o sottoscritti

volontariamente in accordo con Organizzazioni esterne (protocolli di intesa con associazioni di

categoria, associazioni ambientaliste, sindacati, Organismi di Certificazione, Comitato EMAS,

ecc.).

Le leggi applicabili, gli obblighi conseguenti e le relative scadenze, come pure tutte le altre

prescrizioni sottoscritte, sono riportati nei “Registri Della Normativa Ambientale e di

Sicurezza”, costantemente aggiornati.

Per migliorare la gestione di tutta la documentazione inerente gli adempimenti legislativi

ambientali sia di pertinenza del Centro (MUD, registro rifiuti, autorizzazione agli scarichi, ecc.)

sia dei Laboratori Tecnologici (autorizzazione alle emissioni di specifici impianti, ecc.), nel 2004

è stato predisposto un archivio unificato “SIAMESI” che, al 31.12.2009, raccoglie il 95% della

documentazione in oggetto.

In questo modo è diventato più immediato, almeno una volta all’anno, controllare il mantenimento

dello stato di conformità legislativa da parte di tutto il C.R. Trisaia mediante uno specifico audit

interno che ne verifica lo stato di applicazione ad ulteriore garanzia del perdurare del rispetto

delle leggi vigenti e dell’avvenuto adeguamento a nuove disposizioni.

4.1 Normativa Cogente

Il Centro, in relazione alle proprie attività, ha individuato le prescrizioni di legge alle quali

deve uniformarsi. La regione Basilicata ha recepito integralmente le principali leggi nazionali

in materia ambientale (emissioni, rifiuti, scarichi idrici, ecc.) di conseguenza non è stato

necessario predisporre iter particolari per rispondere ad eventuali integrazioni o modifiche

degli adempimenti di legge richiesti dalla normativa nazionale. In Allegato 5 si riassumono le

principali prescrizioni legali ottemperate. Gli estremi sono registrati e tenuti sotto controllo

mediante i registri sopra citati.

4.2 Accordi sottoscritti

A.

Audit = valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva delle prestazioni

dell’organizzazione, del sistema di gestione e dei processi destinati a proteggere

l’ambiente, la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Nel 2006 è stata stipulata una convenzione triennale tra il C.R.Trisaia e i VVFF (Vigili del

Fuoco) della Provincia di Matera per definire ed attuare programmi di formazione del

proprio personale relativamente alle norme in vigore e ai compiti loro attribuiti per legge,

con l’integrazione delle conoscenze e mezzi delle due parti. In particolare:

• il C.R. Trisaia, avvalendosi anche dell’Istituto di Radioprotezione del Centro, assicurerà

una formazione ai VVFF sulla gestione dei Piani di emergenza implicanti rischio

radiologico e sui principi di base della Radioprotezione e delle misure in campo delle

principali grandezze radiologiche;

41


42

B.

C.

D.

E.

F.


Centro Ricerche di Trisaia

i VVFF d’altra parte contribuiranno alla specifica formazione del personale del Centro

sulle norme di prevenzione e di sicurezza antincendio, come previsto dal DM 10 marzo

1998.

Sempre nel 2006 sono state definite concretamente le modalità con cui rafforzare i rapporti

tra il Centro e le imprese locali: Confindustria Basilicata ha infatti chiesto al C.R. Trisaia di

aderire in qualità di “Socio Aggregato”.

Socio Aggregato = figura di grande importanza strategica nel Sistema confindustriale,

individuato “tra le realtà eccellenti che condividono con le imprese i delicati processi

dello sviluppo socioeconomico e della crescita competitiva del territorio e dell’intero

Paese”.

Essendo l’ENEA considerato ”soggetto pubblico, espressione di indiscutibile eccellenza

nell’attuale panorama scientifico della ricerca e dell’innovazione finalizzata allo sviluppo

sostenibile del Paese”, il Vertice dell’Ente ha ritenuto essenziale cogliere questa opportunità

e aderire all’Unione, tramite il Direttore del C.R. Trisaia, per poter perseguire proficui

obiettivi di interesse comune: promuovere e favorire qualsiasi percorso di interazione

concreta tra il mondo della ricerca scientifica e tecnologica e quello della produzione

industriale.

Nel 2007 è stata stipulata una convenzione tra l’ENEA Trisaia e l’UNPLI Comitato Regionale

delle Pro Loco di Basilicata avente per finalità la cooperazione nella promozione delle attività

scientifiche di stretta competenza ENEA Trisaia, nell’ambito del Turismo scientifico, al fine

di valorizzare le strutture scientifiche e tecnologiche presenti nel Centro e di diffondere la

cultura scientifica.

Turismo Scientifico = Strumento per coinvolgere e valorizzare le strutture di eccellenza

scientifica e tecnologica del territorio attraverso l’attivazione di specifici percorsi turistici

o l’implementazione di quelli già esistenti.

Riferibile allo stesso anno è la convenzione tra L’ENEA Trisaia e il Centro di Educazione

Ambientale CEA Bosco Pantano dell’Oasi WWF Policoro Herakleia, accreditato alla Rete

REDUS di Basilicata e referenti In.Fea - Progetto Nazionale del Ministero dell’Ambiente. La

convenzione ha per oggetto la reciproca collaborazione nei settori specifici di interesse e

competenza per la definizione e l’attuazione di programmi di diffusione e promozione della

scienza.

Sono state avviate le procedure amministrative per formalizzare l’adesione dell’ENEA

attraverso il Centro Trisaia al Consorzio TERN ( Consorzio TEcnologie per le Osservazioni della

Terra ed i Rischi Naturali). Nel Consorzio, che ha come obiettivo primario la promozione di

un distretto tecnologico in Basilicata sulle tecnologie per l’Osservazione della Terra e per la

mitigazione dei rischi naturali e antropici, l’ENEA Trisaia si inserisce non soltanto con il suo

patrimonio di infrastrutture di ricerca ma anche con specifiche competenze nello sviluppo

di tecnologie innovative per l’edilizia antisismica e per il trattamento e valorizzazione di

rifiuti.

Il CR Trisaia ha aderito nel 2007 ad un protocollo di intesa con ARPAB e Confindustria Basilicata

con lo scopo di contribuire a diffondere i sistemi di ecogestione, e favorire la promozione

e diffusione della registrazione al regolamento EMAS delle organizzazioni appartenenti ai

settori industriali e produttivi del territorio lucano e già in possesso di certificazione ISO

14001.


Dichiarazione ambientale

G. Nel 2007 il Centro Ricerche Trisaia ha avviato, in collaborazione con la Regione Basilicata,

un’iniziativa intesa ad istituire, presso il Centro stesso una Scuola Mediterranea di

Perfezionamento in Economia e Ingegneria delle Fonti rinnovabili nel cui ambito è stato

attivato un Master partito nel 2008. L’iniziativa rivolta alla qualificazione di 20 giovani

professionalità ed alla creazione di nuove competenze in questo settore ha offerto

opportunità di lavoro, anche attraverso stage presso aziende del settore, e ha favorito

iniziative di occupazione e ricerca tra i vari Paesi dell’Unione uropea ed extra UE appartenenti

ai Paesi del bacino del Mediterraneo. Il Master ha rappresentato anche un momento di

confronto sulle nuove tecnologie e sui servizi in-novativi per la produzione e l’utilizzo delle

fonti rinnovabili, offrendo una opportunità di con tatti e di visibilità per ricercatori del

settore, tecnici, imprese ed Enti pubblici,allo scopo di promuvere la sostenibilità energetica

ed ambientale.

H. Nel 2008 infine, è stato siglato un accordo di collaborazione tra CONFORMA (Società di

formazione di Confindustria Basilicata) e l’ENEA Trisaia nel quale le Parti si impegnano ad

elaborare proposte di alta formazione per laureati in cerca di occupazione da candidare

nell’ambito dell’Avviso Pubblico della regione Basilicata denominato “Istituzione Catalogo

regionale di Alta formazione”.

I.

J.

K.

L.

Nel 2009 il Centro Trisaia ha avviato, d’intesa con la Regione Basilicata, sia la seconda

fase del programma GEL “Giovani Eccellenze Lucane” attraverso l’erogazione di voucher

formativi della durata di 24 mesi rivolti a 15 ricercatori; sia l’attivazione di un programma

di sviluppo di tirocini formativi in applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 44

della L.R. n.31/2008.

Nello stesso anno sono stati avviati accordi di partenariato con istituti di istruzione

superiore nell’ambito del progetto di mobilità Leonardo da Vinci “Environmental Approach

in Vocational Education –EAVE”, progetto IVT-Azione 2010.

È in fase di stipula una convenzione tra l’ENEA Trisaia e il Comune di Rotondella. La

collaborazione si svilupperà, in riferimento al territorio comunale, nell’ambito dello sviluppo

eco sostenibile (con particolare riguardo alle fonti di energia rinnovabile, la salvaguardia

ambientale, l’innovazione agroindustriale e le tecnologie dei materiali) e nella formazione di

operatori locali intesa a favorire ricadute occupazionali e informazione sui temi energeticoambientali

e dell’innovazione tecnologica.

E’ in fase di stipula un protocollo d’intesa tra l’ENEA Trisaia, la CONFINDUSTRIA BASILICATA

e l’HG GBF, compagnia cinese facente parte

dell’HenGdian group, leader mondiale nella

produzione di fibre continue di basalto (CBF) e dei

suoi derivati. L’accordo che prevede la cooperazione

per l’attuazione di programmi di ricerca ed

innovazione sulle applicazioni della fibra continua

di basalto ha come obiettivo quello di contribuire

ad accelerare lo sviluppo tecnico ed economico

della CBF per applicazioni industriali nazionali ed

Europee come le costruzioni, il nucleare, il risparmio

energetico e l’automotive. Lo sviluppo di programmi

di ricerca dedicati potrà portare nuove opportunità

di business grazie alla collaborazione con le industrie

locali e porrà le condizioni per creare un’elevata

qualificazione regionale in R&S e una nuova filiera

industriale nel settore della CBF.

Figura 15: laboratorio monitoraggio

ambientale

43


44

5.0

ASpETTI AmbIENTAlI


Dichiarazione ambientale

5.0 ASpETTI AmbIENTAlI

5.1 Generalità

Per tutte le attività gestionali e di ricerca del Centro, comprese quelle che devono essere attivate,

sono preventivamente identificati gli Aspetti Ambientali (AA) connessi attraverso la raccolta di

tutte le informazioni e i dati di processo disponibili, forniti dai Responsabili delle stesse.

Per ogni Aspetto Ambientale sono altresì individuate le prescrizioni di legge applicabili,

le conseguenti disposizioni cui ottemperare e l’eventuale necessità di avviare nuovi iter

autorizzativi.

Sono stati identificati:

a. gli Aspetti Ambientali Diretti, (AAD) ovvero quelli sui quali il Centro ha un controllo totale;

sono AAD sia quelli connessi con le attività svolte sotto diretta responsabilità e a cura della

Direzione di Centro (come, ad esempio, la gestione dei rifiuti, degli scarichi, ecc.) sia quelli

connessi con tutte le attività di ricerca presenti nel Centro (emissioni, uso di sostanze

pericolose, ecc.) di competenza dei Laboratori Tecnologici.

b. gli Aspetti Ambientali Indiretti (AAI), ovvero quelli correlati con le attività del Centro sui

quali esso non ha un controllo gestionale totale, ma può esercitare una qualche forma di

influenza, come, ad esempio, quelli relativi a:

• scelta dei servizi esterni (trasporti, ristorazione, cantieri, ecc.);

• questioni inerenti il “prodotto” fornito (rapporti con il territorio, realizzazione di

impianti prototipali, ecc.);

• attività svolte da ditte esterne all’interno del Centro.

La valutazione della significatività degli Aspetti Ambientali è stata effettuata in condizioni

operative normali, anomale e di emergenza, in base ai criteri definiti dalla Direzione; viene

ripetuta tra l’altro al modificarsi di attività, di prescrizioni legali e similari.

In particolare, come si evince dagli Allegati 6 e 7 del presente documento:

6 a. per gli AA diretti, si è adottata una metodologia classica che tiene conto di Criteri Parametrici

(Politica e Legislazione ambientale, sensibilità territoriale, sociale e delle Parti Interessate) e

Criteri Quantitativi (gravità dell’impatto e probabilità o frequenza di accadimento);

b. per quelli indiretti si è applicata, in via sperimentale per un Centro di ricerca, una specifica

metodologia7 basata sui seguenti criteri:

• gli AA sui quali il Centro può e deve “esercitare un’influenza” sono tutti quelli

connessi con le attività delle altre Organizzazioni con le quali, a qualunque titolo,

viene in contatto;

• sono sempre identificati i “soggetti interessati” cioè i soggetti responsabili di

potenziali impatti ambientali (fornitori, imprese private, cittadini, ecc.) che non

sono direttamente controllabili e non sempre effettivamente coinvolgibili, ma sui

quali il Centro deve operare per migliorarne le prestazioni ambientali;

• l’elemento che determina la significatività dell’AA indiretto è la differenza esistente

tra il livello di influenza-controllo effettivamente esercitato attualmente dal C.R.

Trisaia e quello obiettivamente raggiungibile.

6 CCIAA Modena, ANGQ in collaborazione con ENEA PROT, Metodologie operative per l’introduzione dei Sistemi di

gestione Ambientale nelle PMI – Guida Tecnica, supplemento 1/2003 Modena Economia- Periodico CCIAA Modena

7 Litido M., Adamoli R., Caropreso G., Valutazione degli Aspetti Ambientali Indiretti in un Centro di Ricerca, De

Qualitate, gennaio 2006, 33-41.

45


46

5.2 Aspetti Ambientali Diretti

Centro Ricerche di Trisaia

Gli aspetti ambientali diretti individuati e valutati sono riportati nel diagramma seguente

attività di ricerca aspetti ambientali diretti

attività di servizio

RICERCA E SVILUPPO

MONITORAGGIO AMBIENTALE

CERTIFICAZIONE MATERIALI O

COMPONENTI O IMPIANTI

TARATURA STRUMENTI

CONSULENZA ENTI PUBBLICI E PRIVATI

FORMAZIONE/ADDESTRAMENTO

INFORMAZIONE/DIFFUSIONE

LAVORI D’UFFICIO E GESTIONALI

MANUTENZIONE INTERNA

GESTIONE DEPOSITI/MAGAZZINI

GESTIONE CABINA ELETTRICA

CLIMATIZZAZIONE/RISCALDAMENTO

EMUNGIMENTO ACQUA

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Produzione rifiuti

Scarichi

Emissioni in aria

Emissione rumore

Emissione radiazioni ionizzanti

Uso/manipolazione prodotti pericolosi

Incendio/Esplosioni

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Produzione rifiuti

Scarichi

Emissioni in aria

Uso/manipolazione prodotti pericolosi

Incendio/Esplosioni

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Incendio

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Incendio

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Produzione rifiuti

Scarichi

Emissioni in aria

Emissione rumore

Uso/manipolazione/rilasci prodotti

pericolosi

Incendio/Esplosioni

Consumi materie prime/sostanze

Emissioni in aria

Emissione rumore

Emissione radiazioni

elettromagnetiche

Incendio/Esplosioni

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Sostanze Lesive Ozono (SLO)

Emissione rumore

Incendio/Esplosioni

Consumi energia

Consumi risorse naturali


Dichiarazione ambientale

5.3 aspetti ambientali indiretti

soggetti interessati attività aspetti ambientali indiretti

Appaltatori e fornitori

interni ed esterni

• Pubbliche Amministrazioni

• Comunitá Locali

• Studenti-Stagisti

• Associazioni di Categoria

• Industria Privata

• Cittadini in Genere

Clienti pubblici e privati

- IGIENE AMBIENTALE

- MANUTENZIONI (automezzi, opere

civili, impianti, ecc.)

- COSTRUZIONI/DEMOLIZIONI

- Gestione MENSA, BAR e

FORESTERIA

- Gestione VERDE e PATRIMONIO

ARBOREO

- TRASPORTO DIPENDENTI

- Gestione DEPURATORE

- SERVIZIO DI VIGILANZA

Attività specifiche dei soggetti

intermedi le cui prestazioni

ambientali sono migliorate/

influenzate dalle attività di:

- FORMAZIONE

- ADDESTRAMENTO

- INFORMAZIONE

- DIFFUSIONE

attuate dal Centro ENEA di Trisaia.

Attività di ricerca finalizzata a

processi industriali altamente

tecnologici e innovativi nei settori

ambientale, delle energie alternative

e delle agrobiotecnologie.

Consumi risorse naturali

Consumi energia

Consumi materie prime/sostanze

Produzione rifiuti

Scarichi

Emissioni in aria

Emissione rumore

Uso/manipolazione prodotti

pericolosi

Incendio/Esplosioni

Diffusione della cultura della

Sostenibilità Ambientale

Trasferimento dei risultati delle

attività di ricerca mirate a processi,

prodotti e servizi a basso impatto

ambientale.

47


48

5.4 Aspetti Ambientali Diretti Significativi

Centro Ricerche di Trisaia

Di seguito, nella tabella 1, sono sintetizzati tutti gli Aspetti Ambientali Diretti significativi rilevati

in fase di Analisi Ambientale iniziale. Per ognuno di essi sono riportati gli impatti ambientali

causati e le azioni messe in atto per tenerli sotto controllo. Gli ultimi due AA non sono più

significativi in quanto gli obiettivi e i traguardi di miglioramento pianificati per eliminare o

ridurre i relativi impatti, sono stati raggiunti (Rif. Tabella 11: principali miglioramenti ambientali

ottenuti negli ultimi cinque anni in Trisaia ).

Aspetti

ambientali

Impiego sostanze

pericolose

Impatti

ambientali

Inquinamento suolo,

acqua, aria

Produzione rifiuti Impatti ambientali

vari 8 .

Consumi risorse idriche Depauperamento

risorse non rinnovabili

Consumi energia Depauperamento

risorse non rinnovabili

Rilascio sostanze

nocive da serbatoi

Rilascio sostanze

nocive: PCB

Emissioni da traffico

interno

Inquinamento suolo,

acqua, aria

Inquinamento suolo,

acqua, aria

Tabella 1

Procedure

controllo

• Modalità d’uso,

manipolazione e

stoccaggio sostanze

• Gestione della

emergenza da piccoli

e grandi sversamenti

• Gestione rifiuti in

generale

• Gestione rifiuti

pericolosi nei

laboratori e negli

impianti

Circolare Direttore

per sensibilizzare il

personale sull’uso

razionale delle risorse

non rinnovabili

• Modalità di controllo

serbatoi

• Gestione della

emergenza da

sversamenti

Attività

sorveglianza

Verifica

approvvigionamenti

ed esistenza Scheda di

Sicurezza.

Verifica:

• quantità totale e per

tipologia

• raccolte nelle varie

aree

• condizione depositi

temporanei

Misure consumi

Misure consumi



Prove funzionalità

Sopralluoghi

Obiettivo raggiunto: eliminazione di tutti i vecchi

trasformatori eliminabili contenenti PCB (Rif.

Tabella 11)

Inquinamento aria Obiettivo raggiunto: predisposizione di un

parcheggio esterno al Centro (Rif. Tabella 11)

.

PCB = gruppo di composti chimici estremamente stabili, con ottime proprietà dielettriche

(isolanti), che negli anni passati sono stati utilizzati nei condensatori e nei trasformatori.

Sono considerati, per la loro tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, tra gli

inquinanti più pericolosi poiché la loro grande stabilità ai diversi attacchi chimici li rende

difficilmente degradabili acuendo l’effetto di bioaccumulazione negli organismi viventi.

8 La gestione dei rifiuti può provocare impatti vari tra cui: l’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria a seconda

della tipologia di rifiuto prodotto e delle modalità di smaltimento o recupero. I rifiuti possono causare anche diversi

impatti ambientali indiretti connessi con le fasi di carico, scarico e trasporto quali: rumore, traffico, inquinamento

aria, consumo di combustibile, ecc.


Dichiarazione ambientale

5.5 Aspetti Ambientali Indiretti Significativi

Nella seguente tabella 2 si riportano in sintesi gli AAI, gli impatti ambientali (positivi o negativi)

causati e le azioni che il C.R. Tisaia intende attuare nei confronti dei soggetti che li causano

(soggetti interessati).

Tabella 2

Soggetti

interessati

Appaltatori e fornitori

interni ed esterni

• pubbliche

Amministrazioni

• Comunitá locali

• Studenti-Stagisti

• Associazioni di

Categoria

• Industria privata.

