L'Etna

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L'Etna

Editoriale:

Aspettavamo tantissimo questa parte. Dopo aver

scritto l’intero giornale, non vedevamo l’ora di

scrivere l’editoriale. Perché? Perché è una valvola di

sfogo, uno spazio dedicato interamente ai pensieri di

chi scrive un giornale, dove si possono giustificare o

spiegare i motivi della scelta di un determinato

argomento, e dare un’impronta un po’ più personale

circa il contenuto. Il pensiero che mi salta in mente in

primo luogo è: “caspita, è davvero impegnativo

scrivere un giornale, reperire il materiale e

organizzarlo tutto insieme!”. Ma la soddisfazione è

tantissima, soprattutto nel vedere realizzata l’opera

al completo.

L’argomento affrontato nel dossier riguarda l’Etna,

uno dei gioielli della nostra amata Sicilia: un vulcano

buono, attivo, e relativamente poco pericoloso.

Perché proprio l’Etna e non la Valle dei Templi di

Agrigento? La risposta è semplice: avremmo voluto

dare una descrizione dettagliata dell’argomento, e

dato che proprio lunedì 16 maggio 2011 siamo

andati, con il nostro prof. di scienze della terra, a fare

un’escursione sia sui crateri dell’Etna, sia attorno al

monte stesso, abbiamo ritenuto opportuno trattare

questo tema, in quanto abbiamo avuto il vantaggio di

reperire molto più materiale, soprattutto in maniera

diretta.

I Ragazzi del Liceo Linguistico Abramo Lincoln.

In questo numero:

• Curiosità 3

• L’inferno: l’Etna

in eruzione 5

• Il paradiso: l’Etna 7

innevata

• Geografia,mitologia,

religione e confronto

legati ad un vulcano… 9


L’inferno: L’Etna in eruzione.

6


Il vulcano in

attività:

Nell’immagine

possiamo vedere il

vulcano siciliano nel

pieno della sua attività

eruttiva;

Tonnellate di lava si

riversano sulla valle

del Bove (Ct).

L’eruzione perfetta

Grande eruzione durata dal

27 ottobre al 29 gennaio

2003. Questa eruzione è

stata denominata

l'eruzione perfetta. Essa è

da considerarsi tra le più

esplosive degli ultimi 100

anni;

Il vulcano buono

L’Etna si è guadagnato

l’appellativo di “vulcano

buono”, visti i rari

incidenti mortali avvenuti

nei suoi pressi.

6


Il Paradiso: L’Etna innevata

7


La Festa dell’Etna

E’ la manifestazione con il

maggior numero di presenze di

turisti. Si svolge solitamente nel

mese di agosto, ed in quei giorni

linguaglossa con le sue vie e le

sue piazze e l’Etna accolgono i

vari gruppi folkloristici, le bande

il coro alpino in uno scenario

unico.

8


Geografia, mitologia, religione e confronto

legati ad un vulcano…

L’Etna

L’Etna, chiamato anche

Mungibeddu in dialetto

siciliano, è il vulcano attivo

più alto d’Europa: ben 3340

metri!

E’ uno stratovulcano: ciò

significa che ad ogni

eruzione la sua altezza può

diminuire e aumentare, in

base al manifestarsi

dell’eruzione.

E’ situato sul versante

orientale della Sicilia, e si

affaccia direttamente sulla

valle del Bove, il che è una

fortuna per i cittadini

catanesi, poiché vedono

molto raramente le loro case

distrutte dalle colate di lava

e dalle esplosioni. A

differenza di altri vulcani

italiani come lo Stromboli,

l’Etna mantiene attiva la sua

bocca centrale, la quale ha

ormai solo la funzione di

degassamento, ovvero di

emettere gas e cenere

vulcanica.

Generalmente, nei vulcani,

causa della poca pressione,

a fuoriuscire dalla bocca

centrale, cerca delle fratture

o delle debolezze nelle

pareti per raggiungere la

superficie, formando nuove,

cosiddette, gole. Ciò

però è abbastanza

pericoloso: non è

impossibile infatti che le

gole di un vulcano

danneggino la struttura

di centri abitati costruiti alle

pendici del vulcano. Esse

hanno origine a quota molto

più bassa rispetto alla bocca

centrale, e la loro eruzione

si riversa sulle case.

Il processo di formazione

dell’Etna si fa risalire a

circa 600.000 mila anni fa,

dove una volta esisteva il

Golfo pre-etneo. A seguito

di una serie di eruzioni

prevalentemente basaltiche,

nacque il Mongibello

Antico, che da allora ha

meravigliato e spaventato

allo stesso tempo gli isolani.

Molte sono state infatti le

eruzioni dalla sua nascita.

Tra le più recenti, le più

pericolose sono state quella

del 1809: la lava percorse 6

chilometri in soli 12 giorni!

