La filosofia greca

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La filosofia greca

134 la filosofia greca

Contro il pensiero e la paura della morte, convergono

gli sforzi dell'etica epicurea. Non bisogna temere

la morte: ogni bene e ogni male sono nella sen-

sazione, e la morte è privazione della sensazione (').

11 pensiero della morte non è mai qualcosa che ci

concerne da vicino, perchè, quando noi siamo, la

morte non è; e quando essa è, noi non siamo più.

Dunque, quel pensiero non vale né contro i viventi,

né contro i morti. Il saggio non temerà il non-vivere,

né avrà a vile la vita; così cercherà di vivere non

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lungamente, ma dolcemente ( ). Per conseguenza, gli

epicurei non ammettono il suicidio, sembrando ad

essi suprema demenza il costringersi alla morte per

timore della

3 morte ( ).

Una nuova e più grave attenuazione dello stoicismo

si osserva nel pensiero politico degli epicurei.

Ogni umana società è negata: otix eott cpucuxi] xoivco-

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via

( ), ma ciascuno pensa a se medesimo ( ). Le leggi

sono opera dei saggi, non perchè non commettano

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l' ingiustizia, ma perchè non la subiscano ( ). L'indifferenza

stoica verso la vita pubblica diviene un

obbligo di non parteciparvi: Epicurus ait: non ac-

cedei ad rempublicam sapiens, itisi quid intervenerit.

Zenon ait: accedei ad rempublicam, nisi quid impe-

dierit. Alter otium ex proposito petit, alter ex causai).

Così la politica epicurea ha per fine l'assenteismo po-

litico, come la rettorica la negazione della rettorica( 8 ).

(1) Ep., Ili, 124, 60, 15 segg.

(2) Ibid., 125, p. 61, 5 segg.

(3) Fr., 497, p. 310, 1.

(4) Arrianus, Epict. diss., il, 20, 6.

(5) Lactant.. Divin. instiU, in, 17, 42.

(6) Fr. 5:-0, p. 320, 27.

(7) Senkc, De otto, 3, 2.

(8) Plut., Adr. Coiot., 3, p. 1127 a.

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