• Cittadini In Genere

Clienti pubblici e

privati

Aspetti

ambientali

• Consumo di energia

elettrica

• Consumo di materie

e sostanze

• Produzione di rifiuti

speciali

• Emissioni in

atmosfera

• Rumore

• Gestione sostanze

pericolose

Diffusione della cultura

della sostenibilità

ambientale.

Trasferimento

risultati di attività di

ricerca tecnologica e

innovativa.

Impatti

ambientali

• Depauperamento

risorse non

rinnovabili

• Inquinamento suolo,

acqua, aria

Miglioramento delle

prestazioni ambientali

e della conformità

alle prescrizioni legali

ambientali da parte

delle Parti Iteressate.

Processi, prodotti,

servizi a basso impatto

ambientale e che

rispondono alle leggi

ambientali applicabili.

Figura 16: area umida con piante tipiche della macchia mediterranea

azioni

da attuare

• Controlli e ispezioni

sul campo e attività

di formazione (come

da Procedura).

• Introduzione di

criteri ambientali nei

contratti di gara o

d’appalto.

Programma di

comunicazione esterna

attraverso workshop,

pubblicazioni, sito

web, sale multimediali,

ecc.

Realizzazione di

progetti pilota, linee di

ricerca finanziati.

49


50

6.0

pRESTAzIONI AmbIENTAlI


Dichiarazione ambientale

6.0 pRESTAzIONI AmbIENTAlI

La Norma ISO 14001 richiede di individuare, valutare, gestire e progressivamente migliorare le

prestazioni ambientali che l’organizzazione può tenere sotto controllo e quelle sulle quali può

esercitare un’influenza. Il Centro inizialmente ha operato per migliorare gli aspetti ambientali

significativi diretti (rifiuti, impiego sostanze pericolose) obiettivo che, attualmente, si può

dire raggiunto predisponendo ed applicando idonee procedure di controllo operativo mirate

soprattutto ad ottimizzarne la gestione.

Ma quali sono le effettive prestazioni ambientali del Centro? Non bisogna pensare che siano

limitate, ad esempio, all’utilizzo di carta negli uffici, ai consumi energetici per il riscaldamento

dei locali, alla produzione diretta di rifiuti, ecc. Le problematiche ambientali più significative

in un Centro di Ricerca come Trisaia, sono quelle legate alla promozione di attività di ricerca

scientifica in campo ambientale, alla capacità di trasferimento di tecnologie innovative alle

imprese presenti sul territorio, alle risposte a richieste dei cittadini, alle politiche di acquisto,

ecc. Il Sistema di Gestione Ambientale deve consentire al Centro di fare tutto quanto in suo

potere per influenzare positivamente le prestazioni ambientali di tutti i soggetti che operano

nel suo sito o sul territorio. Gli sforzi attuali e futuri sono pertanto concentrati su attività quali

la formazione, la sensibilizzazione, la definizione di procedure di approvvigionamento attente

alle esigenze ambientali, lo sviluppo di monitoraggi ambientali, la collaborazione con le altre

PA, ecc. piuttosto che su procedure rivolte solo all’interno che, per quanto ben fatte, hanno

inevitabilmente una ripercussione molto limitata.

Il percorso verso la Registrazione EMAS conseguita nel mese di Maggio 2008 sicuramente è stato

fondamentale per la “crescita” del Centro in quanto non solo ha aumentato la consapevolezza

dei dipendenti di operare nella direzione di un miglioramento delle prestazioni relative agli

aspetti ambientali diretti ma ha puntato anche ad influenzare le prestazioni correlate ad aspetti

indiretti per rafforzare il ruolo di “promotore” dello sviluppo sostenibile che il Centro di Trisaia

svolge.

Nei paragrafi successivi sono riportate le prestazioni relative agli aspetti ambientali diretti e

indiretti che il Centro ha identificato come significativi e quelli che sono soggetti a sorveglianza

e misurazione e periodicamente valutati, poiché potrebbero diventare critici in futuro.

L’ efficienza dei materiali non è stata presa in considerazione in quanto è un aspetto ambientale

non applicabile alla nostra organizzazione, l’ENEA infatti, essendo un centro di ricerca, non ha

un vero e proprio processo produttivo che utilizza materiali.

Riguardo invece la biodiversità si può osservare, dai dati riportati in tabella 3a, che la superficie

edificata del Centro, pari al 4% di quella totale, rappresenta una percentuale molto bassa

rispetto alle aree a verde pari al 88% dell’intero Centro. Se guardiamo invece al rapporto tra la

superficie edificata totale e il n. di addetti medio annuo i valori ottenuti sono piuttosto elevati e

questo si spiega in quanto le attività di ricerca necessitano, oltre che di uffici, anche di ulteriori

spazi di lavoro quali: laboratori, hall tecnologiche, locali di servizio, officine, sale riunioni. Inoltre

l’andamento crescente di tale rapporto negli anni è dovuto alla graduale riduzione del personale

che si è verificata nel Centro in questi ultimi anni.

Tabella 3a)

Superfice totale (mq) 880.000,00

Sup. totale edificata (mq) 35.600,00

Sup. adibita a strade e piazzali (mq) 70.000,00

Area a verde (mq) 774.400,00

51


52

Tabella 3b)

Centro Ricerche di Trisaia

anno 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Numeri di addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Superf. Tot. edificata mq/ULA 134,85 137,98 143,55 157,52 169,52 184,45

6.1 Impiego Di Sostanze Pericolose

Questo Aspetto Ambientale è associato principalmente alle attività di ricerca realizzate nei

laboratori/impianti che utilizzano sostanze chimiche pericolose e a quelle di stoccaggio delle

medesime nel magazzino del Centro. Le tipologie e quantità di sostanze pericolose, utilizzate

in un Centro di ricerca come Trisaia, variano molto in funzione dei Progetti e delle Commesse

in atto.

Tuttavia le quantità totali presenti nel Centro non sono mai tali da presentare rischio di incidenti

rilevanti come è emerso dalla valutazione effettuata una prima volta (2004) in base all’allegato I

del D.Lgs. 334/99 e la seconda (2006) a fronte delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 238/05.

Dalla valutazione eseguita utilizzando la procedura interna per la valutazione degli aspetti

ambientali è risultato che questo Aspetto Ambientale è significativo.

Incidente rilevante = avvenimento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di

rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di una attività industriale che comporti

l’uso di una o più sostanze pericolose e che possa dar luogo un pericolo grave, immediato

o differito, per l’uomo all’interno o all’esterno dello stabilimento, e per l’ambiente.

Una specifica Istruzione Operativa descrive le modalità di manipolazione, immagazzinamento,

trasporto o eliminazione delle sostanze pericolose, ivi compresi i rifiuti, al fine di evitare incidenti

ambientali o di sicurezza e infortuni e definisce altresì le misure generali da intraprendere per

prevenire eventuali situazione di emergenza.

Un’altra Istruzione Operativa identifica potenziali situazioni di emergenza dovute a spargimenti

accidentali di sostanze o prodotti chimici e definisce le azioni da intraprendere per fronteggiare

la situazione in tempo reale, evitando danni ambientali, incidenti, infortuni e migliorando al

massimo l’efficacia dei propri sistemi di risposta.

L’obiettivo di “Ridurre i quantitativi di sostanze pericolose in uso soprattutto nei Laboratori, ai

fini della prevenzione e riduzione dei rischi per l’ambiente e per i lavoratori che le utilizzano” è

stato raggiunto. L’operazione di smaltimento delle sostanze obsolete inutilizzabili o inutilizzate

in giacenza presso i vari laboratori e impianti del Centro, partita nel 2004, si è infatti conclusa

nell’anno 2009. Tutti i laboratori hanno conferito a smaltimento, tramite il servizio di raccolta

rifiuti speciali operante nel Centro, le giacenze di sostanze chimiche pericolose (rif. paragrafo

6.2) inutilizzate o inutilizzabili.

Il nuovo obiettivo è smaltire la restante parte di sostanze inutilizzate ancora in giacenza presso

il Magazzino del Centro. Si fa presente infatti che nei primi anni di implementazione del SGI e

fino al 2006 sono state eliminate dal magazzino Centrale solo le sostanze obsolete di natura

cancerogena.

Ai fini del raggiungimento del nuovo obiettivo , è stata predisposta la documentazione per avviare

il proce-dimento di gara finalizzato all’affidamento delle operazioni di ritiro e di conferimento

presso impianti di smaltimento autorizzati delle giacenze nei locali del Magazzino stesso.


Dichiarazione ambientale

Tabella 4: sostanze pericolose eliminate

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Quantità smaltite (T) 8,85* 11,05* 6,49* 1,33** 0,21** 0,3**

Numero di addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Quantità smaltite (T)/ulA 0,03 0,04 0,03 0,006 0,001 0,002

Fonte dei dati: *MUD (Modello Unico Dichiarazione annuale rifiuti)

**Sistema di contabilizzazione interno

6.2 Produzione Rifiuti

I rifiuti prodotti all’interno del Centro si dividono in tre categorie:

• Rifiuti Solidi Urbani derivanti dalle attività svolte sia negli uffici, sia dal servizio mensa;

• Rifiuti Speciali non pericolosi: scarti di legno, carta e cartoni, imballaggi plastici, vetro,

plastica;

• Rifiuti Speciali pericolosi: olio lubrificante esausto, batterie esauste, cartucce e toner

(pericolosi), rifiuti da attività tecnico-scientifiche (processi organici e inorganici, ecc.), filtri

dell’aria delle cappe, farmaci scaduti, ecc.

Dalla valutazione eseguita utilizzando la procedura aziendale per la valutazione degli aspetti

ambientali è risultato che questo Aspetto Ambientale è significativo.

Il Centro ha quindi realizzato una ristrutturazione completa della gestione dei rifiuti prodotti

nelle modalità di raccolta, di trasporto e smaltimento, con il supporto di un’apposita procedura

interna in conformità con la normativa vigente in materia. Attualmente tutti i rifiuti del Centro

vengono raccolti con modalità differenziata e, se possibile (come nel caso dei rifiuti ferrosi),

avviati al recupero.

All’interno del sito è stata individuata e attrezzata un’area per la raccolta dei rifiuti speciali,

suddivisi per tipologia omogenea e collocati in appositi contenitori tecnicamente avanzati,

correttamente etichettati e provvisti, quando necessario, di specifici sistemi di contenimento.

I rifiuti liquidi dei laboratori, raccolti in idonei fusti rigorosamente etichettati, vengono svuotati

a cura del personale tecnico della ditta esterna appaltatrice del servizio, con la periodicità

(bimestrale per i rifiuti pericolosi e trimestrale per gli altri) e le modalità previste dalla relativa

Procedura operativa.

I Rifiuti Solidi Urbani sono raccolti all’interno con appositi carrelli o con bidoni e vengono

travasati in contenitori dislocati in un’area specificamente adibita allo scopo, poi vuotati a cura

del Servizio pubblico di raccolta. I rifiuti relativi al servizio mensa sono scaricati negli stessi

bidoni dalla società alla quale è appaltato il servizio.

Il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, pericolosi e non, è effettuato tramite Società esterne

regolarmente iscritte all’Albo dei trasportatori o smaltitori. I tempi di raccolta per lo smaltimento

di tali rifiuti da parte della ditta esterna rispettano i vincoli temporali imposti dalla normativa

vigente.

Il Responsabile del Sistema di gestione integrato, provvede all’acquisizione della relativa

autorizzazione e alla verifica dell’identità della ditta, del mezzo, della tipologia e della quantità

dei rifiuti all’atto del ritiro per lo smaltimento.

53


54

Tabella 5a): rifiuti prodotti

Centro Ricerche di Trisaia

Tipologia rifiuto u. m. 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Rifiuti speciali

pericolosi

Rifiuti speciali non

pericolosi

Numeri di addetti

annui (ulA)

Rifiuti speciali

pericolosi / ulA

Rifiuti speciali non

pericolosi / ulA

T 26,29 12,36 7,42 8,46 4,84 2,8

T 51,16 53,9 12,92 11,64 31,57 56,92

ULA 264 258 248 226 210 193

T/ULA 0,10 0,05 0,03 0,04 0,02 0,01

T/ULA 0,19 0,21 0,05 0,05 0,15 0,29

Fonte dei dati: MUD (Modello Unico Dichiarazione annuale rifiuti)

Figura 17: piazzola ecologica

Vicino ad ogni

gruppo di edifici

del Centro sono

state predisposte

apposite piazzole

ecologiche

munite di bidoni

colorati, idonea

cartellonistica,

ecc. (Fig. 17)

per la raccolta

differenziata dei

rifiuti prodotti dal

personale (carta,

vetro e lattine,

ecc.).

L’obiettivo di

“migliorare la

gestione dei rifiuti

generati” si può

considerare raggiunto; dopo anni di consistente lavoro l’elenco delle potenziali tipologie di rifiuti

prodotti dagli impianti e laboratori del Centro è stato correttamente definito e si è passati da 70

tipologie di codici CER dell’anno 2005 a circa 40 codici nel 2006 e nel 2007 e infine una ventina

nel 2008 (riferimento dati MUD). Tale numero è rimasto invariato nel 2009.

Tale risultato è dovuto principalmente alla maggiore sensibilizzazione del personale che, con il

supporto della nuova procedura di gestione e grazie alla formazione specifica ri-cevuta, ora è in

grado di indicare rigorosamente il CER del rifiuto prodotto e si sono potute ridurre, almeno fino

al 2006, le analisi di caratterizzazione per i rifiuti prodotti con il conseguente abbattimento dei

relativi costi (si veda tabella 5b). Nel 2007 è stato necessario caratterizzare e smaltire, in aggiunta

a quelli prodotti dagli impianti e laboratori, alcuni rifiuti pericolosi presenti nel Magazzino di

Centro e ciò ha portato ad un nuovo incremento dei costi di caratterizzazione oltre che della

quantità annuale dei rifiuti pericolosi smaltiti.


Dichiarazione ambientale

I costi di smaltimento sono notevolmente aumentati negli anni (Es: 2002 = 2070,23 €; 2003

= 8329,30 € ) in quanto, a partire dal 2004 e per tutto il 2007, sono state smaltite quasi tutte

le sostanze pericolose non più utilizzate o scadute presenti nei vari laboratori o impianti (Rif.

Paragrafo 6.1) e provenienti da Progetti ultimati.

Nel 2008 non sono state eseguite analisi di caratterizzazione e costi di smaltimento per i rifiuti

perico-losi risultano notevolmente diminuiti, il che riflette il miglioramento gestionale legato

alla sensibilizzazione del personale e alla specifica formazione ricevuta.

Nel 2009 a causa del fatto che molti progetti di ricerca si sono conclusi, la quantità di rifiuti

pericolosi prodotti dai vari laboratori e impianti afferenti ai laboratori tecnologici risulta ridotta

rispetto all’anno 2008. La conseguente riduzione dei costi di smaltimento è in linea con tale

decremento. Il dato relativo ai rifiuti non pericolosi nell’anno 2009 riporta un incremento

attribuibile al fatto che 45,725 ton. di materiale ferroso sono stato conferiti a riciclo, mediante

intermediazione, ad una ditta specializzata.

Tabella 5b): costi di caratterizzazione e di smaltimento rifiuti

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Costi caratterizzazione (€) 8.679 816 0 1.520 0 0

Costi smaltimento (€) 36.746 28.220 21.019 27.757 11.389 7.770

Totale costi (€) 45.425 29.036 21.019 29.277 11.389 7.770

Numero di addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Totale costi(€) / ULA 172,06 112,54 84,75 129,54 54,23 40,25

Fonte dei dati: fatture smaltimento o caratterizzazione.

6.3 Consumi Risorse Naturali Ed Energia

La natura delle attività di ricerca tecnologica è tale per cui la realizzazione e la sperimentazione

dei nuovi impianti o laboratori richiede spesso, forzatamente, l’impiego di energia e della risorsa

idrica, in quantità difficilmente pianificabili a priori e ottimizzabili solo con l’avanzare della

sperimentazione stessa.

Pertanto, i consumi di energia e acqua costituiscono un aspetto ambientale significativo sul

quale è piuttosto difficile intervenire agendo in maniera efficace sulle attività di ricerca.

Le attività per migliorare l’utilizzo di queste due risorse, sono indicate ai paragrafi seguenti e

dettagliato nel Programma ambientale descritto al paragrafo 9.0.

6.3.1 Consumi delle Risorse Idriche

Per quel che riguarda i consumi idrici occorre spiegare come avviene il funzionamento delle

due reti (acqua di due pozzi e acqua potabile dell’acquedotto). L’acqua proveniente dalle acque

del Sinni, tramite i due pozzi, viene depositata in un serbatoio pensile (350 mc) e, attraverso

una specifica rete, è utilizzata per l’impianto antincendio, per irrigare e come acqua di

raffreddamento.

Dato che il livello dell’acqua nel serbatoio pensile non può scendere sotto un certo valore per

ragioni di sicurezza, la rete potabile serve anche a reintegrare, all’occorrenza, detto serbatoio

tramite il pompaggio dell’acqua potabile da un serbatoio interrato (600 mc) al pensile. Serve

altresì l’accumulo dell’acqua potabile nel serbatoio interrato per eventuale mancanza di acqua

dell’acquedotto.

L’acqua potabile è prettamente utilizzata per i servizi igienici, per la mensa e foresteria, e per

55


56

Centro Ricerche di Trisaia

quei laboratori e impianti che non possono utilizzare l’acqua non potabile proveniente dai pozzi

(per esempio nelle agrobiotecnologie).

Per spiegare l’andamento dei consumi è necessario aggiungere che, fino al 2005, il contratto di

fornitura dell’acqua potabile non era commisurato al consumo ma l’erogazione era “aperta”e,

quindi, veniva pagata in realtà l’acqua “erogata” dall’Ente acquedotto (contratto a deflusso

libero: 5 l/sec).

A fine 2005 il contratto è stato modificato ed attualmente il costo è addebitato sulla base del

consumo reale. Inoltre, nel 2006 è stata completata la realizzazione di una nuova rete idrica

adduttrice in sostituzione completa della preesistente e, come si può vedere dalla tabella

6b, i consumi si sono ridotti di circa il 40% al completamento dell’anno riferibile ai lavori di

sostituzione della rete e del 60% per tutto il 2007.

I dati contenuti nelle tabelle aggiornati al 2008 , indicano le medie annuali di consumi,

arrotondate alle migliaia di m3. Il 2008 a fronte del proseguimento delle attività di ricerca nel

centro, riporta una riduzione del consumo annuale di acqua per usi civili riconducibile ad una

più attenta gestione del sistema idrico. Il consumo relativo al 2009 risulta lievemente in calo

rispetto all’anno precedente e riflette sia il rallentamento delle attività di ricerca a causa della

riorganizzazione interna sia il decremento del personale operante nel Centro.

Tabella 6a): consumo delle risorse idriche - acqua estratta dai pozzi

Volume medio annuo di acqua estratta

Risorse u.m. 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Pozzo n. 1 m 3 20.000 16.000 16.000 20.000 54.644 56.533

Pozzo n. 2 m 3 20.000 16.000 16.000 20.000 54.644 56.533

Fonte dei dati: contatori pozzi

Tabella 6b): consumo delle risorse idriche - acqua per usi civili

Risorse u.m. 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Acqua per usi civili m 3 160.000 140.000 88.000 54.000 38.488 34.330

Numero di addetti annui

(ulA)

Acqua per usi civili /

ulA

ULA 264 258 248 226 210 193

m 3 /

ULA

606,06 542,63 354,83 238,93 183,27 177,87

Fonte dei dati: bollette e documenti contabili emessi dall’azienda fornitrice.

Inoltre, il Centro ha completato nel 2006 la realizzazione di un impianto di fitodepurazione che

si trova a valle dell’impianto di depurazione9 delle acque di scarico di tutti i servizi igienici e della

mensa convogliate in fogna interna fino al depuratore stesso. A tale depuratore confluiscono

anche le acque meteoriche e reflue domestiche della Sogin S.p.A. che, invece, per quelle

derivanti dalla propria zona attiva, ha uno scarico separato che va direttamente al mare.

Sui reflui in uscita dal depuratore sono eseguiti controlli mensili da parte di un laboratorio

accreditato. Le analisi hanno sempre riscontrato valori notevolmente più bassi dei limiti di legge

e non c’è mai stato superamento degli stessi. Il fitodepuratore permette di riutilizzare l’acqua

depurata, ancora ricca di nutrienti, per fertirrigare le aree verdi ad esso attigue.