L’eruzione del 1892 invece

fu definita “lunga e

gravissima”.

9


Il 1928 invece è l’anno in

cui ben tre fratture si sono

aperte lungo le pendici del

vulcano.

Guillaume II Coustou (Français,

1716-1777) – Museo del Louvre

Forno divino!

Anche se questo monte

sembra minacciare

l’incolumità degli abitanti,

non gli è stata attribuita una

reputazione negativa, anzi!

Oltre ad essere un attrazione

turistica molto pubblicizzata

e frequentata (migliaia di

turisti da tutta Europa vanno

costantemente a visitarla!)

ha anche una storia mito-

logica molto interessante.

Il vulcano infatti era con-

siderato il forno degli dei,

per meglio dire "la fucina

degli Dei".

Efesto, secondo la mitologia

greca, è il dio del fuoco,

della tecnologia,

dell'ingegneria, della

scultura e della metal-

lurgia.

Era adorato in tutte le città

della Grecia dove vi erano

attività artigianali, ma

specialmente ad Atene.

Nell'Iliade, Omero descrive

la bruttezza e il cattivo

carattere di Efesto, ma ne

esalta anche la grande forza

nei muscoli delle braccia e

delle spalle, per cui tutto ciò

che faceva era di

un'impareggiabile

perfezione.

Nonostante la tradizione

antica indicasse che la sua

fucina si trovava sull'isola di

Lemnos, i coloni greci che

erano andati a popolare il

sud dell'Italia presero ben

presto ad identificare Efesto

con il dio Adranòs, che i

miti della zona collocavano

sull'Etna, venerato nella città

di Adranòn, l'odierna

Adrano (Ct), e con Vulcano,

collegato alle Isole Lipari:

queste suggestioni fecero sì

che la sua fucina nei versi di

aedi e poeti venisse spostata

in questi luoghi. Eliano parla

del culto di Efesto nella città

di Etna (Inessa),

specificando che il tempio

ospitava il fuoco

inestinguibile e sempre

acceso ed era custodito da

cani sacri capaci di

individuare la bontà o la

cattiveria del fedele.

Il culto di Efesto era in

qualche modo connesso con

gli antichi - e precedenti alla

cultura greca – culti dei

misteri dei Cabiri, che a

Lemno erano chiamati anche

gli Hephaistoi, ovvero gli

uomini di Efesto.

Gli appartenenti ad una delle

tre tribù che vivevano a

Lemno chiamavano sé stessi

gli “Efestini” e sostenevano

di discendere direttamente

dal dio.

I suoi simboli sono il

martello da fabbro,

l'incudine e le tenaglie. In

qualche rappresentazione è

ritratto con una scure

accanto.

Nella mitologia romana la

figura equivalente ad Efesto

era Vulcano la cui festività

cadeva il 23 agosto.

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Spunti religiosi

Un’altra leggenda molto

interessante è quella di

sant’Agata: la patrona di

Catania, secondo gli

“Atti”, fu martirizzata

sopra un tappeto di

carboni ardenti e trafitta da

lamine taglienti perché

non aveva abiurato alla

sua fede. La leggenda

vuole che il fuoco bruciò il

suo corpo, ma non il suo

Velo, che diventò da allora

una delle reliquie più

preziose e più care ai

cittadini etnei. Ma non è

tutto: si narra inoltre che il

Velo di sant’Agata riuscì a

fermare molte colate

laviche del vulcano,

arrestando l’avanzata della

lava.

I fuochi d’artificio

fanno parte di

un’altra tradizione

catanese legata al

vulcano: sempre

durante i giorni

della festività in

onore a sant’Agata, i fuochi

hanno la funzione di

“esorcizzare” una possibile

eruzione del vulcano, in

modo da evitare di mettere

in pericolo l’incolumità del

luogo.

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Eruzioni... dalle ceneri alle

bombe!

Per eruzione vulcanica

s'intende la fuoriuscita sulla

superficie terrestre, in ma-

niera più o meno esplosiva,

di magma che dopo essere

fuoriuscito si scinde dai gas,

che si disperdono nell’aria,

diventando quindi lava In

genere un'eruzione vulcanica

avviene o dal cratere

principale di un vulcano o

dai crateri secondari presenti

nell'edificio vulcanico..

Un'eruzione può essere

definita in base al suo

grado di violenza che ricade

all'interno di una scala

chiamata "Indice di esplosività

vulcanica" (VEI).

