La filosofia greca

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La filosofia greca

IX. SCETTICISMO ED ECLETTISMO 143

Alle due convergenti negazioni teoretiche, \'£noir\ e

ràxttTttA,T)ipia, fa riscontro, nel campo della pratica, una

terza negazione: P dragarla, l'impassibilità del saggio,

l

propugnata da Pirrone anche prima che da Epicuro ).

Questa conseguenza morale nasce direttamente dallo

scetticismo scientifico : perchè, se noi dobbiamo so-

spendere il giudizio sulle cose, dobbiamo anche ri-

nunziare ad ogni movimento verso di esse. E a.U'èno-/r\

tien dietro la felicità, come l'ombra al corpo. Chi

si trattiene da ogni affermazione sull'essenza delle

cose, e specialmente lascia cadere la concezione fal-

lace che alcune di esse siano buone, altre cattive,

quegli non è affetto da saccente irrequietezza, da

immaginazione orgogliosa, da dommatismo etico, ed

è pertanto 2

felice ( ).

Noi ritroviamo qui, dunque, il tema fondamen-

tale dello spirito greco: l'eudemonismo, ma ricon

quistato attraverso la negazione di quegli stessi va-

lori che agli antichi erano apparsi i mezzi migliori

per procacciarlo. La felicità non è più nel sapere,

e neanche, come per Epicuro, mediante il sapere,

che rimuove le fallacie della superstizione, ma nel

negare al sapere ogni significato positivo ed affer-

mativo. E tuttavia, attraverso la negazione, vive

ancora il vecchio intellettualismo, nell'accanimento

stesso della critica contro le argomentazioni dei dom-

inatici, per cui gli scettici continuano a nutrirsi di

quella scienza che pur vorrebbero allontanare da sé.

Vedute molto affini al pirronismo professa l'Acca-

3 demia ( ) con Arcesilao di Pitane nell'Eolia (316 5 —

(1) Ibid., ix, 64, fi9.

(2) Tim., fr. 1, 9, 67, 70.

(3) L'Accademia platonica è, nelle fonti, suddivisa in vari periodi.

La più antica Accademia è quella di Platone e dei suoi immediati se-

(

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