La filosofia greca

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La filosofia greca

Vili. GLI EPICUREI 127

fìsica: se non avremo indagato la natura delle cose

— così si esprime Epicuro — in nessun modo potremo

difendere il giudizio dei sensi. E la logica, col nome

di canonica (tò xavovixóv), forma l'ultimo capitolo

della fìsica, e vien trattata óuoO trà cpvaixcb (').

Lo studio della fìsica ha nella concezione epicu-

rea un'importanza psicologicamente maggiore che

nello stoicismo, in quanto è più intrinseca alla con-

cezione etica della vita che ne forma l'avviamento

e insieme il coronamento. Quello studio è infatti

suggerito dal bisogno che l'uomo ha di liberarsi di

vani fantasmi e di superstizioni dannose alla tran-

quillità dell'anima. Solo guardando e considerando

i fenomeni per quel che sono, nei loro nessi pura-

mente naturali, rimovendo l'immaginazione di po-

tenze occulte dietro di essi, l'uomo conquista la

felicità, che è la meta della sua vita. E l'importanza

della fìsica epicurea, più che nel suo contenuto si-

stematico, il quale è ricalcato in gran parte sulla

dottrina di Democrito, sta nello spirito sereno e

spregiudicato che circola attraverso di essa.

Epicuro, per questo suo atteggiamento, è apparso

non solo come un maestro a numerose generazioni

di scienziati, ma anche come un liberatore e quasi

come un redentore. Delle due lettere in cui la dot-

trina fisica ci è stata tramandata, acquista, per tale

riguardo, un particolare rilievo quella eh' è diretta

a Pitocle, sui mondi, gli astri, i fenomeni tellu-

rici, ecc., dove la cura costante di Epicuro è di

spiegare le cose celesti con l'analogia dei consueti

fenomeni che accadono sulla terra, e questi ultimi,

naturalmente, con criterii del tutto empirici, che,

(1) Diog., x,

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