La filosofia greca

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La filosofia greca

162 LA FILOSOFIA GRECA

scitato l'antico stoicismo nella decadenza politica

della Grecia. Ogni pensatore ha una nota personale

e vivace e la trae dal proprio intimo; nessuno ripete

scolasticamente le vecchie dottrine di Zenone

e di Crisippo: si sente che lo stoicismo è divenuto

una vera forma mentis, capace di disciplinare la

vita del saggio anche nelle mutate condizioni esterne.

E la concettosità romana aggiunge un rilievo tutto

particolare allo stoicismo: ne conserva le linee este-

riori del sistema, ma l'arricchisce nell'interno, con

sentenze profonde, piene di vita sinceramente vis-

suta. È avvenuto così che dell'opera di questi pen-

satori si siano giovati assai più i non-filosofi che i

filosofi di professione: ancora oggi i libri di Seneca,

di Epitteto, di Marco Aurelio, sono largamente dif-

fusi nel pubblico colto. Ma la filosofia ha, essa pure,

un proprio interesse da far valere.

5. Seneca. — Il maggiore rappresentante dello

stoicismo romano è Lucio Anneo Seneca, nato a Cordova

nell'anno 3° d. C. , morto nel 65. Fu maestro

di Nerone, che, com'è noto, lo condannò a morte.

Seneca è un grande scrittore; abbondante, e tut-

tavia concettoso, epigrammatico. Egli possiede l'arte

di dar rilievo a ciò che dice, ed attrae il lettore con

V impreveduta novità delle immagini e delle sentenze,

sempre efficaci, talvolta lapidarie. Principalmente,

ha una grande modernità di espressioni e di pen-

siero, sì che a volte egli sembra uno scrittore contemporaneo.

Le sue Epistidae ad Lucilium sono una

delle più belle letture che ci offra la prosa latina.

Il tema delle lettere è essenzialmente morale, ma

di una moralità che non pretende di erigersi in si-

stema, e cerca invece di scrutare tutti gli aspetti

della vita per organizzarli in sistema. Epicuro aveva

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