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il mio orto 2011<br />

MANUALE PER COLTIVARE CON SUCCESSO<br />

di Loredano Lazzarini<br />

In generale<br />

Strutture di sostegno pag. 2<br />

Semina e moltiplicazione pag. 4<br />

Operazioni colturali pag. 8<br />

Concimazione pag. 9<br />

Attrezzi per lʼorto pag. 10<br />

Ortaggi 12<br />

Aglio pag. 36<br />

Anguria pag. 27<br />

Carciofo pag. 29<br />

Carota pag. 43<br />

Cavoli pag. 39<br />

Cetriolo pag. 23<br />

Cicoria pag. 35<br />

Cipolla pag. 37<br />

Fagiolo pag. 46<br />

Fagiolino pag. 46<br />

Fava pag. 47<br />

Fragola pag. 50<br />

Indivia pag. 31<br />

Lattughe pag. 32<br />

Melanzana pag. 18<br />

Melone pag. 25<br />

Patata pag. 16<br />

Peperone pag. 14<br />

Pisello pag. 45<br />

Prezzemolo pag. 42<br />

Pomodoro pag. 12<br />

Radicchio pag. 33<br />

Zucca pag. 23<br />

Zucchina pag. 20<br />

Protezione 53<br />

Disegni di<br />

Alessandra<br />

Micheletti<br />

Ringraziamo<br />

Stocker srl di<br />

Lana (BZ) e<br />

Tenax S.p.A. di<br />

Viganò (LC) per il<br />

materiale fotografico<br />

fornitoci<br />

La protezione<br />

delle piante può<br />

essere effettuata<br />

con prodotti tradizioneli<br />

e/o con<br />

prodotti di origine<br />

naturale; la prima<br />

è stata indicata<br />

come<br />

“Convenzionale”,<br />

la seconda come<br />

“Biologica”<br />

Finito di stampare nel<br />

Gennaio 2011.<br />

® = marchio registrato<br />

Copyright © 2011 by<br />

Bayer CropScience S.r.l<br />

- Testi e foto: copyright<br />

© 2011 degli autori.<br />

Bayer per<br />

l’ambiente:<br />

questo opuscolo è<br />

stampato su carta<br />

riciclata<br />

Foto L. Lazzarini


Bayer Garden quest’anno si presenta con molte novità: un<br />

marchio rinnovato, una veste grafica più moderna, una<br />

gamma integrata con sostanze di origine naturale. Anche Il<br />

mio orto è stato rinnovato ed è dedicato agli appassionati<br />

orticoltori che apprezzano la natura in quanto tale, l’amano e<br />

la rispettano.<br />

Bayer Garden, con il manuale Il mio orto, vuol far avvicinare<br />

tutti al piacere dell’orto: veder crescere le piante, raccogliere<br />

le insalate quando sono ancora tenere e attendere che i pomidoro<br />

siano belli rossi, saporiti e profumati e pronti per essere<br />

portati in tavola!<br />

Quest’anno accanto ai consigli per la difesa con prodotti tradizionali<br />

Bayer Garden è stata inserita una sezione denominata<br />

“agricoltura biologica” in cui la difesa delle piante è<br />

ottenuta con l’impiego dei prodotti “Natria”, la nuova linea<br />

di agrofarmaci Bayer Garden che contengono sostanze attive<br />

di origine naturale, come rame, zolfo e piretro, ammessi<br />

per l’impiego in agricoltura biologica.<br />

Coltivare è un hobby non semplice: le piante dell’orto sono<br />

esseri viventi con necessità proprie e dobbiamo tener conto<br />

di molti fattori che possono essere determinanti nel risultato,<br />

come l’esposizione al sole e il tipo di terreno e dobbiamo seguirle<br />

passo passo nella loro crescita aiutandole con i fertilizzanti<br />

e difendendole dai nemici con gli agrofarmaci, dati però<br />

razionalmente e in modo da salvaguardare l’ambiente.<br />

Alla fine saremo ricompensati ampliamente e inorgogliti dai<br />

preziosi doni del nostro orto.


2<br />

Foto Stocker<br />

Compostiera<br />

Strutture di sostegno<br />

Alcuni ortaggi, come fagioli e cetrioli, hanno bisogno di essere sorretti in<br />

quanto hanno i fusti troppo deboli. A tale scopo si dispongono semplici intelaiature<br />

su cui queste piante si arrampicano o vengono fissate. Possono<br />

essere impiegati rami ricavati dalla potatura degli alberi oppure canne di<br />

bambù. Sono molto usate anche corde e reti sorrette da tutori.<br />

Struttura di sostegno realizzata con<br />

canne di bambù legate in alto a due a<br />

due e fissate con una canna orizzontale.<br />

A destra, rete in corda, plastica o filo di<br />

ferro sorretta da robusti pali. Questa<br />

struttura può essere utilizzata per più<br />

anni<br />

Struttura a tenda fatta con canne di<br />

bambù legate in alto.<br />

Al centro, i rami della potatura si prestano<br />

come supporti, se ben infissi nel<br />

terreno.<br />

A destra, fili di ferro o di corda di<br />

cocco fissati fra due paletti si prestano<br />

molto bene a sostenere le piante<br />

Il compost (terricciato, composta)<br />

Il compost è il risultato di un processo monitorato dall'uomo che controlla<br />

la decomposizione e l'umificazione, in presenza di ossigeno, di<br />

diverse materie organiche ad opera di macrorganismi quali insetti, lombrichi<br />

e funghi e di microrganismi. Si impiega come fertilizzante prima<br />

della preparazione del terreno e migliora la struttura del suolo e la disponibilità<br />

di elementi nutritivi, quali lʼazoto. I residui organici utilizzabili<br />

per il compost sono gli scarti vegetali di cucina, dellʼorto e del giardino,<br />

foglie, fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova e di noci, pezzi di


Miniserre<br />

Molte piante, per superare<br />

lʼinverno, per anticipare lo<br />

sviluppo o anche per produrre<br />

più a lungo necessitano<br />

di ripari che le<br />

proteggano dalle basse<br />

temperature, dalle brinate e<br />

dalla grandine. In commercio<br />

esistono piccole serre<br />

create proprio per lʼorto familiare<br />

realizzate con delle strutture in acciaio plastificato e una copertura<br />

trasparente. Sono molto comode perché si montano ai primi freddi e si<br />

possono togliere in primavera.<br />

Pacciamatura<br />

La pacciamatura si effettua ricoprendo il terreno con uno strato di materiale,<br />

come paglia, segatura, foglie ecc., o con della corteccia oppure con<br />

un film plastico nero o infine anche un telo di cellulosa e amido. Gli scopi<br />

sono molteplici: innanzitutto impedire la crescita delle erbe infestanti e<br />

mantenere l'umidità nel suolo, ma anche evitare l'erosione e mantenere, al<br />

livello delle<br />

radici superficiali,<br />

una temperatura<br />

più<br />

elevata e<br />

costante nei<br />

mesi freddi.<br />

Foto Tenax<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Foto Tenax<br />

cartone e, per finire, pezzi di tessuto di lana e di cotone.<br />

Bisogna mettere tutto questo materiale in un apposito contenitore o in cumulo<br />

sotto un telo e rigirarlo con un bastone 2 o 3 volte al mese nei primi mesi; il<br />

tempo di maturazione del compost è di almeno 12 mesi. Quando è maturo il<br />

compost si riconosce dallʼaspetto soffice, dal colore scuro e dallʼodore gradevole.<br />

Nellʼorto per ottenere il compost si utilizza la compostiera, un contenitore<br />

in legno o plastica appositamente realizzato per favorire l'ossigenazione e per<br />

conservare il calore durante l'inverno.<br />

Foto Tenax<br />

Esempi di pacciamaturaeffettuata<br />

con film<br />

plastico<br />

3


4<br />

Tipi di semina<br />

Da sinistra: a<br />

spaglio, adatto a<br />

semi piccoli; a<br />

fila e a riga,<br />

quando si dispongono<br />

in un<br />

solco più o<br />

meno profondo;<br />

a postarelle,<br />

quando i semi si<br />

depongono in<br />

piccole buchette<br />

equidistanti,<br />

adatto ai semi<br />

più grossi<br />

Semina e moltiplicazione<br />

delle piante<br />

Semina<br />

Il modo più semplice e naturale per riprodurre le piante è la semina. I semi<br />

si trovano in commercio in bustine: bisogna fare attenzione a comprare<br />

prodotti di qualità e recenti in quanto la durata di vita di un seme dipende<br />

dalla specie e dalla sua conservazione. Citiamo due estremi: i semi del<br />

Cacao sono vitali solo per alcuni giorni mentre quelli del Baobab per 10<br />

anni.<br />

La semina può essere effettuata sia direttamente a dimora, in terra, che in<br />

semenzaio, il successo dipende innanzitutto dalla germinabilità dei semi<br />

utilizzati.<br />

La semina a dimora necessita di una accurata preparazione del letto di semina.<br />

Per la semina in semenzaio è fondamentale la corretta preparazione del<br />

terriccio, la giusta profondità di semina e un giusto grado di umidità e di<br />

temperatura; la semina in semenzaio si utilizza in genere per semi molto<br />

piccoli e quando si vuole anticipare il trapianto; si effettua normalmente in<br />

una piccola serra coperta in cui si mantiene costante lʼumidità e la temperatura.<br />

La scelta di questa piccola serra dipende da molti fattori: quantità di semi<br />

da seminare, loro dimensione, dimensione delle piantine prima del trapianto.<br />

Occorre un minimo di terriccio per permettere alla pianta di sviluppare<br />

bene le radici: generalmente è sufficiente uno spessore di 10 volte il diametro<br />

del seme.<br />

Le vaschette di semina si trovano nei negozi specializzati ma possono essere<br />

anche fatte in casa con un materiale di recupero come ad esempio le<br />

vaschette del gelato, forate sul fondo, e inserite in una busta di plastica trasparente<br />

oppure con bicchierini di plastica in sacchetti trasparenti. Il substato<br />

da utilizzare dovrebbe essere formato da terra da giardino e sabbia<br />

grezza in parti uguali, per avere un terriccio nutriente e drenante.<br />

I semi possono essere distribuiti a spaglio o in buchette oppure a file paral-


1 2 3<br />

lele e subito interrati a una profondità proporzionale alla dimensione del<br />

seme. Occorre bagnare abbondantemente.<br />

Le piantine nate non devono restare a lungo nel semenzaio per evitare che<br />

filino, cioè diventino troppo alte e chiare di colore.<br />

Trapianto<br />

La messa definitiva a dimora delle piantine<br />

in contenitore viene effettuata in due<br />

modi: mettendo nel terreno la piantina<br />

con tutto il suo pane di terra oppure trapiantandola<br />

a radice nuda.<br />

La prima tecnica è quella più sicura e si<br />

adatta sia alle piantine “fatte in casa” che<br />

a quelle comprate già in vasetto. Si<br />

scava una buca sufficientemente grande<br />

da contenere lʼintero pane di terra che si<br />

depone sul fondo; si chiude il buco con<br />

terriccio facendo attenzione a non coprire<br />

di terra il colletto della pianta. Nel<br />

caso le radici siano arrotolate allʼesterno del pane, contro il vasetto, è bene<br />

staccarle prima del trapianto.<br />

Se si dispone di piantine con la radice nuda, bisogna far attenzione a distendere<br />

accuratamente lʼapparato radicale nel buchetto, fatto con un<br />

Semina in semenzaio<br />

– Si<br />

distribuiscono a<br />

spaglio uniformemente<br />

i semi<br />

(1) che vanno<br />

coperti da un<br />

leggero strato di<br />

terriccio (2).<br />

Bisogna poi irrigareleggermente<br />

(3) con<br />

un annaffiatoio a<br />

getto sottile<br />

Semina a dimora – Mentre la semina a spaglio si esegue distribuendo uniformemente il seme sul terreno,<br />

per quelle a file, a righe o a postarelle occorre una preparazione preventiva. Con una zappa si<br />

traccia un solco o si fanno le buchette, vi si depone il seme a uno a uno o a gruppetti di 3 o 4 e infine si<br />

ricopre con la terra. Si pressa e si bagna leggermente<br />

La pianta va trapiantata<br />

con<br />

tutto il suo pane<br />

di terra avendo<br />

cura che rimanga<br />

coperta<br />

fino al colletto<br />

5


6<br />

Trapianto - Fare dei fori con un piantatoio e inserire la piantina col pane di terra o a radice nuda. Per<br />

fare le righe dritte aiutarsi con una cordicella. Col piantatoio compattare la terra contro la piantina. Il trapianto<br />

è ben eseguito se, tirando una foglia, questa si strappa ma la pianta rimane fissa nel terreno. Bagnare<br />

leggermente.<br />

Quando il trapianto<br />

viene fatto<br />

nella stagione<br />

molto calda è<br />

utile ombreggiare<br />

per alcuni<br />

giorni. Si possono<br />

usare giornali<br />

o cartoni<br />

Per fare una talea<br />

bisogna asportare<br />

un getto, togliergli<br />

le foglie<br />

basali, reciderlo<br />

alla base con un<br />

coltello affilato,<br />

immergerlo in<br />

una soluzione radicante<br />

e piantarlo.<br />

Innaffiare<br />

leggermente<br />

piantatoio o una paletta, richiudendo<br />

poi con la terra e pressando<br />

bene.<br />

Dopo il trapianto è sempre necessario<br />

bagnare abbondantemente.<br />

Talea e divisione dei cespi<br />

La talea è un pezzetto di una<br />

pianta (fusto, ramo, foglia o radice)<br />

che viene tagliato e piantato nel terreno<br />

o messo in un vasetto con<br />

acqua per dare vita ad un nuovo esemplare. Si utilizzano materiali sani,<br />

preferibilmente giovani e teneri, che vanno interrati o messi in acqua rispettando<br />

la polarità della pianta.<br />

La talea va tolta dalla pianta con un coltello molto affilato; se è di fusto o di<br />

ramo, si taglia poco sotto lʼattaccatura di una foglia che peraltro va aspor-<br />

tata unitamente ad eventuali gemme fiorali.<br />

Eʼ bene usare un prodotto per stimolare lʼemissione di radici.<br />

Il successo dellʼoperazione di taleaggio dipende molto dalle condizioni in<br />

cui si opera: occorre sufficiente calore, abbondante umidità e molta luce.<br />

Non tutte le piante sono indicate per una propagazione per talea.<br />

La divisione dei cespi è una semplice operazione che si effettua su piante


cespugliose e consiste nel tagliare a metà la pianta stessa in modo da ottenere<br />

due parti con tutte le caratteristiche della pianta originale: radici (col<br />

pane di terra), fusto e rami. Le due parti vanno trapiantate e formeranno due<br />

piante uguali a quella di partenza.<br />

Picchettatura e messa a dimora<br />

Le piantine nate in semenzaio in alcuni casi vanno trapiantate in appositi<br />

vasetti non appena hanno almeno 2 foglie. Lʼoperazione, detta picchettatura,<br />

è delicata in quanto non si devono rovinare le radici.<br />

Lo scopo è di predisporre le piantine con il loro pane di terra per la messa<br />

a dimora nellʼorto. Eʼ consigliabile una fertirrigazione con un concime liquido<br />

(Bayfolan® Universale, 1 tappo misurino ogni 4 litri dʼacqua) da effettuarsi<br />

poco per volta. Bisogna innaffiare normalmente le piantine e<br />

tenerle alla luce, mai sotto il sole.<br />

La messa definitiva a dimora si effettua quando le radici delle nostre piantine<br />

hanno completamente riempito il vasetto. Si trapiantano interrando<br />

tutto il pane di terra e quindi si bagna abbondantemente. Analogamente si<br />

procede per le piantine comprate.<br />

Piantina di pomodoroinnestata.<br />

Una<br />

tecnica per<br />

piante più sane<br />

e uniformi (foto<br />

HortiSuper)<br />

La picchettatura<br />

consiste nel seminare<br />

a spaglio<br />

in una seminiera<br />

e quindi, quando<br />

le piantine hanno<br />

almeno due foglie<br />

vere, trapiantarle,<br />

senza<br />

rovinare le radici,<br />

in vasetti. Più<br />

avanti, con le<br />

piantine abbastanza<br />

alte, si<br />

farà la messa a<br />

dimora con tutto<br />

il pane di terra<br />

L’avvicendamento<br />

L'avvicendamento, o rotazione, delle colture è una pratica che permette di entrare in equilibrio<br />

con l'ambiente in cui si opera utilizzando il suolo nel modo più razionale. Si suddivide<br />

lʼorto in aiuole destinate a una sola coltura, sostituendola di anno in anno con<br />

unʼaltra, secondo schemi predefiniti.<br />

Scopo dellʼavvicendamento colturale è quello di mantenere costante il tasso di sostanza<br />

organica nel suolo facendo seguire una coltura miglioratrice ad una depauperante in<br />

modo da evitare la stanchezza del terreno dovuta dalla continua presenza delle medesime<br />

specie.<br />

Con lʼavvicendamento si evita anche il pericolo di diffusione dei parassiti<br />

e delle malattie specifiche ad alcune colture.<br />

Esempio di rotazione nel caso si sia diviso lʼorto in sei settori: 1° anno,<br />

crucifere, 2° leguminose, 3° composite, 4° liliacee, 5° cucurbitacee<br />

e 6° solanacee.<br />

7


8<br />

Per vangare occorre<br />

effettuare<br />

uno scavo lungo<br />

uno dei lati lunghi<br />

dell’aiuola e<br />

depositare la<br />

terra lateralmente;<br />

quindi rovesciarci<br />

dentro<br />

una porzione di<br />

terreno fino alla<br />

fine dell’aiuola.<br />

Per finire si riempie<br />

l’ultima parte<br />

dell’aiuola con la<br />

terra che era<br />

stata asportata<br />

Impianto di irrigazione<br />

con<br />

gocciolatoi (foto<br />

Stoker)<br />

Operazioni colturali<br />

Nella descrizione delle varie piante diamo informazioni su molte operazioni<br />

colturali specifiche per ogni coltura. Vediamo di seguito solo<br />

quelle comuni alla maggior parte di esse.<br />

Una volta allʼanno occorre rivoltare il terreno e questo può<br />

essere fatto a mano, vangatura, oppure a macchina con<br />

una motozappa, fresatura.<br />

La vangatura, che si effettua prima della semina o del trapianto,<br />

consiste nel tagliare il terreno in piccoli blocchi che<br />

vengono rivoltati e sminuzzati. La profondità della lavorazione<br />

è in genere di 20-30 cm. Dopo la vangatura o la fresatura<br />

occorre rendere piano il terreno e si usa il rastrello.<br />

Unʼaltra operazione importante nellʼorto è la sarchiatura che<br />

si effettua con lʼapposita zappetta e consiste nel tagliare e<br />

rovesciare lo strato di terreno superficiale dell'interfila. Questa<br />

operazione permette di eliminare le erbe infestanti, senza<br />

diserbanti, di favorire la circolazione dell'aria e del calore del sole nel terreno<br />

e infine di ridurre l'evaporazione dell'acqua e di trattenere l'umidità.<br />

Nellʼorto spesso occorre riportare terra dall'interfila alla base delle piante.<br />

Questa operazione si chiama rincalzatura e si esegue con la zappa o col<br />

rastrello spostando il terreno dall'interfila al piede delle piante. Viene effettuata<br />

in particolare per prevenire lʼinverdimento dei tuberi della patata e<br />

per effettuare lʼimbianchimento del radicchio.<br />

Irrigazione<br />

I sistemi di irrigazione dellʼorto sono diversi.<br />

Il più semplice è quello a pioggia che può<br />

essere effettuato con una lancia a mano o<br />

con irrigatori fissi a settore, oscillanti o a<br />

girandola. Eʼ il sistema meno adatto per<br />

gli ortaggi in quanto la bagnatura delle foglie<br />

porta facilmente allo sviluppo di molte<br />

malattie, come ad esempio la peronospora.<br />

Più complessi nella realizzazione sono i sistemi<br />

“goccia a goccia” che consentono di<br />

dare alla base delle piante il giusto quantitativo<br />

di acqua senza bagnare le foglie. Per la sua<br />

realizzazione si può impiegare un tubo poroso che si dispone lungo le<br />

piante oppure dei tubi appositi a cui vengono applicati dei gocciolatoi in<br />

corrispondenza delle piante. Lʼacqua che esce dal gocciolatoio<br />

penetra nel terreno interessando uno spazio via via più grande.<br />

I sistemi “goccia a goccia” consentono di risparmiare molta acqua ma non<br />

sono adatti nei primi periodi dopo il trapianto. Questi impianti possono essere<br />

collegati con dei piccoli computer per lʼirrigazione automatica.


