La filosofia greca

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La filosofia greca

IX. SCETTICISMO ED ECLETTISMO 167

ad essa incombe non soltanto formulare ma anche

praticare. E Tesser filosofo divien sinonimo di essere

uomo dabbene (').

6. Epitteto e Marco Aurelio. — Epitteto, di ori-

gine frigia, schiavo di Epafrodito, liberto di Nerone,

visse in Roma sotto questo imperatore e sotto i suoi

successori; pare che sia morto nel tempo di Traiano.

Filosofare è per lui apprendere ciò eh' è da deside-

2

rare è da evitare ( ). In conformità di questo compito,

tutte le cose si dividono in due classi: ciò che di-

pende da noi e ciò che non è in nostro potere. Alla

prima classe appartiene l'opinione soggettiva, con

le inclinazioni, i desideri e le repugnanze che ne

derivano; alla seconda classe, tutto il mondo esterno,

compreso il corpo umano, coi così detti beni (sanità,

ricchezza, ecc.) che lo concernono. Ma il bene e il

male, nel loro vero significato morale, non consistono

nelle cose, bensì nelle opinioni che gli uomini si formano

intorno alle cose: esempio tipico, la morte,

ohe diviene un male nell'opinione, mentre tale non

è, in sé

3 considerata ( ). Avviene così, che le cose

esterne le quali pur sono straniere a noi, ci tocchino

per mezzo delle rappresentazioni ed opinioni che su-

scitano nel nostro spirito, e la cui apparizione, de-

terminata da leggi oggettive, non è in poter nostro

evitare. Ciò eh' è invece in nostro potere, è la scelta

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dell'uso da fare delle nostre rappresentazioni ( ). Qui

interviene la volontà, razionale e libera, che, disponendo

dell'uso delle opinioni e degli affetti, sottrae lo

(1) Floril., 67, 20; 79, 51, Schl.: xò óé ye elvoi àyaOòv rà cpuXóooipov

elvai ta-ÙTÓv èoxi.

(2) Biss., in, 14, 10.

(3) Man., cap. 5.

(4) Man., il.

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