9 OXIGEST: impianto trattamento biologico di ossidazione a fanghi attivi


Dichiarazione ambientale

Portato a regime nel 2007, è stato utilizzato a partire dall’ultimo periodo estivo per irrigare una

parte dei prati del Centro, compensando seppure in piccola parte la notevole richiesta d’acqua

emunta dai pozzi.

Figura 18: il Fitodepuratore

Fitodepurazione = Sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito da

un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso inerte selezionato e sul

quale sono state direttamente piantumate le diverse essenze vegetali macrofite atte alla

depurazione.

La depurazione avviene mediante l’azione combinata tra substrato ghiaioso, piante,

refluo e microrganismi presenti. Il Sistema funziona in assenza di energia aggiunta e

sfrutta la capacità di depurazione degli ambienti acquatici in cui gli inquinanti vengono

naturalmente rimossi attraverso processi chimici e biologici. Gli impianti di fitodepurazione

opportunamente dimensionati e realizzati consentono un abbattimento del carico

organico del refluo in entrata superiore al 90% e comunque conforme ai limiti di legge.

6.3.2 Consumi di Energia

Le principali fonti energetiche utilizzate nel Centro sono:

• energia elettrica utilizzata sia per uffici e servizi, sia per il funzionamento degli impianti di

ricerca,

• energia termica utilizzata sia per uffici e servizi, sia per il funzionamento degli impianti di

ricerca,

• benzina e gasolio per mezzi di trasporto e mobili interni.

L’energia elettrica rappresenta la principale fonte di consumo per il Centro e quindi la principale

fonte di emissioni di inquinanti in atmosfera.

Le tabelle 7a e 7b riportano i dati relativi agli anni dal 2004 al 2009 del consumo di energia

elettrica e termica per il Centro rispettivamente in termini di MWh/anno e tonnellate di gasolio/

anno per riscaldamento di uffici e impianti.

Relativamente ai consumi di energia elettrica e all’utilizzo di gasolio per riscaldamento le tabelle

57


58

Centro Ricerche di Trisaia

7 c, 7 d, 7 e, 7 f riportano i valori delle emissioni totali annue di CO2 , CH4, NO2 (HFC, PFC e

SF6 non sono presenti) in termini di tonnellate di CO2 eq ( anidride carbonica equivalente) e le

emissioni annuali in kg di SO2 – NOx – PM.

Le emissioni di CO2 , CH4, NO2 sono state calcolate utilizzando i fattori di emissione indicati

nelle “tabelle dei gas serra comunicate ufficialmente alla Convenzione sui Cambiamenti Climatici

– UNFCCC” rete SINANET, mentre per le emissioni di SO2 – NOx – PM sono stati utilizzati i fattori

di emissione indicati nel “EMEP/EEA Emission inventory guidebook 2009”.

Gli elevati consumi di energia elettrica hanno portato alla definizione sin dal 2003 di interventi

finaliz-zati al risparmio energetico attraverso:

• monitoraggio dei consumi

• azioni sull’edilizia (diagnosi e certificazione energetica, interventi sull’involucro)

• uso di energie rinnovabili in sostituzione di alcuni impianti ad energia

convenzionale

• introduzione di sistemi ad alta efficienza per il riscaldamento degli uffici.

Fino al 2003, le attività di monitoraggio sono state effettuate attraverso il rilevamento dei

consumi di energia elettrica, desumibili dai documenti contabili emessi dall’azienda erogatrice;

negli anni successivi i consumi sono stati rilevati dai contatori appositamente istallati nei singoli

impianti, laboratori e uffici.

Alla fine del 2006 è stato realizzato un Progetto di trasformazione dei consumi energetici da

energia convenzionale ad energia “alternativa” sostituendo la caldaia mensa con un sistema

elettrico integrato con collettori solari per la produzione di acqua calda. Detto impianto, costituito

da 28 pannelli solari di 2,5 mq ciascuno, ha una potenza max di 120GJ/anno e mediamente

produce circa 60 GJ/anno di energia termica.

Tale consumo di energia rinnovabile rispetto al totale dei consumi di energia termica del 2009

risulta pari al 4,7 %.

Al fine di ridurre i consumi sono adottate una serie di altre misure specifiche. In particolare:






l’illuminazione delle strade interne è effettuata con lampade a basso consumo mentre

sul perime-tro esterno nell’anno 2007, a fronte di una valutazione dell’energy manager; è

stato possibile eli-minare il 50% delle lampade esistenti riducendo notevolmente i consumi

elettrici come si evince nella tabella 7a);

una Circolare del Direttore sensibilizza il personale sulla necessità di utilizzare l’acqua e

l’energia elettrica in maniera sostenibile;

nel 2008 negli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico (compresi quelli dell’edificio

mensa, per i quali è stato concesso un finanziamento POR Basilicata) è stata effettuata la

sostituzione degli infissi, consentendo una riduzione dei consumi di energia elettrica di circa

l’8% rispetto all’anno precedente;

gli stessi lavori strutturali insieme ad una più attenta gestione degli impianti di riscaldamento,

dei gruppi elettrogeni, ecc., hanno consentito anche la riduzione del consumo di gasolio di

circa il 33% rispetto al 2007;

nel 2009 sono stati avviati i lavori di sostituzione delle pompe di calore di alcuni edifici

con sistemi ad alta efficienza consentendo anche la sostituzione del gas R22 con le miscele

R407/410 non lesive per l’ozono. Altri interventi realizzati nell’ultimo anno sono stati:

a) lo spegnimento del 50% delle lampade utilizzate durante le ore notturne per

l’illuminazione della strada perimetrale del Centro;

b) la sostituzione delle lampade sia per l’illuminazione stradale interna che per

quella di alcuni uffici e laboratori con tipologie a risparmio energetico;

c) il censimento delle fonti di consumo elettrico in tutti gli edifici del Centro.

L’ intervento di sostituzione della caldaia dell’edificio mensa con un sistema integrato elettrico/

collettori solari per la produzione di acqua calda ( fig. 19) e di sostituzione dei relativi infissi per


Dichiarazione ambientale

una sup. di 300 mq ha consentito un risparmio tra il 2006 e il 2007 di 41790 Kw equivalenti a

12 tonn di CO2 eq risparmiata e quindi non emessa in atmosfera. Il beneficio totale, calcolato

tenendo conto anche della riduzione di gasolio pari a circa 13 tonnellate equivalenti a circa

38 tonn di CO2 eq ri-sparmiata, tra il 2006 e il 2008 è risultato essere di 50 tonn di CO2 eq

risparmiata.

Gli interventi realizzati nel 2009 hanno permesso di risparmiare il 3% rispetto ai consumi

elettrici del 2008. Per il 2010 sono stati programmati altri interventi di risparmio energetico

che presumibilmente consentiranno di risparmiare circa il 7,5 % dei consumi elettrici rispetto al

2009, corrispondente a circa 100 tonn. di CO2 eq. risparmiata.

Figura 19: impianto mensa

Il miglioramento delle “prestazioni energetiche degli edifici” è sicuramente il più importante

obiettivo programmato, a medio-lungo termine, per razionalizzare i consumi di energia nel

Centro.

La diagnosi energetica degli edifici del centro che si concluderà nel 2010, ha permesso allo

stato at-tuale di “fotografare” il fabbisogno energetico di gran parte degli edifici e di identificare

azioni precise per il contenimento dei consumi attraverso una serie di interventi tecnici sugli

impianti e sulle struttu-re, già progettati e in attesa di essere avviati.

Tabella 7a): dati relativi ai consumi elettrici

DESCRIzIONE CONSumI ElETTRICI (mWH) 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Energia elettrica per illuminazione esterna 200 268 245 37 45 45

Energia elettrica per uffici e servizi

connessi

Energia elettrica degli impianti di ricerca e

produzione

3.219 3.405 3.388 3245 3050 2972

2.046 2.003 2.259 2161 1920 1850

Totale 5.465 5.676 5.892 5.443 5.015 4.867

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Totale / ulA 20,70 22 23,75 24,08 23,88 25,21

59


60

DESCRIZIONE CONSUMI TERMICI(Tonn di

gasolio)

Energia termica per riscaldamento uffici e

servizi connessi

Energia termica degli impianti di ricerca e

produzione

Tabella 7b): dati relativi ai consumi termici

Centro Ricerche di Trisaia

2004 2005 2006 2007 2008 2009

68 54,43 50,4 40 27,5 25

19 29,31 27,14 16 10 5,8

Totale 87 83,74 77,54 56 37,5 30,8

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Totale / ulA 0,33 0,32 0,31 0,25 0,18 0,16

Fonte dei dati: bollette e documenti contabili emessi dall’azienda fornitrice

Tabella 7c): quantità di CO2- CH4- N2O emessa da consumi elettrici

QuANTITÀ DI CO2 EQ EmESSA

(TONN/ANNuE) DA CONSumI

ElETTRICI

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Emissioni di CO2 1.485,4 1.542,7 1.601,4 1.479,4 1.363,1 1.322,8

Emissioni di CH4 1,21 1,25 1,30 1,20 1,11 1,07

Emissioni di N2O 3,66 3,80 3,94 3,64 3,36 3,26

Totale CO2 eq 1.490,27 1.547,75 1.606,64 1.484,24 1.367,57 1.327,13

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Totale CO2eq / ulA 5,64 5,99 6,48 6,57 6,51 6,88

Tabella 7d) : quantità di SO2- NOx- pm emessa da consumi elettrici

EMISSIONI TOTALI (KG/ANNUE) DA

CONSumI ElETTRICI

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Emissioni di SO2 5,90 6,13 6,36 5,88 5,42 5,26

Emissioni di NOx 1.750,98 1.818,59 1.887,80 1.743,94 1.606,80 1.559,39

Emissioni di pm 17,71 18,39 19,09 17,63 16,25 15,77

Totale 1.774,59 1.843,11 1.913,25 1.767,45 1.628,47 1.580,42

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Emissioni Totali / ulA 6,72 7,14 7,71 7,82 7,75 8,19


Dichiarazione ambientale

Tabella 7e): quantità di CO2- CH4- N2O emessa da utilizzo di combustibile ( gasolio per riscaldamento)

QuANTITÀ DI CO2 EQ EmESSA

(TONN/ANNuE) DA uTIlIzzO

GASOLIO

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Emissioni di CO2 250,56 241,17 223,32 161,28 108,00 88,70

Emissioni di CH4 0,35 0,34 0,31 0,23 0,15 0,12

Emissioni di N2O 2,21 2,13 1,97 1,42 0,95 0,78

Totale CO2 eq 253,12 243,64 225,60 162.93 109,10 89,60

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Totale CO2eq / ulA 0,96 0,94 0,91 0,72 0,52 0,46

Tabella 7f): quantità di SO2- NOx- pm emessa da utilizzo di combustibile ( gasolio per riscaldamento

EMISSIONI TOTALI (KG/ANNUE) DA

UTILIZZO GASOLIO

2004 2005 2006 2007 2008 2009

Emissioni di SO2 204,45 196,79 182,22 131,60 88,12 72,38

Emissioni di NOx 217,5 209,35 193,85 140,00 93,75 77,00

Emissioni di pm 8,70 8,37 7,75 5,60 3,75 3,08

Totale 430,65 414,51 383,82 277,20 185,62 152,46

Numero addetti annui (ulA) 264 258 248 226 210 193

Emissioni totali / ulA 1,63 1,61 1,55 1,23 0,88 0,79

Dalle tabelle precedenti si osserva che nonostante la riduzione dei consumi elettrici e delle

relative emissioni dal 2007 al 2009 i valori dei rapporti con il n. degli addetti risultano crescenti,

tale andamento negativo è dovuto solo alla continua riduzione del personale che si è verificata

nel corso degli ultimi anni.

6.4 Rilascio Di Sostanze Nocive Da Serbatoi Interrati

Come già precisato, non esistono situazioni di contaminazione significativa del suolo e sottosuolo

dovute ad attività pregresse. Inoltre, né durante la costruzione degli impianti, né durante

l’esercizio si sono verificati incidenti che abbiano potuto inquinare il suolo del sito.

Attualmente il rischio potenziale di inquinamento del terreno è legato alla presenza nel Centro

di un certo numero di serbatoi per il deposito degli oli minerali e per l’impianto di distribuzione

carburanti.

Sono effettuate manutenzioni e controlli periodici regolarmente registrati, conformemente alla

legislazione vigente.

Il rischio di contaminazione quindi, in condizioni normali, risulta limitato anche grazie ad altre

misure quali istruzioni di controllo operativo specifiche per il personale che esegue le operazioni

61


62

Centro Ricerche di Trisaia

di servizio o manutenzione.

In situazioni di emergenza, dovuta ad eventuali sversamenti accidentali delle sostanze pericolose

contenute nei serbatoi, questo Aspetto Ambientale diventa significativo e una specifica

istruzione è stata messa a punto per gestire questa criticità (vedere il paragrafo 10.2: “Gestione

delle emergenze”).

6.5 Attività Di Ricerca

Il principale “prodotto” del Centro è la realizzazione (prototipale) di impianti, metodologie

e servizi tecnologicicamente avanzati e innovativi, nel settore ambientale, in quello delle

energie alternative e in quello delle agrobiotecnologie. In tal senso, l’impatto (positivo) che la

diffusione dei risultati di tali attività potrebbe avere, dal punto di vista delle ricadute ambientali

sul territorio, potrà essere ampliato da un rapporto più stretto con gli attori pubblici e privati

presenti sul territorio.

Tabella : principali linee di ricerca o progetti realizzati o in corso di realizzazione

Le seguenti attività sono realizzate con altri soggetti sia in ambito nazionale che internazionale

(Università, Istituti del CNR, Società partecipate ENEA,Consorzi, PMI dei settori agro-alimentare

ed agro-industriale ecc.), avvalendosi delle competenze presenti in Trisaia anche in collaborazione

con altri colleghi di altri Centri ENEA (Casaccia, Bologna, Brindisi).

Linea ricerca o Progetto

SIRpAR: Strategie integrate per il Riuso

produttive di acque reflue municipali in Puglia

VAlORE: Applicazioni di tecnologie innovative

per il trattamento e la Valorizzazione Residui e

reflui Civili e Industriali

Messa a punto di un processo di gassificazione

di miscele di CDR e fanghi industriali per la

produzione di idrogeno per uso in fuel cells o di

etanolo

Progetto GRADITE: gestione Raccolta

differenziata con isole ecologiche

telecontrollate

Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione

chimica ed energetica dei rifiuti urbani ed

industriali

messa a punto di un processo combinato

e realizzazione di un impianto pilota per la

produzione di carboni attivi e gas di sintesi da

materiali di rifiuto mediante pirolisi e steam

reforming

progetto life per la dichiarazione Ambientale

di prodotto “ Ecoflower Terlizzi

Strumenti di

finanziamento

Accordo di

programma con

Regione Puglia

Rimodulazione e

differimento-Intesa

di programma

ENEA-MIUR Decreto

MIUR n° 1096 del

02/08/2002

Importo

1.600.000 €

Finanziato al

25 %

1.700.000 €

Finanziato al

100%

Legge 297 MIUR 5.100.000 €

Finanziato al

25%

Comune di Nova Siri Finanziato al

100%

Legge 297 MIUR 5.300.000 €

Finanziato

1.350.000€

MIUR 2.100.000 €

Finanziato al

52 %

820.000 €

Finanziato al

12 %

Stato

attuazione

Avviato nel

Marzo 2007.

Da comple tare

entro la fine del

2010

Completato nel

2009

Avviato nel 2005.

Concluso nel 2007

Da completarsi a

fine 2012

In corso dal 2005.

Da concludersi

entro il primo

trimestre del 2010

Concluso nel 2009

Completato nel

2007


Dichiarazione ambientale

Linea ricerca o Progetto

Progetto TyGRE: High added value materials

from waste Tyre Gasification REsidue

Sviluppo di attività sperimentali di

devolatilizzazione/pirolisi del carbone del

Sulcis nell’ambito del progetto Carbone pulito

Gassificazione del fluff di rottamazione

autoveicoli

GESAMB: Potenziamento di una rete finalizzata

alla ricerca, sviluppo, messa a punto e

sperimentazione in campo di metodiche

per l'assistenza alle PMI, del settore agroalimentare,

per l'adeguamento allo schema

EMAS

BIO-Electricity (Efficient and clean pro-duction

of electricity from biomass via pyrolysis and

hydrogen, utilizing fuel cells): Produzione di

H2 da olio di pirolisi delle biomasse mediante

processi di reforming catalitici

progetto bIOpAl: produzione di biocarburanti

e prodotti da alghe pretrattate con steam

explosion

mAVET: Moduli Avanzati per Vettori di

trasporto collettivo: Ricerca e messa a punto

di moduli per vettori di trasporto collettivo di

passeggeri tali da consentire nuove architetture

flessibili

lACER: Laser ceramico a stato solido ad alta

potenza

Progetto NEGST (New Generation of Solar

Thermal System): Definizione di standard per la

nuova generazione di sistemi solari termici

FlAVO – Flavonoids in fruit and vegetables:

their impact on food quality.

Hydrosyn: Sviluppo di tecnologie di produzione

e combustione a basso impatto ambientale di

combustibili gassosi ad elevato contenuto di

idrogeno

progetto ITEA: Sviluppo di tecnologie

termochimiche ad elevata temperatura per il

recupero energetico dei prodotti residuali

Strumenti di

finanziamento

Importo

VII P.Q: Costo totale

progetto

4.338.000 € .Per

ENEA 1.688.000 €

MSE Commessa

ENEIMP a

PROT-STP di

90.000€

Politecnico di Bari

Taranto

MIUR

Legge 488/’92

UE VI Programma

Quadro ( P.Q.)

Accordo di

collaborazione

con

finanziamento

di 20.000 €

1.126.000 €

Quota ENEA:

100 %

356.000 €

Finanziato al

50%

Stato

attuazione

Da completarsi a

fine 2012

Da concludersi

entro fine 2010

Da completarsi

nel 2010

Completato nel

2005

Completato

marzo 2006

Completato nel

2006

PON 2001 258.000 € Completato nel

2006

MIUR 6.740.000 €

Quota ENEA

300.000 €

UE VI Programma

Quadro (P.Q.)

UE VI Programma

Quadro (P.Q.)

