La filosofia greca

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La filosofia greca

154 LA FILOSOFIA ORBCA

antitesi del bene e del male, ammettendo, fuori della

virtù e del

x

vizio, altri beni ed altri mali (

). E principalmente

fa consistere il massimo bene morale non

soltanto nella perfezione dello spirito, ma ancora in

(lucila del corpo ('-), attribuendo così coi peripatetici

un valore all'esteriorità, rigidamente negato dagli

stoici.

In queste sue diminuite espressioni eclettiche, la

filosofia greca fa il suo ingresso nel mondo latino.

4. La filosofia greca a roma. — La maggiore

conquista dell'ellenismo è Roma, la conquistatrice

non già della Grecia," ormai già spenta, ma dell'Acaia.

Tuttavia, la civiltà ellenistica non si rispecchia nel

pensiero romano che nei suoi elementi negativi e

dissolvitori, senza dar luogo a nessun rinnovamento

fecondo d'idee. Ciò che si osserva nei frequenti rap-

porti mentali tra e i greci e i romani, a cominciare

dal II secolo a. C, non è che il sorgere di un fatto

di mera cultura, assai più notevole in estensione che

in profondità. Uno spirito curioso di novità, un bi-

sogno di raffinatezze intellettuali, un desiderio' di

eccellere nella loro patria, forti delle armi sommi-

nistrate dai creatori della dialettica, e non già un'esigenza

intima e mentale, spingeva i giovani romani

a ricercare i più celebrati maestri di filosofia e di

rettorica in Atene e in Rodi. Gli studi filosofici a

Roma, fin dal primo apparire, trovarono già il loro

posto assegnato nelle categorie dello spirito latino:

la loro sfera fu quella dell' otì uni, non quella dei

negotia, ed ebbero pertanto un valore solamente sus-

sidiario rispetto alle cure più essenziali della vita.

.

(1) Ci.'., Acad. Pr., il, 33.

l

[*)

. De fìn., V, !3, 37.

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