La filosofia greca

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La filosofia greca

128 LA FILOSOFIA GRECA

anche quando non colgono nel seguo, additano sempre

una via feconda per la ricerca scientifica.

La dottrina dei principii fisici è esposta nella

Lettera a Erodoto ('), ed ha le sue fonti, come si è ac-

cennato, nella fisica democritea, che essa riproduce

con grande fedeltà, ma pur con una certa coscienza

critica delle difficoltà e dei dubbi, maturati in seno

alla filosofia posteriore. Si tratta dunque di una fisica

schiettamente materialistica, senza quella deviazione

che il pensiero stoico aveva introdotto, per giustifi-

care alcune esigenze estranee alla fisica.

Niente si genera dal non-essere, niente torna al

non-essere: il tutto era sempre qual è, e tale sarà

sempre (*2

). I suoi ingredienti sono i corpi e lo spazio

vuoto (ocófAata xal tójtog), senza del quale non sarebbe

possibile il

3 movimento ( ). I corpi o sono composti

(auyxQioeig), o tali che di essi constano i composti:

questi ultimi sono individui e solidi (atonia xaì àfte-

Tà|3/U)Ta), per l'impossibilità che l'essere si riduca al

non-essere ('). Gli atomi son privi di qualità, le loro

differenze non sono infinite, ma indefinite (òkeqì-

r

ài)jt;toi) ');

( e si compendiano nelle tre categorie, della

figura, della grandezza e del peso (o/,i']iia \ieyeQoq,

6

PaQoc) ( ). Al peso viene attribuita una importanza

più centrale rispetto alla tìsica democritea, per dare

una più sufficiente spiegazione del moto. Con ciò

(!) Raccolte, insieme a tutte le fonti greche in: Herm. Usbnkr, Epicurea,

Lipsiae, 1887, da cui son tratte le citazioni del testo. Una

nuova, pregevolissima raccolta, limitata alle opere, ai frammenti, alle

testimonianze sulla vita (esclusa quindi la dossografìa, è quella del

Bigione, Epicuro, Bari, Laterza, 1920 (nei Filosofi antichi e medievali),

(2) Ep., I, 38, p. 5, 13.

(3) 39, p. G, 5.

(4) 40, p. 6, 14.

(5) 42. p. 7, 21.

(6) Plutarch., De plac. phil., i, 3, 26.

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