Concimazione<br />

La concimazione serve ad aumentare nel terreno la dotazione di elementi<br />

nutritivi necessari allo sviluppo delle piante e quindi soddisfarne il fabbisogno<br />

nutrizionale: il raccolto dipende sempre solo da quanto viene rilasciato<br />

dal terreno.<br />

Concimazione di fondo - Si fa in autunno-inverno, in occasione<br />

della lavorazione del terreno, mediante l'apporto<br />

di sostanza organica e la costituzione di una<br />

scorta di elementi nutritivi poco mobili come fosforo<br />

e potassio. La concimazione di fondo prevede, nei<br />

terreni da orto sfruttati intensivamente, la distribuzione<br />

di letame maturo (3-5 kg/m2 ) o di terriccio<br />

concimato (5 litri/m2 ) o di una torba bionda (5<br />

litri/m2 ). Nei terreni sabbiosi o argillosi si distribuiscono<br />

10 litri/m2 di torba bionda o 3-5 kg/m2 di<br />

scarti vegetali compostati. Per tutti i tipi di terreno va<br />

aggiunto un apporto di 50 g/m2 di Bayfolan Multi Orti<br />

e Giardini (durata della nutrizione 4 mesi) particolarmente<br />

utile per quegli ortaggi, come carciofi e cavoli, che<br />

formano un apparato radicale profondo.<br />

Concimazione d'impianto - Il fabbisogno delle piante viene poi soddisfatto<br />

allʼimpianto o alla semina della coltura e si utilizza un prodotto a cessione<br />

programmata quale Bayfolan Multi Orti e Giardini secondo le<br />

indicazioni riportate nel testo (riferite alla coltivazione nelle normali condizioni<br />

ambientali, senza protezioni o coperture e<br />

con una terra da orto di medio impasto e normalmente<br />

dotata di sostanza organica).<br />

Nei terreni sabbiosi o con molto scheletro<br />

è opportuno non superare la dose<br />

di 30 g/m2 (3 kg/100 mq) di Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini per volta; se<br />

sono richieste quantità maggiori,<br />

vanno suddivise in 2 interventi successivi<br />

distanziati di 2-3 settimane.<br />

Concimazione di copertura - Eʼ<br />

necessaria durante la fase vegetativa<br />

e riproduttiva della pianta: per far<br />

fronte a richieste superiori di nutrienti<br />

(es. durante la fioritura) si deve intervenire<br />

con concimi a pronta cessione che rendano<br />

disponibili i nutrienti in un breve arco di<br />

tempo (pochi giorni); si consiglia di usare Bayfolan PRO Universale localizzato<br />

fra le file o attorno alla pianta ad una distanza di 10-15 cm.<br />

9


10<br />

Foto Stocker<br />

Attrezzi per l’orto<br />

Per coltivare lʼorto familiare è necessario disporre di un certo numero di attrezzi,<br />

come ad esempio la vanga o le forbici, ed è utile averne anche altri,<br />

soprattutto per rendere meno faticoso il lavoro: un esempio, la motozappa.<br />

Bisogna scegliere sempre attrezzi di qualità e, per quanto possibile, leggeri.<br />

In genere quelli qualitativamente migliori durano più a lungo e rendono<br />

anche più facile il lavoro.<br />

Piccoli attrezzi<br />

Vanga – Eʼ indispensabile per lavorare il terreno; una buona vanga dovrebbe<br />

avere la lama in acciaio inossidabile, per essere più maneggevole<br />

nelle lavorazioni, e lo spigolo superiore appiattito, per non rovinare le<br />

scarpe.<br />

Forcone – Eʼ utile per spostare rifiuti, lavorare terreni sciolti e sollevare<br />

gli ortaggi; i forconi a denti piatti si usano per estrarre le<br />

patate.<br />

Rastrello – Un buon rastrello dovrebbe essere leggero, bilanciato<br />

e avere 10-14 denti; si impiega per spianare il terreno e<br />

preparare le aiuole.<br />

Zappa – Esistono diversi tipi di zappa: la tradizionale a lama<br />

rettangolare serve per muovere il<br />

terreno e togliere le infestanti;<br />

meglio se pesante. La zappa<br />

olandese ha la lama in linea col<br />

manico e serve per diserbare. La<br />

zappa per sarchiatura ha invece<br />

la lama piegata di 90° rispetto al<br />

manico e ha la funzione di togliere<br />

le erbacce; viene utilizzata<br />

anche per operazioni<br />

di rincalzatura.<br />

Da ultimo vi è la zappetta a manico corto, analoga a quella<br />

tradizionale, ma adatta a lavorazioni di precisione.<br />

Paletta – Deve essere robusta ed avere un manico anatomico.<br />

Serve a scavare la terra per piantare o togliere le piante e per rinvasare.<br />

Piantatoio (cavicchio) – Eʼ molto utile per<br />

trapiantare le insalate e i cavoli, ad esempio.<br />

Si usa per fare un buco nel terreno,<br />

dove mettere la piantina; è utile anche per compattare<br />

la terra, dopo il trapianto, intorno alle radici introducendolo<br />

a lato della piantina stessa.<br />

Forbici – Sono molto utili anche nellʼorto ma devono essere di ottima<br />

qualità. Occorre tenerle affilate e non farle arrugginire.


Grandi attrezzi<br />

Carriola - Nellʼorto occorre spesso effettuare spostamenti<br />

di terra o di ramaglie: è consigliabile disporre<br />

di una carriola a una ruota, la più adatta per<br />

questi lavori.<br />

Motozappa – La<br />

motozappa non è<br />

certo indispensabile,<br />

ma è utile e permette di risparmiare<br />

molta fatica. Può essere impiegata per<br />

rompere e rivoltare il terreno e per incorporare<br />

il concime. Esistono motozappe in<br />

cui il motore aziona direttamente le zappe<br />

che ruotano e determinano il movimento;<br />

lʼoperatore regola velocità e profondità.<br />

Alcune altre, dette motocoltivatori, hanno<br />

il motore che aziona sia le ruote che le<br />

zappe e sono adatte ad appezzamenti più<br />

grandi.<br />

Gli accessori<br />

Per irrigare – Un annaffiatoio<br />

da 8-10 litri è essenziale<br />

quando si trapianta o si deve bagnare una determinata pianta.<br />

Eʼ utile avere anche un annaffiatoio dedicato esclusivamente<br />

allʼimpiego dei diserbanti.<br />

Per innaffiare tutto lʼorto si deve disporre di un tubo, da tenere<br />

sempre ben arrotolato, con in cima una<br />

lancia o una pistola a spruzzo regolabile,<br />

per il controllo del flusso dellʼacqua.<br />

Se non si vuole<br />

avere lʼincombenza<br />

di dover innaffiare<br />

tutti i giorni è possibile<br />

montare un<br />

temporizzatore collegato<br />

a un impianto<br />

di irrigazione fisso.<br />

Pompa – Gli ortaggi sono attaccati da molti parassiti.<br />

Per difenderli occorre disporre di una pompa che nebulizzi<br />

le soluzioni con il fitofarmaco. Le pompe in genere<br />

sono a pressione e possono essere piccole,<br />

contenenti un paio di litri di soluzione, o da portare a<br />

spalla, con relativa lancia, per 5-20 litri.<br />

Motozappa<br />

senza ruote per<br />

piccoli appezzamenti<br />

(Foto Honda)<br />

Foto Stocker<br />

11


12<br />

Pomodoro<br />

Solanum<br />

lycopersicum<br />

(= S. esculentum)<br />

Pomodoro<br />

a grappolo<br />

Solanacee<br />

Il pomodoro è originario della zona compresa tra Messico e Perù. Eʼ arrivato<br />

in Europa nel 1540, portato dallo spagnolo Hernán Cortés e in Italia<br />

nel 1596; solo nella seconda metà del XVII secolo si cominciò a coltivarlo,<br />

trovando condizioni climatiche favorevoli nel sud del paese. Il frutto originariamente<br />

aveva un caratteristico colore oro, da cui il suo nome; grazie a<br />

selezioni e innesti successivi vi è stato il viraggio all'attuale colore rosso.<br />

Il pomodoro è una pianta erbacea, eretta o ricadente, alta anche<br />

più di un metro. Ha fiori gialli.<br />

I frutti hanno una polpa carnosa con piccoli semi e possono<br />

avere forme e dimensioni molto diverse: tondo, ovale, allungato,<br />

a grappolo e a ciliegino. Tutte le parti verdi sono tossiche,<br />

in quanto contengono solanina. Anche i frutti verdi la<br />

contengono.<br />

Clima – Richiede climi temperati caldi; la temperatura ottimale<br />

è di 20-24°C. Eʼ una pianta molto sensibile al freddo.<br />

Semina – Nei climi caldi si semina direttamente a dimora in marzomaggio.<br />

Quando le piante raggiungono i 5-6 cm occorre diradare lasciando<br />

una sola piantina ogni 20-60 cm.<br />

La semina in semenzaio protetto si effettua in dicembre-febbraio o in<br />

marzo se allʼaperto, con 3-4 g di seme per m², a una profondità di 2-5 mm.<br />

SEMINA PICCHETTATURA TRAPIANTO CIMATURA RACCOLTA<br />

Marzo 2 foglie vere Aprile - Maggio 4 grappoli di frutti Giugno - Ottobre<br />

Trapianto – Normalmente si utilizzano piantine acquistate che si trapiantano,<br />

secondo le varietà coltivate, a una distanza di 20-60 cm sulla fila e 1-<br />

1,5 m tra le file. Eʼ necessario sostenere le piante con un tutore o con<br />

unʼimpalcatura a fili. Lʼoperazione è analoga se si dispone di piantine prodotte<br />

direttamente.<br />

Cure colturali – Si adatta a qualsiasi tipo di terreno con pH leggermente<br />

acido o moderatamente basico.<br />

Occorre concimare alla preparazione del terreno, in pre-trapianto, con<br />

Curiosità – Un tempo si riteneva che il pomodoro avesse proprietà afrodisiache tanto che<br />

i francesi anticamente lo definivano pomme d'amour, "pomo d'amore". Si dice anche che<br />

Sir Walter Raleigh, dopo lʼintroduzione di questa solanacea in Europa, donasse alla Regina<br />

Elisabetta I una piantina di pomodoro carica di frutti, battezzandola col nome di apples<br />

of love (pomo d'amore).


Bayfolan Multi Orti e<br />

Giardini (30 g/m²); successivamente<br />

si fanno<br />

ancora tre interventi, il<br />

primo allʼallegagione del<br />

1° palco, cioè il primo<br />

ramo che porta fiori, il secondo<br />

alla fioritura del 4°<br />

palco (dose di 50 g/m²) e<br />

il terzo allʼallegagione del<br />

4° palco (dose di 20<br />

g/m²). In alternativa, durante<br />

la vegetazione, utilizzare<br />

il Bayfolan Pro<br />

Universale, concime a<br />

cessione immediata, a<br />

25-35 g/m². Nel momento<br />

di maggior formazione<br />

dei pomodori si può aggiungere<br />

allʼacqua di irri-<br />

gazione il concime idrosolubile Bayfolan Idrosol Gerani &<br />

Piante Fiorite.<br />

Il pomodoro necessita di abbondanti bagnature.<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

dorifora, nottue fogliari e<br />

terricole, elateridi, minatrici,<br />

Tuta absoluta, grillotalpa,<br />

cimice verde,<br />

tripidi e acari<br />

Si eliminano i getti laterali, lunghi<br />

2-3 cm, che si trovano all’ascella<br />

dell’attaccatura delle foglie<br />

Potatura verde<br />

Asportare i germogli ascellari; è buona<br />

pratica effettuare insieme anche la cimatura,<br />

per impedire<br />

alla pianta un<br />

eccessivo sviluppo<br />

in altezza.<br />

Raccolta – I pomo-<br />

Oidio, peronospora, dori da sugo si rac-<br />

muffa grigia, rizoctonia, colgono quando<br />

septoriosi, sclerotinia, sono completa-<br />

Pythium, cladosporiosi, mente rossi mentre<br />

alternaria e batteriosi quelli da insalata<br />

quando sono ancora<br />

rosati. I S. Marzano destinati a fare il<br />

sugo possono essere conservati in freezer fino al momento<br />

dellʼimpiego.<br />

Proprietà – Eʼ antiartritico, calmante e rinfrescante. Il pomodoro crudo<br />

contiene licopene per cui è un ottimo rimedio naturale contro i radicali liberi.<br />

A tavola – Il pomodoro si mangia in insalata, alla griglia o ripieno. In cucina<br />

sono presenti in ogni tipo di sugo.<br />

Quando si sono formati quattro<br />

grappoli di frutti occorre cimare le<br />

piante<br />

Diverse varietà<br />

di pomodoro:<br />

tondo, Cuore di<br />

Bue e S. Marzano<br />

13


14<br />

Peperone<br />

Capsicum<br />

annuum<br />

Foto L. Lazzarini<br />

La pianta del peperone è originaria del continente americano. Lo storico<br />

Bernardino de Sahagun, vissuto intorno al 1530 ci tramanda che gli Aztechi,<br />

all'arrivo degli Spagnoli in Messico, disponevano di dozzine di varietà<br />

di C. annuum. Questa pianta, arrivata in Europa nel XVI secolo,<br />

importata dalle spedizioni nelle terre del nuovo mondo, è oggi un<br />

ortaggio molto comune in cucina.<br />

Il peperone è un arbusto perenne alto da 30 cm a un metro,<br />

coltivato come annuale. Il frutto è di colore verde all'inizio,<br />

per passare poi attraverso le varie tonalità di giallo, arancio<br />

e rosso; la sua forma è variabilissima.<br />

Clima – Richiede climi temperati caldi; la temperatura<br />

ottimale è di 20-23°C.<br />

Semina – La semina si effettua a spaglio in semenzaio<br />

protetto (temperatura superiore a<br />

20°C) in febbraio-aprile, con 2-3 g di seme<br />

per m², a una profondità di 2-3 mm. Quando<br />

le piantine hanno emesso quattro foglie si<br />

trasferiscono in vasetti di torba (picchettatura)dove<br />

si lasciano per un paio di mesi.<br />

Seminare direttamente a dimora non è consigliabile.<br />

Trapianto – Le piantine nate in semenzaio e<br />

trasferite nei vasetti vanno messe a dimora in<br />

aprile-maggio, quando le temperature notturne<br />

non scendono sotto i 15°C. La distanza è di 30-<br />

50 cm sulla fila e 50-70 cm tra le file. Il colletto va lievemente interrato.<br />

Non conviene ritardare il trapianto, in quanto le piantine possono facilmente<br />

"filare" e si aggroviglia l'apparato radicale.<br />

Eʼ consigliabile impiegare piantine acquistate già pronte per essere trapiantate.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno di medio impasto e permeabile,<br />

pH leggermente acido ed esposizione soleggiata. Sono piante sensibili ai<br />

terreni salini.<br />

Si concima alla preparazione del terreno, in pre-trapianto, con Bayfolan<br />

Curiosità – Causa della piccantezza del peperone sono l'alcaloide<br />

capsaicina e i capsaicinoidi. Ognuno di essi ha piccantezza<br />

e sapore diversi in bocca e la loro variazione nelle<br />

proporzioni determina le diverse sensazioni prodotte dalle<br />

differenti varietà. La capsaicina provoca dolore e infiammazioni<br />

se consumata in eccesso. La sensazione di bruciore<br />

che percepiamo in realtà non esiste in quanto è<br />

semplicemente la capsaicina che interagisce coi termorecettori<br />

presenti nella bocca e nello stomaco che mandano<br />

un segnale al cervello come se "bruciassero". La piccantezza<br />

dei peperoncini è misurata dalla scala di Scoville da 0 a 10.


SEMINA PICCHETTATURA TRAPIANTO A DIMORA RACCOLTA<br />

Gennaio - Aprile 4 foglie vere Aprile - Maggio Giugno - Ottobre<br />

Multi Orti e Giardini (30 g/m²); successivamente occorrono ancora tre interventi<br />

tutti alla dose di 30 g/m²: il primo allʼinizio della fioritura, il secondo<br />

allʼingrossamento dei primi frutti e il terzo allʼinizio della raccolta. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale, concime<br />

a cessione immediata, a 25-35 g/m².<br />

I peperoni necessitano di bagnature non eccessive da eseguire con regolarità.<br />

La specie si avvantaggia della rincalzatura, che favorisce l'emissione<br />

di numerose radici avventizie, da effettuarsi quando la base<br />

della piantina tende a lignificare. Si effettua anche la scacchiatura<br />

dei getti ascellari e la cimatura a due foglie sopra i frutti in formazione.<br />

Raccolta – Scalare; quando i frutti hanno raggiunto la colorazione<br />

e la dimensione desiderata.<br />

Proprietà – Ha elevato contenuto di vitamina B e C; il suo basso<br />

contenuto calorico lo rende adatto alle diete dimagranti. Le varietà<br />

piccanti favoriscono le attività digestive e stimolano la secrezione<br />

gastrica ma sono sconsigliate a chi soffre di ulcera o di iperacidità<br />

gastrica e ai bambini.<br />

In tavola – Si mangiano crudi, in insalata o in pinzimonio, grigliati, ripieni o<br />

in peperonata.<br />

Peperoncino<br />

Sappiamo che il peperoncino piccante<br />

era usato come alimento in Perù e in<br />

Messico già 7.500 anni fa. In Europa è<br />

arrivato con Cristoforo Colombo nel 1493<br />

ed ebbe immediato successo e diffusione<br />

anche perchè si acclimatò benissimo.<br />

Da qui si diffuse anche in Africa ed<br />

in Asia. Si coltiva come il peperone ma<br />

ha bisogno di molta acqua, senza però<br />

creare ristagni. Per aumentare il gusto<br />

piccante dei frutti, basta ridurre, anche<br />

drasticamente, le innaffiature nei 2-3<br />

giorni precedenti la raccolta.<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca, dorifora,<br />

piralide, nottue fogliari<br />

e terricole, Tuta<br />

absoluta, minatrici, elateridi,<br />

grillotalpa, tripidi e<br />

acari<br />

Oidio, muffa grigia,<br />

rizoctonia, sclerotinia,<br />

Pythium e batteriosi<br />

15


16<br />

Patata<br />

Solanum<br />

tuberosum<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

dorifora, piralide, nottue<br />

fogliari e terricole,<br />

minatrici, Tuta absoluta,<br />

elateridi, grillotalpa, tripidi<br />

e acari<br />

Oidio, peronospora,<br />

muffa grigia, rizoctonia,<br />

sclerotinia, Pythium e<br />

batteriosi<br />

Originaria dellʼAmerica del Sud dove già nel 2° millennio a.C. veniva utilizzata<br />

nelle zone più elevate delle Ande, si diffuse lentamente in Europa e in<br />

Nord America dopo la scoperta del Nuovo Mondo. In Cina, Giappone e in<br />

tutta lʼarea islamica non fu presa in considerazione.<br />

La patata è una pianta erbacea annuale con radici ramificate e uno stelo<br />

che, nei primi stadi dello sviluppo, ha un portamento<br />

eretto (altezza da 60 a 150 cm) mentre, raggiunta la<br />

maturità, assume un portamento prostrato. La parte<br />

edule, la patata, è un fusto sotterraneo.<br />

Clima – Richiede climi miti e freschi; la temperatura<br />

ottimale è di 15°C.<br />

Piantagione – Per la riproduzione delle patate non<br />

si usano i semi bensì i tuberi, cioè le patate stesse.<br />

Eʼ consigliabile usare per la semina tuberi non provenienti<br />

dal proprio orto, ma da altre zone, meglio se di<br />

montagna, perfettamente sani e forniti di gemme, i cosiddetti<br />

“occhi”, ben sviluppate. I tuberi devono avere un diametro<br />

tra i 4 e gli 8 cm. Si effettua a dimora tra febbraio e giugno<br />

nelle regioni settentrionali e in<br />

settembre-dicembre a sud. La distanza<br />

di semina è di 30 cm sulla<br />

fila e 50-60 cm tra le file.<br />

Eʼ possibile impiegare anche patate<br />

più grosse, tagliandole in 2-3<br />

pezzi contenenti 2-3<br />

occhi ciascuno e lasciandole<br />

allʼaria per 3-4 giorni.<br />

Il terreno va lavorato a<br />

fondo tracciando dei sol-<br />

chi profondi 7-10 cm in cui depositare e interrare i tuberi.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno di medio impasto, profondo,<br />

fresco e con pH leggermente acido.<br />

Due settimane dopo la piantagione bisogna effettuare la prima rincalzatura<br />

radunando la terra sulla fila e coprendo i germogli fino al<br />

colletto. La medesima operazione si ripete ogni 20 giorni fino a<br />

quando le piante si toccano.<br />

La patata ha elevata necessità di concime: occorre concimare allʼimpianto<br />

con Bayfolan Multi Orti e Giardini (50 g/m²); successivamente occorrono<br />

ancora due interventi alla dose di 40 g/m², il primo allʼemergenza della<br />

Curiosità – Quando la patata arrivò in Europa si riteneva che il<br />

suo consumo diffondesse la lebbra mentre più tardi, nell'Encyclopédie<br />

del 1765, veniva definita "cibo flatulento".<br />

Le patate quando giunsero in Italia ebbero una buona accoglienza<br />

e vennero chiamate "tartuffoli".<br />

“I mangiatori di patate” di Vincent Van Gogh<br />

IMPIANTO 1 A RINCALZATURA<br />

30 cm<br />

50 cm<br />

Nord: Febbraio - Giugno<br />

Sud: Settembre - Dicembre<br />

Dopo 2 settimane


Foto L. Lazzarini<br />

chioma, tra le file e il secondo allʼinizio della suberificazione ai lati della rincalzatura.<br />