MIUR

Legge 297

60.000 €

Finanziato al

70%

Completato nel

2009

Completato nel

2007

450.000 € Completato nel

2008

1.260.000 €

Finanziato al 70%

MIUR Legge 297 3.100.000 €

Finanziato al 70%

Completato nel

2008

Completato nel

2007

63


64

Linea ricerca o Progetto

uNIQuE : gassificazione biomasse ai fini

energetici

GEPROT – Sviluppo e applicazioni di nuove

metodologie di genomica e proteomica:

Valorizzazione delle produzioni agroalimentari

tipiche del Sud

FISR: accoppiamento gassificatore a vapore con

cella combustibile a carbonati

ERbA: messa a punto di un pirogassificatore a

biomasse

SOCOGES: messa a punto di un gassificatore a

biomasse di piccola scala

bITRAS: messa a punto di una filiera per la

produzione di etanolo da lignocellulosiche

progetto di realizzazione di un laboratorio sui

biocombustibili nell’ambito dei CCT ( Centri di

competenza territoriali)

CERSE 2° annualità linea di attività cella a

combustibile

CERSE 2° annualità linea di attività efficienza

energetica, realizzazione laboratorio per

collettori a media temperatura

pRIT: Sviluppo di una tecnologia di

pretrattamento italiana per la produzione di

bioetanolo di seconda generazione

bIOlIFE: Sviluppo di una tecnologia di

pretrattamento italiana per la produzione di

bioetanolo di seconda generazione

mEDITA: metodologie diagnostiche e tecnologie

avanzate per la qualità e la sicurezza delle

produzioni alimentari del Mezzogiorno d’ Italia

Strumenti di

finanziamento

UE VII Programma

Quadro

TRuEFOOD: Traditional United Europe FOOD UE VI Programma

Quadro

Importo

500.000 €

Finanziato al

75 %

MIUR 750.000 €

quota ENEA

565.000 €

FISR 1.250.000 €

Finanziato al

75 %

Centro Ricerche di Trisaia

Stato

attuazione

Avviato nel 2008.

da completare nel

2010

Completato nel

2008

Da completare

entro febbraio

2010

PIA 160.000 € Da completare

entro Giugno

2010

PIA 50.000 € Da completare

entro febbraio

2010

MIUR Quota Enea

circa 3.600.00€

Finanziato al

30 %

MIUR 460.000 €

Finanziato al

65 %

MSE 250.000 €

finanziato al

100%

MSE 200.000 €

finanziato al

100%

MSE- industria 2015 Totale progetto

24.300.000 €

quota Enea

4.100.000 €

finanzi. 46%

7 PQ Totale progetto

15.600.000 €

quota Enea

681.000 €

finanziati

445.000 €

MIUR Legge 297/99 1.260.000 €

(quota ENEA)

1.024.000 €

(quota ENEA)

Avviato nel 2009

da completare nel

2012

Completato nel

2009

Da completare

entro il 2010

Da completare

entro il 2010

Avviato nel

2009. Da

concludersi nel

2012

Avviato nel

2009. Da

concludersi nel

2012

Da completare nel

2010

Da completare nel

2010


Dichiarazione ambientale

Linea ricerca o Progetto

SORbIO: tecnologie e processi innovative per la

tracciabilità, la verifica ed il controllo di qualità

nelle produzioni biologiche ortofrutticole

In. bIO: Creazione di incubatori di impresa

innovativa nel campo delle biotecnologie

bRImET: metodologie e sistemi integrati per

la valorizzazione di prodotti ortofrutticoli di

particolare interesse degli areali di Brindisi e

Metaponto

INAGRIMED: ricerche integrate per

l’innovazione di processo e di prodotti nelle

filiere di prodotti tipici mediterranei

mODEm: sviluppo di modello sostenibile

di sistema serra a ciclo controllato per la

riqualificazione tecnologia, energetica e

produttiva delle colture protette nella Sicilia

meridionale

lEmuRE: logistica integrata multiagente per reti

di PMI

AGROLOGIS: Potenziamento della catena

logistica intemodale dedicata alla filiera

agroindustriale del Mezzogiorno

VALGRASAR: valorizzazione del grano saraceno

attraverso l’innovazione di processo e di

prodotto ( alimenti glutan free e dietetico

funzionali)

Fonte dei dati: rendicontazione progetti

Strumenti di

finanziamento

Importo

MIUR Legge 297/99 1.348.000 €

(quota ENEA)

MSE Decreto

27/1/2005

MIUR Legge 297/99 3.370.000 €

(quota ENEA)

MIUR Legge297/99 1.797.000 €

(quota ENEA)

MIUR Legge 297/99 950.000 €

(quota ENEA)

MIUR Legge 297/99 843.000 €

(quota ENEA)

MIUR Legge 297/99 1.395.000 €

(quota ENEA)

MIUR Legge 297/99 1.216.000 €

(quota ENEA)

Stato

attuazione

Completato nel

2007

2.600.000 € Da completare

nel 2012

Completato nel

2007

Completato nel

2006

Da completare nel

2010

Completato nel

2009

Completato nel

2006

Da completare nel

2010

65


66

6.6 Diffusione della Conoscenza dei Principi dello Sviluppo Sostenibile

Centro Ricerche di Trisaia

I rapporti con il territorio (Scuole e Università, P.A. locali, Associazioni di categoria, cittadini)

si esplicano attraverso una articolata attività di comunicazione esterna che, a seconda delle

situazioni, consiste in Workshop internazionali, convegni su temi di ricerca (nei settori presenti

in Trisaia), seminari informativi e formativi specificamente dedicati allo sviluppo sostenibile, alle

fonti rinnovabili e alle problematiche energetiche e ambientali.

Questo aspetto è significativo in quanto rivolto ad una pluralità di soggetti e l’eventuale

miglioramento ambientale indotto è direttamente proporzionale alla quantità di soggetti che

si riesce a coinvolgere e ad interessare. Poiché è comunque difficile quantificare le ricadute

indotte, il contributo del Centro è fornito in termini di risorse impegnate o tramite altri indicatori

(per esempio gli accessi al sito web, la richiesta di pubblicazioni, ecc.).

Tabella 9: dati di consuntivo delle principali attività di informazione, comunicazione e

diffusione realizzate nel 2009

Strumenti Attività Q. Risultati

Internet • Aggiornamenti

30 visitatori unici accessi

60.780 299.286

Eventi • Workshop/corsi

2 n. partecipanti

Stampa Comunicati stampa 6 n. articoli/servizi

Visite guidate Visite guidate 18 Numero visitatori

Fonte dei Dati: documento “La Comunicazione Esterna del C.R. ENEA TRISAIA, Relazione 2009”

La consistenza numerica delle attività di formazione e addestramento è andata crescendo

sempre più negli ultimi anni come riportato nella seguente tabella 10.

Tipologia di rapporto 2004 2005 2006 2007 2008 2009

Tirocinio 1 4 3 5 4 6

Stage 2 1 4 5 6 2

borsa di Studio 1 7 13 5 3 3

laurea 11 8 11 9 13

Dottorato 3 1 6 6 7

Contratto 3 8 4 1

Assegno di ricerca

master

900

32

501

2 38 35 32

18 0

TOTAlE pERSONAlE DI

RICERCA ESTERNO 4 26 34 78 85 64

Fonte dei dati: ufficio del personale


Dichiarazione ambientale

Nei 35 assegni di ricerca registrati nel 2008, sono inclusi i 20 GEL ( “Giovani Eccellenze Lucane”)

assunti nell’ambito dei finanziamenti previsti dal POR Basilicata 2000-2006. Come accennato

precedentemente nel 2008, la Trisaia ha avviato, d’intesa con la Regione Basilicata, un’iniziativa

intesa ad istituire, presso il Centro stesso, una Scuola Mediterranea di Perfezionamento in

Economia e Ingegneria delle Fonti rinnovabili, nel cui ambito è stato attivato un Master della

durata di dieci mesi aperto a 20 candidati.

A fronte di una campagna di diffusione iniziata e conclusa in poco più di un mese (5 settembre/10

ottobre 2007), si è ottenuto un numero di domande elevatissimo: oltre trecento laureati

hanno presentato domanda di partecipazione, di cui meno della metà sono risultati idonei

alla selezione. Il Master ha permesso la formazione di competenze tecnico scientifiche da

formare-perfezionare nella progettazione e gestione di sistemi di produzione di energia, nella

valutazione tecnico economica degli stessi e nella analisi a livello di sistema (fonte, domanda/

offerta, valutazione ambientale) di contesti territoriali specifici. Dei partecipanti, alla fine di un

periodo di stage presso aziende specializzate nel campo dei sistemi e delle Energie Rinnovabili, il

38% ha avuto un contratto a tempo indeterminato; il 13% un contratto a tempo determinato, la

restante parte è stata assunta con forme tipo co.co.pro e altre tipologie di collaborazioni (borse

di studio, consulenze e ulteriori stage aziendali).

Nel 2009 a conclusione dei 20 assegni GEL in scadenza alla fine del 2008, sono stati attivati

15 voucher formativi della durata di 24 mesi erogati dalla Regione Basilicata nell’ambito del

P.O Basilicata FSE 2007-2013 Asse D “Capitale Umano” “interventi per il rafforzamento delle

professionalità e la promozione dell’occupazione rivolti a giovani ricercatori del programma

GEL” Giovani Eccellenze Lucane”.

6.7 Aspetti Legati Alle Attività Degli Appaltatori

1. Attività degli appaltatori, subappaltatori e fornitori svolte all’interno del sito:

a tutti

i responsabili delle ditte esterne che operano nel Centro si è richiesto di sottoscrivere

(firma di apposita scheda di accettazione) le condizioni definite da una specifica Procedura

che detta norme di comportamento conformi alla Politica ambientale e di sicurezza del

Centro. Periodicamente quindi i Responsabili di contratto o i loro Assistenti, sono in grado

di verificare, durante le normali attività lavorative, la corretta attuazione della Procedura,

la formazione e l’addestramento in materia ambientale e di sicurezza del loro personale

operativo, esercitando in talmodo un controllo diretto sulle prestazioni ambientali di questa

tipologia di fornitori. Questo Aspetto Ambientale è significativo

2.

Attività di appaltatori e subappaltatori che si svolgono esternamente al sito o di fornitori

di prodotti: per servizi appaltati ed eseguiti all’esterno del sito (ad esempio alcune

manutenzioni) oppure nel caso di acquisto di beni o servizi, il livello di influenza o controllo

sulle prestazioni ambientali connesse con i fornitori di queste attività è basso. Infatti, a livello

di Ente, attualmente non è possibile imporre regole vincolanti né adottare incentivi di tipo

“contrattuale”; non si può configurare perciò alcuna possibilità di controllo o di governo. In

questi casi, obiettivamente, è possibile pianificare e attuare solo attività di sensibilizzazione

o informazione. Questo AA, attualmente, è quindi valutato non significativo.

NOTA: in un futuro molto prossimo, anche l’ENEA, come le altre Pubbliche Amministrazioni,

definirà procedure orientate al “Green Public Procurement” e al “Green Purchasing” e quindi

sarà possibile:

• migliorare le prestazioni ambientali dell’Ente in fase di acquisto;

• indurre comportamenti ambientalmente preferibili in tutte le Parti interessate;

• indicare all’industria il percorso per la produzione di prodotti ambientalmente preferibili,

utilizzando le leggi di mercato.

Tuttavia il centro della Trisaia, è il primo Centro ENEA ad essersi posto come soggetto attivo

nella promozione del Green Public Procurement e del Green Purchasing , inserendo in alcune

67


68

specifiche di gara riferimenti ad una corretta politica di eco sostenibilità.

Centro Ricerche di Trisaia

Nel 2009 il centro ha partecipato al prestigioso “EUROPEAN EMAS AWARDS 2009 ” a

Stoccolma. L’EMAS Award è indetto annualmente dalla Direzione Generale per lo Sviluppo

della Commissione Europea tra le organizzazioni con certificazione “Emas”.

ENEA Trisaia ha ottenuto la nomination quale “pubblica amministrazione” di eccellenza in

Italia, sul tema “Supply chain including green procurement”.

Green Public Procurement = strumento volto a rivedere le pratiche di acquisto delle

Pubbliche Amministrazioni a favore di prodotti (beni o servizi) a ridotto impatto

ambientale. Ciò si realizza inserendo criteri ecologici nei bandi di gara, purché la loro

introduzione non alteri in alcun modo i criteri di fondo che regolano gli appalti pubblici

(trasparenza e pari opportunità).

Green purchasing = approccio alla selezione dei fornitori e alla gestione degli

approvvigionamenti improntato alla valorizzazione dei prodotti ecologici.


7.0

MIGLIORAMENTI OTTENUTI

69


70

7.0 MIGLIORAMENTI OTTENUTI

Centro Ricerche di Trisaia

Gli obiettivi strategici che la Direzione, unitamente ai Responsabili dei Laboratori Tecnologici che

operano nel Centro, si è impegnata formalmente a perseguire nel documento della Politica, a

partire dal 2004, sono stati tradotti in altrettanti obiettivi di miglioramento. Per ciascuno di questi

e per ogni Aspetto Ambientale significativo sono stati identificati gli obiettivi di miglioramento

specifici a medio-lungo termine e i traguardi intermedi, le azioni e i relativi Responsabili, la

stima delle risorse e i tempi necessari per raggiungerli e gli indicatori atti a verificarne lo stato

di avanzamento.

Lo strumento operativo per pianificare e monitorare il raggiungimento degli obiettivi

è il Programma, sottoposto a riesame (almeno) due volte all’anno, rivisto e aggiornato

annualmente.

Il Programma prevede il coinvolgimento di tutto il personale del Centro e dei Laboratori

Tecnologici, allo stesso tempo, è aperto al contributo delle Parti Interessate presenti sul

territorio con le quali si vuole creare un rapporto di fiducia, scambio culturale e scientifico al

fine di condividere e realizzare le scelte strategiche del C.R. Trisaia per aumentare il contributo

ai processi di sviluppo sostenibile del territorio.

Tabella 11: i principali miglioramenti ambientali ottenuti dal 2004 nel C.R. Trisaia

obiettivo totalmente raggiunto

legenda

obiettivo in fase di attuazione e che rispetta i traguardi pianificati

obiettivo non raggiunto o irraggiungibile

Aspetto ambientale Miglioramento

uso e manipolazione

sostanze pericolose

Rilascio di sostanze nocive:

pCb (Rif. box esplicativo al

paragrafo 5.4)

Rilascio di sostanze nocive da

serbatoi interrati

Riduzione dei quantitativi in deposito: censimento delle

sostanze pericolose presenti nei laboratori, impianti e magazzini

e smaltimento di tutte quelle non più utilizzate, con particolare

riferimento a quelle cancerogene. Approntata la documentazione

di gara per lo smaltimento delle giacenze nel magazzino di Centro.

ultimato lo smaltimento dei trasformatori eliminabili contenenti

policlorodifenile (PCB) come isolante, conformemente al D.Lgs

209/99.

Sostituzione dei vecchi serbatoi interrati di gasolio con tipologia

a maggiore resistenza a doppia camicia per impedire infiltrazioni

nel suolo

produzione di rifiuti Ottimizzazione della gestione: specifiche procedure

informatizzate; predisposizione di nuove piazzole ecologiche per

la raccolta differenziata vicino ad ogni gruppo di edifici e di nuovi

depositi temporanei; acquisto di contenitori scarrabili per la

raccolta dei rifiuti speciali.

Riduzione dei codici CER per i rifiuti speciali pericolosi prodotti

dagli impianti e laboratori del centro: 70 codici nel 2005; 20 nel

2008 e nel 2009

Consumi risorse idriche Realizzazione di una nuova rete idrica adduttrice di acqua potabile:

- 37 % di consumi tra il 2005 ed 2006, - 60% di consumi tra il 2005

ed il 2007

Emissioni inquinanti per

traffico interno

Attuazione di un impianto di fitodepurazione per recuperare

le acque di scarico, ancora ricche di nutrienti, da utilizzare per

fertirrigazione. L’impianto, nel 2007, è stato collaudato e portato a

regime per irrigare una parte del Centro.

Realizzazione di un parcheggio esterno al Centro per eliminare gli

aspetti ambientali legati al traffico veicolare interno: 100% auto

dipendenti nel parcheggio esterno Introduzione di una navetta

elettrica per il trasporto interno del personale

Stato

Obiettivo

31.12.2006

31.12.2009

31.12.2006

31.12.2009

31.12.2007

31.12.2007

31.12.2006


Dichiarazione ambientale

Aspetto ambientale Miglioramento

Consumi energia

Aspetti Ambientali connessi

alle attività dei terzisti,

dentro il sito

Aspetti Ambientali connessi

alle attività dei soggetti

interessati esterni

Diffusione della politica

degli “Acquisti verdidi beni

e servizi e aspetti ambientali

connessi alle attività dei

fornitori

Diffusione della cultura della

sostenibilità ambientale

Attuazione di un Sistema di monitoraggio in continuo in grado di

controllare in tempo reale i consumi di energia in tutte le aree,

laboratori e impianti, ai fini di possibile ottimizzazione: 100%

contatori installati.

Sostituzione dei boyler elettrici della foresteria e della mensa con

un sistema integrato elettrico/collettori solari per la produzione

di acqua calda:

riduzione dell’1% dei consumi di energia, per mensa e foresteria

Miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici del

centro: è stata messa a punto una idonea metodologia di

calcolo del fabbisogno energetico e definito un sistema pilota

di certificazione energetica per gli edifici. Redatta la diagnosi

energetica per alcuni edifici del centro , definite e attuate una

parte delle linee di intervento per una gestione energetica

efficace. (sostituiti gli infissi degli edifici più “energivori”,

sostituzione in corso delle lampade degli uffici e laboratori con

tipologie a basso consumo, progettata la sostituzione dei boyler

elettrici di alcuni edifici con sistemi a pannelli termo solari,

sostituzione in corso delle pompe di calore di alcuni edifici con

altre ad alta efficienza)

Sensibilizzazione delle ditte esterne che operano nel sito:

ad ognuno di esse, prima dell’inizio delle attività, è richiesta

l’adesione formale alla Politica ambientale del sito e le sono

consegnate le procedure da rispettare.

Inserimento, in tutti i capitolati di appalto esplicati nel 2007

per le nuove ditte operanti nel Centro, di un articolo specifico in

cui si obbliga contrattualmente la ditta ad adeguarsi alle regole

comportamentali in materia di ambiente e sicurezza vigenti nel

sito

Rafforzamento delle azioni di comunicazione esterna: brochure e

opuscolo sul Sistema SIAMESI (1000 copie) ,prima dichiarazione

ambientale inviata a tutte le PI territoriali; 6 articoli tecnici su

riviste specialistiche, presentazione del progetto in Trisaia (20

luglio 2004), al Forum Pubbliche Amministrazioni (Roma, maggio

2005), e ad Ecomondo – Rimini giugno 2006, comunicati stampa

soprattutto a livello locale (all’incirca un centinaio di articoli).

Partecipazione e premiazione agli EMAS AWARDAS 2009.

Il Sistema Ambientale implementato nel Centro di Trisaia ha

indubbiamente contribuito al recente avvio di un Progetto

dell’ENEA (“Ecoacquistiamo”), a livello nazionale. Esso dovrebbe

portare, nel medio termine, alla riformulazione delle Procedure di

approvvigionamento inserendo criteri ecologici nei bandi di gara.

Inserimento di criteri ambientali nelle gare di appalto/acquisto

di beni e servizi : utilizzo di una navetta elettrica per il trasporto

all’interno del centro del personale nel capitolato di appalto del

servizio dei trasporti e particolari criteri ecologici per l’appalto del

servizio mensa.

Acquistata nell’ ultimo triennio 2007-2009 carta riciclata in

quantità pari al 33% del totale della fornitura. Riduzione del

consumo di carta comune nel 2009 pari al 32% rispetto al 2008.

Realizzazione di un Rapporto tecnico ENEA “ acquisti verdi ed

ecosostenibili”: il caso Trisaial

Inserimento di criteri ambientali nelle gare di appalto/acquisto di

beni e servizi: inserimento del criteri relativo al marchio di settore

“forest Stewardship Council” per l’acquisto di mobili d’ufficio l

ultimazione della Sala Archimede (Rif. Allegato 8)

presentati e finanziati nell’ultimo anno numerosi progetti di

ricerca presso le sezioni tecnico scientifiche, della durata media

triennale, aventi carattere innovativo in campo ambientale e nel

contempo completati gran parte dei progetti che erano già stati

avviati nel primo triennio del SGI. (riferimento tabella 8 paragrafo

6.5)

Fonte dei dati: programma di gestione ambientale dal 2004 al 2010

Stato

Obiettivo

31.12.2006

31.12.2006

31.12.2008

31.12.2009

31.12.2009

31.12.2007

31.12.2009

71


72

8.0

OBIETTIVI FUTURI, TRAGUARDI,

PROGRAMMA DI REALIZZAZIONE


Dichiarazione ambientale

8.0 OBIETTIVI FUTURI, TRAGUARDI, PROGRAMMA DI REALIZZAZIONE

Per il futuro la Direzione Centro, in sinergia con i Laboratori Tecnologici, ha individuato gli

obiettivi di miglioramento ambientale che intende perseguire nel corso del triennio di validi

della presente Dichiarazione, i cui programmi di realizzazione sono dettagliati nelle tavole

seguenti.

Aspetto Impiego sostanze pericolose

Obiettivo 1 Ridurre i quantitativi di sostanze pericolose nel Centro

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

1.1 Individuazione delle sostanze

inutilizzabili e obsolete presenti

nel Magazzino di Centro

1.2 Predisposizione specifiche

tecniche, capitolato speciale e

altri elaborati per gara di appalto

per affidamento dello smaltimento

delle sostanze inutilizzabili

e obsolete

1.3 Smaltimento delle sostanze inutilizzabili

e obsolete presenti nel

Magazzino di Centro

Entro Responsabili Stima risorse Indicatori

Marzo 2010

Maggio 2010

Dicembre 2011

Resp. magazzino

RSGI

Resp. Servizi

Generali

Responsabili

Lab. Tecnologici

RSGI

Resp. Servizi

Generali

Resp. magazzino

RSGI

Resp. Servizi

Generali

Aspetto Consumi risorse idriche ed energia

1 mese/uomo

(€ 5.000)

20 gg/uomo

(€ 2000)

€ 70.000

Tipologia e n.

di sostanze

obsolete

Documentazione

di gara

Quantitativo

di sostanze

obsolete

smaltite/

quantitativo

iniziale

Obiettivo 2 Ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica e dell’energia

contenendo i consumi e/o riutilizzando la risorsa stessa

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

2.1 Interventi di sensibilizzazione del

personale

2.2a) Censimento delle fonti di

consumo elettrico negli edifici del

Centro

2.2b) Programma di interventi per la

riduzione dei consumi ( sostituzione

boyler elettrici; sostituzione

illuminazione uffici e

laboratori)

Entro Responsabili Stima risorse Indicatori

almeno 2

interventi

all’anno

RSGI

CT

Dicembre 2010 Energy Manager

Dicembre

2011*

R-INT

Energy Manager

R-INT

1 mese/uomo

(€ 5.000)

4 mesi uomo

(€ 4000)

2 mesi uomo

(€ 2000)

N. interventi

effettuati

Tipologia e

di fonti di

consumo per

edificio

Consegna del

programma

* Le azioni sono in corso e si concluderanno nel Dicembre 2011. Alcuni tra gli interventi programmati e

attuati riguardano la sostituzione dei corpi illuminanti all’interno degli edifici con quelli a basso consumo

energetico e la sostituzione dei boyler elettrici con pannelli solari.