Il magma risale attraverso il

mantello e/o la crosta

perché meno denso delle

rocce circostanti (risalita per

galleggiamento). Durante la

risalita, per effetto della

diminuzione della pressione,

i gas che sono sciolti

nel fuso essolvono determinando

una ulteriore diminuzione

della densità. Nella

crosta terrestre il magma

può accumularsi, raffreddare

e solidificare, oppure

risalire fino alla superficie

della terra dando luogo ad

una eruzione. Le eruzioni

possono essere di diverso

tipo: possono dar luogo a

fenomeni esplosivi, dove

ceneri e lapilli vengono

proiettati fino a decine di

km al di sopra del cratere e

si depositano fino a centinaia

di chilometri di

distanza dal centro eruttivo,

o effusivi, se il magma fuoriesce

formando una colata

lavica che si propaga per

distanze minori. Possiamo

suddividere le rocce provenienti

dal vulcano per la

loro dimensione. Al primo

posto subito dopo i gas e le

ceneri abbiamo i lapilli. I

lapilli sono piccoli frammenti

di roccia che vengono

Diversi tipi di scorie: dalle ceneri, ai

lapilli, alle bombe vulcaniche.

letteralmente sparati in aria

durante le eruzioni e possono

raggiungere notevoli

distanze, la loro dimensione

va dai 2 ai 6 cm. Al secondo

posto dopo i lapilli abbiamo

le scorie vulcaniche. Le scorie

sono anch'esse frammenti

provenienti dal vulcano

come i lapilli ma differiscono

nelle dimensioni,

infatti le loro dimensioni

vanno da 6 a 12 cm e ultimo

nell'elenco ma non per

importanza abbiamo le

bombe. Le Bombe vulcaniche

a volte possono raggiungere

dimensioni davvero

impressionanti e

diventare pericolose per

tutto ciò che si trova nei

pressi della sua caduta.

Ceneri, lapilli, scorie e bombe

sono formati dagli stessi

identici materiali e ciò che li

differisce è solo ed esclusivamente

la dimensione.

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Scontro tra titani:

Etna…

Questione di…magma

Ricapitolando tutto, e volendo

vedere quali sono le differenze

tra l’Etna e il

Vesuvio, possiamo precisare

che: l’Etna è un vulcano effusivo.

A differenza del

Vesuvio, il suo magma è meno

viscoso (ovvero contiene

una quantità minore di SiO2,

biossido di silicio, che conferisce

al magma la viscosità),

quindi fluisce meglio, non

creando il caratteristico "

tappo" dei vulcani esplosivi, e

diventa quindi meno pericoloso...

Il magmatismo

dell'etna è di tipo alcalino (per

la precisione sodico)...ciò significa

che gli alcali ed in

particolare Na2O sono in

abbondanza rispetto alla

silice... Il Vesuvio invece è un

vulcano esplosivo, di tipo

Stromboliano-subpliniano (si

ha attività esplosiva con

ricaduta di blocchi, ovvero

cenere, bombe ,lapilli) e

formazione di nube ardente

seguita da attività effusiva,

cioè fuoriuscita di lava...

la pericolosità di questo

vulcano sta nel fatto che il

suo magma è acido, cioè ha

una quantità di silice superiore

al 66%...un magma

così acido ha una altissima

viscosità e perciò facendo

fatica a fuoriuscire dal

camino vulcanico soli-difica,

creando una specie di

tappo...quando la pressione

all'interno della camera

magmatica arriva al punto

critico erutta. Il magmatismo

del Vesuvio è di tipo

subalcalino cioè ricco di silice

e povero di sodio e potassio.

Quando la pressione aumenta

troppo, l’eruzione non si

riduce alla semplice colata di

lava lungo i versanti del

vulcano, ma diventa di tipo,

come abbiamo già detto, →

13


…vs Vesuvio

esplosivo, ovvero la roccia,

spinta dalla pressione viene

buttata all’esterno, causando

danni piuttosto notevoli.

E’ d’obbligo menzionare i

fatti di Ercolano e Pompei,

città del napoletano

completamente distrutte

dall’acidità delle polveri

sparate dal vulcano.

Infatti gli abitanti di questi

due paesi furono uccisi non

per asfissia (quindi per la

mancanza di aria dovuta

all’eccessiva quantità di

ceneri), ma per l’eccessivo

calore delle scorie eruttate dal

vulcano e respirate dagli

sventurati.

A volte le dimensioni

contano!

Un’altra differenza

fondamentale riguardo la

buona convivenza dei

cittadini attorno al vulcano,

sta nelle loro dimensioni:

abbiamo già conosciuto

l’Etna come il “vulcano

buono”, ma non si può dire lo

stesso per il Vesuvio, che è

stato addirittura definito il

“nemico” di Napoli, essendo

un potenziale pericolo per le

città circostanti, compreso il

capoluogo campano

(ricordiamo che l’Etna erutta

per la maggior parte sulla

valle del Bove, un’area

completamente desertica).

L’Etna è infine alta 3340

metri, e non rappresenta un

pericolo per i centri abitati,

mentre il Vesuvio invece è

alto (o basso, dipende dai

punti di vista!) soltanto 1281

metri, il che lo rende un

potenziale pericolo.

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