In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro<br />

Universale, concime a cessione immediata, a 15-25 g/m².<br />

Nella fase di germogliamento la patata ha modeste<br />

esigenze idriche e le irrigazioni vanno fatte nei momenti<br />

di carenza per mantenere la freschezza del terreno.<br />

In<br />

2 A RINCALZATURA RACCOLTA<br />

seguito le irrigazionidevono<br />

restare<br />

costanti facendoattenzione<br />

a non<br />

provocare ristagni.<br />

Dopo un mese Luglio - Settembre Raccolta –<br />

Si effettua<br />

tra metà luglio<br />

e settembre, normalmente quando la pianta è appassita.<br />

Prima di procedere alla raccolta è bene<br />

tagliare e asportare la vegetazione aerea.<br />

Le patate vanno fatte asciugare qualche giorno e<br />

quindi possono essere conservate molti mesi al buio,<br />

ad una temperatura di 6-10°C.<br />

Eʼ bene ricordare che le parti verdi della patata contengono<br />

la solanina, sostanza velenosa, per cui non<br />

devono essere mangiate.<br />

Proprietà – Il decotto di foglie fresche della pianta<br />

della patata (20 g di foglie/litro dʼacqua) con aggiunta<br />

di miele contrasta la tosse secca mentre senza miele<br />

aiuta nelle infiammazioni delle vie urinarie.<br />

a – Si tracciano dei solchi nel terreno<br />

e si depongono i tuberi<br />

b – Si effettua una prima rincalzatura<br />

dopo 15 giorni<br />

c – Dopo un mese si effettua la seconda<br />

rincalzature in modo da formare<br />

dei fossetti tra le file<br />

In cucina – Le patate sono un alimento che non manca mai sulla tavola e<br />

tanti sono i modi di cucinarle: lesse, fritte, arrosto, sulla brace, schiacciate<br />

in purea o come sformati. E come non ricordare gli gnocchi!<br />

Foto L. Lazzarini<br />

a<br />

b<br />

c<br />

Coltivazione industriale<br />

e amatoriale<br />

di patate<br />

Fasi della coltivazione<br />

della patata<br />

17


18<br />

Melanzana<br />

Solanum<br />

melongena<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca, dorifora,<br />

piralide, nottue fogliari<br />

e terricole, minatrici,<br />

Tuta absoluta, elateridi,<br />

grillotalpa, cimice verde,<br />

tripidi e acari<br />

Oidio, muffa grigia,<br />

rizoctonia, sclerotinia,<br />

Pythium e batteriosi<br />

La melanzana è originaria dellʼIndia. In Italia la melanzana si ritrova sulle<br />

tavole a partire dal XV secolo.<br />

Eʼ una pianta erbacea, eretta, alta da 30 cm a poco più di un metro. Ha fiori<br />

violacei o anche bianchi e frutti grandi, allungati o rotondi, normalmente<br />

violacei. I frutti, contenendo solanina, sono tossici e di sapore sgradevole<br />

ma divengono commestibili e molto gradevoli dopo la cottura.<br />

Clima – Richiede climi temperati caldi; la temperatura ottimale è di 21-<br />

29°C e la crescita si arresta quando scende sotto i 12°C.<br />

Semina – Nei climi caldi direttamente a dimora in marzo-aprile mettendo<br />

una decina di semi in buchette profonde 5 cm. La distanza di semina è di<br />

30-50 cm sulla fila e 70-100 tra le file. Quando le piante raggiungono i 4-5<br />

cm occorre diradare lasciandone una sola per buchetta.<br />

La semina in semenzaio protetto si effettua in gennaio-marzo a spaglio,<br />

con 2-4 g di seme per m², a una profondità di 0,5-1 cm. Quando le piantine<br />

hanno raggiunto i 6-7 cm e hanno emesso la quinta foglia si trapiantano in<br />

vivaio o in vasetti di torba dove si lasciano per un paio di mesi.<br />

Trapianto – Le piantine nate in semenzaio vanno messe a dimora tra febbraio<br />

e maggio, quando non vi è più il pericolo di gelate tardive. La distanza<br />

è quella riportata per la semina. Eʼ in ogni caso consigliabile<br />

impiegare piantine acquistate già pronte per essere trapiantate.<br />

30 cm<br />

SEMINA DIRADAMENTO CIMATURA RACCOLTA<br />

70 cm<br />

Marzo - Aprile Altezza 4-5 cm Piante alte 25 cm Giugno - Ottobre<br />

Cure colturali – Il terreno deve essere di medio impasto, profondo, ben<br />

drenato e con pH leggermente acido. Le melanzane necessitano rincalzature<br />

ogni 20-30 giorni. Quando le piante raggiungono i 25 cm occorre cimarle<br />

e le varietà alte necessitano di sostegni.<br />

Occorre concimare alla preparazione del terreno con Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (50 g/m²); successivamente necessitano ancora<br />

tre interventi, tutti alla dose di 30 g/m², alla ripresa vegetativa,<br />

allʼallegagione dei primi frutti e allʼinizio della raccolta. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale.<br />

Le melanzane richiedono bagnature costanti: tre volte la settimana<br />

prima dellʼallegagione e successivamente una, facendo sempre attenzione<br />

a non bagnare le foglie.<br />

Raccolta – Si effettua scalarmente dalla primavera allʼautunno quando<br />

i frutti non sono ancora completamente maturi e sono ancora compatti.<br />

Proprietà – Eʼ ipotensiva e diuretica.<br />

In cucina – La melanzana deve essere consumata solamente cotta. Ha la<br />

proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l'olio, consentendo<br />

la preparazione di piatti fra i più gustosi.


3 - mosche bianche<br />

9 - elateride<br />

1- afidi<br />

Solanacee: malattie e parassiti<br />

4 - larve di dorifora<br />

6 - nottua 7 - danno da nottue<br />

10 - ragno rosso<br />

Foto Bayer<br />

12 - attacco di peronospora<br />

2 - Tuta absoluta<br />

5 - minatrici<br />

8 - danno da tripidi<br />

11 - muffa grigia<br />

1 - Afidi, controllati con Confidor<br />

200 SL oppure Neemazal T/S<br />

2 - Tuta absoluta, controllata con<br />

Success<br />

3 - mosca bianca, controllata con<br />

Confidor 200 SL oppure Decis<br />

Energy O-TEQ oppure Neemazal<br />

T/S oppure Piretro AcriGreen<br />

4 - dorifora, controllata con Confidor<br />

200 SL oppure Neemazal<br />

T/S<br />

5 - minatrici fogliari, controllate<br />

con Success<br />

6 e 7 - nottue, controllate con<br />

Decis Jet oppure Success<br />

8 - tripidi, controllati con Decis<br />

Jet oppure Success<br />

9 - elateridi, controllati con Pershing<br />

10 - ragno rosso, controllato con<br />

un acaricida specifico<br />

11 - muffa grigia, controllata con<br />

un antibotritico specifico; Cupravit<br />

Blu WG ha azione collaterale<br />

12 - peronospora, controllata con<br />

Folicur SE oppure Cupravit Blu<br />

WG<br />

Le solanacee possono essere<br />

colpite anche da<br />

piralide, grillotalpa, cimice verde,<br />

oidio, rizoctonia, sclerotinia, Pythium,<br />

cladosporiosi, alternaria e<br />

batteriosi<br />

Per i dettagli sulle malattie e sui<br />

parassiti si veda da pag. 54 a<br />

pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei prodotti<br />

si rimanda a quanto riportato<br />

in etichetta sulle confezioni<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

19


20<br />

Zucchina<br />

Cucurbita pepo<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

elateridi e acari<br />

Cucurbitacee<br />

La zucchina (o zucchino o zucchetta) è una zucca il cui frutto viene utilizzato<br />

immaturo; se si lascia crescere il frutto diventa molto grosso, lungo<br />

anche oltre mezzo metro. Eʼ una pianta originaria dellʼAmerica<br />

centrale ed è la specie più coltivata in Italia.<br />

Eʼ una pianta erbacea annuale, gracile, con un fusto strisciante<br />

o rampicante, ramificato, piuttosto lungo. I fiori<br />

gialli hanno sesso diverso sulla stessa pianta: sono commestibili<br />

e assai apprezzati.<br />

Il frutto è più o meno cilindrico e la sua grossezza dipende unicamente<br />

dal momento della raccolta; il colore è verde e la polpa<br />

di regola è verdina.<br />

Clima – Vuole un clima temperato caldo poco ventoso. Il terreno deve<br />

essere soleggiato e la temperatura ottimale è di 20-28°C.<br />

SEMINA DIRADAMENTO RACCOLTA<br />

Aprile - Maggio 5 - 6 foglie Luglio - Settembre<br />

Semina – In semenzaio si semina in marzo, utilizzando vasetti del diametro<br />

di 10 cm, mettendo 2 semi per ciascuno. In aprile-maggio si semina direttamente<br />

a dimora in buchette profonde 5-7 cm, distanti tra loro un metro<br />

sulla fila e tra le file; in ogni buchetta si mettono 4 semi.<br />

Occorre diradare lasciando 2 piante ogni metro. Anche le branche vanno<br />

diradate, se il cespuglio è troppo folto. La cimatura dei tralci late-<br />

rali può essere effettua quando questi sono lunghi una sessantina<br />

di cm.<br />

Trapianto – Il trapianto delle piantine, con 4-5 foglie, va effettuato,<br />

col pane di terra, in aprile.<br />

Oidio, peronospora, Cure colturali – Il terreno deve essere di medio impasto, ricco di<br />

muffa grigia, sclerotinia, humus, con pH tendenzialmente acido.<br />

Pythium, cladosporiosi e Eʼ abbastanza esigente in fatto di concimazione: alla prepara-<br />

batteriosi<br />

zione del terreno, in pre-semina, si distribuiscono 30 g/m² di Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini; occorrono poi altre due concimazioni<br />

con 20 g/m² di prodotto, la prima allʼinizio della fruttificazione e la seconda<br />

allʼinizio della raccolta. In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare il<br />

Bayfolan Pro Universale, concime a cessione immediata, a 15-20 g/m².<br />

Per la coltivazione sono utili tutori alti un metro e piantati accanto alla<br />

pianta che andrà legata su di essi con dei fili di rafia. È una pratica consi-


gliabile perché favorisce la circolazione dellʼaria tra le foglie e le<br />

operazioni di raccolta.<br />

Bagnare normalmente allʼinizio del periodo vegetativo o subito<br />

dopo il trapianto mentre successivamente, fino allʼingrossamento<br />

dei frutti, è sufficiente tenere umido il terreno. Eʼ preferibile non bagnare<br />

le foglie.<br />

Raccolta – La produzione di zucchine è di 3-5 kg/m². Le zucchine<br />

si raccolgono tagliandole<br />

con un<br />

coltello affilato nellʼarco di<br />

2-3 mesi quando hanno<br />

raggiunto la dimensione<br />

voluta (in genere 12-15<br />

cm).<br />

In frigorifero possono essere<br />

conservate fino a un<br />

paio di settimane.<br />

Proprietà – specie povera<br />

di sale, di vitamine e di enzimi<br />

è facilmente digeribile<br />

e rinfrescante: adattissima per le diete.<br />

In cucina – Le zucchine si consumano crude, grigliate, fritte, cotte al forno<br />

ripiene. Sono un ingrediente della zuppa di verdura.<br />

***<br />

Originario dellʼIndia, è una pianta annuale con fusto erbaceo che può raggiungere<br />

i 4 metri di lunghezza e ha portamento strisciante o rampicante.<br />

Ha fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. I frutti sono allungati<br />

con delle tipiche protuberanze, di colore in genere verde scuro,<br />

ma ne esistono anche di chiari. La polpa è dolce, fresca e croccante.<br />

Clima – Temperato caldo e umido.<br />

Semina – Si effettua in aprile-maggio direttamente a dimora.<br />

Le file devono essere distanti un metro lʼuna dallʼaltra<br />

distanziando le piantine di 50 cm sulla fila. Eʼ<br />

consigliabile mettere 3 semi per ogni buchetta diradando<br />

e lasciando solo le più robuste quando le<br />

piantine hanno 7-8 foglie. Non è opportuno<br />

coltivare nuovamente i cetrioli sullo stesso<br />

terreno prima di 3-4 anni.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno<br />

di medio impasto, profondo e con pH<br />

leggermente acido. Richiede una posi-<br />

Foto L. Lazzarini<br />

A sinistra: le zucchine<br />

si raccolgono<br />

correttamente<br />

tagliandole con un<br />

coltello affilato<br />

Cetriolo<br />

Cucumis sativus<br />

21


22<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Tzatziki<br />

Foto L. Lazzarini<br />

SEMINA TRAPIANTO<br />

CIMATURA RACCOLTA<br />

O DIRADAMENTO<br />

Aprile - Maggio 7 - 8 foglie Eliminare piante deboli Giugno - Settembre<br />

zione in pieno sole.<br />

Occorre concimare più volte con Bayfolan Multi Orti e Giardini (30 g/m²<br />

prima della semina, 20 g/m² dopo 2-3 settimane,<br />

20 g/m² allʼinizio della fruttificazione e altri 20<br />

g/m² a metà raccolta). In alternativa, durante la<br />

vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale,<br />

concime a cessione immediata, a 10-20<br />

g/m².<br />

Eʼ indispensabile irrigare soprattutto nelle prime<br />

fasi del ciclo colturale, in seguito innaffiare con<br />

regolarità avendo cura di non lasciare asciugare<br />

troppo il terreno.<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

elateridii e acari<br />

Oidio, peronospora,<br />

muffa grigia, sclerotinia,<br />

Pythium, cladosporiosi e<br />

batteriosi<br />

Lʼapice vegetativo va spuntato sopra la quarta foglia per stimolare la produzione<br />

di getti laterali con fiori femminili.<br />

Quando la pianta ha raggiunto una certa dimensione può essere fatta salire<br />

su dei tutori, siano essi bastoni o reti.<br />

Raccolta – Dopo due mesi dalla piantagione si possono cominciare a<br />

raccogliere i cetrioli che devono essere ben sodi. Si conservano sottʼaceto.<br />

Proprietà – Eʼ un frutto molto dissetante, rinfrescante, depurativo.<br />

Non ha colesterolo e solo 11 calorie ogni 100 g. Contiene la vitamina<br />

C. Alcune persone, e in particolare i bambini, hanno problemi a digerirlo.<br />

Ricetta – In Grecia si usa il “tzatziki”: si taglia il cetriolo a cubetti e si<br />

condisce con olio, limone, yogurt, foglioline di menta e aglio.<br />

Curiosità – Il cetriolo raccolto<br />

immaturo, quando è ancora di<br />

piccole dimensioni ed è detto<br />

cetriolino, può essere messo<br />

sotto aceto e consumato, ad<br />

esempio, come antipasto.


Le zucche sono originarie dellʼAmerica centrale<br />

dove erano coltivate in epoca assai remota:<br />

in Messico si sono ritrovate<br />

testimonianze datate<br />

8750 a.C. (valle di Oaxaca)<br />

e 7000 a.C. (grotte di<br />

Ocampo a Tamaulipas). In<br />

Europa arrivarono allʼinizio<br />

del XVI secolo e vi è una testimonianza<br />

in un dipinto di<br />

Giovanni da Udine del 1517<br />

(Roma, villa Farnesina). La<br />

zucca ha sempre rappresentato una<br />

importante fonte alimentare nelle zone povere.<br />

Eʼ una pianta erbacea annuale, vigorosa, con un fusto strisciante, ramificato,<br />

lungo diversi metri o anche relativamente breve. Molte varietà sono<br />

adatte alla coltivazione nellʼorto. Le foglie ed i piccioli sono ricoperti di peli,<br />

i grandi fiori gialli hanno sesso diverso sulla<br />

stessa pianta; si riconoscono dal peduncolo<br />

che nei fiori maschili è assai più lungo; oltre<br />

al frutto, anche i fiori sono commestibili e<br />

assai apprezzati.<br />

Il frutto, secondo le varietà, è più o meno<br />

sferico o schiacciato, e più o meno voluminoso;<br />

la scorza è coriacea e molto dura; il<br />

colore va dal giallo chiaro al verde allʼarancio<br />

al bruno e spesso è chiazzato. La polpa<br />

di regola è di colore arancio. Al centro vi è<br />

una cavità fibrosa contenente un numero<br />

elevato di semi.<br />

Per uso alimentare sono utilizzate la Cucurbita<br />

maxima, che produce le grandi zucche invernali, e la C. moscata,<br />

detta zucca popone.<br />

Clima – Vuole un clima temperato caldo con temperature di 18-24°C.<br />

Semina – In marzo-maggio, quando la temperatura minima supera i 15°C,<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Zucca<br />

Cucurbita maxima,<br />

C. moscata<br />

Fiore di zucca<br />

Curiosità – Alcune varietà della specie Cucurbita lagenaria<br />

a maturazione sono quasi prive di polpa e hanno<br />

buccia e polpa durissime; venivano coltivate un tempo<br />

in campagna per ricavarne, dopo averle svuotate, borracce,<br />

fiaschi e recipienti vari in grado di accogliere e<br />

mantenere vino o acqua.<br />

23


24<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Zucca pronta<br />

per la raccolta.<br />

A destra, zucca<br />

all’inizio dello<br />

sviluppo, alla<br />

fine della fioritura<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

elateridi e acari<br />

Oidio, peronospora,<br />

muffa grigia, sclerotinia,<br />

Pythium, cladosporiosi<br />

e batteriosi<br />

Foto L. Lazzarini<br />

si semina direttamente a dimora in buchette distanti tra loro 1,5-2 m sia<br />

sulla fila che tra le file, profonde 2-3 cm, in cui si mettono 3-4 semi. La cimatura<br />

del tralcio primario, peraltro non indispensabile, si effettua sopra le<br />

prime 2 o 4 foglie vere. Occorre diradare lasciando 1-2 piante per buchetta.<br />

Trapianto – Il trapianto, nel caso si disponga di piantine in contenitore, va<br />

effettuato in aprile-maggio.<br />

Cure colturali – Va bene qualsiasi tipo di terreno anche se ne preferisce<br />

uno di medio impasto, sciolto, con pH tendenzialmente acido.<br />

Eʼ molto esigente in fatto di concimazione: alla preparazione del terreno, in<br />

pre-semina, si interviene con Bayfolan Multi Orti e Giardini (30 g/m²); occorrono<br />

poi altre tre concimazioni (sempre con 30 g/m² di prodotto),<br />

la prima al diradamento, la seconda dopo un mese e lʼultima prima<br />

che la vegetazione ricopra completamente il terreno. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale, concime<br />

a cessione immediata, a 10-20 g/m².<br />

Occorre innaffiare normalmente allʼinizio del periodo vegetativo o<br />

subito dopo il trapianto mentre successivamente, fino allʼingrossamento<br />

dei frutti, richiede molta acqua. Eʼ bene evitare di bagnare le<br />

foglie.<br />

Per ottenere frutti di grandi dimensioni bisogna lasciarne solo 2 per<br />

pianta e 5 per le varietà a frutto piccolo.<br />

Raccolta – Le zucche si raccolgono quando la vegetazione è appassita e<br />

il peduncolo disseccato; più si ritarda la raccolta verso lʼinizio delle piogge<br />

autunnali e più le zucche si conservano facilmente per tutto il periodo in-<br />