73


74

Aspetto Consumi energia

Centro Ricerche di Trisaia

Obiettivo 3 migliorare le prestazioni energetiche degli edifici del Centro

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

3.1 Diagnosi energetica per

gli edifici/impianti più

energivori

3.2 Realizzazione di interventi e

prosecuzione della certificazione

energetica degli edifici/

impianti

Entro Responsabili Stima

risorse

Giugno

2011

Dicembre

2011*

Energy manager

R-INT

Energy manager

R-INT

Indicatori

€ 8.000 Continua Anagrafe

energetica

In funzione

degli

interventi

effettuati

N. edifici certificati/N.

programmati

* Sono stati progettati alcuni interventi di retrofit ( es. cappotto edificio R33) in attesa di essere

finanziati. Il lavoro di certificazione degli edifici è partito nel secondo semestre del 2009 dal

momento che le linee guida nazionali sono state pubblicate con il decreto del 26 Giugno

2009.

Aspetto Emissioni inquinanti per traffico interno

Obiettivo 4 mobilità sostenibile

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

4.1 Utilizzo di veicoli alimentati

a bioetanolo di seconda

generazione per la mobilità

del Centro

Entro Responsabili Stima risorse Indicatori

supporto

Dicembre

2011**

Direzione di

centro

Lab. Tecnologico

UTTRI-BIOM

€ 100.000 N° di veicoli

alimentati a

bioetanolo

Tonn./ annue di

gasolio risparmiato

** Nell’ambito del progetto BITRAS afferente al Laboratorio UTTRI-BIOM ex sezione ENE BIO

(rif. tabella 8) si prevede la realizzazione di sistemi integrati dimostrativi per la produzione di

biocarburanti di seconda generazione. Il progetto prevede la sperimentazione in condizioni

di esercizio reale di una piccola flotta alimentata a bioetanolo adibita alla movimentazione di

materiali e personale del Centro


Dichiarazione ambientale

Aspetto Aspetti ambientali connessi alle attività dei fornitori

Obiettivo 5 Acquisto prodotti (beni/servizi) “ambientalmente preferibili” cioè

con caratteristiche di sostenibilità ambientale

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

5.1a) Proseguire negli incontri

di sensibilizzazione degli

appaltatori e fornitori

operanti nel Centro

5.1b) Inviare la Politica

Ambientale a tutti gli

appaltatori e fornitori

5.2 Inserire “Criteri Ambientali”

nelle gare di appalto/

acquisto di beni e servizi

Entro Responsabili Stima risorse Indicatori

supporto

almeno due

incontri ogni

anno

All’inizio del

rapporto

almeno due

forniture ogni

anno

RSGI

Resp. Contratto

Direzione Centro

Resp. Contratto

Resp. Gare

Resp. Amministrazione

2 settimane /

uomo per anno

(€ 1.000)

1 settimana / uomo,

per anno

(€ 1.000)

1 mese/uomo

(€ 1.000)

Aspetto Diffusione della cultura della sostenibilità ambientale

N. Fornitori

sen-sibilizzati /N.

to-tale Fornitori

N. invii/N. fornitori

nuovi

N. dei “contratti

verdi

Obiettivo 6 Consolidare i rapporti con attori pubblici e privati del territorio

per realizzare processi, prodotti e servizi a basso impatto

ambientale

Traguardi, azioni o riferimenti a

programmi specifici

6.1a) Proseguimento nelle Linee di

ricerca/ Progetti in corso NEI

lABORATORI tECNOLOGICI

6.1b) Predisposizione o partecipazione

di/a progetti pilota

a carattere innovativo in

campo ambientale con

finanziamenti nel VII

Programma Quadro e nei

Bandi regionali

Entro Responsabili Stima risorse Indicatori

Nota: Al di là degli obiettivi puntuali riportati nel presente paragrafo,

la maggior parte delle attività di ricerca del Centro sono orientate allo

sviluppo sostenibile, con obiettivi definiti a livello generale dai soggetti

promotori e finanziatori, nell’ambito dei relativi Progetti.

Risulta quindi difficile quantificare a priori l’impatto positivo che la

diffu-sione dei risultati di tali attività potrebbe portare in termini di

miglioramenti ambientali indotti; si può tuttavia riportare di seguito il

contributo dei Laboratori Tecnologici che operano in Trisaia nei settori

Ambientale, delle Energie alternative e delle Agrobiotecnologie

Giugno 2010 Resp. Laboratori

Tecnologici

In funzione dei

progetti

N. Progetti finanziati

75


76

AmbIENTE

linea ricerca o progetto promotori

CR Trisaia

SIRpAR: strategie integrate per il Riuso

produttivo di acque reflue municipali in

Puglia

Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione

chimica ed energetica dei rifiuti urbani ed

industriali

Progetto TyGRE: High added value

materials from waste Tyre Gasification

REsidue

Sviluppo di attività sperimentali di

devolatilizzazione/pirolisi del carbone del

Sulcis nell’ambito del progetto Carbone

pulito

Progetto GRADITE: gestione Raccolta

differenziata con isole ecologiche

telecontrollate

Gassificazione del fluff di rottamazione

autoveicoli

ENERGIE ALTERNATIVE

UTTRI-RIF

ex PROT STP

ex PROT MICO

UTTRI-RIF

ex PROT STP

UTTRI-RIF

ex PROT STP

UTTRI-RIF

ex PROT STP

UTTRI-RIF

ex PROT STP

UTTRI-RIF

ex PROT STP

linea ricerca o progetto promotori

CR Trisaia

uNIQuE : gassificazione biomasse ai fini

energetici

ERbA: messa a punto di un pirogassificatore

a biomasse

SOCOGES: messa a punto di un gassificatore a

biomasse di piccola scala

bITRAS: messa a punto di una filiera per la

produzione di etanolo da lignocellulosiche

CERSE 2° annualità linea di attività cella a

combustibile

CERSE 2° annualità linea di attività efficienza

energetica, realizzazione laboratorio per

collettori a media temperatura

pRIT: Sviluppo di una tecnologia di

pretrattamento italiana per la produzione di

bioetanolo di seconda generazione

bIOlIFE: Sviluppo di una tecnologia di

pretrattamento italiana per la produzione di

bioetanolo di seconda generazione

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

Centro Ricerche di Trisaia

Risorse Tempistiche

€ 1.600.000

Finanziato al 25 %

€ 5.300.000

Finanziati

€ 1.350.000

Costo tot.

Progetto:

€ 4.338.000

Commessa ENEIMP

a PROT-STP di

90.000

Avviato nel Marzo

2007 . Da completare

nel 2010

Da concludersi entro

il primo trimestre del

2010

Da completarsi a fine

2012

Da concludersi entro

fine 2010

Finanziato al 100% Da completarsi nel

2010

Accordo di

collabora-zione con

finanzia-mento di

20.000

Da completarsi nel

2010

Risorse Tempistiche

€ 500.000

Finanziato al 75 %

Avviato nel 2008.

Da completare nel

2010

€ 160.000 Da completare

entro il 2010

€ 50.000 Da completare

entro il 2010

€ 8.135.000

Finanziato al 30 %

€ 250.000

finanziato al 100%

€ 200.000

finanziato al 100%

Totale progetto €

24.300.000; quota

Enea € 4.100.000

finanziato al 46%

Totale progetto €

5.600.000 quota

Enea € 681.000

finanziati € 445.000

Avviato nel 2009.

Da completare nel

2012

Da completare

entro il 2011

Da completare

entro il 2010

Avviato nel 2009.

Da completare nel

2012

Avviato nel 2009.

Da completare nel

2013


Dichiarazione ambientale

progetto India: Sviluppo di una tecnologia di

gassificazione per impianti distribuiti

UTRI-BIOM

ex ENE BIO

Commessa costruzioni solari UTRI-BIOM

ex ENE BIO

laboratorio media temperatura UTRI-BIOM

ex ENE BIO

Commessa per prove collettori e sistemi solari UTRI-BIOM

AGROBIOTECNOLOGIE

ex ENE BIO

linea ricerca o progetto promotori

CR Trisaia

mEDITA: metodologie diagnostiche e

tecnologie avanzate per la qualità e la

sicurezza delle produzioni alimentari del

Mezzogiorno d’ Italia

UTTRI-BIOTEC

ex BIOTEC AGRO

TRuEFOOD: Traditional United Europe FOOD UTTRI-BIOTEC

In. bIO: creazione di incubatori di impresa

innovativa nel campo delle biotecnologie

mODEm: sviluppo di modello sostenibile

di sistema serra a ciclo controllato per la

riqualificazione tecnologica, energetica e

produttiva delle colture protette nella Sicilia

meridionale

VALGRASAR: valorizzazione del grano

saraceno attraverso l’innovazione di processo

e di prodotto ( alimenti glutan free e dietetico

funzionali)

Figura 20: lentisco

ex BIOTEC AGRO

UTTRI-BIOTEC

ex BIOTEC AGRO

UTTRI-BIOTEC

ex BIOTEC AGRO

UTTRI-BIOTEC

ex BIOTEC AGRO

€ 160.000

Quota Enea € 25.000

Da concludersi

entro il

31/12/2012

€ 100.000 Da concludersi

entro il

31/12/2011

€ 500.000 Da concludersi

entro il

31/12/2011

€ 450.000 Da concludersi

entro il

31/12/2013

Risorse Tempistiche

€ 1.260.000

(quota ENEA)

€ 1.024.000

(quota ENEA)

Da completare nel

2010

Da completare nel

2010

€ 2.600.000 Da completare nel

2012

€ 950.000

(quota ENEA)

€ 1.216.000

(quota ENEA)

Da completare nel

2010

Da completare nel

2010

Ad oggi, il Centro Ricerche TRISAIA rappresenta uno dei poli tecnologici di riferimento per il

Mezzogiorno d’Italia, sia per il suo posizionamento geografico, sia per le attività di trasferimento

tecnologico svolte a favore del territorio meridionale. Da un punto di vista programmatico,

77


78

Centro Ricerche di Trisaia

è uno dei principali centri di ricerca italiani attrezzati per fare R&S su scala ingegneristica e

preindustriale su una grande varietà di temi.

Quindi, nei prossimi anni, si punterà alla valorizzazione dei risultati dell’attività di ricerca

scientifica e alla realizzazione di strumenti volontari orientati allo sviluppo sostenibile e al loro

trasferimento alle imprese presenti sul territorio, alle Pubbliche amministrazioni, alle scuole e

ai cittadini.

Alla luce del definitivo trasferimento delle vecchie attività nucleari alla SOGIN, il Centro ha

l’esigenza di presentare con chiarezza il nuovo posizionamento e i suoi punti di forza vanno

tratteggiati compiutamente, anche con strutture e comportamenti che garantiscano una

informazione costante ed efficace al territorio

Figura 21: FORum pubblica Amministrazione

Per superare questo deficit comunicativo, il Centro sta implementando un Programma di

comunicazione integrato che, nel medio-lungo termine, sia in grado di:

1. accrescere la conoscenza delle attività del Centro, vale a dire la divulgazione dei risultati

scientifici delle attività svolte;

2. standardizzare il percorso comunicativo del Centro;

3. aumentare l’awareness

del C.R. Trisaia nella Regione Basilicata;

4. migliorare l’immagine del Centro della Trisaia percepita all’esterno, attenuando il cono

d’ombra prodotto dalla storica presenza dell’impianto ITREC sulle attuali e future attività.

In sinergia con altre azioni già concluse (vedi partecipazione a forum pa, energetica, campagna

Certificazione, convegni, visite guidate, ecc.), è stato completato l’allestimento della Sala

Multimediale archimede.

Quello che era nato come Centro Informazione nucleare oggi è una sala multimediale che

presenta, grazie anche a nuovi mezzi e tecniche divulgative, il Centro e le sue attività (per

maggiori dettagli si veda l’Allegato 8).

Awareness = Il termine, che letteralmente significa “conoscenza, consapevolezza”, indica

il grado di notorietà che un’organizzazione è riuscita a raggiungere. Se essa ha raggiunto

l’obiettivo di awareness che si era prefissa, significa che ha investito in efficaci strumenti

comunicativi. Attraverso tale misura può quindi programmarne altri in modo sempre più

mirato.


9.0

IL SISTEMA DI GESTIONE PER

l’AmbIENTE E lA SICuREzzA SIAmESI

79


80

9.0 IL SISTEMA DI GESTIONE PER L’AMBIENTE E LA SICUREZZA SIAMESI

ANAlISI INIzIAlE

Raccolta

documenti e dati

Verifica

conformità

legislativa

Verifica dati

raccolti e analisi

delle esigenze

Creazione

rapporti “Analisi

Iniziale Ambiente

e Sicurezza

pOlITICA

Figura 22: il Sistema di gestione

VERIFICA RIESAmE

DIREzIONE

MIGLIORAMENTO

CONTINuO

pIANIFICAzIONE

Centro Ricerche di Trisaia

La Direzione del Centro si è impegnata a perseguire la sua Politica e i rispettivi obiettivi di

miglioramento ambientale e di sicurezza e a tal fine ha implementato un Sistema di Gestione

Integrata Ambiente E SIcurezza (SIAMESI), con la collaborazione di un team di esperti dell’ex

Dipartimento ACS 12 Il Sistema è stato certificato secondo la Norma ISO 14001 e lo standard

internazionale OHSAS 18001.

ATTuAzIONE E

FuNzIONAmENTO

ll lavoro di ricerca è contraddistinto da multidisciplinarità e da attività che nascono e

muoiono nell’arco di tempi relativamente brevi o che procedono per campagne, interrotte e

riavviate, a seconda delle necessità dei relativi progetti. Tutto ciò conferisce caratteristiche di

grande variabilità spaziale e temporale agli aspetti inerenti l’ambiente e la sicurezza. Diventa

perciò indispensabile ricorrere ad uno strumento che consenta di tenere sotto controllo

in maniera adeguata i frequenti cambiamenti delle attività di ricerca, sia a livello di metodo

che di documentazione. L’alta frequenza di modifiche introdotte dall’attività di ricerca obbliga

direzione, ricercatori, tecnici e operatori a realizzare processi, impianti, impiego di sostanze,

ecc., completamente nuovi che possono comportare la presenza di nuovi aspetti ambientali

o rischi connessi. La gestione delle attività di ricerca, per natura scarsamente prevedibili nel

loro decorso, anche temporale, e quindi altrettanto difficilmente proceduralizzabili, ha indotto

a sperimentare la applicabilità di metodologie e tecniche proprie dei sistemi di gestione al fine

di adeguarle efficacemente al contesto ricerca.

Il Sistema (Fig. 22) è applicato a tutte le attività del Centro che possono avere un impatto

sull’ambiente o presentare rischi connessi con la salute e sicurezza del personale, al fine di

prevenirne, ridurne l’incidenza e infine tenerli sotto controllo.

Il Sistema definisce le modalità per individuare, all’interno della struttura organizzativa

del Centro, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione di

una politica di prevenzione, nel rispetto delle norme ambientali e di salute e sicurezza

vigenti.

12 ACS = Ambiente, Cambiamenti Globali e Sviluppo Sostenibile


Dichiarazione ambientale

A partire dal Direttore, tutti i livelli dell’organizzazione, le strutture, i dipendenti che ad esse

fanno capo ed il personale che, a qualunque titolo opera nel sito, sono coinvolti nel Sistema di

Gestione, ognuno per la parte di propria competenza.

Per applicare e mantenere attivo il Sistema è stato nominato un Responsabile, specificamente

formato ed addestrato.

La documentazione del SGI del Centro di Trisaia è organizzata su 4 livelli:

manuale

Procedure, Istruzioni

Operative

Piani, Programmi, Disposizioni

moduli

9.1 Misure Di Prevenzione, Sorveglianza E Misurazione

Al fine di prevenire situazioni di inquinamento il Centro ha preso le seguenti precauzioni:

• la pavimentazione dei reparti è resa impermeabile a mezzo di idonei rivestimenti;

• il deposito temporaneo dei rifiuti speciali pericolosi avviene in un apposito box realizzato

in cemento armato e tompagnatura in mattoni pieni, il pavimento è trattato con vernice

epossidica anti corrosione; è presente un pozzetto di raccolta, e un Sistema automatico

di rilevamento incendi. Il box è dotato di un gradino di contenimento alto circa 25 cm

completamente all’interno;

• lo stoccaggio dei prodotti liquidi viene fatto in zone idonee chiaramente identificate ed

utilizzando, dove necessario, bacini di contenimento.

Come già accennato, per ridurre i consumi di risorse naturali sono state adottate misure

specifiche:

• i vialetti interni sono illuminati con lampade a basso consumo, ad eccezione di quelle del

perimetro esterno che devono restare accese per motivi di sicurezza;

• sono stati realizzati lavori di sostituzione degli infissi in molti edifici del Centro;

• è stato applicato un software per disattivare eventuali macchine o impianti nei periodi di

non utilizzo;

• è stato realizzato un impianto di fitodepurazione per fertirrigare le zone verdi ad esso

limitrofe e diminuire i prelievi d’acqua dai pozzi.

Per prevenire alla fonte situazioni pericolose, una apposita Procedura (Circolare) del Direttore

definisce le modalità per l’approvvigionamento e l’utilizzo di sostanze e prodotti pericolosi. Il

loro ingresso nel Centro è consentito solo previa verifica della presenza della prevista Scheda di

Sicurezza (SdS) e l’utilizzo successivo deve effettuarsi con le necessarie misure di prevenzione

e protezione. Tutte le SdS sono disponibili nei luoghi di lavoro, a disposizione degli operatori,

aggiornate, redatte in lingua italiana e complete.

Inoltre il Centro ha definito e attua il Programma di sorveglianza e misurazione, per misurare

la propria prestazione ambientale e di sicurezza confrontandola con la Politica, gli obiettivi e

i traguardi stabiliti e per tenere sotto controllo gli aspetti ambientali diretti e indiretti che ha

identificato come significativi e quelli non ritenuti significativi ma che potrebbero diventarlo in

futuro.

81


82

Tabella 12: programma di sorveglianza e misurazione

Aspetto ambientale Attività Periodicità

uso Sostanze pericolose Verifica Approvvigionamenti Annuale

Verifiche esistenza Schede di

Sicurezza

Verifica formazione personale

Centro Ricerche di Trisaia

Trimestrale o a campione

Annuale

produzione rifiuti Produzione totale Annuale

Rifiuti a smaltimento differenziato Annuale

Condizioni depositi temporanei Mensile

Verifiche raccolte locali Mensile

produzione oli esausti Quantità raccolte/smaltite Annuale

produzione batterie esaurite Quantità raccolte/smaltite Annuale

Consumi energetici Misura consumi Trimestrale

utilizzo risorse idriche Misura consumi Trimestrale

Scarichi idrici Analisi chimico fisiche Mensile

Verifica funzionamento Giornaliera

Consumo Carta Quantificazione consumi Annuale

Emissioni impianti termici Verifiche periodiche Annuale: 35 < Pn350 Kw

Radioattività ambientale Monitoraggio matrici ambientali Secondo Piano di monitoraggio

Emissione rumore Misure fonometriche esterne Alla necessità

Rilasci sostanze pericolose

(Aree rifornimento)

Rilasci sostanze pericolose

(Serbatoi interrati)

Sopralluoghi di verifica Ai rifornimenti

Sopralluoghi di verifica, prove

funzionalità

Trimestrale

Incendio Manutenzioni e verifiche antincendio Semestrali e giornaliere

Attività ditte esterne nel

Centro

9.2 Gestione Delle Emergenze

Sopralluoghi di verifica In funzione della durata e

tipologia di appalto

Il Centro ha predisposto delle procedure per la gestione delle emergenze al fine di prevenire,

ridurre o controllare potenziali danni ambientali e nel contempo salvaguardare la sicurezza e

la salute delle Parti Interessate del Centro (dipendenti, ditte esterne, visitatori, popolazione

limitrofa, ecc.)

