La filosofia greca

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La filosofia greca

VII. GLI STOICI 111

gente colta, paga di legittimare, col sussidio della ra-

gione, la fede ricevuta dagli avi. E tuttavia dalla

religione degli stoici, in virtù del suo stesso vizio

di origiue, non si potrà mai allontanare del tutto

un dubbio di raffinato ateismo. Dove qualunque cosa

è divina, la divinità sfuma nel vuoto e la credenza

in essa confina con la scettica incredulità.

La cosmologia stoica concepisce la distribuzione

e posizione degli elementi nell'universo in funzione

dei loro mutui rapporti e del pensiero divino che li

1

regge ). Nel mezzo si dispongono la terra e l'acqua (

;

intorno l'aria e il fuoco; stabile è il loro equilibrio

per la forza centripeta di tutte le parti. Donde la

rappresentazione del mondo come sferico e giraute

sul proprio asse intorno a se

2

stesso ( ).

Come tutto vien dal fuoco, così tutto ritorna nel

fuoco; in quanto generato, il mondo si distrugge per

infiammazione (xa-c'é>onjQco0iv)

3

( ), e non solo nelle

sue parti, bensì

4 ancora nel suo tutto ( ):

quod consunto umore, mundus hic omnis ignescatp).

Esiste dunque un doppio ciclo del reale, un ciclo

creativo e un ciclo distruttivo; ma la distruzione

non intacca il principio eterno e generatore, bensì il

solo mondo generato; ciò che rende possibile la pa-

6

lingenesi (xaliyyevtoia)

( ), l'inizio del nuovo ciclo.

(11 Philo, Quaest. et soìut. in Eccodum, n, 90, p. 528, Aucher.

(2) Plutarch., De stoic. repugn., cap. 44. p. 1054 e. Altrove la causa

dell'equilibrio è posta in xò taoPagé?. Se il mondo fosse tutto acqua e

terra, andrebbe in giù; se tutto aria e fuoco, in alto: il concerto del

tutto mantiene il mezzo del P

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