SEMINA TRAPIANTO RACCOLTA<br />

1,5 - 2 m<br />

Marzo - Maggio Aprile - Maggio Luglio - Ottobre


vernale in ambiente buio, fresco e asciutto. La tradizione vuole che si mangino<br />

entro carnevale.<br />

La zucca cruda a pezzi, avvolta nella pellicola trasparente, si conserva in<br />

frigorifero per pochi giorni mentre, tagliata a pezzetti, eventualmente scottati<br />

in acqua bollente, può essere anche congelata.<br />

Proprietà – La polpa di colore giallo intenso contiene sali minerali, le vitamine<br />

A, B e C e fibre.<br />

Ricette - Per eliminare i punti neri, e pulire e levigare la pelle, specie se<br />

grassa, si prepara una maschera di bellezza per il viso con la polpa della<br />

zucca. Si schiaccia una fettina di zucca cruda e un pugnetto di semi e si<br />

mescola il tutto con del miele, lʼimpasto si applica sul viso e si lascia per<br />

qualche minuto.<br />

***<br />

Di origine africana o persiana, il melone fu introdotto nel bacino del mediterraneo<br />

a partire dal V secolo a.C. dagli egizi. Anticamente fu considerato<br />

simbolo di fecondità.<br />

Eʼ una pianta erbacea annuale a portamento strisciante o rampicante. Le<br />

radici sono fibrose e molto estese e il fusto, ricco di peluria, è ramificato<br />

con cirri. Ha fiori maschili e femminili, gialli a 5 lobi; normalmente compaiono<br />

prima quelli maschili riuniti in gruppi di 3 o 4. I fiori femminili sono solitari.<br />

Il frutto è ovale, tondeggiante e più o meno voluminoso; la buccia<br />

si presenta con delle divisioni “a spicchi” ed è quasi liscia o<br />

rugosa, il colore va dal giallo chiaro al verde. La polpa in genere<br />

è arancio ma vi sono varietà bianche o verdastre; a<br />

maturazione è succosa e molto profumata. Al centro vi è<br />

una cavità fibrosa contenente un numero elevato di<br />

semi.<br />

Clima – Ama il clima temperato caldo e necessita di<br />

molta luminosità.<br />

Semina – In marzo-aprile, quando la temperatura minima<br />

supera i 20°C, si semina direttamente a dimora in<br />

buchette profonde 2 cm in cui si mettono 2-5 semi. La distanza<br />

tra una buchetta e lʼaltra deve essere di 1 m sulla<br />

fila e mezzo tra le file.<br />

Trapianto – Il trapianto, nel caso si disponga di piantine in contenitore,<br />

va effettuato in marzo-aprile, quando hanno 6 foglie. Le distanze<br />

sono le medesime della semina.<br />

Cure colturali – Occorre un terreno di medio impasto, sciolto, ricco di sostanza<br />

organica, permeabile e senza ristagni dʼacqua. Richiede pH neutro.<br />

La concimazione anticipata deve essere abbondante: si impiega Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (50 g/m² prima della semina o del trapianto); occorrono<br />

altre due concimazioni con 25 g/m² di prodotto ciascuna, una alla<br />

comparsa dei fiori e una quando i frutti sono a metà dimensione. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale, con-<br />

Melone<br />

Cucumis melo<br />

25


26<br />

SEMINA CIMATURA DIRADAMENTO RACCOLTA<br />

Eliminare i frutti più<br />

Marzo - Aprile 5 - 6 foglie<br />

grossi e più piccoli<br />

Maggio - Ottobre<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

elateridi, minatrici e acari<br />

Oidio, peronospora,<br />

muffa grigia, sclerotinia,<br />

Pythium, cladosporiosi e<br />

batteriosi<br />

cime a cessione immediata, a 10-20 g/m².<br />

Bagnare abbondantemente allʼinizio del periodo vegetativo o subito dopo il<br />

trapianto. Teme lʼumidità vicino alla raccolta.<br />

Quando le piante hanno messo 5-6 foglie si cima sopra le prime 2 foglie vere<br />

e si effettua il diradamento lasciando 1-2 piante per buchetta. I due germogli<br />

che nasceranno, una volta emesse 5 foglie, si cimeranno dopo la<br />

terza e questo fino a ottenere piante con 6 rami.<br />

Più avanti occorre cimare anche sopra la prima foglia spuntata dopo<br />

il frutto e bisogna anche eliminare i frutti più grossi e più piccoli.<br />

Raccolta – si effettua a scalare tra maggio e ottobre, tagliando il<br />

peduncolo a 4 cm dallʼinserzione del frutto, quando questo è maturo<br />

(empiricamente si può dire che sul peduncolo si cominciano a<br />

evidenziare delle screpolature nel senso della lunghezza). Può<br />

essere conservato in frigorifero a una temperatura di 5°C.<br />

Proprietà – Il melone ha una elevata percentuale dʼacqua per cui è molto<br />

dissetante e anche digeribile; al contrario, mangiato con il prosciutto, richiede<br />

almeno 4 ore per la digestione. Contiene sali minerali e le vitamine<br />

A e C. Stimola il rinnovamento della pelle. Grazie allʼadenosira, una sostanza<br />

che inibisce lʼaggregazione delle piastrine, contribuisce a prevenire<br />

le malattie cardiocircolatorie. Dopo aver effettuato fatiche fisiche è un ottimo<br />

integratore, dato lʼalto contenuto in potassio.<br />

Ricette – Ottimo il melone col Porto. Si prende un melone piccolo, si taglia<br />

a metà e si tolgono accuratamente tutti o semi. Si versa nella cavità del<br />

porto o del marsala secco, si aggiungono dei cubetti di melone preparati<br />

prima, si lascia riposare unʼora e si serve fresco.<br />

Curiosità – Durante lʼimpero romano i meloni, pur essendo relativamente piccoli, raggiunsero<br />

una tale popolarità che lʼimperatore Diocleziano emise un editto per tassare<br />

quelli più grossi e ricercati il cui peso andava oltre i 200 grammi.<br />

Oggi i meloni hanno ben altra dimensione e vengono coltivati<br />

in numerose varietà; le più importanti sono: il cantalupo,<br />

di media grandezza, con superficia liscia e polpa<br />

giallo-arancio; il reticolato, o meloni retati, di media grandezza,<br />

con superficie reticolata e polpa bianca o gialloverde;<br />

lʼinodore, meloni dʼinverno, polpa biancastra o<br />

rosata con buccia liscia.


Lʼanguria, detta anche cocomero nel centro-sud Italia, è il frutto di una<br />

pianta rampicante originaria dellʼAfrica, e in particolare della zona del deserto<br />

del Kalahari.<br />

Il frutto, ricco dʼacqua, rosso allʼinterno, è molto zuccherino.<br />

Clima – Ama il clima temperato caldo e necessita di molta luminosità.<br />

Semina – Direttamente a dimora in buchette profonde 2-3 cm in cui si mettono<br />

2-4 semi. La distanza tra una buchetta e lʼaltra deve essere<br />

di 1-1,5 m sulla fila e un paio di metri tra le file.<br />

La semina va fatta quando la temperatura minima supera i<br />

20°C. Quando le piante hanno raggiunto i 3-4 cm di altezza<br />

si effettua il diradamento lasciando 1-2 piante per<br />

buchetta.<br />

Trapianto – Il trapianto, anche nel caso si disponga di<br />

piantine in contenitore, va effettuato tra metà marzo, a<br />

sud, e maggio, a nord.<br />

Cure colturali – Il terreno più adatto è di medio impasto,<br />

sciolto, ricco di sostanza organica, permeabile e con pH a<br />

reazione acida (5,5-7).<br />

Occorre unʼabbondante concimazione anticipata con Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (30 g/m²) prima della semina o del trapianto e<br />

altre due concimazioni distanziate di 4 settimane con 20 g/m² di<br />

prodotto. In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione immediata, alla dose di<br />

10-20 g/m².<br />

Bagnare abbondantemente durante il periodo vegetativo; in prossimità<br />

della raccolta, ridurre lʼapporto dʼacqua perché teme lʼumidità.<br />

Eʼ necessario cimare le piante dopo la quarta foglia per stimolare<br />

la crescita di altri tralci e ottenere così una produzione superiore.<br />

Raccolta – Si effettua a scalare durante lʼestate, quando il frutto è<br />

maturo (empiricamente<br />

si può dire<br />

quando il viticcio del<br />

peduncolo è secco e<br />

sul frutto si evidenzia<br />

la caratteristica<br />

pruina). Lʼanguria può<br />

essere conservata a<br />

15-25°C per una settimana.<br />

SEMINA<br />

O TRAPIANTO<br />

Proprietà – Lʼanguria ha un buon quantitativo di zuccheri e una elevata<br />

percentuale dʼacqua (circa il 95%) per cui è un frutto scarsamente nutritivo<br />

ma energetico e può quasi sostituire un pasto (pranzo o cena). Svolge una<br />

buona azione diuretica. Contiene le vitamine A e C.<br />

In tavola – Normalmente si gusta al naturale ma può essere anche impiegata<br />

nelle macedonie e col gelato.<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca, nottue<br />

fogliari e terricole,<br />

elateridi, tripidi e acari<br />

Oidio, peronospora,<br />

muffa grigia, sclerotinia,<br />

Pythium e batteriosi<br />

CIMATURA RACCOLTA<br />

Anguria<br />

o<br />

cocomero<br />

Citrullus lanatus<br />

(= C. vulgaris)<br />

Marzo - Maggio 5 - 6 foglie Luglio - Settembre<br />

27


28<br />

1 - Afidi, controllati con Confidor<br />

200 SL oppure Neemazal<br />

T/S<br />

2 - mosca bianca, controllata<br />

con Confidor 200 SL oppure<br />

Neemazal T/S<br />

3 - nottue fogliari, controllate<br />

con Decis Jet oppure Success<br />

4 - elateridi, controllati con<br />

un insetticida specifico<br />

5 - minatrici fogliari, controllate<br />

con Success oppure<br />

Neemazal T/S<br />

6 - ragno rosso, controllato<br />

con un acaricida specifico<br />

7 - oidio, controllata con Folicur<br />

SE<br />

8 - muffa grigia, controllata<br />

con un antibotritico specifico;<br />

Cupravit Blu WG ha azione<br />

collaterale<br />

9 - peronospora, controllata<br />

con Melody Compact oppure<br />

Cupravit Blu WG<br />

Le cucurbitacee possono<br />

essere colpite anche da<br />

sclerotinia, Pythium, cladosporiosi<br />

e batteriosi.<br />

Per i dettagli sulle malattie e<br />

sui parassiti si veda da pag<br />

54 a pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei<br />

prodotti si rimanda a quanto<br />

riportato in etichetta sulle<br />

confezioni.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

Cucurbitacee: malattie e parassiti<br />

2 - mosche bianche<br />

1- afidi<br />

4 - elateride 5 - minatrici<br />

7 - oidio<br />

Foto A. Pollini<br />

3 - nottue<br />

6 - ragno rosso<br />

8 - muffa grigia 9 - peronospora


Composite<br />

Il carciofo è una pianta erbacea perenne di origine mediterranea, conosciuta<br />

nella sua forma selvatica fin dallʼantichità dai greci e dai romani. Da<br />

documentazioni storiche, sembra che a partire dal I secolo sia avvenuta in<br />

Sicilia la domesticazione del carciofo (Cynara scolymus) dal suo progenitore<br />

selvatico (Cynara cardunculus).<br />

Il fusto è robusto, cilindrico e carnoso, striato longitudinalmente. Le foglie,<br />

spesso spinose, sono grandi e di colore verde lucido o<br />

verde-grigiastro sulla pagina superiore e verde-cenere<br />

in quella inferiore. Può raggiungere 1,5 m di altezza<br />

e dal centro della rosetta finale parte un fusto<br />

ramificato con allʼapice i capolini fiorali, ossia i carciofi,<br />

che appunto sono i boccioli della pianta.<br />

Clima – Ama il clima mite e asciutto. Si può adattare<br />

anche a climi relativamente freddi ma è sensibile alle<br />

brinate e agli sbalzi di temperatura per cui, in queste<br />

zone, le giovani piante necessitano di una protezione.<br />

Semina – La semina, che si fa a dimora in maggio, non è<br />

consigliabile perché si ottengono carciofi piccoli e spinosi.<br />

Messa a dimora – Normalmente si effettua utilizzando parti di pianta, i<br />

“carducci” (polloni provvisti di radici e di almeno 4 foglie) e pezzetti di fusto<br />

con gemme detti “ovuli”.<br />

I carducci si prelevano in aprile o in settembre-novembre e gli ovuli in giugno-agosto.<br />

I primi si piantano subito in buche larghe e profonde una tren-<br />

tina di centimetri, alla distanza di un metro circa tra e sulla fila<br />

mentre gli ovuli, prima di piantarli, vanno fatti germogliare per 2<br />

giorni ammassati e inumiditi.<br />

Cure colturali – Va bene ogni tipo di terreno, purché non vi siano<br />

ristagni dʼacqua, preferibilmente con pH leggermente acido.<br />

Il carciofo è una pianta perenne che, una volta piantata, può vivere<br />

per 10-15 anni ma, dopo due-tre anni, è consigliabile rinnovarla.<br />

La tendenza attuale è quella di utilizzarla solo nel primo<br />

anno dʼimpianto.<br />

Marilin Monroe<br />

Carciofo<br />

Cynara [cardunculus<br />

subsp.]<br />

scolymus<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, nottue fogliari,<br />

minatrici, depressaria,<br />

cassida e acari<br />

Oidio, peronospora e<br />

batteriosi<br />

Curiosità – Il carciofo prende il nome da una bella ragazza con i<br />

capelli color cenere, di nome Cynara, che non volle farsi sedurre da<br />

Giove e questi, per punizione, la trasformò in una pianta spinosa.<br />

Più recentemente ricordiamo che nel 1949 Marilin Monroe fu la<br />

prima ad essere eletta “Regina del carciofo” al “Festival del Carciofo”<br />

che si tiene ogni anno in California, a Castroville.<br />

Pablo Neruda, il famoso poeta cileno premio<br />

Nobel nel 1971, scrisse lʼ“Oda a la Alcachofa”<br />

(Ode al Carciofo).<br />

29


30<br />

Per produrre<br />

nuove piante si<br />

tagliano in aprile<br />

i polloni più vigorosi<br />

(carducci)<br />

e si ripiantano.<br />

L’operazione<br />

può essere fatta<br />

anche a novembre,<br />

ma il trapianto<br />

va fatto<br />

provvisoriamente<br />

in cassone<br />

freddo<br />

IMPIANTO ASPORTAZIONE TESTE RACCOLTA TAGLIO AL PIEDE<br />

1 m<br />

Novembre Quando compaiono A maturazione Ottobre - Novembre<br />

Occorre unʼabbondante concimazione con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(50 g/m² allʼimpianto dei carducci o degli ovuli); trattandosi di una pianta<br />

perenne, negli anni successivi allo sviluppo della nuova vegetazione occorrono<br />

40 g/m² di concime. Alla comparsa dei capolini distribuire ancora<br />

50 g/m² di Bayfolan Multi Orti e Giardini e successivamente, dopo la raccolta,<br />

effettuare altre due concimazioni, distanziate fra loro di 3-4 settimane,<br />

con 40 g/m² di prodotto. In alternativa, durante la vegetazione,<br />

utilizzare il Bayfolan Pro Universale, concime a cessione immediata, a<br />

15-25 g/m².<br />

Eʼ necessario irrigare regolarmente, in particolare dopo lʼimpianto, possibilmente<br />

senza bagnare le foglie e senza eccedere, per ridurre le possibili infezioni<br />

di patogeni.<br />

Prima dellʼarrivo dellʼinverno si tagliano i<br />

gambi raso terra e si ricoprono con paglia.<br />

Raccolta – si effettua a scalare quando i<br />

capolini sono maturi, ancora con le brattee<br />

ben chiuse.<br />

Per prolungare la durata del carciofo è necessario<br />

recidere i capolini con almeno 25<br />

cm di gambo.<br />

Del carciofo vengono utilizzate anche altre<br />

parti: i carducci, i gobbi (carducci incurvati<br />

e interrati alla base della pianta madre) e i<br />

fondi (carciofi di cui si conserva soltanto il<br />

fondo).<br />

Proprietà – Il carciofo ha un basso contenuto calorico che ne fa un alimento<br />

indicato nelle diete dimagranti. Dalle sue foglie viene ricavato un<br />

amaro impiegato come depurativo del fegato e come digestivo. Il carciofo<br />

diminuisce la produzione di colesterolo e di trigliceridi endogeni.<br />

Ricette – Per fare lʼamaro al carciofo si lasciano macerare per 2 giorni in<br />

un contenitore a chiusura ermetica una bottiglia di brandy o di cognac, 5<br />

foglie di carciofo, una infiorescenza di Achillea e un chiodo di garofano,<br />

agitando 3-4 volte al giorno. Quindi si aggiunge una bottiglia di vino bianco<br />

secco e si ripetete lʼoperazione per altri 2 giorni al termine dei quali si filtra<br />

e imbottiglia. Si lascia riposare per almeno 4 mesi e quindi lʼamaro al carciofo<br />

è pronto.


Di originedelle nostre zone, le indivie, dette anche endivie, si presentano in<br />

due varietà: le classiche crispum dette “ricce” e le latifolium, chiamate scarola.<br />

Il prodotto è costituito dal “cespo”, cioè dalla rosetta di foglie che coronano<br />

il fusto e che nellʼaccrescimento si sovrappongono le une alle altre dando<br />

origine alla caratteristica pianta dʼinsalata dal “cuore” più o meno compatto.<br />

Clima – Temperato tendente al freddo. Temono la<br />

siccità.<br />

Semina – In semenzaio tra marzo e maggio e tra<br />

luglio e settembre. Le indivie possono essere seminate<br />

direttamente a dimora tra aprile e settembre.<br />

Profondità di semina: 0,5-1 cm.<br />

Trapianto - Il trapianto si effettua 30-40 giorni<br />

dopo la semina in semenzaio, quando le piantine<br />

sono alte una decina di centimetri e hanno 5-6 foglie,<br />

ponendole distanti 25-30 cm sulle file e 40-50 tra le<br />

file.<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno molto fertile, ben drenato e con<br />

pH tendente allʼacido. Occorre concimare prima della semina o del trapianto<br />

con Bayfolan Multi Orti e Giardini (30 g/m²). In alternativa, durante<br />

la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale, concime a<br />

cessione immediata, a 15-25 g/m².<br />

Irrigare spesso; quando le piante sono ben sviluppate è possibile ridurre<br />

lʼinnaffiamento.<br />

Raccolta – Le piante si raccolgono dopo 80-120 giorni dalla messa<br />

a dimora, tra settembre e<br />

marzo; la raccolta è scalare<br />

man mano che i cespi<br />

hanno raggiunto la dimensione<br />

voluta. Si tagliano<br />

alla base con un coltello e<br />

possono essere conservati per<br />

circa due settimane in frigorifero.<br />

Le indivie possono subire il processo<br />

di imbiancatura che ha lo<br />

scopo di rendere tenere, chiare e<br />

piuʼ dolci le foglie del centro del cespo. Consiste nel legare le foglie con un<br />

filo di rafia, rincalzare e avvolgere i cespi con plastica scura una decina di<br />

giorni prima della raccolta; prima della legatura bisogna controllare che la<br />

pianta sia asciutta.<br />

Proprietà – Hanno un buon contenuto in vitamina A e C e in ferro, calcio e<br />

fosforo. Il valore calorico è basso. Evitare un eccesso di concimazione<br />

azotata in prossimità della raccolta e preferire, in questo periodo, i concimi<br />

a cessione programmata.<br />

Indivia<br />

Cichorium endivia<br />

latifolium,<br />

C. endivia crispum<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, mosca bianca, piralide,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

elateridi, minatrici,<br />

grillotalpa, tipula e acari<br />

Oidio, peronospora, ruggine,<br />

muffa grigia, rizoctonia,<br />

antracosi,<br />

sclerotinia, Pythium, alternaria<br />

e batteriosi<br />

31


32<br />

Lattuga e<br />

lattughino<br />

Lactuca sativa<br />

A tavola – Le indivie sono ottime insalate da mangiare crude. Bollite<br />

hanno sapore amarognolo.<br />

Composita annuale originaria dellʼ Asia centro meridionale e del vicino<br />

oriente che presenta un “cespo” costituito da foglie a spatola<br />

o tondeggianti inserite in un breve fusto. La lattuga<br />

è la più nota tra le insalate e in Italia viene molto coltivata.<br />

Ne esistono un grande numero di varietà, le più<br />

importanti sono:<br />

a) “a cappuccio”. Eʼ la lattuga più caratteristica, ha<br />

foglie grandi e carnose;<br />

b) “iceberg”. Pianta compatta e foglie croccanti, di<br />

colore chiaro e sapore delicato;<br />

c) “romana” dalla caratteristica forma allungata e<br />

con sapore deciso;<br />

d) “lattughino”, detto anche a cespo morbido, da taglio,<br />

con foglie ondulate di colore verde intenso o rossiccio.<br />

Clima – Temperato. Teme il freddo intenso e il caldo secco.<br />

Semina e trapianto – Durante tutto lʼanno in semenzaio. Il trapianto<br />

si effettua un mese dopo la semina ponendo le piantine distanti 25 cm<br />

sulle file e 40 cm tra le file. Le lattughe<br />

possono essere seminate<br />

SEMINA 1° DIRADAMENTO<br />

anche direttamente a dimora tra<br />

febbraio e aprile e a settembreottobre.<br />

Occorrono 2 g di seme<br />

per m². Profondità di semina: 1-2<br />

cm. Il lattughino invece si semina<br />

cm<br />

40 cm 10<br />

a spaglio a 0,3-0,5 cm di profondità<br />

impiegando circa 5 g di seme<br />

Quando le piantine pos-<br />

per m².<br />

Secondo le specie sono essere maneggiate<br />

Cure colturali – Necessita di terreno<br />

sciolto, ben drenato e soleggiato; pH neutro o tendente allʼacido. Si<br />

concima prima della semina o del trapianto con Bayfolan Multi Orti e<br />

Giardini (10 g/m²); dopo due settimane dal trapianto occorre distribuire ancora<br />

20 g/m² del medesimo concime. In alternativa, durante la vegetazione,<br />

utilizzare il Bayfolan Pro Universale, concime a cessione<br />

immediata, a 15-25 g/m².<br />

Irrigare spesso anche quando le piante sono ben sviluppate.<br />

Curiosità – Se le piante non si raccolgono e si lasciano sviluppare<br />

si avrà la sorpresa di vedere che il fusto si allunga e forma uno<br />

scapo fiorale alto anche un metro; le piante passano infatti allo stadio<br />

riproduttivo. Le infiorescenze sono capolini composti da18-20<br />

fiori bluastri e i frutti piccoli acheni allungati.<br />

La lattuga prende questo nome dal fatto che la pianta secerne un liquido<br />

lattiginoso. I romani – racconta Plinio – la piantavano non appena<br />

conquistavano nuovi territori per aver a disposizione un<br />

alimento sano e fresco.