Sono stati valutati tutti i possibili scenari di emergenza predisponendo idonei piani di

evacuazione; sono state inoltre predisposte squadre di emergenza (convenzionale, antincendio

e radiometrica), di pronto intervento e di primo soccorso.

Una Procedura di Sistema prevede che, nel caso in cui, anche in maniera accidentale, si

determini un danno o un pericolo concreto di inquinamento ambientale, il Direttore di Centro

attua le misure di “messa in sicurezza d’emergenza” delle aree inquinate o degli Impianti o dei

Laboratori dai quali deriva il pericolo di inquinamento e invia alle autorità competenti, entro 48

ore, la comunicazione di pericolo. Procede quindi, secondo i suddetti disposti di legge, alle fasi


Dichiarazione ambientale

successive di bonifica.

Ad oggi comunque non si è mai verificato un tale evento. Periodicamente sono effettuate delle

simulazioni di emergenza.

Di seguito si elencano le possibili categorie di evento e le modalità di intervento.

9.2.1 Incendio

Il Centro ha predisposto un Piano di emergenza antincendio per assicurare che, in caso di

incendio, tutti conoscano le azioni da eseguire per garantire, innanzitutto, la sicura evacuazione

del sito. Esso:

• definisce compiti e responsabilità di intervento dei lavoratori e degli addetti della squadra

antincendio, in caso di incendio ovunque esso si sviluppi ed in qualsiasi condizione operativa

degli impianti e dei laboratori;

• specifica le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire la necessaria

assistenza al loro arrivo;

• descrive caratteristiche, tipo, numero e dislocazione degli impianti di rivelazione e di

allarme antincendio, dei mezzi estinguenti e di spegnimento nonché delle attrezzature ed

equipaggiamenti disponibili per la squadra antincendio e loro ubicazione;

• include una planimetria del Centro, una guida alla scelta, sorveglianza, controllo e

manutenzione degli estintori.

9.2.2 Sversamento accidentale

Le situazioni di emergenza dovute a spargimenti accidentali di sostanze pericolose, di rifiuti o

di sostanze da esse derivate durante la loro movimentazione all’interno dei laboratori/impianti,

sono gestite mediante apposite procedure, in funzione della gravità del danno che possono

causare; in altre parole:

5. piccoli sversamenti accidentali prevedono l’intervento dei Responsabili e degli operatori

secondo una normale prassi di laboratorio che tiene conto delle indicazioni riportate sulla

Scheda di Sicurezza del prodotto;

6. grandi sversamenti (manovre errate, contenitori rovesciati, guasti a valvole, fusti corrosi,

falle nei serbatoi di stoccaggio, ecc.) che possono causare gravi danni all’ambiente e/o ai

dipendenti prevedono l’attivazione della Guardiania di Centro che immediatamente avvisa

la Squadra di Primo Intervento e, se necessario, il Servizio di Primo Soccorso;

7. piccoli versamenti di gasolio durante i rifornimenti dei serbatoi del Centro derivanti da

errate manovre (per es. fuoriuscita del tubo erogatore) o, in caso di rottura di serbatoi,

fusti, ecc., massicci versamenti di gasolio all’interno del bacino di contenimento, prevedono

l’intervento del Responsa-bile o dell’Assistente di Contratto che si attivano per arginare la

fuoriuscita del carburante limitandola, circoscrivendola, e procedendo successivamente alla

messa in sicurezza e alla successiva bonifica dell’area inquinata.

9.2.3 Emergenza nucleare

Il Centro di Trisaia, in accordo con i disposti di legge (D.Lgs 230/95) ha gestito13 il “Piano di

Emergenza Esterna”, per assicurare la protezione, ai fini della pubblica incolumità, della

popolazione e dei beni, dagli effetti dannosi derivanti da emergenza nucleare dovuta a potenziali

immissioni incidentali di radioattività dall’impianto ITREC nell’ambiente circostante. Tale attività,

peraltro, ha comportato la creazione di squadre speciali di intervento in cui è stata assicurata la

presenza delle competenze necessarie, di tipo tecnico, medico o sanitario. Periodicamente sono

state effettuate esercitazioni simulate.

Attualmente, con l’entrata in vigore nel 2009 del nuovo Piano di emergenza esterna, gestito

da SOGIN, attuale esercente dell’impianto ITREC, il C.R. Trisaia è diventato “popolazione”

potenzialmente esposta e come tale è coinvolta nel Piano.

13 fino al 2003, come esercente dell’impianto ITREC; dal 2003 al 2005 su richiesta di SOGIN, in attesa di approvazione

di un loro “Piano di emergenza esterna”

83


84

Centro Ricerche di Trisaia

Le competenze acquisite, la strumentazione specifica come pure le “squadre radiometriche”,

sono mantenute attive a cura dell’Istituto di Radioprotezione presente in Trisaia che in tale modo

è in grado di erogare all’esterno servizi di formazione sulla gestione dell’emergenza nucleare e

sulla radioprote-zione in genere (Rif. paragrafo 4.2).

Nel caso di una ipotizzabile situazione di emergenza nucleare, il C.R. Trisaia può fornire anche un

supporto tecnico agli enti esterni ad essa preposti (Prefetto, ARPA Basilicata, VVFF).

9.3 La Partecipazione Diretta Dei Dipendenti

La partecipazione del personale al processo di miglioramento nei confronti dell’ambiente è

fondamentale e lo strumento che il Centro utilizza per costruire una partecipazione attiva è

la comunicazione organizzata, cioè “progettata” nel Sistema e non lasciata al caso. Di volta in

volta, sono identificati le modalità e i mezzi più efficaci (riunioni, Comunicazioni Interne, posta

elettronica, opuscoli, bacheche, audiovisivi, documenti disponibili in rete interna, ecc.) per

raggiungere gli interlocutori individuati.

La comunicazione interna aiuta i dipendenti e gli altri soggetti che operano nel Centro a sentirsi

responsabili e ad essere consapevoli della rilevanza e della importanza delle proprie attività nel

raggiungimento degli obiettivi e traguardi di miglioramento ambientale.

A tal fine è stato anche attivato un canale di comunicazione diretto con il personale inserendo

nella rete intranet tutti i documenti fondamentali del Sistema (es. la Politica), le presentazioni,

le procedure, le istruzioni e la modulistica da essi generata (ad esempio, il modulo per la raccolta

rifiuti, il modulo per la segnalazione di una situazione non conforme, ecc.). I moduli compilati,

spediti via e-mail, vanno automaticamente al destinatario che provvede ad avviare le azioni di

sua competenza.

Per accrescere ulteriormente la partecipazione del personale, è stato creato e inserito in

intranet, un “Modulo dei suggerimenti” che i dipendenti possono usare per avanzare proposte

migliorative per il funzionamento del sistema o per ottimizzarne la gestione. Le segnalazioni

pervenute dal personale sono raccolte e registrate dal Responsabile di Sistema, che valuta, di

volta in volta, le azioni da intraprendere e le risposte da fornire conseguentemente.

Un buon processo di comunicazione interno risulta così propedeutico a un efficace processo di

comunicazione con l’esterno, sia per la ricchezza dei contenuti che possono emergere e per la

congruenza della comunicazione, sia perché il pubblico interno è il primo comunicatore con l’esterno,

a partire dalle famiglie, fino alla comunità locale, alle Parti Interessate esterne e così via.

La valutazione dell’efficacia del processo di comunicazione viene effettuata durante gli audit

di Sistema mediante interviste al personale o attraverso questionari anonimi appositamente

studiati e periodicamente distribuiti. La verifica rappresenta un momento importante del

processo comunicativo perché evita errori nella sua attuazione e consente di migliorare la

qualità del lavoro revisionando e aggiornando, se necessario, il programma di comunicazione

stesso (obiettivi, strategie, strumenti, destinatari, ecc.).


Dichiarazione ambientale

10.0 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

• L. D’Aquino, S. Pace,

P. Marannino, U. Cirio, G. Cassano, Un modello per il riassetto della

vegetazione nel Centro di Ricerche ENEA della Trisaia - Rapporto Tecnico/INN/99/6

• A. Antonelli, L. Cigna

Rossi, U. Laneri, G. Lenzi, G. Cassano, A. Marzucchi, Studio ecologico

sul sito del Centro di Ricerche Nucleari della Trisaia - Rapporto Tecnico/PROT/71/5, estratto

da “Giornale di Fisica Sanitaria e Prevenzione contro le Radiazioni”, vol. 12, n. 4, pagg. 109-

115, 1970

• CCIAA Modena, ANGQ in collaborazione con ENEA PROT, Metodologie operative per

l’introduzione dei Sistemi di gestione Ambientale nelle PMI – Guida Tecnica, supplemento

1/2003 Modena Economia- Periodico CCIAA Modena

• F. Iraldo, Valutare e gestire gli Aspetti Ambientali indiretti: un possibile approccio -

Convegno “Il nuovo Regolamento EMAS: oltre i confini aziendali”, Aula magna Università

Bocconi, 10 luglio 2001

• M. Litido, R. Adamoli, G. Caropreso, Valutazione degli aspetti ambientali indiretti in un

Centro di ricerca - De Qualitate, gennaio 2006, 33-41

• Circ. n. 001/2002/Direzione Centro TRISAIA Prevenzione e protezione dei lavoratori:

modalità di approvvigionamento dei prodotti chimici

• I. Debonis, M.A Auletta, D. Orlando, G. Peluso, G. Gonnella, La certificazione ambientale

come fattore competitivo del territorio e delle imprese turistiche - Convegno su “La

certificazione ambientale”, ENEA C.R. Trisaia, 18 giugno 2004

• M. Litido, R. Adamoli, M. Galatola, P. C. Vignoni, M. Fusato, Un Sistema Integrato AMbiente

E SIcurezza per i Centri di Ricerca dell’ENEA - Ambiente e Sicurezza Il Sole 24 ORE, n. 11,

31 maggio 2005

• D. Viggiano, SIAMESI: il Sistema Integrato AMbiente E SIcurezza del Centro ENEA Trisaia e

la sua certificazione - Info ICIM, n.21, Anno VI, maggio 2005

• G. Lelli, L’avanguardia dello studio e della sperimentazione - L’utilità dei progetti pilota

e la costituzione di “prototipi”: l’esempio positivo dell’istituto di Trisaia - Mondo Lavoro,

luglio-agosto 2005

• M. Matera, La Comunicazione Esterna del C.R. ENEA TRISAIA - Relazione 2009

• M. Matera, G. Guarini, Report prima edizione Master in Ingegneria ed economia delle

fonti rinnovabili”-Gennaio/Settembre 2008

• E. Fantuzzi, S. Zicari, N. Silvestri, G. Liccione,

Rapporto sul monitoraggio della Radioattività

Ambientale - Sito C.R. TRISAIA, Anno 2006, ENEA RTI BAS-ION-IRP 2007(7)

• SOGIN, Rapporto finale di sicurezza (Impianto ITREC) - IT G 0003 Rev. 03 del 9.10.2006

• Circolare ENEA Commissariale n°1” prime Azioni per la funzionalità dell’Agenzia Nazionale,

per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico sostenibile”- 6 ottobre 2009

• Circolare Commissariale n°2 “Provvedimenti organizzativi per la funzionalità dell’Agenzia-23

ottobre 2009

• Circolare Commissariale n° 23 “Ulteriori provvedimenti organizzativi per la funzionalità

dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico

sostenibile (ENEA)” - 20 aprile 2010

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ALLEGATO 1. STRUTTURA DELL’ENEA

Centro Ricerche di Trisaia


Dichiarazione ambientale

Si riporta di seguito, una sintetica descrizione delle “Unità tecniche”, delle Unità e Uffici Centrali

ed infine dei Centri di Ricerca”:

PRESSO IL CENTRO RICERCHE BOLOGNA

Unità Tecnica Metodi per la Sicurezza dei Reattori e del Ciclo del Combustibile

Unità Tecnica Ingegneria Sismica

Unità Tecnica Modelli, Metodi e Tecnologie per le Valutazioni Ambientali

Unità Trasferimento Tecnologico

pRESSO I lAbORATORI DI RICERCA mONTECuCCOlINO

Istituto di Radioprotezione

pRESSO Il CENTRO RICERCHE bRASImONE

Unità Tecnica Ingegneria Sperimentale Brasimone

pRESSO Il CENTRO RICERCHE bRINDISI

Unità Tecnica Tecnologie dei Materiali Brindisi

pRESSO Il CENTRO RICERCHE CASACCIA

Unità Tecnica Efficienza Energetica

U. T . Tecnologie e Impianti per la Fissione e la Gestione del Materiale

nucleare

Unità Tecnica Fonti Rinnovabili

Unità Tecnica Tecnologie Avanzate per l’Energia e l’Industria

Unità Tecnica Caratterizzazione, Prevenzione e Risanamento Ambientale

Unità Tecnica Tecnologie Ambientali

Unità Tecnica Biologia delle Radiazioni e Salute dell’uomo

Unità Tecnica Sviluppo Sostenibile ed Innovazione del Sistema AgroIndustriale

Unità Tecnica Tecnologie dei Materiali

Unità Tecnica Modellistica Energetica Ambientale

Unità Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti

Unità di Progetto Ricerca di Sistema Elettrico

Unità Supporto al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide

pRESSO I lAbORATORI DI RICERCA FAENzA

Unità Tecnica Tecnologie dei Materiali Faenza

pRESSO Il CENTRO RICERCHE FRASCATI

Unità Tecnica Fusione

Unità Tecnica Sviluppo di Applicazioni delle Radiazioni

pRESSO Il CENTRO RICERCHE pORTICI

Unità Tecnica Tecnologie Portici

PRESSO IL CENTRO RICERCHE SALUGGIA

Unità Tecnica Tecnologie Saluggia

pRESSO Il CENTRO RICERCHE S. TERESA

Unità Tecnica Ambiente Marino e Sviluppo Sostenibile S. Teresa

pRESSO Il CENTRO RICERCHE TRISAIA

Unità Tecnica Tecnologie Trisaia

PRESSO LA SEDE LEGALE ENEA

Unità Tecnica Sviluppo Sistemi per l’Informatica e l’ICT

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88

uNITA’ CENTRAlI

Unità Centrale Personale

Unità Centrale Amministrazione

Unità Centrale Pianificazione e Controllo

Unità Centrale Funzionamento e Sviluppo Centri

uFFICI CENTRAlI

Organo Centrale di sicurezza

Ufficio Legale

Ufficio Studi

Ufficio ENEA di Bruxelles

Ufficio degli Organi di Vertice - Consiglio Scientifico

Ufficio degli Organi di Vertice - Consiglio di Amministrazione

Ufficio degli Organi di Vertice - Collegio dei Revisori

Unità Comunicazione

Unità Informazione e promozione dei progetti ENEA

Unità Rapporti con le Istituzioni

Unità Rapporti con i Media

Unità Rapporti Internazionali

Unità Relazioni con le Università e i Centri di Formazione

Unità Gestionale Amministrativa

Unità Gestione Rapporti Societari

CENTRO RICERCHE BOLOGNA

CENTRO RICERCHE BRASIMONE

CENTRO RICERCHE BRINDISI

CENTRO RICERCHE CASACCIA

CENTRO RICERCHE FRASCATI

CENTRO RICERCHE PORTICI

CENTRO RICERCHE SALUGGIA

CENTRO RICERCHE SANTA TERESA

CENTRO RICERCHE TRISAIA

Centro Ricerche di Trisaia


Dichiarazione ambientale

Figura 23: Centro di Innovazione Integrato Agrobiopolis

ALLEGATO 2. DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ DI RICERCA

Nel seguito è fornita una descrizione delle attività di ricerca realizzate nel Centro della Trisaia.

L’esposizione utilizza necessariamente la terminologia tecnica che, talvolta, risulta difficilmente

comprensibile ai non addetti ai lavori. Pertanto, per i chiarimenti e per informazioni di carattere

generale sulle stesse, si consiglia di consultare gli opuscoli della collana “Sviluppo Sostenibile”,

scaricabili dal sito web dell’ENEA al seguente indirizzo: www.enea.it , alla voce Pubblicazioni e

Biblioteche.

Agrobiotecnologie

Le attività nel settore agro-biotecnologico interessano diversi ambiti programmatici e gli

obiettivi vengono perseguiti mediante le principali azioni:

diversificazione delle produzioni vegetali finalizzata alla selezione di specie vegetali tipiche

delle regioni meridionali per l’ottenimento di prodotti agroalimentari ad alto contenuto

biologico (functional foods, nutriceuticals);

• selezione e caratterizzazione di genotipi vegetali di interesse agronomico;

• applicazione di nuove biotecnologie nella diagnostica alimentare;

• sviluppo, sperimentazione e trasferimento di tecnologie e metodologie innovative ( mild

technolo-gies), fino alla scala pilota, per i settori agro-alimentare ed agro-industriale;

• messa a punto ed applicazione di tecniche e metodologie a supporto della diagnostica

microbiologica e chimico-fisica, della tracciabilità /rintracciabilità e della difesa fitosanitaria

ecocompatibile di produ-zioni vegetali ed agroalimentari;

• sviluppo di tecnologie e metodologie a supporto dell’ottimizzazione della Supply Chain;

• sviluppo di metodologie operative su scala pilota per la realizzazione di materiali di

riferimento nel settore agro-alimentare;

• supporto alle PMI del settore agro-alimentare nel percorso di certificazione di processo/

prodotto

I principali laboratori a supporto delle attività sono:

1. un complesso di laboratori agrobiotecnologici dedicati al miglioramento della produzione

agricola vegetale; laboratori di genomica dediti alla costruzione di macro-arrays a DNA,

proteomica e metabolomica;

2. un complesso impiantistico multifunzionale (Hall Tecnologica del Centro di Innovazione

Integrato Agrobiopolis) in grado di operare nelle seguenti aree: fermentazione, estrazione

a fluidi supercritici, tecnologie mild per il trattamento di prodotti alimentari, downstream

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90

3.

4.

5.

Centro Ricerche di Trisaia

processing, tecnologie innovative per il condizionamento/confezionamento, sistemi

avanzati per il controllo di processo e la qualità dei prodotti, sistemi avanzati per le colture

protette;

laboratori specialistici nel campo della biologia vegetale molecolare e cellulare;

laboratori di chimica analitica, di Microscopia elettronicae di diagnostica fitopatologica;

laboratorio di spettrometria di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR), un laboratorio di

analisi fibre;

un impianto per la preparazione di materiali di riferimento per matrici vegetali al fine di

validare i metodi analitici e verificare la affidabilità e riproducibilità di metodi e misure.

Figura 24: laboratorio Radioprotezione

Radioprotezione

Le principali attività dell’Istituto di Radioprotezione presso il Centro Ricerche ENEA Trisaia

riguardano, in applicazione della vigente normativa (D.Lgs. 230/1995 e s.m.i.):

• la sorveglianza fisica di radioprotezione attraverso Esperti Qualificati;

• sorveglianza dosimetrica esterna ed interna sul personale esposto a rischio da radiazioni

ionizzanti;

• sorveglianza della radioattività ambientale attraverso il campionamento ed il controllo

Sistematico delle diverse matrici ambientali ed alimentari (aria, terreno, acque, latte, frutta,

ortaggi, pesce, ecc.);

Inoltre, l’Istituto supporta gli enti locali nelle attività di competenza (ARPA Basilicata, Vigili del

Fuoco, Prefettura, ecc.) e fornisce servizi tecnici di radioprotezione ad utenti esterni.

Il piano di sorveglianza della radioattività ambientale svolto dall’Istituto ricalca sostanzialmente

la rete di sorveglianza originaria con leggere modifiche nella frequenza di campionamenti e con

l’aggiunta di alcuni punti di prelievo. In particolare, in un anno sono previsti circa 60 punti di

prelievo situati sia all’interno che all’esterno del Centro, per un totale di circa 500 campioni e di

circa 1000 analisi su di essi.


Dichiarazione ambientale

Il tipo e la periodicità dei prelievi sono compatibili con le indicazioni della Comunità Europea per

le reti nazionali di monitoraggio della radioattività ambientale.

