La filosofia greca

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La filosofia greca

106 LA FILOSOFIA GRECA

come xinmaiq dell'oggetto sull'anima, invece di ce-

dere all'estremo soggettivismo della credenza, si raf-

forza anch'esso; ond'è che la fantasia catalettica

vien detta avere per sé la convinzione della verità

solo in quanto riproduce fedelmente 1

l'oggetto ( ).

Dove risiede dunque la verità: in noi o fuori di

noi? Ecco quel che gli stoici sono incapaci di deci-

dere: il loro soggettivismo è troppo tenue, perchè

possa rivendicare a sé tutta la padronanza del cri-

terio; e d'altra parte l'oggettivismo, per quanto sva-

lutato dal loro procedimento empiristico, è ancora

troppo vivo nel ricordo, perché possa cedere tutti i

suoi diritti. Donde la finale indecisione tra il nuovo

e l'antico, che ha il valore d'una riprova dell'inca-

pacità del pensiero greco a sorpassare definitiva-

4. La fisica stoica. — Anche per la fisica stoica,

in rapporto con quella aristotelica, valgono le stesse

considerazioni che abbiamo fatto sulla dottrina della

conoscenza. In Aristotile la concezione del mondo

naturale si sdoppiava, contro le premesse immanen-

tistiche del sistema, in una fisica e in una teologia,

poiché il movimento — oggetto della fisica — postu-

lava, come suo principio, un motore immobile e tra-

scendente. Nello stoicismo noi troviamo invece nuovamente

unificati il motore e il mobile, la forma e

la materia; nondimeno, questo immanentismo ci ap-

pare degradato al livello di una concezione materialistica

del mondo, e la divinità ridotta a un mero

principio fisico. Cosicché, attraverso l'aristotelismo,

noi vediamo la filosofia stoica ritornare alle vecchie

(1) Si'.xr., Malh., vii, 218; Cic, Acad. post , i, il.

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