Foto L. Lazzarini<br />

Raccolta – Si effettua una raccolta scalare dei cespi man mano che sono<br />

ben formati, prima della comparsa dello stelo fiorale, tagliandoli alla base<br />

con un coltello ben affilato; in media il raccolto è di 1,5 kg di lattuga per m².<br />

Il lattughino invece è consigliabile tagliarlo non troppo basso usando le forbici;<br />

nel corso dellʼanno è possibile effettuare 2-3 tagli in quanto le piante<br />

tagliate ricacciano; si raccolgono da 500 g a 2 kg di insalatina per m².<br />

Proprietà – Le foglie della lattuga hanno proprietà diuretiche e stimolano<br />

lʼintestino pigro; contengono le vi-<br />

2° DIRADAMENTO RACCOLTA tamine A, C e quelle del gruppo B.<br />

Hanno basso valore calorico: 20<br />

cal/100g.<br />

A tavola – Le lattughe e il lattughino<br />

si mangiano in insalata: le<br />

loro foglie hanno un sapore fresco<br />

e delicato. Le prime possono es-<br />

5 - 6 foglie Giugno - Novembre sere consumate anche saltate in<br />

padella o fritte.<br />

25 cm<br />

***<br />

Pianta erbacea originaria delle nostre zone, ad ampia diffusione in Italia. È<br />

ricercata per le foglie basali, dal caratteristico sapore amarognolo, ottime<br />

in insalata. Ne esistono moltissime varietà, alcune da taglio e altre da<br />

cespo. Hanno aspetto e colore molto diverso e, secondo<br />

la loro provenienza, prendono anche nomi differenti<br />

come ad esempio il radicchio rosso di Treviso, il radicchio<br />

variegato di Castelfranco e la cicoria di Verona.<br />

Clima – Pianta da clima temperato, ma molto resistente;<br />

non soffre sia il freddo intenso che il caldo e<br />

sopporta anche lʼumidità.<br />

Semina – Le varietà da taglio si possono seminare a spaglio tutto<br />

lʼanno, inverno escluso. Le varietà da cespo si seminano a dimora, dalla<br />

metà di aprile ad agosto, a una distanza di 25 cm sulle file e 30 cm tra le<br />

file. La profondità di semina è di 0,5-1 cm.<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Radicchio<br />

o cicoria<br />

Cichorium intybus<br />

33


34<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Pianta di radicchio<br />

in coltivazione<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Radicchio rosso lungo<br />

Si può anche procedere al trapianto utilizzando piantine già ben<br />

sviluppate, alte 10 cm e con 8 foglie; bisogna fare attenzione a<br />

non interrare il colletto della piantina.<br />

Cure colturali – Non ha problemi di terreno purché non vi<br />

siano ristagni dʼacqua; preferisce un pH leggermente acido.<br />

Occorre concimare prima della semina o del trapianto con Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (40 g/m²); sono necessarie altre due<br />

concimazioni, la prima con 20 g/m² allo stadio di 3-4 foglie o<br />

alla ripresa dopo il trapianto e la seconda, alla stessa dose,<br />

dopo un mese. In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare<br />

il Bayfolan Pro Universale, concime a cessione immediata, a<br />

15-25 g/m². Irrigare regolarmente in quanto ha elevate esigenze<br />

idriche: evitare ristagni dʼacqua e secchezza del terreno.<br />

Alcune varietà vanno forzate (vedi box).<br />

Raccolta – Si effettua nella stagione fredda: da novembre alla fine dellʼinverno<br />

il radicchio di Treviso e di Verona, fino a fine febbraio quello di Castelfranco,<br />

da ottobre a marzo<br />

quello di Chioggia e la cicoria di<br />

Verona.<br />

Le piante di radicchio vanno conservate<br />

in frigo, coperte da carta,<br />

per evitare che lʼumidità rovini le<br />

foglie.<br />

Produzione media: 1,5-3 kg/m².<br />

Forzatura – In autunno si estrae il radicchio dal terreno<br />

con un forcone, si taglia il fogliame a 3 cm dalla radice, si<br />

riducono le radici a 20 cm di lunghezza, si tolgono i getti laterali<br />

e quindi si mettono alcune radici in un vaso. Si irriga e<br />

si copre con un altro vaso. Dopo un mese le cicorie saranno<br />

alte una quindicina di centimetri e saranno pronte<br />

per essere usate.<br />

Proprietà – I radicchi hanno proprietà<br />

depurative, stimolano lʼintestino<br />

pigro e facilitano la<br />

digestione; contengono le vitamine<br />

A e C e, in minor quantità,<br />

B1, B2 e PP. Hanno basso valore<br />

calorico per cui si impiegano<br />

nelle diete dimagranti.<br />

In cucina – Si usa crudo in insalata<br />

oppure alla griglia o in padella.<br />

Col risotto è ottimo e può<br />

essere impiegato anche per fare<br />

il gelato.<br />

Curiosità – Come dalla comune cicoria si è arrivati al prelibato<br />

radicchio rosso? Vi sono molte storie che raccontano i contadini<br />

di Dosson, il luogo considerato dʼorigine del radicchio. Per alcuni<br />

furono degli uccelli a lasciar cadere il seme di questa pianta sul<br />

campanile del paese; per altri un contadino che aveva dimenticato<br />

una carriola piena di questa insalata in un angolo della<br />

stalla. Certamente lʼorigine è incerta, il radicchio appare in provincia<br />

di Treviso nel XVI sec., ma se ne ha notizia sicura solo nel<br />

1862, quando se ne parla nellʼ”Agricolo Almanacco”.


Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini Foto A. Pollini<br />

3 - piralide<br />

Composite: malattie e parassiti<br />

1- afidi 2 - mosche bianche<br />

4 - nottue fogliari<br />

5 - elateride 6 - minatrici fogliari<br />

7 - oidio 8 - peronospora<br />

9 - ruggine 10 - muffe grigia 11 - alternaria<br />

1 - Afidi, controllati con Confidor<br />

200 SL oppure Neemazal<br />

T/S<br />

2 - mosca bianca, controllata<br />

con Piretro AcriGreen oppure<br />

Neemazal T/S<br />

3-4 - piralide e nottue fogliari,<br />

controllate con Success oppure<br />

Decis Jet<br />

5 - elateridi, controllati con un<br />

insetticida specifico<br />

6 - minatrici fogliari, controllate<br />

con Success oppure Neemazal<br />

T/S<br />

7 - oidio, controllata con Folicur<br />

SE<br />

8 - peronospora, controllata<br />

con Melody Compact oppure<br />

Cupravit Blu WG<br />

9 - ruggine, controllata con<br />

Folicur SE oppure Cupravit<br />

Blu WG<br />

10 - muffa grigia, controllata<br />

con un antibotritico specifico;<br />

Cupravit Blu WG ha azione<br />

collaterale<br />

11 - alternaria, controllata con<br />

Cupravit Blu WG<br />

Le composite possono essere<br />

colpite anche da<br />

grillotalpa, depressaria, cassida,<br />

tipula, acari, rizoctonia, antracnosi,<br />

sclerotinia, Pythium e batteriosi.<br />

Per i dettagli sulle malattie e sui<br />

parassiti si veda da pag. 54 a<br />

pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei prodotti<br />

si rimanda a quanto riportato<br />

in etichetta sulle confezioni.<br />

35


36<br />

Aglio<br />

Allium sativum<br />

I bulbilli non<br />

vanno interrati<br />

completamente<br />

Liliacee<br />

Originario probabilmente delle steppe del Kazakistan, lʼaglio veniva<br />

usato da egizi, greci e romani. È uno degli aromi fondamentali della<br />

cucina italiana.<br />

Lʼaglio è una pianta perenne rustica, bul-<br />

bosa, coltivata come annuale. Ha un fusto liscio<br />

e lunghe foglie verdi. Il fiore è una<br />

infiorescenza dalla forma sferica ed è formato da<br />

piccoli fiorellini bianchi. La parte edule è il bulbo -<br />

detto capo o testa - costituito da diversi bulbilli,<br />

gli spicchi (fino ad una dozzina). Esistono numerose<br />

cultivar di aglio distinte in aglio a tunica<br />

bianca e aglio a tunica rossa; questi ultimi hanno<br />

un ciclo di coltivazione più breve di circa un<br />

mese, bulbi molto più grossi e sono più adatti al<br />

consumo immediato.<br />

Clima - Vuole un clima temperato caldo.<br />

Semina - La moltiplicazione va fatta mettendo i<br />

bulbilli direttamente a dimora, scegliendo i più<br />

grossi, tra ottobre (zone a clima mite), per avere<br />

aglio da consumarsi fresco a primavera, e febbraio (zone a clima freddo)<br />

per quello da conservare. Vanno prima conservati separati a 7°C in ambiente<br />

umido e quindi interrati. La temperatura ottimale per il germogliamento<br />

è di 15-19°C.<br />

Cure colturali - Il terreno deve essere leggero, fertile, senza ristagni<br />

idrici e in pieno sole. Si concima alla semina con Bayfolan Multi Orti e<br />

Giardini (15 g/m²) ripetendo la concimazione (30 g/m²) allʼinizio dellʼingrossamento<br />

del bulbo. In alternativa a questʼultima impiegare Bayfolan<br />

Pro Universale (15-20 g/m²). Sono assolutamente da evitare concimi organici<br />

in quanto potrebbero provocare marciumi radicali.<br />

Normalmente le piogge sono sufficienti a soddisfare le richieste idriche; in<br />

maggio-giugno qualche annaffiatura favorisce lo<br />

SEMINA RACCOLTA<br />

Ottobre - Febbraio<br />

Primavera - Estate<br />

sviluppo. Evitare bagnature da quando le foglie<br />

iniziano a piegarsi e a seccare.<br />

Raccolta - Quando le foglie sono quasi secche si<br />

estirpano le piante e si lasciano ad essiccare bene<br />

al sole per una settimana. Si conserva in un luogo<br />

fresco ed areato, non in cucina.<br />

Proprietà - Oltre a molte vitamine, lʼaglio contiene<br />

lʼallicina, sostanza responsabile del tipico odore e<br />

con forte valenza battericida, frutto di una reazione<br />

chimica che avviene nel momento in cui uno<br />

spicchio viene tagliato o schiacciato.<br />

Curiosità - Secondo la tradizione lʼaglio andava tenuto addosso la notte<br />

che precede il 24 giugno per proteggersi dalle streghe che in quella data si<br />

riteneva celebrassero il loro grande sabba annuale.<br />

37<br />

Foto L. Lazzarini


Originaria dellʼAsia centro-occidentale; nell'antichità le cipolle erano usate<br />

come cibo: resti di queste liliacee sono stati trovati negli insediamenti cananei<br />

(XV-XIII secolo a.C.) dell'età del bronzo anche se si ritiene che la<br />

coltivazione vera e propria abbia avuto inizio più tardi.<br />

La cipolla è caratterizzata da apparato radicale fascicolato e foglie che<br />

nella parte basale si ingrossano e formano la parte commestibile. Eʼ coltivata<br />

come annuale ma in natura ha ciclo biennale. Ha fiori ombrelliformi di<br />

colore bianco-giallastro o rosa. Le cipolle sono formate da diversi strati ricchi<br />

di sostanze di riserva, allʼesterno ricoperti da una sottile membrana.<br />

Clima – Vuole un clima temperato caldo con temperature di 15-23°C,<br />

anche se riesce ad adattarsi al freddo.<br />

Semina – Il periodo varia secondo la destinazione delle cipolle.<br />

Le cipolle da sottaceto si seminano a spaglio o in file direttamente a dimora<br />

in febbraio-marzo.<br />

Le cipolle da consumo fresco vanno seminate in semenzaio in settembrenovembre<br />

o in febbraio-marzo e quindi trapiantate in ottobre-dicembre o in<br />

marzo-aprile, alla distanza di 15-20 cm sulla fila e 30 cm tra le file.<br />

La profondità di semina è di 0,5-1 cm.<br />

Trapianto – Il trapianto va effettuato quando le piantine hanno emesso 4-5<br />

foglie; quello autunnale interrando le piantine fino al colletto, mentre per<br />

quello primaverile è sufficiente deporle in piccoli solchetti.<br />

Cure colturali – Richiede un tipo di terreno molto leggero, sciolto, esente<br />

da ristagni dʼacqua e con pH lievemente acido.<br />

Eʼ molto esigente in fatto di concimazione, in particolare potassica e fosforica:<br />

alla preparazione del terreno si interviene con Bayfolan Multi Orti e<br />

Giardini (30 g/m²); occorrono poi altre due concimazioni (con 20 g/m² di<br />

prodotto ciascuna), la prima allo stadio di 2-3 foglie, la seconda allʼingrossamento<br />

del bulbo. In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione immediata, a 15-20 g/m².<br />

Eʼ da evitare lʼuso di letame.<br />

Occorre bagnare spesso ma moderatamente in quanto la pianta è sensibile<br />

sia alla mancanza che allʼeccesso di acqua.<br />

Prima della raccolta, quando le foglie ingialliscono, va fatta la piegatura<br />

38<br />

Cipolla<br />

Allium cepa<br />

Curiosità – I solfossidi sono composti aromatici presenti nelle cipolle<br />

che ne determinano lʼodore caratteristico e sono anche la causa della<br />

lacrimazione degli occhi perché si combinano con un enzima che viene<br />

rilasciato abbondantemente a causa del taglio, la allinasi, producendo<br />

acidi solfenici e propilenossido, un gas volatile, che si trasforma in<br />

acido solforico a contatto con l'umore acquoso presente sul bulbo oculare.<br />

Con la produzione di lacrime lʼocchio si difende dallʼacido solforico,<br />

peraltro non dannoso per lʼocchio stesso per la<br />

sua bassissima concentrazione. Il segreto per non<br />

lacrimare? Tagliare le cipolle sotto l'acqua corrente.<br />

Foto Tenax<br />

Esempio di pacciamaturaeffettuata<br />

con film<br />

plastico<br />

37


38<br />

Foto A. Brunelli<br />

SEMINA TRAPIANTO PIEGATURA PREPARAZIONE<br />

RACCOLTA<br />

Sett. - Nov.<br />

Febr. - Mar.<br />

Scalogno (A. ascalonicum)<br />

- Eʼ più piccolo della<br />

cipolla, ha forma più affusolata<br />

e colore scuro. Le<br />

cure<br />

colturali<br />

sono simili<br />

alla<br />

cipolla.<br />

Foto S. Ghezzi<br />

1 - tignola 2 - mosca<br />

3 - nottua<br />

delle stesse e successivamente vanno smosse le radici (vedi box).<br />

Foto Bayer<br />

15 cm<br />

Ott. - Dic.<br />

Mar. - Apr.<br />

Raccolta – Tra aprile e luglio si raccolgono le cipolle da consumo<br />

fresco mentre, in luglio-agosto, quando si sono seccate<br />

le foglie, quelle autunno-vernine da conservazione. Le cipolle<br />

per i sottaceto da luglio a settembre.<br />

Per conservare le cipolle durante lʼinverno si fanno essiccare<br />

al sole i bulbi con le loro foglie, poi si lasciano al coperto, in<br />

luoghi caldi e aerati, per 10-15 giorni e infine si appendono in<br />

un luogo asciutto con temperatura di 3-4°C.<br />

Proprietà – Ha azione antibatterica e antinfettiva e stimola la<br />

funzionalità renale favorendo l'eliminazione delle scorie azotate.<br />

Contiene sali minerali e le vitamine A, B1, B2 e C.<br />

Ricette - Il suo utilizzo principale è quello di condimento.<br />

Liliacee: malattie e parassiti<br />

4 - tripide<br />

5 - antracnosi 6 - alternaria 7 - peronospora<br />

Foto Bayer<br />

RACCOLTA<br />

A ingiallimento foglie Dopo 15 giorni Dopo altri 15 giorni<br />

1-2-3 - tignola, mosca e nottua,<br />

controllate con Decis Jet<br />

4 - tripide, controllato con<br />

Success oppure Decis Jet<br />

5 - antracnosi, controllata con<br />

Cupravit Blu WG<br />

6 -alternaria, controllate con<br />

Ramital<br />

7 - peronospora, controllata<br />

con Melody Compact oppure<br />

Cupravit Blu WG<br />

Le liliacee possono essere<br />

colpite anche da elateridi, minatrici,<br />

botrite e fusariosi.<br />

Per i dettagli sulle malattie e sui parassiti<br />

si veda da pag. 54 a pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei prodotti si<br />

rimanda a quanto riportato in etichetta<br />

sulle confezioni.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini


Crucifere<br />

I cavoli sono originari dellʼEuropa e dellʼAsia occidentale.<br />

Alla specie B. oleracea fanno riferimento numerose varietà di cavoli: cavolfiore,<br />

cavolo broccolo, cavolo cappuccio e cavolo verza.<br />

***<br />

Pianta caratterizzata da un fusto molto breve e dalle “teste”, la parte<br />

bianca che si mangia, composta dalle infiorescenze unite fra loro.<br />

B. oleracea<br />

Clima – Fresco-umido, a mezzʼombra.<br />

botrytis<br />

Semina – Tra maggio e luglio in semenzaio o anche direttamente a dimora.<br />

Trapianto – Quando le piantine hanno raggiunto unʼaltezza<br />

di 20 cm si trapiantano in pieno campo distanziandole di<br />

50-60 cm sia sulla fila che tra le file.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno di medio impasto,<br />

ricco di humus.<br />

Occorre concimare con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(50 g/m²) prima del trapianto.<br />