La partecipazione a recenti campagne di interconfronto nazionali ed internazionali ha

confermato l’affidabilità delle prestazioni fornite, in particolare per quanto concerne le misure

di Spettrometria γ e di Sr-90.

applicazioni laser

Il laboratorio sperimentale di applicazioni laser consente la copertura di un ampio range di

processi:

• taglio su materiali metallici, ceramici e polimerici;

• saldatura (tecnologia in forte crescita), con e senza materiale d’apporto e con tecnologia

laser arco su leghe di acciaio, alluminio e titanio;

• trattamenti superficiali (tecnologia in fase di ricerca) consistenti in indurimenti, alligazioni

e riporti.

Il laboratorio è supportato da un’officina meccanica per la realizzazione della componentistica

ausiliaria, da un laboratorio di metallografia per la preparazione dei provini e l’esame dei risultati

ottenuti e da uno studio di microscopia dotato di Sistema fotografico e di acquisizione digitale

per le analisi superficiali e di strumentazione per prove di durezza.

Tra le attività in corso della stazione sperimentale del Centro per le applicazioni della tecnologia

laser alle lavorazioni meccaniche (taglio, saldatura, trattamenti superficiali) si segnalano

la costruzione di un database dei parametri per il taglio di acciaio e titanio al variare dello

spessore, lo sviluppo di soluzioni innovative per la saldatura di leghe in alluminio e titanio, la

sperimentazione su riporti in metallo duro e la messa a punto di un Sistema flessibile robotizzato

per saldature tridimensionali di componenti in acciaio.

Figura 25: laboratorio sperimentale

applicazioni laser

91


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Metrologia

Centro Ricerche di Trisaia

Nel Centro opera il Centro Integrato di Metrologia nel campo della metrologia e del controllo

qualità. Le attività sono realizzate con il supporto di:

1. un laboratorio metrologico accreditato presso il Servizio Italiano di Taratura (SIT), per la

taratura di strumenti di misura, trasduttori e campioni materiali, la cui attività metrologica

riguarda: misure elettriche, taratura di voltmetri, amperometri, resistometri; misure di

temperatura: taratura di termometri a resistenza e di termocoppie; misure di lunghezza:

misure dimensionali su blocchetti piano paralleli;

2. un laboratorio controllo qualità per lo sviluppo di tecniche quali:

• prove non distruttive: esami mediante ultrasuoni, esami endoscopici, esami termografici,

esami RX;

• analisi non distruttive su materiali edilizi ante e post intervento per l’individuazione di

eventuali fenomeni di degrado, eseguibili sia in situ che in laboratorio, tramite rilievi

fotogrammetrici, indagini termografiche, prospezioni radar, indagini ultrasoniche,

monitoraggio, caratterizzazione strutturale, prove ambientali;

3. una stazione di addestramento per lo svolgimento di corsi di formazione del personale

preposto alla progettazione/conduzione di impianti di automazione e alla certificazione di

materiali e componenti.

Figura 26: Analisi non distruttive

di materiali edilizi: Elaborazione di

immagini termografiche eseguite

su palazzo Agresta-D’Alessandro

(Rotondella-mT).

Figura 27: Centro metrologia


Dichiarazione ambientale

Fonti rinnovabili – Biomasse

Le attività riguardano lo sviluppo di processi di conversione delle biomasse in combustibili liquidi

e gassosi per la produzione di energia termica o elettrica ed in prodotti di interesse industriale

e zootecnico.

Le tecnologie sviluppate sono:

• la gassificazione delle biomasse per ottenere un gas combustibile il cui potere calorifico

dipende dalla tipologia di processo impiegato;

• la conversione biologica delle biomasse lignocellulosiche mediante idrolisi enzimatica e

fermentazione della cellulosa e della emicellulosa per ottenere etanolo;


la conversione in prodotti di interesse industriale e zootecnico (ad esempio mangimi per

animali), mediante destrutturazione di paglie e foraggi, finalizzata ad incrementarne il valore

nutritivo.

Gli impianti a supporto alle ricerche sono:





una stazione sperimentale di pirolisi e gassificazione, dotata di due impianti a letto fisso

downdraft ad aria rispettivamente da 30 e 80 KWe accoppiati ad un motore a combustione

interna;

un impianto di steam gasification a letto fluido ricircolato da 500 KWt per la produzione di

un gas ad alto tenore di idrogeno da utilizzare per produrre energia elettrica in una cella a

combustibile a carbonati fusi (ancora da integrare nell’impianto);

un impianto continuo di steam explosion da 300 kg/h per il trattamento idrotermico delle

biomasse lignocellulosiche;

un impianto di steam explosion batch per i test sperimentali preliminari.

Parallelamente agli impianti operano inoltre i laboratori di chimica strumentale, di chimica

preparatoria e di chimica biologica dotati di strumentazione d’avanguardia e di bio-reattori

operanti a diverse scale.

Figura 28: Impianto di

gassificazione biomasse

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Figura 29: Test sui collettori solari

Fonti rinnovabili – Energia solare

Nel Centro è allestito un laboratorio di prova e qualificazione di componenti e sistemi solari

termici, accreditato presso il SINAL per l’esecuzione di prove su pannelli solari sia vetrati che

scoperti secondo normative internazionali ed europee (ISO 9806 ed EN 12975) per:



la determinazione di curva di efficienza istantanea in condizioni stazionarie e la resa energetica

in condizioni transitorie, le perdite di carico, la costante di tempo, la capacità termica, il

modificatore dell’angolo di incidenza;

la qualificazione in senso stretto, mediante prove atte a verificarne le capacità di resistenza a

condizioni di funzionamento anomale, agli agenti atmosferici ed all’invecchiamento.

Il laboratorio effettua inoltre prove di caratterizzazione delle prestazioni termiche giornaliere

ed annuali di sistemi solari per la produzione di acqua calda per uso igienico-sanitario, per varie

tipologie climatiche e in diverse condizioni operative, secondo le metodologie riportate nelle

normative ISO 9459–2 ed EN 12976.

Il laboratorio è attualmente l’unico operante in Italia ed è il riferimento nazionale nella definizione

del marchio europeo di qualità dei collettori solari (solar Keymark).


Figura 30: laboratorio mobile monitoraggio ambientale

Monitoraggio Ambientale

Il Centro è dotato di un SIstema di mOnitoraggio Ambientale (SIMOA) per la rilevazione

distribuita e in continuo degli inquinanti presenti nell’ambiente. Le attività riguardano i seguenti

ambiti:

• servizi di rilevamento e previsione e valutazione dell’impatto ambientale;

• analisi dello stato di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo in aree agricole urbane e

industriali;

• monitoraggio ambientale nelle aree destinate allo smaltimento dei rifiuti (discariche

controllate);

• caratterizzazione dell’impatto ambientale delle attività agricole ed industriali;

• caratterizzazione dei reflui civili ed industriali;

• valutazione dell’inquinamento chimico e microbiologico delle acque fluviali, costiere e delle

acque di balneazione e determinazione dello stato di qualità ambientale;

• determinazioni finalizzate alla progettazione e alla gestione del risanamento ambientale;

• controllo di qualità dell’ambiente a sostegno delle produzioni agricole locali.

Il Sistema di Monitoraggio Ambientale è costituito da:

• rete fissa di monitoraggio della qualità dell’aria (tre centraline),

• mezzo mobile per il monitoraggio dell’aria,

• mezzo mobile per analisi chimico-biologiche eseguibili in situ,

• laboratori chimico-biologici per l’analisi dei campioni raccolti, la messa a punto e la

realizzazione di protocolli di analisi,

• un Centro di calcolo che provvede all’elaborazione dei dati per la successiva archiviazione nel

Sistema Informativo Territoriale.

Le linee di ricerca condotte riguardano la valutazione dell’inquinamento da microinquinanti e

da metalli pesanti, nonché dell’inquinamento chimico e microbiologico di acque superficiali

(acque marino- costiere e acque fluviali); è anche attiva una linea di ricerca finalizzata a valutare

lo “stato ecologico” dei fiumi tramite “l’Indice Biotico Esteso” (IBE). Attualmente le attività sono

incentrate sulla caratterizzazione chimico/biologica di acque reflue e sul monitoraggio della

qualità dell’aria.

95


96

Figura 31: Impianto Terre Rare

Terre Rare

Nel Centro ENEA è stato realizzato un impianto pilota per lo sviluppo e l’ottimizzazione di processi

idrometallurgici per il trattamento e recupero dei minerali di terre rare e/o metalli ad elevato

valore aggiunto (impianto TERRE RARE). L’utilizzo di metalli non ferrosi per applicazioni speciali

sarà sempre più massiccio e le terre rare, che ne rappresentano il gruppo più significativo, sono

classificate come materiali strategici. Le attività specifiche riguardano:

• R&S di processi chimici per la separazione e la purificazione di metalli ad alto valore

aggiunto;



dimostrazione di processi per favorire il trasferimento tecnologico all’industria italiana del

know –how necessario alla produzione di metalli di rilevanza strategica ad altissimi gradi di

purezza (terre rare, indio, gallio, germanio, oro, rame, ecc.);

sviluppo di tecniche di automazione e controllo processo.

Gli aspetti innovativi delle attività avviate riguardano la possibilità di trattare simulati di reflui

e di scarti industriali per il recupero di metalli ad alto valore aggiunto attraverso processi

idrometallurgici.

E’ costituito da un impianto pilota polifunzionale per il ricevimento, la preparazione, il trattamento

dei minerali, affiancato da un laboratorio di controllo di processo. A supporto dell’impianto

pilota vi è inoltre un laboratorio di analisi per la caratterizzazione chimica dei minerali delle terre

rare e dei prodotti del processo di estrazione con solvente.


Dichiarazione ambientale

Figura 32: Impianto Focus

Trattamento Rifiuti

Nel Centro è presente una stazione sperimentale di trattamento rifiuti e reflui di natura sintetica

le cui attività di ricerca riguardano:

1. Sviluppo di processi in grado di ottimizzare i cicli produttivi per la riduzione dei rifiuti e reflui

prodotti;

2. Sviluppo di processi e tecnologie di trattamento rifiuti finalizzati al recupero di materia ed

energia;

3. Trattamento e smaltimento di rifiuti (solidi urbani, contenenti amianto, ospedalieri) e

sviluppo di tecniche di disinquinamento di terreni contaminati, tramite impianti mobili per

interventi di emergenza e bonifica ambientale.

La struttura di ricerca per il trattamento rifiuti è costituita da:

• laboratori di ricerca ed impianti pilota sperimentali per lo sviluppo di processi e tecnologie

innovative per il trattamento/smaltimento dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non, per la

messa a punto di metodologie di recupero di materiali ed energia da residui e rifiuti e per lo

studio e la sperimentazione di tecnologie di depurazione innovative finalizzate al riutilizzo

industriale o irriguo dei reflui;

• impianti mobili di taglia industriale per interventi di emergenza e bonifica ambientale. La

realizzazione di impianti su scala significativa, su trailer od in container per il trasporto su

strada, dotati di un elevato grado di preassemblaggio permette, da un lato, di trattare i rifiuti

e reflui lì dove sono eliminando i problemi legati al loro trasferimento, dall’altro risponde a

esigenze logistiche, quali l’adattabilità dell’impianto a diverse conformazioni e caratteristiche

del terreno, la minimizzazione dei tempi di smontaggio e rimontaggio, la riduzione dei costi.

97


98

Figura 33: particolare dell’impianto modulare CRISmAT

Impianto CRISMAT

Centro Ricerche di Trisaia

Inoltre è presente un Centro di servizio e assistenza alle pmI per il RIciclo e Separazione dei

mATeriali (CRISmAT) che opera nel settore del recupero e del riciclo dei residui industriali

attraverso l’adozione di tecnologie sostitutive o integrative rispetto agli attuali metodi di

trattamento-smaltimento dei reflui.

L’impianto è nato per lo studio di reflui provenienti dai comparti produttivi meccanico, tessile,

conciario e ceramico, tuttavia l’applicabilità delle tecnologie è sicuramente ampliabile anche ad

altri settori, come l’agroalimentare.

Per la sua costruzione è stata scelta la configurazione denominata “ad isole di sperimentazione”.

Sono state infatti costruite delle piattaforme di sperimentazione autonome tra di loro, ma

che possono essere interconnesse all’occorrenza. Su di esse sono presenti le varie operazioni

unitarie di ingegneria chimica che si possono distinguere in tre grosse aree: pre-trattamento,

recupero e tail-end.

Le attività dell’impianto sono supportate da un efficiente e completo laboratorio analitico.

I vantaggi di questo impianto sono rappresentati dalla ampia applicabilità delle tecnologie

adottate, dalla possibilità di trasferire il refluo già parzialmente trattato ad altre unità di

trattamento dello stesso impianto e, non ultima, dalla possibilità di remotizzare tutti i processi.


Dichiarazione ambientale

ALLEGATO 3. PRINCIPALI EVENTI CHE HANNO INTERESSATO ITREC

Fonte dei Dati: Rapporto finale di sicurezza (Impianto ITREC) IT G 0003 Rev. 03 del 09.10.2006,

elaborato da SOGIN e consegnato ufficialmente ad APAT e al Ministero delle

Attività Produttive.

eventi che hanno interessato solo i locali dell’impianto itrec

Data Eventi Conseguenze Situazione dopo interventi

manutenzione bonifica

maggio

1970

luglio

1975

Aprile

1976

Aprile

1978

Aprile

1994

Tracimazione soluzione da

evaporatore (W-40) bassi

livelli wastes per difettoso

funzionamento pressostato su

linea vapore eiettore

Contaminazione locale

Galleria di campionamento

causa gocciolamento dal

circuito di prelievo soluzioni

di processo

Contaminazione pavimento

cella analitica ITREC causa

versamento liquido da

serbatoio raccolta soluzioni

di lavaggio.

Malfunzionamento trancia

combustibile per blocco

sistema di avanzamento lama.

Perdita integrità Serbatoio

stoccaggio Rifiuti Liquidi

Bassa Attività W-140 causa

corrosione.

La condensa di vapore si è

raccolta nell’evaporatore e

superato il livello di massimo

riempimento, la soluzione si è

riversata nella vasca

Contaminazione dei circuiti,

valvole e del pavimento della

zona operativa.

Contaminazione del

pavimento della zona

operativa della Cella Analitica.

Essendo in corso l’esercizio

a caldo, le necessarie

operazioni di manutenzione

hanno comportato la

contaminazione della zona

( circa 10 m 2 ) con polvere

radioattiva all’interno della

Cella-Corridor.

Perdita soluzione nella vasca

di contenimento.

eventi che hanno interessato locali od aree interne al centro

Trasferita la soluzione.

Decontaminata la vasca.

Nessuna conseguenza.

Dopo decontaminazione

e sostituzione circuito

danneggiato è stata

ripristinata la operatività dei

sistemi di campionamento e

l’agibilità del locale.

Dopo bonifica e riverniciatura

del pavimento è stata

ripristinata la normale

accessibilità al locale.

Completate le operazioni

di manutenzione, dopo la

decontaminazione della

zona interessata sono

state ripristinate le normali

condizioni di operatività della

trancia e del locale.

Trasferimento soluzione ad

analogo serbatoio di riserva.

Lavaggio remotizzato per

decontaminazione vasca.

Nessuna conseguenza

essendo la cella inaccessibile.

Data Eventi Conseguenze Situazione dopo interventi

manutenzione bonifica

Dicembre

1975

Contaminazione Laboratorio

Radioattività Ambientale

causa sversamento soluzione

contaminata.

Lo sversamento di soluzione

contenente tracciati per

analisi radiochimiche

ha comportato la

contaminazione dei banchi

di lavoro e del pavimento del

laboratorio.

Dopo decontaminazione e

rifacimento del pavimento

interessato è stata ripristinata

la normale operatività del

locale.

99


100

marzo

1980

Dicembre

1982

Perdita soluzione lavaggio

OFF-GAS per rottura flangia

su misuratore di portata dello

SCRUBBER.

Contaminazione locale

infermeria causa fuoriuscita

soluzione da serbatoio

raccolta soluzioni esauste di

decontaminazione

La soluzione contaminata

ha interessato la cella

del misuratore FT-324, il

pavimento del locale WG1

e una limitata superficie

antistante l’accesso al WG-1

con i relativi pozzetti di

drenaggio.

La fuoriuscita di liquido

debolmente contaminato ha

interessato il locale infermeria

e una limitata area del

piazzale esterno adiacente.

Centro Ricerche di Trisaia

Bonifica delle aree

interessate.

Monitoraggio prima e dopo

interventi di bonifica.

Valori inferiori limiti stabiliti

dai decreti applicativi del

DPR 185. Relazione doc.

“Campagna Radioecologica

Sito TRISAIA”-1985.

Dopo la bonifica il locale

infermeria e l’area antistante

interessata sono riportati alle

normali condizioni di agibilità.

Eventi che potenzialmente hanno interessato aree esterne al centro

Data Eventi Conseguenze Situazione dopo interventi

manutenzione bonifica

Dicembre

1968

Agosto

1975

Aprilemaggio

1993

Perdita soluzione di lavaggio

contenitore trasporto

elemento combustibile

irraggiato Elk-River per

tracimazione serbatoio

raccolta a vasca di

contenimento.

Perdita fascio tubiero

evaporatore W-20 e collettore

drenaggio causa corrosione.

Perdita integrità condotta

scarico a mare causa

corrosione.

La perdita di soluzione

contaminata ha interessato

i pozzetti e le canalette di

drenaggio che convogliavano

le acque di scarico a SINNI.

La soluzione contaminata

ha interessato il sistema di

drenaggio verso i serbatoi di

stoccaggio.

Acque per decontaminazione

sistema drenaggio

potenzialmente attive hanno

interessato breve tratto fosso

Granata.

Nell’arco del periodo

interessato sono state

riscontrate 3 successive

perdite dalla tubazione della

condotta di scarico nell’ultimo

tratto interessato (oltre 150

mt dal mare).

Bonifica pozzetti e canalette

interessate.

Campagna radioecologica

zone interessate .

Rapporto pubblicato da DISP-

ANPA doc. RT/PROT( 69)43 e

doc. RT/DISP( 79)5.

Bonifica zone interessate:

monitoraggio prima e dopo

operazioni di bonifica. Valori

inferiori ai limiti stabiliti dai

decreti applicativi del DPR 185

come confermato dai dati

della “Campagna Radiologica

sul Sito CRE TRISAIA” ( 1985)

dai dati dei campionamenti

dei periti di ufficio nominati

dal Procuratore della

Repubblica di Matera

nell’ambito dell’azione

giudiziaria conclusasi con

l’assoluzione con formula

piena del Direttore Impianto

dell’epoca.

Data la bassissima

contaminazione dell’acqua

di scarico ( inferiore ai limiti

ammessi per lo scarico

autorizzato) i livelli riscontrati

non hanno rivelato valori di

contaminazione significativa

dopo le operazioni di Bonifica

e Monitoraggio.

Relazione ANPA-DISP del

Maggio 1994 su Campagna

Radiometrica Sito TRISAIA e

verbale Prefettura di Matera

su dati controlli effettuati dal

Presidio Multizonale di igiene

e Prevenzione dell’USL N°2 di

Potenza del 3 giugno 1994.


Dichiarazione ambientale

ALLEGATO 4 tabella 1. MONITORAGGIO RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE

Fonte dei dati: E. Fantuzzi, S. Zicari, N. Silvestri, G. Liccione, Rapporto sul monitoraggio

della Radioattività Ambientale - Sito C.R. TRISAIA, Anno 2007, ENEA RTI

BAS-ION-IRP 2008(8),i

punti di

misura

Schema di prelievo delle matrici – frequenza di prelievo/misure – analisi effettuate

matrice Tipo di

analisi

1 Particolato

Atmosferico

Spettr. γ /

β totale / Pu

1 Latte Spettr. γ /

Sr-90

1 Acqua

potabile

2 Acqua

di Falda

esterno

Centro

1 Acqua di

Falda interno

Centro

3 Acqua di

Mare

Spettr. γ /

β totale /

Sr-90

Spettr. γ /

β totale

Spettr. γ /

β totale

Spettr. γ /

Sr-90 / Th

/ 3H

Frequenza

di

prelievo

Frequenza

di misura

Numero

di matrici

prelevate

Spettr. γ Sr-90 β totale pu Th 3 H misura di

dose in

aria

misura

di rateo Totale

misure

G G / G’ / A 250 250 250 500

S S / T 52 52 4 56

M M / T / T 12 12 4 4 20

T T 8 8 8 8 24

T T 4 4 4 4 12

T T / T / T

/ T

12 12 12 12 12 48

1 Fall out Spettr. γ M M 12 12 12

1 Limo esterno

Centro (I)

1 Limo esterno

Centro (II)

2 Limo interno

Centro

Spettr. γ / Pu T T / A 4 4 4

Spettr. γ T T 4 4 4

Spettr. γ T T 8 8 8

1 Limo interno

Centro

(Oxigest)

Spettr. γ M M 12 12 12

6 Terreno Spettr. γ A A 6 6 6

3 Sabbia di

Mare

Spettr. γ T T 12 12 12

2 Pesce Spettr. γ T T 8 8 8

1 Foraggio Spettr. γ /

Sr-90

4 Ortaggi Spettr. γ /

Sr-90

3 Frutta Spettr. γ /

Sr-90

1 Cereali Spettr. γ /

Sr-90

20 Dosimetri

Perimetrali

13 Irraggiamento diretto sul

litorale Jonico

A A 1 1 1 2

T T / T 16 16 16 32

T T / T 12 12 12 24

A A 1 1 1 2

ogni 45 gg. ogni 45

gg.

