La filosofia greca

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La filosofia greca

152 LA FILOSOFIA GRECA

L'etica della Media Stoa è un'attenuazione eclettica

del rigorismo della scuola classica. Il massimo

fine della vita è la felicità; il conseguimento di essa

si ottiene vivendo conforme alla natura umana. Ma

poiché questa comprende due facoltà sostanzialmente

diverse, i valori morali si distribuiscono conformemente

in due categorie. Ve una virtù perfetta, che

appartiene al saggio (y.axÓQQ(a\ia) e una virtù comune

o media (xaOnxov), propria degli altri uomini e che

1

consiste in una copia della prima ( ). Di qui si può

facilmente riconoscere che, se l'apprezzamento della

virtù vera, conforme a ragione, è identico nello stoi-

2

cismo antico e medio ( ). la più larga sfera che que-

st'ultimo concede al JcaOfjxov, al medium officium,, è

l'indizio di un raddolcimento dell'antica severità.

In questo risaltato è da vedere indubbiamente l'influenza

dell'etica aristotelica, la quale contempera

armonicamente le varie attività dell'anima. E ad

Aristotile, tanto Panezio quanto Posidonio tolgono il

concetto che la virtù sia un che di mezzo tra il troppo

e il troppo poco, cioè quella [izaóx^q che tanto ripu-

gnava all'antico stoicismo, e che invece assai bene

risponde alla tendenza eclettica della Media Stoa.

Molto affine alla Stoa è l'Accademia platonica,

nel I secolo a. C. con Filone e con Antioco. Del

primo, Sesto Empirico potè dire che filosofava nel-

3

l'Accademia secondo il costume stoico ( ); del se-

len., De Hipp. et Plat. piar.., IV, 3, p 377). Panezio chiamò Platone

l'Omero della filosofia; tuttavia non sottoscrisse aliatesi dell'immortalità

dell'anima, pensando che tutto ciò che nasce è necessario che

perisca; e similmente tutto ciò che è suscettibile di malattia (Cic,

Tuxc. disp , i, 32).

(1) Cic., De o/f, i, lo, 46; ni. 3, 13; 4, 16.

(2 Ci-EM , Strom., Il, 21.

(3) Srxt., Pyn:, 1, 235.

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