Eʼ indispensabile irrigare soprattutto nelle prime fasi del<br />

ciclo colturale, fino alla prefioritura; in seguito non lasciare<br />

asciugare troppo il terreno.<br />

Raccolta – Dallʼinizio dellʼautunno alla primavera. Si può conservare<br />

qualche giorno in frigorifero, in un sacchetto di carta, oppure<br />

in congelatore per un intero anno, avendo cura di dividerlo a pezzetti.<br />

Proprietà – Eʼ ricco delle vitamine A, B e C, di amminoacidi e di sali minerali.<br />

In cucina – Si usa lessato o gratinato ed è molto appetitoso anche fritto in<br />

padella o come condimento della pasta. Eʼ adatto ad essere messo sottʼolio<br />

o sottʼaceto.<br />

***<br />

Le foglie di questo cavolo, sempre lisce, lucide e cerose, si sovrappongono<br />

molto strettamente tanto che la “testa” risulta sferica. Eʼ di colore bianco,<br />

verde o rosso. Altezza 30 cm. Eʼ molto comune in Italia.<br />

Clima – Preferisce un clima umido e fresco.<br />

Semina – In semenzaio, ma anche direttamente a dimora, in agosto-settembre<br />

quelli primaverili, tra gennaio e maggio quelli estivo-autunnali e in<br />

maggio-giugno quelli invernali. Occorre 1 g di seme/m² e la profondità di<br />

semina è di 1-2 cm.<br />

Trapianto – Dopo la 3ª foglia le piantine si picchettano e, quindi, quando<br />

hanno emesso altre 3 foglie si trapiantano in piena terra distanziandole di<br />

50 cm sulla fila e tra le file.<br />

Cavoli<br />

Brassica<br />

oleracea<br />

Cavolfiore<br />

Cavolo<br />

cappuccio<br />

B. oleracea<br />

capitata<br />

39


40<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Cavolfiore<br />

Cav. cappuccio primav.<br />

Cav. cappuccio est. - aut.<br />

Cav. cappuccio invernale<br />

Cavolo verza<br />

Cavolo<br />

verza<br />

(Cavolo<br />

di Milano)<br />

B. oleracea<br />

sabauda o bullata<br />

SEMINA TRAPIANTO RACCOLTA<br />

Maggio - Luglio<br />

Agosto - Settembre<br />

Gennaio - Maggio<br />

Maggio - Giugno<br />

Marzo - Settembre<br />

Luglio - Agosto<br />

6 foglie<br />

6 foglie<br />

6 foglie<br />

5 foglie / h 15 cm<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno fresco e con<br />

ottimo drenaggio.<br />

Occorre concimare con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(50 g/m² prima del trapianto, 30 g/m² dopo un<br />

mese, 30 g/m² allʼinizio della formazione del fiore e<br />

altri 30 g/m² dopo 2 settimane). In alternativa, durante<br />

la vegetazione, utilizzare il Bayfolan Pro Universale,<br />

concime a cessione immediata, a 15-25<br />

g/m².<br />

Eʼ indispensabile irrigare periodicamente, soprattutto<br />

nelle prime fasi del ciclo colturale.<br />

Cavolo cappuccio<br />

Raccolta – Va effettuata quando la “testa” è abbastanza grande. Va conservato<br />

in un luogo fresco e ventilato.<br />

Proprietà – Come il cavolfiore.<br />

In cucina – I crauti sono le foglie del cavolo cappuccio tagliate a strisce<br />

sottili e fermentate nel metodo tradizionale, cotti con aceto e pancetta in<br />

quello moderno. Questo cavolo è ottimo crudo in insalata.<br />

***<br />

50 - 80 cm 50 - 80 cm<br />

Ottobre - Aprile<br />

Aprile - Giugno<br />

Luglio - Ottobre<br />

Novembre - Febbraio<br />

Apr. - Giu / Sett. - Dic.<br />

Le foglie di questo cavolo sono increspate con nervature molto evidenti: la<br />

“palla” risulta sferica ma non compatta come quella del cavolo cappuccio.<br />

Le foglie interne sono verde chiaro, quasi bianche. Altezza 30 cm. Eʼ molto<br />

comune nel nord Italia, specialmente in Piemonte e in Lombardia.<br />

Clima – Temperato freddo e umido.<br />

Semina – La semina a dimora non è consigliabile. Quella in semenzaio si<br />

effettua a spaglio tra gennaio e febbraio se protetto e tra marzo e settembre<br />

allʼaperto. Profondità di semina 0,5-1 cm e quantità di seme 2,5 g/m².<br />

Trapianto – Quando le piantine sono alte 15 cm e hanno 5 foglie si trapiantano<br />

in piena terra distanziandole di 60-80 cm sulla fila e tra le file.<br />

Cure colturali – necessita di un terreno fresco, ben aerato e con ottima


capacità di ritenzione idrica.<br />

Occorre concimare con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(50 g/m²) prima del trapianto.<br />

Eʼ indispensabile irrigare periodicamente, soprattutto<br />

nelle prime fasi del ciclo colturale.<br />

Raccolta – Si effettuata nei periodi di aprile-giugno e<br />

settembre-dicembre quando la “testa” ha raggiunto la dimensione<br />

caratteristica della cultivar. La conservazione<br />

può essere effettuata in un luogo fresco e ventilato.<br />

Proprietà – Come il cavolfiore.<br />

In cucina – Si utilizza bollito o saltato in padella e si possono<br />

fare anche ottimi involtini.<br />

Foto A. Pollini<br />

Cavolo verza<br />

Curiosità – Prima dei loro soliti banchetti luculliani, gli antichi romani mangiavano cavoli<br />

crudi per aiutare lʼorganismo a smaltire più rapidamente lʼalcol.<br />

1 - afidi 2 - mosca bianca<br />

3 - larve di cavolaia<br />

Crucifere: malattie e parassiti<br />

3 - adulto di cavolaia<br />

4 - peronospora 5 - ruggine 6 - alternaria<br />

1 - Afidi, controllati con Confidor<br />

200 SL oppure Neemazal<br />

T/S<br />

2 - mosca bianca, controllata<br />

con Decis Energy O-TEQ<br />

oppure Decis Jet<br />

3 - Cavolaia, controllata con<br />

Success oppure Decis Jet<br />

4-5-6 - Peronospora, ruggine<br />

e alternaria, controllate<br />

da Cupravit Blu WG<br />

Le crucifere possono essere<br />

colpite anche da nottue fogliari<br />

e terricole, elateridi, acari, lumache,<br />

muffa grigia, batteriosi.<br />

Per i dettagli sulle malattie e sui<br />

parassiti si veda da pag. 54 a<br />

pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei prodotti<br />

si rimanda a quanto riportato<br />

in etichetta sulle confezioni.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

Foto L. Lazzarini<br />

41


42<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Prezzemolo<br />

Apium petroselinum<br />

(= Petroselinum<br />

sativum)<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, minatrici<br />

Septoriosi, alternaria<br />

Il prezzemolo è una pianta erbacea originaria delle regioni orientali del<br />

bacino del Mediterraneo, conosciuta ed utilizzata da almeno 2000 anni.<br />

Eʼ diffusamente coltivata in Italia. Allo stato selvatico è perenne, ma è trattata<br />

come biennale. La radice è grossa e fittonante; i fusti sono eretti, alti<br />

fino a 50 cm. Fiorisce nellʼestate del secondo anno e i fiori sono bianchi o<br />

giallo-verdi. I semi sono piccolissimi e tossici.<br />

Clima – Ama il clima temperato.<br />

Semina – Direttamente a dimora da febbraio a settembre impiegando<br />

1-2 g di seme per m², distribuiti a spaglio e interrati<br />

alla profondità di pochi millimetri. La semina<br />

può avvenire anche in file distanti 20 cm.<br />

Cure colturali – Occorre un terreno fertile, di<br />

medio impasto e ben drenato. Si effettua una<br />

concimazione alla semina con Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (15 g/m²); necessitano<br />

di altre due concimazioni con 25 g/m² di<br />

prodotto, la prima un mese dopo la semina<br />

e lʼaltra dopo il primo taglio. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione<br />

immediata, a 15-25 g/m².<br />

Richiede bagnature regolari per avere il terreno sempre<br />

umido.<br />

Raccolta – Si tagliano i gambi con le forbici ad alcuni<br />

centimetri dal terreno. La pianta è in grado di<br />

ricacciare anche più volte durante lʼanno.<br />

Proprietà – Eʼ molto ricco di vitamina C. Contiene<br />

anche le vitamine A e B, sali minerali, potassio,<br />

calcio, fosforo, manganese e ferro. Stimola la funzione depurativa del<br />

fegato. Eʼ considerato un rimedio omeopatico per i gonfiori addominali.<br />

In cucina – Si utilizza tritato per dare gusto alle ricette.<br />

SEMINA DIRADAMENTO RACCOLTA<br />

Feb.- Apr. (raccolto estivo)<br />

Giu.- Sett. (raccolto invernale)<br />

Ombrellifere<br />

1°<br />

ogni 7 - 8 cm<br />

2°<br />

ogni 25 cm<br />

Giugno - Ottobre<br />

Novembre - Maggio


Foto F. Salvadei<br />

La carota è una pianta erbacea biennale originaria delle zone temperate<br />

dellʼ Europa, dellʼAsia e del Nord Africa, si trova in tutte le aree temperate<br />

del globo. Eʼ coltivata per la radice, un lungo fittone cilindrico o fusiforme o<br />

anche tondo di colore giallo-arancio ma anche bianco o violetto. Anticamente<br />

il colore era bianco e lʼarancio è dovuto a selezioni effettuate in<br />

Olanda in onore della famiglia reale, gli Orange. Lo sviluppo della radice si<br />

ha nel primo anno mentre nel secondo cresce un fusto eretto<br />

e ramificato, alto anche un metro, che porta sulla cima una<br />

bella infiorescenza a forma di ombrella, di colore rosa vivo.<br />

La fioritura può avvenire da maggio allʼautunno inoltrato.<br />

Clima – Ama il clima temperato ed è molto adattabile, la temperatura<br />

ottimale è di 16-18°C; può essere coltivata in tutta Italia.<br />

Semina – Direttamente a dimora; in semenzaio non è consigliabile. La semina<br />

deve avvenire, possibilmente su prode (aiuole) rialzate di 10-15 cm,<br />

in file distanti 20-25 cm a una profondità di 1 cm, occorrono 0,5-1 g di semi<br />

per m². La semina può essere effettuata a partire dal mese di marzo,<br />

quando la temperatura minima supera gli 8°C, ripetendola<br />

ogni mese fino a giugno, per avere un raccolto<br />

sempre fresco. Una semina effettuata a fine luglio-inizio<br />

agosto consente di ottenere un raccolto autunnale.<br />

Cure colturali – Occorre un terreno sciolto, di medio<br />

impasto ma anche sabbioso o calcareo-argilloso e ben<br />

drenato. Il pH più adatto è leggermente acido. La preparazione<br />

del terreno è preferibile sia effettuta lʼautunno<br />

precedente la semina.<br />

Si effettua una concimazione alla lavorazione del terreno,<br />

in pre-semina, con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(30 g/m²); necessitano altre tre concimazioni con 20<br />

g/m² di prodotto, la prima quando la pianta ha 4-5 foglie e le successive<br />

ogni 4-6 settimane. In alternativa, durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione immediata, alla dose<br />

di 15-25 g/m².<br />

Dopo la fase di germogliamento ha modeste esigenze idriche<br />

anche se la siccità può rallentare lo sviluppo del fittone che diventa<br />

duro e legnoso.<br />

Raccolta – Esistono varietà precoci a radice corta che possono essere<br />

raccolte già un mese e mezzo dopo la semina mentre altre, a radice<br />

lunga, impiegano molto più tempo. Le carote che sono “mature” in autunno<br />

vanno raccolte prima dellʼinverno. La conservazione a 1°C può durare anche<br />

sei mesi; molto meno a 4°C.<br />

Proprietà – La carota potenzia la vista, in particolare quella not-<br />

Curiosità – Le biforcazioni presenti in molte carote sono causate<br />

dal fatto che sono state seminate in un terreno sassoso.<br />

Eʼ curioso osservare come le infiorescenze, dopo la fecondazione<br />

dei fiori, si chiudano a nido dʼuccello.<br />

Foto L. Lazzarini<br />

Carota<br />

Daucus carota<br />

Carote in un orto<br />

privato<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, elateridi, minatrici,<br />

grillotalpa, mosca<br />

Rizoctonia, alternaria<br />

43


44<br />

1 - Afidi, controllati con Neemazal<br />

T/S<br />

2 - elateridi, controllati con<br />

Pershing<br />

3 - mosca, controllata con<br />

Decis Jet<br />

4 - minatrici, controllate con<br />

Success<br />

5 - alternaria, controllata con<br />

Ramital oppure Cupravit Blu<br />

WG<br />

Le ombrellifere possono essere<br />

colpite anche da septoria<br />

e rizoctonia.<br />

Per i dettagli sulle malattie e<br />

sui parassiti si veda da pag.<br />

54 a pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei<br />

prodotti si rimanda a quanto<br />

riportato in etichetta sulle<br />

confezioni.<br />

SEMINA DIRADAMENTO RACCOLTA<br />

20 - 25 cm<br />

10-15 cm<br />

Marzo - Agosto Piantine maneggiabili Da Luglio<br />

turna. Inoltre protegge la pelle dai raggi del sole e ne combatte lʼinvecchiamento.<br />

Attenua anche le infiammazioni di stomaco e intestino, stimola la<br />

diuresi e depura lʼorganismo. Eʼ molto usata in cosmesi per le sue proprietà<br />

antiossidanti e perché ricca di betacarotene: stimola l'abbronzatura<br />

prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca.<br />

A tavola – Si mangia cruda in insalata o in pinzimonio. Sono ottime cotte,<br />

sia bollite che passate in padella. Anche le torte di carote sono deliziose.<br />

Ombrellifere: malattie e parassiti<br />

1 - afidi<br />

Foto Bayer<br />

2 - larva di elateride<br />

3 - mosca<br />

4 - minatrici 5 - alternaria<br />

Foto Bayer


Leguminose<br />

l pisello, originario dellʼarea mediterranea e dellʼAsia sud-occidentale, è<br />

una pianta annuale nana o rampicante caratterizzata dallʼavere alcune foglie<br />

mutate in cirri, organi di sostegno. I frutti sono dei baccelli contenenti<br />

semi in genere verdi, più o meno sferici, eduli, i cosiddetti piselli.<br />

Esistono delle varietà con il baccello completamente edule: le “taccole”.<br />

Clima – Temperato fresco. Vanno piantati in luogo luminoso. La temperatura<br />

ottimale è sui 20°C e mal sopportano il caldo eccessivo.<br />

Semina – Direttamente a dimora, a sud da settembre a novembre e a nord<br />

da febbraio a maggio e, nelle zone fresche, anche a luglio. La semina in<br />

semenzaio è sconsigliabile. La distanza di semina varia con lo sviluppo<br />

delle varietà: le varietà nane richiedono 5-10 cm sulla fila e 25-30 tra le file;<br />

le rampicanti 30-50 cm sulla fila e 60-100 tra le file. Profondità di semina:<br />

3-5 cm.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno di medio impasto, profondo,<br />

ben drenato e con pH leggermente acido.<br />

Occorre concimare alla semina con Bayfolan Multi Orti e Giardini<br />

(30 g/m²); quando le piante sono alte 20 cm distribuire ancora<br />

20 g/m² di prodotto. In alternativa,<br />

Taccole<br />

Le taccole si coltivano<br />

come i piselli.<br />

Si seminano in<br />

marzo-aprile e si<br />

raccolgono quando<br />

il baccello è ancora<br />

tenero. Necessitano<br />

di abbondanti annaffiature<br />

dopo lʼallegagione.<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione<br />

immediata, a 15-25 g/m².<br />

I piselli richiedono un terreno sempre umido per cui bisogna<br />

innaffiare regolarmente, anche se moderata-<br />

mente.<br />

Raccolta – I baccelli vanno raccolti man mano<br />

che sono abbastanza grossi. Si conservano<br />

secchi o in congelatore, dopo essere stati sbollentati.<br />

Proprietà – Hanno elevato valore nutritivo e<br />

sono ricchi di proteine nobili, di sali minerali (ferro, sodio, potassio<br />

e calcio) e di vitamine (B1, C e PP). Con i piselli si possono fare<br />

maschere di bellezza rassodanti e, per il loro contenuto di fitoestrogeni,<br />

fanno diminuire i sintomi legati alla menopausa. Poveri di lipidi e di amido,<br />

sono più digeribili degli altri legumi.<br />

Pisello<br />

Pisum sativum<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, nottue fogliari e<br />

terricole, minatrici, cimice<br />

verde, ragnetto rosso.<br />

Muffa grigia, oidio, peronospora,<br />

rizoctonia, antracnosi,<br />

batteriosi<br />

Stami<br />

Carpello<br />

Genitori Curiosità – Gregor Mendel, precursore della genetica, nella<br />

seconda metà dellʼ800, per 7 anni fece esperimenti sulla tra-<br />

Generaz. F1<br />

smissione dei caratteri utilizzando ben 28.000 piante di pi-<br />

Generaz. F2<br />

sello. La successiva elaborazione dei dati<br />

lo impegnarono un biennio e lo portarono<br />

a due generalizzazioni che divennero in<br />

seguito famose come “Leggi dell'Ereditarietà di Mendel”.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

45


46<br />

A destra, pianta<br />

di fagiolino<br />

SEMINA PRIMO SOSTEGNO SOSTEGNO PRINCIPALE RACCOLTA<br />

Sud: Settembre - Novembre<br />

Nord: Febbraio - Maggio<br />

Fagiolo<br />

Fagiolino<br />

Phaseolus<br />

vulgaris<br />

Alte 7 - 8 cm In piena crescita A maturazione<br />

In cucina – Cotti sono ottimi anche da soli, nelle minestre o nei risotti. Si<br />

usano con le seppie o con la carne in spezzatino.<br />

***<br />

Eʼ originario del Perù e di altre regioni calde della terra.<br />

Le varietà di fagiolo possono essere nane come il Borlotto e il Cannellino<br />

oppure rampicanti come il Vigevano e il Lima. Il frutto è un baccello che<br />

contiene allʼinterno i fagioli (semi). Alcune varietà hanno un baccello duro<br />

che si apre facilmente per fare uscire i fagioli mentre altre, le cosiddette<br />

“mangiatutto”, hanno un baccello<br />

commestibile, come i piattoni e i<br />

fagiolini.<br />

Clima – Temperato caldo. Non tollera<br />

le gelate e le precipitazioni eccessive.<br />

Semina – Direttamente a dimora a<br />

inizio primavera a sud e in maggio-inizio<br />

giugno a nord. Le varietà<br />

nane richiedono file distanti 60 cm<br />

con piantine sulla fila ogni 6-7 cm,<br />

mentre per le varietà rampicanti le<br />

file devono essere distanti<br />

un metro lʼuna<br />

dallʼaltra e la<br />

distanza tra<br />

le piantine 20 cm. Profondità<br />

di semina: 3-5<br />

cm.<br />

Cure colturali – Necessita<br />

di un terreno di medio<br />

impasto, profondo, ben drenato e con pH leggermente acido.<br />

Occorre concimare con Bayfolan Multi Orti e Giardini (30 g/m² alla lavo-<br />

Curiosità – Nelle radici vi sono degli ingrossamenti sede di microrganismi che fissano<br />

lʼazoto atmosferico aumentando il contenuto di tale nutriente nel terreno.<br />

Foto L. Lazzarini


Varietà<br />

rampicanti<br />

SEMINA DIRADAMENTO IRRORAZIONE ACQUA RACCOLTA<br />

20 cm<br />

1 m<br />

Marzo - Giugno Togliere piante deboli Giornalmente con siccità Maggio - Settembre<br />

razione del terreno e 20 g/m² allo stadio di 3-4 foglie).<br />

Eʼ indispensabile irrigare soprattutto nelle prime fasi del ciclo colturale<br />

e al momento della formazione dei baccelli.<br />

Le varietà rampicanti, quando hanno raggiunto una certa dimensione,<br />

vanno sorrette da tutori, siano essi bastoni o reti.<br />

Raccolta – I fagioli da sgranare vanno raccolti con i baccelli quasi<br />

secchi se si vogliono conservare mentre, per cucinarli freschi o<br />

surgelarli, i baccelli devono essere morbidi.<br />

I fagiolini e i piattoni invece vanno raccolti giornalmente freschi e<br />

non molto ingrossati perché altrimenti diventano filamentosi.<br />

Proprietà – Eʼ riconosciuto avere attività ipotensiva, diuretica e<br />

antiinfiammatoria.<br />

In cucina – Si usano lessi in minestre e minestroni.<br />

***<br />

La fava è originaria dellʼarea mediterranea e medio-orientale.<br />

Nellʼambito della specie si distinguono tre varietà botaniche in base alla dimensione<br />

dei semi di cui una, la fava grossa, che produce semi appiattiti e<br />

grossi (1-1,5 g ciacuno), è impiegata per lʼalimentazione umana e le altre<br />

due, favino o fava piccola e favetta o fava cavallina sʼimpiegano per seminare<br />

erbai e nellʼalimentazione del bestiame.<br />

La fava è una pianta annuale, a rapido sviluppo e portamento eretto (in<br />

media alta circa 1 metro), di colore grigio-verde. La radice è fittonante,<br />

ricca di tubercoli voluminosi. Le foglie sono alterne, composte da due o tre<br />

paia di foglioline e con la fogliolina terminale trasformata in una specie di<br />

cirro. I fiori, in numero da 1 a 6, hanno petali bianchi o violacei con spesso<br />

una caratteristica macchia scura sui petali laterali, detti ali.<br />

Clima – Temperato tendente al caldo. Non tollera temperature sotto i<br />

-5°C.<br />

Semina – In autunno a sud e a fine inverno a nord, direttamente a dimora a<br />

una distanza di 60-70 cm tra le file e 15-25 sulle file. Profondità di semina:<br />

