La filosofia greca

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La filosofia greca

126 LA FILOSOFIA GRECA

corrotta democrazia della setta. Il mero prainmati-

stno della dottrina non richiede più una lunga e sa-

piente iniziazione, ma soltanto la volontà di un de-

terminato atteggiamento, accessibile a tutti. Già gli

stoici avevano allargato la cerchia dei loro scolari,

includendovi anche le donne; Epicuro ammette nella

sua scuola persino le etere, ed invita alla filosofìa

tutti coloro che son rudes omnium litterarum (').

Dall'odio ch'egli vanta per le lettere, è immune la

sola filosofia, come quella eh' è introduttiva alla vita

2 beata ( ).

La scuola epicurea fu fondata nel 306 in Atene

da Epicuro, nato in Saino nel 341-342, ed ebbe per

sede i giardini della villa del fondatore. Tra i più

importanti seguaci si ricordano: Metrodoro, Poliano,

Ermaco, che dopo la morte del fondatore resse la

scuola; Colote, contro cui quattro secoli più tardi

scrisse Plutarco; tra gli altri posteriori, Polistrato,

e, verso la fine del II secolo, Apollodoro, celebre

per la sua cronaca della filosofia. Nel II secolo a. C.

l'epicureismo si trasferì a Roma, dove contò molti

seguaci: tra i primi Amafinio; in seguito, il poeta

Lucrezio, e contemporaneo di lui, il medico Ascle-

piade di Bitinia. In Atene, la scuola epicurea si at-

tardò per più secoli ancora.

2. La fisica epicurea. — L'odio di Epicuro per

il sapere teoretico si riflette fin nella partizione da

Ini data della filosofia. Alle tre scienze degli stoici,

ne subentrano due: la fisica e l'etica. La logica, che

nello stoicismo serviva ancora a legittimare l'inda-

gine fisica, diviene non altro che un'appendice della

(1) Lactant., Divin. instit., in, 25, 7.

(2) Skxt., Matti., xi, 169.

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