La filosofia greca

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La filosofia greca

158 LA FILOSOFIA GKECA

rappresentazione. Per Cicerone invece, la verosimi-

glianza non è più un canone scientifico che presieda

ad un autonomo filosofare, bensì un canone storico,

per scegliere ed aggruppare i donami delle altrui

filosofìe. Cosicché attraverso questo largo crivello

passano nei suoi libri le principali dottrine comprese

negli antichi e nei nuovi sistemi, tutte insieme ap-

parentate da una comune verosimiglianza.

Di qui il grande valore storico dell'opera di Ci-

cerone, indipendente affatto dalla sua personalità

mentale, ma quale, salvatore e depositario di un ricchissimo

contenuto scientifico, che per lungo tempo

è stato accessibile alla riflessione dei pensatori solo

pel tramite suo. Anzi, di alcuni periodi della storia

del pensiero, di cui sono stati perduti i documenti

originali, egli è ancor oggi per noi uno dei princi-

pali informatori.

Con gli stoici, Cicerone antepone la pratica alla

teoria: agere considerati', vai per lui più che cogitare

prudenter ('). E, conforme a questo principio, egli

si dà poca cura per determinare la propria posizione

teoretica e si affida, senza troppo discernimento, alle

Tonti greche.

Platonismo, aristotelismo, stoicismo si mescolano

insieme nella sua concezione della natura. La rap-

presentazione della sfera cosmica, della distribuzione

degli elementi, della loro separazione qualitativa in

un mondo e in un sopramondo ò attinta ad Aristo-

tile. Ma intanto, egli fa coesistere con questa intuizione

quella del panteismo stoico, e concepisce una

ragione universale e provvidente che penetra tutte

le cose. Il teismo non è a sua volta sconfessato, ma,

tuttora presente nella concezione dualistica degli ele-

(1) De off.,

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