5-10 cm.<br />

Cure colturali – Necessita di un terreno di medio impasto, profondo, ben<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, tripidi, cecidomia,<br />

nottue fogliari e terricole,<br />

cimice verde, ragnetto<br />

rosso.<br />

Ruggine, muffa grigia,<br />

peronospora, oidio, antracnosi,<br />

batteriosi<br />

Fava<br />

Vicia faba<br />

(= Faba vulgaris)<br />

47


48<br />

Foto Bayer<br />

drenato e con pH leggermente acido.<br />

Occorre concimare con Bayfolan Multi Orti e Giardini (30 g/m² alla lavorazione<br />

del terreno); la presenza di batteri<br />

azoto-fissatori nei tuberi radicali consente di<br />

non effettuare altre concimazioni. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare il Bayfolan<br />

Pro Universale, concime a cessione<br />

immediata, a 15-25 g/m².<br />

Occorre irrigare solo nei periodi di siccità.<br />

Una cimatura in maggio consente di accelerare<br />

la maturazione dei baccelli.<br />

Raccolta – I baccelli vanno raccolti man mano<br />

che sono abbastanza grossi. Le fave si conservano<br />

secche o in congelatore, dopo essere<br />

state sbollentate.<br />

Proprietà – Ricche di proteine, contengono<br />

sali minerali e molte vitamine (A, B, C, E, K e<br />

PP) e hanno unʼazione di drenaggio dellʼapparato<br />

urinario. Fresche le fave hanno solo 37<br />

calorie ogni 100 g mentre secche ben 370.<br />

Ricetta – si mangiano crude unitamente al formaggio pecorino e a un<br />

buon bicchiere di vino.<br />

Malattie e parassiti<br />

Afidi, tripide, cecidomia, nottue<br />

fogliari e terricole, cimice verde,<br />

ragnetto rosso.<br />

Peronospora, oidio, muffa grigia,<br />

antracnosi, batteriosi<br />

SEMINA CIMATURA RACCOLTA<br />

60 cm<br />

Sud: autunno<br />

Nord: Febbraio - Marzo<br />

Quando i baccelli pù bassi<br />

sono lunghi 7 - 8 cm<br />

Da Maggio in poi<br />

Curiosità – Se si trova un baccello contenente sette<br />

fave, secondo una credenza popolare diffusa in Italia,<br />

si avrà un periodo di grande fortuna.


Foto A. Pollini<br />

1 - afidi<br />

2 - antracnosi<br />

4 - ruggine<br />

Leguminose: malattie e parassiti<br />

Foto A. Pollini<br />

3 - mal bianco<br />

5 - peronospora<br />

1 - afidi, controllati con Confidor<br />

200 SL oppure Decis<br />

Energy O-TEQ oppure Neemazal<br />

T/S oppure Piretro ActiGreen<br />

2 - antracnosi, controllata<br />

con Cupravit Blu WG oppure<br />

Ramital<br />

3 - mal bianco, controllato<br />

con Zolfo Bagnabile Bayer<br />

4 - ruggine e peronospora,<br />

controllate con Cupravit Blu<br />

WG<br />

Le leguminose possono essere<br />

colpite anche da mosca,<br />

nottue, tortrice, tripide, cecidomia,<br />

tonchio e muffa grigia.<br />

Per i dettagli sulle malattie e<br />

sui parassiti si veda da pag.<br />

54 a pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei<br />

prodotti si rimanda a quanto<br />

riportato in etichetta sulle<br />

confezioni.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

49


50<br />

Fragola<br />

Fragaria vesca<br />

Fam. Rosaceae<br />

Fragolone<br />

Fragola di bosco<br />

nel suo ambiente<br />

naturale<br />

Piccoli frutti<br />

La fragola è il frutto che simboleggia il ritorno della primavera. Nel linguaggio<br />

dei fiori sta a significare stima e amore. Nella simbologia medioevale la<br />

fragola è associata alle sofferenze del Cristo e dei Martiri.<br />

Le fragole sono erbacee perenni alte 10-20 cm, munite di lunghi stoloni<br />

che danno origine a nuove piantine, hanno piccoli fiori bianchi a 5 petali. I<br />

“frutti” sono piccoli e profumatissimi: le fragoline di bosco!<br />

Le fragole coltivate derivano da due specie giunte dall'America.<br />

Dalla Virginia è stata importata la F. virginiana a partire dal<br />

XVII secolo mentre dal Cile è giunta nel XVIII secolo la F.<br />

chiloensis. Entrambe producono i cosiddetti “fragoloni” che<br />

però hanno un sapore e un profumo non paragonabili a<br />

quelli della nostra specie selvatica.<br />

Clima – Richiede climi temperati e ventilati; cresce bene<br />

anche in zone fresche e ad altezze di 700-1000 m. Resiste<br />

ai freddi invernali ma è molto sensibile ai ritorni di freddo e<br />

alle gelate tardive.<br />

Propagazione – La fragola è una pianta che emette degli<br />

stoloni che danno origine a nuove piantine. Per disporre di<br />

nuove piante è sufficiente bagnare una giovane aiuola dopo la<br />

raccolta. Le piante emetteranno gli stoloni che poi verranno recisi<br />

e trapiantati.<br />

Per favorire lʼattecchimento delle piantine appena trapiantate è consigliabile<br />

irrigare a pioggia.<br />

In commercio sono disponibili piantine già pronte per il trapianto.<br />

Cure colturali – Predilige il terreno del sottobosco per cui vive bene su un<br />

Foto L. Lazzarini


IMPIANTO PACCIAMATURA RACCOLTA RIMOZIONI STOLONI<br />

Luglio - Agosto<br />

20 giorni prima<br />

della raccolta Aprile - Giugno Giugno - Settembre<br />

terreno soffice e fresco. Richiede un pH acido (5-6), anche se non è indispensabile.<br />

Concimare alla preparazione del terreno, in pre-trapianto, con Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini (50 g/m²); successivamente a inizio fruttificazione e<br />

ogni 2 mesi sulle varietà rifiorenti si distribuisce il prodotto alla dose di 20<br />

g/m². Dal secondo anno si effettua<br />

una prima concimazione a inizio<br />

vegetazione con 20 g/m² di Bayfolan<br />

Multi Orti e Giardini, una seconda<br />

alla stessa dose a inizio<br />

fruttificazione e una terza (dose di<br />

30 g/m²) a fine estate. In alternativa,<br />

durante la vegetazione, utilizzare<br />

il Bayfolan Pro Universale,<br />

concime a cessione immediata, a<br />

10-20 g/m².<br />

La fragola richiede moderate annaffiature<br />

ma<br />

continuative; è molto sensibile ai ristagni dʼacqua.<br />

A fine inverno alle fragole si effettua la cosiddetta<br />

“toelettatura” in quanto vanno tolte le foglie e gli<br />

stoloni secchi e si lasciano solo 2-3 germogli per<br />

pianta.<br />

Raccolta – A partire da aprile-maggio si raccolgono<br />

settimanalmente le fragole mature. La raccolta<br />

si può protrarre fino a settembre nelle varietà<br />

rifiorenti. Le fragole vanno staccate col picciolo.<br />

Proprietà – Le fragole sono ricche di vitamine A,<br />

gruppo B e C; contengono anche sali minerali di<br />

Curiosità – Il frutto è in realtà un falso frutto:<br />

è costituito dal ricettacolo fiorale che si accresce<br />

e si fa succulento e presenta sulla superficie<br />

dei piccoli punti neri, gli acheni, che<br />

sono poi i frutti veri.<br />

A sinistra: gli stoloni<br />

possono essere<br />

fissati al<br />

terreno o in un vasetto<br />

interrato per<br />

ottenere nuove<br />

piante<br />

Pacciamatura<br />

Foto L. Lazzarini<br />

51


52<br />

1 - acari, controllati con un<br />

acaricida specifico<br />

2-3 - nottua e tripide, controllati<br />

con Success oppure<br />

Neemazal T/S<br />

4 - muffa grigia, controllata<br />

con un antibotritico specifico.<br />

Cupravit Blu WG ha<br />

unʼazione collaterale<br />

5 - batteriosi, controllata con<br />

prodotti rameici<br />

Le fragole possono essere<br />

colpite anche da afidi,<br />

mosca bianca, nottue terricole<br />

e oidio.<br />

Per i dettagli sulle malattie e<br />

sui parassiti si veda da pag.<br />

54 a pag. 64.<br />

Per il corretto impiego dei<br />

prodotti si rimanda a quanto<br />

riportato in etichetta sulle<br />

confezioni.<br />

Salvo diversa indicazione, foto di R. Angelini<br />

calcio, fosforo e ferro mentre hanno pochi zuccheri per cui sono fra i pochi<br />

frutti adatti ai diabetici. I rizomi delle fragole hanno azione astringente, depurativa<br />

e diuretica.<br />

Ricetta – Le foglie, raccolte prima della fioritura, si utilizzano per preparare<br />

una bevanda sostitutiva del thé dal delicato aroma e possono anche<br />

essere aggiunte a minestre e frittate.<br />

Fragola: malattie e parassiti<br />

1 - attacco di acari<br />

2 - nottua 3 - tripide<br />

4 - muffa grigia 5 - batteriosi


DDeeddiiccaattoo aallll’’oorrttoo<br />

Numerosi agrofarmaci oggi comunemente<br />

impiegati contengono sostanze<br />

attive di origine naturale e sono ammessi<br />

per lʼimpiego in agricoltura biologica.<br />

Fra questi quelli noti allʼhobbista<br />

sono il rame, lo zolfo e il piretro.<br />

Lʼuso di questi prodotti ha da sempre<br />

rappresentato per il consumatore finale<br />

una soluzione nota e di comune impiego,<br />

spesso preferita proprio perché<br />

ben radicata nella cultura dellʼhobbista e<br />

dellʼagricoltore. Riguardo allʼefficacia<br />

degli agrofarmaci di origine “naturale”,<br />

se utilizzati seguendo le istruzioni dʼuso,<br />

si può ottenere un buon livello di protezione<br />

delle piante in linea con le attese<br />

di un utilizzatore consapevole delle caratteristiche<br />

dei prodotti.<br />

*principi attivi riportati<br />

nellʼallegato II del regolamento<br />

CEE 834/2007<br />

e successive modifiche<br />

e/o integrazioni<br />

La gamma<br />

di prodotti ammessi<br />

in agricoltura biologica*<br />

53


54<br />

Le dosi degli agrofarmaci<br />

consigliati<br />

vengono espresse,<br />

se non diversamente<br />

indicato,<br />

in millilitri o<br />

grammi da diluire<br />

in 10 litri d’acqua.<br />

Parassiti animali<br />

Da sinistra:<br />

Aphis fabae,<br />

Aphis gossypii e<br />

Myzus persicae<br />

La protezione delle piante<br />

può essere effettuata con<br />

prodotti tradizioneli e/o con<br />

prodotti di origine naturale;<br />

la prima è stata indicata<br />

come<br />

“Convenzionale”,<br />

la seconda come<br />

“Biologica”<br />

In questo capitolo, salvo diversa indicazione,<br />

foto di Renzo Angelini<br />

Protezione dai parassiti<br />

Le piante orticole sono colpite da un gran numero di parassiti che causano<br />

spesso gravi danni. Eʼ sempre opportuno gestire la sanità delle piante in<br />

due modi:<br />

- prevenendo quelle malattie che si sanno essere sempre presenti, come<br />

ad esempio la peronospora o lʼoidio, con trattamenti preventivi,<br />

- intervenendo subito quando si riscontra la presenza di insetti.<br />

In questo modo si ottengono ortaggi sani e allo stesso tempo si limitano al<br />

minimo i trattamenti con fitofarmaci.<br />

Afidi<br />

Gli afidi, detti anche pidocchi delle piante, sono piccoli insetti di colore va-<br />

riabile dal verde al bruno al nero al rossastro, che attaccano le piante orticole<br />

determinando il deperimento della vegetazione e compromettendo il<br />

raccolto. Causano spesso decolorazione e arricciamento delle foglie e trasmettono<br />

virosi. A causa della presenza di afidi la vegetazione diventa appiccicosa<br />

per la deposizione delle loro escrezioni zuccherine (melata) e si<br />

ha il successivo sviluppo di fumaggine (funghi saprofiti che si<br />

sviluppano su sostanze zuccherine ed anneriscono la superficie<br />

fogliare impedendo lafotosintesi).<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare con Confidor 200 SL nellʼacqua di irrigazione<br />

(1 ml in 10 litri dʼacqua per irrigare 10 m²) su colture<br />

appena trapiantate, o con applicazioni spray (5 ml), su colture<br />

già sviluppate. In alternativa usare Decis Energy O-TEQ alla<br />

dose di 10-12,5 ml.<br />

Biologica: trattare con Neemazal T/S (20-30 ml) oppure<br />

con Piretro Actigreen (15 ml).


Mosca bianca (aleirododi)<br />

Le mosche bianche, dette anche aleirodidi, sono piccoli insetti<br />

di colore bianco che vivono soprattutto sulla pagina inferiore<br />

delle foglie. Quando si muovono le foglie gli adulti volano via. I<br />

danni maggiori sono provocati dalle forme giovanili quasi immobili,<br />

rivestite di secrezioni cerose polverulente che sono in<br />

grado di produrre abbondante melata su cui si sviluppa fumaggine<br />

(vedi afidi).<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare con Confidor 200 SL nellʼacqua di irrigazione<br />

su colture appena trapiantate (1 ml in 10 litri dʼacqua per irrigare<br />

10 m²), o con applicazioni spray (7,5 ml/10 litri dʼacqua) su colture già<br />

sviluppate. In alternativa usare Decis Energy O-TEQ alla dose di 15-17,5 ml.<br />

Biologica: trattare con Neemazal T/S (20-30 ml/10 litri dʼacqua).<br />

Dorifora<br />

Questo coleottero vive a carico delle solanacee e<br />

in particolare della patata. Gli adulti, di colore<br />

giallo con 10 strisce nere, svernano nel terreno e<br />

in primavera raggiungono le foglie; depongono le<br />

uova in ooplacche di colore giallo-arancio sulla<br />

pagina inferiore delle foglie. Le larve sono di colore<br />

rosso arancio. Il danno è dovuto al fatto che<br />

questo insetto divora letteralmente il fogliame.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare alla comparsa dei primi<br />

adulti o in presenza delle uova con Confidor 200 SL alla dose di 7,5 ml. In<br />

alternativa impiegare Decis Energy O-TEQ a 10-12,5 ml.<br />

Biologica: trattare con Neemazal T/S alla dose di 20-30 ml e ripetere<br />

il trattamento se necessario dopo 7-10 giorni oppure con Piretro<br />

Actigreen (16-20 ml) ripetendo il trattamento dopo 3-5<br />

giorni.<br />

Piralide<br />

Eʼ un lepidottero che sverna come larva matura e<br />

in primavera si incrisalida e sfarfalla. Compie 2<br />

generazioni allʼanno.<br />

Su peperone e melanzana le larve penetrano nei<br />

frutti e, analogamente, sui fagiolini si ritrovano allʼinterno<br />

dei baccelli. I danni maggiori sono provocati dalle rosure delle<br />

larve dopo la raccolta del mais, la pianta di elezione di questo parassita.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: si deve intervenire prima della penetrazione delle larve nei frutti<br />

con Decis Energy O-TEQ alla dose di 10-12,5 ml oppure con Decis Jet (5ml).<br />

Biologica: trattare con Success alla dose di 6-8 ml.<br />

Adulti di Trialeurodesvaporariorum<br />

Adulti e uova di<br />

Leptinotarsa<br />

decemnineata<br />

Ostrinia nubilalis<br />

55


56<br />

Foto A. Pollini<br />

Da sinistra: Chrysodeixischalcites,<br />

adulto di<br />

Autographa<br />

gamma e Spodoptera<br />

exigua<br />

Sopra e a destra:<br />

Larve di Agrotis<br />

spp.<br />

Sotto: larva di<br />

Agriotes spp.<br />

Cavolaia e altre nottue fogliari<br />

Sono diversi generi di lepidotteri facilmente riconoscibili per la presenza<br />

sulla vegetazione di larve più o meno grosse, della lunghezza anche di alcuni<br />

centimetri. Il danno è rappresentato da erosioni fogliari e gallerie scavate<br />

allʼinterno dei frutti che deperiscono rapidamente.<br />

Le larve possono avere colori diversi secondo le specie: giallo-verdastro,<br />

verde scuro, marroncino e altro<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare alla comparsa del parassita con Decis Energy O-<br />

TEQ alla dose di 10-12,5 ml oppure con Decis Jet (5ml).<br />

Biologica: trattare con Success alla dose di 8-10 ml oppure con<br />

Piretro Actigreen o con Neemazal T/S.<br />

Agrotidi<br />

Le agrotidi sono larve di colore grigio scuro che, dopo un<br />

primo periodo di attività sulla parte aerea delle piante, diventano<br />

lucifughe e vanno a vivere nel suolo. Durante le ore notturne<br />

fuoriescono dal terreno e compiono erosioni appena<br />

sopra al colletto delle piante, causandone lo stroncamento e<br />

relativa morte.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: distribuire sul terreno Pershing (35-40<br />

g/10 m²). Con attacchi in atto si può intervenire anche<br />

con Decis Jet (5- 8 ml) spruzzandolo sulle piante nelle<br />

ore serali con elevati volumi dʼacqua.<br />

Elateridi<br />

Col nome di elateridi si intendono normalmente coleotteri allungati,<br />

di colore scuro, lunghi poco più di un centimetro le cui larve, di colore<br />

giallo-rossiccio, possono erodere gravemente le radici e gli altri<br />

organi sotterranei delle piante; attaccano anche le giovani piante<br />

nella regione del colletto provocandone un forte deperimento fino<br />

alla morte. Gli attacchi avvengono generalmente in primavera e in<br />

autunno, quando il terreno è abbastanza umido. In estate gli elateridi<br />

compaiono soprattutto in concomitanza di piogge o irrigazioni.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: si distribuisce sul terreno prima della semina Pershing<br />