160 160

A 13 13

68 434 62 266 12 12 160 13 959

LEGENDA:

G = Giornaliero

G’ = Giornaliero dopo 5-7 giorni

S = Settimanale

M = Mensile

T = Trimestrale

A = Annuale

101


102

Centro Ricerche di Trisaia

ALLEGATO 4 TABELLA 2. MONITORAGGIO RADIOATTIVITÀ AMBIENTALE (CONtINuA)

Fonte dei dati: E. Fantuzzi, S. Zicari, N. Silvestri, G. Liccione, Rapporto sul monitoraggio

della Radioattività Ambientale - Sito C.R. TRISAIA, Anno 2007, ENEA RTI

BAS-ION-IRP 2008(8),i

Attività relative ai valori di soglia di Rilevanza Radiologica (10 μSv) raffrontate con i valori medi

riscontrati nelle matrici previste dalla Rete di Sorveglianza Radiologica (adulti > 17 anni)


Dichiarazione ambientale

ALLEGATO 5. PRINCIPALI PRESCRIZIONI LEGALI OTTEMPERATE

EDIlIzIA

USO RAZIONALE ENERGIA

SICuREzzA ANTINCENDIO

TuTElA ACQuE

Riferimenti legislativi

D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 e s.m.i

Testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia edilizia.

legge 10/91 e s.m.i

Consumi energetici

legge Regionale n. 28 del 18 agosto 1984

Norme in materia di contenimento dei consumi

energetici

D.lgs192/05 e s.m.i

Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al

rendimento energetico nell’edilizia

D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 e s.m.i.

Disciplina impianti termici per riscaldamento

ambienti

Dlgs 311/06

Disposizioni correttive ed integrative al decreto

legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione

della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento

energetico nell’edilizia

D.p.R. 2/4/2009 n.59

Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma

1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto

2005, n. 192, concernente attuazione della

direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico

in edilizia.

Decreto 26 Giugno 2009

Linee guida nazionali per la certificazione energetica

degli edifici

Dm 16/02/82

Individuazione attività soggette a rilascio del

certificato prevenzione incendI (CPI)

D.P.R. 12 gennaio 1998, n.37

Modalità di rilascio del CPI

lettera Circolare p515/4101 VV.FF.

Nuova modulistica per il rilascio del CPI

Modalità di adempimento da parte del

Centro

Concessione edilizia e agibilità/abitabilità di tutti

gli edifici del Centro

• Nominato Energy Manager.

• Esercizio, controllo e manutenzione impianti

termici affidati a ditte iscritte ad Albo imprese

artigiane. Compilazione regolari libretti di

Centrale.

• Pompe di calore munite di regolari libretti di

impianto.

• Diagnosi energetica degli edifici.

• Applicazione delle linee guida per la

certificazione.

• CPI (e rinnovi) per tutte le attività soggette,

rilasciati dal Comando Provinciale dei Vigili del

Fuoco di Matera

• Valutazione rischio incendio

• Piano emergenza antincendio

Dm 22/2/2006

• Nomina addetti

Approvazione delle regola tecnica di prevenzione

• Addestramento personale

incendi per la progettazione, la costruzione,

l’esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici

con oltre 25 persone

• Prove di evacuazione

• Registri Antincendio

D.m. 10 marzo 1998

• Manutenzione periodica attrezzature

Criteri di sicurezza antincendio e gestione

emergenze

antincendio

D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152 e s.m.i

• Autorizzazione allo scarico reflui civili

Norme in materia ambientale – Parte Terza: tutela

delle acque dall’inquinamento e gestione delle

risorse idriche

• Autorizzazione allo scarico delle acque

meteoriche e di condensa impianti

condizionamento

legge Regionale n. 3 del 17 gennaio 1994

Piano risanamento acque. Tutela, uso e

risanamento risorse idriche

• Contratto con acquedotto pugliese


Denuncia pozzi

103


104

ARIA

RIFIuTI

SOSTANzE pERICOlOSE

SOSTANzE lESIVE DEll’OzONO

Riferimenti legislativi

D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152 e s.m.i

Norme in materia ambientale – Parte quinta:

norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione

delle emissioni in atmosfera

legge Regionale n. 25 del 24 dicembre

1992 - Emissioni poco significative e a ridotto

inquinamento atmosferico

D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152 e s.m.i

Norme in materia ambientale –Parte quarta:

norme in materia di gestione dei rifiuti e di

bonifica dei siti inquinati.

legge Regionale n. 59 del 31 agosto 1995 -

Normativa sullo smaltimento dei rifiuti

legge Regionale n. 6 del 2 febbraio 2001 –

Disciplina delle attività di gestione dei rifiuti ed

approvazione del relativo piano.

Decreto 17 Dicembre 2009

Istituzione del sistema di controllo della

tracciabilità dei rifiuti , ai sensi dell’art 189

del decreto Le-gislativo n°152/2006 e dell’art

14 bis del decreto legge n°78 del 2009, con

modificazioni, dalla legge n° 102/2009

D. lgs n. 52 del 03/02/97 e s. m. i.

Classificazione, imballaggio, etichettatura,

sostanze pericolose

D.lgs 14/03/2003 n.65

Classificazione, imballaggio, etichettatura,

prodotti pericolosi

Dm 04/04/97

Schede di sicurezza

Regolamento REACH

Reg. 1272/2008

Reg. Ce 790/2009

D.p.R. 15/02/2006 n. 147

Controllo e recupero fughe sostanze lesive

fascia ozono stratosferico da apparecchiature

refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe

di calore

Regolamento (CE) N. 2037/2000 29.06.2000

“sulle sostanze che riducono lo strato di ozono”

Centro Ricerche di Trisaia

Modalità di adempimento da parte del

Centro

• Autorizzazioni, comunicazioni di messa in

esercizio e dei risultati analisi emissioni per tutti

gli impianti soggetti

• Comunicazione attestante la sussistenza

delle condizioni di scarsa significatività delle

emissioni prodotte per quelli ad emissioni poco

significative

• Esenzione dall’autorizzazione all’emissione per

i Laboratori o Impianti di analisi e ricerca (art.

269 comma 14 D.Lgs152/06)

• Identificazione e classificazione dei rifiuti

• Tenuta registro carico e scarico dei rifiuti con

fogli numerati e vidimati

• Autorizzazione al trasporto di terzi che

effettuano prelievo e trasporto di rifiuti

• Possesso 4° copia Formulario Identificazione

Rifiuti dopo lo smaltimento

• Divieto di miscelazione di categorie diverse di

rifiuti pericolosi

• Divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi con

rifiuti non pericolosi

• Divieto di deposito incontrollato di rifiuti sul

suolo o nel suolo

• Deposito per tipi omogenei

• Gestione deposito temporaneo conformemente

alle norme applicabili

• Presentazione annuale MUD

• Analisi caratterizzazione rifiuti (se necessario)

• Elenco sostanze e preparati pericolosi e

presenza delle relative schede di sicurezza

• Possesso di prodotti correttamente classificati,

imballati, etichettati e utilizzati secondo prassi e

procedure atte a ridurne rischi per l’ambiente e

per l’uomo

• Utilizzo di schede di sicurezza conformi al re

golamento comunitario

• Pianificazione sostituzione sostanze pericolose

per l’ozono, contenute negli impianti di

condizionamento, entro il 31/12/2009.

• Regolare manutenzione e ricerca delle fughe

(documentata sul libretto) sugli impianti

contenenti più di 3 kg di refrigerante


Registrazione controlli su apposito libretto


Dichiarazione ambientale

TRASpORTI

RADIAzIONI IONIzzANTI

GREEN PUBLIC PROCUREMENT

Riferimenti legislativi

Dm n. 408 del 6 agosto 1998

Norme sulla revisione generale periodica dei

veicoli a motore e loro rimorchi

D.Lgs 17 marzo 1995, n. 230 e s.m.i

Attuazione delle direttive 89/618/Euratom,

90/641/Euratom,92/3/Euratom e 96/29/Euratom

in materia di radiazioni ionizzanti.

Rispetto delle disposizioni in materia di radiazioni

ionizzanti

Decreto ministeriale n° 203 del 08/05/2003:

Norme affinché gli uffici pubblici e le società a

prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno

annuale di manufatti e beni con una quota di

prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura

non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo

Dlgs 163/2006: Codice dei contratti pubblici di

lavori, servizi, forniture

D. interministeriale 135/2008: Piano d’Azione

Nazionale sul GPP

Dm Ambiente 12/10/2009: Acquisti verdi della

P.A. – Ammendanti e risme di carta

Modalità di adempimento da parte del

Centro

Revisione periodica di tutti gli automezzi presenti

nel Centro (autobotti, ambulanza, autocarri,

autoveicoli attrezzati, ecc.)

• Comunicazione detenzione

• Registrazione sorgenti detenute

• Comunicazione cessazione amministrazioni

competenti

• Nulla osta all’impiego e rispetto prescrizioni

• Nomina esperto qualificato e medico

autorizzato

• Autorizzazione smaltimento, riciclo o riutilizzo

di rifiuti o materiali contenenti radionuclidi

• Disponibilità di piani di intervento relativi alle

installazioni radiogene

• Esecuzione periodiche esercitazioni

relativamente ai predetti piani

• Creazione squadre speciali di intervento

• Effettuazione sorveglianza fisica e medica di

protezione

• Raccolta rifiuti radioattivi

• Inserimento di criteri ecologici nelle gare per

acquisto di beni/servizi

• Acquisto carta riciclata in misura non inferiore

al 30%

105


106

ALLEGATO 6. VALUTAZIONE SIGNIFICATIVITÀ ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI

Centro Ricerche di Trisaia

Aspetti Ambientali Diretti

La Direzione di Centro ha stabilito di valutare la significatività degli AA connessi con le sue

attività, prodotti e processi rispetto ai seguenti criteri:

CRITERI

pARAmETRICI (Cp)

DESCRIzIONE

Politica Ambientale Aspetti specificatamente o esplicitamente considerati nella Politica Ambientale

legislazione ambientale Aspetti che sono oggetto di:

specifica regolamentazione (comunitaria, nazionale, regionale, locale)

contratti o accordi con Parti Interessate esterne/interne

Sensibilità territoriale Aspetti che possono coinvolgere aree sensibili/vulnerabili e/o altri insediamenti

locali, regionali o globali

Sociali e delle Parti

Interessate

Aspetti che:

possono provocare grave pregiudizio per l’immagine pubblica del Centro

possono provocare pregiudizio nei rapporti con le Parti Interessate (Pubblica Amministrazione,

Enti locali, Committenti esterni dei progetti, la popolazione circostante, ecc.)

agiscono in un contesto sociale particolarmente sensibile agli stessi aspetti

Per ogni Aspetto Ambientale Diretto, si verifica, in condizioni normali (N), anomale (A) e di

emergenza (E), se l’aspetto è riguardato o meno dai criteri (si=1, no=0), ottenendo la ∑CP.

Si prendono poi in considerazione i seguenti criteri quantitativi:

1. probabilità- frequenza dell’impatto ( p)

2. gravità dell’impatto ( G)

con le seguenti scale di valori:

a. per la probabilità – frequenza:

• 1, frequenza trascurabile (altamente improbabile che si verifichi)

• 2, frequenza bassa (meno di una volta al mese)

• 3, frequenza moderata (più di una volta al mese)

• 4, frequenza elevata (ogni volta che si svolge l’attività)

b. per la gravità:

• 1, se l’impatto è nullo o trascurabile

• 2, se l’impatto è basso (non esteso e reversibile)

• 3, se l’impatto è moderato (esteso ma reversibile)

• 4, se l’impatto è elevato (esteso e non reversibile)

L’indice di Significatività viene così calcolato:

S = ∑CP x P x G

L’Aspetto è Significativo (S) se:

S ≥ 16

L’Aspetto Significativo è considerato particolarmente critico se:

S ≥ 24

Il valore soglia di 16 è stato scelto perché essendo notevolmente inferiore alla metà del valore

limite (64) appare sufficientemente cautelativo e, quindi, in grado di rilevare tutti gli impatti di

una certa importanza.

La metodologia descritta è stata adottata inizialmente perché ritenuta “prudenziale”, nel

senso che in questo modo anche Aspetti Ambientali identificati inizialmente come Significativi,

potrebbero dimostrarsi di fatto non tali, a fronte di campagne sperimentali condotte sotto

controllo e con attività di monitoraggio e misurazione; in tal caso, essi verranno semplicemente

monitorati per valutare eventuali evoluzioni nel tempo.


Dichiarazione ambientale

ALLEGATO 7. VALUTAZIONE SIGNIFICATIVITÀ ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI

Per quanto sia piuttosto complesso attribuire un valore alla significatività degli aspetti

ambientali indiretti, si è tuttavia provato ad applicare una metodologia specifica.

criteri parametrici, cp: si=1, no=0

1. criterio di presenza nella mission dell’ente o regole della p.a. o in alternativa, se

applicabile, il criterio legale

2. criterio della politica ambientale

3. sensibilità territoriale

criteri quantitativi

c1 = capacità attuale di controllo/influenza sull’aspetto indiretto da parte del Centro;

c2 = capacità di controllo/influenza obiettivamente raggiungibile da parte del Centro.

Scala dei valori che possono assumere i criteri quantitativi (c1 e c2).

Il Centro può intervenire sui “soggetti interessati” (soggetti responsabili dei potenziali impatti

ambientali):

1 attuando attività di sensibilizzazione e informazione (in questo caso è presente la sola

capacità di influenzare e non si configura alcun tipo di controllo o governo );

2 indirizzando o incentivando in loro comportamenti ambientalmente corretti;

3 rendendo loro possibile l’adozione di scelte o di comportamenti corretti sotto il profilo

ambientale;

4 condizionando i loro comportamenti o gli aspetti diretti delle loro attività attraverso

l’imposizione di regole;

5 esercitando un controllo diretto e a livello elevato – talora pressoché totale – dei loro

comportamenti;

6 esercitando un controllo gestionale totale sull’aspetto (in questo caso l’aspetto si configura

come diretto)

La formula di calcolo dell’indice di significatività è:

s = ∑cp x (c2 - c1)

in cui c2-c1 esprime la differenza tra “il livello di influenza-controllo attuato” e “il livello di

influenza-controllo obiettivamente raggiungibile”.

L’aspetto diventa significativo se:

s ≥ 8

Nel caso sia da prendere in considerazione una situazione di emergenza viene inserita, come

elemento della ∑CP, anche la gravità (G), che può assumere i seguenti valori di scala:

• 1,

bassa

• 2,

media

• 3 alta

e quindi l’indice di significatività diventa:

L’aspetto rimane significativo se:

s = (∑ cp + g) x (c2 - c1)

s ≥ 8

ed è individuato come altamente significativo se:

s ≥ 16

Nel caso di aa indiretti (significativi o meno), comunque, le possibilità di intervento possono

riguardare, a seconda delle situazioni:

1. il miglioramento della gestione degli impatti connessi con gli aspetti indiretti,

2.

l’aumento della capacità di controllo o di influenza sull’aspetto indiretto.

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Centro Ricerche di Trisaia

ALLEGATO 8. LA NUOVA IMMAGINE DEL CENTRO: LA SALA MULTIMEDIALE ARCHIMEDE

A. Obiettivi specifici

Lo scopo del nuovo allestimento è di organizzare un percorso multimediale e virtuale che illustri

i progetti di ricerca; proporre delle esperienze più efficaci, come la riproduzione in realtà virtuale

degli impianti più rilevanti, spiegandone il loro funzionamento; creare un valido supporto per le

visite al C.R. Trisaia.

In questo modo la Sala Archimede offre la possibilità di:

1. strutturare e standardizzare i percorsi delle visite;

2. fornire un’informazione permanente al territorio;

3. creare un percorso di visita integrato che si evolve tra il reale ed il virtuale;

4. agevolare il lavoro dei ricercatori che si occupano delle spiegazioni ai visitatori, rendendo

più “snelle” le visite aI Laboratori tecnologici;

5. fornire una buona base di informazioni scientifiche sui progetti attraverso i supporti

multimediali;

6. offrire un’esperienza realmente significante ai visitatori, che sono in maggioranza

scolaresche.

La Sala Archimede con la sua nuova struttura di contenuti, usufruibile in modo pressoché

autonomo dal visitatore, consente al Centro ENEA Trisaia di offrire al territorio una struttura

informativa sempre aperta al pubblico. Quindi, escludendo le scolaresche che richiedono

sempre delle visite guidate anche ai laboratori ed impianti, le comunità locali e tutti gli attori

che in diversa misura hanno interesse a conoscere le attività del Centro troveranno nella Sala

Archimede un supporto informativo ottimale.

Le installazioni multimediali sono diversificate per ottenere diversi stili comunicativi e più

tipologie di interazione.

Il visitatore alternerà momenti di fruizione passiva (video di presentazione del Centro) ad altri

momenti in cui potrà attivamente intervenire sul percorso informativo, scegliendo:

⇒ fra le differenti tematiche proposte nelle varie postazioni multimediali,

⇒ all’interno delle singole postazioni, fra i diversi mezzi a disposizione (realtà virtuale, filmati,

foto, testo).

b. La struttura dei contenuti

I - Un video di presentazione del Centro e delle sue attività durata 15 minuti circa

II - Quattro postazioni multimediali così suddivise:

Scienze e tecnologie della materia

• Il Centro

• Applicazioni laser

• Metrologia

• Agrobiotecnologie

• Centri di innovazione

Tecnologie Energetiche

• Il Centro

• Fonti rinnovabili: biomasse ed energia solare

Ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile 1

• Il Centro

• Monitoraggio ambientale

• Radioprotezione

Ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile 2

• Il Centro

• Trattamento rifiuti


Terre rare


Dichiarazione ambientale

Ogni postazione è composta da schede multimediali navigabili che racchiudono contenuti video,

fotografici, testuali, sonori e animazioni.

III – Un allestimento fotografico: percorso storico/esplicativo che, oltre ad avere una funzione

estetica, arricchisce le fonti informative disponibili chiudendo la filiera “mediale”. Saranno

presentate alcune foto storiche 1962-1965 e foto descrittive delle attività in essere nel Centro.

c. Prospettive

I contenuti multimediali potranno essere declinati nel futuro prossimo su altri mezzi/supporti

che garantiranno azioni in modalità “push” (quando l’informazione viene spinta verso chi

guarda) o “pull” (quando è l’utente a cercare e scegliere cosa “consumare”).

Il sito Web www.trisaia.enea.it: sarà ampliato in modo tale che la sua struttura e i contenuti

saranno talmente ampi da diventare un vero e proprio portale della ricerca a cui possano

attingere (pull) utenti con cultura e competenze le più disparate possibili.

Supporto DVD-Rom: le schede multimediali potranno essere riunite in un unico DVD, che potrà

essere distribuito (push) con i quotidiani regionali, e, in ogni caso, consegnato ai professori

delle scuole in visita, come supporto formativo.

Esempio di schema animato all’interno della scheda multimediale fonti rinnovabili

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Edito dall’ENEA

Lungotevere Thaon di Revel, 76 – 00196 Roma

www.enea.it

Edizione del volume a cura di maurizio matera

Foto: Giovanni Mazzei

Stampa: Varigrafica Alto lazio

Finito di stampare nel mese di aprile 2011


Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,

l’energia e lo sviluppo economico sostenibile

978-88-8286-238-1

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