(35-40 g/10 m²) e lo si interra.<br />

57<br />

Foto A. Pollini


Minatrici fogliari<br />

Si tratta di numerose specie di ditteri le cui femmine,<br />

con lʼovodeposizione, effettuano ripetute punture sulle<br />

foglie e danneggiano i tessuti. Le larve scavano gallerie<br />

allʼinterno delle foglie – le cosiddette mine – che, se numerose,<br />

provocano il disseccamento delle foglie colpite<br />

e compromettono lʼattività vegetativa della pianta.<br />

Protezione<br />

Biologica: alla comparsa delle prime punture di<br />

ovodeposizione intervenire con Neemazal T/S (20-30 ml) oppure<br />

con Success (20-30 ml); in presenza di mine è consigliabile impiegare<br />

la dose più elevata.<br />

Tuta absoluta<br />

Si tratta di un lepidottero, detto tignola<br />

del pomodoro, che si diffonde prevalentemente<br />

in serra, le cui larve si nutrono<br />

a spese della parte epigea delle solanacee<br />

e in particolare del pomodoro.<br />

Lʼadulto è una farfallina grigio-argentea<br />

di 6-7 mm. Le larve scavano mine nelle<br />

foglie e nei casi più gravi si ha la distruzione<br />

dellʼintero parenchima; le gallerie,<br />

che inizialmente sono bianco-argentee,<br />

imbruniscono. Le larve attaccano<br />

anche sia i fusti che i frutti dove provocano<br />

necrosi sul calice oppure dei fori<br />

di uscita in superficie.<br />

Protezione<br />

Biologica: alla comparsa delle<br />

larve intervenire con Success<br />

alla dose di 8-10 ml, ripetendo<br />

il trattamento dopo 10 giorni.<br />

Grillotalpa<br />

Si tratta di un insetto di grosse dimensioni, lungo<br />

4-5 cm, a ciclo biennale, che trascorre la maggior<br />

parte della sua vita interrato. Le femmine<br />

depongono le uova nella primavera del 3° anno<br />

di vita. Scavando le sue gallerie compie erosioni<br />

sugli organi sotterranei delle piante provocando<br />

avvizzimenti; i tuberi delle patate, ad esempio,<br />

possono essere danneggiati gravemente.<br />

Convenzionale: si distribuisce sul terreno Pershing alla dose di 32-40 g/10<br />

m² e si interra.<br />

58<br />

Foto R. Spicuzza<br />

Foto M. Mochetti<br />

Mine su peperone<br />

di Liriomyza<br />

spp.<br />

Tuta absoluta:<br />

larva, adulto e<br />

danno su pomodoro<br />

A sinistra: adulto<br />

di Gryllotalpa<br />

gryllotalpa<br />

57


58<br />

Foto A. Pollini Foto A. Pollini<br />

Foto A. Pollini Danno da Trips tabaci<br />

Tripidi<br />

I tripidi sono insetti molto piccoli, lunghi 1,2-1,3 mm,<br />

con femmine di colore bruno. Le punture di nutrizione<br />

sono la causa della comparsa di numerose punteggiature<br />

argentate e necrotiche sui tessuti che determinano<br />

la riduzione di sviluppo delle piante e la malformazione<br />

dei frutti. Sono parassiti che possono trasmettere diversi<br />

virus.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: si deve intervenire alla comparsa degli<br />

adulti con Decis Jet (5 ml) bagnando bene tutta la vegetazione<br />

e soprattutto i fiori. Ripetere il trattamento<br />

dopo 7-10 giorni alternando il prodotto con Success.<br />

Biologica: trattare con Neemazal T/S (20-30<br />

ml) oppure con Success (8 ml). Bagnare<br />

bene la vegetazione e i fiori e ripetere il trattamento<br />

dopo 7-10 giorni, meglio se alternando i due<br />

prodotti.<br />

Tignola<br />

Eʼ un piccolo lepidottero le cui larve, lunghe circa un<br />

centimetro, scavano gallerie nei fusti, nelle ramificazioni<br />

e in particolare nei tuberi di patata affioranti. In questi<br />

ultimi continuano la loro attività anche dopo la raccolta,<br />

in magazzino.<br />

In alcuni casi riescono anche a scavare gallerie nei peduncoli<br />

delle bacche, come ad esempio in quelle del<br />

pomodoro, causando la caduta della bacca stessa.<br />

Protezione<br />

Danno da Phthorimaea operculella Convenzionale: si deve intervenire sulle forme giovanili<br />

con Decis Energy O-TEQ (7,5-10 ml) o con Decis Jet (8 ml) ripetendo<br />

eventualmente il trattamento dopo 2 settimane.<br />

Biologica: trattare con Neemazal T/S (20-30 ml) oppure Success<br />

(2 ml in 4-6 litri dʼacqua).<br />

Depressaria erinaceella<br />

Depressaria<br />

Insetto specifico del carciofo, la depressaria è un lepidottero<br />

la cui larva, lunga un paio di centimetri, erode le<br />

parti esterne dei germogli e scava gallerie, in particolare<br />

nello scapo dei capolini e quindi penetra nel carciofo<br />

dove compie erosioni.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: si deve intervenire alla comparsa delle<br />

larve con Decis Jet alla dose di 8 ml.<br />

Biologica: trattare con Success alla dose di<br />

8-10 ml.


Tipula degli orti<br />

La tipula è conosciuta come<br />

“zanzarone” per i suoi adulti<br />

che somigliano a grosse zanzare.<br />

Le larve, di colore grigio<br />

scuro, sono lunghe 30-35 mm<br />

e durante le ore notturne compiono<br />

erosioni sulle foglie che<br />

toccano il suolo. I maggiori<br />

danni li fanno in primavera, nei<br />

terreni umidi. Si possono<br />

avere attacchi anche sui frutti di fragola.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: i trattamenti effettuati in primavera con Decis Jet (8 ml)<br />

contro le agrotidi sono efficaci anche contro la tipula.<br />

Ragno rosso comune<br />

Acaro che ama le specie erbacee<br />

e, con il suo elevato potenziale<br />

riproduttivo, è in grado<br />

di causare notevoli danni; durante<br />

la stagione si susseguono<br />

7-10 generazioni. Le<br />

sue forme mobili attaccano la<br />

pagina inferiore delle foglie<br />

con punture di alimentazione<br />

che sottraggono i succhi e i<br />

pigmenti clorofilliani. Il danno<br />

si evidenzia con ingiallimenti, fitte ragnatele, caduta delle foglie e, nei casi<br />

peggiori, con la morte delle piante.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare alla comparsa del parassita con un acaricida specifico.<br />

Lumache<br />

Le chiocciole e le limacce si nutrono a<br />

spese di tutte le parti della pianta, dalle foglie<br />

ai frutti. Si sviluppano prevalentemente<br />

durante i periodi caratterizzati da piogge<br />

frequenti; alcune specie rimangono inattive<br />

durante lʼinverno e in estate mentre altre<br />

sono presenti durante lʼintera annata.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare con Mesurol M plus (10-30 g/10 m² oppure 2-3 g -<br />

pochi granuli – attorno alle singole piante).<br />

Biologica: distribuire a spaglio o lungo le file Ferramol (2,5-5<br />

g/m²).<br />

Adulto e, a sinistra,<br />

larve di Tipula<br />

spp.<br />

Danni dovuti ad<br />

attacco di<br />

Tetranychus orticae<br />

A sinistra: lumaca<br />

59


60<br />

Foto Univ. MI<br />

Foto Univ. MI<br />

Formica nera<br />

Lasius niger in<br />

preparazione entomologica<br />

Un chicco d’uva<br />

preso d’assalto<br />

dalle formiche attratte<br />

dalle sostanze<br />

zuccherine<br />

Formiche<br />

Le formiche sono insetti sociali. Hanno dimensioni<br />

che vanno da pochi millimetri a oltre un centimetro e<br />

una colorazione non appariscente. Vivono in società<br />

permanenti, i formicai.<br />

La formica più diffusa nellʼorto e nel giardino è la<br />

“formica nera” (Lasius niger); è possibile trovare<br />

anche la “formica argentina” (Linepithema humile) e<br />

il Tapinoma melanocephalus.<br />

La “formica nera” vive nel terreno in piccoli nidi con<br />

15-30000 individui e si adatta a tutti gli ambienti. Eʼ<br />

di colore nero o bruno scuro; le operaie sono lunghe dai 2 ai 5 millimetri. In<br />

inverno vanno in letargo per alcuni mesi. Sono ghiotte di sostanze zuccherine<br />

in particolare della melata rilasciata da afidi e cocciniglie; hanno la caratteristica<br />

di avere un addome estensibile che permette loro di<br />

immagazzinare liquidi zuccherini per cui sono veramente insaziabili. La<br />

cosa curiosa è che queste formiche “allevano” gli afidi per poter disporre<br />

delle loro secrezioni zuccherine! Invadono<br />

le case alla ricerca di miele, marmellata e<br />

dolci.<br />

La “formica argentina” è fra le più dannose,<br />

si nutre di ogni tipo di sostanza commestibile<br />

e può diffondere germi patogeni tanto<br />

che ne è prevista la lotta obbligatoria. Predilige<br />

il caldo umido. Nidifica nel suolo, sotto<br />

le pietre e nelle cavità dei muri. Le operaie sono<br />

di color castano chiaro, lunghe 2-2,5 mm, in<br />

grado di infilarsi dovunque. Hanno lʼabitudine di<br />

spostarsi in lunghe file per la ricerca del cibo e in<br />

particolare di sostanze zuccherine.<br />

Il Tapinoma melanocephalus si adatta molto facilmente<br />

a differenti habitat. Il nido si può trovare<br />

sia allʼinterno che allʼesterno degli edifici. Infesta<br />

facilmente tappeti erbosi, cavità, fusti di piante e<br />

piante in vaso e serre. Eʼ comune anche allʼinterno<br />

delle abitazioni invadendole dallʼesterno.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: distribuire Pershing uniformemente<br />

sul terreno ( 35-40 g/10 m²) oppure localizzato<br />

(10-16 g/10 m²).<br />

Fuori dallʼorto, possono essere utilizzati i prodotti Bayer Garden specifici<br />

per le formiche degli ambienti domestici.


Mal bianco o oidio<br />

Il mal bianco è una patologia fungina che attacca le foglie formando<br />

chiazze biancastre pulverulente (che poi<br />

confluiscono fra loro fino a coprire lʼintera foglia),<br />

ingiallimenti, deformazioni e disseccamenti. Nei<br />

casi più gravi vengono colpiti dal fungo anche il<br />

fusto, i piccioli fogliari e i peduncoli dei frutti. Gli attacchi<br />

sono favoriti da temperature medie e umidità<br />

elevata; in genere si verificano in primavera e a<br />

fine estate-autunno.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare in maniera preventiva ogni<br />

7-10 giorni con Folicur SE alla dose di 29 ml.<br />

Biologica: trattare ogni 5-6 giorni con<br />

Zolfo Bagnabile Bayer (15-20 g).<br />

Peronospora<br />

La malattia colpisce prevalentemente<br />

le foglie su cui compaiono<br />

delle macchie traslucide<br />

(tipo macchia dʼolio) di dimensioni<br />

variabili che successivamente<br />

divengono scure. In<br />

corrispondenza di queste, sulla<br />

pagina inferiore, si evidenziano<br />

efflorescenze bianco-grigiastre.<br />

Le macchie confluiscono fino a<br />

provocare il disseccamento dellʼintera<br />

foglia.<br />

Anche i fusti possono essere<br />

interessati. I frutti immaturi colpiti dalla peronospora, dopo aver evidenziato<br />

macchie irregolari acquose dapprima grigie e poi scure, marciscono.<br />

Protezione<br />

Intervenire quando si presentano le condizioni favorevoli allo sviluppo della<br />

malattia o alla comparsa dei primi sintomi.<br />

Convenzionale: trattare con Melody Compact (30-40 g) ogni 7 giorni oppure<br />

con R6 Bordeaux (40 g/6,5-10 litri dʼacqua).<br />

Biologica: trattare con Cupravit Blu WG (25-35 g) che svolge<br />

unʼazione fungicida anche su alternariosi di pomodoro e patata.<br />

Ripetere il trattamento ogni 7 giorni.<br />

Malattie fungine<br />

In questo capitolo, salvo<br />

diversa indicazione, foto di<br />

Renzo Angelini<br />

Oidio<br />

Bremia lactucae<br />

A sinistra: Phytophthora<br />

infestans<br />

61


62<br />

Foto Bayer<br />

Puccinia cichori<br />

Botrytis cinerea<br />

su pomodoro e<br />

insalata<br />

Rhizoctonia solani<br />

su pomodoro<br />

Ruggine<br />

Su entrambe le pagine delle foglie più vecchie delle<br />

insalate compaiono pustole bruno-rossastre del diametro<br />

di 0,5-1 mm. Le foglie colpite accartocciano e<br />

disseccano. La malattia si sviluppa più facilmente in<br />

autunno, con elevati tassi di umidità relativa.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare nel momento di maggiore sensibilità<br />

alla malattia con Folicur SE alla dose di 29 ml.<br />

Biologica: trattare con Cupravit Blu WG<br />

alla dose di 25-35 g.<br />

Muffa grigia (botrite)<br />

Patologia fungina molto diffusa<br />

che determina danni e può colpire<br />

tutte le parti della pianta.<br />

Sulle insalate attacca il colletto<br />

su cui provoca imbrunimenti e<br />

successivamente determina la<br />

marcescenza delle foglie che si<br />

ricoprono della classica muffa<br />

grigia. Su cucurbitacee e solanacee<br />

penetra attraverso ferite o<br />

anche attraverso i fiori appassiti,<br />

si sviluppa e quindi infetta tutta<br />

la pianta e in particolare i frutti<br />

determinando marciumi molli<br />

che si ricoprono della caratteristica muffa grigia.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: intervenire preventivamente con antibotritici specifici.<br />

Biologica: lʼimpiego del Cupravit Blu WG (25-35 g) contro altre<br />

malattie permette di ottenere unʼazione collaterale sulla botrite.<br />

Rizoctonia<br />

La malattia può colpire le piante giovani o già sviluppate<br />

attaccandole al colletto o sulle radici, provocando<br />

delle necrosi. Sulla patata alla base del fusto<br />

si forma un manicotto bianco e su insalata si ha la<br />

marcescenza del colletto e delle foglie. Il pomodoro<br />

può essere attaccato anche sui frutti. La malattia si<br />

manifesta più facilmente in presenza di umidità nel<br />

terreno e di temperature miti.<br />

Protezione<br />

Evitare elevate densità dʼimpianto, eccessivi apporti<br />

di fertilizzanti azotati e ristagni idrici. Estirpare e distruggere<br />

le piante colpite dalla malattia.<br />

Intervenire preventivamente con prodotti specifici contro la rizoctonia.


Alternaria<br />

Il fungo attacca le piante in tutti gli stadi di sviluppo causando<br />

sulle foglie macchie brune rotondeggianti e una muffa verde-nerastra<br />

sulla pagina inferiore. Possono essere interessati anche i<br />

fusti e le infiorescenze che, sui cavolfiori, rappresentano la<br />

parte edule.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: trattare con Ramital (30-50 ml) a intervalli di 7-<br />

10 giorni (lʼintervallo più breve in condizioni di umidità elevata).<br />

Biologica: impiegare Cupravit Blu WG (25-35 g) dʼacqua.<br />

Antracnosi<br />

La malattia si manifesta generalmente a inizio autunno sulle foglie più<br />

esterne delle insalate con macchie circolari di pochi millimetri, brune con<br />

interno giallo e con tacche allungate<br />

grigie sulle coste fogliari. I<br />

tessuti colpiti si lacerano e le foglie<br />

si perforano e si deformano.<br />

Anche i frutti e i tuberi possono<br />

essere colpiti.<br />

Protezione<br />

Effettuare, dalla comparsa dei<br />

primi sintomi, 2 trattamenti a distanza<br />

di 7- 10 giorni.<br />

Convenzionale: trattare con Ramital<br />

(30-50 ml 10 litri dʼacqua).<br />

Biologica: impiegare Cupravit Blu WG (25-35 g/10 litri dʼacqua).<br />

Septoriosi del pomodoro<br />

Attacca le foglie causando macchie rotondeggianti<br />

di 2-3 mm di diametro e colore<br />

grigio scuro. Possono essere interessati<br />

dallʼinfezione anche i fusti, i piccioli e i calici<br />

fiorali con macchie più piccole e scure.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: alla comparsa dei primi<br />

sintomi si interviene con Ramital (30-50<br />

ml). Il trattamento va ripetuto.<br />

Alternaria spp. su<br />

pomodoro<br />

A sinistra: Marssoninapanattoniana<br />

su insalata<br />

Septoria lycopersici<br />

su pomodoro<br />

63


64<br />

Foto Bayer<br />

Strozzature del<br />

fusticino all’altezza<br />

del colletto<br />

da Pythium spp.<br />

Pseudomonas<br />

syringae su pomodoro<br />

e a destra Pseudomonas<br />

cichorii<br />

su lattuga<br />

Pythium (moria delle piantine)<br />

Sono microrganismi fungini che sviluppano infezioni nei semenzai<br />

causando necrosi al colletto delle piantine (generalmente nei primi<br />

15 giorni di vita) con conseguente morte. In alcuni casi lʼinfezione<br />

può interessare anche le bacche del pomodoro e i frutti di anguria e<br />

cetriolo con processi di marcescenza localizzati nella zona peduncolare<br />

o in quella a contatto col terreno. Nei semenzai la diffusione<br />

della malattia è molto rapida e avviene ad opera di ife che riescono a<br />

passare da una pianta allʼaltra, soprattutto se la semina è fitta.<br />

Protezione<br />

Convenzionale: si tratta in semenzaio con Previcur Energy (6 ml/m 2 oppure<br />

a 3 ml/m 2 effettuando 2 interventi distanziati di 2 settimane. Utilizzare 2-4<br />

litri dʼacqua per m 2 ) oppure subito dopo il trapianto (2 ml/m 2 in 20 litri dʼacqua).<br />

Batteriosi<br />

Le batteriosi sono causate da diverse specie di batteri che colpiscono la<br />

maggior parte delle piante dellʼorto. Alcuni colpiscono a livello delle foglie<br />

causando macchie e colorazioni varie oltre ad appassimenti, altri provocano<br />

danni ai frutti causando macchie<br />

necrotiche, altri ancora<br />

possono danneggiare le parti sotterranee<br />

e in particolar modo i tuberi<br />

di patata. Le insalate colpite<br />

presentano macchie necrotiche<br />

che causano il collasso delle foglie<br />

e marcescenze.<br />

Protezione<br />

Intervenire alla comparsa dei sintomi.<br />

Convenzionale: trattare con Ramital<br />

(30-50 ml) ripetendo il trattamento. R6 Bordeaux impiegato contro la peronospora<br />

(40 g/6,5-10 litri dʼacqua) ha una buona azione preventiva<br />

contro le batteriosi.<br />

Biologica: impiegare Cupravit Blu WG (25-35 g/litro).<br />

Protezione dalle erbe infestanti<br />

Le erbe infestanti devono essere tenute sotto controllo perché, se si sviluppano<br />

troppo, entrano in competizione con i nostri ortaggi e li danneggiano<br />

sottraendo loro elementi nutritivi e acqua. Spesso in breve tempo le malerbe<br />

sono in grado di invadere tutte le aiuole. Le infestanti generalmente<br />

vengono tolte a mano oppure utilizzando la zappetta che, avendo il manico<br />

lungo, è facile e rapida da maneggiare. Questa operazione va fatta preferibilmente<br />

in giornate calde e asciutte.<br />

Pratiche utili per diminuire la presenza di infestanti sono il diserbo in prese-<br />

65


mina e la falsa semina. Il primo consiste<br />

nel distribuire sul terreno il diserbante<br />

granulare Bluecontact alla dose di 20-40<br />

g/10 m2 , irrigare e trapiantare dopo 2-3<br />

giorni in buchette. La sua azione residuale<br />

antigerminello consente di controllare<br />

le infestanti annuali (attenzione, non<br />

seminare dopo applicazione di Blucontact).<br />

La falsa semina è una tecnica antica<br />

che consiste nel preparare con molto<br />

anticipo il terreno per la semina e irrigarlo<br />

senza peraltro seminare. In questo<br />

modo si ottiene la germinazione delle infestanti<br />

presenti nel terreno che si eliminano<br />

con il diserbante totale Rasikal<br />

Quick (5-10 ml/10 m2 in 3 litri dʼacqua).<br />

Dopo 2-3 giorni è possibile seminare o<br />

trapiantare. Le infestanti nate si possono<br />

eliminare anche con una fresatura.<br />

Agrofarmaci autorizzati dal Ministero della Salute. Seguire attentamente le istruzioni. Le<br />

informazioni hanno carattere informativo e lʼutilizzatore è tenuto a leggere ed ad attenersi<br />

scrupolosamente a quanto riportato sulle etichette dei prodotti. Bayer CropScience S.r.l.<br />

declina ogni responsabilità per lʼuso improprio dei prodotti.<br />

3<br />

66<br />

Foto L. Lazzarini<br />

4<br />

1<br />

2<br />

1 - Raphanus<br />

spp.<br />

2 - Chenopodium<br />

album<br />

3 - Sorghum<br />

halepense<br />

4 - Portulaca<br />

oleracea<br />

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